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Doppi bipoli (o rete a due porte)

Si consideri una rete accessibile da quattro morsetti distinti (1),


(2), (3) e (4)

Fig. 1

e si supponga siano presenti due porte, ad esempio (1)-(3) e


(2)-(4), ovvero che valgano per ogni istante le relazioni
i1(t) = -i3(t)
i2(t) = -i4(t)

Fig. 2

In questo caso si parler di doppio bipolo o rete a 2 porte. In


generale ha interesse il comportamento di un doppio bipolo alle
porte, che caratterizzato da una coppia di relazioni tra le due
tensioni e le due correnti di porta; queste impongono due vincoli
alle quattro grandezze elettriche e lasciano loro due gradi di
1

libert. Per meglio chiarire questi concetti consideriamo le


caratteristiche generali di porta di un bipolo. Questa caratteristica
pu esprimersi nel caso generale tramite una funzione implicita
del tipo:
F(v, Dv, i, Di, t) = 0
dove con il simbolo Dv e Di stiamo indicando la dipendenza dalle
derivate (di ordine arbitrario) della tensione e della corrente
(questa sta ad indicare che il legame tra la tensione e la corrente
che il bipolo impone pu essere dinamico). La dipendenza
esplicita dal tempo t nell'espressione precedente sta ad indicare
invece la tempo varianza della caratteristica. Qualora sia possibile
esplicitare la tensione o la corrente in funzione dell'altra grandezza
elettrica alla porta, cio ricavare espressioni del tipo:
v = r(i, Di, t)
i = g(v, Dv, t)
avremo a che fare con un bipolo che pu essere comandato o in
corrente o in tensione. Se inoltre il bipolo non dinamico (non c'
la dipendenza dalle derivate delle grandezze) avremo a che fare
con un bipolo resistivo, nel caso pi generale non lineare e tempo
variante. La situazione pi interessante ai fini pratici quello in
cui il legame espresso da un'equazione algebrica o integro differenziale lineare tempo invariante, in quanto in questo caso
possibile scrivere il legame in maniera semplice, ad esempio in
termini di impedenza o ammettenza in un dominio trasformato o
in regime sinusoidale.
Doppi bipoli Lineari Tempo Invarianti
Un doppio bipolo si dir lineare tempo invariante se e solo se esso
contiene elementi lineari tempo invarianti e generatori
indipendenti. Senza perdere di generalit considereremo doppi
bipoli LTI che non contengono alcun generatore e che non
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abbiano energia immagazzinata negli clementi a memoria, cio


doppi bipoli a stato zero. Gli effetti di eventuali generatori
indipendenti e di energia immagazzinata negli elementi a memoria
possono essere tenuti in conto separatamente applicando il
teorema di sovrapposizione degli effetti o ricorrendo alle
rappresentazioni equivalenti alla Norton o Thevenin alle porte che
sono a tutti gli effetti una generalizzazione dei teoremi di
Thevenin e Norton per reti a n porte. In questo caso lo schema
equivalente alla Thevenin presentato nella seguente figura, dove
con V01 e V02 sono le tensioni equivalenti a vuoto alla porta 1 e
alla porta 2 rispettivamente.

Fig. 3

La rappresentazione pi generale possibile per un doppio bipolo


inerte che descrive il suo comportamento esclusivamente in
termini delle grandezze alle due porte la seguente
[A][v] + [B][i] = 0
dove [V] = [V1 V2]T e [I] = [I1 I2]T sono i vettori di ordine due
corrispondenti alle tensioni e alle correnti di porta. La due matrici
[A] e [B] rappresentano i legami presenti fra le varie grandezze di
porta. I termini di tali matrici sono o numeri complessi se stiamo
usando fasori o funzioni razionali fratte nella variabile s se stiamo
usando la trasformata di Laplace, in questo caso gli elementi di tali
matrici sono funzioni di rete.
La rappresentazione di un doppio bipolo mediante le matrici [A] e
[B] sempre possibile, ma richiede pi parametri (esattamente 8,
3

cio 4 per ogni matrice) di quelli effettivamente necessari per la


caratterizzazione della rete a due porte. Per queste ragioni si
preferisce utilizzare altre
descrizioni
che
richiedono
complessivamente solo 4 parametri per la caratterizzazione del
doppio bipolo. Queste rappresentazioni si ottengono (almeno le
pi comuni) esplicitando due delle quattro grandezze elettriche
alle porte. Osserviamo a questo punto che:
(a) da ogni scelta delle due grandezze corrisponde una
rappresentazione diversa, ma in totale le scelte possibili sono 6,
tante quante sono le coppie estraibili da un gruppo di quattro
grandezze;
(b) non detto che per un doppio bipolo esistano tutte e sei le
suddette rappresentazioni.
Comunque ne esiste necessariamente una. Questo facile da
dimostrare in quanto le due equazioni sono linearmente
indipendenti e quindi possiamo sicuramente esplicitare due
grandezze in funzione delle altre due.
I vari tipi di rappresentazioni risultano utili in situazioni diverse,
ma comunque sono equivalenti e qualora esistano possibile
passare agevolmente da una rappresentazione ad un' altra.
Passiamo ora ad una descrizione pi dettagliata delle varie
rappresentazioni.
Matrici Z e Y
La matrice Z, detta matrice di impedenza di circuito aperto, e la
matrice Y, detta matrice di ammettenza di cortocircuito, mettono
in relazione il vettore delle tensioni di porta V con il vettore delle
correnti di porta I. Consideriamo la rappresentazione mediante la
matrice delle impedenze [Z(s)] (2x2) o parametri z, questa si
ottiene, se possibile, considerando come variabili indipendenti le
correnti nelle porte. Secondo questa rappresentazione si ha:
[V(s)]=[Z(s)][I(s)]

(*)
4

Il termine Z11(s) prende il nome di impedenza di ingresso a


vuoto, essendo l'impedenza che si vede alla porta 1 quando la
porta 2 aperta (I2=0), mentre Z22(s), per ragioni analoghe si
chiama impedenza d'uscita a vuoto. I termini ingresso e uscita si
riferiscono alla porta 1 e 2 rispettivamente. I termini Z12(s) e Z21(s)
prendono il nome di impedenze mutue o di trasferimento, in
quanto esprimono l'influenza delle grandezze elettriche di una
porta su quelle dell'altra porta.
La definizione operativa delle Zij(s) per gli elementi non diagonali
:
Z12(s) = (V1 / I2) |I1 = 0
Z21(s) = (V2 / I1) |I2 = 0
Cio per determinare Z12 si collega un generatore di corrente alla
porta 2 e si misura (o si valuta) la tensione alla porta 1, calcolando
il rapporto tra queste due grandezze. Analogo discorso pu
ripetersi per la Z21.
In generale il doppio bipolo pu ammettere anche la
rappresentazione duale a quella mediante parametri z, la matrice
delle ammettenze [Y]. Secondo questa rappresentazione si ha:
[I(s)]=[Y(s)][V(s)]

(**)

Il termine Y11(s) prende il nome di ammettenza di ingresso di


corto circuito, essendo l'ammettenza che si vede alla porta 1 se la
porta 2 chiusa in corto circuito (quindi Y11 non l'inversa di
Z11). Analogamente Y22(s) si chiama ammettenza di uscita di corto
circuito. I termini Y12(s) e Y21(s) sono chiamati ammettenze mutue
o di trasferimento. La definizione operativa dei parametri y per i
termini mutui:

Y12(s) = (I1 / V2) |V1 = 0


Y21(s) = (I2 / V1) |V2 = 0
Nel caso in cui un doppio bipolo ammetta sia la descrizione in
termini di matrice [Z] sia in termini di matrice [Y] allora si ottiene
subito considerando la (*) e la (**) che [Z]=[Y]-1 e viceversa.
Matrici ibride H e G
Le matrici ibride mettono in relazione un vettore le cui
componenti sono una tensione ad una porta e una corrente all'altra
porta, con il vettore le cui componenti sono le rimanti variabili di
porta e vengono indicata con i simboli matrici H e G:
V1 s = h11 I1 s + h12 V2 s
I2 s = h21 I1 s + h22 V2 s
e
I1 s = g11 V1 s + g12 I2 s
V2 s = g 21 V1 s + g 22 I2 s
Individuiamo in modo analogo a quanto fatto in precedenza il
significato dei singoli parametri:

h11 esprime l'impedenza che si vede alla porta 1 quando la


porta 2 corto-circuitata (l'inverso di Y11);
h12 il rapporto tra la tensione alla porta 1 e la tensione alla
porta 2 quando la porta 1 aperta (cio il guadagno di
tensione tra la porta 2 e la porta 1 aperta);
h21 il rapporto tra la corrente nella porta 2 cortocircuitata e
la corrente nella porta 1 (cio il guadagno di corrente tra la
porta 1 e la porta 2 in corto circuito);
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h22 l'ammettenza vista alla porta 2 quando la porta 1


aperta (l'inverso di Z22);
g11 l'ammettenza vista alla porta 1 quando la porta 2
aperta (l'inverso di Z11);
g12 il rapporto tra la corrente nella porta 1 cortocircuitata e
la corrente nella porta 2 (cio il guadagno di corrente tra la
porta 2 e la porta 1 in corto circuito);
g21 il rapporto tra la tensione alla porta 2 e la tensione alla
porta 1 quando la porta 2 aperta (cio il guadagno di
tensione tra la porta 1 e la porta 2 aperta);
g22 esprime l'impedenza che si vede alla porta 2 quando la
porta 1 corto-circuitata (l'inverso di Y22).

Si noti che i parametri h e g contrariamente a quelli z e y non sono


tra di loro dimensionalmente omogenei, ad esempio h11 e g22
hanno le dimensioni di un'impedenza, tutti i termini non diagonali
sono adimensionali, essendo rapporti di tensioni o correnti, mentre
h22 e g11 hanno le dimensioni di un'ammettenza.
Matrici di trasmissione
Un altra rappresentazione descrittiva dei doppi bipoli di
particolare interesse quella detta di trasmissione. La matrice di
trasmissione [T] esprime per un doppio bipolo lineare tempo
invariante le grandezze di ingresso in funzione di quelle d'uscita,
cio:
V1 s = AV2 s BI2 (s)
I1 s = CV2 s DI2 (s)
Dove i segni meno presenti a secondo membro sono dovuti alla
consuetudine di scegliere il verso della corrente nella seconda
porta uscente. Questa convenzione ha una precisa giustificazione.
Se si considerano infatti una serie di doppi bipolo connessi in

cascata, di cui nota per ciascuno la descrizione mediante matrice


di trasmissione, allora si pu considerare la cascata come un unico
doppio bipolo avente come matrice di trasmissione il prodotto
delle matrici di trasmissione di ciascun doppio bipolo. Infatti
adottando questa diversa convenzione le grandezze d'uscita di
ciascun doppio bipolo coincidono con quelle di ingresso del
doppio bipolo successivo in valore e segno e quindi la matrice di
trasmissione globale semplicemente il prodotto delle matrici di
trasmissione dei doppi bipoli componenti. Per individuare il
significato dei termini A, B, C e D si fa ricorso alle seguenti
definizioni operative, anche se queste dal punto di vista circuitale
presentano qualche complicazione:
A il rapporto tra la tensione alla porta 1 e la tensione alla
porta 2 quando nella porta 2 non circola corrente. Questo
significa che la porta 2 lasciata aperta, cio non possibile
imporre un generatore di tensione V2. Si pu invece imporre
V1 e determinare V2 con la porta 2 aperta. Allora A non una
funzione di trasferimento, ma l'inversa;
B pari al rapporto cambiato di segno tra la tensione alla
porta 1 e la corrente alla porta 2 con la porta due cortocircuitata. Anche B quindi l'inversa di una funzione di
trasferimento, dato che possibile calcolarla solo collegando
un generatore di tensione alla porta 1 e determinando la
corrente alla porta 2 cortocircuitata.
Analoghi discorsi si possono ripetere in termini delle altre
due grandezze le cui definizioni operative sono:
C = (I1 / V2) |I2=0
D = (-I1 / I2) |V2=0
La matrice di trasmissione inversa l'inversa della matrice T
precedentemente definita.
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Reciprocit e simmetria nelle reti a due porte


Consideriamo le propriet di reciprocit e di simmetria
particolarizzate al caso di un doppio bipolo lineare tempo
invariante.
Per quanto riguarda la propriet di reciprocit considereremo:
un doppio bipolo reciproco se, considerate due situazioni
elettriche diverse qualsiasi, a e b, le grandezze elettriche alle
due
porte
soddisfano
la
seguente
espressione:
V1(a) I1(b) + V2(a) I2(b) = V1 (b)I1(a) + V2(b) I2(a)
Per la simmetria ci limitiamo alla caratterizzazione esterna di tale
propriet:
un doppio bipolo si dice simmetrico quando il
comportamento della rete nella quale inserito non muta se si
inverte il collegamento delle porte, cio se si collega la porta
1 dov'era collegata la porta 2 e viceversa. Si pu facilmente
vedere che questa propriet equivale alla condizione:
V1(a) I1(b) + V2(a) I2(b) = V1(b) I1(a) + V2(b) I2(a)
V2(a) I1(b) + V1(a) I2(b) = V2(b) I1(a) + V1(b) I2(a)
A questo punto risulta importante notare che la simmetria
comporta sempre la reciprocit di un doppio bipolo.
Caratterizziamo ora le varie matrici descrittive in termini di
reciprocit e di simmetria:
Matrice Z
Per individuare la reciprocit consideriamo le seguenti due
situazioni:
(a) I1 assegnato I2 = 0
(b) I2 assegnato I1 = 0
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(questa scelta non affatto arbitraria come si pu facilmente


vedere se si scelgono tutte e due le correnti generiche)
Ne segue che la relazione di reciprocit diviene:
V2(a) I2(b) = V1(b) I1(a)
da cui:
Z21 I1(a) I2(b) = Z12 I1(a) I2(b)
e quindi la reciprocit vale se:
Z21 = Z12.
Per la simmetria poich lo scambio delle due porte non deve
alterare il funzionamento della rete esterna a cui il doppio bipolo
collegato deve essere necessariamente:
Z12 = Z21 e Z11 = Z22
Matrice Y
Ripetendo analoghe operazioni (duali nella scelta questa volta
delle tensioni) si trova:
Y12 = Y21
Y12 = Y21 e Y11 = Y22

per la reciprocit
per la simmetria

Matrice H
Questa volta si individuano le seguenti due situazioni:
(a) I1 assegnato V2 = 0
(b) V2 assegnato I1= 0
Che comportano che la reciprocit imponga:
0 = V1(b) I1(a) + V2(b) I2(a)
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utilizzando i parametri h otteniamo:


0 = h12 V2(b) I1(a) + h21 V2(b) I1(a)
perci la reciprocit comporta che la matrice H sia tale che:
h21 = - h12
Per la simmetria si ha che la prima condizione (quella di
reciprocit) e quindi:
h12 = - h21
usando la seconda considerando ancora la situazione in cui V2(a) e
I1(b) sono nulli si trova:
h11 h22 - h12 h21 = 1
Matrice G
Ripetendo analoghe operazioni (duali nella scelta delle situazioni
elettriche alle porte) si trova:
g21 = - g12

per la reciprocit

g12 = - g21 e g11 g22 g12 g21 = 1

per la simmetria

Matrice T
In questo caso le situazioni elettriche non si possono esprimere
mediante semplici relazioni. Esprimiamo la situazione per via
analitica:
(a) I2 = 0, ma V2 0;
(b) V2 = 0, ma I2 0.

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Che comportano che la reciprocit imponga:


V1(a) I1(b) + V2(a) I2(b) = V1(b) I1(a)
Sostituendo la matrice di trasmissione, dopo semplici calcoli si
trova:
AD CD =1
Anche in questo caso si pu procedere usando le espressioni
scritte in precedenza come condizione di simmetria e sostituendo
la matrice di trasmissione. Si trovano le due condizioni:
AD CB = 1
A=D
Interconnessione di doppi bipoli
Le connessioni seguenti si comportano ancora da doppi bipoli se i
due bipoli che le costituiscono sono doppi bipoli intrinseci.
Doppi bipoli in serie:

Fig. 4

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Doppi bipoli in parallelo:

Fig. 5

Doppi bipoli in cascata:

Fig. 6

Le matrici di trasmissione dei singoli doppi bipoli sono T(1), T(2) e


T(3). Il doppio bipolo risultante dalla connessione in cascata dei tre
doppi bipoli ha una matrice di trasmissione T uguale al prodotto
di T(1), T(2) e T(3).
Altre grandezze e rappresentazioni
L'obiettivo di questa descrizione quello di individuare le
condizioni per cui in una cascata di doppi bipoli ciascuno di essi si
comporti in modo noto indipendentemente dalle reti confinanti.
Per definire le impedenze immagini opportuno osservare che
l'impedenza, che una rete a due porte presenta ad una sua porta

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Tabella VI.8.1 - Connessione di reti 2-porte

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quando l'altra chiusa su un bipolo di impedenza zu, funzione sia


dei parametri che caratterizzano la rete a due porte sia
dell'impedenza zu.

Fig. 7

Facendo riferimento alla Fig. 7 zi1 = z11

z 12 z 21
z 22 + z u

, evidente

che al variare di zu varia zi1.


Lo stesso discorso vale per l'impedenza zi2 alla porta 2, quando la
porta 1 chiusa su zu: zi2 = z22

z 12 z 21
z 11 + z u

Dopo ci, le impedenze immagini vengono definite come quelle


particolari impedenze Zi1 e Zi2, per cui si verifica che, quando la
porta 2 chiusa su un bipolo di impedenza Zi2 allora l'impedenza
vista alla porta 1 Zi1, e inoltre quando la porta 1 chiusa su Zi1
allora l'impedenza vista alla porta 2 Zi2, cio:
zi1 = z11

z 12 z 21
z 22 + z i2

zi2 = z22

z 12 z 21
z 11 + z i1

Fig. 8

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L'impedenza iterativa un valore di impedenza tale che, collegata


all'uscita d luogo alla stessa impedenza all'ingresso vista come
V
rapporto I 1
1

Fig. 9

Ziterativa =

V1
I1

Invertendo uscita e ingresso in generale il valore di Ziterativa trovato


sar diverso. Infatti:

Fig. 10

Ziterativa
=

V2
I2

Ziterativa .

Ci saranno quindi due impedenze iterative.


Se la rete simmetrica rispetto alle porte i due valori di Ziterativa
saranno uguali. In tal caso esse corrispondono all'impedenza
caratteristica del doppio bipolo:
Ziterativa = Z*iterativa = Zcaratteristica

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