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SETTORE SVILUPPO PRODUTTIVO E RESIDENZIALE

SERVIZIO TECNICO

GRUPPO DI LAVORO:
Emanuela Antoniacci,
Luciana Battistini, Cinzia Brighi, Stefano Rossi,
Emanuela Sbrighi
A.U.S.L. Cesena, Tavolo delle professioni tecniche: Ordine
degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
della Provincia di Forl-Cesena, Ordine degli Ingegneri
della Provincia di Forl-Cesena, Collegio dei Geometri
della Provincia di Forl-Cesena, Collegio dei Periti
Industriali della Provincia di Forl-Cesena

COORDINAMENTO GENERALE:
Cinzia Brighi
COLLABORATORI:
Stefano Rossi
Luigi Scorza

ASSESSORE ALLE POLITICHE DI


QUALIFICAZIONE URBANA
Orazio Moretti
Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n 252 del 22/12/2003
Nuovo Testo del Regolamento Edilizio Modificato e Integrato con Delibere di Consiglio Comunale:
n 95 del 22/04/2004; n 135 del 29/07/2004; n 212 del 11/11/2004; n 214 del 24/11/2005;
n 127 del 29/06/2006; n 190 del 19/10/2006; n 86 del 17/05/2007; n 210 del 22/11/2007;
n 96 del 26/06/2008; n 189 del 21/11/2008; n235 del 19/12/2008; n 58 del 02/04/2009
n 222 del 25/11/2010; n 129 del 24/11/2011; n 51 del 24/05/2012; n 99 del 11/10/2012

INDICE
PARTE PRIMA
COMPETENZE, PARAMETRI, INTERVENTI
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1
Oggetto e contenuto del Regolamento Edilizio
Art. 1bis Lo Sportello Unico

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1

TITOLO II
Art. 2
Art. 3
Art. 4
Art. 5
Art. 6

pag.

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8

TITOLO III
TIPI DI INTERVENTO
Art. 7
Citt storica
Art. 8
Manutenzione qualitativa
Art. 8 bis Ripristino tipologico
Art. 9
Ristrutturazione urbanistica
Art. 10 Nuova costruzione
Art. 11 Variazione di destinazione duso
Art. 12 Movimenti di terra - pertinenze
Art. 13 Interventi particolari e opere minori

pag.

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9
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12
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14

TITOLO IV
Art. 14
Art. 15
Art. 16

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PARAMETRI E DEFINIZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE


Definizioni Urbanistiche - Ecologiche
Parametri
Definizioni edilizie
Definizione di distanze, di altezze e visuali libere
Opere di urbanizzazione

COMMISSIONE PER LA QUALITA ARCHITETTONICA E IL PAESAGGIO


Definizione e compiti
Composizione e nomina
Funzionamento

PARTE SECONDA
NORME PROCEDURALI
TITOLO I
VALUTAZIONE PREVENTIVA
Art. 17 Definizione e modalit
Art. 17 bis Pareri preliminari alla presentazione della SCIA
Art. 18 Parere preventivo alla Commissione per la qualit architettonica
ed il paesaggio
Art. 18 bis Autorizzazione paesaggistica
TITOLO II
ATTIVITA PARTICOLARI
Art. 19 Attivit edilizia non assoggetta ad alcun titolo abilitativo
Art. 20 Interventi assoggettati ad autorizzazione amministrativa
Art. 20 bis Impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili
TITOLO III
Art. 21

TITOLI ABILITATIVI
Soggetti legittimati a richiedere i titoli abilitativi e documenti
attestanti il titolo
Art. 22 Interventi soggetti a permesso di costruire
Art. 23 Richiesta e documentazione
Art. 24 Procedure per il rilascio
Art. 25 Pubblicit del permesso di costruire e richiesta di riesame
Art. 26 Caratteristiche ed efficacia del permesso di costruire
Art. 27 Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici
Art. 27 bis Procedimento Unico art. 7 del D.P.R. 160/2010

TITOLO IV
Art. 28

DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA


Interventi soggetti a denuncia di inizio di attivit ed interventi
Soggetti a segnalazione certificata di inizio attivit
Art. 29 Disciplina della denuncia di inizio di attivit
Art. 29 bis Disciplina della segnalazione certificata di inizio attivit
Art. 30 Documentazione da allegare alla denuncia di inizio di attivit

Art. 30 bis Documentazione da allegare alla segnalazione certificata di


Inizio attivit
Art. 31 Pubblicit della denuncia di inizio di attivit e richiesta di verifica
TITOLO V
Art. 32
Art. 33
Art. 34

VARIANTI
Varianti soggette al rilascio di titolo abilitativo
Varianti in corso dopera
Varianti essenziali

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pag.

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48
48

TITOLO VI
DISPOSIZIONI VARIE
Art. 35 Sanatorie

Art. 36 Controlli dei Permessi di Costruire e delle DIA controllo delle SCIA

Art. 37 Volture

Art. 38 Esame preventivo dellAzienda USL ARPA

Art. 38 bis Permesso di Costruire con Prescrizioni di cui allart. 27 delle NdA del PRG
TITOLO VII
Art. 39
Art. 40
Art. 41
Art. 42
Art. 43
Art. 44

PIANI ATTUATIVI
Definizione
Autorizzazione alla presentazione del piano attuativo di iniziativa privata
Piani urbanistici attuativi di iniziativa privata - documentazione
Iter istruttorio, approvazione e convenzionamento del P.U.A.
di iniziativa privata
Piani urbanistici attuativi di iniziativa pubblica - richiesta
Piani di riconversione e miglioramento aziendale (PRA)

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PARTE TERZA
NORME PROCEDURALI DURANTE LESECUZIONE ED ALLA FINE DEI LAVORI
TITOLO I
ESECUZIONE DEI LAVORI
Art. 45 Inizio dei lavori - Punti di linea e di livello
Art. 46 Visite di controllo Termini e modalit
Art. 47 Occupazione temporanea e manomissione del suolo pubblico
Art. 48 Cautele per la salvaguardia di ritrovamenti archeologici
Art. 49 Vigilanza, conduzione e sicurezza nel cantiere
Art. 49 bis Obblighi per la regolarit e la sicurezza dei cantieri privati
TITOLO II
Art. 50
Art. 51
Art. 52
Art. 53
Art. 54
Art. 55

AGIBILITA
Comunicazione di fine lavori
Scheda tecnica descrittiva
Certificato di conformit edilizia e agibilit
Procedimenti per il rilascio del certificato di conformit
edilizia ed agibilit
Verifiche analitiche a campione
Dichiarazione di inagibilit

PARTE QUARTA
NORME PARTICOLARI PRESCRIZIONI TECNICHE
TITOLO I
Art. 56

TUTELA DELLAMBIENTE
Studio di impatto ambientale (SIA) e Valutazione di impatto
ambientale (VIA)
Art. 57 Aree per la protezione civile
Art. 58 Prescrizioni e criteri per la tutela dallinquinamento acustico
Art. 59 Prescrizioni e criteri per gli interventi in aree esondabili
Art. 59 bis Requisiti di rendimento energetico degli edifici
Art. 60 Regolamentazione delle acque reflue
Art. 61 Regolamentazione delle acque superficiali e sotterranee
Art. 62 Tutela e sviluppo del verde urbano
Art. 63 Impianti di illuminazione esterna pubblici e privati

TITOLO II
Art. 64
Art. 65
Art. 66
Art. 67
Art. 68
Art. 69
Art. 70
Art. 71
Art. 72
Art. 73

PRESCRIZIONI VARIE
Manutenzione e sicurezze delle costruzioni
Facciate degli edifici ed elementi di pregio - allineamenti
Elementi aggettanti delle facciate
Coperture, canali di gronda, pluviali
Aperture dei sotterranei su spazi pubblici o ad uso pubblico
Numerazione civica
Cavedi, pozzi luce, chiostrine, intercapedini e cortili
Triangolo di visibilit
Installazione di antenne e parabole
Installazione di pannelli solari, pompe di calore, pannelli
fotovoltaici, impianti di condizionamento

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pag.

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74
74
74
74
75

SCHEMA DI CONVENZIONE PER LESECUZIONE DI OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA


ACCESSIVA AI PERMESSI DI COSTRUIRE DI CUI ALLART. 27 DELLE NdA

pag.

77

SCHEMA DI ATTO UNILATERALE DOBBLIGO PER INTERVENTI DI BIOEDILIZIA

pag.

80

APPENDICE ALLART. 49 BIS OBBLIGHI PER LE REGOLARITA E LA SICUREZZA NEI


CANTIERI PRIVATI SCHEDA A

pag.

82

ALLEGATO A - DEFINIZIONI TECNICO - ESPLICATIVE

pag.

85

ALLEGATO B - PRESCRIZIONI TECNICHE, IGIENICHE E DI SICUREZZA DELLE


OPERE EDILIZIE

pag.

91

ALLEGATO C INDICAZIONI PROGETTUALI

pag.

104

ALLEGATO D DISCIPLINA PER INCENTIVARE LEDILIZIA SOSTENIBILE

pag.

105

ALLEGATO E ELENCO - GUIDA ALLA REDAZIONE DEI P.U.A.

pag.

123

PARTE QUINTA
DISPOSIZIONI FINALI
TITOLO I
Art. 74
Art. 75
Art. 76
Art. 77
Art. 78
Art. 79

SANZIONI E DISPOSIZIONI TRANSITORIE


Tolleranze
Sanzioni
Abrogazione, sostituzione e modifica dei precedenti dispositivi
Rapporti con le norme di PRG
Validit ed efficacia
Adeguamenti periodici

PARTE PRIMA
COMPETENZE, PARAMETRI, INTERVENTI
TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 1 - OGGETTO E CONTENUTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Il presente Regolamento Edilizio (R.E.) disciplina per lintero territorio comunale lattivit
di trasformazione edilizia e lattuazione degli strumenti urbanistici. Descrive inoltre, secondo gli indirizzi, le direttive, le prescrizioni delle norme sovraordinate, i procedimenti
abilitativi delle varie tipologia di interventi. Contiene inoltre la disciplina delle modalit
costruttive, con particolare riguardo alle normative tecnico estetiche, igienico sanitarie,
di tutela dei valori ambientali e architettonici del territorio comunale, di sicurezza e vivibilit degli immobili e delle loro parti.

2.

Chiunque abbia titolo ad effettuare le trasformazioni di cui al primo comma, deve attenersi alle prescrizioni del R.E., fatta salva comunque losservanza degli strumenti urbanistici vigenti e/o adottati, della legislazione statale e regionale, nonch del Codice Civile.

3.

In particolare il Regolamento Edilizio definisce:

4.

a)

il procedimento relativo al rilascio del permesso di costruire, del certificato di conformit edilizia e agibilit;

b)

i compiti, la composizione e il funzionamento della Commissione per la qualit architettonica e il paesaggio;

c)

i termini e le modalit di adempimento delle prescrizioni da parte dei soggetti aventi titolo;

d)

i compiti e le responsabilit degli operatori della progettazione, della realizzazione


e del controllo;

e)

la documentazione e gli elaborati necessari per la completezza delle diverse domande;

f)

le specifiche di prestazione cui devono rispondere le realizzazioni di cui al 1 comma;

g)

le caratteristiche della scheda tecnica descrittiva e le modalit per la sua redazione, conservazione e aggiornamento;

h)

le caratteristiche delle opere di urbanizzazione, di arredo urbano e ambientale.

Al regolamento edilizio si accompagnano tre allegati:

Allegato A: Definizioni tecnico - esplicative;

Allegato B: Prescrizioni tecniche, igieniche e di sicurezza delle opere edilizie;

Allegato C: Indicazioni progettuali.

ART. 1 bis LO SPORTELLO UNICO


Il Comune, attraverso gli strumenti di pianificazione, disciplina lattivit urbanistica ed edilizia
ed affida la responsabilit dei procedimenti di trasformazione del territorio allo Sportello Unico per lEdilizia e per le Attivit Produttive, secondo le discipline di cui alla L.R. 31/20002 ed al
DPR 160/2010. Nel seguito del testo la struttura viene denominata Sportello Unico.
Il Comune attraverso lo sportello unico fornisce una adeguata e continua informazione ai cittadini sui contenuti degli strumenti urbanistici ed edilizi.
La presentazione telematica di istanze e comunicazioni ai sensi del D.P.R. n.160/2010 e
dellart.5 comma 4bis del D.P.R .380/2001 avviene sulla piattaforma telematica regionale il
cui link accessibile dal sito internet del Comune.
1

TITOLO II

PARAMETRI E DEFINIZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE

ART. 2 - DEFINIZIONI URBANISTICHE ECOLOGICHE (* art. 77)


[articolo integrato con Delibera di C.C. n210 del 22/11/2007]

1.

Tu territorio urbanizzato
E il territorio urbanizzato costituito dal perimetro continuo che comprende tutte le aree
edificate con continuit ed i lotti interclusi.

2.

St superficie territoriale
E la superficie perimetrata nelle planimetrie di PRG, nella quale lo stesso si attua mediante Piano Urbanistico Attuativo (PUA), comprendente, oltre alle aree private, le aree
pubbliche e di uso pubblico.

3.

Sf superficie fondiaria
E la superficie delle aree, a destinazione omogenea di zona, utilizzabili a fini edificatori,
al netto delle strade destinate al pubblico transito.

4.

Sp superficie permeabile
E la quota della superficie di riferimento, permeabile in modo profondo, senza cio la
presenza di manufatti interrati. Per le parti di terreno pavimentate viene considerata la
percentuale corrispondente alla permeabilit che risulta certificata e/o attestata per i
singoli prodotti e/o materiali.

5.

Ut indice di utilizzazione territoriale = Sul/st


E la massima Superficie utile lorda (Sul) espressa in metri quadrati, costruibile per ogni
metro quadrato di superficie territoriale St; determina ledificabilit nelle zone in cui
lattuazione del PRG subordinata alla formazione di PUA.

6.

Uf indice di utilizzazione fondiaria = Sul/Sf


E la massima Superficie utile lorda (Sul) espressa in metri quadrati, costruibile per ogni
metro quadrato di superficie fondiaria Sf; determina ledificabilit nei singoli lotti sia nel
caso di attuazione di PUA, sia nel caso di edificazione in zone soggette ad intervento
edilizio diretto. Lindice specifica le superfici utili lorde edificabili su ciascun lotto.

7.

Sm Superficie minima di intervento


Indica la superficie minima alla quale deve essere riferito il progetto preventivo e/o diretto. Pu essere espressa in mq o individuata graficamente nelle tavole dei Sistemi.

8.

Ip Indice di permeabilit = Sp/Sf o St


E il rapporto tra la superficie permeabile Sp e la superficie di riferimento specificata
dalle presenti norme (Sf per gli interventi diretti e St per gli strumenti attuativi).

9.

Tii Trasformazione ad invarianza idraulica


E la trasformazione delluso del suolo che non provoca un aggravio della portata di
piena del corpo idrico ricevente i deflussi superficiali originati dallarea stessa, di cui
allart. 9 del Piano stralcio per il rischio idrogeologico.

10.

Capacit insediativa
Ai fini della determinazione della capacit insediativa nei Piani Urbanistici Attuativi
(PUA) si assume il seguente parametro: 55 mq Sul = 1 abitante.

11.

Cu carico urbanistico
E limpatto complessivo indotto sul sistema delle infrastrutture della mobilit da parte
delle attivit insediate e da insediare. Dal punto di vista parametrico il Cu viene identificato dagli standard di parcheggio, pubblici e privati.
Si ha aumento di carico urbanistico (Cu) qualora vi sia un incremento di Sul e/o il passaggio tra usi con carico urbanistico maggiore, e/o aumento delle unit immobiliari.

12.

Se superficie edificabile
E la zona allinterno della quale concentrata ledificabilit consentita nelle Aree di
Trasformazione perequativa.

13.

Sv superficie di vendita
E la zona di un esercizio commerciale destinata alla vendita, comprensiva delle aree
occupate da banchi, scaffalature, vetrine, e quelle dei locali frequentabili dai clienti,
adibiti allesposizione delle merci e collegati direttamente allesercizio di vendita. Non
costituisce Sv larea di deposito, magazzini, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti
2

tecnici e altri servizi ove non previsto lingresso dei clienti, spazi di avancassa purch non adibiti ad esposizione di merci (D.L. 114/98).
La Sv deve essere delimitata da strutture edilizie o comunque da strutture fisse, stabili e
chiaramente individuabili.
La superficie di vendita degli esercizi commerciali che hanno ad oggetto esclusivamente la vendita di merci ingombranti non immediatamente amovibili e a consegna
differita (concessionarie auto, rivendita legnami, di materiali per ledilizia e di mobili)
computata nella misura di 1/10 di quella effettiva quando questa non sia superiore a
mq 2500. Per superfici eccedenti le succitate dimensioni la superficie di vendita computata nella misura di 1/10 fino ai limiti predetti e 1/4 per la parte eccedente. Ai fini e
per gli effetti di quanto sopra disposto, obbligatoria la sottoscrizione di un atto
dimpegno dobbligo tra Comune e operatore commerciale, che costituisce integrazione alla comunicazione di cui all'art. 7 del DLgs. 114/98. Con il suddetto atto
loperatore simpegna a non introdurre e/o vendere merci diverse da quelle sopra tassativamente indicate e a comunicare preventivamente al Comune competente per
territorio qualsiasi variazione intenda apportare alle merceologie commercializzate.
Per Sv di un Centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle Sv degli
esercizi commerciali al dettaglio in esso presenti.
14.

SAU superficie agraria utile


E la superficie dellazienda rurale costituita da terreni investiti a seminativi, coltivazioni
legnose agrarie, orti famigliari, prati permanenti, pascoli e castagneti da frutto. Tali terreni potranno essere anche non contigui, formanti una unica organizzazione economica e finalizzati alla coltivazione agraria. E esclusa la superficie delle aree occupate da
fabbricati, cortili, strade poderali, fossi, canali, cave, terre sterili, rocce, parchi e giardini
ornamentali.

15.

Pva Peso vivo allevato


Quantit di bestiame allevata espressa in quintali.

16.

Apv Assetto paesaggistico vegetazionale


E la tipologia di verde pubblico indicata per le aree di Trasformazione e relazionata al
contesto paesaggistico di contorno (campagna coltivata, collina, ambito fluviale); si
differenzia in quattro tipologie:
un verde disposto a filari con specie rustiche da frutto e alberi longevi interni ai filari. A segnalazione dei tracciati del reticolo centuriato dovranno essere utilizzati prevalentemente
cipressini.
Verde ad alberi sparsi pioppi
un verde
a piantumazione sparsa con presenza di specie
(forestale)
autoctone ed eventuale sottobosco associati secondo criteri
di elevata naturalit.
Verde naturalistico
un verde di connessione con lambito fluviale in parte lasciato a crescita spontanea.
Verde a prato
un verde prevalentemente a prato di connessione con la
collina con alberi e cespugli isolati lungo i fossi e i confini.

Verde a filari
(agro - forestale)

17.

18.

Avp Assetto del verde pertinenziale


E la tipologia di verde delle aree di pertinenza nella Citt Consolidata e nelle Aree di
Trasformazione. Il verde dovr contribuire alla connessione con i parchi e con il sistema
del verde nel suo complesso.
Tipo 1 verde stradale

deve garantire visibilit del percorso, coerenza di assetto e di


essenze, contribuire alla qualit ambientale.

Tipo 2 verde giardino

va favorita la presenza di alberi con forma naturale e specie


autoctone; deve essere garantita la conservazione degli assetti compositivi di pregio e di rilevanza storica.

A Densit arborea
Definisce il numero di alberi dalto fusto da mettere a dimora per ogni metro quadrato
di superficie di riferimento specificata dalle norme (Sf per gli interventi diretti e St per gli
strumenti attuativi).

19.

Ar Densit arbustiva
Definisce il numero di arbusti da mettere a dimora per ogni metro quadrato di superficie di riferimento specificata dalle norme (Sf per gli interventi diretti e St per gli strumenti
attuativi).

20.

S Siepi
Quantit di siepe viva da piantare, espressa in metri lineari, nel caso di costruzione di
nuovi edifici nel territorio rurale con finalit di rinaturalizzazione e miglioramento
dellassetto idrogeologico.

21.

Fc Franco di coltivazione
E la distanza, espressa in metri lineari, da mantenere fra il ciglio della scarpata del fosso stradale o di confine e la lavorazione meccanica del terreno, che di norma deve rimanere inerbita.

22.

Vp verde privato con valenza ecologica di uso pubblico


E la zona destinata a verde privato di uso pubblico, attrezzata a verde o impianti sportivi allinterno delle Aree di Trasformazione perequativa. Se convenzionato, concorre alla dotazione dei servizi pubblici.

23.

Vm Verde di mitigazione
E la fascia di verde perimetrale verso i confini di zona prevista per il tessuto polifunzionale di nuova edificazione, con profondit minima di 7 ml per i lotti di dimensioni di
2000 mq e di ml 5 per i lotti di superficie inferiore avente finalit di mitigazione degli impatti paesaggistici e connessi alle lavorazioni produttive.

24.

Ap Area pubblica
E la zona da cedere interamente al Comune per servizi e attrezzature pubbliche
allinterno delle Aree di Trasformazione perequativa.

25.

Itt Indice delle tettoie


E il rapporto tra la superficie copribile con tettoie e la superficie destinata a parcheggio specialistico nelle specifiche zone individuate nelle tavole del PRG a servizio degli
insediamenti polifunzionali e commerciali.

26.

PRA Piano di Riconversione e Miglioramento Aziendale (PSA Piano di Sviluppo Aziendale)


a. E lo strumento di programmazione economica dellazienda agricola e deve contenere le indicazioni previste dal regolamento CEE 2323/1991 e di ogni altra norma
relativa.
b. Il Piano deve essere corredato dai progetti edilizi delle opere necessarie ed approvato secondo le procedure previste per i piani particolareggiati.

27.

Foresteria Aziendale
Si intende ledificio destinato ad alloggiare temporaneamente le maestranze. La disposizione interna degli spazi deve essere adeguata ad un uso collettivo per gruppi di persone in et adulta, precludendo linserimento di gruppi familiari con minori.

28.

Centro abitato
E quello individuato ai sensi dellart.4 del D.Lgs.285/1992 (Nuovo Codice della Strada).

29.

Territorio urbanizzato
E quello individuato ai fini dellapplicazione dellart.18 della L.R. 47/1978 e s.m.i.; coincide con il centro edificato di cui allart.18 della L.865/1971.

30.

Agriturismo
Si fa riferimento alla L. 20.02.2006 n. 96 e L.R.31.03.2009 n 4 e direttive applicative.

ART. 3 PARAMETRI (* art. 77) [articolo integrato con Delibera di C.C. n 95 del 22/04/2004]
[comma modificato e integrato con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005];
[comma entrato in vigore con Delibera di C.C. n 127 del 29/06/06]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 99 del 11/10/2012]
1.

Sul Superficie utile lorda


E la somma delle superfici di tutti i piani fuori e entro terra misurati al lordo di tutti gli elementi verticali con esclusione:
4

dei porticati a piano terreno di uso pubblico, di qualsiasi altezza;


dei porticati a piano terra e delle pensiline di uso privato o condominiale, per
unaliquota non superiore al 30% della superficie utile lorda (Sul);
dei balconi, delle logge, dei terrazzi, delle coperture piane, dei lastrici solari (praticabili e non), e dei ballatoi ai piani di accesso alle unit immobiliari;
dei sottotetti non finestrati la cui altezza media interna (V/S) sia inferiore a ml 1,50;
nel caso in cui la pendenza delle falde sia inferiore o uguale al 35% e laltezza media
interna (V/S) sia superiore a ml 1,50, sar computata nellindice la sola parte di superficie con h > ml 1,50);
delle cabine elettriche, degli ascensori compresi i relativi cavedi tecnici e relative
murature oltre agli extracorsa e delle centrali termiche (unicamente nei casi in cui la
tipologia di intervento o la normativa lo richieda) e di ogni altro impianto tecnologico e locale necessario al miglioramento delle condizioni del lavoro e dellambiente;
delle scale esterne a sbalzo, aperte e scoperte, adottate unicamente per il raggiungimento del primo solaio fuori terra degli edifici (piano primo); la proiezione della superficie della scala interna di unit edilizie unifamiliari calcolata una volta sola;
dei servizi e dei depositi interrati compresi nella proiezione verticale della sagoma
delledificio;
delle murature perimetrali e delle serre solari aventi le caratteristiche di cui allart.
3.2a del Disciplinare per incentivare ledilizia sostenibile, allegato D al presente
Regolamento;
delle autorimesse interrate limitatamente a 1 mq/10 mc;
delle corsie di accesso e manovra alle autorimesse interrate;
dei soppalchi destinati a deposito e servizi entro il 60% della Sul ammessa per le destinazioni polifunzionali come definiti nellAll. A;
dei soppalchi nei locali residenziali, negli interventi di recupero del patrimonio edilizio
esistente, come definiti nellAll. A;
delle quote di autorimesse di pertinenza limitatamente a 1 mq/10 mc, poste al piano
terra ed aventi altezza massima pari a ml 2,50, unicamente nei casi di impossibilit a
realizzare locali interrati per motivi idrogeologici (norme di PRG, norme specifiche in
materia, ecc.);

2. P numero dei piani


E il numero dei piani abitabili e dei servizi fuori terra.
Si considerano piani interrati quelli aventi quota allestradosso del solaio pari a cm 70 rispetto al marciapiede delledificio.
I piani interrati costruiti a confine nelle aree di pertinenza, dovranno avere quota
allestradosso del solaio a livello rispetto alla quota dei lotti confinanti. Se il piano interrato a confine emerge rispetto alla quota dei lotti confinanti, dovr essere garantita la
distanza D1 pari ad almeno ml.5,00.
Il marciapiede del fabbricato dovr avere quota di imposta non superiore a cm 50 rispetto alla strada o al marciapiede pubblico.
3. hf altezza di ciascun fronte di fabbricato
Si utilizza ai fini della verifica delle distanze dai confini e dalle strade e dellapplicazione
dellindice di visuale libera Vl.
Laltezza dei fronti dei fabbricati rappresentata dalla differenza tra la quota media
del marciapiede stradale e la linea orizzontale di intersezione tra il piano verticale della
fronte e lintradosso del solaio di copertura. Nel caso di copertura piana, il parapetto
non dovr essere superiore a ml 1,50.
Se la quota del marciapiede pubblico superiore a quella del terreno sistemato lhf va
computata da questultimo.
Sono esclusi dal calcolo dellaltezza della fronte i corpi tecnici e le sagome della copertura.
4. hm altezza massima del fabbricato
E rapportata allaltezza massima consentita dalle norme per ciascuna zona.
Sono esclusi dai limiti di altezza gli impianti tecnologici, quali gli extracorsa degli ascensori e i vani tecnici, i tralicci per le linee elettriche, le torri piezometriche e per le tele5

comunicazioni, le ciminiere, nonch le sagome per la copertura e le celle refrigeranti


poste in ambito rurale di altezza massima pari a ml 8,00.
5. Vl indice di visuale libera
Esprime il rapporto minimo (ml/ml) ammissibile fra il distacco delle fronti del fabbricato
dai confini di zona (ad eccezione delle zone di rispetto stradale e i confini stradali) e di
propriet e laltezza delle stesse fronti sia fuori che allinterno dei centri abitati.
ART. 4 - DEFINIZIONI EDILIZIE (* art. 77) [articolo integrato con Delibera di C.C. n 99 del 11/10/2012]
Per la funzione abitativa, le superfici dei complessi edilizi sono classificate in Superficie Utile
(Su) e Superficie Non Residenziale (Snr);
1.

Su Superficie utile abitabile


E costituita dalla superficie di pavimento degli alloggi e degli accessori interni, misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni, delle soglie di passaggio da un vano
allaltro, degli sguinci di porte e finestre e delle scale interne.

2.

Snr Superficie non residenziale


Si intende la superficie netta risultante dalla somma delle superfici non residenziali di
pertinenza dellalloggio quali logge, balconi, cantinole e soffitte e di quelle di pertinenza dellorganismo abitativo quali androni di ingresso, porticati liberi (escluso quelli di uso
pubblico), volumi tecnici, rimesse o posti macchina coperti, centrali termiche anche
singole quando ubicate in locali non abitabili, misurate al netto di murature, pilastri,
tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre.

3.

Sc Superficie complessiva
E data da: Su + 60% Snr = Sc

Per tutte le funzioni direzionali, produttive, alberghiere, agricole, le superfici sono classificate
in superficie utile (Sn) e superficie accessoria (Sa).
4.

Sn Superficie utile
E costituita dalla somma delle superfici nette di tutti i piani fuori ed entro terra, compreso i locali destinati al personale di servizio e di custodia, nonch i locali adibiti ad uffici a
condizione che gli stessi siano funzionali allesercizio dellimpresa.

5.

Sa Superficie accessoria
Si intende la superficie netta destinata a servizio dellattivit quali tettoie, porticati, scale, vani ascensore e montacarichi, centrale termica, elettrica, di condizionamento ed
ogni altro impianto tecnologico necessario al miglioramento delle condizioni di lavoro
dellambiente.

6.

St Superficie totale
E data: da St = Sn + 60% Sa.

7.

Sagoma
E la figura solida definita dallintersezione dellintradosso dei piani delle copertura con
lesterno dei muri perimetrali e con il piano di campagna, al netto di sporti aperti, aggetti, balconi, pensiline, scale esterne aperte a sbalzo (compreso bow-window) con riferimento a proiezioni sia sul piano orizzontale che sui piani verticali.

8.

Volume
E il volume complessivo, misurato allesterno vuoto per pieno di tutte le parti costruite
fuori terra, dalla linea di stacco delledificio dal terreno circostante (con riferimento alla
configurazione finale), allintradosso del solaio di copertura, se piano e/o volume tecnico; nel caso in cui il sottotetto non abbia le caratteristiche di volume tecnico, dovr
essere fatto riferimento alla media ponderata delle altezze.

9.

Superficie di somministrazione
Ai soli fini della applicazione dellart.13.4) del presente Regolamento Installazione di
manufatti a servizio di pubblici esercizi in area privata nonch dellart.23bis delle NdA
del PRG e degli artt.31 e 32 del Regolamento per loccupazione di spazi ed aree pubbliche, si definisce superficie di somministrazione in sede fissa larea opportunamente attrezzata destinata alla somministrazione di alimenti e bevande, compresa quella
occupata da banchi e retro banco, casse, scaffalature, espositori, arredi mobili e simili.
Non superficie di somministrazione quella destinata a magazzini, cucine, depositi, lo6

cali di lavorazione appositamente dedicati, uffici, servizi igienici per gli utenti, spogliatoi
e servizi igienici per il personale addetto.
ART. 5 - DEFINIZIONE DI DISTANZE, DI ALTEZZE E VISUALI LIBERE (* art. 77)
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 212 del 11/11/2004]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 222 del 25/11/2010]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Si applicano nei casi di nuova costruzione, sopraelevazione, e ampliamento dei fabbricati esistenti.
Il calcolo delle distanze si effettua sulla sagoma rappresentata dalla proiezione orizzontale dei fili esterni delle strutture e dei tamponamenti perimetrali degli edifici.
Le distanze si definiscono e si misurano rispettivamente:
D1 = dai confini di propriet e di zona;
D2 = dagli edifici prospicienti.

2.

Distanza dai confini e tra edifici


a) Nella Citt consolidata, nel Sistema dei Servizi e nel Territorio rurale previsto:
D1 = ml 5,00 per la nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ampliamenti,
anche in presenza di pareti non finestrate;
ml 3,00 solo per demolizione e ricostruzione con distanza preesistente inferiore a ml 3,00 e con lotto adiacente gi utilizzato;
ml 7,00 in tutti i casi di destinazioni Polifunzionali.
Verso strada valgono comunque gli allineamenti precostituiti.
D2 = norme di cui al D.M. 1444/68.
b) Nella Citt da trasformare e da Riqualificare previsto:
D1 = ml 5,00 dal perimetro di comparto;
ml 7,00 dal perimetro del comparto in tutti i casi di destinazioni Polifunzionali.
D2 = per i PUA ml 10,00 tra pareti finestrate e pareti antistanti; per i PRU e gli accordi negoziati valgono le norme del Codice Civile.

3.

In caso di edifici esistenti nella Citt consolidata con distanze dai confini comprese tra
ml 3,00 e 5,00 consentito mantenere la distanza esistente anche in caso di demolizione e ricostruzione e sopraelevazione con Vl = 0,5 e sar consentita la sopraelevazione
di un piano, senza ampliamento in pianta, di edifici a piano terra o a piano rialzato esistenti al 15/01/1969 indipendentemente dallindice di Visuale libera (Vl), purch la distanza dai confini non sia inferiore a ml 3,00.
Gli interventi di nuova costruzione, di demolizione e ricostruzione e di ampliamento, dovranno rispettare la distanza dalle pareti finestrate cos come indicato dal D.M.
1444/68.
E ammessa la costruzione in aderenza su confine edificato; ammessa altres la costruzione in aderenza tra nuovi edifici su lotti confinanti, purch lintervento sia oggetto
di Titoli abilitativi rilasciati contestualmente.
E ammessa la costruzione in aderenza in lotto appartenente al Tessuto Produttivo Polifunzionale ed in lotto appartenente ad Area di Trasformazione Polifunzionale purch
confinanti.

4.

Per gli impianti tecnologici


Per le cabine elettriche di trasformazione MT/BT

5.

La Visuale libera si applica dai confini di propriet e di zona (ad eccezione delle zone
di rispetto stradale e dei confini stradali), fuori e allinterno dei centri abitati.
Vl = 1 dai confini di zona. Sono fatte salve le distanze tra le seguenti destinazioni omogenee: Tessuto Produttivo Polifunzionale e Aree di Trasformazione Polifunzionale; Tessuto
residenziale e Aree di trasformazione residenziale. In tali casi Vl = 0,5.
Vl = 0,5 dai confini interni alle zone omogenee.

6.

Non si applica il rispetto della Vl = 1 dai confini di zona Citt consolidata Territorio rurale, qualora si tratti della medesima propriet.

7.

Distanze tra edifici


a)

D1 = ml 1,50.
D1 = ml 3,15.

Per interventi sul patrimonio edilizio esistente che non comportino variazione della
7

sagoma planovolumetrica sono ammesse le distanze preesistenti.


b)

Per interventi di recupero con variazione alla sagoma planovolumetrica (ampliamenti e sopraelevazioni) la distanza minima da osservare tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti di ml 10,00.

c)

Nei Tessuti della Citt consolidata e nel Territorio rurale per gli interventi di nuova
costruzione, qualora gli edifici, si fronteggino per uno sviluppo inferiore a ml 12,00,
la distanza da osservare di ml 10,00 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti; qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo uguale o superiore a ml 12,00 la
distanza da osservare pari allaltezza del fabbricato pi alto, con un minimo di ml
10,00.
Per gli interventi di nuova costruzione la distanza dei corpi di fabbrica scollegati da
costruirsi nellambito della stessa area di intervento, non potr essere inferiore a ml
3,00 quando le pareti sono cieche.

d)

Non si applica il criterio di distanza fra pareti finestrate in caso di fabbricato esistente di servizio (garage, ripostiglio, ecc.).

e)

Per quanto riguarda balconi, terrazzi, lastrici solari ecc., i relativi parapetti devono
rispettare la distanza minima di ml 1,50 dai confini di propriet ad eccezione dei lati prospicienti le strade. La medesima distanza minima prevista per tutte le strutture in aggetto rispetto al perimetro delle pareti esterne delledificio.

f)

Sono fatte salve le disposizioni previste dalla normativa sismica.

ART. 6 - OPERE DI URBANIZZAZIONE (* art. 77)


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Sono opere di urbanizzazione primaria quelle sotto elencate:


-

le strade e gli spazi di sosta e parcheggio,

le fognature e gli impianti di depurazione;

il sistema di distribuzione dellacqua;

il sistema di distribuzione dellenergia elettrica, forza motrice, gas e telefono, fibre ottiche;

la pubblica illuminazione;

il verde attrezzato;

isole ecologiche;

cavedi multiservizi e cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazione;

gli allacciamenti ai pubblici servizi non aventi carattere generale, ma al diretto servizio
dellinsediamento.

Sono opere di urbanizzazione secondaria quelle sotto elencate:


-

gli asili nido, le scuole materne;

le scuole dellobbligo;

i mercati di quartiere;

le delegazioni comunali;

le chiese e gli altri edifici per servizi religiosi;

i centri civici e sociali, le attrezzature culturali e sanitarie di quartiere (comprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione
dei rifiuti urbani speciali, pericolosi, solidi e liquidi, e alla bonifica di aree inquinate);

gli spazi pubblici a parco e per lo sport;

i parcheggi pubblici;

gli allacciamenti ai pubblici servizi e le infrastrutture indotte a carattere generale.

Fatti salvi i casi di riduzione o esonero previsti dalle norme edilizie vigenti, il proprietario
dellimmobile o colui che ha titolo per chiedere il rilascio del permesso o presentare la denuncia di inizio attivit/segnalazione certificata di inizio attivit, tenuto a corrispondere un
8

contributo commisurato allincidenza degli oneri di urbanizzazione nonch al costo di costruzione.


Il titolare del permesso di costruire o della DIA /SCIA onerosa, al di fuori dei casi in cui le norme lo richiedano come presupposto per il rilascio e la validit dei titoli abilitativi, pu realizzare direttamente le opere di urbanizzazione (primarie, secondarie) munendosi di idoneo titolo
alla realizzazione delle stesse, a scomputo totale o parziale del contributo per gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.
La progettazione ed esecuzione delle opere di urbanizzazione da parte di privati, riguardanti
sia interventi allinterno di PUA che interventi diretti, convenzionati o meno, oltre alla realizzazione di opere di urbanizzazione a scomputo di oneri, sono disciplinate dal Regolamento per
lesecuzione delle opere di urbanizzazione vigente. Il medesimo regolamento contiene le
modalit di collaudo delle opere e di cessione delle stesse al Comune.
TITOLO III

TIPI DI INTERVENTO

ART. 7 - CITTA STORICA


Si precisa che per le zone A (Centri storici, nuclei storici minori, complessi o edifici isolati
con caratteristiche di bene culturale o di interesse storico - testimoniale in ambito urbano e rurale) valgono le norme di disciplina contenute negli allegati normativi A2 e A3
alle norme di attuazione del PRG 2000.
ART. 8 - MANUTENZIONE QUALITATIVA (* art. 77)
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Manutenzione ordinaria
Costituiscono interventi di manutenzione ordinaria quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad
integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti quali ad esempio:
a.

in riferimento alle opere interne: tinteggiatura, pittura, rifacimento degli intonaci, rifacimento, sostituzione, riparazione di pavimenti, rivestimenti, controsoffitti, apparecchi sanitari, impianti tecnici e tecnologici, infissi, canne fumarie e di ventilazione; riparazione ammodernamento di impianti tecnici che
non implichino costruzione , modifica o destinazione ex novo di locali per servizi igienici o tecnologici;

b.

in riferimento alle opere esterne: pulitura, tinteggiatura, rifacimento totale o ripresa parziale di intonaci, pulitura, riparazione, sostituzione o tinteggiatura di infissi esterni, manti di copertura, pavimentazioni,
rivestimenti esterni, impermeabilizzazioni, coibentazioni, guaine tagliamuro, grondaie, pluviali, canne e
comignoli, cornicioni e cornici, zoccolature, bancali, gradini, ringhiere, inferriate, recinzioni, elementi
tecnologici ed elementi darredo, purch senza alterazione delle caratteristiche, posizioni, materiali,
o tecnologie esistenti;

Gli interventi di manutenzione ordinaria non sono sottoposti a specifiche procedure abilitative, fermo restando lobbligo di richiedere lautorizzazione per loccupazione temporanea di suolo pubblico, quando necessaria.
Agli interventi di manutenzione ordinaria su immobili assoggettati al vincolo di cui al
Dlgs. 22.01.2004 n. 42, si applicano le disposizioni del medesimo decreto.
Lintervento libero.
2.

Manutenzione straordinaria
Costituiscono interventi di manutenzione straordinaria quelli che riguardano le opere e
le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici
nonch per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che
non alterino i volumi e le superfici delle singole unit immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni duso. Sono opere di manutenzione straordinaria ad esempio:
a.

per quanto riguarda le opere interne: le opere di cui al comma 1a del presente articolo, quando non
siano preesistenti, oppure comportino modifiche delle caratteristiche e posizioni di quelle preesistenti;
riparazione, sostituzione ed integrazione di parti anche strutturali, inserimento di nuovi impianti tecnologici e di nuovi servizi igienici, nel rispetto delle condizioni di cui al comma 1 del presente articolo;
apertura e chiusura di porte, demolizione, sostituzione e costruzione di pareti interne; realizzazione di
sottomurazioni;

b.

per quanto riguarda le opere esterne: le opere di cui al comma 1.b del presente articolo, quando
non siano preesistenti, oppure comportino modifiche delle caratteristiche, posizioni, forme e colori di
quelle preesistenti; riparazione, sostituzione ed integrazione di parti anche strutturali, nonch inserimento di nuovi locali e di nuovi volumi tecnici, nel rispetto delle condizioni di cui al comma precedente. Nei locali tecnologici sono ammesse nuove aperture, purch strettamente indispensabili al funzionamento degli impianti; parziale modifica o nuova realizzazione di aperture esterne; scale esterne a
sbalzo aperte e scoperte fino al primo solaio fuori terra; canne fumarie e condotti di esalazione; installazione di frangisole o di elementi vetrati protettivi : su balconi per uno sviluppo lineare massimo del
50% dei fronti aperti,su logge per uno sviluppo lineare massimo del 30% del fronte aperto ; realizzazione di vetrine o loro sostituzione; rifacimento totale o parziale delle coperture compresi gli eventuali
elementi strutturali; rivestimento delle pareti esterne per la coibentazione del fabbricato (spessore
massimo cm 16 );

Per gli edifici industriali ed artigianali costituiscono interventi di straordinaria manutenzione anche le opere e le modifiche necessarie al rinnovamento degli impianti e quelle
finalizzate alladeguamento tecnologico senza aumento di carico urbanistico, ove non
costituiscano opere di ordinaria manutenzione.
Lintervento soggetto a SCIA. E soggetto a Comunicazione di inizio lavori nei casi indicati allart.6 comma 2 lett. a) del D.P.R. 380 /2001 riguardanti interventi di manutenzione straordinaria comprendenti anche lapertura di porte interne o lo spostamento di
pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali delledificio, non comportino aumento del numero delle unit immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici.
3.

Restauro scientifico
Costituiscono interventi di restauro quelli che riguardano le unit edilizie che hanno assunto rilevante importanza nel contesto urbano territoriale per specifici pregi o caratteri
architettonici o artistici.
Gli interventi di restauro scientifico consistono in un insieme sistematico di opere che,
nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali delledificio, ne consentono la
conservazione, valorizzandone i caratteri e rendendone possibile un uso adeguato alle
intrinseche caratteristiche.
Il tipo di intervento prevede:
a

Il restauro degli aspetti architettonici o il ripristino delle parti alterate, cio il restauro o ripristino dei fronti esterni ed interni, il restauro o il ripristino degli ambienti interni, la ricostruzione filologica di parti delledificio eventualmente crollate o demolite, la conservazione o il ripristino dellimpianto distributivo - organizzativo originale, la conservazione o il ripristino degli spazi liberi, quali, tra gli altri, le corti, i
larghi, i piazzali, gli orti, i giardini, i chiostri;

Consolidamento, con sostituzione delle parti non recuperabili senza modificare la


posizione o la quota dei seguenti elementi strutturali:
- Murature portanti sia interne che esterne;
- Solai e volte;
- Scale;
- Tetto, con ripristino del manto di copertura originale.

Leliminazione delle superfetazioni come parti incongrue dellimpianto originario


e agli ampliamenti organici del medesimo;

Linserimento degli impianti tecnologici e igienico - sanitari essenziali.

Lintervento soggetto a SCIA


4.

Restauro e risanamento conservativo


Costituiscono interventi di restauro e risanamento conservativo quelli rivolti a conservare lorganismo edilizio e ad assicurarne la funzionalit mediante un insieme sistematico
di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dellorganismo
stesso, ne consentano destinazioni duso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi delledificio,
linserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze delluso,
leliminazione degli elementi estranei allorganismo edilizio. E possibile il frazionamento
o laccorpamento di unit immobiliari.
Lintervento soggetto a SCIA
10

5.

Demolizione
Costituiscono gli interventi di demolizione senza ricostruzione quelli che riguardano gli
elementi incongrui quali superfetazioni e corpi di fabbrica incompatibili con la struttura
dellinsediamento. La loro demolizione concorre allopera di risanamento funzionale e
formale delle aree destinate a verde privato e a verde pubblico. Il tipo di intervento
prevede la demolizione dei corpi edili incongrui e la esecuzione di opere esterne.
Lintervento soggetto a DIA.

6.

Ristrutturazione edilizia
Costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia quelli rivolti a trasformare gli organismi
edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo
edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino
o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi delledificio, leliminazione, la modifica e
linserimento di nuovi elementi ed impianti nonch la realizzazione di volumi tecnici necessari per linstallazione o la revisione di impianti tecnologici. Nellambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione
e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volume,
area di sedime a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per
ladeguamento alla normativa antisismica e per linstallazione di impianti tecnologici.
Quale innovazione necessaria alladeguamento alla normativa antisismica e/o alla
normativa in materia di risparmio energetico ammesso lincremento massimo
dellaltezza dellestradosso del piano di copertura fino a cm 40, nel rispetto della Hm e
della VL.

Pur non avendo la legge regionale puntualmente specificato le modifiche proprie della
tipologia edilizia in esame, le trasformazioni ammesse con tale tipo di intervento possono
desumersi, in via esemplificativa, attraverso una lettura sistematica delle tipologie edilizie:
nei mutamenti d'uso; nelle modifiche e sostituzioni degli elementi costitutivi dell'immobile,
nell'inserimento di nuovi impianti, nella ridistribuzione di volumi e di superfici, nella modifica
dei prospetti; - negli aumenti di superficie ad esempio attraverso il rifacimento dei solai impostati a quote diverse rispetto a quelle precedenti;negli incrementi del numero delle unit
immobiliari; - negli aumenti di volume conseguenti alla realizzazione o sostituzione di impianti tecnici necessari a garantire la funzionalit degli edifici; nella modifica della sagoma
contenuta entro limiti definiti.
A titolo esemplificativo sono interventi di ristrutturazione entro la sagoma esistente: la modifica del posizionamento o il nuovo inserimento di elementi distributivi verticali; il diverso posizionamento o linserimento dei solai allinterno delledificio; la demolizione e ricostruzione
purch venga conservata la struttura perimetrale sino alla quota del solaio del piano primo.
Lintervento soggetto a SCIA
7.

Recupero abitativo dei sottotetti


1)

Il recupero esclusivamente a fini abitativi dei sottotetti pu avvenire solo per gli edifici destinati in prevalenza a residenza ed esistenti alla data di entrata in vigore della L.R. n.11/1998 (23 aprile 1998), fermo restando il rispetto dei seguenti parametri:
a)

b)

altezza media, calcolata dividendo il volume per la superficie, non sia inferiore
a ml 2,40 per i vani destinati ad abitazione (di categoria A1) e ml 2,20 per i vani destinati a servizi quali corridoi, disimpegni, bagni e ripostigli (di categoria S),
con un minimo di ml 1,80;
rapporto di illuminazione non inferiore a 1/16. Qualora le aperture siano ricavate nella falda del tetto la superficie illuminante viene calcolata per intero, qualora invece siano ricavate a parete la superficie illuminante viene calcolata
per met.

2)

Gli interventi di recupero dovranno avvenire senza alcuna modificazione delle altezze di colmo e di gronda, nonch delle linee di pendenza delle falde.

3)

Tali interventi sono classificati come ristrutturazione edilizia e comportano la corresponsione dei contributi di costruzione. In luogo della realizzazione e cessione di
11

parcheggio pubblico e della realizzazione di parcheggio pertinenziale consentita la monetizzazione.


4)

Dovranno essere comunque rispettate le norme di sicurezza statica e sismica.

Lintervento soggetto a SCIA.


8.

Adeguamento igienico - funzionale


Tali interventi possono consistere nella modifica delle altezze interne, anche abbassando la quota del pavimento del piano terra fino ad un massimo di cm 40 (nel rispetto
delle prescrizioni del Piano di Bacino) ed esterne dei fabbricati, nel rispetto comunque
delle altezze, della VL e delle distanze D1 e D2 prescritte dalle N.d.A. del PRG.
Lintervento soggetto a SCIA

9.

Riqualificazione degli edifici esistenti


Per gli interventi che comportano aumento della SUL esistente tramite realizzazione e/o
spostamento dei solai interni mantenendo inalterata la sagoma planovolumetrica esistente valgono le disposizioni contenute nellart. 33.07 delle N.d.A. del PRG 2000.
Lintervento soggetto a SCIA

ART. 8 bis - RIPRISTINO TIPOLOGICO (* art. 77)


[articolo ricollocato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Costituiscono interventi di ripristino tipologico quelli che riguardano le unit edilizie fatiscenti o parzialmente demolite di cui possibile reperire adeguata documentazione
della loro organizzazione tipologica originaria individuabile anche in altre unit edilizie
dello stesso periodo storico e della stessa area culturale. Il tipo di intervento prevede:
a

Il ripristino dei collegamenti verticali e/o orizzontali collettivi quali androni, blocchi
scala, portici;

Il ripristino ed il mantenimento della forma, dimensioni e dei rapporti fra unit edilizie preesistenti ed aree scoperte quali corti, chiostri ecc.;

Il ripristino di tutti gli elementi costitutivi del tipo edilizio, quali partitura delle finestre, ubicazione degli elementi principali e particolari elementi di finitura.

Lintervento soggetto a Permesso di Costruire.


ART. 9 - RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA (* art. 77)
Costituiscono interventi di ristrutturazione urbanistica quelli rivolti a sostituire lesistente
tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete
stradale.
Lintervento soggetto a Permesso di Costruire.
ART. 10 - NUOVA COSTRUZIONE (* art. 77)
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n n 189 del 21/11/2008]

Costituiscono interventi di nuova costruzione quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite precedentemente. Sono comunque da considerarsi tali:
a)

la costruzione di manufatti fuori terra o interrati, ovvero lampliamento di quelli esistenti allesterno della sagoma esistente. Si definiscono ampliamenti le trasformazioni edilizie intese ad ingrandire una costruzione esistente con la creazione di superficie utile e/o volume aggiuntivi, realizzati mediante organiche addizioni orizzontali e/o verticali. Lampliamento pu essere associato ad ogni altra trasformazione
edilizia ad eccezione del Restauro Scientifico e del Restauro e Risanamento Conservativo. Qualora lampliamento sia associato alla ristrutturazione edilizia, la muratura perimetrale del fabbricato esistente deve essere mantenuta per almeno tre
lati e per una altezza pari alla quota del primo solaio o al cornicione della copertu12

ra qualora si tratti di edifici ad un solo piano.


b)

gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi


dal Comune;

c)

la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;

d)

linstallazione di torri e tralicci per impianti radio - ricetrasmittenti e di ripetitori per i


servizi di telecomunicazione da realizzare sul suolo;

e)

linstallazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi


genere (roulotte, campers, case mobili, imbarcazioni, strutture copri - scopri anche
su ruote), che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come
depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee;

f)

gli interventi pertinenziali che comportano aumento di volume superiore al 20% di


quello della unit immobiliare cui sono annessi. La definizione di pertinenza e le caratteristiche costruttive dei relativi manufatti sono contenute nellart. 6 dellAllegato
A.

g)

la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attivit produttive allaperto ove comportino lesecuzione di lavori cui consegua la
trasformazione permanente del suolo inedificato.

h)

gli interventi ammissibili ai sensi dellart. 33.08 delle NdA del PRG vigente riguardanti
ladeguamento funzionale una tantum mediante ampliamento fino ad un massimo di mq 50 di SUL di edifici esistenti in favore di nuclei familiari in cui siano presenti
persone diversamente abili.

Lintervento soggetto a Permesso di Costruire.


ART. 11 - VARIAZIONE DI DESTINAZIONE DUSO (* art. 77)
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1)

La destinazione duso in atto dellimmobile o dellunit immobiliare quella stabilita dal


Permesso di Costruire o dalla DIA, rilasciata ai sensi di legge; in assenza o indeterminazione di tali atti desunta dalla classificazione catastale attribuita in sede di primo accatastamento; solo in caso di assenza documentata degli elementi di cui sopra pu
essere desunta da altri documenti probanti o da atto notorio.

2)

Non sono considerati mutamenti di destinazione duso e non sono quindi assoggettati
ad alcun provvedimento abilitativo espresso gli eventuali usi diversi di singoli locali, purch non interessino pi del 30% della superficie netta dellunit immobiliare e purch
non superino i 30 mq per ogni unit immobiliare.

3)

Il cambiamento di destinazione duso, con o senza opere edilizie, che comporti aumento di Carico urbanistico (Cu) comunque subordinato al reperimento dei parcheggi e verde pubblici e parcheggi privati stabiliti per la nuova destinazione cos come previsto dalle N.d.A. del PRG e comporta il versamento della differenza tra gli oneri
di urbanizzazione per la nuova destinazione duso e gli oneri previsti nelle nuove costruzioni, per la destinazione duso in atto.

4)

Si ha un aumento di carico urbanistico (Cu) qualora vi sia incremento di SUL e/o passaggio tra usi con Cu maggiore e/o aumento di numero di unit immobiliari.

5)

Il mutamento di destinazione duso non connesso a trasformazioni fisiche dei fabbricati


rurali dabitazione che non presentano pi i requisiti di ruralit e per i quali si provveda
alla variazione catastale mantenendo comunque luso residenziale esente dal pagamento del contributo di costruzione. Nel caso di Atto Unilaterale dObbligo ancora
in validit il contributo comunque dovuto.

6)

Per quanto non espressamente indicato, si fa riferimento allart. 26 della L.R. n. 31


dell25.11.2002.

7)

Lintervento soggetto a SCIA nei seguenti casi:


-

passaggio ad usi con Cu maggiore;


13

8)

usi regolati come indicati nel PRG;

passaggio ad usi con Cu uguale ma con standard di parcheggio privato maggiore.

Si precisa che nellambito della funzione terziaria come classificata allart. 22 delle NdA
del PRG, la variazione senza opere da U3/1 (esercizi di vicinato) a U3/6 (terziario diffuso), in zone in cui tale uso ammesso, non soggetta ad alcun titolo edilizio, fatte salve le eventuali autorizzazioni / comunicazioni amministrative e/o sanitarie riguardanti
lesercizio della attivit e leventuale accatastamento.

ART. 12 - MOVIMENTI DI TERRA PERTINENZE (* art. 77)


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1)

Si definiscono movimenti di terra quelle modifiche del suolo che non vengono realizzate ai fini agricoli, che non riguardano la coltivazione di cave e torbiere e che sono comunque estranee allattivit edificatoria quali ad esempio: scavi, livellamenti, riporti di
terreno, sbancamenti.
Sono assoggettati:
-

2)

a SCIA gli interventi senza opere;


a Permesso di Costruire gli interventi con opere.

Sono definite pertinenze, ai sensi dellart. 817 del Codice civile, le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di unaltra cosa, cos come meglio specificate
nellallegato A. Sono esclusi dal calcolo della SUL i seguenti manufatti pertinenziali
descritti nellart.12 dellAllegatoA : pergolati, gazebo, barbecue, voliera, deposito attrezzi da giardino della dimensione massima di mq.10; ricoveri per cani solo nel caso in
cui non siano funzionali allattivit di allevamento, custodia e commercializzazione.
Sono assoggettate a SCIA qualora la volumetria sia compresa nel 20% di quella
dellimmobile di cui costituiscono complemento.

ART. 13 - INTERVENTI PARTICOLARI E OPERE MINORI (* art. 77)


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 95 del 22/04/2004]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 212 del 11/11/2004]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 127 del 29/06/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 222 del 25/11/2010]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 99 del 11/10/2012]

1)

Si definiscono interventi relativi allarredo urbano e alle opere minori i seguenti interventi:
-

transenne ed elementi parapedonali;


lapidi e cippi commemorativi;
cabine di pubblici servizi;
manufatti esterni ed opere nel sottosuolo al servizio delle reti;
altre opere aventi scarsa rilevanza nel quadro urbano;
tende pensili o sulle fronti esterne degli edifici aggettanti su suolo pubblico e che
non costituiscono mezzo pubblicitario;
manufatti per accessi pedonali e carrai, pavimentazioni esterne;
manufatti per la sistemazione delle aree esterne con lesclusione di muri di rilevanza
strutturale;
sistemazione di aree libere;
piccole costruzioni leggere da giardino e per il gioco bambini, gazebo, pergolati;

Tali interventi sono soggetti a Comunicazione di inizio lavori nel caso vengano realizzati
su aree private o ad autorizzazione amministrativa qualora prevista da norme specifiche e per interventi su suolo pubblico. Gli interventi su suolo pubblico in centro storico
sono soggetti a prescrizioni, in ordine alla tipologia di installazione, da parte del Settore
comunale competente.
14

Per gli immobili e le aree vincolati il titolo edilizio subordinato al nulla osta dellEnte o
Ufficio competente.
2)

Gli interventi di revisione o installazione di impianti tecnologici comportanti realizzazione di volumi tecnici al servizio di edifici esistenti. Sono soggetti a SCIA.

3)

I parcheggi e le autorimesse di pertinenza delle costruzioni devono essere progettati e


realizzati in base a quanto prescritto nelle norme di attuazione del PRG. Tali parcheggi,
nella quota necessaria al raggiungimento dello standard minimo richiesto dalle norme
(mq 1/mc 10), restano vincolati nelluso e, qualora realizzati ai sensi dellart.9 della
L.122/89, non possono essere ceduti separatamente allunit immobiliare a cui sono legati da vincolo pertinenziale, mediante sottoscrizione di atto registrato e trascritto da
allegare alla comunicazione di fine lavori. La sistemazione dei parcheggi privati dovr
di massima garantire almeno 1 posto auto ogni 25 mq di area destinata a parcamento
(con stalli di sosta fissati indicativamente in 2,5 mt per 5 mt). Il dimensionamento degli
spazi di manovra nonch la pendenza delle rampe di accesso nel caso di parcheggi
interrati o seminterrati devono rispettare le norme vigenti in materia di progettazione di
parcheggi.
Per il calcolo dello standard minimo di parcheggi, il volume da considerare dato dalla SUL del piano abitabile o usabile moltiplicato per laltezza che va dalla quota del piano terra allintradosso del solaio di copertura.
Per lapplicazione dello standard minimo di parcheggi P1 si assume, come parametro
convenzionale per il calcolo delle volumetrie, unaltezza teorica di ml 4,00 per gli usi
U3/2, U3/3, U3/4, mentre si assume unaltezza teorica di ml 3,00 per gli usi U3/7, U4/1,
U4/2, U5/2, U5/3, cos come previsti dallart. 22 delle NdA del PRG 2000.
Le autorimesse di pertinenza se realizzate nel sottosuolo e nei limiti previsti dalle norme
di attuazione del PRG sono soggette a SCIA.
Per motivazioni dovute a specifici vincoli di natura pubblica (archeologici, idrogeologici, ecc.) e previa valutazione degli uffici, i parcheggi privati e pertinenziali possono essere collocati nel sottosuolo di aree pubbliche. Lutilizzo dellarea sovrastante prevalente ai fini urbanistici.
La realizzazione di box mobile (estensibile o a soffietto) per ricovero auto, se pertinenziale ad immobile esistente e con altezza massima pari a ml 2,00, soggetto a SCIA e
deve rispettare le distanze dai confini prescritte dal codice civile.

4)

Installazione di manufatti a servizio di pubblici esercizi in area privata


Nelle aree di propriet privata, adiacenti a pubblici esercizi e locali in cui viene esercitata la somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti, circoli ricreativi, agriturismo, ecc.), possono essere collocate strutture funzionali allestensione dellattivit
allaperto.
Tali opere dovranno comunque inserirsi in modo adeguato nel contesto ambientale.
Gli interventi su edifici di valore storico-testimoniale identificati dal vigente PRG sono assoggettati a parere della Commissione per la Qualit Architettonica ed il Paesaggio, ai
sensi dellart. 3 comma 1 della L.R. 25.11.2002 n. 31.
Le installazioni assumono le caratteristiche di pertinenze, come definite allart. 6
dellallegato A del presente regolamento.
Le strutture pertinenziali devono essere in possesso delle seguenti caratteristiche:
configurare lestensione allaperto delle attivit e non essere adibite a depositi, ripostigli, locali di servizio;
avere una estensione massima del 100% della superficie di somministrazione esistente
in sede fissa. La definizione della superficie di somministrazione ai fini dellapplicazione
del presente articolo contenuta al precedente art.4, punto 9.
Le caratteristiche strutturali da rispettare sono le seguenti:
utilizzo di strutture leggere in ferro, alluminio verniciato, legno imbullonate a terra e
prive di fondazioni;
assenza di tamponamenti di qualunque natura. Sono ammesse coperture con tende
e/o stuoie.
15

La progettazione deve essere redatta nel rispetto delle seguenti norme: sicurezza stradale, superamento delle barriere architettoniche, tutela dei diritti di terzi, costruzioni in
zone sismiche, sicurezza impiantistica.
La messa in opera assoggettata a segnalazione certificata di inizio attivit, previa sottoscrizione di accordo di cui allart.11 della Legge 241/90 nel quale sono disciplinate le
condizioni per il mantenimento della struttura e per lo smontaggio della stessa alla cessazione dellattivit.
Nel caso di modifica di destinazione duso dei locali, la struttura deve essere rimossa.
Le strutture temporanee destinate ad ospitare manifestazioni di pubblico spettacolo o
intrattenimento sono legittimate allinterno del procedimento autorizzativo della singola
iniziativa secondo le disposizioni di cui al R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
Le estensioni delle superfici di somministrazione realizzabili a norma del presente articolo
possono cumularsi con le estensioni realizzate o da realizzare ai sensi dellart. 23bis delle
NdA del PRG e/o di quelle realizzabili ai sensi del Titolo II del Regolamento per
loccupazione di spazi ed aree pubbliche. Ai fini del dimensionamento, in tutti i casi, la
superficie di riferimento quella di somministrazione in sede fissa.
Nel caso in cui il soggetto legittimato intenda realizzare contestualmente sia
lampliamento di cui allart.23bis delle NdA del PRG sia le installazioni di cui al presente
articolo, lintero intervento autorizzato con permesso di costruire previa sottoscrizione
di accordo di cui allart.11 della Legge 241/90 nel quale sono disciplinate le condizioni
per il mantenimento delle strutture e per lo smontaggio delle stesse alla cessazione
dellattivit. Ai fini di semplificare gli adempimenti amministrativi, anche nel caso di
contestuale estensione dellattivit sia su area pubblica che su area privata viene attivato un unico procedimento.
5)

Abbattimento delle barriere architettoniche


Sono quegli interventi che comportano la realizzazione di opere secondo quanto disposto dalla L.118/71 e DPR503/1996 per gli edifici pubblici, dalla L.13/89 e relativo regolamento per gli edifici privati e dalla L. 104/92 per gli edifici privati aperti al pubblico per
raggiungere i requisiti obbligatori di legge in merito allaccessibilit, alla visitabilit ed
alladattabilit degli edifici e degli spazi esterni.
Tali opere, se effettuate su immobili con vincolo di tutela di cui al titolo I del DLgs
22.01.2004 n. 42 sono soggette a preventiva autorizzazione della competente Soprintendenza.
Per dimostrare la conformit dei progetti presentati alla normativa vigente in materia di
superamento delle barriere architettoniche, gli elaborati tecnici devono evidenziare le
soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il soddisfacimento
delle prescrizioni. Qualora il progetto preveda il ricorso a soluzioni tecniche alternative
deve essere chiaramente evidenziato.
La conformit del progetto alla normativa vigente in materia deve essere certificata
dal progettista in qualit di professionista abilitato, mediante la dichiarazione di cui
allart.1,comma 4 della L.13/89.

6)

Uscite dalle autorimesse, passi carrai, rampe


a) Lapertura dei passi carrai sulla pubblica viabilit subordinata allautorizzazione
dellEnte gestore della strada.
b) Le uscite dalle autorimesse pubbliche o private, verso spazi pubblici devono essere
segnalate con lapposito segnale previsto allart. 120 del regolamento di attuazione
e di esecuzione del nuovo codice della strada. Fra le uscite di autorimesse e le uscite di locali collettivi (scuole, cinema, ecc.) deve intercorrere una distanza minima di
almeno ml 10 misurata tra gli stipiti pi vicini. In ogni caso deve essere assicurata una
buona visibilit al conducente anche a mezzo di specchi opportunamente disposti.
Se luscita dalla autorimessa costituita da una rampa, tra linizio della livellata inclinata ed il filo dello spazio di pubblico transito, deve essere previsto un tratto piano,
pari almeno a ml 3,50 di lunghezza.
c) La posizione delle autorimesse dovr essere compatibile con la posizione del passo
16

d)

e)

f)

g)

h)

carrabile che deve rispettare le distanze minime previste dal Nuovo Codice della
Strada e dal presente regolamento.
In particolare si evidenzia che, nei centri abitati, il passo carrabile non pu essere
posizionato a distanza inferiore di ml 12 dalle intersezioni stradali misurati fra lo stipite
pi vicino al passo carrabile ed il limite della carreggiata che in mancanza di particolari manufatti costituito dalla recinzione stessa (art. 46 comma a) del Regolamento di Esecuzione del N.C.d.S. - DPR n 495/92). Il passo carrabile inoltre deve
sempre essere posizionato al di fuori delleventuale raccordo curvilineo fra le due
strade.
Ai sensi dellart. 22, comma 9 del N.C.d.S. (D.L. n. 285/92) possono essere ammesse
deroghe al rispetto della citata distanza minima, purch opportunamente documentati e comunque a discrezione insindacabile dellAmministrazione, solo nei seguenti casi:
- lotti esistenti o gi previsti dal PRG, fabbricati esistenti alla data di entrata in vigore del DPR 495/92 che, risultassero naturalmente interclusi anche a seguito di costruzione e/o modifica di opere di pubblica utilit;
- lotti esistenti o gi previsti dal PRG, fabbricati esistenti alla data di entrata in vigore del DPR 495/92 che, pur risultando naturalmente interclusi, presenti particolari
difficolt tecniche al rispetto delle sopraindicate distanze minime a causa di preesistenza di manufatti, alberature, modifica e/o costruzione di opere di pubblica
utilit o quantaltro a giudizio insindacabile dellAmministrazione;
- fabbricati costruiti su lotti di completamento il cui permesso di costruire sia stato rilasciato antecedentemente alla entrata in vigore del DPR 495/92;
- fabbricati e lotti previsti in aree di espansione pubbliche o private i cui piani particolareggiati siano stati approvati dal Consiglio Comunale antecedentemente
alla entrata in vigore del DPR 495/92.
Ai sensi del medesimo art. 22 lautorizzazione alla apertura del passo carrabile nei
casi indicati sar subordinata alla realizzazione di particolari opere che, nei casi minimi per i quali tecnicamente impossibile qualsiasi altra soluzione, saranno costituite dalla segnalazione dellingresso e delluscita dei veicoli tramite dispositivi lampeggianti.
Il rilascio del permesso di costruire per la costruzione del fabbricato, fatto salvo
quanto stabilito ai precedenti punti c) e d) non costituisce titolo sufficiente per il
successivo rilascio di autorizzazione al passo carrabile in deroga.
Ai sensi dellart. 46, comma 3 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del
Nuovo Codice della Strada, leventuale cancello dovr essere arretrato di ml 5,00 rispetto al limite della carreggiata stradale che, in mancanza di altri riferimenti (marciapiedi, piste, fossi o quantaltro) costituito dallallineamento delle recinzioni stesse. Quando vengano adottati dispositivi automatici di apertura e chiusura tali da favorire la rapida immissione dei veicoli larretramento non sar necessario.
Le uscite verso spazi pubblici dalle autorimesse pubbliche o private, esistenti o di
nuova realizzazione, se munite di portone basculante, questo deve essere del tipo a
filo muro con apertura (sia manuale che automatizzata) a totale rientro allinterno
del vano in modo tale da non creare ostacolo o pericolo a pedoni o automezzi.

La realizzazione di rampe soggetta a SCIA.


La realizzazione di passi carrai soggetta ad Autorizzazione Amministrativa / concessione da parte del Settore Infrastrutture e Mobilit del Comune di Cesena.
7)

Le recinzioni devono avere aspetto decoroso, intonato allambiente e devono essere


tali da non creare pericolo per la pubblica incolumit, pertanto sul fronte pubblico
vietato luso di filo spinato o di elementi appuntiti o comunque che possono generare
pericolo.
Sul fronte pubblico ed allinterno dei centri abitati o delle aree zonizzate da PRG, indipendentemente dal confine di propriet, le recinzioni vanno poste nella posizione pi
arretrata rispetto alle seguenti possibilit:
- confine di propriet;
- allineamento preesistente.
17

Sul fronte pubblico allesterno dei centri abitati, indipendentemente dal confine di propriet, debbono essere rispettate le distanze minime previste dal N.C.d.S. e dal relativo
regolamento di attuazione.
Le recinzione non devono impedire o comunque disturbare la visibilit per la circolazione. In particolare, nelle intersezioni, qualora il limite di PRG non sia pi restrittivo, indipendentemente dal confine di propriet, sui due allineamenti, quando gli stessi formino
tra loro angoli pressoch retti, dovr essere realizzato un raccordo curvilineo di raggio
esterno minimo pari a ml 5,00 o un raccordo lineare fra punti distanti ml 4,00 dal vertice
degli allineamenti.
Le recinzioni fra confini privati interni, nella Citt Consolidata e nei PUA, potranno di
norma avere una altezza massima pari a ml 3,00. Tale recinzione dovr essere costituita
da una parte basamentale in muratura avente altezza media massima dal piano di
campagna pari a ml 1,00; la restante parte dovr essere realizzata con materiali che
non ostacolino il passaggio della luce e dellaria nel lotto confinante.
Sono fatti salvi i diversi accordi documentati tra privati e le prescrizioni diverse contenute nei Piani Attuativi e negli ambiti rurali.
Nelle aree destinate a specifiche lavorazioni, nei casi di comprovata necessit legata
alla sicurezza e alla riservatezza, sono ammesse sia fra confini interni che sui restanti
confini di propriet e sui fronti pubblici, recinzioni con altezza massima pari a ml 3,00.
Tali recinzioni dovranno essere costituite da una parte basamentale chiusa di altezza
massima di m. 1,00 mentre la porzione superiore, costituita da elementi discontinui (ringhiere o altro) dovr essere schermata con essenze arboree al fine di impedire la permeabilit visiva
E facolt dellAmministrazione in relazione a casi specifici richiedere distanze superiori
a quelle sopra riportate.
Tali interventi sono sottoposti a segnalazione certificata di inizio attivit (SCIA) da presentare allo Sportello Unico:
-

nel caso di recinzioni interne;


nel caso di recinzioni interessanti strade provinciali o statali fuori dai centri abitati
(previo nulla-osta dellAmministrazione Provinciale o dellANAS).

Nel caso di recinzioni interessanti strade comunali o ricadenti allinterno dei centri abitati, lo Sportello Unico provveder a richiedere il parere al Settore competente.
8)

Labbattimento di alberature in aree private soggetto ad Autorizzazione Amministrativa per le sole tipologie di seguito indicate:
circonferenza del fusto (misurata a cm 130 di altezza dal colletto) superiore o uguale
a cm 75 (diametro di circa cm 24) per le specie di 1 grandezza e 2 grandezza;
circonferenza del fusto (misurata a cm 130 di altezza dal colletto) superiore o uguale
a cm 40 (diametro di circa cm 13) per le specie di 3 grandezza, nonch le piante
con pi fusti se almeno uno di essi raggiunge la circonferenza di cm 34.
Le classi di grandezza sono cos suddivise:
a)
1 grandezza = altezza pianta a maturit > ml 18,00
b)
2 grandezza = altezza pianta a maturit da ml 12,00 a ml 18,00
c)
3 grandezza = altezza pianta a maturit < a ml 12,00
Fanno parte della classe di:
1 grandezza: Pinus Pinea (pino domestico o italico), Tilia Platyphillos ( Tiglio ) Cedrus Deodara,
Atlantica, Libani (Cedro dell Himalaya dell Atlante del Libano), Celtis Australis (Bagolaro), Aesculus Hippocastanum (Ippocastano), Platanus Orientalis (Platano), Quercus Ilex (Leccio),
Quercus Robur (Farnia), Quercus Cerris (Cerro), Quercus Petraea (Rovere), Fraxinus Excelsior
(Frassino), Magnolia Grandiflora (Magnolia), Juglans Regia (Noce), Populus Alba (Pioppo Bianco, Gattice) Populus Nigra (Pioppo Nero, Pioppo italico) GinKo Biloba (Ginko), Liquidambar
Styraciflua (Liquidambar) etc.
2 grandezza: Carpinus Betulus (Carpino), Catalpa Bignonioides (Catalpa), Alnus Cordata (Ontano), Robinia Pseudoacacia Bessoniana (Robinia), Gleditsia Triacanthos (Spina di Cristo),
Chamaecyparis Lawsoniana (Cipresso di Lawson), Cupressociparis Leylandii,(Cipresso di Leyland) Taxus Baccata (Tasso Comune), Cupressus Sempervirens (Cipresso Comune) etc.
18

3 grandezza: Acer Campestre (Acero Campestre), Cercis Siliquastrum (Albero di Giuda), Olea
Europea (Ulivo), Albizzia Julibrissin (Albizzia, Mimosa), Prunus Avium, Cerasifera (Ciliegio da fiore,
Mirabolano), Morus Alba o Nigra (Gelso bianco o nero) Paulownia Tomentosa (Paulonia) etc.

La richiesta di abbattimento deve essere presentata al Reparto Verde Pubblico Settore Edilizia Pubblica che entro 30 giorni rilascer lAutorizzazione; decorso tale termine la
domanda si intender comunque accolta.
La richiesta dovr essere corredata di idonea documentazione fotografica delle alberature e planimetria che indichi lubicazione, dovranno inoltre essere espressamente riportate le motivazioni che ne giustifichino labbattimento (es. : pericolo di crollo, danno
a strutture, rischio a persone o a cose compresi i terzi, rischi per la salute, ecc.).
Gli alberi abbattuti devono essere sostituiti con piante preferibilmente autoctone, come riportato nellAllegato normativo A8 del PRG 2000, salvo i casi in cui la sostituzione
sia impossibile o inattuabile per mancanza di condizioni idonee (mancanza di spazio,
elevata densit arborea, ecc.).
Linosservanza di tali prescrizioni comporta lapplicazione di una sanzione amministrativa da 150,00 a 450,00.
Per le alberature non rientranti fra le tipologie sopracitate, labbattimento libero.
Labbattimento di platani, ai sensi del D.M. 17/04/1998, assoggettato al preventivo
assenso del Servizio Fitosanitario Regionale.
Per labbattimento di pubbliche alberature, dovr essere inoltrata apposita richiesta al
Reparto Verde Pubblico.
9)

Insegne desercizio, vetrofanie, targhe professionali, tende


Le insegne desercizio, le vetrofanie, le targhe professionali e le tende devono essere
studiate in funzione dei prospetti degli edifici e devono inserirsi in questi con materiali,
colori ,forme e dimensione in relazione al carattere delledificio e dellambiente.
Allinterno del Centro Storico di Cesena e dei Centri Storici Minori, si osserva quanto di
seguito riportato:
-

per le insegne desercizio vietata linstallazione della tipologia a bandiera;


per le insegne desercizio a muro ammessa la sola collocazione allinterno al vano
vetrina; nei soli centri storici minori con esclusione di Roversano ammissibile la collocazione a muro al di sopra della vetrina;
per le tende parasole o pubblicitarie, e ammessa la sola collocazione della tipologia lineare estensibile;
le targhe professionali dovranno essere di modeste dimensioni (max mq 0,15) e realizzate con materiali di pregio (pietre naturali, ottone, rame) o in materiale trasparente;
nei vani vetrina di altezza inferiore a ml 2,20, ove risulta difficoltosa linstallazione di
insegne desercizio a muro, saranno valutate eventuali soluzioni alternative proposte.
sempre ammessa linstallazione di stendardi che pubblicizzino mostre ed eventi
sugli edifici sede delle iniziative. Qualora linstallazione riguardi fabbricati soggetti a
vincolo di tutela di cui alla parte III del D.Lgs. 42/2004 deve essere acquisita
lautorizzazione della competente Soprintendenza.

Il posizionamento delle insegne di esercizio, vetrofanie, targhe professionali collocate


parallelamente al senso di marcia e sugli edifici (cassonetti luminosi monofacciali e
non, entro e fuori i centri abitati), deve essere sempre conformi alla disciplina del Codice della Strada e del suo Regolamento di attuazione.
Nelle nuove aree produttive, negli edifici polifunzionali con pi di 8 unit immobiliari, nei
fabbricati con attivit terziarie e direzionali dovr preferibilmente essere definito un
progetto unitario (tipo) contenente lubicazione e le specifiche caratteristiche di tutti i
mezzi pubblicitari (insegne vetrofanie targhe tende),compatibilmente con le peculiarit dei loghi aziendali delle attivit insediate. Le insegne luminose sulle coperture o
sulle sommit dei fabbricati devono essere proporzionate alle dimensioni ed allo sviluppo delle facciate ed integrate ad esse.
L'apposizione soggetta a presentazione di SCIA corredata dal nulla-osta dellEnte
19

proprietario della strada e dei pareri previsti in base alla localizzazione, oltre che al pagamento della tassa sulle pubbliche affissioni come da regolamento comunale.
Il Comune, per ragioni di pubblico interesse, pu applicare alle fronti dei fabbricati prospettanti gli spazi pubblici o privati, previo avviso agli interessati, le indicazioni e gli apparecchi relativi ai servizi pubblici, fatte salve le disposizioni relative agli immobili tutelati
ai sensi del D.Lgs. 22.01.2004 n. 42.
In caso di apposizione:
senza titolo, verranno applicate le sanzioni dettate dal CDS;
in difformit dal titolo si applica una sanzione pecuniaria pari a 100,00.
Entro trenta giorni dallaccertamento della violazione, si dovr procedere con la regolarizzazione, presentando titolo in sanatoria in conformit ai precedenti commi.
Le insegna desercizio, le vetrofanie, le targhe professionali e le tende, qualora non rispettino le norme del CDS o le norme del presente regolamento, dovranno essere rimosse entro dieci giorni dalla data dellordine di rimozione.
10)

Impianti pubblicitari su suolo privato e pubblico. Sono disciplinati da un apposito Regolamento Comunale e sono soggetti ad Autorizzazione Amministrativa.

11)

Impianti per attivit sportive e ricreative


La realizzazione di impianti sportivi e ricreativi completamente scoperti o aventi copertura del tipo non rigido e di facile rimozione quali strutture pressostatiche che non
comportano pertanto un aumento di SUL e/o di volume, soggetta a SCIA.
Tali strutture dovranno rispettare la distanza minima dai confini (D1) pari a ml 3,00.

20

TITOLO IV

COMMISSIONE PER LA QUALITA ARCHITETTONICA E IL PAESAGGIO

ART. 14 - DEFINIZIONE E COMPITI


[articolo modificato con Delibera di C.C. n 127 del 29/06/2006]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]

1.

2.

3.

4.

E istituita, ai sensi dellart.3 della L.R. 25.11.2002 n.31 la Commissione per la qualit architettonica ed il paesaggio, organo consultivo del Comune nel settore urbanistico, edilizio e ambientale delegato ad esprimere il proprio parere in ordine agli aspetti formali, compositivi ed architettonici degli interventi edilizi ed al loro inserimento nel contesto
urbano, paesaggistico ed ambientale.
La Commissione per la qualit architettonica ed il paesaggio esprime il proprio parere,
obbligatorio e non vincolante, relativamente a:
a) Interventi di risanamento conservativo e restauro e di abbattimento delle barriere
architettoniche in edifici aventi valore storico - architettonico;
b) Strumenti attuativi del PRG e Piani di Riconversione e Miglioramento Aziendale;
c) Interventi pubblici che incidono in modo sostanziale sul tessuto morfologico ed architettonico del territorio;
d) Interventi su edifici pubblici o di interesse pubblico da realizzare in deroga agli
strumenti urbanistici.
La Commissione per la qualit architettonica ed il paesaggio esprime inoltre parere
obbligatorio sulle richieste di autorizzazione paesaggistica presentate ai sensi dellart.
159 del D.Lgs. 24.01.2004, assumendo le funzioni di cui allart.148 della norma medesima, quale organo consultivo per lesercizio da parte del Comune delle competenze in
tale materia.
Possono essere sottoposti al parere consultivo della Commissione, su richiesta dello
Sportello Unico o della Amministrazione Comunale, interventi privati che incidono in
modo rilevante sul tessuto morfologico ed architettonico del territorio; in particolare saranno soggetti a parere quegli interventi edilizi che presentano soluzioni architettoniche
della copertura o dei prospetti che non rientrano nella normalit della tradizione locale
e determinano un forte impatto con il contesto in cui si inseriscono.
Gli immobili di cui alla lett. a) sono quelli individuati dal PRG nelle zone A (centri storici e
complessi o edifici isolati di interesse storico - artistico) le cui categorie di intervento siano di restauro e/o di risanamento conservativo).
Per gli interventi pubblici di cui alla lett. c) la Commissione esprimer pareri di indirizzo
attraverso lesame dello studio di fattibilit o del progetto preliminare.

ART. 15 - COMPOSIZIONE E NOMINA


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 135 del 29/07/2004]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 235 del 19/12/2008]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

La Commissione per la qualit architettonica ed il paesaggio nominata dalla Giunta


Comunale, composta da:
N 5 componenti esterni in possesso di diploma universitario/diploma di laurea o attinenti a materie quali luso, la pianificazione e la gestione del territorio e del paesaggio, la progettazione edilizia e urbanistica, la tutela dei beni architettonici e culturali, le scienze geologiche, naturali, geografiche, ambientali, agrarie e forestali o
diploma di scuola media superiore attinenti a materie quali luso, la gestione del
territorio e del paesaggio, la progettazione edilizia.
Dovranno inoltre aver maturato una qualificata esperienza, almeno triennale se
laureati, almeno quinquennale se diplomati nellambito della libera professione o
in qualit di pubblico dipendente ovvero attraverso altra esperienza professionale
analoga, in una delle materie sopra indicate.
La commissione, al momento del suo insediamento, nominer quale presidente, uno
dei cinque membri.
I consulenti verranno individuati con la seguente modalit:
il Settore comunale competente richieder agli Ordini professionali interessati (Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori; ingegneri; geologi; dottori agronomi e fore21

2.
3.

4.

5.

stali; geometri e periti industriali) ed allUniversit degli Studi di Bologna, lindividuazione


di terne di nominativi, predisposte nel rispetto del principio della parit di genere, corredate dai curricula individuali, da cui deve risultare il possesso del titolo di studio e
lesperienza maturata. Il curriculum potr, altres, dar conto di eventuali ulteriori esperienze professionali, della partecipazione a corsi di formazione relativi alla tutela del paesaggio e dellesperienza maturata in materia. Sulle candidature pervenute il medesimo Settore disporr idonea istruttoria tecnica al fine di verificare il possesso dei requisiti
e consentire allorgano preposto alla nomina la comparazione dei curricula.
Esercita funzioni di segretario della Commissione, senza diritto di voto, un dipendente del
Servizio Tecnico Edilizia Privata, competente in materia.
Potranno essere invitati ai lavori della Commissione i tecnici e i funzionari comunali interessati agli argomenti posti allordine del giorno, nonch i rappresentanti dei quartieri interessati e altre figure necessarie al buon funzionamento della Commissione.
Essi non hanno diritto di voto.
La Commissione dura in carica 3 anni. I membri non possono essere nominati per due
mandati consecutivi. I membri della Commissione restano in carica fino alla nomina
della nuova Commissione. Lassenza non giustificata da parte di ciascun componente
per tre sedute consecutive ne determina la decadenza.
In caso di dimissioni, decadenza o decesso di uno o pi membri della Commissione, la
Giunta Comunale proceder alla relativa sostituzione, con le modalit sopra enunciate
e per il solo periodo di durata in carica della Commissione.

ART. 16 FUNZIONAMENTO [articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
1.

2.

3.

4.
5.

6.

7.

La Commissione si riunisce nella Sede Municipale. La convocazione deve essere comunicata per iscritto dal Presidente e pervenire almeno tre giorni prima della seduta oppure potr essere convocata dai membri in modo programmato. Le riunioni della
Commissione sono valide in prima convocazione se interviene la met pi uno dei
componenti, tra i quali il Presidente; in seconda convocazione, la quale deve essere fissata a non meno di 1 ora dalla prima, se intervengono almeno tre membri, tra cui il Presidente.
La Commissione per quanto concerne gli interventi di cui alle lett. c) e d) esprime parere di indirizzo per la stesura del progetto definitivo; per quanto concerne gli altri interventi esprime parere favorevole, parere favorevole con eventuali prescrizioni o parere
contrario. Il parere in materia di beni paesaggistici ed il parere contrario dovranno essere adeguatamente motivati. E` valido il parere approvato con un numero di voti che
rappresenti la maggioranza dei membri presenti alla seduta. In caso di parit prevale il
voto del Presidente.
I componenti della Commissione non possono presenziare all'esame e alla valutazione
dei progetti da essi elaborati o all'esecuzione dei quali siano comunque interessati. La
partecipazione al voto su un'opera edilizia costituisce per i membri della Commissione
motivo di incompatibilit ad eseguire la progettazione, la direzione lavori o la costruzione dell'opera medesima.
Ai Commissari esterni sar attribuito un gettone di presenza la cui misura fissata dalla
Giunta Comunale.
Delle adunanze della Commissione viene redatto apposito verbale firmato dal Presidente e dal Segretario. Il Segretario, inoltre, appone sui disegni di progetto la dicitura:
"Esaminato nella seduta del ..... dalla Commissione per la Qualit Architettonica ed il Paesaggio" completata dalla data e dalla vidimazione del Presidente e
di un Commissario. I pareri della Commissione sono resi noti al pubblico, in forma sommaria, con appositi registri.
La Commissione per la qualit architettonica ed il paesaggio, all'atto del suo insediamento e prima dell'inizio dell'attivit consultiva, deve redigere un documento guida sui
principi e sui criteri compositivi e formali che saranno di riferimento per lemanazione
dei pareri nella valutazione dei progetti sottoposti al suo esame.
Qualora vengano stipulate convenzioni con Comuni contermini ai sensi dellart. 30 del
D.Lgs. 18.08.2000 n.267 la Commissione come sopra istituita pu assumere la funzione di
organo consultivo per i Comuni convenzionati nelle materie indicate allart.14 commi 2
e 3.
22

PARTE SECONDA
NORME PROCEDURALI
TITOLO I

VALUTAZIONE PREVENTIVA E PARERI PRELIMINARI

ART. 17 - DEFINIZIONE E MODALITA


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51del 24/05/2012]

1.

2.

3.

4.

5.

Il proprietario dellimmobile o lavente titolo, prima della presentazione della DIA o della richiesta del Permesso di Costruire, pu chiedere allo Sportello Unico per lEdilizia,
una valutazione sulla ammissibilit dellintervento.
Alla richiesta deve essere allegata una Relazione Illustrativa, predisposta da un professionista abilitato che tenga conto della specifica destinazione duso proposta e fare
esplicito riferimento alla compatibilit con i vincoli o prescrizioni che gravano
sullimmobile e/o sullarea interessata; nonch dalla tabella degli indici urbanistici ed
edilizi.
La relazione deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a)
planimetria in scala 1:200 per gli immobili, che consenta lesatta individuazione
dellimmobile e/o dellarea di intervento;
b)
documentazione fotografica dello stato di fatto relativa agli immobili e allintorno
immediato. Le fotografie devono essere a colori, di formato minimo di cm 15 x 10
e montate su cartoncino formato A/4 con didascalie e planimetria con i punti di
ripresa;
c)
eventuale rilievo dellarea e/o immobile oggetto di intervento in scala non inferiore a 1:500 per le aree, con lindicazione dei limiti di propriet dei fabbricati circostanti, delle opere di urbanizzazione primaria limitrofe al lotto e delle alberature
esistenti e, in scala non inferiore a 1:200, per gli immobili, con lulteriore indicazione delle piante di tutti i piani, adeguatamente quotate, corredate delle destinazioni duso dei locali, e con lindicazione altres dei prospetti e di almeno due sezioni.
La Valutazione Preventiva rilasciata dallo SUE entro il termine di giorni 45 dalla data
della sua presentazione. Trascorso tale termine, la Valutazione Preventiva si intende rilasciata secondo quanto indicato nella relazione presentata e nella documentazione allegata.
I contenuti della Valutazione Preventiva e della relazione tacitamente assentita, sono
vincolanti ai fini del rilascio del Permesso di Costruire o del controllo della DIA/SCIA a
condizione che il progetto sia elaborato in conformit a quanto indicato nella richiesta
di Valutazione Preventiva. Le stesse conservano la propria validit per anni uno, a meno che non intervengano modifiche ai Piani Urbanistici ed al Regolamento Edilizio.
Al momento della richiesta, dovr essere versata una somma forfetaria per spese istruttorie in relazione alla complessit dellintervento, definite con apposita delibera di
Giunta.

ART. 17 bis- PARERI PRELIMINARI ALLA PRESENTAZIONE DI S.C.I.A.


[articolo introdotto con Delibera di C.C. n 51del 24/05/2012]

1.

2.

Lart.19 della L.241/90 prevede che, in fase di presentazione di S.C.I.A., lacquisizione di


pareri di organi o enti appositi sia sostituita dalle attestazioni e asseverazioni o certificazioni rese dal tecnico abilitato. Qualora il medesimo intenda richiedere parere riguardante aspetti connessi alla realizzazione di un intervento edilizio soggetto a S.C.IA. preventivamente alla presentazione della Segnalazione medesima pu avanzare apposita istanza,completa della documentazione prevista per ciascuna materia , allo Sportello Unico che provveder allinoltro al Settore comunale competente o allEnte/azienda
interessati.
Il rilascio del parere subordinato al pagamento dei diritti previsti.

ART. 18 - PARERE PREVENTIVO DELLA COMMISSIONE PER LA QUALITA ARCHITETTONICA ED IL


PAESAGGIO
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51del 24/05/2012]

23

1.

2.

3.

4.

Il parere obbligatorio della Commissione per la qualit architettonica ed il paesaggio


dovuto ai sensi dellart. 14, comma 2 lett. a) e d) pu essere richiesto da parte degli
aventi titolo prima dellavvio della procedura edilizia. Il parere obbligatorio sulle richieste di autorizzazione paesaggistica viene invece acquisito dal Responsabile del procedimento allinterno della procedura autorizzativa come definita dal D.Lgs. 24.01.2004
n.42.
Alla richiesta di parere preventivo dovr essere allegata una documentazione che
permetta una valutazione in merito allinserimento nel contesto urbano ed ambientale
(elaborati di progetto con stato attuale e futuro; relazione, documentazione fotografica).
Se gli elaborati prodotti nella DIA o nel permesso di costruire sono uguali a quelli preventivamente approvati, la pratica non dovr ottenere un nuovo parere da parte della C.Q.A.P.
Nel caso di intervento assoggettato a SCIA il parere comunque richiesto preliminarmente alla presentazione della pratica, trattandosi di parere di commissione consultiva
per il quale non ammessa asseverazione sostituiva.

ART. 18 bis - AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA


[articolo introdotto con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili ed aree di interesse paesaggistico, tutelati ai sensi dell'articolo 142 e/o dagli artt.136, 143, comma 1, lettera d),
e 157 del D.Lgs.21.01.2004 hanno l'obbligo di presentare al Comune il progetto degli interventi che intendano intraprendere, corredato della documentazione di seguito indicata, preordinata alla verifica della compatibilit fra interesse paesaggistico tutelato e
lintervento progettato ed astenersi dall'avviare i lavori fino a quando l'ottenuta autorizzazione abbia assunto efficacia giuridica.
L'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al
permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio. Fuori dai
casi di cui all'articolo 167, commi 4 e 5, del D.Lgs. 42/2004 l'autorizzazione non pu essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi. L'autorizzazione valida per un periodo di cinque anni, scaduto il quale l'esecuzione dei progettati lavori deve essere sottoposta a nuova autorizzazione.
Listanza deve essere corredata dalla seguente documentazione sottoscritta dal richiedente e firmata da tecnico abilitato:
n 4 copie della relazione di cui al DPCM 12/12/2005;
n 4 copie degli elaborati progettuali redatti secondo i contenuti di cui al richiamato DPCM;
n 4 copie delle fotografie (10x15) dello stato dei luoghi corredate dalla planimetria indicante i punti di ripresa.
La procedura codificata dal pi volte richiamato D.Lgs 42/2004.
L'autorizzazione paesaggistica efficace dal suo rilascio ed trasmessa alla soprintendenza che ha reso il parere nel corso del procedimento, nonch, unitamente allo stesso parere, alla regione ed agli eventuali altri enti pubblici territoriali interessati.
Le disposizioni di cui sopra si applicano anche alle istanze concernenti le attivit di coltivazione di cave e torbiere nonch per le attivit minerarie di ricerca ed estrazione incidenti sui beni di cui allarticolo 134 del D.Lgs. 42/2004.
Il D.P.R. 09.07.2010 n.347 disciplina i casi di ammissibilit del rilascio di autorizzazione paesaggistica con procedimento semplificato.
E istituito un elenco delle autorizzazioni rilasciate, aggiornato almeno ogni trenta giorni
e liberamente consultabile, in cui indicata la data di rilascio di ciascuna autorizzazione, con la annotazione sintetica del relativo oggetto. Copia dell'elenco trasmessa
trimestralmente alla regione e alla soprintendenza, ai fini dell'esercizio delle funzioni di
vigilanza.

24

TITOLO II

ATTIVITA PARTICOLARI

ART. 19 - ATTIVITA EDILIZIA NON ASSOGGETTATA AD ALCUN TITOLO ABILITATIVO


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Fatte salve le prescrizioni del PRG vigente e delle varianti adottate, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dellattivit edilizia
e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di
quelle relative allefficienza energetica nonch delle disposizioni contenute nel codice
dei beni culturali e del paesaggio, di cui al D.Lgs.42/2004 i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
b) gli interventi volti alleliminazione di barriere architettoniche che non comportino la
realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma delledificio;
c) le opere temporanee per attivit di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere
geognostico, ad esclusione di attivit di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite
in aree esterne al centro edificato;
d) i movimenti di terra strettamente pertinenti allesercizio dellattivit agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
e) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento
dellattivit agricola.
f) l'installazione dei depositi di gas di petrolio liquefatti di capacit complessiva non
superiore a 13 mc .

2.

Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa comunicazione, anche
per via telematica, dellinizio dei lavori da parte dellinteressato allamministrazione comunale, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi:
a) gli interventi di manutenzione straordinaria, ivi compresa lapertura di porte interne o
lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali
delledificio, non comportino aumento del numero delle unit immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessit e, comunque, entro un
termine non superiore a novanta giorni;
c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che
siano contenute entro lindice di permeabilit stabilito dalle Norme di attuazione del
PRG vigente, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e
non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
d) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona
A)
e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

3.

Linteressato agli interventi di cui al comma 2 allega alla comunicazione di inizio dei lavori le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e, limitatamente agli interventi di cui alla lettera a) del medesimo comma 2, i dati identificativi
dellimpresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori.

4.

Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettera a), linteressato, unitamente alla
comunicazione di inizio dei lavori, trasmette al Comune una relazione tecnica provvista
di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con
limpresa n con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilit, che i lavori
sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che
per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.

5.

Riguardo agli interventi di cui al presente articolo, linteressato provvede, nei casi previsti
dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale nel
25

termine di cui allarticolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80.
6.

Sono esclusi dalla disciplina dei titoli edilizi i seguenti interventi:


a) Opere, interventi e programmi di intervento da realizzare a seguito della conclusione di un accordo di programma ai sensi dell'articolo 34, comma 4, del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e dellarticolo 40 della L.R. n 20/2000;
b) opere pubbliche, da eseguirsi da amministrazioni statali o comunque insistenti su
aree del demanio statale, da realizzarsi dagli enti istituzionalmente competenti;
c) opere pubbliche di interesse regionale e provinciale;
d) opere pubbliche dei comuni.

7.

I progetti relativi alle opere ed agli interventi di cui al comma 2. lett. c) e d), sono comunque approvati previo accertamento di conformit alle norme urbanistiche ed edilizie, nonch alle norme di sicurezza, sanitarie, di tutela ambientale e paesaggistica.

8.

I progetti relativi agli interventi di cui al comma 2, lett. b) sono approvati previo accertamento di conformit alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi, salvo per le opere di difesa militare, fatto dallo Stato dintesa con la Regione ai sensi del
DPR 383/94.

9.

Nel caso di opere da effettuarsi in esecuzione di ordinanze contingibili ed urgenti, emanate dal Sindaco ai sensi del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267, non richiesto alcun titolo abilitativo limitatamente alle opere ingiunte.

ART. 20 - INTERVENTI ASSOGGETTATI AD AUTORIZZAZIONE AMMINISTRATIVA


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 212 del 11/11/2004]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]

1.

Sono soggette ad autorizzazione amministrativa, anche a termine e revocabile, e devono essere richieste allufficio comunale competente a seconda del tipo, le seguenti
opere:

Passi carrai, nel rispetto di quanto specificato dal presente regolamento allart. 13
comma 6;

Abbattimento di alberature private, nel rispetto di quanto specificato dal presente


regolamento allart. 13 comma 8;

Opere funerarie e cimiteriali, nel rispetto del Regolamento Cimiteriale;

Interventi di coltivazione di cave ed attivit estrattive in genere, nel rispetto della


normativa regionale vigente;

Occupazione di suolo pubblico, nel rispetto dellapposito regolamento comunale;

Impianti di pubblicit e propaganda su suolo pubblico o privato, nel rispetto


dellapposito regolamento comunale.

ART. 20 bis - IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI


[articolo introdotto con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

FONTE

INTERVENTI EDILIZI
FONTI RINNOVABILI

REGIME
ABILITATIVO

RIFERIMENTI NORMATIVI

SOLARE
TERMICO

La tabella che segue riporta , per ciascuna tipologia di installazione il regime abilitativo previsto, unitamente ai riferimenti normativi specifici.

Pannelli solari termici aderenti o integrati entro la


superficie del tetto e non ricadenti in aree tutelate ai sensi del D.Lgs.42/2004

Comunicazione

D.Lgs. 115/2008;
D.Lgs. 28/2011 art. 7;
R.E. art. 73

26

Pannelli solari termici su edifici esistenti, su loro pertinenze, o su pareti verticali esterne e da realizzare
al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444

Comunicazione

SOLARE FOTOVOLTAICO

Pannelli solari termici su edifici esistenti, su loro pertinenze, o su pareti verticali esterne e da realizzare
Parere CQAP/P.A.S.
nella zona A) di cui al decreto del Ministro per i
lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444

D.M. 10/09/2010 artt. 11,12;


D.Lgs. 28/2011 art. 6;
R.E. art. 73

Pannelli solari fotovoltaici aderenti o integrati a


servizio dell'edificio e non ricadenti nell'aree di tutela del D.Lgs. 42/2004

Comunicazione

D.P.R. 380/2001 art. 6 comma 2


lett.d; D.Lgs. 28/2011 art. 7;
R.E. art. 73

Pannelli solari fotovoltaici a servizio dell'edificio,


da realizzare su edifici che ricadono nel campo di
applicazione del D.Lgs 42/2004

P.A.S.

D.M. 10/09/2010 artt. 11,12;


D.Lgs. 28/2011 art. 7;
R.E. art. 73

Comunicazione

D.P.R. 380/2001 art. 6 comma 2


lett.d; D.M. 10/09/2010 artt. 11,12;
D.Lgs. 28/2011 art. 7;
R.E. art. 73

Pannelli solari fotovoltaici in regime di scambio sul


posto ( a servizio dell'edificio) e con potenza nominale fino a 200 kW, da realizzare al di fuori della
zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori
pubblici 2 aprile 1968, n. 1444

Pannelli solari fotovoltaici su edifici esistenti o su loro pertinenze, e da realizzare in zona A) di cui al
decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile Parere CQAP/P.A.S.
1968, n. 1444 o su immobili con vincolo storico da
PRG

SOLARE FOTOVOLTAICO

D.P.R. 380/2001 art. 6 comma 2


lett.d; D.M. 10/09/2010 artt. 11,12;
D.Lgs. 28/2011 art. 7;
R.E. art. 73

Pannelli solari fotovoltaici su edifici esistenti o loro


pertinenze che modificano la sagoma degli edifici stessi non ricadenti tra quelli soggetti a Comunicazione

Impianti solari fotovoltaici a terra


con potenza nominale < 20 KW

27

D.M. 10/09/2010 artt. 11,12;


D.Lgs. 28/2011 art. 6;
R.E. art. 73

P.A.S.

D.Lgs. 387/2003 art. 12;


D.M. 10 settembre 2010;
D.Lgs. 28/2011 art. 6

P.A.S.

D.Lgs. 387/2003 art. 12;


D.M. 10 settembre 2010;
D.A.L. 28/2010 punto D;
D.Lgs. 28/2011 art. 7;
R.E. art. 73

Autorizzazione Unica
provinciale

D.Lgs. 387/2003 art. 12;


D.M. 10 settembre 2010;
D.A.L. 28/2010;
D.Lgs. 28/2011 art. 5;
D.G.R. 46/2011;
R.E. art. 73

Modifiche progettuali e variazioni sostanziali a imAutorizzazione Unica


pianti solari fotovoltaici a terra con potenza noprovinciale
minale > 20 KW

D.Lgs. 387/2003 art. 12;


D.M. 10 settembre 2010;
D.A.L. 28/2010;
D.Lgs. 28/2011 art. 5;
D.G.R. 46/2011;
R.E. art. 73

Modifiche progettuali e variazioni non sostanziali


in corso d'opera a impianti solari fotovoltaici a terra con potenza nominale > 20 KW

P.A.S.

D.Lgs. 387/2003 art. 12;


D.M. 10 settembre 2010;
D.A.L. 28/2010;
D.Lgs. 28/2011 art. 6;
R.E. art. 73

Impianti di generazione elettrica alimentati da


Biomasse, gas di scarica, gas residuati dai processi
di depurazione e biogas in assetto cogenerativo
con potenza nominale fino a 50KW

Comunicazione

D.M. 10/09/2010 art. 12 comma 3;


D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

Impianti di generazione elettrica in edifici esistenti


e che non comportino incremento parametri urbanistici, alimentati da Biomasse, gas di scarica,
gas residuati dai processi di depurazione e biogas
in assetto cogenerativo con potenza nominale fino a 200KW

Comunicazione

D.M. 10/09/2010 art. 12 comma 3;


D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

Impianti di generazione elettrica alimentati da


Biomasse, gas di scarica, gas residuati dai processi
di depurazione e biogas in assetto cogenerativo
con potenza nominale da a 50KW a 100 KW

P.A.S.

D.M. 10/09/2010 art. 12 comma 4;


D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

Impianti di generazione elettrica alimentati da


Biomasse con potenza nominale fino a 200 KW

P.A.S.

D.M. 10/09/2010 art. 12 comma 4;


D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

Impianti di generazione elettrica alimentati da


gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas con potenza nominale fino a
250 KW

P.A.S.

D.P.R. 380/2001 art. 6 comma 2


lett.d; D.M. 10/09/2010 art. 12
comma 4; D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

BIOMASSA, GAS DI DISCARICA,


GAS RESIDUATI DAI PROCESSI DI
DEPURAZIONE E BIOGAS

BIOMASSA, GAS DI DISCARICA, GAS RESIDUATI DAI


PROCESSI DI DEPURAZIONE E BIOGAS

Impianti fotovoltaici a terra


con potenza nominale > 20 KW

28

Impianti eolici su edifici esistenti con altezza non


superiore a 1,5 m e diametro non superiore a 1 m
e non ricadenti su aree di tutela del D.Lgs.
42/2004

Comunicazione

Impianti eolici non ricadenti fra quelli soggetti a


comunicazione e con potenza nominale fino a 60
KW

P.A.S.

D.M. 10/09/2010 art. 12 comma 6;


D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

Impianti idroelettrIci e geotermoelettrIci in edifici


esistenti e che non comportino variazione dei parametri urbanistici con potenza nominale fino a
200 KW

Comunicazione

D.M. 10/09/2010 art. 12 comma 7;


D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

Impianti alimentati da fonte idraulica con potenza nominale fino a 100 KW

P.A.S.

D.M. 10/09/2010 art. 12 comma 8;


D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

IDRAULICA E GEOTERMICA

EOLICA

D.M. 10/09/2010 art. 12 comma 6;


D.Lgs. 28/2011 art. 6 7;
D.A.L. 51/2011

29

TITOLO III

TITOLI ABILITATIVI
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

3.

I titoli abilitativi edilizi sono la Denuncia di Inizio Attivit, la Segnalazione certificata di inizio attivit ed il Permesso di Costruire. In ogni caso la comunicazione e listanza devono
essere presentate allo Sportello Unico per lEdilizia e per le Attivit Produttive, secondo
le modalit previste nei successivi articoli.
I titoli abilitativi possono essere:
a)
gratuito;
b)
oneroso;
c)
convenzionato.
La realizzazione da parte dei privati di interventi edilizi su aree demaniali, assoggettata alla disciplina del presente titolo.

ART. 21 - SOGGETTI LEGITTIMATI A RICHIEDERE I TITOLI ABILITATIVI E DOCUMENTI ATTESTANTI IL


TITOLO
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Hanno titolo a richiedere/presentare il titolo abilitativo di cui al precedente articolo i


seguenti soggetti nei limiti del proprio diritto e fatti comunque salvi i diritti dei terzi:
a) il proprietario dell'immobile;
b) il superficiario nei limiti del contratto di costituzione del diritto di superficie;
c) l'enfiteuta nei limiti del contratto di enfiteusi;
d) l'usufruttuario e il titolare del diritto di uso e di abitazione, limitatamente agli interventi di manutenzione straordinaria;
e) il titolare di diritti reali di servit prediali coattive o volontarie, limitatamente alla
manutenzione straordinaria e agli altri interventi eventualmente rientranti nel suo titolo;
f) il locatario, solo per gli interventi di manutenzione straordinaria urgenti, ai sensi dell'art. 1577 del Codice Civile.
g) i titolari di diritti derivanti da provvedimenti autorizzativi, quali:
il beneficiario dell'occupazione di urgenza e l'avente causa da tale beneficiario;
l'assegnatario di terre incolte;
il titolare di servit coattiva costituita per provvedimento amministrativo o per
sentenza;
il concessionario di miniere e di beni demaniali;
colui che, essendo interessato ad agire per danno temuto, sia a ci autorizzato
per ordine del giudice;
h)
le aziende erogatrici di pubblici servizi (ENEL, TELECOM, Aziende Municipalizzate,
ecc..) anche qualora non siano proprietarie delle aree sulle quali chiedono di intervenire e nei limiti dei loro compiti istituzionali. Il titolo deve essere attestato dall'accordo preliminare tra il proprietario del suolo e l'azienda stessa, oppure da un
impegno del proprietario del suolo a vendere o ad assoggettarsi alla servit necessaria per l'intervento.
i)
In luogo del titolare possono presentare domanda:
il delegato, procuratore o mandatario;
il curatore fallimentare;
il commissario giudiziale;
l'aggiudicatario di vendita fallimentare.
In zona rurale i soggetti abilitati ad intervenire sono definiti al Capo VII delle N.d.A. del
PRG.
Gli interventi su immobili rurali esistenti al fine di consentirne il riutilizzo per attivit agrituristiche sono ammessi da parte soggetti iscritti nellapposito elenco provinciale.
Nei casi di cui alle lettere e) ed f), il titolo deve essere attestato dalla copia autentica
del contratto redatto a norma dell'art. 1571 del Codice Civile.
I requisiti dei soggetti legittimati ad intervenire in zona agricola e delle aziende agrituristiche sono autocertificati dagli interessati. Le dichiarazioni sostitutive sono soggette ai
controlli previsti dalla L.445/2000 e successive modifiche ed integrazioni.
30

2.

Ai sensi del T.U. n.445/2000 i soggetti di cui al primo comma possono dichiarare la titolarit, anche a mezzo di autocertificazione compilata su apposito modello richiamando
gli estremi dellatto/atti da cui proviene il diritto.
In caso di comunione di propriet (compropriet) listanza per il permesso a costruire
deve essere sottoscritta da tutti i soggetti legittimati di cui ai commi precedenti.

ART. 22 - INTERVENTI SOGGETTI A PERMESSO DI COSTRUIRE


[articolo modificato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Sono soggetti a Permesso di Costruire i seguenti interventi:


a) interventi di nuova costruzione cos come definiti allart. 10 ad esclusione degli interventi che sono specificatamente disciplinati dai piani attuativi che contengano
precise disposizioni planovolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal Consiglio Comunale in sede di approvazione degli stessi piani; in tal caso gli interventi sono soggetti a DIA;
b) interventi di ristrutturazione urbanistica cos come definiti allart. 9;
c) significativi movimenti di terreno con opere.

ART. 23 - RICHIESTA E DOCUMENTAZIONE


[integrato con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

La richiesta di Permesso di Costruire deve essere presentata mediante apposita modulistica predisposta dal Comune contenente lasseverazione da parte del progettista in
merito al rispetto di tutte le norme urbanistiche, edilizie ed igieniche, con gli effetti di cui
allart.481 del C.P.. Il richiedente dichiara inoltre, con riferimento allintervento da eseguire, lobbligo o meno di redazione del Piano della Sicurezza e Coordinamento, indicando il nominativo del tecnico incaricato del coordinamento in fase di progettazione.
La nomina sar sottoscritta dallincaricato. La richiesta di permesso di costruire ed i relativi allegati dovranno rispettare le norme vigenti in materia di bollo e deve essere corredata dal pagamento dei diritti di segreteria previsti in funzione dellintervento.
Alla domanda devono essere allegati, gli elaborati tecnici ed i documenti di seguito
specificati, salvo prescrizioni del PRG e di P.P. per particolari zone:
a)
copia del documento comprovante il titolo o dichiarazione ai sensi dell'articolo
precedente, comma 2;
b)
estratti del PRG e dell'eventuale Piano Urbanistico attuativo, con evidenziato
l'immobile e/o l'area di intervento;
c)
documentazione catastale costituita da estratto di mappa in scala 1:2000/1:1000
e da certificato catastale. Tali documenti devono contenere gli elementi necessari ad identificare tutte le particelle oggetto dell'intervento, la relativa superficie
e propriet;
d)
rilievo dell'area di intervento per le nuove costruzioni, compreso gli ampliamenti,
in scala non inferiore a 1:500, con l'indicazione dei limiti di propriet, delle quote
planimetriche e altimetriche del terreno (riferite alla quota stradale), di tutti i fabbricati circostanti, delle strade limitrofe al lotto e delle alberature esistenti, degli
elettrodotti e delle eventuali servit oppure, per gli interventi sull'esistente, rilievo
quotato delle parti di immobile soggetto all'intervento con le piante dei vari piani
interessati dalle opere stesse, in scala non inferiore a 1:100, con l'indicazione delle
destinazioni d'uso dei locali, dei prospetti, almeno due sezioni significative e delle
reti dei servizi esistenti; nel caso in cui lintervento preveda movimenti di terreno,
deve essere presentato rilievo plano-altimetrico opportunamente quotato e opportune sezioni indicanti gli sterri e i riporti;
e)
documentazione fotografica relativa allo stato di fatto dell'area e/o dell'immobile
su cui si intende intervenire, e al suo intorno immediato. Le fotografie devono essere a colori, di formato non inferiore a cm 15 x 10 e montate su cartoncino formato A/4 con didascalie e planimetria con indicazione dei punti di ripresa;
f)
elaborati grafici di progetto in triplice copia comprendenti:
31

f.1

g)

h)

i)

j)

k)

l)

m)

planimetria in scala 1:200 con individuazione delle soluzioni progettuali dell'area di intervento, nella quale sia rappresentata, nelle sue linee, dimensioni, quote generali e di distanza, l'opera progettata. Dovranno essere indicati i parcheggi, le alberature e il verde, le recinzioni, gli ingressi pedonali e
carrabili e quant'altro possa occorrere al fine di chiarire esaurientemente i
rapporti fra l'opera ed il suolo circostante, sia esso pubblico che privato;
dovranno essere inoltre indicati i precedenti autorizzativi degli eventuali
fabbricati esistenti;
f.2
prospetti in scala 1:100 dell'opera ed almeno due sezioni significative; almeno una delle copie richieste dovr evidenziare le scelte dei materiali impiegati e dei cromatismi risultanti;
f.3
piante in scala 1:100 di tutti i piani dell'opera, adeguatamente quotate con
l'indicazione delle superfici utili nette e delle destinazioni d'uso di ogni locale, per le destinazioni dei locali raccomandato l'uso delle funzioni con riferimento alla normativa regionale in materia di destinazione d'uso e con le
categorie catastali;
f.4
per interventi sull'esistente, piante, almeno due sezioni, prospetti, in scala
1:100, dello stato di fatto autorizzato con richiamo ai precedenti autorizzativi oltre a piante, almeno due sezioni, prospetti, in scala 1:100 indicanti, con
adeguati grafismi o campiture, le demolizioni (in giallo), le parti di nuova
costruzione (in rosso) e le parti da sostituire o da consolidare; inoltre nel caso di interventi edilizi da eseguirsi su una singola unit immobiliare di un fabbricato comprendente pi unit immobiliari, qualora siano previsti la sostituzione o il rinnovo di parti strutturali, la documentazione relativa agli interventi sullesistente va integrata da relazione tecnica in modo da supportare
la dimostrazione che gli interventi di rinnovo e di sostituzione di parti strutturali non modificano in maniera sostanziale il comportamento globale
delledificio anche attraverso opere di miglioramento o di consolidamento
strutturale; nel caso invece di intervento su un edificio contiguo ad altri
(complessi edilizi), la relazione dovr supportare la dimostrazione che gli interventi previsti non aggravano la situazione statica degli edifici adiacenti;
f.5
schemi di progetto contenenti le reti tecnologiche allesterno delledificio,
la posizione delle macchine e delle apparecchiature (ove richieste da specifiche norme di legge), le canne di smaltimento e di captazione, i contatori ed ogni altro elemento tecnico principale.
relazione tecnica che illustri l'intervento proposto, la tinteggiatura scelta, la rispondenza dei dati di progetto alle prescrizioni riportate nel R.E. e alle norme di
attuazione del PRG (tabella calcolo indici e standard);
progetti, redatti da professionisti in possesso dei requisiti tecnico professionali di
cui allart.4 del D.M.22.01.2008 n.37 secondo le specifiche competenze richieste,
per l'installazione, trasformazione ed ampliamento degli impianti di cui all'art. 1
della Legge 46/90, e relativi decreti di attuazione, o dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet che l'intervento non soggetto a progettazione obbligatoria. I
progetti devono essere redatti in conformit allart. 5 del D.M.22.01.2008 n.37;
relazione tecnica ai sensi dellart.28,comma 1 della L.10/98 relativa ai requisiti di
rendimento energetico dellintervento, redatta secondo lo schema contenuto
nella norma di settore vigente;
dichiarazione firmata dal progettista ai sensi dell'art. 1 della legge n. 13/1989 e
del relativo decreto di attuazione corredata dagli elaborati grafici richiesti dalla
legge e dai relativi decreti di attuazione;
autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici o Archeologici per interventi sugli immobili vincolati ai sensi del D.Lgs. 22.01.2004 n. 42 o
per i quali sia stato notificato ai proprietari il vincolo di riconoscimento;
modulo debitamente compilato per il calcolo dei contributi di concessione
(schema di convenzione o atto unilaterale d'obbligo nel caso di concessione
convenzionata);
richiesta di parere del Servizio competente dell'AUSL-ARPA nel caso di interventi
edilizi riguardanti attivit comprese nella classificazione di cui all'art. 38 del pre32

n)

o)

p)

sente Regolamento Edilizio, corredato da duplice copia della documentazione


progettuale e del pagamento dei diritti istruttori secondo le tariffe vigenti;
documentazione prevista dalla L.R. 19 /2008 in materia sismica, in funzione della
tipologia di intervento. Qualora il medesimo sia assoggettato ad autorizzazione sismica listanza relativa pu essere presentata contestualmente; in alternativa deve essere allegata dichiarazione del progettista abilitato che cura la progettazione strutturale dell'intero intervento che asseveri il rispetto delle norme tecniche
per le costruzioni e delle prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica. La dichiarazione deve corredata da una relazione tecnica che illustra le scelte progettuali operate per assicurare l'integrazione della struttura nel progetto architettonico, dagli elaborati grafici relativi agli
schemi e alle tipologie della stessa struttura, secondo i contenuti individuati nel
vigente atto di indirizzo approvato dalla Giunta regionale.
documentazione per la prevenzione incendi:
o.1 per gli interventi relativi ad insediamenti destinati ad attivit soggette alla
normativa antincendio vanno posti in essere gli adempimenti previsti nel
DPR 1 agosto 2011, n. 151 in funzione dellelenco A-B-C in cui lattivit
compresa.
o.2 qualora l'attivit non rientri nelle suddette norme, dovranno essere presentate:
- dichiarazione sostitutiva dell'atto di notoriet firmato dal legale rappresentante dell'azienda, che l'attivit non rientra fra quelle sopraindicate;
- planimetria in scala non inferiore a 1:200, dalla quale risultino i requisiti
minimi di prevenzione incendi da realizzare (es. uscite di sicurezza, porte
tagliafuoco, estintori ecc.);
documentazione inerente gli aspetti ambientali degli interventi:
p.1 domanda di autorizzazione allo scarico delle acque reflue ai sensi delle disposizioni vigenti (D.Lgs. n 152/2006, L.R. 7/83 e loro successive modificazioni
ed integrazioni); lassenza della richiesta di autorizzazione allo scarico determina la sospensione della pratica;
p.2 relazione geologica e/o geotecnica riguardante le caratteristiche dei terreni interessati all'intervento, ai sensi del D.M. 11/3/1988;
p.3 copia della domanda di autorizzazione allo scarico in atmosfera ai sensi del
D.Lgs. 152/2006 (se sono previste nuove emissioni, o modifiche o trasferimenti);
p.4 documentazione inerente la previsione di impatto acustico o la valutazione
previsionale di clima acustico, con riferimento alle zone di appartenenza
definite dal piano di classificazione acustica approvato con Delibera di
C.C. n 267 del 16/12/2002 e successive modifiche (da presentare prima del
rilascio del permesso). La relazione previsionale di clima acustico per gli interventi residenziali e' sostituita da una autocertificazione di tecnico competente in materia acustica che attesti il rispetto dei requisiti di protezione
acustica in relazione alla zonizzazione acustica di riferimento.
p.5 richiesta di autorizzazione ai sensi del R.D.L. 30/12/1923 n. 3267 (vincolo idrogeologico). Lautorizzazione propedeutica allinizio dei lavori;
p.6 relazione di calcolo e soluzione progettuale (planimetrie, sezioni, particolari
costruttivi) dimostrante il rispetto dellinvarianza idraulica di cui allart. 9 del
Piano Stralcio per il Rischio Idrogeologico;
p.7 per gli interventi da realizzarsi nelle aree di cui agli articoli 3, 4, 6, del Piano
Stralcio per il Rischio Idrogeologico richiesta la seguente documentazione:
- relazione tecnica e soluzioni progettuali, in scala adeguata, da cui risulti
lefficacia degli accorgimenti tecnico-costruttivi adottati per limitare i
danni derivanti da allagamenti;
p.8 dichiarazione di presenza di campi elettromagnetici, elettrodotti e cabine,
ai sensi della L.R. 30/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
p.9 dichiarazione di attivit ritenute insalubri di 1 e 2 classe ai sensi del R.D.
3/2/1901 n 45, R.D. 27/7/1934 n 1265 e D.M. 59/1994;
33

p.10 delibera di screening/VIA positiva emessa dallautorit competente;


per interventi in zona agricola su edifici funzionali all'esercizio dell'attivit agricola
altres richiesta la seguente documentazione:
q.1 planimetria con esatta delimitazione e relativa superficie dell'azienda agricola, e verifica analitica della SAU;
q.2 relazione con descrizione del tipo di coltura in atto, del tipo di conduzione
dell'azienda, della consistenza dei fabbricati esistenti con riferimento ai
precedenti autorizzativi e delle relative destinazioni inerenti l'attivit; la relazione dovr inoltre descrivere la consistenza del parco macchine
dellazienda, nonch le necessit di spazi di deposito al fine di motivare il
dimensionamento del fabbricato di servizio oggetto della istanza edilizia;
q.3 dichiarazione sostitutiva del possesso dei requisiti di cui al capo VII delle
N.d.A. del PRG;
q.4 dichiarazione sostitutiva della certificazione di imprenditore agricolo a titolo
principale (in caso di permesso di costruire gratuito);
q.5 dichiarazione sostitutiva attestante liscrizione allelenco provinciale delle
aziende agrituristiche, nel caso di interventi su edifici esistenti finalizzati
allutilizzo per attivit agrituristiche;
q.6 certificato storico catastale con decorrenza dal 17/03/1969 riguardante tutti i terreni e gli edifici esistenti nellazienda;
r)
per gli interventi di cui allart. 33.08 del PRG vigente la domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:
r.1
una certificazione medica rilasciata dallAzienda Unit Sanitaria Locale, attestante la situazione di handicap grave, ai sensi del comma 3 dellarticolo
3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 Legge quadro per lassistenza,
lintegrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, della persona
ivi residente con indicazione delle condizioni necessarie a garantire il completo soddisfacimento delle esigenze abitative delle persone handicappate;
r.2
una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato, accompagnata da idonea rappresentazione grafica dello stato di fatto, che attesti
limpossibilit tecnica di reperire spazi adeguati nellambito delledificio di
residenza;
r.3
il progetto della nuova superficie che evidenzi le soluzioni tecniche adottate per il conseguimento delle speciali finalit dellintervento nel rispetto della normativa vigente;
r.4
prima del rilascio del Permesso di Costruire, il richiedente sottoscrive atto unilaterale dobbligo con cui si impegna ad istituire sulle superfici realizzate
ai sensi dellart. 33.08 un vincolo di destinazione duso di durata triennale, a
non alienare e a non locare limmobile a soggetti non portatori di handicap
per la medesima durata. Ad avvenuta realizzazione dellampliamento il
vincolo va trascritto presso la conservatoria dei registri immobiliari.
s)
eventuali altri provvedimenti abilitativi, autorizzazioni, nulla-osta prescritti in relazione alla tipologia di intervento.
Per le opere di urbanizzazione:
a)
stato di fatto planimetrico ed altimetrico della zona con evidenziati:
- rilievo del verde;
- costruzioni e manufatti esistenti;
- elettrodotti, metanodotti, fognature e acquedotti e relative servit;
- viabilit e toponomastica;
b)
planimetria di progetto, in scala non inferiore a 1:100, debitamente quotata, indicante gli spazi pubblici: strade, piazze, piste ciclabili, i parcheggi per autoveicoli,
moto, biciclette, portatori di handicap, spazi di verde attrezzato ed alberature, i
bacini di laminazione, le aree ecologicamente attrezzate, i manufatti tecnologici, gli arredi la segnaletica stradale, eventuali utilizzazioni in sotterraneo, nonch
la previsione di chiusura di aree pubbliche rispetto alle aree private;
c)
progetto esecutivo di tutte le opere, comprese quelle necessarie all'allacciamento alle reti dei pubblici servizi quali acquedotto, gasdotto, fognatura e impianti di
q)

3.

34

4.

5.

depurazione, energia elettrica e rete di telecomunicazione


1. planimetria in scala 1:100 con esatta ubicazione ed il corretto dimensionamento di tutti i sottoservizi presenti nel sottosuolo. Nelle tavole vanno evidenziate le alberature, i contatori ubicati nelle recinzioni delle propriet, tutti gli
allacciamenti dei singoli edifici ai servizi presenti nel sottosuolo pubblico nonch la previsione della chiusura delle aree pubbliche rispetto alle propriet
private;
2. sezioni stradali in scala 1:50, debitamente quotate, corrispondenti a quelle
individuate in planimetria con tutti gli elementi presenti nel soprassuolo (punti
luce, alberature, ecc.) e nel sottosuolo (canalizzazioni, pozzetti, ecc.).
d)
profili stradali e delle fognature in scala 1:200 debitamente quotati;
e)
progetto dellimpianto di illuminazione pubblica, comprensivo del calcolo illuminotecnico, con ubicazione delle necessarie cabine.
Gli elaborati di cui alla lettera c), dovranno riportare il visto di approvazione delle societ erogatrici dei servizi pubblici (HERA, ENEL, TELECOM, ecc.) con le rispettive lettere di
assenso.
Nel caso in cui lintervento riguardi opere di importo superiore alla soglia comunitaria gli
elaborati corrispondono a quelli indicati dal Regolamento D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207.
La progettazione dovr rispettare, oltre che le specifiche norme di settore, le prescrizioni tecniche contenute in apposito disciplinare comunale, coordinato con il vigente Regolamento per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e la relativa cessione. Il
suddetto disciplinare contiene inoltre indicazione delle modalit esecutive .
Gli elaborati sopracitati devono essere preferibilmente piegati secondo il formato UNI
A4 (mm 210 x 297) e devono contenere in testata l'indicazione dell'intervento e l'ubicazione, il titolo dell'elaborato, le generalit e la firma dell'avente titolo ad intervenire,
nonch la firma e il timbro professionale del progettista o dei progettisti abilitati.
La richiesta di permesso di costruire dovr contenere l'indicazione, nel caso di pi progettisti, del progettista responsabile della intera opera e dei progettisti o tecnici abilitati
alle singole elaborazioni, relative ai requisiti previsti dalle prescrizioni tecniche del presente Regolamento Edilizio.

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ART. 24 - PROCEDURE PER IL RILASCIO


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 222 del 25/11/2010]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

La domanda per il rilascio del permesso di costruire, sottoscritta dal proprietario o da


chi ne abbia titolo presentata allo Sportello Unico corredata dallattestazione concernente il titolo di legittimazione e dai relativi documenti di cui allarticolo precedente,
nonch da una dichiarazione del progettista abilitato che, ai sensi dellart. 481 del C.P.
assevera la conformit del progetto agli strumenti urbanistici adottati ed approvati ed
al Regolamento Edilizio, nonch alle norme di sicurezza, igienico-sanitarie ed alla Valutazione Preventiva, ove acquisita. Lo Sportello Unico, dopo averne verificata la completezza, comunica al richiedente il nominativo del responsabile del procedimento ai
sensi degli artt. 4 e 5 della L. 241/90 e successive modificazioni e rilascia apposita ricevuta con l'indicazione del numero progressivo assegnato alla pratica.
Entro quindici giorni dalla presentazione della domanda, il Responsabile del Procedimento pu chiedere una sola volta documenti ed atti integrativi qualora gli stessi non
siano nella disponibilit dellAmministrazione Comunale ovvero non possano essere dalla stessa essere acquisiti autonomamente. Tale richiesta interrompe il termine per
listruttoria dellistanza che ricomincia a decorrere per intero dalla data del completo
ricevimento degli atti integrativi (far fede il timbro di ricevuta del Protocollo Generale). Lintegrazione deve essere presentata, preferibilmente in unica soluzione, entro 60
giorni dal ricevimento della richiesta. Qualora non sia trasmessa nel termine come indicato si dar corso allavvio del procedimento di diniego dellistanza, salvo i casi in cui il
ritardo non dipenda dai soggetti interessati.
L'esame delle domande si svolge secondo l'ordine cronologico di presentazione. Il Responsabile del procedimento pu motivatamente derogare dallordine cronologico
per le opere di interesse pubblico e per le opere urgenti.
Entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, il responsabile del procedimento cura l'istruttoria, acquisisce, avvalendosi dello sportello unico, i prescritti pareri
dagli uffici comunali i quali sono tenuti a rispondere nel termine di trenta giorni dalla richiesta.
Entro il medesimo termine il responsabile del procedimento richiede alle altre Amministrazioni interessate (AUSL-ARPA, VV.FF., Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il
Paesaggio, FF.SS., ANAS, ecc.) i pareri se necessari e sempre che gli stessi non siano gi
stati allegati alla domanda dal richiedente. Nel caso di decorrenza del termine per il rilascio degli atti di assenso da parte di tali Amministrazioni, il responsabile del procedimento convoca una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14-bis, 14-ter, 14quater della legge 7 agosto 1990, n. 241. Inoltre acquisisce il parere della Commissione
per la Qualit Architettonica e per il Paesaggio nei casi previsti dallart. 14 comma 2
lett. a) b) c) d), prescindendo comunque dallo stesso qualora non venga reso entro il
termine.
Lacquisizione dei pareri sia interni che esterni in conferenza di servizi comunque
sempre ammessa anche prima della decorrenza del termine di trenta giorni di cui al
comma precedente,in particolare per listruttoria di progetti complessi.
Nel caso di interventi riguardanti la realizzazione di opere di urbanizzazione allinterno di
PUA o di aree assoggettate a prescrizioni ai sensi dellart.27 del vigente PRG comunale, i pareri possono essere acquisiti previo espletamento di conferenza di servizi alla
quale il responsabile del procedimento convoca, entro 30 giorni dal ricevimento della
pratica o dallavvenuta integrazione formale, i Settori comunali interessati e gli Enti
/Aziende/Uffici esterni coinvolti nel procedimento. Alla conferenza invitato a partecipare il progettista dellintervento ai fini di esporre ed illustrare le scelte ed i contenuti
della progettazione. Il verbale della prima seduta della conferenza dei servizi contiene
i termini, concertati in contraddittorio, per la consegna al Comune della eventuale documentazione integrativa necessaria allistruttoria della istanza.
36

8.

9.

10.

11.

12.

13.

14.

15.

16.

17.

18.

Il termine di cui al comma 4, raddoppiato nei casi di progetti particolarmente complessi quali: pluralit di edifici da realizzare in un unico lotto, interventi edilizi diretti convenzionati allinterno di PUA, interventi soggetti a permesso di costruire con prescrizione
di cui allart. 27 delle NdA del PRG.
Il responsabile del procedimento, sempre nello stesso termine, qualora sia necessario ai
fini del rilascio del permesso di costruire, pu chiedere di apportare modifiche di modesta entit rispetto al progetto originario o richiedere chiarimenti, illustrandone le motivazioni. L'interessato integra i documenti entro il termine fissato. La richiesta di cui al presente comma sospende, fino al relativo esito, il decorso del termine; in caso di mancata trasmissione della documentazione verr avviato il procedimento di diniego
dellistanza di permesso.
Il responsabile del procedimento, valutata la conformit del progetto alla normativa
vigente, formula una proposta di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione, con la qualificazione tecnico-giuridica dell'intervento richiesto.
Il provvedimento finale (comunicazione di accoglimento o avvio del procedimento di
diniego) adottato dal Dirigente, entro quindici giorni dalla proposta di provvedimento di cui al comma precedente, ovvero dall'esito della conferenza di servizi di cui ai
commi 5 e 7. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione di accoglimento il titolare della richiesta di permesso di costruire provvede al pagamento degli oneri
di costruzione,qualora dovuti,nonch alla integrazione di eventuali documenti mancanti. Il termine prorogabile su richiesta motivata dellinteressato, avanzata prima
della scadenza.
Dell'avvenuto rilascio del permesso di costruire data notizia al pubblico mediante
pubblicazione sullalbo online del Comune. Gli estremi del permesso di costruire sono
indicati nel cartello esposto presso il cantiere, secondo le modalit stabilite dal presente regolamento.
Decorso inutilmente il termine per il rilascio del provvedimento conclusivo, la domanda
di permesso di costruire si intende accolta, con espressa esclusione degli interventi che
incidono sul patrimonio culturale e paesaggistico e di quelli che necessitano di autorizzazioni ambientali.
E facolt del Comune concludere il procedimento anche quando sia scaduto il termine prescritto per la formazione del silenzio-assenso, con ladozione di provvedimenti in
forma espressa aventi il medesimo contenuto funzionale.
Al fine di dar corso ai lavori a seguito della formazione del silenzio assenso linteressato
ed il progettista incaricato devono dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non ammessa la conformazione dellattivit e dei suoi effetti ed i dichiaranti sono puniti con la
sanzione prevista dallarticolo 483 del codice penale, salvo che il fatto costituisca pi
grave reato.
Le sanzioni previste in caso di svolgimento dellattivit in carenza dellatto di assenso
dellamministrazione o in difformit di esso si applicano anche nei riguardi di coloro i
quali diano inizio ai lavori a seguito della formazione del silenzio assenso in mancanza
dei requisiti richiesti o, comunque, in contrasto con la normativa vigente.
Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo su attivit soggette
ad atti di assenso da parte di pubbliche amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se stato dato inizio ai lavori a seguito della formazione del silenzio assenso.
Al fine della decorrenza dei termini per linizio e la fine dei lavori, come data del rilascio
del Permesso di Costruire si intende quella della sua emissione della quale viene data
contestuale comunicazione al richiedente.

ART. 25 - PUBBLICITA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE E RICHIESTA DI RIESAME


Chiunque pu prendere in visione, presso lo Sportello Unico per lEdilizia, dei Permessi di
Costruire rilasciati insieme ai relativi elaborati progettuali e documentazioni allegate e
chiederne al Sindaco, entro dodici mesi dal rilascio, il riesame per contrasto con le disposizioni di legge o con gli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, ai fini
dellannullamento o della modifica del permesso stesso.
37

ART. 26 - CARATTERISTICHE ED EFFICACIA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Il permesso di costruire rilasciato dal dirigente nel rispetto delle leggi, dei regolamenti
e degli strumenti urbanistici al proprietario dellimmobile o a chi abbia titolo per richiederlo.

2.

Il permesso di costruire trasferibile, insieme all'immobile, ai successori o aventi causa.


In conseguenza della variazione dellintestazione non vengono modificati i termini di
validit e di decadenza previsti nellatto originario. Esso non incide sulla titolarit della
propriet o di altri diritti reali relativi agli immobili realizzati per effetto del suo rilascio ed
irrevocabile.

3.

Il rilascio del permesso di costruire non comporta limitazione dei diritti dei terzi.

4.

Il permesso di costruire pu contenere eventuali prescrizioni formulate da organi interni


od esterni al comune, dalla CQAP o dal responsabile del procedimento.

5.

Nel permesso di costruire sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori. Il termine per l'inizio dei lavori non pu essere superiore ad un anno dalla data di rilascio del
titolo; quello di ultimazione, entro il quale l'opera deve essere completata non pu superare i tre anni dalla data di rilascio.

6.

Entrambi i termini possono essere prorogati, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volont del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso
decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza
venga richiesta una proroga. La proroga pu essere accordata, con provvedimento
motivato, esclusivamente quando si tratti di opere di interesse pubblico, ovvero in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche
tecnico-costruttive, ovvero nei casi di eventi calamitosi o eventi non dipendenti dal titolare del permesso ma dalla realizzazione di opere di pubblico interesse (servizi, strade,
ecc.).

7.

La realizzazione della parte dell'intervento non ultimata nel termine stabilito subordinata al rilascio di nuovo permesso per le opere ancora da eseguire, salvo che le stesse
non rientrino tra quelle realizzabili mediante DIA/SCIA. Si procede altres, ove necessario, al ricalcolo del contributo di costruzione.

8.

Il permesso decade quando le opere non siano ultimate nel termine previsto dallo stesso. Il permesso decade inoltre con l'entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche, salvo che i lavori siano gi iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni
dalla data del rilascio.
La decadenza viene dichiarata con provvedimento espresso notificato agli interessati.

ART. 27 - PERMESSO DI COSTRUIRE IN DEROGA AGLI STRUMENTI URBANISTICI


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali rilasciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione
del consiglio comunale, nel rispetto comunque delle disposizioni contenute nel D.Lgs.
22.01.2004 n. 42, e delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attivit edilizia.

2.

Dell'avvio del procedimento viene data comunicazione agli interessati ed ai soggetti


che possano subire limitazioni con il rilascio del titolo ai sensi dell'articolo 7 della legge 7
agosto 1990, n. 241.

3.

La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza e dei limiti inderogabili stabiliti dalle disposizioni statali e regionali, pu riguardare esclusivamente le destinazioni duso ammissibili, la densit edilizia, laltezza e la distanza tra i fabbricati e dai
confini, di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi.

ART. 27bis PROCEDIMENTO UNICO ART.7 DEL D.P.R. 160/2010


[articolo introdotto con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Le istanze,anche di natura edilizia, per l'esercizio delle attivit di produzione di beni e


servizi, incluse le attivit agricole, commerciali e artigianali, le attivit turistiche e alber38

ghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari e i servizi di telecomunicazioni sono presentate al SUAP che, entro trenta giorni dal ricevimento, salvi i termini
pi brevi previsti dalla disciplina regionale, pu richiedere all'interessato la documentazione integrativa; decorso tale termine l'istanza si intende correttamente presentata.
2.

Verificata la completezza della documentazione, il responsabile del SUAP adotta il


provvedimento conclusivo entro i successivi trenta giorni, salvi termini pi brevi previsti
dalla normativa regionale, ovvero indice una conferenza di servizi ai sensi degli articoli
da 14 a 14 quinquies della Legge 07.08.1990, n241.

3.

Quando necessario acquisire intese, nulla osta, concerti o assensi di diverse amministrazioni pubbliche, il responsabile del procedimento pu indire una conferenza di servizi ai sensi e per gli effetti previsti dagli artt.14,14bis,14ter della L.241/90 ovvero dalle altre normative di settore, anche su istanza del soggetto interessato o dell'Agenzia delle
Imprese.La conferenza di servizi sempre indetta nel caso in cui i procedimenti necessari per acquisire le suddette intese, nulla osta, concerti o assensi abbiano una durata
superiore ai novanta giorni ovvero nei casi previsti dalle discipline regionali. Scaduto il
termine di cui al comma 2, ovvero in caso di mancato ricorso alla conferenza di servizi,scaduto comunque il termine previsto per le altre amministrazioni per pronunciarsi sulle questioni di loro competenza, l'amministrazione procedente conclude in ogni caso il
procedimento prescindendo dal loro parere; in tal caso, salvo il caso di omessa richiesta di parere, il responsabile del procedimento non pu essere chiamato a rispondere
degli eventuali danni derivanti dalla mancata emissione dei pareri medesimi.

4.

Tutti gli atti istruttori e i pareri tecnici richiesti sono comunicati in modalit telematica
dagli organismi competenti al responsabile del SUAP.

5.

Il provvedimento conclusivo del procedimento, assunto nei termini di cui ai commi precedenti , ad ogni effetto, titolo unico per la realizzazione dell'intervento e per lo svolgimento delle attivit richieste.

39

TITOLO IV

DENUNCIA DI INIZIO DI ATTIVITA - SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO


ATTIVITA

ART. 28 - INTERVENTI SOGGETTI A DENUNCIA DI INIZIO DI ATTIVITA ED INTERVENTI SOGGETTI A


SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Sono assoggettati a segnalazione certificata di inizio attivit obbligatoria i seguenti interventi:


a)

Manutenzione straordinaria, ad esclusione dei casi previsti dallart. 6 comma 2


lett.a) del D.P.R.380/2001come descritti al precedente art.19;
b) Risanamento conservativo e restauro;
c) Eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti qualora interessino gli
immobili compresi negli elenchi di cui al D.Lgs. 22.01.2004 n. 42, nonch gli immobili
aventi valore storico architettonico individuati dagli strumenti urbanistici comunali
ovvero riguardino elementi strutturali dell'edificio o alterino anche la sagoma
delledificio;
d) Recinzioni, muri di cinta e cancellate;
e) Ristrutturazione edilizia;
f) Recupero ai fini abitativi dei sottotetti, nei casi e nei limiti di cui allart. 8 comma 8
del presente regolamento;
g) Mutamenti di destinazione duso senza opere;
h) Le modifiche funzionali di impianti esistenti gi destinati ad attivit sportive senza
creazione di volumetria;
i)
Linstallazione o la revisione di impianti tecnologici che comportano anche la realizzazione di volumi tecnici al servizio di edifici o di attrezzature esistenti;
j)
Le modifiche progettuali e le variazioni in corso dopera di cui agli artt. 32 e 33;
k) La realizzazione di parcheggi da destinarsi a pertinenza di unit immobiliari, nei casi di cui allart. 9, comma 1, della Legge 24/03/1989, n 122, esclusi gli immobili collocati nei centri storici;
l)
Le opere pertinenziali come definite allart. 6 dellallegato A il cui volume sia inferiore al 20% di quello della unit immobiliare cui sono annessi;
m) I significativi movimenti di terra senza opere edili non connessi allattivit agricola e
che non riguardano la coltivazione di cave e torbiere.
2.

Sono assoggettati a denuncia di inizio attivit:


a)
b)

c)

Le demolizioni di interi fabbricati o di parti di essi, senza ricostruzioni e disgiunti da


altri interventi edilizi;
Gli interventi sottoposti a permesso di costruire, qualora i piani attuativi contengano precise disposizioni planovolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui
sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal Consiglio Comunale in sede di
approvazione degli stessi piani;
Innalzamento delle costruzioni dovuto alla realizzazione di interventi di miglioramento/adeguamento strutturale eseguiti in concomitanza con rifacimento di coperture, nel rispetto dei parametri edilizi di zona.

ART. 29 - DISCIPLINA DELLA DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Il proprietario dell'immobile o chi abbia titolo per presentare la denuncia di inizio attivit, almeno trenta giorni prima dell'effettivo inizio dei lavori, presenta allo Sportello Unico
per ledilizia e le attivit produttive la denuncia, accompagnata dagli elaborati progettuali di cui allart. 30 e da una dichiarazione del progettista abilitato che asseveri, ai
sensi dellart.481 del Codice Penale, il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie, nonch la conformit delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici
adottati o approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti ed alla valutazione preventiva,
ove acquisita.
40

2.

La denuncia di inizio attivit corredata dall'indicazione del direttore dei lavori e dell'impresa cui si intende affidare i lavori ed sottoposta al termine massimo di efficacia
pari a tre anni dalla data di inizio dei lavori indicata nella denuncia stessa. La realizzazione della parte non ultimata dell'intervento subordinata a nuova denuncia. L'interessato comunque tenuto a comunicare la data di ultimazione dei lavori. Su richiesta
presentata prima della scadenza, il termine di ultimazione dei lavori pu essere prorogato per una sola volta, con provvedimento motivato, per fatti estranei alla volont
dellinteressato. La proroga pu essere accordata, con provvedimento motivato, esclusivamente quando si tratti di opere di interesse pubblico, ovvero in considerazione
della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnicocostruttive, ovvero nei casi di eventi calamitosi o eventi non dipendenti dal titolare del
permesso ma dalla realizzazione di opere di pubblico interesse (servizi, strade, ecc.).

3.

Qualora l'immobile oggetto dell'intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela


compete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione comunale (es. vincolo idrogeologico, autorizzazione paesaggistica), il termine di cui al comma 1 decorre per
intero dal rilascio del relativo atto di assenso che lAmministrazione dovr comunque rilasciare entro trenta giorni. Nel caso di autorizzazione paesaggistica il termine decorre
per intero dalla data di rilascio della medesima.

4.

Nel caso in cui lintervento sia assoggettato al parere obbligatorio della commissione
per la qualit architettonica e per il paesaggio, tale parere potr essere ottenuto:
- Prima della presentazione della DIA attraverso richiesta preventiva da allegare successivamente alla stessa;
- Attraverso il meccanismo della sospensione dei termini della DIA presentata.

5.

Qualora l'immobile oggetto dell'intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela non
compete all'amministrazione comunale (es. Soprintendenza), ove il parere favorevole
del soggetto preposto alla tutela non sia allegato alla denuncia, entro dieci (10) giorni
dalla presentazione lo Sportello unico delledilizia e delle attivit produttive richiede
allAutorit preposta il rilascio dellatto. Decorsi 30 giorni dalla richiesta convoca una
conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il termine di trenta giorni di cui al comma 1 decorre dall'esito della conferenza. In caso di esito non favorevole, la denuncia priva di effetti.

6.

Se il progetto presentato riguarda insediamenti produttivi e di servizio caratterizzati da


significativi impatti sullambiente e sulla salute, da sottoporsi allesame preventivo di
AUSL-ARPA, interventi soggetti allesame da parte dei VV.FF. o soggetti a VIA di cui alla
L.R. n 9/99, il termine di trenta giorni decorre dal ricevimento dellatto richiesto o
dallesito della eventuale conferenza dei servizi.

7.

La sussistenza del titolo provata con la copia della denuncia di inizio attivit da cui risulti la data di ricevimento della denuncia, l'elenco di quanto presentato a corredo del
progetto, l'attestazione del professionista abilitato, nonch gli atti di assenso eventualmente necessari.

8.

Il Dirigente, ove entro il termine indicato al comma 1 sia riscontrata l'assenza di una o
pi delle condizioni stabilite, notifica all'interessato l'ordine motivato di non effettuare il
previsto intervento, e, in caso di falsa attestazione del professionista abilitato, informa
l'autorit giudiziaria e il consiglio dell'ordine di appartenenza. comunque salva la facolt di ripresentare la denuncia di inizio di attivit, con le modifiche o le integrazioni
necessarie per renderla conforme alla normativa urbanistica ed edilizia.

9.

Ultimato l'intervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un certificato di collaudo finale, che va presentato allufficio competente, con il quale si attesta la conformit
dell'opera al progetto presentato con la denuncia di inizio attivit.

ART. 29 bis - DISCIPLINA DELLA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA


[articolo introdotto con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

La segnalazione certificata di inizio attivit presentata dallavente titolo su apposita


modulistica predisposta dal Comune, corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dellatto di notoriet per quanto riguarda tutti gli stati, le qualit personali e i
fatti previsti negli articoli 46e 47 del D.P.R.445/2000 nonch dalle attestazioni e asseve41

razioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformit da parte dellAgenzia


delle imprese di cui alla Legge 06.08.2008 n.133, relative alla sussistenza dei requisiti e
dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate
dagli elaborati tecnici necessari, elencati nellarticolo successivo, per consentire le verifiche di competenza del Comune. Nei casi in cui la legge prevede lacquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero lesecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni ,
salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti. La segnalazione, corredata delle dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni nonch dei relativi
elaborati tecnici, pu essere presentata a mezzo posta con raccomandata con avviso
di ricevimento, oppure depositata presso lo Sportello unico delledilizia e delle attivit
produttive ad eccezione dei procedimenti per cui previsto lutilizzo esclusivo della
modalit telematica. In tal caso la segnalazione si considera presentata al momento
della ricezione da parte dell'amministrazione. E facolt dellinteressato allegare i pareri
previsti per lintervento di progetto, precedentemente acquisiti tramite lo Sportello unico, secondo quanto previsto al precedente art. 17ter.
2.

Lattivit oggetto della segnalazione pu essere iniziata dalla data della presentazione
della segnalazione stessa al Comune.

3.

Il Comune, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma
1, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della segnalazione, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattivit e di rimozione degli eventuali effetti
dannosi di essa, salvo che, ove ci sia possibile, linteressato provveda a conformare alla normativa vigente detta attivit ed i suoi effetti entro un termine fissato
dallamministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni. E ' fatto comunque salvo
il potere del Comune di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e
dellatto di notoriet false o mendaci, lamministrazione, ferma restando lapplicazione
delle sanzioni penali previste dallart 19,comma 6 della L. 241/90, nonch di quelle di
cui al capo VI del testo unico di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, pu sempre e in
ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.

4.

Decorso il termine per ladozione del provvedimento di divieto di prosecuzione


dellattivit ovvero di quelli previsti dalle normative edilizie statali e regionali al Comune
consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per lambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dellimpossibilit di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dellattivit dei privati alla normativa vigente.

5.

Restano ferme le disposizioni relative alla vigilanza sull'attivit urbanistico-edilizia, alle responsabilit e alle sanzioni previste dal DPR 380/2001 e dalla L.R. 23/2004.

6.

La segnalazione certificata di inizio attivit, la denuncia e la dichiarazione di inizio attivit si riferiscono ad attivit liberalizzate e non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti
all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione di cui allart.31
del D.Lgs. 104/2010.

ART. 30 - DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

La DIA deve essere presentata sulla base di apposito modello predisposto dal Comune
allegando ricevuta di versamento dei diritti di segreteria.
Devono inoltre essere allegati i seguenti documenti in unica copia:
a)
b)

copia del documento comprovante il titolo o dichiarazione sostitutiva;


estratti del PRG e dell'eventuale Piano Urbanistico attuativo, con evidenziato
l'immobile e/o l'area di intervento;
42

c)

d)

e)

f)
g)
h)

i)

j)

k)

documentazione catastale costituita da estratto di mappa in scala 1:2000/1:1000


e da certificato catastale. Tali documenti devono contenere gli elementi necessari ad identificare tutte le particelle oggetto dell'intervento, la relativa superficie
e propriet;
documentazione fotografica relativa allo stato di fatto dell'area e/o dell'immobile su cui si intende intervenire, e al suo intorno immediato. Le fotografie devono
essere a colori, di formato non inferiore a cm 10 x 15 e montate su cartoncino
formato A/4 con didascalie e planimetria con indicazione dei punti di ripresa;
elaborati grafici di progetto in unica copia comprendenti:
e.1 planimetria in scala 1:200 con individuazione delle soluzioni progettuali dell'area di intervento, nella quale l'opera sia rappresentata nelle sue linee,
dimensioni, quote generali e di distanza; nel caso in cui lintervento preveda movimenti di terreno, deve essere presentato rilievo planoaltimetrico
opportunamente quotato e opportune sezioni indicanti gli sterri e i riporti;
e.2 prospetti in scala 1:100 dell'opera ed almeno due sezioni significative; almeno una delle copie richieste dovr evidenziare le scelte dei materiali impiegati e dei cromatismi risultanti;
e.3 piante in scala 1:100 di tutti i piani dell'opera, adeguatamente quotati con
l'indicazione della superficie utile netta e delle destinazioni d'uso dei singoli
locali.
e.4 per interventi sull'esistente, piante, almeno due sezioni, prospetti, in scala
1:100, dello stato di fatto con riferimento ai precedenti autorizzativi e piante, almeno due sezioni, prospetti, in scala 1:100 indicanti, con adeguati grafismi o campiture, le demolizioni (in giallo), le parti di nuova costruzione (in
rosso) e le parti da sostituire o da consolidare; inoltre nel caso di interventi
edilizi da eseguirsi su una singola unit immobiliare di un fabbricato comprendente pi unit immobiliari, qualora siano previsti la sostituzione o il rinnovo di parti strutturali, la documentazione relativa agli interventi
sullesistente va integrata da relazione tecnica in modo da supportare la
dimostrazione che gli interventi di rinnovo e di sostituzione di parti strutturali
non modificano in maniera sostanziale il comportamento globale
delledificio anche attraverso opere di miglioramento o di consolidamento
strutturale; nel caso invece di intervento su un edificio contiguo ad altri
(complessi edilizi), la relazione dovr supportare la dimostrazione che gli interventi previsti non aggravano la situazione statica degli edifici adiacenti;
e.5 relazione tecnica che illustri l'intervento proposto, la tinteggiatura scelta, la
rispondenza dei dati di progetto alle prescrizioni riportate nel R.E. o alle
norme di attuazione del PRG;
e.6 eventuali convenzioni o atti unilaterali;
autocertificazione circa le prescrizioni urbanistiche ed edilizie ed alle norme di sicurezza e igienico-sanitarie, firmata dal progettista o dai progettisti;
parere preventivo della CQAP, se gi ottenuto, nei casi previsti dallart. 14;
progetti, redatti da professionisti in possesso dei requisiti tecnico professionali di
cui allart.4 del D.M.22.01.2008 n.37 secondo le specifiche competenze richieste ,
per l'installazione, trasformazione ed ampliamento degli impianti di cui all'art. 1
della Legge 46/90, e relativi decreti di attuazione, o dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet che l'intervento non soggetto a progettazione obbligatoria. I
progetti devono essere redatti in conformit allart. 5 del D.M.22.01.2008 n.37;
relazione tecnica ai sensi dellart.28,comma 1 della L.10/98 relativa ai requisiti di
rendimento energetico dellintervento ,redatta secondo lo schema di cui alle vigenti normative in materia;
dichiarazione firmata dal progettista ai sensi dell'art. 1 della legge n. 13/1989 e
del relativo decreto di attuazione corredata dagli elaborati grafici richiesti dalla
legge e dai relativi decreti di attuazione (se soggetto);
autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici o Archeologici per interventi sugli immobili vincolati ai sensi del D.Lgs. 22.01.2004 n. 42 o
per i quali sia stato notificato ai proprietari il vincolo di riconoscimento (se soggetto);
43

l)

modulo debitamente compilato per il calcolo dei contributi di concessione, se


dovuto; schema di convenzione o atto unilaterale d'obbligo nel caso di convenzionata;
m)
richiesta di parere del Servizio competente dell'A.U.S.L.-A.R.P.A. (nel caso di interventi edilizi riguardanti attivit comprese nella classificazione di cui all'art. 38 del
presente Regolamento Edilizio) corredata da duplice copia degli elaborati progettuali e della ricevuta di pagamento dei relativi diritti;
n)
estremi del deposito in Comune delle opere in calcestruzzo armato e/o acciaio,
qualora lintervento riguardi opere strutturali;
o)
richiesta di autorizzazione sismica;
p)
documentazione per la prevenzione incendi (se soggetto):
p.1 per gli interventi relativi ad insediamenti destinati ad attivit soggette alla
normativa antincendio vanno posti in essere gli adempimenti previsti nel DPR 1
agosto 2011, n. 151 in funzione dellelenco A-B-C in cui lattivit compresa;
p.2 qualora l'attivit non rientri nelle suddette norme, dovranno essere presentate:
- dichiarazione sostitutiva dell'atto di notoriet firmato dal legale rappresentante dell'azienda, che l'attivit non rientra fra quelle sopraindicate;
- planimetria in scala non inferiore a 1:200, dalla quale risultino i requisiti minimi di prevenzione incendi da realizzare (es. uscite di sicurezza, porte tagliafuoco, estintori ecc.);
q)
documentazione inerente gli aspetti ambientali degli interventi:
q.1 domanda di autorizzazione allo scarico delle acque reflue ai sensi delle disposizioni vigenti (D.Lgs. n 152/2006, L.R. 7/83 e loro successive modificazioni ed integrazioni); lassenza della richiesta di autorizzazione allo scarico determina la
sospensione della pratica;
q.2 relazione geologica e/o geotecnica riguardante le caratteristiche dei terreni
interessati all'intervento, ai sensi del D.M. 11/3/1988;
q.3 copia della domanda di autorizzazione allemissione in atmosfera ai sensi del
D.Lgs. n 152/2006 (se sono previste nuove emissioni, o modifiche o trasferimenti);

r)

q.4 documentazione inerente la previsione di impatto acustico,o la valutazione


previsionale di clima acustico con riferimento alle zone di appartenenza definite dal piano di classificazione acustica approvato con Delibera di C.C. n
267 del 16/12/2002 e successive modifiche. La relazione previsionale di clima
acustico per gli interventi residenziali e' sostituita da una autocertificazione di
tecnico competente in materia acustica che attesti il rispetto dei requisiti di
protezione acustica in relazione alla zonizzazione acustica di riferimento.
q.5 autorizzazione ai sensi del R.D.L. 30/12/1923 n. 3267 (vincolo idrogeologico) (se
soggetto);
q.6 relazione di calcolo e soluzione progettuale (in scala 1:50) dimostrante il rispetto dellinvarianza idraulica di cui allart. 9 del Piano Stralcio per il Rischio Idrogeologico (se soggetto);
q.7 per gli interventi da realizzarsi nelle aree di cui agli articoli 3, 4, 6, del Piano
Stralcio per il Rischio Idrogeologico richiesta la seguente documentazione:
q.8 relazione tecnica e soluzioni progettuali in scala adeguata, da cui risulti
lefficacia degli accorgimenti tecnico-costruttivi adottati per limitare i danni
derivanti da allagamenti;
q.9 dichiarazione di presenza di campi elettromagnetici, elettrodotti e cabine, ai
sensi della L.R. 30/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
q.10 dichiarazione di attivit ritenute insalubri di 1 e 2 classe ai sensi del R.D.
3/2/1901 n 45, R.D. 27/7/1934 n 1265 e D.M. 59/1994;
q.11 Delibera di screening /VIA positiva assunta dallAutorit competente
per interventi in zona agricola su edifici funzionali all'esercizio dell'attivit agricola
altres richiesta la seguente documentazione:
r.1 planimetria con esatta delimitazione e relativa superficie dell'azienda agricola;
r.2 dichiarazione sostitutiva attestante liscrizione allalbo provinciale degli imprenditori agricoli a titolo principale (in caso di intervento gratuito);
44

r.3
s)
t)

dichiarazione sostitutiva attestante liscrizione allalbo provinciale delle aziende agrituristiche, per interventi su immobili da destinare a tale attivit;
eventuali altri provvedimenti abilitativi, autorizzazioni, nulla-osta prescritti.
Documentazione prevista dal D.Lgs.09.04.2008 n.81, in materia di salute nei luoghi
di lavoro.

2.

Gli elaborati sopracitati devono essere preferibilmente piegati secondo il formato UNI
A4 (mm 210 x 297) e devono contenere in testata l'indicazione dell'intervento e l'ubicazione, il titolo dell'elaborato, le generalit e la firma dell'avente titolo ad intervenire,
nonch la firma e il timbro professionale del progettista o dei progettisti abilitati, del Direttore dei Lavori e dellImpresa.

3.

Nel caso in cui lo Sportello unico delledilizia e delle attivit produttive debba richiedere pareri o autorizzazioni alle Amministrazioni esterne dovr essere prodotta la documentazione necessaria.

4.

Il committente o il responsabile dei lavori sono tenuti a dichiarare, allatto della presentazione della DIA, lobbligo o meno della redazione del piano della sicurezza e coordinamento. In caso affermativo il piano deve essere presentato prima dellinizio dei lavori
e sar comunque assoggettato a controllo a campione di cui allart. 49 bis.

ART. 30 bis - DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO


ATTIVITA
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

La SCIA deve essere presentata sulla base di apposito modello predisposto dal Comune allegando ricevuta di versamento dei diritti di segreteria.
Devono inoltre essere allegati i seguenti documenti in unica copia:
a)
b)
c)

d)

e)

copia del documento comprovante il titolo o dichiarazione sostitutiva;


estratti del PRG e dell'eventuale Piano Urbanistico attuativo, con evidenziato
l'immobile e/o l'area di intervento;
documentazione catastale costituita da estratto di mappa in scala 1:2000/1:1000
e da certificato catastale. Tali documenti devono contenere gli elementi necessari ad identificare tutte le particelle oggetto dell'intervento, la relativa superficie
e propriet;
documentazione fotografica relativa allo stato di fatto dell'area e/o dell'immobile
su cui si intende intervenire, e al suo intorno immediato. Le fotografie devono essere a colori, di formato non inferiore a cm 10 x 15 e montate su cartoncino formato A/4 con didascalie e planimetria con indicazione dei punti di ripresa;
elaborati grafici di progetto in unica copia comprendenti:
e.1 planimetria in scala 1:200 con individuazione delle soluzioni progettuali dell'area di intervento, nella quale l'opera sia rappresentata nelle sue linee, dimensioni, quote generali e di distanza; nel caso in cui lintervento preveda movimenti di terreno, deve essere presentato rilievo planoaltimetrico opportunamente quotato e opportune sezioni indicanti gli sterri e i riporti;
e.2 prospetti in scala 1:100 dell'opera ed almeno due sezioni significative; almeno
una delle copie richieste dovr evidenziare le scelte dei materiali impiegati e
dei cromatismi risultanti;
e.3 piante in scala 1:100 di tutti i piani dell'opera, adeguatamente quotati con l'indicazione della superficie utile netta e delle destinazioni d'uso dei singoli locali.
e.4 per interventi sull'esistente, piante, almeno due sezioni, prospetti, in scala 1:100,
dello stato di fatto con riferimento ai precedenti autorizzativi e piante, almeno
due sezioni, prospetti, in scala 1:100 indicanti, con adeguati grafismi o campiture, le demolizioni (in giallo), le parti di nuova costruzione (in rosso) e le parti
da sostituire o da consolidare; inoltre nel caso di interventi edilizi da eseguirsi su
una singola unit immobiliare di un fabbricato comprendente pi unit immobiliari, qualora siano previsti la sostituzione o il rinnovo di parti strutturali, la documentazione relativa agli interventi sullesistente va integrata da relazione
tecnica in modo da supportare la dimostrazione che gli interventi di rinnovo e
di sostituzione di parti strutturali non modificano in maniera sostanziale il comportamento globale delledificio anche attraverso opere di miglioramento o di
45

consolidamento strutturale; nel caso invece di intervento su un edificio contiguo ad altri (complessi edilizi), la relazione dovr supportare la dimostrazione
che gli interventi previsti non aggravano la situazione statica degli edifici adiacenti;
e.5 relazione tecnica che illustri l'intervento proposto, la tinteggiatura scelta, la rispondenza dei dati di progetto alle prescrizioni riportate nel R.E. o alle norme
di attuazione del PRG;
e.6 eventuali convenzioni o atti unilaterali;
f)
autocertificazione circa le prescrizioni urbanistiche ed edilizie ed alle norme di sicurezza e igienico-sanitarie, firmata dal progettista o dai progettisti;
g)
parere preventivo della CQAP, se gi ottenuto, nei casi previsti dallart. 14;
h)
progetti, redatti da professionisti in possesso dei requisiti tecnico professionali di
cui allart.4 del D.M.22.01.2008 n.37 secondo le specifiche competenze richieste ,
per l'installazione, trasformazione ed ampliamento degli impianti di cui all'art. 1
della Legge 46/90, e relativi decreti di attuazione, o dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet che l'intervento non soggetto a progettazione obbligatoria. I
progetti devono essere redatti in conformit allart. 5 del D.M.22.01.2008 n.37;
i)
relazione tecnica ai sensi dellart.28,comma 1 della L.10/98 relativa ai requisiti di
rendimento energetico dellintervento ,redatta secondo lo schema di cui alle vigenti normative in materia;
j)
dichiarazione firmata dal progettista ai sensi dell'art. 1 della legge n. 13/1989 e
del relativo decreto di attuazione corredata dagli elaborati grafici richiesti dalla
legge e dai relativi decreti di attuazione (se soggetto);
k)
autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici o Archeologici per interventi sugli immobili vincolati ai sensi del D.Lgs. 22.01.2004 n. 42 o
per i quali sia stato notificato ai proprietari il vincolo di riconoscimento (se soggetto);
l)
modulo debitamente compilato per il calcolo dei contributi di concessione, se
dovuto e ricevuta di pagamento; schema di convenzione o atto unilaterale d'obbligo nel caso di titolo convenzionato;
m)
parere del Servizio competente dell'A.U.S.L.-A.R.P.A. ,nel caso di interventi edilizi
riguardanti attivit comprese nella classificazione di cui all'art. 38 del presente
Regolamento Edilizio qualora non asseverati dal professionista abilitato;
n)
estremi del deposito in Comune delle opere in calcestruzzo armato e/o acciaio,
qualora lintervento riguardi opere strutturali;
o)
autorizzazione sismica;
p)
documentazione per la prevenzione incendi (se soggetto):
p.1 per gli interventi relativi ad insediamenti destinati ad attivit soggette alla normativa antincendio vanno posti in essere gli adempimenti previsti nel DPR 1
agosto 2011, n. 151 in funzione dellelenco A-B-C in cui l attivit compresa
p.2 qualora l'attivit non rientri nelle suddette norme, dovranno essere presentate:
- dichiarazione sostitutiva dell'atto di notoriet firmato dal legale rappresentante dell'azienda, che l'attivit non rientra fra quelle sopraindicate;
- planimetria in scala non inferiore a 1:200, dalla quale risultino i requisiti minimi di prevenzione incendi da realizzare (es. uscite di sicurezza, porte tagliafuoco, estintori ecc.);
q)
documentazione inerente gli aspetti ambientali degli interventi:
q.1 autorizzazione allo scarico delle acque reflue ai sensi delle disposizioni vigenti
(D.Lgs. n 152/2006, L.R. 7/83 e loro successive modificazioni ed integrazioni);
q.2 relazione geologica e/o geotecnica riguardante le caratteristiche dei terreni
interessati all'intervento, ai sensi del D.M. 11/3/1988;
q.3 autorizzazione allemissione in atmosfera ai sensi del D.Lgs. n 152/2006 (se sono previste nuove emissioni, o modifiche o trasferimenti);
q.4 documentazione inerente la previsione di impatto acustico,o la valutazione
previsionale di clima acustico con riferimento alle zone di appartenenza definite dal piano di classificazione acustica approvato con Delibera di C.C. n
267 del 16/12/2002 e successive modifiche. La relazione previsionale di clima
acustico per gli interventi residenziali e' sostituita da una autocertificazione di
46

r)

s)
t)
2.

tecnico competente in materia acustica che attesti il rispetto dei requisiti di


protezione acustica in relazione alla zonizzazione acustica di riferimento.
q.5 autorizzazione ai sensi del R.D.L. 30/12/1923 n. 3267 (vincolo idrogeologico) (se
soggetto);
q.6 relazione di calcolo e soluzione progettuale (in scala 1:50) dimostrante il rispetto dellinvarianza idraulica di cui allart. 9 del Piano Stralcio per il Rischio Idrogeologico (se soggetto);
q.7 per gli interventi da realizzarsi nelle aree di cui agli articoli 3, 4, 6, del Piano
Stralcio per il Rischio Idrogeologico richiesta la seguente documentazione:
- relazione tecnica e soluzioni progettuali in scala adeguata, da cui risulti
lefficacia degli accorgimenti tecnico-costruttivi adottati per limitare i danni
derivanti da allagamenti;
q.8 dichiarazione di presenza di campi elettromagnetici, elettrodotti e cabine, ai
sensi della L.R. 30/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
q.9 dichiarazione di attivit insalubri di 1 e 2 classe ai sensi del R.D. 3/2/1901 n
45, R.D. 27/7/1934 n 1265 e D.M. 59/1994;
q.10 Delibera di screening /VIA positiva assunta dallAutorit competente
per interventi in zona agricola su edifici funzionali all'esercizio dell'attivit agricola
altres richiesta la seguente documentazione:
r.1 planimetria con esatta delimitazione e relativa superficie dell'azienda agricola;
r.2 dichiarazione sostitutiva attestante la qualifica di imprenditore agricolo a titolo
principale (in caso di intervento gratuito);
r.3 dichiarazione sostitutiva attestante liscrizione allalbo provinciale delle aziende agrituristiche, per interventi su immobili da destinare a tale attivit;
eventuali altri provvedimenti abilitativi, autorizzazioni, nulla-osta prescritti, qualora
non autocertificati dal progettista;
documentazione prevista dal D.Lgs 81/2008, in materia di salute nei luoghi di lavoro.

Gli elaborati sopracitati devono essere preferibilmente piegati secondo il formato UNI
A4 (mm 210 x 297) e devono contenere in testata l'indicazione dell'intervento e l'ubicazione, il titolo dell'elaborato, le generalit e la firma dell'avente titolo ad intervenire,
nonch la firma e il timbro professionale del progettista o dei progettisti abilitati, del Direttore dei Lavori e dellImpresa.

ART. 31 - PUBBLICITA DELLA DENUNCIA DI INIZIO DI ATTIVITA E RICHIESTA DI VERIFICA


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Chiunque pu prendere in visione, presso lo Sportello Unico per lEdilizia, delle Denunce
di Inizio Attivit e delle Segnalazioni certificate di inizio attivit presentate insieme ai relativi elaborati progettuali e documentazioni allegate e chiederne al Sindaco, entro
dodici mesi dalla presentazione, la verifica della conformit dellintervento asseverato
con le disposizioni di legge o con gli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica.

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TITOLO V

VARIANTI

ART. 32 - VARIANTI SOGGETTE AL RILASCIO DI TITOLO ABILITATIVO


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Le variazioni a Denuncia di inizio di attivit, a Segnalazione certificata di inizio attivit o


a Permesso di costruire, qualora consistano anche in una sola di quelle definite allart.
34 lettere a), b), c), d), ed f), ovvero modifichino in modo sostanziale gli effetti delle azioni sismiche sulla struttura, sono soggette rispettivamente alla presentazione di DIA a
Segnalazione certificata di inizio attivit o a richiesta di Permesso di costruire.

2.

I nuovi titoli abilitativi sono presentati o rilasciati se conformi agli strumenti di pianificazione e alla normativa urbanistica ed edilizia previa acquisizione degli atti di assenso
necessari e previo adempimenti in materia sismica nei casi previsti dalle norme regionali vigenti.

3.

In tali casi, la DIA/SCIA o il Permesso di costruire dovranno essere presentati o richiesti


prima della realizzazione delle opere ed entro il termine di validit del titolo abilitativo
originario .

ART. 33 - VARIANTI IN CORSO DOPERA


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Sono soggette a Denuncia di inizio attivit/Segnalazione certificata di inizio attivit, se


conformi agli strumenti di pianificazione e alla normativa urbanistica ed edilizia, le variazioni allintervento previsto dal titolo abilitativo apportate in corso dopera qualora
comportino mutamento della destinazione duso senza aumento del carico urbanistico, ovvero scostamenti e/o aumenti della cubatura e/o della superficie fino ai limiti
stabiliti dallart. 34 lettere b), c), e d).

2.

La DIA/SCIA pu essere presentata anche successivamente alla realizzazione delle variazioni, comunque prima della comunicazione di ultimazione dei lavori e non modificano i termini di inizio e fine lavori dellatto precedente di cui costituisce parte integrante.

3.

Le richieste di variante presentate dopo aver gi comunicato lultimazione dei lavori


ovvero decorsi i termini di validit del permesso di costruire o della DIA/SCIA sono oggetto di sanatoria ai sensi della legislazione nazionale vigente.

ART. 34 - VARIANTI ESSENZIALI


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Sono variazioni essenziali rispetto al Permesso di costruire o alla Denuncia di attivit/Segnalazione certificata di inizio attivit:
a)
b)

c)

d)
e)
f)

Il mutamento della destinazione duso che comporta una variazione del carico
urbanistico cos come definito dal presente regolamento;
Gli scostamenti di entit superiore al 10% rispetto alla superficie coperta, al rapporto di copertura, al perimetro, allaltezza dei fabbricati, alla sagoma, alle distanze tra fabbricati e dai confini di propriet anche a diversi livelli di altezza,
nonch rispetto alla localizzazione del fabbricato sullarea di pertinenza;
Gli aumenti di cubatura rispetto al progetto del 10% e comunque superiori a mc
300, con esclusione di quelli che riguardino soltanto le cubature accessorie ed i
volumi tecnici, cos come definiti ed identificati dalle norme urbanistiche ed edilizie comunali;
Gli aumenti della superficie utile superiori a mq 100;
Le violazioni delle norme tecniche in materia di edilizia antisismica;
Ogni intervento difforme rispetto al titolo abilitativo, ove effettuato su immobili ricadenti in aree naturali protette, nonch effettuato su immobili sottoposti a particolari prescrizioni per ragioni ambientali, paesaggistiche, archeologiche, storicoarchitettoniche da leggi nazionali o regionali, ovvero dagli strumenti di pianificazione territoriale od urbanistica (ad esempio gli interventi assoggettati per legge
al parere della C.Q.A.P. o di autorizzazione della Soprintendenza).
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TITOLO VI

DISPOSIZIONI VARIE

ART. 35 SANATORIE
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Le opere edilizie eseguite in assenza di permesso di costruire o in difformit da esso,


possono costituire oggetto di accertamento di conformit, ai sensi e per gli effetti della
legislazione regionale vigente e pertanto il responsabile dellabuso o lattuale proprietario dellimmobile possono ottenere permesso di costruire in sanatoria.

2.

Sulla istanza di permesso di costruire in sanatoria non si forma il silenzio assenso.

3.

Analogamente lavente titolo pu presentare DIA in sanatoria per opere eseguite in assenza o difformit di DIA. Qualora la presentazione sia spontaneamente effettuata in
corso dopera trova applicazione la sanzione minima prevista dalla legislazione nazionale e regionale vigente.

4.

Lesistenza di opere abusive sanate concorre nel determinare gli indici di edificazione,
pertanto in caso di intervento sulla parte dellimmobile interessato dalla sanatoria, queste devono essere computate ai fini del calcolo degli indici edificatori di cui alle N.d.A.
del PRG e del presente Regolamento nel rispetto delle destinazioni duso ammesse. Nel
caso di immobili costruiti in assenza o difformit dal titolo edilizio originario prima della
presentazione di richieste di trasformazioni o di interventi manutentivi, le difformit vanno sanate mediante la richiesta/presentazione di idoneo titolo a sanatoria.

5.

Nei casi di richiesta di permesso di costruire in sanatoria o di presentazione di DIA in sanatoria oltre a quanto previsto dai precedenti articoli, debbono essere presentati:
a)

b)
c)

relazione descrittiva dellintervento, con riferimento alla sua conformit alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso,
sia al momento della presentazione della domanda; la doppia conformit deve
essere asseverata dal professionista incaricato;
autocertificazione del soggetto titolare della istanza nella quale sia dichiarata la
data di avvenuta esecuzione delle opere abusivamente realizzate.
Adempimenti in materia sismica previsti dalla normativa statale e regionale vigente.

6.

La disciplina sanzionatoria amministrativa quella prevista dalle norme regionali vigenti.

7.

Per le opere non sanabili trovano applicazione le sanzioni e le procedure previste dalla
normativa nazionale e regionale vigente.

8.

In caso di opere abusivamente realizzate in zone soggette a vincolo paesaggistico


ambientale ai sensi del D. Lgs. 42/2004, le procedure descritte ai commi 1 e 2 del presente articolo sono affiancate da quelle previste dalle norme vigenti al fine di ottenere
laccertamento di compatibilit paesaggistica nei casi ammessi e disciplinati dal
DLgs.42/2004. Oltre alloblazione edilizia si applica la sanzione pecuniaria stabilita
dallart. 167 del D.Lgs. 42/2004.

ART. 36 - CONTROLLI DEI PERMESSI DI COSTRUIRE E DELLE DIA- CONTROLLO DELLE SCIA
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Con provvedimento dirigenziale verranno stabilite le modalit di sorteggio dei permessi


di costruire e delle DIA da sottoporre a controllo.

2.

Per le opere soggette a DIA, il controllo effettuato in corso dopera e comunque entro 12 mesi dal termine di ultimazione dei lavori e riguarder non meno del 30% degli interventi edilizi eseguiti o in corso di realizzazione.
Il controllo deve riguardare tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, restauro scientifico; per le altre tipologie di intervento, si proceder invece con sorteggio fino al raggiungimento della percentuale del 30%.

3.

Per le opere soggette a Permesso di Costruire, il controllo effettuato durante i lavori e


riguarder non meno del 20% degli interventi edilizi.
49

4.

Qualora gli interventi siano stati progettati con riferimento al Disciplinare per incentivare ledilizia sostenibile allegato al presente regolamento ed abbiano usufruito degli incentivi economici ed edilizi ivi previsti, i controlli saranno mirati anche a verificare gli
impegni assunti dai soggetti attuatori.

5.

Per le opere soggette a S.C.I.A. i controlli sulle opere verranno eseguiti al termine dei
lavori, fatte salve le verifiche per carenza di requisiti e presupposti che possono essere
disposte in qualunque momento.

ART. 37 VOLTURE
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Il Permesso di Costruire trasferibile ai successori o aventi causa. In questo caso tali


soggetti dovranno richiedere al Comune la Voltura del Permesso di Costruire rilasciato
inoltrando apposita domanda in bollo allegando il titolo di propriet o dichiarazione
sostitutiva di Atto Notorio.

2.

La variazione di intestazione al precedente titolo abilitativo, pu essere comunicata al


Comune anche con DIA / SCIA nel caso in cui il titolo originario sia DIA/SCIA.

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ART. 38 - ESAME PREVENTIVO DELLAZIENDA USL ARPA


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Sono soggetti allesame preventivo, sotto il profilo sanitario ed igienico-ambientale dei


competenti Servizi AUSL-ARPA secondo lart. 19, lett. h), L.R. 19/82 cos come modificato
dallart. 41 della L.R. n 31/2002:
a)

i piani regolatori e gli altri strumenti urbanistici, i regolamenti edilizi.

b)

Le attivit produttive e di servizio caratterizzate da significativi impatti sullambiente


e sulla salute, in conformit alla delibera della Giunta Regionale n.1446
dell01.10.2007.
- attivit industriali ed artigianali di tipo produttivo o manifatturiero, comprese le
attivit di lavorazione, conservazione, trasformazione di prodotti agricoli e/o di
origine animale, nonch la macellazione;
- attivit zootecniche: allevamenti, stalle;
- attivit di servizio: ospedali, strutture sanitarie pubbliche o private, strutture a carattere residenziale o semi-residenziale di tipo socio-assistenziale e/o collettivo,
strutture alberghiere, strutture di produzione e/o manipolazione di alimenti e bevande, scuole, asili nido, strutture destinate allo spettacolo, allo sport, al tempo
libero, laboratori di analisi;
- artigianato di servizio, relativamente alle sole attivit di: autofficine, autocarrozzerie, autorimesse di uso pubblico con capienza superiore a 50 posti-auto, autolavaggi, lavanderie e attivit assimilabili;
- attivit commerciali e del terziario, limitatamente a: centri e/o attivit commerciali di superficie lorda comprensiva di servizi, depositi, ecc.. superiore a 400 metri quadrati, scali commerciali, centri di deposito e/o vendita di presidi sanitari
e/o gas tossici, uffici di superficie complessiva superiore a 300 metri quadrati,
magazzini, depositi di sostanze e preparati pericolosi (riferimento D.P.R. 24 maggio 1988 n. 215 in attuazione direttive CEE);
- attivit che utilizzano locali interrati o seminterrati con spazi destinati al lavoro
od alla sosta di persone, ed altri insediamenti quali: impianti di stoccaggio liquami e/o di depurazione di acque reflue, impianti di stoccaggio, trattamento
e/o smaltimento rifiuti, acquedotti, impianti di teleriscaldamento, cimiteri;

Lesame preventivo effettuato in modo integrato dalle strutture AUSL-ARPA entro 30


giorni dal ricevimento del progetto. Tale termine pu essere sospeso una sola volta per
richiesta di documentazione o di chiarimenti. Trascorso inutilmente il termine, il responsabile dello SUE, su richiesta dellinteressato, convoca una conferenza dei servizi che si
pronuncia nei successivi 30 giorni. Lesame preventivo pu essere effettuato in conferenza di servizi, convocata dal responsabile del procedimento anche prima della decorrenza del termine sopra indicato.
In base al protocollo di intesa stipulato in data 07 luglio 2008 tra Azienda USL di Cesena
ed A.R.P.A. Forl Cesena sono comunque esclusi dal parere ARPA anche nel caso in
cui per dimensione o caratteristiche siano soggette a parere AUSL le seguenti tipologie
di insediamenti:
uffici
capannoni agricoli se adibiti a deposito mezzi
laboratori di analisi
vendita/deposito antiparassitari, gas tossici
attivit connesse cave
concessionarie auto
strutture destinate allo sport, tempo libero e spettacolo
piscine e palestre
artigianato di servizio (parrucchieri, barbieri..)
farmacie
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2.

Non sono soggetti allesame preventivo da parte dei Servizi della AUSL-ARPA competenti in materia, i progetti relativi a:
-

3.

centri commerciali, supermercati


studi medici
impianti di carburanti
strutture sanitarie
strutture socio-assistenziali
deposito e commercio alimenti e bevande
strutture alberghiere e ricettive extra-alberghiere
strutture produzione e manipolazione alimenti
acquedotti
stabilimenti balneari
cantine
agriturismi
chioschi con produzione e/o vendita di alimenti
cimiteri
cabine di trasformazione elettrica
lavanderie
allevamenti animali da compagnia
impianti per custodia, toelettatura, vendita animali da compagnia
ambulatori, cliniche veterinarie
laboratori analisi veterinarie

edifici destinati ad uso residenziale ed abitativo in genere;


edifici destinati ad attivit di servizio, di commercio terziario fatta eccezione per
quanto previsto al precedente comma 1;
le opere di urbanizzazione.

a)

La richiesta di permesso di costruire o la DIA dovranno essere corredate di apposta


attestazione sottoscritta dal tecnico progettista, il quale certifica che lintervento
non soggetto, in base alle disposizioni di cui alle norme vigenti, a parere preventivo dei Servizi dellAUSL-ARPA competenti per materia, e che il progetto rispetta
tutti i requisiti di carattere igienico sanitario e di sicurezza contenuti nei Regolamenti di igiene e/o Edilizio e quantaltro previsto in materia da Leggi o Regolamenti vigenti.

b)

Il Comune di riserva la facolt di richiedere il parere preventivo qualora lo ritenga


opportuno in relazione alla particolarit dellintervento richiesto e/o alla tipologia
del fabbricato.

Per tutto quanto non espressamente disciplinato col presente articolo, si fa riferimento
alle norme comunque vigenti in materia.

ART. 38 bis PERMESSI DI COSTRUIRE CON PRESCRIZIONI DI CUI ALLART. 27 DELLE NdA DEL PRG
[articolo aggiunto con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Le Prescrizioni individuate nellallegato normativo A 11 definiscono le opere di urbanizzazione primaria nonch misure di ambientazione e mitigazione che il soggetto attuatore deve realizzare al fine di dare attuazione agli interventi edilizi previsti dal PRG per le
aree elencate nellallegato medesimo e rappresentate nelle Tavole dei Sistemi PS2.
Limpianto prescritto nelle tavole dei sistemi si intende rispettato anche nel caso di lieve
scostamento dal disegno di piano purch sia perseguita una migliore funzionalit delle
opere pubbliche e non sia superata la superficie edificabile consentita.
Ai sensi dellart. 27.02 delle NdA, i Permessi di Costruire con Prescrizione sono rilasciati
previa sottoscrizione di convenzione con la quale il soggetto attuatore assume gli impegni in merito al rispetto delle prescrizioni ed alla realizzazione e cessione delle opere
di urbanizzazione previste.
52

TITOLO VII

PIANI ATTUATIVI

ART. 39 - DEFINIZIONE
1.

I Piani Urbanistici Attuativi (PUA) sono strumenti di attuazione del PRG previsti dalla legislazione statale e regionale.

2.

La legislazione vigente prevede i seguenti Piani attuativi:


-

il Piano particolareggiato di iniziativa pubblica (LR 47/78);


il Piano particolareggiato di iniziativa privata (LR 47/78);
il Piano per ledilizia economica e popolare (LR 47/78);
il Piano delle aree da destinare agli insediamenti produttivi (LR 47/78);
il Piano di recupero di iniziativa pubblica (L 457/78);
il Piano di recupero di iniziativa privata (L 457/78);
il Piano di recupero urbano (L 493/93);
i Programmi integrati di intervento (L 179/92);
il Programma di riqualificazione urbana (LR 19/98).

ART. 40 AUTORIZZAZIONE ALLA PRESENTAZIONE DEL PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 135 del 29/07/2004]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 127 del 29/06/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 222 del 25/11/2010]

Prima della presentazione del P.U.A., ai sensi dellart. 25 della L.R. 47/78 e s.m.i., necessario
acquisire lautorizzazione da parte del Consiglio Comunale.
Lautorizzazione rilasciata previa richiesta contenente in allegato lo stralcio del PRG vigente
con lindicazione dellarea di intervento e il parere di Hera che attesti la fattibilit a breve
termine, dello stesso intervento, in relazione allo stato delle reti idriche, energetiche e fognarie.
Lautorizzazione costituisce titolo alla presentazione del PUA che deve avvenire entro 18 (diciotto) mesi dalla data della stessa. Decorso tale termine dovr essere richiesta una nuova
autorizzazione.
ART.41 - PIANI URBANISTICI ATTUATIVI DI INIZIATIVA PRIVATA DOCUMENTAZIONE
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 135 del 29/07/2004]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 222 del 25/11/2010]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Ottenuta l'autorizzazione preliminare, i proprietari o aventi titolo possono presentare il Piano


urbanistico attuativo inoltrando richiesta di approvazione al Sindaco.
Tale richiesta deve essere redatta su apposito modulo e firmata dai proprietari o aventi titolo
e dai progettisti.
Gli elaborati del Piano attuativo, devono contenere gli elementi di cui all'art. 49 della L.R.
47/78.
La documentazione minima da allegare alla richiesta la seguente:
TAV. 1) STRALCIO PRG, RILIEVO;
ALLEGATO N. 1.1 Documentazione fotografica, elementi catastali.
TAV. 2) ANALISI PROGETTUALE;
TAV. 3) PLANIVOLUMETRICO;
TAV. 4) PROFILI / SEZIONI, TIPOLOGIE EDILIZIE ;
TAV. 5) VERDE PUBBLICO, FOGNATURA BIANCA, MOBILITA;
TAV. 6) AREE DA CEDERE;
TAV. 7) SCHEMA RETI (GESTORE S.I.I. ED ALTRE RETI);
TAV. 8) SCHEMA RETE ILLUMINAZIONE PUBBLICA;
TAV. 9) RETI ENEL, TELECOM, TLC;
TAV. 9BIS) COLLEGAMENTI CICLOPEDONALI;
53

TAV. 10) Per opere di importo pari o superiore alla soglia comunitaria PROGETTO
PRELIMINARE OPERE DI URBANIZZAZIONE (pu essere presentato successivamente al parere della C.Q.A.P.)
TAV. 11) PROGETTO DI MASSIMA E COMPUTO METRICO IMPEGNI P.P.A.
ALLEGATO N. 12- Relazione illustrativa - Relazione sullinvarianza;
ALLEGATO N 13 - Norme tecniche di attuazione;
ALLEGATO N 14- Relazione clima acustico (solo per A.T. residenziali);
ALLEGATO N 15 - Do.I.M.A. (solo per A.T. polifunzionali);
ALLEGATO N 16 Relazione geologica geotecnica;
ALLEGATO N 17 Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilit alla V.A.S;
ALLEGATO N 18 - Schema di convenzione;
Per i contenuti puntuali, gli elementi e i dettagli relativi alla documentazione sopra elencata
si rimanda allElenco-guida alla redazione dei P.U.A. allegato E al presente Regolamento.
La documentazione tecnica-progettuale necessaria ad acquisire il parere da parte di Hera
dovr contenere gli elementi necessari per lApprovazione di Piani Urbanistici e/o delle Opere di Urbanizzazione elencati nella Nuova procedura relativa alla gestione tecnico amministrativa delle attivit di progettazione, rilascio parere, realizzazione e presa in carico di
impianti e reti relativi a Piani urbanistici per i servizi di competenza di Hera Forl-Cesena, definita dallo stesso anzidetto Gestore del S.I.I. con nota prot. 26033 del 22/06/2009.
PARERI E DOCUMENTI ALLEGATI ALLA PRESENTAZIONE DEL PUA
Pareri preventivi sui progetti degli impianti tecnici delle opere di urbanizzazione e delle reti di
distribuzione da parte delle aziende fornitrici dei servizi (ENEL e TELECOM) per la realizzazione
delle opere previste dal piano.
Documentazione attestante lavvenuta trasmissione alla Soprintendenza per i beni archeologici di Bologna dei seguenti elaborati: Autorizzazione alla presentazione del PUA, stato attuale dei luoghi, documentazione fotografica, planimetria catastale, stralcio del PRG, planimetria di progetto, profili di progetto, tipologie edilizie.
La documentazione tecnica sopra elencata (TAV. 1 ALL. 18) deve essere prodotta ai fini istruttori in una copia.
ART. 42 ITER ISTRUTTORIO, APPROVAZIONE E CONVENZIONAMENTO DEL P.U.A. DI INIZIATIVA
PRIVATA
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 127 del 29/06/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 222 del 25/11/2010]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 99 del 11/10/2012]

Per consentire lavvio del procedimento, listanza di approvazione del P.U.A. deve contenere
la documentazione tecnica completa e corretta nei contenuti come prevista nellart. 41 del
presente Regolamento Edilizio (Nel caso di opere di urbanizzazione di importo pari o superiore alla soglia comunitaria la TAV.10 Progetto preliminare opere di urbanizzazione, pu essere presentata successivamente al parere della C.Q.A.P.).
Gli uffici interessati, di norma entro 30 (trenta) gg. dal ricevimento della richiesta, svolgono
una verifica della documentazione presentata per accertare la sussistenza dei requisiti essenziali necessari al corretto prosieguo delliter, previa valutazione -informale- della CQAP. Ove
la domanda sia ritenuta irregolare o incompleta il responsabile del procedimento ne d comunicazione al richiedente, indicando le cause dellirregolarit o dellincompletezza e assegnando un termine variabile tra 15 e 60 giorni per provvedere alla corretta integrazione della
stessa domanda. Il termine iniziale del procedimento decorre dal ricevimento della domanda regolarizzata o completata. Nel caso di mancata presentazione della documentazione
integrativa entro il termine assegnato, ovvero qualora la stessa documentazione integrativa
non risulti corretta sotto il profilo tecnico-istruttorio e/o formale, lufficio procede con il preavviso di diniego di cui allart. 10 bis della L 241/90 e s.m..
Qualora la domanda risulti completa e regolare, lufficio, di norma nei 30 gg. dalla data di
presentazione conclude la propria istruttoria formulando il parere di competenza per il prosieguo delliter e sottopone il progetto allesame della Commissione Qualit Architettonica
Paesaggio.
54

La documentazione tecnica progettuale deve essere riprodotta, di norma, in 12 (dodici) copie secondo le indicazioni degli uffici. Successivamente il progetto del PUA viene trasmesso
ai seguenti Enti e Servizi se coinvolti in ragione di leggi e regolamenti, con la richiesta del parere di competenza, anche attraverso conferenza dei servizi: Lavori Pubblici e Ambiente,
Consorzio di Bonifica, Servizio Tecnico di Bacino, Soprintendenza, ASL, ARPA, Quartiere, ecc..
In caso di ulteriori accertate incompatibilit, emerse anche a seguito della conferenza dei
servizi, il Responsabile del Procedimento assegna allinteressato un termine, variabile tra 15 e
60 giorni, per provvedere alla corretta integrazione della domanda.
Ove linteressato non provveda, nei termini assegnati, alle integrazioni documentali, ovvero
perdurino situazioni di incompatibilit o contrasto, lufficio procede comunicando il preavviso
di diniego secondo le disposizioni di cui allart. 10 bis della L. 241/90. Il ricorso allart. 10 bis della L 241/90 interrompe i termini del procedimento che iniziano a decorrere nuovamente e per
intero dalla data di presentazione, da parte delle propriet, delle osservazioni al diniego.
Al ricevimento dei pareri favorevoli, o della maggior parte di essi, i Piani sono depositati alla
libera visione per 30 giorni presso il Settore Programmazione Urbanistica.
Del deposito data pubblicit mediante affissione dellavviso allAlbo Pretorio, nel sito
Internet del Comune e per i pi significativi (SUL > 4.000 mq per le AT residenziali, SUL > 10.000
mq per le AT polifunzionali) sulla stampa locale.
Contestualmente al deposito del PUA viene trasmesso alla Provincia il relativo progetto per gli
aspetti connessi:
-allart. 5 della LR 19/2008 (parere sismico che viene rilasciato nellatto di assenso reso dalla
Provincia nel corso del procedimento di approvazione dello strumento urbanistico);
-allart 12 del D.Lgs 152/06 e s.m.i. (verifica assoggettabilit e/o VAS);
-allart. 24 della L. 47/85 (controllo attivit edilizia e sanatoria);
-art. 3 L.R. 46/88 per le eventuali relative varianti.
Nei 30 giorni successivi al compiuto deposito chiunque pu presentare osservazioni e i proprietari interessati possono presentare opposizione al piano.
Prima dellapprovazione dovranno essere consegnati ai Servizi interessati dal procedimento:
- schema di convenzione sottoscritto, per accettazione, dalla ditta attuatrice;
- CD ROM o DVD, contenenti:
a) tutti gli elaborati grafici del PUA in formato dwg con gli stili di stampa (ctb) e in formato
pdf;
b) tutti gli elaborati di testo in formato pdf;
al fine di costituire un adeguato archivio digitale.
Il Consiglio Comunale approva il PUA con le eventuali controdeduzioni alla deliberazione della Giunta Provinciale contenente le determinazioni in merito alla procedura di verifica di assoggettabilit ed agli altri contenuti in ordine alla compatibilit urbanistico-territoriale. La deliberazione del C.C. sar assunta entro 90 giorni dalla data del ricevimento dellultimo parere
espresso sul PUA.
I procedimenti relativi a progetti in corso di approvazione possono concludersi nel rispetto
delle disposizioni previgenti.
La realizzazione degli interventi previsti dal PUA, subordinata alla stipula ed alla trascrizione
presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari della convenzione tra il Comune ed il soggetto
attuatore del piano, contenente gli elementi indicati nellAllegato 18 richiamato al precedente art. 41.
Tale convenzione deve essere stipulata, a cura e spese del soggetto attuatore, entro due
anni dallapprovazione del progetto in Consiglio Comunale. Su richiesta motivata presentata,
prima della scadenza, dal soggetto interessato il suddetto termine prorogabile di ulteriori
due anni, a condizione che non siano intervenute varianti urbanistiche che incidono sulle
previsioni attuative. Decorso il termine il Piano Urbanistico Attuativo dovr essere nuovamente approvato.
Il termine anzidetto vale anche per i soggetti attuatori di PUA non ancora convenzionati che
abbiano presentato regolare istanza di proroga della stipula entro i termini di scadenza (un
anno) stabiliti dal Regolamento edilizio previgente, approvato con delib. C.C. n. 58 del
02/04/2009.
Al momento della stipula dovranno essere versati gli oneri di urbanizzazione secondaria nella
misura del 50% del contributo dovuto;il restante 50% sar versato in fase di perfezionamento
55

dei titoli abilitativi. Lesecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e di quelle secondarie
da eseguire a scomputo deve essere garantita da fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta, con esclusione del beneficio della preventiva escussione, da prestare secondo
le seguenti modalit:
a) nel caso di convenzione che preveda il contestuale rilascio dei permessi di costruire delle
opere di urbanizzazione e dei fabbricati ed in ogni caso per le opere di urbanizzazione a
scomputo, la somma da garantire pari al 100% del costo presunto delle opere; il 40%
viene garantito alla stipula della convenzione; un ulteriore quota pari 30% viene garantita prima del rilascio del permesso di costruire delle opere di urbanizzazione; il residuo 30%
viene garantito prima del rilascio del permesso di costruire dei fabbricati.
b) nel caso di convenzione che subordina il rilascio dei permessi di costruire degli edifici alla
esecuzione di un significativa quota di urbanizzazione primaria, la somma complessiva da
garantire allatto della stipula della convenzione medesima, pari al 60% del costo complessivo delle opere di urbanizzazione primaria medesime.
Al momento della stipula dovr essere consegnata la planimetria di progetto, come definito
dalla conclusione del procedimento, in formato CAD (.dwg) georeferenziata secondo le coordinate comunali ed eseguita in base agli standard definiti nel documento denominato Data base topografico su supporto informatico (CD o floppy) da approvarsi dal SIT preventivamente alla stipula.
ART. 43 PIANI URBANISTICI ATTUATIVI DI INIZIATIVA PUBBLICA RICHIESTA
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 222 del 25/11/2010]

La documentazione da allegare ai P.U.A. di iniziativa pubblica pu fare riferimento agli elementi stabiliti dal precedente articolo 41. E necessario, inoltre, linserimento dellelenco catastale delle propriet eventualmente da espropriare o da acquisire, nonch una relazione
economico-finanziaria di previsione di spesa contenente i costi di acquisizione e di urbanizzazione dellarea.
Prima della stipula e della trascrizione della convenzione non possono essere rilasciati i permessi di costruire relativi alle opere di urbanizzazione e/o agli interventi edilizi previsti dal piano stesso.
I piani urbanistici attuativi (P.U.A.) di iniziativa pubblica sono approvati dal Comune con le
procedure dellart. 22 della L.R. n. 47/78 e successive modifiche e integrazioni.
ART. 44 - PIANI DI RICONVERSIONE E MIGLIORAMENTO AZIENDALE (PRA)
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

DEFINIZIONE DI PRA
1.1 I Piani di Riconversione e Miglioramento Aziendale (PRA) sono strumenti attuativi in
ambito rurale, previsti e regolamentati dallart.40 della L.R. 47/78, obbligatori nel
caso in cui la riconversione e ammodernamento delle aziende agricole ed il miglioramento delle condizioni di produzione al loro interno rendano necessari interventi edilizi che superano gli indici massimi previsti dallo strumento urbanistico vigente per lambito rurale di riferimento.
1.2 Lart. 77 delle Norme di Attuazione (NdA) del PRG vigente consente deroghe parziali per gli interventi in zona rurale funzionali allattivit agricola. I Piani di Riconversione e Miglioramento Aziendale (PRA) stabiliscono le quantit e la qualit degli interventi infrastrutturali e di quelli edilizi necessari alla riconversione e ammodernamento delle aziende agricole ed al miglioramento delle condizioni di produzione al
loro interno.
1.3 I PRA sono proposti dai soggetti aventi titolo alle deroghe parziali di cui allart. 77
delle NdA del PRG vigente, e vengono approvati secondo le procedure del Piano
Particolareggiato di Iniziativa Privata.
1.4 Ai fini della valutazione, la documentazione tecnica del PRA deve contenere gli
elementi indicati dallart. 77 delle NdA del PRG vigente e di seguito elencati.
DOCUMENTAZIONE TECNICA DEL PRA
Ai fini delle valutazioni istruttorie, il PRA va corredato della seguente documentazione
tecnica:
a) modulo di richiesta predisposto su schema regionale;
56

b)
c)
d)

3.

scheda conoscitiva dellazienda agricola;


estratto di PRG;
planimetria catastale con individuazione di tutte le aree ed edifici facenti parte
dellazienda;
e) planimetria della corte aziendale;
f) schema di calcolo della SAU e relative planimetrie dimostrative in scala 1:1.000;
g) relazione sulla edificabilit del ruolo con tabella riepilogativa degli indici gi utilizzati e riferimento ai precedenti autorizzativi dei fabbricati esistenti sullazienda;
h) relazione fotografica con indicazione dei punti di ripresa;
i)
copia degli atti attestanti la disponibilit dei suoli;
j)
dichiarazione sostitutiva di certificato di Imprenditore Agricolo Professionale;
k) dichiarazione sostitutiva di certificato di iscrizione alla Camera di Commercio;
l)
dichiarazione sostitutiva di certificato di iscrizione al Registro regionale aziende agricole;
m) elaborati progettuali comprendenti piante, prospetti e sezioni come descritti al
precedente art.23;
n) schema di convenzione, nel caso di previsione di realizzazione di opere di urbanizzazione.
La documentazione di cui ai punti a), b), d), e), m) va presentata in 4 copie.
ITER ISTRUTTORIO DEL PRA
3.1 Il Settore competente provvede ad istruire la pratica di PRA verificando in particolare:
a) l'esistenza dei requisiti per la presentazione del PRA;
b) la completezza degli elaborati e della documentazione;
c) la corrispondenza fra le quantit edilizie dichiarate e quelle reali;
d) il rispetto delle norme di PRG.
3.2 Entro 30 giorni dal ricevimento, in caso di carenze riscontrate nella documentazione
presentata, il Responsabile del procedimento richiede che la stessa sia compiutamente integrata e ne sospende liter. Qualora la pratica non sia compiutamente integrata entro i successivi 60 giorni il Responsabile del procedimento dispone lavvio
del procedimento di diniego.
3.3 Entro 30 giorni dal ricevimento o dalla integrazione, il Responsabile del procedimento trasmette il piano allOrgano tecnico Consultivo, convocato dal relativo presidente nei 30 giorni successivi ed acquisisce il parere della CQAP e di enti /aziende qualora previsti in ragione della tipologia di intervento.
3.4 In caso di parere negativo da parte dellOTC, il Responsabile del Procedimento provvede a notificare al richiedente il preavviso di diniego di approvazione.
3.5 Qualora lOTC o la CQAP chiedano modifiche o integrazioni il Responsabile del procedimento provvede ad inoltrarne richiesta al proponente. Qualora la pratica non
sia compiutamente integrata entro i successivi 60 giorni il Responsabile del procedimento dispone lavvio del procedimento di diniego
3.6 Il Responsabile del procedimento, acquisiti i pareri dellOTC e se necessario della
Commissione per la Qualit Architettonica e del Paesaggio, dispone il deposito del
PRA per 30 giorni dandone avviso allAlbo comunale, affinch chiunque possa prenderne visione.
3.7 Chiunque pu presentare osservazioni al PRA entro e non oltre 30 giorni dal compiuto
deposito. Le eventuali osservazioni sono istruite dal responsabile del procedimento,
avvalendosi eventualmente dellOTC e sulle medesime lorgano comunale preposto
alla approvazione esprime le proprie controdeduzioni.
Lavvenuta approvazione del PRA consente il rilascio del titolo edilizio necessario alla
realizzazione dellintervento.

57

PARTE TERZA
NORME PROCEDURALI DURANTE L'ESECUZIONE ED ALLA FINE DEI LAVORI
TITOLO I
ESECUZIONE DEI LAVORI
ART. 45 - INIZIO DEI LAVORI PUNTO DI LINEA E DI LIVELLO
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 95 del 22/04/2004]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

3.

4.

5.

6.

Per inizio lavori si intende qualsiasi intervento, anche modesto, che sia direttamente
pertinente lopera oggetto del permesso di costruire e che abbia carattere definitivo.
Non costituisce, invece, inizio lavori, la predisposizione dei lavori stessi (livellamento terreno, recinzioni, impianto del cantiere, deposito del materiale allinterno del cantiere,
pagamento dellimposta dei materiali da costruzione, ecc.), qualunque ne sia lentit.
Il titolare del permesso di costruire deve comunicare allo Sportello Unico la data di inizio
dei lavori a mezzo raccomandata o consegna a mano, utilizzando apposito modello
predisposto dal Comune sottoscritto anche dal D.L. e dall'impresa esecutrice.
Nella comunicazione o dichiarazione di inizio lavori devono essere indicati i nominativi
e le relative qualifiche degli operatori incaricati e quindi responsabili della direzione dei
lavori, della esecuzione e della sorveglianza. Qualunque variazione degli operatori deve essere comunicata allo Sportello unico entro 15 giorni. In caso di rinuncia
dellincarico da parte del Direttore dei Lavori si proceder allemanazione della sospensione dei lavori che sar efficace sino alla nomina del nuovo Direttore dei Lavori.
Contestualmente alla comunicazione di inizio lavori per i Permessi di Costruire e prima
dellinizio dei lavori per le Denuncie di Inizio Attivit, dovr essere prodotta la documentazione prevista dal D.Lgs 81/2008.
Qualora espressamente richiesto nel permesso di costruire, almeno 10 (dieci) giorni prima dellinizio dei lavori deve essere chiesto per iscritto al Comune che siano fissati sul
posto i capisaldi planimetrici ed altimetrici a cui deve essere riferita la costruzione.
Entro 10 (dieci) giorni dalla richiesta lUfficio competente tenuto ad effettuare tali
adempimenti. In caso di inadempienza il privato potr mettere in mora
lAmministrazione e, trascorsi altri 10 (dieci) giorni potr comunicare a mezzo raccomandata di iniziare i lavori medesimi, provvedendo a fissare sul posto un caposaldo altimetrico corrispondente alla quota del marciapiede esterno delledificio prospiciente
la strada pubblica.
Le suddette determinazioni vengono effettuate a spese del richiedente che tenuto
altres a fornire il personale ed i mezzi necessari. Delle determinazioni si redige apposito
verbale in doppio esemplare firmato dalle parti.
Alla comunicazione o dichiarazione di inizio lavori dovranno essere allegati:
a) comunicazione degli estremi dellavvenuto deposito della denuncia dei lavori in
cemento armato e/o acciaio ai sensi dellart. 4 della Legge 05.11.1971, n. 1086;
b) documentazione di previsione dellimpatto acustico, con riferimento allattivit di
cantiere;
c) autorizzazione sismica;
d) la documentazione di cui al D.Lgs 81/2008 in materia di regolarit contributiva e sicurezza nei cantieri;
e) dichiarazione attestante lubicazione della discarica prescelta per il conferimento
dei materiali di risulta, che dovr essere regolarmente autorizzata a norma di legge
per i rifiuti inerti speciali. La documentazione comprovante lavvenuto conferimento dei materiali a detta discarica dovr essere conservata ed esibita a richiesta
degli organi di controllo. In alternativa, potr essere prodotto limpegno a reimpiegare il materiale di risulta, descrivendone le modalit di riutilizzo;
Relativamente ai materiali di risulta contenenti amianto o altre sostanze nocive in
genere, dovranno essere prese tutte le cautele necessarie per la rimozione e lo
smaltimento delle stesse secondo le modalit previste dalle normative vigenti in
merito;
f) copia della documentazione per il Sistema Informatico Territoriale;
58

g) ogni altro adempimento prescritto da altri Enti od Organi.


Nel caso di DIA/SCIA la comunicazione di inizio lavori, corredata dalla documentazione sopra elencata contestuale alla presentazione della denuncia stessa.
ART. 46 - VISITE DI CONTROLLO TERMINI E MODALITA
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.
2.
3.
4.
5.

Il titolare del permesso di costruire tenuto a comunicare allo Sportello unico linizio e
la fine dei lavori.
Il provvedimento abilitativo deve essere ritirato prima delleffettivo inizio dei lavori; in
caso contrario si applica una sanzione pecuniaria di 258,23.
Le modalit di esecuzione dei controlli campione sugli interventi edilizi sono definite
con provvedimento dirigenziale, nel rispetto delle norme sovraordinate.
Il titolare del permesso di costruire deve fornire mano dopera, strumenti e mezzi necessari per leffettuazione delle verifiche.
La mancata visita da parte dei servizi comunali non esime il titolare del permesso di costruire, il direttore dei lavori e lassuntore dei lavori dalle loro responsabilit circa
linosservanza delle norme generali di legge e di regolamento della modalit esecutive
siano fissate nel permesso di costruire.

ART. 47 - OCCUPAZIONE TEMPORANEA E MANOMISSIONE DEL SUOLO PUBBLICO


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

Nel caso di necessit di occupazione di suolo pubblico per lesecuzione di opere in edifici, deve essere fatta separata domanda al Settore comunale competente, con indicazione planimetrica dellarea da includere nel recinto del cantiere, per ottenere la
concessione temporanea per la durata presunta dei lavori. La concessione rinnovabile ed subordinata al pagamento anticipato della tassa di occupazione spazi ed
aree.
E vietato occupare o manomettere impropriamente il suolo pubblico (ad esempio:
collocazione di vasi e fioriere, realizzazione di pavimentazioni di qualsiasi genere, collocazione di arredi fissi o mobili, costruzione di gradini o scalette, montaggio di parapetti,
ecc.) senza averne ottenuto il preventivo atto autorizzativo del Settore competente
secondo quanto stabilito dal vigente Regolamento comunale per loccupazione di
spazi pubblici.

ART. 48 - CAUTELE PER LA SALVAGUARDIA DI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

3.

4.

5.

Il titolare del permesso di costruire o della DIA, qualora venissero effettuati ritrovamenti
di presumibile interesse archeologico, storico od artistico in seguito allesecuzione dei
lavori, deve informarne il Sindaco e la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Bologna.
I lavori, per la parte interessata dai ritrovamenti, devono essere sospesi per lasciare intatte le cose ritrovate, fermo restando lobbligo di osservare le prescrizioni di legge in
vigore (D.Lgs. 42/2004.
Nelle zone di interesse storico archeologico cos come individuate nella tavole di PRG e
nelle zone a rischio archeologico nel Centro Storico (aree a rischio massimo, aree ad
alto potenziale di rischio, aree a rischio medio-basso), nei casi in cui lintervento comporti la realizzazione di opere, movimenti di terra e di scavo per una profondit maggiore a cm 50, prima dellinizio dei lavori dovr essere presentata una attestazione della Soprintendenza Archeologica che certifichi lavvenuta esecuzione delle indagini
preliminari.
Nelle aree a scarso rischio gli Enti che realizzano interventi di reti tecnologiche o apertura di nuove strade, sono tenuti a comunicare alla soprintendenza Archeologica le tipologie dei lavori da realizzare almeno 30giorni prima dellinizio lavori. La stessa modalit
va osservata nella realizzazione di lavori pubblici e di scavi di qualsiasi natura.
Il mancato rispetto di quanto sopra comporter una sanzione pecuniaria minima di
516,46 e massima di 5.164,57.

ART. 49 - VIGILANZA, CONDUZIONE E SICUREZZA NEL CANTIERE


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 95 del 22/04/2004]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]

59

[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]


[articolo modificato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Le opere ed i cantieri sono soggetti a controllo da parte degli Organi comunali preposti e,
per quanto di competenza, del Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro
dellAUSL-ARPA ai sensi del D.Lgs.09.04.2008 n.81.
1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

8.

Copia del Permesso di Costruire/DIA e degli elaborati di progetto architettonici e strutturali approvati e timbrati dallAmministrazione Comunale o attestati conformi dal progettista e quando dovuto, dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici o
Archeologici, devono essere tenuti in cantiere ad uso degli incaricati delle verifiche.
Il cantiere deve essere provvisto di tabella ben visibile con lindicazione dellopera, degli estremi del Permesso di Costruire/DIA, dei nominativi del Titolare, del Progettista responsabile dellintera opera, degli eventuali Progettisti aventi specifiche responsabilit,
del Direttore dei lavori, dellImpresa esecutrice e installatrice, del Responsabile del cantiere e del Responsabile per la Sicurezza e dei Coordinatori per la Sicurezza. In caso di
mancata apposizione del cartello di cantiere o della mancata presenza in cantiere
degli elaborati progettuali, la sanzione prevista dallart. 75 verr comminata
allImpresa, al Concessionario ed al Direttore dei Lavori.
Nel cantiere dovr, inoltre, essere affissa in maniera visibile copia della notifica preliminare di cui allart. 99 del D.Lgs. 09.04.2008 n.81 e conservata la documentazione prevista dalla norma medesima.
Il Comune, per mezzo degli Organi competenti, pu effettuare, in qualsiasi momento,
visite di controllo per verificare la rispondenza dellopera edilizia al progetto approvato
o assentito, ed alle norme vigenti in materia. Se le visite di controllo accertano che sono state compiute opere difformi dal progetto approvato, si procede ai termini di legge.
Il Costruttore, il Titolare ed i Tecnici addetti, nellambito delle loro rispettive competenze
e mansioni, sono responsabili verso terzi della conduzione dei lavori e di quanto ne deriva. In particolare debbono prendere tutti i provvedimenti necessari affinch siano ridotti al minimo gli effetti molesti di scarichi, polveri, rumori (D.Lgs 09.04.2008 n.81), ecc.,
e la loro propagazione nellambiente.
Ogni cantiere deve essere sicuro e ben organizzato, in conformit alle norme del D.Lgs
09.04.2008 n.81 per le prescrizioni minime di salute e sicurezza da effettuare nei cantieri,
deve essere recintato decorosamente e mantenuto libero da materiali inutili o dannosi,
per tutta la durata dei lavori ed anche durante le loro eventuali interruzioni; con segnalazioni di pericolo e di ingombro, diurne e notturne, integrate da illuminazione stradale,
e gestite dallImpresa esecutrice che ne responsabile. Gli scavi non devono impedire
o disturbare lordinario uso degli spazi pubblici.
Relativamente ai cantieri situati nel Centro Storico, si prescrive la realizzazione di recinzioni a terra con materiale rigido di altezza non inferiore a ml 2,00; le impalcature dovranno essere opportunamente tamponate con teli e/o reti a maglia fine, avendo particolare cura al decoro e allaspetto estetico. Prima dellinizio dei lavori dovr essere
presentata allo SUE una soluzione dellallestimento del cantiere.
Gli addetti alla vigilanza che, nelleffettuare sopralluoghi, constatino la non osservanza
di leggi e di regolamenti, sono tenuti ad informare le Autorit competenti, fatto salvo il
potere del Sindaco di adottare i provvedimenti necessari nei casi di pericolo per la
pubblica incolumit e per ligiene, e di offesa per il pubblico decoro.
Fermo restando quanto disposto dai commi precedenti, in tutti i cantieri dove si eseguono lavori di costruzione, manutenzione, riparazione o demolizione di opere edilizie
(in qualunque materiale esse siano eseguite), elettriche, stradali, ferroviarie, idrauliche,
marittime, idroelettriche, di scavo, di sterro, ecc. vanno rispettate le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni con particolare riferimento alle norme
dettate del D.Lgs. 09.04.2008 n.81 e dalle altre norme di settore vigenti. Sono tenuti
allosservanza di tali norme di prevenzione infortuni tutti coloro che esercitano le attivit
di cui sopra e, per quanto loro spetti e competa ai direttori dei lavori, i preposti lavoratori.
In ogni lavoro devono essere prese tutte le precauzioni necessarie a garantire
lincolumit non solo dei lavoratori addetti, ma anche degli altri cittadini e deve essere
tutelato il pubblico interesse. In proposito si richiamano espressamente:
60

le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e sulla sicurezza nei cantieri;
le norme di prevenzione incendi;
le responsabilit relative a danni a persone e cose sia pubbliche sia private;
lobbligo di denuncia di eventuali ritrovamenti archeologici;
lobbligo da parte del costruttore e del titolare del permesso di costruire di assicurare ai lavoratori idonei servizi igienici e forniture di acqua potabile;
la prevenzione per dissesti statici e idrogeologici;
la cautela per la salvaguardia delle attrezzature, impianti tecnologici.

ART. 49 bis OBBLIGHI PER LA REGOLARITA E LA SICUREZZA DEI CANTIERI PRIVATI


[articolo introdotto con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

3.

4.
5.

Allatto della presentazione della richiesta di permesso di costruire il committente o il responsabile dei lavori, figure individuate secondo le definizioni di cui allart. 89 del D.Lgs.
09.04.2008 n.81, rendono apposita dichiarazione circa lobbligo di redazione del piano
della sicurezza e coordinamento per lintervento da eseguire, indicando, in caso affermativo, il nominativo del tecnico prescelto per il Coordinamento in fase di progettazione, il quale firma in calce alla dichiarazione per accettazione dellincarico. La carenza di tali dati determina linterruzione dei termini per il rilascio del titolo. Tale dichiarazione deve essere aggiornata e trasmessa agli uffici competenti del Comune di Cesena, da parte del committente o responsabile dei lavori qualora rientranti nel comma
11 dellart.90 del D.Lgs.09.04.2009 n.81 e successive modifiche ed integrazioni.
Nei casi in cui lintervento risulti soggetto allobbligo di redazione del piano di sicurezza
e coordinamento di cui allart. 100 del richiamato D.Lgs. 09.04.2008 n.81, con la comunicazione di accoglimento dellistanza edilizia viene richiesta agli interessati la presentazione del piano stesso, da redigersi secondo i contenuti dellAll.XV del D.Lgs.
09.04.2008 n.81.Il Dipartimento di Sanit Pubblica/U.O. Prevenzione e Sicurezza Ambiente di Lavoro e la Direzione Provinciale del Lavoro, su richiesta del settore Sviluppo Produttivo e Residenziale provvederanno mensilmente, unitamente a tecnici comunali in
possesso dei requisiti professionali di cui allart. 98 del D.Lgs. 09.04.2008 n.81, ad un controllo a campione sui piani presentati, previa convocazione dei tecnici estensori dei
piani medesimi. Qualora vengano riscontrate carenze rispetto ai contenuti minimi previsti dal suddetto allegato ovvero incompatibilit rispetto allopera in oggetto
linteressato verr invitato a disporre le integrazioni entro un congruo termine, entro il
quale il rilascio del permesso di costruire rimarr sospeso. La trasmissione del piano di sicurezza e coordinamento agli uffici competenti del Comune trova applicazione qualora ricadente nel comma 11 dellart.90 del D.Lgs.09.04.2008 n.81 e sar assoggettato a
controllo campione con le modalit di cui al presente comma.
Per gli interventi soggetti a Denuncia di inizio attivit (DIA) e ricadenti nellapplicazione
del Titolo IV del D.Lgs 81/08 il committente o il responsabile dei lavori sono tenuti a dichiarare, allatto della presentazione, lobbligo o meno della nomina del coordinatore
in materia di sicurezza e salute durante la realizzazione dellopera. In caso affermativo il
piano deve essere presentato prima dellinizio dei lavori e sar comunque assoggettato a controllo a campione con le modalit di cui al comma precedente. Tale dichiarazione deve essere aggiornata e trasmessa agli uffici competenti del Comune di Cesena, da parte del Committente o responsabile dei lavori qualora rientranti nel comma 5
dellart.90 del D.Lgs 09.04.2008 n.81. In caso affermativo il piano deve essere presentato
unitamente alla dichiarazione e sar comunque assoggettato a controllo campione
con le modalit di cui al comma precedente.
Sulle pratiche oggetto di controllo a campione si proceder anche al rilevamento di informazioni in cantiere di cui la successivo comma 6.
Per tutti gli interventi edilizi, con la sola esclusione di quelli eseguiti in economia ovvero
direttamente dal committente senza limpiego di lavoratori addetti, contestualmente
alla comunicazione dellinizio dei lavori deve essere presentata, come previsto dallart.
90 comma 9 lett. c) del D.Lgs. 09.04.2008 n.81, la seguente documentazione:
Documento Unico di Regolarit Contributiva delle Imprese Esecutrici
Copia della notifica preliminare di inizio lavori come indicato allart.99 del D.Lgs
61

6.

7.

81/2008
Dichiarazione da parte del committente o del responsabile dei lavori attestante
lavvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b) di cui
allart.90 comma 9 del D.Lgs.81/2008.
Per i cantieri soggetti ad obbligo di notifica preliminare la suddetta documentazione
deve essere integrata da copia di tale documento inviato allAzienda USL ed alla Direzione Provinciale del Lavoro, completa di copia della ricevuta di presentazione. Nel
caso di interventi soggetti allobbligo del piano di sicurezza e coordinamento la comunicazione di inizio lavori deve essere sottoscritta anche dal coordinatore in fase di esecuzione.
Il Comune di Cesena, nellambito delle proprie funzioni istituzionali di controllo e vigilanza sullattivit edilizia, istituisce un sistema di rilevazione a campione dei dati relativi
allapplicazione della normativa in materia di regolarit delle imprese e di rispetto da
parte delle stesse della disciplina in materia di sicurezza, da effettuare attraverso il controllo formale, da parte di personale del Comune stesso, della documentazione conservata in cantiere relativa alle ditte ivi presenti al momento della visita, previa concertazione della data di verifica con il committente e/o responsabile dei lavori, che provvederanno ad avvertire il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione ed i datori
di lavoro delle ditte presenti in cantiere. I dati oggetto di rilevamento, peraltro risultanti
dal modello identificato come allegato A, sono i seguenti:
Documento unico di regolarit contributiva
Estremi o copia della denuncia di nuovo lavoro INAIL
Presenza copia registro infortuni vidimato ed aggiornato (in alternativa copia firmata
e timbrata in originale in ogni pagina da parte del datore di lavoro/legale rappresentante)
Presenza libro unico del lavoro vidimato ed aggiornato
Informazioni relative alla applicazione della normativa in materia della sicurezza e
della salute nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 09.04.2008 n.81).
Esposizione da parte dei lavoratori dipendenti di tessera di riconoscimento con le indicazioni previste dallart.5 della L.136/2010 o in alternativa, presenza nel luogo di lavoro del registro di cantiere vidimato dalla Direzione Provinciale del lavoro competente per territorio per le imprese con meno di 10 dipendenti dove vengono annotate giornalmente gli estremi del personale impiegato nei lavori;
Esposizione da parte dei lavoratori autonomi di tessera di riconoscimento con le indicazioni previste dallart.5 della L.136/2010.
I dati della scheda verranno trasmessi ad INPS, INAIL, Direzione Provinciale del Lavoro,
Dipartimento di prevenzione dellAzienda USL e Casse edili per gli eventuali adempimenti di competenza.
La mancata presentazione della documentazione di cui al comma 5, parte prima, e/ o
il mancato adempimento a quanto prescritto dallart.90 comma 10 del D.Lgs.
09.04.2008 n.81 comporta la sospensione dellefficacia del titolo abilitativo, come previsto dal medesimo articolo.
Il rifiuto di fornire i dati di cui al comma 6 comporta lapplicazione a carico del soggetto che oppone il rifiuto della sanzione pecuniaria da euro 500,00 ad euro 1.500,00, senza pregiudizio delle eventuali sanzioni previste dalle norme specifiche per la cui applicazione verranno interessati gli enti preposti.
Nel caso in cui il piano di sicurezza e coordinamento riguardante interventi soggetti a
DIA non venga presentato prima dellinizio dei lavori, come previsto al precedente
comma 3, sospesa lefficacia del titolo edilizio.
Le carenze evidenziate nella fase di controllo-campione dei piani di sicurezza e coordinamento di cui al comma 3 se valutate quali commissive di reato comportano
lapplicazione delle sanzioni penali previste dalle norme vigenti in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, a carico delle persone responsabili.

TITOLO II

AGIBILITA

ART. 50 - COMUNICAZIONE DI FINE LAVORI


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Lultimazione dei lavori deve essere effettuata entro il termine previsto dal Permesso di
62

Costruire o della DIA, salvo nuova richiesta per le opere non realizzate, e comunicata
allo Sportello unico entro 15 (quindici) giorni, inviando apposito modello predisposto dal
comune mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o a mano, debitamente firmato dal titolare dellatto, dal direttore dei lavori e dallimpresa esecutrice.
ART. 51 - SCHEDA TECNICA DESCRITTIVA
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

3.

4.
5.

6.
7.

Per ogni immobile oggetto di intervento edilizio alla fine dei lavori deve essere compilata o aggiornata una scheda tecnica descrittiva, articolata per le diverse unit immobiliari che la compongono, sottoscritta da un tecnico abilitato incaricato dal proprietario
o dai soggetti aventi titolo all'intervento edilizio. Tale scheda redatta sulla base di apposito modello predisposto dal Comune e sottoscritta per gli effetti di cui all'art. 481 del
Codice Penale.
La scheda deve essere compilata in duplice copia e deve contenere:
a) i dati catastali e urbanistici utili alla esatta individuazione dell'immobile stesso, con
l'eventuale riferimento all'unit edilizia originaria;
b) i dati metrici e dimensionali previsti dal progetto e realizzati;
c) dichiarazione di conformit ai requisiti generali, tecnologici e igienico ambientali;
d) nel caso di attivit produttive caratterizzate da significative interazioni con
lambiente, la verifiche dei requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro;
La scheda dovr altres contenere la dichiarazione di conformit, resa dal professionista incaricato, per gli effetti dell'art. 481 del Codice Penale, che sono stati regolarmente effettuati tutti i controlli in corso d'opera e finali, prescritti dal Regolamento Edilizio e
che l'opera realizzata conforme al progetto approvato ed alle varianti.
Nel caso di attivit soggette allesame preventivo dellAzienda USL di cui allart. 38 del
presente regolamento, la conformit alle prescrizioni e/o condizioni impartite
dallazienda stessa.
Alla scheda tecnica sono allegati i certificati di collaudo e le ulteriori certificazioni previste dalle normative vigenti.
La scheda documento necessario per il rilascio del Certificato di Conformit Edilizia e
di Agibilit e dovr essere compilata allatto della fine dei lavori per tutti gli interventi
soggetti a permesso di costruire o DIA/SCIA.
Copia della scheda conservata a cura del Comune ed rilasciata a richiesta dei
soggetti aventi titolo.
La ritardata / mancata trasmissione della scheda tecnica descrittiva entro 15 giorni dalla data di comunicazione di fine dei lavori, comporta lapplicazione di una sanzione
pecuniaria da 77,00 a 464,00.

ART. 52 - CERTIFICATO DI CONFORMITA EDILIZIA E AGIBILITA


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

3.
4.

Il certificato di conformit edilizia e agibilit attesta che lopera corrisponde al progetto


approvato o presentato dal punto di vista dimensionale, prestazionale, e delle prescrizioni urbanistiche ed edilizie ed in particolare la sussistenza delle condizioni di sicurezza,
igiene, salubrit, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati,
valutate secondo quanto dispone la normativa vigente.
Il certificato di conformit edilizia e agibilit viene rilasciato dal dirigente competente
con riferimento ai seguenti interventi:
a) nuove costruzioni comprensive di ampliamento e sopraelevazione;
b) ristrutturazione edilizia;
c) ristrutturazione urbanistica.
Sono tenuti a chiedere il rilascio del certificato il titolare del permesso di costruire o il
soggetto che ha presentato la DIA/SCIA ovvero i loro successori o aventi causa.
Per gli interventi non compresi al comma 2) la dichiarazione di conformit del professionista abilitato, contenuta nella scheda tecnica descrittiva di cui allart. 49 tiene luogo del certificato di conformit edilizia e agibilit.
Per i medesimi interventi, copia della scheda tecnica trasmessa al Comune entro 15
63

5.

6.

giorni dalla comunicazione di fine lavori.


Il certificato di conformit edilizia e agibilit richiesto per lintero intervento indipendentemente dal numero delle unit immobiliari. E ammessa anche la richiesta di certificato di conformit edilizia e agibilit parziale per una o pi unit immobiliari, quando
le parti comuni o di interesse generale risultino regolarmente costruite, siano rispettate
le condizioni igienico sanitarie atte a garantire la salubrit dei locali nonch eventuali
specifiche condizioni contenute nei titoli abilitativi.
La ritardata presentazione della richiesta di certificato di conformit edilizia e agibilit
nonch la mancata trasmissione della scheda tecnica descrittiva entro 15 giorni dalla
data di comunicazione di fine dei lavori, comporta lapplicazione di una sanzione pecuniaria da 77,00 a 464,00.

ART. 53 PROCEDIMENTI PER IL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI CONFORMITA EDILIZIA E


AGIBILITA
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

2.

La richiesta del certificato di conformit edilizia e agibilit dovr essere corredato dalla
seguente documentazione:
Copia della richiesta di accatastamento dell'edificio con copia delle planimetrie
presentate allAgenzia del Territorio;
Copia della scheda tecnica descrittiva e dei relativi allegati di cui fanno parte, a
seconda del tipo di intervento, i seguenti documenti:
a) certificato di collaudo delle opere in conglomerato cementizio armato o a struttura metallica;
b1) documentazione finale riguardante gli aspetti sismici e strutturali dellinterevento;
b2) oppure autocertificazione ex art. 28 L. 64/74 con la quale il direttore dei lavori attesta la conformit dellopera al progetto depositato ed alle norme di cui alla L.
64/74 e della L.R. 35/84 e successive modificazioni ed integrazioni;
c) certificato di prevenzione incendi rilasciato dal Comando Provinciale VV.FF o copia della dichiarazione di inizio attivit presentata al Comando Provinciale VV.FF;
d) autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi del D.Lgs. 152/2006 quando richiesta ovvero dichiarazione da parte dei soggetti titolari dellattivit, della sussistenza
delle condizioni di poca significativit dellinquinamento atmosferico (qualora le
attivit che si svolgono sono tra quelle elencate nel relativo allegato del richiamato D.Lgs. 152/2006;
e) autorizzazione allo scarico del fabbricato;
f) dichiarazione di conformit delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilit e superamento delle barriere architettoniche di cui all'articolo 11
del D.M. 236/89, L. 13/89 e L.104/92 (in caso di edifici privati: dichiarazione sostitutiva di notoriet; per gli edifici pubblici o privati aperti al pubblico: perizia giurata);
g) attestato di certificazione energetica rilasciato da soggetto accreditato;
h) dichiarazione del tecnico, dotato di abilitazione idonea, resa ai sensi della Legge
n. 447/1995 e DPCM 14/11/97 modificata ed integrata sulla limitazione dei rumori,
quando trattasi di edifici soggetti;
i)
dichiarazione di conformit degli impianti resa dalle imprese installatrici dotato di
idonea abilitazione, resa ai sensi dellart. 7 del D.M. 22.01.2008,n.37 comprensiva
degli allegati prescritti;
j)
numero di matricola dellascensore;
k) richiesta di collaudo per opere di urbanizzazione; cessione o servit di area, ecc.;
l)
numerazione civica;
m) scheda di rilevamento dati Sistema Informativo Territoriale, vidimata dal competente ufficio comunale;
n) ogni altro documento eventualmente previsto da specifiche norme.
o) Scheda tecnica B corredata da perizia giurata per gli interventi che abbiano avuto accesso agli incentivi di cui al Disciplinare per incentivare ledilizia sostenibile;
Lo sportello unico comunica il nominativo del responsabile del procedimento, il quale
pu richiedere entro i successivi 30 giorni dalla data di presentazione della domanda,
64

3.

4.

documenti integrativi non a disposizione dellamministrazione o che non possono essere acquisiti dalla stessa autonomamente. La richiesta interrompe il termine di cui al
comma 3), il quale ricomincia a decorrere per intero dalla data di ricevimento degli atti.
Il Dirigente dello sportello unico, entro 90 giorni dalla richiesta del certificato di conformit edilizia ed agibilit ove completa, vista la documentazione, viste le risultanze dei
controlli e dei collaudi, rilascia il certificato di conformit edilizia ed agibilit.
Linteressato, presentata la domanda ed in attesa del sopralluogo, pu presentare allo
sportello unico per ledilizia una dichiarazione di conformit dei lavori eseguiti con la
quale si attesta che sono state rispettate le norme vigenti in materia edilizia. Lo sportello
unico rilascia allinteressato ricevuta dellavvenuta presentazione della dichiarazione
del professionista, che costituisce certificato provvisorio di conformit edilizia e agibilit,
salvo quanto dovesse emergere dal controllo e quanto previsto nel successivo art. 55.

ART. 54 - VERIFICHE ANALITICHE A CAMPIONE


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]

1.

2.
3.

Lo sportello unico entro il termine di 90 giorni di cui allarticolo precedente, provvede


ad effettuare i controlli sulle opere realizzate, finalizzati a verificare la rispondenza
dellintervento realizzato agli elaborati di progetto.
Il controllo verr effettuato con cadenza bimestrale sul 20% di tutte le fine lavori presentate e complete di tutta la documentazione dovuta.
Qualora in sede di controllo venga riscontrata la rispondenza dellopera, si procede al
rilascio del certificato di conformit edilizia ed agibilit; qualora invece vengano riscontrate difformit, lo sportello unico comunica al richiedente le risultanze negative al controllo, invitandolo a produrre, entro il termine prefissato, le proprie controdeduzioni riservandosi ogni altra azione successiva.

ART. 55 - DICHIARAZIONE DI INAGIBILITA


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.
2.

3.

4.

I proprietari sono obbligati a mantenere le costruzioni in condizioni di abitabilit, agibilit e decoro.


Il Dirigente competente, quando ricorrono motivate ragioni in ordine alle condizioni igieniche e/o di sicurezza dei fabbricati, sospende lagibilit del fabbricato o di parte di
esso, ai sensi dellart. 222 del R.D. 27/7/34 n 1265. La sospensione dellagibilit viene disposta nel caso in cui le condizioni che la determinano siano superabili con circoscritti
interventi di manutenzione ed adeguamento. Qualora sussistano condizioni di pericolo
per la pubblica e privata incolumit si dar corso ai provvedimenti di competenza del
Sindaco, disponendo nel contempo lo sgombero dellimmobile.
Analoga ordinanza pu essere emessa anche nel caso di risultanza negativa conseguente alleffettuazione di controllo a campione, in relazione a gravi difformit rispetto
a quanto previsto dal Regolamento Edilizio e/o dichiarato nella scheda tecnica descrittiva.
Per le abitazioni esistenti, un alloggio o parte di esso, pu essere dichiarato inagibile
quando ricorra almeno una delle seguenti situazioni:
- condizioni di degrado delle strutture e degli impianti tali da pregiudicare
lincolumit degli occupanti;
- alloggio improprio (ovvero ricavato da locali aventi caratteristiche tipologiche di
assoluta e totale incompatibilit con la destinazione ad abitazione, quali ad esempio garage, stalle, cantine, edifici al grezzo, ecc.);
- insufficienti requisiti di superficie, di altezza, di aerazione (ventilazione) ed illuminazione;
- insalubrit dei locali (umidit ecc.);
- mancata disponibilit di acqua potabile;
- assenza di servizi igienici;
- mancato allacciamento alla fognatura nera, ove esistente, o ad altro idoneo sistema di trattamento delle acque reflue;
- mancata rispondenza alle normative vigenti in materia di impianti (gas, energia e65

5.

6.

lettrica, ecc.).
Al titolare che abita, usa o consente ad altri di utilizzare a titolo gratuito o oneroso
ununit immobiliare priva del certificato di agibilit o di altra licenza duso, con agibilit sospesa o dichiarazione di inagibilit sar applicata una sanzione pecuniaria da un
minimo di 150,00 a un massimo di 500,00.
Qualora allatto dellinfrazione lunit immobiliare non possieda i requisiti per ottenere
la regolare autorizzazione alluso, il Dirigente indicher le ragioni che ne impediscono
lagibilit, nonch i provvedimenti tecnici da adottare, e porr un termine per la sua
regolarizzazione, trascorso infruttuosamente il quale, provveder ai sensi di legge.

66

PARTE QUARTA
NORME PARTICOLARI PRESCRIZIONI TECNICHE
TITOLO I

TUTELA DELLAMBIENTE

ART. 56 - STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (S.I.A.) E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE


(V.I.A.)
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007

1.

Lo Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) lo strumento tecnico scientifico degli impatti


ambientali di un progetto pubblico privato, volto a verificare linsieme degli effetti rilevanti, diretti e indiretti, a breve e a lungo termine, permanenti e temporanei, singoli o
cumulativi, positivi o negativi, che i progetti hanno sullambiente inteso come insieme
complesso di sistemi naturali e umani.

2.

Lo studio di impatto ambientale deve essere allegato ai progetti assoggettati alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) secondo quanto previsto dagli
artt. 4, 11 e 12 e relativi allegati della L.R. n 9/99, cos come integrata e modificata dalla L.R. n 35/2000.

3.

Gli aspetti procedurali sono regolamentati dal combinato disposto della L.R. 9/99 come
integrata dalla L.R. 35/2000 e dal Titolo II del D.Lgs. 152/2006, nonch dal D.Lgs. 4/2008.

4.

La Valutazione negativa preclude la realizzazione dellintervento o dellopera.

ART. 57 - AREE PER LA PROTEZIONE CIVILE (* art. 77)


1.

Per tali aree, cos come definite nelle N.d.A. del PRG, stata predisposta dal servizio
protezione civile una scheda che contiene le informazioni utili a pianificare e localizzare opportunamente le urbanizzazioni per eventuali baraccopoli.

2.

Ogni intervento che modifichi le condizioni del territorio deve essere segnalato al Servizio Protezione Civile.

ART. 58 - PRESCRIZIONI E CRITERI PER LA TUTELA DALLINQUINAMENTO ACUSTICO


1.

Le trasformazioni urbanistiche ed edilizie (Tabella A del DPCM 14/11/1997), in base alla


zonizzazione, dovranno rispettare le prescrizioni contenute nelle norme tecniche di attuazione del Piano di Classificazione acustica approvato con delibera di C.C. n.267 del
16/12/2002 e successive varianti.

2.

Per tali interventi la documentazione da presentare dovr essere integrata con quanto
previsto dagli artt. 2 e 3 e dagli allegati 1 e 2 del sopracitato Piano di Classificazione
acustica.

ART. 59 - PRESCRIZIONI E CRITERI PER GLI INTERVENTI IN AREE ESONDABILI


1.

Nelle aree ad elevata e moderata probabilit di esondazione, nonch nelle aree di


potenziale allagamento, cos come individuate negli elaborati del Piano Stralcio per il
rischio idrogeologico, ove consentito dagli artt. 3, 4, 6 del Piano stesso, in fase di progettazione degli interventi di nuova costruzione ed ampliamento dovranno essere adottati accorgimenti tecnico-costruttivi necessari ad evitare o limitare lesposizione dei
beni e delle persone a rischi connessi alla esondazione.

2.

A titolo esemplificativo, tali accorgimenti possono comprendere:


a) Impostazione del piano di calpestio del piano terreno al di sopra del tirante idrico di
riferimento;
b) Realizzazione di cantine interrate o seminterrate con pareti cieche o con bocche di
lupo il cui estradosso sia posto al di sopra del tirante idrico di riferimento;
c) Realizzazione di autorimesse interrate il cui accesso avvenga unicamente da rampe a tenuta e munite di idoneo dosso la cui quota allestradosso sia posta al di sopra del tirante idrico di riferimento;

67

d) Realizzazione di muretti e recinzioni non superabili dalle acque e realizzazione di


ogni altro accorgimento atto a limitare o ad annullare gli effetti prodotti da allagamenti nelle reti tecnologiche ed impiantistiche.
3.

Gli accorgimenti di cui al comma 2) dovranno essere evidenziati negli elaborati progettuali e descritti dettagliatamente nella relazione tecnica sotto forma di attestazione.

ART. 59 bis - REQUISITI DI RENDIMENTO ENERGETICO DGLIE DIFICI


[articolo introdotto con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Lesecuzione degli interventi edilizi sul territorio comunale soggetta alle disposizioni di
cui alla deliberazione della Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna n.156
del 04 marzo 2008 e successive modifiche ed integrazioni.

ART. 60 - REGOLAMENTAZIONE DELLE ACQUE REFLUE (* art. 77)


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]

1.

Le acque reflue debbono essere convogliate nella fognatura comunale, laddove esistente a cura dei proprietari secondo le norme contenute nel Regolamento Servizio
Fognatura.

2.

L'autorizzazione allo scarico alla pubblica fognatura rilasciata dal Dirigente competente.

3.

Qualora intervengano modifiche delle caratteristiche dello scarico (qualit, portata,


ecc.) conseguenti ad interventi sul fabbricato o mutamenti della destinazione d'uso, il
titolare dello scarico dovr richiedere una nuova autorizzazione allegando le planimetrie delle reti di scarico aggiornate secondo le nuove attivit o destinazioni.

4.

Relativamente agli scarichi non in pubblica fognatura si fa riferimento alle norme nazionali e regionali in materia (D.Lgs. n 152/2006 e Delibera di G.R. n 1053/2003).

5.

Sono sempre consentiti interventi finalizzati alla corretta infrastutturazione ecologica e


ambientale del territorio (quali, a titolo esemplificativo, gli impianti e i sistemi di lagunaggio e fitodepurazione) sulla base di progetti da concordare con gli uffici comunali
e pubblici competenti.
A decorrere dallapprovazione del PRG 2000, fino alla eliminazione degli sversamenti,
nel caso che gli stessi superino i limiti di ammissibilit per il carico inquinante generico di
cui al D.Lgs. 152/2006 e alla L. 36/94, gli interventi edilizi di trasformazione del patrimonio
edilizio esistente e di nuova costruzione, compresi gli ampliamenti di edifici esistenti, sono subordinati:
-

alla realizzazione di reti separate di convogliamento delle acque bianche e delle


acque nere (il cui recapito finale deve essere il sistema di fognatura pubblico);

alla predisposizione di specifiche misure tecniche finalizzate ad escludere, ovunque


possibile, il recapito finale delle acque bianche entro la fognatura comunale. Le
misure da adottare (a titolo esemplificativo: convogliamento nel reticolo idrografico superficiale pervio pre-trattamento delle acque di prima pioggia, tetti e pareti
verdi, realizzazione di bacini di raccolta temporanea, riutilizzo per irrigazione di aree
verdi, impianti e sistemi di lagunaggio e fitodepurazione, ecc.), dovranno essere
descritte in apposita relazione tecnica, che illustri la caratteristiche ambientali, geologiche e idrologiche dellambito oggetto dellintervento. Gli uffici comunali e pubblici competenti dovranno di concerto accertare il sistema tecnico pi idoneo, in
rapporto con le caratteristiche del sistema idrografico superficiale e sotterraneo.

ART. 61 - REGOLAMENTAZIONE DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE (* art. 77)


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]

1.

Le acque meteoriche proveniente dai tetti, cortili e in genere dai suoli di zone fabbricate, debbono essere convogliate nella fognatura comunale o in altro idoneo sistema di
smaltimento delle acque bianche attraverso le opportune misure specificate nel comma 5. dellarticolo precedente.

68

2.

E' vietata l'esecuzione nel sottosuolo di lavori che ostacolino il deflusso delle acque sotterranee, come pure vietato sbarrare o intercettare corsi di acque superficiali senza
autorizzazione regionale ai sensi del R.D. 1775/33.

3.

Le reti pubbliche e private destinate allapprovvigionamento e distribuzione delle risorse idriche, dovranno essere realizzate in conformit con i principi di contenimento e razionalizzazione dei consumi sanciti dalla normativa vigente in materia (delib. C.M.
04/07/77; L. 05/01/94 n 36; D.Lgs. 152/2006). Ogni intervento di nuova costruzione, ovvero di ristrutturazione o ampliamento di un edificio esistente, dovr tendere
alladozione di dispositivi per la riduzione dei consumi di acqua potabile.
Allinterno degli interventi previsti nelle zone di trasformazione, la realizzazione di opere
e impianti finalizzati alla riduzione del consumo di acqua potabile con lutilizzo di fonti
alternative per usi non idropotabili (es. acque piovane, acque di scarico opportunamente trattate, ecc.), potr essere incentivata dallAmministrazione Comunale con riduzione degli oneri di urbanizzazione in misura da quantificare con specifici atti.
Per lapprovvigionamento idrico da pozzi a qualunque uso adibiti, si fa specifico rimando alle norme nazionali, regionali e locali in materia di ricerca ed estrazione di acque
sotterranee (R.D. 11/12/33 n 1775; DPR 24/05/88 n 236; D.Lgs. 12/07/96 n 275), fatta
salva la possibilit per lAmministrazione Comunale di contingentare i prelievi al fine di
contenere fenomeni di subsidenza.

4.

La realizzazione di interventi di modifica del territorio dovr essere subordinata alla esecuzione di opere di regimazione delle acque superficiali da collegarsi alla rete di deflusso esistente per la quale andr verificata leffettiva efficienza idraulica anche in relazione ai nuovi apporti idrici.

ART. 62 - TUTELA E SVILUPPO DEL VERDE URBANO (* art. 77)


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Il verde, sia esso pubblico che privato, concorre a determinare lambientazione ed il


microclima allintorno e dentro gli edifici.
Esso deve essere progettato per incidere favorevolmente a livello bioclimatico, sia
allinterno degli edifici che per migliorare la fruibilit degli spazi allaperto.

2.

Tutti i progetti di sistemazione a verde di aree pubbliche dovranno seguire le indicazioni


e le prescrizioni contenute nellapposito disciplinare.
I progetti dovranno seguire le indicazioni di cui allelaborato PG9 del PRG 2000 per la sistemazione a verde delle aree private e quanto riportato negli articoli relativi delle
N.d.A. del PRG 2000 per le zone edificabili per la messa a dimora delle alberature e
degli arbusti.

ART. 63 - IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE ESTERNA PUBBLICI E PRIVATI (* art. 77)


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

La realizzazione di impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, dovr essere improntata al contenimento del fabbisogno energetico nella misura massima ottenibile
con lutilizzo delle tecnologie disponibili.
Al fine di limitare linquinamento luminoso gli impianti dovranno essere conformi alla L.R.
19 del 29/09/2003 e relativa Direttiva.
Si rimanda, comunque, a quanto contenuto nellapposito disciplinare.

69

TITOLO II

PRESCRIZIONI VARIE

ART. 64 - MANUTENZIONE E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]

1.

Gli edifici, le loro parti e le relative aree di pertinenza devono essere mantenuti in condizioni di pubblico decoro e di conformit alle disposizioni vigenti in materia.

2.

Quando tali condizioni vengono a mancare, i proprietari devono provvedere alle opportune riparazioni, previo ottenimento, se necessario, di permesso di costruire o DIA.

3.

Qualora non provvedano, il Dirigente competente potr ordinare l'esecuzione delle


opere necessarie al fine del mantenimento della sicurezza, incolumit salubrit e decoro. Sono fatti salvi eventuali provvedimenti contingibili ed urgenti a tutela della pubblica incolumit.

4.

Nei casi in cui ricorrano condizioni di pericolo per la stabilit degli immobili e l'incolumit delle persone, il proprietario procede mediante un "intervento urgente" alla rimozione delle condizioni di pericolo temuto, senza preventivo permesso di costruire o DIA,
ma sotto la sua personale responsabilit anche per quanto riguarda l'effettiva esistenza
del pericolo. E' comunque fatto obbligo al proprietario di dare immediata comunicazione dei lavori allo Sportello unico e di presentare, entro 30 giorni dall'inizio degli stessi,
la richiesta di permesso di costruire o DIA.

5.

In ogni caso, ove il proprietario non ottemperi allordinanza, si dar corso all'applicazione di una sanzione da 1000 a 6000; il comune avr la facolt di procedere in
danno del titolare stesso per eseguire le opere resesi necessarie.

ART. 65 - FACCIATE DEGLI EDIFICI ED ELEMENTI DI PREGIO ALLINEAMENTI


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]

1.

E' prescritta la conservazione degli elementi architettonici aventi caratteristiche storicoartistiche di pregio, nonch interesse di testimonianza storica, quali fontane, esedre,
muri di confine, lapidi, edicole sacre, maest, antichi numeri civici, fittoni, ecc..

2.

Negli edifici classificati tipologicamente o comunque negli edifici pubblici o di interesse


pubblico di et superiore a 50 anni, il rifacimento dei paramenti (intonaci, rivestimenti,
faccia a vista, infissi esterni) va eseguito con l'impiego di materiali tradizionali. Nel caso
di tinteggiature, dopo l'approvazione del colore, si raccomanda l'impiego di pitture a
calce o silicati di potassio con pigmenti inorganici naturali.

3.

Le tinteggiature devono presentare un insieme estetico ed organico con tutta


lestensione della facciata, con lambiente urbano e col paesaggio.

4.

La scelta dei colori da usarsi nelle tinteggiature delle unit edilizie del Centro Storico, da
concordarsi preventivamente con gli uffici competenti sulla base di campioni di tinta
dati in loco, deve di norma essere riferita:
a) al recupero, per quanto possibile, delle tracce di tinteggiatura reperibili sui medesimi
prospetti;
b) alla gamma dei colori presenti nella tradizione locale e cio alle tonalit del giallo,
dellocra, dellarancio e del rosso;
c) alla valutazione di un tratto sufficientemente ampio da rappresentare una campionatura plausibile delle gamme dei colori caratterizzanti lambiente nel quale inserita lunit edilizia interessata, intendendosi lampiezza riferita alle fronti affacciantisi su
di un elemento identificabile di viabilit;
d) alla caratterizzazione degli elementi stilistici delle facciate impiegando diverse colorazioni.

5.

Gli allineamenti dei nuovi edifici e la ricostruzione di edifici esistenti dovranno essere
armonizzati al tessuto urbano esistente.

6.

La scelta dei colori da usare nella tinteggiatura delle unit edilizie esterne al Centro Storico dovr essere effettuata tenendo conto dei colori gi esistenti in zona e dovr evitare tonalit accese e particolarmente appariscenti.

7.

Linosservanza di quanto sopra riportato comporter una sanzione amministrativa pe70

cuniaria da un minimo di 258,00 a un massimo di 774,00 e la ritinteggiatura a proprio


carico in conformit al presente articolo.
ART. 66 - ELEMENTI AGGETTANTI DELLE FACCIATE
1.

Gli aggetti delle facciate degli edifici e dei muri fronteggianti spazi pubblici non devono costituire pericolo per le persone o le cose.

2.

Sono ammessi i seguenti aggetti:


- fino a cm 10, per le sporgenze di cornici, bancali, inferriate, fino all'altezza di ml 2,50
dal suolo;
- fino a cm 150 per balconi e pensiline che dovranno essere posti ad una altezza superiore a ml 3,50 dal piano del marciapiede e/o a ml 4,50 dal piano stradale. Il filo
esterno dei balconi dovr essere arretrato di almeno cm 60 dal bordo del marciapiede qualora esistente;
- le vetrate, le gelosie e le persiane possono aprirsi all'esterno solo a un'altezza non inferiore a ml 3,50, misurata dal piano del marciapiede, o di ml 4,50 sul piano stradale.

3.

Elementi aggettanti chiusi (es. bow-window) sono soggetti al criterio della visuale libera
e sono considerati ai fini del calcolo della distanza dai confini di propriet e di zona,
dagli altri fabbricati e dai cigli stradali.

ART. 67 - COPERTURE, CANALI DI GRONDA, PLUVIALI


Le coperture ed i volumi da esse sporgenti (comignoli, abbaini, ecc.) devono essere
considerate elementi architettonici dell'edificio in quanto concorrenti alla valutazione
estetica della costruzione e pertanto la loro realizzazione deve rispondere a precise
previsioni di progetto mediante il coordinamento dei diversi elementi e materiali. Le
coperture dei tetti debbono essere munite, tanto verso il suolo pubblico quanto verso il
cortile interno e altri spazi scoperti, di canali di gronda impermeabili, atti a convogliare
le acque meteoriche nei pluviali e quindi nella fognatura per gli scarichi su strada. Possono permanere situazioni di scarico in giardini o in cisterne. Nei canali di gronda e nei
pluviali vietato immettere acque luride domestiche. Qualora i pluviali, nella parte basamentale, siano esterni al fabbricato, questi dovranno essere realizzati con materiale
indeformabile almeno per una altezza di ml 2,00. Nel caso di edifici prospicienti spazi
pubblici, i pluviali devono essere incassati per un'altezza di almeno metri 2,50 dal piano
stradale. E' consentito installare i pluviali esternamente alle colonne o pilastri degli edifici di pregio nei casi in cui non sia possibile incassarli; in tale caso dovranno essere realizzati in materiale indeformabile nella parte basamentale.
ART. 68 - APERTURE DEI SOTTERRANEI SU SPAZI PUBBLICI O AD USO PUBBLICO
Le aperture dei sotterranei dovranno essere praticate verticalmente sui muri delle fronti
e senza sporgenze dal vivo dei muri, oppure in piano se ubicate sotto i portici o nei
marciapiedi, purch dotate di coperture adeguate, con superfici di calpestio scabre e
antiscivolo, ordinatamente disposte e a perfetto livello dei pavimenti; nel caso di griglie, queste dovranno essere adeguatamente fitte, del tipo antitacco.
I materiali di protezione delle aperture dovranno essere adeguati alle caratteristiche
dell'edificio e dell'ambiente ed essere idonei a sorreggere i sovraccarichi previsti.
ART. 69 - NUMERAZIONE CIVICA
Il Comune attribuir il numero civico e gli eventuali subalterni agli accessi che dalle aree di circolazione immettono ai fabbricati di qualsiasi genere (abitazioni od ambienti
destinati all'esercizio di attivit professionali, commerciali o simili).
ART. 70 - CAVEDI, POZZI LUCE, CHIOSTRINE, INTERCAPEDINI E CORTILI
1.

I cavedi potranno aerare ed illuminare solo locali non destinati alla permanenza delle
persone. L'accesso deve avvenire solo dai locali comuni situati a livello del pavimento
e dovr avere una superficie minima di mq 18; la distanza media minima fra le pareti
fronteggianti del cavedio dovr essere di ml 4,50.

2.

Il fondo dei cavedi deve essere impermeabile, munito di scarico delle acque piovane
e realizzato in modo da evitare ristagni d'acqua; vietato immettere in detto scarico,
acque di rifiuto provenienti dalle abitazioni o da altri locali in genere.
71

3.

Nei cavedi, pozzi luce e chiostrine non sono permessi aggetti superiori a cm 5.

4.

Le intercapedini in adiacenza ai locali interrati o seminterrati devono essere praticabili


o quanto meno ispezionabili e dotate sul fondo di cunetta per le acque deflusso. Il
Comune pu concedere strisce di terreno di uso pubblico per la creazione di intercapedini, riservandosi particolari facolt per esigenze proprie.

5.

Larea cortilizia di una o pi unit edilizie la superficie scoperta, catastalmente o progettualmente individuata, posta al diretto servizio delle unit edilizie stesse ed a tale
scopo attrezzate per la ricreazione, i movimenti, ecc..

6.

I cortili devono avere il pavimento impermeabile in modo da permettere il rapido deflusso delle acque meteoriche.

7.

Nei cortili destinati ad illuminare ed aerare case di civile abitazione vietato aprire finestre di luce o bocche daria di locali nei quali vengono esercitate attivit che possono essere causa di insalubrit o disturbare gli inquilini stessi.

ART. 71 - TRIANGOLO DI VISIBILITA


1.

Allinterno dei centri abitati, per tutti gli interventi di nuova costruzione e/o di ampliamento planimetrico di fabbricati esistenti prescritta la inedificabilit all'interno del triangolo di visibilit.

2.

Il divieto esteso a qualsiasi tipo di manufatto, anche interrato, ivi comprese le recinzioni di tipo chiuso e la collocazione di piante, arbusti e siepi (di altezza maggiore di ml
1,00 rispetto alla sede stradale) che determinino ostacolo alla viabilit della circolazione viaria.

3.

La violazione alle disposizioni del comma precedente, comporta una sanzione pecuniaria cos come previsto dallart.18 del Codice della Strada.

4.

Il triangolo di visibilit costituito dal triangolo avente due lati di ml 12 coincidenti con i
confini del lotto o con il cordolo del marciapiede, se esistente, ed aventi il vertice nell'intersezione di questi due lati verso strada; il terzo lato dato dal segmento di chiusura.

5.

Per lampliamento dei fabbricati esistenti non dovranno essere peggiorate le condizioni
gi esistenti.

ART. 72 INSTALLAZIONI DI ANTENNE E DI PARABOLE


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]

1.

Linstallazione di antenne e parabole di ricezione radio televisiva, dovr avvenire senza pregiudizio del decoro architettonico degli edifici ed in particolare modo del patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

2.

Tali antenne dovranno avere un diametro massimo di cm 85 se singole e di cm 100 se di


tipo condominiale, quelle da installare nei fabbricati siti nei Centri Storici dovranno avere un diametro massimo di cm 60; dovranno avere una colorazione tale da non creare
contrasto con ledificio e lambiente circostante. Potranno essere collocate sulla copertura degli edifici posizionandole ad una distanza dalla gronda sufficiente a non
renderle visibili dalla strada. Per linstallazione di tali apparecchiature su terrazzi, balconi, aggetti vari o a parete dovranno essere presi accorgimenti, ove necessario, atti a
mitigare limpatto visivo.

3.

Per linstallazione di tali apparecchiature su edifici tutelati ai sensi del Titolo I del D.Lgs.
n 490/99 necessario ottenere il parere favorevole della C.Q.A.P. ai sensi dellart. 14
del presente regolamento.

4.

Linstallazione di tali apparecchiature in difformit dalle disposizioni del presente articolo, comporta il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di
258,00 a un massimo di 800,00 e la loro rimozione.

ART. 73 INSTALLAZIONI DI PANNELLI SOLARI, POMPE DI CALORE, PANNELLI FOTOVOLTAICI,


IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]

72

[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]


[articolo modificato con Delibera di C.C. n 58 del 02/04/2009]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Linstallazione di pannelli solari termici e fotovoltaici regolamentata dalle specifiche


norme in materia secondo i titoli abilitativi indicati per ciascuna tipologia allart.20 bis
del presente Regolamento. In attesa che lo strumento di pianificazione urbanistica detti
le modalit applicative delle disposizioni di cui ai punti 21 e 22 dellallegato 2 della DGR
n. 1366 del 26/9/2011, si esplicitano nel seguito alcune delle indicazioni riportate nelle
normative vigenti in materia di installazione dei pannelli solari (termici e fotovoltaici), tra
cui il D.Lgs. n. 28 del 3/3/2011, la D.A.L ,n. 28 del 6/12/2010, nonch la D.A.L. n. 156 del
4/3/2008 come modificata dalla D.G.R. n. 1366 del 26/9/2011. Le indicazioni riguardano unicamente gli impianti a servizio di edifici ovvero destinati a far fronte ai fabbisogni
energetici dei fabbricati cui sono asserviti.

2.

Nel caso in cui i pannelli, sia di tipo solare termico, che solari fotovoltaici, siano installati
al fine di soddisfare le quote parte dei consumi di energia termica ed elettrica da fonte
energetica rinnovabile previste dalla D.A.L. n. 156 del 4/3/2008, come modificata dalla
D.G.R. n. 1366 del 26/9/2011 (Allegato 2 Punti 21 e 22), obbligatoria la loro installazione sulla copertura delledificio o dei fabbricati di pertinenza, con componenti aderenti
o integrati nei tetti medesimi, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della
falda.

3.

Al di fuori dei casi di applicazione dei requisiti per lutilizzo di energia da fonti rinnovabili
previsti della D.A.L. n. 156 del 4/3/2008, come modificata dalla D.G.R. 1366 del
26/9/2011, per la realizzazione degli impianti solari termici e/o fotovoltaici a servizio di
fabbricati esistenti va comunque privilegiata linstallazione di pannelli sulla copertura
delledificio o sui fabbricati di pertinenza, con componenti aderenti o integrati nei tetti
medesimi, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda. Solo qualora
la presenza di vincoli ambientali, storici o architettonici o la particolare conformazione
della copertura di fabbricati esistenti non consentano linstallazione sul tetto, gli impianti possono essere installati su area scoperta, preferibilmente sul retro delledificio cui sono pertinenti, su strutture autonome di altezza minima da terra non superiore a 2,00 m.
Qualora linstallazione degli impianti configuri un sistema di piedritti e di elementi orizzontali e/o inclinati, devono essere previste discontinuit tali da evitare la creazione di
manufatti assimilabili a tettoie e garantendo la permeabilit dellarea sottostante. Dovr essere comunque prevista idonea mitigazione dellimpatto visivo.

4.

Le pompe di calore dovranno essere mitigate alla vista mediante idonee strutture.

5.

Gli impianti di condizionamento di singole unit immobiliari, se realizzati allinterno del


Centro Storico di Cesena e Roversano e dei Centri Storici minori, non dovranno interferire visivamente col prospetto principale del fabbricato.

6.

Linstallazione di tali apparecchiature in difformit dalle disposizioni del presente articolo, comporta il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di
258,00 a un massimo di 800,00 e la loro rimozione.

73

PARTE QUINTA
DISPOSIZIONI FINALI
TITOLO I

SANZIONI E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

ART. 74 TOLLERANZA
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

La tolleranza di cui allart. 19-bis della l.r. 23 del 2004 rappresenta il margine di errore
nellesecuzione di interventi edilizi e non costituisce difformit rilevante ai fini
dellapplicazione della disciplina sanzionatoria edilizia, quando contenuto nello scarto del 2% (in pi o in meno) tra le misure predefinite negli elaborati grafici allegati al titolo edilizio e quelle risultanti dallopera effettivamente realizzata. La soglia applicabile ad ogni parametro quantitativo del manufatto edilizio.

2.

La tolleranza non applicabile a profili diversi da quello edilizio disciplinati da normative settoriali che presentino un autonomo apparato sanzionatorio.

ART. 75 SANZIONI [articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 212 del 11/11/2004]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Per le violazioni alle disposizioni del presente Regolamento si applicano le sanzioni amministrative, civili, fiscali e penali previste dalla legislazione urbanistica ed edilizia vigente, ovvero le sanzioni pecuniarie gi determinate dallo stesso Regolamento per i diversi
interventi.
2.
Nei casi in cui non vi sia una disposizione legislativa da poter applicare, verranno applicate le sanzioni amministrative di cui allart. 8 della Legge Regionale n 6 del
24/03/2004.
3.
Si individuano in tal senso, alcune sanzioni amministrative pecuniarie da applicare e
non esplicitate nei vari articoli:
a. Mancata comunicazione dellinizio dei lavori per opere soggette a permesso di
costruire: minimo 129,00 massimo 516,00;
b. Mancata apposizione del cartello nel cantiere: minimo 80,00 massimo 400,00;
c. Mancata conservazione della documentazione in cantiere: minimo 129,00 massimo 516,00;
d. Mancata ottemperanza alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire o nel
parere della C.Q.A.P.: minimo 258,00 massimo 516,00.
e. Qualora in fase di visita di collaudo delle opere di urbanizzazione eseguite da soggetto privato in esecuzione di un previsione urbanistica venga accertato che i lavori non siano effettivamente completati e si renda necessaria una ulteriore visita,
si applica la sanzione amministrativa da 80,00 a 400,00.
ART. 76 - ABROGAZIONE, SOSTITUZIONE E MODIFICA DEI PRECEDENTI DISPOSITIVI
1.

Dalla data di entrata in vigore del Regolamento Edilizio, sono abrogate tutte le disposizioni regolamentari emanate dal Comune di Cesena che contrastino o risultino incompatibili con le norme contenute nel Regolamento Edilizio stesso.
2.
In particolare, il presente Regolamento Edilizio, modifica sostanzialmente il precedente
Regolamento Edilizio.
ART. 77 RAPPORTI CON LE NORME DI ATTUAZIONE DEL PRG
1.

Qualora indicazioni e/o definizioni del Regolamento Edilizio risultassero in contrasto con
le norme di attuazione del PRG vigente allatto dellentrata in vigore del R.E., dette
norme prevalgono su quelle del Regolamento Edilizio ai fini dellattuazione del PRG.
2.
Gli articoli indicati con asterisco (*) del presente Regolamento (artt. 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10,
11, 12, 13, 57, 60, 61, 62, 63) contengono specificazioni di carattere tecnico che hanno
natura meramente esplicativa ed interpretativa delle N.d.A. del PRG.
ART. 78 - VALIDITA ED EFFICACIA
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Dalla data di entrata in vigore, il R.E. assume piena validit ed efficacia nei confronti di
ogni aspetto delle opere edilizie e del processo di intervento che ne costituiscono
loggetto.

74

2.

Il R.E. non si applica, tuttavia, agli interventi per i quali sia stata regolarmente presentata richiesta di permesso di costruire, DIA, o richiesta di autorizzazione amministrativa, in
data antecedente quella di entrata in vigore.
3.
Per tutto quanto riguarda le procedure amministrative, il R.E. integrato dalle disposizioni - in quanto compatibili - contenute nello Statuto comunale e nei relativi Regolamenti di attuazione.
ART. 79 - ADEGUAMENTI PERIODICI
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Nuove norme urbanistiche adottate ed approvate e sopraggiunte norme sovraordinate prevalgono sulle disposizioni del presente regolamento, anche nel caso in cui
non venga tempestivamente adeguato.

75

SCHEMI E MODELLI

SCHEMA DI CONVENZIONE PER L ESECUZIONE DI


OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA ACCESSIVA AI
PERMESSI DI COSTRUIRE DI CUI ALLART.27 DELLE NDA
SCHEMA DI ATTO UNILATERALE DOBBLIGO
PER INTERVENTI DI BIOEDILIZIA
APPENDICE ALLART. 49 BIS OBBLIGHI PER LA
REGOLARITA E LA SICUREZZA DEI CANTIERI
PRIVATI
- SCHEDA A;

76

C O NV E NZ IO N E P ER L A R E AL IZ Z AZ IO N E D I O P E RE D I U RB A N IZ Z A Z IO N E AC C E S SI V A
AL
P ER M E S SO
DI
C O ST RU I RE
P ER
LA
R E AL IZ Z AZ IO N E
DI

L a n n o_ _ _ _ _ , i l gi orn o _ _ _ _ _ d el m e se di _ _ _ _ _ _ _ _ , i n Ce se n a , i n n a n zi a me
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ s on o p re sen t i i l /i Si g ./ ri :_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ ,
do mi c i l i a t o /i p er l a c a ri c a i n _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ , l a q u a l e di c h i a ra di i n t er ven i re a l
p re sen t e a t t o n on i n p r op ri o m a e sc l u si va me n t e n el n o m e , p e r c on t r o e
n el l i n t ere s se d el C O M U NE DI CE SE N A, c o di c e fi sc a l e : 0 01 43 28 04 02 , n el l a s ua
q ua l i t di Di ri gen t e del S et t or e _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ del l E n t e m ede si m o ;
e
I l /l a Si g ./ ra _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ , n a t o /a a _ _ _ _ _ _ _ i l _ _ _ _ _ _ _ , r es i de n t e a _ _ _ _ _ _ _ , i n V i a
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ , i l q ua l e di c h i a ra di i n t erv en i r e e d a gi re n el p r e sen t e a t t o , i n q u a l i t di _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ di seg ui t o den o mi n a t o S o gg et t o a t t ua t o re .
Pr em es s o c h e :
@

st a t a p r es en t a t a d a p a rt e d el s og get t o a t t ua t o re , i n da t a _ _ _ i st a n za di
p er me ss o di c o st r ui r e p e r l a r ea l i z za zi o n e del s eg u en t e i n t er ven t o e di l i zi o :
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ i n V i a _ _ _ _ _ _ _ , i n es ec u zi on e d egl i a rt t . . del vi gen t e
PRG;

i n c or rel a zi on e a l p r edet t o i n t e rv en t o , d ev on o e ss er e es eg ui t e l e s eg u en t i
op ere di urb a n i z z a zi on e :

_________________________

_________________________

i l me de si m o ri c h i ed en t e h a p r es en t a t o ri c h i e st a di p e rm es s o di c ost r ui re
p er l e se c uzi on e d el l e s u dd et t e op er e di ur b a n i zz a z i o n e , a l l e ga n d o i l p r oget t o es ec ut i v o c on fo rm e a l l e di s p o si zi o n i di c u i al R eg ol a m en t o p er l a
rea l i z za zi on e d el l e o p er e di urb a n i z za zi o n e , a p p r o va t o c on del i b era zi on e
del C on si gl i o C o m un a l e n . 1 11 d el 23 .0 1 .20 09 e s u c c e s si v e m odi fi c h e e a l
D .Lg s .16 3/ 20 06 ;

i l p r og et t o st a t o fa vo re v ol m en t e i st r ui t o da i c o mp et e n t i s et t ori c om un a li;

i l C om un e h a dec i s o di n on a v va l e rsi d el l a p o ssi b i l i t di rea l i z za r e di r et t a men t e t a l i op e re c h e sa r a n n o q ui n di rea l i z za t e da l ri c h i ed en t e n el ri sp et t o


del l a p r oc ed ur a p r e vi st a da l l a rt .8 d el Re g ol a m en t o p e r l a rea l i z za zi on e
del l e op e re di urb a n i zz azi o n e ;
opp ur e :

a i sen si d el l a rt . 1 6 , c o mma 2b i s del D P R 380 / 20 01 , n on t r o va a p p l i c a zi on e


l a p r oc ed u ra n eg o zi a t a di c ui a l D .L gs 1 6 3/ 20 06 ;
T ut t o c i p r em e ss o e c on si de ra t o , si c on v i en e e si st i p ul a q ua n t o se g ue ;
A RT . 1 O p er e di ur b ani zz az io ne
Le op e re di urb a n i z z a zi on e d a rea l i z za r e i n r el a zi on e a l l i n t e r ven t o edi l i zi o i n di c a t o i n p r em e ss a , s on o l e s eg u en t i :

c o me ri s ul t a da l p r o get t o e sec ut i vo p re s en t a t o i n da t a _ _ _ , c on i st a n z a
n . _ _ _ e c o mp o st o d a i s eg u en t i el a b ora t i :
____
____
____
77

I l va l o re c o mp l es si v o st i ma t o d el l e op e r e p a ri a _ _ _ _ _ _ _ + IV A =
______
A RT . 2 R . U. P . e Pr og ett o es e cut i vo
I l sot t o sc ri t t o di c h i a r a di a ve re a f fi da t o i c o mp i t i di R es p o n s a b i l e Un i c o
del Pr o c edi me n t o , c o me p r evi st o da l l a rt .9 del vi gen t e R eg ol a men t o
p er l a r ea l i z za zi on e del l e op er e di urb a n i zz a z i o n e e rel a t i va c es si on e a l
_ _ _ _ _ c h e h a a c c et t a t o l i n c a ri c o .
A RT . 3 O b bli ghi d el S og ge tt o att uat or e
I l so gg et t o a t t u a t o re si o b b l i ga a :
a) rea l i z za r e l e op er e de sc ri t t e a l p rec ed e n t e a rt . 1 e m egl i o ra p p r esen t a t e n el p r og et t o es ec ut i v o a gl i a t t i d el C om un e i n a l l e ga t o a l l a
p i v ol t e ri c h i a ma t a i st a n za di p er me s s o di c o st r ui r e n . _ _ _ , s ot t o l a
p ro p ri a p er s on a l e r esp on sa b i l i t , s ol l ev a n d o l Am mi n i st ra zi on e C om un a l e d a ogn i r es p on sa b i l i t e ri c h i est e a n c h e da di ri t t i di t er zi ;
In c as o d i op er e s ot t o s og lia :
b) n o mi n a r e i l c ol l a u da t ore ;
c) p re sen t a re a l c ol l a u da t o re e a l C om un e , p ri ma del l i n i zi o d e i l a v ori ,
l a doc u me n t a zi on e a t t est a n t e c h e l i mp r es a a ggi u di ca t a ri a i n
p o ss e ss o d ei req ui si t i di q ua l i fi c a zi o n e p revi st i da l l a rt .40 del D .
Lg s .16 3 /2 00 6 C o di c e d ei C on t ra t t i p ub b l i ci rel a t i vi a l a vo ri , servi zi e
f orn i t ure .
In c as o d i op er e s op r a s ogl ia :
d) i n di r e a i fi n i d el l a f fi da m en t o del l a es ec u zi on e dei r el a t i vi l a vo ri , l a
p ro c e d ura n e go zi a t a , a i se n si del l a rt . 5 7 d el C odi c e ; o p p ur e I n di re
un a p r oc ed u ra
or di n a ri a di ga r a p u b b l i c a , a i sen si d el D .Lg s
16 3/ 20 06 ;
e) es eg ui re e c on d urr e l a p r oc ed u ra di g a r a i n c on f or mi t a l l e n or me
c h e l a r eg ol a n o ;
f)

veri fi c a re c h e i l s o g get t o a ggi u di c a t a ri o si a i n p os se s s o dei r eq ui si t i


di q ua l i fi c a zi on e p r evi st i ed a g gi udi c a r e d efi n i t i v a m en t e l a p p a l t o
dei l a v ori di urb a n i z z a zi on e ;

g) st i p ul a r e i l c on t ra t t o di a p p a l t o c on se gn a n do n e c opi a a l C o m un e ;
P er tut ti :
h) a s si c ur a re l i n i zi o d e i l a v ori en t r o i l t er m i n e di un a n n o da l r i l a sc i o
del rel a t i v o p e rm es s o di c o st r ui re , fa t t e sa l v e l e e ve n t ua l i p r or o gh e
p re vi st e da l l e n o rm e vi ge n t i ;
i)

a s si c ur a re l a reg ol a r e t emp e st i v a ul t i m a z i on e dei l a v ori , en t r o i l t ermi n e di t r e a n n i da l ri l a s c i o d el p er me s s o di c o st r ui r e , fa t t e sa l v e l e


ev en t u a l i p ro r ogh e p revi st e da l l e n o rm e v i gen t i ;

j)

c o rri sp on d er e , a fa v or e del C o m un e , a l l a t t o d el rit i r o d el p e rme s s o


di c ost r ui re del l e o p er e di ur b a n i zz a zi o n e , l a s om ma d i _ _ _ _ _ _ _ ,
c o mp r en si va di i m p ort o l or d o d el l e s p es e di c ol l a ud o a i s en si
del l a rt . 3 del vi ge n t e R eg ol a m e n t o p e r l a rea l i zz azi o n e di O O. U U.
e r el a t i va c es si on e ;

k) es eg ui re l e p r oc ed u r e e l e op er e n el ri s p et t o del Re gol a m e n t o p er
l a r ea l i zz azi on e di O O. U U. e rel a t i va c es si on e , i n c on f o r mi t a l l e
n or me t e c n i c h e vi g en t i e c o er en t e me n t e c on t ut t e le p r e sc ri zi on i
esp re s se da i c omp et en t i S er vi zi c o m un a l i .
A RT . 4 G ar an zia fid eius s or i a
I l sogg et t o a t t ua t o r e , a ga r a n zi a del l a c o rret t a t emp est i v a es ec u zi on e
del l e op ere di urb a n i zz a z i o n e el en c a t e a l p rec e den t e a rt . 1 , h a p re st a t o
78

p ol i z za fi dei u s s ori a c on fo rm e a q ua n t o p revi st o da ll a rt . 1 2 d el Re g ol a men t o p e r l a r ea l i zz a zi on e di OO .U U . e rel a t i v a c e s si on e , n . _ _ _ _ , ri l a sc i a t a d a l l I st i t ut o di _ _ _ _ _ , p er u n i mp o r t o di _ _ _ _ _ p a ri a l c o st o p res un t o d el l e o p e re .


La g a ra n zi a n on p u e s se re est i n t a se n on p re vi o fa v or ev o l e c ol l a ud o
t ec n i c o a mmi n i st ra t i vo di t ut t e l e op er e di urb a n i zz a zi on e . La ga r a n zi a
p re st a t a c on l a ri n u n c i a esp l i c i t a a l b en efi c i o del l a p re ven t i va es c us si on e d el d eb i t o re p ri n c i p a l e e n on t r ov a a p p l i c a zi on e l a rt i c o l o 1 94 4 , s ec on d o c om ma de l C odi c e Ci vi l e . La fi dei u ssi on e op era t i v a e s og get t a
a d e sc u ssi on e a se m p l i c e ri c h i e st a d el C om u n e , s en z a n ec e s si t di p r even t i v a di ffi da o m e s sa i n m o ra , c ol s ol o r i l i ev o al l i n a d emp i m en t o .
Le m od a l i t di e st i n zi on e s on o st a b i l i t e a l l a rt .1 2 , l et t . a ) d el Re g ol a m en t o p er l a rea l i z za zi on e di O O .U U . e r el a t i va c es si on e .
A RT . 5 Pe nal i
La fi d ei us si on e di c u i s op r a ga ra n t i s c e , o l t re l a c o rret t a e t e mp e st i va esec u zi on e
dei
l a vo ri ,
anche
l ev en t ua l e
p en a l e
p er
ri t a r d o
n el l ul t i m a zi on e d el l e op er e c h e st a b i l i t a n el l a mi s u ra p a ri a l un o p er
mi l l e de l l i mp ort o st i ma t o d el l e op e re a l n et t o di I V A e q ui n di p a ri a
_ _ _ _ p e r ogn i gi o rn o di ri t a rd o .
A RT . 6 V igi lan za d e l C o mun e
I l Com un e t i t ol a r e di un p ot e re g en er a l e di vi gi l a n za , i n r el a zi o n e a
t ut t a l a t t i vi t di st a zi on e a p p a l t a n t e , p o st a i n es se re d a l s og get t o a t t ua t o re .
I l Co m un e e i l c ol l a ud a t o re i n c a ri c a t o , n el l es er c izi o del p o t ere di vi gi l a n za , p o ss on o ef fet t ua r e i sp e zi on i , c on t rol l i , a c ce ssi a i l u og h i ed a i d oc u men t i , e p o s s on o c o mp i e re q ua l si v ogl i a a l t r o a t t o , i d on eo a l c orr et t o
es erc i zi o del l a f un zi o n e d i c on t r ol l o .
I l Co m un e , n el c a s o i n c ui ra vvi si i n a d em p i men t o ri g ua r d o a l l a e sec u zi on e d ei l a v o ri n on c h a l ri s p et t o dei t e mp i , p r oc ed er , p r evi o p re ven t i v o
p ro c e di m en t o di a c c l a ra men t o del l i n a dem p i m en t o , a l l i n c a me ra m en t o
p a r zi a l e o t ot a l e del l a ga ra n zi a fi d ei us s o ri a (a rt . 4 ) , a l fi n e , s e n ec es sa ri o , di i n di r e l a ga ra , i n sost i t uzi on e del s og get t o a t t ua t or e , o l t re c h e p e r
l a p p l i c a zi o n e d el l a p en a l e (a rt . 5 ) .I l C o m un e , a l t ermi n e d ei l a vo ri , p roc ed er a l c ol l a ud o dei me de si m i e n t ro i t ermi n i di l eg ge .
I c ert i fi c a t i di c on f o rmi t e di l i zi a e a gi b i l i t dei fa b b ri c a t i sa ra n n o ri l a sc i a t i d op o l a s s ol vi men t o de gl i ob b l i gh i a ss un t i c on i l p re s en t e a c c o rd o ,
fa t t a sa l v a l a p o s si b i l i t di ri l a sc i o di a gi b i l i t p a rzi a l e p r evi o p a rer e di
fr ui b i l i t de l l e o p e re di ur b a n i z za zi o n e ri l a sc i a t o da l S et t or e I n fra st r ut t u re
e M o b i l i t , s ec on d o q ua n t o p re vi st o d a l l a rt . 1 3 d el Re g ol a m en t o p er l a
rea l i z za zi on e di O O. U U. e rel a t i va c e s si o n e .
A RT . 7 Rin v io
Pe r t ut t o q u a n t o n on p r evi st o e di sc i p l i n a t o d a l l a p re s en t e c o n ven zi on e ,
si ri n vi a a l l a di sc i p l i n a c on t en ut a n el D .L gs . n .16 3 /2 00 6 C o di c e dei C o n t ra t ti p ub b l i c i rel a t i vi a l a v ori , ser vi zi e f orn i t ur e e n el r el a t i vo Re gol a men t o , n el c odi c e C i vi l e e n el v i ge n t e Re g ol a m en t o p er l a rea l i z za zi on e di OO . U U. e rel a t i va c e ssi on e .
A RT . 8- E v en tua li c on t r o ver s ie
La ri s ol u zi on e di q ua l si a si c on t r o ver si a ri g ua r da n t e l i n t e gra zi on e e
l a p p l i c a zi o n e d egl i ob b l i gh i di c ui a l l a p re sen t e c o n v en z i o n e ve rr p ri ma ri a me n t e a ff on t a t a i n vi a b on a ri a fra l e p a rt i .
I n c a so di i n s uc c e s s o dei t en t a t i vi di c o mp osi zi on e b on a r i a , va rr l a
c o mp et e n z a e sc l u si v a d el l Au t ori t Gi u ri d i sdi zi on a l e Or di n a ri a .

79

SCHEMA
[introdotto con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[modificato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

SCHEMA DI ATTO UNILATERALE DOBBLIGO PER INTERVENTI DI BIOEDILIZIA


(Art. 4 del Disciplinare per incentivare ledilizia sostenibile allegato D del Regolamento Edilizio di cui
alla Delibera di C.C. n. 214 del 24.11.2005)
(Art. 4 del Disciplinare per incentivare ledilizia sostenibile allegato D del Regolamento Edilizio modificato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]

Il sottoscritto _________________________________________, nato a _________________, il ________,


residente a ______________________, in Via _____________________________, codice fiscale
____________________
PREMESSO
a) che in data ____________ ha presentato richiesta di permesso di costruire PGN ___________,
Pratica n. ___________ / denuncia di inizio attivit PGN ___________, per la realizzazione di:
________________________________________________________ su terreno di sua propriet/
_____________, sito nel Comune di Cesena, in Via ____________________, n ____, identificato
con i seguenti dati catastali:
- N.C.T., Sezione ________, Foglio __________, Mappale ____________________;
- N.C.E.U, Partita _______, Sezione ______, Foglio _________, Mappale __________ sub _______;
b) che lintervento di cui al presente atto dobbligo ricade, secondo il Piano Regolatore vigente, in zona _______
c) che il Disciplinare per incentivare ledilizia sostenibile, allegato D al Regolamento Edilizio, approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 214 del 24.11.2005 individua i requisiti e le caratteristiche tecniche di bioedilizia di cui devono disporre gli interventi edilizi ed
urbanistici per definirsi sostenibili. Il Disciplinare favorisce le nuove soluzioni costruttive attraverso incentivi sia economici che edilizi;
d) che lintervento edilizio di cui allistanza di permesso di costruire PGN_________ (pratica n.
________) del __________, stato progettato in ottemperanza alle prescrizioni del Disciplinare sopracitato;
e) che allistanza di permesso di costruire sono stati allegati: 1) modulo domanda, 2) relazione tecnica completa di documenti, 3) scheda tecnica A, sottoscritti
dallarch./ing./geom. ________________________;
f) che il sottoscritto intende pertanto avvalersi degli incentivi:
1. di carattere edilizio, consistenti nello scomputo dei muri perimetrali con spessore superiore a 40 cm per un totale di mq ____ e/o delle serre solari pari a mq _____ (max 10% della
superficie utile lorda);
2. di carattere economico, con uno sconto pari al ______ (max 50%) degli oneri di urbanizzazione secondaria (U2);
Tutto ci premesso
il sottoscritto si obbliga per s ed aventi causa, nei confronti del Comune di Cesena, a quanto di seguito specificato:
Il sottoscritto si impegna a realizzare lintervento in conformit al progetto presentato con
istanza PGN ____ del ____, (pratica edilizia n. ____), rispettando i requisiti e le caratteristiche
di bioedilizia previsti nel Disciplinare per incentivare ledilizia sostenibile, allegato D al
Regolamento Edilizio come indicati nella Scheda Tecnica A e nella Relazione Tecnica
allegati alla richiesta di permesso di costruire (DIA), al fine di usufruire degli incentivi sia di
carattere edilizio, sia di carattere economico.
Il sottoscritto si impegna inoltre a comunicare tempestivamente al Comune dellavvio
delle installazioni da assoggettare a verifica, assumendone le spese relative.
Il sottoscritto dichiara di essere a conoscenza che leventuale accertamento di materiali
e/o tecnologie non conformi a quelle previste in fase di rilascio di permesso di costruire
comporta lordine di reintegro e che qualora, in seguito a verifica finale , lesecuzione
delle opere risulti difforme da quanto dichiarato, sospeso il rilascio
dellabitabilit/agibilit. E consentito ladeguamento delle opere (qualora possibile) en80

tro un termine imposto dal Settore competente con specifico provvedimento. Qualora
ladeguamento non sia possibile il Comune dar corso allapplicazione delle sanzioni di
cui alla L.R. n 23/2004 rapportate alla superficie derivante dalla applicazione
dellincentivo edilizio-urbanistico ed al recupero della quota non corrisposta dellonere di
urbanizzazione secondaria, anche mediante lescussione della fideiussione.
A garanzia dellesatto adempimento degli obblighi assunti col presente atto stata depositata fideiussione bancaria dellimporto di euro _________ rilasciata da __________ in data ______ n.___ corrispondente alla quota degli oneri di urbanizzazione secondaria ridotta.
Il presente atto vincola il sottoscritto ed i suoi aventi causa al rispetto degli obblighi in esso
previsti e dovr essere registrato a cura e spese del sottoscritto.
Gli obblighi assunti col presente atto cesseranno di avere valore allo scadere del 30-esimo
giorno dal rilascio dellabitabilit/agibilit , oppure contestualmente alla chiusura della pratica di accertamento da parte degli uffici.
Firma

Cesena, ____________________

81

APPENDICE ALLART. 49 BIS OBBLIGHI PER LA REGOLARITA E LA SICUREZZA


DEI CANTIERI PRIVATI - SCHEDA A
[introdotto con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[integrato e modificato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

COMUNE DI CESENA
SCHEDA RILEVAZIONE STATISTICA
CANTIERI PRIVATI
DATI GENERALI DEL CANTIERE
- Cantiere sito in Cesena, localit ______________ Via ______________________, n. ____
- Committente ______________________________
Via __________________________________ , n. _______ Citt ____________________
- Responsabile dei lavori se nominato____________________________________________
Via __________________________________ , n. _______ Citt ____________________
- Presenza del cartello di cantiere:[SI] [NO]
- Presenza della notifica preliminare:[SI] [NO]
- Nominativo del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione se previsto:
______________________________________________________________________________
- Nominativo del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione se previsto:
______________________________________________________________________________
- Presenza del Piano di Sicurezza e Coordinamento ex D.Lgs 494/96:[SI] [NO]
ELENCO DITTE e/o LAVORATORI AUTONOMI PRESENTI IN CANTIERE
1_____________________________ __________________________ ___________________________
denominazione

partita IVA

rapporto con il committente1

2_____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

partita IVA

rapporto con il committente

3_____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

partita IVA

rapporto con il committente

4_____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

partita IVA

rapporto con il committente

5_____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

partita IVA

rapporto con il committente

6_____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

partita IVA

rapporto con il committente

7_____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

partita IVA

rapporto con il committente

8_____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

partita IVA

rapporto con il committente

9_____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

partita IVA

rapporto con il committente

10____________________________ __________________________ ___________________________


denominazione

Data: ___________________
1

partita IVA

rapporto con il committente

Firma del Rilevatore ____________________________________

Indicare se ditta principale, subappaltatrice o altro (specificando il tipo di contratto)

82

DATI SULLIMPRESA/LAVORATORE AUTONOMO scheda n.______________

- Ditta Esecutrice: ________________________ con Sede legale in______________________


Via ___________________________________________________________________, n. _______
-DURC
- Estremi Denuncia di nuovo lavoro INAIL ___________________

________________

(data)

(numero)

- Presenza copia Registro Infortuni

[SI] [NO]

- Lavoratori occupati nella presente giornata n. _____________________________


-N. lavoratori autonomi che espongono tesserino di riconoscimento conforme allart.5
della L.136/2010
-elenco dei lavoratori autonomi che non espongono il tesserino
- presenza registro presenze perle imprese con meno di dieci dipendenti oppure:
-N. lavoratori dipendenti che espongono tesserino di riconoscimento conforme allart.5
della L.136/2010
-elenco dei lavoratori dipendenti che non espongono il tesserino
- elenco dei lavoratori con comunicazione preventive di instaurazione del rapporto di lavoro non presente in cantiere:
- Nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi del D.Lgs
n. 871/2008:
_______________ __________________ _______________________ _________________________
nome

cognome

data di nascita

Esterno /interno

- stato nominato il Medico Competente ai sensi del D.Lgs n. 626/1994:

[SI] [NO]

Se [SI] Nominativo ___________________________________________


- Nominativo del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza [non dovuto]:

_______________ __________________ ____________________ ______________________


nome

cognome

data di nascita

Dipendete/territoriale

_______________ __________________ ____________________ ______________________


nome

cognome

data di nascita

Dipendete/territoriale

_______________ __________________ ____________________ ______________________


nome

cognome

data di nascita

Dipendete/territoriale

- Presenza Piano Operativo di Sicurezza art 89 comma 1 del D.Lgs.81 /

83

[SI] [NO]

ALLEGATO A: DEFINIZIONI TECNICO-ESPLICATIVE


[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

ALLEGATO B: PRESCRIZIONI TECNICHE, IGIENICHE E DI SICUREZZA DELLE OPERE EDILIZIE


ALLEGATO C: INDICAZIONI PROGETTUALI
ALLEGATO D: DISCIPLINARE PER INCENTIVARE
LEDILIZIA SOSTENIBILE
[allegato aggiunto con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]
[allegato entrato in vigore con Delibera di C.C. n 127 del 29/06/06]
[allegato modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[allegati modificati e integrati con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[allegati modificati e integrati con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

ALLEGATO E
[allegato aggiunto con Delibera di C.C. n 222 del 25/11/2010]

84

ALLEGATO A
DEFINIZIONI TECNICO-ESPLICATIVE
ART. 1. - VOLUMI TECNICI (VT) - CUBATURE ACCESSORIE (CA) IMPIANTI TECNOLOGICI
a)

b)
c)

d)

e)

f)

Spazio ispezionabile, ma non stabilmente fruibile da persone, destinato agli impianti di


edifici civili, industriali e agro produttivi come le centrali termiche ed elettriche, impianti di condizionamento daria, di sollevamento meccanico di cose e persone, di
canalizzazione, camini, canne fumarie, ma anche vespai, intercapedini, doppi solai.Ai
fini del calcolo delle superfici, sono comunque escluse le centrali termiche, i vani motori
di ascensori, le canne fumarie e di aerazione, le condotte e le intercapedini tecniche; i
restanti volumi tecnici sono computati a seconda che siano o meno praticabili.
Non sono invece da intendere volumi tecnici, per esempio, gli stenditoi coperti, i locali
di sgombero, i doppi volumi di vani abitabili, i ripostigli, ricovero attrezzi e simili.
I volumi tecnici devono essere dimensionati nello stretto necessario a soddisfare le esigenze tecniche dellimmobile. In ogni caso la sistemazione dei volumi tecnici non deve
costituire pregiudizio per la validit estetica dellinsieme architettonico.
Per impianti tecnologici si intendono i meccanismi destinati allaerazione,
allilluminazione, alla fornitura di energia, al riscaldamento, alla refrigerazione, ecc. di
ambienti aperti o chiusi.
Nel caso di insediamenti produttivi fra gli impianti tecnologici sono compresi anche
quelli riguardanti attivit artigianali o industriali, come previsto dalla Circ. Min. LL.PP. n
1918/77, quando siano funzionali ai cicli produttivi esistenti, senza aumento di capacit
produttiva, n di superficie utile o di volume, che non compromettano gli aspetti ambientali e paesaggistici, che non richiedano nuove opere di urbanizzazione o infrastrutture ed altres che non determinino pregiudizi di natura igienica ed effetti inquinanti.
Si definisce vuoto tecnico la camera daria esistente tra il solaio del piano terreno e le
fondazioni, destinato anche allaerazione e deumidificazione della struttura
delledificio, con altezza non superiore a m 1,80.

ART. 2. - UNITA EDILIZIA (UE)


Unit tipologico-funzionale che consiste in un edificio autonomo dal punto di vista spaziale, statico e funzionale, anche per quanto riguarda laccesso e la distribuzione, realizzato e trasformato con interventi unitari.Lunit edilizia ricomprende ledificio principale e le eventuali pertinenze collocate nel lotto. Nel caso di un insieme di pi edifici in
aderenza, ciascuna porzione funzionalmente autonoma (da terra a tetto) rispetto a
quelle contigue identificabile come autonomo edificio e d luogo a una propria unit edilizia.
ART. 3. - UNITA PRODUTTIVA (UP)
E la minima entit edilizia che risulti idonea allo svolgimento autonomo delle funzioni
alle quali destinata.
ART. 4. - EDIFICIO
Si definisce edificio o fabbricato una costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, riconoscibile per i suoi caratteri morfologico funzionali, che sia accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo.
Per edificio residenziale si intende ledificio destinato prevalentemente ad abitazione.
Per edificio non residenziale si intende ledificio destinato prevalentemente ad uso diverso da quello residenziale. Rientrano tra gli edifici anche le serre fisse, i parcheggi
multipiano, i chioschi non automatizzati, le tettoie autonome, le tensostrutture.
Per edificio unifamiliare si intende un edificio singolo con i fronti perimetrali esterni direttamente aerati e corrispondenti ad un unico alloggio per un solo nucleo familiare.
ART. 5. - UNITA IMMOBILIARE (UI)
Porzione di fabbricato, intero fabbricato o gruppi di fabbricati, ovvero area, suscettibile
di autonomia funzionale e di redditualit nel locale mercato immobiliare, secondo le
norme catastali.
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ART. 6. - PERTINENZA EDILIZIA [articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 189 del 21/11/2008]
a)

Opera edilizia di modeste dimensioni allinterno del lotto, legata da un rapporto di


strumentalit e complementariet funzionale rispetto alla costruzione principale. La
pertinenza consiste in un servizio od ornamento delledificio principale gi completo ed
utile di per s.

b)

Pertanto si considerano pertinenze quelle opere che rispondono alle seguenti caratteristiche, indipendentemente dal materiale e dalla tipologia strutturale:
Abbiano carattere accessoria rispetto alledificio principale;
Siano preordinate ad una oggettiva esigenza delledificio principale e legate al
medesimo da un vincolo durevole e non occasionale (come specificate al successivo punto 11 lettere dalla a) alla m));
Siano funzionalmente ed oggettivamente inserite al servizio dello stesso;
Siano sfornite di un effettivo autonomo valore di mercato;
Le dimensioni siano modeste in rapporto a quelle delledificio principale;
Le dimensioni e caratteristiche siano tali da non consentire, anche in relazione alle
caratteristiche delledificio principale, una loro destinazione diversa ed autonoma rispetto alledificio medesimo;

ART. 7. - SUPERFETAZIONE EDILIZIA


a)

Si intendono superfetazioni le parti, in genere di epoca recente, incongrue con


limpianto originario delledificio e agli ampliamenti organici del medesimo il cui carattere anomalo sia tale da compromettere la tipologia e/o laspetto estetico delledificio
e/o dellambiente circostante. Per analogia, rientrano tra le superfetazioni edilizie tutte
le costruzioni improprie, precarie ed accessori, anche se disgiunte dalledificio principale, il cui carattere comprometta il decoro dellambiente.

b)

Rientrano fra esse, in particolare, anche:


Le aggiunte incongrue ad edifici residenziali, quali tettoie, depositi attrezzi, ricoveri
per animali, servizi igienici esterni (solo se costituiscono un secondo servizio igienico
oltre a quello eventualmente gi presente allinterno delledificio), baracche o prefabbricati di qualsiasi genere. Manufatti privi di rigidezza propria costituiti in genere
da materiale improprio;
I capannoni, depositi e magazzini ottenuti mediante la chiusura di tettoie o mediante la copertura di aree cortilizie;

c)

Gli interventi edilizi, in conformit al presente regolamento edilizio, devono tendere alla
eliminazione delle superfetazioni edilizie, oppure alla loro riqualificazione conformemente agli strumenti urbanistici ed edilizi. Sono fatte salve le norme che stabiliscono
lobbligo delleliminazione delle superfetazioni edilizie.

ART. 8. - PARETE FINESTRATA, CIECA E PROSPICIENTE


a)

Si definisce parete finestrata un fronte delledificio dotato di una o pi vedute ai sensi


delle norme del Codice Civile Libro III, Titolo II, Sez. VII.

b)

La presenza di luci sul confine o verso il confine di propriet, non determina servit edilizia e il rispetto della distanza tra pareti finestrate.

c)

Si definiscono prospicienti e/o frontistanti due pareti, di cui anche una sola finestrata,
che si fronteggiano interessando laffacciamento diretto di almeno una veduta. Per affacciamento diretto, si intende la proiezione ortogonale rispetto al piano della veduta,
del suo asse mediano.

ART. 9. - SOPPALCO
Si definisce soppalco una partizione orizzontale interna praticabile, che non determina
un ulteriore piano nelledificio, ottenuta con la parziale interposizione di una struttura
portante orizzontale in uno spazio chiuso.La superficie del soppalco non pu superare il
50% di quella del locale che lo ospita; in caso contrario si determina un nuovo piano
nelledificio. Qualora tutta o parte della superficie soprastante o sottostante sia utilizzata per creare uno spazio chiuso, con esclusione del vano scala, il vano ottenuto considerato a s stante.
86

a)

I soppalchi nei locali residenziali negli interventi di recupero del patrimonio edilizio sono
ammessi quando:
Laltezza minima nel caso di soffitto orizzontale sia > di ml 2,20; nel caso di soffitto inclinato, laltezza minima dovr essere > di ml 1,80 e laltezza media > di ml 2,20;
Le zone abitabili dei soppalchi siano aperte e la parte superiore munita di balaustra;
Ai fini del calcolo del rapporto di illuminazione e di aerazione, i livelli di prestazione
dei requisiti siano calcolati anche sulla effettiva superficie utilizzabile complessiva
della parte a soppalco;
Laltezza media della parte non soppalcata deve essere > di ml 2,70.

b)

I soppalchi per gli interventi di nuova costruzione e comunque negli alloggi minimi, sono ammessi soppalchi a condizione che laltezza delle singole parti non sia inferiore a
ml 2,40 per soffitti orizzontali; con valore minimo non inferiore a ml 1,80 per soffitti inclinati e con altezza virtuale non inferiore a ml 2,40 (hv = V/S). Laltezza media della parte
non soppalcata dovr essere non inferiore a ml 2,70 (hv = V/S). Nel caso in cui la realizzazione di soppalchi determini un aumento delle unit immobiliari, il relativo intervento
rientra nella categoria di ristrutturazione edilizia. Le zone abitabili dei soppalchi devono
essere aperte e la parte superiore munita di balaustra.

c)

Per la determinazione del R.I.A, si assume quale superficie di riferimento quella complessiva del vano (superficie del soppalco e della zona sottostante) e quale superficie
illuminante quella complessiva di tutte le aperture finestrate dellambiente.

d)

I soppalchi allinterno dei locali produttivi, non costituiscono aumento di superficie utile
come definita dallart. 3.1 del presente regolamento quando:
- La proiezione del soppalco non eccede il 60% delle superficie del locale sottostante;
- La destinazione duso sia quella a deposito o a servizi;
- Le zone di affaccio verso il locale sottostante siano aperte e munite di balaustra;
- Sono garantiti i rapporti di illuminazione e di aerazione, nonch rispettate le norme
igienico sanitarie sui luoghi di lavoro in riferimento alla destinazione duso sia dei
locali sottostanti sia del soppalco.

ART. 10. - SOTTOTETTO.


1.

Si definisce sottotetto lo spazio compreso tra lintradosso della copertura non piana
delledificio e lestradosso del solaio del piano sottostante.

2.

Nelle nuove costruzioni, i locali sottotetto devono avere i seguenti requisiti:


a)

i locali abitabili di categoria A1 devono avere altezza media ponderale non inferiore a ml 2,70 con altezza minima di ml 2,00 e R.I.A. non inferiore a 1/8 (0,125); la
superficie minima deve essere di mq 9,00;

b)

i locali di categoria S devono avere altezza media ponderale non inferiore a ml


2,40 con altezza minima di ml 1,80 e R.I.A. non inferiore a 1/12 (0,083);

c)

i sottotetti con altezza media ponderale inferiore a ml 1,50 possono essere destinati
a depositi e/o ripostigli occasionali;

d)

i lucernai in falda dovranno avere una superficie massima di mq 1,00 ciascuno ed


in totale non superiore al 5% della superficie della falda di copertura.

Nel caso in cui nel sottotetto siano presenti locali abitabili, ai fini dellapplicazione della
Visuale libera e dellaltezza massima, laltezza del fabbricato viene misurata includendo la quota di ml 2,70 del locale abitabile stesso.
3.

Negli edifici destinati in prevalenza a residenza, il recupero a fini abitativi dei sottotetti
ove consentito, deve garantire il rispetto dei requisiti al Titolo III, art. 8 comma 8 del presente regolamento.
Si precisa che per le zone A (Centri storici, nuclei storici minori, complessi o edifici isolati
con caratteristiche di bene culturale o di interesse storico-testimoniale in ambito urbano e rurale) valgono le norme di disciplina contenute negli allegati normativi A2 e A3
alle norme di attuazione del PRG 2000.

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ART. 11. - PORTICO, LOGGIA, BALCONE, BALLATOIO, VERANDA, GALLERIA, ANDRONE,


TERRAZZA.
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]

a)

Si definisce portico uno spazio coperto al piano terreno degli edifici, intervallato da colonne o pilastri aperto almeno su due lati verso i fronti esterni delledificio.

b)

Si definisce loggia o loggiato uno spazio praticabile coperto, ricompreso entro la sagoma planivolumetrica delledificio, aperto su almeno un fronte, munito di ringhiera o
parapetto, direttamente accessibile da uno o pi vani interni. Il fronte aperto pu essere protetto, per il 30% della larghezza da elementi verticali trasparenti o frangisole.

c)

Si definisce balcone un elemento edilizio praticabile e aperto su almeno due lati, a sviluppo orizzontale in aggetto, munito di ringhiera o parapetto e direttamente accessibile da uno o pi locali interni.I lati aperti possono essere protetti da frangisole o da elementi verticali trasparenti protettivi per uno sviluppo lineare massimo del 50% del perimetro dei lati aperti.

d)

Si definisce ballatoio un elemento edilizio praticabile a sviluppo orizzontale, e anche in


aggetto, che si sviluppa lungo il perimetro di una muratura con funzione di distribuzione
(per esempio tra varie unit immobiliari), munito di ringhiera o parapetto. Non ammesso il recupero dei ballatoi esistenti e la loro chiusura, anche con semplice infisso.

e)

Si definisce terrazza uno spazio scoperto e praticabile, realizzato a copertura di parti


delledificio, munito di ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o pi locali interni.

f)

Si definisce veranda uno spazio praticabile coperto, avente le medesime caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, ma chiuso sui lati da superfici vetrate o
comunque trasparenti e impermeabili.

g)

Si definisce galleria un percorso coperto, con funzioni di comunicazione o passaggio,


aperto alle estremit.

h)

Si definisce androne una galleria al piano terra di un edificio che collega lingresso con
il cortile.

i)

Si definisce tettoia la copertura di uno spazio aperto sostenuta da una struttura a elementi puntiformi, con funzione di deposito, ricovero, stoccaggio e, negli usi abitativi,
per la fruizione protetta di spazi pertinenziali.

j)

Si definisce pensilina una copertura in aggetto dalle pareti esterne di un edificio, realizzata con materiali durevoli al fine di proteggere persone o cose.

k)

Si definisce abbaino una piccola costruzione sopra il tetto, con finestra per accedere al
tetto stesso e per dare luce al sottotetto.

l)

Si definiscono serre solari quegli spazi ottenuti mediante la realizzazione di vetrate, disposte sui fronti sud, sud-est, sud-ovest, non riscaldati e finalizzati al risparmio energetico.

m)

Si definisce serra mobile un ambiente chiuso, di solito protetto da teli o da lastre in policarbonato (o materiali simili) ove si coltivano piante in condizioni climatiche particolari.
In modo analogo sono classificate le serre per allevamenti itticolturali. La struttura costituita da materiale facilmente amovibile e non richiede opere murarie o metalliche
significative e generalmente non collegata funzionalmente e strutturalmente ad altre
opere edilizia. Le dimensioni delle serre sono rapportate allattivit da svolgere e non
devono comunque incidere negativamente nellambiente circostante.

n)

Si definisce serra fissa una costruzione stabilmente collegata al suolo mediante opere
murarie o simili destinate a colture specializzate. Rientrano nelle serre fisse quelle destinate per coltivazioni intensive con manufatti specialistici fissi nei quali reso artificiale il
supporto del terreno di coltura; negli altri casi le serre rientrano semplicemente fra le
tecniche agronomiche.
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ART. 12. - PERGOLATO, GAZEBO, BARBECUE, VOLIERA, VASCHE E PISCINE, LEGNAIA, DEPOSITO
ATTREZZI DA GIARDINO, DEPOSITO BICICLETTE (DA CONSIDERARE QUALI OPERE
PERTINENZIALI
(Per i relativi titoli abilitativi si vedano gli artt. 19 e 28 del presente Regolamento Edilizio)
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]
[articolo modificato con Delibera di C.C. n 99 del 11/10/2012]

a)

Si definisce pergolato una struttura autoportante, composta di elementi verticali e di


sovrastanti elementi orizzontali, atta a consentire il sostegno del verde rampicante e utilizzata in spazi aperti a fini di ombreggiamento. Sul pergolato non sono ammesse coperture impermeabili.
Allinterno delle zone di espansione del PRG 85 e 2000 i pergolati possono essere realizzati solo se specificatamente previsti dalle norme di attuazione del piano attuativo.
La realizzazione di pergolati collegata alla sussistenza di un fabbricato residenziale al
cui uso risulti funzionale. Non pertanto ammissibile la costruzione di pergolati in presenza di soli fabbricati di servizio o di pergolati isolati.
PARAMETRI:
H max = ml 3,00;
Superficie= a servizio di fabbricati unifamiliari
mq 25,00
a servizio di fabbricati plurifamiliari
mq 10,00 per unit immobiliare
La superficie calcolata con riferimento al lato esterno dei pilastri.

b)

Si definisce gazebo un chiosco da giardino, della superficie massima di 6,00 mq aperto,


con funzione panoramica. Il gazebo una struttura in legno, metallo o ghisa, non pu
essere tamponata con materiale di alcun genere e tipo, pu essere invece coperta. Il
manufatto dovr avere forma geometrica regolare (quadrato, cerchio, esagono o similare), non potr avere funzioni di ricovero per autovetture o di deposito.
PARAMETRI:
Distanza minima dai confini di propriet D1 = ml 1,50.

c)

Si definisce barbecue un piccolo manufatto prefabbricato o non, in genere realizzato


in muratura o in metallo, adibito saltuariamente alla cottura di cibi posto nella corte o
adiacente ad edifici dabitazione.
PARAMETRI:
Distanza minima dai confini di propriet D1 = ml 1,50.

d)

Si definisce vasca qualsiasi struttura, fuori o entro terra, destinata a contenere acqua
per scopi ornamentali, di sicurezza antincendio o per irrigazione. La vasca deve essere
priva di impianti sanitari di trattamento dellacqua. Ai fini dal calcolo dellIndice di
Permeabilit, la vasca considerata superficie impermeabile.

e)

Si definisce voliera un manufatto atto al contenimento di volatili, ancorato provvisoriamente al terreno, con copertura leggera, cinto perimetralmente con rete, formato da
intelaiatura di elementi leggeri fra loro assemblati in modo da costituire un insieme di
modeste dimensioni e che consenta la rimovibilit previo smontaggio e non per demolizione.

f)

Si definisce piscina la struttura accessoria, sia fuori che entro terra, atta a consentire attivit di balneazione anche se di modeste dimensioni. La piscina deve essere munita di
impianto per il trattamento delle acque. Ai fini dal calcolo dellIndice di Permeabilit,
la piscina considerata superficie impermeabile.
La realizzazione delle piscine collegata alla sussistenza di un fabbricato al cui uso risulti funzionale. Non pertanto ammissibile la costruzione di piscine in presenza di soli
fabbricati di servizio o in assenza di fabbricati.

g)

Si definiscono legnaia, deposito attrezzi da giardino, deposito biciclette, i manufatti pertinenziali di modeste dimensioni, prefabbricati o non, privi di fondazioni ed ancorati
provvisoriamente al terreno, con copertura semplice e leggera.
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La SUL max potr essere utilizzata una sola volta per ciascuna unit immobiliare avente
propria area di pertinenza o per ciascuna area cortilizia di edificio condominiale. Tali
manufatti, nel Territorio Rurale, nei Centri Storici di Cesena e Roversano, nei Centri Storici Minori e nei Complessi o Edifici Isolati di interesse storico testimoniale, sono considerati a tutti gli effetti nuove costruzioni.
PARAMETRI:
H max = ml 2,50;
SUL max = mq 10,00
Distanza minima dai confini di propriet D1 = ml 1,50.
h)

Si definiscono ricoveri per cani i manufatti destinati alla custodia ad uso domestico di
cani da caccia e/o da compagnia, con espressa esclusione di allevamento, custodia
per conto terzi e commercializzazione. Per il loro dimensionamento si fa espresso riferimento alla normativa regionale sul benessere animale : L.R.27/2000; L.R.5/2005 e relative delibere attuative (DGR 394/2006;DGR 647/2007) ed al regolamento comunale specifico.
PARAMETRI:
H max = ml 2,50;
SUL = come da norme sopra richiamate, in funzione della razza dellanimale da ospitare
Distanza minima dai confini di propriet D1 = ml 1,50.

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ALLEGATO B
PRESCRIZIONI TECNICHE, IGIENICHE E DI SICUREZZA DELLE OPERE EDILIZIE
CAPO I - PRESCRIZIONI DI ORDINE GENERALE
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Art. 1 - Condizioni di salubrit del terreno


1.

Non si possono costruire nuovi edifici su terreno che sia servito come deposito di immondizie, di letame o di altro materiale insalubre che abbia potuto comunque inquinare il suolo, se non dopo aver completamente risanato il sottosuolo corrispondente.

2.

Se il terreno sul quale sintende costruire un edificio umido o sottoposto allinvasione


delle acque sotterranee o superficiali, si deve convenientemente procedere a sufficiente drenaggio o impermeabilizzazione.

3.

In ogni caso fatto obbligo di adottare provvedimenti atti ad impedire che lumidit
salga dalle fondazioni ai muri sovrastanti.

4.

La distanza delle finestre o delle porte dei locali di cat. A da scarpate o da muri di sostegno non deve essere minore di ml 5,00. Tale disposizione si applica in presenza di
scarpata con pendenza superiore al 40% o di muri di sostegno di altezza superiore a ml
1 dalla quota di piano terra, qualora la banchina o la soglia risultino a quota inferiore
della quota massima del muro di sostegno antistante la finestra o la porta.

Art. 2 Cortili
1.

I cortili devono avere pavimentazione atta a garantire un rapido deflusso delle acque
meteoriche e ad impedire fenomeni di infiltrazione lungo i muri; questultima condizione
vale anche per i giardini.

2.

Nei cortili destinati ad illuminare ed aerare case di civile abitazione vietato aprire finestre di luce o bocche daria di locali in cui siano esercitate attivit che possono essere causa di insalubrit o disturbo degli inquilini stessi.

Art. 3 - Igiene dei passaggi e spazi privati


1.

Le disposizioni di cui allart. 2, comma 1, si applicano anche ai vicoli e ai passaggi privati.

2.

I vicoli chiusi, i cortili, gli anditi, i corridoi, i passaggi, i portici, le scale e in genere tutti i
luoghi di ragione privata, dovranno essere tenuti costantemente in buono stato di manutenzione (es.: imbiancati, intonacati, puliti, ecc.), spazzati e sgombri di ogni rifiuto e di
qualsiasi deposito che possa cagionare sconci, umidit, cattive esalazioni o menomare
l'aerazione naturale.

3.

Le aree inedificate allinterno del territorio urbanizzato devono essere recintate, tenute
sgombre da ogni rifiuto che possa cagionare cattiva esalazione o essere ricettacolo
danimali infestanti, nonch mantenute in stato di decoro.

4.

Alla pulizia di detti spazi di ragione privata, come di tutti gli spazi comuni, sono tenuti solidalmente i proprietari, gli inquilini e tutti coloro che a qualsiasi titolo ne abbiano l'uso.

5.

Il Sindaco pu adottare provvedimenti per ligiene degli spazi e dei passaggi privati.

Art. 4 - Misure contro la penetrazione di ratti e volatili negli edifici


1.

In tutti gli edifici esistenti e di nuova costruzione vanno adottati specifici accorgimenti
tecnici onde evitare la penetrazione dei ratti, dei volatili e di animali in genere.

2.

Per i piccioni devono essere adottate misure tali da rendere impenetrabili sottotetti,
cantine, solai, vespai con intercapedini ventilate e spazi in genere, con grate e reti a
maglie fitte, senza ostacolare laerazione.

3.

Le aperture di canne di aspirazione e ventilazione devono essere munite di reti a maglie fitte alla loro sommit o in posizioni facilmente accessibili per eventuali controlli.

4.

All'interno degli edifici, le condutture di scarico uscenti dai muri non devono presentare
alcuna comunicazione con il corpo della muratura; deve essere assicurata la perfetta
tenuta di tutti gli elementi del sistema fognario; i cavi elettrici, di T.V., telefonici, di pubblica illuminazione devono essere, di norma, posti in canalizzazioni stagne.
91

5.

Tutti gli spazi interesterni (portici, androni, ecc.), le corti, i cortili e le chiostrine, devono
presentare superfici senza distacchi e crepe sia nelle pareti che nei pavimenti; nelle
cantine, le connessure di pavimenti e pareti devono essere stuccate.

Art. 5 - Scale
1.

Le scale che collegano pi di due piani compreso il piano terra e a servizio di pi unit
immobiliari, per ogni piano servito, devono essere aerate ed illuminate dallesterno a
mezzo di finestratura avente superficie libera non inferiore a mq 1; pu essere consentita illuminazione e aerazione dallalto, tramite lucernario, la cui superficie di ventilazione
sia pari a mq 0.40 per ogni piano servito, compreso il piano terra.

2.

Nei vani scala vietata l'apertura di finestre per laerazione di locali contigui.

3.

Le scale, sia interne che esterne, anche quando chiuse fra pareti verticali, devono essere sempre dotate di corrimano o di parapetti di altezza non inferiore a ml 1,00; le scale devono essere conservate in buono stato di manutenzione e di pulizia.

4.

Le scale e i pianerottoli devono essere dimensionati e costruiti a regola d'arte per risultare agevoli e sicuri sia alla salita che alla discesa; le scale devono essere commisurate
al numero dei piani, degli alloggi e degli utenti serviti, prevedendo le seguenti larghezze minime di passaggio utile:
a) scale interne comuni a pi alloggi o di uso pubblico che collegano pi di due livelli, compreso il piano terreno, e scale esterne di accesso alle abitazioni: ml 1,20;
b) scale interne agli alloggi: ml 0,80;
c) scale di collegamento fra abitazione e zone di servizio (cantine, sottotetti, ecc.): ml
0,70.
Le scale a gradini trapezoidali non sono ammesse in edifici pubblici.

5.

Per tutte le scale devono essere sempre rispettati i parametri dimensionali previsti dalle
norme UNI e di sicurezza, nonch da altre norme speciali.

6.

Fra due rampe sovrapposte deve essere prevista unaltezza minima di m 2,00.

Art. 6 - Ringhiere e parapetti


1.

I parapetti delle scale e dei balconi devono presentare unaltezza minima dal piano di
calpestio di ml 1; i parapetti devono, inoltre, presentare spazi, fra gli elementi costituenti, aventi almeno una delle due dimensioni non superiore a cm 10 ed essere non scalabili.

2.

I parapetti delle finestre possono avere altezza ridotta a ml 0,90 ma la somma dell'altezza dei davanzali e della profondit dei davanzali stessi non deve essere inferiore a ml
1,20.

3.

Nelle finestre a tutta altezza i parapetti devono avere unaltezza minima di ml 1,00.

Art. 7 - Sicurezza di circolazione


1.

Le superfici calpestabili delle parti comuni o duso pubblico, interne ed esterne agli edifici, devono essere realizzate con materiali che riducano al minimo il pericolo di scivolamento.

2.

Tutte le superfici (pavimenti di ingressi, scale esterne, marciapiedi, bagni; pavimenti di


officine meccaniche, di stabilimenti di macellazione o attivit similari) che in condizioni
d'uso possono diventare particolarmente scivolose per la presenza di acqua, di oli o di
grassi, devono essere realizzati con materiali aventi un coefficiente di attrito dichiarato
idoneo alle condizioni di uso.

Art. 8 - Sicurezza delle superfici fragili


1.

Tutte le superfici fragili (vetri, specchi e superfici similari), anche in relazione alla loro funzione e posizione, devono essere realizzate ed installate conformemente alla regola
dell'arte ed in modo tale da fornire sufficienti garanzie di sicurezza contro il pericolo costituito dalla possibile rottura delle lastre, per urti od altra causa.

Art. 9 - Canne di esalazione per cucine e zone di cottura


1.

Tutte le cucine e le zone di cottura, comunque alimentate, debbono essere provviste


di sistemi atti a condurre i vapori e i prodotti della combustione a canne desalazione
92

singole e indipendenti o collettive e ramificate, adibite solo a tale uso.


2.

Tali canne dovranno essere condotte a tetto, dotate di comignoli realizzati e posizionati
nel rispetto delle norme tecniche UNI-CIG e a distanza tale da non interferire con eventuali aperture di ventilazione sia essa naturale o artificiale.

3.

Tali ambienti devono altres essere dotati didonee aperture permanenti di ventilazione
naturale diretta, realizzate nel rispetto delle norme tecniche sopra citate.

4.

Per interventi di ristrutturazione in edifici preesistenti, in luogo delle canne di esalazione,


ove non sia possibile rispettare la norma generale e sentito il parere del Servizio Igiene
Pubblica, possono essere ammessi sistemi alternativi o per il trattamento o per
lallontanamento dei vapori di cottura (quali ad es.: filtri a carboni attivi, canne di esalazione a parete, ecc.).

5.

Le canne desalazione delle cucine ad uso di attivit di ristorazione o comunque non


assimilabili a cucine ad uso familiare, devono essere realizzate con materiali impermeabili ai vapori ed ai gas ed essere idoneamente coibentate, al fine di evitare fenomeni
di condensazione ed apprezzabili incrementi di temperatura negli ambienti attraversati. Devono inoltre essere sempre prolungate sino al tetto con scarico posto a distanza
non inferiore ai ml 10 dalle pareti degli edifici circostanti, salvo elevazioni a maggiore
altezza a giudizio del Sindaco.

Art. 10 - Impianti di riscaldamento e canne fumarie


1.

Tutti gli edifici devono essere dotati di idoneo impianto di riscaldamento, tale da assicurare le condizioni di esercizio conformi a quanto previsto da specifiche norme tecniche
ed in funzione della destinazione duso.

2.

Gli impianti termici, le canne fumarie e le loro parti terminali, devono essere costruiti a
regola darte, con materiali e componenti realizzati secondo le norme tecniche di sicurezza UNI-CIG, nonch nel rispetto di quanto previsto dalla legislazione vigente in materia, compresi i regolamenti adottati ai fini del contenimento dei consumi di energia.

3.

Ove non sia predisposta linstallazione di apparecchi di combustione di tipo stagno, gli
ambienti relativi devono essere dotati daperture di ventilazione realizzate nel rispetto
delle norme tecniche.

4.

Le canne fumarie, singole o collettive, a cui collegare le caldaie e gli apparecchi di riscaldamento degli ambienti e di produzione di acqua calda, comunque alimentati,
nonch le stufe, i caminetti ed i forni alimentati a legna o simili apparecchiature, devono essere condotti al tetto.

5.

Lo scarico dei prodotti della combustione deve essere localizzato in modo da non interferire con eventuali prese daria esterne e con aperture per ventilazione naturale o
meccanica.

6.

Per interventi sul patrimonio edilizio esistente ammesso lo scarico a parete dei prodotti della combustione per i soli apparecchi alimentati a gas metano, nel rispetto delle
indicazioni impiantistiche delle norme UNI-CIG e del DPR 412/93 e successive modifiche
ed integrazioni qualora si verifichi la contemporaneit delle seguenti condizioni:
a) lo scarico dei prodotti non interferisca con prese daria esterne, con aperture per
ventilazione naturale o meccanica, come previsto dalle norme UNI-CIG.
b) le opere previste non si configurino come interventi di ristrutturazione complessiva
delledificio o degli impianti;
c) non si possa usufruire di canne fumarie esistenti e non ne sia consentita la costruzione di nuove con scarico a tetto;
d) non sia possibile l'attraversamento di piani sovrastanti.

7.

Le prese daria per lalimentazione degli apparecchi di tipo stagno possono essere poste a parete.

8.

Il Sindaco, sentito il parere dellAUSL-ARPA, nei casi in cui lo scarico dei prodotti della
combustione, di qualunque impianto o apparecchio termico, interferisca con prese
daria esterne, o comunque crei disagio permanente alla fruibilit degli ambienti, determinando problemi igienico - sanitari, pu ordinare interventi sulle canne fumarie,
nonch in generale lelevazione dello sbocco di condotti esistenti.
93

Art. 11 - Impianti di trattamento dell'aria


1.

Per la classificazione degli impianti di trattamento dell'aria si richiama quanto indicato


dalle norme UNI. Detti impianti devono essere realizzati nel rispetto delle norme di buona tecnica.

2.

Gli impianti devono garantire il rispetto delle condizioni parametriche di esercizio (quali
ad es. purezza e velocit dell'aria, temperatura, ecc.) definite dalle stesse norme tecniche e correlate alla tipologia d'uso del locale.

3.

Le prese d'aria esterna devono essere posizionate, ove tecnicamente possibile, in conformit alla norma UNI applicabile e comunque ad almeno ml 4,00 dal suolo ed in zone
sottratte ad azioni inquinanti.

4.

Le condotte di espulsione dell'aria devono sfociare a tetto e devono essere posizionate


e realizzate nel rispetto delle regole dell'arte; esse non devono interferire con aperture
di prese d'aria naturale o artificiale.

5.

Il funzionamento degli impianti non deve essere causa di disturbo per gli ambienti di vita circostanti; a tal fine, sono oggetto di valutazione tecnica gli incrementi del rumore
di fondo e l'innalzamento della temperatura, conseguenti al funzionamento di detti impianti.

Art. 12 - Ventilazione artificiale e termoventilazione


1.

La ventilazione artificiale ammessa in sostituzione o ad integrazione di quella naturale


nei seguenti locali:
a)

b)

servizi igienici; nelle abitazioni ammessa quando esista gi un altro servizio con
aerazione naturale o in caso di monolocali, bilocali e alloggi di cui alla legge n
166 del 1975;
antibagni, spogliatoi, magazzini di deposito e locali di servizio in cui non sia prevista
la presenza continua di persone.

2.

Nei casi sopra indicati, ove non differentemente previsto da specifica norma, devono
essere assicurati almeno dieci ricambi volume ambiente per ora.

3.

Nei servizi igienici la ventilazione artificiale pu avvenire con accensione automatica


collegata all'interruttore dell'illuminazione artificiale, con temporizzatore ritardante l'arresto di almeno 3 minuti.

4.

Negli edifici multipiano la ventilazione artificiale pu essere ottenuta anche mediante


condotto collettivo ramificato, costruito a regola d'arte, che deve essere ad uso esclusivo dei locali di servizio ventilati;

5.

Il ricambio dellaria interna non deve comunque superare il 30% della portata
dellimpianto;

6.

La dotazione di un idoneo impianto di termoventilazione requisito minimo per i locali


pubblici di spettacolo e di riunione e per i locali ad uso commerciale e di servizio con
permanenza di persone quando detti locali, per necessit od obblighi costruttivi e di
esercizio, non possono essere sufficientemente o razionalmente aerati con finestre apribili;

7.

Lo spazio o i locali in cui siano installate le macchine di ventilazione, dovranno essere


accessibili in sicurezza tramite strutture fisse.

Art. 13 - Umidit per condensa


1.

Nelle normali condizioni di occupazione ed uso degli alloggi, sia nei locali di abitazione
sia in quelli accessori, le superfici interne delle pareti perimetrali nonch i soffitti dei locali con copertura a terrazzo, non devono presentare tracce di condensa permanente. Negli ambienti per cui previsto, per brevi periodi, un forte sviluppo di vapori (bagni, cucine e simili) ammessa la presenza momentanea di umidit, quando siano
previsti sistemi di ventilazione, evacuazione o assorbimento dellacqua di condensa
formatasi, tali da evitare danni permanenti. I sistemi adottati si ritengono idonei quando
a mezzora dalla chiusura delle fonti di sviluppo di vapore le pareti interne degli ambienti non presentano tracce rilevanti di condensa.

94

Art. 14 - Approvvigionamento dacqua potabile - Dotazione di servizi igienici


1.

Tutte le unit immobiliari, sia ad uso residenziale sia ad uso lavorativo ivi compresi i depositi, devono essere provviste di servizi igienici al loro interno ed essere forniti dacqua
potabile.

2.

Il numero dei servizi igienici e la distribuzione dell'acqua dovranno tenere conto ed essere proporzionati al numero dei locali abitabili e alle caratteristiche dell'utenza.

Art. 15 - Canali di gronda


1.

I tetti devono essere muniti, tanto verso il suolo pubblico quanto verso i cortili e altri spazi coperti, di canali di gronda sufficientemente ampi per ricevere e condurre le acque
pluviali ai tubi di scarico.

2.

I condotti di scarico delle acque dei tetti devono essere indipendenti, in numero adeguato e del diametro interno non inferiore a cm 8; i condotti di scarico devono essere
facilmente ispezionabili.

3.

I condotti di scarico di cui al comma 2, non devono avere aperture e interruzioni di sorta nel loro percorso; essi devono essere abboccati in alto alle docce orizzontali delle
diverse spiovenze dei tetti. Le giunte dei tubi devono essere a perfetta tenuta.

4.

vietato immettere nei tubi di scarico delle grondaie i condotti dacqua di bagni e di
qualsiasi liquido daltra origine. I pluviali devono essere dotati di pozzetto sifonato
dispezione al piede.

Art. 16 - Combustibili utilizzabili nelle centrali termiche


1.

Negli edifici di nuova costruzione allinterno daree dotate di rete di distribuzione del
gas metano adeguata a soddisfare le potenzialit dei nuovi impianti e di quelli esistenti,
si fa obbligo del funzionamento a gas metano delle centrali termiche installate.

2.

Negli edifici esistenti e nelle aree servite dalla rete di distribuzione del gas metano, la
sostituzione di generatori di calore obsoleti o deteriorati dovr avvenire tramite installazione di generatori funzionanti a gas metano.

3.

Soluzioni tecnologiche che non prevedano l'utilizzo di combustibili fossili (energia solare,
fotovoltaica, teleriscaldamento ecc.), sono consentite anche in deroga allobbligo del
funzionamento a gas metano delle centrali termiche.

Art. 17 Protezione dal rumore


1.

Gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazioni sostanziali, devono essere


concepiti e realizzati in modo che il rumore a cui sono sottoposti gli occupanti e le persone situate in prossimit, si mantenga a livelli che non nuoccia alla loro salute e tali da
consentire soddisfacenti condizioni di sonno, di riposo e di vita quotidiana.

2.

Al fine del raggiungimento di un soddisfacente livello di benessere uditivo i componenti


edilizi utilizzati per le opere devono avere adeguati valori di potere fonoisolante e del
rumore di calpestio.

3.

I valori di isolamento acustico dovranno rispettare quanto definito dalle norme UNI
10708-3:97 e dalla UNI EN ISO 717 1:97 e successive loro modificazioni e integrazioni.

95

CAPO II - CLASSIFICAZIONE DEI LOCALI


Art. 18 - Classificazione dei locali
1.

Sono locali abitabili o usabili quelli in cui si svolge la vita, la permanenza o l'attivit delle
persone; essi sono definiti di Categoria A e sono articolati secondo la classificazione
contenuta nellarticolo successivo.

2.

Sono locali accessori quelli in cui la permanenza delle persone limitata nel tempo e
per ben definite operazioni; essi sono definiti di Categoria S e sono articolati secondo la
classificazione contenuta nellarticolo successivo.

3.

I locali non espressamente elencati negli articoli successivi sono classificati per analogia.

Art. 19 - Locali di categoria A


1.

I locali di categoria A sono classificati, in base alla tipologia d'uso, nel modo seguente:
a)
b)

Categoria A1: residenza;


Categoria A2:
1) Cat. A2.1: uffici e studi (pubblici e privati) di enti, associazioni, libero professionali, direzionali e assimilabili, ambulatori e poliambulatori;
2) Cat. A2.2: locali ad uso commerciale, esposizioni e mostre;
3) Cat. A2.3: pubblici esercizi, servizi ricreativi e culturali privati, sale di riunione e
di lettura, biblioteche, sale di ristoranti, mense collettive, self-service
e assimilati;
4) Cat. A2.4: artigianale di servizio.

c)

Categoria A3: laboratori artigianali ed industriali di produzione e trasformazione,


lavanderie artigianali ed industriali, officine meccaniche ed autorimesse non destinate al solo posteggio dei mezzi , magazzini e depositi in cui la permanenza delle persone non sia saltuaria, laboratori di
produzione, conservazione, trasformazione, manipolazione di prodotti alimentari, macelli;

d)

Categoria A4:
1)
2)
3)
4)

e)

Cat. A4.1: alberghi, pensioni, strutture per il soggiorno temporaneo delle persone;
Cat. A4.2: case di cura, ospedali, centri di assistenza socio-sanitaria;
Cat. A4.3: locali di divertimento, di spettacolo e per attivit sportive (cinema,
discoteche, piscine e assimilabili);
Cat. A4.4: scuole pubbliche e private.

Categoria A5: locali di ricovero e sosta per animali (canili, stalle, porcili e assimilabili).

Art. 20 - Locali di categoria S


1.

I locali di categoria S, sono quei vani nei quali la permanenza delle persone limitata
ad attivit secondarie.

96

CAPO III - REQUISITI IGIENICI DEGLI ALLOGGI


Art. 21 - Classificazione dei locali dabitazione
1.

Sono definiti di Categoria A1 i locali adibiti a residenza quali cucina, soggiorno, pranzo,
tinello, studio, camera da letto, locali in genere posti ai piani abitabili.

2.

Sono definiti locali o ambienti accessori per la civile abitazione di categoria S i locali nei
quali la permanenza delle persone limitata ad attivit secondarie quali: servizi igienici
e bagni in genere, antibagni, cucine in nicchia, tavernette, autorimesse, lavanderie,
stenditoi, stirerie, spogliatoi, corridoi, atri e simili, ripostigli, guardaroba, cantine, centrali
termiche e simili.

Art. 22 - Caratteristiche e dimensioni dei locali di abitazione di categoria A1


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 190 del 19/10/2006]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

1.

Laltezza dei locali di abitazione di categoria A1 non deve essere inferiore a ml 2,70; nel
caso di soffitti e tetti inclinati ed in presenza di zone soppalcate, tale misura da intendersi come altezza media ponderale. In nessun punto del locale laltezza pu essere inferiore a ml 2,00. Nel caso in cui la presenza di travi costituisca una orditura tale da determinare un reale abbassamento dellaltezza utile del vano (numero delle travi e ridotto interasse delle stesse = max ml 1,50), questultima deve essere misurata allintradosso
delle travi.
Fermi restando i limiti precedenti riferiti allaltezza media cos calcolata, non vanno
computati nel calcolo della superficie del vano, gli spazi di altezza inferiore a ml 2,00
per i locali di cat. A, fatti salvi i casi di recupero dei sottotetti esistenti; tali spazi potranno
essere chiusi con opere murarie o arredi fissi da evidenziare negli elaborati di progetto.

2.

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, relativo ai soli vani di cat.
A1 che mantengono la destinazione duso, sono ammessi valori inferiori delle altezze,
qualora non si intervenga sulle strutture orizzontali e/o non sia possibile adeguare le altezze esistenti dei vani per vincoli oggettivi (edifici vincolati, classificati, normativa sismica, ecc.). Laltezza non potr comunque essere inferiore a ml 2,40.

3.

Tutti i locali di cat. A devono ricevere aria e luce diretta da spazi liberi esterni. Le finestre
devono distribuire regolarmente la luce nellambiente. Il rapporto tra la superficie della
finestra e del pavimento deve essere non inferiore a 1/8.

4.

I locali abitabili che presentino ostacoli alla diffusione della luce (balconi, porticati o
aggetti sovrastanti di profondit superiore a ml 1), devono essere progettati in modo
da soddisfare anche il requisito del 2% relativamente al fattore medio di luce diurna.
Il requisito si intende convenzionalmente soddisfatto se sono rispettate le seguenti condizioni:
a)
b)
c)
d)

e)

f)
5.

rapporto di illuminazione maggiore a 1/8 (0,125);


superfici vetrate con coefficiente di trasparenza maggiore di 0,7;
profondit dei vani, misurata perpendicolarmente al piano della parete finestrata,
minore od uguale a 2,5 volte laltezza utile dei vani stessi;
per vani che si affacciano sotto i porticati, il rapporto illuminante R va calcolato
con riferimento alla superficie del pavimento dellambiente interessato, aumentato
della quota di superficie del porticato prospiciente lambiente stesso;
per vani con superficie illuminante interessata da balconi, o aggetti sovrastanti di
profondit superiore a ml 1, la dimensione minima della superficie illuminante definita dal rapporto R> 1/8, dovr essere incrementata di mq 0,05 ogni cm 5 di ulteriore aggetto oltre il metro;
la superficie illuminante va conteggiata al netto di velette, elementi strutturali o altro che ostruisca o riduca leffettiva superficie illuminante.

qualora i vani si affaccino esclusivamente su cortili, devono essere rispettate le seguenti


prescrizioni:
a)

Larea dei cortili deve risultare maggiore o uguale ad 1/5 della somma delle super97

b)
c)
d)

fici che la delimitano (senza detrazione dei vuoti);


Laltezza massima dei muri che delimitano il cortile deve risultare inferiore od uguale a 1,5 volte la media delle distanze fra le pareti opposte;
La distanza normale minima da ciascuna finestra al muro opposto deve risultare
maggiore di ml 6,00;
Larea dei cortili si intende netta da quella delle proiezioni orizzontali dei ballatoi o
di qualsiasi altra sporgenza sottogronda che risulti maggiore o uguale a 1/20
dellarea del cortile.

6.

Per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente che mantengono la destinazione residenziale precedente, qualora non si raggiungano i livelli previsti e non sia possibile intervenire per vincoli oggettivi sul numero e la dimensione delle aperture (edifici vincolati e/o classificati), il progettista dovr precisare il valore del fattore medio di luce diurna
o del rapporto R raggiunto in fase di progettazione, nonch gli interventi proposti per
conseguire un eventuale miglioramento della condizione preesistente.

7.

Per il recupero alla residenza di spazi precedentemente destinati ad altra attivit, nella
stessa situazione precedente (vincoli esterni), il requisito si intende rispettato se R > 1/15.

8.

Ad ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile non inferiore a mq
14,00 per i primi quattro abitanti e mq 10,00 per ciascuno dei successivi. Ogni alloggio
deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno mq 14,00. Lalloggio monostanza per una persona deve avere una superficie minima, comprensiva dei servizi, non
inferiore a mq 28,00, non inferiore a mq 38,00 se destinato a due persone.
Nelle aree di completamento e di espansione nei casi di nuova costruzione, di ampliamento e di ristrutturazione totale di edifici, il numero degli alloggi aventi superficie
inferiore a mq 50 di SUL non deve superare il 50% del numero totale degli alloggi
dellintervento edilizio.

9.

La superficie dei locali dabitazione di categoria A1 deve rispettare le seguenti dimensioni:


a)

vani abitativi in genere (tinello, studio, sala gioco, ecc.): non inferiore a mq 9,00;

b)

superfici minime per locali ad uso specifico:


1) cucina: mq 9,00; sono consentite cucine in nicchia aventi superficie di almeno
mq 3,00 in appartamenti di superficie netta inferiore ai mq 100; le cucine in nicchia devono avere un'ampia comunicazione con il locale soggiorno (minimo ml
1,50); nelle cucine deve essere assicurato un idoneo sistema di aspirazione di
fumi ed esalazioni, prima che si diffondano;
2) cucina in nicchia e soggiorno: mq 17,00;
3) pranzo, soggiorno e camera da letto a due posti: mq 14,00;
4) camera da letto a un posto: mq 9,00;
5) bagno: mq 4,00.

La dimensione planimetrica minima non deve essere inferiore a m.2,10.


10.

Ogni unit edilizia, anche monostanza, deve essere dotata di una stanza o soggiornopranzo, di una cucina o zona cottura, di un servizio igienico idoneamente disimpegnato completo di W.C., lavabo, bid, vasca o doccia.

11.

Per gli interventi di edilizia sovvenzionata e di edilizia residenziale pubblica in generale


consentito, limitatamente agli alloggi di superficie non superiore a mq 45,00 e destinati
a non pi di due persone, di realizzare soggiorni con posto cottura, munito di impianto di aspirazione forzata sui fornelli, di superficie non inferiore a mq 14,00 (art. 6 del D.M.
5 luglio 1975).

12.

Due locali adiacenti possono essere considerati come ambiente unico quando l'apertura di comunicazione fra i due locali misura almeno ml 2,00 di larghezza, in tal caso, ai
fini di quanto stabilito ai commi 3 e 4, si devono sommare i R.I.A. e le superfici.

Art. 23 - Caratteristiche e dimensioni dei locali accessori di categoria S


1.

I locali accessori di categoria S, ove non sia diversamente stabilito da norme speciali
del presente regolamento, devono rispettare i seguenti parametri:
altezza media non inferiore a ml 2,40 con una altezza minima di ml 1,80 ad eccezio98

ne delle cantine e delle autorimesse che possono avere una altezza media pari a ml
2,00.
2.

I servizi igienici possono essere "ciechi", purch dotati di aspirazione forzata con canna
di esalazione al tetto, solo nel caso in cui vi sia un servizio gi dotato di aerazione naturale o qualora siano inseriti in unit abitative minimali (monolocali o bilocali) o si tratti di
alloggi per i quali si applicano le disposizioni della legge 27 maggio 1975, n. 166 e successive modifiche ed integrazioni.

3.

I servizi igienici devono avere una superficie minima di mq 4,00 con un lato non inferiore
a ml 1,10. Il servizio igienico deve essere completamente rivestito con materiale lavabile e impermeabile fino ad un'altezza minima di ml 2,00; tale prescrizione si applica anche per l'antibagno qualora sia presente un lavabo o una doccia.

4.

I servizi igienici ed i bagni non possono avere accesso diretto dai locali di categoria A
se non attraverso un disimpegno o antibagno. Nel caso di unit edilizia con pi servizi
igienici, almeno un bagno deve avere le caratteristiche precedenti mentre per gli altri
consentito l'accesso dai locali a cui sono specificatamente attribuiti, ad esclusione
delle cucine. comunque vietato costruire servizi igienici all'esterno del fabbricato.

5.

I bagni finestrati devono rispettare il rapporto aero-illuminante minimo di 1/12.

Art. 24 - Locali ai piani interrati e seminterrati


1.

I locali dei piani interrati e seminterrati non possono essere adibiti ad abitazione ma solo
a servizi facenti parte dell'abitazione.

2.

Sia i locali seminterrati che quelli interrati debbono avere aperture atte ad assicurare
una costante naturale aerazione direttamente dall'esterno.

99

CAPO IV - REQUISITI IGIENICI PER ALTRE TIPOLOGIE DUSO


[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Art. 25 - Locali di categoria A 2.


1.

I locali di Categoria A2.1 sono equiparati a locali di categoria A1; essi pertanto devono
rispettare i seguenti requisiti:
a) superficie non inferiore a mq 9,00;
b) altezza media ponderata non inferiore a ml 2,70 e altezza minima non inferiore a
ml 2.00;
c) RIA non inferiore a 1/8 (0.125);

2.

I locali di categoria A2.2 - A2.3 - A2.4, ove non sia diversamente stabilito da norme di
legge o da disposizioni speciali del regolamento, devono rispettare i seguenti requisiti:
a) per le attivit commerciali e per artigianato di servizio, altezza minima di ml 2,70;
b) per le altre attivit altezza media ponderata non inferiore a ml 3,00, con altezza
minima non inferiore a ml 2,70;
c) per attivit a ridotto impatto igienico-sanitario di superficie utile non superiore a mq
50,00 (ad esempio: artigianato di servizio, piccole attivit commerciali), pu essere
ammessa unaltezza media non inferiore a ml 2,70 con altezza minima non inferiore
a ml 2,00;
d) rapporto di illuminazione non inferiore a 1/8 (0,125);
e) rapporto di aerazione non inferiore a 1/16 (0,0625);
f) superficie minima di mq 20,00.
La dimensione planimetrica minima non deve essere inferiore a m.2,10.

Art. 26 - Locali di categoria A3.


1.

I locali di categoria A3, ove non stabilito diversamente da disposizioni speciali del presente regolamento, devono rispettare i seguenti requisiti:
a) altezza media ponderata non inferiore a ml 3,00 con altezza minima di ml 2,70;
b) rapporto di illuminazione non inferiore a 1/8 (0,125);
c) rapporto di aerazione non inferiore a 1/16 (0,0625);
d) superficie minima di mq 20,00.

Art. 27 - Locali di categoria A4.


1.

I locali di categoria A4, ove non sia diversamente stabilito da specifiche norme di legge o da norme speciali del presente regolamento, devono rispettare i seguenti requisiti:
a. altezza minima di ml 3,00;
b. R.I.A non inferiore a 1/8 (0,125);
c. superficie minima di mq 9,00 per i locali assimilabili a locali di vita e di mq 20,00 per
i locali di lavoro.

2.

Per ogni altra caratteristica si rimanda comunque alla normativa specifica in materia.

Art. 28 - Locali di categoria A5.


1.

I locali di categoria A5, finalizzati alla specificit di utilizzo dell'allevamento, devono rispettare le norme vigenti in materia e garantire idonee condizioni ergonomiche degli
animali allevati.

Art. 29 - Illuminazione naturale e artificiale e rapporto di aerazione


1.

Fatte salve motivate esigenze tecniche, da valutare da parte degli organi competenti,
i locali di vita e di lavoro devono sempre essere illuminati con luce naturale, distribuita
uniformemente con R.I. non inferiore a 1/8. La superficie illuminante, comunque, deve
essere realizzata al 50% con elementi a parete.

2.

L'intensit, la qualit, la distribuzione delle sorgenti di luce artificiale devono essere idonee allo svolgimento dello specifico compito visivo integrando, ove necessario, con sistemi di illuminazione localizzata.

3.

In tutti gli ambienti di lavoro (escluso gli uffici), fatte salve motivate esigenze tecniche
da valutare da parte degli organi competenti, dovr essere garantito il requisito
dellaerazione naturale.
100

La superficie aerante, non inferiore ad 1/16 della superficie del locale, dovr essere uniformemente distribuita e realizzata esclusivamente con aperture finestrate non computando porte, portoni di ingresso e uscite di sicurezza.
Art. 30 - Locali interrati e seminterrati
1.

Fermo restando quanto previsto dal DPR n. 303 del 1956, vietato adibire i locali chiusi
interrati a lavorazioni con esalazioni nocive o che espongono i lavoratori a temperature
eccessive; lo stesso divieto si applica nel caso in cui i locali non rispondano ai requisiti
dimensionali stabiliti dal presente regolamento.

2.

Lutilizzo del locale di cui al comma 1, comunque subordinato alla presenza di specifici presidi tecnici integrativi per aerazione, illuminazione e sicurezza da parte dellAUSLARPA.

Art. 31 - Locali accessori a servizio di attivit


1.

Sono locali o ambienti accessori a servizio di attivit: servizi igienici, docce, antiservizi,
spogliatoi collettivi, ripostigli, depositi, magazzini, mense, ambulatori aziendali, archivi.

2.

I locali accessori a servizio di attivit devono rispettare i seguenti requisiti:


a) Servizi igienici, docce, antiservizi: essi sono equiparati ai locali di categoria S1; essi
devono rispettare i seguenti parametri:
1) altezza media ponderata non inferiore a ml 2,40 con altezza minima di ml 2,00;
2) R.I.A. non inferiore a 1/12 (0,083); sono ammessi locali non aerati ed illuminati
dall'esterno purch dotati di ventilazione forzata, capace di garantire almeno
10 ricambi aria per ora o soluzioni tecniche equivalenti, ed idoneamente illuminati con luce artificiale;
3) superficie minima di mq 1,00 elevata per i servizi igienici a mq 1,20 con un lato di
almeno ml 1,00;
4) nei locali di lavoro deve essere messa a disposizione dei lavoratori acqua potabile in quantit sufficiente,
5) tutti gli insediamenti devono essere forniti di W.C. e antibagno, convenientemente riscaldati nella stagione fredda, separati per sesso, negli insediamenti
con oltre 10 addetti, con porte e pareti divisorie a tutta altezza e in numero non
inferiore per persone occupate o frazione per turno, a quanto stabilito dalla seguente tabella:
Utenti/Turno

WC

0 200

1/10

200 - 400

1/20

oltre 400

1/30

Quando si svolgono attivit insudicianti, gli insediamenti devono essere forniti di


docce con acqua calda e fredda; tali docce devono essere individuali, in locali
distinti per i due sessi e riscaldate nella stagione fredda. Il numero delle docce deve essere congruo e comunque non deve essere inferiore a 1 ogni 5 persone addette o frazione per turno.
6) i lavandini devono essere in numero non inferiore, per persone occupate o frazione per turno, a quanto stabilito dalla seguente tabella:
Utenti/Turno

lavandini

0 200

1/5

200 - 400

1/10

oltre 400

1/15

7) i W.C. e le docce devono essere rivestiti con materiale lavabile e impermeabile


fino ad un'altezza minima di ml 2,00. Docce e wc devono essere di norma costruiti in locali separati, in casi particolari pu essere autorizzata la costruzione, in
un unico locale, del W.C. e della doccia.
101

b)

c)

d)

e)

f)

Spogliatoi: in tutti gli insediamenti produttivi e per le attivit che occupano pi di 5


addetti, devono essere previsti locali spogliatoio distinti per sesso e arredati con
armadietti a doppio scomparto e riscaldati durante la stagione fredda. Gli spogliatoi sono equiparati a locali di categoria S1; essi devono rispettare i seguenti parametri:
1) altezza media ponderale non inferiore a ml 2,40 con altezza minima di ml 2,00;
2) R.I.A. non inferiore a 1/12 (0,083); sono ammessi locali non aerati ed illuminati
dall'esterno purch dotati di ventilazione forzata che garantisca almeno 5 ricambi aria per ora o soluzioni tecniche equivalenti ed idoneamente illuminati
con luce artificiale;
3) superficie minima di mq 2,00 con lato minore non inferiore a ml 1,00; deve essere garantita comunque una superficie minima di mq 1,00 per ogni addetto occupato per turno.
Locali di riposo: gli insediamenti produttivi caratterizzati dalla esposizione dei lavoratori a particolari rischi per la sicurezza e la salute, devono avere un locale di riposo loro riservato. I locali di riposo devono essere idoneamente arredati; essi devono
essere riscaldati durante la stagione fredda; tali locali, ove non sia presente un locale infermeria devono essere provvisti di cassetta di medicazione. I locali di riposo
sono equiparati a locali di categoria A1; essi devono rispettare i seguenti parametri edilizi :
1) altezza minima di ml 2,70;
2) R.I.A. non inferiore a 1/8 (0,125);
3) superficie minima non inferiore a mq 9,00 e comunque congrua rispetto al numero degli addetti occupati per turno nelle specifiche lavorazioni a rischio.
Deve essere previsto un locale di riposo per i lavoratori fumatori.
Mense: gli insediamenti produttivi che occupano pi di 30 persone devono possedere un locale mensa, isolato dall'ambiente di lavoro e riscaldato nella stagione
fredda. I locali mensa sono equiparati a locali di categoria A1; essi devono rispettare i seguenti parametri edilizi:
1) altezza minima di ml 2,70;
2) R.I.A. non inferiore a 1/8 (0,125); sono ammessi locali non aerati ed illuminati dall'esterno purch idoneamente illuminati con luce artificiale e dotati di impianto
di ventilazione artificiale o condizionamento; tali impianti devono essere preventivamente sottoposti al parere favorevole del Dipartimento di Prevenzione;
3) superficie minima di mq 9,00 e comunque congrua rispetto al numero degli utilizzatori.
Ambulatori aziendali e locali infermeria. Il datore di lavoro deve garantire la presenza dei presidi sanitari necessari per provvedere alle prime cure. Nei casi previsti
dalla legge e comunque ove siano presenti pi di 50 persone, gli insediamenti
produttivi devono essere dotati di un locale infermeria idoneamente arredato, attrezzato, riscaldato, provvisto di lavandino ed acqua corrente. I locali destinati ad
infermeria e ad ambulatorio aziendale sono equiparati a locali di categoria A1 e
pertanto devono rispettare i seguenti parametri edilizi:
1) altezza minima di ml 2,70;
2) R.I.A. non inferiore a 1/8 (0,125);
3) superficie non inferiore a mq 9,00.
Depositi e magazzini, ripostigli, archivi. Tali locali sono equiparati a locali di categoria S1 e pertanto devono rispettare i seguenti parametri edilizi :
1) altezza media non inferiore a ml 2,40 con altezza minima di ml 2,00;
2) R.I.A. non inferiore a 1/12 (0,083).
3) sono ammessi locali non aerati ed illuminati dall'esterno quando non prevista
la permanenza di persone. In tali locali, quando la permanenza del personale
saltuaria, deve essere previsto un impianto di ventilazione forzata atto a garantire almeno 5 ricambi aria per ora o soluzioni tecniche equivalenti; essi inoltre devono essere idoneamente illuminati con luce artificiale. Nel caso in cui in tali locali si svolga attivit lavorativa in maniera costante o regolare, essi devono rispettare le caratteristiche proprie dei locali di lavoro.
102

Art. 32 - EDILIZIA SPECIALE


Si fa riferimento alla normativa specifica.
Art. 33 - PRESCRIZIONI ANTINCENDIO
Si fa riferimento alla normativa specifica in materia.
Art. 34 - PRESCRIZIONI PER LE COSTRUZIONI IN ZONA SISMICA
Si fa riferimento alla legislazione statale e regionale in materia.

103

ALLEGATO C
INDICAZIONI PROGETTUALI
CAPO I RICOVERO ATTREZZI AGRICOLI
ART. 1. - CARATTERISTICHE FORMALI E COSTRUTTIVE
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 210 del 22/11/2007

a)

Ledificio dovr avere forma rettangolare;

b)

La copertura dovr essere a due falde;

c)

Le superfici esterne delle murature dovranno essere rifinite con intonaco e tinteggiate;

d)

La quota delle banchine delle finestre dovr essere posta ad almeno ml 1,50 rispetto alla quota del pavimento finito interno;

e)

Non ammessa la costruzione di pergolati;

f)

Non ammessa la costruzione di porticati;

g)

La distribuzione interna dovr essere essenziale e potr dividere la superficie del


piano terra in non pi di tre vani;

h)

Non consentita la realizzazione di soppalchi di alcun tipo.

ART. 2. DESTINAZIONE DUSO


1.

Oltre alle destinazioni duso indicate nelle N.d.A. del PRG, sono considerati annessi agricoli quei fabbricati la cui destinazione :
Fienili, deposito di prodotti agricoli, magazzini per mangimi, sementi, antiparassitari,
fertilizzanti;
Lavorazione, trasformazione, conservazione prodotti dellazienda, ecc.;
Ricovero macchine e attrezzi agricoli;
Ricovero per allevamento di animali per autoconsumo.

CAPO II USI E FUNZIONI


ART. 3. USI E FUNZIONI RELATIVI AL TERZIARIO DIFFUSO E AI CENTRI DIREZIONALI
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 95 del 22/04/2004]

1.

Luso U3/6 (terziario diffuso) cos come previsto dallart. 22 delle N.d.A. del PRG 2000
caratterizzato dalla compresenza nello stesso organismo edilizio di usi diversificati e frazionati quando integrativo della residenza e la sua SUL non supera mq 800; la dotazione dei parcheggi pubblici in tali casi va riferita alle quantit stabilite per la funzione
U3/6;

2.

Qualora il terziario diffuso (con SUL non superiore a mq 800) sia integrativo alla presenza
di funzioni produttive (U4/1, U4/2), la dotazione di parcheggi pubblici va riferita alle
quantit stabilite per la funzione U3/6;

3.

Per i complessi direzionali caratterizzati da funzioni terziarie con valori superiori alle soglie definite ai commi 1 e 2, la dotazione di parcheggi pubblici va riferita alle quantit
stabilite per la funzione U3/9.

104

ALLEGATO D
DISCIPLINARE PER LINCENTIVARE
LEDILIZIA SOSTENIBILE
[allegato aggiunto con Delibera di C.C. n 214 del 24/11/2005]
[allegato entrato in vigore con Delibera di C.C. n 127 del 29/06/06]
[articolo modificato e integrato con Delibera di C.C. n 86 del 17/05/2007]
[allegato modificato e integrato con Delibera di C.C. n 96 del 26/06/2008]
[articolo integrato con Delibera di C.C. n 51 del 24/05/2012]

Gruppo di lavoro

Coordinamento Generale
Arch. Emanuela Antoniacci

Arch. Annamaria Biscaglia


Arch. Cinzia Brighi
Arch. Stefano Rossi
Arch. Daniele Minotti
Arch. Fabio Calderoni
Ing. Giovanni Battistini
P.I.
Evis Mingozzi
Arch. M. Chiara Magalotti
Geom. Luciana Battistini
Geom. Emanuela Sbrighi

Assessore allUrbanistica
Maura Miserocchi

105

INDICE
Introduzione
Definizioni
Disposizioni
ART. 1 - Finalit ed oggetto del Disciplinare
ART. 2 - Ambito di applicazione
ART. 3 - Individuazione dei Requisiti e dei relativi Incentivi
3.1) Incentivi di carattere economico (sconto max 40% U2)
3.2) Incentivi di carattere edilizio - urbanistico:
3.2a) Scomputo dal calcolo della S.U.L. di murature perimetrali e serre solari:

Caratteristiche delle opere e Requisiti Volontari;


3.2b) Incremento dellindice di edificabilit per le Aree di Trasformazione a
bassa densit AT3, AT6e miste:

Requisiti Obbligatori, Raccomandati, Volontari


ART. 4 - Procedure per lottenimento degli incentivi, sanzioni e sistemi di controllo
ART. 5 Norma transitoria
ART. 6 - Moduli

INTRODUZIONE
Il disciplinare per incentivare ledilizia sostenibile , approvato dal Consiglio Comunale il 24 novembre 2005 e modificato nel 2007,ha individuato e definito requisiti obbligatori, raccomandati e volontari in materia di prestazioni energetiche, efficienza impiantistica, impiego di fonti energetiche rinnovabili, requisiti incentivati mediante riduzioni degli oneri di urbanizzazione secondaria
ed aumenti degli indici di edificabilit.
Il regolamento, che si posto lobiettivo di diffondere lapproccio ecocompatibile e di integrarlo
allinterno delliter progettuale ordinario nelle diverse fasi progettuali e nelle diverse scale del
processo edilizio, si riferisce alle definizioni dei requisiti individuati dal D.lgs 19.08.2005, n. 192,
prevedendo lapplicazione dei parametri allora indicati come validi dal 01 gennaio 2009.
Il richiamato D.lgs 19.08.2005, n. 192 stato modificato dal D.Lgs 29.12.2006 n. 311, vigente dal
02.02.2007, anche in riferimento agli indici di prestazione energetica per la climatizzazione invernale prevedendo una gradualit nella applicazione di valori limite scaglionata rispetto a due
scadenze: il 01 gennaio 2008 ed il 01 gennaio 2010.
Il disciplinare comunale individuava sette obiettivi /requisiti descrivendo gli interventi che ne
consentivano il raggiungimento ed i relativi parametri di riferimento:
1.
Miglioramento delle prestazioni energetiche dellinvolucro
2.
Miglioramento efficienza impianti termici
3.
Miglioramento efficienza impianti elettrici
4.
Impiego di fonti energetiche rinnovabili
5.
Miglioramento confort estivo
6.
Impiego di materiali eco-compatibili
7.
Uso razionale delle risorse idriche
106

Con Deliberazione dellAssemblea legislativa del 04.03.2008 n.156 la Regione Emilia Romagna ha
approvato lAtto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici. Il provvedimento regionale, atto di indirizzo e
coordinamento tecnico come definito dalla L.R. 20/2000, si pone le seguenti finalit, nellottica
del rispetto degli obiettivi del protocollo di Kyoto:
a) lapplicazione di requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli impianti energetici in essi installati
b) le metodologie per la valutazione della prestazione energetica degli edifici e degli impianti
c) il rilascio dellattestato di certificazione energetica degli edifici
d) il sistema di accreditamento degli operatori preposti alla certificazione energetica degli edifici
e) l'esercizio e la manutenzione degli edifici e degli impianti
f) il sistema informativo regionale per il monitoraggio della efficienza energetica degli edifici e
degli impianti
g) le misure di sostegno e di promozione finalizzate allincremento dellefficienza energetica ed
alla riduzione delle emissioni climalteranti.
I Comuni, nellambito dell'attivit di elaborazione degli strumenti di pianificazione POC, PSC e
RUE, sono tenuti a recepire i valori dei requisiti minimi energetici indicati negli allegati alla deliberazione. I requisiti minimi definiti con la suddetta deliberazione sostituiscono i requisiti cogenti di cui alla delibera della Giunta regionale n. 268/2000 con riferimento alla famiglia 6 Risparmio energetico, in conformit a quanto previsto dallarticolo 34, comma 2, della L.R.31/2002.
In attesa della redazione del RUE la norma comunale cui le disposizioni afferiscono il regolamento edilizio comunale. Nel presente disciplinare non vengono riportati i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici da applicare nella progettazione e realizzazione degli interventi edilizi in quanto il riferimento normativo costituito dalla richiamata Deliberazione 156/2008 bens sono individuati e descritti requisiti superiori ai minimi e dunque volontari la cui adozione consente di ottenere gli incentivi di seguito descritti.
Vengono individuati otto obiettivi di seguito elencati, tre dei quali non sono strettamente attinenti la prestazione energetica ma concorrono alla finalit di privilegiare, nella costruzione degli
ambienti di vita e di lavoro, la qualit della vita ed il benessere psico-fisico delluomo, finalit che
possono essere perseguite anche mediante lutilizzo di materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura materiale locale.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.

Miglioramento delle prestazioni energetiche dellinvolucro


Miglioramento efficienza impianti termici
Miglioramento efficienza impianti elettrici comuni
Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
Miglioramento confort estivo-invernale
Impiego di materiali eco-compatibili
Riduzione di inquinanti interni
Riduzione dellesposizione a campi elettromagnetici

Si ritenuto di non prevedere lincentivazione del requisito Uso razionale delle risorse idriche
in quanto da gennaio 2009 diviene obbligatorio, secondo quanto previsto dallart.1 commi 288-289
della Legge Finanziaria 2008.
Considerato inoltre il quadro degli obblighi derivanti dalla applicazione della Deliberazione regionale si prevede lapplicazione del sistema incentivante unicamente agli interventi di nuova costru107

zione, ivi compresi quelli di demolizione e ricostruzione in sagoma e gli ampliamenti di superficie
superiore ad 80,00 mq, sia a destinazione residenziale che polifunzionale.
DEFINIZIONI
Il quadro generale di riferimento delle definizioni e dei termini in materia di rendimento energetico contenuto nellallegato 1 della richiamata Deliberazione 156/2008. Di seguito se ne riportano ulteriori, richiamate pi oltre nel testo,ricavate da diverse disposizioni normative, utili alla
lettura ed applicazione del disciplinare.
-

Deliberazione 156/2008: Deliberazione dellAssemblea Legislativa della Regione Emilia


Romagna 04.03.2008 n.156 avente per oggetto :Approvazione atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico degli edifici e sulle procedure di certificazione
energetica degli edifici.

D.M. 19 febbraio 2007 :Criteri per incentivare la produzione di energia elettrica mediante
conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell'articolo 7 del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387.

nuova costruzione: edificio di nuova costruzione. Rientrano in tale definizione, unicamente ai


fini del presente disciplinare,anche le demolizioni e ricostruzioni in sagoma e gli ampliamenti,
cos come definiti dalla Deliberazione 156/2008, PARTE I, comma 3.1, lettera b),( incremento
del volume a temperatura controllata della nuova porzione di edificio superiore al 20% di
quello delledificio esistente e comunque in tutti i casi in cui l'ampliamento sia superiore agli
80 mq) che costituiscono unit immobiliari a s stanti e qualora siano alimentati da impianti
autonomi per la climatizzazione invernale.

materiale eco-compatibile: materiale prevalentemente di origine naturale (vegetale, animale,


minerale) e con basse percentuali di componenti di origine sintetica e privi di formaldeide. Le
caratteristiche di ecocompatibilt saranno dimostrabili da una scheda tecnica del produttore
che ne descriva la composizione.

impianto o sistema solare fotovoltaico (o impianto fotovoltaico) : un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare, tramite l'effetto fotovoltaico; esso composto principalmente da un insieme di moduli al silicio , uno o pi
gruppi di conversione della corrente continua in corrente alternata e altri componenti elettrici minori. Limpianto del tipo grid-connected (connesso alla rete elettrica nazionale).

parziale integrazione architettonica: impianto fotovoltaico i cui moduli sono integrati secondo le tipologie indicate allallegato 2 del Decreto 19 febbraio 2007 Criteri per incentivare la
produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell'articolo 7 del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387:
1)Moduli fotovoltaici installati su tetti piani e terrazze di edifici e fabbricati. Qualora sia presente
una balaustra perimetrale, la quota massima, riferita all'asse mediano dei moduli fotovoltaici, deve
risultare non superiore all'altezza minima della stessa balaustra.
2)Moduli fotovoltaici installati su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d'appoggio stesse.
3)Moduli fotovoltaici installati su elementi di arredo urbano, barriere acustiche, pensiline e tettoie
in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le
108

superfici d'appoggio stesse .


-

integrazione architettonica: impianto fotovoltaico i cui moduli sono integrati secondo le tipologie indicate allallegato 3 del Decreto 19 febbraio 2007Criteri per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione
dell'articolo 7 del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387:
1)Sostituzione dei materiali di rivestimento di tetti, coperture, facciate di edifici e fabbricati con
moduli fotovoltaici aventi la medesima inclinazione e funzionalit architettonica della superficie rivestita
2)Pensiline e tettoie in cui la struttura di copertura sia costituita dai moduli fotovoltaici e dai relativi sistemi di supporto
3)Porzioni della copertura di edifici in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano il materiale trasparente
o semitrasparente atto a permettere l'illuminamento naturale di uno o pi vani interni
4)Barriere acustiche in cui parte dei pannelli fonoassorbenti siano sostituiti da moduli fotovoltaici
5)Elementi di illuminazione in cui la superficie esposta alla radiazione solare degli elementi riflettenti sia costituita da moduli fotovoltaici
6)Frangisole i cui elementi strutturali siano costituiti dai moduli fotovoltaici e dai relativi sistemi di
supporto
7)Balaustre e parapetti in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano gli elementi di rivestimento e copertura
8)Finestre in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano o integrino le superfici vetrate delle finestre
stesse

parziale integrazione architettonica a terra: rientrano in tale tipologia anche gli impianti installati a terra,utilizzabili unicamente qualora non ricorrano le condizioni per ottemperare alle casistiche previste agli allegati 2 e 3 del Decreto 19-02-2007 sopra elencati; dovranno essere previsti sistemi che ne mitighino limpatto visivo.

aperture apribili contrapposte: aperture apribili non realizzate sulla stessa facciata; i loro
assi formino un angolo maggiore o uguale a 90; siano previsti in ambienti posti allo stesso piano comunicanti tra loro; per unit immobiliari a pi piani il requisito sia verificato in ogni piano abitabile.

serra solare: volume chiuso finalizzato allo sfruttamento degli apporti solari gratuiti e al risparmio energetico attraverso la trasformazione della radiazione solare in energia termica
immagazzinata allinterno della serra.
Caratteristiche :
1)

separata dallambiente esterno con pareti vetrate aventi trasmittanza Uw<= 2,2 W/mq x K (comprensiva di infissi) e che utilizza vetri basso-emissivi; la copertura potr essere opaca o trasparente.

2)

Addossata allo spazio abitabile e riscaldato; la parete divisoria dovr possedere una trasmittanza
U<= 0,34 W/mq x K; il pavimento dovr essere previsto con materiali aventi buona inerzia termica.

109

3)

Esposta a sud con una tolleranza di +/- 30; dovr essere verificata lassenza di ombreggiamenti,generati da altri edifici / unit immobiliari o ostacoli esterni ai piedi della serra il 21 marzo alle
h.12,00 secondo la formula D>= H/Tg46,dove D la distanza fra la parete vetrata della serra orientata a sud +/-30 e la parete delloggetto ombreggiante di (es. altri edifici /unit immobiliari,
colline, ecc.); H laltezza delloggetto ombreggiante rispetto al piede della serra

4)

Se la copertura opaca dovr essere verificata lassenza di ombreggiamenti, generati da altri edifici / unit immobiliari o ostacoli esterni, ai piedi della serra il 21 dicembre alle h.12,00 secondo la
formula: DH/Tg22,5.

5)

Il rapporto tra la superficie vetrata della serra e il suo pavimento dovr risultare maggiore o uguale a 0,7.

6)

Almeno il 30% della superficie vetrata della serra dovr essere apribile per evitarne il surriscaldamento nella stagione estiva.

7)

Se la copertura sar trasparente, dovranno essere previste schermature poste allesterno della superficie vetrata con sistemi orientabili nelle varie ore / stagioni.

8)

Nella parte bassa della superficie vetrata della serra dovr essere prevista una apertura/ bocchetta apribile di superficie maggiore o uguale a 0,1 mq / mq superficie vetrata minima..

9)

Nella parte bassa e in quella alta del muro di separazione tra ambiente riscaldato e serra solare dovr essere prevista una apertura/ bocchetta apribile di superficie maggiore o uguale a 0,1 mq / mq
superficie vetrata.

10) Non ha impianti per la climatizzazione invernale ed estiva.

DISPOSIZIONI
ART. 1.-Finalit ed oggetto del Disciplinare
Il presente Disciplinare recepisce le disposizioni di cui alla Deliberazione dellAssemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna 04.03.2008 n.156 che costituiscono requisiti obbligatori nella progettazione degli interventi edilizi secondo le modalit ivi contenute e ne implementa il quadro da essa definito con lintroduzione di parametri volontari la cui adozione nella
progettazione consente la riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria, in coerenza con
la Deliberazione del Consiglio Regionale n 849/98, ed aumenti dellindice di edificabilit.
Sono previsti i seguenti tipi di incentivi:
1a) di carattere economico mediante riduzione ,fino ad un massimo del 40% ,degli oneri di
urbanizzazione secondaria (U2);
1b) di carattere edilizio consistenti nello scomputo dei muri perimetrali con spessore uguale
o superiore a 40 cm e delle serre solari che non eccedono il 10% della S.U.L.; questi incentivi sono subordinati allimpegno di prevedere Requisiti Volontari che raggiungano una
percentuale di scomputo almeno del 30% sulla U2;
1c) di carattere urbanistico incrementando lindice di edificabilit delle Aree di Trasformazione a bassa densit AT 3, AT 6 e miste, per chi si impegna a costruire con Requisiti
Volontari tali da beneficiare di uno sconto del 30% sulla U2 e contemporaneamente progetta linsediamento secondo Requisiti Obbligatori e Raccomandati volti sia al risparmio
energetico che alla qualit dellabitare.
ART. 2.-Ambito di applicazione
Il presente disciplinare applicabile :

110

per quanto riguarda gli incentivi di cui al precedente articolo punto 1a) di carattere economico e punto 1b) di carattere edilizio:
agli interventi edilizi residenziali e polifunzionali di Nuova costruzione come sopra
definita compresi allinterno del Territorio Comunale che richiedono il Permesso di costruire (o trasmettono la Denuncia dinizio attivit) a decorrere dal 01.07.2008 e fino
al 30.09.2009.
a tutti i Piani Urbanistici Attuativi riguardanti interventi residenziali e polifunzionali in
qualunque zona del territorio comunale presentati a decorrere dal 01 luglio 2008 e fino
al 31.12.2008.
per quanto riguarda gli incentivi di carattere urbanistico di cui al punto 1c) dellart.1:
ai Piani Urbanistici Attuativi che il vigente PRG individua come Aree di Trasformazione
AT 3, AT 6 e miste presentati a decorrere dal 01 luglio 2008 e fino al 31.12.2008.
ART. 3.-Individuazione dei Requisiti e dei relativi Incentivi
Per accedere a qualsiasi tipo di incentivo necessario che venga assicurato il prerequisito
indicato come Analisi del sito, in quanto costituisce la prima fase di un processo di progettazione sostenibile ed complementare a tutti gli altri requisiti che devono essere coerenti
con le caratteristiche del sito.
Si riportano di seguito i Requisiti e le caratteristiche, aggiuntive rispetto a quelle rese obbligatorie dallentrata in vigore della Deliberazione 156/2008, che consentono laccesso agli
incentivi sia di carattere economico che di carattere edilizio - urbanistico:
= per gli Incentivi economici dellEdilizia Residenziale e Polifunzionale sono elencati i relativi
Requisiti Volontari (punto 3.1);
= per gli Incentivi edilizi corrispondenti allo scomputo delle murature perimetrali e delle
serre solari realizzate nellEdilizia Residenziale e Polifunzionale, sono descritte le caratteristiche delle opere (punto 3.2a);
= per gli Incentivi urbanistici delle Aree di Trasformazione AT 3, AT 6 e miste sono elencati i relativi Requisiti Obbligatori e Raccomandati e sono previsti i relativi Requisiti Volontari (punto 3.2b).
Si precisa che i Requisiti Volontari saranno applicabili alle pratiche edilizie presentate dal
01.07.2008 fino al 30.09.2009 ed ai piani attuativi presentati dal 01.07.2008 fino al
31.12.2008 salvo nuove norme in materia pi restrittive, emanate prima di tale data, che richiedano ladeguamento del presente Disciplinare.

111

3.1)-Incentivi di carattere economico (sconto max 40% U2)


Obiettivo

Intervento

Descrizione dellintervento

% di
sconto
U2

- Per le chiusure orizzontali e verticali dellinvolucro devono essere


verificati i seguenti valori di Trasmittanza:
1.a - Strutture verticali opache, delimitanti il volume riscaldato verso lesterno, ovvero verso ambienti non riscaldati
U<=0,34 W/mq.K;
1.b - Strutture verticali divisorie fra alloggi
U<=0,80 W/mq.K;
1.c - Strutture orizzontali/inclinate opache, delimitanti il volume riscaldato verso lesterno, ovvero verso ambienti non riscaldati; nel caso di strutture orizzontali sul suolo la trasmittanza
calcolata con riferimento al sistema struttura-terreno)
U<= 0,30 W/mq.K; (coperture)
U<= 0,33 W/mq.K; (orizzontali inferiori, solai)

1)Miglioramento delle
prestazioni energetiche dellinvolucro

NUOVA
COSTRUZIONE

1.d - Chiusure trasparenti


U <= 2,2 W/mqK (trasmittanza delle chiusure trasparenti comprensiva degli infissi)
U<= 1,7 W/mqK (trasmittanza centrale dei vetri);
1.e - i ponti termici dovranno risultare corretti oppure i valori
limiti suddetti (a.1, a.2) dovranno essere rispettati dalla trasmittanza media della parete (corrente pi ponte termico

10%

1.f - Per il miglioramento delle prestazioni energetiche


dellinvolucro dovranno essere utilizzati materiali eco-compatibili.
1.g - E fatto obbligo di consegnare le schede di marcatura CE
dei materiali isolanti, come previsto dal D.P.R. 246 del 28.04.1993
di recepimento della direttiva 89/106/CEE.
2- Determinazione dellindice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale EPi, e per la produzione di acqua calda sanitaria EPacs, verificando che essi risultino inferiori ai valori limiti
riportati nellallegato 3 della Delibera R.E.R. 156/2008
3-Calcolo del rendimento globale medio stagionale dellimpianto termico verificando che lo stesso risulti superiore a (75 + 3 logPn) %

1, 2, 3 dovranno essere verificate contemporaneamente


2.1 - impianti termici alimentati dal teleriscaldamento

o in alternativa

2)Miglioramento
efficienza
impianti termici

NUOVA
COSTRUZIONE

2.2 - Caldaie a condensazione: il rendimento sia certificato 4 stelle


secondo la Dir. 92/42/CEE; le basse emissioni di NOx siano
certificate di classe 5 secondo le UNI EN 297 e EN 483; (oppure altre tecnologie che favoriscono un risparmio energetico
equivalente, quali ad esempio le pompe di calore geotermiche
per la climatizzazione invernale);
congiuntamente a
2.3 - Impianti termici a bassa temperatura (rientrano in tale tipologia, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i pannelli radianti a
pavimento, parete, soffitto che utilizzano pannelli di sottofondo eco-compatibili)

112

5%

Nei complessi edilizi con utenze elettriche condominiali prevedere


entrambe le seguenti installazioni :

3 )Miglioramento
efficienza
impianti elettrici
comuni

NUOVA
COSTRUZIONE

4.1- linstallazione di dispositivi per la riduzione dei consumi elettrici nei vani scale, nei giardini e nei vani di uso condominiale (in-

terruttori a tempo, sensori di presenza, sensori di illuminazione


naturale);

2%

4.2- linstallazione di pannelli fotovoltaici per una potenza almeno


pari al 20% della potenza elettrica prevista per le utenze comuni condominiali, con un minimo di potenza dei pannelli di 1,5
kW.
5)

4) Produzione energia
elettrica da fonti
rinnovabili

NUOVA
COSTRUZIONE

Installazione di pannelli fotovoltaici connessi in rete e architettonicamente integrati o parzialmente integrati ; per una potenza non inferiore a 1,5 kW per ogni unit abitativa e 0,75 kW
per ogni 100mq di superficie utile lorda ( come da definizione
del Regolamento edilizio )dellintero intervento a destinazione
non residenziale. I pannelli dovranno essere installati per una
produzione annua di energia non inferiore del 20% rispetto a
AZIMUT= 0 (sud) , TILT= 30. Dovr essere presentata una
relazione tecnica in cui sia dimostrata la produzione annua di
energia elettrica sia nelle condizioni di installazione sia nelle
condizioni AZIMUT/TILT= 0/30. Per i fabbricati industriali
che realizzano complessivamente una superficie utile lorda
compresa tra 100 mq e 1000 mq la potenza minima installata
dovr essere pari a 7,5 kW; per quelli con una superficie utile
lorda superiore a 1000 mq la potenza minima dovr essere pari
a 10 kW.
o in alternativa una delle seguenti:
4.2- Installazione di impianto eolico

7%

4.3- installazione di impianto di cogenerazione


4.4-installazione di Impianto con microturbina ad acqua
I sistemi 4.2, 4.3, 4.4 o altre soluzioni tecniche innovative, dovranno
garantire le medesime prestazioni della soluzione 4.1; a tal proposito
dovr quindi essere prodotta una relazione tecnica a firma di progettista abilitato

Si devono prevedere almeno tre delle seguenti tecnologie:


5.1- realizzazione di sistemi di ombreggiamento estivo delle facciate esposte al sole tramite conformazione architettonica
(sporti, porticati, frangisole) realizzati in modo da poter usufruire degli apporti solari gratuiti nella stagione invernale. Il
progetto dovr essere accompagnato da studio delle ombre nelle diverse condizioni stagionali (21 dic. / 21 giu.) alle h. 12,00

5. Miglioramento
comfort estivoinvernale

NUOVA
COSTRUZIONE

1-

realizzazione di tetto ventilato o di tetto verde;

2-

previsione di ampie finestre a sud +/- 30 (rapporto tra larea


vetrata delle aperture esposte a sud e larea del locale da riscaldare maggiore o uguale a 0,25; per ridurre le dispersioni limitare le aperture esposte a nord;

3- configurazione interna delle unit immobiliari e delle facciate


caratterizzate da aperture apribili contrapposte per consentire una migliore ventilazione naturale estiva;

4- serre solari;
N.B. nei complessi edilizi i requisiti suddetti prescelti dovranno es-

113

8%

sere verificati in ogni unit immobiliari


Ogni edificio deve essere costruito utilizzando materiali ecocompatibili; segue un elenco di possibili materiali utilizzabili:
Intonaci:
Intonaco di calce.
Intonaco isolante di calce e silicati o perlite/vetrocavo.
Murature:
Muratura in blocchi di laterizio micorporizzati con farina di legno.
Muratura esterna a cassetta con mattoni faccia a vista o in
terra cruda o blocchi di argilla espansa e con blocchi di laterizio microporizzati con farina di legno.
Solai:
in laterocemento, legno o altre tecnologie che utilizzano materiali
prevalentemente eco-compatibili.
Isolanti:

NUOVA
6) Impiego di materiali COSTRUZIONE
eco - compatibili

Pannelli isolanti in fibre di abete mineralizzate e cemento Portland.


Pannelli isolanti in fibra di legno.
Pannelli isolanti in lana di legno mineralizzata con magnesite.

4%

Pannelli isolanti in sughero.


Pannelli isolanti in fibre di cocco.

Sottofondi:
Caldana in calce idraulica e sabbia.
Caldana in calce idraulica e sughero.
Caldana in calce idraulica e perlite.
Tinteggiature:
Tinteggiatura con pittura naturale a calce (bianca o colorata
con colori minerali) per esterno/interno o silicati per esterno.
Pittura alla resina naturale bianca o colorata per interno.
Pittura alla caseina naturale bianca per interno e velatura con
colori vegetali.
Intonachini di calce di varie granulometrie per esterno/interno
o di terra cruda per interno.
Sono ammessi materiali non eco-compatibili solo per motivi di
natura tecnica (impermeabilizzazione, strutture, scarichi, impianti teconologici, ecc.) qualora non siano realizzabili sistemi
costruttivi che garantiscano i medesimi livelli prestazionali
7) Riduzione inquinanti
interni

NUOVA
COSTRUZIONE

Sistemi di ventilazione controllata dellaria di rinnovo dei locali con


recuperatori di calore ad alta efficienza.

2%

8) Riduzione
dellesposizione a campi
elettromagnetici
(solo per la residenza)

NUOVA
COSTRUZIONE

Per diminuire lesposizione ai campi elettromagnetici, limpianto elettrico dovr essere dotato di disgiuntori automatici della corrente
oppure di cavi elettrici e scatole schermati negli ambienti di riposo
(zona notte).

2%

Tot.

38%
40%

(edifici composti da 1 unit immobiliare)


(complessi con pi unit immobiliari)

114

3.2)-Incentivi di carattere edilizio - urbanistico


3.2a) Scomputo dal calcolo della S.U.L. di murature perimetrali e serre solari:
Caratteristiche delle opere e Requisiti Volontari
NellEdilizia Residenziale e Polifunzionale consentito lo scomputo dal calcolo della
S.U.L. di:
-Murature perimetrali di spessore uguale o superiore a 40 cm. che consentono di migliorare i livelli di coibentazione termica, acustica o di inerzia termica e siano composte solo
da materiali naturali eco-compatibili come da definizione (nella relazione tecnica si dovranno allegare appositi particolari costruttivi);
-Serre solari ,orientate e realizzate secondo le indicazioni fornite nella definizione, che
non determinino la creazione di nuovi locali dabitazione ,non consentano la presenza continuativa di persone e che non eccedono il 10% della S.U. L. dellunit immobiliare a cui
servono (nella relazione tecnica si dovr documentare e certificare ladozione di tale

tecnologia).
Per accedere agli incentivi edilizi di cui al presente punto, si dovranno prevedere i Requisiti Volontari necessari ad ottenere almeno il 30 % di sconto della U2; questo valore
deve essere raggiunto garantendo comunque il requisito minimo del Miglioramento delle
prestazioni energetiche dellinvolucro.
3.2b) Incremento dellindice di edificabilit per le Aree di Trasformazione a bassa
densit AT3, AT6e miste: Requisiti Obbligatori, Raccomandati, Volontari

Nelle Aree di Trasformazione a bassa densit possibile ottenere un incremento dellindice


di edificabilit pari allo 0,01 mq./mq. sulla Superficie Territoriale totale, attraverso un progetto che, nel rispetto delle regole del PRG, risponda ai Requisiti riportati di seguito. Tale
incremento consentito nelle Aree di Trasformazione AT3, AT6 e miste (AT3 AT5,
AT6 AT5, AT2 AT3, AT1 AT3 AT5) con Superficie Territoriale superiore a 5.000 mq
Per accedere agli incentivi urbanistici di cui al presente punto, tutti gli edifici compresi
allinterno del Comparto dovranno prevedere i Requisiti Volontari necessari ad ottenere almeno il 30 % di sconto della U2 (questo valore deve essere raggiunto garantendo comunque il
requisito minimo del Miglioramento delle prestazioni energetiche dellinvolucro) e il progetto urbanistico dovr prevedere i seguenti Requisiti Obbligatori e almeno due dei seguenti
Requisiti Raccomandati:

Requisiti Obbligatori
1.

2.
3.

4.
5.
6.

Linsediamento da integrare in una rete di percorsi pedonali e ciclabili; il sistema veicolare si deve mantenere al confine dellarea e il sistema dei percorsi interni sar interamente pedo ciclabile, salvo garantire laccessibilit ai residenti mediante sole
strade private;
Si deve realizzare uno spazio verde continuo eventualmente segnato dalla presenza di
acqua superficiale con lobiettivo di creare un microclima di particolare benessere.
Sono eventualmente da introdurre sistemi di fitodepurazione per il riuso delle acque
meteoriche provenienti dalle aree pubbliche, o private di uso pubblico,
dellinsediamento.
Lo schema planimetrico di aggregazione tra gli edifici deve favorire la protezione dai
venti dominanti invernali, eventualmente mitigati da barriere verdi;
Gli edifici, gi nella fase del progetto urbanistico, devono avere forme compatte e poco disperdenti (rapporto Superficie/Volume = 0,6);
Sono richiesti sistemi passivi per il controllo termico e per una corretta ventilazione
degli edifici; per il raffrescamento nel periodo estivo si dovranno prevedere scambiatori di calore suolo-aria, consistenti in condotti sotterranei con circolazione daria
che utilizzano il terreno come controllo climatico.
115

7.

Sono richiesti sistemi attivi per la riduzione del consumo di energia elettrica nella
pubblica illuminazione dellinsediamento, attraverso linstallazione di impianti fotovoltaici.

Requisiti Raccomandati
8.

Sono da facilitare i sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti mediante


lindividuazione di punti di raccolta correttamente progettati e quindi inseriti
allinterno del complesso edificato;
9. E da prevedere lutilizzo di materiali eco compatibili per la sistemazione delle aree
verdi e pavimentate;
10. Linsediamento deve fornire spazi ad alta qualit ambientale pensati anche per i bambini, gli anziani, i portatori di handicap.

ART. 4-Procedure per lottenimento degli incentivi, sanzioni e sistemi di controllo.


Per accedere agli incentivi obbligatorio ottemperare a tutte le prescrizioni del presente
Regolamento.
Lottenimento degli incentivi subordinato alla presentazione di apposita domanda (vedi Modulo domanda allegato) che dovr essere effettuata allatto della richiesta di permesso di
costruire (o di altro titolo abilitativo) o della presentazione del P.U.A.; tale istanza potr essere presentata anche in sede di variante.
La domanda di accesso, per essere ritenuta accettabile, dovr contenere una circostanziata
Relazione Tecnica che documenti lapplicazione del presente Regolamento e descriva
lintervento, il tipo di requisiti applicati e i relativi incentivi (la Relazione dovr contenere
tutti gli elaborati atti a dimostrare le tecnologie bioedilizie adottate, eventuale verifica energetica preliminare degli edifici, dimostrazione dellimpianto per lutilizzo di fonti energetiche rinnovabili, particolari costruttivi delle murature, Capitolato con i requisiti dei materiali bioedilizi e ogni altro elaborato ritenuto utile) e la Scheda Tecnica A (obiettivi di progetto) debitamente compilata con le quantit di incentivi.
La Scheda Tecnica A dovr essere sottoscritta dal titolare dellistanza e asseverata da un
tecnico abilitato, dichiarando la rispondenza delle opere ai requisiti per cui si chiedono gli incentivi.
Il Comune potr richiedere elaborati aggiuntivi non previsti dal presente Disciplinare quando
siano necessari e significativi per la comprensione del progetto.
Qualora la documentazione sia carente dei dati ed allegati richiesti, listanza per accedere
agli incentivi non potr essere istruita dagli uffici.
Nel caso si manifesti la necessit di varianti al progetto iniziale, gli interessati devono presentare nuova domanda con la relativa documentazione che assoggettata alla procedura seguita per la pratica originaria.
Lottenimento degli incentivi condizionato alla sottoscrizione , prima del rilascio del titolo
abilitativo edilizio, di un atto unilaterale dobbligo, corredato da fideiussione con il quale il
soggetto attuatore si impegna, nella realizzazione dellintervento, ad utilizzare i materiali e
le tecnologie previste nella documentazione progettuale sopra descritta o nelle successive
varianti.
La fideiussione dovr avere un importo pari al valore dellimporto non corrisposto di oneri di
U2, maggiorato del 20%;
Per le Aree di Trasformazione in cui consentito laumento dellindice il progetto del P.U.A.
dovr contenere tutti gli elementi necessari a dimostrare il rispetto dei Requisiti richiesti
(obbligatori e raccomandati di cui al punto 3.2b); la proposta sar valutata tenendo conto sia
dellefficacia delle soluzioni volte a migliorare la sostenibilit, sia del contesto urbanistico e
degli obiettivi specifici del PRG sul Comparto. Lottenimento degli incentivi condizionato
allinserimento nella Convenzione urbanistica del P.U.A. dellimpegno a realizzare gli interven116

ti secondo i criteri del presente Disciplinare; alla stipulazione della Convenzione urbanistica
del P.U.A. viene versato, come di norma, il 50% degli oneri dovuti di U2, per cui lo scomputo
praticato ai sensi del presente Disciplinare verr applicato alla quota da versare in fase di rilascio del permesso di costruire degli edifici; in questa fase dovr altres essere garantito
tale scomputo con la fideiussione di cui sopra.
Al momento della fine dei lavori dovr essere compilata e consegnata la Scheda Tecnica B
(obiettivi eseguiti), che attesti le rispondenze dellopera al progetto e ai requisiti per cui sono stati ottenuti gli incentivi. La conformit finale al progetto dovr essere asseverata dal
direttore dei lavori mediante perizia giurata e dichiarata dallintestatario del titolo edilizio.
Per verificare la rispondenza dellopera ai requisiti di progetto, lAmministrazione Comunale
dispone, con spese a carico del soggetto attuatore, uno o pi controlli, in funzione della complessit dellintervento,durante lesecuzione dei lavori,in coincidenza con momenti significativi del cantiere, quali ad esempio la posa degli isolamenti e degli infissi. A tal scopo il permesso di costruire definir, a carico del soggetto attuatore e del direttore dei lavori, lobbligo
di tempestiva comunicazione al Comune dellavvio delle installazioni da assoggettare a verifica. Leventuale accertamento di materiali e/o tecnologie non conformi a quelle previste in fase di rilascio di permesso di costruire comporta lordine di reintegro.
Qualora, in seguito a verifica finale, lesecuzione delle opere risulti difforme da quanto dichiarato, si sospende il rilascio dellabitabilit/agibilit . E consentito ladeguamento delle
opere (qualora possibile) entro un termine imposto dal Settore competente con specifico
provvedimento e qualora ladeguamento non sia possibile si dar corso allapplicazione delle
sanzioni di cui alla L.R. n 23/2004 rapportate alla superficie derivante dalla applicazione
dellincentivo edilizio-urbanistico.(Titolo I - Capo II - Sanzioni) ed al recupero della quota
non corrisposta dellonere di urbanizzazione secondaria, anche mediante lescussione della
fideiussione.
ART. 5.-Norma transitoria
I Piani Urbanistici Attuativi ( definitivi ) gi presentati alla data di entrata in vigore del presente disciplinare vengono istruiti con riferimento al precedente disciplinare. Nella presentazione,successiva al 01.07.2008, delle richieste di permesso di costruire riguardanti gli interventi edilizi compresi in tali piani si dovr comunque tener conto dei requisiti obbligatori
introdotti dalla Deliberazione 156/2008.
Le richieste di permesso di costruire presentate prima del 01.07.2008 saranno istruite con
riferimento al previgente disciplinare.
ART. 6.-Moduli
Fanno parte del presente Allegato D:
1. Modulo domanda;
2. Scheda Tecnica A (obiettivi di progetto);
3. Scheda Tecnica B (obiettivi eseguiti);

117

Modulo domanda

COMUNE DI CESENA
_________________________________________________________________________________

SETTORE SVILUPPO PRODUTTIVO E RESIDENZIALE


Servizio PEEP e ERP

Domanda incentivi di carattere economico ed edilizio urbanistico


per interventi con requisiti di BIOEDILIZIA
RICHIEDENTE

UBICAZIONE
DELLINTERVENTO

Proprietario / Committente

via

civico n.

Localit

DATI CATASTALI
DELLINTERVENTO

Foglio .

RIFERIMENTO

Pratica Edilizia n.

Particelle

D. I. A.

del

n.

del

PROGETTISTA

Si allega alla presente la seguente documentazione prevista allart. 4 del vigente Disciplinare per incentivare lEdilizia Sostenibile:

Data

Il Committente

118

Il Progettista

Scheda tecnica A

VERIFICA DEGLI OBIETTIVI DI PROGETTO


Scheda riepilogativa degli interventi realizzati e relativi incentivi

Proprietario//Committente::

Tel.

RICHIEDENTE

Progettista::

Tel.

UBICAZIONE
DELLINTERVENTO

Via

civico n

Localit

TIPO DI
INTERVENTO

Prerequisito Analisi del Sito


Incentivi di carattere economico (sconto max 40% U2)

Requisito n

Percentuale sconto
della U2
2

Descrizione

Percentuale raggiunta

EDILIZIA RESIDENZIALE e POLIFUNZIONALE


1

Miglioramento prestazioni energetiche dellinvolucro

10 %

Miglioramento efficienza Impianti termici

5%

Miglioramento efficienza Impianti elettrici comuni

2%

Produzione energia elettrica da fonti rinnovabili

7%

Miglioramento comfort estivo-invernale

8%

Impiego di materiali eco-compatibili

4%

Riduzione inquinanti interni

2%

Riduzione dellesposizione a campi elettromagnetici (solo residenza)

2%

TOTALE

Incentivi di carattere edilizio urbanistico

EDILIZIA RESIDENZIALE POLIFUNZIONALE

Requisito n

Corrispondente
% di sconto U2
2

Scomputo SUL .

Descrizione

Murature perimetrali di spessore uguale o superiore a cm. 40

mq.

Serre solari finalizzate al risparmio energetico

mq..

TOTALE

119

mq..

%
%

AREE DI TRASFORMAZIONE

Requisito n

Corrispondente
% di sconto U2
2

Incremento S..U..L..

Descrizione
Area di Trasformazione Tipo AT3
Area di Trasformazione Tipo AT6
Area di Trasformazione Tipo mista
L Area di Trasformazione barrata e dotata di 7 requisiti obbligatori di cui al
punto 3.2b del Disciplinare e di almeno 2 dei seguenti requisiti raccomandati:
1.

Sono da facilitare i sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti mediante


lindividuazione di punti di raccolta correttamente progettati e quindi inseriti

mq..

allinterno del complesso edificato


2.

E da prevedere lutilizzo di materiali eco-compatibili per la sistemazione delle


aree verdi e pavimentate

3.

Lintervento deve fornire spazi ad alta qualit ambientale pensati anche per i
bambini, gli anziani, i portatori di handicap

TOTALE

mq..

Il sottoscritto dichiara sotto la propria responsabilit, la rispondenza delle opere ai requisiti selezionati nella presente Scheda.
Si ricorda che in base allart. 76 del D.P.R. 445 del 28.12.2000 chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso, punito ai sensi del Codice Penale e
delle leggi speciali in materia .

Data

Il committente

Il tecnico progettista

(Firma)

(Timbro e firma)

120

Scheda tecnica B

VERIFICA DEGLI OBIETTIVI ESEGUITI


Scheda riepilogativa degli interventi realizzati e relativi incentivi

Proprietario//Committente::

Tel.

RICHIEDENTE

Progettista::

Tel.

UBICAZIONE
DELLINTERVENTO

Via

civico n

Localit

TIPO DI
INTERVENTO

Prerequisito Analisi del Sito


Incentivi di carattere economico (sconto max 40% U2)

Requisito n

Percentuale sconto
della U2
2

Descrizione

Percentuale raggiunta

EDILIZIA RESIDENZIALE e POLIFUNZIONALE


1

Miglioramento prestazioni energetiche dellinvolucro

10 %

Miglioramento efficienza Impianti termici

5%

Miglioramento efficienza Impianti elettrici comuni

2%

Produzione energia elettrica da fonti rinnovabili

7%

Miglioramento comfort estivo-invernale

8%

Impiego di materiali eco-compatibili

4%

Riduzione inquinanti interni

2%

Riduzione dellesposizione a campi elettromagnetici (solo residenza)

2%

TOTALE

Incentivi di carattere edilizio urbanistico

EDILIZIA RESIDENZIALE POLIFUNZIONALE

Requisito n

Corrispondente
% di sconto U2
2

Scomputo SUL .

Descrizione

Murature perimetrali di spessore uguale o superiore a cm. 40

mq.

Serre solari finalizzate al risparmio energetico

mq..

TOTALE

121

mq..

%
%

AREE DI TRASFORMAZIONE

Requisito n

Corrispondente
% di sconto U2
2

Incremento S..U..L..

Descrizione
Area di Trasformazione Tipo AT3
Area di Trasformazione Tipo AT6
Area di Trasformazione Tipo mista
L Area di Trasformazione barrata e dotata di 7 requisiti obbligatori di cui al
punto 3.2b del Disciplinare e di almeno 2 dei seguenti requisiti raccomandati:
4.

Sono da facilitare i sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti mediant


e

lindividuazione di punti di raccolta correttamente progettati e quindi inseriti

mq..

allinterno del complesso edificato


5.

E da prevedere lutilizzo di materiali ecocompatibili per la sistemazione delle

aree verdi e pavimentate


Lintervento deve fornire spazi ad alta qualit ambientale pensati anche

6.

per

bambini,

gli

anziani,

portatori

di

TOTALE

handicap

mq..

Il sottoscritto dichiara sotto la propria responsabilit, la rispondenza delle opere ai requisiti selezionati nella presente Scheda.
Si ricorda che in base allart. 76 del D.P.R. 445 del 28.12.2000 chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso, punito ai sensi del Codice Penale e
delle leggi speciali in materia .

Data

Il committente

Il tecnico progettista

(Firma)

(Timbro e firma)

122

ALLEGATO E
ELENCO-GUIDA ALLA REDAZIONE DEI P.U.A.
Il presente elenco pu risultare utile come guida per i tecnici nella predisposizione dello strumento attuativo. Esso, inoltre, costituisce riferimento per lespletamento delle verifiche istruttorie inerenti il procedimento di approvazione dei P.U.A.

Stato di fatto:
TAV. 1) STRALCIO PRG, RILIEVO contenente:
Stralcio P.R.G. con adeguato intorno
Rilievo plano-altimetrico 1/500-1/1000 () contenente:
individuazione di un caposaldo fisso permanente, cui riferirvi le quote altimetriche;
verde esistente con le indicazioni delle principali essenze legnose ed eventuali filari o essenze vincolati;
costruzioni e manufatti di qualsiasi genere;
elettrodotti, metanodotti, fognature ed impianti di depurazione, acquedotti e relative servit ed altre eventuali infrastrutture;
rete idrografica esistente con riferimento allEnte di appartenenza;
banchine, cigli stradali;
altri eventuali vincoli e tutele;
perimetro di P.U.A.;
permeabilit;
sezioni e profili del terreno in scala 1:500 eseguiti nei punti pi rilevanti (almeno due);
planimetria catastale (estratto di mappa) 1:2000 in colore nero con sovrapposizione del perimetro del PUA con linea
rossa di spessore 0,5;
() Il rilievo deve essere opportunamente rapportato al contorno con relative quote altimetriche
ALLEGATO N. 1.1 Documentazione fotografica, elementi catastali contenente:
Documentazione fotografica;
schema planimetrico con lindividuazione dei punti di ripresa;
fotografie che devono permettere una rapida comprensione del sito.
Estratto di mappa delle particelle in scala 1 / 2000 con lindividuazione, tramite velatura colorata, delle diverse propriet;
visure catastali aggiornate;
Tabelle delle superfici delle singole particelle (mq. Ricadenti allinterno del perimetro di P.U.A.) con lindicazione
dellincidenza percentuale;

Inquadramento urbanistico progetto:


TAV. 2) ANALISI PROGETTUALE contenente:
Inquadramento Urbanistico - Planimetria scala 1/2000 riportante:
il perimetro del P.U.A. con il disegno del progetto;
viabilit e toponomastica;
gerarchia della viabilit esistente e di contorno;
piste ciclabili e percorsi pedonali;
studio dei collegamenti con la rete di trasporto pubblico;
verde pubblico esistente;
funzioni e usi, sia pubblici che privati, delle aree esterne al comparto;
numero di piani e/o altezza degli edifici del contorno.
Planimetria di Progetto scala 1/500 1/1000, contenente:
[Qualora il Piano Attuativo preveda stralci funzionali (vedi art. 42 delle NdA) deve essere individuata la suddivisione in sub
comparti e garantita la progettazione complessiva]
Perimetro di P.U.A.;
Contestualizzazione del progetto con il territorio circostante con adeguata quotatura plano altimetrica riferita allo stesso
caposaldo di rilievo;
Indicazione dei lotti edificabili (Se);
Indicazione delle aree di sedime dei fabbricati;
Indicazione degli eventuali lotti destinati allEdilizia Residenziale Pubblica ERP (Se);
Indicazione delle eventuali aree destinate alla finalit di cui allart. 42.08 bis delle NdA;
Indicazione delle aree di sedime degli eventuali fabbricati ERP;
viabilit carrabile;
marciapiedi;
piste ciclabili (se dovute);
123

alberature stradali;
accessi carrabili ai lotti;
aree a parcheggio pubblico (P2), privato ad uso pubblico (se previsto), privato, opportunamente alberate;
verde di standard attrezzato;
verde privato di uso pubblico (se previsto);
verde di compensazione aggiuntivo allo standard;
individuazione della eventuale vasca di laminazione;
spazi pubblici / piazze (se previsti);
individuazione della cabina ENEL (se prevista);
individuazione dellisola ecologica (se prevista);
idonea quotatura atta ad evidenziare la corretta progettazione;
distanza dai confini;
distanza fra edifici;
H edifici;
distanza fra pareti finestrate (min.10 ml.);
Visuale libera (Vl) dai confini di zona;
idonea rappresentazione della quantificazione degli elementi progettati;
altri eventuali vincoli (quali ad esempio: fasce di rispetto, vincolo cimiteriale, zone paesaggistiche di tutela, ecc.).
Superfici permeabili
individuazione e quantificazione delle aree permeabili di tutto il comparto (Ip/St);
individuazione e quantificazione delle aree permeabili allinterno dei lotti (Ip/Se);
tabella riassuntiva per le aree pubbliche e private, contenente i dati relativi di standard richiesti dallo strumento urbanistico e i previsti da progetto distinguendo le tipologie di permeabilit (Ip/St);
tabella riassuntiva per le aree pubbliche e private, contenente i dati relativi di standard richiesti dallo strumento urbanistico e i previsti da progetto distinguendo le tipologie di permeabilit (Ip/Se);
Tabella numerica riassuntiva contenente i dati di standard e parametri urbanistici richiesti dallo strumento attuativo e
previsti da progetto, come da schema allegato alla presente guida;
[Qualora lintervento comprenda classi perequative diverse, va specificata la St relativa a ciascuna zona omogenea e differenziati i relativi standard (SUL, Se, Ap, Indici Ecologici);
Qualora il piano attuativo preveda stralci funzionali (vedi art. 42.04 delle NdA) deve essere indicata la suddivisione in sub comparti.]
St;
SUL complessiva;
compreso eventuale edilizia ERP;
compreso quelli di cui alla finalit di cui allart. 42.08 bis delle NdA;
Se complessiva;
compreso eventuale edilizia ERP;
compreso quelli di cui alla finalit di cui allart. 42.08 bis delle NdA;
verde di standard;
P2;
Ip (Se);
Ip (St);
alberi, arbusti;
Ap;
verde di compensazione ambientale aggiuntiva.
[La presente tabella deve essere inserita solo nella tavola 2 e nelle NdA PUA).
TAV. 3) PLANIVOLUMETRICO (elaborato facoltativo) contenente:
Planivolumetrico di progetto 1 /1000 inserito nellintorno.
TAV. 4) PROFILI / SEZIONI, TIPOLOGIE EDILIZIE contenente:
Profili, sezioni (scala 1/500) e Tipologie edilizie (scala 1/500) contenente:
Sezioni / profili significativi del P.U.A. quotate riferite al caposaldo fisso con lindicazione dellandamento del terreno esistente e di progetto, estese al contorno;
schema di planimetria con lindividuazione delle sezioni;
sezioni tipologiche per la verifica del tirante idrico (se dovuto);
planimetria di riferimento con lindicazione delle tipologie nei singoli lotti e le relative sistemazioni esterne, compreso le
eventuali aree destinate alla finalit di cui allart. 42.08 bis delle NdA o edilizia ERP;
piante, prospetti e sezioni di tutti gli edifici, compreso le eventuali aree destinate alla finalit di cui allart. 42.08 bis delle
NdA o edilizia ERP;
124

in alternativa ai due punti precedenti possibile individuare la sagoma di massimo ingombro degli edifici distinguendo
le eventuali aree destinate alla finalit di cui allart. 42.08 bis delle NdA o edilizia ERP, le caratteristiche degli edifici dovranno essere descritte e normate nelle Norme Tecniche del PUA;
idonea quotatura atta ad evidenziare la corretta progettazione:
H edifici;
Visuale libera (Vl);
Distanza dai confini;
In caso di interrati, quotatura atta a dimostrare il rispetto dellart. 6.02 delle NdA;
Tabella tav. n. 4, costituita da:
Tabella riassuntiva tipologie, contenente i seguenti dati: H edifici, Visuale libera, distanza minima dai confini, allineamenti stradali;
SUL di ogni edificio compreso eventuale edilizia ERP e quelle di cui alla finalit di cui allart. 42.08 bis delle NdA;
numero degli alloggi dimostrando di rispettare le finalit di cui allart. 22, punto 8, all. b, del R.E. (il numero degli alloggi
con SUL inferiore a 50 mq. non deve superare il 50% del numero totale degli alloggi per ogni edificio);
numero dei parcheggi privati (P1) verificati per ogni edificio;
(Se in planimetria stata individuata la sagoma di massimo ingombro degli edifici, per i due punti precedenti -n. alloggi
e n. P1- si rimanda alle NdA del PUA.)
numero alberi ed arbusti;
indice di permeabilit sulla Se.
[La presente tabella, redatta secondo il modello allegato,a deve essere inserita solo nella tavola 4 e nelle NdA del PUA]

Aree pubbliche opere di urbanizzazione:


TAV. 5) VERDE PUBBLICO, FOGNATURA BIANCA, MOBILITA contenente:
Verde pubblico
Individuazione e quantificazione degli spazi a verde (indicazioni delle superfici di ciascuna porzione);
verde pubblico di standard con individuazione delle attrezzature (giochi, panchine, ecc.);
verde pubblico di compensazione ambientale aggiuntivo;
eventuale verde privato di uso pubblico;
indicazioni delle essenze arboree;
individuazione degli accessi per i mezzi per la manutenzione del verde;
Fognatura bianca e invarianza idraulica
piano quotato della rete di acque bianche con indicate le quote di scorrimento o, in alternativa, planimetria e profilo delle
rete fognaria acque bianche;
dimensionamento e particolari costruttivi dei dispositivi di laminazione;
rappresentazione della strozzatura;
se trattasi di canale consorziale di bonifica, sezione allimmissione del corpo idrico recettore.
Mobilit viaria e ciclo-pedonale
individuazione della viabilit allinterno del comparto contestualizzata con lintorno;
segnaletica stradale;
devono essere evidenziati i percorsi e gli spazi pubblici in rapporto alla accessibilit da parte di persone con difficolt di
deambulazione;
sezioni stradali;
localizzazione isole ecologiche;
localizzazione corpi tecnici (cabine ENEL, ecc.);
individuazioni delle connessioni ciclo pedonali con la rete urbana ed eventuali impegni al riguardo;
individuazione degli accessi e delle aree di manovra dei mezzi pesanti.
TAV. 6) AREE DA CEDERE
distinte in strade, parcheggi, verde di standard e aree di compensazione aggiuntiva agli standard;
TAV. 7) SCHEMA RETI (GESTORE S.I.I. ED ALTRE RETI) contenente,
rappresentazione delle seguenti reti di progetto, con evidenziati i punti di innesto sulle rispettive reti esistenti:
acque nere;
acquedotto;
gas;
fibre ottiche;
rete duale;
teleriscaldamento;
isole ecologiche;
125

TAV. 8 ) SCHEMA RETE ILLUMINAZIONE PUBBLICA ;


TAV. 9) RETI ENEL, TELECOM contenente:
Schema reti:
ENEL;
TELECOM;
TAV. 9 BIS) COLLEGAMENTI CICLOPEDONALI contenente:
Collegamenti ciclopedonali (con esplicitati eventuali impegni al riguardo).
TAV. 10) PROGETTO PRELIMINARE OPERE DI URBANIZZAZIONE (pu essere presentato successivamente al parere della C.Q.A.P.) solo per opere di urbanizzaione di importo pari o superiore alla soglia comunitaria ;
Per i contenuti e gli elaborati relativi al Progetto preliminare si rimanda allart. 18 del DPR 554/1999 e, per maggiori
dettagli, al Settore Infrastrutture e Mobilit.
TAV 11) PROGETTO DI MASSIMA E COMPUTO METRICO IMPEGNI P.P.A.;

Allegati:
ALLEGATO N. 12 - Relazione illustrativa - Relazione sullinvarianza contenente:
illustrazione dei criteri che hanno orientato la progettazione;
dichiarazione, sottoscritta dai progettisti e dalle Propriet, che il progetto del PUA rispetta le Norme antincendio vigenti;
invarianza idraulica, deve contenere i calcoli del volume di invaso per linvarianza idraulica (compresi: verifica TR 30 d 2
ore per aree intervento superiori a 1 ha e studio di dettaglio per aree di intervento superiori a 10 ha; calcolo della strozzature) e dettagliare le soluzioni adottate per garantire unadeguata laminazione delle acque meteoriche.
In allegato alla relazione sullinvarianza idraulica, devono essere redatti i seguenti elaborati grafici:
c. planimetria in scala opportuna (1:1000 1:500) con individuazione, mediante campiture e legenda, delle superfici
permeabili/semipermeabili/impermeabili ANTE OPERAM;
d. planimetria in scala opportuna (1:1000 1:500) con individuazione, mediante campiture e legenda, delle superfici
permeabili/semipermeabili/impermeabili POST OPERAM, che mostri la differenza tra impermeabilizzazione di suolo
pubblico (Ap) ed impermeabilizzazione di suolo privato (Se);
e. planimetria dei sistemi di laminazione, in cui siano illustrati i dispositivi laminanti posti in essere distinguendo tra
quelli collocati su suolo pubblico (Ap) e su suolo privato (Se).
Tale relazione deve, inoltre, contenere:
la descrizione delle caratteristiche funzionali, formali e tecniche dellintervento in rapporto al contesto ambientale;
lillustrazione delle fasi di attuazione del piano;
valutazioni relative alla mobilit espressamente riferite allimpatto sulle condizioni di salubrit dellaria indotte
dallintervento proposto;
valutazione relativa allanalisi del rischio per gli utenti della strada ed ai provvedimenti che vengono proposti per la relativa mitigazione;
valutazioni tecniche dei percorsi e degli spazi pubblici riferite allaccessibilit da parte di persone con difficolt di deambulazione;
dovranno essere inoltre approfonditi i seguenti elementi: individuazione di gerarchia e funzioni della viabilit di progetto,
individuazione dei flussi della mobilit interna e delle connessioni con la viabilit esistente, studio dei collegamenti con
la rete di trasporto pubblico, studio dei collegamenti con la rete ciclabile e ciclopedonale e con le polarit di pubblico interesse presenti nel territorio, analisi di ambito urbano o comunque a scala adeguata dei punti critici e illustrazione delle
soluzioni proposte con descrizione degli accorgimenti strutturali adottati (ad esempio per regolamentare e diminuire la
velocit di transito nelle aree residenziali);
valutazione relativa a eventuali rischi idraulici e relativi provvedimenti;
analisi, relativamente alla normativa antisismica (L.64/74), delle altezze degli edifici in rapporto alle larghezze stradali,
come previsto al punto C3 del D.M. 16/01/96.
Per i comparti che ricadono negli articoli 2ter, 3 e 4 delle Norme di attuazione del Piano stralcio per il rischio idrogeologico, studio di massima di compatibilit idraulica secondo le indicazioni contenute nella Direttiva di norme tecniche relativa alle valutazioni idrogeologiche ed idrauliche corredato, in ogni caso, da una planimetria in scala adeguata che evidenzi i tratti dei corsi dacqua coinvolti.
ALLEGATO N 13 - Norme tecniche di attuazione contenente:
le prescrizioni per la realizzazione degli interventi, in particolare specificare quali vincoli devono essere rispettati in caso
di non precisa aderenza della progettazione definitiva degli edifici al disegno contenuto nel PUA.
Tali norme devono, inoltre, contenere di massima i seguenti dati:
Superficie territoriale (St);
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qualora lintervento comprenda classi perequative diverse, va specificata la St relativa a ciascuna zona omogenea;
Superficie edificabile (Se);
Superficie Utile Lorda totale massima realizzabile nonch eventuale Superficie Utile Lorda esistente, distinte secondo le
varie destinazioni duso ammesse;
superficie utile lorda nonch massimi realizzabili su ciascun lotto o unit dintervento, distinti secondo le varie destinazioni duso ammesse;
superficie destinata alle opere di urbanizzazione primaria, distinta in superficie per strade, per parcheggi, per verde pubblico di urbanizzazione primaria, per verde pubblico di compensazione ambientale aggiuntiva, per impianti tecnici;
superficie destinata alle opere di urbanizzazione secondaria;
superficie eventualmente destinata a verde privato e a verde condominiale;
altezza degli edifici ed eventuali schemi delle tipologie edilizie da adottare;
attuazione degli interventi previsti dal piano (comparti, stralci, unit minime di intervento, ecc.) con definizione dei tempi
di realizzazione delle opere di urbanizzazione in relazione al rilascio dei singoli permessi di costruire o DIA;
norme relative alla definizione della qualit dellintervento con riferimento a:
spazi esterni ed elementi di arredo urbano ed ambientale;
verde pubblico e privato;
materiali da impiegare nelle finiture delle costruzioni con indicazione dei colori;
recinzioni;
materiali e particolari costruttivi delle opere di urbanizzazione (percorsi, passi carrai, manufatti esterni relativi
allerogazione dei servizi, piazzali per bus, piazzole per la raccolta rifiuti solidi urbani ed ecologicamente attrezzate,
ecc.);
numero e caratteristiche degli accessi carrai;
distanze dai corsi dacqua.
Le stesse Norme potranno prevedere la possibilit di modifiche non sostanziali.
ALLEGATO N 14 - Relazione clima acustico (solo per le AT residenziali):
la relazione deve essere firmata da tecnici dotati di abilitazione idonea ai sensi di legge e contenere linquadramento
dellA.T. nel Piano di classificazione acustica.
ALLEGATO N 15 - Do.I.M.A. (solo per A.T. polifunzionali):
la relazione deve essere firmata da tecnici dotati di abilitazione idonea ai sensi di legge e contenere linquadramento
dellA.T. nel Piano di classificazione acustica.
ALLEGATO N 16 Relazione geologica geotecnica
la relazione deve essere firmata da tecnici dotati di abilitazione idonea ai sensi di legge .
Tale relazione deve contenere:
la valutazione sulle modificazioni, con riferimento alle disposizioni tecnico-guiridiche vigenti in materia, che lintervento
porta nellambiente con riferimento alla relazione specifica del PRG; in particolare dovr valutare laspetto geologico delle opere e la loro compatibilit con la stabilit e lassetto idrogeologico del terreno di insediamento, mentre per la progettazione delle singole opere, valgono le norme specifiche.
Alla Relazione anzidetta dovr essere allegata la Dichiarazione di fattibilit geologica-geotecnica predisposta dal progettista.
ALLEGATO N 17 Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilit alla V.A.S.
Il Rapporto preliminare (art. 12 D. Lgs. 4/2008) deve contenere una descrizione del piano con le informazioni e i dati
necessari alla verifica degli impatti significativi sullambiente conseguenti allattuazione del piano, con riferimento ai criteri contenuti nellAllegato 1 del Decreto Lgs. 16/01/2008 n. 4.
Per le aree comprese nellA.T. ove in passato si siano svolte attivit produttive o di allevamento animali, dovr essere
prodotto uno studio con la disamina storico-funzionale per valutare la necessit di eventuali analisi finalizzate ad accertare le CSC di cui al titolo 5 parte 4 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.
ALLEGATO N 18 - Schema di Convenzione.
Lo schema di convenzione contiene gli obblighi del soggetto attuatore del piano secondo quanto previsto dallart. 28
della L. 17 giugno 1942, n. 1150 (art. 8, L. 6 agosto 1967, n. 765). In particolare, per i P.U.A. di iniziativa privata, essa
prevede:
- la cessione gratuita, entro termini prestabiliti, delle aree necessarie per lesecuzione delle opere di urbanizzazione
primaria e secondaria;
- lassunzione a carico del proprietario degli oneri relativi a tutte le opere di urbanizzazione primaria inerenti al P.U.A.,
nonch lassunzione di una quota degli oneri per la costruzione delle opere di urbanizzazione secondaria;
- i termini di ultimazione delle successive fasi di intervento;

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- limpegno da parte della propriet alla manutenzione delle opere di urbanizzazione fino a quando tali opere non vengano acquisite dal Comune in base alla convenzione stessa;
- la corresponsione degli oneri di urbanizzazione secondaria dovuti o le congrue garanzie finanziarie per ladempimento
degli obblighi derivanti dalla convenzione;
- le garanzie finanziarie .
La convenzione deve essere trascritta a cura e spese della propriet.
Allo schema allegata la planimetria in scala 1:500 con lindividuazione delle aree da cedere indicate nel punto 6.

N.B.
nei frontespizi di tutti gli elaborati del P.U.A. deve essere indicato lindirizzo, il recapito telefonico e lindirizzo di posta elettronica del progettista;
gli elaborati presentati devono essere corredati di un ELENCO ELABORATI riepilogativo di quanto prodotto, debitamente timbrato e firmato dalla Propriet e dai tecnici progettisti.

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