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Approfondimenti di Relativit Ristretta

La relativit ristretta si sviluppa a partire da due assiomi: il principio di relativit e linvarianza della
velocit della luce.
Principio di relativit: tutti i sistemi di riferimento inerziali sono equivalenti per la formulazione
delle leggi di natura.
Principio dinvarianza della velocit della luce: la velocit di propagazione delle onde
elettromagnetiche nel vuoto la stessa in tutti i sistemi di riferimento inerziali.
evidente, dalla formulazione dei due principi, che la relativit ristretta seleziona una classe
privilegiata di sistemi di riferimento: i sistemi inerziali.
Definizione: Sistema di riferimento inerziale
Un sistema di riferimento detto inerziale se un corpo non soggetto a forze in quiete o si muove
di moto rettilineo uniforme.
I sistemi di riferimento inerziali ricoprono un ruolo privilegiato anche in meccanica classica.
Invece, una differenza sostanziale la sostituzione dellassioma del tempo assoluto con linvarianza
della velocit della luce: in assenza di un tempo assoluto, viene meno il concetto di iperpiano di
simultaneit (quanto meno come concetto indipendente dal sistema di riferimento) e diventa quindi
importante definire il concetto di distanza temporale.
A questo proposito, scegliamo ad arbitrio un sistema di riferimento inerziale e un punto dello
spazio, che funger da origine per il nostro sistema di coordinate. Immaginiamo quindi di disporre
tre assi cartesiani. possibile a questo punto definire il concetto di distanza e di posizione. La
distanza tra due punti potr essere misurata con un metro, in quiete rispetto al sistema di riferimento
che abbiamo scelto; in questo modo possiamo definire la scala dei tre assi coordinati. La posizione
di ciascun punto sar quindi data dalle tre componenti del punto.
Passiamo ora a definire gli intervalli di tempo.
Possiamo pensare di mettere un orologio in ciascun punto e definire lintervallo temporale tra due
istanti nel punto come la differenza di misura dellorologio ai due istanti.
Tuttavia, questa definizione non permette di definire il concetto di velocit: se un corpo si muove, si
trover allistante iniziale e allistante finale in due punti differenti, i cui due orologi sono del tutto
non correlati.
Occorre quindi fare due assunzioni: che gli orologi siano identici (in modo che abbinino la stessa
misura allo stesso intervallo di tempo) e che siano sincronizzati.
Sincronizzare gli orologi, in meccanica classica, banale per lassioma del tempo assoluto. Ma in
meccanica relativistica tale assioma viene a mancare, sostituito dallinvarianza della velocit della
luce. Possiamo quindi pensare di sfruttare questo nuovo principio: supponendo di aver gi portato
ciascun orologio nel suo punto, facciamo partire dallorigine, allistante t = 0, un segnale luminoso
isotropo. Il segnale viagger a velocit c, che in relativit una quantit primitiva ed invariante, e
raggiunger prima o poi tutti i punti delluniverso. Nota la distanza di ciascun punto dallorigine
(grazie al sistema di coordinate che abbiamo costruito), il segnale luminoso raggiunger il punto a
distanza d dallorigine nel tempo td d / c; in questo modo possibile sincronizzare tutti gli
orologi.

Fatte queste premesse, possiamo iniziare a studiare la cinematica relativistica.


comodo chiamare x1, x2, x3 le coordinate spaziali e x0 = ct la coordinata temporale (la c serve per
motivi dimensionali, spesso poi si adopera in relativit un sistema di unit di misura in cui c = 1); in
questo modo possibile parametrizzare la traiettoria di un punto materiale (ovvero linsieme dei

, con = 0, 1, 2, 3 e con la richiesta


punti nello spazio-tempo che occupa) nella forma
0
che dx / d 0 , che corrisponde alla richiesta che il punto materiale abbia unevoluzione
temporale. Dallequazione della traiettoria si pu ricavare la velocit del punto materiale (relativo al
sistema di riferimento considerato):
dx
dx
dx / d
v :
c 0 c 0
dt
dx
dx / d
Immaginiamo che il punto materiale si muova di moto uniforme. Allora:
dx / d
v cost. 0
cost.
dx / d
e quindi:
v dx / d
d dx / d
d2 x dx dx d2 x

cost.

v dx / d
d dx / d
d 2 d
d d 2
Riassumendo:
x x

d2 x dx dx d2 x

2
d

d d 2 .
Un punto materiale si muove di moto uniforme se
Studiamo ora il caso particolare di moto uniforme a velocit c.
Introduciamo per comodit due notazioni:
Notazione: Dato un vettore

, indichiamo con a il versore parallelo e concorde ad

Notazione: convenzione di Einstein


Faremo uso della convenzione di Einstein di somma sugli indici ripetuti, specificando che se gli
indici ripetuti sono caratteri greci, la somma si estende da 0 a 3; se sono caratteri latini, la somma si
estende da 1 a 3.
Per velocit c avremo che:

Introduciamo ora un nuovo oggetto:


1 0 0 0

0 1 0 0

:
0 0 1 0
0 0 0 1

. //Osservazioni su eta
Si tratta di un tensore a due indici che, come dimostreremo in seguito, invariante per cambio di

sistema di riferimento inerziale. In effetti, ha un significato molto profondo: si tratta infatti del
tensore metrico dello spazio-tempo della relativit ristretta, tuttavia lo studio delle sue propriet
geometriche esula dai nostri obiettivi, quindi lo ometteremo. Per il momento ci limitiamo ad

anticipare che servir per introdurre il prodotto scalare tra quadrivettori (vettori a quattro
dimensioni nello spazio-tempo).

Grazie al tensore possiamo riscrivere la relazione che abbiamo trovato in questo modo:
2
dx0
dxi dxi
dx dx

d d
d
d d
Riassumendo:

v c

dx dx
0
d d
.

Passiamo ora allo studio delle trasformazioni di coordinate tra sistemi inerziali.
Notazione: quando tratteremo due sistemi di riferimento (inerziali) diversi, indicheremo le
grandezze fisiche valutate nel secondo sistema di riferimento con una barra sopra il simbolo con cui
le indichiamo nel primo: G G .
Dopo alcuni passaggi, arriveremo a dimostrare che le trasformazioni di coordinate tra sistemi
inerziali sono le trasformazioni del gruppo di Poincar:

Partiamo da un risultato precedentemente ottenuto:


d2 x dx dx d2 x

d 2 d
d d 2 , perci in particolare si avr

per

un

moto

uniforme

vale

d2 x dx0 dx d2 x0
d2 x
dx

d 2 d
d d 2
d 2
d ,
1

d2 x0 dx0

2
d

. Il concetto di moto rettilineo uniforme invariante per cambio di sistema di


con
riferimento inerziale (per definizione), perci anche nelle nuove coordinate deve valere
d2 x
dx

d 2
d .
Inoltre:
dx x dx

d x d
d2 x
2 x dx dx x d2 x

d 2 x x d d x d 2
d2 x
dx d2 x
dx

2
d , d 2
d :
E quindi, utilizzando le relazioni d
d2 x
dx
x dx
2 x dx dx x dx

d 2
d
x d x x d d x d
2 x dx dx
x dx

x d
x x d d

dx
d i vettori tangenti alla traiettoria e definendo loggetto in modo che
Detti
: 2 u
u

possiamo riscrivere la relazione appena trovata in questo modo:


2 x dx dx
x dx

x d
x x d d

2 x
x
u
u

x u
x x

x
2 x
x
x
x


u
u

u
u

u
u

u u

x x
x
x
x
x

x
x

x x x
x

Adesso sfruttiamo linvarianza della velocit della luce. Se nel vecchio sistema v = c, anche nel
nuovo sistema si avr v c, pertanto:
dx dx

0
d d

x dx x dx
0
x d x d
Riassumendo, abbiamo ottenuto che:

dx dx
x x dx dx
v c v c
0
0
d d
x x d d

Ora, esiste un teorema di geometria che afferma che due forme quadratiche iperboliche hanno gli
stessi zeri se e solo se sono proporzionali, ed il termine di proporzionalit positivo:
x x
, 0
x x
Derivando rispetto ad x otteniamo:
2 x x x 2 x


x
x x x x x x
2

x
x
x

x
x
x
x
, otteniamo:
Ricordando che
x
x x x
x x


x
x
x
x x
x
x

x x
x x
x x
x x


x
x x

x x

x x

x x

x x

x x
Ma
, perci

Adesso possiamo determinare i valori di . Dalla precedente relazione, per :

0 0

perch > 0.
Ne segue immediatamente che
2 x x
x

0
x x x
x

ovvero, la trasformazione lineare:


x A x b

A A
Definiamo ora la matrice
x x a

ed il vettore

, perci: