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14 gennaio 2015 - 16:03

Il ralliement di Leone XIII di Roberto de


Mattei

(di Gianandrea de Antonellis) Leone XIII , dal punto di vista


dottrinario, uno dei pi grandi pontefici della storia. Meno luminosa, invece, la sua
azione in ambito pastorale, in particolar modo per ci che riguarda il tentato
avvicinamento (ralliement) alla Francia repubblicana e laica. Questo tema ora
oggetto di uno studio di Roberto de Mattei: Il ralliement di Leone XIII. Il fallimento di un
progetto pastorale (Le Lettere, Firenze 2014, p. 366, 35).
La questione del ralliement si inserisce allinizio della III Repubblica francese: dopo il
disastro militare del 1870 (sconfitta nella guerra con i Prussiani) e la sanguinosa
Comune di Parigi (1871) i tempi sarebbero stati maturi per una restaurazione
monarchica: ma il Conte di Chabord, che sarebbe dovuto diventare Enrico V, non
seppe approfittare delloccasione offertagli, impuntandosi sulla secondaria questione
della bandiera (non volle accettare il tricolore e pretese il ritorno alla bandiera
biancogigliata). La questione divenne un punto donore e ci gli alien le simpatie dei
moderati, che fecero convergere le loro simpatie sul generale Mac Mahon, che si
comport con Enrico V come lammiraglio Horty si sarebbe comportato con Carlo
dAustria, impedendo di fatto la restaurazione. Nacque cos una Repubblica che si
caratterizz per lacceso anticlericalismo di matrice massonica (fu in quegli anni che
nacque il GrandOriente di Francia, pi radicale rispetto alle logge inglesi, che
mantenevano una parvenza di religiosit), in cui il tanto sbandierato concetto di
laicismo non indicava una neutralit, ma piuttosto una lotta ai principi religiosi.
Lelezione di Leone XIII, succeduto nel 1878 a Pio IX, segn una svolta nella politica
vaticana: non soltanto per il rinnovato fasto delle cerimonie, messo da parte nellultimo
decennio in segno di lutto dopo linvasione degli Stati pontifici e la conquista violenta di
Roma (il nuovo pontefice aveva ben compreso come la forma fosse necessaria per
ribadire limportanza dellatto sacramentale), ma soprattutto per la politica di apertura

che espresse in particolar modo nei confronti del governo francese, nota con il nome
di ralliement, avvicinamento, adesione.
Tale accettazione della situazione di fatto non costituiva un vero e proprio
cattolicissimo liberale, perch in linea di principio non vi era una rinuncia esplicita agli
ideali come la restaurazione di una monarchia cattolica in Francia, la restituzione al
Papa dei suoi territori italiani ed il ritorno al potere temporale, ma poich di fatto si
cercava una soluzione concreta che partiva dal presupposto della impossibilit di
realizzare detti ideali, il risultato, nelle scelte concrete, era un cattolicesimo moderato
che non si distingueva troppo da quello liberale.
I risultati del ralliement furono tuttaltro che positivi: la proposta di dialogare con la
Terza Repubblica, rinunciando alla difesa del principio monarchico, sconvolse in primo
luogo i monarchici francesi, divisi tra legittimisti orleanisti e bonapartisti. La
conseguenza dellaccettazione della forma di governo repubblicana fu che la
maggioranza fedele al Re perse la frangia della nuova borghesia, che pass dal
centro-destra monarchico al centro-sinistra repubblicano per difendere i privilegi
acquisiti negli ultimi decenni e rafforz i governi di sinistra, spesso diretta espressione
delle logge massoniche. La mano tesa non serv peraltro ad evitare le persecuzioni
anticlericali (lo stesso avvenne anche in Italia).
Lapprofondito saggio di Roberto de Mattei, che non manca di sottolineare la
grandezza dottrinaria di Leone XIII, offre gli elementi per giudicare criticamente la sua
azione pastorale. Ma c di pi: la politica ecclesiastica di rinunciare ai principi ideali in
nome del realismo ha avuto uno strascico nel XX secolo; infatti alla base della
mentalit di apertura al mondo che nel periodo successivo al Concilio Vaticano II ha
portato in materia dottrinale al trionfo del neo-modernismo e in materia sociale
allappoggio dato alla Sinistra da grande parte dei fedeli (ci visibile soprattutto nei
grandi Paesi di tradizione cattolica: Italia, Francia e Spagna) con la conseguente
realizzazione della cosiddetta rivoluzione dei costumi (il Sessantotto). (Gianandrea
de Antonellis)