Sei sulla pagina 1di 1

La specie biologica la pi diffusa, usata in zoologia.

Dalla definizione
di Dobzhansky e Mayr, la specie rappresentata da quegli individui che incrociandosi tra
loro generano potenzialmente una prole illimitatamente feconda. Ovviamente, come si
amplier pi sotto, il termine, si basa su un modello necessariamente artificiale, e non
valido per tutti i casi di organismi in cui sia assente la riproduzione sessuale. In questi casi,
tipici ad esempio in microbiologia, la definizione pi articolata, ed reperibile su testi
di tassonomia batterica.
Il concetto di illimitatamente e feconda a fondamento della classificazione artificiale
attuata dall'uomo che, come tale, lascia aperto il campo a molte eccezioni
di ibridi interspecifici o intergenerici sani e fecondi. noto a tutti che l'asino e la cavalla
generano il mulo, che sterile; non cos per l'incrocio, ad esempio, del grizzly con l'orso
polare, che pure continuano ad essere considerate due specie diverse nonostante la loro
prole sia fertile[1]. In linea generale, il fatto che gli ibridi nati in condizioni di cattivit siano
fertili non pu essere di per s considerata un'evidenza invalidante della sussistenza di
due specie separate, nel caso in cui una barriera riproduttivasia effettivamente presente in
natura[2]. Tale conclusione pu essere tratta dall'affermazione formulata da Ernst Mayr,
secondo il quale le specie animali "non si incrociano in condizioni naturali". Ci non
esclude dunque la possibilit che possano farlo, e con esiti positivi, in condizioni artificiali.
Gli accoppiamenti che sono il risultato della deliberata azione dell'uomo, cos come il caso
pi generale di specie che sarebbero fisiologicamente in grado di generare prole ma che
per vari motivi non lo fanno in natura, non possono rappresentare evidenze a sostegno di
una supposta impossibilit di elevare due popolazioni al rango di specie separate[3]. L'idea
dunque che specie differenti non possano incrociarsi o che la prole di un tale incrocio
debba essere in tutti i casi sterile rappresenta un travisamento del concetto di specie
biologica formulato da Ernst Mayr nel 1942[4] D'altra parte, la generazione di prole fertile
come risultato dell'incrocio di due specie rappresenta un'evidenza della
vicinanza filogenetica delle stesse. In accordo con Mayr, l'elemento chiave per la
definizione di una specie biologica sarebbe dunque la sussistenza di un isolamento
riproduttivo in natura rispetto ad altre popolazioni, assieme ad una coesione
riproduttiva interna alla popolazione stessa.
Tuttavia tale definizione, per quanto rigorosa, non rigidamente applicabile in campo
botanico. Molte forme vegetali, pur presentando evidenti diversit, tali da non poter essere
considerate della medesima specie, si incrociano originando ibridi illimitatamente fertili. In
questi casi l'applicabilit di tale definizione tassonomica risulta limitata e si ricorre a
diverse classificazioni, basate sulle diversit somatiche e/o filogenetiche.