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RACCOLTA-DOSIER:

PUBLICAZIONI DECRETI
RECENSIONI ARTICOLI,
DAL 1999 AL 2005 da giornale on-line http://venexie.org/open/ LE VENEXIE,
GAZZETTA UFICIALE http://www.repubblica.org/governo/veneto/

LAVVENTURA
DI
AUTODETERMINAZIONE

E AUTOGOVERNO
DI UN POPOLO
IL POPOLO
VENETO

Pag 1

LAREGIONEVENETOnel1971hapropostoilsuostatuto,promulgatodalPresidentedella

RepubblicaSaragateilcontrosigilliColomboconLeggen.340

del
22Maggio1971

incui

lart.2
costestualmentescritto:
LAutogovernodelPopoloVenetosiattuainformerispondentiallecaratteristicheetradizionidella
suastoria.LaRegioneconcorreallavalorizzazionedelpatrimonioculturaleelinguisticodellesingole
comunit.
IlPresidentedellaRepubblicaLeonepromulgalaLegge881

il
25Ottobre1977cheratificaedesecuzionedelpatto
InternazionalerelativoaiDIRITTIECONOMICISOCIALIECULTURALI,nonchdelpattointernazionale
relativoaiDIRITTICIVILIEPOLITICIconprotocollofacoltativoadottatieapertiallafirmaaNewYork
rispettivamenteil16e19Dicembre1966.Costestualmentescritto:
PartePrimaArticolo1
1Tuttiipopolihannoildirittodiautodeterminazione.Invirtdiquestodiritto,essidecidonoliberamentedel
lorostatutopoliticoeperseguonoliberamenteillorosviluppoeconomico,socialeecolturale.
2Perraggiungereilorofini,tuttiipopolipossonodisporreliberamentedellepropriericchezzeedelleproprie
risorsenaturali,senzapregiudiziodegliobblighiderivantidallacooperazioneeconomicainternazionale,fondatasul
principiodelmutuointeresse,edaldirittointernazionale.Innessuncasounpopolopuessereprivatodeipropri
mezzidisussistenza.
3GliStatipartidelpresentePatto,ivicompresiquellichesonoresponsabilidellamministrazionediterritorinon
autonomiediterritoriinamministrazionefiduciaria,debbonopromuoverelattuazionedeldirittodi
autodeterminazionedeipopolierispettaretalediritto,inconformitalledisposizionidelloStatutodelleNazioni
Unite.

CronistoriadelAutodeterminazionedelPopoloVeneto:
PopoloVeneto24071999deiprimicittadinisisonoriconosciuticomeappartenentialPopoloVeneto.
Proclamazione1legge24071999listadeicriminiart.1chiunquenegaundirittopolitico
riconosciutonelpattointernazionaleL.8811977vienecondannatoalrisarcimentodeidanni
prodottieallareclusionedi6mesi.
TribunaledelPopoloVenetoil27071999ilPopoloistituisceedeleggeilPresidentedel
TribunaleP.V.PalmeriniLoris
Coordinamentodellacostituenteil04062000enasceilGovernoVenetoelesue
organizzazioni.
Governodecretail04062000Tasseabrogazione,nuovadel2%IRPEFannuae20%I.S.sututti
gliscambiedalbilanciomensiletoltetuttelespese(compresediI.S)versail20%alproprio
Sindaco.
AssembleaNazionaleVenetail03092000ilPopolovotaeleggendoiMembridelAssemblea
NazionaleV.
AssembleaNazionaleVenetail28092000riconfermacomeilpivotatoilPresidente
FranceschiLuciano.
TribunaledelPopoloVenetoil2762001art.10votatodalpopoloiniziaaemetteresentenze.
IlGovernodecretail05122001Elezioniperil07Aprile2002eoltre,inognicomunedel
territoriodellevenezieovesipresentiuncittadinoreferentedacommissarioperorganizzare
leelezioninelsuocomune,perlecaricheistituzionalidi(SindacoCommissariodigoverno
allaregionePresidentedellaregionePrefettoQuestorePresidentedellaProvinciaPresidente
delTribunaleCivileoPenaleoAltroPresidentediSezionediTribunaleProcuratoreCapo
ProcuratoreRegionalePresidentedellaCortedeiContiRegionaleMagistratoalleAcque
PresidenteoDirettoredellUfficiodelleEntrateDirettoreGeneralediOspedaleoAzienda
OspedalieraComandanteinCapodiRegionediogniforzaArmataCapodellaPoliziaNazionale
VenetaPresidentedellAutogovernodelPopoloVeneto.Leelezionisisvolgonointuttoilterritorio
nazionaleveneto,quindiancheneiterritoridelleprovincediBergamo,Brescia,Belluno,Padova,
Pordenone,Rovigo,Treviso,Udine,Venezia,Verona,Vicenzaelealtrenuoveprovince.Sonoper

tantocompreseleregionilombardaefriulana,perquantodicompetenzanazionale.
VistalopportuniteivantaggidiAutogovernopernoiVeneti,TIINVITOAUNA
RIFLESSIONEESPERANDOINUNESITOPOSITIVOATTENDOUNTUO
CONCRETOIMPEGNO,PERLANOSTRANAZIONE.GrazieFranceschiluciano
CONSULTAILSITOwww.repubblica.org/governo/veneto

Pag 2

Autogoverno del Popolo Veneto


Repubblica Italiana
Istituzioni costituite dal Popolo Veneto ai sensi dell'art.2 L.n.340/1971
e L.n.881/1977

Nel 1971 la assemblea costituente della REGIONE VENETO ha proposto


al Parlamento italiano il suo Statuto,che viene approvato con la legge
n. 340 del 22 maggio 1971 e e promulgato dal Presidente della
Repubblica Saragat e il contro sigillo di Colombo.
L'art.2 della l.n.340/1971 cos testualmente scritto:

L' Autogoverno del Popolo Veneto si attua in forme


rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua
storia. La Regione concorre alla valorizzazione del
patrimonio culturale e linguistico delle singole
comunit.

In pratica a fianco alla amministrazione della regione viene


riconosciuto il popolo veneto (territorialmente molto pi esteso) ed il
suo diritto di autogoverno (elezione diretta di prefetti, magistrati
ecc).
Il 25 ottobre 1977 il Presidente della Repubblica Leone promulga la
legge n.881 che ratifica e rende esecutivi nella Repubblica Italiana il
Patto Internazionale relativo ai DIRITTI ECONOMICI SOCIALI E
CULTURALI ed il Patto internazionale relativo ai DIRITTI CIVILI E
POLITICI emanati dalle Nazioni Unite nel dicembre 1966 e gi in
vigore internazionalmente dal 1976.
Pag 3

I patti riconoscono il diritto di Autodeterminazione di tutti i popoli e


testualmente dice: Parte Prima Articolo - 1 1- Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione.
In virt di questo diritto, essi decidono liberamente del
loro statuto politico e perseguono liberamente il loro
sviluppo economico, sociale e colturale.
2- Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono
disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle
proprie risorse naturali, senza pregiudizio degli
obblighi derivanti dalla cooperazione economica
internazionale, fondata sul principio del mutuo
interesse, e dal diritto internazionale. In nessun caso
un popolo pu essere privato dei propri mezzi di
sussistenza.
3- Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli
che sono responsabili dell'amministrazione di territori
non autonomi e di territori in amministrazione
fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione del diritto
di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale
diritto, in conformit alle disposizioni dello Statuto
delle Nazioni unite.

La repubblica italiana si impegnata ancora nel 1996 a rispettare tali


leggi internazionali.
Popolo Veneto: il 24-07-1999 dei primi cittadini si sono riconosciuti come appartenenti
al Popolo Veneto:
<< noaltri se riconossemo come popoeo veneto, e inte'l rispeto dei altri popoi se
proclamemo "nassion veneta" co el intedimento de veder riconossui i nostri diriti
umani, culturai, economici e poitici. Affermemo che sto ciapo xe costituente del
popoeo veneto nel senso dea lese taliana e par e implicassion de i Patti internassionai
sui diriti civii poitici e sociai riconossui daea lese taliana n.881 del 1977>>. (vedi
documento)

Pag 4

Autogoverno del Popolo Veneto - Repubblica Italiana


(autorit riconosciuta ai sensi dell'art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977)

Autodeterminassion del popeo veneto


Noaltri,
Franceschi Luciano nato a Borborico (Padoa) el 26 majo 1959,
Segato Giuseppe nato a Borborico (Padoa) el 17 jugno 1954
in considerassion che semo nati nel teritorio dove ea
Republica de Venessia ciamada "Serenissima" ga govern,
considerando che inte sto? teritorio ga origine i nostri
genitori,
despo? che a lengua che parlemo xe riconossua dai studiosi e
da noaltri stessi come lengua veneta de ciapo centrae,
considerando che ea lese costitussionae dea Republica Taliana
ciamada statuto dea Region veneto riconosse l?esistensa del
popoeo veneto,
noaltri se riconossemo come popoeo veneto, e inte?l rispeto
de ialtri popoi se proclamemo "nassion veneta" co el
intedimento de veder riconossui i nostri diriti umani, culturai,
economici e poitici.
Affermemo che sto ciapo xe costituente del popoeo veneto nel
senso dea lese taliana e par e implicassion de i Patti
internassionai sui diriti civii poitici e sociai riconossui daea
lese taliana n.881 del 1977.
Dito, fato sotoscrito a Borborico el 24 lujo 1999.

Pag 5

pag 6
Noaltri,
popoeo veneto riconossuo da el l'articoeo 2 dea lese n.340 del 1971
dea Republica Taliana (Statuto dea Region Veneto),costituio dai i
iscriti aea lista dei citadini veneti,secondo el l'articolo 2 de el "Pato
internassionae reativo ai diriti civii e poitici", secondo el l'articolo 2 de
el "Pato internassionae reativo ai diriti dea economia, sociai e

culturai"promossi da ea Assemblea del Onu e riconossui dae Republica


Taliana coa lese n.881 del 1977,noaltri popoeo veneto se riunimo in
ciapo costituente par scomissiar el nostro autogoverno.
L'autogoverno xe provisorio e funsiona coe regoe consiliari ispirae da
ea tradission de Republica Veneta.
L'Autogoverno provede aea creassion de istitussion necesarie pai fini
dell'autogoverno del popoe veneto nei limiti dee lesi dei patti al so
fondamento.
L'autogoverno crea e regoe pal funsionamento transitorio dee
istitussion e e rende publiche.
L'autogoverno crea e regoe de incompatibilit de carica cuando
necesario.
L'autogoverno se ispira e promove el decentramento de e istitussion
inte i limiti del rispeto del popeo veneto e de i so principi.
Ovunque l'assion dell'autogoverno no riusisse a conseguire i scopi qua
scriti, xe riconossuo el dirito de autoorganissasion nel rispeto dei
stessi principi.
El ciapo costituente nomina Franceschi Luciano e Segato Giuseppe de
el Autogoverno provisorio del Popeo Veneto.
Provisoriamente e nomine vegnar rivedue almanco ogni 12 mesi fin
aea assemblea costituente.
El popeo veneto elese i membri pa na asemblea che ga el potere de
fare lesi coa maioransa cuaificada de i sie decimi.
L'assemblea xe fata de un numaro de membri in proporssion dea
popoeassion coe regoe che stabiir l'autogoverno.
Pag 7
El cao de ea assemblea xe queo che risulta el p vota nee elession de
ea assemblea.Lassemblea de i membri vota el cao de elautogoverno
fra i so membri a maioransa de i sie decimi.
Lassemblea de i membri poe elesare el cao de elautogoverno fra i
iscriti a ea lista dei veneti coa maioransa cuaificada de i do tersi de i
membri.
El Cao de lautogoverno nomina i caomistri de el autogoverno che vien
confermai uno a uno da ea assemblea coa maioransa cuaificada de i
sie decimi de i membri.
Lassemblea dei membri poe far decadere el autogoverno coa
maioransa cuaificada de i do tersi de i membri prima dea so 7ittadin.

E richieste pa e convocaassion de ea assemblea xe presentae al Cao


dea assemblea che ciama i membri entro i termini de e richieste.
Lassemblea se riunisse almanco ogni do mesi.
Lassemblea se riunisse anca drio richiesta del Cao dellautogoverno.
Lassemblea se riunisse anca drio richiesta de almanco un decimo dei
membri.
Lassemblea deta e so regoe interne.
8ittadin 8ittad vento, se ghemo riunio in sta costituente, e
affermando de novo i nostri diriti de lese e poitici, sicuri dea nostri
diriti e dea nostra libert da soi conquistada,riconossemo sta carta
come costitussion 8ittadinanz del 8itta veneto e ea Dichiarassion
de i diriti de lomo come nostri principi de base, e se impegnemo par
primi a far rispetare sti diriti che ogni veneto va torse.
Ghe domandemo a ogni parlante de lengua veneta de accetar sta
Costitussion e a obligarse a rispetarla, garnatendoghe a ogni citadin
el dirito de rinunciare e ea 8ittadinanza veneta ne el rispeto de i
principi di autodeterminazione,
riservemo ea modifica de ea presente Costitussion a na Assemblea
vota a sto scopo e eleta in proporssion fra i 8ittadina.
Nessuno poe essere priv dea 8ittadinanza veneta se non ghe ne ga
naltra.

Pag 8
Borgoricco 14/marzo/2000
AL Segretario Federale Lega-Nord
e per conoscenza
al Segretario nazionale Veneto Lega-Nord
al Segretario provinciale di Padova
al Segretario di circoscrizione Camposampierese
al Segretario di sezione di Borgoricco

oggetto : dimissioni.

Egregi rappresentanti Lega-Nord vogliate accettare le mie dimissioni da militante del


movimento. Questa mia decisione e stata molto sofferta in considerazione del particolare
momento politico che vede il movimento impegnato nelle elezioni Regionali, dove in virt
dellaccordo stipulato con Forza Italia ne uscir certamente vincitore.
Sarebbe stato veramente molto piacevole assaporare la vittoria dopo tanto impegno profuso.

Ma i sentimenti, che mi hanno fatto militare attivamente nel movimento per anni con la
speranza di far raggiungere a noi veneti quella dignit politica che ritengo ci spetti come un
diritto sacrosanto sono stati frustrati negli obiettivi e nella speranza.
Intravedendo nella politica del movimento lobiettivo di una vittoria fine a se stessa che ci
allontana da lobiettivo di un Veneto libero ed indipendente pur confederato ad altri popoli,
Il mio animo mi spinge verso quelle persone che stanno lottando per questi obiettivi con
generosit sacrificandosi e subendo anche aspre repressioni.
Anche se non saranno subito vincenti non riesco a restare indifferente al richiamo della
bandiera della mia gente , e continuer a lottare con fede incrollabile fermamente convinto
che un giorno non lontano ci ritroveremo tutti assieme nella nostra terra libera ed
indipendente.

SALUTI
Franceschi Luciano

Pag 9
Tribunale del Popolo Veneto - Udienza facoltativa del 21 marzo 2000 a Segato Giuseppe
Il dott. Segato Giuseppe, residente in Borgoricco di Padova, invitato da questa Autorit
Giudiziaria emanante dal Popolo Veneto (art.2. Ln.340 del 1971), a rispondere ai seguenti quesiti :
1) riconosco lesistenza del popolo veneto e di singoli veneti
2) mio desiderio vedere delle istituzioni autonome del popolo veneto
3) sono cittadino italiano
4) sono di nazionalit italiana
5) sono di nazionalit veneta
6) sono cittadino veneto
7) riconosco lesistenza del Governo dei Veneti detto autogoverno veneto
8) intendo rimanere cittadino italiano

9) riguardo ai fatti del 10 maggio 1997 di piazza S.Marco a Venezia (presa del Campanile)sono
stato processato illegalmente dallo Stato Italiano
10)

ho subito pressioni psicologiche per disconoscere le autorit venete indipendenti

11)
desidero essere giudicato dal tribunale del Popolo veneto per i fatti al punto 9 e non dallo
Stato Italiano
12)

ho subito violenze per disconoscere le autorit venete indipendenti

13)

i veneti non esistono o si sono estinti

14)

riconosco il diritto di autogoverno dei popoli

15)

sono parte di un governo autonomo di veneti

16)

ripudio la cittadinanza veneta

17)

riconosco lautorit del Tribunale dello Popolo Veneto di processare cittadini veneti

Compilato in data 21 marzo 2000, in Borgoricco di Padova alla Presenza dei Signori
Palmerini Loris e Franceschi Luciano
Firmato in Fede
LORIGINALE COMPILATO SI TROVA IN ARCHIVIO DEL TRIBUNALE
Pag 10

Proclamazione prima legge : il 24-07-1999 viene iniziata la lista dei crimini con l'art.1
che dice
<<chiunque nega un diritto politico riconosciuto nel patto internazionale L.881-1977
viene condannato al risarcimento dei danni prodotti e alla reclusione di 6 mesi.>>
Autogoverno: il 31 luglio 1999 il Popolo Veneto, gi integrato di nuovi appartenenti
cittadini, si riunisce e d inizio all'autogoverno del popolo veneto, basandosi sul
riconoscimento legale italiano della propria esistenza e sui diritti di tutti i popoli dati
dalle leggi internazionali sui diritti umani <<noaltri popoeo veneto se riunimo in ciapo
costituente par scomissiar el nostro autogoverno. L'autogoverno xe provisorio e
funsiona coe regoe consiliari ispirae da ea tradission de Republica Veneta.
L'Autogoverno provede aea creassion de istitussion necesarie pai fini
dell'autogoverno del popoe veneto nei limiti dee lesi dei patti al so fondamento.>>. Le
leggi internazionali agiscono come limite costituzionale dell'Autogoverno. Il Popolo
stabilisce che dovr essere eletta una assemblea nazionale veneta (Asenblea dei menbri),
e introduce negli atti di costituzione i principi di federalismo e di sussidiariet anche
del singolo individuo (Democrazia diretta).
Tribunale del Popolo Veneto: il 26-09-1999 il Popolo istituisce l'autorit di giustizia
Tribunale del Popolo Veneto ed elegge a Presidente del Tribunale Loris Palmerini.

e definisce il territorio nazionale veneto come composto dai territori delle province di
Bergamo, Brescia, Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia,
Verona, Vicenza fino ai comuni di Crema e Monfalcone. Sono per tanto comprese le
regioni lombarda e friulana, per quanto di competenza nazionale.
Territorio Nazionale

Ordinanza del 19 Febbraio 2000 (formato PDF)


Tribunale del Popolo Veneto ORDINANZA Questa Autorit Giudiziaria istituita dal popolo veneto
(riconosciuto dall'art.2 della legge n.340/1971 del 1971) secondo le disposizioni di cui ai patti
internazionali recepiti con legge n.881 del 1977: visto il "Verbale in italiano della Assemblea del
popolo veneto in data di domenica 26 settembre 1999"; verificato che la assemblea indicata fu
legittima e composta dalla maggioranza dei cittadini veneti iscritti regolarmente alla "Lista dei
cittadini veneti" tenuta dal regolare Autogoverno del Popolo Veneto; essendo il popolo veneto,
riconosciuto dall'art.2 della L.n.340 del 1971 della Repubblica Italiana; essendo il diritto di
Autogoverno del Popolo Veneto riconosciuto dal suddetto articolo 2 della L.n.340 del 1971 e dal
"Patto sui diritti e civili e politici " recepito dalla Repubblica Italiano con la l.n.881 del 1977;
avendo il "Tribunale del Popolo Veneto" "tutte le competenze e giurisdizione che la legge veneta gli
riconosce." dovendo il Presidente del Tribunale del Popolo Veneto denunciare e porre sotto esame le
violazioni di diritti umani di cui viene a comunque a conoscenza nella piena indipendenza dal
potere politico e in nome del popolo veneto. essendo il cittadino veneto Segato Giuseppe, nato a
Borgorrico (Padova) il 17 giugno 1954 e residente in via Straele di Borgoricco, di nazionalit
veneta, di madrelingua veneta e regolarmente iscritto alla "Lista dei cittadini veneti" tenuta dal
regolare Autogoverno del Popolo Veneto; essendo il detto cittadino veneto Segato Giuseppe posto
agli arresti dalla magistratura italiana riconosciuta nella legge la piena competenza territoriale e
nazionale al Tribunale del Popolo Veneto tutto considerato in legge E' ORDINATO al Magistrato
Pag 11
Vigilante presso il Tribunale della Repubblica Italiana in Padova, il rilascio immediata del detto
cittadino Segato Giuseppe per inammissibilit ed incostituzionalit di ogni provvedimento a suo
carico emesso in quanto provvedimento viziato nella forma e nella legittimit, essendo la
magistratura italiana non competente per questioni riguardanti i cittadini veneti: il magistrato
italiano ha l'obbligo di applicare la legge italiana e in particolare l'obbligo di "promuovere
l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformit alle
disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite" sancito dal par.3 art.2 del "Patto Internazionale sui
diritti Civili e Politici" ratificato con la L.n.881/1977 dalla Repubblica Italiana. Essendo il
magistrato operante per conto dello Stato Italiano, Egli obbligato per lo Stato a promuovere e
riconoscere legittimit a questa A.G. Veneta poich "Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi
quelli che sono responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e di territori in
amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei
popoli e rispettare tale diritto," e per tanto ad rispettare questa ordinanza. Il provvedimento
urgente con esecuzione immediata in quanto al cittadino veneto Segato Giuseppe viene negato il
diritto umano di un tribunale imparziale al quale egli ha diritto di adire, e per tanto ogni ritardo
ingiustificato nella esecuzione di questa ordinanza suscettibile di incorrere nel fattispecie di
crimine di cui all'art.1 della "Lista dei Crimini" dell'governo autonomo (autogoverno) del Popolo
Veneto, oltre ad essere violazione dell'art.2 e 6 della Costituzione Italiana. Alla luce degli elementi a
Noi attualmente disponibili, non ci pronunciamo in merito alla questione che portarono il magistrato
italiano a un tale grave provvedimento, non potendo per altro anticipare giudizi sul nomarle
processo che il Segato dovr affrontare in seno alla Justizia veneta. Si invita per tanto a inviare ogni
relativa documentazione al caso preso la sede temporanea del Tribunale Veneto in v.Roma 56

Borgoricco,PD. Per conto del Popolo Veneto, Loris Palmerini, Presidente supplente presso il
Tribunale Padova, 19 febbraio 2000

Governo della provincia di Bergamo


Governo della provincia di Brescia
Governo della provincia di Padova
Governo della provincia di Pordenone
Governo della provincia di Rovigo
Governo della provincia di Treviso
Governo della provincia di Udine
Pag 12

Governo della provincia di Venezia


Governo della provincia di Venezia Verona
Governo della provincia di Venezia
Vicenza
Governo dei 7 comuni di Asiago
Governo della citt di Bassano
Governo della citt di Chioggia
Governo della citt di Caorle
Governo della citt di Crema
Governo della citt di Este
Governo della citt di Monfalcone

Governo della citt di Monselice


Governo della citt della Serenissima alla
data del 1797
Governo della provincia di Belluno

Pag 13
Tribunale del Popolo: il 19 febbraio 2000 ordina la
http://www.repubblica.org/tribunale/veneto/ord/ord00d04a.htm di Segato Giuseppe,
originario fondatore dell'autogoverno: Segato viene rilasciato e nella sentenza della
magistratura italiana si parla dell'Autogoverno del Popolo Veneto.
Sovranit: il 25 marzo 2000 il Tribunale del Popolo Veneto sentenzia sulla sovranit
delle Istituzioni del Popolo Veneto le cui leggi <<sonolimitateprovvisoriamentedalla
salvaguardiadeidirittiumanaedallasolidarietcooperativasancitidalla
CostituzioneItaliana[..ma..]Talilimitidecadrannoscadutiitempitecnicinecessari
allaRepubblicaItalianapereliminaredallasuacostituzionel'unioneforzata
dell'art.5,obbligodatodall'art.10CostituzioneItaliana>>elaleggeveneta<<ha
sovranitpoliticaedamministrativasulterritorioitalianodellaexVenetaRepubblica
Serenissima>>
Decolonizzazione:il4aprile2000ilTribunaledelPopoloVenetoordinala
decolonizzazionealleamministrazionidelloStatoitalianoelarestituzionedeibenial
popoloveneto.

Tribunale del Popolo Veneto

Decretodelpresidente
considerandocheaisensidell'articolo2delladellaleggeCostituzionalen.340del1971ilpopolo
venetoriconosciutoehadirittodiautogovernooveessopresente;
considerandocheilsedicente"autogovernoveneto"dichiaratoinBorgoriccodiPadovail27luglio
1999ancheil"GovernodelPopoloVeneto"autodeterminatoaisensideipattiinternazionali
recepitidallaL.n.881del1977;
considerandocheperleggeitalianaenaturaleilGovernodelPopoloVenetohasovranitpoliticaed
amministrativasulterritorioitalianodellaexVenetaRepubblicaSerenissimaesutaleterritoriola
potestpoliticadelpopolovenetoanchesepresentesoloinminoranza;
considerandochequestaAutoritGiudiziaria"TribunaledelPopoloVeneto"stataistituita
direttamentedalpopolovenetoinBorgoriccodiPadovaindata26settembre1999;

avendoil"TribunaledelPopoloVeneto""tuttelecompetenzeegiurisdizionechelaleggeveneta
gliriconosce."edovendoilPresidentedelTribunaledelPopoloVenetodenunciareeporresotto
esameleviolazionididirittiumanidicuivieneacomunqueaconoscenzanellapienaindipendenza
dalpoterepoliticoeinnomedelpopoloveneto;
poichleistituzioniautodecisedaivenetinonpossonoesserecancellatementrelaRepubblica
Italianaelesueemanazioniterritoriali(regioni,province,comuni,entilocaliecc.)devonoadesse
attivamentefarepromozione;

pag 14

ilpresidentedecreta
(sovranitdell'ordinamentogiuridicovenetoedelleistituzioni
venete)
ogninormaordinaria(leggi,decreti,ordinanzeesentenze)emanatadalGovernodelPopoloVenetoe
lagiurisprudenzadiquestoTribunaledelPopoloVeneto,essendonormederivantidaistituzionidi
autogovernovenetoautodecisedaiveneti,talinormehannoilvaloredileggedellaRepubblica
ItalianaederoganotuttelenormedelloStatoItalianoessendoleistituzioniemanantisovranesui
territoriitalianiappartenutiallaexRepubblicaVenetadettalaSerenissima,etalilegginonpossono
esserederogatedaalcunaistituzioneitaliana.Leleggivenetesonolimitateprovvisoriamentedalla
salvaguardiadeidirittiumanaedallasolidarietcooperativasancitidallaCostituzioneItaliana,
semprechetalidirittivenganorispettatiintuttoilterritoriorepubblicano.Talilimitidecadranno
scadutiitempitecnicinecessariallaRepubblicaItalianapereliminaredallasuacostituzione
l'unioneforzatadell'art.5,obbligodatodall'art.10CostituzioneItalianacheobbligalaRepubblicaa
conformarsiaipattiinternazionalidicuiallaL.n.881/1977chegarantisconoaivenetilapiena
indipendenzaintuttiisensi.
Questodecretohavaloredileggeordinariaconapplicazionedirettadichiunqueedesecuzione
immediatainquantoaicittadinivenetiedallanazionevenetadevonoesseregarantitiidirittiumani
innatideipopolicomestabilitoalpunto2dell'art.1dellacarta"StatutodelleNazioniUnite"
ratificataconL.n.848del1957.E'fattoobbligoachiunquedirendereimmediatamentepubblicain
appositialbiprotettidalfurtoilpresentedecretoerispettarloinaccordoaidivietisancitinella
"ListadeiCrimini"delPopoloVeneto.Ilpresentedecretoallegatoalla"ListadegliUsi"del
PopoloVeneto.
InnomedelPopoloVeneto,LorisPalmerini,
PresidentesupplentealTribunaledelPopoloVeneto
Padova,25marzo2000

Pag 15

Atti di autodeterminazione
compiuti dal popolo Veneto
04/04/2000COORDINAMENTOPERLADICHIARAZIONEDISTATOVENETO
SOVRANO

CCoordinamento de
Autodeterminasion de'l Stato
Veneto
CIRCOARE DEL GOVERNO DEI VENETI
L'autogoverno del Popoo Veneto/Governo dei Veneti, autorit de
governo
riconosesta daa lexe taliana inte l'art.2 n.340/1971, e conforme a
la
lexe n.881/1977, ga' organixa un incontro pa la creasion de'l
COORDINAMENTO DEA COSTITUENTE PA'L STATO VENETO
El Coordinamento se pone l'unico obietivo de realixare a
nasita del Stato Veneto, sovran e indipendente nea Republica
Taliana.
El Coordinamento ga el conpito de pianificare la dichiarasion de
piasa
atraverso la organixasion teritoria e a iscrision informa de
almanco
5000 veneti pronti pa ndare in piasa un d a sorprexa. La
dichiarasion de
indipendensa vegnar fata dal Popoo Veneto radun in piasa in
conformit
a a lexe n.881 del 1977 e secondo tradision veneta.

L'incontro pa l'inisio de'l Coordinamento gavar logo el d 4 Jugno


2000,
inte a sede del Tribuna del Popoo veneto, v Rossi 73 - Ruban
(Padoa)
ae ore 16.00.
Pa mantegnere a legait e a trasparensa del Coordinamento, e
pa
inpedire altri blochi al proceso de autodeterminasion dei veneti,
ai partecipanti aa riunion pa'l Coordinamento xe richiesto:
pag 16
- el riconosimento de e atuali Istitusion Venete (Anagrafe,
Governo,
Tribuna) come sovrane e indipendenti;
- a sitadinansa veneta, che se podar otegnere sol posto (sede
del
Tribuna) ma prima de l' ingreso.
I recuixiti xe dimandai de modo che i partecipanti podar un d
vegnere
proteti daa justisia veneta pa i reati de "vioasion de diriti umani"
(art.1 dea Lista dei crimini) inte'l caxo ghe fuse la represion da
parte
de antiveneti o de rasisti. El dirito umano de ibert de pensiero xe
preserv, ma l'incontro xe escluxivamente pa coordinarse inte'l
programa
pa a nasita de'l Stato Veneto sovran e indipendente inte la
Republica
Taliana. In te a sede del Tribuna podar esare consider soo
proposte
pa a realixasion de'l Stato Veneto indipendente inte a Republica
Taliana.
No canbia che i italiani che i ostacoa el proceso de
autodeterminasion
dei veneti fa reato anca pa a lexe italiana (articoi 283 e 241 CP).
El proceso de nasita del Stato Veneto xe de masima traci dal
Governo dei
Veneti inte sti punti de prinsipio:
1) Organixasion de'l grupo de coordinamento dea Costituente pa'l

Stato
Veneto, co nomina dei proveditor pa provincia e xona (04/06/2000);
2) Registrasion informa de i partecipanti ala dichiarasion de
nasita
del Stato Veneto co l' obietivo MINIMO de 5000 veneti iscriti;
3) Dichiarasion popoare dea Nasita de'l Stato dei Veneti
indipendente e
autonomo nea Republica Taliana cof conforme ai diriti legai del
popoo veneto;
4) Nomina de piasa dei Comisari provixori pa i afari del Stato
Veneto
(xe proposti: Enti Locai, Difexa e Sicuresa, Finanse, Interni,
Justisia e Diriti Umani, Esteri, biancio e Texoro, Trasporti e
Industria, Anbiente e risorse naturai, Educasion e Universit,
Agricoltura, Artijanato, Comercio e Turismo);
5) obligasion al pagamento dee tase SOO al Governo del Stato
Veneto co
l' organixasion de e forse de sicuresa;
6) elesion del parlamento dei veneti conforme aa storia veneta;
I interesai ga da comunicar a so partecipasion par (a scelta)
pag 17
- email:l'indiriso veneto@libero.it (Tribuna del Popoo Veneto)
- teefono: 0347 1416187 - Palmerini Loris
o 0337 510086 - Franceschi Luciano
- fax: 049 5798283
- de persona
Se dimanda a i interesai de difondare la notisia a tuti i veneti che
posa
jutare pa la liberasion del popoo veneto da l' opresion de o Stato
Italiano che vioa co rasismo a Costitusion Italiana contro el
Statuto de
l'ONU (art.2) e vioando e so stese lexi italiane e taxendo
mafioxamente
so l'autodeterminasion del Popoo Veneto e negando un
referendum de
autodeterminasion che xe xa sta dimand.
La devolusion xe fora discusion parch i veneti ga el dirito de aver
i
so beni storici e i so skei indrio.

Luciano Franceschi - Caomistro del Governo dei Veneti


Loris Palmerini - Prexidente suplente al Tribuna del Popoo
Veneto

Pag 18
Verba uficia del COORDINAMENTO DEA COSTITUENTE PA'L STATO VENETO
fato a
Ruban de Padoa el 04/06/2000 da l'autogoverno del Popoo Veneto/Governo
dei
Veneti, autorit de governo riconosesta daa lexe taliana inte l'art.2
l.n.340/1971, e conforme a a lexe n.881/1977.
Trascrision:
El Governo Veneto e dei Veneti se riunise pa'l coordinamento in
version slarg.
-------------- Organixasion,sicuresa e spexe ----------------El Coordinamento delibera de asegnar i ministeri necesari de
conpetensa pa'l funsionamento de'l Stato Veneto. I ministeri xe i
stesi scriti so a Circoare eman pa a convocasion.

1) Finanse
2) Interni
3) Enti Locai
4) Difexa e Sicuresa
5) Justisia e Diriti Umani
6) Esteri
7) biancio e Texoro
8) Trasporti e Industria
9 Anbiente e risorse naturai
10) Educasion e Universit
11) Agricoltura, Artijanato, Comercio e Turismo
I Caomistri vien nomin provixoriamente e deposti dal Cao e
sotoposti al controo.
I conpensi xe in cifre lorde.
Xe stabiio e spetanse ai Ministri in Euro 6000 al mexe.
Al Caomistro xe dovue 12000 Euro/mexe.
Al Prexidente del Tribuna del Popoo Veneto o al suplente ghe speta
6000 Euro al mexe.
I aministrativi xe nomin provixoriamente dai Mistri de conpetensa e
ghe speta 3000 Euro al mexe.
Ogni adeto o inpieg a l'aministrasion veneta ciapa 2000 Euro /mexe.
Pag 19
Ai agenti de poisia veneta o judisiaria ghe va na xonta de indenit
pa'l riscio de 1000 Euro/mexe.
e paghe vien dae co ghe xe disponibiit de casa, che xe de
conpetensa del ministero dee finanse.
--------------- Abrogasion de Tase, inposte e riscosion ------------a tasasion xe stabiia al 2% (do par sento) par tuti i rediti e e
persone juridiche.
Pa ogni tranxasion de beni e de servisi xe dovesta na inposta de'l
20 %, escluxi i beni necesari:
- alimentari (ma no i alcoici)
- caxa de abitasion
Soi teritori dea Talia dea ex-Republica Veneta dita "a Serenisima",

tute e altre inposte e tase de altro ente xe scance e ilega,


parch sto teritorio xe de conpetensa de'l Autogoverno dei Veneti ai
sensi dee lexi dea Republica Taliana n.340 del 1971 e n.881 del 1977.
L'inpoxision de ste tase abrogae xe reato.
Ogni axienda otien dal Tribuna del Popoo Veneto el Codice fisca
numerico de axienda.
Pa e ativit economiche dee persone singoe xe conserv el codice
fisca dea Republica Italiana.
El Governo decide che se verxe un conto de banca pa'l pagamento dee
tase. a gestion de e finansa e del conto corente xe carg al
ministro dee finanse, che vien nomin Bulla Paolo.
L' inposta so e tranxasion xe ciam IS , Inposta soi Scanbi opure:
1) ex-IVA (ex "Imposta sul Valore Aggiunto")
2) VAT ( "Value added Tax")
e co sto nome va segnai sti pagamenti.
L' inposta soi scanbi va vers entro l' ultimo d de ogni mexe pa e
spetanse del mexe prima e soo pa l' efetivo de casa: no va pag cueo
che rixulta dae scriture contabii, ma cueo che xe sta incas de fato.
------------------------ Concesion pa e telecomunicasion --------------Tute e concesion pa e telecomunicasion so'l teritorio decade uncu e
e poe vegner richieste al Governo.
Pa e teevixion a concesion xe sotoposta al fato che se dispone dei
Pag 20
mexi par 2 ore al d de informasion publica.
Tuti i posesori de antene ga 15 d a dispoxision pa regoarixarse.
El secuestro o l'abatimento de inpianti de telecomunicasion publica
no autorixai xe de conpetensa de'l Tribuna del Popoo veneto.
------------------------ Contensioxo co'l Stato Italiano ---------------El Governo dimanda al Tribuna de verxere un contensioxo co o Stato
Italiano pa a restitusion de tuti i beni del popoo veneto fin da
cuando o Stato Talian i ga tolti in consegna dai Austriaci.
El Tribuna poe anca far ricorso a de l'asistensa lega esterna che
vegnar conpens pa'l 4% dei beni efetivamente recuperai.

----------------- Organixasion dea dichiarasion -----___________________


Xe dichiar che se ga xa scumisi a organixar e a propagandar a
proclamasion in piasa de sovranit de el Stato Veneto e dee so lexi.
Pa a propaganda xe consentii soo i normai mexi democratici.
Pa'l d dea dichiarasion de sovranit del Stato dei Veneti/Stato
veneto, a ogni prexente partecipante vegnar vidim e registr un
pagher de Stato Veneto pa el vaor de 500 Euro co scadensa pena pagabie.
A partire da deso a copia de'l pagher vien distribuio, e dovar
vegner registr el d dea dichiarasion.
Xe fato obligo a tuti i jornai e i mexi de comunicasion radio de dar
notisia de ste lexi.
Al Stato Italiano xe fata ingiunsion de darme el masimo dee risorse finch
no semo rivai aa piena sovranit come xe so obligo scrito inte el "Patto
per i diritti culturali, economici e sociali" fato lexe n.881 del 1977 dea
Republica Italiana. o Stato Italiano xe oblig da l'art.2 del Statuto de
l'ONU.
El prexidente dea Republica Italiana bixogna che l' obliga el Parlamento a
"prendere tutte le misure legislative o di altro genere per rendere effetivo
il diritto di autodeterminazione" L.n.881/1977
I veneti che voe poe far dimanda a ogni aministrasion veneta pa'l
conferimento de incarichi stipendiai.

pag 21
I interesai ga da far dimanda a:
Tribuna<del<Popoo<Veneto<
v.rossi 73 - Ruban (PD)
0347 1416187
Governo dei Veneti
Tel.Fax: 049 5798283
Ministero finanse
Se dimanda a i interesai de difondare a notisia a tuti i veneti che posa
jutare pa a liberasion del popoo veneto da l' opresion de o Stato
Italiano che vioa co rasismo a costitusion contro el Statuto de

l'ONU e e so stese lexi taxendo mafioxamente so l'autodeterminasion del


Popoo Veneto e negando un referendum de autodeterminasion che xe sta
dimand.
Costituente per lo STATO VENETO: il 04-06-2000 il Governo decreta la Costituente per
lo Stato Veneto e le sue organizzazioni vengono integrate nell'Autogoverno del Popolo
Veneto, emessi i Titoli di credito del futuro Stato Veneto rimborsabili il giorno della
proclamazione di piazza.
Abrogazione Tasse: 04-06-2000 il Governo decreta l'abrogazione delle Tasse italiane e
istituisce la nuova IRPEF del 2% annua e il 20% di I.S. (imposta scambi) su tutti gli
scambi mensili, tolte le spese (comprese di I. S). L'imposta IS viene versata al proprio
Sindaco o se egli si rifiuta alla Cassa Nazionale Veneta.
Assemblea Nazionale Veneta: il 03-09-2000 i Cittadini Veneti votano i Membri della
Assemblea Nazionale Veneta, la prima assemblea nazionale dopo 200 anni di governo
straniero.

Pag 22

I TUOI NUOVI DIRITTI DI CITTADINO


VENETO
( SOTTOSTANTE LAMMINISTRAZIONE AUTOGOVERNO DEL POPOLO VENETO)
ELEGGERE I PROPRI SINDACI,GIUDICI,POLIZIA E AMMINISTRATORI ENTI
LOCALI ( INTERPELLA IL TRIBUNALE DEL POPOLO VENETO VIA ROSSI 73 35035
RUBANO DI PADOVA TEL 3471416187 E-MAIL VENETO@LIBERO.IT
E RICHIEDI IL COMMISARIO ADDETTO AD ORGANIZARE LE ELEZIONI NEL TUO
COMUNE).
CAMBIARTE REGIME FISCALE PAGARE SOLO 2 TASSE (I.S. E IRPEF)
IN TOTALE IL 22% ANNUO SUL REDDITO NETTO TOLTE TUTTE LE SPESE.
ESONERATO AL PAGAMENTO DELLE VECCHIE IMPOSTE DI TUTTI GLI ENTI
DELLO STATO ITALIANO (IVA, IRPEF, IRAP,ICI, BOLLI AUTO, DIRITTI CAMERALI,
MARCHE DA BOLLO ETC. VEDI CIRCA 250 TASSE).
GESTIONE DIRETTA DELLE TUE TASSE VERSATE DA PARTE DEL TUO SINDACO
DA TE ELETTO E CONTROLLATO.

NUOVE LEGGI PER AVERE IL TUO NUOVO CONTRATTO DI LAVORO NAZIONALE


VENETO, CON LA TUA DIRETTA PARTECIPAZIONE CON LA CONTROPARTE,
LASSISTENZA DEL TUO SINDACATO VENETO, DOVE VALE SOLO LA TUA
FIRMA,AVERE UN SALARIO MENSILE PIU ALTO E IL TUO CONTROLLO DIRETTO
SULLA TASSAZIONE, GESTIONE ASSICURATIVA E PENSIONISTICA.
I VERTICI DELLA POLIZIA LOCALE E NAZIONALE : ELETTI DIRETTAMENTE DA
TE, E COSI VERAMENTE AL TUO SERVIZIO.
GIUDICI ELETTI DA TE NEL TUO TRIBUNALE DEL POPOLO VENETO SEZIONE
LOCALE E CENTRALE. GIUSTIZIA VELOCE E RAPIDA SECONDO
GIURISPRUDENZA INTERNAZIONALE ( ONU PATTI DIRITTI CIVILI E POLITICI,
SOCIALI ECONOMICI) CON OSSERVANZA DI USI E COSTUMI LOCALI.
IL GIUDICE ELETTO DA TE, FA I TUOI INTERESSI, I GIUDICI NOMINATI DAI
POLITICI FANNO GLI INTERESSI DEI POLITICI.

Pag 23

I TUOI DOVERI COME CITTADINO


VENETO

PRESENTARSIECOMUNICAREATUTTIIFUNZIONARIDELLAVECCHIA
AMMINISTRAZIONEDELLOSTATOITALIANO
(in qualsiasi evenienza od occasione ai sindaci, vigili,carabinieri,polizia,finanza,
giudici,ufficiali giudiziari,curatori fallimentari, ag. Riscossione tributi per multe

ed etc.) DI

ESSE CITTADINO ITALIANO DI


NAZIONALITA VENETA.
PAGARELEIMPOSTEALLAMINISTRAZIONEVENETA(ILTUOSINDACODI
AUTOGOVERNO).

OSSERVARE E RISPETTARE LE LEGGI DI AUTOGOVERNO DEL


POPOLO VENETO PUBLICATE NEL SITO
http//.www.repubblica.org/governo/veneto

Pag 24

Decreto 19 Giugno 2000 del Governo dei


Veneti
Repubblica Italiana
Decreto del Governo dei Veneti ad applicazione immediata
Il Governo del Popolo Veneto, Governo delle 3 Venezie
- autorit primaria di autogoverno politico/economico/sociale del
popolo veneto ai sensi delle leggi n.340/1971 e n.881/1977 nel
territorio in Italia della ex Serenissima Repubblica
- autorit costituente dello Stato Veneto ai sensi delle leggi
n.881/1977 e dell'eguale diritto di autodeterminazione del popolo
veneto che lo Stato Italiano deve sempre rispettare sempre in
conformit e gli scopi dello Stato delle Nazioni Unite e promuovere
con il massimo di risorse.
visti:
a) la persistenza del problema dell'acqua alta nella citt di Venezia ed
il suo degrado strutturale;
b) la diffusione di sostanze tossiche e cancerogene nella laguna

Veneta a seguito degli scavi di fanghi dalla zona industriale;


c) l'emergenza ecologica nel mare di Trieste e il fermo pesca;
d) le continue innondazioni nei comuni della Alta Padovana derivanti
da usuali piogge;
il Governo dei Veneti Emana il seguente
Pag 25
DECRETO URGENTE
valido quanto la legge ordinaria, con applicazione immediata,
composto da articoli 4 e punti nessuno
1) Le zone di cui alle precedenti lettere a,b,c,d sono dichiarate colpite
da calamit naturale ed industriale;
2) nelle zone indicate, tutte gli enti aventi competenze in materia
naturalistico, paesaggistica, della pesca, degli insediamenti
industriali, delle idrovie, dell'ecosistema lagunare e degli scarichi
industriali vengono sottoposti alla direzione politica/amministrativa
del Governo del Popolo Veneto, ed i loro dirigenti devono presentarsi
entro 15 giorni al Presidente del Governo Veneto a pena di decadenza
dalle funzioni;
3) i danneggiati dai fenomeni indicati che rientrano nelle dette zone
possono fare richiesta di risarcimento del danno subito al Governo del
Popolo Veneto entro il 10 novembre 2000;
4) Tutte le competenze del Magistrato alle Acque e le facolt di
indagine e sanzione degli enti su menzionate sono sottoposte alla
direzione del Tribunale del Popolo Veneto. Il Magistrato alle Acque
deve presentarsi entro 15 giorni al Presidente del Tribunale Veneto a
pena di decadenza dalle funzioni.
Il presente decreto viene pubblicato sul sito internet
http://www.repubblica.org/governo/veneto ed allegata ad una lista
idonea.
E' fatto obbligo a chiunque di rispettare questo decreto come legge
della Amministrazione Autonoma del Popolo Veneto in tutti i territori
delle Tre Venezie, parte in Italia della Ex-Repubblica Serenissima.
La sanzione delle violazioni di questa legge sono valutate secondo
caso e giurisprudenza.

Pag 26
Tribunale del Popolo Veneto

ORDINANZA

Esecutivadalleore12.00delgiorno29giugno2000.
QuestaAutoritGiudiziariaistituitadalpopoloveneto(riconosciutodall'art.2dellalegge
n.340/1971del1971)secondoledisposizionidicuiaipattiinternazionalirecepiticonleggen.881
del1977:
vistoil"VerbaleinitalianodellaAssembleadelpopolovenetoindatadidomenica26
settembre1999";
avendoil"TribunaledelPopoloVeneto""tuttelecompetenzeegiurisdizionechelalegge
venetagliriconosce."(leggeistitutiva);
riconosciutanellaleggelapienalegittimitdapartedelMagistratodiSorveglianzac/oil
TribunalediPadovaneldecreton.21/2000reg.ist.l.n.165/1998del09/03/2000;
riconosciutanellaleggelapienacompetenzaterritorialeenazionaledelTribunaledelPopolo
VenetonelleprovincediBelluno,Bergamo,Brescia,Padova,Pordenone,Rovigo,Treviso,
Udine,Venezia,VeronaeVicenza;

VERIFICATO
checondecretodel04giugno2000(pubblicatoil10giugno)ilGovernodell'autogoverno
venetohadato15giorniditempoperchiederenuovaconcessioneaipossessoridiantennedi
emissionepertelecomunicazioni;
cheleconcessionipertelecomunicazionihannol'obbligodieffettuarealmeno2oregiornaliere
diinformazionepubblicaedelleautoritpubbliche;
chelacomunicazionepubblicaimponel'obbligodirenderepubblicaleordinanzedelleautorit
legittimeechenessunapubblicaamministrazionepuessereesclusadaldirittodicomunicare
comegisancitoneldirittoitalianodallaCorteCostituzionale;
checonnormativadelGovernodelpopolovenetoilpagamentodelletasseIRPEF,IRPEG,
ILOR,IRAPedicircolazionestatorinviatoal11novembre2000intuttiiterritoriinItalia
dellaexSerenissimaRepubblicaVeneta;
cheattualmentelainformazionealcittadinorisultainsufficienteoassenteriguardolalegge
chegliimponedipagareletassealgovernovenetonotiziandolochetaleobbligononviene
assoltodalpagamentoaentidiamministrazioneitaliana;
chelacompetenzaperilsequestrool'abbattimentodiimpiantiditelecomunicazionenon
autorizzatiassegnataaquestaautoritgiudiziariaTribunaledelPopoloVeneto;
cheleattiviteconomicheeleprofessionalitdevonoesseresalvaguardatefinoaquandonon
contrastinoconlenecessitprimariedellacomuniteconidirittiumani;

tuttoconsideratoinlegge

pag 27

E'ORDINATO
nelleprovincediBelluno,Bergamo,Brescia,Padova,Pordenone,Rovigo,Treviso,Udine,
Venezia,VeronaeVicenza,leconcessioniditrasmissioneradiotelevisivasonodecadutee
devonoessererinnovate;
devonoottenerel'autorizzazioneallatrasmissionetutteleaziendecheeffettuanotrasmissioni
radiotelevisiveoditelefoniamobilesulleprovinceindicateindipendentementedalterritorio
doveessehannosedelegale;
perleleaziendecheintendanorichiedereconcessionealTribunaledelPopoloVenetooal
GovernoVeneto,lascadenzadelterminepereffettuaredomandadiconcessioneprorogatodi
ulteriorigiorni3;
leaziendechenonintendonorichiedereconcessioneprorogatodiulteriorigiorni3devono
interrompereimmediatamenteognitelecomunicazioneoppuretrasmetteresoltantol'immagine
mutaoilsoloparlatodelseguentetesto:
"LetrasmissionisonointerrotteperdisposizionedelTribunaledelPopoloVeneto,Autorit
GiudiziariaaisensidellaLeggen.881/1977eart.2L.n.340/1971autodeterminazionedello
StatoVeneto";
leaziendecheintendochiedereconcessionepossonocontinuarelanormaleprogrammazione
inattesadiconcessione,maognitrasmissionedinotiziegiornalisticheediattualitecomunque
almenoogni3oredevonodarelaseguentenotizia:
"E'iniziatalaautodeterminazionedelloStatoVeneto,iterritoriinitaliadellaExRepubblica
SerenissimasonoGovernatidallegittimoAutogovernodelPopoloVenetodicuiall'articolo2
dellaleggen.340del1971.IresidentinelleprovincediBelluno,Bergamo,Brescia,Padova,
Pordenone,Rovigo,Treviso,Udine,Venezia,VeronaeVicenzanondevonoeffettuareil
pagamentodelletasseIRPEF,IRPEG,ILOR,IRAPedellatassadicircolazionepoichil
pagamentostatoposticipatoal11novembre2000.Laleggeimponedipagareletasseal
GovernoVenetoetaleobbligononvieneassoltodalpagamentoaentidiamministrazione
italiana.Leleggidell'autogovernovenetosonopubblicatesulsitointernet
www.repubblica.org/governo/veneto,mentrealtreinformazionipossonoessererichiesteal
numeroditelefono049/5798283.Ogniamministrazionepubblicaexitalianahal'obbligodi
"promuoverel'attuazionedeldirittodiautodeterminazionedeipopolierispettaretalediritto,
inconformitalledisposizionidellostatutodelleNazioniUnite"sancitodalpar.3 art.2
del "Patto Internazionale sui diritti Civili e Politici" ratificato con la
L.n.881/1977 dalla Repubblica Italiana. Vi daremo ulteriori
informazioni.";
Ai sensi dei patti fatti legge n.881 del 1977, gli enti operanti per conto
dello Stato Italiano, sono obbligati per lo Stato a promuovere e
riconoscere legittimit a questa A.G. Veneta poich "Gli Stati parti del
presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili
dell'amministrazione di territori non autonomi e di territori in
amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione del diritto di
autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto," e per tanto a
rispettare questa ordinanza;

pag 28
il Presidente del Tribunale della giustizia italiana nelle province indicate
deve disporre immediato sequestro cautelare di tutte le aziende che
continuassero a effettuare programmazione in violazione delle presente
ordinanza, facendo interrompere ogni trasmissione e disattivare l'impianto
agli operatori in loco o facendo interrompere l'alimentazione elettrica presso
la societ fornitrice competente;
sono destinatari della presente ordinanza anche le aziende con
partecipazione o di propriet dello Stato Italiano.

Il provvedimento urgente con esecuzione immediata in quanto ai cittadini


veneti nelle province indicate vengono negati i diritti umani di una
amministrazione imparziale alla quale hanno diritto, e per tanto ogni ritardo
ingiustificato nella esecuzione di questa ordinanza suscettibile di incorrere nel
fattispecie di crimine di cui all'art.1 della "Lista dei Crimini" del Governo
autonomo (autogoverno) del Popolo Veneto, oltre ad essere violazione dell'art.2
e 6 della Costituzione Italiana. Per ogni danno procurato e per i costi sostenuti
dalla amministrazione veneta dalla abusiva trasmissione saranno responsabile
in proprio i giornalisti inadempienti, i direttori responsabile e la propriet
indipendentemente dalla forma societaria.
Ogni ricorso contro l'ordinanza pu essere inviata o presentata entro 72 ore alla
sede del Tribunale del Popolo Veneto, v.rossi, 73 - 35030 Rubano di Padova
Gli ufficio sono aperti dalle 8.00 alle 20.00 dal Luned al Sabato.
Il portiere raggiungibile al numero 0347 1416187.
E' disposta la immediata pubblicazione della presente ordinanza perch
esecutiva dalle ore 12 del giorno 29 giugno 2000.
PercontodelPopoloVeneto,
LorisPalmerini,
PresidentesupplentepressoilTribunale
Padova,29giugno2000

Pag 29

Autogoverno del Popolo Veneto


(entelocaledigovernoart.2L.n.340/1971eL.n.881/1977eart.118Cost.)

Richiesta di codice per l'Imposta sugli scambi (ex-IVA)


da presentare dal proprietario o dal legale rappresentante

Io,(cognome)(nome)
nata/oail//Stato:
Tipodoc:PassaportoCartadiIdentitPatentediGuidadelloStato:
Doc.Num.: residente:vianumComuneprovinciaemail
CellTelefono:Fax:l:
poich svolgo attivit economiche nelle province di Belluno, Bergamo, Brescia, Padova,
Pordenone,Rovigo,Treviso,Venezia,Verona,Vicenza,onellecittdiCrema,Monfalconeecc,
appartenentialPopoloVenetoedamministratidalGovernodelPopoloVeneto,entedilocaledi
autogovernoaisensidiart.2leggen.340/1971, leggen.881/1977eart.118Cost.It., richiedo
l'assegnazionediuncodiceperilpagamentodelleimpostesostitutiveperleimpostealloStato
Italianoedeisuoientiregionaliolocali,daassegnarea:
NomeaziendaComuneprovinciadomiciliatainvianumTelefono:
Fax:email,cellofax
excod.IVAsitoweb:
attiviteffettuate:Alimentari Produzione alimentari Edilizia prima casaEdiliziagenerale
Commercio con l'estero Commercio elettronico Commercio Turismo industria non inquinante
industriaChimicacompatibileChimicageneraleAgricolturabiologicaAgricoltura
AllevamentointensivoAllevamentoEditoriaTelecomunicazionisfruttamentorisorsenaturalieradio
ArtigianatoTrasportiaterraTrasportiinnaveServiziFinanziariebancariServiziSanitari
ServiziessenzialiAltriservizieconsulenze
loscriventedichiaradiriconoscerelanazionevenetaelesueistituzioni,dichiaradiconoscerei
requisiti,idirittieidoveridellaleggevenetaeperogniquestioneadessirelativiriconoscela
competenzaprimariaedesclusivadellaAutoritGiudiziaria"TribunaledelPopoloVeneto"istituita
aBorgoriccodiPadovail26settembre1999qualeautodeterminazionedelpopolovenetoaisensi
del Patto internazionale legge n.881 del 1977, e riconosce la applicazione di tali leggi nelle
istituzioniautodeterminatedalPopoloVeneto.

Data__________Luogo____________Firma:

________________
Riferimenti:GovernodelPopoloVenetov.Roma5635010Borgoricco,PDTel3393708771
Tel/Fax:0495798283
Presidente:FranceschiLuciano.email:lombardo_veneto@libero.itSiti internet
http://www.repubblica.org/governo/veneto http://autogovernoveneto.8m.com
TribunaledelPopoloVenetov.Rossi7335030Rubano,PDTel03471416187Fax:001347
4126974Presidente:LorisPalmerini.Sitointernet:http://www.repubblica.org/tribunale/veneto
email:veneto@libero.it

Pag 30
Mittente :
____________________________
Via_________________________

Spettabile Autogoverno
del Popolo Veneto
Ministero delle Finanze

RACCOMANDATA A.R.

Via Roma n. 56
35100 Borgoricco, PD
OGGETTO : DICHIARAZIONE BILANCIO E VERSAMENTO
I. S.
(Autogoverno Popolo Veneto Legge n. 1 del 4 Giugno 2000 Imposta I.S.)

MIO CODICE I.S. ____________


MESE________________________ANNO______________
.

DESCRIZIONE MOVIMENTI

c.d

ENTRATE AL
LORDO Imposta
Scambi I.S. 20%

USCITE AL
LORDO Imposta
Scambi I.S. 20%

Reddito Lordo

Imposta 20%

Entrate- SALDO MESE PRECEDENTE


Entrate-Salario contratto extemporaneo
Entrate-altre:
Spese-Assicurazione Pol.n.

tipo

Spese-Ass.Pensione Pol.n.
Spese-affitto
Spese-mangiare
Spese-Telefono, acqua, gas, elettricit
Spese-Auto,moto, carburanti-Trasporti (bus, treno)
Spese-viaggio proprio paese
Spese-mediche -medicine
Spese-

SpeseTOTALE movimenti a Lordo del' Imposta Scambi I.S.


REDDITO Lordo = ENTRATE - USCITE
Calcolo Imposta Scambio I.S. 20% da versare al Sindaco
( Esempio di calcolo : Reddito Lordo x 0,20 ) = TRIBUTO

Come previsto dal decreto legge nr. 1 del 04 Giugno 2000, del' Autogoverno del Popolo
Veneto, dichiaro di aver versato il mio TRIBUTO di Euro___________(Imposta Scambi
MENSILE del 20% )
Nel Conto nr. 42-014-3596.8361 intestato a CASSA NAZIONALE VENETA (si-no
)
Nel Conto nr._______________ intestato al Sindaco di ____________________(si-no
)
Distinti saluti.

data____________ firma____________________
Tel._______________________
N.B. Inviare COPIA pi Ricevuta Posta per FAX o per R.A.R. al Ministero delle
Finanze . (v.retro)

DICHIARAZIONE BILANCIO E VERSAMENTO TRIBUTO I.S.


ISTRUZIONI :
-Procurare una COPIA ORIGINALE di ricevuta di ogni (entrata) o spesa
(uscita)
SCRIVERE IN MATITA E POI IN PENNA
-Scrivere i Totali INIZIALI O del MESE PRECEDENTE di ENTRATE
-Scrivere nella colonna delle ENTRATE le entrate comprese di I.S. (ex IVA
20%)
-Scrivere nella colonna delle USCITE tutte le usicte comprese di I.S. (ex. IVA
20%)
-Calcolare il TOTALE ENTRATE E IL TOTALE USCITE
-Calcolare il REDDITO LORDO facendo TOT. ENTRATE (meno -) T.
USCITE
-Calcolare i TRIBUTO facendo REDDITO LORDO X 0,20
CONTROLLARE IL TUTTO SE CI SONO EVENTUALI ERRORI
SCRIVERE IL TUTTO IN PENNA ( NO PENNARELLO)
-Compilare il BOLLETTINO POSTALE (ATTENZIONE al NR. DI
CONTO )
pag 31
pag 32
1-Caso intestato a CASSA NAZIONALE VENETA
Via
Conto NR. 42-014-3596.8361
2-Caso intestato al SINDACO Sig...................
COMUNE DI ....................
CITTA ...............................
Conto nr..............................

IL VERSAMENTO DEL TRIBUTO DEVE ESSERE FATTO ENTRO LA


FINE DEL
MESE SUCCESSIVO AL MESE IN CORSO (A QUESTO MESE).
UNA Copia di questa MIA dichiarazione DEVE essere CONSERVATA con
tutte le ricevute ORIGINALI di (entrate e uscite ) dimostranti il mio bilancio.
LA RICEVUTA ORIGINALE del BOLLETTINO POSTALE relativa al mio
TRIBUTO I.S. Mensile del 20% sul reddito lordo VERSATO ENTRO LA
FINE DEL MESE successivo .
SPEDIRE PER FAX O PER LETTERA RACCOMANDATA con AVVISO
di RICEVUTA al MINISTERO DELLE FINANZE .
( 1 copia ORIGINALE
DICHIARAZIONE DI BILANCIO )
( 1 copia FOTOCOPIATA BOLLETTINO POSTALE del versamento )
fax e tel

049-579.8283

MINISTERO FINANZE

Mitt.____________________________
Via _____________________________
Codice I.S.________________________
SPETT.LE
__________________________________
VIA__________________________________
____________________________________

Luogo__________________IL ___________________

CODICE I.S._____________________
Pag 33

OGGETTO: FATTURA NR________________________

In Riferimento al nostro contratto estemporaneo datato___________________


Le espongo qui di seguito il conteggio delle mie prestazioni per il periodo

Nel mese di_________________ che va dal__________________al_________________compreso,


Svolgendo:_______________________________________________________________________

TOTALE PRESTAZIONI________________________________EURO__________________
TOTALE ASSICURAZIONE_____________________________EURO___________________
TOTALE ASSICURAZIONE PENSIONISTICA______________EURO___________________
TOTALE IMPONIBILE

EURO___________________

TOTALE I.S. 20%

EURO___________________

TOTALE GENERALE INCASSATO

EURO___________________

N.B La presente fattura va emessa in 2 copie al momento dellavvenuto incasso per prestazioni
professionali sia manuali che intellettuali,. da parte del lavoratore.
Il totale I.S va versata entro e non oltre la fine del mese successivo allincasso, presso il conto
corrente tributi del proprio comune di residenza. ( o in mancanza del conto tributi comunali SI
VERSA AL LA CASSA NAZIONALE VENETA C/CPOSTALE N 35968361)

DATA E FIRMA PER QUIETANZA _________________

_______________________

Pag 34

Tribunale del Popolo


Veneto

OrdinanzadelPresidente
aiPrefettioailorosostituti.
1.

considerandocheaisensidell'articolo2delladellaleggeCostituzionalen.340del1971il
popolovenetoriconosciutoehadirittodiautogovernooveessopresente;

2.

considerandocheilsedicente"autogovernoveneto"dichiaratoinBorgoriccodiPadovail27
luglio1999aisensidell'art.2dellaL.n.340/1971ancheil"GovernodelPopoloVeneto"
autodeterminatoaisensideipattiinternazionalirecepitidallaL.n.881del1977eperlegge
italianaenaturaleilGovernodelPopoloVenetohasovranitpolitica,amministrativae
legislativasulterritoriodell'ItaliadellaexVenetaRepubblicaSerenissimaesutaleterritoriotali
potestsonodelpopolovenetoanchedovesolounaminoranza;

3.

riconosciutanellaleggelapienacompetenzaterritorialeenazionaledelleistituzionidi
autogovernovenetonelleprovincediBelluno,Bergamo,Brescia,Crema,Padova,Pordenone,
Rovigo,Treviso,Udine,Venezia,VeronaeVicenzaedintuttiiterritoriappartenentialla
RepubblicaSerenissimaalmomentodellaSuacadutanel1797;

4.

stantelainvaliditdelreferendumdel1886perchmancantedelrequisitodellalibera
espressionedelpopolovenetocomedatrattatodicessionedall'AustriaalRegnod'Italiadel
territoriodelleVenezie;

5.

considerandochequestaAutoritGiudiziaria"TribunaledelPopoloVeneto"stataistituita
direttamentedalpopolovenetoinBorgoriccodiPadovaindata26settembre1999ericonosciuta
lasuapienalegittimitnellaleggedapartedelMagistratodiSorveglianzac/oilTribunaledi
Padovaneldecreton.21/2000reg.ist.l.n.165/1998del09/03/2000;

6.

avendoil"TribunaledelPopoloVeneto""tuttelecompetenzeegiurisdizionechelalegge
venetagliriconosce."edovendoilPresidentedelTribunaledelPopoloVenetodenunciaree
porresottoesameleviolazionididirittiumanidicuivieneacomunqueaconoscenzanellapiena
indipendenzadalpoterepoliticoeinnomedelpopolovenetoedagireinsuadifesa;

7.

poichleistituzioniautodecisedaivenetinonpossonoesserecancellatedaorganismi
ItalianielaRepubblicaItalianaconlesueemanazioniterritoriali(regioni,province,comuni,enti
locali,prefetture,tribunaliecc.)devonopromuovereconilmassimodellerisorsedisponibilile
istituzionidiautogovernodeiveneticomedispostodeipattiinternazionalirecepitidallaL.n.881
del1977;

8.

poichl'art.10dellaCostituzioneItalianaobbligalaRepubblicaItalianaaconformarsiai
pattiinternazionalidicuiallaL.n.881/1977chegarantisconoaivenetilapienaindipendenzain
tuttiisensi,conildirittodiindipendenzacomeStatoautonomoesovranoenellaformapolitica
pag35

9.

solodaessistessivolutaobbligandolaRepubblicaitalianaaprendereognimisura
necessariaallarealizzazioneditalediritto;

10.

poichogninormaemanatadalGovernodelPopoloVeneto(leggi,decreti,ordinanzee
sentenze)elagiurisprudenzadiquestoTribunaledelPopoloVeneto(sentenze,ordinanze,
decretidelpresidente),sonoprodottedaistituzionidiautogovernovenetoautodecisedaiveneti
aisensidelleleggiinternazionalirecepitedall'Italiaepertantoemanantiistituzionisovranesui
territoriitalianiappartenutiallaexRepubblicaVenetadettalaSerenissima(sentenzanr.1del
25/03/2000Trib.delPop.Veneto);

11.

datocheleleggivenetenonpossonoesserederogateononapplicatedaalcunaistituzioneo
personaitaliananelterritoriointeressatopoichtalederogasarebbeunaviolazionedeidiritti

umaniprotettidall'art.2CostituzioneedifattosarebbelaeversionedellaCostituzioneItalianae
costituirebbeattodiguerradelloStatoItalianoadannidellesovraneistituzionidiAutogoverno
delPopoloVenetoeperloStatoItalianohannoilvaloredileggedellaRepubblicaItalianae
deroganotuttelesuenorme;
12.

stantelaautodeterminazionedellaCostituenteperloStatoVenetodaPartedell'Autogoverno
Venetoindata04giugno2000conimminenteproclamazionedipiazzaadoperadimigliaiadi
agentidipoliziaveneta;

vistiidecretidicoordinamentodelGovernodelPopoloVenetoindata04giugno2000;

ilpresidentedelTribunaleordina
(decolonizzazionedelloStatoItalianonelterritoriodeiveneti)
13.

ilpresentedecretointeressaiterritoridelleprovincediBelluno,Bergamo,Brescia,Crema,
Padova,Pordenone,Rovigo,Treviso,Udine,Venezia,VeronaeVicenzaetuttiiterritoriinItalia
partedellaSerenissimaRepubblicaVenetaalladatadel1797;
14.
lafrontierapoliticaedamministrativadell'AutogovernoVenetoediconfinidelTerritorio
Venetoquelladeterminatideiterritoriinteressatie,dietroreferendum,allargataaiterritoridella
RepubblicaItalianaappartenutiallaanticaRepubblicadiVeneziaperalmeno50anni
indipendentementedalperiodostoricocompresoilLombardoVenetocedutodall'Austriainvirt
deltrattatodicessionealRegnod'Italia;
15.

tutteleamministrazioniitalianepresentineiterritoriinteressatiseguonoledirettive
organizzativedellaAutoritGiudiziariadelTribunaledelPopoloVenetoeseguonoledirettive
politichedelGovernodelPopoloVeneto;iPrefettiitalianidelleprovinceinteressatedevono
mettersiaimmediatadisposizionedelGovernodelPopoloVeneto,notificandotuttiglialtri
prefettidelpresentedecreto;

16.
leforzediPoliziaediPubblicaSicurezzadevonoseguireedapplicaresoltantoledirettive
emanatedalGovernodelPopoloVenetosecondoleleggiveneteemanateepubblicatenelsito
internethttp://www.repubblica.org/governo/veneto/;
17.

idipendentidelleamministrazioniexitaliane(compreseleamministrazioniconfunzionidi
ordinepubblico)chevoglionoconservarelaqualifica,lefunzioni,egliemolumentiacquisiti
devonofaredomandascrittadi"riconoscimentodellacarriera"alsuperioredirettoofacente
funzionientro72ore,avendocuradiinviarecopiadelladomandainraccomandataconricevuta
diritornoallasededelGovernoVeneto(v.Roma56,BorgoriccoPadova),includendonella
bustaunadomandadiottenimentodellacittadinanzavenetaspecificando"permotivispeciali";

pag 36
18.

iprefettiofacentifunzionidelMinisterodell'internoItaliano,iQuestoriediviceQuestori
dellaPoliziadiStatoitaliana,iGeneraliMilitaridelloStatoMaggiore,iresponsabiliComandanti
provincialideiCarabinierietuttiiresponsabilidiAgentidiPubblicaSicurezzaodiPolizia
GiudiziariaodellaGuardiadiFinanzadevonopresentarsidirettamenteotramiteunloro
mandatariocondelegascrittaalPresidentedelGovernodelPopoloVeneto,dimostrandoleloro
generaliteponendosialsuoservizioimmediatamenteefacendogiuramentoscrittoefirmatodi
fedeltalGovernodelPopoloVenetoedallabandieradelPopoloVenetooppuredevono
dimettereimmediatamentelepropriefunzioniadundirettodipendenteepossonoottenerela

pensioneel'immunitdiplomaticadalGovernoVenetosecondolalorofunzioneattualesene
fannodomanda;
19.
imilitarinonvenetidell'esercitoitalianohannodirittodifaredomandaedevonoessere
immediatamentetrasferitialdifuoridelterritorioveneto,mapossonoottenerelacittadinanza
venetafacendonedomandaegiurandofedeltallaIstituzioniVenete;inonveneticomandantidi
casermevenetedevonochiedereiltrasferimentopressol'esercitodelloStatoItaliano;la
nazionalitsideterminadallaparoladell'interessatooneldubbiodallaresidenza;
20.

leamministrazioniexitalianeoloroorganiaventifunzionidiordinepubblicosono
sottopostealledipendenzedelGovernoVeneto;gliagentidiPSchehannofattodomandadi
riconoscimentodellacarrieraassumolaqualificadiAgenteVenetodiPS;

21.

gliAgentiVenetidiPScheravvisasseroinlorosuperioricomportamentidifformidalle
direttivediquestodecretodevonosegnalareilfattoappenapossibiledirettamentealPresidente
delTribunaledelPopoloVenetooaunmembrodelGovernoVenetoedagireperladifesadel
dirittodiautodeterminazionedeivenetisecondoledirettiveditaliautorit,ancheeseguendo
l'arrestoinflagranzadireatosenecessarioaisensidell'art.1della"ListadeiCriminiveneti"oin
subordineaisensidegliarticoli266,270bise283delCodicePenaleItaliano;

22.

tuttiibenidelloStatoItalianoedeisuoiministeriedeisuoientiterritorialipresentinel
territoriovenetoritornanodiproprietdelPopoloVenetoevengonoamministratedalTribunale
delPopoloVenetosottodirezionedelGovernodelPopoloVeneto;fratalibenisonocompresele
quotesocietarie,icreditideglientidelloStatoItaliano,iversamentiIVAedognitassaversataa
partiredal1agosto1999,ibeniappartenutiallaExRepubblicadiVeneziadatiall'Italiain
amministrazionesindal1866;

23.

icittadinivenetiexdipendentidiamministrazioniitalianechevenisseromolestatiin
qualunquemodoperleloroopinionilegittimeoperilrispettodelprocessodi
autodeterminazione,devonodenunciareilfattoadunagentediVenetodiPSodirettamentein
unaqualunqueistituzioneveneta;

24.

ipresidentidelleamministrazioniregionaliinteressatedellaLombardiaedelFriuliVenezia
Giuliadebbonooptareperlacompetenzaperilsoloterritoriovenetooveniresostituitidaiprimi
nonelettilacuielezionenonsianulla;

25.

ilGovernodelPopoloVenetosuccedeneidirittidicontrattiregolarmentestipulati
dall'amministrazioneitalianaperoggettidiinteressepubblicochevengonobloccatifinoa
esecuzionedellapresentesentenza;

26.
ilpresentedecretononescludeulterioririvendicazionidelGovernodelPopoloVenetoma
escludechel'oggettodiquestodecretopossaesserecedutoinqualunquemaniera;
27.

ilGovernoItalianooisuoifacentifunzionirestanoobbligatialrimborsodituttelesomme
sborsatedagliabitantinelterritoriodiAutogovernodeiVeneti,daiComuni,stabilimenti
pubblici,emolumentiperilclerocassepubblicheecassepopolari,atitolodicauzioneodepositi
oconsegne;
pag 37

28.

ilGovernodelPopoloVenetotenutoariconoscereeconfermareintutteleloro
disposizioniepertuttalalorodurataleconcessionidellevieferrateestradaliaccordatedal
GovernoItalianosulterritoriodiAutogovernoveneto,maildirittodidevoluzionedidettevie

riconosciutoalGovernodeiVenetifattesalvelariparazionedeidanniancheeconomici
comunquegisubiti;
29.
lecaserme,lestazionidipoliziaediogniforzapubblica,lecarceritutteglistabilimentiegli
edificipubbliciexitalianipresentinelterritoriovenetodevonoinnalzarelabandieradelPopolo
Venetoinunappositopennonevisibileeinbellamostra,eventualmentesostituendoaltra
bandieracompresaquelladellaUnioneEuropeaoquelladellaRepubblicaItalianaqualoranon
fossedisponibileunpennonesupplementare;labandieradelpopolovenetodevegoderedel
migliorpostodiesposizionedisponibile,edeveessernecuratoilbuonstatodapartedichiunque,
malaresponsabilitpenaledellamancataocattivaesposizionedellabandiera
dell'amministratorediciascunenteseeglinonhavigilato;
30.

idetenutiitalianinellecarcerivenetehannodirittodifaredomandaediessere
immediatamentetrasferitiinterritoriodelloStatoItalianopercompletareladetenzione;i
detenutivenetiincarceriitalianedebbonovenirerichiestiintrasferimentodaidirettoridicarceri
venetisalvoopposizionedell'interessato;

31.

idetenutivenetiperreatipoliticicondannatidalloStatoItalianosonoimmediatamente
liberatiedevonopresentarsiperlavigilanzaalTribunaledelPopoloVenetoalqualevengono
sottoposti;sonoconsideratidetenutivenetiperreatipoliticianchegliappartenentialcosiddetto
commandodeiSerenissimicheassaltaronoilCampanilediS.MarcoaVenezianelmaggio1997
inquantoillorodirittodiautodeterminazionestatonegato;

32.

lepensioniregolarideiresidentiinterritoriovenetodaalmeno10annisenzadistinzioni
d'originecontinuerannoarimanereacquisiteailorotitolarieverrannoinavvenirepagatedal
GovernodalPopoloVeneto;

33.

gliarchivideiterritoriveneticontenentiititolielepropriet,idocumentiamministrativie
civili,edigiustiziaedisegretipolitici,comepureidocumentipoliticiestoriciocomunque
appartenutiallaRepubblicadiVeneziadevonoessereconsegnatinellalorointegrital
responsabilenominatoindicatodalGovernodelPopoloVenetoestessasorteperibenistoricie
artisticiglioggettid'arteediscienza,ibrevettiindustrialieleoperedell'ingegno;

34.

iprefettiitalianidelterritoriointeressatodevonocomunquevigilaresulbuonsvolgimento
delprocessodidecolonizzazionedandoadessoogniprioritedilmassimodirisorsedisponibili,
ancheintercedendopressoilgovernoitalianoperchrestituiscaisoldinonlegittimamentepresi
comeIRPEF,IRPEGedIVAsindal1agosto1999enestanziulterioriperquestoscopo;

35.

neiterritoriinteressati,ilGovernodelloStatoItalianoresponsabileperidanni
consequenzialiallamancataesecuzionedelpresentedecretodapartedeisuoifunzionario
personedaessonominate,qualoranonfossepossibileilrisarcimentodeldannodallesingole
persone;

36.

ilGovernodelPopoloVenetorichiestodidecretarepenedettagliateesanzionipecuniarie
aggiuntiveperlamancataesecuzionedelpresentedecreto,considerandolaequipollenzadel
reatoall'art283delC.P.Italiano.

37.

sonoesclusidalpresentedecretoidirittidelloStatoVenetoedeiparticolaridafarsivalere
conimezziidonei;

Questodecretohavaloredileggeordinariaconapplicazionedirettaedesecuzioneimmediata.E'
fattoobbligoachiunquedirispettarlaedirenderlaimmediatamentepubblicainmanieraidonea.
InnomedelPopoloVeneto,LorisPalmerini,

PresidentesupplentealTribunaledelPopoloVenetoPadova,05Luglio2000
Pag 38

Decreto 20 Lujo 2000 del Governo dei Veneti


Testo in Italiano
Decreto lexe so a prostitusion e norme urjenti pa a Justisia
Borborico el 19/07/2000
Inte a riunion de'l Governo Autonomo del Popoo Veneto xe sta meso
in
discusion el problema dea prostitusion, par pore un limite ai dixagi
de
chi se prostituise, pa'l rispeto dea nostra cultura e mora, pa no
parmetare altro a sciavoneria e i reati contro i diriti umani.
DECRETEMO
Ogni prestasion persona co raporti sesuai fata a pagamento ga da
oservare e regoe cu scrite:
1) chi voe ofrire prestasion sesuai a pagamento ga da dirlo al
Tribuna del popoeo Veneto dixendo i locai o loghi a dispoxision par
ste
prestasion; i locai pa sto mestiero ga da esare a posto e rispetar tute
e
regoe de igiene e de riservatesa de na fameja;
2) Xe proebia cualsiasi mediasion de tersi (rufiani, sfrutatori o
magnaci)
tra el/a prestante e el/a cliente;
3) Xe proebia cualsiasi forma de invito a prestasion sesuai a
pagamento
in loghi adibii a uxo publico (bar, alberghi, aeroporti, stasion, strade,
ospedai ecc);
4) El/a prestante xe oblig de sotoporse a controi sanitari mensii
mirai
pa e maatie contajoxe co trasmision sesuae; inte'l caxo al
controo
el/a prestante a rixulta ma de ste maatie eora el/a ga da
Pag 39
sospendare e so prestasion fin che a n'altro controo el/a rixulta
che
el/a xe guario/a;
5) Xe proebio de dare e de risevare prestasion sesuai pagae a chi che

ga
manco de disdoto ani ;
6) e prestasion sesuai e xe sojete aa norma tasasion, e come
tute e
prestasion ga da pagare a inposta fisca drio dimanda de codice I.S..
se
a xe na prestasion de mestjero;
No oservare ste regoe xe reato e a pena stabiia xe de a detension
co a
partecipasion a dei lavori de comunit par sie mexi, ma a seconda
dea
gravit dei dani caux el judice poe dispore na pena p granda.
In sti caxi e in tuti i caxi de vioasion de lexe veneta inte'l teritorio
dei Veneti, el Prexidente del Tribuna del Popoo Veneto o el so
sostituto
poe fare ordinansa de fermo pa cuarantaoto ore se xe necesario pa
fermar
a vioasion. a carcerasion oltre sto tenpo po esare decixa soo da
na
giuria dopo un proceso rego secondo dee lexi venete, manco che
inte'l
caxo de ripetision de'l reato o pa fati de sopresion de diriti umani.
Version conferm par a publicasion ufisia - Franceschi Luciano

Pag 40

Tribunale del Popolo Veneto


autorit ai sensi della L.n.881/1977 e n.340/1971
Decreto del Presidente n.1 del 13 giugno 2000
Come disposto dalle leggi venete viene iniziata la numerazione delle persone giuridiche venete.
I codici da 00001 a 10000 sono riservate alle istituzioni venete.
Vengono assegnati i seguenti codici :
00000 Anagrafe del Popoo Veneto
00001 Governo del Popoo Veneto / Governo dei Veneti / Autogoverno Veneto
00001 Costituente Veneta
00002 Asenblea dei menbri eleti dal Popoo Veneto
00002 Assemblea dei membri eletti dal Popolo Veneto
00003 Istituto dela engua Veneta / Istituto della lingua Veneta
00004 Tribuna del Popoo Veneto / Tribunale dei Veneti / Tribunale Veneto
00005 Ministero dee Finanse / Ministero delle Finanze dei Veneti
00006 Ministero dei Interni / Ministero degli Interno dei Veneti
00007 Ministero dea Difexa e dea Sicuresa / Ministero della Difesa e della Sicurezza
00008 Ministero dei Esteri / Ministero degli Esteri
La presente viene pubblica fra le ordinanze del Tribunale.
marted 13 giugno 2000
Il Presidente del Tribunale del Popolo Veneto

Pag 41

pag 43

Decreto 01 Agosto 2000 nr.1 del Governo dei


Veneti
Borgoricco il 01/08/2000
Il Governo del Popolo Veneto:
- considerando che ai sensi dell'articolo 2 della legge
Costituzionale n.340 del 1971 il popolo veneto riconosciuto e ha
diritto di autogoverno ove esso presente;
- considerando che l'"autogoverno del popolo veneto" stato
dichiarato in
Borgoricco di Padova il 27 luglio 1999 ai sensi dell'art.2 della
L.n.340/1971 ed esso comprende anche il "Governo del Popolo
Veneto"
autodeterminato ai sensi dei patti internazionali recepiti dalla
L.n.881 del 1977;
-considerando che per la detta legge italiana n.881/1977 e per l'art.2
dello Statuto dell'ONU il Governo del Popolo Veneto ha sovranit
politica,
amministrativa e legislativa sul territorio dell'Italia della ex Veneta
Repubblica Serenissima e su tale territorio tali potest sono del
popolo
veneto anche dove solo una minoranza, che le ha delegate
e con elezioni democratiche al Governo del Popolo Veneto;
- considerando che il Governo del Popolo Veneto l'autorit
costituente
dello Stato Veneto ai sensi delle leggi n.881/1977 e dell'eguale diritto
di autodeterminazione del popolo veneto che lo Stato Italiano deve
sempre
rispettare in conformit e secondo gli scopi dello Statuto delle Nazioni
Unite, promuovendo con il massimo di risorse tale diritto;
- riconosciuta nella legge e nella storia la piena competenza
territoriale
e nazionale delle istituzioni di autogoverno veneto nelle province di
Belluno, Bergamo, Brescia, Crema, Monfalcone, Padova, Pordenone,
Rovigo,
Pag 44
Treviso, Udine, Venezia, Verona e Vicenza ed in tutti i territori
appartenenti alla Veneta Repubblica Serenissima al momento della
Sua
caduta nel 1797;
Il Governo del Popolo Veneto/Autogoverno dei Veneti

DECRETA
1. E' soggetto a questo decreto il territorio nazionale dei veneti
composto
dalle citt di Belluno, Bergamo, Brescia, Crema, Monfalcone, Padova,
Pordenone, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza ed i loro
circondari
provinciali.
2.Alle amministrazioni comunali del territorio nazionale veneto fatto
obbligo di riscossione dell'imposta I.S. del 20% che i cittadini e le
imprese devono versare entro il mese successivo all'incasso
effettivamente
realizzato in pagamento di servizi o scambi commerciali (ex i.v.a.)
3.I versamenti vanno depositati sul conto corrente postale intestato al
comune.
4.E' delegata la riscossione dell'imposta sul redditto aziendale o
personale pari al 2% (ex-irpeg ed ex-irpef) pagata sulla competenza
dell'anno solare precedente l'11 novembre di ogni anno.
5.Spetta al Sindaco il controllo delle regolarit contabile, attraverso
ispezioni contabili alle ditte, ai cittadini, agli amministratori
delegati o comunque nominati, residenti nel territorio comunale.
6.Le eventuali irregolarit riscontrate devono essere denunciate dal
sindaco al Tribunale del Popolo Veneto a cui compete istruire il
processo ed emettere le sentenze opportune secondo i
casi giurisprudenziali.
Pag 45
7.Il sindaco o l'amministratore da lui nominato pu utilizzare per tutti
gli scopi sociali, amministrativi, istituzionali e per le opere pubbliche
di
loro competenza la somma pari al 70% delle imposte riscosse,
secondo le
indicazioni delle assemblee comunali tenuto conto del risultato di voto
dei
cittadini con referendum per opere di particolare rilevanza o costo.
8.il 30% rimanente della raccolta delle tasse va versato al ministero
delle finanze del Governo del Popolo Veneto entro il mese successivo
alla
raccolta, anche dopo la proclamazione allo Stato Veneto nella
repubblica
Italiana;
9.Non sono ammesse nessuna altra imposta al di fuori di quelle in
delega
alle amministrazioni comunali, ma resta il potere di regolamentare
equamente l'uso di beni e spazi comunali.

10.i comuni possono esigere solo i pagamenti per servizi usufruiti da


cittadini utilizzatori, e sono soggetti all'imposta I.S..
11.i cittadini veneti con redditto inferiore a lire 10.000.000 nei 12
mesi precedenti ricevono rimborso per i servizi ottenuti.
12.non ammessa alcuna spesa da parte delle amministrazioni senza
la
liquidit di cassa gi disponibile.
13.Copia del presente decreto ed il suo omologo in lingua veneta deve
essere esposto in ogni ufficio comunale, pubblicato su almeno un
giornale
locale, il sindaco deve darne notizia in una televisione locale anche a
pagamento.
Tale decreto ad applicazione immediata va osservato da parte di tutte
le
amministrazioni del territorio di competenza dell'autogoverno veneto
della
ex Veneta Repubblica Serenissima al momento della sua caduta del
1797, ad
applicazione immediata. I trasgressori sono soggetti alle sanzioni di
cui
alla fattispecie dell'articolo 1 "Lista dei Crimini" come da artt.241 e
273 C.P. italiano.
Per il Governo
Il Presidente del Governo del Popolo Veneto
Franceschi Luciano

pag 46

Governo Autonomo del Popolo

Veneto Repubblica Italiana

Istituzione costituita dell'autogoverno competente ai sensi


dell'art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977 e l'atto finale di Helsinki

Borgoricco il 28/07/2000
Il Governo del Popolo Veneto, autorit primaria di autogoverno politico/economico/sociale del
popolo veneto ai sensi delle leggi art.2 n.340/1971 e n.881/1977, nel territorio in Italia della ex
Serenissima Repubblica Veneta;
autorit costituente dello Stato Veneto ai sensi delle leggi n.881/1977 e dell'eguale diritto di
autodeterminazione del popolo veneto che lo Stato Italiano deve sempre rispettare in conformit e
secondo gli scopi dello Statuto delle Nazioni Unite, promuovendo con il massimo di risorse tale
diritto;
1. considerando che ai sensi dell'articolo 2 della legge Costituzionale n.340 del 1971 il popolo
veneto riconosciuto e ha diritto di autogoverno ove esso presente;
2. considerando che il sedicente "autogoverno veneto" dichiarato in Borgoricco di Padova il 27
luglio 1999 ai sensi dell'art.2 della L.n.340/1971 anche il "Governo del Popolo Veneto" auto
determinato ai sensi dei patti internazionali recepiti dalla L.n.881 del 1977 e per legge italiana e
naturale il Governo del Popolo Veneto ha sovranit politica, amministrativa e legislativa sul

territorio dell'Italia della ex Veneta Repubblica Serenissima e su tale territorio tali potest sono del
popolo veneto anche dove solo una minoranza;
3. riconosciuta nella legge la piena competenza territoriale e nazionale delle istituzioni di
autogoverno veneto nelle province di Belluno, Bergamo, Brescia, Crema, Padova, Pordenone,
Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona e Vicenza ed in tutti i territori appartenenti alla Veneta
Repubblica Serenissima al momento della Sua caduta nel 1797;

Il tribunale del Popolo Veneto su richiesta del governo del Popolo Veneto
ORDINA
Alle amministrazioni comunali di attivarsi per le elezioni costituente l'assemblea dei membri
(parlamento costituente) che si svolger il 3/settembre 2000 dalle ore 07,00 alle ore 22,00:
1)mettere a disposizione spazzi adeguati e personale scrutatore di competenza
2)Pubblicare le candidature in appositi manifesti nei locali dei seggi.
3)inviare a tutti gli iscritti alle liste elettorali entro il 31/Agosto 2000 regolare certificato elettorale
4)non ostacolare e mettere a disposizione qualsiasi documento richiesto da autorizzati supervisori
internazionali.
5) mettere a disposizione il massimo delle risorse disponibili per pubblicare le elezioni
dell'assemblea dei membri.
Il voto nominale e vengono eletti i mille pi votati su apposita scheda elettorale dove l'elettore
deve apporre in matita copiativa nome e cognome del candidato prescelto. Le schede elettorali
devono essere preparate dall'amministrazione su formato A4 con impressa la dicitura elezione
dell'assemblea dei membri costituente lo stato Veneto della repubblica Italiana, e impresso il
simbolo del comune di appartenenza, il colore del foglio deve essere bianco, e devono essere
preparate in numero pari agli iscritti alle liste elettorali.
I risultati degli scrutini devono essere comunicati al Tribunale del Popolo Veneto appena terminate
le operazioni.
Pag 47
Tutte le schede utilizzate e non utilizzate devono essere sigillate in apposite buste e fatte pervenire
nel pi breve tempo possibile al tribunale del popolo veneto.
La lista dei candidati deve pervenire ai comuni entro il 31/Agosto 2000.
E fatto obbligo eseguire tale ordinanza a tutte le amministrazioni del territorio di competenza
dell'autogoverno Veneto.
Il
presidente
Palmerini Loris
Tribunale del popolo Veneto via rossi n. 73 35030 Rubano Padova
tel. 0347 1416187 fax 0013474126974 e-mail veneto@libero.it
Per ulteriori informazioni consultare i siti internet www.autogovernoveneto.8m.com oppure
Istituzioni del Popolo Veneto
Governo
http://repubblica.org/governo/veneto/
Tribunale
http://repubblica.org/tribunale/veneto/
Anagrafe
http://repubblica.org/anagrafe/veneta/
Ord.Giorn.Veneti http://repubblica.org/tribunale/veneto/ONGV Istituto Lingua Veneta
http://www.geocities.com/uunion
Decreto 01 Agosto 2000 nr.1 del Governo dei Veneti
Borgoricco il 01/08/2000
Il Governo del Popolo Veneto:
- considerando che ai sensi dell'articolo 2 della legge Costituzionale n.340 del 1971 il popolo veneto riconosciuto e ha diritto di
autogoverno ove esso presente;
- considerando che l'autogoverno del popolo veneto" stato dichiarato in Borgoricco di Padova il 27 luglio 1999 ai sensi dell'art.2
della L.n.340/1971 ed esso comprende anche il "Governo del Popolo Veneto" auto determinato ai sensi dei patti internazionali
recepiti dalla L.n.881 del 1977;
- considerando che per la detta legge italiana n.881/1977 e per l'art.2 dello Statuto dell'ONU il Governo del Popolo Veneto ha

sovranit politica, amministrativa e legislativa sul territorio dell'Italia della ex Veneta Repubblica Serenissima e su tale territorio tali
potest sono del popolo veneto anche dove solo una minoranza, che le ha delegate e con elezioni democratiche al Governo del
Popolo Veneto;
- considerando che il Governo del Popolo Veneto l'autorit costituente dello Stato Veneto ai sensi delle leggi n.881/1977 e
dell'eguale diritto di autodeterminazione del popolo veneto che lo Stato Italiano deve sempre rispettare in conformit e secondo gli
scopi dello Statuto delle Nazioni Unite, promuovendo con il massimo di risorse tale diritto;
- riconosciuta nella legge e nella storia la piena competenza territoriale e nazionale delle istituzioni di autogoverno veneto nelle
province di Belluno, Bergamo, Brescia, Crema, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona e Vicenza ed in tutti i
territori appartenenti alla Veneta Repubblica Serenissima al momento della Sua caduta nel 1797;
Il Governo del Popolo Veneto/Autogoverno dei Veneti
DECRETA
1. E' soggetto a questo decreto il territorio nazionale dei veneti composto dalle citt di Belluno, Bergamo, Brescia, Crema, Padova,
Pordenone, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza ed i loro circondari provinciali.
2.Alle amministrazioni comunali del territorio nazionale veneto fatto obbligo di riscossione dell'imposta I. S. del 20% che i
cittadini e le imprese devono versare entro il mese successivo all'incasso effettivamente realizzato in pagamento di servizi o
scambi commerciali (ex i. v .a. )
3.I versamenti vanno depositati sul conto corrente postale intestato al comune.
4.E' delegata la riscossione dell'imposta sul reddito aziendale o personale pari al 2% (ex - irpeg ed ex - irpef) pagata sulla
competenza dell'anno solare precedente l'11 novembre di ogni anno.
5.Spetta al Sindaco il controllo delle regolarit contabile, attraverso ispezioni contabili alle ditte, ai cittadini, agli amministratori
delegati o comunque nominati, residenti nel territorio comunale.
6.Le eventuali irregolarit riscontrate devono essere denunciate dal sindaco al Tribunale del Popolo Veneto a cui compete istruire
il processo ed emettere le sentenze opportune secondo i casi giurisprudenziali.
7.Il sindaco o l'amministratore da lui nominato pu utilizzare per tutti gli scopi sociali, amministrativi, istituzionali e per le opere
pubbliche di loro competenza la somma pari al 70% delle imposte riscosse, secondo le indicazioni delle assemblee comunali
tenuto conto del risultato di voto dei cittadini con referendum per opere di particolare rilevanza o costo.
8.il 30% rimanente della raccolta delle tasse va versato al ministero delle finanze del Governo del Popolo Veneto entro il mese
successivo alla raccolta, anche dopo la proclamazione allo Stato Veneto nella repubblica Italiana;
9.Non sono ammesse nessuna altra imposta al di fuori di quelle in delega alle amministrazioni comunali, ma resta il potere di
regolamentare equamente l'uso di beni e spazi comunali.
10.i comuni possono esigere solo i pagamenti per servizi usufruiti da cittadini utilizzatori, e sono soggetti all'imposta I .S..
11.i cittadini veneti con reddito inferiore a lire 10.000.000 nei 12 mesi precedenti ricevono rimborso per i servizi ottenuti.
12.non ammessa alcuna spesa da parte delle amministrazioni senza la liquidit di cassa gi disponibile.
13.Copia del presente decreto ed il suo omologo in lingua veneta deve essere esposto in ogni ufficio comunale, pubblicato su
almeno un giornale locale, il sindaco deve darne notizia in una televisione locale anche a pagamento.
Pag 48
Tale decreto ad applicazione immediata va osservato da parte di tutte le amministrazioni del territorio di competenza
dell'autogoverno veneto della ex Veneta Repubblica Serenissima al momento della sua caduta del 1797, ad applicazione immediata. I
trasgressori sono soggetti alle sanzioni di cui alla fattispecie dell'articolo 1 "Lista dei Crimini" come da artt.241 e
273 C.P. italiano.
Per il Governo
Il Presidente del Governo del Popolo Veneto
2.
Franceschi Luciano
Tribunae del Popoo Veneto veneto@libero.it v.rossi 73 - Ruban (PD) tel. 0347 1416187 fax 0013474126974
http://www.repubblica.org/governo/veneto/
Governo dei Veneti <governo_veneti@repubblica.org> Tel: 0337 510086 Fax: 049 5798283 via roma 56 borborico (pd)

Istituzioni del Popolo Veneto


Governo
http://repubblica.org/governo/veneto/
Tribunale
http://repubblica.org/tribunale/veneto/
Anagrafe
http://repubblica.org/anagrafe/veneta/
Ord.Giorn.Veneti http://repubblica.org/tribunale/veneto/ONGV Istituto Lingua
Veneta http://www.geocities.com/uunion

Decreto 31 Agosto 2000 nr.1 del Governo dei


Veneti
Borgorico 30/08/2000 El Governo de Popoo veneto (art.2
L.n.340/1971) pa i poeri dei "Patti" L.n.881/77 se riunise e decide:
"Viste e dificolt promose dai organi del Stato Talian pa Boicotare e
elesion nasionai del popoo veneto, anca se no ghe xe on numaro de

candidature pa inpienare l'Asenblea, e votasion del 03/09/2000 se


far o steso, anca se inte i comuni no sar disponibii i seji.
I itadini veneti podar votare inte a sede del Tribunae del Popoo
Veneto v.Rosi 73, Ruban (Padoa). L'Asenblea cus eleta dovar esare
integr co elesion in xonta, co data stabiia daa stesa Asenblea."
Firm
Franceschi Luciano Cao del Governo del Popoo Veneto
Bulla Paolo Mistro dee finanse
Busato Mario Mistro

Pag 49

Decreto 28 Settembre 2000 nr.1


del Governo dei Veneti
Treponti de Teoo
28 setenbre 2000
Riunion del Governo Nasiona del popoo veneto, Governo del Popoo
Veneto
El prexidente del Governo, Cao, Luciano Franceschi, conferm da
l'asenblea nasiona in data 27 dichiara :
"Riconfermo a mistri i siori Bulla Paolo pa e finanse, Busato Mario pa
i Trasporti, dichiaro decaduo Marchiori Maurizio dal ministero de
lartijanato, comercio e turismo pa inconpatibiit e nomino aa carga
el sior Cardin Stefano de Padoa.
In cuanto Cao del Governo dichiaro verta a riunion e fiso l'ordine del
jorno:
1) Normative so i trasporti e de ircoasion;
2) inaugurasion del cavalcavia Corso Australia canton Limena a Padoa
el d 1 otobre 2000 e inaugurasion dea prima targa veneta
Discusion:
1) Se aprova co e modifiche discuse el testo de regoamento firma e
aleg, co simie de targa conposta da sigla de Provincia, 3 carateri de
progresivo alfanumerico spetanti al comune, 2 carateri de progresivo
alfanumerico che indica el comune
2) se comunica a l'ANSTAV che se rinvia a altra data a inaugurasion
Vot d'acordo tuti dai prexenti

Pag 50
DECRETO DEL 28 NOVENBRE 2000
del Governo del Popoo veneto
OJETO: Normativa pae carte de
identit
DECRETO DEL 28 NOVENBRE 2000
OJETO: Normativa pae carte de identit
Ogni itadin ga dirito de vere a carta de identit nasiona veneta,
pagando e spexe de segretera.
a produsion de carte de identit (C.I.) po esare apalt a servisi
privati.
e C.I. ga da esare fate co i seguenti recuixiti:
- carta magnetica tipo Bancomat co banda magnetica;
- de coore blu nasiona veneto;
- co modeo come aprov so'l retro in sfumatura de blu (co sfondo
bianco);
- numaro progresivo;
- so'l retro, Leon sfum co testo e dixegno da aprovare;
- prima banda (canpo) co nome (prima) e cognome (dopo) dopio se
registr;
- seconda banda (canpo) co data e logo de nasita;
- banda magnetica registr co codice progresivo;
- el preso xe fis a masimo 30.000 ire taliane pa carta;
Firm
Franceschi Luciano
Bulla Paolo
trascritura: loris palmerini

Pag 51

Risultati Parziali della Prima Elezione del Asemblea Nazionale dei Veneti (3/09/2000)

Seggio: Tribunale del Popolo Veneto

Numero candidati (elencati nelle schede elettorali) : 3

Risultati di voto:
Numero candidati nominati dal popolo veneto : 3
Numero non candidati nominati dal popolo veneto : 4

Totali membri nominati (dato


provvisorio): 7
Risultati di composizione
dell'Assemblea
Numero membri nominati e
confermati: 3
Numero membri nominati non
ancora confermati: 4
Membro pi votato (Cao de
l'Asenblea): n.d.

Pag 52

Legge 27 Settembre 2000 dell'Assemblea


Nazionale dei Veneti
Treponti de Teoo
27 setenbre 2000
Prima riunion de l'Asenblea nasiona del popoo veneto
El p vot prexente, Luciano Franceschi, dichiara :
"Verifico i poteri de prexidensa che me asumo de dirito mancando el
Sior Fabio Padovan che gavaria pari dirito in cuanto avente el steso
numaro de voti che mi go ricevesto ae elesion del 3 setenbre 2000.
In cuanto Prexidente de l'Asenblea dichiaro verta a riunion e fiso
l'ordine del jorno:
1) verifica dei eleti e verifica dei poteri de l'asenblea
2) emanasion de decreti pa elesion de xonta pa portar a 1000 i menbri
de l'asenblea
3) votasion del novo Cao del Governo del Popoo veneto
4) comunicasion ae istitusion venete
5) richiesta de riconosimento ae istitusion dea union europea
6) richiesta de amision a Parlamento Europeo de i eleti nee elesion
nasionai venete
7) comunicasion dei poteri de l'asenblea a tuti i enti dea
aministrasion italiana inte'l teritorio dei veneti
8) poeri del tribuna
Discusion:
1) rixulta insedi: Bulla Paolo de Campodarsego, asente justific
Busato Mario de Teoo,
Cardin Stefano de Padoa,
Franceschi Luciano de Borgoricco.
I altri eleti Alessandro Coppelli de Vejan, Luigi Faccia de Agna, Fabio
Padovan de Conejan, Giuseppe Segato de Borgoricco po insediarse
entro l'inisio dee prosime elesion.
Pag 53
2) l'asenblea vota pa a instaasion de un sito internet pa darghe a
posibiit ai itadini de votar novi menbri fin al numaro de 1000. I p
voti xe dichiarai eleti dal Tribuna. Po votare soo i itadini veneti
che se dichiara de nasionait veneta e giura fedelt a popoo
veneto. Regoe pa l'elesion de xonta:
a) dal 28 setenbre 2000 al 10 novenbre xe verta a lista dei
autocandidati .
b) po esare votai tuti i itadini veneti
c) e elesion via internet ga da esare verte dal 12 novenbre 2000 fin
al 14 xenaro 2001, co regoamento a dispoxision del Tribuna.
d) se po votare co i mexi previsti da regoamento del Tribuna o
secondo altra lexe futura
e) xe fato obligo de lexe ae aministrasion inte'l teritorio a

publicasion dee elesion de xonta, e al Tribuna de comunicargheo


3) in atesa dee conferme dei altri eleti vien conferm el governo
atuae co Cao Franceschi Luciano
4) el Tribuna publica el prexente verba co'l masimo dee posibiit
5) el Tribuna ga da dimandar el riconosimento dee istitusion venete
ae istitusion dea Union Europea
6) el Tribuna ga da dimandar el riconosimento dei menbri de sta
Asenblea al Parlamento dea Union Europea
7) el Tribuna ga da comunicar i poteri dei menbri e de sta Asenblea a
tuti i enti dea aministrasion italiana inte'l teritorio dei veneti
8) el Tribuna po vaerse de consulenti esterni pa i so conpiti
Vot d'acordo tuti in ciapo.
Firm dai prexenti

Firm dal prexidente del Tribuna cof segretario e pa lejitimit.

pag 54
Assemblea Nazionale Veneta: il 28-09-2000 si riconferma come il pi votato il
Presidente Franceschi Luciano, che viene votato dall'Assemblea anche Presidente del
Governo del Popolo Veneto.
Assemblea Nazionale Veneta: il 12-12-2000 viene dichiarato reato la usurpazioni di
funzioni pubbliche venete <<Ogni persona che sensa autorixasion exercita una
qualsiasi funsion asegn daa lexe veneta a na autorit veneta, comete reato de
uxurpasion de funsion e ga da esare dichiar in aresto da chiunque so'l momento. >>
Assemblea Nazionale Veneta: il 27-12-2000 l'Assemblea dei Membri verifica i propri
poteri e dichiarandosi essa stessa assemblea costituente del popolo veneto ex-novo rilegittima l'operato di autodeterminazione fino ad allora fatto dal Governo del Popolo
Veneto e dal Tribunale del Popolo Veneto.
Commissariamento delle amministrazioni italiane: il 26 giugno 2001 il Governo del
Popolo Veneto, decreta che <<Tute e aministrasion Comunai, Provinciai e
Regionai so'l teritorio dee it de Beun, Bergamo, Bresia, Crema, Monfalcon,
Padoa, Pordenon, Rovigo, Trevixo, Udine, Venesia, Verona e Vicensa e e altre it de
nasionait veneta pasa soto el controo, a propriet e l'aministrasion direta de'l
Governo del popoo veneto.>> . I funzionari decadono dalla legittimit ma vengo
mantenuti come commissari ad acta. Per l'art. 10 del decreto del Governo, il Tribunale
assume i poteri di controllo e governo dei Tribunali italiani e gli vengono trasferite tutte
le funzioni amministrative escluse quelle previste dalle leggi venete.
Vigili di Padova: 16 agosto 2001 i vigili di Padova fermano Loris Palmerini e rifiutano
di rispettare la legge sull'autogoverno, lo insultano, lo percuoto per fuggire dalla polizia
che Palmerini ha nel frattempo chiamato. Le denunce inviate alla magistratura italiana
spariscono. Palmerini presenta ricorso per la multa contro l'autorit dei vigili e del
prefetto.

Tribunale del popolo Veneto: il 03 dicembre 2001 il Presidente emette ordinanza che
pubblica e rende esecutive diverse leggi emanate dal Governo ma mai pubblicate a causa
della <<carensa de risorse provoc daa ocupasion foresta>>. Entrano in vigore,
direttive di emergenza del Governo a causa del <<stato de terorismo e de
dixinformasion dei ex aministratori (istitusion cooniai de governo Talian)>> , la
creazione del "ministero dee poste e dee comunicasion", lo <<Stato de Emergensa
inte a Alta Padovana>> anche per <<a situasion de difuxion dea criminait>>,
viene istituita la <<poisia nasionae, diretamente comand dal cao de governo>>,
vengono dichiarate <<provincie autonome >> <<Adria Lendinara, Axiago, Basan Del
Grapa, CampoSanPiero, Casteo, Cioxa, itadea, Conejan, Cortina D'An Peso,
Crema, Dexensan, Este, Feltre, Legnaro, Lumazzane, Mestre, Monfalcon,
Monseexe, Montagnana, Montebeuna, Palmanova,Peschiera del Garda, Sacie,
San Don de Piave, Schio, Soave, Tarvixio, Thiene, Vitorio Veneto>> con proprio
tribunale, prefettura e polizia e che <<conprende el teritorio del Comune e de cuei
normalmente soto mandamento>>, vengono emessi <<ulteriori 5000 incuemia titoi
de stato>> che <<vien vendui al 50% del so vaore e i poe esare al portatore>>,
l'affitto esterno di
Pag55
funzioni pubbliche per oggetti e tempi limitati, il trasferimento dell'amministrazione
all'autogoverno per le leggi <<n.881 del 1977 - art.2 "legge" n.340 del 1971, legge
n.142 del 1990, Decreto del Presidente della Repubblica Italiana n.633 del 1972>>
Elezioni di Autogoverno : il 08-12-2001 il Governo decreta per il 07 Aprile 2002 le
elezioni per le cariche istituzionali di Sindaco, Commissario di governo alla regione,
Presidente della regione, Prefetto, Questore, Presidente della Provincia, Presidente del
Tribunale Civile o Penale o Altro, Presidente di Sezione di Tribunale, Procuratore Capo,
Procuratore Regionale, Presidente della Corte dei Conti Regionale, Magistrato alle
Acque, Presidente o Direttore dell'Ufficio delle Entrate, Direttore Generale di Ospedale
o Azienda Ospedaliera, Comandante in Capo di Regione di ogni forza Armata, Capo
della Polizia Nazionale Veneta, Presidente dell'Autogoverno del Popolo Veneto, in base
alle leggi art.2 L.n.340/1971, L.n.881/1977,
Area Metropolitana di Venezia: il 3 febbraio 2002 non si svolgono per mancanza di
candidati le elezioni del sindaco metropolitano (L.n.142/1990);
Tribunale Italiano: il 27 febbraio 2002, convocato in udienza al Tribunale italiano Lando
Massimo chiede il trasferimento al Tribunale del Popolo Veneto: nessuna pronuncia del
magistrato italiano (ex presidente del Tribunale di Padova)
Autogoverno: il Presidente del Governo, Franceschi, con il ministro Lando, consegna a
mano al dott Vetro (consigliere al seguito di Ciampi in visita a Padova) un ricorso di
Loris Palmerini (Presidente del Tribunale) che chiede il riconoscimento delle istituzioni
del popolo veneto, il trasferimento dei poteri, la pubblicazione delle leggi sulla gazzetta
ufficiale, ecc. Il ricorso di 15 pagine di cui 13 di normative.

Tribunale del Popolo Veneto: 25 marzo 2002, il presidente del Tribunale emana il
regolamento delle elezioni del 7 aprile 2002, con l'aggiunta della elezione del Sindaco
Metropolitano in sostituzione del Governo. Il regolamento viene mandato a circa 3000
amministrazioni fra comuni, prefetture, tribunali, regioni, questure ecc.

Pag56

DECRETO DEL 27 GIUGNO 2001 del


Governo del Popoo veneto
OJETO: Trasferimento dee funsion
e del Controo al Governo del
Popoo Veneto
Creasion de l'"area metropolitana
di Venezia"
Sta lexe del Governo del Popoo veneto trasferise i poteri dae aministrasion del Stato
Italiano a cuee de autogoverno del popoo veneto dovesto par e lexi dea Repubblica
Italiana
- "Pati internasionai" fati lexi co legge n.881 del 1977
- art.2 legge n.340 del 1971
- legge n.142 del 1990

- Decreto del Presidente della Repubblica n.633 del 1972


art.1) Tute e aministrasion Comunai, Provinciai e Regionai so'l teritorio dee it de
Beun, Bergamo, Bresia, Crema, Monfalcon, Padoa, Pordenon, Rovigo, Trevixo, Udine,
Venesia, Verona e Vicensa e e altre it de nasionait veneta pasa soto el controo, a
propriet e l'aministrasion direta de'l Governo del popoo veneto.
art.2) Decade dae funsion e dal dirito tuti i organi eleti co sistema eletora del Stato
Italiano (leggi italiane).
art.3) i ex sindaci, i ex prexidenti de provincia, i ex prexidenti de rejon so'l teritorio
veneto vien incaric par coopatasion de l'aministrasion direta de i stesi enti de dove i xe
decadui co i poteri de comisari ad acta straordinari del Governo del Popoo veneto.
art.4) i comisari ad acta, diti proveditori, i xe obligai al l'aministrasion escluxivamente
secondo el sistema de lexi venete de l'autogoverno, fate salvi i diriti de
autoorganixasione e de autogoverno previsti dae lexi costituenti de l'autogoverno del
Popoo veneto.
Pag 57
art.5) i comisari-proveditori g el conpito de inisiare imediatamente a procedura de
elesion inte a so aministrasion, co data de svolgimento de e elesion el d 11/11/2001.
art.6) inte a so aministrasion ordinaria o pa fati ecesionai, i comisari-proveditori ga da
dispore dei beni dei itadini inte'l rispeto dee lexi ivii e penai de autogoverno del
popoo veneto itadini, a pena pena de e sansion indentro previste.
art.7) El teritorio nasionae veneto indic vien costituo e vegnar ciam inte i ati
aministrativi co'l nome de "Area metropoitana de Venesia", cof ente loca
metropoitano e governativo autonomo anca secondo el dirito de suplensa ae
aministrasion italiane fora lexe soa costitusion dee aree metropoitane, soto governo
poitico de'l governo del Popoo veneto.
art.8) ogni ato dei comisari-proveditori ad acta continua doparar i sinboI tradisionai
dei comuni province e rejon che i aministra. inte'l teritorio metropoitan a propriet de
sti sinboI e l'uxo escluxivo xe riserv a aministrasion soto el direto controo de
l'autogoverno veneto. Xe reato art.1 dea lista crimini l'uxo no autorix de sti sinboi e de
cueo dea Repubblica Italiana sensa l'autorixasion scrita del Governo del Popoo
veneto o contro l' intarese nasionae veneto.
art.9) Tute e forse de Poisia, de sicuresa e armae sora el teritorio pasa soto a diresion
del governo del popoo veneto
art.10) tute e aministrasion italiane no indicae pasa soto a diresion del Tribuna del
Popoo veneto, salvo che un decreto del Governo asegna na aministrasion a un Cao
Mistro o a un comisario ad acta.

art.11) el Tribuna del Popoo veneto xe dimand de sentensiare sora a lejitimit de sto
decreto e notificare i organi de'l Stato Italiano dee conseguense, ndando a verificar so
a so atuasion se de'l caxo ndando a sostituire da l'incarico i comisari fora lexe.
Sto decreto xe executivo dal d dopo a publicasion inte'l sito internet
www.repubblica.org/governo/veneto, e xe fato obligo de rispetarlo da parte de tuti i esari
umani sora el teritorio nasionae veneto.

pag 58

DECRETO DEL 15 OTOBRE 2001 del


Governo del Popoo veneto
OJETO: Rinvio Elesiona Nasionai,
indision Elesion Metropoitan
Governo Autonomo del Popoo Veneto Republica Taliana
Istitusion costituia da l'autogoverno de lexe
ai sensi de l'art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977 e
l' ato fina de Helsinki .
Padoa 16/10/2001
DECRETO DE RINVIO DEE ELESION De L' 11/11/2001
Par motivi organixativi, e par l' omision de ati dovesti dai comisari ad
acta, e elesion nasionai de l'11/11/2001 vien rinvi a data da destinarse.
Se dichiara decadui tuti i comisari ad acta inadenpienti, e i vien denunciai
al Tribunae del Popoo Veneto par vioasion de l'art.1 l.c.
e elesion pa' l sindaco metropoitano de l' area metropoitana Veneta de
Venesia xe fis el 03/02/002. e candidature se prexenta al Tribunae
entro el 06/01/2002.

e spexe xe a carico de i comuni secondo e regoe de autogoverno.


Vien nomin sindaco el p vot. e notifiche ai comuni xe fate dal Tribunae
co decreto dee regoe de organixasion eletorae.
El prexidente Franceschi Luciano
i Ministri Bula Paolo, Cardin Stefano

pag 59

ojeto: Creasion dea Casa nasiona


veneta "CASSA NAZIONALE VENETA"
istitusion: Governo del Popoo Veneto
decreto del: Borgoricco 22/10/2001
ojeto: Creasion dea Casa nasiona veneta "CASSA NAZIONALE VENETA"
lengua: veneto
El Governo decreta a costitusion de un ente de comodo paa riscosion dei
crediti, dei tributi e dei patrimoni in jenere de propriet o dirito de
l'Autogoverno del Popoo veneto, secondo lexe veneta.
L' ente se ciamar "Casa Nasiona Veneta" o "Cassa Nazionale Veneta" a
seconda dei uxi de registrasion aministrativa. Da sto ponto in l se dir
Casa pa indicare a "Casa Nasiona Veneta" .
Fondatori dea Casa sar Franceschi Luciano, prexidente, Bulla Paolo,
ministro dee finanse, Palmerini Loris, Prexidente del Tribuna.
a Casa no ga scopo de lucro pa i costituenti o altri ma xe finaiz a
l'autogoverno del popoo veneto, cof societ de servisio, secondo lexi
venete e xe de propriet de l'autogoverno del Popoo veneto.
a Casa vegnar registr a on "Uficio del Registro" talian pa el
riconosimento da parte del stato ocupante, dopo de ch vegnar registr
inte'l teritorio talian pa uxo de axienda in teritorio talian, preso el
"MINISTERO DELLE FINANZE".
a Case se dota de on conto corente posta in deroga aa lexe veneta, pa
i fini de l'autogoverno, co registrasion co i dati dimandai daa
aministrasion ocupante.
a Casa no podar far debiti scoperti. Se on socio versa schei o agisce
al scoerto de moneda de casa o fa in so conto e so spexa e soto so
responsabiit pena se no xe sta deiber secondo regoe scrite soto.
a casa par dotarse de tuti i mexi o conti anca esteri che ga bixogno de
uxare, o fa soto delibera del prexidente dea Casa e almanco un socio
fondatore o un so deleg. a firma congiunta xe richiesta anca par el
prelievo de fondi o trasferimento de beni.
Tuto l'ativo de casa xe de propriet de l'autogoverno, el pasivo xe a
carico dei soci.
El statuto dea Casa vegnar scrito en lengua taliana.
Firm

pag 60

OJETO: Tribunae Popoo Veneto:


conbin disposto 03 dienbre
2001 dae lexi e in sostitusion
OJETO: Tribunae Popoo Veneto: conbin disposto 03 dienbre 2001
dae lexi e in sostitusion
El Prexidente del Tribuna del Popoo Veneto,
- visti i ritardi de publicasion dei decreti del governo dovesti aa
carensa de risorse provoc daa ocupasion foresta;
- in vigiansa dei diriti umani e paa iretroativit dea lexe pena e
pa i poeri de aplicasion dea lexe in difexa dei diriti nasionai del
Popoo
Publica e rende executivo so'l teritorio nasiona
el conbin disposto dae lexi e in sostitusion de:
- decreto trasferimento poteri del Stato Talian a l'AGV del 26 jugno
2001
- decreto de emision de titoi de stato del 12 jugno 2001
- decreto de sgravio fiscae so i titoi de stato del 22 jugno 2001
- decreto istitusion de provincie nove del 27 marso 2001
- decreto autorixasion ae funsion del 12 dienbre 2000
- decreto de istitusion dea poisia nasionae del 12 dienbre 2000
- decreto d'urgensa del 09 dienbre 2000
- ordinansa del 14 novenbre 2000
1) ex ord.14/11/2000, Ordinansa ae aministrasion locai
Drio a reasion del Cao dee finanse so a verifica dei pagamenti
IRPEF dea scadensa de l'11 novenbre San Martin, riscontr e dificolt
de reperire e tase dai itadini Veneti par l' evidente stato de
terorismo e de dixinformasion dei ex aministratori (istitusion
Pag 61
cooniai de governo Talian), se incarica el Tribunae de perseguire
e istitusion dite prima par omision dei ati de ufisio co difide
e dimande de rinborso dei schei avui dai itadini Veneti, e ordinare ai
stesi aministratori cooniai de divulgare ai abitanti del teritorio de
conpetensa de l'autogoverno Veneto l'obligo de regoamentarse co e
dispoxision de lexe de l'autogoverno.
2) ex ord.14/11/2000, novo ministero
Se delibera a costitusion del "ministero dee poste e dee
comunicasion".
El Cao asegna el ministero "educasion e universit" al ministro
Stefano Cardin che vien deposto da l'incarico de ministro del
ministero de artijanato comercio e turismo.
3) ex ord.14/11/2000, radio on-line

Xe aprov el projeto de na radio on-line co l'acuisto de cuatro cuote


so'l projeto privato
( vedi Jader Mastella).
4) ex ord.14/11/2000, aventino eletorae
Xe indeto l' aventino eletorae par tute e elesion dee istitusion
cooniai taliane fate in tel teritorio de conpetensa del l'autogoverno
del Popoo Veneto, con el conpito de racolta dei certificati eletorai
scominsiando el jorno dopo e votasion.
5) ex decreto de Cao del 09/12/2000, Stato de Emergensa inte a Alta
Padovana
El caomistro Luciano Franceschi Prexidente eleto da l'Asenblea
nasionae dei veneti el 4 setenbre 2000,
VISTI
- a situasion de difuxion dea criminait;
- i raporti dei servisi;
- sente e segnaasion dea itadinansa dea xona nord dea
provinia de Padoa, dee scoribande de na pericooxa banda de
criminai [scance]
- verific che el stato de sicuresa dei itadini dea xona indic xe
minaci a tal ponto da pore in stato de terore a popoasion che se
sente priv del dirito uman aa trancuiit personae e del dirito aa
integrit dea so propriet privada;
DECRETA El stato de emergensa nea xona nord dea provinia de
Padoa fin ai confini de Casteo (Castelfranco Veneto).
ORDINA ae forse de poisia Veneta de intervegnere par metare fine a
st situasion,
pag 62
de exeguire l' aresto dea banda individu dai raporti; de inisiare e
operasion [scance] e fin che no sia sta arest tuti i conponenti dea
banda.
Dimanda al Tribunae del popoo Veneto de informare tute e forse
armae del teritori che gabia jur fedelt aa Republica Taliana par el
necesario coordinamento, e de informare tuti i organi de informasion
prexenti inte'l teritorio. In conformit ae potest asegnae dae lexi.
El Cao Luciano Franceschi
6) Ex decreto 12/12/2000, norme penai e autorixasion ae funsion
Ogni persona che sensa autorixasion exercita una cualsiasi funsion
asegn daa lexe veneta a na autorit Veneta comete reato de
uxurpasion de funsion, e ga da esare dichiar in aresto so'l momento
da chiuncue. I dichiarai in aresto pa uxurpasion vien condanai co un
minimo de cuindexe ani de prexon co a xonta de rixarcimento e
detension secondo gravit e insistensa del reato.
L'uxurpasion de funsion miitari xe puna co na volta e mexa a pena
prevista in altri casi. Sto reato vien xont aa lista dei crimini Veneti.
7) ex decreto b 12/12/2000, istitusion dea poisia nasionae
[scance] el governo decreta a costitusion dea poisia nasionae,
diretamente comand dal cao de governo, co'l potere de:
- proclamare el bando de aruolamento voontario;
- stabiire a strutura organixativa;
- comandare e operasion nei limiti dee lexi vigenti.

8) ex decreto 27/03/2001, istitusion de provincie nove


El governo decreta l' istitusion cof provincie autonome dee it:
a01) Adria Lendinara a02) Axiago
a03) Basan Del Grapa a04) CampoSanPiero
a05) Casteo a06) Cioxa
a07) itadea a08) Conejan
a09) Cortina D'An Peso a10) Crema
a11) Dexensan a12) Este
a13) Feltre a14) Legnaro
a15) Lumazzane a16) Mestre
a17) Monfalcon a18) Monseexe
pag 63

a19) Montagnana a20) Montebeuna


a21) Palmanova a22) Peschiera del Garda
a23) Sacie a24) San Don de Piave
a25) Schio a26) Soave
a27) Tarvixio a28) Thiene
a29) Vitorio Veneto
Ste provincie conprende el teritorio del Comune e de cuei
normalmente soto mandamento. Ogni provinia ga on Tribunae de
Justisia na Prefetura, na xonta de aministrasion Provinia e na
aministrasion fisca de controo.
Ogni provinia ga on Cao Podest eleto diretamente daa popoasion
e rinov ogni incue ani. Xe ameso referendum abrogativo so a
istitusion dea Provinia.
9) ex decreto 12/06/2001, emision de titoi de stato
Se deibera a stanpa de ulteriori 5000 incuemia titoi de stato:
come da decreto lexe precedente del 04 jugno 2000 ( del voore de
500 Euro cada uno) de altri 5000 da vidimare el jorno dea
proclamasion del Stato Veneto.
Se stabiise che dal numaro 5001 al numaro 10000 xe i titoi da
destinarse pa promosion pa'l d dea proclamasion; cuei dal numaro 1
al numaro 5000 i vien vendui al 50% del so vaore e i poe esare al
portatore, so a matrice de l'intestasion poe esarghe scrito soo el
finansiatore o anca gnente.
10) ex decreto 22/06/2001, sgravio fiscae so i titoi de stato
Se delibera che i titoi de stato emesi e distribuii ai finansiatori no i
xe sojeti a tasasion alcuna fin al d dea proclamasion.
11) ex decreto 12/06/2001, deega de funsion publiche
Pa ativit specifiche e limitae inte'l tenpo el governo poe incaricare
tersi al conpimento de funsion publiche. Inte'l caso no vegna
specific, el tenpo de incarico casca dopo i 60 jorni. I tersi incaricai ga
da esare registrai so un aposito registro dove ghe xe scrita a funsion
specifica controfirm da l' incaric. Inte'l caxo che l' incaricai no fasa
e funsion come on pare de fameja el risponde par i dani cauxai e
secondo Jurisprudensa.

Pag 64
12) ex decreto 26/06/2001, trasferimento poteri del Stato Talian a
l'AGV
Sta lexe del Governo del Popoo veneto trasferise i poteri dae
aministrasion del Stato Italiano a cuee de autogoverno del popoo
veneto dovesto par e lexi dea Repubblica Italiana
- "Pati internasionai" fati lexi co "legge" n.881 del 1977
- art.2 "legge" n.340 del 1971
- "legge" n.142 del 1990
- Decreto del "Presidente della Repubblica Italiana" n.633 del 1972
Testo de lexe:
art.1) Tute e aministrasion Comunai, Provinciai e Regionai so'l
teritorio dee it de Beun, Bergamo, Bresia, Crema, Monfalcon,
Padoa, Pordenon, Rovigo, Trevixo, Udine, Venesia, Verona e Vicensa e
e altre it de nasionait veneta pasa soto el controo, a propriet
e l'aministrasion direta de'l Governo del popoo veneto.
art.2) Decade dae funsion e dal dirito tuti i organi eleti co sistema
eletora del Stato Italiano (leggi italiane).
art.3) i ex sindaci, i ex prexidenti de provincia, i ex prexidenti de rejon
so'l teritorio veneto vien incaric par cooptasion de l'aministrasion
direta de i stesi enti de dove i xe decadui co i poteri de comisari ad
acta straordinari del Governo del Popoo veneto.
art.4) i comisari ad acta, diti proveditori, i xe obligai al l'aministrasion
escluxivamente secondo el sistema de lexi venete de l'autogoverno,
fate salvi i diriti de autoorganixasione e de autogoverno previsti dae
lexi costituenti de l'autogoverno del Popoo veneto.
art.5) i comisari-proveditori g el conpito de inisiare imediatamente
a procedura de elesion inte a so aministrasion, co data de
svolgimento de e elesion el d 11/11/2001.
art.6) inte a so aministrasion ordinaria o pa fati ecesionai, i
comisari-proveditori ga da dispore dei beni dei itadini inte'l rispeto
dee lexi ivii e penai de autogoverno del popoo veneto itadini, a
pena pena de e sansion indentro previste.
art.7) El teritorio nasionae veneto indic vien costituo e vegnar
ciam inte i ati aministrativi co'l nome de "Area metropoitana de
Venesia", cof ente loca metropoitano e governativo autonomo
anca secondo el dirito de suplensa ae aministrasion italiane fora lexe
soa costitusion dee aree metropoitane, soto governo poitico de'l
governo del Popoo veneto.
art.8) inte ogni ato dei comisari-proveditori ad acta continua doparar i
sinboI tradisionai dei comuni provincie e rejon che i aministra. inte'l
teritorio metropoitan a propriet de sti
pag 65
sinboI e l'uxo escluxivo xe riserv a aministrasion soto el direto
controo de l'autogoverno veneto. Xe reato art.1 dea lista crimini
l'uxo no autorix de sti sinboi e de cueo dea Repubblica Italiana
sensa l'autorixasion scrita del Governo del Popoo veneto o contro l'
intarese nasionae veneto.
art.9) Tute e forse de poisia, de sicuresa e armae sora el teritorio
pasa soto a diresion del governo del popoo veneto.
art.10) tute e aministrasion italiane no indicae pasa soto a diresion
del Tribuna del Popoo veneto, salvo che un decreto del Governo

asegna na aministrasion a un Cao Mistro o a un comisario ad acta.


art.11) el Tribuna del Popoo veneto xe dimand de sentensiare sora
a lejitimit de sto decreto e notificare i organi de'l Stato Italiano
dee conseguense, ndando a verificar so a so atuasion se de'l caxo
ndando a sostituire da l'incarico i comisari fora lexe.
Sto decreto xe executivo dal d dopo a publicasion inte'l sito internet
www.repubblica.org/governo/veneto, e xe fato obligo de rispetarlo da
parte de tuti i esari umani sora el teritorio nasionae veneto.
Finae del Decreto del Presidente del Tribuna del Popoo Veneto
Sto decreto de alta aministrasion de autogoverno xe executivo cof
decreto de Governo del Popoo Veneto.
L'Asenblea nasiona el Governo po contestarne l'aplicasion entro 60
jorni.
In nome del Popoo veneto el d 03 dienbre 2001
Loris Palmerini
Prexidente eleto del Tribuna del Popoo veneto

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OJETO: indette elezioni per la


prima volta o per il rinnovo
OJETO: indette elezioni per la prima volta o per il rinnovo
05 dicembre 2001
Il Governo del popolo veneto decreta:
Per il giorno 07/04/2002 sono indette elezioni per la prima volta o per
il rinnovo delle seguenti cariche istituzionali secondo il regolamento
di attuazione emesso dal Presidente del Tribunale del popolo veneto:
-

Commissario di governo alla regione


Presidente della regione
Prefetto
Questore
Presidente della Provincia
Sindaco
Presidente del Tribunale Civile o Penale o Altro

Presidente di Sezione di Tribunale


Procuratore Capo
Procuratore Regionale
Presidente della Corte dei Conti Regionale
Magistrato alle Acque
Presidente o Direttore dell'Ufficio delle Entrate
Direttore Generale di Ospedale o Azienda Ospedaliera
Comandante in Capo di Regione di ogni forza Armata
Capo della Polizia Nazionale Veneta
Presidente dell'Autogoverno del Popolo Veneto

Le elezioni si svolgono in tutto il territorio nazionale veneto, quindi


anche nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Belluno,
Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine,
pag67
Venezia, Verona, Vicenza e le altre nuove province.
Sono per tanto comprese le regioni lombarda e friulana, per quanto di
competenza nazionale.
Firmato
Franceschi Luciano (Presidente del Governo)
Bulla Paolo (Ministro)
Cardin Stefano (Ministro)

(public el 20/03/2002)

OJETO: norme fiscai


Ojeto: norme fiscai
Autogoverno Popoo Veneto
art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977
Lexe del Governo del Popoo Veneto
Ojeto: norme fiscai
e norme fiscai fate prima xe integr da sta lexe.
Aa ista dei crimini vien xont "L' evaxion fisca xe reato puno co'l
rixarcimento del dano al fisco veneto e a prexon de 1 jorno ogni 1000
Euro no pagai. Pa i caxi p gravi ghe xe un aumento dea pena in
proporsion aa soma no pag secondo jurisprudensa.
a jurisprudensa po convertire el carcere in multa adisiona co no
ricore el pericoo socia. El pagamento del debito al fisco po
conportar el secuestro de i beni de l'evaxor. Ga da esare pagai i
interesi anuai secondo el dato Eurostat aument del 8% anca pa'l
mancato e ritard pagamento "

Aa ista dei uxi vien xont:


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Tuti prexenta denuncia dee spexe e dei introiti, e conserva i


documenti pa 5 ani.
CATEGORIA EXENTE: Xe exent dae taxe IS i rediti soto i 650 Euro
mexe lordi.
Daa dichiarasion dei rediti se po detrare pa intiro al 100%:
1a) e spexe pa'l trasporto publico e i costi de carburante consumai
pa aoro;
1b) i costi de uficio (afiti, telecomunicasion, costi de persona e de
servisi);
1c) i costi de beni strumentai pa aoro e paa sicuresa;
1d) spexe de acuisto de imobii costruii prima del 1797;
1e) spexe de ristruturasion e riparasion de tuti i imobii e i sistemi
eletrici,sanitari e de telecomunicasion;
1f) spexe del propio mantenimento che conprende (alimenti, pasto
inte l'orario de aoro);
1g) spexe pa riparasion dei mexi de trasporto;
1h) rete pa axio,scoe, universit, istituti de formasion;
1i) poise pa maatia, pension e infortuni:
1l) spexe de acuisto e riparasion dea prima caxa e i so jardin;
1m) spexe e gestion (acua, luce, gas, teefono) dea prima caxa;
1n) 200 Euro al mexe pa i famiiari a cargo sensa fioi;
1o) acuisto e gestion de depuratori e riciclatori pa l'acua, pa l'aria e i
scarichi de tuti i gas, e polvari e ogni materia;
1p) acuisto e gestion de inpianti pa risparmio energetico e pa inpianti
a metano, eolici, fotovoltaici;
Daa dichiarasion dei rediti se po detrare el 50% pa ano fin al 100%:
2a) spexe de publicit;
2b) spexe pa acuisto e rinovo imobii de aoro;
2c) spexe pa i automexi uxai p pa'l aoro che pa i uxi privai;
2d) spexe del vestiario ux pa aoro;
2e) spexe de libri pa studio in scoe e ogni istituto de formasion;
Sta lexe vien eman pa'l popoo veneto e pa tuto el teritorio
nasiona.
Pag 69

(public el 20/03/2002)

Legge sull'immigrazione

Repubblica Italiana
Decreto del Governo dei Veneti ad applicazione immediata
Il Governo del Popolo Veneto, Governo delle 3 Venezie
- autorit primaria di autogoverno politico/economico/sociale del popolo
veneto ai sensi delle leggi n.340/1971 e n.881/1977 nel territorio in Italia
della ex Serenissima Repubblica Veneta
- autorit costituente dello Stato Veneto ai sensi delle leggi n.881/1977 e
dell'eguale diritto di autodeterminazione del popolo veneto che lo Stato
Italiano deve sempre rispettare in conformit e secondo gli scopi dello
Statuto delle Nazioni Unite, promuovendo con il massimo di risorse tale
diritto.
Vista:
l'emergenza della immigrazione clandestina nei due contraddittori aspetti
della manovalanza criminale e delle necessit aziendali.
Al fine della regolarizzazione dell'afflusso e la presenza di persone di altre
nazionalit non appartenenti alla U.E. e fermare lo sviluppo della
criminalit organizzata
il Governo dei Veneti Emana il seguente
DECRETO URGENTE
valido quanto la legge ordinaria, con applicazione immediata, composto da 3
articoli;
1) Le persone di altre nazionalit non appartenenti alla U.E. possono rimanere
per un periodo di 15 giorni trascorso il quale possono ottenere permesso di
soggiorno per tempi pi lunghi, sotto concessione del Governo dei Veneti, se
dimostrano di disporre di un redditto minimo di 650.000 da lavoro o da
redditi propri in attivit lecite.
2) I fermati dalle forze di polizia che non esibiscono un documento valido con
relativo permesso di soggiorno, scaduti i 15 giorni per turismo vengono
intimati di lasciare il territorio entro 10 giorni, e accompagnati alle
frontieri se fermati trascorso tale periodo.
3) I permessi di soggiorno per i motivi di lavoro o umanitari devono essere
richiesti al Tribunale del Popolo.
Il presente decreto viene pubblicato sul sito internet
http://www.repubblica.org/governo/veneto ed allegato ad una lista di leggi
idonea. E' fatto obbligo a chiunque di rispettare questo decreto come legge
della Amministrazione Autonoma del Popolo Veneto in tutti i territori delle
Tre Venezie, parte in Italia della Ex-Repubblica Serenissima.
La sanzione delle violazioni di questa legge sono valutate secondo caso e
giurisprudenza.

Pag 70

Ojeto: norme aministrative e


fiscai

Governo del Popoo Veneto


(art.2 lexe n.340/1971 - lexe n.881/1977)
Lexe del Governo del Popoo Veneto
Ojeto: norme aministrative e fiscai
Data: 27/03/2002
lengua: veneto
Ogni aministrasion ga da rispondare a itadin che prexenta un ricorso entro 15 jorni daa data
da ricesion del ricorso da parte dea aministrasion.
In caxo de risposta manc o de siensio da parte dea aministrasion, el itadin acuista el dirito
che el chiede a meno che cuanto dimand no'l sia viet da na lexe o che vegna dichiar iegal co
lexe sucesiva. a lexe dispone soo pa'l periodo sucesivo.
Trascorsi 30 jorni daa spedision del ricorso, el itadin che no ga ricevesto risposta po agire co'l
prinipio del silensio consensiente (asenso), co el p grando vantajo a favor del itadin.
El itadin che dovese subire un dano par colpa dea ineficiensa dea aministrasion o pa'l ritardo
inte'a risposta, po esibire el ricorso al Tribuna del Popoo Veneto co richiesta de rixarcimento,
e el ricorso po'l esare converto in titoo de credito pagabie suito co'l vaor autorix dal
Tribuna.Paa riscosion dal itadin po esare fata richiesta de invio de un Funsionario del
Tribuna a spexe del danejante o de un privato de so sielta drio richiesta e autorixasion del
Tribuna.
I titoi de credito vien rivaut co'l taso de intarese Eurostat, e po, drio dimanda, esare fato
vaere verso i sucesori o i novi acuirenti che se sia sostituii. In caxo de inposibiit de recupero
de'l credito pa estinsion de l' ente, el titoo deventa executivo in carga aa persona che ga firm
o ago par conto de l' ente e in soido co'l responsabi dea raprexentansa lega che ghe jera al
tenpo del dano.
I titoi de credito ga da esare public a cura del Tribuna inte'l sito internet
www.repubblica.org/tribunale/veneto/crediti, ma i xe vaidi anca sensa publicasion.
Sto decreto ga vaor de lexe inte'l teritorio nasiona veneto con eficacia dal d dopo a
publicasion.
Firma dei menbri del Governo
Bulla Paolo
Cardin Stefano
Franceschi Luciano
Lando Massimo

Pag 71

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica


ai sensi della L.n.1199/1971 e delle lettere a e b del punto 3 dell'art.2 del "Patto
internazionale sui diritti civili e politici" reso esecutivo dall'Italia con legge n.881
del 25.10.1977, che testualmente dice: 3. Ciascuno degli Stati parti del presente Patto
s'impegna

a:

a) Garantire che qualsiasi persona, i cui diritti o libert riconosciuti dal presente Patto siano stati violati,
disponga di effettivi mezzi di ricorso, anche nel caso in cui la violazione sia stata commessa da persone
agenti nell'esercizio delle loro funzioni ufficiali; b) Garantire che l'autorit competente, giudiziaria,
amministrativa o legislativa, od ogni altra autorit competente ai sensi dell'ordinamento giuridico dello
Stato, decida in merito ai diritti del ricorrente, e sviluppare le possibilit di ricorso in sede giudiziaria;

Diffido e ricuso i funzionari interessati da questo documento a sostituirsi al Presidente della


Repubblica a cui diretto, anche nell'azione amministrativa di ogni genere in quanto la
continuazione del procedimento al suo posto costituisce reato internazionale di violazione di
diritti umani protetti dalla L.n.881/1977, il ricorso deve essere consegnato a Lui personalmente
nelle sue mani.
Illustrissimo,
sono Loris Palmerini, nato a Padova il 29 Luglio 1968, domiciliato in Rubano di Padova , v. Rossi
73 , sono portatore di diritti collettivi, nazionali veneti, diritti umani e soggettivi, forti interessi
legittimi nel ricorso personali e diffusi, diritti costituzionali ed adespoti.
Nell'articolo di legge "L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle
caratteristiche e tradizioni della sua storia." (art.2 Legge Cost. 22 maggio 1971, n. 340)
riconosciuto che i veneti sono un popolo, e come popolo riconosciuto che "Tutti i popoli hanno il
diritto di autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto
politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale." articolo 1 del
"Patto internazionale sui diritti civili e politici" ratificato e reso esecutivo con la legge n.881 del
1977.
Le scrivo sia come singolo, sia nell'esercizio delle mie funzioni di difesa dei diritti umani
(L.n.881/1977) e difesa delle sovranit del "popolo veneto" (art.2 L.n.340/1971), miei doveri in
quanto Presidente del Tribunale del Popolo Veneto, l'istituzione di Giustizia dei Veneti
autodeterminata ai sensi delle stesse leggi, istituzione che io presiedo e per la quale contestualmente
chiedo il riconoscimento del Presidente della Repubblica che dovuto ai sensi della stessa
L.n.881/1977 e per l'art.2 Costituzione italiana.
Le faccio Ricorso Straordinario per chiedere un atto di "alta amministrazione" di "difesa della
Costituzione" quale "capo dello Stato" e presidente "del Consiglio Supremo di Difesa" (art-87
Cost.) e quale presidente del CSM, per chiedere la difesa degli articoli 1 e 2 e molti altri della
Costituzione Italiana poich ho la certezza dell'esistenza di gravi violazioni dei diritti
costituzionali ed umani dei cittadini veneti di nazionalit veneta, che sono nel contempo
cittadini della Repubblica Italiana e della Unione Europea, in quanto a loro gravemente impedito
l'esercizio dei diritti di sovranit da parte di funzionari dello Stato Italiano di cui Lei il Capo, e la
difesa deve consistere nell'annullamento di ogni atto amministrativo fatto da funzionari italiani nel
territorio di autogoverno e la remissione di tutte le competenze alle istituzioni di Autogoverno del
Popolo Veneto.
Noi veneti, infatti, siamo giuridicamente sovrani nel nostro territorio nazionale, la legge
internazionale stessa ce lo riconosce, leggi cogenti per l'articolo 10 Cost., e quelle leggi, anche se
verranno modificate, resteranno valide poich la legge non pu essere retroattiva stabilendo come
reato ci che non lo era a quel tempo: le Istituzioni che i Veneti hanno nel frattempo costruito sono
e saranno permanenti, le sovranit venete sono perenni perch non ci fermeremo, e l'aver preso le
sovranit ora non potr mai essere condannato come reato in futuro.
Pag72
Io Le scrivo perch eletto direttamente dal popolo veneto a rappresentante di una delle maggiori
istituzioni storicamente distinguenti la nazione veneta, la giustizia, sono il rappresentante della
magistratura veneta nella sua autonomia riconosciuta come legale dalla stessa magistratura italiana
ma che non riceve quel riconoscimento pubblico dovuto all'interno degli organismi costituzionali
come il CSM, che se riformati, dovranno comprendere l'alta magistratura veneta eletta direttamente.

La mia posizione giuridica e quella di molti di coloro che fanno parte di Istituzioni venete, ed il
nostro operato, gi stato valutato dalla magistratura italiana di Padova, Venezia ed in molte altre
province venete, posizione che risulta legalissima e "non costituente reato" come sotto riportato,
anche se tal giudizio nulla varia sulla reale sovranit e permanenza delle amministrazioni venete al
di l delle pronunce dei giudici dello Stato Italiano, poich la nostra una sovranit di origine
internazionale che spetta ad ogni nazione, se pur parte della Repubblica Italiana.
Non c' certo bisogno di spiegare a Lei cosa significa "autogoverno", ossia il diritto legale da parte
degli amministrati di eleggere i propri amministratori, e quindi nel caso dei veneti, il diritto di
eleggere direttamente Prefetti, Commissari del Governo alla Regione, Questori, Direttori regionali
di tutte le funzioni statali, Magistrati, Procuratori, Procuratori Generali, ecc. . Il fatto che questi
diritti dei cittadini veneti non siano mai stati esercitati fino ad oggi nulla toglie alla validit legale e
costituzionale di essi ed alla loro attualit.
Alcuni di questi diritti non sono mai stati esercitati, ma molti lo saranno il 7 aprile 2002 con
l'elezione diretta di oltre 3000 cariche sul territorio, e tuttavia queste elezioni amministrative sono
minate nella sua sovranit dalla mancanza di collaborazione da parte delle stesse amministrazioni
uscenti dello Stato, delle Regioni e delle Prefetture per prime, e io chiamo Lei ad intervenire poich
la collaborazione per altro dovuta.
Il mio ruolo istituzionale di Presidente del Tribunale del Popolo Veneto quello di Presidente della
Autorit Giudiziaria (A.G.) o meglio della "Autorit de Justisia" autodeterminata dai cittadini veneti
di nazionalit veneta ai sensi dei patti resi esecutivi dalla legge n.881/1977. Il mio un ruolo che fra
gli altri comprende il compito di difendere le sovranit giuridiche ed i diritti umani dei veneti, sono
stato per questo votato ed eletto in forma plebiscitaria in data 26 settembre 1999 dagli allora
appartenenti alla "Lista dei Cittadini veneti", ossia dalla lista che elenca, come il secolare "libro
d'or", i Cives Veneti, ossia i cittadini di nazionalit veneta che lo Stato Italiano non ha mai censito
cos come non lo fece la monarchia.
Sono sicuro che a Lei chiaro il senso costituzionale della ratifica e della messa in esecuzione da
parte dell'Italia del "Patto internazionale sui diritti civili e politici" (International Covenant on Civil
and Political Rights ) ratifica fatta il 15 settembre 1978 con legge 25.10.1977, n. 881, patto per altro
entrato in vigore nel diritto internazionale gi il 23 marzo 1976, e dunque di gi da allora efficace
per disposto dell'art.10 della Costituzione Italiana. E parimenti richiamo la ratifica e la resa
esecutiva del "Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali" da parte della stessa
L.n.881/1977.
Non serve dunque disquisire su cosa significhi "diritto di autodeterminazione dei popoli", in quanto
sono quegli stessi patti internazionali resi esecutivi con la legge n.881 del 1977 a dircelo all'art.1
che qui riporto:
" Articolo 1
1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono
liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e
culturale.
2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e
delle proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione
economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale In
nessun caso un popolo pu essere privato dei propri mezzi di sussistenza. "
e dato che il popolo veneto (art.2 L.n.340/1971) ha diritto di "disporre liberamente delle proprie
ricchezze e delle proprie risorse naturali" (art.1.2) e i veneti possono decidere "del loro statuto
politico" (art.1.1) e possono perseguire "liberamente il loro sviluppo economico, sociale e
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culturale" (art.1.1), questo non esclude che allo Stato Italiano di cui Lei il Capo viene fatto
obbligo di "promuovere l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale
diritto, in conformit alle disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite." (art.1.3), dove
promuovere, al di l della condivisione morale ed interiore che ogni funzionario dello Stato
dovrebbe avere e mostrare in conformit alla Costituzione, ed il capo dello Stato per primo,
promuovere deve essere nelle azioni pubbliche un favore effettivo dato e una promozione pubblica

verso la realizzazione di quelle autonomie di Autogoverno, e verso le nazioni non autogovernate o


non godenti delle loro indipendenze politiche a cui hanno diritto. Infatti, al di l di questa
enunciazione di principio, lo stesso patto ci spiega cosa significa promuovere all'Articolo 2 che al
punto 1 dice :
"Ciascuno degli Stati parti del presente Patto si impegna a compiere, in armonia con le proprie
procedure costituzionali e con le disposizioni del presente Patto, i passi per l'adozione delle
misure legislative o d'altro genere che possano occorrere per rendere effettivi i diritti riconosciuti
nel presente Patto, qualora non vi provvedano gi le misure, legislative e d'altro genere, in
vigore. "
e sottolineo " ... l'adozione delle misure legislative o d'altro genere che possano occorrere per
rendere effettivi i diritti ....", misure che con questo ricorso le vengono direttamente chieste per gli
scopi della legge creandole degli obblighi ai quali non pu sottrarsi.
A fronte di questo preciso disposto legislativo che crea un obbligo giuridico, di fronte a questo
imperante obbligo di dover fare dei funzionari dello Stato italiano e del Suo Capo, noi
dell'Autogoverno del popolo veneto, noi cittadini veneti riuniti in istituzioni autodeterminate, noi
abbiamo ricevuto invece ostacolo ed impedimento nell'esercizio dei nostri diritti umani, anche
da parte dei Prefetti succedutesi della citt di Padova e nelle Venezie, nell'agosto del 2000 anche da
parte dei Carabinieri di tutto il nostro territorio nazionale, ed io stesso nell'agosto 2001 sono stato
personalmente insultato e percosso da forze di polizia locali di Padova che ignare dell'iniziato
Autogoverno del popolo veneto (per omert e impedimento dei Prefetti e dei sindaci) hanno
agito a mio danno secondo disposizioni illegittime a causa della mancata promozione da parte
dello Stato Italiano. E sono stato persino multato con un verbale falsificato e una ulteriore multa
accessoria creata successivamente ai fatti. Siamo dunque di fronte ai primi elementari atti di
soppressione etnica che influiscono economicamente nella vita di un cittadino (1.200.000 lire);
Ho detto Venezie, ed apro una precisazione importante sul territorio nazionale dei veneti dove la
sovranit appartiene agli stessi, territorio che molto pi ampio di quell'ente territoriale dello Stato
Italiano chiamato "Regione veneto".
Il territorio nazionale Veneto attualmente di fatto sotto amministrazione dello Stato Italiano,
composto dalle province originalmente venete lasciate nel 1866 al Regno d'Italia dalla
amministrazione Francese: dello Stato Lombardo-Veneto, quindi, sono venete le province di
Belluno, Bergamo, Brescia, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Verona, Vicenza e le citt
di Crema e Monfalcone, perch tutte della Serenissima alla data del 1797 e gi prima da secoli,
quindi storicamente e nazionalmente venete.
Non si pu in nessun modo dire che questo territorio territorio dello Stato Italiano poich
mai i veneti hanno dato il loro consenso ad essere amministrati dallo Stato Italiano, semmai
nel contestato plebiscito del 1866 diedero consenso ad unirsi "al Regno d'Italia sotto il governo
monarchico costituzionale di Re Vittorio Emanuele II e suoi successori", ossia a farsi governare
dalla Monarchia dei Savoia e dai loro discendenti maschi, attualmente assenti, lo Stato
Italiano certo non un successore di Re Vittorio Emanuele II e nemmeno la costituzione
repubblicana mai stata confermata dal popolo.
Facendo tesoro della scelta ideologica dell'ormai lontano referendum "monarchia-repubblica" del 2
giugno 1946, per altro anche esso contestato nella validit, c' anche da dire che la attuale
Costituzione Repubblicana del 1947 non mai stata ratificata dai popoli italiani (il popolo sardo
riconosciuto legalmente da prima della costituzione, vedi infra) Costituzione che comunque non
pu essere richiamata quale limite invalicabile all'autodeterminazione, nemmeno quell'art.5 sulla
unicit della Repubblica che semmai, fosse un limite, dovrebbe essere eliminato per rendere
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effettivo il diritto di autodeterminazione cos come previsto dai patti internazionali resi esecutivi
dalla L.n.881/1977, oltre ad essere lo stesso art.5 Cost a darci il diritto di autonomia che ci viene
negato non avendo noi fatto altro che invocare il diritto di autogoverno sotto vigilanza ONU: lo
stato non pu applicare solo i pezzi di costituzione che gli fanno comodo.

A ritrovarsi parte di uno Stato (quello Italiano) privo di legittima successione giuridica con la
Monarchia, sono tutti i territori del Regno Lombardo-Veneto preso in amministrazione dal Re
Vittorio Emanuele e divenuto 1 degli Stati di S.M. il Re d'Italia, sotto la riserva giuridica dei trattati
che le popolazioni fossero debitamente consultate, una sovranit gi allora riconosciuta dunque da
rispettarsi per l'unione allo Stato Italiano.
Dal combinato disposto dei trattati di cessione e dei risultati del plebiscito e del referendum, lo
STATUS GIURIDICO ATTUALE DEL TERRITORIO NAZIONALE VENETO risulta essere
quello di un territorio parte del non ancora defunto Regno del Lombardo-Veneto, Stato che
dovrebbe essere amministrato dai successori dei Savoia, e tuttavia il territorio nazionale dei
veneti, finch i veneti non decidano di dichiarare un loro Stato o una loro Repubblica, gi
giuridicamente sotto amministrazione autonoma di autogoverno del popolo veneto esercitato dal
"Governo del Popolo Veneto" democraticamente costituito ai sensi dei patti fatti legge essi stessi
dalla legge della Repubblica Italiana n.881 del 1977 e gestito secondo leggi venete autodeterminate,
perci giuridicamente territorio del tutto sovrano secondo lo Statuto dell'ONU. Il Governo del
Popolo Veneto non ha fatto la scelta di dichiararsi Repubblica indipendente come invece fecero i
Serenissimi del 1997, e quindi resta ancora territorio della Repubblica Italiana, e come i comuni di
Livigno e Campione sono territorio della Repubblica ma NON territorio dello Stato Italiano, cos le
Venezie di veneta memoria non hanno obblighi fiscali con la Repubblica e sono in autogoverno.
Tuttavia, se il Presidente non interverr immediatamente, e questo sarebbe una scelta politica
inaccettabile, antistorica e contraria a costituzione, data la soppressione culturale e sociale ed
economica in corso, non credo (ed un mio personale convincimento) che lo status giuridico
dell'Autogoverno ristagner in questo stadio, vale a dire che se la Repubblica ed il Suo Presidente
non interverranno perch la convivenza fra nazioni sia pacifica nello Spirito della Carta delle
Nazioni Unite, nefaste ombre si addenseranno su tutti i popoli come sempre stato quando un
popolo cerca di imporre agli altri la propria volont di potenza come l'Italia fa oggi sui veneti.
Giustamente ad indicare la nostra volont unitaria e pacifica noi delle istituzioni nazionali venete
usiamo il simbolo della Repubblica Italiana nelle nostre carte intestate, cos come la bandiera con
un Leone della Veneta Repubblica a dimostrare che siamo sempre i veneti di millenaria storia, ma
siamo parte della Repubblica italiana, ed allo stesso tempo non siamo un movimento a cui
interdetto l'uso del Simbolo della Repubblica ma istituzioni: a Noi, l'uso del Simbolo della
Repubblica riconosciuto legale e legittimo dalla stessa Magistratura Italiana che non persegue a
noi il reato di uso illegittimo, che gi stato valutato in procedimenti penali.
Nessuna ombra pu esservi sul GOVERNO DEL POPOLO VENETO, che risulta gestito da un
presidente eletto dall'ASENBLEA DEI MENBRI (Parlamento nazionale veneto), il quale
Parlamento nazionale Veneto fu eletto con elezioni democratiche aperte e pubbliche il 4 settembre
2000, alle quali tutti quelli che volevano potevano votare, dato che esse erano pubbliche e perfino
pubblicizzate dalla televisione RAI regionale oltre che da quotidiani di ampia tiratura come il
Gazzettino.
Proprio sulle elezioni dell'"Asenblea dei Menbri" ossia del Parlamento nazionale Veneto eletto il 4
settembre 2000, numerose e particolareggiate e lunghe sono state le indagini della Magistratura
Italiana (Brescia, Milano, Padova, Gorizia, Trieste ecc.), tutte poi confluite sotto la direzione del
dott. Cherchi Bruno della Procura della Repubblica di Padova che ha radunato nel fascicolo
NR.10134/01 oltre a questi fatti anche le ordinanze di decolonizzazione di questa A.G. scrivente
mandate ai Prefetti nel corso degli anno 1999/2000, e il rilascio di permessi di soggiorno da parte
delle istituzioni venete fino al 2001, tutto in un unico procedimento che valutava la possibile
sovversione dello Stato Italiano da parte di noi veneti: la corposa inchiesta fu coadiuvata da
numerose indagini di molte procure e dall'intervento armato di molti militari italiani che
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setacciarono i Comuni mirando ad impedire che le ordinanze del Governo Veneto arrivassero ai
sindaci, e impedendo che essi eseguissero gli ordini della legittima autorit di autogoverno. Del
fascicolo il dott. Cherchi ha fatto RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE, attestando quindi che
nessuna
illegalit
era
imputabile
al
legittimo
operato
delle
istituzioni
di

autogoverno/autodeterminazione, allo stesso tempo quindi affermando implicitamente che illegale e


sovversivo fu l'operato dell'amministrazione italiana che imped il normale processo democratico di
elezione.
Il dott. Cherchi Bruno ha quindi riconosciuto che NON ESISTONO ILLEGALIT nell'agire
di autogoverno e autodeterminazione dei veneti, che LEGALI FURONO LE ELEZIONI DEL
PARLAMENTO NAZIONALE VENETO, LEGALI SONO I PERMESSI DI SOGGIORNO,
LEGALI SONO LE ISTITUZIONI DI AUTOGOVERNO CHE SONO QUINDI SOVRANI
NEL TERRITORIO NAZIONALE VENETO.
Ora il Presidente, in quanto presidente anche del CSM informato dell'operato meritorio di
Cherchi, che meritorio e cogente anche per il Presidente del CSM fino a quando egli non ritenesse
che qualcosa dell'operato del dott. Cherchi fosse illegittimo e mostrasse questo suo intendimento
con atto formale al CSM visto che ora ne informato.
Per quanto meritorio nel senso della legge internazionale l'operato e le conclusioni del dott. Bruno
Cherchi, eppure mi consta dire che le sue sono da considerarsi solo un parere di un magistrato dello
Stato Italiano riguardo una questione che non gli compete n territorialmente n giuridicamente,
poich quello delle Venezie (territorio nazionale veneto) non territorio dello Stato italiano, e i
magistrati italiani, avendo giurato di applicare le leggi dello Stato Italiano anzich quelle delle
Repubblica Italiana, i magistrati italiani non possono essere imparziali in qualunque questione
concernente i veneti nel loro territorio nazionale, e sono quindi incompetenti giuridicamente (vedi
infra).
Lo Stato Italiano non e non coincide con la Repubblica Italiana, cos come dimostrato dalla
esistenza dei Comuni di Livigno e Campione che sono di nazionalit non italiana, cos come la
regione Sardegna ha emanato per legge che il popoli sardo pu autodeterminarsi (vedi infra).
E' dunque indubitabile che il territorio nazionale veneto non sotto l'amministrazione legittima
dello Stato Italiano, lo di fatto, ma lo stato italiano deve decolonizzare restituendo ai veneti i beni
che ricevette con il territorio Lombardo-Veneto che restano di propriet dei veneti per la loro parte,
cos come sancito e fatto obbligo dai "patti internazionali" ratificati e resi esecutivi dalla
L.n.881/1977.
La Repubblica italiana non uno Stato e non coincide con lo Stato Italiano, cos come non uno
Stato l'Unione Europea, la quale ugualmente batte moneta, fa politica comune a pi nazioni, ha
giustizia unificata e cogente per gli Stati alla quale gli Stati si devono conformare, ha potere di
sanzione penale, ha un Parlamento di controllo sul direttorio di governo, un Governo di tipo
democratico vincolato dai trattati ai diritti umani, una difesa comune anche se embrionale, e ci
nonostante non uno Stato come non lo e' la Repubblica Italiana. Nella stessa Costituzione italiana
questa differenza fra Stato e Repubblica si rintraccia in molti passaggi, gi a partire proprio
dall'art.5 dove ipotizza "servizi che dipendono dallo stato" dato che ce ne sono altri che non
dipendono da esso, le autonomie governative appunto: necessario rendere effettivi i disposti
costituzionali, subito ed adesso, ed anche se si prima di ogni teorica riforma la costituzione non
pu essere dilazionata men che meno dal Presidente che gli ha giurato fedelt, dovendo egli inoltre
perseguire l'interesse nazionale della "pace fra le nazioni" nello spirito delle Nazioni Unite e dovuto
per l'art.10 Cost.
Coloro che hanno costituito le istituzioni venete hanno dichiarato di essere di nazionalit veneta, di
essere "cittadini veneti", ossia "Cives", cio aventi quel titolo originario che permise alla
Serenissima di restare sovrana perch legittima erede dell'Impero Romano.
Se si vuole dunque, al di l del riconoscimento della Repubblica Italiana, i veneti di nazionalit
sono cittadini veneti di diritto per un diritto naturale che risale al riconoscimento dei veneti quali
cittadini romani da parte dell'Impero Romano, oltre ai titoli sacrali della chiesa Marciana e dunque
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al Patriarcato di Venezia, e su nella storia, risalendo alla discendenza Venetica . Il venetico fu lingua
che inform tutte le lingue del nord italia, che della lingua venetica sono dialetti, lingue pre-italiane
e pre latine, come la moderna lingua veneta, che per quanto latinizzata resta una lingua autonoma

che deve essere riconosciuta dalla Repubblica Italiana per l'art.6 Cost. come ha gi fatto di recente
dall'UNESCO dopo molti altri enti internazionali di studi sulle lingue.
A fronte di questi inalienabili diritti umani e naturali dei veneti che si rintracciano nella storia
nazionale veneta che si protrae fin da tempi di molto precedenti i romani e l'italianit, a fronte di
questa ricca storia si assistito e si assiste oggi ad una negazione di diritti costituzionali e nazionali
dei veneti e del popolo veneto che si possono confondere con forme di asservimento per fini
economici, se non addirittura, dovessero protrarsi oltre, ad un vero e proprio razzismo di Stato, da
mettere in connessione con la soppressione etnica in corso nell'Istria e nella Dalmazia a cui lo Stato
Italiano assiste in silenzio .
Illustre Presidente, Le chiedo di intervenire immediatamente per la difesa dei diritti umani e
nazionali dei veneti nelle Venezie e specialmente in Italia come sotto specificato, ed un suo dovere
di singolo essere umano, e Le chiedo di difendere i fondamentali diritti costituzionali come suo
dovere quale presidente della Repubblica Italiana, le chiedo di attivare immediatamente procedure
per il riconoscimento e l'attuazione immediata nel territorio nazionale veneto delle leggi venete
emesse dalle istituzioni autodeterminate dai veneti, ordinandone la pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana, ed altrimenti non potrebbe essere.
Le sar facile identificare in me una persona di alta dirittura civile e morale, Le baster far
rintracciare i molti dossier che mi riguardano derivanti dalla mie attivit difesa di diritti umani e
costituzionali fatte fin dagli anni 1996-1999, dalle mie denunce contro brogli elettorali e persone
ineleggibili oggi tornate alla ribalta dell'opposizione politica reale nelle piazze, i dossier sulle mie
accuse dimostrate contro l'ex presidente Scalfaro a cui oggi Berlusconi Silvio spesso si riferisce
come un periodo di Colpo di Stato. Per queste denunce sono stato sottoposto a circa 5 inchieste
DIGOS, due inchieste penali a mio carico, due aggressioni da parte di funzionari dello Stato
Italiano, ecc. Di tutto questo non rimasto altro che assoluzioni ed archiviazioni, ossia la
dimostrazione della mia perfetta legalit ed amor patrio, poich io sono sia cittadino veneto, sia
cittadino italiano, sia cittadino europeo, e nutro rispetto per ogni essere umano che voglia vivere in
pace ed in democrazia.
Le chiedo perci di dare seguito a questa istanza fatta in realt con pacatezza e forza sentita nel
profondo poich non stile veneto e cultura nazionale veneta gridare per ottenere qualcosa
simulando un falso bisogno.
Le chiedo di non lasciare inascoltato questo appello, perch se cos fosse non potr esitare a
impegnare pacificamente tutta la mia credibilit per proteggere me e la mia nazione dalla
soppressione ed occupazione di un potere illegittimo ed antidemocratico di oscura origine, tanto pi
che molte sono le attivit che faremo per provocare il confronto democratico con lo Stato italiano
renitente alle sue stesse leggi, arrivando infine a chiamare Lei come responsabile dei danni che
verranno a prodursi se Lei non agir nel senso dovuto dalla Costituzione, come sar giusto per noi
che non potremmo essere imputabili di nulla avendo solo e soltanto esercitato nostri diritti previsti
dalla legge. Ad integrazione di quanto detto

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U LTE R I O R M E N T E E S P O N G O
1)"L'autogovernodelpopolovenetosiattuainformerispondentiallecaratteristicheetradizioni
dellasuastoria."(art.2LeggeCost.22maggio1971,n.340);

2)l'art.2dellaleggen.340/1971ilriconoscimentodel"popoloveneto"fattodallaRepubblica
Italianaconleggevotatadalparlamentoitaliano,edalpopolovenetoriconosciutoancheil
dirittodiautogovernooveessopresenteinconformitallasuastoriadistatosovranodurata
1200anni;
3)ildirittodi"autogoverno"del"popoloveneto"ildirittolegaledapartedegliamministratidi
eleggereipropriamministratori,equindinelcasodeiveneti,ildirittodieleggeredirettamente
Prefetti,CommissaridelGovernoallaRegione,Questori,Direttoriregionalidituttelefunzioni
statali,Magistrati,Procuratori,ProcuratoriGenerali,ecc.,compresoilCapodelGovernopolitico
nazionale;
4)con legge 25.10.1977, n. 881 la Repubblica Italiana, obbligata dall'art.10 della Costituzione
Italiana,haratificatoeresoesecutivicomeleggidellaRepubblicail"Pattointernazionalesui
diritti civili e politici" (International Covenant on Civil and Political Rights ) del "Patto
internazionalesuidirittieconomici,socialieculturali"dandone"pienaattuazione"nellastessa
L.n.881/1977,peraltroessendoipattigientratiinvigoreneldirittointernazionaleil23marzo
1976,edunquedigidaalloraefficaceperdispostodell'art.10dellaCostituzioneItaliana;
5)il"dirittodiautodeterminazionedeipopoli"spiegatodai"pattiinternazionali"resiesecutivi
con la legge n.881 del 1977 nel passaggio "Tutti i popoli hanno il diritto di
autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto
politicoeperseguonoliberamenteillorosviluppoeconomico,socialeeculturale."articolo1
punto1del "Patto internazionale suidiritti civili epolitici" ratificato eresoesecutivo con
L.n.881/1977;
6)Ilpopoloveneto(art.2L.n.340/1971)hadirittodi"disporreliberamentedellepropriericchezze
edelleproprierisorsenaturali"(art.1.2L.n.881/1977)eivenetipossonodecidere"delloro
statutopolitico"(art.1.1)epossonoperseguire"liberamenteillorosviluppoeconomico,sociale
eculturale"(art.1.1),infattil'articolo1del"Pattointernazionalesuidiritticiviliepolitici"per
interodice"1.Tuttiipopolihannoildirittodiautodeterminazione.Invirtdiquestodiritto,
essidecidonoliberamentedellorostatutopoliticoeperseguonoliberamenteillorosviluppo
economico,socialee culturale. 2.Perraggiungereilorofini,tuttiipopolipossono
disporreliberamentedellepropriericchezzeedelleproprierisorsenaturalisenzapregiudizio
degliobblighiderivantidallacooperazioneeconomicainternazionale,fondatasulprincipio
delmutuointeresse,edaldirittointernazionaleInnessuncasounpopolopuessereprivato
deiproprimezzidisussistenza.";
7)il diritto di Autogoverno del Popolo Veneto riconosciuto dal suddetto articolo 2 della L.n.340 del
1971 ed il diritto di autodeterminazione dato dal "Patto sui diritti e civili e politici " recepito
dalla Repubblica Italiana con la L.n.881 del 1977 hanno posto in essere un soggetto di diritto
sovrano dotato di potest che la legge elenca, e questa Persona Giuridica il "popolo vento", e le
sue facolt e i suoi diritti sono, evidentemente, cosa diversa dai singoli componenti esseri umani
che ne danno costituzione, e questo soggetto attivo internazionalmente sovrano e protetto dallo
Statuto delle Nazioni Unite, dove "popolo" e "nazione" sono la stessa nozione nel diritto
internazionale e quindi per l'art.10 Cost., anche in Italia;
8)alpopolovenetodatalalibertpoliticadistabilireunpropriostatutoeperseguireliberamenteil
propriosviluppo,ilchecomprendeildirittodiunirsiodistaccarsidall'unioneconaltrenazioni;
9)il popolo veneto, fatto nella realt di oltre 7 milioni di persone, giuridicamente costituito
almeno da Loris Palmerini, nato a Padova il 29 luglio 1968, e da Franceschi Luciano, nato a
Borgoricco (PD) il 26 maggio 1959, entrambi figli di veneti stanziali da almeno 5 generazioni,
che si sono dichiarati di nazionalit veneta e "popolo veneto" il a Borgoricco il 24 luglio 1999 e
dunque il popolo veneto risulta costituito e rappresentato da Palmerini Loris e da Franceschi
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10) Luciano che che lo rappresentano come figli della patria unitamente secondo regole interne di
autogoverno;
11)esistono centinaia di persone registrate che si sono dichiarate di nazionalit veneta e parte del
popolo veneto acquisendo la cittadinanza veneta, oltre che essere cittadini italiani e europei se
pur di nazionalit veneta, ed il diritto di cittadinanza, essendo anche economico, si estende ai
legittimi eredi patrimoniali;
12)in Borgoricco di Padova il 27 luglio 1999 ai sensi dell'art.2 della L.n.340/1971 stato dichiarato
"l'autogoverno del popolo veneto";
13)come stato dichiarato "l'autogoverno del popolo veneto" anche il "Governo del Popolo
Veneto" autodeterminato ai sensi dei patti internazionali recepiti dalla L.n.881 del 1977 ;
14)il Governo del Popolo Veneto ha sovranit politica, amministrativa e legislativa sul territorio
dell'Italia della ex Veneta Repubblica Serenissima;
15)le potest sui territori veneti sono del popolo veneto anche dove solo una minoranza;
16)l'art.10 della Costituzione Italiana obbliga la Repubblica Italiana a conformarsi ai patti
internazionali di cui alla L.n.881/1977 che garantiscono ai veneti la piena indipendenza in tutti i
sensi, con il diritto di indipendenza come Stato autonomo e sovrano e nella forma politica solo
da essi stessi voluta obbligando la Repubblica italiana a prendere ogni misura necessaria alla
realizzazione di tale diritto ai sensi del detto punto 3 articolo 1 del Patto internazionale sui
diritti civili e politici" reso esecutivo con l'art.2 L.n.881/1977" ;
17)per l'art.24 Cost la legge penale non pu essere retroattiva stabilendo come reato ci che non lo
era a quel tempo e pertanto le Istituzioni che i Veneti hanno nel frattempo costruito sono e
saranno permanenti e tali azioni non potranno essere punite retroattivamente nemmeno se
continuate in futuro;
18)anche se mai stati esercitati fino al 1999 nulla toglie alla validit legale e costituzionale dei diritti
nazionali dei cittadini veneti;
19)il 04 settembre 2000 stato eletto il parlamento nazionale veneto secondo diritto di autogoverno
e autodeterminazione sopra indicati;
20)le elezioni del 4/9/2000 erano pubbliche e pubblicizzate in tutto il territorio nazionale veneto,
furono rese pubbliche nei mass media e nei giornali, dalla televisione RAI regionale oltre che da
quotidiani di ampia tiratura;
21)chiunque poteva votare alle elezioni del 04/09/2000 ed esse si svolsero senza contestazioni
secondo le leggi internazionali e hanno per tanto valore costituzionale per chiunque sia nel
territorio nazionale veneto;
22)eventuali violazioni di diritti elettorali, per altro non denunciate, sono imputabili alla mancanza
di collaborazione, per altro dovuta, da parte delle amministrazioni uscenti dello Stato, Regioni e
Prefetture per prime, in violazione della legge n.881/1977;
23)le elezioni amministrative del 7 aprile 2002 vedono l'elezione diretta di oltre 3000 cariche sul
territorio, compresi magistrati, prefetti questori, Commissari del Governo, direttori ecc. (vedi
decreto 05/12/2001 del Governo del Popolo Veneto);
24)il Tribunale del Popolo Veneto l' Autorit Giudiziaria (A.G.) o meglio della "Autorit de
Justisia che stata istituita direttamente dal popolo veneto in Borgoricco di Padova in data 26
settembre 1999, ossia autodeterminata dai cittadini veneti di nazionalit veneta ai sensi dei patti
resi esecutivi dalla legge n.881/1977;
25)se il Tribunale del Popolo Veneto non ci fosse la Repubblica sarebbe inadempiente e carente di
una legge che veda il popolo veneto partecipe come dovuto dall'art.102 della Costituzione che
prevede la partecipazione del popolo alla giustizia, e pertanto dovuto il riconoscimento
pubblico di questa Istituzione ed dovuto anche all'interno degli organismi costituzionali di
autogoverno della magistratura come il CSM;
26)il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Padova nel decreto n.21/2000 reg.ist. l.n.165/1998
del 09/03/2000 ha riconosciuta nella legge la piena legittimit del "Tribunale del Popolo

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27)Veneto", mentre il presidente del Tribunale di Padova ha ricevuto un ricorso in merito presentato
da Lando Massimo il 27/02/2002;
28)il 27 luglio 1999 il popolo veneto ha istituito a Borgoricco (PD) la "Lista dei Cittadini veneti"
che la lista che elenca, come il secolare "libro d'or", i Cives Veneti, ossia i cittadini di
nazionalit veneta che lo Stato Italiano non ha mai censito cos come non lo fece la monarchia;
29)allo Stato Italiano ed al suo Capo viene fatto obbligo di "Gli Stati parti del presente Patto, ivi
compresi quelli che sono responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e di
territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione del diritto di
autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformit alle disposizioni dello
statuto delle Nazioni Unite." (art.1.3 "patto sui diritti civili" L-n.881/1977) e tale obbligo di
ogni funzionario operante per conto dello Stato Italiano che in pratica obbligato a promuovere
e a riconoscere legittimit alle istituzioni di autogoverno veneto ossia ad ogni ordinanza, decreto
o legge o sentenza emesso da autorit di autogoverno del popolo veneto;
30)ogni funzionario dello Stato ed il suo Capo dello Stato per primo deve dare un favore effettivo
dato e una promozione pubblica verso la realizzazione di quelle autonomie di Autogoverno e
verso l'autodeterminazione delle nazioni non autogovernate o non godenti delle loro
indipendenze politiche a cui hanno diritto, e questo si deve tradurre in un promuovere come da
'Articolo 2 punto 1 della L.n. 881/1977 che dice : "Ciascuno degli Stati parti del presente Patto
si impegna a compiere, in armonia con le proprie procedure costituzionali e con le
disposizioni del presente Patto, i passi per l'adozione delle misure legislative o d'altro genere
che possano occorrere per rendere effettivi i diritti riconosciuti nel presente Patto, qualora
non vi provvedano gi le misure, legislative e d'altro genere, in vigore. " che costituisce un
obbligo giuridico internazionale di dover fare dei funzionari dello Stato italiano e del Suo
Capo e di Ogni parlamentare della Repubblica;
31)il popolo veneto (art.2. L.n.340/1971) e il popolo Sardo (art.29 RD istituzione regione Sardegna)
sono previsti come entit giuridiche esistenti ed autonomamente dotate di potest politiche,
giuridiche economiche e sociali dati dalla L.n.881/1977, e tali entit cio i popoli riconosciuti
hanno diritti sovrani sopra lo Stato compresi quelli di vedere modificata e abrogata ogni norma
dello Stato che risulti in conflitto con il loro autodeterminarsi e autogovernarsi, compresa la
Costituzione della Repubblica;
32)risulta inammissibile ed incostituzionale ogni provvedimento preso da funzionari ed ogni legge
di enti dello Stato italiano (parlamento compreso) se in contrasto a direttive o ordinanze delle
autorit autodeterminate dal popolo veneto, in quanto provvedimenti o leggi viziati nella forma e
nella legittimit e nella costituzionalit, oltre che nella opportunit;
33)nel territorio nazionale veneto anche il Capo dello Stato italiano non ha alcuna legalit o
legittimit, autorit o potere e ha l'obbligo scritto nelle leggi della Repubblica italiana di
rispettare le leggi e le ordinanze delle Autorit di autogoverno del popolo veneto,
specialmente nel modo stabilito nei patti di cui alla legge n.881 del 1977;
34)il territorio nazionale Veneto attualmente di fatto sotto amministrazione dello Stato Italiano,
composto dalle province originalmente venete lasciate nel 1866 al Regno d'Italia dalla
amministrazione Francese: dello Stato Lombardo-Veneto, quindi, sono venete le province di
Belluno, Bergamo, Brescia, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Verona, Vicenza e le
citt di Crema e Monfalcone, perch tutte della Serenissima alla data del 1797 e gi prima da
secoli, quindi storicamente e nazionalmente venete;
35)il territorio nazionale dei veneti dove la sovranit appartiene agli stessi un territorio molto pi
ampio di quell'ente territoriale dello Stato Italiano chiamato "Regione veneto" la quale pi volte
ha modificato e ridotto i suoi confini nel corso dei recenti anni;

36)poich nel plebiscito del 1866 i veneti hanno dato il loro consenso "al Regno d'Italia sotto il
governo monarchico costituzionale di Re Vittorio Emanuele II e suoi successori" ossia a farsi
governare dalla Monarchia dei Savoia e dai loro discendenti maschi, attualmente assenti,
non essendo lo Stato Italiano un successore di Re Vittorio Emanuele II per tanto lo Stato
pag 80
37)Italiano privo di legittima successione giuridica con la Monarchia in tutti i territori del Regno
Lombardo-Veneto preso in amministrazione dal Re Vittorio Emanuele e divenuto 1 degli Stati
di S.M. il Re d'Italia, sotto la riserva giuridica dei trattati che le popolazioni fossero debitamente
consultate, con la conseguenza che nel territorio nazionale veneto lo Stato Italiano non ha
alcuna legittima presenza e non pu esibire documentazione legale che comprovi la sua
legittima presenza o amministrazione;
38)le popolazioni del lombardo-veneto hanno una sovranit gi riconosciuta nei trattati di cessione
al Re Vittorio Emanuele II e dunque tale sovranit da rispettarsi per l'unione allo Stato Italiano
mai richiesta n approvata;
39)secondo quanto riportato nel libro di Ettore Beggiato "La grande Truffa" Edizioni universitarie
Venezia, il plebiscito del 1866 nel territorio del Regno Lombardo-Veneto mancante del
requisito della "libera espressione delle popolazioni interessate" richiesta dal trattato di cessione
dall'Austria al Regno d'Italia, oltre che essere stato svolto con la presenza di soldati italiani che
votarono al posto dei veneti che militarono per l'Austria come detto da Serraglia Valerio il
21/02/2002 su Antenna 3 Nord-Est;
40)la Costituzione non pu essere richiamata quale limite invalicabile all'autodeterminazione,
nemmeno quell'art.5 sulla unicit della Repubblica poich ogni limite deve essere eliminato per
rendere effettivo il diritto di autodeterminazione cos come previsto dai patti internazionali resi
esecutivi dalla L.n.881/1977, oltre ad essere lo stesso art.5 Cost a dare ai veneti il diritto di
autonomia che ci viene negato non avendo noi fatto altro che invocare il diritto di autogoverno
sotto vigilanza ONU;
41)la attuale Costituzione Repubblicana del 1947 non mai stata ratificata dai popoli italiani (il
popolo sardo riconosciuto da prima della costituzione come le popolazioni del LombardoVeneto);
42)in seguito all'autodeterminazione del popolo veneto che dallo Stato Italiano deve essere
promossa come da L.n.881/1977 e come da Trattato di Helsinki sul territorio nazionale veneto lo
Stato Italiano non ha alcuna potest n ora n mai in quanto l'amministrazione di fatto di territori
non d mai diritto alla usucapione nel diritto internazionale fin dai tempi della "Magna Charta"
del 1215;
43)lo STATUS GIURIDICO ATTUALE DEL TERRITORIO NAZIONALE VENETO risulta essere
quello di un territorio parte del non ancora defunto Regno del Lombardo-Veneto, Stato che
doveva essere amministrato dai successori dei Savoia fino al 1971;
44)il territorio nazionale dei veneti ora giuridicamente sotto amministrazione autonoma e di
autogoverno del popolo veneto l'art.2 L.n.340/1971 esercitato dal "Governo del Popolo Veneto"
istituito dai veneti in base ai "patti internazionali" ratificati dalla Repubblica Italiana con
L.n.881/1977 ;
45)in quanto "popolo" e "nazione" sono la stessa nozione nel diritto internazionale i veneti possono
decidere di dichiarare un loro Stato o una loro Repubblica secondo lo Statuto dell'ONU ed in
base alle libert riconosciute dalla L.n.881/1977, ed in quanto venete anche le popolazioni del
lombardo-veneto possono far parte di uno stato veneto, come tutte le discende venetiche del
nord-italia;
46)il Governo del Popolo Veneto non ha fatto la scelta di dichiararsi Repubblica indipendente come
invece fecero i Serenissimi del 1997, e non pu essere imputato di reato di attentato all'unit
della Repubblica dato che il territorio nazionale veneto resta ancora territorio della Repubblica
Italiana per volont dell'autogoverno,

47)tutti i sedicenti veneti sono stati convocati per il 04 giugno 2000 in Tribunale del Popolo Veneto
dove c' stata la autodeterminazione della Costituente per uno "Stato Veneto" nella Repubblica
Italiana con intesa di proclamazione di piazza ad opera di migliaia di agenti di polizia veneta e la
Costituente non coincide con le entit di autogoverno n con il Tribunale n con il Governo del
Popolo Veneto;
48)lo Stato Italiano non e non coincide con la Repubblica Italiana, cos come dimostrato dalla
esistenza dei Comuni di Livigno e Campione che sono di nazionalit non italiana e dall'esistenza
pag 81
49)di governi locali autonomi nei limiti della Costituzione che generano legislazioni differenti da
quelle dello stato italiano, come le Province autonome di Trento e Bolzano che agiscono
nell'ordinamento internazionale in maniera autonoma rispetto allo Stato Italiano, recependo
prima o diversamente da esso le leggi della Comunit Europea (vedi sent. Cort.Cost e art 117
Cost. ) ed il precedente costituzionale rende evidente che lo Stato Italiano e la Repubblica
Italiana non sono la stessa entit giuridica: la Repubblica Italiana una entit giuridica fatta di
tante personalit Giuridiche autonome, ed essa comprende, fra le molte, oltre allo Stato Italiano
anche i singoli esseri umani in parit (Repubblica con il rispetto della legge anche per lo stato
(c.d. "Stato di diritto") democratico e rispettoso dei diritti umani art.(2 Cost.) della sovranit del
popolo (art.1 Cost.) delle minoranze linguistiche (art.6 Cost.) che promuove e favorisce le
autonomie (art.5 Cost.) secondo l'ordinamento internazionale (art.10 Cost.) riconosciuto dagli
altri paese della Comunit internazionale e la sovranit di origine internazionale spetta ad ogni
nazione, anche se parte della Repubblica Italiana, indipendentemente dalla Costituzione;
50)il territorio nazionale veneto ha uno status giuridico simile a quello dei comuni di Livigno e
Campione, ossia territorio della Repubblica ma NON territorio dello Stato Italiano, ossia
autogovernato e territorio non soggetto ad IVA italiana ma soggetto ad imposta come Stabilito
dall'Autogoverno del Popolo Veneto;
51)la Repubblica italiana non uno Stato e non coincide con lo Stato Italiano, cos come non uno
Stato l'Unione Europea;
52)il GOVERNO DEL POPOLO VENETO per legge veneta gestito da un presidente eletto
dall'ASENBLEA DEI MENBRI (Parlamento nazionale veneto);
53)le istituzioni nazionali venete usano il simbolo della Repubblica Italiana nelle carte intestate,
cos come la bandiera con un Leone della Veneta Repubblica ;
54)l'uso del simbolo della Repubblica Italiano reato per singoli, per i partiti e per i movimenti;
55)la Magistratura Italiana ha gi valutato l'Autogoverno come Istituzione che pu usarlo
legalmente e riconosce che non reato di uso illegittimo del simbolo della repubblica italiana
l'uso consuetudinario da parte delle Autorit di Autogoverno;
56)numerose e particolareggiate e lunghe indagini della Magistratura Italiana (Brescia, Milano,
Padova, Gorizia, Trieste ecc.) sotto la direzione del dott. Cherchi Bruno della Procura della
Repubblica di Padova nel fascicolo NR. 10134/01 hanno dimostrato la legalit dell'agire delle
istituzioni nazionali venete ;
57)Il dott. Cherchi Bruno ha riconosciuto che NON ESISTONO ILLEGALIT da parte
dell'agire di autogoverno e di autodeterminazione dei veneti e delle loro istituzioni, e sono
state riconosciuti legali e non costituenti sovversione dello Stato Italiano gli atti di emissione di
ordinanze di decolonizzazione date ai Prefetti, il rilascio di permessi di soggiorno, l'uso del
simbolo della Repubblica Italiana, l'indizione delle elezioni, atti posti in essere da parte di
funzionari delle istituzioni venete autodeterminate;
58)LEGALI SONO LE ISTITUZIONI DI AUTOGOVERNO CHE SONO SOVRANE NEL
TERRITORIO NAZIONALE VENETO e per tanto illegale fu l'agire dei molti militari
italiani che nel 2000 setacciarono i Comuni mirando ad impedire che essi eseguissero gli
ordini della legittima autorit di autogoverno;
59)implicitamente illegale e sovversivo fu l'operato dell'amministrazione italiana che imped il
normale processo democratico di elezione;

60)il Presidente della Repubblica, in quanto presidente del CSM informato dell'operato meritorio
di Cherchi, che meritorio e cogente anche per il Presidente del CSM;
61)se il presidente ritenesse che qualcosa dell'operato del dott. Cherchi fosse illegittimo deve
mostrare questo suo intendimento con atto formale al CSM;
62)le conclusioni del dott. Bruno Cherchi sono un parere di un magistrato dello Stato Italiano
riguardo una questione che non gli compete n territorialmente n giuridicamente perch nelle
Venezie (territorio nazionale veneto) che non territorio dello Stato italiano;
pag 82
63)ogni magistrato italiano non pu giudicare cittadini di nazionalit veneta su temi che riguardino
gli atti di autodeterminazione, perch nel Giuramento d'obbligo previsto dal art.9
R.D.40/01/1941 n.12 dell'ordinamento giudiziario, il magistrato ha giurato fedelt "alla
Repubblica italiana, al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con
coscienza i doveri inerenti al mio ufficio" e giurato preconcetto e limitato all'osservanza delle
leggi dello Stato Italiano il giudice italiano non pu essere terzo nel giudicare persone
appartenenti ad altri popoli o nazioni in territori dove questi abbiano una qualunque forma di
autonomia legislativa come per esempio quella data in capo ai popoli dai patti ratificati e resi
esecutivi dalla legge n.881/1977, e poich il magistrato non terzo in ogni procedimento che
riguardi lo Stato come ente giuridico danneggiato, decadono quindi e non sono applicabili nel
territorio nazionale veneto e nel lombardo-veneto tutte le imputazioni del titolo I del libro II del
C.P. italiano;
64)riguardo la competenza a giudicare atti di autodeterminazione di rilievo penale secondo
legislazione italiana il magistrato italiano ha infatti giurato fedelt allo Stato italiano e non
dunque possibile una sua indipendenza di giudizio non solo contro le persone giuridiche extra
statuali (i popoli) ma anche contro i singoli individui che esercitino diritti umani protetti,
trovandosi il magistrato in tali casi in contrasto all'art.2 Cost. quando debba applicare una legge
internazionale recepita dalla repubblica che contrasta con leggi dello Stato;
65) dunque incostituzionale ed inapplicabile il giuramento di fedelt del magistrato italiano,
sancito e nato nella tragedia del Fascismo, cos come sono inapplicabili molti degli articoli di
codice penale ( per es.art.241,271) quando contrastano con il diritto internazionale;
66)la legge italiana riconosce dei diritti politici e giuridici ai popoli veneto e sardo che nel
contempo sanziona come comportamenti penali quando essi vengono attuati la qual cosa
incostituzionale, anzi si deve considerare il comportamento come legittimo dato che previsto
come diritto, ed il magistrato deve per anche applicare le leggi della Repubblica, come la
L.n.881 del 1977, la quale prevede degli obblighi per lo Stato ed i suoi agenti, come quello di
riformare ogni legge o procedimento in modo tale da rendere effettivo il diritto di
autodeterminazione e quindi al magistrato non resta che dichiarare la non procedibilit e la sua
non terziet, la incostituzionalit dell'art.241 nella fattispecie per contrasto all'art.2 e 10 Cost.
poich l'articolo penale prevede perfino ancora le colonie, vietate, appunto, dalle leggi
internazionali, e deve quindi il magistrato dichiararsi "Territorialmente incompetente in ogni
procedimento;
67)anche volendo, nel giudizio di ogni atto che non mini alla unit della repubblica ma
semplicemente a esercitare il proprio autogoverno e le proprie autonomie previste dalle leggi
(vedi per esempio l'area metropolitana di Venezia in base a L.n.142/1990 che stata istituita
dall'autogoverno del popolo veneto art.2 L.n.340/1971, che proceder alla elezione del sindaco
metropolitano il 07/04/2002 ) quando questo agire implichi un semplice trasferimento delle
funzioni dallo Stato alle autonomie come previsto dall'art.5 della Costituzione, trasferimento gi
previsto da leggi, tale agire non punibile rientrando nel semplice esercizio di un diritto politico
ed anzi rende penalmente rilevante ogni comportamento contrastante o d'ostacolo a tale diritto;
68)il magistrato dello Stato Italiano non pu essere imparziale ed dunque incompetente a
giudicare le persone appartenenti ad altri popoli italiani come il popolo veneto (art.2.

L.n.340/1971) e il popolo Sardo (art.29 RD istituzione regione Sardegna), poich il magistrato ha


un interesse personale nella causa determinato dall'essere pagato dallo Stato italiano che
decolonizzando quel territorio non potrebbe pi garantire la maggior parte del bilancio dello
giustizia italiana fornito da quei popoli, quindi impossibile la terziet oltre al fatto che egli ha
giurato fedelt alle leggi italiane dovendo applicare invece leggi internazionali che le
disapplicano e le abrogano (cosa impedita al magistrato);
69)il territorio nazionale veneto non sotto l'amministrazione legittima dello Stato Italiano, lo di
fatto, ma lo stato italiano deve decolonizzare cos come sancito e fatto obbligo dai "patti
internazionali" ratificati e resi esecutivi dalla L.n.881/1977;
pag 83
70)i veneti sono proprietari dei beni che la Monarchia ricevette con il territorio Lombardo-Veneto e
che restano di propriet dei veneti la loro parte nel territorio nazionale veneto;
71)come l'Unione Europea batte moneta, fa politica comune a pi nazioni, ha giustizia unificata e
cogente per gli Stati alla quale gli Stati si devono conformarsi, cos come ha potere di sanzione
penale, ha un Parlamento di controllo sul direttorio di governo, un Governo di tipo democratico
vincolato dai trattati ai diritti umani, una difesa comune anche se embrionale, e ci nonostante
non uno Stato, allo Stesso modo sta ' la Repubblica Italiana nei confronti dei suoi popoli
costituenti e lo Stato italiano;
72)la Costituzione italiana differenzia lo Stato e la Repubblica gi dall'articolo 5, obbligo rendere
effettivi i disposti costituzionali prima di ogni teorica riforma ben lontana, per altro impossibile
per la prima parte della Costituzione;
73)i costituenti le istituzioni venete hanno dichiarato di essere di nazionalit veneta, di essere
"cittadini veneti", ossia "Cives" che quel titolo originario che permise alla Serenissima di restare
sovrana perch legittima erede dell'Impero Romano, vale a dire che i veneti di nazionalit sono
cittadini veneti di diritto per un diritto naturale che risale al riconoscimento dei veneti quali
cittadini romani da parte dell'Impero Romano, pur essendo ad esso antecedenti;
74)i veneti hanno i titoli sacrali della chiesa Marciana e dunque al Patriarcato di Venezia ed hanno
discendenza Venetica;
75)il venetico la lingua che plasm tutte le lingue del nord italia che della lingua venetica sono
dialetti, mettendo le basi popolari della successiva lingua italiana;
76)Il veneto e le lingue del nord italia sono lingue pre-italiane e pre latine di discendenza venetica
le quali, come la moderna lingua veneta; tali lingue per quanto latinizzate restano lingue
autonome riconosciuta dall'UNESCO e da molti altri enti internazionali di studi sulle lingue;
77)come ha gi fatto l'UNESCO la lingua veneta deve essere riconosciuta dalla Repubblica Italiana
in base agli articoli 2,6 e 10 Cost. e fino al riconoscimento esiste oggi una negazione di diritti
costituzionali e nazionali dei veneti e del popolo veneto che una forma di discriminazione
razzista;
78) legittimo l'agire dell'autogoverno del popolo veneto dato che lo la "PROPOSTA DI LEGGE
NAZIONALE N. 5/A " dai Consiglieri regionali SANNA e MANCA presentata il il 19 dicembre
2000 al CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA per una "Assemblea costituente del
popolo sardo", proposta mirante a fare lo Stato Sardo, attraverso l'assemblea costituente del
popolo
sardo,
testo
esposto
all'indirizzo
internet
http://consiglio.regione.sardegna.it/XIILegislatura/Prop.legge%20naz/proplegn05.htm
dimostra la legalit del procedimento di autodeterminazione del popolo veneto nelle forme
relative di autogoverno poich non esiste una assemblea regionale che copra l'itero territorio
nazionale veneto;
75)se il procedimento per lo Stato Sardo seguito dall'assemblea regionale sarda legittimo, chiedo
la inclusione degli atti relativi a dimostrazione di legalit dell'Autogoverno del Popolo Veneto, se
non legittimo denuncio per sovversione l'Intera Assemblea Regionale Sarda poich tale legge
stata approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 31/07/2001;

76) legittimo il ricorso Straordinario al P.d.R per chiedere un atto di "alta amministrazione" di
"difesa della Costituzione" quale "capo dello Stato" e presidente "del Consiglio Supremo di
Difesa" (art-87 Cost.), per chiedere la difesa degli articoli 1 e 2 e molti altri della Costituzione
Italiana che obbliga il presidente ad agire, ossia per chiedere la decolonizzazione dello Stato
Italiano;
77)le istituzioni autodecise dai veneti non possono essere cancellate da organismi non veneti e la
Repubblica Italiana con le sue emanazioni territoriali (regioni, province, comuni, enti locali,
prefetture, tribunali ecc.) devono promuovere con il massimo delle risorse disponibili le
istituzioni di autogoverno dei veneti come disposto dei patti internazionali recepiti dalla L.n.881
del 1977 e specificatamente il punto 3 dell'articolo 1 dei "patti" che testualmente recita: "3. Gli
Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell'amministrazione di
territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere
pag 84
78)l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformit
alle disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite." nonch in base agli articoli 1,2,5,6,10,11
della Costituzione italiana;
79)ogni norma emanata dal Governo del Popolo Veneto (leggi,decreti,ordinanze e sentenze) e la
giurisprudenza del Tribunale del Popolo Veneto (sentenze, ordinanze, decreti del presidente),
sono prodotte da istituzioni di autogoverno veneto autodecise dai veneti ai sensi delle leggi
internazionali recepite dall'Italia e per tanto emananti da istituzioni sovrane sui territori
appartenuti alla ex Repubblica Veneta detta la Serenissima (sentenza nr.1 del 25/03/2000 Trib.del
Pop.Veneto);
80)le leggi venete non possono essere derogate o non applicate da alcuna istituzione o persona non
veneta nel territorio nazionale veneto poich tale deroga sarebbe una violazione dei diritti umani
protetti dall'art.2 della Costituzione italiana e di fatto sarebbe la eversione della Costituzione
Italiana e costituirebbe atto di guerra del funzionario dello Stato Italiano a danni delle sovrane
istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto e dunque le norme di istituzioni venete nel
territorio nazionale veneto hanno per il funzionario dello Stato Italiano il valore di legge della
Repubblica Italiana e derogano tutte le norme dello Stato Italiano ;
81)in data 27 dicembre 2000 l'assemblea nazionale veneta ha verificato per la seconda volta i suoi
poteri, si autodeterminata essa stessa come assemblea costituente del popolo veneto, e per
diritto di autodeterminazione ha riconosciuto legalit e perfezione a tutto l'operato
precedentemente fatto da organismi nazionali veneti autodeterminati, legittimando il processo di
autodeterminazione fino ad allora effettuato e le leggi venete prodotte, e la legalit della azione
dichiarandosi essa stessa "popolo veneto" per gli scopi e le potest che il popolo veneto (art.2
L.n.340/1971) ha in base ai patti resi esecutivi con L.n.881/1977, in forma di "autogoverno
sovran";
82)il popolo veneto (riconosciuto dall'art.2 della legge n.340/1971 del 1971) secondo le disposizioni
di cui ai patti internazionali recepiti con legge n.881 del 1977 si riunito in costituente pi volte
nel corso degli anni 1999,2000 e 2001, e si veda per esempio il "Verbale in italiano della
Assemblea del popolo veneto in data di domenica 26 settembre 1999", e le assemblee furono
legittime in quanto composte dalla maggioranza dei cittadini veneti iscritti regolarmente alla
"Lista dei cittadini veneti" tenuta dal regolare Autogoverno del Popolo Veneto ed sempre
avvenuta
la
pubblicazione
dei
documenti
sui
siti
internet
http://www.repubblica.org/governo/veneto o http://autogovernoveneto.8m.com entrambi presenti
su computer non fisicamente in italia;
83)l'attuale "Governo del Popolo Veneto" stato formato seguendo le leggi venete dal parlamento
nazionale veneto eletto il 04 settembre 2000, ed nel pieno dei suoi poteri cos come le altre
istituzioni venete;
84)tutte le competenze di tutti i Tribunali nel territorio nazionale veneto e di tutte le
amministrazioni italiane non gi assegnate al Governo del Popolo Veneto sono state trasferite dal
Governo del Popolo veneto al Tribunale del Popolo Veneto con l'art. 10 del decreto 27 giugno
2001;

85)ogni cittadino di nazionalit veneta proponente ricorso,ai sensi dell'art.24 della Costituzione
italiana non pu essere distolto dall'autorit giudiziaria "Tribunale del Popolo Veneto" ;

PAG

85

MOTIVO
1)i veneti hanno ricevuto e ricevono ostacolo ed impedimento nell'esercizio dei diritti umani,
anche da parte dei Prefetti succedutesi della citt di Padova e nelle Venezie nel corso degli anni
1999/2002 che sono stati tutti notificati anche personalmente dell'esistenza dell'Autogoverno del
Popolo Veneto, cos come il 24 dicembre 2001 Loris Palmerini ha notificato personalmente
Galan Giancarlo (sedicente presidente della "Regione Veneto") e Bossi Umberto nel novembre
2000 di fronte al Carcere 2 Palazzi di Padova;
2)nell'agosto del 2000 i Carabinieri e le forze di polizia italiane nel territorio nazionale veneto
hanno ostacolato le democratiche e legittime elezioni nazionali venete del 04/09/2000,
determinando lo "stato di occupazione" giuridica;
3)nell'agosto 2001 Loris Palmerini stato personalmente insultato e percosso da forze di
polizia locali di Padova che ignare dell'iniziato Autogoverno del popolo veneto (per omert
e impedimento dei Prefetti e dei sindaci) hanno agito a suo danno secondo disposizioni
illegittime, ed responsabilit e causa della mancata promozione da parte dello Stato
Italiano;
4)le elezioni di autogoverno delle cariche in base all'art.2 L.n.340 del 1971 vengono censurate
e ostacolate dai mass media e dalle amministrazioni regionali, provinciali e comunali sul
territorio nazionale veneto, a causa della mancata difesa dei diritti costituzionali che
richiedono un intervento diretto e personale del Presidente della Repubblica Italiana.
5)gli atti di soppressione culturale e sociale ed economica in corso minano la convivenza fra le
nazioni veneta ed italiana e sono una violazione della pace e della convivenza pacifica nello
spirito della Carta delle Nazioni Unite;
6)le forme di effettivo asservimento per fini economici, se non addirittura un vero e proprio
razzismo di Stato, potrebbero essere messe in connessione con la soppressione etnica in corso
nell'Istria e nella Dalmazia a cui la Repubblica Italiana assiste in silenzio o anche sostituendosi ai
veneti nella mediazione internazionale consentendo l'impoverimento dei veneti che l hanno
propriet;

QUESTO

C O N S I D E R ATO

Non posso riconoscere alla persona cui propongo questo ricorso il titolo e le legittimit di
funzionario o agente legale nel territorio nazionale veneto in quanto in tal caso agisce in violazione
del combinato delle leggi art. 2 L.n.340/1971 e L.n. 881/1977 e quindi agisce in violazione della
legge Veneta e/o in quanto non stato eletto come da diritto di Autogoverno del Popolo Veneto
(art.2 L.n.340/1971) e secondo quanto autodeterminato dallo stesso popolo per mezzo delle sue
proprie istituzioni autodeterminate come da legge n.881/1977.
Se si tratta di un Giudice non eletto, od un Prefetto non eletto, od un Questore, o il Commissario di
Governo od uno delle cariche di funzionario o dirigente dello Stato Italiano la legge della
Repubblica Italiana art.2 L.n.340/1971 prevede che la sua nomina deve essere elettiva come da

tradizione del popolo veneto, perci la persona non eletta deve far sospendere ogni procedimento
di cui sia responsabile senza l'autorizzazione del Governo del Popolo Veneto ed astenersi da esso,
dovendo e io chiedendo che sia un funzionario eletto secondo la normativa di Autogoverno del
Popolo Veneto a valutare se e come la questione pu essere valutata essendo la legge veneta diversa
da quella italiana; perci

Pag 86

EFFETTUO
1)diffida e ricuso i funzionari interessati da questo documento a sostituirsi al Presidente della
Repubblica a cui diretto, anche nell'azione amministrativa in genere o anche penale e tributaria
in quanto la continuazione del procedimento al suo posto costituisce reato internazionale di
violazione di diritti umani protetti dalla L.n.881/1977, il ricorso deve essere consegnato a Lui
personalmente nelle sue mani;
2)richiesta che il Presidente della Repubblica intervenga immediatamente con decreto per la difesa
dei diritti costituzionali, umani e nazionali dei veneti nel territorio nazionale veneto, attivando
immediatamente procedure per il riconoscimento e l'attuazione immediata nel territorio
nazionale veneto delle leggi venete emesse dalle istituzioni autodeterminate dai veneti ed
ordinandone la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana poich quelle
di autogoverno sono autorit sovrane nel loro territorio;
3)richiesta che il Presidente della Repubblica decreti la "non competenza territoriale e giuridica
dello Stato Italiano nel TERRITORIO NAZIONALE VENETO", e l'illegittimit dello Stato
Italiano dove l'Autogoverno veneto e le attivit dell'Autogoverno del Popolo Veneto sono in atto,
se tale territorio storicamente e nazionalmente veneto;
4)richiesta che il Presidente della Repubblica decreti che nel territorio nazionale veneto il procedere
in ogni procedimento seguendo normative diverse da quelle di autogoverno costituisce
violazione di diritti umani fondamentali protetti dalla legge internazionale resa esecutiva con
L.n.881/1977 e quindi anche una violazione degli art. 1, 2, 5, 6, 10, 11, 24 della Costituzione
Italiana oltre che reato di sovversione della Costituzione per l'art. 283 C.P. italiano , usurpazione
di potere politico per la legge penale Veneta e per l'art. 287 C.P. Italiano, reati che obbligano
all'arresto immediato del funzionario in flagranza di reato da parte di ogni agente di polizia
presente ai sensi della lettera i comma 2 dell'art. 380 C.P.. Italiano e per la legge veneta;
5)richiesta che il Presidente della Repubblica decreti che "in assenza di un agente di polizia veneta
che proceda all'arresto di un funzionario inadempiente, l'interessato legittimato alla difesa
contro un tale atto a eversivo poich diretto anche a suscitare la guerra civile fra nazioni ai sensi
dell' 286 C.P. e per tanto l'interessato legittimato alla supplenza della polizia nazionale veneta
(unica competente) e pu procedere all'arresto o pu dichiarare l'arresto dell'interessato senza
procedervi";
6)richiesta che il Presidente della Repubblica dichiari e decreti che "chi continua a legittimare il
procedere illegale della amministrazione italiana nel territorio nazionale veneto fa attentato alle
leggi venete e quindi alle Istituzioni nazionali Venete, ossia attentato alle assemblee legislative
Nazionali Venete le cui elezioni sono state riconosciute legali dalla magistratura, e disconoscere
tale assemblee anche da parte di regioni, province e comuni un reato internazionale e razzista
contrario allo Statuto delle Nazioni Unite alle cui disposizioni l'Italia deve conformarsi per
l'art.10 della Costituzione, e quindi una eversione della Costituzione";

7)richiesta che il Presidente della Repubblica diffidi ogni suo funzionario dal proseguire in ogni
attivit nel territorio Nazionale Veneto illegale per la Legge Veneta poich tale procede da diritto
ai singoli a difendersi di fatto anche con la forza per legittima difesa dal reato di attentato alla
costituzione italiana (reato art.283.C.P.) oltre che a dare diritto all'offeso di tutelarsi per il
risarcimento dei danni economici e di rilievo penale davanti alla competente autorit giudiziaria
del Tribunale del Popolo Veneto che decider senza prescrizione di termini;
8)richiesta che il Presidente della Repubblica decreti che nel territorio nazionale veneto ogni
cittadino ha il diritto di ricorrere alle istituzioni di Autogoverno Veneto in via esclusiva, e che
ogni persona indipendentemente dalla nazionalit sottoposto alle leggi venete, e la negazione di
questi diritti da parte di altre autorit non negoziabile ed attentato ai diritti politici, civili,
sociali e culturali previsti L.n.881 del 1977. I diritti dei veneti non possono essere considerate
vilipendio della nazione italiana ma i veneti sono una diversa nazione riconosciuta per legge
sovrana nel suo territorio, e se pur la nazione veneta unita alla repubblica italiana essa non
sotto l'amministrazione dello Stato Italiano come non lo sono i Comuni di Livigno e Campione;
pag 87
9)chiedo che il Presidente quale funzionario italiano decreti la sua incompetenza territoriale nelle
Venezie, ed interessi immediatamente il presidente dalla Corte Costituzionale italiana, il Governo
Italiano e le pi alte cariche della Repubblica oltre che le istituzioni internazionali, notificandoli
di tale fatto giuridico e ordinando il trasferimento di ogni procedimento in corso alle istituzioni
di Autogoverno del Popolo Veneto;
10)chiedo al Presidente di adempiere al suo dovere di agire per la difesa del mio diritto di
autodeterminazione e dei veneti secondo le direttive di tali autorit, anche ordinando od
eseguendo l'arresto in flagranza di reato di chiunque neghi anche solo temporaneamente il mio
diritto umano e quello del popolo veneto perseguendolo se necessario ai sensi degli articoli
266,270-bis e 283 del Codice Penale Italiano e di perseguire nella legislazione italiana per il
reato articolo 283 C.P in quanto realizza una forma di governo non rispettosa dei diritti umani
violando l'articolo 2 Cost e la sovranit del popolo veneto protetta dall'articolo 1 Cost.
procedendo all'immediato arresto ai sensi dell'art.380 comma 2 lettera i) senza riguardo alle
immunit che in tal caso decadono;
11)denuncio che funzionari dello Stato Italiano commettono reato art.283 C.P. negando e non
promuovendo il processo di autodeterminazione del popolo veneto, fatto che costituisce
violazione dei diritti umani (per il patto di Helsinki) protetti dalle leggi della repubblica italiana
(L.n.881/1977 e Ln.848/1956), reato che si compie in territorio nazionale veneto (fatti dei quali
deve interessare il Tribunale del Popolo Veneto) ma anche in territorio dello Stato italiano (vedi
corrispondenza con deputati, senatori e Governo Italiano) fatti dei quali deve interessare le
magistrature e i servizi italiani preposti;
12)ricuso eventuali magistrati non eletti in quanto hanno interesse personale nella causa
avendo interessi economici nel procedimento in oggetto (stipendio) e consequenziali,
oggetto attuale di altra inchiesta, ed loro interesse personale che a me non venga lasciata
la libert di agire nella societ civile essendo pagati con i tributi che illegalmente lo Stato
Italiano mi estorce;
13)per il mio operato, qualora venga considerato penalmente, riguardo a tutti gli articoli
contestati, ai sensi di art.1,2,6,10 Cost. Art.2 L.cost.n.340/1971 e L.n.881/1977 e innalzo
questione di legittimit costituzionale alla Corte Costituzionale in quanto non applicabili
sul territorio nazionale veneto e chiedo la notificata alla Assemblea dell'ONU ed ai fini del
procedimento in Corte Costituzionale:
14)a) chiedo l'assegnazione di un avvocato a spese dello Stato in quanto non posso essere
privato dallo Stato Italiano di un reddito prodotto in legislazione veneta ;
b)
di
essere
immediatamente
sentito
dall'avvocato
assegnatomi;
c) che tutti i procedimenti e la documentazione vengano svolti in lingua veneta ai sensi
dell'art.6 della Cost. e della "carta europea sulle minoranze linguistiche" e che ogni
eventuale interrogatorio o audizione sia fatto in lingua veneta o con interprete;
d) che venga svolta indagine da terzi non italiani in merito al processo di

autodeterminazione del popolo veneto per negare o confermare la sovranit sul territorio
delle istituzioni autodeterminate dai veneti, a partire dai riferimenti nel mio libro "il
governo dei veneti" che memoria integrativa a difesa e prova del fatto che, ai sensi
dell'art.2 L.n.340/1971 e della L.n.881/1977 lo Stato Italiano non ha giurisdizione sulle
Venezie in quanto territorio sottoposto alle potest politiche e giuridiche del popolo veneto,
ed
alle
sole
sue
leggi;
e) Chiedo la connessione e l'inclusione con i procedimenti:
e1) NR.10134/01 della Procura della Repubblica di Padova dott. Cherchi Bruno
e2) decreto n.21/2000 reg.ist. l.n.165/1998 del 09/03/2000 Magistrato di Sorveglianza c/o il
Tribunale
di
Padova;
f) l'ispezione dei siti internet e l'inclusione nel procedimento della documentazione presente
nei
siti
internet
:
f.1) http://www.repubblica.org/governo/veneto
f.2) http://italia.8m.com
f.3) http://www.geocities.com/uunion
f.4) dei collegati fino al 5 livello di link dei siti
pag 88
precedenti
g) l'inclusione nel procedimento del materiale delle inchieste sui brogli elettorali denunciati
da Loris Palmerini a Padova e Venezia negli anni 1996/1997/1998/1999 ed illegalmente
archiviate ;
15)presento quali prove della legittimit del mio agire e dell'autogoverno del popolo veneto, a
seguito delle presunte elezioni regionali, nel corso dell'anno 2000 il presidente della regione
Lombardia Formigoni dichiara di voler giurare fedelt al "popolo lombardo", che non
riconosciuto dalla legge, e pertanto o l'atto eversivo e deve essere perseguito dalla
magistratura , oppure legale e supporti di legalit sono a sostegno anche
dell'autodeterminazione del popolo veneto e chiedo la inclusione degli atti relativi;
16)chiedo l'annullamento dell'art. 241 C.P. il quale prevedendo le "colonie" vietate dal diritto
internazionale, incostituzionale per l'art.10 Cost e chiedo la valutazione di questo fatto in
disconoscimento di tutte le sentenze in mater della Corte Costituzionale precedenti la legge
n.881/1977 in analogia a quanto fatto dalla stessa e riportato nell'articolo a pagina 9 del mattino
di Padova del 12/07/2001 dal titolo "Serenissimi Scagionati -l'articolo 271 del C.P. ed altri
incostituzionale", chiedo la verifica della sentenza e l'annullamento del procedimento verso i
serenissimi;
17)eleggo Domicilio per le notifiche presso Tribunale del Popolo Veneto via Rossi 73 - Rubano
Padova
Cell. 347 1416187, Tel 049 8979892 Fax 02 700 445 479 email: veneto@libero.it
Lapresentedeveintendersiformalmenteformulata,perognipossibileinterpretazione,aisensieper
glieffettidellaL.n.241/1990art.9ecomma2e3art.5,edellaL.n.86/1990equindiconiltermine
minimodalricevimentoconsentitodallalegge,chiedodiesserenotificatodelnominativoedel
recapitodelfunzionarioacuiassegnatoailprocedimento,edell'eventualerigettodell'istanza,con
l'occasione,

Distinti Saluti.
Firmato
Palmerini Loris
Presidente del Tribunale del Popolo Veneto

Letto e sottoscritto in fede, a Borgoricco il 05/03/2002


Contro firma di autentica del
Presidente del Governo del Popolo Veneto
Franceschi Luciano

Pag 89

data: Lexe del 06 aprie 2002 del


Governo del Popoo veneto
ojeto: teritorio area Metropoitana
de Venesia
data: Lexe del 06 aprie 2002
ojeto: teritorio area Metropoitana de Venesia
El Teritorio dea Area Metropoitana de Venesia vien slarg a tuto el
teritorio Nasiona veneto, e drio consultasion popoare anca a tuto el
teritorio del lombardo-veneto
El Prexidente Franceschi Luciano
I ministri
Bulla Paolo
Stefano Cardin
Lando Massimo

Elezioni di Autogoverno del 07 aprile 2002


"L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle
caratteristiche e tradizioni della sua storia." (art.2 Legge Cost. 22 maggio
1971, n. 340 ) ;
l'art.2 della legge n. 340/1971 il riconoscimento del "popolo veneto"
fatto dalla Repubblica Italiana con legge approvata da un parlamento
italiano legittimamente

pag 90
eletto il quale ha riconosciuto al popolo veneto anche il diritto di
"autogoverno" nei territori ove esso presente in Italia ed in conformit
alla sua storia;
il diritto di "autogoverno" del "popolo veneto" il diritto legale
degli amministrati di eleggere i propri amministratori
direttamente, e quindi nel caso dei veneti, il diritto di eleggere
direttamente Prefetti, Commissari del Governo alla Regione, Presidente di
Assemblea, Questori, Direttori regionali di tutte le funzioni statali,
Magistrati, Procuratori, Procuratori Generali, ecc., compreso il Capo del
Governo politico nazionale, ovviamente del governo veneto, cos come di
ogni vertice del potere operante sul territorio nazionale veneto;
con legge 25.10.1977, n. 881 la Repubblica Italiana, obbligata dall'art.10
della Costituzione Italiana, ha ratificato e reso esecutivi come leggi della
Repubblica il "Patto internazionale sui diritti civili e politici"
("International Covenant on Civil and Political Rights") e il "Patto
internazionale sui diritti economici, sociali e culturali" dandone
"piena attuazione" nella stessa L.n.881/1977, pur essendo per altro i patti
gi entrati in vigore nel diritto internazionale il 23 marzo 1976 e dunque
di gi da allora efficaci per disposto dello stesso art.10 della Costituzione
Italiana;
il "diritto di autodeterminazione dei popoli" spiegato dai "patti
internazionali" resi esecutivi con la legge n.881 del 1977 nel passaggio
"Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di
questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico
e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e
culturale." articolo 1 punto 1 del "Patto internazionale sui diritti civili e
politici" ratificato e reso esecutivo con L.n.881/1977;
"Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono
responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e di
territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere
l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e
rispettare tale diritto, in conformit alle disposizioni dello
statuto delle Nazioni Unite." (art.1.3 "patto sui diritti civili ..."
L.n.881/1977) e dunque ogni funzionario operante per conto dello Stato
Italiano ha l'obbligo di promuovere l'attuazione di tali diritti ed in pratica
obbligato a promuovere e a riconoscere legittimit e sovranit alle
istituzioni di autogoverno/autodeterminazione del popolo veneto ossia ad
ogni ordinanza, decreto o legge o sentenza emesso da autorit di
pag 91
autogoverno del popolo veneto, anche fosse indirizzata allo Stato Italiano
ed al suo Capo; infatti, poich "Ciascuno degli Stati parti del
presente Patto si impegna a compiere, in armonia con le proprie
procedure costituzionali e con le disposizioni del presente Patto,
i passi per l'adozione delle misure legislative o d'altro genere
che possano occorrere per rendere effettivi i diritti riconosciuti
nel presente Patto, qualora non vi provvedano gi le misure,

legislative e d'altro genere, in vigore. " (Articolo 2 punto 1 del "Patto


sui diritti civili" ratificato da L.n.881/1977) imposto ad ogni
funzionario dello Stato ed il suo "Capo dello Stato" per primo di
abrogare e non applicare in ogni caso ogni legge italiana in
contrasto con le ordinanze e le leggi di istituzioni nazionali venete, poich
ha l'obbligo di rendere effettivi in ogni modo le leggi autodeterminate dai
veneti, dando un favore effettivo e una promozione pubblica verso la
realizzazione di quelle autonomie di Autogoverno e verso
l'autodeterminazione delle nazioni in italia non autogovernate o non
godenti delle loro indipendenze politiche a cui hanno diritto. Poich la
legge n.881 del 1977 una legge votata e ratificata dalla repubblica
italiana ("pacta sunt servanta") l'obbligo incombente sul funzionari
costituisce un obbligo giuridico internazionale di dover fare dei funzionari
dello Stato italiano e del Suo Capo e di ogni parlamentare della
Repubblica, dovendo essi applicare in ogni caso le le leggi venete in
sostituzione delle leggi italiane, altrimenti compiendo atto eversivo della
costituzione italiana e penalmente rilevante;
Il popolo veneto (art.2 L.n.340/1971) ha diritto di "disporre
liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse
naturali" (art.1.2 L.n.881/1977) e i veneti possono decidere "del loro
statuto politico" (art.1.1) e possono perseguire "liberamente il loro
sviluppo economico, sociale e culturale" (art.1.1), infatti l'articolo 1
del "Patto internazionale sui diritti civili e politici" per intero dice "1. Tutti
i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di questo
diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e
perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e
culturale. - 2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono
disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie
risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla
cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del
mutuo interesse, e dal diritto internazionale In nessun caso un
popolo pu essere privato dei propri mezzi di sussistenza. ";

pag 92
il diritto di Autogoverno del Popolo Veneto riconosciuto dal suddetto
articolo 2 della L.n.340 del 1971 ed il diritto di autodeterminazione dato
dal "Patto sui diritti e civili e politici " recepito dalla Repubblica Italiana
con la L.n.881 del 1977 hanno posto in essere un soggetto di diritto
sovrano dotato di potest che la legge elenca, e questa Persona Giuridica
il "popolo vento", e le sue facolt e i suoi diritti sono, evidentemente,
cosa diversa dai singoli componenti esseri umani che ne danno
costituzione, e questo soggetto attivo internazionalmente sovrano e
protetto dallo Statuto delle Nazioni Unite, dove "popolo" e "nazione" sono
la stessa nozione nel diritto internazionale e quindi per l'art.10 Cost.,
anche in Italia;
al popolo veneto data la libert politica di stabilire un proprio statuto e
perseguire liberamente il proprio sviluppo, il che comprende il diritto di
unirsi o distaccarsi dall'unione con altre nazioni;

il popolo veneto, fatto nella realt di oltre 7 milioni di persone,


giuridicamente costituito almeno da Loris Palmerini, nato a Padova il 29
luglio 1968, e da Franceschi Luciano, nato a Borgoricco (PD) il 26 maggio
1959, entrambi figli di veneti stanziali da almeno 5 generazioni, che si
sono dichiarati di nazionalit veneta e "popolo veneto" il a Borgoricco il
24 luglio 1999 e dunque il popolo veneto risulta costituito e
rappresentato da Palmerini Loris e da Franceschi Luciano che che lo
rappresentano come figli della patria unitamente secondo regole interne
di autogoverno
il 27 luglio 1999 il popolo veneto ha istituito a Borgoricco (PD) la "Lista
dei Cittadini veneti" che la lista che elenca, come il secolare "libro d'or",
i Cives Veneti, ossia i cittadini di nazionalit veneta che lo Stato Italiano
non ha mai censito cos come non lo fece la monarchia;
esistono centinaia di persone registrate nella "Lista dei cittadini veneti"
che si sono dichiarate di nazionalit veneta e parte del popolo veneto
acquisendo la cittadinanza veneta, oltre che possederne per lo pi
un'altra, essendo un diritto di coloro che sono di nazionalit veneta
indipendentemente dal cittadinanza gi posseduta, poich la cittadinanza
veneta un diritto anche economico e politico che protrae dagli avi e si
estende agli eredi;

pag93
il 27 luglio 1999 in Borgoricco di Padova, ai sensi dell'art.2 della
L.n.340/1971 stato iniziato "l'autogoverno dea parte del popolo veneto
competente, diritto che anche se mai esercitato fino ad allora nulla toglie
alla loro validit legale e costituzionale come dei diritti nazionali dei
cittadini veneti;
come stato definito dai costituenti "l'autogoverno del popolo veneto"
anche il "Governo del Popolo Veneto" autodeterminato ai sensi dei patti
internazionali recepiti dalla L.n.881 del 1977;
il Governo del Popolo Veneto ha sovranit politica, amministrativa e
legislativa sul territorio dell'Italia della ex Veneta Repubblica Serenissima;
l'art.10 della Costituzione Italiana obbliga la Repubblica Italiana a
conformarsi ai patti internazionali di cui alla L.n.881/1977 che
garantiscono ai veneti la piena indipendenza in tutti i sensi, con il diritto
di indipendenza come Stato autonomo e sovrano e nella forma politica
solo da essi stessi voluta obbligando la Repubblica italiana a prendere
ogni misura necessaria alla realizzazione di tale diritto ai sensi del detto
punto 3 articolo 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici" reso
esecutivo con l'art.2 L.n.881/1977";
il 04 settembre 2000 stato eletto il parlamento nazionale veneto
secondo diritto di autogoverno e autodeterminazione sopra indicati, le
elezioni furono pubbliche e pubblicizzate in tutto il territorio nazionale
veneto, furono rese pubbliche nei mass media e nei giornali, dalla
televisione RAI regionale oltre che da quotidiani di ampia tiratura, ogni

avente diritto poteva votar, le elezioni si svolsero senza contestazioni


secondo le leggi internazionali nemmeno successivamente e hanno per
tanto valore di legge costituzionale per chiunque sia nel territorio
nazionale veneto;
eventuali violazioni di diritti elettorali nelle elezioni del 04/09/2000, per
altro non denunciate, sono imputabili alla mancanza di collaborazione,
per altro dovuta, da parte delle amministrazioni uscenti dello Stato,
Regioni e Prefetture per prime, in violazione della legge n.881/1977, che
hanno, come da documentazione processuale, ostacolato le elezioni
nazionali venete in attentato alla costituzione;

pag 94
le elezioni amministrative del 7 aprile 2002 vedono l'elezione diretta di
oltre 3000 cariche sul territorio, compresi magistrati, prefetti questori,
Commissari del Governo, direttori ecc. (vedi decreto 05/12/2001 del
Governo del Popolo Veneto);
il Tribunale del Popolo Veneto l'Autorit Giudiziaria (A.G.) l"Autorit de
Justisia" che stata istituita direttamente dal popolo veneto in Borgoricco
di Padova in data 26 settembre 1999, ossia autodeterminata dai cittadini
italiani di nazionalit veneta con cittadinanza veneta ai sensi dei patti
resi esecutivi dalla legge n.881/1977;
fino al momento della costituzione del Tribunale del Popolo Veneto la
Repubblica stata inadempiente e carente di una legge che vedesse il
popolo veneto partecipe come dovuto dall'art.102 della Costituzione che
prevede la partecipazione del popolo alla giustizia, pertanto il Tribunale
del Popolo Veneto di rilievo costituzionale ed il suo riconoscimento
dovuto anche da parte degli organismi costituzionali di autogoverno della
magistratura come il CSM e le altre corti;
il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Padova nel decreto
n.21/2000 reg.ist. l.n.165/1998 del 09/03/2000 ha riconosciuta nella
legge la piena legittimit del "Tribunale del Popolo Veneto", mentre il
presidente del Tribunale di Padova ha ricevuto un ricorso in merito
presentato da Lando Massimo il 27/02/2002;
per l'art.24 Cost la legge penale non pu essere retroattiva stabilendo
come reato ci che non lo era a quel tempo e pertanto le Istituzioni che i
Veneti hanno nel frattempo costruito sono e saranno permanenti e tali
azioni non potranno essere punite retroattivamente nemmeno se
continuate in futuro;
il popolo veneto (art.2. L.n.340/1971) e il popolo Sardo (art.29 RD
istituzione regione Sardegna) sono previsti come entit giuridiche
esistenti ed autonomamente dotate di potest politiche, giuridiche
economiche e sociali dati dalla L.n.881/1977, e tali entit cio i popoli
riconosciuti hanno diritti sovrani sopra lo Stato compresi quelli di vedere
modificata e abrogata ogni norma dello Stato che risulti in conflitto con il

loro autodeterminarsi e autogovernarsi, compresa la Costituzione della


Repubblica;
risulta inammissibile ed incostituzionale ogni provvedimento preso da
funzionari ed ogni legge di enti dello Stato italiano (parlamento
compreso) se in contrasto a
pag 95
direttive o ordinanze delle autorit autodeterminate dal popolo veneto, in
quanto provvedimenti o leggi viziati nella forma e nella legittimit e nella
costituzionalit, oltre che nella opportunit;
nel territorio nazionale veneto anche il Capo dello Stato italiano non ha
alcuna legalit o legittimit, autorit o potere e ha l'obbligo scritto nelle
leggi della Repubblica italiana di rispettare le leggi e le ordinanze delle
Autorit di autogoverno del popolo veneto, specialmente nel modo
stabilito nei patti di cui alla legge n.881 del 1977;
il territorio nazionale dei veneti dove la sovranit appartiene agli stessi
anche dove essi sono rimasti solo una minoranza un territorio molto pi
ampio di quell'ente territoriale dello Stato Italiano chiamato "Regione
veneto" la quale pi volte ha modificato e ridotto i suoi confini nel corso
dei recenti anni;
il territorio nazionale Veneto attualmente di fatto sotto amministrazione
dello Stato Italiano, composto dalle province originalmente venete
lasciate nel 1866 al Regno d'Italia dalla amministrazione Francese: dello
Stato Lombardo-Veneto, quindi, sono venete le province di Belluno,
Bergamo, Brescia, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Verona,
Vicenza e le citt di Crema e Monfalcone, perch tutte della Serenissima
alla data del 1797 e gi prima da secoli, quindi storicamente e
nazionalmente venete;
poich nel plebiscito del 1866 i veneti hanno dato il loro consenso "al
Regno d'Italia sotto il governo monarchico costituzionale di Re Vittorio
Emanuele II e suoi successori" ossia a farsi governare dalla Monarchia dei
Savoia e dai loro discendenti maschi, attualmente assenti, non essendo
lo Stato Italiano un successore di Re Vittorio Emanuele II per tanto lo
Stato Italiano privo di legittima successione giuridica con la Monarchia
in tutti i territori del Regno Lombardo-Veneto preso in amministrazione
dal Re Vittorio Emanuele e divenuto 1 degli Stati di S.M. il Re d'Italia,
sotto la riserva giuridica dei trattati che le popolazioni fossero
debitamente consultate, con la conseguenza che nel territorio nazionale
veneto lo Stato Italiano non ha alcuna legittima presenza e non pu
esibire documentazione legale che comprovi la sua legittima presenza o
amministrazione;

pag 96

le popolazioni del lombardo-veneto hanno una sovranit gi riconosciuta


nei trattati di cessione al Re Vittorio Emanuele II e dunque tale sovranit
da rispettarsi per l'unione allo Stato Italiano mai richiesta n approvata;
secondo quanto riportato nel libro di Ettore Beggiato "La grande Truffa"
Edizioni universitarie Venezia, il plebiscito del 1866 nel territorio del
Regno Lombardo-Veneto mancante del requisito della "libera
espressione delle popolazioni interessate" richiesta dal trattato di
cessione dall'Austria al Regno d'Italia, oltre che essere stato svolto con la
presenza di soldati italiani che votarono al posto dei veneti che militarono
per l'Austria come detto da Serraglia Valerio il 21/02/2002 su Antenna 3
Nord-Est;
la Costituzione non pu essere richiamata quale limite invalicabile
all'autodeterminazione, nemmeno quell'art.5 sulla unicit della
Repubblica poich ogni limite deve essere eliminato per rendere effettivo
il diritto di autodeterminazione cos come previsto dai patti internazionali
resi esecutivi dalla L.n.881/1977, oltre ad essere lo stesso art.5 Cost a
dare ai veneti il diritto di autonomia che ci viene negato non avendo noi
fatto altro che invocare il diritto di autogoverno sotto vigilanza ONU;
la attuale Costituzione Repubblicana del 1947 non mai stata ratificata
dai popoli italiani (il popolo sardo riconosciuto da prima della
costituzione come le popolazioni del Lombardo-Veneto);
in seguito all'autodeterminazione del popolo veneto che dallo Stato
Italiano deve essere promossa come da L.n.881/1977 e come da Trattato
di Helsinki sul territorio nazionale veneto lo Stato Italiano non ha alcuna
potest n ora n mai in quanto l'amministrazione di fatto di territori non
d mai diritto alla usucapione nel diritto internazionale fin dai tempi della
"Magna Charta";
lo STATUS GIURIDICO ATTUALE DEL TERRITORIO NAZIONALE VENETO
risulta essere quello di un territorio parte del non ancora defunto Regno
del Lombardo-Veneto, Stato che doveva essere amministrato dai
successori dei Savoia fino al 1971;

pag 97
il territorio nazionale dei veneti ora giuridicamente sotto
amministrazione autonoma e di autogoverno del popolo veneto l'art.2
L.n.340/1971 esercitato dal "Governo del Popolo Veneto" istituito dai
veneti in base ai "patti internazionali" ratificati dalla Repubblica Italiana
con L.n.881/1977;
in quanto "popolo" e "nazione" sono la stessa nozione nel diritto
internazionale i veneti possono decidere di dichiarare un loro Stato o una
loro Repubblica secondo lo Statuto dell'ONU ed in base alle libert
riconosciute dalla L.n.881/1977, ed in quanto venete anche le popolazioni
del lombardo-veneto possono far parte di uno stato veneto, come tutte le
discende venetiche del nord-italia;

il Governo del Popolo Veneto non ha fatto la scelta di dichiararsi


Repubblica indipendente come invece fecero i Serenissimi del 1997, e
non pu essere imputato di reato di attentato all'unit della Repubblica
dato che il territorio nazionale veneto resta ancora territorio della
Repubblica Italiana per volont dell'autogoverno;
tutti i sedicenti veneti sono stati convocati per il 04 giugno 2000 in
Tribunale del Popolo Veneto dove c' stata la autodeterminazione della
Costituente per uno "Stato Veneto" nella Repubblica Italiana con intesa di
proclamazione di piazza ad opera di migliaia di agenti di polizia veneta e
la Costituente non coincide con le entit di autogoverno n con il
Tribunale n con il Governo del Popolo Veneto;
lo Stato Italiano non e non coincide con la Repubblica Italiana, cos
come dimostrato dalla esistenza dei Comuni di Livigno e Campione che
sono di nazionalit non italiana e dall'esistenza di governi locali autonomi
nei limiti della Costituzione che generano legislazioni differenti da quelle
dello stato italiano, come le Province autonome di Trento e Bolzano che
agiscono nell'ordinamento internazionale in maniera autonoma rispetto
allo Stato Italiano, recependo prima o diversamente da esso le leggi della
Comunit Europea (vedi sent. Cort.Cost e art 117 Cost. ) ed il precedente
costituzionale rende evidente che lo Stato Italiano e la Repubblica
Italiana non sono la stessa entit giuridica: la Repubblica Italiana una
entit giuridica fatta di tante personalit Giuridiche autonome, ed essa
comprende, fra le molte, oltre allo Stato Italiano anche i singoli esseri
umani in parit (Repubblica con il rispetto della legge anche per lo stato
(c.d. "Stato di diritto") democratico e rispettoso dei diritti umani art.(2
Cost.) della sovranit del popolo
pag 98
(art.1 Cost.) delle minoranze linguistiche (art.6 Cost.) che promuove e
favorisce le autonomie (art.5 Cost.) secondo l'ordinamento internazionale
(art.10 Cost.) riconosciuto dagli altri paese della Comunit internazionale
e la sovranit di origine internazionale spetta ad ogni nazione, anche se
parte della Repubblica Italiana, indipendentemente dalla Costituzione; la
Repubblica italiana non uno Stato e non coincide con lo Stato Italiano,
cos come non uno Stato l'Unione Europea;
il territorio nazionale veneto ha uno status giuridico simile a quello dei
comuni di Livigno e Campione, ossia territorio della Repubblica ma NON
territorio dello Stato Italiano, ossia autogovernato e territorio non
soggetto ad IVA italiana ma soggetto ad imposta come Stabilito
dall'Autogoverno del Popolo Veneto;
il GOVERNO DEL POPOLO VENETO per legge veneta gestito da un
presidente eletto dall'ASENBLEA DEI MENBRI (Parlamento nazionale
veneto);
le istituzioni nazionali venete usano il simbolo della Repubblica Italiana
nelle carte intestate, cos come la bandiera con un Leone della Veneta
Repubblica e se l'uso del simbolo della Repubblica Italiano reato (per
singoli, partiti e movimenti politici) la Magistratura Italiana ha gi
valutato l'Autogoverno come Istituzione che pu invece usarlo

legalmente e riconosce che l'uso consuetudinario da parte delle Autorit


di Autogoverno del simbolo della Repubblica Italiana non reato di uso
illegittimo n penalmente rilevante (Procura della Repubblica di Padova
fascicolo NR. 10134/01);
numerose e particolareggiate e lunghe indagini della Magistratura
Italiana (Brescia, Milano, Padova, Gorizia, Trieste ecc.) sotto la direzione
del dott. Cherchi Bruno della Procura della Repubblica di Padova nel
fascicolo NR. 10134/01 hanno dimostrato la legalit dell'agire delle
istituzioni nazionali venete ;
il dott. Cherchi Bruno ha riconosciuto che NON ESISTONO ILLEGALIT da
parte dell'agire di autogoverno e di autodeterminazione dei veneti e delle
loro istituzioni, e sono state riconosciuti legali e non costituenti
sovversione dello Stato Italiano gli atti di emissione di ordinanze di
decolonizzazione date ai Prefetti, il rilascio di permessi di soggiorno, l'uso
del simbolo della Repubblica Italiana, l'indizione delle elezioni, atti posti
in essere da parte di funzionari delle istituzioni venete autodeterminate;
pag 99
verificata la legalit del Governo del Popolo Veneto ed i suoi poteri di
controllo del territorio come il rilascio dei permessi di soggiorno, la
magistratura italiana ha riconosciuto (Proc.Rep. Padova NR. 10134/01)
anche il potere di indire elezioni del Governo del Popolo Veneto che infatti
ha gi indetto nel 2000 le elezioni dell'Assemblea Nazionale veneta, e
tale atto e le stesse elezioni sono state riconosciute come "NON
COSTITUENTE REATO";
L'assemblea nazionale veneta eletta nel 2000 hanno messo Franceschi
Luciano a Capo del Governo nazionale Veneto (Governo del Popolo
Veneto);
LEGALI SONO LE ISTITUZIONI DI AUTOGOVERNO CHE SONO SOVRANE
NEL TERRITORIO NAZIONALE VENETO e per tanto illegale fu l'agire dei
molti militari italiani che nel 2000 setacciarono i Comuni mirando ad
impedire che essi eseguissero gli ordini della legittima autorit di
autogoverno;
per l'art.24 Cost la legge penale non pu essere retroattiva stabilendo
come reato ci che non lo era a quel tempo e pertanto le Istituzioni che i
Veneti hanno nel frattempo costruito sono e saranno permanenti e tali
azioni non potranno essere punite retroattivamente nemmeno se
continuate in futuro;
avendo il "Tribunale del Popolo Veneto" "tutte le competenze e
giurisdizione che la legge veneta gli riconosce." e dovendo il Presidente
del Tribunale del Popolo Veneto denunciare e porre sotto esame le
violazioni di diritti umani di cui viene a comunque a conoscenza nella
piena indipendenza dal potere politico e in nome del popolo veneto ed
agire in sua difesa;
il 05 dicembre 2001 il Governo del Popolo Veneto, per mano di Firmato
Franceschi Luciano (Presidente del Governo) Bulla Paolo (Ministro) Cardin

Stefano (Ministro) ha indetto per il giorno 07/04/2002 le elezioni per la


prima volta o per il rinnovo delle cariche istituzionali di Commissario di
Governo alla regione, Presidente della Regione, Prefetto, Questore,
Presidente della Provincia, Sindaco, Presidente del Tribunale Civile o
Penale ed ogni altro tribunale, Presidente di Sezione di Tribunale,
Procuratore Capo, Procuratore Regionale, Presidente della Corte dei Conti
Regionale, Magistrato alle Acque, Presidente o Direttore dell'Ufficio delle
Entrate, Direttore Generale di Ospedale o di Azienda Ospedaliera,
Comandante in Capo di Regione di ogni forza Armata, Capo della Polizia
Nazionale Veneta, Presidente
pag 100
dell'Autogoverno del Popolo Veneto, elezioni che si svolgono in tutto il
territorio nazionale veneto, quindi anche nei territori delle province di
Bergamo, Brescia, Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine,
Venezia, Verona, Vicenza e le altre nuove province. Sono per tanto
comprese le regioni lombarda e friulana, per quanto di competenza
nazionale;
in data 22 Febbraio 2002 stato comunicato alle Prefetture sul territorio
veneto che il 7 aprile 2002 vi sar l'elezione del Sindaco Metropolitano
dell'area Metropolitana di Venezia, ossia della macro regione con
autonomia fiscale e di governo del territorio prevista dalla legge italiana
n.142 del 1990 ed istituita dalle autorit di Governo competente
territorialmente per legge, poich nella legge n.142/1990, Venezia il
capoluogo di tutto il nord est Italia, e comprende quindi il Veneto e le
Venezie, il Friuli e la Giulia, il Trentino A.A., ma per combinazione con
l'art.2 della L.n.340/1971, anche Bergamo, Brescia e Crema, in quanto
appartenenti al territorio storicamente veneto al 1797, territorio passato
sotto Napoleone, Austria e lasciato alla Monarchia italiana con il
plebiscito del 1866 in forma di Regno Lombardo-Veneto di nazionalit
veneta. Il Sindaco Metropolitano previsto dalla legge n.142/1990, sar,
appena eletto, il governatore della Macro Regione "Area Metropolitana di
Venezia" prevista dalla Legge secondo l'orientamento popolare dato dal
referendum consultivo sul federalismo del 2001verso le macro regioni. Il
Sindaco Metropolitano sostituir nei poteri e nelle funzioni i Presidenti
delle Regioni e le amministrazioni delle regioni interessate, essendo di
fatto e di legge, un Super Governatore con facolt e libert giuridiche e
politiche di molto superiori ai Governatori delle Regioni, che tutt'al pi
diventeranno suoi esecutori di dipartimento; il Sindaco sar sottoposto al
Controllo del Commissario del Governo della autorit di Autogoverno del
Popolo Veneto poich il Sindaco Metropolitano, pur essendo un Super
Governatore, sar tuttavia costretto dalla legge ad applicare il
trasferimento dei poteri ai Comuni veneti che diventeranno il vero luogo
del potere effettivo e di autonomia fiscale, ma che potranno conferire o
istituire delle Province in qualit di consorzi di comuni facendo delle
Province delle vere autonomie fiscali sul modello di Trento e Bolzano, ma
pi autonomi ed autogovernate;
nei termini della L.n.142/1990 le Regioni potevano istituire le Aree
Metropolitane, autonome nei tributi, entro 1 anno dall'entrata in vigore
della Legge stessa, ed il termine fu ulteriormente spostato al 17
novembre 1994 senza risultati, anche

pag 101
perch le regioni dovevano in questo senso decretare la loro stessa fine,
suicidandosi politicamente con tutti i loro consiglieri e parlamentari molto
ben pagati. Cos le amministrazioni Regionali che si dovevano autoabrogare ed il Governo italiano che doveva rinunciare al controllo del
territorio attraverso le regioni, non hanno nemmeno tentato di istituire le
aree metropolitane, e non avendo dichiarato le elezioni entro i 4 anni
previsti hanno perso il diritto di indire le elezioni che ora andato alla
autorit locale che ne ha il potere per legge, ossia l'Autogoverno del
Popolo Veneto (ART.2 L.n.340/1971) dotato delle potest politiche che il
Popolo Veneto gli ha dato in base alla L.n.881/1977;
L'Autorit "Autogoverno del Popolo Veneto" art.2 L.n.340/1971 stata
istituita dalla Assemblea Costituente Veneta con il potere costituzionale
previsto dall'articolo 117 Costituzione in vigore nel 1970, e quella
assemblea ha riconosciuto l'esistenza del "Popolo Veneto" ed il suo diritto
di Autogoverno (art.2 L.n.340/1971), legge "regionale" divenuta legge
della Repubblica approvata e votato dal Parlamento Italiano come da
art.123;
l'Autogoverno del Popolo Veneto (art.2 L.n.340/1971) esercitato dal
"Governo del Popolo Veneto" che ora il titolare delle potest politiche
dell'Autogoverno e regionali poich il Popolo Veneto gliele ha date in base
alla L.n.881/1977 (diritto di autodeterminazione dei popoli e diritti politici
delle autorit di autogoverno/autodeterminazione), e secondo le leggi
venete il Governo del popolo Veneto ha decretato la elezione del sindaco
metropolitano con il decreto 06/10/2001, regolarmente pubblicato;
Il Governo del Popolo Veneto l'autorit che esercita l' "autogoverno del
popolo veneto" di cui all'art.2 della Legge Cost. n.340/1971 ed
politicamente rappresentato ad-interim dal Presidente Franceschi
Luciano, eletto nel 2000 in conformit alla legge n.881/1977, con elezioni
pubbliche e democratiche, mentre il presidente dell'Autogoverno stesso
verr eletto il 07 aprile 2002;
nella potest politiche ed in azione suppletiva e correttiva delle altre
amministrazioni il Governo del Popolo Veneto ha dato attuazione alle
disposizioni costituzionali e della legge n.142/1990, e cos facendo ha
fatto rientrare nella costituzionalit le

pag 102
amministrazioni dello Stato inadempienti che erano in "carenza di
azione" e minavano la legalit e lo Stato di diritto delle Istituzioni
repubblicane;
in data 22 febbraio 2002 agendo ancora in azione suppletiva e correttiva
delle altre amministrazioni il Presidente del Tribunale del Popolo Veneto
ha dato attuazione alle disposizioni costituzionali e della legge
n.142/1990 agendo quale funzionario di fatto, e cos facendo ha fatto
rientrare nella costituzionalit le amministrazioni dello Stato inadempienti

che erano in "carenza di azione" e minavano la legalit e lo Stato di


diritto delle Istituzioni repubblicane; dato lo svolgimento delle elezioni,
chi impedisse in qualche maniera lo svolgimento di queste elezioni del 7
aprile 2002 commetterebbe un disconoscimento dell'operato della
magistratura italiana che ha riconosciuto legalit alle istituzioni di
Autogoverno, ma anche della magistratura Veneta quindi agendo in una
eversione costituzionale di poteri della Repubblica dentro e fuori del
territorio nazionale veneto poich infatti fatto obbligo alle istituzioni
uscenti (sindaci, prefetti, regioni, province, magistrature ecc.) e ai mass
media ( giornali, televisioni, radio ecc.) la massima pubblicit di queste
elezione, ed il massimo di promozione cos come sancito dalla
L.n.881/1977 all'art.1.3 e all'art. 2.2; l'ostacolo e la non osservanza delle
disposizioni delle Autorit di Autogoverno e delle elezioni risultano essere
reato penale grave delle singole persone, i cui danni verranno pagati
anche con grosse multe ed eventuale detenzione delle singole persone
che commettono il reato, senza riguardo al motivo per cui agiscono o
secondo quali ordini "superiori" agiscono, trovandosi essi nel dilemma del
soldato nazista che non deve eseguire un ordine razzista e contrario a
Costituzione; Il diritto di elezione e l'obbligo di ciascuno di promuoverle
sono sanciti dalle leggi n.881/1977, art.2 L.n.340/1971, L.n.142/1990,
oltre che dagli articoli costituzionali n.1,2,6,10,11,101 ed altri;
le elezioni del 07 aprile 2002 si svolgono secondo il regolamento di
attuazione emesso dal Presidente del Tribunale del popolo veneto in base
al decreto 05/12/2001 del Governo del Popolo Veneto;
le istituzioni autodecise (autodeterminate ) dai veneti non possono
essere cancellate da organismi Italiani e la Repubblica Italiana con le sue
emanazioni territoriali (regioni, province, comuni, enti locali, prefetture,
tribunali ecc.) che anzi
pag 103
devono promuovere con il massimo delle risorse disponibili le istituzioni
di autogoverno dei veneti come disposto dei patti internazionali recepiti
dalla L.n.881 del 1977;
poich ogni norma emanata dal Governo del Popolo Veneto
(leggi,decreti,ordinanze e sentenze) e la giurisprudenza di questo
Tribunale del Popolo Veneto (sentenze, ordinanze, decreti del presidente),
sono prodotte da istituzioni di autogoverno veneto autodecise dai veneti
ai sensi delle leggi internazionali recepite dall'Italia e per tanto emananti
istituzioni sovrane sui territori italiani appartenuti alla ex Repubblica
Veneta detta la Serenissima (sentenza nr.1 del 25/03/2000 Trib.del
Pop.Veneto);
dato che le leggi venete non possono essere derogate o non applicate da
alcuna istituzione o persona italiana nel territorio interessato poich tale
deroga sarebbe una violazione dei diritti umani protetti dall'art.2
Costituzione e di fatto sarebbe la eversione della Costituzione Italiana e
costituirebbe atto di guerra dello Stato Italiano a danni delle sovrane
istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto e per lo Stato Italiano hanno
il valore di legge della Repubblica Italiana e derogano tutte le sue norme;

stante la autodeterminazione della Costituente per lo Stato Veneto da


Parte dell'Autogoverno Veneto in data 04 giugno 2000 con imminente
proclamazione di piazza ad opera di migliaia di agenti di polizia veneta;
visti i decreti di coordinamento del Governo del Popolo Veneto in data 04
giugno 2000;
il territorio nazionale veneto (province di Belluno, Bergamo, Brescia,
Crema, Monfalcone Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia,
Verona e Vicenza e tutti i territori in Italia parte della Serenissima
Repubblica Veneta alla data del 1797) riguardo le elezioni di autogoverno
del Popolo Veneto con le elezioni di Sindaci, Prefetti, Magistrati,
Presidente di Autogoverno e tutte le cariche indicate nel decreto
05/12/2001 del Governo del Popolo Veneto;
i territori dell'Area Metropolitana di Venezia per quanto concerne
l'elezione del Sindaco Metropolitano dell'Area Metropolitana di Venezia ai
sensi della
pag 104
L.n.142/1990, comprendente le Regioni amministrative Friuli-VeneziaGiulia, Veneto, Trentino Alto Adige, e le province di Bergamo,Brescia e
Crema in quanto territorio Nazionale Veneto;
i territori dell'ex regno lombardo-veneto per quanto riguarda il diritto di
autogoverno delle popolazioni interessate sotto il Governo Monarchico
dei successori di Re Vittorio Emanuele II;
la frontiera politica ed amministrativa dell'Autogoverno Veneto ed i
confini del territorio nazionale Veneto quella determinata dai territori
interessati e, dietro referendum successivo alla partecipazione elettorale,
allargata ai territori della Repubblica Italiana appartenuti al Regno
Lombardo-Veneto lasciato al Regno d'Italia;
tutte le amministrazioni italiane comprese quelle di Giustizia presenti nei
territori interessati seguono le sentenze e le ordinanze della Autorit
Giudiziaria del Tribunale del Popolo Veneto e fanno riferimento ad esso
quale vertice amministrativo, escluso quando la legge veneta stabilisca
diversamente;
hanno forza di legge le sentenze e le ordinanze emanati dal Presidente
del Tribunale del Popolo Veneto quando siano previsti da leggi o decreti
del Governo del Popolo Veneto o da leggi dell'Assemblea Nazionale
Veneta;
hanno forza di legge i regolamenti emanati dal Presidente del Tribunale
del Popolo Veneto quando siano previsti da leggi o decreti del Governo
del Popolo Veneto o da leggi dell'Assemblea Nazionale Veneta;
tutte le Prefetture e le Questure italiane sono poste sotto controllo
esclusivo del Governo del Popolo Veneto e sono state successivamente
commissariate;

i Prefetti italiani delle province interessate devono mettersi a immediata


disposizione del Governo del Popolo Veneto, notificando tutti gli altri
prefetti del presente decreto: la mancata presentazione diserzione
militare e reato di sovversione e da luogo all'arresto in flagranza da parte
di chiunque;

pag 105

le forze di Polizia e di Pubblica Sicurezza devono seguire ed applicare


soltanto le direttive emanate dal Governo del Popolo Veneto secondo le
leggi venete emanate e pubblicate nel sito internet
http://www.repubblica.org/governo/veneto/decreti;
OgnicittadinovenetodiNazionalitvenetaemaggioreetpucandidarsiedessereeletto,
presentandolacandidaturasinl'ultimogiornoprimadelleelezioni;
Ognicittadinoelettorepuvotareognieleggibileanchesequest'ultimononsicandidato;
l'orariodielezionevadalle8alle22delgiorno7aprile2002eduranteilgiornodielezione
nonpossibilefarepropagandaelettorale;
sono esclusi dal presente decreto i diritti della Veneta Serenissima
Repubblica, del Regno Lombardo-Veneto e del costituente stato nazionale
Veneto, da farsi valere con i mezzi e nella sede idonea;

Pag 106

Autogoverno del Popolo Veneto Repubblica Italiana


Istituzioni costituite dell'autogoverno competente ai
sensi dell'art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977
El Governo dei Veneti invita:
I itadini Taliani de nasionait Veneta, e a tute e aziende de informasion publica, ae asociasion ative in te e
tere dee Venesie, de divulgare sta notisia de rinovo cariche aministrative del teritorio dee venesie.
Ai itadini de esperiensa aministrativa, poitica e judisiaria on specifico invito de candidarse.
Par rendere operative tute e istitusion del'autogoverno del Popoo Veneto.
Come da decreto del 05 dicembre 2001 se vota: el Presidente dell'Autogoverno del Popoo Veneto.
El Capo dea Poizia Nazionae Veneta. El Presidente de Sesione del Tribunae.
El Procuratore Capo.
I Presidenti de e rejon, i comisari dee rejon, i Procuratori, I Presidenti dea Corte dei Conti, I Magistrati
alle Acque, i Presidenti o Direttori dell'Ufficio delle Entrate, i Comandanti in Capo dee Rejon de ogni forza
Armata ,( veneto, friuli, lombardia) par a parte del teritorio de competenza de autogoverno Veneto.
I Prefeti , i Cuestori, i Presidenti, i Presidenti dei Tribunai Civili o Penali o Altro, i Direttore Generai de
Ospedali o Aziende Ospedaliere de ogni provinia. El Podesta ( sindaco) dea area metropolitana dee
Venesie.
I podest (sindaci) de ogni comune del teritorio dee Venesie.
I recusiti par poderse candidare : Esare de Nasionait Veneta,
esere onesti come on bon pare de fameja, esere competenti dea carica par a cuae se xe candidai,
amare a tera e la xente Veneta.
E richieste de candidatura ga da esesre scrite in carta normae,
segnando nome, cognome, data de nasita, residensa, nasionait, recapito teefonico, referense
personae del candid, e ben specific a carica par a cuae xe richiesta a candidatura co specific bn a
Rejon o a Provincia o el comune de riferimento de l'ente in ojeto aa candidatrura.
E richieste ga da rivare al Tribunae del Popoo Veneto(via e-mail) \veneto@libero.it/ o par racomandata
in via.rossi 73 - Ruban (PD) entro e no oltre el 07/marso/2002
Il Presidente del Governo del Popolo Veneto
Franceschi Luciano
Tribunae del Popoo Veneto veneto@libero.it v.rossi 73 - Ruban (PD) tel. 0347 1416187 fax 0013474126974
http://www.repubblica.org/governo/veneto/
Governo dei Veneti <governo_veneti@repubblica.org> Tel: 339 3708771 Fax: 049 5798283 via roma 56 borborico
(pd)
Istituzioni del Popolo Veneto
Governo
http://repubblica.org/governo/veneto/
Tribunale
http://repubblica.org/tribunale/veneto/
Anagrafe
http://repubblica.org/anagrafe/veneta/
Ord.Giorn.Veneti http://repubblica.org/tribunale/veneto/ONGV Istituto Lingua Veneta
http://www.geocities.com/uunion

OJETO: indette elezioni per la prima volta o per il rinnovo


05 dicembre 2001
Il Governo del popolo veneto decreta:
Per il giorno 07/04/2002 sono indette elezioni per la prima volta o per il rinnovo delle seguenti cariche
istituzionali secondo il regolamento di attuazione emesso dal Presidente del Tribunale del popolo veneto:
- Commissario di governo alla regione, compenso mensile dec/del04/06/200 3.000 lordi da i.s.
- Presidente della regione, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Prefetto, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Questore, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Presidente della Provincia, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Sindaco, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Presidente del Tribunale Civile o Penale o Altro, compenso mensile dec/del04/06/2000 6.000 lordi da i.s.
- Presidente di Sezione di Tribunale, compenso mensile dec/del04/06/2000 6.000 lordi da i.s.
- Procuratore Capo, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Procuratore Regionale, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Presidente della Corte dei Conti Regionale, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Magistrato alle Acque compenso mensile, dec/del04/06/200 3.000 lordi da i.s.
Pag 107
- Presidente o Direttore dell'Ufficio delle Entrate, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.

- Direttore Generale di Ospedale o Azienda Ospedaliera, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi
da i.s.
- Comandante in Capo di Regione di ogni forza Armata, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi
da i.s.
- Capo della Polizia Nazionale Veneta, compenso mensile dec/del04/06/2000 3.000 lordi da i.s.
- Presidente dell'Autogoverno del Popolo Veneto, compenso mensile dec/del04/06/2000 12.000 lordi da i.s.
Le elezioni si svolgono in tutto il territorio nazionale veneto, quindi anche nei territori delle province di
Bergamo, Brescia, Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e le altre
nuove province.
Sono per tanto comprese le regioni lombarda e friulana, per quanto di competenza nazionale.
Firmato
Franceschi Luciano (Presidente del Governo)
Bulla Paolo (Ministro)
Cardin Stefano (Ministro)

Moduli per il seggio elettorale

Elezioni di Autogoverno del 7 aprile 2002


(art.2 L.n.340/1971 - L.n.881/1977 - L.n.142/1990)

FACCIATA ESTERNA
SCHEDA ELETTORALE
Comune di ______________________Seggio Numero __________
Per ciascuna carica nel retro, scrivere una X a fianco del nome del candidato (presentato) o
indicare una persona di proprio interesse (con nome, cognome, comune di residenza o altro
Pag 108
dato identificativo). Se non si nomina qualcuno in ogni carica, la carica pu restare scoperta:
quindi opportuno nominare comunque qualcuno anche la stessa persona per pi cariche.

Leelezionisisvolgonointuttoilterritorionazionaleveneto,quindiancheneiterritoridelle
provincediBergamo,Brescia,Belluno,Padova,Pordenone,Rovigo,Treviso,Udine,Venezia,
Verona,Vicenzaelealtrenuoveprovince.
Votando il cittadino si riconosce e si dichiara di nazionalit e cittadinanza veneta ai sensi delle
leggi art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977, secondo i requisiti previsti dalle autorit di
autogoverno e riconoscendo le loro disposizioni.
Sul retro della scheda sono indicate le cariche amministrative per cui si vota, in alcuni casi
per la prima volta, in applicazione dell'art.2 L.n.340/1971 che dice :
"L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti
alle caratteristiche e tradizioni della sua storia."
Il diritto di elezione delle Cariche di Area Metropolitana derivano dal combinato disposto
art.2 L.n.340/1971, L.n.142/1990 e le leggi di autogoverno e autodeterminazione fatte in base
ai patti resi esecutivi con legge n.881/1971 che dicono:
Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono
liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale
e culturale.

Pag 109
ELEZIONI COMUNALI PER LE CARICHE DI
Sindaco del Comune:
PresidentediSezionediTribunale:
ELEZIONI PROVINCIALI E DI MANDAMENTO PER LE CARICHE DI
Prefetto:
Questore:
Direttoredell'AgenziadelleEntrate:
DirettoredegliUfficiFinanziari:
DirettoreGeneraledell'USLmandamentale:
Direttoredell'ASLmandamentale:
PresidentedellaProvincia:
PresidentedelTribunalecivile:
PresidentedelTribunaledeiminori:
ProcuratoreGeneraledellaRepubblica:
ProcuratoredellaRepubblica:
PresidentediSezionediTribunale:
Pubblico Ministero (art.102 Cost.):
ELEZIONIREGIONALIERLECARICHEDI
PresidentedellaRegione:
CommissariodelGovernoallaRegione:
ProcuratoreRegionale:
PresidentedellaCortedeiContiReg.:
MagistratoalleAcque:
PresidentedelTribunalemilitare:
Direttoredell'AgenziadelleEntrate:
DirettoredegliUfficiFinanziari:
ComandanteRegionaledeiCarabinieri:
ComandanteRegionaledellaPolizia:
ComandanteRegionaledellaG.d.F:
ComandanteRegionaledellaForestale:
ELEZIONIDELL'AUTOGOVERNONAZIONALEVENETOPERLECARICHEDI
Presidentedell'AutogovernodelPopoloVeneto:
FranceschiLuciano
oppure:
CapodellaPoliziaNazionaleVeneta:
Magistratoalleacquedellalaguna:
ELEZIONIAREAMETROPOLITANADIVENEZIA(NORDEST)PERLECARICHEDI
Direttoredell'AgenziadelleEntrate:
DirettoredegliUfficiFinanziari:
ComandantedeiCarabinieri:
Comandantedellapolizia:
SindacoAreaMetropolitanadiVenezia:
FranceschiLuciano
oppure:
MagistratodelPo:
ELEZIONIDICARICHESPECIFICHEDELTERRITORIO
Incaricodi(indicare)

Pag 110

Elezioni di Autogoverno del 7 aprile 2002


(art.2 L.n.340/1971 - L.n.881/1977 - L.n.142/1990)

REGISTRO DEI VOTANTI


Comune di ______________________Seggio Numero __________
IL PRESIDENTE DEL SEGGIO O UN SUO DELEGATO DEVE RIPORTARE NEL
RETROIDATIDICIASCUNVOTANTE.OGNIPAGINADEVEESSERECOMPILATA
DALLA STESSA PERSONA,EVENTUALI RIGHE VUOTE VANNO BARRATE.OGNI
VOTANTEDEVEFIRMARE
Leelezionisisvolgonointuttoilterritorionazionaleveneto,quindiancheneiterritoridelle
provincediBergamo,Brescia,Belluno,Padova,Pordenone,Rovigo,Treviso,Udine,Venezia,
Verona,Vicenzaelealtrenuoveprovince.
Votando il cittadino si riconosce e si dichiara di nazionalit e cittadinanza veneta ai sensi delle
leggi art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977, secondo i requisiti previsti dalle autorit di
autogoverno e riconoscendo le loro disposizioni.
Sul retro della scheda sono indicate le cariche amministrative per cui si vota, in alcuni casi
per la prima volta, in applicazione dell'art.2 L.n.340/1971 che dice :
"L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti
alle caratteristiche e tradizioni della sua storia."
Il diritto di elezione delle Cariche di Area Metropolitana derivano dal combinato disposto
art.2 L.n.340/1971, L.n.142/1990 e le leggi di autogoverno e autodeterminazione fatte in base
ai patti resi esecutivi con legge n.881/1971 che dicono:
Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono
liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale
e culturale.
IlvotantefirmatariodichiaradiesseredinazionalitVenetaediesercitarelacittadinanzaveneta
ottenutadalGovernodelPopoloVeneto,dichiaradiconoscereirequisiti,idirittieidoveridella
cittadinanzavenetaeperogniquestioneadessirelativiriconoscelacompetenzaprimariaed
esclusivadellaAutoritGiudiziaria"TribunaledelPopoloVeneto"istituitoaBorgoriccodi
Padova il 26 settembre 1999 quale autodeterminazione internazionale del popolo veneto;
dichiarainoltrediestendereaslaapplicazioneditalilegginelleistituzioniautodeterminatedal

Popolo Veneto e di chiedere alla Repubblica Italiana di garantire e riconoscere i diritti di


AutogovernoeAutodeterminazioneprevistidaart.2L.n.340/1971eL.n.881/1977.
Pag111
COGNOME

NOME

NATOA

NATOIL

DOCUMENTO

RISULTATI ELETTORALI
Elezioni di Autogoverno del 7 aprile
2002
(art.2 L.n.340/1971 - L.n.881/1977 L.n.142/1990)

Pubblicazione del 10 aprile 2002


Le elezioni si svolgevano in tutto il territorio nazionale veneto, quindi
anche nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Belluno,
Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e
le altre nuove province.

TELE

Pag 112

Votando il cittadino si dichiarato di nazionalit e cittadinanza veneta


ai sensi delle leggi art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977, secondo i
requisiti previsti dalle autorit di autogoverno e riconoscendo le loro
disposizioni.
Sono state elette le cariche amministrative, in alcuni casi per la prima
volta, in applicazione dell'art.2 L.n.340/1971 che dice : "L'autogoverno
del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e
tradizioni della sua storia."
Il diritto di elezione delle Cariche di Area Metropolitana derivano dal
combinato disposto art.2 L.n.340/1971, L.n.142/1990 e le leggi di
autogoverno e autodeterminazione fatte in base ai patti resi
esecutivi con legge n.881/1971 che dicono:
Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di
questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e
perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e
culturale.
Schede di Voto: 76
Gli eletti devono confermare che assumo la carica ENTRO 15 GIORNI.
I candidati in situazione di incompatibilit fra cariche diverse
dovranno scegliere ENTRO 15 GIORNI liberando il posto ai secondi
eletti.
Gli eletti possono anche non accettare la carica, liberando il posto ai
secondi eletti se fatto ENTRO 15 GIORNI . Il lascito fatto
successivamente d luogo a nuova elezione.

Alcuni voti sono stati annullati perch :


1. l'eletto non era riconoscibile univocamente all'interno del
territorio
2. il come sopra o le virgolette si riferivano ad un precedente
candidato non scelto con la X
3. l' eletto non residente nel territorio
4. mancava il nome del candidato indicato per cognome

ELEZIONI COMUNALI PER LE CARICHE DI


pag 113
Sindaco del Comune di Padova:

Lando Massimo voti 38

PresidentediSezionediTribunale:

SartoriLucianovoti1
PalmeriniLorisvoti1

ELEZIONI PROVINCIALI E DI MANDAMENTO PER LE CARICHE DI


PrefettodiPadova:

LandoMassimovoti54
Carollivoti1

Questore:

LandoMassimovoti48
CestaroEnricovoti1

Direttoredell'AgenziadelleEntrate:

LandoMassimovoti19
BullaPaolovoti3
MarcanzanLucavoti2

DirettoredegliUfficiFinanziari:

LandoMassimovoti15
BullaPaolovoti2
BusatoMariovoti1

DirettoreGeneraledell'USLmandamentale:

LandoMassimovoti16
DoniLauravoti2
TinazziRenatovoti1
ZaninDonatellavoti1

Direttoredell'ASLmandamentale:

LandoMassimovoti14
GavoRobertovoti1
MaritanAntoniovoti1
TinazziRobertovoti1
ZaninDonatellavoti1

PresidentedellaProvincia:

LandoMassimovoti16
DoniLauravoti2

PrefettodiPadova:

LandoMassimovoti54
Carollivoti1
CardinStefanovoti1
FacciaLuigivoti1
FranceschiLucianovoti1
TinazziRobertovoti1

PresidentedelTribunalecivile:

LandoMassimovoti13
PalmeriniLorisvoti2
AvvMorosiniAlessiovoti1
TinazziRenatovoti1

PresidentedelTribunaledeiminori:

LandoMassimovoti14
PalmeriniLorisvoti2
MazzucatoManuele2
altriconvoti1

ProcuratoreGeneraledellaRepubblica:

LandoMassimovoti15
PalmeriniLorisvoti2
TinazziRenatovoti1
TalaminiStefanovoti1

ProcuratoredellaRepubblica:

LandoMassimovoti14
PalmeriniLorisvoti2
CherchiBrunovoti1
TinazziRenatovoti1

PresidentediSezionediTribunale:

LandoMassimovoti14
PalmeriniLorisvoti4
TinazziRenatovoti1

PrefettodiPadova:

LandoMassimovoti54
Carollivoti1

Pubblico Ministero (art.102 Cost.): Lando Massimo voti 15


Mazzuccato Roberto voti 2
PalmeriniLorisvoti2
Gasperiniavv.Lucianovoti1
TinazziRenatovoti1
ELEZIONIREGIONALIPERLECARICHEDI
PresidentedellaRegione:

LandoMassimovoti13
FacciaLuigivoti3
FranceschiLucianovoti2
BertonErminiovoti1

CommissariodelGovernoallaRegione:

LandoMassimovoti12
FranceschiLucianovoti2
Beggiato??voti1
Avv.Cacciavillanivoti1
FacciaFaustovoti1

ProcuratoreRegionale:

LandoMassimovoti12
FranceschiLucianovoti2
ContinSeverinovoti1
FacciaLuigivoti1

PresidentedellaCortedeiContiReg.:

LandoMassimovoti13
FranceschiLucianovoti2
ContinFlaviovoti1
BortolamiMauriziovoti1
SandonLucianovoti1

PresidentedellaRegione:

LandoMassimovoti13
FacciaLuigivoti3
FranceschiLucianovoti2
BertonErminiovoti1

MagistratoalleAcque:

LandoMassimovoti12
CavinatoBrunovoti1
ContinCristianvoti1
FranceschiLucianovoti1
FranzonPaolovoti1
PalmeriniLorisVoti1
ScaravilliAntoniovoti1

PresidentedelTribunalemilitare:

LandoMassimovoti11
BrambinMaurovoti1
FranceschiLucianovoti1
PalmeriniLorisvoti1

Direttoredell'AgenziadelleEntrate:

LandoMassimovoti13
BullaPaolovoti1
FranceschiLucianovoti1
GiroAnnamariavoti1

DirettoredegliUfficiFinanziari:

LandoMassimovoti12
BullaPaolovoti1
FranceschiLucianovoti1
ComenciniFabriziovoti1

ComandanteRegionaledeiCarabinieri:

LandoMassimovoti11
FranceschiLucianovoti1
PadovanFabiovoti1

PresidentedellaRegione:

LandoMassimovoti13
FacciaLuigivoti3
FranceschiLucianovoti2
BertonErminiovoti1
PantoGiorgiovoti1

ComandanteRegionaledellaPolizia:

LandoMassimovoti11
CianAndreavoti4
BullaPaolovoti1
FranceschiLucianovoti1
PadovanFabiovoti1
PantoGiorgiovoti1

ComandanteRegionaledellaG.d.F:

LandoMassimovoti10
BullaPaolovoti2
CianAndreavoti1
FranceschiLucianovoti1

ComandanteRegionaledellaForestale:

LandoMassimovoti10
CianAndreavoti1
FranceschiLucianovoti1
PadovanFabiovoti1
PantoGiorgiovoti1
PreneroEmanuelevoti1
RediAlbertovoti1

ELEZIONIDELL'AUTOGOVERNONAZIONALEVENETOPERLECARICHEDI
Presidente dell'Autogoverno del Popolo FranceschiLucianovoti50
Veneto:
FacciaLuigivoti1
CapodellaPoliziaNazionaleVeneta:

FranceschiLucianovoti7

Presidente dell'Autogoverno del Popolo FranceschiLucianovoti50


Veneto:
FacciaLuigivoti1
LandoMassimovoti1
MunaroRuggerovoti1
PantoGiorgiovoti1
Magistratoalleacquedellalaguna:

FranceschiLucianovoti5
BullaPaolovoti1
LandoMassimovoti1

pag118
ELEZIONIAREAMETROPOLITANADIVENEZIA(NORDEST)PERLECARICHEDI
Direttoredell'AgenziadelleEntrate:

FranceschiLucianovoti3

AREAMETROPOLITANA

LandoMassimovoti2
BullaPaolovoti1
MeniniMorenovoti1
PadovaFabiovoti1

DirettoredegliUfficiFinanziari:

FranceschiLucianovoti2

AREAMETROPOLITANA

LandoMassimovoti2
BullaPaolovoti1
PantoGiorgiovoti1

ComandantedeiCarabinieri:

FranceschiLucianovoti3

AREAMETROPOLITANA

LandoMassimovoti2
PadovanFabiovoti1
PantoGiorgiovoti1

Direttoredell'AgenziadelleEntrate:

FranceschiLucianovoti3

AREAMETROPOLITANA

LandoMassimovoti2
BullaPaolovoti1
MeniniMorenovoti1
PadovaFabiovoti1

Comandantedellapolizia:

FranceschiLucianovoti2

AREAMETROPOLITANA

LandoMassimovoti2
PadovanFabiovoti1
PantoGiorgiovoti1

SindacoAreaMetropolitanadiVenezia:

FranceschiLucianovoti48
RattinTatianavoti1

MagistratodelPo:

FranceschiLucianovoti3
BullaPaolovoti1
LandoMassimovoti1
PeronDinodiBorgoriccovoti1

ELEZIONIDICARICHESPECIFICHEDELTERRITORIO

DirettoreAPSPadova

StoccoSilviovoti1

Pag 119
Scritto da

admin on Thursday, 15 August @ 05:56:43 EDT

Ulderico Pervertin
Il gazzettino di padova Martedi 13-agosto 2002 pg. v
CONFLITTO DI INTERESSI Depositato in Procura
Il Cavaliere ineleggibile Un esposto contro il Premier
L'esponente, quale insegnante operante nella scuola pubblica, ha sempre
educato i propri allievi all'osservanza della legalit~. Inizia cos l'esposto che il professor Francesco
Alagna, cinquantacinquenne sicilia-no trapiantato in citt in via Ti-rana, ha inviato nei giorni scorsi
al procuratore della repubblica Pietro Calogero. Un esposto tanto telegrafico quanto singolare.
Perch riguarda il premier SIIvio Berlusconi. Il professore si chiede se Sua Emittenza il Cavaliere sia
o non sia "ineleggibile'~. Secondo il docente, che passa la palla all'ufficio del pubblico ministero per
l'incombenza della verifica, Berlusconi non dovrebbe essere a Palazzo Chigi. E cita l'articolo 8 del

Dpr 361 del 30 marzo 1957. Ineleggibili sono '~coloro che risultino vinco-lati con lo Stato per
contratti di opere e di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di
notevole entit economica". Primenti ineleggibili sono i rappresentanti, amministratori e dirigenti di
societ e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o
con garanzia di assegoazioni odi interessi'. E infine, sempre secondo la medesima vetusta norma,
sono ineleggibili "i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente la loro opera
alie societ e alle imprese test citate". Il professore - che nella redazione dell'esposto ha chiesto
l'assistenza dell'avvocato Carlo Covi - strasicuro che il Cavaliere, in qualit di patrn di Mediaset,
sia tra gli "ineleggibili". E nella lista vengono aggiunti a tenergli compagnia Cesare Previti, che in
Parlamento siede sui banchi di Forza Italia, nonch Pietro Lunardi, ingegnere, mm'stro delle
infrastrutture. Tocca
Il procuratore Pietro Calogero
al procuratore Calogero decidere la sorte dell'esposto, che tra l'altro "invita" il magistrato ad
accertare la sussistenza di eventuali reati.
Per la verit non la prima volta che il "conflitto di interessi" viene utilizzato per fare lo sgambetto
a Berlusconi. La questione di eleggibilit era gi stata posta fin dal 1994. Nel luglio di quell'anno la
Camera respin
se i ricorsi presentati contro l'elezione del Cavaliere in qualit di editore e di proprietario di reti
televisive di particolare rilevanza nazionale: la commissione accert che titolare della concessione
pubblica era persona diversa da Sua Emittenza. La sinistra non ha lesinato le bordate quando
Berlusconi attraverso Mediolanum entrato in Mediobanca. E ha rincarato la dose alla vigilia
dell'ultima tornata elettorale, parlando di incompatibilit tra la veste di premier e quella di
proprietario d'azienda che pu spostare illimitati interessi economici. Non solo la sinistra, ma anche
i gesuiti hanno puntato l'indice contro gli evidenti conflitti di interessi. Pietro Lunardi, la cui
incompatibilit riguarderebbe la propriet dello studio di progettazione RockSoil, l'anno scorso ha
promesso che avrebbe ceduto la societ, per evitare qualunque sospetto di possibile conflitto.
Docente all'Universit di Parma, aveva svolto consulenze per il Coverno, facendo parte delle
commissioni per la Valtellima e la Protezione Civile. Ma come titolare della societ di progettazione
era stato impegnato in molte tra le maggiori opere infrastrutturali italiane finanziate dallo Stato.
Tutt'altra questione l'interdizione dai pubblici uffici in caso di condanna penale. Ma anche in tale
circostanza non v' certezza. Insegna la vicenda di Marcello Dell'Utri, avvocato e senatore, che
nonostante le pene inflitte dai giudici continua a sedere in Parlamento. In Francia diverso. Ne sa
qualcosa Jean Marie Le Pen, il leader del partito di estrema destra, condannato ad un anno di
ineleggibilit per avere aggredito una deputata socialista. Pena scontata per intero.
G.CoIt.

Pag 120
lettera aperta ai veneti
Scritto da

joe on Sunday, 18 August @ 17:28:34 EDT

ciano
Egr. ggio/a mi rivolgo a voi, nella certezza di trovare attenzione, riguardante
il progetto per una Italia confederale di Popoli liberi, in armoniosa sintonia di
collaborazione politica e commerciale. Dove noi Veneti vogliamo contare! ed
Esserne i propulsori . Per raggiungere tale scopo servono finanze e risorse
umane che si dedicano assieme a noi nel comune progetto di una veneta
nazione, >. Per il buon fine del processo di autodeterminazione da noi
iniziato nel 1999, la invito a collaborare, come meglio crede: Con un
contributo Personale che potr effettuare nel conto della cassa nazionale veneta c/c n 35968361,
tramite bollettino postale ; il suo contributo pu essere detratto dalle tasse. Oppure partecipando in
prima persona allattivit del processo di autodeterminazione del popolo veneto, nelle
rappresentanze politico, giuridiche, ed economiche, dove pi preparato. Cordiali saluti e grazie
per la sua collaborazione IL Presidente Franceschi Luciano Per contatti ed informazioni Loris
Palmerini - Presidente Tribunale delle Venezie v.Rossi 73, 35030 Rubano (PD) Cell. -347-1416187
Tel. -049-8979892 Fax. -02-700445479 Email: veneto@libero.it Istituzioni del Popolo Veneto
Governo http://repubblica.org/governo/veneto/ Tribunale http://repubblica.org/tribunale/veneto/

Anagrafe http://repubblica.org/anagrafe/veneta/ Ord.Giorn.Veneti


http://repubblica.org/tribunale/veneto/ONGV Istituto Lingua Veneta
http://www.geocities.com/uunion Governo dei Veneti Tel/ Fax: 049 5798283 Cell 339-3708771

Scritto da

IranMatrix on Tuesday, 20 August @ 00:00:00 EDT


Il Popolo Veneto 24-07-1999 dei primi cittadini si sono riconosciuti come
appartenenti al~Popolo Veneto.

Proclamazione I legge 24-07-1999 lista dei crimini art.1 chiunque nega un


diritto politico riconosciuto r patto interriazionale L. 881-1977 viene condannato
al risarcimento dei danni prodotti e alla reclusione di 6 mE Tribunale del Popolo
Veneto il 27-07-1999 il Popolo istituisce ed elegge il Presidente del Tribunale P
Palmerini Loris Coordinamento della costituente il 04-06-2000 e nasce il Governo Veneto e le sue
organizzazioni. Governo decreta il 04-06-2000 Tasse abrogazione, nuova del 2% IRPEF annua e
20% 1.5. su tutti gli scan e dal bilancio mensile tolte tutte le spese (comprese dii. 5) versa il 200/o
al proprio Sindaco. Assemblea Nazionale Veneta il 03-09-2000 il Popolo vota eleggendo i Membri
dell' Assemblea NazionalE Assemblea Nazionale Veneta il 28-09-2000 riconferma come il pi votato
il Presidente Franceschi Lucian Tribunale del Popolo Veneto il 27-6-2001 art. 10 votato dal popolo
veneto a emettere sentenze. Il Governo decreta il 05-12-2001 Elezioni per il 07 Aprile 2002 per le
cariche istituzionali (Sindac! Commissario di governo alla regione - Presidente della regione Prefetto - Questore - Presidente della Provir - Presidente del Tribunale Civile o Penale o Altro Presidente di Sezione di Tribunale - Procuratore Cap Procuratore Regionale - Presidente della Corte
dei Conti Regionale - Magistrato alle Acque - PresidentE Di rettore del l~Ufficio delle Entrate Direttore Generale di Ospedale o Azienda Ospedaliera - Comandante in C~c'i Regione di ogni forza
Armata - Capo della Polizia Nazionale Veneta - Presidente dell'Autogoverno del Pop Veneto. Le
elezioni si svolgono in tutto il territorio nazionale veneto, quindi anche nei tetritori delle provinc<
Bergamo, Brescia, Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e
le altre nu province. Sono per tanto comprese le regioni lombarda e friulana, per quanto di
competenza nazionale.

Pag 121
Pag 121
Scritto da

IranMatrix on Tuesday, 20 August @ 18:46:39 EDT

Gioved, 15 Agosto 2002 Non si affrontano i punti cruciali L'ILLUSIONE


FEDERALISTA di ILVO DIAMANTI Ricordo, secoli fa, quando il federalismo si
chiamava ancora federalismo. Non indipendenza, secessione, devoluzione.
Gioved, 15 Agosto 2002 Non si affrontano i punti cruciali L'ILLUSIONE
FEDERALISTA di ILVO DIAMANTI Ricordo, secoli fa, quando il federalismo si
chiamava ancora federalismo. Non indipendenza, secessione, devoluzione. E
neppure veniva identificato con il decentramento. Ricordo quand'era un'idea largamente condivisa
nel sistema politico e nella societ. Promossa dapprima dalla Lega, dalle categorie economiche;
dagli imprenditori. Poi attecchita in altri ambienti politici, trasversali. Amplificata dagli
amministratori. I sindaci, in particolare. Baricentro: il Nord e in particolare il Nordest. Pare un
secolo. Perch, nonostante alcuni tra i vessilliferi del progetto federalista siano oggi al governo, il
progetto procede a stento. E si fatica, comunque, a riconoscerlo. Certo, alcuni passi in questa
direzione sono stati fatti. Le leggi Bassanini, la riforma del titolo V della Costituzione, l'elezione
diretta di sindaci e Presidenti di Regione hanno spostato risorse e poteri dal centro alla periferia.

Certo, da mesi si parla di devolution (a intermittenza) e l'iter della riforma dovrebbe riprendere il
cammino dopo le ferie (sempre che le molteplici iniziative sul tema della giustizia gli lascino
spazio). Ma non si coglie un percorso chiaro. Una nuova forma di Stato. Semmai, quel che emerge
uno Stato informe. Un mix di spinte e di tensioni fra dimensione locale e nazionale. quindi
comprensibile che, dopo anni di parole fuori da una sintassi coerente, questo progetto abbia perso
credibilit sociale. L'Osservatorio sul Nordest ha seguito sul Gazzettino, anno dopo anno, la
parabola e il declino dell'idea federalista fra i cittadini di quest'area. Oggi considerata prioritaria da
una minoranza minima. Una minimanza. Non pi il federalismo la strada attraverso cui i cittadini
pensano di dare pi forza agli interessi della realt regionale. invece, la disponibilit di una classe
politica capace a livello locale. Ma soprattutto in grado di farsi sentire a Roma. Lo pensano
soprattutto gli imprenditori (ieri partigiani federalisti), intervistati nelle indagini della Fondazione
Nordest. Rivelando, cos, due convinzioni. La prima: che la classe politica locale resti inadeguata. La
seconda: che, anche per questo, pi dell'autogoverno regionale conti la capacit di esercitare
pressione sul governo nazionale.Altre volte abbiamo analizzato le ragioni del collasso registrato, tra
i cittadini e le categorie economiche del Nordest, da questa formula. In un'occasione avevo
proposto di abolirla, di smettere la parola federalismo, un abito consumato da troppe battaglie
strumentali (alcuni avevano pensato a una provocazione. Sbagliavano). Vorremmo, per, insistere
su due questioni, utili a chiarire i motivi dello scetticismo. Quello dei cittadini del Nordest. Il nostro,
personale. La prima riguarda l'impressione che lo Stato, che le logiche del centro abbiano ripreso il
sopravvento, sulla realt locale. Che tornata, per questo, periferica. In fondo, senza il sostegno
del centro, del governo romano, le grandi opere in periferia non si fanno: la logistica rimane
illogistica, i passanti non passano, le pedemontane restano invenzioni fantastiche. Ed ancora da
vedere se, con l'intervento del Centro (sempre pi asfittico, quanto a risorse), si faranno davvero.
Una cosa per certa: agli enti locali, al governo territoriale, da soli, ci non possibile. Ma il
Centro ha ripreso potere sulle periferie, sotto molti altri profili; tanto che la Conferenza StatoRegioni (con alcune eccezioni, in verit) lamenta costantemente i vincoli crescenti che il governo
impone all'azione locale. Sulle politiche territoriali, sociali, sul lavoro. Sull'immigrazione: si pensi
allo scarso ascolto che hanno ricevuto le Regioni, Veneto in testa, quando hanno rivendicato la
competenza circa le quote dei flussi migratori, per adeguarle alle specifiche, diverse esigenze locali.

Pag 122

LEGGI 340-71 e 881-77 per L'AUTOGOVERNO DEL POPOLO VENETO


Scritto da

IranMatrix on Tuesday, 20 August @ 00:00:00 EDT


DALLA GAZZETTA UFFICIALE COSI RIPORTATO:

LA REGIONE VENETO nel 1971 ha proposto il suo statuto, promulgato dal


Presidente della Repubblica Saragat e il contro sigilli Colombo con Legge n.
340 del 22 Maggio 1971 in cui I'art. 2 cos testualmente scritto:
L'Autogoverno del Popolo Veneto si attua in forme rispondenti alle
caratteristiche e tradizioni del sua storia. La Regione concorre alla
valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico del singole comunit.
------------------------------------ Legge 881-77 l Presidente della Repubblica Leone promulga la
Legge 881 il 25 Ottobre 1917 che ratifica ed esecuzior del patto Internazionale relativo ai
DIRITTI ECONOMICI SOCIALI E CULTURALI, nonch del pat internazionale relativo ai DIRITTI
CIVILI E POLITICI con protocollo facoltativo adottati e aperti alla firma a NE York
rispettivamente 1116 e 19 Dicembre 1966. Cos testualmente scritto: Parte Prima Articolo - I I Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidor
liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economic sociale e
culturale. 2 - Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle propr
ricchezze e delle proprie risorse naturali, senza pregiudizio degli obblighi derivanti dal
cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal drit
internazionale. In nessun caso un popolo pu essere privato dei propri mezzi di sussistenza. 3 -

Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili deIl'amministrazioi di
territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuove
l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformi alle
disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite.

<A PADOVA, LANDO MASSIMO ELETTO NUOVO

SINDACO dagli autonomisti


Scritto da

IranMatrix on Tuesday, 20 August @ 00:00:00 EDT


Provocazione dell'Autogoverno del Popolo Veneto. Recensione dal Gazzettino di
Padova 08-04-2002

Da oggi a Padova c' un nuovo sindaco. Nelle turbolenze politiche di aprile


succede anche che gli autonomisiti dell'Autogoverno del Popolo Veneto,
( Costituente Stato Veneto ai sensi dell'art. 2 L.n. 340-1971 e L.n. 881-1977 )
organizzazione con base a Borgoricco ( ironia della sorte , in Via Roma)
insedino sulla massima poltrona di palazzo Moroni un sindaco eletto dai veneti, per i veneti. La
votazione avvenuta ieri, in un seggio all'aperto allestito proprio sotto il Municipio, Massimo Lando
37 anni, di Padova salito agli onori delle cronache per aver preteso un giudice veneto nella causa di
separazione dalla moglie, era il candidato unico. Ed stato eletto. Luciano Franceschi, Presidente
dell'assemblea del popolo veneto (il parlamento che gi si era insediato dopo le elezioni del
settembre 2000) , ora non ha dubbi. Il sindaco Giustina Destro deve passare la mano e
riconoscere che i cittadini veneti hanno scelto di eleggere i loro rappresentanti. Lando Massimo il
nuovo sindaco. Cosa succeder adesso? Ci sar un scisma ? Franceschi ribadisce che spetta ai
cittadini decidere. La Legge italiana riconosce il diritto ogni popolo a farsi un proprio Stato sovrano
indipendente, di pagare le tasse a chi le amministra solo per il loro bene. E il movimento
autonomista ha gi eletto il Parlamento e il Tribunale del Popolo Veneto ( con sede in Via Rossi n.73
35030 Rubano Padova) . Ieri toccato agli amministratori locali e altre cariche, dal Questore al
Prefetto, dal direttore generale dell' Ulss al capo della polizai nazionale Veneta. I veneti conclude
Franceschi devono sapere che possono eccepire l' incompetenza territoriale, funzionale e giuridica
di qualsiasi funzionario e provvedimento dello Stato italiano. I moduli per i ricorsi li abbiamo noi
www.repubblica.org/governo/veneto Tel 0039-339.370.8771 fax. 049-

Pag 123

E' SEXY LA DONNA CHE PARLA VENETO


Scritto da

IranMatrix on Wednesday, 21 August @ 03:01:11 EDT


recensione DAL MATTINO DI PADOVA 15-8-2002 Pg.8

ROMA. Siete veneziane o venete ? Buon per voi, avete un' arma in pi per sedurre
l'uomo italiano: il dialetto. il veneziano (ma anche il veneto), con il forte
indebolimento delle consonanti intense e la tipica vocalizzazione della L seguita
da consonante, viene giudicato particolarmente sinuoso ed associato,
nell'immaginario del 36% degli uomini, al fruscio delle vesti femminili. Lo dice uno studio
sessuologico promosso dall'Associazione donne e qualit della vita, diretta da Serenella Salomoni,
sugli effetti erotici del linguaggio. Lo studio svela il particolare legame esistente tra le peculiarit
fonetiche dei diversi dialetti italiani e le dinamiche seduttive. Insomma, dimmi come parli e ti dir
se sei attraente dal punto di vista sessuale. Gli accenti dialettali costituirebbero infatti uno dei
principali "parametri" in base al quale pu nascere una buona intesa. E si scopre allora che le
donne preferiscono sentire parlare toscano i loro potenziali partners, mentre gli uomini prediligono
la cadenza veneta coniugata al femminile. Del resto il poeta tedesco Goethe aveva ravvisato nella
musicalit dell'italiano un incomparabile elemento di attrattiva erotica. Oscar Wilde amava recitare
la Divina Commedia in italiano per la carica sensuale ed artistica del linguaggio dantesco.

Il caso Segato gravissimo: altro che "Cosa non seria"


Scritto da

IranMatrix on Wednesday, 21 August @ 03:12:49 EDT

Lettera aperta di Farouk Ramadan Lettera aperta al Sindaco di Scandiano (Re)


Fradici, ai consiglieri comunali di Scandiano, e, p.c.a:
Sindaco di Borgoricco, (Pd) Gianfranco Galan - Govenatore Regione Veneto,
Massimo Cacciari - Deputato Regionale Veneto, Gianfranco Bettin - Deputato
Regionale Veneto - Vicesindaco di Venezia, Ettore Beggiato - Segretario Veneti
d'Europa - Consigliere Comunale di Vicenza Alleanza Libera Europea - segretario
Jos Luis Linazasoro Partito Sardo d'Azione. Il caso Segato Gravissimo altro
che "Cosa non seria" Cari Colleghi, davvero scandaloso che il sindaco Fradici ed
altri consiglieri della maggioranza abbiano definito "non seria" la mozione a favore dei diritti civili di
Giuseppe Segato e qualcuno abbia addirittura parlato di "inasprire la pena". La questione invece
serissima. Perch in questo Stato ci sono cittadini come Segato, che sul campanile di San Marco a
Venezia non sono nemmeno saliti e non hanno fatto del male nemmeno ad una mosca, che vanno
in galera per le loro idee indipendentiste (come succede ai Kurdi in Turchia, ai Kossovari sotto
Milosevic, I Tibetani in Cina e tanti altri popoli oppressi). mentre ci sono mafiosi e veri terroristi
fascisti, comunisti, razzisti che hanno ucciso e tirato bombe che escono di galera. Prima di giudicare
cos frettolosamente e negativamente la questione questi consiglieri avrebbero dovuto riflettere ed
informarsi sul fatto che in Veneto (che dista un centinaio di chilometri da noi non anni luce...) i loro
colleghi, dal vicesindaco di Venezia Bettin (Verdi), a Massimo Cacciari, al Sindaco di centrosinistra
di Borgoricco (Pd) paese natale di Segato, per finire con il Governatore della Regione Veneto
Giancarlo Galan (Forza Italia) insieme con il Consiglio Regionale praticamente all'unanimit (solo
Rifondazione comunista contraria) e tanti altri Comuni di ogni orientamento, si sono schierati per i
diritti civili del cittadino Giuseppe Segato e degli altri "Serenissimi". Anche il Parroco di Borgoricco
per la scarcerazione del suo concittadino cos come l'Associazione per i Diritti dei Cittadini e
Consumatori ed i maggiori opinionisti dei quotidiani Veneti. Anche il Parlamento Europeo, con una
risoluzione di 10 eurodeputati autonomisti dell' Alleanza Libera Europea confederata ai Verdi, il
Consiglio Regionale della Sardegna grazie al Partito Sardo d'Azione, sono stati interessati di questa
vicenda da voi definita "non seria". Segato non un terrorista come non lo sono gli altri
"Serenissimi". Segato non ha mai compiuto alcun atto violento e intimidatorio ed incarcerato, fa
testo la sentenza di luglio "per continuare a perseguire un progetto di autonomia del Veneto". Roba
da dittatura. In pi interviste anche nei giorni scorsi Segato tra l' altro ha gi dichiarato di non
volere nemmeno la secessione da lui ritenuta "una baggianata", ma solo una autogoverno con il
suo Veneto confederato allo Stato italiano (come la Svizzera tanto per essere chiari). E' facile
difendere i sacrosanti diritti dei popoli solo quando sono a 2000 chilometri di distanza. Pi difficile
farlo per i Veneti ( Popolo da oltre 3.000 anni e Repubblica indipendente per 1.200 anni, lo trovate
su un qualsiasi libro di storia) che stanno a 100 chilometri dalla nostra Emilia. I Diritti Umani e dei
Popoli devono valere per tutti gli uomini e le donne di questa nostra Terra. Questa vera
Democrazia. Questo vero MultiCulturalismo. Farouk Ramadan Consigliere Comunale Lista Civica
Coordinatore Movimento autonomista Libert Emiliana - Membro Alleanza Libera Europea
liberemilia@hotmail.com http://utenti.tripod.it/libertaemiliana/
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INPS.COME HA FATTO AD ACCUMULARE 95.000.000.000.000 DI CREDITI !


Scritto da

joe on Friday, 23 August @ 04:34:21 EDT

Ulderico Pervertin

INPS.COME HA FATTO AD ACCUMULARE 95.000.000.000.000 DI CREDITI !


LINPS E PRESIEDUTO A TURNO DAI TRE MAGGIORI SINDACATI NAZIONALI. LI
SI SCARICANO TUTTI GLI INTERVENTI DEL SOCIALE. LA CASSA
INTEGRAZIONE,LA MOBILITA,LANTICIPAZIONE DELLINDENNITA DI FINE
RAPPORTO PER LE AZIENDE FALLITE CON RECUPERI GENERALMENTE PARZIALI
O NULLI UNITAMENTE AI COSTI ELEVATI ED ALLE DISFUNZIONI DEI
SERVIZI,ALLE PENSIONI NON DOVUTE E PER ULTIMO LALLUNGAMENTO DELLA
VITA MEDIA DELLUOMO.
SEMBRA UNA MELA SANA,MA LINTERNO E PIENO DI VERMICIATTOLI.
INPS.COME HA FATTO AD ACCUMULARE 95.000.000.000.000 DI CREDITI !
LINPS E PRESIEDUTO A TURNO DAI TRE MAGGIORI SINDACATI NAZIONALI. LI SI SCARICANO
TUTTI GLI INTERVENTI DEL SOCIALE. LA CASSA INTEGRAZIONE,LA MOBILITA,LANTICIPAZIONE
DELLINDENNITA DI FINE RAPPORTO PER LE AZIENDE FALLITE CON RECUPERI GENERALMENTE
PARZIALI O NULLI UNITAMENTE AI COSTI ELEVATI ED ALLE DISFUNZIONI DEI SERVIZI,ALLE
PENSIONI NON DOVUTE E PER ULTIMO LALLUNGAMENTO DELLA VITA MEDIA DELLUOMO.
SEMBRA UNA MELA SANA,MA LINTERNO E PIENO DI VERMICIATTOLI.
CON LA LEGGE 23.12.1998 N. 448 (COSIDETTA LEGGE AMATO) SI METTE IN ATTO CON LA
GARANZIA DELLO STATO UNA ANTICIPAZIONE DEI FUTURI INCERTI INCASSI,LA COSIDETTA
CARTOLARIZZAZIONE
DEI CREDITI. SICCOME NON LO PUO FARE LINPS SI COSTITUISCE UNA APPOSITA SOCIETA
VEICOLO LA S.C.C.I. S.P.A. ALLA QUALE VENGONO CEDUTI TUTTI I CREDITI IN MASSA
ACCUMULATI NEGLI ANNI PASSATI ED ANCHE QUELLI FUTURI FINO AL 31.12.2001.
UNA SPA OVVIAMENTE HA DEI SOCI ED UN AMMINISTRATORE,DI SOLITO HA ANCHE UNA SEDE,
DEI DIPENDENTI,UN TELEFONO, MA IN QUESTO CASO QUESTI ULTIMI NON ESISTONO.
I SOCI SONO NUOVI DI ZECCA,PERCHE VENGONO COSTITUITE APPOSITAMENTE DUE
FONDAZIONI
OLANDESI CON SEDE IN AMSTERDAM,CHE NON FANNO BILANCI E CHE SONO A LORO VOLTA
CONTROLLATE DA UNA HOLDING LA TMF CHE PRESENTA SOLO IL CONTO PATRIMONIALE E NON
QUELLO ECONOMICO. TUTTE E TRE HANNO LA SEDE PRESSO LO STUDIO DI AVVOCATI
KUPPERMAN VAN DER WIEL & CO. AD AMSTERDAM. LE DUE FONDAZIONI VENGONO DENOMINATE
FONDAZIONE STICHTING (TRADOTTO DALLINGLESE = FICCARE DENTRO CON TINTINNIO)
CASTORE E FONDAZIONE STICHTING POLLUCE CON IL 4%. CASTORE E POLLUCE I DUE SEMIDEI
DELLA STORIA GRECO-ROMANA,I DIOSCURI CHE PERSO IL GREGGE IN UNA SCOMMESSA
PARTIRONO IMMEDIATAMENTE PER LA MESSENIA,RIPRESERO IL GREGGE E LO RICONDUSSERO A
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SPARTA. SPERIAMO CHE QUESTO POSSA AVVENIRE ANCHE PER I 95.000 MILIARDI DI CREDITI
DELLINPS,CHE DA AMSTERDAM RITORNINO A ROMA. IL PRIMO AMMINISTRATORE UNICO E IL DR.
PAOLI FERNANDO,PROCURATORE DELLA SOCIETA INTERNAZIONALE DI REVISIONE RECONTA
ERNST & YOUNG, CHE ASSUME LINCARICO IL 15.11.1999 CON LA NASCITA DELLA S.C.C.I. S.P.A.
E CHE AVREBBE DOVUTO MANTENERLO PER UN TRIENNIO DI BILANCIO FINO AL 31.12.2001. MA
GIA IN OCCASIONE DELLA PRIMA ASSEMBLEA PER LAPPROVAZIONE DEL BILANCIO AL 16.06.2000
SI DIMETTE PER MOTIVI PERSONALI E DI SALUTE. DA LIMPRESSIONE CHE DATA ANCHE LETA SI
RITIRI DA OGNI ATTIVITA MA IL DELEGATO DELLA FONDAZIONE CASTORE GLI FORMULA I SUOI
MIGLIORI AUGURI PER LE FUTURE ATTIVITA,IL CHE FA PENSARE CHE I MOTIVI VERI POTEVANO
ESSERE DIVERSI DA QUELLI DICHIARATI.
SEGRETARIO DELLASSEMBLEA E LAVV. ALESSANDRO COLAVOLPE. (MI PARE CHE CI SIANO
TROPPE VOLPI IN QUESTA STORIA).
IL 17.07.2001 SUBENTRA COME AMMINISTRATORE UNICO IL SIG. MONTANARI BRUNO,IL QUALE
HA VARI INCARICHI IN VARIE SOCIETA: CONSIGLIERE DELLA DABIT SPA CESSATA -; DELLA
RE.CO.REVISIONI E CONSULENZE SPA CESSATA -; DELLA COCLEA SPA CESSATA -; DELLA
APRE SPA CESSATA - ; DELLA OTIS SPA CESSATA -; DELLA ARTESIA SPA CESSATA -;DELLA
IMMOBILIARE INEC SRL CESSATA -;DELLA MARIOTT ITALIA SPA CESSATA -; PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA ECOTHERM SPA CESSATA -; DELLA IFINTUR SPA
CESSATA DELLA NUOVA ETG SPA CESSATA -;PROCURATORE DELLA SCALA SPA IN
AMMINISTRAZIONE LIQUIDATA -;SINDACO DELLA NUOVA INNOCENTI SPA CESSATA;DELLA
SASACONF SRL CESSATA -; DELLA I.F.P. SOCIETA DI INTERMEDIAZIONE CESSATA
-;AMMINISTRATORE UNICO DELLA BETASERVICE SRL INATTIVA -.
DOVE MANTIENE TUTTORA INCARICHI IN SOCIETA CHE PROSEGUONO LA LORO ATTIVITA? NELLA
PAVIMENTAL SPA IN CUI E PROCURATORE E NELLA CO.TE.CO. SCARL E NELLA ECOVENETA SPA
DOVE E CONSIGLIERE OLTRE OVVIAMENTE NELLA S.C.C.I. CHE,SPERIAMO NON PASSI
NELLELENCO PRECEDENTE.
FINORA SONO STATE EMESSE TRE TRANCHES DI TITOLI,SULLA PRIMA DI 9.000 MILIARDI, 8.000
SONO STATI TRASFERITI ALLINPS E 1.000 SONO RIMASTI NELLA S.C.C.I. PER FRONTEGGIARE IN

PARTE GLI INTERESSI E/O IL CAPITALE.


LE CIFRE INTROITATE DALLINPS CON IL RICAVATO ANTICIPATO DALLE BANCHE SOTTOSCRITTRICI
DEI TITOLI E SIMILE AI CREDITI RECUPERATI DAI CONCESSIONARI,QUINDI IL MAGONE RIMANE
PIU O MENO INALTERATO.
QUANTO SI SAREBBE POTUTO FARE DI MEGLIO PER I PENSIONATI,SOPRATTUTTO PER QUELLI CHE
NON GODONO DI PENSIONI A 24 CARATI COME IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI,LEX
SCALFARO,IL DR. AMATO ECC. ECC. SE CI FOSSE STATA UNA GESTIONE PIU OCULATA E MENO
CLIENTELARE!!!!!!!
Fornarino

I.C.I. L'AFFITTO SULLA PROPRIA CASA


Scritto da

joe on Friday, 23 August @ 15:56:54 EDT

ciano
Giusto pagare l'affito sulla propria abitazione?
Eccovi una copia di ricorso che un cittadino italiano di nazionalita veneta ha
inviato al proprio comune di residenza: invoca il diritto di rispettare le
leggivigente, quelle del suo governo, quelle del governo del Popolo Veneto.
Giusto pagare l'affito sulla propria abitazione?
Eccovi una copia di ricorso che un cittadino italiano di nazionalita veneta ha inviato al proprio
comune di residenza.
voi cosa fate di solito?
1) pagate?
2) pagate e protestate?
3) non pagate?
4) non pagate e protestate?

una vostra risposta o un vostro commento in merito e graditissimo.

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Spett.le
RACCOMANDATA A/R c
COMUNE DI BORGORICCO
VIALE EUROPA
35010 BORGORICCO PADOVA
Notifica di ricorso ai sensi di
art.2 "Patto diritti civili"Ln.881/1977
(vedi 8 pagine incluse)

Notifica di ricorso
ai sensi delle lettera a e b del punto 3 dell'art.2 del "Patto internazionale sui diritti civili e politici"
reso esecutivo dall'Italia con legge n.881 del 25.10.1977, che testualmente dice: 3. Ciascuno degli
Stati parti del presente Patto s'impegna a:
a) Garantire che qualsiasi persona, i cui diritti o libert riconosciuti dal presente Patto siano stati
violati, disponga di effettivi mezzi di ricorso, anche nel caso in cui la violazione sia stata commessa
da persone agenti nell'esercizio delle loro funzioni ufficiali; b) Garantire che l'autorit competente,
giudiziaria, amministrativa o legislativa, od ogni altra autorit competente ai sensi dell'ordinamento
giuridico dello Stato, decida in merito ai diritti del ricorrente, e sviluppare le possibilit di ricorso in
sede giudiziaria;

Da compilare in doppia copia a cura del cittadino veneto, 1 copia da consegnare al funzionario
italiano, l'altra da far firmare al funzionario italiano e spedire in fotocopia al Tribunale del Popolo
Veneto - virosi 73 - 35030 Rubano - PD
Nel caso il funzionario rifiuti di firmare e prendere copia, deve essere informato che compie reato
penale di abuso dei doveri di ufficio, violazione di diritti politici, violazione di diritti costituzionali ed
umani.
CITTADINO VENETO: COGNOME Franceschi_NOME_Luciano
DOMICILIATO IN (indirizzo): via roma 56
LOCALIT_Borgoricco___PROV:__PADOVA TEL: 049/5798283
DESTINATARIO (VIGILI, TRIBUNALE, COMUNE, PROVINCIA,C. COMMMERCIO ECC.)
________________________________________________________________________________
SE PERSONA: COGNOME Vecchiato NOME Giampaolo
O ente coloniale o ditta autorizzata dello stato italiano nel territorio delle Venezie
Amministrazione coloniale dello Stato Italiano del Comune di Borgoricco
DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO _____( conosciuto in prima persona) dal notificante
(ATTENZIONE: SE LA PERSONA NON PRESENTA UN DOCUMENTO DI IDENTIT,POTREBBE ESSERE
UN TRUFFATORE, CHIAMARE LA POLIZIA 34714-16-187)
INCARICATO PER IL SERVIZIO DI VERIFICA I.C.I DEL COMUNE DI BORGORICCO
Nel procedimento di inizio verifica Mr. di protocollo 6322/2 del 19/08/02.
Per conoscenza al : Tribunale del Popolo Veneto via rossi 73 rubano Padova
Illustre, in merito al procedimenti in oggetto: non posso trasmettere copia dei bollettini, perch mai
emessi, essendo Io un cittadino Italiano di nazionalit Veneta, nel rispetto del decreto finanziario del
04/06/200 di autogoverno del Popolo Veneto :

pag 127
--------------- Abrogasion de Tase, inposte e riscosion ------------a tasasion xe stabiia al 2% (do par sento) par tuti i rediti e e
persone juridiche.
Pa ogni tranxasion de beni e de servisi xe dovesta na inposta de'l
20 %, escluxi i beni necesari:- alimentari (ma no i alcoici)- caxa de abitasion
Soi teritori dea Talia dea ex-Republica Veneta dita "a Serenisima",
tute e altre inposte e tase de altro ente xe scance e ilega,
parch sto teritorio xe de conpetensa de'l Autogoverno dei Veneti ai
sensi dee lexi dea Republica Taliana n.340 del 1971 e n.881 del 1977.
L'inpoxision de ste tase abrogae xe reato.
Ogni axienda otien dal Tribuna del Popoo Veneto el Codice fisca
numerico de axienda.
Pa e ativit economiche dee persone singoe xe conserv el codice
fisca dea Republica Italiana.
El Governo decide che se verxe un conto de banca pa'l pagamento dee
tase. a gestion de e finansa e del conto corente xe carg al
ministro dee finanse, che vien nomin Bulla Paolo.
L' inposta so e tranxasion xe ciam IS , Inposta soi Scanbi opure:
1) ex-IVA (ex "Imposta sul Valore Aggiunto")
2) VAT ( "Value added Tax")
e co sto nome va segnai sti pagamenti.
L' inposta soi scanbi va vers entro l' ultimo d de ogni mexe pa e
spetanse del mexe prima e soo pa l' efetivo de casa: no va pag cueo
che rixulta dae scriture contabii, ma cueo che xe sta incas de fato.
essendo Io un cittadino Italiano di nazionalit Veneta.

In merito alla sua richiesta di visionare copia accatastamento del fabbricato censito al C.E.U. di
questo Comune al foglio B8 mappale 350 subalterno 28 , do la mia autorizzazione a lei e non ad
altre persone di prenderne visione direttamente al C.E.U..
Inoltre per essere pi chiaro: ESPONGO
Premesso che:
1)"L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della
sua storia." (art.2 Legge Cost. 22 maggio 1971, n. 340 ) ;
2)l'art.2 della legge n. 340/1971 il riconoscimento del "popolo veneto" fatto dalla Repubblica
Italiana con legge approvata da un parlamento italiano legittimamente eletto il quale ha riconosciuto
al popolo veneto anche il diritto di "autogoverno" nei territori ove esso presente in Italia ed in
conformit alla sua storia;
3)il diritto di "autogoverno" del "popolo veneto" il diritto legale degli amministrati di eleggere i
propri amministratori direttamente, e quindi nel caso dei veneti, il diritto di eleggere direttamente
Prefetti, Commissari del Governo alla Regione, Presidente di Assemblea, Questori, Direttori regionali
di tutte le funzioni statali, Magistrati, Procuratori, Procuratori Generali, ecc., compreso il Capo del
Governo politico nazionale, ovviamente del governo veneto, cos come di ogni vertice del potere
operante sul territorio nazionale veneto;
4)con legge 25.10.1977, n. 881 la Repubblica Italiana, obbligata dall'art.10 della Costituzione
Italiana, ha ratificato e reso esecutivi come leggi della Repubblica il "Patto internazionale sui diritti
civili e politici" ("International Covenant on Civil and Political Rights") e il "Patto internazionale sui
diritti economici, sociali e culturali" dandone "piena attuazione" nella stessa L.n.881/1977, pur
essendo per altro i patti gi entrati in vigore nel diritto internazionale il 23 marzo 1976 e dunque di
gi da allora efficaci per disposto dello stesso art.10 della Costituzione Italiana;
5)il "diritto di autodeterminazione dei popoli" spiegato dai "patti internazionali" resi esecutivi con la
legge n.881 del 1977 nel passaggio "Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di
questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro
sviluppo economico, sociale e culturale." articolo 1 punto 1 del "Patto internazionale sui diritti civili e
politici" ratificato e reso esecutivo con L.n.881/1977;
6)"Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell'amministrazione di
territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione
del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformit alle disposizioni
dello statuto delle Nazioni Unite." (art.1.3 "patto sui diritti civili ..." L.n.881/1977) e dunque ogni
funzionario operante per conto dello Stato Italiano ha l'obbligo di promuovere l'attuazione di tali
diritti ed in pratica obbligato a promuovere e a riconoscere legittimit e sovranit alle istituzioni di
autogoverno/autodeterminazione del popolo veneto ossia ad ogni ordinanza, decreto o legge o
sentenza emesso da autorit di autogoverno del popolo veneto, anche fosse indirizzata allo Stato
Italiano ed al suo Capo; infatti, poich "Ciascuno degli Stati parti del presente Patto si impegna a
compiere, in armonia con le proprie procedure costituzionali e con le disposizioni del presente Patto,
i passi per l'adozione delle misure legislative o d'altro genere che possano occorrere per rendere

pag 128
effettivi i diritti riconosciuti nel presente Patto, qualora non vi provvedano gi le misure, legislative e
d'altro genere, in vigore. " (Articolo 2 punto 1 del "Patto sui diritti civili" ratificato da L.n.881/1977)
imposto ad ogni funzionario dello Stato ed il suo "Capo dello Stato" per primo di abrogare e non
applicare in ogni caso ogni legge italiana in contrasto con le ordinanze e le leggi di istituzioni
nazionali venete, poich ha l'obbligo di rendere effettivi in ogni modo le leggi autodeterminate dai
veneti, dando un favore effettivo e una promozione pubblica verso la realizzazione di quelle
autonomie di Autogoverno e verso l'autodeterminazione delle nazioni in italia non autogovernate o
non godenti delle loro indipendenze politiche a cui hanno diritto. Poich la legge n.881 del 1977
una legge votata e ratificata dalla repubblica italiana ("pacta sunt servanta") l'obbligo incombente
sul funzionari costituisce un obbligo giuridico internazionale di dover fare dei funzionari dello Stato
italiano e del Suo Capo e di ogni parlamentare della Repubblica, dovendo essi applicare in ogni caso
le le leggi venete in sostituzione delle leggi italiane, altrimenti compiendo atto eversivo della
costituzione italiana e penalmente rilevante;
7)Il popolo veneto (art.2 L.n.340/1971) ha diritto di "disporre liberamente delle proprie ricchezze e
delle proprie risorse naturali" (art.1.2 L.n.881/1977) e i veneti possono decidere "del loro statuto
politico" (art.1.1) e possono perseguire "liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale"
(art.1.1), infatti l'articolo 1 del "Patto internazionale sui diritti civili e politici" per intero dice "1. Tutti
i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono liberamente
del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale. - 2.
Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle
proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica
internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale In nessun caso
un popolo pu essere privato dei propri mezzi di sussistenza. ";
8)il diritto di Autogoverno del Popolo Veneto riconosciuto dal suddetto articolo 2 della L.n.340 del

1971 ed il diritto di autodeterminazione dato dal "Patto sui diritti e civili e politici " recepito dalla
Repubblica Italiana con la L.n.881 del 1977 hanno posto in essere un soggetto di diritto sovrano
dotato di potest che la legge elenca, e questa Persona Giuridica il "popolo vento", e le sue facolt
e i suoi diritti sono, evidentemente, cosa diversa dai singoli componenti esseri umani che ne danno
costituzione, e questo soggetto attivo internazionalmente sovrano e protetto dallo Statuto delle
Nazioni Unite, dove "popolo" e "nazione" sono la stessa nozione nel diritto internazionale e quindi
per l'art.10 Cost., anche in Italia;
9)al popolo veneto data la libert politica di stabilire un proprio statuto e perseguire liberamente il
proprio sviluppo, il che comprende il diritto di unirsi o distaccarsi dall'unione con altre nazioni;
10)il popolo veneto, fatto nella realt di oltre 7 milioni di persone, giuridicamente costituito almeno
da Loris Palmerini, nato a Padova il 29 luglio 1968, e da Franceschi Luciano, nato a Borgoricco (PD) il
26 maggio 1959, entrambi figli di veneti stanziali da almeno 5 generazioni, che si sono dichiarati di
nazionalit veneta e "popolo veneto" a Borgoricco di Padova il 24 luglio 1999 e dunque il popolo
veneto risulta costituito e rappresentato da Palmerini Loris e da Franceschi Luciano che che lo
rappresentano come figli della patria unitamente secondo regole interne di autogoverno rispettose
dei diritti umani;
11)il 27 luglio 1999 il popolo veneto ha istituito a Borgoricco (PD) la "Lista dei Cittadini veneti" che
la lista che elenca, come il secolare "libro d'or", i Cives Veneti, ossia i cittadini di nazionalit veneta
che lo Stato Italiano non ha mai censito cos come non lo fece la monarchia;
12)esistono centinaia di persone registrate nella "Lista dei cittadini veneti" che si sono dichiarate di
nazionalit veneta e parte del popolo veneto acquisendo la cittadinanza veneta, oltre che possederne
per lo pi un'altra, essendo un diritto di coloro che sono di nazionalit veneta indipendentemente dal
cittadinanza gi posseduta, poich la cittadinanza veneta un diritto anche economico e politico che
protrae dagli avi e si estende agli eredi;
13)il 27 luglio 1999 in Borgoricco di Padova, ai sensi dell'art.2 della L.n.340/1971 stato iniziato
"l'autogoverno dea parte del popolo veneto competente, diritto che anche se mai esercitato fino ad
allora nulla toglie alla loro validit legale e costituzionale come dei diritti nazionali dei cittadini
veneti;
14)come stato definito dai costituenti "l'autogoverno del popolo veneto" anche il "Governo del
Popolo Veneto" autodeterminato ai sensi dei patti internazionali recepiti dalla L.n.881 del 1977;
15)il Governo del Popolo Veneto ha sovranit politica, amministrativa e legislativa sul territorio
dell'Italia della ex Veneta Repubblica Serenissima;
16)l'art.10 della Costituzione Italiana obbliga la Repubblica Italiana a conformarsi ai patti
internazionali di cui alla L.n.881/1977 che garantiscono ai veneti la piena indipendenza in tutti i
sensi, con il diritto di indipendenza come Stato autonomo e sovrano e nella forma politica solo da
essi stessi voluta obbligando la Repubblica italiana a prendere ogni misura necessaria alla
realizzazione di tale diritto ai sensi del detto punto 3 articolo 1 del Patto internazionale sui diritti civili
e politici" reso esecutivo con l'art.2 L.n.881/1977";
17)il 04 settembre 2000 stato eletto il parlamento nazionale veneto secondo diritto di autogoverno
e autodeterminazione sopra indicati, le elezioni furono pubbliche e pubblicizzate in tutto il territorio

pag 129
nazionale veneto, furono rese pubbliche nei mass media e nei giornali, dalla televisione RAI
regionale oltre che da quotidiani di ampia tiratura, ogni avente diritto poteva votar, le elezioni si
svolsero senza contestazioni secondo le leggi internazionali nemmeno successivamente e hanno per
tanto valore di legge costituzionale per chiunque sia nel territorio nazionale veneto;
18)eventuali violazioni di diritti elettorali nelle elezioni del 04/09/2000, per altro non denunciate,
sono imputabili alla mancanza di collaborazione, per altro dovuta, da parte delle amministrazioni
uscenti dello Stato, Regioni e Prefetture per prime, in violazione della legge n.881/1977, che hanno,
come da documentazione processuale, ostacolato le elezioni nazionali venete in attentato alla
costituzione;
19)le elezioni amministrative del 7 aprile 2002 vedono l'elezione diretta di oltre 3000 cariche sul
territorio, compresi magistrati, prefetti questori, Commissari del Governo, direttori ecc. (vedi decreto
05/12/2001 del Governo del Popolo Veneto);
20)poich nel Giuramento d'obbligo previsto dall'art.9 dell'ordinamento giudiziario, il magistrato
italiano ha giurato fedelt "alla Repubblica italiana, al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello
Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio", ogni magistrato italiano, in
quanto obbligato a rispettare le leggi dello Stato (Stato e Repubblica non sono la stessa entit
giuridica, vedi infra) non pu essere terzo e quindi non pu giudicare cittadini italiani di nazionalit
non italiana su temi che riguardino tali atti di autodeterminazione;
21)fino a quando non esistevano magistrati direttamente eletti dai veneti come diritto di
autogoverno, fino ad allora si avuta l'assoluta invalidit dei procedimenti giudiziari contro i veneti
riguardo a questioni di autodeterminazione, poich al riguardo il magistrato applicava la legislazione
italiana dello Stato e non quella internazionale cogente per l'art.10 Cost. Infatti giuratamente
preconcetto e limitato all'osservanza delle leggi dello Stato Italiano il giudice italiano non pu essere

terzo nel giudicare persone appartenenti ad altri popoli o nazioni in territori dove questi abbiano una
qualunque forma di autonomia legislativa come per esempio quella data in capo ai popoli dai patti
ratificati e resi esecutivi dalla legge n.881/1977. Il magistrato dello Stato Italiano non pu essere
imparziale ed dunque incompetente a giudicare le persone appartenenti ad altri popoli italiani
come il popolo veneto (art.2. L.n.340/1971) e il popolo Sardo (art.29 RD istituzione regione
Sardegna), ed impossibile la terziet sia perch egli ha giurato fedelt alle leggi italiane dovendo
applicare quelle invece che leggi internazionali che le disapplicano o le abrogano, ma anche perch
ha interesse personale nella causa avendo interessi economici nel procedimento in oggetto e
consequenziali, avendo l'interesse personale che al me non venga lasciata la libert di agire nella
societ civile essendo pagati con i tributi che illegalmente lo Stato Italiano estorce al popolo veneto
in violazione della L.n.881/1977 che fa legge anche i diritti economici e sociali dei popoli;
22)il Tribunale del Popolo Veneto l'Autorit Giudiziaria (A.G.) l"Autorit de Justisia" che stata
istituita direttamente dal popolo veneto in Borgoricco di Padova in data 26 settembre 1999, ossia
autodeterminata dai cittadini italiani di nazionalit veneta con cittadinanza veneta ai sensi dei patti
resi esecutivi dalla legge n.881/1977;
23)fino al momento della costituzione del Tribunale del Popolo Veneto la Repubblica stata
inadempiente e carente di una legge che vedesse il popolo veneto partecipe come dovuto
dall'art.102 della Costituzione che prevede la partecipazione del popolo alla giustizia, pertanto il
Tribunale del Popolo Veneto di rilievo costituzionale ed il suo riconoscimento dovuto anche da
parte degli organismi costituzionali di autogoverno della magistratura come il CSM e le altre corti;
24)
il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Padova nel decreto n.21/2000 reg.ist. l.n.165/1998 del
09/03/2000 ha riconosciuta nella legge la piena legittimit del "Tribunale del Popolo Veneto", mentre
il presidente del Tribunale di Padova ha ricevuto un ricorso in merito presentato da Lando Massimo il
27/02/2002;
25)per l'art.24 Cost la legge penale non pu essere retroattiva stabilendo come reato ci che non lo
era a quel tempo e pertanto le Istituzioni che i Veneti hanno nel frattempo costruito sono e saranno
permanenti e tali azioni non potranno essere punite retroattivamente nemmeno se continuate in
futuro o se dichiarate reato in futuro;
26)il popolo veneto (art.2. L.n.340/1971) e il popolo Sardo (art.29 RD istituzione regione Sardegna)
sono previsti come entit giuridiche esistenti ed autonomamente dotate di potest politiche,
giuridiche economiche e sociali dati dalla L.n.881/1977, e tali entit cio i popoli riconosciuti hanno
diritti sovrani sopra lo Stato compresi quelli di vedere modificata e abrogata ogni norma dello Stato
che risulti in conflitto con il loro autodeterminarsi e autogovernarsi, compresa la Costituzione della
Repubblica;
27)risulta inammissibile ed incostituzionale ogni provvedimento preso da funzionari ed ogni legge di
enti dello Stato italiano (parlamento compreso) se in contrasto a direttive o ordinanze delle autorit
autodeterminate dal popolo veneto, in quanto provvedimenti o leggi viziati nella forma e nella
legittimit e nella costituzionalit, oltre che nella opportunit;
28)nel territorio nazionale veneto anche il Capo dello Stato italiano non ha alcuna legalit o
legittimit, autorit o potere e ha l'obbligo scritto nelle leggi della Repubblica italiana di rispettare le

pag 130
leggi e le ordinanze delle Autorit di autogoverno del popolo veneto, specialmente nel modo stabilito
nei patti di cui alla legge n.881 del 1977;
29)il territorio nazionale dei veneti dove la sovranit appartiene agli stessi anche dove essi sono
rimasti solo una minoranza un territorio molto pi ampio di quell'ente territoriale dello Stato
Italiano chiamato "Regione veneto" la quale pi volte ha modificato e ridotto i suoi confini nel corso
dei recenti anni;
30)il territorio nazionale Veneto attualmente di fatto sotto amministrazione dello Stato Italiano,
composto dalle province originalmente venete lasciate nel 1866 al Regno d'Italia dalla
amministrazione Francese: dello Stato Lombardo-Veneto, quindi, sono venete le province di Belluno,
Bergamo, Brescia, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Verona, Vicenza e le citt di Crema e
Monfalcone, perch tutte della Serenissima alla data del 1797 e gi prima da secoli, quindi
storicamente e nazionalmente venete;
31)poich nel plebiscito del 1866 i veneti hanno dato il loro consenso "al Regno d'Italia sotto il
governo monarchico costituzionale di Re Vittorio Emanuele II e suoi successori" ossia a farsi
governare dalla Monarchia dei Savoia e dai loro discendenti maschi, attualmente assenti, non
essendo lo Stato Italiano un successore di Re Vittorio Emanuele II per tanto lo Stato Italiano privo
di legittima successione giuridica con la Monarchia in tutti i territori del Regno Lombardo-Veneto
preso in amministrazione dal Re Vittorio Emanuele e divenuto 1 degli Stati di S.M. il Re d'Italia, sotto
la riserva giuridica dei trattati che le popolazioni fossero debitamente consultate, con la conseguenza
che nel territorio nazionale veneto lo Stato Italiano non ha alcuna legittima presenza e non pu
esibire documentazione legale che comprovi la sua legittima presenza o amministrazione;
32)le popolazioni del lombardo-veneto hanno una sovranit gi riconosciuta nei trattati di cessione al

Re Vittorio Emanuele II e dunque tale sovranit da rispettarsi per l'unione allo Stato Italiano mai
richiesta n approvata;
33)secondo quanto riportato nel libro di Ettore Beggiato "La grande Truffa" Edizioni universitarie
Venezia, il plebiscito del 1866 nel territorio del Regno Lombardo-Veneto mancante del requisito
della "libera espressione delle popolazioni interessate" richiesta dal trattato di cessione dall'Austria al
Regno d'Italia, oltre che essere stato svolto con la presenza di soldati italiani che votarono al posto
dei veneti che militarono per l'Austria come detto da Serraglia Valerio il 21/02/2002 su Antenna 3
Nord-Est;
34)la Costituzione non pu essere richiamata quale limite invalicabile all'autodeterminazione,
nemmeno quell'art.5 sulla unicit della Repubblica poich ogni limite deve essere eliminato per
rendere effettivo il diritto di autodeterminazione cos come previsto dai patti internazionali resi
esecutivi dalla L.n.881/1977, oltre ad essere lo stesso art.5 Cost a dare ai veneti il diritto di
autonomia che ci viene negato non avendo noi fatto altro che invocare il diritto di autogoverno sotto
vigilanza ONU;
35)la attuale Costituzione Repubblicana del 1947 non mai stata ratificata dai popoli italiani (il
popolo sardo riconosciuto da prima della costituzione come le popolazioni del Lombardo-Veneto);
36)in seguito all'autodeterminazione del popolo veneto che dallo Stato Italiano deve essere
promossa come da L.n.881/1977 e come da Trattato di Helsinki sul territorio nazionale veneto lo
Stato Italiano non ha alcuna potest n ora n mai in quanto l'amministrazione di fatto di territori
non d mai diritto alla usucapione nel diritto internazionale fin dai tempi della "Magna Charta";
37)lo STATUS GIURIDICO ATTUALE DEL TERRITORIO NAZIONALE VENETO risulta essere quello di un
territorio parte del non ancora defunto Regno del Lombardo-Veneto, Stato che doveva essere
amministrato dai successori dei Savoia fino al 1971;
38)il territorio nazionale dei veneti ora giuridicamente sotto amministrazione autonoma e di
autogoverno del popolo veneto l'art.2 L.n.340/1971 esercitato dal "Governo del Popolo Veneto"
istituito dai veneti in base ai "patti internazionali" ratificati dalla Repubblica Italiana con
L.n.881/1977;
39)in quanto "popolo" e "nazione" sono la stessa nozione nel diritto internazionale i veneti possono
decidere di dichiarare un loro Stato o una loro Repubblica secondo lo Statuto dell'ONU ed in base alle
libert riconosciute dalla L.n.881/1977, ed in quanto venete anche le popolazioni del lombardoveneto possono far parte di uno stato veneto, come tutte le discende venetiche del nord-italia;
40)il Governo del Popolo Veneto non ha fatto la scelta di dichiararsi Repubblica indipendente come
invece fecero i Serenissimi del 1997, e non pu essere imputato di reato di attentato all'unit della
Repubblica dato che il territorio nazionale veneto resta ancora territorio della Repubblica Italiana per
volont dell'autogoverno;
41)tutti i sedicenti veneti sono stati convocati per il 04 giugno 2000 in Tribunale del Popolo Veneto
dove c' stata la autodeterminazione della Costituente per uno "Stato Veneto" nella Repubblica
Italiana con intesa di proclamazione di piazza ad opera di migliaia di agenti di polizia veneta e la
Costituente non coincide con le entit di autogoverno n con il Tribunale n con il Governo del Popolo
Veneto;
42)lo Stato Italiano non e non coincide con la Repubblica Italiana, cos come dimostrato dalla
esistenza dei Comuni di Livigno e Campione che sono di nazionalit non italiana e dall'esistenza di

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governi locali autonomi nei limiti della Costituzione che generano legislazioni differenti da quelle
dello stato italiano, come le Province autonome di Trento e Bolzano che agiscono nell'ordinamento
internazionale in maniera autonoma rispetto allo Stato Italiano, recependo prima o diversamente da
esso le leggi della Comunit Europea (vedi sent. Cort.Cost e art 117 Cost. ) ed il precedente
costituzionale rende evidente che lo Stato Italiano e la Repubblica Italiana non sono la stessa entit
giuridica: la Repubblica Italiana una entit giuridica fatta di tante personalit Giuridiche autonome,
ed essa comprende, fra le molte, oltre allo Stato Italiano anche i singoli esseri umani in parit
(Repubblica con il rispetto della legge anche per lo stato (c.d. "Stato di diritto") democratico e
rispettoso dei diritti umani art.(2 Cost.) della sovranit del popolo (art.1 Cost.) delle minoranze
linguistiche (art.6 Cost.) che promuove e favorisce le autonomie (art.5 Cost.) secondo l'ordinamento
internazionale (art.10 Cost.) riconosciuto dagli altri paese della Comunit internazionale e la
sovranit di origine internazionale spetta ad ogni nazione, anche se parte della Repubblica Italiana,
indipendentemente dalla Costituzione; la Repubblica italiana non uno Stato e non coincide con lo
Stato Italiano, cos come non uno Stato l'Unione Europea;
43)il territorio nazionale veneto ha uno status giuridico simile a quello dei comuni di Livigno e
Campione, ossia territorio della Repubblica ma NON territorio dello Stato Italiano, ossia
autogovernato e territorio non soggetto ad IVA italiana ma soggetto ad imposta come Stabilito
dall'Autogoverno del Popolo Veneto;
44)il GOVERNO DEL POPOLO VENETO per legge veneta gestito da un presidente eletto
dall'ASENBLEA DEI MENBRI (Parlamento nazionale veneto);
45)le istituzioni nazionali venete usano il simbolo della Repubblica Italiana nelle carte intestate, cos

come la bandiera con un Leone della Veneta Repubblica e se l'uso del simbolo della Repubblica
Italiano reato (per singoli, partiti e movimenti politici) la Magistratura Italiana ha gi valutato
l'Autogoverno come Istituzione che pu invece usarlo legalmente e riconosce che l'uso
consuetudinario da parte delle Autorit di Autogoverno del simbolo della Repubblica Italiana non
reato di uso illegittimo n penalmente rilevante (Procura della Repubblica di Padova fascicolo NR.
10134/01);
46)numerose e particolareggiate e lunghe indagini della Magistratura Italiana (Brescia, Milano,
Padova, Gorizia, Trieste ecc.) sotto la direzione del dott. Cherchi Bruno della Procura della
Repubblica di Padova nel fascicolo NR. 10134/01 hanno dimostrato la legalit dell'agire delle
istituzioni nazionali venete ;
47)il dott. Cherchi Bruno ha riconosciuto che NON ESISTONO ILLEGALIT da parte dell'agire di
autogoverno e di autodeterminazione dei veneti e delle loro istituzioni, e sono state riconosciuti
legali e non costituenti sovversione dello Stato Italiano gli atti di emissione di ordinanze di
decolonizzazione date ai Prefetti, il rilascio di permessi di soggiorno, l'uso del simbolo della
Repubblica Italiana, l'indizione delle elezioni, atti posti in essere da parte di funzionari delle
istituzioni venete autodeterminate;
48)verificata la legalit del Governo del Popolo Veneto ed i suoi poteri di controllo del territorio come
il rilascio dei permessi di soggiorno, la magistratura italiana ha riconosciuto (Proc.Rep. Padova NR.
10134/01) anche il potere di indire elezioni del Governo del Popolo Veneto che infatti ha gi indetto
nel 2000 le elezioni dell'Assemblea Nazionale veneta, e tale atto e le stesse elezioni sono state
riconosciute come "NON COSTITUENTE REATO";
49)L'assemblea nazionale veneta eletta nel 2000 hanno messo Franceschi Luciano a Capo del
Governo nazionale Veneto (Governo del Popolo Veneto);
50)LEGALI SONO LE ISTITUZIONI DI AUTOGOVERNO CHE SONO SOVRANE NEL TERRITORIO
NAZIONALE VENETO e per tanto illegale fu l'agire dei molti militari italiani che nel 2000 setacciarono
i Comuni mirando ad impedire che essi eseguissero gli ordini della legittima autorit di autogoverno;
51)avendo il "Tribunale del Popolo Veneto" "tutte le competenze e giurisdizione che la legge veneta
gli riconosce." e dovendo il Presidente del Tribunale del Popolo Veneto denunciare e porre sotto
esame le violazioni di diritti umani di cui viene a comunque a conoscenza nella piena indipendenza
dal potere politico e in nome del popolo veneto ed agire in sua difesa;
52)il 05 dicembre 2001 il Governo del Popolo Veneto, per mano di Firmato Franceschi Luciano
(Presidente del Governo) Bulla Paolo (Ministro) Cardin Stefano (Ministro) ha indetto per il giorno
07/04/2002 le elezioni per la prima volta o per il rinnovo delle cariche istituzionali di Commissario di
Governo alla regione, Presidente della Regione, Prefetto, Questore, Presidente della Provincia,
Sindaco, Presidente del Tribunale Civile o Penale ed ogni altro tribunale, Presidente di Sezione di
Tribunale, Procuratore Capo, Procuratore Regionale, Presidente della Corte dei Conti Regionale,
Magistrato alle Acque, Presidente o Direttore dell'Ufficio delle Entrate, Direttore Generale di Ospedale
o di Azienda Ospedaliera, Comandante in Capo di Regione di ogni forza Armata, Capo della Polizia
Nazionale Veneta, Presidente dell'Autogoverno del Popolo Veneto, elezioni che si svolgono in tutto il
territorio nazionale veneto, quindi anche nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Belluno,
Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e le altre nuove province. Sono
per tanto comprese le regioni lombarda e friulana, per quanto di competenza nazionale;

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53)in data 22 Febbraio 2002 stato comunicato alle Prefetture sul territorio veneto che il 7 aprile
2002 vi sar l'elezione del Sindaco Metropolitano dell'area Metropolitana di Venezia, ossia della
macro regione con autonomia fiscale e di governo del territorio prevista dalla legge italiana n.142 del
1990 ed istituita dalle autorit di Governo competente territorialmente per legge, poich nella legge
n.142/1990, Venezia il capoluogo di tutto il nord est Italia, e comprende quindi il Veneto e le
Venezie, il Friuli e la Giulia, il Trentino A.A., ma per combinazione con l'art.2 della L.n.340/1971,
anche Bergamo, Brescia e Crema, in quanto appartenenti al territorio storicamente veneto al 1797,
territorio passato sotto Napoleone, Austria e lasciato alla Monarchia italiana con il plebiscito del 1866
in forma di Regno Lombardo-Veneto di nazionalit veneta. Il Sindaco Metropolitano previsto dalla
legge n.142/1990, sar, appena eletto, il governatore della Macro Regione "Area Metropolitana di
Venezia" prevista dalla Legge secondo l'orientamento popolare dato dal referendum consultivo sul
federalismo del 2001verso le macro regioni. Il Sindaco Metropolitano sostituir nei poteri e nelle
funzioni i Presidenti delle Regioni e le amministrazioni delle regioni interessate, essendo di fatto e di
legge, un Super Governatore con facolt e libert giuridiche e politiche di molto superiori ai
Governatori delle Regioni, che tutt'al pi diventeranno suoi esecutori di dipartimento; il Sindaco sar
sottoposto al Controllo del Commissario del Governo della autorit di Autogoverno del Popolo Veneto
poich il Sindaco Metropolitano, pur essendo un Super Governatore, sar tuttavia costretto dalla
legge ad applicare il trasferimento dei poteri ai Comuni veneti che diventeranno il vero luogo del
potere effettivo e di autonomia fiscale, ma che potranno conferire o istituire delle Province in qualit
di consorzi di comuni facendo delle Province delle vere autonomie fiscali sul modello di Trento e
Bolzano, ma pi autonomi ed autogovernate;
54)nei termini della L.n.142/1990 le Regioni potevano istituire le Aree Metropolitane, autonome nei

tributi, entro 1 anno dall'entrata in vigore della Legge stessa, ed il termine fu ulteriormente spostato
al 17 novembre 1994 senza risultati, anche perch le regioni dovevano in questo senso decretare la
loro stessa fine, suicidandosi politicamente con tutti i loro consiglieri e parlamentari molto ben
pagati. Cos le amministrazioni Regionali che si dovevano auto-abrogare ed il Governo italiano che
doveva rinunciare al controllo del territorio attraverso le regioni, non hanno nemmeno tentato di
istituire le aree metropolitane, e non avendo dichiarato le elezioni entro i 4 anni previsti hanno perso
il diritto di indire le elezioni che ora andato alla autorit locale che ne ha il potere per legge, ossia
l'Autogoverno del Popolo Veneto (ART.2 L.n.340/1971) dotato delle potest politiche che il Popolo
Veneto gli ha dato in base alla L.n.881/1977;
55)L'Autorit "Autogoverno del Popolo Veneto" art.2 L.n.340/1971 stata istituita dalla Assemblea
Costituente Veneta con il potere costituzionale previsto dall'articolo 117 Costituzione in vigore nel
1970, e quella assemblea ha riconosciuto l'esistenza del "Popolo Veneto" ed il suo diritto di
Autogoverno (art.2 L.n.340/1971), legge "regionale" divenuta legge della Repubblica approvata e
votato dal Parlamento Italiano come da art.123;
56)l'Autogoverno del Popolo Veneto (art.2 L.n.340/1971) esercitato dal "Governo del Popolo Veneto"
che ora il titolare delle potest politiche dell'Autogoverno e regionali poich il Popolo Veneto gliele
ha date in base alla L.n.881/1977 (diritto di autodeterminazione dei popoli e diritti politici delle
autorit di autogoverno/autodeterminazione), e secondo le leggi venete il Governo del popolo Veneto
ha decretato la elezione del sindaco metropolitano con il decreto 06/10/2001, regolarmente
pubblicato;
57)Il Governo del Popolo Veneto l'autorit che esercita l' "autogoverno del popolo veneto" di cui
all'art.2 della Legge Cost. n.340/1971 ed politicamente rappresentato ad-interim dal Presidente
Franceschi Luciano, eletto nel 2000 in conformit alla legge n.881/1977, con elezioni pubbliche e
democratiche, mentre il presidente dell'Autogoverno stesso verr eletto il 07 aprile 2002;
58)nella potest politiche ed in azione suppletiva e correttiva delle altre amministrazioni il Governo
del Popolo Veneto ha dato attuazione alle disposizioni costituzionali e della legge n.142/1990, e cos
facendo ha fatto rientrare nella costituzionalit le amministrazioni dello Stato inadempienti che erano
in "carenza di azione" e minavano la legalit e lo Stato di diritto delle Istituzioni repubblicane;
59)in data 22 febbraio 2002 agendo ancora in azione suppletiva e correttiva delle altre
amministrazioni il Presidente del Tribunale del Popolo Veneto ha dato attuazione alle disposizioni
costituzionali e della legge n.142/1990 agendo quale funzionario di fatto, e cos facendo ha fatto
rientrare nella costituzionalit le amministrazioni dello Stato inadempienti che erano in "carenza di
azione" e minavano la legalit e lo Stato di diritto delle Istituzioni repubblicane;
60)dato lo svolgimento delle elezioni, chi impedisse in qualche maniera lo svolgimento di queste
elezioni del 7 aprile 2002 commetterebbe un disconoscimento dell'operato della magistratura italiana
che ha riconosciuto legalit alle istituzioni di Autogoverno, ma anche della magistratura Veneta
quindi agendo in una eversione costituzionale di poteri della Repubblica dentro e fuori del territorio
nazionale veneto poich infatti fatto obbligo alle istituzioni uscenti (sindaci, prefetti, regioni,
province, magistrature ecc.) e ai mass media ( giornali, televisioni, radio ecc.) la massima pubblicit
di queste elezione, ed il massimo di promozione cos come sancito dalla L.n.881/1977 all'art.1.3 e
all'art. 2.2;
61)l'ostacolo e la non osservanza delle disposizioni delle Autorit di Autogoverno e delle elezioni

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risultano essere reato penale grave delle singole persone, i cui danni verranno pagati anche con
grosse multe ed eventuale detenzione delle singole persone che commettono il reato, senza riguardo
al motivo per cui agiscono o secondo quali ordini "superiori" agiscono, trovandosi essi nel dilemma
del soldato nazista che non deve eseguire un ordine razzista e contrario a Costituzione;
62)Il diritto di elezione e l'obbligo di ciascuno di promuoverle sono sanciti dalle leggi n.881/1977,
art.2 L.n.340/1971, L.n.142/1990, oltre che dagli articoli costituzionali n.1,2,6,10,11,101 ed altri;
63)le elezioni del 07 aprile 2002 si svolgono secondo il regolamento di attuazione emesso dal
Presidente del Tribunale del popolo veneto in base al decreto 05/12/2001 del Governo del Popolo
Veneto;
64)le istituzioni auto decise (auto determinate ) dai veneti non possono essere cancellate da
organismi Italiani e la Repubblica Italiana con le sue emanazioni territoriali (regioni, province,
comuni, enti locali, prefetture, tribunali ecc.) che anzi devono promuovere con il massimo delle
risorse disponibili le istituzioni di autogoverno dei veneti come disposto dei patti internazionali
recepiti dalla L.n.881 del 1977;
65)poich ogni norma emanata dal Governo del Popolo Veneto (leggi,decreti,ordinanze e sentenze) e
la giurisprudenza di questo Tribunale del Popolo Veneto (sentenze, ordinanze, decreti del
presidente), sono prodotte da istituzioni di autogoverno veneto auto decise dai veneti ai sensi delle
leggi internazionali recepite dall'Italia e per tanto emananti istituzioni sovrane sui territori italiani
appartenuti alla ex Repubblica Veneta detta la Serenissima (sentenza nr.1 del 25/03/2000 Trib.del
Pop.Veneto);
66)dato che le leggi venete non possono essere derogate o non applicate da alcuna istituzione o

persona italiana nel territorio interessato poich tale deroga sarebbe una violazione dei diritti umani
protetti dall'art.2 Costituzione e di fatto sarebbe la eversione della Costituzione Italiana e
costituirebbe atto di guerra dello Stato Italiano a danni delle sovrane istituzioni di Autogoverno del
Popolo Veneto e per lo Stato Italiano hanno il valore di legge della Repubblica Italiana e derogano
tutte le sue norme;
67)stante la autodeterminazione della Costituente per lo Stato Veneto da Parte dell'Autogoverno
Veneto in data 04 giugno 2000 con imminente proclamazione di piazza ad opera di migliaia di agenti
di polizia veneta;
68)visti i decreti di coordinamento del Governo del Popolo Veneto in data 04 giugno 2000;
69)dato che io proponente il ricorso sono di nazionalit veneta e non italiana, ed in quanto veneto
l'autorit giudiziaria a cui sono sottoposto il "Tribunale del Popolo Veneto" che stata istituita
direttamente dal popolo veneto in Borgoricco di Padova in data 26 settembre 1999, e in quanto
tribunale di giustizia non posso essere distolto dalla giurisdizione del Tribunale del popolo Veneto ai
sensi dell'art.24 della Costituzione italiana;
MOTIVO
1)Sul dovere del funzionario di Promuovere con ogni risorsa le autonomie locali, si parta dal
presupposto costituzionale che lo Stato Italiano e i suoi funzionari devono promuovere le autonomie
per l'art.5 Costituzione Italiana. Per fondamento di "autogoverno del popolo veneto" parla l'art.2
della legge costituzionale n.340/1977;
2)Essendo il funzionario operante per conto dello Stato Italiano, Egli obbligato per lo Stato a
promuovere e riconoscere legittimit alle istituzioni di autogoverno veneto poich "Gli Stati parti del
presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell'amministrazione di territori non
autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione del diritto di
autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto," e per tanto ogni ordinanza decreto o legge
emesso da enti di autogoverno del popolo veneto: risulta perci inammissibile ed incostituzionalit
ogni provvedimento preso da funzionari ed ogni legge di enti dello Stato italiano (parlamento
compreso) se in contrasto a direttive o ordinanze delle autorit auto determinate dal popolo veneto,
in quanto provvedimenti o leggi viziati nella forma e nella legittimit e nella costituzionalit, oltre
che nella opportunit;
3)Esistono governi locali autonomi nei limiti della Costituzione che generano legislazioni differenti da
quelle dello stato italiano. Per esempio le Province autonome di Trento e Bolzano agiscono
nell'ordinamento internazionale in maniera autonoma rispetto allo Stato Italiano, recependo prima o
diversamente da esso le leggi della Comunit Europea (vedi sent.);
4)dato precedente rende evidente che lo Stato Italiano e la Repubblica Italiana non sono la stessa
entit giuridica: la Repubblica Italiana una entit giuridica fatta di tante personalit Giuridiche
autonome, ed essa comprende, fra le molte, oltre che lo Stato Italiano anche i singoli esseri umani
in parit (Repubblica con il rispetto della legge anche per lo stato (c.d. "Stato di diritto") democratico
e rispettoso dei diritti umani art.(2 Cost.) della sovranit del popolo (art.1 Cost.) delle minoranze
linguistiche (art.6 Cost.) che promuove e favorisce le autonomie (art.5 Cost.) secondo l'ordinamento
internazionale (art.10 Cost.) riconosciuto dagli altri paese della Comunit internazionale;
5)nel quadro dell'Italia i popoli sono previsti come entit giuridiche esistenti (popolo veneto e sardo vedi riferimenti legislativi sopra ) ed autonomamente dotate di potest politiche, giuridiche

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economiche e sociali dati dalla L.n.881/1977, e tali entit cio i popoli riconosciuti hanno diritti
sovrani sopra lo Stato compresi quelli di vedere modificata e abrogata ogni norma dello Stato che
risulti in conflitto con il loro autodeterminarsi e autogovernarsi, costituzione compresa;
6)per l'art.5 Cost., la L.n.881/1977, e gli artt.10 e 2 Cost., il funzionario italiano ha il dovere di
promuovere le autonomie governative di cui all'art.2 L.n.340/1971, L.n.142/1990 e L.n.881/1977.
7)Il funzionario dello Stato italiano non ha alcuna legalit o legittimit, autorit o potere nel
territorio nazionale veneto e ha l'obbligo scritto nelle leggi della repubblica italiana di rispettare le
leggi o ordinanze delle Autorit di autogoverno del popolo veneto;
8)Ben lontano dunque dall'essere un magistrato della Repubblica Italiana, cio, di un ordinamento
unitario, il magistrato dello Stato italiano applica oggi le leggi dello Stato Italiano, dunque non
terzo in ogni procedimento che riguardi lo Stato come ente giuridico danneggiato. Decadono quindi e
non sono applicabili tutte le imputazioni del titolo primo del libro II del C.P..Il magistrato italiano ha
infatti giurato fedelt allo Stato italiano (art.9 R.D.40/01/1941 n.12) non essendo dunque possibile
una sua indipendenza di giudizio non solo contro le persone giuridiche extra statuali (i popoli) ma
anche contro i singoli individui che esercitino diritti umani protetti, trovandosi il magistrato in tali
casi in contrasto all'art.2 Cost. Quando debba applicare una legge internazionale recepita dalla
repubblica che contrasta con leggi dello Stato;
9)E' dunque incostituzionale ed inapplicabile il giuramento di fedelt del magistrato, sancito e nato
nella tragedia del Fascismo, cos come molte degli articoli di codice penale ( per es.art.241,271);
10)La legge italiana riconosce dei diritti politici e giuridici ai popoli veneto e sardo che nel contempo
sanziona come comportamenti penali quando essi vengono attuati la qual cosa incostituzionale;

11)Il magistrato deve per anche applicare le leggi della Repubblica, come la L.n.881 del 1977, la
quale prevede degli obblighi per lo Stato ed i suoi agenti, come quello di riformare ogni legge o
procedimento in modo tale da rendere effettivo il diritto di autodeterminazione;
12)al magistrato non resta che dichiarare la non procedibilit e la sua non terziet, la
incostituzionalit dell'art.241 nella fattispecie per contrasto all'art.2 e 10 Cost. articolo penale che
prevede perfino ancora le colonie vietate, appunto, dalle leggi internazionali;
13)anche volendo, nel giudizio di ogni atto che non mini alla unit della repubblica ma
semplicemente a esercitare il proprio autogoverno e le proprie autonomie previste dalle leggi (vedi
per esempio l'area metropolitana di Venezia in base a L.n.142/1990 che stata istituita
dall'autogoverno del popolo veneto art.2 L.n.340/1971) quando questo agire semplicemente implichi
una semplice trasferimento delle funzioni dallo stato alle autonomie come previsto dall'art.5 della
Costituzione, trasferimento gi previsto da leggi, tale agire non punibile rientrando nel semplice
esercizio di un diritto politico;
14)sulle elezioni dell'"Assemblea dei Membri" ossia del Parlamento nazionale Veneto eletto il 4
settembre 2000, numerose e particolareggiate e lunghe sono state le indagini della Magistratura
Italiana (Padova, Brescia, Gorizia ecc), tutte poi confluite sotto la direzione del dott. Cherchi Bruno
della Procura della Repubblica di Padova che ha radunato nel fascicolo NR.10134/01 oltre a questi
fatti anche le ordinanze di decolonizzazione del Tribunale del Popolo Veneto mandate a i Prefetti, e il
rilascio di permessi di soggiorno da parte delle istituzioni venete, tutto in un unico procedimento che
valutava la possibile sovversione dello Stato Italiano da parte di noi veneti: la corposa inchiesta fu
coadiuvata da numerose indagini di molte procure e dall'intervento armato di molti militari che
setacciarono i Comuni mirando ad impedire che le ordinanze arrivassero ai sindaci, e impedendo che
essi eseguissero gli ordini della legittima autorit di autogoverno. Del fascicolo il dott. Cherchi ha
fatto RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE, attestando quindi che nessuna illegalit era imputabile al
legittimo operato delle istituzioni di autogoverno, allo stesso tempo quindi affermando
implicitamente che illegale e sovversivo fu l'operato dell'amministrazione italiana che imped il
normale processo democratico di elezione. Il dott. Cherchi Bruno ha quindi riconosciuto che NON
ESISTONO ILLEGALITA' da parte dell'agire di autogoverno e autodeterminazione dei veneti, che
LEGALI FURONO LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO NAZIONALE VENETO, LEGALI SONO I PERMESSI DI
SOGGIORNO, LEGALI SONO LE ISTITUZIONI DI AUTOGOVERNO CHE SONO QUINDI SOVRAN NEL
TERRITORIO NAZIONALE VENETO. Eppure mi consta dire che l'operato e le conclusioni del dott.
Bruno Cherchi, sono da considerarsi solo un parere di un magistrato dello Stato Italiano riguardo una
questione che non gli compete n territorialmente n giuridicamente, poich quello delle Venezie
(territorio nazionale veneto) non territorio dello Stato italiano, e i magistrati italiani, avendo
giurato di applicare le leggi dello Stato Italiano anzich quelle delle Repubblica Italiana, i magistrati
italiani non possono essere imparziali in qualunque questione concernente i veneti nel loro territorio
nazionale, e sono quindi incompetenti giuridicamente. Lo Stato Italiano non e non coincide con la
Repubblica Italiana, cos come dimostrato dalla esistenza dei Comuni di Livigno e Campione che
sono di nazionalit non italiana.
15)Poich il popolo veneto (art.2 L.n.340/1971) ha diritto di "disporre liberamente delle proprie
ricchezze e delle proprie risorse naturali" (art.1.2 L.n.881/1977) e i veneti possono decidere "del
loro statuto politico" (art.1.1) e possono perseguire "liberamente il loro sviluppo economico, sociale
e culturale" (art.1.1), questo non esclude che allo Stato Italiano di cui Lei il Capo viene fatto

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obbligo di "promuovere l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale
diritto, in conformit alle disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite." (art.1.3), dove promuovere,
al di l della condivisione morale ed interiore che ogni funzionario dello Stato dovrebbe avere e
mostrare in conformit alla Costituzione, promuovere deve essere nelle azioni pubbliche un favore
effettivo dato e una promozione pubblica verso la realizzazione di quelle autonomie di Autogoverno.
Infatti, al di l di questa enunciazione di principio, lo stesso patto ci spiega cosa significa
promuovere all'Articolo 2 che al punto 1 dice :
"Ciascuno degli Stati parti del presente Patto si impegna a compiere, in armonia con le proprie
procedure costituzionali e con le disposizioni del presente Patto, i passi per l'adozione delle misure
legislative o d'altro genere che possano occorrere per rendere effettivi i diritti riconosciuti nel
presente Patto, qualora non vi provvedano gi le misure, legislative e d'altro genere, in vigore. "
e sottolineo " ... l'adozione delle misure legislative o d'altro genere che possano occorrere per
rendere effettivi i diritti ....".
16)A fronte di questo preciso disposto legislativo che crea un obbligo giuridico, di fronte a questo
imperante obbligo di dover fare dei funzionari dello Stato italiano, noi dell'Autogoverno del popolo
veneto, noi cittadini veneti riuniti in istituzioni auto-determinate, i cittadini veneti hanno ricevuto
invece ostacolo ed impedimento nell'esercizio dei nostri diritti umani, anche da parte dei Prefetti
della citt di Padova, e nell'agosto del 2000 anche da parte dei Carabinieri di tutto il territorio
nazionale veneto, lo stesso Presidente del Tribunale del Popolo Veneto, Loris Palmerini nell'agosto
2001 stato personalmente insultato e percosso da forze di polizia locali di Padova che per ignavia

dell'iniziato Autogoverno del popolo veneto per causa dell'omert e dell'impedimento dei Prefetti
hanno agito a suo danno secondo disposizioni illegittime a causa della mancata promozione da parte
dello Stato Italiano. Siamo dunque di fronte ai primi elementari atti di soppressione etnica?
QUESTO CONSIDERATO
Non posso riconoscere alla persona cui propongo questo ricorso il titolo e le legittimit di funzionario
o agente legale in quanto agisce in violazione del combinato delle leggi art. 2 L.n.340/1971 e L.n.
881/1977 e quindi agisce in violazione della legge Veneta e/o in quanto non stato eletto come da
diritto di Autogoverno del Popolo Veneto (art.2 L.n.340/1971) e secondo quanto auto determinato
dallo stesso popolo per mezzo delle sue proprie istituzioni auto determinate come da legge
n.881/1977.
Se si tratta di un Giudice non eletto, od un Prefetto non eletto, od un Questore, o il Commissario di
Governo od uno delle cariche di funzionario o dirigente dello Stato Italiano la legge della Repubblica
Italiana art.2 L.n.340/1971 prevede che la sua nomina deve essere elettiva come da tradizione del
popolo veneto, perci la persona non eletta deve sospendere il procedimento ed astenersi da esso e
chiedo che sia un funzionario eletto secondo la normativa di Autogoverno del Popolo Veneto a
valutare se e come la questione pu essere valutata essendo la legge veneta diversa da quella
italiana; perci
EFFETTUO
1)richiesta che il funzionario dichiari la sua "non competenza territoriale e giuridica" in quanto siamo
nel TERRITORIO NAZIONALE VENETO dove le attivit dell'Autogoverno del Popolo Veneto sono state
riconosciute legali e non costituenti reato dal Dott. Bruno Cherchi nel procedimento penale nr. 10134/01 della Procura della Repubblica di Padova; di conseguenza l'insistere in questo procedimento
irregolare a mio carico costituisce violazione dei miei diritti umani fondamentali protetti dalla legge
internazionale resa esecutiva con L.n.881/1977 e quindi anche una violazione degli art. 1, 2, 5, 6,
10, 11, 24 della Costituzione Italiana oltre che reato di sovversione della Costituzione per l'art. 283
C.P. italiano , usurpazione di potere politico per la legge penale Veneta e per l'art 287 C.P. Italiano,
reati che obbligano all'arresto immediato del funzionario in flagranza di reato da parte di ogni agente
di polizia presente ai sensi della lettera i comma 2 dell'art. 380 C.P.. Italiano e per la legge veneta;
in assenza di un agente di polizia veneta che proceda all'arresto sono legittimato alla difesa contro
un atto a eversivo diretto anche a suscitare la guerra civile fra nazioni ai sensi dell' 286 C.P. E per
tanto mi legittima alla supplenza della polizia veneta.
2)Comunico alla persona che se continua nel procedimento La persona informata ed edotta che fa
attentato alle leggi venete e quindi alle Istituzioni nazionali Venete, ossia attentato alla assemblea
legislativa Nazionale Veneta le cui elezioni sono state riconosciute legali anche dal Dott. Bruno
Cherchi della Procura della Repubblica di Padova nel procedimento penale nr. 10-134/01, la qual
cosa un reato internazionale e razzista contrario allo Statuto delle Nazioni Unite alle cui disposizioni
l'Italia deve conformarsi per l'art.10 della Costituzione;
3)diffido dal proseguire in questa attivit illegale e dannosa che costituisce reato se svolto al di fuori
della Legge Veneta nel territorio Nazionale Veneto, poich continuare nel procedimento in oggetto
una violazione della legge vigente che mi costringer a difendermi di fatto anche con la forza per
difendermi dall'attentato alla costituzione italiana (reato art.283.C.P.) oltre che a darmi diritto a
tutelarmi per il risarcimento dei danni economici e di rilievo penale davanti alla competente autorit
giudiziaria Tribunale del Popolo Veneto che decider senza prescrizione di termini;
4)chiedo venga riconosciuto che ho il diritto di ricorrere alle istituzioni di Autogoverno Veneto in via

pag 136
esclusiva e la negazione di questo mio diritto non negoziabile attentato ai miei diritti politici e
sociali e culturali previsti L.n.881del 1977. Il tutto non per vilipendio alla nazione italiana, ma per
affermare che io non ne faccio parte in quanto di nazionalit veneta nel territorio veneto che se pur
della repubblica italiana non sono sotto l'amministrazione dello Stato Italiano come non lo sono i
Comuni di Livigno e Campione;
5)Chiedo al funzionario italiano di dichiarare la sua incompetenza territoriale, di dichiarare nulla la
sua azione ed il procedimento in oggetto, e di interessare immediatamente il presidente della
Repubblica Italiana, la Corte Costituzionale italiana ed il Governo Italiano dandone notizia al
Tribunale del Popolo Veneto ed ad esso trasferendo il procedimento;
6)chiedo al funzionario italiano di adempiere al suo dovere di agire per la difesa del mio diritto di
autodeterminazione e dei veneti secondo le direttive di tali autorit, anche eseguendo l'arresto in
flagranza di reato di chiunque neghi anche solo temporaneamente il mio diritto umano e quello del
popolo veneto perseguendolo se necessario ai sensi dell'art.1 della "Lista dei Crimini veneti" o in
subordine ai sensi degli articoli 266,270-bis e 283 del Codice Penale Italiano e di perseguire nella
legislazione italiana per il reato articolo 283 C.P in quanto realizza una forma di governo non
rispettosa dei diritti umani violando l'articolo 2 Cost e la sovranit del popolo veneto protetta
dall'articolo 1 Cost. procedendo all'immediato arresto senza riguardo alle immunit che in tal caso
decadono come previsto dall'art.265 del C.P.;
7)diffido i funzionari interessati da questo documento a perseguire oltre nell'azione amministrativa in

genere o anche penale e tributaria in quanto la continuazione del procedimento costituisce reato di
usurpazione e di disobbedienza alle leggi secondo le leggi venete esecutive nel territorio nazionale
veneto, oltre che violazione dei diritti umani protetti dalla L.n.881/1977;
8)denuncio che funzionari dello Stato Italiano commettono reato art.283 C.P. Negando e non
promuovendo il processo di autodeterminazione del popolo veneto, fatto che costituisce violazione
dei diritti umani (per il patto di Helsinki) protetti dalle leggi della repubblica italiana (L.n.881/1977 e
Ln.848/1956), reato che si compie in territorio nazionale veneto (fatti dei quali deve interessare il
Tribunale del Popolo Veneto) ma anche in territorio dello Stato italiano (vedi corrispondenza con
deputati, senatori e Governo Italiano) fatti dei quali deve interessare le magistrature e i servizi
italiani preposti;
9)ricuso eventuali magistrati non eletti in quanto hanno interesse personale nella causa avendo
interessi economici nel procedimento in oggetto e consequenziali, oggetto attuale di altra inchiesta,
ed loro interesse personale che a me non venga lasciata la libert di agire nella societ civile
essendo pagati con i tributi che illegalmente lo Stato Italiano mi estorce;
10)nel caso i magistrati continuassero illegalmente l'azione ugualmente, chiedo la convocazione dei
seguenti testimoni a discarico:
-Franceschi Luciano v. Roma 56, Borgoricco PD - Palmerini Loris v. rossi 73 Rubano Pd
i quanto coautori della prima autodeterminazione quale popolo veneto;
- Scalfaro Oscar Luigi ex presidente della Repubblica italiana
- Ciampi Azzelio, presunto presidente della Repubblica italiana, per i mancati atti dovuti di
riconoscimento dell'autodeterminazione del popolo veneto;- Lamberto Dini , Prodi Romano, Dalema
Massimo, Amato Giuliano, Berlusconi Silvio tutti ex presidenti del Consiglio dei Ministri o del Governo
Italiano e Prodi Romano quale presidente della Commissione Europea, per gli atti di eversione
compiuti nell'anno 1996 quale presidente del consiglio in merito al ricorso proposto da "italia
concreta " per l'annullamento delle sue stesse elezioni in quanto prova la morte giuridica dell'Italia
quale Stato ; - Galan Giancarlo - sedicente Presidente della Regione Veneto in merito agli atti a lui
trasmessi di obbligo di trasferimento delle potest all'autogoverno del popolo veneto , che egli non
ha adempiuto;
- Bossi Umberto, con il quale Palmerini Loris ha parlato personalmente nel novembre 2000 a Padova
comunicandogli l'esistenza dell'autogoverno del popolo veneto;- tutti i senatori a vita per le denunce
via telegramma loro fatte da Palmerini nel corso degli anni 1996/1997;
- il capo di gabinetto del Prefetto di Padova dott. Fallica in quanto notificato personalmente della
autodeterminazione del popolo veneto da Franceschi e Palmerini;
11)innalzo questione di legittimit costituzionale riguardo a tutti gli articoli contestati in quanto non
applicabili sul territorio nazionale veneto ai sensi di art.1,2,6,10 Cost. Art.2L.cost.n.340/1971 e
L.n.881/1977 e chiedo che la questione venga posta alla Corte Costituzionale ed a tal fine:
1) chiedo l'assegnazione di un difensore a spese dello Stato in quanto non posso essere privato dallo
Stato Italiano di un reddito prodotto in legislazione veneta ;
2) di essere immediatamente sentito in presenza del difensore;
3) che tutti i procedimenti e la documentazione vengano svolti in lingua veneta ai sensi dell'art.6
della Cost. E della "carta europea sulle minoranze linguistiche" e che ogni interrogatorio sia fatto in
lingua veneta;
4) che venga svolta indagine da terzi non italiani in merito al processo di autodeterminazione del
popolo veneto per negare o confermare la sovranit sul territorio delle istituzioni auto determinate
dai veneti, a partire dai riferimenti nel mio libro "il governo dei veneti" che memoria integrativa a

pag 137
difesa e prova del fatto che, ai sensi dell'art.2 L.n.340/1971 e della L.n.881/1977 lei non ha
giurisdizione su questo territorio, in quanto territorio sottoposto alle potest politiche e giuridiche del
popolo veneto, ed alle sole sue leggi;
5) Chiedo la connessione e l'inclusione con i procedimenti: decreto n.21/2000 reg.ist. l.n.165/1998
del 09/03/2000 Magistrato di Sorveglianza c/o il Tribunale di Padova;
6) l'ispezione dei siti internet e l'inclusione nel procedimento della documentazione presente nei siti
internet a) http://www.repubblica.org/governo/veneto b) http://italia.8m.com
c) http://www.geocities.com/uunion d) dei collegati fino al 5 livello di link dei siti precedenti e) dei
siti elencati nel libro allegato.
7) l'inclusione nel procedimento del materiale delle inchieste sui brogli elettorali da denunciati da
Loris Palmerini a Padova e Venezia negli anni 1996/1997/1998/1999 ed illegalmente archiviate ;
12)presento quali prove a discolpa della legittimit del mio agire e dell'autogoverno del popolo
veneto, nel dicembre 2000 stata presentata all'assemblea regionale della Sardegna una proposta
per fare lo Stato Sardo, attraverso l'assemblea costituente sarda, del popolo sardo, testo esposto
all'indirizzo internet http://utenti.tripod.it/alleanzalibera/costpsdaz.htm , la qual cosa dimostra
anche la legalit del procedimento di autodeterminazione del popolo veneto nelle forme relative di
autogoverno; infatti lo Stato Sardo, come quello veneto, si pu fare da 24 anni, cio dalla legge
n.881/1977, chiedo la inclusione degli atti relativi;

13)presento quali prove a discolpa della legittimit del mio agire e dell'autogoverno del popolo
veneto, a seguito delle presunte elezioni regionali, nel corso dell'anno 2000 il presidente della
regione Lombardia Formigoni dichiara di voler giurare fedelt al "popolo lombardo", che non
riconosciuto dalla legge. Pertanto o l'atto eversivo e deve essere perseguito da questa
magistratura, oppure legale e supporti di legalit sono a sostegno anche dell'autodeterminazione
del popolo veneto e chiedo la inclusione degli atti relativi;
14)affermo che l'art 241 C.P., prevedendo le "colonie" vietate dal diritto internazionale
incostituzionale e chiedo la valutazione di questo fatto in disconoscimento di tutte le sentenze in
mater della Corte Costituzionale precedenti la legge n.881/1977;
15)documento che come da articolo a pagina 9 del mattino di Padova del 12/07/2001 dal titolo
"Serenissimi Scagionati", l'articolo 271 ed altri incostituzionale, chiedo la verifica della sentenza e
l'annullamento del procedimento ai Serenissimi
Eleggo Domicilio per le notifiche presso Tribunale del Popolo Veneto via Rossi 73 - Rubano Padova
Tel 049 8979892 Fax 02 700 445 479 email: veneto@libero.it www.repubblica.org/tribunale/veneto
Letto e sottoscritto in fede
FIRMA DEL CITTADINO VENETO_____________________________________
Cordialmente , Distinti Saluti
Letto e sottoscritto in fede per ricevuta
FIRMA DEL FUNZIONARIO ITALIANO CHE RICEVE IL RICORSO __________________________

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Recensioni: Ricorso contro le elezioni


Scritto da

admin on Monday, 26 August @ 01:44:12 EDT

Continua la nostra indagine sui misteri d'Italia e gli scandali non risolti. Riportiamo
da internet un documento che ci appare come una voce solitaria, ma cosa dice? "Le
notifico di aver fatto ricorso per annullare le elezioni politiche del 1996 e del 1994. Il
ricorso da me inviato al Capo dello Stato il 23 Settembre 1996 .... "
Pubblicato da drarkm
abc@supplente.it
Wed, 11 Nov 1998 07:25:46 GMT

Salve, sono Loris Palmerini,


i mie dati sono al fondo della lettera.
La presente e' una NOTIFICA GIUDIZIARIA che ha lo stesso valore legale di una
inviata a mezzo posta: ai sensi della L.1199/74, Le notifico di aver fatto ricorso per
annullare le elezioni politiche del 1996 e del 1994. Il ricorso da me inviato al Capo
dello Stato il 23 Settembre 1996 (2 anni fa), ha lo scopo di annullare quelle che NON
sono state elezioni legali ma una truffa organizzata con l'inganno e con l'uso illegale
dei mass
media. Le elezioni fasulle del 1994 e del 1996 sono in contrasto alla Costituzione
Italiana ed anche al "Primo Protocollo" aggiunto alla Legge sui Diritti Umani n.848
del 1955. La legge sui diritti umani e' una legge internazionale sottoscritta da circa
40 Stati sopratutto in Europa.

E' dal marzo 1996 che cerco attivamente di far sapere agli italiani che siamo entrati
in una dittatura, e forse Lei ha gia' ricevuto un'altra mia lettera l'anno scorso o nel
1996 quando ero segretario dell'associazione Italia Concreta, ma dal settembre 1997
non faccio parte di nessun gruppo politico, e con questa lettera io Le scrivo come
singolo cittadino italiano, persona umana, che ha fatto ricorso. La storia mia e di
Italia
Concreta e' la storia di un movimento democratico per gli utenti che e' stato
censurato e bloccato perche' non di destra e non di sinistra, ed io sono stato
illegalmente privato del diritto di candidarmi, e di molti altri diritti come quello ad
un processo che accertasse questi fatti.
In seguito ai brogli elettorali, nel 1996 ho presentato ben 2 ricorsi al Presidente
della Repubblica, uno per Italia Concreta ed uno per me stesso, ma era meglio se lo
facevo solo come persona singola perche' sarebbe stato subito chiaro che la
violazione e' contro la Costituzione ed i cittadini, senza ombre
politiche o di partito. Sarebbe stato evidente subito che la mia non e' una lotta di
partito ma per la democrazia che e' stata sovvertita violando la Costituzione
vigente. Ora, infatti gia' da 13 mesi non faccio parte di Italia Concreta, eppure Le
scrivo ed Italia Concreta e' praticamente morta.
Il mio ricorso come singola persona e' stato depistato, e nella rete internet ci sono le
copie di alcuni documenti anche del ricorso di Italia Concreta che dimostrano questa
generale sovversione dello Stato Italiano. Quei documenti La riguardano comunque
e LEI HA DIRITTO DI VEDERLI per opporsi o unirsi al mio ricorso e/o a quello di Italia
Concreta che sono 2 ricorsi distinti.
Ovviamente io non riusciro' a scrivere a tutti gli italiani scavalcando una dittatura
intera che li tiene in un silenzio mafioso: Lei, per esempio, avrebbe dovuto sapere
dai mass media di questi brogli elettorali gia' 2 anni fa. Invece Lei e' stato privato
del diritto di difesa (art.24) e di informazione (art.21) garantiti dalla Costituzione e
dalle leggi sui diritti umani. La stessa legge sui diritti umani e' protetta dall'art. 2
della Costituzione. E' un crimine il sovvertire la Costituzione
ed il negare i diritti che essa garantisce, e' previsto dall'art.283 del Codice Penale.
Pag 139
Scalfaro Oscar Luigi sa dei brogli elettorali almeno fin dal marzo 1997 (quasi 20
mesi) come e' dimostrato da un documento da me ricevuto questo settembre 1998.
Negando a me "una effettiva possibilita' di ricorso" ed a Lei i diritti di difesa e di
informazione, Scalfaro Oscar Luigi ha attentato alla Costituzione violando gli articoli
2, 21,24 della Costituzione e di conseguenza l'art.1 che prevede la forma
democratica della
Repubblica Italiana perche' si tratta delle elezioni che sono truccate. Scalfaro aveva
giurato fedelta' alla Costituzione ed invece ha messo in piedi una dittatura. Scalfaro
e' un delinquente abituale e professionista, un dittatore che ha dado consenso
anche al tentativo bicamerato di modificare la Costituzione con un parlamento
illegale.
Per queste violazione della Costituzione, sto preparando la denuncia a Scalfaro
Oscar Luigi per attentato alla Costituzione, sulla quale dovra' decidere la Corte
Costituzionale senza i giudici messi li' da Scalfaro. I documenti sull'attentato non
possono essere diffusi per legge fino alla fine del processo che dovrebbe seguire, ed
i documenti del mio ricorso saranno la prova dei crimini di Scalfaro; Lei pero' ha il
diritto di
vederLi per opporsi nel ricorso. In televisione e nei giornali, invece, non Le diranno
nulla proprio perche' non possono parlarne (sarebbe un reato) ma non lo farebbero
lo stesso perche' sono controllati da questa mafia politica che finge di essere parte
integrante e rappresentante dello Stato Italiano.
Lo ripeto, Lei ha il diritto lo stesso di vedere i documenti, perche' la Costituzione e la
legge sui diritti umani Le garantiscono il diritto di difesa: quei documenti Le servono
per la sua difesa nel ricorso. Circa 6 mesi dopo la denuncia, i documenti diverranno
comunque pubblici, perche' la legge impone che su di essi non si possa mettere il
segreto di Stato.
La procedura di "messa in stato di accusa" del Presidente e' quella che in inglese si
chiama "impeachment", ma in italiano impeachment viene tradotto con
"impedimento" che e' una altra cosa nel diritto italiano: l'Impedimento del
Presidente italiano si ha quando egli e' malato o va all'estero, e viene sostituito.
Gia' l'anno scorso ho fatto diverse denunce in cui segnalavo gravi irregolarita'
nell'operare di Scalfaro: era evidente per me che egli fosse all'oscuro dei brogli
elettorali, e dicevo alle autorita' che Scalfaro forse era prigioniero, come i dittatori

russi di una volta. Non credevo nel coinvolgimento diretto e volontario di Scalfaro,
mi pareva impossibile, in buona fede. Perche' le autorita' non fecero nulla?
In coincidenza della proclamazione della Padania nel settembre 1997, poi, Scalfaro
se ne era andato all'estero. Con le elezioni nulle e quindi con il Parlamento illegale
compresi suoi presidenti, chi era il Presidente della Repubblica rappresentante
dell'unita' dello Stato? Secondo la Costituzione lo e' il Presidente del Senato ma
oltre a non esserci un Presidente valido perche' le elezioni sono incostituzionali,
Mancino fra l'altro e' a conoscenza dei brogli e certo non e' li' per difendere la
Costituzione.
Cosi', sempre credendo che Scalfaro non sapesse e fosse "prigioniero", lo dichiarai
impedito e quindi decaduto, impeachment appunto, perche' egli se ne era andato
all'estero lasciando lo Stato senza un presidente supplente valido secondo
Costituzione. Lo dichiarai decaduto per motivi di difesa della
Costituzione: se non lo avessi fatto la proclamazione della Padania sarebbe stata
valida come atto di autodeterminazione in uno Stato che non aveva piu' nessun
Parlamento e Presidente legalmente validi, giuridicamente come morto ed i militari
(io lo sono stato) dovrebbero ringraziarmi. Per questo atto sono
stato denunciato in quanto ho offeso il Quirinale come Istituzione e rischio 5 anni di
carcere, ma fino a questa novembre 1998 io non ho mai offeso o attribuito reati a
Scalfaro. Per dimostrare la mia innocenza, ho chiesto piu' volte di essere processato
subito e ho chiesto di far interrogare
pag 140
Scalfaro, Mancino, Violante, Berlusconi, D'Alema, Prodi, Bossi ecc. ma sono stato
privato del diritto di difesa come fecero i fascisti con gli ebrei. Sono mesi che
aspetto il processo, e pur in totale indigenza mi e' stato negato l'avvocato dei
poveri.
La legge mi da il diritto di una sentenza, comunque essa sia, ed io la voglio.
Io credo che il vero insulto alla Repubblica Italiana ed al Quirinale sia avere un
dittatore come Scalfaro che sovverte lo Stato legittimando una Mafia, un mafioso al
posto di un presidente democratico. Mafioso e' chi sovverte lo stato nella omerta', e
Scalfaro lo fa. I dipendenti delle Stato non sentono un po' di vergogna?
Resta il fatto che se non si riconosce la necessita' di quel mio atto resta da spiegare
chi era il Presidente Supplente quel giorno della Proclamazione della Padania, si
deve spiegare chi era il Presidente eletto validamente e non uno eletto in un colpo
di Stato contro la costituzione repubblicana. Non mi si
venga a dire che la mafia Scalfarica e' lo Stato perche' questo e' inammissibile per
qualunque persona con un minimo di buon senso, ed io ho anche la dignita' e
l'onesta'.
Riguardo alla denuncia per "attentato alla Costituzione" che sto preparando contro
Scalfaro, la procedura prevede che nel procedimento partecipino anche il Presidente
della Camera e parlamentari vari, e il Presidente del Senato potrebbe in teoria
sostituire il Presidente come supplente. Come Le ho detto il
problema e' che nel 1996/97 ho scritto anche a Mancino Nicola, Violante Luciano,
Prodi Romano, a tutti i partiti in rete internet, a TUTTI i Senatori a Vita ed a molta
altra gente chiedendo loro di parlare dei brogli elettorali (come loro dovere per
l'art.52 della Costituzione). E' provato che ciascuno di essi ha ricevuto il mio
messaggio, a meno che non si voglia dire che vi e' la Mafia dentro il Parlamento che
gestisce tutto. Comunque sia bisognerebbe che i Carabinieri o qualche altra forza
armata andasse in Parlamento a verificare la cosa, perche' sarebbe gravissimo se
essi non hanno ricevuto la posta (e bisognerebbe arrestare i responsabili) ma
sarebbe ancora piu' grave se essi la hanno ricevuta. Se ci sono dei sovversivi in
Parlamento che non rispettano la Costituzione che hanno giurato, bisogna dire o che
la Costituzione non vale nulla (e dunque si deve fare l'assemblea costituente),
oppure che non possono esserci sovversivi truffatori in Parlamento. Insomma, se la
legge e' valida, tutti i cittadini sono uguali davanti alla
legge, oppure si dica che non vi e' nessuna legge da rispettare e Lei paga le tasse ad
una mafia che si e' impossessata dello Stato Italiano e lo gestisce come "cosa loro".
Cosi' e' gia' successo in Sicilia con gli appalti una cosa simile.
Se Lei ripensa a quelli in divisa che chiedevano riscatti e mazzette il tutto non e'
nuovo. Certo che quella "partitopoli" si dimostra come una intera dittatura mafiosa,
svelata in un solo aspetto da mani pulite.
Adesso sappiamo chi la guida, Scalfaro.
Le dico questo perche' il problema e' grave, e non sara' certo tacendo che lo Stato
Italiano diventera' piu' rispettabile, potra' solo peggiorare.

Insomma, finche' non e' chiaro il ruolo di quelli in Parlamento, il problema e' che
nessuno di loro puo' giudicare su Scalfaro:
se un "parlamentare" ammettesse le colpe di Scalfaro, dandomi ragione
ammetterebbe la nullita' della elezione che lo fa parlamentare. Nei finti parlamentari
manca l'imparzialita' garantita dalla Costituzione. Prodi ha fatto proprio cosi'
quando nel novembre 1996 ha ricevuto il ricorso di Italia Concreta, ha deciso Lui su
se' stesso sovvertendo la Costituzione. E gli italiani sono piu' poveri ora. Anche
Scalfaro, se mi avesse dato ragione a suo tempo avrebbe ammesso di aver fatto un
attentato alla Costituzione gia' nel 1993/94.
Pag 141
Se puo' denunci quanto scrivo, vada dai Carabinieri o faccia un fax: io probabilmente
finiro' in carcere perche' gia' ora sono in una condizione simile a quella degli ebrei
prima che venissero deportati durante il primo fascismo, ma e' mio dovere tentare
tutto per uscire da questa nuova dittatura prima che sia troppo tardi e riprendano
con il terrorismo. Sono terroristi, guarda caso domenica 08/10 il Sisde parla di
rischio bombe: e' da qualche giorno che ho diffuso la notizia che sto preparando la
denuncia a Scalfaro ed agli altri. Possibile che Lei sa dei brogli elettorali ed il Sisde
no?
Le prime bombe comparvero in agosto dopo che io, avendo subito un tentativo
illegale di arresto nel tribunale di Padova ho denunciato la cosa a 500 agenzie
stampa nel mondo (si ricorda i pacchi bomba che
partivano da Roma?). Le ricordo che Scalfaro fu nei servizi segreti e c'e' una storia di
corruzione mai chiarita.
Personalmente, oltre al diritto di ricorso, mi hanno negato molti altri diritti
costituzionali, e la persecuzione che subisco da questa mafia mi ha ridotto in totale
poverta'. Mi hanno accusato di un reato, ma non mi hanno lasciato dimostrare la mia
innocenza con l'interrogatorio di Scalfaro; ho chiesto piu' volte di essere processato
subito, ma il processo e' bloccato non so nemmeno il perche'. Sono stato ridotto in
indigenza fino a non poter pagare piu' l'affitto di casa. Per lo sfratto pero', il
processo lo hanno fissato subito, un
record, il primo dicembre devo andare nel tribunale di Padova per il processo, negli
stessi luoghi dove ho gia' subito abusi gravissimi.
Gia' dall'inizio di settembre ho le prove dell'attentato alla Costituzione di Scalfaro,
ma ho aspettato che le acque ed il Kossovo si calmassero, per paura di una guerra
generalizzata che la dittatura "Scalfarica" puo' tentare per salvarsi; infatti solo una
guerra o un nuovo terrorismo permetterebbe loro una "legislazione di emergenza":
con quella giustificherebbero ogni loro peggior crimine. Siccome io amo la pace e
ripudio il
terrorismo e l'uso non necessario delle armi, e siccome non sono associato a nessun
gruppo o partito con scopi politici o militari, se vedra' riapparire le bombe, ne dia
tranquillamente la colpa a Scalfaro ed alla sua dittatura dei 2 poli uniti.
Giorni fa ho scritto anche a molti politici ed Istituzioni europee ed alla Commissione
Europea: ho chiesto al Presidente della Commissione Europea Santer di intervenire
in Italia secondo il principio di sussidiarieta': Lei vede che e' finita la grande pace
finto-riformatrice scoppiata qualche settimana fa ma e' solo una finta per distrarre
l'attenzione.
Quello che vede in tv sulla politica e' tutto fasullo, sono associati per sfruttare il
popolo e svendere i beni dello Stato, che vanno venduti ma al giusto prezzo.
Il mio ricorso smaschera e manda a casa definitivamente questi delinquenti che
pensano di assolversi da soli modificando le leggi dopo un colpo di Stato. Fra di loro
ci sono quelli che mettevano sangue marcio nelle vene della gente, quelli che
lasciavano morire la gente come mosche nelle industrie chimiche,
quelli che lasciavano morire di disservizio la gente negli ospedali, per intascarsi i
soldi da dare agli amici. Sono sempre loro, una dittatura. Per non parlare dell'alta
velocita', tangenti pagate sul nulla, tangenti su cose mai fatte, e nessuno a pagato
per questo. Sono credibili?
Fra le prove del ricorso leggera' di quasi tutti i partiti, dei piu' grossi certamente, e
di molti personaggi che si dicono parlamentari senza averne il diritto. Dopo quasi 3
anni, arrivato a questo punto la mia opinione e' che sono tutti d'accordo. Un punto
fondamentale sulle finte elezioni del 1996 e' il fatto che i partiti chiedevano

Pag 142
alla gente la firma per candidare Caio, e poi usavano quelle firme per candidare
Sempronio: e' la violazione di un diritto fondamentale previsto come reato e che
veniva deciso dalle direzioni dei partiti, pezzi di mafia chiamati partiti.
Essi usano tutti i sondaggi per prevedere i risultati elettorali e vanno ad elezioni
quando gli fa comodo, con quei questionari che Le arrivano a casa Lei viene fregato
e loro sanno tutto di Lei. Invece censurano la stampa con la "privacy", l'omerta'
imposta come legge, nessuno puo' parlare delle loro ruberie.
Con questa lettera io ho adempiuto al mio dovere di notificarLe il ricorso e Le ho
motivato il perche' Lei puo' vedere la documentazione ma non la puo' diffondere.
MettendoLa al corrente di questi fatti io le restituisco una parte dei suoi diritti
difendendo la Costituzione. In pratica sto supplendo alla figura del Presidente della
Repubblica il cui ruolo e' proprio quello di difendere la Costituzione, perche' il
delinquente Scalfaro non lo fa da anni. Nel Parlamento pare che tutti vogliano
cambiare la Costituzione (perche' se la applicassero il popolo diventerebbe sovrano)
oppure la legge elettorale per impedire che nasca un partito autonomo e
democratico e non i fantocci di qualche dittatore. Potrebbero fare molte cose per
migliorare lo Stato, ad esempio il federalismo come previsto dalla Costituzione e da
numerose leggi che almeno farebbe costare di meno l'amministrazione pubblica
rendendola piu' vicina ai cittadini. Non e' colpa degli impiegati dello sportello
(burocrati) se lo Stato va male, essi sono condizionati da questi politicanti sovversivi
che fanno
finta di essere eletti, che sono al vertice delle amministrazioni, i famosi boiardi di
Stato, anche questo e'
contro la Costituzione. Come la sanita' regionale che non lo e', o il ministero
dell'agricoltura abrogato con referendum e poi rifatto, come il finanziamento ai
partiti ....... La soluzione a quasi tutti questi problemi e' la attuale laica Costituzione
Repubblicana, bisogna imporla democraticamente.
Se vuole puo' inviare una copia di questa lettera a qualche persona, anche fuori
della rete internet ma penso che Lei dovrebbe subito denunciare il fatto che io
insulto Scalfaro, e che chiedo di essere processato subito. Magari di questi fatti ne
parli sottovoce con un amico per volta. Cosi' Lei si fa vedere un onesto cittadino che
in una dittatura non fa male.
Se vuole fare qualche cosa di utile, studi un commento alla Costituzione Italiana e le
leggi che Le ho indicato sopra, potra' capire da solo se dico bugie.
Detto per esteso, chi usa la violenza e le minacce non mi appartiene ne' mi
rappresenta ne' lo fa per farmi un favore, io cerco la pace e la democrazia perche' ho
ragione. Non mi interessa nemmeno che i sovversivi Scalfarici vadano in carcere,
non porto odio, ma da soli proprio non se ne vanno perche' sono
anni che vivono cosi', da delinquenti.
Non mi sento il salvatore di nessuno, ma io non li sopporto piu'.
Poiche' nella rete internet ci sono dei sistemi di censura che bloccano i messaggi di
massa contenenti un indirizzo internet o email, per conoscere l'indirizzo internet dei
documenti deve cercare in qualche motore di ricerca le parole
loris palmerini costituzione mafia
con una ricerca contemporanea (AND). Se il sito non risponde, riprovi dopo qualche
giorno.
Se preferisce puo' collegarsi al mio numero 049 876 14 36 , con un emulatore
terminale (hyperterm in Windows) dove leggera' l'indirizzo internet. Allo stesso
numero puo' mandare un fax o telefonare dalle 20 alle 10 di mattina.
Pag 143
Per far sapere agli italiani dei brogli elettorali (del Colpo di Stato) ho speso per
intero quasi 3 anni di vita e decine di milioni; questa email e' stata per me un grosso
sforzo economico, e certamente non faro' molto altro per la democrazia senza un
contributo economico come un piccolo vaglia (anche anonimo).
L'indirizzo internet di ritorno e' errato per passare la censura, non faccia un Reply
perche' non ha responsabilita' l'amministratore del computer sorgente.
Se vuole mi farebbe piacere una telefonata al volo da una cabina pubblica se non ci
sono c'e' sempre la segreteria. La ringrazio per l'attenzione e Scusi la necessaria
lunghezza.
Cordialmente.

Loris Palmerini (09-10-98)


tel./fax 0-49-87 61 436 (20pm..10am: connessione term)
v. Marsilio da Padova 8/20 I- 35 139 Padova Italia

Permessi di Soggiorno per le imprese delle Venezie


Scritto da

admin on Monday, 26 August @ 01:48:23 EDT


La magistratura italiana ha riconosciuto la legalit dei permessi di soggiorno
rilasciati dalle istituzioni di autogoverno dei veneti. Da 3 anni le istituzioni di
autogoverno rilasciano il permesso di soggiorno a chi, gi presente nel
territorio, lavora in aziende del territorio nazionale veneto,
da

http://www.virusilgiornaleonline.com/lettere_09.htm

Permessi di Soggiorno per le imprese delle Venezie.


La magistratura italiana ha riconosciuto la legalit dei permessi di
soggiorno rilasciati dalle istituzioni di autogoverno dei veneti. Da 3 anni le
istituzioni di autogoverno rilasciano il permesso di soggiorno a chi, gi
presente nel territorio, lavora in aziende del territorio nazionale veneto,
ossia le province di Belluno, Bergamo, Brescia, Padova, Pordenone, Rovigo,
Treviso, Venezia, Verona, Vicenza e le citt di Crema e Monfalcone, tutte
della Serenissima alla data del 1797, quindi venete.
Unica condizione, il pagamento delle tasse del 20% mensile ed del 2% annuo versate direttamente
al comune di abitazione del lavoratore. Questi pagamenti esonerano il lavoratore e l'azienda da
qualunque altra tassa governativa sul rapporto di lavoro instaurato, secondo le leggi venete venute
in essere in base ai diritti internazionale ed umani art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977. Per info e
per i moduli, vedasi siti. Loris Palmerini. Tribunale www.repubblica.org/tribunale/veneto/

Pag 144

Recensioni: INTERVISTA A LUIGI FACCIA (DA VIRUS GIORNALE)


Scritto da

admin on Thursday, 29 August @ 09:53:03 EDT

ciano
Faccia: E ora ecco il Programma Politico dei Serenissimi
Intervista al Presidente del Veneto Serenissimo Governo Luigi Massimo Faccia
di Lucy dall'Ombra
Premessa:
Il Movimento per le Riforme intervist il presidente del Veneto Serenissimo
Governo Luigi Massimo Faccia 2 anni orsono mentre era ancora detenuto nel
carcere di Lodi e, gi tempo prima, aveva iniziato una decisa opera di sensibilizzazione sulle
massime istituzioni, Capo dello Stato, stampa e media, cittadini. Oggi ad una settimana dalla sua
scarcerazione Movimento Riforme e VirusilGiornaleonline ringraziano Faccia per avere concesso loro
la prima intervista sul programma politico dei Serenissimi e del Veneto Serenissimo Governo.
Dopo questa interminabile detenzione come sta signor Faccia?

Bene, grazie.
Ha letto i commenti dei giornali sulla sua "liberazione", cosa ne pensa?
S ho letto, e come al solito, salvo qualche rara e lodevole eccezione, si continua con la derisione e
a scrivere stupidaggini di ogni genere bench siano passati quasi 6 anni dai fatti di piazza San
Marco. Il non volere assolutamente spiegare alla gente in maniera chiara e onesta i profondi e alti
motivi ideali che spinsero a compiere quel gesto si spiega a mio avviso con ragioni di opportunit
politica che trovano ampi consensi nei 2 schieramenti partitocratici, che non vogliono riconoscere
l'esistenza del caso Veneto.
Spieghi lei i reali motivi dell'azione del 9 maggio 1997.
Il 9 maggio fu la somma di oltre un ventennio di battaglie per far riscoprire la propria storia e
dignit ai Veneti. Storia quasi completamente cancellata dalla memoria collettiva del nostro Popolo,
prima dai giacobini, in seguito dai risorgimentali, e per ultimo dalle ideologie partitiche. Quel poco
che rimaneva di storia Veneta in questa sistematica opera di etnocidio che ha pochi eguali in
Europa in tempi recenti, veniva ridicolizzata, calpestata affinch la nostra gente si vergognasse del
proprio luminoso passato. Con l'intento di asservire e usare i Veneti, in passato come carne da
cannone nel delirio bellicista che va dal 1867 al 1945, in seguito come instancabili strumenti di
lavoro.
Ok per la storia, ma non le sembra anacronistico parlare ancora della Repubblica dei Dogi?
Per prima cosa la Repubblica dei Dogi era l'evoluzione istituzionale dei Veneti antichi o anche detta
societ degli eguali. La Veneta Serenissima Repubblica, a cui tutta Europa debitrice, con il pieno
consenso di tutti i Veneti prosegu la sua illuminata opera per oltre 1200 anni (un record), prima
che l'Attila moderno, Napoleone, calpestandone la sua neutralit la mise a ferro e fuoco depredando
immensi tesori di ogni genere. Se anacronismo si intende gli altissimi insegnamenti lasciateci in
eredit dai nostri grandi padri come senso dello stato e di servizio della cosa pubblica portato
all'estremo, giustizia vera e certa, difesa delle prerogative locali e dei pi deboli, sicurezza
nell'ordine, senso civico, rispetto delle leggi, libero mercato rispettoso del bene comune e dell'etica
economica, strenua difesa dell'ambiente, ecc. tutto questo che ho elencato non da libro dei sogni,
era gi realt secoli e secoli fa. Si faccia il paragone con la situazione attuale e i penosi spettacoli
partitocratici a cui siamo costretti assistere ogni giorno e chi legge questa intervista tragga le
proprie conclusioni.
Ho letto sul quotidiano la Padania una intervista, direi molto anticonformista e molto esplicita e
decisa,
alla coordinatrice portavoce del Movimento per le Riforme in cui lanciava e chiedeva formalmente al
Governo di aprire un tavolo a Roma con voi e rivolgendosi a lei le ha detto: 'Faccia ora fai politica'.
In concreto cosa volete chiedere al Governo italiano?
Pag 145
Il rispetto dei patti sottoscritti a livello internazionale sul diritto dei Popoli all'autogoverno da parte
di tutti i governi italiani.
Ma soprattutto, come abbiamo molte volte sottolineato in tutti i nostri documenti, l'inalienabile
diritto del Popolo Veneto di decidere del proprio futuro svincolato dai partiti italiani attraverso il
rifacimento del Referendum, del 1866 che sanc illegalmente l'annessione del Veneto al Regno
d'Italia con tutte le drammatiche conseguenze che ne derivarono. Gi da tempo abbiamo attivato
contatti diplomatici con il governo italiano, francese e austriaco: le due potenze che all'epoca
dovevano garantire la trasparenza e la legalit di questo referendum.
Pensate seriamente di rifarlo?
Il Veneto Serenissimo Governo sta facendo il possibile, sappiamo che ci sono molti ostacoli, ostilit,
e problemi di ogni genere ma il sostegno convinto datoci da migliaia e migliaia di Cittadini Veneti
firmando le nostre schede referendarie ci fa ben sperare.
Allora caro Faccia le facciamo tutti molti auguri, per tutto. Senna Lodigiana, 25 luglio 2002.
Comunicato stampa
Serenissimi: Trattative con il Governo Italiano
Veneto Serenissimo Governo
Ufficio di Presidenza
Il Veneto Serenissimo Governo prende atto che lo Stato Italiano ha affidato ai servizi sociali il
proprio Presidente Luigi Massimo Faccia.

Il Veneto Serenissimo Governo considera questo un piccolo passo nella giusta direzione e
comunque, nonostante tutto, sufficiente a soprassedere al 6 punto (Libert immediata e senza
condizioni per tutti i Veneti Patrioti) del memorandum inoltrato
al Governo Italiano, Austriaco e Francese. Quindi il VSG pronto a trattare per il ripristino
dell'autorit del Popolo Veneto e dei propri legittimi rappresentanti sulla Veneta Patria, avendo
come base di partenza gli altri 5 punti che elenchiamo:
1- Costituzione di una commissione quadripartita presieduta dalla Francia e composta da Austria,
Italia e Veneto Serenissimo Governo per il controllo della regolarit del rifacimento del referendum
del 1866 che un illegalmente il Veneto all'Italia;
2- Consegna di tutte le basi militari Italiane e il loro materiale alle autorit militari francesi;
3- Nomina di un generale francese plenipotenziario per la gestione provvisoria dell'amministrazione
militare e civile, e per la gestione e la proclamazione dei risultati del referendum;
4- Non interferenza delle basi NATO e USA presenti sul Veneto territorio durante lo svolgimento e la
preparazione del referendum;
5- Qualsiasi ingerenza da parte di chicchessia durante la preparazione e lo svolgimento del
referendum sar considerato atto ostile;
La richiesta del VSG corrisponde agli accordi di Cormons e Vienna (Referendum 1866) ed
all'interno dei legali diritti della Veneta Patria per la propria Autodeterminazione. Il rigetto di questo
diritto legale del popolo Veneto, significa assumersene tutte le relative responsabilit sul piano
storico, politico e giuridico.
Il Veneto Serenissimo Governo ritiene imprescindibile che a capo della propria delegazione ci sia il
proprio Presidente Luigi Massimo Faccia. Pertanto chiede al Governo Italiano che siano tolte tutte le
restrizioni in vigore per la persona del proprio Presidente assumendosi tutte le responsabilit e
garantendo per il proprio Presidente Luigi Massimo Faccia.
Venezia, 21 luglio '02 Per il Veneto Serenissimo Governo Il Vicepresidente Luca Peroni e Valerio
Serraglia ambasciatore plenipotenziario del Veneto Serenissimo Governo
Casella postale 64 - 36022 - Cassola (VI) VENETO 0424 534273 http://vsg.interfree.it/
pepiva@libero.it
Faccia: E ora ecco il Programma Politico dei Serenissimi
Intervista al Presidente del Veneto Serenissimo Governo Luigi Massimo Faccia
di Lucy dall'Ombra
Premessa:
Il Movimento per le Riforme intervist il presidente del Veneto Serenissimo Governo Luigi Massimo
Faccia 2 anni orsono mentre era ancora detenuto nel carcere di Lodi e, gi tempo prima, aveva
iniziato una decisa opera di sensibilizzazione sulle massime istituzioni, Capo dello Stato, stampa e
media, cittadini. Oggi ad una settimana dalla sua scarcerazione Movimento Riforme e
VirusilGiornaleonline ringraziano Faccia per avere concesso loro la prima intervista sul programma
politico dei Serenissimi e del Veneto Serenissimo Governo.
Dopo questa interminabile detenzione come sta signor Faccia?
Bene, grazie.

Ha letto i commenti dei giornali sulla sua "liberazione", cosa ne pensa?

Pag 146

S ho letto, e come al solito, salvo qualche rara e lodevole eccezione, si continua con la derisione e
a scrivere stupidaggini di ogni genere bench siano passati quasi 6 anni dai fatti di piazza San
Marco. Il non volere assolutamente spiegare alla gente in maniera chiara e onesta i profondi e alti
motivi ideali che spinsero a compiere quel gesto si spiega a mio avviso con ragioni di opportunit
politica che trovano ampi consensi nei 2 schieramenti partitocratici, che non vogliono riconoscere
l'esistenza del caso Veneto.
Spieghi lei i reali motivi dell'azione del 9 maggio 1997.
Il 9 maggio fu la somma di oltre un ventennio di battaglie per far riscoprire la propria storia e
dignit ai Veneti. Storia quasi completamente cancellata dalla memoria collettiva del nostro Popolo,
prima dai giacobini, in seguito dai risorgimentali, e per ultimo dalle ideologie partitiche. Quel poco
che rimaneva di storia Veneta in questa sistematica opera di etnocidio che ha pochi eguali in
Europa in tempi recenti, veniva ridicolizzata, calpestata affinch la nostra gente si vergognasse del
proprio luminoso passato. Con l'intento di asservire e usare i Veneti, in passato come carne da
cannone nel delirio bellicista che va dal 1867 al 1945, in seguito come instancabili strumenti di
lavoro.
Ok per la storia, ma non le sembra anacronistico parlare ancora della Repubblica dei Dogi?

Per prima cosa la Repubblica dei Dogi era l'evoluzione istituzionale dei Veneti antichi o anche detta
societ degli eguali. La Veneta Serenissima Repubblica, a cui tutta Europa debitrice, con il pieno
consenso di tutti i Veneti prosegu la sua illuminata opera per oltre 1200 anni (un record), prima
che l'Attila moderno, Napoleone, calpestandone la sua neutralit la mise a ferro e fuoco depredando
immensi tesori di ogni genere. Se anacronismo si intende gli altissimi insegnamenti lasciateci in
eredit dai nostri grandi padri come senso dello stato e di servizio della cosa pubblica portato
all'estremo, giustizia vera e certa, difesa delle prerogative locali e dei pi deboli, sicurezza
nell'ordine, senso civico, rispetto delle leggi, libero mercato rispettoso del bene comune e dell'etica
economica, strenua difesa dell'ambiente, ecc. tutto questo che ho elencato non da libro dei sogni,
era gi realt secoli e secoli fa. Si faccia il paragone con la situazione attuale e i penosi spettacoli
partitocratici a cui siamo costretti assistere ogni giorno e chi legge questa intervista tragga le
proprie conclusioni.
Ho letto sul quotidiano la Padania una intervista, direi molto anticonformista e molto esplicita e
decisa, alla coordinatrice portavoce del Movimento per le Riforme in cui lanciava e chiedeva
formalmente al Governo di aprire un tavolo a Roma con voi e rivolgendosi a lei le ha detto: 'Faccia
ora fai politica'.
In concreto cosa volete chiedere al Governo italiano?
Il rispetto dei patti sottoscritti a livello internazionale sul diritto dei Popoli all'autogoverno da parte
di tutti i governi italiani.
Ma soprattutto, come abbiamo molte volte sottolineato in tutti i nostri documenti, l'inalienabile
diritto del Popolo Veneto di decidere del proprio futuro svincolato dai partiti italiani attraverso il
rifacimento del Referendum, del 1866 che sanc illegalmente l'annessione del Veneto al Regno
d'Italia con tutte le drammatiche conseguenze che ne derivarono. Gi da tempo abbiamo attivato
contatti diplomatici con il governo italiano, francese e austriaco: le due potenze che all'epoca
dovevano garantire la trasparenza e la legalit di questo referendum.
Pensate seriamente di rifarlo?
Il Veneto Serenissimo Governo sta facendo il possibile, sappiamo che ci sono molti ostacoli, ostilit,
e problemi di ogni genere ma il sostegno convinto datoci da migliaia e migliaia di Cittadini Veneti
firmando le nostre schede referendarie ci fa ben sperare.
Allora caro Faccia le facciamo tutti molti auguri, per tutto. Senna Lodigiana, 25 luglio 2002.
Comunicato stampa
Serenissimi: Trattative con il Governo Italiano
Veneto Serenissimo Governo
Ufficio di Presidenza
Il Veneto Serenissimo Governo prende atto che lo Stato Italiano ha affidato ai servizi sociali il
proprio Presidente Luigi Massimo Faccia.
Il Veneto Serenissimo Governo considera questo un piccolo passo nella giusta direzione e
Pag 147
comunque, nonostante tutto, sufficiente a soprassedere al 6 punto (Libert immediata e senza
condizioni per tutti i Veneti Patrioti) del memorandum inoltrato
al Governo Italiano, Austriaco e Francese. Quindi il VSG pronto a trattare per il ripristino
dell'autorit del Popolo Veneto e dei propri legittimi rappresentanti sulla Veneta Patria, avendo
come base di partenza gli altri 5 punti che elenchiamo:
1- Costituzione di una commissione quadripartita presieduta dalla Francia e composta da Austria,
Italia e Veneto Serenissimo Governo per il controllo della regolarit del rifacimento del referendum
del 1866 che un illegalmente il Veneto all'Italia;
2- Consegna di tutte le basi militari Italiane e il loro materiale alle autorit militari francesi;
3- Nomina di un generale francese plenipotenziario per la gestione provvisoria dell'amministrazione
militare e civile, e per la gestione e la proclamazione dei risultati del referendum;
4- Non interferenza delle basi NATO e USA presenti sul Veneto territorio durante lo svolgimento e la
preparazione del referendum;
5- Qualsiasi ingerenza da parte di chicchessia durante la preparazione e lo svolgimento del
referendum sar considerato atto ostile;
La richiesta del VSG corrisponde agli accordi di Cormons e Vienna (Referendum 1866) ed
all'interno dei legali diritti della Veneta Patria per la propria Autodeterminazione. Il rigetto di questo
diritto legale del popolo Veneto, significa assumersene tutte le relative responsabilit sul piano
storico, politico e giuridico.
Il Veneto Serenissimo Governo ritiene imprescindibile che a capo della propria delegazione ci sia il
proprio Presidente Luigi Massimo Faccia. Pertanto chiede al Governo Italiano che siano tolte tutte le
restrizioni in vigore per la persona del proprio Presidente assumendosi tutte le responsabilit e
garantendo per il proprio Presidente Luigi Massimo Faccia.

Venezia, 21 luglio '02 Per il Veneto Serenissimo Governo Il Vicepresidente Luca Peroni e Valerio
Serraglia ambasciatore plenipotenziario del Veneto Serenissimo Governo
Casella postale 64 - 36022 - Cassola (VI) VENETO 0424 534273 http://vsg.interfree.it/
pepiva@libero.it

LA SINDROME ARGENTINA SU DI NOI


Scritto da

admin on Thursday, 29 August @ 19:00:00 EDT

ciano
LA SINDROME ARGENTINA SU DI NOI
VENETI
Da una analisi personale su il comportamento politico e amministrativo delle
istituzioni italiane:
vedi, larticoli LINPS E PRESIEDUTO A TURNO DAI TRE MAGGIORI SINDACATI NAZIONALI. LI SI
SCARICANO TUTTI GLI INTERVENTI DEL SOCIALE. LA CASSA INTEGRAZIONE,LA MOBILITA
,LANTICIPAZIONE DELLINDENNITA DI FINE RAPPORTO PER LE AZIENDE FALLITE CON RECUPERI
GENERALMENTE PARZIALI O NULLI UNITAMENTE AI COSTI ELEVATI ED ALLE DISFUNZIONI DEI
SERVIZI,ALLE PENSIONI NON DOVUTE E PER ULTIMO LALLUNGAMENTO DELLA VITA MEDIA
DELLUOMO.
SEMBRA UNA MELA SANA,MA LINTERNO E PIENO DI VERMICIATTOLI.
INPS .COME HA FATTO AD ACCUMULARE 95.000.000.000.000 DI CREDITI !

Da una analisi personale su il comportamento politico e amministrativo delle istituzioni italiane:


vedi, larticoli LINPS E PRESIEDUTO A TURNO DAI TRE MAGGIORI SINDACATI NAZIONALI. LI SI
SCARICANO TUTTI GLI INTERVENTI DEL SOCIALE. LA CASSA INTEGRAZIONE,LA MOBILITA
,LANTICIPAZIONE DELLINDENNITA DI FINE RAPPORTO PER LE AZIENDE FALLITE CON RECUPERI
GENERALMENTE PARZIALI O NULLI UNITAMENTE AI COSTI ELEVATI ED ALLE DISFUNZIONI DEI
SERVIZI,ALLE PENSIONI NON DOVUTE E PER ULTIMO LALLUNGAMENTO DELLA VITA MEDIA
DELLUOMO.
Pag 148
SEMBRA UNA MELA SANA,MA LINTERNO E PIENO DI VERMICIATTOLI.
INPS .COME HA FATTO AD ACCUMULARE 95.000.000.000.000 DI CREDITI !
LINPS E PRESIEDUTO A TURNO DAI TRE MAGGIORI SINDACATI NAZIONALI. LI SI SCARICANO
TUTTI GLI INTERVENTI DEL SOCIALE. LA CASSA INTEGRAZIONE,LA MOBILITA ,LANTICIPAZIONE
DELLINDENNITA DI FINE RAPPORTO PER LE AZIENDE FALLITE CON RECUPERI GENERALMENTE
PARZIALI O NULLI UNITAMENTE AI COSTI ELEVATI ED ALLE DISFUNZIONI DEI SERVIZI,ALLE
PENSIONI NON DOVUTE E PER ULTIMO LALLUNGAMENTO DELLA VITA MEDIA DELLUOMO.
SEMBRA UNA MELA SANA,MA LINTERNO E PIENO DI VERMICIATTOLI.
CON LA LEGGE 23.12.1998 N. 448 (COSIDETTA LEGGE AMATO) SI METTE IN ATTO CON LA
GARANZIA DELLO STATO UNA ANTICIPAZIONE DEI FUTURI INCERTI INCASSI,LA COSIDETTA
CARTOLARIZZAZIONE
DEI CREDITI. SICCOME NON LO PUO FARE LINPS SI COSTITUISCE UNA APPOSITA SOCIETA
VEICOLO LA S.C.C.I. S.P.A. ALLA QUALE VENGONO CEDUTI TUTTI I CREDITI IN MASSA
ACCUMULATI NEGLI ANNI PASSATI ED ANCHE QUELLI FUTURI FINO AL 31.12.2001.
UNA SPA OVVIAMENTE HA DEI SOCI ED UN AMMINISTRATORE,DI SOLITO HA ANCHE UNA SEDE,
DEI DIPENDENTI,UN TELEFONO, MA IN QUESTO CASO QUESTI ULTIMI NON ESISTONO.
I SOCI SONO NUOVI DI ZECCA, PERCHE VENGONO COSTITUITE APPOSITAMENTE DUE
FONDAZIONI
OLANDESI CON SEDE IN AMSTERDAM,CHE NON FANNO BILANCI E CHE SONO A LORO VOLTA

CONTROLLATE DA UNA HOLDING LA TMF CHE PRESENTA SOLO IL CONTO PATRIMONIALE E NON
QUELLO ECONOMICO. TUTTE E TRE HANNO LA SEDE PRESSO LO STUDIO DI AVVOCATI
KUPPERMAN VAN DER WIEL & CO. AD AMSTERDAM. LE DUE FONDAZIONI VENGONO DENOMINATE
FONDAZIONE STICHTING (TRADOTTO DALLINGLESE = FICCARE DENTRO CON TINTINNIO)
CASTORE E FONDAZIONE STICHTING POLLUCE CON IL 4%. CASTORE E POLLUCE I DUE SEMIDEI
DELLA STORIA GRECO-ROMANA,I DIOSCURI CHE PERSO IL GREGGE IN UNA SCOMMESSA
PARTIRONO IMMEDIATAMENTE PER LA MESSENIA,RIPRESERO IL GREGGE E LO RICONDUSSERO A
SPARTA. SPERIAMO CHE QUESTO POSSA AVVENIRE ANCHE PER I 95.000 MILIARDI DI CREDITI
DELLINPS,CHE DA AMSTERDAM RITORNINO A ROMA. IL PRIMO AMMINISTRATORE UNICO E IL DR.
PAOLI FERNANDO,PROCURATORE DELLA SOCIETA INTERNAZIONALE DI REVISIONE RECONTA
ERNST & YOUNG, CHE ASSUME LINCARICO IL 15.11.1999 CON LA NASCITA DELLA S.C.C.I. S.P.A.
E CHE AVREBBE DOVUTO MANTENERLO PER UN TRIENNIO DI BILANCIO FINO AL 31.12.2001. MA
GIA IN OCCASIONE DELLA PRIMA ASSEMBLEA PER LAPPROVAZIONE DEL BILANCIO AL 16.06.2000
SI DIMETTE PER MOTIVI PERSONALI E DI SALUTE. DA LIMPRESSIONE CHE DATA ANCHE LETA SI
RITIRI DA OGNI ATTIVITA MA IL DELEGATO DELLA FONDAZIONE CASTORE GLI FORMULA I SUOI
MIGLIORI AUGURI PER LE FUTURE ATTIVITA,IL CHE FA PENSARE CHE I MOTIVI VERI POTEVANO
ESSERE DIVERSI DA QUELLI DICHIARATI.
SEGRETARIO DELLASSEMBLEA E LAVV. ALESSANDRO COLAVOLPE. (MI PARE CHE CI SIANO
TROPPE VOLPI IN QUESTA STORIA).
IL 17.07.2001 SUBENTRA COME AMMINISTRATORE UNICO IL SIG. MONTANARI BRUNO,IL QUALE
HA VARI INCARICHI IN VARIE SOCIETA: CONSIGLIERE DELLA DABIT SPA CESSATA -; DELLA
RE.CO. REVISIONI E CONSULENZE SPA CESSATA -; DELLA COCLEA SPA CESSATA -; DELLA
APRE SPA CESSATA - ; DELLA OTIS SPA CESSATA -; DELLA ARTESIA SPA CESSATA -;DELLA
IMMOBILIARE INEC SRL CESSATA -;DELLA MARIOTT ITALIA SPA CESSATA -; PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA ECOTHERM SPA CESSATA -; DELLA IFINTUR SPA
CESSATA DELLA NUOVA ETG SPA CESSATA -;PROCURATORE DELLA SCALA SPA IN
AMMINISTRAZIONE LIQUIDATA -;SINDACO DELLA NUOVA INNOCENTI SPA CESSATA;DELLA
SASACONF SRL CESSATA -; DELLA I.F.P. SOCIETA DI INTERMEDIAZIONE CESSATA
-;AMMINISTRATORE UNICO DELLA BETASERVICE SRL INATTIVA -.
DOVE MANTIENE TUTTORA INCARICHI IN SOCIETA CHE PROSEGUONO LA LORO ATTIVITA? NELLA
PAVIMENTAL SPA IN CUI E PROCURATORE E NELLA CO.TE.CO. SCARL E NELLA ECOVENETA SPA
DOVE E CONSIGLIERE OLTRE OVVIAMENTE NELLA S.C.C.I. CHE,SPERIAMO NON PASSI
NELLELENCO PRECEDENTE.
FINORA SONO STATE EMESSE TRE TRANCHES DI TITOLI,SULLA PRIMA DI 9.000 MILIARDI, 8.000
SONO STATI TRASFERITI ALLINPS E 1.000 SONO RIMASTI NELLA S.C.C.I. PER FRONTEGGIARE IN
PARTE GLI INTERESSI E/O IL CAPITALE.
LE CIFRE INTROITATE DALLINPS CON IL RICAVATO ANTICIPATO DALLE BANCHE SOTTOSCRITTRICI
DEI TITOLI E SIMILE AI CREDITI RECUPERATI DAI CONCESSIONARI,QUINDI IL MAGONE RIMANE
PIU O MENO INALTERATO.
QUANTO SI SAREBBE POTUTO FARE DI MEGLIO PER I PENSIONATI,SOPRATTUTTO PER QUELLI CHE
NON GODONO DI PENSIONI A 24 CARATI COME IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI,LEX
SCALFARO,IL DR. AMATO ECC. ECC. SE CI FOSSE STATA UNA GESTIONE PIU
Pag 149
OCULATA E MENO CLIENTELARE!!!!!!!
Fornarino,
" recensione da Il Gazzettino
22 08 02
I PROVVEDIMENTI
Nel mirino versamenti Inps e multe Ma ci sono anche diversi errori
I crediti che sta cercando di recuperare la concessionaria che opera per conto dello Stato e di
diversi Comuni, superano di gran lunga in provincia i 30 milioni di euro. Oltre 60 miliardi di lire. Gli
avvisi di pagamento inviati nella case sono 24 mila e interessano diversi settori. Numericamente il
flusso maggiore riguarda vecchie multe non pagate, tasse per lo smaltimento rifiuti, canoni fognari,
arretrati di ordini professionali, Ilor, Ici e Irpef.
Da quanto si appreso in questi casi si tratta per, nella stragrande maggioranza, di importi non
elevati: si va dai 15 ai 2 mila e 500 euro. Discorso diverso invece per il recupero dei versamenti
Inps. In questo caso gli avvisi di pagamento sono numericamente minori, ma crescono in maniera
esponenziale gli importi. In alcuni casi si arriva persino a 80 mila euro da recuperare. Facile intuire
quindi che un artigiano o un commerciante con un versamento del genere rischia di sballare tutti i
conti della propria impresa.

Gioved, 22 Agosto 2002

I PROVVEDIMENTI
Nel mirino versamenti Inps e multe Ma ci sono anche diversi errori
I crediti che sta cercando di recuperare la concessionaria che opera per conto dello Stato e di
diversi Comuni, superano di gran lunga in provincia i 30 milioni di euro. Oltre 60 miliardi di lire. Gli
avvisi di pagamento inviati nella case sono 24 mila e interessano diversi settori. Numericamente il
flusso maggiore riguarda vecchie multe non pagate, tasse per lo smaltimento rifiuti, canoni fognari,
arretrati di ordini professionali, Ilor, Ici e Irpef.
Da quanto si appreso in questi casi si tratta per, nella stragrande maggioranza, di importi non
elevati: si va dai 15 ai 2 mila e 500 euro. Discorso diverso invece per il recupero dei versamenti
Inps. In questo caso gli avvisi di pagamento sono numericamente minori, ma crescono in maniera
esponenziale gli importi. In alcuni casi si arriva persino a 80 mila euro da recuperare. Facile intuire
quindi che un artigiano o un commerciante con un versamento del genere rischia di sballare tutti i
conti della propria impresa.
Ma come mai tutti questi recuperi credito concentrati? Evidentemente gli enti pubblici, Stato e
Comuni, hanno la necessit di incassare per far quadrare i conti del bilancio e quindi hanno stretto i
cordoni, dando mandato, in questo caso all'Uni riscossioni Spa , di rincorrere i cittadini. Usando
anche modi, seppur legittimi, piuttosto duri. Nei mesi scorsi la concessionaria ha fatto i rendiconti
con tutti gli enti interessati e subito dopo sono partiti gli avvisi di pagamento.
Non mancano per gli errori. Diversi cittadini infatti hanno verificato che l'invito di pagamento che
si sono ritrovati nella cassetta della posta risultava gi essere pagato da tempo. Con tanto di
ricevuta. il caso, tanto per fare un esempio, anche di un importante funzionario di un ufficio
pubblico di Pordenone che per 67 euro che lui giura di aver gi pagato, rischia il fermo
amministrativo dell' automobile. Pu accadere - spiegano all'Uni riscossioni - che un cittadino sia
andato a pagare quando era gi iniziato il trasferimento a ruolo del debito. In quel caso la
procedura automatica e l'avviso arriva a casa comunque, anche se il debito stato gi saldato.
ovvio che in quel caso non si deve tener conto dell'avviso. Gi, ma se contestualmente arriva
anche il fermo dell'automobile? Chi paga l'errore?
"Recensione da Il Gazzettino
22 Agosto 2002
La lista destinata ad allungarsi
Tasse non pagate Bloccate mille auto
Il "fermo" accelera le riscossioni
Pag 150
Pordenone
Un migliaio di auto di cittadini della destra Tagliamento non possono circolare. Sono state oggetto
di un provvedimento di fermo amministrativo. A originare il blocco i provvedimenti che l'Uni
riscossioni Spa, la concessionaria che recupera crediti per conto dello Stato e dei Comuni, sta
usando in provincia di Pordenone per recuperare i debiti non onorati. La lista dei fermi
amministrativi destinata ad allungarsi in quanto l'Uni riscossioni ha inviato nelle case dei
Pordenonesi ben 24mila avvisi di pagamento.
Gioved, 22 Agosto 2002 Tasse inevase, bloccate mille auto Oltre allavviso di pagamento diversi
cittadini hanno subito il "fermo amministrativo" della vettura Cittadini morosi attenti: oltre
all'avviso di pagamento c' anche il concreto rischio di vedersi bloccata l'automobile. E per chi deve
al fisco parecchi soldi in agguato c' pure l'iscrizione dell'ipoteca sulla casa di propriet. Sono questi
i provvedimenti che l'Uni riscossioni Spa, la concessionaria che recupera crediti per conto dello
Stato e dei Comuni, sta usando in provincia di Pordenone. Ma c' di pi. La concessionaria ha gi
bloccato nel Friuli Occidentale con la procedura del fermo amministrativo circa mille auto che non
possono essere usate dai legittimi proprietari sino a quando non sar estinto il debito. E la lista dei
fermi amministrativi destinata ad allungarsi in quanto l'Uni riscossioni ha inviato nelle case dei
Pordenonesi ben 24 mila avvisi di pagamento. Nella stragrande maggioranza, come del resto
abbiamo anticipato nell'edizione di ieri, si tratta di debiti risalenti al 2000 e al 2001, inerenti a
cartelle esattoriali che vanno dal mancato pagamento di imposte dirette ed indirette, vecchie multe
inevase, tasse per lo smaltimento dei rifiuti, recupero Iva, Ilor, Irpef, Inps e Ici. La concessionaria,
dopo aver fatto il rendiconto con gli enti competenti, ha inviato a casa gli avvisi. Questa volta per
sono stati notificati anche diversi fermi amministrativi. In pratica il cittadino si ritrova tra le mani

una lettera con la quale viene informato che non pu usare la sua automobile sino a quanto non
avr saldato il debito. Formalmente basta anche un euro per bloccare la vettura, ma l'Uni
riscossioni ha deciso di avvalersi di questa possibilit per cifre che vanno dai 500 ai 10 mila euro. In
caso di importi superiori pu scattare il pignoramento presso terzi, (una quota dello stipendio
presso l'azienda in cui si lavora, ma in questo caso serve il provvedimento del giudice) oppure
l'iscrizione dell'ipoteca sulla casa. Ma il fermo amministrativo dell'auto l' arma pi usata. Uni
riscossioni, accertato il debito, si rivolge direttamente all'Aci e al Pubblico registro automobilistico
dove viene iscritto il fermo sul certificato di propriet. Le targhe vengono segnalate alla polizia
stradale. Se qualcuno viene pizzicato in strada con l'automobile bloccata rischia una multa sino a
mille euro e il sequestro del mezzo. Con il Fermo amministrativo notificato non si pu vendere la
vettura. Una volta pagato il debito con l'erario per cancellare il fermo amministrativo il cittadino
deve anche sborsare ulteriori 72 euro e 80 centesimi per riavere l'auto pulita. Loris Del Frate "
Scrive "Recensione da Il Gazzettino Marted, 27 Agosto 2002
CREDITI E RISPARMI
Tasse, un calvario per pagare Crescono le famiglie in rosso
Pordenone
Solleciti al pagamento poco chiari per non dire incomprensibili , centralini telefonici per chiedere
informazioni al riguardo intasati o, addirittura, non attivi e indirizzo della sede alla quale rivolgersi
(indicato sulla carta intestata) errato. Ce n' quanto basta per far infuriare il "gentile contribuente"
Marted, 27 Agosto 2002
CREDITI E RISPARMI
Tasse, un calvario per pagare Crescono le famiglie in rosso
Pordenone
Solleciti al pagamento poco chiari per non dire incomprensibili , centralini telefonici per chiedere
informazioni al riguardo intasati o, addirittura, non attivi e indirizzo della sede alla quale rivolgersi
(indicato sulla carta intestata) errato. Ce n' quanto basta per far infuriare il "gentile contribuente"
destinatario "dell'invito al pagamento delle cartelle esattoriali", inviato a 24 mila pordenonesi
risultati morosi dall'Uni riscossioni, concessionario per conto di vari enti del recupero dei crediti da
Trieste a Torino.
Ma quello di fare i conti con le cartelle esattoriali inevase non il solo problema di carattere
economico che affligge i pordenonesi. Infatti, stando ai dati illustrati dalle associazioni dei
consumatori e confermati dalle statistiche di Bankitalia, sono in calo i depositi bancari e in crescita
le richieste di prestiti. Colpa dell'inflazione e dell'arrivo dell'euro, denuncia l'Intesa dei consumatori
(Adusbef, Adoc, Codacons, Federconsumatori) che per protesta contro il caro vita e gli
arrotondamenti selvaggi ha indetto un nuovo sciopero della spesa per il 12 settembre.
Pag 151
A PAGINA IV
Nota: Ora che operativo il sequestro automatico, su accertamenti veri o FALSI, cosa succeder
alle imprese per i debiti con L'INPS e FICO ? le banche staranno a guardare che i vari enti
sequestrino i beni mobili ed immobili o ci sar una corsa alla richiesta di rientro dei fidi non pi
garantiti ? ne vedremmo sicuramente delle belle buona fortuna."
Tutte queste leggi e disposizioni, come si vede a pieno regime porteranno inevitabilmente al blocco
totale dei conti bancari in rosso, e poi i titolari dei conti che detengono liquidit, riusciranno ad
rientrare in possesso dei loro denari, o si porteranno a casa la mobilia, le vetture, o gli immobili
sequestrarti, dalle ditte di riscossione ai debitori?
Sarebbe bene analizzare i motivi di cos tanti debitori, e verificate la natura del debito.
Sicuramente ne salterebbe fuori che la natura del debito di privati e delle piccole e medie aziende
derivano dalle esose imposizioni fiscali, studiate dal nostro governo, primo debitore in assoluto che
deve sanare unamministrazione centralista- clientelare; Dove stipendi faraonici ai burocrati di
stato,
finanziamenti truffaldini ad amici e faccendieri, pensioni facili, artifici di grosse lobi finanziarie
mafiose vedi le cartolarizazioni, finanziamenti ai partiti per sostenere il perverso sistema di
ripartizione del potere, hanno creato quella voragine senza fondo chiamato debito pubblico.
Sar inevitabile il blocco totale dei conti bancari, in una situazione fallimentare del sistema politicoeconomico centralista, basato sullo scarica debiti da parte dei responsabili politici sulla classe
produttiva.
I Creditori dove sono e chi sono? Li trovi nei meandri della burocrazia, nella dirigenza dei partiti

politici sia di potere che di minoranza, nelle molteplici FONDAZIONI,del tipo: .


Come detto il sistema torchier quella parte produttiva, che guarda caso si trova per l80% al nord
dellItalia, dove noi Veneti deteniamo il primato delle piccole e medie aziende.
Molti imprenditori gi pi accorti su questo problema hanno decolonizzato le loro aziende nei paesi
dellest Europa, ma gli operai e le pi piccole aziende che alternative avranno?
La soluzione st nel delegittimare la classe dirigenziale al potere che visto i fatti, sono fallimentari,
e creare nella legittimit di autogoverno una nuova classe amministrativa con competenze limitate
territorialmente e secondo un criterio di appartenenza etnica culturale, storica e di popolo,
Un sistema confederale di popoli lunica soluzione possibile sia per lItalia che per tutta lEuropa.
In alternativa ci vorrebbe il Santo!!! ( santAntonio da Padova) lui risolvette un problema similare
nella citt di Padova.
Luciano Franceschi

Il pensiero di un vegliardo autonomista veneto


Scritto da

joe on Friday, 06 September @ 02:20:44 EDT

ciano
Utopia un Paese disabitato.
Inutile attardarci ad analizzare o a sperare nellattuale partitocrazia, e nei suoi
militanti.

Utopia un Paese disabitato.


Inutile attardarci ad analizzare o a sperare nellattuale partitocrazia, e nei suoi militanti.
Sciocco sarebbe pensare di poter "soffiare" un partito al suo padre-padrone. Berlusconi o Bossi,
tanto per fare qualche nome.
Ingenuo ritenere che la "missione" politica dei partiti politici attualmente rappresentati in
Parlamento, oramai indifferenziati, possa ancora realizzare un qualche obiettivo di radicale e
democratico cambiamento nel nostro Paese.
Pag 152
Anche l'elaborazione daltre proposte politiche, oltre a quelle che nel tempo abbiamo gi messo a
punto (noi singoli o i gruppi che si propongono unalternativa democratica al potere oggi costituito),
possa ottenerci un qualche risultato efficace.
Prendiamo atto che nessun profeta ha successo se disarmato.
Anche il popolo ebraico aveva le sue ragioni, ma il piccolo David si mun d'una rudimentale fionda
per abbattere il gigante Golia.
Dunque...?
Io credo che al di l delle proposte politiche che gi abbiamo e che potremmo ulteriormente
elaborare, sia giunto il tempo di individuare "uno strumento" attraverso il quale poter attrarre a noi
quelle forze politiche oggi "orfane", e quel consenso elettorale che solo ci potr garantire un
qualche positivo risultato.
Cercher di spiegarmi meglio con un esempio storico:
Le Suffragette Movimento femminista che ai primi del Novecento si batt in Gran Bretagna per il
diritto delle donne al voto nelle elezioni generali. La prima a parlare di suffragio femminile fu la
scrittrice Mary Wollstonecraft nel libro Rivendicazione dei diritti della donna (1792). Intorno al 1840
la rivendicazione fu sostenuta dai cartisti e nel decennio successivo dal filosofo John Stuart Mill.
Tuttavia, i disegni di legge presentati al parlamento furono scartati in parte perch uomini politici

quali William Gladstone e Benjamin Disraeli si sentirono comunque obbligati nei confronti della
regina Vittoria, fiera oppositrice del suffragio femminile, e in parte per timore che i voti femminili
potessero, in qualche modo, produrre influenze imprevedibili sui risultati elettorali.
Il persistente rifiuto al diritto di voto per il parlamento (le donne avevano ottenuto nel 1869 quello
per il municipio e nel 1880 quello per la contea) spinse la suffragetta Emmeline Pankhurst a
fondare nel 1903 l'Unione politica e sociale delle donne, che port a decise forme di protesta. Nel
1907, infatti, la Pankhurst guid una marcia verso la sede del parlamento, durante la quale decine
di donne si incatenarono lungo Downing Street, dove risiedeva il primo ministro. In seguito,
numerose suffragette, colpevoli di atti di vandalismo, furono imprigionate, altre che attuavano uno
sciopero della fame furono costrette con la forza a nutrirsi; nel 1913 una si uccise gettandosi sotto
il cavallo del re durante il torneo di Derby.
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, l'Unione abbandon la campagna militante per
sostenere lo sforzo bellico. Nel 1918, in parte a causa di tale valido sostegno, le argomentazioni
contro il suffragio femminile non avevano pi fondamento, cos le donne di et superiore ai 30 anni
ottennero il diritto di voto. Nel 1928 il diritto di voto fu concesso a tutte le donne che avessero
compiuto 21 anni.
Movimenti analoghi a quello delle suffragette inglesi si formarono anche in altri paesi: tra i primi a
concedere il diritto di voto vi furono l'Australia (1903) e i paesi scandinavi; gli Stati Uniti lo fecero
nel 1920.
Di seguito un brano da un discorso di Emmeline Pankhurst:
Quando le donne avranno il voto, staranno attente che le madri possano stare a casa a occuparsi
dei loro figli! .
Nel 1899 fui assegnata all'ufficio di stato civile di Manchester. Nonostante la mia esperienza nel
consiglio per l'assistenza sociale, non potei fare a meno di rimanere sgomenta di fronte alla
mancanza di considerazione riservata dal mondo a donne e bambini. Mi sono capitate ragazzine di
tredici anni che venivano nel mio ufficio a registrare la nascita di un figlio, illegittimo, naturalmente.
Nella maggior parte dei casi, non si poteva far nulla: i sedici anni segnano il confine tra la capacit
e la non capacit di intendere e di agire, ma in genere un uomo pu sostenere di essere convinto
che la ragazza aveva superato i sedici anni. Una volta - io lavoravo ancora - una madre,
giovanissima, abbandon il suo bambino, che mor. La ragazza fu processata per omicidio e
condannata a morte. L'uomo che, secondo giustizia, era da ritenere il vero assassino del bimbo,
non ricevette alcuna punizione.
In quel periodo non facevo che chiedermi cosa si potesse fare. Mi unii al partito laburista,
sperando che conducesse una campagna per l'emancipazione delle donne, tale che la classe
Pag 153
politica non potesse pi ignorare il problema. Non successe nulla.
Intanto, le mie figlie erano cresciute. Un giorno Christabel mi apr gli occhi dicendo: "Da quanto
tempo voi donne tentate di ottenere il voto? Per conto mio, intendo conquistarlo". Da quel giorno
due principi mi hanno guidata: "Voto alle donne e Per conto mio, intendo conquistarlo!"
Aspettammo molti anni prima di accendere la torcia della militanza. Avevamo tentato ogni altra
via, e solo dopo decenni di sforzi, sofferenze e sacrifici ci rendemmo conto che il governo non
avrebbe seguito il diritto e la giustizia, ma solo i propri interessi. A quel punto, non ci restava che
mettere in crisi tutti gli aspetti delle istituzioni inglesi. Dovevamo dimostrare che la legge inglese
era un fallimento e i tribunali teatri da farsa. Dovevamo screditare il governo agli occhi del mondo.
Dovevamo gettare fango su sport e affari, intimorire i politicanti, scandalizzare le chiese,
sconvolgere tutta l'ordinata vita del paese! Dovevamo portare avanti questa battaglia fino a che la
popolazione inglese non ne avesse potuto pi. Quando la gente fosse arrivata al punto di dire al
governo: "Mettete un freno a tutto questo, nel solo modo possibile, dando cio il voto alle donne",
allora noi avremmo spento la nostra torcia.
Il grande statista americano Patrick Henry cos riassunse le cause che portarono alla rivoluzione
americana: "Abbiamo presentato petizioni, abbiamo protestato, abbiamo supplicato, ci siamo
prostrati ai piedi del trono: tutto stato vano. Dobbiamo combattere. Ripeto, dobbiamo
combattere". Patrick Henry stava sostenendo la necessit di uccidere come unico mezzo possibile
per assicurare la libert politica degli uomini. Le suffragette non hanno mai fatto questo n mai lo
faranno. In realt, lo spirito ispiratore della nostra militanza un profondo e costante rispetto per
la vita umana.

in questo spirito che lo scorso anno le donne hanno avviato la loro lotta. Il 31 gennaio (1913.
Ndr) furono bruciati con gli acidi dei tratti erbosi di alcuni campi da golf. Il 7 e l'8 febbraio furono
tagliati i fili telegrafici e telefonici in diverse localit e per qualche ora tutte le comunicazioni fra
Londra e Glasgow rimasero interrotte. Pochi giorni dopo vennero infrante le vetrine di alcuni fra i
pi eleganti club di Londra, e fracassate le serre di orchidee ai Kew Gardens, dove morirono per il
freddo molte piante preziose. Vi fu un'invasione alla mostra di gioielli alla Torre di Londra e venne
rotta una bacheca
A questo punto utile sottolineare due questioni:
1) a distanza di circa un secolo, il potere e i partiti politici [il Laburista in quel caso] NON ha
cambiato il suo modo di gestire la cosa pubblica.
2) il "popolo" deve sempre conquistarsi le sue libert, i suoi diritti!
La cosa non ufficiale, ovviamente, ma presumibile che al tempo il Governo britannico abbia
convocato riservatamente le leaders delle suffragette, ed abbia intavolato un discorso pressappoco
di questo tono:
Care signore, ora c' la guerra. Se la perdiamo voi non solo non otterrete il voto, ma vi troverete
di fronte un governo straniero e... Krucco. Se, invece, ci aiutate nello sforzo bellico. Se cio andate
a lavorare in fabbrica per sostituire gli operai che abbiamo trasformato in soldati, e non utilizzerete
alcuno "strumento" ostile, come per esempio l'obiezione di coscienza o lo sciopero, noi a guerra
vinta vi diamo il diritto di voto.
Cosa che puntualmente avvenne appunto alla fine del 1918.
Qualcuno ha recentemente scritto: fai del tuo campanile il miglior posto del mondo e, se tutti fan
come te, avremo il miglior mondo possibile. Ora, posto che noi (i quali ci riconosciamo in
strumento dinformazione alternativa come questo) si debba assumere la leadership di un
localismo democratico, federalista e riformista, quale "strumento" dovremmo poter essere in
grado di utilizzare per contrattare con il potere partitocratico?
In altri termini, e per cercare di spiegarmi meglio: posto che noi si debba banchettare alla tavola
del potere per mutare le regole del democratico vivere civile, quale "strumento" dovremo saper
meglio maneggiare?
La forchetta per le escargot, o il cucchiaino da gelato?
La partitocrazia italiana abbastanza inefficiente e corrotta per metterla di fronte ad azioni
pag 154
pacifiche ma determinate, che ottengano gli stessi effetti del movimento delle Suffragette
sullopinione pubblica.
Lunico quesito che mi par corretto, adesso, porre ai lettori questo: PROPONGO di concentrare la
vostra attenzione, la vostra creativit, la vostra intelligenza, all'individuazione del suddetto
"strumento".
Enzo Trentin

<E il gran rifiuto di Roma E il gran rifiuto di Roma E il gran rifiuto di Roma
Scritto da

admin on Monday, 09 September @ 14:39:48 EDT


VENEZIA - "Grande il disordine sotto il cielo federalista", scuote la testa il
professor Ilvo Diamanti, entomologo del federalismo possibile. Almeno, questo s,
finalmente un bellissimo e solare cielo d'autunno, ripulito dal vento che fa
sventolare senza pausa le bandiere del IV novembre sulle piazze. il Veneto del
giorno dopo.

di GIORGIO LAGO VENEZIA -

"Grande il disordine sotto il cielo federalista", scuote la testa il professor

Ilvo Diamanti, entomologo del federalismo possibile. Almeno, questo s,


finalmente un bellissimo e solare cielo d'autunno, ripulito dal vento che fa
sventolare senza pausa le bandiere del IV novembre sulle piazze. il
Veneto del giorno dopo. In Regione, la maggioranza di centrodestra
intendeva chiedere con un referendum consultivo: vuoi tu, cittadino
veneto, che lo Stato ci consegni per sempre i poteri su scuola, sanit, e un
po' di ordine pubblico? Il governo, senza pensarci su troppo, o abbastanza,
ha risposto che non se ne fa nulla e ha rispedito il referendum al mittente,
ma sbaglia di grosso chi banalizza il no riducendolo a un ping pong tutto
tra sinistra (Roma) e destra (Venezia) o, ancor peggio, a una baruffa
goldoniana tra Galan e Loiero. La seconda in pochi giorni.
No, non cos, la faccenda si dimostra molto pi trasversale, come spesso
accade in Veneto da qualche anno a questa parte. Leader dell'opposizione
a Galan, Massimo Cacciari non era contrario al referendum ma a quel
referendum a suo dire mal posto e dunque bocciabile: in aula, lui ne aveva
proposto anzi uno dal testo pi radicale, pi federalista semmai. L'esempio
pu essere anche divertente. Con un emendamento il centrosinistra aveva
provato a sostituire la formula canonica ("nell'ambito dell'unit nazionale")
con una assai pi costituente ("nel quadro della Repubblica federale")!
Paradossalmente, proprio il centrodestra ha rifiutato, ma soltanto per non
toccare nemmeno una sillaba del testo preparato in fotocopia per

Pag 155
tutte le regioni del nord dopo la pace di Arcore tra l'onorevole Berlusconi e
l'onorevole Bossi. Pura e semplice disciplina padana.
Insomma, a dispetto degli equivoci romani, qui la politica a dividere sul
serio, non il referendum n tanto meno il federalismo, come dimostra
Carlo Alberto Tesserin, 62 anni, abile presidente della prima Commissione
del Consiglio regionale del Veneto. Ex Dc, oggi del Polo, considera il no del
governo "una presa in giro" e, esattamente come Galan, preannuncia gi il
bis dell'iniziativa, a costo di arrivare fino alla Corte costituzionale, ma non
ha la minima difficolt a riconoscere: "Cacciari molto pi federalista di
Galan! Basta ascoltare in aula le sue posizioni sulla riforma oggi in
Parlamento: la considera del tutto insufficiente". Soltanto se si abbandona
la palude dei luoghi comuni, diventa possibile cogliere il senso della partita
in gioco. Per questo il no del governo al referendum del centrodestra viene
duramente criticato anche dal centrosinistra. Qui la cosa non sorprende
nessuno, altrove s, pare.
Lo scrittore Gianfranco Bettin, pro-sindaco di Mestre prima con Cacciari ora
con Costa, alla "Nuova Venezia" ha dichiarato testualmente: "Un errore
politico del governo, pesantissimo. Un eccesso di zelo costituzionale". E
Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova, attuale capogruppo dei Ds in
Regione, avversario frontale di Galan, mi aggiunge: "Noi chiedevamo
anche il federalismo fiscale, che nel loro referendum non c'era, per sapere
con quali soldi si fanno 'ste cose". Il fatto che, dietro la facciata del
referendum, imperversa la campagna elettorale, quella che il professor

Diamanti definisce l'insopportabile "babele" che dura in pratica da due


anni e che durer fino alla primavera del 2001. "La cosa appare cos sintetizza il sociologo - le Regioni che vogliono i referendum contro il
governo e il governo che far un referendum contro le Regioni. Ma siamo
matti? D' altra parte, la sconfittta clamorosa della sinistra consiste nell'
aver fatto apparire nell'immaginario popolare che il federalismo di
destra".
La sensazione, nel Veneto "laboratorio", da anni suppergi sempre la
stessa: a Roma non capiscono nulla di riforme. Sembrerebbe un problema
di comunicazione, anche di linguaggio, basti pensare alle bozze di Statuto
in circolazione a destra e sinistra. Galan parla di "contrattazione" con lo
Stato, Cacciari di "negoziato" mentre
Pag 156
lo stesso documento degli industriali veneti consiglia la "trattativa": su
questi temi, le differenze sono risibili. Ha ragione da vendere Diamanti: le
differenze le fa la campagna elettorale permanente, con il mondo
produttivo che tenta disperatamente di riportare la politica ai problemi.
Neo vicepresidente di Confindustria, Nicola Tognana, trevigiano, sostiene
che serve uno "choc" e che lo "choc" virtuoso possibile. "In Veneto spiega - la domanda di federalismo totalmente unanime, ma da solo il
federalismo non riequilibrer Nord e Sud". E qui ribadisce ci che ha detto
di persona al ministro del Lavoro Salvi, venerd a Venezia: "La formula continua Tognana - questa: federalismo, riduzione dell'Irpeg ed
emersione del sommerso. Questo lo choc buono per il Sud, e non occorre
certo togliere soldi ai pensionati! I quattrini verranno, come dice anche
l'Istat, dall'emersione". L'impresa diffusa sempre stata in prima linea per
l'autonomia: ne sa qualcosa Mario Carraro, ex presidente degli industriali
veneti, che assieme a Cacciari anim per un anno ("un anno sabbatico",
ricorda) il movimento del Nordest. Oggi si dichiara pessimista e definisce il
no del governo al referendum "puro masochismo". E avverte: "Dovrebbero
ricordare tutti Livio Paladin, ex presidente della Corte costituzionale, che
invitava ad aspettare il federalismo non dallo Stato, mai!, ma proprio dalle
Regioni". L'aria che tira questa: con Galan sta il centrodestra, con il
governo quasi nessuno. Il no ha imbarazzato il centrosinistra e servito un
assist propagandistico al centrodestra.
Chi ringrazia sentitamente la Lega Nord. L'onorevole Giuseppe Covre,
imprenditore del mobile, cinquantenne sindaco di Oderzo, noto per la sua
indipendenza da Bossi, considera il no governativo un "autogol" e consiglia
una pausa natalizia di almeno due mesi nel teatrino pre-elettorale. "A
Pordenone - ironizza Covre in tutte le direzioni - appena arrivato Rutelli a
promettere computer a tutti i disabili. Mi aspetto l'arrivo di Berlusconi, che
prometter computer, stampante e cellulare! Faremo fare la stessa fine al
federalismo?". Su questo interrogativo, il Veneto del giorno dopo non sa
rispondere. A forza di no, di strappi e di incomunicabilit, si rischia di
perdere di vista anche l'ordine del giorno. Di che cosa stavamo parlando?
(5 novembre 2000) da

http://www.repubblica.it/online/politica/poli/veneto/veneto.html
pag 157

Ciampi: ''Il federalismo trovi sbocco in Parlamento''


Scritto da

admin on Monday, 09 September @ 14:41:53 EDT


Il presidente della Repubblica interviene sul tema pi caldo "E' un'esigenza
profonda, ma l'unit d'Italia non si tocca"

Ciampi: "Il federalismo trovi sbocco in Parlamento" A Rimini, il


Capo dello Stato indica un percorso: "Procedere come per la
Ue: nuove istituzioni senza abbandonare le altre"

Il presidente della Repubblica interviene sul tema pi caldo "E' un'esigenza


profonda, ma l'unit d'Italia non si tocca"
Ciampi: "Il federalismo trovi sbocco in Parlamento" A Rimini, il Capo dello
Stato indica un percorso: "Procedere come per la Ue: nuove istituzioni
senza abbandonare le altre"
RIMINI - "Io mi auguro che questa disputa sul federalismo, che certamente
risponde a un sentimento profondo, direi antico, del Paese, riesca a trovare
in Parlamento gli esiti che il Paese desidera". Da Rimini dove si trova in
visita ufficiale, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
interviene cos nel dibattito politico sulla devolution che, dopo
l'approvazione da parte del Consiglio regionale della Lombardia dei
referendum federalisti, sta assumendo toni sempre pi forti. Ma su una
cosa, Ciampi insiste: l'unit del Paese non pu essere messa in
discussione.
Il presidente della Repubblica ha sottolineato che la spinta che c' nel
Paese "deve essere sempre rispettosa dell'unit d'Italia". "Come si visto
in tanti altri momenti - ha aggiunto - il fatto di creare nuove istituzioni non
significa volerne abbandonare altre o renderle meno importanti".
"Quello che io sento che in Italia bisogna procedere come per l'Europa.
L'Unione Europea - ha proseguito Ciampi - deve essere forte mantenendo
per le diversit di ogni nazione che ne fa parte. La forza dell'Italia sta
nella sua unit, ma questa unit
pag 158
si nutre delle diversit. Questo bisogna sentirlo profondamente, senza
conflitti. E allora le soluzioni si trovano. Sono persuaso che le troveremo
anche ora per il federalismo".
Il Capo dello Stato si dice persuaso che "l'unit d'Italia, in dibattiti pur cos
intensi, non viene assolutamente messa in dubbio da nessuno. L'unit

d'Italia il valore che ci fa forti in Europa".


"Dobbiamo sempre guardare il tricolore con affetto", ha aggiunto Ciampi
che ha poi voluto fare, da nuotatore, "i rallegramenti pi vivi" a Domenico
Fioravanti per la medaglia d'oro conquistata oggi.
E a una domanda dei giornalisti che gli chiedevano se crede a Bossi, oggi a
Venezia per celebrare il devolution day, quando dice che ha abbandonato il
secessionismo, Ciampi ha risposto: "Lo ha dichiarato lui stesso, lo ha
affermato ripetutamente".
(17 settembre 2000) da
http://www.repubblica.it/online/politica/poli/ciampi/ciampi.html
Assemblea degli autonomisti Veneti del 22/09/2002
Scritto da

admin on Monday, 16 September @ 14:01:25 EDT

Informazione a pagamento
L'Autogoverno del Popolo Veneto stato invitato ad una riunione sul tema
"Siamo Veneti autonomisti, nazionalisti, indipendentisti che, a
distanza di circa 25 anni dalla nascita dei primi movimenti federalisti
in veneto, sentono fortemente la necessit di compiere una analisi di
quanto stato fatto fino ad ora e di condurre una profonda
riflessione sul futuro delle istanze autonomiste ed indipendetiste
venete.".

L'appuntamento per il giorno 22/09/2002, sala consiliare del Municipio di Borgoricco (PD), ore
9.30-17.30.
Nell'occasione le istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto (art.2L.n.340/1971) presenteranno la
relazione di quanto fatto fin dalla loro nascita nel 1999.
Verr spiegato l'ordinamento dell'Autogoverno che nasce delle leggi italiane che hanno dato
l'indipendenza al popolo veneto. Verr spiegato anche il progetto di Autodeterminazione dello Stato
Veneto ed il suo attuale punto di arrivo. Si confronteranno anche i sistemi fiscali italiano e quello
applicato dal Governo del Popolo Veneto. Si parler anche del Tribunale del Popolo Veneto quale
Camera giudiziale per le vertenze economiche in sostituzione della Giustizia italiana.
Da tempo i vari movimenti sono fermi in attesa di verificare cosa il nuovo governo italiano faccia
per il rispetto delle leggi e della Costituzione italiana, art.2L.n.340/1971 e L.n.881/1977, Cost,
1,2,6,10.
L'Autogoverno del Popolo Veneto, grazie ad investitori esteri, nel frattempo riuscito a avere a
Pag 159
disposizione il giornale www.venexie.info . Da circa un mese infatti, sono stati pubblicati circa 200
articoli, dalla cui lettura risulta che l'italia sta andando ........
Noi veneti abbiamo il dovere/diritto di continuare la lotta per la giustizia sociale e per il futuro dei
figli dei veneti.
Vi invitiamo a leggere www.venexie.info per verificare quanto l riportato ed il fatto che solo
venexie.info sta dando spazio ai movimenti popolari autonomisiti e federalisti.
Nell'occasione dell'incontro il Governo offrir dei buoni del Tesoro del nascente Stato Veneto.
Per vostra documentazione e contatto diretto
www.repubblica.org/agv/
email: gv@repubblica.org

tel. 339 3708771


Fax 049 5798283
Per aderire e prenotarsi a parlare compila e spedisci:
Dichiarazione
Io, sottoscritto. __________________________________________________
tel. abitazione _____________________________ tel Cell. __________________________
Fax.__________________________________
Dichiaro
di imepegnarmi a partecipare alla libera assemblea spontanea.
"L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della
sua storia."
Art.2 Legge Cost. 22 maggio 1971, n. 340 votato dal Parlamento italiano

Il 25 ottobre 1977 il Presidente della Repubblica Leone promulga la legge


n.881 che ratifica e rende esecutivi nella Repubblica Italiana il Patto
Internazionale relativo ai DIRITTI ECONOMICI SOCIALI E CULTURALI ed il
Patto internazionale relativo ai DIRITTI CIVILI E POLITICI emanati dalle
Nazioni Unite nel dicembre 1966 e gi in vigore internazionalmente dal
1976.
I patti riconoscono il diritto di Autodeterminazione di tutti i popoli e
testualmente dice: Parte Prima Articolo - 1 - 1- Tutti i popoli hanno il diritto
di autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono liberamente
del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo
economico, sociale e colturale.
2- Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente
delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali, senza pregiudizio
degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale,
fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale. In
nessun caso un popolo pu essere privato dei propri mezzi di sussistenza.

Pag 160
3- Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono
responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e di territori in
amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione del diritto di
autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformit alle
disposizioni dello Statuto delle Nazioni unite.
La repubblica italiana si impegnata ancora nel 1996 a rispettare tali
leggi internazionali
SEGUITECI NON PAGHERETE LE TASSE
Scritto da

IranMatrix on Tuesday, 01 October @ 00:00:00 EDT

Per non dimenticare...


Insegnano a procurarsi unaltra identit, ad aprire un conto corrente anonimo o
costituire una societ fittizia per evadere legalmente
Federico I
Ci troviamo in uno stato di schiavit, in cui il padrone lufficio nazionale delle
imposte. Sinizia cos il manifesto ipertestuale dei FreeBooters, consulenti libertari,
con un sito dedicato alla ribellione fiscale. Uno degli oltre cento siti che, per via telematica, invitano
in maniera pi o meno esplicita a evadere le tasse, a procurarsi una seconda identit o unaltra
cittadinanza, ad aprire un conto corrente anonimo o una societ fittizia, per rendersi (in maniera
assolutamente legale), perfettamente anonimi a un fisco che se vuole pu prendersi qualunque
cosa: la tua casa, la tua salute e se necessario anche la tua libert.
E cos la ragnatela telematica, da luogo di fuga virtuale si pu trasformare in un mezzo per chi
vuole davvero sparire, o pi semplicemente far sparire i guadagni. Non difficile trovare indicazioni
su come espatriare ottenendo un passaporto con un nome falso, effettuare spese di qualunque
importo e in qualsiasi parte del mondo con carte di credito anonime, o aprire un conto corrente o
una societ allestero, specialmente in qualche paradiso fiscale. Ci sono siti ufficiali di Paesi che
pubblicizzano il loro particolare regime fiscale per attrarre capitali internazionali, o studi di
consulenza specializzati nellescogitare modi legali per trasferire discretamente persone o capitali
allestero. Alcuni di questi offrono servizi che si spingono oltre la vera consulenza. Come quello
degli anarco-capitalisti FreeBooters, di cui parlavamo allinizio. Siti fisco-sovversivi, che tra
consulenze tributarie e consigli su come sfruttare al meglio le larghe maglie dei trattati
internazionali, inneggiano alla ribellione fiscale. FreeBooters, e altri, costituiscono una comunit
telematica ristretta, di cui fa parte anche qualche rarissimo sito italiano. Tra questi, uno che
pubblicizza il primo programma di vendita multilevel totalmente off-shore. Il multilevel,
conosciuto da decenni con il nome di schema Ponzi, una struttura piramidale di vendita in base
alla quale lingresso di un nuovo venditore nellorganizzazione fa avanzare di grado chi si trova al
livello immediatamente superiore, al quale viene di solito accreditata una provvigione. Lo schema si
riproduce fino al vertice. In questo caso il prodotto da vendere un corso daddestramento alla
pianificazione fiscale. Lorganizzazione internazionale che vende il programma Prosper Plus,
garantisce il versamento di 900 dollari su conto off-shore per chi introduce un nuovo venditore, e
una carta Visa legata a un conto anonimo, se i nuovi entrati sono due o tre.
Ma si trovano per lo pi studi legali o tributari specializzati sulle leggi dei tradizionali paradisi fiscali,
e molte pubblicazioni sul tema dellinternational tax planning, una specializzazione tributaria rivolta
a chi ha interessi commerciali o professionali internazionali. Ufficialmente vengono offerte
consulenze alle imprese per la pianificazione di business plan o strategie fiscali basate su un uso
estremo dei trattati tributari internazionali. Servizi rivolti a imprenditori e professionisti, che
operando in Paesi che hanno sottoscritto trattati per evitare la doppia imposizione, hanno bisogno
di pianificare il pagamento delle tasse per versare allerario il meno possibile, o nulla. Consulenze
professionali di questo genere vengono offerte, nelle Bermuda, specializzate in leggi e trattati
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fiscali delle isole della Canale di Gibilterra, Irlanda e dei paradisi fiscali dellUnione europea.
Vengono spiegate le modalit con le quali Irlanda, Andorra, Gibilterra rilasciano passaporti o carte
didentit agli stranieri, come e dove consentito aprire una banca senza troppe formalit, o come
diventare a tutti gli effetti cittadini e contribuenti di un altro
Oltre mille, vi raccontano come costituire e cosa fare di una societ con sede ad Antigua,
Bandados, Bahamas e in altri pi o meno noti paradisi fiscali. Contattando, per posta elettronica, si
pu avere The Offshore Money Book, una raccolta delle agevolazioni fiscali, permesse da tutti i
Paesi del mondo a chi vuole costituire una societ, o iniziare un business. Ci sono anche tutte le
indicazioni sulle leggi tributarie di Ungheria, Repubblica Ceca, Irlanda, Gibilterra, Madeira, Cipro,
Malta i paradisi fiscali europei, fonte di qualche preoccupazione per la Commissione di Bruxelles. Il
loro particolare status fiscale sta infatti creando non pochi problemi in vista dellarmonizzazione
fiscale prevista dallUnione europea. I consulenti anarco-liberisti di FreeBooters hanno pubblicato
invece una guida alle seconde cittadinanze, che esamina uno per uno i programmi di
naturalizzazione dei paradisi fiscali e di molti Paesi del Sudamerica. Per diventare cittadino
dellIrlanda, definita la Rolls Royce dei paradisi fiscali necessario investire 250.000 dollari in
titoli per cinque anni e acquistare una casa in cui si deve recare almeno due volte lanno. In 90-120
giorni si ottiene cittadinanza, passaporto e carta didentit per tutta la famiglia. Agendo talvolta al
limite della legalit, alcuni consulenti telematici sono in grado di dispensare consigli e offrire
prodotti finanziari anche a chi ha bisogno di nascondere s stesso o i propri capitali per motivi non
strettamente professionali, ma piuttosto per fuggire a creditori, ex mogli, avvocati o magistrati.
Nel paradiso fiscale delle Isole del Canale, si pubblicano dettagliate indicazioni per chi ha bisogno di
aprire una societ off-shore, e una interessante guida per chi vuole acquistare una nuova identit.
Pu ottenere un passaporto in tempi brevi e si pu scoprire che per 160 dollari, alcuni Paesi
rilasciano patenti di guida con validit internazionale senza dover superare esami. Pagando 185
dollari con una carta Visa, Diners o Mastercard, si pu ordinare per posta elettronica un passaporto

Rhodesia, di Zanzibar, del British Honduras, dellAlto Volta o della Guyana Olandese. Tra i documenti
venduti, questi sono i pi economici, ma anche quelli meno credibili, come viene chiaramente
spiegato. Si tratta infatti di documenti autentici, completi di timbri, sigilli ufficiali delle autorit
locali, emessi per da Stati che non esistono pi: il British Honduras diventato Belize, lAlto Volta
il Burkina Faso, mentre Zanzibar ora fa parte della Tanzania. Continuando, si possono trovare
anche consigli su come acquistare una seconda cittadinanza in modo assolutamente legale. Alcuni
Paesi consentono addirittura di cambiare nome. Una societ di consulenza, con sede a Gran
Bohama, suggerisce di sfruttare una particolare consuetudine dei Paesi dellAmerica Latina per
crearsi una nuova identit: In molti Stati del Sud America - spiega lautore nei documenti ufficiali
il proprio cognome seguito da quello materno. E cos, per avere un passaporto, una patente e un
certificato di naturalizzazione di Argentina, Venezuela, Bolivia o Brasile, con il doppio cognome,
necessario solo inviare due foto, fotocopia del proprio passaporto, un certificato di nascita e
versare 35mila dollari su un conto bancario della Suisse Bank. Dopo 180 giorni i documenti sono
disponibili. Con cinquemila dollari in pi, le pratiche possono essere evase anche in 15-20 giorni,
specifica chi propone il servizio.
Chi vuol conoscere di pi sugli usi che si possono fare di un nuovo documento deve spostarsi su
uno dei siti anarco-capitalisti. In uno di questi consigliano di provare subito la gioia di riservare
avvalendosi del nuovo passaporto una camera dalbergo, un biglietto aereo, o di aprire un conto
corrente usando legalmente un cognome sconosciuto alle autorit ma soprattutto al fisco del
proprio Paese. Se una societ off-shore, un conto corrente allestero, una seconda cittadinanza e
un nuovo nome non bastassero a garantire una privacy assoluta, si pu trovare anche il modo per
avere un telefono cellulare intestato ad una societ off-shore e un servizio di segreteria telefonica
allestero, utilizzabile solo da chi ne conosce il codice segreto.
Recensione dell'agosto 1997

La finanziaria e le tasse del Veneto


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joe on Friday, 18 October @ 10:56:15 EDT

ciano

La finanziaria e le tasse del Veneto


Che il momento attuale sia uno di quelli in cui si gioca una partita
straordinaria non vi alcun dubbio.
Costituzione dell'Europa delle nazioni, ricollocazione delle alleanze
La finanziaria e le tasse del Veneto

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Che il momento attuale sia uno di quelli in cui si gioca una partita
straordinaria non vi alcun dubbio.
Costituzione dell'Europa delle nazioni, ricollocazione delle alleanze
internazionali, riassestamento dei grandi gruppi economici, consolidamento
di controllo finanziario con sgonfiamento graduale della speculazione,
bastano a far capire che in atto una competizione in cui pu giocare chi
ha fiato e tecnica, cio finanza e conoscenza.
In particolare un certo tipo di conoscenza: conoscenza politica.
Un tempo non molto lontano nelle sedi centrali e periferiche delle scuole di
partito e sindacali si insegnava che ci sono 2 livelli pubblici di azione
politica e 1 non pubblico.
Primo livello: scontro faccia a faccia per l'impossessamento di utilit
materiali, guerra per parlar chiaro; competizione per posizionarsi sulle
migliori opportunit, ovvero segreto corporativo e brevetti; occupazione
dell'egemonia culturale, tecnologica, spirituale.
Secondo livello: ricomposizione di queste tendenze primarie dell'uomo ad un
ordine secondo le regole del diritto oggi prevalentemente nelle forme del
Costituzionalismo democratico.
Infine il terzo livello di azione politica si trasmetteva quasi quale
conoscenza iniziatica ai giovani allievi:
- E' necessario distinguere l'amico dal nemico (C. Schmitt);
- Vi e' sempre una comunit di appartenenza che pu essere la classe

operaia, il clan mafioso, il partito, l'azienda, la nazione, la religione;


- E' amico chi gioca fedelmente per la comunit di appartenenza;
- La comunit di appartenenza in cambio garantisce sicurezza, protezione,
benessere;
- Chi non rispetta le regole di appartenenza (contrattuali nel migliore dei
casi, tribali pi spesso) viene espulso (vivo nel migliore dei casi);
- Nessuno pu vivere da solo.
Queste dinamiche, si diceva, sono generali, onnipresenti, riguardano tutte
le societ.
A parte l'aspetto un po' inquietante per dei giovani che si affacciavano
alla politica il messaggio implicito era: "E' necessario sapere con chi si
gioca e contro chi".
E' strano dover ricordare oggi questi elementi fondamentali della politica
per cercare di capire cosa stia accadendo in Veneto e in particolare se il
Veneto possa considerarsi un protagonista della partita che si sta svolgendo
in Italia e soprattutto in Europa.
La prima impressione che il Veneto disponga di fiato economico e di
tecnica produttiva ma che difetti di conoscenza politica diffusa nel senso
estesamente sopra indicato.
Un esempio concreto l'atteggiamento del ceto politico veneto (quel poco
che c') di fronte allo scontro fra poteri centralistici e poteri regionali
(Siciliani, Romani, Lombardi), a seguito della riforma costituzionale
introdotta dallo L.C. n.3 del 2001.
In quest'anno di vigenza, nonostante le ripetute ingerenze del Governo
centrale in materia sia di competenza concorrente sia di competenza
esclusiva regionale, non vi stato alcun ricorso alla Corte Costituzionale
da parte della Regione Veneto.
Probabilmente ci dovuto alla appartenenza del Presidente Galan allo
stesso partito di Berlusconi.
Forse Galan appartiene pi al partito di Berlusconi che alla comunit del
Veneto.
Il fatto pi emblematico per riguarda il federalismo fiscale.
Il 25 settembre scorso stato presentato al Governo un documento (3 pagine)
dalle Regioni in cui si indicano sette principi cardine di coordinamento
della finanza pubblica e del sistema tributario.
Di questi sette il pi incredibile, data la provenienza del documento, dice:
"Le Regioni potranno stabilire tributi propri sulle basi imponibili non
toccate da imposizioni statali" mentre "Lo Stato indicher i tributi sui
quali le regioni potranno avere addizionali" (Sole 24 ore 28/09/02).
Se questo non l'annullamento del significato del testo "autonomia di

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entrate e di spesa" riconosciuto dalla Costituzione alle Regioni allora la
lingua italiana non ci pu essere di aiuto per capirci.
Strano che questo documento sia presentato dalle Regioni e in particolare
dal Veneto come "Dictat dei Governatori al Governo", mentre evidente che
proprio ci che il Governo stava aspettando per avere il via libera alla pi
colossale spartizione del potere politico in Italia fra gruppi
imprenditoriali e finanziari alleati per appartenenza territoriale.
Il Veneto in questa partita sta perdendo un'occasione storica per piantare i
propri paletti.
Questo pu dipendere in gran parte dall'insipienza del ceto politico ma
questa espressione di una diffusa non consapevolezza di appartenere ad una
comunit che dall'esterno viene invece vista chiaramente come un soggetto
competitivo da tenere il pi a lungo possibile ben imbrigliato e privo di
identit politica.
Pierluigi Guidolin
30/09/02

VENEZIE 2002:DALL'OCCUPAZIONE ITALIANA ECC.ECC.


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ciano

joe on Friday, 18 October @ 10:49:26 EDT

VENEZIE 2002:
DALL'OCCUPAZIONE ITALIANA
ALLA LIBERAZIONE DELLE TERRE
DELLE VENEZIE
(AUTOGOVERNO DEL POPOLO VENETO)

VENEZIA 1866:
DALL'OCCUPAZIONE ASBURGICA
ALL'OCCUPAZIONE SABAUDA
DEI TERRITORI VENETI
(La cessione del Veneto)
Editoria Universitaria
Venezia
Il libro sar in libreria dal 18 novembre 2002.
il memoriale di Genova Thaon di Revel (1818-1910); l'addetto piemontese alle trattative di
Venezia del 1866 dove Austria, Francia e Piemonte concordarono le condizioni e le modalit per il
passaggio dei territori veneti dall'occupazione asburgica a quella sabauda.
Un libro che spiega come stata siglata l'ultima truffa internazionale ai danni dei Veneti, ridotti da
millenario popolo indipendente a merce di scambio di Stati predatori.
Un libro che aiuta a capire da dove riprendere il processo indipendentista veneto sulla base delle
carenze giuridiche della politica annessionistica dei Savoia (e dei loro successori) ai danni dei
Veneti.
Il libro sar presentato in anteprima nel corso della cena veneta che avr luogo:
venerd 18 ottobre 2002 - ore 20.30 - Trattoria "Al Gallo d'Oro", via Brenta, 13 - Cavin di San
Giorgio delle Pertiche (PD) - Tel. 049 5747039 - La cena aperta a tutti. Prenotate il vostro posto:
049 5747039
VENEZIE 2002:
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DALL'OCCUPAZIONE ITALIANA
ALLA LIBERAZIONE DELLE TERRE
DELLE VENEZIE
(AUTOGOVERNO DEL POPOLO VENETO)
Cerchiamo uomini disposti a sfidare i partiti politici della REGIONE VENETO-LOMBARDA,. Molte
frustrazioni. Lunghe ore di lavoro assieme a gente libera . Guadagni improbabili. Nessuna spesa.
Grande soddisfazione personale al successo dell'impresa, consistente nella raccolta firme per una
petizione popolare, di norme legali e legittime che permettono ai cittadini italiani di Nazionalit
Veneta di riappropriarsi dei nostri privilegi negati, concessi a noi per legge costituzionale italiana.
Incontriamoci in occasione della presentazione del libro di recensione storica in una piacevole
serata a cena tutti assieme da uomini liberi, per parlare e discutere sul nostro prossimo roseo
futuro, di gente veneta in un nuovo
Stato delle Venexie.
Franceschi Luciano

ESSERE VENETI ! ESSERE FIERI DI ESSERLO!

Scritto da

joe on Wednesday, 06 November @ 06:36:16 EST

ciano
Corriere della Sera - 4 Novembre 2002:
Io, capo dei Serenissimi, fiero di quellassalto
Fausto Faccia libero, ha scontato la pena per loccupazione di San Marco. Non
sono pentito, ma non lo rifarei

Corriere della Sera - 4 Novembre 2002:


Io, capo dei Serenissimi, fiero di quellassalto
Fausto Faccia libero, ha scontato la pena per loccupazione di San Marco. Non sono pentito, ma
non lo rifarei
DAL NOSTRO INVIATO
AGNA (Padova) - Alla fine andata bene.... E lo dice senza spavalderia. Perch quella notte tra
l8 e il 9 maggio 97, mentre assaltavamo il campanile di San Marco a Venezia, sapevamo che la
nostra missione avrebbe avuto due sole possibilit di uscita: ricevere una pallottola in testa da un
cecchino o farci qualche anno di galera. Fausto Faccia ora di anni ne ha trentacinque e gli ultimi
cinque li ha trascorsi parte in carcere e parte in affidamento ai servizi sociali. Era lui il capo del
commando dei Serenissimi, luomo che imbracciava il fucile carico (E ringrazio Dio di non aver
sparato, anche se c stato un momento in cui lo stavo per fare: in aria, solo in aria, ma chiss cosa
sarebbe successo).
Dalla mezzanotte di sabato libero, il suo conto con la giustizia lha pagato. Ora, dei dodici
Serenissimi condannati per lassalto al campanile, solo Giuseppe Segato e il fratello di Faccia, Luigi,
devono ancora scontare alcuni mesi, sempre con i servizi sociali.
Pentito? E come potrei?. C un lampo dorgoglio nello sguardo di questuomo dalla voce mite e
laspetto giovanile, seduto in salotto, jeans e maglione, mentre le prime nebbie della sera
avvolgono la villetta di famiglia, ad Agna, 4 mila anime tra i campi del Basso Padovano. Sono
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fiero allidea che quella notte siamo riusciti a sottrarre un pezzo di territorio alla sovranit dello
Stato italiano. E non un pezzo qualsiasi, ma il simbolo di Venezia: come se grazie a noi fosse
risorta, anche se solo per otto ore, la Repubblica di San Marco, la gloria dei Dogi.
E cosa rimasto di quel gesto?
Abbiamo dimostrato che esistono ancora dei veneti che non si rassegnano ad essere svuotati di
tutto: identit religiosa, storica, territoriale... Lo spirito che ci ha portati sul campanile lo stesso
che animava gli indiani dAmerica: attaccamento alla nostra terra e un senso di frustrazione per
lomogeneizzazione che avanza.
Lo sa che molti vi considerano solo degli invasati?
Certo, non potendo darci dei terroristi, ci hanno scaricato addosso larma del ridicolo, cercando di
farci passare per i soliti veneti ubriaconi e un po deficienti....
Ripeterebbe lassalto?
Non sarei pi in grado di affrontare dal punto di vista economico e psicologico unimpresa del
genere. E poi i tempi sono cambiati, ora il momento delle parole.
Ritiene ingiusta la condanna?
No, sapevamo di andare in cerca di guai, lo Stato non poteva che difendersi.
Cosa non rifarebbe di quella notte?
Lerrore principale stato quello di sequestrare il traghetto. Ma non avevamo i soldi per costruire
una barca, ci eravamo mangiati tutto. E poi, una volta saliti sul campanile, speravamo di resistere
di pi....
Ci sono stati momenti di paura?
Ne ricordo due. Appena partiti dal Padovano, abbiamo rischiato di finire con il camion, sul quale
avevamo caricato il blindato da 150 quintali, in un canale. Poi ricordo che mentre ci dirigevamo
verso Venezia cerano momenti in cui speravo che il camion si rompesse: quasi cercassi un alibi per
tornare a casa.
Il vostro obiettivo di allora era lindipendenza del Veneto. E ora?
Se indipendenza significa avere un parlamentino regionale e qualche brandello di autonomia, non

mi interessa. Quello che va recuperato lo spirito e i valori della Repubblica Veneta, naturalmente
rivista con gli occhi di adesso.
La Lega in quegli anni era secessionista: quanto influ Bossi sulla vostra azione?
Nessuna influenza. I nostri contatti si interruppero al tempo della Liga Veneta di Rocchetta. Noi e
Bossi siamo lontani.
Come lhanno accolta in carcere?
A Modena dovevo girare con la scorta perch molti detenuti meridionali, interpretando la nostra
azione in chiave antisudista, avevano creato attorno a me un clima pesante. Poi hanno capito....
Francesco Alberti

FEDERALISMO INCOMPIUTO PER IL POPOLO DEL VENETO


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joe on Saturday, 16 November @ 15:34:49 EST

Ulderico Pervertin

Un asilo tuttora in piedi al posto di quelle della scuola crollata sui bambini.
Partiti senza perdere altro tempo, i solerti esperti hanno lavorato in lungo e in
largo sul posto del disastro senza accorgersi di nulla, finendo cos per svelare in
piena conferenza stampa le ragioni della caduta della scuola attraverso i dati
dell'asilo che con la scuola non c'entrava nulla! Il tutto in diretta tv, allo spiedo
della pubblica opinione non soltanto italiana.
Treviso, sabato 16 novembre 2002
Giorgio Lago
Un asilo tuttora in piedi al posto di quelle della scuola crollata sui bambini.
Partiti senza perdere altro tempo, i solerti esperti hanno lavorato in lungo e in largo sul posto del
disastro senza accorgersi di nulla, finendo cos per svelare in piena conferenza stampa le ragioni
della caduta della scuola attraverso i dati dell'asilo che con la scuola non c'entrava nulla! Il tutto in
diretta tv, allo spiedo della pubblica opinione non soltanto italiana.
Il ministro ha licenziato gli esperti ministeriali; avrebbe fatto cosa ancora pi utile licenziando il
ministero al gran completo e ripartendo da zero. Nei primi giorni del terremoto del Molise, altre
mappe avevano messo a nudo l'eterno girotondo delle competenze burocratiche, vent'anni di
prevenzione sismica tenuta per una ragione o per l'altra nei cassetti di uffici e soggetti
incomunicabili. Un esempio da manuale di uno Stato soltanto costoso, il nostro.
Eminenza grigia dell'esecutivo, Gianni Letta ha bisbigliato nella circostanza: Il federalismo impone
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al governo di fissare i criteri, ma poi stava alle regioni fare le mappe sismiche. Gi, il federalismo,
carta igienica del riformismo all'italiana. Meno ce n', pi lo si risparmia.
Negli ultimi cinque anni, c'erano tre strade per arrivare al federalismo: la commissione bicamerale,
un'assemblea costituente, il Parlamento. La prima morta. La seconda mai nata. Il terzo modifica
un articolo qua un articolo l della Costituzione: il federalismo alla spicciolata, privo sia di visione
d'assieme sia di spirito super partes.
Trasformismo pi che cambiamento, pelle pi che ossatura. Mostra solo la superficie del
federalismo; per adesso un bel guscio mezzo vuoto, anche se l'Italia sarebbe tagliata su misura per
una costituzione radicalmente federale. Ne avrebbe bisogno come del pane, per far funzionare
meglio il macchinone.
Dicono che il federalismo costa troppo. Ci vuole un bel coraggio a dirlo nello Stato prediletto del
debito pubblico. L'inefficienza costa, non il governo federale del territorio.
Questa la realt. Per un effetto moltiplicatore sui cittadini, lo Stato risulta pi burocratico della sua
stessa burocrazia. E oggi appare paradossalmente pi centralista di ieri dato che Comuni, Province
e Regioni si vedono aumentare competenze, funzioni, ruolo, ma semmai diminuire gli euro con cui
far fronte al federalismo alla spicciolata.
Basti pensare alla legge finanziaria, trasformatasi via via in una corsa all'accattonaggio degli enti
locali nei confronti dello Stato. Segno pi che lampante che le "autonomie" sono finanziariamente
agli arresti domiciliari.
Contro lo Stato delle procedure, a mio parere il federalismo resta pi che mai un'idea forte di Stato
leggero, alleggerito pi che si pu della manomorta burocratica. Stato leggero e Regioni leggere,
tanto pi forti quanto pi leggere, vale a dire meno ingolfate dalla gestione. In assenza di questa
idea fondante e senza paura, non ci sar federalismo in Italia.
Enrico Cavaliere, presidente leghista del Consiglio regionale del Veneto, considera questa una
visione romantica mentre Manuela Dal Lago, presidente leghista della Provincia di Vicenza, replica
nel nome dei piccoli passi. Flavio Zanonato, ex sindaco diessino di Padova, lamenta invece il
silenzio federalista che circonda in questa fase il Veneto.
Su una cosa ci si pu trovare tutti d'accordo. Siamo in una fase molto faticosa, e l'economia non
aiuta a prestare abbastanza attenzione alla forma di Stato.

Ma, volenti o nolenti, l'ora degli Statuti regionali. In tutto il Nordest tira aria costituente e/o
riformista.
Ora, fra modifiche costituzionali (del centrosinistra nel 2001) e promessa devoluzione (del
centrodestra nel 2003), le Regioni speciali saranno alla lunga un po' meno speciali e le Regioni
ordinarie un po' meno ordinarie. In parole povere, domani Friuli-Venezia Giulia e Veneto si
assomiglieranno pi di oggi, con Pordenone citt plurale e bifronte a fare da sponda a entrambi.
Lo Statuto ordinario del Veneto risale al 1970 e a dire il vero fu profetico anche nel linguaggio. A
cominciare dal soggetto popolo veneto per finire alle forme dell'autogoverno.
Ma proprio in questi 30 anni il Veneto cambiato in profondit e, soprattutto, ad una velocit
impressionante. Il suo nuovo Statuto dovr attestare al meglio questa rivoluzione diffusa e
accompagnare la successiva.
Giancarlo Galan e la Lega Nord hanno due idee diverse dello Statuto. Il primo ragiona da
presidenzialista, vuole che governi il governatore con la sua giusta; la Lega tende a far pesare pi
di oggi il Consiglio, cio il parlamento veneto.
Sono differenze mica da poco, anche rognose. In mezzo a un diluvio incrociato di Bassanini, di
modifiche costituzionali, di competenze concorrenti fra Stato e Regioni, di devoluzioni e di leggi da
attuare nero su bianco, il ritardo del via allo Statuto potrebbe perfino servire adesso a fissare
meglio l'evoluzione! Ma altri ritardi sarebbero paralisi del federalismo possibile dal basso, lo Statuto
di autonomia.
In Parlamento, nel luogo pi politico, il Papa ha ricordato alla diletta Italia che le forzate
uniformit impoveriscono e che il nostro Paese dovrebbe al contrario valorizzare le differenze.
Abbiamo anche la benedizione apostolica.
recensione da Tribuna TV

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TASSE, GALAN METTE LE MANI IN TASCA AI CITTADINI VENETI


Scritto da

IranMatrix on Thursday, 28 November @ 12:56:07 EST

Credo che alle famiglie interessi capire se, di fronte alle manovre fiscali e ai fatti
economici complessivi del Paese, della Regione, del Comune, alla fine avranno pi o
meno soldi da spendere. La manovra finanziaria votata dalla Casa delle Libert in
Consiglio Regionale aumenta considerevolmente la pressione fiscale nel Veneto.
Treviso, gioved 28 novembre 2002,
Credo che alle famiglie interessi capire se, di fronte alle manovre fiscali e ai fatti economici
complessivi del Paese, della Regione, del Comune, alla fine avranno pi o meno soldi da spendere.
La manovra finanziaria votata dalla Casa delle Libert in Consiglio Regionale aumenta
considerevolmente la pressione fiscale nel Veneto. Rispetto al 2001, nel 2003 l'addizionale Irpef
peser infatti per 159 milioni di euro, l'incremento della tassa sulle auto per 46 milioni, l'aumento
dell'Irap per 49 milioni, l'introduzione dei ticket sulle medicine per 90 milioni; togliendo i 35 milioni
di riduzione di imposta sul metano si tratta di un incremento complessivo di 309 milioni di euro,
ovvero 175 euro in media per famiglia. C' un aumento anche rispetto al 2002. Infatti nel 2003 le
entrate fiscali e da ticket confrontate con quelle dell'anno precedente aumenteranno di 73 milioni di
euro.
Questo ulteriore prelievo della Regione dalle tasche dei cittadini si inserisce in un quadro gi
pesante: l'inflazione sopra il 3% (ben oltre quella programmata) e determina una perdita
economica consistente nei bilanci delle famiglie, mentre i Comuni, privi di risorse, hanno aumentato
le tariffe dei rifiuti, dell'acqua, del gas, del trasporto pubblico e hanno introdotto e successivamente
incrementato l'addizionale Irpef. Ogni realt comunale ha dei dati diversi ma il segno dell'aumento
della somma di tasse, tariffe e ticket costante.

La Casa delle Libert aveva promesso di abbassare le tasse mantenendo la quantit e la qualit dei
servizi. Succede invece l'esatto contrario: le tasse aumentano, i servizi calano, ed infatti previsto
un risparmio sulla sanit di circa 100 milioni di euro. I ticket sulle medicine sono una operazione
particolarmente odiosa. Deve pagare chi ha la sventura di essere ammalato; ed ora ci saranno da
sborsare 2 euro per ogni confezione di farmaco. La Casa delle Libert dice che in questo modo si
ridurr l'abuso nel consumo dei farmaci. Ma chi prescrive le cure e le medicine? Non certo
l'ammalato, ma il medico, che compie una diagnosi e prescrive un'appropriata terapia. Se la gente
rinuncia a curarsi per un ticket che viene introdotto, significa che sta rinunciando ad un suo preciso
diritto e quindi che sta subendo un gravissimo torto.
Potr anche essere necessario affrontare dei sacrifici. Ma se ci sono delle difficolt, e per questo si
mettono pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini, non si capisce l'atteggiamento da
sbruffone del presidente Galan che sostiene ridendo: va tutto bene, e quella governativa
un'ottima manovra. Al contrario, i suoi colleghi presidenti di Regione, con in testa Ghigo e
Formigono (Forza Italia) e Storace (Alleanza Nazionale), sono andati dal Governo Berlusconi e
hanno cercato di contrattare, di ottenere qualcosa per la loro gente. Il centrodestra aveva
promesso ai cittadini di ridurre le tasse e di mantenere il livello dei servizi; meno Stato e pi
mercato, diceva. Mi pare che invece la gente abbia meno soldi in tasca (quindi meno mercato) ed
anche meno servizi, cio meno Stato.
recensione da Tribuna TV

IL LIMITE DEL NOSTRO SVILUPPO E LA NUOVA SFIDA


Scritto da

joe on Sunday, 01 December @ 12:37:35 EST

Ulderico Pervertin

L'emergenza il 16 novembre quando una marea che doveva essere di 110 centimetri
salita fino a 150.
Treviso, domenica 1 dicembre 2002,
Alessandra Carini
Non che di acque alte simili non ci fossero state in passato. Ma ha ricordato alla citt che l'acqua
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alta l e il problema di come affrontarla, irrisolto.
L'altra emergenza, stavolta accompagnata a una grande paura, salita invece gioved notte per
l'incidente al Petrolchimico. Da un punto di vista reale non successo alcunch di irreparabile: in
mezz'ora l'incendio stato domato, nessuno morto. Del resto l'inquinamento della chimica nella
Laguna ha fatto ben altri disastri e contato ben altre vittime. Eppure, la paura, quella del futuro e
l'emergenza di doverla affrontare, hanno riaperto dibattiti e ferite antiche, ribaltato posizioni di
ferro: una citt che fino qualche tempo aveva minacciato di scendere in piazza contro la chiusura di
un impianto di caprolattame che occupa 500 persone, sembra essersi in massa riconosciuta nello
slogan: via la chimica da qui.
Facciamo un salto in Europa, in un posto che, per alcuni versi, ha sfide simili all'Italia e a Venezia.
E' l'Olanda, paese da sempre alla ricerca di un equilibrio con l'acqua per la sua sopravvivenza e
dove nei pressi della sua capitale, Amsterdam, c' il pi grande complesso chimico d'Europa: decine
di chilometri quadrati di impianti giganteschi che costituiscono il primo polo d'Europa. Con un
movimento ambientalista che non ha nulla da invidiare alla cattiveria dei nostri, sfide, emergenze
e paure che ci si ponevano sono state affrontate: quando il mare ha sfondato gli argini si sono
costruite dighe, quando ha minacciato il porto e Rotterdam si sono costruite paratie gigantesche e
costose che finora non sono state neanche usate. Sono l, per ora, solo per tenere lontana la paura.
Quando si trattato di affrontare il problema della chimica lo si fatto. In Italia invece, domina la
sfiducia della possibilit umana di un controllo dei processi, e l'ammirazione per una natura
materna e protettiva che diventa matrigna solo quando l'uomo interviene a modificarne il libero
corso.
Non si sa da dove nasca questo retaggio culturale. Devono essere le avventure sciagurate dei nostri
imprenditori chimici, che hanno dissipato un patrimonio industriale che negli anni Cinquanta ci
port al Nobel, le vicende di Tangentopoli e delle grandi opere inutili e mai finite, e, per ultimi, gli
errori manageriali della Fiat e la progressiva scomparsa della grande industria italiana, che hanno
diffuso l'impressione che tutto ci che grande incontrollabile, furfantesco o predatorio e dunque
meglio fidarsi del piccolo, del fatto in casa, di ci che maneggevole. Grossi disastri non se
possono fare.
Ma il piccolo senza il grande, nell'industria, non si sa se pu reggere la competitivit di un intero
Paese, come dice lo stesso presidente Ciampi. La modernit non si pu conquistare se non si riesce
a gestire un sistema complesso. E mille inizitive piccole e diffuse, se incontrollate, sfasciano il

territorio e producono danni irreparabili, almeno quanto il Petrolchimico.


Saremo costretti a Venezia e altrove a rinunciare a combattere la paura, attraverso un controllo dei
fenomeni?
La domanda , per ora, senza risposta. Si pu ricordare la massima di un matre a penser, che a
Venezia ha avuto molti discepoli, Manfredo Tafuri, secondo il quale Venezia la cattiva coscienza
dell'uomo moderno. Perch gli ricorda, con la sua integrit monumentale e la sua bellezza, quello
che l'uomo ha distrutto per il suo progresso. E' per compensare questa colpa che tutti la vogliono
mantenere intatta nella sua immobilit, rifiutando qualsiasi cambiamento. Ma sar capace Venezia
prima e l'economia italiana poi a sopravvivere senza modernit? Non sarebbe meglio raccogliere la
sfida e partire proprio da qui per costruire un modello diverso?
recensione da Tribuna TV

Cammarano sui veneti da esempio di cattivo giornalismo e di ignoranza storica


Scritto da

admin on Tuesday, 07 January @ 13:13:12 EST

Ulderico Pervertin
Riceviamo e pubblichiamo:
di Loris Palmerini
Devo rilevare che Cammarano dimostra di essere all'oscuro, di ignorare,
molte cose su questa questione della statua di Napoleone, e sulla storia
veneta. Non gliene faccio una colpa dato che la storia veneta cancellata
appositamente dai libri di storia italiana.
Per, dire che "se a cavallo fra XVIII e XIX secolo esisteva una sia pur timida prospettiva
democratica questa era legata proprio alle armate napoleoniche " veramente ignorare e/o
falsificare la storia. Intanto Napoleone non aveva interesse per Le Venezie (che erano 2), ma
semplicemente voleva andare a distruggere l'impero AustroUngarico, e pass sopra alle Venezie
distruggendone il sistema economico, sociale, e politico (ma non l'identit tutt'ora viva) poich gli
era stato negato il passaggio sulle Venezie da certo Ambassador Pisani a Parigi, noto
Pag 169
antinapoleonico, il quale fece pure una festa a Venezia quando Napoleone lsci agli austriaci le
Venezie, per le quali, ripeto, Napoleone non aveva alcun interesse n era animato da intenti
democratici.
Per cui, dichiaratosi Doge e acclamato da un Gran Consiglio illegale, una volta rubato tutto e
distrutto lo Stato, lasci i rottami proprio a quegli Austriaci che si trovarono, come oggi gli italiani,
senza legittima successione giuridica sulla Serenissima.
Che poi la Serenissima non fosse democratica, tutto da dimostrare anche comparando quel
sistema politico a quello italiano di oggi (pur 200 anni dopo), e di certo risulta meno democratico e
partecipativo quello italiano di oggi di quello veneto.
Come dato, su una popolazione di circa 2,5 milioni di persone, La Veneta Repubblica aveva 1000
parlamentari, cio 1 ogni 2500 abitanti.
La Repubblica Italiana, su una popolazione di circa 58 milioni di persone ha circa 1000
parlamentari, il che vuol dire 1 ventesimo di rappresentanza di quello Nazionale Veneto !!
Questa grande "presenza" dei parlamentari veneti nel popolo portava a una grande partecipazione
e influenza del popolo verso le questioni, che potevano venire espresse direttamente ai
parlamentari, poich tutti, se non si conosceva direttamente un parlamentare, si conosceva un suo
servente, impiegato diremmo oggi, il quale spesso si faceva, come naturale, da tramite e da
consiliere su certe questioni. Senza contare iul gran numero di consili intermedi, provinciali, e di
queartiere che animamano tutta la Serenissima. Per non dire della elezione da parte dei cittadini
delle cariche pi alte come il Podest, sorta di Prefetto/Sindaco/Magistrato, che tuttavia restava in
carica non per molto in modo da dover rendere subito conto delle sue eventuali maleffatte.
Ma sa Cammarano che la parola "ballottaggio" che noi oggi usiamo durante le elezioni, deriva da
quell'uso delle "Baote" usate per eleggere il Doge da parte di numerosi consigli che anche a sorte
arrivavano a eleggere una figura apolitica e appartitica, non come il Presidente della Repubblica
italiana che il figlio al massimo delle ultime elezioni?
I consigli erano la vera spina dorsale della Repubblica.
Eccola, ancora lei, la forma consiliare, che identifica i veneti da 3500 anni. Che ne sa Cammarano ?
Apparentemente nulla, anzi, ignora che la grande forma democratica della Repubblica Veneta

stata ripresa e grande inspiratrice della Costituzione America, grazie all'amicizia di Benjamin
Franklin con un altro ambasciatore di Venezia sempre a Parigi.
Vogliamo dire che gli Stati Uniti non sono una democrazia? Eppure essi non sono altro che una
riedizione ammodernata della forma di governo veneto adattata alla dimensione di 220.000.000 di
abitanti poich nata per una di gran lunga pi ridotta quantit di popolo. Eppure essa regge meglio
di tante altre, ancora.
Dovrebbe sapere Cammarano che l'Antitrust (ca 1400), le case Popolari (ca 1700 Doge Foscari), il
servizio pubblico di raccolta della spazzatura (scoasere, ca 1500) ecc, ecc. sono invenzioni venete.
Ma come posso fare una colpa fare di ci che ignora Cammarano se l'amministrazione italiana per
prima che cela e cancella questa grande storia nazionale? Non posso, ma solo se dimentico che
un giornalista
Per posso dare a Cammarano un 2 come giornalista, poich non si documentato su quando
questa polemica iniziata: iniziata molti mesi orsono, almeno 3, e non dunque vero che una
polemica nata da Bossi, il contrario, Bossi ha ripreso una battaglia veneta e se ne fatto
portatore, nascondendo l'autonomia dei veneti rispetto alla lega, ormai senza pi molto consenso.
Bossi da anni nasconde e cela il grande rinascimento veneto, partito dal veneto centrale, con il
primo senatore lighista in parlamento, rimbalzato nelle valli venete di Bergamo, dove il Leone
veneto svettava sul comune fin al 1997 quando i serenissimi ripresero il loro campanile, (territorio
ecclesiastico per di pi, fuori giurisdizione italiana!).
Furono i veneti a dare a Bossi 50 milioni per le sue prime elezioni. E lo conobbero perch da queste
parti di Padova Bossi aveva una donna.
Sulla paternit della querelle chiedo a Cammarano una rettifica pubblica.
Cammarano dovrebbe informarsi, almeno, sul come e quando, ma siccome la storia veneta di
1200 anni, e bisogna studiare molto prima di parlarne, forse farebbe meglio a rinunciare a parlare
sulle questioni venete per un po', perch rischia inevitabilmente di scivolare.
Non ho partecipato alla querelle su Napoleone perch ho trovato ridicolo chiedere a un non sindaco
come quello di Venezia di rispettare la storia veneta, ritirando la proposta di mettere una statua a
Napoleone. Lo ho trovato solo un dei tanti esempi di come l'amministrazione italiana e i suoi
pag 170
amministratori italiani siano in realt contro la nazione veneta, e contro la verit storica. Per
figlianza dagli ordini di Sua maest Re vittorio Emanuale che fin dal 1866 fece falsificare i plebisciti
per l'annessione.
Lo ho trovato come un non senso chiedere a un non sindaco quello che gli si poteva "ordinare"
come popolo in base alla legge , art.2 L.340/1971 e L.n.881/1977. ma di questo faccio una colpa al
ceto veneto.
Ora per sono dovuto intervenire, per Cammarano a cui va tutta la mia simpatia per il suo tentativo
di ridicolizzare, come sempre, i veneti. Lo considero un simpatico complesso.
Loris Palmerini

Presidente del Tribunale del Popolo Veneto


San Marco, no alla secessione, ma s all'autogoverno
Scritto da

admin on Thursday, 09 January @ 00:00:00 EST

Ulderico Pervertin

di Carlo Pelanda (9-5-1997) Non c' da scherzare. Il leone di San Marco


torna a ruggire, le sue ali provano a muoversi dopo essere state ripiegate
per due secoli. Va detto che l'azione (pseudo)armata dell'esercito della
Serenissima potrebbe essere stata una provocazione utile a gettare
discredito (spaventando i moderati) sull'autonomismo veneto. Ma pi
probabile che si tratti della prima azione, francamente artigianale e quasi
goliardica, di un vero e proprio movimento per l'indipendenza del Veneto.
Non bisogna sottostimare il fenomeno. Quando qualche
....decina di persone prende le armi, vuol dire che sotto ribolle qualcosa. I veneti - e quei molti del
Friuli e della Lombardia orientale che, oltre ad avere nella loro storia il leone alato, partecipano al
medesimo sistema di imprenditoria di massa- rifiutano certamente il ricorso alla violenza. Sono
terre di altissima civilit. Ma le loro genti sono sostanzialmente d'accordo con il progetto di
autonomia e nell'animo sentono l'orgoglio neo-independentista di San Marco, potenza storica molto

pi forte, prestigiosa ed antica della recente e scassata Italia. Oppure, se non sentono il leone
perch la tradizione del loro comune millenario pi forte, sarebbero pronti a riconoscere
-provvisoriamente- San Marco come nuova bandiera che li liberi dai parassiti economici e
dall'inefficienza oppressiva del modello statosocialista e centralistico italiano. Il sentimento di
identit storica riemerge come risposta alla convinzione crescente che senza un'autonomia forte dal
sistema italiano, precipitato nella voragine del passato, l'economia del Nordest non avr futuro. Ed
l'incontestabile verit di questo fatto che rende concreto e strategico - e non solo folklorel'independentismo veneto e, in generale, l'aspirazione all'autogoverno. Anche nel migliore dei casi,
la riforma dell'Italia non arriver in tempo per sostenere il sistema industriale del Nordest. La sua
prima fase di sviluppo ormai terminata. Ha creato un territorio con la pi alta densit al mondo di
piccole industrie. Queste sono emerse grazie ad una cultura che mette l'impresa, la tenacia e
l'attivismo al centro della vita. Tale predisposizione antropologica ha trovato, nel recente passato,
tre fattori di impulso: (a) la spinta attivistica della povert (il triveneto era poverissimo fino agli
anni 60); (b) la struttura liberalizzata di fatto di un territorio dove le regole formali e remote erano
sostituite da relazioni informali e locali (in pratica, lo Stato, e i sindacati a traino, non sono riusciti
ad imporre la loro presenza soffocante); (c) la crescente domanda di sub-forniture dal mercato
europeo a ridosso geografico (che ha istruito le imprese ad operare sempre a pi vasto raggio nel
mercato globale). Ma questo sistema, nella sua prima fase di crescita, si basato su - per altro
inevitabili- forme di "spontaneismo economico". Il Nordest cresciuto al punto di poter competere
nella nuova economia globale, ma, per riuscirci, deve passare alla "seconda fase di sviluppo". Le
aziende sono sottocapitalizzate, poco managerializzate, basate su un territorio arretrato sul piano
delle infrastrutture e dei servizi, soprattuto soffocate da regole statali assurde (Inps, fisco,
burocrazia, incertezza legale). Non possono in alcun modo continuare a crescere senza un riforma
totale: tasse minime, ma riutilizzate in loco per investimenti realmente modernizzanti,
liberalizzazione e deregolamentazione completa. Appunto, non credibile che nell'Italia
statosocialista una tale riforma possa avvenire in tempo utile. Quindi diventare autonomi una
necessit per non morire. Quale modello sarebbe il migliore per il Nordest? Dare esteri e difesa
all'Italia, pi qualcosa altro di tecnicamente necessario, e tutto il resto gestito in pieno
autogoverno, il pi delle tasse che restano a casa e diminuiscono al 20% massimo per i residenti.
Modelli per analogia? Questo ci a cui tende, per esempio, la Catalogna (Barcellona). E ci sta
riuscendo con intelligenza. Ma il Nordest potrebbe e dovrebbe fare di pi. L'"autogoverno" non
serve per secessioni conflittuali e irrazionali. E', nell'Europa dello statalismo e dell'impoverimento di
massa da esso causato, l'unico strumento per anticipare la riforma liberista che permetta ai luoghi
pag 171
di essere competitivi nell'economia globale e di mantenere (o ricostruire) il capitalismo di massa.
Suggerisco per il nuovo Nordest il nome di "Libera comunit mercantile delle Venezie". E potranno
confederarsi come "nuove Venezie" tutte le terre che aspirano al liberismo contro lo
statosocialismo. Sarebbe un onore ed un'utilit concreta che la Sicilia - di grande tradizioni e
possibilit autonomiste- fosse la prima a federarsi con e nella "Libera comunit". Sarebbe un segno
fortissimo che si apre la nuova era in Italia ed in Europa dei liberi e forti. Insieme, San Marco - e
non dimenticare la mia amata, orgogliosa e capace Trieste- nel mondo, gli oceani. da "il Giornale"
del 9-5-1997

PROPOSTA STATUTO PER LO STATO VENETO


Scritto da

admin on Monday, 24 February @ 18:29:41 EST

Ulderico Pervertin

PROPOSTA DI LEGGE Nazionale delle Venezie d'iniziativa del presidente del


governo del Popolo Veneto Luciano Franceschi, attuazione della legge
costituzionale n 881 del 1977
STATUTO DELLA NAZIONE DELLE VENEZIE
Presentato alla Presidenza del Consiglio il 17/DICEMBRE 2001
Trasmesso alla Commissione per lo Statuto e per il Regolamento del
Consiglio, a tutte le Commissioni consiliari e ai Consiglieri regionali il 17/DICEMBRE 2001
STATUTO DELLA NAZIONE DELLE VENEZIE
R e l a z i o n e:
1. Bench la legge costituzionale n 881 del 1977
non abbia posto alcun termine, tuttavia tempo di promuovere il confronto sulla sua attuazione
discutendo la proposta di un testo del nuovo Statuto Nazionale delle Venezie, nellaugurio che ne
possa sortire la migliore versione possibile.
In tal modo, si intende offrire e provocare, al tempo stesso, un atteggiamento "di critica positiva, di
critica costruttiva, di critica accompagnata sempre dalla proposta che tende a suggerire il meglio"
(come ebbe cos a precisare Piero Calamandrei, nel corso del dibattito generale sul progetto di
Costituzione, in Assemblea Costituente, il 4 marzo 1947).
2. Le maggiori innovazioni introdotte dalla legge costituzionale n 881 del 1977 riguardano la
titolarit del potere regolamentare, il modo di eleggere il Presidente della Giunta Nazionale delle

Venezie e di nominare i componenti della Giunta, i rapporti tra il Consiglio e lesecutivo regionale, il
carattere e lampiezza dellautonomia statutaria e, infine, la potest legislativa in materia di elezioni
regionali.
In buona sostanza, i cambiamenti attengono alla forma di governo, vale a dire alla costituzione, al
funzionamento e ai rapporti reciproci intercorrenti tra i supremi organi Nazionali delle Venezie :
stato naturale sviluppare un simile rinnovato quadro di riferimento puntualizzando in senso
presidenziale il dettato statutario (articoli 17 e seguenti, in specie).
3. Sennonch, si creduto opportuno - anzi necessario - considerare alcune questioni essenziali di
viva attualit, finora sistematicamente eluse da chi ha ripetutamente promesso, e mancato, di
attuare i principali propositi riformatori. E di tutta evidenza, infatti, che le maggiori aspettative
della Nazione delle Venezie, - non solo della Regione Veneto - hanno ad oggetto le funzioni,
attualmente definite dallarticolo 117 Cost., al cui superamento hanno mirato e mirano le iniziative
regionali volte alla presentazione di un progetto di legge costituzionale, accompagnato da
referendum consultivo. Unattenzione non inferiore ha suscitato la fiscalit, non essendo
attualmente consentito alla Regione di impegnarsi in uno sforzo fiscale autonomo e di incidere sugli
elementi costitutivi delle imposte cosiddette regionali; la Regione risulta cos privata di una
qualunque capacit di esprimere scelte politiche valutabili in termini di responsabilit (valga, per
tutti, un solo esempio: limposta regionale sulle attivit produttive, lIRAP, imposta
essenzialmente statale, nonostante la sigla formale che la descrive!).
4. Certo, si opporr che il vigente dettato costituzionale, per quanto mutato, non consente di
entrare in un simile campo dazione, dovendosi il legislatore regionale, in sede attuativa, limitare a
svolgere le ristrette funzioni assegnate, di cui si detto pocanzi (sub 2).
Tuttavia, non si possono trascurare alcuni dati essenziali, rilevanti sul piano del diritto costituzionale
in base alla legge n881 del 1971:
a) per un verso, lo Stato che ha innanzi tutto forzato lettera e spirito della legge fondamentale,
quando ha programmato il trasferimento di compiti e funzioni, andando ben al di l di ci che la
Costituzione consente (come rilevato, da ultimo, dal prof. Manlio Mazziotti Di Celso);
b) per altro verso, ancora lo Stato che ha radicalmente mutato - forse pi corretto dire:
devastato - il sistema delle fonti, avendo ridotto il decreto legge prima e ora il decreto legislativo a
strumenti di sicura alterazione dellordinamento costituzionale ,tant vero che, a Costituzione
formale invariata, questo sistema si ritiene ormai superato (la circostanza stata sottolineata, sia
pure in altra prospettiva, tra gli altri dal prof. Franco Pizzetti);
Pag 172
c) per altro verso, infine, non si pu realisticamente pensare ad una autonomia "concessa": latto di
concessione, piaccia o non piaccia, postula e sviluppa lidea di subordinazione, di una
subordinazione gerarchica priva di valori. Cosicch, se si guarda allesperienza di altri Paesi,
autenticamente autonomisti, non si fa fatica ad accorgersi che al centro della forma di Stato - del
rapporto centro-periferia - sta il principio della contrattazione, cui si ricollega in modo diretto il
principio democratico (si pensi, ad es., al Canada).
5. Dunque, non ha nulla di strano e di eversivo (daltra parte, come si affermato, a suo tempo, il
nazionalismo di popoli confederati in una republica ) il fatto di includere nel testo dello Statuto
anche una serie di disposizioni che riguardano le componenti dellautonomia politica regionale:
lautonomia legislativa, amministrativa e finanziaria (articoli 12-16).
Sviluppando, infatti, la norma di principio pi significativa (quella dellarticolo 2), che definisce i
caratteri e i principi informatori dellautonomia (coniugando federalismo e democrazia, allinsegna
del primato del diritto, inteso non come pura e semplice pietrificazione dellesistente), si previsto
che Consiglio, Giunta e Presidente debbano aprire un tavolo di trattative con lo Stato italiano per
ottenere tutti i poteri in campo legislativo, amministrativo , fiscale e giuridico secondo quanto
specificamente indicato negli articoli 14, 15 e 16.
Quanto alla potest legislativa e amministrativa (articoli 14 e 15), vi qui la eco dei lavori pi
avanzati della Bicamerale (sono enumerate le funzioni dello Stato e non quelle della Regione o dei
popoli); quanto alla potest finanziaria (articolo 16, da leggere congiuntamente allarticolo. 59), se
ne sono indicati i tratti essenziali e si stabilito - al pari di ci che previsto per le altre potest che venga qualificata in sede negoziale, in una legge dello Stato a termine, denominata di
contrattazione finanziaria, sulla scorta di ci che avviene in altri Paesi aventi una configurazione
costituzionale simile a quella italiana (si pensi allAustria e alla Spagna). Oltretutto, in questo modo
si evitano gli irrigidimenti che derivano dallinserimento in Statuto di clausole sullimposizione, che
riguardano una materia assai instabile ( lesatta opinione espressa, da ultimo, dal prof. Gaspare
Falsitta).
Ne deriva, che lo schema di Statuto delineato rappresenta attuazione del vigente dettato
costituzionale e, in pari tempo, introduce una fase ulteriore, destinata a concludersi nellambito di
un negoziato con lo Stato italiano. Sotto questo aspetto, la soluzione delineata coerente con
lattuale fase di transizione costituzionale, che dovr assestarsi lungo un confine nuovo, definitorio
dei rapporti Stato-nazioni di popoli.
6. appena il caso di osservare che lo schema di Statuto si fatto carico anche di risolvere, alla
luce dellesperienza trentennale di funzionamento della Regione e delle innovazioni costituzionali del

1977, problemi concreti di non poca rilevanza: in tema di funzioni consiliari e assessorili, di
promulgazione parziale della legge Nazionale delle Venezie, ancora di durata in carica degli organi
della Nazione delle Venezie, e via dicendo.
7. Un testo scritto preferibile a una pagina bianca. Lo si corregga, con latteggiamento suggerito
da Piero Calamandrei.
PROPOSTA DI LEGGE Nazionale delle Venezie d'iniziativa del presidente del governo del Popolo
Veneto Luciano Franceschi, attuazione della legge costituzionale n 881 del 1977
STATUTO DELLA NAZIONE DELLE VENEZIE
Presentato alla Presidenza del Consiglio il 17/DICEMBRE 2001
Trasmesso alla Commissione per lo Statuto e per il Regolamento del Consiglio, a tutte le
Commissioni consiliari e ai Consiglieri regionali il 17/DICEMBRE 2001
STATUTO DELLA NAZIONE DELLE VENEZIE
R e l a z i o n e:
1. Bench la legge costituzionale n 881 del 1977
non abbia posto alcun termine, tuttavia tempo di promuovere il confronto sulla sua attuazione
discutendo la proposta di un testo del nuovo Statuto Nazionale delle Venezie, nellaugurio che ne
possa sortire la migliore versione possibile.
In tal modo, si intende offrire e provocare, al tempo stesso, un atteggiamento "di critica positiva, di
critica costruttiva, di critica accompagnata sempre dalla proposta che tende a suggerire il meglio"
(come ebbe cos a precisare Piero Calamandrei, nel corso del dibattito generale sul progetto di
Costituzione, in Assemblea Costituente, il 4 marzo 1947).
2. Le maggiori innovazioni introdotte dalla legge costituzionale n 881 del 1977 riguardano la
titolarit del potere regolamentare, il modo di eleggere il Presidente della Giunta Nazionale delle
Venezie e di nominare i componenti della Giunta, i rapporti tra il Consiglio e lesecutivo regionale, il
carattere e lampiezza dellautonomia statutaria e, infine, la potest legislativa in materia di elezioni
regionali.
In buona sostanza, i cambiamenti attengono alla forma di governo, vale a dire alla costituzione, al
funzionamento e ai rapporti reciproci intercorrenti tra i supremi organi Nazionali delle Venezie :
stato naturale sviluppare un simile rinnovato quadro di riferimento puntualizzando in senso
presidenziale il dettato statutario (articoli 17 e seguenti, in specie).
3. Sennonch, si creduto opportuno - anzi necessario - considerare alcune questioni essenziali di
pag 173
viva attualit, finora sistematicamente eluse da chi ha ripetutamente promesso, e mancato, di
attuare i principali propositi riformatori. E di tutta evidenza, infatti, che le maggiori aspettative
della Nazione delle Venezie, - non solo della Regione Veneto - hanno ad oggetto le funzioni,
attualmente definite dallarticolo 117 Cost., al cui superamento hanno mirato e mirano le iniziative
regionali volte alla presentazione di un progetto di legge costituzionale, accompagnato da
referendum consultivo. Unattenzione non inferiore ha suscitato la fiscalit, non essendo
attualmente consentito alla Regione di impegnarsi in uno sforzo fiscale autonomo e di incidere sugli
elementi costitutivi delle imposte cosiddette regionali; la Regione risulta cos privata di una
qualunque capacit di esprimere scelte politiche valutabili in termini di responsabilit (valga, per
tutti, un solo esempio: limposta regionale sulle attivit produttive, lIRAP, imposta
essenzialmente statale, nonostante la sigla formale che la descrive!).
4. Certo, si opporr che il vigente dettato costituzionale, per quanto mutato, non consente di
entrare in un simile campo dazione, dovendosi il legislatore regionale, in sede attuativa, limitare a
svolgere le ristrette funzioni assegnate, di cui si detto pocanzi (sub 2).
Tuttavia, non si possono trascurare alcuni dati essenziali, rilevanti sul piano del diritto costituzionale
in base alla legge n881 del 1971:
a) per un verso, lo Stato che ha innanzi tutto forzato lettera e spirito della legge fondamentale,
quando ha programmato il trasferimento di compiti e funzioni, andando ben al di l di ci che la
Costituzione consente (come rilevato, da ultimo, dal prof. Manlio Mazziotti Di Celso);
b) per altro verso, ancora lo Stato che ha radicalmente mutato - forse pi corretto dire:
devastato - il sistema delle fonti, avendo ridotto il decreto legge prima e ora il decreto legislativo a
strumenti di sicura alterazione dellordinamento costituzionale ,tant vero che, a Costituzione
formale invariata, questo sistema si ritiene ormai superato (la circostanza stata sottolineata, sia
pure in altra prospettiva, tra gli altri dal prof. Franco Pizzetti);
c) per altro verso, infine, non si pu realisticamente pensare ad una autonomia "concessa": latto di
concessione, piaccia o non piaccia, postula e sviluppa lidea di subordinazione, di una
subordinazione gerarchica priva di valori. Cosicch, se si guarda allesperienza di altri Paesi,
autenticamente autonomisti, non si fa fatica ad accorgersi che al centro della forma di Stato - del
rapporto centro-periferia - sta il principio della contrattazione, cui si ricollega in modo diretto il
principio democratico (si pensi, ad es., al Canada).
5. Dunque, non ha nulla di strano e di eversivo (daltra parte, come si affermato, a suo tempo, il
nazionalismo di popoli confederati in una republica ) il fatto di includere nel testo dello Statuto
anche una serie di disposizioni che riguardano le componenti dellautonomia politica regionale:
lautonomia legislativa, amministrativa e finanziaria (articoli 12-16).

Sviluppando, infatti, la norma di principio pi significativa (quella dellarticolo 2), che definisce i
caratteri e i principi informatori dellautonomia (coniugando federalismo e democrazia, allinsegna
del primato del diritto, inteso non come pura e semplice pietrificazione dellesistente), si previsto
che Consiglio, Giunta e Presidente debbano aprire un tavolo di trattative con lo Stato italiano per
ottenere tutti i poteri in campo legislativo, amministrativo , fiscale e giuridico secondo quanto
specificamente indicato negli articoli 14, 15 e 16.
Quanto alla potest legislativa e amministrativa (articoli 14 e 15), vi qui la eco dei lavori pi
avanzati della Bicamerale (sono enumerate le funzioni dello Stato e non quelle della Regione o dei
popoli); quanto alla potest finanziaria (articolo 16, da leggere congiuntamente allarticolo. 59), se
ne sono indicati i tratti essenziali e si stabilito - al pari di ci che previsto per le altre potest che venga qualificata in sede negoziale, in una legge dello Stato a termine, denominata di
contrattazione finanziaria, sulla scorta di ci che avviene in altri Paesi aventi una configurazione
costituzionale simile a quella italiana (si pensi allAustria e alla Spagna). Oltretutto, in questo modo
si evitano gli irrigidimenti che derivano dallinserimento in Statuto di clausole sullimposizione, che
riguardano una materia assai instabile ( lesatta opinione espressa, da ultimo, dal prof. Gaspare
Falsitta).
Ne deriva, che lo schema di Statuto delineato rappresenta attuazione del vigente dettato
costituzionale e, in pari tempo, introduce una fase ulteriore, destinata a concludersi nellambito di
un negoziato con lo Stato italiano. Sotto questo aspetto, la soluzione delineata coerente con
lattuale fase di transizione costituzionale, che dovr assestarsi lungo un confine nuovo, definitorio
dei rapporti Stato-nazioni di popoli.
6. appena il caso di osservare che lo schema di Statuto si fatto carico anche di risolvere, alla
luce dellesperienza trentennale di funzionamento della Regione e delle innovazioni costituzionali del
1977, problemi concreti di non poca rilevanza: in tema di funzioni consiliari e assessorili, di
promulgazione parziale della legge Nazionale delle Venezie, ancora di durata in carica degli organi
della Nazione delle Venezie, e via dicendo.
7. Un testo scritto preferibile a una pagina bianca. Lo si corregga, con latteggiamento suggerito
da Piero Calamandrei.
STATUTO DELLA NAZIONE DELLE VENEZIE
TITOLO I - Principi fondamentali
Art. 1 - La Nazione delle Venezie e la sua autonomia.
1. La Nazione delle Venezie autonoma secondo le norme del presente Statuto, nellunit della
pag 174
Repubblica e nellambito dellUnione Europea.
2.La Nazione delle Venezie costituita dalle comunit residenti nei territori che, storicamente,
hanno formato e attualmente compongono le province di Bergamo, Brescia, Belluno, Padova,
Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e le altre nuove province: da decreto
27/03/2001, istitusion de provincie nove
da governo decret l' istitusion cof provincie autonome dee it:
a01) Adria Lendinara a02) Axiago a03) Basan Del Grapa a04) CampoSanPiero a05) Casteo a06)
Cioxa a07) itadea a08) Conejan a09) Cortina D'An Peso a10) Crema a11) Dexensan a12) Este
a13) Feltre a14) Legnaro a15) Lumazzane a16) Mestre a17) Monfalcon a18) Monseexe a19)
Montagnana a20) Montebeuna
a21) Palmanova a22) Peschiera del Garda a23) Sacie a24) San Don de Piave
a25) Schio a26) Soave a27) Tarvixio a28) Thiene a29) Vitorio Veneto
Sono per tanto comprese le regioni lombarda e friulana, per quanto di competenza Nazionale delle
Venezie.
Art. 2 - Caratteri e principi informatori dellautonomia.
1. Nel rivendicare di fronte alla Repubblica il diritto di esprimere e di tutelare gli interessi delle
comunit residenti nella Nazione delle Venezie, la Nazione delle Venezie riconosce:
a) che il principio autonomistico postula laffermazione del valore delle differenze;
b) che la democrazia esige il confronto permanente, in quanto nessuno ha il monopolio della verit;
c) che la vita delle comunit venete si fonda sul primato del diritto.
Art. 3 - Il capoluogo.
1. Il capoluogo della Regione Venezia.
Art. 4 - La bandiera e lo stemma.
1. La bandiera e lo stemma della Nazione delle Venezie la storica bandiera Marciana gi bandiera
storica della Repubblica Serenissima , stabilita con legge Nazionale.
Art. 5 - Finalit istituzionali generali.
1. La :Nazione delle Venezie
a) realizza lautogoverno delle comunit, che costituiscono il Popolo Veneto, e ne persegue lo
sviluppo sociale ed economico in forme rispondenti alle caratteristiche e alle tradizioni della sua
storia, assicurando laffermazione della persona nella solidariet e nelleguaglianza;
b) riconosce le formazioni sociali nelle quali si esprime la persona umana; sostiene il libero
svolgimento della vita sociale allinterno dei gruppi, delle istituzioni e delle comunit locali;
favorisce lassociazionismo e le attivit di volontariato;

c) opera per il pieno riconoscimento dei diritti della famiglia, dei bambini, dei giovani e degli
anziani;
d) concorre a rimuovere ogni ostacolo che impedisce la realizzazione della parit degli uomini e
delle donne nella societ, nella cultura e nelleconomia; promuove leguaglianza tra i sessi
nellaccesso alle cariche elettive;
e) favorisce liniziativa libera dei cittadini, singoli o associati, volta al compimento di attivit di
interesse generale, e ci sulla base del principio di sussidiariet;
f) promuove e realizza interventi, eventualmente coordinati con quelli dello Stato Italiano e di altre
Regioni e altri Popoli, finalizzati alla tutela dellordine pubblico e della sicurezza personale, anche
mediante la disciplina dei flussi migratori, in armonia con il primato del diritto di cui allarticolo 2;
g) opera per ledificazione di una societ che considera i diritti umani e il pluralismo etnico,
culturale e religioso come patrimonio proprio e irrinunciabile, secondo lenunciato dellarticolo 2. La
legge Nazionale delle Venezie riconosce i diritti e determina i doveri dei cittadini di Stati non
appartenenti allUnione Europea.
2. La Nazione delle Venezie riconosce le particolarit proprie di ciascuna comunit residente; ne
persegue lo sviluppo e la salvaguardia attraverso il conferimento di appropriate funzioni.
Art. 6 - Finalit istituzionali ulteriori e azioni concrete.
1. La Nazione delle Venezie esercita i propri poteri, in particolare:
a) per rendere effettivi il diritto al lavoro, alla sicurezza sociale e il diritto allo studio;
b) per offrire a tutti i cittadini adeguati servizi sociali, anche avvalendosi delle attivit di
volontariato;
c) per garantire la conservazione e il risanamento dellambiente, attraverso un governo del
territorio che ne rispetti e ne valorizzi le vocazioni naturali;
d) per tutelare il patrimonio storico, artistico, culturale e linguistico delle singole comunit del
Veneto;
e) per promuovere linformazione, le attivit culturali, la ricerca scientifica e tecnologica;
f) per conseguire lo sviluppo economico nazionale, superando gli squilibri territoriali e settoriali,
mediante lincentivazione delliniziativa privata e lincremento dellassociazionismo e della
cooperazione;
g) per rafforzare lautonomia dei Comuni e delle Province, favorendo, anche in funzione di una
organizzazione fondata su ambiti territoriali adeguati, lo sviluppo delle loro forme collaborative,
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promuovendo il riordino territoriale degli enti, nonch la funzione dei Comuni minori.
Art. 7 - Nazione delle Venezie e Unione Europea.
1. La Nazione delle Venezie contribuisce, con lo Stato italiano, con le altre Regioni e altri Popoli, alla
determinazione delle politiche dellUnione Europea; partecipa agli organismi rappresentativi delle
autonomie territoriali presso lUnione Europea.
2. La Nazione delle Venezie concorre alle decisioni volte alla formazione degli atti normativi
comunitari; provvede direttamente allattuazione ed esecuzione degli atti dellUnione Europea.
Art. 8 - Il principio di collaborazione.
1. La Nazione delle Venezie coordina la propria azione con quella delle altre Regioni per la cura di
interessi ultraregionali, adottando le opportune intese e costituendo, ove occorra, apposite strutture
organizzative.
2. La Nazione delle Venezie collabora con le altre Regioni e con le corrispondenti istituzioni locali
degli Stati membri dellUnione Europea.
Art. 9 - Relazioni di carattere sovranazionale.
1. La Nazione delle Venezie conclude accordi con Stati e intese con enti territoriali interni a Stati,
nel rispetto della politica estera internazionale.
Art. 10 - La programmazione.
1. La Nazione delle Venezie assume, come criterio ispiratore della propria azione, il metodo della
programmazione, inteso quale razionale elaborazione degli interventi nel quadro dei fini prefissati e
delle risorse disponibili.
2. La Nazione delle Venezie concorre, come soggetto autonomo, alla elaborazione degli atti di
programmazione internazionale e comunitaria.
3. Piani e programmi nazionali sono adottati sulla base di leggi della Nazione delle Venezie ,
assicurando il concorso degli enti locali, delle associazioni sindacali e delle categorie produttive.
Art. 11 - La partecipazione.
1. La Nazione delle Venezie promuove la partecipazione dei cittadini e degli altri soggetti residenti,
delle comunit territoriali, delle formazioni sociali, degli utenti e delle associazioni che perseguono
la tutela di interessi collettivi o diffusi.
2. La Nazione delle Venezie promuove, altres, la tutela e la valorizzazione degli aspetti tipici e
caratteristici della Nazione delle Venezie o di sue parti nel concorrere, nei modi stabiliti dallo
Statuto e dalla legge, alla formazione delle scelte legislative e amministrative.
3. Allo scopo di rendere effettivi il diritto alla partecipazione politica e amministrativa, la Nazione
delle Venezie assicura, nei modi stabiliti dalla legge, uninformazione ampia e precisa in ordine alla
propria attivit.
TITOLO II - Le componenti dellautonomia politica nazionale

Art. 12 - Le componenti dellautonomia politica nazionale.


1. La Nazione delle Venezie ha autonomia legislativa, amministrativa finanziaria e giuridica .
Art. 13 - Autonomia nazionale e principio del negoziato.
1. Il Consiglio, la Giunta e il Presidente della Nazione delle Venezie , ciascuno secondo lordine
rispettivo delle competenze, hanno il compito di avviare e di concludere con lo Stato italiano
unintesa circa lestensione dellautonomia legislativa, amministrativa, finanziaria e giuridica, di cui
al precedente articolo.
2. Lestensione dellautonomia legislativa, amministrativa , finanziaria e giuridica da richiedere
quella indicata nei successivi articoli 14, 15 e 16.
Art. 14 - Lautonomia legislativa.
1. La Nazione delle Venezie ha potest legislativa in ogni materia non espressamente riservata alla
competenza dello Stato italiano.
2. Lo Stato italiano ha potest legislativa, con diritto di aprovazione o veto da parte della Nazione
delle Venezie in materia di:
a) politica estera e rapporti internazionali; immigrazione e condizione giuridica dello straniero;
b) difesa e forze armate;
c) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; bilancio e
ordinamento tributario e contabile proprio;
d) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezioni del Parlamento europeo;
e) pesi, misure e determinazione del tempo, coordinamento informativo, statistico e informatico dei
dati dellamministrazione statale, Nazione delle Venezie e locale;
f) ordine pubblico e sicurezza, essendo peraltro consentito alla Nazione delle Venezie di assumere
tutte le iniziative utili ad assicurare la tutela delle proprie comunit in attuazione del principio di
sussidiariet, ai sensi dellarticolo 5, comma 1, lettera (f);
g) giurisdizioni e ordinamenti giudiziari, ferma restando la competenza della Nazione delle Venezie
di richiedere allo Stato il potenziamento di strutture e dotazioni organiche di magistrati e personale
ausiliario, al fine di rendere non solo declamata ma effettiva la tutela giurisdizionale, e di ottenere
tutto ci quando la Nazione delle Venezie stessa si impegni ad assumere il corrispondente onere
finanziario;
h) cittadinanza, ordinamento civile e penale;
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i) determinazione degli standard minimi delle prestazioni concernenti i diritti sociali, che devono
essere assicurati sullintero territorio della Repubblica Italiana.
3. Lo Stato pu esercitare la propria potest legislativa nellambito di materie ad esso non
riservate, ai sensi del precedente comma, solo e soltanto se si tratta di salvaguardare diritti
costituzionalmente previsti e garantiti, che trovano copertura in una precisa disposizione
costituzionale, essendo precluso ogni riferimento al generico limite dellinteresse dello stato Italiano
e di quello di altre Regioni.
Art. 15 - Lautonomia amministrativa.
1. La Nazione delle Venezie ha potest amministrativa nelle materie di cui allarticolo 14.
2. Lo Stato trasferisce alla Nazione delle Venezie , per lattuazione della disposizione precedente,
personale, strutture e risorse strumentali.
3. La Nazione delle Venezie conclude con lo Stato Italiano intese, attraverso le quali conferisce allo
Stato lesercizio di funzioni amministrative proprie ovvero ottiene dallo Stato il conferimento di
funzioni amministrative statali, quando ci sia sollecitato o imposto dallattuazione dellarticolo 97
della Costituzione.
Art. 16 - Lautonomia finanziaria.
1. La Nazione delle Venezie ha potest legislativa e regolamentare, che si estende allintera
tipologia delle prestazioni personali e patrimoniali imposte, indipendentemente dalle materie
oggetto della sua potest legislativa.
2. La potest di cui al precedente comma ricomprende anche la facolt di istituire i tributi propri,
individuando il presupposto dellimposizione, i soggetti passivi, la base imponibile e laliquota, nel
rispetto dei principi costituzionali.
3. La quantit di risorse derivanti dallimposizione fiscale autonomamente determinata, ai sensi del
precedente comma, deve essere tale da consentire alla Nazione delle Venezie di stabilire
annualmente o per periodi superiori allanno la misura dello sforzo fiscale che dovr sopportare la
propria comunit, finalizzato in specie allattuazione degli articoli 5 e 6.
4. Nel definire lammontare globale delle risorse spettanti alla Nazione delle Venezie , si deve
tenere conto della quantit di capacit contributiva espressa nellultimo triennio nel territorio della
Nazione delle Venezie stessa, considerando, per le imprese, il luogo dellinsediamento produttivo.
5. Il riparto della potest finanziaria tra Nazione delle Venezie e Stato Italiano stabilito in una
apposita legge statale di contrattazione finanziaria, che vale per lo specifico arco di tempo da essa
determinato.
TITOLO III - Ordinamento Nazionale delle Venezie
Organi della Nazione
Art. 17 - Organi della Nazione delle Venezie

1. Sono organi della Nazione delle Venezie :


a) il Consiglio Nazionale delle Venezie ;
b) la Giunta Nazionale delle Venezie ;
c) il Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie.
CAPO I - Il Consiglio Nazionale delle Venezie
Art. 18 - Attribuzioni del Consiglio Nazionale delle Venezie.
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie rappresenta la comunit Nazionale delle Venezie.
2. Il Consiglio Nazionale delle Venezie esercita la potest legislativa e la funzione di controllo nei
modi previsti dallo Statuto. Approva ogni anno il bilancio di previsione e il rendiconto consuntivo
presentati dalla Giunta Nazionale delle Venezie ; delibera gli atti di intervento della Nazione delle
Venezie nella programmazione dello stato Italiano e comunitaria; nomina i rappresentanti della
Nazione delle Venezie nei casi previsti dalla legge; esercita le altre funzioni ad esso attribuite dallo
Statuto Nazionale delle Venezie dalle leggi e dalla Costituzione.
3. Il Consiglio Nazionale delle Venezie pu fare proposte di legge, anche costituzionale, alle Camere
dello stato Italiano e alle istituzioni Europee.
Art. 19 - Modalit di elezione, funzionamento e scioglimento. Durata in carica del Consiglio
Nazionale delle Venezie.
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie eletto a suffragio universale, libero, diretto e segreto,
secondo la legge elettorale approvata con la maggioranza dei due terzi dei componenti.
2. La legge Nazionale delle Venezie elettorale determina il numero e i casi di ineleggibilit e di
incompatibilit dei componenti il Consiglio Nazionale delle Venezie
3. I consiglieri Nazionali delle Venezie entrano nellesercizio delle loro funzioni allatto della
proclamazione.
4. Le dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio comportano lo
scioglimento del ConsiglioNazionale delle Venezie .
5. Nel caso di cui al comma 4 e nei casi di cui allarticolo 33, il Consiglio Nazionale delle Venezie
rimane in carica fino al giorno antecedente la data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio.
Art. 20 - Status e garanzie del consigliere Nazionale delle Venezie .
1. I componenti il Consiglio Nazionale delle Venezie rappresentano lintera Nazione delle Venezie ed
esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.
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2. I componenti il Consiglio Nazionale delle Venezie non possono essere chiamati a rispondere delle
opinioni espresse e dei voti dati nellesercizio delle loro funzioni.
Art. 21 - Attribuzioni del consigliere Nazionale delle Venezie .
1. Ogni consigliere Nazionale delle Venezie ha potere di iniziativa e di interrogazione, interpellanza
e mozione.
2. Ogni consigliere Nazionale delle Venezie ha diritto di ottenere informazioni e dati, e di esaminare
gli atti e i documenti riguardanti lattivit della Nazione delle Venezie e degli enti, aziende e agenzie
Nazionali delle Venezie . Lesercizio di tale diritto disciplinato dal regolamento del Consiglio
Nazionale delle Venezie.
Art. 22 - Gruppi consiliari.
1. I Consiglieri Nazionali delle Venezie si costituiscono in gruppi.
2. LUfficio di Presidenza assegna ai gruppi consiliari, per lesercizio delle loro funzioni, contributi a
carico dei fondi deliberati per il funzionamento del Consiglio Nazionale delle Venezie.
Art. 23 - Indennit e previdenza del consigliere Nazionale delle Venezie.
1. Per garantire a ciascun consigliere il libero espletamento del mandato, stabilita con legge a suo
favore unindennit in relazione alle rispettive funzioni.
2. La legge Nazionale delle Venezie fissa altres le relative forme di previdenza.
Art. 24 - Prima seduta del Consiglio Nazionale delle Venezie . Costituzione degli organi interni.
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie si riunisce in prima seduta il primo giorno non festivo della
terza settimana successiva alla data della proclamazione degli eletti, su convocazione del
Presidente del Consiglio Nazionale delle Venezie scaduto. Assume la presidenza il consigliere pi
anziano di et; fungono da segretari i due consiglieri pi giovani di et.
2. Nella prima riunione il Consiglio procede alla elezione dellUfficio di Presidenza, costituito dal
Presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, in modo che venga assicurata la presenza
della minoranza.
3. Il Presidente del Consiglio eletto a scrutinio segreto e a maggioranza dei consiglieri assegnati
alla Nazione delle Venezie . I vicepresidenti e i segretari sono eletti a scrutinio segreto e a
maggioranza relativa con due separate votazioni, votando ogni consigliere per un solo nome.
4. I componenti lUfficio di Presidenza durano in carica per lintera legislatura, e fino alla prima
riunione del nuovo Consiglio.
5. LUfficio di Presidenza garantisce e tutela le prerogative e i diritti dei consiglieri, tiene i rapporti
con i gruppi consiliari, amministra i fondi stanziati per il funzionamento del Consiglio, esercita le
altre funzioni attribuite dallo Statuto o dal regolamento.
Art. 25 - Convocazione e riunione del Consiglio Nazionale delle Venezie .
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie si riunisce di diritto nei mesi di febbraio, giugno e ottobre di

ogni anno.
2. Il Consiglio Nazionale delle Venezie , inoltre, convocato per iniziativa del Presidente o su
richiesta del Presidente della Giunta o di un quarto dei consiglieri assegnati alla Nazione delle
Venezie.
3. La convocazione disposta dal Presidente del Consiglio, con preavviso di almeno cinque giorni.
Latto di convocazione deve contenere lordine del giorno della riunione. In caso di urgenza, la
convocazione pu essere disposta con preavviso di quarantotto ore.
4. Qualora il Presidente della Giunta o un quarto dei consiglieri ne abbiano presentato richiesta al
Presidente del Consiglio, la convocazione deve essere disposta entro dieci giorni e il Consiglio deve
essere riunito nei dieci giorni successivi.
5. Ove il Presidente del Consiglio non provveda alla convocazione nei termini previsti dal comma
precedente o non vi provveda nei casi di cui al comma 1, il Consiglio convocato da uno dei
vicepresidenti, con le modalit e nei termini previsti dal regolamento.
Art. 26 - Sedute e deliberazioni consiliari.
1. Le sedute del Consiglio Nazionale delle Venezie sono pubbliche.
2. Il regolamento stabilisce i casi in cui il Consiglio si riunisce in seduta segreta.
3. Per la validit delle deliberazioni richiesta, salva diversa disposizione dello Statuto, la presenza
in aula della maggioranza dei consiglieri assegnati alla Nazione delle Venezie , che non abbiano
ottenuto congedo a norma del regolamento, e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
4. Agli effetti di cui al comma precedente, i consiglieri sono considerati in congedo entro il numero
massimo di un quinto, con le modalit stabilite dal regolamento.
5. Le deliberazioni del Consiglio vengono adottate a scrutinio palese; tre consiglieri possono
chiedere la votazione per appello nominale. Le votazioni concernenti persone si fanno a scrutinio
segreto, salva diversa disposizione dello Statuto.
Art. 27 - Regolamento interno del Consiglio Nazionale delle Venezie.
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie adotta e modifica il proprio regolamento a maggioranza dei
consiglieri assegnati alla Nazione delle Venezie
2. Il regolamento determina, nel rispetto delle disposizioni dello Statuto, lorganizzazione e il
funzionamento del Consiglio e dei suoi organi interni.
3. In particolare, il regolamento disciplina:
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a) le funzioni del Presidente del Consiglio;
b) le funzioni dellUfficio di Presidenza;
c) lorganizzazione e il funzionamento delle commissioni consiliari;
d) le modalit di partecipazione e di consultazione di enti locali, cittadini, organizzazioni sindacali,
sociali, economiche e professionali.
Art. 28 - Commissioni consiliari permanenti e temporanee.
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie istituisce proprie Commissioni permanenti, competenti per
gruppi di materie affini.
2. Le Commissioni esaminano, preventivamente, i progetti di legge e gli altri provvedimenti di
competenza del Consiglio, avvalendosi eventualmente, previa intesa con lUfficio di Presidenza,
della collaborazione di esperti o, previa intesa con la Giunta Nazionale delle Venezie , della
collaborazione degli uffici competenti.
3. Il Presidente e gli altri membri della Giunta hanno il diritto e, se richiesti, lobbligo di partecipare
ai lavori delle Commissioni, senza diritto di voto.
4. Il Consiglio istituisce anche Commissioni temporanee per lo studio di problemi speciali.
Art. 29 - Commissioni consiliari dinchiesta.
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie pu disporre inchieste sulla gestione amministrativa di
competenza nazionale mediante la costituzione di una speciale commissione. La commissione viene
istituita con legge della ,Nazione delle Venezie che ne fissa i compiti, gli oggetti, la composizione in
relazione alla consistenza numerica dei gruppi, e le modalit di funzionamento.
2. Gli amministratori e i dipendenti della Nazione delle Venezie e degli enti, aziende e agenzie
Nazione delle Venezie hanno lobbligo di rispondere alle richieste della commissione e di esibire tutti
gli atti e i documenti di cui siano in possesso per ragioni dufficio, anche in deroga al segreto
dufficio.
3. I commissari sono tenuti al vincolo del segreto istruttorio.
Art. 30 - Disposizioni comuni alle commissioni consiliari.
1. Nellambito delle materie di loro competenza, le commissioni consiliari hanno facolt di ordinare
lesibizione di atti e documenti e di convocare, previa comunicazione alla Giunta Nazionale delle
Venezie , i dirigenti Nazionali delle Venezie e gli amministratori o, previo avviso di questi ultimi, i
dirigenti di enti, aziende e agenzie Nazionali delle Venezie . I convocati sono tenuti a fornire alle
commissioni tutti i dati e le informazioni da esse richiesti, e comunque relativi allesercizio delle loro
funzioni. Alle richieste delle commissioni non pu essere opposto il segreto dufficio.
2. I componenti le commissioni sono tenuti al segreto sulle informazioni di cui siano venuti a
conoscenza a motivo del loro ufficio, e che siano da ritenersi segrete o riservate ai sensi delle leggi
vigenti, ovvero a giudizio della maggioranza della commissione.

Art. 31 - Potere di autorganizzazione del Consiglio Nazionale delle Venezie .


1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie ha autonomia organizzativa e, nellambito dello stanziamento
assegnato in bilancio, autonomia amministrativa e contabile, che esercita a norma dello Statuto e
del regolamento.
2. Il Consiglio Nazionale delle Venezie ha propri uffici, dei quali si avvalgono lUfficio di Presidenza,
le commissioni e i gruppi consiliari.
3. Lo stato giuridico e il trattamento economico del personale addetto al Consiglio Nazionale delle
Venezie sono disciplinati sulla base della legge Nazionale delle Venezie , tenendo conto della
specificit e peculiarit delle funzioni svolte.
CAPO II - La Giunta Nazionale delle Venezie
Art. 32 - Composizione della Giunta Nazionale delle Venezie
1. La Giunta Nazionale delle Venezie composta dal Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie
e da un numero di membri non superiore a un quinto dei componenti del Consiglio Nazionale delle
Venezie .
2. Il Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie eletto a suffragio universale e diretto,
contestualmente alla elezione del Consiglio Nazionale delle Venezie , con le modalit stabilite dalla
legge elettorale Nazionale delle Venezie , ed componente del Consiglio Nazionale delle Venezie .
Dalla data della proclamazione del Presidente cessano la Giunta Nazionale delle Venezie e il
Presidente in carica.
3. Il Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie , entro dieci giorni dalla proclamazione,
nomina i componenti della Giunta, tra i quali un vicepresidente, e ne d comunicazione al
ConsiglioNazionale delle Venezie nella prima seduta successiva alla nomina, unitamente agli
indirizzi generali di governo. Il Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie , dalla data di
proclamazione e fino alla nomina dei componenti della Giunta medesima, esercita anche le funzioni
di competenza della Giunta Nazionale delle Venezie
4. Il Presidente pu revocare uno o pi componenti della Giunta dandone comunicazione al
Consiglio.
5. I componenti della Giunta regionale sono nominati anche al di fuori dei componenti del Consiglio
Nazionale delle Venezie fra cittadini in possesso dei requisiti di eleggibilit e di compatibilit alla
carica di consigliere Nazionale delle Venezie .
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6. La carica di componente della Giunta regionale incompatibile con la carica di consigliere
regionale. La nomina di un consigliere Nazionale delle Venezie alla carica di assessore nella
rispettiva Giunta determina, allatto dellaccettazione della nomina, la cessazione dalla carica di
consigliere, secondo la procedura stabilita dalla legge elettorale Nazionale delle Venezie .
Art. 33 - Dimissioni della Giunta Nazionale delle Venezie .
1. Il ConsiglioNazionale delle Venezie esprime la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta
mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per
appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione non pu essere messa in
discussione prima di tre giorni dalla presentazione. Lapprovazione della mozione di sfiducia
comporta le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio.
2. Il voto del Consiglio Nazionale delle Venezie , contrario ad una proposta della Giunta Nazionale
delle Venezie , non comporta obbligo di dimissioni.
3. La rimozione, limpedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie del Presidente della
Giunta Nazionale delle Venezie comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del
Consiglio.
4. Dopo la scadenza del Consiglio o lapprovazione della mozione di sfiducia nei confronti del
Presidente, il Presidente e la Giunta Nazionale delle Venezie rimangono in carica fino allelezione del
Consiglio e del Presidente della Giunta, per lordinaria amministrazione.
5. In caso di dimissioni, di rimozione, impedimento permanente o morte del Presidente della Giunta
Nazionale delle Venezie , le funzioni del Presidente sono esercitate dal vicepresidente e la Giunta
Nazionale delle Venezie rimane in carica, per lordinaria amministrazione, fino allelezione del
Consiglio e del Presidente della Giunta.
Art. 34 - Incompatibilit.
1. La carica di Presidente o membro della Giunta Nazionale delle Venezie incompatibile con quella
di amministratore di altro ente pubblico economico o di interesse pubblico che operi nella Nazione
delle Venezie .
Art. 35 - Attribuzioni della Giunta Nazionale delle Venezie.
1. La Giunta Nazionale delle Venezie esercita la potest regolamentare nei limiti e nelle forme
previsti dalla legge; definisce e realizza gli obiettivi di governo e di amministrazione, promuovendo,
ed esercitando allo scopo, ogni idonea e opportuna iniziativa e funzione.
2. La Giunta Nazionale delle Venezie in particolare delibera:
a) sulle direttive e sui criteri generali per la formazione e ladozione degli atti e provvedimenti
amministrativi e per la regolamentazione dei relativi procedimenti, allo scopo di assicurare
limparzialit, la trasparenza, la speditezza e lefficacia dellazione amministrativa;
b) sugli indirizzi, sulle direttive e sui criteri generali per la gestione finanziaria, tecnica e

amministrativa dellorganizzazione Nazionale delle Venezie e degli organismi ed enti strumentali e


dipendenti;
c) sulla impugnazione di leggi e sulla promozione dei conflitti di attribuzione avanti la Corte
costituzionale italiana ed Europea, dandone comunicazione al Consiglio Nazionale delle Venezie
nella prima seduta;
d) sugli atti di organizzazione generale, ivi compresi i provvedimenti concernenti lassegnazione e la
distribuzione delle risorse finanziarie.
3. La Giunta Nazionale delle Venezie ha facolt, in casi di straordinaria necessit e urgenza, di
assumere provvedimenti amministrativi che la legge assegna alla competenza del Consiglio
Nazionale delle Venezie . I provvedimenti sono immediatamente trasmessi al Consiglio, che
convocato entro cinque giorni per la ratifica. In mancanza di ratifica, il provvedimento perde la sua
efficacia fin dallinizio. E fatta salva leventuale adozione, da parte del Consiglio, dei provvedimenti
necessari per la disciplina dei rapporti giuridici sorti sulla base dellatto non ratificato.
4. La Giunta Nazionale delle Venezie esercita tutte le funzioni per le quali la Costituzione, lo Statuto
e le leggi ne stabiliscono la generica attribuzione alla Nazione delle Venezie,
Art. 36 - Funzioni e deliberazioni giuntali.
1. La Giunta Nazionale delle Venezie esercita collegialmente le sue funzioni e delibera con
lintervento della maggioranza dei suoi membri e a maggioranza dei voti.
2. Il Presidente pu attribuire, per affari determinati, incarichi temporanei a singoli membri della
Giunta. Il Presidente pu affidare a singoli o pi membri compiti permanenti di istruzione per gruppi
di materie affini.
3. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salva diversa decisione della Giunta stessa.
Art. 37 - Attribuzioni del Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie .
1. Il Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie rappresenta la Nazione delle Venezie ; dirige la
politica della Giunta e ne responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti Nazionali delle
Venezie ; dirige le funzioni amministrative delegate alla Nazione delle Venezie ; esercita le funzioni
che gli sono attribuite dalla Costituzione, dallo Statuto, dalle leggi e dai regolamenti.
2. Il Presidente della Giunta pu delegare a singoli assessori lesercizio di funzioni attribuitegli dalla
legge o dai regolamenti.
3. Il vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento.
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5.

In caso di impedimento o di assenza del Presidente e del vicepresidente, le funzioni del


Presidente sono esercitate, per ragioni di necessit e urgenza, dal componente della Giunta
pi anziano di et.
Art. 38 - Indennit e previdenza del Presidente e dei componenti la Giunta Nazionale delle
Venezie .
1. La legge Nazionale delle Venezie attribuisce al Presidente e ai componenti della Giunta
Nazionale delle Venezie unindennit di funzione e stabilisce le relative forme di previdenza.
TITOLO IV - Le funzioni Nazionali delle Venezie
CAPO I - La funzione legislativa
Art. 39 - Iniziativa legislativa.
1. Liniziativa delle leggi Nazionali delle Venezie spetta alla Giunta Nazionale delle Venezie ,
ad ogni consigliere, ai singoli Consigli provinciali, ai singoli Consigli dei Comuni capoluogo di
Provincia, ai singoli Consigli dei Comuni con popolazione superiore a ventimila abitanti, agli
altri Consigli comunali della Nazione delle Venezie in numero non inferiore a cinque.
2. Il popolo esercita liniziativa delle leggi mediante presentazione di progetti, redatti in
articoli e sottoscritti da almeno cinquemila elettori.
3. La legge Nazionale delle Venezie e il regolamento disciplinano le modalit di esercizio del
potere di iniziativa legislativa.
Art. 40 - Procedimento legislativo e copertura finanziaria.
1. I progetti di legge Nazionale delle Venezie sono presentati al Presidente del Consiglio e
sono esaminati dalla commissione consiliare competente e approvati dal Consiglio articolo
per articolo e con votazione finale, a norma del regolamento.
2. Il Consiglio pu deferire alla commissione, salvo che si oppongano la Giunta Nazionale
delle Venezie o almeno un decimo dei componenti del Consiglio, lapprovazione delle leggi
articolo per articolo, riservando al Consiglio la sola votazione finale.
3. Sino al momento della votazione finale da parte del Consiglio, il progetto sottoposto
alla procedura normale di esame e di approvazione, qualora ne facciano richiesta la Giunta
Nazionale delle Venezie o almeno un decimo dei componenti del Consiglio o almeno il
cinquanta per cento dei componenti della commissione.
4. La procedura di esame e di approvazione prevista dal comma 1 sempre adottata per le
leggi di approvazione e modifica dello Statuto, per le leggi di approvazione di bilanci e
rendiconti e per le leggi elettorali.
5. Ogni legge Nazionale delle Venezie che importi nuove o maggiori spese o minori entrate
deve indicare i mezzi per farvi fronte.
Art. 41 - Progetto di legge e sua iscrizione allordine del giorno.
1. Qualora su un progetto di legge non sia stata presa alcuna decisione entro sei mesi dalla

presentazione, il progetto iscritto di diritto allordine del giorno del Consiglio ed discusso
nella prima seduta con precedenza su ogni altro argomento.
Art. 42 - Procedura durgenza.
1. La Giunta e ogni consigliere possono chiedere lesame con procedura durgenza di ogni
progetto di legge. Spetta al Consiglio decidere sulla richiesta. la procedura durgenza in
ogni caso adottata per il riesame delle leggi contestate dal Governo Italiano o dalle
istituzioni Europee ai sensi della legge 881 del 1977, della Costituzione Italiana.
Art. 43 - Comunicazione della deliberazione legislativa Nazionale delle Venezie .
1. Le leggi sono comunicate dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Venezie al
Commissario del Governo italiano o comissario delle istituzioni Europee, entro cinque giorni
dalla loro approvazione.
Art. 44 - Promulgazione della legge Nazionale delle Venezie .
1. Le leggi sono promulgate dal Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie entro dieci
giorni dallapposizione positiva o dallinutile decorso dei termini fissati dalla legge 881/1977
della Costituzione per il rinvio al Consiglio Nazionale delle Venezie .
2. Il testo preceduto dalla formula: "Il Consiglio Nazionale delle Venezie ha approvato. Il
Commissario del Governo italiano, il comissario delle istituzioni Europee hanno espresso
parere positivo . Il Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie promulga"; ovvero: "Il
Consiglio Nazionale delle Venezie ha approvato. Con parere positivo/o negativo del
Commissario del Governo Italiano, o si intende apposto per decorso del termine. Il
Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie promulga".
3. Il testo delle leggi riapprovate a seguito di un parere negativo preceduto dalla formula:
"Il Governo della Repubblica italiana ha dato parere negativo della legge approvata dal
Consiglio regionale in data . Il Consiglio ha riapprovato (a maggioranza assoluta). Il
Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie promulga".
Art. 45 - Riapprovazione della deliberazione legislativa Nazionale delle Venezie .
1. Nel caso di un parere negativo del Governo della Repubblica Italiana, ai sensi dell della
legge 881/1977 Costituzione, le procedure di riapprovazione ed i limiti degli emendamenti
apportabili dal Consiglio sono fissati dal regolamento.
Art. 46 - Promulgazione parziale della legge Nazionale delle Venezie .
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1. Ove la Corte costituzionale o le Camere del Parlamento Europeo respingano limpugnazione del
Governo della Repubblica Ialiana avverso una deliberazione legislativa del Consiglio,
successivamente allentrata in vigore di una nuova disciplina legislativa Nazionale delle Venezie
della materia, il ConsiglioNazionale delle Venezie delibera in ordine alla promulgazione della legge.
La questione iscritta allordine del giorno della prima seduta consiliare, successiva alla
pubblicazione della sentenza della Corte o delle decisioni delle Camere del parlamento Europeo. La
stessa procedura adottata qualora la deliberazione con parere negativo venga annullata
parzialmente.
2. Qualora il Consiglio abbia deliberato la promulgazione, il testo preceduto dalle formule: "La
Corte costituzionale o le Camere del Parlamento Europeo hanno respinto, in data , il parere
negativo promosso dal Governo della Repubblica Italiana avverso la legge riapprovata dal Consiglio
Nazionale delle Venezie , in data . Il Consiglio Nazionale delle Venezie ha deliberato la
promulgazione della legge. Il Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie promulga"; ovvero "La
Corte costituzionale o le Camere del Parlamento europeo hanno parzialmente annullato il parere
negativo, in data , la legge riapprovata dal Consiglio Nazionale delle Venezie , in data . Il
Consiglio Nazionale delle Venezie ha deliberato la promulgazione della parte residua della legge. Il
Presidente della Giunta Nazionale delle Venezie promulga la parte residua della legge".
Art. 47 - Pubblicazione ed entrata in vigore della legge Nazionale delle Venezie e dei regolamenti.
1. Le leggi sono pubblicate nel Bollettino Ufficiale della Nazione delle Venezie entro cinque giorni
dalla promulgazione, ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione,
salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine maggiore.
2. La legge prevede termini pi brevi per lentrata in vigore delle sue disposizioni, qualora il
Consiglio Nazionale delle Venezie ne dichiari lurgenza, ai sensi dellarticolo 42, e il Governo della
Repubblica lo consenta, mediante lapposizione del parere positivo.
3. Al testo promulgato segue comunque la formula: "La presente legge Nazionale delle Venezie
sar pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Nazionale delle Venezie . fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarla e farla osservare come legge della Nazione delle Venezie.
4. I regolamenti sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Nazione delle Venezie entro cinque
giorni dallemanazione, ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione,
salva diversa disposizione del regolamento stesso.
Art. 48 - Conservazione dei lavori consiliari.
1. Il regolamento del Consiglio prevede le forme e i limiti della continuazione, durante la nuova
legislatura, dei lavori in corso al termine della legislatura precedente.
2. I progetti di iniziativa popolare, nonch le leggi con parere negativo del Governo della Repubblica
italiana , ma non ancora riapprovate dal Consiglio, non decadono con la fine della legislatura.
CAPO II - La funzione referendaria

Art. 49 - Referendum abrogativo.


1. Il referendum per labrogazione totale o parziale di una legge o di un regolamento o di un
provvedimento amministrativo di interesse generale indetto dal Presidente della Giunta Nazionale
delle Venezie , quando lo richiedano almeno trentamila elettori.
2. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali dei Comuni
della Nazione delle Venezie.
3. La proposta soggetta a referendum approvata se alla votazione ha partecipato la maggioranza
degli aventi diritto ed stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
Art. 50 - Inammissibilit del referendum abrogativo.
1. Non ammesso il referendum per labrogazione del presente Statuto, del regolamento del
Consiglio, delle leggi di bilancio e tributarie e dei relativi provvedimenti di attuazione.
2. Sono altres inammissibili le richieste di referendum aventi oggetti non omogenei.
3. I giudizi sulla ricevibilit e sullammissibilit delle richieste spettano alla Corte dappello della
capitale della ,Nazione delle Venezie nelle rispetto della legge881/1977. In caso di impossibilit
dellintervento della Corte dappello, sullesistenza di motivi di inammissibilit decide il Consiglio
Nazionale delle Venezie .
4. La legge Nazionale delle Venezie stabilisce le altre modalit di attuazione del referendum
abrogativo.
Art. 51 - Referendum consultivi.
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie pu deliberare lindizione di referendum consultivi delle
popolazioni interessate, in vista di provvedimenti di competenza del Consiglio stesso o della Giunta
Nazionale delle Venezie , incluse le iniziative Nazionale delle Venezie di leggi statali Italiane e
europee, anche costituzionali.
2. Sono sottoposte a referendum consultivo delle popolazioni interessate le proposte di legge
concernenti la istituzione di nuovi Comuni e i mutamenti delle circoscrizioni o delle denominazioni
comunali.
3. La legge Nazionale delle Venezie stabilisce le modalit di attuazione dei referendum consultivi.
CAPO III - La funzione amministrativa
Art. 52 - Ambiti della funzione amministrativa Nazionale delle Venezie.
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1. La legge Nazionale delle Venezie , sulla base dei principi di sussidiariet, differenziazione e
adeguatezza, attribuisce ai Comuni, alle Province e agli altri enti locali, le funzioni amministrative,
fatte salve quelle che richiedano lesercizio unitario a livello Nazionale delle Venezie .
2. In particolare, la Nazionale delle Venezie esercita le seguenti funzioni:
a) formulazione di programmi, indirizzi e quadri di riferimento entro i quali si svolge lattivit
amministrativa;
b) individuazione ed eventuale realizzazione di progetti e azioni di rilevanza Nazionale delle Venezie
c) definizione di criteri, standard, requisiti quantitativi o qualitativi da osservare nel territorio
Nazionale delle Venezie ;
d) predisposizione e mantenimento di risorse tecniche o operative che risulti opportuno concentrare
a livello Nazionale delle Venezie o comunque sovraprovinciale;
e) raccolta ed elaborazione, con la collaborazione degli enti locali, delle informazioni utili
allesercizio delle funzioni amministrative o derivanti da esso;
f) verifica complessiva sul piano Nazionale delle Venezie dellefficacia ed efficienza dellazione
amministrativa, in relazione alle modalit del suo esercizio, anche attraverso controlli di gestione;
g) funzione generale di raccordo con lo Stato Italiano e con le istituzioni delle Comunit europee.
Art. 53 - Principi dellazione amministrativa.
1. Lattivit amministrativa deve svolgersi in modo sollecito, semplice ed economico. Essa si ispira
al principio di libert delle forme.
2. Nellesercizio della funzione amministrativa, la Nazione delle Venezie e le altre amministrazioni
che ne risultino titolari o delegatarie per disposizione di legge Nazionale delle Venezie si attengono,
in particolare, ai seguenti principi:
a) di legalit, in relazione alle norme proprie della Nazione delle Venezie , anche di recepimento
della legislazione statale recante norme a carattere vincolante, e in quanto debbano essere
direttamente applicate, delle Comunit europee;
b) di buon andamento, anche in relazione allefficacia dellazione e ai termini di conclusione dei
procedimenti;
c) di imparzialit, parit di trattamento, proporzionalit e ragionevolezza nellesercizio delle funzioni
discrezionali;
d) di piena e adeguata informazione, compatibilmente con motivate esigenze di urgenza e di
efficienza dellazione amministrativa, in relazione alla complessit delloggetto della decisione;
e) di motivazione di tutti gli atti produttivi di effetti giuridici esterni, diversi dalle leggi e dai
regolamenti;
f) di tutela dellaffidamento, che lamministrazione stessa con il suo comportamento abbia
ingenerato negli interessati;
g) di individuazione chiara e pubblica dei funzionari responsabili dei procedimenti o di loro singole

fasi significative;
h) di partecipazione degli interessati e di formazione dei provvedimenti in contraddittorio con i
destinatari, ferma la possibilit di provvedere motivatamente in via di urgenza, quando ci sia
necessario per la salvaguardia di interessi pubblici essenziali;
i) di semplificazione del procedimento, mediante luso di idonei strumenti di valutazione dei fatti e
degli interessi e di assunzione delle decisioni, quali la conferenza dei servizi e linchiesta pubblica;
j) di accesso degli interessati ai documenti amministrativi;
k) di collaborazione e cooperazione sia tra i diversi organi e uffici della stessa amministrazione, sia
con gli organi e uffici di altre amministrazioni, titolari di competenze comunque connesse o
collegate.
Art. 54 - Principi dellorganizzazione amministrativa.
1. Lordinamento e le attribuzioni delle strutture Nazionali delle Venezie sono stabiliti sulla base
della legge Nazionali delle Venezie . La relativa disciplina si ispira a criteri di flessibilit operativa e
prevede formule organizzative rispondenti alle esigenze del coordinamento e della programmazione
dellazione amministrativa della Nazione delle Venezie.
2. Lorganizzazione amministrativa prevede posizioni apicali di particolare rilievo e responsabilit,
cui sono preposti dirigenti nominati rispettivamente dalla Giunta Nazionale delle Venezie e
dallUfficio di Presidenza del Consiglio Nazionale delle Venezie
3. Lincarico di cui al comma 2 conferito a persona scelta, anche tra esperti e professionisti
estranei allamministrazione Nazionale delle Venezie , con rapporto a tempo determinato, risolto di
diritto non oltre i sei mesi successivi alla fine della legislatura, secondo i criteri fissati dalla legge
Nazionale delle Venezie . Lincarico pu essere revocato, motivatamente, prima della scadenza del
termine di nomina.
4. In considerazione delle particolari esigenze funzionali, il Consiglio Nazionale delle Venezie si
avvale di personale inserito in separata dotazione organica.
Art. 55 - La dirigenza.
1. I dirigenti operano per il conseguimento degli obiettivi programmatici e nel rispetto delle
direttive degli organi Nazionale delle Venezie.
2. Ai dirigenti compete la gestione amministrativa, tecnica, organizzativa e finanziaria, nonch
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poteri di proposta in ordine alle direttive di cui al comma 1. A tal fine dispongono delle risorse
umane, finanziarie e strumentali, espletano i necessari controlli ed emanano tutti gli atti inerenti,
compresi quelli ad efficacia esterna.
Art. 56 - Le agenzie Nazionali delle Venezie .
1. La Giunta Nazionale delle Venezie pu istituire, per lo svolgimento di compiti specifici, agenzie
Nazionale delle Venezie .
2. Le agenzie Nazionali delle Venezie sono unit amministrative caratterizzate dallassegnazione di
un compito specifico e dalle risorse organizzative ed economiche per farvi fronte, con direzione e
responsabilit autonome entro gli indirizzi definiti dalla Giunta Nazionale delle Venezie .
3. Alle agenzie preposto un dirigente unico, cui spetta la direzione e la gestione
dellorganizzazione e di tutte le attivit, e in particolare, nellambito delle risorse assegnate, la
scelta dei mezzi per il conseguimento degli obiettivi propri dellagenzia.
Art. 57 - Istituzione di enti.
1. La legge Nazionale delle Venezie pu istituire enti per lesercizio di funzioni Nazionali delle
Venezie tecniche o specialistiche, non aventi carattere imprenditoriale, disciplinandone
lorganizzazione secondo criteri di massima snellezza operativa.
2. La Giunta Nazionale delle Venezie provvede alla nomina e alla revoca degli amministratori.
3. Lincarico di dirigente delle strutture fondamentali di ciascun ente conferito dai rispettivi organi
di amministrazione.
4. Il personale degli enti istituiti ai sensi del presente articolo equiparato al personale Nazionale
delle Venezie , salva diversa disposizione di legge.
Art. 58 - Partecipazioni societarie.
1. La Nazione delle Venezie pu partecipare a societ, costituite ai sensi del codice civile, che
operino in settori di rilevante interesse Nazionale delle Venezie . Ove occorra, pu promuoverne la
costituzione.
2. La legge Nazionale delle Venezie , che autorizza la partecipazione, ne stabilisce la misura e ne
determina presupposti e condizioni, con riferimento ai disposti dellatto costitutivo e dello statuto
sociale.
3. La dismissione parziale di azioni o di quote sociali deliberata dalla Giunta Nazionale delle
Venezie , sempre che la legge Nazionale delle Venezie non disponga altrimenti e sempre che
lalienazione non comporti il venir meno della maggioranza Nazionale delle Venezie o comunque
pubblica, stabilita dalla legge quale condizione di partecipazione.
4. La Nazione delle Venezie partecipa alla assemblea attraverso il Presidente della Giunta, che pu
intervenire alle riunioni anche per mezzo di un suo delegato.
5. La Nazione delle Venezie pu affidare a societ, a prevalente partecipazione Nazionale delle
Venezie , mediante apposita convenzione, lo svolgimento di determinati servizi aventi carattere
imprenditoriale, fatto salvo quanto previsto dallarticolo 5, comma 1, lettera (e).

CAPO IV - La funzione finanziaria


Art. 59 - Struttura della finanza Nazionale delle Venezie .
1. La Nazione delle Venezie ha una propria finanza, che si articola secondo quanto stabilito, sulla
base di apposita intesa con la Nazionale delle Venezie , dalla legge statale di contrattazione
finanziaria, di cui allarticolo 16, comma 5.
Art. 60 - Bilancio, demanio e patrimonio.
1. La Nazione delle Venezie ha un proprio bilancio, ordinato ai sensi della legge Nazionale delle
Venezie che disciplina la materia contabile.
2. Lesercizio finanziario ha la durata di un anno e coincide con lanno solare.
3. Il bilancio di previsione presentato al Consiglio entro il 30 settembre dellanno precedente ed
approvato con legge Nazionale delle Venezie entro il 21 dicembre.
4. Lesercizio provvisorio del bilancio pu essere concesso con apposita legge, in via eccezionale,
per periodi complessivamente non superiori a quattro mesi.
5. I bilanci degli enti e degli organismi, in qualunque forma costituiti, dipendenti dalla Nazione delle
Venezie , sono approvati annualmente nei termini e nelle forme stabiliti dalla legge di cui al comma
1 e sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della .Nazione delle Venezie
6. La Nazione delle Venezie ha un demanio e un patrimonio.
Art. 61 - Rendiconto.
1. Il rendiconto generale approvato con legge Nazionale delle Venezie entro il 30 giugno dellanno
successivo allesercizio cui si riferisce.
2. I rendiconti degli enti e degli organismi, in qualunque forma costituiti, dipendenti dalla Nazione
delle Venezie , sono approvati annualmente nei termini e nelle forme stabiliti dalla legge Nazionale
delle Venezie di cui allarticolo 60, comma 1, e sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Nazione
delle Venezie.
Art. 62 - Controlli finanziari e gestionali.
1. Il Consiglio Nazionale delle Venezie , avvalendosi della competente commissione, controlla
lattuazione dei programmi Nazionale delle Venezie ; verifica lefficacia e lefficienza dellattivit
amministrativa della Nazione delle Venezie , degli enti dipendenti, delle societ a prevalente
partecipazione Nazionale delle Venezie , nonch la gestione del bilancio e del patrimonio, in vista
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degli obiettivi programmati e dei mezzi disponibili. La commissione riferisce periodicamente al
Consiglio.
Art. 63 - Servizio di tesoreria.
1. La Nazione delle Venezie si avvale, per la gestione finanziaria, di un proprio servizio di tesoreria.
TITOLO V - Rapporti con gli enti locali
Art. 64 - Rapporti tra Nazione delle Venezie , Province, Comuni e altri enti locali.
1. La Nazionale delle Venezie riconosce e promuove lautonomia dei Comuni e delle Province, intesa
quale diritto ed effettiva capacit di disciplinare e amministrare gli affari pubblici riferibili
allinteresse delle popolazioni locali.
2. La Nazione delle Venezie conferisce le funzioni amministrative a Comuni, Province, comunit
montane e altre forme associative di enti locali, e ci in rapporto alle caratteristiche della
popolazione e del territorio. La Nazione delle Venezie esercita le sole funzioni attinenti a esigenze di
carattere unitario, esclusa ogni forma di gestione amministrativa Nazionale delle Venezie a livello
provinciale o infraprovinciale.
3. Il conferimento pu essere effettuato a favore di categorie determinate di enti o anche a favore
di singoli enti, sulla base di criteri oggettivi e tenendo conto della specificit delle funzioni da
esercitare.
4. La legge Nazionale delle Venezie assicura la copertura finanziaria degli oneri inerenti lesercizio
delle funzioni conferite, nonch la dotazione necessaria di personale.
5. La legge Nazionale delle Venezie prevede, per i casi di inerzia degli enti locali o di gravi
disfunzioni, i casi di passaggio alla gestione Nazionale delle Venezie diretta, disciplinandone i
presupposti, le garanzie procedimentali e la durata.
Art. 65 - Organo di controllo.
1. Lorgano della Nazione delle Venezie , costituito nei modi previsti dalla legge, esercita il controllo
di legittimit ai sensi della legge 881/1977 della Costituzione.
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 66 - Revisione dello Statuto.
1. Lo Statuto modificato e integrato con la procedura prevista dalla legge 881/1977 della
Costituzione.
Art. 67 - Adeguamento della legislazione regionale.
1. La Nazione delle Venezie adegua la legislazione vigente alle norme del presente Statuto entro
due anni dalla sua entrata in vigore.
INDICE
TITOLO I - Principi fondamentali
Art. 1 - la Nazione delle Venezie e la sua autonomia.
Art. 2 - Caratteri e principi informatori dellautonomia.
Art. 3 - Il capoluogo.
Art. 4 - La bandiera e lo stemma.

Art. 5 - Finalit istituzionali generali.


Art. 6 - Finalit istituzionali ulteriori e azioni concrete.
Art. 7 - Nazione delle Venezie e Unione Europea.
Art. 8 - Il principio di collaborazione.
Art. 9 - Relazioni di carattere sovranazionale.
Art. 10 - La programmazione.
Art. 11 - La partecipazione.
TITOLO II - Le componenti dellautonomia politica Nazionale delle Venezie
Art. 12 - Le componenti dellautonomia politica .Nazionale delle Venezie
Art. 13 - Autonomia Nazionale delle Venezie e principio del negoziato.
Art. 14 - Lautonomia legislativa.
Art. 15 - Lautonomia amministrativa.
Art. 16 - Lautonomia finanziaria.
TITOLO III - Ordinamento della Nazione delle Venezie
Organi della Nazione delle Venezie
Art. 17 - Organi della Nazione delle Venezie
CAPO I - Il Consiglio Nazionale delle Venezie
Art. 18 - Attribuzioni del Consiglio Nazionale delle Venezie
Art. 19 - Modalit di elezione, funzionamento e scioglimento. Durata in carica del Consiglio
Nazionale delle Venezie
Art. 20 - Status e garanzie del consigliere Nazionale delle Venezie.
Art. 21 - Attribuzioni del consigliere Nazionale delle Venezie.
Art. 22 - Gruppi consiliari.
Art. 23 - Indennit e previdenza del consigliere Nazionale delle Venezie.
Art. 24 - Prima seduta del Consiglio Nazionale delle Venezie . Costituzione degli organi interni.
Art. 25 - Convocazione e riunione del Consiglio Nazionale delle Venezie.
Art. 26 - Sedute e deliberazioni consiliari.
Art. 27 - Regolamento interno del Consiglio Nazionale delle Venezie.
Art. 28 - Commissioni consiliari permanenti e temporanee.
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Art. 29 - Commissioni consiliari dinchiesta.
Art. 30 - Disposizioni comuni alle commissioni consiliari.
Art. 31 - Potere di autorganizzazione del Consiglio Nazionale delle Venezie.
CAPO II - La Giunta Nazionale delle Venezie.
<LE ELEZIONI EUROPEE 12.13 GIUGNO 2004 SONO TRUCCATE
Scritto da

admin on Thursday, 01 April @ 17:58:13 EST

Al Presidente della Repubblica Egregio Signor Ciampi, Le comunico che le


elezioni europee del 12.13 giungo 2004 sono falsificate da un imbroglio messo
in atto dal Parlamento della Repubblica Italiana. Alla Corte Europea dei Diritti
dell'Uomo con numero di protocollo 9000/04 e alla Procura della Repubblica di
Vicenza con numero di protocollo 244289 del 3 marzo 2004 stata presentata
denuncia con richiesta di invalidare le elezione per i candidati italiani.
Qualora Lei, a cui stato affidato il compito di tutelare i diritti costituzionali, non operasse in difesa
dei principi democratici che regolano il Paese, sar ritenuto corresponsabile in questa frode
elettorale perpetrata dal Parlamento a danno dei cittadini. Silvano Giometto Via Quattro Novembre,
2 36100 Vicenza Tel. 0444.302820
<Paga e tasi!
Scritto da

admin on Friday, 27 June @ 07:30:44 EDT

Riceviamo e pubblichiamo:
El jorno 17/06/03 ae ore 15,00 viin al tribuna de Padova via N.Tommaseo
N 60 SESION 11, ghe xe sta a discusion so a richiesta de on itadin Talian
de nasionait veneta de no pagare a gabea dell IRAP , parch no dovesta
in baxe ae lexi italiane vigenti, art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977, e altre
fiscai e internasionai.
Ve rimando al sito de l'autogoverno del popoo veneto pa capire i fondamenti
de sta richiesta.
a comision a l'inisio se rifiutava de sentire raxon e no voeva far prexensiare l' interes
Franceschi Luciano, conpagn da naltri tre veneti, co a motivasion che nel ga pag a marca
da boo (!) ma visto che no jera suficiente, dopo i ga xont anca che

secondo a so lexe 546, noaltri itadini, no esendo iscriti a l' albo dei comerciaisti taliani, no
podevimo parlare diretamente.
Cusi i me ga sbatuo fora e i ga discuso tra de ori.
El jorno 19/06/03 a Franceschi ghe riva on teegrama da sta dita comision co scrito:
"Si comunica che in relazione all'istanza di sospensione relativa al ricorso n. 656/3 contro agg.
entrate uff. di Padova 1 per cartella di pagamento n 07720020040841787 imposta irap 1998. In
data 17/06/03 presso la sezione n.11 di questa Commissione stata emessa l'ordinanza n
55/11/03 depositata 17 17/06/2003 con il seguente testo: La commisione dichiara
l'inammissibilita della richiesta di sospensione.Spese al definitivo "
Tradoto en lengua veneta: << paga e tasi MONA de on Veneto, va pure a ramengo co i to
diriti>>
Mi me so fato dee domande: Go prexent un ricorso de 20 pagine pien de lexi, dee so lexi,
che dixe che mi no go da pagar. Gai leto calcosa?
on itadin no'l pole spiegare e so raxon ? ghemo senpre da subire umiliasion da sti dipendenti
del Stato talian ? anca pa poder parlare ghemo da pagare a marca da boo? xe forse ora de
inrabiase par da vero? se cualcheduni vo rispondarme a ste dimande, el podaria darme cualche
drita, e so pronto a ringrasiarlo.
Luciano Franceschi 049 5798283

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Heineken: la pubblicit della birra in lingua veneta aumenta le vendite


Scritto da

admin on Monday, 08 September @ 12:27:43 EDT

loris
La multinazionale Heineken, che detiene il marchio Sans Souci e produce la nota
birra, da qualche anno pubblicizza il suo prodotto con dei grandi spazi pubblicitari
che hanno frasi in veneto. Tutti notarono quel "Sans Souci, solo el nome xe foresto".
Appena usc scrissi, credo nel 2001, proponendo a
molti veneti un suo consumo maggiore per incentivarne le vendite al fine di veicolare
la lingua, insomma per premiare l'azienda.
Ora, di nuovo, la nuova campagna pubblicitaria recita "L'omo xe 70% de acqua.I Veneti anca
Lupolo e malto." I pubblicitari, si sa, non fanno ideologia, vendono idee per migliorare i risultati di
mercato, per aumentare le vendite. Perci la loro scelta deve rendere se continuano a proporre ai
veneti un prodotto veneto comunicando in veneto. Ed una multinazionale a farlo, ben lontana
dalle ideologie.
Semplicemente questa birra veneta, in quanto prodotta in Friuli, terra da sempre veneta. E anche
se la grammatica non perfetta, la birra vende presso i veneti, specialmente se gliela si offre in
lingua veneta. Vediamo questo fenomeno un po' pi in dettaglio, ragionandoci sopra con un po' di
scienza umana.
Sans Souci in francese significa "Senza pensieri",un nome che richiama
antiche parole come "sanfaon" che ancora oggi in veneto significa senza
modo, cialtrone, anche il francese "sans faon" significa la stessa cosa.
Insomma gi il nome del prodotto risveglia una antica identit, in questo
caso quella indeoeuropea (vedi nota al fondo), un risveglio che pu aumentare
il risultato percettivo. Basterebbe per esempio chiamare un salame, "salado" per
aumentare le vendite, e magari, come ha fatto un produttore, chiamare il
marchio dei salami "Becher", visto che viene da Treviso. C' chi lo ha
chiamato "salam" ottenendo risultati simili per le stesse ragioni.

Ma come agisce la pubblicit? Prima identifica il suo consumatore, chiamato


"target". Per farlo bene si avvale delle ricerche di mercato, a loro volta
basate sulle scienze statistiche ma anche su quelle sociali come sociologia,

e psicologia delle masse. Una volta identificato il target, ossia il


segmento di mercato, cerca poi di rispondere alle sue attese ed al bisogno
di gratificazione di ciascun consumatore offrendogli un prodotto
apparentemente indirizzato al singolo, un prodotto proprio per lui,
offrendogli il prodotto con un messaggio che gli parla direttamente, usando
il tu e la sua lingua. Il prodotto in realt un prodotto di massa, lo
sappiamo, ed un prodotto che pi di massa e pi possibile produrlo in
serie con un minor costo e maggior guadagni.

Naturalmente il messaggio deve essere studiato e fatto anche con colpi


bassi, come l'uso di posizioni erotiche, bocche ammiccanti, ecc., ma anche
con trucchi sporchi che traggono origine dagli studi di sociologia. Per
esempio, se in una foto di persona si sostituisce l'orecchino o la spilla
con l'immagine rimpicciolita di un occhio, l'immagine risulta incosciamente
pi gradevole, ma troppi piccoli occhi nella foto la fanno diventare
inquietante. Il consumatore non lo sa e non se ne accorge, ma gradisce di
pi o di meno l'immagine.

Insomma, data la sua raffinatezza, e tutto il lavoro che ci sta dietro, e le


tecniche implicate, la pubblicit, pi di molti sondaggi, spesso il vero
specchio di una societ, e la analizza molto pi in profondit delle

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ideologie, rispecchiandone in misura reale quello che la gente desidera e
vuole in quel momento. Ma nello stesso tempo la pubblicit cerca anche di
ingenerare o aumentare nel consumatore un bisogno che non esiste, spesso
caricando di significati simbolici quello che di per s un fatto naturale
e magari semplice. Cerca insomma di "fidelizzarlo", cos come coloro che
comprano Rolex lo fanno per il suo essere un simbolo pi che per il fatto di
essere un buon orologio. E lo stesso vale per altri orologi da non toccare.
Se capite a chi mi riferisco capite quanto in profondit sono entrati quei
messaggi nella vostra memoria.

Prendiamo per esempio la recente pubblicit del tonno, quello "fatto in


Italia". Autorizza un concetto, quello del tonno italiano, che falso,
perch il tonno gira per il mediterraneo e probabilmente stato pescato il
Algeria. In effetti inscatolato in Italia, ma meglio non dirlo, che
brutto. Il consumatore di oggi, spaventato dal transgenico, dalla mucca
pazza, dalla diossina, dalla pecora Dolly (che morta), e dalla
globalizzazione vista come una perdita di controllo, il consumatore italiano
di oggi vede ancora, ma per poco, in "fatto in Italia" qualcosa di positivo.
E intanto glielo si vende.

E la pubblicit ci dimostra che ai veneti piace ancora di pi ci che "no xe


foresto", ossia fatto nel suo territorio, considerato come "migliore" degli
altri. E in pi il consumatore veneto si sente pi chiamato in causa e
distinto se chiamato oltre che come un "omo" e donna particolare, anche come
veneto con luppolo e malto, come un essere speciale.

Insomma forte il bisogno di identit e di auto affermazione dei veneti,


mentre pi frustrato il sentimento di italianit morto sotto la decadenza
che distingue l'Italia da 15 anni, e perci viene sentita con meno
interesse. Il consumatore delle Venezie si staccato moralmente e come
identit psicologica dalla italianit, e la riprova proprio Ciampi, il
quale continua a rincorrere nei discorsi una italianit altrimenti assente e
moribonda, bisognosa di essere rinforzata.

Insomma, se la pubblicit ci sugggerisce che per vendere il prodotto veneto


ai veneti conveniente farlo in lingua veneta, allo stesso tempo ci
suggerisce che esiste una identit che i veneti sentono forte, una identit che se viene
richiamata negli spot pu far aumentare le vendite.

E poco importa che la pubblicit sia scritta in veneto sgrammaticato, o


strambo: meglio! Questo costringe il consumatore a ragionare sulle sue conoscenze,
aumentando cos la permanenza nella memoria del messaggio pubblicitario
aumentando l'effetto che ottiene. Chi non si ricorda il famoso "lo famo strano"?

Ma un altro elemento che si affermato nel consumatore veneto che il


prodotto, se prodotto nelle venezie, un prodotto di pi alta qualit, e
quando questo viene confermato (fatto che nella media vero) il consumatore
si sente gratificato dalle sue scelte.

Insomma alle aziende venete che voglio resistere alla strage della

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globalizzazione, se non possono emigrare e globalizzarsi conviene per lo
meno localizzarsi sui mercati specifici. Cio, semplicemente, chiamare le
cose con un nome tipico e locale, ma comprensibile al pi grande mercato
possibile. Allora meglio il salame chiamato "saado", il "radicio" di
Treviso, il "vin dele Venexie", la pasta veneta, il sugo alla "Venesiana" o
meglio "venexiana". Provare per credere, e se vi serve materiale su questo, chiamatemi pure.
Loris Palmerini
Consulente di Globalizzazione d'impresa.
Una nota su "sans souci" e "sanfason": della origine comune indeoeuropea e
non latina di molte parole parlano oggi i linguisti che scoprono ogni giorno
le comuni origini europee ben pi antiche di quelle romane. I latini infatti
furono in realt molto condizionati da quei venetici di cui si parla e si
scrive gi da prima dei Greci.

Altri guai per Prodi?


Scritto da

admin on Monday, 18 August @ 12:23:47 EDT

Ulderico Pervertin
EGREGGI mi permetto di inviarvi due copie di denunce,
Che pervenutemi da un amico con la richiesta di divulgarle via e-mail.
Questamico che accomuna con me solo il desiderio di una giusta applicazione della
giustizia, sebbene non condividiamo gli stessi metodi, e molto spesso ci
contrastiamo ci contestiamo ci confrontiamo con le nostre idee, sempre con il dovuto

rispetto.
Da parte mia ha una particolare ammirazione per il fervore, la grinta e, limpegno, che mette per
portare avanti le sue idee i sui progetti. Anche se privo del dono della vista, da solo in soli quattro
mesi di pratica con il PC con un programma speciale a redatto queste due denunce qui sotto
allegate.
Vogliate dedicarci un poco del vostro tempo. Leggetele e vedrete che non sar tempo sprecato.

Un vecchio detto veneto dice "Potr MAI ESERCI GIUSTIZIA NEL NOSTRO TERRITORIO QUANDO I
GIUDICI VENGONO NOMINATI DAI soliti AMICI POLITICI".
mia convinzione che ci vuole un cambiamento radicale delle regole, applicando in primis la regola
della democrazia diretta. Per fare funzionare la giustizia, i giudici, i magistrati e tutta la
magistratura compresi i cancellieri e tutti i burocrati debbono essere eletti direttamente dal popolo
a rotazione ogni tre anni.

Luciano Franceschi
Pag 189
Padova, l 05/08/2003. (Tel.049-8647722/339-7172872)

Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova


Per conoscenza:
Al Presidente della Repubblica Italiana Onn. Carlo Azelio Ciampi.
Al Presidente del Consiglio Onn. Silvio Berlusconi.
Al Ministro di Grazia e Giustizia della Repubblica Italiana, Onn. Roberto Castelli.
Alla Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, uff. legislativo Capo uff. dott. Giovanni Verucci.
Al Presidente della Camera del Senato della Repubblica Italiana, Senatore Marcello Pera.
Al Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana, Onn. Pierferdinando Casini.
Al Consiglio Superiore della Magistratura Italiana.
Al dott. M. Gionfrida presso Tribunale di Padova, Giudice civilista delegato a dirimere il contenzioso
Unicredito-Berion.
Al Garante della Privacy Onn. Stefano Rodot.
Al Prefetto dott. Gianvalerio Lombardi Prefettura di Padova.
Alla Suprema Corte Europea dei diritti umani, presso Consiglio dEuropa di Strasbourg.
Al Presidente ai Deputati del Parlamento Europeo Antenna di Strasbourg.
Alla Suprema Corte di Giustizia dellAia.
Alla Camera del Parlamento Europeo di Bruxel.
Alla Camera del Parlamento Europeo di Lussemburgo.
AllAss. Amnesti International.

Al Presidente del Movimento Governo Veneto, dott. Luciano Franceschi.


Il sottoscritto Roberto Berion, nato a Padova il 19/02/1947, ivi residente in via C. Bergamini n.6.
(tel. 339-7172872)
Espone denuncia querela quanto segue.
Malgrado le prove inconfutabili-ineccepibili prodotte, con la presenza di testi di specchiabile stima,
(vedessi fotocopie, n.3 denuncie in allegato n.1) e basate su fotocopie di inequivocabili leggi consob
e fissati bollati, le quali detengo altrettante copie a casa con tutta la documentazione inerente,
qualora qualche documento fosse stato fatto eclissare dai soliti mistioni paraboloni cabaloni
gabbamondo: constatate le lungaggini burocratiche in corso da dieci anni, inerenti al contenzioso
Unicredito, ex Rolo Banca-Credito Romagnolo-Banca del Friuli; il Sottoscritto chiede e vuole senza
pi cabale di sorta, la restituzione del proprio capitale: basato su 400.000 azioni Montedison che
deteneva nel portafoglio prima dell'inizio contenzioso, valore cadauna del loro indice acquisito Euro
2,58, in totale equivalente a Euro 1.032.000, da questi detratti circa Euro 55.000, prestito
bancario, pi Euro 50.000 circa di interessi maturati in circa otto anni, per prestito su elencato, pi
altri 50.000 Euro circa per spese di riporti mensili (equivalenti a circa 96 riporti in 8 anni)
obbligatori, secondo regole Consob, al rimanente Euro 877.000 va aggiunto a favore del
sottoscritto linteresse annuo del dieci per cento continuo, (legge: dicembre 1990) per circa due
anni ad oggi, equivalente a Euro 1.061.170, essendoci stata la ricapitalizzazione sulle azioni
Montedison, avvenuta il 21/08/2001; la quale, disconosciuta dal sottoscritto.
La mancanza di liquidit dovuta al contenzioso di cui sopra ha provocato al sottoscritto danni per
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altri 7-8centomila Euro, concernenti vari recuperi crediti in corso da oltre venti anni, (rimanendo
anche, ancora una volta di pi ulteriormente truffato e bistrattato : grazie alle sentenze ottenute
con legulei del gratuito patrocinio, una delle quali vedessi all. n.9; espletata dallavv. Inpelizzeri, il
quale medesimo stesso e-o chi per esso, per lennesima volta denuncio per i reati che a norma di
legge sono ravvisabili, eludendo anodine pedestri giustificazioni di assoluzione) oltrepi
handicappando altri contenziosi e procedimenti in corso e-o decaduti: le prove lapalissiane stanno
in quei circa duecento Euro di fotocopie da me prodotte all'avv. Michelon; attuale legale di parte
civile del sottoscritto, ottenuto con gratuito patrocinio per il contenzioso con la suddetta Banca.
Altres a discrezione del giudice delegato, vanno aggiunti tutti i danni materiali e morali patiti dal
sottoscritto, inerenti a seguire tutte le prassi, (problemi-incombenze burocratiche iperbolizzati,
constatata la grave menomazione di cecit assoluta del sottoscritto, ed esistenzialit single, per cui
impossibilitato ad assolverle radicalmente) basate in una manipolazione artificiosa logorroica
arzigogolante di leggi, da parte di mistificatori sofisti, (corporativismo giurisprudenziale) i quali
abusano di potere, discernendo le stesse solo a proprio confacente uso e consumo, e a seconda
dellopportunismo espletano-assolvono con cavillosi palliativi che acquisiscono rilevanza penale e-o
viceversa, e-o calende greche (prescrizione); negando le pi elementari forme di diritto,
democrazia e giustizia, vilipendendo cos la Costituzione (fondamentale legge) della Repubblica
Italiana: oltre pi, essendo il sottoscritto esponente e promotore con altre tre persone del
movimento per la giustizia denominato "La Serenissima", per il quale in circa dodici anni di
indefessa attivit sono stati spesi oltre cinquantamila Euro, (documentabili) non poco discredito e
danno e stato provocato ed ha avuto limmagine del su elencato movimento, sia per i suddetti
accennati contenziosi, sia per la mancanza di pecunia; risarcimento posto sempre a discrezione del
procuratore delegato, dal di cui sopra, escluse le spese legali e di procedura.
A seguito di precedenti denunce contro la su elencata Banca: constatata la neghienza e
oscuramento delle stesse, subdolamente-abberrantemente approfittando-speculando sulla
disastrata condizione sia economica sia somatica del sottoscritto.
Per lennesima volta denuncio:
Il G.I.P. dott. Risi e il P.M. dott. Cameran e-o chi per essi presso il Tribunale di Padova, per i reati
di: omissione, esercizio arbitrario della giustizia, vilipendio, abuso di potere, usurpazione di
autorit, concorso in appropriazione indebita, e constatate le cavillosit-anomalie-handicap
procedurali artatamente composti a danno del sottoscritto, atti a far demordere e ricredere se
medesimo sul recupero del proprio capitale; si deduce l'aggravamento dei reati in: concorso di
tentata truffa aggravata, estorsione , rapina impropria.
Costituendomi fin d'ora parte civile: chiedo di essere avvisato qualora la suddetta venga archiviata.

Constatati gli eventi: il sottoscritto, sia come persona fisica, sia come figura giuridica

rappresentante del movimento per la Giustizia "La Serenissima", nellinteresse dei cittadini,
(vedessi allegato n.7 fotocopia statuto su n.16 pagine: in seconda registrazione).
Espone denuncia querela contro:
La societ privata S.P.A. Italfer e-o chi per essa, per: appropriazione indebita, estorsione,
aggiotaggio; la quale con sedicenti informazioni su esproprio, ha abusato e sta abusando
dell'ignoranza e della buona fede pubblica: altres per tentata estorsione nei confronti del
sottoscritto, in quanto essendo che, non a norma di legge, (vedessi ulteriore prova in allegato n.5)
anche nel terreno del sottoscritto stato provato l'esecuzione esproprio da parte della societ
privata S.p.A. Italfer, la quale ha fatto precedere da raccomandata avviso le proprie avulse
intenzioni, (vedessi allegato n.4) e successivamente presenziando per ben due volte gli addetti
della suelencata Societ privata, nell'abitazione del sottoscritto, la prima volta circa venti giorni
dopo la raccomandata di avviso, la seconda volta il giorno marted 29/07/2003 verso le ore dieci
circa del mattino, i quali addetti si sono identificati verbalmente con referenti anagrafici di
geometra Girotto Alberto e geometra Campagna Giuseppe, mentre altri due presenti non si sono
identificati; ligio e rigoroso alla Magna Carta, Legge Fondamentale della Costituzione della
Repubblica Italiana, onde evitare ulteriori trasgressioni, il sottoscritto ai suddetti ha gi negato
l'accesso e la profanazione al proprio terreno, in quanto rifer agli stessi che: in primis la propriet
del sottoscritto lo stato e che avevano gi violato la legge, perch esiste un contenzioso in corso
proprio sul terreno che loro avevano da poco espropriato ai confinanti la propriet del sottoscritto,
(vedessi allegato n.3) e che qualora si fossero introdotti nella mia propriet proprietdel
sottoscritto, avrebbero ulteriormente violato un surplus di almeno centotrenta mila leggi, tra il
penale - civile - aamministrativo, di quelle duecentocinquantotto mila circa, astanti - esistenti nella
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legislatura Italiana, ove esiste il tutto contrapposto a tutto, ove lo stato di diritto va a sovrapporsi,
con la caducit dello stesso; perci, simmetricamente anche il dovere viene meno: per cui se il
sottoscritto, ha il dovere di attenersi ed interpretare l'art.43 e terzo paragrafo dellart.42, (con
richiamo art.834 del Codice Civile-esproprio) della Costituzione(fondamentale legge) della
Repubblica Italiana, a giusta ragione vengano prima attuati e rispettati l'art.1-2-3, secondo coma
art.4; essendo che rientrano tra i primi 12 articoli, i quali sono i principi caratteriali su cui la stessa
si ispira, e con cognizione di causa, in ordine cronologico: la giusta interpretazione ed attuazione
del primo coma dell'art.14, art.23, art.41, art.42, art.47, (contesto: conflitto dinteresse tra privato
cittadino e societ privata S.p.A. Italfer) il rispetto ed attuazione integrale dell'art.28, (gi
referendato plebiscitariamente con la condanna dei Giudici quando sbagliano) art.32,
(inquinamento eletromagneticoelettromagnetico, acustico e pericolo, per le vibrazioni prodotte sulla
vetusta fatiscente abitazione del sottoscritto) della Costituzione (fondamentale legge) della
Repubblica Italiana; non meno: far capo allart. n.2 della legge n.340 del 1971, dello statuto
Regionale Veneto, in combinata a legge n.881 del 1977 della legislazione Italiana; e che comunque,
qualora ci fosse il consenso reciproco della transazione del terreno, pagato al peso di:
-compensazione-valuta-diamanti; liquidando il sottoscritto, quanto nel pi immediato possibile:
dovr pazientare anche la societ privata S.p.A. Italfer, come da circa trentacinque anni sta
pazzientandopazientando il sottoscritto; il quale, consapevole sia pure di disastrare la propria
esistenzialit, e malgrado i propri limiti: si sempre opposto razionalmente con qualsiasi mezzo
civile alle inniquitiniquit e nefandezze delle baronie insite nel-del corporativismo
giurisprudenziale; le quali per loro confacenza non intendono concepire il dialogo basato sui dettami
Costituzionali e Giusnaturalisti: nel qual caso, se per il sottoscritto non ci sar GIUSTIZIA, al quale
stata a tuttoggi negata, e verranno reiterate e corrette tutte le parodie di una giustizia arbitraria,
fazziosafaziosa e partigiana vissute dal medesimo, e chiunque abbia violato le leggi paghi secondo
una GIUSTIZIA IMPARZIALE; significa che giunta la mia ora, perchperch la mia opposizione
sar ad oltranza, premettendo, non sar tollerato nessun altro abuso di qualche sgherro aguzzino,
da parte del sottoscritto, il quale arriver a farsi giustizia da se, (art. 392 C. P.) anche ricorrendo se
sar necessario e obbligato, a qualche estrema azione, prima di essere soppresso fisicamente.
Nota: n.1) facendo presente e ricordando chche: in una democrazia, lo stato di diritto si basa nella
consensualit reciproca delle parti.
Nota: n.2) facendo presente che: gi nel 1990 Amnesti International classific l'Italia al
dicciotesimodiciottesimo e ventunesimo posto, come diritti umani, e diritti sociali, posteriore
all'America tredicesimo posto, con la sua aberrazione di legge sulla pena di morte, e Papuasia,
paese aborrigenoaborigeno, sedicesimo posto: si desume che a tuttoggituttoggi l'Italia avr il
primato del centesimo posto.

Denuncio:

Lavv. Luisetto del foro di Padova, e-o chi per esso delegato al gratuito patrocinio per:
ommissioneomissione, abuso di potere, usurpazione dAutorit, esercizio arbitrario della Giustizia,
villipendiovilipendio, e quantaltro sar ravvisato da Codesta spett.Spett. Autorit, (rimembrando
lart.2, art.3 e il secondo coma dellart.4 della Costituzione della Repubblica Italiana, onde evitare
che mister Luisetto e altri in un prossimo futuro siano ligi e rigorosi solo a leggi che salvaguardano
solo gli interessi propri e del corporativismo a cui appartengono) (faccio presente che lavv. Luisetto
oltre dividere gli interessi dufficio con lavv. Bonsempiante: il quale medesimo stesso avvocato
Bonsempiante, cura gli interessi della controparte nel contenzioso che il sottoscritto ha con la
suelencata Banca Unicredito; constatato il quanto, denuncio per: calunnia e diffamazione, illazione
delazione e mistificazioni atte ad ingarbugliare e truffare e vilipendere il sottoscritto, apostrofato
con lappellativo del millantatore dallo stesso Bonsempiante; appellandomi allAutorit su
quantaltro sar ravvisato, su ci che attestato in all. n.8. Il suddetto avv. Luisetto, pure lui, si
trova ad essere la difesa della controparte, in altro procedimento, concernente denuncia per
calunnia da parte del sottoscritto contro il quotidiano Mattino di Padova, della quale ne sollecito la
risposta della camera di consiglio, oltre a sollecitarne anche le altre denuncie, quali vedessi in all.4)
per-sulle seguenti motivazioni; il suelencato avv. Luisetto sornionamente, gravidando subdolamente
sui sommatici problemi del sottoscritto, ha rigettato con cavillosi palliativi, in ordine cronologico
tutte le domande di gratuito patrocinio presentate dal sottoscritto, compresa lassistenza legale
contro la societ S. P. A. Italfer (vedessi all. n.6, all. n.5 e all. n.3 prova lapalissiana di reato e
malafede da parte del suddetto: cosa significa dignit, valori umani meriti virt moralit per certi
figuri?; certa zavorra amorfe strutture nauseabonde non si vergognano di ammorbare le vie aeree
del sistema planetario).
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Costituendomi fin d'ora parte civile, sia comepersona fisica, sia come figura giuridica esponente del
su elencato movimento, a salvaguardia dell'interesse comune della collettivit: chiedo di essere
avvisato qualora la stessa venga archiviata.
Allegati in fotocopia:
N.1) Denuncia presentata il 04/01/1994 e due successivi solleciti con ulteriori delucidazioni del
22/03/1995 e del 01/08/1995.
N.2) Solleciti varie denunce del sottoscritto.
N.3) Raccomandata spedita all'Italfer concernente contenziosi in corso, pi due racc. inerenti , una
sottoscritto, e laltra dellassistente legale ottenuto con gratuito patrocinio, avv. Simone Alessandro,
(parziali contesti di quelli su accennati).
N.4) Raccomandata avviso esproprio.
N.5) Sentenza del T.A.R.: il contesto lapalissiano; nella prima Repubblica le ferrovie erano un
ente pubblico Statale, nella seconda Repubblica, lItalfer anche se di pubblica utilit come a tutto
ci che abbisogna e necessita al cittadino, di fatto una Societ privata S. P. A., ed oltre la
mancanza di un fantomatico nuovo contratto con leventuale fantasmagorica seconda nuova
Repubblica, immanente permarrebbe lo stridente contrasto con la Costituzione della
FONDAMENTALE LEGGE Repubblica Italiana: altres il reato del rigetto gratuito patrocinio
complementato di fatto da contesto: contenziosi civili in corso, con evidente frizione ai
provvedimenti amministrativi anti-Costituzionali incalzanti nel divenire, atti a favoreggiare la
Societ privata Italfer S. P. A. (vedessi suddetto all. n.5, all. n.6, e all. n.3).
N.6) Rigetto n.5 domande gratuito patrocinio, una delle quali inerente Italfer.
N.7) Statuto del movimento per la giustizia "La Serenissima" e atto costitutivo, su n.16 pagine; in
seconda registrazione, di cui il sottoscritto ne lEsponente e coordinatore.
N.8) Attestato mistificatorio dellavv. Bonsempiante, inerente contenzioso Banca Unicredito-Roberto
Berion.
N.9) N.1) attestato avv. Inpelizzeri concernente una delle truffe consumata a danno del
sottoscritto, del 01/08/95, n.2) verbale di sommaria informazioni rese dal sottoscritto, del
28/12/94, n.3) n.4 denunce del sottoscritto, ordine cronologico date 14/02/92-22/03/95-12/05/9501/08/95, inerente astante contenzioso recupero crediti, coinvolti avvocati e Giudici, n.4)
assoluzione del sottoscritto, n.5) memoria difensiva a favore dello Zuin, risoluta con linsolvenza di
copertura del debito dello stesso, n.6) richiesta gratuito patrocinio.
N.10) Richiesta documentazione all. n.4: eventuale contraddittorio a termini di legge da parte della

Societ privata Italfer S. P. A..


Sar cura del sottoscritto, evidenziare in ordine cronologico da circa trentacinque anni ad oggi,
tutta la persecuzione subita, gli abusi, i reati e nefande parodie del corporativismo giudiziariogiurisprudenziale con annessi e connessi allItaliana, i quali abusi-reati-parodie Giudiziarie
allItaliana, non sono solo irrazionale paranoica sacenza, o solo schizofrenica pretestuosa
pretenziosa elucubrazione di innocenza del sottoscritto medesimo, constatato quanto in allegato.

Fiducioso dellImmarcescibilit di Talune Persone ed lite, Cortesemente chiedo con diritto lurgente
intervento delle Autorit suelencate: onde dimostrare che nel terzo millennio, era volgare anno
2003 dopo Cristo, si evidenzi la maturit di una civilt evoluta, e i contenziosi si possano derimere
evitando qualsiasi forma di trascendente diatriba troglodita di bassa lega; per cui essendoci
adiacente alla propriet del sottoscritto, il pressante presenziare della Societ privata Italfer S. P.
A.: a priori chiedo sia rispettato e attuato linviolabile diritto alla GIUSTIZZIA su tutti i contesti del
sottoscritto, riesumandone sin dalla prima condanna avvenuta circa 34 anni fa, per oltraggio a
Pubblico Ufficiale, non commesso dal sottoscritto, ne testimone lavv. Scocca Giovanni del foro di
Padova, legale di fiducia nellavvenuto processo, nel quale ci fu la falsa testimonianza del
Maresciallo dei carabinieri, il quale disse che il sottoscritto aveva puntato lindice pi volte contro
lappuntato minacciandolo, mentre lappuntato oltraggiato conferm quanto affermato dal
sottoscritto, e cio che alla sua domanda perch lo stessi guardando? il sottoscritto rispose
semplicemente che una persona educata quando sta dialogando con una seconda persona la
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guarda in faccia, e poi sar bello guardarla; fu allora che uscito da dove si trovava, oltre le porte di
due uffici, il Maresciallo si present in corridoio dove cera il sottoscritto e lappuntato, e fui
arrestato per 48 ore, e successivamente condannato a sei mesi di reclusione dal Giudice dott.
Fabiani, il quale Giudice per ben tre volte scimmiott il Maresciallo, al momento della testimonianza
dellappuntato, volendo costringere lo stesso appuntato, ad affermare che il sottoscritto lo aveva
minacciato puntandogli lindice, ma lonesto integerrimo appuntato per ben tre volte neg di essere
stato minacciato, ed perci che provvedo a denunciare anche lo stesso Giudice Fabiani per: abuso
di potere usurpazione dAutorit, esercizio arbitrario della giustizia, simulazione, vilipendio, e
quantaltro sar ravvisato secondo norma di legge, con referente Costituzionale; dopodich la quale
Italfer non ha ne il diritto allillegalit, ne tanto meno il dovere di non rispettare le leggi,
FANTOMATICO contratto legale o no, con la prima o seconda EVENTUALE FANTASMAGORICA
Repubblica: a meno che non si riconfermi qual lo stato attuale, una Repubblica allItaliana delle
banane e noccioline per antropoidei antropomorfi antropofagi; uno Stato debole con i forti e forte
con i deboli, uno Stato spazzatura, quale a tuttoggi si dimostrato lo Stato allItaliana.

Spett. procura e Prefettura di Padova.


Allevidenza del quanto, essendo che solo con qualche appendice di legge o decreto anti
Costituzionale, con ulteriore palese violazione dello stato di diritto: lItalfer riprover lesproprio, il
che non sar permesso dal sottoscritto, il quale paradossalmente pessimista, scettico e diffidente
ad un eventuale reciproco accordo, senza imput ad alcuno, ma facendo mente locale a Stimabili
Eminenti Encomiabili Onorande Figure quali il dott. Falcone, dott. Borsellino, Generale Dalla Chiesa
ed altri; il sottoscritto umile popolano, subodorando che ci sia la possibilit di qualche fattura di
stampo mafioso, ai fini di ammansire il sottoscritto medesimo, temendo per la propria incolumit e
a priori quella dei propri cagnolini, il sottoscritto chiede protezione a Codesta Spett. Autorit
Giurisdizionale, sintantoch non sia risolto il contesto.
Distintamente
Sono Roberto Berion

Il sottoscritto Roberto Berion, nato a Padova il 19/02/1947, Ivi residente in via C. Bergamini n.6.
(Tel. 049-8647722)
Espone denuncia querela quanto segue.
Denuncio il P. M. dott. Dario Curtarello, il P. M. dott. Maria DArpa, il P. M. dott. Elisabetta Labate, il
P. M. dott. Emma Ferrero e-o chi per essi presso il Tribunale di Padova, per: abuso di potere,
usurpazione dautorit, esercizio arbitrario della giustizia, omissione, apologia di reato, vilipendio,

mistificazione e favoreggiamento per le seguenti motivazioni; ammesso ma non concesso quanto al


capo dimputazione agli atti, come vedessi al protocollo N.01/13218 R. G. Notizie di reato da parte
del P.M. dott. Dario Curtarello (vedessi all. n.1): come si vede al capo dimputazione agli atti
protocollo N.02/8454 R. G. Notizie di reato da parte del P.M. dott. Maria DArpa (vedessi all. n.2):
notasi la confacente omissione e abuso, nella richiesta di archiviazione atta a favoreggiare il
corporativismo giornalistico, (i quali giornalisti devono solo infierire sul mostro qual il sottoscritto,
fustigarne e logorarne la psiche, in concomitanza alle baronie dellIstituzione Giudiziariacorporativismo giurisprudenziale, constatato che il medesimo sottoscritto mostro, non si piega a
certo degenerato putridume qual nella maggioranza lo stesso corporativismo giurisprudenziale
allItaliana) come vedessi agli atti in protocollo n. 12181/01 R. G. N.R. da parte del P. M. dott.
Elisabetta Labate (vedessi all. n.10): altres notasi il contraddittorio e mistificata interpretazione,
nella richiesta di archiviazione protocollo N. 5441/03 da parte del P. M. dott. Emma Ferrero,
(vedessi all. n.11 e all. n.10) inerente contesto privacy, (nel quale si giustifica la Societ Telecom
nelloscuramento delle ultime tre cifre nei tabulati, atto a truffare lutente, il quale previo ricatto
dello stacco della linea telefonica, deve prodigarsi nel pagamento delle fatture a scatola chiusa;
mentre il sottoscritto pu essere impunentemente diffamato e calunniato a iosa da ciarlatani di
giornalisti): da ci si pu evidenziare in primis i reati che vengono commessi da chi dovrebbe
salvaguardare le norme civiche, e la persecuzione vilipendio e denigrazione a cui il sottoscritto
sottoposto quale capro espiatorio atto ad oscurare le aberrazioni di quel crogiolo di criminali mafiosi
qual nella maggioranza lIstituzione Giudiziaria-corporativismo giurisprudenziale (legulei) con
annessi e connessi, (cancellieri) i quali ne coinvolgono e inquinano anche la minoranza di proba e
trasparente volont. Per cui basandosi sul travaglio di parodie processuali e sperequazioni-iniquit
procedurali vissute dal sottoscritto in circa trentacinque anni, non solo un diritto, ma
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aprioristicamente dovere (secondo coma art.4 della Costituzione della Repubblica Italiana) da parte
del medesimo denunciare in ordine cronologico oltre che con la suddetta anche tutto ci che il
medesimo riterr reato, malaffare e malafede da parte di certi pusillanimi-parassiti-feccia, artificiosi
sofisti arroccati nelle istituzioni, i quali abusano di potere, opprimendo tutti i cittadini meno
abbienti, qual uno degli esempi il sottoscritto, il quale non si pu permettere una assistenza
legale decente (ma se, anche al viceversa fosse: permane il contesto della sudditanza gerarchica
che sussiste verso i Baroni-Principi del foro dellordine dei legulei, per cui di fatto quale fiducia pu
avere il cittadino della Giustizia Italiana; tali degenerate funzionalit sistematiche sociali dove
prevale leconomia e-o limmagine individuale, cio basata a seconda della possibilit finanziaria e-o
posizione sociale, dove la legge fatta interpretata e attuata solo per beneficiare i gi privilegiati
beneficiari che ne possono beneficiare: ubi maior minor cessat non equivale a Democrazia-Stato di
Diritto; equivale ed solo totalitarismi dispotismi tirannie di oligarchie elitarie, da democratura
Americo Latina della pi bassa ed abbietta estrazione: ecco il movente in cui serpeggia cresce e
prolifera nella societ il malcontento, il terrorismo la criminalit e la destabilizzazione dellordine
pubblico nella stessa societ; ne solo la conseguenza delobrobio esempio di certe oligarchieconsorterie-corporativismi, i quali taluni membri solo per rampantismo di potere coergono
intimoriscono opprimono il popolo, e solo per propria confacenza istigano il cittadino al reato
usando i vari artefici e sofismi, arzigogolatamente abusando nella manipolazione di leggi
subordinate subalterne alla Costituzione FONDAMENTALE LEGGE della Repubblica Italiana, invece
che interpretarle ed attuarle solo ad integrazione ed immagine della stessa). Riepilogando: il reato
di omissione e lapalissianamente tangibile ai numeri di protocollo di cui sopra, essendo che tali
denunce recentissime hanno avuto la preminenza (vedessi all. n.1 e all. n.2) e con cavillosi
palliativi sono fatte capi dimputazione al sottoscritto; di contrapposto denunce antecedenti
presentate qualche anno prima dal sottoscritto a terze persone, con reati molto pi gravi, (vedessi
all. n. 3 date e gravit reato su n.3 delle denunce astanti nellordine cronologico in all. n.4) e ai
quotidiani di Padova il Mattino e al Gazzettino, per calunnia e diffamazione, (vedessi all. n.10 e all.
n.4) a tuttoggi non hanno avuto seguito e considerazione, malgrado reiterati solleciti da parte del
sottoscritto, (vedessi all. n.8) trovandosi lo stesso anche gravosamente esposto nell'incolumit
della propria persona, (vedessi all. n.5 richiesta di protezione: disattesa dai vari Organi
Istituzionali) costretto da solo malgrado la propria disastrata situazione somatica di cecit assoluta
e single, a salvaguardare se medesimo e con non poche difficolt a contenere una violenta reazione
da parte del sottoscritto stesso, la quale razionalit e autocontrollo ha evitato a se medesimo di
cadere in qualche reato grave: (il quale non sarebbe stato interpretato come legittima difesa, bens
sarebbe stato lhumus interpretativo che avrebbe pretestuosamente additato linclinazione criminale
del sottoscritto, giustificandone la motivata persecuzione allo stesso, da parte di certa deiezionelea, quale sar enucleata dallattuale attestato, e di conseguenza dagli scranni di potere, da
persone oneste, ligie e rigorose ai dettami della Costituzione FONDAMENTALE LEGGE della
Repubblica Italiana, ed il quale loro referente sia lo Spinosa, dove dice che: luomo dominato dalla
ragione, nulla vuole per se che non sia di bene comune, equivalente a valori umani, limiti reciproco
rispetto, etica coscienza moralit meriti e virt che certa saccente plebaglia-accozzaglia-coacervo
intronata nelle Istituzioni non ha e non imparer mai, perch troppo schiava e sudditante delle
proprie ambizioni mitomanie megalomanie e dispotismi; a certa pagliacciata di Giustizia allItaliana,
contiguit coatta di certi arzigogolanti zuzzurelloni mafiosi, a ci va posto un limite) da qui

listigazione al reato da parte di certi elementi insediati nella Costituita autorit preposta, in quanto
non stata sollecita nellintervenire sin dallinizio delle prime denuncie presentate dal sottoscritto,
evitando altri reati gravissimi, come ad esempio e nel particolare lennesima aggressione subita dal
sottoscritto, il 25/08/1999, (vedessi all. n.3 su n.7 fogli, n.3 delle denunce, con certificati medici,
astanti in all. n.4) la quale circoscritto a quellinfausto antefatto, al medesimo stesso ha comportato
oltre quarantacinque giorni di convalescenza, mentre laggressione precedente avvenuta il giorno
12/05/1998, ha comportato al sottoscritto oltre quindici giorni di convalescenza; ed ecco perch
oltre ad apologia di reato, subentra anche concorso nello stesso reato e di conseguenza il seguito
dei reati di cui sopra e quantaltro sar ravvisato da una proba integerrima figura di P. M., se ancora
esiste su Codesta Degenerata Autorit Istituzionale Giudiziaria Italiana.
Denuncio: il P. M. Carmelo Ruberto e-o chi per esso per: usurpazione dAutorit, abuso di potere,
omissione, inadempienza, incompetenza, esercizio arbitrario della giustizia, vilipendio,
mistificazione e simulazione; in quanto su denuncia del sottoscritto a terza persona, (da accertarsi,
come vedessi su peculiare denuncia in all. n.6) con tanto di testi di specchiabile stima: il suddetto
P. M. subdolamente si solo premurato di perseguitare il sottoscritto, procedendo con il capo
dimputazione per calunnia nei confronti dello stesso; ovviamente assolto nellavvenuto processo,
anche se nel quale, il sottoscritto ha ignorato e sdegnato di uno sguardo lavvocaticchio dufficio
assegnatogli e idendificatosi nelloccasione, il quale azzeccagarbugli infante efebo analfabeta,
furbitamente per propria confacenza, abbordando il sottoscritto aveva cercato di intimorire lo
stesso, enfaticamente prodigandosi in una sterile dialettica da drammaturgia. Faccio presente per
che tali avulse schizofrenie, apportano un aggravio sul debito pubblico Italiano, le quali spese
processuali e tempo pu essere investito pi proficuamente.

pag 195

Denuncio:
Il P. M. Antonio Capelleri per: violazione del segreto istruttorio e di conseguenza usurpazione
dAutorit, abuso di potere e vilipendio; il ci fa riferimento ad una denuncia per calunnia
presentata dal sottoscritto contro il Gazzettino di Padova: (vedessi all. n.7) nelloccasione del
processo il sottoscritto reclam nel dibattito la fonte di tali sedicenti informazioni, il giornalista si
avvalse del segreto professionale, il sottoscritto allora ribad che si stava consumando il reato di
reticenza; al che invitato ad uscire dallaula contro la propria volont e trasgressione al diritto di
presenziare, il sottoscritto fu accompagnato fuori ed appoggiato alla porta come una ramazza e
richiusa la porta alle proprie spalle: fu allora che il sottoscritto ud che, alla domanda del Giudice
rivolta al giornalista Coltro del quotidiano il Gazzettino di Padova, qual era la fonte dinformazione,
lo stesso rispose di avere avuto linformazione dal P.M. Antonio Capelleri presso il Tribunale di
Padova; dopodich fecero rientrare il sottoscritto medesimo in aula e avvenne la sentenza di
condanna dello stesso giornalista: constatata la sentenza il sottoscritto rimase fiducioso confidando
negli Organi Istituzionali Giudiziari, i quali avrebbero preso i dovuti provvedimenti nei confronti del
suddetto P. M. Capelleri, ma purtroppo a tuttoggi il sottoscritto non ha avuto alcun riscontro
inerente, riguardanti provvedimenti disciplinari, o altro come dovrebbe essere a norma di legge, nei
confronti del su elencato P.M., ne tanto meno al sottoscritto risulta che la fedina penale del
suelencato giornalista sia stata violata; mals di contrapposto, causa vari esposti e denuncie da
parte del sottoscritto concernenti le smisurate sperequazioni Giudiziarie, cronologicamente
disattese, (vedessi all. n.9, alcune delle varie denuncie) il medesimo si trov ulteriormente
perseguitato dai vari P. M., probabile perch succubi-sudditanti dei dettami gerarchici della
nomenclatura del distorto degenerato sistema Giudiziario allItaliana, forse perch il P. M. Capelleri
avr fatto carriera, trovandosi gi qualche tempo fa, vice Procuratore Capo Presso il Tribunale di
Padova.
Con questa mia ennesima denuncia, chiedo venga fatta piena luce, e siano presi i giusti
provvedimenti a norma di legge, con referente Costituzionale, nei confronti dei responsabili, ai fini
che ci sia il rispetto e per tutti sia equivalente lart.2-3, e secondo coma dellart.4, rispetto ed
attuazione anche dellart.28 (gi referendato plebiscitariamente con la condanna dei Giudici quando
sbagliano) della Costituzione FONDAMENTALE LEGGE della Repubblica Italiana, e si possa
ristrutturare parzialmente la fiducia nella Giustizia, in questo disastrato popolo Italiano alla deriva,
e poterlo liberare da certi benpensanti pervenisti, sornioni istrioni bitume, arroccati nelle
consorterie baronaggi del corporativismo giurisprudenziale e istituzionale, la cui etica morale
trascesa oltre tutto ci che pu essere un limite di nefandezza, al referente di diritto e valori umani,
con la logica consequenzialit della destabilizzazione dellordine pubblico.
Costituendomi fin dora parte civile sia come persona fisica, sia come Figura Giuridica, essendo che
da circa dodici anni il sottoscritto esponente e promotore in concomitanza ad altre persone del
Movimento per la Giustizia denominato La Serenissima: chiedo di essere avvisato qualora la
suddetta venga archiviata.

Allegati in fotocopia:
N.1) N.3 fogli concernenti identificazione, capo dimputazione, e interrogatorio al sottoscritto da
parte del P. M. dott. Dario Curtarello.
N.2) N.2 fogli concernenti capo dimputazione al sottoscritto, N. 02/8454 R. G. N. R., da parte del
P.M. Maria DArpa, e controdenuncia del medesimo stesso, presentata il 19/03/2003, alla sedicente
mistificatrice denuncia della Pata.
N.3) Su n.7 fogli, n.3 delle denunce del sottoscritto con certificati medici, (la somma di due delle
quali comport oltre gg.60 di convalescenza) astanti in ordine cronologico in all. n.4.
N.4) Numero e date in ordine cronologico delle denuncie presentate dal sottoscritto, a partire dal
1990.
N.5) N.1 foglio, richiesta di protezione da parte del sottoscritto: disattesa dai vari Organi
Istituzionali.
N.6) N.2 fogli, concernenti dettagliata denuncia del sottoscritto a terze persone, presentata il
13/09/1996, e capo dimputazione per calunnia allo stesso, da parte del P. M. Carmelo Ruberto,
protocollo n.3085/96 R. G. N. R..
pag 196
N.7) N.789/87 R. G., inerente la calunnia del Gazzettino, coinvolto il giornalista Coltro ed il P. M.
Antonio Capelleri.
N.8) N.1 foglio, sollecito denunce del sottoscritto e richiesta della riunione degli atti: a tuttoggi
disattesa.
N.9) Su n.3 fogli n.3 delle varie denunce del sottoscritto nei confronti degli organigrammi
istituzionali, due presentate il 01/08/1995, ed una il 05/06/1995.
N.10) N.2 fogli, concernenti labuso, constatata la richiesta di archiviazione da parte del P. M. dott.
Elisabetta Labate, protocollo n.12181/01 R. G. N. R., e racc. del 11/03/2002, richiesta di intervento
da parte del sottoscritto, al Garante della Privacy Onn. Stefano Rodot, al quale sollecito
lintervento anche per varie altre denunce per calunnia e diffamazione, come vedessi in all. n.4,
altres vedessi contraddittorio in all. n.11.
N11) Contesto privacy: denuncia del sottoscritto, in data 16/06/2003 contro la societ Telecom,
basata ai sensi di legge art. 241/90, art. 675/96, primo capoverso coma tre art. 5 del 13/05/98
n.171, circolare protocollo n.11295 in data 31/10/95 della direzione generale concessioni e
autorizzazioni del Ministero delle Poste e telecomunicazioni, ex art. 528 C. P., e richiesta arch.
protocollo N. 5441/03 R. G. da parte del P. M. Emma Ferrero, in contraddizione con richiesta arch.
del P. M. Elisabetta Labate.
A persone di rispetto, di proba e specchiabile stima, di onesta e compassata moralit: chiedo se
concepibile lasciare si tanto potere nelle mani a certi smidollati invertebrati criminali; i quali ignavi
codardi meschini, sadicamente approfittando dei problemi sommatici degli individui meno abbienti,
cercano di alterarne il formamentis, con la persecuzione la fustigazione e la logorazione della
psiche, (reato: attentato allincolumit psicosomatica-formamentis della persona) solo per la loro
smania di potere, e la gratificante compensazione dei loro frivoli complessi e frustrazioni.
Fiducioso dellImmarcescibilit di Talune Persone ed lite, Cortesemente chiedo con urgenza
lintervento delle Autorit suelencate: onde dimostrare che nel terzo millennio, era volgare anno
2003 dopo Cristo, si evidenzi la maturit di una civilt evoluta, ed i contenziosi si possano derimere
evitando qualsiasi forma di trascendente diatriba troglodita di bassa lega; per cui essendoci
adiacente alla propriet del sottoscritto, lincalzante, pressante presenziare della Societ privata
Italfer S. P. A.: a priori chiedo sia attuato e rispettato lInviolabile diritto alla GIUSTIZIA su tutti i
contesti vissuti dal sottoscritto, riesumandone sin dalla prima condanna avvenuta circa 34 anni fa
per oltraggio a Pubblico Ufficiale, non commesso dal sottoscritto, ne testimone lavv. Giovanni
Scocca del foro di Padova, legale di fiducia nellavvenuto processo, nel quale ci fu la falsa
testimonianza del maresciallo dei carabinieri, il quale disse che il sottoscritto aveva puntato lindice
pi volte contro lappuntato minacciandolo, mentre lappuntato oltraggiato conferm quanto
affermato dal sottoscritto, e cio che alla sua domanda perch lo stessi guardando? il sottoscritto
rispose che una persona educata quando dialoga con una seconda persona la guarda in faccia, e
poi sar bello guardarla; fu allora che uscito da dove si trovava, oltre le porte di due uffici, il
Maresciallo si present in corridoio dove cera il sottoscritto e lappuntato, e fui arrestato per 48

ore, e successivamente condannato a sei mesi dal Giudice dott. Fabiani, il quale per ben tre volte
scimmiott il Maresciallo, al momento della testimonianza dellappuntato, volendo costringere lo
stesso ad affermare che il sottoscritto lo aveva minacciato puntandogli lindice, ma lonesto
integerrimo appuntato per ben tre volte neg di essere stato minacciato, ed perci che procedo a
denunciare anche lo stesso Giudice Fabiani per: abuso di potere, usurpazione di Autorit, esercizio
arbitrario della Giustizia, istigazione di simulazione, vilipendio, e quantaltro sar ravvisato secondo
norma di legge, interpretata ed attuata ad integrazione ed immagine della Costituzione della
Repubblica Italiana; dopodich la quale Italfer non ha ne il diritto allillegalit, ne tanto meno il
dovere di non rispettare le leggi, fantomatico contratto legale o no, con la fantasmagorica prima o
seconda Repubblica: a meno che non si riconfermi qual lo stato attuale, una Repubblica
allItaliana delle banane e noccioline per antropoidi antropomorfi antropofagi; uno Stato debole con
i forti e forte con i deboli, uno Stato spazzatura, quale a tuttoggi si dimostrato nella
maggioranza il sistema istituzionale della Repubblica italiana.
Distintamente
Sono Roberto Berion

Pag 197

SE TE PARLA DE LE TO RASON I TE MANDA ANCA IN PRESON


Scritto da

admin on Wednesday, 01 October @ 08:54:26 EDT


Miracolo NORD'EST in crisi ?
Tutti ne parlano, qualcuno cerca soluzioni Altri rimpiangono le lotte della LIFE
che tanto anno contribuito a frenare pressioni e richieste di tangenti e bustarelle.

Ma come pu un imprenditore VENETO confrontarsi con i bassi costi Cinesi e


dell'EST
E sopportare un regime fiscale che sembra fatto apposta per favorire una
concussione ambientale continua.
I giornali sono pieni di denuncie di richieste di tangenti.
Esite una MAFIA di colletti bianchi che come nei film americani controlla e decide della
soppravivenza delle imprese.
Come mai non si indaga su tanti ex funzionari pubblici ora consulenti,"ARRICCHITI" che guarda
caso molte aziende da Loro assistite sono state oggetto di particolari attenzioni della GDF, ed altri
uffici pubblici , cosi che Bancari loro amici chiedono rientri.
Costringendo gli imprenditori a ulteriori consulenze a costi astronomici,
e sotto pressione portati a svendere tutti i loro averi per non fallire, e se questi vanno all'asta ,
casualmente finiscono sempre in mani molto vicine dei consulenti, curatori, avvocati.
"VENETO terra di conquista da parte di organnizzazioni criminali", questi sono i titoli di molti
giornali.
Ora che i Veneti anno cominciato a ribellarsi , denuciando ed spostando le loro attivit all'estero si
grida allo scandalo.
Troppo tardi, che le istituzioni rimuovano queste mafie che anno soffocato e tolto la voglia di
lavorare ai Veneti
Solo ridando la fiducia nel sistema si potranno trattenere le forze produttive.
Altrimenti gli unici a poter fare gli imprenditori sono gli immigrati , perch non interessanti per le
mafie dei colletti bianchi.
<Giornata della Cultura Veneta
Scritto da

admin on Thursday, 02 October @ 06:37:50 EDT


E'tata organizzata per domenica prossima 5 ottobre a Pernumia (in provincia di
Padova, tra Monselice e Conselve) una giornata dedicata alla Cultura Veneta.
Presso "Villa Maldura" e sul Parco, che si trovano nel centro del paese, saranno
presenti le associazioni e i gruppi culturali del Coordinamento Associazioni
Venete ( www.culturaveneta.org ) con stand, materiale culturale e prodotti
veneti: sar un momento per conoscere le attivit dei vari gruppi che, sul
territorio, portano avanti la cultura veneta.

Saranno presenti anche gazebi, tavole e punti promozionali di prodotti locali come miele,
caldarroste, vini, formaggi e tanto altro ancora.
Il programma della giornata sar il seguente:
- ore 10.00 della mattina lAssociazione AUSER presenta un libro sulla vita locale
- ore 15.00 si terr il Terzo Incontro del Coordinamento Associazioni Venete
- ore 17.30 l'Associazione "Famiglia Veneta" terr la premiazione del concorso letterario I racconti
del nonno contadino
- ore 20.00 sfilata davanti alla Chiesa e ae 21.00 concerto in Chiesa.
Si potr inoltre visitare la mostra della Civilt Contadina e dei bonsai di piante locali.
Se ringrazia l'Associazione "Famiglia Veneta" per l'organizzazione.
Per informazioni potete contattare il sig. Giacomo Travaglia ai numeri 0429 779383 e 335 6021658,
o scrivendogli via e-mail a
info@famigliaveneta.it .
Vi invitiamo tutti a partecipare!

Pag 198

veneti censurati perfino per una raccolta firme.


Scritto da

admin on Tuesday, 07 October @ 08:26:40 EDT

Ulderico Pervertin

Una raccolta firma regolarmente depositata in tutti i comuni delle Venezie nel
mese di aprile 2003 viene censurata nei media e boicottata dal governo.

Oggetto della petizione popolare la richiesta che vengano applicate le leggi


n.881/1977 in combinata con l'articolo 2 dello statuto della regione veneta.
Queste due leggi messe insieme, da una parte riconoscono la regione veneta come autonoma
(art.1) ed assegna ai veneti il diritto di autogoverno, ossia di avere leggi ed amministratori propri
eletti direttamente dai cittadini, compresi prefetti e magistrati. E c' da chiedersi perch Galan non
chieda l'applicazione di queste leggi costituzionali ed internazionali invece di arrovellarsi con scenari
di fanta politica come le "regioni europee" o l'Alpe Adria, una italia in piccolo.

Ma dall'altra le leggi di cui si chiede l'applicazione riconoscono che i veneti sono un popolo sovrano
avente il diritto di costituire proprie istituzioni e di agire liberamente come un soggetto
internazionale, come uno stato . C' chi usa la forma "soggetto di diritto internazionale" per
indicare questo fatto, e questi diritti sono appunto, quelli riconosciuti agli stati. Purtroppo i veneti
non hanno pi una classe dirigente e politica in grado di svolgere il ruolo di statisti.

Ma se la petizione ottenesse risultati, sarebbe un bel problema per le scassate finanze dello Stato
italiano, dato che verrebbero meno il 30% dell'introito fiscale, soldi che non servono solo per
finanziare il sud e la politica neo espansionista dell'italia, ma anche per non andare in bancarotta.
Infatti senza i soldi veneti lo Stato italiano farebbe la fine dell'Argentina, che solo pochi decenni fa
era la terra promessa pi degli Stati Uniti stessi.

Ecco allora che per lo stato italiano questo non pu essere altro che un problema da nascondere,
con il risultato che nessuno, e solo noi per la prima volta, ha parlato di questa petizione.

Presentatore della petizione il Tribunale del Popolo veneto, che, al di l delle sue qualifiche e
ideologie, resta pur sempre un soggetto legittimato a questa operazione.

I promotori hanno presentato la petizione in oltre 1500 comuni delle Venezie, ossia in tutti i comuni
appartenuti alla Repubblica Veneta o di nazionalit veneta, che oggi sono sottoposti al governo
italiano.

Che sia la volta che la spuntano o la volta che l'Italia venga messa sotto accusa per le repressioni
democratiche?

Ulderico Pervertin

Pag 199

Vertenza Fiscale.
Scritto da

admin on Tuesday, 21 October @ 02:15:57 EDT

Il giorno 14/11/2003 alle ore 09,00 presso la commissione tributaria di Padova via
Nicol Tommaseo n60, verr trattato il ricorso qui allegato presentato contro la
odiosa, e incostituzionale tassa i.c.i .
Verranno presentati i memoriali difensivi qui allegati.
Per il disposto del 1 coma dell'art. 33 del d. LGS. 546/92 l'interessato viene obbligato
a non partecipare alla trattazione.
Ritenendo di vitale importanza il buon esito di questi ricorsi per molte piccole
aziende, non che per molti nuclei famigliari di nazionalit veneta , in questo periodo di recessione.
Si invitano coloro che ritengono giusto e positivo e che possiedono i requisiti di legge
(commercialisti, tributaristi, associazioni, sindacati) a inviare memoriali difensivi entro 10 giorni
dalla trattazione presso la commissione tributaria di Padova via Nicol Tommaseo n60.
E a tutti i cittadini che ritengono giusto e positivo labrogazione di questi balzelli di inviare un loro
memoriale difensivo personale tramite l'associazione , CASSA NAZIONALE VENETA COSTITUITA IL
23/10/2001 P.I 92145870280 CON SEDE A RUBANO PADOVA VIA ROSSI 73
Franceschi Luciano
tel 0495798283
cell3393708771

vertenza fiscale
Scritto da

admin on Wednesday, 29 October @ 03:17:13 EST

Ulderico Pervertin

comunicato stampadella Cassa Nazionale Veneta: Vertenza Fiscale.


Il giorno 14/11/2003 alle ore 09,00 presso la commissione tributaria di Padova
via Nicol Tommaseo n60, verr trattato il ricorso qui allegato presentato contro
la odiosa, e incostituzionale tassa i.c.i .

Oggetto: Vertenza Fiscale.

Il giorno 14/11/2003 alle ore 09,00 presso la commissione tributaria di Padova via Nicol
Tommaseo n60, verr trattato il ricorso qui allegato presentato contro la odiosa, e incostituzionale
tassa i.c.i .
Il giorno 25/11/2003 alle ore 15,00 presso la commissione tributaria di Padova via Nicol
Tommaseo n60, verr trattato il ricorso qui allegato presentato contro la odiosa, e incostituzionale
tassa I.R.A.P.
Verranno presentati i memoriali difensivi qui allegati.
Per il disposto del 1 coma dell'art. 33 del d. LGS. 546/92 l'interessato viene obbligato a non
partecipare alla trattazione.
Ritenendo di vitale importanza il buon esito di questi ricorsi per molte piccole aziende, non che per
molti nuclei famigliari di nazionalit veneta , in questo periodo di recessione.
Si invitano coloro che ritengono giusto e positivo e che possiedono i requisiti di legge
(commercialisti, tributaristi) a inviare memoriali difensivi entro 10 giorni dalla trattazione presso la

pag 200
commissione tributaria di Padova via Nicol Tommaseo n60.
E a tutti i cittadini che ritengono giusto e positivo labrogazione di questi balzelli di inviare un loro
memoriale difensivo personale tramite l'associazione , CASSA NAZIONALE VENETA COSTITUITA IL
23/10/2001 P.I 92145870280 CON SEDE A RUBANO PADOVA VIA ROSSI 73
Franceschi Luciano
<Banche: ecco perch Fazio non controlla il sistema
Scritto da

admin on Sunday, 02 November @ 05:25:51 EST

GRANDI DEL CREDITO HANNO IN MANO BANKITALIA


Come mai Antonio Fazio, il governatore di Bankitalia che dovrebbe essere il
vigilante "censore" delle banche italiane, ha dimostrato tanta indulgenza per gli
istituti di credito coinvolti nello scandalo dei bond Cirio?
Una risposta potrebbe venire dalla circostanza, sconosciuta ai pi, che la Banca
d'Italia in realt una societ per azioni dove le quote di maggioranza sono in possesso a
quattro o cinque gruppi bancari.
A scoprire le carte di via Nazionale il professor Beppe Scienza, docente dell'Universit di Torino
ed esperto di meccanismi finanziari.
Anche di quelli pi reconditi: non a caso Bankitalia si sempre rifiutata di divulgare i nomi delle
banche azioniste.
Sorge quindi un classico "conflitto d'interessi": come pu Fazio controllare i suoi padroni?
Recensione da La Padania

verso i 20000 visitatori al mese


Scritto da

admin on Monday, 01 December @ 20:00:19 EST

Ulderico Pervertin
Il giornale venexie.info sempre pi apprezzato.
Negli ultimi mesi, grazie, agli autori, il giornale ha conosciuto una vera
primavera. Da settembre 2003 infatti, il giornale registra fra i 17000 e i 20000
visitatori mensili. Abbastanza per considerare la pubblicit su di esso un
investimento al pari di un quotidiano di provincia. E' molto probabile che nel
mese di dicembre si raggiunger l'obbiettivo dei 20000 visitatori.

<LIFE OBBIETTIVI
Scritto da

admin on Wednesday, 10 December @ 13:54:35 EST

Obiettivi Tasse sul redito reale non su quello fiscale La ragione di esistere di un
movimento Finch questo sistema di potere, che
l'esaltazione dei privilegi di una etnia parassitaria minoritaria nel paese, ma
che, grazie ad una cultura classista e razzista, dominante.
Finch il popolo dei lavoratori dipendenti ed indipendenti del privato, tanto
potente come macchina da produzione di ricchezza quanto insignificante come
classe politica sin da subire passivamente la negazione dei diritti civili.... Finch
il bene assoluto, la LIBERTA', viene negato.... LIFE ha ragione di esistere

Pag 201
<CARTELLI STRADALI ANCHE IN LINGUA VENETA
Scritto da

admin on Tuesday, 20 January @ 13:42:20 EST

Spresian insieme a Spresiano c' gi, ma presto potremo vedere Mojan a


fianco di Mogliano, Caeran sotto Caerano o Conejan (se per gli esperti di
lingua veneta si scrive cos) abbinato a Conegliano.
Potrebbe accadere se i consigli comunali della Marca e delle altre sei
province venete accoglieranno l'invito contenuto in un lettera inviata loro da
Patrik Riondato. Riondato non un leghista, si dichiara solo componente di "Veneto nostro", che
cura l'organizzazione del Coordinamento Associazioni Venete (che a sua volta riunisce 33
associazioni, circoli culturali e gruppi musicali che lavorano in Veneto e tra gli emigranti veneti "per
la diffusione, la valorizzazione e la tutela della cultura veneta").
All'inizio dell'anno il coordinamento ha inviato a tutti i sindaci dei comuni veneti una lettera nella
quale ricorda che " stata di recente introdotta all'interno del nuovo Codice della strada la
possibilit di utilizzare la lingua veneta nei segnali di localizzazione territoriale del confine del
comune".
Per evitare che la lettera possa sembrare un'iniziativa autonomista di qualche partito e che possa
essere presa e cestinata da sindaci che con la Lega e i valori della Lega hanno poca familiarit,
Riondato specifica che "non si tratta in alcun modo di una iniziativa politica ma semplicemente di
una iniziativa culturale prevista da una legge dello Stato italiano" e che il Coordinamento "mette a
disposizione a titolo assolutamente gratuito la propria consulenza in materia di lingua veneta per
qualsiasi consiglio o suggerimento sui termini pi adatti da adottare nei cartelli stradali".
In attesa di un convegno che si svolger il 20 marzo a Treviso, Riondato si mostra ottimista:
Campo San Martino, in provincia di Padova, ha gi detto di s e contiamo che anche altri lo
facciano presto.
Recensione da Il Gazzettino
<GIOVANI ROVINATI DAL SISTEMA ITALIA -VERGOGNAScritto da

admin on Sunday, 21 March @ 09:53:17 EST

IERI 20 03 2004 HO CASUALMENTE PARLATO CON 4 GIOVANI DAI 30 /38


ANNI,
TUTTI STANNO VIVENDO PROBLEMI FISCALI E DI GIUSTIZIA ?
PERCHE' IN ITALIA SI FA DI TUTTO PER DISTRUGGERE COLORO CHE
DOVRANNO SOSTENERE LE IMPRESE NEL FUTURO,
PERCHE' COMMERCIALISTI ED AVVOCATI NON DANNO CONSIGLI MIRATI A
LUNGO TERMINE?
I CONSULENTI CONSIGLIANO ANCORA DI FARE SNC. - S.A.S.- MENTRE IN TUTTI GLI ALTRI
STATI COMPRESO QUELLI APPENA USCITI DAL COMUNISMO , NON SI FA UNA DITTA SE MINIMO
NON E' UNA SRL.
INOLTRE COME NEGLI STATI UNITI E AUSTRAGLIA, CANADA E REGNO UNITO,- CHI PER
SFORUNA FALLISCE VIENE AIUTATO A RIPARTIRE E NON E' VISTO SEMPRE COME UN
DELINQUENTE COME SUCCEDE IN ITALIA DOVE IL SISTEMA GESTITO DA UNA MAFIA DI

COLLETTI BIANCHI ASPETTA SOLO IL MOMENTO DI POTER FARE FALLIRE QUALCUNO PER
DEVASTARE A LORO FAVORE I PATRIMONI ,IN UNA MANIERA CHE NEANCHE LE IENE E
AVVOLTOI DELL'AFRICA SAREBBERO CAPACI DI FARE.
COME LA CHIESA DI BATTEZZA- DI DA LA COMUNIONE- LA CRESIMA- IL MATRIMONIOEL'ESTREMA UNZIONE- COSI MOLTI CONSULENTI FANNO FARE LE DITTE INDIVIDUALI, LE SNC.,
LE S.A.S, LE SRL,- POI TI FANNO FALLIRE PER POTER ESSERE NOMINATI CONSULENTI DI
PARTE O CURATORI E MANGIARSI I SACRIFICI DI INTERE VITE E FAMIGLIE. E' GIUSTO
DELOCALIZZARE E FARE LE DITTE ALL'ESTERO SINO A QUANDO I GOVERNANTI NON
CAMBIERANNO LE REGOLE DEL GIOCO.
UN SESSANTENNE CHE NE HA PASSATE DI TUTTI I COLORI , E CHE PIANGE NEL VEDERE COME
VOGLIONO ROVINARE L'ITALIA.
Pag 202
<Per lo Stato Veneto possibile
Scritto da

admin on Sunday, 21 March @ 14:33:51 EST

Il giorno 26/03/2004 alle ore 09,30 presso il Tribunale di Cittadella aula


udienze penali secondo piano si svolger ludienza in oggetto al ricorso
allegato a questa lettera.
Sebbene la condanna a carico di Franceschi Luciano in discussione durante
ludienza, sembra di normale rutin ( persecutoria e vessatorie di quattrini ai
comuni imprenditori veneti), nasconde una valenza politica non indifferente,
in quanto limputato e stato eletto con regolari votazioni democratiche Presidente dellautogoverno
del Popolo Veneto non che Sindaco dell area metropolitana delle Venezie.
Il Presidente intende in questa occasione persecutoria nei sui confronti di ribadire per lennesima
volta il perpetuo crimine commesso dallo stato italiano, nei confronti della nazione veneta,
ostacolando in tutti i modi, il sacrosanto diritto dei cittadini italiani di nazionalit veneta che il
processo di autodeterminazione, previsto dalle leggi della stessa Repubblica Italiana ( l.n. 340/1971
e l. n.881 del 1977), gi iniziato nel 1999 dallautogoverno del Popolo Veneto.
Il presidente chiede a tutti i cittadini italiani di nazionalit veneta di presenziare in tribunale a
questo momento storico e unirsi in coro ai gridi di:
LIBERTAAI VENETI
<< OGNI NAZIONE IL SUO STATO>>
<Franceschi chiede il processo in lingua veneta
Scritto da

admin on Thursday, 25 March @ 14:10:21 EST

BORGORICCO Il presidente dellautogoverno chiama a raccolta


migliaia di aderenti domani davanti al tribunale Franceschi chiede il
processo in lingua veneta
Borgoricco (V.M.) Luciano Franceschi, presidente dell'autogoverno
Veneto, si sente un perseguitato politico. A sostegno della sua
causa ha chiamato domani alle 9.30, davanti al tribunale di Cittadella, tutti i militanti
inviando migliaia di e-mail per sostenere quelle che a suo avviso sono delle illegittime
accuse mosse a suo carico dallo Stato italiano. Che non riguardano le sue idee politiche,
ma una vecchia storia di odori di allevamento di suini nella zona di Bronzola di
Campodarsego.
Venerd prevista la seconda udienza del procedimento e si preannuncia movimentata.
Franceschi prima di tutto sostiene di essere perfettamente in regola con le normative che
regolano la sua attivit. Ma ci sono troppe pressioni che si sono coalizzate contro di me esordisce battagliero - per cui diventa quanto mai necessario il sostegno di tutti i "cittadini
veneti" affinch non sia commessa l'ennesima ingiustizia contro la nostra Nazione.
Non solo. Per questo processo il presidente dell'Autogoverno Veneto, difeso dall'avvocato
Pierluigi Riondato, richiesto con il pubblico patrocinio, ha anche richiesto non solo di
parlare in lingua veneta, ma anche che tutti gli atti siano trascritti nel medesimo idioma e
comunque che l'eventuale decisione sia comunque demandata al Tribunale del Popolo
Veneto. Richieste che difficilmente verranno accolte dal giudice.

Da qui la conclusione, da parte dell'imputato, che questo procedimento sia in realt un


"trucco" dello Stato Italiano che usa un procedimento immotivato per una persecuzione
politica nei confronti del nostro movimento. E a sostegno della sua tesi Franceschi elenca
tutta una serie di iniziative del movimento come le elezioni venete, la concessione dei
permessi di soggiorno, eccetera: Che a suo tempo mossero le indagini di diverse Procure,
ma che alla fine sono state tutte archiviate perch perfettamente legittime sulla base del
diritto internazionale e dei patti firmati dallo Stato Italiano!.
Recensione da Il Gzzettino

Pag 203

CITTADELLA. LA RICHIESTA DEL PRESIDENTE DELL'AUTOGOVERNO

Voglio un processo in lingua veneta


(M.C.) Rinviate al 21 maggio, a causa dello sciopero nazionale di ieri, le
udienze penali fissate nel Tribunale di Cittadella. L'astensione del personale
ha costretto la presidente Paola Cameran al rinvio di tutti i procedimenti. Tra
questi anche quello a carico di Luciano Franceschi presidente dell'autogoverno Veneto. Il
processo non ha per oggetto la politica ma una vicenda legata ad odori emanati da un
allevamento di suini di Bronzola di Campodarsego. Elemento eclatante la richiesta di Franceschi
di far celebrare il processo in lingua veneta come pure di ricevere gli atti e la trascrizione dei
verbali in lingua veneta. Il documento di richiesta, rivolto al presidente Cameran, redatto in
dialetto, enuncia i richiami legislativi secondo i quali la richiesta troverebbe fondamento
giuridico. "La invier attraverso lettera raccomandata - spiega il signor Franceschi - anche per
non allungare i tempi processuali". Mai prima d'ora una domanda di questo tipo stata
avanzata in un'aula di tribunale. Franceschi era accompagnato da una ventina di sostenitori.
Rafforzata la presenza di carabinieri. In tribunale anche agenti della Digos.
Recensione da Il gazzettino
Scritto da

admin on Sunday, 28 March @ 11:03:54 EST

Ulderico Pervertin

<CANTICO DI UN ANZIANO
Scritto da

admin on Thursday, 15 April @ 07:59:51 EDT


BENEDETTI quelli che mi guardano con simpatia
BENEDETTI quelli che stringono con calore le mie mani tremanti
BENEDETTI quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi gi tante volte
ripetuti

BENEDETTI quelli che si interessano della mia lontana giovinezza


BENEDETTI quelli che mi regalano frammenti del loro tempo
BENEDETTI quelli che si ricordano della mia solitudine
BENEDETTI quelli che mi sono vicini nella sofferenza
BEATI quelli che mi rallegrano gli ultimi giorni della mia vita
BEATI quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio
Quando entrer nella via senza fine mi ricorder di loro presso il SIGNORE GESU'

Pag 204
<Faccia riapre la ''Questione Veneto''
Scritto da

direttore on Thursday, 06 May @ 00:00:00 EDT

Sette anni fa l'assalto al campanile di San Marco, sabato un convegno in


citt
Se avessimo immaginato che con quelle interferenze sulle trasmissioni Rai,
che ebbero tanta risonanza, potevamo squassare lo Stato, saremmo andati
avanti per mesi. Fuasto Faccia, uno dei Seerensisimi che sette anni fa di
questi tempi, diede l'assalto al camanile di San Marco, ricorda, ma non vuole
vivere solo del ricordo di quella impresa.Per questo, sabato, in occasione del settimo anniversario ,
all'hotel Maggior Consiglio proporr "Par San Marco", incontro dibattito per discutere la "questione
Veneto", che vuole andare oltre i ricordi. Vogliamo impostare una discussione sui problemi della
nostra terra - spiega Faccia - . Si dibatter del nostro passato ma si porteranno anche nuove idee in
un clima che ci sembra stagnante.
Parlare di Veneto nell'era dell'Europa unita.
Un controsenso? Per Faccia no: Pur in un mondo allargato noi continuiamo a vivere a casa nostra
e dobbiamo cercare di salvaguardare i nostri valori ed evitare che prevalga l'insensibilit. la prima
cosa per cui dobbiamo lottare. Il Veneto in chiave europea pu riscattare il suo territorio e le sue
specificit.
Ma oltre al dibattito, rivolto a chi si sente Veneto, legato alla sua terra e vuole difenderla, Fausto
Faccia anticipa un'altra iniziativa: Ogni anno vogliamo organizzare una specie di marcia su una
citt della regione per ribadire la nostra lealt alla Patria veneta.
Non c', invece, l'intenzione di costituire un movimento politico. E Faccia spiega perch: inutile
mettere in piedi un partitino venetista che poi non va da nessuna parte. E ormai terminato anche
il percorso della Lega. Dal mio punto di vista non ha ottenuto niente. Anzi: la causa veneta ha fatto
passi indietro.
Si pensi al nuovo sussidiario che entra nelle scuole regionali in questi giorni: completamente
antiveneto. Sono iniziative che passano per conquiste e invece fanno solo del male.
Recensione da Il gazzettino Marco Gasparin

LIFE - Non finiscono pi i guai per il comandante Aio


Scritto da

direttore on Thursday, 06 May @ 13:45:37 EDT

Rievocato davanti al giudice Laura Donati lassalto dell11 maggio 1998 degli
esponenti e militanti della Life agli uffici finanziari
Otto mesi di reclusione allimprenditore e a 15 suoi colleghi; assolti altri
quattro associati
I filmati della Digos e le testimonianze nel processo per lassalto dell11 maggio
1998 degli esponenti e militanti della Life agli uffici finanziari hanno fatto la

differenza.
Quella differenza sulla partecipazione- attiva o meno- e sui ruoli. Perch qualcuno tent addirittura
di fermare le violenze, ritrovandosi poi comunque davanti al giudice Laura Donati per rispondere di
diversi reati tra cui il danneggiamento e laver partecipato ad una manifestazione nonostante il
divieto del questore a varcare la soglia degli uffici finanziari.
Insieme al comandante Antonio Roberto Aio a processo finirono in 20 e ieri pomeriggio, al termine
della discussione, il giudice Donati ha pronunciato una sentenza di assoluzione solo per quattro
associati: i due fratelli Guido e Renato Raffaello Battistella, Marco Bazzan e Antonio Bighignoli
(difesi da Luigi Fadalti del foro di Treviso e Giuseppe Ruotolo del foro di Verona).

Per tutti gli altri (difese Dal Ben, Adami, Gobbi) la condanna stata la stessa: 8 mesi di reclusione.
Una condanna che si aggiunge alle altre raccolte dai battaglieri militanti dei liberi imprenditori
federalisti europei che quel giorno di maggio in massa si recarono davanti agli uffici finanziari di
lungadige Capuleti.
Pag 205
Ci andarono nonostante unordinanza del questore che regolamentava la manifestazione e vietava
ai militanti di accedere agli uffici finanziari e di oltrepassare le zone vicino alle scale.
Insomma non potevano andare oltre lingresso.
Il divieto fu ignorato, ci fu una sorta di invasione con spintoni tra manifestanti e poliziotti: per
arrivare nellatrio schiacciarono gli agenti contro le vetrate. Il parapiglia iniziato da l, ieri la
chiusura del primo capitolo. Con le condanne. (f.m.)
<In bacino San Marco non deve entrare nessuna nave pi grande del Bucintoro
Scritto da

direttore on Thursday, 13 May @ 16:49:27 EDT


L'onorevole Sgarbi: In bacino San Marco non deve entrare nessuna nave pi
grande del Bucintoro
Venezia In bacino San Marco non possono entrare navi di stazza maggiore del
Bucintoro, l'ammiraglia della Repubblica Serenissima.

L'on. Vittorio Sgarbi, gi sottosegretario ai Beni culturali, dice la sua


sull'incidente della "Mona Lisa" con il solito stile provocatorio, condito comunque di riferimenti
storici precisi e arguti. La mia visione del problema - esordisce al telefono da Roma - legata alla
dignit della Serenissima: o uno stabilisce una deroga per cui fa venire delle navi e non pu
sbagliare, perch non c' niente di peggio di farsi dire "te l'avevo detto", oppure devi lasciare le
grandi navi fuori in mare davanti al Lido e poi con delle scialuppe porti i passeggeri in citt. Ma
ripeto, se decidi di fare una deroga e di farle arrivare in riva dei Sette Martiri o in marittima, devi
avere certezza matematica che non pu capitare niente, non puoi correre il rischio, perch il rischio
vuol dire farsi dire "te l'avevo detto". E questo non possibile.
Ma la ragione per la quale bisogna essere contrari a questa concessione - va al sodo l'on. Sgarbi che lo sky line del palazzo Ducale, del campanile di San Marco, anche se ricostruito, non pu
essere interrotto da una nave alta cinquanta metri, ottanta metri: la misura deve essere data dalla
Repubblica di Venezia, cio nessuna nave pu essere pi grande del Bucintoro perch l'unit di
misura deve essere quella del massimo potere espresso dalla Serenissima. Ogni altra nave prosegue il parlamentare e critico d'arte - diventa un predominio degli americani contro Venezia,
cio un modello culturale che inaccettabile. Gli americani vengono a Venezia proprio perch
Venezia ha il palazzo Ducale, la Zecca, il campanile di San Marco e non per vedere una nave. Tu
non puoi impedire a uno che a San Giorgio di vedere lo sky line della citt perch c' una nave
che pi alta del palazzo Ducale: l'inquinamento estetico proibisce questa scelta che, se uno
dovesse anche farla, dovrebbe essere cos perfetta da non poter comportare alcun errore. E l'errore
di ieri stabilisce anche che, oltre tutto, sono anche scemi.
Quindi - la conclusione di Sgarbi - bisogna evitare che la dignit della Repubblica di Venezia sia
inquinata da una misura che giganteggia su quelle dei monumenti veneziani e delle navi veneziane:
la pi grossa nave veneziana, lunga 30-35 metri e alta 6 metri, la misura massima.
E operativamente chi deve intervenire? Non so con precisione qual l'autorit che deve decidere:
il consiglio comunale, l'amministrazione di Venezia, il sovrintendente e chiunque pu stabilire una
tutela della citt. Tu non puoi consentire che i Faraglioni siano coperti da una montagna di m... E
per la stessa ragione palazzo Ducale non pu essere occultato da una nave pi grande di lui: un
problema di dignit della citt.
recensione da Il gazzettino

Pag 206

Governo del Popolo Veneto


(art.2leggen.340/1971leggen.881/1977)

Ojeto: canbiamento sui sinboi dee istitusion nasionai venete.


Data: 21/10/02
Visti i rixult del referendum del Popoo Irlandexe, consider storicamente de
origine venetica, vien aprov l'uxo del sinboo storico de l'Union Europea soa
carta intest dee istitusion, in vista de el riconosimento reciproco dee
istitusion venete coi cuee europee. Ai sinboi normai vien xont a Moeca
storica veneta in vista dea autodeterminasion del Stato Veneto.
Sto decreto ga vaor de lexe inte'l teritorio nasiona veneto con eficacia dal d
dopo a publicasion.
Firma dei Prexidente

Firma dei Ministri prexenti

Firma del Prexidente del Tribuna del Popoo veneto


Ordinanza del Presidente per le elezioni di Prefetti e Magistrati ecc. del 04
aprile 2002 - pag. di 9

Pag 207

Tribunale delle
Venezie,

Tribunale del Popolo Veneto


art. L.n.340/1971 L.n.881/1977

OrdinanzadelPresidentedel25marzo2002
aiSindacidell'AreaMetropolitanadiVenezie(BergamoBresciaeCrema,comprese)
alPresidentedellaRepubblicaItaliana,
alSindacoMetropolitanodell'AreaMetropolitanadiVenezia
alCapodelGovernoitaliano,
aiCommissariprefettizieQuestoridelLombardoVeneto
aiCommissaridelGovernoalleRegioni(Lombardia,Veneto,VeneziaFriuliGiulia)
adognimagistratodellaMagistraturaItaliana
alConsiglioSuperioredellaMagistraturaedalSuoPresidente
alSegretariodellaOrganizzazionedelleNazioniUnite
alPresidentedellaCommissioneEuropea
alSegretarioGeneraledelConsigliod'Europa
alPresidentedelParlamentodell'UnioneEuropea
alPresidentedellaCorteEuropeadeidirittidell'Uomo
alPresidentedellaAssembleadelConsigliod'Europa
adognifunzionariodell'amministrazioneitaliana

Oggetto:Regolamentoelezionidel07aprile2002.
Pag 208

Premessoche:

1. "L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle


caratteristiche e tradizioni della sua storia." (art.2 Legge Cost. 22 maggio
1971, n. 340 ) ;
2. l'art.2 della legge n. 340/1971 il riconoscimento del "popolo veneto"
fatto dalla Repubblica Italiana con legge approvata da un parlamento
italiano legittimamente eletto il quale ha riconosciuto al popolo veneto
anche il diritto di "autogoverno" nei territori ove esso presente in
Italia ed in conformit alla sua storia;
3. il diritto di "autogoverno" del "popolo veneto" il diritto legale
degli amministrati di eleggere i propri amministratori
direttamente, e quindi nel caso dei veneti, il diritto di eleggere
direttamente Prefetti, Commissari del Governo alla Regione, Presidente di
Assemblea, Questori, Direttori regionali di tutte le funzioni statali,
Magistrati, Procuratori, Procuratori Generali, ecc., compreso il Capo del
Governo politico nazionale, ovviamente del governo veneto, cos come di
ogni vertice del potere operante sul territorio nazionale veneto;
4. con legge 25.10.1977, n. 881 la Repubblica Italiana, obbligata dall'art.10
della Costituzione Italiana, ha ratificato e reso esecutivi come leggi della
Repubblica il "Patto internazionale sui diritti civili e politici"
("International Covenant on Civil and Political Rights") e il "Patto
internazionale sui diritti economici, sociali e culturali" dandone
"piena attuazione" nella stessa L.n.881/1977, pur essendo per altro i patti
gi entrati in vigore nel diritto internazionale il 23 marzo 1976 e dunque
di gi da allora efficaci per disposto dello stesso art.10 della Costituzione
Italiana;
5. il "diritto di autodeterminazione dei popoli" spiegato dai "patti
internazionali" resi esecutivi con la legge n.881 del 1977 nel passaggio
"Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di
questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico
e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e
culturale." articolo 1 punto 1 del "Patto internazionale sui diritti civili e
politici" ratificato e reso esecutivo con L.n.881/1977;
6. "Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono
responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e di
territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere
l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e
rispettare tale diritto, in conformit alle disposizioni dello
statuto delle Nazioni Unite." (art.1.3 "patto sui diritti civili ..."
L.n.881/1977) e dunque ogni funzionario operante per conto dello Stato
Italiano ha l'obbligo di promuovere l'attuazione di tali diritti ed in pratica
obbligato a promuovere e a riconoscere legittimit e sovranit alle
istituzioni di autogoverno/autodeterminazione del popolo
pag 209

7. veneto ossia ad ogni ordinanza, decreto o legge o sentenza emesso da


autorit di autogoverno del popolo veneto, anche fosse indirizzata allo
Stato Italiano ed al suo Capo; infatti, poich "Ciascuno degli Stati parti
del presente Patto si impegna a compiere, in armonia con le
proprie procedure costituzionali e con le disposizioni del

presente Patto, i passi per l'adozione delle misure legislative o


d'altro genere che possano occorrere per rendere effettivi i
diritti riconosciuti nel presente Patto, qualora non vi provvedano
gi le misure, legislative e d'altro genere, in vigore. " (Articolo 2
punto 1 del "Patto sui diritti civili" ratificato da L.n.881/1977) imposto
ad ogni funzionario dello Stato ed il suo "Capo dello Stato" per
primo di abrogare e non applicare in ogni caso ogni legge italiana
in contrasto con le ordinanze e le leggi di istituzioni nazionali venete,
poich ha l'obbligo di rendere effettivi in ogni modo le leggi
autodeterminate dai veneti, dando un favore effettivo e una promozione
pubblica verso la realizzazione di quelle autonomie di Autogoverno e
verso l'autodeterminazione delle nazioni in italia non autogovernate o
non godenti delle loro indipendenze politiche a cui hanno diritto. Poich la
legge n.881 del 1977 una legge votata e ratificata dalla repubblica
italiana ("pacta sunt servanta") l'obbligo incombente sul funzionari
costituisce un obbligo giuridico internazionale di dover fare dei funzionari
dello Stato italiano e del Suo Capo e di ogni parlamentare della
Repubblica, dovendo essi applicare in ogni caso le le leggi venete in
sostituzione delle leggi italiane, altrimenti compiendo atto eversivo della
costituzione italiana e penalmente rilevante;
8. Il popolo veneto (art.2 L.n.340/1971) ha diritto di "disporre
liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse
naturali" (art.1.2 L.n.881/1977) e i veneti possono decidere "del loro
statuto politico" (art.1.1) e possono perseguire "liberamente il loro
sviluppo economico, sociale e culturale" (art.1.1), infatti l'articolo 1
del "Patto internazionale sui diritti civili e politici" per intero dice "1. Tutti
i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di questo
diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e
perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e
culturale. - 2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono
disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie
risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla
cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del
mutuo interesse, e dal diritto internazionale In nessun caso un
popolo pu essere privato dei propri mezzi di sussistenza. ";

pag 210
9. il diritto di Autogoverno del Popolo Veneto riconosciuto dal suddetto
articolo 2 della L.n.340 del 1971 ed il diritto di autodeterminazione dato
dal "Patto sui diritti e civili e politici " recepito dalla Repubblica Italiana
con la L.n.881 del 1977 hanno posto in essere un soggetto di diritto
sovrano dotato di potest che la legge elenca, e questa Persona Giuridica
il "popolo vento", e le sue facolt e i suoi diritti sono, evidentemente,
cosa diversa dai singoli componenti esseri umani che ne danno
costituzione, e questo soggetto attivo internazionalmente sovrano e
protetto dallo Statuto delle Nazioni Unite, dove "popolo" e "nazione" sono
la stessa nozione nel diritto internazionale e quindi per l'art.10 Cost.,
anche in Italia;
10.
al popolo veneto data la libert politica di stabilire un proprio
statuto e perseguire liberamente il proprio sviluppo, il che comprende il
diritto di unirsi o distaccarsi dall'unione con altre nazioni;

11.
il popolo veneto, fatto nella realt di oltre 7 milioni di persone,
giuridicamente costituito almeno da Loris Palmerini, nato a Padova il 29
luglio 1968, e da Franceschi Luciano, nato a Borgoricco (PD) il 26 maggio
1959, entrambi figli di veneti stanziali da almeno 5 generazioni, che si
sono dichiarati di nazionalit veneta e "popolo veneto" il a Borgoricco il
24 luglio 1999 e dunque il popolo veneto risulta costituito e
rappresentato da Palmerini Loris e da Franceschi Luciano che che lo
rappresentano come figli della patria unitamente secondo regole interne
di autogoverno
12.
il 27 luglio 1999 il popolo veneto ha istituito a Borgoricco (PD) la
"Lista dei Cittadini veneti" che la lista che elenca, come il secolare
"libro d'or", i Cives Veneti, ossia i cittadini di nazionalit veneta che lo
Stato Italiano non ha mai censito cos come non lo fece la monarchia;
13.
esistono centinaia di persone registrate nella "Lista dei cittadini
veneti" che si sono dichiarate di nazionalit veneta e parte del popolo
veneto acquisendo la cittadinanza veneta, oltre che possederne per lo
pi un'altra, essendo un diritto di coloro che sono di nazionalit veneta
indipendentemente dal cittadinanza gi posseduta, poich la cittadinanza
veneta un diritto anche economico e politico che protrae dagli avi e si
estende agli eredi;
14.
il 27 luglio 1999 in Borgoricco di Padova, ai sensi dell'art.2 della
L.n.340/1971 stato iniziato "l'autogoverno dea parte del popolo veneto
competente, diritto che anche se mai esercitato fino ad allora nulla toglie
alla loro validit legale e costituzionale come dei diritti nazionali dei
cittadini veneti;
pag 211
15.
come stato definito dai costituenti "l'autogoverno del popolo
veneto" anche il "Governo del Popolo Veneto" autodeterminato ai sensi
dei patti internazionali recepiti dalla L.n.881 del 1977;
16.
il Governo del Popolo Veneto ha sovranit politica, amministrativa e
legislativa sul territorio dell'Italia della ex Veneta Repubblica Serenissima;
17.
l'art.10 della Costituzione Italiana obbliga la Repubblica Italiana a
conformarsi ai patti internazionali di cui alla L.n.881/1977 che
garantiscono ai veneti la piena indipendenza in tutti i sensi, con il diritto
di indipendenza come Stato autonomo e sovrano e nella forma politica
solo da essi stessi voluta obbligando la Repubblica italiana a prendere
ogni misura necessaria alla realizzazione di tale diritto ai sensi del detto
punto 3 articolo 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici" reso
esecutivo con l'art.2 L.n.881/1977";
18.
il 04 settembre 2000 stato eletto il parlamento nazionale veneto
secondo diritto di autogoverno e autodeterminazione sopra indicati, le
elezioni furono pubbliche e pubblicizzate in tutto il territorio nazionale
veneto, furono rese pubbliche nei mass media e nei giornali, dalla
televisione RAI regionale oltre che da quotidiani di ampia tiratura, ogni
avente diritto poteva votar, le elezioni si svolsero senza contestazioni
secondo le leggi internazionali nemmeno successivamente e hanno per

tanto valore di legge costituzionale per chiunque sia nel territorio


nazionale veneto;
19.
eventuali violazioni di diritti elettorali nelle elezioni del 04/09/2000,
per altro non denunciate, sono imputabili alla mancanza di
collaborazione, per altro dovuta, da parte delle amministrazioni uscenti
dello Stato, Regioni e Prefetture per prime, in violazione della legge
n.881/1977, che hanno, come da documentazione processuale,
ostacolato le elezioni nazionali venete in attentato alla costituzione;
20.
le elezioni amministrative del 7 aprile 2002 vedono l'elezione
diretta di oltre 3000 cariche sul territorio, compresi magistrati, prefetti
questori, Commissari del Governo, direttori ecc. (vedi decreto 05/12/2001
del Governo del Popolo Veneto);
21.
il Tribunale del Popolo Veneto l'Autorit Giudiziaria (A.G.)
l"Autorit de Justisia" che stata istituita direttamente dal popolo veneto
in Borgoricco di Padova in data 26 settembre 1999, ossia
autodeterminata dai cittadini italiani di nazionalit veneta con
cittadinanza veneta ai sensi dei patti resi esecutivi dalla legge
n.881/1977;
22.
fino al momento della costituzione del Tribunale del Popolo Veneto
la Repubblica stata inadempiente e carente di una legge che vedesse il
popolo veneto partecipe come dovuto dall'art.102 della Costituzione che
prevede la partecipazione del
pag 212
23.
popolo alla giustizia, pertanto il Tribunale del Popolo Veneto di
rilievo costituzionale ed il suo riconoscimento dovuto anche da parte
degli organismi costituzionali di autogoverno della magistratura come il
CSM e le altre corti;
24.
il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Padova nel decreto
n.21/2000 reg.ist. l.n.165/1998 del 09/03/2000 ha riconosciuta nella
legge la piena legittimit del "Tribunale del Popolo Veneto", mentre il
presidente del Tribunale di Padova ha ricevuto un ricorso in merito
presentato da Lando Massimo il 27/02/2002;
25.
per l'art.24 Cost la legge penale non pu essere retroattiva
stabilendo come reato ci che non lo era a quel tempo e pertanto le
Istituzioni che i Veneti hanno nel frattempo costruito sono e saranno
permanenti e tali azioni non potranno essere punite retroattivamente
nemmeno se continuate in futuro;
26.
il popolo veneto (art.2. L.n.340/1971) e il popolo Sardo (art.29 RD
istituzione regione Sardegna) sono previsti come entit giuridiche
esistenti ed autonomamente dotate di potest politiche, giuridiche
economiche e sociali dati dalla L.n.881/1977, e tali entit cio i popoli
riconosciuti hanno diritti sovrani sopra lo Stato compresi quelli di vedere
modificata e abrogata ogni norma dello Stato che risulti in conflitto con il
loro autodeterminarsi e autogovernarsi, compresa la Costituzione della
Repubblica;

27.
risulta inammissibile ed incostituzionale ogni provvedimento preso
da funzionari ed ogni legge di enti dello Stato italiano (parlamento
compreso) se in contrasto a direttive o ordinanze delle autorit
autodeterminate dal popolo veneto, in quanto provvedimenti o leggi
viziati nella forma e nella legittimit e nella costituzionalit, oltre che
nella opportunit;
28.
nel territorio nazionale veneto anche il Capo dello Stato italiano non
ha alcuna legalit o legittimit, autorit o potere e ha l'obbligo scritto
nelle leggi della Repubblica italiana di rispettare le leggi e le ordinanze
delle Autorit di autogoverno del popolo veneto, specialmente nel modo
stabilito nei patti di cui alla legge n.881 del 1977;
29.
il territorio nazionale dei veneti dove la sovranit appartiene agli
stessi anche dove essi sono rimasti solo una minoranza un territorio
molto pi ampio di quell'ente territoriale dello Stato Italiano chiamato
"Regione veneto" la quale pi volte ha modificato e ridotto i suoi confini
nel corso dei recenti anni;
30.
il territorio nazionale Veneto attualmente di fatto sotto
amministrazione dello Stato Italiano, composto dalle province
originalmente venete lasciate nel 1866 al Regno
pag 213
31.
d'Italia dalla amministrazione Francese: dello Stato LombardoVeneto, quindi, sono venete le province di Belluno, Bergamo, Brescia,
Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Verona, Vicenza e le citt di
Crema e Monfalcone, perch tutte della Serenissima alla data del 1797 e
gi prima da secoli, quindi storicamente e nazionalmente venete;
32.
poich nel plebiscito del 1866 i veneti hanno dato il loro consenso
"al Regno d'Italia sotto il governo monarchico costituzionale di Re Vittorio
Emanuele II e suoi successori" ossia a farsi governare dalla Monarchia dei
Savoia e dai loro discendenti maschi, attualmente assenti, non essendo
lo Stato Italiano un successore di Re Vittorio Emanuele II per tanto lo
Stato Italiano privo di legittima successione giuridica con la Monarchia
in tutti i territori del Regno Lombardo-Veneto preso in amministrazione
dal Re Vittorio Emanuele e divenuto 1 degli Stati di S.M. il Re d'Italia,
sotto la riserva giuridica dei trattati che le popolazioni fossero
debitamente consultate, con la conseguenza che nel territorio nazionale
veneto lo Stato Italiano non ha alcuna legittima presenza e non pu
esibire documentazione legale che comprovi la sua legittima presenza o
amministrazione;
33.
le popolazioni del lombardo-veneto hanno una sovranit gi
riconosciuta nei trattati di cessione al Re Vittorio Emanuele II e dunque
tale sovranit da rispettarsi per l'unione allo Stato Italiano mai richiesta
n approvata;
34.
secondo quanto riportato nel libro di Ettore Beggiato "La grande
Truffa" Edizioni universitarie Venezia, il plebiscito del 1866 nel territorio
del Regno Lombardo-Veneto mancante del requisito della "libera
espressione delle popolazioni interessate" richiesta dal trattato di
cessione dall'Austria al Regno d'Italia, oltre che essere stato svolto con la

presenza di soldati italiani che votarono al posto dei veneti che militarono
per l'Austria come detto da Serraglia Valerio il 21/02/2002 su Antenna 3
Nord-Est;
35.
la Costituzione non pu essere richiamata quale limite invalicabile
all'autodeterminazione, nemmeno quell'art.5 sulla unicit della
Repubblica poich ogni limite deve essere eliminato per rendere effettivo
il diritto di autodeterminazione cos come previsto dai patti internazionali
resi esecutivi dalla L.n.881/1977, oltre ad essere lo stesso art.5 Cost a
dare ai veneti il diritto di autonomia che ci viene negato non avendo noi
fatto altro che invocare il diritto di autogoverno sotto vigilanza ONU;
pag 214

36.
la attuale Costituzione Repubblicana del 1947 non mai stata
ratificata dai popoli italiani (il popolo sardo riconosciuto da prima della
costituzione come le popolazioni del Lombardo-Veneto);
37.
in seguito all'autodeterminazione del popolo veneto che dallo Stato
Italiano deve essere promossa come da L.n.881/1977 e come da Trattato
di Helsinki sul territorio nazionale veneto lo Stato Italiano non ha alcuna
potest n ora n mai in quanto l'amministrazione di fatto di territori non
d mai diritto alla usucapione nel diritto internazionale fin dai tempi della
"Magna Charta";
38.
lo STATUS GIURIDICO ATTUALE DEL TERRITORIO NAZIONALE
VENETO risulta essere quello di un territorio parte del non ancora defunto
Regno del Lombardo-Veneto, Stato che doveva essere amministrato dai
successori dei Savoia fino al 1971;
39.
il territorio nazionale dei veneti ora giuridicamente sotto
amministrazione autonoma e di autogoverno del popolo veneto l'art.2
L.n.340/1971 esercitato dal "Governo del Popolo Veneto" istituito dai
veneti in base ai "patti internazionali" ratificati dalla Repubblica Italiana
con L.n.881/1977;
40.
in quanto "popolo" e "nazione" sono la stessa nozione nel diritto
internazionale i veneti possono decidere di dichiarare un loro Stato o una
loro Repubblica secondo lo Statuto dell'ONU ed in base alle libert
riconosciute dalla L.n.881/1977, ed in quanto venete anche le popolazioni
del lombardo-veneto possono far parte di uno stato veneto, come tutte le
discende venetiche del nord-italia;
41.
il Governo del Popolo Veneto non ha fatto la scelta di dichiararsi
Repubblica indipendente come invece fecero i Serenissimi del 1997, e
non pu essere imputato di reato di attentato all'unit della Repubblica
dato che il territorio nazionale veneto resta ancora territorio della
Repubblica Italiana per volont dell'autogoverno;
42.
tutti i sedicenti veneti sono stati convocati per il 04 giugno 2000 in
Tribunale del Popolo Veneto dove c' stata la autodeterminazione della
Costituente per uno "Stato Veneto" nella Repubblica Italiana con intesa di
proclamazione di piazza ad opera di migliaia di agenti di polizia veneta e

la Costituente non coincide con le entit di autogoverno n con il


Tribunale n con il Governo del Popolo Veneto;
lo Stato Italiano non e non coincide con la Repubblica Italiana, cos come
dimostrato dalla esistenza dei Comuni di Livigno e Campione che sono di
pag 215
43.
nazionalit non italiana e dall'esistenza di governi locali autonomi
nei limiti della Costituzione che generano legislazioni differenti da quelle
dello stato italiano, come le Province autonome di Trento e Bolzano che
agiscono nell'ordinamento internazionale in maniera autonoma rispetto
allo Stato Italiano, recependo prima o diversamente da esso le leggi della
Comunit Europea (vedi sent. Cort.Cost e art 117 Cost. ) ed il precedente
costituzionale rende evidente che lo Stato Italiano e la Repubblica
Italiana non sono la stessa entit giuridica: la Repubblica Italiana una
entit giuridica fatta di tante personalit Giuridiche autonome, ed essa
comprende, fra le molte, oltre allo Stato Italiano anche i singoli esseri
umani in parit (Repubblica con il rispetto della legge anche per lo stato
(c.d. "Stato di diritto") democratico e rispettoso dei diritti umani art.(2
Cost.) della sovranit del popolo (art.1 Cost.) delle minoranze linguistiche
(art.6 Cost.) che promuove e favorisce le autonomie (art.5 Cost.) secondo
l'ordinamento internazionale (art.10 Cost.) riconosciuto dagli altri paese
della Comunit internazionale e la sovranit di origine internazionale
spetta ad ogni nazione, anche se parte della Repubblica Italiana,
indipendentemente dalla Costituzione; la Repubblica italiana non uno
Stato e non coincide con lo Stato Italiano, cos come non uno Stato
l'Unione Europea;
44.
il territorio nazionale veneto ha uno status giuridico simile a quello
dei comuni di Livigno e Campione, ossia territorio della Repubblica ma
NON territorio dello Stato Italiano, ossia autogovernato e territorio non
soggetto ad IVA italiana ma soggetto ad imposta come Stabilito
dall'Autogoverno del Popolo Veneto;
45.
il GOVERNO DEL POPOLO VENETO per legge veneta gestito da un
presidente eletto dall'ASENBLEA DEI MENBRI (Parlamento nazionale
veneto);
46.
le istituzioni nazionali venete usano il simbolo della Repubblica
Italiana nelle carte intestate, cos come la bandiera con un Leone della
Veneta Repubblica e se l'uso del simbolo della Repubblica Italiano reato
(per singoli, partiti e movimenti politici) la Magistratura Italiana ha gi
valutato l'Autogoverno come Istituzione che pu invece usarlo
legalmente e riconosce che l'uso consuetudinario da parte delle Autorit
di Autogoverno del simbolo della Repubblica Italiana non reato di uso
illegittimo n penalmente rilevante (Procura della Repubblica di Padova
fascicolo NR. 10134/01);
numerose e particolareggiate e lunghe indagini della Magistratura Italiana
(Brescia, Milano, Padova, Gorizia, Trieste ecc.) sotto la direzione del dott.
Cherchi Bruno
pag 216

47.
della Procura della Repubblica di Padova nel fascicolo NR. 10134/01
hanno dimostrato la legalit dell'agire delle istituzioni nazionali venete ;
48.
il dott. Cherchi Bruno ha riconosciuto che NON ESISTONO
ILLEGALIT da parte dell'agire di autogoverno e di autodeterminazione
dei veneti e delle loro istituzioni, e sono state riconosciuti legali e non
costituenti sovversione dello Stato Italiano gli atti di emissione di
ordinanze di decolonizzazione date ai Prefetti, il rilascio di permessi di
soggiorno, l'uso del simbolo della Repubblica Italiana, l'indizione delle
elezioni, atti posti in essere da parte di funzionari delle istituzioni venete
autodeterminate;
49.
verificata la legalit del Governo del Popolo Veneto ed i suoi poteri
di controllo del territorio come il rilascio dei permessi di soggiorno, la
magistratura italiana ha riconosciuto (Proc.Rep. Padova NR. 10134/01)
anche il potere di indire elezioni del Governo del Popolo Veneto che infatti
ha gi indetto nel 2000 le elezioni dell'Assemblea Nazionale veneta, e
tale atto e le stesse elezioni sono state riconosciute come "NON
COSTITUENTE REATO";
50.
L'assemblea nazionale veneta eletta nel 2000 hanno messo
Franceschi Luciano a Capo del Governo nazionale Veneto (Governo del
Popolo Veneto);
51.
LEGALI SONO LE ISTITUZIONI DI AUTOGOVERNO CHE SONO
SOVRANE NEL TERRITORIO NAZIONALE VENETO e per tanto illegale fu
l'agire dei molti militari italiani che nel 2000 setacciarono i Comuni
mirando ad impedire che essi eseguissero gli ordini della legittima
autorit di autogoverno;
52.
per l'art.24 Cost la legge penale non pu essere retroattiva
stabilendo come reato ci che non lo era a quel tempo e pertanto le
Istituzioni che i Veneti hanno nel frattempo costruito sono e saranno
permanenti e tali azioni non potranno essere punite retroattivamente
nemmeno se continuate in futuro;
53.
avendo il "Tribunale del Popolo Veneto" "tutte le competenze e
giurisdizione che la legge veneta gli riconosce." e dovendo il Presidente
del Tribunale del Popolo Veneto denunciare e porre sotto esame le
violazioni di diritti umani di cui viene a comunque a conoscenza nella
piena indipendenza dal potere politico e in nome del popolo veneto ed
agire in sua difesa;
il 05 dicembre 2001 il Governo del Popolo Veneto, per mano di Firmato
Franceschi Luciano (Presidente del Governo) Bulla Paolo (Ministro) Cardin
Stefano (Ministro) ha indetto per il giorno 07/04/2002 le elezioni per la prima
volta o per il rinnovo delle

pag 217
cariche istituzionali di Commissario di Governo alla regione, Presidente della
Regione, Prefetto, Questore, Presidente della Provincia, Sindaco, Presidente
del

54.
Tribunale Civile o Penale ed ogni altro tribunale, Presidente di
Sezione di Tribunale, Procuratore Capo, Procuratore Regionale, Presidente
della Corte dei Conti Regionale, Magistrato alle Acque, Presidente o
Direttore dell'Ufficio delle Entrate, Direttore Generale di Ospedale o di
Azienda Ospedaliera, Comandante in Capo di Regione di ogni forza
Armata, Capo della Polizia Nazionale Veneta, Presidente dell'Autogoverno
del Popolo Veneto, elezioni che si svolgono in tutto il territorio nazionale
veneto, quindi anche nei territori delle province di Bergamo, Brescia,
Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona,
Vicenza e le altre nuove province. Sono per tanto comprese le regioni
lombarda e friulana, per quanto di competenza nazionale;
55.
in data 22 Febbraio 2002 stato comunicato alle Prefetture sul
territorio veneto che il 7 aprile 2002 vi sar l'elezione del Sindaco
Metropolitano dell'area Metropolitana di Venezia, ossia della macro
regione con autonomia fiscale e di governo del territorio prevista dalla
legge italiana n.142 del 1990 ed istituita dalle autorit di Governo
competente territorialmente per legge, poich nella legge n.142/1990,
Venezia il capoluogo di tutto il nord est Italia, e comprende quindi il
Veneto e le Venezie, il Friuli e la Giulia, il Trentino A.A., ma per
combinazione con l'art.2 della L.n.340/1971, anche Bergamo, Brescia e
Crema, in quanto appartenenti al territorio storicamente veneto al 1797,
territorio passato sotto Napoleone, Austria e lasciato alla Monarchia
italiana con il plebiscito del 1866 in forma di Regno Lombardo-Veneto di
nazionalit veneta. Il Sindaco Metropolitano previsto dalla legge
n.142/1990, sar, appena eletto, il governatore della Macro Regione
"Area Metropolitana di Venezia" prevista dalla Legge secondo
l'orientamento popolare dato dal referendum consultivo sul federalismo
del 2001verso le macro regioni. Il Sindaco Metropolitano sostituir nei
poteri e nelle funzioni i Presidenti delle Regioni e le amministrazioni delle
regioni interessate, essendo di fatto e di legge, un Super Governatore con
facolt e libert giuridiche e politiche di molto superiori ai Governatori
delle Regioni, che tutt'al pi diventeranno suoi esecutori di dipartimento;
il Sindaco sar sottoposto al Controllo del Commissario del Governo della
autorit di Autogoverno del Popolo Veneto poich il Sindaco
Metropolitano, pur essendo un Super Governatore, sar tuttavia costretto
dalla legge ad applicare
pag 218
56.
il trasferimento dei poteri ai Comuni veneti che diventeranno il vero
luogo del potere effettivo e di autonomia fiscale, ma che potranno
conferire o istituire delle Province in qualit di consorzi di comuni facendo
delle Province delle vere autonomie fiscali sul modello di Trento e
Bolzano, ma pi autonomi ed autogovernate;
57.
nei termini della L.n.142/1990 le Regioni potevano istituire le Aree
Metropolitane, autonome nei tributi, entro 1 anno dall'entrata in vigore
della Legge stessa, ed il termine fu ulteriormente spostato al 17
novembre 1994 senza risultati, anche perch le regioni dovevano in
questo senso decretare la loro stessa fine, suicidandosi politicamente con
tutti i loro consiglieri e parlamentari molto ben pagati. Cos le
amministrazioni Regionali che si dovevano auto-abrogare ed il Governo
italiano che doveva rinunciare al controllo del territorio attraverso le
regioni, non hanno nemmeno tentato di istituire le aree metropolitane, e
non avendo dichiarato le elezioni entro i 4 anni previsti hanno perso il

diritto di indire le elezioni che ora andato alla autorit locale che ne ha
il potere per legge, ossia l'Autogoverno del Popolo Veneto (ART.2
L.n.340/1971) dotato delle potest politiche che il Popolo Veneto gli ha
dato in base alla L.n.881/1977;
58.
L'Autorit "Autogoverno del Popolo Veneto" art.2 L.n.340/1971
stata istituita dalla Assemblea Costituente Veneta con il potere
costituzionale previsto dall'articolo 117 Costituzione in vigore nel 1970, e
quella assemblea ha riconosciuto l'esistenza del "Popolo Veneto" ed il suo
diritto di Autogoverno (art.2 L.n.340/1971), legge "regionale" divenuta
legge della Repubblica approvata e votato dal Parlamento Italiano come
da art.123;
59.
l'Autogoverno del Popolo Veneto (art.2 L.n.340/1971) esercitato dal
"Governo del Popolo Veneto" che ora il titolare delle potest politiche
dell'Autogoverno e regionali poich il Popolo Veneto gliele ha date in base
alla L.n.881/1977 (diritto di autodeterminazione dei popoli e diritti politici
delle autorit di autogoverno/autodeterminazione), e secondo le leggi
venete il Governo del popolo Veneto ha decretato la elezione del sindaco
metropolitano con il decreto 06/10/2001, regolarmente pubblicato;
60.
Il Governo del Popolo Veneto l'autorit che esercita l'
"autogoverno del popolo veneto" di cui all'art.2 della Legge Cost.
n.340/1971 ed politicamente rappresentato ad-interim dal Presidente
Franceschi Luciano, eletto nel 2000 in conformit alla legge n.881/1977,
con elezioni pubbliche e democratiche, mentre il presidente
dell'Autogoverno stesso verr eletto il 07 aprile 2002;
pag 219
61.
nella potest politiche ed in azione suppletiva e correttiva delle
altre amministrazioni il Governo del Popolo Veneto ha dato attuazione
alle disposizioni costituzionali e della legge n.142/1990, e cos facendo ha
fatto rientrare nella costituzionalit le amministrazioni dello Stato
inadempienti che erano in "carenza di azione" e minavano la legalit e lo
Stato di diritto delle Istituzioni repubblicane;
62.
in data 22 febbraio 2002 agendo ancora in azione suppletiva e
correttiva delle altre amministrazioni il Presidente del Tribunale del
Popolo Veneto ha dato attuazione alle disposizioni costituzionali e della
legge n.142/1990 agendo quale funzionario di fatto, e cos facendo ha
fatto rientrare nella costituzionalit le amministrazioni dello Stato
inadempienti che erano in "carenza di azione" e minavano la legalit e lo
Stato di diritto delle Istituzioni repubblicane;
63.
dato lo svolgimento delle elezioni, chi impedisse in qualche
maniera lo svolgimento di queste elezioni del 7 aprile 2002
commetterebbe un disconoscimento dell'operato della magistratura
italiana che ha riconosciuto legalit alle istituzioni di Autogoverno, ma
anche della magistratura Veneta quindi agendo in una eversione
costituzionale di poteri della Repubblica dentro e fuori del territorio
nazionale veneto poich infatti fatto obbligo alle istituzioni uscenti
(sindaci, prefetti, regioni, province, magistrature ecc.) e ai mass media
( giornali, televisioni, radio ecc.) la massima pubblicit di queste elezione,

ed il massimo di promozione cos come sancito dalla L.n.881/1977


all'art.1.3 e all'art. 2.2;
64.
l'ostacolo e la non osservanza delle disposizioni delle Autorit di
Autogoverno e delle elezioni risultano essere reato penale grave delle
singole persone, i cui danni verranno pagati anche con grosse multe ed
eventuale detenzione delle singole persone che commettono il reato,
senza riguardo al motivo per cui agiscono o secondo quali ordini
"superiori" agiscono, trovandosi essi nel dilemma del soldato nazista che
non deve eseguire un ordine razzista e contrario a Costituzione;
65.
Il diritto di elezione e l'obbligo di ciascuno di promuoverle sono
sanciti dalle leggi n.881/1977, art.2 L.n.340/1971, L.n.142/1990, oltre che
dagli articoli costituzionali n.1,2,6,10,11,101 ed altri;
66.
le elezioni del 07 aprile 2002 si svolgono secondo il regolamento di
attuazione emesso dal Presidente del Tribunale del popolo veneto in base
al decreto 05/12/2001 del Governo del Popolo Veneto;
67.
le istituzioni autodecise (autodeterminate ) dai veneti non possono
essere cancellate da organismi Italiani e la Repubblica Italiana con le sue
emanazioni
pag 220
68.
territoriali (regioni, province, comuni, enti locali, prefetture,
tribunali ecc.) che anzi devono promuovere con il massimo delle risorse
disponibili le istituzioni di autogoverno dei veneti come disposto dei patti
internazionali recepiti dalla L.n.881 del 1977;
69.
poich ogni norma emanata dal Governo del Popolo Veneto
(leggi,decreti,ordinanze e sentenze) e la giurisprudenza di questo
Tribunale del Popolo Veneto (sentenze, ordinanze, decreti del presidente),
sono prodotte da istituzioni di autogoverno veneto autodecise dai veneti
ai sensi delle leggi internazionali recepite dall'Italia e per tanto emananti
istituzioni sovrane sui territori italiani appartenuti alla ex Repubblica
Veneta detta la Serenissima (sentenza nr.1 del 25/03/2000 Trib.del
Pop.Veneto);
70.
dato che le leggi venete non possono essere derogate o non
applicate da alcuna istituzione o persona italiana nel territorio interessato
poich tale deroga sarebbe una violazione dei diritti umani protetti
dall'art.2 Costituzione e di fatto sarebbe la eversione della Costituzione
Italiana e costituirebbe atto di guerra dello Stato Italiano a danni delle
sovrane istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto e per lo Stato
Italiano hanno il valore di legge della Repubblica Italiana e derogano tutte
le sue norme;
71.
stante la autodeterminazione della Costituente per lo Stato Veneto
da Parte dell'Autogoverno Veneto in data 04 giugno 2000 con imminente
proclamazione di piazza ad opera di migliaia di agenti di polizia veneta;
72.
visti i decreti di coordinamento del Governo del Popolo Veneto in
data 04 giugno 2000;

tutto questo considerato:

Pag 221

il presidente del Tribunale del popolo Veneto,


in nome del Popolo Veneto,su richiesta del Governo
del Popolo Veneto,in azione suppletiva del Governo
Italiano,
emana il regolamento delle elezioni amministrative
di autogoverno e di Area Metropolitana di Venezia
(Le Venezie) per il giorno 07 aprile 2002
a. il presente decreto interessa:
1) il territorio nazionale veneto (province di Belluno, Bergamo, Brescia,
Crema, Monfalcone Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia,
Verona e Vicenza e tutti i territori in Italia parte della Serenissima
Repubblica Veneta alla data del 1797) riguardo le elezioni di autogoverno
del Popolo Veneto con le elezioni di Sindaci, Prefetti, Magistrati,
Presidente di Autogoverno e tutte le cariche indicate nel decreto
05/12/2001 del Governo del Popolo Veneto;
2) i territori dell'Area Metropolitana di Venezia per quanto concerne
l'elezione del Sindaco Metropolitano dell'Area Metropolitana di Venezia ai
sensi della L.n.142/1990, comprendente le Regioni amministrative FriuliVenezia-Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, e le province di
Bergamo,Brescia e Crema in quanto territorio Nazionale Veneto;
3) i territori dell'ex regno lombardo-veneto per quanto riguarda il diritto
di autogoverno delle popolazioni interessate sotto il Governo Monarchico
dei successori di Re Vittorio Emanuele II;
la frontiera politica ed amministrativa dell'Autogoverno Veneto ed i confini
del territorio nazionale Veneto quella determinata dai territori interessati

e, dietro referendum successivo alla partecipazione elettorale, allargata ai


territori della
pag 222
b. Repubblica Italiana appartenuti al Regno Lombardo-Veneto lasciato al
Regno d'Italia;
c. tutte le amministrazioni italiane comprese quelle di Giustizia presenti nei
territori interessati seguono le sentenze e le ordinanze della Autorit
Giudiziaria del Tribunale del Popolo Veneto e fanno riferimento ad esso
quale vertice amministrativo, escluso quando la legge veneta stabilisca
diversamente;
d. hanno forza di legge le sentenze e le ordinanze emanati dal Presidente
del Tribunale del Popolo Veneto quando siano previsti da leggi o decreti
del Governo del Popolo Veneto o da leggi dell'Assemblea Nazionale
Veneta;
e. hanno forza di legge i regolamenti emanati dal Presidente del Tribunale
del Popolo Veneto quando siano previsti da leggi o decreti del Governo
del Popolo Veneto o da leggi dell'Assemblea Nazionale Veneta;
f. tutte le Prefetture e le Questure italiane sono poste sotto controllo
esclusivo del Governo del Popolo Veneto e sono state successivamente
commissariate;
g. i Prefetti italiani delle province interessate devono mettersi a immediata
disposizione del Governo del Popolo Veneto, notificando tutti gli altri
prefetti del presente decreto: la mancata presentazione diserzione
militare e reato di sovversione e da luogo all'arresto in flagranza da parte
di chiunque;
h. le forze di Polizia e di Pubblica Sicurezza devono seguire ed applicare
soltanto le direttive emanate dal Governo del Popolo Veneto secondo le
leggi venete emanate e pubblicate nel sito internet
http://www.repubblica.org/governo/veneto/decreti;
i. per quanto non stabilito nella presente ordinanza l'organizzazione
dell'amministrazione italiana rimane quella indicata nell'ordinanza 25
marzo2000delPresidentesupplentealTribunaledelPopoloVenetoquandononmodificata
dasuccessiveleggidelGovernodelPopoloVeneto;
j. tuttiiprefetti,icommissariadactadelPrefettioifacentifunzioniinqualsiasimododevo
daredisposizioniaicomuniedalleamministrazioniinteressatedelleelezionidel07aprile
2002.Nellacomunicazionedeveessereriportatacopiadelpresentedecretoordinanzae
copiadeldecreto05/12/2001contuttelecarichecheverrannoeletteconlaspecificachela
continuazionedell'eserciziosenzaautorizzazionedell'AutogovernodelPopoloVeneto
reatodiusurpazioneeattentatoallaCostituzioneitaliana;
k. lacomunicazionedeiPrefettidevecontenereledisposizioniperl'organizzazionedelle
elezionisecondoleprocedureegliusiconsuetudinari,conlavariazionecheogni
comunicazioneaiMinisteridelGovernoitalianovannoinveceindirizzatealTribunaledel
PopoloVeneto;

l. OgnicittadinovenetodiNazionalitvenetaemaggioreetpucandidarsiedessereeletto,
presentandolacandidaturasinl'ultimogiornoprimadelleelezioni;
m. Ognicittadinoelettorepuvotareognieleggibileanchesequest'ultimononsicandidato;
pag 223
n. QualoraiPrefettioisindaciochiunquealtro,violandolaleggeviolandoeloStatutodelle
NazioniUnite,nonavesserodispostoepromossol'organizzazionedelleelezioni,data
facoltaicittadinil'autogovernoelettoralealivellodiComune,conl'obbligodinominare
sulcampoalmeno2scrutinatorinoncandidatidicui1nominatoperacclamazione
PresidentedelSeggio;
o. fattosalvo,ancheperl'organizzazionedelleelezioni,ildirittodisupplenzadelcittadino
veneto,riguardoallefunzionidiSindaco,Prefetto,epresidentediSeggio;
p. IlPresidenteegliscrutinatori,assumendolefunzionidefunzionarideltribunaledelPopolo
Veneto,concompensocomestabilitodallaLeggevenetaperilperiodoimpegnato,
rispondonopenalmenteedinprimapersonadeibroglicheeventualmentevenissero
contestatiorilevatidachiunque;
q. ognivotantedevevenireregistratodapartedelPresidentenell'appositomodulocheverr
pubblicatosulsitointernetwww.repubblica.org/tribunale/veneto/elezioni02/,d'orainavanti
detto"sitointernetelettorale";
r. secondoiprincipidellalibertamministrativaedellaimparzialeedefficiente
organizzazione,ilpresidentedelseggiopuorganizzareulterioriseggisecondariper
permettereaicittadinidivotare,eciascunseggiodeveessereidentificatodaunnumero
unicoedorganizzatocomeilseggioprincipale,conpresidente,almeno2scrutinatoriecc.;
s. ilpresidentedituttiiseggidiciascuncomunedeveraccogliereeverificareidatielettorali.
Eventualicontestazionedapartidichiunquedevonoessereimmediatamenteverificatesotto
suaresponsabilitpenale;qualorailPresidenterisultassevotatodovrastenersidalle
funzionifareleggereunaltropresidente;
t. ilpresidentedituttiiseggidiciascuncomuneraccoltieverificatiidatielettoralili
comunicherimmediatamentealTribunaledelPopoloVenetoconqualunquemezzo,
avendocuradiconservaresottosuacustodialeschededivotoediverbalicontrofirmati
dagliscrutatori;
u. l'orariodielezionevadalle8alle22delgiorno7aprile2002eduranteilgiornodielezione
nonpossibilefarepropagandaelettorale;
v. inciascunseggiovamessainbellamostralalistaconinomideicandidatiresipubblicidal
tribunalenelsitointernetelettorale,eventualmenteaggiuntidicandidatidell'ultimaora;
w. nonammessapropagandaelettoralealcunailgiornodelleelezioni,maicandidatipossono
esserepresentialseggio,purchnoninvitinoalcunoavotarepersstessi;
x. inveceammessalarichiestafattaachiunquedivotareperleelezioni,editentativifattiper
convincereadesprimereildirittodivoto;

y. ilGovernodelPopoloVenetorichiestodidecretarepenedettagliateesanzionipecuniarie
aggiuntiveperlamancataesecuzionedellapresenteordinanza,considerandolaequipollenza
delreatoall'art.283delC.P.Italianoedalvaloredirazzismochel'impedimentoalle
elezionidellaetniavenetaimplicainternazionalmente;
z. sono esclusi dal presente decreto i diritti della Veneta Serenissima
Repubblica, del Regno Lombardo-Veneto e del costituente stato nazionale
Veneto, da farsi valere con i mezzi e nella sede idonea;
Questo decreto ha valore di legge della Repubblica Italiana con
applicazione diretta ed esecuzione immediata. E' fatto obbligo a
chiunque di rispettarla e di renderla immediatamente pubblica in
maniera idonea come previsto dagli usi e dalla Consuetudine.
Pag 224
In nome del Popolo Veneto,
Loris Palmerini,
Presidente al Tribunale del Popolo Veneto

Legittimata da Franceschi Luciano


Presidente del Governo del Popolo Veneto
VOTA- E -LEON- CHE-MAGNA -E -LADRON
Scritto da

direttore on Monday, 17 May @ 06:47:53 EDT

Ulderico Pervertin
Una vecchia filastrocca di moda quando la repubblica serenissima era sovrana
nelle terre delle Venezie a riguardo degli amministratori diceva: > (traduzione)
pesateli,pagateli, impiccateli!
Un altro detto contadino veneto dice: chi de casea vive de casea magna.
Chi amministra la cassa, dalla cassa preleva per se stesso.
VOTA- E -LEON- CHE-MAGNA -E -LADRON
Una vecchia filastrocca di moda quando la repubblica serenissima era sovrana nelle terre delle
Venezie a riguardo degli amministratori diceva: > (traduzione) pesateli,pagateli, impiccateli!
Un altro detto contadino veneto dice: chi de casea vive de casea magna.
Chi amministra la cassa, dalla cassa preleva per se stesso.
Lo slogan elettorale ,
Racchiude un messaggio semplice di indirizzo di voto allelettore.
I cittadini il 12e 13 giugno sono chiamati a scegliere i propri amministratori provinciali e comunali, i
propri rappresentanti al parlamento Europeo; inseriti in liste di partiti storici, nuovi, pi o meno
grandi e piccoli.
Una moltitudine di partiti, con migliaia di persone, rampanti faccendieri ,navigati uomini politici,
idealisti, sognatori,onesti, e disonesti; che aspirano di disporre e spendere le risorse versate con le
imposte e le tasse dai cittadini, destinate al buon funzionamento dellordinamento sociale, e
investite per uno sviluppo atto a migliorare la qualit della vita degli stessi cittadini.
Risorse che ammontano al 75% del reddito pro capite di ogni singolo in forza lavorativa; sistema
che mette in difficolt il bilancio delle famiglie, mette fuori mercato le nostre aziende, impediscono
quello sviluppo sano e onesto a cui aspira ogni individuo.
mia convinzione che ridurre a meno di un terzo questo prelievo fiscale sarebbe molto pi proficuo

allo scopo per cui sono destinate in amministrazione ai soggetti che andiamo a votare.
NON VOTATE NEL MARE GRANDE, NON LASCIATE NULLA AL FATO, MA COME SCRISSE UMBERTO
BRUZZESE IN UNA SUA POESIA ricordate I supremi valori della vita.
Il fato,destino,tutto quanto la fantasia ammalata degli uomini primordiali ha creato, non esiste.
Esiste una realt, la pi bella la pi immediata: la volont delluomo, la volont che vince
tutto,anche limpossibile.
In questa volont vengono integrate poesia e bellezza. Tutto quanto e bello e poetico vive in noi e
per noi;
e il mondo finisce di essere la tragica valle di lacrime, per diventare il giardino fiorito ove i nuovi
arcangeli tessono la loro vita con sottilissimi fili doro e di argento. Poesia e bellezza. Cosaltro
rimane? Il ritorno alla purit di mente e di cuore, lesaltazione di noi medesimi attraverso le cose
pi nobili, non forse lo scopo e la meta? Invano si tenta di calpestare lideale. Invano il denaro
tenta imporsi come il pi terribile dei tiranni. Finche ci sar un poeta e un eroe, finche il bello sar
Pag 225
amato anche da unanima sola, la vita non sar vana.
I Ragazzi che si sono prestati di candidarsi sotto la bandiera del Leone, sono poeti, eroi a cui
credono in un ideale; la libert dei Popoli e del loro Popolo.
Liga Fronte Veneto e Unione NORD Est
Manifesto ALE 2004
Sovranit, Giustizia sociale, Sussidiariet Verso un'Europa della differenza
L'alleanza libera europea Partito democratico dei popoli europei lotta da decenni a favore dei
diritti delle nazioni senza stato. La legittimit democratica rende inarrestabile la nostra causa. Al
fine di realizzare pienamente i nostri diritti storici, migliorare il benessere sociale; Le economie dei
nostri paesi hanno bisogno di essere pienamente rappresentati in Europa.
L'era del tradizionale stato sovrano finita. Rifiutiamo tuttavia di sostituirlo con un'Europa
monolitica che affida il potere nelle mani dei grandi Stati membri. La sfida ora rappresentata dal
raggiungimento di una sempre pi ampia partecipazione di tutti i popoli nel processo politico. La
devoluzione politica finalizzata all'autogoverno e il riconoscimento delle identit particolari sono la
sintesi naturale per la nostra strategia politica. U n nuovo entusiasmo, una nuova fiducia in s e il
fervore giovanile, ci spingono a presentare nuove iniziative e ad assumere responsabilit per il
nostro futuro.
Durante la prossima campagna elettorale EFA rivendicher una maggiore rappresentativit dei
nostri paesi in ambito comunitario. I nostri rappresentanti sono impegnati nell'elaborazione di
politiche progressiste. Lavoriamo per condizioni sociali e una qualit della vita migliore, nonch per
un'equa ridistribuzione della ricchezza. Difendiamo inoltre il principio dello sviluppo sostenibile
perch mezzo di distribuzione dei miglioramenti nella qualit della vita delle persone in un ambiente
pulito. La nostra ideologia in linea con il desiderio delle persone di costruire un mondo migliore
per le generazioni presenti e future. Tuttavia, lo status costituzionale attuale dei nostri paesi implica
una mancanza del livello di rappresentativit di cui godono altri paesi in Europa. Di conseguenza,
rischiamo di essere lasciati indietro quando l'Europa prende decisioni vitali che riguardano il futuro
di tutti noi. Questo antidemocratico e stiamo lavorando in direzione di una riforma. Questo
anche il motivo per questo operiamo, nel quadro statale, a livello regionale e nazionale e lottiamo
per una rappresentativit adeguata dei popoli e delle nazioni senza stato europee a tutti i livelli di
governo.
L'ALE comprende nazioni senza stato ed entit territoriali con un forte senso d'identit che vogliono
avere una voce adeguata in Europa. I nostri partiti membri sono:
Bloque Nacionalista Galego, Esquerra Republicana de Catalunya, Eusko Alkartasuna, Fryske
Nasjonale Partij, Libert Emiliana-Nazione Emilia, Liga Fronte Veneto, Ligue Savoisienne, Mebbyon
Kernow, Mouvement Rgion Savoie, Partei der Deutscsprachigen Belgier, Partido Andalucista, Partit
Occitan, Partito Sardo d'Azione, Partitu di a Nazione Corsa (PNC), Plaid Cymru, Rainbow-Vinozhito,
Scottish National Party, Silesian Autonomy Movement (Ruch Autonomii Slaska), Slovenska
Skupnost, Spirit, Union Dmocratique Bretonne, Union du Peuple Alsacien, Union fr Sdtirol, Union
Valdtaine, Unitat Catalana
Partiti osservatori: Partido Nacionalista Vasco, Partit Socialista de Mallorca-Entesa Nacionalista,
Partito democratico moravo, Partito nazionale transilvano, Partito federalista ungherese, Partito del
popolo lituano polacco, Chunta Aragonesista.

Nella legislatura 1999-2004 i nostri nove MPE hanno lavorato duramente al Parlamento europeo
(scozzesi, gallesi, fiamminghi, baschi, galiziani, catalani e andalusi). Tramite unalleanza
parlamentare con i verdi, abbiamo rappresentato unefficace presenza in Parlamento.
Con il tuo voto, continueremo a difendere le seguenti questioni cruciali al Parlamento europeo:
(a)- le istituzioni comunitarie dovrebbero essere semplificate e democratizzate in una struttura
bicamerale: Un Parlamento europeo (eletto direttamente dai cittadini europei) e un Consiglio o
Senato. Tale Senato, composto da rappresentanze delle entit territoriali autogovernate ,
successore del Consiglio, trasformato in una camera territoriale, legifererebbe in codecisione con il
PE. Quest'ultimo nominerebbe la Commissione e avrebbe il potere di avviare procedure di
destituzione. Tale struttura semplificherebbe il processo di allargamento interno mediante
l'autodeterminazione. L'ALE sostiene la piena partecipazione dei nostri governi devoluti in seno al
Consiglio dei ministri. I nostri paesi dovrebbero inoltre avere accesso alla Corte di giustizia;

pag 226
(b)- pluralismo costituzionale. I diversi livelli di governo, ossia UE, Stati, paesi autogovernati, citt
ecc. dovrebbero avere diversi ambiti di competenza con pari cooperazione e senza gerarchie. Ci
costituirebbe una rete di governance;
(c)- tutte le lingue hanno diritto di essere riconosciute a livello europeo, senza differenze artificiali
tra lingue statali e altre lingue comunemente parlate o riconosciute;
(d)- il controllo e la gestione dei fondi strutturali devono essere assegnati alle autorit devolute;
(e)- libert di sviluppare una cooperazione interregionale e transfrontaliera libera dallinterferenza
degli Stati. Sviluppo delle Euroregioni (Regioni europee che vanno oltre i confini degli stati
membri).
(f)- il benessere sociale, la solidariet e l'uguaglianza dei cittadini comunitari deve essere
l'elemento portante di tutte le politiche dell'UE. L'ALE sostiene la coesione, lo stato sociale e ritiene
necessario che l'UE stabilisca uno standard minimo di diritti sociali.
(g)- piena occupazione e armonizzazione dei diritti dei lavoratori che sono stati alienati dalle
politiche neoliberiste.
(h)- pari diritti e la fine della discriminazione fondata sullorigine etnica, sul genere, sullet, sulla
religione e sulle tendenze sessuali;
(i)- un cambiamento radicale della PAC. I grandi produttori agricoli assorbono la maggior parte del
bilancio dell'UE. I fondi dell'UE dovrebbero essere diretti ai piccoli produttori, alle aziende agricole a
conduzione familiare e alle comunit di pescatori assicurando la loro vitalit e un futuro alle
comunit rurali. L'agricoltura sostenibile e le colture estensive prospererebbero, contrastando cos
le attuali minacce alla qualit dei prodotti alimentari;
(j)- sosteniamo il principio chi inquina paga nell'ambito della tutela ambientale. Per ci che riguarda
l'acqua, la via da percorrere la razionalizzazione del suo uso evitando al contempo la distruzione
del flusso naturale di questa risorsa vitale. giunto il momento di porre fine allutilizzo dell'energia
nucleare. Essa pericolosa e segue un percorso centralizzato di creazione e distribuzione. Investire
nelle risorse rinnovabili migliorer la qualit dell'ambiente e stimoler le economie locali, le quali
avranno la possibilit di controllare le proprie risorse;
(k)- sosteniamo una politica estera comune per l'UE. Sicurezza, difesa e diplomazia devono essere
unificate in un comune organismo comunitario che agisca in direzione di un mondo multilaterale
impegnato contro la guerra e contro le angherie e le ingiustizie, che sono la principale causa dei
conflitti;
(l)- promuoviamo il ruolo dell'UE nel mantenimento della pace in caso di conflitto all'interno e
all'esterno dei suoi confini;
(m)- chiediamo una maggiore trasparenza e apertura nel modo in cui l'UE conduce i propri affari.
Abbiamo l'idea di un'Europa armoniosa che nasce dalla diversit dei popoli che si aiutano
reciprocamente mediante una stretta cooperazione. Vogliamo proteggere la nostra ricca diversit
sfruttando allo stesso tempo ci che un'Unione pi ampia ha da offrire. Lo strumento politico per

farlo la sussidiariet, ossia l'avvicinamento del processo decisionale ai cittadini. Abbiamo bisogno
di una distribuzione delle responsabilit eque e flessibili, sotto la bandiera della sovranit condivisa
e per far ci dobbiamo costruire un sistema interconnesso in cui tutti abbiano voce in capitolo.
Sosteniamo relazioni bilaterali efficaci e basate sulla cooperazione tra l'UE e gli stati e le entit
autogovernati nel rispetto del principio dell'autodeterminazione. La nostra priorit difendere i
diritti dei cittadini europei di determinare autonomamente il proprio futuro e di vivere in una
societ pacifica, democratica e varia.
I Un'Europa della differenza (Un' Europa multiculturale di popoli, lingue e identit)
L'Unione europea deve integrare la realt delle entit territoriali, con i loro poteri politici e
legislativi, nel suo quadro istituzionale. La rappresentazione politica a livello comunitario non pu
fondarsi unicamente sul fatto di essere uno stato. Il processo di allargamento, che vedr l'ingresso
di pi di dieci paesi nell'Unione europea, la maggior parte dei quali di piccole dimensioni, rafforzer

pag 227
tale contraddizione. Se l'unica garanzia di esistenza a livello europeo accordata dalla statalit,
l'unica possibilit di cui dispongono le nazioni senza stato di essere riconosciuta a livello
comunitario di diventare uno stato indipendente nel quadro dell'Unione europea.
L'Unione europea deve riconoscere e mettere in pratica l'unit della diversit, nel pieno rispetto
delle realt dei diversi popoli e, in particolare, delle nazioni e delle regioni senza stato in possesso
di una propria lingua, di una propria storia, nonch di caratteristiche economiche e sociali e
aspirazioni politiche peculiari. L'Unione europea deve superare la mentalit e le pratiche
centralistiche e tecnocratiche degli Stati, ancora predominanti nell'arena politica europea.
Un pi ampio riconoscimento della diversit linguistica delle nazioni e delle regioni senza stato
essenziale per accordare il pieno rispetto alle lingue diverse dalle lingue ufficiali degli stati. Ci
implicherebbe essenzialmente l'accettazione da parte dell'UE delle diverse lingue, che sono state
ufficialmente riconosciute dagli Stati membri e parlate nelle loro nazioni o regioni interne, allo
stesso livello delle altre lingue comunitarie. Le politiche dell'UE devono inoltre rispettare la diversit
culturale delle televisioni e delle radio operanti nelle nazioni senza stato.
II Cittadini, a voi la parola!
(democrazia, dimensione sociale, diritti)
Rafforzare la democrazia
E' essenziale rifiutare qualsiasi forma di aggressione o di violenza come strumenti di imposizione di
valori. Sosteniamo l'utilizzo del dialogo e di metodi non violenti per la risoluzione dei conflitti.
Nuove forme di partecipazione popolare
Il campo di partecipazione democratic a deve essere allargato . Per questa ragione, proponiamo le
seguenti misure per contribuire ad accrescere la partecipazione popolare:
1 - Incoraggiare forme dirette di partecipazione oltre all'elezione di rappresentanti dei membri di
organi legislativi: referendum, assemblee, ecc..
2 - Promuovere il coinvolgimento dei cittadini a tutti i livelli.
3 - Sviluppare sistemi di istruzione che incoraggino l'interesse dell'opinione pubblica negli affari
pubblici.
4 - Mettere sotto controllo le attivit dei gruppi di pressione e dei gruppi di interesse.
5 - Assicurarsi che i mezzi di informazione, in particolare quelli di pubblica propriet, siano aperti e
riflettano la natura plurale della societ.
6 - Promuovere sistemi elettorali che incoraggino il coinvolgimento e assicurarsi che i parlamenti
siano pi rappresentativi possibile.
7 - Garantire un accesso diretto alle informazioni per tutte le iniziative dei cittadini che riguardano i
dibattiti europei.

8 - Riconoscere l'importanza delle ONG, delle organizzazioni e della societ civile nella preparazione
della legislazione.
Il modello sociale europeo
Il modello sociale europeo deve essere rafforzato nella sua funzione di pietra miliare del modello
europeo di societ basata sulla solidariet, sulla piena occupazione con impieghi di qualit in un
ambiente di lavoro sano e sicuro e con accesso ai servizi universali di interesse generale.
Per un patto di stabilit sociale
Dovremmo fissare una serie di obiettivi vincolanti qualitativi e quantitativi che siano condivisi a
livello europeo. Il patto europeo di stabilit sociale potrebbe rappresentare un patto per la piena
occupazione, per la protezione sociale, l'equit sociale e la sostenibilit ambientale. Come parte del
patto di stabilit sociale proponiamo l'idea di un soglia minima specifica per paese della quota delle

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spese per lo stato sociale e per i servizi sociali prevista nei PIL.
Per un mondo di pace
La prevenzione dei conflitti e una pace duratura richiedono un equilibrio pi equo nel commercio
mondiale e nello sviluppo sostenibile. L'UE deve schierarsi dalla parte dei popoli dei paesi in via di
sviluppo in occasione dei negoziati in seno all'OMC.
Un codice deontologico vincolante per il commercio delle armi e per lo sfruttamento delle risorse da
parte delle multinazionali a livello europeo sarebbe una pietra miliare sulla via di un mondo pi
giusto e pi pacifico.
L'eradicazione della povert deve rappresentare la priorit massima per i primi anni di questo
millennio.
III Per una Costituzione europea
Verso un'Europa dei popoli e delle nazioni
L'Unione europea si finora basata esclusivamente sugli Stati membri, i quali sono estremamente
riluttanti a cedere sovranit ad un organo politico europeo. Inoltre, le principali discrepanze tra gli
Stati membri in termini di dimensioni e numero di abitanti non facilita un efficace coordinamento
tra di loro.
Nonostante il fatto che dal punto di vista dell'ALE/PDPE l'attuale processo dell'unit europea sia
inadeguato, il partito conferma il proprio auspicio a lavorare dall'interno delle istituzioni esistenti al
fine di influenzare, utilizzare e partecipare a tutte le opportunit offerteci nell'ambito del nostro
operato, in modo da spingere l'Unione europea nella direzione voluta.
Le istituzioni dovrebbero essere riformate a partire dalle seguenti basi:
* incoraggiando e migliorando il ruolo delle nazioni e delle regioni interne in seno alle istituzioni.
Chiederemo che siano rappresentate all'interno del Consiglio dei ministri;
* applicando estensivamente il principio di sussidiariet, nel senso che ci che pu essere fatto da
un organismo ad un livello inferiore non deve essere fatto da un organismo ad un livello superiore;
* facilitando in tutti i modi possibili la cooperazione interterritoriale e transfrontaliera tra i vari paesi
dell'UE, le cui frontiere sono il risultato della storia e che non necessariamente riflettono i legami
naturali, economici o culturali che li uniscono;
* andando verso un sistema elettorale unico per il Parlamento europeo in tutta l'Unione rispettando
la proporzionalit e la rappresentanza diretta dei popoli e delle nazioni.
L'attuale processo costituzionale
L'alleanza libera europea sostiene l'idea di una Costituzione per l'Unione europea. Ci essenziale
perch i cittadini raggiungano una forma democratica e trasparente di autogoverno nell'Unione, che

rispetti i diritti umani (compresa l'autodeterminazione) e il principio di sussidiariet, che assicuri


che le decisioni siano adottate con la massima considerazione per i cittadini coinvolti.
Da un punto di vista democratico, il progetto di Costituzione europea proposto dalla Convenzione
rappresenta un reale passo in avanti rispetto al guazzabuglio di trattati esistenti che definiscono
l'Unione e i suoi poteri. Accogliamo con particolare favore l'inclusione della Carta dei diritti
fondamentali nella Costituzione quale parte integrante. Il fallimento della Conferenza
intergovernativa nell'adozione del testo della Convenzione stata una grave sconfitta per una pi
sensibile ricostruzione dell'Unione.
Tuttavia, ci sono difetti inevitabili anche nel progetto di Costituzione. Sono state conferite ristrette
opportunit alle nazioni senza stato di presentare proposte in seno alla Convenzione, anche da
parte di quelle nazioni fornite di autogoverno sostanzialmente interno in seno agli Stati membri
esistenti.
IV Un pianeta pi sicuro per i nostri figli La sostenibilit al centro della nostra strategia politica,

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sia essa culturale, linguistica e ambientale. Vogliamo costruire comunit sostenibili in un'Europea
sostenibile.
L'Unione Europea deve promuovere le regioni e le zone libere da OGM e produrre una legislazione
rigorosa sull'etichettatura e la tracciabilit. Quasi il 90% dei cittadini europei rifiuta gli OGM. Questo
dimostra che non solamente una questione di sicurezza dei prodotti alimentari, ma anche del
nostro diritto democratico di scegliere ci che mangiamo, perch i diritti delle persone vengano
prima dei profitti. Siamo favorevoli all'agricoltura sostenibile e vogliamo permettere ai nostri
agricoltori di fornire i prodotti migliori per sostenere i mercati locali. Operiamo per uno sviluppo
sostenibile in cui i popoli di oggi soddisfino i loro bisogni senza distruggere la possibilit delle
generazioni future di fare altrettanto.
La lotta contro i cambiamenti climatici diventato un esempio concreto di leadership europea. Oltre
alle implicazioni per il futuro delle politiche comunitarie in materia di trasporti ed energia, la
campagna contro il surriscaldamento globale ha ripercussioni politiche pi ampie. Ad esempio,
l'elevata dipendenza dell'economia statunitense dai combustibili fossili ha fatto s che il controllo
delle risorse energetiche, specialmente dei giacimenti petroliferi, diventasse un fattore
fondamentale dell'attacco militare americano in Iraq. L'Europa continua a guidare il processo di
attuazione del protocollo di Kyoto senza gli Stati Uniti, il principale responsabile delle emissioni di
CO2, che ha rifiutato di sottoscriverlo.
Per ci che riguarda l'energia nucleare (Euratom), l'ALE difende una posizione antinucleare chiara e
unitaria e una progressiva uscita dal l'energia nucleare a livello europeo. Il risparmio energetico, le
energie rinnovabili e l'utilizzo efficiente dell'energia rappresentano il futuro della societ europea.
Con oltre 1,2 miliardi di persone che sopravvivono con meno di un euro al giorno, cimpegniamo a
raggiungere gli otto obiettivi del millennio delle Nazioni Unite e gli impegni di Johannesburg. Lottare
contro la povert e la fame, impartire un'istruzione primaria a livello universale, accordare pi
potere alle donne e fornire l'accesso all'assistenza sanitaria sono elementi essenziali per il
raggiungimento della pace e della giustizia.
<Franceschi, no al processo in lingua veneta
Scritto da

direttore on Saturday, 22 May @ 10:09:46 EDT


Campodarsego/Borgoricco (M.C.) stato condannato al pagamento di
un'ammenda di 570 euro a causa degli odori molesti provenienti dal suo
allevamento di suini a Bronzola di Campodarsego.

Luciano Franceschi presidente dell'Autogoverno Veneto e residente a Borgoricco,


ha avanzato nell'udienza di ieri davanti al presidente del tribunale di Cittadella
Paola Cameran, le istanze di autodifendersi dopo che il legale aveva ritirato il
mandato, di celebrare il processo in lingua veneta, di avere gli atti trascritti in
veneto e di essere giudicato dal tribunale del popolo veneto.
Il presidente Cameran, prima di entrare nel merito della vicenda a ruolo, ha respinto tutte le

istanze. La legge non prevede autodifesa e quindi stata nominato come difensore d'ufficio
l'avvocato Cristina Bertoncello Brotto. La lingua prevista nel procedimento quella italiana e i
veneti non sono considerati dalla legge minoranza etnica.
Respinta la competenza del tribunale del popolo veneto non previsto dall'ordinamento giudiziario.
Considero il giudice incompetente territorialmente nel territorio delle Venezie - ha detto Franceschi
prima della sentenza con una dichiarazione spontanea - qualsiasi sia l'esito non accetto la sentenza,
sento lesi i miei diritti civili ed umani.
Il pm Michela Giacomazzo aveva chiesto un'ammenda di 140 euro mentro l'avvocato Bertoncello
Brotto l'assoluzione poich nessuna prova, nemmeno la perizia del tribunale, aveva trovato
l'allevamento fuori norma.
Recensione da Il gazzettino
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DIECI ANNI DI LIFE Siamo ancora in fuga da questo Stato che non ci piac
Scritto da

direttore on Wednesday, 26 May @ 03:34:26 EDT


SANTA LUCIA. Il Life, il sindacato dei Liberi imprenditori federalisti europei,
festeggia i primi dieci anni, ma ancora in fuga da questo Stato che non ci piace,
che non riusciamo a chiamare patria, perch, tra laltro, continua ad avere una
corruzione da terzo mondo.

Lo ha detto Roberto Porc, presidente dei Liberi imprenditori federalisti euroepi, Life, del Veneto,
intervenendo alla festa di compleanno svoltasi domenica a Santa Lucia e alla quale hanno
partecipato, fra gli altri, il sindaco Fiorenzo Fantinel e il consigliere regionale di Forza Italia: Remo
Sernagiotto.
Una mostra ha fatto memoria dei blitz di Fabio Padovan, il fondatore del movimento, e dei suoi
uomini, contro la guardia di finanza e le proteste per cambiare la fiscalit.
Se ne occuparono anche i media internazionali. Solo la Life - ha sottolineato Fabio Padovan - ha
fatto paura ai burocratici, che ci succhiano il sangue. Tutti gli altri hanno blaterato.
La delocalizzazione di oggi - stato fatto notare in diversi interventi - la conseguenza di questa
situazione di pressione, fiscale e no.
Le conseguenze sono gravissime, a sentire gli uomini Life. Padovan ha parlato di deserto
imprenditoriale, tant - ha puntualizzato - che non c pi richiesta di capannoni nuovi.
Neppure il governo-Berlusconi, dunque, soddisfa gli imprenditori della protesta anti-fiscale? No,
non ci soddisfa - ha ammesso Daniele Quaglia, vicepresidente Life - Perch, ad esempio, Berlusconi
aveva promesso di abbassare alcune tasse entro i primi 100 giorni del suo governo e, invece, non
lha fatto.
Dunque, chi pensa che il governo Berlusconi sia un governo amico, un povero illuso.
Il fatto , ha provato a correggere il forzista Sernagiotto, che al governo ci sono alcune forze che
frenano, mentre Berlusconi dovrebbe andare avanti senza tatticismi, ma, soprattutto, senza paura
di perdere voti. il Life si riorganizza e conta di riprendere una battaglia pi necessaria che mai.
Tra i lifisti anche Giorgio Vigni, di Castelfranco. Tra i primi ad agganciare lassociazione si era
staccato per fondare il Lime (Liberi imprenditori europei). (f.d.m.)
recensione da Tribuna TV

ANCHE IL CAPO DELL'AUTOGOVERNO VENETO RENDE OMAGGIO ALLA


REPUBBLICA
Scritto da

loris on Wednesday, 16 June @ 11:50:42 EDT

Ulderico Pervertin

(V.M.) stata una bella cerimonia quella che ieri a Borgoricco per la Festa della
Repubblica e ha visto uniti i sette comuni dell'Unione del Camposampierese.
Accanto alle autorit civili e militari c'era, in divisa blu, il capo della polizia
dell'Autogoverno veneto Luciano Franceschi

Gioved, 3 Giugno 2004

pag 231
ANCHE IL CAPO DELL'AUTOGOVERNO VENETO RENDE OMAGGIO ALLA REPUBBLICA
(V.M.) stata una bella cerimonia quella che ieri a Borgoricco per la Festa della Repubblica e ha
visto uniti i sette comuni dell'Unione del Camposampierese. Accanto alle autorit civili e militari
c'era, in divisa blu, il capo della polizia dell'Autogoverno veneto Luciano Franceschi (nella foto a
sinistra), che ha deposto anche lui un mazzo di fiori in onore dei caduti. La sua stata apprezzata,
perch con l'omaggio alla Repubblica il movimento dell'Autogoverno Veneto esclude ogni teoria
secessionistica, chiedendo solo un federalismo pi marcato.
La cerimonia, alla quale erano presenti sei sindaci (il settimo commissariato) con i gonfaloni, ha
visto la sfilata fino al centro civico, dove il professor Francesco De Vivo, dall'alto dei suoi 86 anni,
con una Costituzione del 1946 che conserva come un bene prezioso, ha tenuto il discorso
commemorativo. Durante il quale ha esortato i giovani a diffidare di chi vuole cambiare lo spirito e
la Carta costituzionale. Il corteo (foto a destra), con tutte le associazioni d'arma dell'Alta Padovana
e la banda degli Alpini di Bassano, ha quindi sfilato e deposto una corona d'alloro al monumento dei
caduti.

<GIUSTIZIA NEGATA Per cominciare ti distruggo Poi ti processo


Scritto da

direttore on Tuesday, 13 July @ 16:06:41 EDT


MASSIMO ROSSI
GIUSTIZIA NEGATA Recenti notizie di stampa su casi di cronaca giudiziaria
inducono a una riflessione sul rischio di "malagiustizia" che, a volte,
l'applicazione anche formalmente corretta di regole del nostro codice di
procedura penale pu provocare.

Mi spiego meglio con una domanda, a mio parere retorica: giusto che in
questo Paese io venga a essere informato dalla lettura dei giornali e dall'ascolto dei telegiornali di
tutta Italia, che sono con ogni probabilit un corrotto, senza che io possa sapere il perch, neanche
dopo la ... interessante lettura?. Credo che qualunque cittadino, a questa domanda,
risponderebbe sdegnato che no, che non giusto. Eppure esattamente quello che pu succedere
e che successo. Il nostro Codice prevede infatti che durante la fase delle cosiddette indagini
preliminari condotte dal pubblico ministero, viga il segreto istruttorio, con la conseguenza che
nessuno ha accesso al fascicolo in questione, tantomeno l'indagato. Il quale, peraltro, salvo casi
eccezionali, non ha neanche diritto di essere informato dal magistrato dell'esistenza di un
procedimento a suo carico. Ci al fine di evitare che le indagini vengano intralciate nel loro percorso
verso la ricerca di eventuali prove di colpevolezza. Solo al termine del periodo di indagini, sia che il
Pubblico Ministero decida per l'archiviazione del procedimento per infondatezza della cosiddetta
"notizia di reato", riconoscendo insomma che si indagato per niente perch non c'era nessun
reato, sia che decida per il rinvio a giudizio del presunto colpevole davanti a un giudice, l'indagato
verr in ogni caso a sapere del procedimento a suo carico e potr vedere il fascicolo delle indagini e
tutto ci che contiene, compreso l'eventuale atto o documento iniziale da cui tutto partito. Ma, ci
che pi conta, potr finalmente scoprire, con precisione, quali sono i fatti che gli vengono
addebitati e che costituiscono il reato contestato. E quindi, tanto per rifarci all'esempio di cui alla
domanda: di quando avrebbe preso dei soldi, da chi, quanti, e per fare che cosa che non avrebbe

(...) segue a pagina 7 (...) dovuto fare. Succede, purtroppo, che qualche volta la notizia
dell'esistenza del procedimento trapeli, prima ancora che l'indagato sappia che esiste un'indagine a
suo carico. E allora pu succedere che tutti i quotidiani nazionali e i telegiornali sbattano in prim a
pagina la notizia. Da quel momento il mostro sbattuto in prima pagina, il pubblico ufficiale presunto
corrotto, inizia una nuova vita. Viene guardato con sospetto, perde opportunit di lavoro e di
carriera, assiste impotente ai drammatici riflessi negativi della notizia sui suoi famigliari. E tutto
questo senza avere la minima possibilit di sapere, con date, nomi e cognomi, quali siano i fatti che
gli vengono imputati e che costituirebbero la sua corruzione. In una parola senza la possibilit
alcuna di potersi difendere replicando, spiegando e, perch no, fornendo magari "alibi" decisivi. Al
contrario, la stampa pu periodicamente tornare in argomento, aggravando la situazione del
malcapitato, anche riportando in modo errato e parziale il frutto di supposizioni giornalistiche legate
a un rivolo di informazioni malamente trapelate. Ma un rimedio, di sapore e profumo
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costituzionale, a questo esempio di "malagiustizia" ci sarebbe, se solo si volesse. Basterebbe una
leggina di poche righe che, in sintesi, dicesse: Caro pubblico ministero, giusto che tu voglia
indagare in gran segreto, per farlo meglio, con pi tranquillit e senza inquinamenti di sorta. Ma se
per un qualunque motivo, naturalmente anche incolpevole, dal tuo ufficio trapela la notizia di
un'indagine, e finisce su tutti i giornali, ebbene il povero indagato in quel momento ha diritto a che
tu gli contesti immediatamente ed esattamente quali sono i fatti su cui stai indagando, perch
questo povero disgraziato prima che dentro al tuo procedimento ha diritto di difendersi dentro ai
giornali, per ribattere all'ipotesi di colpevolezza. Credo peraltro che questo sia un diritto anche dei
lettori, che non devono ricevere un'informazione parziale, senza poter valutare la replica
dell'accusato. Ma soprattutto deve prevalere il diritto fondamentale della persona alla propria
identit, alla propria serenit famigliare, al proprio impegno sociale e lavorativo, rispetto al
diritto/dovere di una pubblica accusa a indagare senza fastidi anche quando questi fastidi, in
qualche modo, se li andati a cercare.
recensione da Libero

Borgoricco

2004-13-10
Ai Presidenti ordini Provinciali Dott.Commercialisti
Delle Venexie
Alla cortese attenzione dei Presidenti
AL consiglio Provinciale consulenti del lavoro
Via degli Zabarella, n95
35121 Padova
Alla cortese attenzione del presidente Gino Fior

Egregio Presidente le invio questa mia per notificarle, che nel territorio delle Venezie
si devono applicare le normative fiscali previste dallautogoverno del Popolo Veneto.
Sebbene tutti gli uffici preposti dellamministrazione finanziaria Italiana hanno omesso a lei
e a tutti i professionisti le direttive specifiche del caso.
Le allego alla e-mail copia della documentazione spedita a suo tempo al Presidente della
Repubblica che determina linizio dellautodeterminazione in autogoverno del Popolo
Veneto, e richiama la pi alta carica della Repubblica Italiana ad attuare tutte le disposizioni e
direttive previste dalle leggi: la Legge Cost. 22 maggio 1971, n. 340 e legge n.881 del 1977.
Per decreti di autogoverno pubblicati il 04-06-2000, 01-08-2000, 20-03-2002 qui sotto
riportati integralmente alla fine della lettera.
Le imposte da applicare alle retribuzioni (buste paga), rediti di impresa, rediti personali,
ecc.ecc. sono del 20 % senza aggiunte di altro genere, ed non obbligatorio il pagamento dei
contributi pensionistici a un solo soggetto (inps) ma il diretto interessato pu scegliere nel
libero mercato lazienda del settore che pi ritiene conveniente per lassicurazione sanitaria e
per un prospetto pensionistico, che resta sempre consigliato .

Entro 11 di novembre vanno fatti i versamenti del 2% del reddito dichiarato.


Le imposte vanno versate al sindaco di autogoverno del proprio comune, in via transitoria in
mancanza di un sindaco di autogoverno del Popolo Veneto eletto nel comune, le imposte e le
tasse vanno versate direttamente alla cassa nazionale veneta nel c/c postale n 35968361.
La invito di informare tutti i suoi colleghi di codesta notifica in modo che i clienti loro,
abbiano il tempo materiale per la richiesta del codice I. S. presso il Tribunale del Popolo
Veneto, e decidere a quale azienda di servizi sanitari e pensionistici affidarsi , entro lanno
2005.
Tutta la modulistica necessaria per mettersi in regola la pu trovane nel sito:
pag 233
http://repubblica.org/governo/veneto.
Resto a vostra disposizione per eventuali chiarimenti via e-mail
Indirizzo/i di posta elettronica: infofranceschifratelli@intenet.net, lombardo-veneto@libero.it,
per telefono 0495798283, cell 3393708771 o di persona previo concordato appuntamento.
In fede
Luciano Franceschi
Verba uficia del COORDINAMENTO DEA COSTITUENTE PA'L STATO VENETO
fato a Ruban de Padoa el 04/06/2000 da l'autogoverno del Popoo Veneto/Governo dei
Veneti, autorit de governo riconosesta daa lexe taliana inte l'art.2
l.n.340/1971, e conforme a a lexe n.881/1977.
<Veneto autonomo come Belluno
Scritto da

direttore on Thursday, 23 September @ 00:00:00 EDT

Come mai i privilegi di autonomia che sono concessi a Belluno non sono
accordati, con la stessa identica dicitura, anche a tutte le altre Province del
Veneto?.
Con questa domanda il presidente della Provincia di Treviso, il leghista Luca
Zaia, ha replicato alle dichiarazioni di ieri del forzista Carlo Alberto Tesserin,
presidente della Commissione Statuto in Consiglio Veneto. La mia - afferma
Zaia - non una battaglia per togliere la specificit a Belluno, che sia chiaro, ma una battaglia per
concederla a tutte. L'articolo 25 della bozza del nuovo Statuto, quello in questione, lo conosco bene
e proprio per quelle poche righe che Tesserin mi invita a leggere (anche le altre province del Veneto
potranno su richiesta attivare procedure per ottenere competenze amministrative regionali in
materia di minoranze linguistiche, usi del territorio, risorse idriche ed energetiche, viabilit,
trasporti, godendo del trasferimento delle risorse necessarie) domando: come mai per le altre
province non stato concesso lo stesso trattamento riservato a Belluno? Posso immaginare quali e
quante contrattazioni quelle poche righe possono comportare, quante difficolt possono nascondere
e far nascere. Perch le altre Province sono costrette a far richiesta per ottenere competenze
amministrative e Belluno no?.
recensione da il gazzettino
<L'autotrasporto veneto ai limiti ...
Scritto da

direttore on Sunday, 17 October @ 00:00:00 EDT


L'autotrasporto veneto ai limiti del collasso e la Confartigianato regionale (oltre
5mila soci) corre ai ripari lanciando il progetto aggregazione.
Da sempre -spiega Vendemiano Sartor, presidente regionale di Confartigianatosiamo portati a pensare che la logistica sia qualche cosa che riguardi soggetti terzi,
dobbiamo invece imparare che anche noi possiamo entrare a far parte dei progetti
sulle reti logistiche, attraverso strutture di aggregazione e cooperazione che ci
rendano protagonisti del cambiamento che sta interessando il nostro settore.

La situazione pesante.
Confartigianato segnala che esiste un calo di traffici, ma soprattutto aumentano le difficolt
organizzative dovute all'intensificarsi del just in time: sia per la fornitura che per la consegna delle
merci a destinazione.
In questo quadro si innestano l'arretratezza culturale e la polverizzazione delle imprese.
Oggi in un convegno a Treviso verranno presentati i risultati della ricerca "Imprese locali di
autotrasporto e reti logistiche internazionali: tendenze competitive e strategie di convergenza".
Dall'indagine condotta dall'Istituto Staff, finanziata dall'Ebav, per conto della Confartigianato della
Pag 234
Marca Trevigiana, emerso che le aziende, anche di piccola e media dimensione, cominciano a
porsi il problema di come riqualificare la funzione logistica dell'impresa.
Spesso per non hanno la strumentazione per produrre delle scelte organizzative coerenti con
questo obiettivo e, dall'altro lato, non trovano molte aziende logistiche pronte a sperimentare dei
processi innovativi.
"Questo mercato - spiega Danilo Vendrame presidente Confartigianato trasporti di Treviso e del
Veneto - sembra essere intrappolato in un "cattivo equilibrio" nel quale i servizi logistici pi avanzati
non vengono richiesti dalle aziende manifatturiere perch non sono mai stati forniti dalle aziende di
trasporto.
Il primo passo da intraprendere nel processo finalizzato alla co-evoluzione del sistema quello di
incentivare una cultura di impresa e di distretto".
Il principale fattore di svolta favorire l'aggregazione tra imprese che operano nel settore dei
trasporti, nelle attivit di gestione di magazzino e di gestione dei sistemi informativi.
Qui si innesta - prosegue Vendemiano Sartor - il nostro "progetto aggregazione" che prevede
l'attivazione di percorsi sperimentali che aiutino gli operatori a mettere alla prova iniziative.
Per favorire la realizzazione di centri merci per l'autotrasporto; offrire servizi alle imprese che
vogliono mettersi insieme anche attraverso appositi corsi di formazione.
Gli interventi presso le imprese si avvalgono anche della collaborazione di una task force di tre
esperti (logistica ed intermodalit, information tecnology e dinamiche di gruppo e relazioni
interpersonali).
Un ruolo infine lo gioca anche l'Ente Regione sul lato delle infrastrutture.
Emerge infatti dalla ricerca che oltre l 77% degli autotrasportatori lamentano carenze
infrastrutturali gravi.
In ogni caso qualcosa si muove. Sono state concepite, con la nostra partecipazione attiva, alcune
importanti iniziative per la distribuzione delle merci nelle citt di Vicenza e Padova e un piano di
studio a Treviso.
E' in fase di studio un progetto di "Autostrade del mare" rivolto soprattutto alle imprese di
autotrasporto del mobile per il traghettamento di 150 automezzi al giorno nella tratta Venezia / Bari
in andata e ritorno.
Siamo parte attiva nel distretto della logistica legato alla portualit di Venezia costituito con
l'omonima legge regionale - sottolinea Sartor - e interlocutori unici della Regione del Veneto per la
sperimentazione dell'autostrada viaggiante nella tratta ferroviaria da Palmanova a Verona.
recensione da il gazzettino

I CITTADINI SI RIPRENDONO IL SIGNORAGGIO ?


Scritto da

francis

loris on Sunday, 31 October @ 23:49:10 EST


Finalmente una buona notizia in mezzo ad un
diluvio di dolori !
In base alla Legge n. 104 del 28 marzo 1991,
LA AMATA BANKITALIA HA BISOGNO CHE IL
PARLAMENTO ITALIANO TACCIA FINO AL
31 DICEMBRE 2005.

In tal modo otterrebbe, con meccanismo tipo silenzio-assenso, dal 01 gennaio 2011 e per
altri 20 anni, cioe' sino al 31dicembre 2030, la proroga della gestione del servizio di
tesoreria provinciale dello Stato.
Varrebbe a dire otterrebbe la scusa formale per intascare i circa 500 Euro al mese, vita
natural durante, che, secondo la valutazione dello studioso Nereo Villa, dovrebbero invece
toccare mensilmente ad ogni cittadino italiano, minorenni compresi, secondo legislazione da

Pag 235
creare.Un importo enorme !
Pari a 500 euro al mese moltiplicato 58 milioni di cittadini circa !
Un importo che oggi va agli azionisti di Bankitalia: le maggiori banche italiane, alcune
tra le maggiori compagnie assicurative italiane,l'Inps, ed altre societa' minori, come riportato
sul numero 1 di Famiglia Cristiana del 04 gennaio 2004.
Tale elenco di azionisti si rinviene tramite i motori di ricerca.
Una prima domanda: come fa Bankitalia, privatissima banca, per niente statale, a controllare il
comportamento della banche da cui essa stessa e' posseduta ?
Non c'e' un evidente conflitto di interesse ?
Una seconda domanda: siccome nelle banche, assicurazioni, enti finanziari vari che possiedono
Bankitalia esiste la presenza di un notevole capitale estero, non sara' per caso che i proventi delle
tasse e degli interessi sul debito nazionale pagato con il sangue degli Italiani finisce in mani estere?
E magari, purtroppo, addirittura di pochissime famiglie estere, che si tengono accuratamente
lontane dalla luce dei riflettori ?
Una terza domanda: non sara' che questi redditi immeritati diano alla testa alle Banche centrali
percettrici ?
Che conferiscano sentimenti di onnipotenza, a seguito dei quali esse costituiscono, coi loro
fondi praticamente illimitati, le grandi imprese commerciali multinazionali, che hanno preso il
comando, forse con un colpo di stato eseguito l'11 settembre 2001, nella nazione piu'
potente del mondo ?
Cosi' che le guerre siano diventate niente altro che banali imprese commerciali, levando ogni
sentimento di umanita' a tali tragiche vicende ?
Uan quarta ed ultima dimanda: non sara' che i 100 mila morti civili sinora accumulati in Iraq
secondo la rivista medica inglese "The Lancet ("il bisturi")", dimostrino una volonta' di
genocidio volto a spopolare, per biechi scopi commerciali, tale nazione ?
Non sara' che questo fiume di sangue, oltre a portare sventura alle multinazionali promotrici
dirette responsabili, possa portare sventura anche a noi spettatori ostili a cio', ma non
abbastanza impegnati ad opporci ?
Michael Spitz
*************************************
riportato da http://saba.fateback.com/articoli/fermateiladri.html
domenica, ottobre 31, 2004
BANKITALIA HA LE ORE CONTATE ?
Signoraggio: una truffa colossale nata e cresciuta grazie ad una giungla di ignoranza
sistematica, censura accademica, disinformazione professionale, vuoti legislativi
e cervelli sottovuoto. Dal 1694 fino alla pseudo costituzione europea passando per il Trattato
di Maastricht tutto sembra regolato, in ordine, e la truffa continua. Ancora per poco se sulla
Rete continueranno a circolare informazioni sul meccanismo di emissione della moneta
pericolosissime per l'establishment. Nei giorni scorsi ha iniziato a girare con insistenza la
voce che Bankitalia avrebbe le ore contate.
Possibile ? Approfondiamo e scopriamo che il potere di emettere moneta e riscuotere il
signoraggio (in termini tecnici servizio di tesoreria provinciale dello Stato), in mano alla
Banca d'Italia dal 1894, affidato alla SpA di via Nazionale solo fino al 31 dicembre 2010.
Sgrano gli occhi: sogno o son desto ? La legge 104 del 28 marzo 1991 (che trovate in calce)
conferma, proprio cos. Il conferimento della gestione del servizio, cio il potere di battere

moneta e riscuotere il reddito da signoraggio, rinnovato ogni 5 anni, e ora siamo vicinissimi
alla scadenza per il quinquennio 2010-2015.
Abbiamo la possibilit di mandare a casa Fazio. E' venuto il momento di farsi sentire:
siamo ormai migliaia in Italia ad essere consapevoli della questione, me lo confermano
ogni giorno le telefonate e le mail che ricevo.
Sull'onda di questo net-movimento nato un comitato di associazioni di consumatori
guidato dall'ADUSBEF che coordiner un'azione legale contro Bankitalia SpA per ottenere il
risarcimento dei proventi da signoraggio indebitamente appropriati. Sta addirittura
nascendo un partito che ha come punto fondamentale del programma la distribuzione

pag 236
ai cittadini del signoraggio di cui si appropriano oggi i soci privati di Banca d'Italia SpA.
Non permetteremo che il Parlamento rinnovi l'appalto a Bankitalia SpA senza una pubblica
discussione sul tema, senza una gara pubblica, senza la possibilit di presentare un
concorrente che si proponga di svolgere il medesimo servizio senza per rubare il reddito
da signoraggio alla popolazione italiana.
Chiediamo che i proventi del signoraggio vengano restituiti al legittimo proprietario: il
cittadino.
Il passaggio del 2005 un momento storico, un'occasione unica per portare all'attenzione
di tutti gli italiani la truffa del signoraggio.
Non ce la lasceremo sfuggire. Per tutti questi motivi
sta nascendo un nuovo sito che svolger la funzione di coordinare coloro che si occupano
della questione monetaria in Italia ed informare in modo semplice e chiaro sulla
truffa chi ancora non ne sa nulla.
Mettiamoci subito a lavoro. Lasciate un commento a quest'articolo e facciamo nascere da qui il
ciclone che investir via Nazionale.
"C' una cosa pi forte di tutti gli eserciti del mondo, ed un'idea il cui tempo sia giunto"
(Victor Hugo)
Bankitalia, au (non) revoir.
N.B. Se vuoi leggere il testo della legge, lo trovi all'indirizzo web posto all'inizio di questo
articolo riportato.

<Il Life: Denunciamo le cartelle Uniriscossioni


Scritto da

direttore on Saturday, 06 November @ 06:06:27 EST


Secondo lassociazione sotto i 1500 euro non si pu, mentre gli avvisi paventano
il provvedimento
Unipoteca illegittima
Il Life: Denunciamo le cartelle Uniriscossioni

Paga, o ti pignoriamo la casa.


Suonano pi o meno cos, e fanno infuriare gli imprenditori aderenti al Life: sono
le ingiunzioni di pagamento di Uniriscossioni, che minacciano ipoteca e
pignoramento degli immobili per chi non paga.
Un ricatto illegittimo, secondo il Life.
Per debiti inferiori ai 1.500 euro non previsto il pignoramento, dicono i Liberi imprenditori
federalisti europei.

E gravissimo - dicono al Life - che Uniriscossioni lasci volutamente intendere che lipoteca sulla
casa possa scattare gi da un debito di qualche decina di euro.
Uniriscossioni, societ del gruppo Unicredito Italiano, opera come concessionario del servizio della
riscossione tributi.
Decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, se la somma non stata versata viene
inviato un sollecito di pagamento che spiega come qualora non si provveda (...) ci vedemo
costretti, nostro malgrado, ad avviare le procedure per il recupero del debito secondo quanto
previsto dalle vigenti disposizioni legislative.
In particolare, emersa la sua disponibilit di beni immobili, sui quali saranno attivate le procedure
Pag 237
esecutive e cautelari.
Una minaccia, secondo il Life, nemmeno tanto velata.
Dopo aver seminato il terrore con labominevole fermo amministrativo dellauto - dicono i
responsabili responsabili dellassociazione - Uniriscossioni ci riprova sfidando la legalit ma
confidando nellingenuit dei contribuenti e nellimmensa e sospetta magnanimit di chi dovrebbe
vigilare.
Secondo il Life, la legge specifica chiaramente che le eventuali azioni ipotecarie scattano solo per
debiti superiori a 1.500 euro, mentre per i debiti inferiori previsto solo il pignoramento di beni
immobili.
E gravissimo che Uniriscossioni taccia questa essenziale distinzione: denunceremo tutto agli
organi di controllo e giustizia.
Sono circa 17.000 le ingiunzioni di pagamento inviate da Uniriscossioni Treviso dal 2000 a oggi.
Sono informazioni che facciamo a chi proprietario di beni immobili o ha un reddito da lavoro
dipendente - spiega il direttore, Gian Piero Piovesan - e non si tratterebbe nemmeno di un atto
dovuto.
Prima di cominciare la procedura di ipoteca, per, avvisiamo.
Ma per cifre inferiori ai 1.500 euro la minaccia dipoteca immobiliare illegittima?
No: anche per le somme inferiori, siamo autorizzati a iscrivere a ipoteca il mancato pagamento.
Il pignoramento effettivo, cio la procedura esecutiva, potr avvenire solo se la somma da
riscuotere supera poi i 1.500 euro, per more o altre omissioni di pagamento.
Nella lettera, per, questa distinzione non ben spiegata.
Semplice omissione?
Il Life non ha dubbi.
Circa il 50%, dicono a Uniriscossioni, regolarizza il pagamento.
recensione da tribuna TV

Pag 238

Borgoricco il 05-12-2004
Al

Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi


Palazzo del Quirinale , 00187 Roma.

Al Garante del Contribuente del veneto Prof. E. Rosini


Palazzo Mondelli Cannaregio 1753 -30121 Venezia
Al Procuratore della Repubblica di Padova Via. N. Tommaseo n55 35131 Padova
Per conoscenza
Al Tenente Giovanni Dolce Guardia di Finanza Comando Compagnia di Cittadella
Via Borgo Vicenza n 15 35013 Cittadella (PD)
ATUTTI I MEZZI DINFORMAZIONE.
Egregi Signori:

SonoLucianoFranceschiviscrivoquestamiaperinoltrarvidenunciadi
violazionedeimieidirittisancitidalleleggidellaRepubblicaItaliana.
Le leggi violate da parte del reparto della guardia di finanza di cittadella comandato dal Ten.
Giovanni Dolce, sono: la Legge Cost. 22 maggio 1971, n. 340 , dove riconosciuto che i
veneti sono un Popolo, e come Popolo riconosciuto che "Tutti i popoli hanno il diritto di
autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto
politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale." Articolo 1
del "Patto internazionale sui diritti civili e politici" ratificato e reso esecutivo con la legge
n.881 del 1977.
Il Comandante, informato a voce e con uno scritto di 13 pagine, che stava commettendo
violazione e reato contro leggi costituzionali, procedeva senza il mio consenso e con abuso
di potere a violare la mia propriet eseguendo sequestri di documenti, successivamente
restituiti dietro ordinanza del Tribunale del Popolo Veneto, e nei giorni a seguirsi,
comandava ai suoi subalterni di rovistare nei miei documenti presenti nella mia azienda
commerciale; questo nei giorni 11 novembre 2004, 02 dicembre 2004, 03 dicembre 2004
reiterando il reato, e con lintenzione di continuare finche non riscontri irregolarit secondo
sua interpretazione. Il tutto e comprovato da irregolari verbali scritti dai militari, di cui
detengo copie.
Mi rivolgo direttamente a lei vista la gravit del reato Egregio Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi, che con questa mia, allego copia del ricorso straordinario gia inviatole
2 volte dal 05 marzo 2002 composto di 16 pag. da me firmate . Richiedendo un suo
intervento per il rispetto delle su dette leggi e di adoperarsi come previsto dalle stesse per
promuovere il processo di autodeterminazione del popolo veneto, gia iniziato nel 1999.
Lomissione da parte sua di non aver preso in considerazione tale ricorso straordinario, spero
sia dovuto alla mancata sua visione per colpa di terzi, e non dovuta alla sua volont.
Con tutto il rispetto che ho per lei Egregio Presidente Carlo Azeglio Ciampi le faccio un
richiamo al suo dovere di garante della costituzione Italiana, e primo responsabile per il
controllo al rispetto di tutte le sue leggi, fondamentali e promulgate dal parlamento.

Lomissione, se fosse dovuta alla sua volont, sappia che lei sar responsabile in prima
persona dello sfaldamento della repubblica italiana, poich in una Repubblica dove non esiste
il rispetto della democrazia e delle leggi, da parte dei propri organi istituzionali, non pu avere
futuro.
In fede
Luciano Franceschi
Pag 239
<DIRITTI FONDAMENTALI NEGATI
Scritto da

direttore on Monday, 13 December @ 08:23:47 EST


Hai presente il fatto che gli interessi bancari degli ultimi anni sono stati
conteggiati del tutto fuori legge dalle banche?=20
Adesso che un altro caso che coinvolge gli interessi di milioni di persone, con in
gioco una cifra di molto superiore a quello degli interessi bancari

To: PRIMA SERATA - Rai3 Politica TV , "claudio.silvestri@ilroma.net" , Rai Tre ,


Gama5 Radio , =?ISO-8859-1?Q?L=27Unit=E0?= , "webmaster@rionesanita.it" ,
ilgiornalecultura , "redazione@ilsecoloxix.it" , tg1 , "posta@ilcittadino.it" ,
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Pag 240
Hai presente il fatto che gli interessi bancari degli ultimi anni sono stati conteggiati del tutto fuori
legge dalle banche?
Adesso che un altro caso che coinvolge gli interessi di milioni di persone, con in gioco una cifra di
molto superiore a quello degli interessi bancari , una persona che da anni ha iniziato una battaglia
per far riconoscere dei diritti economici e fiscali violati, ossia diritti che sono scritti in chiaro e per
esteso in alcune leggi italiane.
Il tipo in questione,un commerciante di alimentari, un battagliero di vecchia data, e infatti gi anni
prima riuscito a far eliminare una assurda tassa a carico dei venditori di pane.
Tu sei gi in debito con lui e dovresti ringraziarlo perch lui ti ha fatto pagare meno il pane per
anni, e invece nemmeno sai chi . Rifletti su questo: i veri cavalieri del bene restano spesso ignoti
e censurati, mentre gli agenti del male, spesso travestiti da governanti, si attribuiscono quegli atti
per confonderti, e falsificano la storia.
A proposito della storia del pane, in quegli anni Luciano stato tacciato di essere un illuso, un
perditempo, magari un cretino, perch "le cose sono a questo modo", oppure "non ci puoi fare
niente". Nel migliore dei casi era visto come un "Don Chicotte".
Quelle persone si sbagliavano, erano loro i cretini, i deboli, i perdenti, gli ignoranti ... magari
avevano solo paura e poco coraggio (vanno insieme), ma spesso si abbinano al meschino egoismo
del piccolo orticello, che stupido coltivare se fuori di casa ti fanno una industria chimica.
Insomma, torniamo all'attuale, questo tizio, Luciano, chiede che certe leggi italiane gli vengano
applicate, perch gli riconoscono dei diritti fondamentali di tipo economico.
Ha chiesto mille volte l'applicazione di quest leggi italiane che sotto ti indico, leggi che prevedono
per lui e la sua famiglia un grande sgravio fiscale, in quanto le sue condizioni economiche e sociali
lo fanno rientrare in una categoria esente da molti balzelli.
Ha presentato diverse domande, ricorsi, comunicazioni .... niente, pure senza avvocato. Siccome
non ha cariche politiche pubbliche, non ha i miliardi, non ha un gruppo di persone che lo
sostengano, insomma uno qualunque come me e te, ecco che di lui se ne fregano, e tanto
impotente di fronte allo Stato che adesso gli hanno mandato pure la visita fiscale, per distruggerlo
in quel poco di lavoro che lo sostiene.
Guarda che comune, se rompi troppo ti distruggono. Chi? Il male, il parassitismo italiano che ha
bisogno di spillare i soldi anche dove non ha il diritto di farlo, anche ai poveri, anche agli onesti. per
arrivare a questo lo stato disposto, e lo fa spesso, a distruggere le persone, pur di mantenere il
sistema attuale con i suoi sprechi.
Se consideri che cosa l'italia: un paese che della giustizia se ne frega da sempre, il paese dei
tribunali speciali agli ebrei e agli oppositori, il paese delle inchieste deviate, dei giudici mafiosi e
corrotti, dei politici della P2 (quando non corrotti autoassolti), dei condoni ai miliardari e dei falsi in
bilancio legalizzati, della Parmalat che froda milioni di persone. Il paese del carcere preventivo che
uccide senza limiti (come Tortora) e senza colpevoli puniti. Siamo indietro di 700 anni su Venezia ,
che limitava a 48 ore il carcere preventivo gi nel 1270 !
Per questo sistema italiano marcio dal midollo romano alle propaggini pi estreme, Luciano che
chiede la applicazione di alcune leggi che andrebbero a vantaggio di milioni e milioni di persone,
proprio come quella sul pane, e sugli interessi bancari usurai, per il sistema Luciano uno stolto
impotente, ma anche un sovversivo da punire.
La posta in palio che Luciano a messo sul piatto con il sistema parassita la bella cifra di circa
200.000 miliardi all'anno, 10 manovre finanziarie all'anno.

Ti immagini se venissero riconosciuti i suoi diritti: dovrebbero licenziare milioni di statali inutili,
tagliare gli stipendi agli onorevoli,togliere il signoraggio alla banca di italia, smettere di finanziare
progetti inutili e dannosi, corsi di formazione inutili o fantasma, tagliar e gli sprechi nella sanit dei
farmaci che aumentano sempre. Nemmeno un soldo in pi dovrebbe essere sprecato, e questo
porterebbe alla necessit di una grande giustizia per tutti, poich chi ruba verrebbe punito su
richiesta di chi restrebbe senza niente per sua colpa.

Pag 241
Data la posta, ecco perch sta subendo una oppressiva visita fiscale, a causa delle sue battaglie di
anni.
Detto questo, ti costa molto mandare un segnale di sostegno a questo uomo, inviando una email o
un fax?
Magari mandare anche la copia al presidente della repubblica per invocare il suo intervento
costituzionale?
Infatti sono in discussione diritti costituzionali umani protetti dalla legge n.881/1977
Ti basta fare un "inoltra" o "rispondi", verificando che gli indirizzi
presidenza.repubblica@quirinale.it, infofranceschifratelli@intenet.net,
tribunale.veneto@repubblica.org,
siano presenti, al limiti li copi e li incolli.
Oppure invia un fax al numero 0495798283 .
E' molto importante fare almeno questo. Ti torner di vantaggio, fare del bene torna sempre a
proprio vantaggio in altra forma.
Visto che hai letto fino a qua, riguardo agli interessi usurai delle banche, sappi che puoi chiedere la
restituzione dei soldi presentando domanda alle stesse, in quanto sei stato soggetto ad usura. Trovi
i moduli in internet sui siti delle associazioni. Inoltre, se la banca non paga e si tratta di restituire
gli i SOLI interessi fino a 15.000 Euro, puoi fare causa alla banca e andare dal giudice di pace senza
avvocato. Chiamami al 347 1416187 se hai problemi
In questo marasma che si chiama italia, sembra non si capisca pi nulla, ma basta accettare
l'evidenza che la mafia al governo e tutto diventa chiaro.
Perch e difficile restare immuni dal male anche se si sa dove sta.
Pensa a Luciano e alla sua battaglia per la giusta esenzione. Cambia qualcosa se ti dico che Luciano
si dichiara appartenente al popolo veneto (riconosciuto dall'articolo 2 della L.n340/1971), e che i
diritti economici e sociali sono quelli che riguardano i popoli previsti nella L.n.881 del 1977 ? In
pratica Luciano non riconosce la legalit della Guardia di finanza italiana nel territorio delle Venezie
(cos come funziona a Livigno e Campione) perch la legge cos dice. Cambia qualcosa ora che sai
che lui di una "specie" diversa ?
Se questo fatto non lo accetti vuol dire che il male ti ha gi fatto diventare un razzista, e prima o
dopo il razzismo ti torner addosso sotto altra forma.
Luciano mi ha scritto "chiedo a voi un aiuto concreto in questo momento in cui sono attaccato dalla
guardia di finanza nella mia attivit sita in via Roma 56 a Borgoricco PD.
Ti chiedo di inviare via fax .. e richiedere di verbalizzare una vostra qualsiasi dichiarazione sulla
esosa pressione fiscale che subisce ogni cittadino veneto ... salviamo le aziende venete chiediamo il
rispetto della legge art.2 n.340- 1971 e la legge 881-1977, che riconosce a noi Veneti il beneficio di
pagare solo il 20% di imposte e il 2% di tasse sul reddito."
Allora clicca "rispondi" e manda la copia via fax anche a chi non ha l' ema- il.
E' importante per tutti, costringere il sistema a risparmiare e dunque ripulirsi dagli sprechi, per
portare giustizia a tutti.

p.s. anche il passaparola importante


Loris Palmerini
l.palmerini@repubblica.info
Cell +39 347 1416187
Pag 242

UN VENETO SENZA AUTONOMIA C' BISOGNO DI UOMINI NUOVI

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direttore on Saturday, 18 December @ 08:06:18 EST

UN VENETO SENZA AUTONOMIA C' BISOGNO DI UOMINI NUOVI


Nelle colline trevigiane, con le viti spoglie d'inverno interrotte qua e l dai
capannoni cresciuti selvaggi al tempo del miracolo economico, e lungo le rive del
Brenta, che uscendo dalla Valsugana si fa ricco d'acqua e di operosit che tanto
ribollire ha fatto l'economia degli anni Settanta a Bassano, Cittadella, Padova; in
questa terra che aveva sperato nella salvezza delle politiche autonomistiche e
sburocratizzanti della Lega alla fine degli anni Novanta, ora si respira un'aria pi
dimessa, si coglie dalle voci nei bar, ai mercati, nei negozi, sempre pi
preoccupazione per il domani, per quel che sar delle prossime generazioni.
E' evidente un diffondersi di disincanto di quello che era stato il fenomeno leghista.
Si capisce che anche questo movimento, raggiunto il potere, non ha saputo fare, non ha saputo
cambiare, non ha realizzato il sogno di rilanciare e dare fiducia.
D'altro canto, in queste nostre terre di Treviso, Vicenza e Padova, gli uomini della Lega sono
sempre stati poca cosa, schiacciati, annientati, annichiliti, loro sostenitori dell'autonomia, dal
centralismo lombardo-varesino.
Quindi c' disorientamento che diventa tanto pi negativo se sommato alle crescenti difficolt
economiche, alla crescente marginalizzazione della nostra terra che vede sfuggirle sempre pi
accanto alla politica, accanto alla chiesa, il controllo dell'economia.
Le nostre banche ormai oggi sono milanesi, torinesi, romane.
La finanza extra-veneta si impadronisce delle nostre fabbriche pi importanti; perfino le multiutility, la raccolta dei rifiuti, la distribuzione del gas, passano di mano a chi sta fuori dalla nostra
regione; e noi crediamo di risolvere tutto con un giorno di gloria alla posa della prima pietra di
un'opera che avremmo dovuto inaugurare 15-20 anni fa.
C' proprio bisogno di uomini nuovi, di gente che non stia pi a guardare, di chi abbia la
generosit, quella tutta veneta, non solo a lavorare tanto ma ad esporsi in prima persona,
rinunciando agli interessi della propria bottega per mettere a frutto le esperienze e le capacit
acquisite per l'interesse collettivo.
Ci vuole una squadra in grado di mettere in atto dei cambiamenti, di ristrutturare la scuola per
reinsegnare ai nostri giovani a produrre e ad ideare ci che serve, di riformulare l'assetto
agricolo per dare alle nostre realt rurali la capacit di attrarre nostra gente in lavori che
generino prodotti di qualit e che conservino e migliorino il nostro ambiente di vita.
Bisogna ridare ai nostri artigiani, alle nostre imprese, la possibilit di svilupparsi ancora
producendo qui, riducendo drasticamente il costo del lavoro e creando quelle infrastrutture per i
trasporti, per le comunicazioni e per la veicolazione delle informazioni, che non sono state
costruite nei decenni trascorsi.
Bisogna rianimare le nostre citt con negozi e ambienti che le facciano ritornare ad essere quei
luoghi pulsanti di vita e di socializzazione che in nessun modo possono essere surrogati dagli
ipermercati o dai centri commerciali.
Bisogna riformare radicalmente la sanit e i servizi sociali riducendo drasticamente il peso della
burocrazia in favore di chi opera a curare e a dare efficace risposta ai bisogni.

E' necessario riformare le nostre municipalit affinch rispondano veramente ai bisogni dei
cittadini e non rappresentino per essi un onere, una barriera, una contraddizione all'idea di
qualit della vita.
Per dare qualit della vita ai cittadini, per creare interesse alla partecipazione sociale,
necessario ridurre e semplificare gli enti.
Pag 243
I nostri rappresentanti a Roma hanno tradito l'impegno che avevano assunto di lavorare per
dare un ruolo alle nostre genti e alla nostra terra; guardando i telegiornali mi rendo conto che
non basta esporre striscioni con i soliti slogan del momento, come quello "Fuori i Turchi
dall'Europa" se poi si determinano le condizioni per cui si va distruggendo la nostra capacit di
essere, di fare, di stare in Europa; oggi basta frequentare uno dei tanti mercatini settimanali dei
nostri paesi o delle nostre piazze di citt per scoprire che non solo i Turchi, ma il resto del
mondo, ha preso il posto della nostra gente.
* imprenditore
recensione da il gazzettino
<Zaia avvisa Galan: federalismo subito
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direttore on Wednesday, 05 January @ 10:16:19 EST


VENETO La Lega pronta alle alleanze per le prossime regionali ma senza fare
sconti sul programma
Alle prossime elezioni regionali in Veneto, la Lega intende essere leale con la
Casa delle libert sostenendo il presidente uscente Giancarlo Galan.

Fin qua nulla di nuovo, salvo il fatto che Luca Zaia, presidente della provincia di
Treviso, destinato ad entrare nella nuova Giunta, fissa dei paletti molto precisi sul programma:
Basta manovre e rinvii, federalismo spinto e senza riserve. Perch la Lega non intende fare da
Crocerossina al centrodestra.
recensione da il gazzettino

Sei Veneto? paga secondo fiscalit veneta


Scritto da

direttore on Thursday, 27 January @ 10:49:16 EST

Sei Veneto? Ecco come abrogare il pagamento di IRPEF e IRPEG e come


non pagare IRAP,ICI,ILOR,INPS e tassa di circolazione!paga secondo
fiscalit veneta al 11 novembre
La persona che compila questo modulo ottiene, in conformit alla legge
italiana, il diritto di pagare le tasse sul reddito il prossimo 11 novembre e
non pagare le tasse sopra scritte.
Il diritto protetto dalle leggi italiane (art.2 l.n.340/1971 e l.n.881/1977) che riconoscono
esplicitamente al popolo veneto il diritto di Autogoverno e di farsi un proprio Stato in tutto il
territorio in italia della Ex Serenissima Repubblica Veneta. STIAMO FACENDO LO STATO VENETO
NELLA REPUBBLICA ITALIANA come nostro diritto assoluto.
L'Autogoverno Veneto previsto dalla L.n.340 del 1971 iniziato il 27 luglio 1999 e il diritto di
pagare le tasse al Governo Veneto anzich al Governo Italiano un diritto naturale ed umano
protetto dalle leggi internazionali che l'Italia deve rispettare per obbligo della Costituzione (art.2,10
Cost.).
La Costituzione Italiana dice che la Repubblica 1 ed indivisibile (art.5.), non lo Stato Italiano, e
anzi la repubblica deve promuovere le autonomie di governo.
I veneti possono avere uno Stato Veneto nella Repubblica Italiana, ma possono anche, come dice la
legge n.881 del 1977, chiedere la modifica della Costituzione per fare una Repubblica autonoma.
Le leggi che permettono questo (art.2 l.n.340/1971 e l.n.881/1977 e altre) sono pubblicate sulla

Gazzetta Ufficiale, leggi che lo Stato Italiano deve rispettare per forza.
Se il Governo Italiano o chiunque altro nega questi diritti commette "attentato alla Costituzione" art
283 CP e determina la fine della Unit d'Italia. Insomma non bisogna avere alcuna paura di
esercitare questi diritti perch chi lo impedisse verr arrestato, si protetti dal Governo dei Veneti.

Pag 244

Certo, Lei non deve sperare che lo Stato Italiano le dica "S, Lei pu farlo." anche se esiste l'obbligo
di legge che lo Stato non sta rispettando.
I funzionari dello Stato Italiano oggi stanno ostacolando il processo di autodeterminazione, come
ovvio, ma noi possiamo continuare senza paura perch non possono certo fermarci.
E' solo psicologia, Lei non sapendo ha paura, e sulla paura chi riceve i soldi dei veneti oggi gode di
privilegi ingiusti e certamente mai dir "su forza veneti, autogovernatevi."
Stiamo autodeterminando lo Stato dei Veneti, ora si chiama AUTOGOVERNO VENETO, o anche "il
Governo dei Veneti "o il "Governo del Popolo Veneto", ed abbiamo le sovranit politiche,
amministrative e fiscali elencate nei patti fatti legge n.881 del 1977.
Il nostro territorio la parte italiana del ex Repubblica Serenissima (dalle province di Bergamo e
Brescia fino alla Dalmazia, da Udine a tutto il Veneto ecc.).
Compilando il modulo e spedendolo, si diventa cittadini veneti e si sottoposti SOLO alla legge del
Governo del Popolo Veneto (ora) e dell'imminente Stato Veneto (poi), leggi che sono pubblicate nel
sito
http://www.repubblica.org/governo/veneto/
e possono essere richieste nella varie sedi degli enti veneti.
Per diventare cittadini veneti bastano 10 anni di residenza nel territorio dei veneti o discendere da
veneti. Nel dubbio scrivere al
fax 049/5798283
o consultare il sito internet
---------------------Scriva subito i Suoi dati e quelli della Sua azienda. --------------------Persona (cognome) (nome)
Riconosciuto da: Passaporto Carta di Identit Patente di Guida
Num. Documento: nato a il residente: via num comune provincia
Telefono: Cell: Fax:
codice fiscale: Email:
Azienda Telefono: Fax:
cod. IVA Email:
Lo scrivente chiede di ottenere la cittadinanza veneta dal Governo Autonomo del Popolo Veneto, e
dichiara di conoscere i requisiti, i diritti e i doveri della legge veneta e per ogni questione ad essi
concernenti riconosce la competenza esclusiva e primaria al "Tribunale del Popolo Veneto" quale
Autorit Giudiziaria emanante dalla autodeterminazione del popolo veneto ai sensi del Patto
internazionale legge n.881 del 1977.
Firma: ________________Data __________Luogo____________
Compilato il modulo, consegnarlo al funzionario con 1 copia del documento di riconoscimento
indicato in questa domanda oppure spedire tutto al numero di Fax 049/5798283 o all'indirizzo email
veneto@libero.it o via corriere (consigliato) all'indirizzo : GOVERNO del POPOO VENETO v.roma 56
BORGORICCO - PADOVA, oppure chiamate Palmerini Loris: Tel: 0347/1416187 o Franceschi Luciano
0337/510086.

COPIA QUESTO MODULO E REGALALO A TUTTI SENZA PAURA(L.n.848/55)

Pag 245
<QUANTI INCAPACI IN GIRO ME DESNOTO DA VENETO
Scritto da

direttore on Wednesday, 09 February @ 07:11:09 EST

di SILVIO SCANAGATTA *
Me desnoto da Veneto!.
una delle pi simpatiche battute ascoltate recentemente, anche perch fiorita
sulla bocca di un politico, che commentava la possibilit di alcune candidature.
Da questo episodio, possiamo tuttavia aprire un tema di portata molto pi vasta,
chiedendoci che cosa oggi pu indurre tutti noi ad un senso moderno di
appartenenza alla nostra terra.
Intanto va fatta una premessa, e cio che non vi alcuna possibilit di iscriversi o non nelle liste
della terra in cui si vive.
Perfino chi qui in modo del tutto casuale ed episodico diventa, volente o nolente, un veneto.
Ben diverso invece il discorso del sentimento di appartenenza, che frutto di un complicato ed
articolato insieme di sentimenti collettivi ed individuali.
Per il singolo l'appartenenza si sviluppa o si contrae su due piani principali, la lunghezza nel tempo
e l'utilit dell'immagine.
Pi lungo il tempo di permanenza, specie se si anche nati in un certo territorio, e pi radicato
nella persona quell'insieme di esperienze e memorie che affonda dentro e diventa una parte
essenziale della stessa struttura di personalit.
Dall'altro lato pi forte e condivisa l'immagine di un certo territorio all'esterno, pi apprezzate ne
sono alcune doti positive, e pi la persona trova anche singolarmente utile il fatto di esibire la
propria appartenenza.
Un tempo prevalevano quasi del tutto la storia e la tradizione della propria terra; oggi perfino le
tradizioni pi radicate valgono soprattutto se si trasformano in immagine positiva e soprattutto in
significati accettati nei mondi della globalizzazione.
Negli ultimi decenni lo sviluppo dell'economia aveva fatto crescere molto la sensazione che definirsi
veneti voleva dire appartenere ad un mondo dinamico e di successo, ricco della capacit di
trasformare in ricchezza molte delle caratteristiche che storicamente i padri avevano lasciato ai
figli.
Il gusto per il lavoro, ma anche per la qualit della vita si erano coniugati in molte tipologie di
produzioni.
Con la incombente crisi economica questa fiducia sulle doti umane e lavorative dell'essere Veneto,
rischiano di frantumarsi, e questo spiega la rabbia del politico iniziale che mal sopporta la modestia
dei colleghi.
Ma la regola vale in generale: essere bravi, in un qualsiasi ambiente, importante.
Ma il pericolo avvertito ormai da molti dato dal fatto che un ambiente circostante che valorizza gli
incapaci, i modesti, gli incompetenti, finisce fatalmente per rimpicciolire chiunque.
L'identit moderna infatti funziona sull'interdipendenza, cio sullo standard alto di capacit generali
e questo vale in politica, come in economia, nel volontariato, come nella scuola eccetera.
Qui si misura quindi la via veneta alla qualit futura della propria identit.
* sociologo
recensione da il gazzettino

Pag 246
<UE L'Irap un'imposta vietata
Scritto da

direttore on Friday, 18 March @ 05:56:49 EST


Il ricorso presentato dalla Banca Popolare di Cremona Avvocato Ue: L'Irap
un'imposta vietata Attesa per la sentenza della Corte di giustizia europea: potrebbe
decidere l'abolizione della tassa sulle imprese

BRUXELLES - L'Irap, l'imposta regionale sulle attivit produttive, viene messa in


discussione dalla giustizia europea. E si aprono scenari di una sua possibile abolizione
da parte della Corte di giustizia europea. LIrap deve essere qualificata come
unimposta sulla cifra daffari vietata dallarticolo 33 della sesta direttiva dellUnione
europea.
E quanto scrive lAvvocato generale della Corte di giustizia dellUe, Francis Jacobs,
nelle sue conclusioni nella causa presso i giudici del Lussemburgo promossa dalla Banca Popolare di
Cremona contro lAgenzia Entrate Ufficio Cremona. In nove casi su dieci le conclusioni dellAvvocato
generale vengono fatte proprie dai giudici Ue nella stesura della sentenza. Quanto al rimborso da
parte dello Stato italiano delle somme gi pagate, Jacobs sostiene che gli effetti di una eventuale
condanna della Corte dovrebbero essere soggetti ad una limitazione nel tempo con riferimento ad
una data che dovr essere fissata dagli stessi giudici Ue. LAvvocato generale spiega che lIrap va
considerata illegale perch un doppione dellIva, fatto vietato dalle norme europee: "Giungo alla
conclusione che unimposta come lIrap presenta le caratteristiche sostanziali dellIva ed colpita
dal divieto sancito allarticolo 33 della sesta direttiva", scrive Jacobs dopo una lunga valutazione
giuridica dei criteri presi in considerazione per stabilire questa identit.
LAvvocato stabilisce poi quali dovranno essere gli effetti retroattivi di una eventuale sentenza Ue di
condanna, giungendo alla conclusione che il rimborso dovr essere limitato, ma che per definirlo
sar necessario convocare una nuova udienza che faciliti ai giudici il compito di scostarsi da quanto
indicato dalla giurisprudenza comunitaria.
"I singoli - scrive - hanno il diritto di ottenere il rimborso di tributi nazionali riscossi in violazione del
diritto comunitario".
Il periodo utile per chiedere la restituzione di quanto pagato allo Stato, aggiunge, di norma "si
estenderebbe per 48 mesi".
Tuttavia, osserva, nelle udienze di fronte ai giudici del Lussemburgo "il Governo italiano ha asserito
che gli importi riscossi nel corso di tale periodo erano superiori a 120 miliardi di euro".
Alla luce delle gravi conseguenze che sarebbero provocate dalla restituzione di una tale somma, gli
avvocati delle autorit italiane hanno "chiesto che gli effetti della sentenza siano limitati nel
tempo".
Per lAvvocato generale, la Corte "pu eccezionalmente limitare la possibilit" di applicare i
precedenti della giurisprudenza comunitaria, a patto che si riscontrino una "buona fede" da parte
dello Stato e "una grave difficolt" a procedere al rimborso. La buona fede, a parere di Jacobs,
attribuibile, in quanto nella lettera scritta dalla Commissione europea alle autorit italiane il 10
marzo 1997 si legge: "La proposta di questa nuova imposta non appare incompatibile con la
normativa applicabile nel settore dellimposta sul valore aggiunto". Anche il rischio di gravi difficolt
"appare reale": "Unefficacia temporale illimitata potrebbe perturbare retroattivamente il sistema di
finanziamento delle regioni italiane", osserva.
Tuttavia, conclude, visto che per i giudici Ue "pu essere difficile" decidere sulla limitazione nel
tempo senza avere trattato la questione nelle udienze precedenti, "si consiglia alla Corte di riaprire
la trattazione orale per sentire unulteriore discussione su questo punto".
E proprio il governo si dice pronto a modificare l'Irap.
Come spiega il ministro dell'Economia Domernico Siniscalco, l'Irap un'imposta malpensata, da
tempo volevamo riformarla, la modificheremo. Siniscalco, sottolineando che la nuova imposizione
sar girata a favore della competitivit, anticipando forse la sentenza Ue, con nuove norme che
potrebbero entrare in vigore gi dal prossimo anno.
recensione da corriere della sera

Pag 247

COMUNICATO STAMPA - AUTOGOVERNO DEL POPOLO VENETO


Scritto da

loris on Saturday, 19 March @ 13:32:33 EST

Ulderico Pervertin
IL Presidente rende noto che: la trattativa aperta nel 2003 con i partiti Italiani di
sinistra per una collaborazione politica elettorale finalizzata ha portare le sinistre
ad amministrare gli enti coloniali Italiani nel territorio delle Venexie chiusa.
Governo Autonomo del Popolo Veneto Repubblica Italiana
Istituzione costituita dell'autogoverno competente ai sensi
dell'art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977 e l'atto finale di Helsinki

BORGORICCO IL 17-03-2005
Oggetto: comunicato stampa.
IL Presidente rende noto che: la trattativa aperta nel 2003 con i partiti Italiani di sinistra per una
collaborazione politica elettorale finalizzata a portare le sinistre ad amministrare gli enti coloniali
Italiani nel territorio delle Venexie chiusa.
Ringraziamo gli amici della Liga fronte veneto che si sono sacrificati per questa operazione.
Il fallimento di questa intesa dovuta alla mancata sottoscrizione del patto da parte del candidato
alla Presidenza del consiglio regionale Massimo Carraro.
Il rifiuto di sottofirmare il rispetto delle leggi costituzionali dell'art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977 e
l'atto finale di Helsinki, ha precluso il nostro sostegno di voto.
Non essendoci altri candidati in questa tornata elettorale, disposti a sottofirmare limpegno per il
rispetto dei nostri Diritti allautodeterminazione ;
ne Giancarlo Galan, gi informato dal 1999,
ne da Giorgio Panto, informato al momento della sua candidatura e richiestogli un suo impegno
sottoscritto a riguardo, non ha mai dato risposta.
Per questa tornata elettorale Proclamo lavventino del Popolo Veneto.
Le istituzioni Coloniali Italiane calpestano i nostri diritti? Noi ci asteniamo di votarle.
Continueremo con la consueta perseveranza veneta a lavorare per mettere a regime le istituzioni di
autogoverno del popolo veneto.

Il Presidente
Luciano Franceschi

Pag 248

COMUNICATO STAMPA AUTOGOVERNO POPOLO ENETO


Scritto da

direttore on Wednesday, 30 March @ 14:28:41 EST

Ulderico Pervertin

BORGORICCO IL 30 MARZO-2005
Oggetto: comunicato stampa.
IL Presidente rende noto che: la trattativa aperta nel 2003 con i partiti Italiani
di sinistra per una collaborazione politica elettorale finalizzata a portare le
sinistre ad amministrare gli enti coloniali Italiani nel territorio delle Venexie, che era stata chiusa il
17-03-2005, viene riconfermata attiva.
Governo Autonomo del Popolo Veneto Repubblica Italiana
Istituzione costituita dell'autogoverno competente ai sensi
dell'art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977 e l'atto finale di Helsinki

BORGORICCO IL 30 MARZO-2005
Oggetto: comunicato stampa.
IL Presidente rende noto che: la trattativa aperta nel 2003 con i partiti Italiani di sinistra per una
collaborazione politica elettorale finalizzata a portare le sinistre ad amministrare gli enti coloniali
Italiani nel territorio delle Venexie, che era stata chiusa il 17-03-2005, viene riconfermata attiva.
IL futuro Presidente Massimo Carraro ha sottofirmato il suo impegno alla costituzione dello Stato
Veneto previsto dalle leggi dell'art.2 L.n.340/1971 e L.n.881/1977.
Nel suo mandato amministrativo Regionale il presidente Massimo Carraro ,oltre a sviluppare il suo
programma amministrativo presentato nella campagna elettorale, traghetter la Nazione Veneta
alla sua legittima autonomia mettendo a regime lordinamento di Autogoverno del Popolo Veneto
nel proprio territorio di competenza.
I nostri referenti candidati consiglieri per lAutogoverno del popolo veneto nel Partito Liga-FronteVeneto sono: Padova, Palmerini Loris. Vicenza. Carollo Ivano. Verona Polo Silvano . Treviso, Arman
Andrea. Venexia , Morosin Alessio. Belluno, dallO Andrea. Rovigo, Borella Antonella.
Tutti noi Cittadini di Nazionalit Veneta ora siamo vincolati al massimo sostegno elettorale ed ad
una piena collaborazione amministrativa e politica nei confronti del futuro Presidente
Massimo Carraro..
Il voto disgiunto da la possibilit di votare candidati al consiglio elettorale di destra, della lega, del
progetto nord-est, o alternativa sociale, ma il voto al Presidente deve essere espresso a
Massimo Carraro.
Grazie a Massimo Carraro e allapplicazione di queste leggi, il Popolo Veneto potr avere
lautonomia fiscale nellarco di pochi mesi.
Allegati al comunicato i documenti firmati da Massimo Carraro
PER CHIARIMENTI TEL 0495798283 CELL 3393708771
QUANDO VOLETE
Il Presidente
Luciano Franceschi

Pag 249
<CITTADINO VENETO - MEMORIA DEPOSITATA OGGI A G.D.F
Scritto da

direttore on Wednesday, 30 March @ 14:56:05 EST

Sono B. E. nato a Cittadella PD li XX 0X 194X CITTADINO DEL POPOLO VENETO E


CITTADINO EUROPEO
Chiedo mi sia riconosciuto quanto previsto dalle
LEGGI DELLA REPUBBLICA ITALIANA con legge Cost. 22 maggio 1971 N. 340 dove
riconosciuto ai Veneti che sono un POPOLO , e come popolo riconosciuto che
TUTTI I POPOLI HANNO IL DIRITTO DI AUTODETERMINANZIONE .
IN VIRTU DI QUESTO DIRITTO, ESSI DECIDONO LIBERAMENTE DEL LORO STATUTO
POLITICO E PERSEGUONO LIBERAMENTE IL LORO SVILUPPO ECONOMICO, SOCIALE
E CULTURALE
ARTICOLO 1 DEL PATTO INTERNAZZIONALE SUI DIRITTI POLITICI = RATIFICATO E
RESO ESECUTIVO CON LEGGE N. 881 DEL 1977.
Sono stato avvisato telefonicamente dalla G.D.F di XXXXXXXXXX nella persona del Maresciallo xxxx
che mi dovevano notificare un atto.
Mi sono recato spontaneamente ed senza altra comunicazione scritta a ritirare linvito a comparire
per il 30 03 2005 per chiarimenti in merito a movimenti bancari della Soc. di diritto UK XXXX ltd
nellavviso notificatomi stato scritto nella veste di amministratore di fatto cosa che ho
prontamente contestato ai notificatori che come al solito ti rispondono che non importante e che
non ha nessuna rilevanza .
Ho firmato con riserva di chiarire la mia posizione presso gli organi competenti.
Consegno copia di lettera denuncia di danni per allagamento depositata presso la caserma dei
CARABINIERI DI xxxxxxxx att. Comandante xxxx del 15 DIC 2003 , e copia di CCIAA di Treviso
della xxxx LTD filiale Italia da dove sono iscritti i responsabili legali e fiscali succedutisi nei vari
periodi.
Essendo stati fatti alla XXXX ltd accertamenti con BLITZ della GDF nel dicembre 2000 , ed essendo
il sottoscritto stato sottoposto a custodia cautelare in carcere per 6 mesi e con obbligo di dimora in
XXXXXXXXXX per 12 mesi , ed avendo gi dichiarato al GIP che mi ritengo vittima di un complotto ,
con omissioni di atti di ufficio e falsi in atti pubblici, ed avendo gi fatto deposizioni in merito a
verbali costruiti ad arte con , fatti , prove, e testimonianze di persone che il sottoscritto non ha mai
conosciuto , verbali sottoscritti da persone intimorite (che ritengo totalmente falsi ) estorti nella
concitazione delle verifiche .
Il sottoscritto B, E. intende rispondere per i fatti di sua ricordo e conoscenza per il periodo
successivo al dicembre 2000 e eseguiti per delega e nella sua veste di direttore commerciale con
regolare iscrizione nei pubblici registri UK.
Con riserva di produrre documentazione rispondere con lausilio di un avvocato di fiducia solo al GIP
che segue il fascicolo. Firmo unicamente per quanto da me dichiarato e non per quanto costruito
dalla GDF.
DOCUMENTI E VERBALI DEPOSITATI PER CONOSCENZA PRESSO L'AUTOGOVERNO DEL POPOLO
VENETO .
I NOMI DELLE PERSONE E MILITI SONO STATI COPERTI PERCHE LE INDAGINI SONO ANCORA
APERTE.
<L'Autogoverno del popolo veneto per il candidato del centrosinistra
Scritto da

direttore on Friday, 01 April @ 03:06:00 EST


(V.M.) Si aggiunge un altro importante "tassello" alla coalizione che nell'Alta
Padovana sostiene Massimo Carraro nella sua corsa alla poltrona di Presidente
della Regione. Nei giorni scorsi, dopo uno scambio di telefonate e di fax,
Luciano Franceschi di Borgoricco, presidente dell'Autogoverno del Popolo Veneto
-

- che si rif ai territori della Serenissima e ha come obiettivo quello di arrivare


a un autogoverno regionale - ha sottoscritto un accordo con Carraro. "Massimo Carraro - si legge in
una nota di Franceschi - ha sottofirmato il suo impegno alla costituzione dello Stato Veneto,
previsto

pag 250
dall'art. 2 dalle leggi 340/1971 e 881/1977".
Dal canto suo Carraro, dopo aver valutato le richieste del gruppo di Franceschi, non ha avuto alcun
dubbio a confermare il suo impegno affinch anche la nostra regione possa avere delle
caratteristiche amministrative che la portino verso autonoie regionali, in ambito statale, come nei
casi dei Laender tedeschi o la Catalogna spagnola.
"Si tratta di forme di autogoverno che hanno garantito a quei territori autonomia di governo,
autogestione delle risorse finanziarie, prosperit e sviluppo". Da qui l'impegno "solenne e formale"
di Massimo Carraro per forme di autonomia e autogoverno del Veneto che non contrastino con
l'integrit nazionale. In queste ore quindi partito l'invito di Luciano Franceschi a tutti i sostenitori
dell'Autogoverno Veneto per un appoggio massiccio e totale alla lista "Uniti per Carraro".
<> Al Sig. Prefetto. amministrazioni provinciali e comunali
Scritto da

direttore on Thursday, 07 April @ 15:48:23 EDT

> Al Sig. Prefetto.


Richiesta urgente di emissione circolare preffettizia verso le >
amministrazioni provinciali e comunali
> > > Al Sig. Prefetto.
> > Il 10 aprile 1998, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la >
legge che disciplina l' esposizione della bandiera veneta, attribuendole >
pari dignit rispetto al vessillo dello Stato. >
> Ho notato l'assenza di tale bandiera su molti edifici comunali e > provinciali interessati dalle
elezioni regionali, con l'occhio rivolto > agli edifici Comunali interessati e alla sede principale.
> > Ho purtroppo constatato anche la mancanza di informazione di alcuni > della polizia locale,
non specifico il comune. >
> La prego quindi di provvedere quanto prima a far esporre la stessa e di > emanare circolare agli
uffici elettorali di ciascun comune che la cosa > venga fatta rispettare anche nei comuni e negli
edifici con seggi > elettorali.
> > Inoltre, data la pari dignit del vessillo regionale con quello statale, > ed in considerazione che
di elezioni regionali si tratta, all'eventuale > mancanza di un pennone per l'esposizione della
bandiera regionale si > dovr procedere alla creazione di una piantana con bandiera ma >
posizionato giusto all'ingresso dei seggi, o in alternativa alla > sostituzione della bandiera italiana
con quella regionale. >
> Le comunico inoltre che ho saputo che personale facente funzione di > "autogoverno del popolo
veneto" (art.2 L.n.340/1971) effettuar > controlli a campione, e per tanto La invito caldamente a
far provvedere > altrimenti potendo ricadere nella violazione di discriminazione di > stampo etnico
come da L.n.881/1977. >
> Qualora non fosse disponibile alcuna bandiera regionale, nemmeno in > altri siti non coinvolti
dalle elezioni,
La prego di contattarmi al fine > di forniglieLa io stesso immediatamente.
Loris Palmerini
<AMBASCIATORE DEI SERENISSIMI GIRA IL VENETO CON I "BCOLI"
Scritto da

direttore on Sunday, 24 April @ 09:25:37 EDT


SAN MARCO
Il comitato "belle costumanze" guidato da Bepin Segato (l'ambasciatore dei
Serenissimi, nella foto) celebrer il 25 aprile girando il Veneto a regalare boccoli di
rosa alle "amate donne".

Oggi (vigilia di San Marco) saranno a Padova, Este e Piove di Sacco la mattina, Roana, Asiago e
Thiene nel pomeriggio; domani nella Marca e nel Veronese.
Appuntamento a Fumane dove la centenaria Elisabetta ricever il suo primo bocolo.
recensione da il gazzettino
Pag 251

SCELTE CORAGGIOSE PER IL VENETO CHE VERR

Scritto da

direttore on Monday, 02 May @ 00:00:00 EDT


Passati i giorni caldi e i bollori pre e post-elettorali, possiamo fare, ora che le
emozionalit lasciano il posto alla ragione, alcune riflessioni o meglio avanzare degli
auspici per l'avvio di questa nuova legislatura.

Il nostro presidente Giancarlo Galan si avvia al suo terzo governatorato, cosa che
non resa possibile neanche nella grande democrazia americana, e ha di fronte la
possibilit di lavorare per entrare nella storia.
E' un'occasione importante, un'opportunit che non lascia spazio alla politica da piccolo cabotaggio,
alle attenzioni ai piccoli interessi, agli approcci populistici.
E' il momento delle decisioni che possono scontentare pi di qualcuno, delle scelte coraggiose che
possono allargare nei tempi brevi le schiere dei nemici, dell'attenzione ai valori, ai comportamenti
secondo le regole della rettitudine sociale, delle politiche che sappiano ridare nuovamente vigore a
questo Veneto che giorno dopo giorno rallenta, rischia di subire una drammatica involuzione verso i
tempi antecedenti al miracolo degli anni '60 - '80.
Innanzitutto allora importante che la prossima squadra che dovr affiancare e aiutare il
presidente nel realizzare il rilancio della Regione, sia costituita con l'obbiettivo di accontentare non
questo o quel partito, questa o quella corrente, ma in base alle capacit, alle competenze e per
l'appunto ai valori e alla rettitudine sociale.
Io credo sia fondamentale, oggi che la situazione grave, porsi pochi obbiettivi e concentrare tutte
le energie per il loro perseguimento.
Innanzitutto la scuola e la formazione perch necessario pensare, operare, per dare strumenti
alle generazioni future.
Se non abbiamo la capacit di declinare in modo adeguato l'autonomia scolastica, se non abbiamo
la capacit di riportare la scuola a un ruolo educativo e formativo, sar evidente che ai nostri figli
non potremo che prospettare un futuro di regressione dei livelli di sviluppo e un ruolo di
subordinazione ad altri.
Dalle scuole dell'infanzia all'universit bisogna rivedere radicalmente i contenuti, i modelli
organizzativi; bisogna passare da una scuola di massa ad una meritocratica e selettiva, che sappia
prospettare per ciascuno - secondo le proprie abilit - opportunit concrete di collocamento
lavorativo, donando nuova dignit anche per noi veneti ai lavori non intellettivi.
Dobbiamo poi ridisegnare rapidamente il modello di sviluppo: recuperando le nostre tradizioni, la
nostra cultura mercantile, le nostre capacit di relazione con i popoli; valorizzando la nostra storia
gastronomica, la nostra arte, i nostri luoghi di fede, la variet e bellezza dei nostri paesaggi, le
capacit di trarre prodotti e alimenti caratteristici dalla nostra terra; ponendo attenzione al
soddisfacimento dei nuovi bisogni degli anziani, dei disabili, in senso imprenditoriale ed efficace e
non pi secondo una logica assistenzialistica.
Ancora, bisogna semplificare nei fatti l'apparato burocratico a tutti i livelli della pubblica
amministrazione per dare il senso che questa serve al cittadino e non che il cittadino contribuente
serve ad essa.
Dobbiamo accorpare i Comuni piccoli in municipalit non inferiori ai 5 mila abitanti; accentrare nelle
aree extra urbane le competenze per viabilit, multi-utility, piani regolatori, gestione del territorio,
in pochi organismi consortili, evitando che ci per risulti una duplicazione delle funzioni dei
Comuni.
E' doveroso riunire in un unico assessorato alla Salute gli assessorati alla Sanit e ai Servizi Sociali
e ridurre il numero delle Asl in maniera consistente al fine di concentrare le risorse e l'operativit
sul soddisfacimento dei bisogni di salute, anzich disperdere energia e risorse economiche in
burocrazia dannosa.
Caro presidente, dopo i festeggiamenti per la vittoria, dopo il meritato riposo per recuperare
energie, ti voglio augurare di cuore di avere la libert e la serenit per operare nei prossimi giorni e
nei cinque anni futuri quelle scelte e di prendere quelle sagge decisioni che ti permettano di entrare
nei libri di scuola su cui studieranno i nostri nipoti per aver saputo recuperare dalla deriva
economica questo nostro Veneto e averlo ricollocato nuovamente tra le aree di benessere e di
sviluppo.
* imprenditore di DAVIDE CERVELLIN *
recensione da il gazzettino

GROSSI GUAI FINANZIARI PER LO STATO ITALIANO


Scritto da

direttore on Friday, 27 May @ 07:16:18 EDT

pag 252

Ulderico Pervertin

Dal 1999 in Veneto la nota istituzione dAutogoverno del Popolo Veneto


www.repubblica.org/governo/veneto continua con la sua legittima richiesta del
trasferimento delle competenze giuridiche, politiche ed amministrative del
territorio veneto allautogoverno del popolo Veneto.

Le notifiche, e tutti gli atti costituzionali e giuridici pervenuti agli enti dello stato Italiano sono stati
ostacolati e occultati con le solite archiviazioni di convenienza.
Le legittime richieste delle competenze amministrative, comporta la restituzione al Popolo Veneto,
del prelievo fiscale dello stato Italiano nel territorio delle Venexie gi dallinizio dellanno 1999 fino
ai giorni nostri, per una somma pari a 903,000 milioni /00 di .
Tale somma amministrata dalle istituzioni Venete, farebbe da volano per le riforme istituzionali che
necessitano il paese e rimetterebbe in moto il mondo imprenditoriale veneto creando lavoro e
ricchezza, trascinando fuori della crisi economica la repubblica Italiana e lEuropa tutta.
Una cifra che porterebbe al di fuori di tutti i parametri economici, stabiliti dalla comunit europea,
lo Stato Italiano, costretto per mettersi in regola ad una riforma confederale, attesa dai cittadini.
Il giorno 21/giugno/2005 presso la corte dappello di Venezia in san Luca Palazzo Grimani 4041 alle
ore 10,00, il Presidente della corte dovr pronunciarsi sulle ennesime richieste di rispetto e
dapplicazioni delle leggi costituzionali richiamate nel ricorso alla condanna penale per il reato
allart. 110, 674 del codice penale; nei confronti del libero appellante Franceschi Luciano Presidente
dellautogoverno del Popolo Veneto.
Le alte cariche dello Stato, della Regione, della Procura della Repubblica, dei Prefetti, dellesercito e
della guardia di finanza. Hanno eluso (per convenienza dellordinamento dello Stato Italiano) le
leggi costituzionali 881 del 1977, la 340 del 1971 allarticolo due, creando un grave danno
economico e morale ai cittadini Italiani di Nazionalit Veneta.
Il Presidente della corte dovr pronunciarsi nelle norma di legge e condannare lo stato Italiano al
risarcimento dei danni Morali e materiali a favore delle Istituzioni Venete?

RICORSO CITADINI VENETI


Scritto da

direttore on Monday, 30 May @ 11:32:00 EDT

Ulderico Pervertin
Notifica di ricorso
ai sensi delle lettera a e b del punto 3 dell'art.2 del "Patto internazionale sui diritti
civili e politici" reso esecutivo dall'Italia con legge n.881 del 25.10.1977, che
testualmente dice: 3. Ciascuno degli Stati parti del presente Patto s'impegna a:
a) Garantire che qualsiasi persona, i cui diritti o libert riconosciuti dal presente
Patto siano stati violati, disponga di effettivi mezzi di ricorso, anche nel caso in cui
la violazione sia stata commessa da persone agenti nell'esercizio delle loro
funzioni ufficiali; b) Garantire che l'autorit competente, giudiziaria,
amministrativa o legislativa, od ogni altra autorit competente ai sensi dell'ordinamento giuridico
dello Stato, decida in merito ai diritti del ricorrente, e sviluppare le possibilit di ricorso in sede
giudiziaria;
Da compilare in doppia copia a cura del cittadino veneto, 1 copia da consegnare al funzionario
italiano, l'altra da far firmare al funzionario italiano e spedire in fotocopia al Tribunale del Popolo
Veneto - virosi 73 - 35030 Rubano - PD

Pag 253
Spett.le
RACCOMANDATA A/R _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

Notifica di ricorso ai sensi di _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _


art.2 "Patto diritti civili"Ln.881/1977
(vedi 13 pagine incluse) _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
______________________________
Notifica di ricorso
ai sensi delle lettera a e b del punto 3 dell'art.2 del "Patto internazionale sui diritti civili e politici"
reso esecutivo dall'Italia con legge n.881 del 25.10.1977, che testualmente dice: 3. Ciascuno degli
Stati parti del presente Patto s'impegna a:
a) Garantire che qualsiasi persona, i cui diritti o libert riconosciuti dal presente Patto siano stati
violati, disponga di effettivi mezzi di ricorso, anche nel caso in cui la violazione sia stata commessa
da persone agenti nell'esercizio delle loro funzioni ufficiali; b) Garantire che l'autorit competente,
giudiziaria, amministrativa o legislativa, od ogni altra autorit competente ai sensi dell'ordinamento
giuridico dello Stato, decida in merito ai diritti del ricorrente, e sviluppare le possibilit di ricorso in
sede giudiziaria;
Da compilare in doppia copia a cura del cittadino veneto, 1 copia da consegnare al funzionario
italiano, l'altra da far firmare al funzionario italiano e spedire in fotocopia al Tribunale del Popolo
Veneto - virosi 73 - 35030 Rubano - PD
Nel caso il funzionario rifiuti di firmare e prendere copia, deve essere informato che compie reato
penale di abuso dei doveri di ufficio, violazione di diritti politici, violazione di diritti costituzionali ed
umani.
CITTADINO VENETO:
COGNOME____________________________NOME____________________________
DOMICILIATO IN (indirizzo):
___________________________________________________________________________
LOCALIT______________________________PROV:_______TEL:_______________
DESTINATARIO (VIGILI, TRIBUNALE, COMUNE, PROVINCIA,C. COMMMERCIO ECC.)
________________________________________________________________________________
SE PERSONA: COGNOME_______________________NOME_____________________________
O ente coloniale o ditta autorizzata dello stato italiano nel territorio delle Venezie

DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO ________________________________


(ATTENZIONE: SE LA PERSONA NON PRESENTA UN DOCUMENTO DI IDENTIT,POTREBBE ESSERE
UN TRUFFATORE, CHIAMARE LA POLIZIA 34714-16-187)
INCARICATO PER IL SERVIZIO DI _____________________________________________________
nel procedimento di ________________________________Mr. di protocollo_______________
Per : Tribunale del Popolo Veneto
Illustre, in merito al procedimenti in oggetto:
ESPONGO
Premesso che:
1)"L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della
sua storia." (art.2 Legge Cost. 22 maggio 1971, n. 340 ) ;
2)l'art.2 della legge n. 340/1971 il riconoscimento del "popolo veneto" fatto dalla Repubblica
Pag 254
Italiana con legge approvata da un parlamento italiano legittimamente eletto il quale ha riconosciuto
al popolo veneto anche il diritto di "autogoverno" nei territori ove esso presente in Italia ed in
conformit alla sua storia;
3)il diritto di "autogoverno" del "popolo veneto" il diritto legale degli amministrati di eleggere i
propri amministratori direttamente, e quindi nel caso dei veneti, il diritto di eleggere direttamente
Prefetti, Commissari del Governo alla Regione, Presidente di Assemblea, Questori, Direttori regionali

di tutte le funzioni statali, Magistrati, Procuratori, Procuratori Generali, ecc., compreso il Capo del
Governo politico nazionale, ovviamente del governo veneto, cos come di ogni vertice del potere
operante sul territorio nazionale veneto;
4)con legge 25.10.1977, n. 881 la Repubblica Italiana, obbligata dall'art.10 della Costituzione
Italiana, ha ratificato e reso esecutivi come leggi della Repubblica il "Patto internazionale sui diritti
civili e politici" ("International Covenant on Civil and Political Rights") e il "Patto internazionale sui
diritti economici, sociali e culturali" dandone "piena attuazione" nella stessa L.n.881/1977, pur
essendo per altro i patti gi entrati in vigore nel diritto internazionale il 23 marzo 1976 e dunque di
gi da allora efficaci per disposto dello stesso art.10 della Costituzione Italiana;
5)il "diritto di autodeterminazione dei popoli" spiegato dai "patti internazionali" resi esecutivi con la
legge n.881 del 1977 nel passaggio "Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di
questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro
sviluppo economico, sociale e culturale." articolo 1 punto 1 del "Patto internazionale sui diritti civili e
politici" ratificato e reso esecutivo con L.n.881/1977;
6)"Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell'amministrazione di
territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione
del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformit alle disposizioni
dello statuto delle Nazioni Unite." (art.1.3 "patto sui diritti civili ..." L.n.881/1977) e dunque ogni
funzionario operante per conto dello Stato Italiano ha l'obbligo di promuovere l'attuazione di tali
diritti ed in pratica obbligato a promuovere e a riconoscere legittimit e sovranit alle istituzioni di
autogoverno/autodeterminazione del popolo veneto ossia ad ogni ordinanza, decreto o legge o
sentenza emesso da autorit di autogoverno del popolo veneto, anche fosse indirizzata allo Stato
Italiano ed al suo Capo; infatti, poich "Ciascuno degli Stati parti del presente Patto si impegna a
compiere, in armonia con le proprie procedure costituzionali e con le disposizioni del presente Patto,
i passi per l'adozione delle misure legislative o d'altro genere che possano occorrere per rendere
effettivi i diritti riconosciuti nel presente Patto, qualora non vi provvedano gi le misure, legislative e
d'altro genere, in vigore. " (Articolo 2 punto 1 del "Patto sui diritti civili" ratificato da L.n.881/1977)
imposto ad ogni funzionario dello Stato ed il suo "Capo dello Stato" per primo di abrogare e non
applicare in ogni caso ogni legge italiana in contrasto con le ordinanze e le leggi di istituzioni
nazionali venete, poich ha l'obbligo di rendere effettivi in ogni modo le leggi autodeterminate dai
veneti, dando un favore effettivo e una promozione pubblica verso la realizzazione di quelle
autonomie di Autogoverno e verso l'autodeterminazione delle nazioni in italia non autogovernate o
non godenti delle loro indipendenze politiche a cui hanno diritto. Poich la legge n.881 del 1977
una legge votata e ratificata dalla repubblica italiana ("pacta sunt servanta") l'obbligo incombente
sul funzionari costituisce un obbligo giuridico internazionale di dover fare dei funzionari dello Stato
italiano e del Suo Capo e di ogni parlamentare della Repubblica, dovendo essi applicare in ogni caso
le le leggi venete in sostituzione delle leggi italiane, altrimenti compiendo atto eversivo della
costituzione italiana e penalmente rilevante;
7)Il popolo veneto (art.2 L.n.340/1971) ha diritto di "disporre liberamente delle proprie ricchezze e
delle proprie risorse naturali" (art.1.2 L.n.881/1977) e i veneti possono decidere "del loro statuto
politico" (art.1.1) e possono perseguire "liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale"
(art.1.1), infatti l'articolo 1 del "Patto internazionale sui diritti civili e politici" per intero dice "1. Tutti
i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt di questo diritto, essi decidono liberamente
del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale. - 2.
Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle
proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica
internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale In nessun caso
un popolo pu essere privato dei propri mezzi di sussistenza. ";
8)il diritto di Autogoverno del Popolo Veneto riconosciuto dal suddetto articolo 2 della L.n.340 del
1971 ed il diritto di autodeterminazione dato dal "Patto sui diritti e civili e politici " recepito dalla
Repubblica Italiana con la L.n.881 del 1977 hanno posto in essere un soggetto di diritto sovrano
dotato di potest che la legge elenca, e questa Persona Giuridica il "popolo vento", e le sue facolt
e i suoi diritti sono, evidentemente, cosa diversa dai singoli componenti esseri umani che ne danno
costituzione, e questo soggetto attivo internazionalmente sovrano e protetto dallo Statuto delle
Nazioni Unite, dove "popolo" e "nazione" sono la stessa nozione nel diritto internazionale e quindi
per l'art.10 Cost., anche in Italia;
9)al popolo veneto data la libert politica di stabilire un proprio statuto e perseguire liberamente il
proprio sviluppo, il che comprende il diritto di unirsi o distaccarsi dall'unione con altre nazioni;
10)il popolo veneto, fatto nella realt di oltre 7 milioni di persone, giuridicamente costituito almeno
da Loris Palmerini, nato a Padova il 29 luglio 1968, e da Franceschi Luciano, nato a
Pag 255
Borgoricco (PD) il 26 maggio 1959, entrambi figli di veneti stanziali da almeno 5 generazioni, che si
sono dichiarati di nazionalit veneta e "popolo veneto" a Borgoricco di Padova il 24 luglio 1999 e
dunque il popolo veneto risulta costituito e rappresentato da Palmerini Loris e da Franceschi Luciano
che che lo rappresentano come figli della patria unitamente secondo regole interne di autogoverno
rispettose dei diritti umani;
11)il 27 luglio 1999 il popolo veneto ha istituito a Borgoricco (PD) la "Lista dei Cittadini veneti" che
la lista che elenca, come il secolare "libro d'or", i Cives Veneti, ossia i cittadini di nazionalit veneta

che lo Stato Italiano non ha mai censito cos come non lo fece la monarchia;
12)esistono centinaia di persone registrate nella "Lista dei cittadini veneti" che si sono dichiarate di
nazionalit veneta e parte del popolo veneto acquisendo la cittadinanza veneta, oltre che possederne
per lo pi un'altra, essendo un diritto di coloro che sono di nazionalit veneta indipendentemente dal
cittadinanza gi posseduta, poich la cittadinanza veneta un diritto anche economico e politico che
protrae dagli avi e si estende agli eredi;
13)il 27 luglio 1999 in Borgoricco di Padova, ai sensi dell'art.2 della L.n.340/1971 stato iniziato
"l'autogoverno dea parte del popolo veneto competente, diritto che anche se mai esercitato fino ad
allora nulla toglie alla loro validit legale e costituzionale come dei diritti nazionali dei cittadini
veneti;
14)come stato definito dai costituenti "l'autogoverno del popolo veneto" anche il "Governo del
Popolo Veneto" autodeterminato ai sensi dei patti internazionali recepiti dalla L.n.881 del 1977;
15)il Governo del Popolo Veneto ha sovranit politica, amministrativa e legislativa sul territorio
dell'Italia della ex Veneta Repubblica Serenissima;
16)l'art.10 della Costituzione Italiana obbliga la Repubblica Italiana a conformarsi ai patti
internazionali di cui alla L.n.881/1977 che garantiscono ai veneti la piena indipendenza in tutti i
sensi, con il diritto di indipendenza come Stato autonomo e sovrano e nella forma politica solo da
essi stessi voluta obbligando la Repubblica italiana a prendere ogni misura necessaria alla
realizzazione di tale diritto ai sensi del detto punto 3 articolo 1 del Patto internazionale sui diritti civili
e politici" reso esecutivo con l'art.2 L.n.881/1977";
17)il 04 settembre 2000 stato eletto il parlamento nazionale veneto secondo diritto di autogoverno
e autodeterminazione sopra indicati, le elezioni furono pubbliche e pubblicizzate in tutto il territorio
nazionale veneto, furono rese pubbliche nei mass media e nei giornali, dalla televisione RAI
regionale oltre che da quotidiani di ampia tiratura, ogni avente diritto poteva votar, le elezioni si
svolsero senza contestazioni secondo le leggi internazionali nemmeno successivamente e hanno per
tanto valore di legge costituzionale per chiunque sia nel territorio nazionale veneto;
18)eventuali violazioni di diritti elettorali nelle elezioni del 04/09/2000, per altro non denunciate,
sono imputabili alla mancanza di collaborazione, per altro dovuta, da parte delle amministrazioni
uscenti dello Stato, Regioni e Prefetture per prime, in violazione della legge n.881/1977, che hanno,
come da documentazione processuale, ostacolato le elezioni nazionali venete in attentato alla
costituzione;
19)le elezioni amministrative del 7 aprile 2002 vedono l'elezione diretta di oltre 3000 cariche sul
territorio, compresi magistrati, prefetti questori, Commissari del Governo, direttori ecc. (vedi decreto
05/12/2001 del Governo del Popolo Veneto);
20)poich nel Giuramento d'obbligo previsto dall'art.9 dell'ordinamento giudiziario, il magistrato
italiano ha giurato fedelt "alla Repubblica italiana, al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello
Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio", ogni magistrato italiano, in
quanto obbligato a rispettare le leggi dello Stato (Stato e Repubblica non sono la stessa entit
giuridica, vedi infra) non pu essere terzo e quindi non pu giudicare cittadini italiani di nazionalit
non italiana su temi che riguardino tali atti di autodeterminazione;
21)fino a quando non esistevano magistrati direttamente eletti dai veneti come diritto di
autogoverno, fino ad allora si avuta l'assoluta invalidit dei procedimenti giudiziari contro i veneti
riguardo a questioni di autodeterminazione, poich al riguardo il magistrato applicava la legislazione
italiana dello Stato e non quella internazionale cogente per l'art.10 Cost. Infatti giuratamente
preconcetto e limitato all'osservanza delle leggi dello Stato Italiano il giudice italiano non pu essere
terzo nel giudicare persone appartenenti ad altri popoli o nazioni in territori dove questi abbiano una
qualunque forma di autonomia legislativa come per esempio quella data in capo ai popoli dai patti
ratificati e resi esecutivi dalla legge n.881/1977. Il magistrato dello Stato Italiano non pu essere
imparziale ed dunque incompetente a giudicare le persone appartenenti ad altri popoli italiani
come il popolo veneto (art.2. L.n.340/1971) e il popolo Sardo (art.29 RD istituzione regione
Sardegna), ed impossibile la terziet sia perch egli ha giurato fedelt alle leggi italiane dovendo
applicare quelle invece che leggi internazionali che le disapplicano o le abrogano, ma anche perch
ha interesse personale nella causa avendo interessi economici nel procedimento in oggetto e
consequenziali, avendo l'interesse personale che al me non venga lasciata la libert di agire nella
societ civile essendo pagati con i tributi che illegalmente lo Stato Italiano estorce al popolo veneto
in violazione della L.n.881/1977 che fa legge anche i diritti economici e sociali dei popoli;
22)il Tribunale del Popolo Veneto l'Autorit Giudiziaria (A.G.) l"Autorit de Justisia" che stata
istituita direttamente dal popolo veneto in Borgoricco di Padova in data 26 settembre 1999, ossia
autodeterminata dai cittadini italiani di nazionalit veneta con cittadinanza veneta ai sensi dei patti
resi esecutivi dalla legge n.881/1977;
pag 256
23)fino al momento della costituzione del Tribunale del Popolo Veneto la Repubblica stata
inadempiente e carente di una legge che vedesse il popolo veneto partecipe come dovuto
dall'art.102 della Costituzione che prevede la partecipazione del popolo alla giustizia, pertanto il
Tribunale del Popolo Veneto di rilievo costituzionale ed il suo riconoscimento dovuto anche da
parte degli organismi costituzionali di autogoverno della magistratura come il CSM e le altre corti;
24)

il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Padova nel decreto n.21/2000 reg.ist. l.n.165/1998 del
09/03/2000 ha riconosciuta nella legge la piena legittimit del "Tribunale del Popolo Veneto", mentre
il presidente del Tribunale di Padova ha ricevuto un ricorso in merito presentato da Lando Massimo il
27/02/2002;
25)per l'art.24 Cost la legge penale non pu essere retroattiva stabilendo come reato ci che non lo
era a quel tempo e pertanto le Istituzioni che i Veneti hanno nel frattempo costruito sono e saranno
permanenti e tali azioni non potranno essere punite retroattivamente nemmeno se continuate in
futuro o se dichiarate reato in futuro;
26)il popolo veneto (art.2. L.n.340/1971) e il popolo Sardo (art.29 RD istituzione regione Sardegna)
sono previsti come entit giuridiche esistenti ed autonomamente dotate di potest politiche,
giuridiche economiche e sociali dati dalla L.n.881/1977, e tali entit cio i popoli riconosciuti hanno
diritti sovrani sopra lo Stato compresi quelli di vedere modificata e abrogata ogni norma dello Stato
che risulti in conflitto con il loro autodeterminarsi e autogovernarsi, compresa la Costituzione della
Repubblica;
27)risulta inammissibile ed incostituzionale ogni provvedimento preso da funzionari ed ogni legge di
enti dello Stato italiano (parlamento compreso) se in contrasto a direttive o ordinanze delle autorit
autodeterminate dal popolo veneto, in quanto provvedimenti o leggi viziati nella forma e nella
legittimit e nella costituzionalit, oltre che nella opportunit;
28)nel territorio nazionale veneto anche il Capo dello Stato italiano non ha alcuna legalit o
legittimit, autorit o potere e ha l'obbligo scritto nelle leggi della Repubblica italiana di rispettare le
leggi e le ordinanze delle Autorit di autogoverno del popolo veneto, specialmente nel modo stabilito
nei patti di cui alla legge n.881 del 1977;
29)il territorio nazionale dei veneti dove la sovranit appartiene agli stessi anche dove essi sono
rimasti solo una minoranza un territorio molto pi ampio di quell'ente territoriale dello Stato
Italiano chiamato "Regione veneto" la quale pi volte ha modificato e ridotto i suoi confini nel corso
dei recenti anni;
30)il territorio nazionale Veneto attualmente di fatto sotto amministrazione dello Stato Italiano,
composto dalle province originalmente venete lasciate nel 1866 al Regno d'Italia dalla
amministrazione Francese: dello Stato Lombardo-Veneto, quindi, sono venete le province di Belluno,
Bergamo, Brescia, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Verona, Vicenza e le citt di Crema e
Monfalcone, perch tutte della Serenissima alla data del 1797 e gi prima da secoli, quindi
storicamente e nazionalmente venete;
31)poich nel plebiscito del 1866 i veneti hanno dato il loro consenso "al Regno d'Italia sotto il
governo monarchico costituzionale di Re Vittorio Emanuele II e suoi successori" ossia a farsi
governare dalla Monarchia dei Savoia e dai loro discendenti maschi, attualmente assenti, non
essendo lo Stato Italiano un successore di Re Vittorio Emanuele II per tanto lo Stato Italiano privo
di legittima successione giuridica con la Monarchia in tutti i territori del Regno Lombardo-Veneto
preso in amministrazione dal Re Vittorio Emanuele e divenuto 1 degli Stati di S.M. il Re d'Italia, sotto
la riserva giuridica dei trattati che le popolazioni fossero debitamente consultate, con la conseguenza
che nel territorio nazionale veneto lo Stato Italiano non ha alcuna legittima presenza e non pu
esibire documentazione legale che comprovi la sua legittima presenza o amministrazione;
32)le popolazioni del lombardo-veneto hanno una sovranit gi riconosciuta nei trattati di cessione al
Re Vittorio Emanuele II e dunque tale sovranit da rispettarsi per l'unione allo Stato Italiano mai
richiesta n approvata;
33)secondo quanto riportato nel libro di Ettore Beggiato "La grande Truffa" Edizioni universitarie
Venezia, il plebiscito del 1866 nel territorio del Regno Lombardo-Veneto mancante del requisito
della "libera espressione delle popolazioni interessate" richiesta dal trattato di cessione dall'Austria al
Regno d'Italia, oltre che essere stato svolto con la presenza di soldati italiani che votarono al posto
dei veneti che militarono per l'Austria come detto da Serraglia Valerio il 21/02/2002 su Antenna 3
Nord-Est;
34)la Costituzione non pu essere richiamata quale limite invalicabile all'autodeterminazione,
nemmeno quell'art.5 sulla unicit della Repubblica poich ogni limite deve essere eliminato per
rendere effettivo il diritto di autodeterminazione cos come previsto dai patti internazionali resi
esecutivi dalla L.n.881/1977, oltre ad essere lo stesso art.5 Cost a dare ai veneti il diritto di
autonomia che ci viene negato non avendo noi fatto altro che invocare il diritto di autogoverno sotto
vigilanza ONU;
35)la attuale Costituzione Repubblicana del 1947 non mai stata ratificata dai popoli italiani (il
popolo sardo riconosciuto da prima della costituzione come le popolazioni del Lombardo-Veneto);
36)in seguito all'autodeterminazione del popolo veneto che dallo Stato Italiano deve essere
promossa come da L.n.881/1977 e come da Trattato di Helsinki sul territorio nazionale veneto lo
pag 257
Stato Italiano non ha alcuna potest n ora n mai in quanto l'amministrazione di fatto di territori
non d mai diritto alla usucapione nel diritto internazionale fin dai tempi della "Magna Charta";
37)lo STATUS GIURIDICO ATTUALE DEL TERRITORIO NAZIONALE VENETO risulta essere quello di un
territorio parte d