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Universit degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Facolt di Ingegneria di Modena "Enzo Ferrari"


Corso di Laurea Magistrale
in Ingegneria Civile

Comportamento sismico dell'accoppiamento


dei pannelli con elementi strutturali
nei prefabbricati industriali

Relatore:
Prof. Ing. Giorgio Serafini

Candidato:
Federico Oyedeji Falope
Anno Accademico 2013/2014

Indice
1 Introduzione

1.1

Le strutture prefabbricate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.2

I collegamenti nelle strutture prefabbricate . . . . . . . . . . . . . . . 14


1.2.1

Fondazione-pilastro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

1.2.2

Pilastro-trave . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

1.2.3

Trave-tegoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19

1.2.4

Pannelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

1.2.5

Collegamenti secondari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24

2 I pannelli prefabbricati
2.1

2.2

27

Classificazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
2.1.1

Posizione dimpiego . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31

2.1.2

Composizione e continuit del nucleo . . . . . . . . . . . . . . 34

2.1.3

Modalit dancoraggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37

2.1.4

Ruolo strutturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

2.1.5

Meccanismo resistente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45

Pannelli di tamponamento o pareti portanti? . . . . . . . . . . . . . . 47

3 Collegamenti dei pannelli


3.1

3.2

51

Tipologie di collegamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
3.1.1

Pannelli orizzontali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51

3.1.2

Pannelli verticali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55

Componenti del collegamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56


3.2.1

Canali e teste dancoraggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56


3

3.3

3.4

3.2.2

Scatole di ancoraggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60

3.2.3

Mensole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62

3.2.4

Squadrette e piastrine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63

3.2.5

Elementi di fondazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64

3.2.6

Dispositivi di dissipazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65

Normative e codici nazionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65


3.3.1

NTC 2008: D.M. Infrastrutture e Trasporti

. . . . . . . . . . 67

3.3.2

Eurocodici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72

3.3.3

Codici statunitensi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78

Problematiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103
3.4.1

Posa in opera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104

3.4.2

Sperimentazione e danni prodotti dal sisma

4 Caso studio

. . . . . . . . . . 108
117

4.1

Analisi condotte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118

4.2

Casi di studio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 121

4.3

Risultati delle analisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 121

Premessa
Il seguente studio ha come intento quello di analizzare il ruolo strutturale e non
strutturale che i pannelli ricoprono nei prefabbricati industriali, attraverso unanalisi
approfondita delle modalit di collegamento di questi agli elementi portanti. I pannelli

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Figura 1: Pannello orizzontale [1]

prefabbricati alleggeriti in cemento armato (pannelli sandwich) vengono impiegati


quali elementi non strutturali di chiusura disposti lungo lintera superficie perimetrale
degli edifici prefabbricati, la cui funzione principale risulta quella di coibente ed
elemento divisorio degli spazi interni dallambiente esterno. Il sistema di collegamento
che sorregge ed ancora i pannelli prefabbricati alla struttura mostra come il pannello
possa essere ancorato ad un qualunque elemento strutturale (elementi di fondazione,
5

SAIE 2012 | FORUM Sicurezza & Sostenibilit


Cinque mesi dopo il sisma -Tecniche innovative per una ripresa efficiente e sicura

SAIE 2012 | FORUM Sicurezza & Sostenibilit

Le unioni nelle strutture prefabbricate


Pannelli
orizzontali
collegati ai prefabbricate
pilastri
Le prefabbricati
unioni nelle
strutture

Cinque mesi dopo il sisma -Tecniche innovative per una ripresa efficiente e sicura

pilastri, travi e tegoli secondari Figura 2). Dimensionamento e verifiche di tale


Pannelli prefabbricati orizzontali collegati ai pilastri

Alberto Dal Lago et al.


Alberto Dal Lago et al.

Alberto Dal Lago et al.

Pannelli
verticali collegati in sommit alle travi
Alberto prefabbricati
Dal Lago et al.

Pannelli prefabbricati verticali collegati in sommit alle travi

Alberto Dal Lago et al.

Alberto Dal Lago et al.

Albertoprefabbricata
Dal Lago et al.
Criteri per il miglioramento e ladeguamento di edifici in struttura
Prof. G. Magliulo
Alberto Dal Lago et al.

Figura 2: Ancoraggio dei pannelli alla struttura [2]

Criteri per il miglioramento e ladeguamento di edifici in struttura prefabbricata Prof. G. Magliulo

sistema di ancoraggio sono tipicamente assoggettati a quelle norme che definiscono


carichi e sollecitazioni di progetto di elementi non strutturali. Verranno affrontati
esclusivamente pannelli prefabbricati in cemento armato i cui collegamenti saranno
analizzati dal punto di vista delle sollecitazioni. Le problematiche dei pannelli,
governate da spostamenti relativi dei propri punti dancoraggio, verranno trattate
analizzando il problema della configurazione di vincolo e delle necessarie precauzioni
da garantire affinch i collegamenti non vadano in crisi per eccesso di deformazioni.
Lobiettivo quello di far riflettere sullimportanza del dettaglio strutturale
che, nel pannello prefabbricato pu influire sul comportamento strutturale o non
strutturale che il pannello e ledificio prefabbricato manifestano in risposta ad una
sollecitazione.

Capitolo 1
Introduzione
A differenza degli Stati Uniti, in cui i primi sviluppi di prefabbricazione si ebbero
gi agli inizi del 900, la prefabbricazione strutturale cementizia ha dato via al suo
sviluppo in Italia con ritardo rispetto ad oltre oceano, nella seconda met degli anni
30, a causa di eventi storici che avevano notevolmente penalizzato il paese in termini
di investimenti destinati alle costruzioni. In quel periodo furono realizzati i primi
elementi prefabbricati in cemento armato (Figura 1.1 ) atti a sostituire i normali
laminati in acciaio, per realizzare impalcati di limitate dimensioni. Questi travetti

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Figura 1.1: Travetti prefabbricati per solai [3], [1]


per solai, realizzati con altezze variabili tra i (1540cm) e lunghezza massima di
10m, furono tra i primi tentativi storici di produrre un elemento in cemento armato,
in un luogo diverso da quello in cui veniva posto in opera, che ne permettesse un
miglioramento qualitativo. Dal dopoguerra in poi, laffermazione e la diffusione dei
prefabbricati cementizi rappresentarono il costante progredire di questo specifico
7

settore industriale. In seguito allo sviluppo economico del decennio successivo agli
anni 50 limpiego della prefabbricazione si estese a molteplici campi delledilizia.
Ad accelerare lo sviluppo della prefabbricazione, la crescita ed il bisogno di ampi
spazi del settore industriale, fecero si che la prefabbricazione cementizia diede il
suo massimo sfogo nella realizzazione di edifici industriali. Inizialmente dedicata
alle sole strutture di copertura atte a comporre impalcati (Figura 1.2 ), verso la

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Figura 1.2: Primi edifici prefabbricati [1]


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met degli anni 60, la prefabbricazione era in grado di proporre sistemi costruttivi
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completi di pilastri, travi ed


elementi di tamponamento, in grado cos di ottemperare
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l'importanza della corretta soluzrone, a livello progettuale


ed esecutivo, dei pi significativi dettagli costruttivi.

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Alla fine degli anni 90, il radicale
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dallo spessore della muratura, dalla resistenza a compressione e trazrone del cls del blocco, della resistenzaa compressione della malta, della resistenza di adesione della
malta al blocco, della spinta orizzontale cui sottoposta la
muratura. Per murature eccedenti la lunghe zza limite si
dovranno inserire delle strutturazroni o, comuneuo, altrr
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miglioramento del pregio architettonico e della capacit portante dei prefabbricati

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sistema costruttivo.

1.1

materiali posti in opera. Il posizionamento dei


awiene di regola in corrispon denza di vari azronr (

Le strutture prefabbricate

La progettazione e limpiego di strutture prefabbricate, a differenza delle strutture i


cui componenti strutturali vengono realizzati in opera mediante apposita casseratura
e getto di calcestruzzo, comporta lenorme pregio di poter far affidamento su elementi
la cui realizzazione viene effettuata in stabilimenti specializzati; questa modalit di
lavorazione permette di controllare in maniera pi efficiente quegli aspetti, mixdesign
dei materiali, formatura geometrica (comprensiva di tolleranze) e posizionamento
dellarmatura, che conferiscono ad un qualunque elemento strutturale e non le
8

caratteristiche necessarie ad assolvere agli impieghi richiesti. Le principali funzioni


richieste agli elementi prefabbricati cementizi sono:
resistenza strutturale;
resistenza al fuoco;
prestazioni illuminometriche;
isolamento termico;
isolamento acustico;
pregio architettonico.
Il continuo e progressivo sviluppo dei materiali ha permesso limpiego dei prefabbricati
in qualunque ambito, anche ove le condizioni degli ambienti si presentino ricche di
agenti degradanti (piscine, industrie chimiche, porti, ... ).
La notevole rapidit di realizzazione, consentita dallassorbimento in stabilimento
dei tempi di maturazione e finitura, non rappresenta lunica variabile che spesso
spinge committente e progettista verso la scelta di elementi prefabbricati, ma anche la
possibilit di poter far affidamento su elementi la cui prefabbricazione in stabilimento
garantisce il pi delle volte risultati ottimali rispetto alla stessa struttura interamente
gettata in opera in condizioni meno controllabili quali, quelle del cantiere a cielo
aperto; si pensi infatti alla lavorazione di pannelli granigliati con finiture ad intarsi,
il cui pregio architettonico e la cui regolarit dipende fortemente dalle condizioni di
lavorazione. Il prefabbricato in grado di andare incontro a richieste architettoniche
di ogni tipo che, a causa della delicatezza degli impasti cementizi o delle finiture,
allaperto risulterebbero impossibili o eccessivamente onerosi da realizzare (Figura 1.3).

A quasi un secolo dalle prime applicazioni, il miglioramento continuo del settore


dei prefabbricati cementizi si traduce ad oggi in:
ampia gamma di componentistica di base;
indiscutibile grado di dettaglio e capacit di produzione di ogni elemento
strutturale e non strutturale;
9

Figura 1.3: Finiture dei pannelli [1]


capacit di personalizzazione. geometrica e delle finiture di ogni elemento;
La domanda di componenti cementizi prefabbricati, riguarda i pi svariati settori
delledilizia, tra i quali:
edifici industriali e per il settore terziario;
edifici commerciali;
edifici per comunit (istruzione, sanit, alberghi, chiese, musei, sport, ...);
edifici per lagricoltura (silos, allevamenti, ...).
La vasta gamma di prodotti prefabbricati pu essere catalogata come suggerito
da Dassori [1] in:
elementi strutturali: plinti, pilastri mono e pluripiano, lastre, travi, solai, scale;
elementi strutturali specializzati per grandi coperture: shed, microshad e tegoli
alari;
elementi di completamento: gronde, timpani, velette, chiusure, raccordi, ...;
elementi portati: pannelli di tamponamento bidimensionali, componenti di
rivestimento a geometria libera ed elevato contenuto formale.
10

I pi punti di forza pi evidenti della prefabbricazione in calcestruzzo possono essere


rapidamente riassunti in elevato grado di proiezione verso tecniche innovative volte
a migliorare la qualit del prodotto (ramo di ricerca e sviluppo in forte ascesa),
inconfrontabile qualit tecnologica offerta da uno stabilimento di prefabbricazione;
affidabilit tempistica; livello di sicurezza del processo di trasporto e montaggio e
riduzione della mano dopera (Figura 1.4 ).

Figura 1.4: Trasporto e fase di sollevamento pannelli [1]


In materia di prefabbricazione laspetto delle fasi di vita (stoccaggio, maturazione,
trasporto, montaggio e condizioni in opera) che attraversa un manufatto prefabbricato
giocano un ruolo cardine nellefficienza dello stesso, vista lenorme variabilit di
sollecitazioni agenti e configurazioni di vincolo in cui il manufatto stesso si trova
durante le sue varie fasi di vita. Lesecutivit e la realizzabilit del progetto generale
discerneranno da una completa e dettagliata conoscenza del know-how del manufatto
da parte del progettista.
Nella maggior parte dei casi, la realizzazione di un organismo strutturale prefabbricato si basa sullimpiego di plinti prefabbricati (parzialmente o totalmente)
posati in opera e dotati di armature di ripresa uscente dal collare del plinto per il
collegamento reciproco tra plinti attraverso un cordolo di fondazione (Figura 1.5),
avente funzione di trave porta pannello e regolarizzatore dei moti relativi tra gli
elementi di fondazione. Successivamente al tracciamento plano-altimetrico ed alla
posa dei plinti, vengono inseriti allinterno di questi pilastri monopiano o multipiano
a seconda delle necessit realizzative (Figura 1.6). I pilastri vengono prefabbricati con
apposite mensole, alle quote e delle geometrie richiesta dal progettista (Figura 1.7),
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Figura 1.5: Plinto prefabbricato con armatura di continuit per cordoli di fondazione
[1]

ELEMENTI
DI COPERTURA

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Figura 1.6: Elementi di un tipico edificio pluripiano prefabbricato [1]

12

per lappoggio di elementi di orditura primaria (travi o solai autoportanti). Nel

MENSOLA
IN VISTA

PILASTRO
PREFABBRICATO

Figura 1.7: Pilastro prefabbricato dotato di mensola dappoggio [1]


caso in cui i pilastri vengano accoppiati a travi principali, su queste vengono posti
elementi di orditura secondaria per la chiusura del manufatto; tali elementi possono
essere rappresentati da una vasta gamma di prodotti tra i quali tegoli sormontati da
lastre o impiegati come elementi in accost, elementi speciali quali shed e micro-shed,
tipicamente richiesti per opere la cui luminosit interna ha un elevato grado di
importanza (Figura 1.8).
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Figura 1.8: Impiego elementi shed per necessit illuminometriche [1]


13

La necessit di assemblaggio ed accoppiamento di elementi preesistenti, fa si


che lelemento di fragilit delle strutture prefabbricate risieda nelle modalit di
connessione tra gli elementi impiegati. Nel successivo capitolo verranno mostrate
alcune delle innumerevoli modalit di collegamento tra i vari elementi prefabbricati.

1.2

I collegamenti nelle strutture prefabbricate

Come gi annunciato in precedenza le unioni tra gli elementi strutturali e non rappresentano il principale elemento di fragilit degli edifici in prefabbricati, essendo
queste realizzate in opera (ad umido o a secco). Si illustrano e descrivono nel
seguito le principali connessioni tra elementi prefabbricati impiegati nella progettazione di edifici industriali prefabbricati. Il ruolo delle tolleranze, siano esse intese
in ambito produttivo o di montaggio, governano lassemblaggio e la realizzabilit di
un qualunque sistema costituito da elementi prefabbricati, determinando quindi il
corretto funzionamento dellopera. Una particolare attenzione sar data alle connessioni dei pannelli prefabbricati, considerati elementi non strutturali in quanto non
normalmente adibiti a portare carichi (se non peso proprio e carico da vento), con
gli elementi strutturali circostanti.

1.2.1

Fondazione-pilastro

La connessione tra elementi di fondazione dipende prevalentemente dalla scelta


progettuale del sistema fungente da organo di fondazione.
Caso di plinto prefabbricato (totalmente o parzialmente)
Nel caso in cui lelemento di fondazione si costituito da un plinto a bicchiere (Figura 1.9), tale elemento viene dimensionato in modo da permettere linserimento del
pilastro, lasciando uno spessore variabile (510cm) tra linterno del collo del bicchiere
e il pilastro. Il posizionamento di una boccola con collegamento maschio-femmina
sul fondo del bicchiere (Figura 1.10 ) e la possibilit di riempimento del bicchiere,
fanno si che, previo tracciamento della posizione del plinto, il pilastro possa essere
opportunamente posizionato plano-altimetricamente, come da progetto richiesto. Il
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15
Figura 1.10: Collasso tipo
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Figura 1.9: Plinti a bicchiere totalmente e parzialmente prefabbricati [1]

margine rimasto tra pilastro e collare del plinto, viene successivamente colmato con
una malta antiritiro ad elevate prestazioni o con un calcestruzzo opportunamente
scelto. Tale collegamento pu essere strutturalmente considerato un incastro, previa
lopportuno dimensionamento del collare del bicchiere o, in maniera pi accurata
e rigorosa, con un appoggio dotato di una molla rotazionale pari alla rigidezza
rotazionale del collare del plinto.

Caso di plinto gettato in opera, trave rovescia o platea di fondazione


Qualora lelemento di fondazione non sia costituito da un plinto prefabbricato, sia esso
una trave rovescia di fondazione o una platea, le alternative per il collegamento dei
pilastri alla fondazione sono rappresentate da tre possibili scelte progettuali: la prima
vede la presenza di ferri di ripresa sia sul pilastro che sullelemento di fondazione ed un
addizionale elemento maschio in cemento armato (tenone, Figura 1.11) che conferisce

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Figura 1.11: Collegamento pilastro fondazione con tenone [1]


stabilit in fase di posa al pilastro; successivamente il margine circostante al tenone con
ferri di ripresa viene riempito mediante opportuna casseratura, per conferire continuit
strutturale al collegamento pilastro-fondazione; una seconda alternativa (Figura 1.12)
rappresentata dalla formazione di un collegamento mediante opportuni ferri di
ripresa che, tramite un sistema di incastro maschio-femmina (armotubo) tra pilastro
e fondazione, si inseriscono reciprocamente tra gli elementi connessi; successivamente
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Figura 1.12: Collegamento pilastro fondazione con armotubo [1]


il contatto tra ferri di ripresa e le cavit atte ad ospitarli vengono colmati mediante
getto di malte espandenti ad elevate prestazioni, conferendo continuit strutturale al
nodo; in terzo ed ultimo luogo pu essere prevista da un lato, sulla base del pilastro,
un piastra opportunamente annegata nel calcestruzzo (Figura 1.13), caratterizzata
dallaltro o dalla presenza di fori dentro i quali verranno inseriti e successivamente
serrati i tirafondi uscenti dalla fondazione. I tutti e tre i casi la presenza di una

Figura 1.13: Pilastro con piastra connesso in fondazione mediante tirafondi.

boccola e una rientranza cava (maschio-femmina) per ospitare la suddetta e la


capacit di riempimento con materiale dapporto permettono il corretto tracciamento
del pilastro. Si sottolinea come la verticalit del pilastro debba essere garantita da
17

un opportuno sistema di ancoraggio (quale una gru o dispositivi di puntellamento) o


da un elemento del pilastro che garantisca verticalit e stabilit.

1.2.2

Pilastro-trave

Il collegamento tra pilastri e travi prefabbricate cerca di simulare nella maggior parte
dei casi un appoggio fisso o scorrevole; normalmente in strutture pluripiano pu
essere richiesta la presenza di nodi rigidi o semi-rigidi, ottemperata dallimpiego di
nodi a pi vie prefabbricati posti in opera e richiedenti esclusivamente la disposizione
di armatura aggiuntiva ed un getto di completamento. Il collegamento tra pilastri
e travi veniva, precedentemente allentrata in vigore della nuova normativa tecnica
sulle costruzioni [4], realizzato mediante semplice appoggio a secco (con resistenza di
natura esclusivamente attrittiva) dei componenti prefabbricati (Figura 1.14). Tale

TRAVE A

NEOPRENE

PILASTRO
PREFABBRICATO

Figura 1.14: Collegamento pilastro trave eseguito a secco [1]


pratica, vietata dalle norme vigenti e le cui lacune sono state messe in evidenza
dai sismi dellAquila e dellEmilia, stata sostituita da innumerevoli tipologie di
assemblaggio. La connessione pi diffusa costituita da uno o pi elementi di ripresa
filettati o ad aderenza migliorata in acciaio, posizionati nelle mensole del pilastro
(giunti ad H) ed inseriti allinterno della trave, ai cui estremi saranno presenti fori
complementari; in alternativa successivamente alla posa in opera di pilastro e trave
vengono inseriti in fori preesistenti in trave e pilastro(Figura 1.15) apposite barre
filettate fissate tramite dado e rondella. In entrambi i casi tra mensola e trave viene
posizionato un cuscinetto in gomma di spessore variabile (12cm).
18

Figura 1.15: Collegamenti con inserti trave pilastro [5]


Gli accoppiamenti precedentemente descritti tra trave e pilastro possono essere
realizzati su mensole predisposte alla quota desiderata del pilastro in fase di produzione, o attraverso limpiego di pilastri a forcella che subendo in sommit una
repentina variazione della sezione trasversale vedono la formazione di rientranze per
linserimento delle travi (Figura 1.14).

1.2.3

Trave-tegoli

La connessione tra trave ed elementi di orditura secondaria, viene eseguita nella


maggior parte dei casi, secondo schemi riconducibili a due principali modalit, nella
prima, molto simile al sistema di fissaggio trave-pilastro, basata sulla presenza di
due fori presenti ad ogni estremit del tegolo, in corrispondenza dei quali vengono
inserite barre filettate ancorate nella trave e fissate mediante serraggio dei dadi in
sommit della barra (Figura 1.16); la seconda alternativa rappresentata da limpiego

Figura 1.16: Collegamento trave-tegolo con inserti metallici [5]


19

Profili con Zanche Saldate Z1


APPLICAZIONI SPECIALI
ESEMPI DI APPLICAZIONE
ESEMPIO 1
Ritenuta di Pannelli sottili a tegolo di copertura
SHED nella zona dellaletta con Piastrine TA ed
accessori Edilmatic

Ribassate

di profili angolari che, sfruttando la presenza di scanalature (canali di ancoraggio


preinseriti negli elementi allatto della prefabbricazione) o forature eseguite in opera,
permettono di regolare il posizionamento effettivo tra gli elementi, che una volta
posti in opera, vengono solidarizzati mediante la serratura di una vite o elemento
speciale dancoraggio (M12-M16) opportunamente inserita nei canali passante per
langolare (Figura 1.17).

ESEMPIO 2
Fissaggio di Coppone di copertura tipo al Trave nella zona di nervatura,con Squadrette ed accessori Edilmatic.

Ribassate
EDILMATIC

Ribassate

23

Figura 1.17: Angolare e canali per il collegamento trave-tegolo [6]

1.2.4

Pannelli

La qualifica di elemento non strutturale non deve indurre, come per il resto degli
elementi non strutturali, a considerare in maniera superficiale i dettagli inerenti
collegamenti e comportamento durante le fasi di vita dellelemento stesso. Tale
elemento, ed in particolare il suo sistema di connessione agli elementi strutturali,
tende facilmente ad andare in crisi sotto lazione di carichi orizzontali. A seconda
dello specifico caso e delle esigenze progettuali, il pannello prefabbricato possiede
la peculiarit di poter essere connesso ad un qualunque elemento strutturale determinandone quindi il grado di efficienza. Tra gli elementi a cui pi spesso viene
ancorato il pannello vi sono indubbiamente pilastri (Figura 1.18), travi (Figura 1.19)
ed un elemento di fondazione (Figura 1.20); pi rari dei precedenti ed applicati ai soli
pannelli verticali, sono i casi in cui il pannello viene ancorato in sommit ai tegoli
di copertura (Figura 1.21) o, nel caso di pannello orizzontale, venga posizionato un
pilastro rompitratta o portapannello, esclusivamente per permettere lancoraggio del
pannello. Altra modalit di unione fondamentale quella che vede laccoppiamento
20

Sistemi di Appoggio
MENSOLA SPECIALE
MOT6 ORIZZONTALE
Figura 1.18: Collegamento pilastro-pannello orizzontale [1]
CARATTERISTICHE
La .FOTPMB0SJ[[POUBMF.05(Portata max. 60 kN)
viene proposta per il sostegno di elementi in CLS (in
genere pannelli di tamponamento) dove si renda necessario collocare il punto di appoggio su estradossi
di Travi e/o di Solai.
Gli accessori necessari per lesecuzione del nodo di
sostegno sono gli stessi da utilizzarsi per la .FOTPMB
.54UBOEBSE con Piastra Zancata MT6 e Ripartitore di Carico MT6 con -NN
Le regolazioni a disposizione della .05 sono identiche a quelle disponibili per la standard e le asole
poste nel piano dappoggio consentono anche una
regolazione angolare della mensola nel caso in cui la
Piastra Zancata fosse posizionata in modo scorretto,
non perfettamente in asse rispetto alla direzione longitudinale del Trave e/o del solaio.
La Mensola ottenuta con acciaio di qualit e viene fornita zincata con zincatura elettrolitica secondo
UNI EN ISO 2081.

DIMENSIONI ED INGOMBRI
La .FOTPMB 0SJ[[POUBMF .05 in proporzione
alla Portata offre un ingombro in altezza estremamente ridotto (H = 85 mm) che consente di effettuare successivi getti integrativi senza particolari
problemi rendendo totalmente a scomparsa la
mensola.

Accessori per
Descrizione e
Figura 1.19: Collegamento
trave-pannello
orizzontale [1]
MOT6
Tipologia
Piastra Zancata

Tipo MT6 standard


Tipo MT6 standard o L = 250 mm

Ripartitore di Carico

La Piastra Zancata da utilizzare con la MOT6


quella standard per Mensola MT6; per il fissaggio
della Mensola con Tasselli contattare lUfficio Tecnico Edilmatic per approfondire le caratteristiche
dellapplicazione.

PILASTRO
PREFABBRICATO

I Bulloni per il serraggio della mensola sulla Piastra zancata sono M18x50 classe 10.9.

BulloniDELLA
e Rondelle
QUOTA
di Serraggio
PAVIMENTAZIONE

Bullone e Dado
di Regolazione

tl
"J

iltl

PANNELLO
Tipo MT4 standard

rl
rl
Bullone M24xL=120

DI

TAMPONAMENTO
VERTICALE

classe 8.8
(UNI EN ISO 4017)

Dado M24
classe 6s
(UNI EN ISO 4032)

Bulloni M18xL=50
classe 10.9
(UNI EN ISO 4017)

Rondelle d=18
Classe R40
(UNI EN 6592)

Il Bullone di Regolazione pi lungo di quello


standard per MT6 (M24x120 classe 8.8.) ed fornito completo di Dado di serraggio (M24 classe
6s).
SPESSORAMENTO
PER ALLINEARE
GLI APPOGGI
PIANO
DI POSA

q*-

TRAVE DI
FONDAZIONE

CLS MAGRO

14
Nodo ponnello verticole I fondozione in opero

Figura 1.20: Collegamento trave di fondazione-pannello verticale [1]


21

Profili con Zanche Saldate Z1


APPLICAZIONI SPECIALI
ESEMPI DI APPLICAZIONE
ESEMPIO 1
Ritenuta di Pannelli sottili a tegolo di copertura
SHED nella zona dellaletta con Piastrine TA ed
accessori Edilmatic

Ribassate

ESEMPIO 2
Fissaggio di Coppone di copertura tipo al Trave nella zona di nervatura,con Squadrette ed accessori Edilmatic.

Figura 1.21: Collegamento trave di tegolo-pannello verticale [6]


reciproco tra pannelli, rappresentata solitamente da un sistema maschio femmina o
in rari casi dallimpiego di canali dancoraggio e piastrine forate (Figura 1.22).
Ribassate

EDILMATIC

LATO

INTERNO

EVENTUALE
SIGILLATURA
INTERNA

LATO

Ribassate

ESTERNO

23

PANNELLO DI
TAMPONAMENTO
SUPERIORE

SIGILLATURA
IN SILICONE

CARBONE
RIGIDO

#.=r;i
g:::::$

PANNELLO DI
TAMPONAMENTO
INFERIORE

E
qq'qernt

Figura 1.22: Sistemi di conessione pannello-pannello [1]


Caratteristiche fondamentali che i collegamenti dei pannelli dovranno possedere
saranno:
agevole e versatile grado di regolazione per la messa in opera del pannello;
efficace trasmissione delle sollecitazioni localmente previste e tempestivamente
attivata senza la necessit di assestamenti;
permanenza in campo elastico, a meno che non siano previsti pi gradi di
vincolo tra i quali i principali (colleganti i pannelli agli elementi strutturali)
non dovranno comunque plasticizzare.
22

Il pannello prefabbricato lunico elemento, seppur non strutturale, a poter


essere in contatto con un qualunque elemento strutturale; tale caratteristica fa si
che le connessioni di tale elemento siano soggette a problemi oltre che di natura
tensionale anche di natura deformativa, introdotta dal possibile manifestarsi di
spostamenti differenziali tra le varie zone alle quali si ancora il pannello. Gli effetti
che, in caso di sisma, il drift di piano genera sui collegamenti dei pannelli devono
essere attentamente valutati mediante opportuni accorgimenti, atti a conferire alle
connessioni del pannello capacit deformative tali da non provocare la rottura delle
stesse.
Nonostante la connotazione di elemento non strutturale, dovuta allassenza di
carichi portati al di fuori di peso proprio e vento, tale elemento se posto in opera
senza le opportune precauzioni rischia di andare ad assorbire unimprevista aliquota
di taglio sismico, nei confronti del quale il pi delle volte lelemento non posseder e
le caratteristiche resistenti necessarie.
Lunione tra pannello prefabbricato ed un qualunque elemento fuori terra viene
realizzata mediante limpiego di canali di ancoraggio annegati nellelemento portante

Applicazioni

Applicatio

e nel pannello, connessi da un sitema di bulloni, piastrine, angolari e speciali viti

dancoraggio profili metallici (Figura 1.23); nel caso di tegolo, gli angolari vengono

Figura 1.23: Canali e profili dancoraggio per pannelli [7]


invece direttamente ancorati al tegolo mediante opportuna foratura ed inserimento di
tasselli di tenuta. La connessione tra pannelli ed altri elementi verr maggiormente
approfondita entrando nel dettaglio dei componenti nel capitolo 3 .
23

1.2.5

Collegamenti secondari

Lappellativo secondari non tanto da intendere dal punto di vista dellimportanza


strutturale degli elementi connessi, quanto pi dal meno diffuso impiego che tali
connessioni trovano nei prefabbricati industriali (strutture offshore e prefabbricati
pluripiano). Tali collegamenti sono rappresentati da:
collegamento impalcato-trave o impalcato-tegoli: tale connessione viene comunemente realizzata lasciando fuoriuscire da entrambi gli elementi unapposita
armatura di ripresa, solidarizzata a quella dellaltro elemento mediante un
getto di cemento di spessore variabile tra i 310cm;
collegamento trave-trave: questo tipo di unione risulta molto diffusa per
strutture in cui la necessit di ottenere luci significative (30-40m) gioca un ruolo
cardine, o qualora il grado di specializzazione del progetto lo richieda; in ogni
caso si ricorre tipicamente o ad un assemblaggio per conci, realizzato mediante
fori nei quali verranno inseriti inserti metallici e successivamente riempiti con
malta espansiva o con piastre presenti sulle travi opportunamente saldate tra
loro; nel caso di strutture con grandi luci per le quali prassi impiegare travi
a doppia pendenza, la tecnologia della post-tensione in grado di connettere
conci separati di trave;
collegamento tegolo-tegolo: la connessione di tali elementi realizzata mediante
limpiego di laminati metallici connessi mediante perni infissi nei due elementi
(Figura 1.24);
collegamento pilastro-pilastro: tale connessione, tipica di strutture pluripiano,
pu essere realizzata, a seconda della scelta progettuale effettuata per il nodo,
mediante nodi a pi vie prefabbricati e richiedenti esclusivamente un getto di
completamento nel nucleo, per la ripresa dei componendi strutturali adiacenti,
o per giustapposizione delle armature di ripresa e successivo completamento
con getto di completamento.

24

Figura 1.24: Collegamento tegolo-tegolo [5]

25

26

Capitolo 2
I pannelli prefabbricati
A partire dagli anni 80, i pannelli prefabbricati, tipicamente di 2,5x10m e 2024cm
di spessore (Figura 2.1), vengono impiegati nelledilizia prefabbricata come elemento

Figura 2.1: Pannelli prefabbricati e relativo impiego [1]


di chiusura, separante lambiente esterno da quello interno. Lisolamento termico
la principale funzione alla quale il pannello dovr provvedere. La produzione in
stabilimento (Figura 2.3 e 2.2) del pannello, in apposite casserature in posizione
orizzontale schematizzabile nelle seguenti fasi:
posizionamento delle sagomature necessarie per le finiture;
posizionamento dellarmatura richiesta o di una rete elettrosaldata;
getto della prima lastra di calcestruzzo
27

Production of
Precast Concrete Insulated
Sandwich Wall Panels
Contributed by: Budd Hilgeman, Concrete Technology Inc., Springboro, Ohio.

Fig. 4.1.d. Placing 2 in. (51 mm) thick insulation;


insulation is pre-drilled at 16 in. (406 mm) on
center to accept pin style connectors.

Fig. 4.1.f. Insulation partially in place.

Fig. 4.1.h. Placing pin connector through insulation.

Fig. 4.1.j. Pin connectors in place.

Fig. 4.1.l. Blockout of foam around edge handling insert.

Fig. 4.1.e. Placing 2 in. (51mm) thick insulation;


insulation can go outer wythe to outer wythe, and/or can
incorporate certain areas of panels that are non-insulated,
depending on design criteria required.

Fig. 4.1.b. Concrete being placed as a part of face mix,


raking mix to cover all surfaces of form; concrete once
placed, will be vibrated with both external and internal
units; placement depth of 3 in. (76 mm) for face mix.

Fig. 4.1.c. Vibrating face mix using bull float vibrator.

Fig. 4.1.a. Basic form with reinforcement in place; exterior


side of panel is form surface; typically, architectural panels
indicated are 3 in. (76 mm) of face mix, 2 in. (51 mm) of
insulation, and 3 in. (76 mm) of back-up concrete.

38

PCI JOURNAL

Fig. 4.1.m. Vibration of backup mix


using pencil vibrator.

Fig. 4.1.k. Placement of concrete that


is back of panel, over insulation.

Fig. 4.1.i. Pin connector partially through insulation.

Fig. 4.1.g. Pin connector in place through


insulation and full pin connectors.

39

Figura 2.2: Ciclo produttivo di pannelli prefabbricati [8]

28

Pisfe e bsnchi bosculonti per la produztone

di p0nnellr con

sponde

movtmentazione rdraultcs e con clppe di riscsldomento.

Mocchinl per il toglto delle lastre e, sullo sfondo, disposrtrvo

pe r

bonco di getto der solst olveolari.

Cossero per produzione tegoli

{I

Vibrofinitrrce per

rl

getto in continuo

del colcestruzzo per soloi alv: -

a)
(-

'N
7
l-

Pisfe e bsnchi bosculonti per la produztone

di p0nnellr con

sponde

movtmentazione rdraultcs e con clppe di riscsldomento.

Attrezzotu
i lovatr'!
Figura 2.3: Casseri per produzione eil finitura
pannelli
prefabbricati [1]
ro per pa n nel I

Mocchinl per

"

toglto delle lastre e, sullo sfondo, disposrtrvo

pe r

bonco di getto der solst olveolari.

posizionamento di blocchi di alleggerimento che incrementino anche le propriet


coibenti;
posizionamento
di speciali elementi connettori o di tralicci che accoppino i due
{I
Cossero per produzione tegoli

strati di calcestruzzo o, se previsto dalla precedente fase, di elementi passanti


lo strato di alleggerimento connettenti gli strati di calcestruzzo;
a)
(-

posa dellarmatura della seconda lastra di calcestruzzo e posizionamento dei

'N
7
l-

canali dancoraggio;
Attrezzotu ro per pa n nel I i " lovatr'!

getto della seconda lastra di calcestruzzo.


Le finiture del pannello possono avvenire a cassero o fuori cassero. Nel caso di
trattamento a cassero, pu essere prevista la colorazione del calcestruzzo effettuata
attraverso appositi pigmenti introdotti precedentemente al getto; in tal caso la faccia
inferiore del pannello, rispetto al fondo cassero destinata alla superficie strutturale
esterna. Qualora la richiesta architettonica preveda opportune finiture superficiali
(Figura 2.4), sar la faccia superiore del pannello ad essere destinata alla superficie
strutturale esterna permettendo cos, successivamente al getto ed in una qualunque
sua fase di maturazione, di eseguire finiture quali graffiatura o creazione delle pi
svariate forme geometriche mediante applicazione di polveri lapidee (per strati di 2
3mm) disposte su fogli con fori variabilmente sagomati che, stesi sul calcestruzzo
29

30
Figura 2.4: Finiture superficiali dei pannelli prefabbricati [1]
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ancora fresco, ne permettono la decorazione. In alternativa possibile prevedere sul


fondo cassero la posa di matrici, fogli in gomma sagomata che permettano la creazione
di superfici sagomate in rilievo. Le lavorazioni fuori cassero prevedono tipicamente
laggiunta in fase di getto di un ritardante che permette al calcestruzzo di mantenere
le caratteristiche dimpasto tali da permettere, successivamente alla scasseratura,
lavorazioni quali sabbiatura o martellinatura (eseguite attraverso specifici impianti
meccanizzati), lavatura, levigatura o eventuali trattamenti chimici.

2.1

Classificazioni

La variabilit dimpiego del pannello, fa si che tale elemento possa essere assoggettato
a diverse tipologie di classificazione dovute alle specificit progettuali che il pannello
deve andare a soddisfare. Si riportano di seguito le pi comuni classificazioni
attraverso le quali possibile catalogare i pannelli.

Posizione dimpiego

il*

2.1.1

Il pannello pu a seconda della scelta progettuale essere impiegato in:


i_,rtrrr',i:.,,.j.,::..:,..

ii:i rl :' ::

:jr: :::+:.:r'_; jl

posizione orizzontale (Figura 2.5)


posizione verticale (Figura 2.5)

Figura 2.5: Orientamento pannelli in opera, orizzontale e verticale [1]

31

Orizzontali
I pannelli orizzontali possiedono la particolarit di essere ancorati tipicamente ai pilastri nella parte superiore e semplicemente appoggiati nella parte inferiore (Figura 2.6).
Lappoggio inferiore pu essere realizzato in due distinte modalit: il primo vede il
+I

PILASTRO
PREFABBRICATO

vEDl

DETTAGLTO

(l

.'l

PANN ELL(

TAPONAM
ORIZZON'

DETTAGLTO (A)

PILASTRO
PREFABBRICATO
PROFILO METALLICO
NEL PILASTRO
ESEMPIO
DI FISSAGG

PAN N ELL
TAPONAil
ORIZZON

Figura 2.6: Tipico ancoraggio dei pannelli orizzontali [1]


semplice appoggio mediante un sistema diincastro maschio-femmina, inglobato nella
geometria dei pannelli (Figura 1.22), che fa si che il pannello superiore scarichi il
proprio peso su quello inferiore, sollevando il collegamento superiore con il pilastro
da sollecitazioni taglianti; il secondo vede la predisposizione allinterno del pilastro
di appositi elementi in acciaio posizionati in fase di getto del pilastro alle quote
richieste, atti a creare un sistema a mensola o a coltello (Figura 2.7) funzionante per
attrito o per incastro maschio-femmina dei componenti. Il pannello orizzontale alla
quota del piano campagna viene tipicamente posato direttamente a contatto con i
plinti dei pilasti ai quali esso stesso in sommit collegato (Figura 2.8).
Verticali
I pannelli verticali risultano alla base sempre connessi ad un elemento di fondazione
(tipicamente una trave portapannello fungente anche da cordolo di fondazione).
Il pannello presenta, in corrispondenza della superficie inferiore a contatto con
la fondazione, una rientranza continua lungo il suo intero sviluppo a forma di C
32

33

c
5
o

N.

5
f+
c
c

D
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a
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a

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a
5
3
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a
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tl

Figura 2.8: Collegamento pannello orizzontale-plinto [1]

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>o

1C

po

e in corrispondenza al
nsentiti dalla normale
astra pannello per un

devono utilizzare le

Fig. 43

Figura 2.7: Ancoraggio del lembo inferiore del pannello orizzontale [9], [1]

o V; tale cavit realizzata per connettersi, permettendo centraggio e messa in


verticalit dellelemento, con un profilo laminato presente nellelemento di fondazione
(Figura 2.9).

Figura 2.9: Connessione pannello verticale-trave portapannello [5]

2.1.2

Composizione e continuit del nucleo

La scelta dei materiali e degli strati attraverso i quali andare a comporre lo spessore del
pannello risulta il pi delle volte legata alla principale funzione che il pannello dovr
avere. Pu essere richiesto al pannello, infatti, di avere funzione prevalentemente
di natura architettonica rispetto alla funzione coibente che in alcuni casi pu essere
demandata ad un eventuale coibentazione interna (Figura 2.10) eseguito in opera
una volta posati ed ancorati i pannelli di chiusura. Secondo tale criterio compositivo
possibile classificare i pannelli in:
monolitici o pieni
alleggeriti O sandwich
nervati
forati
34

$ezione orizzontole

Figura 2.10: Pannello privo di coibentazione affidata al cappotto interno [1]


Monolitici

Il pannello monolitico composto da ununica lastra di calcestruzzo di spessore

variabile (10 24cm). Limpiego di tale elemento , a causa delle carenti propriet
coibenti e dellelevato peso, tipicamente richiesto in situazioni nella quali la funzione
di resistenza al fuoco prevale sulle altre caratteristiche del pannello (Figura 2.11).

3:

ET

3:

ET

i,

da nervature, separate da uno strato di materiale alleggerente e coibente. Lo spessore

di tali pannelli, variabile tra 2024cm, tipicamente composto approssimativamente

per un terzo da blocchi di materiale isolante (Figura 2.12). Il collegamento tra le due

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i,

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35

Etilll=;i rlti
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Figura 2.12: Pannelli alleggeriti e sandwich [1]

5=P\cf:
EeFlit s5Fg1=giEg
-u
E

I pannelli alleggeriti sono costituiti da due lastre di cemento opportunamente connesse

: : ;
9i
i;=
=1'. = :
Alleggeriti e sandwich

EeFlit s5Fg1=giEg
E

: : ;
9i
i;=
=1'. :

i,

Figura 2.11: Pannello monolitico [1]

lastre di calcestruzzo assicurato dalla presenza di connessioni

A partire dalla met degli anni '80 il pro_eeno del r


namento prefabbricato ha acquistato noter-oli sr
libert affrancandosi nei suoi principi informatr
modello di industrializzazione unicamente imperni
concetto normalizzatore di standard. La filosc
approccio al progetto dell'involucro esterno. rend
difficile, ancorch riduttiva, la proposizione di
locali
(Figura 2.13)
o per le soluzioni gec
schematizzazioni
tipologiche
che, e vedremo anche materiche, del prospetto.

Alcune semplici considerazioni sulle geometrie c


possono tuttavia aiutare a comprendere le poten
compositive del tamponamento prefabbricato, stim,
la ricerca di soluzioni costruttive sempre pi raffinr
htnanzi tutto sembra opportuno suddividere i comp
di tamponamento nelle due soluzioni geometriche
mentali:

(in genere rettangolare)


. pannello verticale (appoggiato secondo il lato cr
. pannello onzzontale (appoggiato secondo il lato
. a geometria libera
La lastra bidimensionale costituisce il classico pa
prefabbricato nei tipi monolitico, alleggerito e sar
in cui la valenza architettonica principalmente den
ta alle modalit di finitura superficiale. Nei manr
geometria libera sono invece compresi tutti i comp
geometricamente non classificabili nella precedente
glia. La lastra bidimensionale risolve superficialm
tamponamento
mentre i componenti a geometria
Figura 2.13: Connettori di lastre dei pannelli sandwich
[1]
generalmente di tipo monolitico o alleggerito ed in
bili da classificare proprio per la loro natura, sono'
palmente destinati alla connotazione architetton
da tralicci presenti alle sole estremit o in tutta la superficie interna
di contatto
tra (portoni, angolari, mar
parti singolari
del prospetto
ni, cornici, cornicioni, parapetti, paraste, timpani
lastre e isolante (molto diffuso nella cultura anglosassone ove il pannello
impiegato
componenti a geometria libera riescono oggi a ris
soluzioni architettoniche difficilmente aftontabili
con prevalente funzione portante). Il pannello sandwich si differenza
dal pannello
mini di lavorazioni "tradizionali". Le tecniche dell
fabbricazione, risolvendo il costo del manufatto in t
alleggerito, poich nel primo la funzione di coibente pu essere talmente
fondamentale
industriali, diventano il presupposto per il ritorno a
formale un tempo esclusiva dei modi artigiar
da poter prevedere il posizionamento di blocchi dalleggerimento qualit
disposti
in maniera
oggi perduta proprio per carenza di magistero ed e
dei costi della dovranno
mano d'opera. (fig.I2,I3,14)
da separare nettamente le due lastre di calcestruzzo; in tale caso i connettori
La geometria bidimensionale, indipendentemente
aspetti materici e coloristici della lastra esterna che
essere opportunamente analizzati e dimensionati.
remo in seguito, pu connotare il prospetto:
/ per la sua posizione rispetto alla struttura vertical
/ per la generazione di direttrici verticali o oizzon
/ per il rapporto fra superfici piene e vuote
Nervati
{ perle modalit di formazione delle aperture
/ per I'utilizzo combinato conlementi a geometri
a lastra bidimensionale

Qualora le esigenze architettoniche richiedano particolari formera (del


pannello,
i - m arcani an i. I
ansolarinaraste- ti mnan
-

possibile, previa modifica delle casserature, la creazione di pannelli con nervature.


Tale pannello in grado di rispondere alle pi diverse richieste di finiture superficiali
e forme realizzative (Figura 2.14).

Forati
La creazione di aperture quali finestrature o portali, viene tipicamente realizzata
mediante limpiego di pannelli prefabbricati con apposita sagomatura cava interna
al pannello. Tali aperture vengono tipicamente realizzate attraverso due modalit:
36

Figura 2.14: Pannelli nervati


la prima vede la creazione di aperture preesistenti nel pannello in fase di prefabbricazione (Figura 2.15), opportunamente finite in opera; la seconda invece vede il

il*
n
i_,rtrrr',i:.,,.j.,::..:,..

ii:i rl :' ::

:jr: :::+:.:r'_; jl

Figura 2.15: Pannelli prefabbricati con fori per aperture [1]


posizionamento di elementi complementari, quali mensole metalliche o architravi,
atte a permettere la formazione di aperture, ricavando vacanze di pannelli allinterno
del tessuto superficiale perimetrale (Figura 2.16).

2.1.3

Modalit dancoraggio

Le innumerevoli modalit dimpiego dei pannelli, fanno si che il sistema dancoraggio


del pannello debba adattarsi da caso a caso alle specifiche posizioni degli elementi
strutturali circostanti. E possibile classificare in funzione dei soggetti e delle modalit,
attraverso le quali i pannelli vengono ancorati alla struttura:
pannelli portati da due ancoraggi portanti ed uno o pi ancoraggi di scarico;
pannelli portati da quattro ancoraggi portanti ed uno o pi ancoraggi di scarico.
37

Figura 2.16: Aperture ricavate con elementi ausiliari [1]


Due ancoraggi portanti ed uno o pi ancoraggi di scarico
Possono rientrare in tale categoria sia pannelli orizzontali che verticali. Nel caso
di pannelli orizzontali, i due ancoraggi portanti, ai quali affidata la resistenza del
collegamento pannello-struttura chiamata a resistere alle sollecitazioni orizzontali
(prevalentemente vento e sisma), sono realizzati mediante appositi canali di ancoraggio annegati allinterno dei pilastri in fase di prefabbricazione (Figura 2.17), nei

g
I

Figura 2.17: Accoppiamento con canali dancoraggio [1], [10]


quali viene inserita una speciale vite serrata ad un elemento che la accoppia ad
unanalogo sistema presente nella sommit del pannello (Figura 2.18). Gli ancoraggi
di scarico, responsabili del trasferimento in fondazione del peso proprio del pannello,
38

JORDAHL

FIXING TECHNOLOGY

JORDAHL Anchor Channels and Access

T bolts and Acces

Clamp connection JSV

Installation section

Scopedancoraggio
of supply
Figura 2.18: Accoppiamento
pannello-pilastro con canali
[11] Order example:
JORDAHL superiore
Clamp Connections

JORDAHL clamp connections


JORDAHL clamp con
JORDAHL clamp connecmeans of the arrangement
consist of:
nection, max load 7,
tions provide a clearancebetween a vertical and a
for wall distance 120
free, strength
and pressure
horizontal
JORDAHL anchor
sleeve
piece)
JSV- 38 - 2
sono tipicamente realizzati
sovrapponendo
un pannello
allaltro Clamping
secondo
lo(1schema
resistant connection bechannel (minimum length
JORDAHL bolt L with left
tween two components.
150 mm).
thread (1 piece)
rappresentato in Figura
1.22; in alternativa
possibile prevedere,
sempre in fase di
Select washers according to
JORDAHL bolt R with right
the table on page 7 for
thread (1 piece)
getto del pilastro, il posizionamento
o metalliche
loading higher pressuredi
for-speciali
Materialmensole in calcestruzzo
Nuts (2 number
for
ces. An exact, three-dimenJORDAHL clamp connections
fastening to the channels,
sional
alignment ofnel
the pilastro,
are supplied
stainlessil
steel
1 pieceviene
to counter
the
saldabili ad una piastra
presente
sulleinquali
pannello
dilock
norma
fastener is safeguarded by
1.4571/1.4401 (A4).
clamp sleeve)

secco (Figura 2.19).


Type
Load
Wall
Sleeve
JORDAHL
JORDAHL
Nel caso di pannello verticale, lancoraggio
portante
realizzato
in sommit
[kN]
distance
Bolt L
Bolt R
(1)

Corresp. Channels
Short piece I = 150

a [mm]

attraverso lo stesso sistema descritto in Figura 2.18 impiegato per i pannelli orizzontali;
JSV-28-1

3.5

85 110

SP 10 x 50

JD-M 10 x 50

JD-M 10 x 40

JTA K 28/15

questo pu a seconda deiD casi, connettere il pannello ad un pilastro da un lato e


JSV-28-2

110 160

SP 10 x 80

JD-M 10 x 50

JD-M 10 x 60

L
JSV-38-1
7.0
105 125
SP
12 x un
50
JH-M 12 x elemento,
50
JH-M 12 x 60
ad un secondo elemento dallaltro o ancorarsi
esclusivamente
ad
unico
JSV-38-2

115 155

SP 12 x 80

JH-M 12 x 50

JTA K 38/17

JH-M 12 x 60

tipicamente una trave o allala di un tegolo. Il collegamento di scarico invece


JSV-40-1

8.0

105 120

SP 16 x 50

JC-M 16 x 50

JC-M 16 x 50

JSV-40-2
125 150 in SP
16 x 80
JC-M 16tra
x 50 i plinti
JC-M 16 x 50
realizzato a contatto con la trave porta-pannello
presente
fondazione

attraverso un profilo metallico


(Figura
2.9)
o inright
alternativa
da appositi profili angolari
(1) The wall distances
can be varied
by adapted
threaded bolts.
metallici saldati su piastre predisposte sia sul pannello che sullelemento di fondazione
(Figura 2.20).

Quattro ancoraggi portanti ed uno o pi ancoraggi di scarico


Rientrano in tale categoria esclusivamente i pannelli orizzontali, per i quali il progettista pu, in rari casi, decidere di affidare la portanza orizzontale del pannello a quattro
ancoraggi analoghi a quelli descritti nel caso di due ancoraggi portanti, presenti ai
39

JTA K 40/25

Sistemi di Appoggio
QUOTE DI POSIZIONAMENTO
MENSOLE

MENSOLE

Figura 2.19: Sistema dappoggio inferiore pannelli orizzontali [5], [6]


V = Quota indicativa media di regolazione #VMMPOF

Tipo

P1

P = Quota di posizionamento 1JBTUSB;BODBUB (con 0-0)

MT2

54 25 mm

85

85

95

MT4

54 25 mm

90

90

95

MT6

64 30 mm

110

110

100

T = Quota di ingombro orizzontale 3JQBSUJUPSF

MT9

69 30 mm

130

130

120

MT12

69 30 mm

130

130

120

1FSMB.FOTPMB.5 TDIFNBBEFTUSB
MBRVPUB1
FMBRVPUB1TPOPSJGFSJUFBM$FOUSP'PSPEFM5POEP

P1 = Centro Piastra Zancata Fondo Pannello

Nello schema riportato le Quote sono in funzione


della posizione V del #VMMPOFEJ3FHPMB[JPOF
-BRVPUB7TUBUBDPOTJEFSBUBJOUFSNFEJBUSBJM
NBTTJNP F JM NJOJNP SBHHJVOHJCJMF BHFOEP TVM
CVMMPOFTUFTTP

Es.
Altezza del pannello dal livello 0-0
(riferita alla parte inferiore) = 5 mt (5000 mm)
/FMDBTPEJ.&/40-".5
Posizionando il bullone di serraggio alla Quota V = 54 mm

Data laltezza di posizionamento del pannello (riferita alla sua parte inferiore), dal livello 0-0, basta
sommare tale valore alla quota P1 per conoscere
la quota P di posizionamento della Piastra Zancata
(riferita al $FOUSP EFMMB 1JBTUSB in corrispondenza
delle linee di riscontro - Rif. Pag. 3).

si avr ...
Posizione Piastra Zancata ...

1"MUF[[B1BOOFMMP 1

1NU NN (P1) = 5.090 mt (5090 mm)


(posizione della Piastra Zancata riferita al centro)

Per il posizionamento corretto della 1JBTUSB;BODBta MT2 occorre far riferimento al Centro Foro del
tondo (schema a destra).

Figura 2.20: Collegamento di fondazione del pannello [5]

40

quattro vertici del pannello. Sebbene scelta risulti da preferirsi alla precedente, il
ricorso ad essa in ambito progettuale ne ha visto uno scarso impiego. I quattro
ancoraggi di ritenuta possono essere realizzati mediante canali dancoraggio o inserti
dotati di filettatura passanti pannello e pilastro oppotrunamente serrati (Figura 2.21).
Nel caso in cui la resistenza dei collegamenti di scarico non voglia essere affidata
a giunti di natura attrittiva, i collegamento con le mensole pu essere realizzato
con laggiunta di elementi saldati da un lato ad una scatola metallica presente nel
pannello e dallaltro ad un elemento metallico presente nella mensola del pilastro
(Figura 2.21).

Figura 2.21: Pannello sostenuto da quattro ancoraggi di ritegno e saldatura della


scatola dellancoraggio di sostegno [5]

41

2.1.4

Ruolo strutturale

Il pannello prefabbricato pu, a seconda del ruolo conferitogli in fase progettuale,


fungere da:
Elemento non strutturale
Elemento strutturale

Elemento non strutturale


Nel caso in cui limpiego del pannello voglia essere considerato di natura non strutturale, atto cio esclusivamente a coibentare, portare il peso proprio e a resistere
al carico da vento, richieder in fase progettuale alcuni accorgimenti di posa ben
descritti dal PCI (precast/prestressed concrete institute), senza i quali il pannello
vedr lassorbimento, anche se in piccola parte, del taglio sismico per il quale potrebbe
risultare inadeguatamente dimensionato. Qualora limpiego di tale elemento preveda
la sua qualifica di elemento non strutturale, verr tipicamente armato con una blanda
armatura longitudinale di diametro variabile (10 12) collaborante con una rete
metallica elettrosaldata (4 6/15) (Figura 2.22 e 2.23 ).

Elemento strutturale
Sono assai rari in Italia i casi in cui il pannello prefabbricato viene impiegato
come elemento strutturale. Lutilizzo in qualit di elemento portante permesso
dalla creazione in fase di produzione di apposite mensole poste alla sommit del
pannello (Figura 2.24), quali elementi predisposti per lappoggio diretto di travi di
orditura primaria o direttamente elementi di copertura. La portanza del pannello,
posato direttamente a contatto con travi di fondazione, permette di non impiegare
pilastri quali soggetti demandati al trasferimento in fondazione dei carichi verticali
e orizzontali. Geometricamente e architettonicamente il pannello portante non
differisce apparentemente in alcun modo dallo stesso prodotto impiegato a scopo non
strutturale. Le principali diversit che contraddistinguono il pannello strutturale da
quello non strutturale possono essere schematicamente in:
42

l-cl

r:
fn

6
z.
t--l

rrl

(')

l-c)
3

N0lz 3s

Figura 2.22: Sezione pannello sandwich

8?F

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15 x15

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1E

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CARATTERISTICHE

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O,C17

Figura 2.23: Distinta ferri Figura 2.22


43

IIUrOg

l0,aa2 lO,39Cl

o9,,,,,,,,,,,,,,,,

j /ml.

2.?o

tr

PESO

ql

{ff;

Stemmed floor components


25 to 30
Stemmed roof components
30 to 35
Beams and girders
10 to 20
Stairs
Design Aid 3.12.10
Precast concrete walls
Design Aid 3.12.7
Stadium risers
Design Aid 3.12.11

precast concrete plants or specialty engineers.


3.2.4

Note that the function of the component must be considered, and when span-to-depth ratios are high, special attention to camber, deflections, and the potential for vibrations
must also be considered.
These values are intended as guidelines, not limits. The
required depth of beams and slabs is influenced by the magnitude and ratio of live load to total load. Where this ratio
is high, deeper sections may be needed. For non-prestressed
flexural components, span-to-depth ratios given in ACI 31805 Section 9.5.2.1 may be used as a preliminary guide.
3.2.3

Connection Concepts

The types of connections to be used should be determined


during the preliminary analysis, as this may have an effect on

 ravity and Lateral-ForceG


Resisting Systems

A building system should be selected during the preliminary analysis. The gravity and lateral-force-resisting systems
may function separately or they may be combined.
Bearing-wall construction (Fig. 3.2.1 and 3.2.3) and beamcolumn framing (Fig. 3.2.2 and 3.2.4) have been used successfully for total-precast concrete buildings of various heights.
Resistance to lateral forces can be provided by interior shear
walls (Fig. 3.2.5), exterior shear walls (Fig. 3.2.6), moment
frames (Fig. 3.2.7), or a combination of these. Limitations of
the diaphragm may dictate placement of lateral-force-resisting
components.
Refer to Chapter 4 for lateral-force-resisting-system analysis and design.
It is imperative that the foundation system and the vertical and
lateral-force-resisting system that it supports are compatible.

4e Confrence spcialise en gnie des structures


de la Socit canadienne de gnie civil
4th Structural Specialty Conference
of the Canadian Society for Civil Engineering
Montral, Qubec, Canada
5-8 juin 2002 / June 5-8, 2002

MECHANICAL PROPERTIES OF 3D WALL PANELS UNDER


SHEAR AND FLEXURAL LOADING
Mohammad Z. Kabir & Mohsen Hashemi Nasab
Dept. of Civil Engineering, AmirKabir University of Technology, Tehran, Iran
Fig. 3.2.1 Single-story bearing-wall construction.
Provides economy by eliminating the need for a structural frame at the perimeter. The wall panels can be selected from a variety
of standard sections of flat panels and specially formed architectural precast concrete shapes. Any standard precast concrete deck
unit can be used for the roof system.

Figura 2.24: Pannelli prefabbricati ad uso strutturale [8]

ABSTRACT: 3-D wall panels are used in construction of exterior and interior bearing and non33
load bearing walls and floors of building of all types of construction. The present paper
investigates the mechanical characteristics of 3D wall panels under static shear and bending
loads in order to improve better understanding of their structural components. The numerical
model is loaded in increments to simulate the tests and to allow detection of failure in flexural
tests for vertical and horizontal bearing panels and also for direct shear as well. The loaddisplacement curves resulting from finite element analysis are very similar to those tested
specimens. Maximum loads in flexural tests both for the wall and floor panels are equal to the
experimental ultimate loads. The failure mechanism is started, after moving from elastic zone at
the load stage of 700 kg, by tension failure in lower wythe of concrete. Then the crack propagates
to the upper layer, at the level of 1200 kg load. The bottom mesh is yielded and finally the
crushing of concrete causes instability of system. The maximum load is reported as 2200 kg. In
direct shear analysis, the panel behaves as a cantilever deep beam.

PCI DESIGN HANDBOOK/SEVENTH EDITION First Printing/CD-ROM Edition

Mensole dappoggio in sommit;

Presenza nel collegamento con lelemento di fondazione di opportuni accorgimenti;

58

582

1.

PCI JOURNAL

A. Benayoune et al. / Construction and Building Materials 22 (2008) 580592

INTRODUCTION
40

125
3-D wall panels
are used in the construction of exterior and interior bearing and non-load bearing
walls and floors
of building of all types of construction. This system consists of a welded wire
250
space frame integrated Bwith a polystyrene insulation core. The wall panel is placed
in position and
B
wythes of concrete are applied to both sides. Wall panel receives its strength 750
and rigidity by the
250
diagonal cross wires welded to the welded-wire fabric on each side. This combination produces a
truss behavior,
which provides rigidity and shear terms for full composite behavior. Figure 1
125
shows schematically the 3D panel.

Quantitativo significativo di armatura longitudinale e presenza continua di


connettori (shear-connector) tra le lastre di calcestruzzo (Figura 2.25).
120

Reinforcement
Steel mesh

Truss Shear
Connectors

2000
Section B-B

(a) P11 & P12 details (one-way acting panels, aspect ratio =2.67) (All dimensions in mm)
40
Figure
1. Side view of 3D Sandwich
Panel.
A
150

250

250
1500
1500

120
A
Section A-A

1500
Section B-B

(b) P21 & P22 details (two-way acting panels, aspect ratio = 1.0) (All dimensions in mm)
Fig. 3. Test panels chosen for test as slabs.

Figura 2.25: Pannelli sandwich strutturali [12], [13]


cement used; cement: coarse aggregate: ne aggregate:
1:2.5:4, with a watercement ratio of 0.55 by weight. The
average of cube strengths of concrete, on the day of the

PCSP slabs test, was 24.15 MPa, elastic modulus Ec


22.45 kN/mm2 and splitting strength fct 2.51 N/mm2. The
diameter of plane steel bar was 6 mm, and it had yield

44

Fig. 1. Precast concrete sandwich panel components.

Fig. 2(a). A PCSP is considered to be non-composite if


its concrete wythes are tied with connectors that do
not have the capacity for longitudinal shear transfer. In
this case, the two wythes act independently. The variation of strains across the thickness, in case of non-composite panels is depicted in Fig. 2(c). In some cases, the
panel is designed such that only one wythe, called the
structural wythe, resists the applied load as shown in
Fig. 2(d). A PCSP is considered partially composite if
its connectors can transfer only a fraction of the longitudinal shear as required for the fully composite action. In
this case, the connectors fail before concrete crushing or
yielding of the reinforcement. Fig. 2(b) describes the variation of strain across the panel thickness in such a case
[68].
The complex behaviour of PCSP due to its material nonlinearity, the uncertain role of the shear connectors and the
interaction between various components has led researchers to rely on experimental investigations backed by simple
analytical studies. The lack of information on the behaviour of this important type of construction is due to the
high cost of full scale testing and the extreme diculty of
fabrication of small-scale models. Furthermore, many
sandwich panels in use in the North America and Europe
are proprietary and the producers are thus reluctant to
share information with their competitors [68]. The use
of PCSP as slab elements has rarely been attempted before
[8,9]. The current paper aims to experimentally and theoretically investigate the structural behaviour of the PCSP
under exure and examines the eectiveness of the truss
shear connectors and its role in ensuring composite
behaviour.

2.1.5

Meccanismo resistente

A total of six specimens were tested under exure. In the


experiment, the load was increased in stages until specimens were failed. The deformations of specimens were
recorded for every load increment stage. A total of six
PCSP specimens were cast and tested [9]. These six panels
comprised two panels of size 2.0 m 0.75 m, two panels
of size 1.5 m 1.5 m, and two panels of size
1.0 m 0.5 m. The series were so chosen as that as per
the behaviour of the solid slabs, the 2.0 m 0.75 m panels
having aspect ratio of 2.67 were expected to behave as
one-way slabs, whereas the 1.5 m 1.5 m panels with an
aspect ratio of 1.0 were considered to be two-way slabs.
The remaining two panels of 1.0 m 0.5 m size with the
aspect ratio of two were supposed to present the critical situation separating one-way behaviour from the two-way
behaviour. The dimensions and the structural details of
the test panels with aspect ratio 2.67 and 1 are given in
Fig. 3. PCSP was made of two 40 mm thick reinforced concrete wythes and one 40 mm thick polystyrene layer in the
middle. The reinforcement for reinforced concrete wythes
were wire mesh with 100 mm 100 mm openings and
6 mm (actual size 5.7 mm) diameter steel bar. The concrete
cover for the wire mesh was 15 mm. The reinforced concrete wythes were interconnected by the continuous steel
truss shear connectors with 250 mm spacing. The continuous steel truss shear connector was made of 6 mm diameter
plane steel bar. It has been bent to zigzag shape, where the
included angle for each bent was 90 (Fig. 4). The distance
for each bent was 90 mm and the height was 90 mm. This
bent steel bar was tied to the wire mesh to form a continuous steel truss shear connector.

Numerosi studi iniziati a met degli anni 90 presso luniversit del Nebraska [14]
hanno reso possibile una classificazione dei possibili meccanismi di trasferimento
degli sforzi allinterno dei pannelli sandwich. In funzione della resistenza del traliccio
interno (Figura 2.25) che accoppia le due lastre di calcestruzzo, possibile riconoscere
tre tipologie di meccanismo resistente (Figura 2.26) dei pannelli:
Fully-composite;
Non-composite;

2.1. Material properties

Partially-composite.

The materials used for casting the specimens were concrete, plain steel bars, wire mesh and polystyrene. The
ingredient of concrete were Ordinary Portland cement,
10 mm size crushed aggregate, river sand and pipe water.
The ratio of the weight of ingredient to the weight of the

Concrete wythe

Insulation layer

Bending
Moment

Concrete wythe

(a) Fully
composite

(b) Partially
composite

(c) Non-composite,
Two structural
wythes

(d) Non-composite,
One structural
wythe

Fig. 2. Strain distribution in PCSP under exure.

Figura 2.26: Possibile comportamenti dei pannelli a flessione [13]

Fully-composite
Il pannello a comportamento fully-composite in grado di sviluppare una resistenza
basata sulla completa collaborazione delle due lastre di calcestruzzo (Figura 2.27).
Lelevato grado di resistenza dei connettori a taglio in grado di far si che la

Figura 2.27: Comportamento del pannello fully-composite [14]


45

sezione della lastra possa essere considerata completamente reagente, capace quindi
di sviluppare un momento resistente dotato del massimo braccio della coppia interna
disponibile. Landamento interno della deformazione pu essere approssimato a
lineare lungo lintero spessore del pannello. La crisi di tali pannelli governata
dalla rottura lato calcestruzzo per elevati livelli di compressione o dallo snervamento
dellarmatura longitudinale, non prevista quindi rottura per taglio o dei connettori.
Non-composite
Il comportamento non-composite prevede che le lastre di calcestruzzo del pannello,
sottoposte a sollecitazione tagliante o flettente, reagiscano indipendentemente luna
dallaltra (Figura 2.28). In tali pannelli la connessione tra le due lastre non

Figura 2.28: Comportamento pannello non-composite [14]


dotata di sufficiente resistenza per trasmettere gli sforzi. A seconda della resistenza
dei connettori a taglio, il pannello pu comportarsi in due diverse modalit: la
prima prevede che entrambe le lastre reagiscano parzializzandosi (una lastra risulter
linearmente compressa nel suo spessore e laltra tesa); il secondo caso contempla
invece la presenza di ununica lastra reagente, denominata allinterno del pannello
lastra portante.
Partially-composite
Il pannello ha comportamento partially-composite se, sottoposto a flessione fuori
dal piano, manifesta un meccanismo deformativo intermedio tra il fully ed il noncomposite (Figura 2.29). Tale aspetto rappresentabile in termini di costitutivi da
una deformazione lineare in entrambe le lastre che, ad un determinato spessore non
verifica la congruenza deformativa tra le due lastre. Nei pannelli partially-composite
46

Figura 2.29: Comportamento pannello partially-composite [14]


i connettori a taglio sono in grado di trasferire da una lastra allaltra esclusivamente
unaliquota del taglio sollecitante.

2.2

Pannelli di tamponamento o pareti portanti?

Lattributo strutturale legato al comportamento di un elemento che, connesso ad


altri, deve essere in grado di ricevere e trasferire i carichi gravanti sia indirettamente
che direttamente su di esso o provenienti dagli elementi adiacenti. Normative
nazionali e codici non sentono la necessit di definire le caratteristiche che distinguono
la strutturalit o meno di un elemento, lasciando cos limitata discrezione al
progettista. Lattributo limitata sottolinea come, nella maggior parte dei casi, la
strutturalit o meno dellelemento sia implicita nella natura dellelemento stesso.
Pensando a finestrature, dispositivi di raccolta delle acque o impianti, lattributo non
strutturale ovvia conseguenza del contributo in termini di massa e rigidezze che
caratterizzano tali elementi, o travi, tegoli, solai, fondazioni e pilastri il cui contributo
governa invece il comportamento dellorganismo strutturale.
Nel caso di pannelli prefabbricati, opinabile sarebbe lattribuzione della qualifica
di elemento non strutturale, se effettuata a prescindere da quella serie di dettagli
strutturali formanti il sistema di ancoraggio del pannello. Limpiego dei pannelli
prefabbricati come elementi di chiusura e di coibentazione dellambiente interno ed
il fatto che tali elementi non risentano, in normali condizioni, di carichi esterni di
particolare importanza, fanno si che vengano comunemente classificati tra gli elementi
non strutturali. I cambiamenti introdotti nelle ultime normative e laumento di
incidenza che la progettazione sismica ha avuto nei primi decenni del secolo, hanno
portato ogni elemento strutturale e non, a vedersi attribuire un nuovo carico indotto
47

dallinerzia del corpo sottoposto alla forzante sismica. Per molti elementi strutturali,
tale innovazione si tradotta, in senso normativo, nellinserimento di nuovi limiti
geometrici e di percentuale di armatura da rapportare alle nuove sollecitazioni,
assieme ad altri concetti quali gerarchie delle resistenze o capacit locale di dissipare
energia da parte di un componente.
Per elementi strutturali (prevalentemente pilastri, travi e tegoli e relativi collegamenti), le modifiche introdotte dal nuovo peso della progettazione sismica sono
sin da subito state evidenziate e recepite, vista limportanza del cambiamento da
queste introdotto; proprio tale importanza probabilmente riferita ai comuni elementi
strutturali, ha fatto si che venisse tolto rilievo allelemento di dettaglio non strutturale.
Il pannello prefabbricato possiede le potenzialit per poter essere considerato
a tutti gli effetti, e correttamente in entrambi i casi, un elemento strutturale o
non strutturale. Aspetti quali la presenza di mensole per lappoggio di elementi di
orditura primaria o la presenza interna di unimportante quantitativo darmatura
sono le pi lampanti, ma non le uniche, prerogative che possono determinare la non
strutturalit o strutturalit del pannello.
La consapevolezza dellimportanza del dettaglio strutturale si diffusa largamente
in Italia a seguito dei disastrosi eventi sismici riguardanti gli ultimi 50 anni del paese
(terremoto del Friuli del 1976, Aquila del 2009 ed ed Emilia 2012) che in molti
casi hanno evidenziato crisi di dettagli strutturali (carenze di armatura nei nodi e
resistenza delle connessioni) e non strutturali (tamponature in muratura, componenti
dimpiantistica, scaffalature, pannelli prefabbricati).
Il primo aspetto di dettaglio dei pannelli prefabbricati sul quale vale la pena
soffermarsi riguarda le principali diversit compositive che differenziano il pannello
non strutturale dal pannello strutturale. Nel caso di impiego strutturale, in Italia, la
funzione del pannello riconducibile a quella di una parete portante, per la quale la
normativa distingue chiaramente le tipologie strutturali :
Le strutture sismo-resistenti in cemento armato previste dalle presenti
norme possono essere classificate nelle seguenti tipologie:
- strutture a telaio, nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che
48

orizzontali affidata principalmente a telai spaziali, aventi resistenza


a taglio alla base 65% della resistenza a taglio totale;
- strutture a pareti, nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che
orizzontali affidata principalmente a pareti, singole o accoppiate,
aventi resistenza a taglio alla base 65% della resistenza a taglio
totale 4 ;
- strutture miste telaio-pareti, nelle quali la resistenza alle azioni
verticali affidata prevalentemente ai telai, la resistenza alle azioni
orizzontali affidata in parte ai telai ed in parte alle pareti, singole
o accoppiate; se pi del 50% dellazione orizzontale assorbita dai
telai si parla di strutture miste equivalenti a telai, altrimenti si parla
di strutture miste equivalenti a pareti; [...] [4]

La norma riconosce limportanza di una parete in funzione dellaliquota di taglio


sismico che, per configurazioni di vincolo e caratteristiche geometriche, la parete
assorbe andandone cos a definirne il comportamento. A differenza delle pareti o
dei pannelli portanti, il panello di chiusura, non portando il peso proprio di alcun
elemento terzo, non sismicamente sollecitato dalla massa inerziale di altri elementi.
Il pannello prefabbricato viene connesso in fondazione riproducendo il vincolo di
incastro o cerniera, entrambi in grado di trasmettere lazione sismica, in aggiunta,
tale vincolo viene ulteriormente irrigidito dal getto di una massetto interno (per la
superficie di calpestio) e dalla presenza di un massetto esterno (per la formazione
di un marciapiede), entrambi di spessore variabile di 1020cm. La realizzazione
in opera dei massetti uno di quei dettagli non strutturali che rendono possibile
lassorbimento da parte del pannello di unaliquota di taglio sismico importante,
nei confronti della quale il pannello non risulta dimensionato. La responsabilit
della presenza di una forza sismica attribuita al pannello non strutturale spetta
esclusivamente allinerzia del corpo stesso. Il trasferimento di tale forza dal centro di
massa del pannello agli elementi di fondazione avviene nella maggior parte dei casi
attraverso poche (di norma due) e fragili connessioni schematizzabili come vincoli
49

puntuali realizzati con profili laminati (sia a caldo che a freddo) di classe C collegati
da speciali viti e canali dancoraggio.
Il pannello prefabbricato si trova quindi ad essere impiegato con funzione non
strutturale ma a dover assolvere a funzioni degne di un qualunque elemento strutturale
quali:
dover essere in grado di sostenere deformazioni importanti indotte dal drift di
piano (il pannello verticale) o da irregolarit strutturali (trave portapannello
per il pannello orizzontale);
connettersi stabilmente in fondazione, con la possibilit di assorbire una quota
di sollecitazione sismica;
possedere una massa inerziale significativa (57)t, rappresentante in maniera
variabile a seconda dei casi dal 30% fino al 50% dellintera massa strutturale.
Il pannello non dovrebbe essere considerato a priori quale elemento non strutturale,
anche in caso di esclusivo impiego di natura coibente o di chiusura, ma quale
elemento il cui grado di dettaglio del sistema di connessione in fondazione in grado
di determinarne la non strutturalit, strutturalit o strutturalit secondaria (concetto
meglio definito nel capitolo 3.3.1).

50

Capitolo 3
Collegamenti dei pannelli
Come in qualunque struttura i collegamenti tra elementi risultano essere un elemento
da tutelare. La presenza di materiali diversi, la diversit tra sezioni e geometrie da connettere fanno si che il comportamento dei collegamenti debba essere scrupolosamente
governato.

3.1

Tipologie di collegamento

Le modalit di collegamento dei pannelli prefabbricati dipendono prevalentemente


dal posizionamento del pannello in opera, a seconda che questo venga impiegato
in posizione orizzontale o verticale cambiano completamente i soggetti strutturali
daccoppiamento, le modalit dancoraggio e le configurazioni di vincolo del pannello.
Si analizzeranno esclusivamente le connessioni a pannelli disposti in aderenza al filo
esterno dei pilastri (Figura 3.1),
trascurando, vista la rarit dimpiego, di pannelli posizionati in asse o internamente alla linea dei pilastri.

3.1.1

Pannelli orizzontali

I pannelli orizzontali necessitano della presenza di elementi portanti verticali ai quali


ancorarsi e sono tipicamente collegati alla fondazione attraverso la diretta posa su
plinti o in alternativa pu essere evitato il contatto con la fondazione prevedendo
una mensola nel pilastro alla quota desiderata (Figura 3.2). Per un qualunque
51

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E
o

rJ
qJ
q
O

t/)

.N

Figura 3.1: Possibili posizionamenti dei pannelli rispetto ai pilastri [1]

PILASTRO
PREFABBRICATO

PANNELLO DI
TAMPONAMENTO
ORIZZONTALE

QUOTA DELLA
PAVIMENTAZIONE

4**_QUOTA

Dl

USCITA DEL
PLUVIALE

Figura 3.2:
Mensola
a base
per
posa pannello [1]
Nodo nlinto
I nannello oizzontde
con pilastro
interoosto mensolo
in ferro

52

pannello disposto orizzontalmente, possibile collocare le connessioni in quattro


precise posizioni:
a. interfaccia inferiore del pannello a contatto con fondazione, pannello sottostante
o mensola di sostegno nel pilastro;
b. interfaccia superiore del pannello a contatto con il pannello sovrastante o libera
(in caso di veletta o pannello sovrastante sorretto da mensola);
c. vertici superiori del pannello a contatto con il pilastro.
FASTENING SYSTEMS

REINFORCEMENT SYSTEMS

CONNECTION SYSTEMS

FACADE CONNECTION
SYSTEMS

MOUNTING TECHNOLOGY

Anchor Channels

Le connessioni tipo (a) e (b) possono vedere laccoppiamento reciproco tra pannelli
mediante appositi sistemi dincastro maschio-femmina permessi dalla geometria
dei pannelli (Figura 1.22), a sostegno dei quali possono essere posti elementi che
permettano il contatto puntuale delle lastre esterne dei pannelli sovrapposte e
successivamente sigillate (esternamente ed internamente).
Le connessioni di tipo (c) vengono in tutti i casi effettuate attraverso canali
dancoraggio dotati di due o pi gruppi di ancoranti, posizionati allatto della
prefabbricazione del pilastro a contatto con la sua gabbia darmatura (Figura 3.3). In

Figura 3.3: Canali dancoraggio nel pilastro e relativa vite [7], [11]

Design of JORDAHL Anchor Channels

Pro

seguito al getto del calcestruzzo, il pilastro risulter dotato, nella posizione prestabilita
per lancoraggio superiore del pannello, di un canale allinterno del quale possibile
inserire una vite a testa sagomata (Figura 3.3) successivamente serrata con relativo
Technical Information

anchored in quality

dado. Tale sistema, comunemente denominato Locatelli o Halfen, rispettivamente il


53

possessore del brevetto italiano il primo e tra i principali produttori leader mondiali
il secondo, permette laccoppiamento di elementi dotati di un canale dancoraggio, da
un lato mediante laccoppiamento geometrico vite-canale dancoraggio, e dallaltro
attraverso limpiego di speciali angolari (meglio approfonditi nel capitolo 3.2), ai
quali la vite viene comunemente serrata mediante limpiego di piastrina e dado.
Il pannello orizzontale disposto a contatto con lelemento di fondazione appoggiato direttamente sui plinti dei pilastri. A partire dal pannello inferiore, per
la successiva posa dei pannelli sovrastanti, vengono tipicamente a presentarsi due
differenti modalit di accoppiamento: la prima realizzata mediante la posa su
mensole presenti nel pilastro (realizzate modellano la geometria del pannello in fase
di casseratura o tramite dispositivi meccanici) sulla quale il panello viene appoggiato
a secco (Figura 3.4); la seconda invece vede la posa diretta del pannello sul pannello
sottostante Figura 1.22.

Figura 3.4: Mensola preesistente nel pialastro con pannello posato a secco [10]

Il principio di funzionamento dei sistemi daccoppiamento dei pannelli orizzontali


cerca in tal modo di sollevare in maniera pi o meno completa i collegamenti affidati
a viti da carichi taglianti, affidando questi ultimi alle mensole o ai pannelli sottostanti
ed attribuendo agli Halfen esclusivamente lonere di ritegno strutturale.
54

3.1.2

Pannelli verticali

I pannelli verticali a differenza di quelli orizzontali vedono la necessit di posizionamento, al di sotto di ognuno di essi, di un elemento di sostegno (trave portapannello
o cordolo di fondazione). Il collegamento alla base pu essere effettuato attraverso
due distinte modalit: la prima vede il posizionamento di un profilo metallico a V
dotato di zanche metalliche annegate nellelemento di fondazione, sul quale viene posizionato il pannello a sua volta dotato di un cavit predisposta per laccoppiamento
con il profilo; la seconda invece richiede unapposito elemento di fondazione (trave
portapannello) dotato di sponde fisse entro le quali viene inserito e fissato il pannello,
mediante armatura passante e getto di completamento. Superiormente il pannello
verticale vincolato puntualmente, ad una distanza dai vertici superiori tipicamente
pari a ad 1/6 1/10 laltezza del pannello, mediante i dispositivi dancoraggio Halfen
precedentemente descritti. A seconda della configurazione strutturale il pannello
verticale, fermo restando il vincolo di base a contatto con la fondazione, superiormente pu essere connesso a pilastri, travi principali e tegoli dorditura secondaria. La
connessione al pilastro del pannello verticale risulta la pi sconveniente da effettuare,
poich possibile solo da un lato del pannello; qualora questo venga ancorato da un lato
al pilastro, dallaltro lato lancoraggio dovr essere effettuato su un altro elemento
strutturale orizzontale. In tal caso al manifestarsi di un evento sismico il pannello
si troverebbe superiormente vincolato a due elementi in grado di compiere moti
relativi, inducenti sul pannello sollecitazioni indesiderate fuori dal piano. Qualora
il caso lo permetta, risulter sempre pi conveniente connettere i pannelli verticali
adiacenti allo stesso elemento strutturale (meglio trave che tegolo), in maniera tale
da assicurare, il quanto pi possibile, assenza di moti differenziali allinterno dello
stesso pannello. La soluzione pi conveniente e maggiormente adottata risulta quella
che vede la connessione superiore del pannello alla struttura, accoppiando il pannello
ad una trave perimetrale, attraverso limpiego di profili tipo Halfen presenti nei
pannelli e infissi nella trave. Ulteriore e delicata alternativa consiste nellancorare
superiormente il pannelli verticali alle ali dei tegoli in corrispondenza dei quali sar
necessario prevedere canali dancoraggio o inserimenti di angolari saldati o giuntati al
tegolo. Lancoraggio ai tegoli, spesso in corrispondenza delle ali di questi, introduce
55

sollecitazioni su elementi, tipicamente shed o tegoli alari con rigidezze torsionali


ridotte, affetti da gravi problemi di resistenza a carichi asimmetrici nella sezione.
Il posizionamento di uno sforzo concentrato sullala del tegolo, rappresentato dal
collegamento del pannello, risulterebbe delicato da gestire per governare a pieno il
comportamento del tegolo.

3.2

Componenti del collegamento

E possibile distinguere e catalogare i componenti del collegamento che combinati


permettono la realizzazione di una qualunque connessione pannello struttura secondo
le seguenti categorie:
canali dancoraggio dotati di apposite teste dancoraggio con gambo filettato
annegati negli elementi da connettere;
scatole dancoraggio presenti nel pannello, per laccoppiamento con lelemento
strutturale;
mensole di sostegno per i pannelli orizzontali;
squadrette di collegamento per lirrigidimento dei canali dancoraggio;
profili dacciaio per la creazione di un perno alla base del pannello verticale a
contatto con la trave porta-pannello;
dispositivi di dissipazione presenti tra pannelli verticali.

3.2.1

Canali e teste dancoraggio

Il canale dancoraggio un elemento in acciaio laminato a caldo o a freddo spesso


soggetto a zincatura, composto da un profilo a C di geometria variabile, la cui
cavit tale da permettere linserimento di uno speciale elemento da accoppiare
al profilo (Figura 3.5), bullone o baionette ad elevata resistenza. La principale
funzione del canale rappresentata dalla possibilit che esso prevede di regolare il
posizionamento dei pannelli secondo ampie tolleranze. Il canale dotato, sul suo
56

P R OF I LI HA LFE N HT A - C E
Visione complessiva dei profili HALFEN HTA-CE

HTA-CE 50/30

HTA-CE 49/30

HTA-CE 40/22

HTA-CE 40/25

HTA-CE 38/17

HTA-CE 28/15

Laminati a caldo

Formati a freddo

Laminati a caldo

Formati a freddo

Formati a freddo

Formati a freddo

49

50

18

18

12

Figura 3.5: Canali dancoraggio con relative teste dancoraggio [15]


HS 50/30

HS 50/30

HS 40/22

HS 40/22

HS 38/17

HS 28/15

M 10 - M 20

M 10 - M 20

M 10 - M 16

M 10 - M 16

M 10 - M 16

M 6 - M 12

81

81

65

65

52

42

11.1

10.0

5.0

956

504

276

17.2

11.1
17.2

22.4
1772

JORDAHL Anchor Channels and Accessories

14.4
1455

936

1810

1485

939

931

516

282

100 (161)

100 (161)

87 (87)

89 (89)

81 (82)

50 (79)

49

50

39.5

30

30

23

51904

41827

94

94

75

75

Basic Methods

JORDAHL
40
25

FIXING TECHNOLOGY

38

28.0

17.5

15.25

19703

20570

8547

4060

19759

19097

79

79

76

45

50

50

50

40

JORDAHL toothed JZA


channels for withstanding
loads in all directions
for loads in longitudinal
channel direction from 3,5
to 5,0 kN
for installation in tensile
and compression zones
officially approved (certificate No. Z-21.4-741)

Application and
Design Consideration
JORDAHL cast-in channels
are the originals and superior fastening system that
withstands applied loads
on reinforced concrete
components.
Safety benefits
Fastening without damaging the structural body
Approved safety by building authorities
High loading capacity both
in small or large reinforced
components
Not affected by shrinkage
or movement of concrete
component
Suited for installation in
component compression
and tensile stress zones
Suited for components
with fire protection
requirements

JORDAHL JRA channels


for high static and dynamic loads
as profile W 74/48 with
reinforced steel anchors
for single loads up to
40 kN
range of stress 38 kN
certificate AZ: 2.2/20247
JORDAHL JSA channels
for secondary applications
as profile K 38/17, K 28/15
with strap anchors assembled on site

Anchor profiles for JTA channels

Accessories
Figura 3.6:
Gruppi dancoraggio del canale
[11]
fire protection requireJORDAHL T bolts are per-

Installation benefits
Accurate positioning of
channels by simple attachment to formwork
Quick and easy installation
of joining structures
Simple adjustment of joining structure
Construction tolerances
can be balanced quickly
Easy installation without
specialized tools

Selection of products
JORDAHL offers the channel
system suitable for all applications of building construction and civil engineering.

JORDAHL Cast-in
Channels Product Range

ments ( page 15)


Planning
Channel selection should
occur at the design stage
and their type, length and
location should be included
in the concrete reinforcements drawings.
Ideally not only the live
loads, but also future stress
due to reconstruction phases
should be taken into consideration.

JORDAHL JTA channels


for pull out and shear
loading
JORDAHL channels are
manufactured:
with welded I-anchors
or
with welded or clinched
bolt anchors.
JORDAHL JTA channels are
officially approved (certificate No. Z-21.4-151)
applicable for load ranges
from 3,0 to 35,0 kN
suitable for installation
in ceilings requiring fire

57

Planning observations
The subsequent observations
for choosing the correct

15.25

17.5

25

18

5.6

6.0

22

28

38

23

30
7.39

30
7.85

22.5

40

39.5

fectly designed to comply


with the JORDAHL channel
systems. With a full range of
JORDAHL accessories almost
every problem of fastening
systems can be effectively
solved. JORDAHL accessories
ensure:
perfect compliance with
the JORDAHL channels
accurate fit to connecting
elements
Examples of JORDAHL
special channel applications
As example design aids
JORDAHL have prepared

Anchor Channels

basamento, di speciali gruppi dancoraggio di forma variabile (Figura 3.6) che ne


garantiscono la continuit e la solidarizzazione allelemento nel quale, in fase di
prefabbricazione, vengono inseriti. I gruppi dancoraggio vengono, in fase di getto,
tipicamente solidarizzati ad unapposita armatura presente nel pilastro o nel pannello
(Figura 3.7) che permette un miglior accoppiamento ancoraggio-elemento.

Figura 3.7: Solidarizzazione gruppi dancoraggio con larmatura del pannello [11]

Design of JORDAHL Anchor Channels


Profili
Incavi
Per evitare linclusione di calcestruzzo in fase di getto nel canale dancoraggio,
GENERALIT
questo viene tipicamente riempito con un agente solido espandente (tipicamente

polistirolo o silicone) rimovibile in fase di montaggio del pannello (Figura 3.8).


I sistemi EDILMATIC vengono proposti come soluzione
per lancoraggio di elementi prefabbricati in calcestruzzo
e per il montaggio di altri accessori a completamento
degli edifici sia industriali che civili.
I Sistemi di Ancoraggio EDILMATIC sono costituiti da
Profili Incavi in Acciaio, riempiti con spugna Poliuretanica di diverse forme e dimensioni, da predisporre, prima dei getti. A getto terminato, togliendo il riempimento
poliuretanico, vengono a crearsi, nei vari elementi, delle
zone di ancoraggio (vani incavi) atte ad ospitare una svariata gamma di accessori per la realizzazione degli ancoraggi previsti nella costruzione dei manufatti. Le forme
e le dimensioni dei profili sono variabili in funzione delle
portate. La gamma a disposizione consente applicazioni
con carichi massimi da 6kN a 32kN.

Technical Information

La spugna poliuretanica inserita nei profili ad alta impermeabilit, (DENSIT 25Kg/m3) per evitare linfiltrazione della boiacca nel componente.
La spugna testata secondo i criteri di sicurezza CEE
91/155; dopo il getto pu essere facilmente rimossa anche a mano.
Allinterno di ogni profilo stampigliato il codice lotto recante lanno ed il mese di produzione con il riferimento al
numero di colata del materiale.
EDILMATIC azienda certificata UNI EN ISO 9001 con
certificato rilasciato da ICMQ.
Tutti i PROFILI sono sottoposti a collaudi periodici con
cadenza stabilita da specifiche guide applicative ed il
marchio di CONTROLLO QUALIT, presente su ogni
confezione, testimonia i controlli e la verifica cui il prodotto stato sottoposto.

Figura 3.8: Canali dancoraggio e riempimento protettivo [6]

UNI CEN/TS 1992 4-1/4-3: Progettazione di attacchi da usare nel


calcestruzzo Parte 4-1 e Parte 4-3
UNI EN 10346:

Lamiere e nastri di acciaio per impieghi


strutturali zincati a caldo in continuo

UNI EN 10025:

Prodotti laminati a caldo di acciai non


legati per impieghi strutturali

58

anchored in quality

Le capacit resistenti ed i relativi coefficienti di sicurezza del canale dancoraggio


sono forniti dalle ditte produttrici del canale attraverso marcatura CE e relativa
documentazione ETA (european technical approval). Le verifiche richieste dai canali
dancoraggio vengono fornite dalle specifiche tecniche del eurocodice 4 ([16], [17],
[18], [19]). Linsieme delle verifiche da effettuare sul canale dancoraggio definito in
funzione della natura della sollecitazione:
canale
con bullone
soggetto a trazione:
tale collegamento
richiede
le verifiche
FACADE CONNECTION
FASTENING SYSTEMS
REINFORCEMENT SYSTEMS
CONNECTION SYSTEMS
MOUNTING TECHNOLOGY
SYSTEMS

riportate in Figura 3.9 , nelle quali i valori caratteristici resistenti vengono





)LJXUH3RVVLEOHIDLOXUHPRGHVIRUDQFKRUFKDQQHOVXQGHUWHQVLOHORDG


Figura 3.9: Verifiche richieste al canale soggetto a trazione [11]

definiti nelle CEN/TS o in alternativa dalle ETA del prodotto;


canale con bullone soggetto a taglio: tale collegamento richiede le verifiche
riportate in Figura 3.10 , nelle quali i valori caratteristici resistenti vengono
14

JORDAHL GmbH and Decon USA Inc. | Design of JORDAHL Anchor Channels | 06-2013

definiti nelle CEN/TS o in alternativa dalle ETA del prodotto;


59

In this section, only shear loads acting perpendicular to the channel axis are taken into account. The
potential failure types under shear load are shown in figure 5.6. The necessary proofs concerning shear
loads are listed in table 5.2. For applications without supplementary reinforcement, the verification is to
be provided according to table 5.2, lines 1 to 7. For applications with supplementary reinforcement, the
load-bearing capacity must be verified in accordance with table 5.2, lines 1 to 6 and 8, the proof
concerning concrete edge failure is replaced by the proof concerning failure of the supplementary
reinforcement.

Figure 5.6: Possible failure modes for anchor channels under shear load

Figura 3.10: Verifiche richieste al canale soggetto a trazione [11]


canale con bullone soggetto a taglio e trazione: nel caso di interazione tra gli
sforzi viene tipicamente fornita dalle CEN/TS un dominio adimensionalizzato
nella forma:
JORDAHL GmbH and Decon USA Inc. | Design of JORDAHL Anchor Channels | 06-2013

NEd
NRd

VEd
+
VRd


con valore del parametro tipicamente 1,5 2.


Tra le varie crisi possibili, riguardanti il canale dancoraggio e le zone di calcestruzzo da esso interessate, quella maggiormente osservate la rottura per flessione
delle labbra del profilo, che normalmente governa le verifiche dellancoraggio.

3.2.2

Scatole di ancoraggio

Le scatole dancoraggio sono appositi dispositivi di ritenuta, posizionati nei vertici


superiori del pannello in fase di getto (Figura 3.11). La cavit della scatola interna al
pannello viene tipicamente colmata di polistirolo, successivamente rimosso in fase di
montaggio del pannello. Essa composta da una coppia di armature opportunamente
piegate fungenti da armatura di continuit con larmatura dellelemento nel quale
60

23

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UJU//UU Uuluul.A)u lllJuuuu JU UJt t=- -

Figura 3.11: Scatole per pannelli prefabbricati [1]

la scatola viene inserita; le estremit di tali armature vengono saldate ad una


piastra asolata, nella cui superficie interna al pannello serrata una vite tramite un
bullone, la cui testa sagomata per il canale dancoraggio, fuoriuscente dalla superficie
esterna
della piastra viene linserita nel canale dancoraggio dellelemento strutturale
Bulloneria
GENERALIT
(Figura
3.12). Successivamente alla posa del pannello, a posizionamento del bullone
I BULLONI EDILMATIC sono stati progettati per essere utilizzati con tutte
le tipologie di PROFILI INCAVI; la loro forma particolare consente infatti di
ottimizzare la trasmissione delle forze in gioco.
Sono suddivisi in 2 categorie:
BULLONI TESTA A MARTELLO (TM)
BULLONI TESTA ANCORA (TA)
I primi idonei per PROFILI leggeri con carichi medio bassi; i secondi per
PROFILI pesanti con carichi applicati medio alti.
La forma particolare, oltre ad una buona ripartizione delle forze in gioco
sulle alette dei profili, consente il loro inserimento e il loro bloccaggio in
qualsiasi punto del PROFILO con semplici rotazioni progressive di 90.
Prima del serraggio definitivo con Dado e Rondella opportuno verificare la
posizione dellintaglio, posto nella parte finale del gambo, che deve essere
ORTOGONALE rispetto allasse di giacenza del profilo al fine di ottenere un
corretto assemblaggio dei componenti.
Per ogni tipo di Bullone sono indicate le coppie di serraggio da applicare
per il bloccaggio dei Dadi.
I BULLONI EDILMATIC sono tutti marchiati sulla parte anteriore della testa
con lidentificativo del produttore (E = Edilmatic) e la classe di resistenza
del bullone (classe 8.8 - secondo UNI EN ISO 4042) a garanzia della qualit
del prodotto e dei controlli eseguiti.
Per un corretto utilizzo del prodotto sempre consigliabile utilizzare Dadi e
Rondelle forniti da Edilmatic. La gamma di Rondelle standard svariata e
copre qualsiasi esigenza di utilizzo.
I BULLONI EDILMATIC sono ottenuti con acciao di qualit C21B-30MnB3.
Per alcune tipologie sono disponibili anche BULLONI in ACCIAIO INOX e
anche con filettatura sinistra.

Figura 3.12:I carichi


Accoppiamento
vite-canale-pannello [6], [1]
applicabili sono in funzione del tipo di profilo utilizzato.
Per maggiore conoscenza del prodotto nelle varie tabelle sono indicati anche i CARICHI MASSIMI APPLICABILI riferiti al prodotto singolo, utili in
applicazioni particolari per le quali comunque consigliamo di consultare il
nostro UFFICIO TECNICO.
I BULLONI EDILMATIC sono forniti con Zincatura Elettrolitica a frede serraggio avvenuti, laccoppiamento
tra
pilastro
e pannello
viene completato in
do (UNI EN ISO 4042), confezionati
in scatole
di cartone ondulato.
Ogni
scatola contrassegnata con lindicazione della tipologia del materiale, la
quantit ed il codice lotto di produzione. Allinterno di ogni confezione sono
inserite le istruzioni duso per un corretto utilizzo del prodotto.

opera attraverso il getto di riempimento della cavit della scatola. La disomogeneit


dei calcestruzzi con i quali la scatola risulta a contatto rende tale elemento tra i
Tipo di
Bulloni

Materiale

Caratteristiche

Normative
di riferimento

Tipo di
rivestimento

Testa martello
(M10-M12)

C21B

(N/mm2)= 491
A% (max)= 30

UNI EN 10263

Zincatura
elettronica
a freddo
(UNI EN ISO 4042)

Testa ancora
(M14-M16)

30MnB3

! (N/mm )= 440

UNI EN
10083-3

Spmin = 12 micron

!
principali responsabili delle crisi deformative
dellancoraggio.

61

A% (max)= 30

A RICHIESTA sono disponibili i certificati di collaudo della MATERIA


PRIMA e dei controlli interni eseguiti sui Bulloni.
24

3.2.3

Mensole

La formazione di mensole previste per lappoggio dei pannelli prefabbricati nei vertici
inferiori pu essere realizzato mediante tre analoghe ma diverse modalit: la prima
vede la formazione nel pilastro di apposite mensole in calcestruzzo in fase di prefabbricazione; la seconda prevede il posizionamento di piastre metalliche nel pilastro e
successiva saldatura in opera di mensole metalliche; la terza e pi diffusa modaliSistemi
di mensola
Appoggio
t di creazione
della
riguarda limpiego di mensole assemblabili mediante
4

ESEMPI DI APPLICAZIONE

composizione
di pi elementi
posizionate
nel pilastro allatto della prefabbricazione
Mensola
Girella
S
1 PORTATA NOMINALE E RESISTENZE CARATTERISTICHE

APPOGGIO E RITENUTA DI PANNELLO DI TAMPONAMENTO (APPLICAZIONE STANDARD)

(Figura 3.13).

Sistema di appoggio MENSOLA MT proposto nellapplicazione standard per il


supporto di pannelli montati esternamente
ai pilastri con ritenuta del Pannello stesso
con Scatola ST2 e Profili Incavi.

La portata nominale della mensola, cio il valore in kN stampigliato sulla


mensola, quel peso che la stessa, senza aggiunte di armatura e per una
precisata resistenza caratteristica del calcestruzzo, in grado di sostenere con i
coefficienti di sicurezza previsti dalla norma vigente.
Girella S disponibile in due valori di portata nominale:
60 kN (scheda tecnica 1)
120 kN (scheda tecnica 2)

1.1 RESISTENZA CARATTERISTICA DEL CALCESTRUZZO


Si richiede per i pannelli una resistenza caratteristica:
Rck 25 N/mm2
per pilastri e travi:
Rck 25 N/mm2 utilizzando la mensola da 60 kN
Rck 35 N/mm2 utilizzando la mensola da 120 kN.

1.2 TRATTAMENTI PROTETTIVI


Tutti i componenti della mensola Girella S sono protetti con zincatura
elettrolitica da 25 m.
Di conseguenza, Girella S pu essere esposta alle intemperie senza necessit
di protezione.

PARTICOLARE 1

1.3 RESISTENZA AL FUOCO

Q filo inferiore
Mensola
GIRELLA S

Piastra pannello
PARTICOLARE 2

In base alle indicazioni standard di progetto, la mensola si trova inserita in una


nicchia e risulta del tutto protetta da uno spessore di calcestruzzo suciente
a garantire R 180.
21

Figura 3.13: Sistema a mensola portapannelli per pilastri [9], [6]


In tutti i casi tale sistema di collegamento prevede, in corrispondenza del pannello,
un elemento metallico piano per la ridistribuzione dei carichi e per laccoppiato a secco
con la mensola sottostante. La principale funzione delle mensole il sostenimento
dei carichi gravitazionali del pannello. Nonostante per i comuni elementi strutturali
sia ormai vietato, salvo pochi casi legati alla dissipazione, affidare i collegamenti
a resistenze di natura attrittiva, le mensole sulle quali vengono posati i pannelli
prefabbricati risultano il pi delle volte essere solidarizzate al pannello mediante
dispositivi di ritenuta a semplice incastro con ridotte inclinazioni (Figura 3.4) della
62

mensola che, assieme al peso proprio del pannello, ne incrementano la resistenza


attrittiva agli appoggi; in rari casi possono essere presenti deboli saldature locali tra
mensola e piastra posizionata
Piastra PX46nel pannello (Figura 2.21).
PX46 plate

3.2.4

Squadrette e piastrine

Il contatto tra il bullone che serra la speciale vite dancoraggio e le labbra del profilo
tipicamente assicurato dalla presenza di elementi quali squadrette o piastrine
(Figura 3.14). Tali
elementi non hanno, come
caso della rondella impiegata nelle
Squadrette
ednelAngolari
ANGOLARI A RICHIESTA
Oltre alle Squadrette standard sono disponibili a
richiesta ANGOLARI da realizzarsi a misura su
disegno fornito dal Cliente.
Non sono previsti collaudi, salvo richiesta specifica; di conseguenza viene lasciata al Cliente
stesso la determinazione delle portate massime
applicabili.
Nei casi in cui vengano utilizzati angolari abbinati
a PROFILI INCAVI EDILMATIC, rimane implicito
che il CARICO applicabile in funzione della portata dei profili utilizzati.

Squadrette ed Angolari
SQUADRETTE
Possono essere forniti Zincati elettroliticamente
STANDARD
a freddo (UNI EN ISO 2081), grezzi senza rivesti12

GL Locatelli Accessori

Generalit

mento superficiale ed a richiesta anche zincate a


caldo (UNI EN ISO 1461).

Le SQUADRETTE Zigrinate Edilmatic, nelle versioni standard, sono disponibili


5 tipologie
Diamoindi
seguitodiveralcuni esempi di ANGOLARI rese, in varie forme e dimensioni, per poter soddisfare
alizzati a disegno pi frequentemente con alcuni
qualsiasi esigenza di regolazione nei casi di ritenuta
esempi
e collegamento di elementi
in CLS. di applicazione.
Sono disponibili CON o SENZA rinforzi laterali:

PIATTI ZIGRINATI

Squadrette EDIL...-SR = Senza Rinforzi laterali


Squadrette EDIL...-R = con Rinforzi laterali

Piatti
Zigrinati
vengono impiegati per la produPer un fissaggio correttoI delle
Squadrette
sempre
consigliato limpiego delle
Contropiastre
Zigrinate.
zione
delle Squadrette
Standard e possono essere utilizzati anche nella forma originale per appliad esempio le giunzioni di

Vengono fornite con Zincatura elettrolitica a freddo


cazioni
particolari
quali
(UNI EN ISO 2081) e a richiesta
anche
Zincate a Caldo (UNI EN ISO 1461). elementi contigui.

388 mm

Su ogni Squadretta presente la marcatura di rinSono


3 diverse tipologie con 3 divertracciabilit del prodotto
con disponibili
lidentificativoindel
produttore (EDILMATIC)se
e lindicazione
del Codice
lunghezze:
Lotto (n di colata del materiale, mese - anno di pro- Piatto Zigrinato L = 294 mm (Fig.1)
duzione del particolare).

- Piatto Zigrinato L = 388 mm (Fig.2)


- Piatto Zigrinato L = 194 mm (Fig.3)

Portate

Le SQUADRETTE hanno portate variabili in base


A richiesta,
dal Piatto
alla forma ed al tipo di ancoraggio
utilizzato.

Zigrinato L = 388, possibile ricavare Piatti a misura con Lunghezze diLe SQUADRETTE senzaverse
RINFORZI
haned LATERALI
Asole e/o
Fori in qualsiasi posizione utile
no una Portata Massima applicabile di
necessaria per lapplicazione.
Pmax. = 4.0 kN.
Le SQUADRETTE con I RINFORZI
LATERALIessere
utiPiatti possono
lizzate senza profili incavi (fissaggio con tasselli
chimici o meccanici) hanno una Portata Massima
applicabile di Pmax. = 20ficiale.
kN.

forniti Zincati elettrolitica-

A richiesta possono essere fornite Squadrette speciali EDIL 5


con angolo di piega < 90 fino
ad un massimo di
=70(in
max
base alle esigenze del Cliente).

menteSquadrette
a freddo o grezzi senza
super- per rinforzo del collegamento [7], [6]
Figura 3.14:
erivestimento
piastrine
Nelle applicazioni con PROFILI INCAVI il carico
maggiori
dettagli
massimo da applicare Per
in funzione
del tipo
di proTecnico Edilmatic.
filo utilizzato.

tecnici in contattare lUfficio

La configurazione per la Squadretta EDIL 5 ottenibile con le


Squadrette tipo EDIL 1 - 2 - 4
con e senza rinforzi.

Prescrizioni e portate sono identiche a quelle indicate per le tipologie standard.

comuni bullonature, esclusivamente il compito di garantire una ottimale superficie


Per maggiori dettagli tecnici contattare lUfficio Tecnico Edilmatic.

di contatto, ma anche quello di modificare il comportamento a rottura del profilo


Portate con fissaggi
senza PROFILI INCAVI

Tipo di squadretta

Portata

per flessione delle sue labbra.CENNI


Il loro
impiego pu essere considerato un dettaglio
AI MATERIALI
CON rinforzi

32 kN

SENZA rinforzi

4.0 kN

Materiale

Caratteristiche

S355J2/G3

rott. min.= 490 N/


mm2
A%= 22

Tipo di rivestimento

in grado di stravolgere il comportamento


del canale dancoraggio, incrementandone
!
Portate con fissaggi
con PROFILI INCAVI

Tipo di squadretta

Portata

Zincatura elettronica
a freddo
(UNI EN ISO 2081)

notevolmente la resistenza. Lobbligo di serraggio controllato del bullone, previsto


CON rinforzi

In base al tipo di profilo

SENZA rinforzi

4.0 kN

38

Lufficio Tecnico a disposizione per fornire A RICHIESTA i certificati di collaudo sia della MATERIA PRIMA che del PRODOTTO disponibili per ogni lotto
acquistato.

63

37

dalla certificazione ETA del prodotto, consente al labbro del profilo sollecitato a
flessione di comportarsi come una piastra, pi o meno approssimativamente, vincolata
alle estremit con un incastro (nellestremo in contatto con le sponde del profilo del
canale) e incastro scorrevole, rappresentato dalla condizione di vincolo data al profilo
da una parte dalla testa del bullone e dallaltra assicurata dal serraggio del bullone
agente sulla piastrina. Il mancato serraggio o lassenza di squadrette o piastrine
comporterebbero rispettivamente la probabile trasformazione di un carico di natura
quasi-statica in carico impulsivo ed unenorme perdita di resistenza a flessione delle
labbra del profilo (fino a valori massimi del 25%).

3.2.5

Elementi di fondazione

Il collegamento dei pannelli con elementi di fondazione pu essere realizzato attraverso


linserimento del pannello in una trave di fondazione opportunamente sagomata
(Figura 3.15) o in alternativa mediante svariati sistemi dincastro maschio-femmina;

Figura 3.15: Collegamento pannello-fondazione con trave portapannello cava [5]


tale sistema viene tipicamente realizzato mediante linserimento di un elemento che
simuli la continuit, pi o meno rigida del pannello in fondazione (piastra, filettatura,
ancoraggio) o pi frequentemente, per assicurare maggior mobilit al collegamento,
mediante zanche immerse nellelemento di fondazione e saldate in superficie ad una
piastra dotata di una angolare fungente da perno per il pannello verticale (Figura 2.9
e 3.16).
64

Figura 3.16: Collegamento tipo pannello-fondazione [5]

3.2.6

Dispositivi di dissipazione

Il tentativo di attribuire ai collegamenti dei pannelli prefabbricati un ruolo dissipativo


complicato dalla carenza di capacit deformative tipica del pannello stesso e dei
relativi collegamenti. Recentemente sono stati compiuti numerosi studi grazie ai quali
sono stati creati appositi dispositivi, realizzati mediante il posizionamento allinterno
del pannello verticale di cavi post-tesi ancorati in fondazione, che permettono, sotto
unelevata domanda di spostamento, il distacco del pannello alla base e la sua
rotazione attorno al perno di fondazione. Lungo linterfaccia di contatto tra pannelli
vengono poi posizionati appositi dispositivi in grado di dissipare per scorrimento
relativo tra i giunti verticali del pannello (Figura 3.17).

3.3

Normative e codici nazionali

I codici e le normative nazionali descrivono e definiscono i carichi sismici da attribuire


ai pannelli prefabbricati valutandoli come elementi non strutturali. Verranno di
seguito analizzate le modalit inerenti lattribuzione della forza sismica al pannello.
E riconosciuta da tutte le normative e codici analizzati, la dipendenza di tale forza
statica equivalente rappresentante la sollecitazione sismica da:
massa inerziale del pannello;
65

268268

Comportamentosismico
sismicodei
deicollegamenti
collegamenti nelle
Comportamento
nelle strutture
struttureprefabbricate
prefabbricate

analogo alla soluzione descritta per la connessione trave-colonna di sistemi a

analogo alla soluzione descritta per la connessione trave-colonna di sistemi a


telaio.
telaio.

Figura 237. Schema del sistema a muro (Pampanin 2001).

Figura 237. Schema del sistema a muro (Pampanin 2001).

Figura 238. Meccanismo di risposta del sistema a muro e dissipatori (Pampanin


2001).

Figura 3.17:
dotati
di sistema
di(Pampanin
dissipazione [20]
FiguraPannelli
238. Meccanismo
di risposta
del sistemaeadispositivi
muro e dissipatori
2001).

6.4 Elevate prestazioni sismiche

configurazione di vincolo del pannello, rappresentata, allinterno delle formu6.46.4.1


Elevate
prestazioni
Sistema
a telaio sismiche

le fornite,Come
dalatteso
rapporto
tra periodo fondamentale della struttura e periodo
e confermato dalle prove sperimentali (Priestley et al. 1999), le
peculiari caratteristiche di tali connessioni asciutte a dissipazione concentrata,

6.4.1 Sistema a telaio


fondamentale
del pannello nella configurazione di vincolo fornita dagli ancoraggi;
Come atteso e confermato dalle prove sperimentali (Priestley et al. 1999), le
peculiari caratteristiche di tali connessioni asciutte a dissipazione concentrata,

parametro di accelerazione sismica tabulato o ricavato mediante analisi di


natura probabilistica;
quota relativa del baricentro delloggetto rispetto allaltezza massima delledificio;
parametri del terreno.
In alternativa alla forza equivalente statica da applicare al pannello, generante le
sollecitazioni dei suoi ancoraggi, tutte le normative, anche se in maniera diversa,
permettono di dimensionare il pannello ed i suoi collegamenti mediante sollecitazioni
ricavate da analisi dinamiche.
Verranno di seguito illustrate le modalit ed i diversi parametri che alcune
normative e codici analizzati forniscono per la valutazione della forza sismica da
attribuire ai pannelli.
66

3.3.1

NTC 2008: D.M. Infrastrutture e Trasporti

Le NTC 2008 allinterno del capitolo azioni sulle costruzioni, forniscono un parziale
elenco dei possibili elementi non strutturali:
3.1.3 Carichi permanenti non strutturali
Sono considerati carichi permanenti non strutturali i carichi non rimovibili durante il normale esercizio della costruzione, quali quelli relativi
a tamponature esterne, divisori interni, massetti, isolamenti, pavimenti
e rivestimenti del piano di calpestio, intonaci, controsoffitti, impianti
ed altro, ancorch in qualche caso sia necessario considerare situazioni
transitorie in cui essi non siano presenti. [...] I tramezzi e gli impianti
leggeri di edifici per abitazioni e uffici possono assumersi, in genere, come
carichi equivalenti distribuiti, purch i solai abbiano adeguata capacit di
ripartizione trasversale [...] [4] .
Il ruolo dei pannelli prefabbricati, quale elemento non strutturale, da attribuire allanalogia che lega la funzione dei pannelli nelle strutture prefabbricate alle
tramezzature ed ai tamponamenti di pi diffusi sistemi strutturali delledilizia.
La normativa italiana evidenzia, privando cos lattributo di elemento non strutturale di elemento di secondaria importanza, i requisiti che ogni elemento deve possedere
nei confronti dellazione sismica:
7.1 Requisiti nei confronti degli stati limite
Sotto leffetto delle azioni sismiche definite nel capitolo 3.2, deve essere
garantito il rispetto degli stati limite ultimi e di esercizio, quali definiti al
capitolo 3.2.1 ed individuati riferendosi alle prestazioni della costruzione
nel suo complesso, includendo il volume significativo di terreno, le strutture di fondazione, gli elementi strutturali, gli elementi non strutturali,
gli impianti. In mancanza di espresse indicazioni in merito, il rispetto
dei vari stati limite si considera conseguito:
- nei confronti di tutti gli stati limite di esercizio, qualora siano
rispettate le verifiche relative al solo SLD;
67

- nei confronti di tutti gli stati limite ultimi, qualora siano rispettate
le indicazioni progettuali e costruttive riportate nel seguito e siano
soddisfatte le verifiche relative al solo SLV.
Fanno eccezione a quanto detto le costruzioni di classe duso III e IV, per
gli elementi non strutturali e gli impianti delle quali richiesto anche il
rispetto delle verifiche di sicurezza relative allo SLO, quali precisate nei
capitoli 7.3.7.2 e 7.3.7.3 [...] [4].
Con tale asserzione la normativa intende ribadire limportanza della progettazione di
ogni elemento costruttivo, sia esso di natura strutturale che non strutturale.
7.2.6 Criteri di modellazione della struttura e azione sismica
Il modello della struttura deve essere tridimensionale e rappresentare
in modo adeguato le effettive distribuzioni spaziali di massa, rigidezza e
resistenza, con particolare attenzione alle situazioni nelle quali componenti
orizzontali dellazione sismica possono produrre forze dinerzia verticali
(travi di grande luce, sbalzi significativi, etc.).
Nella definizione del modello alcuni elementi strutturali, considerati secondari, e gli elementi non strutturali autoportanti (tamponature e tramezzi), possono essere rappresentati unicamente in termini di massa,
considerando il loro contributo alla rigidezza e alla resistenza del sistema strutturale solo qualora essi possiedano rigidezza e resistenza tali da
modificare significativamente il comportamento del modello.[...] [4] .
La possibilit di trascurare la presenza di elementi non strutturali, quali i pannelli
prefabbricati, resa lecita qualora tali elementi non posseggano rigidezze e resistenze
tali da non modificare il comportamento del modello. Il mancato possesso di tale
importante prerogativa da parte dei pannelli risulter evidente nel caso analizzato
da capitolo 4.
7.3.6.3 Verifiche degli elementi non strutturali e degli impianti
68

Per gli elementi costruttivi senza funzione strutturale debbono essere


adottati magisteri atti ad evitare collassi fragili e prematuri e la possibile
espulsione sotto lazione della Fa (v. 7.2.3) corrispondente allo SLV.
[4]
Nei successivi sottocapitoli la normativa compie una forte, molto spesso non
considerata, distinzione tra le funzioni degli elementi e definisce il valore della forza
equivalente statica da applicare ad un qualunque elemento:
7.2.3 Criteri di progettazione di elementi strutturali secondari ed elementi non strutturali
Alcuni elementi strutturali possono venire considerati secondari. Sia
la rigidezza che la resistenza di tali elementi vengono ignorate nellanalisi
della risposta e tali elementi vengono progettati per resistere ai soli carichi verticali. Tali elementi tuttavia devono essere in grado di assorbire
le deformazioni della struttura soggetta allazione sismica di progetto,
mantenendo la capacit portante nei confronti dei carichi verticali; pertanto, limitatamente al soddisfacimento di tale requisito, agli elementi
secondari si applicano i particolari costruttivi definiti per gli elementi
strutturali. In nessun caso la scelta degli elementi da considerare secondari pu determinare il passaggio da struttura irregolare a struttura
regolare, n il contributo alla rigidezza totale sotto azioni orizzontali
degli elementi secondari pu superare il 15% della analoga rigidezza degli
elementi principali. Con lesclusione dei soli tamponamenti interni di
spessore non superiore a 100 mm, gli elementi costruttivi senza funzione
strutturale il cui danneggiamento pu provocare danni a persone, devono
essere verificati, insieme alle loro connessioni alla struttura, per lazione
sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati. Qualora
la distribuzione di tali elementi sia fortemente irregolare in pianta, gli
effetti di tale irregolarit debbono essere valutati e tenuti in conto. Questo requisito si intende soddisfatto qualora si incrementi di un fattore 2
leccentricit accidentale di cui al capitolo 7.2.6. [...]
69

In ogni caso gli effetti degli elementi costruttivi senza funzione strutturale
sulla risposta sismica dellintera struttura vanno considerati nei modi e nei
limiti ulteriormente descritti, per i diversi sistemi costruttivi, nei paragrafi
successivi. Gli effetti dellazione sismica sugli elementi costruttivi senza
funzione strutturale possono essere determinati applicando agli elementi
detti una forza orizzontale Fa definita come segue:
Fa =

Sa Wa
qa

(7.2.1)

dove
Fa la forza sismica orizzontale agente al centro di massa dellelemento
non strutturale nella direzione pi sfavorevole;
Wa il peso dellelemento;
Sa laccelerazione massima, adimensionalizzata rispetto a quella di
gravit, che lelemento strutturale subisce durante il sisma e corrisponde
allo stato limite in esame (capitolo 3.2.1);
qa il fattore di struttura dellelemento.
In assenza di specifiche determinazioni, per qa si possono assumere i
valori riportati in Tab. 7.2.I. In mancanza di analisi pi accurate Sa pu
essere calcolato nel seguente modo:

Sa = S

3 1+

1+ 1

Z
H

Ta
T1

2

0, 5

(7.2.2)

dove:
il rapporto tra laccelerazione massima del terreno ag su sottosuolo tipo A da considerare nello stato limite in esame (capitolo 3.2.1) e
laccelerazione di gravit g;
S il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle
condizioni topografiche secondo quanto riportato nel capitolo 3.2.3.2.1;
Ta il periodo fondamentale di vibrazione dellelemento non strutturale;
70

T1 il periodo fondamentale di vibrazione della costruzione nella direzione


considerata;
Z la quota del baricentro dellelemento non strutturale misurata a partire
dal Spiano
di fondazione (capitolo 3.2.2);
il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche
secondo quanto riportato nel 3.2.3.2.1;
il periododella
fondamentale
di vibrazione
dellelemento
non strutturale;
H Talaltezza
costruzione
misurata
a partire
dal piano di fondazione.
T1 il periodo fondamentale di vibrazione della costruzione nella direzione considerata;
la quota del baricentro dellelemento non strutturale misurata a partire dal piano di fondazione
PerZ le(v.
strutture
con isolamento sismico si assume sempre Z=0. Il valore
3.2.2);
H laltezza della costruzione misurata a partire dal piano di fondazione

del coefficiente sismico Sa non pu essere assunto minore di S.


Per le strutture con isolamento sismico si assume sempre Z=0.

Il valore del coefficiente sismico Sa non pu essere assunto minore di S.


Tabella 7.2.I Valori di qa per elementi non strutturale
Elemento non strutturale
Parapetti o decorazioni aggettanti
Insegne e pannelli pubblicitari
Ciminiere, antenne e serbatoi su supporti funzionanti come mensole senza controventi per pi di met
della loro altezza
Pareti interne ed esterne
Tramezzature e facciate
Ciminiere, antenne e serbatoi su supporti funzionanti come mensole non controventate per meno di
met della loro altezza o connesse alla struttura in corrispondenza o al di sopra del loro centro di massa
Elementi di ancoraggio per armadi e librerie permanenti direttamente poggianti sul pavimento
Elementi di ancoraggio per controsoffitti e corpi illuminanti

7.2.4

qa
1,0

2,0

CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI

FiguraCiascun
3.18:elemento
Tabella
7.2.I
Valori
elementi
non
strutturali
a per
di unNTC
impianto
che ecceda
il 30%di
del qcarico
permanente
totale
del solaio
su cui [4]
collocato o il 10% del carico permanente totale dellintera struttura, non ricade nelle prescrizioni
successive e richiede uno specifico studio.
Gliriconosce
elementi strutturali
che sostengono
e collegano
i diversi elementi
funzionali
costituenti
La norma
lesistenza
di elementi
strutturali
secondari
ai quali
la norma
limpianto tra loro e alla struttura principale devono essere progettati seguendo le stesse regole
adottate
gli elementi icostruttivi
senza funzione
strutturale
ed illustrate
paragrafo
precedente.
sottolinea:
si per
applicano
particolari
costruttivi
definiti
pernelgli
elementi
strutturali.

In

Leffetto dellazione sismica sullimpianto, in assenza di determinazioni pi precise, pu essere


forza
(Fa) applicata
baricentro di ciascuno
degli elementi
funzionali
nessunvalutato
casoconsiderando
la scelta una
degli
elementi
daalconsiderare
secondari
pu determinare
componenti limpianto, calcolata utilizzando le equazioni (7.2.1) e (7.2.2).

il

componenti
fragili debbono
essere progettati
per avere resistenza
doppia di quella
passaggioGlidaeventuali
struttura
irregolare
a struttura
regolare,
n il contributo
alla rigi-

dezza

degli eventuali elementi duttili ad essi contigui, ma non superiore a quella richiesta da unanalisi
eseguita
con azioni
fattore di orizzontali
struttura q pari ad
1. elementi secondari pu superare il 15%
totale
sotto
degli

della

Gli impianti non possono essere vincolati alla costruzione contando sulleffetto dellattrito, bens
debbono essere
collegati
ad essa principali.
con dispositivi di
vincolo ma
rigidistingente
o flessibili; gli interpretazione
impianti a
analoga rigidezza
degli
elementi
Libera
dispositivi di vincolo flessibili sono quelli che hanno periodo di vibrazione T 0,1s. Se si adottano
dispositivi
di vincolo
i collegamentidel
di servizio
dellimpianto
esserestrutturale,
flessibili e
vine quindi
lasciata
alla flessibili
considerazione
pannello
quale debbono
elemento
non
non possono far parte del meccanismo di vincolo.
Deve
essere limitato ilsecondario.
rischio di fuoriuscite
incontrollate
gas, particolarmente
in prossimitdidi elemenstrutturale
o strutturale
Vista
la scarsadi diffusione
del attributo
utenze elettriche e materiali infiammabili, anche mediante lutilizzo di dispositivi di interruzione
automatica della distribuzione del gas. I tubi per la fornitura del gas, al passaggio dal terreno alla
to strutturale
secondario, il pannello viene nella maggior parte dei casi assoggettato
costruzione, debbono essere progettati per sopportare senza rotture i massimi spostamenti relativi
costruzione terreno dovuti allazione sismica di progetto.

a elemento non strutturale, i cui collegamenti vengono tipicamente dimensionati


secondo le sollecitazioni indotte dallequazione 7.2.1 definita dalle NTC. In riferimento
231
allimpossibilit per un elemento strutturale
secondario di determinare il passaggio da

struttura regolare e irregolare, particolare attenzione dovr essere prestata ad edifici


industriali con pannelli prefabbricati rigidamente vincolati in fondazione, in cui la
presenza ripetuta di importanti portali o finestrature, irregolarmente disposte in
71

pianta, possano essere motivo di effetti torsionali indesiderati; sotto tali ipotesi, il
pannello prefabbricato non potr pi risultare elemento strutturale secondario.

3.3.2

Eurocodici

Allinterno dellEC2 i riferimenti al pannello sandwich ed ai pannelli di tamponamento, pi in generale, risultano analoghi a quelli presenti nelle NTC italiane, ma
maggiormente approfonditi tramite le CEN-TS in materia di progettazione degli
ancoraggi.
3.5.4.7.7 Pannelli sandwich
P(101) Nel progetto dei pannelli sandwich si dovr tener in considerazione
degli effetti della temperatura, dellumidit, dellessiccamento e del
ritiro. Deve essere fatto riferimento anche alle pertinenti norme di
progetto del CEN.
(102) Nei pannelli sandwich stratificati per le connessioni tra gli strati
potranno essere utilizzati solo materiali resistenti alla corrosione.
(103) I fenomeni di fatica devono essere presi in considerazione se rilevanti.
(104) Nei parapetti strutturali, il minimo di armatura su ciascuna faccia,
sia in direzione orizzontale che verticale, non deve essere inferiore
a 1, 3cm2 /m. Come regola, non richiesta armatura di contorno
(vedere ENV 1992-1-1, fig 5.16). In uno strato non strutturale di
un pannello sandwich larmatura pu essere disposta su di un solo
strato.
Il riferimento a strati non strutturali dei pannelli sandwich, riconosce la possibilit
di funzione strutturale del pannello (come definito nel capitolo 2.1.5).
3.5 Elementi non-strutturali
3.5.1 Generalit
72

P(1) Gli elementi non-strutturali degli edifici (come per esempio: parapetti, antenne, appendici ed equipaggiamenti meccanici, muri divisori,
tramezzi, ringhiere) che potrebbero, in caso di crollo, produrre rischi per le persone o influenzare il comportamento della struttura
principale delledificio o la sua funzionalit, devono insieme ai loro
supporti essere verificati nei confronti dellazione sismica di progetto.
P(2) Nel caso di elementi non-strutturali di notevole importanza o di
natura particolarmente pericolosa, lanalisi sismica deve basarsi su
una modellazione realistica delle rispettive strutture e sullutilizzo di
appropriati spettri di risposta ottenuti dalla risposta degli elementi
strutturali di supporto del meccanismo resistente principale.[...] .
La richiesta di una modellazione realistica evidenzia, come compiuto anche dalle
NTC, la necessit di tener conto delleffetto che importanti elementi considerabili
non strutturali potrebbero avere sulla struttura.
3.5.2 Analisi
P(1) Si deve verificare che gli elementi non-strutturali, cos come le loro
connessioni ed attacchi o ancoraggi, siano in grado di sopportare le
combinazioni delle rispettive azioni permanenti, variabili e sismiche
(vedere punto 4.4 della ENV 1998-1-1).
(2) Gli effetti dellazione sismica possono essere determinati applicando
agli elementi non-strutturali una forza orizzontale Fa definita come
segue:
Fa =

Sa Wa a
qa

[3.13]

dove:
Fa la forza sismica orizzontale applicata nel baricentro dellelemento non-strutturale nella direzione pi sfavorevole;
Wa il peso dellelemento;
Sa il coefficiente sismico relativo ad elementi non-strutturali [vedere
punto (3)];
73

a il coefficiente di importanza dellelemento (vedere 3.5.3);


qa il coefficiente di comportamento dellelemento (vedere prospetto
3.1).
(3) Il coefficiente sismico Sa pu essere calcolato come segue:


Sa =

3 1+


1+ 1

Z
H

Ta
T1

2

[3.14]

dove:
il rapporto tra il valore di progetto dellaccelerazione del terreno, ag laccelerazione di gravit g; Ta il periodo di vibrazione
fondamentale dellelemento non-strutturale;
T1 il periodo di vibrazione fondamentale delledificio nella direzione
in oggetto;
Z la quota dellelemento non-strutturale rispetto alla base delledificio;
H laltezza totale delledificio.
3.5.3 Coefficienti di importanza e di comportamento
P(1) Per i seguenti elementi non-strutturali il coefficiente di importanza
a non deve essere scelto con un valore minore di 1,5:
- ancoraggi di macchinari ed equipaggiamenti necessari alla funzionalit dei sistemi di sicurezza;
- serbatoi e contenitori di sostanze tossiche o esplosive, ritenute
pericolose per la sicurezza delle persone.
3.7 Categorie di importanza e coefficienti di importanza
P(1) Gli edifici sono generalmente classificati secondo 4 categorie di importanza in base alle dimensioni, al loro valore, allimportanza per
la sicurezza delle persone e alla possibilit di causare perdite di vite
umane in caso di crollo.
74

prospetto

3.6

3.1

ancoraggi di macchinari ed equipaggiamenti necessari alla funzionalit dei sistemi di sicurezza;

serbatoi e contenitori di sostanze tossiche o esplosive, ritenute pericolose per


la sicurezza delle persone.

(2)

In tutti gli altri casi il coefficiente di importanza a per elementi non-strutturali pu


essere assunto di valore pari al coefficiente di importanza dell'edificio in oggetto.

(3)

I valori del coefficiente di comportamento qa per elementi non-strutturali sono riportati nel prospetto 3.1.

Valori del coefficiente di comportamento qa per elementi non-strutturali


Tipologia di elementi non-strutturali

qa

- parapetti a balzo o decorazioni;


- insegne e cartelloni pubblicitari;
- ciminiere, contenitori e serbatoi su sostegni che si comportano come mensole libere per
pi di met della loro altezza totale.

1,0

- muri esterni ed interni;


- ciminiere, contenitori e serbatoi su sostegni che si comportano come mensole libere per
meno di met della loro altezza totale o vincolate alla struttura in corrispondenza o sopra il loro centro di massa;
- ancoraggi per mobili e librerie sostenuti da pavimenti permanenti;
- ancoraggi per contro soffitti (sospesi) e dispositivi di illuminazione.

2,0

Coefficienti di combinazione per le azioni variabili

Figura 3.19:
del coefficiente
qa per
non-strutturali
P(1) Valori
I coefficienti
di combinazionedi comportamento
che compaiono nel punto
4.4 elementi
della ENV 1998-1-1
2i

[21]

sono dati nella ENV 1991-1.


P(2)

I coefficienti di combinazione Ei introdotti nel punto 4.4 della ENV 1998-1-1 per la
valutazione degli effetti dovuti alle azioni di tipo sismico devono essere calcolati
mediante la seguente espressione:

P(2) Le diverse categorie di importanza sono caratterizzate da differenti


valori del coefficiente di importanza I cos come stato
detto nel
Pagina 15 di 26

UNI ENV 1998-1-2:1997

punto 2.1 della ENV 1998-1-1.


(3) Il coefficiente di importanza I = 1, 0 associato ad un evento sismico di progetto caratterizzato da un periodo di ritorno di riferimento
come indicato nel punto 4.1(3) della ENV 1998-1-1.
(4) Le definizioni delle categorie di importanza e dei relativi coefficienti
sono riportate nel prospetto 3.3.
(5) Valori diversi per I possono essere necessari per le differenti zone
sismiche di un Paese. [21]
La prevalente differenza che tale codice presenta rispetto alle NTC italiane rappresentata da un termine di sgravio dellaliquota di forza sismica, data da prodotto tra
massa ed accelerazione, compensato per dal parametro (coefficiente dimportanza
delledificio) presente nellEurocodice. Normalmente il valore fornito dallEC8 per
Fp risulta un 20 30% maggiore rispetto a quello fornito da NTC.
Appendice B Progetto in zona sismica per edifici prefabbricati
di calcestruzzo
B.1 Generalit
B.1.1 Scopo
75

la possibilit di causare perdite di vite umane in caso di crollo.

prospetto

3.3

P(2)

Le diverse categorie di importanza sono caratterizzate da differenti valori del coefficiente di importanza cos come stato detto nel punto 2.1 della ENV 1998-1-1.

(3)

Il coefficiente di importanza = 1,0 associato ad un evento sismico di progetto


caratterizzato da un periodo di ritorno di riferimento come indicato nel punto 4.1(3)
della ENV 1998-1-1.

(4)

Le definizioni delle categorie di importanza e dei relativi coefficienti sono riportate


nel prospetto 3.3.

Categorie di importanza e coefficienti di importanza per gli edifici


Categorie di
importanza

(5)

Edifici

Coefficiente di
importanza

Edifici la cui integrit durante i terremoti di vitale importanza per la protezione civile, come per esempio: ospedali, stazioni dei pompieri, impianti
per la produzione di energia, ecc.

1,4

II

Edifici la cui resistenza all'azione sismica importante rispetto alle conseguenze che un eventuale collasso potrebbe produrre come per esempio:
scuole, sale per convegni, luoghi di culto, ecc.

1,2

III

Edifici ordinari, non riconducibili alle altre categorie.

1,0

IV

Edifici di minore importanza per la sicurezza delle persone, come per


esempio: costruzioni agricole, ecc.

0,8

Valori diversi per


Paese.

possono essere necessari per le differenti zone sismiche di un

Figura 3.20: Categorie di importanza e coefficienti di importanza per gli edifici [21]
(1) Questa appendice si occupa del progetto antisismico di strutture
UNI ENV 1998-1-2:1997

Pagina 16 di 26

di calcestruzzo armato costruite parzialmente o interamente con


elementi prefabbricati.
(2) A meno che non sia diversamente specificato, valgono le disposizioni
date nel punto 2 di questa parte e nella ENV 1992-1-3.
B.1.2 Riconoscimento della tipologia strutturale
(1) Le seguenti tipologie strutturali, descritte nel punto 2, sono interessate da questa appendice:
- sistemi intelaiati;
- sistemi a pannelli;
- sistemi doppi (con telai prefabbricati misti e pareti prefabbricate
o monolitiche).
(2) In aggiunta a questi sistemi, vengono anche trattati:
- strutture cellulari (sistemi a celle monolitiche prefabbricate);
- sistemi a pendolo.
Nota Gli edifici industriali ad un solo piano con travi doppiamente incernierate devono essere distinti dai normali sistemi intelaiati.
B.1.3 Valutazione delle strutture prefabbricate
76

(1) Nel modellare le strutture prefabbricate si devono tenere presenti i


seguenti criteri:
a) Riconoscimento delle diverse funzioni degli elementi strutturali:
- elementi resistenti solo nei confronti di azioni verticali, come
per esempio le colonne incernierate disposte attorno ad un nucleo
di calcestruzzo armato;
- elementi resistenti sia nei confronti di azioni verticali che
orizzontali, come per esempio i telai o le pareti;
- elementi in grado di fornire un adeguato collegamento fra diversi
elementi strutturali, come per esempio gli impalcati ed i solai.
b) Caratteristiche sufficienti a soddisfare pienamente le disposizioni
in materia di resistenza nei confronti dellazione sismica date nel
punto 2:
- sistemi prefabbricati in grado di soddisfare tutte quelle disposizioni;
- sistemi prefabbricati che non rispettano quelle disposizioni e che
perci necessitano di altri criteri di progetto e ai quali vengono
assegnati valori pi bassi del coefficiente di comportamento.
c) Riconoscimento degli elementi non-strutturali che possono essere:
- completamente disaccoppiati dalla struttura;
- parzialmente resistenti nei confronti della deformazione degli
elementi strutturali.
d) Riconoscimento delleffetto dei collegamenti sulla capacit di
dissipare energia da parte dellintera struttura:
- collegamenti posti al di fuori delle zone critiche (definite in
2.1.2), che non hanno influenza sulla capacit di dissipare energia da parte dellintera struttura [vedere B.2.1.1 e per esempio
figura B.1a)];
- collegamenti posti allinterno delle zone critiche, ma adeguatamente sovradimensionati in modo da poter trasferire il compor77

tamento anelastico al di fuori delle zone di collegamento [vedere


B.2.1.2 e la figura B.1b)];
- collegamenti posti allinterno delle zone critiche che dovrebbero
mostrare un comportamento duttile [vedere B.2.1.3 e la figura
B.1c)]. [22]

In tale appendice il codice sottolinea la necessit di individuare quegli elementi non


strutturali il cui comportamento pu essere disaccoppiato da quello della struttura o
in grado di resistere parzialmente alle deformazioni degli elementi strutturali, in grado
quindi di alterare la risposta strutturale o di provocarne crisi locali. Riconosce anche
la pericolosit di collegamenti allinterno di zone critiche quali organi demandati alla
dissipazione.

3.3.3

Codici statunitensi

Tra i codici statunitensi generati da diversi organi competenti in materia di progettazione strutturale di elementi cementizi prefabbricati, il pannello sandwich,
diversamente dalla cultura europea, viene considerato a seconda degli impieghi
come elemento strutturale o componete non strutturale. La non strutturalit di
tale elemento (architectural component) o non sismo-resistenza (nonstructural wall
element), viene affrontata indicando al progettista la forza sismica equivalente da
considerare per il dimensionamento degli ancoraggi del pannello. Nel codice si evidenzia la descrizione di quei dettagli costruttivi che permettono, ad un pannello con
impiego strutturale, di sollevare tale pannello dal onere resistivo nei confronti del
taglio sismico. Di fondamentale importanza, lenfasi data da tali codici ai dettagli
strutturali che supportano le ipotesi strutturali fatte dal progettista.

ASCE/SEI 7 - 02
Il codice prodotto dal ASCE (American Society of Civil Engineers), in collaborazione
con SEI (Structural engineering institute), risulta essere il principale referente della
progettazione sismica e dei carichi per essa definiti.
78

Section 9.6: Architectural, mechanical, and electrical components and system

9.6.1 General. Section 9.6 establishes minimum design criteria for architectural, mechanical, electrical, and non-structural systems, components, and elements permanently attached to structures including supporting
structures and attachments (hereinafter referred to as components). The
design criteria establish minimum equivalent static force levels and relative
displacement demands for the design of components and their attachments
to the structure, recognizing ground motion and structural amplification,
component toughness and weight, and performance expectations. [...] All
architectural, mechanical, electrical, and other non-structural components
in structures shall be designed and constructed to resist the equivalent
static forces and displacements determined in accordance with this Section. The design and evaluation of support structures and architectural
components and equipment shall consider their flexibility as well as their
strength. [...]

9.6.1.2 Component Force Transfer. Components shall be attached


such that the component forces are transferred to the structure. Component seismic attachments shall be bolted, welded, or otherwise positively
fastened without consideration of frictional resistance produced by the effects of gravity. A continuous load path of sufficient strength and stiffness
between the component and the supporting structure shall be provided. Local elements of the supporting structure shall be designed and constructed
for the component forces where they control the design of the elements
or their connections. The component forces shall be those determined in
Section 9.6.1.3, except that modifications to Fp and Rp due to anchorage
conditions need not be considered. The design documents shall include
sufficient information relating to the attachments to verify compliance
with the requirements of this chapter [23].
79

Il codice richiama allattenzione del progettista le problematiche inerenti i collegamenti dei pannelli, indotte dal raggiungimento di elevati livelli di deformazione, che
doveranno esser presi in considerazione almeno quanto i problemi di resistenza. Viene
inoltre sottolineato di non far in alcun modo affidamento a collegamenti basati su
resistenze attrittive indotte dal peso proprio degli elementi.
9.6.1.3 Seismic Forces.

Seismic forces (Fp ) shall be determined

in accordance with Eq. 9.6.1.3-1:


0, 4 ap SDS Wp Ip
z
1+2
Rp
h


Fp =

(Eq.9.6.1.3 1)

Fp is not required to be taken as greater than:


(Eq.9.6.1.3 2)

Fp = 1, 6 SDS Wp Ip

and Fp shall not be taken as less than:


(Eq.9.6.1.3 3)

Fp = 0, 3 SDS Wp Ip
where

Fp = seismic design force centered at the components center of gravity


and distributed relative to components mass distribution
SDS = spectral acceleration, short period, as determined from Section
9.4.1.2.5
ap = component amplification factor that varies from 1.00 to 2.50
(select appropriate value from Table 9.6.2.2 or 9.6.3.2)
Ip = component importance factor that varies from 1.00 to 1.50 (see
Section 9.6.1.5)
Wp = component operating weight
Rp = component response modification factor that varies from 1.50 to
5.00(select appropriate value from Tables 9.6.2.2 or 9.6.3.2)
z = height in structure of point of attachment of component with
respect to the base. For items at or below the base, z shall be taken
as 0. The value of z/ h need not exceed 1.0
80

h = average roof height of structure with respect to the base


The force (Fp ) shall be applied independently longitudinally, and laterally
in combination with service loads associated with the component [...].
9.6.1.5 Component Importance Factor. The component importance
factor (Ip ) shall be selected as follows:
Ip = 1.5 life safety component required to function after an earthquake
(e.g., fire protection sprinkler system)
Ip = 1.5 component that contains hazardous content
Ip = 1.5 storage racks in structures open to the public (e.g., warehouse
retails stores)
Ip = 1.0 all other components
In addition, for structures in Seismic Use Group III:
Ip = 1.5 all components needed for continued operation of the facility
or whose failure could impair the continued operation of the facility
9.6.1.6 Component Anchorage. Components shall be anchored in
accordance with the following provisions.
9.6.1.6.1 The force in the connected part shall be determined based on
the prescribed forces for the component specified in Section 9.6.1.3. Where
component anchorage is provided by shallow expansion anchors, shallow
chemical anchors, or shallow (low deformability) cast-in-place anchors, a
value of Rp = 1.5 shall be used in Section 9.6.1.3 to determine the forces
in the connected part.
9.6.1.6.2 Anchors embedded in concrete or masonry shall be proportioned
to carry the least of the following:
a. The design strength of the connected part,
b. 1.3 times the force in the connected part due to the prescribed forces,
or
81

c. The maximum force that can be transfered to the connected part by


the component structural system.
9.6.1.6.3 Determination of forces in anchors shall take into account
the expected conditions of installation including eccentricities and prying
effects.
9.6.1.6.4 Determination of force distribution of multiple anchors at one
location shall take into account the stiffness of the connected system and
its ability to redistribute loads to other anchors in the group beyond yield.
[...] [23]
9.6.2 Architectural Component Design.
9.6.2.1 General. Architectural systems, components, or elements (hereinafter referred to as components) listed in Table 9.6.2.2 and their
attachments shall meet the requirements of Sections 9.6.2.2 through
9.6.2.9.
9.6.2.2 Architectural Component Forces and Displacements.
Architectural components shall meet the force requirements of Section
9.6.1.3 and Table 9.6.2.2. [...] [23]

9.6.2.4 Exterior Nonstructural Wall Elements and Connections.


9.6.2.4.1 General. Exterior nonstructural wall panels or elements
that are attached to or enclose the structure shall be designed to resist
the forces in accordance with Eq. 9.6.1.3-1 or 9.6.1.3-2, and shall accommodate movements of the structure resulting from response to the
design basis ground motion, Dp , or temperature changes. Such elements
shall be supported by means of positive and direct structural supports or
by mechanical connections and fasteners. The support system shall be
designed in accordance with the following:
82

times their operating load.

9.6.1.6.6 The design strength of anchors in concrete


shall be determined in accordance with the provisions
of Section 9.9.

9.6.2.3 Architectural Component Deformation. Architectural components that could pose a life safety
hazard shall be designed for the seismic relative displacement requirements of Section 9.6.1.4. Architectural
components shall be designed for vertical deflection due
to joint rotation of cantilever structural members.

9.6.1.7 Construction Documents. Construction documents shall be prepared to comply with the requirements
of this Standard, as indicated in Table 9.6.1.7.

TABLE 9.6.1.7
CONSTRUCTION DOCUMENTS

Required

Section Reference
Quality Assurance

Design

Seismic Design
Categories

Exterior wall panels, including anchorage

A.9.3.3.9 No.1

9.6.2.4

D,E,F

Suspended ceiling system, including anchorage

A.9.3.3.9 No.2

9.6.2.6

D,E,F

Component Description

Access floors, including anchorage

A.9.3.3.9 No.2

9.6.2.7

D,E,F

Steel storage racks, including anchorage

A.9.3.3.9 No.2

9.6.2.9

D,E,F

Glass in glazed curtain walls, glazed storefronts, and


interior glazed partitions, including anchorage

A.9.3.3.9 No.3

9.6.2.10

D,E,F

HVAC ductwork containing hazardous materials,


including anchorage

A.9.3.3.1O No.4

9.6.3.10

C,D,E

Piping systems and mechanical units containing


flammable, combustible, or highly toxic materials

A.9.3.3.10 No.3

9.6.3.11
9.6.3.12
9.6.3.13

C,D,E,F

Anchorage of electrical equipment for emergency or


standby power systems

A.9.3.3.1O No. I

9.6.3.14

C,D,E,F

Anchorage of all other electtical equipment

A.9.3.3.10 No.2

9.6.3.14

E,F

A.9.3.4.S

9.6.3

C,D,E,F

..

Project-specific requirements for mechanical and


electrical components and their anchorage

Minimum Design loads for Buildings and Other Structures

161

Figura 3.21: ASCE/SEI 7-02. Table 9.6.1.7 Construction document [23]

a. Connections and panel joints shall allow for the story drift caused
by relative seismic displacements (Dp ) determined in Section 9.6.1.4,
or 112 in. (13 mm), whichever is greatest.
b. Connections to permit movement in the plane of the panel for story
drift shall be sliding connections using slotted or oversize holes,
connections that permit movement by bending of steel, or other
connections that provide equivalent sliding or ductile capacity.
c. The connecting member itself shall have sufficient ductility and
rotation capacity to preclude fracture of the concrete or brittle failures
at or near welds.
d. All fasteners in the connecting system such as bolts, inserts, welds,
and dowels and the body of the connectors shall be designed for the
force (Fp ) determined by Eq. 9.6.1.3-2 with values of Rp and ap
taken from Table 9.6.2.2 applied at the center of mass of the panel.
[...] [23]
83

TABLE 9.6.2.2
ARCHITECTURAL COMPONENT COEFFICIENTS
Architectural Component or Element

apa

RP b

Interior Nonstructural Walls and Partitions


Plain (unreinforced) masonry walls
All other walls and partitions

1
I

1.5
2.5

Cantilever Elements (Unbraced or Braced to Structural Frame Below Its Center of Mass)
Parapets and cantilever interior nonstructural walls
Chimneys and stacks when laterally braced or supported by the structural frame

2.5
2.5

2.5
2.5

Cantilever Elements (Braced to Structural Frame Above Its Center of Mass)


Parapets
Chimneys and stacks
Exterior nonstructural walls

1.0
1.0
1.0 b

2.5
2.5
2.5

Exterior Nonstructural Wall Elements and Connections


Wall element
Body of wall panel connections
Fasteners of the connecting system

1
1.25

2.5
2.5

Veneer
Limited deformability elements and attachments
Low deformability elements and attachments

Penthouses (Except when Framed by an Extension of the Building Frame)


Ceilings
All

2.5
2.5

2.5

3.5

2.5

Cabinets
Storage cabinets and laboratory equipment

2.5

Access Floors
Special access floors (designed in accordance with Section 9.6.2.7.2)
All other

I
I

2.5
1.5

Appendages and Ornamentations

2.5

2.5

Signs and Billboards

2.5

2.5

Other Rigid Components


High deform ability elements and attachments
Limited deform ability elements and attachments
Low deformability materials and attachments
Other Flexible Components
High deformability elements and attachments
Limited defonnability elements and attachments
Low deformability materials and attachments

I
I
1
2.5
2.5
2.5

3.5
2.5
1.5
3.5
2.5
1.5

a A lower value for a p shall not be used unless justified by detailed dynamic analysis. The value for a p shall not be less than 1.00.
The value of up = ] is for equipment generally regarded as rigid and rigidly attached. The value of a p = 2.5 is for equipment
generally regarded as flexible or flexibly attached. See Section 9.2.1 for definitions of rigid and flexible.
b Where flexible diaphragms provide lateral support for walls and partitions, the design forces for anchorage to the diaphragm
shall be as specified in Section 9.5.2.6.

9.6.2.4 Exterior Nonstructural WaH Elements and


Connections.

accommodate movements of the structure resulting


from response to the design basis ground motion,
D p' or temperature changes. Such elements shall be
supported by means of positive and direct structural
suppmts or by mechanical connections and fasteners.
The support system shall be designed in accordance
with the following:

Figura 3.22: ASCE/SEI 7-02. Table 9.6.2.2 Architectural component coefficients [23]
9.6.2.4.1 General. Exterior nonstructural wall panels
or elements that are attached to or enclose the
structure shall be designed to resist the forces in
accordance with Eq. 9.6.1.3-1 or 9.6.1.3-2, and shall
162

ASCE 7-02

84

In tale estratto il codice definisce limportanza della capacit di spostamento che i


collegamenti di un pannello prefabbricato strutturale e non sismoresistente devono
possedere. Si evidenza che tale capacit di resistere ad elevati spostamenti deve
essere garantita ai pannelli, anche qualora questi non vengano impiegati con funzione
strutturale.
FEMA 302
Analoghe indicazioni e richiami vengono effettuati tra i codici statunitensi. La FEMA
(Federal Emergency Management Agency) descrive nello stesso modo degli ASCE/SEI
7, forze e caratteristiche dimensionanti i collegamenti dei pannelli sandwich.
Chapter 6
Architectural, mechanical, and electrical components design
requirements
6.1.3 Seismic forces: Seismic forces (Fp ) shall be determined in
accordance with Eq. 6.1.3-1:
z
0, 4 ap SDS Wp Ip
Fp =
1+2
Rp
h


(Eq.6.1.3 1)

Fp is not required to be taken as greater than:


Fp = 1, 6SDS Wp Ip

(Eq.9.6.1.3 2)

and Fp shall not be taken as less than:


Fp = 0, 3SDS Wp Ip

(Eq.9.6.1.3 3)

where:
Fp = Seismic design force centered at the components center of gravity
and distributed relative to components mass distribution.
SDS = Spectral acceleration, short period, as determined from Sec. 4.1.2.5.
ap = Component amplification factor that varies from 1.00 to 2.50
(select appropriate value from Table 6.2.2 or Table 6.3.2).
85

Ip = Component importance factor that is either 1.00 or 1.50 (see Sec).


Wp = Component operating weight.
Rp = Component response modification factor that varies from 1.0 to
5.0 (select appropriate value from Table 6.2.2 or Table 6.3.2).
z = Height in structure of highest point of attachment of component.
For items at or below the base, z shall be taken as 0.
h = Average roof height of structure relative to grade elevation.
The force (Fp ) shall be applied independently longitudinally and laterally
in combination with service loads associated with the component. Combine
horizontal and vertical load effects as indicated in Sec.5.2.7 substituting
Fp for the term QE . The reliability/redundancy factor, is permitted to
be taken equal to 1. When positive and negative wind loads exceed Fp
for nonstructural exterior walls, these wind loads shall govern the design.
Similarly when the building code horizontal loads exceed Fp for interior
partitions, these building code loads shall govern the design. [24]
Quanto indicato dalla FEMA302, risulta coerente e rappresentativo di quanto
gi descritto dalle ASCE/SEI.

FEMA P-750
Nel commentario della FEMA (commentary) vengono descritte e approfondite le
origini di alcuni parametri fondamentali per il calcolo della forza statica equivalente
sui componenti non strutturali. Apparentemente pu sembrare che la formulazione
impiegata oltreoceano per il calcolo della forza sismica sul non strutturale, non
contenga alcuna dipendenza dal grado di vincolo delloggetto in questione. Tale
commentario evidenzia invece alcuni significati ed origini dei parametri della formula
di riferimento.
2009 NEHRP Recommended Seismic Provisions
C 13.3 Seismic Demands on Nonstructural Components
86

The seismic demands on nonstructural components, as defined in this


section, are acceleration demands and relative displacement demands.
Acceleration demands are represented by equivalent static forces. Relative
displacement demands are provided directly and are based on either the
actual displacements computed for the structure or the maximum allowable
drifts that are permitted for the structure.
C 13.3.1 Seismic Design Force. The seismic design force for a
component depends on the weight of the component, the component importance factor, the component response modification factor, the component
amplification factor, and the component acceleration at a point of attachment to the structure. The forces prescribed in this section of the
standard reflect the dynamic and structural characteristics of nonstructural components. As a result of these characteristics, forces used for
verification of component integrity and design of connections to the supporting structure typically are larger than those used for design of the
overall seismic-force-resisting system.
Certain nonstructural components lack the desirable attributes of structures (such as ductility, toughness, and redundancy) that permit the use of
greatly reduced lateral design forces. Thus values for the response modification factor, Rp , in Tables 13.5-1 and 13.6-1 generally are smaller than
R values for structures. These Rp values, used to represent the energy
absorption capability of a component and its attachments, depend on
both overstrength and deformability. At present these potentially separate
considerations are combined in a single factor. The tabulated values are
based on the collective judgment of the responsible committee.
The 2005 edition of the standard includes significant adjustments to
tabulated Rp values for certain mechanical and electrical systems. For
example, the value of Rp for welded steel piping systems is increased from
3.5 to 9. The ap value increased from 1.0 to 2.5, so while it might appear
that forces on such piping systems have been reduced greatly, the net
87

change is negligible, as Rp /ap changes from 3.5 to 3.6. The minimum


seismic design force of Equation 13.3-3, which governs in many cases, is
unchanged.
The component amplification factor (ap ) represents the dynamic amplification of component responses as a function of the fundamental periods of
the structure (T) and component (Tp ). When components are designed
or selected, the structural fundamental period is not always defined or
readily available. The component fundamental period (Tp ) is usually only
accurately obtained by shake-table or pull-back tests and is not available
for the majority of components. Tabulated ap values are based on component behavior that is assumed to be either rigid or flexible. Where the
fundamental period of the component is less than 0.06 seconds, dynamic
amplification is not expected, and the component is considered rigid. The
tabulation of assumed ap values is not meant to preclude more precise
determination of the component amplification factor where the fundamental periods of both structure and component are available. The NCEER
formulation shown in Figure C13.3-1 may be used to compute ap as a
function of Tp /T .
Dynamic amplification occurs where the period of a nonstructural component closely matches that of any mode of the supporting structure,
although this effect may not be significant depending on the ground motion. For most buildings, the primary mode of vibration in each direction
will have the most influence on the dynamic amplification for nonstructural components. For long-period structures (such as tall buildings), where
the period of vibration of the fundamental mode is greater than 3.5 times
Ts , higher modes of vibration may have periods that more closely match
the period of nonstructural components. For this case, it is recommended
that amplification be considered using such higher mode periods in lieu
of the higher fundamental period. This approach may be generalized by
computing floor response spectra for various levels that reflect the dynamic
characteristics of the supporting structure to determine how amplification
88

will vary as a function of component period. Calculation of floor response


spectra can be complex, but simplified procedures are presented in Kehoe
and Hachem (2003). Consideration of nonlinear behavior of the structure
greatly complicates the analysis. Equation 13.3-1 represents a trapezoidal
Part 2, Commentary
ap
2.5

NCEER study

1.0

0.5

0.7

1.4

2.0

T p /T

Figure C13.3-1 NCEER formulation for a p as function of structural and component periods.

Equation 13.3-1 represents a trapezoidal distribution of floor accelerations within a structure, varying linearly from the
Figura
3.23:atFEMA
P-750
figure
C13.3-1:
formulation
ap acceleration
as function of
accelerationNCEER
at the roof (taken
as 1.2S DS ). Thefor
ground
acceleration
the ground (taken
as 0.4S
DS ) to the
(0.4S DS ) is intended to be the same acceleration used as design input for the structure itself, including site effects. The roof
acceleration
is established
as three times
the input[25]
ground acceleration based on examination of recorded in-structure
structural
and
component
periods
acceleration data for short and moderate height structures in response to large California earthquakes. Work by Miranda and
Singh suggest that, for taller structures, the amplification with height may vary significantly due to higher mode effects.
Where more information is available, Equation 13.3-4 permits an alternate determination of the component design forces
based on the dynamic properties of the structure.

distribution of floor accelerations within a structure, varying linearly from

Equation 13.3-3 establishes a minimum seismic design force, F p , that is consistent with current practice. Equation 13.3-2
provides a simple maximum value of F p that prevents multiplication of the individual factors from producing a design force
the acceleration at the ground (taken as 0.4 S of support
to the
acceleration at
that would be unreasonably high, considering the expected nonlinear response DS
and component. Figure C13.3-2
illustrates the distribution of the specified lateral design forces.
the roof (taken as 1.2S SDS ). The ground acceleration (0.4S SDS ) is

intended to be the same acceleration used as design input for the structure
itself, including site effects. The roof acceleration is established as three
times the input ground acceleration based on examination of recorded
in structure acceleration data for short and moderate height structures
in response to large California earthquakes. Work by Miranda and Singh suggest that, for taller structures, the amplification with height may
vary significantly due to higher mode effects. Where more information
Figure C13.3-2 Lateral force magnitude over height.

is available, Equation 13.3-4 permits an alternate determination of the

For elements with points of attachment at more than one height, it is recommended that design be based on the average of
values of F p determined individually at each point of attachment (but with the entire component weight, W p ) using Equations
component
design forces based on the dynamic properties of the structure.
13.3-1
through 13.3-3.
Alternatively, for each point of attachment a force F p may be determined using Equations 13.3-1 through 13.3-3, with the
portion of the component weight, W p , tributary to the point of attachment. For design of the component, the attachment force
Equation 13.3-3 establishes a minimum seismic design force, Fp , weight.
that To
F p must be distributed relative to the components mass distribution over the area used to establish the tributary

is consistent with current practice. Equation 13.3-2 provides a simple


maximum value of Fp Figure C13.3-2 Lateral force magnitude over height.
For elements with points of attachment at more than one height, it is
89

155

Figure C13.3-1 NCEER formulation for a p as function of structural and component periods.

uation 13.3-1 represents a trapezoidal distribution of floor accelerations within a structure, varying linearly from the
celeration at the ground (taken as 0.4S DS ) to the acceleration at the roof (taken as 1.2S DS ). The ground acceleration
4S DS ) is intended to be the same acceleration used as design input for the structure itself, including site effects. The roof
celeration is established as three times the input ground acceleration based on examination of recorded in-structure
celeration data for short
and moderatethat
height
structures
in response
large California
recommended
design
be based
on the to
average
of valuesearthquakes.
of F that Work by Miranda and
ngh suggest that, for taller structures, the amplification with height may vary significantly due to higher mode effects.
multiplication
of thepermits
individual
factors determination
from producing
design
here more informationprevents
is available,
Equation 13.3-4
an alternate
of athe
component design forces
sed on the dynamic properties of the structure.
force that would be unreasonably high, considering the expected nonliuation 13.3-3 establishes a minimum seismic design force, F p , that is consistent with current practice. Equation 13.3-2
near value
response
support and component. Figure C13.3-2 illustrates the
ovides a simple maximum
of F of
p that prevents multiplication of the individual factors from producing a design force
t would be unreasonably
high, considering
the expected
response of support and component. Figure C13.3-2
distribution
of the specified
lateralnonlinear
design forces.
ustrates the distribution of the specified lateral design forces.

Figure C13.3-2 Lateral force magnitude over height.

Figura 3.24: FEMA P-750 figure C13.3-2:Lateral force magnitude over height [25]
r elements with points of attachment at more than one height, it is recommended that design be based on the average of
ues of F p determined individually at each point of attachment (but with the entire component weight, W p ) using Equations
3-1 through 13.3-3.
For elements with points of attachment at more than one height, it
ernatively, for each point of attachment a force F p may be determined using Equations 13.3-1 through 13.3-3, with the
is weight,
recommended
that to
design
be based
on the average
of of
values
of Fp
the point
of attachment.
For design
the component,
the attachment force
rtion of the component
W p , tributary
must be distributed relative
to theindividually
componentsatmass
over the area
used
to establish
determined
eachdistribution
point of attachment
(but
with
the entirethe tributary weight. To
component weight, Wp ) using Equations 13.3-1 through 13.3-3.
155

Alternatively, for each point of attachment a force Fp may be determined


using Equations 13.3-1 through 13.3-3, with the portion of the component
weight, Wp , tributary to the point of attachment. For design of the
component, the attachment force Fp must be distributed relative to the
components mass distribution over the area used to establish the tributary
weight. To illustrate these options, consider a solid exterior nonstructural
wall panel, supported top and bottom, for a one-story building with a
rigid diaphragm. The values of Fp computed, respectively, for the top
90

and bottom attachments using Equations 13.3-1 through 13.3-3 are 0.48
SDS Ip Wp and 0.30 SDS Ip Wp . In the recommended method, a uniform load
is applied to the entire panel based on 0.39 SDS Ip Wp . In the alternative
method, a trapezoidal load varying from 0.48 SDS Ip Wp at the top to
0.30 SDS Ip Wp at the bottom is applied. Each anchorage force is then
determined considering static equilibrium of the complete component
subject to all the distributed loads. [...] [25]
In primis viene evidenziato come il fattore di risposta, Rp (response modification
factor), rappresenti la capacit di un elemento di assorbire energia e di deformarsi.
I valori di Rp , tabulati, sono stati definiti da apposite equipe di esperti in materia;
tali valori saranno quindi validi ed applicabili presumibilmente ad elementi non
strutturali ed per zone caratteristiche del territorio statunitense. Ci implica che
limpiego della formula 6.1.3-1 delle ASCE/SEI, abbia valenza limitata sul territorio
statunitense, vista la probabile sua taratura su tale territorio e per i rispettivi
elementi. E lecito pensare che la concezione di pannello strutturale europea, che
vede il pannello tendenzialmente poco armato, differisca significativamente da quella
statunitense in cui il pannello, anche se a scopo non strutturale, tende a possedere
un quantitativo darmatura maggiore, da cui maggiore duttilit.
Come rappresentato in Figura 3.23, la formulazione statunitense per la determinazione della forza sismica sui componenti non strutturali considera, attraverso il
parametro di amplificazione dinamica ap , i gradi di vincolo e la deformabilit dellelemento, attraverso la sua dipendenza dal rapporto periodo proprio dellelemento su
periodo fondamentale della struttura. Degno di nota, in Figura 3.23, il fatto che per
componenti in cui Ta /T risulti minore di 0,5 o maggiore di 2, rispettivamente molto
rigidi o molto deformabili, lamplificazione dinamica viene trascurata assumendo il
coefficiente di amplificazione dinamica unitario.
PCI Design Handbook
Fonte di ulteriori ed analoghe indicazione per limpiego di pannelli sandwich e per
il loro progetto, sono i manuali prodotti dal PCI (precast/prestressed concrete
institute).
91

5.11 Sandwich Panels


5.11.1 General
Insulated wall panels, commonly known as sandwich wall panels, are typically composed of two concrete wythes separated by a layer of insulation.
One of the concrete wythes may be a standard shape (Fig. 5.11.1) or any
architectural concrete section produced for a single project. In service,
sandwich wall panels provide the dual function of transferring load and
insulating the structure, and can provide the interior and exterior finished
wall surfaces. They may be used only for cladding, or they may act as
beams, bearing walls, or shear walls.
5.11.2 Structural Design
The structural design of sandwich wall panels is the same as the design
of other wall panels once the section properties of the panel have been
determined. Four different assumptions may be used for the properties,
depending on the construction:
1. Non-composite for full life cycle of panel. The two concrete layers
act independently (Fig. 5.11.2[a]). The wythes are connected by ties
that are flexible enough that they offer insignificant resistance to
shrinkage and temperature movement between the wythes in the plane
of the panel. Positive steps may be taken to ensure that one wythe
does not bond to the insulation. Typical techniques are by placing a
sheet of polyethylene or reinforced paper over the insulation before
the final concrete wythe is placed, by applying a retarder or form
release agent to one side of the insulation, or by placing insulation
in two layers One wythe is usually considered to be structural and all
loads are carried by that wythe, both during handling and in service,
although, when designing for wind loads and slenderness effects, the
panel may in some cases be designed as in assumption four below.
2. Composite for full life cycle of panel. The two wythes act as a fully
composite unit for the full life of the structure (Fig. 5.11.2[b]). In
92

order to provide for composite behavior, positive measures must be


taken to ensure shear transfer between the wythes in the direction
of panel span. This may be accomplished by rigid ties, longitudinal
welded-wire trusses, regions of solid concrete that join both wythes,
or other tested methods. Consult with the precast concrete producer
for tie performance capabilities.
3. Partially-composite for full life cycle of panel. The two wythes
do not act independently nor as a fully composite unit, but rather
somewhere in between. In a partially composite panel, the ties provide
significant shear transfer between the wythes in the direction of the
span. Consult with the precast concrete producer for tie performance
capabilities.
4. Composite during handling, but non-composite during service life.
Composite action results largely because of early bond between insulation and adjacent wythes, in combination with flexible ties. The
bond is considered unreliable for the long term; thus, the panel is
considered as non-composite for service-life loads. Wind loads are
distributed to each wythe in proportion to wythe stiffness. For effects
of slenderness, the sum of the individual moments of inertia may be
used (Example 5.11.1). [...]
6.3 Connection Design Criteria
Precast concrete connections must meet a variety of design and performance criteria, and not all connections are required to meet the same
criteria. These criteria include:
Strength. A connection must have the strength to transfer the forces to
which it will be subjected during its lifetime, including those caused by
restraint of volume change and those required to maintain stability.
Ductility. This is the ability to undergo relatively large, inelastic deformations without failure. In connections, ductility is achieved in design
and subsequent detailing so steel devices yield prior to weld failure or
93

concrete failure. Concrete typically fails in a brittle manner unless it is


well confined.
Volume change accommodation. Restraint of creep, shrinkage, and temperaturechange strains can cause large stresses in precast concrete components
and their connections. If these stresses develop due to rigid connections,
they must be considered in the design. It is usually better if the connection
allows some movement to take place, thereby partially or fully relieving
these stresses induced by volume-change strain.
Durability. When a connection is exposed to weather or used in a corrosive
environment, steel elements should be adequately covered by concrete,
painted, epoxy-coated, or galvanized. Stainless steel may also be used in
aggressive environments or where corrosion cannot be tolerated due to
limited access.
Fire resistance. Connections, which could jeopardize the structures stability if weakened by fire, should be protected to the same degree as required
for the components that they connect. the direction of the edge should be
avoided (Fig. 6.4.2).
The performance of expansion inserts when subjected to stress reversal,
vibrations, or earthquake loading is not sufficiently known. The designer
should carefully consider their use for these load conditions. The designer
should note that the anchorage strength depends entirely on the lateral
force (wedge action) on the concrete. Thus, the hole size must be carefully
controlled and the hole must be clean to achieve the published values for
shear, tension, or a combination of both. [...]
7.5.3 Seismic Loads
Non-structural architectural components, except those noted in the following, must resist seismic forces locally and be attached through a
continuous load path to the seismic-force-resisting system. Exceptions:
1. Seismic design category A.
94

2. Seismic design category B (other than parapets supported by bearing


or shear walls), provided that the importance factor Ip is not equal
to 1.5 (that is, the building is not a hospital or other vital structure).
For precast concrete cladding, the force required for these components
and connections is given in Eq. 7-2 (ASCE 7-05 Eq. 13.3-1) within the
limits given by Eq. 7-3 and Eq. 7-4; (ASCE 7-05 Eq. 13.3-2 and 13.3-3,
respectively).
0, 4ap SDS Wp Ip
z
Fp =
1+2
Rp
h


(Eq.7 2)

Fp is not required to be taken as greater than:


Fp = 1, 6SDS Wp Ip

(Eq.7 3)

Fp shall not be taken as less than:


Fp = 0, 3SDS Wp Ip

(Eq.7 4)

where:
Ip = component importance factor from Design Aid 4.11.1
ap = component amplification factor from Design Aid 4.11.10
Fp = seismic design force
h = average roof height of structure
Rp = component response modification factor from Design Aid 4.11.10
SDS = as defined in Example 4.2.4.1
Wp = component weight
z = height in structure at attachment point h
Equation 7-2 can be rewritten to establish the seismic cladding factor
CSC as Fp = CSC Wp with:
0, 4ap SDS Ip
z
=
1+2
Rp
h


CSC

(Eq.7 5)

where ap and Rp are as defined previously [26].


Il PCI riporta in analogo modo quanto gi definito dagli organi competenti in
materia sismica.
95

PCI Journal: State-of-the art of precast/prestressed sanwich wall panels


2.10.1. General
This section includes examples of connection detail of sandwich wall
panels to foundation, to other framing members of structures, and each
other. The detail included are neither all inclusive or necessarily the
best possible arrangements. Most of the details come from sandwich wall
panel system brochures, from precasters standard connections and from
actual construction project. The details are included to present ideas an
to illustrate connection commonly used. Consultation with local precasters
is recommended when planning connection design. Precasters can advise
which types of connection would be most appropriate and economical for
a given sandwich wall panel application.
Selection of a connection detail for a specific project requires consideration of strength requirements, energy performance and load transfer
paths. Production, erection, serviceability and durability should also be
considered.[...] [8]
Si pone in evidenza come tale estratto del PCI Journal stia argomentando in
materia di pannelli con funzione strutturale. Linterpretazione di quanto segue se
riallacciata allottica dei pannelli con funzione non strutturale, pu servire quantomeno al tentativo di realizzare per questi, un collegamento in fondazione in grado di
fornire al pannello discrete capacit deformative.
[...]. The following detail sketches are arranged in groups according to
the location of the connection on the panel and what the panel is connected
to. Within each category, the description of the details, including features
and considerations, is given followed by sketches of details. The details
include the following categories:
Panel base to foundation connections
Panel top to roof connections
Panel to lintel beam connections
96

Panel to intermediate floor connections


Corner panel connections
Panel to panel connections
2.10.2 Panel Base to Foundation Connections
Five types of panel base to foundation connections are illustrated and
discussed:
Non-shear wall panels to concrete foundations
Panels connected to foundations and floor slabs
Slotted connection
Shear wall panels
Panel bracing
2.10.2.1 Non-Shear-Wall Panels to Concrete Foundations (Fig
2.10.2.1.a, b, c, d and e)
The panels are cast with either embedded weld plates or slotted inserts.
The concrete foundations walls of footings have embedded weld plates or
drill-in expansion anchor. The sandwich wall panel can either extend
underground to the footing or sit at the floor level on top of a cast-in-place
concrete wall. The panels are set on shims and then the joint may be
partially grouted for non-loadbearing panels or completed grouted for load
bearing panels. Panels support during erection is achieved by temporary
bracing or attachment to a braced structure. Features:
1. Drill-in expansion anchors eliminate tolerance problem.
2. Extending panels to footing eliminates cost of forming and pouring
cast-in-place concrete wall.
Considerations:
97

Figura 3.25: PCI Journal: Fig. 2.10.2.1. Non-shear wall to foundation connections.
[8]

20

PCI JOURNAL

Figura 3.26: PCI Journal: Fig. 2.10.2.1 (cont). Non-shear wall to foundation
connections [8].

98

1. Care needs to be taken concerning coordination and tolerances between embedded plates in cast-in-place wall or footings and embedded
plates in precast panels.
2. Need temporary bracing if panel is erected before rest of structure,
or two cranes must be used simultaneously.
3. Connection may not be concealed or needs to be protected from
corrosion.
4. Need to grout under both wythes unless panel is designed to support
outer wythe from inner wythe.
5. A solid bottom eliminating insulation for 1 ft ( 0.305 m) or co] may
reduce the insulating properties.
6. S-clip and expansion anchor connections do not provides much uplift
resistance. [8]
Fondamentale risulta il dettaglio che in opera pu trasformare un pannello da
portante a portante e sismoresistente: posizionamento di uno spessore al di sotto del
pannello in fase di posa, sia per motivi di livellamento che di deformabilit concessa;
getto di completamento non in aderenza del collegamento; presenza di elementi
deformabili tra pannello e fondazione (utile anche per il tracciamento altimetrico).
2.10.2.2 Panels Connected to Foundations and Floor Slabs
(Fig. 2.10.2.2.a and b)
The comment in Section 2.10.2.1 apply to this section also. In addition,
the panels are connected to the floor slab with reinforcing bar, coil rods
or threaded rods. The connections acting together can provide moment
resistance.
Features:
1. Moment resistance at panel base is achievable from forces developed
at the foundation and at the floor level. Some panels may be cantilevered from the base and not connected to structure at top (eliminates
wind bracing in the structure).
99

2. Connection to floor reduces unsupported panel height.


3. Extending panels to footing eliminates cost of forming and pouring
cast-in-place concrete walls.

Figura 3.27: PCI Journal: Fig. 2.10.2.2. Sample connections for panel bases used
for retaining wall [8].
Considerations:
1. The force in the floor slab connection may be quiet large. Forces due
to differential temperature and shrinkage between wythes should be
21
accounted for in addition to wind suction and axial
load eccentricity.

2. Panel moment at floor slab are resisted by strands that may not be
fully developed.
3. Temporary bracing is needed until the floor slab is poured.
100

4. Care needs to be taken concerning coordination and tolerances between embedded plates in cast-in-place footings and embedded plates
in precast panels.
5. Future removal of the floor slab, thus eliminating the connection.
6. Solid bottoms may reduce the thermal efficiency [8].
Il codice introducendo laccoppiamento del pannello ad un solaio, richiama allattenzione del progettista la presenza di solai che, o per accoppiamento o per
spostamenti indotti, potrebbero indurre sforzi localizzati sul pannello.

Figura 3.28: PCI Journal: Fig. 2.10.2.3. Slotted based connections [8].
2.10.2.3 Slotted Connection (Figs. 2.10.2.3.a and b)
The panels are placed in continuous slot cast in the cast-in-place footing.
Shims and temporary wedges are used until the slot areas is grouted. Panel
101

Figura 3.29: PCI 22


Journal: Fig. 2.10.2.4. Shear wall panel to foundation connection
[8].
support during erection is achieved by temporary bracing or attachment
to braced structure.
Features:
1. No embedments. No coordination or tolerance problems with embedments not lining up.
2. Speeds up erection - no welding or bolting at foundation.
Considerations:
1. There is no positive connection to footing, especially fo uplift.
2. Stability is depended on wedging panel in slot before grouting.
Come gi preannunciato, il codice propone particolari quali:
getto di completamento (massetto) non in aderenza;
importante sistema di spessori e perni tra pannello e fondazione.
102

La deformabilit del sistema in fondazione il dettaglio costruttivo che pu permettere


al progettista di trascurare alcuni degli effetti indotti dal sisma. La richiesta di
assenza di saldature o bullonature stanno ad enfatizzare la necessit di collegamenti
dotati di elevato grado di deformabilit.
2.10.2.4 Shear Wall Panels (Fig. 2.10.2.4)
A welded connection between embedded plates in the cast-in-place foundation and the precast panel is used. The panels and foundations and
their connections are designed for the uplift forces and structural integrity
requirements. Panel support during erection is achieved by temporary
bracing or attachment to a braced structure.
Features:
1. A simple, economical method to resist wind and seismic force.
2. Several panels can be connected together to increase the lateral load
resistance and structural stiffness.
Considerations:
1. Care needs to be taken concerning coordination and tolerances between embedded plates in cast-in-place foundations and embedded
plates in precast panels.
2. Temporary bracing is needed if the panel is erected before the rest of
the structures, or two cranes must be used simultaneously. [...] [8]
La presenza di una connessione pannello-fondazione mediante limpiego di piastre
saldate fa si, per il PCI, che il pannello sia chiamato a resistere al taglio sismico.

3.4

Problematiche

Il comportamento del collegamento dei pannelli prefabbricati affetto da problematiche quali:


103

1. impiego di sovrapposizioni a secco di elementi, per pannelli orizzontali intermedi,


create su superfici di appoggio formate da coltelli o mensole fuoriuscenti dal
pilastro, prive o con con ridotte capacit di ritegno del pannello;
2. getto eseguito in opera del calcestruzzo colmante la scatola dancoraggio;
3. ridotte capacit deformative del pannello e dei relativi collegamenti;
4. ridotto quantitativo di armatura allinterno del pannello
5. sistemi dancoraggio con sezioni sottili e canali aperti;
6. ridotto grado di iperstaticit del sistema di collegamento alla struttura;
7. serraggio controllato dei canali dancoraggio, richiesto in posizioni in cui
lazione di serraggio pu essere complicata.

3.4.1

Posa in opera

Sin dalla fase di montaggio il pannello, a seguito della presenza di ridotti spazi per
lassemblaggio delle connessioni, presenta una serie di dettagli spesso trascurati. Il
primo e pi evidente dettaglio, trascurato in fase di ancoraggio alla struttura del
pannello, rappresentato dal serraggio dei bulloni che compongono il sistema di
collegamento ai canali dancoraggio posti negli elementi strutturali. La richiesta di
una precisa coppia di serraggio non esclusivamente da attribuire alla progettazione
del collegamento, ma risiede pi in alto. Allinterno delle ETA dei profili dancoraggio
dotati di marcatura CE ([27], [28]) sono infatti fornite una serie di indicazioni senza
il rispetto delle quali il canale dancoraggio non sar in grado di manifestare i valori
resistenti caratteristici. Tra le principali indicazioni (dettagli progettuali), comuni
alle ETA dei canali dancoraggio prodotti da diversi fornitori, possibile trovare:
Indicazione per la resistenza esclusiva a carichi di natura statica o quasi-statica:
The anchor channel is to be used only for anchorages subject to
static or quasi-static loading in reinforced or unreinforced normal
weight concrete of strength classes C12/15 at minimum and C90/105
at maximum according to EN 206-1. [27]
104

Limitazione delle condizioni dellambiente dimpiego:


fortemente limitanti;
The anchor channel may only be used in structures subject to dry
internal conditions. [27]
o restringenti le condizioni duso;
The intended use of the anchor channel (channel profile, anchor,
special screw, washer and nut) concerning corrosion is given in annex
3, Table 1 depending on the chosen material [28]

Figura 3.30: Influenza delle condizioni ambientali sulla scelta del canale dancoraggio
[28]

Limitazione della durata di vita sotto le prestazioni fornite:


The provisions made in this European Technical Approval are based
on an assumed working life of the anchor of 50 years. The indications
given on the working life cannot be interpreted as a guarantee given
105

by the producer or Approval Body, but are to be regarded only as


a means for choosing the right products in relation to the expected
economically reasonable working life of the works. [27]
Indicazioni sulla posa in opera, allinterno delle quali spiccano fortemente la
necessit di assenza di movimento, compattazione del calcestruzzo gettato in
opera ed applicazione del serraggio controllato richiesto:
4.3 Installation of anchor channel
The fitness for use of the anchor channel can only be assumed if the
anchor channel is installed as follows:
- anchor channel installation carried out by appropriately qualified
personnel and under the supervision of the person responsible
for technical matters on site,
- use of the anchor channel only as supplied by the manufacturer
without exchanging any component,
- anchor channel installation in accordance with the manufacturers specifications and the design drawings,
- anchor channel fixing on the framework such that no movement of the channel will occur during the time of laying the
reinforcement and placing and compacting the concrete,
- check of concrete under the head of the anchors being properly
compacted; the channel is to be protected from penetration of
concrete into the internal space of the channel,
- size and spacing of special screws corresponding to the design
drawings,
- orientate the special screw rectangular to the channel axis,
- observation of the prescribed values of installation,
- setting torques given in Annex 5, Table 4 must not be exceeded.
[27]
106

Table 3: Installation parameters of anchor channel


Anchor channel

GP54/33

Minimum anchorage depth

min hef [mm]

150

Minimum member thickness

hmin [mm]

183

Minimum edge distance

cmin [mm]

100

Table 4: Installation parameters of special screw


Anchor
channel

GP54/33

1)
2)

Minimum
Special screw spacing smin,s

of the special
screw

Setting torque Tinst


General

Steel to steel contact

4.6; 8.8

4.6; 8.8

[mm]

[mm]

[Nm]

10

50

15

15

12

60

25

25

14

80

35

35

16

80

60

60

20

100

100

120

Acc. to Annex 6, Fig. 1


Acc. to Annex 6, Fig. 2

Figura 3.31: Coppie di serraggio richieste [27]


GP54/33 anchor channel

Annex 5

Materials and installation parameters

of European
Technical Approval
ETA-12/0433

Proprio allinterno dei dettagli costruttivi forniti dai produttori, spesso trascurati
in fase di montaggio e necessari per porre in essere il collegamento dei pannelli,
possibile ritrovare le principali cause di collasso di tale elemento.
Durante la fase di collegamento di un pannello prefabbricato, ipotizzando questo
orizzontale, connesso alla struttura mediante mensole preesistenti sul pilastro al
lembo inferiore e superiormente mediante canale dancoraggio lato pilastro e scatola
dancoraggio lato pannello, il personale addetto al montaggio si trover a dover
eseguire lassemblaggio e linserimento delle speciali viti dancoraggio con ridotti spazi
di manovra per limpiego di chiavi dinamometriche. Questo pu causare il pi delle
volte eccessi di serraggio che inducano imprevisti stati coattivi e crescite di rigidezza
allinterno del collegamento. Al contrario, potrebbe anche verificarsi uninsufficiente
momento di serraggio fornito ai bulloni che, non assicurando lopportuno contatto
tra le superfici in gioco, sarebbe in grado di generare in caso di sollecitazione sismica,
carichi di natura impulsiva, non contemplati dalle ETA dei prodotti.
Altro aspetto cruciale della posa in opera riguarda il getto di completamento della
scatola dancoraggio prevista in sommit del pannello. Essendo presente allinterno
di questa un canale dancoraggio o un sistema funzionalmente analogo, il calcestruzzo gettato in opera dovrebbe essere, come richiesto dalle ETA, opportunamente
compattato.
Nel successivo capitolo verranno presentati casi di crisi dei pannelli, mostrando,
come detto in precedenza, la fragilit dei dettagli progettuali evidenziati.
107

3.4.2

Sperimentazione e danni prodotti dal sisma

Un forte interesse in materia dei collegamenti di pannelli prefabbricati si diffuso


in Italia a seguito dei danni e della fragilit evidenziata dai pannelli dei capannoni
prefabbricati colpiti dagli ultimi sismi. Importanti studi, compiuti presso luniver-

pi di intervento: sit di Bergamo [29] sui collegamenti


di indirizzo Protezione Civile-Reluis-CNI- Assobeton per edici industriali

dei pannelli prefabbricati, hanno mostrato


54/83

che serraggio controllato, capacit delle asole o canali dancoraggio di permettere

scorrimenti e capacit
deformativa degli appoggi inferiori dei pannelli sono dettagli in
ORZO DEL COLLEGAMENTO
DI PANNELLI

E SPERIMENTALI:
COMPORTAMENTO
DELLE CONNESSIONI
grado
di alterarne significativamente
la risposta del collegamento. Presso luniversit

P DELLA PROVA

di Bergamo [29] sono state condotte quattro prove su pannelli orizzontali ancorati

Due pilastri in C.A. collega* con un pannello prefabbricato in calcestruzzo;


Applicazione di uno sa
postamento
ciclico orizzontale
quota di 3 metri;
due pilastri,
alla cuialla sommit
stata applicata
Valutazione dello spostamento rela*vo tra le connessioni del pannello ed i pilastri;

la storia di carico riportata in

(Figura 3.32). In tale sperimentazione sono state impiegate quattro differenti tipologie
Applied Displacement History
5
4
3
2

Drift

1
0
-1
-2
-3
-4
-5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22

Cycles
Storia
di carico

Setup della prova

Dipar7mento di Ingegneria, Universit degli


Studi d3.32:
i Bergamo
Figura
Storia

di carico sperimentazione Riva [29]

di connessione (Figura 3.33):


A. Connessioni superiori realizzate con serraggio maggiore di quello richiesto, atto
a simulare le difficolt del cantiere;
B. Miglioramento dello scorrimento rispetto al caso A mediante un film adesivo di
PTFE e impiego di due controdadi per non applicare il serraggio ed aumento
delle dimensioni delle rondelle;
C. Riduzione della rigidezza flessionale delle mensole dappoggio, aumento dello
spessore dei canali dancoraggio e impiego di serraggio controllato come previsto
da ETA;
108

D. Analogo al C, ma con laggiunta di un distanziale tra i dadi per aumentare la


capacit di scorrimento tra pilastro e pannello.

Figura 3.33: Connessioni realizzate per le quattro prove [29]


I risultati di tali prove (Figura 3.34) hanno evidenziato come la carenza di controllo sul
serraggio e leccessiva rigidezza flessionale degli appoggi inferiori dei pannelli, riducano
significativamente le capacit dissipative a taglio dei collegamenti, ottimizzate invece
nelle connessioni C e D.
Il miglioramento del comportamento del collegamento stato ottenuto mediante
linduzione gerarchica della formazione di una cerniera plastica sulle viti di collegamento, attraverso limpiego di asole o canali in grado di facilitare lo scorrimento
orizzontale e distanziali per aumentarne la deformabilit.
In riferimento alle prove effettuate, si sottolinea come la capacit dissipativa per
spostamenti nel piano del pannello, sia indubbiamente una propriet apprezzata del
pannello, le cui principali problematiche insorgono per a seguito di sollecitazioni
fuori dal piano.
Il sisma in Emilia del 2012 ha messo in luce, per i pannelli prefabbricati di
chiusura, la lacunosa fragilit ed inadeguatezza resistente dei sistemi di collegamento
agli elementi strutturali. Premessa la straordinariet e singolarit dellevento sismico
in questione, i sistemi di collegamento dei pannelli hanno manifestato crisi fragili
sfociate nel distacco parziale o totale del pannello (Figura 3.35). Escludendo le
109

Esempi di intervento:
Linee di indirizzo Protezione Civile-Reluis-CNI- Assobeton per edici industriali

57/83

RINFORZO DEL COLLEGAMENTO DI PANNELLI


PROVA SPERIMENTALE: RISULTATI DELLE PROVE

Connessione A
Connessione B
35

35

25

25

15

15

-40

-30

-20

-10 -5 0

10

20

30

40

Forza (kN)

Forza (kN)

5
-50

50

-15

5
-50

-40

-30

-20

-10 -5 0

35

Connessione D
25

25

15

15

-20-5 0

20

40

60

80

100 120

-15

Forza (kN)

Forza (kN)

50

Spostamento (mm)

35

-40

40

-35

-35

-60

30

-25

Spostamento (mm)

-120 -100 -80

20

-15

-25

Connessione C

10

-120 -100 -80

-60

-40

-20 -5 0

20

40

60

80

100 120

-15
-25

-25

-35

-35

Spostamento (mm)

Spostamento (mm)

Paolo Riva, Dipar7mento di Ingegneria, Universit degli Studi di Bergamo

Figura 3.34: Risultati sperimentazione [29]

Universit di Bologna CIRI Edilizia e Costruzioni


Collasso di pannelli di tamponamento verticali non
incastrati nel cordolo di fondazione

Universit
Bologna CIRIorizzontali
Edilizia e Costruzioni
Distacco
delledipannellature
a causa di
carenti collegamenti ai pilastri

Medolla

Figura 3.35: Crolli parziali e totali dei pannelli prefabbricati [30]

110

crisi dei pannelli indotte da moti o crolli degli elementi portanti ai quali risultavano
ancorati, il distacco di pannelli stato causato nella maggior parte dei casi dalla
mancanza di duttilit richiesta al pannello ed ai suoi collegamenti di assecondare la
domanda sismica. Le principali crisi dei pannelli possono essere attribuite a:
1. perdita del sistema dappoggio alla base del pannello costituito da mensole in
calcestruzzo o metalliche;
2. slabbramento ed apertura dei canali dei canali dancoraggio;
3. rottura delle viti o teste dancoraggio:
4. comportamento dinseme mal governato che, a seguito di questo o delle crisi di
altri elementi, ha esercitato azione di leva sui pannelli.
La prima tipologia di crisi si manifestata nei collegamenti realizzati a secco,
attualmente non concesso da alcuna norma, o debolmente vincolati mediante sistemi
di ritenuta o saldature locali, nei quali il compito di sistema resistente ai carichi fuori
dal piano era completamente o nella quasi totalit affidato agli ancoraggi superiori;
in questi casi, se presente un dispositivo metallico per lappoggio della mensola,
questo assieme alla zona di calcestruzzo circostante stato strappato (FOF DA
DISCUTERE CON PROF: NELLA PRIMA FIGURA SALTATA LA SCATOLA
SUPERIORE O IL PEZZO INFERIORE?) (Figura 3.36), lasciando la mensola
danneggiata in posizione originale; ove invece lappoggio inferiore era costituito
da cuscinetti in gomma questi, dotati di una pressoch nulla resistenza attrittiva
(Figura 3.37), non hanno esercitato una resistenza appropriata permettendo cos al
pannello la caduta.
La seconda tipologia di crisi invece da attribuire alla mancanza di resistenza
del canale dancoraggio nei confronti della trazione applicata alla speciale vite ad
esso accoppiata. In molti casi i canali dancoraggio sia lato pannello che lato pilastro,
sottoposti a trazione del bullone dancoraggio hanno subito lapertura delle labbra
del profilo con conseguente fuoriuscita della testa dancoraggio. Molti i casi in cui
pannelli e pilastri si sono presentati con canali dancoraggio in vista e sensibilmente
deformati (Figura 3.38)
111

(b)
ostruzione, che presentano tamponatura inFigura
laterizio.
Anche(a) in questo caso, la
35 (a) Crollo di pannelli orizzontali di tamponamento in un edificio monopiano prefabbricato: (b) dettaglio
connessione in corrispondenza del pilastro

spesso subito gravi danni (fessurazioni importanti per meccanismi in piano) oppure

ribaltamento (meccanismi fuori dal piano). Anche per i sistemi di tamponatura si

enzialmente collassi in strutture monopiano di tipo produttivo.

di tamponatura orizzontali

a)

(b)

(a)

Universit di Bologna CIRI Edilizia e Costruzioni

(b)

(c)di sopporto pannello e conseguente crollo del pannello


Figura 36 - Rottura attacco mensola

i della connessione di un pannello di tamponatura orizzontale nella sua parte superiore: (a) dettaglio
uperiore realizzato tramite profilo a C in acciaio annegato nel pilastro che ha subito il fenomeno dello
slabbramento, (b) squadretta di collegamento e (c) connettore con testa a martello

a)

21
Mirandola

Figura 3.36: Crisi del sistema dappoggio su mensola metallica [31]

(b)

(c)

are della connessione al pilastro del pannello di tamponatura orizzontale nella sua parte inferiore: (a e b)
sella nel pilastro e (c) sagomatura del pannello orizzontale per realizzare lappoggio

16

(b)

Figura 3.37: Crisi appoggio pannello su mensola con cuscinetto in gomma [31]

112

Le connessioni negli edifici prefabbricati in zona sismica

9/71

INTRODUZIONE: DIAGNOSI SUGLI EDIFICI


ESISTENTI
(a)

(b)

(c)

Figura 29 (a) Crollo dei pannelli orizzontali di tamponamento: (b) dettagli profilo a C in corrispondenza del pi
COLLASSO DI ELEMENTI DI TAMPONATURA
VERTICALI dettaglio ancoraggio sul pannello

(a)

(a)

(b)

(b)

(c)

Figura 30 -in(a)
dei pannelli
orizzontali
di tamponamento: (b) dettagli profili slabbrati o disconnessi
Figura 35 (a) Crollo di pannelli orizzontali di tamponamento
un Crollo
edificio monopiano
prefabbricato:
(b) dettaglio
connessione in corrispondenza del pilastro
del pilastro e (c) dettaglio profilo di acciaio slabbrato sul pannello

in corr

(b)

(a)
Paolo Riva, Mauro Torquati, Dipartimento
Progettazione e Tecnologie, Universit degli Studi di Bergamo

Figura 3.38: Canali dancoragio slabbrati [30]

Figura 31 Collasso incipiente dei pannelli orizzontali di tamponamento in un edificio monopiano prefabbr

La terza tipologia di crisi ha visto la rottura fragile del gambo delle viti dancoraggio senza evidenziare la formazione di cerniere plastiche; il pi delle volte le
viti sono andate a rottura per tenso-flessione senza la possibilit di dissipare energia,
rimossaFigura
dallassenza
di distanziali per lincremento della capacit di scorrimento.
36 - Rottura attacco mensola di sopporto pannello e conseguente crollo del pannello
Dalle crisi osservate potuto emergere quanto i sistemi di ancoraggio dei pannelli
si presentassero:
privi di qualsiasi tipo di dettaglio in grado di permettere ridotti spostamenti e
21

dissipare energia;

privi della resistenza necessaria per contenere i pannelli fuori dal piano, per il
sistema caratterizzato da canali dancoraggio;
prive di una qualsiasi forma di ritegno per le mensole dappoggio, nel caso di
accoppiamento a secco, nei casi invece di dispositivi dotati di mensola metallica
con accoppiamento di ritegno, inadeguatezza dellelemento di ritegno o del
calcestruzzo in cui esso era annegato.
113

La quarta crisi osservata stata generata da elementi il cui spostamento ha indotto


sollecitazioni inattese Lee connessioni
indesiderate
sul
pannello
(Figura
negli
prefabbricati
ininzona
sismica
connessioni
negli edifici
edifici
prefabbricati
zona
sismica 3.39). Tale situazione si
verificata in molti casi a seguito del raggiungimento di elevati valori di spostamento
INTRODUZIONE:
INTRODUZIONE: DIAGNOSI
DIAGNOSI SUGLI
SUGLIEDIFICI
EDIFICIESISTENTI
ESISTENTI
da parte degli elementi
strutturali
ai quali il pannello era ancorato.
PERDITA
DI
DI APPOGGIO
APPOGGIO

Paolo Riva, Mauro Torquati, Dipartimento Progettazione e Tecnologie, Universit degli Studi di Bergamo
Paolo Riva, Mauro Torquati, Dipartimento Progettazione e Tecnologie, Universit degli Studi di Bergamo

Figura 3.39: Probabile crisi dei pannelli dovuta ad altri elementi [31]

Elemento il cui posizionamento rappresenta motivo indispensabile per la posa


del pannello, il pilastro rompitratta o portapannello, costituisce notoriamente un
elemento introducente forti irregolarit e disomogeneit nel comportamento dassieme
di un edificio prefabbricato. Come evidenziato anche dalle linee di indirizzo per edifici
industriali proposte in Emilia nel 2012 [32], la presenza di un pilastro portapannello,
posizionato in appositi plinti, ma esente dalla funzione di supporto strutturale per
travi, vincolato in maniera tale da non prendere massa sismica dalla struttura e di
conseguenza prestarsi a spostamenti minori rispetto alle campate adiacenti. In tali
situazioni la capacit di spostamento del collegamento dei pannelli, dipendente dai
singoli dispositivi impiegati, il cui spostamento massimo definito da certificazione
ETA (generalmente dellordine dei 0,11mm), non in grado di fornire al pannello la
capacit richiesta, sia in termini di resistenza che di spostamento. Analogamente in
termini di crisi indotte dal raggiungimento di deformazioni elevate, i pannelli verticali
risentono costantemente di tale problema. Questi si trovano a dover assecondare
lintero drift di piano, motivo per cui prassi comune vede il tentativo di riprodurre
114

4/71
4/71

cerniere alla base che a meno di eventuali ed ulteriori accorgimenti, vedr comunque
il pannello andare in crisi nei collegamenti superiori a causa di limitate resistenze
e spesso anche a causa di basse capacit deformative, aggravate dagli spostamenti
degli elementi strutturali ai quali sono connessi.

115

116

Capitolo 4
Caso studio
Per valutare gli effetti della variazione delle modalit realizzative del collegamento
pannello-fondazione sulle sollecitazioni gravanti sui collegamenti dei pannelli e sui
parametri modali della struttura, si scelto di modellare un edificio industriale prefabbricato al quale stata applicata unanalisi dinamica lineare (time-history priva di
non linearit sia geometriche che del materiale) mediante il software ad elementi finiti
SAP2000 Evaluation 16.9.2 della CSI. La struttura analizzata (Figura 4.1) presenta
una pianta 40x54m, composta da 12 maglie rettangolari di 20x9m, in corrispondenza
dei cui nodi sono stati disposti pilastri incastrati alla base in calcestruzzo C50/60,
sezione 50x60cm ed altezza 7,5m. Alla quota di 6,5m sono state create nei pilastri

Z
Y

Figura 4.1: Modello FEM del capannone industriale SAP2000


mensole di lunghezza paria a 30cm, alla cui mezzeria stato creato uno spinotto
117

di sezione e rigidezza pari a quella di 216, a partire dal quale sono state ordite le
travi principali in semplice appoggio in direzione y. Le travi sono state realizzate in
calcestruzzo C55/67, sezione ad I, di 80cm di altezza, 60cm di base e 25cm danima.
Su queste sono stati semplicemente appoggiati, ad interassi regolari di 2,4m, tegoli a
V in calcestruzzo C55/67, con base 1,3m, altezza 1m e spessore medio di 13cm. I
pesi ed i moduli dei materiali sono stati assunti in accordo con quanto richiesto dalle
NTC2008.
I pannelli prefabbricati 2,5x7,5m e 20cm di spessore sono stati realizzati in
calcestruzzo C35/45, la cui massa ed il cui peso sono stati ridotti attraverso un
apposito coefficiente moltiplicativo (Property/Stiffness Modificatoin Factor) posto
pari a 0,66 per tenere in considerazione dello strato di alleggerimento allinterno dei
pannelli. I pannelli orizzontali sono stati disposti sul lato lungo della pianta quali
elementi di chiusura vincolati ai pilastri mediante elementi beam di sezione pari a
quella delle speciali viti dancoraggio (M12) che connettono i pannelli alla struttura
di lunghezza pari a 3cm. Il collegamento inferiore stato realizzato creando una
mensola nel pilastro, alla quale il pannello stato solidarizzato mediante un elemento
beam a sezione snella, per evidenziare la deformabilit e ridotta rigidezza di tali
collegamenti. I pannelli verticali in sommit sono stati collegati con lo stesso sistema
dei pannelli orizzontali, ma accoppiato ai tegoli di copertura.

4.1

Analisi condotte

Sono state svolte tre analisi statiche, applicando ai pannelli le forze Fa o Fp , indicate
rispettivamente da NTC2008 ed EC8 la prima e ASCE/SEI 7 la seconda, definite
come forze statiche equivalenti per elementi non strutturali.
La determinazione dei periodi propri necessari per la valutazione delle forze
statiche da applicare ai pannelli stata effettuata mediante lanalisi modale risolta
attraverso il software secondo i modelli risolutivi Ritz Vector ed Eige Vectors [33].
Le time-history, come permesso dal software, sono state analizzate ed indagate
mediante tre soluzioni:
118

1. Linear modal history (eigen): in cui i risultati dellanalisi sono ricavati prendendo in riferimento lanalisi modale risolta mediante problema generalizzato
agli autovalori-autovettori;
2. Linear modal history (ritz): in cui i risultati dellanalisi sono ricavati prendendo
in riferimento lanalisi modale risolta mediante i vettori di Ritz;
3. Linear direct integration history: in cui i risultati dellanalisi sono ricavati mediante integrazione diretta implementata con algoritmo HHT (Hilbert-HughensTaylor).
La principale problematica che si va ad affrontare cercando di confrontare i risultati
ottenuti per mezzo di soluzioni modali o numeriche la scelta, coerente per entrambe,
del parametro di smorzamento. Si sceglie di impiegare il pi tipico valore suggerito
dalle NTC2008 [4], = 5%, per il quale il software risulta gia essere predisposto;
ci nonostante si sottolinea come importanti sperimentazioni su tavola vibrante di
strutture mono-piano realizzate con pannelli prefabbricati cemetizi [34], evidenzino
valori di smorzamento inferiori, 24%. Per lanalisi dinamica con integrazione diretta,
il software richiede due parametri di smorzamento; il primo relativo alla matrice
delle masse, il secondo a quella delle rigidezze. Come evidenziato sempre da [34], le
soluzioni numeriche prevedono la formazione della matrice di smorzamento mediante
combinazione lineare della matrice delle masse e delle rigidezze definita come:
C = aM + bK
in cui il rapporto di smorzamento i relativo al modo i-esimo della struttura
relazionabile ai parametri introdotti attraverso lequazione matriciale 4.1.

1
i

1
j

i a
j

i
=
b
j

(4.1)

Limportanza di tale aspetto da attribuire alla completa diversit ma correlabilit


dei parametri di smorzamento introdotti nelle due modalit risolutive adottate
(modale e numeriche). A tale scopo il software contiene unapposito convertitore che
prende in input i valori richiesti di rapporto di smorzamento per i primi due modi
119

e li trasforma nei corrispondenti parametri a e b. Sotto tali ipotesi ed assunzioni


si sono confrontati i massimi valori di sforzo assiale nel collegamento dei pannelli
attraverso le diverse soluzioni Time-history, responsabile dello slabbramento dei
canali dancoraggio, con lanaloga sollecitazione ottenuta mediante lapplicazione
delle forze statiche equivalenti agli elementi non strutturali fornite dalle normative e
codici discussi nel capitolo 3.3.
Il dominio temporale, da 0 a 5sec, stato discretizzato per lanalisi in intervalli
t = 0, 025sec, inferiori ai T /20, di norma impiegati [35].
La storia di carico, rappresentata da un accelerogramma, stata inserita sottoforma di funzione impulsiva (Figura 4.2) di intensit massima pari a 0,2g in

0,25

0,20

a [g]

0,15

0,10

0,05

0,00
0

0,5

1,5

2,5

3,5

4,5

T [sec]

Figura 4.2: Sollecitazione impulsiva

corrispondenza di 0,25 sec. Vengono in seguito effettuate variazioni delle configurazioni di vincolo dei pannelli, analizzando come varia la sollecitazione assiale nei
collegamenti ed i periodi vibrazionali della struttura. A seconda dei collegamenti presi
in esame di pannelli orizzontali o verticali, limpulso verr applicato rispettivamente
nelle direzione X ed Y, secondo il sistema di riferimento riportato in Figura 4.1 per
la successiva analisi della sollecitazione assiale del collegamento.
120

4.2

Casi di studio

Sono stati analizzati cinque casi, distinti luno dallaltro per le diverse configurazioni
di vincolo dei pannelli in fondazione (tabella 4.1).
Variazione configuralioni di vincolo
Pannelli Verticale

Pannelli orizzontali

Caso 1

Caso 2

Caso 3

Caso 4

Caso 5

Tabella 4.1: Casi esaminati con notazione riferita al collegamento in fondazione P


perno centrale, L estremo libero, A lato appoggiato ed I lato incastrato.
Verranno confrontate le sollecitazioni dei collegamenti dei pannelli centrali e di
bordo posti a quote maggiori. Si analizzeranno e confronteranno rispettivamente collegamento superiore di pannelli verticali esterni e centrali (Ve e Vc) ed analogamente
quelli dei pannelli orizzontali (Oe ed Oc).
Gli impulsi sismici applicati in direzione positiva daranno vita a sollecitazioni
assiali rispettivamente ai collegamenti dei pannelli orizzontali se applicate in direzione
X, ai verticali se applicate in direzione Y. Tali sollecitazioni verranno confrontate
in fine con le sollecitazioni trasmesse ai collegamenti dallapplicazione delle diverse
forze statiche fornite delle normative e codici precedentemente trattati.

4.3

Risultati delle analisi

I risultati delle analisi di seguito riportati, illustrano lincidenza che la configurazione


di vincolo alla base del pannello induce sui modi vibrazionali della struttura e sulle
sollecitazioni dei collegamenti. Per le analisi time-history effettuate mediante i diversi
solutori presenti nel programma si scelta come riferimento leigen vector analysis
(eig), ai cui risultati sono stati riferiti gli errori commessi dagli altri risolutori, Ritz
121

vector analysis (ritz) e soluzione numerica con algoritmo Hilbert-Hughens-Taylor


(HHT con = 0). Si riportano in Tabella 4.2, 4.3 e Figura 4.3 i risultati, in termini
di periodi vibrazionali, massime sollecitazioni di trazione raggiunte e andamento
dello sforzo assiale nel tempo.
Periodi vibrazionali
T1

T2

T3

T4

T5

[sec]

[sec]

[sec]

[sec]

[sec]

Caso 1

1,1087 1,0209 0,8943 0,8799 0,7559

Caso 2

1,1097 1,0241 0,8992 0,8811 0,7617

Caso 3

1,0765 0,9306 0,8648 0,7699 0,6298

Caso 4

1,0765 0,9306 0,7924 0,7699 0,6297

Caso 5

1,2256 1,0321 0,9207 0,8352 0,6739

Tabella 4.2: Variazione periodi modali per i casi analizzati.


La notazione impiegata in tabella 4.3, Xf i , si riferisce alla prevalenza di percentuale di massa modale attivata durante il moto (direzione X o Y), con pedici
atti a rappresentare sfasamento tra gli spostamenti delle estremit superiori dei
pannelli di bordo, (f se in moto prevalente in fase ed a se in antifase) e i la tendenza
allirrigidimento (ridotta capacit di spostamento modale) delle pannellature disposte
parallelamete alla direzione del moto.
In riferimento ai grafici descriventi landamento dello sforzo assiale nei collegamenti
dei pannelli al variare del tempo, ottenuti dalle time-history (Figura 4.3 e Tabelle 4.4
e 4.5) possibile notare quanto le formule fornite da codici e normative nazionali
per le forze statiche equivalenti mal si apprestino a rappresentare il comportamento
dinamico colto da una time-history, per il dimensionamento dei collegamenti dei
pannelli. Da tali tabelle possibile notare come inaspettatamente, il periodo della
struttura si riduca sino al caso 4 a seguito dellirrigidimento del collegamento dei
pannelli alla base. Fondamentale tra i suddetti risultati, notare che:
- lirrigidimento in fondazione del collegamento dei pannelli altera in maniera
inconsueta la risposta strutturale provocando, coerentemente a quanto atteso
nei primi quattro casi, una riduzione del periodo della struttura, mentre
122

123

Xf

Xf

Xf i

Xf i

Xf i

Caso 2

Caso 3

Caso 4

Caso 5

Xai

Xai

Xai

Xa

Xa

Moto

Dir
Moto
Xf
Xf
Yf i
Yf i
Yf i

4, 24E 7
3, 3E 10
8, 49E 16
1, 39E 16
1, 67E 9

Dir

[%]

Massa

T2

50,3

59,67

60,84

4,47

4,54

[%]

Massa

T3

Xf i

Xf i

Xf i

Yf i

Yf i

Moto

Dir

8,03

8,17

8,17

59,92

60,14

[%]

Massa

T4

Xai

Xai

Xai

Xa

Xa

Moto

Dir

3, 19E 9

2, 85E 16

2, 86E 15

2, 47E 10

1, 67E 7

[%]

Massa

T5

Oltre 200 Modo

88 modo

88 Modo

3 Modo

3 Modo

in Dir

11 Modo

11 Modo

11 Modo

11 Modo

11 Modo

in Dir

Raggingimento 85 % Massa

Tabella 4.3: Prevalenze delle forme modali e relativi fattori di partecipazione modale

63,70

64,03

64,04

82,22

81,9

[%]

Moto

Caso 1

Massa

Dir

T1

Contributi modali

-4

82
60
4
-2
2

-4

-60

-2
-4

25
8
20
15
6

10
4

20
-5
0
-100
-2
-15
-20
-4

-6

30

20

10
25
0
20 0
15
-10

-20
5

10

0
-30
0
-5
-10
-15
-20

30
20

0,5

0,5

0,5

0,5

0,5

0,5

1,5

1,5

1,5

1,5

1,5

1,5

Temo [sec]

V(p) - O(a)
Pannelli Verticali

25

4,5
-20

0
5

5
-30

30
20

10

-40

-30

-20

-10
4,5

4,5

4,5

-10

10

20

30

-20

4,5

-15

-10

-5

10

20

4,5

V(p) - O(l)

3,5

3,5

3,5

15

3,5

3,5

Pannelli verticali

2,5

2,5

2,5

2,5

Pannelli Verticali

V(p) - O(a)

Pannelli Verticali

V(a) - O(a)

Temo [sec]

Tempo [sec]

V(a) - O(a)

Pannelli Verticali

2,5

2,5

3,5

Pannelli Verticali

V(i) - O(a)

Tempo [sec]

Tempo [sec]

Tempo [sec]

0,5

0,5

0,5

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve
Eig-Vc
1Eig-Ve1,5
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve

Eig-Vc
Eig-Ve
1
1,5
Ritz-Vc
Ritz-Ve
Eig-Vc
HHT-Vc
Eig-Ve
HHT-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
1Ritz-Ve
1,5
HHT-Vc
HHT-Ve
Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve

2,5

Pannelli Verticali

V(a) - O(a)

Tempo [sec]

2,5

3,5

3,5

3,5

Pannelli Verticali

V(i) - O(a)

Tempo [sec]

2,5

Pannello verticale

V(i) - O(i)

Tempo [sec]

Tempo [sec]

-4 0

-2
-4

-6

8
25
6
20
15
4

10
4,5
2
5
0
-5
-2
-10
-4
-15
-20
-6

30

20

25
4,5
10
20
15
0
10
-10
5

-5

0
-20

-30
-10
-15
-20

30
30

20

4,5
20
10
0
10

-10

-10

-20
-30
-20

-40

-30

-30
0,5
-40

40

30

20

4010
300
-10
20
-20
10

-30

-40
-10

0
0,5

-20
-30
-40

80
60
40

40

30

20

5 20

0
10

-20

0,5
0

-40
-10

-60
0,5
-20
-30

-40

80
60
40
80
20
5
60
0
40
0,5-20
20
0,5-40
0
0
-60
-20

-40
-60

80
80

100

1,5

1,5

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
0,5
HHT-Vc
HHT-Ve

0,5

1,5
1

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve
0,5

0,5

1,5

2,5

2,5

1,5

1,5

2,5

3,5

3,5
3,5

2,5

44

3,5

2,5

2,5

3,5

4,5

4,5
4,5

3,5

3,5

Pannelli Orizzontali

V(p) - O(a)

Tempo [sec]

33

Pannelli
PannelliVerticali
Verticali
Pannelli Orizzontali

V(a) - O(a)
V(p) - O(a)V(p) - O(l)

Temo [sec]

Tempo [sec]

Tempo [sec]

Pannelli Verticali
V(p) - O(a)

4,5

4,5

3,5

Pannelli Orizzontali

V(a) - O(a)

Pannelli Verticali

2,5

1,5

1,5

2,5

Tempo [sec]

3,5

Pannelli Orizzontali
V(i) - O(a)

V(a) - O(a)
Tempo [sec]

Tempo
Tempo[sec]
[sec]

Tempo [sec]

Pannelli Orizzontali

V(i) - O(a)

Tempo [sec]

Tempo [sec]

V(i) - O(i)
V(i) - O(a)

3,5

4,5

3,5
3

3
2,5

2,5
2

V(a) - O(a)
Pannello verticale
Pannelli Verticali
Pannelli Orizzontali

1,5
1,5

4,5

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve
0,5
1
1

3,5

3,5

Tempo [sec]

2,5

2,5

1,5

1,5

0,5

Tempo [sec]

V(i) - O(a)

Pannelli Orizzontali
Pannello verticale

V(i) - O(i)

Pannelli orizzontali

V(i) - O(i)

Tempo [sec]
Tempo [sec]

55

80

60

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe
Eig-Oc
1
1,5
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
1 HHT-Oc
1,5
Eig-Oc
HHT-Oe
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

40
Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
20
Ritz-Oe
HHT-Oc
4,5
5
0
0 Eig-Vc
0,5
1 HHT-Oe
1,5
Eig-Vc
Eig-Ve
Eig-Oc
Eig-Ve
-20
Ritz-Vc
Eig-Oe
Ritz-Vc
Ritz-Ve
Ritz-Oc
Ritz-Ve
HHT-Vc
Ritz-Oe
HHT-Vc
HHT-Ve
HHT-Oc
5HHT-Ve
HHT-Oe

-40

4,5
-60

80

60

40

20

Eig-Vc
Eig-Ve
Eig-Vc
Ritz-Vc
5
0,5
Eig-Ve
Ritz-Ve
Ritz-Vc
HHT-Vc
Ritz-Ve
HHT-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve

Eig-Vc
0
Eig-Ve
0
0,5
Ritz-Vc
Ritz-Ve
-20
4,5
5
HHT-Vc
Eig-Vc
HHT-Ve
-40 Eig-Ve
Ritz-Vc
4,5
5
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve

-60

80

100

60

40

20

4,5
0
0

-20

-40

-60
4,5

Figura 4.3: Sforzo assiale time-history SAP2000 sui collegamenti dei pannelli verticali
Pannello verticale

V(i) - O(i)
Tempo [sec]

V(i) - O(a)
Pannelli Verticali

2,5

3,5

Pannelli Orizzontali

V(a) - O(a)

Tempo [sec]

2,5

3,5

3,5

Pannelli Orizzontali

V(i) - O(a)

Tempo [sec]

2,5

Pannelli orizzontali

V(i) - O(i)

Tempo [sec]

Tempo [sec]

-10
-30

-20
-40

-30

4,5

4,5

00

-40

40

80

60

30

20

40

10

20

00

-20
-10

-30

-20
-40

-60

-40

80

60
80

40
60

20
40

0
20 0

4,5

-20
0
0
-40
-20

-60
-40

-60

80
60

80
100

60

40
40

20
20

0
00
0

-20
-20
-40

-40
-60

-60

0,5
0,5

0,5
0,5

0,5

0,5

124

Sforz

Sforzo
normale
Sforzo
Assiale
[kN] [kN]

Sforzo normale
Sforzo[kN]
assiale [kN]

Sforzo
assiale
Sforzo
assiale
[kN][kN]

Sforzo normale [kN]

Sforzo assiale [kN]

Sforzo assiale [kN]

Sforzo Assiale [kN]


Sforzo assiale [kN]
Sforzo Assiale
[kN] normale [kN]
Sforzo
Sforzo normale [kN]
Sforzo assiale [kN]

Sfo
Sforzo
SforzoAssiale
Assiale[kN]
[kN]
Sforzo AssialeSforzo
[kN] Assiale [kN]
Sforzo
assiale
Sforzo
Assiale
[kN] [kN]

Sforzo Assiale [kN]


Sforzo Assiale [kN]
Sforzo assiale [kN]

Sforzo normale [kN]


Sforzo Assiale [kN]
Sforzo Assiale
[kN] [kN]
Sforzo Assiale
Sforzo Assiale [kN]
Sforzo Assiale [kN]

11

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

1,5
1,5

Tem

Tem

22

Tem

Tem

1,5

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

2
2

Tem

Tem

1,5

1,5
1,5

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

1
1

Tem

Tem

3,5

li

3,5

,5

li

,53,5

li

,5

ali

4 4

Sforzo Assiale [kN]

Sforzo Assiale [kN]

Sforzo assiale [kN]

-40
4,5

-30

-20

4,5

-10

10

20

30

-30

-20
4,54,5

-10

10

20

30

-20

4,5

-15

-10

-5

0
4,5 0

10

15

20

0,5

5 5

0,5

5 0,5

Ritz-Ve
HHT-Vc
Eig-Vc
HHT-Ve
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve

Eig-Vc
Eig-Ve
1 Ritz-Vc
1,5

Eig-Vc
Eig-Ve
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Vc
Ritz-Ve
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Vc
HHT-Ve
HHT-Ve

1Eig-Vc1,5

HHT-Vc
HHT-Ve

2,5

2,5

2,5

Tempo [sec]

3,5

Pannello verticale

V(i) - O(i)

3,5

3,5

Pannelli Verticali

Tempo [sec]

V(i) - O(a)

Tempo [sec]

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Eig-Vc
Ritz-Ve
Eig-Ve
HHT-Vc
Ritz-Vc
1 HHT-Ve
1,5
2
Ritz-Ve

Pannelli Verticali

V(a) - O(a)

Tempo [sec]

00

-30

-20

-40

-10
-30

-20 0

0
10

10
20
4,5

2030

30

-20

-15

-10

-30-5

-20

10
-10

0
150

25
10
4,5
20

20

30

-20
-6

-15-4

-2
-10

-5

4,5
52

10

15

20

258

-4

-6-2

-10

Sforzo Assiale [kN]


Sforzo Assiale [kN]

Sforzo Assiale [kN]


Sforzo Assiale [kN]

Sforzo assiale [kN]


Sforzo Assiale [kN]

20

1,5

0,5

2,5

V(p) - O(l)

4,5

1,5
2,5
2,5

1,5

2,5
3,5
3,5

2,5

V(a) - O(a)

4 3
4

4,53,5
4,5

3,5

2,5

1,51,5

2,5

2
2

3,5

2,52,5

3,5

Pannelli Verticali

V(a) - O(a)

4,5

3,53,5

V(i) - O(a)

4,5

Tempo [sec]

Tempo [sec]

2,5

1,5

2,5
1,5

2,5

3,5

3,5
2,5

Tempo [sec]

Tempo [sec]

3
2

4
3

3,5

4,5

4,5
3,5

Pannelli Orizzontali
Pannelli Verticali

Pannelli Orizzontali
V(a) - O(a)
Pannello
V(i) -verticale
O(a)

V(i) - O(i)

Tempo [sec]

Pannelli Orizzontali

Pannelli Verticali
V(p)
- O(a)
Pannelli
Orizzontali

V(i) - O(a)

Tempo [sec]

Tempo [sec]

32
3

V(p)Verticali
- O(a)
Pannelli
Pannelli Orizzontali
Pannelli Verticali

Tempo [sec]

V(p) - O(a)

Tempo [sec] Tempo [sec]

3,5

Pannelli Orizzontali

V(a) - O(a)

Tempo [sec]
Tempo [sec]

21
2

Tempo [sec]

Temo [sec]

Tempo [sec]

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve
1,5
2
0,5
1

1,5

0,50,5

1,5

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
HHT-Ve

0,5
1,5
1,5

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
0,5
HHT-Ve

1,5

20

40

60

80

40

60

80

100

-60

20

Eig-Vc
Eig-Ve
Ritz-Vc
Eig-Vc
Ritz-Ve
0
5
Eig-Ve
0 HHT-Vc
0,5
4
4,5
5
Ritz-Vc
HHT-Ve
-20
Ritz-Ve
HHT-Vc
5 -40
4
4,5 HHT-Ve
5

HHT-Vc
HHT-Ve
Eig-Vc
4,54,5
5 5
Eig-Ve
-40
Ritz-Vc
Ritz-Ve
HHT-Vc
-60
HHT-Ve
-20

Eig-Vc
Eig-Ve
0
Ritz-Vc
0 Ritz-Ve
0,5

20

40

60

80

-60

Eig-Vc
0
0 Eig-Ve
0,5
1
Eig-Vc
4
4,5
5
Ritz-Vc
Eig-Ve
Ritz-Ve
-20
Ritz-Vc
HHT-Vc
Ritz-Ve
HHT-Ve
5
5 4 -40 4,5 HHT-Vc
5
HHT-Ve

2,5

2,5

2,5

3,5

3,5

Pannelli orizzontali

V(i) - O(i)

Tempo [sec]

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Eig-Oc
Ritz-Oe
Eig-Oe
HHT-Oc
Ritz-Oc
1,5
2
HHT-Oe
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

3,5

Pannelli Orizzontali

Tempo [sec]

Eig-Oc
Eig-Oe
Eig-Oc
Ritz-Oc
1,5
2
Eig-Oe
Ritz-Oe
Ritz-Oc
HHT-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

V(i) - O(a)

Tempo [sec]

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
Eig-Oc
HHT-Oc
1,5
2
Eig-Oe
HHT-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

Pannelli Orizzontali

V(a) - O(a)

Tempo [sec]

-20

-60

-60
-40

-20
-40

0
0
-20 0

4 20 4,5
20

4040

60
60

80

100
80

-60

-40

-20
-60

0
-40 0

4,5
40
0
0
20
-20

60
20

80
40

60

80

-40

-60
-30

-40

4,5
0

-10

-20

10

20

20

4030

6040

80

-40

-30

-20

-10
-40

0,5

0,5

0,5

0,5

0,5

0,5
1

1
1

1,5

1,5

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

1,5

1,5

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

1,5

1,5

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

2,5

2,5

V(a) - O(a)

2,5

2,5

3,5

3,5

2,5

2,5

Tempo [sec]

3
3

3,5

3,5

Pannelli Orizzontali

Pannelli orizzontali
V(i) - O(a)

V(i) - O(i)

Tempo [sec]

3,5

3,5

Pannelli Orizzontali

Tempo [sec]

Pannelli Orizzontali

Tempo [sec]

V(i) - O(a)

Tempo [sec]

Tempo [sec]

V(p) - O(a)

Pannelli Orizzontali

Pannelli Orizzontali

V(a) - O(a)

Tempo [sec]

Tempo [sec]

4
4

4,5

4,5

4,5

4,5

4,5

4,5
5

5
5

100 80

Pannello verticale

V(i) - O(i)

Pannelli Orizzontali

Pannelli orizzontali

V(i) - O(i)
V(i) - O(a)

Pannelli orizzontali

V(i) - O(i)

Figura 4.4: Sforzo assiale time-history SAP2000 sui collegamenti dei pannelli orizzontali

-60

-60
-40

-40
-20

0 1
0

0 1
0
20

-20

0,5

0,5

20
40

40
60

60
80

80

-40

-60

-30

-40-20

0,5

00 0

10

20

30

40

-20-10

0,5

40

60

80

-40

-30

-40-20

-30

10
1

10

20

30

40

-10

0,5 -20
0,5

-10

10

20

30

40

-40

0,5
-30

Sforzo Assiale [kN]


Sforzo assiale [kN]

Sforzo normale [kN]


Sforzo Assiale [kN]

Sforzo assiale [kN]


Sforzo normale [kN]

Sforzo normale [kN]

Sforzo assiale [kN]


Sforzo assiale [kN]

Sf
Sforzo normale [kN]
Sforzo Assiale [kN]
Sforzo
Sforzo normale
[kN]assiale [kN]
Sforzo assiale [kN]
Sforzo assiale [kN]

25

125

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Eig-Oc
Ritz-Oe
Eig-Oe
HHT-Oc
Ritz-Oc
HHT-Oe
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
Eig-Oc
HHT-Oc
Eig-Oe
HHT-Oe
Ritz-Oc
Ritz-Oe
HHT-Oc
HHT-Oe

HHT-Oc
HHT-Oe

Eig-Oc
Eig-Oe
Ritz-Oc
Eig-Oc
Ritz-Oe
Eig-Oe
HHT-Oc
Ritz-Oc
HHT-Oe
Ritz-Oe

5,517

108

115,66

3,241

3,511

3,511

12,05

34,26

68,73

73,61

ASCE/SEI

Time-history eig

FN T C [kN ]

92,79

5,517

56

2,265

8,72

EC8

FT H [kN ]

4,426

86,66

5,298

20,53

2,266

NTC2008

[sec]

4,770

4,427

44,18

3,859

14,87

Configurazioni di vincolo
P.Oriz
1,1087

5,108

4,180

15,92

3,864

[%]

l
1,1097

9,461

2,993

11,53

FASCE
FT H

p
a
1,0765

18,799

2,996

[%] FASCE [kN ]

1
p
a

1,0765

25,985

FEC
FT H

2
a
a

1,2256

[%] FEC [kN ]

3
i
i

FN T C
FT H

4
i

Caso P.Vert

Tabella 4.4: Schematizzazione risultati pannelli verticali

126

127

Caso P.Vert

P.Oriz

Configurazioni di vincolo

76,821

64,054

64,052

30,772

31,564

FT H [kN ]

Time-history eig

7,061

6,904

6,905

6,262

5,388

FN T C [kN ]

EC8

9,2

10,8

10,8

20,3

8,420

8,230

8,231

7,470

7,464

[%] FEC [kN ]

17,1

FN T C
FT H

NTC2008

Tabella 4.5: Schematizzazione risultati pannelli orizzontali

1,2256

1,0765

1,0765

1,1097

1,1087

[sec]

10,96

12,85

12,85

24,28

5,856

5,727

5,728

5,190

4,619

[%] FASCE [kN ]


23,65

FEC
FT H

[%]

7,62

8,94

8,94

16,87

14,63

FASCE
FT H

ASCE/SEI

inaspettatamente nellultimo caso (il pi rigido) il periodo risulta maggiore


di tutti i precedenti casi. Le motivazioni di tale fenomeno sono dovute alla
perdita assoluta di massa eccitata in direzione X, causata dallirrigidimento
dei pannelli verticali, che induce la struttura, chiamata a dissipare sempre
lo stesso quantitativo di energia, a concentrare tale dissipazione su impronte
darea coinvolgenti meno elementi strutturali a causa dei quali la struttura
compie oscillazioni maggiori;
- la determinazione della forza nei collegamenti del pannello alla struttura mediante limpiego di forze statiche equivalenti, definite dalle normative e codici
risulta, nella maggior parte dei casi per pannelli verticali e sempre per gli
orizzontali sottostimare le sollecitazioni fornite da analisi dinamiche. Premessa
la non completa affidabilit degli algoritmi per la soluzione di problemi di
dinamica strutturale [35], vi un eccessivo scostamento tra valori dinamici ed
analoghi valori ottenuti mediante formulazione statica del problema;
- i grafici riportati in Figura 4.3 evidenziano il fenomeno dellindesiderato comportamento dassieme che fa si che, allirrigidirsi del collegamento alla base
dei pannelli orizzontali, la pilastrata centrale tenda a traslare in direzione Y,
in antifase rispetto alle pilastrate di bordo. Tale fenomeno risulta evidente
dal segno delle sollecitazioni dei collegamenti superiori dei pannelli di bordo e
centrali;
- in riferimento allo slabbramento dei canali dancoraggio, i valori massimi di
resistenza caratteristica dei prodotti disponibili sul mercato si aggirano attorno
ai 30 60kN , da ridurre successivamente con coefficienti di sicurezza paria ad
1,8;
- il modello non contempla la presenza di portali o finestrature, capaci di
incrementare le sollecitazioni dei pannelli di bordo a seguito di effetti torcenti.

128

Conclusioni
Alla luce di quanto detto sui pannelli prefabbricati, gli ancoraggi di questi alla
struttura risultano gravemente affetti da problemi di resistenza e fragilit, considerando leffetto della crisi dei pannelli prefabbricati sul funzionamento strutturale e le
ripercussioni di queste sulla sicurezza strutturale.
I collegamenti dei pannelli, dimensionati secondo la qualifica di elemento non
strutturale, appaiono inadeguati sia dal punto di vista delle resistenze e capacit
deformative dei componenti del collegamento, che dalle perplessit mostrate dal
confronto tra risultati dellapplicazione delle forze statiche equivalenti definite nei
codici e una vera e propria analisi dinamica. La pessima affidabilit di tali formule,
probabilmente dovuta alla forte natura empirica o evidenza sperimentale per mezzo
delle quali sono state tarate.
In virt della possibile connessione ad un qualunque elemento strutturale, della
capacit di modifica dei parametri modali e dellinfluenza sul comportamento strutturale, un elemento di 2,5x10m e 7t, quale il pannello prefabbricato, non degno
dellappellativo di elemento non strutturale.

129

130

Ringraziamenti
Un particolare ringraziamento al Professor Giorgio Serafini della Facolt di Ingegneria
Enzo Ferrari di Modena, per la disponibilit mostrata allinterno ed allesterno
delluniversit, e per una nuova ottica fornitami in ambito progettuale. Ulteriori ringraziamenti al Professor Massimo Mancuso per gli innumerevoli consigli e
chiarimenti.

131

132

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