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LA MAGISTRATURA DEL LAVORO METTE SOTTO INCHIESTA LA ITALCEMENTI

DI MONSELICE

a seguire: AMBIENTE E PET-COKE SI VA VERSO LA RICHIESTA RISARCITORIA


Al Coordinatore Pino Ciampolillo del Comitato Isola Pulita di Isola delle Femmine
Ciao Pino Ti faccio pervenire alcune notizie di stampa , il comunicato della Italcementi e un
comunicato di Lasciateci Respirare il tutto a seguito delle notizie comunicate dalle televisioni
sull'intervento della magistratura del lavoro a seguito della morte di alcuni ex colleghi colpiti da
diverse forme tumorali. La lettura di quanto segue pu essere esplicativa della nostra coerente
azione a difesa della salute dei lavoratori e dell'intera cittadinanza e nel contempo rendersi conto
della reazione dell'associazione dei cementieri oltre che della Talcementi. Ricevi un grosso Saluto
che vorrai estendere ai compagni del Comitato.
Dopo il dibattito riaperto dalla rappresentante di Unindustria, proseguitocon interventi del
Consigliere Provinciale De Marchi (Verdi), degli asssessori di Este Rizzo (DS) e Granziero (Verdi),
dei Sindacalisti di CGIL e CiSL, del comitato "lasciateci respirare" la settimana stata
caratterizzata dalla notizia divulgata dalla stampa, dalle Tv locali e nelle edizioni regionali e
nazionali del TG3, relativa all'apertura di una inchiesta della Procura padovana che sta indaganto
per le morti di ex lavoratori dei cementifici.
La reazione dei cementieri stata rabbiosa e minacciosa (vedi comunicati),
ma non ho fermato l'iniziativa del Comitato la cui mobilitazione ha ottenuto un nuovo risultato:
l'approvazione di una delibera (Il testo era nella mail precente)che impegna il Parco regionale dei
Colli Euganei ad affrontare organicamente il problema dell'inquinamento prodotto dai 3 cementifici
e la loro incompatibilit con le finalit del Parco stesso.
Per una maggiore informazione allego gli articoli e note di questi giorni.
SALUTI - FRANCESCO MIAZZI
Comunicato stampa - (con riferimento alla nota di Italcementi).
1) Il Comunicato dei cementieri ignora volutamente la VERA notizia diffusa
dalla stampa: "Sulla morte di una decina di ex lavoratori Italcementi la
Procura
della
Repubblica
ha
aperto
un'inchiesta".
Italcementi
preferisce
guardare al "dito", a chi in qualit di Presidente di un Comitato, si fatto promotore di un esposto,
purtroppo aggiornato a pi riprese, nel quale s'invitava la Magistratura ad indagare su decine di casi
di ex lavoratori deceduti. Esposto al quale hanno collaborato decine di famigliari di ex dipendenti,
per capire se poteva sussistere un nesso tra la vita lavorativa delle persone impiegate nei cementifici
e le loro cause di morte. Il fatto che dopo anni d'indagine, la Procura abbia deciso di aprire
formalmente un'inchiesta in questa direzione, significa evidentemente che non tutti gli ex lavoratori
dei cementifici sono morti per incidente stradale!
2) Sappiamo benissimo che Italcementi
"pneumatici" e "farine animali", anche
di
quelle
mobilitazioni
dei
cittadini,
locali
e
dalle
rappresentanze
dei
impedito.

di Monselice non ha mai bruciato


perch siamo stati tra i promotori
che
affiancati
dalle
amministrazioni
lavoratori,
lo
hanno
materialmente

Come sappiamo benissimo invece, che Italcementi utilizza il Pet coke come
combustibile, (considerato un rifiuto tossico nocivo fino a pochi anni fa)
e che nel processo produttivo dei cementifici si smaltiscono decine di
migliaia di rifiuti industriali. Vuoi come sostitutivo alle materie prime, vuoi come additivo nella
produzione del cemento.
E sempre in tema di rifiuti, vale la pena di ricordare quell'indagine del
2001 dei Nuclei Investigativi- Corpo Forestale dello Stato, che "ha scoperto un'attivit di riutilizzo e
smaltimento illegale presso alcuni cementifici di ceneri di pirite contenenti elevate percentuali di
arsenico, piombo e mercurio In particolare 13 partite sono andate a finire all'Italcementi di
Monselice dove, da un nostro accertamento (grazie ai gastomatografi dell'impianto) risultato che
dai camini era fuoriuscita una quantit ingente di mercurio puro, presente nei residui industriali"
3) Il concetto di dialogo dei cementieri con le istituzioni, abbastanza
singolare, basti ricordare che l'intero Consiglio Comunale di Monselice ancora nel 2005, aveva
invitato i cementifici a non utilizzare pi i rifiuti nella produzione. Invito al quale Italcementi ha
risposto sbeffeggiando la competenza dei Consiglieri e citando il sensibile mancato introito che ci
avrebbe comportato.
4) Nulla di nuovo quando si finge d'essere disponibili al confronto, quando
si denigrano le persone o quando si magnificano le performance aziendali. I
dati pubblici, i risultati delle INDAGINI ARPAV, gli studi dell'universit di Padova dipingono
un'altra realt.
Sar difficile occultare questa realt, come sar difficile mettere il bavaglio a qualche "portavoce" o
Consigliere Comunale scomodo.
A tale proposito, poich si scelto di spostare il confronto nelle aule dei Tribunali, comunichiamo
che si conferito mandato legale per valutare se vi siano gli estremi per procedere nei confronti
degli autori delle gravi dichiarazioni contenute nel Comunicato stampa di Italcementi.
5)
Invitiamo
i
lavoratori,
i
cittadini
all'indagine
aperta
dalla
Procura
della
preposti
alla
tutela
della
salute
ad
epidemiologica
sulla
popolazione
esposta,
sostanze immesse in atmosfera e su quelle
d'attivit dei cementifici.

a
fornire
ogni
utile
elemento
Repubblica.
Invitiamo
i
soggetti
avviare
una
seria
indagine
ad
avviare
una
ricerca
sulle
cadute al suolo in questi decenni

Francesco Miazzi
Presidente del Comitato Popolare "lasciateci respirare" Consigliere Comunale di Monselice
Monselice 23.03.2007
Bergamo, 22 marzo 2007
Abbiamo letto con un certo stupore gli articoli apparsi in questi giorni e
relativi
all'esposto
del
comitato
Lasciateci
Respirare.
La
notizia
deriva
da una denuncia di parte del sig. Francesco Miazzi che come noto a capo
di questo movimento che opera da diversi anni nell'area di Monselice.
Vale la pena ricordare che gi nel 1997 lo stesso Miazzi denunci alcune
morti
sospette
legandole
alle
attivit
dei
cementifici
di
Monselice.
Gi
allora
aveva
inserito
nell'elenco
alcune
persone
decedute,
anche

accidentalmente, ad esempio a causa di incidenti


avere
visibilit
sui
media
locali
e
nazionali
di famiglie colpite, pi o meno recentemente, da gravi lutti.

stradali! triste che per


si
strumentalizzi
l'emotivit

Anche questa volta le argomentazioni addotte da Miazzi denotano la


strumentalit,
la
imbarazzante
non
conoscenza
delle
tematiche
su
esprime e, ci nonostante, la volont - a quanto pare - di
artificiosamente uno stato di allarmismo.

consueta
cui
si
costruire

La realt dei fatti completamente diversa da quella a cui allude Miazzi:


chi lavora in Italcementi, a Monselice e altrove, conosce bene l'attenzione
alle
tematiche
dell'ambiente,
della
sicurezza
e
della
salute
dei
lavoratori.
Chi
conosce
l'azienda
sa
che
la
sorveglianza
sanitaria
e
le
INDAGINI ambientali sono eseguite con periodicit ben superiore a quanto
richiesto dalle leggi e dalle norme di prevenzione. Chi conosce veramente
l'impianto
sa
che
la
cementeria
Italcementi
di
Monselice
non
ha
mai
bruciato rifiuti, pneumatici o farine animali.
Tutte le Istituzioni e i cittadini hanno potuto apprezzare l'apertura della
cementeria
Italcementi
di
Monselice
alla
condivisione
delle
informazioni
relative alle proprie attivit produttive come ad esempio la pubblicazione
sul sito internet del Comune di Monselice delle emissioni relative alle
attivit della cementerai
Siamo
stanchi
di
vedere
le
attivit
cementerie
nonch
delle
molte
altre
isolate
a
seconda
della
strumentale

di
Italcementi
e
delle
altre
due
industrie
della
zona,
accomunate
o
convenienza
mediatica
del
momento.

Quello che colpisce che un impianto che ha sempre rispettato la normativa


e le leggi, che investe continuamente per migliorare le prestazioni, che ha
la certificazione ambientale ISO14001, che simile a decine di impianti in
Italia, in Europa e nel Mondo sia periodicamente messo sotto accusa in
maniera strumentale da Miazzi. Non sappiamo quali
siano i suoi reali
intendimenti.
Come sempre siamo disponibili al confronto con tutte
Enti regolatori e i cittadini su basi di correttezza, di
e di trasparenza.
Abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare ogni
per tutelare l'immagine e il buon nome dell'azienda.

le Istituzioni, gli
rispetto dei ruoli
opportuna

iniziativa

Ufficio Stampa Italcementi spa Bergamo


MONSELICE:
UNA
L'INQUINAMENTO.

MULTINAZIONALE

MINACCIA

CHI

PROTESTA

PER

Ho
letto
il
comunicato
di
Italcementi
a
proposito
delle
morti
sospette
correlate al cementificio di Monselice.Avendo partecipato a riunioni e interventi organizzati dal
comitato popolare" lasciateci respirare", cui ho fornito collaborazione (gratuita),
desiderei proporre serenamente qualche considerazione basata su quanto ho potuto personalmente
appurare.
Francesco Miazzi e il comitato "lasciateci respirare" non hanno mai avuto intenzione di agire in

modo strumentale contro Italcementi, altre cementerie della zona o altre attivit industriali.
Al contrario hanno sempre segnalato in modo trasparente e critico, se
necessario,
quelle
attivit
che,
per
fatti
sistematici
o
accidentali,
possono
mettere
a
repentaglio
la
salute
della
gente.
L'attivit
del
comitato
in
realt

andata
a
riempire
un
buco
d'informazione
che
l'amministrazione
locale
ha
sempre
lasciato
stranamente
aperto.
La
raccolta
delle
informazioni
(prevalentemente
dati
ARPAV)
e
la
loro
diffusione
sono
state
fatte
nell'interesse
primario
della
popolazione
che
ha il diritto di conoscere i problemi ambientali che subisce. Lo stimolo a
meglio
comportarsi
e
anche
nell'interesse
delle
aziende
che,
se
non
provocano
danni
inaccettabili
nell'area
nella
quale
operano,
sono
destinate
ad essere ben accolte e a garantire un futuro a se stesse ed ai propri
lavoratori.
Nessuno dei partecipanti al suddetto comitato , infatti, tanto sprovveduto
da
non
riconoscere
che
le
attivit
industriali
sono
un
elemento
fondamentale
di
benessere
e
di
tranquillit
sociale,
specialmente
in
un'area come quella della bassa padovana, storicamente considerata depressa.
Per quanto attiene poi al caso in oggetto e cio le trasmissioni televisive
e
gli
articoli
sui
giornali
che
avrebbero
gettato
discredito
sull'immagine
di
Italcementi,
si
vuole
sottolineare
che
l'inchiesta
sulle
morti
sospette
stata aperta dalla magistratura e, proprio perch non stata archiviata,
significa che ci sono degli elementi di poca chiarezza che dovranno essere
quantomeno indagati.
Attaccare
e
minacciare
di
azioni
legali
dall'alto
della
propria
potenza
economica
di
multinazionale
chi
vuole
semplicemente
chiarezza,
come
il
figlio di un dipendente di Italcementi morto di tumore, una pesante
intimidazione che tutti comprendono.
La strategia del "colpiscine uno e ne farai scappare mille" da sempre
stata usata dai potenti perch risulta molto efficace ma non fa certo onore
a chi la pratica.
Leandro Bellico 23-03-07 Monselice
IL MATTINO DI PADOVA 21-03-07,
Alcuni di loro nel frattempo sono
Inchiesta sulle malattie respiratorie di 10 operai

deceduti:

tutti

lavoravano

all'Italcementi

Cristina Genesin
MONSELICE.
Una
decina
di
ex
lavoratori
dell'Italcementi
di
Monselice
affetti
da
patologie
respiratorie
tanto
da
verdersi
riconosciuta
dall'Inail
una malattia professionale: sul caso il pm padovano Emma Ferrero ha aperto
un'inchiesta.
Per
ora
si
tratta
di
un
fascicolo
atti
relativi,
senza
indagati. Ma per gli inquirenti anche il decesso
di alcuni tra quegli
stessi
operai
resta
tutto
da
chiarire.
Almeno
per
quanto
attiene
al
rapporto
di
causa-effetto:
dove
per
causa
s'intende
l'esposizione
alle
polveri
di
cemento
e
per
effetto
la
morte.
L'Italcementi
nasce
nella
seconda
met
degli
anni
'50
dall'iniziativa
di
Carlo
Pesenti.
Alla
fine
degli
anni
'80
inizia
il
processo
di
internazionalizzazione:
ora
l'azienda
parte di una multinazionale che conta cementifici dal Kazakistan al Nord

America. Negli anni a cavallo tra i '60 e i primi dell' 80 un centinaio


erano
gli
operai
distribuiti
nei
vari
reparti:
il
deposito
di
materie
prime,
il
settore
miscelazione
e
macinazione,
quello
per
la
cottura
e
formazione
del
clinker,
l'additivazione,
il
reparto
insacco
del
prodotto
finito e infine l'area spedizione. Ed proprio nel reparto insacco che si
sarebbero verificate le pi gravi forme di esposizione alle polveri: resta
da capire se siano state rispettate le norme in materia di sicurezza e di
igiene sul lavoro in vigore fin dal 1955. Ma, di fatto, di polveri di
cemento
ce
n'erano
ovunque
in
quella
fabbrica
altamente
insalubre:
all'interno dello stabilimento e fuori, come da anni denuncia il Comitato
Lasciateci
respirare.
Nel
'98
abbiamo
inviato
in
procura
un
esposto
segnalando
una
cinquantina
di
morti
sospette
di
ex
lavoratori
all'Italcementi
(e
in
un'altra
cementeria)
per
vari
tipi
di
patologie
tumorali. Non successo nulla - spiega Francesco Miazzi del Comitato - Nel
2002 abbiamo inviato un aggiornamento con una decina di nominativi in pi.
E non successo nulla. Ora ne sto preparando un altro: siamo ad un totale
di 70 casi che meriterebbero un approfondimento. Per Miazzi il problema
non
riguarda
solo
l'azienda,
ma
l'intero
territorio:
Da
anni
sollecitiamo
un'indagine
epidemiologica:
nell'area
dei
cementifici
di
Este
e
Monselice
sono prodotti in un anno 160 tonnellate di Pm10 contro le 150 di
Padova-citt - insiste - Inoltre la situazione si aggravata con l'impiego
dei rifiuti come additivi nella preparazione del cemento. In procura la
polizia giudiziaria ha gi cominciato a sentire alcuni testimoni in veste
di persone informate sui fatti. Tra loro il segretario provinciale della
Cgil, Ilario Simonaggio: Ho consegnato all'ispettore Negrisolo una corposa
documentazione che riguarda INDAGINI ambientali della medicina del Lavoro e
accordi
aziendali
racconta
Dalla
Cgil
era
gi
stata
trasmessa
un'indagine
epidemiologica
dell'Usl
17
che
dava
da
pensare
per
quanto
riguarda le morti da neoplasie maligne nel territorio: un numero maggiore
della media.
IL GAZZETTINO Mercoled, 21 Marzo 2007
MONSELICE. All'Italcementi
Un'inchiesta sulla morte di alcuni lavoratori
Padova
Sono una decina i nomi degli ex lavoratori della Italcementi sui quali sta
indagando
la
Procura
della
Repubblica.
Il
fascicolo

stato
aperto
dal
pubblico ministero Emma Ferrero sulla base di un esposto presentato da
Francesco
Miazzi
, noto
ambientalista,
che
da
tanti
anni
conduce
una
campagna
contro
le
presunte
malattie
professionali
dei
lavoratori
Italcementi.
Abbiamo
i
nominativi
di
lavoratori
dell'Italcementi
morti
per
tumori o altre gravi malattie alle soglie della pensione o negli anni
immediatamente successivi: un dato allarmante, che impone una verifica
scrupolosa,
attenta
ed
approfondita
sull'esistenza
di
un
eventuale
nesso
tra le cause di morte ed il tipo di lavorazioni che vengono eseguite nei
cementifici,
denunciava
Francesco
Miazzi
a
nome
dell'Associazione
Difesa
Lavoratori esattamente dieci anni fa. Perch questa non la prima denuncia
che Miazzi presenta alla Procura.

Il pubblico ministero Ferrero ha gi avviato tutta una serie di INDAGINI ,


che
sono
state
affidate
agli
investigatori
delle
Squadre
di
polizia
giudiziaria
della
Procura.
Ci
sar
un'istruttoria
per
ogni
caso.
Verranno
affidati pure degli accertamenti medico-legali.
L'esposto di Miazzi si basa sul sospetto di una correlazione tra i decessi
e le condizioni di lavoro del cementificio. A suo tempo il Settore igiene
pubblica
dell'Usl
17
aveva
chiesto
all'Associazione
Difesa
Lavoratori
i
dati relativi ai presunti decessi sospetti. a dir poco singolare che lo
Spisal dell'Usl, deputato alla prevenzione, venga a chiedere a noi i dati
relativi a tutta la vicenda: abbiamo un elenco di nomi, ora bisogner
risalire alle cartelle
cliniche per appurare le
cause
esatte dei
decessi,
aveva commentato a suo tempo Miazzi
Nata nel 1864 e costituita nel 1865 con la denominazione di Societ
Bergamasca per la Fabbricazione del Cemento e della Calce Idraulica, dal
1925 presente sul mercato azionario con la quotazione alla BORSA di
Milano e dal 1927 svolge le proprie attivit con il nome Italcementi.
L'espansione
delle
attivit
e
il
processo
di
internazionalizzazione
dei
mercati
ha
ricevuto
da
allora
un
forte
impulso
mantenendo
concentrato
l'interesse
sul
mercato
delle
costruzioni
e
cercando
una
integrazione
verticale
dal
cemento,
al
calcestruzzo
preconfezionato,
ai
materiali
da
costruzione e ai componenti aggiuntivi. In quest'ottica, nel 1997 stata
perfezionata
l'acquisizione
di
Calcestruzzi
spa
il
primo
preconfezionatore
italiano.
Nel
1997,
a
testimonianza
della
presenza
e
della
crescita
di
Italcementi a livello internazionale stata fondata Italcementi Group che
raggruppa
sotto
un'unica
identit
corporate
tutte
le
societ
internazionali.
IL MATTINO DI PADOVA 22-03-2007
Il figlio di un ex operaio ucciso da un tumore:
sono licenziato

Ho ascoltato mio padre, mi

Numerose morti sospette attendono un perch


Il

comitato

Lasciateci

Respirare:

L'aria

in

cementeria

peggiora

sempre

di

pi

di Carlo Bellotto MONSELICE. Cercati un altro posto di lavoro che l


all'Italcementi ti fanno morire, come sta succedendo a me. Parole che
fanno accapponare la pelle. Stefano Rando le ha scolpite nella sua memoria.
Sono una sorta di ultima volont di suo padre Paolo, una raccomandazione
espressa sul letto di morte. Il pap di Stefano morto per un tumore al
cervello, che lo colp a soli 59 anni di et. Rando padre era andato in
pensione da due anni. Non se l' goduta. Anche se era una pensione meritata
dopo aver lavorato per 38 anni dentro all'Italcementi di Monselice. Gli
ultimi tre anni per conto di una ditta che aveva un appalto nello
stabilimento. Paolo insaccava cemento e suo figlio Stefano lo affiancava.
Dopo le parole del padre, Stefano rimasto in cementeria per un altro anno
e mezzo. Poi ha ascoltato il genitore e ha mollato. Patologie in aumento.
Dagli
studi
che
abbiamo
fatto
dal
1978
ai
giorni
nostri
sono
una
cinquantina
le
morti
sospette
di
ex
lavoratori
della
cementeria
dice
Stefano, ora impegnato nel comitato Lasciateci Respirare -. Persone colpite
da tumori al
fegato,
al
pancreas,
alla gola. Da
quando sono
entrate

sostanze come gesso chimico e ceneri, le patologie sono aumentate. E non


per pura fatalit. La media delle persone decedute di 57 anni, tutti
morti vicini alla pensione. Stiamo cercando dei dati, dei riscontri anche
sui
lavoratori
di
aziende
che
hanno
lavorato
in
cementeria
con
degli
appalti decennali, abbiamo saputo che ci sono morti strane pure tra di
loro.
Oggi,
all'indomani
dell'apertura
dell'inchiesta
sulle
malattie
respiratorie di dieci operai, queste parole hanno un peso ancora diverso.
Altri
dati
preoccupanti.
Francesco
Miazzi,
leader
del
Comitato
Lasciateci
Respirare,
conosce
le
problematiche
dei
cementifici
come
pochi,
snocciola
dati e storie che lasciano basiti. Ci sono storie di morti che fanno
piangere - racconta -. Parecchi operai sono mancati a 53, 54 anni, dopo
breve malattia. Due ex lavoratori sono morti di recente, uno stillicidio.
Sui lavoratori dei cementifici si ricercava sempre la patologia legata alle
vie
respiratorie,
ma
negli
stabilimenti
ci
sono
dei
macchinari
che
producono
dei
forti
campi
elettromagnetici
che
colpiscono
diversi
organi.
Quindi si pu morire per varie cause. Si usano rifiuti come additivi. I
rilievi
dell'Arpav
hanno
evidenziato
rilevamenti
doppi
a
quanto
consentito
dalla
legge.
Ribadisco:
servono
delle INDAGINI epidemiologiche
sulle
50.000
persone che vivono tra Este, Monselice e i paesi contermini che si trovano
nell'area
dei
tre
cementifici
della
zona,
l'Italcementi,
Radici
e
Cementizillo.
Chiediamo
inutilmente
da
anni
di
conoscere
il
quantitativo
generale di diossina che esce dai camini delle tre cementerie. Non si mai
fatta una analisi in tal senso. Perch?. La posizione dei sindacati. Oggi
verr emesso un comunicato unitario della Cgil e della Cisl sull'indagine
della procura di Padova. Non un segreto che i sindacati abbiano collaborato con i magistrati
fornendo dati. Ora non resta che attendere le conclusioni dell'inchiesta. I sindacati pretendono una
ricerca epidemiologica, i cittadini a loro dire vanno informati. Anche se finora sul tema di malattie e
morti in relazione al cemento non hanno mai alimentato allarmismi di sorta.

IL GAZZETTINO Gioved, 22 Marzo 2007 MONSELICE


Cementerie:
proposto
un
monitoraggio
completo
sulla
salute
Monselice
(O.M.) La magistratura sta alzando il coperchio sui danni provocati dalle
cementerie. Il mio auspicio quello che si faccia piena luce su almeno una
cinquantina
di
lavoratori
delle
cementiere
morti
precocemente.
Uno
di
questi mio padre, Paolo, che prestava la propria attivit al reparto
dell'insacco all'Italcementi. morto a 59 anni.
Sono le parole di Stefano Rando. Per evitare la fine toccata al padre ha
lasciato
l'azienda
cementiera
dove
ha
lavorato
9
anni
e
iniziato
una
personale
battaglia,
andando
ad
accertare
le
morti
che
potrebbero
essere
connesse con l'attivit cementiera. Se la magistratura aprir un processo
contro le aziende che producono cemento della zona - afferma - mi
costituir come parte civile.
Invito chiunque che abbia
dei
sospetti
su
genitori
o
parenti
a
contattarmi,
o
a
rivolgersi
all'associazione
Lasciateci Respirare.
Il
leader
dell'associazione
Francesco
Miazzi
,
sottoscrittore
dell'esposto
dal
quale

partita
l'indagine
della
magistratura
afferma,
lancia
ora
la
proposta di un monitoraggio per la tutela della salute di chi vive a
Monselice
e
nell'area
delle
cementerie.
L'intervento
deve
essere

realizzato da Usl, Arpav, amministrazione comunale e provinciale - afferma


- Consiste in una serie approfondita di visite mediche, INDAGINI sanitarie
e
controllo
del
terreno
dove
si
depositano
le
sostante
fuoriuscite
dai
camini.
IL GAZZETTINO Venerd, 23 Marzo 2007
MONSELICE/ESTE. LINCHIESTA DEL MAGISTRATO HA RIACCESO LA POLEMICA
Indagine epidemiologica attesa da anni
Verdi sul tema delle cementerie. Ascierto (An): Emissioni nellaria ben sotto i limiti
Monselice
(O.M.) L'apertura dell'indagine della magistratura sulle morti di alcuni dipendenti dell'Italcementi
di Monselice ha riaperto lo scontro politico. Nel turbinio di dati, citazioni di norme e richieste
d'interventi per la tutela della salute pubblica, giunge ora, l'intervento dell'onorevole Filippo
Ascierto di An. Le sue dichiarazioni tendono a demolire le tesi che da anni ambientalisti e i gruppi
di sinistra portano avanti nell'area dove sorgono le tre cementerie: Italcementi e Cementeria di
Monselice, meglio conosciuta come "Radici", e Zillo di Este.
Se i rappresentanti della sinistra conoscessero bene le leggi ambientali che regolano l'attivit delle
cementerie - afferma Ascierto - si accorgerebbero che tali aziende sono obbligate ogni giorno a
monitorare le emissioni in atmosfera di gas e polveri. Si accorgerebbero che nei dati resi pubblici
sui loro siti e su quello del Comune di Monselice, i parametri sono al di sotto dei 2/3 di quanto
previsto dalla legge.
Tanta ostilit nei confronti delle aziende cementiere consente al parlamentare di supporre che:
L'azione di smantellare le tre cementerie non forse finalizzata ad agevolare la concorrenza
straniera. In Croazia, si produce cemento a costi pi bassi e senza controlli sul materiale utilizzato.
Ci non avviene nelle nostre cementerie.
Sul
fronte
opposto
il
consigliere
regionale
Gianfranco
Bettin
e
quello
provinciale
Paolo
De
Marchi,
entrambi
dei
verdi,
replicano;
Il
ricorso,
negli
ultimi
anni,
da
parte
dei
cementifici
all'utilizzo
dei
rifiuti
ha
aggravato
la
situazione
ed
evidenziato
livelli
di
emissioni
pericolose.

necessario
l'avvio
di
un'estesa
e
approfondita
indagine
epidemiologica
sulla
popolazione
dell'area
dove
ci sono le tre aziende che producono cemento. Si tratta di un' urgenza
disattesa
da
anni.
Nei
consigli
regionale
e
provinciale
da
almeno
un
biennio
presentiamo
emendamenti
che
chiedono
lo
stanziamento
di
fondi
per
avviare,
attraverso
l'Usl
17,
una
indagine
epidemiologica
della
popolazione
residente
nell'area
dei
cementifici.
Richieste
che
vengono
regolarmente
bocciate
dalla
maggioranza.
Quasi
si
trattasse
di
uno
sfizio inutile e dispendioso di alcuni ambientalisti. Uno strumento non necessario e, in fondo,
rischioso in quanto potrebbe provocare allarmismo.
I due rappresentanti dei Verdi proseguono: Invitiamo pertanto la giunta regionale e quella
provinciale a intervenire stanziando un fondo per l'avvio di iniziative per un pi rigoroso controllo
delle emissioni in aria, nonch dei terreni circostanti le cementerie, dove si depositano le particelle
di materiale inquinante espulso dai loro camini.

IL MATTINO DI PADOVA 23-03-07,


INQUINAMENTO & CEMENTERIE
Gli ambientalisti: Serve unindagine epidemiologica
MONSELICE. Invitiamo le cementerie ad INVESTIRE una quota ogni anno per
la
salute
dei
cittadini.
Per
lasciamo
in
pace
la
produzione
e
i
lavoratori. E una volta tanto sentiamo anche i sindacati che almeno questa
lhanno azzeccata. Sono parole dellonorevole Filippo Ascierto di Alleanza
Nazionale
che
interviene
sullindagine
aperta
dalla
magistratura
su
presunte
gravi
malattie
respiratorie
alcuni
lavoratori
delle
cementerie.
Il
problema
sollevato
da
una
parte
della
sinistra
sembra
frutto
di
preconcetti
ideologici
pi
che
su
preoccupazioni
reali
sulla
salute
dei
cittadini.
E
per
questo
che
An
traccia
una
linea
politica.
Ascierto.
Innanzitutto
dice
il
deputato
bisogna
dire
che
se
la
sinistra
conoscesse
bene
le
leggi
ambientali
che
regolano
lattivit
delle
cementerie si accorgerebbe che le stesse sono obbligate ogni
giorno a
monitorare
le
emissioni
in
atmosfera
dei
gas
e
delle
polveri
e
si
accorgerebbero anche che i dati resi pubblici sui loro siti, e su quello
del Comune di Monselice, sono quasi al di sotto di due terzi rispetto al
tetto
previsto
dalla
legge.
Quindi
perch
combattere
queste
attivit
imprenditoriali?
Per
agevolare
forse
la
concorrenza
straniera.
Come
ad
esempio quella croata, che produce a costi pi bassi e senza osservare
tutti
i
limiti
che,
giustamente,
lItalia
impone?
Dove
ricollocheremo
le
centinaia
di
lavoratori
delle
cementerie
se
costringessimo
tali
aziende
a
chiudere? An vuole difendere lavoratori e imprese insieme e pensare anche a
migliorare
le
condizioni
di
salute
dei
cittadini
attraverso
la
tutela
dellambiente. Bettin e De Marchi. Lavvio di una estesa e approfondita
indagine epidemiologica della popolazione esposta da anni una urgenza
disattesa - sostengono Gianfranco Bettin e Paolo De Marchi dei Verdi -. Va
conosciuto il grado di rischio effettivo che corrono le popolazioni di quel
territorio.
Il
ricorso,
negli
ultimi
anni,
da
parte
dei
cementifici
allutilizzo
dei
rifiuti
ha
aggravato
la
situazione
ed
evidenziato
livelli
di emissioni pericolose. Per questi motivi sia in consiglio regionale che
in
quello
provinciale
da
almeno
due
anni
presentiamo
emendamenti
che
chiedono lo stanziamento di fondi tutto sommato modesti ma sufficienti ad
avviare
unindagine
epidemiologica
della
popolazione
residente
nellarea
dei cementifici della Bassa Padovana. La votazione al Parco Colli. La
minoranza di centrosinistra ha presentato un emendamento votato da tutto il
consiglio
che
impegna
lente
a
partecipare
attivamente
ai
Tavoli
istituiti
da Provincia e Comune di Monselice sui cementifici. Oltre a controllare le
emissioni e a contenerle. I nostri tre cementifici inquinano come una
citt
da
300.000
abitanti
ha
detto
un
rappresentante
del
comitato
Lasciateci
Respirare
e
le
scorie
sono
centinaia
di
tonnellate.
Siamo
preoccupati. Dieci anni fa parlavo dellinquinamento da Pm10 e nessuno
mi credeva - ha ribattuto Alessandro Benassi dellArpav - ora assicuro che
lArpav monitora le emissioni dei cementifici e la situazione non poi
cos grave. La Bassa Padovana presenta valori dei livelli dinquinamento
pari a quelli di molte zone del Nord Italia.

IL MATTINO DI PADOVA 23-03-07,


Miazzi strumentalizza il dolore delle famiglie
MONSELICE.
Abbiamo
letto
con
stupore
gli
articoli
di
questi
giorni
relativi
allesposto
del
comitato
Lasciateci
Respirare
recita
una
nota
dellItalcementi
(nella
foto)
-.
La
notizia
deriva
da
una
denuncia
di
Francesco Miazzi, capo di questo movimento che opera da anni nellarea di
Monselice. Vale la pena ricordare che gi nel 1997 lo stesso Miazzi
denunci
alcune
morti
sospette
legandole
alle
attivit
dei
cementifici
di
Monselice.
Gi
allora
aveva
inserito
nellelenco
persone
decedute
accidentalmente, ad esempio in incidenti stradali! E triste che per avere
visibilit
sui
media
si
strumentalizzi
lemotivit
di
famiglie
colpite,
pi
o
meno
recentemente,
da
gravi
lutti.
Anche
stavolta
le
argomentazioni
addotte
da
Miazzi
denotano
la
consueta
strumentalit,
limbarazzante
non
conoscenza delle tematiche su cui si esprime e, ci nonostante, la volont
- a quanto pare - di costruire artificiosamente uno stato di allarmismo.
LItalcementi di Monselice non ha mai bruciato rifiuti, pneumatici o farine
animali,
la
sorveglianza
sanitaria
e
le INDAGINI ambientali
sono
eseguite
con periodicit ben superiore a quanto richiesto da leggi e norme di
prevenzione.
Siamo
certificati
Iso
14001
e
disponibili
a
qualsiasi
confronto. (c.bel.)

IL GAZZETTINO Venerd, 23 Marzo 2007


LITALCEMENTI Strumentalizzati i lutti delle famiglie
Monselice L'Italcementi si scaglia contro l'esposto del comitato Lasciateci Respirare
e del suo leader Francesco Miazzi , sulla base del quale la magistratura di
Padova ha aperto un'inchiesta.
Gi nel '97 - afferma l'azienda in una nota - Miazzi denunci alcune morti
sospette
legandole
alle
attivit
dei
cementifici
di
Monselice.
Gi
allora
aveva
inserito
nell'elenco
alcune
persone
decedute,
anche
accidentalmente,
ad esempio a causa di incidenti stradali! triste che per avere visibilit
si
strumentalizzi
l'emotivit
di
famiglie
colpite
da
lutti.
Secondo
Italcementi
si
punta
a
costruire
artificiosamente
uno
stato
di
allarmismo. La realt dei fatti completamente diversa: chi lavora in
Italcementi
conosce
bene
l'attenzione
alle
tematiche
dell'ambiente,
della
sicurezza e della salute dei lavoratori. Sorveglianza sanitaria e INDAGINI
ambientali sono eseguite con periodicit superiore a quanto richiesto dalle
leggi.
L'Italcementi
non
ha
mai
bruciato
rifiuti,
pneumatici
o
farine
animali.
Tutte
le
istituzioni
e
i
cittadini
hanno
potuto
apprezzare
l'apertura
della
cementeria
alla
condivisione
delle
informazioni
relative
alle proprie attivit produttive, come ad esempio la pubblicazione sul sito
internet del Comune delle emissioni.

Il
comunicato
chiude
affermando
minacciando
azioni
legali.
Quello
che
colpisce che un impianto che ha sempre rispettato la normativa, che ha la
certificazione
ambientale
Iso14001,
sia
periodicamente
messo
sotto
accusa
da Miazzi . Abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare ogni
opportuna iniziativa per tutelare l'immagine e il buon nome dell'azienda.

AMBIENTE E PET-COKE SI VA VERSO LA RICHIESTA RISARCITORIA

RASSEGNA STAMPA

La Sicilia.it Il Codacons allattacco


Inquinamento ambientale. Presentata una denuncia alla Procura per omicidio colposo 11.03.07
Ha detto no al pet coke schierandosi con gli ambientalisti nel 2002 quando la Raffineria di Gela
rischiava per chiudere perch la magistratura sequestr il pet coke, combatte oggi per luso di un
combustibile diverso dal pet: ma il Codacons, la pi importante associazione italiana a tutela dei
consumatori, ritiene anche che per i danni prodotti alla salute dei cittadini con linsorgenza di
tumori e malformazioni, lunica via oggi percorribile sia quella giudiziaria e della denuncia. E come
aveva annunciato il 18 febbraio, durante la manifestazione anti pet coke organizzata da Raffaele
Lombardo, il Condacons Sicilia ha ora depositato una denuncia alla Procura della Repubblica preso
il tribunale di Gela contro i vertici della Raffineria accusati di omicidio colposo. Questa ipotesi di
imputazione scrive in un comunicato il Codacons - punta a fare chiarezza sui troppi casi di tumori
e malformazioni neonatali che si sono verificati nel territorio interessato dalle esalazioni del
petrolchimico. Il comportamento dei legali rappresentanti e dei soggetti preposti al controllo
degli impianti dovrebbe integrare quanto meno lipotesi delittuosa configurata dagli art. 589 del
codice penale, ovvero lomicidio colposo, o dellarticolo 590 sempre del codice penale, che
contempla il reato di lesione colposa, si legge ancora nella nota diffusa dal Codacons. Il Codacons
chiede inoltre che tra le responsabilit da accertare ci sono i comportamenti e la violazione di tutte
le leggi di salvaguardia ambientale e di tutela dellatmosfera, fra le quali la legge n. 82 del 6.maggio
del 2002 che impone disposizioni urgenti per lindividuazione della disciplina relativa
allutilizzazione del pet coke negli impianti di combustione (nel caso specifico nella centrale
termoelettrica) per ottenere energia. Le gravi malformazioni dei bambini di Gela - ha dichiarato il
segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi - meritano un severo approfondimento e
lunica via da percorrere appare sino a questo momento quella giudiziaria. I fatti, peraltro
ampiamente riportati dalla stampa in varie occasioni dimostrano che tutta la cittadinanza locale ha
subito gravi pregiudizi morali e danni alla salute oltre che, naturalmente, conseguenze economiche
. In caso di avvio di procedimento penale il Codacons ha fatto sapere che si costituir parte civile
per rappresentare i consumatori.

http://www.codacons.it/articolo.asp?id=40302

Industrie: Gela, alternative al Pet coke

Le proposte di Legambiente per rilanciare la raffineria. Lo studio sull'emergenza ambientale e


sanitaria della citt siciliana / PDF: report
DAL MENSILE: Gela malata di MICHELE CITONI Stato d'emergenza per la Stoppani

Le alternative al petcoke della centrale di Gela rappresentano il rilancio della raffineria presentato
da Legambiente lo studio sullemergenza sanitaria e ambientale della citt siciliana con interessanti
proposte. I dati di studi sullemergenza ambientale a Gela, sulla mortalit da tumori e quelli
epidemiologici sullincidenza anomala delle malformazioni nella Citt del Golfo sono disponibili da
anni.
Eppure bastato un approfondimento sul mensile "La Nuova Ecologia" sul numero di ottobre e
lannuncio che la magistratura sta per concludere uninchiesta in cui si mettono in relazione morti e
malformazioni con inquinamento, per sollevare un coperchio che ha polarizzato il dibattito politico
culminato nel consiglio comunale aperto alle personalit politiche e sociali locali e regionali. Si
chiedono risarcimenti per le vittime e per il territorio fortemente compromesso. Ma nessuna forza
politica chiede una soluzione al problema inquinamento. LEni sul banco degli imputati si dice
disponibile a disporre una rete di monitoraggio e rendere accessibili i dati. Inoltre,
rivendica INVESTIMENTI realizzati per la riduzione delle emissioni.
Tale affermazioni stridono con la sentenza di marzo scorso del tribunale di Gela in cui si vede lEni
condannata per svariati reati legati a inosservanza delle prescrizioni sul monitoraggio ambientale e
comportamenti difformi alle norme vigenti sui rifiuti e altro. La commissione Energia e Qualit
dellAria di Legambiente, guidata dal direttore scientifico Fabrizio Nardo, ha completato lo studio
durato quasi due anni sullemergenza sanitaria e ambientale di Gela unico caso in Italia di utilizzo
di pet-coke, nella Centrale termoelettrica (Cte) di servizio alla raffineria.

Nella determinazione delle soluzioni citate, Legambiente ha tenuto in considerazione oltre ai


benefici ambientali e sanitari anche gli aspetti tecnologici ed economici. Infatti, tali soluzioni, se
implementate, migliorerebbero la competitivit tecnologica ed economica della raffineria di Gela,
garantendone un ulteriore sviluppo con positive ricadute occupazionali. Inoltre, le tecniche e
tecnologie necessarie allimplementazione delle soluzioni indicate da Legambiente, sono state
sviluppate dai centri di ricerca dellEni stessa.
Ci aspettiamo afferma Pietro Lorefice presidente di Legambiente Gela che sindacati e politici
si mettano in prima fila nel chiedere con forza una soluzione che insieme tuteli la salute di cittadini
e lavoratori e proietti la citt verso uno sviluppo economico a lungo termine.
12 dicembre 2006

http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/atmosferico/6744.php
http://www.lanuovaecologia.it/documenti/GELA%20Report%20Pet-coke_Versione%20finale.pdf
http://www.lanuovaecologia.it/documenti/gelamalata.pdf
a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine
http://isoladellefemminepulita.blogspot.it/2011/09/la-magistratura-del-lavoro-mette-sotto_30.html