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UNIVERSIT CA FOSCARI DI VENEZIA

MASTER ITALS IN DIDATTICA


DELLA LINGUA E CULTURA ITALIANA A STRANIERI
INDIRIZZO: DIDATTICO
VIII CICLO

TESI

Didattica della grammatica.


Larticolo nell insegnamento
dellitaliano LS a discenti di
madrelingua russa: un esempio
pratico.

Tutor: MARIA EMILIA PANDOLFI

Candidata:

Anno

Accademico

SARA SCAPIN

2006/2007

INDICE

RINGRAZIAMENTI ..5
INTRODUZIONE..................................6
PARTE TEORICA8
1. Ruolo della grammatica nellinsegnamento/apprendimento
di una LS...........9
2. Larticolo nellinsegnamento dellitaliano LS a discenti di
madrelingua russa...........12
2.1 Referenza del SN in italiano e in russo: alcune considerazioni...........13
2.2 Alcune riflessioni sugli errori commessi dai discenti di madrelingua russa in
merito allarticolo.18

PARTE OPERATIVA...24
3.

Proposte didattiche.25

3.1 UdA: Lautostop...........25


3.2 UdA: Che coshai?...........................................................................................32
3.3 UdA: Sei stato?............................................................................................36
3.4 UdA: Mia madre? La mia mamma!.................................................................40

CONCLUSIONI...........44
BIBLIOGRAFIA..47
APPENDICI ...49

A Bianca, unallieva davvero speciale,


e ai miei allievi dellIIC di Mosca

No man can reveal to you aught but


that which already lies half asleep
in the dawning of your knowledge
(Nessuno pu insegnarvi se non ci
che in dormiveglia gi giace
nellalbore della vostra conoscenza)
Kahlil Gibran

RINGRAZIAMENTI

Il presente lavoro sarebbe stato impossibile senza laiuto, il sostegno e la pazienza


della tutor Mara Emilia Pandolfi, alla quale va non solo la mia gratitudine ma
anche una sincera attestazione di stima. Un ringraziamento particolare ad Anna
Khanova

per la consulenza nelle parti in russo. Vorrei ringraziare inoltre

Giannino e Marina Scapin per avermi consentito materialmente di prendere parte


al Master ITALS. Raffaella Bovo e Luciano Volpato sono stati indispensabili
nellaiutarmi a spedire, mentre mi trovavo a Mosca, tutti i documenti necessari
per partecipare al Master. Un grazie sentito agli allievi dellIIC di Mosca ai quali
ho avuto il piacere di far conoscere la lingua italiana e dai quali ho avuto forse di
pi di quanto abbia dato. Grazie anche a Elisa, Mara ed Edgardo C. per
lincoraggiamento. A Giorgio Carpenedo un ringraziamento speciale per aver
sempre creduto in me e per avermi supportata e confortata con straordinario
amore e infinita pazienza.

INTRODUZIONE

Non forse possibile comunicare adeguatamente senza una vera correttezza


grammaticale? si interroga ironicamente Titone (1992: 45), centrando in pieno il
nocciolo di una questione dibattuta da secoli tra quanti sostengono che la
conoscenza della grammatica di una LS 1 sia condicio sine qua non per
comunicare in quella LS e quanti, al contrario, ritengono che la comunicazione in
una LS prescinda dalla conoscenza e dalla corretta applicazione delle regole
formali che governano il funzionamento di quella LS. In realt, quella insinuata
tra grammatica e comunicazione sarebbe per Titone una falsa dicotomia (1992:
45): se lobiettivo dellinsegnamento/ apprendimento di una LS il
raggiungimento da parte del discente della competenza comunicativa, appare
chiaro che la grammatica non possa essere esclusa in quanto rappresenta una delle
conoscenze (non certamente la sola) che concorrono a formare tale competenza.
Superato quindi il dilemma grammatica s/ grammatica no e approdati al non
pi rassicurante grammatica come?, si voluto con il presente lavoro portare un
esempio pratico di insegnamento grammaticale in prospettiva pedagogica.
Dopo aver brevemente inquadrato il ruolo della grammatica nei diversi approcci e
metodologie glottodidattiche, si passer ad alcune considerazioni di carattere
contrastivo relative alla referenza del nome in italiano e in russo, cui seguir
lanalisi di alcuni errori commessi dai discenti di madrelingua russa in seno agli
articoli in italiano; nella seconda parte, quella pratica, verranno formulate alcune
proposte didattiche, centrate su tale oggetto.
Perch proprio larticolo e perch apprendenti di madrelingua russa? Le risposte
vanno ricercate nel contesto in cui chi scrive si trovato a operare, ovvero
linsegnamento dellitaliano LS a Mosca con discenti che seguivano un corso di
lingua promosso dal locale IIC. I problemi che sono emersi durante il corso hanno
portato alla necessit di provare a dare risposte concrete (sotto forma di proposte
1

Con LS si fa riferimento a lingua straniera, mentre con L1 si fa riferimento a lingua madre.

didattiche) a domande altrettanto concrete poste dagli apprendenti. Inoltre, la


categoria degli articoli costituisce per gli apprendenti di madrelingua russa un,
seppur piccolo, problema: anche tra coloro che hanno raggiunto un buon livello di
competenza comunicativa in italiano, articoli, preposizioni articolate e altri
determinanti rimangono, citando le parole di uno studente, un incubo. In questa
sede si vorrebbe tentare, senza avere la presunzione di riuscirci, di rendere il
sonno linguistico di tali discenti sgombro da incubi grammaticali.

PARTE TEORICA

1. Ruolo della grammatica nellinsegnamento/apprendimento di una


LS

Che ruolo spetta alla grammatica nellambito dellinsegnamento/apprendimento di


una lingua straniera (LS)? Nei vari approcci e metodi che si sono succeduti nel
corso dei secoli, stata ora protagonista unica e incontrastata (v. approccio
formalistico), ora semplice comparsa se non addirittura assente giustificata (v.
metodi scaturiti dallapproccio strutturalista). Con lintroduzione del concetto di
competenza comunicativa (Hymes, 1971), in base al quale obiettivo
dellinsegnamento linguistico il raggiungimento della capacit di usare le
diverse competenze (linguistica, paralinguistica, extralinguistica e socio-culturale)
che sottostanno allabilit di padroneggiare una lingua, la grammatica stata
ridimensionata,

diventando

una

delle

componenti

dellinsegnamento/apprendimento linguistico. Nei metodi derivati dallapproccio


comunicativo, che hanno contribuito a dare una visione dinamica della lingua,
intesa come comunicazione e non pi come sapere a parte, fine a s stesso, e che
hanno posto al centro del processo dapprendimento il discente e i suoi bisogni,
non loggetto dellinsegnamento, la grammatica viene vista in relazione alle
situazioni comunicative (metodo situazionale) oppure agli atti comunicativi
(metodo nozionale-funzionale). Persino nellambito degli approcci di tipo
umanistico-affettivo, nei quali la grammatica stata in genere lasciata in disparte
essendo lattenzione tutta volta a facilitare il processo di apprendimento del
discente, si levata una voce a rivalutare la grammatica. Krashen, padre insieme a
Terrell del Natural Approach, uno dei metodi glottodidattici umanistico-affettivi,
nel distinguere tra apprendimento, ossia la conoscenza consapevole delle regole
che governano il funzionamento di una lingua, e acquisizione, ovvero la
conoscenza subconscia delle stesse, ha identificato la grammatica con il primo e le
ha attribuito il ruolo di monitor, ovvero di controllo delluso consapevole delle
regole.

Con gli approcci didattici sviluppatisi negli anni Settanta, il dibattito di lunga data
sullimportanza da attribuire alla grammatica giunto a una svolta: glottodidatti,
linguisti e studiosi di discipline informanti la didattica delle lingue straniere non
sono pi impegnati a chiedersi se includere o meno la grammatica nei sillabi
linguistici, bens nel contrapporre un insegnamento/apprendimento grammaticale
esplicito a uno implicito 2 . Come conviene Rutherford, non si tratta quindi di
stabilire se impartire o meno allapprendente una conoscenza del sistema
linguistico, quanto piuttosto in che modo farlo 3 .
Titone suggerisce un approccio di tipo funzionale-comunicativo orientato verso
lo sviluppo della capacit di esprimersi e comunicare in una variet di situazioni
sociali (1992: 52) e cita come modello il metodo nozionale-funzionale elaborato
da un gruppo di esperti del Consiglio dEuropa, nel quale le nozioni grammaticali
vengono presentate solo ed esclusivamente in relazione agli atti comunicativi che
esse realizzano; laccento posto sulla competenza pragmalinguistica, che per
solo una componente della competenza comunicativa. Da non trascurarsi, invece,
anche quella che Balboni (1994: 46) definisce metacompetenza, ossia la
consapevolezza delluso linguistico come la chiama Titone, secondo il quale
una grammatica funzionale anche quando mira a rendere coscienti le regole che
fanno parte del senso linguistico (1992: 36), laddove per senso linguistico egli
intende il possesso intuitivo delle fondamentali regole operative di una lingua.
Naturalmente, tale processo di consapevolizzazione delluso linguistico ha senso
solo a un livello intermedio o avanzato di conoscenza della lingua; nei primi stadi
dellapprendimento unapprofondita riflessione sulla lingua rischia di essere
inutile, in quanto non tiene conto del naturale processo di apprendimento
linguistico, in base al quale la grammatica [] viene gradualmente assimilata
attraverso limitazione e linduzione, e successivamente viene applicata
deduttivamente nellatto concreto di linguaggio (Titone, 1992: 63). La presa di
coscienza delle caratteristiche della LS da parte del discente stata da pi parti
2

P. Giunchi ha efficacemente sintetizzato i termini del dibattito polarizzandoli nel binomio


grammatica esplicita/ grammatica implicita (P. Giunchi, Grammatica esplicita e grammatica
implicita, Bologna, Zanichelli, 1990)
3
W. Rutherford, Aspects of Pedagogical Grammar, 1980, in Giunchi, op. cit., p. 76

10

riconosciuta molto preziosa perch (Giunchi, 1990: 14-15) pur non agendo
esplicitamente sulle capacit duso della lingua, [essa] influisce in senso positivo
sulla disposizione ad apprendere in generale, che a sua volta, ha una ricaduta
positiva sulle stesse capacit.
Nel succedersi di approcci e metodologie didattiche si anche giunti alla
consapevolezza che non esiste una ricetta appropriata per linsegnamento/
apprendimento di una LS, tanto meno per quanto concerne linsegnamento
grammaticale: lunica soluzione pare essere leclettismo, ovvero la coniugazione
di diversi approcci, nei quali si proceda ora per induzione ora per deduzione, nel
rispetto dei processi cognitivi che presiedono allapprendimento linguistico. Non
solo: quello che il concetto di competenza comunicativa ha finalmente reso
ineludibile la centralit del discente e dei suoi bisogni. Pertanto, qualsiasi sia il
metodo prescelto, esso dovr tener conto primariamente degli apprendenti e delle
variabili che li contraddistinguono (et, L1, scopi, livello di competenza
linguistica, etc.). Una valida risposta in questo senso rappresentata dalla
grammatica pedagogica (Noblitt, 1972), che appunto per sua natura eclettica,
come la definisce Giunchi (1990: 13), che aggiunge:

Inoltre, essa si pone come traguardo ottimale di attivare e arricchire


progressivamente la capacit duso della lingua da parte di chi apprende. La
prerogativa essenziale della grammatica pedagogica infatti proprio quella di
assumere il punto di vista del parlante non nativo, adeguandosi progressivamente
alle varie fasi della sua interlingua o grammatica interna.

Volgendo in particolare lattenzione allinsegnamento grammaticale, Benucci


(1994: 50) ricorda che secondo unimpostazione pedagogica non si insegna tutto
ma solo quello che utile, per cui:

Oggetto dellinsegnamento saranno sia la correttezza formale [], sia la fluenza, la


comprensibilit, la comunicativit e la capacit di fare scelte allinterno del sistema.
Si deve perci superare il concetto di regola come veniva concepito quando la lingua
scritta era ritenuta la forma perfetta, di cui appunto studiare il funzionamento.

11

2. Larticolo nellinsegnamento dellitaliano LS a discenti di


madrelingua russa
Film di spionaggio ambientati nel periodo della Guerra Fredda, interviste
televisive a cittadini di nazionalit russa per fatti di cronaca, macchiette comiche
del russo medio in spettacoli dintrattenimento, hanno contribuito a sviluppare
nellimmaginario di molti italiani lo stereotipo del russo che parla italiano con
inflessione marcatamente russa e senza limpiego degli articoli. Al di l dello
stereotipo, frasi come *vengo da Russia, *sono andata in circo, *mi piace
pizza esemplificano una caratteristica tipica del comportamento linguistico di
molti parlanti di madrelingua russa alle prese con litaliano, ossia il mancato o
linesatto uso dellarticolo. Tale caratteristica potrebbe ascriversi allinterferenza
della L1 dei discenti, nella quale larticolo non presente. Si noti che, mentre a
livelli iniziali del processo di apprendimento dellitaliano a ricorrere nelle
produzioni dei discenti russi lomissione dellarticolo, a livelli intermedi e
avanzati invece il suo uso scorretto, il che farebbe presumere che a una prima
fase di interferenza linguistica dovuta al transfert negativo di caratteristiche della
L1 nella LS (in russo larticolo non c e quindi il discente fatica ad applicarlo in
italiano), segua una sorta di interferenza metalinguistica, frutto di uninadeguata
riflessione grammaticale (il discente sa che in italiano il SN 4 va in qualche modo
determinato, ma non sempre in grado di determinarlo correttamente; cfr. 2.2).
Per meglio comprendere i fattori che possono trarre in errore i discenti di
madrelingua russa, seguiranno alcune considerazioni di carattere contrastivo sulla
referenza del SN in italiano e in russo. Infine, verranno analizzati alcuni errori
commessi dai discenti russi.

Con SN ci si riferisce al sintagma nominale.

12

2.1 Referenza del SN in italiano e in russo: alcune considerazioni

In italiano, la referenza del SN affidata ai determinanti, ossia agli articoli, agli


aggettivi/ pronomi dimostrativi, ai quantificatori e ad alcuni pronomi atoni quali
ne, lo, ci.
Larticolo attribuisce carattere di determinatezza o indeterminatezza al nome, il
principale costituente del SN, e sempre lo precede (eccetto i casi di omissione
dellarticolo), come in (1) e (2):

(1) Il gatto sta miagolando.


(2) Un gatto sta miagolando.

La determinatezza o meno del SN dipende dalla conoscenza che parlante e


ascoltatore hanno dei referenti del SN al momento dellenunciazione; in (1),
pertanto, luso dellarticolo determinativo presuppone che il referente sia noto sia
al parlante sia allascoltatore; in (2), invece, larticolo indeterminativo indica che
il referente non noto n al parlante n allascoltatore (oppure potrebbe esserlo al
parlante ma non allascoltatore) 5 . Quindi, come osserva Serianni (2006: 161-162),
la differenza nelluso dei due tipi di articolo non consiste propriamente nel fatto
che [larticolo determinativo] designa un nome in modo specifico e individuale e
[larticolo indeterminativo] in modo generico ma piuttosto nellopposizione
noto/ nuovo oltre che nellopposizione classe/ membro.
In russo la categoria grammaticale dellarticolo del tutto assente, per cui la
referenza del SN non sempre chiara, come dimostra la duplice interpretazione
della frase seguente:

Cfr. la distinzione tra SN determinato, SN indeterminato specifico e SN indeterminato nonspecifico in L. Renzi, ed., Grande grammatica italiana di consultazione, Bologna, Il Mulino,
1991, vol. I, pp. 363-367. In particolare, la differenza tra i due tipi di SN indeterminati
consisterebbe nel fatto che nellindeterminato specifico il referente noto al parlante ma non
allascoltatore, mentre nellindeterminato non-specifico esso sarebbe ignoto a entrambi.

13

(3) Ja uvidela kota.


a. Ho visto un gatto.
b. Ho visto il gatto.

Tuttavia, a volte possibile ricorrere ad altri mezzi per stabilire la determinatezza


o lindeterminatezza del SN in russo, soprattutto quando esso funge da soggetto.
A distinguere in russo (1) e (2), ad esempio, sarebbe la diversa posizione del
soggetto nei confronti del verbo: Fici Giusti (1991: 113) fa notare che se il
soggetto prima del verbo, corrisponde di solito, a un nome determinato, se
dopo il verbo, a un nome indeterminato. Cfr. (4) e (5):

(4) Kot mjaukaet.


Il gatto sta miagolando. (lett. Gatto sta miagolando)
(5) Mjaukaet kot.
Un gatto sta miagolando. (lett. Sta miagolando gatto)

La posizione del SN in russo fondamentale, quindi, anche per stabilire la


relazione Tema/ Rema, esplicitata in italiano dagli articoli. Come osserva Fici
Giusti (1991: 123):

Il SN che nella frase occupa il primo posto ha dunque anche le propriet di Tema
[] Se nella frase presente un solo SN, e si trova posposto al verbo, esso
corrisponde al Rema, e non al Tema. Se nella frase sono presenti due SN con
caratteristiche di referenzialit diverse, il pi referente corrisponder al Tema, il
meno referente al Rema.

Cfr. gli esempi:

(6) Quel ragazzo un ingegnere.


Tot malik inener.
(7) un ingegnere, quel ragazzo.
*Inener tot malik.

14

Funzioni simili a quelle dellarticolo determinativo italiano sono svolte in russo


dagli aggettivi/ pronomi dimostrativi etot (questo) e tot (quello):

(8) Di chi lombrello?


ej eto zont?
(9) Lo stesso giorno in cui Anna torn, noi partimmo.
V tot e den, kogda Anna vernulas, my otpravilis.

Si noti che anche in italiano il dimostrativo pu talvolta assolvere la stessa


funzione dellarticolo determinativo, con il quale condivide la propriet della
definitezza, con cui si informa lascoltatore che il referente cui si allude noto e
pu essere individuato (Renzi, 1991: vol. III, 337). Infatti, luso dellarticolo
dimostrativo in (8) e (9) non cambierebbe la referenza del SN, come dimostrato in
(10) e (11):
(10) Di chi questo/ quello ombrello? 6
(11) Quello stesso giorno in cui Anna torn, noi partimmo.

Larticolo indeterminativo italiano, invece, pu essere talvolta reso in russo da


pronomi indefiniti (ad es. kto-nibud, kakoj-to, odin, etc.):

(12) Indossa un vestito nuovo.


Ona v kakom-to novom plate.
(13) Bisogna parlare con un familiare.
Neobchodimo pogovorit s kem-nibud iz domanich.
(14) Ti ha telefonato un (certo) ragazzo.
Tebe pozvonil odin malik.

Lintercambiabilit dei dimostrativi questo e quello con larticolo determinativo presuppone


che vi sia un solo referente individuabile in maniera univoca, a prescindere dalla sua collocazione
nello spazio rispetto al parlante e allascoltatore.

15

La determinatezza del SN, oltre che dalla sua posizione allinterno della frase e ad
alcuni elementi lessicali (quantificatori e dimostrativi), pu essere resa in russo
anche dalla prosodia, in particolare dallaccento e dallintonazione. Fici Giusti
(1991: 113) osserva che:

In generale, nella frase non marcata laccento della frase coincide con largomento
nuovo del discorso, detto comunemente Rema []. In molti casi il SN in posizione
di Rema di tipo indeterminato, anche se questa non pu essere considerata una
regola.

Si confrontino gli esempi che a questo scopo riporta Fici Giusti (1991: 113):

(15) il-byl korol.


Cera una volta un re.
(16) Priel otec i skazal, to my dolny sobiratsja.
Arriv mio padre e disse che dovevamo prepararci.

dai quali si evince che nel primo esempio il SN [korol] indeterminato, e ha la


funzione introduttiva, tipica del nome indeterminato, mentre nel secondo
esempio il SN [otec] che corrisponde al Rema determinato, dato che si tratta di
un nome a referenza unica.
In generale, in russo, laccento della frase cade sullelemento rematico, quello sul
quale si vuole concentrare lattenzione dellascoltatore. Il modello intonativo della
frase russa, come osserva Cevese (1999: 15) composto da una parte tonica o
centro intonativo, che corrisponde alla sillaba tonica del sostantivo che si vuole
semanticamente rilevare, da una parte pretonica e da una parte postonica.
Rispetto allitaliano, quindi, in russo la sillaba tonica ha valore pragmatico, ossia
la pi forte solo se lelemento che la contiene quello che si vuole marcare.
Lintonazione in questo senso rilevante. Il primo dei tre principali modelli
intonativi (IK1), usato nelle frasi affermative, caratterizzato da un innalzamento
della voce sul centro intonativo, seguito da un graduale abbassamento della stessa.
In questo modello, prosegue

Cevese, [l]a posizione del centro intonativo

16

dipende dal fine comunicativo (1999: 15). Cfr. gli esempi forniti da Cevese
(1999: 15):
(17) Ja ljublju kofe s moloko1m.
Mi piace il caffelatte.
(18) Ja1 ljublju kofe s molokom.
a me che piace il caffelatte.

In sostanza, possibile affermare che in russo non c sempre corrispondenza tra


determinatezza semantica e determinatezza grammaticale, come dimostra (16), nel
quale il SN otec (= padre) semanticamente determinato (in russo, luso dei nomi
di parentela senza possessivo indice del fatto che il parlante coinvolto nel
legame di parentela, il che contribuisce a determinare il SN)

anche se

grammaticalmente non lo affatto. In italiano, lo stesso SN determinato dalla


presenza del possessivo, senza il quale il SN non sarebbe determinato n
semanticamente (lutilizzo di un nome come padre non implica nessun
coinvolgimento del parlante nel vincolo di parentela, coinvolgimento che pu
essere reso solo dalluso di un possessivo 7 o di un determinante), n
grammaticalmente.

A proposito dello status dei possessivi in italiano, talvolta si sostenuto che il possessivo sia in
realt un determinante in cui larticolo contribuisce a dare determinatezza al nome. Larticolo
farebbe quindi parte del possessivo. Cos i nomi che hanno una determinatezza alta come quelli di
parentela, fanno a meno dellarticolo. Si ritiene, tuttavia, preferibile, tenere i possessivi al di fuori
della categoria dei determinanti, poich esistono pi prove a sostegno della loro estraneit che
della loro familiarit con la suddetta categoria. Tra le altre prove, il fatto che se il pronome
possessivo segue il nome anzich precederlo, larticolo sempre obbligatorio (Renzi, 1991: vol.I,
p. 400), cfr.:
tua figlia /la figlia tua/*figlia tua.

17

2.2 Alcune riflessioni sugli errori commessi dai discenti di madrelingua russa
in merito allarticolo

Nellambito dellinsegnamento dellitaliano LS in un corso istituito dallIstituto


Italiano di Cultura di Mosca e rivolto a principianti assoluti, sono stati osservati
alcuni errori relativi a uno scorretto uso degli articoli, che si ritiene possano
servire a esemplificare i risultati di una sbagliata riflessione grammaticale da parte
del discente, effetto, a sua volta, di un inadeguato insegnamento della grammatica
da parte del docente (che lautore del presente lavoro).
Durante gli esercizi di reimpiego sulluso del verbo avere sono emersi enunciati
quali:

(19) *Ho il figlio di due anni.


(20) *Ho la gonna verde.

La spiegazione addotta dal discente a giustificazione delluso dellarticolo


determinativo in (19) che il SN figlio di due anni per forza di cose determinato
in quanto il parlante/ discente lo conosce bene, eccome, trattandosi di suo figlio.
Simile spiegazione stata fornita da un altro discente per (20): il SN gonna verde
non potrebbe essere pi determinato di cos, dal momento che chi parla possiede il
referente denotato dal SN. Lerrore commesso in (19) e (20) sarebbe quindi da
attribuirsi a una errata interpretazione del concetto di determinatezza e di
indeterminatezza

espresso,

rispettivamente,

dallarticolo

determinativo

dallarticolo indeterminativo. In effetti ai discenti era stato spiegato luso dei due
articoli proprio in base a tale concetto, da qui la riflessione dei discenti, legittima
ma errata. Forse sarebbe stato sufficiente spiegare, com avvenuto in seguito, che
il SN pu essere sia determinato che indeterminato e che questultimo pu a sua
volta essere specifico oppure non-specifico (cfr. p.10), a seconda della referenza
del SN stesso. Nel caso di specie, se testa del SN retto dal verbo avere un nome
numerabile, il determinante che lo accompagner sar un articolo indeterminativo
oppure un quantificatore (ad es. un numerale); cfr:

18

(21) Ho un figlio di due anni.


(22) Hanno tre cani.
(23) Abbiamo una casa al mare.
(24) Hanno molte cose da fare.

Se invece il SN designa un referente unico, che non ha plurale, si ricorrer


allarticolo determinativo oppure allomissione dellarticolo.

(25) Ho la febbre.
(26) Ho mal di denti.

Da notare che limpiego dellarticolo determinativo al posto dellindeterminativo


genera in un caso (19) una frase agrammaticale, nellaltro (20) attribuisce al verbo
avere un significato diverso, cio indossare, avere indosso ed implica che
lascoltatore sia in grado di individuare univocamente il SN cui si riferisce il
parlante. Entrambi gli enunciati sarebbero grammaticali se seguisse qualcosa, una
specificazione, anche se il significato di avere sarebbe diverso:

(27) Ho il figlio di due anni a letto con la febbre. (variante colloquiale di


Mio figlio di due anni a letto con la febbre.)
(28) Ho la gonna verde che mi hai regalato tu. (= Indosso la gonna verde che
mi hai regalato tu.)

Unerrata riflessione grammaticale in merito alluso dellarticolo determinativo ha


prodotto anche enunciati come:

(29) *Ci vediamo la domenica. (intendendo dire questa domenica, non tutte
le domeniche)
(30) *C la gente.
(31) *Mi piace la Cuba.

19

Con (29) il discente si riferiva alla prima domenica in ordine di tempo che sarebbe
seguita e proprio perch definita (questa domenica, non la prossima) ha usato
larticolo determinativo. Riflessione logica ma sbagliata, poich larticolo
determinativo abbinato ai giorni della settimana ha valore distributivo (la
domenica = ogni domenica). Il discente aveva gi affrontato tale peculiarit
delluso dellarticolo determinativo con i giorni della settimana, ma la riflessione
su determinatezza/ indeterminatezza ha prevalso e da essa scaturito lerrore.
In (30) luso dellarticolo determinativo sembra dovuto al fatto che il discente ha
appreso che il nome in italiano necessita di un qualche determinante (ha imparato
i sostantivi con gli articoli), e sapendo che gente un nome massa (cio usato
sempre al singolare e non numerabile) ha escluso la possibilit di usare larticolo
indeterminativo, di qui la scelta del determinativo. Alla domanda se considerasse
il SN di (30) determinato, cio se gente fosse individuabile univocamente da
parlante e ascoltatore, il discente ha risposto negativamente, da qui losservazione
dellerrore e la conclusione che larticolo pu anche essere omesso oppure
sostituito da un partitivo o da un aggettivo indefinito. Si sono quindi visti altri
esempi con c/ ci sono in cui il SN fosse ora determinato (ad es., nei casi in cui ci
si riferisce a una classe o a un oggetto unico):

(32) Nellorto ci sono i pomodori, i cetrioli, i fagiolini e il radicchio.


(33) In Africa ci sono i leoni, in Asia ci sono le tigri.
(34) Oggi c il sole.

ora indeterminato:

(35) C un leone nella gabbia. (indeterminato specifico)


(36) Ci sono briciole dappertutto. (indeterminato non-specifico)
(37) C gente. (indeterminato non-specifico)
(38) C della gente. (indeterminato non-specifico)
(39) C molta/ poca gente. (indeterminato non-specifico)

20

(40) Ci sono alcune persone. (indeterminato non-specifico)

In questo contesto si anche ritenuto utile specificare a proposito del SN in (30)


che esso potrebbe anche essere determinato, ma in tal caso non basterebbe
larticolo determinativo a determinarlo, ci vorrebbe anche un modificatore del
nome (ad es. un aggettivo) come in (41):

(41) C la solita gente.

Lenunciato (31) presenta un errore dovuto allapplicazione di una regola a


uneccezione: il discente ha applicato larticolo determinativo al nome proprio
Cuba cos come si applica in genere ai nomi propri indicanti una nazione, non
sapendo o non ricordando che tale nome si comporta come un nome proprio di
citt, non richiede cio il determinativo. Sono assolutamente corretti enunciati
quali:

(42) Mi piace lItalia.


(43) La Russia un paese enorme.

ma nel caso di Cuba si avr:

(44) Mi piace Cuba.

cos come si ha:

(45) Mi piace Mosca.


(46) Mi piace Roma.

Lesempio riportato in (31) offre lo spunto per affrontare largomento delle


eccezioni: come trattarle? Imporle stigmaticamente elecandole una dietro laltra o
segnalarle alloccorrenza spiegando, laddove possibile, il comportamento che esse

21

seguono? La seconda ipotesi pare la pi sensata: vero che le eccezioni vanno


memorizzate, ma si ritiene che uno sterile elenco da imparare mnemonicamente
non serva a molto; meglio forse fornire qualche spiegazione (bastano due righe) in
modo tale che il discente ne impari il funzionamento sulla base di un
ragionamento e non solo in virt della propria memoria (i discenti adulti, in
particolare, paiono pi agevolati nel processo di memorizzazione se aiutati da una
qualche riflessione). Cos, quando ci si trova ad affrontare i nomi di luogo si
potr, per esempio, dire che essi sono sempre preceduti dallarticolo determinativo
oppure dalla preposizione in (per indicare moto a luogo oppure stato in luogo), ma
che in questa grande categoria c una sottocategoria che si comporta
diversamente, e cio i nomi indicanti citt o centri abitati, che non richiedono
larticolo e vogliono la preposizione a al posto di in. Sar poi opportuno spendere
due parole per spiegare che vi sono alcuni nomi di stati (ad es. San Marino,
Andorra, Cuba) o di isole (ad es. Ischia, Capri, Cipro) che si comportano come
nomi di citt.
Lomissione dellarticolo resta lerrore pi ricorrente nelle produzioni dei discenti
di madrelingua russa, soprattutto nella fase iniziale del processo dapprendimento.
La frequenza di questo tipo di errore aumenta nellambito di esercizi di
conversazione, in cui il discente riduce al minimo la riflessione per non rallentare
il ritmo del discorso con blocchi improvvisi. Enunciati quali:

(47) *Facciamo giro.


(48) *Mio collega italiano.

sono stati prodotti da discenti che avevano gi affrontato luso degli articoli e ai
quali era stato spiegato che in italiano, diversamente da quanto accade in altre
lingue, gli aggettivi e i pronomi possessivi sono sempre accompagnati da un
determinante (con leccezione dei nomi indicanti parentela, come mamma, pap,
sorella, etc.). Fornire spiegazioni, quindi, non sempre sufficiente, soprattutto se
queste vengono anteposte allinput linguistico. Il discente pu capire e ricordare
quanto spiegatogli ma allatto di produrre pu saltare il passaggio della riflessione

22

o pu essere attuato in modo sbagliato (il discente che ha prodotto (48) pu anche
aver riflettuto, considerando sufficiente la presenza dellaggettivo possessivo per
determinare il SN). Meglio quindi presentare linput linguistico e farlo seguire da
esercizi: saranno le reazioni dei discenti allinput fornito e i loro errori a guidare le
riflessioni grammaticali da parte del docente.

23

PARTE OPERATIVA

24

3. Proposte didattiche
Le UdA 8 proposte in questa sezione sono rivolte a discenti adulti di madrelingua
russa, principianti assoluti di italiano. Il contesto dinsegnamento italiano LS, in
un corso della durata di 60 ore (ad esempio, un corso dellIIC). Data la mancanza
di conoscenze pregresse nella lingua oggetto di insegnamento/ apprendimento da
parte dei discenti, si ipotizza che linterazione tra docente e discenti avvenga,
almeno inizialmente, nella L1 dei discenti. I materiali predisposti dal docente
possono a volte presentare un breve glossario, con la traduzione in L1 dei
vocaboli pi importanti; anche negli schemi grammaticali pu a volte essere
riportata la traduzione degli elementi sui quali si intende focalizzare lattenzione
degli allievi. In generale, il docente si avvarr di manuali in LS, per cui si ipotizza
che le consegne degli esercizi vengano spiegate ai discenti nella L1.

3.1 UdA: Lautostop


Obiettivi linguistici: comprendere il ruolo dellarticolo quale determinante del
nome
Obiettivi socio-culturali: confronto sul sistema dellautostop in Italia e in Russia
Attivit: lettura del brano tratto dal Libro degli errori di G. Rodari, riflessione
grammaticale indotta sulluso dellarticolo, esercizi di completamento e di
riconoscimento
Materiali: fotocopie con il testo e un piccolo glossario, altro materiale ideato dal
docente con schemi ed esercizi
Apparecchiature: lavagna luminosa
Abilit linguistiche esercitate: lettura e comprensione scritta
Durata: 2 ore accademiche
Annotazioni: questa UdA si inserisce idealmente allinterno dellUD introduttiva
affrontata dai discenti; seguirebbe alcune UdA incentrate sulloralit: oltre a
8

Con labbreviazione UdA si fa riferimento allUnit di Apprendimento, intesa come momento


didattico costituente unUnit Didattica, indicata con labbreviazione UD.

25

nozioni di fonetica italiana, in tali UdA sarebbero stati presentati gli atti
comunicativi soddisfacenti le funzioni personale e interpersonale.
MOTIVAZIONE: linsegnante scrive alla lavagna il titolo dellUdA, ovvero
Lautostop, e dopo averne fornito la traduzione in russo, chiede agli allievi se
tale fenomeno sia diffuso nel loro Paese e se sia distinto dallabitudine, molto
diffusa in Russia, di fermare privati automobilisti e pagarli per compiere un certo
tragitto 9 . (5 min)

GLOBALIT: agli allievi viene consegnata la fotocopia con il testo del brano
tratto da Incontro con i maghi dal Libro degli errori di Rodari (v. Appendice 1).
Dopo una prima lettura del brano da parte dellinsegnante, si procede con una
lettura estensiva da parte dei discenti (questa attivit avviene collettivamente, nel
senso che i discenti sono invitati a leggere a voce alta un piccola porzione di
brano ciascuno). Il piccolo glossario fornito con il testo e laiuto dellinsegnante
dovrebbero agevolare la comprensione globale del testo.
Agli studenti viene chiesto di sottolineare tutti i SN e di evidenziare gli articoli
presenti nel brano. A questo scopo, il docente fornisce qualche esempio di SN alla
lavagna (ad es. Il gatto di Luigi sta miagolando/ Un gatto rosso sta miagolando/
Dei gatti randagi stanno miagolando/ Il gatto sul tetto/ Ora do da mangiare al
gatto), senza per fornire spiegazioni troppo specifiche. I discenti, pur essendo
principianti, dovrebbero con laiuto del glossario essere in grado di riconoscere la
maggior parte dei SN, o quanto meno dei sostantivi. Questa attivit da svolgersi
individualmente. Correzione in plenum con proiezione sulla lavagna luminosa del
testo debitamente sottolineato e cerchiato nelle parti richieste (v. Appendice 2).
(20 min)

Si ritiene utile questo tipo di confronto dal momento che in Russia, almeno nelle principali citt,
abitudine largamente diffusa quella di fermare privati automobilisti (astniki) e pagarli per
compiere un certo tragitto. Trattandosi di un fenomeno estraneo al costume italiano, si ritiene
opportuno portare i discenti russi a conoscenza di tale differenza, soprattutto in prospettiva di un
loro viaggio in Italia.

26

ANALISI: ai discenti viene chiesto di completare con le appropriate forme di


articolo la seguente tabella, nella quale sono riportati gli enunciati o parti degli
enunciati del brano di Rodari, suddivisi a seconda del tipo di SN che contengono
(determinato,

indeterminato

specifico,

indeterminato

non-specifico).

Lo

specchietto in fondo alla tabella contiene gli elementi per il completamento. Al


termine, correzione in plenum mediante proiezione della tabella completa (v.
Appendice 3). (25 min)

SN determinato
( 





  )

SN indeterminato
specifico
(
 





 
 



)

Mi
chiamo
Oscar
Bestetti
sono di ___ Bologna
faccio
___
rappresentante
di
commercio
Sempre su e gi per ___
Italia
con ___ mia macchina e
___ campionario de___
merce
da mostrare a__ clienti
Su__ via Aurelia
Tra Grosseto e Follonica
___ curve de___ via
Cassia
da Viterbo a Siena

SN indeterminato nonspecifico
(
 





  )

Avanti,
fatemi
___
domande
quanti passaggi a livello
ci sono
Qualche volta

[con
una
macchina]

mia

[da mostrare a dei


miei clienti]

dare ___ passaggio a ___


autostoppista
C sempre qualcuno

Se ho posto
mi piace prender su gente
si fanno due chiacchiere
simparano tante cose
mi
fermano
giovanotti

due

Su___ strade de___


penisola
Su__ ciglio della strada

27

a fare quel tale gesto


co__ pollice
___ donnette che vanno
in citt
a portare ___ uova
fresche
Con ___autostop
risparmiano ___ soldi
de___ corriera
se non ho fretta
___ tempo passa prima
___altranno in luglio
Da___ parti di Viareggio
ARTICOLO
DETERMINATIVO
(
!"#$): IL/LO/L
(%&. , 
. .);
LA/L (&
. , 
.
.); I/GLI (%&. ,

&. .); LE (&
.
, 
&. .)
N.B.: di + il = del
di + lo = dello
di + i = dei
di + gli = degli
di + la = della
di + le = delle
su + il = sul
su + lo = sullo
su + i = sui
su + gli = sugli
su + la = sulla
su + le = sulle
in + il = nel
in + lo = nello
in + i = nei
in + gli = negli
in + la = nella
in + le = nelle
a + il = al

ARTICOLO
INDETERMINATIVO
( !"#$):
UNO/UN (%&'* , 
+

   );
UNA/UN (&
' * , 
+

   );
DEI (%&'* , 
&+

   );
DELLE (&
' * , 
&+

   )

28

a + lo = allo
a + i = ai
a + gli = agli
a + la = alla
a + le = alle
da + il = dal
da + lo = dallo
da + i = dai
da + gli = dagli
da + la = dalla
da + le = dalle

SINTESI: agli studenti viene chiesto di completare la seguente tabella. Scopo


dellattivit il confronto tra SN determinato e SN indeterminato. Lattivit si
svolge a coppie. Al termine correzione in plenum. (25 min)
SN determinato
( 





  )

SN indeterminato
specifico
(
 





  




)

Oscar Bestetti fa ___


rappresentante di
commercio.
Oscar va sempre su e gi
per ___Italia.
Oscar viaggia con ____
sua macchina.
Oscar porta con s ___
campionario della merce.
Oscar mostra il
campionario a__ clienti.
____ via Aurelia passa per
Grosseto e Follonica.
____ curve della via
Cassia sono pericolose.

SN indeterminato nonspecifico
(
 





  )

Oscar Bestetti ___


rappresentante di
commercio.
Oscar conosce ___
Italia inedita.
Oscar viaggia con ___
macchina.
Oscar porta con s ___
campionario della merce.
Oscar mostra il
campionario a ___ clienti.
LAurelia ___ via
molto trafficata.
Sulla via Cassia ci sono
___ curve pericolose.

29

Oscar conosce ____


strade della penisola.
A volte Oscar d un
passaggio a___
autostoppista che conosce
da 10 anni.
____ autostoppisti fanno
quel tale gesto con il
pollice.
___ donnette che vede
sempre Oscar vanno in
citt a portare le uova
fresche.
Con lautostop le donnette
risparmiano ____ soldi
della corriera.

Oscar conosce ____ strade.


A volte Oscar d un
passaggio a ____
autostoppista.
Non ho mai visto ____
autostoppisti fare quel tale
gesto con il pollice.
____ donnette vanno in
citt a portare le uova
fresche.
Con lautostop le donnette
risparmiano ____ soldi.

RIFLESSIONE: gli allievi devono stabilire se i SN sottolineati sono determinati


(D), indeterminati specifici (IS) oppure indeterminati non-specifici (INS),
apponendo la rispettiva sigla a destra di ciascuna frase. Il docente traduce le frasi
che non sono comprese dai discenti. Lattivit si svolge a coppie. Al termine
correzione in plenum. (15 min)

1. a) Oscar il nome del protagonista, mentre Bestetti il suo cognome.


1. b) Il protagonista del racconto non ha un nome.

2. a) Berlino una capitale moderna.


2. b) Roma la capitale dItalia.

3. a) La metropolitana di Mosca conta 12 linee.


3. b) Non ho mai preso una metropolitana in vita mia!

4. a) Luigi ha un figlio.

30

4. b) Il figlio di Luigi ha 20 anni.

5. a) Il treno per Milano in ritardo.


5. b) appena passato un treno.

6. a) Vado a lavorare in autobus.


6. b) Anna va a lavorare in macchina.

7. a) -Che stai facendo ? -Sto leggendo un libro.


7. b) Il libro di Gianni sopra il tavolo.

8. a) Mi piace leggere poesie.


8. b) Ti piacciono le poesie di Montale?

REIMPIEGO: come compito per casa, gli studenti dovranno riordinare gli
elementi dati, utilizzando la forma pi appropriata di articolo, per formare delle
frasi compiute.

1. Milano/ metropoli/
2. / Giorgio/ avvocato
3. fa/ Giorgio/ avvocato
4. / in ritardo/ treno per Firenze
5. t/ bevanda preferita dai russi/
6. caff/ / mia bevanda preferita
7. luce/ spenta
8. computer/ acceso
9. / giornale/ sul tavolo
10. negozio/ / aperto

31

3.2 UdA: Che coshai?


Obiettivi linguistici: riflessione sulluso degli articoli nei SN retti dal verbo avere,
acquisizione di alcuni usi idiomatici del verbo avere
Attivit: ascolto di un brano del racconto Autogrill horror tratto da Il bar sotto il
mare di S. Benni, comprensione ascolto (selective listening), esercizi di
riconoscimento, di abbinamento e di completamento
Materiali: CD audio, fotocopie con il testo del brano, altro materiale ideato dal
docente con schemi ed esercizi
Apparecchiature: lettore CD, lavagna luminosa
Abilit linguistiche esercitate: comprensione orale e scritta
Durata: 1 ora accademica
Annotazioni: questa UdA segue idealmente lUdA nella quale viene introdotto il
verbo avere (potrebbe svolgersi nellarco della seconda di due ore accademiche,
nella prima delle quali si sarebbe affrontato il verbo avere), per cui si colloca in
una delle prime UD affrontate dai discenti (potrebbe, ad es., essere unUD
dedicata alla famiglia e alla vita quotidiana). In ogni caso, tale UdA non dovrebbe
essere affrontata se prima non ha avuto luogo lUdA Lautostop (v. p.22), dati i
rimandi al concetto di SN e di determinatezza/ indeterminatezza.

PRE-ASCOLTO: breve brainstorming sul tema viaggio in autostrada (scritto


alla lavagna dal docente); linsegnante trascrive alla lavagna i vocaboli forniti dai
discenti e nel caso in cui i vocaboli siano forniti in L1, li traduce in LS. (5 min.)

GLOBALIT: I ascolto del brano del racconto Autogrill horror da Il bar sotto
il mare di S. Benni (v. testo nellAppendice 4). Prima del II ascolto, linsegnante
sottopone agli allievi le seguenti domande a scelta multipla, traducendo al
momento in L1 le domande e le risposte che non fossero comprese:

32

1. In quale macchina viaggiano i protagonisti del racconto?


a) in una Fiat cinquecento
b) in una Fiat milletrecento
c) in una Fiat milleseicento

2. Quando e dove ha luogo lazione raccontata?


a) di giorno, nellautostrada che porta dal lavorare al mare e viceversa
b) di mattina, nellautostrada che porta dai monti al mare e viceversa
c) di notte, nellautostrada che porta dal lavorare al mare e viceversa

3. Chi sono i protagonisti?


a) un padre, una madre e due figli
b) un padre, una madre e due figlie
c) un padre, una madre e tre figli

II ascolto e risposta alle domande. I discenti sono invitati a lavorare in coppia. III
ascolto, correzione in plenum e consegna del testo del brano (v. Appendice 4). Il
docente traduce istantaneamente le parti del brano non comprese dai discenti. (15
min.)

ANALISI: ai discenti viene richiesto di cerchiare le forme del verbo avere


presenti nel testo e di sottolineare i SN retti da tali forme. Al termine di questa
attivit, da svolgersi a coppie, gli allievi devono abbinare le tre espressioni tratte
dal testo e altre espressioni con avere (colonna a sinistra) con le rispettive
traduzioni in russo (colonna a destra), come di seguito riportato. Correzione in
plenum mediante proiezione sulla lavagna luminosa della tabella corretta (v.
Appendice 5). (10 min)

33

1. Il padre ha i nervi.

a)  
.

2. La madre ha sonno.

b)   .

3. Il figlio ha sete.

c)  
 .

4. Giorgio ha fame.

d)




 



.
5. Ho freddo, ho i brividi.

e)  
   .

6. Mi sa che ho la febbre.

f)   


,   


.

7. Lui ha caldo.

g)  
  .

8. Maria ha mal di schiena.

h)

"


,



# .
9. Hanno linfluenza.

i) $%  .

10. Claudia ha mal di testa.

l) &


 .

11. Scusaci, abbiamo fretta.

m)

'
,

 

.

SINTESI/

RIFLESSIONE:

ai

discenti

viene

chiesto

di

completare,

individualmente, la seguente tabella, inserendo i dati SN retti da avere a seconda


che il nome contenuto nel SN sia numerabile oppure non numerabile (nome
massa). Correzione in plenum mediante proiezione sulla lavagna luminosa della
tabella completa (v. Appendice 6). (15 min.)

SN: una figlia/ i brividi/ fame/ una fame da lupi/ molta fame/ il mal di testa/ un
terribile mal di testa/ coraggio/ molto coraggio/ una Fiat 500/ mal di schiena/ la
febbre/ un cane/ tre gatti/ il raffreddore/ i nervi/paura/ molta paura/ linfluenza/
freddo/ molto freddo

34

Nomi numerabili/

Nomi massa (non

  

numerabili)/

%0+  3


   
%0+  3

(%0., '

4 5%

&+


  )

Articolo det./  

*

Avere

Avere

Avere

Avere

Avere

Avere

 ' 3
Articolo

indet.

oppure

quantificatori/
 

*
 ' 3 
 


   3




   3

No articolo/   '

REIMPIEGO: come compito per casa, gli studenti dovranno rispondere alle
seguenti domande utilizzando alcune frasi della tabella precedente e coniugando
in modo appropriato il verbo avere:

1. Stai male? Che coshai?


2. Che macchina hanno i Rossi?
3. Perch ti piace Diana?
4. Quanti animali domestici avete?
5. Quanti figli ha, Sig.ra Manzi?
6. Perch oggi non c Caterina?
7. Vuoi mangiare qualcosa?
8. Hai i brividi?

35

3.3 UdA: Sei stato?


Obiettivi linguistici: riflessione sulluso degli articoli con i nomi di luogo,
fissazione delle preposizioni di moto a luogo/ stato in luogo
Obiettivi socio-culturali: breve accenno al fenomeno dellemigrazione italiana nel
secondo dopoguerra
Attivit: ascolto del racconto Case e palazzi tratto da Favole al telefono di G.
Rodari, comprensione ascolto (selective listening), esercizi di riconoscimento e di
completamento
Materiali: CD audio, fotocopie con il testo del brano, altro materiale ideato dal
docente con schemi e esercizi
Apparecchiature: lettore CD, lavagna luminosa
Abilit linguistiche esercitate: comprensione e produzione orale
Durata: 55-60 min.
Annotazioni: questa UdA si inserisce allinterno di unUD nella quale vengono
affrontati i verbi di moto e le relative preposizioni (ad es., unUD dedicata ai
viaggi). Data la durata (poco pi di unora accademica), potrebbe precedere
unattivit di conversazione sui viaggi, della durata di 15 min., e un role playing,
sempre sullo stesso argomento, della durata di 15-20 min.

PRE-ASCOLTO: breve discussione in plenum sul tema Gli emigranti italiani nel
secondo dopoguerra: il docente modera la discussione facendo in modo che
laccento sia posto sui paesi interessati dallemigrazione italiana e sui lavori che
gli italiani andavano a fare allestero. La discussione viene intavolata in LS dal
docente, tuttavia dato il livello iniziale di conoscenza della stessa da parte dei
discenti, sono ammessi interventi in L1. Al termine della discussione e subito
prima di procedere con lascolto, il docente fornisce la traduzione in L1 di alcuni
vocaboli chiave, quali muratore, costruire, etc. (10 min.)

36

GLOBALIT: I ascolto del racconto Case e palazzi di G. Rodari (v. testo


nellAppendice 7): durante lascolto i discenti hanno il compito di individuare
tutte le citt e gli stati menzionati nel testo. Al termine del I ascolto linsegnante
riceve un feedback da parte degli studenti in merito ai nomi geografici individuati.
II ascolto; consegna del testo del racconto e verifica delle ipotesi sui nomi
individuati. Lettura estensiva collettiva (vi partecipano tutti gli allievi, leggendo
un pezzetto di racconto ciascuno) del testo. Alloccorrenza il docente traduce le
parti del racconto che non fossero chiare ai discenti. (20 min.)

ANALISI/ SINTESI/ RIFLESSIONE: agli allievi viene chiesto di individuare nel


racconto di Rodari i SN contenenti nomi di luogo e rispondenti alle domande
Dove sei stato?/ Dove sei andato?, tradotte dal docente in L1 dato che si presume
che i discenti non abbiano ancora affrontato il tempo passato. Terminata
questattivit, i discenti dovranno completare la seguente tabella con gli elementi
appena rintracciati nel testo e infine cercare di trarre schematicamente una regola
per stabilire quali nomi geografici richiedano oppure no larticolo e quando usare
in oppure a. In questa attivit gli studenti lavorano a coppie. Al termine,
correzione in plenum (viene proiettata sulla lavagna luminosa la tabella corretta,
v. Appendice 8). Linsegnante approfitta per segnalare alcune eccezioni alla
regola che vuole larticolo determinativo e la preposizione in per i nomi di luogo:
i nomi di alcune isole (ad es. Capri, Ischia, etc.) e i nomi di alcuni stati (ad es.
Cuba, San Marino, etc.) che si comportano come nomi di citt. (25 min.)

IN o A?

Sono andato al ricovero dei vecchi.

ART. DET. o NO ART.?

Il ricovero dei vecchi si trova fuori


citt.

37

Siamo

stati

_________

la

capitale

della

______________________

Francia.

Ho camminato in riva alla Senna.

La Senna il fiume che bagna


Parigi.

Non

sono

mai

stata

________________.
Caterina

________________ stata scoperta


da Colombo nel 1492.

Giovanni

sono

stati

________________.

________________ la capitale
finanziaria degli USA.

Questinverno

andiamo

_________________

______________

dellArgentina.

Sono stato __________________.

_________________ si

la

capitale

trova nel

sud-est del Brasile.


Lanno

scorso

siamo

stati

__________________.
La

prossima

_________________ la capitale
dellUruguay.

estate

andiamo

_______________

___________________ la sesta
nazione pi grande del mondo. La
sua capitale Canberra.

In

agosto

siamo

stati

_____________ la capitale della

_______________.

Germania.

Siamo andate ___________________.

______________

la

capitale

dellAlgeria.
Diana

Barbara

sono

state

________________ la capitale

________________.

dellEgitto

A+

ART. DET. +

IN +

NO ART. +

38

REIMPIEGO/ FISSAZIONE: gli studenti, come compito per casa, devono


completare alcune cartine geografiche (v. Appendice 9) con i nomi di luogo
incontrati nel corso dellUdA e costruire con gli stessi degli enunciati sul modello
di quelli forniti, utilizzando gli articoli nel modo appropriato:

1.
In Italia c un clima temperato.
LItalia un paese mediterraneo.
Lanno prossimo andiamo in Italia.

2.
A Milano c la nebbia.
Milano il cuore finanziario dellItalia.
Domani vado a Milano.

39

3.4 UdA: Mia madre? La mia mamma!


Obiettivi linguistici: riflessione sulluso degli articoli con i possessivi
Obiettivi socio-culturali: discussione sul concetto di mammone tra stereotipo e
realt
Attivit: lettura estensiva di un estratto dal racconto di A. Moravia La parola
mamma, esercizi di completamento
Materiali: fotocopie con il testo del brano dal racconto di Moravia, altro materiale
ideato dal docente con schemi ed esercizi
Apparecchiature: lavagna luminosa
Abilit linguistiche esercitate: produzione orale e comprensione scritta
Durata: unora accademica
Annotazioni: questa UdA si inserisce allinterno di unUD dedicata alla famiglia e
alla vita quotidiana, con un accenno alla situazione socio-economica di molte
famiglie italiane (es. disoccupazione, permanenza nella famiglia dorigine oltre i
trentanni, etc.).

PRE-LETTURA: breve discussione sul concetto, tutto italiano, di mammone:


stereotipo o realt? Il docente chiede agli allievi di esprimere la loro opinione a
riguardo, basandosi sulla loro conoscenza degli italiani. La discussione viene
intavolata in LS, tuttavia dato il livello iniziale di conoscenza della LS da parte
dei discenti, sono ammesse incursioni in L1. (8 min.)

GLOBALIT: lettura da parte dellinsegnante di un estratto dal racconto di A.


Moravia La parola mamma, tratto dai Racconti Romani (v. Appendice 10).
Prima di procedere alla lettura, il docente chiede in L1 agli studenti di prestare
attenzione ai rapporti di appartenenza, di parentela o di vicinanza presenti nel
testo e di individuare i possessivi, fornendo eventuali esemplificazioni. Si procede
con una lettura estensiva del testo da parte dei discenti (da svolgersi

40

individualmente). Linsegnante traduce in L1 i vocaboli o le frasi che non fossero


comprese dai discenti. (12 min.)

ANALISI: ai discenti viene chiesto di inserire nella seguente tabella i SN


contenenti i possessivi, distinguendo i nomi di parentela dagli altri nomi comuni.
Gli allievi possono lavorare in coppia. Prima di procedere alla correzione di
questa attivit in plenum mediante proiezione sulla lavagna luminosa della tabella
corretta (v. Appendice 11), i discenti devono riportare nellappropriata colonna
della tabella lo schema che riassume il funzionamento dei possessivi con i nomi di
parentela e con gli altri nomi comuni, scegliendo tra le schematizzazioni che si
trovano in fondo alla tabella. Infine, verranno invitati a osservare nel testo la
mancanza del possessivo con i nomi di parentela (es. il babbo). (10 min.)

SN con i possessivi
Altri nomi

Nomi di parentela

1. articolo + possessivo + nome


2. possessivo + nome

SINTESI/ RIFLESSIONE: dopo aver consegnato ai discenti uno specchietto dei


possessivi come quello sottoriportato, viene chiesto loro di completare le seguenti
frasi inserendo il possessivo appropriato sulla base delle indicazioni date tra
parentesi (attivit da svolgersi individualmente). Al termine, correzione in plenum
mediante proiezione sulla lavagna luminosa delle frasi corrette (v. Appendice 12).
(15 min.)

41

%&. ,

%&. ,

&
. ,

&
. ,


.   


&.


.   


&.   

  
1- 7 
.

il mio

i miei

la mia

le mie

il tuo

i tuoi

la tua

le tue

il suo

i suoi

la sua

le sue

il nostro

i nostri

la nostra

le nostre

il vostro

i vostri

la vostra

le vostre

il loro

i loro

la loro

le loro

  
2- 7 
.
  
3- 7 
.
  
1- 7 
&.
  
2- 7 
&.
  
3- 7 
&.
  

Es.: (La nonna di Sara) sua nonna ha 76 anni.


(1- 7 
.   ) mio figlio va gi a scuola.
1. (Il padre di Elena) ___ padre fa lavvocato, (la madre di Elena) ___ madre,
invece, fa la casalinga.
2. (1- 7 
&.   ) _____ casa piccola ma accogliente.
3. Dov (1- 7 
.   ) _____ borsa?
4. Conosco (i genitori di Gianni) _____ genitori.
5. (1- 7 
.   ) _____ mamma ha 51 anni.
6. (Il fratello di Elisa) _____ fratello ha 29 anni.
7. (1- 7 
.   ) ____ macchina dal meccanico.
8. (Il figlio di Mara ed Edgardo) ____ figlio vive in Germania.

42

REIMPIEGO/ FISSAZIONE: come compito per casa, agli studenti viene chiesto
di completare il seguente testo (che la trasposizione nel discorso indiretto del
brano di partenza) con le forme dei possessivi adatte. In apertura della successiva
UdA, si proceder alla correzione mediante proiezione del testo completo (v.
Appendice 13).

Un giovane disoccupato scrive a un avvocato una lettera commovente


per ottenere dei soldi in offerta. Nella lettera, il giovane spiega ____
situazione di disoccupato che non ha i mezzi per curare la madre
malata. Si rivolge a questo avvocato perch sa che questi ha da poco
perso ____ madre e spera cos di impietosirlo raccontandogli la finta
storia di ____ madre malata. Dopo aver letto la lettera, lavvocato
riceve il giovane chiedendogli spiegazioni. Il giovane, recitando come
un attore, racconta _____ storia: che ora senza lavoro e che non ha i
soldi per curare la mamma morente, che una volta ____ famiglia non
stava cos male perch _____ padre aveva un negozio di stoffe, etc.
Per tutta risposta, lavvocato dice al giovane che la parola mamma
gli antipatica.

43

CONCLUSIONI

Con le UdA proposte nellambito del presente lavoro si cercato di offrire una
risposta ai problemi sollevati nellanalisi di alcuni errori commessi da discenti di
madrelingua russa (v. par. 2.2). La grammatica vi stata inclusa come
componente discreta ma integrante e non avrebbe potuto essere altrimenti: se,
come gi ribadito nella prima parte, la grammatica non fondamentale ai fini
comunicativi, essa non pu tuttavia essere tralasciata, pena lerrata conclusione
sui meccanismi linguistici della LS e la reiterazione di errori senza risoluzione di
causa. In particolare, si visto che buona parte degli errori fosse da attribuirsi a
uninadeguata riflessione grammaticale da parte degli allievi, conseguenza di un
inefficace insegnamento della grammatica. Pertanto, nelle UdA proposte si
partiti dal presupposto che andasse evitata lesplicitazione delle regole che
governano il funzionamento della LS, lasciando ai discenti il compito di scoprire e
sintetizzare tali regole per induzione.
In ogni UdA si partiti fornendo un input linguistico, scegliendolo tra alcune
opere letterarie di autori italiani, e presentandolo ora come ascolto ora come
lettura. Ci si avvalsi di brani letterari anzich di dialoghi presi da manuali
ditaliano come LS oppure di dialoghi o testi inventati appositamente, in primo
luogo perch le UdA sono intese come complemento a un manuale di lingua, che
pu s presentare gi di suo estratti di opere letterarie, ma potrebbe trattarsi di
estratti non congeniali agli scopi del docente per il raggiungimento degli obiettivi
linguistici o socio-culturali o extralinguistici preposti; in seconda istanza, per
catturare la curiosit dei discenti su autori italiani, curiosit che a un livello
superiore potrebbe sfociare nella lettura del racconto o del libro intero. Nello
scegliere i brani di alcune UdA si prestata particolare attenzione non solo alla
loro semplicit formale, ma anche alla possibilit, partendo da essi, di affrontare
in qualche modo, seppur brevemente, un aspetto (pi o meno) rilevante della
cultura (v. parr. 3.1 e 3.4) e della storia italiana (v. par. 3.3). Come infatti
risaputo,

linsegnamento/

apprendimento

di

una

LS

implica

44

linsegnamento/apprendimento di aspetti della realt socio-culturale del Paese nel


quale la LS parlata, aspetti talvolta fondamentali per la comprensione di alcuni
fenomeni linguistici o extralinguistici della LS stessa (non tuttavia il caso degli
aspetti discussi nelle UdA proposte in questa sede).
Linterazione docente discenti si presupposta avvenire ora in L1 ora in LS, con
prevalenza tuttavia della prima, sia per il livello iniziale di conoscenza della LS da
parte degli allievi, sia per agevolare gli stessi nellanalisi e nella sintesi degli
aspetti grammaticali oggetto delle UdA. Non si mai ritenuto opportuno
intervenire con spiegazioni esplicite, nemmeno allinizio, nellUdA inclusa in
unipotetica UD introduttiva, nella quale si presenta il concetto di SN, in quanto si
ritiene che i discenti possano capire tale concetto mediante il semplice ricorso a
esemplificazioni. Lo stesso concetto di SN, del quale viene fornita una traduzione
nella L1 degli allievi nelle tabelle da impiegare nelle varie attivit, si ritiene possa
essere compreso anche senza alcuna conoscenza pregressa di tale concetto in L1: i
discenti di madrelingua russa, infatti, dispongono generalmente di una discreta
conoscenza metalinguistica, che consente al docente di servirsi occasionalmente
di termini tecnici per far comprendere a cosa ci si riferisce. La possibilit di
ricorrere alla L1 dei discenti per tradurre i brani presentati oppure nelle
schematizzazioni oggetto delle varie attivit potrebbe inoltre interpretarsi come
attenzione particolare rivolta agli allievi: vedere che il docente si adoperato nella
loro L1 per agevolarli nella comprensione potrebbe servir da stimolo a non
demotivarsi.
Dopo la presentazione dellinput linguistico si in genere passati ad attivit che
consentissero in maniera automatica di analizzare, sintetizzare e riflettere
sullaspetto grammaticale implicitamente al centro dellUdA. Si ritiene, infatti,
come sostiene Titone (1992: 72), che

lo sforzo didattico pi decisivo [vada] orientato nella direzione di creare abilit


grammaticali che operino in maniera automatica, senza che debba intervenire la
riflessione (coscienza riflessa, raziocinante) prima di ogni scelta sintattica o
morfologica. Questa fase di automatizzazione gi insegnamento grammaticale,
anzi la forma pi efficace di insegnamento della grammatica, intesa come modalit
di uso concreto e vivo della lingua

45

Compito del docente in questottica quello di guidare i discenti nella scoperta


della LS e dei meccanismi che ne governano il funzionamento, ponendo gli allievi
al centro del processo di insegnamento/ apprendimento e cucendo attorno a loro,
laddove necessario, attivit ed esercizi che li inducano a trarre conclusioni sul
sistema linguistico oggetto dinsegnamento in modo il pi automatico (spontaneo)
possibile.

46

BIBLIOGRAFIA

Balboni, P. E. (1994) Didattica dellitaliano a stranieri, Roma, Bonacci editore


(1998) Tecniche didattiche per leducazione linguistica, Torino, UTET
Benucci, A. (1994) La grammatica nellinsegnamento dellitaliano a stranieri,
Roma, Bonacci editore
Cevese C., Dobrovolskaja J., Magnanini, E. (1999) Grammatica russa, Milano,
Hoepli
<erdanceva, T. Z. (2005) Kratkij grammatieskij spravonik po italjanskomu
jazyku, Moskva, <eRo
Dardano, M. (1996) Manualetto di linguistica, Bologna, Zanichelli
Fici Giusti, F., Gebert L., Signorini S. (1991) La lingua russa. Storia, struttura,
tipologia, Roma, La Nuova Italia Scientifica
Giunchi P. (1990) Grammatica esplicita e grammatica implicita, Bologna,
Zanichelli
Renzi, L. (1991) Grande grammatica italiana di consultazione, Bologna, Il
Mulino
Serianni, L. (2006) Grammatica italiana, Torino, UTET
Titone, R. (1992) Grammatica e glottodidattica. Nuove prospettive, Roma,
Armando

Documenti da Internet:
Luise, M. C., Storia della glottodidattica del XX secolo, [Internet] (66 pagine),
Venezia, Master ITALS, Laboratorio ITALS, Dipartimento di Scienze del
Linguaggio dellUniversit degli Studi Ca Foscari, (accesso al sito con password)
(29/08/2006)

47

Brug, L., Gavagnin, C. (a cura di), La linguistica nella glottodidattica, [Internet]


(46 pagine), Venezia, Master ITALS, Laboratorio ITALS, Dipartimento di
Scienze del Linguaggio dellUniversit degli Studi Ca Foscari, (accesso al sito
con password) (04/01/2007)

48

APPENDICI

49

Appendice 1

Mi chiamo Oscar Bestetti, sono di Bologna e faccio il rappresentante di


commercio 10 . Sempre 11 su e gi 12 per lItalia con la mia macchina 13 e il
campionario della merce 14 da mostrare ai clienti 15 . Avanti, fatemi delle
domande 16 . Volete sapere quanti passaggi a livello17 ci sono 18 sulla via 19 Aurelia
tra Grosseto e Follonica? Quante sono le curve 20 della via Cassia da Viterbo a
Siena? So tutto sulle strade 21 della penisola 22 .
Qualche volta 23 mi capita di dare un passaggio 24 a un autostoppista 25 . C sempre
qualcuno 26 , fermo sul ciglio della strada 27 , a fare quel tale gesto col pollice 28 :
ormai lhanno imparato anche 29 le donnette 30 che vanno in citt 31 a portare le
uova fresche 32 . Con lautostop risparmiano i soldi della corriera 33 . Se ho posto 34 ,
e se non ho fretta 35 , mi piace prender su gente 36 : si fanno due chiacchiere 37 , il
10

rappresentante di commercio = +*  +  3 (fare il rappr. di comm. =


  3 ' ' . .)
11
sempre = + , + +
12
su e gi = % 4
13
macchina =  9
, + 3
14
campionario della merce =
  7+ + +
15
clienti = ' 

16
domande = +
17
passaggi a livello = &.. 
18
c (
.    )/ ci sono (
&.   ) = 3
19
via = % 7
20
curve = +
21
strade = % 7
22
penisola =  %+ (" )
23
qualche volta =

24
dare un passaggio = + ('- .)
25
autostoppista =  +', '* %9+%  +%
26
qualcuno = '-
27
ciglio della strada = 

28
tale gesto col pollice =  '* &   39   37
29
anche =  &
30
donnette = &
0
 ( '  3
5 )
31
citt =  (andare in citt =  + )
32
uova fresche = +&  *7
33
soldi della corriera = 
3
+%
34
posto =  (   & +)
35
fretta = 9
3 (aver fretta = 9 3)
36
gente = 4
37
due chiacchiere =    + (fare due chiacchiere =   3)

50

tempo 38 passa prima, simparano tante cose 39 . Laltranno 40 in luglio 41 , dalle parti
di Viareggio 42 , mi fermano due giovanotti 43 .
(G. Rodari, Incontro con i maghi dal Libro degli errori)

38

tempo = +
tante cose = 
 +0*
40
laltranno = + 9  %
41
in luglio = + 4 
42
dalle parti di Viareggio =
 '  : &
43
due giovanotti = +  <  +'
39

51

Appendice 2

Mi chiamo Oscar Bestetti, sono di Bologna e faccio il rappresentante di


commercio. Sempre su e gi per lItalia con la mia macchina e il campionario
della merce da mostrare ai clienti. Avanti, fatemi delle domande. Volete sapere
quanti passaggi a livello ci sono sulla via Aurelia tra Grosseto e Follonica?
Quante sono le curve della via Cassia da Viterbo a Siena? So tutto sulle strade
della penisola.
Qualche volta mi capita di dare un passaggio a un autostoppista. C sempre
qualcuno, fermo sul ciglio della strada, a fare quel tale gesto col pollice: ormai
lhanno imparato anche le donnette che vanno in citt a portare le uova fresche.
Con lautostop risparmiano i soldi della corriera. Se ho posto, e se non ho fretta,
mi piace prender su gente: si fanno due chiacchiere, il tempo passa prima,
simparano tante cose. Laltranno in luglio, dalle parti di Viareggio, mi fermano
due giovanotti.
(G. Rodari, Incontro con i maghi dal Libro degli errori)

52

Appendice 3

SN determinato
( 





  )

SN indeterminato
specifico
(
 





 
 



)

Mi
chiamo
Oscar
Bestetti
sono di _\__ Bologna
faccio il rappresentante
di commercio
Sempre su e gi per
lItalia
con la mia macchina e il
campionario
della
merce
da mostrare ai clienti
Sulla via Aurelia
Tra Grosseto e Follonica
Le curve della via
Cassia
da Viterbo a Siena

SN indeterminato nonspecifico
(
 





  )

Avanti, fatemi (delle)


domande
quanti passaggi a livello
ci sono
Qualche volta

[con
una
macchina]

mia

[da mostrare a dei


miei clienti]

dare un passaggio a un
autostoppista
C sempre qualcuno

Se ho posto
mi piace prender su gente
si fanno due chiacchiere
simparano tante cose
mi
fermano
giovanotti

due

Sulle
strade
della
penisola
Sul ciglio della strada
a fare quel tale gesto col
pollice
Le donnette che vanno in
citt
a portare le uova fresche
Con lautostop
risparmiano i soldi della
corriera
se non ho fretta

53

il tempo passa prima


Laltranno in luglio
Dalle parti di Viareggio
ARTICOLO
DETERMINATIVO
(
!"#$): IL/LO/L
(%&. , 
. .);
LA/L (&
. , 
.
.); I/GLI (%&. ,

&. .); LE (&
.
, 
&. .)
N.B.: di + il = del
di + lo = dello
di + i = dei
di + gli = degli
di + la = della
di + le = delle
su + il = sul
su + lo = sullo
su + i = sui
su + gli = sugli
su + la = sulla
su + le = sulle
in + il = nel
in + lo = nello
in + i = nei
in + gli = negli
in + la = nella
in + le = nelle
a + il = al
a + lo = allo
a + i = ai
a + gli = agli
a + la = alla
a + le = alle
da + il = dal
da + lo = dallo
da + i = dai
da + gli = dagli
da + la = dalla
da + le = dalle

ARTICOLO
INDETERMINATIVO
( !"#$):
UNO/UN (%&'* , 
+

   );
UNA/UN (&
' * , 
+

   );
DEI (%&'* , 
&+

   );
DELLE (&
' * , 
&+

   )

54

Appendice 4

Una Fiat milletrecento va nella notte sullautostrada che porta dal lavorare al mare
e viceversa.
Dentro il milletrecento c:
Il padre che ha i nervi.
La madre che ha sonno.
Il figlio che ha sete.
La figlia che le scappa.
Stanno tornando da una vacanza di tre giorni al mare lalbergo non era sul mare
ceran molte zanzare le cotolette eran dure.
La madre dice appena vedi unarea di servizio fermati.
Il padre dice non mi fermo la prossima mi fermo quella dopo.
Il figlio dice io ho sete subito
(S. Benni, Autogrill horror da Il bar sotto il mare)

55

Appendice 5

1. Il padre ha i nervi.

a) $%  .

2. La madre ha sonno.

b)  
 .

3. Il figlio ha sete.

c)  
  .

4. Giorgio ha fame.

d) &


 .

5. Ho freddo, ho i brividi.

e)   


,   


.

6. Mi sa che ho la febbre.

f)

'
,

 

.
7. Lui ha caldo.

g)  
.

8. Maria ha mal di schiena.

h)  
   .

9. Hanno linfluenza.

i)   .

10. Claudia ha mal di testa.

l)




 



.
11. Scusaci, abbiamo fretta.

m)

"


,



# .

56

Appendice 6

Nomi numerabili/

Nomi massa (non

  

numerabili)/

%0+  3


   
%0+  3
 (

4 5%

&+

   )

Articolo

avere i brividi

avere il mal di testa

determinativo/

avere i nervi

avere la febbre

 

*

avere il raffreddore

 ' 3

avere linfluenza

Articolo

avere una figlia

avere una fame da lupi

indeterminativo/

avere una Fiat 500

avere molta fame

 

*

avere un cane

avere un terribile mal di

 ' 3

avere tre gatti

testa



 



avere molto coraggio

   3


avere molta paura



avere molto freddo

   3

No articolo/ 

avere fame

 '

avere coraggio
avere paura
avere mal di schiena
avere freddo

57

Appendice 7

Sono andato al ricovero dei vecchi a trovare un vecchio muratore. Erano tanti anni
che non ci vedevamo.

Hai viaggiato? mi domanda .

Eh, sono stato a Parigi.

Parigi, eh? Ci sono stato anchio, tanti anni fa. Costruivamo un bel palazzo
proprio in riva alla Senna. Chiss chi ci abita. E poi dove sei stato?

Sono stato in America.

LAmerica, eh? Ci sono stato anchio, tanti anni fa, chiss quanti. Sono stato a
Nuova York, a Buenos Aires, a San Paulo, a Montevideo. Sempre a fare case e
palazzi e a piantare bandiere sui tetti. E in Australia ci sei stato?

No, ancora no.


Eh, io ci sono stato s. [] E a Berlino ci sei stato?
Non ancora.

Eh, io ci sono stato prima che tu nascessi. [] E ad Algeri ci sei stato? Ci sei
stato al Cairo, in Egitto?

Ci voglio andare proprio questestate.

Eh, vedrai belle case dappertutto. []

Ne avete costruite, di case

Eh, qualcuna, non per dire, qua e l per il mondo.

E voi?

Eh, a far le case per gli altri sono rimasto senza casa io. Sto al ricovero, vedi?
Cos va il mondo

S, cos va il mondo, ma non giusto.


(G. Rodari, Case e palazzi da Favole al telefono)

58

Appendice 8

IN o A?

ART. DET. o no?

Sono andato al ricovero dei vecchi.

Il ricovero dei vecchi si trova fuori


citt.

Siamo stati a Parigi.

Parigi la capitale della Francia.

Ho camminato in riva alla Senna.

La Senna il fiume che bagna


Parigi.

Non sono mai stata in America.

LAmerica stata scoperta da


Colombo nel 1492.

Caterina e Giovanni sono stati a New

New York la capitale finanziaria

York.

degli USA.

Questinverno andiamo a Buenos

Buenos

Aires.

dellArgentina.

Sono stato a San Paulo.

San Paulo si trova nel sud-est del

Aires

la

capitale

Brasile.
Lanno

scorso

siamo

stati

prossima

la

capitale

dellUruguay.

Montevideo.
La

Montevideo

estate

andiamo

Australia.

in

LAustralia la sesta nazione pi


grande del mondo. La sua capitale
Canberra.

In agosto siamo stati a Berlino.

Berlino la capitale della Germania.

Siamo andate ad Algeri.

Algeri la capitale dellAlgeria.

Diana e Barbara sono state al Cairo.

Il Cairo la capitale dellEgitto

A+

ART. DET. +

IN +

NO ART. +

59

Appendice 9

60

61

62

63

Appendice 10

Signor avvocato, voglio dirle la verit, so che lei ha avuto una gravissima
perdita, [] e ho pensato: lui che ha sofferto tanto per la morte di sua madre,
capir lo strazio di un figlio che vede la sua mamma morirgli, per cos dire, sotto
gli occhi, giorno per giorno, senza potere aiutarla
[]
Lei disoccupato?
[]
Disoccupato? poco dire, signor avvocato sono disperato la mia
unodisseaho girato tutti gli uffici, sono due anni che giro e non trovo nulla
signor avvocato non so pi come fare.
[]
E sua madre che ha?
Signor avvocato, malata qui, [] Signor avvocato siamo poveri,
anzi siamo indigenti ma non fu sempre cos Una volta eravamo agiati, si pu
dire il babbo
Il babbo?
[] Il babbo aveva un negozio di stoffe avevamo la casa montata
signor avvocato, abbiamo venduto tutto, pezzo per pezzo quel bronzo lultimo
oggetto che ci rimane stava sulla scrivania del babbo.
Del babbo?
[] S, di mio padre insomma la nostra ultima risorsa ma, signor
avvocato, io voglio che lei laccetti in pegno della mia gratitudine per quanto
potr fare
S, s, s, [] Con quante emme lei la scrive la parola mamma?
[] Ma la scrivo con tre emme, una in principio e due in fondo.
[] Vede, sono proprio tutte queste emme che mi rendono antipatica
quella parola.

(A. Moravia, La parola mamma dai Racconti Romani)

64

Appendice 11

SN con i possessivi
Nomi comuni

Nomi di parentela

la mia (situazione)

sua madre

la nostra ultima risorsa

la sua mamma

della mia gratitudine

sua madre
mio padre

1. articolo + possessivo + nome

2. possessivo + nome/ articolo +


possessivo + nome

65

Appendice 12

Es.: (La nonna di Sara) sua nonna ha 76 anni.


(1- 7 
.   ) mio figlio va gi a scuola.
1. (Il padre di Elena) suo padre fa lavvocato, (la madre di Elena) sua madre,
invece, fa la casalinga.
2. (1- 7 
&.   ) La nostra casa piccola ma accogliente.
3. Dov (1- 7 
.   ) la mia borsa?
4. Conosco (i genitori di Alessandro) i suoi genitori.
5. (1- 7 
.   ) Mia mamma ha 51 anni.
6. (Il fratello di Elisa) Suo fratello ha 29 anni.
7. (1- 7 
.   ) La mia macchina dal meccanico.
8. (Il figlio di Mara ed Edgardo) Il loro figlio vive in Germania.

66

Appendice 13

Un giovane disoccupato scrive a un avvocato una lettera commovente per ottenere


dei soldi in offerta. Nella lettera, il giovane spiega la sua situazione di
disoccupato che non ha i mezzi per curare la madre malata. Si rivolge a questo
avvocato perch sa che questi ha da poco perso sua madre e spera cos di
impietosirlo raccontandogli la finta storia di sua madre malata. Dopo aver letto la
lettera, lavvocato riceve il giovane chiedendogli spiegazioni. Il giovane,
recitando come un attore, racconta la sua storia: che ora senza lavoro e che non
ha i soldi per curare la mamma morente, che una volta la sua famiglia non stava
cos male perch suo padre aveva un negozio di stoffe, etc. Per tutta risposta,
lavvocato dice al giovane che la parola mamma gli antipatica.

67

68