Sei sulla pagina 1di 4

nebrodinetwork.

it

http://nebrodinetwork.it/wp/?p=2487

Capizzi 1943: cronache di un massacro

Nel 1960, alla proiezione del film La ciociara diretto da Vittorio de Sica e ispirato dallomonimo romanzo di
Moravia, il pubblico rimase turbato dalla scena in cui la protagonista, interpretata da Sofia Loren, e la figlia
venivano stuprate da soldati marocchini al seguito degli alleati. Si trattava purtroppo di uno spaccato realista
dellItalia del 1943, quando a margine dellavanzata Anglo-americana, gi carica del dramma della guerra, si
verificarono una serie di fatti di estrema violenza a danno della popolazione civile. Comunemente si ritiene che
queste violenze siano scoppiate dopo il 14 maggio del 1944 subito dopo la battaglia di Montecassino, quando in
effetti il fenomeno divenne di una tale diffusione che la gestione divenne problematica tanto da rappresentare un
vero problema diplomatico per gli Alleati. Il papa Pio XII informato, chiese ed ottenne dal presidente degli Sati
Uniti Roosevelt e da de Gaulle che addirittura i soldati marocchini venissero allontanati dallItalia. Sebbene questi
fatti avessero segnato in modo indelebile la memoria della popolazione, e nonostante nel dopoguerra si sentisse
leco di qualche voce che si sollevava dal mondo politico[1], non fu mai resa giustizia alle vittime ed alla verit dei
fatti.
Tra le pieghe della Storia per si nascondono altri tristi avvenimenti, messi da parte e trascurati. Eppure ricercare
la verit dei fatti pu essere utile per comprendere come in quegli anni non sempre la distinzione tra bene e male
fosse netta; per capire come le vicende siano molto pi complicate di come in genere vengono raccontate; per
ricordare e non perdere la memoria e per poter finalmente rimarginare ferite rimaste aperte. Il tragico fenomeno
raccontato ebbe inizio in Sicilia nellAgosto del 1943 e vide nei Nebrodi un luogo di particolare tensione. Ma
bene ricostruire con ordine quei fatti.
L operazione Husky[2], cos come stato chiamato il piano di invasione della Sicilia, era iniziata la notte tra il 9 ed
il 10 luglio 1943. Il piano prevedeva lo sbarco dellArmata Americana sulla costa meridionale della Sicilia e
proseguendo verso est nella costa settentrionale si sarebbe dovuta incontrare con lArmata Inglese, a sua volta
sbarcata sulla costa sud-orientale. Lobiettivo di entrambe le armate era quello di aggirare il nemico e giungere a
Messina per poter cos impedire alle forze italotedesche di poter varcare lo stretto riparando verso il continente.
Le manovre delle due Armate subito dopo lo sbarco spinsero le truppe italotedesche, compresse verso la Sicilia

nordorientale, a pianificare una fase di contenimento con lo scopo di evitare laggiramento e laccerchiamento del
nemico e soprattutto consentire alle forze militari presenti sullIsola di essere trasferite sul continente. Ci fu quindi
una reazione allinvasione che di fatto fu una ritirata ben strutturata e ben pianificata dal punto di vista strategico.
Si crearono cos, in opposizione agli Alleati, pi linee interne di difesa terrestre per una resistenza ad oltranza che
permettesse di volta in volta lo sganciamento periodico di truppe e mezzi in direzione dello Stretto, per essere
traghettate in Calabria. La prima necessit per tale operazione difensiva era quella di muovere tutti i reparti e
raggrupparli allinterno delle aree della Sicilia che per le caratteristiche morfologiche si prestavano pi facilmente
alla difesa, cio le Madonie, i Nebrodi, il massiccio dellEtna con la piana di Catania ed in un secondo tempo
anche i monti Peloritani. La scelta di siti in prevalenza montuosi comportava dei vantaggi difensivi in quanto
spesso lattaccante non poteva utilizzare in quei luoghi la fanteria corrazzata. Vennero cos a formarsi delle linee
campali che andarono a tagliare la cuspide orientale della Sicilia e che in modo ordinato opposero resistenza
allavanzata degli Alleati permettendo di volta in volta il ripiegamento italo-tedesco verso lo Stretto. Fu cos che il
fronte della Seconda Guerra mondiale giunse anche nei Nebrodi. A partire dal 21 luglio 1943 si era formata la
linea difensiva che da ovest ad est si attestava tra S.Stefano di Camastra, Mistretta, Nicosia, Assoro, Agira,
Regalbuto, Centuripe, Catenanuova, Muglia, Simeto. Diversi eventi bellici si susseguirono fino a quando il
progressivo arretramento del fronte porter il conflitto nel cuore dei Nebrodi prima sulla cosiddetta linea di San
Fratello e poi sulla linea di Tortorici.
Il generale statunitense Patton, durante la preparazione dello sbarco in Sicilia nel giugno 1943[3], aveva chiesto di
unire alla propria armata un battaglione marocchino in rappresentanza dellesercito francese, che sarebbe rimasto
in Africa per riorganizzarsi. Fu cos che il generale francese Giraud mise a disposizione il 4 Tabor comandato dal
capitano Verlet. Si trattava di un reparto che rispecchiava la struttura tribale (goum) ed era composto dai
contingenti 66, 67 e 68 aventi come effettivi 58 francesi, per la maggior parte ufficiali e sottoufficiali, 832
marocchini, principalmente goumiers (soldati semplici) e 241 animali tra cavalli e muli. Fornito di armi americane il
Tabor fu fatto sbarcare il 13 luglio a Licata. Non difficile seguire il percorso dei marocchini al seguito della 3^
armata americana, incaricati di rastrellare le montagne da Agrigento a Palermo: Naro, Canicatt, Mussomeli e
Lercara Friddi, nodo stradale molto importante affinch gli americani giungessero a Palermo. Da questa localit e
dopo aver partecipato ai combattimenti, il Tabor fu dirottato verso Resuttano e Alimena per essere unito alla 1^
divisione americana che avanzava verso Nicosia e Troina. Da questo momento in poi le battaglie si fecero pi
dure perch lavanzata degli alleati fu ostacolata dal piano messo a punto dai tedeschi che, come visto pocanzi,
avevano organizzato delle linee difensive allo scopo di permettere un ripiegamento ordinato e sicuro delle forze
dellAsse verso la Calabria.
La linea di Caronia San Fratello- ovest di Cesar Troina Adrano Biancavilla Acireale aveva come
caposaldo principale Troina. Gli americani, dopo aver occupato Nicosia, si fermarono sulle colline che si
affacciano sul fiume Cerami per riorganizzarsi dopo la lunga marcia da Gela a Licata. Nelloffensiva studiata dal
generale Allen il 4Tabor avrebbe dovuto, assieme al 18 Reggimento, spostarsi verso Capizzi per poi proseguire
e tagliare la SS120 al di l di Troina. Pertanto i marocchini da Gangi il 27 luglio iniziarono a spostarsi per le
difficili vie di campagna per occupare il monte Sambughetti che domina la strada Nicosia-Mistretta-Santo Stefano
di Camastra. Gli italiani del 5 reggimento fanteria Aosta si ritiravano quindi verso Capizzi subendo numerose
perdite e colpendo con una vivace resistenza il 66 goum che ebbe una quindicina di uomini fuori combattimento.
Il 30 luglio il Tabor continu verso Capizzi combattendo assieme al 18 reggimento americano. Il 31 luglio tutti i
reggimenti ripresero lavanzata occupando Cerami ma nei giorni successivi i movimenti delle truppe furono
bloccati dalla reazione dei soldati dellAsse con le loro artiglierie. In pi punti i fanti americani furono costretti a
retrocedere facendo temere il ritorno dei tedeschi su posizioni lasciate giorni prima. Le perdite degli Alleati furono
numerose, specialmente a causa delle artiglierie posizionate ad ovest di Cesar. Il 66 goum non riusc ad
attraversare il fiume Troina e rimase isolato senza notizie tanto che il capitano Verlet mand un ufficiale al
comando stanziato a Cerami per avere istruzioni. In quei momenti accadeva un fatto che segn lopinione
pubblica statunitense: il generale Patton, notevolmente innervosito dalla battuta di arresto delle forze sotto il suo
comando, girando nelle immediate retrovie, schiaffeggi, colp col frustino e con una pedata un soldato
apparentemente sano che chiedeva di essere visitato in un ospedale da campo presso Nicosia. Il fatto, portato
allattenzione pubblica dalla stampa americana, suscit lintervento del presidente americano Eisenhower che
invit il generale Patton a fare pubbliche scuse al soldato. Il successivo tentativo del generale Allen di aggirare
lostacolo Troina fu bloccato dalle artiglierie italiane e tedesche. In particolare il 3 agosto un contrattacco italiano

costrinse alla ritirata alcuni plotoni del 67 goum e il 68 goum a sua volta dovette indietreggiare. A questo punto
il generale tedesco Hube ritenne fosse giunto il momento di rispettare la tattica di ripiegamento e quindi giudic
maturati i tempi di abbandono del forte caposaldo di Troina. Anche gli italiani sotto gli ordini del tenente colonnello
Gianquinto, comandante del I battaglione del 5 reggimento fanteria Aosta, eseguirono la stessa operazione di
ripiegamento dei tedeschi. Il 6 agosto cos gli americani poterono entrare a Troina.
Mentre i combattimenti continuavano a impegnare la prima linea, a Capizzi invece si verificava una singolare
guerra privata tra marocchini e capitini. I goumiers erano facilmente riconoscibili dal loro vestiario, indossavano
infatti un ampio camicione, il cosiddetto barracano, e portavano i capelli intrecciati e unti. Il loro aspetto esaltato
era accompagnato dalleco del loro comportamento e la fama delle loro imprese aveva di gran lunga preceduto il
loro arrivo a Capizzi, creando ansia e preoccupazione nella popolazione.
Involontariamente gli stessi americani contribuirono ad alimentare la paura invitando la popolazione a ritirare
prudentemente le famiglie dalla campagna per evitare facili aggressioni, come quella avvenuta in contrada
Ruscina dove due donne erano state violentate. Laccampamento dei marocchini a Capizzi era al Piano della
Fiera e a M.Rosso, molti civili erano stati fermati allingresso del paese e alleggeriti di portafogli, orologi e oggetti
doro, agendo alcune volte anche con violenza. Caso esemplare fu lepisodio di un furto di orecchini, tolti con
forza dalle orecchie di una donna, fatto che cost caro ad un marocchino che per ordine di un ufficiale fu legato
alla coda di un cavallo poi lanciato al galoppo. I marocchini allo stesso modo si distinguevano anche per le ruberie
galline e pecore.
I capitini dopo un primo momento di sgomento iniziarono a reagire: alcuni goumiers vennero bastonati, ad altri
venne invece mostrata una corda per intimorirli, temevano infatti la morte per impiccagione che, secondo le loro
credenze, avrebbe impedito alla loro anima di giungere in paradiso. Molti vennero impiccati o uccisi a colpi di
accetta. In contrada Salice due goumiers furono impiccati e lasciati a penzolare su due alberi. Vicino a
Spezzagallo altri due furono uccisi a colpi di accetta perch sorpresi a rubare. Altri morirono in contrada
Mercadante uccisi da contadini adirati per dopo aver visto foraggiare i cavalli con i covoni di frumento. Due
cadaveri furono rinvenuti in un casotto allAddolorata. Un altro invece fu trovato morto dopo alcuni mesi, con
ancora indosso il suo caratteristico costume, in un pagliaio di Pardo. E probabile che altri ancora abbiano trovato
la morte nelle campagne.
Finalmente, dopo la caduta di Troina il Tabor riprese la sua marcia a protezione dei fanti del 60 reggimento. L11
agosto il Tabor super i monti Pelato e Camolato, tagli la strada Cesar-San Fratello per poi, attraverso Monte
Soro e Serra del Re, superare laltra strada Randazzo-Capo dOrlando. Dopo loccupazione di Messina,
avvenuta il 17 agosto, il Tabor fu tenuto fuori dalla citt e il 23 ottobre fu rimpatriato col suo carico di elogi e di
gloria conferitagli dai generali alleati.
I fatti di Capizzi meritano ancora oggi di essere ricordati perch rappresentano una ferita forse ancora aperta e in
questo senso non si pu tacere lattivit di chi negli ultimi decenni ha provato a tener viva la memoria. In
particolare degno di esser ricordato in questa sede il decano dei giornalisti messinesi, il prof. Carmelo Garofalo,
che in pi occasioni ha ricordato nei suoi articoli le marocchinate nei Nebrodi, insegnando come la memoria sia
un patrimonio di cui non ci si pu privare, anche quando riporta alla conoscenza fatti spiacevoli che a volte molti
preferiscono dimenticare col rischio, per, di perdere per sempre parte del proprio patrimonio culturale.
Antonino Teramo
[1] Cfr. Atti parlamentari 37011 Camera dei Deputati, Seduta notturna di luned 7 aprile 1952
[2] Per approfondire la ricostruzione dei fatti bellici, qui riportata in modo sintetico, si faccia riferimento a
A.DONATO, MESSINA OBIETTIVO STRATEGICO Organizzazione difensiva ed eventi bellici 1940-43 , EDAS,
Messina 2009, pp.103-165.
[3] Dora in poi per la ricostruzione degli avvenimenti sui Nebrodi si prender in considerazione L.ANELLO, 19431983 In margine alloperazione Huskj: Capizzi e le truppe marocchine nel 1943, in ARCHIVIO STORICO
MESSINESE 42, Societ Messinese di Storia Patria, Messina 1983 pp. 155-165.