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MF 113 (2013) 422-440

IMMAGINI DELLUOMO NEI SERMONES


DI SANTANTONIO DI PADOVA
Francesco Celestino, OFMConv
Nei Sermones1 di s. Antonio luomo occupa uno spazio notevole, anche
se il Santo non ne parla in modo sistematico. Allinterno dei suoi scritti fa
un esplicito riferimento alluomo considerato nella sua innocenza primitiva, non trascurando la sua rovinosa caduta nel peccato che per sola bont del creatore sar cancellata e sublimata dal sangue sparso del Figlio di
Dio sulla croce. La sua antropologia piuttosto esistenziale ed attenta pi
allagire che allessere delluomo; questo porta a collocare luomo nel piano
della salvezza2. Luomo descritto nella pienezza della sua realt, creato a
immagine e somiglianza di Dio, ma anche nella sua situazione di debolezza. la drammatica dialettica di peccato e redenzione, che sfocia nellimi-

1 La fonte principale dei Sermoni la Sacra Scrittura. Antonio, seguendo il metodo


dei Padri, si sofferma sui molteplici significati assunti da essa; cf. G. T (a cura),
S. Antonio di Padova. I Sermoni, Padova 19941, 21-22. Partendo dalla spiegazione letterale del brano egli si concentra sul significato allegorico ed esamina attentamente quello morale, in pochi casi si occupa del significato mistico. La citazione scritturale tratta dal testo tradotto da s. Girolamo, la Volgata. Con grande precisione si indica lautore, il
nome del libro e in alcuni casi, anche il numero del capitolo. La citazione pu tuttavia subire delle variazioni soprattutto nelluso delle parole. Ci pu dipendere da fattori diversi
quali: il testo della Volgata utilizzato dal Santo, il fatto che citasse a memoria, la necessit di confermare la citazione alla trattazione del Sermone. Punto di riferimento importante sono anche i Padri della Chiesa: Ambrogio, Girolamo, Agostino ecc. Accanto a queste ci sono fonti secondarie: i commenti posti al margine dei codici della Sacra Scrittura,
le cosiddette Glosse; i florilegi, cio raccolte di sentenze scritturali o di scrittori ecclesiastici; versi di poeti come Orazio, Ovidio, Giovenale, Persio; sentenze di filosofi, quali Aristotele, Seneca, Cicerone ed altri; descrizioni attinenti il mondo delle scienze naturali. Il
Santo attribuisce, infatti, pari importanza allesegesi biblica e a quella naturale; entrambe possono spiegare la parola di Dio, la distinzione tra il bene e il male. Il suo intento di
proporre il Vangelo a modello della vita cristiana e spiegare, anche attraverso favole e descrizioni scientifiche, come si esplica il progetto di Dio nella spiritualit delluomo. Affinch linsegnamento risulti efficace, Antonio si serve anche di artifici letterari quali le etimologie che spiegano lorigine dei nomi e trasmettono verit servendosi di usi, costumi,
immagini.
2 Cf. P. S, Capisaldi dellantropologia antoniana, in A. P (a cura), Le fonti e
la teologia dei Sermoni antoniani. Atti del Congresso Internazionale di Studio sui Sermones di s. Antonio di Padova (5-10 ottobre 1981), Padova 1981, 679.

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tazione di Cristo, nella centralit della povert evangelica, dellumilt, del


distacco e della redenzione attraverso la croce3.
I Sermones non hanno contenuti elaborati e risposte sulluomo in modo
da ottenere unarticolata e completa sua concezione; in essi invece si ritrovano indicazioni sparse, ma significative, s. Antonio se ne occupa soprattutto
per realizzare i suoi intenti pastorali e penitenziali4. Rileggere lesperienza
del santo Dottore, in prospettiva storico-salvifica, ci permette di individuare i capisaldi della sua antropologia e il cammino morale e spirituale che il
cristiano chiamato a compiere.
I. L S
Che cos luomo? una delle domande principali che ogni uomo,
e tutti i filosofi, si sono posti lungo i secoli e che anche noi vogliamo porci nel nostro studio. S. Antonio ci d la risposta a questo interrogativo cos
importante con termini che ci permettono di scoprire nella visione antropologica un profondo ottimismo5: dal punto di vista filosofico egli vede luomo come animale ragionevole, in cui la parte migliore lanima6. Antonio, nella sua visione delluomo, fa esplicito riferimento alla concezione
antica: Luomo detto mikrokosmos, cio piccolo mondo. Infatti, come
il mondo, fu creato composto di quattro elementi, cos gli antichi affermano che luomo consta di quattro elementi umani (fluidi) amalgamati in un
unico temperamento7.
Questi quattro elementi secondo la filosofia antica, in modo particolare nei filosofi pre-socratici, sono: il fuoco, laria, lacqua e la terra. Il fuoco esiste negli occhi, laria nella bocca, lacqua nei reni e la terra nelle
mani e nei piedi8. Luomo sorretto da dieci organi: due occhi, due orecchi, lodorato, il gusto, due mani e due piedi9. La concezione di uomo come
microcosmo una costante tematica ricorrente nella predicazione antonia-

3 Cf. A. R, La visione antropologica dei Sermones di s. Antonio di Padova,

in P, Le fonti e la teologia, 671.


4 Cf. A. P, La predicazione di s. Antonio e i suoi contenuti, in L. B (a
cura), Antonio di Padova uomo evangelico. Contributi bibliografici e dottrinali, Padova
1995, 125.
5 Cf. F. M, S. Antonio di Padova. Vita e dottrina, Napoli 1999, 51.
6 G. T, S. Antonio di Padova. Domenica di Pentecoste, 371.
7 Ivi, Domenica IV dopo Pasqua, 294.
8 Cf. Ivi, Domenica di Quinquagesima, 58.
9 Cf. Ivi, Domenica I di Quaresima, 92.

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FRANCESCO CELESTINO

na10; il Santo lattinge dalle formulazioni teologiche del XII e XIII secolo,
per abbozzare una nuova visione antropologica come unit piena di composizione, che avr rigore di formulazione filosofica con s. Bonaventura
e s. Tommaso11.
S. Antonio riprende la visione antropologica della sua epoca, in cui luomo, pur essendo al centro del creato, non al centro delluniverso12. Il concetto di microcosmo ha un carattere strumentale, serve a far comprendere il posto che luomo occupa nel mondo, non causato da una contingenza
storica, n dalla conseguenza di una caduta mortale, bens corrisponde ad
un piano salvifico da parte di Dio. La condizione di microcosmo permette
alluomo di partecipare al progetto di Dio, perch mette in rilievo la condizione di mediatore come imago mundi e imago Dei13. Secondo il Gambetti, il termine imago rimanda alla capacit di conoscere la verit, mentre similitudo si riferisce alle facolt di amare la virt. Il piano intellettivo e
quello affettivo-morale attestano dunque la nostra dignit14.
Nella composizione di anima e di corpo, luomo si avvicina di pi alla
fonte dellessere, perch racchiude in s due ordini, del sensibile e dello spirito. Le cose create quindi sono vedute come opera della bont di Dio, che
estende la sua bont a tutto15. S. Antonio si riferisce alla dottrina di s. Agostino e di Dionigi lAreopagita: il primo parla del Summum Bonum e il secondo di fontana bonitatis. Il Dottore evangelico presenta Dio come substantiale bonum, di cui partecipa ogni creatura. Da notare che nel pensiero
agostiniano presente quello platonico e neoplatonico, ma s. Antonio lo
perfeziona in una pi chiara prospettiva cristiana per la quale Dio crea tutti gli esseri e la natura per amore e puro atto di gratuit16.
S. Antonio riprende anche lo Pseudo-Dionisio che, parlando della
teologia della creazione, ha come idea centrale quella del bene, quindi
nella creazione adombrata sempre la bont divina (agathots). Questo
bene si comunica a tutte le cose in un ordine gerarchicamente discendente; angeli, uomini, animali, piante e tutto vivificato giacch partecipa
10 Cf. V. F, S. Antonio guida di vita spirituale, Padova, 1961, 33-34. Cf. J. A. M, Uomo, in E. C (a cura), Dizionario antoniano. Dottrina e spiritualit dei Sermoni di SantAntonio, Padova 2002, 863-882.
11 Cf. M. C. M P, La formazione intellettuale di s. Antonio orientale
lumen, in P, Le fonti e la teologia, 379-380.
12 Cf. S G, Luomo in s. Antonio, 697.
13 Cf. M P, Formazione intellettuale, 386-387.
14 F. G, Elementi filosofici dei Sermones di s. Antonio, in P, Le fonti e
la teologia, 171.
15 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Festivit apostoli Filippo e Giacomo, 1175.
16 Cf. A I, Le Confessioni, 13, 2, 2, Roma 1965, 13-14.

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alla vita del Bene17. Dio bont fontale, come pi volte ripete s. Antonio,
ossia la fontana bonitatis, cio la pienezza di bont e la fonte della bont18. Per il Santo, luomo inserito nel mondo naturale; proprio per questa realt umana dal punto di vista della creazione la corporeit dimensione essenziale delluomo, alla quale corrisponde la sua apparizione
e la sua scomparsa19.
II. L
I riferimenti al corpo nei Sermones del Santo sono tantissimi e consentono di delineare una sua specifica definizione20: s. Antonio del corpo mette in rilievo, in modo particolare, la fragilit e il cambiamento permanente.
Gardin, esperto di morale, afferma che nei Sermones vi una concezione
non del tutto ottimista del corpo, come risulta dal Sermone della I Domenica dopo Pentecoste. Il Santo vuole suscitare, infatti, un certo disprezzo nei
confronti del corpo21. Questa concezione non si discosta molto dal pensiero dei Padri: il corpo sede della concupiscenza e della sensualit22, ma,
contemporaneamente, il Santo invita a curare il proprio corpo, affermando
che: quattro cose si devono amare: primo, colui che sopra di noi, cio
Dio; secondo, ci che siamo noi (noi stessi); terzo, ci che ci vicino, cio
il prossimo; quarto, ci che sotto di noi, cio il corpo23.
Citando s. Bernardo, parla del corpo come di un ammalato affidato alle
nostre cure24, e del corpo il Santo mette in evidenza anche la fragilit e la
mutabilit paragonandolo alla luna che cresce e decresce25.

17 Cf. G. F, In margine ai Sermones: stile francescano e stile antoniano, in


P, Le fonti e la teologia, 71-79.
18 Cf. M, La formazione intellettuale di s. Antonio, 380.
19 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Domenica XI dopo Pentecoste, 601-602.
20 Cf. Ivi, Domenica di Quinquagesima, 58.
21 Il Santo offr a Dio il corpo in olocausto, con la mortificazione dei sensi, nei rigori di unestenuante penitenza, con catenelle ai fianchi (Rigaldina) e digiuni, fino al punto
che non una volta sola, quando al suono della campanella stava per ritornare presso i confratelli, con il corpo sfinito per le veglie e macerato dallastinenza, vacillava nellincedere
e non reggendosi sabbatteva al suolo (Assidua), in S. D, Il Santo che il mondo ama,
Padova 1960, 34-35.
22 Cf. G. A. G, Lussuria e castit in alcuni Sermones di s. Antonio, in P,
Le fonti e la teologia, 705-706.
23 G. T, S. Antonio di Padova. Domenica I dopo Pentecoste, 395.
24 Cf. Ibidem.
25 Cf. Ivi, Domenica in Quinquagesima, 59.

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Nelle pagine dei Sermoni ci sono diversi elementi che avvicinano luomo
al mondo, alla natura, in modo particolare in alcune descrizioni del corpo
che diventano emblematiche di corrispondenti situazioni spirituali. Certamente per noi contemporanei luomo ha delle caratteristiche simili a quelle degli animali e della natura, ma questo tipo di concezione naturalistica
superata dalla nozione di spirito. S. Antonio unifica questi due atteggiamenti in uninterpretazione antropologica che riflette il suo tempo, ma che
preannunzia una contemporaneit fino ad oggi poco evidenziata26. Nonostante gli aspetti negativi che possono esserci nel corpo, quali: i moti inconsci, i pensieri cattivi, le tribolazioni, i gemiti e le lacrime27, luomo deve
avere cura del suo corpo. Il Santo scrive in proposito: Questo misero corpo, allinizio della sua vita piccolissimo; nella vecchiaia curvo; invece al centro della sua vita, cio nella giovinezza, si gonfia di ricchezze, si
adorna di vesti, si ingrassa di cibi e bevande28. Affermata la positivit del
corpo, poich un mezzo indispensabile per vivere, questo anche sostegno per lanima: come una pentola, mentre lanima come il cibo29, il
che mostra lunione tra lanima e il corpo.
III. L
Altro elemento del composto umano lanima30: il Santo, per definirla,
utilizza le categorie della filosofia greca in modo particolare con riferimenti a Platone, soprattutto utilizzandone come fonte dirette i Dialoghi: il Fedone, il Menone e la Repubblica. Lanima definita da s. Antonio:

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S, Luomo e la natura in s. Antonio, 201.


Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Domenica XVI dopo Pentecoste, 716-717.
Ivi, Domenica I dopo Pentecoste, 396.
Cf. Ivi, Invenzione della Santa Croce, 1189.
La definizione filosofico-etimologica pi completa dellanima [] sostanzialmente, e in gran parte letteralmente, tratta da Isidoro di Siviglia []. La definizione si muove
su due linee enunciando, positivamente ci che lanima : substantia, esistente quindi in
s, intellectualis, dotata cio di processo conoscitivo nel passaggio da una verit allaltra.
Laltra linea definitoria indica ci che lanima non incorporalis, invisibilis. S. Antonio accoglie cos senza difficolt ci che nelle temperie culturali del tempo era ampiamente ammesso: il dualismo anima e corpo, di origine greca e qui, specificatamente, platonica, che
permette di pensare lanima come sostanza spirituale, in completa indipendenza dalla dimensione corporea, pur esistendo essa attualmente connessa a questa dimensione, che per
non le necessaria: A. B, La struttura dellanima nei Sermones di s. Antonio, in
P, Le fonti e la teologia, 732.

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sostanza incorporea, intellettuale, razionale, invisibile, di origine sconosciuta,


che nulla di terreno ha in s mescolato. Anima quasi come dire nimos, termine greco che significa vento, o movimento, perch sempre in movimento
spontaneo e muove i corpi; oppure come dire anmne, o anmneia, che significa sempre in greco, ricordo; oppure composta da a e nemo, che, ancora in
greco, significa conferire, perch conferisce la vita ai corpi; oppure anche an,
sopra, e ima, sangue, quindi sangue superiore31 .

Lanima dunque sostanza incorporea, ragionevole, accomodata al corpo che da essa vivificato32. Per conoscere che cos lanima bisogna farsi guidare dalla sua etimologia: Lanima unentit incorporea, capace di
ragione, ordinata a vivificare il corpo. Lanima forma gli uomini animali
(naturali), che sono sapienti secondo la carne, attaccati ai sensi del corpo33.
Letimologia della parola rivela la realt spirituale delluomo, laspetto dinamico, in quanto principio e motore del corpo, la funzione unificante
che manifesta nella memoria riflessiva, la funzione vitale rispetto al corpo,
e la consistenza specifica suggerita dallimmagine che fa di essa una specie di sangue superiore34. Come afferma s. Agostino, Iddio crea lanima
dal nulla ogni qualvolta comincia ad esistere luomo. Riguardo allorigine
dellanima s. Antonio si oppone al Traducianesimo e specifica che essa
creata dal nulla con unoperazione individuale, mediante infusione. Essa
la forza che d vita al corpo, cos come Dio colui che d il vigore che la
fa essere vigore35. Lanima si manifesta attraverso tre forze: la razionalit,
la concupiscenza e lirascibilit. La prima forza permette di distinguere il
bene e il male; la seconda ci apre a desiderare il bene, la terza permette di
allontanare il male36. Ne scaturiscono sei virt che permettono alluomo
di vivere in grazia di Dio: contrizione del cuore, la confessione della bocca, lopera di penitenza (la soddisfazione), lamore di Dio e del prossimo,
lesercizio della vita attiva e quella contemplativa, il conseguimento della
perseveranza finale37.
Grazie allanima luomo riesce a compiere quel cammino spirituale tanto
caro al nostro Santo. Il corpo anche il vestito dellanima, vestito di lino38.
Corpo ed anima non sono due entit, ma formano insieme luomo completo.
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G. T, S. Antonio di Padova. Domenica XIII dopo Pentecoste, 644.


Cf. Ivi, Domenica V dopo Pasqua, 319.
Ibidem.
A. B, La struttura dellanima nei Sermones di s. Antonio, Il Santo 22
(1982) 1-3, 733-734.
35 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Domenica XXIV dopo Pentecoste, 864.
36 Cf. P, La predicazione di s. Antonio, 125.
37 G. T, S. Antonio di Padova. Domenica di Settuagesima, 30.
38 Cf. Ivi, Domenica delle Palme, 184.

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Secondo il Martins, la visione filosofica di s. Antonio sulluomo pu essere riassunta per sommi capi in tre affermazioni:
a) luomo una sua unit corporea e spirituale, collocato nelluniverso della vita, della storia e dellesperienza; b) luomo non afferrabile se viene colto nella sua struttura corporea, ma occorre che venga rappresentato nella sua
integrit dinamica, corporea e spirituale, il cui centro propulsore lanima; c)
lanima fonte di ordine e unit nella realt del mondo corporeo, ed soggetto di ordine e unit nella realt spirituale, in quanto essa formata e vivificata
da Dio: vita corporis anima est vita animae Deus est39.

IV. L
Lesperienza di s. Antonio di Padova, da Lisbona a Padova, fu un lieto
annunzio di salvezza, realizzata e attualizzata da Cristo che rivela la vita
intima di Dio. Il Dio Amore Padre, Figlio e Spirito Santo, diviene modello per luomo cristiano. Nel prefazio II della Messa di s. Antonio si dice:
Predicatore infaticabile, apostolo di pace, sostegno degli umili, che ha realizzato il vangelo della giustizia, della verit e dellamore40; infatti, s. Antonio attualizza le verit del Vangelo, guidando luomo attraverso le tappe
della storia della salvezza.
1. Luomo prima del peccato
Per s. Antonio, la nobilt delluomo proviene dalla sua origine divina41
e mette in evidenza che luomo creato da Dio secondo la dimensione di
Dio42. Il Santo, riprendendo s. Agostino, afferma che tutto ci che esiste
proviene da Dio43; egli ne fa esplicito riferimento, affermando che lessere
delluomo modellato sulla Trinit. La somiglianza delluomo con la Trinit data da tre facolt: come Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito, che non
sono tre dei, cos lanima-intelletto, lanima-volont e lanima-memoria non

39

J. S. M, La predicazione come mediazione culturale e pastorale, in G. R (a cura), Antonio uomo evangelico. Convegno di studi nellVIII centenario della nascita e nel 50 di proclamazione a Dottore della Chiesa (Bologna, 22-23 febbraio 1996), Padova 1997, 145.
40 Cf. G. L A. M (a cura), Parole e segni potenti. 750 del ritrovamento della Lingua incorrotta di santAntonio, Padova 2013, 27.
41 Cf. G. T , S. Antonio di Padova. Domenica XXIII dopo Pentecoste, 854.
42 Cf. Ivi, Annunciazione della beata Vergine Maria, 1087-1088.
43 Interessante, in proposito, la ricerca di A. P, La Trinit e paternit di Dio nei
Sermoni di s. Antonio di Padova, MF 100 (2000) 429-460.

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sono tre anime, ma una sola anima44. Dio crea luomo retto, capace di servirsi della terra e capace di innalzarsi verso il cielo mediante il suo spirito.
Luomo influenzato dal primo uomo Adamo, la cui disobbedienza introduce nel mondo la morte45.
Nellantropologia antoniana una delle dimensioni che sembra prevalere lamore: luomo mediante esso entra in relazione con il Creatore e con
il prossimo. Il Santo presenta letimologia della parola amore, rivelandone
il significato profondo:
Essendo lamore (la carit) la principale delle virt, facciamo su di essa qualche considerazione con un breve sermone particolare. Lamore con il quale
si ama Dio e si ama il prossimo proprio lo stesso, e questo amore lo Spirito Santo, perch Dio amore (P. Lombardo). Questa legge dellamore come
dice Agostino istituita da Dio, affinch tu ami Dio per se stesso e con tutto il cuore, e il prossimo come te stesso: ami cio anche te stesso in ordine al
prossimo e per il prossimo. Infatti devi amare te stesso per il bene e in ordine
a Dio, e anche il prossimo devessere amato per il bene, e non per il male, e in
ordine a Dio. Come prossimo poi si deve intendere ogni uomo, perch non c
nessuno con il quale si possa agire male46.

Lamore per trovare la piena realizzazione nelluomo deve essere conquistato dal cammino che viene tracciato da lui, attraverso latto di volont.
Lamore verso laltro uomo sostenuto dallamore di Dio perch lui stesso amore. Luomo chiamato ad elevarsi spiritualmente dalla sua realt
di indigenza mediante un progressivo cammino. I Sermones affermano che
luomo creatura privilegiata, lessere pi degno del creato, ne il centro del creato, mentre Dio il centro delluniverso da cui tutto dipende47.
La teologia di s. Antonio ha sempre una matrice pratica, ordina le verit
in rapporto alla vita, alle scelte e ai comportamenti umani. Di conseguenza lesortazione continua del Santo alla vita virtuosa e alla penitenza. Egli
un ottimo osservatore degli atti degli uomini, vi si pone con comprensione e li assolve quando non vi la volont del male48.
Con il triplice risvolto di imago creationis, imago recreationis et imago similitudinis, s. Antonio dice che la creazione e la redenzione sono due
momenti dellunico disegno salvifico di Dio. Nei Sermones la creazione,
la redenzione e lescatologia appaiono come tre atti di un unico dramma.
44 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Annunciazione della Beata Vergine Maria, 1088.
45 Cf. Ivi, Resurrezione del Signore, 222.
46 Ivi, Domenica I dopo Pentecoste, 394.
47 Cf. P. S, Il messaggio di s. Antonio oggi, Padova 1981, 29-30.
48 Cf. P. S, Antonio di Padova, Milano 1981, 70.

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2. Luomo e le conseguenze della sua caduta (il peccato)


Luomo creato ad immagine e somiglianza di Dio, originariamente felice, nobile dalla nativit, ma la santit originaria, a causa del peccato, ha
reso luomo infelice, corrotto non solo nel rapporto con Dio, ma anche nei
confronti di se stesso, delle cose e degli altri simili49. La natura umana
stata fortemente segnata dal primo uomo, da Adamo, la cui disobbedienza
ha introdotto nel mondo la morte.
La caduta delluomo lo porta a conseguenze molto gravi, a turbamento, a volersi nascondere, a scappare. Prima del peccato la natura delluomo
era simile ad un ulivo piantato in un giardino di delizie, rigogliosa e fertile
per i doni gratuiti, bella per i doni, attraente per linnocenza50. Ma il fuoco
della vanagloria ha bruciato i suoi frutti51.
S. Antonio assume lo schema della teologia dellimmagine e la sua riflessione antropologica guidata dalla concezione del peccato come deformazione dellimmagine originale delluomo. Questa valutazione unidea
che troviamo in s. Agostino, il quale presenta il peccato come aversio che
conduce luomo nella schiavit e al disconoscimento di se stesso. Il peccato degradazione dellimmagine di Dio52. Limmagine delluomo con il
peccato un imago deformis53. S. Antonio nei suoi scritti dedica, al peccato originale, poco spazio, ma, rifacendosi ad esso, gli spiega la situazione
attuale delluomo. Citando un brano dellEcclesiastico afferma: Il giogo
pesante sopra i figli di Adamo dal giorno della nascita il peccato originale, ossia il fomite del peccato, o la concupiscenza54. Inoltre il Santo richiama e cita Pietro Lombardo che identifica il peccato con la concupiscenza e
semplifica il tema agostiniano.
Questa concezione la troviamo in altri autori del secolo XII, che unanimi concordano sulle conseguenze del peccato originale: la disobbedienza
al mandato di Dio causa della concupiscenza, considerata come effetto
del peccato55. La concupiscenza viene chiamata anche peccatum naturae
che si trasmette sin dalla nascita, dalla quale si pu essere liberati per mezzo del mediatore fra Dio e gli uomini:

49 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. V Domenica di Quaresima, 169-170.


50 Cf. R. Z, Antonio di Padova educatore pastorale, Assisi 1995, 176-177.
51 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Domenica V in Quadragesima, 169.
52 Cf. S. A, La Trinit, 12,11, 16 in G. B (a cura), Roma 1973, 595-601.
53 Ibidem.
54 G. T, S. Antonio di Padova. Domenica XV dopo Pentecoste, 693.
55 Cf. F. C, Antonio, 356.

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Tutti gli uomini, concepiti dallaccoppiamento delluomo e della donna, nascono con il peccato originale, soggetti allempiet, destinati alla morte, quindi per
natura figli dellira (cf. Ef 2,3), dalla quale nessuno pu essere liberato se non
per mezzo della fede nel Mediatore fra Dio e gli uomini56.

Finch luomo non arriva a Dio sempre in movimento; il Santo cita


come riferimento s. Agostino: Inquieto il nostro cuore, o Signore, finch non riposa in te57. I principali movimenti delluomo sono: lOriente
della nascita, lOccidente della morte, il Meridione della prosperit e il Settentrione delle avversit58. Luomo che pecca diviene un nulla, ma con la
grazia diviene nuova creatura, con una coscienza pi pura.
Molto suggestiva la presentazione delluomo decaduto, immerso nel
peccato, esortato alla penitenza, alla confessione delle colpe e alla penitenza. Molte volte questa esperienza descritta in modo drammatico, come
nel Sermone della X Domenica dopo Pentecoste.
3. Luomo e lattesa della salvezza
Luomo credente non pu leggere la sua esistenza partendo solo dalla
dimensione presente. Alla vita, luomo deve aggiungere il desiderio, che
iscritto nel suo essere; il Santo afferma che luomo creato da Dio secondo
le sue dimensioni. Loggetto del suo desiderio linfinito, come afferma s.
Agostino. Alcuni uomini credono che con le sole proprie forze possano appagare i propri desideri. La tentazione pi grande delluomo di voler sostituire il Sommo Bene con lacquisto di beni fittizi e funzionali quali il piacere, la ricchezza e il potere. Questo per non contribuisce al raggiungimento
del Sommo Bene. In ogni uomo c il bisogno di infinito. Luomo conscio
di ci che era per natura, di ci che chiamato a divenire partecipando alla
grazia divina. Luomo quindi in grado di aprirsi alla grazia, non solo con
il desiderio, ma pu realizzarla fattivamente, mediante un cammino di ascesi che lo porta ad incontrare Dio59. La destinazione ultima delluomo il
godimento di Dio. Il viaggio grandioso delluomo, iniziato con limprimere in se stesso limmagine di Dio, a cui seguita la caduta e la ricreazione, si conclude con il ritorno a Dio, a cui luomo anela con tutte le forze60.
Il Santo di Padova afferma che le cose di cui luomo dispone non sono
propriet assoluta delluomo, ma gli sono date in prestito, egli ne solo
56 G. T , S. Antonio di Padova. Domenica
57 Ivi, Ascensione del Signore, 351.
58 Ibidem.
59 Cf. Ivi, Domenica IV dopo Pasqua, 331.
60 Cf. Ivi, Circoncisione del Signore, 1006.

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XV dopo Pentecoste, 694.

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lamministratore. Un buon amministratore necessita di una guida, e luomo guidato, nel suo divenire, da Cristo modello da imitare, ma questo
cammino pu essere perseguito attraverso gli insegnamenti della Chiesa61.
Nelluomo spirituale prevale la forza dellattesa della salvezza, realizzata in Cristo, nella sua pienezza, ma egli ha bisogno di percorrere un cammino fatto di decisioni e di scelte concrete. S. Antonio sottolinea con forza
quale deve essere latteggiamento delluomo di fronte allattesa salvifica. Il
Santo non ne parla in modo esplicito, ma leggendo i Sermones si pu ricavare, seppure in breve, una descrizione per sommi capi, degli atteggiamenti delluomo e, in modo particolare, della Chiesa, che assume una dimensione escatologica. La preoccupazione di s. Antonio quella di riformare
la condotta degli uomini, ma anche di fare sviluppare nelluomo una nuova tensione verso traguardi spirituali di santit evangelica. Qui che si inserisce la missione escatologica della Chiesa: conservare incorruttibile il
seme della parola e dei Sacramenti, con lo scopo che i cristiani crescano
nella vita spirituale. La missione della Chiesa chiara per s. Antonio, portare tutti alla salvezza62. Insiste soprattutto sulla tesi paolina dellunit di
Israele e delle genti: lunione di tutti Popoli sul ceppo di Israele che permette alla Chiesa di esistere63.
S. Antonio concepisce la salvezza cristiana come salvezza integrale,
come pace messianica, come presenza in pienezza di tutti i beni e di tutti i
valori. Luomo anela a questa salvezza, che trova le sue origini nellamore,
che di fatto una dimensione essenziale dellantropologia antoniana: mediante esso luomo entra in relazione con Dio e con gli uomini64. Lamore
ha bisogno di volti e fatti concreti, un qualcosa che si realizza mediante il
progresso della vita spirituale.

61 Cf. Ivi, Domenica XXI dopo Pentecoste, 804-805.


62 Papa Giovanni Paolo II, in occasione della visita pastorale alla citt di Padova, nellan-

gelus del 12 settembre 1982 parlando della missione del Santo cos si esprimeva: Antonio
annunciava ai suoi contemporanei il Vangelo. Antonio compiva col cuore aperto il ministero del sacramento della penitenza. Antonio non poteva saziarsi mai a sufficienza della verit che Dio divenuto uomo, e che luomo ha sperimentato la suprema elevazione in Cristo. Antonio di Padova si saziava costantemente di questa verit, e costantemente ne aveva
desiderio! Grazie a questo desiderio della verit divina la sua bocca si apriva per annunciare il Vangelo, e il suo cuore verso il ministero della penitenza. Dio in Ges Cristo era molto vicino ad Antonio di Padova. Egli diveniva molto vicino agli uomini mediante il ministero della parola e del sacramento esemplarmente compiuto dal Santo, in G. L A.
M, Parole e segni potenti.163.
63 Cf. Ivi, Ottava di Pasqua, 236; II Domenica dopo Pasqua, 259.
64 Cf. Ivi, Festa santi Pietro e Paolo, 1219.

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IMMAGINI DELLUOMO NEI SERMONES

433

La vicenda delluomo segnata dalla ricerca di quella pace che solo in


Dio si trova, che luomo aspetta e vuole contemplare nel suo volto65. Luomo prediletto si trasfigura nella dolcezza della contemplazione: Quando
lanima viene elevata in questo mondo [] ormai non pi lei che vive,
ma vive in essa la vita di Cristo (cf. Gal 2,20)66.
V. L C
Lesistenza umana sarebbe compromessa in modo irrimediabile se non
fosse intervenuta liniziativa divina che eleva luomo allo stato soprannaturale. La chiave ultima per la comprensione delluomo sempre il mistero di Dio in Ges Cristo. Il Santo, citando lepisodio del cieco nato di Gv
9,6, vede nella saliva unita alla polvere la divinit unita allumanit; finch
non vengono illuminati gli occhi del cieco, il genere umano accecato67.
La venuta di Cristo restituisce alluomo una nuova possibilit di ritrovare
la condizione nativa ed essere condotto alla pienezza definitiva.
Una grande discordia cera tra noi e Dio. Per eliminarla e per riportare la pace,
fu necessario che il Figlio di Dio prendesse la sua sposa nella nostra parentela.
E per concludere questo matrimonio, intervennero molti intermediari e pacieri,
con insistenti preghiere []. Finalmente il Padre fu daccordo, e mand il suo
Figlio, il quale nel talamo della beata Vergine, un a s la nostra natura, e allora il Padre celebr le nozze del Figlio suo68.

Luomo pu ritornare a Dio perch Cristo riforma limmagine deformata dal peccato, restaura limmagine e la somiglianza con Dio, termini che
sembrano avere in s. Antonio significati diversi. Il termine somiglianza ha
un significato univoco, richiama limago recreationis, in quanto limmagine
si situa in una linea noetica e la somiglianza in una linea di amore: Amore viene detto in latino dilectio, perch lega tra loro due persone (duos ligat). Infatti, lamare incomincia tra due persone. Lamore di Dio e lamore
al prossimo pu essere inteso solo in riguardo al bene69.
Quindi, la somiglianza, o immagine di ricreazione, indica tutto un processo morale di imitazione di Dio. Mentre limmagine della creazione indica la proiezione delluomo a Dio e una presenza di Dio nello spirito umano,

65 Cf. Ivi, Ascensione del Signore, 351.


66 Ivi, Resurrezione del Signore, 222.
67 Cf. Ivi, Domenica di Quinquagesima, 51-53.
68 Ivi, Domenica XX dopo Pentecoste, 784.
69 Ivi, Domenica XXIII dopo Pentecoste, 640.

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FRANCESCO CELESTINO

la somiglianza indica un processo di trasformazione e un progetto morale


di esistenza. Questo implica una determinata concezione del mistero di Cristo e di tutta la soteriologia. Nozioni che il Santo riprende dalla patristica
greca in cui la soteriologia, in armonia con la concezione di uomo, presenta la redenzione delluomo come ricreazione dellimmagine divina, si parla cio di creazione, di deformazione con il peccato originale e di restaurazione da parte di Cristo70.
Al centro di questa soteriologia, in armonia la prospettiva paolina dei
due Adami: lopera di Cristo vista soprattutto come restaurazione dellordine che, con la disubbidienza il primo Adamo aveva rotto, facendo cadere
lumanit in una situazione di peccato e di morte. Cristo, il nuovo Adamo,
il principio e lorigine di unumanit redenta. Nellincarnazione e nella
morte di Ges, s. Antonio vede una prova della dignit delluomo, fondata sullappartenenza a Dio e sulla preziosit che essa ha per Dio tanto che
dopo la caduta nel peccato, questa preziosit spinge Dio ad incarnarsi per
andare alla sua ricerca e restaurarla. Cristo assume per luomo il primato assoluto e universale, per luomo colui che ha il primato su tutte le cose
(Col 1,8) e siede alla destra del Padre (Credo). S. Antonio al riguardo della generazione di Ges scrive:
La generazione di Cristo duplice: la prima generazione della divinit, la seconda quella dellumanit, ed entrambe sono locchio del sole []. La generazione della divinit detta occhio del sole perch illumina tutta la chiesa
trionfante, la celeste Gerusalemme []. La generazione dellumanit detta
occhio del sole perch con la fede nella sua incarnazione illumina tutta la chiesa militante71.

La ricreazione dellimmagine divina delluomo richiama anche la gloria della risurrezione72, la vittoria di Cristo sul demonio, lidea della purificazione e della creazione nuova73. Cristo per lumanit decaduta remissione dei peccati, riconciliazione con Dio; per il suo sangue, in cui luomo
purificato dalle opere di morte, pu servire il Dio vivo74.
S. Antonio paragona lopera di Cristo a quella di un ponte, per la sua missione di mediatore tra il genere umano e il Padre75; riprendendo s. Bernar70 Cf. G N, De hominis opificio: PG 14,136.
71 G. T, S. Antonio di Padova. Cattedra di s. Pietro, 1163.
72 Cf. Ivi, Domenica XXIII dopo Pentecoste, 853-854.
73 Cf. J. G, La cristologia nei Sermoni di s. Antonio di Padova, in P, Le fon-

ti e la teologia, 402-406.
74 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Domenica V di Quadragesima, 169-170.
75 Lo stesso concetto di Ges come ponte lo troviamo in S. C S, Il dialogo della divina Provvidenza, Roma 1968, 196-199.

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IMMAGINI DELLUOMO NEI SERMONES

do, definisce Cristo pontefice dei beni futuri; pontefice significherebbe colui che unisce due rive: luomo e Dio, per avere il possesso dei beni futuri:
Cerano due sponde, da una parte e dallaltra, la sponda della mortalit e quella dellimmortalit, tra le quali scorreva un fiume invalicabile, quello delle nostre iniquit e delle nostre miserie. [] Venne dunque Cristo, vicino a noi come
pontefice, che fece se stesso ponte dalla sponda della nostra mortalit a quella della sua immortalit, affinch su di esso, come su di un legno posto attraverso, potessimo passare al possesso dei beni futuri76.

Proprio per lazione redentrice del Cristo luomo, unendosi a Cristo crocifisso, pu ascendere a Dio, attraverso la scala dellumilt, della povert,
della passione del Signore:
[] fu umile nellassumere la nostra natura [] fu povero nella sua nativit
fu sapiente nella sua predicazione [] fu misericordioso nellaccogliere benignamente i peccatori [] fu paziente sotto i flagelli, gli schiaffi e gli sputi []
fu obbediente77.

Il mistero di Cristo spinge i cristiani al pentimento perch lassunzione


della nostra natura umana da parte di Dio assicura agli uomini che la loro
penitenza accetta a Dio e ottiene misericordia; per questo dice ai peccatori: Io, Verbo del Padre, vi dico che per un peccatore che fa penitenza, che
ricupera linnocenza, c grande gioia in cielo78. Cristo diventa sicurezza e protezione e il Santo lo invoca cos: [] Ti preghiamo [] Signore
Ges Cristo, di farci giungere alle nozze della tua incarnazione con fede e
umilt; di farci celebrare le nozze della penitenza, in modo da partecipare
poi alle nozze della gloria celeste79.
In Cristo lumanit cambia rotta e si dirige verso la meta per cui fu creata; dal suo costato squarciato si effonde su di noi un tesoro di grazie e benedizioni, e la sua mano trafitta opera in noi il miracolo della nuova creazione80. Cos agendo Cristo ci comunica il fuoco del suo amore, affinch
anche noi diventiamo olocausto e sacrificio gradito a Dio81; la sua passione
come incenso che egli mette nel turibolo della sua umanit, trasformandola in preghiera per noi82. Tutto questo ha un solo scopo, quello di portare
luomo a rivivere in se stesso quello che Cristo ha operato, arrivando a dire

76 G. T, S. Antonio di Padova. V Domenica di Quaresima,


77 Ivi, Domenica II di Quaresima,101.
78 Ivi, Domenica III dopo Pentecoste, 436.
79 Ivi, Domenica XX dopo Pentecoste, 789.
80 Cf. Ivi, Domenica XII dopo Pentecoste, 611-612.
81 Ivi, Domenica II dopo Natele del Signore, 1018-1019.
82 Cf. Ivi, Domenica V dopo Pasqua, 310-311.

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164.

436

FRANCESCO CELESTINO

con s. Paolo: Non sono pi io che vivo, ma Cristo vive in me (Gal 2,20).
Ci corrisponde alla ricreazione delluomo interiore ed esteriore:
Limmagine della creazione, nella quale luomo stato creato, cio la ragione;
limmagine della ricreazione (nuova creazione), con la quale viene ricostruita
limmagine creata, cio la grazia di Dio che viene infusa nella mente da rinnovare; limmagine della somiglianza, per la quale luomo stato fatto a immagine e somiglianza della Trinit: per la memoria simile al Padre, per lintelligenza al Figlio, per lamore allo Spirito Santo []. Luomo stato fatto a
immagine e somiglianza di Dio: immagine per la conoscenza della verit, somiglianza per lamore alla virt. Quindi la luce del volto di Dio la grazia della giustificazione, di cui viene insignita limmagine creata. Questa luce tutto
e il vero bene delluomo, con il quale viene come contrassegnato, come il denaro lo per leffige del re83.

Questa nuova condizione umana viene indicata dal Santo con il termine
conversatio che implica imitazione di Cristo, osservanza dei precetti divini e condotta secondo queste norme. Lidea di imago recreationis o nuova
creatura si inserisce cos in un piano etico. La nuova forma di vita, la conversatio alluomo Cristo, produce la novit del cristianesimo ed il Figlio di
Dio diventa il modello della nuova condotta cristiana.
Il Cristo partecipa a ogni creatura la forza salvifica della sua Pasqua, se
nellAntico Testamento le tappe della storia del popolo sono guidate dallalleanza del Sinai, diventando historia salutis, nel Nuovo Testamento questa
storia trova la sua realizzazione nel mistero pasquale della morte e resurrezione del Cristo. I cristiani in Cristo sono diventati creature nuove: Se uno
in Cristo, una creatura nuova (2Cor 5,17), bisogner rimuovere luomo vecchio e rivestirsi del nuovo, decidendosi a imitare la vita delluomo
nuovo che Cristo84.
VI. L S
Lo Spirito Santo, linviato dal Cristo, comunica alluomo la vita divina conducendolo ad aprirsi al mistero della vita intra-trinitaria, essendo lo
Spirito Santo, lamore del Padre e del Figlio. Lo Spirito Santo dono della
filiazione adottiva (cf. Gv 3,5; Gal 4,6) che eleva luomo alla vita divina85.

83 Ivi, Domenica XXIII dopo Pentecoste, 853-854.


84 Ivi, Ascensione del Signore, 351-352.
85 Cf. R. M, Lazione interiore dello Spirito

di Padova, in P, Le fonti e la teologia, 632.

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Santo nei Sermones di s. Antonio

IMMAGINI DELLUOMO NEI SERMONES

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Esso ha per vertici i doni e la carit, insieme ai frutti dello spirito, come afferma s. Paolo (cf. Gal 5,22).
Lo Spirito Santo, per s. Antonio, nella sua manifestazione abbraccia tutta la vita del cristiano; egli lo definisce amore, dono del Padre e del Figlio
che viene riversato nelluomo nel quale effuso il bene86.
S. Antonio, commentando il Vangelo di Giovanni (15,26), sottolinea
lunit e la trinit, lidentit di natura e la reale distinzione delle persone
nelle parole di Ges. Per la descrizione delle persone trinitarie fa riferimento a Pietro Lombardo87. Inoltre fa esplicito riferimento allopera De Trinitate di s. Agostino. Per s. Antonio, lo Spirito Santo che illumina luomo
per la conoscenza del Figlio. Lo Spirito Santo
il Paraclito [], colui che dal Padre e dal figlio viene infuso nel cuore dei santi; egli colui per mezzo del quale essi sono santificati, per meritare di essere santi. Come lo spirito umano la vita del corpo, cos questo Spirito divino
vita degli spiriti: quello vita sensificante (rende sensibile), questo vita santificante. Ed chiamato Spirito Santo perch senza di lui nessuno spirito, n
angelico n umano, pu divenire santo []. Ecco che lo Spirito Santo ci d il
conoscere e il volere88.

Lazione dello Spirito nelleconomia trinitaria quella che anche la tradizione teologica orientale e occidentale propone: quella di rivelare il mistero trinitario, e mettere luomo in comunione con il Figlio e il Padre89.
Lazione dello Spirito Santo deve portare allunit nelluomo; senza dubbio s. Antonio attribuisce allo Spirito Santo il progredire della vita spirituale fino ad arrivare alla vita mistica. Lo Spirito Santo fuoco che penetra e trasforma lanima e, con linfusione dei doni, la attrae alla sua opera
celeste90. Luomo, (abbiamo avuto modo di dire) immagine della Trinit, destinato ad entrare e vivere in comunione di vita con le persone divine91. Questa immagine, deformata dal peccato, stata restaurata dallo Spirito Santo ricevuto nel battesimo92, mediante la grazia della giustificazione
settiforme continua ad essere abbellita dallazione santificatrice in modo
particolare con i sette doni93.

86 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Domenica VI dopo Pentecoste, 493-508.


87 Cf. M, Lazione interiore dello Spirito Santo, 633.
88 G. T, S. Antonio di Padova. Domenica di Pentecoste, 380.
89 Questo compito viene ricordato dagli insegnamenti del Vaticano II nella Costituzio-

ne dogmatica LG 4.
90 Cf. T. L, Il Dottore evangelico, Padova 1978, 159-160.
91 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. XXIII Domenica dopo Pentecoste, 853.
92 Cf. B. S, La teologia del battesimo, in P, Le fonti e la teologia, 549-550.
93 Cf. G. T, S. Antonio di Padova. XX Domenica dopo Pentecoste, 795.

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FRANCESCO CELESTINO

La rigenerazione aperta nelluomo da Cristo, ma egli agisce per mezzo dello Spirito Santo94, che paragonato al fuoco che riscalda, sterilizza
e cuoce il cibo. Lo Spirito non rimette solo i peccati, ma infonde la grazia.
Lo Spirito comunica il suo calore a coloro che avvicina, accende in essi il
fuoco; li rianima e li rende capaci di accendere anche gli altri. Lo Spirito
Santo libera luomo dal male e lo rende partecipe della luce. Uno dei riferimenti biblici Lc 18,2-5: alla vedova della parabola dona luce sponsale,
vita di unione con lo Spirito Santo95.
S. Antonio mette in rilievo come lo Spirito Santo viene ad inserire
nellintimit del credente la legge nuova, che regola il suo agire morale e
le sue scelte; si va costruendo luomo spirituale, orientato e spinto a scegliere il bene dalla forza dellamore. Scrive:
La mente che lo Spirito Santo ha reso forte con il fuoco della carit, non
pu essere travolta dalle acque della gola e della lussuria, n sommersa dai fiumi della prosperit terrena. Dice, infatti, Salomone: Le grandi acque non possono spegnere lamore, n i fiumi travolgerlo; perch le sue
vampe sono vampe di fuoco, e di fiamme (Ct 8,7.6). E ancora: La mente
che lo Spirito stesso infiamma, non pu essere consumata n dal fuoco delle avversit n dalla fiamma della persecuzione diabolica. Lo Spirito stesso, infatti, come detto nel libro di Daniele, allontana la fiamma di fuoco
dalla fornace e spira in mezzo alla fornace come un vento rugiadoso (cf.
Dn 3,49-50)96.

Nella coscienza delluomo si manifesta la presenza e la grazia illuminatrice dello Spirito Santo. Luomo viene rinnovato dallamore di Dio:
Quindi la Chiesa, cio lanima fedele, trova la pace in queste tre cose: nella confessione, nel passaggio dal vizio alle virt, nella custodia del precetto divino e della grazia ricevuta. E in questo modo cresce e cammina di virt
in virt nel timore del Signore: non un timore servile ma un affettuoso timore filiale; e in ogni tribolazione ricolma della consolazione dello Spirito
Santo97.

La purificazione, il crescere delle virt, lattivit pi accentuata dei doni


dello Spirito Santo, sono le premesse per la nascita e lo sviluppo della contemplazione, di cui s. Antonio parla spesso sotto i diversi aspetti, esortando a gustare la contemplazione98. Il cristiano alla luce degli insegnamenti
94
95

Cf. S, La teologia del battesimo, 549-550.


Cf. G. T, S. Antonio di Padova. Domenica I dopo lottava dellEpifania,
1045-1046.
96 Ivi, VI Domenica dopo Pasqua, 328-329.
97 Ivi, Ottava di Pasqua, 230-231.
98 Cf. Ivi, II Domenica di Quaresima, 104.

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IMMAGINI DELLUOMO NEI SERMONES

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del Santo luomo dello Spirito Santo. Il suo tempio, la sua immagine, il
suo discepolo, il suo amico, il suo testimone99.
Lo Spirito Santo comunica la vita divina per mezzo dei Sacramenti, nei
quali Dio manifesta lamore salvifico100.
C
In questo studio si affrontato la visione antropologica del Santo di Padova, in esso luomo viene descritto come creatura forgiata ad immagine e
somiglianza di Dio nella sua realt di peccato e di redenzione. Per realizzare questa finalit abbiamo riletto gli scritti sotto un duplice aspetto: alla
luce della ragione luomo e il suo corpo, e luomo e la sua anima , nel
secondo aspetto abbiamo riletto lesperienza delluomo alla luce della storia della salvezza, luomo e il peccato, e qui il Santo spesso fa riferimento a s. Agostino; le conseguenze della sua caduta. Luomo creato ad immagine e somiglianza di Dio con il peccato perde la sua innocenza iniziale e
si ribella a Dio.
Proseguendo possiamo notare lattesa della salvezza delluomo e la redenzione operata da Cristo mediante la sua passione, morte e risurrezione.
S. Antonio accenna molto alla cristologia, riferendosi a Cristo buon pastore
che dona il suo Spirito Santo. Lobbiettivo principale del Santo quello di
guidare il cristiano allincontro con Ges Cristo e alla salvezza, e il cammino che la Chiesa propone al cristiano anche oggi. A cinquantanni dal Concilio Ecumenico Vaticano II, siamo forse pi capaci di apprendere il metodo e il pensiero di s. Antonio, che mantiene una sua efficacia nel condurre
il predicatore, il teologo e il fedele al cuore della vita cristiana; che lEucaristia e la Parola di Dio riletta e annunciata allinterno dellesistenza di
quanti hanno fame e sete di Vita. S. Antonio privilegia unantropologia relazionale, daccoglienza, dincontro e di partecipazione dove luomo viene
guidato attraverso un cammino a ritornare a Dio. Limmagine di uomo che
si avvicina di pi alla concezione del Santo quella di homo viator che illuminato dalla fede, animato dalla speranza e accompagnato dalla carit realizza lincontro autentico con Dio.
Sommario La concezione di uomo che emerge dagli scritti di s. Antonio
una visione teocentrica e cristocentrica. Il Dottore evangelico ci presenta luomo
99 M, Lazione dello Spirito, 649.
100 Cf. R. F, La direzione spirituale

ne, Torino 1996, 34-38.

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oggi. Una proposta di ricomprensio-

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FRANCESCO CELESTINO

nella sua relazione filiale con Dio. Il suo cammino deve avere come modello la SS.
Trinit, nella sua dimensione comunitaria e comunionale. Il Santo nel suo annuncio privilegia la dimensione relazionale. Nella sequela di Cristo, uomo perfetto,
luomo diventa pi uomo. S. Antonio attualizza le verit del Vangelo, nel guidare
luomo attraverso le tappe della storia della salvezza, nellesortare a una vita virtuosa e di penitenza. La teologia del Santo ha sempre una matrice pratica: ordina le
verit in rapporto alla vita, alle scelte e ai comportamenti umani. Egli un ottimo
osservatore degli atti degli uomini, verso cui mostra comprensione e misericordia.
Con il triplice risvolto di imago creationis, imago recreationis et imago similitudinis, s. Antonio dice che la creazione, la redenzione e la glorificazione sono tre
momenti dellunico disegno salvifico di Dio.
Parole chiave: storia della salvezza; immagine e somiglianza; corpo e anima.
Summary The conception of man that emerges from the writings of St. Anthony
is a vision that is both theocentric and Christocentric. The saintly Doctor presents
man in his filial relationship with God. Mans journey through lifes public and
communal dimensions ought to have the Blessed Trinity as its model. The reader
of the Sermons encounters a positive notion of the human person; Anthony the
friar-preacher gives a privileged position to the relational. The face of God is impressed upon the human soul, and its light becomes an extension of his love. The
man who attains perfection in following Christ becomes more human. St. Anthony
makes the truths of the Gospel relevant by leading man through the stages of
salvation history and exhorting him to a life of virtue and penance. His theology
always has a practical matrix: it prescribes truths to experiences, choices and human behaviors. He is the best of judges of the acts of human beings towards whom
he shows understanding and whom he acquits when evil intent is lacking. Because
image itself has three layers creation, recreation and likeness St. Anthony says
that creation and redemption are two stages of Gods unique plan of salvation. In
the Sermons creation, redemption and eschatology appear as three acts of one and
the same drama.
Keywords: salvation history; image and likeness; body and soul.

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