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PerAuerbach,controAuerbach

25luglio2014PubblicatodaLeparoleelecose|6commenti

diAlbertoCasadei
[ appena uscito Letteratura e controvalori. Critica e scritture nellera del
web (Donzelli) di Alberto Casadei. Presentiamo il primo capitolo del libro.
Ricostruendo la fortuna recente che ha avuto lopera di Erich Auerbach, Casadei
proponeunapoeticaeunideadirealismodiversedaquellechealcunicriticiescrittori
contemporaneiricavanodaAuerbach]
Mimesis di Erich Auerbach stato oggetto di unampia fase di rilettura

soprattutto a partire dal cinquantenario della sua prima pubblicazione


(1946), mentre lintera opera di questo critico stata reinterpretata in
convegni che si sono tenuti a cinquantanni dalla morte (1957): le
celebrazionisonoavvenuteintuttoilmondooccidentale,dallaGermania
allaFranciaagliStatiUniti.
In Italia, dopo molti altri, sono usciti nel 2013 due notevoli contributi di
Riccardo Castellana e Giuseppe Tin, che sintetizzano tutte le
acquisizioni pi importanti di questa fase, fornendo una bibliografia
esaustiva(ecfr.pureTortonese2009)maancheulterioriapportieanalisi.
Indubitabilecomunqueilruolocentrale,nellambitodellacriticaletteraria
novecentesca, attribuito attualmente ad Auerbach da molti fra i maggiori
specialisti italiani e stranieri: tra gli altri, su aspetti essenziali delle sue
opere sono intervenuti Hayden White, Edward W. Said, Francisco Rico,
Philippe Hamon, George Steiner, Stephen Greenblatt, Alberto Varvaro,
Carlo Ginzburg, Francesco Orlando, Cesare Segre, Romano Luperini e
Guido Mazzoni, che ha anche riesaminato il problema della
rappresentazione seria del quotidiano nel suo volume Teoria del
romanzo(2011perunpanoramadellaricezionedi Mimesis, si veda Don

2009).

Certo,dallinsiemedeitanticontributiemergonodatiavoltecontraddittori.
Per esempio, Auerbach, nella sua formazione e nella stesura del suo
lavoro pi noto, sarebbe stato influenzato da Vico, riletto attraverso
Humboldt e Troeltsch (si veda in particolare Battistini 2009) Hegel e la
filosofiaromanticoidealisticatedescaDiltheyelermeneuticaNietzsche,
Spengler, Bultmann e molti altri. Il suo capolavoro seguirebbe un
andamento sincopato, affine a quello delle narrative moderniste, ma
ancheunoclassicoottocentesco,dimostrandodipuntareallinsiemeealla

totalit.Lasuastilisticanonsololegataaunoscavolocale(comequella
di Spitzer) ma si inserisce direttamente nellanalisi delle grandi epoche
storiche. La sua filologia si coniuga con una filosofia della storia e mira
quindi a una sintesi alta e fruibile, al contrario del regesto analitico e
iperspecialistico del Curtius di Letteratura europea e Medioevo latino(Curtius
1948).Lasuavisioneletterariasembraavereunchiaroteleologismo,che
valutaivaritipidirealismoinrapportoaquellodellOttocentofrancese,e
tuttavia molti grandi capolavori vengono valutati adeguatamente pur non
rientrando nella linea che porta al superamento della separazione degli
stili.Soprattutto,da Mimesissiricava,asecondadellangolaturadellettore
einterprete,unideaprecisa,nebulosa,flessibile,zigzagantedirealismo:e
in sostanza, come recitano i sottotitoli del saggio, una storia della
rappresentazione della realt nella prospettiva del cambiamento
dellesperienza che luomo ha di s (nelledizione originale: Mimesis.
Dargestellte Wirklichkeit in der abendlndischen Literatur, seguito daEine
Geschichte des abendlndischen Realismus als Ausdruck der Wandlungen in der
SlebstanschauungdesMenschensulleimplicazionideivaritermini,sivedano

almenoDon2009eTin2013,pp.97sgg.).
opportunonotarepreliminarmentechelanozionedimimesis,apartireda
PlatoneeAristotele,stataconnotatainmodiassaidiversitradiloro,se
nonaddiritturaopposti,comehabenosservatodaultimoPaoloTortonese
(2013) essa si associa pi a una potenzialit creativa umana nel
riproporreinvarieformeilrealeomondoesternononcoincidequindicon
il realismo in quanto insieme di pratiche volte a ottenere una perfetta
credibilitartisticaespecificamenteletteraria,raggiuntasoprattuttoconla
rappresentazione seria del quotidiano nei romanzi ottocenteschi. In ogni
caso, anche il concetto di realismo soggetto a continui aggiustamenti
(perlatradizioneletteraria,sivedaBertoni2007):elastessacomponente
realistica andrebbe adesso misurata sulla scorta delle nuove concezioni
allargate della percezione del mondo esterno, fra scienze cognitive e
filosofia(sivedanoalmenoFerraris2013eDAgostini2013,equiilcap.ii).

Comesipunotareanchesolodaibreviriferimentisoprariportati,non
possibileparlarediAuerbachediMimesisinmodounivoco:probabilmente,
uno dei punti di forza di questo capolavoro della critica novecentesca
proprio la sua grande capacit di porre in evidenza snodi effettivamente
riscontrabili nei testi senza dover rispettare una teoria astratta o un
principio interpretativo rigido. Hamon (2009, p. 205) ha sottolineato i
seguentifattoridirealismoindividuabiliinMimesis:ilseriolamescolanzadi
registri, stili, argomenti, personaggi lassenza di censure riguardo ai
possibili argomenti la figuralit linserimento delle vicende fittizie dei
personaggi in una Storia accertabile la rappresentazione della vita
quotidiana(perunulterioreepicoerenteclassificazione,cfr.Castellana
2013,p.153).Sonofattorieterogeneiecomunqueapplicatiinmodonon
sistematico, e tuttavia non si potrebbe sostenere che non si tratta di
aspettiessenzialiperdistinguereilrealismobasatosullarappresentazione
seria del quotidiano rispetto ad altri, in particolare quello figurale, che ha
avutoilsuoculminenelpoemadantesco,equelloesistenzialecreaturale,
chehaavutonumerosedeclinazioniapartiresoprattuttodalQuattrocento.
Nelle varie fasi, poi, emergono nelle opere esaminate altri aspetti di
realismo,variamenteclassificabili,comehafatto,conacutaminuziosit,
FrancescoOrlando(2009).
Si potrebbe insomma sostenere che Auerbach era di certo attento a
rispettare alcune lineeguida nella sua analisi di testi, mutuate da Vico e
dalla grande filosofia idealistica e storicista tedesca dellOttocento, che
comunque dovevano riportare a categorie generali le modalit di
rappresentazionedellarealtquotidiana,fondataprimadituttosulleazioni
nel mondo esterno (solo in subordine sullinteriorit e pochissimo
sullinconscio). Ci consentiva di proporre unidea di stile legata
nientaffattoallasolaformaeallindividualit,enemmenoaunevoluzione
meramente retorica (i topoi di Curtius), bens a una modellizzazione dei
contenuti storici, sempre pi capace di annettere quanto prima
considerato irrilevante, specie dopo gli sconvolgimenti seguiti alla
Rivoluzionefrancese.Significativamente,fralerecentiacquisizioni,chesi
devonosoprattuttoallimpegnodiRiccardoCastellanaeChristianRivoletti
(cfr.Auerbach2010e2014),sipossonosegnalareletraduzioniitalianedi
saggi come Romanticismo e realismo(1933) e Sullimitazione seria del
quotidiano (1937) che non solo argomentano anche pi ampiamente,

rispetto a Mimesis, questioni di carattere storicoculturale, ma soprattutto


forniscono ulteriori motivazioni, persino biografiche, per le varie forme di
realismodelquotidianoriscontrabiliinStendhal,BalzaceFlaubert.

Dato conto, sia pur molto parzialmente, dellemblematicit dellopera


auerbachiana, dovremo ora porre alcune questioni. La prima riguarda i
motivi di questo Auerbachrevival, dopo che, per alcuni decenni, il suo
ruolo era rimasto piuttosto secondario, per esempio rispetto a quello
esercitato da Bachtin sullampio territorio dellintertestualit e dei temi
folklorici, oppure da Benjamin sullarte e la letteratura nellepoca della
riproducibilit. Almeno due sono i fattori che hanno agito nel rilancio
di Mimesiscomecapolavorodellacriticanovecentesca:daunlato,ilpeso
sempre minore delle teorie letterarie (in particolare linguistico
strutturalistesemiotiche e poi decostruzioniste), che avevano contribuito
adannullareoaridurrefortementelarilevanzadellericercheditipostorico
e stilistico, e hanno spinto a sondare il problema del realismo
dallangolatura del barthesiano effetto di realt dallaltro, la ricerca di una
modalit di analisi letteraria che non si limiti a cataloghi scarsamente
formalizzati(comeavvieneinmoltiesempidicriticatematicaodi Cultural
Studiesin tutte le possibili accezioni) o a prese di posizione ideologico

militanti,maconsentainveceunamessainprospettiva,storicaeinsieme
variamentefilosofica.
Lobiettivo insomma quello di proporre una nuova sintesi dei tratti
principali che scandiscono levoluzione letteraria dal periodo ebraico
grecolatino alla contemporaneit, aspirando a una totalit attraverso
lindaginediesempicampioneegrazieaunconfrontosistematicoconle
ricerche pi significative nelle varie discipline correlate (dalla psicanalisi
sino alla sociologia dei comportamenti). Un impianto come quello
di Mimesis, insomma, consente di superare leccessivo specialismo
filologicoerudito,lastrattezzadelledicotomiestrutturalisteoaffini,ilmero
contenutismo dei vari tipi di Cultural Studies, la faziosit delle poetiche
militanti su un altro piano, il metodo di Auerbach consente, con i suoi
sondaggi a campione, un attraversamento mirato e connotato di territori
affollatieapparentementeindifferenziati.
Aquestopunto,tuttavia,sembraanchenecessarioporreinrilievoalcuni
limitiche,dapiparti,sonostatiindicatinelloperaauerbachianariguardo
sia allimpostazione esegetica, sia alle singole valutazioni di fasi della
letteratura prima e dopo la svolta romanticorealistica. Pi oltre si
esaminerannogliaspettipuntualipidiscutibili,maintantooccorrepartire
da alcuni macroproblemi. Il primo concerne la concezione stessa del
realismo letterario. Lasciamo da parte le microscopie terminologiche e
concentriamoci sulle implicazioni pi forti. Secondo la concezione
auerbachiana,esistonofattorisocioculturalicheconsentonodiincludere

aspettidellarealtquotidiana,ossiadellacronacaedellastoriaaccertabili
oricostruibili,nellarappresentazioneletteraria.Laprimacontrapposizione
generale quella fra cristianesimo, che nel suo sermo humilis pu
rappresentarefattialtietragici(persinolamortediCristofigliodiDio),e
mondo grecolatino che, pur con vari accenti, ha predisposto una rigida
separazionedeglistili,corrispondenteinsostanzaaunaaltrettantorigida
inclassisociali,laqualeobbligagliscrittoriatrattareglielementibassie
quotidiani in modo comico, e a riservare il livello tragico agli eventi e ai
personaggi eccezionali (nobili, eroi ecc. si noti fra parentesi che, se
allargassimo lo sguardo alle arti, queste affermazioni non sarebbero pi
valide, e ci costituirebbe una discrasia degna di approfondimento). La
seconda e definitiva contrapposizione o svolta quella successiva agli
sconvolgimentiavvenuti,inFranciaeinEuropa,soprattuttofrail1789eil
1830, quando anche persone umili o borghesi hanno avuto un ruolo
decisivoneicambiamentistorici:daquelmomento,indipendentementeda
qualunque sfumatura religiosa, la vita normale di personaggi normali
statadotatadiunvaloreemblematicoins(enonsoloperunprocessodi
tipofigurale).Semmai,ilpuntocheAuerbachcogliechequestafasedi
realismoquotidianogitendeaesaurirsiallafinedelXIXsecolo,tantoche
conilXXsipassaaunrealismomoltopipsicologicoeintimista,fondato
su singoli momenti rilevanti per un individuo bench non altrettanto sul
piano storicosociale: comunque, anchessi sono tali da permettere di
ricostruireulterioriaspettidellavitadiuominicontemporanei.
Unproblemachesiponeilseguente.Selatendenzadellaletteraturaera
quella ad ampliare sempre pi gli ambiti del rappresentabile, in narrativa
maancheinpoesia(dovediventadecisivoloscavodeglistratisommersi
e inconsci dellindividuo), come dobbiamo valutare ora la capacit di
rappresentazione del mondo manifestata in opere fortemente immerse
nella concezione precedente, quella che genericamente possiamo
definire Stiltrennungin contrapposizione alla Stilmischung? Perch
consideriamo tuttora rilevanti testi di Virgilio o di Racine o di Molire, al
puntochelostessoAuerbachaffermachecertamenteMolirerealista
tanto quanto Balzac (Auerbach 2010, p. 53), sebbene il suo stile sia
completamente diverso? La risposta in genere stata quella della
possibilit di individuare motivi di interesse realistico persino l dove la
separazionedeglistilierastrettamentepraticata,peresempionellambito
delgrandeclassicismofrancesetuttavia,questaconcessionecomporta
unimplicazione, ovvero che possibile ritrovare in qualunque epoca
elementicheriguardanoaspettidellarealtesperibilicomerilevantianche
adesso,sebbenenonlegatiallaquotidianitenonespressiinstilimisti.

Questa constatazione induce a sottolineare due mancanze nellimpianto


auerbachiano. In primo luogo, la categoria di tradizionenon
sufficientementedialettizzata,eciimpediscedicogliereildareelavere
di ogni autore in rapporto al patrimonio letterario che si trova a ricevere.
Lintertestualitin Mimesis non considerata che minimamente, e questo
per esempio non consente di sottolineare a sufficienza linflusso
dellauctoritasvirgilianainDanteenellaconcezionestessadelsuopoema,
nel quale mondo classico e mondo ebraicocristiano sono, per alcuni
fondamenti, in piena continuit e non in contrapposizione (e in effetti,
a Dante e Virgilio Auerbach dedica nel 1931 un saggio tra i meno
memorabili della sua critica dantesca: cfr. Auerbach 1987, pp. 2737).
Quantoaiprocessiimitativieallaseparazionedeglistili,analisiravvicinate
come quella, molto raffinata, di Thomas M. Greene (1982) o quella di
Henry A. Kelly (1993) hanno dimostrato che i vincoli a priori erano
superabili in molti modi, e ci implicava una possibilit di rappresentare
aspetti della realt, a volte persino quotidiana, che comunque
conducesseroaunavisionearticolataeinqualchemisurainnovativadei
temiricevuti.Persinodopolasvoltaromantica,cheperaltrospessosi
rivelata in primo luogo unoperazione di enfasi semantica rispetto a una
seriedivarietgiesistenti(sivedalancorainsuperato TheMirrorandthe
Lamp.RomanticTheoryandtheCriticaltraditiondiMeyerH.Abrams,1953),di

unconcettoditradizionesisemprefattouso,ecihaconsentitopure
agli autori di novel di rendere progressivamente pi duratura la loro
strutturazionenarrativa.
Insecondoluogo,eincontinuitconilrilievoprecedente,lamediazione
dei generi letterari e delle loro specifiche convenzioni viene del tutto
sottovalutatadaAuerbach,chepure,alcontrariodiCroceodimolticritici
stilistici,benconsapevoledellalororilevanza.Cinonsignificativoper
ilperiodopreromantico,quantopiuttostoperquelloottonovecentesco,nel
qualeigenerisirifondanoetornanoaproliferare,inrapportoalleesigenze
editorialieinmododacondizionareleffettoartistico.Unavoltaconstatata
la possibilit di raggiungere una rappresentazione seria del quotidiano,
bisogna ammettere che questa componente decisiva per il periodo
individuatoin Mimesis(allincirca18301900),maginonsarebbeadattaa
definire le componenti essenziali del
lUlisse, e nemmeno, se vogliamo,
quelle epiche di Guerra e pace, quelle moralistiche dellaRecherche, quelle
saggistichedellUomosenzaqualitecc.Inaltritermini,leformepialtedel
novel in senso largo accolgono molte componenti contenutistiche e
stilistiche che non sono unicamente legate alla capacit di

rappresentazioneseriadelquotidianoefornisconounideadirealismoben
pi complessa rispetto a quella ricavabile dai canonici esempi francesi
dellOttocento.
Lasituazionesicomplicaulteriormentesia,comeavevaintuitolostesso
Auerbach(nelfinaleenelleaggiuntea Mimesis),conilprogressivotrionfo
delleformedirealismovisivo,veicolatedalcinemaepoi,diversamente,
dallatelevisionesiaconlasemprepifortetendenzaallibridazionemulti
o intermediale, che trova nella rete la sua sede naturale, e nella
compresenzacontinuarealevirtualelasuaformasimbolica.Levoluzione
del romanzo nel secondo Novecento non pu non rispecchiare questo
gruppodifattori,einfattimoltiinterpretisonodispostiariconoscereforme
realistichebenaldiloaldifuoridellasemplicerappresentazioneseria
del quotidiano: persino elementi in apparenza fantastici o difficilmente
classificabili come normali (rispetto agli standard culturali coevi)
possono essere inseriti in grandi romanzi a sfondo realistico,
come Underworld (1997) di Don DeLillo in generale, solo un rapporto
rinnovato con le grandi forme narrative tradizionali consente di ritrovare
una significativit ai romanzi che mirano a superare le limitazioni ora
impostealgenerenovel(suquestiaspetti,cfr.Casadei2000).
A queste osservazioni si pu rispondere che, comunque, lacquisizione
dellarappresentazioneseriadelquotidiano,opiingeneraledeidestinidi
uominicomuni,restaunapotenzialitnarrativaessenzialeperilnovel:per
esempio Guido Mazzoni (2011, pp. 35599) sottolinea la sostanziale
vicinanzadimoltifraimaggioriromanzieriattivialliniziodelXXIsecoloe
diquellidellafasecompresatrail1850eil1940,siapureconunavasta
disponibilitdiformedaimpiegare,senzagerarchieprecostituite,come
tipico dellepoca postmoderna e globalizzata. Tuttavia, proprio questa
condizione di scelta degli ambiti di realt da esporre dimostra che noi
possiamo in teoria accettare di trovare elementi surrealisti persino in un
novel che si basi su una rappresentazione del quotidiano: ci avviene
chiaramente non solo nel gi citato DeLillo, ma anche, per esempio, in
Michel Houellebecq e addirittura in alcuni passi (decisivi a livello
interpretativo) delleBenevole (2006) di Jonathan Littell, da pi parti
considerato un romanzo ipertradizionale. Dopo decenni di immaginario
filmicotelevisivo, siamo disposti a dare credito, in un novel, a forme di
fantastico,purchnonsfocinonel romanceo meglio fantasy, ovvero nella
creazione di mondi possibili fondati unicamente sul principio
dellallontanamento dai parametri spaziotemporali storici e sul piacere
della fantasticheria,ossiadellarealizzazionealmenoipoteticadeidesideri.

Machelanostrapercezionedellarealtoraassorbasiaaspettiinconsci,
riconducibilisoloinparteaquellistudiatidallapsicanalisi(einfattisiparla
ormai diffusamente di inconscio cognitivo), sia prodotti dellimmaginario
collettivo e personale (si pensi solo allautonarrazione realfittizia
con post, selfie ecc.), tutti fruibili attraverso la rete, un fatto facilmente
verificabile(sivedanoalmenoBuffardideKerckhove2011,dovesiparla
apiripresediinconsciodelweb,e,pispecificamente,Otto2011).
Quantomessoinrilievosinorapuserviredasostratoperalcuneipotesi
dilavoro.
Laprimache,rispettoalmodelloauerbachianoeallesueimplicazioni,
siamoormaiconvintichelarappresentazioneseriadelquotidianosiasolo
un aspetto dellevoluzione del realismo letterario, specie se rapportato a
una lunga durata. Bench implicitamente, la concezione di fondo del
realismo in Mimesis quella delrispecchiamento, fondata su presupposti
filosoficinonesplicitatimasenzadubbiodaricercarenellampionoverodi
autori sopra citati (e non invece in Aristotele, dove peraltro la categoria
dimimesisleggibilecomequestformeaning:cfr.Halliwell2002,p.380
esivedaadessolarticolatareinterpretazionediTortonese2013)eforse
andrebbeconsideratolulterioreapportoderivatodaipresuppostipositivisti
o latamente scientifici che agiscono, in apparenza senza mediazioni
dialettiche,nellaconcezionedelrealequotidiano(cfr.giFortini1965,pp.
1717, in particolare 174). Viceversa, gli attuali paradigmi filosofico
scientifici,combinaticonquellistorici,spingonoaconsiderareilrealismo
innanzituttocomeuncodicediaccostamentofrasoggettivitindividuale
interioreemondoesterno,inperpetuainterazione(perunabibliografia,cfr.
Casadei2011,pp.1221).
La seconda che, pur essendo necessario tener conto dellevoluzione
storica e della ricezione delle opere letterarie nelle varie epoche, per
possibile trovare elementi di continuit che travalichino le singole forme
realizzatesi, come i generi (peraltro ineliminabili), e si colleghino a una
tradizione di lunga durata: questultima pu permettere il confronto fra
nucleitematicostilisticipersinomoltolontanitradiloro,purchrispondenti
a una rappresentazione della realt che tocchi nuclei antropologici
accertabili.Inquestaprospettiva,lanalisistoricostilisticaallaAuerbachsi
potrebbe e dovrebbe coniugare con quelle dei topoi e delle loro
microvarianti,allaCurtius,econquelladistilisticapuntualeedisemantica
storica,allaSpitzer.

La terza che, con questi fondamentali cambi di accento, si potrebbe


finalmente riaffermare un principio di autonomia dellopera letteraria (e in
generale dellarte) non perch essa sia soggetta solo a regole interne,
come affermato tra Otto e Novecento dai vari tipi di formalismo, ma
perchessacomunqueilfruttodiunarielaborazionecognitiva,inconsciae
conscia,laquale,perrisultaresignificativa,nonpuridursiariprodurregli
schemi culturali gi individuati in una determinata epoca. La scoperta di
aspettipsicanaliticiodianalisiideologica(siapureimplicita)inromanzidi
Stendhal o di Balzac non dimostra certo la loro capacit di
rispecchiamento, e invece sottolinea lesistenza, in ogni testo, di
potenzialit che diventano pertinenti in altre epoche culturali: questi
elementidicontinuitbiologicaeantropologica(sucicfr.Casadei2011
Bernini Caracciolo 2013 Calabrese, a cura di, 2013) si sostanziano
nella storia e nella cultura, e permettono costantemente di rileggere le
grandiopere.
Laquartacheilrealismodelleoperedartesipuattuareinmodimolto
differenziati e non di per s meno significativo se si rivolge a una
porzione di realt esterna anzich a unaltra. Conta invece la
realizzazione stilistica, che non pu essere avulsa dalle circostanze
storiche in cui viene generata, ma non si limita a quelle, se vengono
toccatiganglicognitividiinteresseantropologico.Inquestosenso,lostile
deveessereintesononcomeunpuroelementoformale,benscomeun
attrattore, essenziale per la ricostruzione del mondo attraverso la
visionedellautore:questultimainfattiriesceaessereincisivaeadattrarre
unacompartecipazioneduraturasolosesiassociaaunusoforteemirato
dellacomponentestilistica.
Insomma,lediversevarietdirealismopossonoessereideologicamente
pi o meno significative, ma non riguardano esclusivamente le medie di
unepoca.Sebbeneilcontestostoricoincuisicollocalanarrativaattuale
(il discorso su altre macroforme letterarie sarebbe pi complesso) sia
sicuramente comparabile con quello di met Ottocento o di primo
Novecento, ci non toglie che solo alcune grandi opere risultino adesso
rappresentative di quelle fasi: esse non sono necessariamente
rappresentazioni serie del quotidiano, come dimostrano facilmente i
capolavori di Kafka, Joyce o Bulgakov e casi simili aumentano
fortemente a partire dal secondo dopoguerra e dalla fase di
globalizzazionepostmoderna.
Cicheorasembranecessarioriaprirelanalisidellevoluzionestorico

letterariaprimaedopolasvoltadifineSetteiniziOttocento,inognicaso
fondamentale, come dimostrano i capolavori antitetici di Auerbach e di
Curtius. Esaminare le varie forme impiegate per ottenere un realismo
autentico non comporter il cadere nella pura elencazione
delleterogeneit (largamente attestata nel volume di Bertoni 2007), n il
cancellare la valenza di forma simbolica del romanzo moderno
(benissimo delineata da Mazzoni 2011) implicher invece la ricerca di
nuoviprincipiunificatori,cheleghinomoltomegliolecomponentibiologico
cognitivecoinvoltenellacreazioneerealizzazionediunoperaletterariao
artistica, e quelle che si sperimentano in tutti gli ambiti della percezione
dellarealtinundeterminatoperiodostorico.Leconsiderazionidiefficacia
estetica o di rilevanza culturale e persino sociopolitica di unopera sono
ovviamentesoggetteafattorichevannobenoltrelambitodiunindagine
critica (e baster, su questo, il rinvio a Bourdieu 1992) tuttavia, il
riconoscimento di aspetti cognitivamente forti e stilisticamente compiuti
presenti in unopera, in particolare nelle suedominanti, possibile dando
creditoappuntoallacapacitletteraria,oadessoletterariaintermediale,di
costruiremondipossibilicomplessi,significativiproprioperlacostruzione
dilegaminondirettamentericavatidallaquotidianit,mainessaenella
biologia umana potenziali (su ci cfr. DAgostini 2013, in particolare pp.
174sgg.).
Entriamo ora nel merito di alcune obiezioni specifiche alla ricostruzione
auerbachiana. Non si tratta tanto di riesaminare quanto di contestabile
stato indicato nei vari capitoli di Mimesis (con lintegrazione di Auerbach
1958): di certo, molte obiezioni di specialisti come Guido Paduano per il
mondo classico o di Gustavo Vinay per la mediolatinit (cfr. Casadei
2013a,pp.2004),oppuredistudiosidiungenereinunadeterminataarea
(si pensi al celebre The Rise of the Novel, 1957, di Ian Watt, incentrato sul
romanzoinglesedelXVIIIsecolo),oppuredicomparatisti(sivedaalmeno
la sintesi di Kohlhauer 2009), e varie altre sono degne della massima
considerazione, ma servirebbero semmai a precisare alcuni aspetti
dellimpianto senza modificarlo nella sostanza. Invece, la revisione degli
aspettiinterpretativilegatiaglisnodiessenzialideldiscorsoauerbachiano
portaallanecessitdirileggernelalineaermeneuticacomplessiva.
Dopo aver esaminato il problema della rappresentazione seria del
quotidiano,ciconcentreremoadessosullaquestionedelrealismofigurale,
condensatonelpoemadantesco.Ipilastrideldiscorsoauerbachianosono
in questo caso molto solidi, dato che il capitolo diMimesis dedicato a
FarinataeCavalcantiprecedutoeseguitodavarialtri,soprattuttosulla

concezione figurale e sullimportanza del sermo humilis (cfr., oltre ad


Auerbach 1963, lampio saggio raccolto in Auerbach 1958, pp. 3179 si
noti gi qui che Auerbach considera autentica la parte esegetica
dellEpistola a Cangrande e su questa convinzione, quasi sicuramente
erronea, costruisce molti dei suoi ragionamenti). Data la vasta notoriet
degli assunti, se ne pu proporre una sintesi addirittura schematica (per
unatrattazionepiampiadiquestapartecfr.Casadei2013a,pp.181224,
con la bibliografia relativa). La forza realistica di Dante starebbe nella
capacitdiattuarealcuniprincipitipicamentecristiani,rappresentandola
realtterrenaalmassimodellasuavivezzaperchanticipazione(figura)
diquelcompimentoultraterrenocheappuntofondamentoeargomento
del poema: la terra e il cielo sono insomma indissolubilmente legati. La
capacit dantesca di raggiungere esiti grandiosi deriverebbe dalla sua
specifica Stilmischung, ossia dalluso sistematico del comico per trattare
tanto del basso Inferno quanto del Paradiso: come aveva gi affermato
Agostinonel Dedoctrinachristiana(iv, 18 sgg.) possibile per un cristiano
trattarediargomentialtipersinoinsermohumilis,comeavvieneneiVangeli.
Dante avrebbe adottato il comico in quanto generestile comparabile
alsermohumilis,eavrebbecosraggiuntounapienezzadirealismounendo
la concezione figurale alla mescolanza degli stili, e ottenendo un nuovo
tipodielevatezzasublime,bendiversodaltragicoclassicoepienamente
inlineaconilpensierocristianoriguardoagliultimi.
Cosdrasticamenteridottaaiminimitermini,laconcezioneauerbachiana
dellopera dantesca perde importantissime acquisizioni e sfumature si
devepoitenercontodellerispostedellostessoAuerbachallecritichedi
Curtius, riguardo alla separazione degli stili e alla concezione figurale,
pubblicatenegli EpilegomenaaMimesis(cfr. Auerbach 2007, pp. 18694).
Tuttavia, emergono in questo modo alcuni limiti da considerare
attentamente. Innanzitutto, vero che linterpretazione figurale e quella
delsermohumilissiriferisconoapreciseconcezionicristiane,inparticolare
paoline e agostiniane tuttavia, nella prospettiva auerbachiana sarebbe
necessarioipotizzarechequellepremessegenerali,disponibilipertuttigli
scrittoridellatardalatinitedellaltomedioevo,dovetteroattenderealmeno
nove secoli prima di trovare una realizzazione adeguata (sebbene,
ovviamente, tracce di figuralit e non di semplice allegorismo siano
riscontrabili in molti autori: cfr. in generale Dahan 1999 in riferimento al
saggio di Auerbach, cfr. Lazzerini 2009, pp. 15876). In ogni caso,
sarebbe difficile trovare unaltra opera comparabile al poema di Dante,
perch poco prima della sua composizione si potevano riscontrare solo
allegorismiantirealistici,peresempioinunautorepurnotevolecomeAlain

de Lille, e poco dopo il realismo si sarebbe gi ridotto di grado nel


mercantesco Decameron. Sul piano storico, cio, dovremmo concludere
che solo Dante riusc a praticare un effettivo realismo figurale e
pluristilistico, situazione ben diversa da quella riguardante la diffusione
della modalit realisticoquotidiana nella Francia postrivoluzionaria, la
quale si afferm ben presto dopo gli eventi e con unespansione larga e
inequivocabile.
Ma poi linterpretazione stessa del poema dantesco che deve essere
orasottopostaarevisione.Nonaffattodetto,innanzitutto,cheilsuotitolo
complessivofosse Commediao Comeda,cheindicaillivellodigenerestile
raggiunto nellInferno, in rapporto alla Trageda virgiliana, ossia allEneide,
nonnominataperconilsuotitolobensappuntosecondoilsuolivellodi
generestile (cfr. If., xx, 113 e xxi, 2). Piuttosto, occorre dar credito alle
costantidichiarazionidellautoreriguardoallaprogressivaelevazionedella
sua materia e quindi del suo stile, che giunger alla proclamazione
della teoda del poema sacro negli ultimi canti del Paradiso. Come era
appunto previsto da Agostino nelDe doctrina christiana (e questa
misinterpretazione auerbachiana gi stata notata dagli specialisti), lo
scrittore cristiano non era obbligato a servirsi del sermo humilis (che
comunquenoncoincideconil comico)e poteva variare gli stili in rapporto
allargomento: cos aveva fatto Paolo nelle sue epistole, modello ben
importanteperilpoemadantesco,maingeneralecospotevaesserefatto
asecondadellenecessit,impiegandopersinovocaboliplebeiocollegati
ai realia come avviene in molti passi biblici, per esempio nelle invettive
profetiche,altraformaogenerelargamentefruitodaDante.
Collocato in questa diversa prospettiva, il poema dantesco si inserisce
molto pi fortemente in una tradizione letteraria di lunga durata, che
comprende la Bibbia come macrotesto, e non solo i singoli testi scritti
in sermo humilis, nonch i grandi modelli latini, da Virgilio a Ovidio,
opportunamente imitati cio riadattati. Dante si colloca alla confluenza di
queste due grandi tradizioni, entrambe necessarie nella prospettiva di
unescatologiacristiana.Implicitamentedobbiamocomprenderechesolo
ungrandescrittorecristianopotevarappresentare,conglistiliappropriati,
gli esiti ultraterreni definitivi, ossia il vero poema sacro: un appellativo
attribuito allEneide da Macrobio, come ricordava Curtius, per affermarne
leccezionalequalitdavenerarepersinodopolafinedelmondoromano,
mentre il riuso dantesco del sintagma sottolinea lispirazione
autenticamente divina della sua opera, nientaffatto comica a livello
delParadiso.

Non si pu comunque sostenere che, con Dante, si materializzino


perfettamente le conseguenze di un realismo figurale accompagnato
dal sermohumilis. Da un lato, Dante non aveva introiettato la separazione
degli stili in quanto vincolo assoluto: questo paradigma infatti non
riscontrabilenelle poetriemedievaliecominceradominaresoloapartire
dal secondo Cinquecento, dopo la piena riscoperta della Poetica di
Aristotele.Daunaltrolato,leoperedanteschedimostranochelusodelle
categorie di tragico e di comico funzionale alla creazione di una
gerarchiachesipudiversificare(peresempioseapplicataallalirica)ma
resta comunque di corrispondenza e di adaequatio fra argomento e sua
realizzazioneletteraria.Semmai,lagranderivoluzionedelpoemaquella
dicostringerenelritmodellaterzinaunrepertoriolinguisticoassaivastoe
preciso,sottopostoperaunelaborazionebensuperiorerispettoallivello
dei poeti cosiddetti comicorealistici (i cui testi peraltro presentano
parecchieaffinitconmoltideiregistridellInferno),echeaddiritturaarriva
a produrre un tipo di metaforicit innovativa: essa viene praticata
soprattutto nel Paradiso e prospetta un mondo possibile fatto di pure
essenzeequindiunarealtintellettualespiritualeenonmateriale.
LadifficoltnontantoquelladigiustificarelaposizionediAuerbachiuxta
propriaprincipia.Sarebbeineffettipossibileinvocarepresuppostidifilosofia

dellastoriasenonaltroditipovichiano,inbaseaiqualilesempiodiDante,
incarnando il verum, consentirebbe di vedere espresse al loro massimo
gradolepotenzialitdelsistemafiguraleedella Stilmischung:alpuntoche
loperadiDanteharealizzatolessenzafiguralecristianadelluomoenel
realizzarlalhadistrutta(Auerbach1946,i,p.220).Masesiabbandona
unaconcezionefondatasugrandicicliesuunorientamentofinalistico(se
non addirittura apocalittico) della storia, e invece si adotta, in una
prospettiva evoluzionisticocognitiva, quella di una continua commistione
di forze (emotive, stilistiche, culturali ecc.) attive nel campo letterario,
peraltro in uninevitabile contemporaneit del non contemporaneo, si pu
solo affermare che il poema dantesco unisce per la prima volta una
funzione performativa e addirittura politica della letteratura, ben attestata
trafineDueeinizioTrecento,conunaspeculazionefilosoficaeteologica
chemiraallasistematicite,insensoproprio,allatotalit.Perfarequesto,
Danteimpiegamodalitdipensieroelivellidistileadeguatialloperache
poteva rappresentare addirittura lultimo libro della Bibbia. Ma il tipo di
realismo del suo poema non dipende affatto da queste singole
componenti, bens dal grado di complessit stilistica (questa volta in
senso moderno) che esso riesce a manifestare, integrando e quindi

rendendopertinentipotenzialitanalogicheeculturali,viceversaseparate
nei testi dei grandi modelli coinvolti (da Aristotele e Virgilio ai profeti e
salmistibiblicisinoallascritturamistica,reinterpretatainsensoletterario
neicanticonclusividelParadiso).
Molti altri aspetti potrebbero essere sondati, ma opportuno valutare
alcune conseguenze. Il solo metodo storicostilistico auerbachiano pu
risultarefuorvianteldovevengonofattecoincidere,difattosullascortadi
unimplicita filosofia della storia, costanti culturali di lunga o lunghissima
durataecaratteristichespecifichediunasingolaopera.indubbiocheil
poema di Dante costituisca la realizzazione suprema della cultura
cristiana e della sua concezione della vita terrena sempre in rapporto
figurale con quella ultraterrena. Sarebbe per sbagliato trovare qui il
fondamento del realismo dantesco, sia pure in combinazione con luso
della mescolanza stilistica, uso che, si visto, va interpretato con
molti distinguo rispetto ai concetti di sermo humilise di comico, nonch di
quello,tipicamentenovecentesco,diespressionismo.Ilpuntononquello
digiustificarelesitograndiosoconsiderandolounasortadiapplicazionedi
criteri che consentivano in teoria (ma non avevano mai consentito in
pratica,perquasiunmillennio)unarappresentazionefiguraleemescidata
della realt storica. Si tratterebbe ora di capire in che modo un testo, in
qualunque tempo, supera i limiti del realismo ristretto, ovvero la mera
elencazione di realia eventualmente divisi per livelli sociali, allo scopo di
raggiungereunostilecheconiughitrattimarcatiriconducibiliallacreativit
del singolo e tratti perenni da considerare in unottica di tradizione:
lelementooradecisivosembrerebbenonilsuperamentodeivincoliins
(lacoazionealnuovodiascendenzaromanticaeavanguardista),bensla
creazionediunblending,diunafusionedielementicognitivamentericcae
compatibile con le possibilit di ricezione ben pi durevoli rispetto al
periodo di successo che indichiamo come moda. Il filone realistico
esaminatoinMimesisinsommasolounodeipossibili,elasciacomunque
il problema della giustificazione di un numero molto alto di classici,
senzaltrononantirealisticimanoninquadrabili,senoncomeeccezioni,
nellalineafondamentalecheconducealrealismoseriodelquotidiano.
Si possono a questo punto orientare in unaltra direzione gli elementi
raccolti da Auerbach, ma anche da Curtius, Spitzer e Contini, per
sottolineare come, nella costruzione dantesca, emergano altri tipi di
combinazione linguisticostilistica, che rendono il suo testo diverso sia
dagli antecedenti classici, sia da altri dello stesso autore (basta
confrontare alcuni passi dottrinali del Convivio e la corrispondente

realizzazione narrativa per esempio dei cieli paradisiaci). lecito


riconosceretrattidallefortiimplicazionicognitive,comelasoppressionedi
molti passaggi nella creazione di analogie, la velocizzazione delle
sequenze

narrative,

luso

di

campi

metaforici

derivati

dablendingnientaffattoconsueti.Sonotrattibeninquadrabiliinunaseriedi
costanti cognitive, poi riassorbite nellambito del simbolico letterario: per
vari aspetti, essi rivelano una visione della realt molto pi affine
allaWeltanschauung ottonovecentesca,fondatasulmovimentoelo Streben,
chenonallastaticitepicaoallaieraticitartisticabizantina.
Piingenerale,saropportunorileggerelatradizioneletterariaclassicae
preromantica non come un percorso lineare di dominio della Stiltrennung,
appenainterrottoomessoindiscussionedalrealismofiguraledantescoe,
inmisuraminore,davaritipidirealismicreaturalibenscomeunampio
campo di forze, dotato di saldi elementi di continuit, come
i topoi catalogati in Curtius 1948 (ma andrebbero poi notati quelli pi
propriamentebiblici:cfr.almenoBoitani2007,ancheperaltrabibliografia),
etuttaviadotatopuredielementipotenzialidivariazione,checonsentono
linclusione di aspetti realistici, quotidiani o meno, ma spesso realizzati
stilisticamente in modo tale da evidenziarne la carica gnoseologica:
perch il realismo autentico , in ogni tempo, una ricerca di significato.
QuandoperesempioShakespearecreaineologismisincreticibealleend
all (cfr. Macbeth, i, 7) fa emergere la componente dellassolutezza insita

nellazioneumana,eimplicitamentelasualontananzadaunassolutezza
divina. Che si tratti del monologo di un nobile come Macbeth non toglie
chequi,comeintantiaspettidellacreativitstilisticashakespeariana,le
continuereminiscenzebiblichevengonostravolteeci,metaforicamente,
arriva a indicare che la realt terrena lunica praticabile. Ci vuole il
fantasticotemperatodellaTempestapersuggerirealmenounapossibilitdi
conciliazionefraumanoeoltreumano:maintanto,grazieallinsiemedelle
opere shakespeariane le armoniche della realt si sono gi allargate di
molto,indipendentementedallarappresentazionedelquotidiano.
lecitoconcluderechelalimitazionedegliambitidelrappresentabilenella
narrativa (e in generale nella letteratura) preromantica innegabile, ma
non costituisce un ostacolo per il raggiungimento di vari livelli e modi
stilistici del realismo, inteso in senso cognitivamente largo. Pi che
considerare le categorie di Stiltrennung e Stil
mischungcostanti rigide e
sufficientiadefinireopereeperiodi,sidovrannoriconoscereledimensioni
scalari di questi usi, graduando in modo circostanziato ladesione di un
autore ai topoi relativi ai generi praticati e alla tradizione in cui si vuole

inserire.Inunperiodomanierista,puesseresufficienteunospostamento
minimo per modificare un intero rapporto di filiazione (basti pensare
alliniziodella LiberatarispettoallEneide)inunperiodobarocco,ilritornoa
unusononbanalmentemetaforicobenspsicologicodiimmaginiqualila
fiammaneradelpeccatopucondurreauneffettoterribilmenterealistico
allinterno della pi selettiva tragicit stilistica, come stato gi pi volte
notatoapropositodiRacine.Ilproblemaquindinonpi,comeaitempidi
Auerbach,costruiregrandicampatestoricoculturali,allinternodellequali
riconoscere elementi di rappresentazione della realt nonostantei vincoli
retoricostilistici, bens quello di capire come i vincoli letterari, presenti
sottoformediverseinogniepoca,possanoessererielaboratidagliautori
maggioripercostruireunimmaginestilisticamenteadeguatadellapropria
visionedelmondo.
Un cenno in appendice andrebbe poi fatto a un possibile, radicale
cambiamentodiprospettiva,cheindurrebbeaconsiderareilprocedimento
figuralecomeuncasospecificodeiprocessianalogicoallegoricisviluppati
soprattutto nel mondo ebraico, in sede di ermeneutica biblica, e poi in
quello sincretico cristianoclassico. Infatti, la permanenza di processi
analoghi,laicizzatiapartiredallOttocentoeaddiritturaresiirrazionalioa
razionali nel grande movimento surrealista, spinge a considerarli come
varianti storiche di una propensione biologica, corporea e mentale, che
corrispondeaunodeimolticampidiindagineapertisigrazieallecategorie
trasversalieinterdisciplinaridelcognitivismo.Questosarebbeuncompito
davveroimportanteperlanuovacritica:ricondurreisingolicasistoricidi
fenomeniricorrentiamacrocategorie,checonsentanodicogliereelementi
di affinit accertabili e non meramente impressionistici, come a volte
accadeva in contributi da rileggere adesso sotto una nuova luce, per
esempio laffascinante bench a volte irritante Larmonia del mondo di Leo
Spitzer(1963).
Sulla scorta delle ultime considerazioni, spostiamoci ora al periodo otto
novecentesco, ossia alla fase storica in cui il realismo come
rappresentazione seria del quotidiano arriva al suo culmine e
progressivamente tramonta o si trasforma, giungendo alle sue forme
parcellizzate e interiorizzate prese in esame nellultimo capitolo
diMimesis (dedicato, come si sa, principalmente a Virginia Woolf, ma
altrove Auerbach si sofferma a lungo sulla Recherche). Potendo ormai
considerarestoricizzatoilperiodochevaquantomenodallanascitadella
narrativa realista francese agli esiti modernisti europei, che possono
trovare un limite estremo in Finnegans Wake e nel Doktor Faustus (usciti

rispettivamente nel 1939 e nel 1947 interessante che proprio a un


confronto fra il romanzo manniano e Mimesis siano dedicate alcune
suggestive pagine in Said 2004, pp. 13740), lecito osservare qual il
gradodientropiachelaricostruzioneauerbachianaproduce.Ineffetti,non
solovengonolasciatiaimarginigliesitiinqualchemisuracompatibiliconil
filone dominante, per esempio quelli inglesi e soprattutto quelli russi, sui
quali peraltro Auerbach sia pure brevemente prende posizione ma
vengonoesclusidirettamenteinumerosiesempidiscritturefantasticheo
miste, sino al poi fortunatissimo modello kafkiano, dove il grande rigore
descrittivomimetico si rovescia in un allegorismo privo di una chiave
interpretativa sicura (con ci minando il concetto stesso di realt, pur
atteggiandosiinprimabattutaadiscorsorealistico).
statodapipartisostenutoche,comunque,questescritturevivonoin
una contrastata simbiosi con quelle serie ed esistenziali, come possono
essere definite le ultime esaminate da Auerbach: e questa linea rester
dominante, nel mondo occidentale, anche nel secondo Novecento e in
sostanzasinoainostrigiorni.Tuttavia,nonsipunegarecheattualmente
sianolescritturerealisticoesistenzialiarappresentareunazonaristretta
nel campo delle narrative praticate a livello mondiale: basti pensare
allenorme successo, a partire dagli anni sessanta, del realismo
magico o real meraviglioso sudamericano, delle varie scritture postcoloniali

(spesso dotate di una forte carica mitologizzante) e da ultimo di quelle


miste, realisticomisteriche, spesso trasmesse da versioni pi o meno
elaborate del paradigma poliziescoindiziario. Il contesto sociologico
insommafortementecambiato,ecoslapossibilitdiattribuireletichetta
di realismo. Per esempio, in molti possono considerare le opere
realistiche di Philip Roth o Alice Munro o Abraham Yehoshua pi
significative di quelle di Thomas Pynchon, David Foster Wallace o
RobertoBolao:questeultimepersonoespressionidiunistanzache,su
un altro piano, viene spesso definita realistica, quella della
rappresentazione seria o grottesca o fumettistica del caos, che sembra
lunico (anti)sistema in grado di rappresentare la complessit di rapporti
ormai globalizzati e privi di ogni normalit quotidiana. Ma queste due
formedirealismo,ristrettoeallargato,convivonoinquestafaseconopere
a netta prevalenza fantastica, come la fortunatissima saga di Joanne K.
Rowling, che peraltro scrive pure romanzi a fondo psicologico: e il
parametro del successo planetario, ormai decisivo per rafforzare o
affossare tendenze, sembra parlare in modo inequivocabile, cos come,
nellaprimametdellOttocento,avevaparlatoafavorediBalzac.

Come si possono valutare questi dati? Torniamo al periodo meglio


storicizzabile(18301945,conpropagginialmenosinoagliannisessanta),
e consideriamo entro quali limiti saremmo disposti ad accettare come
realistiche opere che non rispettano i parametri della rappresentazione
seria del quotidiano. Oltre alle forme esistenzialistiche, potremmo
senzaltro accettare nella nostra classificazione quei testi che, pur
raccontando situazioni al limite dellassurdo o del fantastico, evocano
aspetti che tendenzialmente classifichiamo ora come di pertinenza
psicanalitica. Qui si tocca unaltra delle omissioni decisive di Mimesis: il
versantedelritornodelrepresso,secondoleanalisidiFrancescoOrlando
(sul versante moralcomportamentale, su quello funzionale o su quello
razionale, di cui nella saggistica orlandiana resta solo qualche traccia in
rapporto alla rappresentazione del soprannaturale) o in generale quello
dellaesplicitazionedeirapportimimetici,decisivosecondoRenGirardin
DostoevskijeProustmalacasisticasipotrebbeampliareparecchio(da
Conrad a Lowry alla Morante di Menzogna e sortilegio per un confronto
Auerbach Girard, cfr. Antonello 2009). Ogni testo inseribile almeno in
unodiquestifilonipuvantareunacomponenterealisticachevamoltoal
di l della questione del rappresentare seriamente il quotidiano, che
spessounovviopresupposto,perfarpoiscaturireesitiimprevedibilie
per inseriti nellapparente normalit. Questi aspetti convivono nella
percezione del mondo a partire da fine Setteinizi Ottocento, e la
letteratura si incarica di farli emergere prima che siano identificati nelle
ricostruzionidimatricepsicologicaosociologica.
Dicerto,possiamoadessoindicarecomedominantecomuneaivaritipidi
scritturarealisticapostromanticalaspintaaindagareleformediribellione
rispettoaogninormavincolante.Ilquotidianovienesrappresentatoins,
macicheconta,nelracconto,sonoleformeconcuisitentadievadere
odisuperarelacondizionedipartenza,comunqueinsoddisfacente,chesi
tratti di Eugne de Rastignac, Emma Bovary, Mattia Pascal o Stephen
Dedalus. Nel contempo, si manifesta anche leversione rispetto al
quotidiano,attraversoglielementioscurioinquietantiinsitiinmoltespecie
di fantasticosoprannaturale, oppure, laicamente, nel delitto e nelle
inchieste sui delitti le quali, come giustamente ha sottolineato Moretti
2005, pp. 8593, nascono dapprima come variet generiche di
romanzesco, e solo dopo il grande successo di Arthur Conan Doyle
assumono come prevalente quella del poliziesco a paradigma indiziario.
Alfondodiquestevarietipologiedinarrativastalelementocomunedella
rivolta:soloraramentesiarrivaaunatematizzazionediquestoaspetto,e
solonelmomentodellamassimapoliticizzazionerivoluzionaria,neiprimi

ventitrentannidelNovecento,laletteraturanascerdallalveodellespinte
eversive, come in parecchi casi aveva fatto esplicitamente nel primo
periodoromantico,intornoalfatidico1789.Maquestoaspettoconsentedi
capire molto meglio perch alcuni testi ben distinti dal realismo
quotidiano a noi possano sembrare senza dubbio realistici ed
emblematici: il destino di oppressione di un qualunque antieroe kafkiano
non meno significativo, sul versante della lotta col padre, di quelli dei
protagonistidiTozzi,SvevooGide.
Cognitivamente, le modalit del racconto degli scontri sostenuti in
qualunque modo dai personaggi romanzeschi (da eroe o da inetto, sul
versantedellazioneosuquellodellintrospezione,sinoafaremergerele
lacerazioni profonde) risultano importanti per comprendere lati nascosti
del rapporto iomondo quando escono dai modelli mentali previsti per le
vicende degne di racconto. possibile insistere sullinsignificanza del
ruolo dei singoli nellambito delle societ contemporanee, ma il racconto
diventer emblematico quando consentir di intuire un aspetto non
scontato di quella stessa insignificanza: questo il punctum (nel senso
indicato da Roland Barthes, 1980) delle epifanie laiche, dei momenti
dellessereodelleintermittenzedelcuore,cheperaltrononsonochela
rivelazionedellunicomomentodiautenticitequindidiverarealtnel
flussodeitritifattidiognivitacomune.Ancheinquestosenso,ilrealismo
dellaletteraturasinoallaconclusionedellagrandefasedelmodernismo
molto pi connesso alla possibilit di rendere significativi, con una
stilizzazione della modalit narrativa, alcuni nuclei essenziali e spesso
fugaci, ma rivoluzionari, che non alla mera trafila della ricostruzione
storica, sia pure carica di connotazioni personali e sociali, secondo le
prerogativediAuerbacho,diversamente,diLukcs.
Seoradovessimodelinearesiapuresinteticamentelafasesuccessivaa
quellaaffrontatadaAuerbach,dalsecondodopoguerraesoprattuttodagli
anni sessanta ai nostri giorni, saremmo tenuti a considerare alcuni
macrofattori. In primo luogo va indicato quello del progressivo
allargamento delle potenzialit economicocommerciali, informative
massmediaticheeorapersinovirtuali(inquantoestensionedellefacolt
corporee nella cosiddetta realt aumentata), che ogni individuo pu
avere a disposizione, se dotato di collegamenti adeguati. La rete non
sarebbequindisolounespressionedellaglobalizzazionemadiventerebbe
pureunsuofattoredecisivodicrescita,datocherendeirrisorielebarriere
geografiche, riduce progressivamente quelle culturali e linguistiche,
consentedioperarecontinuamentesuognifrontedellacomunicazionee

dellattivitfinanziaria.
Suquestipuntischematicisitornerpiavanti(sivedailcap.iii),ma
ovviocheleobiezionipoliticheeideologicheaquestatendenzapossono
essere fortissime, e si manifestano di frequente in fasi di rivolta, a volte
accesatuttavia,rispettoalperiodoproseguitosinoagliannisessanta,
evidente che la pi macroscopica differenza quella della mancanza di
una ribellione radicale, anche per lassenza di unalternativa credibile, di
unutopiarivoluzionariasostenibile.GuidoMazzoni(2013)haesaminatola
fase successiva al trionfo del discorso del capitalista, ovvero alla
sostituzione di un ideale palingenetico ed egualitario con uno
di welfare diffuso senza cambiamento dei fondamenti della produzione e
del controllo del potere economico (quello politico appare ormai del tutto
subordinatoalprecedente).Sonoquestiaspettichepossonoaffiorarenei
romanzi realisticoesistenziali contemporanei, senza per che essi si
inseriscano,soloperquesto,inundiscorsocognitivamenteinnovativosui
fondamenti della realt: la mancanza di grandi narrazioni (Lyotard)
unaconseguenzadellarelativizzazionecheognipuntodivistasulmondo
subisce,quandoappuntolotticaplanetariaeglobale.
Auerbach aveva intuito, soprattutto nel suo discorso sulla Filologia della
letteraturamondiale(1952),chequestatendenzacominciaconiltrionfodel

sistemaculturalestatunitenseesiaccentuaquandoladiffusionevastae
la fruizione immediata di unopera diventano prerogative per la sua
valorizzazione da parte del sistema capitalistico. In questa prospettiva,
ogni elemento umanistico, ogni aspetto stilistico, ogni idea di tradizione
sembrano destinati a evaporare, magari dopo una fase liquida come
quellaattuale:quantogiavvenutonelcampodellarteedellamusica,
conlemarginazioneolassorbimentodiognitrattostilisticamentemarcato
(di avanguardia o anche di sperimentazioni esistenziali non eversive), e
con la creazione di una nuvola (cloud), limmagine pi emblematica della
realtdavverovirtualedituttocicheentraattualmentenelweb.Ilconcetto
di realismo quotidiano dovrebbe quindi comprendere ormai aspetti
puramente legati allimmaginario collettivo, ai miti doggi, al valore
simbolicoassuntodaognioggettodeldesideriomimeticamenteinseguito
damilionidipersone,chemoltospessononsannonientelunodellaltro,
salvoincontrarsivelocementeinunsocialnetwork.
Questeconstatazioni,largamentediscussenellasociologianonchnella
filosofiamoralecontemporanee,possonoaverealmenounaricadutacerta
sul concetto di realismo narrativo (per le considerazioni successive, si

confrontinodaultimoleosservazionidiDonnarumma2012,giautoredi
varisaggisuquestiargomenti).Nonsarpiladiscriminantedelrapporto
con la storia evenemenziale a segnare il grado di realismo di unopera,
tanto vero che molti scrittori, a cominciare da DeLillo, avvertono che
quanto appare impossibile nei loro testi invece il punto di maggior
contatto con lautentica realt attuale. Anzi, i proclami per un ritorno alla
concretezzadeifatti,invocatadopolafinedelcosiddettopostmodernismo
che predicava crisi di tutti i fondamenti epistemologici e filosofici,
sembrano implicare soprattutto un bisogno di certezze o addirittura
di verit(secondo un cortocircuito reale = vero dalle lontane e blasonate
ascendenze:cfr.DAgostini2013).Masidovrebbeinveceaccettareormai
la condizione di modifica evolutivocognitiva, che non implica alcun
finalismonellevicendeterreneesottolineagliincessantiadattamentiele
continue ricombinazioni della nostra realt, ovvero del mondo in cui il
versanteinterioredellindividuoequelloesternodelle resedeglialtrisono
insimbiosiattraversolaperennemediazionedelnucleocorpomente(per
alcune prospettive in questa direzione, si veda Casadei 2011 sul
problema dellevoluzione letteraria, un primo approccio teorico quello
della letteratura vista da lontano cfr. Moretti 2005 , che si fonda sulle
precedentianalisidedicatedallostessoMorettialromanzomodernoealle
operemondo).
Inquestafase,insomma,laricostituzionediunparadigmadelrealismosi
puattuarecostituendounampiagammascalaredisoluzionipiomeno
significative nel cogliere lattuale posizionamento di ogni individuo nel
mondo realvirtuale. Non sono pi decisivi i parametri oppositivi di
vero/non vero, finzione/non finzione,story/history, insomma quelli che
avevano garantito un background nel periodo aureo della narrativa in
quanto interpretazione autentica del mondo concepito come cronaca di
eventi.Etuttavia,perottenereopereche,sulsoloversantedellascrittura
oancheinquellodellibridazioneintermediale,riescanoadiventareforme
simbolichedelpresente,occorreancoraconfrontarsiconilproblemadella
tradizioneeconquellodellostile,intesoinsensocognitivo.Inaltritermini,
un nuovo realismo dovr assumere al suo interno il paradigma
dellespansionesemprepiincontrollabileatuttiilivellisocialieculturali,
implicito nel concetto stesso di globalizzazione, e dovr tentare di
confrontarlo con le forme letterarie e artistiche di lunga durata, per
verificare su quale base riesca semmai a emergere una nuova sintesi
delle singole componenti che segnano lo Zeitgeist: dalla soddisfazione di
desiderimoderati,allavelocizzazionedelleesperienzeedeirapporti,alla
convinzionedipotermodificaresempreilpropriostatusepersinolapropria

identit,allepurazionedellamortecome mementoeticoreligioso.Tuttoci
si deve esprimere in uno stile che sia marcato, complesso e non
banalmentetraducibile.
Purtroppo, questa necessit si scontra con i presupposti del potere
culturaleattuale,siaalivellodipropagazione,sia,soprattutto,alivellodi
ricezione: non a caso, si farebbe fatica a indicare, negli ultimi trentanni,
unoperaletterariacheabbiaottenutoilriconoscimentodiduraturaperle
sue qualit e per il suo grado di realismo persino riguardo agli ipotetici
classicisifarebbefaticaacitarequalchenomecondivisodopoquellidella
fasemodernista.Eforsepurequestodimostralanecessitdirifondarei
nostri paradigmi di realismo, che devono confrontarsi ormai con la
pervasivit del modello reticolare e insieme con la capacit di ogni
individuo di connettere esperienze variegate (biologicheinconsce,
biograficheconsce,

naturaliculturali)

attraverso

una

fusione

cognitivamentericcaedensa.
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Pynchon,VirginiaWoolf,WilhelmvonHumboldt|Permalink

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TheRealGuy
27luglio2014a13:13

Machesensohametterequindicipaginedibibliografiaperuninterventoinunblog?

GloriaGaetano
27luglio2014a15:29

Mimesisunodeicapolavoridellasaggisticafilologica,stilisticaesemanticadel900,sucuisisono
formatigenerazionidistudiosi,saggisti,recensoriechesioccupadelrealismononinmaniera
categoriale,macomedatodacuipartire.Ilmetodomoltochiaroedigrandeserieteimpegno.Si
partedauncampioneletterarioperampliarsinelcontestodelloscritto,narrazione,eposetc.,nellambito
psicologicodelloscrittore,finoagiungerealcontestostorico,nonnazionalista,mamondiale.Tuttoil
mondooccidentaleappareconnesso,partendodalparicolarealluniversale.Diceilgrandefilologo:
vorreisuggerireallettoreipensieriattraversolapuraesemplicepresentazionediunsusseguirsididati
singoliHofattoriferimentoAlladistinzionedistliemescolanzadistili.
FacciounesempiodellanalisiperfettadelcalzerottoMarrone,pocherighetrattedaLagitaalfarodi

V.Woolf.Lamadrestamettendouncalzerottoalfiglio,mentreparlanodiunaprossimagitaalfaro,
suonailtelefono,sileggonoleparolediunamicochestalavorandoinunafabbrica,cossiapreun
altroscenario.PoicontinualavitaquotidianadellasignoraRamsay,cheesprimeuntempointerioree
untempoesteriore,cheinterferisceconlambiente,ilmondoincuivive,sullaagazzasvizzera,sulla
casasulsigBankes,suglisguardielechiacchieredellagentesullasinoraRamsay.Tutteledivagazioni
siesprimonoinunanarrazionepluripersonale,chegiungeatoccareilfondodelmisterodellasgnora
Ramsay.Siprocedeacerchiconcentricidinoagiungereauncntestoeaunordineesistenzialechela
vitanelsuoscorrerenonpuoffrire.
Questometodosipuusarepertuttigliautori,purchesianodiuncertovaloreeimpregnatidiuna
visione
Delmondo.Scrittorieoperedilungadurata,nondifacilesuccesso,sucuicpocodaanalizzare.
Equindiunoperachesipuarricchiredinuovitalentiletterari,macheappareutile
lungimirante,attentaanalisideltesto.Edellaletteraturainternazionale.Coscisiappassioneallalettura
delmondo,allanalisideglistili,aipersonaggi,alcontestospaziotemporale,allastoriaeallamicrostoria.
Leggendoquestoperaoancheuncapitolodiquesta,sieducanogenerazioniallalettura,allacultura,
allamoreperilibri,perlanarrazioneeipersonaggi
Eunmetodoacerchi,partendodauncampione,checonsigliereiatutti,aggiungendoautoridigrande
validitenonmodificandoilmetodo

ErosBarone
28luglio2014a17:41

PensochelampiadisaminacondottadaAlbertoCasadeiavrebbetrattononpocogiovamentodaun
confrontopiapprofonditotraledefinizionidirealismoelaboratedaMarcuse(nonpresentefragli
autoricitati),daAdorno,daLukcsedaAuerbach.Inparticolare,questultimo,termineobbligatodi
confrontoperqualsiasitematizzazionedellacategoriafilosoficaedesteticadirealismo,vatenutoben
presente,poichsostiene,andandobenaldildiunanozioneelementaredirealismoodiunrozzo
contenutismo,chelaletteraturapossacostituirelospecchiofedeledellarealtnellamisuraincuiriesce
ariflettereinmodoorganicoecompiutolecontraddizionidellosvilupposociale.Ciimplicachelo
scrittoresiaingradodiprodurreunavisionenonmeramentefenomenicadellecondizionistrutturali
dellasocietoggettodiindagineedosservazione,indicandonelcontempoladirezionedellevoluzione
futura.Inquestosenso,contrariamenteallatesi,piomenoesplicita,checircolanelsaggiodiCasadei,
veramenterealisticalartechecogliecichetipico,affermaLukcs,diundeterminatoperiodo
storico,enonrealisticaquellacheimitanaturalisticamentelavitaquotidiana,anche,percosdire,
nellasuarealtmicrofisica,poichquestotipodioperazionedeformainsensoantidialetticoil
rispecchiamentodellarealt.Insomma,veramenterealisticaquellarappresentazioneletterariache
riesceacogliereimomentiumanamenteesocialmenteessenzialidiquestooquelperiodostorico.In
Auerbach,vero,lacategoriadirealismousatainmodotalmenteampioepolisemicoda
abbracciarelaletteraturaeuropeachevadaOmeroedallaBibbiafinoalmedioevocristiano,al
realismoottocentescofranceseeadalcuniscrittoricontemporanei,nonsenzaesclusionivistose,come
quelledelromanzorealisticoinglesedel700edell800.vero,peraltro,cheinAuerbachvisono,
confliggentifradiloro,almenodueaccezionidirealismo:daunlato,unrealismochesipotrebbe
definirepsicologicoedesistenzialistico,benesemplificatodacertesituazionilimite,comequelladi
AbramochedevesacrificareIsaccodallaltro,unrealismoadelevatocoefficientestoricoedescrittivo,
comequellodellOttocentofrancese.

Inconclusione,sarebbe,amioavviso,fuorvianteedimproduttivoaffermarecheesisteunsolotipodi
rappresentazionerealistica,contrapponendo,comehafattoLukcs,realismoeformalismoconla
correlativacondannadelleavanguardieedellasperimentazione.Convienequindiriprenderelaureo
aforisma,monisticonelreferentemapluralisticonellemodalit,formulatodaBrechtproprioinpolemica
conLukcs,quandoilprimoebbeadosservarechelaverit,comepuesseretaciutainmoltimodi,
cosdeveesserdettainmoltimodi.Ilrealismo,ineffetti,nonpuessereesauritondaunasola
definizionendaunsolotipodirappresentazioneoggettiva,poichinognioperasarinevitabilmente
commistoadelementiresidualidelpassatocoscomeadelementianticipatoridelfuturo.Comediceva
ilsommoGoethe,tantoammiratodaLukcs,nessunopuconsiderarelaveritcomeunamonetada
mettereintascaedaportareacasa.Questononsignificacheessanonesistaecheadessanon
occorratenderecontutteleforzeecontuttiglistrumentidiindagineadisposizione,poichsialo
scrittoreonestocheilcriticoprobononpossonomaidimenticarechelaverittotalelasomma
dialetticadelleveritparziali.

ErosBarone
28luglio2014a17:52

Erratacorrige:nellafrasedelmiocommentochequidisguitotrascrivo:Inparticolare,questultimo,
termineobbligatodiconfrontoperqualsiasitematizzazionedellacategoriafilosoficaedesteticadi
realismo,vatenutobenpresente,poichsostiene,andandobenaldildiunanozioneelementaredi
realismoodiunrozzocontenutismo,chelaletteraturapossacostituirelospecchiofedeledellarealt
nellamisuraincuiriesceariflettereinmodoorganicoecompiutolecontraddizionidellosviluppo
sociale,ilsoggettoquestultimovariferitoovviamentenonadAuerbach,maaLukcs.

albertocasadei
2agosto2014a10:07

Ringrazioperquesteosservazioni,especificosubitochelabibliografiariportatasarebberelativa
allinterovolume*Letteraturaecontrovalori*(Donzelli),dacuinonstatopossibilericavarequella
specificaperlepagineriportate.Nelvolumeaffrontodamolteangolature,ancheteoriche,la
concezionedelrealismo:leclassicheindicazionidiLukacsoAdornosonoabbondantemente
esaminate.QuantoadAuerbach,personalmentenericonoscolagrandezza,eproprioperquesto
credosiautilediscutereindettagliolesueposizioni,mettendoneinevidenzaancheilimiti.Per
esempio,lasuaconcezionedelrealismofiguralenelpoemadantesco,sepresainsensoassoluto(e
nonsolocomepresupposto),risultapurtroppofuorvianteoeccessivamentegenerica.Anche
levoluzionedellanarrativaoccidentaledopoiculminidelmodernismorichiedeamioavvisocategorie
interpretativenuoverispettoaquelleauerbachiane.

LodovicoCardellino
19novembre2014a23:20

AuerbacheilrealismodiDante
Auerbachhaesaminato,comefilologoelinguista,ilsensoegliusidellaparolafigura,dapprimanella

letteraturalatina,performulareunaaffascinanteteoriadellafiguranelmedioevo,secondocuiogni
personaggioofattodellATfiguradiunodelNTsuccessivamentelhaestesaaldopoCristoin
analogiaalprima,comefigurarovesciatacheripetetratticaratteristicidellavitadiCristo,poiadogni
realtstorica,chediventafiguradiquellametastorica,eterna,escatologica,nellamentediDio(che
benaltracosadaquantoaffermatoeanalizzatonellasuaprimateoriadellafigura).Infinelhaapplicata
conrigoreastrattoallaCommedia,senzaalcuncontrollosultestodelpoema,chesecondolui
rappresenterebbelarealt(escatologica)deipersonaggiincontrati,comeappaiononellamentediDio,
dicuilarealtfisicastoricasarebbesolofigura.
undoppiosalto(primaallapresuntaconcezionestoricoteologicamedievaleedantesca,poialcaso
specificodeipersonaggidelpoema)arbitrario,irrazionaleetotalmenteprivodiverifiche,fruttodiidola
specus,ciodifideisticaestensionedellapropriateoriaacasidiversi.Masiccomelideadipartenza
affascinanteefilologicamenteapprofonditamoltidantistihannofinitoperaccettarecomedogmaanche
lesueapplicazionipiarbitrarie,esempiotipicodiidolateatri.
DiventainutilecitarepassidellaCommediaincuisinegaesplicitamentelarealtdicicheviene
rappresentatoosiaffermalimpossibilitperchiunquediconoscereilgiudiziodivinoAvevogi
segnalatolillogicitdellatesidiAuerbacheglisvarionidellasualetturadiFarinataeCavalcantineho
ricevutorifiutieprotesteindignatecomeseavessibestemmiato.EppuregiFrecceroapropositodi
taleletturaavevaosservatocheAuerbachcieconeiriguardidellecitazionidisseminateneltesto.
Hopochesperanzediriuscireafarleggereilpoemaachipreferisceleggerneicommentilaureati,ma
ciprovoconqualchealtroesempio
UnesempiovistosodicomeAuerbachprocedaastrattamente,macinandoitestiapropriousosenza
farnealcunaverifica,lasuaanalisidiPar.XIdellesvistepossonocapitareatutti,maunsimile
concentratononmipareaccettabile:nonverocheDanteeBeatricesitrovanonelcieloempireo,n
cheDomenicosiaseraficoesavio(cherubico,mentreseraficoFrancesco,vv.3739ela
distinzionenondipococonto),nchelaprovvidenzainvidueprincipiaffinchlaChiesapotesse
andareversoCristo:moltidantistipensanochelosuodilettosignifichiCristoenonilsuopiacere,
mastupiscechelofacciaAuerbachcheinsiste(troppoefuordiluogo)sullaspettocarnaleeroticodelle
nozzediFrancescoconPovert.Nonverochequestasiaunadonnaspregevole,laqualechiamasi
povertoppuremorte:lapovertsprezzata,dispetta,comeloeraFrancescoeprimaGes,ma
tuttaltrochespregevoleenonmorte,chetemutaeevitataancorpidellapovertmanon
disprezzata.Altrettantoerratochelacuisostanzasipalesaanchenellaspetto:alcontrario,solo
laspettosgradevole,mentrelasostanzatantopiacevoledadareperfettaletiziaeindurrelieti
sembianticheconvertonoaltri(Par.XI7684),comegiaccaddeagliapostoli,altrettantopoveri(Par.
XXIV106110)chepoisiaassolutamentenecessariointenderelaportadelpiacerenelsensopi
proprio,comefattocarnale,laportacomeaccessoalcorpofemminile,unastravaganzache
andrebbebendiversamentemotivataperessereproponibile:dovrebbealmenospiegarciqualla
portacarnaledellamorte,poichallapovert,comealamorte,/laportadelpiacernessundiserra
oltreallinspiegatoeinspiegabileeprobabilmenteinconsapevolecapovolgimento,secondocuila
povert(sposa,neltestodiDante,diGesepoidiFrancesco),comelamorte,assumerebbeilruolo
maschilementreilcorpofemminilesarebbequellodichirifiutadiaccoglierlecomefattocarnale.
Credocheognidantistaboccerebbeunalunnocheallesamedicessesimilicorbellerie,senonle
avesseletteprimanelsacrotestodiAuerbach.DanteinvecehagispiegatoaForesecheginonfia
iltornarmiotantosto,/chiononsiacolvolerprimaalariva(Purg.XXIV7778).Infinenon
assolutamentevero,ederroredifondodituttalaletturadiAuerbach,oggipurtroppoaccoltadamolti
dantisti,cheDantelicoglie[ipersonaggidellaCommedia]sulluogocheadessiilgiudiziodivinoha
assegnatodelresto,Francescononincontrato,bensdescrittodaTommaso.Vorreianche

aggiungere,senontemessidisuscitaresoloaltridubbieobiezioni,chelaPovertcuisisposa
Francesconelsuofarsipusillo(Par.XI111),comeprimaGes,umile(Mt11,29),quelladei
poveridispirito(Mt5,3)citatanellacornicedeisuperbiquellamaterialenesoloimmagine,eda
solastataamatadamolti,ebreiegreci,cheneandavanoorgogliosi.Aimendicantidellospirito
infattiappartieneilregnodeicieliinPar.XXII8890BenedettocitaFrancescoperlumiltePietroper
lapovertancheDanteinPar.XXIV109ricordalapovert(materiale)diPietro,mentrequelladi
Francescosolosua(oltrechediGes)eglimeritailsuoregno(Par.XI116),coscomegiparlava
regalmentealpapa,indifferentealparerdispetto(Par.XI9091)comeGesincrocesinotia
confermachelunicaaltraoccorrenzadiregalmentenelpoemariferita(inPar.XXX70)aBeatrice,
immaginediGesumile,chegiapparivainvitabenignamentedumiltvestuta(VitanuovaXXVI,v.
6).
VirgilioproponeCatonecomecampionedellalibert,dicedicondurreDanteallaricercadellaliberte
inEdendichiaradiaverloresoliberomaBeatricelorimprovera,locorregge,loguidaperbenaltra
strada,eallafineDanteledirtumhaidiservotrattoalibertate(Par.XXXI85).MaAuerbach,
sempreindifferentealtestodantesco,prosegueperlasuastradaepretendedivederenelCatone
storicounafigurafuturorum,unaprefigurazionediquellalibertcristiana[]perraggiungerela
qualeDantecintodelgiuncodellumilt,finchlaconquisterrealmenteesullasommitdella
montagna[].laliberteternadeifiglidiDio,chedisprezzanoognicosaterrena:decisamente
AuerbachilParadisonondeveaverloletto:inEdenDanteimparalerrore(unicoveropeccato)daver
seguitoillegalismodiVirgilio(cherendeservi,nonliberi)inparadisoimparaadapprezzare
lecitamenteognicosaterrena(dopoilcielodelSoleincuisenetrovascioltoambiguamentenel
sensoevangelicodiassolto)esoloallafinesiriconosceveramenteliberograzieaBeatrice.Inoltre,se
ilCatonechequiapparenelPurgatoriolafigurasvelataeadempiuta,laveritdiquellavvenimento
figurale,nonsicapiscecosapossaessernediluidopoilgiudiziouniversale,datocheilpurgatorionon
fapartedeinovissimi.Perlostessomotivononpossonoesserefigureadempiuteneppureipersonaggi
incontratiinpurgatorio
InrealtCatonenonneppuresalvo,nelsuoruolodiguardianorigido,negatoallarte,sordoalcanto
diCasellacheintonalacanzonediDanteAmorchenelamentemiragionadacuiperfinoVirgilio,
sempreprontoasollecitareDanteanonperdertempo,erastatoaffascinatoCatone,indifferente
allamoreeairicordi,nonpuaccedereneppurealleprimefaldedelmonte,cuicondannatoa
indirizzareglialtri,destinatiallasalvezza.Miparechestianomoltomeglioinobilipoetinellimboche
nonCatone,presotalqualedaAen.VIII670,inottemperanza(umoristica)alladescrizionecheneha
datoVirgiliocomelegislatoredelleanimesalvate(pios,hisdantemiuraCatonem).