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Il moto armonico

Sono esempi di moto armonico i movimenti compiuti da un pendolo o da un corpo


collegato ad una molla ideale, cio da una molla la cui costante elastica rimane
invariata e priva di peso, di massa, in assenza di attrito e di altri fenomeni dissipativi.
Il moto armonico pu essere considerato come la proiezione di un punto, che si
muove su una circonferenza di moto circolare uniforme, sul diametro della
circonferenza stessa.

Notiamo subito che le forse che agiscono non sono costanti, per esempio la velocit,
essa ha valore massimo nella regione centrale del segmento AB e decresce fino ad
annullarsi man mano che P' si avvicina ad uno degli estremi A o B.
Al variare di P cambia langolazione del vettore spostamento e quindi anche la
posizione di Q.
Sia data quindi una circonferenza di raggio R
sulla quale si muove un punto P con moto
circolare uniforme di periodo T.
Il punto Q si muove con moto armonico, ed
indichiamo con S la sua posizione sul diametro
AB (che prendiamo orizzontale solo per nostra
comodit. Stabiliamo di considerare il punto O
come punto iniziale, e perci il segmento OQ
corrisponde alla posizione S suddetta (positiva
nel caso in cui il punto Q si trovi a sinistra di O
e negativa nel caso in cui si trovi a destra).
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Per definizione di coseno nel triangolo OPQ si ha sen = OQ fratto OP e di


conseguenza:
OQ = OP cos
S = R cos
Dobbiamo esprimere langolo in funzione de tempo e per poterlo esprimere faccio
riferimento alla velocit angolare, del moto circolare uniforme, e' uguale a 2/T
infatti il tempo necessario per percorrere un angolo giro (2) corrisponde al periodo
T.
Perci avremo che:
S = R cos t

S = R cos ( 2/T t )

Per rappresentare la legge oraria nel piano cartesiano impostiamo nelle ascisse
listante t e nelle ordinate la posizione s.

Riprendiamo in considerazione il moto


armonico ed il corrispondente moto circolare
uniforme. La velocit con cui si muove il
punto P e' la velocit tangenziale V = 2R / T
La velocit Vp pu essere scomposta nelle
due componenti V e V' rispettivamente
parallela e perpendicolare al moto armonico .
La componente V' determina lo spostamento
orizzontale del punto P, ma non influenza il
moto di Q che invece deve il suo spostamento
solo alla componente V.
Cerchiamo di calcolare il vettore della velocit del punto Q.
V = Vp sen

V = Vp sen t

Sapendo che Vp la velocit tangenziale, come detto prima, uguale a 2R / T e


sapendo che langolo formato dal vettore spostamento uguale allangolo formato
con la componete V e il vettore Vp arriviamo alla conclusione che:
V = - r sen ( t )
Se confrontiamo il grafico della legge oraria con il grafico della velocit noteremo
delle sostanziali differenze:

Con un ragionamento analogo a quello


sviluppato con la velocit, prendiamo in
considerazione laccelerazione cui
sottoposto il punto P. Cos anche il vettore
accelerazione della pallina la proiezione
sul diametro dellaccelerazione centripeta
del punto P.
L' accelerazione centripeta e' uguale a =
v2/R = 2R, e scomponiamo questa
accelerazione nelle due componenti a' ed a''
rispettivamente parallela e perpendicolare
al moto del punto Q . La componente a''
non agisce sul moto di Q, ma solo la
componente a' che ora colcoleremo.
Nella figura si nota che i vettori e hanno la stessa direzione e versi opposti e che i due
triangoli OQP e PML sono simili perch sono entrambi rettangoli e hanno uguali gli
angoli e (alterni interni tra e , con la trasversale ).
Il modulo di a si ricava moltiplicando per s i due membri della seconda equazione e
sostituendo al posto di ac lespressione 2r:

La figura a sinistra rappresenta i


grafici della legge oraria e
dell'accelerazione in funzione del
tempo su uno stesso piano
cartesiano. Si pu notare come lo
spazio
e
l'accelerazione
si
annullino
contemporaneamente,
mentre uno e' massimo quando
l'altra e' minima e viceversa.

Federico Cacciabue