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Consegna 07/01/2015

SCHEDA
Autore: Carlo Aymonino
Titolo: Origini e sviluppo della citt moderna
Editore: Saggi Marsilio
Sede: Padova
Anno: 1965 (1971)
Genere: saggistica,pianificazione,urbanistica e rapporti con la politica
Argomento: nascita della citt industriale e i suoi rapporti con il socialismo

Linteresse per i problemi urbani non solo in termini di urbanistica ed architettura, ma anche
economici,sociologici,politici,si ripresentato grazie al libro di G.Samon Lurbanistica e
lavvenire delle citt grazie al grande sviluppo produttivo che ha portato ad inurbamento e
trasformazione delle citt. Grazie a questi fenomeni urbani si preso in considerazione la
crescita e la nascita delle citt industriale, nel senso di transito dalla citt mercantile e
nobiliare a quella borghese e capitalista.
Lindagine del autore, animata da polemiche, si distacca dal pensiero del Benevolo visto che
pensa che ci sia un contatto tra la politica e lurbanistica , addirittura afferma quando spiega il
rapporto tra politica e urbanistica nel Dopoguerra prendendo come esempio la situazione in
Inghilterra nel 1945(1): lurbanistica una parte della politica
Andando a studiare e a capire il processo che ha portato alla formazione delle citt industriali
si pu confermare e sviluppare una prima e importante divisione sociale del lavoro,inoltre ci
permette di ipotizzare un rapporto diverso tra citt e campagna, tema che ha affascinato molto
lo stesso socialismo scientifico.
Delle teorie di organizzazione della societ umana molto interessanti sono ideate dagli
utopisti Fourier ed Owen che prevedevano come condizione fondamentale per sopprimere la
vecchia divisione del lavoro, la soppressione dellantagonismo tra citt e campagna. Essi
cos formarono delle proposte in cui non solo vengono denunciate le conseguenze negative
della citt industriale (come lusura del suolo,divisione del lavoro,ecc..), ma vengono offerte
soluzione che si possono inserire solamente in un sistema centrato sullautonomia(economica
e architettonica) di organismi elementari molto semplici che sono capaci di far convivere
pacificamente in esiguo numero di abitanti.Owen e Fourier puntano proprio alla spartizione
delle grandi citt,sostituite da villaggi,con labolizione della divisione del lavoro e dello
sfruttamento che ne deriva.
Oggi non abbiamo una giusta documentazione che ci riveli il vero sviluppo della citt
industriale (che non fu semplice).
Cosa pi importante la mancanza di una adeguata analisi della citt industriale come area
dove ha luogo e si propaga il carattere sociale delle macchine di produzione e incongruenti
con il consenso privato dei vantaggi economici di questo cambiamento.
La citt non si sviluppata intorno ad un centro affaristico e poi intorno ad esso si sono
aggregate zone con stabilimenti industriali e abitazioni di operai, perch allinizio sia il
vecchio centro medioevale che la nascente periferia urbana avevano lo stesso valore.Agli
inizi la citt borghese, legata strettamente alleconomia,non aveva confini bel delimitati
proprio perch la crescita produttiva faceva considerare ogni punto come edificabile, quindi
capace di una buona rendita. Questa infatti si attua nella continuit stradale , elemento

alquanto importante per ignorare quelle classi subalterne andando cos ad accentuare il
contrasto fra citt e campagna.La continuit stradale diventa una propriet intrinseca del
sistema interno delle citt, nel senso che non pi funzionale ai rapporti con le altre citt,con
la campagna, ma diventa molto funzionale alla crescita e allo sviluppo della citt stessa. Si
arriva cos lentamente alla formazione della classica citt industriale ,ovvero quella citt che
segue una schema radiocentrico.
La citt industrializzata spezza lo schema urbano della citt mercantile , ma distrugge anche
ogni limite stabilito poich tutto il suolo diventa edificabile una volta investito dallo sviluppo
dellinsediamento.
Nella crisi avvenuta nel 1848 stato possibile evidenziare un fattore essenziale per
lurbanistica moderna: nasce una disciplina con le sue leggi,i suoi dilemmi,la sua storia ,la
sua identit, che pur rifacendosi alla politica non si mischia con essa e segue un proprio
percorso. Secondo Marx ed Engels lobbiettivo urbanistico essenziale quello di abrogare in
modo veramente concreto il contrasto fra citt e campagna.
I concetti del socialismo scientifico,grazie al legame molto stretto con la trasformazione
generale della societ, hanno le loro prime prove negli anni che vanno dal 1920 al 1930 con
lesperienza sovietica caratterizzata da esperienze diverse, dal contatto con i vari
rappresentati del movimento moderno europeo.Viene cos per la prima volta messo in
discussione il cambiamento che la citt avrebbe dovuto subire e il rapporto fra citt e
campagna con labolizione del contrasto fra citt e campagna e labolizione delle differenze
fra centro e periferia che per allatto della loro applicazione si sono rivelati troppo semplici
nella previsione e troppo standardizzati nel contenuto. Queste teorie per si sono mostrate
alquanto illusorie e manca infine una concezione differente della citt contemporanea, mentre
nelle citt realmente esistenti si va sempre di pi realizzando quella paralisi della
maggioranza urbana rispetto la campagna, attesa da Lenin.
Soltanto negli anni pi recenti, per quanto riguarda la situazione italiana, limpegno urbano si
mostrato molto rilevante mentre per si pu assistere a un tentativo di evidenziare nuovi
insediamenti organizzati non pi sulla previsione disegnata del piano regolatore, ma su un
sistema di previsioni da aggiornare e modificare nel corso del tempo.

(1): in inghilterra nel 1945 lo stato si assume il finanziamento della creazione delle nuove citt, in un quadro di
pianificazione economica e urbanistica.
Quando la citt costruita ed in grado di funzionare essa passa sotto i poteri dell'autorit locale della contea
(municipio, comune) che, eletta democraticamente, provveder ad amministrarla. Il suolo urbano, ivi compreso
quello che sopporta le abitazioni, resta di propriet comune: le case, almeno fino ad oggi, sono solamente date in
affitto ed da presumere che resteranno in tale regime. Anche le zone industriali vengono date in
affitto( Enciclopedia Treccani)

Francesco Pizzuti
Matricola: 1402004