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P rim a p a g i n a | Le g is la z io n e | Gi u ris p ru d e n z a | Art ic o li e n o t e | Fo ru m o n li n e | W e b lo g

c o p y rig h t

LU I GI OLI VERI

I controlli sulle dichiarazioni sostitutive,


ai sensi del Testo unico sulla documentazione amministrativa

L'estensione dell'istituto delle autocertificazioni e elle dichiarazioni sostitutive dei certificati amministrativi
non solleva le amministrazioni dall'effettuare i controlli rispetto alla veridicit delle dichiarazioni. Le
certificazioni, infatti, sono richieste come elemento robatorio per verificare l'effettivo possesso di requisiti
previsti dalle leggi, o l'assenza di cause ostative, p rch il cittadino possa beneficiare di un provvedimento a s
favorevole. Pertanto, l'amministrazione deve verificare, dal punto di vista sostanziale, che la dichiarazione
sostitutiva corrisponda all'effettivo possesso dei req isiti.
La semplificazione, per, d luogo ad una sorta di inv
ione di onere della prova. Nel precedente regime
era il cittadino a dover fornire la prova, attestata d lle certificazioni amministrative che doveva procurarsi
personalmente. L'attivit di certificazione era divenuta, pertanto, una prestazione di servizi rivolta ai cittadini.
Nell'attuale regime, invece, l'amministrazione che,
quisita una dichiarazione sostitutiva di certificazione
da parte del cittadino, deve curarsi di provare che es a sia eventualmente falsa. Si ha, pertanto, implicitamente
una presunzione iu ris t an t u m di veridicit della dichiarazione del cittadino ed una modifica del ruolo delle
amministrazioni certificanti, le quali non erogano servizi ai cittadini, ma, al contrario, alle amministrazioni
procedenti, rispetto alle quali si pongono come servizi di staff che erogano prestazioni intermedie. Il fine
dell'azione amministrativa, dunque, non la produzione del certificato: esso uno degli strumenti istruttori
finalizzati all'emanazione del provvedimento finale. E' corretto, pertanto, che solo chi porta avanti l'istruttoria,
si curi di acquisire gli elementi probatori delle circ stanze di fatto e di diritto che stanno alla base del
provvedimento da emettere.
Il testo unico indica alle amministrazioni procedenti due modalit p

procurarsi le prove documentali.

Una prima modalit consiste nell'acquisizione d'uffici di atti o certificati concernenti stati, qualit personali e
fatti, che il cittadino non abbia sostituito o attesta
con proprie dichiarazioni, ma dei quali si sia limitato ad
indicarne gli estremi e l'amministrazione che li detiene, s da permetterne il reperimento presso
l'amministrazione competente, alla quale l'ente proced
e deve rivolgersi per effettuare gli accertamenti
d'ufficio.
In questo caso, poich il cittadino non ha sostituito certificati con dichiarazioni ai sensi degli articoli 46 e 47
del testo unico, l'amministrazione procedente non pu
anare il provvedimento finale prima di aver concluso
la fase degli accertamenti d'ufficio, acquisendo gli atti o i certificati necessari, o anche le informazioni (quali
conferme di fatti la cui notoriet sia stata acquisita in qualsiasi modo) necessarie alla conclusione del
procedimento.
Il secondo sistema appartiene al regime semplificato vero e proprio, quello dell'autocertificazione o, meglio,
delle dichiarazioni sostitutive di certificazioni o de l'atto di notoriet, di cui agli articoli 46 e 47.
L'autocertificazione e l'autodichiarazione sono gli strumenti privilegiati, attraverso i quali i cittadini possono
ottenere dalle amministrazioni benefici o, comunque, p ovvedimenti autorizzatori o concessori, comunque di
carattere positivo, senza esibire certificati provenie
a altre autorit.
L'emanazione del provvedimento amministrativo resta ancora oggi subordinata ad un'attivit istruttoria che
deve essere condotta dall'amministrazione competente,
base a su prove documentali. Fino a qualche tempo
fa il prevalere della tesi che tra cittadino e amminis
zione non vi fosse un rapporto paritario, ma di
supremazia della P.A., aveva fatto ritenere che fosse nere del richiedente provare il possesso dei propri

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requisiti o di stati o qualit, consegnando all'amministrazione competente prove certe, ottenute mediante
certificati di altre autorit.
Nell'attuale fase, l'amministrazione, invece, agisce in posizione tendenzialmente di parit (negoziale) col
cittadino. Pertanto, l'amministrazione deve fidarsi de le dichiarazioni del cittadino, giacch non pu costringerlo
a reperire le certificazioni che provino le sue dichia
ni, visto che la medesima amministrazione procedente
pu utilizzare per i riscontri le proprie banche dati quelle delle altre amministrazioni.
In questo caso, in presenza di dichiarazioni sostitutive, allora, i controlli previsti dall'articolo 71 del testo
unico sono sempre successivi. In sostanza, viene spostato a valle ci che nel precedente regime stava a monte,
ovvero l'acquisizione delle prove documentali, attivit che fino al '97 costituiva una delle maggiori cause della
durata talvolta eccessiva e dei costi delle procedure amministrative.
Proprio perch la legge impone alle amministrazioni pu bliche di fidarsi delle dichiarazioni dei cittadini, che
agiscono su un piano paritetico, il provvedimento finale non pu essere subordinato, allora, all'acquisizione dei
documenti. L'autodichiarazione costituisce valido elem
e presupposto, condizione necessaria e sufficiente
per l'emanazione del provvedimento.
Tuttavia la fiducia che la legislazione concede al cittadino, non n potrebbe esserlo assoluta.
L'amministrazione non pu operare solo sulla parola. D ve procedere ai riscontri necessari. Se questi fossero
negativi, colui che dichiara o autocertifica il falso, oltre a decadere dai benefici scaturenti dal provvedimento
amministrativo, incorre in responsabilit gravi, di natura penale.
Occorre preliminarmente chiarire le modalit ed i casi nei quali debbono scattare i controlli, in quanto molti
interpreti sostengono la testi di una natura solo even
le dell'attivit di riscontro delle dichiarazioni, visto che
possono essere effettuati a campione.
Per altro verso, le amministrazioni procedenti tendono ad effettuare i controlli col sistema dell'acquisizione
d'ufficio dei certificati sostituiti dalle dichiarazioni.
Il testo, tuttavia, dell'articolo 71 del testo unico non pare in linea con le interpretazioni e le disposizioni
attuative descritte sopra.
N a t u r a d e i c o n t ro ll i . Il comma 1 dell'articolo 71 dispone con assoluta chiarezza che le amministrazioni
procedenti sono tenute ad effettuare i controlli sulle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47. La
norma, allora, dispone un comportamento obbligatorio e cogente: le amministrazioni sono obbligate ad
effettuare i controlli sulle dichiarazioni: non si tra
di una facolt, ma di un dovere d'ufficio, che completa l'iter
procedimentale anche se il controllo interviene dopo c
il provvedimento sia gi stato emanato.
Le amministrazioni, pertanto, non possono scegliere se effettuare o meno i controlli, in quanto si tratta di un
adempimento assolutamente doveroso.
Il medesimo comma 1 precisa, per altro, ed a maggior ragione, che i controlli debbono essere effettuati "in
tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi" sulla verid cit delle dichiarazioni. Quindi, se il responsabile del
procedimento ritiene possibile o probabile che la dichiarazione ricevuta sia falsa, deve necessariamente
procedere al riscontro successivo. La norma sembra sug erire, tuttavia, il dovere di esplicitare con una congrua
motivazione il fondamento del dubbio sulla veridicit della dichiarazione.
Il comma 1 si completa con un'altra importante affermazione, che ha indotto in molti a ritenere appunto che
i controlli siano un adempimento sostanzialmente eventuale: infatti, la norma consente l'effettuazione dei
controlli a campione.
Ma ci che facoltativo proprio il controllo con la metodologia del campione. Non si spiegherebbe, se cos
non fosse, il testo della disposizione, che prescrive le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare
idonei controlli, anche a campione ". L'utilizzo dell'inciso anche fa comprendere che per le amministrazioni
possibile, se lo ritengono opportuno, non effettuare i controlli su tutte le dichiarazioni, ma questo non significa
che l'adempimento del controllo sia divenuto esso stes
una facolt. Il controllo a campione un metodo di
svolgimento del riscontro (di tipo statistico). Non orretto, allora, ritenere che il controllo deve essere
effettuato a campione, come pure in molti sostengono.
Del resto, lo si ribadisce, quando insorgano dubbi sul contenuto della dichiarazione, la verifica deve essere

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comunque effettuata.
Vi sono, poi, alcuni tipi di procedimenti amministrativi che, data la loro natura ed il regime normativo che li
regola, eslcudono a priori che i controlli possano ess re effettuati solo su un campione dei beneficiari. Si faccia
riferimento ai riscontri sui requisiti di moralit e d idoneit economico-finanziaria e tecnico-organizzativa delle
imprese affidatarie dei contratti di appalto. L'effettivo possesso dei requisiti, indicati in fase di gara dalle ditte
con largo ricorso alle dichiarazioni sostitutive, necessario in quanto il mancato possesso di detti requisiti
condizione di impossibilit di stipulazione del contra
con le amministrazioni. Poich il sistema degli appalti
prevede alcuni istituti, come quello dello scorrimento della graduatoria e, soprattutto, la determinazione
automatica della soglia di esclusione per anomalia dell'offerta, l'esclusione di una ditta dalla graduatoria incide
in modo decisivo sugli esiti della gara. Gli uffici co petenti, allora, pur non potendo subordinare la stipulazione
del contratto o, meglio, l'aggiudicazione dell'appalto alle verifiche, sono tenuti a procedere fino in fondo nei
controlli, per ottenere le prove del possesso effettivo dei requisiti richiesti dalla legge sui lavori pubblici non
tanto come condizione di decadenza, quanto come legittimazione a contrattare..
Mo d a lit d i e f fe t t u a z io n e d e i c o n t ro ll i. Il comma 1 dell'articolo 71 stabilisce che i controlli debbano
essere idonei. Ci sta a sottolineare che l'attivit d riscontro e verifica posta in essere dalle amministrazioni
debba essere:
1) tale da attestare effettivamente e con certezza la fondatezza di quanto dichiarato dal cittadino;
2) acquisita stabilmente nel fascicolo relativo alla prat ca;
3) in forma scritta o in formato elettronico, ai sensi del testo unico, trattandosi di prova documentale;
4) proveniente
dichiarazioni.

dall'autorit amministrativa competente ad attestare la conformit

al vero delle

Il comma 2 prevede due diverse modalit per l'effettua one dei controlli.
In primo luogo, possibile procedere con le modalit i cui all'articolo 43 del testo unico, cio attraverso gli
accertamenti d'ufficio di cui si parlato in precedenza. Questa modalit di controllo, allora, rivolta
specificamente all'ipotesi che il cittadino non abbia resentato dichiarazioni sostitutive, ma si sia limitato ad
indicare all'amministrazione procedente l'ufficio depo itario dei documenti contenenti le informazioni necessarie
a comprovare stati, fatti o qualit.
In questo caso, l'amministrazione procedente, allora,
amministrativo, contenente le informazioni di cui ha b ogno.

eve ottenere

proprio il certificato o l'atto

Due, sono le strade a disposizione dell'amministrazione procedente per ottenere ci di cui ha bisogno. Pu,
infatti, chiedere all'amministrazione certificante la
smissione, appunto, dei certificati o degli altri atti: questa
ipotesi guardata con sfavore dal legislatore, che infatti non la contempla nemmeno espressamente, in quanto
afferisce ad un sistema caratterizzato dalla mancanza i connessioni telematiche o dalla carenza di sistemi
informatici di gestione degli archivi.
In secondo luogo, l'amministrazione procedente pu consultare direttamente gli archivi dell'amministrazione
certificante, per via telematica, come appunto prevede l'articolo 43 del testo unico.
Ai sensi di questo articolo, l'acquisizione diretta de la documentazione, mediante consultazione degli archivi
dell'amministrazione certificante avviene:
1) in base a un'autorizzazione con la quale l'amministrazione certificante indica a quella procedente i
limiti e le condizioni di accesso ai propri archivi, al fine di salvaguardare la riservatezza dei dati personali;
2) nel rispetto del divieto, per l'amministrazione proced
necessario procedere alla verifica;

e, di accedere a dati diversi da quelli dei quali

3) utilizzando il sistema del fax o del canale telematico;


4) nel rispetto dell'obbligo, per le amministrazioni certificanti, di consentire gratuitamente la

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consultazione telematica dei propri archivi informatici.


Il comma 2 dell'articolo 71 formulato in modo da ing erare qualche equivoco sulle modalit di controllo,
in quanto prevedendo che i controlli sono effettuati " on le modalit di cui all'articolo 43 consultando
direttamente gli archivi dell'amministrazione certific nte ovvero richiedendo alla medesima anche attraverso
strumenti informatici o telematici conferma scritta della corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze
dei registri" custoditi dall'amministrazione certifica
, lascia credere, a una prima lettura, che la conferma
scritta sia un sistema da utilizzare anche per l'acqui izione d'ufficio dei documenti.
Evidentemente, per, le cose non stanno cos. La conferma scritta da mettere in relazione esclusivamente
con le dichiarazioni sostitutive, non con l'acquisizio
di ufficio, in quanto questa scatta solo proprio quando non
vi siano state dichiarazioni sostitutive, ma semplice ichiarazione degli estremi dei provvedimenti e dell'autorit
che li detiene.
La modalit della richiesta di conferma scritta della
rrispondenza tra la dichiarazione e le risultanze degli
archivi, quindi, riguarda solo l'ipotesi delle dichiarazioni sostitutive. In questo caso, pertanto:
1) l'amministrazione procedente non tenuta ad acquisire il certificato sostituito dalla dichiarazione, ma
solo la conferma da parte dell'amministrazione certificante;
2) simmetricamente, l'amministrazione certificante, acquisita la richiesta di conferma da parte
dell'amministrazione procedente, non obbligata ad em
re e trasmettere il certificato, ma, appunto, la
semplice conferma.
Ci mira a semplificare anche i rapporti tra amministrazioni e, soprattutto, ad alleggerire il carico di lavoro
delle amministrazioni certificanti, le quali possono ridurre la quantit di certificati ed atti da emettere e
trasmettere alle amministrazioni richiedenti, limitand i alla sola ricerca in archivio e ad una risposta, per vie
brevi come il fax o la posta elettronica, di conferma o meno.
Analizzando le fasi procedurali, si nota che la sempli e trasmissione della conferma abbrevia i tempi e
diminuisce i passaggi. Infatti, se l'amministrazione certificante inoltra il certificato deve porre in essere almeno
le seguenti attivit:
1)
acquisizione richiesta;
2)
ricerca in archivio;
3)
produzione
del
certificato;
4)
firma del certificato;
5)
produzione lettera di
trasmissione;
6)
protocollazione;
7)
firma;
8)
spedizione;
Invece, con la semplice conferma:
1)
acquisizione richiesta;
2)
ricerca in archivio;
3)
produzione nota di
conferma;
4)
trasmissione per via
telematica [1]
L'articolo 43, comma 5, del testo unico, disciplina in linea generale la modalit di controllo mediante
conferma scritta, disponendo che in tutti i casi in cui l'amministrazione procedente acquisisce direttamente
informazioni relative a stati, qualit personali e fat
presso l'amministrazione competente per la loro
certificazione, il rilascio e l'acquisizione non sono
cessari e le suddette informazioni sono acquisite con
qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro fonte di provenienza. Pertanto, il principio
generale, tratto dalla lettura combinata dell'articolo 43, comma 5 e dell'articolo 71, comma 2, del testo unico
quello secondo il quale quando l'amministrazione procedente deve limitarsi ad acquisire informazioni, basta la

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conferma scritta che dia modo di determinare con sicur zza la provenienza della fonte.
Mo d a lit e t e m p i d i r is p o s t a d e lle a m m in is t ra z io n i c e r ic a n t i. E' bene sottolineare che le pubbliche
amministrazioni possono svolgere sia il ruolo di amministrazioni certificanti, sia quello di amministrazioni
procedenti. L'articolo 72 del testo unico, che si rife sce alle responsabilit che incombono sugli enti certificanti,
allora, riguarda tutti gli enti, quando agiscono appunto come soggetti certificanti.
Il comma 1 della citata norma impone alle amministrazioni di individuare e stabilire misure organizzative per
consentire l'esecuzione dei controlli. Occorre, pertanto, modificare, dove si ritenga necessario, le procedure e
gli strumenti finalizzati all'esecuzione dei controlli per conto delle amministrazioni procedenti, ad esempio
abbreviando i passaggi operativi, secondo l'esempio fa
nel precedente paragrafo.
Le misure organizzative non possono essere fini a se s
controlli in modo:
efficiente: occorre, quindi, che l'ente certificante i
verifiche;

sse: il loro obiettivo consiste nell'esecuzione dei

pieghi le minori risorse possibili, per effettuare le

efficace: le verifiche debbono essere corrette, complete ed esaurienti, esenti da errori;


tempestivo: lo svolgimento dei controlli un adempimento prioritario delle amministrazioni certificanti, le
quali debbono garantire un risultato efficiente, effic e ed anche veloce.
Sia le misure organizzative adottate, sia le modalit er eseguire i controlli debbono essere rese pubbliche
dalle amministrazioni certificanti. Questa incombenza
ovviamente, necessaria sia ai cittadini, sia alle
amministrazioni procedenti perch entrami possono fars un'idea dei tempi e dei passaggi necessari per
ottenere dalle singole amministrazioni certificanti l' cquisizione diretta della documentazione, oppure la
conferma sulla veridicit delle dichiarazioni sostitutive.
Rispetto ai tempi di risposta alle richieste di controllo, per, lo stesso articolo 72, al comma 2, a stabilire il
termine massimo entro il quale le amministrazioni debb no procedere: la norma dispone che la mancata
risposta alle richieste di controllo entro trenta giorni costituisce violazione dei doveri d'ufficio.
In altre parole, viene fissato indirettamente un termi e che non perentorio, in quanto non fissata una
decadenza nei confronti dell'amministrazione certifica
la quale pu ancora, validamente, rispondere alla
richiesta di controllo anche superati 30 giorni. Il superamento del termine, d'altro canto, determina la
violazione dei doveri d'ufficio nei confronti del dipe ente cui sia stata assegnata la responsabilit
procedimentale di rispondere alle richieste di verific . Pertanto, nell'interesse delle amministrazioni certificanti
porre in essere misure organizzative che privilegino tempi di risposta ampiamente all'interno del termine di 30
giorni.
La violazione dei doveri d'ufficio costituisce certamente comportamento sanzionabile dal punto di vista
disciplinare. Fermandosi all'articolo 25 del CCNL del omparto enti locali in data 6.7.1995, la violazione dei
doveri di comportamento costituisce sempre presupposto per l'applicazione di tutte le sanzioni previste, dal
rimprovero scritto, fino al licenziamento.
Inoltre, vi possono essere anche aspetti di rilevanza enale, giacch la violazione dei doveri d'ufficio, cos
come configurata dall'articolo 72, comma 2, del testo
ico appare illecito penale ai sensi dell'articolo 328,
comma 2, del codice penale, a mente del quale il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che entro
trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interess non compia l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre
le ragioni del ritardo punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire due milioni.
Occorre tenere presente che il reato di rifiuto di atti d'ufficio ha natura istantanea e rientra tra quelli a
consumazione immediata: pertanto il semplice superamento del trentesimo giorno, senza procedere alla
risposta, costituirebbe reato.
I rr e g o la r it o d o m is s io n i d e lle d i c h ia ra z i o n i. L'articolo 71, comma 3, del testo unico prende in
considerazione l'ipotesi in cui siano rilevabili d'ufficio irregolarit od omissioni nelle dichiarazioni di cui agli
articoli 46 e 47, che non costituiscano falsit.

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L'irregolarit consiste nell'esistenza di un vizio nella dichiarazione che non ne comporti la nullit, ma
consenta ugualmente di utilizzare la dichiarazione med ima, ai fini procedimentali, attraverso una semplice
rettifica: pu costituire un esempio il fatto che il d hiarante non abbia barrato con una croce la casella
corrispondente ad una dichiarazione contenuta in un mo ulo.
L'omissione consiste, invece, nell'incompletezza della dichiarazione, che ometta una parte di quanto
finalizzata ad attestare.
Se dietro a queste irregolarit od omissioni non v' l'intenzione fraudolenta di falsificare la realt di quanto
dichiarato, occorre dare tuttavia corso al procedimento.
Si tratta, in sostanza, della specificazione del principio contenuto gi nell'articolo 6, comma 1, lettera b),
della legge 241/1990, il quale prevede che il responsabile del procedimento pu richiedere la rettifica di
dichiarazioni o istanze erronee o incomplete.
Il principio suddetto, porta ad una serie di conseguenze.
In primo luogo, l'irregolarit non comporta decadenze
carico del dichiarante, il quale conserva il diritto a
che l'amministrazione completi l'istruttoria e si pronunci motivatamente e con il provvedimento finale espresso.
Al contrario, la rilevazione d'ufficio dell'irregolarit o dell'omissione fa scattare l'obbligo, a carico del
funzionario competente a ricevere la documentazione (o del responsabile del procedimento) di informare
tempestivamente il cittadino di tali irregolarit, per invitarlo a perfezionare la dichiarazione.
Il soggetto interessato, come dispone espressamente il secondo periodo dell'articolo 71, comma 3, tenuto,
obbligato a regolarizzare o completare la dichiarazione. Questo obbligo non sanzionato da decadenze.
Tuttavia, finch non sia provveduto alla regolarizzazione, il procedimento non ha seguito: in altre parole resta
sospeso. E', pertanto, onere del dichiarante attivarsi per regolarizzare al pi presto la dichiarazione e tornare a
far decorrere i termini per l'emanazione del provvedim nto finale.
Co n t r o llo s u d ic h ia ra z io n i riv o lt e a i p riv a t i. Come noto, l'articolo 2 della legge 340/2000 consente di
estendere gli strumenti di semplificazione previsti da testo unico anche nei rapporti tra privati che lo
consentano espressamente. La medesima previsione contenuta nell'articolo 2 del testo unico sulla
documentazione amministrativa.
In questo caso, purch il soggetto privato che voglia utilizzare gli strumenti di semplificazione abbia stipulato
con l'amministrazione certificante un accordo col quale stabiliscono di applicare le regole sui controlli ai loro
reciproci rapporti, l'amministrazione certificante obbligata a fornire conferma scritta a quanto dichiarato dal
soggetto venuto in rapporto con il privato, purch que o presenti una richiesta (nelle forme previste
dall'accordo), corredata dal consenso espresso del dichiarante a che si provveda ai controlli sulla
corrispondenza tra quanto dichiarato ed i dati in poss sso dell'amministrazione certificante. Anche in questo
caso la norma tende ad enfatizzare il ricorso all'uso degli strumenti telematici.
As s e n z a d i r e s p o n s a b i lit d e lla p . a . . L'articolo 73 del testo unico conferma la previsione isposta
precedentemente nell'articolo 24 della legge 15/1968, isponendo che le pubbliche amministrazioni ed i loro
dipendenti, salvi i casi di dolo o colpa grave, sono esenti da ogni responsabilit per gli atti emanati, quando
l'emanazione sia conseguenza di false dichiarazioni o i documenti falsi o contenenti dati non pi rispondenti a
verit, prodotti dall'interessato o da terzi.
Questa esenzione da responsabilit, ovviamente, non
soluta. E' esclusa nel caso di dolo, quando ovvero
il dipendente pubblico abbia fraudolentemente ed intenzionalmente usato con consapevolezza le dichiarazioni o
i documenti a lui noti come false. Lo stesso avviene nell'ipotesi in cui il dipendente non abbia con la diligenza e
la perizia richiesta dalla sua professionalit, svolto con la dovuta attenzione e cura l'attivit di controllo sulle
dichiarazioni ed i documenti. Insomma, se l'atto manifestamente falso o se la dichiarazione appare con
evidenza fondatamente non veritiera, il funzionario no
esente da responsabilit.
Appare evidente il collegamento tra questa disposizion e quanto prevede l'articolo 71, comma 1, rispetto
all'obbligatoriet dei controlli in presenza di fondat dubbi sulla veridicit delle dichiarazioni sostitutive.
Fuori da questi casi, il funzionario e l'amministrazio
di appartenenza non possono essere chiamati a
rispondere, ad esempio, per i danno subiti da un terzo per effetto del provvedimento favorevole emanato nei

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confronti del richiedente che ha falsificato la dichiarazione o il documento. N risponde in via amministrativa
dell'eventuale esborso di denaro conseguente all'emanazione del provvedimento positivo.
E' una norma di tutela, quanto mai opportuna esistendo il principio dell'obbligo di emanare il provvedimento
amministrativo prima dell'effettuazione dei controlli.
Ul t e rio ri v io la z io n i d 'u f fi c io . Accanto alla mancata risposta alle richieste di controllo, entro 30 giorni, che
violazione dei doveri d'ufficio nei rapporti tra amm
trazioni, esistono i casi di violazione dei doveri d'ufficio
nei rapporti tra amministrazioni e cittadini, discipli ti dall'articolo 74 del testo unico.
I casi di violazione sono si seguenti:
1)
la mancata accettazione delle dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notoriet, di cui
agli articoli 46 e 47. Il funzionario che, nonostante
cittadino abbia presentato le dichiarazioni, blocca la
pratica e insiste nel chiedere i certificati, incorre nella fattispecie di violazione (si rinvia a quanto detto sopra
sui risvolti disciplinari e penali).
2)
la richiesta di certificati o di atti di notoriet nei casi in cui, ai sensi dell'articolo 43, ci sia l'obbligo
del dipendente di accettare la dichiarazione sostitutiva.
3)
il rifiuto da parte del dipendente addetto di accettare l'attestazione di stati, qualit personali e fatti
mediante l'esibizione del documento di riconoscimento.
4)
la richiesta e la produzione, da parte rispettivamente degli ufficiali di stato civile e dei direttori
sanitari, del certificato di assistenza al parto ai fi i della formazione dell'atto di nascita.
S a n z i o n i a c a ric o d e i c it t a d i n i . Gli articoli 75 e 76 del testo unico stabiliscono le sanzioni a carico di coloro
i quali presentino dichiarazioni mendaci. Le sanzioni sono di due nature: procedimentali e penali.
L'articolo 75 si riferisce alla prima fattispecie e di ciplina la decadenza dai benefici ottenuti dall'emanazione
di un provvedimento favorevole in base ad una dichiara
falsa.
In tal caso, ferme restando le sanzioni penali di cui ll'articolo 76, qualora dal controllo di cui all'articolo 71
emerga la non veridicit del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente
conseguenti al provvedimento emanato sulla base della ichiarazione non veritiera.
Essendovi lespresso riferimento alla decadenza dal beneficio, app
ancora pi chiaro che la verifica sulle
dichiarazioni, nellattuale regime, debba essere svolta anche dopo lemanazione del provvedimento finale.
Infatti, si ha in ogni caso la decadenza e x le g e del destinatario del provvedimento dal beneficio, che coincide, in
sostanza, con latto finale del procedimento, come lautorizzazione, la concessione, laggiudicazione ed altri
provvedimenti in grado di costituire, modificare od es inguere situazioni giuridiche rilevanti nei confronti del
destinatario.
Dunque, accertata la falsit delle dichiarazioni, l'am inistrazione pubblica procedente comunica al
richiedente la decadenza dai benefici e provvede di co eguenza, riformulando la graduatoria, chiedendo
indietro eventuali erogazioni economiche, anche coattivamente, procedendo alle denuncie per i reati previsti
dalla legge.
La comunicazione di cui si parlato prima non ha valo
recettizio, nel senso che la decadenza non
subordinata alla ricezione della comunicazione ma una conseguenza automaticamente disposta dalla legge,
che opera immediatamente, in conseguenza dell'accertam
o della falsit della dichiarazione.
Nel caso di un appalto, l'aggiudicatario decade dall'aggiudicazione, con tutte le conseguenze che ne
derivano, nullit del contratto, incameramento della c uzione, denunce alle autorit di controllo.
L'articolo 76, invece disciplina le sanzioni di natura penale. Il comma 1 prevede che chiunque rilascia
dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal testo unico punito ai sensi del codice
penale e delle leggi speciali in materia.
I reati nei quali pu incorrere il cittadino, come dis one il codice penale, sono i seguenti.

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Fa ls a a t t e s t a z io n e o d i c h ia ra z i o n e a u n p u b b lic o u f f ic i a le s u lla id e n t it o s u q u a lit p e r s o n a li


p ro p r ie o d i a lt ri. Detto reato disciplinato dall'articolo 495 del codice penale, a mente del quale commesso
da chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ficiale, in un atto pubblico, l'identit o lo stato o le altre
qualit della propria o dell'altrui persona, che viene unito con la reclusione fino a tre anni.
Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto in una dichiarazione destinata ad essere riprodotta in un atto
pubblico.
La pena non inferiore ad un anno se:
1)

si tratta di dichiarazioni in atti dello stato civile;

2)
la falsa dichiarazione sulla propria identit, sul pro rio stato o sulle proprie qualit personali resa
dall'imputato all'autorit giudiziaria.
Se, quindi, le dichiarazioni sono immediatamente racco
dal pubblico ufficiale per riportarle nell'atto
pubblico, oppure se dette dichiarazioni saranno succes vamente riprodotte nell'atto medesimo, si verifica
l'ipotesi di reato. Il reato di natura immediata, in quanto la semplice resa delle dichiarazioni o attestazioni
false lo configura, a condizione, per, che esse siano
ortate negli atti pubblici.
Dalla norma penale si evince con sicurezza che gli att di stato civile hanno la natura di atti pubblici. Discorso
pi problematico riguarda gli altri atti e provvedimenti della pubblica amministrazione, i quali hanno certamente
una provenienza pubblica, ma sulla cui natura di atti ubblici ai sensi dell'articolo 2699 del codice civile il
dibattito aperto.
La pena diminuita se chi ha dichiarato il falso inte eva ottenere, per s o per altri, il rilascio di certificati o
di autorizzazioni amministrative sotto falso nome, o c n altre indicazioni mendaci.
Fa ls e d i c h ia ra z i o n i s u ll'id e n t it o s u q u a lit p e rs o n a i, p r o p rie o a l t ru i. Commette tale reato, ai sensi
dell'articolo 496 del codice penale chiunque, interrog to sull'identit, sullo stato o su altre qualit della propria
o dell'altrui persona, fa mendaci dichiarazioni a un p bblico ufficiale o a persona incaricata di un pubblico
servizio. La pena prevista la reclusione fino a un a
o la multa fino a lire un milione.
In questo caso il reato dipende semplicemente dalla falsa dichiarazione resa al pubblico ufficiale o
all'incaricato di pubblico servizio, non rilevando se detta dichiarazione sia poi inclusa in un atto pubblico.
Fa ls i t m a t e r ia le c o m m e s s a d a l p riv a t o . L'articolo 482 del codice penale, estende ai cittadini privati i
reati di falso previsti a carico dei pubblici ufficiali dagli articoli 476, 477 e 478 del codice penale, riducendo le
pene di un terzo. Le ipotesi di falso sono la falsit ateriale e la falsit ideologica.
La prima consiste nella formazione di un atto falso, o
atti inesistenti.

ll'alterazione di un atto vero, o nel rilascio di copie di

La falsit ideologica, specificamente regolata dall'ar icolo 483 del codice penale, deriva dall'aver attestato
falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali latto destinato a provare la verit.
Us o d i a t t o f a ls o . il reato commesso, ai sensi dell'articolo 489 del
compiuto l'atto o la dichiarazione falsa, faccia uso d un atto falso.

odice penale da chi, pur non avendo

In questo caso, se si fatto uso di scritture private, chi commette il fatto punibile soltanto se ha agito al
fine di procurare a s o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno.
Il comma 2 dell'articolo 76 precisa, a questo proposito, che l'esibizione di un atto contenente dati non pi
rispondenti a verit equivale ad uso di atto falso. Pertanto, anche se quando l'atto venne emesso il suo
contenuto era rispondente al vero, il suo utilizzo suc essivo, a condizioni di fatto mutate, corrisponde appunto
ad uso di atto falso.
P u b b lic o u f f ic ia le . L'articolo 76, al comma 3, per eliminare ogni dubbio ul possesso della qualifica di
pubblico ufficiale da parte dei dipendenti pubblici ad etti al ricevimento delle dichiarazioni dei privati, dispone,
per comunque le dichiarazioni di cui agli articoli 46
47 del testo unico si considerano sempre come fatte a

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30/03/2010

Lexitalia.it - LUIGI OLIVERI

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pubblico ufficiale. In tal caso, scatta sempre l'ipotesi di reato di cui all'articolo 495 del codice penale.
I n t e rd iz io n e d a i p u b b li c i u f f ic i o d a lla p r o f e s s io n e e a rt e . Il comma 4, infine, prevede una sanzione
accessoria a quelle previste dal codice penale, nell'i otesi in cui i reati indicati nei commi precedenti siano
commessi per ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l'autorizzazione all'esercizio di una professione o arte.
Il giudice penale, infatti, in questa fattispecie, in resenza di gravi violazioni alle norme sulla falsit in atti pu
applicare l'interdizione dai pubblici uffici o dalla p fessione e arte.

[1] La firma e la protocollazione non sono necessari, in uanto la spedizione per posta elettronica d conto
del soggetto che trasmette, obbedendo al disposto dell'articolo 3 del D.lgs 39/1993

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