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Ladcrcbi.

La

pittura

ferraccsc.

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AUG 2 5

1982

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2014

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LA

PITTURA FERRARESE
MEMORIE
DEL CONTE

CAMMILLO LADERCHI
PROFESSORE
DI

DIRITTO NATURALE E CIVILE ISELLA UNIVERSIT

DI

FERRARA

MEMBRO

DI

MOLTE ILLUSTRI ACCADEMIE.

FERRARA
A

K A M

SERVADIO EDITO Uh
1837

753,5

L ivJ3p

LA PITTURA FERRARESE

RAGIONE DELL'OPERA

Circa
te

diciott'

anni addietro

essere divenuto necessario

zione di questa Ferrara

no

bella, e

ama

trastato

campo

oggetto

di

arti

le

e degli oggetti d' arte che tuttavia la fan-

ore

di

supremazia
ricerche

anche

che avevamo, intorno a questa nostra


gior parte, nella seconda

devano pi,
dopo

getti,

ammirazione

avesse dovuto facilmente sentire

venuti insufficienti a soddisfare

met

innanzi tutto,
le

con-

o solo di

quanto fossero

pura curiosit

la

Pubblicati,

citt.

del secolo passato

gravissime mutazioni patite

di-

libri,

per la mag-

non corrispon-

disposizioni

materiali

alle

chiun-

ed ha voluto formarne

di

ma almeno non

non unico,

questo,

dell' italiana

alcune

men-

nella

compilare di nuovo una descri-

ricordano la passata grandezza. Parevami che

que fra noi

passeggiata

andava rivolgendo

io

il

degli og-

negli ultimi anni pre-

cedenti, che videro perire tanti edificii, ove accoglievansi insigni

monumenti
luogo

partire di

salvati

niversale convulsione
de'

qua

ligenti ricercatori delle


le

arti.

cambiar

e tanti altri

anche

quali,

in

mezzo

conservavano pure un amore per

tempi andati. Furono poi

siasmo per

tanti capolavori

da que' pochissimi

coiripilali

memorie

Pur troppo

da uomini,

istoriche

anche

il

eruditi

ma non

Frizzi

le
s

all'

u-

glorie
,

e di-

caldi di entu-

cui

l'

istoria
1

di

,,

questo paese debilrice di tanto, e fu


ch' egli

mostra povero

si

ploriamo l'impero della

poco intendeva
pi

In

poi de-

tutti

che dominava quel secolo, e


poesia. La guida de' loro giudizii furono per

la

lo

periti forse nelle parti tecniche riguar-

danti V esecuzione materiale dell' arte

ma

fino alle inspirazioni, che ingenerarono

Ad

dotto, pur troppo an-

artistiche.

filosofia,

contemporanei,

artisti

di cognizioni

eseguire la nuova compilazione da

incapaci

di

sollevarsi

lavori de' secoli passati.

me

ideata, sentivami prin-

cipalmente incoraggiato dal trovare a mia disposizione un copioso ed importante tesoro di notizie e memorie antiche
e di og,

getti d' arte, ferraresi

Marchese Gio. Batista Costabili Containi. Una

colte dal

ove la molliplicit
lusso di tipografia
d' edizioni

rie

si

di ogni

raccolta

maniera

manoscritti

di

italiane

questa sono

che sono
il

il

le

e copiosi

pittori

tenere ad altre citt


raccolta

non rara

e parlante.

rebbe

il

egregi

unica
quindi

pi adatto

la scuola

arrestarmi

attesoch

con

intenti

ben

la

altre

contenentisi nella nostra citt


pilate

diversi.

in

pittori della

de' pi

molte di quel-

della pittura

ignoti

alcu-

o noti solo

di no-

riputati appar-

artisti

in queste

stanze

una

pittorica di Ferrara viva

preponendo

istoria

alla

descrizione

sua biografia.

descrizioni

comparvero

Ma

l'

e quella di ciascuno dei pittori

un pi grande lavoro

due

che V illustrare cotesta galleria sa-

cos feci

deh' opere di ciascun autore


cotesta primizia d'

quadrerie

tutti

per arrivare a far conoscere

della scuola pittorica ferrarese

che la resero celebre.

storici

prima

insomma, noi troviamo

ma

Mi parve

modo

di

fino a venti opere

che rivendicano a questa scuola

altre,

me-

remota antichit:

dalla pi

che sono riputate capo-lavori dagli

croniche

di tante

completa

serie

non una ma

ne che ne rivelano

me

scrittori patrii

pregio principale

scuola ferrarese cominciando


illustri

a cose ferrare-

de' pi insigni maestri delle diverse scuo-

Una

minore.

accompagna-

trovasi

relativi

raccolte con infinita pazienza. L' altra

Le dipinture

di quadri.

o perch componenti quelle se-

opere edite ed inedite degli

morie

le

o di stampe

di libri

opere pregevoli per antichit o rarit, per

dell'

tanto ricercate da' bibliografi

da un' insigne

ta

due collezioni veramente preziose rac-

nelle

poscia dovetti

io

degli

alla luce

oggetti artistici
,

tuttoch

com-

intanto la primizia stessa incontr

qualche approvazione
spesse volte

ne.

ro

La

che

pone

sicch

da molti

se

edizione fu facilmente esaurita

1'

uno

la

storia di

in istato di soddisfare a tali ricerche

apportare nel precedente lavoro


le quali

abbisogna.

Non

Ferrara

d'

sar

le

adunque

e al

tempo

questa

le

ci

stesso di

correzioni e modificazioni

del-

una riproduzione

testuale della descrizione della quadreria Costabili;

r la parte pi importante

un lavo-

notizie relative alla pittura ferrarese

le

ne domand una nuova pubblicazio-

necessit di corredare

unisca in

ma

ne conter-

biografe cio di ciascun pittore della

nostra scuola, accompagnate da brevi cenni sulle principali opere

che

di

ciascheduno rimangono

o in Ferrara o fuori.

CENNI PRELIMINARI

La

mancanza
gliori.

un gran danno

storia della pittura ferrarese risente

contemporanei

di scrittori

primo a raccoglierne

Il

grandi

ai

memorie fu

le

arciprete Girolamo

Baruffaldi vissuto sul cominciare del secolo passato.

certezza

troviamo per tutto ci che

in cui ci

che pi antiche. Le
infinita diligenza

sono

poscia ne scrissero

rarono
di

il

Vite de' pittori ferraresi

la fonte

1'

Barotti, e lo Scalabrini,

che

con

intero

le

di lettera,

lui

le

fuori.

erudite annotazioni.
si

non

conserva

che

Su

(1)

sia

che

di esse lavo-

compendi ed arricch

il

Cittadella.

il

libro che

nella ce-

inespli-

Co. Cicognara (1), come

mai

stato pubblicato

ne aveva preparata

per

Il

sig.

la prefazione in

Gaetano Giordani. Do-

per cura del Canonico Crespi bolognese, con


manoscritto preparalo da quegl'

illustri

nella libreria Hercolani in Bologna.

tissima copia di esso pass poi nelle

Ab. Lanzi

il

epo-

compilate, con

Scuola Ferrarese.

stampata nel 1834 dal

veva esserlo nel 1772

lognesi

intitol

di tanta preziosit

di qui l'in-

slampe. Doveva esserlo nel 1737 in Bologna per cura

Giampietro Zanotti

forma

soggiungeva a questo proposito

un manoscritto

all'

come

Ab. Lanzi dedusse unicamente da esse

lebre Storia pittorica d' Italia

riferisce all'

molle notizie, in un ms. inedito, a cui poi attinse

cabile

di

da

si

a cui attinsero lutti quelli

cosi in Ferrara

tempi mi-

artisti de'
1'

dalla

ed ora

si

custodisce

mani

del celebre Morelli

nella Biblioteca

Storia della scoltura V. 2. p. 194.

bo-

Un' esat-

di S.

serv

Marco

a Venezia. Oltre
blic

il

Boltari con

il

I tre

Roma

mano

in alcuni

scritti dall'

autore in tre

era

si

si

posseggono dal Mar-

epoche diverse

qui creduto

nelle quali

che posteriore

E da

e l dal Barotti.

Cosimo Tura

di

vite

le

fin

qua

a tutti fosse quello postillato

e di

esso fu-

Bartolomeo Ramenghi

Bagnacavallo, pubblicate con erudite annotazioni

il

fogli del

opera. Stando alle indicazioni date da Agostino Ba-

all'

rono tratte

undici Vite

successivi

nel 1835.

ruffaci nipote dell' autore

detto

Canonico Scalabrini

lettera del

esemplari autografi di quest'opera

chese Costabili

pose

una

furono stampate

e l'Introduzione,

Tiberino di

saggio che, per testimonio del Lanzi, ne pub-

prima

la

dal Dott. Petrucci, la seconda dal Profes. Vaccolini. Allorquando

per la gentilezza del proprietario mi permise di far uso pel mio


lavoro di questi e di
il

di

confronto fra

altri

ricca Biblioteca

mi persuase, essere

tre esemplari

pi copioso di notizie

il

della sua

manoscritti

Ed

postillato dal Barotti, fu scritto fra

si

cita

zione del
la

morte

di

libro del

il

732

ra posteriori.

1733

il

Malvasia

e in progresso

Giacomo

il

quello

infatti,

l'altro,

1710, come

si

rac-

Tura, pubblicata dal Petrucci. Questo

invece vedesi compiuto dopo


gine,

1706 e

il

e quin-

pi ordinato ed accurato

il

che finora erasi qualificato come seconda copia.

coglie dalla stessa vita del

ultimo

1'

mentre, fino dalle prime pa-

sulle pitture di

danno

si

Bologna della

notizie fino

all'

edi-

epoca del-

Parolini avvenuta nel 1733, con altre anco-

Donde facilmente

si

deduce

essere esso veramente

l'ultimo esemplare preparato per la stampa, che far ne voleva lo


Zanotti circa queir epoca.

con

1'

dosi

Ed appunto

esemplare della Marciana

anche escluse

le

perci concorda benissimo

gi adoperato dal Lanzi

Vite di alcuni pittori di Cento

vincia (1), inserte nei primi esemplari e poscia

veden-

e della pro-

ommesse

perch

proponevasi disporle in due volumi successivi delle vite dei


della

Romagna

ferrarese

cazione del mio lavoro furono finalmente stampate


rulfaldi, in

Ferrara, dal tipografo Taddei

liissime

annotazioni

dagatore

d'

(1) Il

del fu sig.

ogni sorta

Guercino,

pittori

e di Cento. Posteriormente alla pubbli-

le vite del

Cotignola,

il

con

le

Ba-

corredate d'u-

Giuseppe Boschini, accurato

di patrie antichit

Gennari,

1844

quali

Ramenghi.
2

s'

in-

intese

precipuamente

conoscere la sorte subita dai lavori

di far

artistici

ricordati in ciascuna biografia.

Per quanto per quest' opera del Baroffaldi


nella parte istorica

donato a

Imperocch, prima

di

s stesso.

nella critica

per s intelligente

un certo Carlo

d' arti.

possa

di tutto

Bononi

del pittore

scritta dallo stesso Baruffaldi,

gionavano con

vedute che dominavano

sulle poste loro, ra-

secolo passato

il

do un freddo materialismo invadeva ogni studio


al

pari della filosofia.

Gli udrete favellare

primo

il

di Ferrara,

e rimase inedita.

camminarono

e tutti quanti

le

non era

Baruffaldi

il

suoi giudizii erano tutti inspirali da

Brisigbella pronipote

Entrambi poi,

utile

osservatore resta sempre abban-

1'

ad immaginare una descrizione delle pitture e sculture

che fu poscia

esser

quan-

e quel delle arti

della purit e natura-

lezza del disegno, della verit del colorito, dell'efficacia del chia-

roscuro, del rilievo e della rotondit delle parti, della prospetti-

va aerea

movenze

della terrestre in tutti

sempre predominati

come

concetto

non uno sforzo ove


i

due modelli proposti

che col compasso

che

sono

la

arti

ardimento delle

dell'

e della espressione

si

ma

d' imitazione. Del,

non una pa-

farvi partecipi delle intenzioni

tenti

grandi studii sulla natura, e sull'antico,

all'

imitazione. Si misuravano

le

statue gre-

sottoponevano ad analisi chimiche

si

pittura e le arti del disegno,

puramente

idea e fine dell' opera

dell'

dell'inventore. Di qui
i

idea

dall'

quelle della parola

la poesia del

rola;

suoi aspetti

forse anche della composizione

adoperate dai grandi pittori, e

le

tinte

pretendeva sorprendere cosi

si

il

segreto mistero del loro magistero. Si disputava sul bello ideale


e

per trovarlo copiavasi

il

nudo

persino chi pretese restringere

il

sentazione del bello nelle forme

Laocoonte. Pi

decadenza

in

delle

trine materialiste,

cuore

arti

sulla

natura, e sui gessi. Vi fu

campo
umane

della pittura alla rappre,

e fu

non potevasi andare. E

Lessing nel suo

il

poi

si

gemeva

buone

soltanto a disseccare l'ingegno,

a spegnere ogni scintilla del bello e del buono

Imperocch

giova

sulla

quasi potesse raccorsi altro frutto dalle dot-

confessarlo

il

genio nelle

arti

ed

il

come

in

ogni altra cosa, non opera della premeditazione, del calcolo,


o di ragionamenti a priori.

Non

riceve per inspirazione dall' alto.

si

acquista con lo studio

tempi ne' quali

critici

ma

si

discutono

pi

di

vero

che a produrre

meno

sono quelli ne' quali

mezzo

idee, in

ligiosa era

quali vive

alle

1'

Quando

anime

zavano quelle sontuose cattedrali


loro ricchezze

pittori

dispetto de'

demoni

di

sti

uomini pi devoti

gli

una cieca ammi-

nelF epoca

si

convenuto

paganesimo

arti del

le

poeti,

che

studiavano di far versi

latini

prodotte

le

amori

forme dei
sulle

sante

delle

tigiana

e per

dre del divino

ca.

le

nudi

di

amore

la

simo

Dio

agire

il

frutto che

portavano

umane, senza che ne

(2).

for-

nome

il

vedevansi

Lao-

teste del
:

ri-

e de-

la pri-

sfacciata cor-

tipo e fonte della

gli studii

ritrarre

se cosi vuoisi

fino a dipingere
la

sull'

con verit
le

forme

la

arte gre-

la

dell'

volti le

deturpata

sia

natura

uomo

passioni e

bellezza

ma

sublimi virt del cristiane-

le

rassegnazione e la fiducia dei martiri

che la pi poetica di tutte

patisce

le

Vergine Santissima, ma-

della celeste purit

bella natura

sollevarsi

(1) Vasari.
(2)

la

pu anche insegnare ad esprimere nei

le

come una

era dipinta

profanazione

come, per esempio,

collocavano

con-

di

delle ninfe

rappresentavasi con facce anche pi sconve-

questo era

sofferenze

non pu

in

Maddalena

la

degli eroi

si

La quale pu bene insegnare a

materiale
i

greci

sotto

degli angeli,

Giove convertivasi in un P. Eterno

colmo

pi sublime poesia
nienti.

filosofi

figure dei martiri

coonte o della Niobe

ma

tentavano

Mentre que-

dimenticando

consacrate come simboli delle verit cristiane


,

scultori

gli

antico.

1'

gli architetti

tempii pagani

degli apostoli, dei santi, delle vergini

gli

architetti

gli

non pensarono che ad imitare

vertire le chiese cattoliche in

me

Quando, per

(1).

chiamare col no-

si

attendevano

a far perci con

tavole, ed
e migliori

delle

di

razione per
pittori

come dicea Buffalmacco


le

testimo-

non meno che

risorgimento, g' intelletti furono accesi di

lo contrario,

me

murale per

a far santi e sante per le

italiane innal-

che rendono tuttavia

nianza del genio e della fede di que' tempi

le

inspirazione re-

l'

citt

le

pur

potentemente

concorrono

artista.

delle

E nondimeno

inventa.

s'

inspirazione

l'

primo bisogno

il

perch

Per quanto adunque voglia

dirsi

1'

uomo

invece di

che in quell'epoca

Vita di Buffalmacco.

Fa meraviglia come un uomo

di tanto ingegno quanto era

abbia voluto riconoscere, appunto in

ci,

il

Goethe,

un motivo per chiamare

assurdi

si

perfezionasse V artifizio meccanico

verr pur sempre confessare

pra

spirito

lo

turale

per chiunque badi

intronizzamento

l'

che fu

esecuzione artistica

dell'

con-

un grossolano panteismo na-

di

idea pi che alla forma

all'

trionfo della materia so-

il

questo

preteso risorgimento debbe aversi per una vera degenerazione.

Tener dietro

ai mille sistemi creati a' giorni nostri intorno alla

teorica del bello

fondare tante
duto

perch molti

e ai principi! estetici

filosofie

riuscirebbe impossibile

delle arii

son frutto
il

1'

arte

di fantasie deliranti,

stupidi

lo

agli sforzi dell' artista

temi desunti dalla vita dei martiri.

antico , congiunto

accecare

).

un

Viaggio in Italia

di riferirne le parole,

Tralascio

pi begl' ingegni, fino a far credere

come

perch

fanatismo

il

per esempio

coraggio sempre tranquillo

come uno

pi poe-

ed arrischia

pericoli materiali

la vita

di que' sentimenti ul-

che vengono dalla pi ponderata , e ferma deliberazione in cui

timi,

ogni ostacolo stato preveduto e pesato

la gioia del martire

al

quale

senza combattimento e senza incertezza ,

rivelazione di terrore per gli animi

d' inaspettato

per compiersi sulla terra

dopo

di quelli che

'>

questa cosa a peccato

d' avere

coraggio

insomma, anzi
,

quella morte

la presenza della quale

una

pi preparati, non ha nulla

sicch quando oppresso , quando sta

per lui

atto sanguinoso

l'

raccomandato
1'

il

morte del supplizio

la

uccidono
.

il

sua testimonianza

della

non si ricorda
,
non imputar loro

suo spirito al Signore

che per dire

Signore

Cito queste parole, perch

varne di pi eloquenti. Dopo ci, non


ri

senza guarda-

odio del protestante pel cattolicismo , possa

all'

tico il coraggio di chi affronta

che

riesca a scuotere fortemente.

troppo indecenti. Le accenno solo, onde far sentire


1'

perch

si

Due scuo-

lascia libero di tradurre in opera ogni pi stra-

Lettera del 19 Ottobre 1786

per

utilit.

na immagine od invenzione, purch

sono volute

il campo
e dominare sull' altre. Una
come meramente rappresentativa, e ponendo l'arte

medesima per ultimo scopo


re pi in l

si

veramente tempo per-

ricavarne veruna pratica

per sembrano dividersi

le

considera

sui quali

sarebbe

si

non

saprei tro-

faccia meraviglia, se

pitto-

venuti in appresso ci hanno inondati di battaglie, ove domina una

freddezza indicibile, mentre non


torno alla rappresentazione di

un

li

vediamo pi lavorare con amore inha corrotto

martirio. Il razionalismo

ed agghiacciato ogni cosa, e specialmente la poesia.

Di qui

tante frenesie che innondano oggi anche la letteratura,

le

specialmente francese; di qui quella

d un fine comune

ca. L'altra le
diritto

economia sociale

coli'

scienze, quello di proclamare


ria

ed

supremo regno

il

volgano

di Dio.

mie simpatie.

le

le

si

te

forze dello spirito

le

fissa la

secuzione

il

Si

che chiamano scuola satanied unico con la filosofia, col

con

la

grande

sintesi di tutte

dominio dello

Non ho

le

mate-

bisogno di dire verso qua-

conceda pure

umano accada

spirito sulla

sovente

che per

che

1'

le ristret-

artista

sua attenzione principalmente nello studiare

il

qua-

mezzi d'e-

trascuri di necessit la espressione morale degli esseri,

e dimentichi lo

scopo finale

dell' arte

mentre quegli che ad esso

precipuamente attende riesce spesso imperfetto nella parte esecuti-

va e materiale.
zione artistica

conceda che perci appunto

Si

incontra

s'

il

maggiore perfe-

la

opere

pi delle volte nelle

di

coloro

quali traggono tutte le loro ispirazioni al di fuori dell'io, ed al-

lontanando anzi ogni rimembranza

di esso

presentare fedelmente la natura esterna in


li

furono ad esempio

sini

Coreggio

il

ancora
pi

Ariosto

Tiziano

fini

alti

mezzi

tanti

all'

quali

sempre vero che

elargiti all'

non gi a quello

sibbene

uomo

un

falsar l'arte:

umana

scopo finale cogliendo

della

ni:

forma

un

non meno

il

le

tutti gli sforzi

esseri privilegiati,

la

sua caduta
il

ed

altri

moderni

l'

ma

l'es-

da quel centro

che

le

arti

e le

raggiungere quello

il

nella parte esecutiva

Cos solo

dell' artista.

che congiunsero
,

dei

mezzo divenga scopo

scienze

difficile

massima perfezione

la

col sublime della poesia

Possiamo credere

come uno

suo perfezionamento

distaccarla

la

si

perfezione

e la santit delle inspirazio-

Dante, per esempio, e Rafaello prima

chiamano

poveri affatto di

che solo compatibile con

potenza. Sar

pure conviene dirigervi

formarono quegli

al

conceda

e la poesia, di cui

vogliono considerarsi

per condursi

Si

valersi dell' arte a

indefinito sognato dai razionalisti

a cui cospirano

parti tutte dell'

ma

altri molti.

arti tutte,

le

altro limitato e relativo

a s stesso,

unit

qua-

Ros-

vollero

senza degli enti creati. Volere quindi che

d'

furono molto spesso freddi pedanti

non sono che un ramo

esse

suoi aspetti

Walter Scott

tutti

Shakespeare

Dosso Dossi ed

che pur troppo quelli

poesia. Rester

1'

mirano soltanto a rap-

di quella,

ingrandimento

miracolo tuttavia possibile

che alcuni

della maniera.

quando veggiamo,

io

uomo,

tenere lo scettro delle lettere italiane un


della parola

maga

e la

vanno

dello stile

in cui l'efficacia

invenzioni

subordinato ad un profondo sentimento religioso

cit

naturalezza

la

principio di tutte

e la verit

dell'

Chi legge

sue inspirazioni.

le

con

del pari

la sempli-

e tutto in lui

che costituisce

il

queste parole ha

gi indovinato, eh' io intendo parlare dell'autore de'Promessi Sposi,

dell'Adelchi, del Carmagnola,


zioni sulla morale cattolica

gnata da verace poesia

degl'Inni Sacri, e delle Osserva-

ove

ragione accompa-

la pi salda

lume

e riceve

e splendore

da una fede

vivissima.

Un uomo
il

Prof. Rio

che mi onoro

chiamare

nome

col

ha pubblicato un volume importantissimo

come

ra italiana. Posto
lo pi lato

di poter

principio che la poesia

V espressione

hanno per oggetto

il

bello

egli

proposto

si

amico,

sulla pittu-

nel suo significa-

di tutte le modificazioni dell'

d'

anima che

La

la sua materia e nella sua forma.

forme

le

me

per mezzo delle quali

si

ottener dee

nel-

pittura certamente

una

del-

manifesta la poesia.

la

sola poesia

cos

anche

Il

Sig.

trasto

in

cui era tanto per

sue manifestazioni esterne


sotto

ma

il

dopo

la

pittoriche italiane

cedette la firentina

conosce

1'

le

arte pa-

conversione di Costantino, e qui pure mo-

poi accostandosi

all'

indi di questa e delle

com'egli

la chia-

fortunatamente

origine delle vere scuole

prima parla della sanese


;

con-

quanto per

dominante

bizantina, che tanto nocque alle arti

la

il

segue nei grandi mosaici delle

contrasto fra la scuola romano-cristiana

rimase soccombente

tipi

la

mostrando

intima sua essenza

col libertinaggio

Cesari persecutori

Basiliche erette
stra

l'

e lo tiene di fatto

Rio ce ne fa conoscere

origine prendendola fino dalle catacombe

gana

sicco-

pittura religiosa

la

primato sopra ogni altro genere

il

nella storia della pittura italiana.

poesia religiosa necessariamente la pi sublime di tutte

la

per non dir forse

1'

una

trattare in

di

vasta opera, della poesia cristiana considerata nel suo principio

che veramente pre-

diverse sue fasi

ne

ri-

vero rigeneratore in Giotto, che abbatt definitivamente

il

bizantini

ci

spiega

come

dopo

di lui

al

perfezionamento

della parte teorica ed esecutiva tenesse dietro lo sviluppo di due


principii

inventiva

sommamente
,

nocivi

all'

arte cristiana

tanto nella parte

quanto nella espressione de' sentimenti morali

e religiosi,

11

naturalismo

t7

nomi

di questi

e religioso

le

t7

intendendo accennare

studio della natura reale

lo

con

paganesimo

1'

altro

nuta

contemporaneo

banchieri: dall'altro nobilitata

un certo

lo spettacolo

dietro cui

camminarono

narola.

quale

di

Firenze vediamo

scuola

lume con un

e Rafaello

da

siccome

le

di quelli

to

il

lettore

bene per che

le

non apappun-

lui

e in-

chiudendo

sulle

il

vo-

fino a Gior-

e delle altre scuole

che verrebber

non

descrit-

di poi.

opinioni, che su tali argomenti

che avr la pazienza

fin

fin col

dell'Umbria ebbe

scuole nel primo volume

dovevano formar oggetto

che

di essa altra volta,

scuola veneta

della

Ignoro quali possano essere


potr avere

romana da

alla

tempi posteriori di questa

funesto risorgi-

cui ultime opere

le

ma

che la scuola

quadro

bellissimo

percorse

Savo-

del

Al tempo stesso fuor

e principalmente sulla Bolognese

usure del suo tem-

alle

riserva parlare

si

gione e Tiziano.

al

essenzialmente cattolica

tanto favella dell'influenza


altre italiche

avverso

de' Medici.

alla scuola mistica

to fondata. \J autore

questa vediamo

inspirazioni religiose del Beato creare nel-

le

intera

partengono pi

casa

alla

produrre Pietro Perugino

lui

da quello che qual-

tutt' altro

alle dissolutezze

appunto

Umbria un'

cui sono

di

artisti discepoli

gli

conoscere

principalmente

paganesimo

del

po

e perci

presen-

ci

pittura dive-

Beato Angelico da Fiesole

del

Firenze

in

ci si fa

volle dipingerlo,

mento

dall' idea-

e del lusso de'

dalla scuola mislica,

rispetto pei tipi tradizionali dell' arte.

Il

uno

un profondo sentimento religioso combinato con

sorgere per opera principalmente

cuno

della

un canto schiava del pedantismo classico

dall'

caratteri distintivi

te

scompagnato

1'

soverchia imitazione dei modelli an-

la

senza avvivarla dello spirito moderno e cristiano

tichi

ta poscia in essa

l'

con

di leggere

questo

dal principio egli conosca le mie

scrit-

e sap-

pia con chi ha a fare. Perci appunto ho credulo nell' esporle dar

conto di un' opera che rende pratiche

comparve

come pu

lev gran

te

tali

non meno

in

verit

e che

Francia che

cielo,

ne tradussero

qui m' piacevole

il

proclamate dal Prof. Rio

quali,

interi capitoli.

poter dire
,

appena

in Italia

vedersi nel Ricoglitore ed Indicatore di Milano

lodandola a

rumore

che

le

verit cosi altamen-

e dagli ammiratori dell' arte cristiana

12

erano gi sentite anche fra noi


sere confermale con

oggi

l'

Italia

discorso

Alcune ottennero

(1).

uno

autorit di

1'

all'

epoca della perfezione

formicolante

servazioni sulla parte esecutiva della pittura


,

assai rare negli artisti

egli stabilisce

modo

grandi

stabiliti in

regolatori dell' arte stessa

viva e conveniente

semplice ed uno

la pi bella,

stessi

tragedia e

>

dipingendo

innocente geometria profilate, che

mente esprimevano degli

portantissima

zione

dell'

per conseguente

tutto stabilito

epopea

effigiato

della

tale

lutto

di subietti

espressione la pi

pi veri e giusti

al

tempo ed

ai

subietti

lo spirito della

di

e tutto

forme da un'

carattere essenziale pronta-

Questo

oggetti.

esecuzione

tutto

il

moderato da economia

ingenua semplicit
il

furono

principii fondamentali e

quanto forma

di

di dire

anche queste

che pur quello della pittura

con

tante os-

peregrine

della pittura,

religiosi

caratteri e costumi

invenzione e composizione

e proporzionala al luogo,

insomma

umano

pi interessanti al cuore

fra le altre

primo risorgere l'arte

meraviglioso

sapienti

di

con una precisione ed eleganza

e tutte esposte

verit; che fin dal

concittadino. Nel suo

delle qualit essenziali della pittura italiana dal suo rina-

scimento fino

acutissime

altres di es-

de' primi artisti che abbia

Tommaso Minardi mio

Prof.

il

elemento

qualit im-

germe fecondissimo

di perfe-

Aggiunge, che era accompagnato anche da un altro

mento poscia maggiormente sviluppato

ele-

la scienza del chiaroscuro

ne' misterii pi delicati, dal Prof, benissimo schiariti. Parlando quindi quella eh' egli

di

(1)

Non

si

chiama

pu dimenticare

la

il

l'Accademia di Bologna nel 1835


che

dall' Universit Catholique.

po ayere

scritte

bel discorso del

sig.

intitolato L' arte e

poi

in cui

Alberi letto

artista,

al-

lodato an-

con vera compiacenza, che do-

queste vane ciance, ho veduto le stesse dottrine gi ab-

bracciate dal chiarissimo


teca di Torino

Ed

seconda epoca della pittura

sig.

ove non

gegnose sue illustrazioni

si
,

pe. Veggasi segnatamente

D' Azeglio nella descrizione della Pinaco-

sa se pi debbansi

ammirare

ed

le dotte

in-

o la splendidezza dell' edizione e delle staml'

articolo

primo intorno ad un quadro

Gau-

di

denzio Ferrari, in cui richiama le idee del celebre A. G. Schlegel nelle

Lezioni sulla storia e la teoria

tissimo pittore
rit

un

David

dell' arte

fosse solito a dire

soggetto religioso

e narra,

come anche

il

no-

non potersi dipingere con ve-

da chi non abbia viva in cuore

la fede.

,,

13

perfezionava

si

appariscente

1'

>

to

V occhio

do dal

nella

insomma

concede che

che

fissare

forma materiale

ne' pittori di queir

Ecco

dei concetti.

te

gran parte

lui

ornamen-

ci che diletta sorprende ed incanta

fa la sua

degl' individui

influenza

l'

attenzione

principalmente

ne venne necessariamente

Pone alcune ecce-

del naturalismo.

e fra questi ricorda subito Frate Angelico

che se la sua fiorente fama deve in principal par-

deve

la

germogli dai

raffinamento

al

marmi

non tace, che

danno

ne fu

rit di fatto

il

nell'

universale

Ecco

costume

grande portarono poislorico

tremenda verit a

esemplari antichi rimastici ne'

e del

che pure in

Seguita ricordando

se alcun utile

scia nella parte dell' ideale

esecuzione

dell'

elementi giotteschi

soli

tanti studii fatti dai pittori sugli

1'
,

a quella sua beata e angelica grazia, vero ancora, che in

>

la veste

epoca un certo illanguidire della espressione e

zioni dei grandi genii

soggiungendo

dell' arte

questo progresso di esecuzione nascen-

uomo

1'

esecutiva

la parte

la trista influenza

degli

infinito

dirsi

per

ma

ve-

pagani. Le

studii

sue osservazioni finiscono al secolo decimo sesto, e di qui fa egli

cominciare

la

decadenza

.... distrutto
Sembra con ci

fattizio

tura

anche nella parte esecutiva. Ne'

dell' arte

prodotti della pittura posteriore


l'

egli

ingenuo

il

vede

semplice

il

con

tutti

principalmente

difetti

che distinguono l'ecletismo

si

di quelli

quali

le

e accettate,

senza contrasto

no

pi o

s'

voglio dire

chiamavan

occupano

meno

di pittura

prudenziali

da parte

A Roma

Tenerani

il

l'

sebbene con riserve

della pittura italiana.


scultori

nuovo

di scrittori

s'unirono

primo

anco

al

tra' pittori

ed

ora son comuni,

che scrivo-

o temperamenti
,

artisti

Minardi,
d'

non

istoria della pit-

hanno ricevuto svolgimento

applicazioni utilissime

gli

e derisione pur'

dalla pi parte di quelli

incontra-

s stessi g' intelligenti ;

defunto Prof. Rosini

il

e pre-

esecuzione e della

dell'

pubblicava nel 1838,

escluso chi allora imprendeva a tessere di

tura italiana

na-

dopo

dei concetti e dell' idea

poco assenso, e tanta avversione

mondo

nel

quali

ogni disciplina.

in

Queste idee, che quand' io

vano

lo schietto della

regno della pittura italiana

sentarono ne' loro modi, riuniti molti pregii


,

alludere alla scuola de' Caracci,

queir epoca appunto tennero

forma

convenzionale e

tutto

il

e trovate

benemeriti

primo tra

argomento sacro
3

14

Federico Overbeck

grado

come

un

nel Minardi

altro pittore

Overbeck

e nell'

in cui s'unisce al pi alto

cbe ad onta della pi viva opposizione

pranome

di

merito di scrittore

il

Antonio Biancbini. Pubblicarono una specie

e d' esser derisa col so-

purismo, ebbe assai seguaci, e diverr col tempo l'o-

pinione dominante.

a propugnare

Firenze

medesime idee

le

chiarissimo

il

dapprima

Marchese

P.

fece

si

nella Storia degli artisti

domenicani, poi in molli suoi elegantissimi

sull'arte, ristam-

scritti

recentemente dal Lemonnier, e segnatamente nel-

pati tutti uniti

l'illustrazione del convento di

s.

Marco,

di cui ci dieJe l'impor-

An-

tantissima istoria, con la descrizione delle tante opere del B.


gelico

delle quali pieno

schiera d'
squisitezza

muli

artisti

un' intelligenza

lebri disegni dell'

Milanesi
faticosi

Overbeck

sig.

il

ma

un amore

una

eletta

cbe non incontrano e-

e d' altri pittori

s'

unirono

Carlo Pini

sanesi

de' pi utili lavori

due

s'

una

que' lavori con

confratelli di Dusseldorf, che incisero

Al P. Marchese poi

idee.

e trov utilissimo aiuto in

che disegnarono e incisero

non ne' loro

se

di profession di fede

ce-

medesime

spiranti le

Carlo e Gaetano

fratelli

a uno de' pi

accinsero

che V istoria della pittura italiana

potesse desiderare; corredando di note moltiplici e preziosissime,


la

ristampa del Vasari

sima edizione

pe' tipi

che vengono pubblicando in un' accuratisdello

difensore nella persona

del

Lemonnier.

stesso

mente queste idee dovevano trovare

il

pi caldo e

mio ottimo

Venezia

final-

pi eloquente

il

amico Pietro

e carissimo

Selvatico, divenuto da alcuni anni, segretario e Prof. d'Estetica


nell'

Accademia

egli scrisse

glioramento

morie

di belle arti

ora anche

e gli articoli

1'

enumerare

che diede a molli giornali


,

come

lui

pubblicate,

pu lacere

si

in

arti del disegno

c'

ora

si

Accademia

sull' istoria

di

di

questi anni:

Educazione cio del pittore storico, di cui altre volte, io

lui dette nell'

il

Ma non

conto molto estesamente nel nuovo Bicoglitore


Lezioni da

me-

1'

sua infaticabile operosit seppe produrre.

due opere veramente capitali, da

italiani

le

Euganeo di Padova; i discorsi


dell' Accademia
e quant' altro la

poi

che lesse nelle pubbliche sessioni

1'

ed operare pel mi-

Sarebbe lungo

italiana.

Molto

di Presidente.

molto diede impulso a scrivere


dell' arte

Bicoglitore di Milano dapprima

ff.

Milano

resi

e le

estetico-critica delle

vengono pubblicando per

le

stampe

che

16

son destinate a divenire

s'

svolse

1'

ormai antica
rebbe

ma ancora

che a

affetto

co' suoi studii

con

la parola

con un'

citata

Manuale

dell'

arte verso

nostri buoni vecchi italiani

viviamo

in cui

opere degli

le

gran maestri
tisti

s'

arrester agli

artisti

insigni forse

gione di andare superba

na

creda

si

dell' arte

sappiamo
a

tutti

per questo

gli

la storia

che non

che trattando argomenti non religiosi


carsi, che l'arte

mo

e della societ

tero

ha un

e che

fine

procurare

meno

di

di

non

spirito sulla

materia

cosi

tarsi

bene

eh'

1'

1'

Oltre

nomi

soli

arte italiana

quand'
dell'

il

d' ar-

ha ra-

Mode-

di

Ma

artista

limiti

sia religiosa.

la pittura

Noi

pu applicarsi
che pu

diciamo che

an-

non deve dimentibene dell'uo-

fine non pu conoscerlo per in,

egli si

uomo

se

non

attinge

lumi dalla

proponga davvero cotesto

e della societ

sue

non potr a

quel predominio dello

carattere dell' arte cristiana

ove sempre trionfa

ad ogni modo

1'

far travedere feelF opere

posizione alla pagana


e

che questo

quindi
il

educarono.

si

fine, e vuole adoperarsi al

n con sicuri mezzi conseguirlo

religione
,

che

immaginazione.

l'

epoca

all'

e a tutti gli argomenti,

oggetti della natura,

somministrare

la

Venezia.

paro di qualunque altro

al

che noi vogliamo restringere

e rifiutare ogni pittura

miei

lui eser-

importantissimo

di Berlino.

Adeodato Malatesti

il pittore

dell'

accenner due

de' quali gi

e lo scultore Luigi Ferrari di

azione da

come conviensi

che a quelle dottrine

altri

Dietro ad essi vengono gi

scritti.

ho gi ricordati

c'

non meno

e rinvigoriti

in

che

procu-

sani ed eterni priocipii seguiti da'

pi

senza posa

all'

Kugler

della storia dell' arie del Prof.

tendenza

grandi vantaggi

Venezia

in

divenuta

troppo lungo diver-

attivit

doversi pure

pubblicata

traduzione

la

Finir aggiungendo

de-

con cui

per ci che

ne diedi cenno

io

un' amicizia

d'

a voler enumerare

r all'arte italiana. Gi, pi volle


scrittarelli.

degli italiani

mi lega

lui

clie le

procedimento istorico

del

non m' imponessero un riserbo

mio discorso

il

mani precipuamente

tra le

Se

pittura.

manuale pi illuminato per chiunque vonon solo delle dottrine alle quali

se vuol conservare l'azione,

ha d'attener l'arte,

stinata nella societ


si

il

un giusto concetto

glia formarsi

1'

in

op-

elemento materiale

azione religiosa viene sempre ad impron-

anche nella trattazione

di quegli

argomenti

che

di

per se non

<6

son

ma

me

sono

religiosi

anche

non

che

perch
,

dunque

Or bene

le

che dipingono

pittori,

diverse azioni dell'

no capaci
Il

uomo

servirle di

scuola bolognese

alto genio

anche

dell'

Prof. Rio

il

tera. Ritenni anzi

del

lagna perch parlando della

si

e del Costa

Panetti

eh' egli dice allevati

e degni di tali maestri. Io spe-

quale ebbe

il

campo

di studiare e

bondantissima messe

certo di trovare
di

Ma

to inutilmente

il

Francia

pur troppo

sebbene

viaggi in Italia

mentre

Panetti ebbe

si

il

e mollo

principii

secondo volume

sappia

fra

ab-

gran-

meno

qualifi-

Mazzolino fu soltanto scolare

luti' altri
il

Ferrara avrebbe a collocare so-

lamente quei due ricordati dal suo amico

eh' io

volume con

neh' una e nelle altre

poesia veramente cristiana.

di maestri della primitiva scuola di

carli allievi del

cono-

volesse passarla sotto silenzio tutta in-

eh' egli le dasse luogo nel secondo

scuole lombarde

che

il

Rio

s'
,

come vedremo

in

fin qui aspetta-

ne' successivi suoi

abbia raccolti abbondanti materiali non solo per la

compilazione dei volumi inedili

(1)

arti-

Opera

scere la scuola ferrarese ne' giorni di sua dimora fra noi

appresso.

so-

notizie dei grandi maestri della pri-

Mazzolini

ricordo con molto piacere

lagno fosse mal fondato. Imperocch non so darmi a

il

credere che

del Costa

tra

traggono dal-

un bellissimo

in

ove rende conto

non abbia dato

Francia

alla scuola del

(1)

supplemento

mitiva scuola di Ferrara

le

Ma

che nella pi giovane et splendeva

pi chiari scrittori della Francia

rava che

si

li

maggior poesia.

di

pu

dissimile

non per-

se

un pi

esige

esigono pi creazione

religiosi

colo dell' Universit Catholique

Rio

ci

o fruita

azioni degli uomini.

diversi argomenti, che

Co. di Montalembert

gi fra

chi dipinge

le

be-

preferiamo, e

li

una gradazione non

e'

difficolt

il

anzi della pi subli-

questi tanto pi riputato di quelli

meno

a promuovere

atti

e perci

quanto chi

una maggior

oltre a

inventivo ?

pi

possa:

si

paesi, o case, o animali,

ch

solo

argo-

d'

ce ne sono di pi e

pi preziosi. Tant' pittore

grande variet

nella

pi capaci di vera poesia

della pi lirica,

repuliamo

che

scella dell' artista

lasciati alla

poetici

ne

Diciamo ancora

religiosi.

menti

Aot 1837.

p.

123.

ma

per ampliare

di

molto

il

primo.

17

mi propongo

dei fini eh' io principalmente

Uno

ro sar appunto di mostrare

come

che

quella

in questo lavo-

Co. di Monta-

il

lembert chiama la primitiva scuola di Ferrara fosse eminentemente


cristiana; come, e quanta influenza avesse sui pittori^ della vicina
scuola bolognese improntati dello stesso carattere

come

infine le

conservassero in essa pi oltre forse che non

tradizioni mistiche

si

nelle altre scuole

per opera principalmente di Benvenuto Tisi

quale ebbe

prima

faello

la bella

ventura

eh' ei le

compagno ed amico

di essere

abbandonasse

il

Ra-

tempo

e vuol dire nel pi bel

della sua gloria.

Un

ancora

altro pregiudizio vorrei

che

arrivasse a distrug-

si

gere col mostrare qual fu la scuola ferrarese. Si detto molte volte

ed anche

nanza

Ferrara a molte

di

pintori

Lanzi sembra in un luogo insinuare

il

citt italiane

Bologna

e specialmente a

da

distinta

le

tutte le altre

rigine rimonta agli ultimi

ture

Ma

un codice

dell'

una o

nell'al-

per origine e per caratteri.

Eneide

dovremo sempre

errore

anni del secolo XII.

di Virgilio

volendo anche partirci da un

stigio

di-

possa avere indotto

La sua

o-

e ci proviene dai

Abbiamo notizia di un Giovanni Alighieri ( famiglia fermonaco, che nel 1193 o 1198, aveva ornato con minia-

chiostri.

rarese

vici-

non potr ripetersi


opere che dovr descrivere. La scuola ferrarese

tra fiorivano a' diversi tempi.

da chi osservi

la

ove fiorirono celebri

Venezia

nostri pittori a farsi imitatori de' maestri che neh'

un

che

dire

con

ricordato

artista

dal Borsetti

Lanzi

lo stesso

in altro luogo

che la scuola ferrarese nacque gemella alla Veneta

uno scolare

(1).

qualche ve-

di cui resti

per opera di

che stanziarono principalmente in Vene-

di que' greci

zia, ed educarono alla Italia alquanti pittori. Ci avveniva circa

epoca

la stessa

nese, e

Siena

le

nasceva

di

(1) Hist.

1240; l'epoca

le

citt di

d'

dell' arte

da quei greci

abbandonavano

Gimnas. Ferrar,

modi.

Arezzo

di

la sa-

Guido da

anteriore a

qualche conto comincia-

dipintori, che direttamente

rudimenti

sollecitamente

il

Margavitone

allorquando in tutte

pure la scuola bolognese

altre tutte italiane; circa

vano a sorgere
vevano

in cui

Giunta Pisano

di

Cimabue

o indirettamente rice-

di cui poi pi

forse

p. 2. lib. 5. p. 447.

vedremo

o
,

meno
che

il

18

ferrarese se ne distacc pi presto degli altri

bue

che sempre ne ritenne

1'

impronta,

predicare dagli scrittori Pirentini

come

mostrare

1'

pi presto di Cima-

ceppo

il

Si tanto gridato contro questa pretesa

nondimeno

volnto

di tutte le scuole.

tanto scritto per di-

si

si

assurdit dei racconti del Vasari e del Baldinucci

crederei parole gittate quelle che


confutarli. D'altronde

Lanzi mi pare abbia

il

stione rendere a ciascuno

che

adoperassero neh' ulteriormente

si

saputo in tale qui-

suo, sebbene forse anche non senza

il

qualche parzialit p' lirenlini.

Da

queir epoca in poi troveremo sempre non interrotta

tena dei pittori ferraresi

formanti una scuola a parte

tinua direi quasi generazione

di

maestro

eh' eglino prendessero le maniere

anzi, che ne' primi tempi

avanzamenti
so

dell' arte

bene spesso
i

se

XV. per

cominciar del secolo

troveremo

ne fecero restauratori pres-

maestri ferraresi furono chiamati

Bologna ad eseguirvi opere

nella vicina
sul

scuole vicine

delle

lungi

precedettero quasi sempre pe' diversi

due volte

loro vicini. Per

le

Ben

discepolo.

in

la ca-

per con-

gran conto

di

prima

la

dipingere la chiesa di Mezzaratta

tanto celebrata dal Malvasia; la seconda sul finire dello stesso se-

colo
l'

per dipingere

palazzo de' Bentivogli

il

poscia abbattuto

al-

epoca della loro cacciata.

Ma quando

di maestri

dopo

1'

altro

che
,

ci essa pure

fu figlia di

eh' essa

diverse fasi percorse dalle altre scuole tutte

le

do V influenza

non

che la scuola ferrarese

non per questo intendiamo escludere

alcun' altra,

passata per

diciamo,

senza per abbandonare


,

nella

successione

la pittura italiana.

cogl' insegnamenti

de'

le

maniere natie

tempi

Abbiamo
de' greci:

non

dei gran-

dominarono

sia

suben-

1'

un

gi veduto che comin-

troveremo anche

poi

Giotto in Ferrara a dipingervi ritornando da Verona (1): e la sua

influenza

no allora

si

sar certo fatta sentire anche qui

pittori.

Le dottrine che

il

Prof. Rio

come dovunque
chiama

col

era-

nome

di

naturalismo, e paganesimo penetrarono da per tutto, e quindi an-

che in Ferrara, che per essere stata sempre centro


ti

di

non

a meravigliarsi

ammirazione per

(I)

Vasari

1'

se al

antichit

tempo

pagana

di

in cui questi

diressero

uomini doterano invasi

pittori

per quella

19

Le prime tracce

via che tutti seguivano.

Tura

poi in tutta la scuola de' Dossi

le

ove

fu forse

una scuola

ritratti

di

che son piene

non

in Italia su cui

Ecco perch Benvenuto

chelangelo ?

le

antico non

dell'

forse superato che dall' imitazione della natura reale

vedersi ne' tanti nudi e

Cosimo

troviamo in

amore

l'

come pu

opere loro. Vi

influissero Rafaello e Mi-

Tisi ci ricorda

1'

uno

Seba-

Quando poi tutti correvano dietro al fare del


Coreggio, e di Giulio romano, incontriamo nel Carpi le rimembranze appunto dell' uno e dell' altro. Quando Caracci imperarostiano Filippi

1'

altro.

no
lo

a tutta Italia

Bononi

per

anche qui

siccome

lo ripetiamo

lo

ebbe

mentre

avemmo
il

il

loro rappresentante in Car-

Cignani in Maurelio Scanavini. Tutti

piegavansi allo spirito dominante ne'

tempi diversi, facevanlo senza abbandonare


la patria,

medesimi maestri

de' quali

sar un intelligente

zo a mille quadri
diverse.

le

e all'occhio esperimentato facile

il

subirono

maniere della scuodistinguerli

influenza.

Certo

quale non riconosca un Garofalo

di fare rafaellesco

lo stesso

l'

il

pu

dirsi

da que'

non
in

sebbene appartenenti a scuole

degli altri. Cercher di

non perdere

di vista cotesto vero nella descrizione delle biografie e delle

de' pittori ferraresi, a cui ora

vi

mez-

mai tempo

di accingersi.

opere

20

I.

GELASIO DI NICOL
DELLA MASNADA

DI

GIORGIO

S.

Questi quel primo pittore ferrarese

Apparteneva

ni preliminari.

masnada

alla

ho parlato ne'cen-

di cui
di

s.

Giorgio

e le

masna-

de erano truppe di servi dipendenti da un superiore ecclesiastico


al

dire del Fontanini. Studi in Venezia sotto

di

Costantinopoli. Poi tornato pittore in Ferrara, egregio per que'

tempi, esegu diverse opere circa

Fontana,

lippo
di

miniato dal
setti.

Pu

scritta appiedi di quel

monaco

leggersi riportata per intero dal Frizzi (1)

ripetendo

quando

ma

non nel 1242,

no meraviglia

la

fondasi

il

lo

com'

qualche anno dopo.

Lodovico

se quel

sbagliasse dicendo

mentre forse

ritenga scritta

si

il

egli

il

Bor-

quale sem-

eletto

di cotesto

che sva-

sottili,

medesimo accenna,

allora

de' Giocoli

vescovo Fontana

era stato prima

il

dubbii del Tiraboschi.

mi pare che sieno scrupoli eccessivamente

niscano

sulla fede

Virgiliano

Alighieri gi da noi ricordato seguendo

bra esitare sulla sua veracit

Ma

ordine del vescovo Fi-

d'

Azzo novello Estense. Ci narrasi


medesimo codice

e di

una memoria

1240

il

un Maestro Teofane

il

non far nemmequale la estese

da Papa Innocenzo IV,


Pontefice

su di che

dubbio principale del Frizzi. D' altronde troppo strana ed

impossibile sarebbe la congettura, per cui

il

Tiraboschi vorebbe con-

fondere Gelasio con Galasso vissuto un secolo e mezzo dopo. Sic-

ch

ci

sembra

potersi stare

ammise per sincero

il

alla

documento

conchiusione del Lanzi,


,

e per indubitata

Gelasio (2).

(1)

Mem.

(2)

Ediz. de' class,

istor.

V.

3.

p.

ital.

147.
v.

4.

p. 244.

il

quale

V esistenza di

21

Costabili

Nella descrizione della Galleria


dubitativa

l'

idea

che a questo Gelasio

una B. V.

voletta d'

bambino

col

zioni divote nell' aureole

cidere

il

148) impugnando per

quella che infirmerebbe

re dovuto

suo Giunta

intento

laddove

egli

Roma,

sistema da

il

passa

le

propostosi

a rassegna

tutte

ignora

1'

Firenze

contemporanei

di pittori

degli artisti

quali

lui

una o

Dall'

altra

1'

che

combattere

che

n'

pitture

non sono

Francesco

arriva

in un'

Appendice

posteriori
1'

al

s'

incontra un as-

nelle tinte

tra le quali

si

fa osservare

con quelli de' cantici

di

scevre

ragionamenti, de'

da Lucca, che dicono


scritto

svela

1'

secondo

che

a cui

lui

Io credo aver dimostra-

le iscrizioni

di

anno 1236. La

quarta parte

alla

che

dipinto

epoca

nega chi ravvisa

si

la

di detta de-

del nostro qua-

forma

de' caratteri

attribuirebbe

la qualit delle locuzioni usate nelle espressioni


;

egli

ora

mentre ne' due sum-

egli ricorre ai

di Berlinghieri

perfettamente latina

non incompatibile con


n con

le

Guido da Siena.

gli
;

massime

o posta dopo, queir iscrizione.

evidentemente

stare

mancanze

le

che

distintivo principale.

il

scrizione della quadreria Costabili

crittevi

or

de' pittori bizantini

mia congettura

la

s.

delle lettere

dretto

suo Giunta. Spesso

di queste

maniere assai posteriori, quantunque porti

to

al

e nella tavoletta di casa Costabili

quali fa uso pel

Luc-

Ferrara. Tutte han

buona ragione

altronde a

d'

affatto di quel lividore,

errata

Siena

a ritenere per lui la gloria di primo dipintore italia-

soluto distacco dallo stile grecanico

forma

comune

Cimabue

eccettuati soltanto

un pretto seguace

mentovali

essendo di quale' anno preceduti dal suo Giunta

modo

no. Gloria
in

a Pisa e

o la pittura di quelli

ricava un motivo per escludere dal calcolo

in tal

crede-

di far

Per riuscir nel suo

Piemonte

il

autore delle pitture

memorie ricordano.
nomi

crederlo un vanto

tempo.

italiane di quel

ita-

Napoli, Bologna, Modena, Parma, Venezia, Manto-

memorie

pitture o
s'

Rosini fece in-

nel secolo XIII

io inclinerei a

va, Cremona, Milano, Genova,

per

ornata d'iscri-

congettura, come

siffatta

lui

risorgimento della pittura

il

a quasi tutte le citt

ca

Il

oro

d'

e ne' lembi delle vesti.

disegno di tale dipinto nella sua storia della pittura

liana (T. l.p.

al

a fondo

esternava in via

io

possa attribuire una ta-

si

un endecasillabo

san Francesco

il

dipinto,

o preci

is-

che potrebbe

e di cui

non seppi
4

22

trovare V autore. Dice cosi

La forma

latina dei caratteri

uso de' cosi detti gotici

chiaro

adunque, che

contemporaneo

che festi colui che

cominci a smettere

si

met

la

nostro quadretto

il

fece.

ti

n a far

del secolo XIII.

anteriore a Giotto

non anteriore, a Cimabue

se

non

non dopo

se

Madre

Guido da Siena

e
e

Giunta Pisano.
II.

GALASSO
Se ad un pittore del secolo XIII. ne facciam succedere immediatamente uno, che

che chiese

di

mancano

ci

della loro esistenza.

Rambaldo
la

za. Neil' odierna chiesa dello stesso

co

la

copriva

in

un

Laudadio nel 1380, e

esiste

opera

col

quella chiesa

dernare

La

dice

Ma-

altra

il

Vasari
dell'

vandalizzava

gli

antichi

che

onde dipingere nel


;

non a

s.

Ago-

esso Lanzi. Si

e ricopia

opere sue nelle cappelle late,

che sottospecie di rimo-

monumenti.

vita di Galasso era bastantemente oscura


,

cominciato

la scuola ferrarese

Andrea

s.

guastate neh' epoca

poca coerenza nelle notizie

ci

per iscarsezza e

vennero tramandate

quando

Prof. Rosini venuto a intralciarla di pi. Egli vuol far di

Galasso un pittore contemporaneo, anzi amico,


p. 241.

e 3. p.

che gi

si

cipale

tras-

Un'

Castello ducale

agli Agostiniani in

come malamente

rali di

sig.

una Madonna
loro.

Lanzi, che

ravvivasse per la venuta di Giotto in Ferrara

veggono tuttavia alcuni avanzi

il

nome

atrio del

pu quindi credere

palazzo Estense
stino

artisti

spianata dinanzi alla fortez-

quell' antica. Potrebb' essere

nel 1385. Si
si

delle anti-

tempo da

dello stesso stile fu scoperta recentemente dall' intonaco bian-

che

memoria

la

antica chiesa dei Servi presso

1'

poscia demolita nel 1635 per fare

donna

ci avviene per-

ma non

dipinte circa quel

Castel Tedaldo dipinta da certi

da

opere

le

buon conto sappiamo che molte

Ferrara furono

della citt. Ricordasi, fra le altre,

portata

XV

principalmente nel

fior

ch di quelli del XIV.

70. ).

sapeva

per giungere a

tal

di sicuro intorno al nostro

dell'

Ariosto ( T. 2.

fine rifiuta
artista.

Il

quel poco

suo prin-

argomento onde ringiovanirlo proviene dal suppor vero quel

,,,

23

che disse

il

Vasari nella prima edizione, e ricopi

cio Galasso impar a Vinegia

Baruffaldi

il

colorire a olio e lo port

il

che

a Ferrara.

Donde deduce, che ci dovette avvenire dopo il 1470 epoca della


morte di Domenico Veneziano a cui si dee la propagazione di tale
Ma innanzi tutto il fatto non sembra doversi tenere
trovato.
;

per vero dopoch


quelle parole
1'

Vasari

lo stesso

Lemonnier

ultima stampa del

quanto gi prima ne aveva


Piero

che

leggono invece

si

ove

oggi pure, di quante pitture

si

altri lavori di

Dicono alcuni

ma

n in

io

suo che a fresco.

mostrano di Galasso non

ce ri

una a

olio.

per chiunque abbia preso cognizione delle pi accurate inve-

invenzione del dipinger a olio

stigazioni degli eruditi intorno

all'

o per meglio dire

olio nella

quel tempo
dell'

Nicol di

intorno al dipinger di Galasso,

queste altre parole.

detto Galasso lavor anco a olio essendo vecchissimo

il

tolse

riprodotta nel-

s'

( T. IV. p. 213. J j contentandosi di

Ferrara n in altro luogo ho trovato

Poi

che

scritto in calce alla vita di

aretino ( T. III. p. 40 )

ad olio

seconda edizione

nella

Galasso

e tutta la vita del

dell'

usar

per chiunque

egregio P. Marchese

L'

abbia

letto

maniera introdotta circa

il

ragionamento

rettissimo

nuova

inserto appunto in questa

edizio-

ne del Vasari, sotto forma di Commentario alla vita d'Antonello

da Messina

ma

del

non pi dubbio

che tale invenzione praticavasi pri-

1470, e prima ancora d'Antonello: e quelli che nomina-

van Galasso

lo

Mezzaratta

che ancor

ci

lontano da quello che usavano

anche solo dopo

quando

lo fa

il

1470.

andare

1'

Ariosto.

restano
i

Ne conviene

3p.

T.

ma
Il

dell'

esso pure

con Angelo Gaddi


,

e di

il

detto
,

ven-

le pittustile

ben

Ariosto

del dotto Professore.

Prof. Rosini
loc. cit.

) ,

Vasari

Stefano da Zevio

un grande imbarazzo

al siste-

veramente intorno ad esse troviamo no-

contradditorie raccolte da diversi diligenti eruditi bolognesi.

porsi vivo

78. nota (6) ).

Cotesle pitture di Mezzaratta sono

tizie

da ultimo

portano uno

tempo

pittori del

di pari passo

tutte

altrove lo mette al di sotto dello Zingaro


(

nel 1449

in corte di Leonello Estense,

ticinque anni prima che nascesse


re di

Van Eych

dicono in ci istruito da Ruggero

Ruggero da Bruggia,

le

dice eseguite nel 1404

un che avesse

epoca

in cui

ad essere contemporaneo

nato nel 1474 e morto nel 1533.

cilmente, dicendo sbagliata V epoca.

Il

non poteva supdell'

Ariosto

Rosini per se ne trae fa-

perch ?

Perch

si

sa dal

24

Suberbi e dall'Alberti

ne del Card. Bessarione,

del

Monte

quale

il

insigne nel

Ma,

404.

prima

vo nella storia della pittura


sciando anche stare Tiziano

un gran quadro

Bologna, a commissio-

in

era Legato nel 1450; e

vi

tracci

a Ferrara

potrebbe dire non nuo-

di tutto, si

pure nella Pinacoteca

e'

altare, gi nella Chiesa di

d'

notisi

poich porta la data

che ci

si

50 anni.

poi

che

1'

quand' anche

si

era occupato

v'

morto nel 1417. Le dipinture


passione

o sono perite

di

il

Vasari

il

attuale

mone

de' Crocifissi

sulterebbe,

Jacopo Avanzi,

la

Chiesa prima che

prima edizione

sta nella

Vasari

Il

ma

Si-

essere eseguite, ne

ri-

incitato a divenir gran

andar seco

poi dalla seconda

d'

accordo.

Il

conoscere in

farsi

altri

Vasari dice, nella vita

di

in sul pi bello del lavorare fu

rara

rovinate dal Duca Ercole vecchio per ridurre

derna

1450,

dove nel palazzo

la

Ora

Il

che'

Prof.

qui possiamo

Piero della Fran-

d'

Urbino

volle

Duca Borso chiamato a Fercamere


che poi furono

1398 e

luoghi, onde, andato a Pesaro ed Ancona,

fu tolto.

E neppur

che dopo essersi fatto credito alla corte

il

lo scrisse in quella vita

Rosini, per, vorrebbe pure che fosse vero.

cesca

Borso

dal

dipinse molte

il

palazzo alla mo-

avendo incominciato a governare

venuta di Piero in Ferrara dovett' essere posteriore a

anno: forse anche

al

le

e Cristoforo.

non pot essere

lui.

per

sono ora

pittore dall'esempio di Piero della Francesca, nato circa

quindi pi giovane di

non

dice, che

rimanenti pitture de' suoi compagni

Fissando cos l'epoca in cui dovettero

che Galasso

ci

proprietario

cure del quale furono scoperte dall'intonaco bianco,


le

di soli

Galasso rappresentanti storie della

venisse in dominio del sig. Minghetti

diligentemente custodite

dalla

ritratto di Nicol Aretino

per essersi accorciata

sollecita

volessero ritardar que' lavori

Galasso fece

circa la vita poco re-

avrebbe tratto a morte

potrebbe, che di qualche anno; poich

mentre

del 1549. Ol-

legge nella seconda edizione

quale cancell quanto leggevasi nella prima


golata del Galasso

Barlolommeo, dipin-

s.

accenna che Galasso dipingeva essendo

Vasari

lo slesso

vecchissimo.

cos'i

veder dipingere fino a 70 anni. La-

il

dal Garofalo, a 68 anni,

lo si

cbe Galasso dipinse

epoca Galasso doveva essere settuagenario, se gi era pittore

a tal

to

dal Baruffaldi

riferiti

Madonna

un' Assunta per la

1451, che l'epoca del suo dipinto a

s.

nel
tal

Francesco

25

Ramini

di

rara.

Non

luogo vicino a quelli

donde

dice chiamato a Fer-

lo si

pot quindi influire sopra Galasso, pittore gi fatto, e

celebre, se anche non volesse dirsi settuagenario.

supponendo Piero chiamato da Nicol

de quest'ostacolo,
dre di Borso

nome

il

del

una congettura

giusta

ma

( T. 3. p. 78. J,

non pu

a cui

Duca Borso

tale ripiego

appartengano

il

Ma

Vasari.

ma

in parte

di

si

Schifanoia

260

pitture

le

me stampala

il

Vasari

1469, l'anno

babilmente tra

1476 e

il

di cui ivi

che essendo esse

1840,

nel

muratura della fabbrica;

della

quando cio Piero

1484;

il

Duca Ercole

non poterono essere operate

Vasari, nel 1458; e la sua morte circa appunto

questo un nuovo esempio degli errori

ler sostenere
(

p.

241

co

),

una parola avventata.

nerlo nel T.

A
3.

p. 70

che dipingeva

maggior parte

Fu

).

lo

il

delle

Se
ra

1'

Ma

un

Imperocch nel ms.

la

pittor

non pot avvenire

anche questa

cordo

il

Ed

non mi ricordo

di

della Satira

la novelletta del
;

la

se

il

il

pit-

quale nella

nome

Ferrara dice invece

Galasso era
suo

di

nome.

nome quando stamp

la sati-

non per delicatezza verso un amico.

una congettura
si

vo-

egli volle soste-

da un luogo

desunse

Ariosto, die' egli, volle taciuto

ci

il

V avere avuto per ami-

diavolo con forme avvenenti

gi un pittor

gi

1484.

il

stampe comincia cos

mentre nel ms. della Biblioteca

Fu

dire

al

Prof. Rosini disse nel T. 2."

ove attribuisce a Galasso

I,

se

Fran-

della
,

e pro-

a cui conduce

Ferrara ci parve un errore.

sul pigliar moglie


tore,

Il

essere vanto grandissimo di Galasso

Ariosto.

e dall' altro che

cesca era gi divenuto cieco da molti anni. Ci avvenne


del

non gi

ultimamente sco-

che quello

canto, che Piero

nel piano superiore, cio in quello fabbricato dal

come accenna anche


il

osserva che

era gi stato avvertito, nella prima illustrazio-

ne di quelle pitture da

non dopo

pa-

dallo stesso Vasari.

( T. 2. p.

1421

almeno

perte nel palazzo Estense

parla

se

dotto Prof, vorrebbe dall' un

il

fosse venuto a Ferrara nel

a lui

darsi ascolto

dato troppo espressamente

ci

3.

del P. Della Valle, eh' egli cita

com'egli suppone,

solo dal Baruffaldi,

Con

Prof, elu-

Il

che non va

d'

accordo co'

fatti.

vede cancellata quella prima lezione, non mi

nome, con un frego

e sostituita

1'

altra, Galasso era di

ri-

nome;

quale quindi dee ritenersi l'ultima correzione del poeta. D'altronde

26

non

questi
il

diresse alcuna edizione delle satire.

primo a pubblicarle con

emende

le

1534,

non

esista.

poela

la

che

morte del

la

dosi d'

Quella

poeta.

quel-

indicata da

pare che

Se anche esistesse, non polrebb' essere slata fatta dal

sua morte

di

prima edizione

data del 1533, non fu mai veduta,

sempre infermo

visse

poetiche ( Baruffateli Vita d' Ariosto p. 236

gare

la

quale sappiamo, che dal Dicembre 1532

il

epoca

dopo

fatta

qualcuno con

che fu

del ms. ferrarese, l'anno 1824,

dimostra mollo bene nella prefazione


la del

Molini

sig.

Il

motivi di quella correzione,

si

una sua invenzione favolosa

).

8 Giugno 1533,

all'

occup

di cose

Volendo anzi

investi-

s'

potrebbe dire
fantastica

che trattan-

volle attribuirla

memorie erano pi remoed incerte. Se lo avesse avuto per amico lo avrebbe nomite
nato coi Dossi, che lo furon davvero, in compagnia dei pi gran-

a quello de pittori ferraresi

cui

di

le

di pittori della sua et


lino
si.

Michelangelo

Leonardo

Sebastiano

Gian Bel-

Rafaello e Tiziano ( Orlando

c.

33.

2.;.

Tutto ci, che siam venuti


di

Galasso

te

da chi

disse

si

le

sulle

memorie
Ferrara

fonda

qui ragionando intorno alla vita

costantemen-

e tradizioni seguite
:

pi

c'

altro

che ne

su ci

parlarne, e pi vicino

di tutti a

all'

epo-

cui Galasso fioriva. Escludendo dalla seconda edizione del-

sue vite quella, che di lui

tarsi

fin

raccolse in

Vasari, primo

il

<ca, in
le

Andrea Muntegna

si

leggeva nella prima,

per limi-

a ci che ne disse, parlando di Nicol Aretino; mostr

non tener per

sicuro

non questo

se

pochissimo

come apocrifi que' tre fatti che potrebbero


pi moderno di quel che a Ferrara si tiene

di

e cos ripudi

far credere Galasso

ma non mai

per

contemporaneo all'Ariosto: e voglio dire: l'aver dipinto a olio:


P esser morto di 50 anni
della Francesca.

Ora per

l'

avere studiato

gli

sufi'

opere di Piero

eruditi annotatori della

nuova

zione delle vite Vasariane fatta in Firenze dal Lemonnier

ducendo quella

vita del Galasso

pubblicano, (in una noia

del biografo Aretino,

Tom. IV.
parte

un

tutto

fatto,

quanto

per dar ben completo

che, se fosse sicuro


si

(2)

edi-

ripro-

il

lavoro

delta p. 215.

rovescerebbe

in gran

credette fino adesso intorno a Galasso

sup-

ponendolo pi presso a noi d'et, sebbene non mai quanto volle


sognare

il

Rosini. Si avverte, che

il

Lamo, contemporaneo

al

Vasari.

27

nella sua Graticola di Bologna, p. 16, asserisca

epoca

1'

E neppur

1417.

tratto dell'Aretino nel

anche

esser morto Galas-

1488. In questo caso, non avrebbe potuto dipingere

so nel

quelle pitture

di

forse a Mezzaratta

Aspettando

ni, e ritenerle solamente cominciale nel 1404.

d'un

rificazione

che contraddice

fatto,

quand'

ritardare d' alcuni an-

volesse

si

ri-

il

tradizione

alla

la ve-

qui se-

fin

guita; avvertiremo frattanto, che gli stessi annotatori del Vasari

riportano in altra nota

Tomo

a p. 41 del

(2)

sunta per da fonte pi moderna

III."

secondo

una

notizia

quale

la

de-

le pitture di

Mezzaratta sarebbero state dipinte negli ultimi anni del secolo XIV,

da Vitale, che avrebbe lavorato nel 1350, fino a Galasso


direbbe operare nel 1390 e 1398.

morie

la

differenza d'

la loro incertezza

note al Baruffaldi

nelle

ni,

un secolo

ricorderemo

per

mezzo a

diremo

di tutto

l.,

che, invece

1776 con segnala

dipin-

il

data del 1462, che

la

poco

il

pu epilogarsi

di sicuro,

che

pri-

due parole.

in

eh' egli dovette avere studiato probabilmente

dove regnava allora quella maniera

ne' paesi veneti,

tedesca

Tom.

tutte queste contraddizioni,

intorno a Galasso sappiamo

ma

esserci attestato dal sig. Boschi-

tenne apocrifa anche dal Lanzi.

si

In

si

tra

p. 49.

to del Galasso vedevasi nel

che

Abbiamo queste due me E per dimostrare sempre pi

con muscoli

rilevali

d' origin forse

carnagioni piuttosto livide

panni

pieghe mollo trinciate, quale fu poi propagata, e falla comune, dallo

Squarcione e dal Mantegna. Quanto all'epoca,


ora

tra

fiorire,

al luogo, lo

pittori di

cominciare

il

za per

che

mor, e

il

mai

abbandonasse

Guarini

lo

dizione del paese

uno

il

ha

sig.

sepoltura di G. C.

la

XV. Quanto

e a Bologna, alla testa dei

del tulio la patria

dice sepolto in

altri

Sei ne

riterremo, per

lo

del secolo

dove pare che fondasse una scuola

restano in Ferrara attribuiti a

munale

met

vediamo operare a Ferrara,

Mezzaratta

intelligenti.

e la

lui

Gregorio.

s.

poich quivi

alcuni da lunga e costante tra-

Galleria Costabili,

Come

uno

1'

primo dee ritenersi eseguito dopo

s.

Bernardino

in

il

quel!'

1431

si

orazione

Saroli; perch citati dal Cittadella raccoglilore di


Il

fatto dagl'

la pinacoteca Co-

pi sicuri finora

in Galleria Costabili

da Siena che

sen-

Diversi dipinti

per giudizio di comparazione

Saroli.

tennero
all'

la

orto del

memorie

locali.

vedendovisi dipinto

anno predicava a Ferrara.

28

Ed

pure

lui

vorrebbero

si

Convento

nel gi

di

attribuire gli avanzi

Guglielmo,

s.

Nel quadro della

sottoposte all'edizione del Baruffaldi.

uno

e in

G. G.

che sono

parlato

condo.
rara

iniziali

le

E
ma

risposta facile

la

veggono

si

pinacoteca,

con

cifre

Hosini

Prof.

il

freschi

provviene da Bologna

ne ha

parlando del

perch quel quadro non era

lettere

le

Ma come mai non

dell' artefice.

Cittadella? oppone qui

il

se-

Fer-

in

dove pur lavorava Galasso. Un


della Galleria Costabili stato da lui dato inciso nel Voi. 2.

tritico

E pu

241.

p.

Marchese Costabili,

del

di certi

autore delle note

erudito

dall'

notarsi per chi vuol conoscere la coerenza delle sue

idee, essere dipinto di tale

tempo

pittore nel

stile

Ariosto

dell'

che pi non praticavasi da alcun

ma

ricorda un secolo prima.

III.

CRISTOFORO
Dipinse insieme con Galasso nella chiesa di Mezzaratta.

chiama ferrarese

sari lo

gnesi
zi

han composta

la

o come altri dicono da

mosso da ci

Ma

gna.

Modena.

il

quale

lo

compreso

il

Galasso

cercarsi fra

Cicognara
con

pittori ferraresi.

1'

arte.

si

pare possa concorrere

conserva

in

Rosini ne ricorda due

lo

p.

due
in

280

dell'

dipinti; e

s.

),

Francesco

di
di

egli di,

ri-

altre

due

di

modi per-

fecero scolare di Vitale bolognese.

il

dal D' Agincourt.

al

Ma

D' Agincourt, riconobbe

essere due diversi

non poter appartenere

da un Cristoforo

con

tavole date incise

edizione di Prato

ora

perch una segnata col suo no-

bisognava aggiungere, ch'egli slesso,


(

Ed

essersi qui ritrovate alcu-

1'

galleria Costabili

fettamente conformi. Alcuni


Il

ch'egli

ove compirono molti

Vi hanno anche memorie eh'

ne tavole indubitatamente sue

me

nostri scrittori

pingesse nella demolita chiesa de' Servi in Ferrara.


tenerlo nostro

han sempre ritenuto Cristoforo compagno

chiamato a Bologna

lui

lavori e ravvivarono

Lan-

il

muri a Bolo-

con questa ragione poteva collocarvi anche Galasso

pure confessa dover

Va-

bolo-

pone nella loro scuola

che visse e molto dipinse in tavole e in

Il
I

aggiudicandolo alla lor Felsina. Cosi

v. 4. p. 15. ediz. suddetta

di

lite

gli

autori di que'

nostro Cristoforo quel ch'era

Bologna, segnato coiranno 1456, ed eseguito

cognome

Ortali.

29

IV.

ANTONIO ALBERTI
Fu contemporaneo
perocch

sa

si

Firenze di

avere studiato in patria

Agnolo Gaddi morto nel 1387. Di

discepoli in

Urbino, dove dipinse in

Citt di castello.

cui poi

un po' pi vecchio. Im-

di Galasso e forse

che dopo

in

nacque Timoteo

secolo seguente

della Vite (1)

con

con-

altri

Francesco, e poi anche a

s.

Urbino accas

fu scolare a

l pass

la sua figliuola Calliope

da

pittore assai pregevole del

Maddalena

di cui esiste un' assai bella

alla Pina-

coteca di Bologna. Tornato in patria, fu adoperato a dipingere nel

palazzo Estense denominato del Paradiso

ora

Studio pubblico. Erano freschi in diverse camere

molto tempo. Rappresentavasi in alcuni

il

Universit detta

dell'

distrutti gi

Concilio tenuto in Fer-

rara nel 1438 per la riunione delle chiese greca e latina da Papa

Eugenio IV
ria de' beati

e dall' Imperatore

Giovanni Paleologo

donde venne confermato a queir

in altri la glo-

edilzio

Paradiso. Le ultime reliquie furono cancellate circa


Cittadella che le

avea vedute

scere altre opere di

dato
"

lui. Il

ha potuto con

Baruffaldi ed

pi bellezza alle teste

riet di attitudini alle figure

il

il

il

nome

1780:

di

il

tale scorta ricono-

Lanzi

lo

lodano per aver

pi morbidezza al colorito

pi va-

che Galasso non aveva fatto

Gli eruditi annotatori delle opere del Vasari parlan di lui nella vita
d'

Agnolo Gaddi

Tom. 2. ). Del quadro ivi nominato, diecome esistente neh' or demolita chiesa di s.

p. 155.

tro al p. Pungileoni

Bernardino nessuno scrittore ferrarese ha mai parlato. Essi ricor-

dano solamente
cono fosse nel
bili

oltre

dipinti del Paradiso

Duomo ma
,

che pi non

ne mostra uno, tenuto come

(1)

Nacque

un quadro

esiste.

La

che

di-

galleria Costa-

tale dal Cittadella.

in Ferrara l'anno 1467.

V.

il

recente

Commentario degi

illustri urbinati.

30

V.

COSIMO TURA

Cosimo Tura detto anche Cosm nacque


lare di Galasso

ed anche migliore

modi

segu per con


sco
se.

che

simili

sicch fu chiamato appunto

Fu
si

dipinta

no bens

Non

della scuola ferrare-

mai

usc

esiste pi la cappella in

Ferrara

di

Domenico da

s.

organo vecchio della Cattedrale

gli sportelli dell'

in grandi figure

gio che uccide

il

uno

un

tra quali

s.

V Annunziata

dragone. Dipinti a tempera

lui

Comunale

1'

che rap-

altro

s.

Gior-

ricchissimi d' ornati

tre pezzi

e sedici nella Costabiliana

alcuni de'

di questo

quali pregevolissimi perch ricordati dagli scrittori di cose patrie

come un

Giacomo

s.

ornavano

altre volte
sini

convento

un

tista.

vedesi

una sua

rali del

Forl

visitazione di

s.

Duomo

all'

Comunale

Il

Canonico

Memorie
nomi di tutti

delle

menti che

li

sig.

ferraresi; alcuni

Mercuriale

s.

al

paro

ora sono nella Bi-

di quelli di Siena.

vedersi in qualcuna

uno

ha pubblicato nella

compilate dal

tratti dall'

scolari di

ma non

lo stile dell' ar-

delle miniature de' libri co-

Gualandi

sig.

miniatori dei libri corali del

giustificano

che

Prof. Ro-

stile

E
si-

D. Giuseppe Antonelli Bibliotecario

della Cattedrale

di belle arti
i

il

Il

Elisabetta.

e di quelli della Certosa che

chiarissimo

nella sacrestia di

grandi e magnifici

errore di occasione

mile al suo.

delle quattro stagioni

Domenico.

ben intendere

lungamente tenuto per autore

blioteca patria:
forse

).

due
s.

di quella collezione

de' quadri pi adatti a far

T. 3. p. 72.

Si

di

ha data incisa una Vergine

forse

Marca

della
il

nome

Girolamo nella chiesa

nella Pinacoteca

In Ferrara ne rimangono assai;

migliore de' suoi lavori.

il

sco-

Vasari. Pro-

il

poich la chiesa fu rimodernata nel secolo scorso. Esisto-

presentano

forse

Mantegna

il

studiosissimo dell' anatomia.


sappia. Non

secondo dice

Fu

1406.

il

con un fare che diremo mantegne-

circa

Cosm;

Duomo

serie sesta

di
,

Bologna,
coi docu-

Archivio Capitolare. Molti son


altri di

Modena,

degli Stati

31

Veneti

e di altre citt italiane

cominci nel 1477 e

Salone di Schifanoia

ed anche tedeschi.

opere

le

di

Cosm anche

imbiancati durante

freschi del gran

secolo scorso, e sco-

il

1840 per opera principalmente di Alessandro Campa-

perti poi nel

Erano

gnoni industre artefice bolognese.

compartimenti.

divisi in 12

Ciascuno aveva due gran quadri, un sotto l'altro;


larga fascia

anch' essa dipinta, con fondo

Su d'essa erano rappresentali


compartimento
dine

do a

sinistra.

quadri sotto

circa del naturale

12 mesi

pestri
essi.

quadri

la

od

non

scoprire se

levante e settentrione

pra.
l'

la

epoca

gi

come

1'

difficolt

co' relativi simboli

il

salone.

ultimo della vita del Cosm

Eppure

il

vante dipinta

mia

fu la

difficolt

con modi

Costa.
di

Il

Ma

di ci

egli

tutti

voro

d' incerto.

della

Francesca

sta nel

Lo ha
,

suoi seguaci

dunque non poteva aver-

Cosm viveva ancora

nasceva dal vedere

Ed

al tutto diversi.

avremo a parlare

Prof. Rosini

Minerva che

periti.

citata di so-

Se fu l'anno 1469, come

la

tutti

nella

a concorrenza

vita

appunto del

posto per sotto a

il

qualificandolo

un

trionfo

come

la-

trionfo simile di Piero

volendo forse accennare a queir opinione

suppone avere Piero lavorato nel salone

le-

risolverla

ha dato inciso nella tav. 210

primo comparto

nel 1480.

parete di

io intesi

congetturando che fosse dipinta da Lorenzo Costa

con Cosm.

pareti di

in queir opuscolo pubblicati valsero a

dubbio, dimostrando, che

Restava un' altra

sono po-

si

sulle

opere della parete di settentrione hanno

Due documenti

suoi modi.

risolvere

le

Non

sembrano irremissibilmente

comparve

questo dandosi dal Baruffaldi e da

abbigliate

e giuochi e

che presentavasi a sciogliere nasceva dal-

in cui fu fabbricato

vi dipinto.
i

prima

primi compartimenti,

gli ultimi

tutti

lontananza di lavori cam-

in

a loro onore in que' mesi.


sette

met

distribuiti in

occupazioni relative a ciascuno di

altre

illustrazione che ne

disse

si

figure

in

proseguen-

sopra erano trionfi di divinit pagane

di

feste solite a celebrarsi

La prima

a destra

Borso

vita di

per alla foggia del quattrocento

tuti

e disposti per or-

fascia offrivano

anno, con macchiette

dell'

feste popolari

di levante

fasti della

uno per

dello zodiaco,

12 segni

da una

divisi

azzurro assai carico.

di

circondati da analoghe figure

cominciando dalla parete

loro lavoro

Il

1535.

fini nel

Baruffaldi pose tra

Il

di

Schifanoia.

che

Egli la

32

chiama probabile

damento

e noi V

abbiam gi

sopra chiarila senza fon-

di

(1).

VI.

FRANCESCO COSSA
Fu contemporaneo a Cosm

l'

ma

alquanto pi giovine. Dipin-

Ferrara per quanto possiamo raccogliere dalle memo-

se assai in

che dalle opere

rie pi

DEL COSSA

memoria che

Scalabrini raccolse dai libri della fabbrica e con-

lo

segn nel manoscritto gi citato esistente

Vi

dice

si

vane.

che

nome

suo di
(

il

Cosm aveva

gi 50 anni

).

Per

mano

mare

in

Bologna
,

ferraresi

stri

il

e lo

nome

almeno

e forse

Giovanni Bentivoglio
del Costa.

Ebbe un

trarsi ne'

tempi suoi

il

capo

molta

eh' egli

la protezione de'

Ritengo che fosse fra que'maeil

palazzo di

torneremo a favellare parlando

fare pi grandioso di quello


:

acquistatosi lo facesse chia-

che avevano dipinto

e de' quali

ma-

della sua

conferma quanto dir

ove dimor lungamente sotto

de' quali era famigliare.


,

addietro vedevansi spar-

se ne vede anche oggi. Donde raccogliesi

appresso del Costa. Pare che

Bentivoglio

1'

sua, o

avesse qui una scuola assai fiorente;


in

lavoro col padre

tal

e ci Io fa supporre allora piuttosto gio-

molte tavolette di

niera. Qualcuna

nella nostra Biblioteca.

contratto era stato fatto per

Cristoforo

se nella citt

Aveva dipinto alcome rileviamo da una

in pubblico rimasteci.

maggiore della cattedrale nel 1456

aitar

facilit

solito

poca sceltezza

razione religiosa tale che fu detto dagli

scrittori

di

ad incon-

forme

aspi-

contemporanei

pit-

tore divoto. Ricorda la maniera del vecchio Antonio Alberti, di cni

potrebbe essere stato scolare

perfezionatosi forse anche sotto lo

stesso

Cosm. Le sue pitture sono rarissime

dietro

quasi sconosciute. Era celebre

la

Madonna

del

Baraccano

in

Bologna

(1)

anzi alcuni anni ad-

a fresco

ritratto di Bente Bentivoglio in adorazione.

sari

e venerata

Ora

come miracolosa
sul muro
col
,

quasi perduta

Questa notizia del Tura fu inserta nella nuova edizione del Va-

pi volte citata come Commentario, dopo

ro, scultore aretino

Voi. 3. p. 43.

la vita di

Nicol di Pie-

33

da un quadro moderno.

e ricoperta
le

Il

Cavaliere Litla V ha data fra

tavole che illustrano la sua storia della famiglia Bentivoglio. Por-

230

rarla

1402, poco dopo

213

mani

).

Guida

il

di

egli

supponiamo

non fece che

non potendosi supporre

Bologna del 1825

et che noi in lui

all'

andata in Bologna. Forse

di sua

o ridipingerla

nel 1472

ed pi coerente

epoca

all'

dai lihri della Confraternita ivi stanziata

fatta

vien detto rilevarsi


p.

ma

1450;

ta la data del

p.

eh' ei la facesse nel

miracolo riferito dal Masini

Bologna

perlustr.

dee credersi che appunto perch trattatasi di porre

in un'

immagine miracolosa

non dopo

cingervisi se

cevuta la benedizione

il

giusta

comunicalo

gna ed ora

dal vescovo ri-

racconto del suddetto Masini. Un'

il

altra grandiosa tela della B. V. in trono

vanni Evangelista

le

non volesse ac-

pittore divoto

essersi confessato

ed

risfau-

con

s.

Petronio

s.

Gio-

era altre volte nel Foro de' Mercanti a Bolo-

in quella Pinacoteca.

La

Galleria Costahili possiede sei

pitture attribuibili al Cossa, perch dello stesso fare di quella della

pinacoteca di Bologna.

VII.

BONO
Finora non

sapevano

si

altre

to al Baruffaldi e al Cittadella

me

opere di questo pittore sconosciufuor di quelle segnate col suo no-

nella cappella di san Cristoforo agli Eremitani di

date dal Lanzi

V.

3. p.

p.

453

ricor-

quale

seguito in ci dal Professore

La

lo

Notizia d'opera di disegno pubbli-

scioglier tutti questi dubbii accertandolo per ferrarese

e discepolo del celebre Villor

tagliatore di medaglie
degli Estensi,

presentante

Il

poi in dubbio se fosse ferrarese, o bo-

cata dal Morelli lasciava

).

mentre neh' Indice infine alla storia della pittura

fa scolare dello Squarcione.

lognese.

Padova

60 edizione de' classici Italiani

Mantegna

quivi lo dice scolare del

Rio

s.

s'

vissuto

trovato

Pisano, o Pisanello, pittore ed

lungamente

in

Ferrara

nella Galleria Costabili

in-

alla corte

un quadro rap-

Girolamo nel deserto seduto sur un sasso, che fa

orazione, tenendo alle mani una corona di forma antica, e un cerchio di G di ferro

in cui sono infilate alcune pallololine

vestito

34

on lunga tonaca scura

presso alcuni

sopra

Ancbe

secolo seguente.

una mantellina bianca

sopra altro sasso: appiedi

libri

da disgradarne

franebezza e maestria

tale

tananza una cbiesetta

scoglio

e sullo

qualunque

pittore del

paese bene eseguito. Si vede

il

capriolo pascente. In un angolo

legge

si

lon-

in

un cerbiatto

dietro

di

ap-

fi

leone: dipinto con

il

bonus feruariensis

pi-

sani discipdlus.

La
e

sia

ha una tavoletta rappresentante

stessa Galleria

Antonio abate con

s.
1'

Bono a

p.

quando

Il

198 del T.

se n' dimenticato

3.,

visit la Galleria Costabili

fece.

Egli

si

1'

non avrebbe

molto occupato a stabilire

importantissimo a riconoscerne

Due monumenti

tistico.

a due opinioni diverse

una

Maometto

opere

nome

s.

forse ragionato di lui

epoca

1'

di

artista

1'

le

ripeterlo

opere delle quali

si

han memorie sicure

cita

Verona

Fran-

Il

abbia ope-

cose veramente im-

eran due

il

1'

epoca in cui
1'

esame

ar-

che ne avanzano. La prima ricerca non poteva non

met

pi nella prima che nella seconda


(

s.

l'anno 1473.

condurre a ritenere ch'egli oper principalmente circa

Maffei

non crede opera sua

giova

tistico di quelle

merito ar-

ed accetta come suoi que'

In mezzo a tal controversia


,

elemento

Maffei disse possedersi

il

scritto

sta

anzi fino al 1481,

portanti a stabilirsi
le

il

mani, dan luogo

alle

Rosini tiene errata la data del 1406, vuole che

esegui

in cui visse

nell' arte

Bernardino nella sacrestia

cesco a Perugia, in uuo de' quali

indu-

l'anno 1406: e una meda-

Lanzi tiene errata quest' ultima data

quadretti della vita di

quadretti.

mano

che l'Oretti disse aver veduta con l'anno 1481.

II,

ralo fino al 1471

Giorgio,

che questa

quand' ha parlato

e definirne

pittura che

dall'ammiraglio dal Pozzo col


glia di

le

che oggi nessuno ha

s.

avesse ben esaminata

poco o nulla a determinare quali modi tenesse

Il

dirsi

Prof. Rosini che la conosceva, e cita quel-

218 dello stesso volume. Se

del Pisanelli a p.

come

Pisanus p. Pu

unica tavola oggi conosciuta, che ci rimanga, di

bitata di questo artefice.


la di

scritto

illustr.

una sua medaglia

P. 3. c. 6. p.

298 del

del secolo

1450

Infatti

il

voi. 4. ediz. declassici)

da Feltro,

di Vittorino

il

XV.

morto nel 1447;

un'altra di Sigismondo Malatesta con l'anno 1445; una ne d incisa dell' Imperatore Gio. Paleologo

1438, l'anno in cui venne

al

che pu ritenersi eseguita nel

Concilio aperto in Ferrara, e finito

35

in Firenze sotto

Eugenio IV.

1450 ne riporta

il

Bellini.

una

Monete

Leonello Estense morto noi

di

Ferrara Tav.

di

n. 2.

1.

Gli

).

Commentario aggiunto olla vita


ne enumerano altre undici, tutte

annotatori del Vasari nell' apposiio


di questo pittore

IV. p. 169

v.

uomini

relative, ad

due

quell'epoca;

illustri di

delle quali cogli

anni 1447. 1449. Oltracci riproducono una lettera gi pubblicata


dal Gaye ( Carteggio d' artisti ) in data 31 Ottobre, ove Carlo de'

Roma

Medici scrive da
ca

1'

1451
la

anno
;

ma

Pisanello a questi

il

pi congetture ivi additate

onde s'intende, come

medaglia

morto

esser

e perch

fanno riconoscere del

la

Pisanello, c'aveva fatta

il

Leonello signor di Ferrara, morto nel 1460, non

di

facesse quella di Borso ed Ercole suoi successori

noscere

mo

di

egli

dall'

pose

del lutto

Vasari e dal Maffei

citata dal

suo

il

nome, anch'essa

per quanto ne dice

che tracce: n permette

le

to esso

come

la

ci resta

che ha

per accertarsi che sono

quadretti di Perugia

uno

cionesca, e somiglia a

che sente

stile

Cosm

L' arte delle medaglie in

bronzo

a que' tempi

cui ci restano

vescovo

di

una

Ferrara, del 1446; due

di

Nicol, e

il

popolo

lo chieser

in

s'

ritenu-

assai diverso dai

fare della scuola Squaral

Mantegna

a Ferrara

tal

etc.

e ac-

eb-

Antonio Marescotti

Bernardino da Siena,
fervore

per vescovo,

di

da Tossignano

del B. Gio.
s.

si

ed pian-

probabilmente dal Pisanello

quale predic a Ferrara nel 1431 con


se

quadretto

un' occhiata su

basta
stile

introdotta

un cultore ferrarese

diverse medaglie

uno
il

per cui

Marco Zoppo,

creditata in corte degli Estensi

be

d'

il

artisti-

ormai a

quadretto di Bono suo

il

Ve-

Leonello che

lo stesso fare

medaglia del Pisano

discepolo che tiene le stesse maniere.

non

se

ritratto di

il

pure opera sua. Giover ancora

cotesti lavori

ov*

testi-

oggi lascia ben po-

da essa alcuna illazione

non

nome

conserva nella stessa Galleria


tato e disegnato

234

gi;i

Fer-

s.

1430 per

il

seconda ricerca. Sicch

alla

maniere del Pisano

della Galleria Costabili col

in

nella descrizione di

ma

195:

p.

di trarre

che valga a soddisfare

conoscere

dipinto

loc. cit. p.

fu dipinta circa

Da Persico

il

rona, stampata in detto anno

il

rico-

Nel 1820 non era ancora obliterata

dello stesso Maffei.


,

pu

si

ammiraglio Dal Pozzo. La Nunziata dipinta

Verona

monianza

ca

che pot benissimo aver eseguito nel 1406

posseduto

Man-

d.

ma

che
la

il

il

Marche-

sua umilt

noi permise: portano

vediamo ancora

lo

guendo

daglia improntata con V

una con quella

di

monogramma

il

scolpito

nomo

del

molte case

in

pio costume da lui

il

36

medesimo introdotto

immagine

di Fr.

Nicol

Galeazzo Marescotti bolognese

Borso

e di

III.

autore

delle

forse suo con-

nato

altra seduta

L'

ma

gi

il

nellesco

Arti del Gualandi

di Belle

178-183

confermano

detto

tino, Nicol di Gio. Baroncelli.


la statua

di

Ambedue

la

La

statua equestre

perci Antonio dal caall'altro firen-

uniti fecero, nel

Borso co' gemetti, che l'adornavano. 1/ una e

furono vandalicamente atterrate nel 1796, per odio

1450,
1'

a' tiranni

altra
,

co-

allora dicevasi. Nicol fu preferito ad Antonio nel 1450, per

fare

5 statue di bronzo

le

ciera

all'

inverno.

due

s.

altare

Ne

che tuttavia son in duomo

in cornu epistolae

fece tre

Giorgio e

Maurelio

s.

Sperandio mantovano

celebre

fu chiamato a Ferrara

fece ad onore degli uomini

Estense

Vasari

ci

la B.

illustri

del coro

Gio.

s.

da Ercole primo

Le

al-

Anche

lo

e molte ne

che fiorivano allora in corte

che nel 1461 era

essere quello stesso

fonditore di medaglie in bronzo

recenti annotatori del

agli stipendi del

Siena un maestro Buono pittore da Ferrara


,

V.

nella cro-

porticina

di Paris suo cognato.

opus Sperandei.

con V iscrizione

fanno sapere

la

furon eseguite, dopo la sua morte

poco dopo

presso

crocefisso

il

avvenuta nel 1453, da Domenico

bio

33-48

serie IV. p.

vallo, preferito, per concorso, seguito nel 1443,

tre

Duomo,

al

Vasari aveva accen-

tale racconto.

fu opera di Antonio di Cristoforo

d'

di

documenti pubblicati dal chiarissimo Mons. Antonelli

Memorie

serie V. p.

me

bronzo

statue in

esserne autori due firentini Antonio e Nicol, allievi del Bru-

nelle

Fu

sulla piazza di Fer-

rara, ropra l'arco del palazzo Estense, dirimpetto

prima a cavallo

se-

un' altra me-

data del 1448.

la

eh' erano altre volte

quale

tal

Paolo Albertini veneto;

giunto; ed una finalmente colla propria, e


ritenuto, anche dal Baruffaldi,

Ges,

di

dal suo tempo

fin

il

di cui qui si parla.

quale

Duomo

non

di

dub-

37

Vili.

STEFANO DA FERRARA
Di Stefano da Ferrara parla
e del Carpaccio.

Mantegna.

trovato nei libri

nome

tal

lo

crede

vonarola

cognome morto

quale dice

interamente distrutte

marmo

di

ra vi

alle pareti

quando

si

XVI

nel secolo

collocarono
si

aggiunge

il

Siccome

bassirilievi

due santi

laterali

per

che oggi anco-

una no-

di lui

e no-

dice lavoro di

la

Padova

di

coronarla

intesi a

furono senza dubbio coloriti da altra ma-

no, cosi potrebbero avere entrambi ragione

nimo

santi

Fra Filippo.

ro impediscono chiarire

Vergine

Furono

s.

Marchese Selvatico nella Guida

e la

ope-

incrostatura

l'

ov' appoggiata

due angeli che paiono

fece

si

conserva ancora

minala dal Vasari. L' anonimo Morelliauo


fra Filippo Lippi.

prescelto

Fu

Antonio a Padova

s.

Signora detta del pilastro dal luogo

stra

pittore di

segnatamente da Michele Sa-

del

Morte un

che sembravano moversi da

veggono. In quella chiesa

si

della

17 Gennaio 1500.

li

amico

cognome Falzagalloni per aver

di

miracoli presso V arca di

il

dello Squarcione,

Arciconfraternita

dell'

lodatissime da' contemporanei

re

Vasari nelle vite del Mantegna

il

dice scolare

Baruffaldi

Il

a dipingere

Lo

(il

averla condotta Stefano, e

Vasari
gli

I'

ano-

angeli ed

molti ristauri a cui questi dipinti soggiacque-

la

verit

p.

>

189. 190

),

e lo ripetono

gli

annotatori del Vasari, alla vita del Mantegna Voi. V. p. 178.

Si

lano
lo

dicono di Stefano due grandi tavole nella Pinacoteca

non so con qual fondamento. Non

siile

squarcionesco

non sono sue

donde

s'

concluso

opera sua una tavola, eh'

viaggio di Cristo in

Emaus

T.

a che appoggi cotesto battesimo.

Anche

198

in quella

),

nota

Madonnina; ambedue

erroneamente; poich

1'

la

o che

il

Prof. Rosini d in-

rappresenlante

ma neppur

egli

il

dice

Nella pinacoteca comunale di

attribuite allo Stefano

una porla

studio dello Squar-

Ferrara se ne mostra una; e un'altra n'era altrevolte


sa della

Mi-

lo

egli possiede,

3. p.

di

risentono per nulla del-

o eh' egli abbandon presto

cione per seguitare altra scuola.


cisa coni'

si

data del 1531, e

1'

alla chie-

ed ambedue
altra portava

38

del 1524. Se

niella

lavori nella cappella del Santo a Padova

da Michele Savonarola,

rono ricordati

bra naturale che questi scrivesse


rara

donna

ha

del pilastro

3.

modi d'un

prima

nel 1440.

tro Stefano

quadretti

della

ho gi avvertito

altra volta

torizzarne ad ammettere

Ma-

infatti la

XV

non

del

attri-

si

Galleria Costabili.
I'

d'un

esistenza

Padova

attribuisce que'

gli

la

al-

d'

e che

un

diverrebbe

terzo

il

da au-

tale

Stefano

altro

Ma

due quadri.

non esser

tradizione

V esistenza

memoria

allatto ogni
di

sem-

da Ferrara, per conciliare l'epoca della morte del Fal-

zagalloni con la tradizione, che

da quel

pittore del secolo

Lanzi e Cesare Barotli vorrebbero supporre

manca

Patavii

fu-

venire in Fer-

di

Per giudizio d'analogia desunto dail medesima

buiscono a Stefano quattro


!l

de laudibm

libro

il

ove fu chiamato da Nicol

XVI.

di cui

diverso

e dal Falzagalloni.

IX.

BALDASSARRE ESTENSE
Del Tura fu scolare Baldassarre Estense. Si crede un bastardo
di

casa

d'

Este

ma

il

nome non

suo

miglia. Egli per era solito

cole

I.

Le opere

1'

trova ned' albero della fa-

si

chiamarsi e sottoscriversi ap-

Dicono anzi che

pi delle sue pitture.

famiglia Estense, e

di cos

vi

che ammiravansi

di lui

ra sono quasi tutte perite

perch

forse

parte a tempera. Erano quadri d' altare


getti religiosi.

Fu anche

riporta due di Ercole

ponesse

p.

199

),

ne fa

le

Il

I.

il

per

di

madonne

intagliatore di medaglie

L' unico

meraviglie; perch

Nel

1'

la

maggior

e d'altri sogil

Bellini ne

anno 1499,

1'

Fer-

in

resti

ha dato inciso

a suo dire

1499

Costa con la sua scuola

quadro che ne

Prof. Bosini, che lo

Ferrara era anco indietro.


netti

della

volte in Ferra-

altre

dipinte

rara un ritratto di Tito Strozzi col nome, e


Galleria Costabili.

stemma

lo

impresa del diamantino usata dal Duca Er-

nella

T. 3.

arte allora in

Quando dipingevano

il

Pa-

e forse anche Dosso Dossi

39

X.
ANTONIO ALEOTTI

ARGENTA

D'

Altro pittore di queir epoca fu Antonio

Aleotli d'Argenta, co-

nosciuto per un solo salvatore dipinto sur una tavoletta nella Gal-

BRIS

me

con

del pittore

che

con

insieme

le

dai7' Argento

nominali

altri

morte avevan dipinto

della

CCCC98. DIE
rovescio.

lettere scritte a

un Antonio

va ricordato

I.

nei

libri

che

dell'

il

no-

Baruffaldi ave-

Il

vissuto

pittore

SEPTEM-

16

ATNE1GRA SITOILA ED SUINOTNA

D. PP.

con questa iscrizione

leria Costatoli

1495;

nel

Arciconf'raternita

molti quadroni a fresco sul muro, nel-

parte superiore di quella chiesa.

la

XI.

LORENZO COSTA
A

Ferrara

dice

il

Lanzi

Francia a Bologna

nezia

tore di giovani: parte de' quali

il

parte segn

tisti

cento

).

fasti dell'

da vederne

lia

tori eccellenti e

uno

de' primi seggi.

sero a' posteri. Le loro tinte

come

1'

una

ceso,

253

).

li

E non d'una

sola,

ma

Ferrara: a Bologna: a Mantova.


insigne artista e della predilezione

d'epilogare,

Cercher
scrivendo

alla

meglio,

intorno alle diverse

1'

hanno un non

fa discernere

epoca,

nelle

disegna-

altra lode trasmi-

so che di forte, o,
,

di focoso

raccolte.

e di ac-

>

V.

4.

di tre scuole fu fondatore: a

Pi volte io parlai
eh' io

sento per

quanto

epoche

verse maniere da lui abbracciate.

cinque-

il

tenere tra' maestri d'Ita-

soleva esprimersi un gran conoscitore

spesso

istrut-

in quest'

suoi discepoli riuscirono tutti

bravi coloritori

che

vuol dire

cominciando

gli fa

Ve-

co' migliori quatlrocen-

aureo secolo

serie, che

la

p.

compet

continuando nella susseguente,

Bellini a

il

fondatore di grande scuola

Costa ci che

il

or qua

della sua

vita

1'

opere sue.

or
,

di quest'

andai

e alle di-

,,

40

Non

pu

si

dire a puntino

tenuto, che fosse

un

che

Marzo 1535, dicendolo

alli

eh' lo scopo per cui


dell' et

non

come

tandosi,

Mantova ha

Ma, non

d'

possono avere per

si

epoca della mor-

I'

infallibili

d'uomo non nato

nel caso,

anni 75. A que-

bisogna dimenticare,

ma, quanto

tengono;

si

ove

all'indicazio-

massime

luogo

in

trat-

e considera-

qual forestiere. Alcune altre epoche ben sicure della sua vita

to

fan nienere, quindi,

ci

1460

due

di

trebb' estendersi

tre

che

errore

1'

modo

il

sebbene non troverei a

Cosm. Le loro maniere

anche cinque anni.

verisimilmente

do, aver somministrato

potrebb' avere

nascita

la

e fors'

Finora ignoravasi chi fosse stato

sa

di

Gualandi ( Serie

del

fanno indubbia fede bens per

registri

tali

ne

11

arti italiane

conto sarebbe nato nel 1460.

sto

te

beile

Arco

d'

estratto di Registri necrologici della sua citt

nota morto

10 si

della sua nascita. Finora s'ora

Co. Carlo

Il

puhhlicato, nelle Memorie di


terza p. 8. )

anno

l'

1450.

il

sull' et

preceduto

non po-

pi

un defunto.

d'

suo primo maestro. Io cre-

il

d'attribuire questo pregio al Cos-

ridire

mi

se

dimostrasse che fu

si

son troppo somiglianti

ma

il

quelle della

preziosa tavola della galleria Costabili, a cui mi fondo, l'avvici-

nano molto

di

pi al fare del Cossa. Rappresenta un

no ignudo, legato ad una colonna, e


dezza naturale. Quanti

opera del Cossa


lari

avevan veduto,

1'

perfino

di

ne porta

il

Bologna

il

1'

nome. In ambedue

Ma,

gli

peduccio della colonna,

sul

una specie

il

mo,

essere stato scolare al Cossa; e

del nostro pittore

sissima dall'altra
toscani.

che

Non abbiam

Ma

maniera.
permette
ponesse

calcata

di
il

1'

credere

agli ornati, vedesi

abbracci

che

e questi rive-

impariamo a conoscere una

su quella

altri lavori

accuratezza

disegno

Lorenzo Costa. Donde congetturia-

lano

sua prima maniera,

perch

la stessa tavoloz-

con alcuni caratteri ebraici

di cartello

nome

mezzo

nella pi-

Io stesso

stessi tipi

in

gran-

avevan giudicato

e pi sicuro

lo stesso fare

forme

di

che fece studi partico-

dipinto pi celebre

stessa grandiosit nelle

za.

tutti

Giordani

sig.

il

su quel pittore: e che ne ha di continuo sott' occhi

nacoteca

la

Sebastia-

s.

da saette;

trafitto

con

del suo

poco dopo, e
sicuri a

cui

mostrare

tolse da' maestri


di

questa prima

questo condotto

non ne facesse

altri

nome. Forse girano

maestro, e diver-

attribuiti

al

non

sebbene non

Cossa,

al

vi

ci

ap-

Cosme.

41

Ci racconta

modi

prese

quali

non pot

Vasari

il

.che recossi giovanetto a Firenze

Fra Filippo,

di

l'altro, che visse

Vasari

il

come

fama

finch la

di ritratti

l'

arricch

di

per dipin-

Bentivoglio.

(aio.

nella sua vita,

perch vale a

e porta

luce

sta-

sulla relativa

primieramente da una giunta apposta

ritrassi

io la

sue opere

delle

notizia di questo fatto, importantissimo,

cronologia

al-

ferm per molli mesi, dice

si

chiamare a Bologna

fe'

palazzo

il

un'epoca certa

bilire

ma

pi riputati d'allora, e forse con lo sles-

so Cossa suo maestro,

primo de'

il

nel 1469;

ne' quali lo assicura valentissimo

acquistatasi lo

gervi con altri artisti,

La

Ci

donde torn a Ferrara

cos di storie

mancato

pot benissimo essere discepolo,

1478,

fino al

studiando sull'opere d'ambedue.


,

Benozzo Gozzoli

e di

forse conoscere, perch

e vi

al

manoscritto originale delle vite del Baruffaldi esistente nella libreCostabili

ria

ove

cronaca del Ghirardacci

la

un brano

ricopia

si

che

un cenno

Costabili

zadini nelle

237 nota

p.

nella descrizione

1838

vatico sopra

).

Poi

Lo

di

la vita di

Lorenzo Costa ferrarese

cortile

con grandissima arte

effigi la

mata

in questo

).

Si riferisce

1839)
Sel-

all'anno

tempo

In questo

verso

il

ruina

borgo
di

della

Troia

lo

si

probabile

il

paglia

cosa da

dove

tutti sti-

dovrebbe dire

avrebbe un po' del meraviglioso questa fama

se

si

Non

la

dico impossibile

di
:

gran maestro

ma

pur mi pa-

supporlo alquanto pi avanzato in et: ed per-

che superiormente insinuai,

prima: dal 1455


,

Marchese

annotazione tratta dal necrologio mantova-

gi acquistata a 23 anni.

tire

Bentivoglio

1840

Supponendolo nato nel 1460, come

ci

li.

lettera al

tempo meravigliosa.

stasse alla lettera dell'

re

ne

nel palazzo di Gio. Benlivogli, dipinse alcune stanze, ed

mosi

una loggia nel terzo

bi-

a concorrenza di molti altri pittori fa-

no

parte della galleria

mia

e dice cosi:

Giovanni

Scbifanoia

1483, dopo l'undici Gennaio;

prima

della

e lo trascrissi nella

dipinti

riscontrai io stesso

trovai indicato ancora dal Co. Gio. Goz-

lo

memorie per
(2)

del-

conserva manoscritto nella

si

blioteca dell' universit di Bologna.


diedi

volume terzo

tratto dal

qual fosse

rara e Bologna,

al
1'

1460.

dover esser nato


ora

azione esercitata da
in

ci riescir
lui

quell'epoca: azione,

dimostrare ne' precedenti miei

scritti.

sull'

qualche anno

facile

il

far sen-

arte pittorica a Fer-

che

io

ho gi cercato

42

Non

pu

si

recossi a Firenze.

aveva

Io

creduto

juando lo supponeva nato circa

non pot avvenire

re, che

Benozzo

di

te

se, se

non

ragion

di

tempo,

credere

14.50:

se

come

31

Bologna

propriet dei Bentivoglio presso

Co. Gozzadini

il

gi

una sua madonna a fresco

dunque,

Ferrara

in

che nel mio

dimostrai essere quella

nel-

Poledrano

dal 1478 circa, fino al 1483 circa: l'epoca istessa


scritto sulle pitture di Schifanoia

C'

Ferrara da qualche

data appunto del 1480. Egli rimase,

la

rima-

vi

Vasari.

il

esservi tuttavia al

1470;

il

epoca della mor-

dice

vero, come assicura

p. 26.

in cui egli

per cui non

che fosse gi ritornato

1480,

circa

debbo conveni-

ina ora

prima del 1478

assai

ancorch molti,

l'opera gi citata

con

il

volte,

altre

e forse fu questa la causa,

de' mesi

nel

diro con precisione quaJ fosse V epoca

in cui

dovettero essere eseguite.

Quanta stima ottenesse


l'ha gi detto

Vasari;

il

Ferrara, e quanto

in

quale ne attribuisce

il

presa la maniera de' suoi maestri di toscana

mo

Cosm

Suggiunge

e simili.

come

>

voli

in

za

opere.

Ferrara

Vasari

il

pu vedere

si

nella

guardaroba

mano

di costui

giono in

che sono benissimo

le

ta venerazione.

fatti

freschi

di

della chiesa cominciata


galleria

Canonici

ferrarese

si

Di
s.
il

mano dove

si

signor

del

Duca

molti quadri

in

molto simili

opera

il

lui

padre

di

che pu

tela della galleria

40. ni

56

ove

la

s.

Domenico

conosce

la diligen-

di

Ferrara

di

ritratti

mano

1693.

tenute in mol-

nella

da' nostri

storici

com' noto,

nel

di

resta

ci

riedificazione

Baruffaldi ci riferisce che

Il

veg-

si

naturale

di

questi dipinti poco o nulla

tutti

custodiva altre volte un ritratto

va eseguito da
seduto

Cossa

del

vivo. Similmente per

al

Domenico perirono

assai celebrata

cor fanciulletto (nacque,

ormai chiamere-

prima,

vi fece molte opere lode-

case de' gentiluomini sono opere di sua

di sicuro.

merito all'aver

e che egli mise molto studio nelle sue

c'

la

nel coro della chiesa

eh' fatto di sua

eh' egli us neh' arte

abbandonala

avendo

sua seconda,

la

lavorasse ce

vi
il

nella

pittura

della

Alfonso primo an-

1476

),

che

crede-

si

d' ordine d' Ercole primo. Dice averlo indi pos-

esso Baruffaldi

ritenersi

n ora

si

sa dove sia.

appartenere a quest' epoca

Coslabili da

me

Vergine, che

vi

La
la

sola

vasta

gi descritta ( parte prima p. VJ.


si

vede assisa in trono con

tra

43

braccia

le

divino figliuolo

il

da un bottone
sa

L'autore

aquila Estense. Opera prezio-

1'

per essere

patita nel colorito,

alcuni de' quali suonano

due sostengono

sulla spalla destra

a tempera.

grande accuratezza ed amore, ornandola d'an-

vi pose

gioletti carissimi,

l'organo,

ha

che porta scolpita

sebbene alquanto

manto fermato

il

liuto,

il

corona sospesa

la

lontananza

cembalo,

il

capo della ma-

sul

Giorgio liberante

reale

donna; con veduta

in

donzella dal drago

e arabeschi e fregi a basso rilievo bianco so-

pra

mento

di

due protettori

meutr' era

di Gio.

2.

sua famiglia

nome

il

vita nella parete di contro


e

d'una

terza

da

tutti

gli

maniera,

delle tinte

ma

massime

ne

delle carni

la

altri

la

madonna

coi

data del 1188,

1'

morte

e della

manifestamente pi

favelleremo

pi oltre.

arte appresa in tosca-

principalmente

differisce

la

trionfi della

di cui

Ne' primi troviamo benissimo improntata

na da Benozzo

che chiamo

incisa neh' opere del Lit-

dell'autore e

nella parete dalla parte dell' epistola

moderni,

sono nella loro cappella

fosse quella

pi antichi; che sono

della

avvertir, che ne' freschi di quella cap-

portante

del Rosini,

qual

pu conoscere

si

sua seconda maniera.

ta

tor-

il

Maurelio

s.

da quelli che esegui poscia in Bologna

pella, convien distinguere


ritratti

probabilmente

servigio de' Bentivoglio

al

la

Ferrara.

di

dipinto

Giacomo

s.

s.

architettura, ov' rappresentato

un santo martire vescovo

Da questo
a

pilastri dell'elegante

di

calde ed accese

per
,

la

vivacit

sicch al Prof.

Rio rammentano Gian Bellino. Conserva per qualcuna delle abitudini della
sari

prima maniera

un

po' secca e tagliente

cose pi minute

fabbriche

bassirilievi

colissime figurine, sterpi, bronchi,

niera

tutte

cure

dice

Va-

il

ricami

paesaggi con pic-

animali d'ogni ma-

insegnamenti concorrevatrasfusero

si

le

ancora

ne' suoi

Cortellini e Mazzolino.

La gran

differenza

che

corre

tra questa

de' suoi primi maestri

Cossa e Cosm

lorquando nel 1840

scopersero

si

avesser dipinto a concorrenza


vi, cio

virgulti,

nelle quali gli antichi

no coi nuovi ricevuti a Firenze.


allievi,

con diligentissimo amore

segnatamente queir accarezzare

il

dipinti di Schifanoia

sur una parete

pi celebrato maestro

in

maniera

e quella

mi fece congetturare

Ferrara

al-

che col

Cosm co'suoi alliedi fama ormai antica.

il

, ,

44

Costa, giovinetto, che tornava da Firenze con nuove e pi moderne maniere. Io vedeva da una parte
modi tutti

e sull'altra

il

che

Cosm

il

Cossa han comuni con que' tedeschi

il

troviamo, aver travagliato


orientaje della penisola

za nel tingere
sciate

come

sovverchiamente

tutta la scuola

anche Alberto Duro:

pieghe

le

molliplicate

ornamenti

accessori

somma un andar sempre

tutto

poca vaghez-

il

figure fa-

le

iVIantegna

straordinariamente,

diligenza

minutissima, e

arabescati

con molta cura

in cerca del diffcile

naturale. Neil' altra parete

che allora

questa parte

di

rilevali

dello Squarcione,

variate nell'andamento, trinciate;

tezza negli

citt

le

poca sceltezza nelle forme

muscoli

tutte quasi

in

piti

fini:

in-

che del

assai,

contrario. Mi pareva di scor-

il

gervi un grande studio per allontanarsi da queste vie, ed avvicinarsi invece ai modelli prediletti delle scuole della
l'

Umbria; contorni, fisonomie

gran cura

accordo delle

dell'

do semplice

e naturale

delicato e spirituale

posizione.

glianza
tri

del Costa

colorito;

poco

que' vestiti

volta

di cosi

V arco
,

dinanzi

di trattare le

a cui

si

che

de' mille raffronti

ne sostengono

tappezzerie

riscontra

in

tutte

che possono

farsi.

si
,

Borso ricevendo

sta

la

s.

ora parlava. Era, dunque, ovvio

quelli

medesimi

Giacomo
il

di

corte
il

il

prescelto

per

vederlo chiamato,

in

gli angioletti

che

fama,

pur

di cui

concluderne, che fossero

ritratti.

fresco de' ritratti

Bologna,

Egli era allora a Ferrara, pittore di gran

come

supplica del con-

par quello medesimo del gran

simili agli altri nel

della famiglia Bentivoglio, in

gli

fabbriche,

una

test descritto:

mano.

le

que'

quadro Costabili

della

pieghe:

nelle

frasche,

portante la scritta IUSTICIA

le

e gli al-

delicati contorni: e per finirla

d' architettura

opere sue. Dir un solo

tadino

quel forte impasto del

e semplici

puri

com-

che una somi-

quel tocco franco e diligente ad un tempo

sistema

lo stesso

fa

modo

lo stesso

fino gli sterpi

rammentava

succinti,

ch'

tutta la

tra questi dipinti

mo-

in

un' inclinazione a tulio ci

maniere

identit di

bambinelli grassottelli

le

insomma

panneggiamenti piegali

una calma armoniosa dominante

eh' io

paesaggi;

stessi

tinte

D' altronde io scorgeva pi ancora

una vera

Toscana e delmovenze, acculate, gentili; una

il

sua

di

favorito

Qual cosa tanto naturale

concorrenza dei principali

artisti

con-

temporanei, per un'opera ordinata dalla corte, destinata ad eternare

,,

45

fasti e

questa

della

ritratti

gione. Egli

nell' et de' forti concepimenti

nuovo

troduttore d' un gusto

le

ne fosse stato escluso

S' egli

sarebbe cosa da farsene meraviglia

sconosciuto

e ricercarne la ca-

reduce da Firenze

oggi

diremmo

competenza coi vecchi maestri

essere posto a

doveva

famiglia ?

in-

moda

di

custodi del-

antiche tradizioni.

non vede

chi

corte Estense

chiamata

che

fama

la

uno

dovette essere

acquistatasi in questi lavori della


de' motivi

principali della sua

per eseguirvi

di Gio. Benlivoglio 2.,

alla corte vicina,

lavori consimili, nel palazzo, e poi nella cappella di

s.

Giacomo,

ornata anch'essa di ritratti, come gi dissi? Gio. Bentivoglio


fu molte volte in Ferrara

ed ebbe assai intime relazioni col

2.

Duca

Ercole primo. Merita ricordo la sua venuta nel 1479, per visitare
la

Lucrezia figliuola di Ercole

primogenito.

ed

leato del Duca. Si

bria

al

razioni

vegga

Gozzadini

il

del Perugino

al

tempo

fossero

quali

state

comunicazioni

le

in

Lorenzo Costa

di

che import a Bologna

prese alla scuola di Benozzo. Prima


stesse

che a Ferrara

Marco Zoppo,

di

il

come pu

possa oggi francamente asserire

di fatti storici

sia

una ramificazione

ma

che V una e Y allra

di quella scuola

sce per

A
cia

Bologna

il

Costa

il

s'

come dicono

che

le

con-

maniere apquelle
e

parmi,

si

cristiana

non gi che

Umbria

delle

chiama mistica

dipinture

al-

la scuola

bolognese

com'

vorrebbe

cristiana

egli

son

tutti

rami

e che ricono-

Beato da Fiesole.

uni di nobile amicizia con Francesco Fran-

allora solamente orefice

Zoppo

fatto

che

dominavano

e la ferrarese per terza

e d'ispi-

pi che per via di congetture de-

di quella dell'

eh' egli

padre comune

le

Non sapeva

del Francia. Sicch

dotte dallo spirilo e dalla tendenza

appoggio anzi

di lui vi

Um-

vedersi neh' opere del Cossa

primo maestro

al-

del Costa

anzi un' identit di scopo

avesser prodotta. Io ho creduto ravvisare V anello

giunse

l'

tra la scuola dell'

e la bolognese

una somiglianza

1481

il

pi fido

26. e 31.

p.

esservi

il

evidentemente attinte ad una fonte comune.

per

dire
1'

tempo

Francia

e del

guerra coi veneziani, come

la

aveva osservato

Prof. Rio

Il

ancora bene spesso tra

vi dovette ritornare

1484, durante

il

promessa sposa ad Annibale suo

ma

o iniziato forse alla pittura da Marco

non ancora scopertosi

pittore.
7

La sua

,,

prima tavola,

infatti,

4*

dice esposta

si

nel 1490

quand' aveva gi

quarant' anni, in quella medesima cappella de' Bentivogli

como

che

con cui essa condotta

amico

io credetti

maestramenti
posteriori

pi

mostr gi

l'

che

che

ferrarese

il

il

vedesse un dipinto del Francia.

si

tenere apocrifa la soscrizione

che dicono esistesse sotto

desimo

di Gio.

quale non ammetta

il

per argomento di stima,

un

ma non

che se fu vera

come dov

vero

il

ma

non dico

io

ri-

n se abbia

dunque

che

dal Costa,

so se sia

neppure

dov essere

me-

il

la soscri-

tra'

bologne-

scritta solo

esserlo quella, ove

attribuire

eh' egli le aggiungesse al suo

Notiamo bene
Francia

debbono

si

dipinto

ritratto

Bentivoglio

pinacoteca di Milano. Alla nobilt

che ad altra causa

prima

doversi

Bentivoglio nella rac-

che dicesi sottoposta in un quadro

suo aiuto,

fica

Petronio

s.

Onde dedusse

zione controversa. Oggi non c' pi alcuno


si

e fa-

celebrato pittore

pi.

il

gi spettante alla raccolta Isolani

Lanzi

Laurentius Costa Franciae discipulus

colta Isolani. Nella galleria Pitti

che mi parve quello

di tali scolari

fino in

ritratto di Gio.

il

il

Malvasia non lo tro-

il

nome

fosse

ed avesse prodotto opere

di suo

bolognesi de' tem-

fare scolare. Di questa pretesa

vacchetta contenente

come

nome

che ebbe

di cui

modi

Costa diede lumi ed am-

il

a quel Francia

Gia-

s.

indole di quelli del suo

all'

insussistenza avvertendo che

cendo conoscere
Bologna

hanno voluto

scritto nella

di

poter dire

nell' arte
1'

tanto simili

da quelli di colui

e tanto lontani

maestro

Costa decorava di tanfi freschi. Considerando

il

del

quali-

si

1499

de' suoi sentimenti

alla

pi

quelle qualificazioni

se

nome.
il

Costa

fosse

maestro del

dico che alla calda amicizia interceduta tra di loro

principiante di quarant' anni dovette ricevere dall' amico gi ce-

lebre

g'

impulsi pi decisivi a divenire pittore

rezione data alle sue ispirazioni. Trattandosi


timido quanto elevato

minarlo e

v'

il

un ingegno

la di,

tanto

spesso bisogno di simili spinte a deter-

fissarlo per quella via

seggi dell' arte.

d'

o almeno

che poi dee condurlo

Costa colse

lanza col Francia. Era uno di quegli

mal

spirili,

pi

ai

alti

della sua fratel-

fruito

ai quali

non pare

di

avere imparato abbastanza finch rimane qualcosa ad apprendere.


L' educazione dura in essi quanto la vita. Di mente vasta

ghevole a lutto

e pie-

come non sarebbe preso ed innamorato a

quelle

angeliche immagini

spiranti

dolce

melanconia

che

riempiono

,
,

le

tavole del suo amico

trovano

a quelle purissime vergini

Ne

pi divote ?

le

47

fu preso fin Rafaello

non

di cui

si

e glielo scrisse.

Quindi, dopo cotesta comunione e fraternit nata col Francia, ve-

diamo
svelte

madonne

sue

le

divenire

fare del Costa

il

delicato,

pi

pi spirituali

sue figure pi

le

comporsi

e cosi

terza maniera benissimo discernibile dalle altre due.

che

due amici non possa

ai

Ma

che dipinto del Perugino.

forse

avere giovato

anzi una

Non negher
vedere qual-

il

quando un' opera deve compiersi

mano lavorano all' insapucome s avessero una direzione commune perch sono altretta
tanti istrumenti di quel dito, che regola le cose grandi come le
tutti

quelli

che sono chiamati a darvi

piccole. Parlai gi altre volte di quest'


basti

onde non

di

1'

Ferrara e Bologna

seguaci di Firenze e

Bologna sono

Sebastiano saettato

mistiche ispirazioni del Beato

le

fu la migliore

dotto dalla scoperta del

Non

cos gli apostoli, e

trova scritto

Costa nel

s.

Annunziazione

1'

il

nome

Lorenzo

dopo

il

s.

citt.

>

disinganno pro-

Sebastiano di casa Costa-

seconda maniera.

alla

che stanno nella stessa

in caratteri ebraici

Sebastiano di casa Costabili.

una tavola con

per far vedere

s.

non

lamo

e la tavola

esiste

il

s.

Girolamo seduto

s.

ingannalo

il

Vasari

Sebastiano a tempera

Ma

non

non sarebbe una ragione

tempo

come appun-

magnifico quadro
Il

Prof. Rosini,

dice che in

ma

solo

il

s.

con l'anno 1492, dipinta a olio, presso

ridiana di Cassini.
vi fosse oggi

Petronio rimane pail

con segnato l'anno 1492.

coni' era

tronio

stato al

quel

primo no-

Mi confermo nelil s. Sebastiano al Costa quando leggo


V. \. p. 146 ) che sotto al medesimo si

di

della cappella Baciocchi

il

che attribuisce

nelle note al Baruffaldi

s.

Petronio
eh'

e sono evidentemente lavoro posteriore.

opinione

rimenti

nome

ma

appartenere ancora

la direi piuttosto

to nel

s.
,

che infino allora fosse stata fatta in quella

bili,

1'

e de' suoi

per cosa lavorata a tempera,

Vi fu chi volle dirla opera del Cossa

cappella

con molte figure intorno

minato dal Vasari, e a suo dire

Umbria.

maggiori opere sue.

le

per rive-

apostolo chiamato a diffondere nelle scuole

dell'

quanto

e spero

sia pi chi si rifiuti di unirsi a noi

vi

Lorenzo Costa

rire in

argomento

prima

di tutto,

se

anche
,

il

s.

s.

Pe-

Girola

me-

Sebastiano

perch non vi fosse

del Vasari. Pi curioso per , che

il s.

Sebastiano

c' ancora; presso

Vasari era andalo a vederlo co' suoi occhi

che

il

sini

non

volle avere

chiesa.

la

logna.

s.

Ma

fondo

d'

due quadri.

Petronio seduto con in

s.

e a' fianchi

Porla

protettori della citt.

opere del Costa in Bo-

le

di belle arti

rappresentante

Francesco

s.

nome

il

quadro

fuor di porta
crestia

secondo

eh' era gi in

senta un Cristo

te

Il

s.

un Cristo morto portato

due bellissime tavole. Quella dietro

capo lavoro
solo

ravigliare
lo fu

in cui dice

gran poeta

il

se fra

veramente

ma

il

il

Professore Rio

si

pone

tit

di origine, e di

del Costa.

pongono

istoria di

l'

ai

la

Dosso Dossi

in appresso.

Martino

il

quale

Giordani

sig.

la scuola

s.

dell'Umbria e quella
gran quadri che com-

dei dieci

Cecilia neh' Oratorio ad essa gi dedicato.

s.

s.

Urbano Papa

a Valeriano per

e la distribuzione delle proprie ricchezze fatta

Non so se m'inganni l'amore ch'io


ma mi pare che quest' ultimo quadro non
nemmeno a quelli del Francia cosi
altri

poveri da santa Cecilia.


,

ceda a veruno degli

e la forza del colorito.

opera sono varialissimi

come per

donne, uomini,

un giovane signore decaduto,

ritrosia

1'

che

fanciulli

se

non erro

la santa

giovani e vec-

uno storpio

stendono

veramente singolare. La distribuzione

sacerdote

dell' espressio-

efficacia

poveri che prendono parte alla santa

chi; cenciosi, e in assisa nobilesca.


e

Il

me-

all'iden-

tendenze fra

per la copia delle invenzioni

ne

ravvisarsi non

doversi quindi

conferma quanto noi dicevamo intorno

porlo al nostro artista


la

suo

il

attribui-

predicazione di

fede

mon-

Gio. in

maggiore

non

s.

e in sa-

suoi sono pure due

Rappresentano
istruirlo nella

A
254

p.

pretende sia opera sua queir Assunta che a


ta al Perugino. Ci

All'Annunziata,

aitar

celebre

il

vedremo

siccome

a un

Rappre-

so dove.

Madonna

della

grande coloritore

suoi allievi

non

angeli.

all'

Sotto a

soprapposta

sepoltura.

alla

Domenico com-

s.

gi

e ora

mezzo a due
Mamolo uno sposalizio
in

mo-

il

che trovasi nella pina-

la lunetta

Francesco

s.

morto

primo a

Il

mano

e la data del 1502.

questa tavola era un' adorazione de' magi


coteca di Milano.

Ro-

Prof.

il

pitture della cappella Bentivoglio pi vol-

le

Accademia

All'

oro

attentamente per quel-

di girare

proseguiamo ad indicare

Bologna

dello di

incomodo

l'

Giacomo son

ricordate.

te

meridiana del Cassini. Lo che prova,

la stessa

vi assiste

si

col

fra gli altri,

la

mano con una

fa

da un vecchio

capo chino

e le

49

mani incrociate

in atto di carit cos umile ed affettuosa

che solo

potea ritrarsi da un cuore profondamente penetrato del bello cristiano.

Non

non

lasci ulteriormente perire.

si

si

cesserebbe mai di ammirarlo

e di far voti

perch

Gli ultimi anni della vita del Costa furono passali in

Mantova,
Marchese Francesco Gonzaga. L' anno-

ov' era stato chiamato dal

tatore del Baruffateli ritiene,

1'

che ci avvenisse nel 1506, perch

epoca della morte del Mantegna

come

ceduto,

pittore di corte.

un' altra ragione.

precedenti, che

a cui

M' unisco a

Abbiamo quadri

Costa

il

suppone suc-

si

immediatamente

con

Petronio, e

s.

Hercolani del 1505. Quest' ultimo proveniva da monache

tor di Bologna,

di terra:

ma non

ad uno gi trasferito
e

di lire 669.

12

figlia
,

a Parigi

una

per

mano

del

Duca Ercole primo, moglie

che fu lodata

d'

la

corte nulla pi resta.

Resta ancora
,

1525.

Ora

trovasi

con

nella chiesa

l'

iscrizione

di

s.

in

un Girolamo,

Nel Museo

di

una presentazione

e suoi figli,

Berlino sono due sue opere


al

croce, segnata 1504.

s.

to

il

s.

l'

Ferrara restano

Pare

et

che
:

donavit

morisse

tra' quali

ambedue

Sebastiano, e

il

di lui le

ul-

fatta

Silvestro; de-

Lorenzo,
,

quel-

col

nome

opere seguenti.

tra grandi

di

e piccoli. Ol-

quadro d'altare, superiormente

rimarchevolissima una tavoletta rappresentante

un

un Luigi.

tempio segnata 1502; e una deposizione

Nella galleria Costabili diciasetle pezzi,


tre

altro

aveva

Costa fccit

Andrea.

un

Mantova

piuttosto agiato. Lasci lunga discendenza d' artefici

Ippolito,

incoro-

Prof. Rosini

il

eh' egli

per la cappella, ov' era sepolto, nella chiesa di

anche dal Vasari

l'

Este

d'

Francesco Gonza-

XXXVII.

timo de' suoi lavori, ch'io conosca: la tavola

scritta

di dodici

tavoletta con

di esso

Ariosto nel canto

l'ha data incisa nella sua storia.

vedemmo

gi

amore, della marchesa Isabella

dall'

o jugeri

da ultimo un dono

mila scudi. Dei lavori a fresco eseguiti per

Nella galleria del Louvre

come

pit-

A Man-

Mantova.

in

235 biolche

poi dal 1510 al 1535, in cui mor,

un annuo assegno

nazione

Faenza

di

pu ben immaginarsi che ne dassero commissione a un

quali

tova ebbe dal Gonzaga in dono una casa

la

mo-

il

Bologna segnalo del 1502: e quello, ch'era in galleria

dello di

ga

Man-

a Bologna, e non a

fatti

tova. Quello della pinacoteca bolognese

le

anche per

lui volonlieri,

suoi d' epoche

debbono suppor

si

la

descrit-

grotta di

60

Betelemme con V adorazione di Ges nel presepio


condata dai nove cori
vero
to

gioiello

in tela a

un

proveniente da Verona

bambino

avente in braccio

il

Girolamo col suo leone

santo

sa di

Una madonna

ginocchia, e innanzi a

ri

dicono

lori

lei,

Guglielmo

s.

trono ornato

il

Girolamo

s.

con

senza

s.

armato

cinque storiette

di

e tre a chiaroscuro

un errore

bambino

all'

raviglie

carissime.

1772

ma

s.

giu-

nella chie-

Era

Ges Cristo

inglese

come una

eh' era certo

che

si

dello Scarsellino
,

dub-

il

Ma

loro diversi

tenevano per medel

Bononi

furono venduti ad un inglese

il

gioiello migliore

per gran tempo

e le guide posteriori

Francesco

nella chiesa di

s.

del

Gio.

La tavo-

pare non piacesse

moda.

di

dimenticata

fu

buona ven-

in

un corridoio

non ne fecero pi parola. Ave-

sopra una lunetta rappresentante una

dal sig. Saroli.

mag-

galleria

accennato

convertito ne' bisogni del luogo pio.

santi Gio. Evangelista

quadro

due a co-

altre volte sull' aitar

quadri

come un vecchiume fuor

tura per noi. Rest


dell' ospitale

che potess' essere lavoro del Francia.

del Naselli

la del Costa

il

tro-

rendile dell'oratorio della scala, furono ap-

le

di

allora, dei Caracci,

al

in

capo in fuo-

d' acciaio, dal

di

celebrato gi

ospitale degli esposti.

Cromer del Ricci


Udny ed il prezzo

va

esiste

in piedi sulle

per chiunque abbia un po' in pratica

Nel

plicate

nome

Finalmente

in trono col

tutto

) ;

bio promosso da alcuni

modi.

madonna

la

un santo vescovo

de' pi scelti quadri. Nella guida del Barotti fu

all'

ch'era

frammento

Gio. Batista, e un santo guerriero

giore dell'oratorio della Scala,

Cristoforo dell' Ospizio degli Esposti una delle opere sue

s.

pi magnifiche.

lo

Maria Egiziaca

s.

altro

alquanto ritoccata

dicata del Costa dall'Accademia veneta.

un

d' affet-

eh' era altre volte nella chiesa

e di cui

profumo

il

quadri della Costabiliana. Nella pinacoteca Comunale una

tavola d' altare

no

con un frammento del quadro del

altre volte nella stessa chiesa


tra

Barbi possiede una

sig.

Il

tempera piuttosto patita

degli Angeli

e la grotta cir-

degli angeli cantanti la gloria di Dio

per la perfezione del lavoro

che respira.

d' Assisi

Cristoforo

cos'i

e la

detta piet coi

Maddalena. Ora

e la lunetta

si

possiede

51

XII.

ERCOLE GRANDI
Fin qui

faldi

aveva

rara

l'

morto

morte

con

di (

epoca

Ercole

avvenne, accertata

in cui

di belle arti. Serie

strato ne' libri

5.

Va-

abuso del

dall'

inconciliabile
e

con un'

sig.

Gualan-

il

1483 trovasi regi-

Nel

).

come compare

il

racconto del Va-

come

Fer-

di

un neo-

d'

Hercules Ferrariensis pictor. Suppo-

nendo, che avesse almeno vent' anni


,

il

dall' iscrizione

203

p.

battesimali di Bologna

nato della famiglia Garganelli

dunque

Ora

Baruf-

Il

Domenico

s.

eh' venuto a scoprire

Mem.

convien rifiutarla

che Ercole

l'anno 1531

per apoplessia prodotta

epoca della sua vita

altra

dalla chiesa di

di quarant' anni.

prematura

in et

1'

d'

biografi

iscrizione del suo sepolcro, portante

sari sulla
,

tutti

di tal asserzione era questa.

letta e ricopiata

sari lo diceva

vino

da

era detto e ripetuto

s'

nacque nel 1491. L'origine

sarebbe nato circa

il

1463;

pressoch coetaneo al Costa. L' annotatore del Baruffaldi

ma compagno ed amiopinione con


assertiva del Lamo
che indel Cossa. A me pare
che non si possa ne-

ne deduce, che non pot essere suo scolare;


co.

rinforzano

vece l

l'

fa scolare

gare ogni fede


la vita di

Vasari

chiama suo creato

racconta come

non

con esso

tosto si content di star

lode

noscendosi obbligato a Lorenzo

volere di lui

mo

della

che da per se con

della vita

e gli fu
.

utile

da

lui giudicata
si

lo dicesse

suo maestro

il

s.

ogni

co-

all'

al

estre-

dipingesse sotto a un suo qua-

Vincenzo a

e piut-

comodo

suo

s.

Petronio

miglior opera che la tavola


)

ci

mediocre guadagno e

con

pospose

sa dove siano

dipingere la cappella

lui

o credito maggiore

come
come

poi

che

fratello e figliuolo insino

che fu nella cappella di

mente non

porge su quest' ar-

ci

abbandonar mai

volle

tessendo

solo tessendo

anzich per sua certa scienza.

ma

non

minuti particolari per poter supporre

per incerta relazione altrui,

dro

quale non solo

il

dice discepolo al Costa

lo

quella del Costa lo

in questo al

Ercole

ticolo troppi

l'

de' Garganelli

poi
in

come
s.

fosse

Pietro

una

pre-

malaugurataincaricato a

che

il

Costa

52

aveva appena cominciata. Tutte circostanze, ripeto

che provano

non parlasse senza piena conoscenza. Onde io direi che s' avesche ambedue
sero a conciliare le due relazioni a questo modo
,

ferraresi fossero primitivamente

il

d'et maggiore,

Costa, ch'era

torn da Firenze
quel predominio
cia

condiscepolo

Cossa

da

lui ricevesse

onde poi con

a dipingere

che

quando

Benozzo

esercitare perfino sul Fran-

un

lui

Vasari parla di

rentini

altri

lo

quell'et;
nello o

aveva

non poteva

certo

passasse a Bologna

palazzo Bentivoglio

il

ispirazioni a formarsi

le

che

quello

istillargli

quando

fu chiamato

ch'era appunto nel 1483

il

co-

vedemmo.

gi
Il

abbiamo veduto

l'

cos spirituale e gentile

stile

di

che

attinte alla scuola di

dell' idee

ma

sull'amico,

ottenesse

sicch Ercole riconoscesse in lui piuttosto un maestro che

me

pieno

scuola del Cossa

alla

di s

lui

che raro accorda

con lodi,

uguagli a Pietro Perugino

n forse v'ebbe tra

morbido

medesimo minore

credeva capace

di fare

maestro

il

Egli per

e riconoscente.

a cui

fio-

altro

Lanzi, pen-

il

squisito.

Timido per natura

slima.

un passo senza

per tutta la vita altaccatissimo

soggiunge

essi

armonioso

non

ai

qualunque

e a

s le

non

si

tenne

si

opere sue

sono fecondissime di poesia, variate nelle invenzioni, e pienissime

Amava

d'affetto.

non era mai contento

zarla. Quindi

mai

l'arte, e pareva vi

dal correggere.

Voleva seguire

restare a Bologna per dipingere


ganelli a

s.

Pietro. I

ne lasci

adoperasse solo per avan-

di s

medesimo, n

maestro in Mantova

mai facesse
a' suoi

durla a fresco

per conduceva

altri

si

conducessero

V'impieg dodici anni,

e cinque in ritoccarla

pi da molli anni.

a secco.

fu distrutta,

erede de' Gargauelli


i

facendo segare

in

Italia

con-

Nel tempo stesso

lavori di minore importanza.

La cappella

sette in

Ora non

v'

quando, nel 1605,

fu ricostruita la chiesa. Pochi avanzi furono salvati dal

portare

dov

vi esegu della crocifis-

ricchissimi d' invenzione

e delle pi eccellenti che

tempi. (Lanzi)

rifiniva

ma

d'esMadonna
e di figure, come pu vedersi nella descrizione che ce
il Vasari, furono lodati, come 1' opera pi insigne che

Tanari

in vece sua la cappella de' Gar-

due gran freschi che

sione e della morte della

pressione

il

si

la

Marchese

muraglia, e tras-

pezzi dipinti nel suo palazzo di Galliera. Di l passarono

,,

53

nell'Accademia

di belle arti

amatori non

gli

li

vedranno pi uscire

che

una

fu fatto

ha stampato

Ferrara

si

un' elegia latina

ove

di

Paolo

s.

un tronco d'albero:
alquanto ritoccato

una

due accuratissime tavole con


che pesa

le

anime

due santi innanzi a

tre

madonne

lei

vestiti

dell'

presente

pressione la pi patetica e possente

un

Sebastiano in

s.

una cara madonnina.


gio

che ferisce

il

drago

nome

il

sig.

A Roma

che

s.

due tavolette
presso

all'

sentanti
al

e di cui

Benedetto.

la

maggiore

all'

con

un Cristo
d' un' es-

Barbi un

sig.

il

Michele

s.

quadro

s.

Giuseppe Mayr

sig.

con

un

Gior-

s.

sulla coscia

esprimere

il

suo

sotto

il

s.

Elettor di Sassonia

Il

eh' egli acquist dal

vedemmo una

copia nella

Dresda dovrebber
Gio. in

1'

riche ( V. 4. p. 380 ediz. di Milano

rappre-

Ges che

altra,

Canonico Crespi

pu vederlosi

esistere

monte a Bologna

gran quadro del Costa

presa di Ges nell' orto

calvario portando la croce.

stare

eh' erano altrevolte in

aitar

una

il

vorrebbero

si

s.

otto tele

in ispecie

in galleria Corsini

un

Zeloni dovrebbe esistere una grandiosa ta-

celebre Prof. Testa ferrarese


s.

Gio.

presso

presso

vola rappresentante la deposizione di croce

casa del parroco di

una

tavola ben conservata

del cavallo le lettere E. G.

presso

tela

veramente preziose

domenicano

abito

ritratti

adorazione nel

1'

d' Assisi

dolcissime

Pinacoteca

in

in galleria Costabili,

Francesco

s.

morto abbracciato dalla madre

Rocco

tavolettina con

suo no-

il

due santi;

storie dell' antico testamento

di

rica-

si

Sebastiano legalo in

s.

altri

ivi sepolti

presepio, eh' un vero gioiello;


a tempera

donde

una magnifica tavola

con

basso

al

d'individui della famiglia Mori

Rocco

lode scritta

Grandi abbia apposto

il

mostrano com' opere sue

ad un altare della chiesa


alto sur

in sua

invi-

Gualandi

Il

Grandi.

Non conosco quadro


me.

esistente nella nostra Biblioteca

cognome

va eh' era di

67

loc. cit. p.

da Daniello Fini

Da Bologna

da qualche

probabilmente

bella notte,

gi veduto, che vi mori nel 1531.

Abbiam

dioso.

alla luce.

dove

sdegnato per un furto de' suoi cartoni e disegni

torn a Ferrara
gli

custoditi in luogo recondito, di

le

nelle

sale

fece acquilettere

).

pitto-

54

XIII.

LODOVICO MAZZOLINO
Nacque

Ferrara intorno

in

segui in Bologna. Ivi dipinse


in

fatto,

lui

me

s.

logna resta soltanto

in

Costa e lo

il

un quadro grande da

Francesco. Ora nella galleria

l'anno 1524,

1481. Studi sotto

al

e mostravasi

di Berlino,

col no-

compagnia d'altre opere sue ancora.

Bo-

P. Eterno, che serviva di sopraquadro, e

il

un

piccolo presepio che era nel peduccio. Sono alla Pinacoteca. Mor

Ferrara nel 1530 o 1540.

in

che

ma

pare

debba

si

stare alla seconda

timo manoscritto. Questo quanto

compiacque molto

Si

parvero con pi
te

portatevi

di

per quanto dice

eh' egli ritiene nell'ul-

appunto scom-

e per ci

solo paese che ne abbia mol-

il

Lanzi

il

sa della sua vita.

si

opere minute

Roma

facilit.

pone ambedue l'epo-

Baruffaldi

Il

dai Cardinali stati in Fer-

Nondime-

rara. Altrove sono assai rare, e cercate dagl' intendenti.

no

qui ne rimangono ancora

nea

la

proposizione del Lanzi

una

figure grandi.

Bartolo, fuor delle

ed una basta per poter dire erro-

mura,

non valesse gran

eh' egli

tavola d' altare

col

nome

dell'

cui la chiesa apparteneva. Oltre questa

altri

le

una

di

che

si

finitezza incredibile, dice

s.

ordine Cistercense

e quella eh' a Berlino

La sua ma-

suoi di grandi dimensioni.

quadri

niera cos singolare e segnalata

fatto in

eh' era gi a

nella nostra pinacoteca.

e ora trovasi

Rappresenta un presepe con due santi

non conosco

conosce in mezzo a mil-

Lanzi, talch ne'pic-

il

non pur

ma

coli quadrettini

par miniatura

le architetture

accolta vivacit ed evidenza quanta pochi de' contemporanei ve

ne seppero collocare.

me

morbido

il

caldo ancora

bassi

sono

rilievi

Non ha

del Grandi.

di quello del

Costa

la

Il
;

le figure,

studiatissimi

dolcezza

paesi

la sceltezza di for-

cupo, pi

colorito molto pi

somma

sua

e de' lombadi,

che

locch, congiunto alla

finitezza, lo ravvicina assai al fare di

nelle teste

Leonardo

questo seguirono pi davvicino. Qualche volta furono presi F uno

per F altro

cognara.

anche da sommi
osservabile

che

periti nelle arti


la

sua

fama

siccome

il

maggiore

conte Cie le sue

55

oggi che non per

opere pi pregiale e ricercate


mollo che

il

suo

somiglia per certo

me

di

era quasi ignorato

con quello

fino

artisti:

lo di altri

nome

addietro.

1'

Gaudenzio Ferrari,

di

Non

con quel-

e scambialo

a cui

non

forse per equivoco dedotto dal suo sopranno-

Lodovico da Ferrara

Lanzi

Vasari

Il

).

aveva gi

lo

prima storpiato chiamandolo Maliuo. Ora invece i suoi quadretti


sono, come dissi, comperati a prezzi elevatissimi: e ogni quadre,

ria vuole

suo Mazzolino.

il

Mazzuoli

se

fermare

Mazzolino

la scritta

Mazzolino

11

Rocco

s.

come

tutti

zioni dal misticismo religioso

zioni

ove

si

finge che gli

cali dalla chiesa fra

loro virt di

pittori

si

dapprima mostrarsi

agli

mo

fervore

scena della nati-

sotto le

uomini.

un

alle pie

fossero fatti

forme

con

le

concetto della

immaginazioni de-

affetto dei santi nel massi-

1'

entusiasmo contemplativo.

dell'

la

mondo

campo

devozione

artisti di ritrarre la

singoiar premio alle

del cristianesimo,

Salvatore del

il

pi gentile poesia, e che dava


gli

vita cristiana collo-

come

ottenessero

loro inspira-

le

assai di queste inven-

vedere rinnovata agli occhi loro

partecipi di adorare
quali volle

che traevano

compiaceva

uomini insigni per

santi

Sebastiano.

s.

od altro dei santi misteri

vit,

chiamas-

si

potrebbe con-

lo

legge sotto a

si

della galleria Costabili.

sacra famiglia con

che

un vezzeggiativo. E

un suo prezioso quadretto


Lodovico Mazzola 1511. Rappresenta una

che

Cittadella pretende

Il

sia

secolo XVIII

critici del

derisero, nell'altezza della loro dottrina questi, ch'eglino

chiamavano

anacronismi, quasi potesse supporsi, che quegli

quali cerca-

vano
e vi

le loro

trovavano

tesori della vera poesia

tempi materialisti

ignorassero che

non erano contemporanei


1'

uno

tre

1'

artisti

emozioni unicamente nella storia

di

s.

dopo

Dio e dei Santi

sconosciuti ai critici di

Sebastiano e

Ges Cristo

altro dodici secoli

di

avendo vissuto

e che

Francesco

s.

non potevano

trovarsi in-

sieme ad adorarlo bambino nella capanna di Betlelemme.

Fa meraviglia, come
lui,

queste nenie,

Timoteo

Viti fece

prima

com' una del Francia

sofia dell' arte

che seppe

il

Prof. Rosini

pien secolo

in

che

d'

andar a

ne trovi

la

XIX;

venga a ripeterci, anche


e, per

Roma

un' Annunziata disposta

ragione in ci

possedeva in grado

ben comunicare

ai discepoli,

dimostrare, che

si

che

la

filo-

eminente Rafaello

non avrebbe consentito

56

eh' egli

Cristo

rappresentasse

non

artisti

sti

bero

dono

il

tavolette

d'

una fede pi

quanto patita

La

viva.

e le altre cinque

sette

che tiene steso

sulle

Girolamo genuflesso

s.

di sacre famiglie

nella sua bella raccolta di dipinti della

tutte

in

pu vedersi

qual fosse la nobilt u-

vecchi. Le sei tavolette ne pre-

sentano buon numero; e convincono, non sussistere


ta loro dal Lanzi, che nelle rughe e nel naso

A me

contriamo

per noi invece

la

Anche questo sar

guali.

no

Giuseppe e

s.

naturali

e senza traccia d' esagerazione.

Vergine Maria

argomento

forse

una

di

In tutte sei in-

di

fisonomia sempre u-

di

censura per qualcu-

uno

dei tipi nello stesso soggetto

identit

l'

da-

la taccia

tengono talora del ca-

invece paiono fisonomie apertissime

canizie vigorosa

delle

Mazza

sata dal Mazzolino nel dipingere

rico.

due

in

al-

nato bambino. Un' altra simile tavoletta

scuola ferrarese.

ne ha

galleria Costabili

il

Co. Antonio

il

un'altra con

figlio:

quali la Vergine adora

ha

n per certi letterati trop-

madonna addolorata

la

morto

il

ricchezza poetica di que-

la

per l'intelligenza dei poveri e degli umili, ch'eb-

una con

ginocchia

Pur troppo,

).

fatta per certa filosofia

ma

po grandi:

s.

131

V. 4. p.

Sebastiano innanzi alla nascita di Ges

dei pregi de' pittori cristiani, perch mostra, che l'immagine della

Vergine

e de' santi,

sicch formatone

una

mai.

per

donne
pittori

nel
,

una volta

prova del

enti che

gli

non poteva essere per loro che una


il

concetto

rispetto

non ha

se

la delicatezza

splende per di un

santa umilt

che fa partecipe

in lei seppe ritrarre

fa

Prof. Rosini ha

una

inciso

1'

di porlo al di sopra del

Ges

un

arte

come
Ma-

che tanto ammiriamo in

dolce candore

spettatore alla

una

e di

compunzione che

artista.

quadro dell'adultera, eh'

degli uffizi a Firenze

1'

tipo delle

il

una gran predilezione per questo

ler detrarre a quelle lodi

lo

specie di precursore di Rafaele.


il

abbandonavano pi

cosi per

forse la bellezza ideale di altri

per esempio

Ercole Grandi

Il

lo

imprendevano a rappresentare. E

Mazzolino

non

che avevano

sola

non

Grandi

ci

pittore.

descrive a lungo

nella galleria Pitti.

Ne
d

Senza vo-

pare per che vi fosse ragione

e del Costa.

ha un presepe

Anche

la galleria

una circoncisione

Campidoglio a

altro presepe la galleria di

tra gli scribi la galleria Doria

del suo

Roma

un'adorazione

dei

un
magi,

57

un san Tommaso

la

centissima guida del

Orsucci a Lucca

e cos

ne della galleria

Forster,

ultimo trovo scritto nella re-

esservi

due

quella

in

lavori in casa

de' suoi

pur se ne nomina uno

Monaco

di

Da

Borghese.

sig.

nella

della

descrizio-

nazionale di

Londra.

XIV.
MICHELE CORTELL1NI
Scolare esso pure del Costa

Nel che

dire del Lanzi.

ed anco migliore nelle

non consentirei

si

stanza della sua vita.

mo

il

sepolcro nella demolita chiesa di

il

era altrevolte nella chiesa di

Paolo,

Mazza:

s.

s.

Michele ed

scelti

del tempo.

s.

1'

la

madonna

altri

scuola
tavola

bambino,

s.

ci resta
,

Lavoro degno
d' altre
s.

bene

1'

An-

s.

altra piccola di

Ma

non

basta a farci intendere eh' egli ebbe

gli

altre volte in

teca rappresentante la

in

de' primi maestri

due tavole in

Lorenzo

e la tendenza al

da cui deriv. Se

Gio. Batista,

altre sante Agostiniane e la data del 1517.

Quanto

d' altare

madonna

attribuiscono inoltre
s.

Maria

col santo

assai diverse: porta

dipinti nella galleria Costabili.

che

mistico

Vado

in

bambino

e diversi santi e sante in piedi innanzi a lei

mi sembrano

una

ed ora nella raccolta del

col santo

del martirio di

pregii artistici
,

del 1502:

bella tavola d'altare, del 1506,

Abbiamo anche memoria

Monica con

una

santi in piedi. Benissimo conservata. Tipi

una grande

esistono pi.
tutti

l'altra,

espressione la pi divota.

drea,

s.

Andrea, ha

in

al

Clemente. Abbia-

s.

transito della B. V.

piccole figurine, rappresentante

Co. Ant.

ignora

due opere sue in Ferrara col nome e f anno

sole

S'

come ogni altra circoAppartenne ad una buona famiglia della citt,

V anno della nascita e quello della morte

che aveva

teste

facilmente.

di

l'anno 1542:

distingue la

una beHa

ora in pinacosulle ginocchia,

maniere per

quattro

che

piccoli

58

XV.
FRANCESCO E BERNARDINO ZAGANELLI
DA COTIGNOLA
furono sempre usati

Gli scrittori ferraresi

loro

ne' luoghi

nati

artisti

gli

che ebbero

tutte le altre citt italiane

ferrarese

ma non

di nascita

enumerare

di

provincia

della

imitando

un dominio. Non sar

poi

si

scusa

se cotesti artisti

la

bolognese insieme agli

Onde

poi

Que' che descrissero


(

V.

sti

dei Cotignola

Bernardino

dreria Costabili

me Marchesi
posteriori

ne conferma

a quel Girolamo

spetta

sulle

Roma

oper molto in Bologna ed in


si

ove

appunto

le

sono

s.

il

cogno-

ne' tempi

vissuto

e di Rafaello

ed

ove mor.

tiene

ancora del secco

il

Bernardino,

Rondinello.
di cui

per

a cui

Dipinse spesso in
si

conoscono an-

Francesco mor

in

Ravenna

Apollinare.

opere che
le

cora lavori separati, e pi morbidi.

Tutte

Cotignola

XVI pure

appartenuto

del fratello

ed sepolto in

mentre forse

suo colorito sente la scuola di Gian Bellino

dicesi avere

compagnia

ne hanno molte. Sebbene dipin-

infatti se

gesse nei primi anni del secolo


Il

Lanzi

il

dice scolare e successore di Nicol Rondinelli nelle

opere di Ravenna

nei contorni.

del Francia

opere

stesso
se que-

questi due fratelli apparten-

che

Lanzi

alla famiglia Zaganelli

che studi

Francesco

il

Ravenna ove Francesco


Ora una tavola della qua-

dissero de Zaganellis.

si

ci pot

diversa dalla

lasciarono in dubbio

citata la tavola degli Osservanti in

nero effettivamente

s.

al tutto

cognominati Marchesi o Zaganelli.

pittori fossero

stenti

ha inserto nella scuo-

restitu alla scuola ferrarese.

li

4. p. 34. dell' edizione gi citata

aveva
e

opere

le

quale

Il

N certamente

romagnuoli.

altri

Prof. Rosini

il

io

quantunque appartengono alla Roma-

esserne vivuti fuori

trovare una buona ragione nella loro maniera,


bolognese.

quegli che primo interrompa o con-

tradica a tal costume seguito per solito anche dal Lanzi.

gna bassa, nondimeno per

fra

in ci

seguenti.

si

conoscono dei due Zaganelli

Di

ancora

Francesco in galleria Costabili

Sebastiano legato a un albero

trafitto dalle saette

sull'

esi-

un

albero

59

un cartellino, con sopra

ora

in

Ravenna
una

Lazaro

di

risurrezione

la

sacrestia:

in

Xhs 1513. Franciscus de Zaga-

scrittovi:

nellis chotignolensis pinxsit.

in citt,

rina
(

in

s.

in

s.

nella chiesa di Classe

dell'opere sue migliori:

Nicol, una nativit di Ges Cristo, e

s.

altre due tavole minori, rappresentanti

Sebastiano, e

s.

madonna

Agata, un Cristo in croce con la

Queste tre tavole sono delle nominate dal Vasari

ha

molti santi al basso:

del 1504, che

d' Assisi,

Vasari, altre volte

altra pi piccola.

simile

ma

La

chitetture sono di

di

agli osservanti

uno

e riputata

loda anche

mano

Lo

Laderchi.

miglia

di Berlino un'

1509.

Di

il

con Ges

divisa in pi compartimenti.

che

si

di

1847.

vari santi

un

casa mia

lo rividi nel

Carmine a Pavia

colla

s.

battesimo di

Il

sul sepolcro

assistito
,

loda-

levato alla

spettante alla fa-

poi fu
Nella

ven-

galleria

portante V anno

conosce

col

Sebastiano

con

si

Faenza

Fu

e l'anno 1515.

Annunziazione con

netta col redentore morto

Cotignola

nome

Bernardino una sola tavola

la chiesa del

Domenico

s.

vidi pi volte in

ove

Francesco un'

de' suoi capolavori

per ristaurare la cappella

Roma,

duto, e pass a

di

segnata per

una composizione

del fratello Bernardino.

aveva

fine del secolo scorso

Fran-

s.

Prof. Rosini, e dice, che le ar-

il

da due angeli, ch'era altrevolte in


tissimo dal Lanzi;

E come

Bernardino.

avente una lunetta

Gio. Batista, e

s.

pina-

crede essere quella ricordata dal

si

A Parma

in gloria,

Nella

l'hanno 1513.

Apollinare di Ravenna.

s.

pi copiosa

data del 1518.

Ges Cristo

in

come opera

nel Catalogo

nome,

una madonna con

coteca di Milano

cesco

il

a' piedi.

A Forl,

).

una tavola grande con Dio padre

Girolamo,

Cate-

s.

nome

nel-

altri santi

Nella galleria Costabili una lu-

sedente sul sepolcro

attribuisce a Bernardino

in

proveniente da

causa delle manie-

re usatevi, alquanto diverse da quelle del fratello,

assai pi co-

nosciuto.

XVI.
BENEDETTO E BARTOLOMMEO CODA
Tra

gli

da Ferrara
ge

allievi di
,

Gian Bellino

il

CODI

Vasari pone Benedetto Coda

che abit in Rimini , dove fece molte pitture.

che alla scuola non

fece

molto frutto.

E nondimeno

Aggiun-

quel poco,

,.

60

che oggi se ne pu vedere non cosa priva

di pregio,

lontanissimo dall' eccellenza del suo maestro

di cui ricorda

lo stile

il

sentimento.

Baruffaldi ci dice

Il

miglia; e che mor in Ferrara, e fu sepolto


Vitale.

Lo

dice sull' autorit del Guarini

non contemporanei,

poca

e di

po' difficile a credersi

vedendo

mente a Rimini, dove

la

come

fior

nella chiesa di san

Bartolommeo suo

due

uno

Una

1515. Io

la vidi,

messa

moda

del

ta

in

e ripeter col Lanzi

ma non

medesimo tenore

senta una B. V. con

com-

stato di

in

duomo

rap-

opus Benedirti

una frase, spesso usata,

cosa straordinaria. L'altra, conia

l'anno 1513,

Domenico

s.

in

Domenico,

s.

Francesco

s.

scrit-

e pre-

d' Assisi e diver-

angeli.

si

Di Bartolommeo esiste nella chiesa

madonna

con

in trono

ove questo solo

legge

si

Rocco

s.

s.

di

s.

Barlholomeus

Rocco a Pesaro una


e un cartellino,

Sebastiano

nst's

ni annotatori del

Vasari interpretano Ferrariensis.

vien rammentarsi

fede

averci

a quanto par

Nel museo

il

e che

di Berlino

tersi stabilire

stessi

se sia del

nersi ugualmente

za

dam

il

nel suo Indice

una tavola che si dice essere


Bartolommeo ed ha soscritto
,

annotatori

per soggiungono
figlio.

quadro del padre

non

figlio, di

lommeo

infatti

consulla

Bar-

perch dice

il

se

lo

stes-

B ...

non popu

rite-

medesimo,

e che a questi perci

lui poi attribuirei

Bartholomei de Fer. piclor. 1492.


,

operava nel 1543.

padre o del

di Berlino.

faldi vi si rifiuta

moder-

pure

eh' era solito a soscriversi

lavori citali dal Lanzi con la soscrizione

Ma

tanto che Bartolommeo ricopiasse

quanto che ricopiasse


appartenga quel

1528.

sissimo soggetto di questa di

Coda senz' anno. Gli

Lanzi avvisato

dell' Oretti

lholomeus Ariminensis

figlio

dal Vasari: la trovai assai ragionevole: cio piut-

ben fatta,

tosto

porta soscritto

un

artisti.

Di Benedetto restano due tavole a Rimini.


presenta Io sposalizio della B. V.

scrittori

sua famiglia trasferita stabil-

pittore

pleta ignoranza sulla vita di questi

Orlandi

in verit, ci riesce

dire dello stesso Vasari. Del resto, siamo in

al

per

eh' era di civile fa-

e dell'

critica.

sebbene

senz' esitan-

Benedictus quon-

L' annotatore del Baruf-

nostro Benedetto Codi era padre

Bartolommeo. Era padre, e non

figlio, del

pittore, che operava nel 1542, concedo.

Ma

Barto-

non era per

61

questo figlio

mento

me

d'

un

altro

Bartolommeo ? Sarebbe uno

perch anzi siam

imporre

d'

soliti tutti

di nostro padre. D' altronde

nissimo

un dipinto

storto argo-

al figliuolo

no-

il

del 1492 conviene be-

nostro Benedetto.

al

XVII.
DOMENICO PANETTI
Nacque

Non

Ferrara nel 1460.

in

sa di chi fosse discepolo.

si

del Francia e del Costa

pu dirsi allevato alla scuola

giac-

ch lavorava prima di loro. Le sue maniere poi sono al tutto


verse

sentono pi

di quella del Costa

delle carni

ha un non so che

di rossiccio

somiglia ad alcun altro. Invenzioni semplici


getti

tutti

assolutamente religiosi

parer grande

di

ma, che nasce dalla vera umilt


dolcezza veramente celestiale

che

ratteri

lo

come

vole per

tutti

amore

altri del

uomo

sono

suo tempo.
si

ca-

Non

vede

il

degno maestro a Benvenuto

meschino talento datosi a colorire alcune ta-

di

istinto

alla cieca

non

d' altro lodevole che

contorno

dire che allora soltanto egli

divenne pittore

qualche conto quando ebbe preso ad imitare la nuova manie-

di

ra portata di
di dipingere

Boma

rozzo

dal suo scolare

languido

secco

lenzio che di particolare menzione


(

gli

sti-

una

di

antiche pitture che aveva sotto degli occhi nel loro debo-

le

e secco

senza studio

non meravigliarsi altamente quando

di

puro naturale

d'imitare
le ,

di

arie di volti improntati

Baruffaldi parlare di questo dipintore


Tisi,

che non ras-

medesimo quella poca

di se

e del pi mistico

fanno singolare da

pu a meno

si

convenienti ai sog-

senza forzature

mostrando avere

di-

meno robusta

e la tinta

antico

1'

cos

chiamare

e stentato ,

il

suo primo

modo

degno piuttosto di

si-

ed a fondamento di questa verit

addurre la Visitazione che gi era a

s.

Maria

in

Vado, ed

ora nella nostra pinacoteca, insieme all'altro quadro nella Sagrestia della cattedrale

suo cangiamento
s.

come opere meschinissime

fatte

per esaltare poi al loro confronto

il

prima del

quadro

Andrea, che anch' esso ora trovasi nella pinacoteca. Se

fosse venuto
del

buon

ad esaminare coteste opere

letterato,

non avrebbe per certo

il

di

Lanzi

anzich giurare sulla fede


fatto eco a siffatti errori.

62

Un

qualche povero disegnatore

incapace di comprendere

cetto poetico che lo

me due

hanno

tavole

mentre nel

Benvenuto

informa

apparisce maggiore pastosit

sebbene

giustamente
nutezza
te

disposta

nell'

che

dell'
)

moderno annotatore

il

tanto nella barba

esecuzione

e capelli

quanto nel vaghissimo paese

secchi ne' loro dipinti


s slessi sull'

pongano pure
veramente

del colorito

sima

in

zione

confronto

al

risplendono, in

un dipinto

di

tistici

anche prima.

medesime tavole

Panetti quelle

esse

vuoi

la

ogni parte

il

s.

s.

non puramente un

additano a suo disdoro.

si

Ma

compiacenza

versale.

di

Non ne

questo ancora

il

vedere

il

lui ci

ziazione

vuoi

pregi arla verit

vuoi V accuratezza mas-

le

supera

oc-

all'

pi elette opere di

ci che ne

mostra

in lui

poeta, l'aspirazione religio-

Visse

lunghi anni

ed ebbe
dall' uni-

perch era umile davvero.

maggiore

di quel eh' egli credevasi.


s.

Andrea.

Ora

per

Mor nel

indichiamo

le

rimangono.

Nella nostra pinacoteca

Andrea

tutti

suo diletto discepolo onorato

e fu sepolto nella chiesa di

opere che di

nostro

opere sue.

sent invidia

era

in

ci che vale a rendere completa

ma un

artista,
le

vedr che

e si

grado non inferiore,

esecuzione. Anzi da questo lato la Visita-

maestri ed

sa dominante in tutte

mostrano

si

pure erano a sua con-

Andrea

bellezza delle forme

dell'

per tale appalesano pure

Andrea, e va del pari con

la parit fra questi

s.

che

del

non basta

Panetti

nonostante quella lieve impronta di secco

chio nostro

1530,

pure

e cos

ci

anch' essi migliorarono

ma

antica mi-

l"

Bellino e Pietro Peru-

vuoi la purezza del disegno

Gian Bellino e del Perugino.

la

Ma

del

ne' primi

esempio de' loro discepoli

fessione insigni maestri

Si

Anche Gian

massime

egli ab-

in qualche

troppo artificiosamen-

oro impiegato nella fimbria della tunica.

giustificare le ingiuste parole.

di

del Baruflaldi osservi assai

gino nominati qui dal Lanzi a confronto

il

esser vero

colla bellezza della lesta contrasta

le pri-

nuovi dipinti

sembra che

E pu

maniera.

la

che

con-

al

del quattrocento

dopo avere veduto

fatto

bia allargato alquanto

parte

al Baruflaldi

ne' contorni la secchezza

Andrea

s.

avr detto

finez-

le

ze artistiche di un dipinto, e pi ancora di sollevarsi fino

oltre

e della visitazione,

ove scrisse

il

suo

nome

due quadri gi ricordati del

ora una

sta
,

come

graziosissima

nell' altre

aunun-

due opere. Era

63

altrevolte nella sacrestia di

medesimo
un sentimento

dal
d'

pi. Tutto

s.

quella

tipo di

cos divino

gono ancora quattro grandi

meno

Andrea

ove

Agostino.

s.

Ma

forse

di santit.

dipinti

eh'

erano

Un

di quelli

che

fatto in giovent.

porte dell' organo

le

rappresentanti

meggia un transito
redentore

il

due, un' altra

madonna

e due,

s.

con due

divoti inginocchiati

quanti di

fra

suo nome.

il

lui si

di-

conoscono.

Baruffaldi cita per vilipenderlo. Probabilmente

il

esistono nove opere

Nella galleria Costabili

tutte preziosissime

in alto

di

Andrea riman-

s.

Nella sacrestia de' cappellani della cat-

in trono

pi debole lavoro

il

tratta

improntata

dimensioni molto pi piccole. Porta impresso

pinti in

ed

che rare volte un pennello fece

angelo separato dalla

1'

una madonna

tedrale

sue

in

visitazione,

accurati forse dei precedenti

annunziazione

Vado. La madonna

Maria
della

quadro spira odore

il

perch spiranti

della B. V. in tela

delicatissimi. Pri-

affetti

cogli apostoli al basso

che accoglie Y anima della madre

giusta

il

simbolico costume de' pittori cristiani. Vi son riprodotte molte delle

figure

che

con amore

s'

ammirano

nei suoi pi grandi lavori.

e singoiar finitezza

da disgradarne

Dipinta

Mazzolino

il

una

presentazione al tempio. Amabilissime le tre madonnine. Pietosis-

sima una deposizione


sacristia di

s.

Maria

in

nella lunetta dell' altare

non

Vado
,

ove

si

vorrebbe attribuire a
si

veggono

bino Ges veleggiare sopra una nave

senza pretendere

al diritto di

lui

un

Nella
fresco,

madonna col bamsiede come pilota s.

la

a cui

Ho sempre

Giuseppe, e remiganti due angeli.


sua.

dissimili le altre tavolette.

esitato a ritenerla

battezzare

quadri

a cui

anzi ho assai ripugnanza, inclinerei quasi a crederla piuttosto la-

voro del Costa.


col

nome

Una

dell'autore,

deposizione di croce
scritto

al

solito:

eh' era altre volte nella sagrestia di

seo di Berlino.
terali

vigo.

donne
cile

Una

bella

e la stessa iscrizione

Non
,

s.

madonna

numerosa

Dominici

Nicol

nelle raccolte private: ed

V ingannarsi nel riconoscerlo.

quadri

s.

opus;

trovasi ora nel

in trono

nella chiesa di

difficile incontrare de' suoi

di figure

Panetti

con due

mu-

santi la-

Francesco a Ro-

specialmente di ma-

ha caratteri,

a'

quali

non

fa-

64

XVIII.
DIVERSI ALTRI DELLA STESSA EPOCA
Prima

procedere

di

chiamano

quello, che gl'intelligenti

questo luogo
trascorse

delle

pitture

spettanti a

buon secolo, riuniamo

il

que' quadri, che appartengono

tutti

sono evidentemente

descrizione

alla

all'

di scuola ferrarese

in

epoche fn'ora
,

sebbene non

possa dirsi da qual dipintore eseguiti. Si ricordi quanto osservam-

mo

fin

La mancanza

dal principio.

pedisce non solo di conoscere

nostra scuola
de' quali ci

ma

sono

memorie contemporanee

di

ancora

spesso

stati

scoperti

riche su questa citt.

Eccone

d'

indicare

opere

le

nomi dai ricercatori di notizie istoRartolommeo Vaccarini di-

s.

Domenico

il

1427 molle madonne a fresco per

se.

1404

e in

s.

in

s.

ser Costantino nel

Francesco.
1491

Antonio Chiavenna

1450

Domenico Cimadore

detto Zavatta

Michele Ongaro

in

Duomo

Mes-

nel 1492, Giovanni


alla

Michele dai

Giovanni Trullo nel

Giovanni Rianchini nel 1450

e lo ricav dai libri della fabbrica


la

memoria

il

nel pi volte ri-

suo manoscritto.

Forse

il

lettore

si

trover annoiato di sentir tanto parlare dei

Ma

pregi e vantaggi dell' arte ispirata dalla fede cattolica.

verr

tutti

de' Ronacossi

Raruffaldi.

dal

nel 1459,

canonico Scalabrini, consegnandone


ferito

Duomo. E

avevano dipinto

nel 1495,

Maestro Rongiovanni nel 1473

avevano dipinto

in

Romano

s.

le chie-

Gabriele Ronaccioli nel 1486

chiesa della Morte, e sono ricordati

Carri nel 1407,

Anna. Oliviero da

madonna

Ettore Ronacossi fece nel 1448 la

sono nominati dal Raruffaldi e dal Lanzi.

aveva dipinto

la

alcuni.

in

il

im-

di molti

Giovanni dipinse circa

pinse circa

c'

che illustrarono

tutti gli artisti,

fin

che legge

variare la frase

soltanto

nell'

cos per accadr

il

esprimere

se egli

mio

scritto

concetti

ove

manca

1'

ci av-

arte di

Non

simiglianti fra loro.

avr a percorrere

dipinti

eh' io de-

scrivo; allora trover quella variet nell'unit, da cui deriva la

suprema legge
il

del bello.

D' altronde

lo

prego ad osservare

discorso troppo strettamente legato col mio argomento.

pu parlare della

storia della

pittura italiana, o di

che

Non

si

un suo ramo

65

qualunque, senza riconoscere

che

unicamente del

figlia

cismo. Per esso soltanto ottenne quello splendore

non raggiunse giammai

campagne

le

ville

riemp

tesori

di

inimitabili le citt

portando fino in fondo

cattoli-

che arte alcuna

a' deserti

le

e alle fo-

reste disabitate le magnifiche testimonianze della fecondit, e bel-

lezza del cattolicismo medesimo. Bisognava dunque tenerne ragio-

namento

se

poi,

si

voleva farsi interpreti delle intenzioni degli

acqueti

si

il

ciniamo a queir epoche

pur troppo noi

annoiato:

lettore

quali

nelle

quando

quando un qualche

in

e solo

lampo o

lieve

avremo

tutt' altro

fuor che Io spirito cristiano nella pittura

artisti.

ci

avvi-

a lodare

ne troveremo

di

vestigio.

XIX.
DOSSO DOSSI
Nacque
nione
to.

circa

1479 in Ferrara, secondo la pi comune opi-

il

sebbene alcuni vogliano nella

Ma

se

non fu

lo d' origine della famiglia


al

cognome primitivo

che

onde poi

secondo

Dosso presso Cen-

villa del

luogo della nascita

il

era probabilmente quelsostitu

si

Frizzi

il

nome

il

di

Dossi

era de Lutero alias

de Costantino cognomento Dosso. Suo padre era spenditore del Du-

ca Ercole
cipi

Estensi

e di qui forse

e al

lui

scolari del Costa

cinque in Venezia

favore accordato sempre dai prin-

il

Gio.

fratello

Furono ambedue

Batista.

sulle

opere dei pi celebrati maestri

V et. Dosso riusc maravigliosamente nelle figure


e

s'

nome

acquist

principale

le

Ariosto

e pare replicasse

cui era stretto d' intima amicizia

slampe da porre

recossi ad incontrare

Alfonso
se seco

perch ne ricavasse

il

l'

ritratto

al fratello a' servigi degli

Ferrara,

ma

nei palazzi

di

molti altri luoghi della citt, lasci

il

per

quel-

Lanzi

quelli di

e per cui disegn

Allorch nel 1525

lo

condus-

a preferenza del Tiziano

Fu

Estensi,

Copparo

dice

anche spesso quel

Imperatore Carlo

che pure era famigliare in sua corte.


sieme

in fronte ai canti del Furioso.

di

Fece pi volte

ne' ritratti.

quasi tutta la famiglia d' Este


dell'

Roma

poi studiarono per ben sei anni in


,

di

continuo adoperato

non

in-

solo nel castello di

e Belriguardo.

Quivi, e in

ampie stanze dipinte

a fresco

66

probabilmente aiutato da' suoi scolari

cbe furono assai e valenti.

Fu chiamato fino a Trento a dipingere nel Castello principesco


quel Vescovo. Lavor anche

Genga

to la sorveglianza del
i

concorrenza

mala cosa

giudizio

appena eseguili,
figlio

che diede occasione ad accrescere


ta dal Vasari.

parole

alle

fiorentini

per, che

compagnia

la

dal

perch

a quanto pare

d'

hanno bastevolmente

sempre invido

per dispensarmi

pittori

malevolo

ma

giudi,

usa-

lui

risposto

non

agli artisti

combatterlo anch'

del fratello, e

sot-

invidia

detrazione contro di

la

Gli scrittori ferraresi

dell' istorico

d' altri

giusta la relazione del Vasari

suoi lavori col furono distrutti

cali troppo

Urbino e precisamente

alla corte d'

alla villa detta dell' imperiale

di

Pare certo

io.

carattere di lui geloso,

il

inquieto, irritante, nocessero qualche volta ai lavori che faceva-

no

in

pre

commune. Vissero

zienza.

provocata sem-

in guerra continua fra loro,

Dosso con

e sopportata dal

dall' invidia di Batista,

particolari di coleste molestie date al Dosso

sono raccontati minutamente dal Baruffaldi


le notizie relative

a questi due

artisti

come

infinita pa-

dal fratello

che dice aver

altre

molte

attinte

delle quali

fece uso nel suo libro, da note comunicategli da quel Brisighella

pronipote del Bononi


le

cenno

di cui gi si di

aveva ricevute da un Alfonso Gioia, che

conosciuto da ragazzo

Ferrara
stode

delle quali

dell'

1687,

al

forme

Archivio

Duca

di

aveva
del

fatto tesoro

Castello

amico

quale

Baruffaldi dice aver

memorie

spettanti a

morendo

nel

Batista era brutto

de-

lasci poi

Dosso era bell'uomo,

piuttosto

il

di

Il

specialmente essendo cu-

le

Modena per testamento

irrequieto.

semplice vita

gran raccoglitore

di sopra.

natura pacifica, di

di

dell' allegria.

conformit

questa

d'indole con l'insigne poeta ferrarese, alimentata dalla continua


loro frequenza

e congiunta a pari elevatezza

d'

ingegno

guale potenza d'immaginativa ed arditezza ne' concetti


le

assiduit nello studio della natura

nelle parti tutte d' esecuzione artistica

pu

il

Dosso chiamarsi

parr eccessiva, n fuor


lui ci

rimane

massime

Belriguardo e Copparo

fa

si

che,

Ariosto della pittura.

di luogo,

specialmente

freschi sono periti


di

1'

nel

non minore squisitezza

e a

ad u-

ad ugua-

all'

occhio nostro,

una

lode che non

a chiunque esamini quel che di


castello

quelli

di

Ferrara.

che adornavano

e in citt

1'

Molti

le ville

altri

Estensi

esterno di diversi palazzi.

67

Roma, come

Moltissime dipinture ad olio furono portate a

dicemmo

epoca della devoluzione.

all'

signi passarono a

li

seguirono a

Visse egli lunghi anni una vita sempre operosa.

1560, decorato, dicesi, del

sepolto nella chiesa di


al

paro dei pi gran

a' nostri

Bellino

e son

se pi di Ferrara.
il

Paolo.

s.

ora

DUO DOSSI

suo tempo.

Leonardo

Urbino

cant.

XXXIII.

comio

figlio dell'

amicizia

riori,

compreso

il

animosit

per verit

no anche

nelle

della giustizia

en-

poste-

gli scrittori

suo dire infetto di

di

per cui

e fra esse

si

inferiori a quelli di

degno

di

di

un

paiono qualche volta usci-

le figure

facilmente aggirarsi

qualunque

artista suo

un fare piuttosto largo

allievo del Costa

che

argomenti

anche grande vivacit

Ecco perch

fu paragonato al Tiziano

lutto ci,
,

co-

al

Tiziano, sebbene

Imperocch

il

Dosso

suoi quadri sono pie-

assai

nobilt

veggono trasparire

si

decoro

le

senza per mai sollevarsi a quel-

che ne forma

Dopo

con

espressione

d'

il

arte gi allontanavasi ed a cui

estranea del tutto.

quali era veramente eccel-

religiosi

tradizioni della scuola del Costa


la mistica esaltazione

contempora-

e grandioso

Professore Rio chiamerebbe naturalista

il

ni di ritratti e di nudi, nel colorire


gli

pae-

anzi pi pastoso e pi

nemmeno

in tutto verit e naturalezza.

di que' pittori,

Tratt

potrebbe

in tutta la forza della parola.

cui

il

1'

un

affatto diverso

1'

ma

arditezza e facilit ad

franco, non inferiore ai veneti, e

piomho

movenze: morbidezza nei contorni: grande magia

non

lente.

del

nella composizione e con-

Semplicit

intelligenti.

panneggiamenti

uno

che quei Venezia

pregi de' suoi dipinti sono cos insigni, che colpisco-

neo

elogio dell'Ariosto dovuto al merito del nostro Dosso.

quadro

lorito poi

Gian

saggi
:

Bastiano

Lanzi, riconobbero invece

chiaro scuro e rilievo


re dal

quei che furo

Vasari volle far credere

Il

venienza co' soggetti impresi a trattare

tempo

l'

non

non

Non men Cador,


2).

st.

e fu

a par sculpe e colora

Michel pi che mortale angel divino

cavaliere

Andrea Mantegna

che

quei

titolo di

L' Ariosto lo colloc col fratello

pittori del

Rafael, Tizian che onora


e

pi volte

che possede-

Modena e alcune veramente inDresda. Modena ne ha anche per le chiese for-

vansi dagli Estensi

Mor circa

Tutte quelle

l'

carattere principale

ma

di

indole sua individuale, era

non dee

e al Coreggio.

Il

farsi meraviglia,

Lanzi

ci dice

se

averlo

68

trovato in qualche libro

anche a Rafaello

rassomigliato

pare invece, che abbiano maniere assai lontane fra loro

forme

le

delle figure

che

volti,

come per

lo studio

distintivo di Rafaello e in cui

il

non sembra avere posto grande cura

se
te

che forma

Urbinate sono svelte e

nell'

Dosso pi carnose e robuste,

come

accennammo

gi

mente del Costa, nou

che in

lui

ancora

gentili

in

dell'ideale nei

il

nostro ferrare-

lasciando anche da par-

tendenze

di quelle

cismo, che dominarono nell' altro educato alla scuola


e traspariscono

mi

cos per

sebbene allievo primitiva-

veggono tracce

si

ma

dell'

al misti-

Umbria

dopo avere cambiato

nelle opere fatte

di-

rezione alle sue idee.

Tessere un elenco completo

opere del Dosso cosa dive-

dell'

nuta a nostri giorni presso che impossibile. Dovremo


tentarci di

enumerarne

Ferrara. Nel

maste in

camerino presso

opera

sia

po evidente in
lo

perito.

che tutta

di

al

putti

ma

l'

1'

piano

ha

principale

perch

Aurora sorge dal


s'

pi.

ascende pel cielo

damente. Dirige
to
l'

che

di

d'un'

trop-

castel-

del

in quattro
le

quattro

Aurora. Nel primo;

coli'

Titone

ed

aggiogati

corso del cielo in compa-

il

mezzogiorno

carro

il

di

Febo

preceduto da una giovane ora, che corre rapi-

arco un dardo

coli'

dall' alto tiene

in

mano

al

mezzo

Venere

lo stesso

amore. Nel quarto

uno scudo dora-

carro discende;

della notte

Diana va

un

altro gran

destino, con le tre parche. Gira

tutt' all'in-

a coricarsi con Endimione.

Nel centro della volta

quadro rappresenta

il

torno della stanza

sotto a questi dipinti

di

un' altra delle vergini simbolo del-

ora meridiana. Nel terzo; del vespro;

e porta seco

celebri freschi

rappresentano,

letto di

accinge a far

gnia delle ore. Nel secondo

un

vicina, cos detta de' leoni, la stanza,

dell'Aurora,

suoi quattro cavalli

ma

maniere

identit delle

giorno; che cominciano appunto

del mattino

ri-

migliori veneti. S' voluto,

gran quadri collocati nei quattro segmenti della volta


fasi del

in

vecchi

Quel che Tiziano aveva dipinto in

Nella torre

del Dosso: detti

donne

forse conveniva al soggetto:

Tiziano

tutti tre.

con-

dove fece profusione del suo

paese

quelle

Tre baccanali a fresco,


,

che non invidia

riempie

la

scorti

come

volgari,

efficacia di colorito

che uno

castello

giardino pensile

il

talento a dipinger nudi


tipi piuttosto

quindi

E cominceremo da

principali.

le

un

fregio di

24 amorini

,,

69

che corre tirata da animali di diversa

ciascuno sopra una biga,

specie; emblemi, a quanto pare, delle diverse specie d'amorini.


or da una meta or da una
I carri son separati ora da un vaso
,

colonnetta. In

immaginazione dossesca

lusso dell'

che

cessori franchissimamente delineati


lorito possente

diciamolo pure

tra le quali quelle

nelle figure.
dipinti

atri gonfi

lotta

alla rotula
siglio

amorini

presso a questa

lone

Si

delle palle

combattimento pirrico

sempre ripetuto

Dosso

o almeno dirette da

stiano Filippi

mano

fioriti

stianino. Questi
e

lui

Dosso

atletici

nuoto

dopo

si

salto

1'

di

Seba-

trova l predominante la

la

conformit delle invenre

gymnaslica , e di Pir-

fu pittore di corte

appartamento

1'

al

non

la sola

mano

di chi

tenne pi davvicino

Dosso

in castello

le

del Bastianino,

che

per la morte

vivente

ma

maniere dossesche.

il

le

che

Dosso

diver-

quella ancora

freschi del

trovarono un chiaro illustratore nel Dott. Gaye,

autore del celebre libro intitolato

adessi pubblic

Ba-

sotto Alfonso II

cominciate

state

aiuto della scola.

1570, cio contemporaneamente

il

pu-

sian opere del

poich a qualcuno sembra di scorgervi ineguaglianza tra

n.

sugli

altalena ec. ec.

vorrebbe opera

le

lolla

sale

compite con

riprova

in

anche quelle due sale fossero

se parli;

ha

soffitta

danza

era rimasto incompiuto. Si potrebbe credere per

tipi

giuoco del pal-

il

due

un Mercuriale de

die' egli

invece

dovette finire di dipingere

del

la di cui

corsa delle bighe

oltrech facilmente

zioni coi suggerimenti di

ro Ligorio

volgarit dei

la

salone cos detto del con-

il

del disco

ne adduce

egli

autore

che giuocano alla trottola

che anche queste

L' annotatore del Baruffaldi

sua

dell'

sua immensa volta riparlila in undici quadri es-

la

del trucco

tozzo e troppo carnoso

di

primenti anch' essi esercizii ginnastici ed

gilato

solite

sono,

il

e d'ac-

pregi d' un co-

diversi giuochi ginnastici

salto ecc.

ecc.

che ha

scomparti

di figure

mende

le

Vicina un' altra gran sala

in tanti

massimo fulgore

del

empi

li

un non so che

risplendono

che pi m' offendono

poca espressione

la

questi dipinti risplende

tutti

pregevoli

Carteggio d'

articoli

nel

artisti

Kunstblatt

che intorno

anno

1841,

74 e seg.
Nella nostra pinacoteca.

altrevolte

l.

II

lodatissimo

a santa Maria in Vado.

una

s.

Giovanni,

favola

che

il

!0

ch'era
pittore

70

nudo

lo

facesse

te

ritoccata la veste verde.

maggiore

tar

che

lia

Andrea

s.

2. Il

madonna

Giovanni seduto

s.

gran quadro

sepolcro
d'

ora staccato dal

resto.

trono

in

Giorgio,

s.

Sebastiano, e nel superiore

s.

di

quest' artista

un

Fu

con molti san-

sui gradini del trono,

ino al precedente; ne' riparti laterali,

Monica,

eh' era sull' ai-

vero capolavoro

il

nel riparto principale la

in piedi,

ti

da altra mano. Fu solamen-

e poscia fosse vestito

di

che

Cristo

similissi-

Agostino,

s.

s.

sorge dal

eseguito per commissione

Antonio Costabili. Vedesi inciso nella storia del Prof. Rosini.

Nella gallera Costabili


d' altare
tita

fuga in Egitto

la

bellissimo paesaggio

rara bellezza

danza

un

lissime per

il

modo

delicato

santi

raccolta

che apparteneva

sentante
:

mano

croce in

la

un

con

giovani di

tre

de' quali d'Alfon-

alcune delle quali pregevo-

con cui son


al sasso,

trattati

nudi

fi-

figura grande, che ador-

soffitta.

Nella pregevole
tare

nudo con

bei ritratti,

opere piccole

nalmente Olimpia nuda legata

nava una

esecuzione

tavoletta di squisita

alquanto pa-

Ges bambino adorato da

quattro

altre sette

Ges Cristo; quadro

di

tavola grande

piccolo Salvatore

d'amorini:

so primo

battesimo

Il

Giovanni nel deserto

s.

un

altrevolte al

con

crocifisso

opera preziosa per

ricordi patentemente

Mazza

Co.

del

s.

gli

monastero

Gio. Balista
studiosi

quadro

bel

di

d'al-

Vito rappre-

s.

Agostino

s.

perch unica

ed

forse

Probabilmente

discepolo del Costa.

il

un

altri
,

che

una

delle sue prime.

Nella

chiesa

Morte

della

ora

Dosso quello de' quadri a fresco


la

croce, seguito da
Nella cattedrale

ti

altri,

si

che portan

espongono

Molti dipinti a fresco


dei Dossi

ma non

tutti

si

anche assai dopo


in

Ges portante

la loro.

della vita de' santi


nell'

mostrano

in vari edifizii

ne ha

predomin lungamente

la loro morte.

protettori Giorgio

ottavario delle loro feste.

La

come opere

neppure

sotto

in questa citt

cos detta palazzina, per esem-

Giovecca fabbricala da Francesco

salombarda, nel 1559

attribuisce al

si

furono eseguiti da loro

la loro direzione. Il loro stile

pio,

Apollinare

conservano otto arazzi ora alquanto smun-

si

disegnati da lui, de' fatti

Maurelio, e

s.

che rappresenta

d'

d' elegantissimi

Este Marchese di Mas:

nondimeno

la

mano

71

mancati di vita, non pot operarvi. Altre possono

dei Dossi, gi

esser state dirette da loro

che parte
fuor di

per

es.

nel refettorio di

occhi

mezzo a un coro

in

una

alto verso

all'

maggiore

dell' aitar

mi lavori

in

gloria

s.

Sebastiano

il

ri-

volgendo

gli

Pietro
:

e sotto

ritratti

quadro
Vasari.

Fu

Michele

s.

d'

contenente

una volta

tolto dal

nel

Vescovo

la

Una

bellissima Circe

In galleria Doria

Finalmente

io

del Garofolo

gi nel nostro

di

Antonio

Cantoni

e psiche

riconobbi in galleria Chigi

Duomo,

Maria

dei santi

ritratto di Pontichino dalle sale,

in

d'un

in sacrestia.

Vado

letto

in

Ges

sostituita

il

una

galleria Bor-

due vedute con


coi dottori.
all'

Ascensione

celebre quadro

e Gio. Balista col

altro personaggio di sua


all'

epoca della de-

lasciando la copia dello Scarsellino

Non aveva

vesti-

figura

in piccolo del

In

presso

famiglia, avente la data del 1527, portalo via

voluzione del Ducato

I.

lodato perfin dal

Bartolommeo
e

Ges

di

in

in glo-

la disputa di

Faenza

altra disputa

eh' era in santa

mezza

I.

composizione

duomo

amore

Alfonso

d'

copia di certo Vincenzo Biancoli da Cotignola.


ghese.

bambino

col

Ercole

galleria di campidoglio

Al-

s.

Nel-

una madonna

ritratti

quadri di minor conto.

quadretto

di

fratelli e consorelle

madonna

in piedi

II.

altri

ed

eh' era

Bernardino,

Nella

A Roma.
co' dottori

e d' Ercole

madonna

Gio. Batista

Carmine quadro

redentore

del

altra celebre

Giorgio e

s.

to d' acciaio

s.

Assunta coi santi Pietro e Paolo.

una nascila

neve in orazione

piano

al

Vasari. Nel

1'

quadro

Il

potrebb' essere de' suoi pri-

Pellegrino

s.

gloria coi santi Francesco


della

trovarle,

cattedrale, tavola d' altare con la

Antonio

Ducale

la galleria

feste.

della scuola del Costa.

citata dal

s.

non seppi

Io

assai pregevole

Nella

s.

In

berto.

altri

mano

sua

di

di vergini

gloria celeste.

appena uscito

A Modena

Boschetta

Codigoro V annotatore del Baruffaldi dice esistere tre sue ta-

vole, nella chiesa parrocchiale.

ria

e nella

Antonio Boldrini. Certamente poi

sig.

Benedetto, ove Dosso fece

s.

Ariosto

tratto dell'

Bentivoglio

nel palazzo

avranno anche eseguito qual-

quali n'

Giorgio, ora del

s.

alcun

biografo

c'

dove ora

ora
si

trovasse.

Firenze.

Al palazzo Pitti, una sacra famiglia: un riposo

72

Egitto; ed una bambocciata.

in

Agli Uffizi, la strage degl'in-

nocenti, e una santa malata.

A Parma,

un quadro, che riproduce

nella galleria Ducale,

composizione attribuita

Tura

al

suo libro all'imperatore Federico, che


portar

l'

la

Bianchini presentante un

di Gio.

accorda

gli

il

privilegio di

aquila imperiale nel suo stemma.

Barotti, ( Letterati

Fetterati

119

V. 1. p.

Pu vederlosi inciso nel


A Parma ritiensi in esso

J.

figuralo Bart. Pendaglia fatto cavaliere.

Milano, in Brera, un

da-

Dresda, nel museo, coi quadri venduti dal Duca Francesco

III.

s.

1536.

Modena

di

andarono anche

pi celebrata

selle

presente

opere del Dosso

quasi suo capolavoro

della chiesa latina meditanti

ne

Agostino con due angeli, e

la

ta del

il

rappresenta

mistero

dell'

tra le quali la

quattro Dottori

immacolata concezio-

Bernardino.

s.

XX.
GIAMBATTISTA DOSSI
Ho

gi ricordate le notizie particolari

tando quella del

fratello.

sero sempre insieme

Ho

lont del Duca.

tumultuante
sostenere

gi detto
nelle

come

tava attraversare

vita raccon-

vivessero e lavoras-

opere pi grandiose

parlato della sua natura inquieta

che contro

e della continua battaglia

fratello

il

Ho

almeno

sua

della

di cui

disegni

continua invidia e rancore.

mal

sofferiva

il

giogo

e perfino guastare

Uomo

dice

dispettoso

gi

tal
si

in guisa che

genere

che in molte

presumeva

Lomazzo

lo

1'

tavole fatte in
altro

qualcuna per aver

ebbe a

ed a cui ten-

lavori
il

mosso da

Lanzi

che

immagi-

l'

eccellente nel dipingere ornati e paesag-

pareggiava

a Gaudenzio Ferrari

se le figure

il

Fu

per vo-

invidiosa

di lui

nel corpo torto e deforme portava espressa al di fuori

ne del suo interno.

paesi.

ai

pi insigni pittori di

a Giorgione

unione

a Tiziano. Crede-

al fratello

1'

uno dipinges-

Pare per che Batista ne guastasse

egli voluto colorire le

e riusciva piuttosto goffo.

figure

Fu

va cumulato qualche ricchezza. Nel 1545

a d

nelle quali assai

molto avaro
1

ed ave-

Novembre, mentre

73

lavorava insieme

fratello negli arazzi della Cattedrale d' ordine

al

Vescovo

del Card. Salviati

impotente

lo rese

nome

d'

Este

d'

II

to

ma

suo annotatore dice

il

e dimostra

sue tre

figlie.

La

lissimo paesaggio
dei re

ed

il

magi

fu costretto a

il

il

Ba-

di

sua eredit pass alle

lui

quattro tele con bel-

adorazione

1'

viaggio di Ges Cristo in

Erano

fanciullo nel Nilo.

Domenico. Pi

s.

Cosi

la

e piccole figurine rappresentanti

la fuga in Egitto

di

che

galleria Costabili ha

ritrovamento di Mose

Convento

nel

malattia avendo

Paolo.

s.

e-

Duca

fu poi

non trovarsi cotesto testamen-

aiuto del Frizzi

coli'

di

in-

suo

istituito

erede

l'

celebre

dal

in questa

che

II.

negli ultimi anni

farlo seppellire a sue spese nella chiesa di

ruffaci

Dur

Aveva

Duca Ercole

aveva cumulato

consunto ci che prima

curare

fece

fino al 1549.

del

ma

fu colpito d' apoplessia cbe

lo

e gli salv la vita.

figlio

Alfonso

Duca

Il

di pi lavorare,

rede Alfonso
col

Ferrara

di

lavoro.

al

Antonio Musa Brasavola

capace per

caduta

la

di

s.

Emaus

altre volte

Paolo

tela

piuttosto grande.

XXI.
BENVENUTO
Benvenuto

Tisi detto

pittorica ferrarese.

fuor di Ferrara

non
la

La

fama

ogni serie di

Garofalo

la

prima

il

de'pochi,

fatta per

la

l'

fama

gran tempo

Una fama ben

pi esteso elemento.

sempre avverso

Ora

Vasari
,

il

ossia

quegli scrittori

o almeno

Vasari

nome

di essa,

l'ha

per invidia

perch era innamorato

il

chiamava lombar-

raccoglitori di notizie municipali intorno ad essi


:

ai quali

in tutte le sue vite,

eh' egli
:

lui

ad esserne tuttavia

mostra

si

e detrattore de' pittori

di lui

storia della pittura

fondo

il

dato questo

s'

La

e prosegue

cio della parte settentrionale d' Italia

una voce contro

meritata

causa delle speciali a

la

o discipline

de' pittori,
il

scuola

una fama anche

quali abbiano

istoria

o studi

stella della

sebbene molto spesso diversa da quel-

addice.

s'

fatti,

d' Italia.

che non sempre vuol dir verit.

italiana, e la

GAROFALO

anche fuori

suo merito

al

di storia

di

il

inferiore al suo merito

che

solo.
in

TISI detto

dicono

scagliandosi ad
direi piuttosto io,

74

maniera

della squisita

rato

d ragione. Chi va a Firenze

gli

Toscana

e in

d'esserne innamo-

pur quanto pi

sia

si

e la visita

vuol super-

non pu non tornare incantato da quel profumo

Ma

tua eleganza, che spira da ogni parte.


dire che

innamorati

g'

a tutto

rire

de' suoi pittori toscani.

con qualche amore per V arte


ficiale

non

se

oggetto amato

1'

possono

si

non

di perpe-

pure, ho sempre udito a


redarguire di prefe-

debbono perdonare quando

si

I'

amore

pregi delle persone, o cose, diverse da quelle alle quali posero

rende ciechi

li

E non

affetto.

si

conduce a sconoscere o a diffamare

li

pu negare

che

non abbia meritalo

Vasari

il

cotesto rimprovero. Dir di pi. Se vi fu famiglia di pittori

abbia a lagnarsi

dare

di

come abbia

lui

fu certamente la ferrarese.

depressi

Dossi, che pur furono

valore: c di quel valore, che


zate.

Ma

raresi

non

a'

quale sia generoso di lodi

al

amorevolezze

lui infinite

e alla moltiplicit loro


,

onde

volte io

e ricevetti da

all'

alle

opere sue

essersi sparse per tutta Italia

poterono essere

loro pregi

Due

Badiamo bene. Non dico che


unicamente debba la sua fama il

e principalmente anzi

de' fer-

pu accordarne

egli

racconta lo storico

ci

cortesie

La deve anche

Garofalo.

quante

solo

il

cortesie.

a coteste amorevolezze e

ri

erano conosciuti personalmente.

tempo in Ferrara

fui al suo

gran

artisti di

Vasari non era solitola disprez-

il

del Garofalo invece, fu tenero assai.

toscani. S'

che

Basta ricor-

conosciuti

e fuo-

decantati pi

facilmente.

Ma

anche rispetto a

lui

mi par sempre maggiormente vero

quel eh' ebbi ad avvertire pi volte


agli artisti la

fama

la

procacciano

qualcuna a deplorare

gli scrittori

pi che

per la gran ragione che alla pi parte di coloro


to o a rovescio,

commodo
intelligenti

re gli altrui

infatti,

non come

d'arti,

han

han

il

letti

quindi

sui libri,

incommoda

diletto.

Ora

loro lavori

collocato

se

e fu

non

e la fatica piace

imposta all'uomo come

molti di coloro

scambiano,
tra

detti

o almeno verifica-

Benvenuto ha

si

a drit-

o uditi dai cosi

farsene uno da s

dello e ripetuto che

che fuor d'Italia


1'

giudizi

che un lavoro piuttosto faticoso

poco; perch,

pena

di quello sia

torna pi agevole e pi

vogliono parlar d'arti,

ripetere

il

che

opere

quali

le

il

che

scrissero

fare di Rafaello:

l'uno per l'altro:

suoi allievi

almeno

tra

75

suoi imitatori
sotto

rit

fatto

modo

qualche

in

nome

eh'

il

Dir tra poco, parlando delle relazioni

ra.

ragioni

le

han

1'

aureola di quel

1'

per

credo anche

vo

le

condo

esseri

mio modo

il

senza personalit
vedere

di

no cos individuale come


ad

pinti

che

non

modo

non

v'

e riesce cos

Non

tra
:

due,

ma

lo

propria.

l'han-

dovuto pi che

circostanze
tutti

tutti

di-

presentano,

come

in quasi tutti gli al-

ad essere conosciuto dagl'intel-

de' pi facili

pericolo di confonderlo

c'

se-

un' im-

pittori

altri

ben molti,

maniere

di trovarvi pi

un

di fortuite

ha

Egli

per un privilegio

e son

di lui,

E Benvenuto,

di questi.

caratteri, le stesse qualit distintive, che,

gli stessi

tri;

ligenti.

lui.

ad un concorso

conoscono

si

cos evidenti

ebbero

possa parere altrimenti, detratti-

altri

pronta interamente sua. Direi quasi che, pochi

altro forse

v'

nostro ferrarese. G' imitatori del fare altrui mi par-

ai pregi del

vero sempre

pi grande della pittu-

che

mi sembra erroneo

quali cotesto giudizio

per quanto ad

passare alla poste-

con alcun

altro

eccetto

forse qualche ignoto discepolo.


Dissi

questo privilegio provvenirgli da

sue qualit intrinseche

alle

come

operosa

da' primi anni

poich

ben lunga,

vita

primissima

della

giovent

vecchiezza non

commune; non conosciamo opere

trentaduesimo

cio dell' epoca

in cui erasi gi fatta

sempre

fino

ad una

una manieSi

quadro della chiesa detta della Celletta presso Argenta

il

lo della

chiesa di

to

ad

et,

che

si

Spirito, con l'altro

s.

ch'era altre volte in

s.

Bartolommeo:

conoscano

sua

di

trovano

Si

nell'

vanno adorne
nili

vi

egli

cessive

opere

ma non

sue

vanno

col

nome

vi

o quel-

della nostra pinacoteca,

primi cio, e l'ultimo, in quanquelli di trentadue o trenta-

vedr sempre

si

differenze di grado

paragoni

sempre

lui.

debbono essere

altrui

se

lo stesso fare.

ne' pregi

onde

Le opere giova:

ma

noi non

le

contro ogni presunzio-

ebbe da giovanotto maniere interamente disformi dalle suco, se l'ebbe interamente conformi,

si

confondono

re

che

di qualit.

saranno probabilmente

conosciamo.
,

mano;

anni con quello di sessantotto

tr

ne

dirsi

sue prima dell'anno

non cambi sostanzialmente pi mai.

ra propria, che

pu

di pochissimi pittori

una

che, avendo vissuto

di lui,

combinazioni estranee

in

colle

non

giovanili.

si

ritengono sue

ma

Dico poi, non potersi presume-

queste tenesse una maniera opposta a quella

eh'

ebhe

,,

76

dopo

non perch

Costa

non

ci

con quella tendenza

veduto

sia

si

quale da ragazzo ebbe

il

modi

mantegnesco,

al

quale' altro

in

come

nel

Cossa e del Cosm,

stessi del

con quelle carni

livide,

rammentano un'influenza tedesca, e


sono decisamente P antipodo de' modi gentili e pieni d' affetto da
quel tritume di pieghe, che

dopo essere

acquistati

lui

lippo e di Benazzo

poich

Panetti

il

Benvenuto

in

Boccaccino ed

il

Toscana

stato in

ma

alla scuola di fra Fi-

non poteva accadere,

ci

Costa da' quali apprese primi-

il

tivamente l'arte, presentavano, nel loro fare,

maniere

dolci

che poscia resero

gradito

Prima per d'internarsi ad enumerare

il

il

germe

suo

stile.

di quelle

opere sue, ricordia-

le

mo, in brevi parole, tutto ci che si sa della sua vita.


Nacque in Garofalo nel 1481 da Pietro Tisi, e Girolama Soe dal luogo di nascita trasse il
riani gente commoda ed onorata
:

sopranome. Fin da fanciullo pales inclinazione

segnando e colorendo

tutti

padre voleva addrizzare


ne' suoi primordi

dalla natura

amore paterno

un

dovere

concedeva

minac-

d' esser pittore.

essendosi recato a

sua madre

le

pitture
,

che

e che sono

modo

duomo:

di quella

per aiuto ancora


il

Roma.

inverno

Benvenuto

lasciando

senza dir parola

di trovar ostacoli al

al

le

l'arte

e lo tenne

in queir

opere stesse

Soriani, una bella mattina,

dell'

a'

18 o

giovinetto di

cose sue

maestro

Boccaccino ne avvisa

il

padre

n ad

concepito disegno

Baruffahli ci ha conservato la lettera

a veder

con cui

Il

di essa.

apprender

aveva posto assai amore

abbandon Cremona
forse

Lanzi

il

a concorrenza con

gli

di recarsi
il

a visitarvi

duomo

vide nel

Boccaccino

ma

quelle ereditate dallo zio

per tema

il

che

ancora uno de' pi begli ornamenti

finch, morto

pittore

Cremona

Soriani

che volle fermarsi col

Boccaccino

anni

un

eseguiva

19 gennaio 1499, nel cuor


soli diciasett'

nome Nicol

di

in

vi

per discepolo non solo

si

resistette a'

Non molto dopo

fu preso a

alcuno

che aveva sortito

ingegno

de' limiti del

gli

Il

che mostravasi,

e fu inviato in Ferrara alla scuola del

sotto di lui.

del

non

se

di-

mani.

alle

Attobello

Ne

egli

di volont pari all'

Ano ad uscire

erroneamente trasforma
,

alla pittura

venivano

cedette

fratello di

citt

gli

Ma

aperto e svegliato.

desideri del padre

Panetti.

che

alle lettere un' intelletto

una potenza

ci di fuggire la patria
L'

fogli

dolendosi del mal tratto

laudando

ne

stesso

nascenti talenti del giovane. Ecco-

tenore.

il

Magnifico quanto fratello honorando

Se Benvegn vostro Colo

tempo

al

vessi imparato tanto

mio honorando

inesser Pietro

crianze

le

quanto

dipingere

il

a-

per cosa

non m' arebbe fatto un tiro tanto dishonesto. Dopo che


morse adi 3 Zenar suo Barba e vostro cogiato messer Niccol
non ha dato mano a un penelo e sapeva bene che bel opera
senza dire miga aseno
el era drieto. Ma questo gnente. Elo

se le fatta

de lavorar

sandomi

certa egli

ma non so verso qual parte.


ma ha lassato tutto imperfeto

tute le sue

e s'

robe de m. Niccol

e le

Io ge aveva provisto

andato

che

vi

via, las-

serva d'avi-

so per veder di trovarlo. Sei se dovesse credere, el diceva de vo-

ler

sono diese di che le partito

neve, chel no se po miga star, e

veder Roma.

Pot' essere

chel sia andato a quella cita

per un fredo

grando

si

el

de tanta

mane.

vi baccio le

Di Cremona 29 Zenar 1499.

Vostro come fratello

Boccaccino

lrentino

Roma and

colloc presso Giovanni Baldini

si

studiando e disegnando

indefessamente

il

pittor

giorno sulle

opere, che adornano quella culla delle arti, la notte sui disegni,
che in gran copia possedeva

no

in cui partissi di

piere

una

Roma

in

uno

spirito

quieto e modesto.
dice

te del

Baldini.

Il

onde recarsi

Baruffaldi indica

il

gior-

peregrinando

com-

specie di viaggio pittorico per le citt d'Italia, ov' era-

no capilavori da studiare
dere

il

donde

si

Fu

che
il

tanto

in ogni

fissa al

il

altra cosa

desiderio d appren,

Aprile 1500 secondo

vedremo sempre
lui.

Ma

egli

non

come neppure quella della mor1505. Vedremo tra poco, come queste

tragga questa data

padre, che

era forte

date arbitrarie imbarazzino la cronologia della vita dell'artista, e

come meritino,
no

in

Mantova

forse, di esser corrette.


,

Le peregrinazioni

finiro-

ove fermossi sotto Lorenzo Costa suo concittadi-

no, che prese ad amarlo,

e lo tenne

per aiuto,

finch
11

il

padre

78

richiamollo in Ferrara
trovavasi oppresso.
,

che

fino alla

co

morte del padre

adoperato soltanto

assisterlo

nelle infermit

sentimento del dovere

Il

prevalsero questa volta

gliale
,

ad

quali

dalle

dell' affezione

alla passione per l'arte,

fi-

in guisa

poco o nulla stacossi dal suo

qualche lavoro

in

fian-

tenue conto sotto

di

la

direzione dei Dossi.


Dott. Petrucci

Il

d' illustri ferraresi

quest' epoca

Benvenuto

vita di

la

compilando quella

quadro

il

che scrisse

del

Baruffaldi

eh' nella chiesa di

Spirilo

s.

nelle trenta

assegna a

e v' con-

dotto dall' aver fissato, credendo alle date del Vasari, V

come

Nella

ritorno nel 1608.

Roma

Benvenuto a

deve ritardarsi

basso in

prima degli ultimi

occasione, e vi

tal

cuno ha voluto porre


nuto a

Roma

ma

la

fu

rara

come

farlo

amico

gi dissi.

francamente

moria

reggere

l'

il

Basta

coloro,

le
i

Baruffaldi trae
s'

ser

Roma

il

che

non

par

dunque

La

di

coli,

che

che

bonissima voglia
si

si

pu

necessit di cor-

come ne

fan-

furono sottoposte,

alle quali

anche

il

Baruffaldi dubit del-

predicavano

di

Vasari

poi per

il

da cui

ma

mes-

non perch

che n'avesse

per bisogno

soggiunge

lui

quale stava in

Sacrati lo chiamasse

il

Il

Mandando

gentiluomo ferrarese
,

o desiderio di dargli commissioni

torn

ampliando ed esornando a suo

suo racconto

s'avesse a perfezionare nell'arte,

volte in Fer-

epoca.

l'

volle ripeterla.

esprime in questi termini.

in-

quali fecero accurate ricerche sulla vita di que-

Jeronimo Sagrato

Benve-

di

racconto del Vasari,

ben due

incontra ad ogni passo

s'

Qual-

Vasari scriveva molto di me-

il

molte rettificazioni

o di quell' artista. Si vede

il

correggerne

solo

sapendosi che

esattezza di quella data

modo

parte,

e lo visit per

sue cronologie

le

tutti

sto

fu tratto ab-

argomenti

e mille

e quindi facilmente sbagliava le date.

no testimonianza
da

in questa

l'esi-

eh' era collocato

pot leggere la data del 1514.

si

Garofalo

al

quadro

Il

ristauri delia chiesa

tradizione costante

ducono a ritener vero,


che

suo

il

secondo viaggio

il

dubbio cotesto secondo viaggio

in

qualche anno. Ora

di

tanza ha dato luogo a una certezza.


assai in alto

anno 1505

descrizione della quadreria Coslabili io

misi in dubbio queste date. Feci conoscere, che


di

Roma

quello della seconda andata di Benvenuto a

Benvenuto

massimamente per vedere

vi

mira-

Rafaello d'Urbino, e della cappella

79

dal Ronarroto.

di Giulio stata dipinta

Roma da Papa

Rafaello fu chiamato a

ben avanzato. La prima stanza


te dell' arte pittorica

soltanto nel 1508

il

punto culminan-

met

la

1541

III. nel

nel 1511

le

giudizio uni-

il

versale, ch'egli fece trent' anni dopo; sotto Paolo

Della volta Michelangelo scoperse

stess' e-

alla

coi profeti e

non

e la scuola

1511.

il

cappella Sistina

volta della

la

che,

ricordisi

II.

per la disputa del Sacramento

lavoro gigantesco di Michelangelo;

sibille,

Ora,

Giulio

Vaticano

del

d'Atene, fu lavorata tra quell'anno,


poca appartiene

).

poi la rico-

perse, e non die compiuta l'opera, che alla fine del 1512. An-

che

del Vasari ritengono errata

moderni annotatori

1505 pel viaggio


pur Michelangelo

era a

cembre 1507 scoperse

Roma

prima del 1508;

Rologna

ponendolo un error

di

poich nel Di-

ed

egli stesso lasci

a dipingere la cappella

stampa

da correggersi

incontra nel supporne gi nel

vori di Rafaello e Michelangelo,


iscoperti

venuto

stette

dice

al

lo

neppure

a Ferrara

poca

la

adunque

come

Abbiam
sotto

Marchese Gonzaga
qualche tempo

la

la-

non

finch

s'

padre richiamol-

del suo arrivo

Mantova a quella

veduto

del Costa

il

Roma

in

convien

nella

vita

di

quest'epoca

lui.

317, da cui traspare

il

nel

si

della sua se-

nota

il

del

era condotto

Osservazione

sette

1506,
il

Co-

sfuggita al

quale, sebbene avesse

(2) p.

pure nella vita del Garofalo

Mantova ambedue

Dall' e-

supporre trascorsi circa

non pot esser giunto prima

egli

che Ren-

non molto,

stesso determinata

tenerli in
p-

poi questi Io

continuo quattro anni.

che in queir anno solamente vi

Costa

quivi stette poi del

Raruffaldi, ed anche al suo annotatore;


egli

il

ove rimase

gi veduto

a Mantova

se vero
sta

che

difficolt

erano appena cominciati

se

sola difficolt.

ma pur

conda partenza per


anni.

la

nep-

508 predicati come miracoli

due anni a Mantova

servizio del

Vasari

il

Ma

1508.

in

quindi sconosciuti; n furono compiuti prima del 1512.

E non
mise

10 Maggio

il

aggiustare quella data del 1505, sup-

d'

pur questa correzione mi par sufficiente a vincer


s'

data del

statua in bronzo di Giulio IL,

la

che poi fu spezzata dal popolo tumultuante

memoria d'aver cominciato


1508.
Propongono quindi

la

avvertono mollo bene che nep-

del Garofalo. Essi

116

non

1500, o 1502.

laddove par-

fa difficolt a ri-

Veggasi

la

nota

grande imbarazzo, che provava a metter

,,,

80

accordo queste dale con quella della morte del padre

d'

nuto, arbitrariamente

fssala dal Baruffaldi nel

Stando a questi calcoli noi non possiamo supporre


1513. Ma

andata del Garofalo avvenuta prima del

Roma

da

gli parti

come pare

nel 1500,

non

del Vasari, che dice,

que

si

ferm

cinque o

a cui noi prestiam fede


dici

terzo

poi

quando

ci dice

un

in

perch riteniamo aver udito

Benvenuto

di

non

sembra

ci

relazioni

nelle

venimenti a un

difficile

pittoriche

le

Non

tempo.

dove

Siena
il

avute insieme

se

Firenze

altro. II

ci

dice

si

con-

che tra questi molli luo-

di scuo-

Benvenuto deve aver perduto gran

troppo strano

non nel 1506.

il

E
E

supporre che a Mantova

cos

pone d'accordo

si

cosi pure s'intende,

la

come

continuo girovagar del Garofalo in prima giovent, sia la causa

il

per cui non

hanno

la nostra ricerca

non

ancora

epoche del succitato quadro

finita.

di

Nel 1513, e nel 1514 non

Spirito

s.

chiesa della celletta presso Argenta


trarre

il

viaggio fino al 1515.

V opinione
d'

d'

un

andare spesso

correggere

da

il

lui veduti

conosce

tro

illustre scrittore

d' accordo.

1505

in

Il

Rosini

s.

degli altri

e di quello della

non ho
il

1515; aggiungendo, che in

dell' edizione del

veniamo a incontrarci con

col quale io

Prof.

perch queste son

1513). Convien dunque pro-

cosi
,

1514

la

fortuna

quale propone di
tulli gli

esemplari

Giunti la terza cifra del millesimo poco

potrebbe dir 1515 come 1505. Questa opinione ha l'al-

vantaggio di concordare con la tradizione

dro di

Ma

dipinti conosciuti di quella sua et.

possiam supporre Benvenuto partito da Ferrara

si

Vasari

uV Italia ,

Bologna, grandi centri

sua cronologia con quella del Costa.

1'

sebbene

eh' egli sbagliasse nel riferire gli av-

nostro

dunque

non giungesse,

un

racconto dalla bocca stessa

il

intrinseche

dusse finalmente a Mantova. Ricordiamoci


,

Vasari,

essersi trattenuto quin-

che dopo avere scorso un pezzo per molli luoghi

ghi c' eran Perugia

al

altro, quattro anni in

anno piultostoch a un

tal

1499; dove dun-

del

anni intermedi? Torniamo

mesi in un luogo, due anni

seconda

dir. S'e-

si

non quindici mesi;

esservi rimasto, se

sei
,

la

doversi ritenere sulla fede

sappiamo che v'era giunto nei primi mesi

Benve-

di

1505.

Spirito fatto

prima della partenza

che suppone

e di pi

dipinti: poich nessuno ne conosciamo, che

il

qua-

con

le

date

porti

1'

anno

81

1516 (1); e

1517 segnato

il

ne' freschi

pi

Seminario, che son quelli, ove

marmi

sui

fatti

monumenti

appaiono

Roma

studi

gli

come era
tornava da Roma. Aggiun-

figurati di

naturale accadesse a chi fresco

palazzo Trotti ora

del

manifesti

fresco

antica

go, per ultimo, che nel 1515 messer Girolamo Sacrali era ancor
vivo; poich l'Ughi, e

Vasari

Il

ci

vedendo

artista

Borsetti

il

le

permetta osservare

epoca

nell'

in cui

di lavori della

una relazione
S' ascolti
si

disperalo

morte

al

Roma

il

la congettura

Segnatura

della
il

mondo

Vasari.

non che

Valicano

in

nome

del suo

mentre

Giunto Benvenuto

gran-

dopo

Roma,

in

rest qua-

stupito nel vedere la grazia e la vivezza

di Michelangelo.

la

>

volentieri

altro

perdita di tanti anni, di maestro divenire discepolo

pitture di Rafaello

Onde malediva

le

e la profondit del disegno

maniere

Lombardia

di

e quel-

che avea con tanto studio e stento imparato in Mantova

non

facile

se avesse potuto
si

il

poteva

si

se

Ma

ne sarebbe smorbato.

risolv a volere disimparare

vedere in queste parole una delle

smodate del Vasari

ni

sarebbe stata piuttosto

che avevano

si

mi

da maestro a discepolo.

come

che ci avvenisse

le

1522.

nostro

con quesl' ultimo. Lo che

conferma

simile a quella

il

la

che senti a

Urbinate non avesse per anco scoperto

l'

sala

ebbe riempiuto

eh'

opere di Michelangelo e di Rafaello

stringesse di vicendevole amicizia


si

ne segnano

dipinge V impressione

troppo spesso intento

dopo

la

esagerazio-

solite

come

poich

gi dissi

deprimere chi non aveva studiato a Firenze. Conceder di leggieri,

che Benvenuto

dovesse

rimaner

attonito

grandi opere dei due pi sublimi ingegni


ro.

Conceder, che intendesse,

Ma non mi
1'

(1) Il

il

Panetti

artistici

tolano in

s.

Francesco.

Boccaccino

1'

disimparare
ed

dell'

anno

il

Costa,

adorazione che

che passa col nome

segnata appunto dell'anno 1515

nissimo supporsi compiuta sul cominciar


bito dopo.

che mai fosse-

la necessit di

il

1515, forse, uno: se sua, come crediamo

la B. V. fa del figlio, nella bella tavola,

vista di quelle

poter apprendere da loro.

molto

pare, che da ci derivasse

appreso da maestri come

alla

dell'

Or-

ma pu

be-

e lui partito su-

82

dopo aver anche


prio ingegno.

coni' naturale

come

quale,

Il

arte usata dai grandi

d'

assimilazione

che

ma

Pot benissimo

facendola

permetteva

gli

arte sua col pro-

1'

non era

gi accennai,

stinati a correre sulle poste altrui.


l'

perfezionata

propria

di quelli de-

far tesoro del-

con una specie

cavarne protilto

di

tutare l'individualit del proprio genio,

anzi,

senz' at-

qualche modo,

in

rinvigorendola.

E,

di vero, noi

grandioso

che form

l'animo

te

non troviamo

nel Tisio vestigio alcuno di quel

carattere distintivo

il

passione dominan-

la

Rafaello, nell'ultima epoca di sua vita. Benvenuto

di

era gi pittore provetto. Aveva 33 anni

due

Ecco

Rafaello.

piii di

perch pot facilmente avvantaggiarsi de' progressi, che l'arte fa-

ceva

mani

tra le

che questi percorse


petere che

pu

se

amico

dell'

finire

sul

dirsi

di

avere

sua vita.

vie

le

qui ci sia lecito

Garofalo sentita

il

per

trascinato

senz' essere

l'

il

ri-

influenza del

Sanzio, in ci principalmente che suole chiamarsi l'allargamento

maniera

della

scolari

non pu per questo collocarsi

ma nemmeno

g'

tra

qualche volto o figura, l'uno ricorda

di

antica;
resto

za

sui bassirilievi

la forza

e la grandiosit.

m'inganni,

fezione al nostro artista

mentre anzi

veggo

io

sempre nemica

ma non
te
ma
:

no
sco.

Le

cio e

pre

merit

sembra

marmi

di

piut-

Roma

Lanzi pretende rav-

senza temere che

quella modestia

qualunque esagerazione.

Il

delle figure rare

colorito poi
,

che

disegno puro

Il

Le invenzioni sono copiose

Le dimensioni

l'af-

un grave errore:

anima-

volte oltrepassa-

tutt' altro

nelle carni

che rafaelle,

al

ceneric-

azzurrognolo. Nella loro combinazione ha una vivacit

questa scuola

loristi

Il
,

mi pare

sono lucidissime: inclinano

una morbidezza
gli

Ma

in tutte le sue opere

del vero.

terzi

tinte

all'

di

quello di Rafaello.

semplici.

due

ci

sui

tra gli

nell' atto

per esempio della colonna Troiana. Nel

visarvi qualche traccia d' affettazione.

Se

carattere di Benvenuto piuttosto la grazia e la dolcez-

il

che non

altro

1'

avvenuto per avere ambedue studiato

tosto

non dico

imitatori di Rafaello.

una gradazione

sebbene

d' essere

de' suoi

divoti,

si

in

lui

collocato dal

giorni.

Nella

un' armonia

tutte

proprie di

vestano un carattere individuo, che


Prof. Rio

scelta degli

tra

pi insigni co-

argomenti prefer sem-

astenne gelosamente da qualunque rappresentazione

83

meno che
un

onesta.

nella trattazione de' soggetti religiosi

ed una delicatezza

affetto,

suoi giorni

Boccaccino ed

ti

da un' anima

il

Costa

spieg

sentimenti, sconosciuti quasi

di

forse da' suoi primi maestri

trasmessigli

il

Panetti

i!

a'

poi studiosamente custoditi ed educa-

naturalmente pia

emozio-

inclinata alle tenere

ni della vita contemplativa.

Sembra

che Benvenuto tornasse a Ferrara per assestare qual-

che suo privato interesse

ma

con

animo

1'

Ma

ed approfittare delle promesse di Rafaello.

modo
rono

andarvi

d'

impedito

antico suo maestro

1'

trattenerlo

Panetti

il

Tra

guardo

Ma

Il

in

tutto perite.

gere

primo

l'

ne' palagi

secondo,

Il

s.

Andrea ,

all'

errore. Quella tavola

die'

gli

mano

a dipingere

le

moro

il

si

am-

Costa-

il

di sua

aveva fatto

quando pensava
,

olio.

e si

veggono

eh' egli

a dipin-

una tavola a

Probabilmente

covrarsi a Ferrara per la discesa di Carlo Vili


gal allo stesso Costabili quand' egli

quasi del

diede

gli

dipinta dal Dosso

stanze che tuttavia

rigere per Lodovico Sforza detto

opere

aitar maggiore

fu

messer Antonio

Vasari,

nel palazzo sulla via della Ghiara

un suo

Belvedere e Belri-

di

castello

il

dire del

al

mira oggi nella pinacoteca Comunale.


bili

per pur

diedero commissioni

gli

Duca Alfonso

il

impieg

una cappelletta entro

nella chiesa di

un

procaccia-

gli

signori Estensi

coloro che

Vasari nomina specialmente

Costabili.

ed

non trov pi

poi

che

parte dalle angustie famigliari occasionate da

fratello scialacquatore.
il

dai lavori

parte

tornarsene a Roma,

di

e-

di ri-

e che poscia re-

rec a visitarlo nella sua

si

prigione di Louches.

La
non
te

vita

Benvenuto

dopo

egli

nome

1'

alla

il

suo ritorno in patria

morte

apponeva spessissimo

qualche volta anche senza.

poich

garofalo

sopranome

una

invece del no-

Ma

anche questi sono

Ferrara e fuori,

errori.

c'

uno solo

col garofalo: l'adorazione dei re magi, eh' era in

Non

dispiacer, dunque,

al

il

suo

Di tanti suoi

non ne conosco,

quadri,

visto in

al

stato detto e ripetuto

viola o altro fiore; per indicare forse

col garofalo.

ho

per buona

qualche volta unitamente

pi volte, ch'egli avesse per costume d' apporvi,

me, un

dove

di

fu tutta consacrata all'ar-

date de' suoi quadri

scritta nelle

sta

ventura

suo

di

mosse mai pi fino

si

lettore, ch'io descriva

s.
,

se

non

Giorgio.

in

ordine

84

cronologico

domi

quelli

lutti

tener discorso in appresso

di

canti di tale indicazione

1513.

genta

quadro

Il

di

epoca certa

di altri

riservan-

man-

de' pi insigni

gi ricordato nella chiesa della Celletta d'Ar-

rappresentante

che conosco

Lazzaro

s.

Giohbe

s.

trono di

a' piedi del

Maria Vergine col bambino.


1514. L'altro quadro superiormente nominato
s.

una B. V.

Spirito rappresentante

vole

e sotto

uomo

d'

ritratti

Francesco d'Assisi e

s.

donna

in

orazione

e fon-

ov' era altre vol-

di quelli citati dal Vasari.

1515.
in

con due bei

committenti

datori della cappella dell' immacolata concezione


te.

nella chiesa di
assisa sulle nu-

Girolamo,

s.

forse

bambino

col

Il

quadro dell'adorazione

bambino,

della B. V. al santo

Francesco, s' suo, come riteniamo.

s.

1517. Freschi in due stanze

Borgo nuovo

Trotti in
della

prima sono quasi

assai danneggiati

a pian terreno,

palazzo gi

nel

ora del Seminario Arcivescovile.

sebbene

Quelli dell'altra,

al tutto periti.

restano sempre meritevoli d' osservazione

Quelli

studio

e ammirazione. Tutta la volta ripartita in medaglioni, quadri e

arabeschi a chiaro scuro

venuto

me

che pi

qualunque

di

altro lavoro di

ricordano qualche lavoro simile di Rafaello

questi

ringhiera

da sludi

donde

s'

sulle

antichit

di

Roma.

In

mezzo

figure a colori

alcune

affacciano

desunto

Benco-

una

dipinte in

iscorto di sotto in su.

1519. La strage degl'innocenti: tavola nella chiesa di


cesco: incisa nella storia del Rosini, e nell'Ape
tissima dal Vasari
si

valse

glio

primo

giuoco

il

di legno

magi

Egitto

dell'

il

ombre

loda-

dei modelli di terra per veder

e dei lumi sulle figure

e del

me-

manichino

contornata da

altri cin-

tre nel gradino: la circoncisione, l'adorazione dei

due superiormente

signor Ubaldo Sgherbi

ha fatto acquisto

il

Fran-

riposo in Egitto

la

fuga in

ed un altro riposo.

1520.

11

rezione di Ges Cristo

primere

quale dice

Lombardia

s.

Roma,

che per quest' opera Benvenuto

snodantesi nelle giunture.

que quadretti;
re

in

di

la

eh' era al

manifesta superiorit

risplende nella testa del redentore.

Bondeno. Non
e

potenza

d'

della risur-

facile

espressione

N Benvenuto, n

altri

1'

es-

che

forse,

85

almeno

rarissimi

ta del tipo

raggiunsero mai tanta elevatezza

per

la scel-

Anche questo

e per la divinit dell' aspirazione.

de'

dal Vasari.

citati

1524. Grandissimo fresco nel refettorio del convento di

drea

Fu

ora demolito.

muro

staccato dal

An-

s.

e trasportato in tela.

Sta ora nella nostra pinacoteca. Contiene la rappresentazione sim-

mondo

bolica della redenzione del

col trionfo della fede cristia-

Ho

abbassamento della religione giudaica.

stampato alcu-

na

ni

anni addietro, una descrizione di questo dipinto, spiegando mi-

1'

nutamente

ner

Non potendo

poche parole,

in

Nel mezzo

no

sei

sopra

sta

o per dir meglio,

diverse parti,

le

ond' composto.

l'idea fondamentale

chiesa di Ges

Evangelisti

l'

bellissima

duta sur un asino. Le altre due mani

chiesa nostra

de a sinistra

croce servono
l'

apre

sacramenti
tenza

rili

Due

l'

interrotti.

che redimono

il

inferno.

uomo

ai
1

pi lodato.

pittori

una

a destra

si

vede

il

togliendo
d'

Queste

l'

che

intonaco

una

si

dal peccato

per

passan
s.

dal

.sono scoperti

da cui erano

santi padri

popolo

si

in

s.

mani

tre

peni-

della fede.
,

o qua-

davano come tema


,

non

molto

Petronio di Bologna

stali ricoperti

ho veduto nella

un antico dipinto

ebreo

che sgorga

gruppo

il

la

pie della

battesimo

le

Paolo

simili allegorie

delle cappelle a sinistra

sopra

quadri rappresentano

tre

di

se-

altra le chiu-

1'

uscenti

anche prima del Garofalo. Esaminando

vecchi dipinti

parete

eucarestia; ingenerati dal sangue e dall' acqua

Dalla stessa parte la predicazione

degli

una vecchia

dond' escono

sinistra

destra
1'

dal costato di nostro Signore

dro

mani

limbo

u-

uscenti dalle stesse braccia

altre

emblemi

gli

porle del paradiso agli eletti

una ad aprire

altra a chiudere

disperso

le

Due

rivolgono in gi; una

ebraica

rivolgono in su

si

riprovali.

ai

si

donna con

la religione

altra ferisce

superiori della croce

accen-

composizione.

della

diversi effetti della redenzione.

scenti dalle braccia superiori della croce,


la

lunga

Calvario Ges crocifisso. Dalla croce esco-

il

mani ad operare

corona

diversi quadri,

qui ricopiare cosa

raffigu-

rante una composizione somigliantissima a questa.

1524. Fresco

nella chiesa di

s.

Francesco,

cattura di Ges nell'orto. Bellissimo,

ma

rappresentante

la

assai deteriorato. Incor-

dato dal Vasari.

12

86

1524. Tavola, ch'era altre volle


molita chiesa di

trono

in

Maurelio

santi

vanni. L* espressione del

Maurelio

s.

maggiore della de-

all'aitar

Una

ed ora nella nostra cattedrale.

Una madonna

delle pi belle opere del Garofalo.

veramente

bambino

Silvestro

s.

Silvestro

Girolamo

richiama facilmente

col

e Gio-

1'

atten-

zione dell' osservatore.

1524.
al

di

Una madonna

sotto.

non possono essere

Tutti questi grandi lavori

anno

solo.

Il

con una donna

gloria

in

un vecchio

ed

Esiste nel palazzo pontificio del Quirinale in

Roma.
un

stati eseguiti in

1524 sar stato quello, probabilmente,

cui furo-

in

no compiuti.
1525.

muro

Una madonna

bambino,

col

del convento della Certosa

Giuseppe:

s.

fresco sul

staccato e trasportato in tela dal

Modena. Ora nella Galleria Costabili.


La madonna detta del parto; tavola grande in s. Francesco; ove con la madonna, il santo bambino, e s. Giuseppe, sta
Prof. Boccolari di

1526.

il

ritratto del

committente, Leonello del Pero.

1527. Deposizione
s.
1'

con

croce,

di

la

B. V.,

Maddalena,

la

Giovanni. Tavola lodalissima, citata dal Vasari, che stava


aitar

maggiore della chiesa

di

sul-

Antonio, ed ora nella pinaco-

s.

teca di Brera a Milano.

1528.

La Vergine

gloria, e al piano

in

Era

Giovanni, ed Agostino.

d'Ariano: ora nella pinacoteca

MDX.

cos segnato
tino

La

Vili.

Venezia.

di

santi Pietro,

nella

altrevolle

Ha

nome,

il

cifra obliterata nel luogo

e l'anno

ov'

il

pun-

sembra essere un X.

1530. Apparizione della


dri della galleria di

madonna a

s.

Brunone

Dresda. Forse fu fatto per

Benvenuto riempi

il

s.

nacate

figlie

o per

amor

de'

gi

o sorelle senza dote

senza fondamento, anzi

massime quanto a

figlie

giorni festivi erano da lui con-

Dio

di

dei qua-

dipinti

sacrati a queste opere che eseguiva gratuitamente,


spirito di carit

uno

Bernardino

tutti

demolito convento di

fondato da Lucrezia Borgia. Tutti

nostra Certosa.

la

1531 a 1537. Appartengono a quest'epoca,


quali

Paolo,

chiesa parrocchiale

mosso da

solo

non perch avesse col mo-

come

si

volle far credere

ma

in opposizione alle pi sicure presunzioni;

poich

nacque appunto nel 1531

1'

unica

quindi

figlia

eh' egli

polev' essere

ebbe

monaca

in

gli
s.

87

Bernardino.

nozze

Due

Cana

di

portavano

prima, 1537 nella seconda;

nella

GRATIS

pinxit

videro in necessit

si

permesso

venderli

di

s.

monache

le

slim scudi tredicimila e pi. Do-

li

Congregazione de' Vescovi

un inglese

oltre altri mi-

Fino dal 1776,

per provvedere a uno sbilancio

d' alienarli

po ottenuto a stento dalla


il

principali.

pittore Ghedini

Il

has tabulas

Un' Annunziata ch'era


l'anno 1528.
quadri gran-

e nel refettorio eran olio

che circondavano

economico.

Benvenutus de Garofalo.

di nella chiesa interiore


,

e cio le

l'anno; 1531

iscritto

e queste parole:

nell'altare dell'infermeria portava

nori

convento

dei quadri fatti per quel

un presepio,

e regolari

cinquemila

offerse scudi

E Papa Pio VI dichiar


Un de' rimasti eh' una

cinque quadri ed alcuni minori.


prarli lui per lo stesso prezzo.

netta in tela

due mezze figure

Galleria Costabili.

col

nome

Roma. Rappresentavano;

dei re

magi

a quella

di

passarono

Andrea.

alla

) ;

e la vecchia legge

Gli ultimi tre vi

pinacoteca imperiale

quadri grandi erano

dipinti del nostro


fatti

lu:

il

presepe

Benvenuto.

gratuitamente a

s.

Cana

di

sono ancora.

nome come

col

s'

Roma

Anche

adorazione

1'
;

Pietroburgo.

di

Campidoglio a

di

nozze

le

composizione simile

nunziata dell'infermeria; e una concezione:

sono nella Galleria

gran

Giovanni

s.

miracolo de' pani e pesci moltipli-

il

V andata di Ges al calvario

nuova

e la

s.

disse

si

da Ges Cristo

cati

cinque quadri acquistati da Pio VI passarono

come

madonna

la

due quadretti rotondi esistono nella

di santi in

Galleria Braschi a

nella

con una crocifissione

per

com-

di

primi due

Gli altri tre

detlo

tutti tre

insieme ad

l'an-

lodatissimi
altri

nove

Vasari parla de' lavori

il

Bernardino.

madonna, assai deteriorata,


Duomo. Ha le mani giunte
atto supplichevole. Fu fatta, in

1532. Tavola, con immagine della


e

ora ristaurata

esistente nel nostro

alquanto elevate verso

il

rendimento

per aver liberato Ferrara dalla pestilenza.

di

grazie

cielo

in

raccontano fosse dipinta nelle stesse

parsa ad una donna della

vesti

Boara

villa della

con

le

quali era ap-

annunziandole

la

pros-

sima liberazione del paese.


1533.
sul

Madonna

col

piano vari santi,

legrino creduto

s.

bambino

Ira' quali

Contardo

d'

gloria:

in

presso a

Este

dro esistente nella Galleria Ducale

di

indi

bel

coro d'angeli: e

s.

Gio. Battista, un pel-

s.

Lucia ecc. ecc. Qua-

Modena.

,,

88

1536. Tavola

invenzione della croce fatta da

dell'

piosissima di figure

nella chiesa di

s.

Domenico.

s.

Elena: co-

anche

citata

dal Vasari.

1537. La resurrezione di Lazzaro


ch' essa

Vasari

e anch' essa citata dal

tavola copiosa di figure an-

nella chiesa di

Fran-

s.

cesco.

1537. L' adorazione dei re magi; ricchissima di figure. Era nelchiesa suburbana di

la

Vasari dice
sua

vita.

Ora

Giorgio.

s.

nella nostra pinacoteca.

questa delle migliori opere

La data era

in addietro

Il

che facesse costui in tutta

impastricciata di sudiciume

od altro, sicch pareva dicesse 1520. Ora per mostra chiaramente

1'

anno 1537.

1538. Risurrezione

di

N.

Ges

S.

Tavola

Cristo.

Massa-

in

lombarda.
1538. Risurrezione di Lazzaro; tavola,
s.

Francesco d'Argenta, ed ora

tista

Roma,

in

ch'era
press

altre volte in
il

Gio. Bat-

sig.

Petrazzani.

1542. Tavola rappresentante


nella chiesa di

Giovanni

s.

1544. Tavola rappresentante

due

ciascuno con una croce sulle spalle


cifisso

e a parte

in orazione

nardino Barbulejo

della chiesa di

Pietro

s.

avanti

Zaccaria

s.

Salvatore a Bologna.

s.

il

fratelli

s.

Pietro e

ritratto

ov' era

Andrea,

del committente

letterato ferrarese del secolo


;

s.

inginocchiati dinanzi al cro-

altre volte

XVI,

Ber-

gi rettore

questo quadro. Ora

nella Galleria Costabili.

1544. Gran fresco rappresentante


de' zoccolanti a

1549.
s.

La

s.

a questo santo

Ape

Prima

di

nel refettorio

Spirito.

tavola gi ricordata dell' adorazione de' re magi, con

Bartolommeo, ch'era appunto

cisa nell'

un cenacolo,

di

nella

chiesa suburbana dedicata

ed ora conservasi nella nostra pinacoteca.

Fu

in-

Roma.

scendere ad enumerare

secondo promisi

le altre o-

pere precipue del Garofalo, ricorderemo alcune memorie relative


agli ultimi anni della sua vita.

Aveva
tuttavia ci

gi riempiuta la citt di que' capilavori

rimangono

pinacoteche, e gallerie

e in parte

fuori

di

formano
qui;

1'

aveva

che

ornamento
in

ci

in

parte

di tante

guadagnate

89

somme non

lievi

ma

rico di famiglia

pagna
za

la

cumulare

senza

che oltre

prodigalit del fratello,

preso da fiera malattia


illeso

perdere anche

di

il

ma

sinistro

Lucia

sione di santa

perd

durante

voto di vestir poscia sempre di bigio

ora demolita
tavoletta

d' essa

Portava

Commenda

spogliandone

di cui

non

due occhi

1'

Ne

lettato
i

le

orazione

dice

si

ria

il

le

nove

visse cieco altri

mano

in

che

la videro

ma

uno

ca-

che fu litolare

se la fece propria

tutto la vista.

al

anche

orbato

era la musica

de' suoi conforti

nel luogo

mutazioni

anni addietro

la

Un

Ne aveva

della moglie

il

liuto;

come

alle

stati dilettanti di

Settembre 1559,

medesimo

quali quella

Ma-

erasi scelto fino dal 1536.

and soggetta pochi

Basilica

sue ossa furono trasferite al pubblico cimiterio

le

nel 1829. Nel 1839 gli fu eretto

un decoroso monumento
da Antonio Conti

sei

che

musica giu-

fu sepolto nella chiesa di santa

eh' egli

in

nella cella

marmo

di cui erasi di-

se fosse destinato,

il

Dopo

sue sventure con rassegnazione e fiducia in Dio.

da giovane suonando

Vado

con

una

in

atto di porgerla

in

nome

V arguta osservazione del Prof. Rio. Mor

in

fatto

proseguendo a dipingere dopo aver perduto un

in et di settantotto anni

Per

interces-

la chiesa stessa e la patria.

grandi coloritori abbiano ad essere

sta

memoria

la

Tutti quelli

Nel 1550 ricadde malato, e perd

sopport

l'

aveva

siccome fece. Nella chiesa

cui apparteneva la chiesa

vissuti quasi venti

occhio.

per

e di caldissima devozione.

valiere di Malta

pericolo

in

epigrafe P. G. R. ( per grazia rice-

1'

BEN. GAFLO. MDXXXI.


come lavoro squisito

).

lodarono

della

su

e diseguati

alla santa vergine.

vuta

Fu

malattia

ne aveva appesa

di

n pot uscire

ove aveva dipinto s medesimo genuflesso

una carta

della Trinit

morte

la

Grana

che fu soprap-

occhio destro.

1'

e condus-

della

e se ne tenne salvo

a cui

separ dal fratello

si

Ambrogio Scoperti

e tratto presso a

ch risan bens

le

angustie della vicina vecchiez-

le

Non pass un anno

tintore in Ferrara.

per

allorquando sent la necessit di trovare una com-

se in moglie Catterina figlia d'

Milano

ricchezza alcuna

larghe spese, era anche ca-

alle

quale potesse alleviargli

presso ai cinquant' anni

uomini

illustri

scolpito in

Roma

degli

carrarese

ferrarese.

Lasci un figliuolo di

nome Girolamo

eh'

ebbe qualche rinomo

90

Pubblic un volume

letteratura.

in

rime

di

una

Lodo-

vita di

vico Ariosto premessa a un'edizione veneta del Furioso, del 1584.

Manc senza

posterit.

In Ferrara

e nella villa di Garofalo

De' suoi costumi abbiamo gi fatto la lode

cbe meritano. Del-

sue opere abbiamo descritte quelle di data certa. Diremo altre

le

due parole

delle pi celebr

rimaste in Ferrara

o fuori

tendo per un pi esteso catalogo a quello compilato


tore delle vite

del Baruffaldi

assai pregiale

fin

Se oggi

pere gi ricordate

ma

posizioni

erano

ch'era

parimenti in
,

altra

gran tavola

David
In

colonna

muro

s.

Pietro

in

due

Una

alquanto

com-

di

1536.

Antonio Boldini.

s.

Pietro e

chiesa di

s.

ne ha
Pao-

s.

Pietro.
:

Girolamo

trono con

delle

il

quadro

s.

o committenti

pi mirabili

in

un'
e

s.

ora-

per forza di

il

Cristo di

ri-

della cantoria le

immagini

di

dell'

flagellanti

invenzione di

importantissima tavola

e che da alcuni

ci interamente la testa

altre quattro

Bernardino.

s.

oltre

esiste un'altra

che

opere gi menzionate

divoti

domenicano, lodatissima da

dell' altra:

due apostoli

una madonna

si

d'uno

all'

s.

Croce

gi

del martirio di

tutti gli scriltori,

incomin-

pretende eseguita nello sles-

Becentemente

giata da candele accese innanzi

tore

della soppressa

e nel parapetto

Domenico

ciando dal Vasari

anno

s.

pi altri tre piccoli quadretti.

olire le quattro

dinanzi

Antonio

s.

Silvestro,

con quattro chiaroscuri

Pi, due manigoldi, a fresco,

menzionato

so

Silvestro

della famiglia Trotti.

lievo alla

s.

s.

d'

Giovanni Battista
zione

oltre le tre grandi o-

altre volte in

Silvestro

s.

Francesco sono

colorito.

pregio

sia.

un' altra di non minor pregio

due opere gi nominate

oltre le

affreschi segati dal


s.

che

finto

sulla vita di Costantino, e dodici teste d' Apostoli

tutti

In

ammira

se n'

provvenienti pure da
,

vero o

piena di dolce affetto

Duomo

Il

dipintori,

come un gran

quale non consideri

la

l'orazione nell'orto,
ritocca

Furono

di singolare amicizia.

cominciando dalla nostra pinacoteca

dall'annota-

incompleto.

anche dai pi egregi

e molli stretti a lui

poter mostrare un Garofalo

meno

il

rimet-

siano, basti dire, non esservi capitale in Europa, n

Io

galleria di principe

lo

eh'

tempo

dal suo

che furono pur tanti

il

sono

nome ed agnazione.

tuttavia alcune famiglie del suo

altare

fu gravemente danneg-

una

de' manigoldi

delle quali

abbruc-

e fu rifalla dal pit-

,
,,

91

ora caserma,

Nell'ex Convento,

mente

uno stanzone

in

una

tante

di

a pian terreno

Benedetto;

s.

precisa-

un bel fresco rappresen-

piet.

Sulla porta della chiesa di

con

V. e

la B.

il

Monaca

s.

santo bambino

altra lunetta a

fresco

ora difesa con un cristallo dal-

intemperie delle stagioni.

le

In Galleria Costabili
e

due tondini gi

di s.

Bernardino

esistono altri quindici dipin-

pi piccole dimensioni.

di

ti

opere principali gi ricordate,

oltre le tre

Co. Antonio

Il

Mazza ha

magnifico quadro eh' era

il

maggiore della soppressa chiesa

una madonna

trono

in

bambino

col

san Guglielmo

di

lavoro finitissimo

di

all'

aitar

rappresentante

quattro santi, Guglielmo, Francesco, Chiara ed Antonio: pi al-

quadri minori.

tri

Altri quadri del Tisi, di

signori

Marchese Strozzi

cesco Avventi

ed

Marchese Fiaschi

si

Co. Prosperi

posseggono da'

Co. Saracco

Co. Fran-

Gio. Barbi Cinti

altri forse.

A Roma
tificio

minore importanza

Co. Roverella

al

presso

abbiam gi nominati

quelli esistenti, in palazzo

Quirinale, nella Galleria Capitolina


il

Ora diremo

Petrazzani.

sig.

in palazzo

pon-

Braschi

pregevolissimi col

d' altri

trasportati, principalmente all'epoca della devoluzione di Ferrara

Santa Sede.

alla

una santa famiglia.

In Vaticano
In Galleria

croce

Borghese

tanto stimala

Rafaello.

Ma

io

tosto a ritenerla

so di prima
i

Garofali.

non

mostra

si

una

bellissima

deposizione

di

eh' collocata di fronte a quella celebre di

so credere del Garofalo

la

lavoro

o del Costa

nel suo

e inclinerei piut-

apogeo

o un Dos-

maniera. La Galleria Borghese fu sempre celebre per


Il

Lanzi dice che

ne aveva a suo tempo fino a qua-

ranta. Io ne ho contali venlidue

alcuni bellissimi;

altri

forse a-

pocrif.

In Galleria Doria
lezza

con

altri

santa Maria in

noni

visitazione di

s.

Elisabetta di rara bel-

cinque quadri.

In palazzo Chigi
in

una

la

tavola celebratissima dell' Ascensione, ch'era

Vado

ove ora se ne vede una copia del Bo-

e un' altra tavola di grandi dimensioni.

tata dal Vasari.

La prima

ci-

92

In palazzo Corsini una sacra famiglia assai lodata dagl'


genti

un

Nella Galleria Camuccini


sto

tavola della Nativit di Ges Cri-

la

ch'era altrevolle nella chiesa

che dal Vasari

pi

altri

pittore Luigi Cochetti

Il

intelli-

altro piccolo quadretto.

di

Spirito, ed ricordata an-

s.

due quadri.

ha un

muro

Cristoforo staccato dal

s.

che faceva compagnia nella Certosa,

Madonna, che abbiam

alla

detto esistere in Galleria Coslabili.

ancora ne posseggono

Altri

Marchese Ginnasi,

il

Museo Borbonico

Il

opera sua

Co. Bicensi ed

il

a Napoli ne

santa Margherita

la

stra chiesa degli Esposti

pera

ha

tre pezzi.

mostra coin'

Si

una copia

di cui esiste

Colonna

la

forse.

altri

nella no-

che a Ferrara fu sempre reputata o-

Ortolano.

dell'

La

Sciarra

la Galleria

Galleria Pitti

han piccole

degli Uffizi a Firenze

e quella

cose di Benvenuto.

La

Galleria di Brera a Milano, oltre

data, ne ha

Duca

Il

ti

Modena ha

di

un

con

crocefisso

Corpus domini
dalena

nella sua galleria

nominata, un'altra madonna

la, gi

quattro

quadro mezzano, che

direi

oltre la bella tavo-

in trono

con

V. addolorata

la B.
ritratti

di

Maria Mad-

s.

una deposizione

suo, sebbene

si

davan-

santi sul

gi nella chiesa del

una mezzafigura

una piccola Annunziazione

deposizione gi ricor-

la

quattro quadri.

altri

croce

di

attribuisca al Carpi.

Co. Salina a Bologna ne ha tre.

Il

minor conto

Altri di

Verona

Mantova

un

se

ne dicono esistere a Brescia

quadro a Crespino

uno

s.

Padova

Giovanni

in Persiceto.

Parigi

nella galleria del

Louvre

si

trova

Vasari dice fatto per la chiesa dei gi gesuati

una
di
tri

nativit di

Dresda

quattro quadretti

Dresda

forse quello
di
di

Ferrara

il

quadro

ossia

Ges Cristo lodatissima. Fu venduto

da questa pass

se

al

Louvre

il

si

si

il

alla galleria

mostrano

vede un trionfo

Vasari dice veduto da Paolo

e altri sei quadri

Modena venduta

dove

che

al-

pur autentici del Garofalo.

nella pinacoteca reale

che

Girolamo

s.

com' noto,

provvenienti

III.

di

Bacco

nei castello

dalla galleria ducale

nel secolo scorso al re di Sassonia.

93

Nella galleria nazionale di Londra

uno

falo:

Garo-

del

de' quali fu dato inciso dal Prof. Rosini, e rappresenta

Agostino con

s.

son due quadri

bimbo

visione del

la

che

con un

versare

vuol

cucchiaio V acqua del mare in una fossetta.


Sei quadri ha

Monaco; cinque

galleria di

la

per Italia

e chi sa quant' altri ne girano

Tra questi

dagli speculatori.

ricordati da' biografi

menter solo

mo

che

il

s'

quella di Berlino

forse

alcuni di quelli

pel nostro duo-

dice tagliata in pezzi; alcuni de' quali con-

ci

servavansi nella galleria Crispi

nunziazione della chiesa

Gabriello

di s.

volte.

altre

ora

Un'

che fu veduta da Paolo

baccanale; e che

insieme

al

An-

per pretendasi es-

ili.

1'

altra

sere quella della pinacoteca di Berlino.

ri

Ram-

perduta la traccia.

dal Vasari. Una tavola

di tre citati

mercanteggiati

fuori

troveranno

si

e de' quali ora

Baruffaldi

La calunnia d'Apelle,
Vasa-

il

dice dipinta sul disegno di Rafaello.

XXII.
GIO.

BATISTA BENVENUTI oetto

Al Garofalo
rarese

vollero

si

tarono la storia
1'

Ortolano.

a Ferrara
di

che

essere la prima stella della pittura fer-

dissi

dagli

scrittori

infatti

Garofalo

il

zamenti tecnici

valendo

per

l'

le

le

nuove idee

armoniche

pulso delle tendenze del suo tempo


le

sua individuale

moda

spirito

1'

diveniva

il

tinte

pagano

e materialista

nobilt de' tipi

fors'

di

fin

modo

le tradizio-

dov' era con-

le terribili

seguendo l'im-

anche quelle

come

dell'

dell' arte
il

invenzio-

mentre,

del Tiziano:

e questo spirito nel

abbandono

ora

che venivano pre-

vero campione

arte che oggi noi deploriamo

pi palese pel soverchio

trat,

faceva profitto degli avan-

egli

Dosso rompendola affatto col passato

il

Dosso

qualche

in

il

Conservando

incantesimo che producevano

Michelangelo, e

ni di

invece

ora

abbracciava moderatamente

con quelle tradizioni


,

rappresenta

arte dell' epoca rafaellesca.

1'

spirituali degli antichi maestri

ciliabile

che negli ultimi tempi ne

come emuli

contrapporre

ORTOLANO

L'

indo-

allora di

risorgimento dello

Dosso

si

fa

anche

ogni studio nella scelta e

e nell' accuratezza del disegno.

13

94

Ma,

se

Garofalo

un

Dosso fu davvero, sotto

il

quale specie

quesito

derazioni

fu

pi negative che storiche

non

hanno su

v'

di

nea

scuola

la

notizie
il

casato

venisse a lui

professione

cognome Benvenuti

il

cono ancora, che nascesse

Ma

un errore, nato

forse

Quel solo

nome

Pietro

attribuisce

architetto

entra

anche oggi

a cui

Maria

la

in

Vado

ove avvenne
veneriamo.

cotesto architetto

che

visse

di

nome

ortolano.

uno

zio

di

un

d'
,

gli

destra

in

ove

Vado

riposandosi presso di

pittore

lui

detto con altro

che sarebbe vissuto

tutto quel che ne

riduce a poche parole stampate un secolo dopo,

bro scredilatissimo per

Maria

s.

famosissimo pittore

Cos

mano

alla cappella

sepolto in

dice

prima met del secolo XVI

confon-

di

Ferrara p. 319 J

dal quarto altare a

indi soggiunge

Giovambatista suo nipote

E davvero

stessa patria.

la

presso

Guarini ( Chiese

il

Baruffaldi

il

che s'ebbe,

celebre miracolo

il

Egli

1'

terra allora della provin-

trasporto della volta aspersa del sangue di N. S. Ges

il

Cristo in santa
di chi

si

donde poi

osserva mollo bene

con Benvenuto Tisi, dandogli

che pare sicuro

quel della

il

inclinazione

dall'

sopranome Ortolano. Di-

in Garofalo

cia ferrarese neh' Oltrep.

derlo sempre pi

Tutto

che suo padre

nome Benvenuto

e di

de' pi

memoria contempora-

nessun' opera segnata col suo nome. Dicono

nella

nascita

attri-

in verit

sicure.

dirsi

della

il

perch

che possano

opere

le

come uno

celebrato

seguenti consi-

le

vita e

sulla

a cui apprese. Nessuna

fosse ortolano di

fu

rivale del

Ortolano ?

negative

chiamai

le

lui

involto neh' incertezza

morte

il
1'

buite da' biografi a questo dipintore


insigni della scuola.

rispetti,

o poteva essere

certi

potran servir di risposta

a cui

emulo

di

sappiamo

1621

in

un

si
li-

errori, e le false notizie, ond' pieno.

senza queste poche parole

che pur pure attestano

la

tradizione d' un' esistenza, io sarei stato mille volte tentato a sup-

porre

che non avesse

traesse origine da

gno
i

eh'

quadri,

ebbero
di cui

esistito

se

non

un errore volgare

cos detti intelligenti

nome

di

e questo

di battezzar

non sapevano additar con certezza

1'

con un nome
autore.

tentazione mi veniva non solo dalla scarsezza di notizie

contraddizione
ci

che

v'

ha

ancora

convalidato poscia dal biso-

come vedremo

ma

tra le pochissime

la

dalla
,

che

restano, e pi dal vedere appunto, che, a lui, quasi a un puro

95

ente di ragione

maniere

e di

attribuivano opere

si

tempo.

pi disparate tra loro, di

le

Par lo delle capitali

rimaste in Ferrara

possono ridursi a quattro. Tutte quattro veramente


tosto che dirle tutte quattro d'

dipinte da quattro

adora

una mano

Eccole.

diversi.

pittori

non

io

2.

La madonna

tre

volte in

s.

ziata gi in

s.

quadro gi

coi santi tagliapietra

Nicol, e ora
Spirito

Francesco.

s.

anno 1520

in galleria Costabili.

Bondeno

esistente in

in

1'

eh' era al-

3.

L'Annun-

4. Il

Ubaldo Sgherbi.

e ora del sig.

piut-

esito a ritenerle

ora nella pinacoteca comunale.

che

La madonna, che

l.

bambino, segnata dell'anno 1513,

il

Ma

belle.

Molle volte, e da conoscitori finissimi dell'opere del Garofalo, udii


giudicare la prima lavoro di

lui

qual fondamento

dell'

dirlo

e anzi io

sembrava

riteneva

si

sembra

vedervi lo

di

le

pieghe delle

E da

vesti.

conforme, ne' caratteri

ultimo

si

por

data

senz'

il

all' altre

il

anno 1513

dell'

che

in tante

quando

si

quell'epoca,

in

come pu

Argenta, segnato

Spirilo col 1514. Probabilmente

nome

suo

tanto mi

tocco della frasca

il

queir indicazione

pienamente,

nome: massime

della Celletta, eh' presso


s.

e la dolcezza del Tisio:

del paese

aveva per anco acquistata celebrit

di

loro sentenza

alla

stile

le tinte

davvero sapeva

io

ope-

trovano, e conforme all'uso, che tenne spessissimo, di

re sue
la

conoscessi su

io

s'

ortolano.

m' univa facilmente

tono generale del colorito

chiedermi

senti pi in

cui

non

col

1513,

e in quello

riserbossi di scrivere

egli

fama

in

vedersi nel quadro

e ne' lavori

il

de' quali era

pi soddisfatto.

La

terza dell' opere

maniere dossesche

delle

suenunciate

ha troppo chiare V impronte

per non doversi negarne

1'

esecuzione alla

mano che colori la precedente, ^asterebbe osservare il tipo della


madonna cosi lontano da quella delicatezza che tanto ci attrae
,

nella vergine, di cui or ora

parlavamo,

e cosi fraternizzante

quella alquanto volgare del gran quadro di

nacoteca comunale.
mit

perch

Ma

il

modo

di

piegare

sebbene

L'

il

Andrea

ora in pi-

disegno delle estre-

mezzo ogni dubbiezza. Ecco

e la tinta delle carni tolgon di


,

s.
,

con

annotatore del Baruffaldi ponga tuttavia cotesl'

annunziata tra l'opere dell'ortolano, ormai non


cordi a riconoscerla lavoro del Dosso

maestria del pennello non permettono

c'

chi

non

s'ac-

poich la franchezza e la

d' attribuirla

a un suo scolare.

96

due tra

dirsi dell' altre

Resta a

accennate

quattro opere superiormente

le

pi difformi ancora tra di loro

che non

escluse dal catalogo degli Ortolani.

La seconda

splendidi, che s'incontrano ne' pi

eletti artisti

XVI. Non

del secolo

ma non

10 stile;

invece

ta

11

Lanzi

versi

biografi

dir

bellissima

ha

belle teste: tocco franco;

senza voler insistere

s'

non erro

io

si

che segua

si,

incontrarvele
1'

attenzione

di quel

Nessuno

secolo.

l'

Ortolano era

tutto di-

Ma,

che corrono, tra

gruppo

il

di quelli,

pu

dir-

Eppure avremmo dovuto


il

quale, pi vi

si

ferma

Quanto a me,

a quest' artista.

che tutto quanto io

quadreria Costabili

modi del

imbarazzo a chi voglia pure formarsi

un qualche positivo concetto intorno


,

la disse

vie, che prevalsero nelle scuole della

le

medesimo

e pi accresce

debbo confessare

o quasi nessuno

staDdo a un altro documento

metodi e

seconda met

La quar-

come

sebbene un po' duretto.

pi oltre sulle differenze,

dissero dell' Ortolano.

perch non ne ha

se vuoisi

pregi pi

prima met

della

de' pi belli.

questi dipinti, volgiamo ora l'occhio a tutto

che

riunisce

un Garofalo

un Garofalo

bella d'

bella anch' essa

e tutti

pu

la si

men

due or ora

le

dissi

nella descrizione della

intorno ai caratteri distintivi delle pitture del-

aveva formato intorno a

del concetto, ch'io

figlio

quella seconda opera, che io doveva descrivere. Se s'arrivasse a

dimostrare
vallo,

be

Ortolano

1'

come suppone

e a chi

che

tal

invece

mi domandasse

documento,

la

di chi

un seguace

del

Bagnaca-

mia poca scienza cadrebdunque

di casa

V altra

Costabili? sarei costretto di confessare la mia ignoranza, e rispon-

dere: non lo so. Anzi dir, e dico,

cuno,

di

discende,

quanto concerne l'Ortolano. Per

come

sempre per

Narra
poi
le

un

il

che nelle raccolte se

giudizii di confronto

Costabiliana. Val
tal

si

sa di sicuro da al-

me da

quel documento

indeclinabile corollario, la necessit

re la pi de' quadri

torno a

nulla

dunque

la

gli

attribuirono

fondati su quello

pena

di

di sbattezza:

quasi

appunto della

spendere qualche parola in-

documento.
Baruffaldi, e su lui ricopiarono quanti scrissero dap-

compreso

il

Lanzi

avere V Ortolano studiato

opere di Rafaello, e del Bagnacavallo.


libro di studi e disegni

eh' egli dice

d'un Giuseppe Rasuri ferrarese, con questa

in

Bologna

ne adduce

in

sul-

prova

avere veduto nelle mani


intitolazione.

<

Studio

97

de mi Zoane Bapta d. Benvegn fatto in Bologna suxo

re

MDVIII.

Bagnac.

del

da

Sangio

del

Urbin

Lanzi legge invece

Il

copia

vorrebbe supporre
farci conoscere

Baruffaldi avesse Ietto male

il

libro del Rasuri

il

andasse a Bologna

anche questa

mettendo anche
1'

che

come

duto in Ferrara

Ma

sincerit di questo documento.


,

non era per anco


n

Rafaello,

del

n sar io, che


le

donne

falle a

l'

to

altr'

epoca

Torner a dire, che,


Rafaello

Imperocch,

lo neghi.

a Perugia

chiamano

gi divenuto queir astro

Ma

giorni.

era la fama

do, anzich conoscere

revano a

cavallo

meno

appartengono

d' un'

Segnatura
vero,

al-

pun-

il

che in questa seconda


vero

improvvisa meraviglia

non
i

c'

C eran

che

che

ch'era

La

mon-

il

suoi lavori

de' giovani

erano ancora quegli

suoi disegni.

che nel 1516.

vedremo facilmente

ma-

quelle che

che sono

di

prima

alla

maniera: appartengono

anelava d'intendere.

di gi,

per imparare

Bologna,

pittore,

a cui rivolgevansi tutti gli artisti de'suoi

poscia sparsero per tutta Italia


fu inviata a

alla

a queir epo-

e ne' luoghi vicini

eran pochi, e appena appena eseguiti.


lui

si

gran

era gi

sua fama padroneggiava gi tutta Italia

la

am-

voglia

e le affeltuosissime sue

della seconda

culminante dell'arte pittorica.

epoca

poich

dipinti della sala della

di chi fece la cor-

inutile

Bologna pittura alcuna celebrata

in

aver ve-

pu mai prestar cieca fede

Bagnacavallo.

Firenze

suoi biografi

mano

onde

senza per

eh' egli dice

per quanto apprezzar

si

pitture di argomenti divoti

epoca

non

in

una discussione

correzione

la

autorit del Baruffaldi

ca

scritto nel-

opera sua esistente nella biblioteca Hercolani

dell'

rezione.

et

che cosi trov

dipintu-

MDVII et
MDXIJI. E l'ananni

li

MDXII

notatore del Baruffaldi ci fa conoscere


la

le

che cor-

allievi

che

santa Cecilia non

Se poi pensiamo

Bagna-

al

essendo anche pi giovane

al-

non poteva esser modello d' imitazione a queir epoche. Imperocch, sappiamo, che, dopo essere stato scolare del
nell' arte

Francia

lo fu di Rafaello in

nelle pitture delle

logge

terminate nel 1517.

maestro,

se

non dopo

Roma

vaticane,

sicch lo troviamo suo aiuto

incominciate

la

morte

di

lui,

seguita

1520 l'Ortolano era gi grande pittore, se fu

quadro

dopo

torn in Bologna a propagarvi

della Costabiliana.

Non

il

1513, e

lo stile del

nel 1520.

lui,

nel

che dipinse

il

pu, adunque, stare, ch'egli studiasse

98

1507 e 1508, e neppure nel 1512 e 1513, in Bologna

nel

re di que'

due maestri

nero col

il

soggetto

dell'

maniere dell'artista, che dipinse quel quadro, sono

le

verse da quelle di Rafaello

gere

a confessione degli

che

di quel

sia in

tutto quasi

in

vertire che

primo

ed

vedeva

grandi opere sue

le

mano ad

la

fronterassi, anzich

so che di lezioso
tatori di Rafaello

si

ancora

ri

ad alcuno.

un

a quegli anni

artista

1527

zare una congettura

in

Bologna

gi guasto

intelletto

Ben

il

tutto

raf-

le

lungi da quel non


e in molti imi-

quieto

misticismo

al

da

congiunto ad una squisitezza

stile

di colorito

come per

suoi discepoli:
,

stile

non

1'

et

cosicch,

ognuno

direbbe

lo

inferio-

contem-

cancellando
anteriore

in

pittura italiana. Se fosse lecito

la

mezzo
,

all'

potersi

oscurit

1'

cui involta la

in

delle quali ebbi

V ha una grande somiglianza tra

nelle qualit pi sostanziali

come

avan-

pi probabilmente ritenere,

studiasse sulle opere del Costa

gi occasione di favellare.

dire

la

semplicit

delle

di essi

com-

la nobilt delle figure, e la robustezza del colorilo, seb-

posizioni

bene

elementi

gli

per lo

a'

storia di quest'artista, direi


,

a cui

1530, che segnano come un' era diversa nel-

maniere predominanti

che

l'

poi, se con questo

una tendenza

data del quadro Costabili

la

la scuo-

qualit peri-

le

vede nel ferrarese un far grave

poraneo a Rafaello, non


ancor

n con

Onde

ad una pastosit ed armonia

disegno

scorge nel Bagnacavallo

si

cui eglino eransi allontanati


di

con cui appunto

pi gravi.

un' espressione divota

secondariamente,

col vero Rafaello, la tavola Costabiliana

che

gran maestro: e su

solo

e trascurando le pi insigni

altro abituata.

differenze appariranno

modesto

moda

viene a spiegarci

esagerandone cio

non potevan arrivare

gli allievi

con

pi robusto

non posso non av-

qui

non

con queir intelligenza convenzionale

colose allora divenute di

le

tin-

Il

usato da questa scuola

sullo scolare del

fatti

questo s'era probabilmente studiato,

la

1'

e per secondo Rafaello

che principalmente eran

ma

tutto di-

soprascrizione di quel libro di studi nominando per

la

Lanzi e Baruflaldi

stessi

Ilafacllo stesso

Bagnacavallo

il

al

e molto pi del Bagnacavallo.

seslodecimo secolo.

il

ope-

le

dopo molti anni soltanto divenammira/ione universale. D' altra parte


quali

le

perfezione tra

le

artistici

mani

siano condotti ad un pi alto grado di

dell'

Ortolano.

,,

99

Ripeto
rofalo

adunque

Ortolano quel contemporaneo del Ga-

1'

e, per merito, emulo, che dipinse la bella tavola del Mar-

chese Costabili; e allora non lui, che studi sui disegni di Rao sono due Ortolani. Il che sarebfaello e del Bagnacavallo

be ripiego non nuovo

in quelli

che non vogliono confessare di

ma

una cosa, o una persona,

nulla sapere con certezza intorno ad

d' aver soltanto congetture non bene armonizzanti tra loro. E queche noi invece vogliamo concludere n pi n mesto quello
,

no

opere

sulla vita e le

possiamo negar fede al Baruffaldi

Certamente non

vane pittore, mentre


,

ove parlava

Rafaello

d'

poco dopo

desimo suo biografo

aver

studiate

dell'

malevolo, ch'egli

ad interposizione del Duca


ruffaldi pot

di

mesulla

di

un compagno

invidioso

aver ucciso

difendendosi,

per cui,

fu imprigionato

non

n' usci se

Ferrara. Ci ricordiamo, che

di

non
Ba-

il

imparar tutto questo da quelle memorie compilate da

Alfonso Gioia

custode

archivio di Castello

dell'

nella vita del Dosso. Certamente

che abbia

Fer-

di

Bagnacavallo

del

ci

scritta dal gio-

Benvenuti patita

del

per opera

non essendo potuto sfuggire

Ortolano.

quando

fatto raccontato dal

il

aggressione

trov

si

opere

le

avvenne

la quale

lettera

1'

Bologna, ad un suo zio

studiava in

pubblica piazza di Bologna


e

una

cogli occhi propri

dice d' aver veduta

rara

Giambatista Benvenuti detto

di

esistito

un

dopo ci

Benvenuti

pittore

il

delle quali parla

non possiam negare

quale studiasse

Ma, dopo

niere rafaellesche adottate dal Bagnacavallo.

ma-

le

ci anco-

vorremmo domandare perch il Baruffaldi non abbia detto almeno qual data avesse quella lettera e di qual nome precisamente sottoscritta. Dopo ci
ci troviamo di nuovo costretti a ripetere

ra

che

tutti

dubbi

e le incertezze

loro primitiva integrit

tore de'
p.

169

Spirito.
in

non pot essere l'autore

Meno ancora

o di quelli

maggiore del nostro


gli

lo

disegna

studioso propaga-

nome

erano

Duomo

ultimamente nominati.

dell'

Annunziata gi
,

o delle belle

anticamente

tutti

Baruffaldi. (Voi.

il

degli altri sette quadretti

eh'

nella

quadro Costabili, e meno an-

del

Francesco

s.

galleria Costabili col suo

Mazza

come

rimangono

espresse

Benvenuti

e che quel

modi bagnacavalleschi

cora della madonna di

test

il

che

si

madonne

palliotto

dello stesso sapore del

biografi dell' Ortolano

di

s.

mostrano
del Co.

dell' aitar

primo

tra

han raccontato

ioo

che molti de' suoi quadri furon portati via da Ferrara


e Garofali, all'epoca

della devoluzione

qui, sono spesso giudicati Garofali.

di

tutti

falsi.

Margherita

Checch ne

Ne

una copia

nella chiesa di

quivi pure

sull' aitar

deposizione di croce a
Baruffaldi

and

e ora nel

sotto

nome

Cristoforo

s.

maggiore

lui attribuita; di

Madonnina

di

all'

Ga-

ospizio

gusto bagnaeavallesco

dice

Cromer,

dal

al dire dello stesso

s.

Mu-

una copia d'una

mi par dica hene. Una piet ricopiata

eh' era alla chiesa della


faldi

que' giudizi son

forse

gi accennai

resta

degli Esposti.

il

come

Dossi

ricorder alcuni de' pi noti. La

eh' era alla chiesa della Consolazione

seo Borhonico di Napoli


rofalo.

sia

come

Ducato; e che, fuor

del

Baruf-

Spagna.

alla corte di

Finir con la descrizione della

tavola Costabiliana tante volte

da me nominata.

La scena

quadro rappresenta l'avanzo d'un antico

del

un tempio pagano

forse

nuta da

con un' arcata

marmo

pilastri dello stesso

campagna

con montagna

attraverso

lontananza

in

si

veggono

meno

sul

si

opera

nel

inginocchia in atto

di

mezzo

dalle pilastrate la-

con corona

in

in

una specie

capo
di esta-

Quivi san Giuseppe

della scena.

presentare

la

davanti della scena, cin-

a destra e tre a sinistra

ultimo a sinistra. Tutti contemplano

ci che

si,
s'

1'

compariscono

usciti, e

que martiri, due

quale vedesi

la

e paesaggio di finissima

esecuzione. Sono sparsi sul suolo pezzi di colonne


terali

edilzio,

scuro soste-

di travertito

santo bambino alla sua di-

il

vina madre. Esso scherza vezzosamente col giglio simbolico del pa-

dre putativo. Ella,


vato

pare uno scaglione di

marmo
come

nistra le vesti, alza la destra

lo, in cui tiensi fissi gli sguardi,


di

modestia, ed affetto

predestinata
si

madre

superiori

s.

Nicostrato,

Tajapreda

s.

mia eredi 1520.

si

s.

si-

Castorio,

di santit,

propri soltanto della

sassi giacenti in terra

s.

pi abbasso

li

quattro inco-

Claudio,

Mi

da Tremigo de Lago de Como

s.

Sinfuria-

Gio.
feci

Andrea
per mi e

Non pu non
ronali martiri

umano

Questi santi se chiamano

Simplicio

dei Gilardoni

raccolte al seno con la

Sur uno dei

ronati martiri che funo tajapreda,

no

in atto di benedire al figliuo-

con una espressione

all'

del redentore.

leggono queste parole.

sur un luogo alquanto pi ele-

piedi

ritta in

fare meraviglia cotesta iscrizione

dicono quattro, sebbene poi

li

nomi

ove

li

santi inco-

e le ligure siano

101

cinque. Per conoscere donde nasce l'equivoco giova sapere, che i


cinqne martiri qui rappresentali e nominali furono veramente sommi
scultori

quali ottennero la

palma

del

Roma

martirio in

nella per-

secuzione di Diocleziano per non essersi voluti piegare a scolpire


statue degli idoli

n ad adorare

furono sepolti, vennero due anni dopo tumulati pure


coronati Severo

rizzati anch' essi sotto

Roma

in

a questi quattro

otto di

Novembre

custodiscono pure

si

e la festa degli uni e degli

altri

ri

Nicol. Viene ricordata

s.

dal Lanzi, e da tutte le guide di Ferrara

Ed

veramente uno

primo ornamento della Galleria

come un

de' pi splendidi, se

re

le

la scelta cosi

vie semplici:

sorii

idea della celeste purit.

all'

solo fine

si

lo stile largo e

modesto

Anche

quello d' innalzarci fino

la scelta

cennare misteriosamente che, ove sorgevano


pii

rag-

la grazia e soavit de' contorni, e tutti gli acces-

sembrano cospirare ad un

si

tipi dei volli, le attitudini delle figu-

addattata delle vestimenta

panneggiamenti,

de'

ca-

non

Per essa pu sempre pi

Costabili.

comprendersi, come l'idea del bello nel suo pi alto grado non

giunga che per

agli

altare gi della famiglia Giraldoni, poi dei signo-

polavoro dell'Ortolano.
il

corpi di quei cinque

grandezza quasi naturale, ador-

di

Dallafabra nella chiesa oggi chiusa di

dal Baruffaldi

nella chiesa intitolata

(1).

un

altre volte

fratelli, marti-

celebra nello stesso giorno

si

Questa vasta lavoia, con figure

nava

Imperatore.

lo stesso

santi quattro

li

Severiano, Carpoforo, e Vittorino

le

simulacro del Sole. Nel luogo ove

il

mostra

del luogo

gli idoli, e ne'

sarebbe quindinnanzi seduto come in trono

di ac-

loro tem-

redentore.

il

Ma

quello che sovra tutto ne richiama a sentimenti di religiosa devozione


la bellezza e l'affetto spirante dalla figura e dal volto della Vergine.
11

pittore raccolse quivi tutte

le

sue forze

qualsivoglia pi celebrato maestro.

V ha

non rimase

misto di compiacenza e di tristezza che sparge su tutto


tinta
al

al disotto di

neh' atto di quel volto un


il

quadro una

melanconica non esprimibile a parole. Sembra che nel benedire

vispo fanciullelto,

cui venne al

Calvario.

mondo

il

cuore della madre presenti e ricordi


la

prova da Dio riserbatagli

l'

il

fine per

ignominia del

questo concetto cos delicato, cosi proprio delle anime pie-

tose solite a meditare sui misteri della passione, era convenientissimo


(1)

Breviar.

Rom.

die Vili

Novemb.

Lect. IX.

De

his Baronius ad

ami. 303. n. 15.

14

,,

102

un quadro votivo rappresentante

in

la visione,

a cui sono in ispirito

esaltati que' santi martiri.

XXIII.

GIROLAMO MARCHESI DA COTIGNOLA


Nacque

Cotignola circa

in

babilmente nel 1481

Vasari.

al

ma

Fu

come

1471

il

pu vedere

si

ma

secondo alcuni:

pi pro-

nelle recentissime note

scolaro del Francia in Bologna, poi studi a Ro-

sotto Rafaello. Quivi

segnatamente nel fare

distinse

si

tettore in

Tommaso Cambi mercante

mes.

una donna

suoi amici gli fecero sposare

conoscendo
69 anni
Napoli

le

siffatta

Secondo

mala

ne ammal e mori

sicch mori nel 1550.

Il

la

il

motivo

morte

nell' essere

il

ch'egli

dopo

tato nella scuola,

tero

abbandono

delle

morte

la

dio continuo della grazia

stile

Lanzi vorreb-

moda. Se per

proponesse

si

orme

di

lui;

la-

Bagnacavallo
per modello da

che mostrava uno stued un in-

del quattrocento.

In Ferrara, nella galleria Costabili

gnola

dee

si

ove

raffaelesco, quale era stato adot-

si

dorazione dei re magi al nato bambino

oblunga

e del

qualche volta anche forzato

e in

improntate del secolo precedente,

vorava a concorrenza d'Innocenzo da Imola


dire al contrario,

Aveva

Roma

giudicare dalle opere che quest' artista lasci in Bologna

dovremo

quale

la

di dolore.

Vasari dice che in

di Rafaello era fuori di

imitare quasi unicamente lo

Vasari,

il

vita

sue opere non ottennero gran favore: e

be ravvisarne

che dopo

per

egli

di

un pro-

Torn a Roma,

firentino.

sembra che avesse cumulato molto denaro.

ritratti

molti uomini celebri. Di l pass a Napoli, dove trov

di

mostra come sua un'atavola piuttosto grande

proveniente dal Convento dei minori Osservanti di Coti-

assai patita.

Nella chiesa di

s.

Maria

in

Vado

alla cappella

Varano

presso

V altare del preziosissimo sangue, un suo quadro, dipinto nel 1518,

con due figure emblematiche


di

questa sono

Varano, come
in

un

il

ritratto

lo dice

si

Le sembianze

della Filippa Guarnieri moglie d'Ercole

un' iscrizione latina in sua lode, che

cartello pendente dalla sua

enigma, che

giustizia e fortezza.

mano.

Sotto'al

quadro

si

legge

un famoso

dice scritto dal Guarini seniore; intorno al quale

si

e-

sercitarono molli acuti ingegni senza riuscire a darne la spiegazione.

103

Bologna

salizio della

Vasari

Aveva

pinacoteca una gran tavola

in

madonna, ch'era

insieme

altre volte in

dipinto con Biagio Pappini in

non ne rimangono

non quattro

se

spo-

lo

Giuseppe, citata dal

s.

peduccio.

tre storielle del

alle

con

d' altare

Michele in bosco

s.

evangelisti

che

veggono

si

ma
in

sacrestia.

Rimini, dice

il

che dipinse

Vasari,

correnza di Benedetto Codi e

di

in

Colomba, a con-

s.

Lattanzio della Marca

ma non

ne

rimane alcun vestigio.

A
cia

una madonna in trono col santo bambino tra le bracmezzo a vari santi. Opera notabile perch ci rivela il vero

Forl
in

cognome. Porta

scritto

Hieronimus

Pesaro, nella chiesa

di S.

M.

Marchesius cottignolensis.

una gran tavola

delle grazie

rappresentante la concezione della madonna, in mezzo a molti santi,


e coi ritratti di

Ginevra Sforza e Costanzo

suo

II.

figlio.

Fu

incisa

nella storia del Lilta.

Napoli

museo Borbonico

nel

6anti Gio. e Paolo.

mentre rimaneva
In Inghilterra

no

A
tignol.

quadreria Solly

galleria Hercolani

Berlino

che d

de' quadri

in gloria coi

eh' egli dipinse

in quella citt.

santi Pietro e Gregorio

anno 1528

gnol.

Uno

una madonna

probabilmente

dipinta per
,

una madonna

papa

segnata

una chiesa

col santo

Hieronimus

Lugo

di

bambiCotli-

poi passata in

e di l trasferita a Londra.

un

nella galleria reale,

la regola ai suoi discepoli.

s.

Benedetto seduto in trono

Porta scritto

Hieronimus Cho-

1526.

XXIV.
BARTOLOMEO RAMENGHI
Dobbiamo

al Baruffaldi

bolognesi

che tanto

l'

il

1'

avevano lasciata

ammirarono,

e lo

poscuola. Essi lo dicevano nato nel 1493,


Il

BAGNACAVALLO

V avere rettificata la biografia di que-

sto artista dagli errori nei quali


tori

detto

gli stessi scrit-

tennero per loro ca-

morto nel 1551:

Baruffaldi dimostr che nacque a Bagnacavallo

provincia ferra-

rese, nel 1484, e mori a Bologna in agosto del 1542, per vomito

104

Era

sangue.

di

mentre aveva

lo indusse

pittura

studi sotto

1503

nello scontro che

alla scuola di Rafaello

ed compreso

ebbe

avendo gi qualche principio

Francia; non molto dipoi

il

ferita riportata

a partire dalla patria, risanato che

ed a recarsi a Bologna, ove

Una

piuttosto armigero.

diciaunov' anni

soli

con un suo nemico,


fu

animo

d'

dire

al

Lanzi

del

di

Roma

trasferissi in

nel

catalogo di quelli che lavorarono nella loggia Vaticana. Vien reputato

primo fra coloro che recarono

il

scuola in Bologna, dopo

gran fama. Di qui forse


il

Vasari

ira

e di nessun ingegno

lui e le

come

artista

narrando

che era

zioni di Rafaello, e a dire pazzia


tre,

per lo contrario,

un ristauratore

lui

il

Malvasia e

il

massime

maestro; per cui

del

che contro

quale volle deprimerlo

il

morte

la
l'

lo siile e le

solito

presumere

della

vi sal in

sue opere mostr

poco merito

di

a copiare

inven-

le

meglio: men-

di far

bolognesi, che ravvisarono in

loro scuola, ne magnificarono le opere,

della

mostrando non esser vero eh'

egli

abbia sempre copiato. Vien

lo-

dato principalmente per una morbidezza e vivacit di colorito assai


rare nella scuola cui appartiene.

con Innocenzo a ricercare


zioni di quello

vunque

paganesimo

in

pagato
chiato

monotonia

dell'

che and
le-

composi-

naturalismo e del

del

que' di dominante a Firenze. Noi abbiamo gi altra

un

po' troppo di quel lezioso

che agli

arte pura del quattrocento tanto duole di veder pro-

queir epoca, per opera principalmente di chi avea suc-

in
il

e secchezza delle

alle seduzioni

e cedette

volta scorto nel suo fare

amatori

Mariollo Albertinelli

nell' officina di

alla tanto biasimata


:

Professor Rio riferisce

libero e largo, che allora contrapponevasi do-

stile

zioni tradizionali

Il

primo

da un Francia.

latte

In Ferrara la galleria Costabili possiede due sacre famiglie di

sua mano.
In Bologna

bambino
con

a'

in piedi
santi.

altri

liera.

prende alcuni

Era

fiori,

d'

il

Una
fiori

sacra famiglia

da

s.

altrevolte nella chiesa

Sagrestia di

piedi: tavola col

Fresco

Pinacoteca

s.

Pietro

nome

Un

una sacra famiglia con un angelo


ritratto del

della visitazione

di

s.

Card. Albornoz. 1524.


Elisabetta

Madonna

della

Crocefisso

l'anno 1522.

ove

il

santo

Giuseppe inginocchiato

colla

Spagna

che sparge

di

sopra

S. Vitale

nominato anche dal

di Gal-

Maddalena

Collegio di
,

Fresco
Vasari.

105

S. Stefano

detto
re

Un' incoronazione della B. V. a fresco

atrio di Pilato

1'

sopra

muro

rato con un

che

a uso di caserma.

lo

S. Salvato-

che sazia

turbe con

divide dal resto

le

recentemente ripa-

del locale inserviente

maggiore della Collegiata

sull' aliar

Cristo nelle nubi; e sul piano,

nel chiostro

Beccadelli.

lodato dal Vasari

quadro

In Bagnacavallo

Ges

deposito

il

Fresco rappresentante Ges Cristo

cinque pani e cinque pesci

s.

Pietro,

s.

s.

Bernardino,

madonna

Michele Arcangelo.
In Torino

diversi santi

nella B. Galleria

gran tavola con

la

altre volte ne' cappuccini di Ferrara.

In Berlino

galleria reale

s.

Agnese

s.

Lodovico

Pe-

s.

tronio colla citt di Bologna.

In Dresda
gloria

galleria reale

bellissimo dipinto

madonna

la

in

e diversi santi in adorazione.

XXV.
GIBOLAMO CABPI
Nacque

Ferrara nel 1501.

in

nobile famiglia Carpi,

nome. Certo

della citt di tal

pintore

de' Carpi

Garofalo,

a Bologna
la

veduta

siasmo

di

, il

cui dicesi

di

ove

si

diare a suo beli' agio

di

Il

Vasari

fosse

garzone

nome

apprenderne

recossi

Parma

il

le

destassegli

modi

e le tinte.

si

ritavano

acquist ben presto quel


i

sotto

Poi pass

nel

Non

tempo

nome

il

si

grande entu-

che per potervi stu-

dapprima a Modena

vitto co' propri lavori.

maniere

il

nel far ritratti. Narrasi che

conoscesse personalmente n questo n

logna

nel 1520.

Pu

poi a

stesso

Parma
che ba-

credersi che in

studiasse anche sulle pitture del Parmigiauino

spesso ricorda

di-

chiama da Carpi ,

lo

puramente Carpi. Studi dapprima

attendendo a trar copie di que' dipinti

dava a procacciarsi

un povero

che suo padre era

acquist gran

smania

sa se fosse agnato della

si

un secolo, ed originaria

qualche opera del Coreggio

e tale

Giraldi

Non

da circa

o piuttosto verniciatore.

Superbi
il

estinta

di cui cos

sa per di certo che

Coreggio. Tornato in Bo-

di egregio artista

suoi rari talenti: e fu adoperato in opere di

che me-

gran momento.

106

Si

ammirano ancora

una

della B. V.

co e

Sehastiano

s.

due insigni tavole lodate anche dal Lanzi

le

che porge

bamhino

il

nella chiesa di

Catterina, con

s.

Salvatore

s.

1'

fania, di un fare molto pi grandioso e magnifico,

Boncompagni

in

compagnia

Biagio Puppini

di

Marlino

s.

alla cappella

Lavor qualche tempo

maggiore.

poi se ne distacc, dice

Roc-

s.

altra dell' Epi-

per non guastarsi stando con uno che lavorava solo di pratica

accattava idee sui disegni

mentando queste parole


cile

vedere quanto

il

gegno

ed

il

nostro Carpi

La morte

toru a lavorare con

per quanto

procuri difendere

il

gusto.

in

altrui.

il

Duca Ercole

stesso Tiziano

mandato

voro fu

II.

tenendone

del padre lo richiam in patria, ove

di

cui ricopi

le

maniere per

Francia come

in

Lo troviamo adoperato

Garofalo. Dicesi che

il

di

quella casa, che

di

Marchesi

avevano dominalo

cendio che consum, non


trattenne in Ferrara

Ricordiamo prima

molto

ove

ci che

il

il

Vasari dice

da Carlo V; e
caduta

di

il

le

Ferrara
;

dodici col

nome

opera perita per V

in-

le

ora Seminario

facciate esternella via Bor-

rimpetto alla residenza dei Vicele-

famosa presa della Goletta

alcuni freschi nel convento di

Giorgio

s.

montagnola

la

muro

s.

Roma,

Card. Ippolito

d'

si

s.

Paolo,

mura, ed

delle

Giorgio

di s.

Giorgio

luogo di

conservano molte

negli anni 1541 e

scene per la rappresentazione


Il

fuori

in casa del sig. Co. Massari. Circa

tempo, e precisamente

del Giraldi.

seco in

segnatamente nel

l'effgie dei sedici principi

in

effigiata la

Di quelli di

belle figure staccate dal

ancora

la-

del Tiziano medesimo.

tempo ha divorato

Olivetani a

palazzina presso

delizia degli Estensi.

lo stesso

suo

Baruffaldi invece sostiene che rappresenta-

Fetonte

altri in quello degli

altri alla

il

quella della Casa di Soncini nella piazza della Pace ac-

gati, su cui

la

che

moglie ed attese a lavorare.

prese

canto al palazzo Arcivescovile

fatta

dallo

fattogli
,

quel nobile edifizio. Molti anni

ne dei palazzi Muzzarelli e Trotti

gonuovo

guisa

tal

opera

quattro con quello di Duchi

ritratto

il

molte opere estensi

in

palazzo di Copparo, ove aveva ritratto

va

fa-

Tiziano, tornato circa quel tempo in Ferrara, lo commendasse

assai al

si

ed

superasse in fervidezza d'in-

antico suo maestro

1'

Malvasia, com-

il

suo bolognese

il

in

Vasari,

il

Esle

pochi anni dopo, e

gli

Orbecche

dell'

secondo

1545, dipinse

di tal

affid

e dell'

nome

come ad

Egle

lo trasse

architetto

107

da

la direzione degli edifizi e lavori della villa

Ed anche

tecavallo.

manza

Ma

fabbriche di Belvedere.
lo costrinse

alcuni emuli

ad onta

di

rimanere

acquist ben presto

Roma

che

degli amici

a capo de' quali

narsene a Ferrara presso la moglie e

secondo

Mor nel 1556,


perbi, a cui

si

attiene

Angeli ora distrutta,

secondo

il

il

Nel correggere
finite

secondo

Fu

in quella di

Su-

il

somma

vivacit

Francesco

s.

in s qualit assai rare

nell'in-

veramente mira-

nel lavoro

Le sue opere

e ricorreggere fu infaticabile.

volle tor-

sepolto nella chiesa degli

e piene di pentimenti

invidia di

confortavanlo

Vasari

il

nel 1568,

primo,

al dire del

dole naturale: diligenza ed assiduit

sono molto

l'

figliuoli.

Vasari,

Baruffaldi.

suoi che

era

a trovarsi insieme: ingegno svegliatissimo

bili.

mosse

gli

Fu uomo che congiunse

Guarini.

il

rino-

tal

volle architetto delle sue

il

guerra

la

Mon-

acquistala a

ben presto ad abbandonare quel servigio.

delle sollecitazioni
in

si

Giulio III. nel 1550

che Papa

quest' arte

in

lui

da nuove pen-

ricoperti

nellate soprapposte ai primi concetti. Studi assai sui maestri che

pi erano in

nondimeno

si

fama

a'

suoi giorni

compose uno

principalmente sul Coreggio

veracemente suo

stile

che

Lanzi, non ebbe eredi. Lo studio a cui pi intendevano

tempo era

rofalo

di cui ritenne la sceltezza delle

che

la grazia.

meno

trasparente, e

del Parmigianino

di cui imit

so di lui, fu certo

scost

corda

e la

il

meno

da Benvenuto
Coreggesco

lezioso.

e prese

e pi

pure

il

fregiare

e liste diverse.

Parma

in

cos presso a

devasi a que' tempi


li

quali

il

partecipa del

venne
lo

il

nome

il

Lanzi loda nelle

romano

del

Mantova

di Giulio.

argomenti

sacri,

ma

le

vesti

che

Romano,

Giulio

donde

modi quan-

grande

sono questi

ri-

col

diffon-

molivi

per

sue opere di Bologna una venust che

lombardo migliore. Di

grande amore pe' soggetti mitologici.

una sua Venere inviata

quello

invenzioni

grandioso

quale pu qualche volta confondersi. Forse ne conobbe

do fu

Ga-

il

colorito

panni e

Nel disegno e nelle

di

pittori

Se non fu pi grazio-

un fare largo

ancora quel

moderazione

altri. Il

come dicemmo, a

avvicina assai,

si

con fibbie, nastri, cordoni,

si

forme,

preserv dall'affettato, in cui caddero tanti

lo

Egli n' ebbe a primo maestro

di quel

al dire del

Il

fors'

anche

gli

Vasari loda a cie-

alla Corle di Francia. Tratt

anche

gli

pi per comando, che per inclinazione, seguendo

108

dominava

gusto che

il

opere pezzi

anche

Ma

trema sua diligenza

da camera
Lanzi

il

sue opere sono rare

le

lo pi

sono

causa forse

massime

nella Quadreria Costabili.

carattere morale vari con V et.

In giovent

fu

l'es-

in quadretti

di soggetti teneri e delicati

che pu vedersi

il

di chi era professore

e lentezza nel lavorare

che per

incontrano nelle sue

s'

degni veramente

d' architettura

in quesl' arte.

suo secolo. Spesso

il

dice

suo

Il

assai dedito a'

piaceri, lodato per amabilit nelle conversazioni: dilettante di

donne

amori

e gli

mu-

quand'ebbe preso moglie abbandon

sica e suonatore di liuto:

le

ed in vecchiaia divenne austerissimo e severo

co* figliuoli.

Le
tavola

eh' era

miracolo
re

di

arabeschi

d'

Francesco

s.

modo

piazza de' poliamoli

Giorgio.

s.

tutta la chiesa

dell' epistola.
,

di
,

un grazioso riposo

Presso

il

Co. Antonio

Mazza

il

muro

gi nel convento di

cispedale

sig.

una santa martire

Gi-

s.

della

Michele,

s.

palazzo Crispi fu

Il

dopo l'incendio
balaustre,
,

del

ch'egli

per la qua-

che se ne facessero di mar-

Venti

quadri tra grandi e picle

il

nozze
il

Cana

di

nome

suo

ritratto

d'

lo

sposalizio

di

s.

Alfonso

fresco

Caterina.
,

la

quasi

tempi, e ministro d'Alfonso

Giorgio.

s.

all'altare

Barbi Cinti due grandi lunette a fresco

Presso
,

marmo con

in Egitto

Falletti, letterato celebre de' suoi

fregio

il

Paolo

e la scala a chiocciola

Galleria Costabili

fresco sopra la porta

un' adorazione de' pastori, ov' era scritto

obliterato

s.

fresco con

meritano speciale menzione:

coli; tra' quali

Flora

il

porta del Castello, nella

bambino

col

anche a cavallo prima

gradini.

rialzo del castello,

il

surrog alle antiche merlature

mo

Sulla

dalla parte di dentro.

1554, a partire dalla loggelta

saliva

rappresentante

vagamente intrecciato

una sacra famiglia a

architettato da lui. Cosi

si

pennacchi delia volta,

Una madonna

del palazzo Crispi

le

la

figura di gigantesca dimensione,

rolamo seduto;

crociera dalla parte

pi elegante e svariato.

il

in pinacoteca

che fa parlare un bambino per riconosce-

che circonda

di putti nel

altare della famiglia Obizzi

all'

Antonio

s.

padre.

il

A Ferrara

principali opere sue sono.

II.

staccate dal

Nella spezieria

dell'

Ar-

gi nella chiesa demolita

figura di grandezza naturale.

In Bologna

oltre

due quadri gi menzionati

lavor a fresco

109

nella sacrestia di

Michele

s.

in

compagnia

in

Biagio Pup-

di

In Firenze, nella galleria

pini; e ne restano begli avanzi.


il

bosco

Pitti,

ritratto dell'Arcivescovo di Pisa Onofrio Bartolini Salimbeui

tato dal Vasari

Ducale

leria

piet

con

d' Anllrile

rina tirata da cigni.


in

tavola

di

nel sepolcro,

un

ritratto

piuttosto del Garofalo. Nella galleria

che direi

un quadro

due opere

altre

Modena, un Ges

di

minor conto. Nella

con Cupido,

In quella

ci-

gal-

una

Dresda

di

una conca ma-

e najadi, sopra

adorazione de' magi

di Berlino un'

eh' era altrevolte nella

chiesa arcipretale del Bondeno.

XXVI.
NICCOL BOSELLI
Prima
tore

del Baruffaldi

che riempi

tori ferraresi
lo.

egli ci

s'

ignorava pertno
opere la nostra

di tante

racconta

per

Aveva primieramente osservato

dri di sua

mano

veggonsi

le

in

fondo

al

MDLXVIII. Fu da

guisa

giunse a scoprir-

in

occhi loro

Furono
e

veggono indicale

altari delle

massime

molita chiesa di

le

1'

s.

avere studiato

Anna.

nome
il

Del resto
lui.

il

con

PINS1T.

che presentarono

maestro; talvolta

prime indubitatamente sue.

Roselli lavorasse in Ferrara

come erano

e la de-

manca assolutamente qua-

ci

pu anche esser vero.

che quest'uomo, di mollo studio

e pi spesso

attendeva ad imitare ora


Dossi,

ancora

agli

Qualcuno ha supposto che possa

alla scuola dei Dossi

dotato di pochissimo genio

visi-

occhio

mano

stessa

Oratorio gi denominato della Scala

per l'osservare,

Bagnacavallo

sott'

molte dipinture che nelle guide po-

col suo

lunque altra notizia intorno a

l'altro

della

in certe chiese tutte piene de' suoi lavori


,

quando

cadde

NICOLAUS DE ROSELLI

che scoprirono quanto

oltre la Certosa

facile

gli

qua-

de' dodici

navi laterali alla

N. R. P.

iniziali

stessi caratteri di quelle

gli

essi

uno

ci che egli, e l'amico suo Carlo Brisighella

attribuirono a questo artista


steriori si

pit-

qual

coro manifestamente

scritto sotto queste parole

questo

di

come

tando la chiesa parrocchiale di Lagosanto

quadro

nome

Nelle Vite de' pit-

che sono sui dodici

chiesa della Certosa

il

citt.

talvolta
il

Carpi.

Benvenuto,

v'

1'

si,

uno

ma
ora

talvolta

il

bisogno di dire,

15

no

che come
delli.

imitatori

g'

suo lavoro

Il

un miniatore

lo d'

singolare

lorito
lo

tutti

tira

Costa,

ma

Oltre

suddetti quadri

ma

al

rossiccio

come

riesce senza vita.

come

quelco-

Il

se fosse fatto a pastel-

fuoco della scuola del

il

che mancasse nel 1580.

Si ritiene

Certosa,

della

mo-

de' suoi

ricercato

snervato e privo affatto di franchezza.

sembra un tentativo per riprodurre

al disotto

minuto, accurato,

sempre

rest

esistono

Ferrara

in

se-

le

guenti opere del Roselli.


In pinacoteca
gio

una tavola rappresentante una

altrevolte nella demolita

morte, ora

della

Martino

un

leria Coslabili,

Croce:

in

s.

Gio. Batista,

figure

di

Era anticamente

due

anch' essa

ci attestano

il

s.

s.

nella

Romano

gal-

tavola grande,

terzi del naturale

nella chiesa di

al-

Paolo, un

s.

Lazzaro:

s.

ristauri ivi operati dal Card. Crescenzi nel

maggiore della chiesa


Bianca, siccome

Eli-

s.

nella chiesa

col ritratto del letterato Gio.

un

presentazione di Ges al tempio

la

nella sacrestia di

Giacomo maggiore

s.

ovale al di sopra
tita.

s.

Maria Verali:

storia di

Anna:

s.

Apollinare, un fresco delle storie relative

s.

l'invenzione della

chiesa di

alquanto pa-

Dopo

ora chiusa.

1753, pass all'aitar

pi non esistente

Cittadella e

di

Barotti.

il

Maria

s.

Ed

uno

de' lavori pi pregevoli usciti dal pennello di questo artista: supe-

riore per molti riguardi ai quadri

che

pi

d'

un

intelligente

la

medesimi della Certosa

pretese

opera

pi altre quattro tavole rappresentanti:

in

casa del fariseo e

la

mente
sto
s.

si

Maddalena appiedi

con un' armonia ed un accordo

piuttosto
la

tanto

del Carpi.

cena del Signore

del Salvatore

insolili nel Roselli

dipinta

sicch

difficil-

trover un suo quadretto da camera pi lodevole di que-

anche

Francesco

in ottimo stato:
di

un Sudario,

Paola che risana un cieco

piccola

testa.

ed altro miracolo

operato dallo stesso santo dipinto con grembiule ed istrumenli in

mano da muratore.

111

XXVII.
GABRIELE CAPPELLINI
Fu
prima

sopracchiaraato
diede.

si

uno

tore per

CalzolareUo dalla professione, acu dap-

narrasi che da questa passasse

un giovane. Aveva

Dossi e calzavan

bene

un paio

fatto

che questi disse

potuto far meglio dipingendo. Soggiunse

be dato

animo

1'

cia di persone

non

di dipingere
se

insistendo

gere

e prese tulli

il

queir ardire nelle mosse delle figure

Ferrara

pieghe,

le

che molti de' dipinti

facile

siano opera sua

come

freschi che corrono col

nome

loro moltiplicit ed immensit

direzione

distinguerlo

curamente

tempo

ma

con

almeno

di

mano

1'

sua

certo

egli

possa essere

Orlandi e dal Boschini col

to ferrarese dicesi significasse

sona

pellini

la

con

noi non
sia

mai

nome

quelli di

so che

suoi lavori

che appunto per

con

Il

la

la loro

carattere che sembra

di

esistono

acceso

come

cupo

ad una robustezza e
Baruffaldi ed

lo stesso pittore

il

si-

al

virilit

Lanzi sem-

ricordato dal-

che nel

di Callegarino,

Bergamo menzionati

notizia

Il

di

dialet-

appunto Calzolaio. Non conosco per-

fondamento abbia

abbiamo

molti

ritenersi eseguili

quale abbia fatto confronto fra

so dire quanto

massime fuor

condiscepoli nei gran-

che qui tuttora

un non

istruito

espressione ne' volti.

che

dei Dossi

straordinaria nelle forme delle figure.

l'

altri suoi

congiunto

di ap-

quella forza di tin-

Dosso

aiuto degli allievi.

stesso nel colorilo

brano accennare eh'

al

debbono

ne' quadri

e brac-

il

quella franchezza nel

quella

attribuiti

sono confusi insieme con quelli di


di

ma gambe
E

avreb-

Cappellini da calzolaio diven-

modi del maestro

disegnare e nel modellare

gli

incominciando quasi per

e cosi,

capo a breve tempo

in

ne pittore

solo scarpe

sarebbe

si

che

con ogni possa per essere

nell'arte. Dosso volle contentarlo

ischerzo

non

giovane

il

le

scarpe a Ba-

di

Dossi avessero voluto insegnargli.

presso torn a loro

altra di pit-

all'

che spesso valgono a rivelare

di quegli accidenti

inclinazioni di
tista

il

siffatta

quadri del nostro Cap-

dal Lanzi

ne quindi pos-

congettura.

alcuna per poter ritenere

stato a dipingere fuor di Ferrara.

Certo che

che Gabriele

S'ignora l'epoca di

112

sua morie
il

come

quella della nascita

1520, perch a

c'

Frizzi per

anno

tal

che altrevolte era in


Il

ricevere

E con

due

somiglianza

Ges Cristo

soli

un presepe

lesse, nella data,

aveva dipinto in concor-

col

che

ci

1'

santo titolare

il

Pietro apostolo,

vengono

ai quali gli
,

s.

della Rosa.

pi coerenza, dice V autor delle

che

ove sono uniti,

quadri,

quadro,

il

Maria

s.

parleremo fra poco. Questo,

di cui

stimmate, con

le

cia, sono

Baruffaldi

T. 2. p. 163 della prima ediz.

Francesco,

s.

dice fiorente circa

si

dal

Giovannino, ed ora a

s.

ora pi non vedesi, 1550.

dro in

e lo

riferisce

si

note al Baruffaldi, se vero

renza col Diela,

attribuiti

alto di

in

Luigi di Fran-

s.

del Calzolaretto

restino

qua-

altro

un battesimo

per

N.

di

S.

nella galleria Costabili.

XXVIII.
GIO.

Uno
in

FRANCESCO SURCHI

detto DIELA

de' pi chiari allievi della scuola dei Dossi.

tutte le grandi

Copparo

forse

Lavor con

opere loro affidate: a Belriguardo, a Belvedere,

anche

in Castello.

Per quanto

egli

dele agl'insegnamenti de' suoi maestri, e conservi


re nelle idee dei volti, nella

largo di trattare
re sue in

mezzo anche

invenzioni, e

lavori

si

a quelle di

le figure, di

Quadreria Costabili.

sione ai rimproveri

che loro

meno negare
rappresentare

si

Pare

luce

Nulla o quasi

che mentre visse

pre dappresso

come

il

caricando

in ci

suoi

Quelli che ci

in tanta esten-

una debolezza per

da un punto

parti, sia del

maestro Dosso

aiuto e

sue

non possiamo per nem-

derivata

nulla

le

descriverli quasi tutti nella

una vera passione

gli effetti della

e nel dissonante.

danno

fortemente concentrata in alcune


singole figure.

e degli altri scolari, per


di luce

non possiamo consentire

eh' egli avesse

modo

donde poi alquanti

non sono molli, dovemmo


se

loro caratte-

lumi fortissimi. Viene anzi tacciato

dissero urtare nel crudo

rimangono,

Dosso,

ed esagerazione

fe-

facile riconoscere le ope-

che pose nei contrasti

soverchia arditezza

il

rimanga

robustezza delle figure, e nel

panneggiamenti, pure

lo studio singolare

di

essi

quadro,

sappiamo
,

della

solo

sia delle

sua

vita.

a questo egli stesse sem-

compagno. Imperocch

le

memorie che

113

hanno

di lavori affidati a

lui

in cui Dosso era gi morto.

si

solo, sono tutte posteriori al 1580,

Eccone

leria Costabili.

1'

dia tutta la scena

gure

di

La

sepolto

Maria

Adorazione

Vado.

in

gal-

Ges bambino

di

dal redentore e irra-

Questa vasta

di quest' artista.

era

tela

con

fi-

chiesa ora

altrevolte nella

Bocche. La gloria degli angioli fu dipinta

di

per ampliare

dallo Scarsellino

M.

s.

ad imitazione della celebre notte del Coreggio.

capolavoro

s.

in

ora riunite nella

luce parte

grandezza quasi naturale

demolita di

si

elenco.

fatta da' pastori nel presepio.

il

Fu

non era pi

eh' egli

principali di questo artista sono

Le opere

dirsi

dicono

ci

si

giovane quando mori nel 1590.

Pu

la

ed adattarla

tela

all'

altare ove

volle collocata.

E
E

Altro quadro su Io stesso soggetto.

santo

bambino posato

sul presepio.

qui pure la luce parte dal

questo

presepio che

il

il

Lanzi chiama pregiatissimo, e uno dei capolavori del Dielai. L'altro, a suo dire, quello di

Bernardino

s.

Certosa assai patito e ritoccato.

giunge

tavole;

ma

celienti

accordano

si

ss.

una

all'

ora nella chiesa della

chi

sono

all'

Rosario. Tavola grande

pi vasto e principale, figura

il

Gli altri quattordici

1'

Annunziazione

sono rappresentati

Al di sopra

il

P.

offre

Eterno

due

ovale al di

di

mezzo che
,

il

ec-

primo mi-

in altrettanti piccoli

un lungo quadretto trasver-

quadrettini che lo circondano. Al basso


sale in piccole figure

sog-

altra delle

sopra, divisa in pi compartimenti disuguali. Quello

stero.

divisi

amendue per cose

qualificarle

in

Gli scrittori

in dare la preferenza chi

quindici misteri del

ultima cena di Ges cogli apostoli.

1'

due

e ai

lati

due angeli.

Altro piccolo presepio. Quattro tele a tempera.


I

ritratti in

tela di

Alfonso

II

Duca

di

Ferrara

di

Barba-

ra d' Austria sua seconda moglie.

Quattro

mavano
in

la

tele

comprendenti ventiquattro compartimenti che

soffitta

di

24 quadretti sono

Oltre queste opere

si

un gabinetto dell'antica casa Costabili, ove


dipinti

veggono

a tempera
in

cispedale un fresco assai sparuto

madonna

il

santo bambino:

Annunziazione divisa

for-

in

Ferrara

diversi
:

due tavolette

scritturali.

nel cortile dell' ar-

rappresentante

nella

fatti

chiesa di

s.
s.

Anna con

la

Girolamo, un'

nella chiesa

della

morte

IH

ora

Apollinare

s.

tra

rebbe attribuire a

quadroni a freschi gi ricordati

vor-

si

l'ottavo, cominciando a coniar a sinistra

lui

che ha una storia non ben chiara intorno

legno della santa croce.

al

XXIX.
GIUSEPPE MAZZUOLI detto
Fu
ne

figliuolo

un venditore

di

soprannome

il

prime appunto l'esercizio

di

397)

lui

fanno scolaro del Dielai

lo

mi lavori furono

pera allogata dapprima


sta

ma

Bastaruolo nel
dire del

al

nel
i

al

Questi, ed

della chiesa

soffitta

L'uno

Ges

1570, senza permettere

manc

scorsigli

et avanzata

in

la chiesa del

Bastaruolo

al

errori

gli

Ges

fu aperta

piantare nuovamente

di

nella, soffitta.

chiaro

adunque, questa non essere opera sua giovanile; non aver


tuto terminare

lavori al Dielai interrotti dalla morte

no poter essere

stato suo scolaro

ambedue

ritenere

quella di quasi

allievi

tutti

ma

del Dosso.

di

lavorare.

Un

prendeva un bagno nel Po

Fu

neg.

Guarini
in

sepolto in

dimentico

s.

avere

di

il

che

g'

9 novembre

po-

come

non

imped

in

Paolo

s.

esso pure indicato

la

di
Gli

total-

1589, mentre

da un deliquio

fu sorpreso

Andrea

sua vita

Della

poco o nulla sappiamo.

nostri pittori,

giorno, era

lui

nemme-

pi probabilmente doversi

ultimi sei anni fu oppresso da un' idropisia

mente

o-

Dielai mor nel 1590;

II

e l'altro

Baruffaldi medesimo.

ponti per correggere

de' suoi pri-

del

impedito dalla morte. Tutti questi rac-

riconoscerli erronei.

1589.

di

V. 3.

slor.

Lanzi dietro

il

uno

e dicono che

Mem.

Frizzi (

il

Dielai, eh' egli aveva in gran parte dispo-

che dov lasciare

conti per conviene


il

nella

dipinti

ven-

gli

Per l'etimologia

professione.

tal

l'annotatore del Baruffaldi.

donde

che nel linguaggio ferrarese es-

questa parola veggasi quanto ne dice


p.

minuto

di biade al

Bastaruolo

di

BASTARUOLO

il

ed an-

come

sua

dice

il

sepoltura

quella chiesa.

fondo del suo gusto tratto dai Dossi

Il

perato per dallo studio sui Coreggeschi

scuro

sui

Veneti per l'impasto delle

questi elementi

che

il

Bastaruolo dotato

per
tinte.

d'

dice

1'

il

Lanzi

effetto del

tem-

chiaro-

Dall'amalgama

di

ingegno non comune

115

seppe assimilare

usci

rivasse poi quello del

nero

moda

in

uno

suo proprio

stile

Bononi

Ci che in

nel secolo susseguente.

poca nobilt delle fisonomie

dispiacere la

Non

istorici.

un certo entusiasmo

tracce

di

ne degli argomenti sacri

ne che

medesima

sa

veduto
di

che non

si

dalena e

bara

lamo

Giovanni.

s.

Nella

le

antiche portelle

s.

Bartolommeo.

maggiore rappresentante
Orsola

dello Spirito
la

eh' egli

Santo

s.

V.

la B.

mai

a' piedi

organo

In

opere seguen-

gloria

zitelle

s.

Barbara

figure

certosa

madonna

d'altare, con la
tura

in

gloria, e al basso

Gio. Batt. e Sebastiano.

In

s.

santi

Andrea un

Questi due ultimi sono per attribuiti al Naselli,

s.

delle mi-

la discesa

nome

Francesco

s.

Giro-

quadro dell'aitar

il

mezze

In

Lodovico.

s.

Bar-

s.

s.

eh' era altrevolte nella chiesa di questo

gi nell' oratorio di

Mad-

la

tavola di

con

Nella

facesse.

V.,

la B.

rappresentanti

Barbara:
in

di

le

deposizione della croce, gi nella chiesa della Morte

cefisso

mani

ispirati.

chiesa della Rosa

dell'

un gran numero

e sotto

fisonomie

gliori

in quella gui-

tavole d' altare rappresentan-

un crocefisso con

depravazio-

la

abbiamo qualche volta

questo artista

di

Due

chiesa del Ges.

l'Annunziata:

ti,

nell' arte

mostravano da essa

Esistono tuttavia in Ferrara

Nella

ti.

da vincere

tale

precedente

che nel secolo

incontrare nelle sue

l'

arte conservare la tendenza cristiana anche fra le

1'

artisti

suole spesso

lui

religioso per la trattazio-

aveva portalo

spirito del secolo

lo

ma non

dirsi de-

uso frequente de'

1'

raro per

ritratti ne' soggetti

opere

le

da cui pu

modificato dalle maniere, che ven-

il

cro-

quadro

BonavvenAgostino.

s.

come diremo

par-

lando di esso. Nella galleria Costabili; un crocefisso con la B. V.


e

s.

Gio.

Bocche
ri

quadro

s.

Agata

del rosario in

d' altare

un

s.

altrevolte nella chiesa di

Lucia in un

altro

due quadri

pi altre dieci opere di minor conto.

evangeliche

rono

tolte,

che stavano nella

quando,

Francesco Migliari
menichiui

padre e

nel 1843
assistito
figlio.

soffitta

fu

per

quadro

sol
,

eh'

Nella

s.

erano in

s.

pinacoteca

della chiesa del

ridipinta

la

Maria

di

quindici miste-

Salvatore
,

Ges

storie

le
,

e fu-

chiesa dal pittore

quadri figurati

dai signori Do-

116

XXX.
LEONARDO BRESCIA
Suo padre
da ci

derivasse

gli

alla pittura

modo
za

dicesi

che fosse originario della


il

esercit per

sempre

mercatura

la

Non

cumulare grandi ricchezze.

di

dei Dossi

Ma

porre a taluno un suo discepolo.


re nelle
,

poche opere che

di

lui

e carni mollo pi vive

sarmonia che tanto


tro esiste

di

e ora presso

ci

pu

si

si

con certez-

dire

dai

loro

allievi.

dice averlo fatto sup-

pare

in verit ci

di ravvisa-

rimangono una maggiore pasto-

ci

senza vestigio della crudezza e

urtano nelle dipinture del Roselli. Nuli'

questo pittore
il

e fu fortunato a

o imparasse

Qualche somiglianza col fare del Roselli

sit

di Brescia, e

cognome. Sebbene dedito per inclinazione

se fosse alla scuola

citt

fuorch

Co. Ant. Mazza

il

V Assunta

gi

al-

Ges

nel

quadro nella chiesa

di-

Quac-

di

chio; e un'Adorazione dei pastori nella galleria Costabili.

XXXI.
CAMMILLO
Lanzi

Il

lo

chiama

FILIPPI

pittore d' incerta scuola

ma

le

sue manie-

re lo fanno supporre educato a quella dei Dossi. Traspare per in

alcune sue opere

massime nella figura

ge al basso della pi insigne


s.

Maria

giolo

in

Vado

1'

maestro

Annunziata

un manto

la

morte

cio

di

Carlo Bononi stava scritto

oltre

vestita d"

al suo straccio

il

un

scor-

coro

di

Michelan-

di

Si ritiene es-

di cui

il

Toscanella

riccio sopraric-

libro di ricordi di

mano

seguente giudizio conservatoci dal

BaruCfaldi intorno a questo pittore

or ora favelleremo.

In

al

si

dipintura rappresentante

fatto a broccato

d' oro

ordinario.

la

che

figliuolo prese a quel

il

Cammillo da Ferrara

nelle Bellezze del Furioso ci descrive

fondo

in

al fare

che pose ad imitarlo.

e Io studio

sere questi quel maestro

Paolo

s.

una lontana inclinazione

donde venne poi forse V amore che

terribile

li

del

e ai

due suoi

Filippi furono tre

figliuoli
:

de'qua-

Cammillo padre

117

sue

che dipinse

S.

gusto particolare quanto

sfumare

tini

M.

le

Vado

iu

giudizio di

no

lo, n la crociGssione

non

in S.

mettono

M.

in

iscrizione

faci eh'
i

s.

non

e pretese cos di unire e

che

figlio,

teste bellissime e put-

buona

altra cosa

Le

della Morte.

conto

in

Vado

si

Nunziata a

la

perch n buo-

Silvestro fatto ad imitazione di suo fratel-

il

mai dipinse

Cesare altro

fece ne' grotteschi

come

Sebastiano Aglio primo, che annebbi con un suo

colori

cose schiette e limpide

per cura del

Sebastiano che

figlio

rabescate

altre grillerie

Cammillo mori nel 1574,

e fu sepolto

pose un'

gli

e volle essere seppellito presso di lui. Ritiene

morisse in et non tanto avanzata

egli

mano

quadri di sua

massime

de sempre pi pregevoli

Baruf-

Lo che ren-

in piccola dimensione.

sei della collezione Costabili

il

e dice assai rari

veramente

ricca per quadretti piccoli d' ogni maniera.

XXXII.
SEBASTIANO
Soprannominato Bastianino
nel 1532, sebbene

Crespi

1'

arte

tanto

e dal Lanzi. Studi

inebriato a

se

modo che

la

e recossi

ben

le

il

mondo

il

poli pi cari

attenzione

raccomandazioni

aria nativa.

tempo che

fu consigliato

Venne

in patria

condursi ben presto a

Non

ammirato ed

di

cost trovato

e fu ricevuto alla

ad apprendere, per

finch cadde malato,


,

appena

ristabilito

con animo

Roma. Ma

il

sua scuo-

Jacopo Bonacossi ferrarese,

con molto profitto, per cui divenne uno

a Michelangelo;

per la sua vita

il

della sua fama.

giovinetto ne rimase

cappella Sistina.

nella
1'

a Roma. Era

del Papa. Quivi attese indefessamente

sette anni,

am-

attendeva fuorch a copiare figu-

nuli' altro

ne attir

dietro anche

Medico

l'

anche

re dal giudizio universale

dal Buonarolli

sotto gli

grande ardo-

che per meglio apprenderla fugg dalla casa

opere di Michelangelo empievano

quindi meraviglia

dapprima

e fin da' primi anni mostr

paterna in et ancor tenera


le

Nacque

del precedente.

figliuolo

Baruffaci dica nel 1540, emendato per dal

il

dal Cittadella

maestramenti del padre


re per

FILIPPI.

di

de' disce-

temendosi

di ritornare al-

rimanervi poco

e ri-

padre per non distaccarlo dal


16

118

suo fianco

po eh'

procur lavori a modo che quivi rimase

gli

era mancato

egli

Agosto 1602

al

e fino

sua morte

alla

d questa lode, che

ma

ed

Io spirito

il

genio

fece strada con diligentissimi studi sui modelli

me

pitture

le

di Gradella.

donde poi

venne

gli

L' opera sua capitale

non

il

vicina a quella di Michelangelo

ra

la scuola firentina

incredibile, soggiunge,

narolti abbia

il

non ne ha un'
che

Filippi potuto

Alfonso

II.

che

lo

proteggeva

ma

dova

abbandono

di

sposa, la dipinse fra

le

nuovo

ed a preferenza

che tutta

che

branche

dal Buo-

grande

Bastardo

del

Narrasi

sette.

una sua amante

Stefano Correggiari,

di

ope-

per volont speciale del Duca

invece fu costretto impiegarvene

dicarsi dell'

Lanzi

il

da porle a fronte. Pare

comparire

si

gra-

giudizio universale

Doveva darlo compiuto

salute allora assai vacillante.

fi-

sopranno-

il

un tema occupato gi

in

lavoro fu incominciato nel 1577

Il

altra

dice

gli

le

a ci

del maestro

in patria

fu

Ed

dipinto a fresco nel catino del coro della nostra cattedrale


s

23

li

Lanzi per,

Il

de' veri imitatori copi,

all'uso

gure del suo esemplare,

ticolandone

anche do-

avvenuta

dire del Baruffaldi.

suo fare interamente michelangiolesco.

Il

gli

che per ven-

la Livia Grazioli ve-

aveva rotta

demni con

de'

di

in tre anni,

data fede di

la

dappresso

scritto

malum impunilum , collocando

nvl. mal. imp. che vuol dire nullum

poi fra' beati V altra giovane, che in sua vece condusse a moglie,
in atto di

moltissime
sollecito

guardare con disprezzo la


,

perch indefesso

sicch

si

ognuno qualche

piltor

da

tutti

o in quella parte

tratto magistrale

buono ancorch
i

contento

e forse troppo

abboracciare
di lasciare in

quasi per ostentarsi ai posteri

indiligente

mentre non lasci

anni circa prima della sua morte


lenta malattia agli occhi.
:

Soleva dire

di

avere pennelli

prezzi. Di qui la gran copia e disuguaglianza di merito

ne' suoi lavori

difetto

Le opere sue furono

acquist dal Lanzi la taccia di

lavori o in questa

rivale.

era egli nel lavoro

il

continuo travaglio

Si

quali riprodusse sempre la

questo proposito

il

non

quando ne fu impedito per

sei

vio-

Di qui ancora probabilmente un altro suo

la frequente ripetizione della stessa

variet nelle invenzioni.

se

contano

composizione

fino a sette

era fervidissima

e la

Nunziale

stessa idea. In quell' epoca

Baruffaldi

la

poca
nelle

osserva a

divozione alla

119

Vergine nel mistero

incarnazione

dell'

fondazione posteriore al 1500,

se di

tare dedicato alla


senti

Annunziata

ss.

cosicch rare sono

manchino

le quali

chie-

le

un

di

al-

o di un quadro che la rappre-

forse perch ne' giorni ne' quali la fede pi violentemente

com'erano

attaccata,

essa diviene

quelli,

come

pi viva ed efficace

anche in

veduto

si

negli

altri,

che ne rimangono

spiriti

animati.

Anche
Le sue

te.

forme

il

ben disegnate

si

della sceltezza delle

figure sono

Bastianino fu poco curan-

ma

sempre assai carno-

se, rozze, pesanti: inclinano quasi sempre al terribile, e raro

quel volto anche femmineo,


Il

che

possa dire gentile e grazioso.

si

colorito delle carni per Io pi bronzino

tite

ne' contorni

dombra

il

suo gusto particolare

Qualcun

colori.

la

e lo fa facilmente riconoscere

da cui fu

schietto

come

dipintore

macchie

Bononi chiasfumare

nebbia

ne usci un dipinto limpido

della

Tutto considerato

poco

altrettanto

trattavano

a' suoi di

chiesa santi e

madonne

ben

pittori,

dipinti

con predilezione.

soggetti mitologici

non sarebbe

tate gl'incettatori,

delle seguenti

giore di

ma

Modena

altro

s.

le

sono

ite

ricordati dal Baruffaldi

in

abbiano traspor-

Rimane

soltanto

me-

Paolo nella chiesa mag-

quadro nella chiesa principale

magnifico dipinto del Garofalo

in

nelle gallerie

sue opere

dove

facile a dirsi.

la Conversione di

Massa Lombarda

Finale di
te del

nulla pi

Molte

questi ultimi tempi fuor di Ferrara,

un
ele-

argo-

gli

modi che usavano

ne'

ma

facile ravvisare in lui

quanto perito nelle parti artistiche

menti, che

Catterina nel nostro

s.

che una delle opere sue pi diligentemente condotte

che fosse un mezzo per ricoprire

ad esempio

il

vato d'ingegno, e nulla curante delle invenzioni. Tratt

moria

risen-

Noi per abbiamo veduto qualche

dipinti.

quello

quello che

che ritenne usato per unire

tolta la

Duomo
meno annebbiate.
,

ha preteso

altro

poca diligenza dei

opera

e le

tutto ricoperto da un velo nebbioso che lo a-

la

del

copia di gran par-

nel Refettorio di

s.

Andrea

in questa citt, gi spettante al sig. Zaffarmi ed ora presso

il

Fioraui di Brescia con

Lanzi

altri dipinti di lui e d'altri ferraresi. Il

ne nomina qualcun altro


in

Vado

in

Osimo

nell' avello stesso eh' egli

e in

aveva

Volendo ora scendere ad enumerare

Roma. Fu
fatto
le

sepolto a S.

preparare

opere tuttavia

al

sig.

M.

padre.

esistenti

120

mano ricorderemo dapprima

sua

di

quadro

il

di

Cattrina

s.

giudizio universale a fresco,

il

nostro

nel

Duomo,

de' quali

abbiam

gi parlalo: ed a cui va aggiunta la presentazione al (empio, qua-

dro annebbiatissimo

Ricorderemo ancora

gelo.

no

nell'altare della crociera dalla parte del

in Castello

binetto, nel palazzo

Paolo:

s.

d'

die se

pi notabili, e in luogbi pubblici.

pubblico;

quadri

lavoro,

elegante

d'altare,

8.

rappresentanti

Cecilia, ch'era altrevolte in S.

M.

li.

V.;

del

dinanzi

alla B.

nativit

la

Certosa: l'esaltazione di
s.

ma

Signore,

quella di Maria

Antonio. Nella

di s.

di

Benedetto, un Cristo

s.

una

diosa, e di forme che tengono


otto angeli minori. Tiene in
tirio

tela

Un

Giuseppe.

s.

la

palma

la

angelo di figura gran-

Uno

altri

corona del mar-

e la

dei lavori pi ac-

Vi

senza nebbia.

curati di Bastianino, schietto,

Giovan-

s.

femminino, circondato da

al

mano

benissimo conservata.

grande,

bella sa-

gi nella chiesa de' Cappuccini

B. V. seduta in terra col bambino in grembo, a cui


e

la

Lucia genuflessa

In galleria Costabili

cra famiglia, non annebbiata

as-

pinacoteca:

In

Croce. Nella chiesa della Madonnina,

s.

angeli.

nino presenta un frutto

In

purificazione,

la

s.

Girolamo. Nella casa del parroco

morto sostenuto dagli

Vado:

in

Vergine, due piccoli quadri gi nella chiesa

un

Alfonso

d'

sai guasti, nelle volte delle rispettive cappelle.

ga-

Il

eseguito per la

annunziazione della B. V., con freschi soprapposti,

l'

Van-

gli attribuisco-

nella biografa di Dosso

Duchessa d'Urbino, sorella

Este

due

dicemmo

giusta quanto

Dossi. Oltre questi, ecco

Lucrezia

grandiosi lavori

si

vede

la crea-

zione michelangiolesca, ed una morbidezza e pastosit insolite in

questo artista. Ornava


chiesa ora chiusa

di

il

s.

indecente a quel luogo

baldacchino sopra f aitar maggiore della

Romano. Ed essendo
si

volle che

fascia sulle parti vergognose.


la bella

opera;

ma

si

il

nudit sembrata

la

Ghedini la velasse con una

non

Egli per

content di dipingere

permise

si

la

carta che vi adatt, in guisa da poterla levare quando

gustare la preziosit del lavoro

che onora egualmente V artista


praticava.

finalmente

adorazione dei re magi

altri
,

(
,

Cittad. T.

cui era

dieci opere

2.

p.

rivolto
,

guastare

fascia sopra

volesse

137.): rispetto
e quello

tra le quali

veramente ben dipinta.

si

una

che

il

una piccola

121

XXXIII.
CESARE

FILIPPI

Fu fratello di Baslianino e figlio


Abbiamo gi detto tutto quello che

mo

riportato

Vado. In galleria Costabili


e cani

pu

dirsi

quando abbia-

padre e

il

fratello nei

il

distinse nelle grottesche: nel resto fu inen

si

mediocre. Mor poco dopo

mano

Cammillo. Nacque nel 1536.

giudizio del Bononi. Aiut

il

grandi lavori, e

asta in

di

di lui

fratello, e fu sepolto

il

mostra

si

dappresso

con esso

che

M.

in

una Diana cacciatrice con

di lui

tela piuttosto

in S.

La

grande.

croci-

Morte ricordata superiormente dal Bo-

fissione della chiesa della

noni vedesi ora nella chiesa della Certosa.

XXXIV.
DOMENICO MONA
Si disputato assai sul vero suo

Monio,

altri

Moni, ed

Mona

in

Francesco. Nacque circa

s.

vace
anni

dietro

fin

Fu d'ingegno

da fanciullo. Imperocch aveva appena venti

volle vestire l'abito certosino,


,

sicch

in abito clericale per

perduto

prima

nell'

amore

di

dopo averlo deposto

qualche tempo, torn

vaga

fanciulla.

agli studii della filosofia e

denza.

Ma

fu

suo padrino

al

mala

vocazio-

ed essere rimasto

secolare soltanto,

in questo

medicina

ambedue,

venutegli in uggia

gio e paziente, che essendo

abito

si

diede

e poscia alla giurispru-

il

di

Bastardo, uomo sagbattesimo,

pot riu-

ad invogliarlo un po' pi stabilmente della pittura mentre ap-

punto contava circa venti anni.

suoi progressi furono rapidissi-

mi. Egli inventava prima di saper disegnare.


la

fervido, vi-

ed aveva gi intrapreso cinque carriere. Dapprima preso da

umore melanconico
ne non era verace

scire

che alcuni dissero

avello di sua famiglia

sull'

1550.

il

Baruffaldi per lo ritenne

Il

iscrizione che esisteva

l'

mutabile

cognome

Monna.

altri

reverenza

amore

di

al

padre

Bastarolo
,

assai

che finch visse

pi di

numero

E
gli

se

non

fosse stata

tenne veramente

e d' importanza

sarebbero

122

E nondimeno non

la vita.

Dopo
sioni

una

in

citt

non incontrassero

lavori

dice

re ad ogni passo l'ottimo e

diti

occhi da non soffrire

il

il

Lanzi,

il

Ma

gran

che pi

difetti

fisonomie

estremit;

bene

egli

de' lavori

il

non

gli

l'

la uniformit delle

parallelismo nelle piegature de' panneg-

il

usare modelli

dall'

di

cartone; la poca finitezza del-

soverchio amore pel macchinoso e l'esagerato, seb-

debba a

ci forse

non meno che

franchezza del

alla

paragonata a quella del Tintoretto,

suo peunello,

mezzo a tanta scorrezione non mancano

che

in

dite

immaginazioni.

certo ne' suoi

lavori

si

come

vacit
tingere

il

Lanzi

le

trovi in alcune

non mollo diverso dal

che assai pi appaia

e a

in-

qualunque
vi-

sue opere un gusto di

fiorentino di que' tempi

pure mi pare

tentativo di quel sapor veneto

il

sue ar-

pu ravvisare

Per tingeva con molta

tanti scrittori a' d nostri.

e sebbene

l'impressione

di fare le

tenzione pi elevata. Voleva scuotere fortemente,


costo

In

intolleranza della

permisero giammai di

vengono rimproverati sono

gli

cattivo

il

avrebbe forse potuto condurlo.

suo ingegno

il

durezza e

la

giamenti, nata
le

copia

dove

sollevarsi fin

pure

pittura eru-

in

non che

pubblica

la

che abituata a vede-

buono, aveva gi

mediocre

appresso fu pi corretto e studioso.


la

nel-

furono pochi.

suoi primi

approvazione;

lima, e

come

cosi nell' arte

morte del maestro incominci ad avere assai commis-

la

sebbene

commesso

stati gli errori eh' egli avrebbe

con cui

egli

ravvisa commiste a luogo a luogo.

La

quantit

in brevissimo

immensa

tempo,

di figure; lavori

che

al dire del Cittadella;

la

di lavori

che

allr'

Mona condusse

il

maggior parte

di

uomo non avrebbe

e pieni

compiti in un secolo

ne spiega abbastanza donde avvenisse, che

mentre alcuni presentano innegabili pregi


altri

a termine

mole vastissima,

uscissero ripieni di

scorrezioni

tali

artistici e

e di si perverso gusto

far compassione a' suoi scolari medesimi; fra' quali

alcuni pietosamente ne ritocc,

dice

il

mollo sapere,

Lanzi;

il

da

Bambini, che

massime

di quelli

eseguiti gli ultimi anni della sua vita. Si aggiunse allora alle altre

cause del suo mal operare


malattia, da cui giacque

ferventissimamente
sue

tele.

amava

In cotesto tempo

1'

angustia

nella

quale trovossi per la

lungamente oppressa
,

e la cui
si

la

moglie, ch'egli

immagine riprodusse

in tante

astenne da qualunque dipinto che non

123

potesse condurre a termine nella sua stanza

si

mai dal fianco

di

quando essa

Poi,

lei.

per non istaccarsi

manc,

gli

Fu

una

in

spe-

che ben presto cangiossi in frenesia.

di letargia,

cie

lunga-

stette

mente chiuso nella sua camera, senza parlare, assorto

camminando un giorno per la via


una di quelle strade che in essa

in questa situazione che

de' Servi, nel voltare

canto

il

di

immettono, scontrossi e venne urtato da un Abate della corte del


Card. Aldobrandini

gridando che non eravamo per

egli

Mona

Paolo

s.

Sammartina
poi

s'

perch'

ma

mani,

le

Fugg ben

il

tosto per

giorni nascosto ne' boschi della

alcuni

stette

che allora

rissa

stradicciuole di Otricoli,

le

trasse lo stocco e lo stese ferito a terra.

la via di

devoluzione

la

Ferrara, e l'altro volendo alzare

nelle amplissime di

primo Legato Pontificio dopo

Ducato poco innanzi operata. Nacque da ci una

del

avanzavano

fin sotto

avendo saputo che morto era

1'

Abate

le

mura

della cit-

fugg a Bologna

Modena dove il Duca Cesare 1' accolse benignamente


com' uomo che sapevasi avere parteggiato per lui donde forse ane di

li

che erasi accresciuta

Qui

cevuto dall'Abate.
a

la subita ira

Parma, dove mor

in cui

aveva posto

1'

1'

fu adoperato in alcuni lavori,

nel

dopo due anni

1602,

urto

ri-

e in altri

assenza dalla

di

patria.

Opere principali
Cattedrale
il

del

Mona

deposizione dalla croce

la

suo capo lavoro.

s.

Nella

a Ferrara.

che

Francesco

grandi quadroni nel

tre

coro rappresentanti un' altra deposizione di croce


la risurrezione

concezione,
a

d'

presentazione

la

Elisabetta;

s.

quadro

un fare pi macchinoso

sull' aitar

tempio,

al

In

s.

ciata del coro con l'adorazione de' re

poslo

a'

all'

due

aitar

magi

lati del

di

presbitero, la caduta di

due quadri

e quella di

Vergine.

altre tele di

s.

laterali al presbitero,

Ges Cristo

nell' altro

In galleria Costabili

minor conto.

con

il

s.

lazione alla presenza dell' imperator Nerone.

ascensione e

V., e

della B.

Paolo

maggiore col rapimento

1'

e nella cappella della

due delle prime sue opere.


maggiore.

sacrestia della

sta sull' altare forse

il

la visita

Ai Cappuccini,

il

quadro nella fac-

baldacchino soprap-

Paolo

al terzo cielo

Paolo,

e la

^As.

Maria

la nativit di

e sulla soffitta

1'

sua decolin

M. V.

Vado,

in uno,

assunzione della

un' ascensione del Signore

con

124

XXXV.
SIGISMONDO SCARSELLA

Nacque

Soprannominato per vezzo Mondino


ca

il

ad erudirsi nella pillura


di

la

Ferrara

in

cir-

1530. Narrasi che quivi cominciasse per propria inclinazione

Ed

Paolo Veronese.

Baruffaldi dice

donde poi passasse a Venezia nella scuo-

Lanzi

il

fede del manoscritto del

sulla

che quivi rimase ben sedici anni.

Ma

un errore

che dal Baruffaldi stesso vedesi corretto nel prezioso autografo


sistente presso

Marchese

il

do nacque nel 1551

nome

Scarsellino

di

Come

ventuno.

Paolo

osservando

di vero

era in Ferrara

egli

poteva averne

e-

quando a Sigismon-

contava solamente anni

Vene-

nello studio a

che veramente fosse alla scuola

che questi aveva

passati sedici

zia? Si potrebbe anche dubitare


di

Ippolito, divenuto poi cos celebre col

figlio

il

Costahili.

due anni pi

soli

di lui

che a venti anni circa non aveva per anco aperto scuola in Ve-

nezia. Forse

confuso

si

il

padre col

figlio,

che veramente ebbe

insegnamenti da Paolo. Quel che per non pu discredersi

che

Sigismondo studi a Venezia cosi di pittura come di architettura.


Lo dicono le sue operp improntate di un fare prima di lui disusato in Ferrara.

scono

al

figlio

Poche ne rimangono
allo stile del

ebbe soverchiala ogni

Le

meno

padre sono

si

attribui-

quale pare eh' egli studiasse

formarsi tostoch questi


tinte del

molte

e forse

trasparenti,

scate dagli sbattimenti delle ombre.

Non

di

con-

altra riputazione.

e pi cariche

per

facile

ed
il

offu-

distin-

guerli, tanto pi che, al dire del Baruffaldi, usarono molte volte


di lavorare insieme

allogate al padre.

il

figlio

pose spesso

Mor Sigismondo nel 1614

nondimeno un mese

soltanto

dopo

la

la

mano

nelle opere

in et di anni 84, e

morte del padre Lodovico,

vissuto decrepito a vedere la gloria del figlio e del nipote.

sepolcro eretto da Ippolito era nell' ora


di

Il

S.

loro

M.

Bocche.
Pochissime opere rimangono di

mo

demolita chiesa di

nosa.

martirio di

il

Il

punto

s.

scelto

Catlerina.

lui.

In galleria Costabili abbia-

Composizione

dall'artista quello,

in

piuttosto macchi-

cui

avvenuto

il

125

miracolo

dell'

infrangimento delle ruote

to al martirio

La scena

della santa.

che servivano

in aperta

cipale

mezzo

inginocchiata in

improvviso

scompigliati tentano fuggire. In alto,

coro

d' angeli

tanto per la rarit delle opere di questo autore


la

esecuzione

di

so II

e Cesare

Ferrara

appresso

due

Borso

Ercole

una

in

Alfonso

In

s.

Paolo,

della vita del santo.

donna

di

mezzo

dell' aitar

bambino.

II

Alfon-

s.

In

s.

In

di

altre

la santa croce:

al disotto,

alquanto pa-

Alberto, con undici storielte

s.

Stefano
s.

finalmente

quadro

il

ov'

Maria nuova, presso

maggiore, un ovato con

Nel capitello della strada di

s.

la

una ma-

la cappella

B. V. allattante

Guglielmo

e Sebastiano lateralmente a un' antica

immagine

il

appoggia-

muraglione dell'orto gi spettante a quel convento,

Rocco

la bel-

ritratti dei sei

Ercole

Elena che trova

quadro

rilievo.

a sinistra

to al

il

trasversale.

tela

rappresentanti:

1 ,

ed una B. V. in gloria con diversi santi


tita.

quanto per

grandezza quasi naturale disposte l'una

sei teste di

dell' altra

tele

non

e pregevole

ed ottima conservazione. Oltracci

Duchi

parte

appare Ges

seguito da grande stuo-

grande

tela piuttosto

ap-

luogo prin-

morti a terra

dalle nuvole,

mano

Cristo col segno della redenzione in


lo d' eletti e

il

manigoldi, percossi dall'evento

ai

veggonsi caduti

parte de' quali

istrumen-

campagna

un antico tempio pagano. La vergine occupa

pi di

d'

santi

li

della

ma-

donna.

XXXYI.
IPPOLITO SCARSELLA
nome di
1551.
Ebbe

Conosciuto col

Nacque

nel

noscendo
ri di

le

scarsellino.
i

primi rudimenti

buone sue disposizioni

volle

patria, giunto appena a' 17 anni.

dapprima fu

in

Bologna,

opere di quei maestri

questo per un errore

del precedente.

dal padre, che co-

mandarlo a studiare fuo-

narra

il

Baruffaldi che

ove per ben ventidue mesi studi

specialmente
;

Figlio

dappoich Lodovico

il

sulle

Anche

miracoli dei Cartacei.

pi vecchio de'

Carracci era di quattro anni pi giovane dello Scarsellino

essen-

do nato nel 1555, n poteva quindi aver pubblicale opere insigni


17

126

a 13

mentre

Ma

o 14 anni.

la

anni

sei

principalmente sulle opere

cagione

Bologna

in

ov' era

di

hanno narrate per

le

confusione.

noi baster

Il

Baruflaldi ed

il

accennare

sicurt e

le

Bartolomeo ucciso

ditori usciti in

revolmente

campo

per seguire

la

Claudia

vita militare

colore di richiedere

spada

dotala ono-

molestie sotto

poi ritornato a dargli

locato con

non

lieve dispendio presso

Roma

basciatore ferrarese a

bambino morto

ov' erasi affacciato

di

poi

morto indi lasciando due

il

Conte Ippolito

me

poi

morto anch' esso

non

morte del padre

e dell'

con rassegnazione

Ma
ti

poi due figliuole cresciute bellissi-

pare per sottrarle ad

avo avvenute nello

sue dipinture,

alle

altri pericoli

stesso

anno

1614

Venezia. Ritengo possa


il

):

il

tut-

arte.

rimasto solo superstite a tanti congiun-

fu indotto ad allontanarsi da Ferrara

data circa

poi la

cercando forse anche un sollievo neh'

a questo ultimo colpo

un

regalo del

finalmente la morte della moglie. Vuoisi eh' egli sopportasse


to

un

so qual fanciullo;

che pi volte avean servito di modello


,

Am-

Giglioli

paura per essere caduto in una sepoltura

a vedere tumulare

chiuse in un monistero

lui col-

una bambina morta infante

terzo vissuto molti anni angustiato da mali agli occhi

vaiuolo

l'al-

costui cre-

terzo fratello Francesco spatriato

eredita dei fratelli

1'

di

per amore di quiete


il

un colpo

a carico del nostro Ippolito, l'uno de' quali fu da

figliuoli

altro

d'

e pagati

la sorella

Cit-

debili pagati

pel fratello Girolamo; gli alimenti prestatigli per tutta la vita


tro fratello

le

lunghe, e nondimeno con qualche

le

1'

lavoro

nel

cumulare denaro, nonostante

molte rinascenti disgrazie che V oppressero.


tadella

in patria per

Indefesso e sollecito

modo

lucri, a

essa.

grande fama, e fu ono-

tosto in

rato di commissioni senza (ine.

ne trasse grandi

fiorenlissima

decadenza per

Paolo Veronese. Tornato

di

venne ben

malattia,

di

di

studiando di continuo,

trattenne

si

certo che ben pre-

una scuola

allora

bolognese chiama quella un' epoca

Venezia quasi

in

no

fosse o

Venezia

sto trasferissi a

1'

fissarsi

epoca

nuovamente a

e recossi

di questa sua

seconda an-

1615, non prima.

And a Venezia con animo

di restarvi sconosciuto.

da cui solo poteva ottenere distrazioni


ore di ozio aveva eseguita
chio Jacopo Bassano

con

la

tale

doveva anche

Ma

l'arte,

svelarlo. Nelle

copia delle quattro stagioni del vecverit d' imitazione

che esposti

127

quadri in merceria nacque disputa se fossero originali o copie. Fu-

rono a deciderla

Palma iuniore

il

pi celebri artisti che allora fossero in Venezia,

Vassilacchi

il

ma

pie, lodandole a cielo,

ch

nello

lo

se

mento

non
di

Tornato

vennero date

gli

un negoziante

rivelarono final-

Non

pot allora sfuggire

e forse

sarebbe rimasto co-

il

morte avvenuta

lavoro

padre

di

l'

interruppe pi mai

Contava

nella

settant' anni.

Pare

moglie di patria veneziana.

Fu

Bocche.

avvenimento importante

altro

nel convento

rifuggirsi

non

nell'avello da lui stesso prepara-

e l'avo,

M.

to nella Chiesa di S.

mentre facevasi radere

che avesse condotta una seconda


il

23 ottobre 1620 per un improvvi-

li

bottega di un barbiere in piazza.

sepolto presso

somme.

cui aveva affidate ragguardevoli

Ferrara riprese

in

so assalto di catarro che soffocollo

Un

lo

fin-

fosse stato richiamato in patria per accorrere al falli-

fino alla sua

vette

dichiar co-

avevan conosciuto a Venezia

veduto in Ferrara grande maestro.

commissioni che

alle

modo

stesso

mente a coloro che gi giovinetto


e poi

le

figlio

senza poterne nominare l'autore;

lavori posti fuori

altri

Cav. Leandro Bassano

il

dopo lunga esitanza,

Jacopo. Questi soltanto,

di

ed

della sua vita fu

quando do-

Monaci Benedettini per

de'

evitare

una cattura criminale a cui aveva dato motivo dice il Baruffalla calunnia di un ignoto pittore veneziano. Vi stette venlisei
di
,

mesi finche fu riconosciuta


zio di

tavia

tempo empi
rimangono

la

in

sua innocenza

la

chiesa e

gran parte.

fra questi

genuflesso dinanzi ad un crocefisso

entrando in chiesa
tre

orava

messa. Ci fu nel 1580,

pur fosse

anno

Questa

e in

il

s.

nel secondo

ritratto dall' originale del santo

in questa chiesa

1'

breve spa-

convento di suoi lavori

il

medesima prima

donde

si

che

altare

a destra

Cardinale men-

di celebrare la santa

volle congetturare,

che quello

del rifugio dello Scarsellino.

la vita

dell'

uomo.

Il

quale fu di figura piccolo, piut-

tosto grasso, d'aspetto gioviale, faceto in conversazione,

so pi della lode che del denaro, di cui

dole buona

umana

come abbiamo
citt.

caritatevole

gi accennato.

Di costumi

tut-

Carlo Borromeo

si

non

massime

fu

bramo-

mai avaro. D'in-

co' suoi congiunti

sic-

Quindi amato universalmente nella

disse qualche

volta scorretto

ruffaci ci attesti di avere veduto un libricciuolo

sebbene

il

Ba-

dove notava ci

128

che

gli

viaggi

spese

guadagni

e (ino

nuto cosa n di scandalo

Come
po.

n tampoco

te

e delicato,

ma

maggiori del suo tem-

ai

cosi nella composizio-

nei volti e negli atteggiamenti: ed grazioso veramen-

ne

cato,

avervi rinve-

di ostinata passione.

grazia

la

provvigioni di casa,

ma non

una fama pari

artista si acquist

come

peccali

suo carattere distintivo

Il

occorreva nelle domestiche faccende

perch l'animo suo era cosi: quindi non mai riceragile nel disegno,

franc, disinvolto,

semplice,

senza

cessare d'essere diligente, senza forzature, senza jattanze di dottrina

molto

perch mollo sapiente

facile

fsonomie sempre belle

muliebri e quelle de' fanciulli dolcissime

le

leggiere

trasparenti

vesti e

compostezza ad un tempo

toso

figure

ben disposte

un

secolo tendente

all'

quella perfezione di gusto

ma

menti,

ta eleganza
della

te

con una venust

un

derari

ed esagerato. Aveva insomma

arlifiziato

che non

possono dare

ammaestra-

gli

nasce dal sentimento puro del bello, da quella ingeni-

poche anime furono privilegiate.

di cui

non acceso come


non allegro come nei veneti

massima vaghezza

e dei Dossi

piegali di un fare largo e digni-

quanto cominciavano ad essere pi

coro tanto pi pregevoli


in

ben mosse

capellature

panneggiamenti ordinali con grandio-

sit e
:

angeliche

Il

colorito

nella scuola del Costa

ma

vivace

trasparen-

condotto con una morbidezza e una fusione superiori forse ad

ogni altro in questa scuola:

bruno

sti

le

ze

ma

ma

carni

tinte delle

le

senza alterazione della verit

soavemente sfumati

il

arie e

il

cielo

con un accordo incantevole

tura diafana

lieve

tirano

un po'

al

piani sono ben dispotutto senza dissonan-

a cui forse giova una vela-

che nulla occultando

tutto unisce e

pone

in

accordo.

Alcuni de' suoi concittadini

ma

Paolo della loro scuola,

nato con Paolo,

>>

fondo del suo

di

fondato nelle teorie dell'arte,

una mano

spiritosa, veloce

lombardo

se

si

ma

dice

il

lo stile del

suo un diverso

lo

nominano

di

Veronese come
:

il

non sempre uguale a


Se vero, che

figlio

di

se stessa

lo stile

il

misto di veneto e

un
una fantasia gaia

di patrio e di estero

Lanzi

suo carattere diverso. Parago-

il

conosce che
che

il

intelletto

ben

e vivace, di

pronta sempre

rappresenta l'uomo,

convien confessare che quello dello Scarsellino rivela un

intelletto

129

assai gentile ed elevato


stesso.

nutrito di studio

trovato alle volte

Mi son

ed originale nel tempo

soggiunge

Lanzi

il

a vedere

sue opere insieme con professori che non sapevano finire d'en-

le

comiarle. Vi notavano varie imitazioni di Paolo nelle invenzioni

e nella copia, del

gure

sto, in que' gialli accesi, in que' cupi rossi,

Ma

Era grande come

secolo.

per essi era tutto,

aria

dell'

grande

artista era

1'

se

vivace co-

in quel

non

Era

sul vero.

della materia sullo spirilo. Raccoglievasi

di dire

mento cristiano nell'arte? Osservale


sero per tutte

volontariamente
sapere
l'

chiese: e vedrete

le

la

il

predominio

come

ora nelle

tazione di
alla
le

un marmo antico

moda

del giorno.

Non

dezze da
stessi
il

lui dipinte

ora nella forza dell'espressio-

1'

il

Guido

anche

pecc
gli

Ma

scostumato.

Domenichino

di

un martire sono trasformazioni

le

virt del gentilesimo.

raviglioso esempio
sta et

giorni nostri

a'

non importerebbe nominarlo


,

lo

diremo

Il

per esempio

la rassegnazione

ma

egli volle rislaurare

perch

Canova

fu

vedemmo un me-

pi grande artista di que-

vore religioso e per virt cristiane. Eppure


cie di creazione

delle lai-

guardate quegli

di quelli inventati per riprodurre

Anche

di simile contrasto.

da quel che non suo

qua-

Bononi. L' artista divoto

il

il

deturpando

con reminiscenze

altari

mondo

peggio,

di

mezzi che adopera per esprimere

arte no. I

ora neh' imi-

ora nella splendidezza di vestimenti

che pure ebbero un vivo sentimento religioso

Guercino

ma

per

di

ora nel-

dico solamente dello Scarsellino

pur troppo qualche volta

quadri destinati a decorare

pompa

per far

altitudini e degli scorti

difficolt delle

spar-

si

abbandonarono

gli artisti

modelli

for-

traccia dell' ele-

ora nel ben trattare un nudo

ideale della realt pi leggiadra,

ne

ogni

quadri, che allora

purit degli antichi

ora neh' anatomia

suo

frutto delle dotlrine in-

il

eh' era spenta al tutto

il

La forma

tempo.

di quel

culcate ne' due secoli precedenti dal pedantismo classico.

bisogno

fi-

impa-

intenzioni nulle, o accattale. Si studiava di

le

modellarsi sui grandi esemplari

se

delle

non per questo avanzava

pi grandi

e grazia

de" Dossi e del Carpi nel forte

ancora e

lore delle nuvole

ti

Parmigiano nella sveltezza

di Tiziano ne' nudi,

1'

Chi non sente la differenza che corre fra

I'

altri

non pren-

splendeva

per fer-

arte che con

una spe-

arie de' tempi pagani.


tutti

costoro

ed

pittori

130

cattoliche? E la differenza donde viene?


Viene da ci, che questi reputavano V arte un mezzo per dare sfo-

educati alle tradizioni

go

accomodato

di necessit

commossi

al fine

paci di piegarsi alle diverse esigenze

pone

e quindi subordi-

doveva servire

cui

attribuiscono un codice di leggi primitive

le

tri

quali erano

ispirazioni dalle

alle

nato e

lo scibile e

il

al-

ca-

quasi che tutto ci che com-

fare degli uomini

gli

indipendenti

potesse aver consistenza sen-

za unit, quasi che potesse esservi unit senza un vincolo universale che tutto leghi e diriga

qualche cosa senza esser

tesse essere

La
le

un ingegno alacre

muoiono presto

non meno

neh' eseguire

sollecito

mondo perch nascono

in questo

dire stentatamente. Per cercava


tere

il

un

in

che

il

pennello sulla tela

momento

solo

perch

osserva a questo proposito

Guida

del Barotti

pubblici ornali con opere sue

Nonostante

gli

estranei

Copparo
gala

a Crispino

ad Argenta

alle

delle

ove

doglio

>

numero

e gii
i

in

Roma

che era

all'

Firenze

in

Casumaro

Ravenna

galleria Pitti

s.

A-

a Bologna.

il

Lanzi

non sono rare. Ne ha

il

Campi-

diceva

a'

Borghesi

La Pinacoteca

Chiesa, con

suoi giorni

Corsini

la B.

V. e

di

il

una

nativit

il

e in

buon

voler dire

da Ferrara. BaMilano ha

bambino

aitar maggiore della demolita chiesa di

lavorate per

Sarebbe impresa impossibile

ster citarne alcuni principali.


s-

trovinsi oggi tanti suoi capilavori portati via

dro dei Dottori di

altare. I no-

lui

Pieve di Cento

alla

eccellentissimi Albani

Lancellotti

da

opere

Modena

pitture dello Scarsellino

le

pu an-

dilettante

il

in quasi tutti quelli della provincia

e parimenti a

Se ne trovano ancora

li

Papozze, a Francolino

a Cornandolo

ove

senza quelle conservate dai privati.

met sono quadri grandi per

hanno tenuto
paesi. Ne enumerano
,

dipintori

indicano circa settanta luoghi

s'

conto

a Rero, a Migliaro

An-

Baruffaldi.

il

Ferrara oltre sessanta dipinti della sua ma-

in

de' quali pi della


scrittori

stri

mai che

fa

si

pi copioso fra

spogli posteriormente avvenuti

che oggi ammirare


,

il

e voleva

primo met-

nel

concepire non

il

che molti

tardi

buon pensiero

il

Lanzi ha veduto essere questo

ferraresi. Nella

no

po-

tutto.

quello fosse rapido ad inventare. Era un suo adagio

di

la religione

moltiplicit delle opere eseguite dallo Scarsellino indicibi-

frutto di

somma

quasi che in

s.

il

qua-

in gloria,

Bernardino.

in quella degli

una sacra

uffizi

dalena penitente.
bino

che d

seppe e
ti:

A Modena,

che lavora

di

Madbam-

Pietro: S. M.

s.

B. V. col

la

Barbara

s.

dall' Egitto

nell' officina

in

Dresda

del martirio a

ritorno

Nella galleria di

palma

la

Carlo

s.

Ges

famiglia.

131

presenti

Giu-

s.

madonna con vari san-

Giuseppe.

s.

Co. Luigi Sa-

Il

lina conserva nella sceltissima sua raccolta in Bologna un' adora-

zione dei re magi,


servata

Rizzoni.

Vergine col bambino


in

Londra

dagli amatori.

La

che

Da

quadro

forma una specie

sinistro

vaso degli unguenti


le

braccia

protese

cesco in piedi con una

delle

pinto

mano

di S.

petto

come

sculti

spalle

per

Non ebbe un tempo


chi

pon freno

forse

cui fu

Al basso sotto

il

la terrena chiostra

Al devoto pensiero

Che vide

Ed

in ciel

ma

senza velo

il

allor santo pi eh' egli pi

Dunque

vero?
vago

del Paradiso questa imago.

di

il

V Abbadessa

quadro

sull' aitar

e leggi

Fran-

dappresso

li

Questi che un quadro insieme a voi dimostra

Ma

of-

chiavi
s.

una croce

nell' altra

effettivamente fu

versi seguenti

tu che miri e leggi

le

Maddalena

atteggiata

loro chiesa ora demolita.

Madonna sono

le

riceve

alla

Maria Maddalena

onde essere collocato

siede la B.

cogli occhi al-

S/inginocchia S. Maria

Pietro

s.

dietro

al

si-

aper-

forme, co' capelli sparsi

di

una monaca divotamente

giore della

gli

santa Chiara volge quasi

monache
,

di padiglione in

dall' altro lato sta inginocchiato,

simbolo del santo suo ministero:

ritratto di

vai la pena

che

divino figliuolo

il

Maddalena, vaghissima veramente

lui

in Inghilterra

nel centro della scena,

destro

Dal lato

zati alla sua faccia.

contro a

bella

ampio panno sostenuto a

stende un

si
,

campagna. Sotto ad esso,

parimenti con

Una

signor Malcolm

il

trasferiti

ha un capolavoro

ne

V. tenendo sul ginocchio

il

sta presso

dicono

si

collezione

nella
pezzi.

tre

un grand' albero carico di frutta, collocato

da un angioletto

ferendogli

esistente

ne ha

sulla destra del

nistra

come

Bernardo

s.

galleria Costabili

d'essere descritto.

ta

oltre tanti altri

pregevole e benissimo con-

assai

Fiorani in Brescia

signor

11

grande

tela

dal Cittadella

ricordata

di-

mag-

piedi della

V era

dunque anche

132

tempo

al

dello Scarsellino la gena

defeuna irragione-

danti, pei quali ogni invenzione che sa di poetico

volezza.
pittore

sono

ad

diretti

essi questi

nacronismo per avere unite insieme


epoche

differenti.

bisogno

nel cuore

sentimento che

il

immagini

le

li

perch

sun

si

pensava

d' essi

sastici

di

santi vissuti in

non

ne' quali

che

e nes-

negazioni dello scetticismo dei tempi pro-

alle

Del resto que' versi non sono in bocca del pittore

trina estetica a cui egli atteuevasi

come

mnlo.

lutto ci eh' bello

pit-

il

una divota visione,

possono credere suggeriti da lui, almeno quando rivelano

penultimo

vi era

portavano

gli spettatori

sollevava a sentire ci,

tore aveva imaginato nella semplicit di

il

miserabile taccia d'a-

la

Ben augurati que' tempi

scrivere siffatta difesa

di

versi destinati a difendere

committenti del quadro, contro

ma

la dot-

in

quell'emistichio del

una

proposizione che po-

trebhe esser vera, se questa parola bello s'intendesse in un senso


pi elevato di quel che siamo

non essere

bello se

munemente che una


Madonna. Ci

mo

spesso

il

pittore

capolavoro
gli

d' arte

se

non

tutti

per

mente

la

niti.

pea

ritrarre

narrati

Abbiamo
:

in tutto
tulli

pregi che

Scarsellino e che qui

gi chiamato mirabili

dretti
ficili

in

le

la delicatezza e la

sicch ne ricordano

la

questo

si

abbiamo

trovano riu-

capellature eh' egli sa-

il

superiori un poco

predileggeva

a riunirsi in figure di tale dimensione

questo

bia-

poi de' pregi che rendono que-

lo Scarsellino

ed anche ne' grandi

il

mentre

Maddalena persuader facilmente

esagerato. Uno

Imperocch

quadro e precipua-

il

sta tela singolare la grandiosit delle figure,

del naturale.

dee ad un

si

pensiero che

il

Mad-

della

per la morbidezza con cui con-

insomma per

dello

quella di questa

che non abbiamo

direm-

compiacevasi

pi grandi suoi coetanei

semplicit che regna

panneggiamenti

ne'

superiormente

Che veramente un capolavoro

per la trasparenza del colorito


,

santificanti

rispetto che

il

veramente magnifico

comune con

non una bella

in cui pur troppo

ci raltenesse

lode dovutagli tutta sua.

dotto

che

lutt' altro

quale di un genere

la

ma

esempio suggerito dal quadro.

l'

peggio sulie bellezze

di

dalena

simo

bella villanotta bella

perdoni

si

da significare,

in guisa cio

solili,

non ci che santo. Eppure noi diciamo co-

piccoli

grazia

qua-

qualit dif-

e che pure trovansi

fare Coreggesco.

Fra quanti ne

,
,

133

rimangono
cui

si

mano

sua

di

che un altro

noi non ne conosciamo

dignit e maest che la indole del soggetto trattato richiedeva

magnifica Cena del Signore con

la

to attesta

Brisighella

il

ed

a quan-

delle

quadro

a questo

Monache
Co. Antonio Mazza con

dal sig.

dello Scarsellino

bei lavori

tri

Apostoli, eseguita

gli

nel 1605 pel refettorio

Guglielmo, oggi posseduta

s.

lode di grandiosit congiunta a quella

possa dare la stessa

al-

compagnia

fan

mano

nella galleria Costabili altri diciannove della stessa

di

e alcuni

di squisita eleganza.

di ricordare tutti

Senza pretendere

ra di questo fecondissimo pennello


gnalati.

In pinacoteca
lesco

Una

faremo un cenno

grandiosa cena di Cana

dipinta primitivamente pel refettorio di

pass nella Certosa per qualche tempo

Francesco. In Duomo:

renzo e
to

sta

appeso un quadro dipinto

ove innanzi a una B. V.

miniano
so

Evangelista

mezza

scala

il

il

un fanciullo

che

in questo e in quel di

s.

nigoldi sconvenienti in
sotto gli apostoli

s.

con

Gio. Balista

nel

Cenacolo

scia

cadere

il

nell'

Carlo

che dicesi

sua sorella Flavia

di

movenze

In

Paolo

s.

quadretti

il

atti

della

poche
il

e loro

de'ma-

Vergine
lodatis-

la nativit di

s.

rappresentanti azioni
spirito santo

fresco rappresentante

sopra un carro di fuoco

prodigio. Racconta

ritrat-

Catterina

quadro

venuta dello

la

di risuscitare

s.

V assunzione

al cielo

manto ad Eliseo
il

e Gio.

In palaz-

Benedetto son cin-

s.

martirio

abside del coro

che ascende

rate riguardano

s.
,

in varie

piccoli

incastrati nell' ornato

In

Benedetto in atto

s.

una chiesa

due

e Ge-

Bartolommeo

Placido offendono alcune nudit e

ammirati

altri

Sacramen-

adorazione dei re magi

dell'

Placido

simo dal Baruffaldi e dal Lanzi.

profeta Elia

coi santi

fresco.

giace a' piedi

gli

pao-

che poi

coi santi Lo-

Ambrogio

santi

nominato

gi

martirio di

uccisi dai corsari

sono

grande

madonna a

to dal vero

del sanlo

un quadro

copia del quadro gi ricordato del Dos-

quadro
,

d' altare

con

Benedetto

s.

ordine del Vescovo Fontana

d'

nella galleria Chigi

que quadri

compagni

di gusto

e diversi ritratti della famiglia del Sale.

zo Arcivescovile

de" pi se-

nella cappella del SS.

in gloria

in sacrestia la

Roma

ora in

quadri esistenti in Ferra-

altre figure

Baruffaldi

il

e la-

che ammi-

come
18

stando

134

contralto seguilo tra

al

porta

ma avendo

to,

re

prezzo

il

mezze

e le sei

coro

11

dal

sbitero

d'

mezze

eh' egli ri-

ristret-

bene contentarli lasciando vuovede

si

ma

con questo solo,

e sacrificando

col dipingere in luogo

opere a fresco

le

quattro

Evangelisti

la B. V.,

che divide

quattro dottori

neh' arco sopra

Mona

del

suo car-

il

in questa chiesa

figure a chiaroscuro

intorno al quadro

figure di santi carmelitani nella fascia

presbitero

della chiesa

pittore

il

cos piccina la figura del protagonista

Pi lodevoli sono

ro.

che anche oggi

l'interesse dell' arte; n

tanto elevato

Paolo

s.

questi stim

immenso campo

to quell'

di

voluto ampliarne l'estensione, senz'accresce-

essi

artista

all'

PP.

doveva occupare uno spazio molto pi

tale pittura

rappresentante

portato in cielo dagli angeli: la cuppola col lanternino, e

stessa

come pure

1595 e
ta

1596. In

il

meno alcune

Francesco

s.

copia d' un quadro del Carpi

devoluzione del Ducato

la

oratorio di

1'

maggiore

tar

In

Andrea

s.

Crespino

s.
:

la

intorno

glia Libanori.

s.

In

Francesco

gloria

S.

oltre

s.

la B.

Domenico

M. Maddalena

a confortarla

lati

sull' aitar
s.

epoca

sopra

e pi
s.

altre volle sull'al-

Annunziala.

1'

le

la SS.

due

lodi

che

la

al-

della fami-

ai lati

B. V. col

Paolo

s.

figlio

presso a morte

s.

V. col bambino discende

Carlo Borromeo inginocchiato appi

s.

adorazione

esposto

all'

tare la

madonna

Chiara
d'

Ins. Chiara delle cappuccine

sotto

un

altare

col

alquante suore cappuccine

in trono

in

a cui

maggiore, una madonna col bambino in gloria, e

Francesco e

le

di cui

Trinit

ritratti

Lucia con

e la B.

del-

V. della concezione coi sim-

al di

il

Nel-

del Pio, pittore,

distesa in terra

del crocefisso, dipinto nel 1616.

contemplare

alto di

tutti in

fanno assistenza alcuni angioli


dall' allo

eh'
:

misteri del SS. Rosario

all'

Annunziazione celebre per

boli allusivi tratti dalla scrittura


l'

Roma

della B. V.

tra

Egitto. L' assun-

un'incoronazione
un' assunta era
Vergine

dava Giovanni Bonati detto Giovannino

dovremo parlare pi

in

portato in

che volta ver-

Opere compiute

fuga

nativit della

un' altra

mez-

le

crociera

e della

neh' angolo

sono del Bononi.

quali

le

Paolo

quelle negi' intervalli fra gli archi formate dalle

colonne di queste navi


so la sacrestia

nave maggiore

della

volta

ze figure tutte nella

pre-

il

s.

il

santo bambino,

ai

sacramento

s.

che

in altro al-

scherza con

135

Gio. Batista offerto da

s.

Lucia.

Nei

cappuccini

Bettelemme col

in

no

fatto dai cani del

decollazione

madonna

la

s.

Antonio abate,

che ritorna

e lo sposo.

lo

del santo

una

s.

madon-

della

di Sicilia.

dall' Egitto

Nella chiesa
Nella Certosa: scoprimento
In Gio.
Co. Ruggero

figlio

nina, una visitazione.

Elisabetta:

s.
:

s.

di

Bru-

s.

Batista:

piet.

XXXVII.
INCERTI
Dosso

Benvenuto Garofalo ebbero una scuola fiorentissima

Ce

numerosi discepoli.

lo attestano gli scrittori

contemporanei.

Eppure noi conosciamo il nome di pochi loro allievi


e le opere
di pi pochi ancora. Imperocch di alcuni sappiamo appunto il so:

lo

nome

per esempio. Jacopo Panizzati scolaro dei Dossi

scuola del Tisi

Gio.

no Fiori, Girolamo

sero statue

vanzano
(

in altrettante nicchie

Tom.

2. p. 71.

pere correranno per

cisamente

1'

le

).

all'

mani

delle quali

ultimo di essi

e della

Bernardi-

le

immagini

come

color di bronzo,
,

che dipinsero

fratelli,

Carpi, nel cortile del Castello,

a chiaroscuro,

e costarono la vita

Cittadella

Batista Griffi

Bartolomeo Faccini

60tto la direzione del

dei signori Estensi

Francesco Dianti

se fos-

poche reliquie
,

ci a-

caduto dal palco.

da credersi che molte delle loro o-

dei dilettanti

ma come

indicarne pre-

autore ?

XXXVIII.
CAMMILLO
Nel libricciuolo
dice
ria
il

il

dove lo Scarsellino notava

Baruffaldi avere trovato

il

nome

tutti

fatti

di soli tre scolari.

suoi

Zacca-

Musi e Tommaso Chierici all'anno 1595. N se ne sa pi che

nome

perch forse

letto allievo
l'

RICCI

immenso numero

da esso, che

non

riuscirono.

famigliare per tutta la vita

lo

di lavori

Cammillo Ricci

predi-

ed aiuto del maestro nel-

commessigli di continuo

prediceva superiore a se medesimo,

tanto

amato

augurandosi

136

nato dopo

di esser

per potergli esser discepolo.

di lui

somigliantissimo al suo

stile

bene:

ed facile

quadri bellissimi del Ricci coi

Imperocch, sebbene,

scambiarli. Intendasi

meno

belli dello Scarsellino.

Baruffaldi e del Lanzi, abbia un

al dire del

impasto di colorito pi riposato ed uguale


e la franchezza che sogliono

Ebbe uno

Io

pure

manca

gli

rivelare la vivacit

l'

brio

il

ingegno del

precettore. Cerca invece di supplirvi con molta accuratezza e mi-

nuzia, specialmente nel condurre

Mori consunto
va lasciato

Nacque circa

pieghe.

di petto circa

a Santa Maria della Rosa.

dicono sepolto

Fu

medesimo

ritratto eh' egli fece a s

sia ito

il

dipingendosi in figura di ge-

Era

della quale prendevasi assai diletto.

dove

Ignoro

nio ignudo con tavolozza e pennelli; circondato


sica

pianto dal mae-

da quanti ne conoscevano V ottima indole. Lo

1680.

il

1618. Negli ultimi anni ave-

il

lavoro per tentare di risanarsi.

il

amaramente

stro

mal

di

le

da carte

mu-

di

stato dipinto per la

casa de' signori Marchesi Trotti.


Esistono tuttavia di

lui in

Ferrara

Avellino sostenuto da un angelo


pito d' apoplessia.

nuflessa

In

ha

di

che riceve

Giuliano

s.

detto

s.

sua

mano

dicendo

dalle

mani

la B. V. col santo

bambino

due mezze figure

to

invocazione

appunto

due

ai

di

presso

le

mura, dietro

con

Pietro.

lo stesso

V era

nome

la

chiuse nel 1578 ampliando

si

ve-

Ferrara

in

sot-

due an-

alto teste di

in

s.

Apollonia

il

fondo

in

edificato

s.

Giorgio e

da Alfonso

I.

alla

una porta

Quivi era altrevolte

fra quella di

un baluardo

s.

Bene-

esistente gi nella chiesa di quel-

strada detta appunto dell' amore.

di

s.

divoti al basso

buon amore

del

madonna.

In

sotto la porta al-

atto di adorazione;

Tela non molto grande

la confraternita

B. V.

della
in

lati

col-

galleria Costabili,

cappa adottata dalla confraternita eretta

geli sovressi

messa

della

Eligio.

s.

Nella

Ges

la

quadro della santa ge-

il

Cristo.

amore

della

della citt

mentre

Andrea

s.

otto storielte della vita di

stiti

serafini.

Francesco

bambino Ges

il

la risurrezione di

tre volte dell'

l'

In

Ne' Teatini

l'

altra

Alfonso

II.

baluardo. Affine poi di conservare

un' immagine di M. V. che stava dipinta sulla porta ed era in gran-

de venerazione

trasportarono

nita detta di S.

alcuni divoti eressero


Frizzi voi. 4 p. 380

M. del buon amore

).

1'

Vi

odierna chiesetta ove la


si

stabil

una confrater-

che porta come divisa

il

disegno

137

antica porta con sotto

dell'

quadro del Ricci

sto
3.

122.

p.

).

B. V.

la

quale appunto

vede

si

ritratto

grande

in piedi di

que-

in

citato dal Baruflaldi e dal Cittadella

E un

toni.

giovane sconosciuto.

XXXIX.
GASPARE VENTURINI
Le opere

di simile a quella

ne aveva

sono un' altra scoperta del Baruflal-

di questo pittore

letto

che abbiamo narrata parlando del Roselli. Egli

nome

il

nell'

Apparato

uomini

degli

del Su-

illustri

perbi, ma niente pi ne sapeva, quando dapprima nell'archivio

che lavorava

della famiglia Bentivoglio scopr,

v autore del quadro

Morte

lo tro-

Appollinare in atto di risuscitare

s.

fu

gli

commesso

la

fi-

nel 1594,

dicano eseguito nel 1617.

Cittadella ed

il

Barotti

quadro

si

diceva volgarmente autore Bernardo Ca-

sebbene

il

siccome

di quel

genovese

stelli

di

Rufino, ora nella Certosa, che

glia di

loro palazzo

nel

in quello della confraternita della

l'anno 1589, e poi

cos

Baruflaldi ne dedusse che potesse essere sta-

il

Dal confronto poi

to scolare suo.

Io

di

questo dipinto, che ora tro-

vasi nella chiesa della Certosa con altri della citt, egli, aiutato

amico Carlo Brisighella

forse dal solito

qua

ture sparse

per

e l

se studiato in patria. Del resto, tutto

certamente mediocre

che come

si

vede

ne dedusse che da

lui

in

aves-

ignoriamo intorno a questo

fuor del poco narrato dal Baruflaldi,

parte verit storica

in

E vedendo

chiese e per le case.

le

qualcuna un poco del fare del Mona

artista

giudic sue altre dipin-

in

mera con-

parte

gettura.

De' quadri a
bili

no

la B.

finestre

s.

eccetto
,

Anna
i

s.

Nella galleria Costa-

due bambini.

In

Agostino ed Ubaldo,
di rilievo.

s.

in

Giuseppe e santa Catterina

Ne' cappuccini

che guardano in coro

nio di Padova.

donna

V. col santo bambino sulle ginocchia

indietro

figure

mostrano

lui attribuiti si

con

s.

Giovanni-

s.

tutte

mezze

le sportelle delle

Bonaventura

piviale, che serve di frontale a

Anto-

s.

Gio. Battista tavola rappresentante

santi

una ma-

138

XL.

ANDREA GHIRARDONI

GIO.
Mercatante

di professione

in pochi anni. Pittore

lali

denza

al grandioso.

ricco di ben centomila scudi

mediocre. Ebbe molta franchezza

danno colpa

Gli

cumu,

e ten-

trascuratezza cos nel di-

di

segno come nel colorilo, sempre languido e basso, da confonderqualche volta coi semplici chiaro-scuri

si

imprimiture che assorbivano

tive

si

un miglior concetto

di

s.

Spirito

diasse

il

Ad

n T epoca positiva

guardare

Non

potr formarcrocifissione

la

sa a quale scuola stu-

si

della nascita n della morte. Fioriva

cominciare del secolo XVII.

sul

In galleria Costabili
dici apostoli in

In

rargli.

bel

tare

mezze

non improntate

certo

il

piuttosto cariche

modo

ogni

di lui chi voglia

suo capolavoro.

causa forse delle cat-

in

sue tinte

le

d'olio, e quindi facili ad alterarsi.

Paolo
d'

mostran

figure

lui, dodici tavolette coi do-

di

meritevoli

il

Domenico

sta

che suolsi rimprove-

fresco nella cappella di

Ercole Grandi

alla cappella di

appeso un

osservazione perch

di

di quella trascuratezza

s.

s.

s.

Sebastiano, ov'

redentore nel palliotto

il

dicono opera sua dal Baruffaldi

si

rofalo

s.

quadro

si

Croce

e dal Brisighella.

ov'

il

dell' al-

In

s.

bel quadro del Ga-

Pietro martire genuflesso dinnanzi ad

una

croce rossa, lavoro del Ghirardoni.

XL.I.
GIO.

All' aitar

maggiore della chiesa

dro rappresentante

nome

PAOLO GRAZZINI

s.

di

s.

Giuliano

Eligio protettore

di questo Grazzini orefice ferrarese.

essere questi gran

dilettante di pittura

tavola

gi compiuti

al

il

iscritto

il

BaruQaldi

Bononi

ma

che

mano, fuorch questa

e la diede in luce

50 anni. L' esempio

vede un qua-

con

Racconta

amico

nulla mai volle esporre al pubblico di sua

a cui lavor otto anni

si

degli orefici

soggiunge

il

Lanzi

mentre aveva
,

perch raro,

139

anzi affatto nuovo

mi

paruto degno d'istoria.

parve una favola. La franchezza


provetto dell'arte, e quindi
esser opera d'

un

dilettante.

infatti

si

ritenne

se

in

Ad

altri, invece,

un

del dipinto appalesa

d'allora, non poter

fin

ne dedusse

avervi probabilmen-

nome, non come autore, ma come committente, e


giova notare
forse capo dell' arte degli orefici. Ad ogni modo
che la storia raccontata dal Baruffaldi come cosa sicura, e eh'
te

apposto

il

amico della famiglia Grazzini

egli era

rono eredi

che

estinse

s'

e di cui fu-

Leccioli.

XLII.
JACOPO BAMBINI
Nato circa

modo
e

piuttosto

1582, secondo

il

anzi famigliare.

duro

andamenti,

gli

di trattare

Fu

Cittadella.

il

ne conserva

le

pieghe.

La

Mona,

scolare del

specialmente nel

diversa indole per,

maggiori studi dovevano apportare una differenza nel loro

Ben lontano

imaginazione del maestro

dalla fervida

non

nelle invenzioni traccia alcuna di quel suo stile fantastico

chinoso

pien di capricci

cerca anzi di emendarlo

molto studioso della correzione del disegno

Ho

lorito.

gi detto

come

vori per farne sparire

pi

pi grossolani

un animo timido

niera rivela

una

d'

tiene

mac-

mostrandosi

e di addolcirne

stile.

il

co-

la-

volta volle ritoccarne


difetti.

e diligente,

Insomma la sua malento. Ed a com-

ma

porglielo concorsero ancora le circostanze. Primieramente gli ac-

Parma

curati studii fatti in

Poi

1'

Accademia

del

navasi in casa sua


ricopiare

dopo

nudo da

partito di Ferrara

medesimo

lui

il

maestro.

e che adu-

Poi ancora V assiduit nel

via di Mirasole.

istituita

grandi maestri della scuola, per cui ebbe assai com-

missioni, al tempo della devoluzione del Ducato, quando


lero trasportarne a

Roma

r assai in Ferrara

tata

fu

il

quadro

di

s.

la soppressione della

furono

afflitti

Pei Padri

si

vol-

Gesuiti lavo-

ed in Mantova. Anzi Y opera sua pi ripuIgnazio

altare in questa chiesa del


te

capolavori.

ora nuovamente

Ges

Compagnia.

da idropisia,

donde era

frutto, per

riposto

stato rimosso

al

suo

duran-

Gli ultimi anni della sua vita

quanto dicono, degli strapazzi

140

della caccia, di cui era

na

Inchiodato s'una scran-

passionalissimo.

attendeva ancora a dipingere per procacciarsi

bastando, supplirono
termine

ora demolita

geli

Sono

Fu

di

pittori

questa et

in

demmo

alcuna

di esse

precedenti

ai pittori de' secoli

perch sebbene

massima.

merito sia minore

il

numero poniamo

in tal

che allorquando
tanta

queir affetto

ad-

ci

lode quanta ne
;

la difficolt di conseguirlo fu

piccola tela di

la

s.

Francesco

improntata veramen-

che

di colorito

ricorda la tenerezza di Guido.


la

avello.

che proprio del serafico quivi posto ad ora-

con una fusione

re: condotta

An-

da scuole cristiane

usciti

in orazione, che vedesi in galleria Costabili


te di

1'

quali in qualche opera

vuoisi attribuirle

morte pose

la

era preparato

si
,

siano sfuggiti al gusto pagano e classico,

diamo

finch

sepolto nella chiesa degli

ove sette anni prima

pochi

amici,

sussidii degli

mali, nel 1629.

ai suoi

Ma non

vitto.

il

tenta sollevarsi, e

In quella galleria trovasi pure

copia, in piccola tela, della stupenda tavola del Garofalo rap-

presentante l'adorazione dei pastori al nato bambino, ch'era


tre volte nella chiesa di

pi della

devoluzione

Camuccini.

nel cogliere

Ges

ma

ai nostri.

Ora

Sono

del Garofalo.

minor conto.

troveremo

Spirito, e fu portata via,

Roma

in

non

in

nella

oltre

pinacoteca

il

s.

Biagio

1'

con

altro

s.

degli Esposti la copia della gi


all'

Ortolano

Carlo e

s.

Apollonia

menzionata

s.

cav.

Igna-

s.

Nicol con

dovico re di Francia: nella cattedrale due quadri, uno con


ta, e

il

Bambini

gi ricordato
s.

tem-

galleria altre

stessa

un

il

al-

ai

presso

vede quanta perizia aveva acquistata

Si

modi

tre sue dipinture di

zio al

s.

s.

s.

Lo-

Aga-

nella chiesa

Margarita attribuita

che ora al museo Borbonico di Napoli come ope-

ra del Garofalo.

XLIII.
GIULIO
Di origine tedesco

chiama Cromer

e dice

precisamente della Slesia.

averne riscontrato

il

nome

Il

Baruffaldi lo

nell'

istrumento

una casa concedutagli F anno 1609 per rogito


Notaio Ercole Piganti celebre commentatore de' nostri Statuti.

dell' investitura

del

CROMER

d'

HI

Nacque circa

1572 secondo

il

Baruffaldi

il

ma

notizie rinvenu-

le

doversi quesl' epoca anticipare


dal suo annotatore persuadono
non pochi anni. Studi dapprima architettura poi 1' amicizia del

te

di

Bambini

seco alla scuola del Mona.

lo trasse

Fu suo compagno

del nudo e nel fare le copie dei capilavori trasporsomiglia assai, ma pi ricercato, pi duro, e
Gli
Roma.
tati a
con carnagioni piuttosto vive e sannel colorito meno languido
guigne con molta pompa di architetture forse per amore ai suoi

Accademia

all'

primi studii. Mori

27 settembre 1632, e fu sepolto in

il

Vado.

in

In galleria Costabili

mezze

fasso

rale.

In

s.

figure

Maria

ha

si

di lui

in tela

Vado

in

di

un Ges legato dinanzi a Cai-

tro

nella soffitta

primo quadro verso

il

zione di Maria Vergine

do

il

suo

Andrea

solito

ma

il

nel presbitero

Andrea

uno

1'

1'

la

un anacoreta
ha

a'

due

chiamata

lati dell'

secon-

In

s.

maggiore son appesi

ricordati anche dal Lanzi

rappre-

apostolato dei due fratelli Pietro ed

all'

altro la predica di

dall'al-

la presenta-

d' architettura

aitar

Gel-

s.

punto prospettico sembra sbagliato.

suoi due pi riputati lavori

sentanti

del natu-

terzi

la porta

tempio con pezzi

al

due

grandezza

nel secondo altare a destra

trude con un santo vescovo dall' un canto

Maria

s.

s.

Andrea

al giudice.

XLIV.
CARLO BONONI
Nacque

nel 1569 di onesti genitori, e fin dall'infanzia die se-

gni di forte
studiare sotto
rire

inclinazione alla pittura.


il

Bastaruolo

le

dulto.

le

padre

lo

pose quindi a

il

Bononi

soli

maniere del maestro

venne a mo-

vent' anni.
:

e se

pri-

ne veggo-

tracce qua e l, anche nelle opere fatte mentr' era gi aIl

fondo per dello

caraccesco. Era
gio a

infatti

Il

e vi rimase finche questi

che fu nel 1589, contando

mi lavori tengono
no

il

tempo

cui ricorrevano

viamenti delle scuole


chinisti

giovani

fin

non pensando che

eh' egli abbracci in

stile

in cui

appresso

cominciava a prevalere

artisti

il

il

rifu-

smagati dagli eccessivi tra-

allora dominanti.

manieristi ed

mac-

alla ricerca dell' ideale e del farraginoso,

19

H2

avevano introdotto un genere convenzionale

va

male:

sublime riuscivano freddi.

il

stevole a tutto per chi

opera, e ne'

limila a considerarla nei mezzi che

si

che

il

come

re la pittura dallo stalo di corruzione a cui era caduta

vr confessare che

dall'

pone

arte cio e nulla pi.

questa parte essi giovassero a ritrar-

in

vorr guardare sottilmente

fine

forza

Ottimo intendimento: e ba-

suoi pi ristretli

fini

Se non pu negarsi

il

Caracci videro

apportarvi pieno rimedio, richiamando l'arte

e credettero

studio della natura e del vero.

allo

in

che ne rappresenta-

vero, n era atto a produrre profonde impressioni.

il

voler toccare

di

pure chi

che tennero ne' loro studii, do-

alle vie

un canto perdettero bene spesso

vista

di

propostosi: dall'altro, volendo opporre la forza alla sner-

vatezza, secondo la massima d'Annibale, corsero facilmente nel


difetto contrario:

da ullimo, peggio assai, dimenticando

e lontani fini dell' arte

alti

la ridussero

pi

dando principio all'applicazione

un mestiero puramente tecnico,


della falsa dottrina

presso alla condizione di

da cui oggi sono invase

forme della

tutte le

poesia; e che apertamente professa, l'arte avere per unico fine

ti

Cessato

se stessa.

de' Caracci,

uno

allucinamelo

za sopravvenuta, hanno chiarito


ro e cercassero

vero

il

di

nato da migliori

principii

le

frasi,

sterilit.

ma

insegnamen-

com' eglino

convenzionale

Un

ma

sebbene predicasse-

in fatto all' introduzione di

diverso dal precedente

grammatico che accozza belle

origi-

pur sempre convenzionale

cio

frasi su bel-

senza sapere a qual profitto riesca.

massimo

Il

cooperarono

un nuovo genere
ghiaccio e

degli artisti per g'

studio accurato de' loro metodi, e l'esperien-

difetto de' pittori

che

precessero immediatamente

li

poco studio

era la

mancanza

scuro

colpa del soverchio correre in cerca del tanto vagheggialo

ideale.

di verit nel rilievo

Michelangelo aveva gi detto

buona quanto va pi verso


fra le pittoriche T. 1. p.

cora

egli

il

7.

aveva insegnato

)
,

rilievo
,

madre

della riforma

lettera

del chiaro

mi par pi tenuta

a Benedetto Varchi
scultore.

An-

che avendo per oggetto primo e prin-

uomo

e quindi

lo studio capitale de' pittori.

la pittura

massima veramente da

cipale la rappresentazione dell'

prenderne la costruzione

il

1'

bisognava

sopra tutto ap-

anatomia ed

il

nudo essere

Di qua trasse Lodovico Caracci

che volle operare

cercare

il

rilievo

l'

idea

per

143

ottenerlo studiare
il

con lume

vasi di notte

armonia dei

continua

un

di

Quindi

colori.

pittore,

che

1'

amore

Coreggio. Quindi

il

racceschi

da ultimo

grandioso

il

come

ed

1'

imitazione

!'

chiaroscu-

per far pi intera


li

che dappoi trov tanti

poco conosciuto ed ap-

grande scopo degli sforzi ca-

altro

Aggiungete

delle pieghe.

opposizione coi pittori

1'

chiamano

V unica

siste-

abilit de'qua-

consisteva nel riprodurre certe forme e modi di convenzione

Caracci professarono apertamente

buono

di tutte le scuole

sistematico

no

un buon

imposero

pillor

di

Agostino;

brama

Primaticcio

se studiando
,

se

il

Par'migianino

unicamente

cercando lode

questi artisti

il

Lombardia

colorire di

meraviglie

ognuno

nudo

il

gli

suoi

prevalenza

per

sbattimenti

il

che abbia oggi

le
,

quali soltanto

di questi principii nelle

Italia in

alle

e perdettero

pu

destinata a coope-

la pittura

il

Accademie,

italiana

fummo

gener

infettati:

buo-

raggiugnere con l'imitazio-

pregi de' grandi artisti?


l'

gran-

dell'uomo? E vorremo poi fare

confermarci, essere facile


i

il

poi meravigliarci

per opposizione agli

della poesia

dominarono sovrane

difetti, impossibile

scrittori

come

presentata

grandi destini?

quel numerosissimo gregge d' imitatori da cui

no solo

Tibal-

qualit per le quali

nelle

rilievo

la

abbia sem-

non ebbero pi quelle ispirazioni divote

come un ramo

se la

di loro

Roma,

Tiziano, Coreggio, Rafaello

fine universale degli studii

che dopo

ne

disegno di

il

di pittori naturalisti

italiana deve

l'arte considerarsi

le

volendo cogliere

della scuola per chi

codice

il

Prenda

ogni traccia delle qualit pi essenziali

al

un giogo non meno

l'

quali la pittura

rare

arte

all'

Insomma imitazione degli artisti


mezzo per cogliere il vero. E vorremo

miglior

ideali

mano Michelangelo,

eccellente.

dioso

desia.

mossa coir ombrar Veneziano


pre alla

ecletismo

1'

atto soltanto a tarpare le ali del genio. Tutti conosco-

celebre Sonetto

il

farsi

di

Io studio

far largo

il

matici o di maniera, secondo

il

le

sul contrasto e

nell' artificio del rilievo e del

seguaci ed imitatori, mentre in vita fu

Ii

rilievo disegna-

sistema di caricare

e V invenzione di tante regole pratiche di-

ro vinse per avventura qualunque altro

prezzato

il

appresso una vera teorica convenzionale

venute in
sul!'

un maggiore

Quindi

artificiale.

e gli sbattimenti

Accademie, ove disegnavasi

le

colpire

a tutta possa: e per

nudo

ombre

Quindi

nudo.

il

materia

d' arti

I
,

due pi insigni
il

cav. Minardi

ed

marchese Selvatico, hanno tanto sapientemente predicato conconvenzionale nella pittura (1), che pu sperarsi di vedere

il

tro

il

le

Accademie prendere Onalmente

se

seguiranno

pienza in pi

scritti

(2).

conditi misteri dell' arte

vare a dirigere

E buon

altre strade.

per esse

suggerimenti datigli da quest' ultimo con tanta sa-

studi

gli

vero, contemperando

Qual profonda conoscenza dei pi

quanta prudenza

sull'

antico

re-

arri-

e subordinarli a quelli sul

con

naturalismo

il

onde

di consiglio

l'idealismo,

questi due

grandi forviatori della pittura finche agiscono da se; onde richia-

marla una volta

ai suoi principi!

che

chi

ha meditato profondamente

senza pi derivare

tura

Il

lettore

magistero e

il

benigno vorr perdonarmi

che in questa

viamento.
racci

non

11

le

come

avessero dato

in cose

maggiori

nome

il

s'

suo merito artistico, e non inferiore

forse

Basta osservare

esposti mentr' era giovinetto

(1)

vatico

Ho
si

di pretesa ri-

egli fosse stato

gi altra volta citato

pittura storica in Italia

il
le

il

s.

era

Tommaso

discorso

Ca-

perduto

di

da

lavori

lui

uscito di Ferrara;
d'

Aquino

vedere

in

s.

Do-

Carracci,

del Prof. Minardi. Del Sel-

Considerazioni sullo stato presente della

Milano Pirotta

zioni della odierna pittura

Ferrara

attentamente

persuaderemo, che prima ancora

veggano precipuamente

ad alcuna delle pi cele-

n per anco

ora soltanto

se

chiamalo ad

avrebbe acquistato una fama pari

al

fra' quali ricorder

na-

spesso vuol dir tra-

di quel fosse allora

splendore di capitale,

brate a que' tempi.

la

per

mi sono un po' dilun-

se

ad un' epoca

lo

ci

dotti artificii,

Borioni ne fu uno dei principali campioni.

operare su pi ampio teatro

menico; e

Solo

nostri buo-

(3).

gato su queste materie avvicinandomi

forma

veri suoi fini

con tanta verit imitare e rendere

de' quali seppero

senza falsarla

lungamente disegnato

ni quattrocentisti poteva svelarne

mezzo

ed indirizzarla sur un cammino,

valga a raggiungere

storica italiana

1837

e lo

estratto

sguardo

sulle conven-

della Rivista

Europea

del 28 febbraio 1839; riprodotte nell'eccellente suo libro: dell'educazione del pittore storico.
(2)

Pensieri intorno ai mezzi pi opportuni d'insegnare

di figura. Rivista
essi nell'
(3)

Europea d'ottobre

novembre 1840,

opera anzidetta.

Considerazioni succitate p. 33 e seg.

il

disegno

riprodotti anch'

145

disperando forse
la

vaghezza con

ra pi robusta

gue per
la

quello

sapienza negli sbattimenti,

la

conoscenza del nudo,

delle pieghe

Lanzi

il

la

te

di

moda

la

ai

Quando
ed

ingegni pi fer-

g'

sebbene

dell'altro,

o eh' ebbe oc-

nei centri da' quali par-

altri

siccome avvenne appunto

uso delle im-

tinte.

fatta necessaria

vi si distinse

conoscere prima degli

farsi

far largo

il

1'

mezze

le

l'uno

senza saputa

onore rimanga poi a quello che pi

casione

sebbene

introduzione di una novit qualsiasi

giungono da s,

vidi vi
1'

l'

distin-

si

trasparenza delle ombre,

hanno

forza de' tempi e degli avvenimenti

matura

che

grandiosit delle figure,

la

primiture minerali facesse talora crescere


la

competere nel-

di

forte

stile

e la robustezza del colorito

meditasse di opporgli una manie-

lo Scarsellino,

ed abbracciasse

come bene osserva

Carracci fondatori di una

scuola in Bologna, citt sempre celebre in ogni maniera di studii,


e

Roma

chiamati in

a dirigere

pi importanti lavori pittorici di

quell' et.

conferma

dal Bononi

to votivo eseguito

nella sua vita.

no

dro.
te

Sono

d'

na quivi

con

divoti collocati
ritratti dei

le

ritratta

mani giunte

due

questi

colori.

sbattute da

ed ora conservasi nelle*

Quindi

rare di un pelo.

Si

le

grandi ire e

lavoro

il

venne

ed

in

che
il

rifiutarsi al

gli

artisti

noni.
Il

e dilettanti della citt

committenti

gioni per
citt.

mezzo

R sommo

pagamento,

al

dietro

ma

lui

e fu

mandato

comparvero

di procuratori,

le

il

se

Tribunale de'
parere de-

il

interposero

cred dover consultare un artista

celebre, fuor di Ferrara,

Dinanzi a

E,

volto

il

usci sentenza in favore del

non s'acquetarono,

Tribunale superiore

in ^Bologna.

credesse di-

a non volerlo alte-

dinanzi

consoli, che allora avevano giurisdizione.

si

aveva dipinto

le

egli ostinato

giudizio

don-

la

propria immagine cosi ca-

la

una luce straniera

alla satira dell'artista,

non mutava

che l'accen-

fondo del qua-

in

Stefano. Narrasi ebe

s.

quand' ebbe veduta

ombre

venuta segno

e celebre

committenti, marito e moglie. Era altre vol-

abitazione del parroco di

rica di forti

giovent,

con sotto due angeli,

nella demolita chiesetta della Trinit,

camere

di

in primissima

un' incoronazione della Vergine fatta dal P. Eter-

e dal suo divino figliuolo

nano a due

pure un altro quadret-

di questa opinione ci resta

Bo-

appello.
di

fama

quadro a Guido Reni

parti a dire

le

che furono due nobili

artista profer anch' esso a favore del

loro radi

quella

Bononi. Anzi

146

pose fino d' allora grandissimo amore

gli

ta

tutta la vi-

siccome or ora vedremo.

Era dunque

Bononi

il

rara per visitare

anno

tant' oltre

altr'

testimonio

Coreggio

ed

due anni,

Bologna un

quale

nel

giunse

Baruffaldi. Poi pass a Venezia

il

di

santa Maria in
,

vi diranno

s'

Paolo, di cui volle emulare

in

suoi lavori furon presi per opere

sua maggior gloria

la

usci di Fer-

oltre

stette

dello stile caraccesco,

ed a Parma. Le pitture

ran sempre

quando

accademia del nudo.

che qualche volta


;

A Roma

scuole.

nell'

infervoralo

Lodovico

rona

pittore gi valente

altre

le

occupato pi che altro

di

dur per

le

Vado

a Ve-

che sa-

egli studiasse nel

copiose cene con

moltitudiue di figure, cori di musica, prospettive, palchi, scale,

ed episodi

di

ogni maniera.

Lanzi, che vorrebbe chiamarlo com-

II

non imitatore de'Caracci,

petitore,

tanamento dallo
solleciti di farle

stile

pone questo come un

ch'essi tennero, parchi

spiccare con

una disposizione

in

Bologna, ove compi

stesso vide

gran tela in

la

ben presto alterata

prima

poscia potuto rifarla

colpa

di

appena tornatovi,

-merosa famiglia

di

Bench

feriore nel merito

a dar la palma

'

scuno nella sua era grande

ciascuno tendeva

re da

men

tutt'

Il

desiderato.

mor nel celibato.

non poteva

non

quando venivano

si

dirglisi in-

accord mai

in

cos la vittoria restava in forse

Baruffaldi ci racconta

Bononi guastavano ogni notte

il

un caso

Sono

in cui

ed
gi

lo

ridussero a lasciar
volle far

egli

prova

I'

par-

lavoro che faceva lo

Scarsellino di giorno, alla porta del convento de' cappuccini

ch

cia-

competenza,

nervi della sua industria per non pare-

Fer-

affidategli in

Tenevano maniere diverse

pi giovane.
:

senz'aver

provvedere ad una nu-

e la citt divisa in parliti

dell' altro

parole del Lanzi.


tigiani del

al

Salvatore, ch'egli

incombenze

inferiore d' et allo Scarsellino

spes-

nuovamen-

s.

nipoti; poich egli visse e

figure, e

ristette

imprimitura

dell'

e la necessit di

allon-

si

morire, com' avrebbe

Glielo impedirono la moltiplicit delle

rara

di

tulla propria loro

so pi teatrale che vera. Prima di ripatriare


te

sempre

opera. N' ebbe la commissione

di cortesia limitandosi

a colorire

sic-

emulo

1'

disegno

il

preparato.

Questa competenza accrebbe


pure ce ne restano per
ro pari

le

suoi lavori a dismisura

chiese e per le case

se

non

certo poco inferiore a quelli dello Scarsellino.

ed oggi

di

nume-

solo di

147

Ferrara

venivano

gli

Portomaggiore

Pontelagoscuro
ze

Corbola

Ripa

le

commissioni

ma

Migliaro, Massafiscaglia

Guarda

anche

Cento

di fuori.

Argenta, Trecenta

di Persico,

Cornacervina

Ga.mbulaga

Reno, PapozComacchio ed altri

Final di

ferrarese

luoghi della provincia ebbero de' suoi lavori, e ne conservano an-

Modena,

cora. Cos pure

tova

Fano

serva tuttavia
s.

Salvatore.

Mirandola,

la

nella chiesa nel suo


il

quadro poco

Ravenna ha

ra

di cui dice

il

con

fa ricordato

Lanzi, non aver fatta

due nella sua pinacoteca, uno


innanzi alla B. V. con

altri

Man-

due minori

in

ad

se stesso o

il

Bononi

altri.

de' quali assai bello:

monaci

suoi

altri

de' Canonici Late-

nel refettorio

dove piacesse ugualmente o a

Gio. in Persiceto

fatto trasportare nella sua cattedrale la

celebre cena che era altre volte

ranensi

s.

Paterniano. Bologna pure con-

s.

altra ope-

Milano ne ha

Brunone

s.

il

ch'era

in orazione,

al-

trevolte nel capitolo della nostra Certosa.

Due grandi testimonianze


Guercino

e di

dal Lanzi,

che quando

merito del Bononi sono quelle del

al

Guido Reni.

costante

primo da Cento

il

sperdea delle ore affisato con tutto

Maria

in

Vado

ove sono

l'

si

per usare

tante delle sue pitture

condotte con pienissima scienza

la vastit del suo talento

a Ferrara

dipinti in santa

parole dello stesso Lanzi

le

nel

sotto in su

di

anche

riferita

trasferiva

animo ne' suoi

nelle pareti e tante

Guido

tradizione,

catino e soffitto

che a conoscere

forza vedere questo gran tempio

dro del Bononi rimasto imperfetto per


carico con una lettera cos bella

produrla quale ce la conserv

sua morte

la

eh' io

un qua-

invitato dal nobile sig. Ferrante Trotti a terminare

rifiut

non posso a meno

l'

di

inri-

Baruffaldi.

il

Illustrissimo Signore

Gi mi fu

scritta fino a

te del mio carissimo M. Carlo

Roma

e ne provai quel rincrescimento

canza d'un fedele

amico,

alquanti anni sono

Bonone

che

che Dio
si

lo

tenga fra

deve avere

d'un virtuoso qual era

la
li

morbeati,

per la manDissi a

lui.

quel punto che molto era mancato alla citt di Ferrara partendo
dal
zia.

mondo
Ora V.

canze

questo soggetto
S.

che

Illustrissima

dipingendo

il

quadro

io

da molti anni avevo

vorrebbe

in amici-

eh' io supplissi alle sue

della resurrezione di Cristo

man-

che da

148

appena comencio

fu lasciato

lui

se ci facessi,

non creda V.

io sarei in verit

di lei

e nella forza del colorito

guitare per la difficolt di ben fare

che

non ho voluto

io

e perch quella

il

se

perduto molto per cagione

ch fatta forse

ben

quadro qui

il

di

1'

arte ben capire

che

quand' anche

di tutto

persuader V.

r, che

io

io

stesso

memoria presso

la

una cosa

mia negativa

sia

1'

et

che comincia a esser grave


,

e far molto e troppo

virla, n per suo,

sia
,

il

viaggiare

se finir

l'

non avermi comandato

scirne

piuttosto che

se

di-

gli

tualmente a V. S. Illustrissima
ella

potr sostituire a

Genga

che dicesi un cosi buono allievo di M. Carlo.

mani con

distinzione

modo

dissi

di ser-

meglio che

la

M. Carlo

( vorr dire Chenda )

resto baciandogli

e venerazione.

Ulma

obbmo

riu-

chi serva pun-

Li 11 Luglio 1639.

Di V. S.

si

principalmente per-

Non mancher

quel

molta

sia la

e se io sono sostituito a

me

pi

non mi sento pi

comandandomi non

facilmente avvenire

che potrebbe

ch non credo di passar quest' anno.

le

pi

incominciato quasi

n per mio onore. Laonde

pensi

Bononi,

ha

Ma

nemmeno

comincio a non piacere

per dispetto. Sicch V. S. Illustrissima vede che non ho

il

di chi

paradiso.

di

ho cominciato a non abbracciare pi tante cose quan-

fatica per tante cose fatte


in vigore

impresa dopo un atten-

all'

Illustrissima la

S.

mi vengono comandale

me

facessi

pu da chi

si

non ordinario. Tutto

pittore era

il

ne rimarr

tato cosi bello, del quale


,

per-

minerale, contuttoci da quello che rima-

di terra

questo mi fa risolvere di non mettermi

quella tela

Salvatore ha

s.

imprimitura troppo corrosiva

dell'

ne ancora, bench assai scaduto nelle mezze tinte,

ne

un certo quadro votivo nel quale era dipinta una donna

d'

intende

del che

dar testimonianza per giudizio fino in sua giovent

assai caricata nel viso.

te

far denari.

fui sforzalo a

sopra

se-

maniera non

modo di piacere anche a' meno sapienti e di


Niente di meno nel suo fare era grande, e primario,
era

temerario

questa una giat-

S. Illustrissima gi

M. Carlo il quale ad
accompagnava una sapienza grande

di vita onestissima

nel disegno

ma

prima forse

tanza. Io ho conosciuto

una bont

servitore e devino

Guido Reno

H9

onora

Se questa lettera
tenesse
se

mostrando

Bononi

il

pittor de' suoi tempi

primo

il

onora non meno chi

rivelando l'animo suo candidissimo,

Non

Vedete.

come un

rete

un uomo

delicato sentire

di cos

per umilt

congiunta ad altezza grande

d' intelletto

non per ipocrisia

d'ogni altro
miliava

le

grandi

ed

era che

difficolt

mo-

cos

di

cuore cristiano,

perch

conoscendo pi

vera
,

meraviglie-

uomo

un

se

vi

gl'immensi contini dell'arte, u-

propria fronte per impetrare forze maggiori da chi solo

la

pu darle

E quando

nome. E poi

ma

desto

dichiara di

anni solo prima della sua morte

tre

tutta Italia risuonava del suo

se

questo?

tutto

ripiego suggerito dal bisogno di far

piacere ai molli con poco merito.

Guido scriveva

quando

la scris-

per timore di non riuscirvi

sua maniera

la

avvilisce la propria

denari,

lo

veracemente modesto.

basta di porsi al di sotto del Bononi

gli

non aver seguito

e di

che stima

in

vi meraviglierete

dissi

quel tempo, sa risvegliare con

le

uomo operando

se quest'

madonne

sue

in

tante idee scono-

sciute ai suoi coetanei?

Avete

sentito eh' egli loda

stissima.

meritamente

con che esercitava

1'

Bononi per una bont

il

questa

arte sua

acquistavangli

lode

suo fratello

le

lattia g'

impediva

degli amici;

di

Cesare Grazzini.

presso a morte

ci
si

la

Il

sopraggiunta madi vivere

ha tramandato

gli

a spese

Baruffaldi che fu ami-

della famiglia di Carlo Brisighella

Lucrezia Bononi sua prediletta nipote


vivere,

quando

ad un

spettante

cagioni tutte che lo

lavoro, nella dura necessit

il

massime

co e frequentatore

fin di

famiglia

continue elemosine ai poveri

ridussero agli ultimi tempi di sua vita

disinteresse

usala nei congiunti cari-

la carit

candosi del mantenimento di numerosa

il

di vita one-

figlio

della

presso cui erasi ritirato e

ultimi

colloqui coi quali gi

distacc dall'amico, consegnandogli un anello,

unica dovizia rimastagli, acci facesse suffragargli V anima, ed au-

gurandosi che
le
il

le

opere sue potessero avere potenza

ammirasse a dar lode

all'

Altissimo

volo poteva dirsi temerario

d' invitare chi

ed a pregare per

lui.

poich in taluni de' suoi dipinti s'in-

contra un'espressione di divozione notevolissima per que' tempi

da cui traspare un animo


fosse.

che

pi religioso

Narrano, che sebbene

istitutore

1'

arie

d' allora

dell'accademia

ebbe gran cura perch non ne ricevesse

danuo

il

del

non

nudo,

costume, e
20

si

150

mostr studioso di non offendere giammai


vori

Mori

3 settembre

il

petto ai cappuccini

Fu

della picca.

1632,

anni 63,

di

che fa angolo con

sepollo

nella chiesa di

aveva tanto adorna co' suoi pennelli


ta

decenza ne' suoi

la

la-

cura gi divenuta ben rara.

donatagli mentre visse

la

in

una casetta dirim-

via

denominata oggid

Maria

s.

dapprima

in

Vado

ch'egli

in un' arca distin-

da un priore della canonica; poi

sotterrato d' ordine dell' abate e collocato nell' arca

parrocchia; indi a spese degli amici per

comune

seconda volta

la

dis-

della

dissot-

terrato, e riposto in un'arca a parte, presso l'ultimo pilastro della

navata a destra

dopo

quando

altare della visitazione

sepolture,

chiesa fu ristaurata

la

Ho
s.

gi detto

Maria

rappresenta

che

la

Vado.

in

maggior gloria
quadro

Il

santi

intorno

all'

sapere di prospettiva

si

ro della visitazione di

mezze

il

mezzo

Elisabetta

che

che dividono

gli

Ora non restano

ma componenti un

si

pu negare mirabi-

appaiono

di

si

penultimo della navata

stor fido. Nella soffitta

si

della

grandez-

N minor
il

presbite-

vede scendere da un

Erano pure

del
,

Bononi

dipinti a

archi della navata di mezdi

sua

mano

che

sette

furono guasti per la rovina

questi rappresentante

di

la ss.

pochissimo spazio.

quelli a sinistra

lato destro:

Uno

dal basso
tela

pittu-

le

della volta

scorge neh' altro quadro verso

s.

e della crociera.

del 1829.

mezzo

figure di santi canonici Agostiniani

fresco nei pennacchi

soli del

non

la diletta congiunta.

poggio per ricevere


quattordici

Bononi sono

sta nel

di luce distinti

visti

essere

comunale.

gloria de' beati disposti in giro, e nel

la

za naturale, ed occupano nella

zo

ove 65 anni

dovettero chiudere

si

del

che

solo corpo di luce. L' artificio pittorico


lissimo.

altre nel cimitero

le

Trinit espressa da tre globi

le

nuovamente turbate per

sue ossa furono

le

trasportate con tutte

re di

all'

Carlo Brisighella eresse una pietra con iscrizione. Pochi anni

addietro
le

vicino

vorrebbe

un

s.

Guarino cardinale

ritratto dell' autore del pa-

nave trasversa della crociera sono

pure tre suoi gran quadri. Quello verso 1' altare del preziosissimo,
rappresenta il fatto che diede occasione al miracolo dello scatu,

rimento del sangue


lebrava

la

messa

sa, che dicesi

di

Ges Cristo, avvenuto nel 1171, mentre

frangeva

non credesse

1'

ce-

ostia quel Pietro Priore della chie-

alla

presenza reale.

Il

quadro dalla

151

parte opposta mostra l'assoluzione data al colpevole dall'Arcivescovo

Ravenna. In quel

di

dal P. Eterno

Bononi

ove

Suoi sono
in Egitto

e dal

patriarchi adorano

due quadri tra

finestre

le

in

uno

nozze

le

madonna

tro lo sposalizio della

nel coro

Cana

di

lui

la

sua morte dal suo scolare Alfonso Hiomola detto

la

copia

Roma

la

ascensione del Garofalo

dell'

in casa Chigi. In

fondo

meno

del fanciullo

Anche

Cana,

di

L' angelo custode

celeste, mentre un

nari

La

demonio

Antonio trova

era altrevolte in

galleria Costabili

trattato

lorito robusto

diso.

Era

versan-

opere sue.

il

s.

non

le

1'

afferra e lo tira

cuore

dell'

onde condurlo per

il

Manna

due

chiesa ora chiusa di

magia

di

avaro nello scrigno de' de-

che vedesi aperto e prosteso

men

ricca di suoi lavori. Vi

Figure

trasparenti

le

il

di

tela

grandezza naturale.

disegno accurato

mosse

di-

si

Ges Cristo,

difficili

il

il

co-

tutto gran-

poi nel refettorio del

Ges

dal Cittadella tom. 3. p. 115., e dal Barolti

pag. 105. Seguono:


nel deserto:

uno

la via della gloria

della flagellazione di

altre volte nella chiesa

citasi dal Baruflaldi,

gran

Francesco.

con rara maestr ia

ombre

La

eseguita negli ultimi anni di sua vita.

delle pi magnifiche di quest' autore.

nudo

d'

che addita ad un fanciullo

stingue un grande quadro

Il

abito

dell'

refettorio della Certosa,

anzich nel petto del cadavere

in terra

al-

misteriosa visione

la

lodatissimo per sapienza di chiaroscuro

S.

mano, o

sua

mare con un cucchiaio

fatta pel

de' pi grandiosi dipinti suoi

di

Agostino vestito

s.

pinacoteca comunale ricca

cena delle nozze

rilievo.

Chenda. Sua

il

in piccola fossetta.

la

altra strada

il

compito dopo

ad un altarino presso

contemplare

in atto di

che tenta vuotar

done l'acqua

alla chiesa

della sua scuola. In sacrestia

la-

nell'al-

che dicemmo trovarsi ora

porta un battesimo di N. S. Ges Cristo

de' canonici regolari

due quadri

madre

la

in galilea

disegnato da

riposo

il

con

santo di Dio.

uno

in

Suoi parimenti

venuti a cercarlo.

terali nel presbitero:

nome

il

disputa di Ges coi dottori

nell' altro la

coronazione della Vergine fatta

la

Ges. L' abside ha un gran fresco del

figlio

profeti e

Giuseppe

s.

mezzo

di

s.

martirio di
tele

di

s.

Catterina

e la

caduta della

mezzana dimensione. Erano

Catterina martire,

ai lati dell'aitar

nella

mag-

giore: la prima sopra la ruota che poneva in communicazione la

152

chiesa esterna con l'interna delle

A.

monache,

dove esse comunicavansi.

strino per
toni.

333

p.

).

l'altra sopra

Barolti p.

ancora incastrala

71

fine-

il

Cittadella

porlellina che lo chiu-

la

dice eseguite

mano pure del Bononi. Il Baruffaldi le


l'anno 1612. E sono riputale due capilavori. L'au-

tore, in vero,

prov qui

deva con un Salvatore

un gran lusso
rito

Lanzi

nella seconda gran vivacit di colo-

massima variet

la

queste parole:

in

massima accuratezza

la

sfoggiando nella prima

tutte le sue forze:

shallimenti

di

amhedue

in

scorti,

di

come

fa meraviglia

movenze e de'
Lo che muove il

e studio delle

ogni minuzia.

in

Bononi cos av-

il

vezzo ad empire

altro a rifinire,

a ricercare e quasi a miniar le figure di mino-

re proporzione

quasi perch lo Scarsellino in queste delizie de'

gabinetti

non

grandi tele,

le

sia

ammirato pi

adatti

si

par di qualunque

al

Varie quadrerie e segna-

di lui.

tamente quella de' nohili Bevilacqua ne ha belle mostre

blico v'

iello,

ma sempre

martirio di

il

s.

indarno

E da ultimo

minore

rappresentante M. V.

tela

co

popolo

al

e Catterina.

Soriano

di

Parlando

diade

il

mano

nomati
,

nudo

s.

l'

si

Domenico,

s.

oltre

trovasi ancora altra


di

Domeni-

s.

sante martiri Barbara

abbiamo

gi detto

esser

santi nei pennacchi degli


al-

destra entrando, vedesi uno de' dipinti suoi pi

ri-

in

s.

Gio. in piedi

porta dicesi effigiato

dro, non

di

In

nella stessa gal-

primo

del precursore.

Uivarola detto

le

dello Scarsellino

Paolo.

lodato anche dal Lanzi.

In

immagine

l'

fianco

al

opera sua alcune delle mezze figure


archi della crociera
tare

veggono

sopra

di

che mostra

ed ha

si

celebrit.

Tommaso d'Aquino, nominato

s.

pub-

in

ambito da molli oltramontani con sorrune d'oro cospicue,

leria altri otto quadretti di


il

Catterina nella sua chiesa; vero gio-

il

pu non

che

lo

riprende.

Nel servo

Ammirato

che ridente

Ad

onta delle

al

mensa con Ero-

assiso a

gi ricordato discepolo del

Chenda.

il

Erode

Benedetto

s.

si

dagli artisti
affaccia alla

Bononi

Alfonso

date a questo qua-

lodi

essere disgustali dall' ignobilit dei volti, dal-

incongruenza del vestiario, e soprattutto dalla sconcezza degli

cosi d'

Erodiade

che stende

ascolta la riprensione

il

braccio ad Erode

stuzzicandosi

pi lodevole, all'occhio mio,


altre volte esistente nella

denti con

sebbene

meno

come
uno

di lui

stecco.

lodato

il

atti,

che

Molto

quadro,

demolita chiesa degli Angeli, e che ora

153

altare dell' altra navata

trovasi ad

un

sentante

Salvatore

dell'

il

ordine domenicano

in

questa chiesa

mezzo

rappre-

santi e sante

con

atto di baciargli le piaghe

in

in

comparso

ignudo

senti-

mento divoto, non comune n in quel tempo, n a quell'artista.


sei mezze figure di santi francescani nel paraIn s. Francesco

petto dell'organo, tre a destra, tre a sinistra dei tre mediani, che

son del Garofalo.

Nella

Cristoforo e

Antonio.

s.

con

fisso

s.

In quella de' Cappuccini

bidue certosini.

ne del Caravaggio,
chiesa detta

della

In

madonna.

Maconi
Spirito

s.

una deposizione

esistente

che riceve

Madonnina un

bam-

il

Nella chiesa della Certosa,

il

beato Pietro Pelroni, am-

pinacoteca Vaticana.

nella

un croce-

di croce.

copia della famosa deposizio-

la

B. V. con

la

quella delle Stimmate

Felice da Cantalice

s.

col B. Stefano

tele,

In

Maddalena piangente

la

bin Ges dalle mani della

due

chiesa delle Cappuccine,

s.

Nella

Carlo Borromeo a un altare

della crociera.

XLV.
ALFONSO RIVAROLA
Soprannominato

il

Chenda per certa

cata alla sua famiglia. Questi

eredit di tal

ni, di cui parla la lettera di Guido test riportata.


e fin

da fanciullo ne frequent

re per

modo, che dopo

compierne

g' interrotti

la

nome

toc-

pi celebrato scolare del Bono-

il

scuola

la

Nacque

ne apprese

nel 1607,
le

manie-

sua morte fu riputato l'unico adatto a

lavori

della B. V. nel presbitero di

fra' quali

s.

Maria

in

primeggia lo sposalizio

Vado rimasto abbozzato


,

dal maestro, ed a cui nuoce soltanto l'essere dirimpetto alla cena


di lui.
di

Pi ancora che

la

de' quadri

pittura

quella

istorici coltiv

decorazione per giostre, tornei ed altre grandiose rappresenta-

zioni cavalleresche allora in uso, ov' era adoperato

principale ed architetto.

Fu

in

una

come

direttore

di queste, celebrala nella

piaz-

za nuova, che per lo scoppio d' un' idra vomitante fuochi d'artificio eretta sul piedestallo

vediamo

preparato

la statua dell' Ariosto

rimase spezzata

la

ma

colonna slessa

per la colonna

su

cui oggi

che allora era tuttavia giacente,


poscia aggiustata

come

tuttora

154

si

La fama

vede.

fuse anche fuor di Ferrara

Parma

Padova

in

lode, e per

tempo

da ultimo

sorla di spettacoli

ove

in

acquist gran

si

anco una malattia, che

consunzione, non senza

di

dif-

si

chiamato a diriggerne

fu

Bologna

in

fatiche

incessanti

le

donde

condusse a morte

lo

Chenda per quesla

del

il

in

poco

solito so-

spetto di veleno propinatogli per invidia. Mori l'otto gennaio 1640,


e fu sepolto nella demolila chiesa dello Spirito

Santo

sehbene

il

Borselli nel supplemento al Guarini dica in quella delle Stimmate,

confondendo,
da pittore ed

al

dire del Baruffaldi

architetto.

che serve la mensa

La
le

il

quadro

da
ni

in

s.

in gloria

Maria

sul disegno del


all'

Vado

in

Bononi

tele

una

in

nel convento

la B. V. col
s.

Andrea. Oltre

nella chiesa de' Teati-

un quadro rappresentante
;

battesimo di

il

Ges Cristo sazia

Neil' altra

una risurrezione

in piccole figure sulla portella del tabernacolo.

hanno

che gi dicemmo eseguilo dal Chen-

tano in orazione avanti un Crocifsso

suiti

Chen-

col

ritratto nello scalco

Francesco e

esiste tuttavia

il

come superiormente dicemmo.

e sotto san

Sacramento

altare del

lasci

pani e due pesci.

cinque

bambino

ha due

galleria Coslabili n'

turbe con

santo

Erodiade

di

Chenda muratore

il

Bononi ce ne

Il

E da

Agostino

s.

s.

ultimo,
,

Gae-

N.

di

S.

Ge-

eh' era altre

nome.

volte nella chiesa di questo

XLVI.
BATTISTA DALLA TORRE

GIO.

Allro allievo del Bononi, emulo del Chenda e del Berlinghieri,


di cui or

vane

ora diremo. Era originario del polesine

di beli' aspetto

ferente del giogo

col unitamente agli

do

le

don

dedilo

e facile
altri

all'

armi

di

ed alla vita libertina

ad accattar brighe. Lavorava


scolari del

Bononi

il

frati ito

ad eccitarlo

maltratt con parole e con

perch

il

terminasse

dove in breve fu ucciso, nel 1631,


sua indole sempre irrequieta. Tenne
In galleria Coslabili
legato, con la B. V.,

si
s.

soffitta

insof-

in

quando mal

correzioni da lui dategli per un quadro della

lavoro a mezzo

Rovigo. Gio-

s.

Ni-

tolleran,

fatti

abban-

uno

de'

poi fuggi a Venezia

colpa per

quanto pare della

maniere

stesse della scuola.

le

mostra come suo lavoro un Ges Cristo


Francesco ed altro santo.

155

XLYII.
CAMMILLO BERLINGHIERI
Compagno
questi
si

Della Torre nella scuola del Borioni

al

lo ne' lavori di

Nicol,

s.

gli

ruppe col maestro. Dopo

si

Venezia

trasfer anch' egli a

emu-

e suo

fu cagione di quella gelosia, per cui

morte

di lui,

il

Berlinghieri

dov' era chiamato

il

ferraresino

la

dove mor nel 1635, non ancor giunto a quarant' anni. Dicono

che

in

ultimo studiasse d' incidere

opera sua

Si ritiene

quadro

il

appeso dietro

in orazione

all'

di

acqua

s.

forte.

Brunone con alcuni monaci

al pulpito di

Francesco

s.

Catterina con un angelo che suona

zio di s.

e lo sposali-

la chitarra

in galle-

ria Costahili.

XLVIII.
IPPOLITO CASOLI
Scolare ed aiuto

dei fratelli

nella dipintura dei ritratti


cortile del castello

morte

Casoli

il

si

la dipintura

Opera loro sono

lo eseguiti tra

1577 ed

il

com' noto

eseguili posteriormente.

il

1587

degli ornali

e quelli pure di

Le Ggure

sui

Maria

s.

muri

ma

puttini sul

La

in

anche

Vado.

in tavola

fondo d'oro.

il

ciato nel

mezzo

in

con

s.

Pao-

in

Vado

massime nei

Paolo, del Bo-

s.

il

Casoli

suoi arabeschi con

5 ottobre 1622.

mano un pezzo

d' ara-

con un grazioso bambino

intrec-

galleria Costabili conserva

besco del gusto di quel secolo,

Maria

solo a fresco lavorava

e sono lodati

Mor

s.

specialmente

unite e soprapposte

N
;

la

per essere caduto

arabeschi della chiesa di

gli

pennacchi degli archi, sono dello Scarsellino


noni in

Dopo

reliquie.

un in societ col fratello superstite

Girolamo Grassaleoni per


nelle chiese.

Girolamo Faccini

eseguita l'anno 1577 nel

poche sparute

di cui restano

Bartolommeo avvenuta

di

dal ponte

Bartolommeo

degli Estensi

di sua

tavoletta a fondo d' oro

forse

nato di qualche camera nobilmente decorata.

tagliata dall' or-

156

XL1X.
FRANCESCO NASELLI
Nalo

di

nobile famiglia

sempre

cui conserv

di

sue migliori sono scambiale

rimarchevole per cerla grossolanit dei

dimora nel monastero


due de'

di

fu

vita

Erano lavoro

modo, che

ricopiarne

il

gono continue
il

di forte

Guido,

di

bosco

in

fiacchi:

accinse a copiare

si

quella scuola

di

Anche

gli

delle quali

principale della sua

nelle invenzioni sue

degli sludii falli

e fu sepolto

al tut-

Lodovico Carracci. Ci

e di

poscia l'occupazione

capolavori.

tracce

le

1630

il

ma

Giorgio, e profittando della

s.

opere

le

impasto che nelle carni

Mori circa

opere

le

Poscia and in Bo-

volli.

sulle

suo carattere grandioso, animato, morbido

opere
di

tira al

bronzino

nella

chiesa

altrui.

Fu

gran macchia,

veg-

si

Lanzi

Rosa, ov'

della

avello gentilizio di sua famiglia.

Abbiam
no con

gi veduto, parlando del Basfaruolo

Monica

s.

santi

Bonaventura

cesco

selli.

Il

il

di

Michele

s.

porse occasione di studiare

s'invagh a

Basiamolo

il

che ornavano quel celebre chiostro, or quasi

dipinti

to periti.

sotto

sicch spesso

per lavori del maestro,

logna con l'Abate degli Olivetani

1'

dapprima

studi

qualche maniera

nella
,

Gio. B.

vengono da alcuni
Cittadella,

Baruffaldi e

il

dello. Altre
in

sedente,

attribuiti

Barolti,

o son

dell'

opere

atto di

angiolo custode

li

in

stimmate, in

s.

s.

Agosti-

s.

coi

Fran-

altri al

Na-

prima opinione;

Ed facile vedere che,


meno pregevoli del suo moil

Lanzi:

contemplare Ges Cristo,


s.

il

madonna

nella chiesa di

Frizzi tengono la

il

Andrea:
Giorgio

1'

al

assunzione di
s.

il

Girolamo

secondo altare a

la

santa Francesca

la

B. V. sulle nu-

due beati servili, Angelo Porro e Francesco Patrizi,

nella chiesa della consolazione

che

e la

a quel pittore, da

Francesco, citata anche dal

coli'

bi, e sotto

Andrea

e Sebastiano

destra, entrando, della chiesa di

romana

s.

opere sue originali sono in Ferrara:

s.

in

il

di

Brisighella la seconda.

o son del discepolo

M. V.

chiesa

s.

Stefano: un

altro nella sagrestia

delle

un
s.

s.

Francesco

che riceve

le

Girolamo seduto, ne' cappuccini

cappuccine

la sfida

d'

Apollo e

157

in pinacoteca

Marsia

Tra
gio

ora perduti

molti doni

Carracci
vani

g'

offerti

con

1'

s.

primo

il

ricorderemo

di

servir di ricordo agli

comunione

della

di
:

in

Luca

s.

in

s.

Gior-

la

V altro

storia di

Lodovico

di

che col suo peso rende

ammiratori

di

or pi non tan-

nella Certosa, la copia

ora nella

pi-

quella della coronazione di spi-

Lodovico.

di

Girolamo d'Agostino Carracci

s.

nacoteca bolognese

due

le

che tentano muovere un masso

di quell'opere gi tanto celebrate:

ti,

s.

Michele in bosco di

Guido contenente

di

storia del diavolo

altra

in galleria Coslabili.

Benedetto nel deserto

ingenti sforzi d' operai

marmo. Possono

ne

eseguite

lui

due freschi del chiostro

da

tratte

Bologna

copie da

le tante

un Davide ignudo

L.

ERCOLE SARTI
Detto

muto da Ficarolo dal

il

avvenuta

scita,

cenni. Si mostr

istruito per

della B. V.

pubblico

al

madonna miracolosa

no

gentili;

nella chiesa parrocchiale. Poi


i

si

tiene che ve-

suoi dipinti spiegano

dello Scarsellino.

le tinte

ma-

Le forme sono me-

contorni un po' pi decisi; e ci f supporre studias-

se

ancora nel Bononi. Lo

lo

fanno

stile

franco, e

primo pittore del tempo

il

solenne trasporlo di una

del

nisse a studiare in Ferrara; dappoich

maniere e

un arco dirim-

in Ficarolo sopra

ad occasione

petto alla casa Sarti,

nifeste le

e dal luogo di sua na-

dapprima colorendo una immagine

magi esposta

co' re

difetto,

23 dicembre 1593.

Par che fosse

il

molte opere a Ficarolo

Quadrelle

alle

l'

accuratezza del lavoro

dopo que' due maestri. Lasci


a Salara

ed in

altri luo-

ghi della provincia ferrarese oltrep.

La
stito

ha

degli abiti pontificali

croce

rale.

di

galleria Costabili

s.

Silvestro

e la destra in atto di benedire


il

capolavoro

monache

e dal Lanzi

di questo artista.

qualunque miglior opera

delle

il

ritto in piedi:

lo

ve-

nella sinistra la

figura due terzi del natu-

Pu sostenere

dello Scarsellino.

di s. Silvestro,

che malamente

Papa

con triregno in capo

Era

confronto

il

nella sagrestia

e citasi dal Cittadella toni. 4. p. 314,

chiama una tavola

mentre
21

dipinto

158

tela

in

Ferrara non ha

Nella stessa galleria


tavoletta

di

amore.

zione

opera del suo che

vede una sacra famiglia

si

un quadro

di Raffaele

scritto al di dietro

Mudo anno XVI li.


stampata da me

Sarti

allr'

di

si

conosca.

copia in piccola

condotta con molto studio ed

Fu

Ferrara 1612.

tempo

in caratteri del

Hercole

citata nella descri-

e sfuggi all' annotatore del Baruffaldi T. 2.

572.

p.

LI,

CESARE CROMER
Figlio di Giulio e suo scolare
1'

epoca

di sua nascita

noscono

La
il

Non

molto inferiore.

si
si

sa

co-

Ferrara meritevoli di qualche lode.

di lui in

s.

ma

n quella della morte. Poche opere

Caterina martire,

primo altare a destra

al

quadro dell'aitar maggiore nella chiesa

sizione della croce in galleria Costabili

ragionevoli che di

lui

di

s.

in

s.

Martino;

piccola tela

una

Andrea

depo-

la

delle pi

veggano.

si

L1I.

BENEDETTO GENNARI SENIORE


Centese

no

sebbene non

sua nascita

di

il

si

cino, giovanetto di 16 anni.


ignoto: fors' anche avrebbe
(

non

de'

comuni

Forse senza

non sarebbero

racci

Mor
di

non ne furono
il

il

15 marzo 1610.

qualcheduno,

inventori

perci

ma
si

stile

pu

si

ripeterlo; erano

g'

luogo n

di

sua scuola

il

gior-

il

le

Guer-

ci sarebbe rimasto

fama; che

stati offuscati dalla

suo

II

che del carracesco. Onde non

ultima scuola. Giova

alla

acquistato maggior

derante celebrit dello scolare.

gesco

il

maestro da cui apprese. Incominciano

epoca in cui ebbe

sue notizie dal 1607,

pregi

sappia per certo n

sente

suoi

prepon-

pi del caravag-

dire discepolo a quest'

principii del tempo.

propagatori pi

pu prestar fede

che negli ultimi anni imparasse

Car-

illustri.

al

racconto

dalle opere del

Guercino facendosi quasi scolare dello scolare. Questi contava appena

,,

159

19 anni, e solo dopo

1612 cominci a lavorare da s,

il

comunit

figure a chiaroscuro dipinte sul palazzo della

la tavola

ad

olio fatta per la chiesa dello Spirito Santo.

opere di Benedetto.

mostra alcune belle

sotto la

ed a farsi conoscere in Cento, con

protezione del P. Mirandola,


le

Fuori di

con

Cento

sono piutto-

sto rare.

La galleria Costabili ne ha dieci tele di grandezza mezzana con


una mezza figura per ciascuna; una sola ne ha due; rappresentanti filosofi

medici

alchimisti

antichi

seicento, ed aventi scritto al di sopra

il

ma

abbigliati

nome

all'

uso del

della persona rap-

presentata.

LUI.

Celebre sotto
chio destro

GIO.

FRANCESCO BARBIERI

nome

del Guercino

rimastogli stravolto

avuto menlr' era ancor in fasce


fu svegliato.

il

dicono

il

il

s.

signori Carpeggiani

dipinta in et

lui

la facciata della propria casa

della

Madonna

Ma

soliti
,

indizii

un

guazzo

dicono

d'im-

prevalse a tutto

con-

Si

trasportala in tela

di soli otto

tenendo ad unica scorta

detta di Reggio.

pittore che lavorava a

come

Biagio di Cento.

per cui mostrava tanta vocazione.

presso

una Madonna da

Lanzi.

nondimeno narrano che

brattare con disegni ogni carta ed ogni parete

serva in Cento

spavento

primi rudimenti delle lettere:

finch l'inclinazione alla pittura, conosciuta ai

arte

oc-

quale nella sua vita riporta la fede

il

a Cento per apprendervi

all'

di

all'

2 febbraio 1590,

Baruffaldi ed

Suo padre era un povero pigionante

e fu avvialo

ebbe

pochi passi fuor della porta det-

battesimale estratta dai libri della collegiata di

lo inviasse

eh'

ad un improvviso romore da cui

1591, non

compreso

errore rettificalo dal Calvi

causa

in

Nacque presso Cento

ta della chiusa, l'8 febbraio


la pi de* scrittori

pel difetto

Dapprima

anni
la

sul-

stampa

fu collocato sotto un

e stava alla Bastia sul

modonese

lungi 14 miglia da Cento. Di recente s' scoperto, che chiamavasi

Bartolommeo Bertozzi
to

e che solamente

Paolo Zagnoni, bolognese,

dopo

solito a girare la

andasse presso cer-

campagna esercitando

,
,

160

appunto

ma

professione,

tal

and

volta che

di cui

Bologna

in

Pare anzi che per mezzo

il

Barbieri stette in casa, la pri-

per testimonianza

di lui,

il

del Malvasia.

quale da giovane era slato aiuto

Era anch'

Gio. Balista Cremonini, fosse posto alla sua scuola.

di

esso Contese

pittore principalmente d' ornati e quadrature

Scuola Bologn. epoca

troviamo scolare

10

2.

Gennari

al

Nel 1607, come dissi, a 16 anni,


in

Cento: eie maniere tenute dal-

l'uno e dall'altro somigliano a modo, che ben

da

avere veramente appresa l'arte

ri

morto gi Benedetto,

nel 1612,

vede

si

il

proteggere

tolse a

P. Mirandola Canonico Latera-

il

giovanetto

il

Barbie-

pure, come

Accennai

lui.

nense venuto a Presidente del Monastero dello Spirito Santo


to

Lanzi

lo erud

lo fece

Cen-

di

conoscere

procur lavori, e finalmente nel 1615 lo condusse seco a ve-

gli

dere Bologna

ove avendo esposti

tre suoi Vangelisti nella proces-

sione delle rogazioni, piacquero talmente, che

Card. Ludovisio

il

allora Arcivescovo volle acquistarli, commettendogli di compiergli


11

quarto.

versi lavori falli in Cento

Chiarelli

rezione

per

IT

ri, nel 1617.

fra' quali

si

cosi

racconta

gli

to, ed

pur giunto un

qu per fare

T.

di patria di

ne.

>

tura, e miracolo da far stupire chi vede

nulla

che

ei

fa

rimaner stupidi

queste lettere io

credo

volle dare

ad intendere. Se no

re.
i

le

primi pittori

Bologna

perch

il

si

ripele

Lanzi

).

Nell'una

Arcivescovo,

mostro di na-

sue opere.

Non

dico

come qualcuno

Lodovico non avrebbe mancato

di questo sconosciuto, e

perch dunque

bolognesi?

209

possa senza esitanza concludere

ch'egli annunzia

farsene onore. Vedete,


in

Lodo-

Barbieri non ebbe mai scuola dai Carracci

il

nuta

si

diversi lavo-

Francesco da Cen-

gran disegnatore e felicissimo coloritore

di-

Qu v' un giovane
con somma felicit d'invenzio-

Da

sua

la

lettere di

1. p.

31es. Gio.

Neil' altra

Cento, che dipinge

di-

e dirette a D. Ferrante Carli,

due

le

certi quadri al signor Card.

porta eroicamente

si

fondata sotto

riferiscono

leggono nella raccolta del Boltari

si

freschi di casa Pannini poi


ivi

nuovo a Bologna ad eseguire

di

quest'epoca

vico Carracci riferite da' suoi biografi

che

accademia del nudo

chiam

lo

fama per

poscia crescendo sempre di abilit e di

ancora

come

pur gi
1'

di

una novit la vesi

grande

pitto-

errore di collocarlo fra

medesimo dopo avere riconosciuto

161

che

a parlar con buona equit meglio staria fra' pittor di Ferrara

a cui Cento soggiace

trario

che fra que'

Bologna

di

fa poi

con-

il

buona ragione soggiunge ma da seguir l' esemcomune, e aggregarlo fra carraceschi? Dissi senza

e senza

pio quasi

in vero nulla

buona ragione, perch


egli stesso

concludono, e ne conviene

quelle che qui viene adducendo.

una

dirizzo al disegno

et

Ci

si

fatto

o per

tradizione, ch'egli fanciullo avesse da' Carracci qualche in-

e discorda

che mal

il

accorda con

si

1'

epoca della sua

da noi

dalle altre notizie e fatti test

riferiti

o perch da una tavola di Lodovico prese esempio a dipingere

>

il

che ben poco per aggregarlo alla sua scuola. Nel resto

non frequent mai

del secolo

XVII

1'

accademia

che studiarono

carsi nella scuola bolognese


tutti

quella scuola anche

orme, mentre

il

loro strade.

le

il

allora

Bononi,

Guercino

fu

il

uno

Ma

lasci la vita.

dell'

Napoli

accademia

anni molti

a'

da lungi?

stabili
,

za tanto cercare
pi dai

prima

il

fiorentina tutti

come

bolognesi?

coli precedenti

fatto

famosa

e la

dirlo

26 anni

Gorentini.

Vasari
i
il

sia

galleria Farnese.

avvenuto che

Il

il

essi

Malvasia

dir

e vi

fin

Ma

perch a

apparterrebbe

di vivere:
s

a'

ed a'ro-

gran nume-

volete sapere sen-

nostro Guercino

si

usur-

furono ci che ne'

se-

fece allora ci che aveva

studiando a tutta possa di fare uscire dalla

grandi maestri delle diverse scuole italiane.

Guercino aveva gi un nome

suoi lavori.

Quivi rimase Ano

come or ora diceva

illustre in Italia

principi italiani inviavano a Cento per avere de'

tutte le citt

si

bolognese

pittor

Domenichino

il

Parma

perch nel seicento

Ma,

suo anno cinquantesimo.

il

napolitani

le

discosto,

esegui molti lavori

vi

raani Annibale morto fra loro dopo avervi lasciato


,

cam-

sua dimora in Bologna,

oper molto e mori

parmigiani Agostino Carracci che a

ro di lavori

o quasi

non aggregare a

ben pi andonne

neppur questo basta a

apparterrebbe

stette

principii

dappoich ci accadde dopo gi scorso


Altrimenti

pittori

e comprendervi

tutti,

perch

d' altrettanto e

Guercino negli ultimi anni

de' direttori

tutti

che tanto davvicino ne tenne

seguendone solo alcuni generali


forse;

allargarla

potreste

Se

opere loro dovessero collo-

sulle

ogni paese: dappoich

pittori italiani di

minarono per

de' Carracci

egli

in

Bologna

al
,

1642,

epoca in cui

trasferissi,

allontanandosene soltanto

di tratto

162

ad eseguire altrove qualche importante lavoro.

in tratto per recarsi

Nel 1618 and a Venezia col P. Mirandola, e presentarono a Jacopo Palma juniore il libro da lui composto de' primi elementi per
introdurre
te

Lo

giovani al disegno.

che voleva avanzarsi sotto

Palma, che

menti furono

zaga Duca

da Oliviero Gatti

incisi

Mantova

di

d'un quadro;

vette

(itolo

il

di

Cavaliere.

un

lezza della mossa di

alzava

tre egli

gli

attacc

lanti.

della

prima maniera

sa di
la

Gregorio

chiesa di

lui sulla

dimostrarne

col

il

s.

Guglielmo

Bologna

d'

1'

s.

Francesco

di

gli

il

li

era modesto

come

che quando per


lavori.

la

tulli

frate di

s.

la

competenza

Gregorio

il

Anche

grandi davvero

12 maggio

il

si

XV,

fra' quali

per fare

il

suo ritratto

ma

che insisteva

anzi

il

P. Mi-

Guercino adunque

mantenne
il

tale an-

prezzo de'suoi

part alla volta di

Roma

matovi dal card. Ludovisi divenuto Pontefice col nome


rio

s.

un prezzo elevato

crescente fama pot accrescere

Nel 1621,

primo

Il

quasi per inganno del P. Mi-

fino ai 175.
i

in estasi

Lodovico, morto l'an-

fu suggerito di chiederne

fece crescere

V altro

angelo che suona la viola.

e chiese: indovinate? 75 scudi. Gli furono concessi

randola

il

Aquitania fatto per la chie-

ora in quella pinacoteca

Pietro di Cento con

trarsi d' iutorno


,

men-

fatto la verit

riferiscono due de' pi celebri suoi dipinti

fu fatto dal Guercino

perch accettasse

poca natura-

parte del petto che dicea troppo

alla

randola. Egli rifiutava la commissione temendo

non potendo

essere

usato dal cardinale nel

seco

dovendo essere collocato presso ad uno


,

Calvi

il

rice-

si

Benedetto seduto, ed in alto

no innanzi

troviamo in

da cui

abito la croce di cavaliere ornata di bril-

di

s.

all'

quest' epoca

s.

lo

Sebastiano che stava pingendo

per

mano

cardiuale drizzando la
elevata

s.

braccio

il

riferisce

modo

il

Si pose a discutere

dargliene notizia.

per

diploma

Il

gli ele-

autore ebbe commissione

Jacopo Serra Legato

pel card.

decembre 1620. E narrano

dell' 8

l'

ri-

Ferdinando Gon-

medesimo. Nel 1620

e recoglielo egli

Ferrara a dipingere

e dedicali a

fu

Nel 1619

di carezze.

da cui quindi

egli, vedutolo, rispose:

Guercino arrossendo

Il

colm

lo

ma

di lui:

questo principiante ne sa pi di me.

conosciuto dal

un principian-

dissero lavoro di

per adoperarlo in

chia-

di

Grego-

altri

lavori,

baster ricordare V Aurora a fresco della villa Ludovisi

e la tanto celebre

s.

Petronilla. Vi fu chi narr avere allora stretta

163

amicizia col Caravaggio

ma non pu

stare

perch questi era mor-

Ano dal 1609. Non dir


ma si come se ne valse a beneficio della sua Cento per cui
impetr di potervi erigere un Monte di piet. Doveva dipingere la
onori e la protezione che ne otten-

gli

to

ne

ma

loggia detta della benedizione,

1623

ta nel

imped, e

lo

gli

a Londra da Giacomo

invitato

ramide celebratissima

non tanto per non abbandonare

di

generosa pensione

la patria e la famiglia

diverso vivere in materia di religione

il

tenne obbligato a rifiutare parimenti


tegli

nome

pagamento

stesse

le

Fu

Madonna miracolosa

e rifiut,

quanto per
si

simili offerte fat-

Nel 1624 fu

e tanto piacque

donde poi

un quadro votivo da

gio a dipingere per quella citt

chiesa della

Baruffaldi

XIII re di Francia.

di Luigi

Cento.

di ritornarsene a

a cui aveva dipinto una Semi-

I,

con offerta

morte del Pontefice avvenu-

la

permise

in

Reg-

riporsi nella

che

oltre

il

500 scudi, n'ebbe in dono una collana d'oro con

di

medaglia simile

molto valore, ed impressavi sopra l'immagine

di

della B. V. col venerata

e lo

stemma

Nel 1626 pas-

della citt.

s a Piacenza per finire la cuppola della cattedrale cominciata dal

Morazzone ed
Nel 1631
cale.

per isfuggire

pericoli della guerra,

che presso Cento


berini nipote di

Parma

di
,

un

quistare

Urbano Vili

artista

).

da poter

queir anno medesimo

accesasi fra

il

Papa ed Odoar-

generale

delle

Taddeo Bar-

armi della chiesa

L' ottima accoglienza che in Bologna


,

a cui pareva una fortuna l'ac-

prendere

molti

il

lavori

posto

di

Guido morto

commessigli

a fermarvi stanza fino alla morte, avvenuta

il

lo

in

indussero

22 dicembre 1666.

potuto distendermi sui particolari della vita di questo insi-

gne artista, perch

memorie

lasciate

le

notizie ci furono

da suo

fratello

pittore anch' esso

amava

minutamente trasmesse

del

Baruffaldi e del Calvi.

e ne parleremo tra poco.

assai, e gli lasciava la

nelle

Paolo Antonio, sulle quali furono

eseguite le compilazioni del Malvasia,

lo

di Dio.

famiglia du-

che pareva potesse campeggiarsi an-

ricevette da ogni ordine di persone

Era

Nome

ritratti della

essendosi col portato a fortificarla

Frizzi v. 5. p. 90 e seg.

Ho

a quest' epoca spetta

oratorio del

1'

finalmente nel 1642 trasferisce la sua dimora in Bologna,

do Farnese Duca

fatto in patria per

troviamo in Modena a fare

lo

interrotta dalla sua morte.

quadro

altro gran

J'

Gio. Francesco

cura della famiglia per non

distrarsi

164

da' suoi studii.

cagione
di

gran dolore

di

Modena

logna

Questi prese cura

anch' essi

pittori

se

sottentrarono

Ed avrebbero

non avesse amalo


per

le

onoranza. Che veramente fu

ma

verelli della strada,

non era

di dolci

Benedetto e Ce-

figli

se

potuto essere anche pi ric-

ed in qualche

molto non avesse speso in

quali per

vuoisi

tenere

non

egli caritatevolissimo

largo di sussidii

per

lecito accattare

mi costumi:

le

Fu

vie.

occulti

degli

artisti

sepolto con abito di cappuccino nella chiesa di

Riconoscente verso chi

aveva dato lode

gli

del P. Mirandola,

aveva

solo a' po-

di candidissi-

suoi coetanei, coi

s.

Volle essere

Salvatore presso

fatto del bene.

Ono-

Lodovico Carracci che

di

prime opere che espose

alle

ele-

grande

a famiglie, cui

integerrimo

quali visse sempre amico. Amorosissimo a' congiunti.

rava la memoria

in

umile e non mai contento di se:

maniere:

non invidioso; anzi largo lodatore

al fratello.

ma-

suo mae-

e le resse fino al

agiatamente,

di vivere

occasione anche splendidamente

mosine ed opere pie

figlio del

ed eredi delle maniere e delle ricche so-

stanze lasciate dallo zio.

che

Cento

di

cose domestiche

delle

morto

lui

fu

qualche tempo. Tornato a Bo-

1628 ad Ercole Gennari

27 giugno 1658.
sare

se per

gli

Duca Francesco

il

accolse in casa sua la famiglia della sorella Lucia gi

ritata fino dal


stro.

Bologna nel 1G49

in

da cui volle sollevarlo

chiamandolo a

La sua morte avvenuta

in

Bologna.

faceva

celebrar messe in suffragio delle anime loro. Perch soprattutto fu


religiosissimo. Tutte le mattine

circa un' ora

prima

di porsi al lavoro

poi andava ad ascoltar messa

orare in chiesa. Frequentava di sovente


sa del Rosario di Cento

campanile

la solennit

d'

sacramenti. Nella chie-

ornandola

un

d'

Le fece anche dono d'una

per cui

le

sue pitture

di

argomento

sacro appariscono animate da un sentimento religioso, che


,

direi quasi

arte a' suoi giorni.

col-

ma fu rubata da un custode della chieE ben vuoisi riconoscere in queste sue in-

della sua festa

clinazioni divote la cagione

1'

il

con

oro onde adornarne la statua della B. V. nel-

sa molti anni addietro.

vera eccezione

ed

bel quadro

dotandola nel suo testamento dei fondi ne-

cessari ad ufficiarla in perpetuo.

lana con medaglia

orava per

sera tornava ad

di cui vuoisi disegnasse la facciata

fond una cappella

altre figure a fresco

la

un controsenso, con

Chiamer

1'

attenzione

dell'

lo spirito

una

dominante

osservatore religioso

165

sul martirio di

Lorenzo nel nostro duomo

s.

onde

relio nella nostra pinacoteca

e su quello di

ammiri

vi

d'amor

pressa dai loro volli, fiera nell'uno ed accesa


e confidente nell' allro

niilc

Giovanni

di s.

non pu

cui

Monte a Bologna

in

un

elevarsi

medesimo quale

ricorder

pittore

quanta

il

il s.

divino, u-

d' estasi

divota

quale non abbia sentito in se

La prima

dipinti.

simi lumi, quasi un dipinto a semplice chiaroscuro

pi pesante di colorito pel soverchio uso della terra

il

fondo an-

sava unicamente

al rilievo

imitazione del vero

alla

P e dacci , manacce ,

sicurezza nel disegno.

che mi piaccia diceva nel suo volgare

Guglielmo ora

s.

alla risolu-

Lorenzo

al

1618

duomo, ed

ghezza

e pi

quando

alle

ebbe

egli

merit

gli

tale forte

mendicanti

lo son

cesco

il

nome

di

di

Mago

1'

Venezia
il

si

il

s.

la se-

circa

mir a dare maggior vaalle

ombre

della pittura.
di tinte

pi

pi

pi efficace

la

Perch

infatti

da non potersi cosi

La s. Petronilla e la s. Elecitano come di questa maniera. E

effetto.

martirio di

Stimmate. La tenne secondo

Bologna

Con

veneti

maggior trasparenza

impasto ed armonia

pure in Ferrara
alle

alla pinacoteca.

Roma

maniera

in luoghi pubblici:

riusc la pi gradita

facilmente raggiungere per


ai

ed appartenen-

di questa

diede dopo avere veduti


recossi a

pur convien

vesti, pi sceltezza e nobilt alle fisonomie

verit ad ogni parte.

quella che

Brunone

s.

il

si

e fusione al colorito

magnificenza

ne ha due

Ferrara

di Cento.

conda maniera, a cui

na

pinacoteca di Bologna

alla

ma

una gran

Simon da Pesaro contemplan-

appunto a quella prima epoca. Pochi quadri

sono fuori

il

testacela

ma

d'ombra: pen-

tezza del tratto. Rivela un animo robustamente poelico

il

fi-

caravaggesco contrappone fortissime ombre a vivis-

che delle seguenti, che ne furono soltanto una modificazione

te

sia la volutt della preghiera.

Tre maniere soglionsi distinguere nei suoi


glia del gusto

do

Mau-

Francesco della chiesa

vero tipo

s.

rassegnazione es-

la

s.
i

ed

Maurelio,
biografi

il

s.

Fran-

finch trasferis-

1642), ove tent emulare la dolcezza di Guido,


dando maggior morbidezza al colorito, usando tinte pi gaie, ombrando pi aperto, per cui poi i quadri di quest'epoca si consersi

in

varono pi a lungo:

ricercando

volti

pi delicati,

atteggiamenti

pi graziosi. Dicono, che fu un deterioramento, e che sarebbe stato


a desiderarsi

non

recedesse dalla robustezza della seconda

per la quale

22

166

era nato,

do

alla Purificazione nella

Giovanni

Francesco

di

s.

gatorio in

s.

Paolo

Brunone

s.

ma

si

sciute di rose

zi

).

le

1'

forme

di

tasse quel

cangiamento

ch'egli

scostava dallo

si

pi che poteva

si

aveva tentato

fatti

presto

s'

te

rare

come

Una

ma

et

sera

I'

avvenenza

carne

(Lan-

quelle tinte ros-

Se bene

si

Ma

prendete

del

voce che Guido no-

suo

Lanzi

propri scolari

cappello
i

ben 76 anni

doveva produrre

dicendo,

Anch'

).

caravaggesco

colori

egli in-

da cui ben

presto

gran

al

vedere un

presto

lascia-

e correte a vedere e

impa-

impiegati

tutti

quando

fuor quelli della pri-

nel dipingere dall' aurora al tramonto

veramente furono

pure conosceva e sentiva quanta mae-

il

Guercino pi che poteva, e que-

al

nostro Guercino

il

maneggiano

si

ad introdurre nei

e soavit di volti

predominanti in Guido,

le qualit

in giovent lo stile

gridava verso

vita di
,

stil

appressava

era allontanato.

ogni cosa

tale giudizio

e lo volgesse in propria lode

stria avesse posto in esso

suo quadro

direbber quelle pa-

si

d' allora forte inclinazione

fin

eleganza

sti

al

non

Spesso paragonando-

e queste di

trascurate nelle opere precedenti.

lui

di Forl,

uso nelle ombre delle carni.

tenerezza di tocco, che sono

da

un' altra.

guercinescbe

dicea quell' antico

faceva

scorger in lui

la

Domenico

s.

opere sue fatte negli ultimi anni che rimase a Cento

sulle

suoi lavori

del pur-

un ingegno capace di
E nondimeno egli altra cosa

possono avere contribuito a

medita
si

ma

inferiore

come

siccie delle quali

in

anime

soltanto raggentilito

Guido con

le figure di

delle

Tommaso

s.

di tanto affetto.

non dico

al

quadro

al

pinacoteca, ed alla Nunziata

in quella

dar vita ad opere

Monte

in

Bologna

di

posso dire decaduto

da Guido

mondo (Lanzi). Ma quanmia chiesa de' Teatini al s.

nella quale e slato unico al

guardo

io

quantit di lavori.

quelli del Guercino.

Secondo

il

e nel disegnare la

Ed innumerevoli
Lanzi

contano

si

del suo 106 quadri d'altare, 144 grandi quadri per principi e per-

sonaggi

ne,

distinti

ritratti,

senza computarvi

disegnate con la matita


eredi per testimonio

profondi studii da
ta

ancora

sull'

infiniti altri

per privati

madon-

figure, e paesini. Dieci interi volumi di carte

mezze

la

lui fatti

antico

penna

o ad acquarello restarono agli

fecondit della sua imaginativa

della
;

e dei

principalmente sul vero. Qualche vol-

eh' ei

venerava

dispregiava

come

il

,,

167

Caravaggio

pato appiedi della sua vita


finch visse

ri

nalmente

met

gallerie

le

cordando. Aggiungete

Tommaso

Didone

Corsini

Doria

Falconieri

de' bellissimi

vate di Bologna

Torino

no

bellissimi di

nacoteca

Modena

que' di

Rospigliosi

la

la

stessa

madonna

Dresda

Cento ora

un

di

la

Agostino
di

Maria

con
la

di

la B.

la

di

che tutte ne hanno


degli uffizi

di

Madrid
,

del

ma

e ora nel

e ora

citt

il

eseguito per la

museo

Gius, ed altri,

Cento,

Louvre

elegante pi-

di

Tolosa

eseguita circa

nella galleria di
in

il

la

Bersabea

Hercolani

di casa

imperatrice

all'

circoncisione di Ges dipinta per la chiesa di Ges

Bologna

ora nel museo di Lione

V. a Ntre-Dame di Parigi

galleria Costabili:

l'Armida

e dipinta

la

s.
i

Girolamo

cinque del-

mezze figure,

e del Co. Zollio


:

il

e finalmente

e Rinaldo, in

pregio manifestamente superiore

ne, affettuosissima

e del pae case pri-

casa Tanara recentemente passata

a quelle della galleria Manfrin,


di

altri

ov' celebre la

Sebastiano regalato gi dal ministro Marescalchi

Giuseppina
e

de' primi suoi dipinti

s.

alla Vatica-

che fan compagnia

una piccola

uniti in

madonna
Inghilterra del paro che

Bruxelles

ri-

della pinacoteca di Mila-

Napoli

coi santi Agostino,


s.

ove

iti

Ges con

che sono nelle chiese della stessa

santi

epoca per

sono

prodigo coi suoi compagni di quella

chiesa dello Spirito Santo di Cento

Roma

Spada

due gallerie

e gli altri quattro


di

Ve

quelli delle gallerie Borghesi,

Chigi

tra

luoghi

quelli sparsi in diverse chiese

figliuol

il

gli altri

trionfo di tutti

Sciarra

quelli delle

V Agar

Giustiniani

lazzo Pitti a Firenze

di

e gli altri quattro

Petronilla nella Capitolina

s.

dito nella piaga a

il

400

cento.

di

per Francia

pi famosi

molti delle gallerie di

che pone

la sibilla persica

Colonna

le citt principali d' Italia

Tutte

alla

d' altare

li

esistono?

delle opere eh' egli fece

ne hanno.

scrivevano gior-

Germania. Come far dunque ad indicare

Inghilterra

due

figli

Ne ho noverate pi
sono poco meno di

della sua vita.

quadri

ne sono per quasi tutte

s.

Gennari ed

un catalogo completo

dirsi

grandi e piccole.

il

Calvi ha stam-

denari riscossi per prezzo di quadri. Comincia soltanto

nella seconda

na

Il

giornale, ove Paolo Antonio Barbie-

il

e dopo, Ercole

1629; e pu

al

a cui sta tanto al disopra nel disegno.

di

madonna con

simile

Rimini,

colombi-

le

con amorevole accuratezza

ma

s.

Luca

168

Evangelista

Dresda:

Diana cacciatrice

la

e la

poco o quasi mai

forse

ripetizione

di quella di

Cecilia, che suona l'organo.

s.

Lavorava con una prestezza


se

gli

indicibile

e finiva quasi tutto

mani

scolari posero le

cono avere terminato perfino due

un solo dopo pranzo

teste in

da

sulle sue tele. Di-

di

giornata estiva. Pu ancora vedersi nella pinacoteca di Bologna

Padre Eterno

una notte por essere soprapposto

fatto in

della circoncisione nella

chiesa

ora nel museo di Lione.

Fu

disse

ella ci

che vuole

Ges

di

questa occasione che

in

signor Gio. Francesco

no

monache

delle

il

il

al

quadro

Maria

Tiarini gli

fanno ci che posso-

gli altri pittori

LIV.
PAOLO ANTONIO BARBIERI
Fratello del precedente.

come

gi

Salvatore.

dicemmo,

Non

si

altri oggetti

gusto,

il

di simil

fratello perliene

Cento

in

ma

somma

genere con

fa

ci

vati que' celebri inganni dell'antichit;

>

fanciullo che furtivamente stese la

lana.

ciriege nel

lo stesso

quadro su cui

bili

maniere

ro

ma

religioso

pi di

limosiniero

dal fratello

tutti

di miti

s'avven-

costumi, e d'affa-

amato da quanti

lui:

due di cacciagione, ed animali

possono vedersi

galleria Costabili

il

conobbela per-

cinque quadri di

Nel primo un

vivi e morti.

cappone s'accosta a beccare un agnello morto, aperto nel mezzo


con uccelli morti appesi

in alto. Nell'altro

due galline: vivi: un agnello morto:

cellami

pi piccoli

colombi e

galli vivi

con pera

cacciagione

poponi
:

un gallinaccio, un

gal-

e tre di frutta ed uc-

melograni

piatti ecc.

la bella orto-

che ne pianse amaramente

Nella

al

rinno-

ai suoi frutti dipinti

di pesci, ai quali

Fu uomo

siccome fu quello d'un

mano

dita.

lo,

s.

la vi-

non

lui e

dell' essersi

Guercino colori

il

accadde d'un quadro

un gatto per ghermirli.

verit.

Lanzi

il

Erano

e fu sepolto in

probabilmente dal fra-

robustezza della macchia, e

la

racconto che

il

16 Maggio 1603. Mor,

il

Dipinse uccelli, pesci, animali, frutta, fiori,

vacit del colorire.

ed

Nato

Bologna l'anno 1646,

sa da chi studiasse;

tenne

tello, di cui

in

olive

pesci

169

LV.
BENEDETTO GENNARI JUNIORE
Figlio d' Ercole Gennari

cino. Nipote

Lucia Barbieri sorella del Guer-

e di

linea retta di Benedetto

in

Nato

seniore.

Cento

in

19 ottobre 1633. Studi sotto lo zio insieme a Cesare suo

stile:

settari

eh' egli ripeteva

visano, parla sempre

parvero eredi,

dice

ne replicarono

e forse troppo

il

ne' suoi dipinti

massime

donne,

delle

Lanzi, alla minor forza delle

il

pi delle volte vero

giacche all'usanza de'

teste de' vecchi,

le

so riunire tal forza da ingannare

de' putti
Si rav-

<

tinte

Ed

Benedetto sa spes-

pi esperti, e scambiare

Fu uno

dipinti per opere del maestro.

Ma

Cesare.

di

fratello.

delle sostanze cosi dello

anche de' suoi studi,

ed aggiungo

come

Lanzi,

il

il

dei fondatori

fama

suoi

accade-

dell'

mia Clementina

di

Bologna

mato ad operare

in

Francia ed Inghilterra. Quivi rimase lunghi anni

pittore alla corte di

Giacomo

II

torn in Italia trasformato

mingo; con tanta verit eran

gemme

le

Per

piegato in

tal

ori

ritratti

monte

nacoteca ducale
salizio di

tura

s.

di

di

Costabili.

la

il

s.

Liborio

presso

finalmente

di
il

la

da

bissi,

o fiammerlet-

ritratto

....

).

Mori

in

Bo-

scambiate per lavori

Bologna, nella chiesa

Aniano

s.

una

nella pilo spo-

in

Domenico

s.

Saroli

Susanna

di tal

cotesta

pit-

bella deposizione di croce

Ferrara dalla peste

sig.

Dresda una figura simbolica della

Guercino, ch'era nella chiesa

rovinatissimo

coteca

zingara che tenta rubare, e

nella pinacoteca di Cento

retto per la liberazione

famiglia.

re battezzato

il

Modena

Giuseppe

a Ferrara

Rocco

olandese

Lanzi

gallerie son piene d' opere sue spesso

Gio. in

s.

velluti,

di privati e di principi

dello zio, o degli altri della


di

imitati

quanto pu far ricco un

e di Carlo II. Espulsi gli Stuardi

9 decerabre 171-5.

il

Le

gli

che fu chia-

gusto, ch'era nuovo in Italia, fu applaudito e molto im-

logna

tal

quasi in un piltor

ti,

acquist

si

il

s.

copia del

la

nome,
del

all'

s.

altare e-

1630, ed ora

copia nella pina-

Giuseppe

in

galleria

170

LYI.
CESARE GENNARI
Nato

Fratello del precedente.

in

Cento

12 dicembre 1637, non

il

come hanno dello il Cittadella il Crespi, ed il Lanzi dieLa rettificazione dovuta al Calvi nella vita del GuerDello stile che tenne abbiamo gi detto quanto basta. il

nel 1641

tro a loro.

cino.

guercinesco

ma

pi fiacco del fratello. Forse pi diligente nell'

mitazione, quindi ottimo copista delle opere dello

i-

Visse sem-

zio.

pre in Bologna onorato e stimato. Morii' 11 febbraio 1688, mentre

il

fratello era

a Londra

e fu sepolto nella chiesa di

Nicol

s.

degli albari.

La

ha una

galleria Costabili ne

fra le braccia
la terza

mezza

sant'

Agnese con un agnellino

figura in tela di grandezza naturale

maniera del Guercino.

pere sue nella pinacoteca

Bologna

si

imita

vedono alcune o-

e in qualche chiesa. Cosi a Cento.

LVH.
GIUSEPPE CALETTI
Detto

Cremonese. Nacque

il

in

Ferrara

sul

cominciare del se-

Non ebbe maestro. Conversando co' pittori delspiegare come s'impastano e si distendono
colo-

colo decimoseltimo.
l'

ri

et sua

si

f*

e nulla pi

di artisti

pensando che

osservazione sui capilavori dei gran-

dovesse bastargli. Ingegno veloce, sbrigliato, presuntuo-

sissimo. Vita irregolare

co

giunse a contraffarne

irrequieta

ni accese

1'

sempre

indomabile.

di forte

il

impasto

Il

in

colorito
:

mezzo

con qualche

talvolta

il

ma

le

lumi arditi

traiti sottili

ombra.

di questo tenore

fabbriche e

le

nuvole che paion

resto in

vestire

quasi

ed

poi

felicit.

un po' bronzine

cora con una patina per mentire V antico


re grandioso

agli stravizi

suo idolo era Tiziano

Carnagio-

piega-

pura biacca

dipingeva non pur


di

Dossi.

talvolta an-

minuto
di

al giuoi

le figure,

neve. Qualche volta di-

ligente fin nelle minuzie: qualche altra trascuratissimo. Composizioni

pi strane. Sulle prime erano mezze figure in posizioni

le

con vestiari capricciosi. Poi fece baccanali


caricature

mescolato insieme

tutto

il

girava. In cose sacre


di Gola

ne

le

contrano alcuni suoi lavori

ma

poco

piaceva

gli

avrebbe saputo

d'

di

discepolo che

gli

Randa

Antonio

di

zioso al paro di lui

1'

1'

la gli

uccisios'

in-

n' era senza,

nondimeno non

sussidii di

tenevalo in propria casa e alla sua mensa

ebbe amici fuor

che non

Lavor molto

usarne.

balli

Pure

Gio. Batista.

s.

con giudizio

fatti

che vivere senza

di

sue invenzioni predilette erano


della vita

e le storie

difficili,

giuochi

annodato secondo

cacce

un benevolo

che

Avv. Freguglia. Non

pittore bolognese ardito e vi-

bandito di Bologna per avere ucciso un con-

aveva

fatto la burla

impaurirlo

d'

procurando

moto ad un cadavere nella scuola del nudo e che poi fini oblato
ne' monaci cassinesi. Sopra gli altri lavori tutti del Cremonese si
ora in
solleva e distacca il s. Marco nella chiesa di s. Benedetto
:

pinacoteca, figura grandiosa


di scrivere
stria

ma

insolite in lui

espressione e dignit

epoca precisa della morte

1660.

il

pi nuove.

Ne' cappuccini

un

s.

seppe e
in

Luca
s.

un
del

s.

Nella chiesa di

una giovinetta

di

una matita

fra le

re sulla tela

Carlo genuflesso

ed un manto rosso

Tom.

3.

ulti-

il

luogo

in

citato dal Lanzi.


s.

Francesco
s.

mezza
:

s.

Giu-

pittura rappresentata

la
:

copia

la

Carlo con

figura

coronata

seminuda

d' alloro

con

meditando qualche invenzione da disegnale

tiene dinanzi

di colorito

delicatezza e diligenza.

nor conto.

che un genio

tele eh' egli facesse

la loda assai.

grandezza naturale

mani

1'

Benedetto resta un altro

s.

In galleria Costabili,

con camicia bianca

mae-

che per suole segnarsi come avve-

Pordenone. In pinacoteca un

Teresa.

in atto

partisse di Fer-

S' ignora

suo quadro dei quattro dottori della chiesa,

d'

Dicono fosse

certamente.

dopo averla compita se ne

e che

senza che se ne avessero

nuta circa

d'

cinta per ogni parte di volumi dipinti con verit

accuratezza

sua fatica

rara
1'

piena

Era

vivacissimo

una

nella raccolta Meloni.

pag. 312.

delle pi belle

condotta con molta

il

Cittadella

pi altre otto tele di mi-

172

LVIII.

LODOVICO LANA
molto dispulato sulla patria

Si

vuol modenese.

la

vita

Tiraboschi

in

Direttore

era oriundo di Ferrara, da famiglia

Baruffaldi dimostra, ch'egli

mercanti, originariamente bresciana, e poi passala aCodigoro;

dove Lodovico nacque


lo.

Il

E in Modena, veramente condusse quasi tutta


Modena sono le opere sue pi lodate in Modena fu
dell'Accademia ducale: in Modena mori del 1 646. Ma il

10

di

qucsl' artista.

di

Il

dove lasci

Baruffaldi cita iscrizioni

Minimi

e in quella dei

Ferrara

uomo

poi a Bologna

Guercino: poi and a Modena, e

opere sue col rimaste

principale

la

Nella stessa chiesa un

non

crocefisso

Paolo, e

il

leria ducale

finito.

passaggio
,

In

s.

del

Pietro

mar

teca

ov' eran ce-

ferm. Delle

vi si

quadro suo

martirio

rosso: pi,

de' sauli

altri

la

morte

Ges deposto dalla croce con la

Oloferne

d'

con un
Pietro e

lavori nella gal-

In

e alcuni quadretti nella chiesa del Ges.

rara non c' che un'opera sua,

in

rappresenta quel ter-

si

altro

il

quadro della chiesa del

il

voto, eretta dopo la peste del 1630, ove


ribile flagello.

della sua accuratezza

non quando non ha dubbi. Studi dapprima

alla scuola dello Scarsellino

Guido

lebri

se

che dei Lana fu erede

che un

parla con quel tuono sicuro,

non assume,

nella cbiesa di Codigoro

Ferrara, ora distrutta: dice aver avu-

in

sue notizie dalla famiglia stessa

te le

primizie del suo pennel-

le

esistenti

Fer-

in pinaco-

madre.

ss.

LIX.
FRANCESCO COSTANZO CATTANEO
Nato in Ferrara nel 1602. Propenso pi
Per non opporsi

ai voleri

paterni

Scarsellino. Poscia fu inviato a

Bologna

tura.

11

padre

torn a Ferrara.

Ma

all'

all'

armi che

frequent
sotto

alla pit-

scuola dello

la

Guido Reni. Morto

esercizio della pittura uni sem-

pre quello della spada e della caccia.

Era

il

tempo

de' bravi

ed

,
,

173

amico

egli

a' signori

un soldato

to di

e feritine altri

armigero

po'

domo, ed

Roma

1654 segui a

contemporaneamente
specialmente

nelle teste e nelle

indole fiera dell'

t'

lode di cortesia

disinteresse

presa alla caccia,

armature

uomo.

Fu

1665.

diligente e studiato
d'

acciaio

cui per

Mori

e sincerit.

3 luglio

il

La mor-

cardinalato.

richiam a Ferrara,

prolettore succeduto al card. Macchiavelli

al

La sua maniera guidesca

nel vescovato.

Contrasta con

al

lo

parve

pi di prima. Nel

attese ai pennelli

dottore di leggi,

tempo

di quel

tanti altri pittori

D. Carlo Pio promosso

del fratello Camillo,

una avendo uc-

e in

dipinse alcuni freschi. Uscito di l minacciando

nondimeno un

te

ina per in-

fu costretto rifuggirsi nel conven-

come

Francesco: dove,

s.

bravo non per denaro,

il

Com'era naturale, trov brighe:

clinazione.
ciso

faceva

sepolto

Lanzi

).

Baruffaldi d

il

d'

infiammazione

nella chiesa delle

Sacre Stimmate.

Le opere

principali

ronazione di spine
all'

da

e la flagellazione

altare del crocefisso

il

Ferrara sono

lasciate in

lui

quadro

in

s.

Giorgio

sull' aitar

co-

la

lateralmente

maggiore

di

Giu-

s.

seppe, fatto ad occasione del voto della citt pel terremoto del 1624

1'

il

Matteo ucciso dagP

s.

orazione neh' orto

nedetto

Luigi

s.

ultima opera sua

che

Ges

perch ad un pasticcio

si

con un

s.

di

presso Jole

trionfo di

il

in

s.

la

s.

coro di

al
,

in

rifiutata

ora officina

di sott' in

Antonio

Be-

s.

Stefano

s.

quadro del pasticcio

il

Giovannino

fondo

Spirito

s.

corona ducale

Giovanni in ginocchio,

to prospettico riusc infelice

puccini

chiamavasi

paragonava

la soffitta della chiesa gi


pellini

in

corona ducale

rifiuta la

fatto per la chiesa del

chiesa di

nella

idolatri

nella

su,

di scar-

ma

il

pun-

chiesa de' cap-

David, l'Annunziata, ed Ercole, che

fila

galleria Costabili.

LX.
GIUSEPPE BONAT1
Il

Cattaneo present

mandandolo come
di

merciaiuolo

al

card. Pio un giovinetto suo allievo, racco-

di assai belle speranze.

studioso

del disegno

Era Gio. Bonati

garzone

addottrinato primitivamente

23

174

da Leonello Bononi

nato nel 1635.

Bologna per istudiarvi

in

sc cos

bene

sotto

il

Cardinale

Il

Guercino

che quegli lo volle seco a

dopo avere rinunciato

nel 1662,

Io invi a

correva

Roma quando

vescovato,

il

sue spese

1658. Riu-

il

vi

rec

si

a cui fu eletto

il

card. Donghi. Col stette nello studio di Pier Francesco Mola. Poscia

Cardinale volle che visitasse

il

cipalmente

la

Lombardia

Ed

de' pi grandi maestri.

altre citt

le

e Venezia

in questo viaggio

Ferrara

cominci ad operarvi

dei primi pittori d'allora, fra' quali

serv sempre

il

impieg

Roma, dopo

pi parte fermo a Venezia. Tornato a


to pochi giorni in

d' Italia

il

anni

tre

la

ferma-

essersi

concorrenza

in

celebre Carlo Maratta. Con-

temperalo

gusto guercinesco

e prin-

per farvi studio sulle opere

dagli altri

stili

delle

diverse scuole italiane che aveva percorse nel suo viaggio pittorico:

quindi scelto nelle forme

molte chiese di

me

Roma

una visitazione per

romeo

un

la

Bernardo per

s.

Lanzi.

il

con qualche variazione

due disegni
erede.

am

nome
meno

di

Gerusalem-

in
:

s.

La

Carlo Bor-

ne con-

un disegno

acqua-

insieme al suo ritratto

anche per Cristina


,

e benefic per

di Svezia.

come soprintendente

modo

suo ca-

il

galleria Costabili
;

Il

all'

e ad altri

lutto proveniente dalla famiglia Pomatelli

Lavor

ne sempre presso di s
e lo

Croce

chiesa nuova dei Filippini

serva un' accuratissima bozza in piccolo


,

s.

atto di dare l'estrema unzione agli appestali;

in

polavoro. Li ricorda anche

rello

Lavor per

e diligente nell' esecuzione.

che ne fu

card. Pio lo ten-

alla sua quadreria

eh' era conosciuto

unicamente col

Giovannino del Pio. Nel 1670 sput sangue. Visse nondi-

altri

undici anni, finche la

lisi lo

distrusse ad 12

marzo 1681.

Sopport la lunga malattia con edificante rassegnazione. Era uno


di quelli

vita

quali colle opere loro mostran di credere veramente la

non essere che un preparativo

cosa rara in que' tempi


tigli
si

altri

dall' inclinazione

dall' altrui

dovranno ringraziare
nerli in purgatorio

la misericordia di

non

se

lasciar-

si

il

si

mostra

di

lui

savio,

contenta di te-

soltanto finche quelle opere durano al

Nella pinacoteca ferrarese

e fu

voglia a dipingere

era solito ripetere

Dio

ammaestramenti da-

dal Guercino suo primo maestro, anche quello di

mai trasportare

cose lascive. Gli autori di simili opere

Pot quindi

alla morte.

osservare cogli

mondo.

un Ecce homo.

175

LXI.
GIUSEPPE AVANZI
amore per

L'

Avanzi

nel giovinetto

Apprese

sto 1645.

scherma procur

la

prima

re una buona giornata

dipinse
te

era gran dilettante

il

modo

come un

quasi

n'

Dipingeva

rante di far bene.


alla

che

dell' arte

senza

Lanzi

posa

Dice

).

30 ago-

il

non molto cu-

sopra tele

tele

il

Baruffaldi eh' egli solo

nella pinacoteca comunale

da Borso avente

ze

figure

cuna
tore

ria di

s.

fondo

deremo

Tecla,
al

in

in

coro di

Sammaritana,

donna

e di

fondo

al

s.

quadro della fondazione


intorno

visibili in

le

Ferrara

lo

di

quadro

di

mezzo

in

mez-

Per nominare qualquesto copioso dipin-

quadroni della

altri

sposalizio di

s.

sto-

Caterina,

Domenico con altri due quadri laterali della


Ges, colla Maddalena:
la nativit della Mas.

coro della chiesa della Rosa

nella soffitta di

s.

irio

martirio dei santi Crispino e Crispiniano in

il

di essa Cer-

immagini de' priori

un' Annunziata ed

Giuseppe:

29 mag-

migliori: di l fu trasferito

le

e le noie cronologiche.

opere rimaste

ricor

nomi

coi

dell'

il

d'

il

fra tandi stare

nel cimitero della Certosa.

Quivi lasci molte opere sue: forse

tosa, fatta

Mori

che allor dipingessero.

73 anni, e fu sepolto

di

cos

affretta per

quanto avrebbero potuto dieci studiati pittori. Pure


gli riusc un po' pi accurata, e meritevole

1718

guadagna-

si

qualcuna

gio

nato

di far presto

artigiano che

presso quelle de' migliori

in

Cattaneo un altro scolare

al

s.

s.

la visitazione

Crispino

il

Filippo Neri ge-

nuflesso, con la citt di Ferrara in lontananza, ed operai che la-

vorano

magi

agli argini del

Po

in chiesa

nuova

V adorazione dei

in galleria Costabili.

LXII.
ORAZIO E CESARE MORNASI
Simili
la

all'

Avanzi per

mediocrit loro furono

la
i

copia delle opere che lasciarono e per

due

fratelli

Mornasi

allevati per

quanto

176

pare a Bologua

molte

che

tele

di loro fu

si

ma

collegio de' Gesuiti

drea

si

Tommaso

s.

il

dell'

non

poi

veggono per

autore

1'

de' quali

conosce altro

si

chiese ad essi

le

Erodiade

nella

fuorch

galleria Costabili.

conservano diversi loro lavori

in

le

Un

attribuite.

Nel

s.

An-

Villanova.

di

LXIII.
FRANCESCO FERRARI, ED ANTONIO SUO FIGLIO
Nacque
di

il

veva avuto
si

sa

tista

s'

alla Prisciana.

Il

il

con

zio

disgust del Rossi,

si

francese. Morto lo zio

si

riun al Rossi

non

di cui

un Gabriello Rossi

allora dicevano, pittore di quadrature,

Lo

polesine

nipote, c'a-

quale la-

il

e
,

orna-

nipote

il

e Io segu

aiuto nell'opera allogatagli al castello del Cattaio, spellante

marchese degli Obizzi.

allora al

marchese

Il

lo

condusse seco per dipingergli

renzo. Ci avvenne circa

ben presto un de' pi


se

nel castello della Fratta,

pievano

allog per aiuto

quella chiesa.

in

torn sotto

come

zio

primi rudimenti pittorici da un francese

nome
come

il

vorava

25 gennaio 1634

Rovigo. Aveva uno

moglie, e

abili

stabil in

si

servigio dell' Imperatore

Obizzi, ne fu

na per dipingere
acquist lodi,
glie incinta.

il

1650.

ne' teatri di corte.

Tornando trov nato

dre sapeva intrecciare

alle

Bonnaccini
vedute

il

vi

il

figlio

ma

figure

le

l'

mopa-

Il

e faceva
far-

e quel

muro della casa


come opera prin-

sul
,

ornato del coro


l'

che poi

Francesco, e del Ges:

s.

nella cattedrale, e quello, che adorna

recentemente ristaurato

la

Restano ancora a

dirimpetto alla porta del castello. Resta

rimase un anno

alquanto inferiore.

di queste.

cipale del genere allora dominante

Giorgio

ingegnere, al

Antonio Felice

poco che pu travedersi del crocefisso dipinto


Bucci

scene del teatro

le

Ferrari a seguirlo a Vien-

And

quadrature anche

freschi degli absidi di

Lo-

s.

in quel genere. Pre-

denari ed onori. Aveva lasciata in Ferrara

anche quadri composti puramente


i

I.

contento, che invit

divenne pittore dello stesso genere

ne fede

tempo,

Un

Ferrara.

prese a voler bene,

giovanetto Ferrari divenne

il

pittori del

Leopoldo

gli

scene del suo teatro a

le

di

inverno

interno della chiesa di

s.

per opera del pittore Tamarozzi

177

Suo

Mor nel 1708.

test defunto.

gnatamente a Padova. Prendeva compagno per

Giacomo

meno

lavor

tiglio

pedito da frequenti malattie. Lavor anche fuori

di

figure

le

lui,

di

Ferrara
il

im-

e se-

pittore

Parolini, di cui parleremo pi oltre. Mor nel 1720.

LXIV.
FRANCESCO SCALA
Originario d' Adria. Figlio d' un fattore del Co. Pinamonte Bo-

da

lui protetto.

nacossi

del P.

Pronti in Ravenna.

Fu dapprima
distinse

Si

del Ferrari

scolare

anch'esso

in

reva volesse

rimanervi

Ma

stabilmente.

quadrature,

Ravenna;

scenari da teatro, ed altri ornati. Prese moglie in

d'

do, che

assai tetro, e bisbetico.


fin

pazzo, e mor all'ospedale nel 1698. La moglie

Poco

in discordia.

lodato da' contemporanei.


s.

ci resta

di s.

Guglielmo

ove

s.

si

l'a-

ma

ultimi anni,

gli

un

a far fede di

Qualche avanzo

Giuseppe, in quella della Morte ora

chiusa

Era uomo

questo cogli anni crebbe a mo-

veva raggiunto; ed avevano vissuto insieme


sempre

e pa-

intervenuti Ira

disgusti

loro lo spinsero ad abbandonarla, e tornare a Ferrara.

umore

poi

talento assai

vede nella chiesa

di

Apollinare: e in quella,

figure sono dello Scanavini.

le

LXV.
ANTONIO BONFANTI
Poco

si

Reni.
in

s.

il

TORRICELLA

mediocrissimo

pittore

che

si

1633. Dicono studiasse in Bologna sotto Guido

Lasci due grandi quadroni

Francesco rappresentanti

disputa di Ges tra

sopra

vita di questo

sa della

dice fiorito circa

detto IL

dottori

la

citati

la porta interna della chiesa

appesi

a' lati del

presbiterio

purificazione della B. V.

anche dal Lanzi


di

s.

Carlo

e la

e la lunetta

rappresentante

il

santo minacciato nella vita mentre sta pregando.


.8

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ailCtandin'vd olnse Imo anoir^ilran nu olio 9in9mii8oie' )Bfrr e!ubo>


t

bis aia

178

LXVI.
MAURELIO SCANAYINI
Nato
citt,

Ferrara

in

giorno

il

maggio 1665 donde

con Francesco Ferrari

di s.

Maurelio

venne

gli

Bologna

indi recossi in

Cignani. Quivi attese a ricopiare

le

comprotettore

nome.

il

della

Stette sulle

prime

alla scuola di

Carlo

opere del maestro

e le altre

pi celebri della citt, ricavando spolveri da farne tesoro per l'av-

Quando

venire.

donna

ta giovine

che

massime

nome

acquist gran

si

di

volle seguirlo per

ritratti

del maestro

stile

vede

dino

la

ne' quali riusciva felicemente

con pi vigore

dal correggere e leccare.

gran quadrone
sotto la coda.

oratorio

che

gli

che

di

oggi pure
i

riuscirono

si

quando

gno 1698, contando


nella chiesa di

pagna

la moglie.

correva per
I

senta

s.

suoi
s.

le

di

soli

43 anni.

Francesco

facilit

leccar-

non cessar mai

dipingendo nel suo

Verme

meraviglia.

Fu

lo

si

lecca

volle occultata tale

vede. Di qui la necessit in


:

dopo averne

Di qui

la

ese-

lunghezza

altra qualit del Cignani: e

fu rapito di morte

le

minore

un cane che

dipinti a fresco

cogliendo

chiamava

Di qui infine la miseria

dei guadagni.

sua famiglia

ma

aveva

san Crispino

tempo che impiegava nei lavori;

la tenuit

L' Avanzi lo

card, arcivescovo Del

Il

di cer-

vede facilmente

si

intese dileggiarlo

trov di abbandonare

si

guiti alcuni

del

all'

modo che

indecenza nel
cui

di colorito

sua scrupolosa minuzia.

per la consuetudine appunto

amore

ed ebbe commissioni a fu-

flsonomie a prima giunta. Ne' suoi lavori

le

si

non

cupola della Ma-

la

appresso divenne sua moglie. Torn a Ferrara,

in

ove ben presto


ria

Cignani and a dipingere

il

del fuoco in Forl, egli

in cui

immatura

il

cadde

la

primo Giu-

sepolto a spese degli amici,

dove cinque giorni dopo ebbe com-

Fu grande amico

del Baruffaldi,

a cui spesso

ri-

sue invenzioni.

due capolavori sono

Simone Stock

ginocchiato, baciante

vestito
lo

in galleria Costabili.

in

Uno rappre-

abito da carmelitano scalzo, in-

scapulare che riceve dalle mani della B.

V. seduta maestosamente sotto un padiglione col santo bambino fra


le

braccia;

al

suo lato sono due angeli: ed uno, seduto

al di sotto

179

su di

un grado, accenna con una mano

avvenimento

due

alto

in

serafini.

Unisce veramente

un

pittore

s.

dal Cittadella

per

con

T. 4. p. 16).

diligenza ne' contorni

figucitasi

quali allora poteva lo-

le

grandiosit nelle figure

mas-

e nella condotta delle

una santa Maria Maddalena seduta volgente

L' altro

anche questa

ciate fra loro. Figura

oblunga.

tela

Qui

Scanavini

lo

grandezza naturale

di

forme rotonde,

quali

alle

veramente melanconia

mente assorto

Ma

tinta

occhio suo

1'

qualche pensiero che non

in

questo pensiero poi fede

Dio?

una

rilievo

speranza

carni vivissima,

di

le lascia altra

nell' aiuto

unguenti che

sta

le

dappresso ? Lascio a chi

me

ed uno

di

un santo con

la

veggono

ritratti

mano

vozione. Oltre questi quadri

veggono a Ferrara

blici

il

giovanile

quadro

in

il

fondo
s.

al

sine ai poveri, nella chiesa di

di
s.

in pi luo-

uno

di

un

di-

con qualche sentimento di de-

coro della chiesa

Tommaso

deci-

il

sur un teschio

pinto con gran forza di colorito


si

vaso de-

guardi

la

Molti altri l'hanno gi

e ne fan fede le copie che se ne

Nella stessa galleria son anche due

canonico

il

Voglio pensare ad una

stesso.

cosa soltanto: la maestria dell'artista.

ghi.

Ma

perdono

Maddalena penitente, a cui molto


perch molto aveva amato ? Ovvero una Sibilla

derlo. Io qui voglio far forza a

cura.

nel

poi essa quella

doveva perdonarsi

conosciuta

di belle

vlto al cielo vera-

invasa dallo spirito profetico? Basta forse a conoscerla


gli

una

in

sollevato pi alto del soli-

si

tentando vie gi presso che sconosciute. La giovane

spira

di

Gabriele, e

occhi al cielo, e lasciando cadere in abbandono le mani intrec-

gli

to

chiesa di

correzione di disegno

portentoso

il

d' altare

tutte le qualit,

sime delle estremit


pieghe.

60

p.

agli spettatori

Tela grande

Era nella demolita

re al naturale.

dal Baruffaldi, dal Barotti

darsi

Villanova

di

s.

in luoghi

Giorgio

pub-

opera

che dispensa elemo-

Giuseppe.

LXVII.
GIACOMO PAROLINI
Compagno
de amico;

ma

allo

Scanavini nella scuola del Cignani

pi giovane.

Nacque

il

suo gran-

primo maggio 1663. Comp

180

alcune delle sue opere che


per memoria

amico

dell'

trovarono imperfette

si

per carit

a* figli orfani.

ambedue

ciullezza erasi trovato orfano d'

Ma

leggi.

raccolse

lo

e lo condusse

Dopo

fu posto alla scuola del Cignani.


strinse in amicizia

nuovo a Bologna

Poi di

nezia:

pensiero di far viaggio,

cora una giovine

gli

amore

a cui avendo preso

urina

Carmine a

Paolo

s.

assai

meno

Il

quadri

La

colorito

massime

ma

ardito:

quelle de' fanciulli.

in

angeli

bambini ignudi

galleria Costabili

ha due

mano. Era un argomento


Il

di fanciulli

Lanzi parlando
,

soggiunge

suoi capricci sono

noverar

la

il

del

soffitta

dal Lanzi quella che di-

ma

tele

le

in

ma sempre

parco

figu-

Per introduce sempre nei suoi


di

un

ovali

tipo facile a riconoscersi.

non molto grandi

scherzo

ma

in

cia-

diversamente

in-

che giuocano tra loro con archi

prediletto al Parolini per

della sua maestria

suoi baccanali

Ferrara

di

pi vago: massime nelle carni:

lo stesso

treccialo, di due bambini nudi,

camera.

vapori della calce

suo gusto cignanesco

per non farragginoso

meno

scuna delle quali ripetuto

in

36

finito e pastoso dello Scanavini. Nelle invenzioni ebbe

pi imaginaliva
re.

Il

mo-

in

ne asten-

se

an-

e pi

condusse

la

Resta ancora

ed pur ricordala

pinse in san Sebastiano a Verona.

a Ferrara,

Contava allora

e talvolta a fresco

a cui andava soggetto.

tra noi.

ne per ben presto per non accrescere fra


d'

opera sua.

commissione:

die qualche

anni. Dipinse moltissimo ad olio

mal

af-

pass a Ve-

Roma. Ma fermatosi

fino a

fermamente sua dimora

e stabili

Torn a Torino per


lasci .qualche

vi

dove non trovando lavori

sua patria, quivi trov chi

glie

1679

il

quattro mesi, e qui pure lavor. Se n'and, col

stette

vi

allora pittore

del Sole, e col Crespi, da'

in molli lavori.

cav.

il

sua partenza per Forl,

la

con Gio. Gioseflb

compagno

successione del Viterbi

fati delia

Studi sotto

Simon da Pesaro,

di

Ave-

Francesco

Poi torn a Bologna col Vilerbi, circa

di quella corte.

quali fu preso

torinese.

Clio.

a Torino per istudiar

inclinazione alla pittura la vinse.

l'

Peruzzini Anconetano, scolare

si

nome

di

egli in fan-

Suo padre era

Sua madre

va un congiunto giureconsulto a Bologna


Vilerbi. Questi

Anch'

genitori.

militare ravennate, stanziato a Ferrara.

sua morte

alla

si

le

nel

quadri da

dipingere nudi

sue carole albanesche,

frequenti,

che

pi

quadrerie ove mancano, che quelle ove

si

agevole

trovano

181

Questi due sono per verit de' pi graziosi, e pregevoli.

una mezza

re

cifisso.

figura di vecchia.

duomo

In

transito di
cia.

s.

Giuseppe

Gio. decollato.

Elisabetta.

Nicola

ove

Garofalo
soni

Il

Madonna

della

Un

la soffitta della

In

s.

Benedetto

nuova

1'

Crispino

Mauro

s.

di

effigie

s.

fu sepolto

l'ultimo, di cui

1'

ultimo altres

tore.

rese

Con
>

il

Fran-

di

s.

il

).

una visitazione

Il

del

dell'

Francesco

oratorio Tas-

Cannine

19 gennaio 1733

delle

In

a fresco.

Baruffaldi

scrivesse
si

s.

Paolo

s.

In chiesa
,

con sotto

et di 71

in

sacre Stimmate.

di Sales.

oratorio di

all'

che resuscita un morto.

il

s.

surrogato ad uno del

quadro

nella chiesa del Ges.

Madonna

di

nella cappella di

Crispiniano

nel cui sepolcro

anni.

Tra' figuristi

copiosamente

la vita,

sia inciso elogio di

buon

pit-

sepolta per allora la gloria delia pittura ferra-

lui fu

Lanzi

Lodovico re

s.

Caterina Vigri portata dagli angeli

Mor

nella chiesa

in rose

coi santi Filippo Neri

cappella della

la citt di Ferrara.

pane

il

Ignazio

s.

un

Andrea, un quadretto

martirio dei santi

Crispino.

chiesa della consolazione


s.

santo cangia

il

morto sostenuto dagli angeli

cristo

eh' era stato derubato.

cro-

Nella chiesa de' Servi due quadri della storia di

Nella
In

Antonio.

s.

La pinacoteca ne ha un

suo altare

al

un

Ha pu-

cena, all'altare del sacramento:

esiste: la

Alla Certosa

s.

Preghiamo

perch risorga ad emular quella de'

secoli precedenti.

LXVIII.
GIUSEPPE ZOLA
Poniamo questo
bene

egli fosse

paesista

oriundo

di

bene venisse a Ferrara


Tortelli.

Ma

gi pittore,

qui rimase

il

lasci tutte le opere sue.

le

le

ma

Lanzi

fino alla

morte

seb-

e seb-

sotto
;

il

e qui

quali furono veramente innumerevoli.


fattosi grido

ed ab-

commissioni, divenne pi trascurato, e spesso tirava

gi di pratica. Era diligente


paesi

il

avendo col studiato

pi di sua vita

Le

seguendo

ove nacque nel 1675,

prime, condotte con molto studio. Poi,

bondando

tra' ferraresi

Brescia,

non

felice

nelle figurine

con

le

quali

adornava

quindi han pi credito quanto pi quelle

24

182

son piccole.

Fu

samenti son rusticani

bizzarramente

variet di soggetti e di figure

di sterpi e

sostanze, e l'arte del padre,

La

galleria Costabili ne

forse

1'

fondi assai azzurri

Lanzi

ma

ha quattro

Mor

).

Sua

figlia

il

sparsi

molta

marzo 1744,

Margarita eredit

con assai minore

abilit.

piccoli paesi, scelti fra molli,

Ma

autore avrebbe maggior fama.

meritano qualche lode

pinacoteca comunale

suoi ca-

vanno

ancora gran dovizia. Se ve ne fossero me-

de' quali in Ferrara

sti

di ellere

chiesa de' Teatini.

e fu sepolto nella

no

moderno

ruderi san di

le

feracissimo d' invenzioni e di parlili

e gli altri nel

dall' intelligente.

Monte

ad ogni modo que-

cosi quello della

di piet

anche

citati

dal Lanzi.

LXIX.
FRANCESCO BRACCIOLI

GIO.

Nato
zi, nel

in

Ferrara l'anno 1697, secondo

1698 secondo

il

Cittadella.

Fu

so da fiera malinconia

che

riuscire e riuscirono

e di grazia

si

all'

fini in

s.

Matteo.

in chiesa

Ferrara in atto

di

tissima Trinit

e la B.

due

stabiliana.

Le

pazzia.
,

Sibille

dar

la

s.

Resta

di lui, in

s.

do-

ingegno,

d'
il

16 luglio

Francesco,

Elisabetta d' Ungheria

e la B.

nuova V Angelo tutelare della citt di


fuga al demonio con al di sopra la San-

V.

ne ha

dipinture

per indigenza

ben misere. Qualche lampo

quadro della beata Saloma

V. in gloria

ponesi

ultimo

fosse stato pre-

riscontra nelle opere di giovent. Mor

1762, e fu sepolto in
il

non

se

eseguite in tale condizione d' intelletto

vevano

Lan-

il

scolare prima del Parolini,

rebbe riuscito pittore pi che ragionevole

lui

Baruffaldi ed

detto lo spagnuolo, in Bologna. Pare che sa-

poi del cav. Crespi

da

il

nel

Ges

la pinacoteca

tre santi martiri giap-

comunale

due

la

Co-

183

LXX.
ANTONIO CONTRI
Vogliamo ricordato
de' primissimi
tarli sulla

ruffaci

nome

di questo ferrarese

Non

ardisco dirlo

suo biografo ed amico

venne

gli

tela.

il

trov V arte di levare

dall'

primo

che

aver udito come

senza per sapere

il

dipinti dal

sce

metodo usato

il

ci

circa

1725. Era ferrarese,

il

sempre a Cremona

si

noscere tutta
puscolo

anche

e traspor-

il

Ba-

il

tentativo

n insomma qual
1'

Ab. Zani

riferi-

1680, come pu ve-

dal

fino

figlio

Contri invece operava

Il

ma

d'un causidico;

qua-

visse

Chi volesse co-

progressi di questo trovato legga

quale'

se col dipinto stac-

ricamatore di professione.

la storia

che ne compose

in que' tentativi.

dersi nelle note allo stesso Baruffaldi.

l'avesse tentato a Napoli,

altri

praticato da altri

essersi

muro

idea di farne

l'

casse anche parte della calce ad esso aderente


fosse

che primo

perch racconta

n se riuscisse

di certo

anno addietro

il

sig.

l'

o-

Gaetano Gior-

dani di Bologna.

LXXI.
GIUSEPPE GHED1NI
Nato nel 1708 a Ficarolo. Scolare
pi vivace di lui

rito
(

pi

brio

nelle

invenzioni

era professore di pittura Dell' universit)

diligenza: quindi non giunse


se

il

mai a

s.

Francesco.

ma

il

gli

Angeli

Esistono di sua

mano

Paola

in

s.

ed ora nella chiesa della Certosa

cappella della crociera a S. M. in

Francesco

nella chiesa del

Ges

poca pazienza

Vado

in

poca

quanto

5 giugno 1791

racolo della moltiplicazione de' pani e pesci

colo-

pi erudizione

levarsi tant'alto,

suo ingegno avrebbe potuto. Mor

polto in

Ebbe

del Parolini.

Ferrara

for-

e fu se:

mi-

il

gi nel refettorio de:

un

s.

freschi in

una

Francesco

di

Francesco Borgia Francesco Regis


una madonna col bambino fra braccia
:

s.

s.

le

184

e due santi ai lati, in galleria Costabili


l'

Ariosto

e di pi

e quello dell' Arciprete Baruffaldi

il

ritratto

del-

autore delle vite dei

pittori ferraresi.

LXXII.
GIOVANNI MONTI
Nacque

Celebre paesista.

Roma, ove occup un

in

li

22 aprile 1779

Vincenzo Monti.

del poeta

Fusignano. Nipote

posto principale fra

capitale delle arti. Mori nel 1825.

teneo

in Maiano presso
Dimor molti anni
gli artisti di

Sono alcuni

quella

lavori di lui all'A-

e in galleria Costabili due piccolissime vedutine tonde

toc-

cate con grand' effetto.

LXXIII.
ALBERTO MUCCHIATI
Nato nel 1744 a Ficarolo. Scolare del Ghedini.
sto del

tempo.

che intelligenza.
di

s.

indipendentemente da questo

Esistono suoi lavori

Segui

era

nelle chiese di

uomo

gu-

il

di qual-

Gregorio

s.

Giuliano, e della confraternita de' sacchi. Mor nel 1828.

LXXIV.
GIUSEPPE SANTI
Bolognese.

Scolare

e vi rimase finch

disegnatore:

ma

del Gandolfi.

del gusto della


,

entrando, esiste una sua

freschi veggonsi per le case

ri.
l'

Ferrarmi

Suo parimenti

nel 1797,

Franchissimo pennello: gran


sua scuola. In chiesa nuova,

mor, nel 1825.

neh' altare a sinistra

Bresciani

Venne a Ferrara

principalmente

e Pavanelli

l'

ornato

gi della

madonna

e molti

Maria Rossi Scutella-

e figure intorno al

Ariosto nella Biblioteca comunale.

in quelle de' signori

monumento

del-

185

LXXV.
GIOVANNI MASI
nel 1761. Scolare d' Alessandro Calvi bolognese.

Nacque
si

maniere vigenti

sollev dalle

una B. V.
collocata

Non

nuova

In chiesa

coi santi protettori Giorgio

in trono,

Maurelio, gi

Nella chiesa della Rosa un Angelo

maggiore.

sull' aitar

suo tempo.

al

Custode. Mor nel 1826.

LXXVI.
INCERTI
Volendo seguire
parli precedenti
pittori

dovremmo

trattandosi da una parte

pi facili a raccogliersi
dall' altra

del Cittadella

massime dal

assai inferiore

si

Guercino specialmente

e del

di allievi

molto bene

che seppero

maestri.

finir

ricordando

nomi

appunto

fama

di

comacchiese

lavorava circa
eseguiti in
letti.

quadro
satli

secondo

1'

compagnia

del

del

Setti

dell' aitar

Bo-

e ricche

calcare le pedate dei rispettivi

in

nomi

Ferrara

di

coloro, de' quali

Cesare Mezzogo-

erudito annotatore del Baruffaldi,


teatini,

suo concittadino Giacomo Filippo Feldi Pietro

circa la stessa epoca

Camillo

furono fiorentissime

1665, lasci molti lavori nella chiesa de'

il

Clemente Majoli scolare

che dipinse
sa.

che

gi

veggono nella edizione del

alcuni

pu ancora vedersi qualche cosa


ri

ope-

Cittadella,

Baruffaldi. Avvertir solo- che le scuole dello Scarsellino,

noni

le

credo poter om-

lettore al catalogo

il

che

di quei

in cui le notizie eran

registrati a dovizia

e alle accurate giunte

nomi almeno

tempo

di

rimandando

ove trover

nella descrizione delle

sebbene ne manchino

e furono raccolte

un merito

di artisti di

mettere questo elenco

estinta

qui accennare

che fiorirono in quest' epoca

Ma

re.

metodo che tenemmo

il

forse

Berrettini da Cortona

freschi del coro di detta chie-

modenese

maggiore nella chiesa

di

s.

1675

Michele.

che

dipinse

il

Carlo Bor-

scolare del Cattaneo, morto nel 1669, di cui sono in

s.

Carlo

186

quattro quadretti della vita del santo.

l'epoca medesima,

dipinse

il

transito di

porta interna nella chiesa de' Teatini.

la

fano Ficalelli centesi,

il

quadro

nel

Gaetano, eh' sopra

Paolo Antonio e Ste-

1672,

studiosi del Guercino

secondo nato nel 1687


buiscono

primo nato

il

Alessandro Naselli, dels.

assegni al primo.

to a Ferrara nel
il

quadro

di

s.

s.

Crispino.

seflb
fitta

giungere
,

1769,

tra'

Uosa; sebbene

autore di moltissimi quadri:

Caterina
la

quello di

pittor copiosissimo

Michele

il

Lanzi

s.

quali baster

nominare

poranei, che lavoravano circa


in

ricorderemo

Caterina

Vigri

1760

s.

):

sua

la sof-

alcune cappelle a fresco in

cos detti quadraturisti

no alcune cose loro

attri-

coi santi Crispino e Crispiniano in

e molti quadri di santi domenicani. Ai citati


i

si

Gregori scolare del Parolini, e di Gio. Gio-

Bologna,
s.

Rosa

nella

madonna

Girolamo

del Sole in

secondo

il

Giambattista Cozza, oriundo milanese, mor-

della chiesa di

menico

ri

s.

Francesco,

in

mor nel 1724,


al

Colombini da Pisa, e l'altro nella

del h. Pietro

terza cappella a sinistra, nella chiesa della


li

il

la

si

s.

Do-

possono ag-

derivati dalla scuola del Ferra-

Facchinetti e

met

il

Filippi

contem-

del secolo scorso; e resta-

Crispino e nella Biblioteca patria.