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ENSE ANZA

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m CIENTFICA'1 RACIONAL

Tradotto dallo Spagnolo a cura della Casa Editrice VULCANO


di BRIGNOLI G. LUIGI . Casella postale 6
24048 TREVIOLO (Bergamol

Finito di stampare nel mese di giugno 1980


presso Tipografia Bertoni Curnasco Treviolo (BG)

Anno III

Barcellona, lO settembre 1901

Insegnamento scientico

Numero l

l nsegnamento razionale

BOLLETTINO
della Escuela Moderna
INGENUIT INTELLETTUALE
Rivedendo nel nostro numero precedente la sessione di chiusura del
secondo corso scolastico, atto che consideravamo l'inizio di una via nuova e
tale da essere paragonato agli esami del sistema tradizionale, facciamo presente che vari alunni delle diverse sezioni lessero opere originali, di cui ci
ripromettiamo di dare un resoconto in questo numero.
Prescindendo da ci che in questo contesto ha a che fare con quello
che significano gli esami, essendo stato trattato altrove, ci limitiamo qui a
mantenere la nostra promessa.
Cominciamo col dichiarare che questi scritti, .nei quali i loro autori
infantili si sono visti obbligati a scegliere un tema a cui applicare i loro
criteri nascenti, lo sforzo intellettuale si imposto predominando il ragionamento inesperto, ingenuo e ispirato al sentimento del giusto al di sopra
dell'applicazione delle regole del1a forma; e il risultato che se i giudizi
non raggiungono la perfezione razionale. lo si deve unicamente a mancanze
di dati, a carenza di nozioni indispensabili per formare un ragionamento
perfetto; il contrario di quanto avviene nelle opinioni dominanti, che non
hanno altra base che i pregiudizi basati su tradizioni, interessi e dogmi.
Cos un bambino di 12 anni (1) stabilisce un criterio per giudicare
le nazioni, usando le seguenti parole:
Una nazione o stato, per essere civilizzato, ' opportuno che manchi
di quanto segue: .
.
Sospendiamo qui la citazione per osservare che alla parola civilizzato
l'autore attribuisce il significato di giusto e soprattutto che, spogliato di
ogni pregiudizio, vede mali evitabili che segnala, considerandone la scomparsa come condizione essenziale perch risulti giustizia; i mali sono:
lO - La coesistenza di poveri e ricchi e di conseguenza lo sfruttamento.

(1) Al solo scopo di dedurre insegnamenti e suscitare riflessioni, rinunciamo a

fornire i nomi o anche solo le iniziali dei bambini autori delle opere citate,
coerenti con la nostra idea di non incoraggiare la vanit o altro> genere di
passioni meschine.

11 militarismo. mezzo di distruzione impiegato da una nazione


contro altre, dovuto a cattiva organizzazione della societ.

3" - La disuguaglianza, che permette ad alcuni di governare e obbliga


altri a umiliarsi e obbedire.
4. - Il denaro, che rende ricchi alcuni e sottomette i poveri.

Chiaro che questo criterio primordiale e semplice, come logico


di un'intelligenza scarsamente documentata. e non pu risolvere un problema
complesso di sociologia; ma ha il vantaggio di lasciare libero sfogo a tutte
le osservazioni razionali che sorgono: come se domandasse: Di cosa
ha bisogno un ammalato per ricuperare la salute? e -rispondesse: che sparisse il dolore; risposta candida e naturale che non sarebbe sen.(altro data
da un bambino influenzato dalla metafisica spiritualista. che deve in prim
luogo tenere conto della volont arbitraria di presunti esseri soprannaturali.
E' chiaro che un modo tanto semplice di impostare un problema della
vita sociale non esclude in fin dei conti una soluzione ragionevole, anzi,
l'uno comporta logicamente l'altra, come lo dimostra il medesimo scritto
che commentiamo, con questa conclusione:.
Non si intende che non essendoci ricchi, n militari, n governi, n .
denaro, la gente debba litigare e abusare della libert e del benessere, bens
che godendo tutti di un alto livello di civilt, regner la cordialit tutti
saranno amici e senz'altro la scienza progredir molto di pi, per il fatto
di non esserci n guerre n turbamenti politici .

Una bambina di 9 anni presenta questa sensat osservazione, che


estraiamo dalla comprensibile imprecisione del suo linguaggio:
Per il criminale condannato a morte: se l'omicidio merita questa
pena, sia chi condanna che chi giustizia il criminale sono parimente omicidi; logicamente dovrebbero entrambi morire, e cos si distruggerebbe l'umanit. Sarebbe meglo se anzich castigare il criminale commettendo un
altro crimine, gli si dessero dei buoni consigli perch non lo facesse pi.
Senza contare che se tutti fossimo uguali, non ci sarebbero n ladri, n assassini, n ricchi, n poveri, ma tutti uguali, amanti del lavoro e della libert .

La semplicit. chiarezza e trascendenza di questo pensiero non permettono' commenti; cos si spiega la meraviglia di sentirlo dalle labbra di una
dolce e bellissima bambina che, pi che la realt vivente. sembrava la simbo1ica rappresentazione della verit e della giustizia.
Vn bambino di 12 anni parla della sincerit e dice:
Chi non sincero non vive tranquillo: teme sempre di essere scoperto;

cos come se sincero, anche se ha fatto del male. la sua confessione sincera gli scarica la coscienza.
Se Iii abitua a mentire da bambino, diventer adulto dicendo grandi
b\lgie che possono causare dei mali enormi.

Ci sono dei casi 'in cui non bisogna essere sinceri.


Per esempio, un uomo viene a casa nostra scappando dalla polizia.
Se poi ci si chiede se abbiamo visto quell'uomo, dobbiamo dire di no; il
contrario sarebbe un tradimento e una vigliaccheria .
E' triste per un'intelligenza nascente, che considera la verit un bene
inestimabile senza il quale non si pu vivere , che la gravit degli abu
si autoritari l'abbiamo indotta a considerare in certi casi la menzogna
una virt.
Una bambina di 13 anni tratta del fanatismo e oltre a considerarlo un
male caratteristico di un paese arretrato, cerca e trova la sua causa dicendo:
Il fanatismo prodotto dalla stato di ignoranza e arretratezza in
cui si trova la donna; perci i cattolici non vogliono che la donna si istrui
sca, giacch la donna il suo principale sostegno .
Osservazione profonda questa che cerca la causa del fanatismo, e
trova la causa della causa, considerando che se l'ignoranza produce il
fanatismo, l'ignoranza della donna perpetua l'ignoranza generale.
Contro un danno cos grave un'altra bambina di 13 anni segnala un
rimedio efficace con questo pensiero, che riportiamo per intero:

LA SCUOLA MISTA
La scuola mista o per ambo i sessi estremamente necessaria. Il
bambino che viene educato, lavora e gioca in compagnia di una bambina
impara insensibilment a rispettarla e ad aiutarla, e lo stesso la bambina;
mentre educati separatamente, dicendo al bambino che brutta la com
pagnia della bambina e a questa che ancora peggio la compagnia di
quello, succeder che il bambino, ormai uomo, non rispetter la donna
e la .considerer un giocattolo o una schiava, che ci a cui ridotta
la donna ai tempi presenti. Cos, quindi, contribuiamo tutti alla fondazione
di scuole miste dappertutto dove sia possibile e dove non lo sia, appianiamo
le difficolt che vi si oppongono .
Ad un pensiero cos bene ragionato e condensato con tanta sobriet,
nulla possiamo aggiungere se non che non andrebbe disattesa la proposta
con cui termina il suo scritto questa pensatrice di 13 anni.
Un bambino di 12 anni considera la scuola degna di ogni rispetto,
perch vi si impara a leggere, scrivere e pensare e serve da base alla ma.
ralit e alla scienza, e aggiunge:
Se non fosse per la scuola, vivremmo nei boschi, andremmo nudi,
mangeremmo erbe e carne cruda e ci ripareremmo in caverne e negli
alberi; sarebbe a dire, condurremmo una vita brutale.
Con il tempo e come conseguenza della scuola, tutto il mondo sar
pi intelligente e non ci saranno guerre n citt incendiate e la gente

ricorder con orrore il guerriero considerando che artefice di morte


e distruzione.
E' una disgrazia che si dovrebbe evitare che ci siano bambini che
giochino per strada senza andare a scuola e quando diventano uomini
sono molto disgraziati.
Allora siamo grati ai nostri insegnanti per la pazienza che impiegano
nell'insegnarci e consideriamo con rispetto la scuola .
Ragionamento giusto e sentimento "bene applicato, che indicano uno
stato psichico in equilibrio. Se questo bambino conserva e sviluppa le
facolt che scopre, armonizzer debitamente l'egoismo e l'altruismo. a
vantaggio proprio e della societ.
Una bambina di Il anni lamenta che le nazioni si distruggano reciprocamente per le guerre; lamenta anche che ci sia differenza di classi
sociali e che i ricchi sottomettano al lavoro e alla privazione i poveri.
e termina:
Perch gli uomini anzich uccidersi nelle guerre e odiarsi per le
differenze di classe, non si dedicano con allegria al lavoro e a scoprire
cose per il bene dell'umanit? Gli uomini devono unirsi e amarsi per
vivere fraternamente .
Ecco . un rimprovero infantile che ,dovrebbe 'far vergognare tutti
coloro che persistono nel sostenere le cause del male che tanto dolorosamente colpisce il tenero cuore di questa bambina.
Una bambina di 10 anni, in uno scritto quasi corretto che potremmo inserire integralmente e che non facciamo per non conferire una dimensione eccessiva a questo lavoro e perch coincide con i pensieri di
compagni di scuola gi citati. parla della scuola e dell'alunno dicendo:
Riuniti sotlo uno stesso tetto, desiderosi di apprendere ci che
ignoriamo senza distinzione di classi, siamo fratelli guidati da uno stesso
fine .... L'ignorante una nullit; poco o nulla ci si pu aspettare da lui.
Ci serva da stimolo e non perdiamo tempo; al contrario, approfittiamone
e a tempo debito ci dar la compensa meritata.... Non dimentichiamo
mai i frutti di una buona scuola e onorando i nostri maestri. la famiglia
e la societ, vivremo soddisfatti .
Bella assennatezza, che a 10 anni in armonia con l'allegria infantile.
Una bambina di 10 anni, filosofa sui difetti del genere umano evitabili, a suo giudizio con l'istruzione e la volont, dice:
Tra i difetti del genere umano si trovano la menzogna, l'ipocrisia
e l'egoismo. Se gli uomini fossero pi istruiti, e soprattutto le donne.
perfettamente pari all'uomo, questi difetti sparirebbero. I genitori non
insegnerebbero ai figli in scuole religiose, che inculcano idee false, ma
li alleverebbero in scuole razionali dove non si insegna il soprannaturale,
ci che non esiste; n a guerreggiare, ma a solidarizzare tutti e a compiere
6

il lavoro in comune .
Dietro un principio di critica della societ si intravvede in questo
pensiero l'ideale che serve da guida al progresso umano.
Concludiamo questa ricapitolazione con il seguente scritto di una signorina di 10 anni, che per la sua correttezza e per il concetto che ne
sta alla base si pu inserire senza alcuna mutilazione:
LA SOCIETA' ATTUALE
Che disuguaglianza che c' in questa societ! Alcuni che lavorano
da mattina a sera senza altro riposo che il tempo di mangiare i loro scarsi
alimenti; altr che ricevono il prodotto dei lavoratori per divertirsi col
superfluo.
.
E perch deve essere cos? Non siamo tutti uguali? Indubbiament~
lo siamo, anche se la societ non lo riconosce, visto che alcuni sembrano
destinati al lavoro ed alla sofferenza, e altri all'ozio e al divertimento.
Se qualche lavoratore si ribella al vedere lo sfruttamento cui viene soggetto, viene disprezzato e castigato severamente mentre altri subiscono con.
rassegnazione la disuguaglianza.
L'operaio si deve istruire e per farlo necessario fondare scuole gratuite, mantenute con il denaro che i ricchi sprecano.
In questo modo si otterrebbe che l'operaio progredirebbe sempre
di pi fino ad arrivare a vedersi considerato come merita, perch tutto
sommato lui che svolge la mansione pi utile nella societ .
Qualunque sia il valore razionale di questi pensieri, risulta chiaro
da questa raccolta ci che la Escuela Moderna si propone come obiettivo
primo, ossia: che l'intelligenza dell'uomo, influenzata da ci che vede e
documentata con le nozioni positive che ne va acquisendo, discorra liberamente, senza pregiudizi n soggezione settaria di nessun genere, in
perfetta autonomia e senza altro vincolo all'infuori della ragione, uguale
per tutti, sanzionata in ultimo termine quando raggiunge la verit dalla
bella luce dell'evidenza, di fronte alla quale scompaiono le ombre dei
sofismi e l'imposizione dogmanita.

ESAMI E CONCORSI
Alla conclusione dell'anno scolastico abbiamo sentito parlare, come
negli anni trascorsi, di esami, di premi. Siamo andati a vedere la sfilata
di bambini carichi di diplomi e di volumi rossi, adorni di fogliame verde
e dorato; abbiamo passato in rassegna una folla di madri angustiate dalla
incertezza e di bambini terrorizzati dalle temibili prove dell'esame, dove
devono comparire davanti a un tribunale inflessibile a soffrire un tremendo interrogatorio, circostanze che danno all'atto una certa disdicevole

analogia con quelli che si celebrano giornalmente nell'Udienza territoriale.


Questo il simbolo di tutto il sistema attuale di insegnamento.
Perch non si interrompe il nostro lavoro soltanto per sanzionarlo
con voti e classificazioni in un'epoca dell'anno o in una stagione della
vita, ma per tutti i nostri anni di studio e per molte professioni tutta la vita.
La cosa ha inizio da quando compiamo cinque o sei anni, quando
ei si insegna a leggere: gi in un'et cos tenera ci si obbliga a preoq.
cuparci, non tanto delle storie che questo nuovo esercizio ci permette
di conoscere, n il disegno pi o meno interessante delle lettere, bens
del premio di lettura che dobbiamo disputare; ed il peggio che ci si
fa arrossire di vergogna se siamo bocciati o ci si gonfia di vanit se abbiamo vinto rispetto agli altri. se ci siamo attirati J'invidia e l'inimicizia
dei nostri compagni.
Quando studiavamo la grammatica, l'aritmetica, le scienze ed il
latino, i nostri insegnanti e i nostri genitori non tralasciavano, quasi
spinti da un tacito ccordo,di cercare di persuaderei che eravamo circondati da rivali da combattere, da superiori da ammirare o da inferiori
da disprezzare. Con quale scopo avoravamo? ci capitava talvolta di
domandare e ci si diceva che avremmo ottenuto i vantaggi dei nostri
sforzi oppure sopportato le conseguenze della nostra pigrizia; e tutti gli
stimoli e tutte le azioni ci ispiravano la convinzione che se avessimo
raggiunto il primo posto, se fossimo riusciti ad essere di pi degli altri,
i nostri genitori, parenti e amici, lo stesso insegnante, ci avrebbero manifestato chiaramente la loro preferenza. Come conseguenza logica, i nostri sforzi erano rivolti unicamente verso il premio. l'esito. In questo
modo non si sviluppava nel nostro essere morale altro che la vanit e
l'egoismo.
La gravit del male aumenta notevolmetne nel periodo in cui si
entra nella vita. Il baccalaureato poco pericoloso; si riduce a poco pi
che una formalit, ma apre le porte a un gran numero di carriere in cui
i concorrenti si disputano crudelmente il diritto ali'esistenza. Fino ad allora,
il giovane che lavorava per s non capisce che deve assicurarsi il proprio avvenire e andr convincendosi sempre pi che per questo occorre
vincere sugli altri, essere pi forte o pi astuto. Di una concezione del
genere ne risente tutta la vita sociale.
Abbiamo .incontrato nella societ uomini di ogni condizione e di
diverse et che non avrebbero compiuto un passo n il bench minimo
sforzo se non avessero avuto l'intima convinzione che tutti i loro meriti
sarebbero stati conteggiati e compensati per intero un giorno.
Gli uomini di governo lo sanno perfettamente, visto che ottengono
tanto dai cittadini mediante le ricompense, promozioni, distinzioni e decorazioni cM concedono. Questo un residuo vivace del cristianesimo.
Il dogma della gloria eterna ha ispirato la Legione d'Onore. Ad ogni
passo incontriamo nella vita premi, concorsi. esami e ostacoli: c' qual-

cosa di pi triste, pi brutto, pi falso?


C' qualcosa di ancora pi anormale del lavoro di preparazione dei
programmi: l'eccesso di lavoro morale e fisico che ha per effetto quello
di deformare le intelligenze, sviluppando fino all'eccesso certe facolt
a detrimento di altre che rimangono atrofizzate. Il rimprovero pi bl~ndo
che si possa fare che sono una perdita di tempo e spesso arriva fino
a rovinare l'esistenza, fino a proibire ogni altra preoccupazione personale,
familiare o sociale. l candidati seri non devono accettare le distrazioni
artistiche, n pensare a11 'amore. n interessarsi alla cosa pubblica, pena
l'insuccesso.
E cosa possiamo dire delle stesse prove dei concorsi, che non sia
gi universalmente noto? Non parler delle ingiustizie intenzionali, anche
se di queste potremmo citare degli esempi; basta che l'ingiustizia sia
essenziale alla base del sistema. Una nota o una classificazione data in
determinate condizioni sarebbe diversa se certe condizioni cambiassero;
per esempio, se il giurato fosse un altro, se l'animo del tale giudice,per
una qualsiasi circostanza, fosse cambiato. A questo proposito la casualit
regna come padrona assoluta e la casualit cieca.
Supponendo di riconoscere a certi uomini, in' virt della loro et
e delle loro opere, il diritto assai contestabile di giudicare il valore di
altri uomini, di misurarlo e soprattutto di confrontare tra loro i valori
individuali, anche questi giudici dovrebbero emettere il loro verdetto in
base a motivi solidi. E invece si riducono al minimo gli elementi di valu
tazione; un lavoro di poche ore, una conversazione di qualche minuto
e tutto ci basta per dichiarare se un uomo pi capace di un altro a
svolgere la tale funzione, a dedicarsi al tale studio o al tale lavoro.
Basandosi sulla casualit e l'arbitrio, i concorsi e i pareri che ne
risultano godono di prestigio e di autorit universali, che si impongono
non soltanto agli individui ma anche ai loro sforzi e alle loro opere.
La scienza stessa si trova diplomata: esiste una scienza scelta attorno
alla quale non vi altro che mediocrit; solo la scienza .marcata a
garantita assicura all'uomo che la possiede il diritto di vivere.
Denunciamo con piacere i difetti di questo sistema, perch in esso
vediamo un'eredit del passato tirannico. Sempre la stessa centralizzazione, la stessa investitura ufficiale.
Ci sia permesso ideare, senza essere tacciati di utopismo, una societ
nella quale tutti coloro che vogliono lavorare possono farlo, in cui la
gerarchia nOn esiste e in cui lavora per il lavoro e per i suoi frutti
legittimi.
Cominciamo con l'introdurre fin dalla scuola tanti lodevoli costumi,
che i pedagoghi si diano da fare per ispirare l'amore per il lavoro senza
sanzioni arbitrarie, visto che esistono sanzioni naturali e inevitabili ( che
baster mettere in evidenza. Soprattutto. evitiamo di dare ai bambini il
concetto di confronto e di misura tra gli individui, perch, affinch gli

uomini comprendano e apprezzino l'infinita <,iiversit che esiste tra i caratteri e le intelligenze, necessario evitare agli scolari il concetto immutabile
di buon alunno a cui ciascuno deve tendere, ma che si approssima pi o
meno con magg!lore o minore merito.
Sopprimiamo quindi nelle scuole le classificazioni, gli esami, le distribuzioni di. premi e le ricompense di ogni sorta. Questo sar iI principio
pratico.
Emlia Boivin

La nostra biblioteca, che va sotto il nome modesto di Publicaciories


de la Escuela Moderna, stata aumentata di due importanti volumi.
CARTILLA (primo libro di lettura) e NOCIONES DE IDIOMA FRANCES, entrambi perfettamente adatti al loro scopo, oltre che perfettamente
in. armonia con il sistema scientifico e razionale in vigore presso questa
scuola.
Nella Cartilla i bambini acquisteranno. senza sforzo intellettuale
superiore alla loro intelligenza, nozioni grammaticali che devono servire
efficacemente, non solo per lo studio in se~ioni successive, ma anche
perch si radichino e non vengono dimenticate terminata la scuola, come
avviene in genere.
Contiene un saggio interessante intitolato La Humanidad dove in forma
chiara e amena espone le pi recenti affermazioni della scienza in materia di trasformazioni dell'universo, trasformazioni della terra, teorie
del trasformismo e della selezione, la cellula, gli antenati degli attuali
esseri viventi e la filosofia naturale. Se si confronta questo testo alla
ricerca di un'analogia con l'insegnamento tradizionale, con il catechismo
che servito da base a tante generazioni passate, si trover la spiegazione
deUa scarsa elevazione morale della societ presente e delle grandezze
riservate alle generazioni future mediante la conoscenza della verit la
pratica della giustizia e l'amore per la bellezza naturale.
Nel Nociones de Idioma Francs prevale una gradevole semplicit che
ispira fiducia all'alunno, presentando come facile uno studio che la
generalit dei metodi grava di regola e pratiche.
Di questi due volumi, il primo stato adottato aU'inagurazione del
presente corso, il secondo ancora alla stampa ma tra pochi giorni lo
presenteremo ai nostri alunni e entrambi saranno a disposizione dei nostri
simpatizzanti.

PASTEUR E RENAN
Pasteur e Renan hanno. personificato due forme assai diverse di
genio umano; entrambi sono stati ardenti contraddittori nel senso che

lO

hanno obbligato i loro contemporanei ad abbandonare convinzioni radica te.


L'uomo un prodotto del passato; vive nella tradizione come il
pesce nell'acqua e per questo motivo ha sfiducia, a volte a ragione veduta,
degli innova tori.
. ..
Se gli oppositori di Pasteur si sono stancati p:ffil di quelli di Renan,
lo si deve al fatto che gli studi di Pasteur produssero risultati pratici
immediati. Che violenti polemiche risuonarono nella sala delle sessioni
dell'Accademia delle Scienze di Pariti e soprattutto nell' Accademia di
Medicina, quando venne presentato lo studio sulle generazioni spontanee!
Siete troppo giovani per avere conosciuto quell'epoca gloriosa; mi si
permetta di ricordarvi con poche parole di cosa si tratt, giacch dalla
scoperta di Pasteur sono venute le cure antisettiche, la possibilit delle
grandi operazioni chirurgiche; tutta l'igiene moderna, in una parola.
Tutti sapete che in un pezzo di carne o di formaggio si vedono a
volte brulicare i vermi e attualmente nessuno ignora che provengono daHe
uova delle mosche e cbe, se gli si lascia il tempo necessario per, sV!ilupparsi,
si trasformarono in mosche alate. Alcuni secoli fa si credeva che la carne
. producesse naturalmente le larve per generazione spontanea. Spallanzani
e Redi, due saggi eminenti di quell'epoca lontana, dimostrarono la vera
origine di queste larve, mettendo la carne al riparo delle mosche mediante
Un velo di tulle, inventando cos aU'improvviso la zanzariera, di cui
oggi tutti si servono senza pensare molto che un attrezzo cos utile non
stato sempre conosciuto.
Se la zanzariera impedisce alle mosche di deporre le sue uova sui
nostri alimenti, non impedisce alla carne di putrefarsi, al latte di inacidirsi
e al brodo di marcire; e il microscopio ha permesso di vedere che questi
f~nomeni di putrefazione e di fermentazione si dev.ono ad esseri viventi
molto pi piccoli delle mosche; tanto piccoli da essere stati invisibili per
tutte le generazioni che ci hanno. preceduti.
Tra coloro che li videro per primi, molti, dimenticando te scoperte
di Spallanzani e di Redi, credettero che questi minuscoli esseri si produ- .
cessero naturalmente nella carne o nel brodo.
Pasteur lrifece, perfezionandolo, l'esperimento <iella zanzariera e
dimostr che tutti i ~icrobi provengono dai germi che volano nell'aria e
inseg~ a liberarcene con un mezzo analogo a quella scoperta.
Attualmente si sa sterilizzare il latte e il brodo e conservarli indefinitamente. Un esempio familiare e corrente di questa sterilizzazione l'abbiamo nell'industria conserviera di ogni genere; le sardine sott'oHo. ad
esempio, che consumiamo spesso.
E' chiaro che se la carne o il brodo producessero naturalmente da
soli gli esseri che li fanno fermentare, sarebbe impossibile metterli al riparo
dal deterioramento.
Nessuno pensa oggi di negare questi fatti, che sono assurdi a livello
di verit indiscusse; ma quando Pasteur annunci i suoi risultati, incontr
Il

un'opposizione estremamente violenta dovuta al fatto che la credenza nella


generazione spontanea era antichissima; Lucrezio, poeta latino, tra gli
altri, la considera un fatto indubbio e nelle Georgiche di Virgilio, il pastore
Aristeo fa nascere le api dalla carogna di un bue.
Nell'Accademia di Medicina c'erano, com'era naturale, dei saggi
profondamente convinti che i microbi nascessero per generazione spontanea
e in virt di questa convinzione e del loro carattere di saggi ufficiali
esigevano che la loro opinione fosse l'unica legittima; pessima condizione
per ragionare con pedetta libert di criterio.
Lo spirito scientifico deriva da un sano dubbio. Un vero saggio deve
essere sempre disposto ad abbandonare le sue opinioni quando gli si
dimostra la loro falsit e da questo punto di vista esistono pochi saggi
autentici, perch prima che saggi sono uomini e gli uomini sono in genere
testardi.
Data questa considerazione, bisogna perdonare Pauchet e coloro che
lottarono compatti dietro a lui contro Pasteur; a causa di questi si idearono
con profitto nuovi esperimenti pi precisi dei primi evidenziando che la
scienza progredisce a costo di grandi sforzi e che l'errore non si annulla se
non dopo aver resistito per lungo tempo.
Il lato deplorevole di questa lotta feconda il tono violento delle
discussioni, l'autentico odio che nasceva tra i saggi che dovevano essere
spinti soltanto dalla ricerca della verit; ma il desiderio di trionfare e
di avere ragione contro gli altri una debolezza comune alla maggior
parte degli uomini; la meschinit della vanit personale ci fa sc~ndere
dalle serene alture del pensiero. Quando, vent'anni dopo le discussioni
citate, Pasteur scopri la cura della rabbia, si videro gli anti-pasteuriani
scoppiare di felicit ogni volta che moriva un disgraziato che aveva subto
invano l'applicazione del metodo nuovo e ci furono dei giornali che arrivarono a dire che il maestro uccideva i sani e non curava gli ammalati.
Frattanto, Pasteur, lottatore infaticabile, non sapeva sopportare le ingiurie;
soffriva molto per questi attacchi, malgrado la gloria incontestabile che
ebbe la rara fortuna di godere nella vita.
Littr, altro uomo eminente, non quanto Pasteur, certo, diede invece
per tutta la sua vita l'esempio di una inalterabile serenit. Pure oggetto
di attacchi ingiusti e violenti, inaccessibile all'odio, non volle vedere l'odio
degli altri. Un giorno, riferisce Renan, sub una grave caduta mentre
visitava un faro della costa della Francia e un periodico bretone espresse il
proprio dispiacere perch non si era rotto l'osso del collo. Littr, commen. tando l'accaduto con la sua tranquillit abituale, si spieg queUa turpe
dichiarazione dicendo: Non la pensavamo allo stesso modo su questioni
teologiche .
Lo stesso Littr fu sostituito da Pasteur, all'apogeo della sua gloria,
nell'Accademia francese, dove fu ricevuto da Renan e quella cerimonia che
un due uomini agli stessi livelli di genio uno dei momenti pi belli della

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fine di un secolo memorabile.


Quel giorno Pasteur, giustamente orgoglioso della consacrazione definitiva della sua gloria, dimentic la prudente riserva che fa della sua
opera il modello delle ricerche sperimentali e si permise di esprimere la
sua opinione su argomenti nei quali non era particolarmente competente;
e si vide allora, cosa indimenticabile, il pi grande scrittore ricordare al
pi grande saggio il rispetto del metodo scientifico.
Si legga la risposta di Renan a Pasteur e, qualunque siano le opinioni
del lettore, non potr fare a meno di ammirare e di rispettare quell'uomo
profondamente buono e interamente dedicato alla ricerca della verit.
Avrete sentito censurarlo e stigmatizzarlo particolarmente con l'epiteto
di rinnegato, ingiurioso nell'intenzione di chi lo lancia bench a volte sia
lodevole nel suo vero significato, perch nel corso dei suoi studi trov
motivi credere a qualcosa di diverso da quanto gli era stato insegnato;
per confuterete questo rimprovero meditando questo pensiero di Pascal:
Si cambia; non si pi la stessa persona.
Come possibile che un grande uomo faccia cambiare la marcia dell'umanit se questa non esce dalla routine abbandonando il sentiero consunto dell'abitudine? Solo cos possibile applicare il grande principio di
Descartes, il filosofo dei filosofi: Non accettate quello che stato scritto
o pensato prima di voi; attenetevi a ci che voi considerate evidente .
Forse meraviglier il fatto che collochi il nome di Renan cos in alto
come quello di Pasteur, perch l'opera di Pasteur ha avuto risultati pratici immediati; ma bisogna pensare al futuro di cui sono artefici i grandi
uomini. I Renan del secolo XVII aprirono il passo alla rivoluzione francese; l'opera di Lavoisier, cos poco utile in apparenza, prepar il grande
lavoro del secolo XIX.
Non posso parlare senza emozione di quell'epoca che rinnovo il
mondo, di quell'epoca in cui insieme a uomini come Mirabeau e Danton
ne fiorirono altri che si chiamavano Lavoisier, Lamark, Laplace, Lagrange,
che fecero della Francia la nutrice intellettuale delle nazioni.
Non lesinate la vostra ammirazione per questi giganti del pensiero;
l'entusiasmo vi elever. Non vi lasciate influenzare dalle passioni, dalle
convinzioni o dalle idee preconcette: il genio ammirabile in tutte le sue
forme; che si chiami Renan o Chateaubriand, l'uomo di genio aumenta il
patrimonio dell'umanit.
Felix Le Dantee
(Discorso pronunciato in occasione di una solennit scolastica)

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EQUIVOCI E DIVERGENZE TRA GENITORI E FIGLI


Spesso nascono equivoci e di conseguenza deplorevoli divergenze
tra genitori e figli. Secondo il criterio con cui si giudica l'argomento, hanno ragione o meno gli uni o gli altri. Poich la verit una, come si risolve
il problema?
Per giudicare con imparzialit le differenze che con una certa frequenza, per non dire costantemente, sorgono tra genitori e figli, occorre
concentrarsi su fatti particolari. In generale, hanno ragione i genitori quando si rifiutano di sacrificare la vita agli interessi o ai capricci dei figli:
e non l'hanno quando abusano ciecamente della loro autorit.
La tirannia paterna il punto di partenza degli equivoci e delle
divergenze familiari; la colpevole e quella che provoca mali di cui quasi
tutti soffriamo attivamente o passivamente.
I genitori commettono la colpa di amare i figli come una propriet ,
rendendoli 'schiavi dei loro gusti, delle loro idee. Nostro figlio, nostra
figlia, dicono, realizzeranno i sogni dorati che il tempo e le circostanze ci
hanno impedito di realizzare .
Partendo da questo prindpio - lodevole di per s sebbene disastroso
nei suoi risultati - l'operaio dalle mani callose attirato dan'idea di un'occupazione sedentaria far del figlio un impiegato; il commerciante che si
scioglie di ammirazione e rispetto di fronte alla rigida seriet del dottore,
invier il figlio alla Facolt di Medicina a prendere la bramata laurea;
la povera portinaia che si incanta per l'aspetto della signora che non potr
mai diventare metter la figlia a lavorare in commercio come commessa;
ciascuno seguendo il proprio gusto particolare o i propri pregiudizi, senza
tenere in nessun conto le facolt e le inclinazioni degli interessati; spesso
opposti alle ambizioni particolari.
Considerino questi genitori, inconsciamente crudeli, che il figlio non
una semplice appendice della loro personalit ma un essere distinto, con
un cervello e un suo cuore e che quando lo manipolano e lo battono per
modellarlo a loro immagine, commettono un crimine altrettanto grave che
se cercassero di impedirne la crescita perch l'altezza del figlio non superi
quella del genitore.
Si lasci che questa tenera pianta si sviluppi liberamente, accontentandosi ad indirizzare i rami selvaggi e a dirigerne l'inesperto sviluppo.
ma questo pi per amore che per dovere e senza aspettarsi altra ricompensa
che l'intima soddisfazione d avere spianato il cammino nella vita ad
un essere amato.
Da parte loro i figli. commettono lIna grave colpa quando fingono
di non sentire gli amorosi e gjudiziosi consigli dei genitori, la cui esperienza vede pericoli lontani, ancora nascosti alla fiducia giovanile. Anche
quando non si accetta il loro criterio, cosa assai comprensibile, saranno
colpevoli i figli se non concederanno l'attenzione e il rispeto dovuti a

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chi ha dato loro il meglio del proprio cuore e della propria esistenza.
lasciando a parte, perch dato per scontato, ,'amore naturale che si ispira
e che si sente, ma chc non si impone.
Se del male di cui trattiamo si dovesse dare la colpa solo ad una
delle parti, non esiterei ad indicare i genitori, perch questi possono agire
sui figli pi facilmente che non i figli sui genitori.
Il compito dell'educatore fecondo quando si attua con amore ... ma
chi pu e sa educare j "figli?
La verit che generalmente, cos generalmente che non osar gran
che dire nella totalit dei casi, manca il tempo e la capacit di educare ...
Quindi, per triste che sia il riconoscerlo, non c' che meravigliarsi. se non
si seminato. di trovare il campo arido al momento del raccolto.
Juana Longfier Chartier

INAUGURAZIONE DELL'ANNO SCOLASTICO


11 giorno 8 corrente stato celebrato l'inaugurazione del corso attuale.
Folta partecipazione di alunni, ]e loro famiglie e questo pubblico che
simpatizza con la nostra istituzione che assiste con assiduit alle conferenze pubbliche, che riempivano le sale recentemente ampliate e che in anticipo sull'ora indicata contemplavano le raccolte che danno l'aspetto di un
museo scientifico.
La cerimonia inizi con un breve discorso del direttore, che dichiar
aperto il terzo corso scolasTico nel quale, facilitati dalla pratica e dalla
esperienza e rinforzati dal successo, si perseguir con energia e convinzione il proposito che anima la Escuela Moderna.
Il Sig. de Buen si felicit per il miglioramento dei materiali adottati
nella Escuela, ratificando l'ideale di cui l'insegnamento riflette fedelmente
la natura, poich la conoscenza non pu essere altro che la percezione che
l'intelligenza acquisisce da ci che esiste.
Descrisse, per incarico speciale dei figli, alunni di questa Scuola e iv;
residenti anche durante la stagione estiva, le manifestazioni di fraterno
cameratismo nei confronti dei condiscepoli, per i quali desiderano si realizzi la possibilit di vivere in piena natura, in riva al mare, addentrandosi
nei boschi, correndo per la pianura, trepidando per i rischi della scalata
in montagna. osservando e studiando incessantemente le meraviglie della
natura.
Disse che anche nell'insegnamento ufficiale, o meglio, in una parte
degli insegnanti che vi si dedicano, malgrado ci che possiede di arcaico
come rappresentazione delle antiche classi sociali, esistono tendenze uguali
a q'ueUe sostenute dalla Escuela Moderna, come lo dimostra la presenza
dello stesso oratore, quella del Dr. Martinez Vargas e anche quella di
alcuni maestri presenti alla cerimonia.

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Annunci che la Escuela Moderna ha gi un suo corrispondente a


Guadalajara, dove si aprir prossimamente una scuola rivolta allo stesso
obiettivo, prodotto dal lascito di un altruista che--in punto di morte volle
contribuire alla redenzione dell'infanzia, liberandola dall'ignoranza e dalla
superstizione, e manifest la speranza e il vivissimo desiderio che i ricchi,
morendo, comprendano alla fine che invece del folle egoismo di devolvere
le proprie ricchezze alla fondazione di una felicit illusoria d'oltretomba.
dovrebbero restituirle alla societ a beneficio degli diseredati.
Il Dr. Martinez Vargas afferm, contro coloro che credevano il contrario, che l'insegnamento puramente scientifico e razionale della Escuela
Moderna. base positiva della buona educazione, impareggiabile per il
rapporto dei bambini con le famiglie e con la societ ed unica per formazione morale e intellettuale dell'uomo futuro.
Si congratul per il fatto che l'igiene scolastica, gi praticata nella
Escuela Moderna negli anni precedenti attraverso visite periodiche agli
alunni, allo scopo di evitare le malattie infettive e teoricamente presentata
nelle conferenze pubbliche, sia stata solennemente sanzionata nel congresso
igienico recentemente celebrato a Bruxelles.
Facendo il riassunto delle sue conferenze e con il proposito di assistere
la spiegazione orale con la percezione visiva, fece ricorso alle proiezioni
luminose, presentando una serie di figure che rappresentano esercizi igienici, tipi caratteristici delle varie malattie, organi malati, ecc. che il
conferenziere spiegava dettagliatamente. Un incidente occorso all'apparecchio proiettore, facilmente riparabile per le conferenze successive, interruppe la presentazione delle figure, ma non la spiegazione, che prosegu occupandosi della malefica influenza del busto, il contributo che
d all'infezione microbica la polvere prodotta dallo strascico dei vestiti,
l'inopportunit che i bambini giochino con la terra per il pericolo di tale
infezione, le abitazioni e le officine insalubri, ecc., terminando con la promessa di continuare durante l'anno scolastico la serie delle sue spiegazioni
igieniche.
( partecipanti manifestarono il loro compiacimento alla conclusione
della cerimonia e gli alunni, raggianti di allegria, offrirono un quadro
animatissimo che era come una consolazione per le pene della triste rea1t
attuale e una speranza per un'umanit migliore per l'avvenire.

UNA GITA SCOLASTICA AL PAESE


DELL'INDUSTRIA
Che grande, che bello che utile l lavoro!
Queste esclamazioni eruppero spontanee dalle labbra di bambine e
bambini, alunni della Escuela Moderna, nell'allegra campagna di Sabadell,
il giorno 30 luglio scorso, dopo avere visitato la fabbrica di Martin MorraI.

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il reparto di orditura del Sig. Cucurella e la fabbrica di finissaggio della


vedova de Casablanca, dove stabilirono un rapporto affettuosissimo con
operaie e operai, che accolsero con amore e con rispetto i visitatori infantili e infine, quando dopo un banchetto campestre e fraterno, tutti riuniti
attorno all'incaricato di riassumere la gita istruttiva, poterono esprimere le
osservazioni a cui la stessa si prestava.
L'uomo primitivo, formato dopo ampissima e progressiva evoluzione,
si trovava agli albori dell'umanit inesperta, senza risorse e con necessit
urgenti. In mezzo ad una natura abbondante e feconda, seppur poco disposta a concedere gratuitamente i suoi tesori, vegetava piuttosto che
vivere sulle coste, nei boschi, sulle montagne, rifugiato nelle caverne dove
'cercava scampo all'inclemenza del tempo e alla voracit delle belve.
Quando, associando idee che insensibilmente si classificavano nella
sua memoria, pot formare il primo pensiero, stimolato dalla necessit, primo se non unico pungolo dell'attivit intellettuale, le offr alla natura, che
si mostr soddisfatta e disposta a concedergli i suoi doni; e in cambio di
un pensiero che produsse l'elmo o la lancia gli diede la casa, e per un altro
idoneo allo scopo gli diede la pesca e per avere pensato di sottrarre il seme,
gli diede il frutto. Con ci, non solo non si moriva pi di fame, ma si apprese anche a respingere gli attacchi degli animali feroci e si arriv anche a
concepire i primi segni di socializzazione.
Occorreva vestirsi e accade che l'impiego delle fibre delle piante tessili, dopo che erano stati utilizzate le pelli degli animali divorati, sudici,
informi e subito inutili per mancanza delhi capacit di conciare, gli ispir
il pensiero di utilizzare le fibre della lana, tesserIe su quel telaio embrionale che consisteva in fili tesi tra due pali, e la trama si inseriva a mano,
non essendo ancora conosciuti i licci, che alzavano le fila dell'ordito, n
la navetta, che colloca il filo che forma la consistenza del tessuto.
Sorse la filanderia, che comporta un enorme progresso sociale, perch
con essa si convert in sedentaria la trib nomade che lasciava un terreno
esaurito in cerca di un altro vergine e abbondante, non trovandol0 sempre,
. prima di avere sofferto per enormi difficolt lungo il cammino, oppure
trovandolo occupato da un'altra trib, che doveva spogliare dopo una
guerra crudele oppure perire nel tentativo.
La filanderia, quindi, implica la famiglia, il focolare, il campo coltivato, il gregge, l'abbigliamento, l'alimentazione, regolare con pane, legumi,
verdure, frutta, latte, formaggio e carne; implica inoltre il ferro, la fucina,
gli attrezzi, il lavoro, la moralit e la pace.
Se a questo livello del progresso non fossero sorti, come malattie in
grado di debilitare l'organismo, il sacerdote, il mandari~o ed il guerriero,
i progressi si sarebbero succeduti in scala regolarmente ascendente e quegli
ideali che oggi intravvediamo come aspirazione lontana, conterebbero gi
secoli di pratica.
Si conosce il tipo di filanda per rappresentazfone artistica e anche

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visiva perch esistono ancora filande in quelle isolate pieghe del territorio
dove appena appena giunge l'influsso civilizz-atore: seduta, eretto l'arcolaio
con il vello lavato e cardato, prende il filo che ritorce e consolida per mezzo del fuso che scivola rapido e soave tra le dita, c' a volte un'anziana
decrepita, una bella matrona o una timida donzella.
Con quella rappresentazione in mente, i bambini confrontavano e'
apprezzavano le meraviglie meccaniche che si offrivano alla loro ingenua
ammirazione e per la difficolt di apprezzare le spiegazioni e i dettagli
tecnici che con chiarezza ed amabilit erano state fornite dal Sig. Mateo
MorraI, cicerone della spedizione, e dagli operai dei diversi reparti, pareva
loro opera di fate benefiche quella trasformazione della lana grezza, sudicia, da poco tosata, in finissimi tessuti di elegante disegno e ricchi colori
che videro in poco tempo, passando per i diversi macchinari, senza lasciare
quasi idea della difficolt delle operazioni n delle fatiche del lavoro.
Risult opportuno ricoridurli alla realt e richiamare la loro attenzione sul meccanismo che prende la lana greggia, la lava passandola meccanicamente per una serie di vasche, in ciascuna delle quali aumenta la pulizia fino a raggiungere il candore niveo; ha poi luogo la cardatura, dove
la semplice ciocca che tutti conosciamo si dissolve nelle infinite unit
sciolte e perfettamente distinte delle tenui fibre; segue la filatura, con i
suoi carri che vanno e vengono pieni di fusi, facendo in un minuto una
quantit di lavoro che avrebbe richiesto mesi alla filanda tradizionale; segue
quindi la torci tura , che conferisce al filato solidit e omogeneit; poi
l'orditura, preparazione al telaio; poi questo, coronato dall'ingegnoso meccanismo di Jacquard che, come se fosse un cervello dotato di una volont,
come un artista che maneggia pennelli e colori, muove aghi e cartoni e
con essi produce i colorati disegni che abbeliscono le stoffe che usiamo
come vestiti e ornamenti di diversi tipi.
Completava quel quadro laborioso l'utilizzazione di scarti, rifiuti e
ritagli che, sottoposti alle operazioni primitive, rinnovavano in un certo
senso la fibra usata per impiegarla come stoffa da poco prezzo per i poveri, ossia, come ricompensa per i produttori.
Un inno al progresso, alla civilt, al lavoro, si formul spontaneo nelle immaginazioni esaltate degli scolari in gita, manifestandosi nelle esclamazioni di ammirazione che erompevano ad ogni passo, con note argentine
modulate dalle loro fresche ed infantili ugole.
Fu necessario richiamarli alla realt una seconda volta. Un incidente
forn l'occasione: diverse bambine e bambini, infastiditi dal calore e dall'odore sgradevole dei materiali e degli ingredienti, non vollero entrare nell'ultimo reparto visitato e ci diede spunto per una considerazione finale.
Le operaie e gli operai che lavorano in queste fabbriche hanno iniziato l'apprendistato quando erano ancora bambini, molto tempo prima di
avere consolidato e rinforzato il loro organismo e prima di avere completato l'educazione e l'istruzione; anche a loro dava fastidio il calore e l'odo-

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re dei materiali, ma sul fastidio si ~ovrapponeva la necessit e cos qui


devono restare fino alla morte, triste finale che si verifica sempre prima
del momento in genere stabilito dalle condizioni essenziali dell'organismo
umano.
E' cosa certa e ammirevole che la scienza e l'industria unire abbiano
realizzato meraviglie come quelle che si attuano per mezzo di queste macchine, ma purtroppo vi si contrappone un per terribile: i loro benefici
non sono equamente distribuiti; evidente che questi operai che devono
sopportare continuamente 'tali condizioni che sono insopportabili per alcuni
bambini, che soffrono molte tribolazioni e che in genere muoiono di morte
prematura, godono di una paga giornaliera povera; mentre i padroni legittimi delle macchine, dei prodotti e delle utenze, quando gli affari non
vanno a rotoli, si arricchiscono e godono per s e per i loro i vantaggi
derivanti, il che indica che perch la giustizia sociale si elevi fino ai
livelli del progresso scientifico industriale, dobbiamo lavorare al limite
delle nostre possibilit per elevare la specie umana ai livelli della dignit
e della felicit vera.
Queste furono le considerazioni sommariamente esposte che impressionarono i nostri alunni in questa piacevole gita, che costituiva uno
dei vari complementi istruttivi previsti in questa scuola.

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