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POLITICA SOCIALE

Politica sociale: come, perch e con quali effetti i diversi


sistemi politici (e in particolare i loro governi) perseguono certi
corsi di azione volti a risolvere problemi e a raggiungere obiettivi
di natura sociale.
I problemi e gli obiettivi che caratterizzano le politiche sociali
riguardano le condizioni di vita degli individui, le risorse e le
opportunit a loro disposizione nelle varie fasi della loro
esistenza (o ciclo di vita).
Tali problemi e obiettivi hanno a che fare, in senso lato, con il
ben-essere (welfare) dei cittadini.
Il concetto di ben-essere ci rimanda a norme, a standard e a
regole in merito alla distribuzione di alcune risorse e opportunit
tra gli appartenenti ad una comunit, cio a valori.

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Questi valori si sono trasformati da concessioni in dirittispettanze


Chi sono gli attori delle politiche sociali? A) lo Stato; B) il
mercato, il privato; C) il Privato sociale o Terzo settore (cio le
realt che stanno tra Stato e Mercato, ma non sono riconducibili
ne alluno ne allaltro); D) le famiglie; E) gli utenti

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Il diamante del welfare


Chi lutente delle Politiche Sociali? una persona che merita
di essere aiutato, oppure uno sfruttatore della bont degli altri?
Storicamente le posizioni si sono diversificate;

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Lavvento della modernit e dei diritti (Marshall): civili, politici,


sociali
VECCHIE
PREMESSE
Economia in rapida
crescita
Societ Industriale
Stabilit familiare e
divisione di genere del
lavoro
Strutture demografiche
in relativo equilibrio

TRASFORMAZIONI
Sviluppo lento o nullo
Societ post-industriale
Ridefinizione
dei
rapporti di genere
Invecchiamento della
popolazione e nuove
migrazioni

Aspettative morigerate Aspettative crescenti


e stabili
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SFIDE
Contenimento dei costi
Ammortizzatori sociali,
flessibilit, ecc.
Conciliazione tra vita
professionale
e
riproduzione sociale
Contenimento dei costi
pensionistici e sanitari;
ammortizzatori sociali
per gli immigrati
Ridefinizione
degli
standard di prestazione
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VECCHIE
TRASFORMAZIONI
PREMESSE
Solidit e centralit Internazionalizzazione
dello Stato-nazione
economica,
globalizzazione,
integrazione europea

SFIDE
Adattamento alle nuove
condizioni di apertura

A fronte della crisi e delle esigenze di riforma del welfare Ferrera


parla di ricalibratura, distinguendola in:
1)funzionale: quali rischi/bisogni giusto tutelare: ad
esempio contenimento della tutela della vecchiaia e
promozione di nuovi schemi di assistenza all'infanzia.
2)distributiva: a chi estendere la copertura distinguendo tra
categorie ipergarantite (come ad esempio i dipendenti
pubblici) e quelle sottogarantite (come le persone in
cerca di occupazione).
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3)normativa: norme per trasformare lo status quo giudicato


inefficiente, inefficace o iniquo
Ferrera propone di distinguere tra: assistenza, assicurazione,
sicurezza.
Assistenza (pubblica o sociale), dal 1600: comprende tutti
quegli interventi a carattere condizionale e spesso discrezionale
(residuali e selettivi), volti a rispondere in modo mirato a specifici
bisogni individuali o a categorie circoscritte di bisognosi (poor
laws inglesi repressive e volte a difendere lordine sociale). Per
aver diritto sono necessari: a) uno specifico bisogno
(categoriale); b) la dimostrazione dellassenza di mezzi (means
test; Isee). Oggetto dellassistenza: debolezza e il bisogno.
Assicurazione (obbligatoria) da fine 1800: imperniato
sull'erogazione di prestazioni semi-standardizzate (vecchiaia e
maternit sono eguali per tutti, la malattia specifica) in forma
tendenzialmente automatica e imparziale, sulla base di precisi
diritti/doveri individuali (come il pagamento di contributi) e
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secondo modalit istituzionali altamente specializzate e


centralizzate (Inps, SSN...). Caratteristiche: obbligatoriet
delladesione e finanziamenti tramite contributi (diversi dai premi:
questi si fondano sui profili di rischio individuali, quelli sono
proporzionali al reddito). Oggetto dellassistenza: rischio
(malattia, invalidit, maternit, disoccupazione e cos via).
Affronta rischi sociali e crea solidariet/redistribuzione verticale
(dai pi ricchi ai pi poveri) e orizzontale (tra categorie diverse).
Sicurezza sociale XX secolo: schema di protezione obbligatorio
esteso a tutta la popolazione attiva per quanto riguarda il reddito
e caratterizzato da copertura universale (estesa a tutti i cittadini)
e prestazioni uguali per tutti (senza differenziazioni di accesso e
di trattamento e a somma fissa per quanto riguarda i
trasferimenti monetari): tipicamente il sistema sanitario (pronto
soccorso per codici dal verde in su; medico di base) e il sistema
pensionistico (assegno sociale, ex-pensione sociale). Manca un
collegamento fra la fruizione dei benefici e la partecipazione
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specifica al loro finanziamento da parte dei beneficiari. Oggetto


dellassistenza: esclusione ed emarginazione (malattia,
invalidit, maternit, disoccupazione e cos via).
ASSISTENZA
ASSICURAZIONE
SOCIALE
SOCIALE
Copertura
Universale ma
Occupazionale
selettiva (means
test)
Prestazioni
Collegate al
Contributive/retributive
bisogno
Finanziamento Fiscalit generale Contributiva

SICUREZZA
SOCIALE
Universale
A somma
fissa
Fiscalit
generale

TIPOLOGIE DI WELFARE
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Titmuss ha classificato tre diversi modelli o modalit tipiche di


intervento pubblico a fini di protezione sociale:
a)
modello residuale (residual welfare model o public
assistance model): [tipico dellassolutismo e della prima
et liberale] cos definito perch lintervento delle
pubbliche istituzioni previsto solo ex post, ove falliscono i
canali sociali naturalmente preposti alla soddisfazione dei
bisogni essenziali: la famiglia, eventualmente sostenuta
dalle associazioni volontarie, e il mercato. I destinatari dei
programmi sono esclusivamente individui in stato di
effettiva necessit, cui risulti preclusa la possibilit di
attivare le risorse della sfera privata. A tali soggetti le
agenzie
pubbliche
assegnano
discrezionalmente
prestazioni minimali, esclusivamente riparative e limitate
nel tempo, dal momento che l'assistenza concepita
come esigenza temporanea, legata ad una condizione di
bisogno momentaneo [] tali prestazioni, di norma
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b)

c)

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inferiori a standard socialmente riconosciuti come


accettabili, vengono "concesse" solo a chi si sottopone ad
una stigmatizzante prova dei mezzi, in fondo non dissimile
dai means tests imposti dalle vecchie "leggi sui poveri";
modello meritocratico-occupazionale (reward model o
industrial achievement model): [tipico della tarda et
liberale] intende collegare le prestazioni ai livelli di reddito
e alla posizione sociale conseguita attraverso il lavoro. []
In questo caso le prestazioni di welfare vengono a
configurarsi sotto un duplice aspetto: di integrazione del
reddito (a titolo di salario indiretto) e di correttivo,
quantomeno parziale, delle "ingiustizie" prodotte dal
mercato nella remunerazione del lavoro;
modello
istituzionale
redistributivo
(institutional
redistributive model): [tipico del secondo dopoguerra] in
questo caso il criterio di allocazione delle risorse definito
ex ante, sulla base del puro bisogno. L'obiettivo la libert
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dal bisogno, affidata ad interventi di tipo universalistico,


garantiti a tutti i cittadini in una logica di cittadinanza. La
politica sociale deve allora provvedere ad una
redistribuzione delle risorse e delle opportunit di vita che
sappia combinare leva fiscale, previdenza di tipo
universalistico e servizi sociali alla persona, al fine di
conseguire i pi elevati livelli di sicurezza sociale e
benessere [Titmuss 1974].
Una ulteriore differenziazione proposta da Ferrera fondata
sulla forma della copertura (quanti hanno diritto) e distingue tra:
modelli universalistici (o beveridgeani, adottato dai paesi
anglo-scandinavi), laddove gli schemi di protezione sociale
coprono tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro posizione
lavorativa; modelli occupazionali (o bismarckiani, adottati dalla
grande maggioranza dei paesi europeo-continentali) i cui schemi
di protezione sociale sono invece rivolti ai lavoratori, che
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vengono coperti da una pluralit di schemi occupazionali, con


regole diverse gli uni dagli altri.
Una seconda differenziazione (Esping-Andersen, 1990)
fondata sul regime di welfare dominante, cio allinterazione tra
politiche statali, mercato del lavoro e interventi della famiglia
viste sotto 2 dimensioni: demercificazione (grado in cui gli
individui possono liberamente astenersi dalla prestazione
lavorativa, senza rischiare il posto di lavoro, perdite significative
di reddito o in generale di benessere) e destratificazione (grado
in cui lo Stato attutisce i differenziali di status occupazionale o di
classe sociale).
Il primo regime quello liberale, caratterizzato da:
predominanza di misure di assistenza basate sulla prova
dei mezzi (means-test)
schemi di assicurazione sociale relativamente circoscritti
e con formule di prestazioni poco generose
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destinatari principali: bisognosi, poveri, lavoratori a


basso reddito
il welfare state incoraggia il ricorso al mercato: in modo
passivo (minima interferenza e regolazione, soprattutto
per quanto riguarda il mercato del lavoro) o in modo attivo
(incentivi per il ricorso a schemi assicurativi non statali)
demercificazione bassa: forte dipendenza degli
individui/lavoratori dal mercato
destratificazione bassa: dualismo fra il welfare dei
poveri e il welfare dei ricchi
casi emblematici: Stati Uniti, Canada, Australia, Regno
Unito.
Il secondo regime quello conservatore corporativo,
caratterizzato da:
predominanza di schemi assicurativi pubblici collegati
alla posizione occupazionale
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formule di computo collegate ai contributi e/o alle


retribuzioni
destinatari principali: i lavoratori adulti maschi
capofamiglia (male breadwinners)
enfasi sulla sussidiariet degli interventi pubblici: lo
Stato interviene solo nella misura in cui i bisogni non
trovano risposta a livello individuale, familiare o di
associazioni intermedie
demercificazione media: la dipendenza dal mercato
attenuata ma non annullata
destratificazione medio-bassa: il welfare tende a
preservare le differenze di status e classe, nonch la
segregazione di genere
casi emblematici: Germania, Austria, Francia, Olanda.
Il terzo regime quello socialdemocratico, caratterizzato da:

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predominanza di schemi universalistici con alti standard


di prestazione
formule di computo: generose, ma prevalentemente a
somma fissa, con finanziamento fiscale
destinatari: tutti i cittadini
il welfare state mira a marginalizzare l'importanza del
mercato come fonte di risposta ai bisogni e ai rischi
sociali
demercificazione alta: la dipendenza dal mercato molto
attenuata
destratificazione alta: eguaglianza di trattamento per tutti
i cittadini; tutti beneficiano, tutti dipendono, tutti si
sentono in dovere di contribuire
casi emblematici: Svezia, Danimarca, Norvegia.
A questi schemi possono essere aggiunti altri 2 regimi: il quarto,
tipico dellEuropa meridionale (tra cui lItalia). Inizialmente
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bismarckiani, si sono trasformati a partire dagli anni 70 in regimi


beveridgeani, almeno per il SSN. Centralit della famiglia;
caratterizzato da livelli fortemente sbilanciati di demercificazione:
moltissimo ad alcuni pochissimo o nulla ad altri. Per quanto
riguarda invece la destratificazione bassa (come nel regime
liberale). Tende a produrre nuove differenziazioni segmentando
gli individui in due gruppi contrapposti: gli insiders, titolari di
spettanze forti, e gli outsiders, titolari di spettanze deboli o del
tutto privi di spettanze (sistema polare).
Infine, un quinto regime riguarda i Paesi ex-comunisti e neo-Ue
(Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ceca,
Slovacchia, Slovenia e Ungheria) in cui ancora debbono cotruirsi
un saldo sistema democratico e uneconomia di mercato.
Infine, per quanto riguarda il caso italiano, si sottolineano 2
distorsioni:
funzionale: previdenza (vecchiaia, superstiti, invalidit)
68,1%; sanit 25,7%; assistenza sociale 6,2%;
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distributiva: tra ipergarantiti (dipendenti pubblici);


garantititi (dipendenti delle grandi aziende e autonomi);
non garantiti (giovani, donne, precari)

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