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Svevo, profilo letterario

IL SUPERAMENTO DEL NATURALISMO E L'APPROCCIO ALLA CULTURA MITTELEUROPEA


Si deve a Svevo un forte rinnovamento riguardo il romanzo che risulter fondamentale per la
cultura italiana novecentesca in quanto contribuisce a superare il naturalismo ormai in crisi
grazie a diversi riferiementi culturali provenienti in massima parte dall'area mitteleuropea di
cui Trieste era parte.
Svevo, che presta molta attenzione ai contenuti filosofici e riflessivi, non un letterato puro,
come dimostra il sostanziale disinteresse per le questioni stilistiche e linguistiche.
LE INFLUENZE DI DARWIN E SCHOPENHAUER
Da Darwin derivano il concetto di lotta per l'esistenza, l'interesse per le leggi della selezione
naturale e l'idea centrale dell'inettitudine dell'uomo, che Svevo vede, con radicale
pessimismo, inevitabilmente costretto a una ricerca senza sbocchi e senza speranza.
Da Schopenhauer derivano il distacco dalla vita pratica,la liberazione dell'asservimento del
voler vivere, il rifiuto dell'engagement affettivo, sessuale, matrimoniale e politico, la
morale della rinuncia e la percezione che solo la vita profonda dell'io sia reale.
IL RIFIUTO DI ALCUNI CANONI DEL NATURALISMO
Svevo parte dall'eredit naturalistica, ma gi tende ad oltrepassarla quando rifiuta
l'impersonalit e il narratorie onnisciente.
SOMIGLIANZE E DIFFERENZE CON JOYCE E PROUST
Le somiglianze con Joyce e Proust sono molto pi deboli delle radicali differenze: Svevo
non aderisce n allo joyciano stream of consciousness (flusso di coscienza), che la
struttura del racconto scelta per il rivoluzionario Ulisse, n all'uso proussiano del tempo e
della memoria.
Nell'itinerario di Svevo c' un progresso dalle prime prove narrative, dove ancora persistono
elementi naturalisti, alle ultimi composizioni, dense di ironia e plurisemanticit, filtrate
attraverso la coscienza del protagonista-narratore, brillantemente multiformi e
maliziosamente ambigue.
LOTTATORI E CONTEMPLATORI
Fra i principali caratteri comuni di tutte le opere di Svevo c' sicuramente la figura
dell'inetto nelle sue varie incarnazioni. L'inettitudine a vivere e a lottare per l'affermazione
di s un tratto distintivo di questo personaggio, riconducibile abbastanza precisamente alla
filosofia di Schopenhauer, che distingueva nel genere umano il lottatore e il contemplatore:
l'uno destinato a prevalere nella lotta per la vita, l'altro a soccombere.
Il contemplatore incapace di ritagliarsi un ruolo adeguato all'interno di una societ
alienante, fondata unicamente sui valori economici, sulla ricerca del successo e sulla
massificazione dell'individuo.
La scrittura di Svevo analitica e problematica, farcita di finissima ironia (o autoironia).
LA MALATTIA COME RIBELLIONE
Un segno della modernit sveviana rintracciabile nella concezione della malattia come
condizione contraddittoria dell'uomo che riflette su se stesso e sulla malattia universale. La
malattia il carattere distintivo dell'intellettuale che non voglia piegarsi al buon senso
comune, che non voglia integrarsi nella banale sanit dei valori borghesi: il riso beffardo dei
grandi vecchi sveviani allora proprio il segno della ribellione contro i falsi miti della
borghesia.
LA PRIMA PROVA NARRATIVA: L'ASSASSINIO DI VIA BELPOGGIO
Pubblicato nel 1890.
Compaiono per la prima volta l'inetto (contemplatore) e il suo antagonista (lottatore).
Trama: Giorgio, scialba figura di un sottoproletario che, dopo aver ucciso per denaro, tenta
inutilmente di cancellare la consapevolezza del gesto compiuto e di riabilitare la propria

immagine presso amici e conoscenti, ma finisce per consegnarsi alla giustizia con una
confessione liberatoria.
E' il primo tentativo di superare il naturalismo: il delitto non giustificato scientificamente,
ma costituisce il semplice antefatto della narrazione, che totalmente occupata dagli
interrogativi che il protagonista si pone. Ci che conta non sono i fatti, ma il loro riflesso, la
loro immagine deformata, filtrata attraverso l'inquieta coscienza di Giorgio.
Giorgio il primo inetto sveviano, schopenhauerianamente pronto a distruggere il mondo
per conservare un po' pi a lungo il suo io.
UNA VITA: IL TEMA DELL'INETTITUDINE
Pubblicato nel 1892.
Trama: Alfonso ha una un'esistenza grigia, divisa tra l'insoddisfacente lavoro impegatizio
nella Banca Maller e le lunghe ore di studio in biblioteca. Divenuto l'amante di Annetta
Maller, figlia del suo direttore, Alfonso avverte il rischio di apparire interessato pi al suo
denaro che a lei e quindi evita ogni impegno sentimentale e si rifugia nel paese natio.
Ritornato a Trieste, scopre che Annetta sta per sposarsi con Macario e in banca gli viene
affidato un incarico meno importante del precedente. I suoi tentativi di ottenere giustizia o
spiegazioni di questo fatto vengono scambiati per ricatti e Alfonso viene sfidato dal fratello
Federico. Declinata la sfida, Alfonso si suicida.
Il romanzo certamente influenzato dai veristi francesi, ma vi predomina l'acuta analisi che
il protagonista attua sugli avvenimenti, filtrati attraverso la coscienza di Alfonso.
La chiave di lettura dell'opera il contrasto insanabile fra il lottatore e il contemplatore. Il
primo, Macario, trionfa nella lotta per il successo economico e conquista l'apprezzamento
delle donne. Alfonso, il protagonista e contemplatore, totalmente antieroico, inetto e
velleitario: coltiva un sogno impossibile di superiorit, ma scopertosi inguaribilmente
diverso e inadeguato, decide di sottrarsi alla lotta per l'esistenza, affermando, attraverso il
gesto del suicidio, la potenza della volont umana e il rifiuto degli stereotipi borghesi.
SENILIT: L'INDAGINE DI UNA CONDIZIONE PSICOLOGICA
Pubblicato sull' Indipendente tra il 15 luglio e il 16 settembre 1898.
Trama: Emilio Brentani un impiegatuccio che gode nei circoli cittadini di una piccola fama
letteraria e si duole di aver sprecata tanta parte di vita a differenza di chi riesce a vivere
grazie alla propria arte. L'altrettanto inetta sorella Amalia, si preoccupa per la storia amorosa
di Emilio con Angiolina, visto che i tradimenti di quest'ultima non fanno altro che rafforzare
l'infatuamento del fratello. Un giorno Emilio trova la sorella moribonda per la polmonite,
ma avendo scoperto un nuovo tradimento di Angiolina la lascia sola, per poi ritornare
pentito.
Il romanzo in buona misura autobiografico, sia quando delinea i rapporti del protagonista
con Angiolina e Stefano (ricalcati su Giuseppina Zergol e Umberto Veruda), sia quando
riferisce le riflessioni di Emilio sulla propria senilit, che Svevo stesso avvertiva in s. La
senilit dunque l'antica abitudine di ripiegarsi su se stesso e analizzarsi, il doloroso abito
dell'osservatore, l'incapacit di immergersi nella lotto per l'esistenza.
Il romanzo estremamente compatto nello spazio (Trieste), nel tempo (circa un anno) e nei
personaggi fondamentali (che peraltro non sono mai tutti nella stessa scena).
Le figure femminili di Amalia e Angiolina sono figure antitetiche, con cui Emilio vive ue
vite parallele e separate.
LA SCOPERTA DELLA PSICOANALISI
La scrittura sveviana introspettiva ben prima di Freud e indipendentista da tale
conoscenza. Freud parla poco delle sue conoscenze psicoanalitiche, e ogni volta appare
reticente e impreciso. Dopotutto Svevo considera Freud un grand'uomo pi per i romanzieri
che per gli ammalati, dimostrando una sfiducia verso il valore terapeutico della psicoanalisi.
Il richiamo della malattia come elemento valorizzante e in fondo vitale, in polemica contro
le leggi sociali, testimonia da un lato la consapevolezza di Svevo circa il disagio

dell'individuo borghese, dall'altro la coscienza del ruolo compensatorio della scrittura per
l'uomo malato.
La coscienze di Zeno: un'autoanalisi
DATI EDITORIALI
Pubblicata nel 1923.
Si presenta come una sorta di autonalisi condotta dal enigmatico e ambivalente protagonista,
Zeno Cosini, alter-ego dell'autore, e provocata da un misterioso dottor S., riguardo la
psicopatologia quotidiana.
UN DIARIO IMMAGINARIO
La vicenda costruita sotto forma di diario immaginario di Zeno Cosini, non dissimile da
Emilio e Alfonso, ma pi vecchio e ricco. Potrebbe fare a meno della lotta per la vita e stare
a contemplare la lotta degli altri, ma si sente infelicissimo di non poter parteciparvi. Passa
continuamente dai propositi pi eroici alle disfatte pi sorprendenti. Passa tutta la vita a
fumare l'ultima sigaretta. Non lavora quando dovrebbe e lavora quando sarebbe meglio non
lo facesse. Adora il padre e lo fa vivere e morire infelice. Rasenta in pratica la caricatura.
Zeno si crede malato eccezionale di una malattia a percorso lungo.
La narrazione distribuita in grandi sezioni tematiche che scompigliano la cronologia reale,
ricostruendo un tempo misto che appunto quello della coscienza che rilegge gli
avvenimenti. Tali associazioni rivelano l'inconscio del protagonista e le sue nevrosi. Ne
deriva la scarsa credibilit del narratore e l'impossibilit per il lettore di accedere alla verit.
LA STRUTTURA DEL ROMANZO
Prefazione: lo psicoanalista dottor S. che ha avuto in cura Zeno finch quest'ultimo non ha
voluto interrompere, spiega di aver spinto il paziente a scrivere la propria autobiografia e ne
rivela l'inattendibilit. Spiega di pubblicarla per vendetta.
Preambolo: Zeno narra gli inizi della sua autoanalisi.
Il fumo: i continui tentativi di Zeno di cessare di fumare, fino al ricovero in una casa di cura
da cui poi evade.
La morte di mio padre: resoconto degli ultimi incontri tra Zeno e il padre, che lo giudica
inetto. Prima di morire il padre schiaffeggia il figlio, acuendo il senso di colpa del
protagonista.
La storia del mio matrimonio: narra il maldestro e comico corteggiamento di Zeno alle
quattro sorelle Malfenti, figlie di un ricco e autorevole uomo d'affari. Il protagonista passa
dall'una all'altra, innamorandosi della pi bella e sposando la pi brutta.
La moglie e l'amante: descrizione della vita matrimoniale ed extraconiugale con la giovane e
remissiva Carla.
Storia di un'associazione commerciale: il cognato Guido avvia un'impresa commerciale e si
associa a Zeno, ma il dilettantismo di Guido porta l'impresa al fallimento tanto da forzarlo a
simulare il un finto suicidio per far impietosire la moglie Ada e farsi concedere un grosso
prestito. Guido sbaglia le dosi del veleno e muore. Zeno con abili operazioni di borsa argina
la perdita economica e ottiene il commosso ringraziamento della moglie e della cognata.
Psicoanalisi: l'ultimo capitolo in forma di diario testimonia la guarigione di Zeno, dovuta
all'avvento della guerra. In realt la consapevolezza che qualunque sforzo di darci la salute
vano. Questa non pu appartenere che alla bestia. Solo una catastrofe inaudita pu quindi
guarire l'uomo, facendolo scomparire dalla faccia della terra.
LA NARRAZIONE IN PRIMA PERSONAGGI
La novit tecnica del terzo romanzo di Svevo consiste anzitutto nell'uso della narrazione in
prima persona, o meglio del resoconto personale scritto a fini psicoterapeutici che
automaticamente esclude sia il giudizio del narratore sul personaggio, sia la possibilit per il
lettore di aver accesso alla verit dei fatti narrati. Solo attraverso il montaggio dei materiali

quindi possibile aprire uno spiraglio sulla verit.


IL TEMPO E LO SPAZIO
Uno degli aspetti pi rilevanti e innovativi del romanzo il trattamento del tempo. La
irregolare successione dei fatti dettata dalla tecnica psicoanalitica e segue perci un ordine
provocato dalle libere associazioni della fantasia e della memoria. Ne risulta un tempo
anomalo e capriccioso, modellato secondo la logica misteriosa dell'inconscio.
I TEMI
Il capitolo finale ha suscitato molteplici interpretazioni: la catastrofe inaudita che conclude il
romanzo un'amara riflessione sul tema particolarmente caro a Svevo della malattia. Malata
l'umanit perch non pu esimersi dalla riflessione, mentre la salute consentita
esclusivamente alla bestia, che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo,
ovvero che pu limitarsi a seguire l'istinto. Ma la malattia ovviamente apprezzato da
Svevo, che nell'occhialuto uomo identifica il mito schopenhaueriamo del superuomo votato
al nichilismo estremo.