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ISOLA DELLE FEMMINE Palermo

scoperti fusti di scorie radioattive


Seicento fusti di lamiera contenenti materiale radioattivo sono stati scoperti dai carabinieri in un
capannone apparentemente abbandonato a Isola delle Femmine, un paese a dieci chilometri da
Palermo. La struttura, appartenente alla societa' "Ecorad", avrebbe funzionato come deposito di
materiale radioattivo dal 1987 a oggi.
La struttura e' stata sequestrata e i titolari della societa', dall'87 ad oggi, sono stati denunciati per
violazione della legge sui rifiuti speciali.
Pagina
(14 luglio 1996) - Corriere della Sera

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http://archiviostorico.corriere.it/1996/luglio/14/Palermo_scoperti_fusti_scorie_radioattive_co_0_96
07143758.shtml
http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1996/07/13/Altro/I-FATTI-DEL-GIORNO-2A-EDIZIONE-4-LACRONACA_153500.php

CAMERA DEI DEPUTATI-SENATO DELLA REPUBBLICA


COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA
SUL CICLO DEI RIFIUTI E SULLE ATTIVITA'
ILLECITE AD ESSO CONNESSE
53.
SEDUTA DI MERCOLEDI' 22 LUGLIO 1998
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MASSIMO SCALIA
INDICE
La seduta comincia alle 13,30.
(La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente ).
Sulla pubblicit dei lavori.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che la pubblicit della seduta sia assicurata anche attraverso
gli impianti audiovisivi a circuito chiuso.
(Cos rimane stabilito).
Avverto che verr redatto e pubblicato il resoconto stenografico della seduta.

Audizione del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo,


dottor Biagio Insacco.
1

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di
Palermo, dottor Biagio Insacco.
Il dottor Gaspare Sturzo, invitato anch'egli per la seduta di oggi, mi ha comunicato telefonicamente la sua impossibilit
a venire in considerazione di impegni non rinviabili connessi al suo ufficio. D'altro canto, il dottor Sturzo e il dottor
Insacco si sono interessati della stessa vicenda, per cui la presenza di entrambi non indispensabile.
Nel sottolineare che l'interesse della Commissione incentrato sugli aspetti relativi alle attivit illecite connesse con il
riciclaggio dei rifiuti, e in particolare alla cosiddetta "operazione trash, cedo la parola al dottor Insacco.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . La vicenda
riguarda due procedimenti collegati, uno dei quali parte dalle INDAGINI conseguenti alla collaborazione di Angelo
Siino, con conferme ulteriori derivate dalle dichiarazioni di altri collaboratori di giustizia. L'attenzione concentrata
sull'attivit svolta in Sicilia dalla societ, peraltro di grosso spessore in passato, De Bartolomeis, fallita nel 1996. In
particolare, l'attenzione si sofferma su alcuni appalti attinenti alla discarica di Bellolampo (Palermo), dai quali emerge
una serie di elementi a conferma delle dichiarazioni dei collaboranti, soprattutto sulla base di alcune consulenze
tecniche che confermano l'irregolarit della procedura e le solite vicende che accompagnano fatti di turbativa di gare
pubbliche. Al tempo stesso, emergono, da un procedimento collegato, rapporti fra la De Bartolomeis, societ collegate
all'imprenditore Tronci Romano, e altre societ del palermitano e del trapanese. Abbiamo accertato che questa persona
o suoi prestanome hanno costituito, dalla fine degli anni ottanta ai primi anni novanta, alcune societ che poi si sono
occupate del riciclaggio e in particolare della manutenzione dell'impianto di Trapani. Abbiamo verificato che una grossa
societ come la De Bartolomeis in realt ha intrattenuto rapporti, costituendo societ, con soggetti la cui riconducibilit
a Cosa nostra era emersa gi per altri versi.
PRESIDENTE. Indipendentemente dalle dichiarazioni dei collaboranti di giustizia?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo .
Indipendentemente dalle dichiarazione dei collaboranti, perch si tratta di accertamenti svolti in modo del tutto
autonomo sin dal 1996 - un periodo storico sicuramente precedente alla collaborazione di Siino e di altri soggetti - che
hanno fatto emergerecollegamenti tra Tronci o altre persone ad esso riconducibili ed elementi della famiglia mafiosa di
Trapani e in particolare, rapporti diretti con Virga Vincenzo, allo stato latitante, ritenuto il capomandamento di Trapani,
elementi della famiglia mafiosa di Trapani e lo stesso figlio di Virga Vincenzo.
Il commercialista di fiducia di Virga, che attualmente non un collaboratore di giustizia ma ha semplicemente reso
dichiarazioni confessorie a seguito del procedimento nell'ambito del quale stato coinvolto per partecipazione ad
associazione mafiosa, ci ha confermato questi rapporti volti all'acquisizione di una serie di appalti nel trapanese, con
particolare riguardo all'impianto di riciclaggio dei rifiuti di Trapani. Si tratta di rapporti volti anche alla realizzazione, in
autofinanziamento e quindi semplicemente in forza di autorizzazione rilasciata dall'assessorato regionale territorio ed
ambiente, di un impianto di riciclaggio di rifiuti speciali ospedalieri, alla cui realizzazione - secondo la ricostruzione
operata dal mio ufficio - hanno concorso non solo Tronci e la societ De Bartolomeis, ma anche soggetti riconducibili a
Provenzano. In particolare, Udine Vincenzo, un soggetto molto legato a Lipari Giuseppe, personaggio condannato
nell'ambito del maxiprocesso (articolo 416 bis) e poi condannato, per analoga ipotesi di reato, nel 1996.
Pochi giorni prima delladichiarazione di fallimento della societ De Bartolomeis - il soggetto giuridico che
ufficialmente compariva - si verificata la cessione di un ramo dell'azienda ad una societ denominata Rot, al cui
capitale sociale concorrono, in realt, societ che noi riteniamo riconducibili anche a Udine, quindi a Lipari Giuseppe e,
con un ulteriore passaggio, a Bernardo Provenzano.
Questa vicenda ha avuto anche delle conferme a seguito di dichiarazioni confessorie rese circa rapporti tra il De
Bartolomeis, il Tronci, alcuni soggetti facenti parte appunto della famiglia di Trapani, con collegamenti anche
istituzionali nella persona di un attuale deputato regionale, tale Canino Francesco. Su Palermo risultano anche
collegamenti fra la societ De Bartolomeis e l'ex assessore regionale al territorio ed ambiente Gorgone. Direi per che,
al di l dei fatti di corruzione indicati dai collaboratori di giustizia e della illiceit delle procedure di aggiudicazione
degli appalti per quanto riguarda la discarica di Bellolampo e sicuramente anche gli appalti sul trapanese, conferme
provengono soprattutto, come dicevo all'inizio, da riscontri di natura documentale. E' assolutamente documentale e di
epoca sicuramente antecedente l'intervento dei collaboratori la sussistenza di questi rapporti societari sia attraverso
prestanomi sia, in alcuni casi, attraverso societ sicuramente riconducibili alla FINED spa, che era la finanziaria che
deteneva la maggioranza; era questa una societ milanese che, attraverso la De Bartolomeis come societ controllate e
attraverso la ECOSUD, ha lavorato sia nel palermitano sia nella Campania; queste le risultanze acquisite agli atti.

Sono emersi anche rapporti di natura veramente documentale; non siamo nel campo dei collaboratori di giustizia, nel
quale il discorso pu essere opinabile e comunque sottoposto a riscontri che devono essere sicuramente completi in tutti
i loro elementi; qui gli elementi li ricaviamo da INDAGINI di natura patrimoniale susseguenti all'arresto di Virga
Francesco ed ai rapporti, per quanto riguarda la vicenda trapanese, tra Virga Vincenzo ed alcune realt locali, alcune
societ che da tempo, direi dalla fine degli anni ottanta sino ai giorni nostri, si sono occupate e si occupano della
manutenzione dell'impianto di Trapani.
Abbiamo ricostruito i vari passaggi; prima De Bartolomeis e poi altre societ che sono intervenute e si sono aggiudicate
l'appalto per la manutenzione dell'impianto del riciclaggio di Trapani; successivamente LEX e da ultimo DUSTY; i
riscontri sono obiettivi e per citarne alcuni ricorder gli accertamenti sui soggetti che avevano noleggiato i mezzi
necessari per il trasporto dall'impianto di riciclaggio alla discarica; abbiamo cos accertato che in un arco temporale di
almeno 6-7 anni (questo per quanto riguarda Trapani) e nonostante il succedersi delle aggiudicazioni (in alcuni casi
limitate ad un periodo di sei mesi, massimo un anno) erano sempre i mezzi riconducibili a Virga Vincenzo e alla De
Bartolomeis quelli utilizzati per il trasporto dei rifiuti alla discarica. Questo oltre agli interessi di questo gruppo
imprenditoriale misto costituito da societ riconducibili alla De Bartolomeis e societ sicuramente riconducibili a
soggetti mafiosi per quanto attiene la partecipazione a gare, talune delle quali aggiudicate poi alla De Bartolomeis ed
alla societ Promozionale e servizi, che era appunto quella attraverso la quale si sono maggiormente verificati questi
rapporti.
Quella che ho delineato una traccia generalissima, molto sintetica e riassuntiva delle risultanze. Non accenno
ovviamente a tutte le risultanze in materia di rapporti affaristici per quanto riguarda soprattutto la discarica di Palermo,
per i quali rientriamo nel campo ordinario di Tangentopoli. Non vi sono situazioni particolari. La situazione che desta
veramente preoccupazione quella che si verifica nel 1989 e negli anni successivi, al momento dell'approvazione del
piano regionale di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti da parte dell'assessorato territorio ed ambiente, con i rapporti
intercorsi tra questo gruppo capeggiato da De Bartolomeis e settori istituzionali per quanto attiene soprattutto i soggetti
che si occupavano della progettazione delle opere; soggetti interessati alle societ del Tronci, del Virga e della famiglia
mafiosa di Boccadifalco in Palermo e soggetti che invece operavano all'interno dell'amministrazione per la modifica e
l'approvazione dei piani, dei progetti e di quant'altro.
Questo, ripeto, uno schema estremamente riassuntivo della vicenda che ci ha occupato. Abbiamo anche accertato
elementi che fanno ritenere la societ ECOSUD ITALIA srl (che ha realizzato una discarica in contrada Serraminga nel
comune di Niscemi, a breve distanza dalle discariche comunali di Gela e Niscemi e a brevissima distanza dal complesso
petrolchimico di Gela) riconducibile a soggetti mafiosi. A parte questa circostanza, vi un ulteriore elemento di cui
tener conto e relativo alla osservanza delle norme in materia di riciclaggio dei rifiuti, soprattutto con riguardo ad una
discarica esistente a pochissima distanza da un complesso petrolchimico come quello di Gela.
Provveder a segnalare questa circostanza all'autorit giudiziaria competente per quanto riguarda il rispetto delle norme
nello specifico settore del riciclaggio. Il fatto invece che tale societ sia riconducibile a soggetti mafiosi circostanza
emersa in modo assolutamente pacifico, sulla base dell'esame delle vicissitudini societarie di questo ente.
A questo punto, concluderei qui il mio intervento, rimanendo ovviamente a disposizione per eventuali domande.
PIERLUIGI COPERCINI. Vorrei chiedere al sostituto procuratore Insacco se, nell'ambito delle sue inchieste, siano
emersi collegamenti tra questi signori - ad esempio il Tronci - ed il gruppo che fa capo al noto Orazio Duvia, a Sistemi
ambientali e a tutta questa galassia.
PRESIDENTE. La prima domanda riguarda le INDAGINI svolte. Vorrei sapere se le indagini stesse siano state svolte
in collegamento o comunque informando le direzioni distrettuali antimafia di Napoli, atteso che vi una presenza
napoletana, quantomeno con la De Bartolomeis, e quella di Firenze.
Passando ora alla questione delle connessioni, poich dovr fare dei nomi, dispongo che si proceda in regime di
segretezza, salvo poi a verificare successivamente con lei, dottor Insacco, se e su quali parti la segretezza stessa sia
necessaria.

(la Commissione procede in seduta segreta)


PRESIDENTE. Per quanto riguarda Napoli e la De Bartolomeis, vorremmo sapere se dalle INDAGINI
questa societ ha acquisito nel 1995 il Giornale di Napoli.

risulta che

Ci risulta inoltre che all'inizio degli anni '90 la De Bartolomeis venne controllata da tale Renato D'Andria; vorremmo
una conferma al riguardo. Il D'Andria ha poi curato il successivo fallimento della De Bartolomeis e la cessione alla
Termomeccanica; vorremmo capire se questo passaggio sia stato realizzato effettivamente.
Romano Tronci, da lei pi volte citato, al termine di questi passaggi risulta consulente in pianta stabile della
Termomeccanica; vorremmo sapere se questo risulta anche a voi. Per quanto riguarda la Termomeccanica, sappiamo
che la societ stata acquisita da Enzo Papi, ex manager della Fiat, e poich nell'inchiesta trash ci risulta coinvolta
anche la IMPREGILO che del gruppo Fiat, vorremmo sapere se si possono supporre o meno dei collegamenti.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Per quanto
riguarda i rapporti relativi all'acquisizione del giornale non risulta nulla, si tratta di una circostanza che non stata
oggetto di attenzioni. Quello che ci risulta, invece, che in passato la De Bartolomeis ha sicuramente avuto rapporti con
la Termomeccanica in raggruppamenti di imprese che si sono aggiudicati appalti a Bagheria e a Palermo o, per meglio
dire, nel partinicese. Si parla infatti di un consorzio costituito da alcuni comuni facenti capo a quello di Partinico che nel
1993 hanno attribuito questo appalto che poi, per ragioni burocratiche dell'ultima ora, non stato eseguito.
PRESIDENTE. Che tipo di appalto?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Per la
realizzazione di un depuratore. Il mio ufficio si interessato a questa vicenda anche a seguito di una denuncia
presentata dalla provincia di Palermo, dal presidente Puccio, nel corso del precedente mandato elettorale. Oltre a
numerosissime dichiarazioni di collaboratori di giustizia, abbiamo la prova di un raggruppamento di cui facevano parte
anche societ direttamente riconducibili sia alla famiglia mafiosa del mandamento di Partinico (nel caso specifico erano
soggetti di Montelepre), sia a Giovanni Brusca con suoi prestanome gi coinvolti in precedenti INDAGINI . La
circostanza stata ammessa da Brusca stesso.
Questa la riprova del fatto che purtroppo in determinati settori, non fa eccezione neanche il riciclaggio dei rifiuti, si
sono realizzati raggruppamenti tra imprese di rilevanza nazionale e imprese riconducibili a centri di interesse mafioso.
PRESIDENTE. Risulta il nome di D'Andria?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Questo nome
gi risultava all'ufficio, anche se questi fatti andranno ulteriormente approfonditi in collegamento con l'autorit
giudiziaria competente in ordine al fallimento della De Bartolomeis.
PRESIDENTE. Risulta questo ruolo di D'Andria come uomo ponte tra De Bartolomeis e Termomeccanica.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Il suo ruolo ci
risulta anche sulla base di dichiarazioni rese da soggetti coinvolti nell'indagine riguardo fatti di cui posso parlare anche
in questa sede.
PIERLUIGI COPERCINI. Avevo chiesto se erano emersi collegamenti con altre aziende dello spezzino oltre alla
Termomeccanica.
PRESIDENTE. In particolare ricordava il nome di Orazio Duvia.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Su questa
vicenda in corso un procedimento da parte dell'autorit giudiziaria di La Spezia. Abbiamo avuto dei contatti con i
colleghi che se ne occupano, per una vicenda ancora da sviluppare perch in essa emergono ancora una volta rapporti
tra Tronci e soggetti legati a Vito Ciancimino.
PRESIDENTE. Qual il ruolo dell'Impregilo nella vostra indagine?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . E' un ruolo
minore. Purtroppo si verifica spesso che imprese di rilevanza nazionale mettano solo il loro nome e i lavori vengano
realizzati da imprese locali; il caso di specie un esempio classico di questo modus operandi. Si tratta di un'impresa,
iscritta all'albo nazionale dei costruttori ad hoc, che, tramite suoi dirigenti, si prestata ad intrattenere rapporti con

imprese locali facenti parte di questo raggruppamento la cui riconducibilit alla famiglia di Boccadifalco appare
evidente anche sulla base di rapporti parentali.
PRESIDENTE. Era nota anche per chi doveva condurre affari?
Le faccio un esempio cocente e attuale: un noto imprenditore del nord Italia che aveva cominciato a INVESTIRE nel
sud ha fatto presente che non era disposto ad andare avanti perch non vuole accettare le regole che la criminalit
organizzata impone nelle aree che controlla. L'Impregilo, trattandosi di una consociata della FIAT,non uno dei sette
nani, quindi mi chiedo se la casualit cui lei faceva riferimento e il ruolo minore non abbiano come corrispettivo la
possibilit di maggiori informazioni.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo .
Dalle INDAGINI , in base a dichiarazioni di collaboratori, emerso che alcuni dirigenti che hanno operato in Sicilia
hanno intrattenuto rapporti diretti con Angelo Siino e Antonino Buscemi, i due soggetti che nel settore degli appalti
pubblici palermitani per aspetti diversi hanno avuto un ruolo importante, se non altro perch, essendo soprattutto a
Buscemi Antonino riconducibili societ nel settore del calcestruzzo e degli inerti ed essendo indispensabili per questo
tipo di attivit i rapporti fra societ operanti nel settore degli appalti e societ operanti nel settore delle forniture, tali
rapporti sono emersi in modo abbastanza chiaro.
PRESIDENTE. Non si pu quindi parlare una presunzione di innocenza, nel senso comune e non giudiziario del
termine.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Le
dichiarazioni dei collaboratori sono state riscontrate per quanto riguarda i collegamenti ed i rapporti societari; nel caso
di specie, oltre ai rapporti attuali tra alcuni soggetti che hanno operato per conto dell'Impregilo e il Buscemi, ve ne sono
di precedenti riguardanti l'ex gruppo Ferruzzi (si tratta di soggetti che hanno transitato da un gruppo all'altro). O questi
soggetti hanno vissuto senza rendersi conto dello spessore mafioso di coloro con i quali per molti anni hanno avuto a
che fare - e questa la loro tesi...oppure no.
PRESIDENTE. Risulta a questa Commissione che Tronci sia stato uno degli ultimi visitatori di villa Vanda prima della
fuga di Gelli, da qui l'esigenza di capire se nelle INDAGINI condotte dal suo ufficio siano emersi rapporti con altri
personaggi. Gelli ovviamente richiama connessioni massoniche; le chiedo poi se le risultino rapporti tra Tronci o
persone a lui legate e tale Mariano Fornaciari o, per quanto riguarda movimenti finanziari, tale Angelo Pollina, nonch
se siano emersi contatti con tale Giovanni Marras o altri imprenditori sardi o con Eugenio Gambardella e Michele
Genovese.
Le chiedo inoltre se le risulti l'indirizzo di via Panama 12 a Roma e se siano emersi collegamenti con Liborio Polizzi e
con la societ Cosiri e Zanca impianti.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Si tratta di
vicende che probabilmente hanno interessato altre autorit giudiziarie di cui noi, allo stato, non abbiamo cognizione.
PRESIDENTE. Lei ha parlato molte volte dell'impianto di Trapani: vorrei sapere di che tipo di impianto si tratta e,
soprattutto, se funziona. Alcune imprese infatti, tra cui la De Bartolomeis, sono specializzate nel realizzare impianti che
servono per fare affari e non per per le finalit per cui sono state progettate e costruite.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Il vecchio
impianto di Trapani risale ad un appalto del 1979. So che si tratta di un impianto di compostaggio, per non so dire di
pi perch non sono un esperto di questo settore per il quale mi avvalgo di consulenti.
PRESIDENTE. Potremo venire a capo di questi aspetti con l'esame dei documenti. Comunque, l'impianto funzionava o
no?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Non era
completamente funzionante alla fine degli anni ottanta e agli inizi degli anni novanta.
PRESIDENTE. Il progetto partito nel 1979!

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . S.


PRESIDENTE. Dopo vent'anni ancora non funzionava.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Anche il
depuratore di Palermo non mi risulta che sia funzionante.
PRESIDENTE. Da chi stato realizzato?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Sempre dalla
De Bartolomeis con una societ dei fratelli Costanzo.
PRESIDENTE. Questi impianti non funzionano perch sono stati progettati male o perch vi sono state delle more
burocratiche, per cui non si arrivati all'esercizio?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . L'appalto che
avrebbe dovuto essere aggiudicato, serviva per raggiungere una maggior efficienza dell'impianto gi esistente.
Immagino, quindi, che l'impianto di Trapani di per s non sia in grado di riciclare tutti i rifiuti della citt e del suo
comprensorio. Di ci testimonianza il fatto che l'appalto che doveva essere aggiudicato, ma che poi non lo stato per
fatti burocratici, doveva servire per il potenziamento, il completamento e la maggior efficienza dell'impianto esistente.
PRESIDENTE. Questa una questione che riguarda il carico dell'impianto.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Noi ci siamo
occupati di rapporti mafiosi, di collegamenti societari, di dazioni di denaro, per la vicenda, anche sulla base di
consulenze, dovr essere maggiormente esaminata.
PRESIDENTE. Mi consenta di sollecitarla all'attenzione del suo ufficio, perch abbiamo esperienza diretta (la
Commissione ha svolto sopralluoghi) di impianti analoghi che proprio perch non funzionavano consentivano episodi di
ripartizione e di corruzione fra esponenti politici locali.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Questo
sicuramente un aspetto che dovr essere maggiormente approfondito.
PIERLUIGI COPERCINI. Vorrei sapere se, nell'ambito dell'inchiesta che il sostituto procuratore sta portando avanti,
sia comparso il nome dell'ingegner Zito, che pare sia un intermediario importante in questi traffici.
Per quanto riguarda i rifiuti ospedalieri, pare che in Sicilia vi sia una specie di monopolio, diverso a seconda delle
provincie o della zona. Le risulta un fatto del genere?
Circa la Ecosud, vorrei sapere se dalla compagine societaria o dai nominativi dei membri del consiglio di
amministrazione, si possano rilevare collegamenti a livello sia della malavita siciliana sia dell'ecomafia italiana.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . Per quanto
riguarda Zito sono emersi rapporti, tanto che uno dei soggetti allo stato indagati. Ci risulta che Zito sia stato il
rappresentante in Sicilia della Termomeccanica, anche se questa circostanza stata ufficialmente smentita dalla societ
o da soggetti che in essa operano ufficialmente. A noi, invece, tale circostanza assolutamente nota sulla base di
intercettazioni telefoniche -addirittura risalenti al primo processo mafia-appalti, quindi agli anni 1990-1991 - dalle quali
risultano contatti telefonici tra Zito e soggetti della Termomeccanica, volti alla predisposizione dei raggruppamenti di
imprese che avrebbero dovuto poi concorrere ad appalti in Sicilia.
PRESIDENTE. Avrebbero dovuto vincere gli appalti!
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo . S. La
giustificazione che veniva data - naturalmente riferisco soltanto le dichiarazioni di collaboratori di giustizia - che ci
sarebbe stato un periodo, nella vicenda complessiva degli appalti, in cui ci si avvaleva anche di societ facenti parte, in
senso lato, del parastato, a copertura di traffici nel settore degli appalti. Nel caso di specie, posso dire che Zito
strettamente collegato con Giovanni Brusca.

Per quanto riguarda la Ecosud, mi risulta che tale societ sia controllata da soggetti vicinissimi a Biondolillo Giuseppe,
gi rinviato a giudizio per rispondere di associazione mafiosa quale appartenente alla famiglia mafiosa di Certa.
Circa i rifiuti ospedalieri, l'unica vicenda che mi risulta in modo evidente la realizzazione di un impianto a Trapani
nello stesso luogo dell'impianto di riciclaggio. Si verifica, quindi una situazione anomala per cui vi sono due
autorizzazioni relative l'una ad un progetto per l'estensione dell'impianto di riciclaggio di rifiuti ospedalieri e di rifiuti
solidi urbani e l'altra alla realizzazione, da parte della societ De Bartolomeis con fondi propri, nello stesso luogo, di un
impianto per lo smaltimento di rifiuti ospedalieri.
Tra l'altro, emerso che la Promozionale servizi, la societ in cui operano soggetti riconducibili a Tronci e soggetti
mafiosi, ha ottenuto un appalto da una USL, per poi, in base ad un accordo tra la Promozionale servizi ed un'altra
societ del gruppo Fined, i rifiuti ospedalieri vengono o sarebbero stati scaricati (questo un punto interrogativo) a
Pieve Emanuele, alle porte di Milano. Vi erano, quindi, questi rapporti che non sono emersi nel momento
dell'aggiudicazione dell'appalto. Infatti, il collegamento tra la Promozionale servizi e la societ del gruppo De
Bartolomeis credo non risultasse all'ente pubblico che aveva aggiudicato l'appalto.
PRESIDENTE. Sono state fatte verifiche per vedere se questi rifiuti sono arrivati a Pieve Emanuele?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della DIA di Palermo. Sul punto stiamo operando, ma vi sono
veramente solo perplessit e dubbi, da riscontrare, circa il fatto che questi carichi siano stati effettivamente realizzati,
avuto riguardo anche ai mezzi di cui aveva la disponibilit la Promozionale e servizi; insomma, assolutamente poca
roba.
PRESIDENTE. Quindi pu essere legittimo il sospetto di uno smaltimento illecito in territorio siciliano?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della DIA di Palermo. S, che dei rifiuti siano stati scaricati in
discariche abusive.
PIERLUIGI COPERCINI. Vorrei sapere ancora se, nell'ambito delle sue INDAGINI , dottor Insacco, siano emersi
questi tre nomi: tale dottor Patti di Palermo e due societ la Ecorad e la Sicurad.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della DIA di Palermo. Dall'indagine emergono dei Patti, ma
probabilmente il Patti cui lei si riferisce persona diversa dai soggetti coinvolti. I nomi delle societ da lei indicate mi
giungono del tutto nuovi allo stato.
PRESIDENTE. Mi sembra sia stato arrestato tale Benedetti Ugo. Questo risulta anche dalle sue INDAGINI ? E
sempre nel corso di queste INDAGINI emerso il nome di tale Antonazzo Mariano?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della DIA di Palermo. No. Non sono compresi nelle indagini e non
risultano collegamenti con questi soggetti, almeno nell'ambito di questa indagine.
PRESIDENTE. Non essendovi altre richieste di intervento, ringrazio nuovamente il nostro interlocutore, con il quale,
come ho gi detto, verificheremo quali parti della seduta debbano essere assoggettati a regime di segretezza.
La seduta termina alle 14,45.
http://www.parlamento.it/parlam/bicam/rifiuti/Sedute/53.htm

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE


http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2010/10/blog-post_6781.html