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SIEL 2011 Barcamp scuola

Le tecnologie nella didattica, questioni aperte


Reggio Emilia 15 settembre 2011
Report - I temi emersi
I lavori svolti nel corso del Barcamp Scuola a Reggio Emilia hanno consentito di
esplorare sufficientemente la tematica introdotta attraverso il documento iniziale
ma, considerato il tempo a disposizione, non stato possibile lavorare per produrre un
position paper condiviso attraverso il quale tracciare lo stato dellarte da assumere
come punto di partenza avanzato per il dibattito sugli usi didattici delle tecnologie a
scuola.
Non per questo limite i lavoro svolti non hanno consentito di identificare alcune
questioni critiche, condivise in misura maggiore o minore da parte dei partecipanti, da
assumere come elementi per il citato position paper da produrre in un momento
successivo ed attraverso un confronto che potrebbe anche svilupparsi attraverso
interazione on-line.
Nel documento iniziale erano state poste le seguenti domande:
1. Dopo una prima fase sperimentale che potremo definire pionieristica, ricca di
tanta generosit ed entusiasmo e di non poca ingenuit, caratterizzata da un
mix di risultati e fallimenti, di volontariato e punte di elevata professionalit,
possibile pensare al consolidamento organico delle tecnologie nella
didattica?
2. Dopo una fase in cui le tecnologie sono state al centro delle nostre attenzioni
possibile che le stesse diventino trasparenti fino a scomparire?
3. E possibile che luso didattico delle tecnologie entri a far parte della
normalit delle pratiche didattiche e ci si preoccupi di fare buona didattica e
non di usare le tecnologie
4. Cosa ha funzionato? Cosa non ha funzionato?
5. Le risorse (umane e finanziarie) allocate hanno prodotto un risultato
adeguato?
6. La scuola e gli insegnanti accettano le tecnologie o vi resistono?
7. Le tecnologie hanno migliorato la scuola? Se si, in cosa? Se no, perch?
8. Quanto vicini o quanto lontani siamo dal dimenticarci delle tecnologie in s e
pensare solo alla didattica?
9. Quanta propaganda e quanta autenticit c nelle politiche per
linnovazione? Le politiche di innovazione tramite le tecnologie sono
efficaci?

10.In quali condizioni si lavora oggi con le tecnologie a scuola? Il contesto


facilita oppure ostacola?
11.Le tecnologie a scuola sono ancora una questione aperta e/o controversa? Le
tecnologie sono ancora sotto processo?
Proviamo a sintetizzare i temi emersi con riferimento, anche, a queste domande. Le
risposte sono da intendersi come evidenziazione degli orientamenti e/o dei pareri
emersi nel corso dei lavori.
I contenuti emersi attraverso i lavori si possono rappresentare attraverso alcune
parole chiave:
Elementi di contesto culturale: la tecnologia presente e non pu essere ignorata.
Fa parte dell'esperienza quotidiana di tutti gli attori del sistema scuola;
Condizioni di contesto all'interno della scuola: vanno create infrastrutture,
sviluppati modelli didattici ed organizzativi, definiti ruoli, sviluppate competenze;
trasparenza della tecnologia per un utilizzo naturale, integrato nell'attivit didattica;
Organizzazione, governance, cambiamento: il sistema scuola si deve sviluppare
come sistema organizzativo governato per mettere a sistema le esperienze;
Status epistemologico delle discipline, competenze, valutazione: ridefinizione
epistemologica delle discipline e assunzione dellottica delle competenze, valutazione
e certificazione delle competenze, valutazione degli insegnanti, valutazione
dell'efficacia delle didattiche e delle tecnologie
Metodi e strategie didattiche: potenzialit ed efficacia, personalizzazione, come
cambia la relazione di insegnamento/apprendimento, libert di insegnamento;
Formazione, sperimentazione e ricerca; disponibilit al cambiamento, ricerca,
confronto, scambio, autoformazione, documentazione delle esperienze, dei risultati,
riconoscimento istituzionale.
Pi analiticamente, i lavori hanno evidenziato che:
La tematica complessa e non pu essere circoscritta alle tecnologie in quanto
tali. Come dire che la questione dellintegrazione stabile, solida e trasparente
delle tecnologie a scuola non potr avvenire focalizzandosi solo sulle
tecnologie. E rilevante il contesto istituzionale in cui si opera, la pi ampia
questione didattica, il mestiere dellinsegnanti. La scuola, comunque, non pu
non considerare le tecnologie come una parte del suo stare nella societ;

Non siamo ancora alla metabolizzazione delle tecnologie a supporto della


didattica. Le scuole e le classi dotate di tecnologie a seguito dei programmi
ministeriali e territoriali sono ancora una minima parte delluniverso; gli
insegnanti che usano, anche ad un livello minimo, le tecnologie nella loro
pratiche di insegnamento sono, anche per questa ragione, una minima parte
del corpo insegnante e si incontrano ancora resistenze da parte di numerosi
insegnanti alluso delle tecnologie. Non sempre neppure le famiglie
manifestano di apprezzare gli insegnanti che usano e fanno usare le tecnologie.
La mancata messa a sistema (mainstreaming) delle tecnologie dovuta,
secondo alcuni, alla mancata governance della scuola, al fatto che la scuola
non pu essere considerata una organizzazione e, conseguentemente, non ci
si possa aspettare da una non-organizzazione ci che sarebbe lecito aspettarsi
dalle organizzazioni;

La questione della non integrazione delle tecnologie nella didattica non


ritenuta essere ne la causa della (mediamente bassa) qualit della didattica ne
la via principale per migliorarla, ma va vista come uno dei suoi aspetti; la
qualit della didattica ed il rinnovamento delle pratiche didattiche (reso
necessario non solo dalla disponibilit delle tecnologie) risente della formazione
degli insegnanti che, invece di essere organica, consistente, continua e
riconosciuta, sporadica, non istituzionale, fatta su base volontaristica e
spesso a spese degli insegnanti stessi;

La formazione degli insegnanti dovrebbe essere rispettosa della pluralit degli


approcci didattici ed in questo connettendosi direttamente con la questione
della libert di insegnamento (che qualche intervento ha segnalato essere
pesantemente minacciata dagli approcci in uso e che starebbero insediando un
pensiero unico di didattica); la formazione dovrebbe essere finalizzata agli
sviluppi di carriera e correlata con la certificazione delle competenze sviluppate
e con la valutazione degli insegnanti stessi;

Luso delle tecnologie nella didattica non di per s un criterio di qualit e di


innovazione se non associato a modalit duso che comprovino un aumento
dellefficacia dellinsegnamento e dellapprendimento anche per motivare e
coinvolgere chi resiste o si oppone alle stesse. Pi di qualche indagine non
evidenzia significativi incrementi di efficacia della didattica con le tecnologie,
forse, per luso che se ne sta facendo. E stato evidenziato, anche, come le
tecnologie non inducano negli studenti, se non in un primo e breve momento,
un atteggiamento pi favorevole al coinvolgimento nei processi di
apprendimento;

Linfrastrutturazione tecnologica delle scuole stata ritenuta una dimensione


importante tanto per avvicinare la scuola alla societ, quanto per offrire un
contributo al miglioramento della didattica. Sugli aspetti pi prettamente
tecnici stato rilevato come troppo spesso le reti informatiche allinterno delle
scuole non siano pensate, allestite e gestite secondo la logica delluso
scolastico e rispecchino le condizioni operative di una piccola impresa. Non di
rado linefficienza dellinfrastruttura tecnologica scoraggia luso della tecnologia
stessa: solo se il computer affidabile come un libro, linsegnante lo utilizzer
normalmente;

Sul piano degli atteggiamenti stato notato come anche chi, con fare
pionieresco, usa correntemente le tecnologie, manifesta un associato
sentimento di fatica; fatica per le condizioni in cui si lavora, per gli
atteggiamenti non collaborativi se non ostacolanti, di tanti colleghi, per il senso
di isolamento in cui opera. Estato, per, bene evidenziato che pi che arretrare
o stare fermi, meglio procedere con fatica (arrancare) senza farsi
condizionare da chi non partecipa. Meglio un lavoro imperfetto e provvisorio
che nessun lavoro.