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Gnraux, cerca retaggi e

discontinuita tra centre e periferie,


studiando le ragioni di
un'haussmannizzazione incompleta
non nei boulevards o nella Parigi dei
sedici arrondissements, ma nella
permanenza del tracciato di un muro
O nei riflessi sul disegno delle facciate
di variazioni di 0,40 centimetri
concessi dal regolamento edilizio del
1882. Cosi gli elementi unificatori
possono diventare l'arredo urbano di
Davioud e le stazioni della

metropolitana, le ragioni della


discontinuita e la deindustrializzazione,
la caduta dell'habitat popolare, la
discontinuita del rinnovo urbano
nelle periferie.
I I gioco di partire sempre dagli
oggetti o dai segni fisici che
I'economia lascia sul territorio non
trova, nel testo di Bergeron, risposte
univoche. I I saggio scritto en pote,
non da storico, tanto meno delle
iconografie, come i l titolo del saggio
potrebbe indurre a credere. La

Winfried Nerdinger

Hannes Meyer
e il "rosso sconveniente "

La mostra dedicata ad Hannes Meyer,


organizzata dal Bauhaus Archiv di
Berlino, dal Museo tedesco di
Architettura di Francoforte e dal
Politecnico di Zurigo, presentata a
Berlino nel mese di settembre e poi
trasferita a Francoforte, sard ospitata,
dal 21 marzo al 20 maggio, al
Museum fr Gestaltung di Zurigo.
Presentiamo un estratto del saggio
di Winfried Nerdinger
contenuto
nel catalogo hannes meyer
1889-1954. architekt urbanist lehrer.
Ernst & Sohn, Berlin 1989.

Muttenz. Meyer descriveva la


struttura di questa Siedlung
mettendola in relazione con la
comunita famigliare: "Ogni fila di
case costituisce una famiglia senza
legami di sangue, un gruppo di
solidarieta e di buon vicinato. Tutti i
raggruppamenti di edifici sono
soltanto variazioni costruttive sul
tema della cooperazione"'. L'intera
Siedlung si basa su piccole comunita
architettoniche, la cooperativa
sostituisce la vecchia famiglia e crea
quella nuova. Un concetto
informatore unitario, I'idea
cooperatiya, domina l'intera Siedlung,
la cui struttura architettonica f u
coerentemente impostata da Meyer
suUa base di un modulo unitario:
"tutti gli spazi esterni... e tutti gli
spazi interni pubblici..., grazie al
sistema del modulo uniforme, sono
governati da un ordine artistico, che
deve essere vissuto dagli abitanti
come armonia di proporzioni
spaziali"''. L'armonia sociale della
cooperativa doveva corrispondere
air armonia architettonica fino al
dettaglio e, viceversa, secondo la
teoria che risale all'Alberti e al
Palladio, I'architettura ben
proporzionata doveva comunicare
armonia agli uomini. Questa idea di
una costruzione come "psicologia
applicata"5 e di un'architettura
"pedagogica" affascinava Meyer.

L'infanzia e la giovinezza di Hannes


Meyer potrebbero essere studiate
come caso psicanalitico. All'inizio
degli anni Trenta, negli appunti per
una autobiografia, Meyer divideva la
propria vita in otto tappe, che in
modo significative iniziavano con "la
morte del padre" e "I'orfanotrofio".
La vita nell'orfanotrofio, dove entr
air eta di otto anni in seguito alia
morte del padre, segno in modo
decisivp i l suo sviluppo psichico.
"Imparai dalla disperazione"',
scriveva pi tardi, descrivendo i l
"terrore" creato dai metodi educativi,
che egli cercava di vincere con un
impegno instancabile. Lavoro senza
sosta per i l resto della sua vita,
trattenendosi in ogni luogo non pi
di un paio d'anni. L'impronta pi
viva del periodo trascorso
aU'orfanotrofio per rappresentata
dalla "sublimazione della 'casa' e
dall'eroicizzazione del padre"^, come
risposta all'isolamento sociale e alia
forzata separazione dal fratello, al cui
"martirio" neU'orfanotrofio egli aveva
dovuto assistere ogni giorno. La
ricerca di protezione e di calore in
una famiglia o in una comunita
costitui una costante importante, non
solo nel pensiero sociale ma anche ,
nell'opera architettonica di Meyer. E
significativo che egli impostasse tutta
la sua opera su compiti sociali e
facesse spesso riferimento al principio
del piccolo gruppo, cio della
"famiglia supplente", ripreso da
Pestalozzi.
Nel 1912/13, dopo un periodo di
apprendistato, si reco in Inghilterra
per studiare l'edizia operaia ed i l
movimento per le citta giardino. I n
seguito lavoro nello studio di Georg
Metzendorf al progetto dell'ottavo
settere della citta giardino
Margarethenhhe ad Essen. Nel 1919
aprl un proprio studio a Basilea ed
ottenne come primo incarico la
costruzione della Siedlung
cooperativa "Freidorf" nella vicina

Accanto all'orientamento sociale e


alia componente psicopedagogica, un
terzo elemento fondamentale della
concezione architettonica di Hannes
Meyer rappresentato
dall'accentuazione simbolica della
destinazione architettonica, della
funzione. Gia nella Siedlung Freidorf
I'orientamento subordinate al
disegne complessive, sviluppate a
partire dalla forma dell'area. Per
ottenere un orientamento delle
costruzioni strettamente funzionale,
secende I'esposizione ettimale estovest, le file di edifici si sarebbero
devute disporre in diagonale nel
terrene triangelare. I I primo pregette
di Meyer presentava questa
impostaziene funzionale, in seguito
egli cestrui la Siedlung
perpendicolarmente alia linea di base
dell'area. La forma cemplessiva
dell'impiante era per l u i pi
importante deU'erientamento
funzionale. Inoltre tutta la Siedlung
concepita come "sinfonia in resse"'^,
cio come un simbole "sconveniente"
del nuevo mende cooperative.
L'intonaco rosse suscit un certo
dispette nella Svizzera conservatrice e

presenza continua di pi di una


spiegaziene puo irritare le storico
delle tipologie sociali (o
architettoniche), ma certe costituisce
il fascine di una lettura sempre
piacevole.
Nel panorama complesso, a volte
discontinue (anche per la grande
autenemia lasciata ai singeli auteri),
della coUana curata da Cesare De
Seta, queste volume su Parigi puo
costituire, forse, I'eccasione per fare
il punte sul complesso di un'epera

che, cemunque, rimane unica, per


esiti complessivi in Europa. La
melteplicita di apprecci e di
strumenti, di fenti e di immagini che
il testo su Parigi presenta, puo
costituire i l necessario espediente per
riprendere cellettivamente una
ritlessione che davvero la molta
Strada, ma anche le troppe incertezze
in cui si mueve chi eggi deve
praticare la storia urbana, eggi
soUecitano.

fu presto ritinteggiate di grigie.


Grazie a queste simbeHsmo di forma
e di colore, Freidorf si puo inserire
nella lunga serie di esempi di una
mederna e "composta" architettura
simbolica, che negli anni Venti treva
la sua massima espressione nella
Hufeisensiedlung a Berlino di Bruno
Taut e nella Siedlung "Rundling" a
Lipsia di Hubertus Ritter.
Nel 1921, al termine dei lavori,
Meyer si trasferi a Freidorf e negli
anni successivi partecipo, come
direttere della commissione edilizia,
alia vita della cooperativa. Anche in
Svizzera nasceva in quel periodo i l
dibattite suUa nueva architettura a
cui Meyer prese parte attivamente.
Mentre I'aspetto formale di Freidorf,
o del successive progetto di cencerse
per un cimitero a Basilea, appare
ancera classicistice, negli anni
seguenti si ebbe una svolta radicale
verso I'internazionalizzaziene del
Moderne.
I I motive ricorrente, ma anche i l
punto di ferza della nuova
architettura, era senza dubbio
rappresentato da un'istanza di
validita internazienale unita ad un
programma ideolegice. Negli anni del
dopoguerra i l termine
"internazienale" indicava un'idea e
un progetto centrari al nazienahsmo,
era una dichiaraziene di unita e di
pace universale, centre le forze
nazionali, o meglie nazienahstiche,
che si erano rese responsabili della
guerra mondiale. Inoltre si poteva
sempre stabilire una relazione cen
I'lnternazienale del movimento
operaie; viceversa gli avversari
parlavano di "sradicamento" e di
"cempagni senza patria". El
Lissitzky, forza trainante di una
"Internazienale dell'arte", pubblicava
a Berline all'inizio del 1922 una
rivista d'arte in tre lingue, "Vesc,
Gegenstand, Objet", con i l
programma di una ricestruziene
"internazienale" del monde a partire
dagli elementi fondamentali de la
nuova era tecnico-scientifica. Tale
tematica f u ripresa, a partire dal
1924, dalla prima rivista svizzera
d'avanguardia, "ABC", alia quale
coUaberava anche Lissitzky. Gia nel
primo numero si chiedeva una
"Kellektive Gestaltung"
[cenfiguraziene coUettiva ' da
organizzare sulla base della
"cenoscenza scientifica della
materia", e Lissitzky definiva la
creazione come invenzione e
cembinazione di elementi universali,
"internazionali".

Hannes Meyer partecipo dall'inizio


al gruppo redazionale di "ABC", le
cui idee si trovano, gia dal 1924,
anche nelle sue opere e nei suei
scritti. Accante aUa cerchia di
"ABC", ebbe senza dubbie un
significato decisive per I'evoluzione
dell'epera di Meyer un soggiorno di
sei mesi in Belgio nel 1924-25.
In Belgio si accentuo I'interesse di
Meyer per la costruzione
standardizzata e universale. Egli
rivolse la sua attenziene alia
cenfiguraziene di quelle ferze
impersonali e anenime che, seconde
lui, creavano, come forze naturali, i l
nuQvo monde tecnico-scientifice e
stavano portando ad un'unita
"internazienale", ad un monde di
prodetti standardizzati per uomini
cesmopeliti. Formule i l segno di una
comunita internazienale un nuevo
livelle della sua "sublimazione della
casa" nel manifesto "Die neue

metropolitana, le ragioni della


discontinuita e la deindustrializzazione,
la caduta deU'habitat popolare, la
discontinuita del rinnovo urbano
nelle periferie.
I I gioco di partire sempre dagli
oggetti o dai segni fisici che
I'economia lascia sul territorio non
trova, nel testo di Bergeron, risposte
univoche. II saggio scritto en pote,
non da storico, tanto meno delle
iconografie, come i l titolo del saggio
potrebbe indurre a credere. La

presenza continua di pi di una


spiegazione pu5 irritare lo storico
delle tipologie sociali (o
architettoniche), ma certo costituisce
il fascino di una lettura sempre
piacevole.
Nel panorama complesso, a volte
discontinuo (anche per la grande
autonomia lasciata ai singoli autori),
della coUana curata da Cesare De
Seta, questo volume su Parigi puo
costituire, forse, I'occasione per fare
il punto sul complesso di un'opera

che, comunque, rimane unica, per


esiti complessivi in Europa. La
molteplicita di approcci e di
strumenti, di fonti e di immagini che
il testo su Parigi presenta, puo
costituire i l necessario espediente per
riprendere coUettivamente una
riflessione che davvero la molta
strada, ma anche le troppe incertezze
in ciii si muove chi oggi deve
praticare la storia urbana, oggi
soUecitano.

f u presto ritinteggiato di grigio.


Grazie a questo simbolismo di forma
e di colore, Freidorf si pu inserire
nella lunga serie di esempi di una
moderna e "composta" architettura
simbolica, che negli anni Venti trova
la sua massima espressione nella
Hufeisensiedlung a BerHno di Bruno
Taut e nella Siedlung "Rundling" a
Lipsia di Hubertus Ritter.
Nel 1921, al termine dei lavori,
Meyer si trasferi a Freidorf e negli
anni successivi partecipo, come
direttore della commissione edUizia,
alia vita della cooperativa. Anche in
Svizzera nasceva in quel periodo i l
dibattito sulla nuova architettura a
cui Meyer prese parte attivamente.
Mentre I'aspetto formale di Freidorf,
o del successivo progetto di concorso
per un cimitero a Basilea, appare
ancora classicistico, negli anni
seguenti si ebbe una svolta radicale
verso I'internazionalizzazione del
Moderno.
I I motivo ricorrente, ma anche i l
punto di forza della nuova
architettura, era senza dubbio
rappresentato da un'istanza di
validita internazionale unita ad un
programma ideologico. Negli anni del
dopoguerra i l termine
"internazionale" indicava un'idea e
un progetto contrari al nazionalismo,
era una dichiarazione di unita e di
pace universale, contro le forze
nazionali, o meglio nazionalistiche,
che si erano rese responsabili della
guerra mondiale. Inoltre si poteva
sempre stabilire una relazione con
1'Internazionale del movimento
operaio; viceversa gli avversari
parlavano di "sradicamento" e di
"compagni senza patria". E l
Lissitzky, forza trainante di una
"Internazionale dell'arte", pubblicava
a Berlino all'inizio del 1922 una
rivista d'arte in tre lingue, "Vesc,
Gegenstand, Objet", con i l
programma di una ricostruzione
"internazionale" del mondo a partire
dagli elementi fondamentali della
nuova era tecnico-scientifica. Tale
tematica f u ripresa, a partire dal
1924, dalla prima rivista svizzera
d'avanguardia, "ABC", alia quale
coUaborava anche Lissitzky. Gia nel
primo numero si chiedeva una
"KoUektive Gestaltung"
[configurazione coUettival' da
organizzare sulla base della
"conoscenza scientifica della
materia", e Lissitzky definiva la
creazione come invenzione e
combinazione di elementi universali,
"internazionali".

Hannes Meyer partecipo dall'inizio


al gruppo redazionale di "ABC", le
cui idee si trovano, gia dal 1924,
anche nelle sue opere e nei suoi
scritti. Accanto alia cerchia di
"ABC", ebbe senza dubbio un
significato decisivo per I'evoluzione
deiropera di Meyer un soggiorno di
sei mesi in Belgio nel 1924-25.
I n Belgio si accentu I'interesse di
Meyer per la costruzione
standardizzata e universale. Egli
rivolse la sua attenzione alia
configurazione di quelle forze
impersonali e anonime che, secondo
lui, creavano, come forze naturali, i l
nuovo mondo tecnico-scientifico e
stavano portando ad un'unita
"internazionale", ad un mondo di
prodotti standardizzati per uomini
cosmopoliti. Formulo if sogno di una
comunita internazionale un nuovo
livello della sua "sublimazione della
casa" nel manifesto "Die neue

Hannes Meyer
e i l "rosso sconveniente"

Muttenz. Meyer descriveva la


struttura di questa Siedlung
mettendola in relazione con la
comunita famighare: "Ogni fila di
case costituisce una famiglia senza
legami di sangue, un gruppo di
solidarieta e di buon vicinato. Tutti i
raggruppamenti di edifici sono
soltanto variazioni costruttive sul
tema della cooperazione"'. L'intera
Siedlung si basa su piccole comunita
architettoniche, la cooperativa
sostituisce la vecchia famiglia e crea
quella nuova. Un concetto
informatore unitario, I'idea
cooperativa, domina l'intera Siedlung,
la cui struttura architettonica f u
coerentemente impostata da Meyer
sulla base di un modulo unitario;
"tutti gli spazi esterni.., e tutti gli
spazi interni pubblici..., grazie al
sistema del modulo uniforme, sono
governati da un ordine artistico, che
deve essere vissuto dagli abitanti
come armonia di proporzioni
spaziah"-!. L'armonia sociale della
cooperativa doveva corrispondere
air armonia architettonica fino al
dettaglio e, viceversa, secondo la
teoria che risale all'Alberti e al
Palladio, I'architettura ben
proporzionata doveva comunicare
armonia agh uomini. Questa idea di
una costruzione come "psicologia
applicata"' e di un'architettura
"pedagogica" affascinava Meyer.
Accanto all'orientamento sociale e
alia componente psicopedagogica, un
terzo elemento fondamentale della
concezione architettonica di Hannes
Meyer rappresentato
dall'accentuazione simbolica della
destinazione architettonica, della
funzione. Gia nella Siedlung Freidorf
I'orientamento subordinato al
disegno complessivo, sviluppato a
partire dalla forma dell'area. Per
ottenere un orientamento delle
costruzioni strettamente funzionale,
secondo I'esposizione ottimale estovest, le file di edifici si sarebbero
dovute disporre in diagonale nel
terreno triangolare. I I primo progetto
di Meyer presentava questa
impostazione funzionale, in seguito
egli costrui la Siedlung
perpendicolarmente alia linea di base
dell'area. La forma complessiva
dell'impianto era per lui pi
importante dell'orientamento
funzionale. Inoltre tutta la Siedlung
concepita come "sinfonia in rosso"*!,
cio come un simbolo "sconveniente"
del nuovo mondo cooperativo.
L'intonaco rosso suscit jin certo
dispetto nella Svizzera conservatrice e

op-

welt" [II mondo nuovo], la pi


radicale dichiarazione del ventesimo
secolo in favore di un mondo
internazionale standardizzato: " I I
segno caratteristico pi sicuro della
vera comunita la soddisfazione di
bisogni uguali con mezzi uguali. II
risultato di questa esigenza coUettiva
i l prodotto standard Tipiche merci
standard della produzione
internazionale normalizzata sono la
sedia pieghevole, la scrivania a
rotelle, la lampadina elettrica, la
vasca da bagno, i l grammofono
portatile... I l grado di
standardizzazione un indice della
nostra economia coUettiva"'. Nella
sua nuova abitazione a Basilea
utUizzo I'arredamento standardizzato
internazionale, I'interno co-op, a
titolo esemplificativo.
Gia gli artisti di De Stijl e della
cerchia Malevic-Lissitzky avevano
tentato una configurazione di queste
"regolarita" astratte, ma per Meyer
fu significativo i l rapporto con i
giovani artisti belgi, in particolare
con Georges Vantongerloo. Da
Vantongerloo, con i l quale condivise
a lungo un atelier, Meyer apprese la
"conlagurazione artistica deUe
regolarita". Come Vantongerloo
materiahzzava e dava forma nelle sue
sculture ad una formula matematica,
ad una legge universalmente valida,
cosi Meyer si interess alia
comprensione scientifica e alia
traduzione, formale del "nuovo
mondo". E significativo che egli
abbia composto U manifesto "Die
neue Welt" in forma potica. NegU
anni Venti si rivolse con decisione
contro "I'arte" e "la composizione",
poich associava ad esse un
atteggiamento individualistico e
stUistico in senso accademico. Come
lo storico dell'arte cecoslovacco Karel
Teige, che divento suo amico pi
tarcli, anche Meyer soUecito una
"liquidazione dell'arte""', per
sostituirla non con la macchina, bensi
con "la bellezza della costruzione",
con I'organizzazione di materia e vita.
NeU'ambito di questo nuovo metodo
creativo da costruire e da organizzare
razionalmente, metodo che Teige
defini "Poetismus"", Meyer trovo
un'intesa particolare con artisti
contemporanei come Baumeister,
Gabo, o con i belgi.
La concezione architettonica di
Meyer viene per lo pi fraintesa, si
pensa cio che egli abbia sostenuto
un'anaHsi scientifica deUa costruzione,
da cui deriva automaticamente un
risultato formale, press'a poco come
nei lavori scolastici al Bauhaus; "La
pianta si calcola in base ai seguenti
attori...". Un'esatta considerazione
dei suoi progetti mostra tuttavia la
complessita della "creazione
organizzatrice" del suo
"funzionalismo poetico". A l progetto
di concorso per la Petersschule a
Basea del 1926, elaborato da Meyer
in coUaborazione con Hans Wittwer,
allegata una "prova matematica di
illuminazione in tutte le aule a livello
dei tavoli"'^. Meyer sosteneva che i l
calcolo avesse determinato i l
progetto; questi calcoli, tuttavia, si
riferiscono soltanto alia profondita
delle aule e alia superficie delle
finestre e non determinano in nessun
modo i l progetto stesso. I I calcolo
deU'illuminazione pi favorevole
avrebbe potuto portare ad un edificio
completamente diverso. Meyer
indicava come finahta del progetto

"la massima distanza dal terreno


delle attivita scolastiche"" collocate
in "posizione elevata, soleggiata,
aerata e iUuminata". I n questo modo
cercava di motivare razionalmente la
proposta di una superficie libera al
primo piano deU'edificio. La
realizzazione di tale elemento a
sbalzo, sovradimensionato e appeso a
quattro cavi d'acciaio avrebbe
comportato, per question! puramente
statiche, costi enormi. Non solo
I'andamento delle forze e i momenti
torcenti sarebbero stati distribuiti in
modo molto sfavorevole, ma anche la
prevista utUizzazione della superficie
libera come "campo di gioco" per

tutti gli studenti avrebbe comportato


un enorme dispendio tecnico per
ottenere una costruzione semi-rigida
con un adeguato assorbimento dei
carichi. Inoltre la finalita
ideologica aria, luce, sole non
basta ancora a spiegare la scelta
formale, dato che la superficie libera
si sarebbe potuta realizzare senza
problemi statici e senza svantaggi
funzionali con tre o quattro pilastri.
Cosi si sarebbe persa per la tensione
visiva della costruzione sospesa.
Evidentemente Meyer e Wittwer
volevano sperimentare con la
Petersschule le possibilita costruttive,
ma anche gli effetti ottici, di una

costruzione sospesa in acciaio, in una


forma esasperata, "poeticamente"
eccessiva. I I modello per cjuesta
visualizzazione del materiale e del
principio costruttivo potrebbe essere
stato i l progetto per un "ristorante a
picco sul mare" della scuola di
architettura moscovita Vchutemas,
rabblicato su "ABC" nel 1925 con
a didascalia "configurazione delle
possibOita tecniche dei materiali e
delle costruzioni moderne"". La
superficie a sbalzo della Petersschule
appare come un ribaltamento dello
sbalzo punteUato del progetto di
ristorante. I n ambedue i casi si ha
I'impressione di un'architettura

architettura puramente funzionale,


soprattutto se si crede alia relazione
di progetto di Meyer, secondo cui
I'edifido sarebbe "soltanto i l risultato
dei diagrammi di circolazione, di
illuminazione e di insolamento""!.
Gia I'orientamento degli uffici nei
grattacieli lamellari, meta
esclusivamente ad est e meta
esclusivamente ad ovest, contraddice
questa affermazione. Non solo i l
sistema dei percorsi complicato,
dato che, ad esempio, i delegati
devono attraversare l'intera sala
congress!, ma i corpi di fabbrica in
genere non sono organizzati in vista
della funzione, gli ingress! sono poco
riconoscibili e I'entrata principale
deve percio essere segnata in pianta
da una grande freccia. La posizione
degli uffici del presidente della
Societa delle Nazioni e del segretario
generale, infine, accanto ad un
corridoio buio tra le toilettes e le
scale, non sostenibUe dal punto di
vista funzionale, anche rifiutando
qualsiasi criterio di rappresentanza.
In confronto al progetto di Le
Corbusier criticato da Meyer come
"lirico"" e "urbanistico", bench in
quel caso i percorsi e la distribuzione
funzionale siano risolt!
briUantemente il contributo di
Meyer e di Wittwer sembra
determinato solo dall'idea d! portare
al massimo effetto di contrasto la
radicale divisione di due parti: un
edificio a sala orizzontale,
dimensionato in base a criteri
acustici, e due corpi vertical! lamellari
per gh uffici. A Meyer e a Wittwer
interessava soprattutto questo
contrasto e quindi come alia _
maggior parte degli altr! partecipant!
al concorso creare un effetto di
segnale, un segno significante, se si
considera che, date le dimension!
notevoli dell'area assegnata,
riflessioni puramente funzionali non
giustificavano uno sviluppo in altezza
degli edifici per gli uffici.

"sospesa nell'aria". Esempi e


riferimemi al costruttivismo sovietico
apparvero del resto ripetutamente nei
primi numeri di "ABC", mentre
Lissitzky, suUe pagine della rivista,
definiva la configurazione delle forze
di trazione come "nuova espressione"
del moderno". I n una versione
rielaborata e "definitiva" del progetto
di concorso, JVleyer e Wittwer
aggiunsero alledificio della scuola
una scala esterna che correva
diagonalmente lungo I'intero corpo di
fabbrica, dando alia scuola I'aspetto
del piroscafo ed elevandola dunque a

simbolo del moderno. Accanto


all'accentuazione costruttiva e
simbolica del progetto, i l calcolo
dell'illuminazione appare come i l
tentativo di una legjttimazione
razionale a posteriori.
Questa unione di una costruzione
stilizzata e simbolica con una
descrizione architettonica "scientifica"
caratterizza anche i progetti
successivi. I I contributo di Meyer e
di Wittwer al concorso della Societa
delle Nazioni del 1927 stato
considerato fino ad oggi dalla critica
come un esempio tipico di

I I funzionalismo "artisticamente
eccessivo" di Meyer si pu cogliere
con la massima evidenza nel suo
capolavoro, la scuola della Lega
sindacale tedesca (ADGB) a Bernau
(1928-1930)..Meyer definisce anche
questo edificio "una traduzione
plastica delle funzioni sociopedagogiche... un riflesso immediato
del cfiagramma delle funzioni"." La
sua descrizione del principio
ordinatore interno, come passaggio
dalla camerata alia stanza singola fino
ad arrivare ad un'organizzazionecomunitaria, spiega per soltanto
I'accostamento di quattro corpi edilizi
uguali, in cui sono alloggiati 120
studenti. Un quinto corpo quasi
identico destinato invece al
personale, che appartiene ad un
ambito funzionale completamente
diverso, la cui "traduzione"
costruttiva, nel caso di una
applicazione veramente coerente del
diagramma delle funzioni, avrebbe
richiesto non solo la variazione negli
assi delle finestre, ma anche un corpo
edilizio strutturato diversamente. La
costruzione caratterizzata in modo
evidente dal ritmo armonicamente
banciato dell'impianto globale a
forma di Z, con una parte centrale a
blocchi sfalsati e due testate spostate
una rispetto all'altra. AU'ordinamento
e all'organizzazione delle funzioni e
deU'ambiente legata anche
I'impressione complessiva di armonia,
che non deriva immediatamente, per

cost dire dall'interno, dal diagramma


delle funzioni, ma deve essere
progettata in un gioco di interno ed
esterno, di dettaglio e di concezione
complessiva.
Meyer realizzo inoltre nell'area di
ingresso della scuola un esempio di
architettura "parlante"; gh elementi
costruttivi "mostrano la loro
funzione"", spiegava egli stesso. La
pensilina aggettante che accoghe i
visitatori corrisponde alia gru a
braccio per I'immagazzinamento delle
merci. Le funzioni interne si
mostrano all'esterno e sono rese
visibili in modo plastico. I I centro
della-scuola, verso i l quale
orientato anche I'asse d'accesso,
rappresentato dalle tre ciminiere
dell 'impianto di combustione ad olio.
Cosi, da un lato i l funzionamento
tecnico coUocato al centro
deU'edificio e, come negli edifici di
Le Corbusier, viene visuahzzata la
"macchina per abitare"; daU'altro le
tre ciminiere sono messe in scena in
modo cosi evidente, che si pu
associare ad esse un riferimento
simbolico: nell'ambito della
confederazione dei lavoratori vengono
interpretate come i tre pilastri del
movimento operaio: cooperazione,
sindacato, partito^". Si cohsideri poi
che I'intero edificio era stato
concepito "psicologicamente", in
modo da influire suU'apprendimento
dei lavoratori la posizione elevata
degli spazi per i seminari doveva
elevare "geofisicamente''^! gli
studenti e fornire loro i l modello
di un nuovo mondo vitale. Per
questo la Bundesschule di Bernau si
pu considerare un capolavoro del
"funzionalismo poetico". Non
si tratta dunque di un diagramma
delle funzioni realizzato,
ma dell'organizzazione e
dell'accentuazione simbolica
di elementi funzionali, costruttivi
e psicologici.
L'impostazione data inizialmente
da Meyer aUa creazione, come
organizzazione calcolata, "scientifica"
dei process! vital!, si ampli quasi
inevitabilmente, perch ! process!
vital! comprendevano, ad un'analisi
pi precisa, anche le sfere del
sentimento, della patria o dello
spirito, che nel manifesto "Die neue
Welt" del 1926 Meyer aveva
liquidato come prive di significato.
Furono decisivi per questa evoluzione
il trasferimento al Bauhaus d! Dessau
nel 1927 e i l confronto da un lato
con U formalismo deUa Gestaltung
dominante nella scuola, daU'altro con
I'obiettivo di creare una nuova

ipi e
mo sovietico
utamente nei
mentre
;lla rivista,
: delle forze
espressione"
:rsione
del progetto
ttwer
[la scuola
reva
tero corpo di
la I'aspetto
)la dunque a

architettura puramente funzionale,


soprattutto se si crede alla relazione
di progetto di Meyer, secondo cui
l'edificio sarebbe "soltanto i l risultato
dei diagrammi di circolazione, di
illuminazione e di insolamento""".
Gia I'orientamento degli uffici nei
grattacieli lamellari, meta
esclusivamente ad est e meta
esclusivamente ad ovest, contraddice
questa affermazione. Non solo i l
sistema dei percorsi complicato,
dato che, ad esempio, i delegati
devono attraversare l'intera sala
congressi, ma i corpi di fabbrica in
genere non sono organizzati in vista
della funzione, gli ingressi sono poco
riconoscibili e I'entrata principale
deve perci essere segnata in pianta
da una grande freCcia. La posizione
degli uffici del presidente della
Societa delle Nazioni e del segretario
generale, infine, accanto ad un
corridoio buio tra le toilettes e le
scale, non sostenibile dal punto di
vista funzionale, anche rifiutando
qualsiasi criterio di rappresentanza.
In confronto al progetto di Le
Corbusier criticato da Meyer come
"lirico"!' e "urbanistico", bench in
quel caso i percorsi e la distribuzione
funzionale siano risolti
briUantemente il contributo di
Meyer e di Wittwer sembra
determinato solo daU'idea di portare
al massimo effetto di contrasto la
radicale divisione di due parti: un
edificio a sala orizzontale,
dimensionato in base a criteri
acustici, e due corpi verticali lamellari
per gli uffici. A Meyer e a Wittwer
interessava sojarattutto questo
contrasto e quindi come alia
maggior parte degli altri partecipanti
al concorso creare un effetto di
segnale, un segno significante, se si
considera che, date le dimensioni
notevoli dell'area assegnata,
riflessioni puramente funzionali non
giustificavano uno sviluppo in altezza
degli edifici per gli uffici.

simbolo del moderno. Accanto


all'accentuazione costruttiva e
simbolica del progetto, i l calcolo
dell'illuminazione appare come i l
tentativo di una legjttimazione
razionale a posteriori.
Questa unione di una costruzione
stilizzata e simbolica con una
descrizione architettonica "scientifica"
caratterizza anche i progetti
successivi. I I contributo di Meyer e
di Wittwer al concorso della Societa
delle Nazioni del 1927 stato
considerato fino ad oggi dalla critica
come un esempio tipico di

I I funzionalismo "artisticamente
eccessivo" di Meyer si pu cogliere
,con la massima evidenza nel suo
Capolavoro, la scuola deUa Lega
sindacale tedesca (ADGB) a Bernau
(1928-1930)..Meyer definisce anche
questo edificio "una traduzione
plastica delle funzioni sociopedagogiche... un riflesso immediato
del diagramma delle funzioni"." La
sua descrizione del principio
ordinatore interno, come passaggio
dalla camerata alla stanza singola fino
ad arrivare ad un'organizzazionecomunitaria, spiega per soltanto
I'accostamento di quattro corpi edilizi
uguali, in cui sono alloggiati 120
studenti. Un quinto corpo quasi
identico destinato invece al
personale, che appartiene ad un
ambito funzionale completamente
diverso, la cui "traduzione"
costruttiva, nel caso di una
applicazione veramente coerente del
diagramma delle funzioni, avrebbe
richiesto non solo la variazione negli
assi dee finestre, ma anche un corpo
edilizio strutturato diversamente. La
costruzione caratterizzata in modo
evidente dal ritmo armonicamente
bilanciato dell'impianto globale a
forma di Z, con una parte centrale a
blocchi sfalsati e due testate spostate
una rispetto all'altra. AU'ordinamento
e all'organizzazione delle funzioni e
deU'ambiente legata anche
I'impressione complessiva di armonia,
che non deriva immediatamente, per

cosi dire dall'interno, dal diagramma


delle funzioni, ma deve essere
progettata in un gioco di interno ed
esterno, di dettaglio e di concezione
complessiva.
Meyer realizz inoltre neU'area di
ingresso della scuola un esempio di
architettura "pariante"; gli elementi
costruttivi "mostrano la loro
funzione"'', spiegava egli stesso. La
pensUina aggettante che accoglie i
visitatori corrisponde aUa gru a
braccio per I'immagazzinamento delle
merci. Le funzioni interne si
mostrano all'esterno e sono rese
visibili in modo plastico. I I centro
della scuola, verso i l quale
orientato anche l'asse d'accesso,
rappresentato dalle tre ciminiere
delrimpianto di combustione ad olio,
Cosi, da un lato i l funzionamento
tecnico coUocato al centro
deU'edificio e, come negli edifici di
Le Corbusier, viene visualizzata la
"macchina per abitare"; daU'altro le
tre ciminiere sono messe in scena in
modo cosi evidente, che si pu
associare ad esse un riferimento
simbolico: nell'ambito deUa
confederazione dei lavoratori vengono
interpretate come i tre pilastri del
movimento operaio: cooperazione,
sindacato, partito^". Si consideri poi
che I'intero edificio era stato
concepito "psicologicamente", in
modo da influire suU'apprendimento
dei lavoratori la posizione elevata
degli spazi per i seminari doveva
elevare "geofisicamente''^! gli
studenti e fornire loro i l modello
di un nuovo mondo vitale. Per
questo la Bundesschule di Bernau si
pu considerare un capolavoro del
"funzionaHsmo poetico". Non
si tratta dunque di un diagramma
delle funzioni realizzato,
ma dell'organizzazione e
dell'accentuazione simbolica
di elementi funzionali, costruttivi
e psicologici.
L'impostazione data inizialmente
da Meyer alla creazione, come'
organizzazione calcolata, "scientifica"
dei processi vitali, si ampli quasi
inevitabilmente, perch i processi
vitali comprendevano, ad un'analisi
pi precisa, anche Ie sfere del
sentimento, della patria o dello
spirito, che nel manifesto "Die neue
Wek" del 1926 Meyer aveva
liquidato come prive di significato.
Furono decisivi per questa evoluzione
il trasferimento al Bauhaus di Dessau
nel 1927 e confronto da un lato
con i l formalismo della Gestaltung
dominante nella scuola, daU'altro con
I'obiettivo di creare una nuova

configurazione di tutti gli ambiti di


vita. I l formalismo geometrico
praticato sotto Gropius gli mostr la
necessita deU'introduzione di un
metodo creativo fondato
biologicamente e organicamente. I I
suo contributo "bauhaus und
geseUschaft"" del 1929 un
manifesto contro i l formalismo del
Bauhaus e in favore di una
Gestaltung di tutte le "forze vitali"
biologiche e psichiche. A l Bauhaus i
"campi di forza" dell'individuo e
deUa societa dovevano essere
"indagati" e ordinati
"biologicamente". Questi campi di
forza comprendevano materia e
anima, spazio vitale e paesaggio,
perci Meyer richiedeva, accanto ad
una "sociologia", una "psicologia" e
inoltre definiva la costruzione
"dialogo con' i l paesaggio".
Alla mostra del Bauhaus a Basilea
nel 1929, la prima manifestazione
pubblica del nuovo corso del
Bauhaus, la Bundesschule di Meyer a
Bernau f u presentata come un'opera
in cui "la razionalizzazione e la
costruttivita tecnico-industriale" erano
state impiegate "solo come mezzi
subordinati ad uno scopo pi alto"^^.
"Questi mezzi devono essere al
servizio di una cultura architettonica
che agisce in modo geografico, sociale
e organico, che risponde a condizioni
deU'ambiente naturale e che non mira
tanto ad un calcolo di metri o di
denaro..., ma piuttosto ad una
completa realizzazione della vita, che
apre spiritualmente l'umano e che
arricchisce. Hannes Meyer aspira ad
un'architettura che non ha soltanto
un senso scientifico e tecnicocostruttivo, ma anche un'anima."
I I fatto che i l Bauhaus di Meyer sia
considerato "pieno di sentimento"
rappresenta una chiara svolta contro
il formalismo meccanicisticamente
geometrico del Bauhaus di Gropius,
a cui si era sempre rimproverata una
freddezza senz'anima. A causa di
un'avversione politica e di una
comprensione imitata del
funzionalismo "scientifico" di Meyer
il suo periodo al Bauhaus stato
fino acl oggi svalutato dalla critica
rispetto al periodo di Gropius,
mentre Meyer aprl per primo
Bauhaus ad una creativita rivolta
al futuro, "biologica" e legata
all'ambiente.
Mentre si pu seguire
un'evoluzione neUa concezione
architettonica di Meyer nel corso
degli anni Venti, le sue convinzioni

'll

politiche e sociali restarono quasi


immutate e indifferenziate fino al
1930. I I suo ideale cooperativo si
allarg all'idea di una "societa
coUettiva", ma egli non pens alla
via politica per raggiungerla. Come
molti altri architetti d'avanguardia
egli diagnostic soltanto una
tendenza verso la standardizzazione e
la coUettivita e volle contribuire con
suo lavoro a questo movimento.
Non rimise in discussione la tendenza
stessa, gli interessi e le strutture di
potere ad essa collegate. Cosi al
Bauhaus Meyer propose che ogni
lavoro fosse un servizio alla societa e
indirizz la produzione del Bauhaus
"al consumo popolare invece che a
quello di lusso"^'', ma le "abitazioni
popolari", realizzate a Trten sotto la
sua direzione, sono basale suUo
stesso sforzo di razionalizzazione che
aveva guidato anche Gropius nella
reaUzzazione della prima parte di
questa Siedlung. Meyer era
sicuramente pi "sociale" di Gropius
che utilizz i l Bauhaus fino alla
sua partenza quasi esclusivamente per
i suoi incarichi privati ma fino al
1930 non tematizz l'assunzione della
razionalizzazione al servizio degli
interessi capitaUstici e la dipendenza
dell'architettura dal mercato
finanziario. La questione su come sia
possibile costruire in modo
generalmente "sociale" all'interno
deU'ordinamento capitalistico,
acquist maggior peso solo con i l
croUo del mercato finanziario durante
la crisi economica mondiale, quando
f u evidente che la strada del
"socialismo bianco", cio di una
riforma sociale graduale nel quadro
del capitalismo, non era pi
praticabile.
L'atteggiamento di Meyer fino al
1930 si pu definire socialmente
impegnato, ma non marxista. Lo
sviluppo delle attivita comuniste al
Bauhaus corrispose aU'atteggiamento
fondamentalmente utopistico di
questa scuola e alla politicizzazione
generale. I I licenziamento di Meyer
come direttore del Bauhaus
nell'agosto del 1930 f u una pura
strategia politica del partito di
governo di Dessau, per togliere
importanza al tema del Bauhaus, che
era al centro della battaglia elettorale,
e per fare fronte contro i comunisti.
I I fatto che Meyer fosse licenziato
con la motivazione di essere
comunista comport che tutta la sua
attivita al Bauhaus venisse, nel
dopoguerra, diffamata o celebrata
come marxista, a seconda della
posizione dei critici. Egli stesso
rafforz questa interpretazione
associando retrospettivamente i l suo
lavoro a finalita marxiste. A l
momento del suo licenziamento
confessava per all'amico Karei
Teige: "so anche troppo bene che la
mia azione, per i l momento, non si
pu riferire alle idee marxiste, per
questo ci sono in essa molte mezze
misure e molte incoerenze. I o ne
conosco una parte, ma non posso
eliminarle finch sono a Dessau"^'.
Gia un mese dopo suo
licenziamento ^' Meyer and a
Mosca, dove gli furono offerte una
cattedra universitaria e la direzione di
un consorzio edilizio. Con i l
trasferimento nell'Unione Sovietica
Meyer credeva di poter superare la
frattura tra l'idea di architettura
sociale e l'asservimento ad interessi
capitaUstici, poich "stato e creazione

33

si condizionano reciprocamente"^'.
"Ad est" inizi subito la fuga in
avanti, o come egli la defini, "la fuga
verso la vita". Solo allora acquis!
un'immagine marxista del mondo e
defini per s i l ruolo e
1'atteggiamento dell'architetto dotato
di coscienza di classe: "Egli sa che
all'interno del sistema capitalistico
l'architetto , come intellettuale, uno
schiavo al tavolo da disegno, come i l
suo compagno, muratore, lo alla
costruzione. Egli sa che agisce come
avvocato del capitale immobiare e
fornisce lo scenario per U teatro della
cultura borghese"^. Mentre assumeva
rapidamente e a fondo l'ideologia
marxista, aveva per difficolta nella
traduzione in architettura della nuova
visione del mondo. Gia in relazione
al concorso per i l palazzo dei Soviet
del 1932 ebbe dei problemi con " i l
suo bagagHo... di cultura
occidentale"^'. Come tutti gli altri
contributi occidental!, anche quello
della brigata Meyer era impostato

secondo ! princip! della nuova


architettura, non suUe aspirazioni ad
un'espressione nazionale e ad un
recujDero della eredita classica
borghese. I n Unione Sovietica la
maggior parte degli architetti stranieri
non si adatt a questo sviluppo e
lasci presto i l paese. Non cosi
Hannes Meyer, che ebbe "uno shock
dalla sconfitta del palazzo dei
Soviet"^" e che in un primo tempo
rimase perplesso di fronte al progetto
premiato di Wladimir Jofan, ma in
seguito consider che tale progetto
riusciva a "sprigionare dal cemento i l
suo fondamento ideologico"" e "a
corazzare con costruzioni i n ferro
l'origine dialettico-materialistica".
Contrariamente alla maggior parte dei
suoi coUeghi tedeschi, iVleyer tent di
comprendere i l nuovo sviluppo, la
"svolta nazionale" in Unione
Sovietica come necessita dialettica. I n
vista dell'enorme problema della
costruzione politica ed economica del
nuovo stato, Meyer accett la svolta

v c i s u I espressione nazionale
poich una "forma pi aka di
architettura sociahsta" si sarebbe
potuta sviluppare solo a partire
"dall'eredita dell'architettura
dell'epoca borghese, di quella feudale
o ancora precedente", L'unita di
stato e creazione artistica sognata agli
inizi da Meyer si trasform in una
dichiarazione in favore della dialettica
tra forma e contenuto: finch lo stato
ideale comunista era ancora in
costruzione, anche I'architettura
poteva continuare ad evolversi. Per
Meyer era ancora decisiva la funzione
sociale dell'architettura: " A parita di
costruzione e di apparenza la baracca
prefabbricata dell'operaio messicano
della ferrovia rappresenta, come
elemento di una concezione
progressiva e democratica dello stato,
una pi aka forma di abitazione
rispetto all'identica baracca nel
campo di lavoro della Germania di
oggi!"".
Bench Meyer avesse accettato
I'evoluzione dialettica verso i l
regionalismo marxista e avesse
interiorizzato come necessaria la
"svolta nazionale", non pot
affermarsi all'interno
deU'amministrazione e deU'ambiente
professionale e percio si sent! alia
fine "come non-russo assolutamene
incapace di produrre un qualunque
contributo pratico"''". Lasci I'Unione
34
Sovietica senza veri risultati
costruttivi, ma come marxista
ideologicamente convinto. Dopo un
breve soggiorno in Svizzera, clove
realizzo I'asilo a MmUswU, and in
Messico nel 1939 per coUaborare
come architetto e urbanista al
programma di riforma del presidente
Cardenas.
La fede incondizionata nel
marxismo non lo abbandon pi fino
al termine della sua vita, anche se,
come convinto attivista comunista,
faUl in Unione Sovietica, in JVIessico
e infine neUa DDR. I n Messico
venne diffamato come stalinista
dichiarato in relazione all'assassinio
dl Trotzki nel 1940 e gia nel 1941
gli venne toko U suo posto di
direttore di un istituto di urbanistica
dal nuovo presidente messicano
Comacho, che contest le nomine del
suo predecessore. G l i anni successivi
in Messico, fino al suo ritorno in
Svizzera nel 1949, furono
caratterizzati da un intenso lavoro
antifascista e da numerosi progetti e
piani, che per non vennero
realizzati.
Dopo la fine della guerra cerc di
ristabilire i contatti con i vecchi
coUaboratori del Bauhaus e in un
primo tempo sembr che dovesse
essere chiamato neUa zona di
occupazione sovietica per dirigere la
ricostruzione architettonica. Con
rinizio deUa guerra fredda, tuttavia,
la polarizzazione ideologica si estese
anche all'ambito deUa creazione
artistica. Bauhaus, architettura
moderna o arte astratta furono
accettati ad ovest e quindi discreditati
ad est come "formalismo". Poich, in
particolare, i l Bauhaus doveva servire
aUa Repubblica Federale Tedesca
come legittimazione del tentativo di
riaUacciarsi aUa tradizione
"democratica" distrutta nel 1933,
neUa DDR f u considerato un
prodotto borghese del capitalismo,
un espressione e uno strumento
deU'imperiahsmo e del
cosmopolitismo"35. I n modo grottesco

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caddero sotto lo stesso verdetto


cittadino statunitense Gropius, che ad
Harvard trainava l'hte architettonica
americana e il fedele staUnista Meyer.
NeU'irrigidimento pohtico dei fronti a
Meyer non servi il fatto che la sua
concezione architettonica negli anni
Trenta corrispondesse aUa posizione
deUa DDR. Hermann Henselmann,
che aveva appena ricoperto la
StaknaUee con facciate "nel nuovo
spirito"", attacc Meyer come
rappresentante del "costruttivismo
reazionario" e defini la Bundesschule
a Bernau "un'orribile fabbrica di
educazione"", Meyer era e rimaneva
i l l direttore del Bauhaus, offeso
personalmente perfino da Ulbricht.
AU'ovest tuttavia i l suo periodo al
Bauhaus f u completamente
dimenticato, dato che il comunista
Meyer non si adattava all'immagine
brUlante del Bauhaus neU'epoca deUa
restaurazione di Adenauer. Bandito
daU'est, dimenticato in occidente,
Meyer rimase senza incarichi e rnorl
in Svizzera nel 1955 povero e
aniareggiato. I I "rosso sconveniente"
deUa sua posizione politica ha
impedito fino ad oggi una
vakitazione obiettiva del suo
contributo aUa storia deU'architettura
che tuttavia deve essere visto proprio'
nell'unita inscindibUe di scelte
architettoniche radicali e di impegno
sociale.
Note
1 H . Meyer, Nottzen fr eine
Btographie, fondo Meyer, Deutschen
Architekturmuseum (DAM), Inv.n
82/1-104 (1).
2 Ibidem, (8).
3 H . Meyer, Die Siedlung Freidorf,
in "Das Werk", n, 7, 1925, p 49
4 H . Meyer, Wie ich arbeite, in
Hannes Meyer. Bauen und
Gesellschaft. Schriften, Briefe,
Projekte, a cura di L . Meyer-Bersner
Dresden 1980, p. 103,
5 Lettera di Meyer a Graf
Drckheim del 24 agosto 1930,
ibidem, p. 75.
6 H Meyer, Der Baugedanke, in
Siedlungsgenossenschaft
Freidorf,
Basel 1921, p. 59.
7 M . Stam, KoUektive Gestaltung, in
"ABC-Beitrage zum Bauen", n. 1,
1924, p. 1. Tutti i numeri della
rivista sono ristampati in ABC architettura e avanguardia 1924-1928,
a cura di J. Gubler, MUano 1983.
8. H . Meyer, Junge Kunst in Belgien,
m "Das Werk", 1925, pp. 257-276,
pp. 304 e seg.
9 H . Meyer, Die neue Welt, in "Das
Werk", 1926, pp. 205-224.
10 K. Teige, Der
Konstruktivismus
und die Liauidierung der 'Kunst", in
Id., Liquidierung der 'Kunst".
Analysen, Manifeste, Frankfurt/Main
1968, pp. 53-69.
11 K. Teige, Manifest des Poetismus,
ibidem, pp, 70-116; Id., Zur Theorie
des Konstruktivismus,
in "STAVBA",
a. V I I , n. 2, pp. 24 e seg.
12 C. Schnaidt, Hannes Meyer.
Bauten, Projekte, Schriften, Teufen
1965, ^.2\; die petersschule hasel, in
'bauhaus", n. 2, 1927, p. 5,
13 Cfr, nota 12.
14 "ABC-Beitrage zum Bauen",
n, 3/4, 1925, p. 3.
15 El Lissitzky, Element und
Erfindung, "ABC", n. 1, 1924, p. 3.
16 H . Meyer, Ein
Vlkerhundgebaude fr Genf in
'bauhaus", n. 1, 1927, p. 6.
17 Lettera di Meyer ad Adolf Behne

verso "I'espressione nazionale"",


poich una "forma pi alta di
architettura socialista" si sarebbe
potuta sviluppare solo a partire
"dall'eredita dell'architettura
dell'epoca borghese, di quella feudale
o ancora precedente". L'unita di
stato e creazione artistica sognata agli
inizi da Meyer si trasform in una
dichiarazione in favore della dialettica
tra forma e contenuto: finch lo stato
ideale comunista era ancora in
costruzione, anche I'architettura
poteva continuare ad evolversi. Per
Meyer era ancora decisiva la funzione
sociale dell'architettura; " A parita di
costruzione e di apparenza la baracca
prefabbricata dell'operaio messicano
della ferrovia rappresenta, come
elemento di una concezione
progressiva e democratica dello stato,
una pi alta forma di abitazione
rispetto all'identica baracca nel
campo di lavoro della Germania di
oggi!"".
Bench Meyer avesse accettato
I'evoluzione dialettica verso il
regionalismo marxista e avesse
interiorizzato come necessaria la
"svolta nazionale", non pot
affermarsi all'interno
deU'amministrazione e deU'ambiente
professionale e percio si senti alla
fine "come non-russo assolutamene
incapace di produrre un qualunque
contributo pratico"'"". Lasci I'Unione
Sovietica senza veri risultati
costruttivi, ma come marxista
ideologicamente convinto. Dopo un
breve soggiorno in Svizzera, dove
realizz TasUo a Mmliswil, and in
Messico nel 1939 per coUaborare
come architetto e urbanista al
programma di riforma del presidente
Cardenas.
La fede incondizionata nel
marxismo non lo abbandon pi fino
al termine della sua vita, anche se,
come convinto attivista comunista,
faUl in Unione Sovietica, in Messico
e infine nella DDR. I n Messico
venne diffamato come stalinista
dichiarato in relazione all'assassinio
di Trotzki nel 1940 e gia nel 1941
gli venne tolto i l suo posto di
direttore di un istituto di urbanistica
dal nuovo presidente messicano
Comacho, che contest le nomine del
suo predecessore. G l i anni successivi
in Messico, fino al suo ritorno in
Svizzera nel 1949, furono
caratterizzati da un intenso lavoro
antifascista e da numerosi progetti e
piani, che per non vennero
realizzati.
Dopo la fine della guerra cerc di
ristabilire i contatti con i vecchi
coUaboratori del Bauhaus e in un
primo tempo sembr che dovesse
essere chiamato nella zona di
occupazione sovietica per dirigere la
ricostruzione architettonica. Con
I'inizio della guerra fredda, tuttavia,
la polarizzazione ideologica si estese
anche all'ambito della creazione
artistica. Bauhaus, architettura
moderna o arte astratta furono
accettati ad ovest e quindi discreditati
ad est come "formalismo". Poich, in
particolare, i l Bauhaus doveva servire
alla Repubblica Federale Tedesca
come legittimazione del tentativo di
riaUacciarsi alla tradizione
"democratica" distrutta nel 1933,
nella DDR f u considerato un
prodotto borghese del capitalismo,
"un'espressione e uno strumento
dell'imperialismo e del
cosmopolitismo"''. I n modo grottesco

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caddero sotto lo stesso verdetto i l


cittadino statunitense Gropius, che ad
Harvard trainava l'lite architettonica
americana e i l fedele staUnista Meyer.
NeU'irrigidimento politico dei fronti a
Meyer non servi i l fatto che la sua
concezione architettonica negli anni
Trenta corrispondesse alia posizione
della DDR. Hermann Henselmann,
che aveva appena ricoperto la
Stalinallee con facciate "nel nuovo
spirito"^', attacc Meyer come
rappresentante del "costruttivismo
reazionario" e defini la Bundesschule
a Bernau "un'orribile fabbrica di
educazione"". Meyer era e rimaneva
il direttore del Bauhaus, offeso
personalmente perfino da Ulbricht.
AU'ovest tuttavia i l suo periodo al
Bauhaus f u completamente
dimenticato, dato che i l comunista
Meyer non si adattava aU'immagine
brUlante del Bauhaus neU'epoca della
restaurazione di Adenauer. Bandito
daU'est, dimenticato in occidente,
Meyer rimase senza incarichi e morl
in Svizzera nel 1955 povero e
amareggiato. I I "rosso sconveniente"
della sua posizione politica ha
impedito fino ad oggi una
valutazione obiettiva del suo
contributo alla storia dell'architettura,
che tuttavia deve essere visto proprio
nell'unita inscindibile di scelte
architettoniche radicali e di impegno
sociale.
Note
1 H . Meyer, Notizen fiir eine
Bioeraphie, fondo Meyer, Deutschen
Architekturmuseum (DAM), Inv.n.
82/1-104 (1).
2 Ibidem, (8).
3 H . Meyer, Die Siedlung Freidorf,
in "Das Werk", n. 7, 1925, p.49.
4 H . Meyer, Wie ich arbeite, in
Hannes Meyer. Bauen und
Gesellschaft. Schriften, Briefe,
Projekte, a cura di L . Meyer-Bergner,
Dresden 1980, p. 103.
5 Lettera di Meyer a Graf
Drckheim del 24 agosto 1930,
ibidem, p. 75.
6 H . Meyer, Der Baugedanke, in
Siedlungsgenossenschaft
Freidorf,
Basel 1921, p. 59.
7 M . Stam, KoUektive Gestaltung, in
"ABC-Beitrage zum Bauen", n. 1,
1924, p. 1. "Tutti i numeri della
rivista sono ristampati in ABC architettura e avanguardia 1924-1928,
a cura di J. Gubler, Milano 1983.
8. H . Meyer, Junge Kunst in Belgien,
in "Das Werk", 1925, pp. 257-276,
pp. 304 e seg.
9 H . Meyer, Die neue Welt, in "Das
Werk", 1926, pp. 205-224.
10 K. 'Teige, Der Konstruktivismus
und die Licjuidierung der "Kunst", in
Id., Liquidierung der "Kunst".
Analysen, Manifeste, Frankfurt/Main
1968, pp. 53-69.
11 K. Teige, Manifest des Poetismus,
ibidem, pp. 70-116; I d . , Zur Theorie^
des Konstruktivismus, in "STAVBA",
a. V I I , n. 2, pp. 24 e seg.
12 C. Schnaidt, Hannes Meyer.
Bauten, Projekte, Schriften, Teufen
1965, p. 21; die petersschule basel, in
"bauhaus", n. 2, 1927, p. 5.
13 Cfr. nota 12.
14 "ABC-Beitrage zum Bauen",
n. 3/4, 1925, p. 3.
15 E l Lissitzky, Element und
Erfindung, "ABC", n. 1, 1924, p. 3.
16 H . Meyer, Ein
Vlkerhundgebaude fiir Genf, in
"bauhaus", n. 1, 1927, p. 6.
17 Lettera di Meyer ad Adolf Behne

caddero sotto lo stesso verdetto i l


cittadino statunitense Gropius, che ad
Harvard trainava l'lite architettonica
americana e i l fedele stalinista JMeyer.
NeU'irrigidimento politico dei fronti a
Meyer non servi i l fatto che la sua
concezione architettonica negli anni
Trenta corrispondesse alia posizione
della DDR. Hermann Henselmann,
che aveva appena ricoperto la
Stalinallee con facciate "nel nuovo
spirito"'', attacc Meyer come
rappresentante del "costruttivismo
reazionario" e defini la Bundesschule
a Bernau "un'orribile fabbrica di
educazione"". Meyer era e rimaneva
direttore del Bauhaus, offeso
personalmente perfino da Ulbricht.
AU'ovest tuttavia i l suo periodo al
Bauhaus f u completamente
dimenticato, dato che i l comunista
Meyer non si adattava aU'immagine
briUante del Bauhaus neU'epoca della
restaurazione di Adenauer. Bandito
daU'est, dimenticato in occidente,
Meyer rimase senza incarichi e morl
in Svizzera nel 1955 povero e
amareggiato. II "rosso sconveniente"
della sua posizione politica ha
impedito fino ad oggi una
valutazione obiettiva del suo
contributo alla storia dell'architettura,
che tuttavia deve essere visto proprio
nell'unita inscindibile di scelte
architettoniche radicali e di impegno
sociale.
Note
1 H . Meyer, Nottzen fiir eine
Biographie, fondo Meyer, Deutschen
Architekturmuseum (DAM), Inv.n.
82/1-104 (1).
2 Ibidem, (8).
3 H . Meyer, Die Siedlung Freidorf,
in "Das Werk", n. 7, 1925, p.49.
4 H . Meyer, Wie ich arheite, in
Hannes Meyer, Bauen und
Gesellschaft. Schriften, Briefe,
Projekte, a cura di L . Meyer-Bergner,
Dresden 1980, p. 103.
5 Lettera di ]\ieyer a Graf
Drckheim del 24 agosto 1930,
ibidem, p. 75.
6 H . Meyer, Der Baugedanke, in
Siedlungsgenossenschaft
Freidorf,
Basel 1921, p. 59.
7 M . Stam, KoUektive Gestaltung, in
"ABC-Beitrage zum Bauen", n. 1,
1924, p. 1. 'Tutti i numeri della
rivista sono ristampati in ABC architettura e avanguardia 1924-1928,
a cura di J. Gubler, Milano 1983.
8. H . Meyer, Junge Kunst in Belgien,
in "Das Werk", 1925, pp. 257-276,
pp. 304 e seg.
9 H . Meyer, Die neue WeU, in "Das
Werk", 1926, pp. 205-224.
10 K. "Teige, Der Konstruktivismus
und die Liquidierung der "Kunst", in
Id., Liquidierung der "Kunst".
Analysen, Manifeste, Frankfurt/Main
1968, pp. 53-69.
11 K. Teige, Manifest des Poetismus,
ibidem, pp. 70-116; Id., Zur-Theorie^
des Konstruktivismus, in "STAVBA",
a. V I I , n. 2, pp. 24 e seg.
12 C. Schnaidt, Hannes Meyer.
Bauten, Projekte, Schriften, Teufen
1965, p. 21; die petersschule hasel, in
"bauhaus", n. 2, 1927, p. 5.
13 Cfr. nota 12.
14 "ABC-Beitrage zum Bauen",
m 3/4, 1925, p. 3.
15 El Lissitzky, Element und
Erfindung, "ABC", n. 1, 1924, p. 3.
16 H . Meyer, Ein
Vlkerhundgebaude fr Genf, in
"bauhaus", n. 1, 1927, p. 6.
17 Lettera di Meyer ad Adolf Behne

del 18 agosto 1927, cfr. carteggio


pubblicato in hannes meyer 1889
1954. architekt urbanist lehrer,
catalogo della mostra, Berlin 1989.
18 H . Meyer, Die Bundesschule des
ADGB in Bernau bei Berlin, in L .
Meyer-Bergner, op. cU., p. 64.
19 H . Meyer, Die Bundesschule, cit.,
P'
c

20 Notizia gentumente tornita


all'autore dal Prof. Deutschmann,
direttore deUa scuola di Bernau, U 30
giugno 1989.
21 Cfr. Adolf Behne, Die
Bundesschule des AUgemeinen
Deutschen Geiverkschaftshundes, in
"Padagogische Beilage zur
Sachsischen Schulzeitung", n. 5, 20
giugno 1928, p. 41.
22 H . Meyer, bauhaus und
gesellschaft, in "bauhaus", n. 1,
1929, p. 2.
23 E. KaUai, zur einfhrung, in das
bauhaus dessau, catalogo deUa
mostra, Basel (1929); anche in "Das
Werk", 1929, pp. 246-249.
24 H . Meyer, Mein Hinauswurf aus
dem Bauhaus, in "Das Tagebuch",
n. 33, pp. 1307 e segg., cit. in
L. Meyer-Bergner, op. cit., p. 69.
25 Lettera di Meyer a Teige del 29
agosto 1930, Bauhaus-Archiv Berlin.
26 H . Meyer, Mein Hinauswurf aus
dem Bauhaus, cit.
27 Lettera di Meyer al Dott.
Vaclavek del 31 agosto 1930,
Bauhaus-Archiv Berlin.
28 H . Meyer, Antworten auf F ragen
der Prager Architekturgruppe
"Leva
Fronta', pubblicato in Der Architekt
im Klassenkampf, in "Der rote
AuAau", Berlin 1932, pp. 614-619,
ristampa in L . Meyer-Bergner, op.
cU., pp. 121-128, cit. p. 125.
29 H . Meyer, Flucht ins Leben, in
"Deutsche Zentralzeitung", Moskau,

Pierre-Alain Croset

Dal primo gennaio di quest'anno,


Vittorio Magnago Lampugnani dirige
U Museo tedesco di architettura di
Francoforte. Le sue intenzioni
programmatiche appaiono subito
molto chiare: ridurre drasticamente i l
numero delle mostre e restituire al
Museo progettato da O.M. Ungers la
sua vocazione di luogo di confronto e
di dibattito. Questo programma segna
un deciso cambiamento di rotta
riguardo alla gestione precedente di
Heinrich Klotz (vedi "Casabella"
n, 494, settembre 1983), fondata
soprattutto su un pluralismo
eccessivo nella costituzione delle
coUezioni, e su un'attivita frenetica;
ben 10 mostre aU'anno, di qualita
ineguale, che hanno portato a precoce
rovina I'architettura di Ungers, Una
sola grande mostra annuale verra
invece organizzata in futuro dal
Museo, secondo un programma di
studio approfondito della storia
deU'architettura tedesca di questo
secolo. Cinque mostre per i prossimi
cinque anni, a cominciare dalla prima
dedicata all'Espressionismo che sara
inaugurata nella primavera del 1991.
Per quest'occasione gia stato
individuato un nuovo luogo
espositivo, gestito di concerto con i l
nuovo direttore del Museo d'arte

15 gennaio 1935, ristampa in L .


Meyer-Bergner, op. cit., p. 185.
30 H . Meyer, Auf
Kommandierung
im Fernen Osten, in L . MeyerBergner, op, cit., p. 137, lettera a sua
moglie del luglio 1933.
31 H , Meyer, Flucht, cit,, p, 186,
32 H , Meyer, Wie ich arbeite, cit,,
p. 104.
33 H , Meyer, Erziehung zum
Architekten, in L, Meyer-Bergner, op.
cit., p, 206,
34 Lettera di Meyer del 13.. agosto
1937, cit. in C, Schnaidt, ber die
Erfahrungen im Stadtebau von

Hannes Meyer, in "arch


n, 24,
1974, p, 20-26.
35 B. Flierl, Architektur und Kunst,
Dresden 1984, p. 321, Cfr, K.J.
Winkler, ber die Beziehungen des
Schweizer Architekten Hannes Meyer
zur jungen DDR, in "Architektur der
DDR", 1982, pp. 110-115, Id., Der
Architekt Hannes Meyer.
Anschauungen und Werk, Berlin
1989, pp. 217-222.
36 ber den Baustil, in "Neues
Deutschland", 29 luglio 1951; cfr.
inoltre la lettera di JVleyer a Karola
Bloch deU'1 novembre 1951 sul

"processo creativo che in otto giorni


ha sporcato con 'spirito' classico le
facciate 'funzionali' della StaUnallee".
37 H . Henselmann, Der reaktiondre
charakter des Konstruktivismus, in
"Neues Deutschland", 4 dicembre
1951.

Nuovo direttore e nuovi programmi


per il Museo tedesco di architettura

contemporanea di Francoforte JeanChristophe Ammann: un vecchio


capannone industriale da ristrutturare
sulla riva destra del Meno.
Sia i programmi di Magnago
Lampugnani che quelli di Ammann
restituiscono alle architetture di
Ungers e di Hans Hollein autore
del nuovo Museo d'arte
contemporanea di prossima apertura
la loro caratteristica museale che
non offre veri e propri spazi
espositivi, I I futuro restauro del
Museo di architettura riguarda quindi
sia la sostanza materiale deU'edificio
che i l suo uso: in accordo con le
intenzioni di Ungers, i l Museo verra
usato come una "casa di
coUezionista", con pochi quadri
appesi ai muri, pezzi scelti presentati
in una mostra permanente, mentre
solo poche, piccole esposizioni
verranno aUestite nello spazio della
"basilica" nel giardino. L'idea
centrale di fare del Museo un vero
luogo di riferimento dedicato
anzitutto agli architetti; un luogo
dove confrontare esperienze le
poche mostre saranno dedicate solo a
giovani architetti e stimolare i l
dibattito suU'attualita, privilegiando
in particolare le relazioni critiche con
la politica urbanistica della citta di

Francoforte.
I n questo senso si svolto dal 15
al 19 gennaio un laboratorio di
progettazione sul tema del
"grattacielo residenziale", che ha
coinvolto alcuni giovani architetti di
New York e della Germania invitati
a presentare soluzioni concrete per
un'area lungo i l Meno. Altre
iniziative confermeranno nel futuro
questa volonta di dialogo concrete
con la citta, in particolare una mostra
sui nuovi musei di Francoforte
programmata per settembre 1990.