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Vitolo, capitolo II

1. I Germani:
a. miti e realt:
i. Tacito, De origine et situ Germanorum: razza pura senza mescolanze;
ii. autoctoni delle terre che abitano;
iii. inesistenza di una comunit germanica originaria, e lenta e progressiva formazione
di una civilt germanica in era storica;
b. contatti con i Romani:
i. II secolo a.C.: Cimbri e Teutoni sconfitti da Mario;
ii. conquista della Gallia da parte di Cesare;
iii. 406: Vandali, Svevi e Alani superano il Reno;
iv. scambi commerciali;
v. acculturazione dei Germani: progressi agricoli, lavorazione dei metalli,
differenziazione sociale;
c. caratteri:
i. rapporto mobile con lambiente e nomadismo;
ii. primato delle virt guerresche;
iii. agricoltura del debbio e continui spostamenti alla ricerca di terre pi ricche;
iv. inesistenza della propriet privata personale della terra e distribuzione delle terre ai
clan;
v. propriet privata personale del bestiame;
vi. popolo di uomini in armi: gerarchia militare;
vii. duces per prestigio guerriero e potenza magico-sacrale delle stirpi, ma primi inter
pares;
viii. strumento di ascesa sociale: formazione di un comitato di guerrieri attorno a s e sua
successiva stabilizzazione a seguito dei contatti con la societ romana,
gerarchicamente strutturata;
d. ricettivit culturale:
i. progresso nel combattimento a cavallo grazie allinfluenza dei popoli delle steppe;
ii. formazione di una struttura sociale pi gerarchica e di monarchie tribali a carattere
militare stabili.
2. La pressione sui confini dellImpero:
a. influenze e rapporti reciproci con lImpero:
i. reclutamento nellesercito;
ii. popolamento delle regioni periferiche;
iii. ascesa verso gli alti gradi dellesercito;
iv. il vescovo goto Ulfila converte alcuni Germani al Cristianesimo;
b. i conflitti:
i. arrivo degli Unni dalle steppe asiatiche;
ii. i Visigoti, federati, passano il confine e si stanziano in Tracia, ricevendo un terzo
delle terre per occuparsi della difesa del territorio;
iii. ostilit della popolazione e azioni di rapina a danno delle citt;
iv. guerra e sconfitta romana ad Adrianopoli (378), morte di Valente.
3. La divisione dellImpero:
a. Teodosio divide lImpero (395):
i. Impero romano dOccidente: Onorio si insedia a Milano, coadiuvato dal vandalo
Stilicone;
ii. Impero romano dOriente: Arcadio si insedia a Costantinopoli, coadiuvato dal goto
Rufino;
b. conseguenze:
i. apertura degli apparati di governo alle popolazioni germaniche;
ii. immissione dei Germani nel senato e conseguente convergenza tra gli alti gradi
dellesercito e laristocrazia senatoria;

iii. potere di Stilicone in Occidente e opposizione del senato;


c. ripresa della pressione unna e invasioni:
i. Vandali, Alani e Svevi varcano il Reno nel 406 e raggiungono la Spagna;
ii. Franchi e Burgundi si insediano in Francia;
iii. uccisione di Stilicone;
iv. i Visigoti di Alarico saccheggiano Roma nel 410;
d. il nuovo assetto:
i. eco del sacco di Roma: Rutilio Namaziano e santAgostino;
ii. crollo della frontiera renana;
iii. i Visigoti si stanziano in Aquitania, i Vandali in Spagna;
iv. riconoscimento della presenza dei Germani come federati: hospitalitas;
v. mantenimento delle proprie leggi;
vi. i Vandali passano in Africa nel 429 e saccheggiano Cartagine;
vii. i Vandali si impadroniscono di Corsica, Sardegna e Baleari, e nel 455 saccheggiano
Roma;
viii. la Britannia invasa da Juti, Angli e Sassoni: i Celti sono spinti verso Galles e
Cornovaglia, i Bretoni verso la Bretagna.
4. Il crollo dellImpero romano dOccidente:
a. lImpero sotto Valentiniano:
i. spostamento della capitale a Ravenna;
ii. controllo effettivo solo su Italia, Provenza, Rezia, Norico e Dalmazia;
iii. ascesa di Valentiniano III (425) e della madre Galla Placidia: politica di convergenza
con i Germani;
iv. il generale Ezio sconfigge gi Unni di Attila ai Campi Catalaunici (451);
v. Attila penetra in Italia e distrugge Aquileia, ma fermato da Leone I Magno, in
qualit di ambasciatore di Valentiniano (o, pi probabilmente, sceglie di fermarsi
temendo un attacco bizantino alle spalle);
vi. morte di Attila e sfaldamento dellimpero degli Unni;
vii. Valentiniano uccide Ezio nel 454;
b. il nuovo assetto:
i. lo sciro Odoacre depone Romolo Augustolo nel 476 e invia le insegne imperiali a
Costantinopoli, assumendo il potere con il titolo di patrizio dei Romani e di re di
Eruli e Sciri;
ii. grandi sofferenze, ma permanenza dellassetto sociale che vede legemonia
dellaristocrazia senatoria su coltivatori dipendenti e piccoli proprietari;
iii. stanziamento dei Germani in Italia secondo i criteri dellhospitalitas;
iv. inserimento equilibrato e non traumatico dei Germani nella struttura sociale;
v. equilibrio tra supremazia militare germanica e supremazia politico-sociale romanica.
5. Teodorico:
a. larrivo in Italia:
i. 489-93: Teodorico giunge in Italia inviato da Zenone e sconfigge Odoacre;
ii. appoggio dellaristocrazia e dellepiscopato italici;
b. caratteri del regno ostrogoto:
i. migrazione di un popolo (100/125mila persone) e trasferimento massiccio di terre in
virt dellhospitalitas (novit non traumatiche, per via del decremento demografico
dellItalia);
ii. coesistenza di due comunit con distinti ordinamenti giuridici;
iii. diritto-dovere di portare le armi e formare lesercito ai Goti;
iv. amministrazione affidata ai Romani ed esclusione dei Germani dal senato;
v. personalit del diritto;
vi. distinzione programmatica delle comunit: divieto dei matrimoni misti,
mantenimento dellArianesimo;
c. aspetti della cultura e della mentalit:
i. diversi tipi di abitazione;
ii. stile di vita germanico ispirato ad una cultura bellicosa;

iii. coscienza dellimpossibilit di realizzare in breve tempo la compenetrazione tra


germanesimo e mondo romano;
iv. sforzi di Boezio, Cassiodoro e Simmaco per far conoscere la romanit ai Goti e
nobilitare i Goti agli occhi dei Romani;
v. possibile esistenza di dotti goti impegnati nella creazione di una cultura letteraria in
gotico;
vi. fascino esercitato dalla civilt romana;
d. i limiti del sogno teodoriciano:
i. resistenze del mondo germanico e romano allintegrazione;
ii. progetto egemonico dei Franchi di Clodoveo;
iii. intesa tra papato e imperatore dOriente contro gli ariani;
iv. diffidenza e condanne: morte di Boezio e Simmaco.
6. Gli altri regni romano-barbarici:
a. i Vandali in Africa:
i. 406: varcano il Reno con Svevi e Alani, e si stabiliscono in Gallia;
ii. si spostano in Spagna e nel 429 invadono lAfrica;
iii. si impadroniscono di Corsica, Sardegna e Baleari, e nel 455 saccheggiano Roma;
iv. arianesimo e confische e persecuzioni contro la Chiesa cattolica;
v. fine del regno nel 533-34;
b. gli Svevi nel nord della penisola iberica;
c. i Burgundi nel bacino del Rodano;
d. i Visigoti:
i. stanziamento come federati in Aquitania;
ii. dinamismo espansivo verso Provenza e Spagna;
iii. espansione dei Franchi e perdita dellAquitania: Toledo come centro politico;
iv. connubio con laristocrazia e hospitalitas nella misura dei due terzi;
v. evoluzione dellaristocrazia: cura dei patrimoni;
vi. evoluzione della monarchia: assunzione di attributi e prerogative imperiali;
vii. notevole attivit legislativa (in latino) e diritto territoriale;
viii. tentativo di dinastizzazione della carica regia e reazione dellaristocrazia:
compromesso;
ix. fusione dei due popoli e collaborazione con lo Stato dellepiscopato cattolico,
influente sulla popolazione e tratto dalla nobilt romanica;
x. conversione al Cattolicesimo;
xi. invasione araba nel 711 e rapido tracollo.
7. Il regno dei Franchi:
a. Clodoveo:
i. unione dei diversi aggregati franchi nel 482;
ii. fondazione della dinastia merovingia;
iii. eliminazione del regno di Siagrio a Soissons;
iv. conquista dellAquitania e allontanamento dei Visigoti;
v. alla sua morte, nel 511, tutta la Gallia esclusa la Provenza sotto controllo franco;
b. caratteri:
i. dinamismo militare;
ii. collaborazione con laristocrazia gallo-romana e lepiscopato cattolico;
iii. conversione diretta al Cattolicesimo nel 498;
iv. formazione di uno Stato territoriale e fusione dei due popoli: uso del termine
franco;
v. aristocrazia e controllo delle terre: strumento di controllo della popolazione rurale e
di stabilizzazione dei comitati armati;
vi. progressivo abbandono dello stile di vita violento dei Germani e acquisizione di
quello romano;
vii. opera di Gregorio di Tours, autore della Storia dei Franchi;
c. organizzazione statale:
i. organizzazione del territorio in distretti (contee) governate da rappresentanti del re;

ii. concezione patrimoniale dello Stato e divisione dei territori tra gli eredi di
Clodoveo;
d. nascita di quattro realt politiche, etniche e storiche: Neustria, Austrasia, Aquitania e
Borgogna.
8. Il mondo romano-germanico:
a. la societ:
i. impatto della societ egualitaria germanica con quella gerarchizzata romana e
mantenimento dellassetto sociale preesistente;
ii. i contadini abbandonano talvolta le terre e appoggiano lavanzata dei barbari, nella
speranza di migliorare le proprie condizioni;
iii. laristocrazia romana conserva buona parte delle terre e trasmette ai barbari la sua
capacit gestionale;
iv. assenza di progressi nelle condizioni materiali dei ceti inferiori;
b. il ruolo della religione e dei vescovi:
i. vescovi come protettori della popolazione latina e tutori della civilt ellenisticoromana;
ii. conservazione della civilt urbana;
iii. conversione al Cattolicesimo dei barbari e rapporto di collaborazione: costruzioni
politiche stabili;
iv. mantenimento dellarianesimo come elemento di distinzione etnica: costruzioni
politiche effimere;
v. vescovi come tramite per il mantenimento della cultura antica e per la sua
trasmissione al nuovo apparato politico e amministrativo;
vi. elaborazione di una nuova ideologia del potere;
c. lassetto politico:
i. rafforzamento del potere monarchico attraverso la fusione dei Germani con le
popolazioni locali;
ii. perdita di importanza dellassemblea degli uomini liberi;
iii. attivit legislativa scritta;
iv. diversa concezione della giustizia: dalla faida al principio della composizione
pecuniaria;
v. personalit del diritto e matrimoni misti: territorialit del diritto.