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Wave Digital Synthesis Framework

1) un semplice framework di componenti fisici (elettrici e meccanici) in WDF,


adattatori reflection-free e DWG
2) semplici test basati su circuiti elettronici (R - RC - RLC - distorsore)
3) "clarinetto" con buchi (DWG con trasmissione di onda "across", ovvero
pressione)
4) corda di pianoforte (DWG con trasmissione di onda "through", ovvero
velocit) con martelletto costituito da una massa, simile a quello dell'esempio
del prof.Sarti, ma senza non linearit.

Il Wave Synthesis Framework


Idea (wave variables)
approccio-albero (soluzione loop, non linearit)
componenti
base
altri (elettrici, meccanici)
Esempi
Elettronica: circuito elettrico, conversione a WDV, conversione a codice

Il Wave Digital Synthesis Framework (WDSF) nasce con lintenzione di facilitare lo


studio della sintesi audio tramite modellazione fisica, in particolare utilizzando le
tecnologie basate sulle Wave Variables (WV), ovvero le Digital WaveGuides (DWG) e i
Wave Digital Filters (WDF).
Lo studio di tali argomenti stato per me particolarmente ostico e ci mi ha motivato
a sviluppare un piccolo framework in Python contenente tutti gli elementi di base per
una semplice ma efficace implementazione di modelli di sistemi fisici.
Il framework fornisce allutente i blocchi di elaborazione tipicamente utilizzati nella
modellazione di sistemi fisici tramite le Wave Variables, lasciando allutente la loro
effettiva creazione e le relative connessioni, permettendo la massima flessibilit.
Come si vedr nel capitolo dedicato alle possibili implementazioni, con il WDSF
possibile simulare sistemi fisici di diversa natura, dai circuiti elettronici ai sistemi
meccanici o acustici come gli strumenti musicali. Chiaramente, i risultati delle sintesi
audio non produrranno risultati qualitativamente eccelsi o realistici, poich non
questo lobiettivo che si pone il WDSF: si cercato piuttosto di fornire agli studenti un
set di strumenti con il quale sperimentare luso della sintesi tramite Wave Variables e
verificare quanto studiato a livello teorico, apprezzandone i pregi ed i limiti.
Ad ogni modo, lutente potr perfezionare a piacimento gli strumenti disponibili, o
crearne di nuovi, migliorandone gli algoritmi, implementando nuove non linearit e
cos via, sperimentando gli effetti dei nuovi contributi sulla qualit del risultato.
Lo stesso sviluppo di questo semplice framework stato utile per una pi profonda
comprensione della teoria dietro alla modellazione fisica ed alla sintesi. Invito dunque

gli studenti che vogliano meglio cogliere la teoria e la relativa implementazione a


consultare i sorgenti che, nella loro semplicit, ritengo molto significativi.

Teoria
Prima di descrivere il Wave Digital Synthesis Framework (WDSF) opportuno
rinfrescare velocemente la teoria alla base delle tecnologie utilizzate, per cos meglio
comprendere ed utilizzare i vari componenti forniti dal framework stesso.
WDSF si basa principalmente sulle Digital WaveGuides e sui Wave Digital Filter,
permettendone lintegrazione per poter cos simulare rispettivamente risonatori a
parametri distribuiti e componenti lineari a parametri concentrati (rispettando
determinate condizioni permesso simulare anche componenti non lineari).
La principale caratteristica che rende interessanti le due tecniche luso delle
cosiddette Variabili dOnda (Wave Variables) per la descrizione e la simulazione dei
sistemi fisici, in contrapposizione alluso delle molto pi comuni Variabili Fisiche (a
volte chiamate Kirchhoff Variables), che permettono di modellare e simulare sistemi
fisici nel dominio digitale in maniera molto efficiente.
Le Variabili Fisiche (quali le coppie Forza-Velocit, Pressione-Velocit Volumetrica o
Tensione-Corrente) sono da sempre usate per la descrizione e lo studio di sistemi fisici
a parametri concentrati, poich maggiormente intuitive ed efficaci per la risoluzione di
problemi: ci chiaramente dovuto al fatto che descrivono i sistemi fisici attraverso
relazioni tra quantit direttamente osservabili e misurabili. Le coppie di grandezze
utilizzate per descrivere un particolare sistema fisico sono formate da una variabile di
tipo intensivo (Through) ed una di tipo Estensivo (Across), le quali obbediscono
rispettivamente ad una delle due Leggi di Kirchhoff (da cui il nome utilizzato per
indicarle).
Le Variabili dOnda sono state introdotte invece per facilitare la risoluzione di sistemi a
parametri distribuiti, ove la rappresentazione a parametri concentrati non risulta pi
essere sufficientemente accurata, come nel caso di circuiti elettrici ad altissima
frequenza (microonde). In questi casi la natura ondulatoria delle Variabili Fisiche non
pi trascurabile e risulta pi adatta una rappresentazione del sistema tramite le
soluzioni dellequazione donda, ovvero due onde che si propagano in direzioni
opposte: queste sono le due Variabili dOnda, direttamente collegate alle relative
Variabili Fisiche ma pi puntuali. Generalizzando le leggi di Kirchhoff, valide per le
Variabili Fisiche, possibile descrivere anche per le Variabili dOnda le leggi con cui
esse interagiscono, attraverso coefficienti (o matrici) di diffusione.
Paradossalmente, pur essendo concettualmente pi semplici per la risoluzione dei
sistemi fisici, le Variabili Fisiche risultano inadatte per la simulazione fisica nel dominio
digitale, generando problematiche che possono essere aggirate solo utilizzando
particolari tecniche o accorgimenti. Una delle possibili soluzioni quella di cambiare
approccio, convertendo le Variabili Fisiche nelle relative Variabili dOnda: tale dominio
non sar esente da problematiche, ma esse risulteranno molto pi semplici da
risolvere. La semplificazione introdotta non modifica per il comportamento del
sistema fisico modellato: estremamente semplice ricavare le Variabili Fisiche dalle
Variabili dOnda ottenute dalla simulazione, permettendo cos di raggiungere gli stessi
risultati con minor sforzo computazionale.

Digital WaveGuides
Le Digital WaveGuides (DWG) sono dei semplici modelli per la simulazione digitale,
dunque tempo-discreta, della propagazione monodimensionale

(wavelength>>section) di onde allinterno di un mezzo fisico. Conoscendo le


caratteristiche del mezzo di interesse, quali la velocit di propagazione, limpedenza
caratteristica, la lunghezza e lattenuazione per unit di lunghezza possibile simulare
in modo estremamente efficiente la propagazione di onde allinterno del mezzo
descritto. I limiti di tale modello saranno dettati solamente dalla frequenza di
campionamento utilizzata e dal grado di complessit delle non idealit che si
andranno ad implementare.
Le DWG sono utilizzate principalmente per simulare strutture a parametri distribuiti,
tipicamente le parti risonanti o vibranti (Risonatori) degli strumenti musicali, come ad
esempio le corde o le colonne daria. E necessario sottolineare che esse simulano la
sola propagazione allinterno di un mezzo senza riflessioni ai capi (come se fosse di
lunghezza infinita), mentre per una completa simulazione di un risonatore necessario
aggiungere delle Terminazioni che simulino appropriate riflessioni. Esse possono
essere semplici guadagni o elementi pi complessi, eventualmente realizzati
utilizzando WDF.
Il modello digitale delle guide donda ottenuto tramite la discretizzazione della
soluzione di DAlembert della equazione donda monodimensionale, la quale descrive
levoluzione di una grandezza fisica allinterno di un mezzo specifico.
Si consideri lequazione donda relativa alla pressione allinterno di una colonna daria
ideale:

2 p 1 2 p
=
x 2 c2 t2
E noto che la soluzione data dalla somma di due onde che si propagano nel mezzo
monodimensionale nelle due possibili direzioni, definite onda progressiva e onda
regressiva dipendentemente dalla relativa direzione di propagazione.

( xc )+ p (t+ xc )

p ( x , t ) =p l t

Si pu gi notare il collegamento tra Variabili Fisiche e Variabili dOnda: levoluzione di


grandezze fisiche (come la pressione) ottenibile tramite la simulazione della
propagazione di due onde (Variabili dOnda), la quale risulta molto pi semplice
rispetto alla risoluzione dellequazione differenziale di secondo ordine.
Il passaggio al dominio digitale (tempo-discreto) si ottiene discretizzando la soluzione
con periodo di campionamento T, ottenendo cos anche una discretizzazione spaziale
di lunghezza X=cT. Ci dovuto alla velocit di propagazione costante nel mezzo: se
londa campionata nei tempi con periodo T e si propaga con velocit costante c,
allora nello spazio saranno noti solo alcuni valori, a lunghezze multiple di X.
In pratica come se le onde si propagassero a scatti ogni T percorrendo la distanza
X, mentre gli altri valori spaziali non sono noti poich la propagazione troppo veloce
rispetto alla frequenza di campionamento.
A seguito della discretizzazione:

x m=mX

spazio quantizzato

t n=nT

tempo quantizzato

( n+m )
+ ( nm) + p
p ( x m , t n )= p

DISEGNO DWG

La simulazione di propagazione delle due onde pu essere realizzata nel dominio


digitale tramite una linea di ritardo bidirezionale, il cui numero di elementi di ritardo
direttamente legato alla frequenza di campionamento (e relativo periodo di
campionamento T), alla velocit di propagazione nel mezzo c e alla lunghezza del
mezzo L.

N=ceil

( XL )=ceil ( cTL )

Nel caso (per nulla raro) in cui la lunghezza L non sia perfettamente divisibile per X,
sar necessario utilizzare un Interpolatore (Fractional Delay Line) per ottenere il valore
relativo alla lunghezza corretta.
Analogamente, volendo estrarre o imporre il valore della Variabile Fisica in un punto
arbitrario della guida donda (non coincidente con la quantizzazione spaziale), sar di
nuovo necessario ricorrere ad un Interpolatore.
Cos come possibile ottenere la Variabile Fisica considerata nellequazione donda
semplicemente sommando i contributi delle due Variabili dOnda, possibile allo
stesso modo ottenere la Variabile Fisica complementare tramite la conoscenza
dellimpedenza caratteristica del mezzo Z (Legge di Ohm).

( ) ( )

( n+m )
+ ( nm ) + p
p ( x m , t n )= p

1
x
x
p l t pr t +
Z
c
c

( n+m )
+ ( nm )+ p
p
1
u ( x m ,t n )=
Z

x
x
p ( x , t ) =p l t + p r t+
c
c

u ( x , t )=

( ( ) ( ))

Le DWG possono essere collegate in serie o in parallelo tramite apposite Giunzioni di


Diffusione, ottenute tramite la generalizzazione delle Leggi di Kirchhoff e della Legge
di Ohm.

Caso di particolare interesse, nonch quello pi comune lavorando con le DWG,


quello di due DWG con diversa Impedenza Caratteristica in serie. In questa
configurazione si ha lesempio pi semplice di Diffusione (Scattering) delle Variabili
dOnda: allinterfaccia tra le due DWG, da ognuna delle due parti, le onde che cercano
di attraversarla vengono parzialmente riflesse, sommandosi cos alla parte trasmessa
dallaltra guida donda. Questo fenomeno direttamente correlato alla discrepanza tra
le Impedenze Caratteristiche delle due DWG ed perfettamente modellato dalla KellyLochbaum Junction.

KLJ DISEGNO

r across=

Z2 Z 1
Z 2+ Z 1

r through=

Z 1Z 2
Z 1+ Z 2

Le configurazioni relative a Giunzioni di Diffusione pi complesse possono sempre


essere ricondotte a combinazioni di Giunzioni a 3 vie. Esse sono elementi fondamentali
per le tecniche basate su WDF, verranno perci trattate nella relativa sezione.
Un esempio tipico per luso delle DWG per la sintesi si strumenti musicali quello della
simulazione di una corda vibrante, elemento risonante dei cordofoni. In questo caso, la
DWG dovr essere terminata ai capi in modo da simulare le corrette riflessioni date dal
ponte ed dal capotasto dello strumento.
Si hanno dunque due possibili casi limite: corda fissata, condizione che impone
velocit nulla al capo della corda, e corda libera, condizione che impone forza nulla sul
capo della corda. I due casi limite corrispondono ad una terminazione della DWG
composta da un semplice guadagno, il cui valore dipende non solo dal tipo di
terminazione ma anche dal tipo di grandezza fisica che si considera propagarsi nella
guida donda (vedi tabella).

Capo Fissato
(Intensiva=0)
Capo Libero
(Estensiva=0)

Grandezza propagantesi nella DWG


Estensiva (F,p,V)
Intensiva (v,u,I)
1
-1
-1

DISEGNO CORDA
Nel caso di un cordofono entrambi i capi della corda sono fissati, rendendo le due
terminazioni uguali. Considerando invece uno strumento a fiato le cose cambiano:
prendendo ad esempio un clarinetto si avr che uno dei due capi della colonna daria

sar fissato (allimboccatura) mentre laltro sar libero (alla campana). Un flauto
traverso ancora diverso, avendo entrambi i capi (imboccatura e trombino) liberi.
Spesso per includere in maniera pi efficiente lattenuazione sulle linee di ritardo si
utilizzano guadagni in modulo inferiori a 1, concentrando nelle terminazioni i contributi
distribuiti su tutto il risuonatore. Altre volte viene utilizzato un vero e proprio filtro, in
modo da modificare i contenuti spettrali dellonda riflessa.
Il risonatore cos impostato necessita infine di essere stimolato da una sorgente, la
quale impone valori della grandezza fisica nella DWG, e quindi nelle due linee di
ritardo. Il modo in cui ci viene effettuato influisce fortemente sul risultato timbrico e
spesso si cerca di simulare il pi possibile i meccanismi che avvengono quando si
suonano gli strumenti musicali.
Simulando uno strumento a fiato, come un clarinetto, lo stimolo della sorgente entrer
da uno dei due capi del risonatore e si propagher nel tempo in tutta la guida donda.
In cordofono a plettro invece lo stimolo modificher lo stato di tutta la guida donda,
poich tutta la corda influenzata dallazione del plettro che la tira in una direzione,
assumendo una configurazione a triangolo. Infine, in un pianoforte le corde vengono
percosse da un martelletto in una specifica zona, causando una modifica (circa)
istantanea solo in una zona circoscritta della guida donda, assumendo una
configurazione a rettangolo.

DISEGNO DWG con STIMOLO

Wave Digital Filters


I Wave Digital Filters (WDF) sono una possibile formulazione digitale (tempo-discreta)
di sistemi fisici a parametri concentrati di varia natura, nati principalmente per
realizzare filtri nel dominio digitale con il comportamento pi prossimo possibile alla
controparte analogica. Tali condizioni non sono raggiungibili applicando la
discretizzazione ai modelli descritti attraverso le Variabili Fisiche, ragion per cui si fa
uso anche in questo contesto delle Variabili dOnda, pi adatte allo scopo.
Infatti, mentre il modello continuo a Variabili Fisiche caratterizzato da due variabili
complementari mutualmente dipendenti luna dallaltra, il relativo modello discreto
assume automaticamente una forma Input/Output nel quale necessario definire
quale delle due variabili causa (Input) del mutamento dellaltra (Output). E ovvio
che questa forma non pi adatta a simulare un sistema in cui le variabili si
influenzano in modo continuo lun laltra: in particolare si ha la formazione di
Dipendenze Istantanee (in letteratura chiamate Delay-Free Loops) tra Output e Input
che rendendo il modello discreto non implementabile.
Di seguito si porta lesempio della discretizzazione di un condensatore tramite Variabili
Fisiche.

Z c ( s )=

V c (s) 1
=
I c (s) sC

La discretizzazione si effettua tipicamente attraverso la Trasformazione Bilineare:

s=

Z c ( z) =

2 1z
T 1+ z 1

v [n] T 1+ z1
T
=
yields v [ n ] =v [ n1 ] +
( i [ n ] +i[ n1] )
1
i[n] 2C 1z
2C

Come si pu notare, la tensione ai capi del condensatore e la corrente che lo


attraversa mostrano una Dipendenza Istantanea: qualunque sia scelto come Output
istantaneamente dipendente dallInput e viceversa, rendendo impossibile
limplementazione (se non aggiungendo un ritardo in un punto del loop, che andrebbe
per a degradare il comportamento del modello).

Per eliminare la Dipendenza Istantanea che si verifica con le Variabili Fisiche si


converte il modello alle Variabili dOnda, attraverso una semplice conversione:

A=V + R p I
B=V R p I

A +B
2
AB
I=
2Rp

V=

A e B sono le Variabili dOnda, considerando tipicamente A come Onda Incidente e B


come Onda Riflessa. Si pu gi notare come questo tipo di variabili sia
intrinsecamente pi adatto a rappresentare un sistema discretizzato, in quanto
considera che vi sia unonda riflessa (Output) a causa di unonda incidente (Input).
Il parametro Rp chiamato Resistenza di Porta (Port Resistance) e NON RAPPRESENTA
UNA LA RESISTENZA ELETTRICA. Esso rappresenta un parametro libero associato ad
ogni bipolo del modello (un quadripolo ne avr quindi due Resistenze di Porta, e cos
via) aggiunto al modello stesso per aumentarne i gradi di libert. Il valore di Rp
dunque ARBITRARIO e pu essere scelto per modificare il modello senza modificarne il
comportamento globale. In particolare, assegnando ad Rp il giusto valore (dipendente
da bipolo a bipolo), esso pu essere utilizzato per eliminare le Dipendenze Istantanee
dei componenti discretizzati.
Volendo dare un significato fisico a Rp, lo si pu pensare come il valore di Impedenza
Caratteristica di una linea di trasmissione infinitesima che si collega tra bipolo in
esame e il resto del modello. Il valore assegnato a Rp determina il comportamento
della coppia Bipolo/Linea di trasmissione in termini di onde incidenti e riflesse: esso
verr scelto in modo che londa riflessa dal bipolo sia (istantaneamente) indipendente
dallonda incidente, facendo per vedere al resto del modello unImpedenza
Caratteristica pari a Rp, non definita nel bipolo iniziale. In pratica si cerca di portar
fuori dal bipolo le problematiche che impediscono limplementazione nel dominio
discreto definendo delle Impedenze Caratteristiche, delegando ad altri componenti la
loro corretta gestione (ovvero sfruttare i valori delle Impedenze Caratteristiche
introdotte per simulare correttamente il sistema fisico in esame).

Riprendendo lesempio del condensatore, trasformando le Variabili Fisiche in Variabili


dOnda:

v [ n ] =v [ n1 ] +

T
( i [ n ] +i[n1] )
2C

a [ n ] +b [ n ] =a [ n1 ] + b [ n1 ] +

T
( a [ n ] b [ n ] + a [ n1 ] b [ n1 ] )
2C R p

Assegnando:

R p=

T
2C

b [ n ] =a [ n1 ]
si ottiene unimportante semplificazione dellequazione precedente, compresa
leliminazione della Dipendenza Istantanea, rendendo il componente implementabile
nel dominio discreto.
In pratica, il condensatore implementabile semplicemente attraverso un elemento di
ritardo tra Onda Incidente e Onda Riflessa.

Dominio

In modo analogo possibile sviluppare i valori di Rp adatti per discretizzare in maniera


ottimale diverse tipologie di bipolo.

Resistenza

Meccanico

Elettrico

Condensatore

Impeden
za

Resistenz
a di Porta

Z R=R

R p=R

ZC =

1
sC

Input/Output

b [ n ] =0

R p=

T
2C

b [ n ] =a [ n1 ]

2L
T

b [ n ] =a [ n1 ]

Induttore

Z L=sL

R p=

Generatore di
Tensione Reale

Z E=R

R p=R

b [ n ] =E[n]

Generatore di
Corrente Reale

Z I =R

R p=R

b [ n ] =R p I [n]

Smorzatore

Z D=R

R p=R
R p=

KT
2

b [ n ] =a [ n1 ]

Z M =sM

R p=

2M
T

b [ n ] =a [ n1 ]

Z F=R

R p=R

Molla

Z K=

Massa
Generatore di
Forza Reale

K
s

b [ n ] =0

b [ n ] =F [n ]

Generatore di
Velocit Reale

Z V =R

R p=R

b [ n ] =R p V [n]

Vi sono per tipologie di bipolo di interesse alle quali non possibile eliminare le
Dipendenze Istantanee. Il loro utilizzo dovr perci essere cauto, salvo eliminare in
altra maniera le Dipendenze Istantanee.
Si pu notare come i Generatori Ideali di Corrente e di Velocit, a causa della
dipendenza dalla Resistenza di Porta dellOutput, potrebbero generare uscite
estremamente elevate (al limite infinite) che degraderebbero la qualit della
simulazione del modello.

Meccanico

Dominio

Elettrico

Impeden
za
Circuito Aperto

Z sc=

Corto Circuito

Z oc =0

Generatore di
Tensione Ideale

Z E=0

Generatore di
Corrente Ideale

Z I =

Punto Fisso
(Intensiva = 0)

Z fix=

Punto Mobile
(Estensiva = 0)

Z mob =0

Generatore di
Forza Ideale

Z F=0

Generatore di
Velocit Ideale

Z V =

Resistenz
a di Porta

R p=
R p=
R p=
R p=0
R p=
R p=0
R p=
R p=
R p=
R p=
R p=
R p=0
R p=
R p=0
R p=
R p=

Input/Output

b [ n ] =a[n]

b [ n ] =a [ n ]

b [ n ] =2 E [ n ] a[n]

b [ n ] =2 R p I [ n ] + a[n]

b [ n ] =a[n]

b [ n ] =a [ n ]

b [ n ] =2 F [ n ] a [n ]

b [ n ] =2 R p V [ n ] +a [n ]

I bipoli finora ridefiniti devono essere correttamente connessi per formare il modello
del sistema fisico da simulare. La connessione avviene attraverso elementi chiamati
Giunzioni di Diffusione (Scattering Junctions). Esse permettono di collegare un
qualsiasi numero di elementi descritti attraverso le Variabili dOnda, accettando in
Input delle onde dai bipoli e generando come Output le corrette riflessioni, rispettando

le Leggi di Kirchhoff e la Legge di Ohm. Ci avviene considerando i valori di Resistenza


di Porta di ogni bipolo come fosse lImpedenza Caratteristica del bipolo stesso.
Le Giunzioni di maggiore interesse sono quelle a 3 porte, le quali possono essere
degenerate in Giunzioni a 2 porte (Kelly-Lochbaum Junction) o essere combinate per
ottenere Giunzioni con un numero arbitrario di porte. Si considereranno quindi come
blocchi basilari la Giunzione Serie e la Giunzione Parallelo, le quali realizzano
rispettivamente il collegamento in serie ed il collegamento parallelo tra i bipoli
connessi.
Si prenda come esempio la derivazione della Giunzione Serie: essa simula una maglia
formata dai 3 bipoli connessi in serie.
Le relative Leggi di Kirchhoff sono:
3

v i=0 (ai +b i)=0


i=1

i=1

a1 +b 1 a 2+ b2 a3 +b3
=
=
=i
R p2
Rp3
Rp1

i 1=i 2=i3 =i

Ricordando le relazioni tra Variabili Fisiche e Variabili dOnda:

ai=v i + R p i i
bi=v iR p i i

i=

ai +b i
2
a ibi
i=
2 R pi

v i=

aib i
yields b i=ai 2 R p i i
2 Rp

(ai +b i)=0 yields ( 2 ai2 R p i i) =0 yields i=

i=1

i=1

ai

Rpi

i=1

i=1

Da queste si ricavano le equazioni con cui determinare le riflessioni verso i bipoli


connessi, partendo dalle onde incidenti sulle porte:

bk =ak

2 R pk
3

R pi

ai
i=1

i=1

b1=a1

2 Rp1
3

Rpi
i=1

ai
i=1

b2=a2

2 Rp2
3

Rpi
i=1

ai
i=1

b3 =a3

2 R p3
3

Rpi
i=1

ai
i=1

Si pu dimostrare che la Giunzione Serie cos definita si comporta come se ogni sua
porta avesse unImpedenza dingresso pari alla serie delle Impedenze Caratteristiche
dei bipoli connessi alle restanti due:

Ri= R pj
j i

R1=R p 2 + R p 3

R2=R p 1 + R p 3

R3=R p 1 + R p 2

Analogamente, si possono derivare le equazioni relative alla Giunzione Parallelo:


3

bk =ak +

R
i=1

Ri
i=1

pi

pi

b1=a 1+

2
3

R
i=1

i=1

ai
Rpi

b2=a 2+

2
3

pi

i=1

i=1

ai
Rpi

b3 =a3+

2
3

pi

i=1

Ri
i=1

pi

pi

Si pu dimostrare che la Giunzione Parallelo cos definita si comporta come se ogni sua
porta avesse unImpedenza dingresso pari al parallelo delle Impedenze
Caratteristiche dei bipoli connessi alle restanti due:

Ri =

1
1

R
j i

pj

R 1=

1
1
1
+
R p2 R p3

R2=

1
1
1
+
R p1 R p3

R 3=

1
1
1
+
R p1 R p3

Le Giunzioni cos definite sono caratterizzate da Dipendenze Istantanee tra Onde


Incidenti ed Onde Riflesse. Questo non impedisce la simulazione di sistemi fisici
tramite WDF, in quanto possono essere utilizzate per collegare 3 bipoli privi di
Dipendenze Istantanee, tuttavia ne limita fortemente le potenzialit.
Per ovviare al problema si introducono gli Adattatori (Adapters), i quali sono Giunzioni
di Diffusione appositamente vincolate per eliminare le Dipendenze Istantanee in una
singola porta: ci sufficiente per permettere la simulazione di sistemi molto pi
complessi.

Il vincolo necessario quello di adattamento di una delle porte della Giunzione,


generalmente la prima delle tre, indicata graficamente con una piccola T e chiamata
appunto Porta Adattata (Adapted Port). Questo si realizza facendo s che sia la
Giunzione stessa (ora divenuta Adattatore) ad imporre esplicitamente lImpedenza
richiesta ai bipoli per poter esservi connessi. Ladattamento assicura che non sia
possibile alcuna Dipendenza Istantanea, in quanto lOnda Incidente sulla Porta
Adattata non produrr per definizione alcuna Onda Riflessa.
LAdattatore Serie impone che il bipolo connesso alla Porta Adattata offra
unImpedenza Caratteristica (o equivalentemente una Resistenza di Porta) pari alla
serie delle Impedenze Caratteristiche (o Resistenza di Porta) dei bipoli connessi alle
altre due porte.

R1 series adaptor =R p 2 + R p 3
Conversamente, lAdattatore Parallelo impone che il bipolo connesso alla Porta
Adattata offra unImpedenza Caratteristica (o equivalentemente una Resistenza di
Porta) pari al parallelo delle Impedenze Caratteristiche (o Resistenza di Porta) dei
bipoli connessi alle altre due porte.

R1adaptor =

1
1
1
+
Rp2 Rp3

Oltre che permettere la modellazione e la simulazione di sistemi fisici molto pi


complessi, gli Adattatori permettono lintroduzione di bipoli non lineari.