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Sommario settimanale (14-20.01.

2015)
Questo Sommario settimanale registra gli aggiornamenti riguardo la situazione in
Ucraina Orientale e in Crimea, evidenziandone limplicazione sulleconomia ucraina,
analizzando inoltre le dichiarazioni internazionali ed ucraine e le tendenze del sostegno
internazionale allUcraina.
La situazione nellarea delloperazione antiterrorismo peggiorata notevolmente. I
separatisti hanno aperto il fuoco in tutti i distretti dellarea ATO (pi di 600 bombardamenti
durante la settimana). Durante i combattimenti all'aeroporto di Donetsk, e in altre zone dellarea
delloperazione antiterrorismo, 12 militari ucraini sono stati uccisi, circa 80 sono rimasti feriti,
circa 600 ucraini si trovano, ad oggi, in stato di prigionia. I continui bombardamenti da parte dei
terroristi hanno causato inoltre la morte di civili (il 15 gennaio a Enakieve e Donetsk, il 16
gennaio ad Avdiyivka, il 17 gennaio a Popasna, il 18 gennaio a Horlivka, il 19 gennaio a
Debaltseve).
La missione dellOSCE ha registrato come i separatisti insedino le loro posizioni di
fuoco in zone residenziali, mettendo cos in pericolo le vite dei civili. Nel contesto di questi
eventi pi di 800 mila persone hanno lasciato i territori occupati. Alcuni Stati membri dellOSCE
hanno ritirato i loro osservatori dal Donbass a causa della situazione complicata nella regione.
Questa settimana la missione dell'OSCE non solo non riuscita a entrare nell'aeroporto di
Donetsk e nel territorio della LNR ma anche stata assediata dal fuoco dei separatisti il 17
gennaio vicino a Chermalyk.
La Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Difesa ha evidenziato il sussistere della
probabilit dellinizio di una guerra su vasta scala contro l'Ucraina. Questi timori trovano
conferma nellaumento del numero di soldati russi presenti a Donetsk e nellingresso sul
territorio ucraino, il 19 e il 20 gennaio, di circa 800 soldati russi suddivisi in due gruppi tattici.
Secondo la Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Difesa, il 20 gennaio, i posti di
controllo n29 e n31 sono stati attaccati dalle unit militari regolari della Federazione
Russa. Contemporaneamente, la Russia ha annunciato larrivo di un altro "convoglio
umanitario" destinato a fornire nuovamente armi e munizioni ai separatisti della LNR e della
DNR. Inoltre, i terroristi della LNR hanno annunciato la creazione di una propria forza aerea.
Questo potrebbe essere un premeditato atto di propaganda informativa volto a coprire le azioni
dell'aviazione russa nei cieli dellUcraina.
Nel contesto di un estremo deterioramento della situazione nel Donbass, lUcraina insiste
affinch la comunit internazionale risponda in modo adeguato al persistere delle ostilit tra le
Forze armate ucraine e le unit militari regolari della Federazione Russa. Ci stato dichiarato
dal Primo Ministro, dal Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e dalla sede centrale
delloperazione antiterrorismo. Oleksandr Turchynov, Segretario del Consiglio di Sicurezza
Nazionale dell'Ucraina, ha notato come, lungo il confine dell'Ucraina orientale, vi siano circa 52
mila militari russi pronti a combattere e come ci costituisca un preoccupante potenziale
offensivo. Arsenii Yatsenyuk, Primo Ministro ucraino, ha affermato che soldati russi, con
attrezzature militari russe, sono gi entrati nel territorio ucraino.
Petro Poroshenko ha dichiarato che lesercito ucraino costretto ad aprire il fuoco
contro i terroristi a causa del drastico aumento degli attacchi da parte dei militanti russi.
Contemporaneamente, le Forze armate ucraine hanno reso pubblica una dichiarazione,
affermando che l'Ucraina pronta, in ogni momento, a firmare un cessate il fuoco, purch gli
accordi di Minsk vengano integralmente rispettati. Yevgen Perebyinis, rappresentante del

Ministero degli Esteri ucraino, ha dichiarato che, dal momento della firma degli accordi di
Minsk, i separatisti della "DNR" e della "LNR", con il sostegno russo, hanno sequestrato 500
km di territorio ucraino.
Il comunicato ufficiale di Kiev dichiara che la Russia e i rappresentanti delle cosiddette
"DNR" e "LNR" sono completamente responsabili dei sanguinosi attacchi terroristici avvenuti
sul territorio ucraino (a Volnovaha, Kharkiv, Odessa, Zaporizhia), della ripresa delle ostilit e
dellinterruzione della tavola rotonda prevista a Minsk. Il Ministero degli Esteri ha sottolineato
che il governo russo, il quale sostiene i terroristi, lunico responsabile per l'uccisione dei
civili. Pavlo Klimkin, Ministro degli Esteri ucraino, ha comunicato che l'Ucraina intende
portare a giudizio, in sede internazionale, la Russia in quanto essa ha violato la Convenzione
sul finanziamento del terrorismo. Egli ha evidenziato inoltre come le azioni della Russia nel
Donbass, ovvero lulteriore intensificazione su tutti i fronti delle ostilit, mirino a forzare
l'Occidente ad accettare le modifiche agli accordi di Minsk.
A seguito degli avvenimenti in Ucraina orientale, l'Europa e il mondo hanno fermamente
condannato l'atto terroristico a Volnovakha e hanno espresso una profonda preoccupazione per
la significativa escalation nel Donbass. In particolare, ci stato affermato nelle dichiarazioni
del Segretario Generale delle Nazioni Unite, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,
dell'OSCE e dei leader mondiali. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha fortemente
condannato il terribile bombardamento a Volnovakha. Angela Merkel ha invitato, tutti gli attori
del conflitto in Donbass, ad intensificare gli sforzi al fine di prevenire unulteriore aggravarsi
della situazione. Martin Dempsey, ufficiale delle Forze Armate americane ha avvertito che, per la
prima volta, dopo molto tempo, Stati Uniti e alleati sono stati sottoposti a ben evidenti minacce.
Una prima costituita dalla minaccia armata della Russia e una seconda costituita dalla minaccia
dei terroristi.
In una risoluzione del Parlamento europeo, votata nei giorni scorsi, i deputati hanno
condannato fermamente la politica aggressiva ed espansionista della Russia, la quale minaccia
l'unit e l'indipendenza dell'Ucraina e crea una potenziale minaccia per l'Unione europea. I
rappresentanti del Parlamento europeo dichiarono inaccettabile la guerra ibrida non dichiarata
contro l'Ucraina, la quale include una guerra dinformazione con i tratti caratteristici delle
cyberwars, l'uso di forze regolari e irregolari, la propaganda, il ricatto energetico, le pressioni
economiche, la destabilizzazione diplomatica e politica. I deputati chiedono a Mosca di fermare
l'escalation del conflitto, di fermare immediatamente il flusso di armi, di mercenari e di forze
armate a sostegno dei separatisti e di esercitare la propria capacit di influenza su di essi.
Il Parlamento europeo ha dichiarato inoltre che l'UE potrebbe estendere le sanzioni
attuali, disposte nei confronti della Russia, durante la prossima riunione del Consiglio di marzo.
Il documento indica come, al fine di non aggravare ulteriormente il deterioramento della
situazione attuale, sia neccessario intensificare le sanzioni. Inoltre, i deputati hanno invitato i
paesi dell'UE ad approffitare della revoca dell'embargo e ad implementare cos nuovi
rifornimenti di armi all'Ucraina.
Nonostante l'approvazione della risoluzione del Parlamento europeo, la quale condanna le
azioni russe in Ucraina orientale, nellUnione Europea prosegue il vivace dibattito riguardo le
ulteriori prossime mosse dell'Europa nei confronti del Cremlino. In particolare, nella sua
dichiarazione, Federica Mogherini, Ministro degli Esteri dellUnione Europea, esprime
lintenzione di ridurre le sanzioni economiche riguardo le banche e le imprese del settore
energetico. Mogherini ha proposto inoltre, ai colleghi del Consiglio d'Europa, di rivedere le
proprie posizioni rispetto ad un graduale ripristino delle relazioni con la Russia.

Contemporaneamente, i paesi dell'Europa orientale, hanno sottolineato come, nel coontesto


dell'attuale politica del Cremlino, questo sia inaccettabile. Contro la riduzione delle sanzioni si
sono opposti Linas Linkeviius, Elmar Brok, Philip Hammond, Keit Pentus-Rosimannus,
Martin Lidegor e Grzegorz Schetyna.
LUcraina, a seguito dellintensificarsi dellaggressivit di Mosca, preoccupata rispetto
alle intenzioni dellUE riguardo la riduzione delle sanzioni nei confronti della Russia e il
proseguimento della collaborazione della stessa con le autorit russe. LUcraina ammonisce
lUnione Europea rispetto al fatto che concessioni in materia di sanzioni significano
specularmente concessioni nel rispetto dei principi del diritto internazionale.
Nelle dichiarazioni dei funzionari russi si nota, come al solito, un travisamento dei
fatti. Il Ministero della Difesa russo ha ribadito che nessun militare russo ha mai attraversato il
confine con l'Ucraina. Andrei Kelin, rappresentante permanente della Russia presso lOSCE,
ritiene inoltre che le autorit ucraine si avviino a preparare una soluzione militare del conflitto
nel Donbass. Il Ministero degli Esteri russo ha sottolineato come l'aeroporto di Donetsk debba
essere controllato dai separatisti.
Persistono le seguenti tendenze nel territorio occupato della Crimea: 1) l inclusione
della Crimea nel settore della difesa russa (il trasferimento di aerei, di missili, i quali possono
essere funzionali al trasporto di testate nucleari, lintroduzione di sanzioni per mancata iscrizione
nella lista del commissariato militare; 2) la violazione dei diritti dei tatari della Crimea,
confermata anche dalla Turchia (le perquisizioni della polizia, gli arresti illegali, il
restringimento dei diritti linguistici, il servizio militare forzato), e laumento delle proteste dei
tartari; 3) la difficile situazione economica (linflazione, laumento dell'isolamento economico a
seguito delle sanzioni). LUe ha confermato la sua posizione riguardo le sanzioni per la Crimea
(le dichiarazioni di Federica Mogherini e di Angela Merkel).
La situazione economica dellUcraina caratterizzata dal permanere della difficile
situazione macroeconomica (le previsioni della BERS riguardo il calo del PIL del 5%, un forte
aumento del debito pubblico, laumento della disoccupazione e la riduzione dei salari reali, la
svalutazione monetaria, la crisi del settore bancario) e da una ambigua situazione nel settore
energetico (la riduzione del 23% della razione quotidiana di gas, laccordo per la costruzione di
un gasdotto con la Polonia, la ambigua posizione della Turchia per quanto riguarda il "flusso
turco", i problemi di fornitura del carbone).
Il perdurante sostegno internazionale, in diversi settori, viene offerto allUcraina dalla
Polonia (le consultazioni, la cooperazione nel settore energetico, laccordo per la costruzione
comune di un gasdotto, il credito di 100 milioni di euro, ladozione per la riabilitazione dei
militari ucraini), dagli USA (le esercitazioni navali congiunte nel Mar nero, l'assistenza
finanziaria), dal Giappone (gli aiuti finanziari di 300 milioni di dollari), dalla Germania (gli aiuti
umanitari), dallAustralia (la fornitura di uniformi militari).
Nel contesto delle organizzazioni internazionali si osserva, nonostante una diminuzione
del sostegno, il supporto offerto dall'Unione Europea (la risoluzione del Parlamento europeo),
dallAssemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (la discussione dei poteri della delegazione
russa) e dal FMI (la dichiarazione di Christine Lagarde sullassistenza finanziaria).
Il mondo si avvicina ulteriormente ad una delle pi gravi destabilizzazioni delle relazioni
internazionali. L'escalation del conflitto, la quale colpisce la sicurezza regionale e globale,
dovrebbe essere risolta grazie allo sforzo congiunto di tutti gli Stati affinch la guerra non diventi
una minaccia per tutta l'Europa e il mondo.
Per questa analisi sono state utilizzate le seguenti fonti: i siti ufficiali del governo
dell'Ucraina (il sito della Presidenza, del Consiglio di Sicurezza Nazionale, del Ministero degli

Affari Esteri, del Governo), il sito di notizie "Ukrainska Pravda", il blog di Dmytro Tymchuk
Informatsiinyi sprotyv, lagenzia di stampa ucraina "Unian", il telegiornale ucraino "TSN", la
rivista politica settimanale "Korespondent", il quotidiano digitale "Novyny Krymu", la rivista
settimanale Ukrainskyi Tyzhden e altri.