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GUIDO GUINIZZELLI

Io voglio del ver la mia donna laudare

Io voglio del ver la mia donna laudare


ed asembrarli la rosa e lo giglio:
pi che stella diana splende e pare,
e ci ch lass5 bello a lei somiglio6.

Verde river a lei rasembro e lre,


tutti color di fior, giano e vermiglio,
oro ed azzurro10 e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.

Passa per via adorna, e s gentile


chabassa orgoglio a cui dona salute,
e fa l de nostra f se non la crede;

e nolle p apressare om che sia vile;


ancor ve dir cha maggior vertute:
nullom p mal pensar fin che la vede.

Lo vostro bel saluto e l gentil sguardo


Guido Guinizzelli

Lo vostro bel saluto e l gentil sguardo


che fate quando vencontro, mancide:
Amor massale e gi non ha riguardo
selli face peccato over merzede,

chi per mezzo lo cor me lanci un dardo


ched oltre n parte lo taglia e divide;
parlar non posso, ch n pene io ardo
come quelli che sua morte vede.

Per li occhi passa come fa lo trono,


che fer per la finestra de la torre
e ci che dentro trova spezza e fende:

remagno come stata dottono,


ove vita n spirto non ricorre,
se non che la figura domo rende.

Cielo d'Alcamo
Rosa fresca aulentis[s]ima chapari inver la state,
le donne ti disiano, pulzelle maritate:
trgemi deste focora, se teste a bolontate;

per te non ajo abento notte e dia,


penzando pur di voi, madonna mia.
II
[madonna]
Se di meve trabgliti, follia lo ti fa fare.
Lo mar potresti arompere, a venti asemenare,
labere desto secolo tut[t]o quanto asembrare:
avere me non pteri a esto monno;
avanti li cavelli maritonno.
III
[amante]
Se li cavelli artn[n]iti, avanti fossio morto,
can is[s]i [s] mi prdera lo solacc[i]o e l diporto.
Quando ci passo e vjoti, rosa fresca de lorto,
bono conforto dnimi tu[t]tore:
poniamo che sajnga il nostro amore.
IV
[madonna]
Ke l nostro amore ajngasi, non boglio matalenti:
se ci ti trova premo cogli altri miei parenti,
guarda non tar[i]golgano questi forti co[r]renti.
Como ti seppe bona la venuta,consiglio che ti guardi a la partuta.

Francesco d'Assisi
Cantico del frate sole
Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so le laude, la gloria e lhonore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfano,


et nullu homo ne dignu te mentovare.
Laudato sie, mi Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si, mi Signore, per sora luna e le stelle:


in celu li formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si, mi Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature di sustentamento.

Laudato si, mi Signore, per soraqua,


la quale multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si, mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre terra,


la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si, mi Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore

et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke l sosterrano in pace,


ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si, mi Signore, per sora nostra morte corporale,


da la quale nullu homo vivente p skappare:
guai acquelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovar ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no l farr male.

Laudate e benedicete mi Signore et rengratiate


e serviateli cum grande humilitate.

Iacopone da Todi
Donna de Paradiso

Donna de Paradiso,
lo tuo figliolo preso
Ies Cristo beato.

Accurre, donna e vide

che la gente l'allide;


credo che lo s'occide,
tanto l' flagellato.

Como essere porria,


che non fece follia,
Cristo, la spene mia,
om l'avesse pigliato?.

Madonna, ello traduto,


Iuda s ll' venduto;
trenta denar' n' auto,
fatto n' gran mercato.

Soccurri, Madalena,
ionta m' adosso piena!
Cristo figlio se mena,
como annunziato.

Soccurre, donna, adiuta,


c 'l tuo figlio se sputa
e la gente lo muta;
lo dato a Pilato.

O Pilato, non fare


el figlio meo tormentare,

ch'eo te pzzo mustrare


como a ttorto accusato.

Crucifige, crucifige!
Omo che se fa rege,
secondo nostra lege
contradice al senato.

Prego che mm'entennate,


nel meo dolor pensate!
Forsa mo vo mutate
de que avete pensato.

Train for li latruni,


che sian soi compagnuni;
de spine s'encoroni,
ch rege ss' clamato!.

O figlio, figlio, figlio,


figlio, amoroso giglio!
Figlio, chi d consiglio
al cor me' angustiato?

Figlio occhi iocundi,


figlio, co' non respundi?
Figlio, perch t'ascundi

al petto o' s lattato?.

Madonna, ecco la croce,


che la gente l'aduce,
ove la vera luce
di essere levato.

O croce, e que farai?


El figlio meo torrai?
E que ci aponerai,
che no n' en s peccato?.

Soccurri, plena de doglia,


c 'l tuo figliol se spoglia;
la gente par che voglia
che sia martirizzato.

Se i tollit'el vestire,
lassatelme vedere,
com'en crudel firir e
tutto l' ensanguenato.

Donna, la man li presa,


ennella croc' stesa;
con un bollon l' fesa,
tanto lo 'n cci ficcato.

L'altra mano se prende,


ennella croce se stende
e lo dolor s'accende,
ch' plu multiplicato.

Donna, li p se prnno
e clavellanse al lenno;
onne iontur'aprenno,
tutto l' sdenodato.

Et eo comenzo el corrotto;
figlio, lo meo deporto,
figlio, chi me tt' morto,
figlio meo dilicato?

Meglio aviriano fatto


ch'el cor m'avesser tratto,
ch'ennella croce tratto,
stace desciliato!.

O mamma, o' n'i venuta?


Mortal me d' feruta,
c 'l tuo plagner me stuta,
ch 'l veio s afferato.

Figlio, ch'eo m' aio anvito,


figlio, pat'e mmarito!
Figlio, chi tt' firito?
Figlio, chi tt' spogliato?.

Mamma, perch te lagni?


Voglio che tu remagni,
che serve mei compagni,
ch'l mondo aio aquistato.

Figlio, questo non dire!


Voglio teco morire,
non me voglio partire
fin che mo 'n m'esc' el fiato.

C'una ain sepultura,


figlio de mamma scura,
trovarse en afrantura
mat'e figlio affocato!.

Mamma col core afflitto,


entro 'n le man' te metto
de Ioanni, meo eletto;
sia to figlio appellato.

Ioanni, sto mea mate:

tollila en caritate,
ginne pietate,
c 'l core s furato.

Figlio, l'alma t' 'scita,


figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,
figlio attossecato!

Figlio bianco e vermiglio,


figlio senza simiglio,
figlio, e a ccui m'apiglio?
Figlio, pur m'i lassato!

Figlio bianco e biondo,


figlio volto iocondo,
figlio, perch t' el mondo,
figlio, cus sprezzato?

Figlio dolc'e placente,


figlio de la dolente,
figlio te la gente
mala mente trattato.

Ioanni, figlio novello,


morto s' 'l tuo fratello.

Ora sento 'l coltello


che fo profitizzato.

Che moga figlio e mate


d'una morte afferrate,
trovarse abraccecate
mat'e figlio impiccato!.

Guittone d'Arezzo
Tuttor ch'eo dir "gioi'", gioiva cosa
Tuttor ch'eo dir "gioi", gioiva cosa,
intenderete che di voi favello,
che gioia sete di belt gioiosa
e gioia di piacer gioioso e bello,

e gioia in cui gioioso avenir posa,


gioi' d'adornezze e gioi' di cor asnello,
gioia in cui viso e gioi' mirare in ello.

Gioi' di volere e gioi' di pensamento


e gioi' di dire e gioi' di far gioioso
e gioi' d'onni gioioso movimento.

Per ch'eo, gioiosa gioi', si distoso


di voi mi trovo, che mai gioi' non sento
se 'n vostra gioi' il meo cor non riposo.

Cecco Angiolieri "S'i fossi foco"


S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i fosse vento, lo tempestarei;
s'i fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i fosse Dio, mandereil' en profondo;
s'i fosse papa, allor serei giocondo,
ch tutti cristiani imbrigarei;
s'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S'i fosse morte, andarei a mi' padre;
s'i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi' madre.
Si fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.

Rustico di Filippo
Oi dolce mio marito Aldobrandino,
rimanda ormai il farso suo a Pilletto,
chegli tanto cortese fante e fino
che creder non di ci che te n detto.
5 E no star tra la gente a capo chino,
ch non se bozza, e ftine disdetto;
ma s come amorevole vicino
conoi venne a dormir nel nostro letto.
Rimanda il farso ormai, pi no il tenere,
10 che mai non ci verr oltre tua voglia,
poi che nha conosciuto il tuo volere.
Nel nostro letto gi mai non si spoglia.
Tu non dovi gridare, anzi tacere:
cha me non fece cosa ondio mi doglia.

Guido Guinizzelli
Al cor gentil rempaira sempre amore
come lausello in selva a la verdura;
n fe amor anti che gentil core,
n gentil core anti chamor, natura:
chadesso con fu l sole,
s tosto lo splendore fu lucente,
n fu davanti l sole;

e prende amore in gentilezza loco


cos propamente
come calore in clarit di foco.

Foco damore in gentil cor saprende


come vertute in petra prezosa,
che da la stella valor no i discende
anti che l sol la faccia gentil cosa;
poi che nha tratto fre
per sua forza lo sol ci che li vile,
stella li d valore:
cos lo cor ch fatto da natura
asletto, pur, gentile,
donna a guisa di stella lo nnamora.

Amor per tal ragion sta n cor gentile


per qual lo foco in cima del doplero:
splendeli al su diletto, clar, sottile;
no li stari altra guisa, tant fero.
Cos prava natura
recontra amor come fa laigua il foco
caldo, per la freddura.
Amore in gentil cor prende rivera
per suo consimel loco
com adams del ferro in la minera.

Fere lo sol lo fango tutto l giorno:


vile reman, n l sol perde calore;
disomo alter: Gentil per sclatta torno;
lui semblo al fango, al sol gentil valore: ch non d dar om f
che gentilezza sia fr di coraggio
in degnit dere
sed a vertute non ha gentil core,
comaigua porta raggio
e l ciel riten le stelle e lo splendore.

Splende n la ntelligenza del cielo


Deo crator pi che [n] nostrocchi l sole:
ella intende suo fattor oltra l cielo,
e l ciel volgiando, a Lui obedir tole;
e con segue, al primero,
del giusto Deo beato compimento,
cos dar dovria, al vero,
la bella donna, poi che [n] gli occhi splende
del suo gentil, talento
che mai di lei obedir non si disprende.

Donna, Deo mi dir: Che presomisti?,


sando lalma mia a lui davanti.
Lo ciel passasti e nfin a Me venisti
e desti in vano amor Me per semblanti:
cha Me conven le laude

e a la reina del regname degno,


per cui cessa onne fraude.
Dir Li por: Tenne dangel sembianza
che fosse del Tuo regno;
non me fu fallo, sin lei posi amanza.

Guido Cavalcanti
Avete n vo li fior e la verdura
e ci che luce od bello a vedere;
risplende pi che sol vostra figura:
chi vo non vede, ma non p valere.

In questo mondo non ha creatura


s piena di bielt n di piacere;
e chi damor si teme, lu assicura
vostro bel vis a tanto n s volere.

Le donne che vi fanno compagnia


assa mi piaccion per lo vostro amore;
ed i le prego per lor cortesia

che qual pi pu pi vi faccia onore


ed aggia cara vostra segnoria,
perch di tutte siete la migliore.

CINO DA PISTOIA
Tutto mi salva il dolce salutare

Tutto mi salva il dolce salutare


che ven da quella ch somma salute,
in cui le grazie son tutte compiute:
con lei va Amor che con lei nato pare.

E fa rinovellar la terra e lre,


e rallegrar lo ciel la sua vertute:
giammai non fuor tai novit vedute
quali ci face Dio per lei mostrare.

Quando va fuor adorna6, par che l mondo


sia tutto pien di spiriti damore,
s chogni gentil cor deven giocondo.

E lo villan domanda: Ove mascondo?;


per tema di morir vl fuggir fre;

1.

chabassi li occhi lom allor, rispondo.

Iacopo da Lentini
Meravigliosamente

2.

un amor mi distringe

3.

e mi tene ad ognora 1.

4.

Comom che pone mente

5.

in altro exemplo pinge

6.

la simile pintura,

7.

cos, bella, facceo,

8.

che nfra lo core mei

9.

porto la tua figura 2.

10.

In cor par cheo vi porti 3,

11.

pinta como parete,

12.

e non pare di fore.

13.

O Deo, co mi par forte.

14.

Non so se lo sapete 4,

15.

con vamo di bon core:

16.

cheo son s vergognoso

17.

ca pur vi guardo ascoso

18.

e non vi mostro amore.

19.

Avendo gran disio,

20.

dipinsi una pintura,

21.

bella, voi simigliante,

22.

e quando voi non vio 6,

23.

guardo n quella figura,

24.

e par cheo vaggia avante:

25.

come quello che crede

26.

salvarsi per sua fede,

27.

ancor non veggia inante.

28.

Al cor marde una doglia

29.

comom che ten lo foco

30.

a lo suo seno ascoso 9,

31.

e quando pi lo nvoglia,

32.

allora arde pi loco

33.

e non p stare incluso:

34.

similemente eo ardo

35.

quando passe non guardo

36.

a voi, visamoroso.

37.

Seo guardo, quando passo 11,

38.

invervoi, no mi giro,

39.

bella, per risguardare.

40.

Andando, ad ogni passo

41.

getto uno gran sospiro

42.

che facemi angosciare;

43.

e certo bene ancoscio,

44.

ca pena mi conoscio,

45.

tanto bella mi pare 12.

46.

Assai vaggio laudato,

47.

madonna, in tutte parti

48.

di bellezze chavete.

49.

Non so se v contato

50.

cheo lo faccia per arti,

51.

che voi pur vascondete.

52.

Sacciatelo per singa 13,

53.

zo cheo no dico a linga,

10

54.

quando voi mi vedrite.

55.

Canzonetta novella,

56.

va canta nova cosa;

57.

lvati da maitino

58.

davanti a la pi bella,

59.

fiore dogni amorosa,

60.

bionda pi cauro fino 15:

61.

Lo vostro amor, ch caro,

62.

donatelo al Notaro

63.

ch nato da Lentino

14