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Discreto: Egli discreto, ovvero sa discernere, capire, comprendere, quando

il momento migliore per una determinata cosa.

La relazione tra discreto e continuo una delle problematiche pi antiche del pensiero umano, ed
era gi presente negli scritti di Aristotele e Zenone.
Cominci con i Pitagorici il modello del pensiero binario o logocentrico, fondato su due opposti:

il finito, positivo e rassicurante perch imposta ordine;

l'infinito, negativo perch impone disordine e smarrimento.

Partendo dall'opposizione finito(misurabile) - infinito (incommensurabile), secondo i Pitagorici si


comprende l'intero universo. L'opposizione non esclude per una composizione armonica dei due
concetti: poich tutte le cose sono numero, la loro diversit si risolve in un rapporto, che costituisce
armonia.
I Pitagorici avevano notato che tutte le cose sono caratterizzate dalla misurabilit: a questo scopo,
usavano delle pietre per le raffigurazioni visive, e proprio per questo non conoscevano lo zero.
Nel complesso universo dei numeri, ciascuno dei quali rappresenta una certa quantit, vi sono i
, cio i rapporti: rintracciare una , cio una proporzione, una uguaglianza di rapporti,
un'operazione possibile per i Pitagorici in quanto i numeri costituiscono una gerarchia di valori
(non tutti i numeri si equivalgono come importanza). Infatti, la (tetraktys, il triangolo
quaternario) era considerata una figura sacra, sulla qale addirittura gli allievi della scuola Pitagorica
pronunziavano il giuramento pi impegnativo.
La era la rappresentazione grafica del numero 10, ritenuto numero perfetto perch
risultante dalla somma dei primi quattro numeri.
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Ma il contributo pi importante della Scuola Pitagorica fu l'intuizione del Discreto e del Continuo,
perch fin dall'antichit pi remota, vale quanto affermato da Aristotele, secondo cui "ci che non
ha limite non rappresentabile esaurientemente nel nostro pensiero, ed perci inconoscibile".
L'infinito era dunque considerato un limite del pensiero e non un pensiero del limite.

I Sistemi Discreti
La matematica si basa sul sistema infinito dei numeri reali

, che un sistema continuo.

L'archetipo stesso di infinito lo fornirono i numeri irrazionali, come ad es.

: mediante una

dimostrazione per assurdo, possibile trovare approssimazioni razionali della radice di 2, senza
per mai arrivare ad una soluzione definitiva.
La nozione di approssimazione, di indefinito avvicinamento ad una meta che non si pu mai
raggiungere, divenne centrale nella matematica classica, e per quasi 2500 anni, la concezione di
infinito stata oggetto di studi e polemiche ed evoluzioni. Ma la realt un insieme infinito,
un'onda ininterrotta, o piuttosto un sistema finito, cio numerabile e commensurabile?
Se la realt delle cose fosse davvero continua, infinita, la nostra conoscenza sarebbe sempre pi
vincolata dai limiti dei nostri sensi. Georg Cantor, che tratt grandezze infinite, tentando di definire
le operazioni su di esse e di dimostrarne le propriet (i suoi interrogativi vertevano su: un infinito
pu essere pi grande di un altro infinito? ed ancora: una parte di infinito finita o infinita?), fu
ricoverato in un ospedale psichiatrico.

Esempi di sistemi discreti


Per fortuna, la realt non un sistema continuo: la struttura molecolare, dal punto di vista
matematico, deve rappresentarsi come un sistema finito, le cui molecole sono enumerabili,
occupano una certa regione di spazio, hanno una certa densit di massa, un campo di temperatura e
accelerazione, tutte grandezze definite, dunque discrete.
Anche un sistema fisico come il campo elettromagnetico, che apparentemente un sistema
continuo, in realt un sistema discreto di fotoni, calcolabile conoscendo il loro numero medio per
ogni stato fisico.
Si potrebbe dire che l'unico sistema davvero continuo sia quello spazio-tempo, eppure Albert
Einstein ha dimostrato, nella sua teoria della Relativit Generale, che il concetto di spazio e di
tempo non sono assoluti ma relativi, nel senso che dipendono dal sistema di riferimento in cui si
trova l'osservatore, e costituiscono il continuum spazio-temporale con quattro dimensioni (tre
dimensioni spaziali ed una temporale).
Inoltre, anche questo sistema pu essere guardato con la lente d'ingrandimento ed analizzato con la
scala di Planck, che esamina le distanze spazio-temporali in termini di stringhe piccolissime e
monodimensionali, che rappresentano la "granulosit" dello spazio-tempo.
Lo stesso modello continuo della meccanica stato messo in discussione.
La meccanica si serve inizialmente di un costrutto mentale, il cosiddetto punto materiale, che
schematizza il comportamento di corpi semplici, identificati dalla loro massa e da una terna di
coordinate di posizione.
In particolare, la meccanica dei fluidi si occupa di sistemi continui rappresentati da sostanze liquide
e gassose: le leggi che regolano il comportamento dei fluidi a riposo sono abbastanza semplici
(legge di Pascal), mentre per i fluidi in movimento ci sono leggi molto pi complesse: per Eulero e
Newton, si potevano scrivere leggi ed equazioni solo per i fluidi ideali, cio non viscosi, ma questi

erano delle mere approssimazioni dei fluidi reali.


Questo modello continuo fu messo in crisi quando si scopr che il comportamento di un gas reso
incandescente caratterizzato da uno spettro di emissione formato da un insieme discreto di
numerosissime frequenze.

La discretizzazione
La matematica classica sarebbe applicabile al mondo reale solo se questo fosse costituito da oggetti
ed eventi di carattere continuo: al contrario, la stragrande maggioranza dei fenomeni del mondo
reale caratterizzata dalla discretizzazione o digitalizzazione (dall'inglese digit = numero) di
oggetti, collezioni, fenomeni, i quali spesso agiscono in combinazione.
Una linea tracciata con la matita un sistema continuo. Le estrazioni del lotto, numero dopo
numero, sono un sistema discreto (discontinuo).
Lo studio di una funzione continua come una retta o una parabola non possibile per un sistema
discreto come quello informatico: la sua natura digitale e analitica costringe a ridurre la retta ad un
insieme di punti, ottenendo risultati migliori quanti pi sono i punti.

Il metodo della matematica discreta


La Matematica Discreta si occupa di classificare, enumerare e combinare oggetti distinti.
Il metodo usato si articola in tre fasi:

classificazione : individuare le caratteristiche comuni di entit diverse (teoria degli insiemi);

enumerazione : assegnare a ciascuno degli oggetti di un certo modello di calcolo un numero


naturale univoco, al fine di consentirne l'indicizzazione (tecniche di conteggio, calcolo
combinatorio);

combinazione : studiare insiemi finiti per permutarne e combinarne gli elementi (matrici,
grafi).

Il filo conduttore di questi tre aspetti la costruzione di un algoritmo: attraverso la matematica del
discontinuo si affrontano situazioni pratiche, ed i relativi problemi si risolvono con modelli discreti.
Estratto da "http://it.wikipedia.org../../../d/i/s/Discreto_e_continuo.html"
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Matematica generale
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