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Strage Viareggio, Daniela Rombi: Mia

figlia morta dopo 42 giorni di agonia


Per la prima volta ha parlato dal banco dei testimoni la presidente dell'associazione dei
parenti delle vittime. Nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009 la donna ha perso
Emanuela, 21 anni. "Dopo pochi giorni le avevano rasato i capelli a zero. Le feci il
cappellino,non potevo vederla cos. Glielo hanno messo solo nella bara"
di Ilaria Lonigro | 21 gennaio 2015
Sa cos un bagno, avvocato?. No, lo spieghi. Davanti al plotone della difesa dei 42
imputati raccolta nel polo fieristico di Lucca per il processo del disastro ferroviario di
Viareggio del 2009, Daniela Rombi ha spiegato in che vasca sua figlia Emanuela, 21
anni, stata immersa per due volte durante i 42 giorni dagonia al centro grandi ustionati
dellospedale Cisanello di Pisa, prima di morire col 98 per cento del corpo ustionato.
Ti mettono in una vasca con dei liquidi apposta e strusciano a portare via il tessuto infetto,
che ormai morto. Ripuliscono bene e sanificano tutto il corpo. Per unazione molto
invadente, perch i pazienti perdono molto sangue, molti liquidi, quindi devono anche
stare bene per affrontare un bagno, perch poi cadono con la temperatura a 34. E una
cosa che fa molto bene ma devasta parecchio, il fisico ne risente molto. Rombi, che la
rappresentante dei familiari delle 32 vittime del 29 giugno, come presidente
dellassociazione Il Mondo che Vorrei, per la prima volta oggi ha testimoniato in aula cosa
successo a sua figlia.
Dopo pochi giorni ricorda le avevano tagliato tutti i capelli a zero. Le feci il cappellino
alluncinetto, perch non la potevo vedere cos. Glielo hanno messo solo quando era
vestita nella bara. Ha raccontato quei 42 giorni, le 4 operazioni e i due bagni subiti dalla
sua bimba. Le speranze e lincredulit, dopo averla sentita al telefono subito dopo
lincidente. Sto bene, non ti preoccupare laveva rassicurata Emanuela, mentre, ormai
divorata dalle fiamme, era portata allospedale. Quella fu lultima volta che si parlarono.
Dopo il giuramento, Daniela Rombi ha chiesto 30 secondi di silenzio in onore delle
vittime. Non stato concesso. Gaetano Scalise, avvocato di Rfi, intervenuto: Vorrei
che fosse messo agli atti che la signora Rombi stata sempre presente a tutte le
udienze, lasciando intendere che i testimoni non dovrebbero assistere alle udienze. Ma
io non sono un teste tecnico. Oggi dovevo solo parlare di quanto ha sofferto mia figlia ha
chiarito a ilfattoquotidiano.it Daniela Rombi, che al giudice ha consegnato anche
un diario di quei giorni.
Oggi ha parlato anche la figlia di Mario Pucci, il novantenne morto in casa insieme alla
badante Ana Habic, carbonizzata con la maniglia della porta tra le dita. Mario aveva paura
della ferrovia: non solo la sua firma era tra quelle di chi chiedeva, inascoltato, a Ferrovie
di ergere un muro di protezione tra i binari e le case, ma Mario quel muro se lera
pure costruito da solo, nel disperato tentativo di sentirsi al sicuro. E il dettaglio emerso
solo oggi. Alla prossima udienza, mercoled 28, torneranno a parlare i periti sulle cui
relazioni si basano le accuse della Procura, fondamentali in un processo che si gioca
soprattutto su questioni tecniche.
di Ilaria Lonigro | 21 gennaio 2015
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