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SECRETUM

Genesi e storia

ambientazioni del dialogo aprile 1343..


sedici

anni dopo lincontro con Laura (6 aprile 1327)

...riferimenti ad eventi successivi


allusioni

insistete alla possibile morte di Laura (1348)


imminente trasferimento in Italia (1453)
citazioni da testi che Petrarca legge dopo il 1343:
n Cicerone,

Familiares (1345)
n Quintiliano, Institutio oratoria (1350)
n predilezione per lo stoicismo (dopo il 1347 in altre opere)
n autocitazione da Epystola metrica del 1346-8
n paralleli con Familiares del 1351
n non ci sono riferimenti oltre il 1353

Genesi e storia

testimonianza decisiva: manoscritto Laurenziano 26


sin. 9 della Biblioteca Mediceo-Laurenziana di
Firenze
copia

dellautografo (perduto) per mano del monaco


Tedaldo della Casa (nel 1378-9)
riporta una postilla petrarchesca: 1353, 1349, 1347
Rico ipotizza che siano le tre date relative a tre tappe
dellelaborazione del Secretum
n prima

stesura 1347-1349
n rifacimento 1353

Genesi e storia

prima stesura 1347-1349


ultimi,

problematici anni avignonesi


la peste porta a maturazione la mutatio animi
nello stesso periodo Petrarca comincia ad ideare le
grandi raccolte: Familiares, Epystole, Rerum vulgarium
fragmenta

rifacimento 1353
decisione

esistenziale: trasferirsi in Italia


soggiorno a Milano, vicino ai luoghi della vita di
Ambrogio ed Agostino

Avignone-Babilonia (1347-1349)

L' avara Babilonia colmo il sacco


d' ira di Dio, e di vitii empii et rei,
tanto che scoppia, ed fatti suoi di
non Giove et Palla, ma Venere et Bacco.
Aspectando ragion mi struggo et fiacco;
ma pur novo soldan veggio per lei,
lo qual far, non gi quand' io vorrei,
sol una sede, et quella fia in Baldacco.
Gl' idoli suoi sarranno in terra sparsi,
et le torre superbe, al ciel nemiche,
e i suoi torrer' di for come dentro arsi.

Palazzo dei Nuovo, fatto erigere Clemente VI

Anime belle et di virtute amiche


terranno il mondo; et poi vedrem lui farsi
auro tutto, et pien de l' opre antiche.
(Rvf 137)

Milano, citt di Ambrogio e Agostino (1353)


Io abito nella parte pi lontana della citt, a
ponente presso la basilica di SantAmbrogio. La
casa salubre, posta sul piano sinistro della
chiesa, e ha davanti a s la cupola ricoperta di
piombo e le due torri della facciata, di dietro le
mura della citt e campi fronzuti e spazia sulle
Alpi gi coperte di neve in questa fine destate.
Ma il pi bello spettacolo che si offre ai miei
occhi quellarca, che non gi, come dice
Seneca, parlando dellAfricano, io credo essere
il sepolcro di tanto uomo, ma so; e, spesso, mi
soffermo a guardare pieno di venerazione
limmagine di lui cos viva e spirante scolpita in
alto sulle pareti, c he la fama dice
somigliantissima. Non lieve compenso questo
della mia venuta [a Milano] (Fam. XVI 11)
[traduzione di Enrico Bianchi]

Genere

Primo dialogo filosofico dellUmanesimo


modelli

classici (il dialogo filosofico):

n Cicerone
n Platone

(in quanto a sua volta modello di Cicerone)


n Ho imparato appunto da Cicerone questo modo di
scrivere, ed egli laveva a sua volta imparato da Platone
modelli

cristiani:

n Agostino

(Soliloquia, il dialogo serrato con la Ragione)


n Boezio (De consolatione philosophiae: il dialogo con la
Verit)

Intertestualit e modelli
Attonito michi quidem et Cogitanti mihi saepenumero et memoriae vetera repetenti
sepissime cogitanti qualiter in perbeati fuisse, Quinte frater, illi videri solent qui in optima re
h a n c v i t a m i n t r a s s e m , publica.. (Cicerone, De oratore, I 1)
qualiter ve forem
egressurus(Secretum p. 95]
Volventi mihi multa ac varia mecum diu ac per multos dies
quaerenti memetipsum ac bonum meum, quidve mali
evitandum esset, ait mihi subito sive ego ipse sive alius quis,
extrinsecus sive intrinsecus, nescio; nam hoc ipsum est quod
magnopere scire molior, ait ergo mihi (Agostino, Soliloquia I
1)
[Da lungo tempo riflettevo su molti e diversi problemi, e da
numerosi giorni cercavo ardentemente di conoscere me stesso,
e il mio bene, e quale fosse il male da evitare, quando dun
tratto qualcuno non so se io stesso, o un altro fuori o dentro
di me, ed appunto questo che io vorrei vivamente sapere
qualcuno, dunque, mi disse

Intertestualit e modelli
Non molto tempo fa ero assorto e pensavo
con sgomento, come faccio spessissimo, come
fossi entrato in questa vita e come ne sarei
dovuto uscire. Non ero per oppresso dal
sonno, come succede a chi spiritualmente
debilitato, e mi parve allora di vedere
angosciato e ben desto comero una donna
di unepoca di uno splendore inenarrabili, e
duna bellezza che noi uomini non riusciamo
pienamente a comprendere. Non sapevo per
quali vie fosse giunta sino ame: ma che fosse
vergine, me lo dicevano labito e il volto.
(Secretum, Proemio, p. 95)

Mentre nel silenzio andavo rimuginando tra


me e me queste riflessioni, e annotavo,
scrivendo, il mio lacrimevole lamento, mi
sembr che sopra il mio capo fosse apparsa
una donna di aspetto venerando, dagli occhi
sfolgoranti e penetranti oltre modo la
comune capacit degli uomini. Il suo colorito
era vivo e integro, il suo vigore, bench ella
fosse carica danni da non potersi credere in
nessun modo appartenere al tempo nostro.
La sua statura di ambigua valutazione. [...]
[descrizione allegorica delle vesti della
Filosofia]. La donna reggeva nella mano
destra dei libri, nella sinistra uno scettro
( S e ve r i n o B o e z i o, D e c o n s o l a t i o n e
Philosophiae, I 1, trad. di O. Dallera)

Dialogare con gli antichi

Il dialogo con Agostino alla presenza della Verit


unallegoria della lettura
Lettura come momento di introspezione e crescita
spirituale
Agostino riporta alcune verit degli antichi:
interpretazione cristiana dello stoicismo (vs il
concetto di grazia del teologo Agostino)

Autori pagani, concetti cristiani


le massime citate da Agostino sono tratte per la
maggior parte da autori pagani
Agostino fa appello al pentimento, accenna alle
punizioni infernali, ma rimane nei limiti della
filosofia morale antica
significativo il riferimento al sangue di Cristo,
tramite una nozione da bestiari derivata da Plinio
(Nat. hist. XXXVII 4, 59)

come

il sangue del capro distrugge il diamante, cos il


s a n g u e d i C r i s t o d i s t r u g ge l e c a t e n e d i
diamante (gloria e amore) che legano Petrarca
(Secretum III, p. 201)

Finale aperto: il conflitto dei


pensieri non risolto

Nonostante le apparenti vittorie di Agostino il libro si


apre cos come si era aperto; resta soltanto la preghiera
A. Ricadiamo nella vecchia lite: chiami impotenza la
volont! Ma vada pur cos, visto che non pu essere
altrimenti. Prego Iddio che ti segua nel tuo viaggio e che
permette che i tuoi passi, anche se erranti, ti portino al
sicuro (Secretum III p. 283)

quand'era in parte altr' uom da quel ch' i' sono (Rvf 1, 4)


Scorgimi al miglior guado, / et prendi in grado i cangiati
desiri (Rvf 366, 129-30, preghiera alla Vergine)

Agostino e Francesco

Lidentificazione con il personaggio delle Confessiones centrale nel


Secretum:

F. Ogni volta che leggo i libri delle tue Confessioni, preso tra due
contrastanti sentimenti di speranza e di timore, piangendo lacrime di
dolcezza, ho a tratti limpressione di leggere non la storia daltri, ma la
storia del mio proprio perigrinare (Secretum I, p. 115)
concetto espresso pi volte nellepistolario, ad es. Fam, X 3, 56

Interpretazione esistenziale (e non teologica) delle Confessiones

Dialogando con Agostino e non con Dio Petrarca dimostra una


visione laica del libro delle Confessiones

Incipit delle Confessiones

La confessio in Agostino confessione di fede, lode


del Signore
Sei

grande, Signore, e degno di somma lode: grande


la tua potenza, e la tua sapienza non ha numero [Ps. 47,
2]. E luomo, minima particella del tuo creato, vuole
lodarti: luomo, che porta in giro con s la sua natura di
morte, che porta con s la prova del suo peccato e la
prova che resisti ai superbi [Ps. 146, 5]. Eppure luomo,
minima particella del tuo creato, vuole lodarti (Conf. I
1)

Incipit delle Confessiones

Linquietudine in Agostino consiste nel desiderio


apparentemente inappagabile di conoscere Dio:
Tu,

tu lo spingi [luomo] a trovar gioia nelle tue lodi,


poich ci hai fatti per te e inquieto il nostro cuore
finch non sacquieta in te. Dammi, Signore, di
conoscere e comprendere se ti debba prima invocare o
lodare, e se ti debba prima conoscere o
invocare (Conf. I 1, traduzione di Gioacchino Chiarini)

Incipit delle Confessiones

Le Confessiones sono un dialogo con Dio:


E

tuttavia, lascia chio parli dinnanzi alla tua misericordia,


alla tua misericordia che parlo, non a un uomo, che
riderebbe di me. Tu pure, forse, ridi di me, ma quando avrai
posato il tuo sguardo su di me, avrai piet di me. Cosaltro
infatti voglio dire Singnore, se non che ignoro di dove sono
venuto qua, in questa, non so dire se vita mortale o morte
vitale? (Conf. I 6, 7)

Il Secretum un dialogo interiore:


Tu

dunque, libretto, evita dincontrarti con altri, e statti


contento di rimanertene con me, memore del tuo
nome (Secretum, Proemio, p. 99)

Struttura del Secretum

LIBRO I
Premessa:

la serenit spirituale pu essere raggiunta


attraverso la volont: 1. meditare la propria miseria 2.
desiderare la salute 3. cambiare vita
Proteste di Francesco; Agostino propone come medicina
la meditatio mortis (riflettere sui limiti della vita umana)
Necessit di porre fine a tutti i desideri terreni (p. 119)
Necessit di combattere contro i fantasmata (vaghe
immaginazioni)
Apparente capitolazione di Francesco

Struttura del Secretum

LIBRO II
Agostino

evidenzia i limiti della lettura: la vera


saggezza implica una condotta di vita saggia (p. 145)
Agostino evidenzia i limiti della parola e della scrittura
(p. 147)
Richiamo al pensiero della morte come fonte di umilt
Agostino confessa Francesco (come in punto di morte)
in merito ai peccati capitali:
n avarizia

(pp. 157-169)
n lussuria (171-179)

Struttura del Secretum

LIBRO III
Agostino

va allassalto finale ed invita a rinunciare


allamore e alla gloria (le due catene di diamante
che impediscono lascesa: p. 201)
Francesco difende Laura lodandone le doti eccezionali;
Agostino demolisce le argomentazioni stilnoviste
sulleccellenza della donna che conduce a Dio
Agostino costringe Francesco a riconoscere la vanit dei
due grandi libri incompleti: De viris e Africa
Francesco nel finale promette di concentrarsi sulla
propria interiorit ma soltanto dopo la conclusione
delle due opere maggiori

Secretum e Rerum vulgarium fragmenta

Il Secretum giustifica linterruzione delle due grandi opere classiciste:


De viris e Africa, da abbandonare in nome di una scrittura dellio
Allusione al titolo della nuova opera: sparsa anime fragmenta
recolligam > Rerum vulgarium fragmenta
raccolta delle poesie volgari (e delle lettere latine in versi e in
prosa): scrittura dellinteriorit vs classicismo ambizioso e vano delle
opere maggiori
Molti dei temi del Rvf sono rifusi nel Secretum (pagine in prosa che
riscrivono i sonetti gi scritti)
Il significato ultimo del Secretum condensato nel primo sonetto dei
Rvf: quanto piace al mondo breve sogno

Secretum e Rerum vulgarium fragmenta


Secretum

Rerum vulgarium fragmenta

D o m a n d e A. Che fai? Che sogni? Che fai , alma? che pensi? avrem
esistenziali
Che Aspetti? (I, p. 101)
mai pace? / avrem mai tregua? /
od avrem guerra eterna? (150,
1-2) Cfr. 273
La via della virt

A. Devi fuggire la via che Pochi compagni avrai per l altra


tutti percorrono, anelando via (7, 12)
ad altezze maggiori (I, p.
107)

Volo dellanima

A. Cosa pensi che si


debba fare perch lanimo
si innalzi integro alle cose
superiori? (I, p. 121)

I' vo piangendo i miei passati


tempi / i quai posi in amar cosa
mortale, / senza levarmi a volo,
abbiend' io l' ale, / per dar forse
di me non bassi exempi (365.
1-4).
Cfr. 139, 1-2; 182, 14; 307, 2;
335, 6

Secretum e Rerum vulgarium fragmenta


Avignone: citt F. Tutte cose che logorano
infernale nemica i sensi, abituati a cose
della poesia
migliori, e tolgono la quiete
agli animi nobili e
i n t e r r o m p o n o
lapplicazione alle attivit
pi elevate (II, p. 191)
Ritratto di Laura

III, p. 227 miniatura di Dittico sul quadretto in 77-78


Laura dipinta da Simone
Martini

P u d i c i z i a III, pp. 207-209


straordinaria di
Laura
Metafora in cervo

De l' empia Babilonia , ond'


fuggita / ogni vergogna, ond' ogni
bene fori, albergo di dolor,
madre d' errori, / son fuggito io
per allungar la vita (114, 1-4)
Cfr. i sonetti Babilonesi: 136-138
(e nel 139 anela a raggiungere
Gherado nella sua certosa)

dittico sulla pudicizia di Laura che


chiude la prima parte: 261-262

Io sono diventato come u l t i m a t ra s fo r m a z i o n e n e l l a


questa cerva [ferita] (IIII, canzone delle metamorfosi: 23
p. 235)

Secretum e Rerum vulgarium fragmenta


La rocca della ragione

F. sono costretto a ritirarmi nella rocca overo al poggio faticoso et alto/


della ragione (II, p. 179)
ritrarmi accortamente da lo strazio/
(II, 12-14)

dispera volutt del E mi nutro a tal punto di lacrime e


pianto
dolori, con una sorta di disperata
volutt, c he me ne stacco a
malincuore (II, p. 179)

Et io son un di quei che 'l pianger


giova; / et par ben ch' io m'
ingegni / che di lagrime pregni /
sien gli occhi miei s come 'l cor di
doglia;

Metafora
navigazione

si' che, s' io vissi in guerra et in


tempesta, mora in pace et in
porto; et se la stanza /fu vana,
almen sia la partita honesta. (356,
8-10) cfr. 234, 1.2, 317, 1-2; 366,
64-71 e la sestina 80 con le parole
rima: vita, scogli, legno, fine,
porto, vela

d e l l a F. Non mi resta alcuna speranza di


salvezza, se lOnnipotente non mi
concede di drizzare il timone e di
toccare terra prima di perire s che io
possa morire in porto dopo aver vissuto
in alto mare (I, p. 135)