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COMMENTO ALLA FOTO DI CUI S O P R A.

Questa è l’immagine del pettorale egizio che ha suscitato in me la straordinaria illuminazione


di cui ho parlato poc’anzi nella Seconda Lettera al Forum.
Se l’osservate bene, noterete alcune fondamentali somiglianze fra questa “ Barca di Rà “ e
l’Arca dell’Alleanza costruita da Mosè, di cui si parla nell’Esodo della Bibbia, soprattutto
l’analogia fra le due Dee alate che tendono le ali attorno al Sole centrale quasi per metterlo in
evidenza e i due Cherubini che si trovano sul propiziatorio o coperchio dell’Arca, che vi
distendono sopra le ali quasi per nasconderne meglio il contenuto.
Quindi, analogie a parte, la differenza fondamentale fra la “Barca” e l’Arca, consiste nel fatto
che nella prima, le due Dee “mostrano”, indicano visibilmente l’immagine del funzionamento
Ritmico del Sole, la Vera Realtà, mentre nella seconda i Cherubini “nascondono” le due
Tavole di Pietra, in cui sono incisi i Dieci Comandamenti della Legge, che si trovano
all’interno dell’Arca e che rappresentano l’Effetto Apparente nella materia, del Ritmo Solare
che le ha create.
Le due Tavole di Pietra fra loro accostate e quindi “contrapposte”, ( il “due” è sempre
simbolo di una contrapposizione in atto), rappresentano l’Effetto Stroboscopico della
Suddivisione e della Successione temporale a cui è assoggettata ogni materia nell’ambito di
un influsso gravitazionale, cioè il “velo” Apparente che nasconde la invisibile Funzione
Ritmica Solare Creativa, che determina attorno a sé ogni Livello di Manifestazione, e che poi,
(tale Effetto), diventa la caratteristica a cui soggiace ogni materia, ogni sostanza creata.
Nel Ritmo Solare Creativo, vi è sempre UNITA’, perché la sua manifestazione luminosa, cioè
i Raggi, viene sempre riassorbita nella Sintesi della Realtà, prima di essere di nuovo emanata,
come è evidenziato dalla piccola prominenza che appare nella parte inferiore del Disco
Solare, che mostra esteriormente il Nucleo nascosto al suo interno, che è all’Origine di tutto.
Vi è poi un altro importante particolare che vale la pena di sottolineare.
Vedete nella foto, come la sferetta del Sole situata nell’incavo superiore del grande disco che
rappresenta lo Spazio, è spostata sul fianco sinistro dell’incavo stesso, creando una infossatura
oscura nella parte contrapposta?
Essa sta a dimostrare visibilmente, l’invisibile Pulsazione interna del Sole, che si dilata e si
contrae di continuo come un Cuore in maniera rapidissima, emanando i Raggi luminosi, che
appena riflessi, ritornano alla loro sorgente, per poi essere emanati di nuovo.
Dovrei scrivere ancora per ore, per raccontarvi i particolari di tutto ciò che può essere
scoperto nel Pettorale che raffigura la Barca di Rà e nella simbologia dell’Arca della Alleanza
e anche dell’Arca di Noè, ma temo di aver già appesantito abbastanza il discorso.
Per concludere, vi dirò solo che la Legge che vieta e punisce, la Legge di Causa ed Effetto che
può essere considerata a livello spirituale una maledizione a cui soggiace ogni vita creata, è
stata emanata da un Dio che non è il Vero Dio, ma solo un Suo Aspetto, la Sua Immagine
riflessa e quindi il Suo Contrario, che si oppone al Vero Dio, allo scopo di aiutarlo a
concretizzare e quindi ad estendere la Sua Creazione.
Come ci ha rivelato Gesù, il Vero Dio non “punisce”, perchè è AMORE, è MISERICORDIA
e non Giustizia, poichè il Vero Dio riconosce Se Stesso in ogni essere creato, non importa se
buono o cattivo, perché sa che contiene in sé oltre alla Luce Divina, anche le inevitabili
Tenebre del Suo Riflesso creativo.
Casomai è l’uomo che punisce se stesso, ritenendosi e vivendo separato dall’Amore che è Dio
nel Suo aspetto Unitario e rifiutandosi di riconoscersi in Lui e nel tutto che lo circonda.
Il Dio del Sinai, il Dio crudele e vendicativo di Mosè, non è il Dio Ritmico che ha creato
l’uomo, ma bensì il Dio Unilaterale che l’uomo ha creato a sua immagine e somiglianza,
poichè essendo vittima delle illusioni determinate in lui dall’Effetto Stroboscopico che tutto
separa, e che domina come peso gravitazionale l’intera Natura, non riconosce nel “male” che
ha attorno, nelle Tenebre che riflettono il “Bene” della Luce facendolo soffrire, una parte
integrante di sé e quindi lo condanna.
Il Vero Dio “gioca” con la Sua Ombra, col Suo Avversario, col Suo Riflesso per creare
l’Universo, nella paziente attesa che l’intero Universo, reso consapevole e cosciente tramite la
sofferenza umana causata dalla distruzione delle illusioni, della propria Origine e Natura
Divina, porti a termine sia la Grande Opera della Identificazione con Lui, che con l’intero
Creato.
Questa Cosmica Redenzione, a cui Gesù Cristo ha dato inizio e a cui ogni uomo è chiamato a
contribuire in proporzione allo sviluppo della propria coscienza, segnerà la Fine dei Tempi e
delle Illusioni Stroboscopiche Gravitazionali, dando inizio all’Ascensione Identificativa, che
corrisponde a questo scopo fondamentale della Creazione:
DUPLICARE NEL CREATO L’ESISTENZA E LA COSCIENZA DEL CREATORE.

Nota.
Questa mattina mi sono risvegliato al suono interiore nella mente, di un’ode antica, che avevo
studiato a memoria da ragazzo circa 60 anni fa, ma che poi avevo completamente dimenticato
Per quasi un’ora questo versetto: “ Il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla
deserta coltrice accanto a lui posò ”, ha risuonato dentro di me senza che riuscissi a capirne la
ragione.
Solo più tardi, quando ho guardato il calendario, ho scoperto che oggi è il 5 maggio 2009.
Posso giurare che nei giorni scorsi, non avevo pensato minimamente a questa ricorrenza, né
mai vi avevo pensato nel corso dei tanti anni trascorsi dalla fine delle Scuole Medie.
Avevo ormai rinunciato a capire il motivo di questo misterioso ricordo, quando sedutomi al
computer per portare a termine gli aggiornamenti a questa nuova edizione del libro che avete
fra le mani, ho riletto il testo qui sopra scritto e una “luce” mi ha illuminato la mente.
Dio “atterra” col dolore, l’uomo orgoglioso che ritiene di poter vivere senza di Lui, senza il
Suo Amore che è Vita, ma poi “suscita”, fa risorgere l’uomo che ha esperimentato la vanità e
la precarietà di tutte le cose valutate in modo unilaterale e tutto ciò si inquadra perfettamente
con quanto su scritto.