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Che cosa significa

essere realisti
una risposta allarticolo di BAVO
di Merijn Oudenampsen

Secondo BAVO, la politica radicale non dovrebbe basarsi


sullimmaginazione ma su un realismo inteso come la creazione
di cortocircuiti tra le prevalenti narrazioni esistenti e la realt
sociale. Questa una retorica familiare allempirismo illuminista.
Secondo i suoi sostenitori il modo migliore per combattere il
populismo di destra quello di lamentarsi della politica senza
fatti e insistere sullentit dei dati statistici. Questa superficiale
posizione empirista, lidea cio che immaginazione e realismo
esistano intrinsecamente in contrasto tra loro, generalmente il
segno distintivo di una concezione conservatrice della politica.
Perch andare oltre allo status quo della politica impossibile
senza una qualche forma di immaginazione del futuro che si
desidera raggiungere. Dopo tutto la politica radicale si fonda
sulla convergenza critica di realismo e immaginazione, come
nel 68, il cui slogan siate realisti, chiedete limpossibile ne
ancora una testimonianza, o il motto degli alterglobalist
unaltromondo possibile.
C per pi di un indizio che fa intendere come la critica di
BAVO sia uno dei loro dispositivi ironici, e che per questo non
dovrebbe essere presa troppo alla lettera. Una prima ragione
di sospetto la strana dichiarazione di apertura secondo cui il
movimento Occupy per diventare una causa legittima dovrebbe
convincere il 99% della popolazione a uscire e protestare.
unaffermazione sconcertante che non sarebbe fuori luogo su
Fox News. Ulteriore motivo di sospetto il consiglio alla Sinistra
olandese di abbandonare il sogno di una societ multiculturale.
Il punto che questo sogno, per la sinistra, non mai realmente
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esistito, se non come uninvenzione demagogica di spettacolare


successo della nuova Destra olandese, che in qualche modo
riuscita a dare la colpa alla sinistra dellimmigrazione di massa.
La versione estrema di tale accusa la teoria dellEurabia
che ha portato Anders Breivik al suo sanguinoso massacro di
giovani socialdemocratici in Norvegia: lidea di un complotto tra
la sinistra istituzionale e il mondo arabo per fare dellEuropa
una colonia islamista. Il sospetto iniziale definitivamente
confermato quando BAVO consiglia alla sinistra di lasciare in
sospeso le sue critiche contro tutto ci che possa solamente
portare con s una traccia di populismo e di rendere questi
sogni liberal-populisti universali e forzare quindi la loro
realizzazione, raggiungendo degli obiettivi progressisti. Nel caso
di Wilders e il suo Partito per la Libert, ci significherebbe che
la sinistra dovrebbe battersi per il divieto del Corano e per la
deportazione degli immigrati musulmani dallEuropa.
Ora chiaro: siamo sul terreno familiare e logoro di un eccesso
di identificazione. Una tecnica sostenuta da BAVO, in cui
attori critici propagano ed esagerano la logica di chi detiene il
potere, interpretando il ruolo dellavvocato del diavolo, e cos
facendo mostrano alla societ ci che veramente in gioco.
Naturalmente questa tecnica di provocazione potrebbe rivelarsi
utile quando le forze dominanti nascondono il loro programma
ideologico dietro ad una pacificante retorica sociale (vengono
in mente gli Yes-Men come un esempio particolarmente riuscito
dellapplicazione di questa tecnica, esponendo i desideri nascosti
del WTO [lOrganizzazione Mondiale del Commercio, N.d.T.] e
delle societ multinazionali). Ma quando la retorica stessa gi
tossica (ad esempio, la dichiarazione di Wilders per cui il Corano
un libro fascista che incita alla violenza) la sovra-identificazione
non ha effetti critici, perch tutto gi alla luce del sole, sotto
gliocchiditutti.
Tuttavia la critica allidea di mimetismo nelle tecniche del
populismo di destra sembra essere un valido punto, degno di
essere affrontato. Usiamo questopportunit allora, per una breve
elaborazione sul rapporto tra realismo e immaginazione.
Comunicazione politica / Costruzione dellimmaginario / Narrazioni fondative

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Largomento fondamentale nel testo sul populismo di destra,


criticato da BAVO, che questo disponga di un fascino
particolare e di grande successo per limmaginazione.
Considerando che i movimenti di emancipazione degli anni
Sessanta usavano limmaginazione per andare oltre il presente,
verso limmagine di un futuro pi giusto, i movimenti populisti
di destra mirano a cambiare la societ offrendo immagini del
passato: siano incontaminati paesaggi olandesi negli spot
televisivi dei populisti, i costumi medievali nei raduni della Lega
Nord, o gli abiti da patrioti americani degli attivisti del Tea Party.
Il problema della risposta comune al populismo di destra la
sua natura apolitica ed empirista. Lidea che il nostro ruolo sia
limitato al controllo delle dichiarazioni dei politici populisti mette
laccento sui loro sogni nostalgici piuttosto che mostrare i nostri
sogni e le nostre immaginazioni.
Un esempio particolarmente efficace di un uso avanzato
dellimmaginazione era il sogno di Martin Luther King: una
societ in cui le persone non sarebbero state giudicate in base al
colore della loro pelle, ma per le qualit del loro carattere. Gran
parte della critica di BAVO ruota intorno allidea che limmaginare
una societ in cui la segregazione razziale potrebbe essere
annullata, sia fondato sulla realt, e cio la realt delle promesse
di Abraham Lincoln quando questi abol la schiavit nel secolo
precedente. Ma una promessa una realt?
O piuttosto limmaginazione di una realt futura? Il grezzo
empirismo qui non daiuto.
Una lunga tradizione del pensiero politico vede limmaginazione
in possesso di un ruolo centrale in qualsiasi forma di attivit
umana. Vi il passaggio ben noto del Capitale in cui Marx
affronta la particolarit della natura umana, che fa perno sulla
trasformazione della natura attraverso limmaginazione:
Il ragno compie operazioni che assomigliano a quelle
del tessitore, lape fa vergognare molti architetti con la
costruzione delle sue cellette di cera. Ma ci che fin dal
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principio distingue il peggiore architetto dallape migliore


il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa prima
di costruirla in cera.
Il Capitale, vol. I, capitolo VII, parte 1

Pi o meno lo stesso pu essere detto riguardo la politica: la


sua occupazione principale di trasformare la realt esistente,
operazione impossibile senza una qualche immagine mentale
del futuro ancora inesistente anche se, paradossalmente,
questimmagine deriva dal passato. In altre parole, la politica
esiste grazie alla possibilit di immaginare realt alternative, e di
falsificare la realt offerta dagli avversari. Ci non vuol dire che la
politica abbia a che fare semplicemente con linvenzione, ma che
la veridicit di certe proposte pu essere pienamente riscontrata
solo nel futuro, o nel passato.
Torniamo alla promessa non mantenuta da Lincoln. Ne Ai bordi
del politico, Jacques Rancire intende la fine della politica
come la fine di un impiego particolare del tempo, quello della
promessa. La promessa ha funzionato come un orizzonte
politico, una comunit a venire, una destinazione, una certa
isola utopica. In altre parole: un futuro migliore. Tutto questo
si conclude quando negli anni Ottanta la fine della politica si
afferma come la rinuncia allarte della politica come programma
di liberazione e promessa di felicit. La promessa sostituita
da una politica esercitata completamente nel presente, con il
futuro ridotto a nientaltro che ad un ampliamento del presente,
pagato, ovviamente, con lausterit e i tagli necessari. La
fine della politica si impone dunque come un processo di
secolarizzazione che va oltre lideologia, verso un terreno in cui
ogni promessa si trover immediatamente sotto attacco per la
sua mancanza di realismo. In questo cambiamento dunque, il
politico riappare in una veste di anti-promessa: non lorizzonte di
un viaggio, ma lorlo di un abisso. Lanti-promessa un appello
allunit a fronte della previsione del peggio: guerra civile e caos.
O in altre forme contemporanee: islamizzazione, terrorismo, o
il pensiero apocalittico del Tea Party nel prevedere larrivo del
socialismonegli Stati Uniti.
Comunicazione politica / Costruzione dellimmaginario / Narrazioni fondative

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In questo contesto abbiamo cos tre diverse concezioni del


tempo politico: la politica della promessa, la fine della politica,
e la politica dellabisso. Lincoln e King sono un esempio della
prima; le posizioni dei partiti post-ideologici, come i nuovi
Laburisti, potrebbero essere un esempio della seconda; i
populisti di destra un esempio della terza. Naturalmente
non vi ununivoca distribuzione ideologica dellimpiego del
tempo politico. Il movimento ambientalista, per esempio,
spesso orientato pi verso labisso che verso la promessa. Ma
lessenziale qui che la risposta che BAVO avanza al populismo
di destra, ci che in molti credono come la causa dellavvento
del populismo di destra: una politica tecnocratica basata su
unidea di realismo visto come ci che unicamente possibile nel
presente, o nellattuale costellazione del potere.
Molto di questo tema riassunto in quello che Gramsci,
parafrasando Machiavelli, ha chiamato realt effettuale:
Il troppo (e quindi superficiale e meccanico) realismo
politico porta spesso ad affermare che luomo di Stato
deve operare solo nellambito della realt effettuale,
non interessarsi del dover essere, ma solo dellessere.
Ci significherebbe che luomo di Stato non deve avere
prospettive oltre la lunghezza del proprio naso.
Note sul Machiavelli, sulla politica e sullo Stato moderno

alla realizzazione della sua volont. Pertanto non vi alcuna


distinzione necessaria tra limmaginazione di una realt futura e
la consapevolezza della realt nel presente:
Il politico in atto un creatore, un suscitatore, ma n crea
dal nulla, n si muove nel vuoto torbido dei suoi desideri
e sogni. Si fonda sulla realt effettuale, ma cos questa
realt effettuale? forse qualcosa di statico e immobile o
non piuttosto un rapporto di forze in continuo movimento e
mutamento di equilibrio? Applicare la volont alla creazione
di un nuovo equilibrio delle forze realmente esistenti ed
operanti, fondandosi su quella determinata forza che si
ritiene progressiva, e potenziandola per farla trionfare,
sempre muoversi nel terreno della realt effettuale ma per
dominarla e superarla (o contribuire a ci). Il dover essere
quindi concretezza, anzi la sola interpretazione realistica
e storicistica della realt, sola storia in atto e filosofia in
atto, sola politica.
Note sul Machiavelli, sulla politica e sullo Stato moderno

In questo senso Martin Luther King un realista: si


preoccupato di ci che dovrebbe essere, e ha previsto quali
elementi del presente erano necessari per creare un futuro che
a suo tempo era considerato politicamente non realistico. Un
futuro che non nemmeno riuscito a vedere mentre era in vita.

Nel tema che Gramsci sviluppa in seguito, egli afferma in


sostanza che lunico modo per conoscere veramente la realt
quello di avere un programma per trasformarla. Dal momento
in cui la realt il risultato di una applicazione della volont
umana alla societ delle cose e non pu essere determinata
da alcuna legge di regolarit, nessuna previsione obiettiva del
futuro possibile. Colui che predice il futuro deve avere un
programma, una certa concezione del mondo. Dal momento
in cui il presente non statico, ma in continuo mutamento,
solo attraverso la passione, un investimento di desiderio, si
possono percepire nel presente i vettori che possono cambiarlo:
solo chi vuole fortemente identifica gli elementi necessari

quella la parte della politica della promessa che in qualche


modo dobbiamo far rivivere, lobiettivo di modificare i rapporti di
potere al fine di realizzare una realt che, nelle date circostanze,
semplicemente non realistica. Non ci che Occupy prevede:
la richiesta che le istituzioni presenti debbano cambiare prima
che qualsiasi altra reale richiesta venga soddisfatta?

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Comunicazione politica / Costruzione dellimmaginario / Narrazioni fondative

Oud / Che cosa significa essere realisti / M. Oudenampsen / eng: p. 302

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Codice Oud / 01
Autore A. Facchetti
Titolo Lincoln Memorial
Link http://bit.ly/W3jV23

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Codice Oud / 02
Autore A. Facchetti
Titolo Tea Party
Link http://bit.ly/W3jJQC

Oud / Che cosa significa essere realisti / M. Oudenampsen / eng: p. 302

Comunicazione politica / Costruzione dellimmaginario / Narrazioni fondative

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