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la Locomotiva

Anno XV n. 4
Sinistra Universitaria
Unione degli Universitari
La Sinistra Universitaria - UDU è un’associazione Attualmente però sembra che la direzione presa sia
studentesca politico-sindacale apartitica; il suo scopo è da quella contraria: scarsa considerazione delle necessità degli
sempre quello di difendere e di promuovere i diritti degli studenti, strapotere della classe baronale e, visto che al peggio
studenti, obiettivo portato avanti sia tramite la non c’è mai fine, una sconfortante serie di riforme che sono
rappresentanza all’interno dei diversi organi d’Ateneo, sia state in grado di affossare completamente il già agonizzante
tramite un approccio vertenziale ai vari problemi che sistema universitario italiano. Molti studenti non lo sanno,
possono sorgere per uno studente nel corso della sua vita ma al momento della loro iscrizione all’Università diventano
universitaria, e sia tramite l’offerta di servizi e automaticamente portatori di determinati diritti, riconosciuti
l’organizzazione di attività culturali da conferenze a ma troppo spesso calpestati o ignorati; proponendoci come
cineforum, da gite a feste. sindacato studentesco, nostra priorità è la tutela di quei diritti
La nostra è la storia di alcuni ragazzi che nel 1994 si già riconosciuti e tutto l’impegno necessario per farne
costituirono autonomamente come gruppo per far sentire la accettare di nuovi. I terreni di scontro sono molteplici e le
propria voce all’interno dell’Ateneo perugino, spinti dalla questioni spinose, ma gettare la spugna o sfoderare
necessità di costruire un soggetto sindacale in grado di dare disinteresse non fa che peggiorare lo stato di cose attuale.
una rappresentanza stabile e forte alla componente La noncuranza e l’indifferenza sono gli strumenti di cui i
studentesca di Perugia. Nel corso degli anni l’associazione ha baroni dell’Università si servono per farci stare buoni e
portato avanti i suoi progetti con due spiriti diversi ma renderci innocui: non glielo permettiamo! Informiamoci e
concilianti: ha saputo attenersi alle sue linee guida originarie prendiamo parte attivamente alla vita del nostro Ateneo,
riuscendo però contemporaneamente ad evolversi con i esercitando tutti i diritti di cui siamo portatori. L’Università è,
tempi; da qui, in un’ottica di maggior incisività a livello o quantomeno dovrebbe essere, il trampolino di lancio per il
nazionale, la decisione di entrare a far parte dell’UDU, nostro futuro: aiutiamola a migliorarsi, per migliorarci.
Unione degli Universitari, confederazione nazionale di
associazioni studentesche dei principali Atenei italiani. Allora Per discutere di questo e delle molteplici attività che la
come oggi, siamo mossi dalla convinzione che lo studente Sinistra Universitaria - UDU propone ed organizza ci
all’interno dell’Università debba potersi formare come troverai ogni Mercoledì alle 19:00 in Aula E di
persona completa e come cittadino pensante ed attivo, Farmacia, sotto il Rettorato. Le riunioni sono aperte a
acquisendo da un lato le conoscenze del corso di laurea cui è tutti ed ogni nuova voce, se pur critica, è ben accetta, poiché
iscritto e dall’altro uno spirito critico e un’autocoscienza tali soltanto con un confronto aperto, sano e leale è possibile
da poter valutare autonomamente quanto gli accade intorno. crescere e migliorare.

Esecutivo
Presidente Jacopo Giovagnoni 3409716583 turco@hotmail.it

Coordinatore Leonardo Esposito 3409081703 leonardoesposito@hotmail.it

Resp. Diritto allo Studio e Didattica Sebastiano Pirisi 3280891859 sebastiano.pirisi@tiscali.it

Resp. Organizzazione - Gruppi di Facoltà Francesco Ciaglia 3293344625 apollo31@alice.it

Resp. Fondi Angela Pistelli 3493143440 angela_pistelli@virgilio.it

Resp. Comunicazione ed Informazione Federico Fratini 3287729184 federico.fratini@gmail.com

Direttore:
Savino Balzano

Grafica:
Giorgio Maraziti
Redazione: Matteo Falcone
Federico Fratini
Disegni: Alessandro Sicioldr Bianchi Jacopo Giovagnoni
Alessandro Sicioldr Bianchi Francesco Bonaduce Rita Manni
Rossella Casalaspro Aurora Caporali Giorgio Maraziti
Rossella Casalaspro Stefano Mariani
Barbara Fagotti
Ciuenlai Marta Miglietti
Giorgio Maraziti Gianluca Cotone Roberto Mincigrucci
Elisa Valloni Beatrice Depretis Rosibetti Rubino
Francesco Di Marco Giovanni Sellari
Contatti: Barbara Fagotti Elisa Valloni
www.uduperugia.it
savino.balzano@hotmail.it Copertina di Elisa Valloni

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la Locomotiva
PERIODICO D’INFORMAZIONE DELLA SINISTRA UNIVERSITARIA - UDU PERUGIA

[Sommario] --> Quando l’impegno per la pace viene


copertina premiato: Laurea Honoris Causa a
Mohamed ElBaradei
--> Gli incubi che divengono realtà di Rita Manni pag. 8
alla ricerca del filo rosso che lega populismo e
riforma universitaria… --> La liberalizzazione economica è
di Savino Balzano pag. 4 davvero terminata?
RUSSIA AVANTI/ INDIETRO
di Roberto Mincigrucci pag. 9

MOBILITAZIONE --> “OUR EDUCATION IS NOT FOR SALE!”


gli studenti europei in difesa dell'universita' pubblica
di Marta Miglietti pag. 9
--> Il fiato sul collo. Le due facce di un
autunno “tiepido” --> Ti vuoi laureare? Ecco la lista d’attesa!
di Francesco Bonaduce pag. 5 resoconto sulle estenuanti peripezie di chi cerca un
relatore
--> Quello strano mercoledì... di Rita Manni pag. 10
di Giorgio Maraziti pag. 5

--> La nebbia è tutta attorno, ma


all’orizzonte ci attende il Sole! issues
resoconto della grande assemblea sull’università
tenutasi a Roma
di Aurora Caporali pag. 6 --> JET LAG - voci dall’Erasmus
questa volta si va in Belgio!!!
di Stefano Mariani e Marta Miglietti pag. 11

--> Boccali d’Alcool


participation di Rosibetti Rubino pag. 12

--> Facoltà di Medicina: un controverso --> Il “Capovolto Mondo” di Terry Gilliam


di Giovanni Sellari pag. 13
fiore all’occhiello
di Beatrice Depretis pag. 7
--> Oltre il muro
a vent’anni dalla caduta del muro di Berlino: cosa è
--> Oltre ai ratti c’è di più cambiato?
molte le news per la Facoltà di Scienze Politiche! di Jacopo Giovagnoni pag. 13
di Matteo Falcone pag. 7

--> Questo XV anno vissuto come una


--> Palazzo Gallenga si salva dalle
grande avventura
sforbiciate dei sarti romani di Savino Balzano pag. 14
di Gianluca Cotone pag. 8

-->photostream
15 anni con la Locomotiva

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la Locomotiva - Anno XV Numero 4
Gli incubi che divengono realtà
alla ricerca del filo rosso che lega
populismo e riforma universitaria…
di Savino Balzano

Prima di entrare nel merito del DDL che si pone


come obbiettivo quello di riformare il sistema
universitario del nostro paese, credo sia necessario fare
una premessa ed alcuni riferimenti a quanto scritto in
passato, nei nostri precedenti numeri, in quanto il
progetto di legge (nella fattispecie un disegno) si pone
come atto conclusivo di un piano che affonda le sue
radici nell’autunno scorso.
Prima di tutto, in risposta alle dementi posizioni (di
alcune associazioni universitarie, studentesche per
giunta) espresse in passato, si può affermare,
apoditticamente, che la l. 133 non era assolutamente
considerabile come un intervento riformatore delle
nostre università. Era, piuttosto, un taglio trasversale ed
indiscriminato, che ha cominciato a mettere in
ginocchio gli atenei del paese ed il cui effetto si protrae,
per i cinque anni successivi all’entrata in vigore, con un “...è come se dicessimo ad un pilota di salire in
incremento esponenziale di tale taglio. La manovra auto e di andare dove preferisce, ma senza
economica volta a ridurre il finanziamento delle
università è tanto stringente, da non essere
assolutamente sostenibile. carburante.”
Ricordo, quando durante la riunione degli “stati
generali” presso il Rettorato, l’anno scorso, si imbastiva assolutamente impopolare. La logica era pressappoco
una discussione, riferita alla 133, e si mettevano in luce questa: “il pubblico rappresenta l’inefficienza assoluta -
gli ipotetici errori valutativi dell’esecutivo nel sacca di sprechi, raccomandati e fannulloni -, ma c’è un
predisporre l’intervento: si sosteneva infatti, che la legge luogo in cui tutto questo mal costume si incrementa: le
non avrebbe affatto condotto al raggiungimento degli università!”. Populismo puro, quel “fiume carsico” (per
obiettivi tanto decantati, in quanto le università usare una metafora di Eugenio Scalari) che ogni tanto
venivano indebolite, veniva messo un freno alla viene fuori e che nel nostro paese è molto più
meritocrazia tra strutture, si colpiva a morte la ricerca e importante che in altri; lo stesso populismo a cui il
l’innovazione italiana, bla bla bla. Chiesi la parola ed governo fa ricorso per fare i suoi porci comodi in tema
intervenni dicendo che la discussione in essere non di giustizia (ci dicono che i giudici non hanno voglia di
aveva alcun senso perché tali valutazioni il governo le lavorare) ed è identico a quello impiegato per
aveva ben a mente: sostenni che i nostri governanti giustificare la politica, semi nazista, che la Lega Nord
erano assolutamente consapevoli del fatto che un taglio tanto reclama in tema di immigrazione.
indiscriminato alla ricerca, in un momento di Mi sembra chiaro, ma ci manca ancora di collocare
contrazione economica, poteva rappresentare una questo “benedetto” (si fa per dire) DDL, seguendo
sciagura, che – tra l’altro – si poneva in contrasto con la questa, tanto intellegibile quanto drammatica e
logica manageriale che il ministro tanto auspicava, etc. sconcertante sequenza, e, soprattutto, cercando di
La 133, infatti, era un provvedimento volto a metterlo in una qualche relazione con la 133 ed il
smantellare l’università e non a riformarla, assai più populismo (i due elementi succitati).
semplicemente. Rappresentava un atto con una ratio Questa sì che è una riforma, eccome! Prevede un
spinta dalla mancanza di fiducia nei confronti incremento rilevante dei poteri dei Rettori; relega ad un
dell’università stessa, del ruolo di rilevanza pubblica e ruolo praticamente consultivo il Senato Accademico;
sociale che essa dovrebbe invece ricoprire. La 133, attribuisce al Consiglio di Amministrazione poteri
insomma, non era affatto una riforma, era un attacco estesissimi in materia economica, ma non solo, anche
frontale all’alta formazione (pubblica) del nostro paese. sulla didattica e sulla ricerca; abolirebbe le Facoltà, o
Posta questa premessa, il passaggio successivo è quantomeno la loro necessaria previsione, rilanciando il
obbligatoriamente questo: perché nessuno reagì? Ci ruolo dei Dipartimenti; introduce logiche aziendaliste
furono proteste, sissignore, ma quasi tutte provenienti davvero penetranti, basti pensare alle componenti,
dal mondo universitario stesso (docenti, studenti, necessariamente ester ne all’ateneo, previste
personale tecnico amministrativo, precari), nessuna cogentemente (con una percentuale non inferiore al
solidarietà di una certa rilevanza dalle altre componenti circa 40%) per il CdA, oppure all’introduzione del
della società civile italiana. Effettivamente è curioso: Direttore Generale (da sostituire al Direttore
insomma, stiamo parlando dell’università, l’istituzione Amministrativo: le rivoluzioni si fanno con le parole!); alla
che dovrebbe avere un ruolo quantomeno riconosciuto conseguente verticizzazione delle politiche di governo
nella vita di un ordinamento, eppure nessuno sembrò degli atenei e, quindi, mortificazione del ruolo della
interessarsi particolarmente ad un provvedimento che, rappresentanza studentesca, etc. Ovviamente,
de facto, sta dissanguando il sistema. La risposta, l’unica trattandosi di un disegno di legge, tutto è ancora in
che mi venne in mente, è che l’immobilismo e la divenire, ma è possibile rinvenire un tertium comparationis,
mancanza di reazioni vincolari erano dovuti ad un se lo si mette in relazione ad altri progetti (si pensi a
precedente “lavaggio del cervello”. Una potentissima quelli presentati dall’ On. Valditara) oppure alle linee
campagna d’infor mazione deviata e deviante guida per la riforma della governance di ateneo presentate
(trasversale alle forze politiche, benché sono comunque l’estate scorsa dal Ministro Gelmini o, ancora, alla nota
ravvisabili differenze tra i due schieramenti) volta a ministeriale del 4 settembre scorso. L’elemento comune
re n d e re a l l ’ u n i ve r s i t à i t a l i a n a u n’ i m m a g i n e è, appunto, la logica imprenditoriale da inculcare con
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violenza negli atenei italiani, ormai ridotti allo stremo. auto e di andare dove preferisce, ma senza carburante.

la Locomotiva - Anno XV Numero 4


Si badi, sono troppi gli elementi che inducono a tale La sua autonomia di scelta della meta sarebbe solo
conclusione: da anni, ormai, la campagna populista formale, perché sostanzialmente non potrebbe far altro
viene scagliata con manifesta dirompenza contro il che supplicare, elemosinare e dipendere da colui il quale
mondo universitario di questo paese e questo produce dispone della tanica di benzina e, pur di averla, magari,
un profondo senso di solitudine da parte degli atenei. sarebbe disposto ad accettare un compromesso.
Essi, in pratica, sono impopolari e visti con occhio torvo Ed ecco che gli incubi divengono realtà e gli spettri
dalla gente. A questo, pur tuttavia, avrebbero potuto che all’orizzonte si mostravano l’autunno scorso si
comunque rimediare con il ricorso alla loro autonomia, stanno mestamente presentando a noi: come
ma non esiste autonomia funzionale se v’è dipendenza reagiremo? dove trovare la forza di resistere e
economica: è come se dicessimo ad un pilota di salire in combattere, ora, che siamo soli e senza risorse?

FOCUS Mobilitazione democrazia partecipata. Non ci si può, proprio ora,


Il fiato sul collo. Le due facce di accontentare di quest’una tantum. Se è vero che la
un autunno “tiepido” rappresentanza studentesca è debole e poco legittimata
(vota circa il 20% della popolazione studentesca) è
di Francesco Bonaduce altrettanto vero che le sue mancanze possono essere
colmate solo con la collaborazione di tutti gli studenti.
Il 23 novembre, una volta tanto, gli studenti hanno Citando un articolo di Zucconi: “ha vinto chi è andato
segnato una meta. La Commissione Tasse, convocata in a votare, ha perso chi non si è presentato” (da
extremis grazie alla pressione esercitata dagli studenti (le Repubblica del 5 novembre). Questa è la regola a base
circa 4 mila firme raccolte) e dai rappresentanti in della democrazia.
Consiglio degli Studenti e Consiglio di Ebbene, vince chi si mette in gioco. Vince chi lotta
Amministrazione, ha portato i suoi frutti. Ateneo e per i propri diritti, chi fa sentire la propria voce. Vince
studenti si sono accordati sulla riduzione della III rata. lo studente che affronta il proprio rappresentante e lo
Riduzione che dovrebbe coinvolgere principalmente le sprona a fare di più, illustrandogli i problemi che non
fasce medio-basse (le più colpite dalla “scappatella” vengono affrontati. Vince lo studente che discute e che
estiva del Magnifico Rettore). Un accordo che, ad oggi dedica un po’ del proprio tempo al mondo che lo
(2 dicembre), deve ancora essere ratificato formalmente circonda ed in cui passa la maggior parte della propria
e che, secondo i rappresentanti in Cda “è una buona vita universitaria. Ma per vittoria non intendo ottenere
mediazione tra le esigenze dell’Ateneo e le tasche degli il risultato sperato: più borse di studio, più appelli
studenti”. Tradotto: abbiamo messo una toppa ad una d’esame e di laurea, professori “costretti” ad andare a
manovra che poteva risutare devastante. lezione, ecc... Anche questo, certo, ma non solo.
Un buon risultato. Certo, non un trionfo: gli Per vittoria intendo il prender parte ad un
aumenti restano e per alcuni resteranno invariati, ma meccanismo più grande e complesso. Un meccanismo
per lo meno èstata ottenuta una gradualità degli stessi, che, lasciato a se stesso, tende a schiacciare gli studenti e
in corrispondenza del reddito. a permettere a chi è in una posizione di forza di
Contestualmente, si “accendeva” il dibattito intorno prosperare incontrastato. Ecco, nel momento in cui vi è
alla riforma dell’Università. Purtroppo, sotto questo un controllo, una vigilanza costante sugli ingranaggi
versante, è mancato “quel qualcosa” che ha invece reso dell’Ateneo e della politica in generale, vedrete che i
vincente la lotta all’aumento delle tasse: la “padroni” non sono poi così intoccabili. Ed è per
partecipazione studentesca. O meglio… Dopo le due questo, per questo dovere di stare col fiato sul collo delle
folte assemblee di Lettere e Veterinaria, quella che istituzioni, che c’è la necessità di un rinnovato impegno
doveva essere l’accensione della miccia (l’assemblea comune.
presso la “Conca” del 24) è stata un vero e proprio
“passo falso”. Inutile nascondersi dietro un dito: la
miccia era bagnata ed è necessario riflettere sul perché.
Sicuramente, come Associazione e come membri
dell’Associazione - a partire dal sottoscritto - occorre
fare un mea culpa per la mancanza di organizzazione e di
impegno (evidentemente inferiore al necessario) profuso
per la causa. Ma più allarmante (per non dire
disarmante) è il disinteresse degli studenti verso un
argomento che li tocca in prima persona: il futuro
dell’Università pubblica. Ciò che si proponevano le
assemblee organizzate dall’UdU era di avviare un
confronto, una discussione sul disegno di legge Gelmini
e, più in generale, sul “sistema Università”. La riforma è
ancora in cantiere e il Parlamento dovrà discuterne a
lungo. Ciò non implica però che noi studenti siamo
esonerati dal farlo. Anzi: è proprio questo il momento di
far vedere qual è l’Università che vogliamo. E’ questo il
tempo (prima che i giochi siano fatti) di mostrare alla
Quello strano mercoledì...
politica cosa gli studenti vogliono da una riforma da di Giorgio Maraziti
tutti ritenuta necessaria. Gli studenti, dal primo
all’ultimo, sono chiamati a dire la loro. Ed è proprio La trasparenza è un requisito improrogabile in
questa la giusta leva: se la partecipazione ha giocato un qualunque associazione. La limpidezza di pensieri e
ruolo fondamentale nella questione delle tasse, essa è azioni non può essere inquinata da un atteggiamento
imprescindibile anche nei confronti della politica reticente al dialogo o da un celato scetticismo al
nazionale. La raccolta firme è stato un esempio di confronto: il risultato altrimenti è ciò che è accaduto
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la Locomotiva - Anno XV Numero 4 quel mercoledì sera a riunione. Mi riferisco ovviamente delle Scuole superiori: precari, personale ausiliario,
ad uno dei consueti incontri che il nostro sindacato studenti. Da tutta Italia, delegazioni e delegazioni sono
programma settimanalmente nell’aula E di Farmacia, convenute in quello che poi si è rivelato essere un vero e
accanto al Rettorato. Incontri, o più precisamente proprio flop: il movimento doveva essere rilanciato,
assemblee, che di solito si svolgono in un clima sereno e invece ha esalato il suo “ultimo respiro”. La discussione
costruttivo, solitamente appunto… è stata piuttosto confusa e il documento finale
L’atipico è avvenuto quel mercoledì, ma già abbastanza oscuro e controverso, poco propositivo, per
nell’aria dei giorni precedenti vi era il sentore che non dire “fantasioso”. L’ “Onda”, purtroppo, non c’è
sarebbe stata un’assemblea particolare, poiché si erano più, lo spontaneismo partecipativo dell’autunno scorso
levate parecchie voci, alcune ufficiali altre ufficiose, di si è spento, gli slogan, ormai stantii e ridondanti, che fino
pesanti contestazioni tra i membri dell’associazione. ad un anno fa riecheggiavano in ogni dove, sono stati
Queste evidenziavano criticità da molto tempo sopite, ripetuti senza sosta, ma inutilmente: le parole d’ordine
che ora si sarebbero destate strillando e infrangendo la del Movimento hanno perso la loro efficacia. Si sono
routine di quei pacifici mercoledì. avvicendati interventi di varie organizzazioni,
L’atmosfera era gelida e compressa, l’elettricità si studentesche e non, dall’UDS al “Coordinamento-
palpava tra le dita. Come ombre in fila indiana si Precari”, anche l’UDU ha avuto un piccolo spazio,
succedevano i protagonisti dello scontro, chi decisamente minimo, considerando l’effettivo peso
dimettendosi, chi accusando, chi smentendo, chi ancora politico del Sindacato studentesco più grande d’Italia: il
svelando lati inattesi del proprio carattere nella foga del quadro che se ne trae è decisamente malinconico e
dissidio. E poi il silenzio, compìto e riflessivo di chi desolante. Accorati e commoventi gli interventi di alcuni
medita su se stesso, sugli altri, su cosa vuol dire precari che rivendicavano il loro diritto al lavoro, questo
partecipare alla vita di una associazione… governo ha tolto loro ogni speranza di serena
Non è stato sicuramente un clima sereno – piuttosto pianificazione futura, lasciando solo mortificazione e
il contrario - ma in qualche modo si è dimostrato inquietudine.
“istruttivo”. Perché nel susseguirsi di tesi e antitesi, di Di cosa, in concreto, si è parlato? Quali risposte-
fatti e misfatti, di interpretazioni e retroscena differenti, proposte sono state date? In tutta onestà… Non saprei
è assurto in tutta la sua potenza – oltre le nebbie del rispondere. Varie le date di mobilitazione individuate,
singoli eventi – lo strumento eccelso del dialogo. non tutte accolte dai territori convenuti; vari i metodi di
L’importanza della trasparenza e del confronto protesta prospettati, nessuno di preciso approvato o
pubblico, all’inter no di qualunque for ma largamente condiviso.
d’associazionismo, non erano mai stati per me così La domanda da porsi è: cosa resta? Alla fine, dopo
evidenti e cristallini. Non che fosse stata inficiata - in tante parole, ahimé poco concrete, resta chi è sempre
modo palese - la solidità di un simile mezzo, ma presente nella sua Università, nella sua Scuola, nel suo
probabilmente la reticenza dei singoli aveva fatto sì che i territorio: resta chi ci tiene davvero a cambiare le cose e
rancori celati ai più trovassero pabulum per accrescersi e restano i sogni e le speranze di un “governo del Sapere”
scoppiare l’uno indipendentemente dall’altro nello più equo e democratico. L’esperienza di questo
stesso identico periodo. Movimento ci ha insegnato che lo spontaneismo e gli
Siamo ragazzi, compagni e studenti, che cercano di ideali astratti, se non concretizzabili o comunque
svolgere in modo serio una politica sociale a favore di adattabili in qualche modo alla realtà, da soli,
quelli che come noi hanno status di universitari, sfortunatamente, non bastano: tutte le componenti,
limitatamente – mi auspico – al tempo e all’impegno universitarie e no,n dovranno riuscire ad organizzarsi su
dedicato a quei momenti che, come lo studio, linee comuni e condivise, altrimenti il fallimento ci
caratterizzano questo nostro stesso status. Se noi per attende inesorabile. Non tutto è perduto: una
primi non riusciamo ad usufruire appieno dello Scuola-Università migliore
strumento della trasparenza e del dialogo – soprattutto può essere ancora costruita,
in assemblea – come possiamo ricercarlo o pretenderlo ma tutti dobbiamo avere
nei nostri interlocutori? È appunto l’assemblea il chiaro l’obiettivo e tutti
momento in cui questo è di imprescindibile utilità, e dal dobbiamo impegnarci per
massimo confronto si originano le idee più innovative e raggiungerlo e, solo allora,
le scelte più sagge: le stesse poi potranno essere quando l’avremo
coordinate dai pochi che si propongono per l’incarico, raggiunto, un nuovo Sole
ma l’indirizzo deve essere maggioritario. Ciò è ancora splenderà su questo paese:
possibile in un sindacato come il nostro, in cui i membri il Sole della Conoscenza.
partecipanti riescono a riunirsi in uno stesso posto e
discutere. Quando il numero aumenta allora è
necessario ricorrere ad una rappresentanza, ma la
situazione non è quella che ci troviamo ad affrontare.
Queste sono la mia esperienza e le mie riflessioni di
quel mercoledì sera: forse qualcuno ne ha tratto delle
altre, l’importante è poterne parlare…

La nebbia è tutta attorno, ma


all’orizzonte ci attende il Sole!
resoconto della grande assemblea
sull’università tenutasi a Roma
di Aurora Caporali

Il 20 ottobre 2009, a Roma, presso l’Università


della Sapienza, si è svolta una grande assemblea che
riuniva tutte le forze rappresentative dell’Università e

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il
PARTicipation

la Locomotiva - Anno XV Numero 4


caso
Il problema diventa squisitamente logistico, soprattutto
Facoltà di Medicina: un per studenti vincolati da un obbligo di frequenza che li
controverso fiore all’occhiello può trattenere in Facoltà anche dalle sette di mattina
alle sette di sera; tornare a casa per studiare potrebbe
di Beatrice Depretis diventare complicato, se non addirittura un'impresa,
considerando anche il pressoché costante traffico che
Quest'articolo non vuole in alcuna maniera comprensibilmente circonda l'Ospedale. Allo stesso
screditare un Ateneo che affonda le sue antiche radici, modo, nutrirsi esclusivamente, per (almeno) cinque
ufficialmente, nella bolla del papa Clemente V dell'8 giorni su sette, di panini del bar potrebbe rappresentare
settembre 1308. Diamo a Cesare quel che è di Cesare: un'abitudine non pienamente condivisa da molti, non
scorrendo fra le pagine internet dedicate all'Università dimenticando la presumibile attenzione ad una dieta
di Perugia, si scopre che "oltre ad essere uno dei più corretta che uno studente di medicina dovrebbe avere.
accreditati Atenei nazionali, l’Università degli Studi di Con la (remota) speranza di essere riusciti a
Perugia ricopre un posto di assoluto prestigio anche in smuovere qualcosa, intanto continuiamo ad aspettare.
ambito europeo. Si scopre che la stessa dispone di tre
centri di eccellenza di rilevanza internazionale, nonché
di numerosi altri centri di ricerca nazionali; che Oltre ai ratti c’è di più
intrattiene, mediante l'attività di ventinove dipartimenti, molte le news per la Facoltà di
rapporti di collaborazione scientifica con università
europee, americane, giapponesi, cinesi, indiane. Scienze Politiche!
Addirittura, secondo la classifica Censis Repubblica di Matteo Falcone
2009 è Perugia ad avere la migliore Facoltà di Medicina
e Chirurgia a livello nazionale. Ma "chi si loda si In un giorno
sbroda", come si suol dire; non sarà, dunque, oggetto di uggioso di metà
biasimo il tentativo di rendere informati i lettori di novembre mi recavo
qualche lacuna di questa Facoltà. E' vero infatti che la in Facoltà per seguire
nuova struttura in cui sarà trasferita la Facoltà di i corsi che mi
Medicina e Chirurgia è ancora quasi vergine in quanto spettavano. Si
tuttora in via di sistemazione. E' anche vero che, fino a prospettava una
gennaio almeno, gli studenti dei primi tre anni gior nata noiosa,
continueranno a seguire le lezioni nella vecchia sede di quando mi si parava
via del Giochetto, approfittando ancora di aule in zona dinanzi una visione
semi-centrale e quindi non tagliate fuori dalla vita strana: un
universitaria perugina. camioncino bianco
Tutto questo per dire che non siamo ancora "off- con su scritto “Il
limits", ma che non è mai troppo presto per sollecitare flauto magico”. La
chi di dovere a colmarne alcune rilevanti lacune: mensa fiaba la conosciamo
e biblioteca. Sembra infatti che siano emersi problemi tutti e, allo stesso
circa la dislocazione e addirittura la stessa presenza di modo, tutti
una mensa. E, come se ciò non bastasse, si aggiunge il potemmo capire
disagio della mancanza di una biblioteca per i primi cosa fosse accaduto:
mesi di lezione. Certo, non che sia impossibile l a n o s t r a a m at a
frequentare corsi, studiare e dare esami senza. Qualche Facoltà era infestata
"laudator temporis acti" potrebbe dire, magari con un dai ratti. La
pizzico di nostalgia mascherato da un tono di giornata divenne da
rimprovero per questi giovani d'oggi "troppo comodi", noiosa a
che per mangiare non serve la mensa, basta un panino, tragicomica. La
e che, come si studia in Facoltà era piena di
biblioteca, ancora meglio si scatole de-
può studiare a casa. Tutto vero. rattizzanti nere e di
cattivissimo aspetto.
La prima cosa che
mi venne in mente
fu che evidentemente i ratti erano diventati
dei veggenti e degli opportunisti: viste le disastrose
condizioni economiche dell’università italiana e
dell’Università degli studi di Perugia, i ratti si preparano
a farla da padroni, tra cartoni e locali chiusi e
abbandonati di una università in lento e negativo
ridimensionamento, e pronti a nutrirsi dei libri delle
nostre biblioteche, che a causa degli sporadici orari di
apertura vedranno come maggiori frequentatori proprio
i topi (altro che “topi da biblioteca”, in questo caso “una
biblioteca per topi”). Comunque mettendo da parte gli
scherzi, anche se non molto lontani dalla realtà, è
necessario mettere in evidenza alcune decisioni e
osservazioni fatte negli ultimi Consigli.
In primo luogo sembra che i tirocini e stage
formativi siano aumentati dopo l’approvazione del
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la Locomotiva - Anno XV Numero 4 nuovo regolamento prima dell’estate. È aperta sul sito
della Facoltà una sezione dedicata a questo argomento
chiamata “Stage e lavoro” in cui sono indicati alcuni stage
molto interessanti: ad esempio quello aperto presso il
Senato della Repubblica o il progetto FISE (Finestra
sull’Europa) coordinato dal prof. Fabio Raspadori. Tra
le righe, oltretutto, la pagina riguardante gli stage
presenta una sezione che raccoglie i commenti e i
suggerimenti riguardanti i tirocini e gli stage della
Facoltà.
In secondo luogo, durante l’ultimo Consiglio di
Intercorso di SP e RI, si è deciso di appoggiare una
proposta che potrebbe lanciare anche la nostra Facoltà
sulle tematiche dell’anti-mafia. Il prof. Segatori si è reso
disponibile a coordinare, in accordo con l’associazione
“Libera”, un corso da 3 crediti sulle tematiche inerenti
la mafia e la lotta contro questa, analizzandola in tutte
le sue sfaccettature: sociologiche, giuridiche,
economiche, etc. Tutto è ancora in divenire ma il solo
fatto di volere affrontare queste tematiche fa sì che
anche la nostra Facoltà, come Giurisprudenza sta
facendo con il corso in legislazione anti-mafia, dimostri
la propria sensibilità al tema. Aspettiamo con ansia
sviluppi in merito a questo.
In terzo e ultimo luogo la Commissione Paritetica
per la didattica (commissione del Consiglio di Intercorso
composta da 4 studenti e 4 docenti) sta portando avanti
delle proposte, da portare in Consiglio di Intercorso e di
Facoltà, sulla razionalizzazione e sull’ampliamento delle
informazioni a tutti i livelli attraverso un aggiornamento
del sito e nell’introduzione di una più intensa cultura
della valutazione didattica, che parta dall’analisi dei dati
attuali che vengono forniti dal sistema valutativo del
nostro Ateneo. Tutto questo verrà presentato in
primavera.
Non male per una Facoltà infestata dai ratti!

Palazzo Gallenga si salva dalle


sforbiciate dei sarti romani l’esempio più nobile di modello di integrazione perché
costruito sul patrimonio culturale del quale gli stranieri
di Gianluca Cotone sono portatori”; soltanto la conoscenza diretta della
nostra cultura, permetterà che non sia sradicata e
Gli artigiani della sottile arte di tagli e ritagli, tanto trapiantata nel campo dei luoghi comuni e delle logiche
cara al nostro governo, hanno sforbiciato di nuovo le commerciali, ma seminata nelle menti e nelle parole
vesti della formazione universitaria; questa volta ad degli studenti stranieri.
essere colpita è un’istituzione preziosissima del
perugino: l’Università per stranieri.
La riduzione di fondi, da parte del Ministero degli Quando l’impegno per la pace
Affari Esteri, peserà come un macigno sulle finanze viene premiato: Laurea Honoris
dell’Ateneo tanto che il Magnifico Rettore Stefania Causa a Mohamed ElBaradei
Giannini, al fine di sostenere gli attuali livelli qualitativi
della didattica, sarà costretta a rivedere il numero degli di Rita Manni
studenti ammessi a ciascun corso per il prossimo anno
accademico. Da qualche anno a questa parte l’espressione
In questa situazione, le amministrazioni locali si “laurea honoris causa” mi evoca brutte immagini.
sono dimostrate più sensibili e lungimiranti rispetto ai Immagini di improbabili cantautori o motociclisti ai
nostri sommi ministeri, dando prova concretamente quali viene attribuita una laurea in Scienze della
dell’affezione delle istituzioni locali all’Università per Comunicazione per essere riusciti a trasmettere alle
stranieri; la Provincia di Perugia sosterrà l’Ateneo al fine nuove generazioni… cosa? Il mito della “vita
di fronteggiare le difficoltà finanziarie verificando le spericolata” o quello di una corsa in moto cercando di
possibilità di intervento e le modalità di sostegno: la farsi notare in tutti i modi? In tal caso sarebbe stata
decisione è stata presa dai vertici della Provincia a meglio una laurea in Marketing. Motivazione: aver
seguito di una recente seduta del Consiglio saputo vendere senza che il consumatore se ne rendesse
d’amministrazione dell’Università per stranieri a cui ha realmente conto.
preso parte il Vice presidente Aviano Rossi. Ma per fortuna l’Università di Perugia, e in
L’importanza e il valore dell’Ateneo di Palazzo particolare la Facoltà di Scienze Politiche, ci ricorda che
Gallenga in un una fase così delicata della storia del una laurea honoris causa non è solo questo. Ed ecco
nostro paese è riflessa nelle parole del Vice presidente: che, il 17 novembre scorso, viene conferita una laurea
“Troppo spesso il problema degli stranieri viene specialistica in Relazioni Internazionali ad un uomo che
affrontato come problema da gestire, da presidiare, di laurea già ne ha una in diritto, arricchita da un
senza accorgerci che l’Università per Stranieri è dottorato in diritto internazionale. Un uomo che ha alle

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con tutte le implicazioni che il passaggio da economia

la Locomotiva - Anno XV Numero 4


pianificata a libero mercato ha causato e che ancora
oggi fa sentire i suoi effetti. La facoltà di Scienze
Politiche di Perugia ha promosso un costruttivo dibattito
proprio su una parte di queste implicazioni, andando ad
analizzare la particolarità della situazione russa
focalizzando l’attenzione sulle conseguenze della crisi
finanziaria. “Impatto della Crisi Finanziaria in Russia”
è quindi il titolo del seminario organizzato dal
Dipartimento di Economia, Finanza e Statistica lo
scorso 25 Novembre che ha avuto come relatore la
Professoressa Silvana Malle dell’Università di Verona e
direttrice del CEWSEI (Centre for East-West Studies
and European Integration).
La professoressa Malle ha impostato il suo discorso
dividendo la storia economica della Russia in tre periodi
di riferimento: la prima parte riguardante la Russia
Sovietica e il regime Comunista, la seconda il periodo di
spalle più di quarant’anni di carriera diplomatica e che transizione tra economia pianificata e libero mercato
ha addirittura vinto un premio Nobel per la Pace nel con le relative privatizzazioni, ed infine l’ultima parte
2005. Costui è Mohamed ElBaradei che attualmente focalizzata sulle attuali politiche economiche della
r i c o p re i l r u o l o d i p re s i d e n t e d e l l ’ A g e n z i a Federazione Russa. Ed è proprio su quest’ultima parte
Internazionale per l’Energia Atomica, ovvero l’ente che che si è concentrato lo sguardo della docente, partendo
si occupa di promuovere l’utilizzo pacifico dell’energia dalle critiche fatte dal presidente Medvedev al proprio
nucleare e di impedirne l’utilizzo per scopi militari. Ed è paese e alla domanda da lui sollevata: “dove sta la
proprio questo il motivo per cui l’Università di Perugia Russia oggi?”. Dopo la fine della transizione di metà
ha conferito questa laurea, per riconoscere l’operato del degli anni ‘90, la Russia conobbe un periodo di forte
diplomatico egiziano che si è costantemente impegnato crescita che illuse politici ed economisti di poter
affinché il grande potenziale dell’energia atomica superare senza gravi conseguenze la crisi economica
venisse sfruttato in modo pacifico. ElBaradei mondiale. L’attuale recessione quindi ha colto di
rappresenta l’importanza della diplomazia multilaterale, sorpresa il paese in questione riportando all’attenzione
del dialogo tra nazioni orientato alla pace. importanti problematiche nascoste provvisoriamente dal
La laurea a ElBaradei assume un valore particolare periodo di prosperità. Tra questi la mancanza di
osservando il suo contesto spazio temporale. opposizione in Parlamento, con il partito di
Considerato l’attuale momento storico e, soprattutto, maggioranza che occupa quasi il 70% dei seggi, e il
alla luce delle recenti posizioni iraniane in sul nucleare peso che ricoprono i grandi imprenditori, capaci di
condannate dall’Aeia, la laurea ad ElBaradei non fa condizionare le politiche finanziarie formulate dal
altro che rafforzare la cruciale importanza del Governo. Le imprese che caratterizzano il panorama
diplomatico nelle relazioni internazionali, che in questo economico russo sono infatti dei veri e propri colossi
momento sono particolarmente accorte al problema del industriali, troppo grandi per essere lasciate fallire e che
nucleare. Inoltre, la laurea viene conferita a Perugia, godendo degli inevitabili supporti statali, stanno
città storicamente denuclearizzata, da sempre attenta al praticamente prosciugando le casse del Paese, che prima
tema della pace e della collaborazione internazionale. della crisi erano le seconde al mondo.
Rita Levi Montalcini, Carlo Colaiavoco, Luigi Secondo Medvedev quindi l’economia russa riflette
Meneghello, Karolos Paopulis. Questi sono solo alcuni ancora le maggiori deficienze di quella sovietica, con
dei personaggi di grande rilievo scientifico e culturale ai prodotti finali caratterizzati da bassa competitività sul
quali è stata conferita una laurea honoris causa mercato internazionale e soprattutto che ignora i
dall’Università di Perugia. Al nostro Ateneo va bisogni dell’individuo. Delle carenze che dimostrano
riconosciuto il merito di trasmettere, tramite queste che dopo vent’anni dalla caduta del muro, il processo di
proclamazioni, un messaggio positivo: lo studio, democratizzazione e di liberalizzazione che ne è
l’impegno nel sociale, la ricerca, conducono a traguardi scaturito è tutt’altro che finito e che ancora oggi non è
importanti che prima o poi vengono riconosciuti. possibile prevedere quali conseguenze ne scaturiranno.
L’auspicio, quello di tutti, è che in una sede che ha
ospitato personaggi di questo rango, non ci sia posto per “OUR EDUCATION IS NOT FOR
lauree ad honorem per chiunque abbia riempito uno
stadio o sviluppato un qualsiasi fenomeno di emulazione SALE!”
mediatica. gli studenti europei in difesa
dell'universita' pubblica
La liberalizzazione economica è di Marta Miglietti
davvero terminata?
RUSSIA AVANTI/ INDIETRO Abituati come siamo a considerare il nostro caotico
Bel Paese difficile da comprendere, ci capita di
di Roberto Mincigrucci concentrare la nostra attenzione su ciò che accade in
Italia, senza dare uno sguardo anche alle realtà che ci
Il ventesimo anniversario dalla caduta del muro di circondano. Ma se provassimo più spesso a considerare
Berlino è stata un’occasione per tornare a discutere anche il contesto sovranazionale in cui ci troviamo,
delle dinamiche che hanno accompagnato la transizione riusciremmo a vedere tanti motivi comuni, tante forze
dei paesi dell’Est Europa verso l’economia di mercato. sociali che si muovono nella stessa direzione. In questo
Molte attenzioni sono state riversate sugli aspetti socio- modo comprenderemmo meglio la nostra stessa realtà,
culturali che hanno modificato l’identità politica e le in quanto, ormai, nessuna dimensione interna può
relazioni internazionali nel mondo intero. È passato in essere considerata a se stante. Un perfetto esempio
secondo piano invece l’aspetto economico della vicenda, consiste nell'esplosione della protesta universitaria in
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la Locomotiva - Anno XV Europa di questo autunno. Gli studenti italiani non
Ti vuoi laureare? Ecco la lista
sono stati gli unici a scendere in piazza, seguendo l'onda
dell'anno scorso, per rivendicare il diritto ad d’attesa!
un'università accessibile, libera e sottratta a dinamiche resoconto sulle estenuanti peripezie
ed esigenze “aziendali”. Il nuovo concetto di
privatizzazione e di “aziendalizzazione” delle università di chi cerca un relatore
è, infatti, un motivo ricorrente nei progetti di riforma di Rita Manni
dei sistemi universitari europei, e testimonia l'affermarsi
di una cultura diffusa basata su un accesso elitario
all'istruzione superiore e sull'esaltazione della figura del Laurearsi fuori corso è abbastanza comune, ma
privato. Il privato è celebrato come il nuovo garante forse in molti, soprattutto se esterni al mondo
della ottimizzazione dei costi e della razionalizzazione universitario, non sanno che a volte questo disastroso
dei servizi, ma, spesso, rappresenta solo la slittare di sessioni è dovuto a cause di forza maggiore,
risposta obbligata alla come l’impossibilità di trovare repentinamente
professori che possano seguire la propria tesi. Accade
sempre più spesso, e accade soprattutto per quei corsi
laurea, più frequentemente sono i magistrali, che si
ritrovano con circa nove o dieci insegnamenti, quindi
altrettanti professori a cui chiedere di seguire
un’eventuale tesi (anche se, per alcuni corsi di laurea
specialistica, è possibile richiedere la tesi ad un docente
della triennale). Ovviamente il numero degli studenti
che hanno bisogno di questo tipo di assistenza è molto
maggiore rispetto a quello dei professori disponibili. E
così si sviluppa un circolo vizioso per cui la tesi va
chiesta con largo anticipo, rischiando di tralasciare corsi
interessanti perché non ancora frequentati, al momento
della richiesta al relatore. Senza considerare che, la
scelta della disciplina in cui laurearsi, è sempre un
“ t e r n o a l l o t t o ” : alcuni professori sono disponibili
da subito; altri
devono aspettare
che si laurei
sempre qualcuno degli
più fragile presenza dello stato assistiti; altri
sociale. Ma gli studenti d'Europa non vogliono accettare ancora hanno
questa situazione. Durane tutto l'autunno, ed in un’inter minabile
particolare in occasione della giornata internazionale lista d’attesa, per
dello studente, il 17 novembre, in diversi stati europei gli cui la discussione
studenti si sono mobilitati contro i tagli diffusi sarebbe possibile
all'istruzione superiore e contro la presenza troppo forte dopo un numero
dell’economia privata nella vita accademica. Le prime i n d e fi n i t o d i
sono state la Germania e l'Austria. In Germania, da sessioni. Così,
metà ottobre, la protesta si è sviluppata negli atenei di p a s s a u n a l t ro
Berlino, Amburgo, Monaco, Duisburg, Heidelberg e anno, si entra a far
Magonza, ed è culminata il 17 novembre, con più di parte dei “fuori
200.000 studenti scesi in corteo in tutto il paese corso” e
appoggiati dai sindacati e dall'opposizione di sinistra inevitabilmente si
attiva nel paese. In particolare, gli studenti si sono pag ano nuove
opposti alla destinazione privilegiata dei finanziamenti tasse.
alle università semi-privatizzate d'eccellenza, al taglio La colpa dei
dei finanziamenti per le università popolari ed al professori in tutto
dilagare del numero chiuso. Agli studenti tedeschi questo è limitata,
hanno fatto eco i movimenti austriaci. Dalla fine di se non nulla, in
ottobre e per diverse settimane è stata occupata quanto è
l'università di Vienna e la protesta si è diffusa ad altre umanamente
nove università del paese. Gli studenti austriaci hanno impossibile
chiesto, in particolare, la riduzione delle tasse seguire un
universitarie e la garanzia di strutture democratiche di n u m e ro t a n t o
amministrazione all'interno degli atenei. Dai primi di elevato di tesi e,
novembre, in Svizzera, si sono mobilitate le università di soprattutto, farlo
Berna, di Zurigo, di Basilea e Ginevra. E' stata una delle in maniera
rarissime occasioni in cui si e' arrivati ad episodi di accurata. Il
occupazione degli atenei svizzeri. Tra le rivendicazioni problema si
degli studenti d'oltralpe possiamo trovare alcune delle p o t r e b b e
nostre stesse richieste: maggiore partecipazione degli risolvere, forse,
studenti nella vita universitaria e parallela riduzione dei con la presenza
membri esterni nei consigli d’amministrazione. Tante di collaboratori o assistenti assegnati ai professori e
lingue, un'unica voce: "Our education is not for incaricati di seguire le tesi. Ma…. per caso mancano i
sale!" (slogan della protesta universitaria svizzera 2009 fondi?
http://www.unsereuni.ch )

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living
ISSues

la Locomotiva - Anno XV Numero 4


pg
JET LAG – voci dall'Erasmus!”
questa volta si va in Belgio!!!
di Stefano Mariani e Marta Miglietti
Giulia Barabani frequenta la Facoltà di trovare una stanza in affitto, però ovviamente lo spirito di
Matematica, è stata sei mesi in erasmus a Gent, adattamento è fondamentale. La mia stanza, in una casa,
piccola città universitaria delle fiandre orientali. era molto economica e abitavo insieme ad altre quattro
ragazze, una cinese, due spagnole e un’iraniana, con cui
Perché proprio il Belgio, cosa ti aspettavi di trovare? la convivenza è stata tranquilla e divertente.
Ammetto che la scelta del Belgio sia stata un po’ casuale: Come ti sei trovata nell'Università? Quali sono le
ho voluto scegliere una città in cui la lingua richiesta fosse differenze maggiori nel metodo di insegnamento e di
l’inglese (a Gent parlano fiammingo, un “dialetto” studio?
dell’olandese, ma tutti conoscono molto bene anche Ho frequentato tre corsi, due dei quali prevedevano che il
l’inglese), poi ho sempre amato i posti freddi, anche se docente, una volta a settimana, si rendesse disponibile per
quando nel pieno dell’inverno si congelano i tubi della delle lezioni volte solo a noi studenti erasmus; dell’altro
doccia si sente un po’ di nostalgia per il clima italiano! corso, invece, ho seguito le lezioni ordinarie. Le difficoltà,
Quella belga è una realtà molto diversa da quella soprattutto per la comprensione della lingua, ci sono
Perugina? state; tuttavia ho trovato grande disponibilità, sia da parte
Gent, per dimensione e per il fatto di essere una città dei compagni di università che, durante la spiegazione in
universitaria, offre un buon parallelo con Perugia. Ho classe, mi aiutavano nella traduzione, sia da parte dei
notato in genere un “ordine” relativo a vari aspetti della professori presenti quasi tutti i giorni nel proprio ufficio e
città: traffico, servizi, comportamenti e rispetto per facilmente raggiungibili tramite e-mail. La matematica è
l’ambiente (ottima l’organizzazione della raccolta fortunatamente una materia che si basa su una
differenziata porta a porta e diffusissime le biciclette simbologia univer sale, per cui è abbastanza
come mezzo alternativo) comprensibile anche in una lingua così differente dalla
Come è stata l'accoglienza di uno studente erasmus nostra.
come te? Consiglieresti a
P re m e tt o ch e h o qualcuno di fare
incontrato molte l'erasmus, magari
d i f fi c o l t à p e r l a proprio in Belgio?
d e fi n i z i o n e d e l Sicuramente
“ l e a r n i n g consiglio a chiunque
agreement”, inoltre di fare l’esperienza
l’università che mi ha erasmus, anche se
ospitato richiede un dovesse comportare
livello di conoscenze un rallentamento
dell'inglese superiore d e g l i s t u d i . Pe r
al B1, consiglio di quanto riguarda il
mettersi in contatto paese, sono rimasta
con l’università affascinata dal Belgio
ospitante con largo e Gent è
anticipo. Una volta particolarmente
a r r i v a t a , idonea per gli studi
l’accoglienza è stata perché meno
molto buona, mi è dispersiva di una
stato assegnato un capitale.
tutor utile per tutti gli Il Belgio è lo Stato
eventuali problemi che accoglie le
pratici, ho istituzioni europee!
partecipato al Welcome day, e durante il soggiorno sono Questa realtà influenza il dibattito culturale e politico del
state organizzate serate e gite: Gent è in una posizione Belgio? Ti sembra che in Belgio si parli più di "Europa"
per cui sono facilmente raggiungibili altre città come rispetto all'Italia? E pensi di sentirti più "europeo" ora
Brugges, Anversa, le capitali Bruxelles e Parigi. che hai fatto l'erasmus?
Quali sono le abitudini degli studenti universitari? Essendo Gent una città di provincia non ho avvertito una
Per quanto riguarda la vita universitaria non ho trovato particolare atmosfera “europea”, se non per il fatto di
grandi differenze. Anche a Gent le sedi delle facoltà non aver conosciuto molti studenti erasmus. Senz’altro a
sono concentrate in un solo punto della città, la mia Bruxelles questa atmosfera è più palpabile.
facoltà in particolare era un po’ dislocata ma ben
attrezzata. Considerato il freddo, la sera ci si rinchiude Markus Pitscheider frequenta la Facoltà di
nei pub, dove la birra costa meno dell’acqua! Medicina e viene da Bruxelles.
La borsa di studio è sufficiente per lo stile di vita
belga? E' facile trovare alloggio magari economico? Dal Belgio a Perugia, come mai proprio la realtà
La borsa di studio, di 200 euro mensili, non riesce universitaria Perugina?
ovviamente a coprire tutte le spese. Il Belgio, in quanto a Cinque anni fa sono stato a Perugia per frequentare un
costo della vita, è leggermente più caro che da noi. Ci corso di Italiano. Vivere in questa città mi è sembrato
sono comunque sconti per studenti per quanto riguarda i gradevole. Pur essendo piccola è una città in cui non ci si
trasporti e una mensa in ogni polo universitario. Trovare annoia, grazie anche al suo ambiente universitario.
un alloggio è facile se ci si muove in tempo, a Gent ci Inoltre ho pensato che un semestre di erasmus a Perugia
sono tre residence universitari e ad ogni studente erasmus sarebbe stata una buona occasione per approfondire la
viene data una lista di indirizzi e-mail da contattare per conoscenza della lingua italiana.
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la Locomotiva - Anno XV Numero 4 Il Belgio è uno Stato relativamente piccolo e improntato all’attività pratica. Fin dall'inizio lo studente
collocato in una posizione geografica piuttosto diversa ha la possibilità di acquisire conoscenze pratiche: ad
da quella italiana. Come è stato il cambiamento esempio nel campo dell’anatomia.
geografico e sociale? Da studente erasmus come ti sei trovato nell'ambiente
Una cosa che mi ha sorpreso di Perugia è il clima. Me perugino? E' stato facile inserirsi? Quali le principali
l’aspettavo meno freddo e, invece, mi sembra che non difficoltà e quali le principali differenze con il Belgio?
sia tanto diverso da quello di Bruxelles. Almeno in Perugia è una città accogliente in cui mi sono trovato
inverno, Perugia ha delle caratteristiche simili a quelle bene fin dall’inizio e penso di essermi inserito
della mia città. Penso che ci sia una grande diversità tra abbastanza. L’unico inconveniente è forse il rischio che
le regioni e le città dei due paesi: è una delle cose che certi giovani rimangano nel loro gruppo senza aprirsi
voglio scoprire durante questi mesi. alla realtà che li circonda. Poche le differenze: sia in
Cosa ti aspettavi nel venire a Perugia e Belgio che in Italia periodi di studio intenso si alternano
dall'esperienza erasmus in generale anche per il tuo a periodi in cui ci si lascia un po’ più andare e ci si
futuro? diverte.
Credo che questa sarà un’esperienza che mi aiuterà Consiglieresti a qualcun altro l'esperienza, magari a
sotto diversi aspetti: sul piano accademico poiché sapere Perugia?
come si lavora e si studia in un altro paese è sempre un Assolutamente sì. Consiglierei a ogni studente di fare
arricchimento. Anche a livello personale dato che a questa esperienza interessante dal punto di vista umano
Perugia posso conoscere, oltre alla realtà italiana, e degli studi. Perugia è una città che offre molte
mentalità e modi di comportarsi di altri paesi e culture. possibilità da ogni punto di vista.
Abito insieme a tre studenti spagnoli e il loro modo di Il Belgio è lo Stato che accoglie le istituzioni europee!
vivere è completamente diverso dal mio a casa. Questo Questa realtà influenza il dibattito culturale e politico
si nota sopratutto negli orari: mentre io muoio di fame del Belgio? Ti sembra che in Belgio si parli più di
alle sette della sera, loro non cenano mai prima delle "Europa" rispetto all'Italia? E pensi di sentirti più
dieci. "europeo" ora che hai fatto l'erasmus?
L'approccio con la lingua straniera spaventa molti, il Grazie alla presenza di un gran numero di persone
tuo come è stato? provenienti da tutte le parti d’Europa c’è a Bruxelles
Per me, l’italiano non era una lingua completamente un’atmosfera internazionale. Purtroppo la politica
sconosciuta. Questo sicuramente ha facilitato il mio nazionale belga è troppo concentrata sulle sue beghe
inserimento nella realtà sociale durante le mie prime interne (tra fiamminghi e valloni) per approfittare di
settimane a Perugia. Comunque l’esperienza più difficile questa situazione. Per quanto riguarda le mie esperienze
sono state le prime lezioni a causa dei termini scientifici personali, posso dire che, avendo frequentato la scuola
a me sconosciuti e del modo di esprimersi europea a Bruxelles, l’ambiente internazionale non mi è
incomprensibile di alcuni professori. nuovo in quanto ero costantemente a contatto con
Come viene vissuta la realtà universitaria in Belgio ragazzi provenienti da ogni parte d’Europa.
da parte degli studenti?
Rispetto a quello che ho potuto constatare
nell'università italiana, lo studio è maggiormente

Boccali d’Alcool
di Rosibetti Rubino

01:30 AM, 18/11/2009: urla in Via Appia.


01:30 AM, 27/11/2009: urla in Via Appia.
Prima e dopo l’ordinanza comunale n°536 del 19
novembre, le cose a quanto pare non sono, poi, tanto
cambiate. L’oggetto del documento firmato dal sindaco
Wladimiro Boccali, paradossalmente, riguarda le “misure
a tutela del centro storico: divieto di vendita e
somministrazione di bevande alcoliche”. Evitando un
linguaggio da “talpa burocrate”, ciò significa che all’una
e mezza i locali del centro perugino non potranno più
vendere alcolici e, di conseguenza, chiuderanno prima
del consueto. Il provvedimento, in teoria, è provvisorio.
L’ordinanza, infatti, copre il periodo fra il 23 novembre
e il 24 gennaio, escludendo il periodo natalizio. Ciò che
va sottolineato non è tanto il divieto, già di per sé
discutibile (proibizionismo docet), quanto le “misure a
tutela del centro storico”. Non ridete, non c’è nulla da
ridere. Coloro che abitano davvero nel tanto tutelato l’amor di Dio, che decidono di tornare a casa. Intorno a
centro storico sono, oggi, praticamente solo studenti e loro, il nulla. Anche se gridassero non ci sarebbe
stranieri. Privarli di luoghi in cui stare non è un aiuto, nessuna risposta. E anche se volessero evitare di stare
né agli abitanti, né tanto meno alla sicurezza. Uno “in mezzo alla strada”, sarebbero costretti a farlo,
studente medio esce dalla propria casa all’incirca verso perché i posti dove andare sarebbero inevitabilmente
mezzanotte. Ovviamente, non ha intenzione di chiusi. E’ questa l’idea di sicurezza che avete? O credete
rimanere fuori solo per un’ora. Dunque, si ritroverà alle davvero che anticipare un divieto di mezz’ora valga
due in Piazza IV novembre, da solo o in compagnia, come deterrente al bere? L’unico obiettivo che potete
con uno scenario di saracinesche abbassate a riuscire a raggiungere è quello di far bere la gente più
circondarlo. Ora, e qui mi rivolgo in particolar modo ai velocemente. Un’ordinanza, così, sola, abbandonata e
perugini che tanto si lamentano dei torpidi costumi del senza alle spalle un serio progetto di restauro, anche
centro: immaginate i vostri figli, sobri, sobrissimi, per morale se vogliamo, di questa città, non cambierà nulla.
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la Locomotiva - Anno XV Numero 4
E io continuerò a sentire le urla. Non basterà smettere travolge. La storia e le
di bere trenta minuti prima per risolvere i problemi. E scene che scorrono
sono tanti, tantissimi. Basti pensare a ciò che succede in davanti ai nostri occhi
centro e al fatto che la polizia ci sia. Tutti sanno. I sono sconvolgenti:
perugini, gli studenti, la polizia, il sindaco, i bambini. una bambina che
Sono tutti consapevoli di ciò che succede in questa città. vede morire di
La fontana divide due mondi: da una parte, le volanti, overdose la madre,
dall’altra droghe e alcool. Ho veramente paura che che scappa con il
dietro tutto questo vi sia un’ipocrisia esplicata in tacito padre strafatto per
accordo. Se di sicurezza vogliamo parlare, parliamone. andare a vivere in
Siamo i primi, in quanto studenti, in quanto abitanti di campagna, in una
questa zona “tormentata” che avete lasciato al suo casa diroccata che era
destino, in quanto grandi sostenitori dell’intera della nonna. Le scene
economia cittadina, a volerlo. Se fossi perugina, dure continuano e si
l’ordinanza mi puzzerebbe di “contentino”. Ed è strano susseguono come in
che per nessuno sia così. Se mi candidassi a sindaco, il vortice, che ci porta a
mio slogan sarebbe:“Mi basta poco per farvi felici”. toccare quello che
Spero che ci si renda conto dell’assurdità di un Gilliam in realtà
provvedimento simile. Insomma, pensateci, se ci vuole: l'oblio.
mandate via dal centro, da qualche altra parte Gli spettatori iniziano a chiudere gli occhi,
bisognerà pur sempre andare: così non farete altro che qualcuno si alza e esce dalla sala: è eticamente
spostare il problema e lasciare sempre più solo uno dei inaccettabile per chiunque restare a guardare una
centri storici più belli d’Italia. Proprio al ripensamento è bambina che prepara allegramente la dose per il padre,
indirizzata la mozione presentata dalla Sinistra o che bacia e stuzzica sessualmente un ragazzo deforme,
Universitaria - UdU al Consiglio degli Studenti, che o ancora, che gioca con il cadavere del padre morto...
invita il sindaco “a convocare quanto prima la consulta oblio appunto! Gilliam ci ha portati al bivio che voleva:
Comune-Università, al fine di discutere questi e gli altri o usciamo dalla sala e smettiamo di osservare queste
problemi esistenti per la comunità studentesca di scene perverse, o iniziamo a fare come Jeliza, iniziamo a
Perugia, nonché a procedere a compiere le scelte che sognare, iniziamo a vedere la troppo cruda realtà con gli
riguardano la comunità studentesca coinvolgendo la occhi di un bambino. La fantasia e la fiaba sono la
stessa”. nostra unica ancora di salvezza: se dietro alle sembianze
di un ragazzo deforme non riusciamo a vedere un
bellissimo principe o un forte e coraggioso capitano, se
Il “Capovolto Mondo” di Terry invece che uno spaventoso squalo vediamo un moderno
Gilliam treno in corsa, dobbiamo smettere di vedere il film,
dobbiamo uscire dalla sala! Ma cosa faremo una volta
di Giovanni Sellari che fuori la realtà continuerà a disturbarci? Cosa
faremo fuori senza la possibilità di vedere il “Mondo
É proprio lì, seduto su una poltroncina in mezzo al Capovolto”?
palco del teatro pavone. Lo sguardo è sereno, a tratti Forse è meglio restare seduti e ritrovare gli occhi del
assente; le domande di routine sono tutte state fatte, bambino, quegli occhi che almeno per due ore possono
forse lo hanno anche annoiato... non è facile far parlare farci trasformare le cose più orribili in sogni stupendi.
chi normalmente preferisce “mostrare”. Ecco infatti la Grazie Terry per averci obbligati a vedere il peggiore
migliore risposta a qualsiasi domanda: il suo film sta per degli incubi come il migliore dei sogni.
essere proiettato. Un attimo prima che ciò accada
Gilliam ci dà un consiglio: “dimenticatevi tutta la vostra
vita, cercate di guardare questo film con gli occhi di un Oltre il muro
bambino!”. Poi esce mestamente di scena, e ci lascia al a vent’anni dalla caduta del muro di
buio della sala, ci lascia davanti ad un telo nero che, lì a Berlino: cosa è cambiato?
poco, si colorerà delle sue visioni.
“La tana del coniglio per un po’ proseguì dritta di Jacopo Giovagnoni
come una galleria, poi sprofondò improvvisamente, così
improvvisamente che Alice non ebbe neppure un istante “Il mondo è vicino, avresti mai pensato che noi
per pensare di fermarsi che già si ritrovò a precipitare in potessimo essere così vicini, come fratelli? Il futuro è
quello che sembrava un pozzo profondissimo. O il nell'aria, lo posso sentire ovunque soffiare con il vento
pozzo era profondissimo, oppure Alice precipitava del cambiamento” questa strofa di una nota canzone
lentissimamente, perché mentre cadeva ebbe un degli Scorpions sintetizza perfettamente il periodo appena
mucchio di tempo per guardarsi intorno e chiedersi successivo alla caduta del muro.
cosa sarebbe accaduto poi...”: con questa frase Gilliam La guerra fredda era finalmente finita, le frontiere si
apre le porte al suo mondo, ci invita a precipitare. Il erano aperte, tutto sembrava possibile, niente sembrava
tocco della scena d'apertura è leggero e delicato, come il poter fermare la costruzione di un mondo nuovo
viso di Jeliza-Rose, la nostra protagonista, la bambina migliore. Il 4 novembre del 1989 migliaia di persone
che ci trascinerà in questo “profondissimo pozzo”. Lei abbattevano il simbolo della cortina di ferro,
stessa lo dice parlando alle sue bambole : “ti confesso riunificando una città che da più di quaranta anni era
che non sto più nella pelle perché oggi faremo tutte lacerata e divisa, la gente finalmente si riversava
insieme un bellissimo viaggio”. Le bambole sono senza liberamente nelle strade riabbracciando amici e parenti.
corpo, sono solo due teste fra le dita di Jeliza; è Gilliam Ancora oggi rivedendo quelle immagini, non si può che
che continua a parlarci e ci sussurra che per fare questo non essere colti da una fortissima emozione, provando
viaggio non ci serve altro che la testa, il corpo è inutile, solo ad immaginare che cosa significa vivere in una città
dobbiamo per forza farci portare da Jeliza se non divisa. Ma quel giorno non cadeva solo un confine
vogliamo perderci nel pozzo!”. Il film infatti cambia fisico, cadeva anche un confine ideologico,
totalmente rotta, dalla sognante apertura si passa alla fin improvvisamente un intero “universo” non esisteva più,
troppo dura realtà, di colpo, come un treno che quasi ci il comunismo stava per essere cancellato dalla storia
Pag. 13
capitato di fare sfogliando i primi numeri de
la Locomotiva - Anno XV Numero 4 La Locomotiva. Credo che prendere parte
attivamente, non solo limitandosi alle attività
didattiche, alla vita della propria università
sia fondamentale, davvero prezioso.
Questo giornale, con questo numero,
termina il suo quindicesimo anno di vita e si
prepara ad affrontare il sedicesimo. Ecco,
vorrei ringraziare alcune persone, vorrei che
anche queste poche righe rimanessero nella
mia “storia universitaria” e con esse la
come se non fosse mai esistito. In qualche modo è finita gratitudine che mi sento davvero di esprimere.
l’epoca delle ideologie, perché all’improvviso per Ringrazio Sirio Pomante, caro amico e mio
un’intera generazione di sinistra, e non solo, non Direttore, il quale ha creduto in me e mi ha proposto
esisteva più quel mondo quasi perfetto che erano i paesi come suo “successore” alla guida del progetto. La mia
del socialismo reale, un “paradiso” da contrapporre alle gratitudine è sicuramente riferita al nostro costante
corrotte democrazie occidentali, in cui un operaio confronto, fatto di aspri scontri e sinceri abbracci, che
prendeva quanto un chirurgo e lo stato ti dava gratis mi è senza dubbio servito ad aver chiaro quanto volevo
qualsiasi cosa chiedessi, tanto che i soldi non servivano conservare e quanto riformare.
praticamente a nulla. Il ringraziamento più commosso, e non è retorica,
Certamente parlo di un paradiso fittizio, non era certo lo rivolgo ai cari membri della Redazione: voglio
un mondo perfetto e giusto, anzi, ma per molte persone ringraziarVi per aver creduto in un’idea che abbiamo
ha rappresentato una speranza in un mondo migliore, perseguito insieme. Questo giornale ha una storia
non per niente come dice Gaber in una sua famosa meravigliosa, ma dalla prima riunione abbiamo
canzone: “Qualcuno era comunista perché vedeva la sottolineato come, forse, si fosse opacizzato lo spirito
Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il con il quale vedeva la prima luce: “spazio di incontro
comunismo come il Paradiso Terrestre". scontro”. Uno spazio dove, per dirla alla Weber, un faro
La domanda che sorge spontanea è: che cosa ha potesse essere costantemente spostato, in modo da
lasciato quell’evento in noi giovani? il mondo è davvero risaltare i diversi aspetti di una medesima problematica.
un posto migliore? Uno spazio dal quale potessero scaturire idee
Forse una sorta di “deriva ideologica” oggi c’è. importanti, profonde critiche e pungenti pungoli, da
Basta vedere il mondo in cui viviamo e qual è rivolgere al Sindacato magari, a cui molti di noi sono
l’atteggiamento dei giovani nei confronti della politica e onorati di aderire. Uno spazio, insomma, davvero
delle idee politiche. Ad oggi i giovani si rifugiano molto indipendente. Credo che molto siamo riusciti a
spesso o nel più completo nichilismo, rifiutando di realizzare, ne è la più significativa prova proprio
interessarsi alle vicende del mondo politico, vedendo i quest’ultimo numero.
partiti tutti uguali, sporchi, e privi di risposte (e come Con il Vostro costante sostegno, con i Vostri sguardi
dargli torto!), oppure rifugiandosi nelle vecchie ideologie incoraggianti, con i vostri sinceri “Direttò”… ho trovato
(sia di destra che di sinistra), prive ormai di alcun senso, una forza che probabilmente non credevo nemmeno di
portandole agli estremi. Purtroppo la gente, giovani, avere: è da questo punto di vista, probabilmente, che la
non sognano nemmeno più un mondo migliore, direzione del quindicesimo anno di vita di questo
piuttosto si lasciano trasportare inermi dagli eventi che giornale è stata una delle esperienze umane più
li circondano. importanti che ho avuto modo di vivere. È evidente,
A venti anni dalla caduta, il muro ci ha fatto vedere ormai, che questo preziosissimo gruppo di persone
che le barriere possono essere abbattute e che le viaggi sul giusto binario e sarei stato felicissimo di
possibilità possono essere infinite, ma cosa abbiamo continuare a guidarlo, se impegni universitari non me lo
messo al posto di quel muro di cemento armato alto avessero reso praticamente impossibile, ma prevedo che
circa tre metri? La società che è nata da quegli eventi saprà continuare a correre ed a farlo sempre più
ogni giorno ne solleva di nuovi e di molto più alti e velocemente: confido che il prossimo anno, anzi ne sono
spessi. Non saranno di cemento armato certo, ma sicuro, questo progetto potrà mirare a ben più ambiziosi
possono comunque essere molto pesanti e spessi, risultati. Voglio dunque augurare un buon lavoro a tutti
possono comunque costituire una barriera invalicabile: voi, rivolgendo un “in bocca al lupo” a chi mi sostituirà
penso all’ignoranza e penso all’intolleranza. e saprà certamente fare ancora meglio.
Con profondissimo affetto, rinnovo la mia
Questo XV anno vissuto come gratitudine.
una grande avventura
di Savino Balzano

Quando due anni fa mi avvicinai a questo giornale


ero in una fase particolarissima della mia vita, delicata
quantomeno, direi difficile. Ebbi subito modo di
conoscere persone stupende, le quali hanno
decisamente arricchito la mia crescita umana: sono nate
profonde amicizie, controverse certo, come tutte le
esperienze vere, ma profonde e, sicuramente, resteranno
vive anche in futuro.
Credo che, nel nostro piccolo, abbiamo conquistato
un, seppur modesto, posto nella storia di quest’Ateneo:
credo che qualcuno un domani, sfogliando le pagine di
questo piccolo giornale, potrebbe porsi delle domande,
potrebbe chiedersi come fosse vivere in questi anni, di
cui siamo noi i protagonisti, esattamente come a me è
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la Locomotiva - Anno XV Numero 4


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15 anni con la Locomotiva!!!

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ciao, diretto...

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