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Perch

accelerando

la

scomparsa

delle

parole migliorano le abilit di lettura nei


bambini

con

dislessia?

il

ruolo

dell'attenzione spaziale.
Why to accelerate the disappearance of words, improves
the reading abilities of children affected by dyslexia? the
role of spatial attention.
Autrice: Matteoli Maria Diletta.
Universit degli studi di Padova, corso di laurea magistrale in
Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica.
Relatore: Professor.Facoetti Andrea
Correlatore: Dottor. Franceschini Sandro.

Abstract
In un lavoro del 2013 Zvia Brezitz ha dimostrato che il trattamento
RAP (Reading Acceleration Program), da lei ideato, porta a un
miglioramento in velocit e in accuratezza in un gruppo di adulti con
dislessia madrelingua ebraico. Il presente lavoro si ricerca ha lo scopo
principale di verificare se un trattamento simile a quello di Breznitz,
sviluppato per un gruppo italiano di bambini con dislessia, possa
portare a risultati comparabili. Il trattamento creato in questa ricerca
stato da noi chiamato Rapid Sequential Processing Training. Un
secondo obiettivo della ricerca quello di indagare i meccanismi
sottostanti il miglioramento nella lettura, in particolare attenzione
spaziale e abilit visuopercettive (via magnocellulare/dorsale). Lo
studio, condotto con un disegno di ricerca entro soggetti, su un
gruppo di 13 bambini ha mostrato che un trattamento con vincolo
temporale imposto porta a un miglioramento generale nella velocit
di lettura e una leggera diminuzione dellaccuratezza durante il
trattamento. Attraverso delle valutazioni pre e post-test, (nello
specifico, test di Navon con quadrati cerchi e triangoli) stato inoltre
I

dimostrato il ruolo cruciale dellattenzione spaziale e della via


magnocellulare/dorsale nella dislessia, abilit che migliorano a
seguito del trattamento. A seguito della presente ricerca e delle
precedenti possiamo affermare che la lettura rapida migliora la
velocit di lettura anche nei bambini italiani. In futuro, altri studi
saranno necessari per valutare se possibile migliorare anche
laccuratezza.

Abstract
In a research work of 2013, Zvia Breznitz has demontrated that the
RAP (Reading Acceleration Program), a treatment that she designed,
leads to an improvement in reading rate and accuracy in a group of
Hebrew-speaking adults with reading disabilities. The present work
has a major aim to verify if a treatment with similar features as
Breznitzs,, developed for a group of

italian-speaking children with

dyslexia, can lead to a comparable results.


The tratment developed in this study has been called Rapid
Sequential Processing Training. The second purpose of this research
is to investigate the mechanism underlyng the improvement in
reading, especially spatial attention and visual perceptual abilities
(magnocellular/dorsal stream). For the purpose of the study a group
of 13 children, with ages ranging from was selected. This within group
design study, demonstrates that a training with an imposed time
constraint allows a general improvement in reading rate and a mild
decrease in accuracy during the training. Trought pre and posttest
investigations (in particular, Navon test with squares, rounds and
triangles) it was demostrated the crucial role of spatial attention and
magnocellular-dorsal stream in dyslexia. This two functions improve
after the training. According to

both the presented study and

Breznitzs research, rapid reading improves the reading rate. This was
verified in Italian speaking children and in Hebrew speaking adults,
the sample groups of the two researches respectively. In future, other
studies could be necessary to evaluate if its possible to improve also
the accuracy. In future other studies could be necessary ti evaluate if
its possibile to improve also the accuracy.
II

Parole chiave:
Dislessia

evolutiva;

Riabilitazione;

Attenzione

spaziale;

Via

magnocellulare-dorsale; Lettura rapida.

1.1 Introduzione.
La dislessia evolutiva un disturbo specifico dellapprendimento,
caratterizzato da una difficolt nel riconoscimento accurato o fluente
delle parole con scarse abilit di decodifica e spelling (DSM-5,
American PsychiatricAssociation, 2013) .
In Italia lincidenza si aggira intorno al 3-4% della popolazione
scolastica (Associazione Italiana Dislessia, 2014). Sebbene un deficit
fonologico sia associato a questo disturbo (Ramus 2003; Ramus,
Pidgeon, & Frith, 2003), le basi neurobiologiche sono ancora molto
dibattute.
Secondo lipotesi magnocellulare fortemente sostenuta da Stein e
Walsh (1997), nei bambini dislessici la via magnocellulare-dorsale (MD) non funzionerebbe in modo adeguato rendendo impossibile la
rapida elaborazione delle informazioni sensoriali in entrata. La via
magnocellulare proietta a tutte le aree visive fino a V5MT (medio
temporale) dalla quale vengono inviate le informazioni fino allarea
medio temporale superiore e ad alcune aree della corteccia parietale,
aree coinvolte nei processi di attenzione spaziale.
La via magnocellulare (M), selettiva per le basse frequenze spaziali e
le alte frequenze temporali considerata la via per lelaborazione del
movimento ed chiamata anche via transiente, affiancata dalla via
parvocellulare (P) (selettiva per le lunghezze donda e per lalta
frequenza spaziale con bassa risoluzione temporale) (Gori, Cecchini,
Bigoni, Molteni & Facoetti, 2014). Un deficit in questa via potrebbe
condurre a una errata analisi percettiva degli stimoli in movimento
alterando la coordinazione binoculare e quindi la programmazione
delle saccadi durante la lettura.
III

Inoltre, nonostante Il riconoscimento delle parole sia unabilit


comunemente associata alla via pi ventrale (parvo) piuttosto che a
quella dorsale, stato ipotizzato che il precoce e rapido circuito
feedforward/feedback che si attiva lungo la via dorsale permetta
uniniziale analisi globale dello stimolo (i.e. parola) attraverso la
rapida attivazione dei meccanismi attenzionali parietali per la
detezione di stimoli salienti. In questo modo si faciliterebbe il lavoro
della via ventrale nellelaborazione dei dettagli. Quindi lelaborazione
degli stimoli da parte della via parvo sarebbe mediata dalla via
magnocellulare/dorsale (MD, Laycock, Crewter, Fitzgerarld & Crewter,
2009) e quindi un deficit a carico della via MD produrrebbe problemi
anche a carico della via parvo (vedi Vidyasagar 1999).
Oltre a una buona percezione visiva, un corretto processo di lettura
presuppone anche la capacit di selezionare una specifica area del
campo visivo, in modo tale da elaborare soltanto le informazioni utili
eliminando quelle irrilevanti e distraenti. Il meccanismo che lo
permette conosciuto anche come attenzione spaziale (Facoetti &
Molteni, 2001). Nei dislessici pare che questa abilit di selezione sia
deficitaria.

Per

leggere

correttamente,

fondamentale

la

segregazione fonemica, meccanismo attenzionale che permette la


conversione

grafema-fonema

mediante

la

segmentazione

visuopercettiva dei grafemi che costituiscono la stringa di lettere. Un


disturbo

nella

segregazione

grafemica

potrebbe

rendere

quasi

impossibile il meccanismo di decodifica fonologica (Facoetti et al.,


2006).Limpossibilit di isolare un preciso elemento impedisce il
mappaggio e quindi la lettura. La ricerca visiva seriale sarebbe
mediata dalla via magnocellulare, quindi un deficit a suo carico
potrebbe portare a un cattivo funzionamento attentivo, a una
scansione della parola non accurata e quindi a un deficit nella lettura.
Fondamentale appare anche il ruolo dellemisfero destro che non
avrebbe un efficiente effetto inibitorio su quello sinistro portando a
unasimmetria nellorientamento dellattenzione, nello specifico si
verifica un mini-neglet sinistro e un attentional bias destro (Gori &
Facoetti, 2014).

IV

Zvia Breznitz, nella sua teoria dellasincronia , descrive la dislessia


evolutiva come il risultato di una mancata sincronizzazione tra i vari
circuiti cerebrali coinvolti nel complesso processo di lettura (Breznitz,
2008). Un gap nella velocit di elaborazione delle informazioni
(speed of processing SOP) comporterebbe un processo di lettura
deficitario. Maggiore sar il gap nel SOP tra le varie entit, peggiore
sar la decodifica delle parole. Attraverso lutilizzo dei tempi di
reazione e degli ERPs, Breznitz ha dimostrato una maggior lentezza
nel SOP dei dislessici (Breznitz, 2008).

Questa idea ha portato

Breznitz e collaboratori a sviluppare un programma che riesce ad


aumentare la velocit di elaborazione delle informazioni nei dislessici:
Il Reading Acceleration training Program (RAP)

(Breznitz, 2005;

Breznitz et al.,2013).
In un precedente studio, Breznitz (1987) aveva gi testato leffetto
della lettura rapida in bambini delle elementari. Dallo studio era
emerso che invitare i bambini a leggere pi rapidamente portava ad
un aumento della comprensione senza che vi fossero peggioramenti
nellaccuratezza. La lettura rapida infatti aumenterebbe lo spazio
libero disponibile nella memoria di lavoro in questo modo sarebbe
possibile contenervi pi informazioni riguardanti il contesto di lettura
che faciliterebbe la comprensione e ridurrebbe il numero di errori
commessi. Nella lettura veloce il bambino costretto a fondere pi
suoni contemporaneamente questo comporta la produzione di un
suono che pi facilmente assomiglier a quello di una parola
conosciuta. In accordo con questa idea, Breznitz (2005) ha creato il
RAP.
Il RAP un training di lettura silente computerizzato nel quale
vengono presentate delle frasi di lunghezze diverse con un vincolo
temporale, infatti le lettere vengono mascherate una

a una con

velocit crescente in base alle prestazioni del soggetto. Il training si


basa su due concetti: il primo implica che la fluenza nella lettura sia
un parametro critico e che un vincolo temporale nella lettura (i.e.
essere forzati a leggere pi velocemente di quanto facciamo
normalmente) possa significativamente migliorare laccuratezza e la
comprensione.
V

Il secondo che un training con un incremento del vincolo temporale


sempre

pi

impegnativo

favorisca

lacquisizione

di

abilit

di

discriminazione percettiva.
A seguito di questo trattamento i partecipanti dislessici e non hanno
ottenuto un miglioramento delle performance sia in velocit che in
accuratezza e un miglioramento anche a carico delle funzioni
cognitive coinvolte nella lettura (Breznitz, 2013). In base a questi
risultati abbiamo creato il Rapid Sequential Processing Training
(RSPT), un training volto ad aumentare la velocit di lettura nei
dislessici importante ricordare che il training proposto da Breznitz
non era mai stato testato per la lingua italiana e che il lavoro del 2013
al quale ci siamo ispirati stato condotto su un gruppo di studenti
universitari mentre il nostro training stato creato per i bambini con
DE.

Oltre allaccuratezza e alla velocit di lettura abbiamo anche

valutato altre funzioni cognitive coinvolte nella lettura, in particolare


attenzione selettiva ed elaborazione visiva (via magnicellularedorsale) misurate attraverso un compito di Navon con quadrati, cerchi
e triangoli.
Parte di questo studio stato approfondito dalla Dott.ssa Federica
Sartori nella sua tesi di laurea.

1.2 Metodo.
1.2.1 Partecipanti.
Hanno preso parte alla ricerca 13 bambini dislessici di cui 7 femmine
e 6 maschi, tutti madrelingua italiana, frequentanti classi dalla 3^
elementare alla 3^ media e con et media di =121.8 e DS=23. I
bambini appartenenti a questo gruppo avevano ricevuto una diagnosi
di dislessia evolutiva in base ai criteri del DSM-5 (American Psychiatric
Association, 2013) presso lunit di neuropsichiatria dellUSL 4 di
Prato.
La loro prestazione nella lettura di liste di parole e non parole
(velocit e/o accuratezza) risultava essere inferiore alle due deviazioni
standard rispetto alla media calcolata sulla popolazione di pari et
cronologica.
VI

1.2.2 Disegno sperimentale.


La nostra ricerca si avvalsa di un within group design, ovvero un
disegno entro soggetti, dove tutti i partecipanti sono esposti alla
medesima condizione sperimentale e sono stati valuti prima e dopo il
training.
Abbiamo condotto tre valutazioni in tre tempi diversi (T1, T2 e T3):
-

La prima valutazione (T1) avvenuta agli inizi di giugno dopo la fine


della scuola. I test utilizzati in questo primo momento sono stati:
prova di lettura MT Vecchi proverbi (Cornoldi, Colpo, & Gruppo
M.T., 1998) decisa in base allet media dei partecipanti; liste di
parole DDE2 (Carriero, Vio & Tressoldi, 2001) e di non parole DDE3
(Sartori, Job & Tressoldi, 1995) comprese nella batteria per la
valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva; compito
di Navon con figure geometriche, quadrati, cerchi e triangoli QCT;
ripetizione di non parole, Vaumelf (Bertelli & Bilancia, 2006); e una
prova computerizzata di Attentional Masking (AM; Facoetti, Ruffino,
Peru, Paganoni, & Chelazzi, 2008; Ruffino et al., 2010; Dispaldro et
al., 2013; Ronconi et al., 2013).

La seconda valutazione (T2) avvenuta 10 giorni dopo T1. Durante


questi giorni i bambini non hanno svolto alcuna attivit specifica
per la riabilitazione della lettura. Questa valutazione permette di
controllare leffetto test-retest per tutto il protocollo sperimentale
utilizzato. Ovviamente, dal punto di vista metodologico, una ricerca
riabilitativa richiederebbe lutilizzo di un gruppo (per i disegni
between-subjects) o una fase (per i disegni within-subject) di
controllo in cui i bambini vengono trattati con un altro tipo di
trattamento attivo di riabilitazione. Tale gruppo era in effetti
utilizzato nella ricerca sperimentale di Breznitz et al. (2013) in cui
gli studenti (con e senza dislessia) erano trattati con gli stessi testi
da leggere ma nessun incalzante mascheramento progressivo delle
lettere era implementato.

I test utilizzati sono stati: due prove MT, Vecchi proverbi e Al salva la
luna; liste di parole DDE2 e di non parole DDE3; compito di Navon
con

QCT;

ripetizione

di

non

parole,

computerizzata AM.
VII

Vaumelf;

una

prova

La terza valutazione (T3) avvenuta a met luglio, subito dopo la fine


del training in modo da valutare gli eventuali cambiamenti nelle
prestazioni dei bambini.

Le prove utilizzate in questa ultima valutazione sono state: tre prove MT,
Vecchi proverbi, Al salva la luna e Lindovina che non indovin;
liste di parole DDE2 e di non parole DDE3; compito di Navon con QCT;
ripetizione di non parole, Vaumelf; e una prova computerizzata AM.
1.2.2.1 Protocollo di valutazione: stimoli e procedure.
Compiti di lettura:
-

Lettura di Brani MT (MT test, Cornoldi & Colpo, 1998) Vecchi


proverbi(T1,T2 e T3); Al salva la luna (T2,T3) e Lindovina che
non indovin (solo in T3).

Liste di Non Parole DDE (Sartori, Job & Tressoldi, 2007), 3 liste composte
da 16 non parole.

Liste di Parole DDE (Carriero, 2001), 4 liste composte da 28 parole


ciascuna suddivise per alto/basso valore immagine e frequenza .
Compito di associazione suono-simobolo:

QCT (quadrati, cerchi, triangoli), compito RAN/Navon di denominazione


rapida di figure GLOBALI e locali in condizione congruente dove la
figura GLOBALE e quella locale corrispondevano e in condizione
incongruente dove invece la figura GLOBALE e quella locale erano
incongruenti, quindi abbiamo uninterferenza dellinformazione
irrilevante (vedi allegato 1: A congruente, B incongruente).
Compito fonologico:

VAUMeLF (Bertelli & Bilancia, 2006), ripetizione a voce alta di 42 NonParole (2 di prova e 40 test) riprodotte dal computer e ascoltate
attraverso cuffie.
Prova computerizzata:

AM, Attentional Masking, prova visuo-attentiva composta da 96 stimoli.


Parte dei risultati ottenuti da queste somministrazioni sono presentati
in unaltra tesi magistrale (Dott.ssa Federica Sartori).

1.2.3 LApp: The Library Tower.


In collaborazione con un gruppo di informatici e web designer (Onion
square) abbiamo realizzato una App per tablet (Windows 8) che
abbiamo chiamato The Library Tower. Lapplicazione stata creata
VIII

ispirandoci al training computerizzato RAP di Breznitz et al. (2013) nel


quale venivano mostrate al computer delle frasi che scomparivano
con velocit variabile.
La nostra App stata creata sottoforma di gioco, con una storia e dei
personaggi adatti per i bambini. La lettura di frasi era intervallata da
un gioco stile Puzzle bobble
descrizione:

(Taito Games, 1994; per una

http://it.wikipedia.org/wiki/Puzzle_Bobble),

selezionato

per la completa assenza di stimoli violenti o volgari, giudicato dalla


PEGI, Pan European Game Information, adatto a bambini dai tre anni
in su per i contenuti, e per la semplicit di utilizzo. Il gioco, nella
versione da noi proposta era chiamato La difesa della torre, non
possedendo le caratteristiche di un action video game non avrebbe
influito n sulle abilit attentive n di lettura (Dye, Green & Bavelier,
2009a; b; Franceschini et al., 2013), veniva presentato alla fine di
ogni sessione di allenamento. Il gioco oltre a permettere al bambino di
riposarsi tra una sessione aveva lo scopo di essere anche un rinforzo
positivo,

infatti

in

base

quante

frasi

corrette

leggevano

guadagnavano dei poteri nel gioco. Landamento e le prestazioni


giornaliere dei bambini venivano registrate in modo automatico e
potevano essere monitorate in qualsiasi momento dal tutor attraverso
un account creato appositamente (Account Tutor).

1.2.4 Protocollo training: stimoli e procedure.


Il training ha avuto una durata di 10 giorni distribuiti in 2 settimane, si
articolava in sessioni giornaliere di circa 40 minuti. A ciascun
partecipante stato assegnato un tablet che ha utilizzato durante
tutto lo svolgimento del training. In ogni sessione venivano presentate
90 frasi di lunghezza variabile (da 18 a 70 caratteri per frase) scritte
in bianco su sfondo nero, le frasi erano presentate su di ununica riga
e il bambino poteva tenere il tablet nella posizione e alla distanza che
pi lo aiutava nella lettura. Ogni frase era presentata una sola volta
durante il training e veniva letta in maniera silente dal bambino. Dopo
la lettura di ogni frase compariva una domanda con 4 opzioni di
risposta per testare leffettiva lettura della frase precedentemente
proposta. Se il bambino dava la risposta corretta il tasto premuto
diventava verde altrimenti diventava rosso.
IX

Nella schermata con la domanda e le 4 opzioni era presente anche un


tasto a forma di microfono, il bambino alloccorrenza poteva premere
il tasto e sentire una voce che leggeva la domanda. In questo modo ci
si

voleva

assicurare

che

la

domanda

fosse

ben

compresa

permettendo al bambino di essere autonomo durante lo svolgimento


del training.
Le maggior parte delle frasi e delle relative domande erano scritte in
modo tale che il bambino non potesse rispondere a senso.
Ad ogni frase era imposta una costrizione temporale, ovvero la frase
scompariva attraverso un mascheramento progressivo da sinistra
verso destra che nascondeva le lettere con una velocit che poteva
variare durante la sessione. La velocit iniziale di scomparsa della
frase era stabilit con una semplice prova di lettura svolta prima
dellinizio del training: il bambino doveva premere il tasto Avvia
dopo di che compariva una frase, una volta letta per intero il bambino
doveva premere il tasto Stop. Tutti i bambini hanno letto 13 frasi,
per ogni frase il software calcolava il tempo impiegato per leggere
una lettera, facendo poi una media con i tempi di lettura per tutte le
frasi. Per assicurarci che i bambini avessero capito e leggessero la
frase per intero stato chiesto di leggere le prime 3 frasi a voce alta
(frasi di prova non conteggiate nella media finale), successivamente i
valori ottenuti in questa prova sono stati confrontati con i tempi di
lettura ottenuti dai bambini nelle prove MT svolte durante la fase di
valutazione preliminare.
Ogni bambino quindi iniziava ad una velocit specifica per le sue
abilit di lettura.
Ogni sessione giornaliera era suddivisa in ulteriori 3 sub-sessioni da
30 frasi ciascuna. Le tre sub-sessioni erano intervallate dal gioco La
difesa della torre. Ogni frase era anticipata da un segnale (#) che
fungeva da ancoraggio della fissazione, presentato per 500 ms con lo
scopo di orientare lattenzione del bambino nella posizione dove
sarebbe comparso linizio della frase. La scomparsa del # era
contemporanea alla comparsa della frase.
La velocit di mascheramento era regolata da una procedura
staircase:

ogni

risposte

corrette
X

consecutive

la

velocit

aumentava di 3ms (i.e. diminuiva il tempo di presentazione di ogni


lettera) mentre diminuiva di 2ms quando il bambino dava 2 risposte
errate sempre consecutive (i.e. aumentava il tempo di presentazione
di ogni lettera).
A met di ogni sub-sessione, ovvero dopo 15 frasi lette compariva
una schermata di feedback con il numero di frasi corrette ed errate.
Dopo le successive 15 frasi, prima del gioco, compariva unaltra
schermata dove erano mostrate il numero di risposte corrette e
sbagliate totali. In base al numero di risposte corrette venivano dati al
bambino dei Poteri da utilizzare nel gioco che gli permettevano di
raggiungere un punteggio pi alto. Nel secondo allegato sono
mostrati i passaggi e le relative schermate per ogni frase presentata.

1.3 Risultati.
1.3.1 Training.
Durante il training sono stati considerati come parametri rilevanti la
velocit di lettura e laccuratezza delle risposte.
Per quanto riguarda la velocit di lettura (allegato n. 3) si osserva un
miglioramento generale, ovvero una diminuzione del tempo medio
necessario per la lettura di ogni sillaba.
Nellallegato 3 visibile landamento della velocit di lettura durante i
10 giorni di training. Nel specifico nel grafico vengono riportate le
velocit medie (in msec) del mascheramento progressivo rilevate in
ciascuna sessione nel gruppo di partecipanti.
LANOVA univariata svolta con variabile dipendente, velocit di
cancellazione media delle frasi di ciascun giorno, ha mostrato una
significativa

(F(9,108)=24.072

p=0.0001)

riduzione

del

tempo

di

presentazione di ogni lettera. Come si pu notare dallallegato 3 si ha


una riduzione del tempo di presentazione (Media primo giorno=144,
DS=100.90; Media decimo giorno=90.46, DS=84.13) i.e. aumento
delle velocit di lettura. Questo andamento visibile fino al sesto
giorno circa dopodich sembra che vi sia una stabilizzazione della
performance. Anche nella studio di Breznitz (2013) possibile vedere
un simile andamento. infatti presente un arresto e una successiva
XI

stabilizzazione della velocit di lettura a circa la met del trattamento


come accaduto anche nel nostro caso. Questo immediato aumento
delle velocit di lettura visibile nel nostro campione e in quello di
Breznitz potrebbe suggerire una discrepanza tra le reali abilit dei
dislessici e le loro performance generali, discrepanza che si ridurrebbe
evidentemente con un trattamento con costrizione temporale che
obbliga a una pi rapida elaborazione delle parole (Breznitz, 2008).
La velocit di lettura iniziale nel tablet risultata correlare con la
velocit di lettura in T1 nelle prova del brano MT Vecchi Proverbi
(r=.81 p=0.001), e con la velocit di lettura delle liste di parole DDE
(r=.94 p=0.001), ma non con la velocit di lettura nelle non parole
(r=.50 p=0.08). E tuttavia da segnalare la presenza di una
correlazione positiva anche fra la velocit di lettura iniziale e la
quantit di errori nella lettura del brano (r=.59 p=0.036) delle parole
(r=.64 p=0.2) e delle non parole (r=.68 p=0.01) suggerendo un
specifica strategia durante la lettura (pi veloce ma meno accurata).
Per quanto riguarda il tasso di risposte corrette, come rilevato
attraverso lesecuzione di una ANOVA univariata con variabile
dipendente la frequenza delle risposte corrette per ciascuno dei 10
giorni di trattamento, si verificata una diminuzione significativa
(F(9,108)=8.151 p=0.0001) del tasso di risposte corrette, da un rate
iniziale uguale a .77 (DS=.02) ad un rate medio di .63 (DS=.02), a
differenza di quanto rilevato nello studio di Breznitz et al. (2013).
Va ricordato che il campione di Breznitz era composto da studenti
universitari.

1.3.2 Prove.
A seguito del T3 stata condotta lanalisi dei dati attraverso il
programma SPSS Statistical Package for the Social Science per
valutare eventuali cambiamenti nelle performance dei bambini a
seguito del nostro Rapid Sequential Processing Training (RSPT).
I dati che abbiamo ottenuto dimostrano un miglioramento delle abilit
di lettura e delle abilit attentive in quasi tutte le prove nei
partecipanti al nostro training.
Correlazioni fra prove di lettura e compiti cognitivi
XII

Per prima cosa si indagato se vi fossero delle correlazioni tra le


abilit di lettura misurate attraverso le prove DDE (liste di parole e
non parole), il compito di Navon con QCT che misura le abilit
visuopercettive e la prova di ripetizione di Non parole VAUMeLF che
misura invece le abilit fonologiche.
Del test di denominazione di figure, poich per ciascuna prova il
massimo degli errori rilevati risultato essere pari ad una media di
0.6 (DS=1.12), si proceduto allanalisi dei soli tempi di esecuzione,
come normale prassi per le prove di denominazione rapida.
stata eseguita quindi una correlazione parziale, escludendo cos
leffetto derivante dallet dei soggetti.
Dallesame delle correlazioni emerso che il compito di Navon con
QCT e la prova VAUMeLF non correlano fra loro (r=-12 p=0.346)
confermando

che

le

due

prove

sembrano

testare

abilit

neurocognitive diverse.
Per quanto riguarda il QCT lunica condizione che correla con le abilit
di lettura risultata quella incongruente-GLOBALE (denominare la
figura grande quando quella piccola incongruente) in cui il bambino
con dislessia costretto ad elaborare la configurazione GLOBALE (i.e.,
bassa frequenza spaziale controllata principalmente dal sistema
magnocellulare-dorsale)

contemporaneamente

inibendo

le

informazioni irrilevanti locali (i.e., alta frequenza spaziale controllata


principalmente dal sistema visivo parvocellulare-ventrale).
Quindi i bambini dislessici che inibivano maggiormente il sistema
ventrale incrementando invece quello dorsale erano anche quelli pi
efficienti nella lettura.
Come mostrato nella tabella 8 le correlazioni significative risultano
essere tra: compito di Navon con QCT incongruente-GLOBALE e DDE
parole sia nel tempo che negli errori e tra compito di Navon con QCT
incongruente-GLOBALE e DDE Non parole solo nel tempo. Il tempo di
lettura sia delle parole e delle non parole sarebbe quindi fortemente
influenzato dalle abilit visive (efficienza della via magnocellularedorsale) e attentive alla base del compito di Navon con compito di
Navon con QCT.

XIII

La condizione incongruente-GLOBALE correla con la condizione


congruente globale, dove coinvolto lo stesso meccanismo di
elaborazione

globale

dellinformazione,

con

la

condizione

incongruente locale, dove invece sono coinvolte abilit attentive di


focalizzazione.
Il test VAUMeLF, somministrato per valutare linfluenza delle abilit di
memoria fonologica, correla con il tempo di lettura delle DDE non
parole.
DDE2 Parole
stata effettuata unanalisi della varianza (ANOVA) univariata al fine
di analizzare se ci fosse un effetto tempo (differenze nelle tre
valutazioni) sulla nostra variabile dipendente, tempi di lettura.
Dallanalisi risultato significativo leffetto tempo sulle velocit di
lettura delle liste di parole (F(2,24)=3.971, p=0.032) ad indicare che la
velocit di lettura cambiata in modo significativo nel corso delle tre
valutazioni.
Dato che i nostri tempi di valutazione sono pi di due, stata
condotto un confronto pianificato a coppie, da questa seconda analisi
emerso che ad essere significativa era soltanto la differenza nei
tempi tra T1 e T3 (t(12)=-3.076 p=.010), mentre non era significativa
la differenza tra T2 e T3 (t(12)= -1.333 p=.207).
LAnalisi della varianza (ANOVA) per gli errori trasformati in punti Z
non ha mostrato un effetto tempo significativo (F (2,24)=1.521, p=.239),
ovvero non ci sono state differenze nellaccuratezza durante le tre
valutazioni.
DDE Non-Parole
Attraverso unANOVA univariata abbiamo calcolato se le differenze
nella variabile dipendente tempo di lettura nelle tre valutazioni
fossero significative. Dai risultati emerso un effetto significativo
sulle velocit di lettura delle liste di non parole (F(2,24)6.797, p=.005).
In base a questo risultato stata condotto un confronto a coppie, dal
quale, come mostrato nella tabella 13, abbiamo rilevato che ad
essere significative erano la differenza tra la media della velocit tra
T1 e T3 (t(12)=-3.128 p=.009) e tra T2 e T3 (t (12)=-2.815 p=.016). Tali
XIV

differenze evidenziano un significativo effetto del training praticato


dai bambini fra T2 e T3.
stata poi eseguita unANOVA per valutare landamento degli errori
commessi nelle prove di lettura non-parole trasformati in punti Z.
Anche in questo caso leffetto tempo risultato statisticamente
significativo (F(2,24)=5.953, p=.008).
Dal confronto pianificato a coppie emerso essere significativa la
differenza tra T1 e T2 (t(12)=-3.012 p=.011) e tra T1 e T3 (t(12)= -3.010
p=.011) ma non tra T2 e T3 (t(12)= .132 p=.897) suggerendo un
probabile effetto apprendimento gi fra il primo ed il secondo periodo
di somministrazione.
Per quanto riguarda le DDE Non-Parole abbiamo utilizzato lANOVA
anche per valutare leffetto tempo sui valori medi secondi/sillaba.
Leffetto tempo risultato significativo (F(2,24)=6.226 p=.007), quindi
anche in questo caso stato eseguito un confronto a coppie che ha
mostrato una differenza significativa tra T1 e T3 (t (12)=3.033 p=.010)
e tra T2 e T3 (t(12)=2.649 p=.021).
Il miglioramento tra T2 e T3 in termini di secondi per sillaba di 0.16
DS=.062.
Quindi il training risulta aver migliorato i tempi di lettura delle non
parole.
Compito di Navon con QCT
Per analizzare le performance nei tempi di valutazione T1 e T2 nella
prova di denominazione rapida di figure, si eseguito unANOVA
mista in cui la variabile dipendente tempo di esecuzione era
valutata

in

un

disegno

2(tempo

T1-T2)*

2(GLOBALE-

locale)*2(congruente-incongruente).
Leffetto principale della variabile tempo (T1 e T2) non risulta
significativo (F(1,12)= 4.400 p=.058).
Risulta

significativo

leffetto

principale

relativo

alle

diverse

tempistiche di esecuzione delle prove in versione congruente


incongruente (F(1,12)=9.986, p=.008) ed anche leffetto relativo
allinterazione fra le variabili di congruenza/incongruenza e richiesta
di

denominazione

della

figura

XV

GLOBALE/locale

(F (1,12)=14.869,

p=.002). Si rimanda alla tabella 17 per una rappresentazione di tali


dati.
Abbiamo condotto poi una identica analisi, al fine di valutare gli effetti
del trattamento, quindi tra T2 e T3.
Leffetto principale relativo alla variabile tempo in questo caso
risultato significativo (F(1,12)=9.547, p=.009). Quindi tra T2 e T3
abbiamo una riduzione del tempo necessario per svolgere la prova.
E

risultato

significativo

leffetto

relativo

alla

condizione

congruente/incongruente (F(1,12)=8.264, p=.014) come riscontrato


anche tra T1 e T2; risultato significativo leffetto principale relativo
alla

variabile

GLOBALE/locale

(F(1,12)=8.264,

p=.014);

congruente/incongruente*GLOBALE-locale (F(1,12)=14.317, p=.003).


Tutti questi effetti ricalcano quanto gi conosciuto rispetto alleffetto
Navon.
Il dato fondamentale per la nostra ipotesi di un influenza delle abilit
di utilizzo delle informazioni veicolate dal sistema magnocellularedorsale la triplice interazione tra
Tempo*congruente/incongruente*locale/GLOBALE che risulta essere
significativa (F(1,12)=7-061, p=.021).
Nello specifico attraverso una serie di confronti pianificati abbiamo
indagato quale condizione fosse migliorata tra le due misurazioni pree post-trattamento riabilitativo: lunica differenza significativa era
nella condizione incongruente/GLOBALE (t(12)=2.193 p=.049) ovvero
minor tempo impiegato a denominare la figura GLOBALE nella
condizione sperimentale (i.e. figure locali incongruenti).
Questo conferma lipotesi che il trattamento abbia causato un
miglioramento a carico della via transiente, magnocellulare-dorsale,
coinvolta in questa specifica condizione sperimentale
VAUMeLF
Per valutare leffetto del trattamento sulle abilit fonologiche, i dati
ottenuti nella prova di ripetizione di Non-parole sono stati analizzati
con unANOVA univariata con variabile dipendente laccuratezza nella
ripetizione delle non parole ascoltate ottenendo un significativo
miglioramento nelle tre valutazioni (F(2,24)=7.779, p=.002).
XVI

Dai confronti a coppie pianificati emerso che ad essere significative


erano le differenze tra T1-T3 (t (12)= -4.129 p=.001) e tra T2-T3 (t(12)=
-2.601p=.023), suggerendo quindi un effetto del nostro training anche
sulle abilit fonologiche.

1.3 Discussione.
Landamento delle prestazioni dei partecipanti al nostro training
stato simile a quello riscontrato da Breznitz et al. (2013). Durante i
primi sei giorni di trattamento stato rilevato un progressivo aumento
della velocit di lettura deducibile dal fatto che i bambini riuscivano a
leggere con un sempre minore tempo di presentazione di ogni lettera.
Dopo il sesto giorno invece abbiamo assistito a una stabilizzazione dei
tempi di lettura. Alla fine del primo giorno di training la media delle
velocit era 133ms (DS=28.31) la velocit media alla fine dellultimo
giorno di training era di 90.38ms (DS=22.92). Per quanto riguarda la
quantit di risposte corrette i partecipanti alla nostra ricerca, a
differenza del gruppo della Breznitz, non hanno mantenuto un
andamento

stabile

nel

tempo

peggiorando

parzialmente

le

performance nel tempo. probabile che questa differenza a livello di


accuratezza possa essere attribuita al fatto che i partecipanti alla
ricerca di Breznitz et al. (2013) fossero studenti universitari, quindi
adulti con pi anni di esperienza con la lingua parlata e scritta e
studenti. Tuttavia importate sottolineare che nonostante questo
riduzione, il nostro campione mostra una accuratezza molto alta, ben
lontano dai livelli del caso, dimostrando che i bambini stanno
comunque elaborando in modo molto efficacie le informazioni durante
la veloce decodifica. Secondo Breznitz (1987) la lettura lenta
renderebbe pi difficile per il lettore percepire la somiglianza tra la
sillaba letta e un suono conosciuto, questa difficolt sarebbe ancora
pi evidente tra i bambini i quali molto spesso tendono a distorcere il
suono delle sillabe lette rendendo impossibile il riconoscimento della
paraola dal suono che hanno prodotto Un recente studio di Harrar et
al., (2014) ha chiaramente dimostrato loriginale interpretazione della
ricercatrice,

rilevando

un

selettivo

disturbo

nellintegrazione

dellinformazione visuo-uditiva nella sola condizione in cui lattenzione


XVII

visiva deve essere integrata con quella uditiva. La lettura rapida


invece ridurrebbe questa distorsione favorendo la produzione di un
suono unico pi simile a quello di una parola reale conosciuta dal
bambino e quindi pi facilmente associabile alle informazioni uditivofonologiche immagazzinate in memoria a lungo termine. Ovviamente
maggiore sar il numero di parole conosciute dal bambino e pi facile
sar fare questa corrispondenza. Questa idea, alla base del training di
Breznitz potrebbe anche spiegare le differenze nellaccuratezza tra il
suo campione di adulti e il nostro di bambini.
Altro fattore potenzialmente alla base delle differenze ottenute dalla
ricerca di Breznitz e la nostra, potrebbe essere la distribuzione del
training nel tempo: una distribuzione pi diluita nel tempo avrebbe
forse favorito un maggior consolidamento giorno per giorno dei
miglioramenti ottenuti (Bang, Khalilzadeh,

Hmlinen, Watanabe

& Sasaki, 2014).


Nello studio abbiamo valutato leffetto del training sulle abilit di
lettura, abilit fonologiche e abilit percettivo e attentivo visuospaziali.
Prima del training, con i dati ottenuti dalla prima valutazione abbiamo
verificato se ci fosse una correlazione tra le varie abilit che stavamo
misurando.
Per quanto riguarda le abilit di lettura emersa una correlazione tra i
tempi di lettura nelle non parole e la prova di abilit fonologiche
(VAUMeLF) questo dato evidenzia quanto gi riscontrato in letteratura
riguardo alla relazione esistente fra prove fonologiche e di memoria
fonologica e le abilit di lettura dei bambini con dislessia.
La correlazione che risulta essere pi interessante quella tra le
performance nel compito di Navon con QCT, specificatamente fra la
condizione incongruente GLOBALE e le abilit di lettura di liste di
parole e non. Questo compito univa le caratteristiche di un compito
Navon e di denominazione rapida, infatti, gli stimoli sono di tipo
Navon (i.e. figura grande composta da figure piccole congruenti e
non), ma si tratta di un compito di denominazione rapida in quando il
bambino deve denominare pi stimoli in modo consecutivo il pi
velocemente

possibile.

Lelaborazione
XVIII

GLOBALE

tipicamente

attribuita al sistema magnocellulare-dorsale, il quale specializzato


nellelaborazione delle informazioni con bassa frequenza spaziale e
alta frequenza temporale mentre il sistema parvocellulare-ventrale
deputato allelaborazione di informazioni con alta frequenza spaziale
e bassa frequenza temporale, per questo solitamente attribuito
allelaborazione

dei

dettagli

locali.

Oltre

questo

sistema,

lelaborazione del livello GLOBALE solitamente considerata mediata


dallemisfero destro, nello specifico pare che sia la corteccia occipitale
destra a svolgere questo tipo di compito, anche se differenti studi
hanno evidenziato il coinvolgimento di aree diverse; pare per esserci
un maggior accordo sulla specializzazione emisferica per i due livelli
di elaborazione: locale a sinistra e GLOBALE a destra. A conferma di
questa specializzazione emisferica sono gli studi su pazienti con
lesioni (Robertson, Lamb & Knight, 1988; Robertson & Lamb, 1991
citati in Lux et al., 2004) dove si dimostra che i soggetti con danno a
livello temporo-parietale destro hanno difficolt nel riconoscere il
livello GLOBALE mentre soggetti con danno a sinistra hanno difficolt
a riconoscere la configurazione locale.
Come ulteriore conferma Lux et al. (2004) hanno ipotizzato che la
riduzione dellampiezza del segnale, riscontrata quando lo stimolo
presentato solo a destra o a sinistra in modo opposto allemisfero
deputato

quel

tipo

di

elaborazione,

sarebbe

dovuta

allattraversamento del corpo calloso, altra area di interesse per gli


studi riguardanti le cause della dislessia (Hind et al., 1995).
Altro dato interessante che emerge dallo studio citato lattivazione
della corteccia del cingolato destro insieme alla corteccia occipitale
sinistra per lelaborazione del livello locale. Questa doppia attivazione
rifletterebbe la normale tendenza del nostro cervello ad elaborare per
prima la configurazione GLOBALE (Navon 1977) che potrebbe essere
spiegata

con

una

generale

maggior

velocit

del

sistema

magnocellulare-dorsale, definito anche transiente, rispetto a quello


parvocellulare-ventrale, definito invece sostenuto. Lattivazione della
corteccia del cingolato, coinvolta nelle funzioni esecutive (che in parte
sembrano essere compromesse nei dislessici, Breznitz & Misra, 2003),
nella condizione locale finalizzata alla presa di decisione in una
XIX

situazione conflittuale (ovvero inibire la risposta automatica globale a


favore di quella locale), allo spostamento volontario del fuoco
dellattenzione

visuo-spaziale

allinibizione

dellinformazione

irrilevante, potenzialmente interferente, tipica della condizione Navon


incongruente.
Da alcune ricerche (e.g., Franceschini et al., 2010) sembra che i
bambini che in futuro risulteranno poveri lettori abbiano maggiori
difficolt nellelaborazione GLOBALE rispetto a quella locale, o meglio,
nella condizione locale sentirebbero meno linfluenza del livello
GLOBALE. Questo dato ci pu far pensare quindi a una ridotta velocit
di elaborazione da parte del sistema magnocellulare-dorsale, e di
conseguenza del circuito attentivo fronto-parietale dellemisfero
destro (Thiebaut de Schotten et al., 2011). Un difetto a carico di
questo circuito ostacolerebbe la rapida allocazione dellattenzione,
rendendo pi difficile lesclusione del rumore e lorganizzazione
spaziale dellinformazione saliente. Queste funzioni cognitive sono
coinvolte sia nella lettura sia nella condizione GLOBALE-incongruente
nel compito di Navon con QCT. Probabilmente questa lentezza non
permetterebbe la visione globale dello stimolo che per alcuni autori
(e.g. Ans, Carbonnel & Valdois, 1998; Bosse, Tainturier & Valdois,
2006; Eimer & Grubert, 2014) necessaria prima di passare al
mappaggio grafema-fonema, che presumibilmente coinvolge anche
linterazione con il sistema parvocellulare. Sembrerebbe che ad
essere coinvolti nella lettura siano entrambi i sistemi, transiente e
sostenuto (i.e. magnocellulare e parvocellulare). Durante la lettura
infatti, il primo ci permette ad ogni fissazione di acquisire informazioni
sulla forma dellintera parola e il secondo successivamente veicola
lestrazione di informazioni per uno spazio di circa 5-6 lettere verso
destra (Lovegrove, 1993). Quindi le informazioni provenienti da
entrambi i sistemi devono essere integrate per un corretto processo di
lettura. Un sistema transiente lento e pi in generale un emisfero
destro deficitario, condizioni frequenti nei dislessici, spiegherebbero le
difficolt di lettura.
A seguito del nostro training i bambini sono migliorati sia nella lettura
di non parole che nel compito di Navon con QCT nella condizione
XX

GLOBALE-incongruente,

questo

miglioramento

potrebbe

essere

attribuito al fatto che imponendo un limite temporale e quindi


costringendo i bambini a leggere pi velocemente li abbiamo allenati
ottenendo

un

informazioni,

aumento
visibile

nella

nell

velocit

aumento

di

della

elaborazione
velocit

delle

della

via

magnocellulare e dellorientamento dellattenzione (si vedano i


risultati della Tesi Magistrale di Federica Sartori nel compito di
attentional masking, AM). Uno specifico miglioramento delle non
parole a seguito di un training di lettura rapida stato riscontrato
anche in un lavoro di Karni & Breznitz (2005).
Per quanto riguarda le parole, il cambiamento nel tempo di lettura
non risultato significativo, risultato forse attribuibile alla ridotta
numerosit del campione, alla scarsa sensibilit dello strumento o a
una mancanza di efficacia del training su tale livello.
Il

miglioramento

nella

prova

VAUMeLF

lascia

ipotizzare

un

miglioramento anche nella elaborazione uditivo-fonologica che non


stata allenata in modo diretto. ipotizzabile che una maggior rapidit
nellelaborazione delle informazioni e lesposizione ripetuta a stimoli
parole siano la causa di questo miglioramento. Risulta plausibile
pensare che imparare a leggere, ovvero integrare le informazione
visivo-ortografiche con quelle uditivo-fonologiche possa migliorare
anche le pure abilit uditive che quelle visive (Dehaene et al., 2010).
A seguito del training potremmo aver ottenuto infatti un aumento
della velocit di elaborazione anche al livello delle informazioni
uditive (Breznitz, 2008). In effetti sembrerebbe che nei dislessici ad
essere rallentata non sia solo lelaborazione delle informazioni visive
ma

anche

uditive

(come

proposto

da

Tallal,

1980;

2004)

somatosensoriali (Nicolson & Fawcett, 2011). Breznitz per prima nella


sua teoria dellasincronia propone come causa possibile della dislessia
una lentezza a carico del sistema uditivo e visivo che non permette la
sincronizzazione delle informazioni in uscita dai due sistemi percettivi.
Serviranno altri studi, per verificare se a differenza di quanto abbiamo
ottenuto noi, possibile avere anche un miglioramento in accuratezza
come nello studio di Breznitz (2013). Nello specifico, nei prossimi
studi andr inserito un gruppo di controllo e aumentata la numerosit
XXI

del campione in modo tale da ottenere uninferenza statistica pi


accurata e andr diluito maggiormente il trattamento nei giorni, in
modo tale da evitare di sovraccaricare i partecipanti ottenendo
presumibilmente anche un miglioramento nellaccuratezza.

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