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ANAMNESI IN OMEOPATIA

dr flavio tonello associazione omeopatica


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IL COLLOQUIO
La storia clinica omeopatica differisce
fondamentalmente da quella allopatica.
Mentre infatti lo scopo di questa la diagnosi di
malattia, lo scopo dellomeopatia invece la
diagnosi di malato e di rimedio che devono
coincidere.

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IL COLLOQUIO
Il medico omeopatico perci, oltre alla diagnosi di
malattia, deve necessariamente individuare il caso
personale, i caratteri soggettivi del paziente che
rivestano valore clinico e che lo differenziano da
qualsiasi altro soggetto affetto dalla stessa malattia.

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IL COLLOQUIO
Si deve fare molta attenzione circa gli errori
che si possono commettere nella valutazione
della sintomatologia, allorch si procede nella
visita senza conoscere quelli che sono gli
ostacoli ad una reale conoscenza del malato.
Siamo tutti soggetti ad errare nella
valutazione del sintomo ricavato ad esempio
da uno stato di transfert tra paziente e
medico.
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IL COLLOQUIO
Si pu creare una situazione per la quale
lammalato capovolga o trascuri sintomi
per ansia di sottomissione o di aggressione
verso qualsiasi sostituto genitoriale ed il
medico, a sua volta; proietti il suo vissuto o
la sua patologia ratificando una diagnosi
preconcetta che tende a risolvere il suo
proprio problema di insicurezza.

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IL COLLOQUIO OMEOPATICO
Molti omeopati hanno messo in guardia
circa questi pericoli, a cominciare ha
Hahennemann fino a Kent, Schmidt,
Masi, Ortega, Paschero, ecc..
Con la loro esperienza clinica hanno
individuato alcune metodiche atte ad
ovviare, quanto pi possibile, agli errori
di interpretazione della reale situazione
psico-fisica del malato.
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IL COLLOQUIO OMEOPATICO
Tutte le valutazioni non ci salvaguardano per
dalle possibili cause di errore di interpretazioni
inerenti allatto stesso della visita e al rapporto
medico-malato.
In effetti in questo rapporto siamo coinvolti come
persone umane con la nostra storia, la nostra
patologia, la nostra cultura ed educazione.
Questi fattori possono incidere nella selezione dei
sintomi del paziente e quindi nella scelta del
rimedio.

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IL COLLOQUIO OMEOPATICO
Nella visita medico omeopatica, come del resto in
altri tipi di visita (psicanalisi, psicosomatica, ecc.), tra
il medico e il paziente viene a crearsi quello che
Mitscherlich definisce un laboratorio interpersonale,
intendendo che il rimedio non mai un elemento
passivo del rapporto, ma interviene in esso agendolo
e modificandolo.
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IL COLLOQUIO OMEOPATICO
Succede ci che avviene in altri campi della
scienza e della ricerca, come ha ben precisato
Popper.
Anche in medicina quindi, oltre che nel campo
della ricerca medica, ci pu verificarsi appunto
nel colloquio tra medico e malato interferendo in
esso in modo tale da ridurre la probabilit di
scelta del rimedio pi adeguato a quel
determinato tipo di paziente (Simillimum).

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IL COLLOQUIO OMEOPATICO
Se vero che diversi medici per uno stesso
paziente affetto da una malattia cronica, per la
natura stessa del rapporto medico-malato, sono
portati a fare differenti diagnosi di rimedio,
altrettanto vero che un tale evento dovrebbe
essere molto improbabile se si seguono alcune
metodiche ed alcuni accorgimenti che si sono
stati suggeriti dai nostri maestri di omeopatia.
(Organon da p. 84 al paragrafo 99).

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IL COLLOQUIO OMEOPATICO
Vediamo ora quali sono questi accorgimenti e
come si possono riassumere.
Elencheremo brevemente ci che il terapeuta
deve e non deve fare durante la trascrizione
della storia clinica, cercando di evidenziare una
metodica di comportamento del medico durante
la visita, almeno come indirizzo di metodo da
seguire.

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IL COLLOQUIO OMEOPATICO
Vediamo in pratica la metodica che conviene
suggerire nelle varie fasi del colloquio col
malato.
Prenderemo prima in esame la sintomatologia
soggettiva, cio i sintomi che esprimono il senso
soggettivo della malattia, cio quei sintomi che
riguardano le sensazioni che sono avvertite dal
paziente stesso..

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ANAMNESI IN OMEOPATIA
Il malato espone il modo in cui si sono
sviluppate le sue sofferenze.
Se presenti i membri della famiglia o le
persone che gli sono pi vicine raccontano
tutto ci che hanno osservato nei suoi
riguardi.

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ANAMNESI IN OMEOPATIA
in sua presenza, sebbene sia sempre
preferibile interrogare separatamente sia il
malato sia i suoi familiari (P. Schmidt).
Il medico guarda, ascolta, in una parola
osserva, con tutti i suoi sensi, cosa vi sia di
mutato, di anomalo e straordinario in questo
paziente.

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ANAMNESI IN OMEOPATIA

Il medico scrive tutto su un foglio, esattamente


con gli stessi termini di cui si sono serviti, nella
loro esposizione, il paziente ed eventualmente i
suoi familiari.
Per quanto possibile li lascia terminare la loro
esposizione senza interromperli (a), sempre che
non si perdano in inutili disgressioni.
Ogni interruzione disturba il flusso delle idee di
chi sta parlando e le cose non possono poi
tornargli alla mente uguali a come voleva dirle
prima di venire interrotto.
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Quanto le varie persone hanno finito di
spiegare quello che volevano dire
spontaneamente, il medico aggiunge, ad
ogni sintomo, informazioni pi precise e
procede a questo proposito nel modo
seguente.
Rilegge tutto ci che gli stato segnalato,
ponendo laccento in particolare su certi
temi; per esempio pu chiedere:
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Quando apparso questo sintomo?
A che ora del giorno o della notte?
Qual il rapporto fra questi sintomi e i
medicamenti presi prima?
(I sintomi si sono verificati quanto prendeva
ancora i medicamenti in questione, o solo
qualche giorno dopo che ha cessato di
prenderli?......)
Quale dolore, quale sensazione, descritta
dettagliatamente, si manifestata in una
data parte del corpo?
Se ne indichi lesatta localizzazione.
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Descrivete il modo in cui si manifestato
ogni dolore di cui vi lamentate. Alcuni sono
continui e tenaci, altri insorgono sotto forma
di accessi.
Accessi isolati o periodici?
Di quale durata?
A che ora del giorno o della notte queste
sensazioni erano pi forti e a che ora erano
assenti?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
In quale posizione del corpo?
Descrivere il carattere e il genere di ogni dolore o
sensazione.
In che modo preciso si verificato questo o
quellaltro episodio ed in quali circostanze?
Il medico cerca ancora una volta di farsi specificare
e precisare ognuna delle risposte date, senza che
le sue domande siano mai concepite in modo da
suggerire in qualche modo la risposta.

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INTERROGATORIO OMEOPATICO

Il medico, per esempio, non deve dire:


Era presente questa o quella cosa?
E freddoloso? Caloroso? Ha sete? .
Porre in questa forma le domande significa
suggerire al malato delle risposte forse
diverse dalla verit, e fornirgli delle
indicazioni: errore, questo, che il medico non
deve mai commettere.
Mettere il malato nella posizione di non
poter rispondere che si o no.
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
A - CIO CHE IL MEDICO NON DEVE FARE:

1. parlare molto;
2. porre domande dirette, tali che il paziente
possa rispondere con un si o con un no;
3. interrompere il paziente (usare tatto se si
costretti a farlo);
4. imbarazzare il paziente (rimandare ad
es. alla fine dellinterrogatorio o durante la
visita le domande sulla mentalit, affettivit,
sessualit, e quante altre possono essere
tab per il paziente);
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
A - CIO CHE IL MEDICO NON DEVE FARE:

5. suggerire le risposte;
6. suggestionare il paziente;
7. mettere fretta;
8. dirigere le domande verso un rimedio pi
conosciuto;
9. proiettare sul malato la propria patologia;

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
A - CIO CHE IL MEDICO NON DEVE FARE:

10. ritenere validi i sintomi dedotti e


non accettati coscientemente dal
malato;
11. sopravalutare o sottovalutare le
risposte;
12. farsi influenzare dallansia del
paziente e/o parenti (Kent).
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
B - CIO CHE IL MEDICO DEVE FARE:

1. essere neutrale quanto pi possibile;


2. usare linguaggio comprensibile per la
mentalit del paziente;
3. raccomandare risposte non rapide onde
avere il tempo di trascriverle;
4. trascrivere i sintomi secondo la terminologia
del paziente;
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
B - CIO CHE IL MEDICO DEVE FARE:
5. iniziare lanamnesi da ci che il

paziente ritiene importante (anche


se spesso o quasi sempre ci non lo
ai fini della scelta del rimedio) onde
favorire lo sblocco del paziente e
linstaurarsi di un rapporto di confidenza;
6. rilevare eventuali cause eziologiche che sono
molto importanti per la scelta del rimedio.
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
B - CIO CHE IL MEDICO DEVE FARE:

Levento causale deve aver per modificato in


modo rilevante il modo di essere e di sentirsi
del paziente: traumi fisici e/o psichici, trattamenti
medici e chirurgici, ecc.
7. rilevare eventuali sintomi mentali,
anche laddove difficile, per
limportanza gerarchica di essi nella
scelta del rimedio;
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
B - CIO CHE IL MEDICO DEVE FARE:

8. rilevare le modalit generali che ci


permettono di individuare il paziente nella
sua reattivit generale;
9. modalizzare il sintomo per caratterizzarlo
opportunamente in rapporto a quel
determinato tipo di paziente, sfoltendo e
riducendo cos i rimedi che corrispondono
a quel sintomo;
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INTERROGATORIO OMEOPATICO

B - CIO CHE IL MEDICO DEVE FARE:

10. cercare di conoscere e valutare le


condizioni socio-economiche e relazionali
del paziente;
11. se possibile, consultare parenti e/o amici
del paziente;
12. suggerire al paziente di scrivere i sintomi
che si presentano durante la cura e quelli
che aveva omesso di riferire.

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Se in queste informazioni fornite
spontaneamente non viene fatta menzione
alcuna n delle diverse parti o funzioni del
corpo, n dellumore e del carattere, il
medico chiede allora se il soggetto non
ricorda qualcosa in relazione a una certa
parte, a un certo organo, a una certa
funzione, o a ci che concerne lo stato
intellettuale e morale del malato.

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Per cerca con cura di attenersi ai termini
generali, affinch la persona, che gli sta
dando i chiarimenti, sia libera di fornire
spiegazioni spontanee in relazione a queste
diverse precisazioni, per esempio:
Com il suo morale?
Com il suo umore in genere?
In che stato la sua memoria?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Come si ricorda i nomi, i visi, le cose che ha
fatto o che ha appena finito di fare, che ha
detto, sentito, letto, pensato?
Com lappetito?
E la sete?
Ha qualcosa da dire a proposito delle
sensazioni di gusto?
Il sapore dei cibi e delle bevande normale o
alterato, diminuito o esagerato?
Che gusto sente in bocca?
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Quali sono i cibi e le bevande che le
piacciono di pi?
Quali sono quelli per cui prova qualche
avversione?
Come si sente dopo aver bevuto o
mangiato?
Sente qualcosa di anormale al corpo, alla
testa, agli arti, al basso ventre, ecc.?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Ha qualcosa da dire a proposito delle feci?
Lurina normale?
Prova momenti di sonnolenza durante il
giorno o di insonnia durante la notte?
Come dorme?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Quando il paziente ha fornito
spontaneamente, e rispondendo
liberamente alle domande proposte, tutte le
informazioni necessarie ed ha completato
abbastanza bene il quadro della malattia, il
medico pu fare domande pi precise e pi
specifiche.
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
Per esempio:
1. Che sensazioni e disturbi sente?
2. Li descriva dettagliatamente.
3. Dove li sente? Mi faccia vedere il punto esatto.
4. Con quale frequenza e in quale occasione si
presenta questo o quellaltro sintomo?
5. In che posizione lo sente? Stando seduto,
disteso o in piedi?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
6. Che effetto provoca il muoversi?
7. Come sono i sintomi a digiuno? E dopo i pasti?
8. A che ora si aggravano i suoi sintomi durante la
giornata?
9. La mattina di buonora, o piuttosto la sera, o in
qualche altro momento?
10. Che tipo di gusto sente in bocca: acido, amaro,
acre, astringente, grasso, metallico, putrido,
salato, zuccherato, di sangue, di uovo marcio, di
materie fecali, o daltro tipo?
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
11. In che momento lo sente, prima, durante o
dopo
aver bevuto e mangiato?
12. Quale la natura e il colore esatto delle
deiezioni? Odore, quantit, forma, abbondanza,
frequenza?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
13. Descriva bene laspetto delle evacuazioni:
muco, chiaro duovo, membrane, alimenti
non digeriti, bile, sangue, ecc.
14. Che tipo di dolore prova prima, durante o
dopo la defecazione?
15. Descriva il tipo esatto di questi dolori, la loro
localizzazione e le loro modalit.

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
16. Lurina torbida quando viene emessa? Lo
diventa subito dopo, o soltanto dopo
parecchio tempo?
17. Di che colore al momento dellemissione?
18. Per quanto riguarda il sedimento, ne
specifichi il colore, laspetto, labbondanza,
laderenza, ecc.

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
19. Cosa sa del suo comportamento durante il
sonno? Alcuni gemono, altri si lamentano o
ridono o piangono, alcuni parlano o
gridano, cantano o sospirano, mentre
dormono, altri ancora sussultano o hanno
delle scosse;
20. alcuni digrignano i denti, alcuni russano
quando inspirano, altri quando espirano. E
lei?
21. Che posizione assume durante il sonno
(quella a lei pi abituale)?
22. Alcuni sentono la necessit di stare ben
coperti, per
altri il contrario.
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
23. Alcuni soggetti hanno un sonno molto
leggero, si svegliano continuamente,
mentre altri hanno un sonno pesante.
Come si sente al momento del risveglio?
Alcuni si sentono stanchi, depressi,
irritabili, ecc. E lei?
24. Se ha uno o pi brividi, a che ora ha avuto
questa sensazione?
25. Alcuni malati provano una sensazione di
freddo e tuttavia la loro pelle ha una
temperatura normale, altri una semplice
sensazione di fresco, mentre altri ancora si
sentono percorsi da un freddo intenso. E
lei?
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
26. Da che parte del corpo parte il brivido?
27. Dove prova la sensazione di freddo?
28. Alcuni hanno la pelle bruciante e
febbricitante, tuttavia si lamentano di avere
freddo.
29. Si pu avere la faccia pallida e la pelle che
scotta o viceversa.
30. Quali sono le parti del corpo particolarmente
calde al tatto?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
31. Appartiene a coloro che si lamentano di
sensazioni di calore, mentre la sua pelle
invece fresca?
32. Qual la durata dei brividi?
33. Qual la durata della sensazione di
calore?
34. A che ora del giorno o della notte ha sete?
35. Cosa desidera bere? Ed a quale
temperatura?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
36. Cosa preferisce, bevande calde, fresche o
ghiacciate?
37. Molto o poco, ogni volta?
38. E soprattutto che genere di bevande?
39. Se soggetto ad accessi di febbre, a che
stadio si manifesta la sete? Prima, durante
o dopo i brividi, la sensazione di calore, il
sudore?
40. A che ora compare la febbre?
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INTERROGATORIO OMEOPATICO
41. Quali sono le caratteristiche della
sudorazione?
42. Aspetto, colore, consistenza?
Abbondanza, durata, carattere?
43. A che ora suda di pi?
44. Alcuni sudano durante il sonno, altri in
stato di veglia.
45. Quali sono le parti del corpo che sudano?

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INTERROGATORIO OMEOPATICO
46. In quale momento suda: allinizio, alla fine, o
dopo la sensazione di calore, o il brivido?
47. Precisi le reazioni che si producono prima,
durante e dopo la traspirazione.
48. Descriva le sensazioni spiacevoli provate
prima, durante e dopo i brividi.
49. Specifichi quelle che si sono prodotte prima,
durante o dopo la febbre.
50. Nei soggetti di sesso femminile importante
notare le caratteristiche delle mestruazioni e
di tutti gli altri flussi genitali.
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OSSERVAZIONI DEL MEDICO


Il medico, dopo aver messo per iscritto tutte
le risposte dellammalato, annota quello che
egli stesso osserva direttamente dal
paziente, e cerca di sapere se i sintomi da
lui rilevati sono o no anteriori alla malattia.

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INTERROGATORIO
NEI CASI ACUTI
Per quanto concerne linterrogatorio
nei casi acuti esiste una differenza
sostanziale.
Nelle malattie acute siamo aiutati in
modo consistente dai sintomi molto
marcati e non equivocabili; cos il
malato si manifesta col suo disturbo in
maniera assai pi netta e precisa e al
medico spetter il compito di
ricercarle le modalit.
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INTERROGATORIO NEI CASI ACUTI


Questa la fase nella quale lArte di
osservare del terapeuta diventa lelemento
essenziale per attribuire importanza anche
al minimo indizio che potrebbe rivelarsi
risolutivo ai fini di unesatta diagnosi.

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INTERROGATORIO NEI CASI ACUTI


Come un segugio il medico dovr fiutare
ogni sintomo, nuovo, soggettivo ed oggettivo
perch la distinzione dei sintomi, cos ben
descritta da HAHNEMANN nellOrganon,
una conoscenza tanto pi necessaria nel
trattamento del caso acuto, laddove rapidit
e razionalit diventano i fattori decisivi e
risolutori del buon esito del trattamento.

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LE 7 DOMANDE DI BOENNINGHAUSEN
1. QUIS? (Chi?)
2. CUR? (Perch?)
3. QUID? (Cosa?)
4. UBI? (Dove?)
5. QUIBUS AUXILIIS? (Con quali mezzi?)
6. QUOMODO? (In quale modo?)
7. QUANDO? (Quando?)
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OSSERVAZIONI IN CASI ACUTI


Si deve tener conto di tutto quello che possibile
osservare e che sembra degno di essere annotato.
E opportuno rilevare che, nel corso di un
trattamento medico o immediatamente dopo, le
sensazioni e i sintomi accidentali, provati dal
paziente, non sono affatto lespressione
dellimmagine reale della sua malattia.
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OSSERVAZIONI IN CASI ACUTI


La vera guida della forma originaria della
malattia ci fornita dai sintomi e dai disturbi di
cui il pz. ha sofferto prima delluso dei
medicamenti, o parecchi giorni dopo averli
sospesi (ove sia possibile).
Sono dunque questi ultimi, in particolare, che il
medico deve soprattutto prendere in
considerazione.
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CASI ACUTI - URGENTI


Quanto invece, in una urgenza ci si trova in
presenza di malattia a evoluzione rapida che non
pu ammettere alcun ritardo, se non possibile
sapere nulla sullo stato precedentci si deve allora
accontentare dei sintomi attuali, e il trattamento,
cio dei sintomi pi o meno modificati dal
trattamento terapeutico.
In questi casi si pu cogliere lo stato presente alla
malattia radunando, in un medesimo quadro clinico,
tanto laffezione primaria quanto laffezione
medicamentosa ad essa relativa.
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MALATTIE CRONICHE
Nelle affezioni croniche, i
malati si sono a tal punto
abituati alle loro sofferenze
che fanno scarsa o nessuna
attenzione a piccoli sintomi
concomitanti, spesso assi
significativi (caratteristici) e
decisivi come guida nella
scelta del rimedio.

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MALATTIE CRONICHE
I malati considerano
questi piccoli sintomi, a
cui sono abituati da tanto
tempo, come
necessariamente legati
alla loro condizione
fisica, quasi fossero
parte integrante della
salute, di cui hanno
perso il senso vero,
dopo quindici o ventanni
di sofferenze.
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MALATTIE CRONICHE
Non viene pi loro nemmeno in mente
che possa esserci la minima
connessione fra laffezione principale
di cui soffrono da tempo e questi
sintomi apparentemente insignificanti,
che rappresentano tuttavia delle
deviazioni pi o meno ampie rispetto
allo stato fisiologico.

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QUALIT DEL MEDICO


Per formarsi unimmagine reale e particolareggiata di
qualsiasi malattia, specialmente di quelle a carattere
cronico, il medico deve possedere in gran quantit:
pazienza,
buona conoscenza dellanimo umano,
psicologia, per poter condurre bene linterrogatorio,
tatto e di circospezione
facolt analitiche e sintetiche caratteristiche di ogni
buon ragionamento.
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CRITERI DI VERIFICA PER OGNI SINTOMO


1 - CIRCOSTANZE DI APPARIZIONE DEL SINTOMO
2 - TIPO DI SENSAZIONE (come viene percepito il sintomo)
3 - LOCALIZZAZIONE
4 - ESTENSIONE
5 - TEMPO PERIODICIT
6 - ALTERNANZA CON ALTRI SINTOMI
7 - CONCOMITANZA CON ALTRI SINTOMI
8 - MODALIT DI AGGRAVAMENTO O MIGLIORAMENTO

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143

RICERCA DEI SINTOMI


Durante il trattamento, il medico valuta leffetto del
rimedio, e dei mutamenti intervenuto nello stato del
malato. Per completare la sua osservazione, il
medico fa una revisione dei sintomi e, lasciando da
parte quelli definitivamente scomparsi, prende nota:
dei vecchi sintomi ancora presenti,
dei nuovi sintomi comparsi da poco
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144

RICERCA DEI SINTOMI


Quando un malato lamenta un piccolo
numero di sintomi molto netti e noiosi, il
medico abile ne scoprir sempre altri che,
seppur preoccupano meno il malato, sono
tuttavia necessari per fargli acquisire
unimmagine completa della malattia.
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RICERCA DEI SINTOMI


Pi la malattia acuta intensa, pi evidenti
ne sono di solito i sintomi, e pi facile
trovare un rimedio adatto, poich per questi
sintomi vistosi si pu quasi sempre trovare
una risposta nella materia medica,
soprattutto quando questa molto
esauriente.
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146

RICERCA DEI SINTOMI


Fra le numerose patogenesi relativamente
facile trovarne una che comprenda un certo
numero di sintomi, che formano un quadro
simile alla totalit dei sintomi essenziali della
malattia naturale che si ha sotto gli occhi.
Ora, il rimedio che si desidera trovare
precisamente questo medicamento.
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147

VALORE DEI SINTOMI


Il confronto dellinsieme dei sintomi della
malattia naturale con lelenco dei sintomi
patogenetici di medicamenti ben
sperimentati rappresenta la condizione sine
qua non per trovare, fra questi ultimi, una
potenza farmacodinamica simile al male da
guarire.
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148

VALORE DEI SINTOMI


Nella ricerca del rimedio omeopatico
specifico bisogna attenersi ai sintomi
oggettivi e soggettivi caratteristici.
Sono soprattutto questi che devono
corrispondere ai sintomi molto simili del
gruppo appartenente al rimedio da trovare,
affinch questultimo sia quello pi utile ai
fini della guarigione.

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149

VALORE DEI SINTOMI


Conviene scegliere i sintomi:

pi appariscenti,
pi originali,
pi insoliti,
pi personali.

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150

VALORE DEI SINTOMI


Al contrario, i sintomi comuni e vaghi come
malesseri, la stanchezza, il mal di testa, lansia,
lassenza di appetito, un sonno disturbato, ecc.
meritano scarsa attenzione, sia per via del loro
carattere banale e impreciso, sia perch li si
incontra in quasi tutte le malattie e in quasi tutti i
medicamenti.

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151

VALORE DEI SINTOMI


Pi la contro-immagine composta dai
sintomi patogenetici del rimedio conterr dei
sintomi simili a quelli caratteristici,
appariscenti, originali, insoliti e personali
della malattia naturale, pi la somiglianza
reciproca sar perfetta e pi questo rimedio
sar adeguato, omeopatico: lo specifico per
quella data circostanza.

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152

MODALIZZAZIONE
DEI SINTOMI
A questo punto si devono modalizzare i
sintomi riferiti dal malato.
La modalizzazione dei sintomi
fondamentale per prescrivere il rimedio
omeopatico.
La modalizzazione consiste nel descrivere:

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153

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI

In quale circostanza compare il sintomo.

Tipo di sensazione provata


(es.: senso di soffocamento a livello della gola).

Localizzazione esatta del sintomo e lateralit


(esempio: dolore cefalico temporale sinistro).

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154

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI


Irradiazione ed estensione (esempi:
dolore di testa che si estende al
braccio omolaterale; dolore che
dallovaio destro si irradia al sinistro).
Alternanza (es.: crisi asmatica che si
alterna con diarrea; cefalea alternata
ad emorroidi).

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155

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI

Orario e periodicit
(es.: nausea al mattino, al risveglio con
dolori brucianti di stomaco ogni tre giorni;
cefalea periodica ogni settimana alla
stessa ora; diarrea ogni due giorni; periodo
peggiore della giornata cio di
aggravamento dei sintomi,al mattino al
risveglio ed al pomeriggio dalle 16 alle 20).
Modalit di aggravamento (<) e di
miglioramento (>) di ciascuno sintomo.
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156

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI


Queste modalit sono molto importanti e
possono essere di molti generi:
> o < per condizioni atmosferiche,
climatiche
> o < per orario, stagione
> o < per riposo, immobilit
> o < per movimento, attivit mentale e fisica.
> o < per alimenti o bevande
> o < per attivit sessuale e mestruale e per altri
motivi che dobbiamo tirar fuori dal nostro
paziente.

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157

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI

Concomitanze di altri sintomi (esempi:


cefalea e fame imperiosa;nausea, salivazione
abbondante e tosse stizzosa; colica addominale
e forte desiderio di limone).

Modificazione dellumore prima, durante e


dopo il sintomo (esempio: TRISTEZZA dopo i
brividi - RABBIA durante la febbre).
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158

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI


Pi si riuscir a cogliere sintomi peculiari
del paziente, cio quelli che lo
caratterizzano o lo differenziano dagli altri
malati, pi si avr la possibilit di trovare il
farmaco a lui pi idoneo.

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159

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI


MODALIZZARE ha infatti lo scopo di
evidenziare non solo i tratti salienti del
malato, ma anche quelli del rimedio.
prendiamo ad esempio il sintomo Tristezza;
nel Repertorio di Kent la voce sadness
riportata come sintomo di numerosissimi
farmaci; ma se il paziente dice Sono triste
quando ascolto la musica, i rimedi che
presentano questo sintomo, riportati dal
Kent sono solo 15.
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160

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI


Pi i sintomi sono peculiari, originali, curiosi,
paradossali (esempio: un portatore di
insufficienza epatica che migliora
mangiando grassi e fritture: un freddoloso
che rigetta le coperte e vuole applicazioni di
ghiaccio) pi ci aiuteranno a individualizzare
il paziente e contemporaneamente il rimedio
pi simile.

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161

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI


I sintomi patogenetici ricavati dalle
sperimentazioni e quelli derivati
dallesperienza clinica di quasi due secoli di
Omeopatia sono decine di migliaia.
Abbiamo quindi un numero enorme di
combinazioni di sintomi possibili, capaci
perci di contenere e di individuare la
grande variet di malati esistente.

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162

MODALIZZAZIONE DEI SINTOMI


SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO
E sufficiente la combinazione di pochi
sintomi che siano veramente caratteristici
per individuare correttamente il tipo di
malato ed il rimedio corrispondente.
Potrebbero bastare tre sintomi, ma meglio
utilizzarne 4-6.
Alcuni esempi:

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163

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO


Facciamo un esempio:
unammalata ci consulta per una forma di
cefalea temporale destra. Riferisce
spontaneamente che la cefalea < prima di un
temporale e poi aggiunge che i temporali le
hanno sempre fatto paura.
Questo un sintomo mentale (MIND, FEAR)
da considerare pi importante di quello locale
della cefalea perch pi individualizzante.

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165

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO


Questo sintomo ha molto pi valore sia
perch, a detta della paziente, molto
marcato, sia perch riferito
spontaneamente: lo mettiamo perci al
primo posto di una classifica ideale.
La paziente riferisce poi altre caratteristiche
di tipo generale: freddolosa, per a volte il
palmo delle mani brucia, sintomo peculiare
quindi significativo.

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166

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO


Ha molto appetito e desiderio di sale; sete di
acqua fredda quasi gelata.
Riferisce tendenza alle emorragie, le gengive
sanguinano molto spesso e ha vertigini al
mattino.
Ma una cosa ci colpisce soprattutto nella
paziente: sembra che sia in costante ansia per
gli altri, non solo per i suoi cari ma anche per
gli amici ed i conoscenti vicini e lontani.

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167

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO


Il marito presente interviene rivelando il
carattere altruistico della nostra paziente:
Dottore, si d da fare per tutti!
Questo atteggiamento ha valore di sintomo
mentale (sympathetic nel mind di kent) e
dato che ci colpisce molto lo poniamo
anchesso al primo posto della nostra
classifica.

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168

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO


Disponiamo perci di due sintomi mentali di
primo ordine ed anche quelli generali sono
caratteristici e ben individualizzati. Tutti
indicano perentoriamente la prescrizione di
Phosphorus.
In questo caso possiamo cxomunque
valutare se anche il sintomo locale della
cefalea e delle sue modalizzazioni
suggeriscano il rimedio e quindi prescrivere..

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169

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO

Paura del vento


Intollerante al dolore CHAMOMILLA
Sensazione di abbandono
Avversione al burro
PULSATILLA
Aggravamento coi dolci
Desiderio di dolci ARGENTUM NITR.
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170

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO

Paura della folla


Bruxismo
Sonnambulismo

ACONITUM

Migliora con la pressione graduale


Migliora coricato su parte dolente
Aggravato dal movimento BRYONIA
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171

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO

Avversione per i genitori


Avversione per la moglie
Allegro al risveglio

FLUORIC

ACIDUM

Avversione per il proprio entourage


Avaro
Pignolo
Freddoloso
ARSENICUM ALBUM
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172

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO


Avversione a persone del proprio sesso
Aerofagia e aerocolia.
Avversione per i bambini.
RAPHANUS
Ninfomania.
Avversione per la consolazione
Amore per uomo sposato
Desiderio di sale
NATRUM
MURIATICUM
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173

SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO

Linsieme del numero minimo di sintomi realmente


significativi per individuare paziente e rimedio,
prende il nome di:
SINDROME MINIMA DI VALORE MASSIMO

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174

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI

Comprendere, conoscere e curare


la malattia non significa
prescrivere soltanto in base a un
criterio:

1. anatomico
2. fisio-patologico
3. eziologico.
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175

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
Tutti i sintomi del paziente devono essere:
1. valorizzati (i pi strani, quelli
inspiegabili che il paziente riferisce
spontaneamente; ad esempio ride ad
un funerale: Graphytes)
2. gerarchizzati (dai pi importanti ai
meno importanti, eziologici, mentali)
3. modalizzati (modalit di luogo, di
tempo, di modo, ecc.).
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176

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
La premessa principale per poter
trovare il rimedio una buona
anamnesi.
La qualit dellanamnesi decisiva
per la scelta esatta del rimedio.

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177

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
raccolta di tutti i sintomi
( 7 dellOrganon)
individualizzazione di ogni disturbo ( 83)
scelta dei sintomi essenziali secondo i
criteri del 153 e quindi i sintomi
rilevanti singolari e caratteristici,
costituiscono lessenza indispensabile
per la corretta ricerca del simile.

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178

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI

Sintomi rilevanti: ogni sintomo pu


essere rilevante.
Un sintomo rilevante pu essere il
momento eziologico scatenante, per
esempio una ferita o lira, la rabbia,
lumiliazione, ingiustizia, quali fattori
causali di un disturbo.

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179

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
EZIOLOGICI: freddo, emozioni (lutto, perdita,
abbandono, spavento) sforzo fisico, trauma
PECULIARI: che individuano il fenomeno
MENTALI: indicano le alterazioni dello stato
mentale
GENERALI: modalit di aggravamento e di
miglioramento.
LOCALI: indicano la parte colpita
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180

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
Un sintomo pu essere rilevante a seguito
della sua localizzazione;
per esempio dolore persistente in una
piccola e circoscritta area o il decorso
stesso del dolore: incrociato, alternato,
oppure linizio e la fine del dolore in
maniera improvvisa o graduale.
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181

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
A volte possibile individuare un sintomo
chiave, cio un sintomo che presente
soltanto in uno o al massimo due rimedi.
Rilevante anche un sintomo as if, come
se: come se il cuore fosse appeso ad un
filo .
Anche i sintomi paradossali possono essere
rilevanti: non pu piangere in condizioni tristi,
assenza di sete durante la febbre, ecc.
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182

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
Anche sintomi accompagnatori che
non hanno nulla a vedere con i disturbi
principali ma che si possono osservare
frequentemente, possono essere
sintomi rilevanti.
I sintomi alternanti sono ad esempio
sintomi mentali che si alternano con
disturbi fisici.
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183

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
Sintomi periodici: che ricompaiono
periodicamente ogni giorno, ogni
settimana, ogni primavera, ogni anno,
ecc.
Al secondo posto della gerarchia
stanno i sintomi psichici, mentali ed
esistenziali: per es. indifferenza di
fronte ai problemi della propria salute, o
apprensione estrema per i problemi di
salute altrui.
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184

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
Sintomi comportamentali: mania di
pulizia, non ride mai, o ride in
situazioni serie. Disturbi a seguito di
eventi psichici, rimorsi di coscienza,
manie religiose, ecc.
Sintomi sociali, come paura degli
altri, antropofobia, delle persone
nuove, ecc.
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185

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
Al terzo posto si trovano i sintomi
generali e successivamente i sintomi
locali, anche se come detto ogni
sintomo pu essere rilevante e
soddisfare le prerogative del 153
collocandosi quindi al primo posto.

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186

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI

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187

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
Esempio 2:
a) Diarrea nerastra, fetida, di odore cadaverico
b) Paura della solitudine
c) Bisogno di bere, poco ma spesso
d) Gastro-enterite acuta.
R.: b) c) a) d)
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188

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE DEI


SINTOMI
Esempio 3:
a) Amenorrea
b) Difficolt a dormire sul fianco
sinistro
c) Gelosia
R.: c) b) a)
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189

VALORIZZAZIONE E GERARCHIZZAZIONE
DEI SINTOMI
Esempio 4:
a) Loquacit
b) Miglioramento causato dallarrivo delle
mestruazioni
c) Sogni luttuosi
d) Cefalea pulsante, martellante
R.: a) c) b) d)
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190

CRITERIO DI GERARCHIZZAZIONE
Non un criterio rigido ma puramente
indicativo. Cerchiamo di stabilire dei livelli
di valore dei sintomi.
N.B.: Ogni sintomo acquista pi valore se
molto marcato e se riferito
spontaneamente dal paziente o se
stimolato da domande generiche o
indirette (es.: Le capita mai di avere
paura? se si me ne parli.).
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192

CRITERIO DI GERARCHIZZAZIONE
1 livello: SINTOMI EZIOLOGICI
(esempi: gastralgia in un paziente
offeso nella sua dignit. Cefalea in
un malato che vive nel terrore di
perdere la sua posizione sociale).
2 livello: SINTOMI MENTALI
(esempio: una paura particolare,
unansia, unallucinazione, una
tristezza, ecc.).
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193

CRITERIO DI GERARCHIZZAZIONE
3 livello: SINTOMI ORIGINALI, rari,
curiosi, inusitati (es.: paziente
caloroso che ricerca il caldo e
viceversa, paziente freddoloso che
ricerca le borse di ghiaccio; - diarrea a
giorni alterni; - durante la defecazione
le feci passano meglio stando in piedi,
ecc.) e cos per migliaia di altri
sintomi che la clinica moderna oggi
ha molto trascurato, ma che restano
dei preziosi indicatori.
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194

CRITERIO DI GERARCHIZZAZIONE
4 livello: SINTOMI GENERALI E
MODALITA.
5 livello: DESIDERI e AVVERSIONI
(esempi: voglia o rifiuto di particolari
cibi e bevande; - desiderio o rifiuto di
aria aperta, di freddo, di caldo, di
mare, ecc.).
6 livello: SONNO E SOGNI.
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195

CRITERIO DI GERARCHIZZAZIONE
7 livello: SINTOMI GENITALI.
8 livello: CARATTERI E MODALITA
DELLE SECREZIONI (valore pi
scarso).
9 livello: SINTOMI LOCALI E
REGIONALI (valore ancora pi
scarso).
10 livello: SINTOMI
PATOGNOMONICI DELLA
MALATTIA (valore scarsissimo).
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196

CRITERIO DI GERARCHIZZAZIONE
Nella ricerca di sintomi caratteristici il
sintomo patognomonico (esempio: febbre
durante il morbillo) non ha omeopaticamente
parlando, nessuna importanza.
Se per ci fosse ad esempio tristezza
durante la febbre, questo sintomo potrebbe,
se marcato, assumere il valore gerarchico
del 2 o 3 livello.

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197

LINDIVIDUAZIONE DEL RIMEDIO


Prima di procedere nella ricerca del rimedio
FONDAMENTALE COMPLETARE
LINTERROGATORIO E LESAME OBIETTIVO del
nostro paziente DAL PUNTO DI VISTA CLINICO:
dobbiamo raccogliere tutti i dati, anche
LABORATORISTICI, necessari ad una CORRETTA
DIAGNOSI CLINICA.

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200

LINDIVIDUAZIONE DEL RIMEDIO


Ammesso che disponiamo di una serie di
sintomi significativi e ben gerarchizzati,
come trovare il rimedio?
Gli strumenti sono due:
il primo essenziale ed la
conoscenza ampia e precisa
della MATERIA MEDICA;
il secondo un
aiuto, il REPERTORIO.
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202

LINDIVIDUAZIONE DEL RIMEDIO


Nel tentativo di individuare il rimedio
possiamo trovarci di fronte a varie situazioni:
SITUAZIONE A) I sintomi indicano con
chiarezza un rimedio che gi conosciamo
per averlo studiato nella Materia Medica.
Le caratteristiche di questo rimedio si adattano
perfettamente ai sintomi mentali, generali e
locali del nostro paziente. Notiamo che la
personalit del malto quella tipica del
rimedio pensato (esempio: il caso della
cefalea di Phosphorus descritta prima.
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203

LINDIVIDUAZIONE DEL RIMEDIO


SITUAZIONE B). I sintomi indicano un rimedio
che conosciamo, ma alcuni sintomi
fondamentali del rimedio o del paziente non
corrispondono tra loro.
Primo esempio: alcuni sintomi ci fanno
pensare a Pulsatilla, ma il paziente
estremamente chiuso, introverso, rifiuta la
consolazione, che invece Pulsatilla ricerca e
gradisce moltissimo.
Secondo esempio: i sintomi fanno pensare ad
Arsenicum, che tra i freddolosi della
Materia Medica ed invece il paziente
caloroso.
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204

LINDIVIDUAZIONE DEL RIMEDIO


SITUAZIONE C). I sintomi indicano pi
rimedi che conosciamo, ma nessuno copre
la totalit dei sintomi significativi.
SITUAZIONE D). Abbiamo trovato nel
nostro paziente sintomi significativi, ma non
conosciamo alcun rimedio che copra tale
sintomatologia.
Purtroppo le situazioni B), C) e D) sono di
dr flavio
tonellofrequenti.
associazione omeopaticaCosa fare?
gran lunga dulcamara
le
pi
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205

LINDIVIDUAZIONE DEL RIMEDIO


Nel caso A possiamo prescrivere
serenamente il rimedio che abbiamo intuito.
E utile per verificare:
1) se, come gi detto la similitudine si verifica
anche per tutti gli altri sintomi del paziente;
2) se esistono altri rimedi omeopatici che
presentano la stessa sintomatologia, e
potrebbero essere anchessi simillium al
paziente e che, specie se trattasi di farmaci
cosiddetti minori, vengono oscurati da un
policresto meglio conosciuto.
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206

LINDIVIDUAZIONE DEL RIMEDIO


Nei casi B), C) e specialmente D) possiamo:
o studiare i farmaci che abbiamo in mente
nelle varie Materie Mediche per ampliarne
meglio la conoscenza e capire qual il
rimedio che meglio si adatta la paziente,
oppure, se vogliamo fare un lavoro di ricerca
veramente completo, possiamo servirci del
Repertorio ed utilizzare le tecniche di
repertorizzazione.

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207

LEGGE DI GUARIGIONE
DI HERING
Quando il malato viene curato secondo
le regole omeopatiche, lesperienza ha
dimostrato che i sintomi appaiono e
scompaiono in un ordine ben preciso.

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208

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING


1) In primo luogo i sintomi scompaiono in
ordine inverso alla loro comparsa, cio i
pi recenti cronologicamente vengono
sostituiti da quelli caratteristici del primo
stadio della malattia.
Ne consegue che alcune manifestazioni
della malattia, che furono soppresse da un
trattamento sbagliato in una precedente fase
della vita del paziente, riappariranno non
appena verr somministrato il rimedio
appropriato, e potranno essere curate.
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209

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING

2) In secondo luogo i sintomi si


sposteranno dagli organi pi vitali a quelli
meno vitali, e dallinterno del corpo verso
lesterno (la cute).
3) In terzo luogo i sintomi si muoveranno
dallalto del corpo verso il basso,
scomparendo prima dalla testa poi dal
tronco poi dalle estremit; procedendo
dalla spalla la gomito, alla mano, o dalla
coscia al ginocchio, alla caviglia, al piede.
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210

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING

Queste regole in omeopatia sono


conosciute come la legge di Hering,
in omaggio a Constantine Hering
(1800-1880), il padre dellomeopatia
americana, che le scopr fornendo cos
al sistema hahnemanniano il suo
maggior apporto.
La legge di Hering pu essere
illustrata come segue:
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211

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING

1. Una forma artritica, iniziata al lato


destro e poi passata al sinistro,
dovrebbe scomparire prima dal lato
sinistro e poi dal destro.
2. Quando un caso di artrite, complicato
da endocardite, curato in modo
corretto, i sintomi inerenti al cuore
sono i primi a scomparire, seguiti da
quelli alle articolazioni superiori e pi
tardi a quelli alle articolazioni inferiori.
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212

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING

3. Il trattamento corretto di una


paziente sofferente, per esempio, di
disturbi alle mammelle, fa s che
questi vengono sostituiti dai sintomi
della leucorrea che era stata
soppressa da un trattamento sbagliato,
molti anni prima.
Tuttavia la cura non sar completa se
non quando verr somministrato alla
paziente il rimedio adatto ai sintomi
riapparsi della leucorrea.
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213

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING


Lomeopatia sottolinea limportanza
deliminazione del corpo dei prodotti e
secrezioni naturali: urina, feci, mestruazioni,
e in particolare eruzioni della pelle.
La tendenza normale dellorganismo in
buona salute di eliminare queste sostanze
di rifiuto attraverso le vie naturali: un
processo analogo in atto durante la
malattia.
La soppressione delle secrezioni e delle
eruzioni naturali pu dar luogo a disturbi
sistemici. dr flavio tonello associazione omeopatica
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214

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING


Le eruzioni della pelle non sono altro che
la manifestazione di uno sforzo compiuto
dalla natura per liberarsi di alcune tossine
interne o di alcuni elementi di rifiuto.
La soppressione di un eczema con delle
applicazioni locali d luogo, notoriamente, a
colite, asma o bronchite.
Alla stessa maniera la soppressione dei
sintomi cutanei della psoriasi e della
secrezione nella leucorrea (o gonorrea)
pu dar luogo a una miriade di
manifestazioni croniche.
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215

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING

Le medicine devono rafforzare e


intensificare i processi messi in atto
dallorganismo per combattere gli
stimoli morbosi, e non devono mai
opporsi a questi processi.
Altro corollario della legge di Hering
limportanza che lomeopatia, ai fini
della cura, attribuisce al significato dei
sintomi mentali.
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216

LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING

Tutti i disturbi somatici provocano


sintomi mentali contemporaneamente
A quelli fisici, e lomeopatia ritiene che
questi sintomi siano estremamente
importanti. Perch?
Perch essi sono al medesimo tempo
sintomi di un organo vitale e sintomi
della
pi nobile e alta parte del corpo.
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LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING


Durante il trattamento i sintomi mentali
dovrebbero essere i primi a scomparire, e se
questa scomparsa avverr partendo dalla
psiche per raggiungere via via le parti meno
vitali, il medico ha la certezza che il suo
trattamento giusto.
Lomeopatia nega ogni distinzione fra
malattia fisica e malattia mentale.
Le malattie fisiche hanno un aspetto
mentale, e le malattie mentali hanno un
aspetto fisico.
dr flavio tonello associazione omeopatica
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LEGGE DI GUARIGIONE DI HERING

Il medico dovrebbe riuscire a


comprendere il significato di entrambi i
tipi di sintomi e della loro reciproca
interazione.
In omeopatia la prescrizione dei
farmaci basata sullosservazione sia
di sintomi fisici sia mentali, e gi pi di
un secolo fa gli omeopati riuscirono a
curare con successo alcune malattie
mentali.
dr flavio tonello associazione omeopatica
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