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Le leggi del pendolo

Il pendolo semplice formato da un filo inestensibile e da una massa attaccata


a una sua estremit; la posizione di equilibrio quella verticale, poich la
risultante delle forze esterne (la gravit diretta verso il basso e la tensione del
filo diretta verso lalto) nulla. Innescando delle piccole oscillazioni, il moto
della massa armonico.

- Il periodo del pendolo, per piccole oscillazioni, non dipende dallampiezza


delloscillazione. Questa legge, detta dellisocronismo delle oscillazioni, dovuta a
Galileo.
- Il pendolo conserva il proprio piano di oscillazione quando soggetto alla sola forza
di gravit (eliminate perci le forze di attrito ed altre forze esterne), conformemente al
primo principio della dinamica.

l
g

Si dimostra in Dinamica che il periodo di oscillazione di un pendolo semplice


(una sferetta appesa, mediante un filo inestensibile, a un punto fisso) dato dalla
formula:

T il periodo (in secondi);


l la lunghezza (in metri) dal punto di sospensione al centro della sfera;
laccelerazione di gravit (in metri al secondo quadrato )

Per periodo, si intende il tempo di una sola oscillazione completa (moto di andata e
ritorno alla posizione iniziale del pendolo).
Dalla formula si dovr ricavare il valore di g , ricavando g in funzione delle altre
grandezze.

ESERCITAZIONE
Obiettivi

misurare laccelerazione di gravit terrestre, e dimostrarne lattendibilit

dimostrare che la massa di un pendolo, innescate delle piccole oscillazioni,si


muove di moto armonico

dimostrare che il periodo di una oscillazione del pendolo minore di 10 dipende


dalla lunghezza del filo e dalla accelerazione gravitazionale

Materiale

Treppiede, Supporto per il pendolo

filo inestensibile, massa (sferetta

riga graduata in mm.

Cronometro

Calcolatrice

Fasi di lavoro

1. Montiamo il pendolo, legando la sferetta al filo e questultimo allestremit del treppiede.


2. Misuriamo accuratamente la lunghezza del pendolo, dal punto fisso di sospensione al centro della
sferetta (per fare questo utilizziamo la riga millimetrata).
3. Spostiamo la sferetta dalla posizione di equilibrio, quella verticale, in modo che langolo di
oscillazione sia piccolo (la formula del periodo vale solo per angoli di oscillazione minori di 5 ).
4. Lasciamo oscillare liberamente la massa parallelamente al banco di lavoro. Perch lesperienza
riesca bene bisogna che loscillazione avvenga sempre nello stesso piano; la traiettoria deve essere
cio un arco di circonferenza. Inoltre, la massa non dovrebbe ruotare su se stessa.
5. Dopo qualche oscillazione, durante le quali ci assicuriamo che non vi siano rotazioni e il movimento
sia regolare, nellistante in cui il pendolo raggiunge un estremo delloscillazione, azioniamo il
cronometro e iniziamo a contare il numero delle oscillazioni.
6. Contiamo 10 oscillazioni; al termine della ultima oscillazione, fermiamo il cronometro e registriamo il
tempo totale in secondi. Per fare una stima pi corretta del periodo, conviene misurare 10 oscillazioni e
ripetere la misura pi volte
7. Calcoliamo il periodo T del pendolo, dividendo il tempo totale misurato per 10 (ovvero il numero delle
oscillazioni).
8. Ripetiamo le operazioni ottenendo quattro valori probabilmente un po diversi del periodo T 1, T2, T3,
T4.
Controlliamo che le differenze tra le 4 o 5 misure siano molto piccole (meno di 0,5 s) perch altrimenti
c la possibilit che sia stato commesso qualche errore (per es. nel contare il numero delle oscillazioni)
Raccolta dati
Riportiamo i dati cos ottenuti in tabella

l
4 2l
2
g
T2
9. Ricaviamo g dalla formula del periodo: T=

g=

ottenendo valori di g un po diversi tra loro.

gmax gmin
2
10. Infine, si devono valutare la media aritmetica <g>, lerrore assoluto della misura, g,
e lerrore relativo, cio g / <g>. Il risultato finale deve contenere il valore medio di g e lerrore assoluto
g e va scritto nella forma
g = <g> g
Per il calcolo dellerrore assoluto, usiamo la semidispersione massima: g =

11. Confrontiamo infine il valore sperimentale di g con il valore teorico; per fare questo calcoliamo lo
scarto percentuale tra le due misure: se esso minore del 10% allora il valore sperimentale valido.

Elaborazione dei dati