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PROCESSORI DI DINAMICA: COMPRESSORI E LIMITER

I compressori e i limiter sono processori che riducono la gamma dinamica del segnale. In
generale i processori che agiscono sulla dinamica vengono appunto detti processori di
dinamica. La dinamica di un segnale il range nel quale varia l'ampiezza del segnale.
I processori di dinamica hanno in generale due possibili modalit di funzionamento: ci sono
quelli basati sui valori di picco e quelli che si basano sul valore "RMS". Ognuno dei due sistemi
presenta i suoi vantaggi in differenti situazioni: ad esempio, l'analisi basata sui picchi si rivela
particolarmente efficace con le percussioni, mentre l'analisi RMS d migliori risultati con
programmi complessi.
PARAMETRI E VALORI
THRESHOLD - Questo un valore fondamentale perch stabilisce a partire da quale livello di
input il compressore agisce sul segnale. Per valori inferiori alla threshold, il segnale passa
attraverso il compressore senza subire modifiche. Ci vuol dire che una parte del segnale tutto ci che inferiore alla threshold - non viene affatto compressa.
I valori assegnabili alla threshold variano generalmente tra -40 e +20 dBu.
RATIO - Per i segnali sopra la threshold, il rapporto tra la variazione nel livello d'ingresso (in
dB) e la variazione del livello di uscita - dopo la compressione - conosciuto come "rapporto di
compressione" o ratio. La ratio indica esattamente la percentuale della quale il compressore
comprime le variazioni del livello d'ingresso. Con una ratio di 2:1, ad esempio, il compressore
trasformer una variazione di 20 dB (ad esempio da 40 dB a 60 dB) in una variazione di 10 dB.
I compressori in genere usano una ratio pi bassa dei limiter, normalmente tra 1,5:1 e 8:1.
La maggior parte dei limiter avranno una ratio tra 8:1 e 20:1, o anche superiore.
Se un'unit impostata su una compressione di 8:1, allora un incremento nel livello d'ingresso
di 8 dB risulter come un incremento di 1 dB nel livello d'uscita.
Alcune unit offrono un valore di compressione infinita, dove nessun incremento del livello
d'entrata sopra la soglia causer un incremento nel livello di uscita. In questo caso il
compressore-limiter impone un livello massimo possibile di uscita al segnale.
KNEE - Il compressore ha
due possibili modi di applicare
la riduzione di gain (gain
reduction): i cosiddetti "hard
knee" e "soft knee". Alla
lettera,
queste
locuzioni
potrebbero essere tradotte
come "ginocchio duro" e
"ginocchio soffice". Il knee
pu essere definito come landamento della compressione nel punto in cui il segnale raggiunge
la threshold. Con un'impostazione di hard knee si ha una risposta pi "meccanica" dal
compressore, mentre il soft knee pu garantire risultati pi morbidi, con un senso pi
"musicale", in quanto la compressione inizia a lavorare in modo meno istantaneo e quindi,
apparentemente, pi naturale.
ATTACK - Generalmente compreso tra 0.1 ms e 200 ms, stabilisce quanto velocemente la
circuiteria interna del compressore/limiter debba reagire ai cambiamenti nel livello del segnale
d'ingresso. Quanto pi lungo viene settato il tempo di attacco, tanta pi parte della dinamica
del segnale originale viene lasciata inalterata prima che entri in azione il compressore. Con
tempi d'attacco pi lenti, si ottiene un suono pi omogeneo, che tende a mantenere le
caratteristiche dinamiche del segnale originale, ma in compenso il compressore non reagir
molto rapidamente a cambi di livello subitanei, e questo un fattore di cui tenere conto nella
regolazione del tempo di attacco.

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Vediamo un paio di esempi: con un tempo di attacco lungo su un suono di chitarra, si potr
ottenere una compressione che mantenga il classico attacco della pennata del chitarrista.
Analogamente, un tempo di attacco lungo su una cassa di batteria conserva una parte del
suono iniziale tipico di questo strumento. In questi casi un tempo pi lungo rende il suono pi
naturale e non altera le caratteristiche degli strumenti presi in esame.
Un attacco cortissimo invece necessario quando si usi un limiter per evitare forti picchi che
possano danneggiare l'impianto.
RELEASE - Generalmente compreso tra 50 ms e 5 secondi, determina quanto impiega il
compressore ad interrompere la propria azione. Con tempi di rilascio brevi, il compressore
riproduce ogni minima variazione nel livello d'ingresso, il che pu produrre un effetto irregolare
di "ondulazione" che riduce la dinamica ma aumenta il livello di uscita. Tempi di rilascio pi
lunghi tendono a schiacciare maggiormente il segnale, producendo un output pi basso ma
mantenendo maggiormente le caratteristiche della dinamica del segnale originale.
Un tempo di release molto lungo pu essere utilizzato come un effetto, e infatti negli anni '60
una tecnica di registrazione molto diffusa utilizzava lunghi tempi di rilascio nella compressione
della batteria.
Nell'immagine che segue osserviamo l'effetto dei tempi di attacco e rilascio.

OUTPUT GAIN - In genere variabile tra -20 e +20 dB, questo controllo importantissimo e
per capire come agisce bisogna aver capito molto bene come agisce la compressione.
Nel processo di riduzione della dinamica, si ha un abbassamento del livello generale del
segnale. Con la threshold a -20 dB, una ratio di 10:1 ed un valore massimo di input di -10 dB,
il livello massimo di output sar di -19 dB. Il controllo del gain di output necessario per poter
compensare questa perdita generale di livello, aumentando il livello del segnale in uscita.
Nel nostro esempio, sar necessario un output gain di +9 dB per compensare l'effetto della
compressione.
Attenzione: ci causer anche un incremento della regione situata sotto la threshold, il che
comporta una maggiore "potenza" del segnale nel suo insieme (e questo un effetto che pu
essere ricercato in molti casi) ma anche un incremento del rumore di fondo, per cui fate
attenzione nel regolare questo parametro. E' ovvio inoltre che un output troppo alto pu
causare distorsione nel segnale.

Segnale
compresso
ma senza
Gain Output

Gain
Output

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SIDE CHAIN Molti compressori di buona qualit hanno il side chain insert. Inserendo in S/C
Insert un equalizzatore, per esempio, possibile pilotare il compressore in modo che agisca
solo su determinate frequenze. E il caso in cui si voglia usare il compressore come De-Esser
per limitare le escursioni dinamiche eccessive delle sibilanti di una traccia di voce.
Associato al comando di Side Chain spesso presente un pulsante di S/C Listen, che permette
di ascoltare il processore in S/C per poter meglio effettuare le regolazioni.
A COSA SERVE IL LIMITER
Generalmente i limiter sono usati solo per processare i picchi di un programma, e questo il
motivo per cui sono anche conosciuti come limitatori di picco (peak limiters).
Nel settore delle trasmissioni radio-televisive (broadcast), tali unit impediscono una
"sovramodulazione" del segnale trasmesso. Nell'amplificazione dal vivo (sound reinforcement)
possono essere usati per proteggere i diffusori da eventuali danni meccanici nel caso, ad
esempio, della caduta di un microfono (limitando il livello di picco che sar fornito
all'amplificatore ed agli altoparlanti). Nell'incisione dei dischi in vinile essi prevengono
un'eccessiva escursione della puntina di incisione, che potrebbe altrimenti causare la fusione di
solchi adiacenti e perci conseguenti salti quando il disco impresso viene riprodotto.
A COSA SERVE LA COMPRESSIONE
La compressione ha una molteplicit di utilizzi. Nella registrazione di nastri, nel broadcast o
nell'amplificazione dal vivo, la compressione pu essere usata per schiacciare la gamma
dinamica di un programma al fine di adattarlo alla memorizzazione o al mezzo di riproduzione.
Non detto infatti che il supporto sia in grado di reggere una gamma dinamica molto ampia.
Se il tetto del rumore al punto di saturazione del nastro rappresenta una gamma dinamica di
50 dB, e il programma suonato ha una gamma dinamica di 100 dB (il tetto di rumore al livello
di picco), allora una compressione di 2:1 adatta il programma a stare sul nastro.
In ogni situazione in cui il livello del rumore d'ambiente alto, e il livello massimo del suono
che pu essere riprodotto limitato ( il caso di sistemi audio che lavorano in ambienti
industriali o commerciali) la compressione pu essere usata per schiacciare il programma in
una gamma dinamica molto piccola, e questa gamma pu essere riprodotta appena sotto la
capacit massima di uscita del sistema sonoro.
Prendiamo ad esempio il sistema audio di uno stadio. Poniamo che il livello di rumore
d'ambiente durante un evento sia regolarmente al di sopra dei 95 dB SPL (durante
acclamazioni ed applausi) e che il massimo livello sonoro che il sistema di amplificazione pu
sprigionare al centro del pubblico sia di 110 dB SPL, per cui avremo 15 dB di effettiva gamma
dinamica. La voce di un presentatore allenato pu avere una gamma dinamica di 30 dB (voci
non allenate variano di pi). Applicando una compressione di 2:1 alla voce, l'intero programma
schiacciato a 15 dB, e pu essere quindi riprodotto dal sistema sonoro a livelli udibili dal
pubblico.
COME FUNZIONANO I COMPRESSORI/LIMITER
La circuiteria di compressori e limiter pu essere molto complessa ed difficile comprenderne
da profani l'intero funzionamento. Vediamo per quali sono le componenti essenziali.
In generale c' un amplificatore controllato in tensione (control voltage amplifier, VCA) il cui
guadagno (gain) pu essere variato in base al voltaggio applicato. Viene utilizzato un circuito
di rilevazione detto side chain, ovvero, tradotto alla lettera, catena laterale, che contiene il
valore di soglia e le regolazioni dei tempi di attacco e di rilascio, e che campiona il segnale in
ingresso per creare un segnale di controllo. Il segnale di controllo viene quindi applicato al
VCA. Solitamente ci sono anche controlli dei livelli di ingresso ed uscita, e pu esserci un
circuito contatore (meter) che pu essere impostato, tramite un controllo di tipo switch, per

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indicare il livello d'ingresso, il livello di uscita e/o la quantit di riduzione del gain in ogni
istante.

Uno dei fattori pi importanti che distingue un compressore/limiter da un altro il metodo col
quale ognuno individua il livello del segnale d'ingresso. Alcune unit, in particolare i limiter per
il broadcast o per l'incisione, operano basandosi sul picco istantaneo del segnale d'ingresso;
altre unit operano basandosi sul livello medio del segnale; altre ancora individuano il livello
root mean square (rms). Qual' la differenza? Il sistema basato sul calcolo del livello di picco,
in particolare con una ratio alta, pu essere utilizzato per impedire al segnale in uscita di
superare un valore prestabilito, anche solo per una frazione di secondo. Inoltre tale sistema
abbasser il livello di uscita in presenza di un picco momentaneo, il che in alcuni casi pi
problematico che impedire al picco di raggiungere l'uscita. I sistemi basati sul calcolo dei livelli
medio ed rms possono permettere ad una frazione di ciclo, o anche a molti cicli di segnale di
livello pi alto della soglia, di passare prima che la compressione ne abbassi il livello. Ci
render il suono pi naturale, in modo particolare quando la soglia regolata in modo tale da
applicare una compressione moderata ad una larga percentuale del programma o a tutto il
programma. Il calcolo della media del livello di segnale viene fatto da un circuito relativamente
semplice. Comunque, il sistema basato sul calcolo del valore rms quello che corrisponde
meglio al modo in cui le nostre orecchie percepiscono i volumi relativi, non quello basato sul
calcolo della media numerica.
Il calcolo del valore rms per pi difficoltoso da effettuare. Con un'onda sinusoidale pura, il
valore rms del segnale 1,414 volte il livello di picco, ma con un segnale audio complesso il
valore rms non si ricava cos facilmente. Si utilizza la tecnologia LED/LDR: si scoperto che la
luce emessa da una lampadina o da un LED eccitati da un segnale AC corrisponde al valore
rms di quel segnale. Una sorgente di luce (ad esempio un LED) eccitata da un segnale
d'ingresso campionato pu essere usata per eccitare un resistore dipendente dalla luce (LDR),
che modula il controllo in tensione per l'amplificatore VCA. Ci sono altri rilevatori di rms anche
pi complessi che non si affidano alla tecnologia LED/LDR. La velocit alla quale il gain viene
ridotto, in risposta ad un aumento del segnale d'ingresso, definita sia come tempo d'attacco
(attack time, in millisecondi) che come quota d'attacco (attack rate in dB al secondo). Il
termine varia a seconda della natura della circuiteria e a seconda di come il costruttore tratta
questi parametri. La velocit alla quale il gain viene riportato al valore originale dopo che
l'impulso d'ingresso stato rimosso noto come tempo di rilascio (release time) oppure come
quota di rilascio (release rate).
Su alcuni compressori/limiter il circuito di rilevazione o side chain portato ad un paio di
connettori di input/output. Ci permette di usare dei processori di segnale nella side chain. Se
si vuole pi compressione in risposta a segnali ad alta frequenza, si pu inserire un
equalizzatore nella catena con un incremento (boost) sulle frequenze alte. Questa
configurazione viene spesso utilizzata per il de-essing, per cui le sibilanze della voce vengono
rimosse da una compressione differenziata. Se si usa un equalizzatore con un taglio (cut) sulle
basse frequenze, il compressore lascia passare i suoni di una batteria pi o meno inalterati, ma

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pu tagliare una nota alta di sintetizzatore relativamente meno potente ma pi pericolosa per i
tweeter. Se si inserisce un breve ritardo di segnale nel percorso del segnale principale, e l'input
del side chain viene alimentato in un punto che precede il ritardo, pu essere ottenuto un
tempo d'attacco zero o anche un inusuale effetto di precompressione, dove la compressione si
sente prima del segnale che la provoca (questo assomiglia al suono di una registrazione su
nastro riprodotta al contrario).
A puro titolo di curiosit, riporto lo schema di un semplice circuito di compressore.

QUALCHE CONSIGLIO PER LE REGOLAZIONI


Iniziamo dai valori di attacco e rilascio.
Non esiste un valore di attacco o di rilascio che sia ottimale per ogni situazione. In generale,
un attacco troppo rapido causa fluttuazioni innaturali nel livello del programma, ed una
considerevole distorsione del segnale a bassa frequenza quando il compressore cerca di
"cavalcare" la forma d'onda. Un attacco troppo lento consente all'output di eccedere il livello
che stato scelto come il massimo desiderato prima che il compressore/limiter abbia il tempo
di agire.
Un rilascio troppo rapido, invece, causa pulsazioni o respiri (breathing) quando il gain cambia
rapidamente, ed un rilascio troppo lento fa s che le porzioni del programma a livello pi basso
vadano perse, poich accade che il gain di uscita viene ancora ridotto in risposta ad uno
stimolo d'ingresso che in realt non pi ad alto volume.
A volte certi errori di regolazione causano seri problemi nel suono, per cui utile provare
innanzi tutto ad utilizzare i parametri di attacco e rilascio automatici.
Ecco alcuni consigli per regolare la compressione.
Prima di tutto bene regolare il controllo del livello d'ingresso in modo che il segnale sia ben al
di sopra del rumore di fondo, ma senza causare distorsioni.
La soglia e la ratio vanno impostate su valori che siano di volta in volta appropriati alla
situazione. Per la protezione degli altoparlanti, ad esempio, la soglia dovrebbe essere regolata
ad un valore che impedisca all'amplificatore di potenza di esprimere il livello stabilito come
limite meccanico per gli altoparlanti.
Poniamo che la capacit dei diffusori sia di 100 watt continui e di 200 watt di picco, e che
l'amplificatore di potenza possa emettere 200 watt all'impedenza di carico degli altoparlanti
(dato un ingresso a +4 dBu). Supponiamo anche che l'attenuatore di ingresso
dell'amplificatore di potenza sia abbassato di 10 dB (per semplicit, assumiamo che i controlli
di livello d'ingresso e d'uscita del compressore siano regolati senza attenuazione attraverso
l'apparecchio quando non c' compressione). In questo caso, un segnale di +14 dBu applicato
all'amplificatore fa s che questo mandi 200 watt agli altoparlanti. La soglia e la ratio del
compressore/limiter devono quindi essere regolati in modo da non superare i +14 dBu. Se si
vuole conservare quanto pi possibile della dinamica naturale del programma, bisogna
impostare la soglia a +10 dBu. Questi criteri richiedono che ogni segnale in ingresso, non
importa quanto forte, non faccia aumentare il livello di uscita di pi di 4 dB sopra questo
valore. Assumiamo che, data la capacit dell'equipaggiamento che fornisce il segnale al

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compressore/limiter, nessun segnale in ingresso superi i +26 dB. Sottraiamo +10 da +26 e
vediamo che una gamma dinamica di 16 dB deve essere compressa in 4 dB, ed una semplice
operazione matematica ci mostra che una ratio di 4:1 sar in gredo di fare il lavoro necessario.
Se invece avessimo impostato la soglia a +13 dBu, avremmo dovuto restringere i restanti 13
dB (26 dB di dinamica meno 13 dB) di possibile aumento del segnale d'ingresso ad 1 dB
solamente di aumento del segnale di uscita (una ratio di 13:1). Questo sarebbe
matematicamente corretto, ma valori di ratio molto alti suonano meno naturali poich l'effetto
viene prodotto tutto in una volta. Questo va bene se si programma di controllare attentamente
i segnali d'ingresso per evitare la regione sopra la soglia, e in questo caso l'azione di limiter
veramente solo una protezione a "muro".
Applicato un segnale al compressore/limiter, ascoltate il segnale in uscita (e se possibile
valutatelo con un meter o un oscilloscopio) mentre regolate l'attacco. Se state usando il
sistema come limiter usate il tempo pi rapido che potete senza udire distorsione. Se state
usando il sistema come compressore usate l'attacco pi lento possibile, coerentemente con un
controllo del livello di uscita ragionevole. Impostate un tempo di rilascio abbastanza lento da
non sentire una pulsazione o un respiro eccessivi, ma abbastanza veloce da impedire che il
segnale sia tagliato inutilmente dopo un passaggio a volume alto.
SUGGERIMENTI UTILI PER I SETTAGGI DI COMPRESSIONE
Di seguito vengono riportati alcuni settaggi di partenza.
BASS Ratio) 4:1 - fast attack and release hard knee for Pop/Rock, soft knee for Jazz.
GUITAR - Ratio) 2:1 on acoustic, 3:1 on distorted guitar (to get a good sustain, try a 4:1
ratio) - fast attack and slow release.
DRUMS Ratio) 3:1 - fast attack and slow release.
Try so: GATE: -30dB, THRESHOLD: -15dB, RATIO: 4:1, OVEREASY: OFF, ATTACK: FAST,
RELEASE: Medium, LIMITER: +5dB, OUTPUT: +10dB.
VOCALS Ratio) 2:1 - fast attack and medium to slow release.
Big Radio Voice:
GATE: OFF, THRESHOLD: -20dB, RATIO: 6:1, OVEREASY: ON, ATTACK: FAST, RELEASE:
SLOW, LIMITER: +5dB, OUTPUT: +10dB.

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