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Paolo Mori, Luigi Saraceni

La legge Reale
Come la borghesia si difende
Nascita e contenuto
della nuova legislazione sullordine pubblico

SAVELLI

C opyright 1975
G iu lio Savelli editore s r l-00193 R o m a -V ia Q cerone, 44
Copertina Davif
Illustrazione: E. Baj, Il generale

(5

Indice
7. Come nasce una legge
17. Una espressione di buona lingua
25. Atteggiamenti non giustificabili
29. Il dovere di farsi rompere la testa
31. Le armi
35. N o n andate alle manifestazioni!
39. Al confino i sovversivi
49. Le norme contro i fascisti
55. Mai pi in libert provvisoria
63. Se le armi le usa la polizia
67. Tutti i cittadini sono uguali, ma i poliziotti
sono pi uguali degli altri

75. Ce n anche per gli stranieri


Appendice
7 7 . L e g g e 22/ 5/1975: D isp osizion i a tutela d ellordine pubblico

92 .

L e g g e I8/4/1975: N orm e integrative per il con trollo


d elle armi, d elle m unizioni e d egli esplosivi

Come nasce una legge


T u tti ricordiam o come sia nato e cresciuto, nel
m ondo politico, il dibattito sull'ordine pubblico: come
dal v ertice riservato del 26 febbraio sia rim balzato a
quello pi solenne del 17 marzo, e di li al dibattito
p arla m en tare , accom pagnato da convegni di partito
(quello del PCI negli ultimi giorni di febbraio, quello
del P S l nella prim a met di marzo) e, pi dram m aticam ente, da episodi quali linizio del processo Lollo e la
m orte di M andakas (28 febbraio), lassassinio di Varalli
e quelli che seguirono (16 aprile e giorni successivi).
N on di questi fatti, largam ente conosciuti, che si
vuole qui fare la storia: ma di quelli, meno noti,che pi
d ire tta m e n te toccano laspetto tecnico della prepa
razione e dellapprovazione della legge, nonch dei di
battiti. che nella chiusa ma a volte divertente dialet
tica delle aule parlam entari, hanno dato ragione delle
posizioni assunte su questo tem a dai vari partiti.
Sul p ia n o delliniziativa legislativa, la primog en itu ra sp etta, indubbiam ente, ai socialdem ocratici.
Fin dal 16 gennaio 1975, un disegno di legge Cariglia
(C am era n. 3381 ) proponeva il ripristino del pi fascista
degli istituti giuridici, il ferm o di polizia, per persone
che tengano una condotta pericolosa per la sicurezza
pubblica e per la m oralit pubblica, o la cui condotta
faccia ritenere alla polizia che stiano per com m ette
re (!) determ inati delitti. Il 26 febbraio si m uovevano i

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dem ocristiani con un disegno di legge Bartolomei (Se
nato n. 1952) che allo scopo di porre i poliziotti al ri
paro p e r q u an to possibile, da linciaggi morali (e da
c o n d a n n e penali, m agari) proponeva di riservare al tri
bunale i procedim enti contro di loro e al P rocuratore
generale la prom ozione dell'azione penale. Poco dopo
lo stesso Bartolomei e lonorevole Piccoli alla C am era
(ddl S e n a to 1970 e C am era 3561) proponevano nuove
norm e sulla libert provvisoria, sui procedim enti per i
reati co n tro le forze dell'ordine, per l'espulsione degli
stran ieri nonch per l'uso delle armi da parte della poli
zia (tra l'altro allo scopo di impedire la consum azione
di una serie am plissim a di delitti, di impedire evasioni,
e di ferm are, nel corso di operazioni di polizia colle
gate al m antenim ento dell'ordine pubblico, persone
che siano palesem ente arm ate, anche di arm i impro
prie. o travisate, quando non si sia ottem perato all'in ti
m a z io n e di fermo: art. 2). Bartolomei proponeva
infine la generalizzazione delle misure di prevenzione
(confino ecc.) alle persone proclivi a com m ettere de
litti di particolare gravit.
A ciascu n o il suo: se alla DC va riconosciuto un
p artico lare spirito sanguinario (il diritto di sparare a un
d im o stran te arm ato di bastone, o sem plicem ente tra
visato da un passam ontagna o da una sciarpa, che
scappi invece di lasciarsi ferm are!), va anche detto che
la b e lla tro v a ta dell'estensione delle misure di di
p re v en zio n e era venuta da sinistra, sotto form a di
esten sio n e della legge antimafia ai fascisti, com e pro
posto nei convegni sullordine pubblico del PSI e del
PC I. N aturalm ente era stato un gioco da bambini per
la D C c o g lie re la palla al balzo, estendendole ai
delinquenti comuni (tra virgolette): tra i delitti ricor
dati da Bartolomei ci sono tutti quelli contro linco
lu m it pubblica, com presa ad esempio come si
vedr pi avanti la detenzione di m ateriale esplo
siv o o infiam m abile), in attesa di chiederne pi
esp licitam en te l'estensione ai politici.
S u ll'u so delle armi insistevano anche il deputato
DC S p eran za (ddl n. 3532) e il gruppo del M SI-DN del

S en ato (ddl n. 1993), con formule ancora pi generali,


e i liberali (ddl Cam era n. 3641 e ddl Senato n. 2011),
che tra l'a ltro proponevano il fermo di polizia (art. 23)
e la n ecessit, per procedere penalm ente contro i poli
ziotti, dell'autorizzazione di una Com m issione parla
m entare (cio, allatto pratico, della m aggioranza del
m om ento!).
L a su m m a di tutte queste belle pensate era il
disegno di legge governativo, frutto del laborioso ver
tice ten u to a marzo dalla m aggioranza, e su cui si
sareb b e svolta la discussione parlam entare. Lunico
istitu to , tra tutti quelli previsti nei vari disegni di legge
di iniziativa parlam entare, a non essere previsto in
qu esto testo , era il ferm o di polizia (m entre venivano
am p liate, com e si vedr, le ipotesi di ferm o di polizia
giudiziaria): se ne dolevano i missini che ripresenta
vano a proprio nome (ddl C am era n. 3686, A lm irante e
altri) il p ro g etto socialdem ocratico.
N el co rso della discussione parlam entare, dom inata
d a lla f r e tta d ella m ag g io ran za di arrivare allap
provazione della legge prim a delle elezioni regionali, il
prim o problem a che si pose fu quello della procedura
da seg uire: i partiti della m aggioranza silenziosa
volevano infatti discutere il progetto silenziosam ente,
in com m issione, senza nem m eno affrontare la perdita
di te m p o e la p u b b licit del dibattito in Aula. 1
s o c ia lis ti d o p o q u a lc h e esitazione aderirono alla
r i c h i e s t a , cu i si o p p o s e ro per i com unisti, pur
a ssicu ran d o che non era loro intenzione ritardare la p
p ro v a z io n e del d ise g n o di legge. 1 socialisti pe
r esp rim ev an o unopposizione che sem brava molto
fe r m a , s u lla r t. 4 del p ro g e tto (perquisizioni) e
sullart. 2119 (violenza contro pubblico ufficiale: poi
d iv e n u to c o n m o d ific h e , lart. 26 della legge). 1
co m unisti, da parte loro, concentravano an ch essi la
loro opposizione su alcuni gruppi di norm e badando a
n o n c o n f o n d e rs i con la cam pagna che si andava
e s te n d e n d o nel P aese, intorno allappello di Parri,
co n tro la legge nel suo com plesso.
N ellA ssem blea plenaria della C am era, il dibattito

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iniziava luned 5 maggio alle ore 16 e si concludeva
m ercoled 7, alle 22,35: una discussione relativam ente
b re v e , se si considera lim portanza del disegno di
legge. Il prim o intervento fu quello del liberale Bozzi,
c h e p u r politicam ente favorevole alla legge
esp resse alcune riserve sulle norm e relative alla libert
vigilata, ai procedim enti contro i poliziotti, alle misure
di prevenzione; segu, in unaula quasi vuota,un lungo
intervento di Almirante, dedicato in buona parte alla
polem ica col PSI (che non soltanto vive nel sistem a
cap italistico , ma lo utilizza, potrei dire lo sfrutta ed
d iv en tato m aestro nelle tecniche delluso del potere,
dellarb itrio neHesercizio del potere), e colla sinistra
e x tr a p a r la m e n ta r e (che com plessivam ente possie
d ereb b e una struttura organizzativa tale da fare invi
dia non dico alla nostra, che m odesta, ma a quella del
p artito socialista, se non addirittura a quella del partito
co m unista). Il passo forse pi significativo di quellin
t e r v e n to fu p er lesplicita contrapposizione fra
appello allordine e lotta di classe. Lon. De M artino
ha d etto : il sistema capitalistico ha creato una spa
v entosa m acchina produttiva, nella quale vengono sof
focati i valori umani e poste le basi per lefferata cri
m inalit m oderna . (...) Non ho lim pressione che il
c i t t a d i n o m ed io ita lia n o , a qualunque parte egli
a p p arg en g a, dallestrem a sinistra all'estrem a destra,
q u an d o la sua vita, i suoi beni, la sua famiglia, la sua
tran q u illit e la sua sicurezza vengono poste in discus
sione ogni giorno, (...) io non credo che il sequestrato,
il fe rito , la famiglia dellassassinato, le vittime innu
m erevoli della violenza, siano d accordo con lon. De
M artino nel ritenere di essere aggrediti dal sistem a
capitalistico).
D opo un intervento dellon. T erranova il m agi
strato siciliano, mai stato di sinistra, che a scopo m era
m ente pubblicitario il PCI aveva fatto eleggere come
indipendente nelle sue liste, che dichiar a titolo
p ersonale di appoggiare la legge parl, per i socialde
m o cratici, lon. Belluscio. Belluscio esord afferm ando
che sullordine pubblico (...) si gioca oggi il destino

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d em o cratico del paese, e prosegu sbalordendo laula
con una serie di statistiche dalle quali risultava (a ttra
verso m anipolazioni sbalorditive) che solo 3 delinquen
ti su cen to vengono condannati, e che i detenuti sono
dei privilegiati rispetto ai cittadini onesti. Anche lui
polem izz con la sinistra extraparlam entare, in form a
p ersin o pi volgare di quella di A lm irante (si pensi che,
a riprova dei collegamenti internazionali dellestrem a
sin istra, invit tutti a leggere la requisitoria del giu
dice Viola sulle attivit di A vanguardia operaia:
req u isito ria che non era mai stata scritta, com e lo stes
so Viola ebbe a precisare); ma soprattutto si produsse
in una g ro ttesca difesa d ufficio dei poliziotti, che, a
causa d ellarrendevolezza dei loro superiori, dovreb
b ero, m entre eversivi di ogni colore lanciano bottiglie
m olotov (...) preoccuparsi di fare il solletico nella pan
cia del m anifestante (i7d).
M e n o folkloristici, naturalm ente, gli interventi
degli altri partiti : tutti condizionati dalla trattativa che
si an d a v a svolgendo fuori dallAula per la revisione
d el t e s t o g o v e rn a tiv o . P e r i socialisti parlarono
Z agari, e il giorno successivo Felisetti; pi critico, ma
con prudenza, il primo, pi ottim istico (a com prom es
so ra g g iu n to ) il se c o n d o ; p e r il P C I p a r la ro n o
M alagugini, che svolse una serie di critiche nel merito
d e lla le g g e , e il S e g re ta rio generale del partito,
B erlinguer. Del discorso di Beriinguer, che fu molto
am pio e tu tto di carattere politico generale, difficile
dire che abbia messo a fuoco i temi politici reali di
q u e s ta le g g e : e s s o si mosse tutto fra i due poli
d ellam m issione della realt del problem a dellordine
pubblico, e la denuncia della strum entalizzazione che
ne faceva la DC, colpevole largam ente essa stessa
della corruzione e della sfiducia nello Stato dilaganti
nel p a e s e . Del tutto assente, in questa analisi, fu
in v e c e la tem atica della repressione dei m ovimenti
p o polari, dello Stato. P er la DC parl un uom o di
d e stra , S calfaro, ma senza dram m atizzare condi
zionato evidentem ente dalla trattativa in corso e per

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il P R I l o n . M am m : il quale, al pari del relatore
M azzola, spieg come la legge non si ispirasse affatto
alla teo ria degli opposti estrem ism i, ma fosse viceversa
una legge dem ocratica antifascista. Essa conteneva
in fatti si disse una serie di disposizioni espres
sam en te rivolte contro il neofascism o, da colpirsi in
q u an to tale, e distinte da altre disposizioni che sono
invece rivolte contro la violenza in generale e prescin
dendo com e ben deve fare uno Stato dem ocratico
dal su o colore politico. Nella stessa ottica si svolse la
replica del ministro Reale, tutta volta a spiegare la
b o n a rie t , il buon senso, la precisione della form ula
zione giuridica di ogni parte del disegno di legge.
L a lu n g a discussione degli em endam enti con
ferm gli orientam enti em ersi in sede di discussione
generale: gli articoli sui quali la discussione fu pi vi
vace fu ro n o l'art. 1 (libert provvisoria), lart. 3 (fer
mo), la rt. 9 (uso delle armi). Kart. 21 (violenzaa pubbli
co ufficiale), gli articoli 22 e seguenti (procedim enti con
tro agenti di PS). La maggioranza present em endam en
ti che m odificavano lart. 4 (perquisizioni), e lart. 13
(confino), aggiungendo inoltre una serie di norme con
tro il neofascism o. Molto soddisfatti di questi em enda
m enti si dichiararono i com unisti, che ritirarono i loro
em endam enti sugli articoli 4 e 13 per votare quelli gover
nativi. In cosa consistevano le modifiche strappate
dalla sinistra? In realt erano poco pi che formali. Alla rt. 4 si spiegava che la perquisizione andava fatta in
casi eccezionali di necessit e di urgenza, che non cons e n to n o un tem pestivo provvedim ento dellautorit
giudiziaria , e che la perquisizione va fatta sul posto,
m entre il testo precedente parlava genericam ente di
condizioni di necessit e di urgenza e si limitava a preci
sare che la perquisizione dovesse essere immediata.
Q u an to al primo punto si tratta evidentem ente di
una co rrezione poco pi che form ale, che non im
pedir ce rto i possibili abusi; quanto al secondo, che
sareb b e im portante (fare la perquisizione in questura
sareb b e equivalso, di fatto, a un fermo), sem bra che

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si tratti di un chiarim ento pi che di una effettiva
m odifica sostanziale. Sullarticolo 13. va detto che
gli em endam enti del PCI erano di carattere formale; la
m o d ific a proposta dalla m aggioranza consisteva
nella precisazione che gli atti preparatori di cui
p arla il n. 1 devono essere obiettivam ente d iretti a
c o m p i e r e re a ti, fo rm u la c h e un e m e n d a m e n to
c o m u n is ta c o rre s s e in ; obiettivam ente rilevanti,
d iretti ! L a vera contropartita offerta dal G overno
a lle s in is tr e era per il pacchetto degli articoli
an tifascisti , che avrebbero dovuto qualificare la
legge in senso, appunto, antifascista.Q uale sia il con
ten u to reale di questi articoli, si dir pi avanti; suf
f ic ie n te p e r o ra sottolineare lequivoco di questa
qualificazione che non si svolgeva affatto nel sen
so di u n a c o rre z io n e del te s to delle misure pi
r e p r e s s i v e , m a s e m p lic e m e n te co lla G iu stap
posizione ad esse di un corpus del tutto autonom o
di norm e a d hoc, in m odo perfettam ente congeniale
a lla c o n c e z io n e ch e ab b ia m o visto propria della
m ag g io ran za, per cui il rifiuto della teoria degli opposti
e s tr e m is m i significava sem plicem ente il raddoppio
(form ale) delle misure intese a colpire a d estra. In
realt eb b ero perfettam ente ragione i missini, dal loro
pu n to di vista, a votare a favore della legge, anche se la
m a g g io r a n z a si a f f r e tt a definire tale appoggio
p ro v o c ato rio (?) e strum entale (??); e se in una
v o tazio n e (suHart. 24, osteggiato dai socialisti) il loro
voto fu determ inante, c semmai da stupirsi che non lo
sia stato in tutte le altre!
L a discussione al Senato inizi in un clima abba
stanza teso; si andava sviluppando nel paese la cam
pagna di agitazione contro il disegno di legge, e ad
e s s a aderivano larghi settori sindacali e non pochi
esp o n en ti della sinistra ufficiale. Antonio Landolfi,
d e lla D ire z io n e socialista, m anciniano, intervenne
ad d irittu ra ad una manifestazione svoltasi li l maggio
a R o m a, al B rancaccio, parlando di ostruzionism o.
In realt, a fare lopposizione in modo deciso si
ritrov sola, al Senato, una pattuglia di senatori della

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sinistra indipendente: in form a pi com battiva il sen.


R ossi, del PDUP, che present circa duecento em en
dam enti quasi a testim onianza della necessit di una
battaglia ostruzionistica, che non poteva evidentem ente
fare da solo e, in tono pi pacato ma non meno intran
sigente, i senatori Galante G arrone, Branca, Basso,
Parri. DaUinterno del gruppo socialista, voci di aperto
dissen so si espressero solo in Commissione; particolar
m ente deciso fu il sen. Viviani che gi aveva prean
nunciato alla stampa che non avrebbe votato a favore
della legge che doveva viceversa eclissarsi al momen
to della discussione in Aula, cedendo probabilm ente alle
pressioni del partito. I socialisti, in effetti, puntarono
tu tto sulla trattativa aH'interno della m aggioranza, che
si svolse contem poraneam ente alla discussione in Aula
e che fu diretta particolare significativo non dal
m inistro della giustizia, repubblicano, che di fronte allA ssem blea continuava im perterrito ad assum ersi la
p a t e r n i t della legge, ma dal ministro delPInterno
d em o cristian o , e poi dallo stesso Presidente del Consi
glio.
1
socialisti avevano una sola arm a: m inacciare l
crisi di governo. Essi sapevano infatti che la destra
avrebbe com unque votato a favore della legge, e che
quei voti erano pi che sufficienti. Ma il PSI, sem pre
p ro n to a fare la voce grossa, non aveva in realt
nessu n a voglia di andare alle elezioni con una crisi
a p e r ta su un tem a co m e q u e sto (co m e non ce
l'a v e v a n o nemmeno i comunisti); e si aggiunga che
proprio in quei giorni si perfezionava l'acco rd o ... per
la nom ina del socialista Finocchiaro alla presidenza
della RAI-TV!
1
com unisti, in Aula, m antennero latteggiam ent
gi n o to , che il dem ocristiano G ava. in Com missione,
av ev a lodato come sereno e responsabile; e nono
stan te le loro riserve su alcuni punti della legge, i de
m o cristian i De Carolis, prim a, e Agrimi, poi, sen
tirono il bisogno di richiam arli... a non confondere il
ruolo d ellopposizione con quello della maggioranza!
P e r i socialisti parl, attesissim o, il capogruppo

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Z u ccal: manciniano com e quel Landolfi che pochi
giorni prim a aveva parlato di ostruzionism o. Ovvia
m ente, assicur che socialisti avrebbero votato la
legge. T ra gli interventi della m aggioranza il pi de
gno di essere ricordato quello del sen. Bettiol, docen
te univ ersitario di diritto penale, che si affann a
so sten ere la correttezza costituzionale del disegno di
legge, dim enticando forse di aver sempre sostenuto,
nei suoi libri, il carattere odioso e forse incostitu
zionale ad esempio delle misure di prevenzione.
L 'o p p o s iz io n e d ella S in istra indipendente fu
esp ressa in q u attro interventi in discussione generale,
da B ran c a, Galante G arrone. Basso e Rossi (Parti non
pot p arla re, per ragioni di salute), e si rivel subito
i s o l a t a ; partico larm ente significativo, ad esempio,
l'atteg g iam en to delle sinistre riformiste sullart. 4, che
v o taro n o , e sullarticolo 18 (quello delle misure di pre
v en z io n e ): ove gli em endam enti della sinistra indip e n d e n te (soppressivo dellintero articolo, del solo
R ossi; soppressivi dei n. 2 e 4. di tutto il gruppo) non
e b b e ro i v o ti n dei socialisti n dei com unisti.
L Italia repubblicana festeggi dunque il trentennale
della Liberazione ripristinando il confino per ragioni
politiche, alla faccia della Costituzione, co lv o to favo
revole del partito socialista e con lavallo del partito
co m u n ista.
A tarda notte, infine, la tensione si sciolse quan
do fu conosciuto l'esito di quasi due giorni di tra tta ti
v e . c h e si era detto fossero dram m atiche: era un
esito derisorio. A ll'art. 14 (ex-9: uso delle armi da
parte della polizia) si rettificava lelenco dei delitti per
prev en ire i quali la polizia pu sparare, sostituendo
per esem pio lattentato ai mezzi pubblici di com unica
zione col disastro ferroviario; allart. 3 si aggiungeva,
com e da tem po convenuto, il ferm o per i reati previsti
d a lla legge Sceiba. Ma le polemiche pi vivaci si
ap riv a n o sullarticolo 1: il testo originario del Governo
esclu d ev a la libert provvisoria per tutti i reati per cui
sia o b b lig a to rio il m andato di cattura; la Cam era
a v e v a r i s tr e tto q u e s to e le n c o , aggiungendo per

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lip otesi di chi abbia gi una condanna o un procedi
m ento in corso per un reato della stessa indole; il
nuovo testo restringeva ulteriorm ente questa ipotesi
(d av v ero pazzesca, allatto pratico) lim itandola, come
si d ir, ad alcuni reati soltanto. Tra essi, per, c erano
re ati com e la rissa, punibile con la multa, o le lesioni
sem plici, perseguibili a querela di parte. Su questo em e n d a m e n to i com unisti si irrigidivano, ottenendo
q u a l c h e m o d ific a ; p a s s a v a n o poi gli a ltr i, in
u n assem b lea desiderosa solo di andarsene a casa,
c h e a s c o l t a v a co n fa s tid io p e rsin o le rise rv e
com uniste suHart. 14... La seduta si chiudeva, dopo 20
ore q u asi continuate di discussione, alle 5 antim eridia
ne di sab ato 17 maggio.

Unespressione di buona lingua


Dalla relazione al progetto prelim inare del codice
di p ro ced u ra penale sul fermo di indiziati di reato: Se
qu esta parola (fermo) potr non piacere a qualcuno
da co n sid erare che essa orm ai entrata nel linguaggio
tecnico e non si saprebbe con quale altra sostituirla,
p e r d is tin g u e re l'a tto di cui si tratta dallarresto.
F erm are e arrestare per il linguaggio com une sono
sin o n im i (V . T o m m aseo , N u o vo vocabolario dei
s in o n im i, n. 1.713), e non si vede perch non si
p o treb b e dire fermo dal momento che correttam ente si
dice a rre sto . Il Fanfani, poi, cita come espressione di
buona lingua: dare un ferm o a chicchessia, per signi
ficare arrestare; cosicch sem bra abb astan za giustifi
c a to , an ch e sotto laspetto letterario, luso del ter
mine in discorso.
P arlate di fermo ed immancabilmente verr fuori
un F anfani che, con buona lingua toscana chieder di
a rre sta re chicchessia. (Ci dispiace solo che il F an
fani cita to da Rocco non sia quello attualm ente sulla
breccia; da apprezzare tuttavia lo sforzo profetico
fa tto dal guardasigilli fascista).
Prim a di entrare nel m erito dellarticolo 238 del
c o d ic e di p ro ced u ra penale la cui modifica ,
ap p u n to , oggetto dellarticolo 3 della legge sullordine
pubblico opportuno precisare il significato della
paro la ferm o di cui pi volte farem o uso. Esistono

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due tipi di fermo; quello di polizia e quello di indiziati
di re a to o giudiziario. Il primo era previsto dalla r
ticolo 157 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza
(ap p ro v ato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773);
il seco n d o quello disciplinato dallart. 238 del codice
di p ro ced u ra penale.
Il ferm o di polizia era essenzialm ente una misura
p reventiva che prescindeva com pletam ente dal fatto
c h e c o lu i cui era applicato avesse com m esso un
q u a lsia si reato. Lautorit di pubblica sicurezza (e
non quindi m agistratura) poteva anzi fa r rim patriare
c o n fo g lio di via obbligatorio chiunque, fuori del
proprio com une, destasse sospetti con la propria con
do tta o fosse considerato pericoloso per l'ordine e la
sicu re zza pubblica o per la pubblica m oralit. Era
quindi una misura con cui la polizia poteva colpire
coloro che non potevano essere accusati di nessun
re ato specifico, ma svolgevano una qualche attivit
c o n s i d e r a t a pericolosa per lordine pubblico. Non
c e ra b is o g n o di nessun intervento, nem m eno suc
cessiv o , della m agistratura.
L a legge 17 dicembre 1956, n. 1423, ha infatti sop
p resso il ferm o di polizia; ci in quanto, essendosi
pro ced u to con la predetta legge a una nuova disciplina
di tu tti gli istituti gi contem plati nel menzionato arti
colo 157 del testo unico, questultimo deve considerar
si ab ro g ato . L opinione che abbiam o riportato tra
virgolette, che conferm a labrogazione del ferm o di
polizia, dovrebbero essere abbastanza autorevole;
esp ressa infatti da Giovanni Leone nel secondo volume
del suo tra tta to di diritto processuale penale, nella nota
30, a p agina 263.
D iverso dal fermo di polizia invece il ferm o di
indiziati di reato, previsto dall'articolo 238 del codice
di p ro ced u ra penale. Il primo era ripetiam o una
m is u ra p re v e n tiv a di cui si serviva la polizia per
c o lp ir e c o lo ro cui non p o tev a essere addebitato
n essun reato . Il secondo, invece, tuttora una misura
di ca ra tte re repressivo, vera o presunta, di un certo
reato , e dovrebbe avere lo scopo da una parte di impe

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dire, trasc o rsa la flagranza, la fuga degli indiziati e
d a l l a l t r a di p e rm e tte re di a c c e rta re , attraverso
in d a g in i so m m a rie , la fondatezza degli indizi. In
qu esto secondo tipo di ferm o interviene, com e meglio
ved rem o in seguito, la m agistratura e non solo, quin
di, la polizia.
D ora in poi, quando parlerem o di fermo, farem o
sem pre riferim ento al fermo di indiziati di reato.
Esam iniam o la struttura dellart. 238 del codice
di p ro ced u ra penale, come m odificato dalla rt. 3 della
legge sullordine pubblico.
C ondizioni del fermo: Anche fuori dei casi di
flag ran za, quando vi il fondato sospetto di fuga gli
ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria o della
fo rz a pubblica possono fermare le persone nei cui
confronti ricorrono sufficienti indizi di delitto per il
qMale la legge stabilisce la pena inferiore nel massimo
a 6 an n i di reclusione, ovvero di delitto concernente le
arm i da guerra o tipo guerra, i fucili a canna mozza, le
m unizioni destinate alle predette arm i o le m aterie
esplodenti.
E in stato di flagranza chi viene colto nellatto
di com m ettere un reato. Per applicare la norm a che
stiam o esam inando la flagranza non necessaria: una
p erso n a pu perci essere ferm ata anche molto tem po
dopo che un reato stato com m esso. E necessario
p er un fondato sospetto di fuga.
O ra, cosa sia un sospetto di fuga si pu anche
c a p ir e . Si p o tre b b e a n c h e qualificare il sospetto
s te s s o com e pi o meno grave: ma qualificare un
so sp etto com e fondato induce th philosophical
mind a ritenere che tutte le altre volte che il codice
p a r la di sospetti senza aggettivo, i sospetti stessi
siano infondati o quanto meno poco fondati o male
f o n d a ti. E in tere ssa n te notare com e di fondato
sosp etto parlasse gi il vecchio art. 238 del codice di
p ro c e d u ra penale. Il testo dellart. 3 proposto alla
C a m e ra parlava invece sem plicem ente di sospetto.
V e n n e q u i n d i a p p r o v a t o un e m e m e n d a m e n to
com u n ista che, ripristinando il testo del codice Rocco

20
col qualificare il sospetto com e fondato, ci perm ette
tranquillam ente di continuare a considerare infondati
tutti gli altri sospetti richiamati dal codice.
L a prassi attuale m ostra per com e sia il con
cetto stesso di sospetto di fuga ad essere di assai dif
fcile applicazione. E infatti qualcosa di cui quasi mai
si tiene realm ente conto.
M oltissim i sono i fermi eseguiti in m ancanza di
concreti sospetti di fuga: ci si serve di indizi, si fer
m a u n a p erso n a (senza che questa abbia dato la
m inim a indicazione di voler fuggire), la si tiene dentro
per q u attro giorni, si cercano altri indizi per ra ffo rz a
re i prim i, in questi q uattro giorni si coarta il ferm ato
in ca m e ra di sicurezza, ed alla fine il fermo viene con
validato e trasform ato in arresto, anche in m ancanza
del presu p p o sto previsto dallarticolo 238 c.p .p . Cosa
pu succed ere in quei quattro giorni in cui limputato
solo in cam era di sicurezza poi statisticam ente
noto.
L a decisione sullesistenza del fondato sospetto,
r i s e r v a t a n a tu ra lm e n te agli agenti di pubblica
sicu rezza. I giuristi, ed alcune sentenze, perm ettono
di individuare gli elementi di cui gli agenti dovrebbero
ten er co n to per valutare se esista o meno un fondato
so sp etto di fuga: la qualit della persona, il modo di
vita, le condizioni sociali e familiari, il contegno dopo
il re a to , la facilit di fuga. E evidente la notevole in
determ in azio n e di queste categorie. A nostra consola
zione larticolo 238 bis del c.p.p. prevede sanzioni di
sciplinari e penali nei riguardi degli agenti di pubblica
sicurezza che abusino di questa loro discrezionalit.
D ato quindi un fondato sospetto di fuga, il fermo
pu esse re adottato innanzitutto nei confronti di per
s o n e nei cui riguardi ricorrono sufficienti indizi di
delitto p er il quale la legge stabilisce la pena non infe
riore nel m assim o a sei anni.... E qui uno dei punti
pi significativi della legge. Vediam o cosa diceva il
vecchio articolo del codice: gli agenti... della forza
p u b b lic a p o sso n o ferm are le persone gravem ente
indiziate di reato per il quale sia obbligatorio il m an

21
dato di cattura. Il carattere peggiorativo nei confron
ti dello stesso codice fascista qui evidente: allora si
parlava di persone gravem ente indiziate; ora ci si
lim ita ai sufficienti indizi. E anche qui si tratta di
una sufficienza che deve essere tale per il poliziotto
e non p er il giudice. Ma andiam o avanti.
Prim a, con il codice Rocco, bisognava pur sem
p re essere ^av em en te indiziati di un reato per il
quale sia obbligatorio il m andato di cattura. O ra e
dispiace che il partito com unista abbia anchesso pro
po sto in un em endam ento alla C am era la stessa form u
la sufficiente non un delitto per il quale sia obbliga
to rio il m a n d a to di c a ttu r a , sem plicem ente uno
punibile con un massimo non inferiore a 6 anni, anche
con m an d ato di cattura facoltativo. Non tutto: il fer
mo possibile non solo nel caso ora ricordato ma
an ch e q u an d o si tratti di delitto concernente le armi
da g u erra o tipo guerra, i fucili a canna mozza, le
m unizioni destinate alle predette armi o le m aterie
esplodenti.
Q u esta aggiunta non casuale, anzi estrem am ente qualificante. Per meglio com prenderne il signi
f ic a to , b is o g n a rifa rsi a unaltra legge votata al
linizio d ellanno e di cui non si parlato molto: la
legge 18 aprile 1975 n. 110, relativa al controllo delle
arm i, delle munizioni e degli esplosivi. I primi due
artico li di questa legge specificano cosa debba inten
dersi p er arm a da guerra o tipo guerra. Esaminiamoli
da vicino, tenendo a mente che per qualunque delitto
com m esso con tali armi pu essere applicato il ferm o
giudiziario. Son considerate armi da guerra le armi di
og n i sp ecie che, per la loro potenzialit offensiva
po ssono essere destinate allarm am ento di truppe na
zionali, o estere. Sono sem pre arm i da guerra le bom
be di qualsiasi tipo, gli aggressivi chimici, le bottiglie
o gli involucri esplosivi o incendiari (cosa sia una bot
tiglia incendiaria un dato acquisito alla memoria
c o lle ttiv a d ella c la s s e ; un in v o lu c ro incendiario
p o treb b e essere invece, per esem pio, una tanica di
b e n z in a : a tte n ti a non rim a n e re a s e c c o sulle

22

au to strad e!). Sono invece arm i tipo guerra quelle che


p o ssono utilizzare lo stesso m unizionam ento delle a r
mi da g u erra o sono predisposte per l'esecuzione del ti
ro a r a f f i c a o p re s e n ta n o caratteristiche comuni
con le arm i da sparo. Ora, qualora un delitto venga
com m esso con le armi che abbiam o sopra indicato o
m eglio, qualora si sia indiziati di un delitto com m esso
con q u este arm i, si pu essere ferm ati.
V ediam o di fare un esem pio pratico. Nel corso di
u n a m an ifestazio n e scoppia una bottiglia molotov.
Chi pu essere ferm ato? Tutti quelli che non si fer
m ano, m a, dando luogo a sospetti di fuga (anzi a fon
dati so sp etti di fuga), si allontanano.
1
ferm ati vengono quindi condotti al com m iss
riato e qui la polizia procede ai primi accertam enti.
In co sa consistano questi accertam ente ce lo dice la r
ticolo 7 della legge 14 ottobre 1974, n. 497, contenente
nuove norm e contro la crim inalit.
S en za lintervento del m agistrato la polizia pu
o p erare rilievi, raccogliere testim onianze, procedere
allin terro g a torio del ferm ato, perquisirlo, fare con
fronti. Prim a di poter com piere tutti questi atti, la
polizia per tenuta ad avvisare il difensore nom ina
to dal ferm ato. Nel caso in cui il difensore prescelto,
o q u e llo eventualm ente indicato in sostituzione
quindi il ferm ato pu indicare due nomi non sia re
p e r ib ile o non possa presenziare tem pestivam ente,
(sar interessante vedere il concetto di tem pestivit
a d o tta to dai funzionari di pubblica sicurezza in queste
circo stan ze) deve essere im m ediatam ente nom inato un
difensore di turno, che ha lobbligo di assistire allin
terro g ato rio del ferm ato. Non si pu procedere, senza
la p re sen za del difensore, n allinterrogatorio n a tut
ti gli altri atti che abbiam o sopra indicato.
D opo lo svolgimento di questi primi accertam en
ti, i ferm ati sono condotti in carcere e qui debbono
essere tenuti in cella di isolam ento. E ntro quarantotto
ore d al ferm o la polizia deve avvisare il m agistrato del
fe rm o s te s s o , dei m otivi p e r cui questo stato
o rd in ato e dei risultati delle prime indagini. 11 fermo

23
deve esse re quindi convalidato dal m agistrato, con
d ecreto m otivato, entro le quarantotto ore successive
al ric e v im e n to della com unicazione da parte della
polizia, e del decreto di convalida deve essere infor
m ato linteressato. Come si vede possono trascorrere
q u a ttro giorni prima che il ferm ato conosca le decisioni
della m agistratura nei suoi riguardi.
A dire il vero, avevam o dim enticato di dire che, a
seguito di una dura battaglia parlam entare, il partito
socialista aveva ottenuto, com e ulteriore caratterizza
zione in senso antifascista della legge sullordine pub
blico, che il ferm o stesso fosse sem pre applicabile nei
riguardi dei riorganizzatori ed apologeti del disciolto
p artito fascista.

Atteggiamenti non giustificabili


S ullarticolo 4 della legge, relativo alle perquisi
zioni personali, assai am pio stato il consenso dei
partiti. L articolo stato infatti votato con il voto fa
vorevole di tutti i gruppi, esclusa la Sinistra indipen
den te. V ediam o di cosa si tratta: In casi eccezionali
di n ecessit ed urgenza, che non consentono un tem
p e s tiv o provvedim ento dellautorit giudiziaria, gli
ufficiali ed agenti della polizia giudiziaria e della forza
pubblica nel corso di operazioni di polizia possono
p ro c ed ere, oltre che allidentificazione, allim m ediata
p e r q u is iz io n e sul posto, al solo fine di accertare
lev e n tu a le possesso di arm i, esplosivi e strum enti di
effrazione, di persone il cui atteggiam ento e la cui
p re sen za , in relazione a specifiche e concrete circo
stanze di luogo e di tempo^non appaiono giustificabi
li. Il te s to ch e abbiam o riportato cos risulta a
seguito di alcune modifiche apportate alla C am era al
progetto originale governativo: la prima stabilisce che
la perquisizione pu essere fatta solo in casi eccezio
nali di necessit e urgenza, la seconda che deve essere
fa tta sul posto, la terza che pu essere fatta anche al
fine di ricercare esplosivi.
Il codice Rocco prevede due tipi di perquisizioni:
la prim a (art. 322 c.p.p.), quella che pu essere fatta
in b a s e a d un d e c re to motivato del giudice, per
s c o p r ir e su di una persona o in certo luogo cose

26
relativ e ad un reato. La seconda (art. 224 c.p.p.), pu
e s s e r e invece com piuta direttam ente dalla polizia,
senza m an d ato del m agistrato, in caso di flagranza di
re ato o di evasione, per scoprire levaso o lindiziato,
o p er im pedire che tracce o cose utili alle indagini
p o ssan o essere cancellate o disperse. La polizia, in
q u esto ca so , deve trasm ettere al giudice entro quaran
to tto ore il verbale della perquisizione e il giudice
stesso lo Heve convalidare nelle quarantotto ore suc
c e s s iv e . C om e si v ed e lo s te s s o codice fascista
lim itava notevolm ente le possibilit di perquisizioni
se n z a m andato, prevedendo che potessero appunto
esse r fa tte solo in flagranza di reato o in caso di
evasione.
L artico lo 41 del testo unico delle leggi di pub
b lic a s ic u re z z a prevedeva una norm a ab bastanza
sim ile a quella introdotta dalla nuova legge: stabiliva
cio ch e, se la polizia aveva notizia dellesistenza in
un q u a ls ia s i lo c a le p u b b lic o o p riv a to di armi,
m unizioni, o m aterie esplodenti poteva procedere im
m ediatam en te, cio senza m andato, alla perquisizio
n e. N u lla veniva per detto esplicitam ente riguar
do alle perquisizioni personali senza m andato. Del
re sto , la norm a che abbiam o ora riportato era stata
ad d irittu ra abrogata dallart. 3 del RDL 31-1-1944 n.
45, da un atto cio dellepoca badogliana. La nuova
leg g e pertanto p eg ^ o rata sia rispetto al fascista
R occo che al m onarchico Badoglio.
V ediam ola da vicino: innanzitutto si precisa che
qu an to stabilito successivam ente dovr avvenire in
casi eccezionali di necessit e urgenza, che non con
s e n to n o un tempestivo provvedim ento deHautorit
giudiziaria. O ra, in genere, i m agistrati non sono in
dotazione organica n alle pantere n alle jeep. Si pu
perci ragionevolm ente ritenere che questa necessit
ed u r g e n z a , a c c o m p a g n a ta daH im p o ssib ilit di
avvisare tem pestivam ente un m agistrato, sar riscon
trabile con una certa frequenza.
In questi casi, dunque, la poliza pu sia chiedere
i d o cum enti che operare senza m andato una perquis-

27
zione sul posto (non si pu infatti essere portati al
co m m issariato e l perquisiti: la perquisizione deve
avvenire sul posto, a meno che non ci sia flagranza di
r e a t o , p e r cui si applica larticolo 224 c.p .p . che
ab b iam o sopra ricordato). La perquisizione non pu
essere fatta per qualsiasi motivo: deve essere indiriz
za ta ai solo accertam ento delleventuale possesso di
arm i, esplosivi e strum enti di effrazione. Non dovreb
be p ertan to essere indirizzata alla ricerca, per esem
pio, di refurtiva o droga. Ora chiaro che la polizia
ogni volta che vuole effettuare una perquisizione sen
za m an d ato , pu dire di voler cercare armi, esplosivi e
stru m en ti di effrazione: anche una forcina o un calend a r ie t to di cellu lo id e, come tutti sanno, possono
essere considerati strum enti di effrazione. La legge
non dice cosa succede se, nel corso di una perquisi
z io n e e f f e ttu a ta p e r scoprire armi, viene trovato
q u a lc o saltro . Secondo noi la perquisizione stessa ed i
suoi risultati dovrebbero essere considerati nulli ai fini
pro cessu ali. Un precedente potrebbe essere quello co
stituito dalla nuova legge sulle intercettazioni telefoni
che, che stabilisce la nullit degli atti compiuti al di
fuori delle norm e previste dalla legge stessa.
L a perquisizione pu essere effettuata nei con
fr o n ti
di p erso n e il cui atteggiam ento o la cui
presenza, in relazione a specifiche e concrete circo
stan ze di luogo e di tempo, non appaiono giustificabi
li. Qui siam o veram ente alla teorizzazione sistem atica
dell arb itrio : si parte dal presupposto che ogni per
so n a d e b b a essere pronta, in qualsiasi luogo e in
q u alsiasi m om ento, a giustificare la propria presenza
e il p ro p rio atteggiam ento a un poliziotto. Non
esclu so che leventuale regolam ento di attuazione di
q u e s ta leg g e arriv i ad u n a tipizzazione dei vari
atteggiam enti ritenuti giusti in relazione ai luoghi e
al tem po. Cos che davanti a una chiesa bisogner
te n e r e un a tte g g ia m e n to religiosam ente modesto:
m e n tre invece sarebbe ingiustificabile passare di
fro n te a d una caserm a a passo non di m arcia (per il
M in is te ro degli In te rn i s a r consigliato il passo

28
delloca e il saluto rom ano). Il criterio della giustifi
cabile presenza pu poi portare alla istituzione di
veri e propri ghetti: quale giustificabile motivo (per
la p o liz ia , sem p re p e r la polizia) pu avere un
b o rg ataro a passare davanti alla sede del governo, o
uno stu d en te del centro ad andare a S. Basilio?
E q u e s to articolo, tra parentesi, io ha votato
an ch e il partito com unista.
A ndiam o avanti: la perquisizione, oltre che alla
p erso n a, pu essere estesa anche al mezzo di traspor
to ( a u to , moto, bicicletta) utilizzato dalla persona
stessa per giungere sul posto. Se si pensa alla norm ale
dotazione di strum enti m eccanici propria delle m oto e
d e lle a u to , chiaro che in qualsiasi m om ento un
poliziotto potrebbe perquisire una m acchina trovando
vi u na q uantit strepitosa di armi: crick, cacciaviti,
pu nteruoli, chiavi inglesi ecc. ecc.
L artico lo si chiude precisando che delle perquisi
zioni effettuate deve essere redatto verbale da tra
sm ettere en tro quarantotto ore al procuratore della re
pubblica e da consegnare altres allinteressato. Non
esp ressam en te previsto, ma sem bra necessario che,
stan d o a quanto precisa larticolo 13 della costitu
zione, il m agistrato stesso debba convalidare la perqui
s iz io n e e n tro le q u a r a n to tto o re successive alla
com unicazione; in caso di m ancata convalida, relativa
allesisten za o meno dei presupposti di straordinaria
n ecessit e urgenza, la perquisizione stessa ed i suoi ri
sultati dovrebbero ritenersi nulli ai fini processuali.

Il dovere di farsi rompere la testa


L artico lo 5 vieta di prender parte a pubbliche
m anifestazioni, svolgentisi in luogo pubblico o aperto
al pubblico, facendo uso di caschi protettivi o con il
volto in tu tto o in parte coperto m ediante limpiego di
qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il ricono
scim ento della persona. Il contravventore punito con
la rre sto da uno a sei mesi e con lam m enda da lire
cinquantam ila a lire duecentomila.
L a stru ttu ra di questo articolo abbastanza sem
plice: ci che si vuole impedire che, coprendosi il
volto, i m anifestanti si rendano irriconoscibili nelle
foto e nei docum entari presi nel corso di m anifestazio
ni. P er apprezzare la tem pestivit della norm a, si pensi
alle recen ti manifestazioni di soldati dem ocratici. Ci
che vietato, per, tenendo presenti le finalit della
norm a, lindossare i caschi al fine di rendersi irrico
n o s c ib ili. Fino a quando non verr espressam ente
proibito, nulla vieter di andare alle m anifestazioni
p o r ta n d o un c a s c o in mano (tra laltro dovrebbe
essere di prossim a approvazione la legge che stabili
sce lobbligo delluso del casco per i motociclisti e per
i passeggeri, per cui motociclisti e passeggeri dovran
no p ur portare il casco in m ano quando scendono
dalla m oto).
L esperienza degli ultimi anni ha del resto dim o
strato che il casco, pi che uno strum ento per coprirsi

30
il volto, serve a ripararsi la testa da qualcosa di ben
pi p e sa n te dei flash fotografici. Il com pagno Serantini, se a v e s s e a v u to un c a s c o nel m om ento del
pestaggio sul Lungarno probabilm ente sarebbe stato
s ferito, m a i calci dei m oschetti non gli avrebbero di
certo sp accato la testa.
R ig u ard o l'uso degli altri mezzi eventualm ente
u s a ti p er coprirsi il volto, sem bra improbabile che
possa essere elevata una contravvenzione a chi, per
esem pio, d inverno quando piove o fa freddo si tira su
il ca p p u ccio delleskimo o si copre il naso con la
s c i a r p a . In fo n d o a n c h e q u e sto un problema
politico: la polizia non ha certo bisogno della scusa di
dover elev are una contravvenzione ad un partecipante
ad un co rteo perch si copre il viso, per intervenire
nel co rte o stesso.
A proposito delliter parlam entare di questa nor
ma interessante notare che nel corso del dibattito
venne p roposto dal senatore Dante Rossi un em enda
m ento che stabiliva che, dato per scontato il divieto ai
m anifestanti di indossare caschi, le forze dellordine
in servizio nelle pubbliche m anifestazioni avrebbero
per dovuto sempre indossare la divisa. Lem enda
m ento stesso venne respinto e il com unista Petrella,
d ich iaran d o si contrario allem endam ento, osserv che
non si pu procedere a formulazioni norm ative af
fretta te sotto la suggestione di singoli accadim enti
(nel caso specifico luccisione del com pagno Boschi a
F irenze da parte di un poliziotto in borghese) e che
la legislazione deve corrispondere alle esigenze della
g eneralit dei cittadini (tra le quali esigenze vanno ev id e n te m e n te c o n s id e ra te q u elle dei poliziotti di
sp a ra re senza essere riconosciuti).

Le armi
A bbiam o prima accennato alla nuova legge sulle
arm i, la n. 110 del 18 aprile 1975. Le disposizioni in
essa co n ten u te vanno coordinate con quelle della legge
2 o tto b re 1%7, n. 895, che tratta lo stesso argom ento,
della legge 14 ottobre 1974, n. 497, che riguardava in
m odo specifico la lotta alla crim inalit, con alcuni
a rtic o li del codice penale e di quello di procedura
penale, con il testo unico di pubblica sicurezza, con il
re g o lam en to di attuazione del testo unico, ecc., ecc. Si
potreb b e pensare che lesistenza di una quantit cosi
m o stru o sa di leggi e regolamenti concernenti tutti la
m a te r ia delle armi, renda estrem am ente pericoloso
deten ere qualsiasi cosa che, pur lontanam ente, possa
essere considerata unarm a. Infatti cos. Solo che,
preso da raptus legislativo, il governo ha creato degli
stru m en ti giuridici di tale com plessit e contradditto
riet ch e, se fossero applicati integralm ente, farebbero
cad ere nel ridicolo qualsiasi giudice.
N on certo nostro interesse aiutare gli uffici legi
s la tiv i del Ministero degli interni e della direzione
g e n e ra le di p u b b lic a sicurezza a far bene il loro
la v o ro . S o lo c h e , a c c id e n ti, q u a n d o uno S tato
b o r g h e s e c o m in c ia a p e rd e r co lp i, nel c a m p o
dellunica program m azione a lui congeniale, quella
rep ressiv a, si portati a perdere anche quel p o di
tim ore reverenziale che ci hanno instillato fin da pie-

32
coli nei riguardi del machiavellismo legislativo della
co n tro p arte.
C ercherem o quindi di esporre i principi attuali
d e lla legislazione sulle arm i, m ettendo in evidenza
alcune delle contraddizioni pi evidenti.
Com inciam o dalle armi da guerra e tipo guerra.
A b b ia m o gi riportato la nuova definizione che di
qu este arm i d la legge quando si parlato del fermo
giudiziario. La differenza pi interessante rispetto alla
c la s s if ic a z io n e ch e di tali armi faceva il regola
m e n to di a ttu a z io n e del testo unico di pubblica
sicurezza, che vengono ora considerate espressam ente arm i da guerra le bottiglie incendiarie. Se si
pen sa che arm a da guerra naturalm ente anche un
m is sile n u c le a re a t e s ta ta m u ltip la , fa un p o
im pressione, sotto il profilo delluguaglianza, veder
eq u ip arato il detentore del missile al sovversivo con
la bottiglia. Ora, secondo larticolo 2 della legge n.
895 del 1967, come m odificato dalla legge n. 497 del
1974, chiunque detiene armi da guerra punito con la
reclusione da uno a otto anni. A ttenzione: abbiam o
v is to c h e le bottiglie incendiarie sono considerate
arm i da guerra. Soffermiamoci su queste: secondo la
legge ora riportata il detentore di bottiglie pu essere
punito con la reclusione fino a otto anni. Articolo 435
del codice penale: chiunque... al fine di atten tare alla
pubblica incolum it... detiene... m aterie infiam m abi
li... punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Bel colpo: se si detiene una bottiglia di benzina per in
cendiare le stoppie si va dentro fino a otto anni; se
invece si vuole pi m odestam ente atten tare alla pub
blica incolum it, si fanno solo cinque anni. Chiss se
il g o v erno pu essere denunciato per istigazione a
com m ettere reato: certo che, allo stato degli atti,
chiunque detenga sostanze esplosive per un qualsiasi
m o t i v o , t r o v e r v a n ta g g io s o m e tte re a c c a n to
allesplosivo un cartellino con una stella a cinque pun
te e con su scritto: si detiene al fine di attentare alla
pubblica incolum it.
P er scrupolo, precisiam o che la nostra uninter-

33
prelazio n e che giuridicam ente ha notevole validit, in
qu an to la norm a da noi richiam ata del codice penale,
a r tic o lo 435, non da considerarsi abrogata dalla
nuova legge sulle arm i, seppur successiva, dovendo
essere considerata norm a speciale. E per possibile,
anche se secondo noi poco corretta, una diversa inter
pretazio n e.
F in o r a abbiam o parlato della detenzione delle
arm i da guerra. Chi invece porti tali armi in luogo
pubblico o ap erto al pubblico punito con la reclusio
ne da due a dieci anni e, se il fatto com m esso da
due o pi persone o in un luogo in cui vi sia adunanza
di p erso n e o di notte in luogo abitato, la pena stessa
pu essere aum entata. Il buon codice Rocco (art. 669
c.p .) puniva il portatore abusivo d armi con larresto
fino a sei mesi.
D istinte dalle armi da guerra sono le armi com uni
d a sp a ro . La nuova legge ne d un lungo elenco.
Sono, in sostanza, tutte le arm i da fuoco, fucili e
pistole, non com prese tra le armi da guerra. Sono
co n sid erate armi comuni da sparo anche gli strum enti
lan ciarazzi e le armi ad aria com pressa. I detentori
abusivi di tali armi sono puniti, in base allarticolo 697
c.p. e allarticolo 14 della legge n. 497 del 1974, con
la rre s to fino a un anno. Vediamo cosa succede a chi
porti fuori della propria abitazione tali armi com uni da
sp aro . La nuova legge, la 109 del 1975, con spirito li
b ertario , ha diminuito le pene. Infatti, prim a, il codice
R o cco (il permissivo!) stabiliva larresto fino a sei
m esi; la legge del 1%7 lo portava ad un anno, quella
del 14 o tto b re 1974 a diciotto mesi: la legge del 1975
(art. 4 terzo comma) lo riduce di nuovo a dodici mesi.
Un g rato pensiero allufficio studi del M inistero degli
interni, o ... una distrazione?
A ndiam o avanti. Salvo le autorizzazioni previste
d a lla le g g e , fu o ri d ella p ro p ria a b ita z io n e non
p o s s o n o essere mai portate arm i, mazze ferrate o
bastoni ferrati, sfollagenti o pugni di ferro. Senza giu
stificato m otivo, non possono poi essere portati fuori
d e lla p ro p ria abitazione bastoni muniti di puntale

34
a c u m in a to (e q u elli se n z a p u n ta le acum inato?),
s tr u m e n ti d a punta o da taglio atti ad offendere,
m asse, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere m etalliche
( s e m b r a l in v e n ta rio di un fe rra m e n ta ) n o n ch
qualsiasi altro strum ento non considerato espressam ente com e arm a da punta o da taglio, chiaram ente
utilizzabile, per le circostanze di tem po e di luogo, per
l o f f e s a d e lla p e rs o n a . S a r interessante vedere
com e nella prassi la polizia interpreter il concetto di
giustificato motivo che abilita a portare gli oggetti
che ab b iam o ora elencato. Com unque tutti coloro che
s a r a n n o tro v a ti in p o s s e s s o , fuori della propria
a b ita z io n e , di quanto sopra potranno essere puniti
con la rre sto da un m ese a un anno. Se poi questi
s tr u m e n ti a tti ad offendere vengono portati in
r iu n io n i pubbliche (m anifestazioni, comizi ecc.) la
pena va d a due a diciotto mesi, con laggravante del
m an d ato di cattura obbligatorio.
L ultim o com m a dellarticolo 4 precisa infine che
non sono considerate armi ai fini di cui sopra, le aste
di b an d iere, dei cartelli e degli striscioni, u sate nelle
p u b b lic h e m an ifestazioni e nei cortei, n gli altri
oggetti simbolici usati nelle stesse circostanze (Com
pagni dai campi e dalle officine, prendiam o la falce,
im p u g n a m o il m artello...) salvo che non vengano
a d o p rati com e oggetti contundenti (peccato).

Non andate alle manifestazioni!


L artico lo 17 stabilisce il processo per direttissi
ma p er le contravvenzioni previste dagli articoli 18
(m anifestazione non autorizzata) e 24 (disobbedienza
a l l o rd in e di sciogliere la m anifestazione) del testo
unico di pubblica sicurezza che, approvato il 18 giu
gno 1931, tuttora in vigore.
11 giudizio direttissim o previsto dal codice Roc
co nel caso che lim putato sia stato arrestato nellatto
di co m m ettere un reato (flagranza). Due sono le giu
stificazioni date dai giuristi a questo rito abbreviato e
rapido (si salta la fase istruttoria e il giudizio deve
te n e r s i entro dieci giorni dallarresto): la evidenza
della responsabilit di chi viene colto con le mani nel
s a c c o e la necessit di placare lallarme sociale
suscitato da un fatto che la legge giudica cos grave
da giu stificare larresto immediato di chi lo com m ette
(e in fatti il codice Rocco non consente larresto in
flagranza se non per delitti e mai per contravven
zioni). N el nostro caso la legge speciale, superando il
codice R occo, svincola il giudizio direttissim o dal suo
p resu p p o sto normale (larresto in flagranza, che non
co nsen tito per le due contravvenzioni in questione) e
lo rende obbligatorio in ogni caso, quindi anche se
la p r o v a d ella re s p o n s a b ilit d e llim p u ta to sia
tu tta ltro che evidente e siano necessarie com plesse
indagini per accertarla. Di pi, il codice R occo (art.
504) stabilisce che, a conclusione del dibattim ento, se
i g iu d ic i rite n g o n o n e c e s s a rio a p p ro fo n d ire le

36

indagini, trasm ettono gli atti al giudice istruttore per


c h p ro c e d a con istruzione formale. Nel nostro
ca so q u esto non possibile perch i giudici, anche
in d e ro g a allart. 504, devono andare av an ti nel dib attim e n to , fino alla punizione esem plare del manife
stan te e non im porta che nella retata della polizia sia
c a p ita to l ig n aro passante o il pensionato curioso
(peggio p er loro che non si sono tenuti lontani dalla
peste).
I
processi contro i m anifestanti incalza infine
il seco n d o com m a della rt. 17 vanno trattati separa
tam en te, senza alcun riguardo per leventuale connes
sio n e c o n altri p ro c e s s i (per esempio quello per
l a s s a s s i n i o , a d o p e ra di squadre speciali o di
fascisti, di uno di essi).
L a connessione, si sa, quello strum ento pro
cessu ale di cui si , servito in questi anni il potere giu
diziario, specialm ente la C assazione, per affossare i
pi g ro ssi processi per le tram e nere, primo fra tutti
q u e llo p er la strage di piazza F ontana. Bisognava
c o r r e r e a i ripari, spuntare questarm a in m ano ai
giudici, per evitare che potessero farne uso in favore
dei pericolosi criminali che partecipano alle manife
s ta z io n i. P e rc h q u e s to o rd in e p u b b lic o pu
tollerare si stragi, bombe, atten ta ti e fondi neri ma non
c erto che ad esso si attenti con quelle scom poste ma
nifestazioni di popolo che bloccano il traffico e che
troppo spesso chiam ano ad essere uniti s. ma contro
la DC?
Va rico rd ato che il giudizio direttissim o viene
prev isto , dallart. 26 della legge, anche per il reato di
cui a lla rt. 336 del cod. pen. (violenza o m inaccia a un
pubblico ufficiale). In questo caso per effetto di un
c o m p lic a to sistema di richiam i e deroghe ad altre
leggi si ha anche larresto dellim putato, che non
pu com unque protrarsi, in attesa della condanna, per
oltre venti giorni. M aggioranza ed opposizione hanno
c o n c o r d a to nellescludere che la stessa procedura
p o tesse valere com e era originariam ente previsto
anche per il reato di resistenza ad un pubblico
ufficiale. La modifica im portante, tanto da fa r pen

37
sare che gli uffici legislativi del Governo siano incorsi
in una svista: contrariam ente a quanto molti credono,
infatti, violenza a un pubblico ufficiale non si ha tut
te le volte che qualcuno tira sassi (o altro) contro la
polizia, m a solo in casi assai rari. L a violenza infatti,
perch sia applicabile lart. 336 del cod. pen., deve
avere lo scopo di costringere il pubblico ufficiale a
fa re un atto contrario ai propri doveri o ad om ettere
un a tto dellufficio o del servizio, oppure ipotesi
m eno grave a com piere un a tto del proprio ufficio
o servizio, o per influire, com unque su di esso. Il
caso invece di chi usa la violenza o la m inaccia per
o pp o rsi a d un pubblico ufficiale o ad un incaricato di
un pubblico servizio, m entre com pie un atto di ufficio
o di servizio ricade sotto lart. 337 del c .p ., che
prevede il reato di resistenza a pubblico ufficiale. E
qu esto il reato, infatti che viene contestato a chiunque
si o p p o n g a con la forza allordine di sciogliere una
m anifestazione, o di sgom berare un edificio occupato,
e via discorrendo. La violenza potrebbe invece essere
c o n te sta ta al m afioso che reclam i la concessione di
una licenza o di un appalto: com e tutti sanno, un
fa tto che non accade mai, e questo spiega perch
nella p rassi .dei tribunali questo articolo non venga
q u asi mai impiegato.
N a tu r a lm e n te probabile che d ora in poi i
tribu n ali modifichino im provvisam ente il loro orien
tam en to , e com incino ad applicare la rt. 336 in tutti i
casi in cui veniva finora applicato il 337.
P rescindendo da queste ultime e confortanti con
siderazioni, va sottolineata la gravit di questa indiscrim in ata applicazione del rito direttissim o. Q uesta
giustizia som m aria e non pu avere altra giustificazio
ne di politica criminale che questa: le m anifestazio
ni pubbliche sono disordine, non partecipazione (alla
faccia della C ostituzione) e vanno scoraggiate .
I . S ig n ifica tiv o , a q u esto proposito, il punto di vista e sp r esso dal
relatore di m aggioranza, il dem ocristiano Agrim i, durante la d iscu s
sio n e al S en a to : Chi non vu ole esporsi ai rischi, giudiziari e m ateriali,
d e lla m a n ife s ta z io n e (niente ca sco anti-m anganello e fa zzo letto
a n ti-la crim o g en o ) non ci va; tanto non glielo ha m ica prescritto il m e
d ico (testu a le).

Al confino i sovversivi
L a p arte forse pi grave dellintera legge e
quella su cui, come si detto, minori sono state le
riserv e della sinistra storica (o preistorica)
co stitu ita dal gruppo di articoli dal 18 al 24, che ripri
s t i n a n o , a danno dei sovversivi, limpiego delle
co sid d ette misure di prevenzione: prim a fra tutte il
confino.
L a rt. 18 dispone, testualm ente, lestensione a
q u a ttro categorie di sovversivi (due delle quali com
poste d a fascisti, e di cui si parler in altra sede) delle
disposizioni della legge 31 maggio 1965 n. 575. Si
tratta della legge antim afia, che a sua volta estendeva,
con alcuni inasprim enti, ai m afiosi le misure previste
dalla legge 27 dicem bre 1956, n. 1423 per alcune ca te
gorie di delinquenti di terzordine, o pi sem plicem en
te di em arginati: vagabondi, prostitute, ricettatori e
sim ili. N e l 56, b en e ric o rd a rlo , le sinistre si
op p o sero a questa legge: ma di questa battaglia si
p e r s e p r e s to il ric o rd o . E probabile che pochi,
q u a lc h e m ese fa, conoscessero lesistenza nel
n o s tro ordinam ento delle misure di prevenzione
co n tro persone che o non com piono alcun reato (gli
oziosi e i vagabondi abituali, coloro che svolgono
a ttiv it co n trarie alla morale pubblica e al buon
co stu m e ), o che sono colpite da un sospetto non
c o n fo rta to da nessuna prova: magari il sospetto (legge

40
1423, a rt. 1 n. 3) di essere proclivi a delinquere
(sic!). A ncora una volta, dunque, si com inciato col
neg are i diritti civili degli em arginati, e si finito col
colpire i sovversivi: una lezione da non dim enticare.
L e m isure di prevenzione, com e dice il nome
loro d a to dai giuristi, non sono intese a reprimere
una specifica e provata violazione della legge, ma a
prevenirla: e dato che nessuno, e men che meno i
questu rin i e i m agistrati, sa prevedere il futuro, questo
significa che con esse o si fa il processo alle inten
zioni, o si giudica sulla base del sentito dire, che
m olto spesso si identifica con le inform azioni di fon
te c o n fid e n ziale (come le chiam ano i rapporti di
polizia), cio con le soffiate dei confidenti e delle
spie, della cui attendibilit persino inutile discutere.
S areb b e inesatto dire, in ogni caso, che con lavvento
della dem ocrazia nulla sia, a questo proposito, cam
b iato : nel periodo fascista tutte le misure di preven
zione e ra n o irrogate dalla polizia, oggi questo vero
solo p er alcune, m entre le pi gravi sono di com
peten za del tribunale. Rimane per il loro carattere
am b ig u o ed odioso, quel loro tipico oscillare tra la re
p ressio n e di ci che non si pu penalm ente reprim ere
(le cattiv e compagnie, i facili costumi) e la frode
allinsufficienza di prove, cio al principio per cui
non si pu condannare nessuno nem m eno un sottop ro leta rio , una prostituta o un sovversivo se non se
ne dim o stra la colpevolezza. Che questo sistem a fac
cia a pugni colla nostra C ostituzione, e coi principi
che e ssa stabilisce a garanzia dellim putato, stato
so sten u to da giuristi molto autorevoli, anche dem ocri
stiani (com e Leopoldo Elia, che m oroteo come
Gui): m a la Corte Costituzionale, in num erose senten
ze, s ta ta di opinione contraria.
P re c is ia m o co m u n q u e quale il m eccanism o
della legge 31 maggio 1%5, n. 575, che viene ora
esteso ai politici: unestensione che ha i suoi prece
denti nella reazione crispina (1894) e in quella fascista
(1926).
L e m isu re di prevenzione sono, in ordine di

41

g ra v it : 1) la diffida; 2) il rim patrio; 3) la sorveglianza


sp eciale. Il confino, che di fatto la m isura pi grave,
co n sid erato tecnicam ente una variante della sorve
glianza speciale: lunica m isura (come si accennato)
rise rv a ta alla m agistratura.
La diffida un atto discrezionale del Q uestore (e
non di altra autorit di P S ): essa una form ale in
g iu n z io n e a c a m b ia re c o n d o tta , che (ai sensi
della r t. 305 del Regolam ento di P S ) va fatta, dopo
reg o lare convocazione, in presenza dellinteressato (in
c a so co n trario pu essere im pugnata).
Il
rim patrio consiste nellordine di ritornare
luogo di residenza (foglio di via obbligatorio): un
p r o v v e d im e n to del Q u e s to re , ch e d e v e e s s e re
m o tiv ato , e notificato allinteressato. Esso consiste
nellord in e di allontanarsi da un determ inato Com une,
senza farvi ritorno per un determ inato periodo, nn
su p erio re a tre anni, o com unque di non farvi ritorno
sen za autorizzazione. Esso presuppone, evidentem en
te, ch e il prevenuto non risieda in tale Com une: cosa
si d eb b a intendere per risiedere stato discusso,
m a se m b ra ora prevalere (anche nellorientam ento
della C orte di C assazione) lopinione che si debba far
riferim en to alla residenza di fatto e non al fatto for
m a le d e lla re sid e n z a anagrafica. Si deve trattare
co m u n q u e di residenza stabile ed abituale: precisazio
ne che danneggia evidentem ente una notoria categoria
di sovversivi, e cio gli studenti fuori sede.
Il
foglio di via contiene lordine di presentar
alla u to rit di P S della localit di rim patrio, entro
un ce rto term ine, e pu altres contenere (secondo
una n o rm a che secondo alcuni sarebbe abrogata) lin
d icazione deHitinerario; in casi particolari possibile
che il prev en u to sia rim patriato per traduzione, cio
dalla forza pubblica.
Il
provvedim ento pi grave, com e si detto,
q u e llo d e lla sorveglianza speciale, con o senza il
divieto di soggiornare in determ inati com uni o provin
ce, o viceversa, lobbligo di soggiornare in un deter
m in ato C om une (cosiddetto confino). Esso non pu

42
essere irrogato dalla polizia, ma solo dal tribunale,
con d ec reto , a seguito di una procedura di tipo giuri
sdizionale: proposta del procuratore della Repubblica,
o del Q uestore se si tratta di persona gi diffidata:
u d ie n z a in cam era di consiglio, alla presenza del
P M, dellinteressato e del suo difensore; possibilit
di rico rso alla Corte d appello entro 10 giorni, e poi in
C assazion e.
L a so rv e g lia n z a sp e c ia le com porta num erosi
obblighi: alcuni sono, per cos dire, platonici: vivere
on estam ente, non dare ragione di sospetti, rispet
tare le leggi; altri sono pi precisi: non allontanarsi
dalla dim ora senza avvisarne la P S, non uscire di
ca sa prim a di una certa ora e non rientrare dopo una
ce rta o ra , non portare armi, non partecipare a pub
bliche riunioni ), non associarsi abitualm ente a
perso n e che abbiano riportato condanne o siano sot
toposte a misure di prevenzione o di sicurezza, non
tra tte n e rsi abitualm ente nelle osterie, bettole o case di
prostituzione (legge 1423 art. 5). Il confinato deve
anche p resen tarsi alla P S in giorni stabiliti e ad ogni
c h iam a ta . Ovviamente, la trasgressione agli obblighi
su d d etti un reato. Quello che chiaro, com unque,
che la persona sottoposta a sorveglianza speciale
n e lla p r a tic a im p o ssib ilit di svolgere unattivit
p o litica, e , quel d ie pi conta, possibile vittima di
infinite vessazioni e ricatti: non a caso, tra i sorve
gliati che la polizia recluta la massima parte dei suoi
confidenti.
S econdo la legge antim afia, per una serie di reati
la p en a aum entata se com m essi da persone gi sot
to p o ste a sorveglianza speciale: tra gli altri, fabbrica
zione o detenzione di m aterie esplodenti (art. 435 del
co dice penale). Non possono essere concesse licenze
per detenzione o porto d arm i. La patente di guida
viene ritirata, e la guida di un autoveicolo punita con
la rre s to da 6 mesi a 3 anni.
La d u rata della sorveglianza speciale pu andare
da uno a cinque anni; in casi straordinari, la persona
p ro p o sta per il confino pu attendere in carcere il

43
provvedim ento definitivo, ed essere poi tradotta a
destin azio n e dalla forza pubblica.
E il caso di precisare che il confinato, che non
un d eten u to , pu esercitare un mestiere: se indigente,
ha diritto a un m odestissim o sussidio (ed alla assisten
za sa n ita ria al pari degli iscritti nellelenco dei poveri).
E sam iniam o ora le ipotesi che rendono il sovver
sivo passibile di una misura di prevenzione.
L a r tic o lo 18, n. 1, fa riferim ento al caso di
c o lo ro c h e , o p e ra n ti in gruppi o isolatam ente,
p o n g o n o in essere atti preparatori, obiettivam ente
r ile v a n ti, d ire tti a so v v ertire lordinam ento dello
S tato, con la com m issione di uno dei reati previsti dal
capo I, titolo VI del libro II del codice penale e dagli
articoli 284, 285, 286, 306, 438, 605, e 630 dello stesso
codice. L interpretazione di questo testo probabil
m e n te m o lto pi astrusa di quanto appaia al non
g iu rista.
In prim o luogo va chiarito quali sono i reati
richiam ati: il capo I del titolo VI del secondo libro del
C odice P enale com prende i reati contro lincolumit
p u b b lic a (s tra g e , incendio, diversi tipi di disastri:
nau frag io , sciagure aviatorie, crollo di edifici ecc.)
m en tre gli altri articoli elencati sono quelli relativi
a llinsurrezione, alla devastazione saccheggio e strage
a scopo di sovversione politica, alla guerra civile, alla
co stituzione di bande arm ate; nonch allo spargere
epidem ie m ediante la diffusione di germi patogeni,
allavvelenam ento acque, ai sequestri di persona con o
senza sco p o di estorsione.
In co sa consiste la stranezza di questa norm a?
co n siste in questo, che riesce molto difficile capire
com e si possa rientrare in questa previsione senza
co m m ettere un reato: e sappiam o che la misura di pre
venzione proprio perch di di prevenzione e
non di repressione si applica in quanto non vi sia
reato . O ra , si d il caso che se si form a un gruppo
org an izzato di persone che in num ero non inferiore
a tre si propongono di com m ettere pi delitti, gi
con q u esto si com m esso un reato, quello di associa

44

zione a delinquere (art. 416 del codice penale), anche


p rescin den d o dalla com m issione di atti preparatori.
Se lo scopo dellassociazione di com m ettere i reati
di cui agli articoli da 284 a 286 c.p. (anche uno solo di
essi) c il reato di cospirazione m ediante associazio
ne ( a r t . 305 c .p .) ;
e se le p erso n e che hanno
q u e stultim o scopo sono solo due, o non hanno una
v era e propria organizzazione, c pur sem pre il reato
di cospirazione mediante accordo (art. 304): anzi, se
Tizio istiga Caio e C aio non ci sta, reato anche
q u esto (a rt. 302). Rimangono dunque le ipotesi: a) che
per com m ettere pi delitti (diversi com unque da in
su rrezio n e devastazione o guerra civile) si m ettano
d ac co rd o due sole persone o pi di due ma in modo
non stab ile e organizzato; b) che a com piere atti pre
p arato ri sia un sovversivo isolato. (E vero aggiun
giam o che lassociazione a delinquere deve propor
si pi delitti e che nellart. 18 n. 1 si parla di uno dei
reati, ec c., ma va detto che se lo scopo ultimo la
so v v e rsio n e , questo com porter com unque qualche
ulteriore reato da aggiungere a quelluno).
D unque, abbiamo un sovversivo isolato, o due
s o v v e r s iv i in casi d iv ersi da quelli degli articoli
284-286 c .p ., che com piono atti preparatori. Ma
co sa sono questi atti preparatori?
Il
f a t t o ch e d e b b a n o esse re obiettivam en
rilevanti, giuridicam ente, non significa nulla: se non
che si d ev essere superato lo stadio della pura e sem
plice intenzione, la qual cosa se ci sono atti
ovvia. Si d il caso, per, che il codice penale abbia
p en sato anche a questo. Chi com pie atti idonei, diret
ti in m odo non equivoco a com m ettere un delitto,
risp o n d e di delitto tentato, se lazione non si com pie o
lev en to non si verifica (art. 56 codice penale). E il
caso di precisare che la form ulazione di questa norm a
la pi am pia possibile: i giuristi dell800 infatti
a v e v a n o d e l i n e a t o u n a d i s t i n z i o n e tra atti
p r e p a r a to r i (appunto) ed atti esecutivi non
punibili i primi, punibili a titolo di tentativo i secondi
cui essi attribuivano un preciso rilievo politico, nel

45
q u a d r o d e lla p o le m ic a lib e ra le c o n tr o ^ li S tati
a u to r ita r i (che, spiegavano appunto questi giuristi,
prim o fra essi il grande C arrara, puniscono anche gli
atti p rep arato ri). 11 codice Rocco, invece, prescinde
(per m otivi politici ma anche, giusto riconoscerlo,
per m otivi di ordine tecnico) da questa distinzione: e
si a c c o n te n ta di due requisiti, lidoneit dei mezzi e la
d ire z io n e non equivoca degli atti com piuti. Da
q u e stultim o requisito, per, non potrebbe prescinde
re n em m eno chi volesse applicare la nuova legge;
e s s o s ig n ific a , in fa tti, ch e non si potr colpire
q u alcu n o in base ad atti preparatori se non chiaro
che essi tendevano ad un reato: in pratica, che non
b a s t e r c o m p ra re dei fiammiferi per poter essere
ac cu sati di tentato incendio. Anzi: il tipico atto pre
p arato rio dei reati contro lincolumit pubblica, cio
il p ro cu rarsi o detenere esplodenti o infiammabili, fu
da R occo trasform ato in reato a parte (art. 435: che
p resu p p o n e il fine di atten tare alla pubblica incolu
m it, m ancando il quale si ha unaltra figura di reato).
La co sa si com plica ancora, se si osserva che i reati
di cui agli articoli 284, 285 e 286 (i pi gravi tra quelli
richiam ati) sono di per s reati di attentato (che con
sistono cio non nellinsurrezione o negli altri fatti ri
chiam ati, in s e per s, ma nel tentativo di determ i
narli): sicch non si vede in cosa possa consistere la
p rep arazio n e di un tentativo.
E il caso di avvertire che sono considerati " atti
p re p a ra to ri non punibili dalla legge penale lo
stu d iare il luogo del reato che si progetta, le abitudini
della vittim a; non a caso, le cronache dellAntiterrorism o sono piene di cartine topografiche, di indirizzi di
p erso n alit da sequestrare ecc.
E il caso di aggiungere che il codice penale si
o ccu p a anche del reato impossibile, e dell accordo o
istigazione non seguita da reato: ipotesi che i penalisti
chiam ano di quasi-reato , e per le quali possibile
una m isura di sicurezza non detentiva, cio in pratica
la lib e r t v ig ila ta . La libert vigilata affine, in
p ra tic a , alla sorveglianza speciale, con o senza divieto

46
di soggiorno in localit, ma sem pre senza obbligo di
soggiorno, cio senza confino.
C o sa rim ane quindi del N. 1 dellart. 18, che sem
b rav a, delle quattro ipotesi ivi contenute, la principa
le? R ag io n an d o da giuristi rigorosi, com e abbiam o cer
cato di fare, molto poco. 11 guaio che leggi simili na
scono con la riserva m entale, che se ne i/ea abusare:
o nel senso dellapplicazione agli atti pre-preparato ri , cio dei processo alle intenzioni (gli atti
direbbe il codice non diretti in m odo non equi
voco al delitto; per esem pio, come si accennato, il
p o ssed ere dei fiammiferi rispetto al tentato incendio),
o, co m pi probabile, nel senso dellapplicazione ai
casi di m ero sospetto. La legge del 75, infatti, non si
riferisce espressam ente com e fanno invece la legge
del 56 per i delinquenti comuni e quella del 65 per i
m afiosi al semplice sospetto, ma fa m ostra di riferir
si a com portam enti preparatori quanto si vuole, ma
provati: purtroppo probabile, invece,che si finisca col
seguire il sospetto non provato del reato, abusando
cos della legge e della procedura giurisdizionale da
essa prevista: il segreto della cam era di consiglio, anzi
ch la pubblicit del dibattim ento e, in alcuni casi, il
tribunale in luogo della corte d assise con giuria popo
lare, che sono garanze per lim putato, e che Reale de
fin, in P arlam ento, lungaggini .
Pi sem plice, dal punto di vista interpretativo, il
n.4 del m edesim o a r t.18: che si riferisce a chi sia stato
c o n d a n n ato per uno dei delitti previsti nella legge 2
o tto b re 1% 7, n.895, e negli articoli 8 e seguenti della
legge 14 ottobre 1974, n. 497, e successive modifi
cazioni, quando debba ritenersi, per il loro com por
tam en to successivo, che siano proclivi a com m ette
re un re a to della stessa specie col fine indicato nel
p reced en te n. 1 . I delitti cui si fa qui riferim ento sono
quelli previsti dalle varie leggi sulle arm i (delitti, si
badi, e non semplici contravvenzioni: d altra parte, con
la nuova legislazione sulle arm i, sono semplici contrav
venzioni soltanto la detenzione di armi non da guerra
n o n denunciate e il porto di armi improprie). Ma

47
quello che lascia di stucco la formula che segue: cosa
significa essere proclivi a com m ettere delitti dello
stesso genere, al fine di sovvertire lordinam ento dello
Stato? S ignificaselo dare adito a sospetti, per il fatto,
p e r e s e m p io , di frequentare organizzazioni che si
ritie n e ab b ian o qualche fam iliarit con le bottiglie
m olotov, nota e temibile arm a da guerra. Dunque,
chiunque abbia riportato una condanna del tipo indi
cato , rim ane vita naturai durante suscettibile di essere
m an d ato al confino, qualora non cam bi vita , m agari
ad eren d o ad uno di quei partiti di sinistra che han
no v o tato contro la soppressione di questa norm a.
O ltre alle misure di prevenzione previste dalla
legislazione precedente, la legge a tutela dellordine
pub b lico nc inventa delle altre, nuove di zecca. Lar
tic o lo 22 p re v ed e in fa tti ch e . in aggiunta o in
s o s titu z io n e d elle a ltre m isu re , il giudice possa
d ecidere anche la sospensione provvisoria dallam
m in istrazione dei beni personali... quando ricorrono
sufficienti indizi che la libera disponibilit di essi da
p a r te d e lle persone indicate negli articoli 18 e 19
[la rt. 18 quello di cui si parlato; nellart. 19 si parla
dei p resu n ti delinquenti com uni, indicati nella legge
del 56 n. 1423] agevoli com unque la condotta, il com
p o rtam e n to o lattivit socialm ente pericolosa prevista
dalle norm e suddette . Si dice che questa norm a sia
stata v o luta dalla sinistra il P S I per colpire i
finan ziato ri delle organizzazioni fasciste: naturalm en
te. a m et strada ha fatto m arcia indietro, accettando
che fosse inserito (l dove poco fa abbiam o m esso i
puntini) un inciso: esclusi quelli destinati alla attivit
professio n ale o produttiva . E se lindiziato possiede
u n in d u stria ? Evidentem ente, tutto il com plesso di
beni che funzionale alla vita dellazienda dovr es
sere so ttra tto alla procedura prevista dagli articoli 22 e
seguenti. Ma che si credevano, i legislatori? che a
fin a n z ia re le organizzazioni fasciste siano i piccoli
risp arm iato ri? E chiaro che in questo modo saranno
so ttratti al controllo proprio i patrim oni pi interes
san ti . P e r il resto, va precisato che questa misura

48
che applica, nella sostanza, al sovversivo la proce
dura prevista dalla legge fallim entare per il fallito
co m p o rta una serie di vincoli estrem am ente pesanti. Al
p rev en u to vengono lasciati i beni strettam ente perso
nali, gli stipendi nella m isura che al giudice sem bra
necessaria per vivere, la casa di abitazione; ma viene
n o m in ato un curatore che fa una dettagliata ricogni
zione del suo patrimonio, presentando in proposito una
particolareggiata relazione che si estende al tenore
di v ita di detta persona e della sua famiglia e su
q u a n ta ltro pu eventualm ente interessare , e suc
cessiv am en te lo am m inistra (col potere, tra laltro, di
ap rire la corrispondenza del suo am m inistrato !).
L a d u rata di questa situazione pu essere, nel
m assim o, di 5 anni, salvo rinnovo.
Tra le norme della legge antim afia ricordiam o
infine c anche unestensione notevole dei casi in
cui am m esso il fermo. Tutti i reati per i quali
faco ltativ o il m andato di cattu ra nonch la proroga
della d u ra ta jn assim a , che raddoppiata.

Le norme contro i fascisti


B en s e tte a rtic o li d ella legge sono destinati
a l l i n a s p r i m e n t o d e lle d is p o s iz io n i c o n tro il
neofascism o, contenute nella legge del 1952, n.645,
pi nota com e legge Sceiba . Il com plesso di norm e
che ne risulta, se fosse applicato davvero, sarebbe
severissim o: sar diffcile prenderlo sul serio, a chi
ben sa com e nella repubblica italiana i fascisti non
vengano denunciati neanche per reati com uni (tipo
lesioni, ten tato omicidio e via di seguito).
M a non si tratta solo di questo; il M SI-DN, nel
c o r s o d el dibattito parlam entare, ebbe a ostentare
sicurezza, ripetendo pi volte che quelle norm e non
sono fatte per loro, dato che non sono fascisti. Ed in
effetti, quelle norm e non sono fatte per loro, com e p ar
tito; non perch loro non siano fascisti, ovviam ente,
ma p erch tutto il sistem a costruito per colpire le
s q u a d re d azione, i nuclei terroristici, e non orga
nizzazione fascista nel suo com plesso.
Q u esto appare chiaro nella modifica introdotta
nell a r t.l della legge Sceiba, quello che definisce il
r e a to di ricostituzione del partito fascista sulla
b a s e d e lle s e g u e n ti a ttiv it : perseguire finalit
an tid em o cratich e proprie del partito fascista esal
ta n d o m inacciando o usando la violenza o propu
gnando la soppressione delle libert costituzionali o
den ig ra n d o la dem ocraza e la resistenza o svolgendo

50
p ro p a g a n d a razzista; oppure effettuare apologia di
fascism o; o compiere m anifestazioni fasciste. Nella
legge S ceiba, per aversi il reato in questione bisognava
che q u este attivit fossero com piute da una asso cia
zione o da un movim ento; si ora aggiunto che si
pu tra tta re anche di un gruppo di persone non infe
riore a cin q u e . Si detto esplicitam ente, in Parlam en
to, che con questa precisazione si vogliono colpire le
sq u ad racce. i nuclei cospirativi di base, anche qualora
risultino poco chiare le loro affiliazioni a livello nazio
nale; pi esatto dire che questa norm a, apparente
m ente assu rd a (un partito sem pre, per definizione,
unasso c ia zio n e, e non ci pu essere partito fascista se
il g ru p p o in questione e privo di unorganizzazione
di partito ), costituisce lalibi per rinunciare ad ogni
ulteriore indagine sul carattere fascista del M Sl-DN.
Non a caso questo apparente inasprim ento (anni di ga
lera sulla carta per cinque ragazzetti che facciano
il saluto rom ano, come volle intenderla un oratore mis
sino alla C am era?) si accom pagna al "disim pegno
del PC I nella cam pagna per la messa fuori legge del
M SI-D N .
Sono inasprite com unque, anche le pene; per i
fo n d ato ri e dirigenti si va ora da 5 a 12 anni pi la
m ulta da uno a 10 milioni (prim a; da 3 a 10 anni): per
i gregari, da 2 a 5 anni. Se l'organizzazione arm ata,
o fa uso di mezzi violenti di lotta, la legge del 52 preve
deva la reclusione da 5 a 12 anni per i capi, da uno a 3
anni p er i gregari; adesso si dovrebbe salire al doppio
della pena prevista per lipotesi "n o rm ale", quindi da 10
a 24 anni pi la multa per i dirigenti, e da 4 a 10anni peri
p artecipanti.
Si aggiunga che, ex articolo 1 della nuova legge,
p er il re a to in questione non am m essa la libert
provvisoria, ed ex art. 12 obbligatorio il m andato di
c a t t u r a . Gli altri reati previsti dalla legge Sceiba,
co m n oto, erano 1 apologia del fascismo (consisten
te n ell esaltare esponenti, principii. fatti e metodi
del fascism o oppure le finalit antidem ocratiche pro
prie del partito fascista ) e le m anifestazioni fasciste.

51
che e ra n o una contravvenzione. Adesso le ipotesi di
re ato diventano tre: la propaganda per la ricostituzione
del p artito fascista (reclusione da 6 mesi a 2 anni e
m ulta), lapologia (estesa allesaltazione di idee o m e
todi razzisti : stessa pena; e si badi che per entram bi i
reati c la reclusione da 2 a 5 anni pi la multa se il
fatto com m esso a mezzo stam pa), e le m anifestazioni
fa sciste .
P e r la ricostituzione del partito fascista, la legge
S ceib a prevedeva la perdita dellelettorato attivo e
passivo e I esclusione da ogni pubblico ufficio (cio,
in p ratica, la decadenza da ogni m andato elettivo) per
un p erio d o di 5 anni; tale privazione viene ora pre
vista a n c h e per i reati di propaganda e apologia.
M a linnovazione pi sorprendente riguarda le
m anifestazioni fasciste (cio, per esem pio, il fare il
saluto rom ano: che molti erroneam ente confondono
coir apologia ). Nella legge del 52 era un reato con
travvenzionale, punibile con 1 arresto fino a 3 mesi o
con r am m enda fino a lire 50.000: adesso il reato
ridefinito, chiedendo che venga com m esso non pi
pu b blicam ente ma partecipando a riunioni (non
da una persona isolata, cio) ed estendendolo alle
m an ifestazio n i "u su ali... di organizzazioni naziste
(?), e so p rattu tto diviene un delitto, punibile con la
reclusione sino a 3 anni pi la multa da 200.000 a
500.000 lire, cui pu aggiungersi, a discrezione del
giudice, la perdita per 5 anni dell elettorato attivo a
passivo.
P er coloro che abbiano com unque finanziato
lasso c ia zio n e o la sua stam pa, le pene sono aum en
tate; e si aggiunga che per tutti questi reati (art. 12) si
p r o c e d e c o n rito direttissim o, cio nel volgere di
pochissim i giorni (il che per il reato di ricostituzione
del p a rtito fascista, appare problem atico ...). Chi
rico rd a com e la legge Sceiba non sia stata pressoch
m ai applicata, creder che venga applicata la nuova ?
c h e p o l i z i o t t i ch e non h a n n o d e n u n c ia to
m anifestazioni fasciste com m esse sotto gli occhi di

52
t u t ti , lo fa ra n n o a d e s s o ch e le p en e sono cosi
inasprite?
Per un borghese - con - formazione - umanistica,
fin tro p p o ovvia la citazione di Manzoni, che, parlan
do del 600 ricorda che le leggi diluviavano; i delitti
e r a n o e n u m e r a ti, e particolareggiati, con m inuta
prolissit; le pene, pazzam ente esorbitanti, e. se non
b a sta , aum entabili... Le procedure, studiate soltanto a
lib erare il giudice da ogni cosa che potesse essere d 'im
pedim ento a proferire una condanna... Con tutto ci.
anzi in gran parte a cagion di ci, quelle gride, ripub
blicate e rinforzate di governo in governo, non servi
van o a d altro che ad attestare am pollosam ente l'im po
tenza d e loro autori... Limpunit era organizzata, e
a v e v a radici che le gride non toccavano, o non pote
van o sm u o v ere".
Facciam o finta com unque di prendere sul serio
q u esta severissim a legislazione. Di commenti non
ce ne vogliono molti; la prima circostanza che va
m essa in chiaro che i requisiti indicati nella rt.l
della legge Sceiba non devono necessariam ente essere
p re s e n ti tutti insieme perch unorganizzazione sia
c o n s id e r a ta fascista; l'av ere finalit antidem ocra
tich e caratteristica che viene ulteriorm ente quali
ficata dalla violenza, dal razzism o ecc.; che possono
non esse re presenti, anch'essi, contem poraneam ente
pu non accom pagnarsi allapologia del fascism o o
al com pim ento di m anifestazioni fasciste; queste ulti
m e, p eraltro , devono avere carattere abituale (o cosi
alm en o sem bra di capire anche se la legge non lo dice
espressam ente). Quanto all apologia, si ritiene gene
ralm ente che essa debba essere caratterizzata da un
em pito pressoch mistico; afferm azione che non ha
fo n d am en to nella lettera della legge, ma che fornisce di
regola un buon argom ento a giudici che non vogliono
p ro n u n ciare sentenze di condanna. La m anifestazione
fascista, infine, va effettuata nel corso di una pubblica
riunione; ci si pu chiedere se in questa previsione
rientri il ca so di fascisti, isolati o in piccoli gruppi, che
a sco p o provocatorio com piano m anifestazioni fasciste
al p assag g io di manifestazioni di sinistra. La risposta

53
g iu s ta s e m b ra q u ella a ffe rm a tiv a : il legislatore,
ag g iu n g en d o quella precisazione, non ha avuto altro
scopo che di rendere non punibili m anifestazioni fasci
ste com piute in privato (sedi di partito, com m em ora
zioni funebri e simili).
P e r u n a m igliore com prensione della severit
( a p p a r e n te ) dell' attuale legislazione antifascista,
bene rico rd are che reati com e lesioni personali, violen
za p r i v a t a , esp lo sio n i a scopo intim idatorio ecc.
rim an g o n o punibili a parte: si pu dunque afferm are
che uno squadrista medio cum ula, in qualche mese di
a ttiv it , tanti reati da poter m eritare tra una legge e
l'a ltra poco meno che lergastolo. Come tutti pos
sono c o n sta ta re ...
A qu este ipotesi propriam ente penali vanno infine
a g g iu n te le misure di prevenzione previste dalla r
ticolo 18 e seguenti, e di cui gi conosciam o il m ec
canism o. Ai fascisti, come ai sovversivi di sinistra,
sono naturalm ente applicabili le previsioni dei numeri 1
e 4: tu tte per loro sono invece quelle dei 2 e 3. Il primo
prevede che un membro di unorganizzazione discioita
in base alla legge Sceiba sia colpito dalle misure di pre
venzione qualora debba riten ersi", per il com porta
m ento successivo, che continui a svolgere una attivit
a n a lo g a a q u ella precedente. Cosa sia un'attivit
" a n a lo g a " , poco chiaro; se sono state ricostituite le
fila di u n 'associazione neofascista, o si tenta di farlo, o
si fa propaganda a tal fine, sono veri e propri reati
quelli che vengono compiuti, e non si dovrebbero irro
gare m isure di prevenzione ma vere e proprie pene; al
di fuori di queste ipotesi, cosa si vuol colpire? una pro
paganda fascista non finalizzata alla riorganizzazione
di un p artito ? un fiancheggiam ento politico che non si
co n creta in una vera e propria adesione?
E ' pi logico dire che questa norm a vuole colpire
i s o s p e tti contro i quali non esistono sufficienti
prove. Q uanto al n. 3, esso fa riferim ento ad atti pre
p arato ri. obiettivam ente rilevanti, diretti alla ricostru
z io n e d el p a r tito f a s c i s ta ... in p a r tic o la re con
l'esaltazio n e o la pratica della violenza. A prescinde
re dal fa tto che la pratica ed anche la semplice esalta-

54
zione della violenza sono di per s reati, va detto che
non si capisce come ci si possa preparare a ricosti
tuire il partito fascista usando la violenza, d ato che,
verosim ilm ente, a usarla sar un gruppo di almeno
cinque persone che, per definizione, gi() un partito
fascista ricostituito; e si aggiunga che, con questi atti
p r e p a r a to r i, si dovrebbe rim anere al di qua dello
stesso reato di propaganda istituito da questa legge.
Anche questo, dunque, un reato indecifrabile e, in
p ra tic a , un modo per colpire i sospetti: oppure, for
se p i p ro b ab ilm ente, per colpire singole persone
aH 'in tern o di unorganizzazione (il M SI-DN) che non
si vo rr colpire in quanto tale. Si dir cio ricalcan
do il ragionam ento di una sentenza del Tribunale di
R om a del 1962 che i dirigenti del M SI-DN non
sono riusciti a dare allorganizzazione da essi creata
e d ire tta un vero e proprio carattere fascista, e che
allin tern o del partito ci sono alcune persone gli
estrem isti che di loro iniziativa si sforzano di
giungere allo stesso risultato.
A ncora un dettaglio... divertente! Le nuove norme
penali riguardano un principio generale solo i
reati futuri; lo stesso detto nellart. 1 per la libert
p ro v visoria. Si d per il caso che il reato di ricostru
zione del partito fascista sia uno di quelli che i giuristi
c h ia m a n o re ati perm anenti (alm eno per quanto
rig u ard a la direzione e la partecipazione). Q uesto com
p o rta com e si pu leggere in qualsiasi m anuale
che la consum azione del reato, anche se gi com in
c ia ta , continui fino a che il colpevole non desista, e gli
v ad a di conseguenza se il suo partecipare o dirigere
lasso ciazio n e continua dopo lentrata in vigore della
nuova legge applicata la norm a nuova. Lo stesso
vale, p er effetto di un principio generale, per le norme
p ro cessu ali. Che significa in pratica tutto questo? Che
chi ha gi un procedim ento in corso a com inciare da
A lm irante dovrebbe venire colpito da m andato di
c a tt u r a obbligatorio, non potrebbe avere la libert
p rov v iso ria e dovrebbe essere condannato alle nuove e
pi gra Vi pen e previste dalla legge n . 152 !

Mai pi in libert provvisoria


C on larticolo 1 la nuova legge sul cos detto
O rdine pubblico presenta il suo biglietto da visita:
una legge contro la libert, contro ogni conquista di
libert im posta al potere con le lotte di questi ultimi
a n n i. In particolare, larticolo 1 cancella di colpo
quello che si era conquistato nel dicem bre 1972.
C om e si sa, lallora governo di centro-destra retto
da A ndreotti, per far fronte alla protesta generale che
s a liv a dal Paese contro lintollerabile carcerazione
p r e v e n tiv a dellinnocente Valpreda, fu costretto a
p re sen tare una legge poi approvata allunanim it
dal P a rla m e n to , appunto nel dicem bre 1972 la
quale stabiliva che il giudice poteva sem pre concedere
la lib e r t p ro v v iso ria , anche a coloro che erano
a c cu sati di reati gravi, per i quali il codice Rocco
p re v ed ev a com e obbligatorio il m andato di cattura.
O ra il g o v e rn o di c e n tr o -s in is tr a , retto dal
pen alista illuminato professor Aldo Moro, elimina
q u e s ta po ssib ilit; e cos chi viene arrestato, non
im porta con quali prove, per uno dei reati previsti
d a l l artic o lo 1, dovr attendere necessariam ente in
c a r c e r a z io n e preventiva i lunghi tempi processuali
della n o stra sconquassata m acchina giudiziaria. Se si
c o n s id e r a ch e la legge 11 aprile 1974, n, 99 ha
a llu n g ato , in alcuni casi addirittura raddoppiandoli, i
term ini di carcerazione preventiva che erano stati fi

56
nalm en te fissati con la legge 1 maggio 1970, n. 192 (il
codice R occo consentiva la carcerazione a tem po in
determ inato ), ben si com prende come sar sem pre pi
freq u en te il caso del detenuto che, dopo cinque-sei
a n n i d i g a le ra p re v e n tiv a , si sentir dire da un
g iu d ic e : sc u si ta n to , a b b ia m o s b a g lia to , lei
in n o cen te, pu tornare in libert. Ma per quegli anni
di ingiusta galera, al m alcapitato non spetter nean
che un risarcim ento in danaro, che per questi casi non
p rev isto dalla legge!
S u l p ia n o p ra tic o , dunque, larticolo 1, nulla
m u ta n d o nel d e s tin o dei co lp e v o li, a g g r a v a la
po sizione degli innocenti (nelle nostre galere ce ne
sono tanti, anche se se ne parla poco). Infatti, non
m a i su c c e sso , dalla en trata in vigore della legge
V alpreda (die. 72) ad oggi, che sia stata concessa
la lib ert provvisoria ad un im putato di uno dei gravi
reati p rev isti nellarticolo 1 (omicidio, strage, rapina,
e s t o r s i o n e a g g ra v a ta , ecc.), quando a suo carico
risu ltasse un bench minimo barlum e di prova. Solo in
rarissim i casi la libert provvisoria stata concessa in
base alla legge Valpreda e sono tutti casi in cui lim
pu tato ap p ariv a chiaram ente innocente.
In questi casi, a rigore di codice, allim putato
a v re b b e dovuto essere accordata la scarcerazione
per m ancan za di indizi, e non la libert provvisoria
che p resuppone un giudizio di colpevolezza. Succede
per che la m aggior parte dei nostri giudici, specialm ente pubblici ministeri e giudici istruttori, sente il ri
co n o scim en to dellinnocenza dellim putato com e una
sco n fitta dellistituzione giudiziaria (in cui si ricom
pren d e la polizia), com e una abdicazione al proprio
ruolo (inteso in senso repressivo anzich garantista).
Q u esto tipo di giudice, di fronte allim putato innocen
te, se non un cinico, risolve il conflitto tra la sua
co scien za e la sua funzione ricorrendo al paternalisti
co com prom esso della libert provvisoria, che gli con
sen te di restituire lim putato alla libert senza am m et
tern e ufficialm ente linnocenza.
Del resto, anche quei giudici che intendono la

57
loro funzione in modo diverso, sono spesso costretti,
a c a u s a dei condizionam enti gerarchici interni, a
rico rrere al com prom esso della libert provvisoria, per
la q u ale strappare un visto al capo pi facile
che p er il provvedim ento di scarcerazione per m an
can za di indizi. Questo com prom esso, con larticolo
1 della nuova legge, non pi possibile. Siccome la
m aggioranza dei nostri giudici, specialm ente i capi,
sono pi tenacem ente attaccati allistituzione e alla
loro concezione del ruolo, di quanto non siano sen
sibili alle altrui libert, non c dubbio che con la
nuova legge destinato ad aum entare il num ero degli
innocenti che aspetteranno in galera i lunghi tempi
delle no stre procedure giudiziarie.
D opo la parentesi aperta nel dicem bre 1972 con la
legge Valpreda, si ritorna dunque al codice Rocco.
Anzi, in alcuni casi si regredisce a livelli di incivilt
giuridica ancora pi bassi.
Il co dice Rocco collegava il divieto di libert
provvisoria con lobbligatoriet del m andato di c a t
tura (il divieto valeva cio per i reati puniti con una
pena m inim a di cinque anni o m assim a di quindici
anni di reclusione). La nuova legge prevede ora il
divieto anche per alcuni reati per i quali il m andato di
c a tt u r a non obbligatorio perch puniti con pene
inferiori a quelle sopra indicate.
L e conseguenze, anche solo sul piano piuridicoform ale, sono aberranti. Nei casi in cui il m andato di
c a ttu ra non obbligatorio, il giudice che faccia bene il
su o m e s tie re d e c id e di ordinare o no la cattura
d e llim p u ta to in base alle esigenze processuali del
m om ento; se poi quelle esigenze vengono m eno, il
giudice, in attesa del giudizio, ne ordina la libert
p ro v visoria. Con la nuova legge, in alcuni casi questo
non pi possibile. Sicch il giudice si trova di fronte
a q u esto dilemma: o non catturare lim putato, anche
se le esigenze processuali lo richiederebbero; oppure
c a ttu ra rlo , ma con ci precludendosi la possibilit di
m etterlo in libert nel m om ento in cui quelle esigenze
n o n dovessero pi esistere. Da questa paradossale

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situ azio n e viene fuori allevidenza la concezione che


della carcerazione preventiva hanno i nostri illuminati
le g is la to r i: non u n a cautela processuale, ma una
s p e c ie di trappola che scatta irreversibilmente alle
s p a lle d e llim p u ta to (e, in questi casi, anche del
giudice).
U n a a n c o ra pi grave che, in questi casi,
arb itro della libert del cittadino non pi il m agistrato,
bens la polizia.
Infatti, in base allestensione del potere di fermo
da p arte della polizia anche ai casi in cui il m andato
di c a ttu ra non obbligatorio (v. articolo 3), il cittadi
no pu , per mano della polizia, essere privato della
libert p er tutto il tem po del processo, anche in alcuni
casi in cui il m agistrato potrebbe ritenere di non em et
tere il m an d ato di cattura.
Se poi esaminiam o quali sono questi casi, sco
p riam o tu tta la sostanza di persecuzione politica (e
non anticrim inale) di questa legge. Il divieto di libert
provvisoria anche quando non obbligatorio il m an
dato di cattu ra previsto dall'articolo 1 per i seguenti
reati: partecipazione a banda arm ata (art. 306 cod.
p e n .) , seq u e stro di persona (semplice, cio non a
scopo di estorsione; art. 605 cod. pen.). tutti i delitti
co n cern en ti le armi da guerra o le m aterie esplodenti
(la legge 14.4.1975, n. 109, allarga a dism isura tali
nozioni e moltiplica le ipotesi di delitti concernenti le
arm i). La libert provvisoria non si pu concedere
inoltre (lettera B dellarticolo 1) allim putato contro il
quale sia pendente pi di un procedim ento penale per
i r e a ti di lesioni (artt. 582 e 583 cod. pen.). rissa
a g g ra v a ta (art. 588 cod. pen.) e violenza privata (art.
610 cod. pen.).
Se si considera che le incriminazioni per questi
reati (in particolare il sequestro di persona e la violen
za privata) sono state usate in questi anni a tappeto
co n tro operai, studenti, sindacalisti, si capisce bene
qual luso che si intende fare, sotto la copertura
d e lla lo tta alla crim inalit, dell'aum entato potere
re p re ssiv o dei corpi separati (dal Paese, non da

59
F an fan i). P er fare qualche esempio: la polizia oggi
au to riz z a ta a fermare lo studente, loperaio, il sin
d acalista o ... il m agistrato sospettato (bastano indizi
sufficienti, non pi gravi com e voleva il liberale
codice R occo) di far parte delle Brigate Rosse (parte
cip azione a banda arm ata), o di aver preso parte ad
u n a a s s e m b le a ch e ha c o s tr e tto il professore a
p r o t r a r r e di m ezzora la sua perm anenza in aula
(se q u estro di persona),o di aver partecipato ad un pic
ch ettag g io ai cencelli della fabbrica (violenza privata).
E si aggiunga che secondo una ben nota prassi della
p o liz ia , ch i a g g re d ito p e r strada (poniam o da
fascisti) viene sempre denunciato, al pari dellaggres
sore (o anche lui solo) per rissa, salvo chiarire poi
c o m e sono andate le cose. Baster dunque essere
sulla lista nera delle squadre di Alm irante, per finire
in g a le ra , con la prospettiva di vedersi scarcerare
chiss quando per non aver com m esso il fatto?! Una
volta ferm ato, loperaio o lo studente dovr asp et
tare in galera la celebrazione del processo, giacch
v ie ta to al m a g is tra to che pur magari avrebbe
p o tu to ritenere di non em ettere m andato di cattura
di concedergli la libert provvisoria.
R isu ltati che potrebbero definirsi grotteschi se
non ci fosse di mezzo la libert della gente, potranno
a v e r s i p o i con la p p lic a z io n e delle altre ipotesi
p rev iste dalla leggera b): al secondo litiglio tra m arito
e m oglie, che superi lam bito delle mura dom estiche e
finisca al com m issariato, la carcerazione preventiva,
con divieto di libert provvisoria, interverr a ripor
tare pace e serenit fam iliare...
Cosi pure, dovr attendere lesito dei processi in
carce raz io n e preventiva chi rim asto coinvolto pi di
una vo lta in zuffe di osteria.
M a quello che supera veram ente ogni limite di
decenza giuridica e civile la rilevanza d ata, nella let
tera a) e nella lettera b) dellarticolo 1, alla pendenza
del procedim ento penale.
A p arte il contrasto con la cos detta presunzione

60
di inn o cen za stabilita dallart. 27 della Costituzione
(alla q u ale, in sede di proclam azione verbale, i soloni
del d iritto non risparm iano altissimi omaggi), bisogna
co n sid erare a quale som m a di ingiustizia pu portare,
nella p ratica, lapplicazione di questa norm a. Anzitut
to n oto che unaltissim a percentuale dei procedi
m enti penali si conclude con il riconoscim ento dellin
n o cen za (cio con lassoluzione) dellim putato. Pu
quindi accad ere che il procedim ento, finch penden
te , fu n z io n a com e c o n d iz io n e ostativa alla con
ce ssio n e della libert provvisoria, salvo poi a con
clu d ersi con il riconoscim ento che il fatto per cui il
p ro c e d im e n to era nato non sussiste o non stato
co m m esso dallimputato! Va considerato poi che la
d u rata di un procedim ento penale (e quindi la sua
p endenza) non dipende certo dalla volont dellim
p u ta to , m a da fattori a lui del tutto estranei, quali lef
ficienza dellufficio, la laboriosit del giudice, il suo
ca rico di lavoro. Se lim putato sar fortunato (se, per
esem p io , il suo processo sar uno dei trenta di una
q u alch e pretura di provincia e non uno dei trecentom ila d e g li u ffic i rom ani), potr sperare di liberarsi
p r e s to d e lla sua condizione di im meritevole della
libert provvisoria; questa spada di Damocle gli pen
der sul cap o per anni! Chi ha detto che la giustizia
una sp ecie di lotteria?
A ncora. E qui raggiungiam o i vertici dellassu r
do. S ar meritevole di libert provvisoria in un suc
cessivo processo lim putato per il quale un precedente
p ro cesso si concluso con sentenza di condanna; non
potr invece ottenere la libert provvisoria lim putato
che ha un processo pendente (e che quindi per la Co
stitu zio n e deve considerarsi innocente e che com e tale
s a r m a g a ri poi ric o n o s c iu to a conclusione del
p ro cesso stesso).
C o s a significa, infine, avere un procedim ento
p en d en te? Significa soltanto che il tuo nom e iscrit
to, nella apposita colonna degli im putati o indiziati,
nei reg istri degli uffici giudiziari (Pretura e Procura)
che ricev o n o le querele e denunce di privati o i rap

61
porti di polizia, ^ s t a dunque anche la pi calunniosa
delle d enunce o il pi cervellotico dei rapporti per de
term in are la pendenza del procedimento)^ quindi la
cad u ta nella condizione di immeritevole di libert!
E . visto che non esiste un registro nazionale dei
carichi pendenti, com e si far ad accertare se con
tro l'im p u ta to , arrestato in flagrante zuffa di osteria
esisto n o altri processi? Si limiter la ricerca al sol
com une di residenza, cos prem iando il picchiatore
no m ad e? O c qualcuno che osa proporre ai nostri
in ta sa ti uffici giudiziari di estendere la ricerca alle
cen tin aia di Preture e Procure sparse sul territorio
nazionale?

Se le armi le usa la polizia


L artico lo 53 del codice Rocco disciplina luso
delle arm i da parte della forza pubblica: Ferm e le di
sposizioni contenute nei due articoli precedenti (che
t r a t t a n o d e lla legittim a difesa e dellesercizio dei
propri diritti), non punibile il pubblico ufficiale che.
al fine di adem piere un dovere del proprio ufficio, fa
uso o vvero ordina di far uso delle armi o di un altro
m ezzo di coazione fisica, quando vi costretto dalla
necessit di respingere una violenza o di vincere una
resisten za aHA utorit....
L uso delle armi da parte della polizia non era di
scip lin ato dal codice prefascista, dando cos luogo a
tu tta una serie di problemi per stabilire, volta per
volta, la legittimit dellintervento arm ato della forza
pu b b lica. Il fascismo volle risolvere la questione intro
d u cen d o la norm a che abbiam o ora riportato: alla De
m ocrazia cristiana, evidentem ente, quanto era servito
a leg ittim are lassassinio dei proletari in quindici anni
di d itta tu ra e in trenta anni di centrism o e di cen
tro sin istra non bastava.
V ediam o com unque la struttura dellarticolo 53
del codice penale, nella form ulazione del 1931. Si trat
ta di d eterm in a re i casi in cui i pubblici ufficiali
p o sso n o usare le armi o gli altri mezzi di coazione
fisica (sfollagenti, gas, lacrimogeni, idranti, jeep per
caroselli ecc.) senza essere puniti. Luso legittim ato

64
q u an d o si tratti di respingere una violenza o di vin
c e re u n a re s is te n z a a l l autorit. E interessante
rip o rtare i due esempi che Bettiol, professore univer
s ita r io e senatore dem ocristiano in carica, fa per
chiarire le ipotesi di violenza o resistenza aHautorit
(Diritto penale, p. 292). Respingere una violenza: per
esem pio, degli scioperanti che prendono a sassate i
carab in ieri. Vincere una resistenza: per esempio, non
ev acu azio n e di una fabbrica da parte degli occupanti,
dopo le regolari intimazioni. Non si pu certo dire
che B ettiol manchi di coscienza di classe.
La C orte di C assazione ha dato tuttavia una in
terp retazio n e ab b astanza restrittiva sulla possibilit di
u so d e lle arm i: in n a n z itu tto ha stabilito che la
re azio n e della polizia deve essere proporzionala alla
violenza e alla resistenza poste in essere; poi (7 gen
naio 1947) che luso delle armi non mai lecito nei
rig u ard i di persone in fuga. Lesperienza di 30 anni
di lib e rt ha p e r m ostralo che, seppur a volle
v en iv an o incriminali appartenenti alle forze dell'or
dine che eccedevano dai limili di applicazione d ell'ar
ticolo 53 c.p . nel caso di criminalit com une, quasi
mai so n o stati incriminati e condannali quelli che. da
S ceiba a Gui. hanno ucciso decine e decine di persone
nel co rso di scioperi e m anifestazioni. Ma ci eviden
tem en te non era sufficiente: ed allora larticolo 14
della legge sullordine pubblico ha stabilito che luso
delle arm i in ogni caso legittimo per impedire la
consum azione dei delitti di strage, di naufragio, som
m e r s io n e , d is a s tro aviatorio, disastro ferroviario,
om icidio volontario, rapina a mano arm ata e seque
stro di persona.
Si noti la pericolosit dellespressione: impedire
la consum azione. Nel testo del codice Rocco, per lo
m eno, si trattava di ipotesi (respingere una violenza o
vincere una resistenza) che presupponevano il com pi
m en to di qualche fatto concreto. Ora si investe la
polizia di un potere quasi profetico: il poliziotto spara
e poi dice: Secondo me quello stava per com piere un
om icidio volontario. Bisogner fare attenzione a non

65
litigare sotto gli occhi della polizia: per ristabilire lor
dine pubblico potrebbe sparare ai litiganti che reci
pro cam en te si sono m andati a morire am m azzati,
dim o stran d o cosi la inequivocabile volont di com
m ettere un omicidio.
Il te s to dellarticolo che stiam o esam inando
stato per modificato, rispetto a quello proposto dal
governo, a seguito della dura opposizione fatta dal
partito socialista: il governo proponeva infatti di legit
tim are luso delle armi anche in caso di attentato ai
m ezzi pubblici di com unicazione e crollo di costruzio
ni. Il nuovo testo lo ha escluso in questi due casi, ma
lo ha introdotto nei casi di naufragio, som m ersione,
d is a s tr o aviatorio e disastro ferroviario. Com e si
v e d e u n a c o n q u is ta p ro fo n d a , d e m o c ra tic a e
a n tifa sc ista .
L artico lo in esam e stato approvato con il voto
favorevole dei missini, liberali, dem ocristiani, socialdem o cratici, repubblicani e socialisti. Lo stesso gior
no della sua approvazione, a Napoli, nel corso di una
m an ifestazione di disoccupati un pensionato com unista
stato ucciso dalla polizia.

Tutti i cittadini sono uguali,


ma i poliziotti sono pi uguali degli altri
N egli articoli da 27 a 32 la nuova legge inventa
una p articolare procedura per i reati com m essi da
ufficiali o agenti di pubblica sicurezza per fatti com
piuti in servizio e relativi alluso delle armi o di altro
m ezzo di coazione fisica.
P e r questi stessi reati larticolo 16 del codice R oc
c o p re v e d e v a la u to riz z a z io n e a p ro c e d e re del
m inistro di grazia e giustizia. L a C orte C ostituzionale
ne a v e v a per dichiarato lillegittimit (Sentenza n. 94
del 1963), ritenendo che il privilegio accordato ai poli
ziotti fosse in contrasto con il principio della respon
sabilit dei funzionari dello S tato stabilito dallart. 28
della C ostituzione e con il principio di uguaglianza
stabilito d allart. 3.
N on pu dirsi per che, caduto il privilegio, si
siano moltiplicati i procedim enti penali contro poli
ziotti e carabinieri. Tanto meno si possono registrare,
se non in rarissim i casi, sentenze di condanna. Del
tu tto sconosciuto poi il caso dellarresto a danno dei
tutori dellordine. E non si pu certo dire che dal
1963 ad oggi siano stati pochi gli studenti, operai, pen
sion ati uccisi sulle piazze dai m anganelli, dai m itra,
d a lle cam ionette della polizia, neppure pochi sono
stati i ladruncoli (veri o presunti) o altri pregiudicati
colpiti a m orte in genere durante la fuga dai
colpi accidentalm ente sfuggiti dallarm a dellinse

68
guitore, regolarm ente inciam pato sul selciato imman
cabilm ente sconnesso.
L a m a g g io ra n z a dei giudici, in particolare i
capi, interpretano la loro funzione pi com e tutela
della u to rit che come garanzia della libert (e della
v ita ) dei cittadini. Ecco perch, pur in assenza di
p ro ced u re privilegiate, difficile vedere un poliziotto
nel b an co degli imputati.
R im aneva tuttavia, nella precedente legislazione,
qu alch e piccolo spazio in cui poteva inserirsi liniziati
va di qualche giudice scom odo che, per esempio,
v in c e n d o la te n a c e re s iste n z a di un procuratore
g en erale, riusciva ad incrim inare, alm eno per falsa te
stim o n ian za, i capi pattuglia degli assassini di Serantini.
C on la nuova legge sono stati chiusi anche questi
esigui spazi. Vediamo, in concreto, com e il nuovo
m eccan ism o funziona.
Il P rocuratore della Repubblica (cio il pubblico
m inistero) o il Pretore, ricevuta la notizia del reato
co m m esso dal poliziotto, ^eve im m ediatam ente infor
m are il Procuratore G enerale (che il m agistrato di
alto grado, il capo di tutti i pubblici ministeri della
r e g io n e ) . Fin qui n u lla di nuovo, perch questo
obbligo di informativa era gi stabilito dagli articoli
231 e 233 del codice Rocco. La novit che il Procu
ra to re della Repubblica o il Pretore non pu, com e in
tutti i casi riguardanti il com une m ortale,svolgere tutte
le indagini che il caso richiede, ma solo quelle urgen
ti, delle quali non possibile il rinvio (art. 27).
Quali siano questi atti urgenti praticam ente rimesso
alla valutazione discrezionale del Procuratore della
R epubblica o del Pretore. Nella stragrande maggio
ra n z a dei casi, siccome, attraverso loculata opera del
C a p o d e lla P ro c u ra o P re tu ra , il processo sar
affid ato ad un magistrato di tutta fiducia, non sar
s v o lta a lc u n a indagine nellim m ediatezza del fatto
( o p p u r e s a r sv o lta nella direzione pi conform e
allin teresse del reo). Se tuttavia, per uno di quei di
sgraziati disguidi che a volte affliggono la nostra orga

69
nizzazione giudiziaria, il processo dovesse finire nelle
m ani di un m agistrato che m ostra di volere realm ente
in d ag are in via di urgenza (per esem pio, sequestrando
larm a, identificando testimoni, procedendo a sopral
luoghi), lintervento del P rocuratore Generale (i Cala
m andrei, Spagnolo, Coco, Reviglio della Venaria) ser
vir a rip o rtare il processo sulla retta via.
L articolo 28, infatti, prevede che il P rocuratore
G en erale, ricevuta linform azione, pu scegliere tra
q u e s ta a lte r n a tiv a : o procedere direttam ente alle
indagini (avocazione),ovvero restituire linchiesta al
P r o c u r a to r e della Repubblica (mai al P retore che,
quindi, salvo gli atti urgenti, perde com pletam ente la
c o m p e te n z a per i reati com m essi dai poliziotti). Il
P ro cu rato re G enerale perci potr scegliere luna o
laltra stra d a , a seconda della fiducia che ripone nel
m a g is tr a to originariam ente investito dellinchiesta.
V p e r u n a terza strada che, per essere la pi
in d o lo re , sar prevedibilmente la pi battuta. Non
essen d o previsto alcun term ine entro il quale la scelta
t r a le d u e vie (a v o c a z io n e o re s titu z io n e al
P ro cu rato re della Repubblica) debba essere fatta, il
P ro cu rato re G enerale, ove le intem peranze di qualche
giudice sovversivo non richiedano un im m ediato inter
vento, p o tr chiudere il processo nel cassetto e far
finta di niente, in attesa che il tem po prevalga sulla
m em oria della gente. E la via dellinsabbiam ento, di
cui si son rivelati m aestri, in questi ultimi tem pi, gli
alti vertici del potere giudiziario.
Il processo, com unque, prima o poi (a seconda
che torni pi comodo) deve essere definito. Il P ro
cu rato re G enerale (se ha avocato) o il Procuratore
della R epubblica, ravvisando nel com portam ento del
p o liz io tto la legittima facolt (am pliata dallart. 14
della legge n. 152) di fare uso delle armi o di altro
m ezzo di coazione fisica, richiede al giudice istrut
tore di archiviare il caso (art. 28, secondo comma). Il
giudice istruttore, oculatam ente scelto dal capo, in
g en ere accoglier di buon grado la richiesta. Si noti, a
q u esto punto, che il giudice istruttore non em etter

70
una sen ten z a, ma un decreto. L a differenza sta in
q u e s to , che il decreto non m otivato; per questo
m otivo, esso si adopera di solito per decisioni assai
sem plici, di carattere procedurale. In questo caso, il
d e c r e to d o v re b b e e s s e re usato per decidere una
qu estio n e com plicatissima, come quella della legitti
m it o m eno delluso delle armi in una situazione di
tum ulto. La legge non lo precisa; dobbiam o dedurne
che si tra tte r anche in questo caso di un decreto non
m otivato? Sarebbe singolare (anche se motivata la
rich iesta del Procuratore)! Ma anche qui potrebbe ve
r i f i c a r s i un d is g ra z ia to disguido (per esem pio, il
capo non stato troppo oculato oppure lufficio
co m p eten te com posto da m agistrati troppo sensibili
alle esig en ze di giustizia) e il giudice istruttore, respin
gendo la richiesta, potrebbe disporre di procedere alla
istruzione formale (cio di approfondire le indagini;
a rt. 28, terzo comma). Qui scatta un m eccanism o, che
una invenzione veram ente strabiliante della nuova
le g g e ; l im p u ta to (cio il poliziotto) pu, con un
reclam o alla sezione istruttoria (com posta dai giudici
di pi alto grado), bloccare le indagini del giudice
is tr u tto r e (art. 29). N essun codice, nessuna legge,
aveva m ai osato tanto. Allim putato, in genere, data
la faco lt di im pugnare le decisioni conclusive del
p ro cesso o di reclam are contro i modi e le forme delle
indagini; ma sem brava fino a ieri inconcepibile che gli si
po tesse dare addirittura la facolt di impedire lin
dagine sul suo com portam ento. Ora una nuova fron
tiera sta ta aperta alle garanzie di difesa dell'im
p u tato . Chi ha detto che questa legge liberticida?
Q u esta conquista di libert un altro dei miglio
ram enti apportati dal Senato al testo approvato dalla
C a m e r a . Il testo originario attribuiva al Pubblico
m inistero. Procuratore G enerale e Procuratore della
R epubblica, insieme al potere di avocazione e di in
sab b iam en to , anche questo potere di reclam o diretto a
b lo cca re le indagini del giudice istruttore. L 'opinione
p u b b lica, la stam pa, era insorta contro la som m a di
questi poteri attribuita a m agistrati che non sem pre

71
a v e v a n o dato prova di esercitare la loro funzione
nellinteresse della verit. I socialisti, su questo pun
to, avevano annunciato battaglia. Nella lunga seduta
del 16 m aggio, m entre nellaula del Senato si svolgeva
il ritu ale dellapprovazione degli articoli non con
tr o v e r s i , tu tti p a rla v a n o co n apprensione degli
scontri che si svolgevano, dietro le quinte, per lin
flessibile volont dei socialisti di ottenere profonde
m o d ific h e della legge. Dei risultati di questa trat
tativ a gi si detto: in particolare che toglieva al pro
c u ra to re generale, attribuendola invece al diretto inte
ressato , il potere di bloccare le indagini del giudice
istru tto re. Da dove i socialisti traessero questa soddi
sfazio n e, veram ente difficile capire.
Se, infatti, era aberrante, dal punto di vista dei
principi, attribuire al pubblico ministero il potere di
b lo c c a r e le in d ag in i del giudice istruttore nellin
teresse d ellim putato, nella pratica era sperabile che.
in quei rari casi in cui si sarebbe arrivati ad una istrut
toria form ale a carico del poliziotto, un residuo senso
del p u dore o il timore dellopinione pubblica, avrebbe
tra tte n u to quegli alti m agistrati, alm eno nei casi pi
g ra v i, dal bloccare le indagini. Nel testo m odificato,
invece, si pu essere assolutam ente certi che il poli
ziotto-im putato far sem pre ricorso al suo potere di
reclam o, com suo diritto. E lopinione pubblica avr
ben po co da dire, essendo del tutto ovvio che ogni
im p u tato ricorra a tutti i mezzi legali a sua disposizio
ne per ev itare di essere indagato e processato.
Sul reclam o del poliziotto decide la sezione istrut
toria, com posta da tre giudici con il grado di consiglie
ri d ap pello (se non di cassazione). Saranno essi a de
cidere se il loro pi giovane e non sem pre equilibrato
collega debba o no continuare lindagine. Ma siccom e
nellord in e giudiziario (come del resto in molti altri
o r d i n i ...) l a m o re p er lAutorit (e quindi per la
polizia) cresce in proporzione del grado gerarchico,
estrem am en te improbabile che la sezione istruttoria
decida in senso sfavorevole al nostro im putato-poli

72
ziotto. Il processo perci viene archiviato e... giustizia
fa tta .
Gli articoli 30, 31 e 32 prevedono altri piccoli e
s e c o n d a r i p riv ileg i p e r i p o lizio tti-sp a rato ri. La
com unicazione giudiziaria (cio lavviso dellinizio
del procedim ento) non gli sar recapitato dal servizio
postale, com e agli altri cittadini. Gli sar data tramite
il co m an d o del Corpo o il Capo dellufficio, che
pro v v ed er a trasm ettere la notizia accom pagnandola
con rassicu ran ti e patriottici sermoni.
E non tutto. Il processo al poliziotto solo in
r a r is s im e e c c e z io n i p o tr essere trattato in con
n essio n e con gli altri fatti nel cui contesto egli ha fatto
uso delle armi o altri mezzi di coazione fisica. Cos,
m entre nelle aule dei tribunali si celebreranno per di
r e ttis s im a i p ro c e s s i ai s e d iz io si, so n n ec ch ier
tr a n q u illo nei cassetti del Procuratore G enerale il
p ro cesso che riguarda lassassinio di uno di essi.
In ogni caso, per la sua difesa, il poliziotto non
sp en d er di tasca propria. Il provvido Stato, se gli
nega s il diritto di riunirsi in sindacato, provveder in
co m p en so con le sue casse a difendere la sua licenza
di u c c id e re ;: la difesa del poliziotto sar infatti
a ffid ata allAvvocatura dello Stato, o a un avvocato
di fiducia dellim putato che sar com unque (art. 32)
p a g a to dal M inistero dellinterno. E vero che in
q u e stultim o caso il M inistero non paga, se c con
dan n a p er delitto doloso; ma si deve tener presente
c h e la c o n d a n n a assai improbabile come si
v is to !! s a re b b e quasi certam ente per eccesso
colposo, cio per aver... esagerato, per im pruden
z a o imperizia, rispetto allordine ricevuto (per
esem pio, aver sparato ad altezza duomo anzich in
aria) o alle necessit della propria difesa (per esem
pio, aver sp arato un colpo di pistola anzich un lacri
m ogeno).
P e r c o m p re n d e re fino in fondo lassurdit di
qu este norm e, si deve ricordare che uno dei principi
giuridici fondam entali dello S tato m oderno dopo la
R ivoluzione francese, per lo meno luguaglianza

73
dei cittad in i davanti alla legge intesa nel senso pi
restrittiv o e formale dellespressione: com e esclu
sione dei fori privilegiati, cio dei Tribunali speciali
per c e rte categorie di cittadini, che erano caratteristici
del diritto medioevale. Qui il tribunale rim ane, forrnalm ente, lo stesso; ma si crea una procedura specia e, privilegiata, che elude di fatto quel principio
violando per lo meno tre norm e della Costituzione
gli articoli 3, 25 e 102 in un colpo solo!

Ce n anche per gli stranieri


U na norm a della legge lart. 25, uno dei pochi
su cui an ch e il PCI, in Senato alm eno, diede battaglia
p r e v e d e l e s p u ls io n e degli stran ieri da parte
dellau to rit di P S e, salvo il caso di asilo politico,
q u alo ra essi non siano in grado di dim ostrare su
rich ie sta , e naturalm ente secondo la valutazione della
polizia stessa la sufficienza e la liceit delle fonti
del loro sostentam ento in Italia.
Va detto che anche anteriorm ente a questa legge,
la situ azio n e dello straniero in Italia risultava a b b a
sta n z a p recaria, potendo egli sem pre essere espulso
p e r m o tiv i di o rd in e p u b b lico (con le stesse
pro ced u re: decreto del m inistro dellinterno, d intesa
con quello degli esteri e con lassenso del Presidente
del C onsiglio). Si noti che lordine pubblico non
solo quello politico: se coloro di cui si preoccupava il
legislatore fossero stati i piccoli trafficanti di droga, i
ladruncoli, le prostitute straniere che com inciano ad
e s s e r e n u m e ro s e in alcune grandi citt, la legge
e s i s t e n t e leg g e f a s c is ta del 1931 sarebbe
stata sufficiente, fin troppo. Perch allora questa in
n o v a z io n e ? evidentem ente, si vogliono colpire ora
degli stranieri che dal punto di vista dellordine pub
blico sono irreprensibili, o forse stranieri che preoc
c u p a n o lautorit precisam ente da questo punto di
vista, ma senza che si voglia dirlo apertam ente. E

76
ch iaro , in altre parole, che se si vuole espellere uno
s tu d e n te iraniano o palestinese per com piacere un
go v erno amico, dire che il motivo di ordine pub
blico significa suscitare un vespaio di contestazioni,
di polem iche: ci che pi spiace alle Q uesture e ai
servizi segreti! Ecco allora una formula com odissima:
non ha saputo giustificare i suoi mezzi di sussistenza.
T an to , a giudicare sem pre la Pubblica Sicurezza. E
si b ad i che se uno straniero non sa rendere conto dei
suoi m ezzi di sussistenza, in base alla legge del 31 si
poteva respingerlo alla frontiera: chiaro dunque che
si tra tta di persone che si sono lasciate entrare, e che
h an n o d a to fastidio dopo. E non detto che si tratti
di p o litic i : lipotesi normale a prendere la
legge alla lettera ancora pi odiosa. Se non sar
un su rro g ato dellespulsione per motivi di ordine pub
blico, se sar applicata per quel che dice, la norma
d e lla r t . 25 s a r s e m p l i c e m e n t e diretta contro i
po v eri, contro chi cerca lavoro: il primo passo del
razzism o italiano...
E appena il caso, a chiusura di queste osserva
zioni, di precisare che il secondo comma, che tutela i
rif u g ia ti p o litic i, privo di reale contenuto, dal
m om ento che nessuna norm a mai stata em anata in
Italia p er disciplinare lasilo politico, sicch nessuno
stran iero potr dim ostrare a termini di legge,
a p p u n t o , non e siste n d o la legge di essere un
rifugiato politico.

Appendice
Legge 22 maggio 1975, n. 152

Disposizioni a tutela deHordine pubblico


Ar t . 1

Per i reati commessi successivamente allentrata in


vigore della presente legge, la libert provvisoria non
ammessa relativamente aUomicidio doloso, consumato o
tentato, previsto dallarticolo 575 del codice penale, allat
ten tato contro il Presidente della Repubblica previsto
dallarticolo 276 del codice penale, allattentato contro la
Costituzione dello Stato previsto dallarticolo 283 del codice
penale, allinsurrezione armata contro i poteri dello Stato
prevista dallarticolo 284 del codice penale, alla devasta
zione, saccheggio o s-age previsti dallarticolo 285 del
codice penale, alla guerra civile prevista dallarticolo 286 del
codice penale, alla formazione e partecipazione a banda
arm ata previste dallarticolo 306 del codice penale, alla
strag e prevista dallarticolo 422 del codice penale, al
d isastro ferroviario previsto dallarticolo 430 del codice
penale, al pericolo di disastro ferroviario previsto dallar
ticolo 431 del codice penale, agli attentati alla sicurezza dei
trasporti previsti dalla prima parte e dal secondo capoverso
dellarticolo 432 del codice penale, alla epidemia prevista
d allarticolo 438 del codice penale, allavvelenamento di
acque o sostanze alimentari previsto dallarticolo 439 del
codice penale, alla rapina aggravata prevista dal secondo
capoverso dellarticolo 628 del codice penale, allestorsione
aggravata prevista dal capoverso dellarticolo 629 del codice

78
penale, al sequestro di persona previsto dagli articoli 605 e
630 del codice penale, ai delitti previsti dagli articoli 1 e 2
della legge 20 giugno 1952, n. 645, e a qualsiasi delitto con
cern en te le armi da guerra, tipo guerra e le materie
esplodenti.
Sempre per i reati commessi successivamente allen
trata in vigore della presente legge, la libert provvisoria
non pu altres essere concessa:
a) se limputato di delitto per il quale obbligatorio il
mandato di cattura si trova in stato di libert provvisoria
concessagli in altro procedimento per un reato che compor
ta lemissione obbligatoria de! mandato di cattura;
b) se limputato di uno dei delitti previsti dagli articoli
582, primo comma, 583, 588, secondo comma e 610 del
codice penale sottoposto ad altro procedimento penale,
per violazione di una o pi delle suddette disposizioni di
legge.
Nel concedere la libert provvisoria, nei casi in cui
c o n se n tita, il giudice valuta che non vi ostino ragioni
p ro c essu ali, n sussista la probabilit, in relazione alla
gravit del reato ed alla personalit dellimputato, che
questi, lasciato libero, possa commettere nuovamente reati
che pongano in pericolo le esigenze di tutela della collet
tivit.
Anche nei casi previsti nel primo e secondo comma pu
essere concessa la libert provvisoria se trattasi di persona
la quale si trovi in condizioni di salute particolarmente gravi
che non consentono le cure necessarie nello stato di deten
zione.
Ar t . 2

Qualora la durata massima della custodia preventiva


maturi nei termini di cui allarticolo 1 della legge 7 ottobre
1969, n. 742, o sia comunque prossima a maturare, il
giudice con ordinanza motivata non impugnabile dichiara
lurgenza del processo; in tal caso i termini processuali
d ec o rro n o , anche nel periodo feriale, dalla data di
notificazione dellordinanza, parimenti i termini processuali
d eco rro n o dalla data in cui limputato ed il difensore
abbiano dichiarato di rinunziare alla sospensione dellat
tivit professionale.

79
Ar t . 3
L a r ti c o lo 238 del c o d ic e di p ro c e d u ra penale
so stitu ito dal seguente:
A nche fuori dei casi di flagranza, quando vi il fon
dato so sp e tto di fuga, gli ufficiali e gli agenti della polizia
g iudiziaria o della forza pubblica possono ferm are le per
sone nei cui confronti ricorrono sufficienti indizi di delitto
p er il quale la legge stabilisce la pena non inferiore nel
m assim o a sei anni di reclusione ovvero di delitto concer
n e n te le arm i da guerra o tipo guerra, i fucili a canna
m ozza, le munizioni destinate alle predette arm i o le m aterie
esp lo d en ti. Gli ufficiali possono tratten ere i ferm ati per il
te m p o strettam ente necessario per i primi accertam enti,
dopo i quali debbono far tradurre i ferm ati im m ediatam ente
n e lle c a rc e ri giudiziarie o in quelle m andam entali se in
q u este ultim e esiste la cella di isolamento.
L ufficiale di polizia giudiziaria che ha eseguito il fer
m o o al quale il ferm ato stato presentato deve dam e
im m ediata notizia, indicando il giorno e lora nel quale il
ferm o avvenuto, al procuratore della Repubblica, o, se il
fe rm o a v v ie n e fu o ri del com une sede del tribunale, al
p reto re del luogo dove esso stato eseguito.
L o ste sso ufficiale di polizia giudiziaria nelle quarantot
to ore dal ferm o deve com unicare alla m edesim a autorit
giudiziaria i motivi per i quali il ferm o stato ordinato,
insiem e con i risultati delle som m arie indagini gi svolte.
Il procuratore della Repubblica o il pretore deve prov
v edere im m ediatam ente allinterrogatorio del ferm ato e, se
r ic o n o s c e fo n d a to il fe rm o , lo convalida con decreto
m otivato, al pi tardi nelle quarantotto ore successive al
ricev im en to della com unicazione. Del decreto di convalida
d a ta com unicazione allinteressato.
In o g n i c a s o il p ro c u ra to re della Repubblica o il
p reto re, dopo aver avuto com unque conoscenza del fermo,
p ro vvede in qualsiasi m om ento, ove se ne ravvisi loppor
tu n it , a lle indagini di polizia giudiziaria ai sensi degli
articoli 231 e 232.
L e disposizioni del presente articolo si applicano anche
p er i delitti previsti dagli articoli 1, 2 e 4 d e lla legge 2 0 giugno
1952, n. 645, com e m odificati dagli articoli 7 ,8 e 10 della pre
sen te legge.

80
Continua ad applicarsi la disposizione dellarticolo 7
della legge 4 ottobre 1974, n. 497.
Ar t . 4

In casi eccezionali di necessit e di urgenza, che non


co n sen to n o un tem pestivo provvedimento dellautort
giudiziaria, gli ufficiali ed agenti della polizia giudiziaria e
della forza pubblica nel corso di operazioni di poliza
p ossono procedere, oltre che aHidentificazione, allimmediata perquisizione sul posto, al solo fne di accertare
lev e n tu a le possesso di armi, esplosivi e strumenti di
effrazione, di persone il cui atteggiamento o la cui presen
za. in relazione a specifiche e concrete circostanze di luogo
e di tempo non appaiono giustificabili.
N e llip o te si di cui al com m a p re c e d e n te la
perquisizione pu estendersi per le medesime fmalit al
mezzo di trasporto utilizzato dalle persone suindicate per
giungere sul posto.
Delle perquisizioni previste nei commi precedenti deve
essere red atto verbale, su apposito modulo, che va
trasmesso entro quarantotto ore al procuratore della Repub
blica e, nel caso previsto dal primo comma, consegnato
allinteressato.
Ar t . 5

E vietato prendere parte a pubbliche manifestazioni,


svolgentisi in luogo pubblico o aperto al pubblico, facendo
uso di caschi protettivi o con il volto in tutto o in parte coper
to mediante limpiego di qualunque mezzo atto a rendere dif
ficoltoso il riconoscimento della persona.
Il contravventore punito con larresto da uno a sei
mesi e con lammenda da lire cinquantamila a lire duecen
tomila.
Ar t . 6

Il disposto del primo capoverso dellartcolo 240 del


codice penale si applica a tutti reati concernenti le armi,
ogni altro oggetto atto ad offendere, nonch le munizioni e
gli esplosivi.

81
Le armi da guerra e tipo guerra confiscate debbono
essere versate alla competente direzione di artiglieria che
ne dispone la rottamazione e la successiva alienazione, ove
non le ritenga utilizzabili da parte delle forze armate.
Le armi comuni e gli oggetti atti ad offendere con
fisca ti, ugualm ente versati alle direzioni di artiglieria,
devono essere destinati alla distruzione, salvo quanto
previsto dal nono e decimo comma dellarticolo 32 della
legge 18 aprile 1975, n. 110.
Le munizioni e gli esplosivi confiscati devono essere
v ersati alla com petente direzione di artiglieria, per
lu tilizzazione da parte delle forze armate, ovvero per
lalienazione nei modi previsti dallarticolo 10, secondo
comma, della legge 18 aprile 1975, n. 10 o per la distruzione.
Le disposizioni di cui al secondo, terzo e quarto comma
del presente articolo si applicano anche alle armi, munizioni
e materie esplodenti confiscate in seguito a divieto della
relativa detenzione disposto a norma dellarticolo 39 del
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
Ar t . 7

L artico lo 1 della legge 20 giugno 1952, n. 645,


sostituito dal seguente:
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (com
ma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del
disciolto partito fascista quando una associazione, un
movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore
a cinque persegue finalit antidemocratiche proprie del par
tito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza
quale metodo di lotta politica o propugnando la soppres
sione delle libert garantite dalla Costituzione o denigrando
la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o
svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua
attivit alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi
propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori
di carattere fascista.
A rt. 8

I
primi tre commi dellarticolo 2 della legge 20 giug
1952, n. 645, sono sostituiti dai seguenti;

82
C h i u n q u e p r o m u o v e , o r g a n i z z a o d ir ig e le
associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nellarticolo 1,
p unito co n la reclusione da cinque a dodici anni e con la
m ulta da un milione a dieci milioni di lire.
C hiunque partecipa a tali associazioni, movim enti o
g ru p p i punito con la reclusione da due a cinque anni e con
la m ulta da cinquecentom ila a cinque milioni di lire.
Se lassociazione, il m ovim ento o il gruppo assum e in
tu tt o o in parte il carattere di organizzazione arm ata o
p a ra m ilita re , ovvero fa uso della violenza, le pene indicate
nei com m i precedenti sono raddoppiate.
L organizzazione si considera arm ata se i prom otori e i
p a r te c ip a n ti hanno com unque la disponibilit di arm i o
esplosivi ovunque siano custoditi.
Art. 9
11 prim o com m a dellarticolo 3 della legge 20 giugno
1952, n. 645, sostituito dal seguente:
Q u alo ra con sentenza risulti accertata la riorganiz
zazione del disciolto partito fascista, il M inistro deHinterno,
sen tito il Consiglio dei m inistri, ordina lo scioglim ento e la
co n fisca dei beni dellassociazione, del m ovim ento o del
gruppo.
Ar t . 10
L a r tic o lo 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645,
so stitu ito dal seguente:
C h iu n q u e fa p ro p a g a n d a p e r la c o s titu z io n e di
u n asso cia zio n e, di un movim ento o di un gruppo avente le
caratte ristic h e e perseguente le fmalit indicate nellarticolo
1 p u n ito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la
m ulta da lire duecentom ila a lire cinquecentom ila.
A lla stessa pena soggiace chi pubblicam ente esalta
esp o n en ti, principi, fatto o m etodi del fascism o, oppure le
sue fin alit antidem ocratiche, ovvero idee o metodi razzisti.
L a pena della reclusione da due a cinque anni e della
m ulta da cinquecentom ila a due milioni di lire se alcuno dei
fatti p revisti nei commi precedenti com m esso con il mezzo
della sta m p a .
L a condanna com porta la privazione dei diritti previsti

83
neirarticolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2 del codice
penale, per un periodo di cinque anni.
Ar t . 11

L artico lo 5 della legge 20 giugno 1952, n. 645,


sostituito dal seguente:
Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie
manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di
organizzazioni naziste punito con la pena della reclusione
sino a tre anni e con la multa da duecentomila a cinquecentomila lire.
Il giudice, nel pronunciare la condanna, pu disporre l
privazione dei diritti previsti nellarticolo 28, comma secon
do, nn. 1 e 2 del codice penale per un periodo di cinque
anni.
A r t . 12

Dopo larticolo 5 della legge 20 giugno 1952, n. 645,


inserito il seguente:
Art. 5-bis. Per i reati previsti dallarticolo 2 della
presente legge obbligatoria la emissione del mandato di
cattura.
Per i reati previsti dal secondo comma dellarticolo 7
della citata legge 20 giugno 1952, n. 645, si procede con rito
direttissimo anche in deroga alle disposizioni degli articoli
502 e 504 del codice di procedura penale. E abrogato il
secondo comma del predetto articolo 7.
A r t . 13

Il secondo comma dellarticolo 6 della legge 20 giugno


1952, n. 645, sostituito dal seguente;
Le pene sono altres aum entate per coloro che
abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come
reati negli articoli precedenti, lassociazione, il movimento,
il gruppo o la stampa.
A r t 14

Al primo comma dellarticolo 53 del codice penale sono


aggiunte le seguenti parole: e comunque di impedire la
consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommer

84
sione, d isastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio
volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona.
A r t . 15

Larticolo 648 del codice penale sostituito dal seguen


te:
Fuori dei casi di concorso nel reato, chi al fine di
procurare a s o ad altri un profitto, acquista, riceve od
occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o
comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od
occultare, punito con la reclusione da due ad otto anni e
con la multa da lire cinquecentomila a lire dieci milioni.
La pena della reclusione sino a sei anni e della multa
sino a lire cinquecentomila, se il fatto di particolare
tenuit.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche
quando l autore del delitto, da cui il denaro o le cose
provengono, non imputabile o non punibile.
A r t . 16

La prescrizione dei reati previsti dalla legge 14 ottobre


1974, n. 497, recante nuove norme contro la criminalit,
nonch d allarticolo 14 della presente legge, rimane
sospesa;
a) durante la latitanza dellimputato e per tutta la
durata di essa;
b) durante il tempo necessario per la notifica di
ordini o mandati allimputato che non abbia provveduto alla
comunicazione prevista nel terzo comma dellarticolo 171
del codice di procedura penale sino al giorno in cui la
no tifica sia stata effettuata ovvero sia stato emesso il
decreto di irreperibilit di cui allarticolo 170 dello stesso
codice;
c) durante il rinvio, chiesto dallimputato o dal suo
difensore, di un atto di istruzione o del dibattimento e per
tutto il tempo del rinvio.
A r t . 17

Per i reati previsti dagli articoli 18 e 24 del testo unico


ap p rovato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, si

85
p ro ced e in ogni caso con giudizio direttissim o e si prosegue
con il m edesim o rito anche in deroga agli articoli 502 e 504
del co d ice di procedura penale.
In d ero g a alla disposizione dellarticolo 45 del codice di
p ro ce d u ra penale, per i procedim enti relativi ai reati di cui
al co m m a precedente la connessione opera soltanto se
in d isp en sabile per laccertam ento dei reati medesimi o della
resp o n sabilit dellim putato.
A rt . 18
L e disposizioni della legge 31 maggio 1%5, n. 575, si
ap p lica n o anche a coloro che:
1
) o p e ra n ti in gruppi o isolatam ente, pongan
e s s e r e a tti preparatori, obiettivam ente rilevanti, diretti a
so v v ertire lordinam ento dello S tato, con la com m issione di
uno dei reati previsti dal capo I, titolo VI, del libro II del
co d ice p enale o dagli articoli 284, 285, 286, 306, 438, 439,
605 e 630 dello stesso codice;
2) a b b ia n o fa tto p a rte di associazioni politiche
d isciolte ai sensi della legge 20 giugno 1952, n. 645, e nei
co n fro n ti dei quali debba ritenersi, per il com portam ento
su ccessiv o, che continuino a svolgere una attivit analoga a
quella precedente;
3) com piano atti preparatori, obiettivam ente rilevan
ti, d ire tti alla ricostituzione del partito fascista ai sensi
della rtic o lo 1 della citata legge n. 645 del 1952, in par
tic o la re con lesaltazione o la pratica della violenza;
4) fuori dei casi indicati nei numeri precedenti, siano
stati co n d an n ati per uno dei delitti previsti nella legge 2
o tto b re 1% 7, n. 895, e negli articoli 8 e seguenti della legge
14 o tto b re 1974, n. 497, e successive m odificazioni, quando
d eb b a riten ersi, per il loro com portam ento successivo, che
siano proclivi a com m ettere un reato della stessa specie col
fine in d ic ato nel precedente n. 1).
Le disposizioni di cui al precedente com m a si applicano
altres agli istigatori, ai m andanti e ai finanziatori.
E finanziatore colui il quale fornisce somm e di denaro
o altri beni, conoscendo lo scopo a cui sono destinati.

86
A r t . 19
Le disposizioni di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575,
si applicano anche alle persone indicate nellarticolo 1,
numeri 2), 3) e 4) della legge 27 dicembre 1956, n. 1423.
Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria debbono
comunicare al questore le segnalazioni rivolte al procuratore
della Repubblica.
A r t . 20

11 procuratore della Repubblica pu compiere, sia diret


tam ente sia a mezzo della polizia giudiziaria, tutte le
indagini necessarie ai fini dellattuazione dei precedenti
articoli 18 e 19 con losservanza delle norme stabilite per
listruzione sommaria.
A r t . 21
Allarticolo 6 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423,
aggiunto il seguente comma;
Il giudice, con la misura dellobbligo del soggiorno in
un determinato comune dispone che la persona cui stata
applicata la misura predetta sia tradotta a mezzo della forza
pubblica dal carcere giudiziario in cui si trova al comune di
soggiorno e consegnata allautorit locale di pubblica
sicurezza.
A r t . 22

11 giudice pu aggiungere ad una delle misure di


prevenzione previste dallarticolo 3 della legge 27 dicembre
1956, n. 1423, quella della sospensione provvisoria dallam
ministrazione dei beni personali, esclusi quelli destinati alla
attivit professionale o produttiva quando ricorrono sufficenti indizi che la libera disponibilit di essi da parte delle
persone indicate negli articoli 18 e 19 agevoli comunque la
co n d o tta, il com portam ento o lattivit socialmente
pericolosa prevista nelle norme suddette.
Il giudice pu altres applicare, nei confi-onti delle per
sone suddette, soltanto la sospensione prevista dal comma
precedente se ritiene che essa sia sufficiente ai fini della
tutela della collettivit.
La sospensione pu essere inflitta per un periodo non

87
eccedente i 5 anni. Alla scadenza pu essere rinnovata se
perm angono le condizioni in base alle quali stata
applicata.
Ar t . 23

Con il provvedimento con cui applica la sospensione


temporanea dall'amministrazione dei beni il giudice nomina
un curatore speciale, scelto tra gli iscritti negli albi degli
avvocati, dei procuratori legali, dei dottori commercialisti o
dei ragionieri.
Al cu rato re si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni degli articoli 28, 29, 30, 31, 32, 34, 35, 36, 37,
38, 39, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48 e 88 del regio decreto 16
marzo 1942, n. 267, sostituito al tribunale fallimentare il
tribunale che ha pronunciato il provvedimento e al giudice
delegato un giudice di detto tribunale delegato dal presiden
te.
Il
curatore, entro un mese dalla nomina, deve presen
tare una relazione particolareggiata sui beni della persona
socialmente pericolosa, indicandone il preciso ammontare e
la provenienza, nonch sul tenore della vita di detta per
sona e della sua famiglia e su quantaltro pu eventualmen
te interessare anche ai fini di carattere penale.
A r t . 24
La persona a cui stata applicata la sospensione prov
visoria dallamministrazione dei beni, la quale con qualsiasi
m e z z o , a n c h e sim u la to , elude o tenta di eludere
lesecuzione del provvedimento punita con la reclusione
da tre a cinque anni. La stessa pena si applica a chiunque,
anche fuori dei casi di concorso nel reato, aiuta la persona
indicata a sottrarsi allesecuzione del provvedimento.
Per il reato di cui al comma precedente si procede in
ogni caso con giudizio direttissimo e si prosegue con il
medesimo rito anche in deroga agli articoli 502 e 504 del
codice di procedura penale.
Ar t . 25

Salvi i limiti derivanti da convenzioni internazionali, gli


stranieri che non dimostrano, a richiesta deHautorit di pub

88
blica sicurezza, la sufficienza e la liceit delle fonti del loro
so sten ta m en to in Italia, possono essere espulsi dallo Stato
con le m odalit previste dallarticolo 150, secondo e quinto
com m a, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
a p p ro v a to con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, salvo
q u an to d isposto dallarticolo 152 dello stesso testo unico.
L a disposizione del com m a precedente non si applica
nel c a so di asilo politico previsto dallarticolo 10, penultim o
com m a, della Costituzione della Repubblica.
A r t . 26
Se una persona sta ta a rre sta ta nella flagranza del
re a to p rev isto dallarticolo 336 del codice penale, limitatam ente alluso della violenza, aggravato per essere sta ta la
v iolenza esercitata con armi proprie o im proprie contro un
u fficiale od agente della polizia giudiziaria o della forza
p u bblica, si procede sem pre con giudizio direttissim o anche
in d e ro g a agli articoli 502 e 504 del codice di procedura
p enale.
In tal caso non si applica la disposizione dellultimo
c o m m a d ellarticolo 503 del codice di procedura penale
se m p rech , entro 20 giorni dallarresto , sia em essa sentenza
di prim o g rado.
F u o ri del caso di flagranza previsto dal prim o com ma,
il p ro cu rato re della Repubblica deve sem pre procedere con
giudizio direttissim o dopo avere disposto larresto dellim
p u tato ; si applica altres la disposizione del secondo com ma.
P e r la connessione vale quanto disposto nel secondo
com m a dellarticolo 17.
Ar t . 27
Q u a l o r a il p r o c u r a to r e d e lla R e p u b b lic a a b b ia
co m u n q u e notizia di reati com m essi da ufficiali o agenti di
p ubblica sicurezza o di polizia giudiziaria o da militari in
servizio di pubblica sicurezza per fatti com piuti in servizio e
relativi alluso delle armi o di altro mezzo di coazione fisica,
in fo rm a nello stesso giorno il procuratore generale presso la
co rte d appello e compie frattanto esclusivam ente gli atti
urgenti, relativi alla prova di reato, dei quali non possibile
il rinvio.

89
La stessa disposizione si applica nel caso in cui il
pretore ha comunque notizia di un reato previsto nel comma
precedente.
Ar t . 28

11
procuratore generale, se non ritiene di esercitare i
poteri previsti dal codice di procedura penale, restituisce gli
atti al procuratore della Repubblica perch proceda con le
forme stabilite dalla legge.
Il
procuratore generale o il procuratore della Repub
blica, qualora reputino che il fatto non sussiste o che lim
putato non lha commesso o che la legge non lo prevede
com e re a to ovvero che sussiste una delle cause di
esclusione della pena, previste dagli articoli 51, 52, 53 e 54
del codice penale, richiedono con atto motivato il giudice
istruttore di pronunciare decreto.
Il
giudice istruttore, se non ritiene di accogliere la
richiesta, dispone con ordinanza listruttoria formale.
Ar t . 29

Contro il provvedimento previsto daH'ultimo comma


dellarticolo precedente lindiziato pu proporre reclamo
alla sezione istruttoria con le modalit previste per lappello
contro i provvedimenti del giudice istruttore.
Ar t . 30

Nei casi previsti dallarticolo 27 il procuratore della


Repubblica o il procuratore generale informano il comando
del corpo o il capo dellufficio da cui dipendono le persone
in d icate nella stessa disposizione, affinch ne diano
immediata notizia alle persone suddette.
Tale atto equivale, per ogni effetto, alla comunicazione
giudiziaria di cui allarticolo 390 del codice di procedura
penale.
Nel caso previsto dal secondo comma dellarticolo 27,
la com unicazione di cui al primo comma del presente
articolo pu essere altres effettuata dal pretore.
Ar t . 31

I reati previsti nellarticolo 27 sono di regola giudicati

90
separatamente e la connessione prevista dallarticolo 45 del
codice di procedura penale opera soltanto se indispen
sabile per laccertamento dei reati medesimi o della respon
sabilit dellimputato.
A r t . 32

Nei procedimenti a carico di ufficiali o agenti di pub


blica sicurezza o di polizia giudiziaria o dei militari in ser
vizio di pubblica sicurezza per fatti compiuti in servizio e
relativi alluso delle armi o di altro mezzo di coazione fisica,
la difesa pu essere assunta a richiesta dellinteressato
d allavvocatura dello Stato o da libero professionista di
fiducia dellinteressato medesimo.
In questo secondo caso le spese di difesa sono a carico
del Ministero deHintemo salva rivalsa se vi responsabilit
dellimputato per fatto doloso.
Le disposizioni dei commi precedenti si applicano a
favore di qualsiasi persona che, legalmente richiesta
dallappartenente alle forze di polizia, gli presti assistenza.
A r t . 33

Dopo larticolo 167 del codice di procedura penale


aggiunto il seguente:
( N o t i f i c a z i o n i u r g e n ti a m ezzo del telefono o del
telegrafo}.

Nei casi di urgenza i soggetti diversi dallimputato


possono essere avvisati o convocati a mezzo del telefono,
per ordine del giudice o del pubblico ministero, dal can
celliere, dal segretario o dalla polizia giudiziaria.
S ulloriginale deH'avviso o della convocazione
annotato il numero telefonico chiamato, il nome, le funzioni
o le mansioni svolte dalla persona che riceve la comunica
zione, il giorno e lora della telefonata. La comunicazione
deve essere effettuata mediante chiamata del numero
telefonico della persona risultante dagli elenchi ufficiali.
La comunicazione telefonica ha valore di notificazione.

91
D e lla v v e n u ta com un icazio n e data conferm a al
d estin atario m ediante telegramma.

Quando non possibile procedere nel modo indicato


nei commi precedenti la notificazione eseguita, per estrat
to, mediante telegramma.
Ar t . 34

L articolo 369 del codice di procedura penale


sostituito con il seguente:
C om piuta listruzione, il giudice istruttore deposita gli
a t t i in ca n ce lle ria, dandone avviso al procuratore della
R epubblica per le sue requisitorie.

Se il pubblico ministero non presenta le sue requisitorie en tro trenta giorni dallavvenuta comunicazione del
deposito, il giudice istruttore procede ugualmente agli adem
pimenti previsti dallarticolo 372.
Il termine di cui al capoverso precedente pu essere
pro ro g ato , per giustificato motivo, per non pi di una
volta.
Ar t . 35

Le disposizioni processuali della presente legge si


applicano sino allentrata in vigore del nuovo codice di
procedura penale.
Ar t . 36

La presente legge entra in vigore il giorno successivo a


quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Uffidale deWa
Repubblica.

92
Legge 18 aprile 1975, n. 110

Norm e integrative della disciplina v ig en te.


per il controllo delle armi,
delle munizioni e degli esplosivi
A r t . 1 - A rm i da guerra, arm i tipo guerra e m unizioni da
guerra

Agli effetti delle leggi penali, di quelle di pubblica sicu


rezza e delle altre disposizioni legislative o regolamenti in
materia sono armi da guerra le armi di ogni specie che, per
la loro spiccata potenzialit di offesa, sono o possono
essere destinate al moderno armamento delle truppe nazio
nali o estere per limpiego bellico, nonch le bombe di
qualsiasi tipo o parti di esse, gli aggressivi chimici, i conge
gni bellici micidiali di qualunque natura, le bottiglie o gli
involucri esplosivi o incendiari.
Fatto salvo quanto stabilito nel secondo comma dellar
ticolo 2, sono armi tipo guerra quelle che, pur non rientran
do tra le armi da guerra, possono utilizzare lo stesso muni
zionamento delle armi da guerra o sono predisposte al fun
zionamento automatico per lesecuzione del tiro a raffica o
presentano caratteristiche balistiche o di impiego comuni
con le armi da guerra.
Sono munizioni da guerra le cartucce e i relativi
bossoli, i proiettili o parti di essi destinati al caricamento
delle armi da guerra.
A r t . 2 -A r m i e munizioni com uni da sparo

Agli stessi effetti indicati nel primo comma del prece


dente articolo 1 e salvo quanto disposto dal secondo comma
dellarticolo stesso sono armi comuni da sparo:
a) i fucili anche semiautomatici con una o pi canne
ad anima liscia;
b) i fucili con due canne ad anima rigata, a carica
mento successivo con azione manuale;
c) i fucili con due o tre canne miste, ad anime lisce o
rigate, a caricamento successivo con azione manuale;
d) i fucili, le carabine ed i moschetti ad una canna ad

93
anima rigata, anche se predisposti per il funzionamento se
miautomatico;
e) i fucili e le carabine che impiegano munizioni a
p e r c u s s io n e anulare, purch non a funzionamento
automatico;
f) le rivoltelle a rotazione;
g) le pistole a funzionamento semiautomatiche;
h) le repliche di armi antiche ad avancarica di modelli
anteriori al 1890.
Sono altres armi comuni da sparo i fucili e le carabine
che, pur potendosi prestare allutilizzazione del muniziona
mento da guerra, presentino specifiche caratteristiche per
leffettivo impiego per uso di caccia o sportivo, abbiano
limitato volume di fuoco e siano destinate ad utilizzare mu
nizioni di tipo diverso da quelle militari.
Sono infine considerate armi comuni da sparo quelle
denominate da bersaglio da sala, o ad emissione di gas,
gli strumenti lanciarazzi e le armi ad aria compressa sia
lunghe che corte, escluse quelle destinate alla pesca e quelle
per le quali la commissione consultiva di cui al successivo
articolo 6 escluda, in relazione alle caratteristiche proprie
delle stesse, lattitudine a recare offesa alla persona.
Le munizioni a palla destinate alle armi da sparo
comuni non possono comunque essere costituite con pallot
tole a nucleo perforante, traccianti, incendiarie, a carica
esplosiva, autopropellenti, n possono essere tali da emet
tere sostanze stupefacenti, tossiche o corrosive, eccettuate le
cartucce che lanciano sostanze e strumenti narcotizzanti
destinate a fini scientifici e di zoofilia per le quali venga
rilasciata apposita licenza del questore.
Le disposizioni del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, del regio decreto 6 maggio
1940, n. 635, con le successive rispettive modificazioni, e
della presente legge relative alla detenzione ed al porto delle
armi non si applicano nei riguardi degli strumenti lanciaraz
zi e delle relative munizioni quando il loro impiego previsto
da disposizioni legislative o regolamentari.
3 - a Iterazioni di armi
Chiunque alterando in qualsiasi modo le caratteristiche
meccaniche o le dimensioni di unarma, ne aumenti la po

A rt.

94
tenzialit di offesa, ovvero ne renda pi agevole il porto,
l'uso o loccultamento, punito con la reclusione da uno a
tre anni e con la multa da lire trecentomila a lire due
milioni.
A r t . A -P o rto di armi o d oggetti atti ad offendere

Salve le autorizzazioni previste dal terzo comma


d ellartic o lo 42 del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazio
ni, non possono essere portati, fuori della propria abitazio
ne o delle appartenenze di essa, armi, mazze ferrate o bastoni
ferrati, sfollagente, noccoliere.
Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori
della propria abitazione o delle appartenenze di essa,
bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o
da taglio atti a offendere, mazze, tubi, catene, fionde,
bulloni, sfere metalliche, nonch qualsiasi arma da punta o
da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tem
po e di luogo, per loffesa alla persona.
Il
contravventore punito con larresto da un mese a
un anno e con lammenda da lire cinquantamila a lire due
centomila. Nei casi di lieve entit, riferibili al porto dei soli
oggetti atti ad offendere, pu essere irrogata la sola pena
dellammenda.
E vietato portare armi nelle riunioni pubbliche anche
alle persone munite di licenza. Il trasgressore punito con
larresto da quattro a diciotto mesi e con lammenda da lire
centomila a lire quattrocentomila. La pena dellarresto da
uno a tre anni e della ammenda da lire duecentomila a lire
quattrocentomila quando il fatto commesso da persona
non munita di licenza.
Chiunque, allinfuori dei casi previsti nel comma prece
dente, porta in una riunione pubblica uno strumento ricom
preso tra quelli indicati nel primo o nel secondo comma,
punito con larresto da due a diciotto mesi e con lammenda
da lire centomila a lire quattrocentomila.
La pena raddoppiata nei casi in cui le armi o gli altri
oggetti di cui ai precedenti commi sono usati al fine di com
piere reati. Tuttavia tale aumento non si applica quando
luso stesso costituisce unaggravante specifica per il reato
commesso.

95
Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria devono
procedere all'arresto di chiunque sia colto in flagranza di
trasgressione alle norme dei precedenti commi quarto e
quinto.
Con la condanna deve essere disposta la confisca delle
armi e degli altri oggetti atti ad offendere.
Sono abrogati larticolo 19 e il primo e secondo comma
nell'articolo 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicu
rezza 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni.
Non sono considerate armi ai fini delle disposizioni
penali di questo articolo le aste di bandiere, dei cartelli e
degli striscioni usate nelle pubbliche manifestazioni e nei
cortei, n gli altri oggetti simbolici usati nelle stesse circo
stanze, salvo che non vengano adoperati come oggetti con
tundenti.
A r t . 5 - L im iti alle registrazioni. Divieto di giocattoli
tra sfo rm a bili in arm i

Le disposizioni di cui al primo comma dellarticolo 55


del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno
1931, n. 773 e successive modificazioni, non si applicano
alla vendita al minuto delle cartucce da caccia a pallini, dei
relativi bossoli o inneschi nonch alla vendita dei pallini per
le armi ad aria compressa e dei giocattoli pirici.
Larticolo 4-bis del decreto-legge 22 novembre 1956, n.
1274, convertito nella legge 2 dicembre 1956, n. 1452,
abrogato.
Le disposizioni del citato testo unico, del regio decreto
6 maggio 1940, n. 635, e quelle della presente legge non si
applicano ai giocattoli.
1
giocattoli riproducenti armi non possono essere fab
bricati con limpiego di tecniche e di materiali che ne con
sentano la trasformazione in armi da guerra o comuni da
sparo o che consentano lutilizzo del relativo muniziona
mento o il lancio di oggetti idonei alloffesa della persona.
Devono inoltre avere la estremit della canna parzialmente
o totalmente occlusa da un visibile tappo rosso incorporato.
Nessuna limitazione posta allaspetto dei giocattoli ri
producenti armi destinati alla esportazione.
Chiunque non osserva le disposizioni del precedente
quarto comma punito con la reclusione da uno a tre anni e
con la multa da lire centomila a lire un milione.