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C o m u n o di Rom o - i.S.B .C .C .
BIBLIOTECA CORNELIA

Papus

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Papus

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Le Scienze Occulte nellAntichit - 1Grandi Misteri - Le Tra
dizioni Segrete - LIniziazione - La Sfinge - Le Piramidi e il
loro Significato Esoterico - 1 Tre Mondi: Fatti, Leggi, Prin
cipi - Microcosmo e Macrocosmo - Essenza dei Numeri - La
Vita Universale - LUomo secondo Pitagora - La Tavola di
Smeraldo - La Magia Egiziana - LAlchimia - La Pietra
Filosofale e la Medicina dei Tre Regni - LAstrologia - La
Chiave della Magia Operativa - 1 Pentacoli - 1 Talismani - Il
Sigillo di Salomone - Il Pentagramma - 1 Simboli Iniziatici
Nuova edizione a cura di Pier Luca Pierini R.

3)
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P iter ciitf
Sol.

Ifbl'ioteea Cornelia
Of:

Mater eius

Luna.

Edizioni Rebis

Edizioni Rebis
Viale Carducci, 25 - 55049 Viareggio (LU) - Italia
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ipriet della Casa Editrice Rebis, a tutti gli effetti di legge. vietata la riproduzione anche
, .ve non autorizzata in forma scritta dalleditore, tranne per recensioni e citazioni.

tampare nel mese di giugno 2002 presso Ih Tipografia Massamsa Offset - Massarosa (Lu)

Introduzione

Il dr. Grard Encausse, meglio noto con lo pseudoni


mo di Papus - nome corrispondente al Genio della M edi
cina nel Nuctemeron di Apollonio di Tiana - stato auto
re tra i pi prolifici e maestro tra i pi validi della scuola
occultistica francese, in quel periodo fecondo di idee e ini
ziative che ha caratterizzato la storia dellermetismo tra la
fine del XIX secolo e linizio del successivo. Ispirato fin da
giovanissimo dalle opere di Eliphas Levi, coltiv con pari
entusiasmo linteresse per la medicina e la vocazione per
%
la magia, formandosi negli ambienti esoterici pi rappre
sentativi dellepoca. Fu iniziato al Martinismo da Henri
Delaage, con S.de Guaita e Peladan form il Supremo Con
siglio della Rosa+Croce Cabalistica; successivamente det
te vita al Gruppo Indipendente di Studi Esoterici e nel 1897,
assieme a J.Castelot e Sedir, fond la Scuola di Scienze
Ermetiche. La sua fama si estese rapidamente ben oltre i
confini della Francia e nel 1905 fu invitato in Russia dallo
stesso zar Nicola II, con il quale intrattenne per lunghi anni
un interessante e proficuo sodalizio. Eccezionale organiz
zatore, abile conferenziere e scrittore geniale, negli anni
della sua breve esistenza riusc a pubblicare oltre duecen
to opere, senza considerare le numerose e importanti rivi
ste e i testi delle conferenze, nelle quali condens e tra
smise una parte cospicua di una conoscenza e di una cul
tura esoteriche realmente straordinarie.

H J n t^ to n e

alle
(Occulte

PREMESSA DELL EDITORE

Non esiste iti Francia o in Italia un trattato


elementare di Scienze Occulte. Coloro che voles
sero dedicarsi a questo genere di studi sarebbero
costretti dattingere gli elementi di loro conoscenza
in diversi autori che generalmente non hanno
scritto che per una cerchia ristretta di lettori:
quali sono Agrippa, Ragon, Elifar Levi ecc.
Da queste considerazioni si pu dedurre tutto
linteresse che il volume del Papus presenta
attualmente, anche se antico di cinquantanni. A
differenza delle opere di scienza profana, quelle
di scienza segreta, come le vere opere darte, non
invecchiano mai, poich i princpi su cui si basano
sono immutabili, non subendo la moda degli
uomini anche se sono uomini di scienza.
Questa moda, che specifica tanto bene qusta
fine depoca oscura in cui siamo, se non tange
i principi della Scienza tradizionale, che la sin
tesi di tutte le leggi analogiche universali con le
relative trasposizioni simboliche, non sembra
nemmeno esistere per gli autori di Magia, per i

quali non v quel fatale flusso e riflusso della


gloria di cui si occupato Leon Daudet.
Elifas Levi, Fabre dOlivet, Ragon, Saint -Yves
dAlveydre, Peladan, Stanislao de Guaita, Papus
Kremtnerz, per non parlare dAgrippa, pare ab
biano veramente trovato il segreto di giovinezza
eterna. Vilipesi e derisi, perseguitati ed offesi da
vivi, umiliati da morti non tramontano mai defi
nitivamente e come fiammeggianti Fenici, non
solo rinascono dalle loro ceneri, ma hanno il po
tere di trasmettere agli altri la giovinezza, l'intel
ligenza e lamore.
Chi non rimasto infatti stupito dalle grandi
onoranze mondiali fatte a Paracelso, dopo tutto
il discredito in cui erano cadute le sue opere :
e chi non vede come la sua figura di Cagliostro
esca dalle nebbie dellindecisione e deUiumiliazione per prendere il suo posto nella storia !
A paragone dei libri di questi uomini grandi
e misteriosi, le opere moderne le pi alte fanno
veramente leffetto della morte accanto alla vita,
della vecchiaia accanto alla giovinezza, della te
nebra vista dopo il Sole, dellignoranza accanto
alla Saggezza, dei pannicelli caldi a confronto
dellamore platonico e dantesco .
Tutto ci che si scrive, si discute o si dice,
anche nel campo assoluto dellidealismo puro, si
trova gi come problema debitamente impostato

svolto e risolto nelle pagine lapidarie dei for


lavori, dove tutti gli opposti apparenti, filosofici
ed etici, sono naturalmente conciliati, poich sulle
vette adamantine della metafisica la dualit sva
nisce e non vi sono che i < complementari .
Il Trattato Elementare di Scienze Occulte di
Papus che presentiamo allo studioso fedele al
testo francese per tutto quanto v di essenziale
come documentazione e spiegazione. Sarebbe stato
viva intenzione delleditore poter presentare que
sto meraviglioso lavoro in una traduzione esatta
ed integrale. Se per lesattezza della versione
lEditore pu rendersi garante, diciamo subito
che lopera stata a volta largamente, ma intel
ligentemente riassunta, sicch il lettore non per
der proprio nulla di quella messe delle conoscenze
universali, varie, sicure e tradizionali che formano
il pregio dei libri di Papus.

Ca pit

ol o

i.

La scienza d ell'an tich it


Si portati oggi a confondere facilmente la
Scienza con le Scienze. Tanto pi luna immu
tabile nei suoi principi per quanto le altre variano
secondo i capricci degli uomini. Ci che un se
colo fa era scientifico oggi sta per essere relegato
fra le fiabe, poich le conoscienze su soggetti
particolari sostituiscono il dominio delle scienze.
Tutti sanno infatti che proprio a questi sog
getti particolari che si rivolge lo studio degli
scenziati moderni, tanto da applicare alla Scienza
i progressi reali ottenuti in una quantit di rami
speciali.
Lerrore di questa concezione appare allorch
si tratta di ricollegare il tutto e di costituire
realmente la Scienza in una sintesi che sia le
spressione totale della Verit eterna. Di questa
sintesi i moderni hanno talmente perduta la co
gnizione che dobbiamo apparire veramente audaci,
affermando che essa effettivamente esistita, che
le sue leggi sono siffattamente vere da applicarsi
alle scoperte moderne che gli egiziani iniziati,

contemporanei di Mos e dOrfeo, la possede


vano tutta.
A rischio di farmi dare dellingenuo o del
sofista vorrei cercare di provare, in base ai resti
dei vecchi monumenti, ai simboli, ai geroglifici,
ai riti delle diverse iniziazioni, tutti documenti
dinconfutabile originalit, la mia paradossale
pretesa.
Certamente non era cosa facile ricostruire
pezzo per pezzo negli autori antichi questa Scienza,
sicch dobbiamo tutta la nostra riconoscenza ad
un Duntens (l), ad un Fabre dOlivet (2) ad un
Saint-Yves dAlveydre (3), che hanno intrapreso
e condotto a termine lopera colossale di ritrovare
in Pitagora, Platone, Aristotile, Plinio e Tito-Livio
ecc. la conoscenza vera dellAntichit.
Non posso in questo capitolo che riassumere
questi autori, facendo osservare che bisogner
sempre ricorrere ad essi per verificare le affer
mazioni che andr esponendo.
In Astronomia gli antichi conoscevano il
cammino della Terra intorno al Sole, la teoria
della pluralit dei mondi, lattrazione universale,
(1) Dutens, O rigine des Dcouveries attrib. aux Modernes, 1825, 2 Voi. in 8.
(2) Fabre dOlivet, Vers dors de Pythagore. H istoire
philosophique de Vhumanit.,
(3) Saint-Yves dAlveydre, M ission des J u lfs, eh. IV.

le maree prodotte dallattrazione lunare, la costi


tuzione della Via Lattea e sopratutto la legge
riscoperta da Newton.
Plutarco, che ha conosciuto quasi tutte le
verit dellAstronomia, ha anche intravisto la
forza reciproca che fa gravitare i pianeti gli uni
sugli altri e, in un suo scritto citato da Dutens
(1), dopo aver spiegato la ragione della tendenza
dei corpi terrestri verso la Terra, ne ricerca lorigine in attrazione reciproca fra tutti i corpi, per
cui la Terra fa gravitare verso di s i corpi
terrestri e il Sole e la Luna fanno gravitare verso
di loro tutte le parti ad essi appartenenti e, per
una forza attrattiva, li mantengono nella propria
sfera particolare.
Lo stesso Dutens (2) riporta una lunga cita
zione di Pitagora sui rapporti dei suoni musicali,
nella quale sintravede che lAntichit conosceva
legge sui quadrati delle distanze.
Queste sono scoperte generali che la forza
dello spirito poteva bastare a far intuire, ma si
pu presumere che quelle scoperte scientifiche
che hanno bisogno dellesperimentazione e che

(1) D untens, I, p. 160, D e F a icein orbe lu m e (Plutarco).


(2) D utens, pp. 167 168, L o i du C arr d e s distan ces
(P itagora),

sono la gloria del secolo XIX fossero anche co


nosciute dagli antichi 7
Poich ci occupiam o dastronomia consultate
Aristotile, Archimede, Ovidio e Strabone soprat
tutto, e vedrete che nei loro scritti essi gi par
lano del T elescopio, degli Specchi concavi, dei
microscopi, la rifrazione della luce, la scoperta
delPisocronism nelle vibrazioni del pendolo.
Non ho ancora parlato delle questioni pi
importanti : il vapore, lelettricit, la fotografia e
tutta la nostra chimica.
Agatia viveva nel VI secolo dellEra nstra
e nel suo libro De rebus Justis, ristampato nel
1660 a Parigi, voi potrete trovare la descrizione
completa del modo con cui Antemio us il va
pore come forza motrice capace di spostare una
intera tettoia.
Gli elettrotecnici moderni farebbero una fi
gura alquanto meschina in confronto dei sacer
doti egiziani che manipolavano la folgore come
noi usiamo il calore e la facevano cadere a loro
piacimento, come si pu vedere nel passo della
Hstorie Ecclsiastique Sozomene, citato dal Saint
- Yves (1) nel quale si racconta che la corpora
zione sacerdotale degli Etruschi difendeva a colpi
di folgore contro Alasico la citt di Narnia.
(1) S aint Yyes,

M iss, d e s J u ifs,

C ap. IV,

Tito Livio e Plinio ci narrano parimenti la


morte di Tullio Ostilio in seguito alla evocazione,
erroneamente fatta, della forza elettrica secondo
i riti del manoscritto di Numa.
Il capitolo IV della stessa Mission des Juifs
ci istruisce altresi sul manoscritto dun monaco
dellAthos, Panselenus, che tratta dallapplica
zione della chimica alla fotografia e nel quale
tutti i moderni procedimenti foto - chimici, la
camera oscura, gli apparecchi d ottica, la sensi
bilit delle placche metalliche vi sono precisamente descritti.
Quanto alla chimica antica ha profonde ra
gioni per credere, alla luce delle mie conoscenze
alchemiche, che essa era superiore di molto teori
camente e praticamente a quella dei moderni.
Questa non una mia personale opinione, poich
nel libro di Dutens, gi citato, si rivela che gli
egiziani conoscevano il modo di lavorare i me
talli, dindorare, di tingere la seta, di fabbricare
la vetreria, come far schiudere artificialmente le
uova, estrarre gli oli medicamentosi dalle piante,
preparare loppio e la birra, la canna di zucchero,
distillare e produrre gli alcaloidi e gli acidi, men
tre Saint-Yves, compulsando le opere di Plutarco,
Erodoto, Seneca, Quinto Curzio, Plinio, Pausania
ha ritrovato in esse la spiegazione dei nostri
acidi, basi, sali, alcool, etere e traccie di una

chimica organica ed inorganica da noi moderni


attualmente ignorata.
Lo stesso Saint-Yves ci fa sapere che Ero
doto, Giustino, Pausania, Porfirio, Servio, Valerio
Fiacco, Giulio lAfricano descrivono, talvolta con
grande precisione, cannoni di bronzo e polvere
da sparo, proiettili ed altro genere d'artiglieria
usati in guerra dai vari popoli dell'antichit.
In un altro ramo di conoscenza, relativo alla
medicina moderna, vediamo che la circolazione
del sangue per esempio, l'antropologia e la bio
logia generale erano perfettamente conosciute
dagli antichi.
v
Qui bisognerebbe abbondare in citazioni,
ma vi menzioner soltanto Democrito e le sue
scoperte perdute, fra laltre la produzione artifi
ciale delle pietre preziose, quelle egiziane del
larte di rendere, mummificare, tingere in modo
indelebile una tela, spalmata di diverse vernici.
Meraviglier pensare che noi siamo cos poco
edotti di tutta questa Scienza antica, di cui esi
stono si precise tstimonianze, ma la colpa ricade
probabilmente sugli autori classici di storia, che
hanno labitudine di copiarsi scambievolmente
senza preoccuparsi di lavori estranei alla que
stione che li interessa : ma poich questa Scienza
esisteva realmente inutile dilungarci, poich

dubitarne varrebbe disconoscere la testimoniati*


za degli uomini.
Dobbiamo invece sapere ora dove sinse
gnava questa scienza. Nella Mission des Juifs
spiegato come leducazione, e listruzione ele
mentare era data dalla Famiglia, costituita reli
giosamente secondo i riti dellantico culto degli
Ancestri ; ledticazione listruzione professionale
era impartita dalla Gens, nome con cui gli an
tichi Italici chiamavano la Trib, ma intesa nel
significato antico e oggi quasi sconosciuto.
Studi pi completi erano il retaggio deilo
adulto, lopera dei Templi e si chiamavano Pic
coli Misteri. Coloro che avevano acquisito le
conoscenze naturali ed umane in essi insegnate
prendevano il nome di Figli della Donna, Figli
dellUomo e possedevano certi poteri sociali
quali la Terapeutica, la Magistratura arbitrale ecc.
I Grandi Misteri - scrive Saint Yves completavano questi insegnamenti per mezzo di
tuttaltra gerarchia di Scienza e dArti, la cui
conoscenza dava alliniziato il titolo di Figlio degli
Dei, Figlio di Dio secondo che il Tempio era o
no metropolitano e, altres, certi poteri sociali
chiamati sacerdotali e reali
E dunque nei templi che si trovava rac
chiusa questa scienza che ora studieremo pi da
vicino e cosi perverremo a quei Misteri di cui
tutti parlano ma pochissimi conoscono.

16

Ogni uomo chiunque fosse, poteva presen


tarsi e ricevere liniziazione ; a conferma del mio
dire baster citare Fabre dOlivet (1), da cui ap
prendiamo che le religioni antiche e quelle degli
egiziani erano piene di misteri.
* Una moltitudine dimmagini e di simboli
ne componevano il tessuto. Opera sacra duna
interrotta catena di uomini divini che, interpre
tando volta a volta e nel Librodella Natura e
in quello della Divinit, ne traducevano in lin
guaggio umano il linguaggio ineffabile. Coloro,
il cui sguardo stupido si fissava su quelle imma
gini, su quei simboli, su quelle sante allegorie,
e non riuscivano a vedere di l da essi restava
no nellignoranza, ma la loro era unignoranza
volontaria. Allorch ne potevano uscire, non ave
vano che a dirlo. Tutti i santuari erano aperti e
se si avevano la costanza e la necessaria virt
potevano avanzare di conoscenza in cononoscenza, di rivelazione in rivelazione, fino alle pi
sublimi verit. Potevano viventi e umani, a se
condo la forza della loro volont, discendere ai
morti, elevarsi fino agli dei e penetrare tutto nella
natura elementare, poich la religione abbracciare

(1) Fabre dOlivet, La Langueh braique restitue


pag. 7, volume II.

17
ogni cosa e niente di ci che la componeva re
stava sconosciuto al sovrano pontefice*.
Da questa citazione chiaro che per esser e
ammesso nei Templi non era necessario apparte
nere ad una classe privilegiata e, che quindi nes
suno si vedeva costretto a vivere nella ignoranza
voluta e sfruttata da iniziati reclutati in una
classe chiusa. Ma non si dava la conoscenza a
tutti vanamente e profanamente, ma per gradi e
soltanto a chi se ne fosse mostrato degno ed era
debitamente qualificato.
Lorigine dei Misteri alla base di ogni
grande civilt antica ; solo per lEgitto, la cui
iniziazione ha formato i pi grandi uomini ebrei
greci e romani, possiamo risalire a pi di dieci
mila anni, ci che mostra sufficientemente quanto
siano false le cronologie classiche.
Si potrebbero citare molte prove di questa
asserzione, baster ricordare, col Saint-Yves, che
Platone, Erodoto, Diodoro, Manetone, Beroso e
tutte le Biblioteche dellIndia, del Tibet e della
Cina hanno tracciato le pi rigorose cronologie
dellantichit.
Tre generi di prove erano poste allinizio di
ogni istruzione : prove fisiche, morali ed intellet
tuali. Giamblico, Porfirio e Apuleio fra gli anti2 Trattato etem. di Scienza Occulta

chi, Lenoir, ("1) , Christian (2), Delage (3) fra i


moderni descrivono esaurientemente queste prove
su cui credo inutile insistere.
Risulta da tutto questo che la Scienza era
sopratutto una Scienza segreta.
Per sapere ci che sinsegnava nei Templi,
bisogna cercare i resti d quegli insegnamenti
nei documenti che possediamo e che ci sono
stati in gran parte conservati dagli alchimisti. Se
riuscissimo a scoprire un metodo per poter spie
gare il linguaggio simbolico degli alchimisti e
contemporaneamente le storie simboliche antiche
della conquista del Vello dOro, della guerra di
Troia, della Sfinge potremmo affermare che posse
diamo veramente un frammento dellantica scienza.
Vediamo innanzi tutto il modo come i mo
derni trattano un fenomeno naturale per meglio
conoscere, per opposizione, il metodo antico.
Che ne direste se un libro vi fosse cos spiegato:
Il libro che mi avete dato posto sul camino
a due metri e quarantacinque centimetri dal ta
volo dove mi trovo ; pesa quarantacinque grammi
e otto decigrammi; formato da centoquaranta(1) Lenoir, L a F rane-M afonnerie rendue
(1814)
(2) H isto ire de M agie (1863)
(3) L a Seienee du vra i (Dentu 1881)*

o rig in e

sa v i n t a bel

due piccoli fogli di carta, sui quali esistono cento


diciottomila duecento ottanta caratteri di stampa,
per cui sono stati consumati centottanta grammi
dinchiostro nero *.
Ecco la descrizione sperimentale del feno
meno; se questo esempio vi colpisce, aprite i
libri della scienza moderna per vedere se essi
non rispondono esattamente come metodo alla
descrizione del Sole e di Saturno, dellastronomo,
che descrive esattamente il punto, il peso, il
volume e la densit degli astri o alla descrizione
dello spettro solare del fisico che conta il nu
mero delle linee.
Ma ci che vinteressa del libro non il lato
materiale, fisico, ma invece ci che lautore ha
voluto esprimere in esso, ci che vi di segreto
sotto la sua forma, per cosi dire il lato me
tafisico.
(metodi antichi sullo studio di un fenomeno
erano rivolti sempre al lato generale della que
stione, mentre i moderni restano a priori relegati
al dominio del fatto.
Per mostrare quale effettivamente lo spi
rito del metodo antico riporteremo un passaggio
significativo di Fabre dOlivet (1) sui due modi
di scrivere la storia:
(1)

Vers d o rs d e P yth a g o re,

pp. 26 e 27,

*1

20-

Bisogna ricordarsi che la storia allegorica


di quei tempi trascorsi, scritta con spirito diverso
da quello della storia positiva che ne seguita,
non le rassomiglia affatto. Quella storia affidata
alla memoria degli uomini o conservata negli
archivi sacerdotali dei templi, in frammenti po
tici staccati, non considerava le cose che dal lato
morale, mai occupandosi degli individui e vedendo
agire soltanto le masse, vale a dire i popoli, le
corporazioni, le sette, le dottrine, come altrettanti
esseri particolari che designava con un nome
generico.
Non che indubbiamente queste masse non
avessero potuto avere un capo che ne dirigesse
i movimenti, ma questo capo, considerato come
lo strumento duno spirito qualunque, era tra
scurato dalla Storia che non si interessava che
allo spirito.... Era lidea morale di cui si esa
minava il cammino, si descriveva la nascita, il pro
gresso o la caduta ; la successione di essa so
stituiva quella deglindividui.
La nostra Storia positiva segue interamente
un altro metodo. Per essa glindividui sono tutto,
e nota, con una esattezza scrupolosa le date ed
i fatti, che erano invece completamente trascurati
dallaltra .
Riprendiamo ora il libro stampato che ci
servito per stabilire il nostro primo paragone,

notando che vi sono due modi di considerarlo t


da ci che vediamo: dai caratteri, dalia
carta, daUinchiostro, vale a dire dai segni ma
teriali, che non sono se non la rappresentazione
di qualche cosa di pi elevato : da questo ' qual
che cosa che noi non possiamo vedere tisica
mente: le idee dellautore.
Ci che vediamo manifesta ci che non ve
diamo. 11 visibile la manifestazione dellinvisi
bile. Questo principio, vero per il caso che ab
biamo esposto, lo anche per tutti gli altri feno
meni della natura.
Ci accorgiamo cosi ancora pi chiaramente,
della differenza fondamentale tra la Scienza degli
antichi e quella dei moderni ; la prima soccupa
del visibile unicamente per scoprire linvisibile
che rappresenta, la seconda soccupa del feno
meno per s stesso, senza interessarsi dei suoi
rapporti metafisici.
La scienza degli antichi la scienza del na
scosto,9 dellesoterico.
La scienza dei moderni la scienza del vi
sibile, dellexoterico.
Riavviciniamo a questi dati loscurit voluta
dagli antichi nei loro simboli scientifici e potremo
stabilire tlha definizione accettabile della scienza
dellantichit che :
m

La scienza nascosta
Scientia occulta.
La scienza del nascosto Scientia occultati.
La scienza che nasconde
ci che ha scoperto
Scientia occultans.
Tale la definizione triplice della
SCIENZA OCCULTA

Ca pit

ol o

II

Il M etodo nella Scienza antica.


LAnalogia
Dopo aver determinato resistenza nellan
tichit d'una scienza reale, il suo modo di tra
smissione, i soggetti generali sui quali essa por
tava di preferenza lo studio, spingiamo ora pi
profondamente la nostra analisi determinando
cosi i metodi usati nella scienza antica che la
scienza occultaLo scopo era la determinazione dellinvisibile
per mezzo del visibile, del nomeno attraverso
il fenomeno, dellidea oltre la forma.
Credo daver fatto capire con lesempio del
libro, precedentemente enunziato, qualera lo stu
dio del visibile, del fenomeno, paragonato allo
studio dellinvisibile, del noumeno.
Come possiamo sapere ci che ha voluto
dire lautore guardando i segni di cui si ser
vito per esprimere le sue idee?
Perch noi sappiamo che esiste un rapporto
costante fra il segno e lidea che rappresenta,

24 -

vale a dire fra il visibile e linvisibile. Come


possiamo, guardando il segno, dedurre sul posto
lidea, cosi possiamo, guardando il visibile, de
durne linvisibile immediatamente. Ma per sco
prire lidea nascosta nel carattere di stampa, noi
abbiamo dovuto imparare a leggere, vale a dire
usare un metodo speciale. Per scoprire linvisi
bile, locculto dun fenomeno, dobbiamo parimente
imparare anche a leggere con un metodo speciale.
Il metodo principale della scienza occulta
lAnalogia. Per mezzo dellAnalogia si determi
nano i rapporti che esistono fra i fenomeni. Dato
10 studio delluomo, tre metodi principali ci pos
sono portare allo scopo : si potr studiare luomo
nei suoi organi, nelle loro funzioni : io studio
del visibile, lo studio per induzione ; si potr
studiare luomo nella sua vita, nella intelligenza,
in ci che si chiama la sua anima : lo studio
dallinvisibile, Io studio per deduzione ; si potr
finalmente, riunendo i due metodi precedenti,
considerare il rapporto che esiste fra gli organi
e la funzione, o fra due funzioni, o fra due organi:
lo studio per analogia. Cos se consideriamo
11 polmone, la scienza dellanalisi ci insegner che
questo organo riceve dallesterno laria, la quale
subisce in esso una certa trasformazione. Se con
sideriamo lo stomaco, la stessa scienza ci inse-

25
gner che questorgano serve a trasformare gli
alimenti che riceve dallesterno.
Qui si ferma la scienza del fenomeno, essa
non va oltre la constatazione del Fatto.
Lanalogia, servendosi di questi dati e usan
doli per generalizzazione, vale a dire con un
metodo opposto a quello dellanalisi formula
cos i fenomeni : il polmone riceve dall'esterno
qualche cosa che poi trasforma ; lo stomaco
riceve dallesterno, qualche cosa che poi trasforma.
Allora polmone e stomaco, esercitando unanaloga
funzione, son fra loro analoghi.
Queste illazioni sembreranno piuttosto biz
zarre agli uomini votati allo studio dellanalisi; ma
essi debbono ricordare quel nuovo ramo dellanato
mia che si chiama Anatomia filosofica, debbono
ricordare lanalogia perfettamente stabilita fra il
braccio e la gamba, la mano e il piede e vedranno
che il metodo che mi ha condotto alle conclusioni
precedenti non che lo sviluppo di quella che
ha presieduto alla nascita dellanatomia filosofica.
Se ho scelto come esempio lanalogia fra lo
stomaco e il polmone stato per mettere in
guardia contro un errore che ha luogo spesso
e che impedisce per sempre la conoscenza dei
testi ermetici, quello di credere che due cose
analoghe sono simili. E intramente falso: due
cose analoghe non son pi simili del polmone

allo stomaco, o della mano al piede. Ripeto che


questa osservazione importantissima per lo
studio delle scienze occulte.
Il metodo analogico non dunque n la de
duzione n linduzione ; luso della chiarezza
che risulta dallunione di questi due metodi.
Se volete conoscere un monumento avete a
disposizione due metodi :
1. Girare o piuttosto salire sul monumento,
studiandone i minimi dettagli. Conoscerete cos
la composizione delle sue minime parti, i rapporti
che stabiliscono fra loro ecc. ma voi non avrete
alcuna idea deU'insieme delledificio. Tale
luso dellinduzione.
2. Salire su unaltura e guardare il mo
numento come meglio vi sar possibile. Avrete
cos unidea generale del suo insieme, ma senza
il minimo dettaglio. Tale luso della deduzione.
L'errore di questi due metodi balza agli
occhi. Ad ognuno di essi manca ci che laltro
possiede ; riuniteli e la verit si mostrer lumi
nosa. Unite il metodo del fisico a quello del
metafisico
e voi avrete il metodo analogico,
vera espressione della sintesi antica.
Quando, parlando dellanalogia fra il polmone
e lo stomaco, abbiamo generalizzato i fatti sco
perti dalla scienza sperimentale o induttiva, noi
abbiamo fatto salire questi fatti dun grado. Esi*

stono dunque dei gradi fra i fenomeni ed i nou


meni, mi domanderete ?
E sufficiente un poco dosservazione per
accorgersi che una grandissima quantit di fatti
sono retti da un piccolo numero di leggi. E in
base allo studio di queste leggi, considerate sotto
il nome di cause seconde, che vertono i lavori
delle scienze.
Ma queste cause seconde sono a loro volta
rette da un numero limitatissimo di cause prime.
Lo studio di queste ultime daltronde perfetta
mente disconosciuto dalle scienze contempora
nee, che, relegate nel dominio delle verit sen
sibili, abbandonano ai sognatori di ogni scuola
e religione la loro ricerca.
Tuttavia proprio l che si nasconde la
Scienza.
Per ora sufficiente constatare resistenza
di questa triplice gradazione :
1. Dominio infinito dei FATTI ;
. 2. Dominio pi limitato delle LEGGI o delle

cause seconde ;
3.
Dominio pi limitato ancora dei PRIN
CIPI! o delle cause prime.

Riassumiamo tutto nella seguente figura : (1)


(1) Ricavata dalla

M issione d e lu lf s ,

pag. 32.

Questa gradazione, basata sul numero Tre,


rappresenta una parte considerevole nella scienza
antica. E su di essa che in gran parte fondato
il dominio dellanalogia. Perci dovremo soffermare la nostra attenzione sui suoi sviluppi.
Questi tre termini si ritrovano nelluomo,

nel corpo, la vita e la volont.

Una parte qualsiasi del corpo, un dito, per


esempio, pu essere sottratto allinfluenza della
volont senza cessare perci di avere vitalit
(paralisi radiale o cubitale) ; pu anche essere,
per gangrena, sottratto allinfluenza della vita
senza cessare di muoversi.
Ecco dunque tre dominii distinti : il dominio
del corpo ; il dominio della vita, che esercita la
sua azione per mezzo di una serie di speciali
conduttori (il gran simpatico, i nervi vaso motori)
localizzato nel globulo sanguigno; il dominio del
la volont agente per mezzo di conduttori spe
ciali (nervi volontari) e che non ha influenza
sugli organi essenziali al mantenimento della vita.
Noi possiamo, prima d andare pi innanzi,
vedere lutilit del metodo analogico per illumi
nare certi punti oscuri ed ecco come :
Se una cosa qualunque analoga ad unaltra,
tutte le parti di cui questa cosa composta sono
analoghe alle corrispondenti parti dallaltra.
Cos gli antichi avevano stabilito che luomo
era analogo allUniverso. Per tale ragione essi
chiamavano luomo microcosmo e lUniverso ma
crocosmo. Ne consegue che, per conoscere la cir
colazione della vita nellUniverso, basta studiare
la circolazione vitale nelluomo, e, reciprocamente,
per conoscere i dettagli della nascita, della ere-

scita e delia morte dun uomo, bisogna studiare


gli stessi fenomeni in un mondo.
Ascoltate ora due citazioni interessanti, poi
ch bisogna provare ci che si asserisce, specie
in siffatte questioni : lun;f sulle tre gerarchie
(FATTI, LEGGI, PRINCIPI!,) designate dagli antichi
col nome di TRE MONDI ; laltra sul microcosmo
e il macrocosmo : esse sono ricavate dalla dot
trina di Pitagora esposte da Fabre dOlivet:
* Questapplicazione (del numero 12) allUni
verso non era affatto uninvenzione arbitraria di
Pitagora ; essa era comune ai Caldei, agli Egi
ziani ed i principali popoli della Terra e aveva
dato luogo allistituzione dello Zodiaco, la cui
suddivisione in dodici asterismi stata trovata
dovunque esistente da tempo immemorabile.
La distinzione dei tre mondi ed il loro
sviluppo in un numero pi o meno grande di
sfere concentriche, abitate dalle Intelligenze di
differente purit, erano ugualmente conosciuti
prima di Pitagora, che non faceva che diffondere
la dottrina che aveva ricevuto a Tiro, a Menti ed
a Babilonia. Questa dottrina era quella deglind.
Pitagora considerava luomo sotto tre modi
ficazioni principali, come lUniverso, ed ecco
perch dava alluomo il nome di microcosmo.
LUniverso considerato come un gran Tutto
animato, composto dintelligenza, danima e di

corpo, era chiamato Pan o Phanes. L'uomo o ii


microcosmo era composto parimenti, ma in ma
niera inversa, di corpo, danima e dintelligenza,
e ognuna di queste tre parti era a sua volta
considerata in tre modificazioni, talch il ternario,
regnando in tutto, regnava egualmente nelle sue
minime suddivisioni- Ogni ternario, da quello che
abbracciava limmensit, fino a quello che costi
tuiva luomo pi debole, era, secondo Pitagora,
compreso in una unit assoluta o relativa, e for
mava cosi il quaternario o la tetrade sacra dei
pitagorici. Questo quaternario era universale o
particolare.
Pitagora non era del resto linventore di questa
dottrina, che era diffusa dalla Cina fino al pi
profondo della Scandinavia.
Cosi, secondo questa dottrina, luomo, con
siderato come una Unit relativa contenuta nella
assoluta Unit del gran Tutto, si presentava,
come il Ternario universale, sotto tre modifica
zioni principali di corpo, danima e di intelligenza.
Lanima, in quanto sede delle passioni, si pre
sentava a sua volta nelle tre facolt danima
ragionante, irascibile e appetente. Ora, secondo
Pitagorica, il vizio della facolt appetente del
lanima, era lintemperanza o lavarizia ; quello
della facolt irascibile, era la vilt ; quello della
facolt ragionante, era la follia. Il vizio che si

. -

32 -

estendeva su queste tre facolt era lingiustizia.


Per evitarli il filosofo raccomandava quattro prin
cipali virt: la temperanza per la facolt appe
tente, il coraggio per la facolt irascibile, la pru
denza per la facolt ragionante, e, per queste tre
facolt prese insieme, la giustizia, che egli con
siderava come la pi perfetta delle virt della
nima. Dico deilanima, poich il corpo e lintel
ligenza, ^sviluppandosi ugualmente per mezzo
delle tre facolt istintive o spirituali, erano, co
me lanima, suscettibili dei vizi e delie virt
loro propri.
Da dove viene dunque questuso del Tre
cosi diffuso nellantichit?
Questuso, che si stendeva dal senso delle
scritture fino alla metafisica, e che, superando i
secoli, si ritrova in uno dei nostri pi celebri
scrittori : Balzac ?
Esso proviene dalluso duna lingua speciale
che completamente perduta dalla scienza at
tuale : il linguaggio dei numeri.
< Platone, che scorgeva nella musica ben
altro dei musicisti di oggi, vedeva anche nei
numeri un senso che i nostri matematici non
scorgono pi. Egli laveva appreso da Pitagora,
che laveva ricevuto dagli Egiziani. Ora gli Egi
ziani non si professavano disposti soltanto ad
accordare ai numeri un significato misterioso. E

33 -

sufficiente aprire un libro antico per convincersi


che, fin dai limiti orientali dellAsia a quelliAc
cidentali dellEuropa, una stessa idea vera sul
soggetto (Fabre dOlivet).
Non possiamo certamente ricostruire per
intero questa lingua dei numeri, ma possiamo
per Io meno conoscerne alcune leggi. Studiamo
innanzi tutto un fenomeno della Natura, nel quale
noi dobbiamo trovare il numero Tre e conoscere
il suo significato. Poi studieremo le operazioni
sconosciute dai moderni e praticate da tutta
lantichit.
Vediamo se la formula degli antichi alchi
misti tutto in tutto vera nelle sue ap
plicazioni.
Esaminiamo il primo fenomeno che ci capita,
per esempio la luce del giorno, e cerchiamo di
ritrovare in essa leggi sufficientemente generali
per applicarsi esattamente a fenomeni dordine
del tutto diversi.
Il giorno si oppone alla notte per costituire
i, periodi dattivit e di riposo, che ritroviamo
nellintera natura. Ci che sopratutto colpisce in
questo fenomeno lopposizione fra Luce e
lOmbra che vi si manifesta.
Ma questa opposizione veramente cosi
assoluta ?
Guardiamo pi da vicino e scorgeremo che
3 Trattato clem, di Scienza Occulta

fra la Luce e lOmbra, che sembravano per sempre


separate, esiste qualche cosa che non n Luce
n Ombra, che si designa in fisica col nome di
Penombra. La Penombra partecipa e della Luce
e dellOmbra.
Quando la Luce diminuisce aumenta lOmbra.
LOmbra dipende dalla pi o meno grande quan
tit di Luce; lOmbra una modificazione b e l
Luce.
LOmbra della Luce in meno.
Tali sono i FATTI che possiamo constatare.
Per scoprire le LEGGI nascoste dietro que
sti FATTI bisogna uscire dal particolare (studio
della Luce) e considerare il generale ; bisogna
generalizzare i termini che qui sono particolareg
giati. Perci usiamo uno dei termini pi generali
della lingua italiana : la parola cosa e diciamo :
Due cose apparentemente opposte hanno
sempre un punto comune intermediario fra di esse.
Questo intermediario risulta dallazione dei due
opposti luno sullaltro e partecipa dei due.
Due cose apparentemente opposte non sono
che gradi differenti d'una sola e stessa cosa.
Se queste LEGGI sono veramente generali,
esse devono applicarsi a molti fenomeni, poich
abbiamo visto che ci che caratterizza una legge
la possibilit di spiegare da sola molti FATTI.
Prendiamo degli opposti dordine diverso e

35 -

vediamo se le nostre leggi vi si applicano.


Nellordine dei sessi, due opposti ben carat
teristici : il maschio e la femmina.
Nellordine fisico potremmo scegliere gli op
posti nelle forze (caldo-freddo, positivo-negativo
ecc.); ma poich stata una forza che ci ser
vita desempio, consideriamo i due opposti della
materia, solido e gassoso.
LEGGE
Due opposti hanno fra loro un intermediario risul
tante dai due:
FATTI

Maschio - Femmina
intermediario
risultante dai due:
Fanciullo

Stato solido - stato gassoso


intermediario:
Stato liquido

Padre - Figlio
intermediario:
Spirito Santo

Altra LEGGE
Gli opposti non sono che la stessa concezione
a gradi differenti duna cosa soia:
FATTI
Maschio

Padre
Concezioni Solido
La
a diversi
Femmina
Figlio
i Dio
gradi della Gas
Materia
Fanciullo Famiglia Liquido
Spirito Santo

Se, riprendendo lesempio delia Luce e del


lOmbra, noi lo studiamo ulteriormente, potremo
scorgere che la Luce agisce, lOmbra soppone,
mentre la Penombra; neutra, ondeggia fra le due.
Riassumiamo questi dati :
L'Attivo e il passivo
(Luce)

(Ombra)

producono per la loro azione reciproca il Neutro


(Penombra) che partecipa dei due.
Diciamo subito che avremmo dovuto allun
gare indefinitamente il nostro studio se avessimo
voluto citare tutti gli autori antichi e moderni che
hanno parlato, sotto il nome dei Tre termini che
la costituiscono, della LEGGE DEL TERNARIO.
Come questa legge deve dovunque applicarsi

cerchiamo i numeri che agendo luno sull'altr,


producono 3.
Questi numeri sono 1 e 2, poich 1 + 2 = 3.
Possiamo subito intanto comprendere il si
gnificato dei 3 primi numeri.
Il numero 1rappresenta lAttivo
il numero 2

il Passivo
il numero 3
*
la Reazione dellAt
tivo sul Passivo.
Voi potete sostituire il termine ATTIVO con
la parola che- meglio preferite e vedrete subito
che, secondo il metodo analitico, il numero 1
rappresenta tutte le idee rette dal principio attivo,
vale a dire lUomo, il Padre divino, la Luce, il
Calore ecc., secondo che lo si considera in tale
o in talaltro dei Tre mondi.
Mondo Materiale :
La Luce, lo Stato gassoso
Morale Morale o Naturale
LUomo
Mondo Metafisico o Archetipo :
Dio Padre
E parimenti per la parola PASSIVO, che voi
potete sostituire col 2 e NEUTRO col 3.
Vedete che i calcoli applicati alle cifre sap
plicano matematicamente alle idee nella Scienza
antica, ci che rende i suoi metodi cos generali
e perci stesso cosi differenti dai metodi moderni.
Si tratta ora di vedere se lantichit aveva
veramente applicato ci che fin adesso ho detto
sui numeri per dimostrare che io non ho ricavato

i miei assunti totalmente dalla mia immaginazione.


Ritroviamo innanzi tutto queste applicazioni
in un libro ebraico, di cui M. Franck stesso non
contesta lantichit (1) lo Sepher Jesirah.
"L Essenza divina essendo inaccessibile ai
sensi, usiamo per caratterizzarla, non il linguaggio
dei sensi, ma quello dello spirito, diamo allin
telligenza o al principio attivo dellUniverso il
nome di monade o dunit, poich sempre lo
stesso ; alla materia o al principio passivo quello
di diade o di moltiplicit, poich soggetto ad
ogni specie di cambiamento; al mondo infine quello
di triade poich il risultato dellintelligenza e
della materia ,,
(Dottrina dei Pitagorici - Viaggi d Anacarsi)
" Mi basti dire che come Pitagora designava
Dio con 1, la materia col 2, egli esprimeva lU
niverso col 12, che risulta dalla riunione degli
altri due (Fabre dOlivet, les Vers dors de Pythagore).
Conosciamo ora il senso che davano gli an
tichi ai numeri 1, 2, e 3 ; vediamo allora qualche
altro numero.
Si potuto vedere nella nota di Fabre dO
livet sul Microcosmo e il Macrocosmo che il
Quaternario riconduceva allUnit i termini 1, 2, 3.
(1) Franck, La Kabbale, 1863.

4
~ 39
Parlerei cinese se non mi spiegassi con uri
esempio.
Il Padre, la Madre, il Figlio formano tre ter
mini nei quali il Padre attivo e risponde al
numero 1, la Madre passiva e risponde al nu
mero 2, il Figlio non ha sesso, neutro e risponde
a 1 pi 2, vale a dire al numero 3.
Quale lUnit che racchiude questi tre
termini?
E la famiglia.
Ecco la composizione del Quaternario : un
Ternario e lUnit che lo racchiude.
Quanto diciamo una Famiglia, noi enunziamo
in nna sola parola i tre termini da cui com
posta, perci che la Famiglia riduce il 3 a 1
o, per parlare il linguaggio della Scienza Occulta,
il Ternario allUnit.
Se si capisce bene ci che precede si vedr
che 4 una ripetizione dellUnit e che deve
agire come agisce lUnit.
Cosi nella formazione di 3, per 1 pi 2, com
che formato il due ?
Per lUnit che soppone a se stessa cosi :
= 2.

Vediamo dunque nella progressione 1,2, 3,4:

= 2; poi

lazione dellopposizione sullUnit : 1

2 =- 3 :

prima lUnit 1 ; poi un'opposizione

poi il ritorno ad una unit d'ordine differente;


di un'ottava, se oso cosi esprimermi: 1.2.3*
4
La genesi dei numeri si ridurebbe dunque a
queste quattro condizioni e come, secondo il me
todo analogico, i numeri esprimono esattamente
delle idee, questa legge applicabile alle idee.
Ecco quali sono questi quattro termini :
Unit o Ritorno
allUnit

Opposizione
Antagonisno

Azione deliopposi
zione sullUnit

1
4

7
10

5
8
11

6
9
12

0)

(2)

(3) ecc.

Ho separato la prima serie dalle altre per


mostrare chessa completa in quattro termini e
che tutti i termini seguenti non fanno che ripetere
in unaltra ottava la stessa legge.
Poich noi stiamo per scoprire in questa
legge una delle migliori chiavi per aprire gli an
tichi misteri, vado a spiegarla meglio, applicandola
ad un caso particolare qualunque, per esempio
lo sviluppo sociale deU'uomo,

Unit o Ritorno
allUnit

Opposizione
Antagonismo

Risultato di questa
opposizione
Distinzione

1.- La prima mo 2. - Opposi 3. - Risultato.


zione ad esFiglio.
lecola sociale,
'sa. Donna.
Puomo.
4. - Unit dor 5. - Opposi 6. - Distinzio
zione tra le
dine superiore.
ne tra le Fa
famiglie. Ri
La Fa m i g 1i a
miglie. Ca
valit di Fa
ste,
riassumente i 3
miglie.
termini prece
denti.
7 .-Unit dor 8. - Opposi 9. * Distinzio
dine Superiore
z io n e fra
ne fra le
Trib.
la Trib, rias
Trib.
sumente i 3 ter
mini precedenti
10. - Nazione
Nazionalit.
1
Questa legge che ho dato in cifre, vale a dire
in formula generale, pu applicarsi ad una quan
tit di casi particolari. II capitolo seguente del
resto lo mostrer. Ma non notiamo qualche cosa
di particolare in queste cifre ? Che significano i
10 11 12
segni j-----posti alla fine del mio
primo esempio?

Per saperlo bisogna un poco parlare delle


operazioni usate dagli antichi sulle cifre.
Due di esse sono indispensabili a conoscere :
1. La riduzione teosofica;
2. L Addizione teosofica.
1. La riduzione teosofica consiste a ridurre
tutti i numeri formati da due o pi cifre in nu
meri di una sola cifra e ci addizionando le cifre
che compongono il numero fino a che non ve ne
resti che uno soltanto.
Cosi :
1 0 = 1 + 0 = 1
11 = 1 + 1 = 2
12 = 1 + 2 = 3
e per numeri pi composti come per esempio
3,221 = 3 + 2 + 2 + l =
8,0666 =
6 + 6 + 6 = 18 e come 18 = 1 + 8 = 9
il numero 666 uguale a 9.
Da ci si desume una c/onsiderazione molto
importante che tutti J numeri, qualunque sieno,
non sono che rappresentazioni dei primi nove,
come le prime nove cifre, e lo si pu scorgere
dalle considerazioni precedenti, non sono che le
rappresentazioni delle prime quattro.
Ora queste prime quattro cifre non sono che
differenti stati dellUnit. Tutti i numeri, quali che
siano, non sono che le diverse manifestazioni
dellUnit.

43 -

2. Addizione teosofica: questoperazione


consiste, per conoscere il valore teosofico dun
numero, ad addizionare aritmeiicamente tutte le
cifre dalluno fino al numero stesso .
Cos il numero 4 uguale per laddizione
teosofica : 1 + 2 + 3 + 4 = 10. La cifra 7
uguale : 1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 + 7 = 28;
28 si riduce immediatamente a 2 + 8 = 10.
Se volete meravigliare un matematico pro
ponetegli la seguente operazione teosofica :
4 10
7 = 10
dunque 4 = 7
Queste due operazioni, riduzione e addizione
teosofica, non sono difficili ad imparare. Sono
indispensabili a conoscere per comprendere gli
scritti ermetici e rappresentare secondo i pi gran
di maestri il cammino che segue, la natura nelle
sue produzioni.
Verifichiamo matematicamente la frase preeedentemente menzionata.
Ridurre il Ternario per mezzo del Quaternario
alla semplicit dellUnit.
Ternario = 3
Quaternario = 4
3 + 4 = 7
per riduzione teosofica:
7 = l + 2 + 3 + 4. + 5 + 6 + 7

44
28 = 10 per laddizione tesoofica e riduzione
del totale.
Infine : 10 = 1 -{- 0 = 1
Loperazione si scriver cos :
4 + 3 = 7 = 28 10 = 1
4/ -f- 3 = 1
Riprendiamo ora lesempio cifrato dato in
primo luogo.
1 2. 3
4. 5. 6
T 8. 9
10. 11. 12

0)

(2) (3)
e facciamo qualche considerazione in merito usan
do i calcoli teosofici.
Notiamo prima che riappare lUnit, vale a
dire che il ciclo riprende dopo tre progressioni
10
11

- ; IO, 11, 12 ecc. ridotti teosoficamente


ridanno 1 2. 3 ecc. (1).
Queste tre progressioni rappresentano i TRE
MONDI nei quali tutto racchiuso.
Notiamo altres che la prima linea verticale
1, 4, 7, 10, che ho considerato come rappresen
ti) V. per 1 applicazione di questa legge in Mosi

Fabre dOlivet La Lang, tub. rest.

tanti lunit a diverse ottave, effettivamente la


rappresenta, poich :
1= 1
4 = l + 2 + 3 + 4 = 10 = 1
7 = 1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 + 7 = 28 = 1 0 = 1
10 = 1
13 = 4 = 10 = 1
16 = 7 = 2 8 = 10 = 1
Si pu cos continuare la progressione fino
allinfinito e verificare queste leggi matematiche
famose, che, lo so, sono considerate puramente
mistiche, per il semplice fatto che non se ne ca
pisce la portata. Consiglio coloro i quali credes
sero che si tratta di sogni nebulosi, la lettura
delle opere sulla fisica e la chimica di Louis Lucas,
dove troveranno la legge precedente designata
col nome di serie e applicata alla dimostrazione
sperimentale nei campi della chimica e della
biologia.
Prima di terminare questo capitolo, gi molto
lungo, voglio segnalare un fatto estremamente
importante per comprendere il tetragramma sacro
degli Ebrei, di cui ci occuperemo in seguito.
La progressione:
1. 2. 3
4. 5. 6
7. ecc.
formata da quattro cifre disposte soltanto su tre
colonne poich la quarta cifra non che la ripe-

tlzlone della prima. E cme se vi fosse 1, 2. 3 I


ecc. Gli ebrei esprimono il nome pi augusto
della divinit con quattro lettere di cui una ri
petuta due volte, ci che riduce il nome divino a
tre lettere, cosi IEVE = IVE. Queste considera
zioni avranno il loro posto in seguito
Siamo ora in possesso di metodi, che forse
ci permetteranno dandare innanzi ; cos non esi
teremo a penetrare con esse nei misteri antichi
per conoscere il grande segreto che gliniziati
hanno celato sotto un triplice velo.

CAPITOLO IH

La Vita Universale
In ultima analisi il corpo umano si riduce
alla cellula, lumanit si riduce alla molecola
sociale che luomo, il mondo si riduce allastro,
lUniverso al Mondo : cellula, umanit, astro,
mondo, Universo non sono che delle ottave del
lunit, sempre identica a s stessa.
La legge seguita dalla natura tanto vera
che dovunque noi la ritroviamo identica, qualche
sia lestensione degli oggetti considerati.
Luomo si riunisce per formare la famiglia,
la famiglia si riunisce per formare la trib, le
trib stabiliscono il raggruppamento gerarchico
per costituire la nazione, riflesso dellumanit.
Vedete i satelliti disporsi intorno ai pianeti,
i pianeti intorno al sole per costituire i Mondi ;
i Mondi, che non sono essi stessi che cellule
dellUniverso, segnano in caratteri di fuoco nel
lInfinito le legge eterne della Natura.
Dovunque v questa progressione misteriosa,
questo accomodamento delle unit inferiori din
nanzi allUnit superiore, questa seriazione

universale che va dallatomo, per salire dallastro


al Mondo, fino a quellunit Prima intorno a cui
gravitano gli Universi.
Tutto anagolo : la legge che regge i Mondi
regge la vita dellinsetto. Conoscere il secreto
deila cellula conoscere il secreto di Dio.
Dovunque lassoluto. Tutto in tutto.
li metodo analogico si manifesta cos in tutto
il suo splendore.
Perch, se luomo una cellula dellumanit,
l'umanit non potrebbe essere lapparecchio su
periore dun essere animato che si chiama la Terra?
Perch la Terra non potrebbe essere un
organo dun essere superiore chiamato ii Mondo,
di cui il Sole sarebbe il cervello?
Perch questo stesso Mondo non potrebbe
costituire la serie inferiore dellEssere degli Esseri
del Macrocosmo di cui gli Universi sono gli
apparecchi ?
Tali sono le questioni che si sono poste
allinvestigazione di tutta lantichit.
Ma la vita che circola nella cellula e nelluomo
da dove viene ?
La cellula umana immobilizzata nellorgano,
ma ecco che la corrente vitale portata dal sangue
le passa rapidamente davanti ; essa prende da
questa corrente ci che le bisogna e compie la
sua funzione ; la corrente dovunque identica

49

ma ogni' cellula la trasforma differentemente.


E possibile dnque che una stessa forza,
la vita, sia trasformata in forza di ordini differenti
e ci per la diversa forma degli organi ?
A tali questioni lEgiziano si rinchiude nel
laboratorio del tempio e scorge un fascio di luce
bianca frangersi contro un prisma, che la tras
forma in vari colori. I colori dipendono dallo
spessore del cristallo attraversato. Gli basta.
Capisce.
Tali sono le basi della Medicina Occulta. Ma
questa corrente vitale da dove viene ?
Dallaria dove il globulo sanguigno va a
cercarla per condurla nellorganismo.
Lunit magnifica delle produzioni dOsiride
-Iside appare ancor pi meravigliosa.
Una stessa corrente vitale circola attraverso
il Pianeta e ogni cosa e individuo, dal minerale
alluomo, aspira e trasforma la Vita in vita
particolare dun organo o duna specie.
Analogicamente la Terra attinge la sua vita,
e quella di tutto ci che porta, in quella corrente
luminosa e vitale nella quale immersa, corrente
che proviene specie dal Sole, il quale, a sua
volta, lattinge per vivere e diffonderla dallU
niverso stellare.
Allora il prete egiziano, comprendendo nel
suo insieme augusto la sintesi della vita, si
4 Trattato Elementare di Scienza Occulta

prosterna e adora Dio in lui, Dio nel mondo,


Dio neirUniverso, Dio in Dio.
Egli adora la Vita che in lui, questa Vita
che la Terra gli ha dato, questa Vita che il nostro
Mondo ha ricevuto dal Sole, che questo ha
attinto dallUniverso e che lUniverso ha avuto
dal centro misterioso e ineffabile dove lEssere
degli Esseri, lUniverso dellUniverso, lUnit Vita,
Osiride-Iside, risiede nella sua eterna unione.
La vita che abbiamo trovata diffusa in tutto
potrebbe sfuggire alle leggi comuni ?
Il fenomeno, qual che sia, rivela sempre e
dovunque la sua origine trinitaria. Le serie, per
quanto grandi possano apparire, si dispongono
tutte secondo la legge misteriosa:
Attivo-Positivo, Passivo-NegaUNeutro-Equilibrio.
-J-

00

Questuomo che fa da padrone nella famiglia,


in cui rappresenta il positivo, Si piegher dinanzi
alla legge della trib e, cos, diverr negativo.
La Terra che attira e riunisce, nella sua as
sorbente unit, tutti gli esseri e tutti gli oggetti
situati sulla sua superficie, agendo cos come attivo,
obbedisce passivamente allattrazione del Sole,
suo superiore.
Vediamo apparire cos lassorbimento delle
serie inferiori per le superiori e di queste.

considerate come serie inferiori, per una serie


superiore ecc., allInfinito.
Il caldo appare positivo nel caldo, negativo
nel freddo, equilibrato nel tiepido. La luce
appare positiva nel chiaro, negativa nellombra,
equilibrata nella penombra. Lelettricit si mostra
positiva nel positivo, negativa nel negativo,
equilibrata nel neutro.
Ma il calore, la luce, lelettricit non rap
presentano le tre fasi duna cosa che sta pi
in alto?
Risaliamo sperimentalmente attraverso i
fenomeni ; dopo la fisica troveremo la chimica
e vediamo unesperienza nota : lossigeno si di
sporr al polo del Movimento, lidrogeno al polo
della Resistenza e lazoto a volte nelluno talvolta
nellaltro di questi due poli, secondo la parte
che rappresenta nelle ,combinazioni. Vediamo
che la stessa cosa per gli altri corpi metalloidi
o metallici ; dovunque ritroviamo il movimento
acidificante, il riposo alcalinizzante e lequilibrio
fra i due rappresentato dallazoto e dalle sue
sfumature.
Quando, di progressione in progressione,
dUniverso in Universo, avremo raggiunta la
pi alta astrazione* noi scorgeremo ununica
forza opponentesi a s stessa per creare nella
sua attivit il Movimento, nella sua passivit la

Materia e nei suo equilibrio tutto quello Che


compreso fra la divisibilit e lUnit, scorgeremo
gli scalini infiniti per i quali la forza risale dallo
stato solido fino alle forme le pi elevate del
lintelligenza, del genio, e finalmente alla sua
origine, Dio, di cui lattivit si chiama il Padre
o Osiride, la pssivit il Figlio o Iside e
lequilibrio, causa di tutto, imagine della Tri-Unit
che Lo costituisce, si chiama lo Spirito-Santo
o Horus.
Teniamo ora uno dei pi grandi segreti del
Santuario, la chiave di tutti i miracoli passati,
presenti e futuri, la conoscenza di quellagente
sempre lo stesso e sempre diversamente designa
to, il Telesma di Ermete, il Serpente di Mos e
deglind, lAzoth degli alchimisti, la Luce astrale
dei M arinisti e dElifas Levi, infine il Magnetismo
di Mesmer e il Movimento di Louis Lucas, che
ha scoperto le tre leggi che lo dirigono e ne ha
mostrato lapplicazione alle scienze positive con
temporanee.
Gi conosciamo le diverse modificazioni per
le quali questagente universale diviene la vita
di ciascuno. Studiamo ora la sua evoluzione.
Questa emanazione seguir universalmente
tre fasi di sviluppo :
In una prima fase* il passivo savvantagger
sullattivo ed il Risultato sar una passivit, una

materializzazione, un allontanamento dallUnit


alla Molteplicit. In una seconda fase, lattivo e
il passivo si equilibreranno; la gerarchia, la serie
apparir, gli inferiori graviteranno intorno al ter
mine superiore. In una terza fase, infine, lattivo
savvantagger sul passivo, levoluzione della
Molteplicit sullUnit si effettuer.
Queste sono le tre leggi del Movimento.
Dal Centro misterioso nel quale si tiene lo
ineffabile, linconcepibile En Sulph-Parabrahm,
una forza emana nellinfinito.
Questa forza costituita attiva-passiva, come
ci che vi ha dato nascita, produrr un risultato
differente secondo che lattivo o il passivo do
miner nellazione.
La forza sallontana dallUnit per divenire
la Molteplicit, la Divisione ; cos il passivo,
creatore del Multiplo, dominer. La forza rsi ma
terializza. Lintelligenza a poco a poco sispessisce,
provocando quella materia radiante che la pi
prossima alle essenze.
A questo momento una massa enorme attra
versa lo spazio. Sui pianeti inferiori, che essa
fende in corsa, gli strumenti si puntano e dallo
alto degli osservatori, i mortali annunziano: una
cometa attraversa il nostro sistema. Nei mondi
superiori, glimmortali si prosternano e adorano
religiosamente la Luce divina, che compie il sa-

54Orifizio, da cui dovr nascere il ritorno allUnit


ed esclamano : Lo Spirito di Dio attraversa il
nostro Mondo.
Tuttavia pi la massa sallontana dallUnit,
pi saccentua la sua materializzazione. Lo scien
ziato che la scopre annunzia ai mortali una nebu
losa, la Nascita di un sistema planetario, mentre,
sempre nei Mondi superiori, lImmortale conce
pisce la nascita dun Dio.
Lo stato pi passivo nato, gli agglomerati
solidi nascono, ma contemporaneamente la forza
attiva si sviluppa, si libera a poco a poco e viene
ad equilibrare la forza passiva. La Vita si con
centra in un Sole, centro del sistema. E allora che
la forza attiva predomina sulla passiva, i pianeti
si dispongono intorno al Centro preponderante,
lessere vivente che si chiama un Mondo nato ;
organizzato e lentamente evolve verso lUnit
da cui venuto.
Su ognuno dei pianeti la legge che ha dato
origine al Mondo si ripete, identica. Il Sole agisce
verso i pianeti come lUNIT-VITA ha agito verso
il Sole. Il pianeta tanto pi materiale per quanto
pi lontano da lui.
Sui pianeti, in ignizione prima, allo stato
gassoso e liquido poi e solido successivamente,
nascono i continenti. La forza attiva allora pre
domina. Consolidandosi i pianeti condensano nel

loro seno la forza ignea che prima li formava.


Questa forza vitale terrestre, che non che una
emanazione della forza vitale solare, agisce sulla
Terra ed i rudimenti vitali si sviluppano costi
tuendo i metalli pi inferiori.
Come questo Mondo evolve verso la Vita del
suo Universo creandosi unanima, insieme di tutte
le anime planetarie racchiuse in lui ; come ogni
pianeta evolve verso lanima del suo mondo,
creandosi la sua anima planetaria, insieme di
tutte le anime.che esso racchiude; cosi il metallo,
primo termine della vita sul pianeta, evolve at
traverso le sue diverse epoche unanima verso
lanima della terra. Questo metallo dapprima
inferiore si perfeziona sempre pi, diventa capace
di fissare pi forza attiva e cosi, col tempo, la
vita che circolava prima nel piombo ora circola
in una massa doro, il Sole dei metalli.
La forza vitale progredisce parimenti attra
verso il vegetale fino alla pi elevata produzione
del continente, luomo, Sole dellanimalit.
Non bisogna dimenticare che al momento
della Nascita dun Mondo, altri gi esistevano,
che avevano compiuto, a gradi differenti, levo
luzione verso lUnit. Cos vi sono epoche differenti
nei pianeti e nelle loro produzioni.
Come esistono pianeti det diverse cos, in
uno stesso pianeta, vi sono continenti det dif-

iff

t -

ferente, su cui evolvono successivamente razze


d'uomini di varia evoluzione, sicch quando una
razza gi evoluta su un continente ed nel
pieno del suo sviluppo intellettuale, su un altro
continente venuto pi tardi, unaltra razza, ma
nifestatasi dopo, sar pi selvaggia, pi abbrutita,
m a pi vitale.
E lo stesso per la famiglia, dove vediamo
il fondatore, lavolo, pieno desperienza, ma ab
battuto dalla vecchiaia, mentre iultimo nato
tanto ignorante quanto pieno di vita. Si stabilisce
cosi questa gradazione e transizione: Figlio, Padre,
Nonno, Avolo che rappresentano nella famiglia
quellevoluzione che ritroviamo in tutta la natura.
Gli esseri sono formati in ultima analisi da
tre parti : il corpo, la vita o spirito e lanima.
Levoluzione dun corpo produce una vita,
levoluzione d una vita produce unanima.
Verifichiamo questi dati applicandoli alluomo.
Ogni continente si corona, lo ripeto, duna
razza differente duomini, che rappresentano il
termine superiore dellevoluzione materiale sul
pianeta.
In ogni uomo si mostrano tre parti : il ventre,
il petto, la testa. Ad ognuna di queste parti sono
attaccate delle membra. Il ventre serve a fabbri
care il corpo, il petto serve a fabbricare la vita, la
testa serve a fabbricare lanima.

57 Lo scopo dogni essere creato dalla natura


di dare nascita ad una forza dordine superiore a
quella che riceve e ci dal minerale aUuomo.
La vita data alluomo perch la trasformi
in una forza pi elevata, lanima. Lanima una
risultante. Lo scopo delluomo prima di tutto
quello di sviluppare in lui questanima che vi
si trova in germe. Questa idea nascosta ai pro
fani, si ritrova in tutti gli autori che sono
profondamente penetrati nei segreti della
natura.
E cos infatti che Dio stesso, per lintima
conoscenza dellassoluto che la sua essenza,
identifica perpetuamente col suo sapere lessere
che gli corrisponde nella sua essenza assoluta ;
ed cos che mnifestamente Dio opera incessan
temente la sua creazione o la sua immortalit.
Pr conseguenza, poich luomo creato ad im
magine di Dio, con lo stesso mezzo che deve
conquistare la sua immortalit, operando cos la
sua propria creazione con la scoperta dellessenza
dellassoluto, vale a dire delle condizioni stesse
dellesistenza della Verit (Wronski, Lettre aa
Pape). Fabre dOlivet, nellammirabile riassunto che
fa della dottrina di Pitagora, ci mostra in qualche
pagina la sintesi della psicologia antica :
Pitagora ammetteva due moventi alle azioni
umane, la potenza della Volont e la necessit

del Destino; egli le sottometteva Tuna.e l'altra


ad una legge fondamentale chiamata Provvidenza^
dalla quale entrambe emanavano.
Il primo di questi moventi era libero ed il
secondo dominato : sicch luomo si trovava fra
due opposte nature, ma non contrarie, indifferen
temente buone o cattive, secondo luso che sa
peva farne. La potenza della Volont si esercitava
sulle cose da farsi o suiravvenire ; la necessit
del Destino sulle cose fatte o sul passato ; e luna
alimentava continuamente l'altra, lavorando sui
materiali che si fornivano reciprocamente.
Poich, secondo questammirevole filosofo,
dal passato che nasce lavvenire, dallavvenire
che si forma il passato, dalla riunione d entrambi
che scaturisce il presente, sempre attuale, dal
quale hanno ambedue origine. Cosi, secondo
questa dottrina, la Libert regna nellavvenire, la
Necessit nel passato e la Provvidenza nel pre
sente. Niente accade per caso, ma dallunione
della legge fondamentale e provvidenziale con
la volont umana che la segue o la trasgredisce;
operando sulla Necessit.
Laccordo della Volont e della Provvidenza
costituisce il bene, il male nasce dalla loro op
posizione. Luomo ha ricevuto, per condursi
sulla terra, tre forze appropriate ad ognuna delle
tre modificazioni del suo essere, e tutte e tre
incatenate alla sua volont.

59 La prima, legata ai corpo, listinto ; la


seconda, allanima devota, la virt; la terza,
che appartiene allintelligenza, la scienza o la
saggezza. Queste tre forze, indifferenti in s
stesse, non assumono questi nomi che per il
buon uso che ne fa la volont, poich, nelluso cattivo, esse degenerano in abrutimento, nel vizio
e nellignoranza.
Listinto percepisce il bene e il male fisico
dalla sensazione ; la virt conosce il male ed il
bene morale esistente nel sentimento ; la scienia
giudica il bene e il male intelligibile che nasce
dal consenso. Nella sensazione il bene e il male
si chiamano piacere e dolore ; nel sentimento
amore e odio, nel consenso, verit e errore.
La sensazione, il sentimento e il consenso
che risiedono nel corpo, nellanima e nello spirito
formano un ternario che, sviluppandosi a favore
duna unit relativa, costituisce il quaternario umano o luomo considerato astrattamente.
Le tre affezioni che compongono questo
ternario agiscono e reagiscono le une sulle altre
e si illuminano, o soscurano reciprocamente; e
l'unit che le lega, vale a dire luomo, si perfeziona
o si deprava, secondo che essa tende a confon
dersi con lUnit universale o ad allontanarsene.
Il mezzo che dispone per confondervisi o
per distinguersene, per avvicinarvisi o per al-

lontanarsene, risiede tutto nella sua volont, che


per luso che fa dei suoi strumenti che forniscono
il corpo, lanima e lo spirito, sabbrutisce, si rende
virtuosa o viziosa, saggia o ignorante e si mette
in istato di percepire con pi o meno energia, di
conoscere di giudicare con pi o meno rettitudine
ci che v di buono, di bello e di giusto nella
sensazione, sentimento o consenso : di distinguere
con pi o meno forza e luce il bene ed il male,
e di non sbagliarsi infine in ci che realmente
piacere o dolore, amore o odio, verit o errore.
Pitagora ammetteva pi esistenze e soste
neva che il presente che ci colpisce, e lavvenire
.che ci minaccia non sono che lespressione del
passato, che stato opera nostra nei tempi pre
cedenti. Diceva che la maggior parte degli uo
mini perdono venendo sulla Terra il ricordo delle
esistenze passate (1); ma lui, per un favore par
ticolare degli Dei, ne conservava il ricordo.
Cos questa necessit fatale, di cui lUomo
non cessa di lagnarsi, lui stesso a crearla con
la sua volont ; egli percorre, a misura che
avanza nel tempo, la strada che si da s stesso
tracciata, e, secondo che la modifica nel bene
(1) Che non necessario intendere da! punto di vista
reincarnazionistico, che, malgrado le opinioni di Papus,
unimpossibilit metafisica (N. del T).

o nel male, che vi semina le sue virt od i


suoi vizi, egli la ritrover pi dolce o pi penosa
quando sar il tempo di percorrerla nuova
mente. (1).
Linsegnamento del tempio si riduceva unica
mente allo studio della forza universale nelle
sue diverse manifestazioni.
Studiando prima la Natura naturata, la natura
dei fenomeni, laspirante alliniziazione imparava
le scienze fisiche e naturali. Poi, constatato che
questi effetti dipendevano duna sola serie di
cause, liniziazione gli apriva il Mondo delle
cause ed egli penetrava nello studio della Natura
Naturante, imparando le Leggi della Vita, che
sempre identica nelle sue diverse manifestazioni :
la conoscenza della vita dei Mondi gli dava la
chiave dellastrologia, quella della vita terrestre
gli dava le chiavi dellAlchimia
Salendo dun grado l'aspirante trovava nel
luomo la riunione della Natura, Naturante e
Naturata, pervenendo alla concezione della forza
unica. Alla pratica e conoscenza delle scienze
superiori, la Teurgia, la Magia, la Terapeutica
sacra e lAlchimia, pochi pervenivano.
Saint-Yves dice che fra gli ordini della

(1) Fabre dOIivet: Vers dors pp. 249 e 251,

scienza antica, tre abbracciavano rispettivamente


la Natura Naturante, Naturata ed infine lumana,
che*ad essa serve di legame e lo ierogramma
di questi ordini era EVE, la Vita.
Il quarto, rappresentato nella tradizione mosaica
dalla prima lettera della parola IEVE, corrispon
deva a tuttaltra gerarchia di conoscenze, ed era
caratterizzato dal numero dieci.
Si vede cos che linsegnamento della Scienza
antica si riduceva ai quattro gradi seguenti :
1. - Studio della forza univer
sale nelle sue manifesta
zioni vitali

Scienze fisiogoniche

2. - Studio di questa forza


nelle sue manifestazioni
umane

Scienze androgoniche

3. - Studio di questa forza


nelle sue manifestazioni
astrali

Scienze cosmogoniche

4. - Studio di questa forza


nella sua essenza e pratica
dei principi scoperti.

Scienze teogonche

Ca

p it o l o

IV

Lesp ressio n e delie idee.


LAlchimia.
Proseguendo fino in fondo al santuario il
nostro studio della scienza antica, noi abbiamo
successivamente affrontato le idee pi generali
che racchiudeva.
Ma non bisogna ancora fermarsi.
Lidea, finch resta nel cervello del suo
creatore, invisibile per il resto degli uomini.
Questi non potendo, in generale, comunicare
fra loro che attraverso i sensi, non saccorgeranno
di queste'idefa se non quando sar sensibilizzata.
Lidea linvisibile. Per rendere visibile
questinvisibile, bisogna usare un segno.
Intendo per Segno ogni mezzo esteriore di
cui luomo disponde per manifestare le sue idee.
Gli elementi del Segno sono : la voce, il
gesto ed i caratteri tracciati ; i suoi materiali
sono : il suono, il movimento e la luce. E' lo
studio dei segni che dobbiamo intraprendere ora,
per scorgere il modo con cui il prete egiziano espri
meva le idee che aveva ricevute dalliniziazione.

64 -

In qualunque maniera si consideri lorigine


del genere umano dobbiamo ammettere che il
germe radicale del pensiero stato trasmesso
attraverso un segno che suppone unidea madre.
Sentiamo qui il parere di Claude de SaintMartin e Fabre dOlivet: Si, se non erro per
deficienza di talento, mostrer che le parole
che compongono le lingue in generale, e quelle
dellebraico particolarmente,' lungi dellessere
prese a caso e formate per larbitrio dun
capriccio, come si crede, sono prodotte al
contrario da una ragione profonda ; prover che
non vi una sola parola, che, in seguito ad
unanalisi grammaticale ben fatta, non possa
riportarsi a degli elementi fissi, duna natura
immutabile per il fondo, quantunque variabile
allinfinito per la forma.
Questi elementi, quali possiamo qui esa
minarli, costituiscono quella parte del discorso
alla quale ho dato il nome di Segno. Essi com
prendono, ripeto, la voce, il gesto ed i caratteri
tracciati. Risaliamo ancora nei tempi e vedremo
l'origine di questi segni.
Ho designato come elementi della Parola
la voce il gesto ed i caratteri tracciati ; come
mezzi, il suono, il movimento e la luce ; ma
questi elementi e questi mezzi esisterebbero
vanamente, se non esistesse, nello stesso tempo,

65 una potenza creatrice, indipendente da essi, che


si trovi interessata ad usarli e capace di metterli
in azione. Questa potenza la volont.
Mastengo di nominare il suo principio ;
poich oltre ad essere difficilmente concepibile,
non qui il luogo di parlarne. Ma resistenza
della Volont non pu esser negata, nemmeno
dallo scettico pi ostinato poich egli non po
trebbe metterla in dubbio senza volerlo e, per
conseguenza, senza riconoscerla.
Ora, la voce articolata ed il gesto afferma
tivo o negativo, non sono e non possono essere
che lespressione delia Volont. E essa, la
Volont, che, impadronendosi del suono e del
movimento, li obbliga a diventare i suoi interpreti
ed a manifestare le affezioni interiori delluomo.
Il suono ed il movimento, messi a disposi
zione della Volont, sono da essa modificati.
Vale a dire che, per mezzo di certi organi appro
priati, il suono articolato e cambiato in voce,
il movimento determinato e cambiato in gesto.
Ma la voce e il gesto non hanno che una durata
istantanea, fuggitiva. 'Se importa alla Volont
delluomo far si che il ricordo delle affezioni,
che essa manifesta sopravviva alle affezioni stesse,
e ci le interessa quasi sempre, allora, non
trovando risorsa alcuna per fissare il suono,
essa simpossessa del movimento, e, con laiuto
5

Trattato elem. di Scienza Occulta

&

della mano, il suo organo pi espressivo, trova,


a furia di sforzi, il segreto di disegnare sulla
scorza degli alberi o di incidere sulla pietra il
gesto che ha prima determinato.
Ecco lorigine dei caratteri tracciati, i quali,
come immagine del gesto e simbolo dellinfles
sione vocale, diventano uno degli elementi pi
fecondi del linguaggio ed estendono rapidamente
il loro dominio, presentando per luomo un
mezzo inesauribile di combinazioni.
Poich la forma, attraverso cui fissato
il suono e il movimento, dipende dallarbitrio
dellindividualit particolare delPuomo che disegna
o parla, essa ha avuto bisogno di convenzioni
per potersi generalizzare e assicurare la sua
autenticit. Tuttavia, malgrado che i caratteri
tracciati suppongano questa convenzione, non
bisogna dimenticare chessi sono il simbolo di
due cose che non la suppongono, linflessione
vocale e il gesto. Essi nascono dalla spon
tanea azione della Volont, mentre i caratteri sono
il frutto della riflessione (1).
In possesso di segni, capaci desprimere la
sua idea, liniziato doveva ancora piegarsi ad
unaltra esigenza : la scelta del suo futuro lettore.
Bisognava creare una lingua che si fosse
(1) Fabre dOlivet, Latig. hb. re$t. cap. VI,

adattata danticipo allinteliigenza di colui al


quale era destinata : una lingua tale che, se una
parola, per il profano non poteva avere signifi
cato, diventasse invece per il veggente una
rivelazione.
Lidea teorica che presiedette alia scelta di
questa lingua fu quella della gradazione gerar
chica ternaria, i Tre Mondi indicati anche da
Rabelais in una sua famosa citazione.
Lidea di racchiudere certe conoscenze in
un circolo speciale talmente diffusa in tutte le
epoche, che noi vediamo,5 in questo secolo di
divulgazione ad oltranza, le comuni scienze
matematiche, di storia naturale ecc. adombrarsi
duna quantit di parole speciali.
Riportiamoci al triangolo dei Tre Mondi
FATTI-LEGGI-PRINCIPII e noi vedremo liniziato,
in possesso di tre mezzi diversi per esprimere
unidea attraverso il senso positivo, il senso
comparativo e il senso superlativo.
1. Liniziato pu servirsi di parole da
tutti capite, cambiando semplicemente il valore
di esse, secondo la classe dintelligenze che vuole
istruire.
Prendiamo un esempio semplice :
Un figlio ha bisogo dun padre e duna madre.
Rivolgendosi a tutti, indistintamente, lo
scrittore parler in senso positivo e dir :

Un figlio ha bisogno dun padre e d una madre.


Se egli vorr escludere dalla comprensione
di questa idea il volgo, user allora il senso
comparativo, salendo dal dominio dei FATTI a
quello delle IjEGGI e dir :
Il Neutro ha bisogno dun positivo e dun
negativo.
L Equilibrio ha bisogno d un attivo e d un
passivo.
Chi versato nello studio delle leggi della
natura, coloro che si designano generalmente alla
nostra epoca, scienziati, capir facilmente il senso
di queste Leggi inintelligibili per un contadino.
Ma bisogna ora escludere dalla conoscenza
duna verit questi stessi scienziati, divenuti teologi
o persecutori, e ?os lo scrittore selever dun
grado ancora entrando direttamente nel dominio
della simbolica, penetrando nel Mondo dei Prin
cipi e dir :
La Corona ha bisogno della Saggezza e della
Intelligenza.
Lo scienziato, abituato a risolvere i problemi
che si presentano alla sua attenzione, capisce le
parole isolatamente, ma non pu afferrare i rap
porti che le lega. Egli capace di dare un signi
ficato a questa frase, ma la base solida gli manca,
non sicuro d interpretare esattamente ; cos alza
le spalle quando frasi simili a quella citata si

rinvengono nei libri ermetici e passa oltre, escla


mando : Misticismo o imbroglio !
2.
Liniziato pu usare segni diversi se
condo coloro ai quali vuole rivolgersi.
Era questo il modo che usavano di preferenza
i preti egiziani che scrivevano in geroglifici, in
lingua fonetica o in lingua ideografica, secondo i
casi 0 ).
Ma spieghiamo questo con esempi, per mag
gior chiarezza, usando la stessa frase del primo
caso :
Un figlio ha bisogno dun padre e duna madre.
Rivolgendosi alia massa, il prete disegner
semplicemente un figlio fra un padre e una ma
dre o dir la frase testualmente.
Se vuol limitare il numero di lettori, egli
selever al Mondo delle LEGGI ed i segni alge
brici intesi dallo scienziato sallinieranno cos :
Sia il oo, che designi il neutro, il figlio, si
scriver :
oo ha bisogno -f- e o (+ ) + () = (oo)
Se vuole restringere ancora il dominio della
comprensione, selever ai segni ideografici cor
rispondenti ai principi e dir :

(1) Fabre dOIivet et Saint-Yvcs dAlveydre.

70
astrologicamente :

-j-) o

o geometricamente
I + | = +
Noi vedremo fra poco che questi segni, che
sono capaci d'esasperare il curioso, non sono scelti
a caso, ma al contrario hanno una ragione pro
fonda che ha presieduto alla loro scelta.
3. Luso della geometria qualitativa per
mette ancora un altro metodo : luso di un solo
e stesso segno, che pu essere preso in significati
differenti secondo la comprensione del lettore.
Cos il segno seguente

non

rappre

senter per lilletterato che un punto in un cerchio.


Il sapiente moderno capir che questo segno
rappresenta una circonferenza e il suo centro o,
astronomicamente, il Sole e per estensione, la
Verit ( raro che un sapiente moderno possa
andare oltre questo grado).
Liniziato vi vedr il Principio, il suo sviluppo,
lIdea nella sua causa, Dio nellEternit,
Fra poco vedremo lorigine di queste inter
pretazioni.
I metodi di cui sto parlando hanno servilo
soprattutto a trattare i pi segreti soggetti d'ini
ziazione ; se ne trova luso nei libri ermetici e
nei riti di Magia. Esiste un altro mezzo usato
da tutta Tanticiiita per trasmettere le verit sco-

perle nel santuario, intendo i racconti simbolici.


Quale mezzo migliore per trasmettere una
verit di quello per cui limmaginazione ad essere
interessata e non la memoria ! Raccontate una
storia al contadino, egli la ricorder e cos le
avventure di Vulcano e Venere passeranno alla
posterit. Sar lo stesso per le Leggi di Kepler ?
Ho dubbi ; poich non m immagino un bravo con
tadino, seduto in un angolo presso il fuoco, ad
enumerare le leggi astronomiche. I racconti sim
bolici contengono tuttavia verit molto pi im
portanti.
Il contadino non vi scorge che un piacevole
esercizio dimmaginazione, il sapiente moderno vi
scopre con meraviglia le leggi del cammino dei
Sole, e l'inizito, scomponendo i nomi propri, vi
scorge la chiave della grande opera e cos capi
sce i tre significati racchiusi nel racconto.
Bisogna ora ritornare su ognuno di questi
metodi fornendo certi elementi di sviluppo che
permettano di vederne chiaramente il modus
agendi.
I.
I primo metodo si riferisce un riassunto
ammirabile della Scienza Occulta teoricamente e
praticamente, una sintesi luminosa dinnanzi alla

12

quale gli iniziati si sono sempre inchinati rispet


tosamente, intendo parlare della Tavola Smeral
dina, attribuita ad Ermete Trimegisto.
Analizziamo questa pagina e vi ritroveremo
le idee considerate nei capitoli precedenti ; ma
prima diamo il testo nei suo insieme.
TAVOLA SMERALDINA DERMETE
* E vero, senza menzogna, verissimo.
Ci che in basso come ci che in
alto e ci che in alto come ci che in basso
per fare i miracoli duna sola cosa.
E poich tutte le cose sono state e sono
venute da Uno, cosi esse sono nate in questa
cosa unica, per adattazione.
11 Sole ne il padre, La Luna ne la madre,
il Vento lha portata nel ventre, la Terra ne
la nutrice ; il padre di tutto, il Telesma di tutto
il mondo qui ; la sua forza intera, se con
vertita in terra.
Separerai la terra dal fuoco, il sottile dal
denso dolcemente con grande arte. Egli sale dalla
terra al cielo e poi discende in terra e riceve la
forza delle cose superiori e inferiori. Avrai cosi
tutta la gloria del mondo e loscurit sallontaner
da te.
E la forza forte di ogni forza, poich essa
*

vincer le cose sottili e penetrer in quelle solide.


* Cos stato creato il mondo.
Da ci usciranno e saranno innumerevoli
adattazioni.
Perci sono stato chiamato Ermete il Trimegisto, possedendo le tre parti della filosofia
del mondo.
Ci che ho detto delloperazione del Sole
compiuto e ultimato.
E vero
Senza Menzogna
Verissimo.
La Tavola smeraldina principia con una Tri
nit. Ermete afferma cosi fin dalinizio la Legge
che regge lintera Natura. Sappiamo che il T er
nario si riduce ad una gerarchia designata col
nome dei Tre Mondi. E dunque una stessa cosa
considerata sotto tre diversi aspetti che queste
parole ci presentano.
Essa la verit e la sua triplice manifesta
zione nei Tre Mondi. :
E vero. Verit sensibile; corrispondente al
Mondo fisico. E laspetto studiato dalla Scienza
contemporanea.
Senza Menzogna. Opposizione allaspetto pre
cedente. Verit filosofica, certezza corrispon-

~~ 74
dente al Mondo metafisico o morale.
Verissimo. Unione dei due aspetti precedenti,
la tesi e lantitesi per costruire la sintesi.
Verit intelligibile corrispondente al Mondo
divino.
Si pu vedere che la spiegazione che ho
precedentemente data del numero Tre trova qui
la sua applicazione luminosa.
Ma continuiamo :
Ci che in alto
come
e
ci che in basso

Ci che in basso
<
come
ci che in alto

per fare i miracoli duna sola cosa.


Disponendo cos questa frase ritroviamo
prima due Ternari o piuttosto un Ternario con
siderato sotto due aspetti positivo e negativo :
Positivo

alto
analogo al
basso

negativo

basso
analogo
allalto

Ritroviamo in seguito lapplicazione del me


todo della Scienza Occulta, lanalogia. Ermete dice
che il positivo (alto) analogo al negativo (casso) si guarda bene dal dire che sono simili.
Infine vediamo la costituzione del quattro per
mezzo della riduzione del tre allunit:
*

75 -

Per fare i miracoli duna sola cosa


o del sette, per mezzo della riduzione del sei (i
due Ternarii) allUnit.
Il quattro e il sette esprimono la stessa cosa,
si pu dunque prendere con certezza luna o laltra,
delle due applicazioni.
Riavviciniamo la spiegazione della seconda
frase del testo di Ermete alla spiegazione della
prima, e vedremo :
Che bisogna considerare una Verit nel suo
triplice aspetto fsico, metafisico e spirituale innanzi
tutto.
Soltanto allra si pu applicare a questa co
noscenza il metodo analogico che permetter di
sapere le Leggi.
Infine bisogna ridurre la molteplicit delle Leggi
allUnit per la scoperta del Principio o della Causa
prima.
Ermete affronta in seguito lo studio dei rap
porti fra il multiplo e lUnit, o fra la Creazione
e il Creatore, dicendo :
E poich tutte le cose sono state e sono ve
nute da Uno, csi tutte le cose sono nate in questa
unica cosa per adattazione.
Ecco in poche parole tutto linsegnamento
dei santuario sulla creazione del Mondo; la crea
zione per adattazione o per il quaternario svilup-

. ?6 pata nel Sepher le sirah e nei dieci primi capitoli


del Boereschit di Mos.
Questa cosa unica, da cui deriva tutto, la
Forza universale di cui Ermete descrive la ge
nerazione :
Il Sole (positivo)
La Luna (negativo)
Il Vento (ricettatore)

ne il Padre
ne la Madre
lha portata nel suo
ventre
La Terra (materializzazione
accrescimento)
ne la nutrice.
Questa cosa che Egli chiamaTelesma (volont)
duna tale importanza che mostrer alcune
opinioni di qualche autore sul soggetto :
Esiste un agente misto, un agente naturale
e divino, corporale e spirituale, un mediatore
plastico universale, un ricettacolo comune delle
vibrazioni del movimento e delle immagini della
forma, un fluido e una forza che si potrebbe
chiamare in qualche modo limmaginazione della
natura.
r<Per mezzo di esso tutti gli apparecchi ner
vosi comunicano segretamente insieme ; di l
nascono la simpatia e lantipatia ; provengono i
sogni ; per mezzo suo si producono *i fenomeni
della seconda vista e della visione soprannatu
rale. Questagente universale delle opere della

77
natura Vod degli Ebrei e di Reichembach, la
luce astrale dei M arinisti.
Lesistenza e luso possibile di questa forza
sono il grande arcano della magia pratica.
La luce astrale calamita,riscalda, rischiara,
magnetizza, attira, respinge, vivifica, distrugge,
coagula, separa, spezza, riunisce tutto sotto lim
pulso di volont potenti (El. Levi, H. de la M).
I quattro fluidi imponderabili, non sono che le
manifestazioni diverse duno stesso agente uni
versale che la luce. (E Levi, H. de la M).
La luce universale, quando calamita i mondi
si chiama luce astrale ; quando forma i metalli
si chiama azoth o mercurio dei saggi ; quando
d la vita agli animali, deve chiamarsi magne
tismo animale,, (E Levi).
* Il movimento lo stato NON DEFINITO
della forza generale che anima la natura ; il
movimento una forza elementare, la sola che
io capisca e di cui bisogna servirsi per spiegare
tatti i fenomeni della natura. Poich il movimento
suscettibile di pi e di meno, vale a dire di
condensazione e di dilatazione, elettricit, calore,
luce.
* E ancora suscettibile di combinazioni, di
condensazioni. Infine vi si trova lOrganizzazione
di queste combinazioni.
II movimento supposto ATTIVO material-

mente e intellettualmente ci d la chiave di tutti


i fenomeni* (Louis Lucas Medicine nouvelle pag. 25).
Dopo aver affermato l'esistenza di questa
forza universale, Ermete affronta lOccultismo
pratico, la rigenerazione delPUomo per s stesso
e della Materia per mezzo di questa rigenera
zione delluomo.
Non toccher questargomento che su un
punto, quello della Filosofia ermetica:
DELLALCHIMIA
E grazie agli alchimisti che i dati della
Scienza Antica sono, in gran parte, pervenuti
fino a noi. Cos non potrei occuparmi dei principii
che guidavano questi ricercatori senza studiare
tutta la Scienza Occulta. Mi limiter dunque in
questo breve svolgimento a dare unidea generale
della pratica sulla quale sono basati i racconti
simbolici.
Certe persone pensano che impossibile
conoscere la pratica della grande opera senza
poter fabbricare la pietra filosofale : un errore.
Gli alchimisti hanno descritto perfettamente le
operazioni che eseguivano. Essi non sono univer
salmente oscuri che su un punto, sulla materia
usata nelle operazioni.

Tuttavia prima di affrontare questo soggetto


bisogna risolvere due questioni :
1. Che cos la pietra filosofale ?
2. E una menzogna o si hanno delle
prove irrefutabili della sua esistenza.
Gi da molto tempo cercavo delle prove
convincenti dellesistenza della trasmutazione senza
poterle scoprire. I fatti certamente non mancano,
ma poich erano stati eseguiti dagli alchimisti,
si poteva supporre che fossero furbe macchinazioni e cos erano risolutamente screditati di
fronte alla critica scientifica.
Sfogliando lopera notevole di Figuer (1),
ho scoperto tre fatti che costituiscono delle prove
scientifiche irrefutabili del cambiamento dei
metalli vili in oro.
La pietra filosofale una polvere che pu
prendere differenti colori secondo il suo grado
di perfezione, ma che, praticamente, non ne
possiede che due : bianco e rosso.
La vera pietra filosofale rossa. Questa
polvere rossa possiede tre virt.
1. Essa trasforma in oro il mercurio e
il piombo ; ho detto in oro e non in un metallo
che se ne avvicini pi o meno, come lha creduto
uno scienziato contemporaneo, Berthelot.
() LAlchimie et les Alchimistes.

2. Essa costituisce un depurativo energico


per il sangue e guarisce rapidamente, presa per
via interiore, qualsiasi malattia.
3. Essa agisce ugualmente sulla piante,
facendole crescere, maturare e fruttificare in
qualche ora.
Ecco tr punti che sembreranno favolosi a
parecchi, ma gli alchimisti sono tutti daccordo
su ci.
Basta del resto riflettere per vedere che
queste tre propriet non ne costituiscono che
una sola : rafforzamento dellattivit vitale.
La pietra filosofale dunque semplicemente
una energica condensazione della vita in una
piccola quantit di materia ed agisce come un
fermento sul corpo in presenza del quale la si
pone.Basta un poco di lievito per far crescere
una gran massa di pane ; parimenti sufficiente
un p di pietra filosofale per sviluppare la vita
contenuta in una materia qualsiasi minerale,
vegetale o animale. Ecco perch gli alchimisti
chiamano la loro pietra : medicina dei tre regni.
Vediamo ora la sua fabbricazione.
Ecco quali sono le operazioni essenziali :
estrarre dal Mercurio volgare uno speciale fer
mento chiamato dagli alchimisti Mercurio dei
filosofi.

81

Pare agire questo fermento sullargento per


estrarne parimenti un fermento.
Fare agire il fermento del Mercurio sulloro
per estrarne un altro fermento. Combinare il
fermento ricavato dalloro con quello dellargento
e il fermento mercuriale in un recipiente di vetro
solidissimo e in forma duovo, chiudere ermeti
camente questo recipiente e metterlo a cuocere
in un forno particolare chiamato dagli alchimisti
athanor, LAthanor non differisce dagli altri for
ni che per una combinazione che permette di ri
scaldare lunghissimamente e in un modo specia
le il detto uovo.
E allora (durante questa cottura) ed allora
soltanto che si producono certi colori sui quali
sono basati tutti i racconti alchemici. La materia
contenuta nelluovo diviene prima nera; ogni co
sa sembra putrefatta, questo stato chiamato la
testa del corvo. Improvvisamente a questo colore
nero succede una splendente bianchezza. Questo
passaggio dal nero al bianco, delloscurit alla
luce, uneccellente pietra di paragone per
riconoscere un racconto simbolico che tratta
lalchimia. La materia cos fissata al bianco serve
a trasmutare i metalli impuri (piombo, mercurio)
in argento.
Se si continua la cottura si vede questo
colore bianco sparire a poco a poco, la materia
6

Trattato E ltm . di Scienza Occulta

- 8 2 assume tinte diverse, dai colori inferiori dello


spettro (azzurro, verde) fino ai colori superiori
(giallo, arancione,) e finalmente si arriva al rosso
rubino. La pietra filosofale allora quasi terminata.
Ho detto quasi, poich a questo stato dieci
grammi di pietra filosofale non trasmutano pi
di venti grammi di metallo.
Per completare la pietra bisogna rimetterla
in un uovo con un poco di mercurio dei filosofi
e ricominciare a riscaldare. Loperazione che era
durata un anno non richiede pi che tre mesi
ed i colori riappariscono nellordine stesso della
prima volta.
A questo stato la pietra trasmuta in oro
dieci volte il suo peso.
Si ricomincia ancora loperazione. Essa non
dura che un mese, la pietra trasmuta mille volte
il suo peso.
Infine si ritenta loperaz/one per lultima
volta e si ottiene la vera pietra filosofale, che tra
smuta diecimila volte il suo peso di metallo in oro.
Queste operazioni sono designate col nome
di moltiplicazioni della pietra. Quando si legge
un alchimista bisogna dunque vedere di quale
operazione parla :
1. Se parla della fabbricazione del mer
curio dei filosofi, nel qual caso sar sicuramente
inintelligibile per il profano.
2, Se parla della fabbricazione della pietra

propriamente detta, nel qual caso egli parler


chiaramente.
3.
Se parla della moltiplicazione ed allora
sar chiaro totalmente.
Munito di questi dati, il lettore pu aprire
il libro di Fiquier e, se non nemico duna
dolce gaiezza, leggere dalla pagina 8 a pagina 52,
Egli decifrer facilmente il senso dei racconti
simbolici che sono cos oscuri.
Portiamo come esempio la storia seguente.
Bisogna cominciare al
Messa nelmatraccalar del sole, quando il ci in forma duovo
marito Rosso e la sposa dei due fermenti,
Bianca si uniscono nello attivo o Rosso, pas
spirito di vita per vivere sivo o Bianco.
nellamore enella tranquillit
nella proporzione esatta
dacqua e terra.
Dall occidente avan
Diverse
grada
zati attraverso le tenebre zioni di fuoco.
verso Settentrione.
Altera e dissolvi il
Testa di corvo,
marito fra linverno e la colori dellopera.
primavera, cambia lacqua
in una terra nera ed elevati
attraverso i colori varii verso
lOriente dove si mostra la
Luna piena.

~ 84
Dopo il purgatorio appare
Bianco,
il sole bianco e radioso .
Considerando una storia simbolica bisogna
sempre cercare il senso ermetico che il pi
nascosto e che si trova quasi sicuramente. Come
la natura dovunque identica, lo stesso racconto
che esprime i misteri della Grande Opera, potr
ugualmente significare il corso del Sole (miti solari)
o la vita dun eroe favoloso. Solo liniziato sar
dunque in grado di cogliere il terzo significato
(ermetico) dei miti antichi (1), mentre lo scien
ziato contemporaneo non vi vedr che il primo
e secondo senso (fisico e naturale, corso del Sole
Zodiaco, ecc.) ed il contadino non ne capir che
il primo significato (storia delleroe).
Le avventure di Venere, Vulcano e Marte
sono celebri dal punto di vista fra gli alchimisti.
Da tutto ci che abbiamo studiato risulta che
per fare la pietra filosofale bisogna avere tempo
e pazienza. Coloro che non hanno ucciso in s il
desiderio delloro non saranno mai ricchi, par
lando alchemicamente.
II.
Abbiamo abbastanza sviluppata la prima
(1) Ragon, Fastes initiatiques.

85 -

maniera che aveva liniziato per esprimere le sue


idee.
Ritorniamo ora sul secondo modo e svilup
piamo, come labbiamo promesso, luso dei segni
geometrici
Niente vi di pi noioso della lista dei
rapporti che intercorrono fra le figure geometriche
ed i numeri che si trovano un p dovunque
negli autori che soccupano della Scienza Occulta.
Questa aridit proviene dal fatto che essi non
hanno mai creduto opportuno di dare la ragione
di questi rapporti.
Per stabilire lalleanza delie idee con le figure
geometriche, ci necessario una base solida di
sviluppo, da noi gi conosciuta. Il punto da cui
partiremo saranno i numeri.
E dallUnit che partono tutti i numeri e
tutti non sono che aspetti differenti dellUnit
identica a s stessa.
E dal punto che nascono tutte le figure geo
metriche e tutte queste figure non sono che aspetti
differenti del Punto (1).
(1) La Kabbala fondata sulla stessa idea. Tutte le lettere
nascono d'una soia, iod, di cui esse ne esprimono tutti gli
aspetti come la natura esprime i diversi aspetti del Creatore
(vedi il Sepher lsirah).

L'unit 1, sar analogicamente rappresentata


dal punto.
Il primo numero al quale d nascit, 1, 2.
La prima figura alla quale d nascita il punto,
la Linea.
Il due, 2, sar rappresentato dalla linea____
semplice o doppia------ -------.
Con la linea unaltra considerazione si pre
senta, la direzione.
I numeri si dividono in pari o dispari, come
le linee prendono due direzioni principali.
La direzione verticale | lAttivo.
La direzione orizzontale --------- ilPassivo.
II primo numero che riunisce gli opposti 1
e 2 il Ternario 3. La prima figura completa,
chiusa, il triangolo.
Il tre, 3, sar rappresentato analogicamente
dal triangolo.
A partire dal numero 3 sappiamo che le cifre
ricominciano la serie universale ; 4 unottava
differente di 1.
Le figure seguenti sono dunque combinazioni
dei termini precedenti, e niente di pi
li quaternario, 4, sar rappresentato da forze
opposte a due a due, vale a dire da linee opposte
nella loro direzione a due a due.

87
2 forze attive

4
2 forze p a s s iv e ____
Quando si vuole esprimere una produzione
prodotta dal 4, si fanno incrociare le linee attive
e passive in modo da determinare un punto centrale
di convergenza ; la figura della croce, immagine
dell Assoluto.

Alla cifra cinque, 5, far riscontro la stella a


cinque punte, simbolizzante lintelligenza (la testa
umana) che dirige le quattro forze elementari
(le quattro membra):

88

I due ternarii, iuno positivo, laltro negativo.


Sette, 7, = : 4 + 3 = A
Otto, 8, = 4 -{- 4 1_1 _! o
Nove, 9, = : 3 - { - 3 + 3 = A A A
Dieci, 10 == il cerchio eterno = O
Ogni numero rappresenta unidea e una
forma. Possiamo dunque stabilire i rapporti
seguenti :
NUMERO

IDEA

FORMA

1
2
3
4

Il Principio
LAntagonismo
LIdea
La forma. LAdattazione

Il Pentagramma

6
7

A
LEquilibrio delle Idee
A
La realizzazione. Alleanza
della Forma e dellIdea

LEquilibrio delle Forme

--

9
to

Perfezione delle Idee


Il Cerchio eterno

-A
+

&
0

89
Per mostrare lapplicazione dei dati prece
denti, traduciamo in linguaggio geometrico le
prime frasi della Tavola Smeraldina :

La verit nei tre mondi

Ci che in alto
come
ci che in basso

Per compiere miracoli duna sola cosa


E come tutte le cose sono state e sono
venute dun
Cos tutte le cose sono nate in questa
cosa unica per adattazione (La croce il
segno delladattazione)

III.
Se noi volessimo parlare lungamente de*
racconti simbolici, terzo metodo usato nellan tr

90 ~

chit, bisognerebbe rivedere tutta la mitologia.


Oltre al fatto che questo lavoro stato gi com
piuto (1), il quadro del nostro soggetto non ce
lo permette.
Tuttavia non vorrei lasciare questo capitolo
senza citare qualche estratto che ci mostri il
modo con cui i traduttori della Bibbia sono
caduti nellerrore prendendo i testi nel significato
materiale. Fabre d Olivet ha giustamente prote
stato contro queste pretese, Saint-Yves dAlveydre ci illuminer maggiormente, riabilitando il
pensiero di Mos.
Per scagionare il legislatore degli Ebrei
dalle calunnie teologiche, cui stato oggetto in
merito al Padre del Genere Umano, prego il
lettore di sollevare con me il triplice velo di cui
ho parlato.
Simile a IEVE maschio e femmina come
lui, Adamo ha un significato molto pi vasto di
quello che i natutalisti formulano, quando volendo
sprimere la Potenza cosmogonica che specifica
luomo, in quanto individuo fsico, chiamano que
sta Potenza Regno Ominale.
Adamo lierogramma di quel principio
universale ; rappresenta lanima intellignte del
lUniverso stesso, Verbo Universale che anima
(1) Ragon, Magonnerle occulte,

- l
la totalit dei sistemi solari non soltanto nellOr
dine visibile, ma soprattutto in quello invisibile.
Poich quando Mos parla del principio
animatore del nostro Sistema solare non pi
Adamo che menziona ma Noah.
Ombra di IEVE, pensiero vivente e Legge
organica degli Aelohim, Adamo lEssenza ce
leste da cui emanano tutte le Umanit passate,
presenti, future, non soltanto quij sulla Terra,
ma attraverso, limmensit dei cieli.
E lAnima universale di Vita, Nephesh
Haiah, di quella sostanza omogenea che Mos
, chiama Adamah, e che Platone chiama la Terra
Superiore.
Ora io qui non interpreto affatto, ma esprimo
letteralmente il pensiero cosmogonico di Mos ;
poich, tale lAdamo dei santuari di Tebe e
del Baereschit, il grandUomo celeste di tutti i
templi antichi., dalla Gallia fino alle Indie (1).
11 famoso serpente del preteso gardino
delle delizie non significa altro, nel testo egiziano
di Mos, che ci che Geoffroy Saint-Hilaire ha
espresso (lattrazione di s per s stesso): Nahash,
lAttrazione originale il cui geroglifico era un
serpente disegnato in un modo particolare.
La parola Haronne, a cui il legislatore de
fi) Saint-Yves d'Alveydre, p. 135. Adam,

92
gli Ebrei fa seguire il precedente ierogramma,
il famoso Hariman del primo Zoroastro ed esprime
la tecnica universale della Natura Naturata, pro
dotta daj precedente principio (1).
Quanto al preteso Eden, eccone il signi
ficato nel testo ermetico di Mos, prete dOriside:
Gan-Bi-Hden, soggiorno d Adamo va,
rappresenta lorganismo della Sfera universale
del Tempo, lOrganizzazione della Totalit di ci
che temporale.
I famosi fiumi che sono in numero di
quattro in uno, vale a dire che formano un qua
ternario organico, non esprimono il Tigre e
iEufrate propriamente detti pi di quanto non
esprimano il Tevere, la Senna od il Tamigi, poi
ch, lo ripetiamo una volta ancora, i primi dieci
capitoli di Mos sono una Cosmogonia e non
una geografia.
Cos questi pretesi fiumi sono in realt dei
fluidi universali che, partendo da Gan, Potenza
organica per eccellenza, inondano la Sfera tem
porale, Hden, il Tempo senza limiti di Zoroastro,
posta essa stessa fra due Eternit, Puna anteriore,
Kaedem, laltra posteriore Gholim (2).
(1) Saint-Yves dAlveydre, Mission des Juifs. Ouroboros.
(2) Saint-Yves dAlveydre, Mission des Juifs. Les Qua

tres fleuves.

Ca pi t o l

V.

Le tavole analogiche
La Magia. - LAstrologia.
Nei metodi usati dalliniziato per esprimere
le sue idee non abbiamo mai visto finora la
forma generale desposizione subire il minimo
cambiamento ; solo il valore dei segni cambia.
Come fare allora per sviluppare in un insieme
armonioso i rapporti che esistono fra i soggetti
trattati ?
Vedremo frequentemente, scorrendo le pagine
di un trattato occulto, frasi come queste :
L'aquila si rivolge all'aria, frase incompren
sibile se manca la chiave per linterpretazione.
Questa chiave risiede in un metodo despo
sizione, stabilito secondo il metodo generale della
Scienza occulta : lanalogia.
Esso consiste nelPesprimere le idee in modo
tale che. losservatore possa afferrare dun solo
colpo il rapporto che esiste tra la legge, il fatto
ed il principio dun fenomeno osservato.
Cosi, dato un fatto, voi potete scoprire la

legge che lo regge ed il rapporto che esiste fra


essa e una grande quantit di fatti.
Come due cose (FATTI), analoghe ad una
terza) (LEGGI), son fra loro analoghe, voi de
terminate il rapporto che esiste fra il fatto osser
vato ed uno qualunque degli altri fenomeni.
Questo metodo, lo si vede, analizza, illumina
i racconti simbolici, ed era usato nei templi sol
tanto fra maestro e discepolo. Esso era basato
sulla costruzione di tavole * disposte in un
certo modo. Per scoprire la chiave del sistema,
tentiamo di ricostruirlo pezzo per pezzo.
Dopo aver letto un racconto simbolico ho sco
perto che racchiudeva tre sensi.
Prima un senso positivo espresso dalla stessa
trama del racconto : un figlio risulta dun padre
e duna madre; poi un senso comparativo espresso
dai rapporti dei personaggi ; rapporto della Luce,
dellOmbra e della Penombra; infine un senso
ermetico e perci generalissimo ; Legge di pro
duzione della Natura, il Sole e la Luna che pro
ducono Mercurio.
La legge che domina quella del Tre. I
principi sono lattivo, il passivo ed il neutro.
Per scoprire i rapporti che esistono fra
questi tre fatti : produzione del Figlio, produzione
della Penombra, produzione del Mercurio, trascrivo
i termini luno sotto laltro, specificando quale

95

il principio attivo
il principio passivo ()
ed il principio neutro (oo^ come stgue:

Padre
Luce
Sole

Madre
Ombra
Luna

(oo)
Figlio
Penombra
Mercurio

Basta un colpo docchio per vedere come i


rapporti siano meravigliosamente indicati. Tutti
i principii attivi dei fatti osservati sono disposti
sotto lo stesso segno + che li governa*
E lo stesso per quanto riguarda i principii
passivi ed i principii neutri.
Tutti i fatti sono ordinati nella stessa di
sposizione, seguendo una linea orizzontale ; talch
leggendo la tavola * verticalmente * si vede
il rapporto dei principii fra loro ; leggendola
orizzontalmente si vede il rapporto dei fatti
coi principii, e scorrendone tutto linsieme si
vede scaturire la legge generale.

Una consider azione importante che risulta

96 da questa disposizione che, come tutti i fatti


sono governati dalla stessa legge, questi fatti
sono analoghi fra loro e possono essere sostituiti
gli uni con gli altri, avendo cura di scegliere,
per sostituire una parola, unaltra parola retta
dallo stesso principio.
Ci provoca una certa confusione nella mente
di. chi vede due fatti, apparentemente discordanti,
accomunati luno allaltro, come nella frase :
Il nostro mercurio androgino figlio del Sole
e della sua compagna, la Luna.
Quale rapporto pu esservi fra questo metallo,
i pianeti e la generazione ad essi attribuita ?
tuttavia unapplicazione delle tavole* analogiche,
poich :
Mercurio androgino
Il Sole
(Padre)
la Luna compagna
(Madre)

il Neutro
lAttivo
il Passivo

ed ecco i loro rapporti :


+
Sole
Padre
Oro

Luna
Madre
Argento

00

Mercurio
Figlio
Argento vivo

97 -

Cosi l'alchitnista voleva dire, se si sostituisce


il Sole col suo equivalente lOro e la Luna cl
suo equivalente lArgento :
Il nostro Mercurio androgino figlio dell'Oro
e dell'Argento.
Riferiamoci a quello che abbiamo spiegato
nel capitolo precedente sullAlchimia e capiremo
perfettamente.
Altre frasi sono anche facili a spiegarsi per
chi conosce i rapporti, mentre per i profani re*
steranno affatto incomprensibili.
Cosi lAlchimista non dir mai : cambiare il
solido in liquido, ma invece : convertire la terra
(solido) in acqua (liquido).
Da ci risulta che molti, prendendo alla let
tera le frasi alchimiche, e leggendo :
Cambierai lacqua in terra e separerai la terra
dal fuoco, si sono rovinati prima daver trovato
il mezzo, per cambiare lacqua in humus o per
separare la terra dal fuoco.
Perci non bisogna meravigliarsi di trovare
persone istruite che professano seriamente lidea
che la fisica degli antichi si riduceva allo studio
dei quattro elementi, terra, acqua, aria, fuoco.
Sono proprio queste persone che trovano cosi
oscuri i libri alchemici, n potrebbe essere
altrimenti.
Se si ben capito luso del metodo analogico,
7

Trattato Eleni. di Scienza Occulta

&

si vedr subito limportanza delle tavole che


indicano immediatamente i rapporti fra i diversi
oggetti.
Questi rapporti erano duna utilit estrema
nella pratica di certe scienze antiche, fra le quali
la Magia e lAstrologia.
Esistono pregiudizi cosi inveterati sulla
prima di queste scienze da rendere indispensabile
qualche parola di spiegazione.
LA MAGIA
La Magia era la pratica delle propriet psi
chiche acquisite durante i diversi gradi della
iniziazione.
Gli antichi, avendo dovunque constatato la
esistenza della vita, avevano anche notato lin
fluenza universale esercitata dalla volont.
Lo sviluppo della volont dunque lo scopo
che deve perseguire ogni uomo che si propone
di comandare le forze della Natura.
Mi domanderete : si pu dunque comandare
queste forze ? Certo. Ma poich questasserzione
colpisce profondamente le idee contemporanee,
vado ad esporre le seguenti spiegazioni a titolo
di semplice curiosit senza partecipare pro o contro.
11 Mondo sensibile sarebbe penetrato da
ogni parte da un altro mondo, il quale sfugge

- 9 9 allazione dei sensi ed puramente spirituale ;


il mondo visibile sarebbe doppiato da un altro
mondo, linvisibile.
Questo mondo invisibile sarebbe popolato
desseri spirituali, di pi categorie.
Gli uni insensibili al bene come al male, e
che possono diventare strumenti delluno come
dellaltro, sono designati col nome di spiriti
elementari o Elementali.
Gli altri, residui vitali duomini imperfet
tamente sviluppati, di volont perverse e di
suicidi, sono designati col nome di Larve. Essi
sono spinti da una cosa soltanto, dal desiderio
non mai appagato.
Infine questo mondo invisibile sarebbe ancora
popolato dalle nostre idee, agenti come esseri reali.
Ogni pensiero duomo passa, nello stesso
momento in cui sviluppato, nel mondo inte
riore, dove diventa una entit attiva a causa
della sua associazione, e potremmo chiamarla
fusione, con un ELEMENTALE, vale a dire con
una delle forze semi-intelligenti dei regni della
Natura. Esso sopravvive come una intelligenza
attiva, creatura generata dallo spirito, durante un
tempo pi o meno lungo secondo lintensit ori
ginale dellazione cerebrale che lha prodotto.
Cosi un pensiero buono perpetuato come
un potere attivamente benigno; uno cattivo come
un demone maligno, sicch luomo popola con-

100

tinuamente con la sua influenza lo spazio dun


mondo a parte, dove saffollano le creature delle
sue fantasie, dei suoi desideri, dei suoi impulsi
e delle sue passioni ; questa influenza reagisce
in proporzione della sua intensit dinamica su
tutta lorganizzazione sensitiva o nervosa che
in contatto con essa (1).
Lagente, attraverso cui si opera su queste
forze intellettuali, la Volont ! Si pu scorgere
nel III Capitolo che le facolt umane sono, per
s stesse, indifferenti al bene o al male e la loro
azione varia secondo limpulso della Volont.
Assolutamente lo stesso avviene per questi esseri
elementari.
Avviene sovente che esseri umani abban
donino completamente luso della loro volont
e cerchino di mettersi in rapporto col Mondo
Invisibile. E allora che le creazioni perverse, le
Larve, troverebbero il mezzo per aumentare la
loro debole vita accaparrandosi quella di quegli
uomini che, anticamente, costituivano gli Stregoni
ed attualmente, costituiscono i Medium degli
Spiritisti.
La differenza fra il mago e lo stregone che
il primo sa quello che fa e ci che ne risul
ter, mentre il secondo Pignora assolutamente.
(1) Kout-Houmi, (Sinnet, Monde Occulte pag. 170).

101

Limportante dunque la Volont e tutte le


tradizioni sono unanimi su questo punto, come
lo dice Fabre dOlivet: Jerocle, dopo aver
esposto questa prima maniera di spiegare i versi
di cui si tratta, tocca appena la seconda, dicendo
che la votont delluomo pu influire sulla Prov
videnza, quando, agendo in unanima forte,
assistita dal cielo e opera con esso.
Ci era una parte delia dottrina insegnata
nei misteri e di cui si proibiva la divulgazione
ai profani. Secondo questa dottrina, di cui si
possono trovare esempi notevoli in Platone, la
Volont, sostenuta dalla Fede, poteva vincere la
stessa Necessit, comandare la Natura ed ope
rare miracoli. Essa era il principio sul quale ri
posava la magia dei discepoli di Zoroastro. Ges,
dicendo parabolicamente che la fede smuove le
montagne, seguiva la tradizione teosofica, da tutti
i saggi conosciuta.
La purezza del cuore e la fede trionfano
di ogni ostacolo diceva Kong-Tze; ogni uomo
pu uguagliare i saggi e eli eroi di cui le na
zioni venerano la memoria, diceva M en g -T ze;
non mai il potere che manca, la volont;
purch si voglia, si riesce >.
Queste idee dei teosofi cinesi si ritrovano
negli scritti deglindiani e anche in quelli di
qualche Europeo,

Pi la volont grande, scrive Boheme,


pi lessere grande, pi potentemente ispirato.
La volont e la libert sono una stessa
cosa (1) .
La Volont che va risolutamente avanti,
la fede ; essa modella la sua forma in spirito,
e sottomette a s tutto ; per suo mezzo unanima
riceve il potere dinfluire su unaltra, e di pene
trarla nelle sue pi intime essenze. Quandessa
agisce con Dio, pu rovesciare le montagne, spez
zare le roccie, confondere i complotti degli empi,
soffiare su di essi il disordine e lo spavento ;
pu operare tutti i prodigi, comandare i cieli, il
mare, incatenare la morte stessa ; tutto le sot
tomesso. Niente esiste a cui essa non possa co
mandare in nome dell Eterno. L anima che
esegue queste grandi cose non fa che imitare i
profeti e i santi, Mos ,Ges e gli apostoli. Tutti
gli eletti hanno tale potenza. Niente pu nuocere
a colui in cui v Dio (2).
I rapporti del mondo visibile col modo in
visibile erano stati applicati a tutti quegli esseri
spirituali ed i magi avevano dato ad essi nomi
attraverso cui pretendevano evocarli.
II loro aiuto non serviva che ad una cosa:
(1) Fabre dOlivet,
(2) Jacob Boheme, Question 6.

rsdors pag. 254. La Volonti.


V

IU J

concentrare intorno alladepto una pi grande


quantit di Forza Universale, di Movimento, at
traverso cui egli poteva produrre risultati pro
porzionati allintensit delle sue facolt psichiche.
Il cervello umano un generatore insauribile di forza cosmica della qualit pi raffinata,
che ricava dalle energie inferiori della natura
bruta ; l'adepto completo ha fatto di s stesso
un centro sfolgorante di virtualit, da cui nasce
ranno correlazioni su correlazioni attraverso le
epoche a venire. Tale la chiave del potere mi
sterioso che egli possiede di proietare e di ma
terializzare nel mondo visibile le forme che la
sua immaginazione ha costruite nellinvisibile con
la materia cosmica inerte. Ladepto non crea nulla
di nuovo : non fa che usare, manipolandoli, i
materiali che la natura ha immagazzinati intorno
a lui, la materia prima che, durante le eternit,
ha traversato, tutte le forme. Non ha che a sce
gliere quella di cui ha bisogno e richiamarla ad
esistenza obbiettiva. Questo non sembrerebbe ad
uno dei vostri Sapienti biologi il sogno dun
pazzo ? (1).
I rapporti dell invisibile col visibile erano
stati portati dagli antichi al limite estremo, tanto
che si poteva seguire la catena per la quale un
(1) Kout-Houni (Loc. cit.) p. 167,

104 -

oggetto qualunque ritornava allintelligenza, a cui


doveva la sua forma. Da ci luso di certi oggetti,
di certi caratteri per fissare la volont nelle
operazioni magiche.
Questi oggetti non servivano che come punto
d appoggio sul quale si applicava la volont
delladepto per agire come una potente calamita
sulla forza universale. Un adepto non pu pro
durre un effetto contro natura cio un miracolo.
Mme Blawatsky nel suo libro Isis devoil
parla ampiamente della Magia e dei poteri dello
adepto. Dopo aver spiegato come luomo
tri-uno, essendo composto dal corpo fisico, da
quello astrale, vitalizzante o anima, corpi che
sono tonalizzati ed illuminati dal terzo principio,
lo Spirito immortale. Quando lanima delluomo
pu fondersi con lo Spirito, diventa un entit
immortale. La Blawatsky dice poi che ladepto
deve essere capace di liberare, durante la vita,
lanima dal corpo, ci che significa lestrazione
volontaria e cosciente delluomo che sta dentro
(forma astrale, anima) dalluomo esteriore (corpo
fisico). Questa fase dabilit magica chiamata :
"uscita in corpo astrale,, e, mentre nei.medium
avviene involontariamente e incoscientemente,
nelladepto, nel mago deve avvenire per la vo
lont e per larte di trasporre la coscienza nella
forma astrale, restando assolutamente in istato di
veglia, anzi in istato di risveglio.

105

Per dire le cose in poche parole, scrive la


Blawtsky la MAGIA la SAGGEZZA SPIRI
TUALE, la Natura lalleata materiale del Mago.
Un principio vitale comune riempie tutto e questo
principio subisce il dominio della volont umana,
spinta alla perfezione. Ladepto pu stimolare i
movimenti delle forze naturali nelle piante e
negli animali ad un grado soprannaturale. Queste
azioni, lungi daUostacolare il corso della natura,
agiscono al contrario come stimolanti fornendo
le condizioni dunazione vitale pi intensa .
Questo notevole passo getta una gran luce
sul segreto delle pratiche della magia ed cu-,
rioso di ricercare lorigine di queste teorie. Cos
ricorreremo ancora a Fabre dOlivet.
Come Pitagora designava Dio col numero
1 e la materia col 2, egli esprimeva lUniverso,
col 12 che risulta dalla riunione degli altri due.
Questo numero si forma per la moltiplicazione
di 3 per 4, vale a dire che il filosofo concepiva
il mondo universale come composto di tre mondi
particolari, i quali, concatenandosi lun laltro,
per mezzo di quattro modificazione elementari si
sviluppavano in dodici sfere concentriche.
Lessere ineffabile che riempiva queste sfere,
senza esservi implicato, era Dio. Pitagora Gli
dava per anima la verit e per corpo la luce. Le
intelligenze che popolavano i tre mondi erano in

&

106

primo luogo gli Dei Immortali, poi gli Eroi glo


rificati, ed infine i Demoni terrestri.
Gli Dei immortali, emanazioni dirette del
lEssere increato e manifestazioni delle sue facolt
infinite, erano cos chiamati, poich non potevano
mai cadere in dimenticanza del loro Padre o
errare nelle tenebre dellignoranza e dellempiet ;
invece le anime degli uomini che producevano,
secondo il loro grado di purezza, gli Eroi glo
rificati ed i Demoni terrestri, potevano qualche
volta morire alla vita divina per il loro volon
tario allontanamento da Dio ; poich la morte,
dellessenza intellettuale non era, secondo Pita
gora seguito in ci da Platone, che lignoranza
e lempiet.
Secondo il sistema delle emanazioni, lUnit
assoluta in Dio era concepita come lanima spi
rituale dellUniverso, il principio dellEsistenza,
la luce delle luci ; si credeva che questa Unit
creatrice, inaccessibile allo stesso intendimento,
producesse per emanazione una diffusione d
luce che, procedendo dal centro alla circonferenza,
andasse perdendo insensibilmente la sua luminosi
t e la sua purezza, a misura che s allontanava
dalla sua sorgente fino ai confini delle tenebre,
con le quali finiva per confondersi ; sicch i suoi
raggi divergenti, divenendo sempre meno spiri
tuali, e daltronde respinti dalle tenebre, si con-

107

densavano, fondendosi con esse e, prendendo una


forma materiale, costituivano tutte le specie degli
esseri che il Mondo racchiude,
Cos sammetteva fra lEssere Supremo e
luomo una catena ininterrotta desseri intermediari,
le cui perfezioni decrescevano in proporzione del
loro allontanamento dal Principio creatore.
* Tutti i filosofi e tutti i settarii, che ammi
rano questa gerarchia spirituale, considerarono,
sotto rapporti speciali, gli esseri differenti, di cui
essa era composta. I magi dei Persi, che vi ve
devano dei geni pi o meno perfetti, li chiama
vano con nomi relativi alla loro perfezione ed
in seguito si servivano di questi nomi stessi
per evocarli. Da ci proviene la Magia dei
Persiani, che gli Ebrei, ricevutala per tradizione
durante la loro prigionia a Babilonia, chiamarono
Kabbala. Questa magia si fuse con Pastrologia
dei Caldei, che consideravano gli astri come es
seri animati appartenenti alla catena universale
delle emanazioni divine; essa si leg in Egitto
con i misteri della Natura e si rinchiuse nei
santuari, dove i preti linsegnavano sotto il velo
di simboli e di geroglifici. Pitagora, concependo
questa gerarchia spirituale, come una progres
sione geometrica, consider gli esseri che la com
ponevano in rapporti armonici e stabil, per ana
logia, le leggi dellUniverso su quelle della mu-

18
J.

Sica. Chiam armonia il movimento delle sfere


celesti e si serv dei numeri per esprimere le
facolt dei differenti esseri, le loro relazioni e le
loro influenze. Terocle menziona un libro sacro,
attribuito al filosofo, nel quale egli chiamava la
Divinit il Nmero dei Numeri.
Fiatone che consider, qualche secolo dopo,
questi stessi esseri, come idee e tipi, Untava di
penetrarne la natura ed a sottometterseli per
mezzo della dialettica e per la forza del pensiero.
Sinesio che fuse la dottrina di Pitagora
con quella di Platone, chiamava a volte Dio il
Numero dei Numeri, altre volte lIdea delle Idee.,
Gli Gnostici davano agli esseri intermediari il
nome d Eoni, che significa in egiziano un Prin
cipio di Volont, sviluppantesi per mezzo duna
facolt plastica, nome che in greco riferito ad
una durata infinita (1).
Se il lettore volesse sincerarsi fino a qu 1
punto questi rapporti erano spinti dagli antichi
maestri doccultismo non ha che riferirsi ad una
delle tavole magiche di Agrippa, quella del
Quaternario, che si trova nella Filosofia Occulta (2).
11 lettore potr vedere il modo con cui i
(1) Fabre dOlivet, Vers dors de Pythagore.
(2) Agrippa
LaFilosofia Occulta, vendibile presso la
Societ Editrice Partenopea, V. S. Bartolomeo 47, Napoli.

109
fatti, le leggi e i principi sono disposti nelle
tavole analogiche. Si vedr, per esempio, perch,
per comandare agli spiriti dellARIA, necessaria
una piuma dAQUILA, secondo i rapporti ana
logici che esistono fra lelemento e luccello. Tutte
queste pratiche non servono, lo ripeto, che per
fissare la volont.
Un altra questione che vorrei affrontare,
prima dandare innanzi, quella della predizione
degli avvenimenti futuri.
La scienza divinatoria per eccellenza lAstrologia. Se si ricordano i dati della dottrina di
Pitagora, concernenti la Libert e la Necessit,
sar facile scorgere le ragioni teoriche che gui
davano i ricercatori nei loro studi. Poich tutto
analogico nella Natura, le leggi che guidano i
Mondi nella loro corsa debbono ugualmente gui
dare lUmanit, cervello della Terra e gli uomini,
cellule dellumanit. Tuttavia limperio della vo
lont cos grande che, come si visto poco
fa, pu giungere fino a dominare la Necessit;
da cui questa formula, base dellAstrologia :
Astra inclinanty non necessitant
La Necessit per luomo deriva dalle sue
azioni anteriori, da ci che gli Ind chiamano il
suo Karma. Questa idea anche quella di Pita-

gora nonch di tutti i santuari dellantichit :


ecco ia generazione di questo Karma.
Nirvana, detto ne\V Iside, significa la cer
tezza dellimmortalit individuale in SPIRITO,
non in ANIMA ; questa, essendo una emanazione
finita, le sue parti, composte di sensazioni umane,
di passioni e daspirazioni verso qualche forma
oggettiva desistenza, debbono necessariamente
disintegrarsi prima che lo spirito immortale,
racchiuso nellIo, sia liberato del tutto e, per
conseguenza, assicurato contro ogni trasmigra
zione nuova. E come potrebbe luomo raggiun
gere questo stato, se 1 Upadarta, quel desi
derio di vivere e di vivere ancora, non sar
scomparso dallEssere ?
E l Upadana, o desiderio intenso, che
produce la Volont, che sviluppa la Forza ed
questultima che produce la Materia, vale a
dire un oggetto avente una forma. Cosi lIo
disincarnato, non fosse che per quel desiderio
che non muore, fornisce inconsciamente delle
condizioni alle sue proprie generazioni succes
sive, sotto forme diverse ; queste ultime dipen
dono dal suo stato mentale e dal suo Karma,
vale a dire dalle buone o cattive azioni della
sua precedente esistenza (Blawatsky).
E quindi linsieme dei meriti e demeriti che
costituisce per luomo la sua Necessit. Sono

pochi coloro i quali sanno portare la loro vo


lont ad un sviluppo tale che influisca su
questo destino ; cos le inclinazioni degli astri
necessitano per la maggior parte degli uomini.
Lavvenire si compone del passato ; vale
a dire la via che percorre luomo nel tempo e
che modifica per mezzo della libera potenza della
sua volont, egli lha gi percorsa e modificata ;
come la Terra, per servirmi dunimmagine sen
sibile, descrivendo la sua orbita annuale intorno
al sole, secondo il sistema moderno, percorre
gli stessi spazi, e vede spiegarsi intorno ad essa
quasi gii stessi aspetti, cosicch, seguendo di
nuova una strada che si tracciata, luomo
potrebbe, non solamente riconoscervi lorma dei
suoi passi, ma prevedere anticipatamente ci che
vi incontrer, se la sua memoria ne conservasse
limmagine e se questimmagine non fosse can
cellata per cause intime inerenti alla sua natura
e per le leggi provvidenziali che la reggono.
Il principio per il quale si diceva che
lavvenire non che un ritorno del passato non
era sufficiente per riconoscerne la trama ; era
necessario un secondo principio, che era quello
per il quale si stabiliva che la Natura dovun
que simile e, per conseguenza, che la sua azione
essendo uniforme nella pi piccola sfera come
nella pi grande, nella pi alta come nella pi

**

112

bassa, si poteva da ci inferire dalluna allaltra


e pronunziarsi per analogia.
Questo principio scaturiva dagli antichi
dogmi sullanimazione dellUniverso sia in gene
rale che in particolare : dogma consacrato in
tutte le nazioni e secondo cui si insegnava che
non soltanto il Gran Tutto, ma i mondi innume
revoli, che ne rappresentano quasi le membra, i
Cieli e il Cielo dei Cieli, gli Astri e tutti gli
Esseri che li popolano, fino alle piante ed ai
metalli, sono penetrati dalla stessa anima e
mossi dallo stesso Spirito. Stanley attribuisce
questo dogma ai Caldei, Kircher agli Egiziani
ed il saggio Rabbin Maimonide lo fa risalire
fino ai Sabbei (1) .
Se vogliamo sapere lorigine di questi dati
sullastrologia, vedremo che, come tutte le grandi
scienze coltivate dellantichit, essa era diffusa,
su tutta la superfice terreste, come lo prova
P autore che non posso tralasciare di citare :
Lascia agire i pazzi e senza scopo n causa,
Tu devi, nel presente, contemplar lavvenire
Vale a dire, devi considerare quali saranno i
risultati di tale o tale azione, e pensare che essi,
(1) Fabre dOlivet Vers dors pag. 273

113
dipendendo dalla tua volont, prima ancora di
nascere, diverranno il dominio della necessit
nel momento in cui lazione sar eseguita, e
crescendo nei passato una volta che saranno
nati, concorreranno a formare la trama dun
nuovo avvenire.
Prego il lettore, curioso in questa specie
d'avvicinamenti, di riflettere un momento sul
lidea di Pitagora. Egli vi trover la vera fonte
delle scienze astrologiche degli antichi e non
bisogna ignorare che esse un tempo/estendevano
il loro impero su tutta la terra.
Ora basterebbe togliersi per un momento
soltanto la benda dei pregiudizi per accorgersi
che una scienza cosi universale, intimamente
connessa a tutto ci che gli uomini ammettevano
di pi santo, non poteva essere il prodotto della
follia e dellignoranza (1)*
Quando, in seguito alle persecuzioni del
potere arbitrale, gli iniziati si videro costretti a
salvare i principii della loro scienza, essi com
posero, secondo gli astri, un misterioso libro,
riassunto a chiave di tutta lantica scienza e
laffidarono ai profani senza rivelarne la chiave.
Oli alchimisti compresero il senso misterioso del
(1) Fabre dOlivet, \e r s dors de
8 Trattato Elem.di Scienza Occulta

libro e molti loro trattati o fra gli altri, le dodici


chiavi di Basilio Valentino sono basati sulla
sua interpretazione. Guglielmo Postel ne ritrov
il significato e lo chiam la
(1);
1 Rosa-Croce possedettero ugualmente questin
terpretazione e le iniziazioni pi alte non ne
hanno perduto il secreto come lo provano le
opere del teosofo Claudio de Saint-Martin, scritte
su quei dati.
Ho voluto scorrere rapidamente le scienze
per le quali sono indispensabili le tavole ana
logiche, sperando che il lettore non me ne vorr
per questo.
1 racconti simbolici rappresentano il senso
positivo delle verit precedentemente enunziate,
le tavole corrispondono al senso comparativo
ed allanalisi di queste verit; studieremo in se
guito i segni che corrispondono alla sintesi. Per
ora dobbiamo chiarire lo studio delle tavole.
Per costruire una tavola analogica prima si
determina la cifra (1. 2. 3. 4 ecc.), di cui la
tavola lo sviluppo. Cos la tavola magica qui
di seguito costruita sulla cifra 4. Bisogner
tracciare dunque tante colonne per quanti sono
(1) Clef
eschosen caches, Amsterdam. Tradotto in ita
d
liano e vendibile presso la Societ Editrice Partenopea
in Napoli, Via S. Bartolomeo, 47.

U 5;

i -principi! studiati, vale a dire tante colonne per


quante la cifra ne rappresenta dunit.
Prendiamo per esempio quattro fatti qual
siasi e determiniamo la loro posizione secondo
il numero Tre.
Osiride

Iside

Horus

Padre

Madre

Figlio

Sole

Luna

Mercurio

Luce

Ombra

Penombra

Fuoco

Acqua

Aria

Vediamo cos in questa tavola unesposizione,


ma noi non sappiamo di che cosa questi fatti
siano lo sviluppo. Cos necessario aggiungere
una colonna supplementare a quelle precedenti,
nella quale scriveremo ci che qui manca.

Dio secondo gli Egiziani

Colonna Negativa
Neutra
Positiva
Osiride
Iside
Horus

La Famiglia

Padre

Madre

Figlio

1 tre Astri

Sole

Luna

Mercurio

La Chiarezza

Luce

Ombra

Penombr.

Gli elementi

Fuoco

Acqua

Aria

1. Colonna

supplomon.

116

Tutti questi fatti, per quanto numerosi pos


sano essere, si dispongono secondo la gerarchia
dei Tre M ondi; cos bisogna aggiungere una
colonna ancora, per cui le colonne supplementari
diventano due.
Ecco la tavola definitiva :
Colonna
Positiva

1. Colonna
Supplem entare

Colonna 1 N eutra 1 2. Colonna


Negativa!
Supptomen.

Dio secondo gli


Egiziani

O siride

Iside

1Horus

1Mondo
Archetipo

La Fam iglia

Padre

M adre

' Figlio

1 tre astri

Sole

Luna

IM ercurio

| Mondo
(M orale

La C hiarezza

Luce

O m bra

Gli elem enti

Fuoco

Acqua

iPenom br. lM ondo


(M ateriale
[Aria

Baster riferirsi alla tavola dAgrippa, posta


in fondo al libro, per vedere

luso

di

questa

colonna dei Tre Mondi.


La lettura e la pratica delle
giche sono

in

gran

tavole

parte basate sulla

analo
lettura

delle tavole num eriche antiche, fra le altre della


tavola di Pitagora. Q uesta lettura si fa second o
il triangolo rettangolo com e segu e :

117
2.
4.
6.
8.

1.
2.
3.
4.

3.
6.
9.
12.

4.
8.
12.
16.

Sia da ricercarsi quale numero risulti dalla


moltiplicazione di 3 per 4. Il risultato si trover
allangolo retto dun triangolo rettangolo di cui
gli altri due angoli saranno formati dagli ele
menti della moltiplicazione, come segue :
1

Si scorge subito che il risultato, 12, si trova


allangolo retto del triangolo.
Basta applicare questi dati ad una tavola
analogica per formare delle frasi strane per chi
non ne ha la chiave.

&

118

Iside

Fuoco

Acqua

Aria

Fra le frasi che cos possono formarsi, ecco


qualche esempio :
P frase : Osiride il Padre dHorus
2 frase : Osiride la Luce d Horus
3 frase : OsiJide il Fuoco dHorus
E inutileinsistere sulle combinazioni mol
teplici che possono risultare in tal modo. Si
pu, per esempio, girare langolo retto del trian
golo, farlo coincidere con la parola Horus per
leggere cos la frase.
Osiride

Horus

Penombra

Homs la Penombra d Osiride, frase oscu


rissima per chi ne ignora la chiave.
Abbiamo dato allinizio del capitolo le di
verse applicazioni di questo metodo, sicch
inutile insistervi.
Abbiamo cos alcuni dati concernenti due
delle pi grandi scienze del santuario, la Magia
e lAstrologia. Continuiamo la nostra strada per
vedere se non saremo parimenti fortunati nello
studio dei pi segreti metodi che la Scienza
occulta usava per spiegare i Pentacoli o figure
simboliche.

Ca

p it o l o

VI.

LEspressione sintetica delle Idee.


I Pantacoli
Liniziato pu rivolgersi a tutti, esprimendo le
sue idee per mezzo di racconti simbolici cor
rispondenti ai FATTI ed al senso positivo.
Molti comprendono, se non il senso, per lo
meno le parole che compongono le tavole ana
logiche corrispondenti alle LEGGI e al senso
comparativo.
La comprensione totale dellultima lingua che
liniziato usa riservata soltanto agli adepti.
Muniti degli elementi che possediamo, pos
siamo ora affrontare la spiegazione parziale di
questo metodo sintetico, lultimo ed il piu elevato
delle Scienze Occulte. Esso consiste nel riassu- *
mere esattamente, in un solo segno, i fatti, le
leggi, ed i principii corrispondenti allidea che
si vuole trasmettere.

l i

Questo segno, vero riflesso dei segni natu


rali, si chiama un pantacolo.
La comprensione e luso dei pantacoli cor
risponde ai PRINCIPII ed al senso superlativo
nella gerarchia ternaria.
Dobbiamo sapere due cose in merito a
queste misteriose figure : la loro costruzione, poi
e sopratutto la loro spiegazione.
Abbiamo gi mostrato la riduzione della
Tavola Smeraldina in segni geometrici, costruendo
cos un vero pantacolo. Tuttavia per maggior
chiarezza, ne costruiremo un altro.
Il secreto il pi nascosto, il pi occulto del
Santuario era, lo sappiamo, la dimostrazione
dellesistenza dun agente universale designato
con una grande quantit di nomi, nonch della
pratica dei poteri acquisiti attraverso il suo
studio.
Come bisogner fare per designare questa
forza con un segno ?
Studiamo allora le sue propriet.
Prima di tutto questa forza unica dotata,
come il suo Creatore, di due qualit polarizzabili ;
attiva e passiva, attrattiva e repulsiva, di
volta in volta positiva e negativa, centrifuga e
Centripeta.
Vi sono pertanto diversi modi per rap
presentare lattivo ; possiamo farlo con la cifra

122

1 ed allora il passivo sar specificato col 2,


ci che ci permette di determinare col numero
12 lattivo-passivo.
E il procedimento pitagorico.
Possiamo anche designarlo con la linea
verticale, cosicch il passivo sar specificato con
la linea orizzontale ed allora sar la Croce
unaltra immagine delfattivo-passivo.
E il procedimento degli Gnostici e dei
Rosa-Croce.
Queste due designazioni, per, pur signifi
cando attivo - passivo, non fanno menzione del
positivo e del negativo, dellattrazione e della
repulsione.
Per attuare il nostro scopo, cercheremo una
rappresentazione nel dominio delle torme, nella
Natura stessa, dove il positivo sar rappresentato
dal pieno ed il negativo dal suo contrario,
dal vuoto . E da questo modo di concepire
lattivo che provengono tutte le immagini falliche
dellantichit.
Un pieno e un vuoto questi sono gli ele
menti con i quali si esprimono le prime qualit
della forza universale.
Ma questa forza dotata anche dun movi
mento perpetuo, ad un punto tale che Louis
Lucas lha designata proprio con questo nome.
Lidea del movimento ciclico risponde in geo*

123
metria qualitativa al cerchio e al numero dieci
O
Un pieno, un vuoto, un
ecco il
punto di partenza del nostro pantacolo.
Il pieno sar rappresentato dalla coda dun
serpente, il vuoto dalla testa ed il cerchio dal
corpo.
Il serpente sar chiuso in cerchio su s
stesso in modo tale che la testa (vuoto, attrattivo,
passivo) cercher continuamente di divorarsi la
coda (pieno, repulsivo, attivo), che fugge in un
eterno movimento.
Ecco la rappresentaztone della forza. Come
ne esprimeremo allora le leggi ?
Queste, lo sappiamo, sono armoniche e
perci equilibrate. Sono rappresentate nel mondo
dallOriente, positivo della Luce, che equili
brato dallOccidente, negativo della Luce o posi
tivo dellOmbra ; dal Mezzod, positivo del Calore,
che equilibrato dal Nord, negativo del Calore
o positivo dal Freddo. Due Forze : Luce e Calore,
opponentesi Luna allaltra in positivo e negativo
per costituire un quaternario : ecco limmagine
delle leggi del Movimento designate dalle sue

Forze equilibrate. La loro rappresentazione sar


la Croce :

Aggiungeremo dunque fra la bocca e la


coda de! serpente o intorno ad esso limmagine
della Legge che regge il movimento : il quaternario.
Conosciamo la forza universale e la rap-v
presentazione sua e quella delle sue Leggi.
Come ne esprimeremo il cammino ?
Sappiamo che questa forza evolve ed involve
perpetuamente correnti vitali che si materializ
zano, poi si spiritualizzano, che escono ed entrano
costantemente nellunit. Una di queste correnti,
quella che va dallunit alla molteplicit, dun
que passiva, discedente ; laltra, che va dalla
molteplicit allUnit, attiva, ascendente.
Molti mezzi sono dunque a nostra disposi
zione per rappresentare il cammino della forza
universale.
La potremo designare con due triangoli, uno
nero discedente, laltro bianco ascendente. La
potremo designare con due colonne, luna bianca,

125

laltra nera (procedimento seguito nella Mas


soneria, colonne IAKIN e BOHAS) o con le
posizioni date alle braccia dun personaggio, uno
levato in alto per rappresentare la corrente
ascendente, laltro abbassato verso la terra per
designare la corrente discendente.
Riuniamo tutti questi elementi e vedremo
apparire la figura che costituisce la 21. chiave
del Tarocco, immagine dellAssoluto.
Il serpente rappresenta la forza universale,
i quattro animali simbolici la legge delle forze
equilibrate, emanate da questa forza, le due
colonne al centro del serpente, il cammino del
movimento, e la giovinetta, la produzione che
ne risulta, la vita.
oopoopo(considerato solo, senza il suo
sviluppo, esprime dunque uno dei principii pi
generali che esistono. Sar iimmagine :
Nel Mondo Divino
Dellazione del Padre sul
Figlio.
Nel Mondo Intellet
tuale :
Dellazione della Libert
sulla Necessit.
Nel Mondo Materiale
o
Fisico
Dellazione della Forza
sulla Resistenza.
Questafigura
suscettibile ancora duna
straordinaria quantit dapplicazioni. In una pa-

126

rota, un pantacolo, unimmagine dellassoluto.


Spiegazione dei Pantacoli. Queste figure
che sembrano a prima vista cosi misteriose
divengono tuttavia, nella maggior parte dei casi,
relativamente facili a spiegare. Ecco quali sono
le regole pi generali che si possono assegnare ad
una tale spiegazione :
/. Scomporre la figura nei suoi elementi.
II.Vedere la situazione che occupano questi
elementi nella figura, gli uni in rapporto agli altri.
III. Cercare la scienza alla quale si ricollega
pi da vicino il pantacolo.
I.
SCOMPOSIZIONE DELLA FIGURA
NEI SUOI ELEMENTI
Ogni pantacolo, per quanto complicato possa
apparire, pu essere scomposto in un certo nu
mero delementi riferentisi alla geometria quali
tativa.
Passeremo ora in rivista un certo numero
delementi grazie ai quali il lavoro sar gran
demente facilitato e abbreviato.
Ma' soprattutto ci tengo a dare un metodo
che si pu usare ogni qualvolta la determina
zione degli elementi sar difficile.

127

Bisogner contarli. Si troveranno allora que


sti elementi disposti per tre. per sette o per
dodici.
Se sono disposti per tre lidea che racch iu
dono quella dA ttivo-Passivo-N eutro e delle
sue conseguenze.
Se sono disposti per sette, si riferiscono sia
ai sette pianeti, sia ai colori dellopera erm etica
e la 3* considerazione (scienza alla quale si ri
porta la figura) chiarisce allora la descrizione.
Finalmente, se sono disposti per dodici, essi
esprim ono qualsiasi m ovim ento zodiacale, p ar
ticolarm ente quello del Sole.
Evitate queste difficolt, vediam o q u alcu n o
dei principali elem enti.
La croce esprim e lopposizione delle forze a
due a due per dare nascita alla Q u in tessen za.
lim magine dellazione d ellA ttivo sul P a s s iv o ,
dello Spirito sul M ateria.

Naturalmente la testa dom ina il corpo, lo


Spirito domina la materia ; quando gli stregoni
vogliono esprimere le loro idee in un p antacolo,
essi formulano le loro im precazioni, d istru ggen d o
larmonia della figura ; cio m ettono la croce con

-4

128

la testa in gi e cosi esprimono le idee seguenti:

La Materia domina lo Spirito ;


Il Male superiore al Bene ;
Le Tenebre sono preferibili alla Luce ;
L'uomo deve lasciarsi guidare unicamente dai
suoi pi bassi istinti e agire nel peggior modo
per distruggere la propria intelligenza.
Sappiamo che la croce esprime queste idee
perch essa formata da una verticale (immagine
dellattivo) e da una linea orizzontale (immagine
del passivo) con tutte le analogie implicate in
questi termini.
Il quadrato esprime lopposizione delle forze
attive e passive per costituire un equilibrio;
perci particolarmente limmagine della forma.

Il triangolo esprime diverse idee, secondo le


posizioni che prende il suo vertice.

129 In se stesso il triangolo formato da due


linee opposte, immagini del 2 e dellantagonismo,
che si perderebbero nellInfinito senza mai incon
trarsi, se una terza linea non venisse ad unificarle
entrambe e con ci a ricondurle allunit, costi
tuendo cos la prima figura chiusa.
A
Il triangolo con il vertice in alto rappresenta
ci che sale dal basso in alto.
A
particolarmente il simbolo dei Fuoco e del
Calore.
E il mistero gerarchico della Luce e la
Materia radicale del Fuoco elementare ; il
principio formale del Sole, della Luna, delle Stelle
e di tutta la Vita naturale.
Questa luce primitiva porta in alto tutti i
fenomeni per virt propria, poich, essendo pu
rificata dallUnit della Luce increata, essa si
slancia sempre verso lUnit da cui ricava il
suo ardore (1).
(1) L Ombre Idale de la S

universe!le.

I Trattato Elementare di Scienza Occulta

130 -

Il triangolo con il vertice in gi rappresenta


ci che discende dallalto in basso.
V
E* particolarmente il simbolico dellAcqua,
dellUmido.
E lAcqua sopraceleste o la Materia meta
fisica del Mondo uscita dallo Spirito prototipo ;
la Madre di tutto, che dal Binario produce il
Quaternario.
Ogni suo movimento tende in basso ed
cos che essa individualizza le Materie particolari
ed i corpi di tutte le cose, dando loro lesi
stenza (1)
L'unione dei due triangoli rappresenta la
combinazione del Caldo e dellUmido, del Sole
e della Luna, il principio di tutta la creazione,
la circolazione della VITA dal Cielo alla Terra
e dalla Terra al Cielo, levoluzione deglind.

Questa figura, chiamata SIGILLO di SALO(1) Lombre idale de la

universe!le.

131
MONE, rappresenta luniverso ed i suoi due
T ernari: DIO e la NATURA: limmagine del
Macrocosmo.
Essa spiega le parole dErmete nella Tavola
Smeraldina :
Sale dalla Terra al Cielo e poi discende
in terra e riceve la forza delle cose superiori e
inferiori .
Essa rappresenta anche le virt diffuse nei
cicli generatori del versetto occulto del Pater di
S. Giovanni, che i preti ortodossi recitano ancora.
E la perfezione dellUniverso nellopera
mistica dei sei giorni dove si assegna al Mondo
lalto ed il basso, lOriente e lOccidente, il
Mezzod e il Settentrione.

Cos questo geroglifico del Mondo ne sco


pre le sette luci nel mistero dei sette giorni della
Creazione, poich il Centro del Senario la il
Settenario sul quale scivola e si riposa la Natura
e che Dio ha scelto per santificare il suo Nome
adorabile. Dico dunque che la LUCE del Mondo
esce dal Settenario poich si sale da lui alla
Decade, che lOrizzonte deHEternit donde
scaturiscono la gioia e la virt di tutte le cose

(Lombre ideale).

132 -

Il lettore deve essere capace, dopo le pre


cedenti indicazioni, di comprendere questi pas
saggi duno scritto del pi puro misticismo.
II.
s it u a z io n e

degl i el emen t i

Determinare gli elementi che compongono


un pantacolo, gi un grande risultato, ma non
bisogna limitare il lavoro dinvestigazione a
questo metodo.
La posizione che occupano questi elementi
proietta una viva luce sui punti pi oscuri e
questa posizione relativamente facile a deter
minarsi col metodo delle opposizioni.
Questo metodo consiste nellapplicare ad un
elemento restato oscuro il significato opposto
dellelemento messo di contro ad esso, al fine di
poterne ottenere la comprensione.
Sa esempio il seguente :
P...
L.\

Dv

Ecco tre lettere formanti la divisa di Caglio


stro. Sono giunto, supponiamo, a ritrovare il si-

gnificato della prima, che significa : Libert : ho


visto la mia supposizione confermata dal trian
golo a vertice superiore, rappresentato dai tre
punti, e posto accanto alla lettera. Voglio ora
conoscre il significato dellaltra lettera, D.
Secondo il metodo delle opposizioni, so che
questa lettera, opposta alla prima, avr un senso
reciproco al primo significato, Libert, e dovr
trovarsi perci racchiuso nellidea di Necessit.
Ma il triangolo con il vertice inferiore V min
dica subito che questa necessit passiva nelle
sue manifestazioni e lidea di Dovere dovr
prendere il posto della lettera D ; la reazione di
L su D d il Potere.
Questo esempio semplicissimo permette di
intendere i dati del metodo delle opposizioni,
che di grandissima utilit nella spiegazione
delle figure misteriose. Questo metodo sempre
usato sia per designare gli opposti con colori
diversi, come per le due colonne, I e B della
Massoneria, luna rossa e laltra azzurra, sia per
designarli con forme diverse, come la bocca e
la coda del serpente, immagini dellattivo e del
passivo, o simboli di venerazione posti sulle
colonne massoniche, sia ancora attribuendo ad
essi differenti direzioni come nel Sigillo di
lomone (i due triangoli a vertici opposti) o nella
croce opposizione delle Linee.

Colori
Forme
Direzioni

opposti

Tali sono i tre modi con i quali si desi


gnano gli antagonisti nei pantacoli.
Ritroviamo questa applicazione nei diversi
modi di rappresentare il Quaternario, immagine
dellAssoluto.
Letteralmente il Quaternario designato con
quattro lettere ebraiche :
La prima, iod, rappresenta lattivo.
La seconda,
h, limmagine del passivo.
La terza, vau,rappresenta il vincolo che le
lega.
La quarta, infine,
h, la seconda ripetu
e indica la perpetuit delle produzioni dOsiride
- Iside.
Gli iniziati, disponevano queste lettere in
fggia di croce :
iod
h------------vau
In questo caso, la direzione indica il signifi-

cato degli elementi, poich gli elementi attivi


( iode vau) sono sulla stessa linea verticale e
su quella orizzontale i passivi.
Si pu ugualmente designare questo quater
nario con differenti forme.
Il Bastone, immagine dellattivo rappresen
ter la lettera iod.
La Coppa, che profonda, che pu conte
nere, immagine del passivo, rap
presenter la prima lettera h.
La Spada, immagine dellalleanza fra attivo
e passivo.
o
La Croce, rappresenter la lettera vau.
Il
isco,rappresenter due coppe sovrap
D
poste e poi 2 volte 2, indicante la
ripetizione della lettera h.
Bastone o Fiori
Coppa o Cuori
Spada o Picche
Disco o Quadri

Tali sono gli elementi, im


magini dellAssoluto, che
costituiscono le carte da
gioco

Oli elementi sono dipinti in due modi op


posti (
rossie, neri) per mostrare che il quaternario
formato dallopposizione, a due a due, delle due
forze primordiali, una attiva : rossa ; laltra pas
siva.* nera.

136 -

Ecco il riassunto geometrico di questo modo


di considerare il quaternario :
Bastone
+
Ne J r o
Coppa -f----------------------------- Disco
*

CO
CO

Spada
Considerate la 21. Chiave del Libro dErmete
e vedrete tutto ci nei quattro animali simbolici.
Riassumendo : il secondo metodo di spiega
zione consiste ad opporre lalto della figura al
basso, la destra alla sinistra per ricavare i chia
rimenti necessari.
E raro che il significato d una figura, per quanto
sia misterioso, non si manifesti infine, usando il
primo metodo (separazione degli elementi) in
sieme con lultimo descritto.
Tutte queste considerazioni sulla spiega
zione delle figure sembreranno forse futilissime
ai lettori : ma essi debbono considerare che la
scienza antica risiede quasi per intero nei pan-

ta co li ed a llo ra in d u b b ia m e n te c i s c u se r a n n o

la

m o n o to n ia di q u e sti s v ilu p p i.
N o n tr o v ia m o n o i fo r se la p p lic a z io n e di
q u e sti dati n el m o d o d i sc r iv e r e le tre lin g u e
p rim itive: il c in e s e , le b r a ic o , il s a n s c r it o ?
Il c in e s e s i s c r iv e d a lla lto in b a s s o , v a le a
d ire v e r tic a lm e n te , e d a d e str a a sin istr a .
Leb ra ico o r iz z o n ta lm e n te e da d e str a a sin istr a .
11 s a n s c r ito o r iz z o n ta lm e n te e d a s in is tr a a
d e str a .
S e c o n d o S a in t-Y v e s d 'A Iv e y d r e , la d irezio n e
d e lla scrittu ra in d ic h e r e b b e lo r ig in e d e llistru
z io n e d ei p o p o li. S e a p p lic h ia m o ci a lle scrittu re
p r e c e d e n ti tr o v erem o c h e :
T u tti i p o p o li ch e s c r iv o n o co m e il c in e s e ,
v a le a d ire d a l C ie lo a lla T erra (1 ), h a n n o
u n o r ig in e

v ic in is s im a

a lla

p rim itiv a

(i

c in e si

s o n o i s o li c h e p o s s ie d o n o an co ra una scrittu ra
id eografica).
T u tti i p o p o li ch e s c r iv o n o c o m e g li E b rei,
d a llO rien te a llO c c id e n te , h a n n o r icev u to la cono*
sc e n z a da fo n te o r ie n ta le . Infine, tutti

p o p o li

ch e s c r iv o n o co m e il s a n s c r ito , da O c c id e n te ad
O rien te, h a n n o a v u to il lo ro sa p e r e dai prim i

(1) Moreaude Dammartin, nel suo Traiti sur lOrigine des


Caractres alphabtiques, dimostra che i caratteri cinesi
sono ricavati dalla configurazione dei segni celesti.

138

sa n tu ari m etro p o lita n i d O c c id e n te , s p e c ia lm e n te


d ai D ru id i (1).
S e c o n d o q u a n to a b b ia m o s p ie g a to s i p o tr e b
b e c o n sid e r a r e il c in e s e co m e una ra d ice p ri
m itiv a c h e , p artita d al c ie lo , a v r e b b e d a to co m e
r a m p o llo leb r a ic o o il s a n s c r ito , s e c o n d o

la

si

c o n s id e r i a ttiv a o p a s s iv a , o r ie n ta le o d o c c id e n ta le .
P o s s ia m o r ia ssu m e r e q u a n to

p ro ced e

n elle

d is p o s iz io n i s e g u e n ti :

o
SANSCRITO I EBRAICO

III.
S C IE N Z A A LLA Q U A L E SI R IFE R ISC E
IL P A N T A C O L O
E sta to

un g r a n d e r isu lta to q u e llo d a v e r e

s c o m p o s ta u n a figu ra nei s u o i e le m e n ti, di a v er


tr o v a to il s ig n ific a to di e s s i co l m eto d o d e lle
o p p o s iz io n i ; m a non q u e s to il lim ite d ei la v o r o
d e llin v e stig a to r e .
S u p p o n ia m o ch e e g li s ia g iu n to

r ife r ir e .

(1) Facciamo tutte le nostre riserve su questa spie


gazione certamente arbitraria (N. d. T.),

ai s e tte p ia n eti se tte e le m e n ti di u n a n a lisi d if


fic ile , avr eg li il m o tiv o di riten ersi so d d is fa tto ?
Il s e n s o g e n e r a le d el P a n ta c o lo p u ch ia rirsi
s o lta n to c o s i : se si tratta d A str o lo g ia , il s e n s o
p o s itiv o a ttrib u ito ai p ia n eti s a ia su ffic ie n te ; s e
si tratta d A lch im ia s o lta n to il s e n s o co m p a r a tiv o
sar

u tile

ed

p ia n eti

d e sig n e r a n n o

co lo ri

d e llo p era ; in fin e, se s i tratta di

M a g ia ,

p ia

neti si riferiran n o ai nom i d e lle


cui s o n o g o v e r n a ti.

in te llig e n z e

da

Si v e d e c o s q u a l lim p ortan za d e lla d eter


m in a zio n e d el s e n s o d el p a n ta c o lo e q u e sta d e te r
m in a zio n e n on si p u o tten ere ch e co m b in a n d o
i d u e prim i m eto d i : S c o m p o sizio n e
O p p o sizio n e d e g li elem en ti.
Infine,

d ic ia m o

ch e

q u e sta

in

s p e c ific a z io n e

d el s ig n ific a to d e lle figu re m is te r io se non

e s is te

q u a si mai n e lle figu re a n tic h e ch e e s s e d e s i


g n a n o a n a lo g ic a m e n te i tre sig n ific a ti corrispon^
d en ti ai tre m o n d i.
A p p lic h ia m o ora i dati p reced en ti a lla s p ie
g a z io n e d e lle figu re s im b o lic h e ch e p i fa c il
m en te p o s s ia m o
S c ie n z a O ccu lta .

in co n tra re

n e llo

stu d io

Mi asterr s p e s s o d a lla n a lizza re le


z io n i, ch e

il

letto re

potr

u sa n d o i m etod i p reced en ti.

ritrovare

d ella

s p ie g a

fa cilm en te

4 LA S F IN G E
Le

r e lig io n i s i

su cced on o

s u lla

T erra ,

le

g e n e r a z io n i p a s s a n o e gli u ltim i v en u ti c r e d o n o
p o ter, n el lo ro o r g o g lio , d isp r e z z a r e le c o n o s c e n z e
d e lla n tich it . A l di so p r a

di

tu tte

le

se tte ,

di

tu tte le d is p u te , di tutte le q u e s tio n i s i erg e la


sfin g e im m o b ile c h e r isp o n d e co n un in q u ieta n te:
C h i s o n o i o ? g li ig n o ra n ti ch e b e ste m m ia n o la
S c ie n z a .
I

tem p li

p o s s o n o sp a r ire

p o sso n o
sen za

essere

che

le

d istru tti,

a lte

libri

con oscen ze

a c q u isite d a g li a n tich i p o s s a n o e s s e r e d im e n tic a te .


La sfin g e resta e b a sta .
S im b o lo d e llU nit e s s a r ia ssu m e in s s te s s a .
le p i d isp a r a te form e.
S im b o lo d e lla V erit , e s s a m ostra la r a g io n e
di tutti gli errori nei s u o i s te s s i co n tra sti.
S im b o lo d e llA s s o lu to , m a n ife sta

il

Q u a ter

n ario m is te r io so .
La m ia s o la r e lig io n e v era , e sc la m a il cri
stia n o fa n a tico .
La v o str a lo p era d un im p o s to r e , s o lo la
m ia v ie n e da D io , r isp o n d e lE b reo .
T u tti i v o stri libri sa n ti s o n o
n ostra R iv e la z io n e , a g g iu n g e lin d .
T u tte

le

r e lig io n i

e s is t e al di fu ori

d e lla

son o

c o p ie

m enzogne,

M a teria ,

d ella
n ie n te

p rin cip ii

di

tutti

cu lti

141

provengono

d a lla

c o n te m p la z io n e

s o s tie n e

lo

di

le

d e g li a stri, s o lo la S c ie n z a
s c ie n z ia to m o d ern o .

v era ,

E la sfin g e si e r g e al di so p r a
d isp u te , im m o b ile , s in te s i d e lF U n it
cu lti e di tutte le s c ie n z e .
E s sa m ostra al cr istia n o

tutte

di

lA n g e lo ,

tutti

lA q u ila ,

il L eon e ed il T o r o ch e a c c o m p a g n a n o g li E v a n
g e lis ti ; lE b reo vi r ic o n o sc e il s o g n o d E zech iete;
lInd, i se g r e ti d A d d a N ari e lo sc ie n z ia to
ritrova s o tto q u e sti s im b o li le le g g i d e lle q u a ttro
forze elem en ta ri, M a g n e tism o , E lettricit , C a lo re,
L u ce.
In d e c iso su l s u o p ro g red ire n ella v ita , il
futuro in iz ia to in terro g a la S fin g e e la S fin g e parla:
G u a rd a m i, d ic e , h o una

te sta

u m ana

q u a le v la S c ie n z a , co m e lin d ic a n o
m enti ch e la d eco ra n o .
La S c ie n z a c o n d u c e il

m io

n ella

g li

o rn a

ca m m in o

n ella

V ita, m a, da s o la , un d e b o le a iu to . H o artigli
da L eo n e n e lle m ie q u attro m em bra : s o n o arm ata
p er la z io n e , mi fa c c io largo a d estra e a sin istr a ,
d a v a n ti e d ietr o e n ie n te r e s is te
a rtigli

gu id a ti

d a lla

m ia

testa ;

q u e sti

m iei

n ie n te

r e siste

s o lid e

p erch

a llA u d a cia g u id a ta d a lla S c ie n z a .


M a le m ie za m p e s o n o

cosi

p o ste su fianchi di T o r o . Q u a n d o h o c o m in c ia to

**

142

u n 'a z io n e , io la p r o s e g u o la b o r io sa m e n te con la
p a zien za d el b u e ch e traccia il s o lc o .
N ei m om en ti di d e b o le z z a , q u a n d o Io s c o r a
m en to sta per in v a d erm i, a llo rch la m ia testa
non si s e n te fo rte a b b a sta n za per so r r e g g e r e e
d irig ere il m io e s s e r e , a g ito le m ie ali d A q u ila .
M i in n a lz o a llo ra nel d o m in io d e llin tu izio n e,
le g g o n el c u o r e d el M o n d o i se g r e ti d ella V ita
U n iv e r s a le , p oi ritorno
o p era s ile n z io s a m e n te .

per

rip ren d ere

la

m ia

La m ia te s ta ti racco m an d a di S a p ere.
I m iei a r tig li ti ra cco m a n d a n o $ O s a te .
I m iei fia n c h i
Le m ie a li

di V olere.
di T acere.

S e g u i i m iei c o n s ig li e la v ita

ti

sem b rer

g iu sta e b e lla .
TESTA
ALI
FIA N C H I
Z A M PE

ZA M PE

In q u e sto s im b o lo d ella sfin g e


d u e gran d i o p p o siz io n i :

si

m ostra n o

D a v a n ti : La T e sta (la S c ie n za ) si o p p o n e
a lle Z a m p e (l'a u d a c ia ).
D ietro : I F ia n c h i (il L a vo ro ) s o p p o n g o n o
p a rim en ti a lle Z a m p e ( l'A u d a c ia )

143

Fra i d u e : E s iste r In tu izio n e ( a li) c h e li


r e g o la .
LA u d a c ia n e lla s u a a z io n e a g ir effic a c e
m en te (z a m p e di d a v a n ti)
s e la S c ie n z a la d o m in a a b b a sta n z a p er
g u id a rla (te sta ).
LA u d a cia n e g li stu d i sar co ro n a ta d al
s u c c e s s o (z a m p e di d ie tr o )
s e e s s a s i la sc ia d irig ere dal L a v o ro e d a lla
P e r se v e r a n z a (fian ch i d el T o r o ).
F in a lm e n te g li a c c e s s i n e llA zio n e o n e llo
S tu d io d e b b o n o e s s e r e tem p erati d a llu so d e llim
m a g in a z io n e (le ali d A q u ila ).
A p p are c o s u n altra o p p o s iz io n e , q u e lla
d e llA lto e d el B a s s o , a rm on izza ti dal C en tro.
ALTO

T e s ta

A li

CENTRO
F ia n ch i d el T o ro
BA SSO
Z am p e di d a v a n ti Z am p e di d ietro

+
In alto ha s e d e la S c ie n z a e lIm m a g in a zio n e,
in b a s s o la p ratica, pratica n ella S cien za (za m p e
di d a v a n ti), pratica n e llIm m a g in a zio n e (z a m p e
di d ietro ).
La T e o r ia d e v e se m p r e d o m in a re e d irig ere
la p ratica, co lu i ch e v u o le sco p r ir e le V erit
n ella N atu ra so lta n to co n le sp e r ie n z a m a teria le
s im ile ad un u o m o ch e v o le s s e fare a m en o
d e lla testa per m ettere in a z io n e le su e m em b ra.
N o n v T eoria s e n z a P r a tic a .
N o n v P r a tic a s e n z a T eo ria .

144 N o n v T e o ria

N o n v P r a tic a

sen za

L a v o ro

E d e c c o an co ra ci ch e ci rilev a la sfin g e .
R ia ssu m ia m o tu tto in una figura s e c o n d o le
in d ic a z io n i c h e a b b ia m o sc o p e r te :
D a v a n ti ( T e s ta u m ana
A ttiv o +
+
( Z a m p e di d a v a n ti
= P a s s iv o
D ie tr o
( A li d A q u ila
= A ttiv o
-f
( Z a m p e di d ietro
P a s s iv o
C en tro ( Fra le d u e , u n e n d o le
N eu tro oo
oo
( si v e d o n o i fian ch i di T o r o
D e s ig n e r e m o il d a v a n ti d e lla S fin g e a ttiv o
co n u n a lin e a v e r tic a le .
Il d ie tr o p a s s iv o co n u n a lin e a o rizzo n ta le
ed otterrem o la s e g u e n te figura :
T e s ta

u m ana

A li d A q u ila -------- F I A N C H I ----------Z am p e di d ietro

Z am p e di d a v a n ti
in r ia ss u n to

00

145

Q u e s fu ltim a figu ra ci in d ic a

le

le g g i

d e lle

fo rze elem en ta ri em a n a te d a lla F orza u n iv e r s a le :

Nord Freddo, negativo del Caldo

Occidente
Sole o
Oriente
Ombra-Negativo Vita Universale Positivo
delia Luce
del nostro Mondo
delia Luce

Mezzod Positivo del Caldo


LE PIR A M ID I
La S fin g e n on il s o lo m o n u m en to
lic o ch e ci ha tr a s m e s s o L E gitto.

s im b o

Le traccie d e g li a n tich i centri in izia t e! s u s


s is to n o an co ra n e lle P ira m id i.
D i fro n te

al

C airo,

la ltip ia n o

di

G iz e h ,

ch e si s ta c c a a sp e r o n e d a lla ca ten a lib ic a , p orta


a n co ra s u lla riv a sin is tr a d el N ilo tre m o n u m en ti,
ch e h a n n o sfid a to la zio n e
u o m in i : le P ira m id i.

del

tem p o

d e g li

Q u e ste tre m a s s e , a b a se q u a d ra ta , un
p o c o in e g u a li in g ra n d ezza , fo rm a n o co n la loro
s itu a z io n e

r isp e ttiv a

fa ccia gu ard a

il

un

N o rd ,

tr ia n g o lo
u n altra

di

cu i

lO c c id e n te ,

una
la

trza lO rien te. La p iu g ra n d e, situ a ta a lla n g o lo

(46

d e l N o rd e v e r s o il D e lta ,

s im b o liz z a

d e lla N a tu r a ; la s e c o n d a , e le v a ta

la

F orza

S u d -O v e s t,

a d ista n z a d i un tiro di freccia d a lla prim a, il


s im b o lo d e l M o v im e n to ; e lu ltim a ,

c o str u ita

S u d -E s t, a d ista n z a di

un

tiro

di

sa sso

seco n d a ,

T em po.

m ezzo d i

s im b o liz z a

il

q u e s t u ltim a , ad una m ed io c re d ista n z a ,


lin e a c h e si p r o lu n g a

d a lla

su

da
una

d a llO rien te a llO c c fd e n te ,

si e le v a n o tre altre p ira m id i, ch e form an o m a ss e


m en o im p o n e n ti ed in v ic in a n z a

d e lle

q u a li

vi

s o n o m o lte p ie tr e c o lo s s a li, c h e si p o s s o n o c o n
s id e r a r e c o m e le r o v in e di u n a se ttim a p ira m id e.
D o b b ia m o in fa tti s o p p o r r e c h e g li

E g iz ia n i

ab

b ia n o v o lu to r a p p r e se n ta r e co n s e tte o b e lis c h i
c o n o id i fia m m ifo rm i, i s e tte
cu i g e n i r e g g o n o
E rm ete fu il

il

n o str o

r iv e la to r e

m ondi

p la n e ta r i, i

U n iv e r s o

(C h ristia n ,

H is t,

di
de

cu i
la

M a g ie ).
O g n i p ira m id e c o str u ita su una b a se q u a
d rata, s im b o liz z a n te co n la m a teria, la form a, il
s e g n o , l'a d a tta z io n e .
*

Le le v a z io n e di o g n i s in g o lo la to

tern ario

e s im b o liz z a l'id e a , la teo ria .


C h e s ig n ific a q u e s ta su p r e m a z ia d el T er n a r io
s u l Q u a te r n a r io ?

147 Il T e r n a r io d o m in a il Q u a te r n a r io , v a le a d ir e ;
L 'Idea d o m in a il S e g n o
L o S p ir ito

la M ateria

La T e o r ia

la P ra tica

Lin sie m e d e lla P ir a m id e fo rm a lo d a l 4

d a l 3 , v a le a d ire d a l 7 , s im b o lo d e llu n io n e fra


lIdea ed il S e g n o , fra lo S p ir ito
fra la T eo ria e
R e a liz z a z io n e .
In

a lto

la

la

P r a tica ,

P ir a m id e

ci

v a le

la
a

M ateria,

d ire

m o stra

un

la

p u n to

m a tem a tico (il s u o v e r tic e ), d a d o v e s i d ip a r to n o


q u a ttro id e e (q u a ttro

tr ia n g o li).

Q u e ste

id e e si b a sa n o s u u n a form a u n ic a (la
c o s i m o stra n o la lo ro s o lid a r ie t .
R itro v ia m o n e llo s tu d io di

q u a ttro
b a se )

q u e s te

p iram id i

il p en ta g ra m m a m is te r io so .

IL P E N T A G R A M M A

Il p en ta g ra m m a

S te lla

c in q u e

p u n te ,

la S te lla fia m m e g g ia n te d ei M a s s o n i, a n c h e un
p e n ta c o lo ed u n o d ei p i c o m p le ti c h e
s a n o im m a g in a re.

si

pos

I s u o i s ig n ific a ti s o n o m o lte p lic i, m a e s s i s i

r ife r isc o n o tu tti a llid ea p rim o rd ia le


d e l q u a te rn a rio e d e llU n it ,

d e llu n io n e

Q u e sta figu ra d e s ig n a so p r a ttu tto lu o m o , ed


c o s i c h e n o i la stu d ir e m o .
La p u n ta su p e r io r e r a p p resen ta ta la testa ,
le a ltre q u a ttro p u n te le m em bra d e llu o m o . S i
p u a n c h e c o n sid e r a r e q u e sto p a n ta c o lo co m e
im m g in e d ei c in q u e s e n s i ; m a q u e s to sig n ifi
c a to estr e m a m e n te p o s itiv o n on d e v e farci s o f
ferm are' tro p p o .
S e n z a v o le r q u i s p ie g a r e c o m p le ta m e n te i
se g r e ti d e lla figura, p o s s ia m o m ostrare co m e s ia
fa c ile lin te r p r e ta z io n e ch e p u g u id a rci a lla
c o m p r e n sio n e d e lla s u a a z io n e . In effetti, i M a g i
si s e r v o n o , p er a g ire s u g li sp ir iti, d el P e n ta
gram m a p o s to co n la testa in a lto , m en tre g li
s tr e g o n i
in gi

u sa n o

il

P e n ta g ra m m a

con

la

te sta

Il P en ta g ra m m a co n la te sta in a lto in d ic a
lu o m o la cu i v o lo n t (te sta ) ne g u id a le p a s s io n i
(le m em b ra).
Lid e a , e s s e n d o ra p p resen ta ta d a i 3 e
m ateria (d ia d e ) d a l 2 , si p u , s c o m p o n e n d o
P e n ta g ra m m a , m ostrare
s p ir ito s u lla M ateria.

la

d o m in a z io n e

la
il

d e llo

A_
V

IX
Il P en ta g ra m m a co n la te sta in g i ra p
p resen ta lu o m o su cu i le P a s s io n i d o m in a n o
su lla vo lo n t ; lu o m o p a s s iv o , lu om o ch e
la sc ia s o g g io g a r e la s u a v o lo n t dai ca ttiv i s p i
riti, il M ed iu m .
la

In q u e sta s itu a z io n e il P e n ta g ra m m a in d ica


m a teria lizza zio n e d e llo s p ir ito , lu o m o c h e

c o n s e n te a m ettere la te sta in g i

le

gam be

150

II P e n ta g ra m m a p u d u n q u e ra p p resen ta re
il B e n e o il M a le s e c o n d o la d ir e z io n e c h e
a s s u m e ed p erci c h e lim m a g in e d e llU o m o ,
d e l M ic r o c o s m o , c a p a c e di fare
M a le s e c o n d o la su a V o lo n t .

il

B ene

il

IL T R IA N G O L O R E T T A N G O L O
E s is te un p a n ta c o lo r ic o n o sc iu to
alta a n tich it in C in a : il tr ia n g o lo

d a lla

p i

r e tta n g o lo ,

i cu i la ti h a n n o una lu n g h e z z a s p e c ia le :
tiv a m e n te 3 , 4 e 5.

r isp e t

I num eri h a n n o un sig n ific a to m is te r io so c h e


si p u c o s i in terp reta re.
3,

lId ea , u n ita a 4 , la fo rm a ,

a 5 , il P en ta g ra m m a
in te r p r e ta z io n e :
LE s s e n z a

a s s o lu ta ,

lu o m o ;
2,

p i

fa

in

lU o m o

e q u ilib r io

u n altra
4,

fa

e q u ilib r io al M a le 5. S i v e d e ch e q u e s tu ltim a
in ter p r eta zio n e non d ifferisce d alla prim a ch e
p er l a p p lic a z io n e d e g li s te s s i p rin cip ii ad un
m o n d o in fer io r e, c o m e lo m ostra la d is p o s iz io n e
s e g u e n te :
Idea - E sse n z a
F orm a * U o m o
U o m o ' M a le

151
Lo stu d io d el P e n ta g ra m m a su fficie n te d el
resto a s p ie g a r e q u e s te a p p a ren ti c o n tr a d d iz io n i.
D ia m o a tito lo di cu r io sit il te sto d el lib ro
c in e s e T ch en -p ey, b a sa to su i dati e s p o s ti.
C om e si p u v e d e r e q u e sto libro b a sa to
s u lle 2 2 ch ia v i d el lib r o d E rm ete.
I 2 2 P U N T I D E L LIBRO C IN E S E T C H E N -P E Y
1. A n tica m en te T c h e o n - K o n g in terro g
C h a n g -K a o e g li d is s e : H o se n tito dire ch e
s ie te a b ile ,n e i n u m e r i; si d ice ch e P a o -h i d e tte
le r e g o le per m isu rare il C ie lo .
2
N on si p u sa lir e al C ielo , non si p u
co l p ie d e ed il p o llic e m isu rare la terra ; vi
p reg o di dirm i i fo n d a m en ti di q u e sti num eri.
3. C h a n g o K ao d is s e :
4. Lo Y u -en (ro to n d o )
(q u a d ra to ) 4 = 10.
5. F a n g v ie n e da Ku.
6. Ku v ie n e
per 9. ch e fa 8 1 .

d a lla

v ie n e

da

m o ltip lic a z io n e

Fang

di

Kou
4
S e si sep a ra il Ku in d u e , si o ttie n e il K eou

largo di tre e un K ou lu n g o di q u a ttro . U n a


lin e a K in g u n is c e i d u e lati K e o u , K ou fa d e g li
a n g o li, K in g il cin q u e .
8 . E c c o la m et d el F a n g .
9 . F a n g o il P ia tto fa i num eri 3, 4 ,

5.

10. D u e Ku fa n n o un lu n g o F a n g di 2 5 ,
il T siK u to ta le d ei Ku (5 X
11. E p er

la

5 =

con oscen za

25).
d e lle

fo n d a -

m en ta di q u e sti c a lc o li ch e Y u m ise lIm pero in


b u on o r d in e .
12. T c h e o u -K o n g d ic e : E c c o c i c h e
g ra n d e d a v v e r o , m i a u g u ro di p o ter s a p e r e co m e
p o s s ib ile se r v ir si d el K u. C h a n g -K a o r is p o s e :
Il Ku a p p ia n a to e u n ito per liv e lla r e il liv e llo .
13. Y en -K u per v e d e r e lalto o la lte z z a .'
14. F o u -K u p er m isu ra re il p ro fo n d o .
15. Il G o-K u c per c o n o s c e r e il lo n ta n o .
16. Lo K u an -K u p er il ro to n d o .
17. H o-K u per il F a n g .
18. A l F a n g di co m p eten za la T erra .
A l Y u -en d i c o m p e te n z a il C ie lo , il C ie lo
Y u n -en , la T er ra F an g.
19* Il c a lc o lo di F a n g T ie n . D a l F a n g
v ie n e Y u -en .
20.

La

figura

Ly

p er

r a p p r e se n ta r e ,

d e s c r iv e r e , o s s e r v a r e .il c ie lo . S i d e s ig n a la terra
c o n un c o lo r e b ru n o e n ero . S i d e s ig n a il
c o n un c o lo r e m is c h ia to d i g ia llo e

c ie lo

d in ca rn a to ,

153

I num eri ed il c a lc o lo per il c ie lo s o n o n ella


figura L y. li c ie lo co m e un in v o lu c r o e q u e s ta
figura o stru m en to s e r v e a c o n o s c e r e la vera
s itu a z io n e d el c ie lo e d e lla terra.
2 1 . C o lu i ch e c o n o s c e la terra si ch ia m a
s a g g io e a b ile. C o lu i ch e c o n o s c e il c ie lo si
ch ia m a m olto s a g g io e se n z a p a ss io n i. La c o n o
s c e n z a c o s la terra ; a ttra v erso la c o n o s c e n z a
d e lla terra s arriva a lla c o n o sc e n z a d el c ie lo e
si c o s m o lto s a g g i e se n z a p a s s io n i, si
K in g. I lati K eon e Ku h an n o i loro num eri ;
la c o n o s c e n z a di e s s i p r o v a q u e lla di o g n i c o s a .
2 2 . T c h e o n -K o n g d ice : N o n v n ien te
di m e g lio .

iS 4 - .

C O N C L U S IO N E
S ia m o

fin a lm en te

p e r v e n u ti

alla

fine

d el

n o stro s tu d io . A lcu n i te sti a u ten tici d au tori a n


tichi ci h a n n o riv e la to una sc ie n z a ricca q u a si
q u a n to

la n o stra , sp e r im e n ta lm e n te e so p r a tu tto

teo rica m en te ; c u r io si di p en etra re a n co ra pi


in n a n z i, a b b ia m o s e g u ito q u e sta s c ie n z a fin o nei
san tu ari d e llin iz ia z io n e

e g iz ia n a ,

ritro v a n d o

il

gran s e g r e to ch e r a cch iu d ev a : r e s is te n z a e la
p ra tica d un a g e n te u n iv e r sa le , u n ico n ella su a
e s s e n z a , tr ip lic e n e lle s u e m a n ife sta z io n i.
C o n o s c e n d o g li elem en ti d e lla teo ria , a b b ia
m o v o lu to sa p ere co m e e s s a a g iv a .
E allora ch e la s c ie n z a a n tica ci a p p a rsa
c o m p le ta , m u nita d ei s u o i m etod i s p e c ia li, b a sa ta
s u llu so d e lla n a lo g ia , e dei s u o i d iv e r si m ezzi
di d iffu sio n e . Il prete e g iz ia n o ci ha r iv e la to co n
q u a le arte la sto ria s im b o lic a tra sm ettev a a lle
g e n e r a z io n i i p i gran d i s e g r e ti d e llE rm etism o ;
le ta v o le d e lle c o r r isp o n d e n z e ci h a n n o d a to le
ch ia v i d ella M a g ia teo rica ed in fin e, i p a n ta c o li
e la loro s p ie g a z io n e
nanzi

n oi il

hanno

fa tto

v e lo ,

cjietro

terzo

cad ere
cu i

d in

p o te v a

n a sc o n d e r si il s e g r e to d el sa n tu a rio .
1 prim i

tre

c a p ito li

ci

hanno

r iv e la ta

te o r ia , i q u attro ultim i la d a tta zio n e, in fine


n io n e d el 3 e d el

ci

ha

m ostrata

la

la
lu

rea liz-

155

z a z io n e p o s s ib ile d ella sc ie n z a a n tica nel se tte n a r io .


C red iam o di a v e r sa p u to d im o stra re s u fficien tem en te le ra g io n i ch e ci h an n o c o n d o tti a
p ro clam a re r e s is t e n z a d una S c ie n z a rea le al di
fuori di q u e lla d el d o m in io

d e lle

s c ie n z e

con

tem p o ra n ee.
E cc o ora q u a le la situ a z io n e c h e q u e ste
d u e S c ie n z e o c c u p a n o luna di fron te a ll'a ltra .
G i sa p p ia m o c h e . e s s e non form an o in realt
ch e g li a sp e tti o p p o sti d una so la e s te s s a
S cien za ; una di e s s e , la S c ie n z a o ccu lta , s o c c u p a
so p r a ttu tto d el g e n e r a le e d ella sin te si ; laltra,
la S c ie n z a c o n te m p o n e a , s o c c u p a p rin cip a lm en te
d el

p artico la re

d e lla n a lisi.

Q u e ste

c o n s id e

razion i b a ste r e b b e r o d a s o le per m ostrare c h ia


ram ente la p o s iz io n e r isp e ttiv a di q u e sti d u e
a sp e tti d ella V erit.
O g n i v o lta ch e la sc ie n z a sp e rim en ta le ha
v o lu to con i s u o i m etod i sta b ilir e una s in te s i,
e s s a n on ha o tten u to ch e risu ltati vera m en te
r id ic o li, s e si c o n s id e r a il la v o ro s v o lto . E ssa
h a a llo ra a b b a n d o n a to lo s tu d io d el g e n e r a le ai
s o g n a to r i, c o n te n ta n d o si d ella c o n o sc e n z a del
m o n d o s e n s ib ile . T u tta v ia la sse n z a di leg a m e
fra tutti i ram i d el s a p e r e s i fa o g n i g io r n o
se n tir e v ie p p i ; la

s u g g e s tio n e

m a n ife sta z io n i di una

forza

an cora

d ista n za ,

le

s c o n o sc iu ta

h a n n o c o n d o tto p er forza la S c ie n z a d elia M ateria

n el

d o m in io

tem en d o

d e llo

d e s s e r e

156

S p ir ito .
c o str e tti

G li
a

ultim i

s c e ttic i,

c o n v in c e r s i,

non

v o g lio n o pi sa p e r n e d e i fen o m en i in e s p lic a b ili


e c r e d o n o c o s c h e s i p o s s a im p e d ir e a lla V erit
di p r o d u r si.
Ora io n on tem o di afferm are c h e , m a lg ra d o
tutti g li sforzi c h e si p o s s a n o in tra p ren d ere
ed ifica re n u o v e in v e s tig a z io n i, m a lg ra d o

per
n om i

c o n cu i si r ie sc a a d eco ra re le s c o p e r te , si
finir p er en trare nel d o m in io d e lla n tica S c ie n z a
O ccu lta .
P e r c i v o rrei far ca p ire a tutti le le v a ta
id ea co n ten u ta n e lla fra se di L o u is L u ca s, ch e
d o v r e b b e ser v ir e d e p ig r a fe a q u e s to lib ro :
* C o n cilia re la p ro fo n d it d e lle v ed u te teorich e .
a n tich e con la e s a tte z z a e la p o te n z a d e lla s o e rim e n ta z io n e m o d ern a .
La v v e n ir e la s t e s s a sp e ra n za .

Qu a l c h e

a d a t t a z io n e

I
3
MONDI
Mondo
Intellettuale

Mondo
Divino

Mondo
Fisico
0
Minore

del

t e r n a r io

RAPPORTI,
riduzione allunit
Dio secondo i cristiani
Dio secondo gli Egiziani
Dio secondo glind
Sillogismo
Causalit
Persone del verbo
Moltiplicazione
Divisione
Spazio
Tempo
Musica
Divisione degli Astri
Umo
Famiglia
Regni della Natura
Regno vegetale
Colori semplici
Chimica
Forze in generale
Magnetismo
Elettricit
Calore
Luce
Materia

A LLE C O N O S C E N Z E C O N T E M P O R A N E E

Positivo Attivo Negativo-Passivo Neutro, parteci


pante dei due
+
00

Padre

Figlio

Spirito Santo

Osiride

Iside

Horus

Brahma

Shiva

Vishnou

Maggiore
Causa
Quella cheparla
Moltiplicatore
Divisore
Lunghezza
Presente
Terzo
Sole

Minore
Mezzo
A chi si parla
Moltiplicando
Dividendo
Larghezza
Passato
Quinto
Pianeta

Conclusione
Effetto
Di chi si parla
Prodotto
Quoziente
Profondit
Avvenire

Testa
Volont
Padre
Regno Animale
Dicotiledoni
Rosso
Acido
Movimento
Attrazione
Positivo
Caldo
Luce
Gassoso

Ventre
Corpo
Madre
Regno Minerale
Acotiledoni
Azzurro
Base
Ripso
Repulsione
Negativo
Freddo
Ombra
Solido

Petto
Vita
Figlio
Regno Vegetale
Monocotiledoni
Giallo
Sale
Equilibrio
Equilibrio
Neutro
Temperato
Penombra
Liquido

Satellite