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Daniel Quinn

Se ti danno carta rigata... scrivi di


traverso
(If they give you lined paper... write sideways)
Traduzione italiana non ufficiale di Dr. Jackal (e-mail).
Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili nel sito:
NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com

C' sempre un mondo nuovo, disse Poirot, ma solo, sapete, per


persone molto speciali. I fortunati. Quelli che portano dentro di loro la
creazione di quel mondo.
Agatha Christie.

Prefazione
Nell'ottobre del 2005, ricevetti una lettera da una lettrice che sarebbe
stata a Houston dove vivo il finesettimana del Ringraziamento; si
chiedeva se avrebbe potuto passare del tempo con me per esaminare le
idee che aveva esplorato nei miei libri. Accettai, precisando che avevo un
secondo fine: volevo usare la nostra conversazione, registrata e redatta,
come base per un nuovo libro che avevo in mente.
Dietro sua richiesta, ho sostituito il suo nome con un altro di sua scelta.
Ci che segue una trascrizione leggermente editata del nostro dialogo.
Per quanto vengano fatti riferimenti agli altri libri che ho scritto, non
assolutamente necessario averli letti per capire questo. In altre parole,
scrivendo questo libro non ho dato per scontato che il lettore avrebbe gi
avuto familiarit con le idee che ho espresso in lavori precedenti.

Gioved: mattina
Elaine: [dopo esserci scambiati i soliti convenevoli.] Come pu
immaginare, sono molto curiosa riguardo il libro su cui sta lavorando.
Daniel: Sarebbe pi veritiero descriverlo come il libro con cui ho
combattuto per gli ultimi cinque anni almeno. Prover a spiegarmi
meglio... Quando finii Ishmael, immaginai di aver fatto quello che avevo
deciso di fare una dozzina di anni prima. Pensai che il mio lavoro fosse
concluso. Un'idea molto ingenua.
Elaine: Perch ingenua?
Daniel: Perch nessuno che avesse qualcosa di importante da dire
mai riuscito a esprimerlo completamente in un solo libro. Ci che imparai
da Ishmael quanto ancora mi mancasse. Questo ci che le migliaia di
lettere che ricevetti mi dissero. I lettori avevano adorato il libro ma erano
rimasti vittime di seri fraintendimenti su ci che stavo dicendo. Pensai di
poter correggere quei fraintendimenti con un secondo libro, The Story of
B. Dalla reazione a quel libro, vidi che ne serviva un terzo. Quello fu
My Ishmael. A quel punto vidi che ne serviva un quarto per cucire
insieme tutte le mie idee in un modo molto semplice e diretto, e quello
stato Oltre la Civilt (Beyond Civilization).
Elaine: Uh-uh.
Daniel: Quando Oltre la civilt era ancora in forma di manoscritto,
accettai di incontrare un piccolo gruppo di lettori che, come te, avevano
chiesto un'opportunit per esaminare ci che avevano capito di quello che
stavo dicendo. Accettai di dedicare loro un finesettimana lungo, a patto
che arrivassero dopo aver letto Oltre la civilt. Quando arrivarono,
comunque, fu subito chiaro che Oltre la civilt aveva risposto a quasi
tutte le domande che volevano farmi. Il seminario fin dopo appena due
ore, e passammo il resto del finesettimana socializzando... Quello che
voglio dire che con quel libro ho risposto a quasi tutte le domande che i
lettori hanno continuato a farmi da quando Ishmael stato pubblicato.
Elaine: S, capisco. Anche se penso che il suo saggio Il Nuovo

Rinascimento (The New Renaissance) sia stato ci che ha svolto la


stessa funzione per me. (vedi pagina 150.)
Daniel: S, chiunque cerchi un'espressione concisa del mio messaggio
fondamentale, dovrebbe leggere Il Nuovo Rinascimento. Con quello,
sentii di aver detto tutto ci che avevo da dire. Ma una domanda rimaneva.
Si trattava di una domanda che era stata l fin dall'inizio, ma per molti anni
avevo continuato a ignorarla.
Elaine: Che domanda era?
Daniel: Come fa ci che fa?
Elaine: Ha detto che aveva continuato a ignorarla...?
Daniel: La ignoravo perch pensavo che la risposta fosse ovvia:
chiunque avesse lavorato al problema tanto a lungo e con tanta
determinazione quanto avevo fatto io avrebbe potuto fare altrettanto.
Elaine: Ma ha cambiato idea.
Daniel: S, con riluttanza. Con riluttanza perch non avevo mai voluto
propormi come qualcuno speciale o straordinario.
Elaine: Cosa le ha fatto cambiare idea?
Daniel: L'esperienza. Ti far un esempio. Nell'estate del 1998 condussi
un esperimento. Cos tanta gente mi aveva chiesto l'opportunit di studiare
con me che decisi di indire un seminario serale della durata di tutta l'estate
che chiunque fosse disposto a viaggiare fino a Houston avrebbe potuto
frequentare per quanto tempo volesse. L'affluenza naturalmente oscillava.
Una settimana, mentre un gruppo partiva e un altro era atteso, un singolo
membro del seminario rimase da solo, a duemila miglia da casa, e mi sentii
obbligato a prendermene cura. Passammo molto tempo semplicemente a
conoscerci meglio.
Allo stesso tempo, sentii che avrebbe dovuto trarre qualcosa di utile
dall'esperienza. Aveva letto tutti i miei libri molte volte, con grande cura e
attenzione, ma voleva accertarsi di aver capito ci che stavo dicendo con la
completezza che pensava. Per scoprirlo, selezionai circa un centinaio delle

domande pi interessanti che mi erano state fatte sul mio sito web negli
anni e lasciai che provasse a rispondere a tutte, una per una. Rimanemmo
entrambi sconcertati dal risultato di questo test. Alla vasta maggioranza
delle domande non riusc proprio a rispondere. Aveva azzardato alcune
risposte, ma quando le confrontammo con le mie, fu ovvio che io e lui
eravamo su due lunghezze d'onda diverse. In altre parole, ci che
l'esperimento rivel fu che per quanto conoscesse le risposte a tutte le
domande sollevate nei miei libri, non poteva generarne di nuove non
poteva rispondere a domande che non fossero presenti nei miei libri.
Elaine: Come mai, secondo lei?
Daniel: Ci arriveremo... Nel frattempo, ecco un altro esempio. Alcuni
anni fa, un certo gruppo no-profit, impressionato dal mio lavoro, mi invit
a partecipare a una riunione di pianificazione per un'impresa in cui erano
coinvolti. Mi sedetti e ascoltai mentre il team di progettazione discuteva
delle sue idee per varie ore. Alla fine, esausto, uno di essi si gir verso di
me e disse: Be', Daniel, stato dannatamente silenzioso. Che cosa ne
pensa di tutto questo?
Io spiegai che non ero completamente sicuro della mia reazione, e che
volevo raccogliere le idee prima di parlare.
Ci dica solo la sua reazione istintiva, insisterono.
Sapendo di aver bisogno di tempo per formulare la mia reazione in
termini misurati e diplomatici, chiesi loro di non farmi pressioni per
spingermi a parlare immediatamente, ma alla fine liquidarono tutte le mie
scuse, assicurandomi che ogni contributo da parte mia sarebbe stato il
benvenuto.
Dissi loro che cosa pensavo, e mi fissarono con qualcosa di molto
simile all'orrore.
Invece di ripetere che avrebbero dovuto darmi il tempo che avevo
chiesto (e che mi sarebbe servito per esprimermi in modo da non
orripilarli), mi giustificai debolmente dicendo che se avevo un motivo per
essere presente a quella riunione, era per osservare il procedimento come
avrebbe potuto fare un completo estraneo come avrebbe fatto un
antropologo marziano, in effetti. Con tanta cordialit quanta riuscirono a
mostrarne, concordarono che questo era esattamente ci che volevano che
io facessi.
Non esistono cose come i marziani, naturalmente, come la gente di
quella riunione sapeva perfettamente, ma capirono comunque che cosa

intendevo. In effetti, in seguito appresi che i membri di quel gruppo ora


vengono incoraggiati a pensare come marziani. Ma l'antropologo
marziano originale non pi stato invitato a un'altra riunione.
Elaine: Qual la sua teoria? Perch erano cos orripilati da quello che
aveva da dire?
Daniel: Un altro esempio risponder a questa domanda. Alcuni mesi fa
ho partecipato a una conferenza telefonica con un gruppo di lettori di
Tulsa. Uno dei partecipanti fece un'osservazione che potrebbe sembrare
piuttosto comune, ma che a me sembr rivelatrice. Disse, all'incirca: Che
cosa dobbiamo fare? Quando parliamo con delle persone, ognuno di noi
parte da un quadro di riferimento convenzionale. Quello che non capiamo
o condividiamo il suo quadro di riferimento. Il suo quadro di riferimento
a noi sembra completamente alieno e misterioso.
Improvvisamente sentii di aver afferrato il problema. Per quanto a
posteriori sembri ovvio, era il mio quadro di riferimento a essere diverso.
Il ragazzo di cui ho parlato un minuto fa non poteva rispondere alle
domande come facevo io perch non condivideva il mio quadro di
riferimento, e i membri della compagnia che ho descritto poco fa erano
orripilati perch stavano considerando la questione in discussione partendo
da un quadro di riferimento completamente diverso dal mio.
Elaine: Allora, qual il suo quadro di riferimento? Pu descrivermelo?
Daniel: Posso descriverlo in modo stenografico. Il mio quadro di
riferimento quello di un antropologo marziano. Sono come qualcuno che
ha viaggiato per milioni di miglia per studiare una specie di creature che,
sebbene teoricamente razionali, stanno distruggendo il pianeta in cui
vivono.
Elaine: Wow. Okay. E come descriverebbe il quadro di riferimento di
un antropologo marziano?
Daniel: Non credo che una spiegazione ti aiuterebbe molto se anche
sapessi come fornirtela. Per imparare a nuotare, devi nuotare. Non
qualcosa che pu essere descritto. Qualcuno deve buttarti in acqua.
Elaine [sorridendo]: Suona divertente.
Daniel: Potrebbe aiutarti ascoltare come sono diventato ci che sono.

Di sicuro non stato per via di un mio desiderio o di una mia scelta
deliberata. Non avevo la minima intenzione di isolarmi in alcun modo.
Elaine: Penso di capire.
Daniel: Mi ricordo com' cominciata molto chiaramente. Era il 1962,
all'apice della Guerra Fredda, quando all'incirca una volta all'anno i
giornali mostravano su una mappa della citt in cui vivevi la devastazione
che una bomba all'idrogeno avrebbe causato. L'idea che un olocausto
nucleare potesse avvenire in qualunque momento, con gli Stati Uniti e
l'Unione Sovietica che si facevano piovere addosso testate atomiche, non
era affatto implausibile, ed era uso comune dire che se fosse successa una
cosa simile saremmo stati scagliati indietro all'Et della Pietra. Ti suona
familiare?
Elaine: Non sono sicura di capire cosa intende.
Daniel: Non ti mai capitato di sentir parlare di nuclearizzare
qualcuno all'Et della Pietra?
Elaine: S, penso che qualche generale abbia detto che dovremmo
semplicemente nuclearizzare i nord-vietnamiti all'Et della Pietra.
Daniel: E ha senso, secondo te?
Elaine: Di nuovo, non sono sicura di cosa intende.
Daniel: Se lanciassimo una dozzina di bombe all'idrogeno sulla Corea
del Nord, tornerebbe all'Et della Pietra?
Elaine: Devo pensare di s.
Daniel: Immagina che dicessi che se lanciassimo una dozzina di
bombe all'idrogeno sulla Corea del Nord, la faremmo tornare al Medioevo.
Avrebbe senso questo?
Elaine: No.
Daniel: L'unica cosa che sembrava avere senso era l'Et della Pietra.
Aveva senso per tutti tranne che per me, perch io sapevo che non
saremmo stati in grado di funzionare neanche lontanamente come nell'Et
della Pietra. Capisci perch?

Elaine [dopo una lunga pausa]: Sarebbe inutile dire che lo capisco.
Daniel: I popoli dell'Et della Pietra vivono molto bene, dove vengono
lasciati in pace. Stavano vivendo molto bene in tutto il Nuovo Mondo
quando gli Europei cominciarono ad arrivare nel quindicesimo secolo. Si
nutrivano, vestivano e trovavano rifugio quasi senza fatica. Devi saperlo.
Elaine: S.
Daniel: Se ti dessi un utensile affilato, un ago robusto, un po' di filo
resistente e un'ampia tela di cuoio, potresti fabbricarti una gonna di pelle?
Elaine: Penso di s.
Daniel: Ma immagina di non avere nessuno di questi utensili e
materiali. Per esempio, potresti fabbricare uno strumento abbastanza
affilato da tagliare il cuoio?
Elaine: No.
Daniel: Potresti fabbricare un ago tanto robusto da perforare il cuoio?
Elaine: Dal nulla? No.
Daniel: Potresti fabbricare un filo tanto resistente da tenere insieme il
cuoio?
Elaine: Di nuovo, non dal nulla. Non saprei nemmeno da dove
cominciare.
Daniel: E naturalmente, la cosa pi importante: potresti produrre il
cuoio?
Elaine: No.
Daniel: I popoli dell'Et della Pietra hanno tutti gli strumenti necessari
per sostentarsi in uno stile di vita confortevole non uno che tu o io
potremmo trovare confortevole, ma uno che loro trovano confortevole.
Non hanno solo gli strumenti, ma la conoscenza di come fabbricarli.
Mentre tu e io, insieme al 99,99% della nostra popolazione, non abbiamo
nulla di simile. Io stesso non potrei fabbricare nemmeno una stringa dal
nulla.

Elaine: Giusto.
Daniel: Quindi, cosa avverrebbe in caso di un olocausto nucleare?
Verremmo scagliati indietro all'Et della Pietra?
Elaine: No.
Daniel: Verremmo scagliati indietro in un'era che non ha nemmeno un
nome. L'Homo habilis, il nostro antenato pi antico, aveva capacit
maggiori di quelle che avremmo noi, perch si era evoluto con quelle
capacit. Senza di esse, non avrebbero potuto evolversi affatto.
Elaine: S, lo capisco.
Daniel: Questo pu sembrare un punto piuttosto triviale, ma solo un
punto d'inizio il mio personale punto d'inizio. Fare quest'osservazione fu
l'inizio della mia carriera come antropologo marziano. La domanda che mi
posi ed una domanda di antropologia fu: Che cosa stanno pensando
queste persone quando dicono che torneremmo all'Et della Pietra in caso
di olocausto nucleare?
Elaine: Cosa stanno pensando?
Daniel: Qual la mentalit dietro l'affermazione?
Elaine scuote la testa.
Daniel: Qual la loro immagine mentale dell'Et della Pietra?
Elaine: Okay, vedo dove vuole arrivare. Almeno credo. Quello che
vedono quando pensano all'Et della Pietra : niente elettricit, niente
radio, niente televisione, niente riscaldamento, niente computer, niente
telefono.
Daniel: Un'assenza. Un nulla. Non sto parlando di opinioni informate,
qui. Ma anche i ben informati rimasero shockati dieci anni dopo, quando
Marshall Sahlins scrisse un libro in cui defin i popoli dell'Et della Pietra
l'originaria societ affluente. E non sto parlando nemmeno delle opinioni
di analfabeti. Persone istruite lettori di riviste sofisticate come il The
New Yorker si aspettavano di vedere vignette in cui i nostri antenati
vivevano in caverne, con i maschi armati di clava che trascinavano le

femmine a casa tirandole per i capelli. Questa era l'impressione culturale


generale.
Elaine: Non penso che sia cambiata molto.
Daniel: Probabilmente hai ragione. Non ho controllato.
Elaine: Ha detto che era l'impressione culturale generale. Perch non
era la sua?
Daniel: Non era la mia perch io mettevo in discussione l'idea che un
olocausto nucleare ci avrebbe riportati all'Et della Pietra. Io sapevo che
non saremmo stati tanto fortunati. Ci avrebbe riportati a un'era di completa
impotenza, dove nemmeno uno su dieci milioni di noi avrebbe saputo
nemmeno come fabbricare una stringa dal nulla.
Elaine: Ma perch lei stato in grado di capire tutto questo?
Daniel: Questo non lo so. Non mi sembra che sia stato un colpo di
genio. Dubito perfino di averne mai parlato con qualcuno. Se l'avessi fatto,
probabilmente si sarebbe chiesto perch un individuo intelligente dovesse
sprecare energie mentali su una questione cos triviale.
Elaine: Vero.
Daniel: Ma si potrebbe dire che scoprire questa piccola assurdit
risvegli l'antropologo marziano in me. Era solo un filo pendente, ma
tirandolo cominciai a sfilacciare il tessuto della conoscenza trasmessa dalla
nostra cultura. Questa impressione di nulla associata alle persone da cui
discendiamo non era limitata al semplice olocausto nucleare. Faceva parte
della nostra generale comprensione della storia umana.
Come chiunque altro, avevo frequentato un corso obbligatorio di storia
mondiale, e avevo conservato solo il ricordo di un unico, sconvolgente
avvenimento: la Rivoluzione Agricola. Se qualcosa era avvenuto prima di
essa, si trattava al massimo di un vago nulla. Ovviamente dovevano essere
esistite delle persone a quel tempo, ma non avevano avuto la minima
importanza. La cosa importante era la Rivoluzione Agricola. Era quello.
Era stato l'evento pi importante della storia umana. L'inizio di qualunque
cosa di importante che fosse mai avvenuto... Cominciai a notare pillole di

storia umana nei libri, nei giornali e nelle riviste. Alcune erano scritte o
citate da veri storici. Dicevano qualcosa del genere: Gli umani vissero
come cacciatori-raccoglitori per circa tre milioni di anni, poi, circa
diecimila anni fa, abbandonarono la caccia-e-raccolta per la vita agricola,
ponendo le fondamenta per la civilt.
Elaine: A-ah.
Daniel: E che vuol dire quel a-ah?
Elaine: Vuol dire, vediamo... Vuol dire che riconosco la storia.
Daniel: E riconosci cos'ha di sbagliato?
Elaine: Implica che l'intera umanit abbia collettivamente abbandonato
la vita di caccia-e-raccolta e abbia adottato l'agricoltura circa diecimila
anni fa.
Daniel: Il che ovviamente falso. Novemilacinquecento anni dopo che
l'umanit aveva teoricamente abbandonato la caccia-e-raccolta, circa tre
quarti del territorio del pianeta erano ancora occupati da cacciatori-raccoglitori che non avevano mai sentito parlare n avevano partecipato alla
Rivoluzione Agricola. Otto o dieci anni fa ho letto un articolo in Scientific
American che nel paragrafo introduttivo ripeteva quasi parola per parola la
descrizione convenzionale dell'abbandono della vita di caccia e raccolta da
parte dell'umanit, diecimila anni fa. Non mi venne in mente che in futuro
avrei potuto averne bisogno, quindi temo di non essermi appuntato il
numero della rivista. Scrissi una lettera agli editori sottolineando l'evidente
assurdit della descrizione, ma naturalmente non venne stampata. La
favola convenzionale era scienza abbastanza buona per loro.
Elaine: Gli antropologi marziani non sono graditi.
Daniel: Immagino di no. Ma a che punto siamo ora? Sappiamo che la
versione della storia dell'uomo comunemente accettata nella nostra cultura
smentita dai fatti. Ogni storico che dovrebbe saperne di pi la recita
senza esitare un attimo. Un rispettato giornale scientifico non vede motivo
di non includerla come introduzione a un articolo. Dove va un antropologo
marziano da qui? Qual la sua prossima domanda?

Elaine [dopo averci riflettuto un po']: Direi che la sua prossima


domanda ... No, devo ammettere che non lo so.
Daniel: Rifletti su questo. A parte una piccola minoranza di fanatici
religiosi, la storia dell'universo come viene raccontata dalla scienza attuale
generalmente accettata dalla gente della nostra cultura. L'universo nato
in un big bang all'incirca tredici miliardi di anni fa, e il nostro pianeta si
formato circa cinque miliardi di anni fa. Giusto?
Elaine: Cosa giusto?
Daniel: Che la gente della nostra cultura generalmente accetta questa
storia dell'universo, che non una storia mitologica o religiosa ma
scientifica.
Elaine: S, direi di s, a eccezione, come ha detto, di pochi fanatici
religiosi.
Daniel: Questa storia, per quanto le menti pi brillanti del nostro
tempo possono dirci, non contraddetta dai fatti.
Elaine: Esatto.
Daniel: Ma la gente della nostra cultura accetta una storia mondiale
una storia dell'uomo che contraddetta dai fatti. Cosa pensa un
antropologo marziano di questo?
Elaine: Che strano.
Daniel: E la sua domanda ...?
Elaine: Perch? Come potuto avvenire che...
Daniel: Prenditi il tuo tempo.
Elaine: Come pu essere che le stesse persone che accettano senza
domande una storia scientifica dell'universo ne accettano anche una falsa
sull'umanit?

Daniel: La vera versione della storia umana che l'umanit non ha


abbandonato tutta insieme, diecimila anni fa, la vita di caccia e raccolta per
adottare la vita agricola. La vita di caccia e raccolta ha continuato a
esistere su tre quarti del globo fino a cinquecento anni fa ed esiste tuttora
dove non stata sradicata. Cosa c' in questa vera versione degli eventi che
ci allarma?
Elaine ci pensa su.
Daniel: Cosa c' in essa che disturba la visione che abbiamo di noi
stessi?
Elaine sospira frustrata.
Daniel: Non preoccuparti se le risposte a queste domande non ti
vengono in mente immediatamente. Mi ci sono voluti anni per trovarle...
Proviamo da un'angolazione diversa. Quando abbiamo cominciato a
mettere insieme la nostra versione della storia umana?
Elaine: Direi non pi di duemilacinquecento anni fa.
Daniel: Quella l'epoca in cui i pensatori fondamentali della nostra
cultura cominciarono ad apparire: Erodoto, Tucidide, Socrate, Aristotele, e
cos via.
Elaine: S, quello a cui stavo pensando.
Daniel: Ma naturalmente le basi essenziali della storia potrebbero
essere esistite per migliaia di anni prima di allora. Tutti nel mondo
civilizzato sapevano che era esistito un passato umano di qualche tipo. Le
citt sumere del 3000 a.C. non erano state costruite nella generazione
precedente o in quella prima ancora. E potevano vedere che le citt
stavano crescendo e sviluppandosi tecnologicamente. Da questo, potevano
logicamente tornare indietro a un tempo in cui le citt erano solo villaggi e
la tecnologia era molto primitiva. Ma ci che non potevano possibilmente
immaginare era che questi villaggi erano nati da una rivoluzione, quella
che chiamiamo la Rivoluzione Agricola. Non potevano immaginare che,
prima che gli umani diventassero agricoltori e abitanti di villaggi, avevano

vissuto per milioni di anni in un modo interamente diverso. Lo stile di vita


di caccia-e-raccolta era cinquemila anni nel passato, ormai totalmente
dimenticato. Nemmeno delle leggende su quello stile di vita avrebbero
potuto sopravvivere tanto a lungo.
Elaine: S, lo capisco. L'ha chiamata La Grande Amnesia in The
Story of B.
Daniel: Quindi deve essere sembrato loro che la storia umana dovesse
essere cominciata solo pochi millenni prima, dato che quello era il periodo
di tempo intercorso tra quei primi villaggi agricoli e se stessi. Su queste
basi, quale conclusione sarebbe stato per loro ragionevole trarre sulla
natura degli esseri umani come specie?
Elaine: Ho paura di non avere la minima idea di dove vuole arrivare,
stavolta.
Daniel: E' verosimile assumere che questi antichi individui fossero
altrettanto esperti sulle creature intorno a loro quanto lo siamo noi
probabilmente anche di pi. Per esempio, devono aver saputo che gli
uccelli cacciano gli insetti e costruiscono nidi. Quale conclusione sarebbe
stato per loro ragionevole trarre da questo sulla natura degli uccelli come
specie?
Elaine: Sono tentata di dire che avrebbero concluso che la natura
degli uccelli cacciare insetti e costruire nidi.
Daniel: Naturalmente. Gli uccelli si comportavano cos da sempre.
Dovevano anche sapere che le api raccolgono nettare e costruiscono
alveari. Che cosa concluderebbero da questo?
Elaine: Che le api sono raccoglitrici di nettare e costruttrici di alveari.
Daniel: Questo ci che le api hanno sempre fatto, per quanto
chiunque possa ricordare. E che cosa hanno sempre fatto invece gli umani,
per quanto chiunque possa ricordare?
Elaine: Hanno piantato campi e costruito citt.

Daniel: E che cosa sarebbe stato per loro ragionevole concludere da


questo riguardo la natura umana?
Elaine: Che gli umani sono agricoltori e costruttori di civilt.
Daniel: A loro, piantare campi e costruire citt doveva sembrare tanto
innato per gli umani quanto raccogliere nettare e costruire alveari lo per
le api.
Elaine: S.
Daniel: L'idea che gli umani fossero nati cacciatori-raccoglitori tribali
senza piantare alcun campo e costruire alcuna citt per milioni di anni
sarebbe sembrata loro assurda.
Elaine: Credo di s.
Daniel: Ovviamente possiamo solo ipotizzare che i Sumeri credessero
che l'Uomo fosse nato solo poche migliaia di anni prima e che fosse
comparso agricoltore e costruttore di civilt. Ma non una congettura che
questa storia fosse ancora considerata valida quattromila anni dopo, e per
centinaia d'anni dopo di allora. E' stata convinzione comune fino al
diciottesimo secolo che l'uomo fosse nato solo poche migliaia di anni
prima e che fosse comparso agricoltore e costruttore di civilt.
Elaine: Magari non proprio dalla nascita, ma il primissimo umano,
Adamo, era diventato un agricoltore.
Daniel: Garantito. Ma anche in questa versione biblica della storia, non
viene neanche suggerito che il primo agricoltore sia stato preceduto da
quindici o ventimila generazioni di cacciatori-raccoglitori.
Elaine: Certo che no. Siamo stati agricoltori fin dalla primissima
generazione secondo la storia biblica.
Daniel: Ora finalmente siamo pronti a dare al nostro antropologo
marziano la risposta alla sua prima, fondamentale domanda. Nella nostra
cultura prevalentemente accettata questa versione della storia umana:
l'umanit nata circa tre milioni di anni fa, ma non avvenuto nulla di

importante finch non abbiamo abbandonato la vita di caccia-e-raccolta e


non siamo diventati agricoltori e costruttori di civilt. Come siamo arrivati
a questa storia, preceduta da tre milioni di anni in cui non successo nulla
degno di nota?
Elaine: Mi sta chiedendo di ricostruire il processo?
Daniel: Fai un tentativo.
Elaine: Caspita. Ok. Durante il diciannovesimo secolo, nuove scoperte
scientifiche resero impossibile continuare a pensare che la vita sulla Terra
risalisse solo a poche migliaia di anni prima.
Daniel: Il famoso calcolo dell'arcivescovo Ussher, annunciato nel
1654, che la razza umana fosse nata nel 4004 a.C., divenne
scientificamente insostenibile. O piuttosto, possiamo dire che divenne
insostenibile per coloro che trovano le prove scientifiche pi convincenti
della struttura di credenze su cui l'arcivescovo Ussher aveva basato i suoi
calcoli.
Elaine: S.
Daniel: Il risultato fu che, per coloro che generalmente accettavano le
prove di natura geologica e paleobiologica e con esse l'emergente teoria
dell'evoluzione la storia umana doveva essere rivista. Non poteva pi
essere accettato che l'Uomo fosse nato agricoltore e costruttore di civilt
solo pochi millenni prima.
Elaine: No.
Daniel: E come venne rivista?
Elaine: Venne aggiornata alla versione attuale: gli umani sono esistiti
per tre milioni di anni come cacciatori-raccoglitori, ma non hanno avuto la
minima importanza finch non hanno abbandonato la vita di caccia-eraccolta per quella agricola, circa diecimila anni fa.
Daniel: Perch era importante spazzare i primi tre milioni di anni della
storia umana sotto il tappeto? Importante per i membri della nostra cultura,
naturalmente.

Elaine: Ci dovr riflettere, su questo... Immagino che nessuno trovasse


nulla di importante in essi.
Daniel: Qualcuno aveva controllato?
Elaine: Non che io sappia, ma questo non significa nulla.
Daniel: Conosci Darwin e l'importanza che ha avuto nella storia del
pensiero umano.
Elaine: Certamente.
Daniel: Era imperativo che qualcuno capisse il significato delle
sconcertanti scoperte della giovane scienza della paleobiologia. Se non
fosse stato Darwin, sarebbe stato Alfred Russel Wallace. L'esistenza di
queste scoperte esigeva una spiegazione ragionevole, e questa spiegazione
avrebbe scosso molte gabbie. Non sarebbe passata inosservata.
Elaine: Vero... Ma non sono sicura di dove vuole arrivare.
Daniel: La paleobiologia rese chiaro che il 99% della storia umana si
era svolto prima della Rivoluzione Agricola, ma, che tu sappia, nessuno ha
provato a capire il significato di questo.
Elaine: No.
Daniel: Proviamo a fare un'ipotesi: nessuno sentiva il bisogno di
spiegarlo.
Elaine: Direi che ha ragione.
Daniel: Ma perch? Perch i membri della nostra cultura erano
soddisfatti dello spazzare i primi tre milioni di anni di storia umana sotto il
tappeto e lasciarli l?
Elaine: Ok, ora vedo dove vuole arrivare.
Daniel: Ma qual la risposta? Pochi minuti fa ho detto che eravamo

finalmente in condizione di dare al nostro antropologo marziano la risposta


alla sua prima, essenziale domanda. Ora ci siamo: perch i membri della
nostra cultura l'avanguardia e i beneficiari della Rivoluzione Agricola
spazzarono i primi tre milioni di anni di storia umana sotto il tappeto e li
lasciarono l?
Elaine [Dopo averci riflettuto un po']: Quei tre milioni di anni di storia
umana ci minacciavano.
Daniel: In che modo? Ora devi cominciare a lavorare come
un'antropologa. I membri della nostra cultura non vogliono pensare al fatto
che per i primi tre milioni di anni di vita umana, la gente ha vissuto come
cacciatori-raccoglitori anzich come agricoltori e costruttori di civilt.
Cosa c' dietro questa riluttanza?
Elaine: E' una minaccia all'immagine che abbiamo di noi stessi.
Daniel: Continua.
Elaine: La storia che ci raccontiamo che essere completamente umani
significa coltivare campi e costruire civilt. Questo ci rende gli unici veri
umani. Per mantenere il nostro status di unici veri umani, non vogliamo
considerare l'umanit composta dai nostri antenati cacciatori-raccoglitori.
Vogliamo negare la loro umanit. Non erano affatto veri umani. Erano solo
bruti cavernicoli. Quindi non c' bisogno che pensiamo a loro.
Daniel: Concedere loro l'umanit significa negare che noi e solo noi
siamo l'umanit, il che un importante elemento della nostra mitologia
culturale.
Elaine: S, infatti.
Daniel: Essere umani significa vivere come viviamo noi. Questo
l'unico modo giusto di vivere per le persone, e tutti nel mondo devono
vivere come noi. Era nostro sacro dovere distruggere tutte le culture
aborigene che abbiamo trovato nel Nuovo Mondo, in Australia, in Africa,
e cos via.
Elaine: Esatto.

Daniel [dopo una pausa]: Ovviamente non abbiamo detto nulla di


nuovo, qui, ma non era quello il mio scopo. Volevo darti un'idea del mio
sviluppo come Antropologo Marziano, del percorso che ho seguito per
arrivare alle risposte contenute in Ishmael e negli altri miei libri. Ho
cominciato con un'osservazione piuttosto triviale, che un olocausto
nucleare ci riporterebbe molto pi indietro dell'Et della Pietra, e da l ho
continuato, punto dopo punto, fino a scoprire che secondo la nostra
mitologia culturale esiste un unico modo giusto di vivere per le persone
il nostro e che tutti nel mondo devono vivere come noi. La
globalizzazione non una politica recente; esiste nella nostra cultura da
millenni.
Elaine: S, lo vedo.
Daniel: Penso che dovremmo fare una pausa, a questo punto. Mi
piacerebbe conoscere la tua reazione a questa prima sessione.
Elaine: Be', sono venuta sperando di sviscerare alcune delle sue idee
di inculcarmele in testa. E questo ha avuto quell'effetto, entro un certo
limite. Ovviamente abbiamo appena scalfito la superficie.
Daniel: Mi fa piacere che abbia avuto questo effetto, ma il mio scopo
di esplorare il mio metodo, se esiste. Questa la domanda che rimasta
senza risposta fin da quando Ishmael stato pubblicato: come sono
arrivato ad avere queste idee? Per me sono solo il risultato di duro lavoro e
indagini, ma ad altri sembrano rivelazioni. Non puoi immaginare le
centinaia di lettere che ho ricevuto da persone che mi dicono che ho
rivoltato il loro mondo a testa in gi.
Elaine: Quindi cosa mi sta chiedendo, esattamente?
Daniel: Ti sto chiedendo se sono riuscito a farti capire qualcosa del
modo in cui lavora la mia mente del modo in cui lavora la mente di un
Antropologo Marziano.
Elaine [dopo averci riflettuto un po']: S, qualcosa, immagino, ma il
modo in cui affronta i problemi...

Daniel [interrompendola]: Il mio quadro di riferimento.


Elaine: S, quello rimane un mistero. Non potrei farlo, da sola.
Daniel: Non mi aspetterei che tu ci riesca, a questo punto. Siamo solo
all'inizio del viaggio. Prima di fare una pausa pranzo, mi piacerebbe
lanciarti una sfida.
Elaine: Ok.
Daniel: Come ho detto poco fa, riconoscere che l'umanit esistita per
tre milioni di anni prima della nostra comparsa in conflitto con la nostra
mitologia culturale, la quale insiste che noi, i beneficiari e promotori della
Rivoluzione Agricola, siamo l'umanit stessa. Tu capisci che anche se la
Rivoluzione Agricola cominciata diecimila anni fa, non finita allora.
Sta venendo portata avanti ancora oggi, continuando a disboscare terreni
per convertirli in campi che producano cibo per noi.
Elaine: S, lo capisco.
Daniel: L'idea che gli umani siano esistiti per tre milioni di anni prima
di noi minaccia la nostra mitologia culturale, ma minaccia anche qualcosa
di molto pi essenziale e importante. Voglio che tu esamini la nostra
cultura come un Antropologo Marziano e vedi se riesci a capire che cosa.
Per farlo, dovrai pensare a tutti i componenti essenziali della nostra
cultura, tutte le parti che la compongono.
Elaine [dopo un'altra lunga pausa]: Ho paura di non averne idea.
Daniel: Per pensare come un Antropologo Marziano, devi elevarti e
guardare a tutti noi americani, cinesi, indiani, arabi, europei e scoprire
perch affermare l'umanit dei nostri antenati ci pone una minaccia pi
profonda e immediata di qualunque altra cosa abbiamo discusso finora.
Potrei facilmente fartici arrivare con degli indizi, ma non voglio farlo. A
prescindere da quanto ci vorr, voglio che tu lo capisca da sola.
Elaine [dopo una pausa]: Questo mi lascia in alto mare.
Daniel: Sei venuta qui con una mentalit passiva, per prendere ci che

ho da insegnarti. Ma io voglio che tu te ne vada con pi di questo. Voglio


che tu te ne vada con l'abilit di fare quello che faccio io. Questo non
accadr se mi limito a darti tutte le risposte o se ti porto alla risposta
attraverso un'accurata serie di domande, come Ishmael ha fatto con Alan
[in Ishmael] e con Julie [in My Ishmael].
Elaine: S, posso capirlo questo, ma comunque...
Daniel: S?
Elaine: E' scoraggiante.

Gioved: pomeriggio
Daniel: Qualche progresso?
Elaine: Sulla domanda che mi ha fatto? No. Ho l'impressione di non
averla capita davvero.
Daniel: Riconoscere che l'umanit esistita per tre milioni di anni
prima di noi in conflitto con la nostra mitologia culturale, come hai detto.
Ma rappresenta anche una minaccia pi pericolosa di questa.
Elaine: Per chi?
Daniel: Se te lo dicessi, tanto varrebbe darti direttamente la risposta.
Questo probabilmente un test troppo difficile, ora come ora. Non
preoccuparti. Hai bisogno di maggiore esperienza con compiti pi
semplici.
Elaine: Va bene.
Daniel: Alcuni anni fa, un lettore mi scrisse per esprimermi la sua
sorpresa per tutte le secondo lui stupide domande che mi venivano
poste sul mio sito internet [www.ishmael.org]. Per lui, tutto ci che dicevo
sembrava molto semplice: qualunque cosa noi umani facciamo che
disturba l'equilibrio della natura dev'essere eliminato dal nostro modo di
vivere.
Elaine: Uh-uh.
Daniel: Che intendi con uh-uh? Che sei d'accordo con lui?
Elaine [sconcertata]: Be', s, immagino di s. In modo generale.
Daniel: In modo generale. In altre parole, ci che Daniel Quinn dice
generalmente che qualunque cosa noi umani facciamo che disturbi
l'equilibrio della natura dev'essere eliminata dal nostro modo di vivere.
Elaine: Mi sembra di capire che lei non concorda.

Daniel: Il punto non concordare. Voi due condividete un quadro di


riferimento, e questo ci che dobbiamo esaminare. Per metterla in un
altro modo, l'Antropologo Marziano si chiede: Cosa c' dietro
quest'affermazione? Cosa c' nelle loro menti che li ha portati a dirla? Cosa
stanno pensando? O, per metterla in modo ancora migliore: Che cosa
rivela quest'affermazione sulla loro visione di come funziona il mondo?
Elaine sospira.
Daniel: Sei frustrata.
Elaine: S, immagino di s. Sono venuta qui pensando di avere un'idea
piuttosto buona della sua visione del modo in cui funziona il mondo.
Daniel: Non la mia visione. Voglio dire, non una visione che
possiedo solo io. E' la visione generalmente accettata nel mondo della
scienza.
Elaine: Mi ricorda qual l'affermazione?
Daniel: Tutto ci che noi umani facciamo che disturba l'equilibrio della
natura dev'essere eliminato dal nostro stile di vita.
Elaine: Mi sembra un'affermazione con cui moltissime persone si
direbbero d'accordo.
Daniel: Probabilmente hai ragione. Ecco cosa stiamo guardando: il
quadro di riferimento che moltissime persone forse addirittura la
maggioranza delle persone condivide. Questo il compito
dell'antropologo... Per anni ho pensato di usare questa frase come titolo di
un libro: Se ti danno carta rigata, scrivi di traverso.
Elaine ride.
Daniel: Se facessi circolare un foglietto rigato con quest'affermazione
scritta sopra, la maggior parte delle persone probabilmente scriverebbe
sulla riga successiva: Esatto! Io giro il foglio di lato e ci scrivo
qualcos'altro.

Elaine: Che cosa ci scriverebbe?


Daniel [scuotendo la testa]: Le righe sul foglio rappresentano delle
premesse, o, potresti dire, la saggezza ricevuta dalla nostra cultura. Qual
la premessa alla base di quest'affermazione? Tutto ci che noi umani
facciamo che disturba l'equilibrio della natura dev'essere eliminato dal
nostro modo di vivere?
Elaine: Disturbare l'equilibrio della natura ... male.
Daniel: Per cosa?
Elaine: Per... la stabilit del mondo. Per la vita.
Daniel: In altre parole, disturbare l'equilibrio della natura disturba
l'equilibrio della natura.
Elaine [ridendo]: S, credo di s.
Daniel: Ma in ogni caso, male.
Elaine: S.
Daniel: Va bene. Questa l'attivit dell'Antropologo Marziano o
forse potresti chiamarlo il suo metodo allontanarsi, indietreggiare e
guardare l'intera scacchiera.
Elaine: Va bene.
Daniel: Indietreggia di quattrocento milioni di anni e osserva la vita del
mondo com'era allora. Ne hai un'idea di qualche tipo?
Elaine: Non una approfondita. Non sono nemmeno sicura... diciamo
che non sono sicura di come stessero le cose.
Daniel: Be', in breve, le piante di terra cominciarono ad apparire circa
quattrocento milioni di anni fa, presumibilmente diffondendosi da paludi
pianeggianti. Esse vennero poi seguite dagli artropodi e da altri gruppi di

invertebrati, e i vertebrati di terra si evolsero da pesci d'acqua dolce circa


quaranta milioni di anni dopo.
Elaine: Va bene.
Daniel: Ora ripeti con me: tutto ci che disturba l'equilibrio della
natura male.
Elaine, perplessa, non dice niente.
Daniel: La comparsa di vegetali sulla terraferma disturb l'equilibrio
della natura.
Elaine: S, credo di s.
Daniel: Credi di s? Ovviamente lo fece. Se non l'avesse fatto, tutta la
vita sarebbe ancora negli oceani. Vero?
Elaine: S.
Daniel: I disturbi dell'equilibrio della natura sono ci che alimenta
l'evoluzione stessa. Sono ci che la fa avvenire. Se la natura, come viene
chiamata, avesse mai raggiunto un perfetto equilibrio, allora l'evoluzione si
sarebbe arrestata. I mammiferi erano una classe insignificante che viveva
nell'ombra, durante l'era dei dinosauri. La fine di quell'era apr la strada
allo sviluppo dei mammiferi, inclusi i primati. Ora, di nuovo, ripeti con
me: tutto ci che disturba l'equilibrio della natura male.
Elaine: Non posso, ovviamente. Non pi.
Daniel: Quindi, quale sar la tua risposta all'affermazione di quel
lettore? Tutto ci che noi umani facciamo che disturba l'equilibrio della
natura dev'essere eliminato dal nostro stile di vita.
Elaine: Non ha senso.
Daniel: Non ha senso perch basata su una falsa premessa: che la
natura sia, o sia stata, in equilibrio, finch non siano arrivati noi a
disturbarla. Per attuare la politica proposta da questo lettore, dovremmo

negare la realt e cominciare a dire assurdit.


Elaine: Penso di cominciare a capire.
Daniel: Cosa?
Elaine: Cosa significa pensare come un Antropologo Marziano.
Daniel: Bene. Spostiamoci in un'altra direzione... Ho gi detto che
Marshall Sahlins ha descritto i popoli dell'Et della Pietra come la societ
opulenta originaria. Vivevano una vita comoda, paragonata alla nostra.
Contrariamente al pregiudizio comune, non vivevano al limite della
sopravvivenza. Per dirla con termini tecnici, impiegavano molte meno
calorie per restare in vita dei loro discendenti agricoltori. In effetti, pi un
popolo dipendente dal cibo coltivato, pi duramente deve lavorare.
Ovviamente raccogliere frutta che cresciuta selvatica richiede meno
lavoro rispetto al piantare, coltivare e proteggere un frutteto; raccogliere
vegetali cresciuti spontaneamente richiede meno lavoro rispetto al
piantare, coltivare e proteggere dei campi.
Elaine: S, questo lo so.
Daniel: In Ishmael e altrove, ho precisato che oltre a questo, i popoli
tribali hanno una vita che gradiscono. Dato che la trib non
un'organizzazione gerarchica, non provano la frustrazione di dover avere a
che fare con organizzazioni sociali che sembrano agire da avversari
polizia, tribunali, governi, esattori delle tasse, e cos via. In concreto, dove
la loro cultura non stata contaminata dalla nostra, non soffrono
costantemente di ansia, rabbia, depressione, dipendenza da stupefacenti e
crimine. Questo non significa che siano pi dolci, pi spirituali, pi
elevati, pi generosi o pi altruisti di noi. Sono soggetti a egoismo, scatti
d'ira, cattive decisioni e violenza quanto noi, anche se hanno un modo
diverso dal nostro di gestire queste cose.
Elaine annuisce.
Daniel: Leggendo queste cose, moltissimi lettori mi scrivono
chiedendomi se sto dicendo che dovremmo tornare a vivere in caverne e
cacciarci la cena con una lancia.

Elaine: Davvero?
Daniel: Che ne dici, tu?
Elaine: Non ha mai detto niente di simile. In effetti, ha detto molto
esplicitamente che non questo ci che sta dicendo.
Daniel: Ovviamente stanno anche reagendo a ci che ho detto riguardo
le conseguenze della Rivoluzione Agricola. La popolazione di qualunque
specie cresce e diminuisce insieme alle sue risorse alimentari. La
Rivoluzione Agricola ci ha permesso di assicurarci che le nostre risorse
alimentari non diminuissero mai. Anzi, ci ha permesso di aumentarle
costantemente ed proprio ci che abbiamo fatto dall'inizio della
rivoluzione fino a ora, cosicch anche la nostra popolazione non ha fatto
che aumentare. Ogni aumento della popolazione ha avuto come
conseguenza un aumento della produzione alimentare, il che ha causato un
ulteriore aumento della popolazione.
Elaine: S...?
Daniel: E allora la gente mi scrive per chiedermi: Sta dicendo che
dovremmo tornare a vivere in caverne e cacciarci la cena con una lancia?
Elaine: Anche se ha detto chiaramente che non ci che sta dicendo.
Daniel: Esatto. Cosa devo pensare di questo? Cosa ne pensi tu?
Elaine: Immagino che... alcuni individui semplicemente non sono
buoni lettori. Vedono ci che vogliono vedere.
Daniel: C' del vero in questo, di sicuro. Ma penso che ci sia qualcosa
di pi profondo da trovare, qui.
Elaine [dopo una pausa]: Non so dove cercare.
Daniel: Allontanati. Cerca di vedere cosa c' dietro la domanda. Cerca
di vedere cosa sta avvenendo nelle menti delle persone che la pongono.
Elaine [dopo una pausa pi lunga]: Non so se sono sulla strada giusta,
ma... quando un chirurgo dice che i fumatori hanno una maggiore

probabilit di ammalarsi di cancro ai polmoni, questo viene interpretato


come il consiglio di smettere di fumare.
Daniel: La descrizione implica una prescrizione.
Elaine: S, esatto.
Daniel: Se io dico che i popoli tribali generalmente conducevano vite
pi facili e meno stressanti, questa solo una descrizione, ma alcune
persone danno per scontato che sia una prescrizione.
Elaine: Esatto.
Daniel: Se dico che la Rivoluzione Agricola ha causato un'esplosione
demografica che ci ha portato sull'orlo della catastrofe, anche questa una
descrizione, ma alcune persone danno per scontato che sia una
prescrizione di qualche tipo. Per esempio, alcuni pensano che stia
dicendo che dobbiamo tagliare la produzione alimentare e lasciare che la
gente muoia di fame.
Elaine: Be', devo ammettere di essermelo chiesto anch'io.
Daniel: Ti sei chiesta qual la mia prescrizione.
Elaine: S.
Daniel: Questo sempre stato un problema, per me forse potresti
chiamarlo il dilemma dell'antropologo. Se descrivo qualcosa, facendo
semplicemente il mio lavoro di antropologo, spesso si crede che io stia
anche prescrivendo qualcosa.
Elaine: Be', la gente vuole prescrizioni.
Daniel: Questo sicuramente vero... Ho descritto il problema come
una corsa alimentare, simile alla corsa agli armamenti tra gli Stati Uniti
e l'Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. In quella corsa agli
armamenti, ogni nostro avanzamento causava un loro avanzamento, il che
naturalmente provocava un ulteriore avanzamento da parte nostra, il che
causava un altro avanzamento da parte loro un'escalation infinita. La
corsa alimentare lo stesso. Ogni avanzamento nella produzione di cibo
causa un avanzamento nella crescita della popolazione, il che causa un
ulteriore aumento della produzione alimentare, il che provoca un altro

aumento della popolazione. Per questo ho effettivamente una prescrizione.


La corsa agli armamenti della Guerra Fredda finita quando l'Unione
Sovietica l'ha semplicemente abbandonata rifiutandosi di continuare a
gareggiare con noi. La corsa alimentare potrebbe finire nello stesso modo,
se noi semplicemente l'abbandonassimo, rifiutandoci di continuare la gara
tra produzione alimentare e crescita demografica.
Elaine: Quali sarebbero le conseguenze di una cosa simile?
Daniel: Se una quantit di cibo x ha nutrito sei miliardi di noi
quest'anno, allora una quantit di cibo x potr nutrire sei miliardi di noi
l'anno prossimo. No? [NdT: Dal 2011, siamo sette miliardi.]
Elaine: Penso di s.
Daniel: E se una quantit di cibo x nutrir sei miliardi di noi l'anno
prossimo, potr nutrire sei miliardi di noi anche l'anno successivo, no?
Elaine: S.
Daniel: Allora perch aumentare la produzione alimentare?
Elaine [dopo averci pensato un po']: Ah! Per nutrire i milioni di
affamati!
Daniel: Naturalmente. Quindi l'anno scorso hanno aumentato la
produzione alimentare per nutrire gli affamati.
Elaine: Immagino di s.
Daniel: Puoi scommetterci. Quindi quest'anno i milioni di affamati
stanno venendo sfamati, giusto?
Elaine: No.
Daniel: Non so per quanto tempo siano esistiti questi milioni di
affamati, ma per esperienza personale posso dirti che sono almeno
settant'anni. E abbiamo aumentato la produzione alimentare per tutti questi
anni per sfamarli. Ma non vengono mai sfamati, vero?
Elaine: Apparentemente no.
Daniel: Perch no? Se stiamo costantemente aumentando la

produzione alimentare per sfamarli, perch stanno ancora morendo di


fame?
Elaine: Non lo so.
Daniel: Penso che tu lo sappia. O almeno, penso che tu sappia la
spiegazione comunemente accettata. Questo il punto da cui
l'Antropologo Marziano deve cominciare: le spiegazioni comunemente
accettate che tutti danno per scontate senza metterle in discussione. Il cibo
l. Tutti concordano che abbiamo abbastanza cibo per sfamare tutti sul
pianeta. Ma i milioni di affamati continuano ad avere fame, e la domanda
: perch?
Elaine: Il cibo non gli sta arrivando.
Daniel: Ovviamente. Ma perch? I treni e le strade non arrivano fino a
loro? Non ci sono porti, dove vivono?
Elaine: Non lo so.
Daniel: Sei bloccata nel tuo quadro di riferimento convenzionale,
Elaine. Devi indietreggiare e osservarlo a distanza. Rifiuta le risposte
convenzionali, con le loro implicazioni convenzionali. Pensa come
un'Antropologa Marziana.
Elaine riflette per alcuni minuti e poi scuote la testa.
Daniel: Ti ho detto di rifiutare le risposte convenzionali, con le loro
implicazioni convenzionali. Cosa dice la saggezza convenzionale, a questo
riguardo?
Elaine: Che il cibo l, ma non gli arriva.
Daniel: E l'implicazione ...
Elaine: Il problema la distribuzione. Il cibo non sta venendo
distribuito agli affamati.
Daniel: Perch? Linee ferroviarie troppo corte, strade bloccate, porti
chiusi?
Elaine: No.

Daniel: Allora perch? E' un qualche tipo di inefficienza burocratica?


Elaine: Non lo so, forse.
Daniel: Ora vado a controllare le mie email e ti lascio rifletterci per un
po', va bene?
Elaine: Va bene.

Daniel [mezz'ora dopo]: Allora, qualche progresso?


Elaine: Penso di s.
Daniel: Dimmi.
Elaine: Ho indietreggiato, e quello che ho visto che ai milioni di
affamati non manca solo il cibo, ma tutto cibo, vestiti, riparo.
Daniel: Non vivono in ville sulla spiaggia e guidano BMW ma per
qualche motivo muoiono di fame.
Elaine: No. Sono i pi poveri tra i poveri.
Daniel: Quindi il problema non che il cibo non li raggiunge. Il
problema che non hanno soldi per comprarlo. Non ci sono affamati
ricchi.
Elaine: Esatto.
Daniel: E in che modo aumentare la produzione di cibo li aiuta?
Elaine: Non lo fa. Non importa quanto cibo produciamo, sono
comunque troppo poveri per comprarlo.
Daniel: E' risaputo, naturalmente, che la parte della nostra popolazione
che cresce pi lentamente e quella delle nazioni ricche e sviluppate.
Elaine: S, l'ho sentito dire.
Daniel: Quindi dov' che avviene la crescita?
Elaine: Nelle nazioni pi povere e sottosviluppate.

Daniel: Dove vivono i milioni di affamati.


Elaine: Esatto.
Daniel: Quindi mentre aumentiamo la produzione alimentare e la
nostra popolazione cresce, anno dopo anno, dove si verifica la maggior
parte di questa crescita?
Elaine: Nella nazioni pi povere e sottosviluppate.
Daniel: E nelle nazioni pi povere e sottosviluppate, in quali classi
credi che la crescita demografica sia pi lenta?
Elaine: Suppongo nelle classi pi benestanti.
Daniel: E dove credi che sia pi rapida?
Elaine: Tra i poveri.
Daniel: Tra i quali ci sono i milioni di affamati.
Elaine: S, ma...
Daniel: S?
Elaine: Verr obiettato che noi il cibo glielo mandiamo.
Daniel: Quindi i milioni di affamati non sono davvero affamati.
Elaine ci pensa su.
Daniel: I milioni di affamati sono affamati o no?
Elaine: Immagino che lo siano.
Daniel: Se non lo fossero, perch dovremmo aumentare la produzione
alimentare ogni anno per sfamarli?
Elaine [dopo averci riflettuto]: Non ha senso.
Daniel: Cosa non ne ha?
Elaine: La nostra razionalizzazione per il nostro costante aumento

della produzione alimentare.


Daniel: Non stiamo creando un mondo senza fame?
Elaine: No.
Daniel: Proviamo a essere realistici per un momento. Pensi davvero
che le compagnie che spendono decine o centinaia di milioni all'anno per
sviluppare cibo geneticamente modificato lo facciano per altruismo,
motivate dal pensiero di eliminare la fame?
Elaine: Sembra improbabile. Sono motivate dal pensiero di fare soldi.
Daniel: Gli scienziati che svolgono il vero lavoro possono immaginare
di stare lavorando per eliminare la fame nel mondo, ma dubito che i
dirigenti abbiano un pensiero simile.
Elaine: Sono sicuro che tu abbia ragione.
Daniel: E che dire degli agricoltori che coltivano campi a maggior
rendimento? Lo stanno facendo per sfamare i milioni di affamati?
Elaine: No. Realisticamente, maggior rendimento significa maggior
guadagno, e presumo che sia a questo che mirano.
Daniel: Nel 1960 c'erano tre miliardi di noi. Nei successivi
quarant'anni, mentre aumentavamo continuamente la produzione
alimentare per sfamare gli affamati, essi hanno continuato ad avere fame.
Quindi, dove stava andando quel cibo in pi?
Elaine: Stava alimentando la nostra crescita demografica.
Daniel: In quarant'anni, la nostra popolazione raddoppiata a sei
miliardi. Quindi, abbiamo smentito l'idea che aumentiamo la produzione
alimentare ogni anno per sfamare i milioni di affamati?
Elaine: S, per quanto mi riguarda. Quello che mi confonde ...
Daniel: S?
Elaine: Sembra quasi incredibile che quando si parla di aumentare la
produzione alimentare per nutrire gli affamati, tutti annuiscano come se
avesse perfettamente senso.

Daniel: Non aveva senso per te?


Elaine: S, immagino che ce lo avesse.
Daniel: Allora cos' che ti confonde?
Elaine: A essere onesta, non ne sono sicura.
Daniel: O forse non sei pronta ad articolarlo.
Elaine: S, potrebbe essere.
Daniel: Passiamo a un argomento pi semplice... In Ishmael ho distinto
i nostri antenati tribali e i loro attuali discendenti culturali da noi stessi...
Elaine: Li ha chiamati Lascia e ha chiamato noi Prendi.
Daniel: S... Se potessi tornare indietro, non utilizzerei di nuovo quei
termini.
Elaine: Perch?
Daniel: Perch troppe persone li hanno interpretati come Buoni e
Cattivi. Le persone tendono a credere che se fossero pi buone,
sarebbero Lascia. Qualcuno una volta mi ha scritto che il governatore della
California Jerry Brown era un Lascia e il suo avversario era un Prendi.
Elaine: Ho notato che non usa pi questi termini ora.
Daniel: No... In Ishmael era pi semplice dire Lascia piuttosto che i
nostri antenati tribali e i loro attuali discendenti culturali, ma ora vorrei
averli chiamati semplicemente i popoli tribali.
Elaine: Capisco... Comunque sia, servito a qualcosa. Almeno per me.
Daniel: Continua.
Elaine: Distingueva loro da noi in una maniera davvero...
fondamentale. I Lascia sono quelli che lasciano le proprie vite nelle mani
degli dei, e i Prendi sono quelli che prendono le proprie vite nelle proprie
mani. I Lascia non si preoccupavano della provenienza del loro prossimo
pasto, perch sapevano che il cibo che gli dei avevano lasciato per loro non

sarebbe mai scomparso. Ma questo non era sufficiente per i Prendi.


Volevano prendere il controllo delle proprie riserve alimentari e smettere
di dipendere dalla generosit degli dei.
Daniel: S, i nomi in s erano abbastanza adeguati, ma molti lettori
tendevano a leggerli come descrizioni caratteriali. La differenza essenziale
tra noi e loro non nei nostri cuori o nel nostro carattere, ma nel modo
in cui viviamo.
Elaine: S, lo so.
Daniel: Per come li ho descritti, i popoli tribali i Lascia vivono
nelle mani degli dei, il che significa che prendono ci che gli dei mandano
loro. Quando le cose vanno bene, vivono bene e facilmente. Quando vanno
male, vivono meno bene e devono sforzarsi di pi per sopravvivere. Ma
non c'era mai bisogno di sedersi in un punto e morire di fame. Se non c'era
abbastanza cibo dov'erano, si spostavano da qualche altra parte, dove ce
n'era di pi ed era tutto liberamente consumabile. Le carestie avvengono
tra popoli stanziali e agricoli. Loro sono bloccati nella propria zona
inaridita e non possono cercare cibo nei territori dei loro vicini, perch il
cibo l di sicuro non liberamente consumabile.
Elaine: S, capisco.
Daniel: Ma stiamo cambiando discorso, qui. Non sto cercando di
riassumere quello che ho gi scritto. Volevo solo gettare le fondamenta per
una domanda che ho ricevuto e a cui vorrei tu provassi a rispondere.
Elaine: Va bene.
Daniel: Una donna mi ha chiesto se, sulla base di ci che avevo scritto
riguardo il vivere nelle mani degli dei, io giustificassi la pratica della
medicina, e se s, in che modo.
Elaine: Uh-uh.
Daniel: Quindi, pensando come un'Antropologa Marziana, come
rispondi a questa domanda?
Elaine [dopo averci riflettuto un po']: Mi sembra uno di quei casi in
cui una descrizione viene scambiata per una prescrizione.

Daniel: In altre parole, dato che i Lascia vivevano nelle mani degli dei,
dovremmo farlo anche noi.
Elaine: Esatto.
Daniel: E' una risposta valida entro un certo limite, ma suggerisce
anche che nessuna descrizione possa mai essere una prescrizione. Hai
familiarit con il Concetto del Continuum di Jean Liedloff?
Elaine: No.
Daniel: Jean Liedloff, una scrittrice americana, vissuta con le trib
sudamericane Yekuana e Sanema durante i primi anni '70, trovandoli i
popoli pi felici che abbia mai conosciuto. Questo la port a fare
particolare attenzione al modo in cui allevavano i loro bambini. Ci che
osserv, tra le varie cose, che i loro bambini beneficiavano di un costante
contatto fisico con le proprie madri fin dalla nascita, e dormivano nel letto
dei propri genitori finch non volevano allontanarsene di propria volont,
di solito dopo circa due anni. Vide che venivano nutriti al seno
immediatamente ogni volta che avevano fame e che durante l'infanzia
erano in costante contatto con le proprie madri mentre esse svolgevano i
loro compiti. C' molto di pi da dire di questo, ma sufficiente per
dartene un'idea generale. Come risultato o almeno cos sembrava a Jean
i bambini crescevano sentendosi completamente sicuri, felici e non
nevrotici. Questa una descrizione che decine di migliaia di persone o
forse ormai centinaia di migliaia hanno trovato essere una prescrizione
molto efficace per l'allevamento dei bambini. Ho conosciuto bambini
allevati in questo modo e posso dirti che la differenza tra loro e i bambini
cresciuti nel modo usuale sconcertante. Quindi non si pu
automaticamente escludere l'utilit del trasformare una descrizione in una
prescrizione.
Elaine: Va bene, ma vivere nelle mani degli dei...
Daniel: Tieni presente che questa solo un'espressione. Se chiedessi ai
membri di una trib aborigena se stiano vivendo nelle mani degli dei, non
capirebbero di che stai parlando, e se glielo spiegassi, probabilmente
direbbero: Be', non l'abbiamo mai vista in questo modo, ma immagino
che si potrebbe dire cos.
Elaine: Non penso di capire del tutto che intende.

Daniel: Vivere nelle mani degli dei solo un'espressione. Potresti


dire affidare il tuo destino al vento o perfino tentare la sorte. Un
esempio ti potr aiutare. Ogni anno, decine di migliaia di giovani sognano
di diventare attori di successo, ma solo pochi di loro vanno davvero a New
York o Hollywood per tentare la sorte. Mentre questi pochi prendono
lezioni di recitazione e vanno ad audizioni, svolgono anche ogni tipo di
lavoro che riescono a trovare. Io direi che stanno tentando la sorte, ma si
potrebbe anche dire che stanno vivendo nelle mani degli dei. O potresti
dire che ci che accade loro dipende dal caso. Ovviamente non ce la fanno
tutti; solo pochissimi ci riescono. Ma se questi pochissimi non si fossero
messi nelle mani degli dei se non avessero lasciato casa per accapigliarsi
per trovare lavoro e affrontare molte difficolt e rifiuti non ce l'avrebbero
fatta di sicuro. Nessuno che rimanga a casa e vada sul sicuro diventa una
stella del cinema.
Elaine: S, capisco.
Daniel: La maggior parte delle persone nella nostra cultura ambiscono
a ottenere pi controllo possibile sul proprio destino evitare a qualunque
costo qualunque cosa che assomigli al vivere nelle mani degli dei. Questo
spesso assicura un certo successo, ma quasi mai porta un abbagliante colpo
di fortuna. Vanno avanti secondo i piani, avanzano verso una buona
pensione, ma questo tutto. I colpi di fortuna colpiscono solo quelli che
sono disposti a rischiare a vivere nelle mani degli dei.
Elaine: E, se posso chiedere, in che modo questo ha riguardato la sua
vita?
Daniel: Certo che puoi chiedere. Per i primi vent'anni della mia vita, ho
seguito il percorso convenzionale, il pi possibile in controllo della
situazione a ogni passo. Avevo una carriera nell'editoria che in oltre
vent'anni continu ad avanzare regolarmente. Al mio ultimo lavoro, avrei
solo dovuto tenere la testa bassa e la posizione di vicepresidente sarebbe
stata quasi sicuramente mia e con il tempo probabilmente anche la
presidenza della compagnia per cui lavoravo. Invece lasciai perdere tutto.
Non dir che non avevo piani in quel momento, ma erano piani terribili e
nel giro di un paio d'anni si pu dire che non mi fosse rimasto pi niente.
Non avendo nulla, cominciai a scrivere un libro, e con un po' d'aiuto degli
dei, del destino o dell'universo, fui in grado di continuare a lavorarci per

dodici anni, finch non divenne Ishmael. E a quel punto, con un po' pi di
aiuto da parte degli dei, del destino o dell'universo, avvenne che Ted
Turner decise che voleva sponsorizzare una competizione per un romanzo
che fornisse soluzioni creative e positive a problemi globali. Vincere
quella competizione mi assicur la pubblicazione di Ishmael e quello fu
il mio colpo di fortuna. Ma se nel 1975 avessi tenuto la testa bassa e avessi
raggiunto la cima nell'editoria, non ci sarebbe stato alcun Ishmael e
nessuno dei libri successivi. Ho dovuto lasciar andare la mia vita perch
potesse avvenire.
Elaine: Una storia notevole. E un esempio notevole.
Daniel: Dovrei precisare, comunque, che durante quel periodo non mi
sarebbe mai venuto in mente che stavo vivendo nelle mani degli dei. Lo
stavo facendo, ma non era qualcosa che avessi deciso di fare
coscientemente.
Elaine: Capisco.
Daniel: Quindi, finalmente arriviamo alla domanda della mia lettrice:
la pratica della medicina vola in qualche modo il principio del vivere nelle
mani degli dei?
Elaine [dopo averci riflettuto]: Sembrerebbe di s.
Daniel: Cos era sembrato, almeno a questa lettrice. E' questa la
risposta che ti aspetteresti che le dia?
Elaine: No.
Daniel: Allora quale?
Elaine [ridendo]: Non lo so.
Daniel: Devi indietreggiare per ottenere una prospettiva della
situazione pi ampia. Questo il lavoro dell'Antropologo Marziano:
indietreggiare, senza mai farsi limitare dalle premesse di chi pone la
domanda.
Elaine scuote la testa.
Daniel: Questa lettrice si era fissata su un dettaglio e non stava

guardando all'intero.
Elaine: L'intero cosa?
Daniel: L'intero quadro della situazione. La differenza tra te e lei che
io ti sto spingendo a guardarlo.
Elaine [dopo un minuto]: I popoli aborigeni praticavano e praticano
ancora il proprio tipo di medicina.
Daniel: Questo sicuramente vero. Pensi che sia come il nostro?
Elaine: Non posso dire di sapere di che si tratta, ma... suppongo di
avere l'impressione che sia pi simile alla magia che a qualunque cosa noi
considereremmo medicina.
Daniel: Quindi, questo come ci aiuta a rispondere alla domanda di
quella lettrice?
Elaine: Non sono sicura che lo faccia.
Daniel: Secondo te, che cos' che questa donna trova inquietante o
preoccupante nella nostra medicina? Perch pensa che non possa
combaciare con il vivere nelle mani degli dei?
Elaine [sospirando]: Credo che stia pensando... Oh, be', ho la
polmonite. Per qualcuno che vive nelle mani degli dei, questa la fine.
Daniel: O guarisci da sola o ci muori.
Elaine: Se vivi nelle mani degli dei.
Daniel [dopo averci pensato su]: Che cosa causa la polmonite?
Elaine: Penso che possa essere causata sia da batteri che da virus.
Daniel: E quale sarebbe la terapia di un moderno medico?
Elaine: Immagino che consisterebbe nell'attaccare i batteri o i virus,
probabilmente con antibiotici.
Daniel: E questo attacco pensi che sia questo che disturba la lettrice?
Tutti gli attacchi che la medicina sferra contro organismi ostili alla vita

umana?
Elaine: Sembra una buona ipotesi.
Daniel: Dimmi che cosa sta pensando. Questo parte del lavoro
dell'antropologo, capire che cosa succede nelle menti dei suoi soggetti.
Vedi se riesci a esprimere i suoi pensieri.
Elaine: Caspita. Vediamo. Credo che sia una cosa del genere:
Solitamente, i popoli Lascia vivono in pace con il mondo. Hanno molti
competitori nel mondo. Altri animali competono per la selvaggina, ma loro
non li sterminano. Hanno competitori per ogni cosa che mangiano, ma non
cercano di sterminarli.
Daniel: Mentre noi Prendi lo facciamo. Per quanto ci sia possibile,
spazziamo via i lupi, le volpi e i coyote che cacciano gli animali che
alleviamo. Per quanto ci sia possibile, cerchiamo di spazzare via tutte le
creature che si nutrono dei nostri campi.
Elaine: Siamo in guerra con il mondo della vita intorno a noi.
Daniel: Quindi forse la medicina parte di quella stessa guerra.
Elaine: S, esatto.
Daniel: Questo ci che turba questa lettrice.
Elaine: Penso di s.
Daniel: Turba anche te? Rifiuterai di farti curare, se ti verr la
polmonite?
Elaine: No, temo di no.
Daniel: Pensi che forse dovresti, ma non lo farai.
Elaine: Qualcosa del genere.
Daniel: Sei ancora intrappolata nel modo di pensare di questa donna.
Devi indietreggiare di pi e guardare alla situazione complessiva.
Elaine scuote la testa, scoraggiata.

Daniel: Per oggi smettiamo. Vedi se riesci a usare il resto della giornata
per capire come indietreggiare abbastanza da vedere la risposta che stiamo
cercando.
Elaine: Va bene.
Daniel: Prova a saltar fuori dalle rotaie su cui la domanda di questa
donna ti ha messa. Ti ha presentato della carta rigata. Smettila di cercare di
scrivere sulla riga successiva. Gira il foglio di traverso.
Elaine: Quali sono queste rotaie?
Daniel: Pensaci su. Sono sicuro che puoi capirlo da sola.
[Dopo averci riflettuto un po'] Mi venuto in mente che questo
potrebbe aiutarti.
[Cambiando argomento] Devi capire che questo un viaggio di
scoperta anche per me. Sto cercando di capire ed esprimere cosa faccio
quando mi viene posta una domanda come questa o di qualunque tipo.
Elaine: S...?
Daniel: Questa donna non riusciva a rispondere alla propria domanda
perch sta indossando dei paraocchi. Non sono sicuro che i cavalli per
strada indossino ancora i paraocchi, ma sai che cosa sono.
Elaine: Sono... oggetti... credo quadrati di cuoio... sistemati ai lati della
testa del cavallo per tenere i suoi occhi sulla strada.
Daniel: Per bloccare distrazioni che potrebbe vedere se avesse una
visuale pi ampia di ci che lo circonda.
Elaine: Esatto.
Daniel: Molte persone, cercando di rispondere alla domanda di questa
donna, indosseranno i suoi stessi paraocchi, terranno gli occhi fissi sul
percorso che lei vede e concorderanno di bloccare ogni visuale pi ampia
della questione.
Elaine: S, lo capisco.
Daniel: Quindi il tuo lavoro stasera di toglierti i paraocchi e vedere
cos'altro c' su cui riflettere. Questo un altro modo probabilmente

migliore di dirti di saltar fuori dalle rotaie su cui ti ha messa. Non


possiamo vedere altre rotaie su cui saltare finch non ci togliamo i
paraocchi che ci ha fatto indossare.
Elaine: Ho capito.

Venerd: mattina
Daniel: Allora, qualche progresso?
Elaine: Penso di s.
Daniel: Hai capito su che rotaie ci aveva messo questa lettrice,
indossando i suoi paraocchi?
Elaine: Le rotaie erano la medicina.
Daniel: In quanto possibilmente in conflitto con il concetto di vivere
nelle mani degli dei. E cos' successo quando ti sei tolta i paraocchi che ti
aveva fornito?
Elaine: Ho visto tutto il resto.
Daniel: Sei stata in grado di allontanarti e guadagnare una visuale pi
ampia della sua.
Elaine: Esatto.
Daniel: Continua.
Elaine: Ci che ho visto che la malattia o almeno molte malattie
rappresentano un attacco di altre creature viventi. Ci che ho visto che
ogni creatura ha il diritto di difendersi da un attacco in ogni modo in suo
potere, e questo include noi.
Daniel: Attaccati da un leone, useremo ogni arma a nostra disposizione
per difenderci.
Elaine: Esatto. E la medicina ci fornisce armi con cui difenderci da
virus e batteri, tra le varie cose.
Daniel: E vivere nelle mani degli dei?
Elaine: Vivere nelle mani degli dei non ha nulla a che vedere con

questo. Vivere nelle mani degli dei non significa restare fermi e lasciare
che il leone ti strappi la testa.
Daniel: Ben fatto. Che cosa ne pensi? E' stato difficile arrivare alla
risposta?
Elaine [ci riflette un attimo]: Credo di dover rispondere di s... Forse
come imparare ad andare in bicicletta. All'inizio sembra completamente
impossibile, poi in qualche modo, all'improvviso, ci riesci.
Daniel: S. Naturalmente, essere in grado di avanzare senza cadere
solo la capacit pi basilare, l'inizio della fiducia in s stessi che porta a
capacit pi avanzate.
Elaine: Certo... Ho una domanda mia. Probabilmente le stata fatta
molte volte.
Daniel: D pure.
Elaine: Abbiamo parlato di vivere nelle mani degli dei.
Daniel: S?
Elaine: Ma lei non dice mai chiaramente se crede in questi dei o in
qualunque dio.
Daniel: Quando Ishmael parla degli dei... Lasciami cominciare in un
altro modo. L'argomento di Ishmael la misconosciuta e inconfessata
mitologia della nostra cultura, che Ishmael esprime sotto forma di una
storia che spiega le relazioni tra l'Uomo, il mondo e gli dei. In questo
contesto, gli dei sono mitologici, il che non significa tanto che non
esistono ma che la loro esistenza irrilevante. Il mondo stato creato
perch l'Uomo lo conquistasse e lo dominasse, e l'Uomo stato creato per
conquistarlo e dominarlo secondo la nostra mitologia. Non c' bisogno di
dire che questa una missione divina. Gli europei che scacciarono gli
Indiani dalle loro terre e cominciarono a coltivarle credevano sinceramente
di stare facendo il lavoro di Dio.
Elaine: S, capisco. Ma non vedo come questo risponda alla mia

domanda.
Daniel: Ossia, se credo in Dio.
Elaine: S, credo di s.
Daniel: Essendo un Antropologo Marziano, devo allontanarmi dalla
tua domanda e rifiutarmi di indossare i paraocchi che mi stai chiedendo di
mettermi. Credere in cose che potrebbero non esistere o rifiutarsi di
credere in cose che potrebbero esistere una peculiarit della tua cultura,
non un'attivit universale dell'umanit. Dato che universale tra di voi,
date per scontato che sia universale tra gli umani in generale.
Elaine: E' vero. Non mi era mai venuto in mente che potesse non
essere universale tra gli umani.
Daniel: Credete in vari modi in Dio, anche se potrebbe non esistere,
oppure non ci credete anche se potrebbe esistere. Credete in vari modi
negli angeli, anche se potrebbero non esistere, oppure non ci credete anche
se potrebbero esistere. Credete in vari modi in astronavi extraterrestri che
terrebbero il mondo sotto sorveglianza anche se potrebbero non esistere,
oppure non ci credete anche se potrebbero esistere. Credete in vari modi ai
fantasmi, anche se potrebbero non esistere, oppure non ci credete anche se
potrebbero esistere.
Elaine: S, tutto vero.
Daniel: Dimmi, credi nelle supermodelle?
Elaine [ridendo]: Supermodelle? Non credo in loro. Non la parola
che userei.
Daniel: Per te, l'esistenza delle supermodelle non richiede l'uso della
facolt di credere.
Elaine: Esatto. Anche se non avevo mai pensato al credere come a una
facolt.
Daniel: Oh, lo di sicuro. E' la facolt che devi utilizzare di fronte

all'assurdo. Come disse William di Occam, Credo quia absurdum: Ci


credo perch assurdo. Non c' bisogno di credere a una cosa, se la sua
esistenza non ti sembra assurda.
Elaine: S, immagino che sia vero. Ma l'esistenza di Dio non mi
sembra assurda.
Daniel: E' assurda nel senso che nessuno pu fornire neanche la
minima prova della Sua esistenza. Possono fornire dimostrazioni, ma esse
sono valide solo se si accettano le premesse su cui sono basate. Se non si
accettano queste premesse, allora sono solo inutili esercizi di logica.
Elaine: Credo di essere vagamente consapevole della loro esistenza.
Daniel: Esiste un'altra facolt che una sorta di cugina della facolt di
credere. Si tratta della facolt che entra in gioco quando si tratta delle
supermodelle. Voi popolate il mondo di supermodelle. Cinquant'anni fa
non c'erano supermodelle, ma negli ultimi decenni avete popolato il vostro
mondo di loro. Cent'anni fa non c'erano stelle del cinema, ma da allora
avete popolato il vostro mondo di centinaia di loro. L'Europa medievale
era popolata di santi.
Elaine: S, capisco cosa intende.
Daniel: I Gebusi della Nuova Guinea conversano con gli spiriti
quotidianamente. Il loro mondo popolato di spiriti, e se chiedessi loro se
credono negli spiriti, reagirebbero come hai fatto tu quando ti ho chiesto se
credessi nelle supermodelle... Ma per tornare alla tua domanda originaria,
devo dire che la facolt di credere completamente atrofizzata in me. Mi
sembra stupido credere in cose che potrebbero non esistere o negare
l'esistenza di cose che potrebbero esistere. Tuttavia, ho popolato il mio
universo personale con dei che si prendono cura di tutte le forme di vita.
Non prego questi dei, non costruisco templi per loro, non mi aspetto che
mi facciano favori, n pratico rituali per loro. E nemmeno mi aspetto che
altre persone credano in questi dei o popolino il loro universo con loro.
Elaine: Capisco. Questo risponde a una domanda che avevo in mente
da tempo come probabilmente molti dei suoi lettori.

Daniel: Quale domanda?


Elaine: Immagino che molti lettori la considerino un non credente.
Daniel: Presumo tu intenda un non credente nel Dio Giudeo-Cristiano.
Elaine: In ogni tipo di divinit.
Daniel: Ho paura di non sapere se sia vero o no. Ma non sono sicuro
del perch sia rilevante. O a quale domanda ho risposto per te.
Elaine: Mi ha spiegato come stato possibile per lei scrivere un libro
come Tales of Adam, in cui gli dei hanno un ruolo cos importante.
Daniel: S...?
Elaine: Alcuni lettori si chiederanno se lei stesse scrivendo dal cuore o
se fosse solo una sorta di... poetica rappresentazione della visione del
mondo animista.
Daniel: Qualcuno potrebbe immaginare che io abbia solo adottato una
personalit animista una personalit falsa o estranea a scopo letterario,
come fece James Hogg per scrivere Confessioni di un peccatore
impeccabile.
Elaine: Ho paura di non avere familiarit con quel libro.
Daniel: E' un classico che gode di una sorta di status culturale. Per
scriverlo, Hogg dovette adottare una personalit diametralmente opposta
alla propria, quella di un fanatico della predestinazione, convinto che la
salvazione o la dannazione di chiunque fossero inalterabilmente stabilite
da Dio fin dall'inizio dei tempi. Credendo di essere uno degli eletti, a
prescindere da qualunque peccato potesse commettere, il narratore si
considera giustificato perfino mentre uccide suo fratello, sua madre e altre
persone, e permette ad altri di venire impiccati per i suoi crimini. Il libro,
scritto negli anni Venti del milleottocento, decenni prima del suo tempo,
venne accolto con disprezzo e cadde nell'oblio finch non venne riscoperto
da autori come Robert Louis Stevenson e Andr Gide... In ogni caso, puoi
stare sicura che ho scritto Tales of Adam dal cuore, per dirla con parole

tue.
Elaine: Non ne dubitavo.
Daniel: Quindi... Dove eravamo? Presumo di aver risposto alla
domanda riguardo le mie credenze personali.
Elaine: S.
Daniel: Vediamo... All'incirca riguardo lo stesso argomento, come
risponderesti a questa domanda, che ho ricevuto in molte forme diverse:
Pensa che Dio capisca il pericolo che rappresentiamo per il mondo e
quindi mandi cose come AIDS, cancro, epidemie e catastrofi naturali per
tenere sotto controllo la nostra popolazione?
Elaine [dopo averci riflettuto]: Mi sembra una domanda piuttosto
stupida.
Daniel: S, forse lo . Ma quando un antropologo vede gente fare o dire
qualcosa di apparentemente stupido, si pone due domande: Perch mi
sembra stupido? e Perch non sembra stupido a loro?
Elaine: S. Naturalmente ha ragione.
Daniel: Quindi, perch la domanda ti sembra stupida?
Elaine: Forse sembrerebbe meno stupida se non fosse una domanda su
Dio.
Daniel: Dovrai spiegarlo meglio, questo. E' fare domande su Dio che
stupido, oppure lo il concetto stesso di Dio?
Elaine: No, nessuno dei due... Potrebbe ripetere la domanda?
Daniel: Pensa che Dio capisca il pericolo che rappresentiamo per il
mondo e quindi mandi cose come AIDS, cancro, epidemie e catastrofi
naturali per tenere sotto controllo la nostra popolazione?
Elaine [dopo averci riflettuto per diversi minuti]: Chi fa questa

domanda non sembra riconoscere alcuna causalit al lavoro nel mondo


eccetto quella divina. Usa il termine catastrofi naturali ma non accetta
davvero il fatto che siano naturali. Non collega lo tsunami che ha devastato
il Sud-Asia con un terremoto sottomarino, pensa che Dio l'abbia
mandato.
Daniel: O abbia mandato il terremoto.
Elaine: AIDS, cancro, epidemie... tutte queste cose hanno cause
naturali.
Daniel: S, questo ci che tu, io e probabilmente la maggior parte
delle persone pensa, ma devi entrare nella testa di questa persona e capire
la sua idea di Dio.
Elaine: La sua idea di Dio... Non sono sicura di come rispondere.
Daniel: Parla del suo Dio.
Elaine [dopo averci riflettuto un po']: Il suo Dio , devo credere,
onnisciente e onnipotente.
Daniel: Sono sicuro che tu abbia ragione. Continua.
Elaine: Non vedo come continuare.
Daniel: Sto cercando di non guidarti troppo accuratamente. Devi
andare dietro i processi mentali che hanno creato questa domanda. Hai un
Dio onnisciente e onnipotente, e...
Elaine: Vede che stiamo sovrappopolando il mondo.
Daniel: E...
Elaine: Ed in suo potere mandarci malattie e catastrofi per ridurre la
nostra popolazione.
Daniel: Perch ha bisogno di farlo?

Elaine: Ah. Perch il mondo non si regola da solo. O si potrebbe dire


che Dio non pu confidare che il mondo si regoli da solo.
Daniel: E dato che il mondo non si regola da solo o non ci si pu
aspettare che si regoli da solo...
Elaine: Deve
personalmente.

farlo

Dio

stesso.

Deve

governare

il

mondo

Daniel: Altrimenti non funziona come si deve. Almeno, non


automaticamente.
Elaine: Esatto.
Daniel: Quindi Lui manda malattie e catastrofi per ridurre la
popolazione umana. O almeno, ha la possibilit e il potere di farlo.
Elaine: Esatto.
Daniel: Ma...
Elaine: Ma?
Daniel: Ha il potere di ridurre la popolazione umana in ogni sorta di
modo, ma...
Elaine: Non riesce a farlo.
Daniel: Quindi ha creato un mondo che non pu regolarsi da solo e che
nemmeno Lui sembra in grado di regolare. Che tipo di Dio questo?
Elaine: Che tipo? Secondo chi?
Daniel: Secondo la persona che ha fatto questa domanda.
Elaine: Non lo so, a parte l'ovvio a parte le cose che abbiamo gi
discusso... Voglio dire, onnisciente e onnipotente. Immagino che potrei
aggiungere che benevolo. Che agisce per il nostro bene o potrebbe
farlo.

Daniel: Come al solito, sto cercando di andare dietro le parole, di


raggiungere le tacite premesse e credenze.
Elaine sospira.
Daniel [dopo averle dato un paio di minuti per riflettere]: Proviamo a
dare una valutazione al lavoro di Dio, a cominciare dal Giardino dell'Eden,
dove ha piantato un albero i cui frutti Adamo ed Eva non potevano
assaggiare. Mettiti al Suo posto in una situazione simile. Sei la madre di
due bambini, un maschio e una femmina. Dici loro: Potete giocare con
tutto ci che volete in casa, eccetto la pistola carica che ora metter qui sul
tavolo della cucina. Poi, andandotene, permetti consapevolmente a
qualcuno di entrare in casa, sapendo che li incoragger a giocare con la
pistola.
Elaine: Uh-uh. Ma un credente direbbe che Dio ha messo l'albero
proibito nel giardino per metterli alla prova.
Daniel: Ed essendo onnisciente...
Elaine: Sapeva che avrebbero fallito.
Daniel: Perfino una madre umana si guarderebbe bene dal lasciare i
propri bambini insieme a una pistola carica in bella vista, non vero?
Elaine: S.
Daniel: Non so che tipo di educazione religiosa tu abbia ricevuto.
Elaine: Oh, sono stata cresciuta cattolica. Sono andata in una scuola
elementare cattolica, sentito le storie della Bibbia, imparato il catechismo,
tutto quanto.
Daniel: Allora sei in una posizione piuttosto buona per valutare la
prestazione di Dio. Le Sue prime esperienze con la razza umana furono
piuttosto deludenti.
Elaine: S. Alla fine ne divenne cos disgustato che la spazz via,

eccetto che per No e la sua famiglia. E perfino il risultato di questo


provvedimento non fu troppo soddisfacente.
Daniel: Alla fine, decise di adottare un popolo eletto perch fosse
solamente Suo. Cosa stava pensando nel far ci?
Elaine: Mmm... Sono piuttosto indecisa su questo punto. Voglio dire,
sui Suoi piani a lungo termine per l'intera razza umana. Ma l'idea nel breve
periodo era di prendere questo popolo e di aiutarlo a sorpassare tutti i suoi
vicini, finch fosse rimasto fedele a Lui.
Daniel: E come ha funzionato?
Elaine: Non troppo bene. Alla fine, erano cos infedeli che si lav le
mani di loro, permettendo che prima i loro vicini e poi i Romani li
dominassero. Almeno, questo come la ricordo io.
Daniel: Ma tuttavia, promise loro un Messia.
Elaine: Esatto.
Daniel: E questo Messia cos'avrebbe fatto?
Elaine: Non sono sicurissima di ci che Dio promise, ma gli ebrei
credettero che il Messia avrebbe restituito loro l'indipendenza e li avrebbe
rimessi al vertice della razza umana.
Daniel: E mand loro il Suo Messia?
Elaine: Be', ci sono varie opinioni a questo riguardo. Gli ebrei non
pensarono che Ges fosse il Messia, e non lo pensano tutt'ora. Di sicuro
non fece ci che loro si sarebbero aspettati da un Messia.
Daniel: Ma Ges era il Messia, no?
Elaine: Secondo i cristiani, s.
Daniel: Secondo i cristiani, era il Messia non solo degli ebrei, ma
dell'intera razza umana.

Elaine: Esatto. Presumibilmente.


Daniel: Ma solo i cristiani ricevettero questo messaggio. Gli ebrei
stanno ancora aspettando, e i musulmani considerano Ges solamente un
profeta tra i tanti.
Elaine: S, vero.
Daniel: Se Ges stato mandato per salvare l'intera razza umana,
perch solo i cristiani hanno recepito il suo messaggio?
Elaine: Non lo so.
Daniel: Se fossi un Dio onnipotente, pensi che saresti riuscita a
comunicare questo messaggio a tutta la razza umana? In un modo o
nell'altro che Ges era o non era il Messia promesso?
Elaine: Penso di s.
Daniel: Naturalmente, i cristiani sono convinti di aver recepito il
messaggio che Dio voleva mandare loro. Ma cos' successo alla fine alla
cristianit?
Elaine: Alla fine? Non sono sicura di cosa intende, ancora l.
Daniel: Ma molto diversa rispetto a com'era mille anni fa.
Elaine: E' vero. Si divisa in mille sette diverse, ognuna con una
propria versione del messaggio.
Daniel: Discordano su ogni sorta di questione fondamentale: divorzio,
controllo delle nascite, aborto, omosessualit. Per non parlare del ruolo del
Papa e persino del significato della salvazione.
Elaine: Vero.
Daniel: Se tu fossi un Dio onnipotente, non pensi che avresti potuto
rendere assolutamente chiaro il tuo pensiero su tali questioni?

Elaine: S, penso che avrei potuto.


Daniel: Quindi, te lo chiedo di nuovo: che tipo di Dio questo?
Elaine [dopo averci pensato su]: Stranamente, devo rispondere che si
tratta di un Dio incompetente.
Daniel: S?
Elaine: Immagino gli sia stato attribuito ogni spregiativo possibile per
un sovrano tirannico, vendicativo, spietato, indifferente alle nostre
sofferenze, ossessionato con regole e regolamenti, una spia che si insinua
in ogni camera da letto ma non penso di averlo mai sentito definire
incompetente.
Daniel: Questo il mio lavoro, scoprire le credenze e le premesse
inespresse della nostra cultura. Per esempio, convinzione inespressa
della nostra cultura che il mondo sia un possedimento dell'uomo, che
conquistarlo e dominarlo sia il nostro destino divinamente assegnatoci, che
il nostro sia l'unico modo giusto di vivere per gli esseri umani, e che
dobbiamo aggrapparci a questo stile di vita anche se ci uccider. Ed
convinzione inespressa di chi ha fatto questa domanda che Dio sia
incompetente.
Elaine: Dovr spiegarmela meglio, questa.
Daniel: Considera i metodi inadeguati che questa persona suggerisce
che Dio stia usando per ridurre la nostra popolazione: AIDS, epidemie,
disastri naturali e cos via. La nostra popolazione continua a crescere
costantemente a dispetto di queste cose, e l'ha fatto per gli ultimi diecimila
anni. Se fosse competente e davvero interessato alla questione un Dio
onnipotente sarebbe in grado di fare qualcosa di veramente efficace, no?
Elaine: Devo pensare di s. Anche se sarebbe... dovrebbe essere...
Daniel [dopo alcuni istanti]: A che tipo di cosa stai pensando?
Elaine: Un'enorme carestia... un'epidemia come non ne abbiamo mai

viste.
Daniel: Puoi trovare qualcosa di pi fantasioso, anche se hai avuto solo
pochi momenti per pensarci. Pensa a qualcosa che non causerebbe neanche
una morte, n di malattia n di fame.
Elaine [dopo averci pensato un po']: Potrebbe rendere sterili
novantanove donne su cento.
Daniel: Naturalmente. Questo risolverebbe il problema molto in fretta,
non vero? In una sola generazione, la nostra popolazione calerebbe da sei
miliardi a sessanta milioni, e nessuno dovrebbe morire di malattia o di
fame.
Elaine: S.
Daniel: Se tu sei abbastanza intelligente da ideare una soluzione simile
in sessanta secondi, non dovrebbe saperlo fare anche un Dio onnisciente e
onnipotente?
Elaine: Dovrebbe, s. Anche se non so cosa risponderebbe un credente
a una cosa simile.
Daniel: I credenti hanno generalmente accettato l'idea che Dio non
intervenga pi nelle faccende umane come faceva un tempo. Ora
dobbiamo cavarcela da soli. Ha mandato Ges ad aprire i cancelli del
Paradiso all'umanit corrotta, e questo ci deve bastare.
Elaine: S, a quanto pare.
Daniel: Per quanto il nostro interrogatore non concordi con questa
credenza. Egli pensa che Dio potrebbe star facendo degli sforzi per
salvarci da noi stessi, anche se questi sforzi sono inefficaci... Ma ora
capisci perch questa persona non pensa che la sua domanda sia stupida.
Elaine: S. Ha accettato l'idea che il suo Dio incompetente. Dio vuole
intervenire e forse lo sta facendo, ma chi fa questa domanda non sorpreso
dall'ovvia inefficacia dei Suoi tentativi.

Daniel: In realt, i veri dei del mondo se ce ne sono sono


competenti. Hanno creato un mondo che funziona perfettamente, senza
bisogno di sorveglianza o di interventi divini. Se non freneremo la nostra
crescita demografica, i meccanismi intrinseci del mondo se ne
occuperanno. Se continueremo ad attaccarli vigorosamente come stiamo
facendo ora, i sistemi ecologici che ci mantengono in vita collasseranno,
creando un mondo incapace di sostenere la vita umana. Scompariremo
probabilmente insieme alla maggior parte o a tutte le forme di vita animali
di grandi o medie dimensioni ma la vita continuer e ricomincer
immediatamente a ricostruire, come ha fatto dopo ogni passata estinzione
di massa.
Elaine: Non un lieto fine. Almeno dal nostro punto di vista.
Daniel: Ma anche non un risultato inevitabile. Dobbiamo solo
affrontare il fatto che l'estinzione di massa che si concluder con la nostra
scomparsa gi cominciata, e che non qualcosa che possiamo continuare
a ignorare.
Elaine: S.
Daniel: Quindi, che cosa ti ha insegnato l'esplorazione di questa
stupida domanda?
Elaine: Molto pi di quanto mi aspettassi, ovviamente.
Daniel: Voglio dire riguardo... Ci che sto cercando di comunicarti il
modo in cui arrivo a risposte che confondono le aspettative della gente.
Ci che sto cercando di sviluppare qui la risposta all'ultima grande
domanda che le persone hanno per me: come faccio ci che faccio?
Elaine: Dovr pensarci su.
Daniel: Va bene. Facciamo una pausa.

Daniel [mezz'ora dopo]: Allora, hai riflettuto sulla mia ultima


domanda?

Elaine: Ci ho pensato, ma tutto ci che posso dire che non sono


neanche vagamente in grado di fare ci che fa lei.
Daniel: Con l'ultima domanda che abbiamo affrontato, ho dovuto darti
una mano solo una volta, quando ti ho chiesto a che tipo di Dio stava
pensando questa persona.
Elaine: Vero. [Dopo averci pensato un po' su.] Ma quello era il punto
fondamentale. Se non fosse intervenuto per aiutarmi, non penso che ci
sarei arrivata da sola.
Daniel: Siamo ancora all'inizio. Hai detto che come imparare ad
andare in bicicletta. Sapere come rimanere in equilibrio solo l'inizio. Ci
vuole tempo per arrivare al punto in cui puoi pedalare senza mani.
Elaine: Vero.
Daniel: Ecco una domanda a cui uno dei miei lettori non riusciva a
rispondere, ma scommetto che ormai non sar una grossa sfida, per te. Mi
scrisse che quando arrivammo a sei miliardi, nel 1999, uno scrittore del
National Review aveva cercato di mettere la cosa in prospettiva precisando
che se quei sei miliardi fossero vissuti tutti in Texas, ognuno di loro
avrebbe avuto un ottavo di acro per s. Il mio lettore disse: Non mi
sembra un grosso problema, e a lei?
Elaine: Uh-uh.
Daniel: Solo uh-uh?
Elaine: Be', do per scontato che i calcoli siano corretti.
Daniel: Anch'io. Anche se sospetto che l'autore dell'articolo stesse
considerando l'area totale del Texas, e non solo l'area abitabile, che non
comprende fiumi, laghi, strade e autostrade.
Elaine: Non so esattamente quanto sia grande un acro.
Daniel: Mi aspettavo questa domanda. Un acro corrisponde a circa

43.560 piedi quadrati (4.047 metri quadrati). Un ottavo di acro pari a


circa 5.445 piedi quadrati (506 metri quadrati), pi o meno le dimensioni
medie di un lotto edificabile in citt. Una famiglia di quattro persone
avrebbe mezzo acro, una dimensione comune per un lotto edificabile in
periferia.
Elaine: Va bene.
Daniel: Spazio in abbondanza.
Elaine: S.
Daniel: Quindi ora hai la nostra situazione demografica in prospettiva.
Elaine non dice niente.
Daniel: Andiamo, Elaine. Qual la premessa inespressa dietro questa
prospettiva?
Elaine: Ovviamente riguarda lo spazio.
Daniel: Lavoraci su. Questa una domanda facile.
Elaine [dopo averci pensato su]: Una famiglia di quattro persone non
ha problemi nel vivere in mezzo acro. Milioni di americani lo fanno.
Daniel: Non ti aiuter con questa. Pensa a ci che stai dicendo, parola
per parola.
Elaine [dopo averci pensato ancora]: Va bene. Stanno vivendo in
mezzo acro, ma non stanno vivendo di mezzo acro.
Daniel: Certo che no. Cosa succederebbe se provassero a vivere di
mezzo acro?
Elaine: Credo che non potrebbero.
Daniel: Certo che non potrebbero. Quindi ora prova a mettere in
prospettiva l'idea di sei miliardi di persone che vivono in Texas.

Elaine: Dovrebbero importare enormi quantitativi di cibo.


Daniel non dice niente.
Elaine [dopo averci pensato un po' su]: Non ci sarebbe nessuno da cui
importare cibo. Tutte le fattorie nel resto del mondo sarebbero
abbandonate. Nessuno fuori dal Texas starebbe coltivando, raccogliendo,
processando, impacchettando e trasportando il cibo.
Daniel: Brava... Ho fatto qualche ricerca durante la nostra pausa. Un
miglio quadrato (2.589.988 metri quadrati) di terreno coltivato sfamer
circa mille persone. Se tutto il territorio del Texas venisse disboscato e
coltivato, sfamerebbe circa 262 milioni di persone. Quindi...?
Elaine: Quindi quei sei miliardi di individui in Texas non vivrebbero l,
ci morirebbero di fame.
Daniel: Ma avrebbero un sacco di spazio per case, patii, altalene e
piscine.
Elaine: S, questo ci che lo scrittore del National Review aveva in
mente.
Daniel: A essere onesti, sono rimasto sorpreso da come inizialmente tu
fossi pronta ad accettare la plausibilit di questa visione delle cose.
Elaine: Perch? Dev'essere sembrata plausibile a tutti al National
Review e ai suoi lettori.
Daniel: Vero, ma considera la domanda originaria che ti ho posto. Il
lettore diceva: Questo mi sembra sensato, e a lei? Avresti dovuto capire
che la mia risposta sarebbe stata: No, non mi pare proprio.
Elaine: Immagino che lo sapessi. [Ci pensa su per un po'] Ma questo
non cambia il fatto che per me aveva senso. In quel momento.
Daniel: Se vuoi imparare a pensare come un'Antropologa Marziana,
devi diventare molto pi sospettosa delle asserzioni apparentemente

ragionevoli che ci vengono costantemente presentate. Come questa,


secondo cui in Texas c' abbastanza territorio da ospitare l'intera
popolazione globale senza problemi. Sono sicuro che decine di migliaia di
persone hanno accettato quest'affermazione senza esitare un attimo, e che
altri milioni l'accetterebbero nello stesso modo se venisse presentata loro.
Elaine: Sono sicura che ha ragione.
Daniel: In effetti, sto cercando di farti perdere l'abitudine di rispondere
automaticamente: S, ha senso. Lo accetter. Sto cercando di allenarti a
fermarti e dire: S, sembra che abbia senso. Ma ce l'ha davvero?
Elaine [dopo averci riflettuto un po']: Potrei dire che capisco cosa
intende, ma non ne sono sicura. Voglio dire... siamo abituati a fermarci
quando qualcosa non ha senso. Ma quando qualcosa ce l'ha...? Di sicuro lei
non si ferma a riflettere ogni volta che qualcosa ha senso.
Daniel: Hai ragione, naturalmente.
Elaine: Quindi questione di sapere quando fermarsi, no? Lei come sa
quando fermarsi?
Daniel: E' una domanda molto legittima. Molto utile, in effetti.
Elaine: Perch utile?
Daniel: Mi indica una direzione a cui non avevo pensato, che non mi
ero preparato a esplorare con te. Vediamo se riesco a spiegarmi... Se
seguissi un cacciatore aborigeno nella foresta, lui vedrebbe cose che per te
sarebbero letteralmente invisibili. Vedrebbe e riconoscerebbe segni nel
terreno che tu dovresti concentrarti anche solo per distinguere. Noterebbe
perturbazioni nell'erba che per te sarebbero impercettibili.
Elaine: Ne sono sicura.
Daniel: Lo stesso varrebbe per il cacciatore se seguisse te nella sezione
femminile di un negozio d'abbigliamento. Tu distingueresti
immediatamente i vestiti di buona qualit da quelli scadenti, cosa che lui
non sarebbe certamente in grado di fare. Noteresti un commesso avere una

conversazione personale al telefono. Senza nemmeno doverci pensare,


saresti consapevole delle sottili differenze tra una conversazione personale
e una di lavoro, e il cacciatore no.
Elaine: Vero.
Daniel: Ci che vediamo sono le cose che la nostra vita ci ha abituati a
notare. La tua vita non richiede che tu sia in grado di notare leggeri segni
nella polvere. La vita del cacciatore non richiede che sia in grado di notare
la differenza tra abiti ben fatti e abiti scadenti.
Elaine: Vero.
Daniel: Io mi sono addestrato a riconoscere la voce di Madre Cultura
nelle cose che leggo e ascolto. Sai che cosa intendo per Madre Cultura.
Elaine: S. Madre Cultura ... la personificazione di tutte le conoscenze
che ci arrivano dai nostri genitori, dai nostri insegnanti, dai nostri libri di
testo, dai nostri film, dai nostri commentatori televisivi...
Daniel: E dalle nostre riviste, comprese Scientific American e il
National Review.
Elaine: Giusto.
Daniel: Ho immediatamente riconosciuto la voce di Madre Cultura
nell'osservazione del National Review che la nostra intera popolazione
globale avrebbe potuto vivere comodamente in Texas. Capisci perch?
Elaine: Non ne sono sicura.
Daniel: Fai un tentativo.
Elaine [dopo una breve riflessione]: Madre Cultura vuole rassicurarci
che tutto ci che stiamo facendo va bene. Raggiungere una popolazione di
sei miliardi non nulla di cui preoccuparsi.
Daniel: Perch, vedi, potresti metterci tutti e sei miliardi in Texas e ci
sarebbe spazio in abbondanza. L'ho subito riconosciuta come il tipo di

rassicurazione che Madre Cultura vuole che abbiamo. Questo ci che mi


ha fatto fermare per rifletterci. E una volta che ho cominciato a esaminarla,
mi sono bastati pochi secondi per capirne l'assurdit.
Elaine: Va bene, ma non posso dire che questo mi aiuti molto. Dice di
essersi allenato a riconoscere la voce di Madre Cultura nelle cose che
legge o ascolta, ma in che modo questo aiuta me?
Daniel [dopo averci pensato per un minuto]: Si potrebbe dire che ci
che il cacciatore cerca mentre si muove nella foresta sono indizi, cose che
segnalano che cosa sta succedendo intorno a lui. Quando esamini una
maglietta o un vestito, probabilmente ci sono cose che ti fanno capire la
sua qualit.
Elaine: S, immagino di s.
Daniel: Anch'io cerco indizi. O, come ho detto, mi sono allenato a
notarli. Non devo nemmeno cercarli, mi saltano addosso.
Elaine: Ma che cosa sono?
Daniel: Non posso darti una lista non mi mai venuto in mente di
farne una. Forse potremo stilarne una mentre procederemo.
Elaine: Qual stato l'indizio in questo caso?
Daniel [dopo averci pensato su]: La sua ovvia tendenziosit. Con
questo intendo che quest'affermazione contiene un'argomentazione
implicita. Se qualcuno dicesse che se allineassimo tutte le nostre
automobili in una singola strada farebbero due volte il giro del mondo, non
c' nessuna argomentazione implicita. Ti sta solo presentando un fatto
interessante. Non sta dicendo che qualcosa che potrebbe davvero essere
fatto. Non sta traendo conclusioni particolari sulle automobili, sulle strade
o sulla circonferenza della Terra. Sta solo usando le sue capacit di calcolo
per darci un'idea di quante automobili abbiamo. Lo scrittore che dice che il
Texas potrebbe comodamente ospitare sei miliardi di persone invece vuole
arrivare da qualche parte, e sta dicendo che potrebbe essere fatto.
Elaine: Va bene. Ma non sono sicura che riconoscerei un'affermazione

tendenziosa se ne vedessi una.


Daniel: Ma certo che la riconosceresti. Lasciami vedere se riesco a
trovarne un paio... Eccone una da, credo, un soldato francese del
diciassettesimo secolo: Dio generalmente dalla parte di chi ha l'esercito
pi grande.
Elaine: Uh-uh.
Daniel: Sono sicuro che puoi capire l'implicito punto di vista espresso
da quest'affermazione.
Elaine: S. Sta dicendo che, sul campo di battaglia, Dio non ha nulla a
che vedere con chi vince e chi perde.
Daniel: Certamente. Lasciami pensare per un po'... Papa Giovanni
Paolo II ha detto: Gran parte della nostra societ confusa su ci che
giusto e ci che sbagliato. In quest'affermazione implicito che...?
Elaine: Che lui non affatto confuso, a riguardo.
Daniel: Ma certo... Fin dall'inizio, ho detto che il nostro compito di
guardare dietro le parole che le persone ci rivolgono per capire le nozioni
implicite che le stanno generando.
Elaine: S, lo vedo... ora. Quali sono altri indizi?
Daniel: Le cose da ricercare sono gli elementi della saggezza ricevuta
dalla nostra cultura ricevuta senza rendersene conto e senza esaminarla.
Per esempio, saggezza ricevuta che tutti conoscano la differenza tra
giusto e sbagliato. Riteniamo che questa conoscenza provenga dalla stessa
struttura della mente umana. In effetti, la usiamo come misurazione della
sanit mentale, in tribunale. E secondo questo sistema di misurazione, io
verrei ritenuto insano di mente.
Elaine ride.
Daniel: In uno dei miei primi libri penso che fosse Ishmael ho detto
che i missionari rimasero stupefatti dallo scoprire che i popoli aborigeni tra

cui lavoravano non sapevano distinguere il giusto dallo sbagliato, e io ho


precisato che i missionari avevano ragione nel fare quell'osservazione. Ho
ricevuto diverse lettere indignate a riguardo da parte di persone che
pensavano stessi denigrando i popoli aborigeni, sottintendendo che fossero
in qualche modo subumani. Qualunque cosa pensassero i missionari,
naturalmente questi popoli conoscevano la differenza tra giusto e
sbagliato!
Elaine: Non sono sicura del perch dice che lei stesso non conosce la
differenza tra giusto e sbagliato.
Daniel: A me come agli aborigeni che venivano evangelizzati
queste sembrano categorie arbitrarie che possono venire scambiate tra loro
a piacimento. Per esempio, sai benissimo che l'aborto era seriamente
sbagliato prima di Roe contro Wade. Dopo Roe contro Wade, divenne
giusto, bench naturalmente alcune persone ancora pensino che sia
sbagliato. Quale delle due ? Giusto o sbagliato?
Elaine: Penso che una donna abbia il diritto di scegliere di avere un
aborto.
Daniel: Intendi dire che ha il diritto di fare qualcosa di sbagliato?
Elaine: No. Non qualcosa di sbagliato.
Daniel: Sei esitante a definirlo giusto?
Elaine: No.
Daniel: Ma sono sicuro che tu sappia che decine di milioni di
americani vorrebbero vedere Roe contro Wade rovesciata e l'aborto reso di
nuovo illegale.
Elaine: S.
Daniel: E se avessero successo nel rovesciare la legge attuale, l'aborto
sarebbe giusto o sbagliato?
Elaine non sa che rispondere.

Daniel: Se vuoi capire fino a che punto l'aborto sembrasse sbagliato


alla gente cinquant'anni fa, dovresti vedere un film intitolato Detective
Story, basato su uno spettacolo di Broadway di grande successo di Sidney
Kingsley. L'azione ha luogo in una stazione di polizia, dove un
investigatore interpretato da Kirk Douglas interroga uno dei criminali pi
disgustosi che abbia mai incontrato: un abortista. Sfortunatamente, il suo
zelo lo porta a una scoperta atroce la sua stessa moglie in passato era
stata una cliente dell'abortista e questa rivelazione lo annienta. Non si
trattava di un film diretto a un pubblico bigotto e minoritario. E' stato
nominato per quattro Academy Awards e ne ha vinto uno.
Elaine non ha ancora nulla da dire.
Daniel: Se la legge attuale venisse rovesciata, una donna verrebbe
imprigionata per aver avuto un aborto. Giusto?
Elaine: Giusto.
Daniel: La sua punizione sarebbe sbagliata?
Elaine: Non secondo la legge.
Daniel: Ah, la legge! Quindi cambiando una legge, qualcosa che
giusto oggi pu diventare sbagliato domani. Vero?
Elaine: S. E naturalmente anche l'opposto vero. Qualcosa che oggi
sbagliato pu diventare giusto domani, se la legge viene cambiata.
Daniel: La pena di morte giusta o sbagliata?
Elaine: Alcuni pensano che sia giusta, altri che sia sbagliata.
Daniel: Quindi, collettivamente, queste persone sanno riconoscere il
giusto dallo sbagliato?
Elaine: Non in questo caso.
Daniel: E nel caso dell'aborto, le persone collettivamente sanno

riconoscere il giusto dallo sbagliato?


Elaine: No.
Daniel: Il sesso tra persone dello stesso sesso giusto o sbagliato?
Elaine: Di nuovo, alcune persone credono che sia giusto e altre che sia
sbagliato.
Daniel: E che mi dici del suicidio assistito?
Elaine: Lo stesso. Alcuni dicono che giusto e altri che sbagliato.
Daniel: E l'uso di animali nelle ricerche scientifiche?
Elaine: Lo stesso.
Daniel: Ma queste sono tutte persone che insisterebbero di conoscere
giusto e sbagliato, vero?
Elaine: S, penso di s.
Daniel: Ma in effetti, per qualche strano motivo, non riescono a
mettersi d'accordo su cos' giusto e cos' sbagliato in questi e in molti altri
casi.
Elaine: Sono d'accordo nella maggior parte dei casi. Penso. Per
esempio, concordano tutti che l'assassinio sbagliato.
Daniel: L'assassinio sbagliato per definizione, Elaine. L'assassinio
un'uccisione illegittima. Non vero?
Elaine: S.
Daniel: Ma non tutte le uccisioni sono illegittime. Uccidere per
autodifesa non illegittimo, e non assassinio.
Elaine: Vero.

Daniel: La gente concorder anche che il furto sbagliato, ma di


nuovo, il furto sbagliato per definizione. E' appropriazione illegittima.
Tutti possono concordare che atti definiti sbagliati sono sbagliati. In altre
parole, la gente riconosce il giusto dallo sbagliato quando la legge le dice
cos' giusto e cos' sbagliato. Ma la legge stessa soggetta a cambiamenti.
Ci che sbagliato oggi pu essere sbagliato domani, e viceversa.
Elaine: S, vero.
Daniel: Capisci ora perch quegli aborigeni avevano difficolt a capire
questa distinzione che era cos chiara per i missionari? Ai missionari
sembrava completamente palese. Agli aborigeni completamente arbitraria
e anche a me.
Elaine: Questo un esempio di qualcosa che ha descritto in Oltre la
Civilt (Beyond Civilization). Non mi ricordo come l'ha chiamata. La...
qualcosa... culturale.
Daniel: La fallacia culturale. La convinzione che le idee che ci
vengono dalla saggezza ricevuta della nostra cultura siano innate nella
mente umana che emergano dalla struttura stessa della mente umana.
Secondo questa particolare fallacia culturale, qualcuno che non riesce a
distinguere il giusto dallo sbagliato ritardato o pazzo... Questo mi sembra
un buon punto a cui fermarsi.
Elaine: Ho una domanda.
Daniel: Va bene.
Elaine: Nei suoi scritti sulla corsa alimentare, e penso anche ne Il
Nuovo Rinascimento (vedi pagina 150), parla del fatto che stiamo
attaccando la biodiversit di questo pianeta convertendo sistematicamente
la biomassa delle altre specie in massa umana.
Daniel: S?
Elaine: Questo non le sembra qualcosa di sbagliato?
Daniel: Non hai afferrato il punto, qui. Non mi interessa dividere le

cose in queste categorie, giusto e sbagliato. In altre parole, quello che dico
non che ci che stiamo facendo sbagliato, ma che insostenibile. Sta
minando il futuro della specie umana sul pianeta, e non ho intenzione di
discutere se ci sia da categorizzare come qualcosa di moralmente giusto o
sbagliato. Non me ne frega niente.
Elaine: Va bene. Ha ragione. Non avevo capito bene cosa intendeva
dire, qui. Penso di averlo capito, ora... Gi che siamo in argomento, ho
un'altra domanda, o forse solo un'osservazione.
Daniel: D pure.
Elaine: Mi sembra che la frase pi sconcertante di tutto il suo lavoro
sia: Non esiste un unico modo giusto di vivere per le persone. Ma ho la
sensazione che questo alla maggior parte delle persone entri da un
orecchio ed esca dall'altro.
Daniel: Sembra davvero cos, il che mi sorprende. Di sicuro non ha
scatenato nessuna grande controversia, che io sappia, anche se mi stata
fatta qualche domanda, a riguardo. Un lettore mi ha scritto: Penso di
conoscere l'unico modo giusto di vivere per le persone: lasciare che tutti
vivano come vogliono. Come gli risponderesti?
Elaine [dopo averci riflettuto]: Non lo so.
Daniel: Pensaci durante il pranzo. Hai una tendenza... Questa domanda
proviene da un certo quadro di riferimento. Non puoi solo accettarlo senza
esaminarlo. Entra nella mente di questa persona e scava nelle sue parole.
Poi allontanati e vedi se ha senso... E' come una negoziazione, e questa la
sua prima offerta: Conosco l'unico modo giusto di vivere per le persone:
lasciare che tutti vivano come vogliono. Se osservi con attenzione i
termini della sua offerta, vedrai perch dev'essere rifiutata. Ci che sta
dicendo privo di senso. Devi formulare una controfferta con dei termini
tuoi, dal tuo quadro di riferimento. Allora avrai la tua risposta.

Venerd: pomeriggio
Daniel: Allora, cosa ti venuto in mente?
Elaine: Niente, temo. Non vedo proprio come discutere con quello che
sta dicendo.
Daniel [dopo averci pensato un po']: Ho riflettuto sulle tue difficolt in
generale, e spero che non ti sentirai offesa dalla mia conclusione. Non
certamente un'osservazione originale da parte mia dire che le donne nella
nostra societ sono generalmente spinte a essere acquiescenti, mentre gli
uomini sono spinti a essere assertivi.
Elaine: E' sicuramente vero.
Daniel: Il motivo per cui non riesci a vedere come obiettare
all'affermazione di questa persona che hai cominciato con l'acconsentire,
dicendo: S, sembra che abbia perfettamente senso.
Elaine: Immagino che sia vero. Capisco cosa dice e ne vedo il valore.
Daniel: Se vogliamo fare dei progressi qui, temo che dovrai resistere
all'impulso di ascoltare, annuire e acconsentire.
Elaine: Una vita passata nelle scuole fa questo effetto.
Daniel: Capisco completamente, ma ora di cominciare a combattere
questo impulso.
Elaine: Lo so. Far del mio meglio.
Daniel: In questo caso, ci che devi fare con questa persona girare la
scacchiera. Capisci che significa?
Elaine: Girare la scacchiera? Certo.
Daniel: Cos' la scacchiera?

Elaine: Oh. Be', non lo so, esattamente.


Daniel: Giochi a scacchi?
Elaine: S.
Daniel: Girare la scacchiera la mossa pi aggressiva di tutte. Se stai
giocando con i pezzi neri e vedi che il tuo avversario in una posizione di
vantaggio, giri la scacchiera in modo da appropriarti dei suoi pezzi bianchi
e da lasciarlo con i neri. Hai usurpato la sua posizione dominante.
Elaine: Difficilmente una mossa legittima.
Daniel: No, ma l'origine di quest'espressione. Al momento, la
persona che ha fatto quest'affermazione riguardo l'unico modo giusto di
vivere sembra avere una posizione dominante. La sua affermazione sembra
avere senso. Voglio che tu giri la scacchiera e cominci a giocare con i suoi
pezzi.
Elaine: Come faccio?
Daniel: La sua affermazione : Il modo giusto di A lasciare che tutti
A come vogliono A. Sostituisci A con B. Un qualunque verbo attivo.
Elaine: Va bene, vediamo... venerare?
Daniel: Prova e vedi.
Elaine: Il modo giusto di venerare lasciare che tutti venerino come
vogliono venerare.
Daniel: Che ne pensi?
Elaine: Non ha alcun senso. Lasciare che tutti venerino come vogliono
venerare non un modo di venerare.
Daniel: Prova a sostituire B con C.
Elaine [dopo un istante]: Il modo giusto di ballare lasciare che tutti

ballino come vogliono ballare. Neanche questo ha senso.


Daniel: Perch no?
Elaine: Perch lasciare che tutti ballino come vogliono ballare non un
modo di ballare.
Daniel: Allora, cosa possiamo dire sull'affermazione originaria?
Elaine: Ti dice una cosa che dovresti fare, ma non ti dice come vivere.
Lasciare che tutti vivano come vogliono vivere non un modo di vivere.
Daniel: Quindi pu difficilmente essere l'unico giusto.
Elaine: Gi.
Daniel [dopo qualche riflessione]: Non abbiamo fatto nulla di nuovo,
qui. Dobbiamo sempre andare dietro alle parole delle persone per capire
cosa sta succedendo nelle loro menti. In questo caso, ci che stava
succedendo era un ragionamento confuso. Un ragionamento confuso che
suonava bene. L'abbiamo portato alla luce sostituendo termini diversi a
quello che ha usato lui, vivere. Dobbiamo essere pronti a provare tutto ci
che possa aiutarci ad andare dietro alle parole, fino alle idee che le hanno
generate.
Elaine: Non credo di essere molto brava a trovare cose da provare.
Daniel: Be', ti dir: quando cominciai a ricevere domande, nel 1992,
ognuna di esse mi sconcertava, all'inizio. Fu solo dopo aver risposto a
centinaia di loro che la tecnica che ti sto mostrando divenne una seconda
natura, per me. E perfino ora occasionalmente ne ricevo una che mi
blocca. Non che alla fine non la risolva, ma devo passare attraverso le
stesse fasi che abbiamo attraversato ora, provando questo e quello finch
alla fine arrivo alla risposta.
Elaine: Immagino di poter trarre una piccola consolazione da questo.
[Fanno una breve pausa.]

Daniel: Mi piacerebbe tornare a un argomento che abbiamo discusso


questa mattina. Stavamo parlando degli indizi che mi mettono all'erta, e ti
ho detto che devi tenere le orecchie aperte per gli elementi che ci arrivano
dalla saggezza ricevuta della nostra cultura. Per esempio, ogni
affermazione che contenga la parola natura sospetta natura nel
senso di quell'altrove che vediamo fuori dalla finestra.
Elaine: In che modo?
Daniel: La saggezza ricevuta ci dice che una cosa chiamata natura
esiste, che un'entit reale nel mondo esterno reale quanto il Congresso
o la Chiesa Cattolica ed dotata di un'esistenza separata dalla nostra.
Questa l'entit a cui stanno pensando le persone quando dicono che
amano la natura o vorrebbero essere pi vicini alla natura.
Elaine: Be', c' un intero mondo di vita non umana, l fuori.
Daniel: E noi ne siamo usciti?
Elaine: Usciti?
Daniel: La gente incolper spesso dei nostri problemi il fatto che ci
siamo distaccati dalla natura, da quel mondo di vita non umana l fuori.
Non hai mai incontrato qualcuno con questa sensazione?
Elaine: S, credo di s.
Daniel: Allora, quanto ce ne siamo allontanati?
Elaine: In realt, non ce ne siamo affatto allontanati.
Daniel: Allora che senso ha dire che sarebbe bello riavvicinarcisi?
Non possiamo smettere di starle vicino. Siamo parte di quel mondo quanto
grilli, alligatori o querce.
Elaine: Servono dei paraocchi piuttosto spessi per non capirlo.
Daniel: La distinzione tra noi ed essa un costrutto culturale, e
uno molto vecchio. Esisteva chiaramente tra gli ebrei, che erano

certamente convinti che gli esseri umani appartenessero a un ordine di


esistenza superiore e del tutto separato dal resto della comunit della vita.
Sapevano che Dio non aveva creato il mondo per le palme o le meduse,
l'aveva creato per gli esseri umani. Non si cura di ci che fanno lucertole o
scarabei. Si cura solo di ci che fanno gli umani. Non ha promesso un
Messia ai dinosauri.
Elaine: Vero.
Daniel: E non ha mandato il Suo unico figlio per salvare la foresta
pluviale o le specie selvatiche.
Elaine: No.
Daniel: Considerando la tua educazione religiosa, immagino che tu
abbia familiarit con il concetto della Grande Catena degli Esseri.
Elaine: S.
Daniel: Chi c' in cima alla catena?
Elaine: Dio.
Daniel: E sotto Dio?
Elaine: Gli angeli.
Daniel: E sotto gli angeli?
Elaine: Gli umani.
Daniel: E sotto gli umani?
Elaine: Tutto il resto.
Daniel: La Grande Catena degli Esseri un prodotto del Medioevo, ma
non venne abbandonata durante il Rinascimento. Cartesio, Spinoza e
Leibniz ne scrissero a riguardo con completa seriet. In effetti, non mai
stata abbandonata, non vero? Anche le persone che non credono in Dio o

negli angeli percepiscono l'Uomo in cima alla catena della vita di questo
pianeta. Egli superiore e separato da tutto il resto e con il resto
intendo ci che durante l'Illuminismo cominci a venir chiamato la
natura.
Elaine: S.
Daniel: Questo il motivo per cui ho sempre rigettato ambientalista
come etichetta per me stesso. Nella sua visione fondamentale, il
movimento ambientalista rafforza l'idea che ci sia un noi e un esso
due cose separate quando invece ci che esiste una singola comunit.
Elaine: S, lo capisco. Ma anche accettando tutto questo, ci saranno
sempre persone che ci considereranno i membri pi importanti di quella
comunit.
Daniel: Non c' dubbio, e le loro motivazioni li soddisfano. Ci sono
ancora persone che considerano la razza bianca superiore alle altre, e
anche le loro motivazioni li soddisfano. Non c' davvero altro da dire a
questo riguardo, a parte precisare che la comunit della vita andata avanti
tranquillamente senza umani per miliardi di anni. In termini di importanza
per l'intera comunit, considererei senza esitazione i lombrichi superiori
agli umani.
Elaine ride.
Daniel: Bene, vediamo. Dove possiamo andare ora... Ecco una
domanda che dovrebbe tenerci occupati per un po': E' favorevole all'idea
di estendere i diritti umani ai primati?
Elaine: Mi sembra di capire che non lo sia.
Daniel: Non farlo. Non imparerai niente saltando a quella che pensi
essere la mia conclusione. Il tuo lavoro di esplorare i presupposti della
persona che ha fatto questa domanda. Devi comprendere il suo quadro di
riferimento e capire perch gli sembra una domanda importante.
Elaine: Va bene. E' favorevole all'idea di estendere i diritti umani ai
primati? E' carica di presupposti.

Daniel: Sentiamoli.
Elaine: Immagino che il primo sia che estendere i diritti umani ai
primati sia qualcosa di concretamente fattibile.
Daniel: Non potremmo farlo con un atto del Congresso? Non
potremmo convincere ogni governo del pianeta a fare altrettanto?
Elaine: Non per come stata espressa la questione. Dovremmo dare ai
primati... a proposito, non siamo primati anche noi?
Daniel: S. La domanda da intendersi come riguardante i primati non
umani.
Elaine: Va bene... Dovremmo dar loro il diritto di votare e di possedere
armi?
Daniel: Chiedilo a chi ha fatto la domanda. Cosa direbbe?
Elaine: Direbbe... vediamo... Io intendo il diritto alla vita, alla libert
e al perseguimento della felicit. Il diritto di godere della protezione della
legge.
Daniel: Quindi, immaginando che tutti nel mondo concordino nel
concedere ai primati questi diritti, sarebbero soggetti all'espropriazione per
pubblica utilit, il processo per cui il governo si appropria della propriet
privata per pubblici utilizzi. Questo fa parte della legge, non vero?
Elaine: Immagino di s.
Daniel: E secondo queste premesse, se un gorilla uccidesse un
bracconiere non verrebbe ucciso a sua volta, riceverebbe un giusto
processo.
Elaine: Be'... non verrebbe considerato in grado di partecipare alla
propria difesa.
Daniel: Vero. Quindi, in effetti, tutti i primati avrebbero una carta Esci

gratis di prigione. Avrebbero diritti che persino gli umani non hanno.
Elaine [dopo qualche riflessione]: Immagino che dovremmo
accontentarci del diritto alla vita, alla libert e al perseguimento della
felicit.
Daniel: Va bene. Hai detto che la domanda era carica di presupposti.
Quali sono gli altri?
Elaine: Be'... Immagino che uno sia il presupposto che abbia senso
fermarsi ai primati. E' perch sono molto intelligenti? Se estendi i diritti
umani alle creature intelligenti, allora perch non delfini ed elefanti? O se
perch sono in via di estinzione, allora perch non balene azzurre e
aquile dalla testa bianca?
Daniel: Quindi stai dicendo che l'idea insostenibile per via della sua
arbitraria limitazione dei diritti umani ai primati.
Elaine: No, non esattamente. Credo di stare dicendo che non
realistica, perch nessuno accetter l'estensione dei diritti umani ai primati
non umani come punto di arresto. Forse non dovrei dire nessuno. Intendo
che i sostenitori dei diritti degli animali non lo accetteranno. Perch non
visoni ed ermellini, oltre a tutti gli altri che ho nominato? I vegetariani
potrebbero voler estendere i diritti umani alle galline e al bestiame.
Daniel: Vero.
Elaine aspetta che Daniel continui.
Daniel [dopo un minuto circa]: Hai detto che la domanda era carica di
presupposti.
Elaine: S...
Daniel: Non hai toccato uno dei pi fondamentali di questi presupposti.
Elaine: Quale?
Daniel: Cercalo.

Elaine: E' favorevole all'idea di estendere i diritti umani ai primati?


Era questa la domanda?
Daniel annuisce.
Elaine: Immagino che contenga il presupposto che sia anche solo
possibile fare una cosa simile. Voglio dire, anche se tutti nel mondo
fossero d'accordo.
Daniel: Che vuoi dire?
Elaine: I diritti umani sono per definizione umani. Come si pu dire
che un lemure abbia diritti umani?
Daniel: E' una buona considerazione, ma ce n' una molto pi profonda
che aspetta di venire trovata.
Elaine [dopo averci pensato un po']: Non capisco che cosa stia
cercando.
Daniel: Non la sto cercando io, ma tu... Dovrai indietreggiare
moltissimo, per vederla.
Elaine ci pensa su per un po', poi scuote la testa.
Daniel: Va bene, probabilmente sto andando troppo di fretta. Cosa si
intende per diritti umani? Non ti sto chiedendo di elencarli. Ti sto
chiedendo una definizione generale: cosa sono i diritti umani?
Elaine: Credo che siano diritti che le persone hanno per il solo fatto di
essere umani.
Daniel: In altre parole, essere umani significa avere questi diritti.
Elaine: Esatto.
Daniel: Aspetta un attimo. [Le porge una copia di Key Ideas in
Human Thought, curato da Kenneth McLeish e pubblicato da Facts on

File.] Vedi come il termine diritti umani viene definito in questo libro.
Elaine [leggendo]: I diritti umani sono diritti che tutti gli umani
dovrebbero possedere perch sono esseri umani, a prescindere dalla loro
cittadinanza, nazionalit, razza, etnia, lingua, sesso, sessualit o capacit.
Daniel: Molto simile alla tua definizione.
Elaine: A parte per la parola dovrebbero. Dice che tutti gli umani
dovrebbero possedere questi diritti, non che li possiedono.
Daniel: Cosa concludi da questo?
Elaine: Non ne sono sicura.
Daniel: Immagina che io definisca una laurea come qualcosa che tutti
gli umani dovrebbero possedere. Come reagiresti?
Elaine: Immagino che chiederei: chi lo dice?
Daniel: L'autore di questo articolo spiega chi dice che i diritti umani
sono diritti che tutti gli umani dovrebbero avere solo perch sono umani?
Elaine [alcuni minuti dopo, una volta letto l'articolo]: L'autore la
descrive come una dottrina, e la dottrina una discendente diretta della
dottrina dei diritti naturali proposta dai fondatori del pensiero politico
liberale, in particolare John Locke.
Daniel: Quindi la nozione che cose come i diritti umani esistano risale
a solo 350 anni fa circa.
Elaine: S. Almeno secondo questa fonte.
Daniel: Posso procurarti una copia del Codice di Hammurabi, ma puoi
credermi quando ti dico che non parla di diritti umani. Spiega cose che si
possono fare e cose che non si possono fare. Si pu dire, anche se
Hammurabi non lo fa, che uno ha il diritto di fare le cose che lui dice si
possano fare, ma non c' il minimo indizio che questo diritto esista
semplicemente perch qualcuno umano. Esiste perch lo dice

Hammurabi. Si descrive come il re della correttezza, a cui Shamash ha


conferito la giustizia (o la legge). O la legge tra parentesi. Immagino
che il traduttore stia precisando che la parola che Hammurabi usa qui pu
significare sia giustizia che legge.
Elaine: E riguardo la Bibbia? Immagino che l'abbia controllata.
Daniel: Certo, naturalmente. La parola diritto appare molte volte, ma
perlopi riguardo i diritti del primogenito, che sono solo una questione di
usanze; nella societ americana, per esempio, il primogenito non ha diritti
particolari. Non c' nulla nella Bibbia simile al concetto di diritti umani,
diritti che le persone hanno solo perch sono umani. Come con il Codice di
Hammurabi, le leggi descritte nella Bibbia possono essere viste come
diritti conferiti per esempio, il diritto di uccidere una strega ma sono
diritti divinamente conferiti, non diritti innati degli esseri umani.
Elaine: S, vero. Poi c' la... non mi ricordo come si chiama... la
Magna Carta
Daniel: Ah, s. Una carta dei diritti garantita dal re inglese ai suoi
baroni nel 1215.
Elaine: Di sicuro non diritti umani.
Daniel: No. Lasciami vedere quell'articolo sui diritti umani... Dice: A
meno che i diritti umani non siano specificamente incorporati nella
Costituzione, non sono diritti legali. Cosa credi che significhi?
Elaine: Penso che significhi... a meno che tu non viva in una nazione
con una Costituzione che ti conferisca questi diritti, non ce li hai. Non puoi
andare in tribunale e dire che i tuoi diritti umani sono stati violati a meno
che la Costituzione non dica che ce li hai.
Daniel: Quindi, in pratica, non hai diritti umani per il solo fatto di
essere umano. Se li hai perch la Costituzione dice che ce li hai.
Elaine: Direi di s. Ma la Costituzione degli Stati Uniti non dice che
questi diritti provengono da Dio?

Daniel: No. Stai pensando alla Dichiarazione d'Indipendenza, anche se


non usa quell'espressione precisa. Dice che tutti gli uomini sono: dotati
dal proprio Creatore di alcuni inalienabili diritti, tra cui quelli alla vita,
alla libert e al perseguimento della felicit.
Elaine: Inalienabile significa?
Daniel: Inalienabile qualcosa a cui il suo possessore non pu
rinunciare e di cui non pu venire privato. E' una parola curiosa. Il suo
solo campo di applicazione sembrano essere i diritti. La sua prima
applicazione di questo tipo risale al 1611.
Elaine: Va bene. Ma questa solo un'asserzione, no? Che gli uomini
sono dotati dal loro Creatore con alcuni inalienabili diritti.
Daniel: Certamente. Ho una citazione a riguardo. Aspetta un attimo...
Ecco cosa Thomas Jefferson (il presidente Kennedy ribad il concetto nel
suo discorso inaugurale, dicendo: I diritti dell'uomo non vengono dalla
generosit dello Stato, ma dalle mani di Dio.), l'autore principale, scrisse
a sostegno della Dichiarazione: N mirando a essere originale nei principi
o nei sentimenti, n copiata da qualche scritto precedente in particolare,
intendeva essere un'espressione della mente americana e dare a
quell'espressione il tono appropriato e lo spirito adeguato all'occasione.
Tutta la sua autorit risiede quindi nei sentimenti d'armonia di quel giorno,
che siano espressi in conversazioni, lettere, saggi scritti o nei basilari libri
di diritto pubblico, come quelli di Aristotele, Cicerone, Locke, Sidney,
ecc. Naturalmente, non si stava riferendo specificamente all'espressione
che stiamo considerando.
Elaine: Non era un deista?
Daniel: Le convinzioni religiose di Jefferson sono argomento di
discussioni infinite. Di sicuro non ha mai affermato esplicitamente di
essere un deista, anche se non ci sono molti dubbi che sia stato influenzato
e avesse simpatia per la visione deista. Il suo riferimento nella
dichiarazione a un Dio della Natura ha sicuramente un sapore deista.
Perch me lo chiedi?
Elaine: Sto cercando di capire su cosa si basasse per dire che il

Creatore ci ha dotati di diritti inalienabili. Non erano biblici.


Daniel: No. Il Dio della Natura non il Dio della Bibbia. Lui o
esso la causa non causata dell'argomentazione cosmologica. Dice
all'incirca: Dato che l'universo esiste, deve aver avuto una causa, e dato
che una catena causale non pu allungarsi all'infinito nel passato,
dev'esserci stata una causa prima che non stata causata: questa causa
prima non causata Dio. Quest'argomentazione riguarda solo l'esistenza
di Dio e non dice nulla sul suo carattere.
Elaine: Ma stato questo Dio a dotarci di diritti inalienabili. E' ancora
solo un'asserzione.
Daniel: I diritti possono essere solo affermati o negati. Alla fine, sono
solo cose di cui discutere. Un lato afferma il diritto e l'altro lato lo nega,
ma non c' alcuna autorit finale finale nel senso che un'autorit
accettata da entrambi i lati a cui ci si pu rivolgere per concludere la
discussione. Non ci si pu rivolgere neanche alla legge, perch quasi ogni
legge pu venire cambiata se abbastanza persone vogliono cambiarla.
Elaine [dopo averci pensato un po']: Ma la discussione sulla schiavit
alla fine venne risolta, no? Voglio dire, perfino nel Sud, dubito che tu
possa trovare molti sostenitori della schiavit, oggigiorno.
Daniel: Le discussioni non si risolvono necessariamente solo perch
non c' nessuno intorno che le porti avanti. Oggigiorno non c' nessuno
almeno negli Stati Uniti che sostenga le argomentazioni che vennero
avanzate a sostegno della schiavit come opzione morale nel 1860, ma le
argomentazioni sono ancora l. L'argomentazione Pelagiana ancora l,
anche se la chiesa alla fine si pronunci contro di essa. La discussione
sull'aborto stata vinta negli Stati Uniti, ma ovviamente non stata risolta.
Elaine: S, capisco cosa intende.
Daniel: All'opposto, la discussione sulla famosa fusione fredda degli
anni Ottanta (presumibilmente prodotta dai chimici Stanley Pons
dell'Universit dello Utah e Martin Fleischmann dell'Universit di
Southampton) alla fine venne risolta, perch entrambe le parti in causa
accettarono il metodo scientifico come autorit finale. I risultati di

quell'esperimento non potevano venire riprodotti, e questo quanto. [NdT:


la questione si recentemente riaperta con le sperimentazioni in
Giappone e, qui in Italia, a Bologna.]
Elaine [dopo qualche riflessione]: Mi sento un po' smarrita. Dove
eravamo?
Daniel: Stiamo ancora cercando i presupposti nella domanda: E'
favorevole all'idea di estendere i diritti umani ai primati? Cosa abbiamo
concluso, finora?
Elaine: Direi che abbiamo concluso che i diritti umani sono un altro
costrutto culturale.
Daniel: L'autore dell'articolo in Key Ideas in Human Thought sembra
concordare implicitamente con noi, dato che dice che sono diritti che gli
umani dovrebbero avere, non che hanno.
Elaine: Indica anche che non tutti concordano che cose simili esistano.
Daniel: Gi che ci sei, leggi la definizione di diritti.
Elaine [dopo aver cercato]: Non c'.
Daniel: Strano, non vero? Il concetto di diritto sembra perfino pi
fondamentale di quello di diritti umani, e ha una storia pi lunga. Cos' un
diritto, comunque?
Elaine: Direi che la possibilit di fare o avere qualcosa.
Daniel: Ho cercato in molti dizionari aborigeni, e molto pochi hanno
una parola per indicare i diritti in questo senso. In tutte le letture che ho
fatto sui popoli aborigeni, non ho mai trovato un esempio di discussione
sui diritti o l'affermazione del diritto di fare ci che fanno.
Elaine: Mi sorprenderebbe il contrario. Ma solo una reazione
istintiva.
Daniel: Perch dobbiamo affermare il nostro diritto di fare ci che

vogliamo fare?
Elaine: E' una domanda interessante.
Daniel: Cent'anni fa, i comportamenti omosessuali erano illegali quasi
ovunque in Occidente, a parte in Francia e in Polonia, che io sappia. La
situazione completamente diversa, oggi.
Elaine: E mi sta per chiedere perch.
Daniel: Naturalmente.
Elaine: E' differente perch gli omosessuali hanno affermato il proprio
diritto di avere rapporti con persone dello stesso sesso e alla fine hanno
guadagnato abbastanza sostegno da ottenerlo.
Daniel: Ovviamente. Molte persone pensano di avere il diritto di
decidere cosa le persone possono o non possono fare in camera da letto.
Questo era l'unico strumento che potevano usare contro di loro. Affermare
dei diritti diventato un importante strumento per la gente della nostra
cultura, ma il punto a cui voglio arrivare ...?
Elaine: Che solo le persone della nostra cultura hanno bisogno di
usarlo.
Daniel: Per noi, dover affermare un diritto per avere le cose che
vogliamo o che vogliamo fare considerata la norma. Sembra avere
perfettamente senso non ci sembra affatto bizzarro. Uno dei miei compiti
stato di far allontanare abbastanza la gente dalla nostra cultura da far loro
vedere quanto sia bizzarro in realt. Non intendo che bizzarro in modo
unico. Intendo solo che, vista da una certa distanza dal punto di vista di
un Antropologo Marziano la nostra cultura non meno bizzarra di
culture le cui usanze ci sembrano assurdamente grottesche. Il nostro modo
di fare le cose sembrerebbe tanto bizzarro ai Gebusi della Nuova Guinea
quanto il loro modo di fare le cose sembra bizzarro a noi.

Daniel [dopo una pausa di mezz'ora]: In Oltre la Civilt e altrove, ho

citato un'importante osservazione di Buckminster Fuller: Non si


cambiano mai le cose combattendo la realt esistente. Per cambiare
qualcosa, bisogna costruire un nuovo modello che renda quello attuale
obsoleto.
Elaine: S, mi ricordo.
Daniel: E' un'opinione piuttosto estrema, e sono contento di poterla
attribuire a Bucky Fuller.
Elaine [dopo averci pensato su]: La gente ha molta fiducia nell'utilit
del combattere la realt esistente.
Daniel: Per la maggior parte delle persone, o almeno un gran numero
di loro, combattere tutto ci che riescono a pensare di fare o,
concretamente parlando, tutto ci che possono fare anche se non cambia
le cose. Ho ricevuto questa domanda da un lettore: Non dovremmo
ricorrere alla battaglia proprio mai? Voglio dire, se gli ultimi due
stambecchi si trovano nell'ultimo prato non coltivato e stanno per venire
uccisi, e tutti i tentativi di cambiare menti sono falliti, che facciamo?
Come risponderesti tu?
Elaine: Be'... combattere? Dovrei dire di s.
Daniel: Chi pensi che stia per uccidere questi ultimi due stambecchi?
Elaine: Non lo so. Bracconieri, immagino.
Daniel: Quindi tu cacci via questi bracconieri o li uccidi. Il problema
risolto.
Elaine: No... I bracconieri possono sempre tornare, o ne possono
arrivare altri.
Daniel: Quindi?
Elaine: Quindi dovremmo posizionarvi delle guardie armate. Cinque o
dieci uomini.

Daniel: Per quanto tempo?


Elaine: Non lo so... finch gli stambecchi non si riproducono.
Daniel: Allora potresti ritirare le guardie armate.
Elaine scuote la testa.
Daniel: No? Cosa, allora?
Elaine: Se dei bracconieri o dei cacciatori o chiunque sia stato
hanno ucciso tutti gli stambecchi tranne due una volta, niente li fermerebbe
dal farlo di nuovo.
Daniel: Quindi dovresti mantenere le guardie, persino aumentare il
loro numero, dato che avrebbero pi stambecchi da proteggere. Per quanto
tempo?
Elaine [sospirando]: Indefinitamente. Per sempre.
Daniel la lascia riflettere.
Elaine: Combattere la realt esistente di sicuro non cambia le cose, in
questo caso.
Daniel: In tutti i miei scritti sottolineo il fatto che se le persone
continuano a pensare nel modo in cui generalmente pensano ora, siamo
spacciati. Niente pu salvarci tranne il cambiare le menti delle persone
intorno a noi. Moltissimi lettori non gradiscono sentirlo, perch vogliono
azione, e questo a loro non sembra azione.
Elaine: Combattere i bracconieri azione.
Daniel: S, esatto. Il fatto , comunque, che se alla maggior parte delle
persone che vivono intorno a quei due stambecchi non importa se essi
vivono o muoiono, allora quegli stambecchi sono spacciati. Ma se le
persone intorno a quei due stambecchi vedono il mondo in un modo
diverso, allora sono i bracconieri a essere spacciati. Non c' scorciatoia. La
realt attualmente esistente che la gente in generale non riesce a vedere

che attaccare sistematicamente la diversit della comunit della vita alla


fine sar fatale per noi. Finch questo non cambier, nessuna quantit di
combattimento ci potr salvare.
Elaine: Questo fa sembrare la nostra situazione senza speranza.
Daniel: Niente affatto. Il clima intellettuale cambiato molto negli
ultimi quindici anni. Il numero di libri cambia-menti che vengono
pubblicati aumenta ogni anno. Ci che stiamo cercando quello che
Malcolm Gladwell ha chiamato il punto critico, il punto dove un
accumulo di molte piccole cose spesso in modo improvviso e inaspettato
produce un cambiamento enorme. Il collasso dell'Unione Sovietica un
esempio eccellente. Nessun servizio segreto del mondo l'aveva previsto o
aveva la minima idea che stesse per avvenire. Anche la possibilit che quel
cambiamento enorme avvenisse sembrava senza speranza - finch
improvvisamente non successo.
Elaine: Quali cose pensa che abbiano contribuito a quel punto critico?
Daniel [ridendo]: Alcuni anni fa, in non mi ricordo quale discorso, ho
suggerito (senza insistere troppo) che la musica rock avesse giocato un
ruolo fondamentale. Non mi sarei mai azzardato a mettere per iscritto
un'idea cos oltraggiosa finch Andras Simonyi, l'ambasciatore ungherese
degli Stati Uniti, non ha detto la stessa cosa, molto esplicitamente, l'anno
scorso. Ha passato un'ora a parlarne alla Rock and Roll Hall of Fame. Mi
ricordo che la musica occidentale stata descritta come una finestra
aperta d'aria fresca in una societ molto repressiva. Quella finestra rimase
aperta per decenni e chiaramente influenz il modo in cui i giovani
vedevano il mondo.
Elaine: Mi stavo chiedendo... Da qualche parte ha detto che i politici
saranno gli ultimi ad afferrare l'idea. Perch?
Daniel: Puoi capirlo da sola.
Elaine: Oh. Gi. A volte mi chiedo perch ho una testa.
Daniel: Non essere troppo dura con te stessa. Mi stata fatta la stessa
domanda da altra gente che non riusciva a capirlo.

Elaine: Siamo abituati a pensare ai politici come a delle guide. O che


dovrebbero essere delle guide, vogliono essere ritenuti delle guide.
Daniel: Uh-uh.
Elaine: Qualunque cosa se ne possa pensare, George Bush ci ha
sicuramente guidato anche se forse male nella guerra contro l'Iraq.
Daniel: Nessuna obiezione a riguardo.
Elaine: Cosa sto trascurando qui?
Daniel: Cosa continuo a dirti di fare quando rimani bloccata?
Elaine: Indietreggiare. Guardare la situazione da un'angolazione pi
ampia.
Daniel non offre alcun aiuto.
Elaine: Va bene... Mi sono concentrata sul loro ruolo, o presunto ruolo,
una volta eletti. Devo osservare come vengono eletti... O piuttosto, chi li
elegge. Il pubblico non elegger un presidente che dice: Sentite, non
possiamo solo preoccuparci dei prossimi quattro anni. Dobbiamo pensare a
tutto il futuro dell'umanit ecco cosa c' in gioco.
Daniel: Perch un candidato simile non potrebbe venire eletto?
Elaine: Perch la parte di pubblico che voterebbe per lui troppo
piccola, ora come ora.
Daniel: Continua. Non hai ancora spiegato perch sostengo che i
politici saranno gli ultimi ad afferrare l'idea.
Elaine: Non l'afferreranno finch non dovranno farlo. In altre parole,
non dovranno cambiare finch non cambier l'elettorato. Quando la
maggior parte dell'elettorato afferrer l'idea, allora solo i candidati che la
afferreranno verranno eletti.

Daniel: Bene. Ora vedi se riesci a impacchettare tutto.


Elaine: Impacchettarlo?
Daniel: In una graziosa piccola confezione.
Elaine [dopo averci riflettuto]: I politici non istruiscono l'elettorato.
L'elettorato istruisce i politici, con i suoi voti.
Daniel: In positivo o in negativo.
Elaine: S.
Daniel: Eccellente.

Sabato: mattina
Daniel: Ecco una piccola domanda insidiosa che mi arrivata di
recente: Quale meccanismo biologico ci permetterebbe di mantenere la
nostra popolazione a livelli compatibili con la nostra disponibilit di
cibo?
Elaine: Che intende con meccanismi biologici?
Daniel: Dubito che lo sappia. Penso che intenda un meccanismo che
non sia politico per esempio, limitazioni governative della produzione
alimentare che non siano legalistiche, come limitare le dimensioni delle
famiglie per legge, e che non dipendano dall'autocontrollo, come il
controllo delle nascite.
Elaine: Questo ancora non mi dice cos' un meccanismo biologico.
Daniel [dopo qualche riflessione]: Sto cominciando a vederla come
una tua tendenza peculiare: prendere un solo elemento di una domanda e
fissartici. Non stai considerando la domanda nel suo insieme.
Elaine: Immagino che sia vero. Com'era?
Daniel ripete la domanda.
Elaine: Va bene... Posso vedere un presupposto che sta dando per
scontato: che ci siano meccanismi biologici che ci permetterebbero di
mantenere la nostra popolazione a livelli compatibili con la nostra
disponibilit di cibo.
Daniel: Uh-uh.
Elaine [dopo un lungo silenzio]: Che altro posso dire? Lei non ha mai
detto che ci siano meccanismi biologici che ci permetterebbero di
mantenere la nostra popolazione a livelli compatibili con la nostra
disponibilit di cibo, non vero?
Daniel: No, non ho mai detto nulla di simile.

Elaine: Quindi sta facendo un'affermazione ingiustificata e le sta


chiedendo di verificarla.
Daniel [sospirando]: Elaine, questa persona fondamentalmente
confusa, e tu ti sei fatta trascinare nella sua confusione. In effetti, stai
dicendo: Va bene, accetter acriticamente che ci che stai dicendo ha
senso. Lui non ha davvero guardato a quello che stava dicendo, e se non
lo fai neanche tu, allora non sei in una posizione migliore della sua. Hai
fatto la stessa cosa con la persona che ha suggerito che l'unico modo giusto
di vivere sia di lasciare che tutti vivano come vogliono. Devi smetterla di
affrontare ogni sfida con l'acquiescenza.
Elaine: Be', questo scoraggiante.
Daniel: Non dovresti vederla in questo modo. Devo assumere che
l'individuo che ha scritto questa domanda, essendo un lettore di libri
impegnativi, abbia un'intelligenza superiore alla media, e la domanda in s
non stupida, a dispetto della sua fondamentale confusione. E... Sai che
mia intenzione pubblicare una trascrizione della conversazione che stiamo
avendo.
Elaine: S...?
Daniel: Scommetto che a questo punto, tra i lettori che stanno
seguendo la discussione su questa particolare domanda, il 99,99 percento
di loro sar perplesso quanto te.
Elaine ride. Immagino che sia rassicurante.
Daniel: Le risposte che do alle domande della gente e le conclusioni
che raggiungo in generale sembrano sconcertare i miei lettori, sembrano
essere inaspettate... aliene. E l'intero scopo di quello che stiamo facendo
qui gettare un po' di luce sul modo in cui produco queste risposte e
conclusioni. Questo processo a me non sembra affatto eccezionale, ma
ovviamente lo sembra ai miei lettori e a te.
Elaine: Di sicuro.

Daniel: Bene. Allora torniamo alle basi. Quali sono i presupposti di


questa persona?
Elaine: Be', vediamo. Innanzitutto, c' il presupposto che ci siano dei
meccanismi biologici che otterranno il risultato che vuole raggiungere.
Daniel: Questo l'abbiamo gi considerato.
Elaine: Va bene. Poi c' il presupposto secondo cui... Sto cercando di
ricordare come l'ha detto... D per scontato che abbiamo bisogno di
mantenere la nostra popolazione a un livello compatibile con la nostra
disponibilit di cibo.
Daniel: S, questa una delle premesse da cui parte.
Elaine [dopo averci pensato un po' su]: Sono bloccata. Non ne vedo
altre.
Daniel: Non l'ha detta esplicitamente. E' implicita nella sua domanda.
Ecco perch devi guardare dietro le parole.
Elaine ci riflette per un paio di minuti, poi scuote la testa.
Daniel: Preferirei non guidarti con delle domande, ma sembra che
dovr farlo. Qual la sua ansia, la sua preoccupazione?
Elaine: Che la nostra popolazione non a un livello compatibile con la
nostra disponibilit di cibo.
Daniel: S, implicito nella sua domanda.
Elaine [con aria dubbia]: Va bene.
Daniel: Be', analizzala.
Elaine [dopo un minuto]: Sta dicendo che la nostra popolazione...
Daniel: No, non farlo. Non andare a pesca di risposte nella mia testa.
Arrivaci da sola.

Elaine: Ma l'unica alternativa che riesco a vedere che la nostra


popolazione compatibile con la nostra disponibilit di cibo.
Daniel aspetta.
Elaine: Va bene, ci sono. O almeno penso di esserci.
Daniel: Quale delle due?
Elaine: Ci sono.
Daniel: Dimmi.
Elaine: La nostra popolazione compatibile con la nostra disponibilit
di cibo. Ogni istante. Quando c'era cibo per tre miliardi di noi, c'erano tre
miliardi di noi. Quando c'era cibo per sei miliardi di noi, c'erano sei
miliardi di noi. Se non ci fosse stato cibo sufficiente per sei miliardi, non
ce ne sarebbero stati sei miliardi.
Daniel: Allora, quale meccanismo biologico rende la nostra
popolazione compatibile con la nostra disponibilit di cibo?
Elaine: Non so come chiamarlo. Disponibilit e mantenimento? La
popolazione di ogni specie cresce fino al punto in cui compatibile con
il cibo a essa disponibile. Quando la disponibilit di cibo aumenta,
aumenta anche la popolazione. Quando la disponibilit di cibo diminuisce,
diminuisce anche la popolazione... Ma non tutti concordano che funzioni
cos, non vero?
Daniel: Per le specie non umane, nessuno ha obiezioni. Ma molte
persone inclusi molti biologi si aggrappano ancora alla dottrina
dell'eccezionalismo umano, come molti fondamentalisti cristiani si
aggrappano ancora alla dottrina del creazionismo.
Elaine: Non penso di averlo mai sentito nominare questo
eccezionalismo umano.
Daniel: In questo contesto la convinzione che, tra le centinaia di

milioni di specie nella comunit della vita, la specie umana l'unica


eccezione alla regola che hai appena descritto: che la popolazione aumenta
o diminuisce a seconda della disponibilit di cibo.
Elaine: Come lo spiegano? Voglio dire, che basi hanno per accettare
un'idea simile?
Daniel: Non ho mai sentito qualcuno giustificarla, ma immagino che si
basino sul fatto che, come individui, possiamo scegliere se riprodurci o no.
Il fatto che come specie la nostra crescita abbia cominciato a
impennarsi non appena abbiamo cominciato ad aumentare la disponibilit
di cibo a nostro piacimento, a loro sembra una semplice coincidenza. I dati
degli ultimi diecimila anni, dopo circa tre milioni di anni di relativa
stabilit demografica, per loro non hanno alcun significato (Peter Farb, un
celebre naturalista, linguista e antropologo, lo riteneva un paradosso:
Intensificare la produzione alimentare per sfamare un'aumentata
popolazione porta a un ulteriore aumento della popolazione). In effetti,
essi negano che la Rivoluzione Agricola abbia avuto qualcosa a che fare
con la nostra crescita da poche centinaia di milioni a sei miliardi.
Elaine: Non sembra molto razionale.
Daniel: Quasi nulla esercita una presa maggiore sulle menti delle
persone della conoscenza ricevuta non analizzata e mai messa in
discussione e l'eccezionalismo umano sicuramente parte di
quest'eredit. In effetti, dev'essere sembrato decisamente audace quando
nel 2001 una rivista scientifica peer-reviewed ha pubblicato una ricerca
affermando la connessione tra la popolazione e la disponibilit di cibo (La
popolazione umana come funzione della disponibilit di cibo, di Russel
Hopfenberg e David Pimentel, Environment, Development and
Sustainability 3 (2001): 1-15).
Elaine: Mi sembra incredibile che una cosa simile possa sembrare
audace.
Daniel: Fidati, la dottrina dell'eccezionalismo umano profondamente
radicata nel cuore di Madre Cultura... Ecco una piccola storia che troverai
divertente e che non del tutto inappropriata. [Va a prendere un libro.]
All'inizio del mio lavoro sul libro che alla fine divenne Ishmael, volevo

sapere se esistesse una stima della popolazione umana prima della


Rivoluzione Agricola. Come scoprii in seguito, esistono varie stime
diverse, ma inizialmente utilizzai una fonte che avevo sotto mano, la
Dunlop Illustrated Encyclopedia of Facts, pubblicata nel 1969. A
differenza della maggior parte dei libri del genere, che di solito sono
assemblati da un anonimo gruppo di scrittori o sono collezioni di articoli di
vari autori, questo aveva una singola coppia di autori, Norris e Ross
McWhirter, che chiaramente non erano avversi all'esprimere conclusioni
oltre che dati di fatto. Non avevano l'informazione particolare che stavo
cercando, ma in un articolo sulla Crescita della Popolazione Umana
trovai un grafico molto utile delle stime della popolazione negli ultimi
duemila anni, fino a trent'anni dopo l'anno 2000, in cui stimarono
correttamente che ci sarebbero stati circa sei miliardi di umani. In coda al
grafico c'era quest'osservazione: Se questa tendenza continuer, il mondo
ha circa quindici generazioni rimaste prima che la razza umana si
riproduca fino a estinguersi a causa della sovrappopolazione. Nel 2600 ci
sar una persona per ogni iarda quadrata (0,8 metri quadri) di superficie
terrestre abitabile. La loro successiva affermazione era particolarmente
importante: Aumentare la produzione di cibo non fa che aggravare il
problema, ampliando la base necessaria per l'espansione e velocizzando
anzich rimandando la fine. E io pensai: Be', certo. Questo ovvio.
Elaine: Lo davvero.
Daniel: E dato che mi sembrava cos ovvio, la mia presentazione
originaria della connessione tra produzione di cibo e crescita demografica
in Ishmael risult quasi inadeguata. Mi accorsi presto che ci che ovvio
per te o per me non affatto ovvio per la maggior parte della gente.
Espansi la mia presentazione dell'argomento per l'edizione paperback, ma
dalla reazione dei lettori capii che non era ancora abbastanza. In The Story
of B discussi l'argomento ancora pi esaustivamente ma ancora non fu
abbastanza. Una notte a una qualche apparizione privata (non mi ricordo
dove) l'argomento della produzione alimentare e della crescita della
popolazione venne di nuovo fuori e, dopo averne discusso per un po', una
donna si alz e usc infuriata dopo aver dichiarato che ero la persona pi
oscena che avesse mai incontrato.
Elaine: Non riesco a capire.

Daniel: Ah, ma vedi, anche se aumentare la produzione di cibo non fa


che aggravare il problema, ampliando la base necessaria per l'espansione,
noi dobbiamo aumentare la produzione di cibo.
Elaine: Perch?
Daniel: Conosci la risposta.
Elaine: Per sfamare i milioni di affamati.
Daniel: Naturalmente. Vedi, era stata fatta l'affermazione che io non
potessi semplicemente lasciare i milioni di affamati continuare a morire
di fame. La mia risposta era stata che io non ero Dio. Io non lascio che
avvengano terremoti, non lascio che avvengano epidemie, non lascio
che si scatenino tornado o uragani e non lascio che la gente muoia di
fame. Questa risposta era ci che mi rendeva osceno.
Elaine: S, capisco. Ma mi scusi noi non abbiamo alcuna scelta su
uragani, tornado o terremoti.
Daniel: Innanzitutto, non voglio pi sentire che ti scusi. Non voglio la
tua acquiescenza. Non voglio che accetti qualcosa solo perch esce dalla
mia bocca.
Elaine: Va bene, mi scusi, non mi ero nemmeno accorta di averlo detto.
Daniel: Va bene. Non possiamo ancora fare nulla riguardo uragani,
tornado e terremoti, ma possiamo fare qualcosa riguardo la fame.
L'esempio che ascolto pi spesso sono i milioni di affamati in Africa.
Possiamo trasportare abbastanza cibo da loro per sfamarli tutti. Quindi?
Continua da qui.
Elaine lo guarda vacua.
Daniel: Non sei qui per ascoltare le mie risposte. Sei qui per scoprirle
da sola.
Elaine: Dio... Non so da dove cominciare.

Daniel: Va bene, ti faccio cominciare io. Perch stanno morendo di


fame?
Elaine: Be', ovviamente perch non hanno abbastanza cibo.
Daniel: Andiamo, Elaine, questa solo la definizione di morire di
fame. Perch non hanno abbastanza cibo?
Elaine: Perch... perch la popolazione eccessiva per le risorse locali.
Daniel: E perch successo questo?
Elaine: Be', o le loro risorse locali sono diminuite, o la loro
popolazione cresciuta oltre il punto in cui pu venire sostenuta dalle
risorse locali.
Daniel: O entrambe. Mentre ogni popolazione cresce, la sua
disponibilit di cibo diminuisce. Questo perfettamente prevedibile. E' un
ciclo familiare a ogni biologo. Man mano che una popolazione cresce,
consuma le sue riserve di cibo. E mentre le sue riserve di cibo
diminuiscono, la popolazione comincia a ridursi. Mentre la popolazione
diminuisce, le sue riserve alimentari cominciano a ripristinarsi. Mentre le
riserve alimentari si ripristinano, la popolazione cresce. Mentre la
popolazione cresce, le sue riserve alimentari calano. E cos via. Questo il
modo in cui funziona la comunit della vita: le popolazioni crescono e
calano a seconda della loro disponibilit di cibo.
Elaine: Questo lo so.
Daniel: Allora perch cos tanti milioni di individui stanno morendo di
fame in Africa?
Elaine: Perch hanno superato la quantit di cibo localmente
disponibile.
Daniel: Quindi la loro popolazione sta calando.
Elaine: No, perch noi abbiamo detto: Non lasceremo che la loro
popolazione cali.

Daniel: Sono denutriti ma, grazie alla nostra generosit, sono ancora
vivi. E dato che sono denutriti ma vivi...?
Elaine: Possono riprodursi e creare una nuova generazione di affamati.
Daniel: Che noi possiamo generosamente tenere in vita cos che
possano riprodursi e creare un'ulteriore generazione di affamati. La nostra
benevolenza sconcertante.
Elaine: Se li lasciassimo stare, la loro popolazione calerebbe fino al
punto in cui potrebbero vivere con le loro risorse.
Daniel: Ma sarebbe immorale lasciare che succeda. Meglio che pi
persone muoiano di fame grazie alla nostra generosit che meno persone
vivano tollerabilmente grazie alle loro risorse alimentari.
Elaine: S, apparentemente.
Daniel: Come ha fatto la loro popolazione a crescere fino al punto da
non poter pi vivere solo con le risorse alimentari locali?
Elaine: A questo non avevo pensato... Abbiamo riversato un sacco di
impegno nell'aiutarli ad aumentare la loro popolazione. Eliminando
malattie, abbassando la mortalit infantile. Mostrando loro come
aumentare la produzione di cibo. Aiutandoli a convertire i propri terreni in
campi coltivati per l'esportazione.
Daniel: Per centinaia di migliaia di anni avevano vissuto
tranquillamente dov'erano e com'erano, ma non vivevano all'altezza dei
nostri standard, ed nostro dovere divino fare in modo che tutti nel
mondo vivano come viviamo noi, a qualunque costo. Sarebbe stato
immorale per noi lasciarli a loro stessi, proprio come sarebbe immorale per
noi lasciarli a loro stessi ora. Molto meglio mandare loro cibo per
mantenerli in uno stato di inedia costante, piuttosto che lasciare che la loro
popolazione cali fino al punto in cui potrebbero vivere solo delle proprie
risorse.
Elaine: Immagino che questa sarebbe la reazione tipica.

Daniel: Cosa farebbe Dio, se smettessimo di alimentarli?


Elaine: Dio?
Daniel: Dio non li lascerebbe morire di fame, non vero?
Elaine: Basandoci sulle sue performance passate, penso di s. Non
intervenuto negli affari umani per molto, molto tempo.
Daniel: Dio li lascerebbe morire di fame, ma noi dobbiamo essere
migliori di Dio. Noi siamo migliori di Dio, ecco perch giusto che
dominiamo il mondo.
Elaine: S, posso capire perch questa donna pensasse che lei fosse la
persona pi oscena che avesse mai incontrato.
Daniel ride. Noi Marziani siamo spregevoli... Proseguiamo. Spero che
abbiamo finito con queste questioni una volta per tutte.
Elaine: Ce n' solo un'altra che devo chiedere, perch continuano a
chiederla a me.
Daniel: Va bene.
Elaine: E' una cosa del genere: se la popolazione una funzione della
disponibilit di cibo, allora perch le nazioni sviluppate, dove c' cibo in
abbondanza, hanno i tassi di crescita demografica pi bassi e a volte nulli
o negativi mentre le nazioni meno sviluppate, dove il cibo scarso,
hanno i tassi di crescita pi alti?
Daniel [sospirando]: S, naturalmente c' anche quella. Rappresenta un
tipo di fuorviamento chiamato cambiare argomento. Ho mai detto nulla
sulla connessione tra tassi di crescita e disponibilit di cibo?
Elaine [dopo averci pensato su]: Non che io ricordi.
Daniel: Ho solo detto che la popolazione di ogni specie cresce se pi
cibo le viene reso disponibile, e la nostra popolazione attualmente sta

crescendo di circa 77 milioni all'anno. Pu non sembrare molto, ma una


volta mi sono preso il disturbo di fare qualche ricerca, e ho scoperto che
l'equivalente delle popolazioni combinate di Canada, Australia,
Danimarca, Austria e Grecia. Ogni anno.
Elaine: E' impressionante, se la mette cos.
Daniel: Il fatto che stia crescendo pi rapidamente in alcuni posti
piuttosto che in altri non c'entra. Il punto che la popolazione umana sta
crescendo regolarmente perch stiamo costantemente aumentando la
produzione di cibo.
Elaine: Capisco.
Daniel: Il motivo per cui i tassi di crescita differiscono tra le nazioni
sviluppate e quelle arretrate non c'entra nulla con la disponibilit di cibo.
Riguarda l'economia famigliare. Nelle nazioni sviluppate, avere molti figli
un fardello, non importa quanto sia abbondante il cibo, mentre nelle
nazioni arretrate una benedizione, non importa quanto il cibo sia scarso.
Devo spiegarti perch cos?
Elaine: No, non credo. Nelle nazioni sviluppate costa molti soldi
crescere dei figli e non ci si aspetta che contribuiscano minimamente alle
entrate famigliari. Nelle nazioni sottosviluppate invece costa molto poco
crescere dei figli, e generalmente contribuiscono molto alle entrate
famigliari.
Daniel: Sono sicuro che ti rendi conto che non consumiamo tutto il
cibo che produciamo negli Stati Uniti.
Elaine: Certo. Immagino che ne esportiamo quantit enormi.
Daniel: Quindi questo cibo non sta venendo convertito in biomassa
umana negli Stati Uniti. Dato che non qui, non pu essere usato in questo
modo.
Elaine: Giusto.
Daniel: Quindi, cosa gli sta succedendo?

Elaine: Sta venendo convertito in biomassa umana in altre parti del


mondo.
Daniel: Quindi, anche se non siamo interessati ad aumentare la nostra
popolazione, siamo molto interessati a produrre cibo in eccesso per
sostentare la crescita demografica in altri luoghi.
Elaine: Vero. [Dopo averci pensato su.] Ma quando questa faccenda
dei tassi di crescita viene tirata fuori, una delle obiezioni pi comuni che
quando le nazioni attualmente sottosviluppate raggiungeranno il nostro
livello di prosperit, i loro tassi di crescita probabilmente caleranno come
hanno fatto i nostri.
Daniel: E a quel punto, la crescita demografica sar trascurabile.
Elaine: Esatto.
Daniel: D'accordo. Abbiamo bisogno di affrontare la realt, qui. Prima
di tutto, stato stimato che avremmo bisogno delle risorse di sei pianeti
delle dimensioni della Terra se tutti i sei miliardi di noi vivessero come
vive la gente nelle nazioni sviluppate. In secondo luogo, lo US Census
Bureau stima che per il 2050 saremo arrivati a nove miliardi, e anche se il
tasso di crescita sar calato notevolmente, staremo ancora aumentando
ogni anno di un numero pari alle popolazioni combinate di New York City
e Los Angeles. Terzo, sono sicuro che sai che il nostro attuale sistema di
produzione alimentare quasi interamente dipendente dai carburanti fossili
a ogni stadio, dalla fertilizzazione del terreno alla consegna di cibi
processati e impacchettati al tuo negozio di alimentari.
Elaine: S.
Daniel: Quarto: la preventivata crescita demografica fino a nove
miliardi presume che la produzione alimentare continuer ad aumentare.
Ma questa proiezione non tiene conto del fatto che, per raggiungere i nove
miliardi, dovremo aumentare costantemente la quantit di carburanti fossili
che usiamo nella produzione agricola in un periodo di cinquant'anni
durante il quale le nostre riserve di combustibili fossili continueranno
regolarmente a diminuire. E' stimato che la produzione petrolifera caler

del 60 o 70 percento da ora al 2050.


Elaine: Quindi sembra che questa previsione sia basata su una fantasia.
Daniel: S. Se il nostro sistema agricolo e la percentuale di petrolio
usata per l'agricoltura rimangono uguali per i prossimi cinquant'anni, allora
la nostra popolazione caler anch'essa del 60 o 70 percento.
Elaine: La mora generale prevista dalla teoria del Picco del Petrolio.
Daniel: Esatto. A una conferenza di quest'anno a Dublino (Cosa
mangeremo mentre il petrolio si esaurisce?, organizzata dalla Fondazione
per l'Economia e la Sostenibilit, 2005) stata letta una ricerca che
esaminava che cosa dovremmo fare per ristrutturare il nostro sistema
agricolo in modo che non abbia pi bisogno di combustibili fossili, e ha
concluso che la cosa non impossibile (Minacce del Picco del Petrolio
alle riserve alimentari globali di Richard Heinberg, autore di due
importanti libri sull'argomento: La festa finita e Powerdown). Quindi
la minacciata mora generale non affatto inevitabile, almeno durante
questo periodo. Dubito seriamente che i sistemi ecologici del pianeta
potrebbero sopravvivere a una popolazione umana di nove miliardi nove
miliardi e ancora in crescita.
Elaine [dopo averci riflettuto un po']: Quindi alla luce di tutto questo
la differenza nei tassi di crescita tra nazioni sviluppate e arretrate sembra
davvero una questione inesistente.
Daniel: E' uno specchietto per le allodole. Tirato in ballo per distrarre
dal fatto che, come tutte le specie, la nostra popolazione complessiva
cresce quando la nostra disponibilit di cibo aumenta, non importa se la
crescita pi rapida in alcuni luoghi piuttosto che in altri... Bene,
vediamo... [Comincia a sfogliare una pila di schede.]
Elaine: Ho una domanda.
Daniel: Chiedi pure.
Elaine: Il piano continuare con le domande che ha ricevuto dai
lettori?

Daniel: Be'... Non l'avevo inteso precisamente come un piano... Hai un


problema con questo modo di procedere?
Elaine: No, non proprio.
Daniel: Ma?
Elaine: Immagino che mi aspettassi qualcosa di pi... sistematico.
Daniel: Spiegati meglio.
Elaine: Mi sta insegnando come rispondere alle domande. Ma nella
realt nella mia vita di tutti i giorni non devo rispondere alle domande.
Nessuno mi ha mai posto domande come quelle che abbiamo discusso.
Daniel: Non ti sto insegnando come rispondere alle domande.
Abbiamo mai davvero risposto a una qualunque delle domande che ho
tirato fuori?
Elaine: Be', no, non specificamente. Voglio dire, non abbiamo mai
formulato una vera e propria risposta.
Daniel: Le domande sono solo materiale grezzo. Ci danno l'opportunit
di esaminare cosa avviene nelle menti delle persone intorno a noi.
Elaine: Non so...
Daniel: Considera questo. Una volta stavo ascoltando un talk show in
automobile, e l'argomento in discussione era la protezione delle specie
minacciate. Il presentatore disse qualcosa come: Non lo so.
Personalmente posso sopravvivere senza gli uccelli canterini.
Elaine: Uh-uh.
Daniel: Capisci che avrei potuto usare questo come trampolino per
esaminare cosa stava succedendo nella mente di questa persona.
Elaine: S, certo.

Daniel: Ma non una domanda che qualcuno mi ha mandato. E'


qualcosa che ho tratto dall'aria.
Elaine: Lo capisco.
Daniel: Il punto che non ho un archivio di cose che ho sentito alla
radio da consultare. Quello che ho un archivio di domande e commenti
che la gente mi ha mandato.
Elaine: Lo capisco questo...
Daniel: Ma?
Elaine: Non lo so.
Daniel: Prenditi il tuo tempo. Prenditi tutto il tempo che ti serve.
Elaine [dopo alcuni minuti]: Proprio all'inizio, ha nominato la grande
domanda a cui sentiva di non aver mai risposto adeguatamente. E l'idea
sembrava essere che avrebbe risposto qui, in questa conversazione.
Daniel: E la domanda era: Come faccio quello che faccio?
Elaine: Esatto.
Daniel: E ti sembra che non ci stiamo arrivando.
Elaine: Forse sarebbe pi corretto dire che io non ci sto arrivando.
Almeno cos che mi sento.
Daniel: Be', se cos che ti senti, allora cos che . Dimmi di pi.
Elaine: Credo di star cercando il suo metodo. Una descrizione coerente
e sistematica del suo metodo.
Daniel: Stai cercando qualcosa come il classico di Charles Van Doren e
Mortimer Adler, Come leggere un libro. Quello era molto metodico,
molto coerente e sistematico.

Elaine: Non l'ho letto, ma le credo sulla parola.


Daniel [dopo alcuni minuti]: A met degli anni Settanta, avevo un
fantastico insegnante di tennis. Non avevo giocato a tennis in vent'anni, e
non avevo mai avuto alcuna istruzione formale. Quindi la prima cosa che
fece, una volta che fui appropriatamente vestito, fu di piazzarmi in mezzo
al campo, mettersi a tre o quattro metri di distanza e far rimbalzare una
palla sul mio dritto per vedere che cosa ne avrei fatto. Dopo un po',
cominci a far rimbalzare palle sul mio rovescio. Poi disse: Va bene,
dobbiamo lavorare sulle sue tecniche fondamentali. Cos mi insegn il
modo giusto di avanzare verso una palla che mi arrivasse da destra o da
sinistra. Allenai queste tecniche per non so cinquemila volte, cos tante
che potrei alzarmi adesso e mostrarti senza alcuna esitazione come la palla
veniva colpita nell'epoca in cui Jimmy Connors e John McEnroe erano
superstar del tennis. Una volta padroneggiati quei colpi, aggiungemmo
vole contro la rete, poi schiacciate, poi servizi. Durante questo lungo,
lungo periodo, non giocammo mai a tennis, non giocammo mai partite
tenendo il punteggio. Non credo che tu capisca perch ti sto dicendo tutto
questo.
Elaine: Ha ragione, non capisco.
Daniel: Non posso insegnarti in questo modo. Chiamalo il modo
tecnico, in cui perfezioni tutte le tecniche individuali e solo dopo le
metti tutte insieme.
Elaine: Va bene, immagino di capirlo questo.
Daniel: Immagino si possa dire che il metodo tecnico l'opposto del
metodo con cui si impara ad andare in bicicletta. Non puoi imparare ad
andare in bicicletta allenandoti prima a sterzare per cinquanta ore, poi a
pedalare per cinquanta ore e infine a mantenere l'equilibrio per altre
cinquanta ore. Tutte queste tecniche si imparano contemporaneamente, in
un attimo, oppure non si imparano mai. Un minuto stai cadendo di
continuo e il minuto dopo stai andando in bicicletta.
Elaine: E' vero.

Daniel: Ma potrebbe essere utile per te o darti un'idea di coerenza e


sistematicit se ricapitoliamo le varie tecniche necessarie a fare quello
che faccio.
Elaine: S, penso di s.
Daniel: Immagino che la prima di queste sia semplicemente
l'attenzione alle insensatezze. Quando il presentatore del talk show disse
che avrebbe potuto sopravvivere tranquillamente senza gli uccelli
canterini, un milione di persone lo ascolt e non ci trov nulla di strano. Io
lo riconobbi istantaneamente come il blaterare di uno sciocco.
Elaine: Penso che l'avrei fatto anch'io.
Daniel: Dieci anni fa? Pi o meno allora che l'ho sentito.
Elaine [dopo averci pensato]: Onestamente, probabilmente no.
Probabilmente avrei pensato: Be', vero. Mi mancherebbero, ma potrei
vivere senza di loro.
Daniel: Va bene. Quindi ora sei pi all'erta di quanto lo fossi dieci anni
fa. Ma puoi vedere che non c' modo di darti lezioni di vigilanza. Voglio
dire, non posso dirti: Ora passeremo dieci ore a lavorare sulla tua
attenzione alle insensatezze.
Elaine: No, non vedo come potrebbe farlo.
Daniel: Allora, qual il secondo passo del metodo Quinn?
Elaine: Cerca di capire i ragionamenti che hanno prodotto
l'insensatezza. Cerca il presupposto o i presupposti dietro di essa.
Daniel: E qual il presupposto in questo caso?
Elaine [dopo un attimo di riflessione]: Che il motivo per cui gli uccelli
sono qui la loro funzione nel mondo sia di fornire intrattenimento agli
umani.
Daniel: E qual il terzo passo?

Elaine: Immagino che sia... estendere questo presupposto... connetterlo


a presupposti pi generali.
Daniel: In questo caso?
Elaine: Il presupposto che il mondo e tutto ci che contiene siano stati
creati specificamente per il bene dell'Uomo.
Daniel: Vedi un quarto passo?
Elaine [dopo averci riflettuto su]: No, non posso dire di vederlo.
Daniel: Avendo trovato il presupposto pi generale dietro questa
particolare credenza, cerchi altre credenze o azioni che questo presupposto
pu generare. Per esempio?
Elaine: Direi... che partendo da questo presupposto, siamo liberi di
eliminare ogni specie che ci disturba. Lupi, coyote, e cos via. Se non
hanno valore per noi, allora sono superflui. Non fanno nulla per noi, quindi
non c' bisogno che esistano e possiamo liberarcene... E in generale,
possiamo fare quello che vogliamo con il mondo. E' il nostro giocattolo
Dio ce l'ha regalato e possiamo farci quello che vogliamo, incluso
distruggerlo.
Daniel: Molto bene.
Elaine: Ma mi piacerebbe comunque vedere... Come fa quello che fa
non limitato a piccole cose come questa. Mi piacerebbe vedere come fare
ci che fa produce i suoi libri.
Daniel: Be', ti ricordi che ho iniziato con l'assurdit che mi ha fatto
cominciare, l'idea che un olocausto nucleare ci riporterebbe all'Et della
Pietra.
Elaine: E riguardo Ishmael?
Daniel: Ne ho parlato un po'. La saggezza ricevuta secondo cui la
storia dell'Uomo comincia con la Rivoluzione Agricola che i primi tre

milioni di anni non abbiano avuto la minima importanza.


Elaine: E invece la loro importanza stata...?
Daniel: Vuoi dire in termini di costruzioni di auditorium e di
invenzioni di macchine volanti? Di composizioni di sinfonie? Di
descrizioni di leggi fisiche? Nessuna, naturalmente.
Elaine: Qual stata, allora?
Daniel: Non pensi di poter trovare la risposta da sola?
Elaine: Vorrei poterlo fare. Non pensa che ci abbia pensato?
Daniel: E non ti venuto in mente nulla?
Elaine: Nulla a parte cose triviali come il fuoco, l'arco e le frecce, forse
la ruota.
Daniel: Sei consapevole che si tratta di cose triviali?
Elaine: Naturalmente.
Daniel: Be', gi qualcosa di importante. Ci che l'umanit ha
realizzato e ha protetto durante i suoi primi tre milioni di anni di storia
stata un'organizzazione sociale che funzionava bene per le persone. Non
funzionava bene per i prodotti, per i motoscafi, gli apribottiglie e le
operette. Non funzionava bene per gli avidi, gli spietati e gli assetati di
potere. Questo quello che abbiamo noi, un'organizzazione sociale che
funziona meravigliosamente per i prodotti che continuano a migliorare
sempre di pi ogni anno ma molto male per le persone, eccetto quelle
avide, spietate e assetate di potere. I nostri antenati vivevano in societ che
ogni antropologo concorda nel ritenere non gerarchiche e marcatamente
egualitarie. Non erano strutturate in modo tale che pochi in cima vivessero
vite lussuose, altri in mezzo vite confortevoli e le masse sul fondo
vivessero in povert o rasentando la povert, faticando solo per restare in
vita. Non erano afflitte da crimine, depressione, follia, suicidi e
dipendenze. E quando siamo arrivati noi a invitarli a unirsi alla nostra
gloriosa civilt, hanno combattuto fino alla morte per proteggere la vita

che avevano. Lo sai.


Elaine: S.
Daniel: Negli anni Novanta, tenevo nota delle trib sudamericane i cui
membri si stavano suicidando piuttosto che venire risucchiati nella nostra
orbita. Aspetta un attimo. [Va al computer, apre un file e lo legge.] Solo
alcuni esempi... Luglio 1993: Gli Yanomami, un antico popolo tribale
amazzonico, si stanno suicidando... Lo stupro della loro terra, nelle foreste
pluviali del Roraima nel nord del Brasile, da parte di migliaia di
garimpeiros (minatori di frodo di oro e stagno) e le malattie che portano
che stanno uccidendo gli Yanomami in numeri terrificanti, sono troppo da
sopportare per questo popolo primitivo. Ci che i gruppi di pressione
definiscono genocidio ha portato tre giovani Yanomami a uccidersi nelle
ultime sei settimane, un fenomeno estraneo alla loro cultura, che proibisce
perfino di parlare della morte. Maggio 1997, Brasile: Gli antropologi
riferiscono che i Guarani-Kaiowa hanno gi perso oltre met della loro
terra originaria per colpa dei ranchers. Piuttosto che rinunciare al loro stile
di vita tradizionale, almeno 235 di loro si sono tolti la vita negli ultimi
anni, secondo i registri ufficiali. Giugno 1997: In Colombia, la trib
U'wa... ha minacciato un suicidio di massa se la Oxy la Occidental
Petroleum Corporation invader il loro territorio. Dicembre 1997:
Ogni 15 giorni, un indiano Guarani-Kaiowa si suicida, afferma un gruppo
brasiliano per i diritti degli indiani. Nel 1997, 27 membri della trib
brasiliana si sono suicidati, portando il totale a 158 negli ultimi 11 anni.
Elaine: Uh-uh. Naturalmente, la maggior parte delle persone
probabilmente pensa che siano stupidi che non si rendano conto di cosa
si perdono.
Daniel: Proprio come la maggior parte delle persone non si rende conto
di ci che questi popoli hanno del motivo per cui preferiscono morire
piuttosto che rinunciarvi... Ad ogni modo, ci che l'umanit ha realizzato
nei suoi primi tre milioni di anni stato uno stile di vita che funziona bene
per le persone ed sostenibile e che avrebbe potuto permettere la
sopravvivenza della specie umana per altri milioni di anni un risultato
molto pi grande di qualunque dei nostri, anche se meno appariscente.
Elaine: Ma non sta suggerendo che realizzarlo sia stato un processo

consapevole. Voglio dire, nessuno ha inventato la vita tribale.


Daniel: Ovviamente no. E' stato, tuttavia, il risultato dell'aumentare
dell'intelligenza e dell'esperienza umana. Ci che non funzionava (e si
deve supporre che vennero provate alcune cose che non funzionarono) fu
abbandonato e abbandonato da persone che sapevano che non stava
funzionando. Ci che rimase dopo tutti gli esperimenti fu la trib, che era
evolutivamente stabile, il che non significa che fosse perfetta ma solo che
centinaia di migliaia di anni di selezione naturale a un livello sociale
non sono riusciti a produrre un'organizzazione che funzionasse meglio.
Personalmente, considero l'evoluzione della trib un risultato di
importanza molto maggiore per la specie umana di tutte le innovazioni
della Rivoluzione Industriale messe insieme. Se stessimo ancora vivendo
tribalmente, staremmo guardando a un futuro misurabile in milioni di anni.
Per come stanno le cose, invece, abbiamo camminato sulla luna ma stiamo
guardando a un futuro misurabile in decenni, se continueremo a vivere
come stiamo facendo ora.
Elaine: Be', lo capisco senz'altro... Ora che ci penso, un amico una
volta mi ha chiesto come faccio a sapere che le persone diecimila anni fa
vivevano come vivono i popoli aborigeni attuali.
Daniel: E' interessante. Un mio amico mi ha chiesto la stessa cosa. E', o
era, uno storico.
Elaine: Come gli ha risposto?
Daniel: Qual il ragionamento dietro la domanda, venendo da uno
storico?
Elaine: Direi che stava pensando... La gente nel corso della storia ha
cambiato continuamente modi di vivere. Intendo i sistemi organizzativi
con cui vivevano.
Daniel: Fammi degli esempi.
Elaine: Oh, passato tanto tempo... Dopo la caduta dell'Impero
Romano, c' stato il feudalesimo. Dopo il feudalesimo...

Daniel: Lo stato secolare e centralizzato. Il mercantilismo, il libero


scambio, il capitalismo, e cos via. L'evoluzione delle democrazie
moderne. Come ha detto Eraclito, solo il cambiamento non cambia. Non si
pu mai entrare nello stesso fiume due volte.
Elaine: E qual la sua risposta a questo?
Daniel: Che cosa stava osservando Eraclito?
Elaine: Non sono sicura di come rispondere... Se si guarda a ci che ci
circonda, niente rimane uguale da un minuto all'altro.
Daniel: Quindi dobbiamo osservare qualcosa a cui Eraclito non stava
facendo attenzione. I leoni cambiano da un minuto all'altro, da un anno
all'altro, da una generazione all'altra, ma che cosa rimane uguale?
Elaine: Il modo in cui vivono. La loro organizzazione sociale.
Daniel: Naturalmente. Come ogni specie animale di cui siamo a
conoscenza, la loro organizzazione sociale evolutivamente stabile. Non
troverai un singolo naturalista o un singolo biologo che si chieda se i leoni
vivessero diversamente diecimila anni fa. Non troverai un solo naturalista
o biologo che pensi: Accidenti, forse le oche non vivevano in stormi,
diecimila anni fa. Forse i lupi non vivevano in branchi, diecimila anni fa.
Forse le balene non vivevano in branchi, diecimila anni fa.
Elaine: Quindi non c' motivo di supporre che gli umani non vivessero
in trib, diecimila anni fa.
Daniel: O centomila anni fa... Quello che abbiamo fatto qui potrebbe
essere considerato il quinto passo del metodo Quinn anche se non deve
necessariamente avvenire per quinto. Siamo indietreggiati dal punto
centrale della domanda per guadagnare una visuale pi ampia. La visuale
dello storico , naturalmente, quella dell'era storica, durante la quale le
organizzazioni sociali hanno subto un cambiamento pi o meno costante...
Tu capisci che ogni specie animale si evolve all'interno di
un'organizzazione sociale. Non si evolvono come singoli individui per poi
raggrupparsi e cominciare a provare organizzazioni sociali.

Elaine: S... Ma lei ha suggerito che gli umani potrebbero aver


sperimentato delle variazioni della trib.
Daniel: Potrebbero averlo fatto. Non abbiamo prove in nessun senso.
Ma se l'hanno fatto, questi esperimenti non sono sopravvissuti. Ci che
sopravvissuto ci che abbiamo trovato in tutto il mondo quando
finalmente abbiamo controllato in America, in Australia, in Africa e cos
via. La trib. Supporre che gli esseri umani in quelle regioni abbiano
cominciato a vivere in trib solo di recente ridicolo quanto supporre che
le api abbiano cominciato a vivere in alveari solo di recente.
Elaine [dubbiosamente]: Lo capisco, questo...
Daniel: Ma...?
Elaine: Ma vorrei tornare a qualcosa che avevo nominato prima. Come
fa ci che fa nei suoi libri.
Daniel [dopo qualche riflessione]: Ho parlato di alcuni frammenti
specifici di saggezza ricevuta che ho sfidato nei miei libri, e potrei parlare
di altri. Ma la domanda che mi viene posta e la domanda a cui sto
cercando di rispondere in questa conversazione non : Come le
vengono in mente questi libri?, ma piuttosto: Come le vengono in mente
queste strane idee? Il modo in cui scrivo i miei libri pi o meno lo
stesso che usano tutti gli autori.
Elaine: Va bene, capisco. Ma ho una domanda mia che penso sia
rilevante.
Daniel: Dimmi.
Elaine: Per quanto mi riguarda, la cosa pi originale in Ishmael la
sua reinterpretazione delle storie della Genesi della Caduta e dell'uccisione
di Abele. Spero che non si offenda se le chiedo se siano suoi contributi
originali.
Daniel: Non sono affatto offeso, e la domanda mi gi stata posta. La
risposta s, farina del mio sacco.

Elaine: Posso chiederle come ci arrivato?


Daniel: Certamente. Ci sono arrivato usando il metodo che ho gi
descritto. Prima di tutto, l'attenzione alle insensatezze. Lo specifico
frammento di insensatezza che mi disturbava era questo: che la
Rivoluzione Agricola venga considerata la pi grande benedizione
dell'umanit, mentre nella Genesi viene considerata una maledizione, la
punizione inferta da Dio dopo la Caduta. Com' possibile che questi due
giudizi esistano fianco a fianco nella nostra cultura senza che nessuno noti
che sono contraddittori?
Seguendo il solito protocollo, sono indietreggiato per osservare la
questione da un punto di vista pi ampio. Per quale peccato stava venendo
punito Adamo? Stava venendo punito per aver mangiato il frutto di un
albero che gli era stato specificamente proibito: l'Albero della Conoscenza
del Bene e del Male. Questo mi diede un altro frammento di assurdit a cui
pensare. Nella nostra cultura, possedere la conoscenza del bene e del male
viene dato per scontato: una cosa buona, una cosa meravigliosa. Perch
mai dovrebbe essere proibita? Se la traduciamo come la capacit di
distinguere tra giusto e sbagliato, la misura stessa della sanit mentale.
Non avevo mai incontrato una spiegazione della Conoscenza del Bene
e del Male che avesse senso. Ne I Draghi dell'Eden, Carl Sagan propone
la ridicola idea che si trattasse dell'intelligenza stessa, il che non fa che
trasformare la storia in un'assurdit. (Dal capitolo: l'Eden come
metafora: E' interessante come Dio non proibisca ogni tipo di
conoscenza, ma specificamente quella del bene e del male ossia la
capacit di esprimere giudizi morali e astratti...) Come avrebbe potuto
Dio creare un essere abbastanza intelligente da capire i suoi comandamenti
e poi punirlo per aver acquisito l'intelligenza? La maggior parte degli
esegeti tratta la Conoscenza del Bene e del Male come una sorta di
proibizione simbolica. Dio doveva proibire qualcosa ad Adamo, e non
importava che non avesse senso per delle persone secondo cui possedere
quella conoscenza la benedizione suprema.
Indietreggiando ancora di pi, analizzai la geografia della situazione e
vidi che la Rivoluzione Agricola cominci tra i caucasici, che vivevano
direttamente a nord dei semiti. Questo significava che il resoconto delle
origini dell'agricoltura che si trova nella Genesi non si originato tra i
nostri antenati culturali, i caucasici, perch, naturalmente, la Genesi un
testo ebraico, semita. Indietreggiando ancora, in una direzione diversa,
osservai di nuovo la storia di Caino e Abele e concepii la teoria che non

fossero due individui ma piuttosto due figure allegoriche, con Caino a


rappresentare gli agricoltori caucasici del nord e Abele a rappresentare i
pastori semiti del sud.
Se era un'ipotesi sensata (e a me lo sembrava), allora l'uccisione di
Abele da parte di Caino non rappresentava un singolo attacco di un
individuo contro un altro, ma una guerra di confine: gli agricoltori
caucasici si stavano appropriando dei territori semiti per convertirli in
campi coltivati proprio come gli agricoltori europei i discendenti
culturali di questi caucasici si sarebbero in seguito appropriati dei
territori indiani per convertirli in campi coltivati. Se la mia lettura era
corretta, allora la storia della Caduta diventava una sorta di storia
esplicativa, e quello che richiedeva spiegazioni era semmai l'insolito
comportamento dei loro vicini del nord. Assumendo che questi caucasici
stessero praticando lo stesso tipo di agricoltura che i loro discendenti
culturali hanno praticato per i successivi diecimila anni fino a ora, come si
stavano comportando?
Elaine: Si stavano comportando come se il mondo appartenesse a loro.
Daniel: S... Ma sto cercando di capire la spiegazione che fornirono i
semiti. Secondo loro, questo popolo aveva mangiato il frutto di un albero
della conoscenza che era stato proibito ad Adam all'Uomo. Quale
conoscenza Dio avrebbe voluto proteggere, tenere fuori dalla portata
dell'Uomo?
Elaine: La sua. La conoscenza che usa per governare il mondo.
Daniel: E perch questa sarebbe la conoscenza del bene e del male?
Elaine: Perch e a questo punto sto fondamentalmente recitando
governando il mondo, tutto ci che Dio fa bene per uno ma male per un
altro necessariamente. Come l'ha messa lei, se la volpe a caccia prende la
quaglia, questo bene per la volpe ma male per la quaglia. Ma se la
quaglia sfugge alla volpe, allora questo bene per la quaglia e male per la
volpe.
Daniel: E solo Dio sa se la volpe dovrebbe catturare la quaglia o se la
quaglia debba scappare.

Elaine: S. Solo Dio sa chi dovrebbe vivere e chi morire.


Daniel: Ma che dire di quelli che praticano l'agricoltura nel nostro
stesso modo?
Elaine: Agiscono come se avessero mangiato il frutto dell'albero della
conoscenza di Dio e sapessero chi deve vivere e chi morire. Se i lupi
attaccano il vostro bestiame, allora i lupi devono morire e il bestiame deve
vivere. Se le volpi mangiano le vostre galline, allora le volpi devono
morire e le galline devono vivere.
Daniel: E dato che hanno preso questa conoscenza nelle loro mani, ha
senso che Dio li abbia condannati a vivere col sudore della fronte. Fino a
quel momento avevano vissuto una vita facile, lasciando che Dio
governasse il mondo e prendendo ci che Lui dava loro. Se questo non gli
bastava e volevano governare il mondo loro stessi, allora avrebbero dovuto
fare tutto il lavoro che fino ad allora Dio aveva fatto al posto loro. Prima si
limitavano a prendere qualunque cosa Dio piantasse per loro. Ora, avendo
spodestato Dio come governatore del mondo, avrebbero dovuto piantare il
proprio cibo. Ai Caino, coltivatori del terreno, crescere il proprio cibo
sembrava una benedizione, proprio come a noi. Agli Abele invece
sembrava una punizione. A noi, la Rivoluzione Agricola sembra un evento
e un trionfo tecnologico. Ai semiti, sembrava un evento spirituale e una
catastrofe.
Elaine: S.
Daniel: Potrei aggiungere questo come nota a pi di pagina. Credo che
sia nella sua autobiografia anche se potrebbe essere stato in uno dei suoi
discorsi che Malcolm X ha identificato la razza bianca con Satana.
Sapevo, mentre lo leggevo, che era il paragone mitologico sbagliato. Solo
in seguito realizzai che sarebbe stato molto pi appropriato identificare la
razza umana con Caino, dato che imperversava per il mondo irrigando i
suoi campi con il sangue dei suoi fratelli.
Elaine: Be', questa stata l'occupazione principale della razza bianca.
Daniel [dopo una pausa]: Allora, cosa ne pensi? E' stato un esercizio
utile per te?

Elaine: S, stato utile vedere questo metodo applicato a un problema


ampio e complesso come questo.
Daniel: Continuo a credere che sarebbe pi illuminante per i lettori
vederti faticare per applicarlo proprio ora in tempo reale anzich sentirmi
parlare di quando l'ho applicato vent'anni fa.

Sabato: pomeriggio
Daniel: Ecco una domanda che mi stata rivolta spesso: Signor
Quinn, mi piacerebbe sapere se lei cammina o usa una bicicletta per andare
al lavoro, se usa l'elettricit, se ha il riscaldamento centralizzato e l'aria
condizionata.
Elaine: Uh-uh.
Daniel: A cosa pensi che voglia arrivare davvero questa persona?
Elaine: Direi che vuole sapere se pratica quello che predica.
Daniel: Sospetta che io sia un ipocrita.
Elaine: S.
Daniel: Quale premessa alla base di questo?
Elaine: Che ci che lei predica ... Questa persona ha le sue idee
personali su ci che bisogna fare per salvare il mondo. Dobbiamo lasciar
perdere le automobili e camminare per andare al lavoro. Dobbiamo
spegnere l'elettricit. Cose cos.
Daniel: Ha le sue idee personali, e...
Elaine: E immagina che, se anche lei vuole salvare il mondo, debba
condividerle. Che debba sostenere le stesse cose che sostiene lui.
Daniel: E ho mai sostenuto cose simili?
Elaine: Non che io sappia.
Daniel: Non l'ho fatto. Non che cose simili sarebbero inutili, solo
che non le ho mai prescritte, da nessuna parte, perch la maggior parte
delle persone ne gi consapevole. Quindi in realt la sua domanda si
riduce a: Signor Quinn, pratica quello che io mi aspetto che predichi?

Elaine: Esatto.
Daniel: E che cosa predico davvero?
Elaine: Be', di nuovo, sto solo recitando. Penso che l'espressione pi
chiara sia questa: se ci saranno ancora persone qui fra duecento anni, non
penseranno come facciamo noi, perch se la gente continuer a pensare
come facciamo noi, allora continuer a vivere come facciamo noi e se la
gente continuer a vivere come facciamo noi, non esisteranno pi persone
qui tra duecento anni.
Daniel: In altre parole, i miei libri non contengono liste di cose da fare
o da non fare. I miei libri riguardano il cambiare menti.
Elaine: S.
Daniel: Molte persone lo trovano difficile da digerire. La mettono in
questo modo: So che le cose vanno male, ma solo cambiare menti non
abbastanza.
Elaine: Cosa sarebbe abbastanza, secondo loro?
Daniel: Questa una risposta a cui devi rispondere tu, naturalmente.
Elaine: Direi che vogliono vedere dell'azione. Cambiare menti non
sembra loro azione.
Daniel: E che cosa intendono probabilmente per azione?
Elaine: Be'... approvare nuove leggi probabilmente conterebbe come
azione.
Daniel: Penso anch'io. Quali leggi?
Elaine: Non lo so. Leggi ambientaliste pi severe.
Daniel: Nel caso degli Stati Uniti, quale parte del governo fa rispettare
le leggi?

Elaine: Quella esecutiva.


Daniel: E se ti capita di avere un capo esecutivo come George W.
Bush, a cui non importa niente dell'ambiente?
Elaine: Le leggi pi severe verranno ignorate o respinte.
Daniel: E chi ha eletto George Bush?
Elaine: La gente a cui non importa niente dell'ambiente. Gente con
menti non cambiate.
Daniel: Quindi...
Elaine: Questa la regola generale. Approvare nuove leggi aiuta
davvero solo se l'elettorato vuole vederle messe in atto.
Daniel: Quindi neanche mandare lettere ai vostri legislatori chiedendo
cambiamenti cosa che pu anch'essa venire considerata azione non
servir a molto.
Elaine: No.
Daniel: Quali sono altre cose che contano come azione?
Elaine [dopo averci pensato]: Il protestare.
Daniel: E contro cosa potremmo protestare?
Elaine: L'Organizzazione Mondiale del Commercio piuttosto
popolare.
Daniel: Pensi che le persone che mi fanno questa domanda
considererebbero abbastanza protestare contro l'Organizzazione
Mondiale del Commercio?
Elaine: Abbastanza per cosa?
Daniel: Be', dato che stanno scrivendo a me, cosa pensi che intendano

per abbastanza?
Elaine: Immagino che intendano... abbastanza per salvare il futuro
dell'umanit.
Daniel: Credo anch'io.
Elaine: E protestare contro l'OMC non lo sar.
Daniel: Quindi, come fai a protestare contro le cose che mettono in
pericolo il futuro dell'umanit? A chi ti rivolgi?
Elaine: Non lo so. Le persone intorno a te. La gente in generale.
Daniel: Come si organizza una protesta simile?
Elaine: Non ne ho idea.
Daniel: So di un'occasione recente in cui il protestare si dimostrato
efficace la protesta contro la guerra in Vietnam. Ma cosa l'ha resa
effettiva?
Elaine: Ho paura di non conoscere molto bene quel periodo.
Daniel: Alla base del movimento per fermare la guerra c'erano dei
dibattiti progettati per cambiare il modo in cui la gente pensava alla guerra
in contrasto con il modo in cui il governo voleva che ci pensasse. Il
cuore del movimento era cambiare menti.
Elaine: E l'obiettivo era molto ben definito. Sapevano esattamente con
chi protestare e riguardo cosa.
Daniel: Esatto. Quali sono altre forme di azione?
Elaine: C' lo stile di azione di Greenpeace. E Earth First.
Daniel: S. Combattere la realt esistente... Una delle cose di cui la
gente si lamenta del cambiare menti che ci vuole troppo tempo.
Greenpeace al lavoro da trent'anni, e ha sicuramente ottenuto dei buoni

risultati, ma tutte le cose contro cui lavora continuano ad avvenire. Ma


nessuno si lamenta che ci che sta facendo richiede troppo tempo.
Elaine: Perch viene percepita come azione. L'azione non deve
funzionare.
Daniel: E' un'osservazione molto astuta l'osservazione di un
Antropologo Marziano. Spiegati meglio.
Elaine: Be'... La Guerra alla Droga non funziona chiunque lo sa. Ci
abbiamo speso miliardi, forse trilioni, ma va bene lo stesso. E' azione.
Daniel: In un discorso che
Forum, nel 1993, ho proposto
leggi sulla droga, diciamo per
risultato, non dovremmo fare
automaticamente in vigore.

ho tenuto al Minnesota Social Investment


di sospendere temporaneamente le attuali
tre anni. Se poi non dovessimo gradire il
nulla. Le leggi sulla droga tornerebbero

Elaine: Ha senso.
Daniel: Quale pensi sarebbe il risultato di una cosa simile?
Elaine: Non fermerebbe l'uso di droghe.
Daniel: Non l'ha fatto nemmeno la Guerra alla Droga.
Elaine: Vero... Vediamo... Il traffico illegale di stupefacenti cesserebbe
quasi immediatamente, non appena le compagnie farmaceutiche legittime
fossero pronte a rilevarlo... Dovremmo stabilire dei limiti di et,
naturalmente.
Daniel: Quindi qualche forma di traffico illegale continuerebbe, come
succede con l'alcool e il tabacco.
Elaine: Probabilmente non sarebbe organizzato come ora. Voglio dire,
i ragazzini riescono a ottenere alcool e sigarette piuttosto facilmente, se
vogliono.
Daniel: Ad ogni modo, avremmo tre anni per studiare i risultati. Se le

cose dovessero peggiorare, allora faremmo tornare automaticamente le


leggi sugli stupefacenti in vigore. O, se le cose sembrassero migliorare,
potremmo estendere la sospensione per altri tre anni e vedere che succede.
Elaine: Ha troppo senso per venir attuato.
Daniel: D'altro canto, il Proibizionismo la Guerra all'Alcool alla
fine stato abbandonato.
Elaine: Vero... Ma bere sempre stato pi... diffuso. Voglio dire, il
bere in s non era criminalizzato, no?
Daniel: No, non ho mai sentito di nessuno che abbia passato dei guai
per aver bevuto. Era solo illegale produrre, vendere, trasportare o
importare alcolici.
Elaine: Uh-uh.
Daniel: A dispetto della sua lunga storia di fallimenti, questa fiducia
nell'efficacia dell'azione profondamente radicata, nella nostra cultura.
Attuare il Diciottesimo Emendamento, l'emendamento che istituiva il
Proibizionismo, era azione, e venne salutato entusiasticamente da decine di
milioni di persone. Il fatto che non solo non riusc a creare una nazione
sobria ma confer al bere un nuovo prestigio e incoraggi l'ascesa di una
nuova vasta imprenditoria criminale, non affievol l'entusiasmo di nessuno.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il comunismo cominci a venir
percepito come la minaccia peggiore mai affrontata da questa nazione.
Questo richiedeva azione. Il pubblico adorava la caccia alle streghe istigata
dalla Commissione per le Attivit Anti-Americane, specialmente quando
produsse una lista nera di famosi attori, registi e sceneggiatori
hollywoodiani i cui film in realt non erano pi sovversivi dei valori
americani di qualunque altro.
Elaine: Ne ho sentito parlare, anche se successo prima della mia
nascita, ovviamente.
Daniel: Ma naturalmente si trattava di un'azione trascurabile,
paragonata ai trilioni di dollari che il governo spese per arrestare l'avanzata
dal comunismo e possibilmente demolire l'Unione Sovietica. Oltre

quarant'anni di azione, azione, azione. Poi, all'improvviso, l'Unione


Sovietica semplicemente si dissolse non a causa di qualche azione
intrapresa dal nostro governo, ma perch le menti dei sovietici erano
cambiate. Erano stufi delle vite che il loro governo aveva dato loro. Il pi
grande esperimento comunista di tutti i tempi era fallito, e l'avanzata del
comunismo smise di sembrare una grande minaccia di nuovo, non per
merito di qualche azione da parte del nostro governo.
Elaine: Poi arriv la Guerra alla Droga.
Daniel: Altri trilioni spesi, e nessun segno di vittoria. Ma un sacco di
azione.
Elaine: Direi che qualche legislazione ambientalista ha prodotto dei
buoni risultati.
Daniel: Eppure, abbiamo rieletto un presidente che ha detto chiaro e
tondo di fregarsene di proteggere l'ambiente. Che significa?
Elaine: Che anche gli elettori che l'hanno votato se ne fregano.
Daniel: Quando cominceranno a non fregarsene pi?
Elaine: Quando cominceranno a pensare in modo nuovo.
Daniel: Quindi, si ritorna sempre a questo. Non serve a molto avere le
leggi se non eleggiamo un capo esecutivo che le voglia applicare.
Elaine: Vero.
Daniel: Ecco un altro modo di vederla. L'azione consegue
automaticamente dalla visione. Intendo dire che se una certa visione
radicata, non bisogna sforzarsi di realizzarla. Per esempio, se gli americani
non avessero voluto bere alcool, il Diciottesimo Emendamento non
sarebbe stato necessario, non vero?
Elaine: S, avrebbero semplicemente smesso di bere. Allora i
produttori avrebbero smesso di produrlo e gli importatori avrebbero
smesso di importarlo.

Daniel: Ma in realt non volevano smettere di bere, quindi approvare il


Diciottesimo Emendamento fu inutile: non era supportato dalla visione
prevalente. Allo stesso modo, non vogliono smettere di usare droghe come
marijuana, cocaina ed eroina, quindi la Guerra alla Droga altrettanto
inutile. Questo sicuramente, almeno in parte, ci che Buckminster Fuller
intendeva quando disse: Non si cambiano mai le cose combattendo la
realt esistente. La realt esistente non cambiata minimamente da
quando la guerra cominciata. Tranne che in peggio. Parlando per
esperienza, le uniche droghe che abbia mai visto usare ai ragazzi nella mia
scuola erano nicotina e alcool.
Elaine: Questo sicuramente cambiato.
Daniel: L'azione pi notevole degli ultimi tre secoli stata di gran
lunga la Rivoluzione Industriale, ed essa era guidata unicamente da una
visione. Immagino che tu sappia di che visione si trattava.
Elaine: S. Di nuovo recitando, la gente cominci a capire che poteva
migliorare la propria condizione inventando cose nuove, sviluppando
nuovi processi o migliorandone di vecchi.
Daniel: Nessuno dovette agire per farlo avvenire nessuno dovette
creare leggi che imponessero alla gente di essere inventiva.
Elaine: Essere inventivi era nel loro interesse.
Daniel: Ma capisci che la Rivoluzione Industriale non avrebbe potuto
cominciare nel Medioevo.
Elaine: No, la visione non era l. Nacque solo come risultato del
Rinascimento e della rivoluzione scientifica che scaten.

Daniel [dopo una piccola pausa]: Cosa sai dell'ipnotismo?


Elaine: Ipnotismo? Alla faccia del cambiare discorso.

Daniel: S.
Elaine: Cosa ne so...? Nulla di pi di quello che si sa in genere.
Daniel: Cosa diresti che si sappia in generale?
Elaine: Caspita... Direi che sapere probabilmente una parola
grossa. [Ci pensa per un po'.] L'impressione che ottieni dai film che
l'ipnotismo induca uno stato di trance in cui il soggetto altamente
suggestionabile e pu ricevere istruzioni che poi eseguir dopo essere
uscito dalla trance. Si presume.
Daniel: Si presume?
Elaine: Credo che ci siano dei dubbi tra quelli qualificati per averne
che l'ipnotismo esista davvero. Lo stato ipnotico potrebbe essere
qualcosa che il soggetto adotta inconsciamente per assecondare l'ipnotista.
Daniel: S, una supposizione legittima.
Elaine: Mi sembra comunque impossibile arrivare a una conclusione
certa.
Daniel: Questo stato vero per molto tempo, ma recenti studi di
scansioni cerebrali sembrano suggerire che esista davvero uno stato
ipnotico decisamente diverso dal normale. Dovr indietreggiare e prendere
la rincorsa, per questo... Quando i tuoi occhi intercettano i fotoni che
rimbalzano su una mela, li convertono in un disegno che poi viene inviato
alla corteccia visiva primaria. L, la forma generale della mela viene
riconosciuta e mandata a una regione pi elevata delle funzioni cerebrali,
dove il colore viene identificato. Poi questo disegno prosegue verso una
regione ancora pi elevata, dove viene unito ad altre informazioni che ti
rendono in grado di riconoscere che si tratta di una mela, non di una
fragola. Questo flusso di dati dal-basso-verso-l'alto ci che consideriamo
l'ordinario processo di percezione.
Elaine: Uh-uh.
Daniel: Ma esiste anche un flusso di informazioni dall'alto-verso-il-

basso che altrettanto potente, e la cosa strana che i percorsi neurali che
trasportano informazioni dall'alto verso il basso sono dieci volte pi
numerosi di quelli che trasportano informazioni dal basso verso l'alto.
Elaine: E' davvero strano.
Daniel: E' un luogo comune che agli occidentali tutti gli orientali
sembrino uguali e viceversa. Se tu e un coreano vedeste due volti
orientali, gli stessi fotoni raggiungerebbero entrambi i vostri occhi, ma ci
che tu e il coreano finireste per percepire sarebbe molto diverso. Tu saresti
molto probabilmente colpita dalle loro somiglianze, mentre il coreano
dalle loro differenze. Per esempio, sarebbe in grado di dirti se i volti
appartengono a persone coreane, cinesi o giapponesi. Il coreano noterebbe
le caratteristiche che differenziano un volto dall'altro, anche se
probabilmente fallirebbe nel distinguere le caratteristiche che distinguono
un volto caucasico dall'altro.
Elaine: Capisco cosa intende. Le esperienze di tutta una vita superano
di gran lunga ci che viene percepito dagli occhi.
Daniel: Un insetto esotico potrebbe colpirti come qualcosa di
rivoltante, ma colpirebbe un entomologo in modo completamente diverso.
Elaine: Uh-uh.
Daniel: Nei campi di concentramento nazisti, le stesse immagini
raggiungevano gli occhi dei prigionieri e delle guardie, ma le guardie,
condizionate da decenni di antisemitismo, non vedevano pi esseri umani
quando guardavano gli ebrei, vedevano vermi meritevoli di essere
sterminati. In altre parole, i livelli di percezione superiori prevalevano su
quelli inferiori, cosicch erano in grado di uccidere chi dovevano senza
provare colpa o rimorso. La sindrome di Stoccolma probabilmente un
esempio dello stesso effetto.
Elaine: Mi ricordi di che si tratta.
Daniel: Gli ostaggi cessano di vedere i propri rapitori come nemici e li
considerano alleati.

Elaine: Gi.
Daniel: Le guarigioni causate dalla fede sono un altro esempio. Un
caso celebre quello di Helen Sullivan, che soffriva di un cancro che
aveva indebolito la sua spina dorsale al punto che passava la maggior parte
del suo tempo in sedia a rotelle e poteva solo camminare con l'aiuto di un
supporto ortopedico. In effetti, non si era tolta l'apparecchio per quattro
mesi quando partecip a un Servizio Miracoloso tenuto da Kathryn
Kuhlman, una praticante della tecnica shotgun di guarigione per fede,
che consiste nell'annunciare che qualcuno tra il pubblico sta venendo
curato di qualcosa anzich invitare qualcuno sul palco per farsi curare.
La signora Sullivan, ascoltando che qualcuno stava venendo curato dal
cancro, fu sicura che si trattasse di lei. Barcoll dalla propria sedia a rotelle
fino al palco, si strapp di dosso il sostegno ortopedico e corse avanti e
indietro per il palco diverse volte, poi torn alla sua sedia a rotelle,
agitando il supporto ortopedico in aria. Alcune ore dopo, nel bel mezzo
della notte, si svegli in preda a dolori atroci. I raggi X rivelarono che le
vertebre indebolite dal cancro erano collassate, presumibilmente a causa
dello sforzo a cui le aveva sottoposte correndo avanti e indietro sul palco.
Mor due mesi dopo.
Elaine: Uh-uh. La sua fede in cima aveva soverchiato il dolore che
altrimenti avrebbe provato durante la dimostrazione.
Daniel: Cos sembrerebbe. L'ipnosi sembra avviare un simile
soverchiamento dei livelli inferiori di percezione a opera di quelli
superiori. Almeno, questo quello che un recente esperimento sembra
indicare. Un neuroscienziato della Columbia University ha messo un
gruppo di persone altamente suscettibili all'ipnosi insieme a un gruppo di
persone invece altamente resistenti, li ha condotti tutti attraverso il
processo di induzione ipnotica, poi ha dato loro queste istruzioni: Fra
poco, quando non sarete pi sotto ipnosi, giocherete a un videogioco
dentro uno scanner cerebrale. Ecco il gioco. Sul monitor vedrete una serie
di lettere messe a casaccio e prive di significato che sembrano parole
scritte in un alfabeto straniero. Il vostro compito non capire che cosa
significano, perch non significano niente. Il vostro compito identificare
il colore in cui sono scritte rosso, verde, blu o giallo e premere il
bottone del colore corrispondente il pi rapidamente possibile.

Elaine: Va bene.
Daniel: Il punto che le serie di lettere prive di senso sul monitor non
erano affatto prive di senso. Erano parole inglesi perfettamente leggibili
rosso, verde, blu e giallo in grassetto e il colore della parola non
corrispondeva necessariamente alla parola. La parola rosso poteva essere
colorata di blu, la parola giallo poteva essere colorata di verde, e cos
via.
Elaine: Capisco.
Daniel: Ci che l'esperimento mostr fu questo. Il gruppo che era
altamente suscettibile all'ipnosi identific i colori delle parole in modo
notevolmente pi rapido del gruppo altamente resistente all'ipnosi. Sono
sicuro che puoi capire perch.
Elaine: S. Se vedi la parola giallo assumendo che tu sia letterato
penserai subito: giallo, a prescindere dal colore della parola. Dovrai
pensare di nuovo per vedere che in realt la parola scritta in verde.
Daniel: Esatto. Ma i soggetti altamente ipnotizzabili non videro la
parola giallo. Videro sequenze di lettere senza senso, e quindi premettero
il pulsante verde senza esitazioni.
Elaine: Interessante.
Daniel: E ti stai chiedendo cosa c'entri con tutto il resto.
Elaine [ride]: S, devo ammettere di s.
Daniel: La persona che ha portato questo esperimento alla mia
attenzione ha detto che gli ricordava Madre Cultura.
Elaine: Uh-uh.
Daniel non dice niente.
Elaine [dopo un minuto]: E...?

Daniel: E tu sei un'Antropologa Marziana in addestramento.


Elaine [dopo aver riflettuto per un po']: Non vedo la domanda.
Daniel: Questa mattina hai espresso la tua insoddisfazione per una
dieta di sole domande.
Elaine [ride nervosamente]: S, vero. Immagino di dover dire che
non vedo il problema.
Daniel: Non ho detto che c' un problema. Ti ho solo presentato
un'affermazione.
Elaine: E qual era?
Daniel: Il mio amico ha detto che tutto ci che ti ho appena detto gli
ricordava Madre Cultura.
Elaine: Cosa intendeva, esattamente?
Daniel: Questo tutto ci che ha detto. Non ha aggiunto altro.
Elaine: E lei cosa pensa che intendesse?
Daniel: Non pensi di poterlo capire da sola?
Elaine [dopo averci pensato]: Intendeva che Madre Cultura ci
ipnotizza, ci influenza in modo che i nostri livelli percettivi superiori
sottomettano quelli inferiori, ossia cos' davvero davanti ai nostri occhi.
Daniel: S, sono sicuro che sia pi o meno quello che aveva in mente.
Elaine: Quindi?
Daniel: Quindi, sei ancora in addestramento.
Elaine geme.
Daniel: Senti, Elaine. Hai detto che nella tua vita di tutti i giorni, la

gente non ti pone domande dirette come quelle che mi rivolgono i miei
lettori. Questo assolutamente vero. E' vero anche per me. Le cose non mi
volano incontro con un'etichetta attaccata con su scritto: Qualcosa da
esaminare per l'Antropologo Marziano. L'Antropologo Marziano in me
sempre sveglio. Sono abituato a esaminare qualunque cosa incontri e sto
cercando di farti assumere la stessa abitudine. Quando te ne andrai, non ci
sar pi nessuno che ti indicher le cose a cui fare attenzione.
Elaine: Lo so.
Daniel: Allora?
Elaine: Immagino che il problema sia che l'affermazione di questa
persona sembra cos... innocua. Perfino ovvia. Non crede?
Daniel non dice niente.
Elaine sospira. Alla fine, chiamare Madre Cultura un'ipnotista solo
una metafora, no?
Daniel: Facciamo una pausa mentre ci pensi?
Elaine: S.

Elaine [un'ora dopo]: Credo di essere arrivata da qualche parte.


Daniel: Bene.
Elaine: Mi sembra che il problema non sia l'atto stesso dell'ipnosi. Ha
gi menzionato casi in cui il ragionamento dall'alto-verso-il-basso ha il
sopravvento senza nessuna ipnosi. La Sindrome di Stoccolma un
esempio. Ho pensato a un altro. In Australia, gli sciamani aborigeni usano
una magia chiamata puntare l'osso che pu letteralmente causare la
morte a un nemico che accetti la realt della maledizione. La conosce?
Daniel: S.

Elaine: Puntare l'osso non impiega affatto l'ipnosi, ma ha lo stesso


effetto di un atto ipnotico, in cui il livello percettivo inferiore viene
sottomesso da quello superiore.
Daniel: Uh-uh.
Elaine: In Ishmael, ha descritto la storia che Madre Cultura ci racconta
come la forza trainante della nostra cultura. Per esempio, ci dice che il
mondo un possedimento umano, e quando osserviamo il mondo, questo
esattamente ci che vediamo. Questo anche se concretamente
realisticamente sappiamo che non abbiamo alcun atto di propriet del
mondo firmato da Dio.
Daniel: Uh-uh.
Elaine: Il nostro condizionamento culturale ai livelli superiori
soverchia i livelli inferiori.
Daniel: Uh-uh.
Elaine: Se legittimo pensare che il ragionamento dall'alto-verso-ilbasso operi sulle guardie dei campi di concentramento e sugli ostaggi in
preda alla Sindrome di Stoccolma, allora legittimo pensare che operi
anche su di noi su una scala molto pi ampia.
Daniel: Uh-uh.
Elaine: Quindi l'osservazione del suo amico mi sembra perfettamente
valida. Anche se non c' uno specifico, singolo atto di ipnosi , il costante
mormorio di Madre Cultura nelle nostre orecchie dalla culla in poi, ci
porta a non considerare l'evidenza recepita dai nostri sensi. A modo nostro,
mentre continuiamo a divorare il mondo, siamo come quelle guardie dei
campi di concentramento. Esse vedevano lo sterminare gli ebrei come
qualcosa che semplicemente andava fatto. Ai livelli pi basilari, sapevano
che le altre nazioni avrebbero visto ci che stavano facendo come qualcosa
di profondamente perverso, ma questa consapevolezza era soverchiata dal
loro condizionamento culturale in cima. Noi siamo similmente consapevoli
in fondo che gli altri popoli e i nostri stessi discendenti vedranno la
distruzione del pianeta che stiamo causando come qualcosa di

profondamente perverso, ma questa consapevolezza soverchiata dal


nostro condizionamento culturale in cima, che ci dice che questo
qualcosa che va semplicemente fatto. E' un lavoro, come sterminare gli
ebrei.
Daniel: Uh-uh.
Elaine [dopo aver aspettato che Daniel continui]: Quindi?
Daniel: Quindi, cosa?
Elaine [ride]: Immagino di aspettare il voto.
Daniel: In altre parole, pensi di aver finito.
Elaine: C' di pi?
Daniel: Se ci fosse, come procederesti per vederlo?
Elaine: Oh... Indietreggerei e osserverei la questione da un'angolazione
pi ampia.
Daniel: Questo il protocollo. E cosa vedi indietreggiando e
osservando da un'angolazione pi ampia?
Elaine: Direi... pi terreno.
Daniel: Ovviamente.
Elaine: Va bene. [Dopo alcuni minuti.] Va bene, ecco cosa vedo... Il
suo amico si stava riferendo alla nostra Madre Cultura. Almeno credo.
Daniel: Credo anch'io.
Elaine: Ma ogni cultura ha una Madre Cultura che mormora nelle
orecchie di tutti fin dalla culla.
Daniel: Naturalmente.

Elaine: Ho perfino portato un esempio io stessa. La Madre Cultura


degli aborigeni australiani dice loro, tra le varie cose, che i loro sciamani
possiedono immensi poteri occulti.
Daniel: Esatto. Tra altre migliaia o milioni di cose, proprio come la
nostra Madre Cultura. Quando il mio hard disk si rotto, alcuni mesi fa,
ho perso una citazione molto significativa da, credo, il capo di una trib
americana nord-occidentale. Ha detto, approssimativamente riferendosi a
noi, ovviamente Non ci era venuto in mente che intendeste rimanere.
Il loro condizionamento culturale ai livelli superiori aveva detto loro che la
gente semplicemente non si trasferisce nel territorio di qualcun altro per
stabilircisi come se fosse il suo, e questo aveva prevalso su ci che i loro
occhi stavano dicendo loro.
Elaine: S, molto chiaro.
Daniel: E ora, cosa ne pensi del fatto apparentemente bizzarro che i
percorsi neurali dall'alto verso il basso sono dieci volte pi numerosi di
quelli dal basso verso l'alto?
Elaine [dopo qualche riflessione]: Credo che significhi che gli umani
sono progettati per la cultura.
Daniel: S, lo penso anch'io. Ci siamo evoluti come creature culturali, e
il condizionamento culturale ai livelli superiori serve a dirci come valutare
e reagire alle informazioni che riceviamo dai livelli sensoriali inferiori
un compito molto pi complesso per noi che per scoiattoli o squali.
Elaine: Per quanto quello che questo condizionamento ci dice non sia
sempre... affidabile.
Daniel: Questo vero ed uno dei motivi per cui vale la pena
esaminarlo. Il condizionamento culturale dei nativi americani diceva loro
che non intendevamo rimanere che non potevamo voler rimanere. Il
nostro condizionamento culturale ci dice che il modo in cui viviamo il
modo in cui gli umani erano destinati a vivere dall'inizio dei tempo e che
dobbiamo continuare a vivere in questo modo anche se ci uccider.

Domenica: mattina
Elaine: Mi dispiace che questo sia il nostro ultimo giorno.
Daniel: Perch?
Elaine: Sono sicura che potremmo continuare in questo modo per
settimane.
Daniel: Vorrei che fosse cos. In realt ho esaurito le domande che
sembrano degne di essere esaminate. Ho sfogliato le centinaia che ho a
disposizione una dozzina di volte.
Elaine: E' difficile da credere.
Daniel: Sono semplicemente molto dirette. Non hanno profondit
nascoste, non presentano nessuna sfida.
Elaine [allarmata]: Significa che abbiamo finito?
Daniel [ride]: Oh, no. Abbiamo ancora una domanda che abbiamo
lasciato senza risposta dal primo giorno, e ho conservato per ultimo un
problema molto gustoso.
Elaine: Bene. Qual la domanda che abbiamo lasciato senza risposta?
Daniel: Stavamo parlando del motivo per cui i primi tre milioni di anni
della storia umana sono stati spazzati sotto il tappeto dalla gente della
nostra cultura.
Elaine: Ah, gi.
Daniel: Eravamo arrivati al fatto che questi tre milioni di anni
rappresentano una minaccia alla concezione che abbiamo di noi stessi
proveniente dalla nostra mitologia culturale. Ti andrebbe di riassumere?
Elaine: Mi lasci pensare... Secondo la nostra mitologia culturale, noi e
soltanto noi siamo l'umanit. Riconoscere che i nostri antichi antenati

abbiano diritto a rivendicare anch'essi l'umanit riconoscere che le loro


vite abbiano avuto una qualunque importanza ovviamente una
minaccia alla nostra mitologia. Il modo in cui viviamo il modo in cui gli
umani erano destinati a vivere fin dall'inizio, e i nostri antichi antenati
stavano solo ammazzando il tempo, senza concludere nulla. La vera vita
umana non iniziata finch non siamo arrivati noi a costruire civilt.
Daniel: Molto bene. E ti ricordi che ho detto che c' una minaccia
ancora maggiore insita nel riconoscere quei primi tre milioni di anni di vita
umana.
Elaine: S...?
Daniel: Sei pronta a cercare la risposta, ora?
Elaine: Avrei dovuto rifletterci su...
Daniel non dice nulla.
Elaine: Mi ricordo di aver fatto una domanda a cui non voleva
rispondere, ma non mi ricordo qual era.
Daniel: Cosa dovresti fare, ora?
Elaine: Indietreggiare. Cercare di ottenere una visuale del territorio pi
ampia.
Daniel non dice nulla.
Elaine [dopo un minuto]: Mi ricordo, adesso. Ho chiesto chi si
sentirebbe minacciato. In realt... Va bene, questo potrebbe essere utile.
Quello a cui sto pensando il periodo storico in cui la gente stava venendo
costretta a prendere in considerazione l'idea che la specie umana non fosse
il prodotto di uno speciale atto di creazione avvenuto solo pochi millenni
prima. Questa era ovviamente un'idea molto stressante per molte persone...
Ma lo sappiamo gi questo.
Daniel: Fai con calma.

Elaine: Ma era stressante soprattutto per... i pensatori Cristiani.


Daniel [dopo un minuto]: Forse ti aiuterebbe affrontare il problema da
un'angolazione diversa.
Elaine: Che angolazione?
Daniel: Quali strategie abbiamo usato in precedenza che si sono
rivelate utili?
Elaine: Be', c' stato il girare la scacchiera.
Daniel: Prova di tutto.
Elaine [sospirando]: Girare la scacchiera... Cosa significherebbe, qui?
Daniel non dice niente.
Elaine: Ecco la premessa: Odiamo l'idea che gli umani non siano il
prodotto di una creazione speciale avvenuta solo pochi millenni fa.
Invece di cercare di radunare delle prove per cambiare la loro opinione,
chieder perch quest'idea cos detestabile. Perch non dite: Evviva! La
famiglia umana molto pi ampia e antica di quanto pensassimo! Perch
non state esultando anzich mugugnando?
Daniel: Uh-uh.
Elaine: Cosa vi turba tanto dell'idea che siamo esistiti per tre milioni di
anni?
Daniel non dice niente.
Elaine [dopo averci pensato per un paio di minuti]: Ci sono, penso. Se
siamo esistiti per tre milioni di anni, dov' stato Dio in tutto questo tempo?
Ora, questa una domanda pericolosa.
Daniel: Direi di s.
Elaine: Penso di capirlo, ora. Noi siamo l'umanit, quindi le nostre

religioni sono le religioni dell'umanit. Ma le nostre religioni hanno solo


tre o quattromila anni il Cristianesimo solo duemila. Quindi, come
possono essere considerate le religioni dell'umanit, se l'umanit ha tre
milioni di anni? Non ha senso.
Daniel non dice nulla.
Elaine: Andava bene quando la data di quel vescovo veniva
considerata valida. Qual era?
Daniel: Era il 4004 avanti Cristo. Secondo i calcoli del vescovo
Ussher, Adamo ed Eva, insieme al resto dell'universo, sono comparsi quasi
esattamente seimila anni fa.
Elaine: E quella andava bene, perch... Perch significava che Dio
aveva cominciato a interagire con l'umanit fin dall'inizio, dal primissimo
giorno. L'intera storia biblica era salva... Come arrivato a questa data
Ussher?
Daniel: In sostanza, ha sommato le et fornite dalle genealogie del
Vecchio Testamento, che arrivano fino al periodo storico fino alla prima
distruzione del Tempio di Gerusalemme, in effetti. Non ricordo come ha
determinato la data di questo avvenimento, ma da l in poi stata semplice
aritmetica.
Elaine: Capisco. Ma in ogni caso, questo pone la credenza che il
Cristianesimo sia la religione dell'intera umanit su fondamenta piuttosto
solide, generazione dopo generazione, evento dopo evento, fin dall'inizio.
Ecco cosa perdi se rifiuti la datazione di Ussher queste fondamenta.
Daniel: S, cos sembrerebbe.
Elaine: Ma mi sembra che gli unici religiosi oltraggiati dalla perdita
della speciale creazione dell'umanit furono e sono cristiani. Non ho
mai sentito di alcun oltraggio tra gli ebrei o i buddisti.
Daniel: E questo a cosa ti porta?
Elaine: Non ne sono sicura... Immagino che mi porti qui: il

Cristianesimo l'unica tra le nostre religioni che si dipinge come la


religione dell'intera umanit. L'Ebraismo e l'Induismo sono entrambe
religioni specificamente etniche, non crede? Voglio dire, l'Ebraismo per
gli ebrei e l'Induismo per gli abitanti dell'India.
Daniel: Sembra abbastanza chiaro che l'Ebraismo sia per gli Ebrei,
visto che sono un popolo scelto specificamente. Non sono al corrente di
alcuna tendenza evangelista tra gli Ind.
Elaine: E riguardo all'Islam?
Daniel: Cos su due piedi, mi sembra che in effetti si consideri una
religione per l'intera umanit. Lasciami controllare una fonte. [Tornando,
venti minuti dopo.] Questo tratto da The World's Religions, di J.N.D.
Anderson: Ci sono pochi dubbi che Maometto abbia inizialmente creduto
di potersi guadagnare il sostegno degli Ebrei semplicemente proclamando
il proprio messaggio, perch il suo messaggio non era forse la sola, vera
religione predicata da Abramo e da tutti i patriarchi e i profeti, che era
stata corrotta solo per poter venire proclamata nuovamente?
Elaine: Uhm. Questo affonda la mia teoria.
Daniel: Qual era la tua teoria?
Elaine: Forse non lo fa. Il libro dell'Islam il Corano, non la Bibbia.
Daniel: Quindi?
Elaine: Quindi, non sono legati al resoconto della creazione della
Genesi o dalla datazione della creazione del vescovo Ussher. O almeno
non quanto i cristiani, che sono rimasti infastiditi dall'aver perso quelle
fondamenta che permettevano loro di far risalire le loro origini all'inizio
della vita umana.
Daniel: Sembra plausibile. Ma non sono ancora sicuro di dove vuoi
arrivare.
Elaine [ridendo]: Al momento, neanch'io.

Daniel: Facciamo una piccola pausa e forse ti verr in mente.


Elaine: Va bene.

Daniel [mezz'ora dopo]: Hai avuto fortuna?


Elaine: No. Penso di aver fatto il passo pi lungo della gamba. Pu
saltare questa parte di dialogo quando scriver il libro.
Daniel: Niente affatto. Non mi sognerei nemmeno di farlo. Sei stata
brillante. E hai trovato alcune cose che mi erano sfuggite in una lezione
che ho tenuto alla Southwestern University alcuni anni fa (a Georgetown,
Texas, vedi l'Appendice II a pagina 161).
Elaine: Uh. Immagino che sia qualcosa di cui vantarsi.
Daniel: Lo . Quindi... niente da aggiungere?
Elaine: Intende su questo particolare argomento? No.
Daniel: Sei pronta a passare a qualcosa di completamente diverso?
Elaine: Certo.
Daniel: Bene. Mentre ero in tour per The Holy nell'autunno del 2002,
mi capitato di vedere un cartellone che mostrava dei giocatori di golf e la
scritta: Golfisti contro il cancro.
Elaine: Uh-uh.
Daniel non dice niente.
Elaine: Tutto qui?
Daniel: Tutto qui. Dal niente, a circa diciotto metri d'altezza, lungo
l'autostrada. Proprio la cosa adatta a un Antropologo Marziano.

Elaine: Signore. Golfisti contro il cancro. Questo tutto?


Daniel: E' tutto.
Elaine: Perch dei golfisti?
Daniel: L'organizzazione stata fondata nel 1997. A oggi, hanno
raccolto pi di sette milioni di dollari per la ricerca sul cancro.
Elaine: Ma perch dei golfisti?
Daniel: Lo stai chiedendo a me?
Elaine: No, non proprio. E' solo la prima domanda che mi venuta in
mente. Non stata la sua?
Daniel: Ho paura di non ricordarmelo. Potrebbe esserlo stata. Se vedi
qualcosa da esplorare, esploralo.
Elaine: Sa che cosa ha originato l'organizzazione?
Daniel: Credo che sia stata fondata per supportare un golfista
professionista malato di cancro. Non conosco i dettagli.
Elaine [dopo averci pensato per un po']: Sarebbe diverso se fossero
dentisti contro il cancro? O parrucchieri? Certo che lo sarebbe.
Daniel non dice niente.
Elaine: Immagino che non ci sia nulla da scoprire in quel tipo di
domande, a parte l'ovvio.
Daniel non dice niente.
Elaine: Golfisti contro il cancro. Come se fosse un argomento di cui
discutere, come l'aborto o la pena di morte. Come se ci potesse essere
un'altra organizzazione, Golfisti per il cancro... Immagino che la reazione
da aspettarsi a questa iniziativa sia: Evviva i golfisti! Ma tutti sono
contro il cancro, no? Ti fa domandare perch stelle del cinema, avvocati,

lottatori e giocatori di tennis professionisti non si siano riuniti anch'essi


contro il cancro. Cosa stanno aspettando?
Daniel non dice niente.
Elaine: Sto davvero annaspando, qui.
Daniel: Non essere cos dura con te stessa. Ci stai lavorando solo da un
minuto.
Elaine: Dio... Golfisti contro il cancro...
Daniel: Cosa dovresti fare, ora?
Elaine: Indietreggiare. Cercare di ottenere una visuale pi ampia.
Daniel: Giusto.
Elaine [sospirando]: Golfisti contro il cancro... Perch non contro il
morbo di Parkinson o la distrofia muscolare?
Daniel non dice nulla.
Elaine [dopo averci riflettuto]: No, non c' nulla da scoprire, in questa
domanda... Credo che dovrei fare una passeggiata. Mi sento troppo sotto
pressione con lei qui ad aspettare che arrivi a una risposta.
Daniel: S, probabilmente una buona idea.

Elaine [circa un'ora dopo]: Posso usare il suo computer per fare
qualche ricerca?
Daniel: Certo.
Elaine: Potrei aver bisogno di prendere degli appunti.
Daniel: Prendi un foglio dalla stampante.

Elaine [tre quarti d'ora dopo]: Non ho idea di dove questo mi porter.
Daniel: E' cos che funziona. Prendi un punto di inizio e vedi dove ti
porta.
Elaine: E' cominciata con la mia domanda sul Parkinson e sulla
distrofia muscolare. O forse no. Non lo so...
Daniel: Continua.
Elaine: Ci che mi sono chiesta stato questo: cosa direbbero questi
golfisti se chiedessi loro se Dio contro il cancro? Secondo me direbbero
di s. Cosa ne pensa?
Daniel: Puoi capirlo da sola.
Elaine [sospirando]: Be', le persone in generale o i credenti in
generale pregano sicuramente Dio perch li curi dei loro malanni. Questo
significa...
Daniel [dopo un minuto]: S?
Elaine: Significa che c' una presunzione di faziosit. I credenti
presumono che Dio sia contro il cancro.
Daniel: D'accordo.
Elaine: Se la risposta s e Dio contro il cancro, devo chiedere se
anche contro la malattia, l'AIDS, l'HIV, l'antrace, la polio, la rabbia, il
morbillo e tutte le centinaia di malattie di cui soffriamo.
Daniel: Vaiolo, tetano, polmonite, scarlattina, tifo.
Elaine: S. Ho tutte queste e altre dozzine [riferendosi a una lista che
sta impugnando.] Antrace, meningite, vaiolo del bestiame, laringite
difterica, botulismo, malattia di Lyme, brucellosi, febbre gialla, ebola,
colera, fascite necrotizzante la malattia divoratrice di carne, quella s
che divertente dissenteria, tubercolosi, mononucleosi, difterite,

orecchioni, cimurro, influenza, lebbra, herpes, malattia del legionario,


gonorrea, leptospirosi, epatite, listeriosi, peritonite, e cos via. Va bene.
Ora, cosa causa tutte queste malattie? Virus, batteri e funghi. Penso che
siano questi.
Daniel: S, per quanto ne so.
Elaine: Comunque sia... Se Dio contro tutte queste malattie, allora
dev'essere di sicuro contro i funghi, i batteri e i virus che le causano.
Daniel: Ha senso.
Elaine: E se contro questi funghi, batteri e virus, allora sembra logico
che debba essere anche contro tutte le creature che possono ferirci o
ucciderci con un morso o una puntura vedove nere, scorpioni, zanzare,
tarantole...
Daniel: Api, vespe, ragni eremiti marroni...
Elaine: Serpenti a sonagli, serpenti corallo, teste di rame, mocassini
acquatici, cobra...
Daniel: Mamba verdi, crotali americani, pitoni, vipere soffianti...
Elaine: Barracuda, squali...
Daniel: Meduse, razze. Per non parlare di leoni, tigri, orsi grizzly e
lupi.
Elaine: Giusto. E poi ci sono tutti i parassiti e le piante che sono nocivi
o letali per noi. [Leggendo dalla sua lista.] Ascaridi, tenie, anchilostomi,
schistosoma, vermi solitari, tricocefali, edere velenose, amebe, napelli,
ginestrini, robinie pseudoacacie, amanite ocreate, celidonie, Zigadenus
venenosus, Datura stramonium, Apocynum cannabinum, Giusquiami neri,
Dicentra cucullaria, Digitale purpurea, maggiociondoli, senecio,
Podophyllum peltatum, Menispermum canadense, Atrope belladonna,
oleandri, cicuta, querce velenose, sommacchi velenosi, fitolacche, abri,
Lysichiton americanus, Vicie villose, cicuta acquatica, ageratina
altissima...

Daniel: Ti sei davvero impegnata.


Elaine [ride]: Va bene... Ecco dove sono arrivata. Ho detto che non
sapevo dove stavo andando, e ancora non ne sono sicura.
Daniel: Sembra che tu stia costruendo un qualche tipo di conclusione.
Elaine: Conclusione?
Daniel: Riguardo Dio.
Elaine: Ah, s, certo. Dato che tutte queste creature continuano a
prosperare, o Dio non contro di loro, oppure estremamente
incompetente.
Daniel: Cos sembrerebbe.
Elaine: Ma ha qualcosa a che vedere con il fatto che i golfisti siano
contro il cancro?
Daniel: Mi sembra altamente rilevante. Rilevante riguardo il modo di
ragionare dietro questo fatto, il che ci che interessa a un antropologo.
Elaine: Va bene.
Daniel: Ma non penso che tu abbia portato questo ragionamento fino in
fondo.
Elaine: Temevo che l'avrebbe detto.
Daniel: Sei nel bel mezzo di un argomento profondo.
Elaine: E lei non ha intenzione di dirmi di che si tratta.
Daniel: Be', preferirei di no.
Elaine [dopo un minuto]: Non penso che si tratti del problema del
male.

Daniel: Forse no, anche se sicuramente collegato a quello.


Elaine [dopo qualche riflessione]: Essere delusi da Dio... Immagino di
averci pensato perch il mio coinquilino ha letto un libro con quel titolo.
Daniel: Tu non l'hai letto?
Elaine: No...
Daniel: D'accordo. Essere delusi da Dio.
Elaine: Perch Dio ha lasciato che la persona che amavo morisse di
_________?
Daniel: Uh-uh. E qual la risposta?
Elaine: Ce n' pi di una. La conoscenza di Dio superiore alla
nostra. Tu dai per scontato che la cosa migliore per la persona che amavi
sarebbe stata di continuare a vivere, ma non puoi saperlo con certezza. Dio
s. Anche se naturalmente non puoi sapere una cosa simile, del tutto
possibile che alla persona che amavi sia stato risparmiato un destino
perfino peggiore e sappiamo tutti che ci sono destini peggiori della
morte.
Daniel: Vero.
Elaine: Eccone un'altra: La morte della persona che amavi ti ha fatto
dubitare di Dio. Forse questo esattamente il punto della faccenda. Dio sta
mettendo alla prova la tua fede. Dio ci mette tutti alla prova, prima o poi, e
alcuni ricevono prove pi dure degli altri. Ricevere una prova difficile non
un segno della disapprovazione di Dio, ma casomai del contrario.
Dopotutto sono i campioni che ricevono le prove pi ardue nuotare pi
veloci, saltare pi in alto, correre pi lontani. Dandoti questa prova cos
difficile, Dio ti sta dando l'occasione di diventare un campione della fede.
Daniel: Prima ho parlato di carta rigata. Quello che stai facendo
fornire le righe del foglio intitolato Essere delusi da Dio.

Elaine: Non sono sicura di cosa intende con fornire le righe.


Daniel: Fornire le risposte che vanno scritte sulle righe.
Elaine: Capisco, s.
Daniel: Ci sono dei presupposti che devi osservare per trovare queste
risposte.
Elaine: Dio... Sono sicura che ce ne siano dozzine.
Daniel: Vuoi fare una pausa pranzo per rifletterci? E' stata una
mattinata lunga.
Elaine: S, lo stata.

Domenica: pomeriggio
Daniel: Allora. Hai disegnato due righe sul foglio intitolato Perch
Dio ha lasciato che la persona che amavo morisse? Ora stiamo cercando
le cose sotto la superficie del foglio.
Elaine: Ci sono due presupposti ovvi: Dio esiste e Dio buono.
Daniel: S, queste sono le basi. Ci sono altri presupposti meno facili da
vedere. Puoi portarli allo scoperto e renderli visibili?
Elaine: Penso di s almeno alcuni. Dio consapevole di tutto ci
che avviene sulla Terra. Se cos non fosse, non potrebbe essere ritenuto
responsabile per la morte della persona amata.
Daniel: Ha senso.
Elaine: E Dio sa che cosa ci fa soffrire.
Daniel: Uh-uh.
Elaine: Dio si interessa a noi e ci invita a invocare questo suo
interesse quando siamo nei guai.
Daniel: Certo.
Elaine: Ecco dove le cose si fanno insidiose. Dato che Dio si interessa
a noi, pronto ad aiutarci a stare dalla nostra parte se veniamo attaccati
da un leone, uno squalo, un ragno, un batterio, un fungo o un virus.
Daniel: Uh-uh.
Elaine: Sapeva che la persona che amavo stava venendo attaccata, ma
ha ignorato le mie invocazioni d'aiuto e si rifiutato di stare dalla sua parte
contro l'attaccante. Mi ha deluso, quindi ho motivo di sentirmi
amareggiato verso di lui.
Daniel: S, qui dove le cose si fanno insidiose. Allora, cosa fai?

Elaine: Non sono sicura di cosa intende.


Daniel: Qui dove giri il foglio e scrivi di traverso, attraversando le
righe che ti vengono fornite.
Elaine: Mmh.
Daniel: Ci che scritto lungo le righe finora assume che Dio si
interessi a noi e che sia dalla nostra parte contro le migliaia di forme di
vita che possono nuocerci. Cosa scrivi se giri il foglio di traverso?
Elaine: Oh, capisco. Credo. Invece di supporre che abbia un interesse
particolare per noi e che sia dalla nostra parte contro tutte le altre specie,
possiamo supporre che abbia interesse per tutte le forme di vita e che non
stia dalla parte di nessuno.
Daniel: Che infatti sembra essere la situazione reale, visto che a volte
vincono loro e a volte vinciamo noi.
Elaine: Va bene. E questo mi riporta in mente qualcosa che ha
precisato in Ishmael: Tutto ci che succede nella comunit della vita
bene per qualcuno e male per qualcun altro e non pu essere altrimenti.
Se un gufo cattura un topo, questo bene per il gufo e male per il topo. Se
il gufo non riesce a catturare il topo, allora questo bene per il topo e male
per il gufo.
Daniel: Se esiste un Dio, e ha interesse per tutto ci che vive, allora per
Lui sarebbe assurdo stare dalla parte del topo o del gufo.
Elaine: Esatto.
Daniel: Vedi se riesci ad andare avanti da qui.
Elaine [dopo alcuni minuti di riflessione]: Sulla base della sola
osservazione, non sembra necessario immaginare che ogni competizione
per la vita venga decisa dall'intervento divino. Se il topo nel posto
sbagliato al momento sbagliato, il gufo vincer. Se il topo vigile e agile,
e riesce a trovare rifugio in tempo, allora vincer lui.

Daniel: S.
Elaine: Durante un'epidemia di influenza, il virus vincer in alcuni casi
e perder in altri. Di nuovo, sembra stupido immaginare che ogni
confronto sia deciso da Dio. Se la persona malata vecchia e debole, il
virus probabilmente vincer ma non sempre. Se la persona malata
giovane e sana, il virus probabilmente perder ma non sempre.
Daniel [dopo aver aspettato che continuasse per un minuto]: Ben fatto.
Hai appena spiegato perch non sono mai deluso degli dei di cui preferisco
popolare l'universo. Non mi aspetto mai che stiano dalla mia parte contro
gli altri. Se mi ammalo di polmonite, non mi aspetto che gli dei si
schierino dalla mia parte contro il virus o il batterio che sta cercando di
vivere nel mio corpo. Se viaggio in Indonesia, non mi aspetto che gli dei
uccidano una zanzara che sta per pungermi sul collo e per attaccarmi la
malaria. Se un puma mi attacca sulle Ande, non mi aspetto che gli dei mi
aiutino a ucciderlo. Se sto nuotando al largo delle coste della Florida, non
mi aspetto che gli dei allontanino gli squali.
Elaine: Personalmente, trovo che quest'universo abbia molto pi senso.
Daniel: Essendo arrivati fin qui, vuoi affrontare il problema del male?
Elaine: Come lo definirebbe?
Daniel [dopo qualche riflessione]: Se Dio vuole prevenire il male ma
non ci riesce, allora impotente. Se in grado di prevenire il male ma non
vuole farlo, allora malvagio. Quindi, dato che il male sicuramente esiste,
Dio o impotente o malvagio, e quindi non pu essere Dio. Dovrei fare
una ricerca per essere sicuro che sia questa la definizione classica.
Elaine: Come definisce il male?
Daniel: Come lo definisci tu?
Elaine: Be', ovviamente va oltre le malattie. Dovrebbe includere anche
i disastri naturali come i terremoti, gli uragani e i tornado, cos come tutti
gli atti malvagi di cui sono capaci gli esseri umani.

Daniel: Uh-uh.
Elaine [dopo averci pensato su]: Ho difficolt a vedere... No, il
problema la definizione stessa. Nei termini della definizione. In effetti...
Se si prende questa definizione del problema del male... In effetti, secondo
questa definizione, un Dio buono non avrebbe potuto creare il mondo, n
popolarlo di umani. A essere onesta, non sono sicura di che accidenti sto
dicendo.
Daniel: E' sempre un buon segno.
Elaine [ride e riflette per qualche minuto]: Il dio della definizione un
tipo particolare di dio, uno che sia onnipotente che buono e qui quel
buono tra virgolette. O uno che deve essere sia onnipotente che buono
oppure non riesce a qualificarsi come Dio. Ma sembra possibile sfidare
questa definizione...
Daniel: Uh-uh.
Elaine: Perch non un dio che solo supremamente competente? Un
dio che ha creato un mondo che funziona indipendentemente dal suo
continuo scrutinio e controllo.
Daniel: Perch no, infatti.
Elaine: Un genitore competente cresce figli che non hanno bisogno di
sorveglianza continua, secondo per secondo. Un ingegnere competente
progetta macchinari capaci di operare senza la sua costante supervisione.
Daniel: Questo cosa ha che vedere con il problema del male?
Elaine: Ecco cosa direi: il problema del male si presenta solo se si
presuppone un dio che un supremo burattinaio, che controlla i movimenti
di tutto ci che crea, fino ai loro atomi. Questo tipo di dio supervisiona la
caduta di ogni foglia, l'elevarsi e l'infrangersi di ogni onda dell'oceano. Per
me e credo per lei il problema del male non esiste.
Daniel: Hai ragione.

Elaine [dopo un paio di minuti]: Sto pensando a quei golfisti contro il


cancro.
Daniel: E...?
Elaine: Non sono sicura della conclusione che dovrei trarre su di loro
dopo tutto questo.
Daniel: Chi dice che tu debba trarre delle conclusioni su di loro?
Rappresentano un fenomeno culturale che ci ha dato qualcosa su cui
riflettere. Che ci ha condotto a delle riflessioni interessanti.
Elaine: Il suo ragionamento ha seguito le stesse tappe del mio?
Daniel: In realt hai scoperto qualcosa che io non avevo notato, ossia
che il problema del male si presenta solo se si parla di un tipo particolare
di dio.
Elaine: Quindi mi merito un voto positivo?
Daniel: Ti meriti una A+.
Elaine: Quindi, pensa che ne sia valsa la pena? Riferendoci al libro che
spera di scrivere.
Daniel: Vorrei avere pi domande di questo livello da esplorare.
Elaine: Non penso che le possa semplicemente inventare.
Daniel [ride]: No, non potrei. Ma che mi dici di te? Hai ottenuto quello
per cui sei venuta?
Elaine [ci pensa su per un po']: Non proprio, ma ho ottenuto qualcosa
di meglio. Qual il proverbio? Dai a un uomo un pesce e lo sfamerai per
un giorno; insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita. Immagino di
poter dire di essere venuta per avere qualche pesce e che lei invece mi
abbia insegnato a pescare.

APPENDICE I
Il Nuovo Rinascimento
Discorso tenuto all'Universit del Texas
Health Science Center a Houston, 7 marzo 2002
Venticinque anni fa, quando cominciai a lavorare a un libro che un
giorno sarebbe diventato un romanzo chiamato Ishmael, pochissime
persone pensavano che la specie umana corresse qualche pericolo, a meno
che la Guerra Fredda non sfociasse in una guerra nucleare. Tutto sembrava
a posto, alla maggior parte della gente. Questa situazione cambiata
drasticamente negli ultimi dieci anni anche se non completamente.
Nel 1995, mentre stavo visitando una scuola ad Albuquerque che
quell'anno aveva usato Ishmael come libro di cui discutere, mi venne
chiesto di incontrarmi con un gruppo di professionisti sanitari di altissimo
livello i primari riuniti del Servizio Sanitario Presbiteriano, che funge da
sistema ospedaliero regionale. Accettai l'invito, anche se mi chiesi cosa
potessi dire che fosse rilevante per le loro preoccupazioni professionali.
Non so nulla di ospedali, di sanit o della professione medica. Non guardo
nemmeno ER.
Fu chiaro, quando mi sedetti con loro forse venti uomini e donne
che erano stati tutti profondamente commossi dal mio libro. Ma nessuno di
loro poteva spiegare esattamente perch fosse rilevante per la loro
professione. Penso che alla fine tutto si riducesse al fatto che, dopo aver
letto Ishmael, loro stessi erano cambiati, in quanto esseri umani, e stavano
cercando di capire come questo cambiamento avrebbe potuto o dovuto
cambiarli anche in quanto professionisti della medicina.
Temo di non essere stato loro molto d'aiuto, ma non penso di dovermi
scusare per questo. Non avevo modo di sapere come le loro vite
professionali dovessero cambiare; solo loro potevano saperlo.
Ebbi un'esperienza simile un anno dopo, quando mi venne chiesto di
tenere un discorso a una conferenza annuale di dirigenti di alto livello che
si occupavano di progettare e realizzare sistemi di copertura dei pavimenti
per gli edifici commerciali. Non ridete. Si tratta di un'industria globale
multimiliardaria e di un'industria che all'epoca era altamente inquinante,
un'enorme fautrice dell'interramento dei rifiuti e completamente

dipendente da risorse non rinnovabili ed estremamente dispendiose


(principalmente petrolio).
Anche loro erano stati profondamente cambiati dal mio lavoro, ma qui
finivano le somiglianze tra i due gruppi. Queste persone non avevano
alcun dubbio su come tradurre questo cambiamento in un cambiamento
delle loro vite lavorative. Il che era un'ottima cosa, perch naturalmente io
non avrei avuto idea di come fare. Sapevano cosa dovevano cambiare e
avevano gi stabilito un elenco di obiettivi a lungo termine che non solo
trasformarono la loro industria ma costrinsero anche le industrie associate
a cambiare. Per conservare la propria posizione in quell'industria, giganti
come DuPont furono letteralmente obbligati a cominciare a pensare in
modo diverso.
Se mi venisse chiesto di parlare a un gruppo di consulenti finanziari o
di ingegneri chimici o di dirigenti di linee aeree e nessuno di questi
fuori discussione sarebbe lo stesso. Il mio compito non sarebbe di dire
loro quali cambiamenti apportare alle loro vite professionali, perch io non
so nulla di investimenti, ingegneria chimica o gestione aeroportuale.
Con ogni gruppo, a prescindere dal principio o dalla professione che lo
contraddistingue, il mio compito lo stesso: mandare la gente a casa con
una comprensione nuova e pi profonda del problema centrale che ci
riguarda tutti in quanto umani, a prescindere dalle nostre occupazioni e
quel problema niente di meno della sopravvivenza della nostra specie.
La gente spesso mi chiede se ho delle speranze sulla nostra
sopravvivenza. Ci che vuole sapere davvero, naturalmente, se posso
darle dei motivi per avere speranza.
Io ho delle speranze, perch sono sicuro che qualcosa di straordinario
succeder durante il corso della vostra vita nella vita di quelli di voi che
sono tre o quattro decenni pi giovani di me. Sto parlando di qualcosa
molto pi straordinario di ci che avvenuto nel corso della mia vita, che
ha visto la nascita della televisione, la divisione dell'atomo, i viaggi
spaziali e la comunicazione istantanea e globale attraverso internet.
Intendo qualcosa di davvero straordinario.
Durante la vostra vita, la gente della nostra cultura capir come vivere
sostenibilmente su questo pianeta oppure no. In entrambi i casi, sar
sicuramente straordinario. Se capiranno come vivere sostenibilmente,
allora l'umanit sar in grado di vedere qualcosa che io al momento non
riesco a vedere: un futuro che si estende indefinitamente. Se non lo
capiranno, allora ho paura che l'umanit subir la stessa sorte delle specie
che stiamo portando quotidianamente all'estinzione fino a duecento ogni

giorno.
Come piace dire alla gente oggigiorno, non devi essere uno scienziato
spaziale per capirlo. Le persone che tengono nota di queste cose e il cui
lavoro predirle concordano che la popolazione umana sar arrivata a
nove miliardi per la met di questo secolo. Non sono solo i catastrofisti a
dirlo. Si tratta di una stima molto conservativa, recentemente confermata
dalle Nazioni Unite. Sfortunatamente, la maggior parte delle persone che
citano questa stima sembra pensare che questo vada bene e possa
funzionare.
Ecco perch non cos.
E' ovvio che produrre tutto il cibo di cui necessitiamo per mantenere la
nostra popolazione a sei miliardi costi molti soldi e molta energia. Ma c'
un costo aggiuntivo e nascosto che deve essere calcolato in forme di vita.
In breve, per mantenere la biomassa che compone i sei miliardi di noi,
dobbiamo divorare duecento specie al giorno oltre a tutto il cibo che
produciamo normalmente. Abbiamo bisogno della biomassa che compone
quelle duecento specie per mantenere questa biomassa, la biomassa che
in noi. E una volta che abbiamo divorato queste specie, sono andate.
Estinte. Scomparse per sempre.
In altre parole, mantenere una popolazione di sei miliardi di umani
costa al pianeta duecento specie al giorno. Se questo fosse qualcosa che
cesser nel giro di una settimana o di un mese, andrebbe bene. Ma
purtroppo non lo . E' qualcosa che continuer ad avvenire ogni giorno,
giorno dopo giorno dopo giorno e questo ci che lo rende insostenibile
per definizione. Questo tipo di catastrofica distruzione non pu essere
sostenibile.
La cosa straordinaria che succeder nei prossimi due o tre decenni non
sar che la razza umana si estinguer. La cosa straordinaria che succeder
nei prossimi due o tre decenni sar il verificarsi di un grande, secondo
Rinascimento. Un grande e stupefacente Rinascimento.
Il primo Rinascimento, quello descritto nei libri di storia scolastici,
venne considerato una rinascita della consapevolezza e della sensibilit
classiche. Difficilmente avrebbe potuto venire considerato quello che fu
davvero, ossia la necessaria premessa a un'era storica completamente
nuova.
Alcune idee chiave del Medioevo vennero scartate durante il
Rinascimento, ma non vennero rimpiazzate da idee che avrebbero avuto

senso per i pensatori classici. Invece, vennero rimpiazzate da idee


completamente nuove idee che non avrebbero avuto senso per dei
pensatori classici. Si trattava di idee che avrebbero senso per noi. In effetti,
queste idee hanno ancora senso per noi.
Il Rinascimento (e, in effetti, il mondo moderno) comparve perch
durante il quattordicesimo, quindicesimo e sedicesimo secolo, un
complesso di idee medievali interrelate venne messo in discussione. Il
punto centrale di questo complesso riguardava i modi di ottenere un certo
tipo di conoscenza. Durante il Medioevo, si riteneva che la ragione e
l'autorit fossero i metodi principali attraverso cui ottenere certe
conoscenze. Per esempio, sembrava perfettamente ragionevole supporre
che la Terra fosse un oggetto stazionario attorno a cui girava il resto
dell'universo. Era ragionevole e veniva affermato da una torreggiante
autorit, il grande astronomo del secondo secolo Claudius Ptolemaus,
Tolomeo. Similmente, sembrava perfettamente ragionevole supporre che
gli oggetti pesanti cadessero verso il suolo pi rapidamente degli oggetti
leggeri e questo veniva affermato da un'altra torreggiante autorit, il
genio eclettico Aristotele.
Ma durante il Rinascimento, la ragione e l'autorit vennero scalzate
come guide affidabili verso la conoscenza e vennero rimpiazzate da...
osservazione e sperimentazione. Senza questo cambiamento, la scienza
come la conosciamo non sarebbe mai nata e la Rivoluzione Industriale non
sarebbe avvenuta.
Durante il Medioevo, veniva dato per scontato che il nostro rapporto
con Dio fosse una questione collettiva che solo la Chiesa Cattolica
Romana aveva il potere di negoziare. Durante il Rinascimento, questo
ordinamento venne sfidato da uno completamente nuovo, in cui la nostra
relazione con Dio era vista come una faccenda individuale, che ognuno di
noi aveva il potere di negoziare indipendentemente con Dio. In questo
nuovo ordinamento nacquero la magnificazione e la santificazione del
singolo individuo che noi diamo per scontate nell'era moderna. Ci vediamo
tutti come individualmente preziosi e dotati di poteri decisamente
fantastici letteralmente ricoperti di diritti in un modo che sarebbe stato
sconcertante per la gente del Medioevo.
Nel Medioevo, l'universo veniva percepito come una cosa che era
apparsa gi completamente formata solo pochi millenni prima. Era fisso,
finito e conosciuto quanto c'era bisogno di conoscerlo. Nel Rinascimento,
comunque, l'universo cominci a venire percepito in modo molto diverso:
come qualcosa di dinamico, di infinito e perlopi sconosciuto. Fu questo

cambiamento nel modo di pensare che ha portato non solo all'epoca delle
grandi esplorazioni ma anche all'epoca delle grandi scoperte scientifiche
che seguirono e che continuano ancora oggi.
Tutto questo ci sembra molto ovvio, oggi. Il Medioevo ovviamente non
poteva durare per sempre. Le cose ovviamente dovevano cambiare. Ma
questo non era affatto ovvio per la gente del Medioevo. Per quanto li
riguardava, la gente avrebbe continuato a pensare e a vivere nel modo
medievale per sempre.
Noi pensiamo la stessa identica cosa. Proprio come la gente del
medioevo, siamo assolutamente sicuri che le persone continueranno a
pensare come pensiamo noi per sempre, e che continueranno a vivere
come viviamo noi per sempre.
La gente del Medioevo la pensava cos perch le sembrava impossibile
che le persone potessero ragionare in modo diverso. Come altro avrebbero
potuto pensare se non nel modo in cui pensavano loro? Per quanto li
riguardava, la storia del pensiero si era conclusa con loro. Ovviamente
questo ci fa sorridere ma in effetti siamo convinti della stessa cosa.
Anche noi crediamo che la storia del pensiero si sia conclusa con noi.
Be', faremmo meglio a sperare di sbagliarci su questo, perch se la
storia del pensiero si davvero conclusa con noi, allora siamo spacciati. Se
ci saranno ancora persone qui fra duecento anni, non vivranno come
viviamo noi. Posso fare questa previsione con sicurezza, perch se le
persone continuano a vivere come viviamo noi, non ci saranno pi persone
qui tra duecento anni.
Posso fare un'altra previsione con sicurezza. Se ci saranno ancora
persone qui tra duecento anni, non penseranno come pensiamo noi. Posso
fare questa previsione con altrettanta sicurezza perch se le persone
continueranno a pensare come pensiamo noi, allora continueranno a vivere
come viviamo noi e in quel caso non ci saranno pi persone qui tra
duecento anni.
Ma cosa possiamo cambiare del modo in cui pensiamo? Sembra cos
evidente che tutto ci che pensiamo debba essere pensato in questo modo.
Sembrava cos anche ai popoli medievali.
Bench diverse idee chiave del Medioevo siano scomparse durante il
Rinascimento, non scomparvero tutte. Una delle idee chiave che rimase al
proprio posto e che vi rimane ancora oggi quella che gli umani siano
fondamentalmente e irrimediabilmente difettosi. Osserviamo il mondo
intorno a noi e vediamo che le tartarughe non sono difettose, i corvi non
sono difettosi, i narcisi non sono difettosi, le zanzare non sono difettose, i

salmoni non sono difettosi in effetti, non una singola specie al mondo
difettosa eccetto noi. Non ha alcun senso, ma supera il test per la
conoscenza medievale. E' ragionevole ed di sicuro sostenuta
dall'autorit. E' ragionevole perch ci fornisce una giustificazione di cui
abbiamo disperatamente bisogno. Stiamo distruggendo il mondo lo
stiamo mangiando vivo ma non colpa nostra. E' colpa della natura
umana. Siamo semplicemente mal costruiti, quindi cosa ci si pu
aspettare?
Un'altra idea chiave che sopravvissuta dal Medioevo l'idea che il
modo in cui viviamo sia il modo in cui gli umani erano destinati a vivere.
Be', accidenti, cos ovvio che non c' neanche bisogno di dirlo. Stiamo
vivendo nel modo in cui gli umani erano destinati a vivere fin dall'inizio
dei tempi. Il fatto che abbiamo cominciato a vivere in questo modo solo
molto di recente non c'entra nulla. Quindi ci abbiamo messo tre milioni di
anni a trovarlo. Questo non cambia il fatto che il modo in cui eravamo
destinati a vivere fin dall'inizio dei tempi. E neanche il fatto che il modo in
cui viviamo sta rendendo il mondo inabitabile per la nostra stessa specie ha
alcuna importanza. Anche se distruggeremo il mondo e noi stessi, il modo
in cui viviamo rimane quello in cui eravamo destinati a vivere fin
dall'inizio dei tempi.
Ma queste due sopravvissute del Medioevo sono relativamente
benigne. Stupide ma innocue. E' sopravvissuta un'altra idea basilare,
comunque, che non n benigna n innocua. Lungi dall'essere benigna o
innocua, anzi l'idea pi pericolosa che esista. E oltre a essere l'idea pi
pericolosa che esista, anche la cosa pi pericolosa che esista pi
pericolosa dei nostri armamenti nucleari, pi pericolosa della guerra
batteriologica, pi pericolosa di tutti gli inquinanti che pompiamo nell'aria,
nell'acqua e nel suolo.
E tuttavia, suona piuttosto innocua. Potreste ascoltarla e dire: Uh-uh,
s, e allora? E' anche piuttosto semplice. Eccola: Gli esseri umani
appartengono a un ordine di esistenza separato dal resto della comunit
vivente. Ci siamo noi e poi c' la natura. Ci sono gli umani e poi c'
l'ambiente umano.
Sono sicuro che sia difficile da credere che qualcosa che suona cos
innocuo possa essere anche solo leggermente pericoloso, tantomeno cos
pericoloso come l'ho descritto.
Come ho detto, secondo stime prudenti, fino a duecento specie si
estinguono ogni giorno come risultato del nostro impatto sul mondo. La
gente accetta quest'orrenda informazione con molta calma. Non urla. Non

sviene. Non vede alcun motivo di preoccuparsi, perch fermamente


convinta che gli umani appartengano a un ordine di esistenza separato dal
resto della comunit vivente. Ne convinta tanto fermamente nel
ventunesimo secolo quanto lo era nel decimo.
Quindi fino a duecento specie si estinguono ogni giorno. Non c'
problema, perch quelle specie sono l fuori, da qualche parte. Quelle
duecento specie non sono qui. Non sono noi. Non hanno nulla a che
vedere con noi, perch gli umani appartengono a un ordine di esistenza
separato dal resto della comunit vivente.
Quelle duecento specie sono l fuori, nell'ambiente. Ovviamente male
per l'ambiente se si estinguono, ma non ha nulla a che vedere con noi.
L'ambiente l fuori, a soffrire, mentre noi siamo qui dentro, al sicuro.
Ovviamente dovremmo cercare di prenderci cura dell'ambiente, ed un
peccato per quelle duecento estinzioni ma non ha nulla a che vedere con
noi.
Signore e signori, se le persone continueranno a pensarla cos, la specie
umana si estinguer. Ecco quanto pericolosa questa idea. Ed ecco perch.
Quelle duecento specie... perch si stanno estinguendo, esattamente?
Hanno esaurito l'aria, l'acqua, lo spazio o altro? No, quelle duecento specie
si stanno estinguendo perch hanno qualcosa che ci serve. Ci serve la loro
biomassa. Ci serve la materia vivente di cui sono fatte. Ci serve la loro
biomassa per mantenere la nostra biomassa. Ecco come funziona. Andate
in Brasile, trovatevi un pezzetto di foresta pluviale e deforestatela o
bruciatela. Ora metteteci un branco di mucche perch ci pascolino. O
piantateci patate o ananas o fagioli di lima. Tutta la biomassa che prima
costituiva gli uccelli, gli insetti e i mammiferi selvatici che vivevano in
quel pezzo di foresta pluviale, ora sta andando nelle mucche, nelle patate,
negli ananas e nei fagioli di lima ossia in cibo per noi.
Abbiamo bisogno di far estinguere duecento specie al giorno per
mantenere la biomassa di sei miliardi di persone. Non un incidente. Non
una distrazione. Non frutto di trascuratezza da parte nostra. Per
mantenere la nostra popolazione di sei miliardi, abbiamo bisogno della
biomassa di duecento specie al giorno. Stiamo letteralmente convertendo
duecento specie al giorno in tessuti umani.
Ma fin troppe persone la maggior parte, temo tendono a pensare:
Be', e allora? Gli umani appartengono a un ordine di esistenza separato
dal resto della comunit vivente. Dato che ne siamo separati, non importa
quante specie distruggiamo e dato che comunque siamo superiori a esse,
in realt eliminandole stiamo migliorando il mondo!

Siamo come persone che vivono nell'attico di un altissimo edificio di


mattoni. Ogni giorno, abbiamo bisogno di duecento mattoni per tenere in
piedi i nostri muri, cos scendiamo di sotto, scalziamo duecento mattoni
dai muri dei piani inferiori e li portiamo di sopra per poterli usare. Ogni
giorno... ogni giorno scendiamo di sotto e togliamo duecento mattoni dai
muri che tengono in piedi l'edificio in cui viviamo. Settantamila mattoni
all'anno, anno dopo anno dopo anno.
Spero che sia evidente che questo non un modo sostenibile di
mantenere un edificio di mattoni. Un giorno, prima o poi, croller, e
l'attico verr gi insieme a tutto il resto.
Similmente, far estinguere duecento specie al giorno non un modo
sostenibile di mantenere una comunit vivente. Anche se in un certo senso
siamo in cima a questa comunit, un giorno, prima o poi, croller, e
quando lo far, essere in cima non ci aiuter. Precipiteremo anche noi
insieme a tutto il resto.
La situazione sarebbe diversa, naturalmente, se le duecento estinzioni
al giorno fossero una cosa temporanea. Ma non lo sono. E il motivo che,
per quanto siamo intelligenti, non possiamo aumentare la quantit di
biomassa che esiste su questo pianeta. Non possiamo aumentare la quantit
di terra e d'acqua che sostiene la vita, e non possiamo aumentare la
quantit di luce solare che irradia la terra e l'acqua. Possiamo diminuire la
quantit di biomassa che esiste su questo pianeta per esempio rendendo il
suolo sterile o avvelenando l'acqua ma non possiamo aumentarla.
Tutto quello che possiamo fare spostare quella biomassa da un
insieme di specie a un altro ed quello che stiamo facendo. Stiamo
sistematicamente spostando la biomassa di specie che non ci interessano
dentro specie che ci interessano: mucche, galline, grano, fagioli,
pomodori, e cos via. Stiamo sistematicamente distruggendo la biodiversit
della comunit vivente per sostentare noi stessi, il che significa che stiamo
sistematicamente distruggendo l'infrastruttura che ci mantiene in vita.
Come ho detto, secondo stime conservative, la nostra popolazione
aumenter fino a nove miliardi per la met del secolo e la gente accetta
quest'inquietante informazione con molta calma. Nessuno urla. Nessuno
sviene. La gente tranquilla riguardo la nostra popolazione in espansione
quanto lo riguardo quelle duecento estinzioni quotidiane. Non vede alcun
motivo di allarmarsi, perch crede fermamente che gli umani appartengano
a un ordine di esistenza separato dal resto della comunit vivente. Non
capisce che il ritmo delle estinzioni aumenter man mano che la nostra
popolazione crescer e probabilmente esponenzialmente. Questo perch

quando rendiamo estinta una specie, non guadagniamo il 100 percento


della sua biomassa. Una gran parte viene semplicemente persa, e va a
contribuire alla desertificazione del pianeta. Per la met del secolo, se la
nostra popolazione sar davvero arrivata a nove miliardi, allora il numero
delle estinzioni sar di mille o diecimila al giorno (il numero
incalcolabile, al momento).
Se esisteranno ancora persone qui fra duecento anni, allora sapranno
che l'umanit non appartiene a un ordine di esistenza separato dal resto
della comunit vivente. Lo sapranno con la stessa certezza con cui noi
sappiamo che la Terra ruota intorno al sole. Posso fare questa previsione
con sicurezza, perch se la gente continuer a pensare che apparteniamo a
un ordine di esistenza separato, allora non esisteranno pi persone qui tra
duecento anni.
Ci che chiunque vorrebbe che potessi fare (e ci che io stesso vorrei
poter fare) descrivere come le persone vivranno tra duecento anni se ci
saranno ancora persone. Tutto ci che posso dirvi come non vivranno:
non vivranno come viviamo noi. Ma perch? Perch non posso dirvi come
vivranno? La risposta : perch nessuno pu dirvelo.
Potete capire perch le cose stanno cos se trasferite questa situazione
nel Medioevo. Avreste anche potuto riuscire a convincere Ruggero Bacone
che la gente avrebbe vissuto in modo molto diverso trecento anni dopo, ma
come avrebbe potuto predire l'era delle esplorazioni, la ribellione contro
l'oppressione feudale, la Rivoluzione Industriale, l'ascesa al potere di una
borghesia capitalista, e cos via? Aspettarsi una cosa simile sarebbe
assurdo.
Si potrebbe dire che se il Medioevo fosse stato in grado di predire il
Rinascimento, allora sarebbe stato il Rinascimento.
L'evoluzione sociale intrinsecamente caotica il che un altro modo
di dire intrinsecamente imprevedibile. Questo vero anche in tempi
relativamente stabili. Considerate il fatto che ogni agenzia di spionaggio
del mondo venne colta di sorpresa dal crollo dell'Unione Sovietica, che
fino a pochi giorni prima era sembrata stabile quanto la Gran Bretagna o
gli Stati Uniti.
E se l'evoluzione sociale caotica perfino in tempi stabili, allora sar
ancora pi caotica nei prossimi tempi, quando le persone cominceranno a
pensare in un nuovo modo o si estingueranno.
Naturalmente capisco perch la gente vuole avere una descrizione della

vita sostenibile futura. Pensa che questo le permetterebbe di adottare


quello stile di vita sostenibile ora, oggi stesso. Ma i cambiamenti sociali
non avvengono in questo modo, non pi dei cambiamenti tecnologici.
Sarebbe stato inutile mostrare a Charles Babbage il progetto di un circuito
o mostrare a Thomas Edison un transistor. Non avrebbero potuto fare nulla
con quelle cose in quell'epoca e noi non potremmo fare nulla oggi con
l'immagine della vita fra cent'anni. Il futuro non qualcosa che possa
venire pianificato con centinaia di anni d'anticipo o anche con dieci anni
d'anticipo. Il Reich di Mille Anni di Adolf Hitler non durato nemmeno
mille settimane. Non mai esistito un progetto per il futuro e non
esister mai.
Ciononostante, posso dirvi con completa sicurezza che qualcosa di
straordinario avverr nei prossimi due o tre decenni. La gente della vostra
cultura capir come vivere sostenibilmente oppure no. In entrambi i casi,
sar sicuramente straordinario.
Il fatto che io non possa darvi una ricetta per il futuro non significa che
voi siate solo inermi frammenti di sughero trasportati dalla corrente della
storia. Ognuno di voi all'incirca dove si trovava Galileo quando gli venne
detto senza mezzi termini di chiudere il becco sul fatto che la Terra girasse
intorno al sole. Per quanto riguardava i gentiluomini dell'Inquisizione
Romana, il movimento della Terra intorno al sole era solo una bugia
perversa che dovevano sopprimere e potevano sopprimere. Ma mentre
lasciava il proprio processo, Galileo fu udito mormorare: Eppur si
muove!
C'era in gioco sorprendentemente poco in quella faccenda. Il futuro
dell'umanit non dipendeva dalla distruzione dell'immagine medievale del
sistema solare. Ma il futuro dell'umanit dipende dalla distruzione
dell'immagine medievale della relazione dell'umanit col resto della
comunit della vita su questo pianeta.
Galileo non sapeva che un giorno la gente avrebbe dato per scontato i
viaggi nello spazio, ma sapeva che un giorno avrebbero riconosciuto che la
Terra gira intorno al sole. Noi non sappiamo come la gente vivr qui tra
duecento anni, ma sappiamo che se tra duecento anni la gente esister
ancora, riconoscer che siamo tanto parte della comunit vivente e tanto
dipendenti da essa quanto lucertole, farfalle, squali, lombrichi, tassi o
alberi di banana.
La gente non vuole le solite cose. Eppure, stranamente, quando mi
chiede che cosa salver il mondo, vuole ascoltare le solite cose qualcosa
di familiare, qualcosa di riconoscibile. Vuole ascoltare di rivolte, anarchia

o leggi pi severe. Ma nessuna di queste cose ci salver vorrei che


potessero. Quello che dobbiamo avere e niente di meno un intero
mondo pieno di persone con menti cambiate. Scienziati con menti
cambiate, industriali con menti cambiate, insegnanti con menti cambiate,
politici con menti cambiate anche se loro saranno gli ultimi,
naturalmente. E questo il motivo per cui non possiamo aspettare che
risolvano il problema o che ci guidino in una nuova era. Le loro menti non
cambieranno finch non cambieranno quelle dei loro costituenti.
Gorbachev non ha creato menti cambiate; menti cambiate hanno creato
Gorbachev.
Cambiare le menti delle persone qualcosa che ognuno di noi pu fare,
ovunque siamo, chiunque siamo, qualunque tipo di lavoro svolgiamo.
Cambiare menti pu non sembrare una sfida molto drammatica o eccitante,
ma la sfida da cui dipende il futuro umano.
E' la sfida da cui dipende il vostro futuro.

APPENDICE II
Le nostre religioni: sono le religioni dell'umanit stessa?
Lezione Fleming in Religione tenuta alla Southwestern University,
Georgetown, Texas, 18 ottobre 2000
Contrariamente a quanto si creda, Charles Darwin non ha inventato
l'idea dell'evoluzione. Nella met del diciannovesimo secolo, l'esistenza
dell'evoluzione era nota da molto tempo, e la maggior parte dei pensatori
dell'epoca era perfettamente soddisfatta di lasciare la situazione com'era.
L'assenza di una teoria che spiegasse il cambiamento evolutivo non li
turbava, non veniva sentita come una pressione, come lo era per Darwin.
Lui sapeva che doveva esserci un qualche meccanismo o una qualche
dinamica intelligibile che potesse spiegarlo, e questo ci che cerc con
ben noti risultati. Nel suo L'origine delle specie, non stava annunciando
l'esistenza dell'evoluzione; stava cercando di comprenderla.
A circa venticinque anni, cominciai a sentire una pressione simile. La
moderna Era dell'Ansia stava appena cominciando a nascere sotto l'ombra
della rampante crescita demografica, della distruzione ambientale globale
e della costante possibilit di un olocausto nucleare. Ero sorpreso di come
la maggior parte delle persone sembrasse perfettamente a proprio agio con
queste cose, come a dire: Be', cos'altro ti vuoi aspettare?
Ted Kaczynski, l'Unabomber, sembrava convinto di dire qualcosa di
terribilmente originale nel suo manifesto del 1995 in cui incolpava di tutto
la Rivoluzione Industriale, ma questa era l'opinione comune nel 1962. Per
me, incolpare di tutti i nostri problemi la Rivoluzione Industriale come
incolpare della caduta di Amleto il suo duello con Laerte. Per capire
perch Amleto finito male, non ci si pu limitare ad analizzare gli ultimi
dieci minuti della sua storia, bisogna cominciare dall'inizio, e io sentivo
una pressione simile a fare lo stesso con noi.
L'inizio della nostra storia non difficile da trovare. Ogni scolaretto
impara che la nostra storia cominci circa diecimila anni fa con la
Rivoluzione Agricola. Questo non l'inizio della storia umana, ma
sicuramente l'inizio della nostra storia, dato che fu da questo inizio che
ebbero origine tutte le meraviglie e gli orrori della nostra civilt.
Tutti sono vagamente consapevoli del fatto che sono sempre esistiti due

modi di considerare la Rivoluzione Agricola nella nostra cultura, due


storie contraddittorie sul suo significato. Secondo la versione standard la
versione insegnata nelle nostre scuole gli umani sono esistiti per molto
tempo, tre o quattro milioni di anni, vivendo una vita miserabile e
inconcludente per la maggior parte di quel periodo, senza realizzare nulla e
senza arrivare da nessuna parte. Ma poi, circa diecimila anni fa, finalmente
la gente che viveva nella Mezzaluna Fertile cap che non era costretta a
vivere come castori o poiane, arrangiandosi con qualunque cibo le
capitasse di trovare; poteva coltivare il proprio cibo, e in questo modo
controllare il proprio destino e benessere. L'agricoltura le rese possibile
scambiare la vita nomade per la vita agricola stanziale. La vita in villaggi
incoraggi la specializzazione del lavoro e l'avanzamento della tecnologia
su tutti i fronti. In breve, i villaggi diventarono cittadine, le cittadine citt,
regni e imperi. Scambi commerciali, sistemi sociali ed economici
complessi e letteratura arrivarono poco dopo, ed eccoci qui. Tutti questi
progressi erano basati su e impossibili senza l'agricoltura,
evidentemente la pi grande benedizione dell'umanit.
L'altra storia, molto pi antica, nascosta in un diverso angolo della
nostra eredit culturale. Anche questa si svolge nella Mezzaluna Fertile e
racconta la storia della nascita dell'agricoltura, ma in questa narrazione,
l'agricoltura non viene considerata una benedizione ma piuttosto una
punizione terribile per un crimine la cui esatta natura ci ha sempre
profondamente perplessi. Mi sto riferendo, naturalmente, alla storia
raccontata nel terzo capitolo della Genesi, la Caduta di Adamo.
Entrambe queste storie sono conosciute da virtualmente chiunque sia
cresciuto nella nostra cultura, incluso ogni storico, filosofo, teologo e
antropologo. Ma come la maggior parte dei pensatori della met del
diciannovesimo secolo, che erano soddisfatti semplicemente di sapere che
l'evoluzione esisteva e non sentivano alcun bisogno di spiegarla, i nostri
storici, filosofi, teologi e antropologi sembrano perfettamente soddisfatti di
vivere con queste due storie contraddittorie. Il conflitto evidente, ma per
loro non richiede alcuna spiegazione.
Per me, lo richiedeva. Come l'evoluzione richiedeva a Darwin una
teoria che potesse spiegarla, la storia della Genesi richiedeva a me una
teoria che potesse renderla comprensibile.
Tradizionalmente, ci sono sempre stati due approcci al crimine e alla
punizione di Adamo. Le Scritture ci dicono che Adamo venne invitato ad
approfittare di ogni albero nel giardino dell'Eden eccetto uno,
misteriosamente chiamato l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male.

Come sappiamo, Adamo cedette alla tentazione di assaggiare questo frutto.


Secondo un approccio, il crimine viene visto come semplice
disobbedienza, nel qual caso la proibizione della conoscenza del bene e del
male sembra completamente arbitraria. Dio avrebbe potuto tranquillamente
proibire la conoscenza della guerra e della pace o la conoscenza
dell'orgoglio e del pregiudizio. Il punto era semplicemente di proibire
qualcosa ad Adamo, allo scopo di mettere alla prova la sua lealt. Secondo
questo approccio, la punizione di Adamo l'esilio dall'Eden per vivere col
sudore della fronte come un agricoltore era solo una sculacciata; non
corrisponde al crimine in nessun modo particolare. Avrebbe ricevuto
questa punizione a prescindere dalla prova che avesse fallito.
Il secondo approccio cerca di stabilire una connessione tra il crimine di
Adamo e la sua punizione. Secondo questo approccio, l'Eden viene visto
come una metafora per uno stato di innocenza, che viene perduto quando
Adamo ottiene la conoscenza del bene e del male. Questo ha senso, ma
solo se la conoscenza del bene e del male viene considerata una metafora
per una conoscenza che distrugge l'innocenza. Quindi, con metafore
perlopi equivalenti in entrambi i casi, la storia si riduce a una banale
tautologia: Adamo ha perso la sua innocenza ottenendo la conoscenza che
ha distrutto la sua innocenza.
La storia della Caduta associata a un'altra altrettanto famosa e
sconcertante, quella di Caino e Abele. Si ritiene comunemente che questi
due fratelli fossero individui letterali: il pi vecchio, Caino, un dissodatore
del suolo, e il pi giovane, Abele, un pastore. L'improbabilit che due
membri della stessa famiglia adottino stili di vita antitetici dovrebbe farci
capire che non si trattava di due individui ma di figure emblematiche,
proprio come Adamo (che in ebraico significa semplicemente uomo).
Se le consideriamo figure emblematiche, allora la storia comincia ad
avere senso. Il primogenito dell'agricoltura fu infatti il dissodatore del
suolo, come Caino era il primogenito di Adamo. Questo un fatto
indiscutibile. La domesticazione delle piante un processo che comincia il
giorno in cui pianti il primo seme, ma la domesticazione degli animali
richiede generazioni. Quindi il pastore Abele era in effetti il secondogenito
di secoli, se non millenni (un'altra ragione per essere scettici della
credenza che Caino e Abele fossero davvero fratelli di seconda
generazione).
Un ulteriore motivo di scetticismo su questo punto il fatto che gli
antichi agricoltori e pastori del Vicino Oriente occupavano regioni
adiacenti ma distintamente diverse. L'agricoltura era l'occupazione degli

abitanti caucasici della Mezzaluna Fertile. La pastorizia era l'occupazione


degli abitanti semiti della penisola arabica a sud.
Un'altra cosa da precisare che in tempi molto antichi, agricoltori e
pastori avevano stili di vita radicalmente differenti. Gli agricoltori erano, a
causa della natura del loro lavoro, abitanti di villaggi stanziali; ma i pastori
(a causa della natura del loro lavoro) erano nomadi, proprio come molti
popoli di pastori ancora esistenti. Lo stile di vita dei pastori era in effetti
pi vicino allo stile di vita dei cacciatori-raccoglitori che a quello degli
agricoltori.
Man mano che i popoli agricoli del nord si espandevano, era inevitabile
che finissero con l'affrontare i loro vicini pastori nomadi del sud, forse
sotto quello che ora l'Iraq con risultati prevedibili. Come sempre
avvenuto fin dall'inizio, i coltivatori del suolo avevano bisogno di pi
terreno da coltivare e, come sempre avvenuto fin dall'inizio, se la
presero.
Per come la videro i semiti (e naturalmente la loro versione della
storia che arrivata fino a noi), il coltivatore del suolo Caino stava
irrigando i suoi campi con il sangue di Abele il pastore.
Il fatto che la versione che abbiamo sia la versione semita spiega il
mistero centrale della storia, ossia perch Dio respinse il dono di Caino ma
accett quello di Abele. Naturalmente, questo il modo in cui i semiti
l'avrebbero vista. In sostanza, la storia dice: Dio dalla nostra parte. Dio
ama noi e il modo in cui viviamo, ma odia i coltivatori del suolo e il modo
in cui vivono loro.
Raggiunta questa provvisoria comprensione, ero pronto a offrire una
teoria sulla prima parte della storia, la Caduta di Adamo. Ci che gli autori
semiti sapevano era solo che in quel momento i loro fratelli del nord li
stavano invadendo in maniera omicida. Non erano stati fisicamente
presenti nella Mezzaluna Fertile per osservare la nascita dell'agricoltura, e
in effetti questo era un evento che era avvenuto centinaia di anni prima.
Nella loro storia della Caduta, stavano ricostruendo un evento antico, non
raccontandone uno recente. Tutto ci che era chiaro per loro era che un
qualche strano avvenimento aveva afflitto i loro fratelli del nord con uno
stile di vita laborioso e li aveva trasformati in assassini, e questo doveva
essere una catastrofe morale o spirituale di qualche tipo.
Ci che osservarono dei loro fratelli del nord fu questa peculiarit:
sembravano avere la strana idea di sapere come governare il mondo bene
quanto Dio. Questo ci che li rende nostri antenati culturali. Mentre
svolgiamo il nostro lavoro di governare il mondo, non abbiamo dubbi di

stare facendo un lavoro buono quanto quello di Dio, se non migliore.


Ovviamente Dio ha creato molte creature che sono superflue o perfino
nocive, e noi abbiamo tutto il diritto di liberarcene. Sappiamo dove i fiumi
dovrebbero scorrere, dove le paludi dovrebbero venire prosciugate, dove le
foreste dovrebbero essere rase al suolo, dove le montagne dovrebbero
venire livellate, dove le pianure dovrebbero venire dissodate, dove la
pioggia dovrebbe cadere. Ci sembra perfettamente evidente che abbiamo
questa conoscenza.
In effetti, agli autori delle storie della Genesi sembrava che i loro
fratelli del nord avessero la bizzarra convinzione di aver mangiato
dell'albero della conoscenza del bene e del male di Dio e di aver ottenuto
la conoscenza che Dio usa per governare il mondo. E di che conoscenza si
tratta? E' la conoscenza che solo Dio ha la competenza di usare, la
cnsapevolezza che ogni singola azione che Dio potrebbe compiere non
importa quale sia o quando grande o piccola bene per qualcuno ma
male per qualcun altro. Se una volpe d la caccia a un fagiano, dipende da
Dio se lo catturer o se il fagiano riuscir a sfuggirle. Se Dio d il fagiano
alla volpe, questo bene per la volpe ma male per il fagiano. Se Dio
permette al fagiano di scappare, questo bene per il fagiano ma male per
la volpe. Non esiste una conclusione che sia buona per entrambi. Lo stesso
vale per qualunque area dell'amministrazione di Dio. Se Dio permette che
la valle venga inondata, questo bene per qualcuno ma male per altri. Se
Dio trattiene l'alluvione, anche questo sar bene per qualcuno e male per
qualcun altro.
Decisioni simili sono chiaramente alla radice stessa di ci che significa
governare il mondo, e la saggezza per prenderle non pu appartenere a una
qualunque creatura, perch ogni creatura che prendesse queste decisioni
direbbe inevitabilmente: Prender ogni decisione in modo che sia bene
per me e male per chiunque altro. E naturalmente questo esattamente il
modo in cui gli agricoltori operano, dicendo: Se disbosco e dissodo
questa pianura per piantare cibo per me stesso, questo sar male per tutte le
creature che vivono nella pianura, ma sar bene per me. Se rado al suolo
questa foresta per piantare cibo per me stesso, questo sar male per tutte le
creature che vivono nella foresta, ma sar bene per me.
Ci che gli autori delle storie della Genesi videro fu che i loro fratelli
del nord avevano preso nelle loro mani il governo del mondo; avevano
usurpato il ruolo di Dio. Quelli che lasciano che Dio governi il mondo e
prendono il cibo che Lui pianta hanno una vita facile. Ma quelli che
vogliono governare il mondo loro stessi devono necessariamente piantare

il proprio cibo, devono necessariamente guadagnarsi da vivere con il


sudore della fronte. Questo rende evidente che l'agricoltura non era il
crimine ma piuttosto il risultato del crimine, la punizione che deve
inevitabilmente seguire un crimine simile. Era stato brandire la conoscenza
del bene e del male a trasformare i loro fratelli del nord in agricoltori e in
assassini.
Ma non furono queste le uniche conseguenze delle azioni di Adamo. Il
frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male innocuo per Dio
ma velenoso per l'Uomo. A questi autori sembrava che usurpare il ruolo di
Dio nel mondo sarebbe stato la morte stessa dell'Uomo.
E cos sembr a me quando finalmente capii tutto questo alla fine degli
anni Settanta. Questa investigazione delle storie della Genesi non era, per
me, un esercizio di esegesi biblica. Ero partito alla ricerca di un modo per
capire come fossimo riusciti a portarci faccia a faccia con la morte in un
tempo cos relativamente breve diecimila anni, un battito di palpebre in
confronto alla durata della vita della nostra specie e l'avevo trovato in
un'antica storia che molto tempo fa adottammo come nostra e che era
rimasta testardamente misteriosa per noi fin quando avevamo insistito a
leggerla come se fosse stata davvero nostra. Quando veniva esaminata da
un punto di vista diverso dal nostro, comunque, cessava di essere
misteriosa e assumeva un significato che non solo avrebbe avuto senso per
un popolo di pastori assediati di ottomila anni fa, ma anche per un popolo
assediato del ventunesimo secolo.
Per quanto mi riguardava, gli autori di questa storia avevano centrato il
punto. A dispetto del disastro in cui lo abbiamo trasformato, noi pensiamo
davvero di poter governare il mondo, e se continueremo a pensare in
questo modo, sar la morte per noi.
In caso non sia evidente, dovrei aggiungere che la mia interpretazione
della Genesi naturalmente solo una teoria. Questo ci che i creazionisti
dicono dell'evoluzione, che solo una teoria, non stata dimostrata
come se questo bastasse a liquidarla. Questo fraintende lo scopo del
formulare una teoria, ossia spiegare dei fatti. Fino a ora, la teoria di
Darwin rimane il modo migliore che abbiamo trovato per spiegare i fatti, e
la mia teoria dev'essere valutata nello stesso modo. Riesce a rendere
comprensibili i fatti le storie stesse e riesce a farlo meglio di qualunque
altra teoria?
Ma risolvere questo particolare enigma cominci a malapena ad

alleviare la pressione che sentivo per trovare delle risposte che non stavano
venendo cercate in nessun livello della nostra cultura. I fondamenti
filosofici e teologici della nostra cultura erano stati gettati da persone
fermamente convinte che l'Uomo fosse nato agricoltore e costruttore di
civilt. Che queste cose fossero tanto istintive per lui quanto la caccia per i
leoni o il costruire alveari per le api. Questo significava che per trovare e
datare la nascita dell'Uomo, dovevano solo cercare l'inizio dell'agricoltura
e della civilt, che ovviamente non risalivano poi a tanto tempo prima.
Quando nel 1650 il teologo irlandese James Ussher annunci che la
data della creazione era stata il 23 ottobre del 4004 avanti Cristo, nessuno
rise, o se qualcuno lo fece fu per l'assurda precisione della datazione, non
perch la data fosse assurdamente recente. In effetti, il 4004 avanti Cristo
una data abbastanza accettabile per l'inizio di quello che noi
considereremmo civilt. Stando cos le cose, difficilmente sorprende che a
delle persone che davano per scontato che l'Uomo avesse cominciato a
costruire civilt non appena venne creato, il 4004 avanti Cristo sembrasse
una data perfettamente ragionevole per la sua creazione.
Ma tutto questo cambi in breve tempo. Per la met del
diciannovesimo secolo, le prove accumulate da molte nuove scienze aveva
retrodatato quasi tutte le datazioni di diversi ordini di grandezza.
L'universo e la Terra non erano vecchi di migliaia di anni ma di miliardi. Il
passato umano si estendeva per milioni di anni prima della comparsa
dell'agricoltura e della civilt (solo coloro che si attaccavano a una
interpretazione della Bibbia molto letterale respinsero queste prove; loro le
videro come un inganno perpetrato o da Satana per confonderci o da
Dio per mettere alla prova la nostra fede. Fate la vostra scelta). La
nozione che l'Uomo fosse nato agricoltore e costruttore di civilt era stata
resa completamente insostenibile. Era evidentemente nato come nessuna
delle due cose.
Questo significava che i fondamenti filosofici e teologici della nostra
cultura erano stati gettati da persone con una comprensione profondamente
errata delle nostre origini e della nostra storia. Era quindi urgentemente
importante riesaminare questi fondamenti e, se necessario, ricostruirli
completamente.
Se non fosse che, naturalmente, nessuno pensava che fosse
urgentemente importante o anche solo leggermente importante. Quindi la
vita umana era cominciata milioni di anni prima della nascita
dell'agricoltura. Che importava? Niente di importante era avvenuto in quei
milioni di anni. Erano semplicemente un fatto, qualcosa da accettare, come

l'esistenza dell'evoluzione era stata accettata dai naturalisti ben prima di


Darwin.
Nell'ultimo secolo avevamo ottenuto una comprensione della storia
umana che rendeva insensato tutto ci che ci eravamo raccontati per
tremila anni, ma le convinzioni che avevamo sviluppato rimanevano
perfettamente solide. Che importava che l'Uomo non fosse nato agricoltore
e costruttore di civilt? Era sicuramente nato per diventare agricoltore e
costruttore di civilt. Era fuori discussione che questo fosse stato il nostro
destino prestabilito. Il modo in cui viviamo il modo in cui gli umani
erano destinati a vivere fin dall'inizio dei tempi. E noi dobbiamo
continuare a vivere in questo modo anche se ci uccide.
Fatti che erano indiscutibili per tutti tranne che per i letteralisti biblici
ci avevano radicalmente riposizionato non solo nell'universo fisico ma
nella storia della nostra stessa specie. Il fatto che eravamo stati
riposizionati era tutt'altro che universalmente accettato, ma nessuno
sentiva il minimo bisogno di sviluppare una teoria per spiegarlo, come
Darwin aveva spiegato l'evoluzione.
A parte me, e devo dirvi che questo non mi dava la minima gioia.
Dovevo trovare delle risposte, e andai a cercarle non perch un giorno
volessi scrivere un libro ma perch io personalmente non potevo vivere
senza di esse.
In Ishmael ho precisato che il conflitto tra le figure emblematiche di
Caino e di Abele non si era esaurito sei o ottomila anni fa nel Vicino
Oriente. Caino, il coltivatore del suolo, aveva portato il suo coltello con s
in ogni angolo del mondo, irrigando i suoi campi con il sangue dei popoli
tribali ovunque li trovasse. E' arrivato qui nel 1492, e nei successivi tre
secoli ha irrigato i suoi campi con il sangue di milioni di nativi americani.
Oggi in Brasile, con il coltello puntato verso i pochi aborigeni rimasti nel
cuore di quella nazione.
La trib tra i popoli aborigeni universale quanto lo stormo nelle oche,
e nessun antropologo dubita seriamente che fu l'organizzazione sociale
originaria dell'umanit. Non ci siamo evoluti in branchi, sciami o banchi.
Invece, ci siamo evoluti in un'organizzazione sociale che era peculiarmente
umana, che era incomparabilmente efficace per dei portatori di cultura. La
trib si dimostrata efficace per gli umani, ed questo il motivo per cui
era ancora universalmente attuata in tutto il mondo tre milioni di anni
dopo. L'organizzazione tribale stata il dono della selezione naturale
all'umanit nello stesso modo in cui lo stormo stato il dono della
selezione naturale alle oche.

Il collante fondamentale che tiene insieme ogni trib la legge tribale.


Questo facile da dire ma meno facile da capire, perch il modo in cui la
legge tribale agisce completamente diverso dal modo in cui agisce la
nostra legge. L'essenza della nostra legge la proibizione, ma l'essenza
della legge tribale la riparazione. Il comportamento inappropriato non
illegale in nessuna trib. Invece, la legge tribale dice cosa fare per
minimizzare gli effetti dei comportamenti riprovevoli e per creare una
situazione in cui tutti sentano di essere stati resi nuovamente il pi
possibile una cosa sola.
In The Story of B ho descritto come viene gestito l'adulterio tra gli
Alawa australiani. Se si ha la sfortuna di innamorarsi della moglie di un
altro uomo o del marito di un'altra donna, la legge non dice: Questo
proibito e non deve avvenire. Dice: Se volete andare avanti con il vostro
amore, ecco cosa dovete fare per rendere la situazione equa per tutte le
parti in causa e assicurarvi che il matrimonio non venga svilito agli occhi
dei nostri bambini. E' un procedimento notevolmente efficace. A renderlo
ancora pi notevole il fatto che non stato ideato da nessuna assemblea e
da nessun comitato. E' un altro dono della selezione naturale. Nel corso di
innumerevoli generazioni di tentativi, non stato trovato alcun modo
migliore di gestire l'adulterio, n potrebbe ragionevolmente venire trovato
perch ammirate! funziona! Fa proprio quello che gli Alawa vogliono
che faccia, e assolutamente nessuno cerca di evitarlo. Nemmeno gli
adlteri cercano di evitarlo ecco quanto funziona bene.
Ma questa solo la legge degli Alawa, e a loro non verrebbe mai in
mente di dire: Tutti nel mondo dovrebbero comportarsi cos. Sanno
perfettamente che le leggi dei loro vicini tribali funzionano altrettanto bene
per loro e per lo stesso motivo: sono state messe alla prova dall'inizio dei
tempi.
Una delle virt della legge tribale che presuppone che le persone
siano proprio come sappiamo che sono: generalmente assennate, gentili,
generose e benintenzionate, ma perfettamente capaci di essere irrazionali,
ribelli, lunatiche, irascibili, egoiste, avide, violente, stupide, litigiose,
infide, lascive, sleali, disattente, vendicative, negligenti, meschine e ogni
genere di altra cosa sgradevole. La legge tribale non punisce le persone per
i loro difetti, come fa la nostra legge. Invece, rende la gestione dei loro
difetti una parte semplice e normale della vita quotidiana.
Ma durante il periodo di sviluppo della nostra cultura, tutto questo
cambi radicalmente. I popoli tribali cominciarono a unirsi in gruppi
sempre pi larghi, e una delle vittime di questo processo fu la legge tribale.

Se prendete gli Alawa australiani e li mettete insieme ai Gebusi della


Nuova Guinea, ai Boscimani del Kalahari e agli Yanomami brasiliani, non
sapranno letteralmente come vivere. Nessuna di queste trib adotter le
leggi delle altre, che potrebbero essere non solo sconosciute ma anche
incomprensibili per loro. Come gestiranno allora i comportamenti
riprovevoli che avverranno tra loro? Nel modo Gebusi o nel modo
Yanomami? Nel modo Alawa o nel modo Boscimani? Moltiplicate tutto
questo per cento, e avrete un'approssimazione accettabile della situazione
in cui si trovava la gente nei primi millenni del nostro sviluppo culturale
nel Vicino Oriente.
Quando si radunano un centinaio di trib e le si spinge a lavorare e
vivere insieme, la legge tribale diventa inapplicabile e inutile. Ma
naturalmente le persone che compongono questo amalgama sono come
sono sempre state: capaci di essere irrazionali, lunatiche, irascibili, egoiste,
avide, violente, stupide, litigiose e tutto il resto. Nella situazione tribale,
questo non era un problema, perch la legge tribale era progettata per
persone cos. Ma tutte le maniere tribali di gestire queste normali tendenze
umane erano state cancellate dalla nostra civilt in germoglio. Bisognava
inventare un nuovo modo di gestirle e sottolineo la parola inventare. Non
esisteva alcun modo ricevuto e verificato di gestire i guai di cui le persone
erano capaci. I nostri antenati culturali dovevano inventarsi qualcosa, e
quello che si inventarono furono liste di comportamenti proibiti.
Comprensibilmente, cominciarono con quelli pi gravi. Non avrebbero
proibito l'irascibilit o l'egoismo. Proibirono cose come omicidio,
aggressione e furto. Naturalmente non sappiamo quali fossero le liste
prima dell'avvento della scrittura, ma potete essere sicuri che esistessero,
perch difficilmente plausibile che abbiamo ucciso, rapinato e rubato
impunemente per cinque o seimila anni finch Hammurabi finalmente non
ha notato che si trattava di attivit piuttosto distruttive.
Quando gli Israeliti fuggirono dall'Egitto nel tredicesimo secolo avanti
Cristo, erano letteralmente un'orda senza legge, perch si erano lasciati la
lista di proibizioni degli egizi alle spalle. Avevano bisogno di una propria
lista di proibizioni, che Dio forn loro le celebri dieci. Ma naturalmente,
dieci non bastarono. Altre centinaia le seguirono, ma neanche loro
bastarono.
Nessun numero mai bastato, per noi. Non mille, non diecimila, non
centomila. Neanche milioni bastano, e allora ogni singolo anno paghiamo i
nostri legislatori affinch ne creino altre. Ma non importa quanti divieti ci
inventiamo, non bastano mai, perch nessun comportamento vietato mai

stato eliminato venendo reso illegale. Ogni volta che qualcuno viene
messo in prigione o giustiziato, si dice che questo mandi un messaggio
ai malviventi, ma per qualche strano motivo questo messaggio non arriva
mai, anno dopo anno, generazione dopo generazione, secolo dopo secolo.
Naturalmente, noi questo lo consideriamo un sistema molto avanzato.
Non mai stato trovato nessun popolo tribale che affermasse di non
sapere come vivere. Al contrario, sono tutti assolutamente sicuri di sapere
come vivere. Ma con la scomparsa della legge tribale tra di noi, la gente
cominci a essere acutamente consapevole di non sapere come vivere. Una
nuova categoria di specialisti cominci a venire richiesta, la cui specialit
era enunciare come le persone dovrebbero vivere. Questi specialisti li
chiamiamo profeti.
Naturalmente, essere dei profeti richiede dei requisiti particolari. Per
definizione, si deve sapere qualcosa che il resto di noi non sa, qualcosa che
il resto di noi chiaramente incapace di scoprire. Questo significa che si
deve avere accesso a una fonte di informazioni normalmente fuori portata
altrimenti a che servirebbe? Una visione trascendente andr bene, come
nel caso di Siddharta Gautama. Un sogno andr bene, ammesso che
provenga da Dio. Ma la cosa migliore di tutte, naturalmente, la
comunicazione diretta, personale e immediata con Dio. I profeti pi
persuasivi e preziosi, quelli per cui vale la pena morire e uccidere, parlano
direttamente con Dio.
L'apparizione di religioni basate sulle rivelazioni profetiche una
peculiarit della nostra cultura. Solo noi nella storia dell'umanit abbiamo
avuto bisogno di queste religioni. Ne abbiamo ancora bisogno (e ne
vengono create di nuove ogni giorno), perch sentiamo ancora
profondamente di non sapere come vivere. Le nostre religioni sono la
peculiare creazione di un popolo deprivato. Eppure, non dubitiamo mai
neanche per un istante che siano le religioni dell'umanit stessa.
Questa credenza non era irragionevole quando apparve per la prima
volta tra di noi. Avendo dimenticato da molto tempo che l'umanit esisteva
da molto prima della nostra comparsa, demmo per scontato di essere
l'umanit stessa e che la nostra storia fosse la storia umana stessa.
Immaginammo che l'umanit fosse esistita solo per poche migliaia di anni
e che Dio ci avesse parlato fin dall'inizio. Quindi perch le nostre
religioni non avrebbero potuto essere definite le religioni dell'umanit
stessa?

Quando divenne noto che l'umanit era milioni di anni pi vecchia di


noi, nessuno trov strano che Dio fosse rimasto distante per le migliaia di
generazioni che erano esistite prima di noi. Perch Dio si sarebbe dovuto
disturbare a parlare con l'Homo habilis o con l'Homo erectus? Perch
avrebbe dovuto disturbarsi a parlare anche con l'Homo sapiens finch
non siamo arrivati noi? Dio voleva parlare a gente civilizzata, non a dei
selvaggi, quindi non c' da meravigliarsi che sia rimasto sdegnosamente
silenzioso.
I filosofi e i teologi del diciannovesimo e del ventesimo secolo non
erano turbati dal lungo silenzio di Dio. Conoscere quel fatto era abbastanza
per loro, non sentivano il bisogno di sviluppare una teoria che lo spiegasse.
Per i cristiani, era assodato da tempo che il Cristianesimo fosse la religione
dell'intera umanit (e questo era il motivo per cui tutta l'umanit doveva
esservi convertita, naturalmente). Fu un passo facile per pensatori come
Teilhard de Chardin e Matthew Fox promuovere Cristo dal Cristo
dell'umanit al Cristo di tutto il cosmo.
Stranamente, stette a me riconoscere che un tempo era davvero esistita
una religione che si potrebbe plausibilmente definire la religione dell'intera
umanit. Fu la prima religione dell'umanit e la sua unica religione
universale, trovata ovunque siano stati trovati degli umani, esistente da
decine di migliaia di anni. I missionari cristiani la incontrarono ovunque
andarono, e decisero piamente di distruggerla. Ormai stata quasi spazzata
via dagli sforzi dei missionari o dal semplice sterminio dei suoi aderenti.
Non mi sento certamente orgoglioso di averla scoperta, visto che rimasta
in piena vista per centinaia di anni.
Naturalmente, non viene considerata una vera religione, visto che
non una delle nostre. E' solo una sorta di rozza pre-religione. Come
potrebbe essere qualcosa di diverso, dato che emerse molto prima che Dio
decidesse che noi umani eravamo degni di ascoltare la Sua parola? Non
stata rivelata da nessun profeta accreditato, non ha dogmi, non ha una
teologia o una dottrina evidente, non ha alcuna liturgia e non produce
eresie o scismi interessanti. Peggio ancora, per quanto ne so, nessuno ha
mai ucciso o mai morto per essa e che tipo di religione una cos?
Tutto considerato, gi tanto che abbiamo un nome per definirla.
La religione di cui sto parlando , naturalmente, l'animismo. Questo
nome venne scelto per riflettere l'impressione generale missionaria che
questi selvaggi infantili fossero convinti che cose come pietre, alberi e
fiumi possedessero uno spirito, e non ha perso la sua accezione dalla met
del diciannovesimo secolo.

Non c' bisogno di dirlo, ma non ero disposto ad accontentarmi di


questa banalizzazione di una religione che aveva prosperato per decine di
migliaia di anni tra persone intelligenti esattamente quanto noi. Dopo aver
cercato di capire per decenni cosa queste persone ci stessero dicendo sulle
loro vite e sulla loro visione del posto dell'umanit nel mondo, conclusi
che alla base di ci che stavano dicendo c'era una semplicissima (ma
tutt'altro che trascurabile) visione del mondo: il mondo un luogo sacro, e
l'umanit vi appartiene.
E' semplice, ma anche in modo ingannevole. Questo pu essere
compreso meglio se vi contrapponiamo la visione del mondo alla base
delle nostre religioni. Nella visione del mondo delle nostre religioni, il
mondo tutt'altro che un luogo sacro. Per i cristiani, solo un luogo in cui
veniamo messi alla prova e non ha valore intrinseco. Per i buddisti, un
luogo dove la sofferenza inevitabile. Se sto ipersemplificando, il mio
scopo non di distorcere ma solo di chiarire le differenze generali tra le
due visioni del mondo nei pochi minuti che mi sono rimasti.
Per i cristiani, gli umani non appartengono al mondo; non la nostra
vera casa, solo una sorta di sala d'aspetto dove trascorriamo il tempo
prima di trasferirci nella nostra vera casa, ossia il paradiso. Per i buddisti,
il mondo un altro tipo di sala d'aspetto, che visitiamo ancora e ancora in
un ripetuto ciclo di morte e resurrezione finch finalmente non otteniamo
la liberazione nel nirvana.
Per i cristiani, se il mondo fosse un luogo sacro, noi non vi
apparterremmo, perch siamo tutti peccatori; Dio non ha mandato il suo
unigenito figlio per renderci degni di vivere in un mondo sacro ma per
renderci degni di vivere con Lui in paradiso. Per i buddisti, se il mondo
fosse un luogo sacro, allora perch dovremmo sforzarci di uscirne? Se il
mondo fosse un luogo sacro, allora non accoglieremmo volentieri il
ripetuto ciclo di morte e rinascita?
Dal punto di vista animista, gli umani appartengono a un luogo sacro
perch loro stessi sono sacri. Non sacri in modo speciale, non pi sacri di
qualunque altra cosa, ma semplicemente tanto sacri quanto qualunque altra
cosa sacri quanto bisonti, salmoni, corvi, grilli, orsi o girasoli.
Questo non assolutamente tutto ci che c' da dire sull'animismo.
Viene esplorato pi comprensivamente in The Story of B, ma anche quello
solo un inizio. Non sono un'autorit sull'animismo. Dubito che possa
anche solo esistere qualcosa come un'autorit sull'animismo.

Le idee semplici non sono sempre facili da comprendere. L'idea pi


semplice che abbia mai articolato nel mio lavoro probabilmente quella
meno compresa: Non esiste un unico modo giusto di vivere per le persone
non mai esistito e non esister mai. Quest'idea era alla base della vita
tribale ovunque. I Navajo non pensarono mai di possedere l'unico modo
giusto di vivere (e che tutti gli altri fossero sbagliati). Tutto ci che
avevano era un modo che funzionava per loro. Con popoli tribali che
vivevano tutto intorno a loro tutti in modo diverso sarebbe stato
ridicolo per loro immaginare che il loro stile di vita fosse l'unico giusto per
le persone. Sarebbe come se noi immaginassimo che esiste un unico modo
giusto di orchestrare una canzone di Cole Porter o un unico modo giusto di
fabbricare una bicicletta.
Dato che nel mondo tribale c'era completo consenso che nessuno
possedesse l'unico modo giusto di vivere, c'era uno sconvolgente tripudio
di diversit culturale, che i membri della nostra cultura hanno continuato a
sradicare instancabilmente per diecimila anni. Per noi, sar il paradiso solo
quando tutti sulla Terra vivranno esattamente nello stesso modo.
Quasi nessuno batte le palpebre all'affermazione che non esiste un
unico modo giusto di vivere per le persone. In una delle sue denunce di
scribi e farisei, Ges disse: Vi strozzate con il moscerino ma ingoiate il
cammello. Le persone trovano molti moscerini nei miei libri con cui
strozzarsi, ma questo grande cammello peloso va gi facilmente quanto un
cucchiaino di miele.
Possano le foreste essere con voi e con i vostri figli.

Traduzione italiana non ufficiale di Dr. Jackal (e-mail).


Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili nel sito:
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