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INTRODUZIONE

Il cavallo atleta considerato come una macchina perfetta alla cui


costituzione partecipano muscoli, segmenti ossei, articolazioni,
tendini, guaine tendinee e borse sinoviali.
Tutti i cavalli presentano la stessa anatomia, per non tutti possono
essere considerati atleti.

Un cavallo, affinch possa essere considerato tale, deve presentare


determinate

caratteristiche

morfologiche,

funzionali

anche

genetiche.
A tutto ci si deve aggiungere anche linterazione uomo-animale
poich proprio luomo che decide e determina quanto lanimale
deve mangiare e, nel caso specifico, quanto e come il cavallo deve
essere allenato. Da ci deriva una maggiore o minore attitudine del
cavallo a percorrere, in determinati tempi, piccole o grandi distanze.
Un

cavallo tipo longilineo o dolicomorfo, con un patrimonio

genetico testato e sottoposto ad un allenamento equilibrato e continuo


nel tempo , quindi, un cavallo che sicuramente avr pi possibilit di
percorrere grandi distanze in meno tempo e senza gravi danni, rispetto
ad altri cavalli che non rispondono a queste caratteristiche.

ANATOMIA
E
FISIOLOGIA
DELLAPPARATO
MUSCOLARE

Tutti gli esseri viventi vertebrati possiedono un apparato muscolare


costituito da vari gruppi muscolari i quali macroscopicamente si

compongono da un ventre, o corpo muscolare, e da due estremit


aponeurotiche o tendini che si inseriscono solidamente sui capi ossei
(1), i quali fungono da impalcatura per il movimento, e nella quale
sono presenti le articolazioni o diartrosi? . Queste sono vere e proprie
pulegge organizzate in maniera tale da distribuire le sollecitazioni
meccaniche in pi punti e permettendo movimenti in tutte le
direzioni; secondo il tipo di articolazione con cui si ha a che fare,
avremo diversi tipi di movimento. Pi precisamente abbiamo:
enartrosi

che

permettono

movimenti

di

rotazione

angolari;

condilartrosi che permettono movimenti di flessione, estensione e


movimenti limitati di lateralit; ginglimi che permettono movimenti
laterali e angolari; artrodie che permettono movimenti di scorrimento.
Tornando allanatomia dei muscoli, tutto il corpo muscolare avvolto
da una robusta fascia di tessuto connettivo detto epimisio il quale
presenta propaggini connettivali interne andando a costituire il
perimisio che avvolge gruppi di fibre muscolari (vedi fig. 2) (1).

Fig. 1

Fig. 2
A loro volta, le singole fibrocellule muscolari sono avvolte da una
delicata

maglia

di

tessuto

endomisio(vedi fig. 2)(1).

connettivo

reticolare

chiamata

Da un punto di vista microscopico la struttura di base per la


contrazione la miofibrilla, la quale presenta una lunghezza variabile
da 10 a 100 micron e un diametro pari a 1 micron (1).
Lelemento contrattile elementare della miofibrilla il sarcomero,
ossia lo spazio compreso tra due linee Z. Ogni sarcomero composto
da una sequenza ordinata di parti che, a partire dalla linea Z, vede un
semidisco chiaro, un disco scuro ed un semidisco chiaro; ne deriva
che la linea Z segna il centro di un disco chiaro, mentre nel centro del
disco scuro corre una linea chiara, detta banda H, a sua volta divisa da
una linea centrale, la linea M (1)(vedi fig. 3 e 4)(2).

Fig. 3

Fig. 4
Il sarcomero costituito da proteine quali: miosina, actina,
tropomiosina e troponina (vedi fig. 5)(3).

Fig. 5
Ogni fibra muscolare composta da circa 1000 miofibrille e ogni
fibra raggiunta da una terminazione nervosa di tipo motoria e
volontaria la quale prende contatti con la stessa in un punto
costituendo la placca motrice (1)(vedi fig. 6)(4).

Fig. 6
I motoneuroni sono percorsi da stimoli elettrici che, una volta
raggiunto il terminale assonico, si trasformano in uno stimolo
biochimico. A tale livello la variazione del potenziale di membrana
determina lapertura dei canali di membrana, qui presenti,
permettendo cos lingresso degli ioni Calcio allinterno dellassone
(2)(5). Lincremento di questi ioni permette la migrazione delle
vescicole contenenti acetilcolina (Ach) verso la superficie interna
dellassone stesso, quindi la fusione della membrana vescicolare con
la membrana assonica, con liberazione delle molecole di Ach nello
spazio presinaptico (5). Queste si legano velocemente ai recettori
postsinaptici nicotinici siti nelle pieghe postgiunzionali. In questo
modo si attivano i canali ionici per il Sodio e il Potassio, i quali
migrano secondo il loro gradiente elettrochimico (il Sodio entra nella
cellula, mentre il Potassio passa nellambiente extracellulare) (5).
Una volta attivati questi canali, le molecole di Ach vengono subito
degradate in colina e acetato poich a livello di membrana
postsinaptica,

nelle

lacetilcolinesterasi (5).

pieghe

postgiunzionali,

si

trova

A carico della porzione postsinaptica si viene cos a creare un


potenziale di placca che, dopo aver attraversato il citoplasma del
muscolo (mioplasma) ritorna in prossimit della placca motrice
depolarizzandola nuovamente, a questo punto si ha lapertura dei
canali del Sodio voltaggio-dipendenti con ritorno ai valori normali, o
valore soglia, della membrana postsinaptica (5).
Allinterno delle fibre muscolari il potenziale dazione depolarizza i
tubuli trasversi del reticolo sarcoplasmatico che libera a sua volta ioni
Calcio, questi interagiscono con la troponina e la tropomiosina e
permettono quindi linterazione tra i filamenti di actina con quelli di
miosina consentendo perci il fenomeno della contrazione muscolare
(5).
Nel fenomeno della contrazione muscolare, oltre che gli ioni Calcio,
intervengono anche le molecole di ATP (adenosintrifosfato) le quali,
in seguito allo scorrimento dei filamenti di actina e di miosina, si
scindono in ADP (adenosindifosfato) e fosforo inorganico fornendo
cos lenergia utile affinch possa aversi il distacco della miosina dai
filamenti di actina (5).
La sintesi dellATP pu avvenire secondo tre modalit differenti, e il
muscolo pu usufruire di tutti e tre i sistemi per approvvigionarsi
dellATP; ci dipende da svariati fattori, tra cui, di fondamentale
importanza, il tipo di fibra muscolare che si va a considerare.
I sistemi che lorganismo sfrutta per produrre ATP sono:
1) Sistema aerobico, in cui le tensioni muscolari sviluppate sono
molto basse (sotto il 30% del valore massimale); in questo tipo di

lavoro il reintegro energetico si trova in equilibrio con il suo


consumo. In questo modo il muscolo pu lavorare a lungo, riuscendo
a mantenere una contrazione isometrica anche per tre minuti circa.
I substrati energetici sono forniti inizialmente dai glucidi e dopo 3040 minuti circa, dai grassi.
I prodotti finali di queste reazioni ossidative sono lacqua e lanidride
carbonica e soprattutto lATP.
A questo punto, mentre lATP prodotto viene utilizzato nella
contrazione muscolare, lacqua e lanidride carbonica vengono
eliminate con la respirazione, con lurina e con la sudorazione;
2) Sistema anaerobico alattacido: in questo caso le tensioni muscolari
sono molto elevate (submassimali e massimali), il lavoro muscolare
risulta essere intenso e pu essere protratto solo per 8-10 secondi.
In questo caso lenergia spesa viene ripristinata dopo 3 minuti circa.
Questo sistema in grado di fornire immediatamente energia in
quanto legato alla presenza di accumulatori di energia, il creatin
fosfato (CP)(5).
Una

volta scisso lATP in ADP e P, mentre questultimo viene

utilizzato come fonte ad alta energia, lADP neoformato si trasforma


nuovamente in ATP grazie alla cessione di P da parte del sistema
enzimatico creatin-fosfato(5). Tuttavia,

dopo 8-10 secondi di

massima tensione muscolare il sistema CP tende ad esaurirsi e quindi


non permette pi la resintesi dellATP, almeno per il momento;
3) Sistema anaerobico lattacido: in questo caso le tensioni muscolari
sono mediamente elevate e possono essere protratte fino a 45 secondi
circa.

Si ha la fosforilazione del glicogeno per produrre ATP, si viene a


formare glucosio-1-fosfato, che in breve si trasforma in glucosio-6fosfato, e dopo dopo una serie di trasformazioni enzimatiche, si
giunge alla produzione di acido piruvico e di acido lattico (2)(4)(5).
E proprio questultimo che crea i maggiori problemi poich limita la
velocit di metabolismo degli zuccheri, inibisce la mobilizzazione
degli acidi grassi liberi e riduce il pH del sangue. Questo comporta
difficolt

di

contrazione

allalterazione

dei

del

muscolo

meccanismi

di

scheletrico

scorrimento

dei

dovuta
ponti

actinomiosinici.
Lacido lattico in un tempo variabile convertito ad acido piruvico
oppure viene metabolizzato a glicogeno nel fegato.
Importante sapere che lorganismo animale, tramite la respirazione
aerobica, riesce a rifornirsi di 36 molecole di ATP contro le 3
molecole che si formano nella glicolisi anaerobica.
Nellambito del tessuto muscolare scheletrico si ha la presenza di tre
tipi differenti di fibre muscolari, quali:
TIPO I, dette anche fibre rosse. Questo tipo di fibre, che presentano
una lenta velocit di contrazione, sviluppano una bassa tensione ma
posseggono

unelevata

capacit

ossidativa

poich

sono

particolarmente ricche di capillari; infatti presentano una buona


quantit di lipidi, mentre il glicogeno presente in quantit modeste.
Queste sono fibre che si affaticano poco e che danno resistenza
muscolare (28);
TIPO IIa, dette anche fibre intermedie veloci. Sono caratterizzate da
unalta velocit di contrazione e dallo sviluppo di unelevata tensione.

Questo tipo di fibre presenta un alto contenuto in glicogeno, mentre i


lipidi sono poco rapprentati. Queste fibre presentano anche capacit
ossidative ma meno accentuate rispetto alle precedenti (28);
TIPO IIb, dette anche fibre bianche veloci, sono caratterizzate da
unalta velocit di contrazione e dallo sviluppo di unelevata tensione,
per bassa la loro capacit ossidativa poich presentano una bassa
densit di capillari e una piccola quantit di lipidi, il glicogeno invece
risulta essere abbondante (28).
Questi ultimi due tipi di fibra si affaticano pi facilmente rispetto alle
fibre di TIPO I.
Inoltre le fibre appartenenti ai TIPI I e IIa, per rifornirsi di energia
utilizzano i carboidrati in maniera aerobica, mentre le fibre del TIPO
IIb si riforniscono di energia tramite la glicolisi anaerobica.
Detto ci, secondo la distribuzione percentuale di ogni tipo di fibra
muscolare, avremo cavalli pi o meno resistenti allo sforzo muscolare
rispetto ad altri. A tal proposito, la distribuzione percentuale delle
fibre rosse, intermedie e bianche, secondo alcuni Autori, altamente
ereditabile (28).

RICHIAMI
SUL REGIME
ALIMENTARE
DEL

CAVALLO
ATLETA

Tutto ci che abbiamo visto fino a questo momento, ci permette di


capire quanto sia importante, per un cavallo atleta, lenergia chimica
assunta con gli alimenti, per poterla trasformare in energia meccanica.
Il cavallo immagazzina energia in diversi modi, sottoforma di depositi
intramuscolari di glicogeno e trigliceridi, oppure sottoforma di
depositi extramuscolari quali il tessuto adiposo e il glicogeno epatico
(8).
Il cavallo, quindi, utilizza lenergia immagazzinata in differenti modi
secondo lalimento somministrato, laddestramento, la velocit e
durata del lavoro, let del cavallo e la composizione percentuale
delle fibre muscolari.
Si gi parlato dellenergia (ATP) e in che modo sintetizzata, e dei
vari tipi di fibre muscolari. A questo punto non ci resta che capire in
che modo queste ultime sono reclutate nelle varie fasi lavorative del
cavallo.
Nellandatura al passo vengono interessate le fibre di TIPO I, le quali,
contraendosi lentamente, consumano una minima quota di ATP, che in
ogni modo viene prodotta secondo la via aerobica.
Nellandatura al trotto, le fibre di TIPO I non riescono da sole a
contrarsi cos rapidamente da permettere questo tipo di andatura,
quindi intervengono le fibre TIPO IIa, le quali utilizzano oltre la via
di produzione aerobica dellenergia, anche il glicogeno e i grassi
secondo la via anaerobica.

Nellandatura al trotto da corsa e al galoppo, invece, vengono


interessate le fibre di TIPO IIb, le quali utilizzano energia soprattutto
prodotta dalla via anaerobica, e solo in minima parte dalla via
aerobica. Eovvio che, secondo la tipologia del cavallo, verr
utilizzato maggiormente un determinato substrato energetico rispetto
ad un altro.
La miscela alimentare che si somministra allanimale assume un ruolo
di primaria importanza, in particolare lamido, le fibre, il grasso e le
proteine rappresentano le quattro forme di carburante principali (11).
Lamido un carboidrato costituito da pi molecole di glucosio ed
presente in particolar modo nei cereali, soprattutto nel mais. Una
volta ingerito viene scisso nelle singole molecole di glucosio, viene
interamente assorbito a livello intestinale, passa direttamente nelle
cellule e viene ossidato ad ATP (8)(11)(12); diversamente pu andare
a formare i depositi di glicogeno a livello di muscoli e fegato o pu
essere ulteriormente metabolizzato a livello epatico e trasformato in
lipidi qualora lamido alimentare venga somministrato in eccesso
(13).
Lamido

determina

un

rapido

innalzamento

della

glicemia

permettendo il rilascio di insulina che determina un aumento del


deposito di glicogeno muscolare (2).
Nonostante ci, non bisogna eccedere con la sua somministrazione
poich un eccesso non del tutto assorbito a livello intestinale, quindi
fermenta nel lume enterico a causa dei batteri presenti, con
produzione di acido lattico. Questo, abbassando il pH, determina la

morte dei batteri stessi, con ripercussioni generali

in alcuni casi

molto gravi (13).


Le fibre alimentari, a livello enterico, vengono fermentate dai batteri
e liberano acidi grassi volatili (acido acetico, propionico e butirrico);
questi successivamente sono assorbiti rapidamente nel grosso
intestino e, una volta in circolo, vengono impiegati per il metabolismo
energetico. Di questi, soprattutto lacido propionico, determina un
netto miglioramento del rendimento energetico aumentando cos le
performance atletiche (2)(8)(11).
Per far produrre pi acido propionico i foraggi somministrati devono
essere poco fibrosi con il limite comunque determinato dalle necessit
anche per il cavallo di fibra grezza ad azione coleretica.
I grassi rappresentano una forma alternativa di energia che risulta
essere molto importante poich fornisce una quantit di energia 2,5
volte superiore a quella fornita dallamido (11).
Durante il lavoro muscolare, lento e moderato, si utilizzano
soprattutto gli acidi grassi, la cui quantit bruciata direttamente
proporzionale alla concentrazione degli acidi grassi liberi (AGL)
presenti nel sangue. Ne deriva che unintegrazione di grassi con
lalimento, aumenta la concentrazione di AGL ematici, perci i
muscoli lavorano meglio e si affaticano meno (11)(12). Nel lavoro
muscolare, un aumento degli acidi grassi e del glicerolo ematici,
indicano

che

lenergia

viene

prodotta

neoglucogenetico utilizzando i lipidi (23).

tramite

meccanismo

Le proteine alimentari vengono utilizzate dallorganismo soprattutto


per lapporto di amminoacidi che, nel caso specifico dei cavalli, sono
rappresentati soprattutto dalla lisina, metionina e cisteina (11)(12).
Dal punto di vista energetico lo scheletro carbonioso delle proteine
pu essere metabolizzato a zuccheri e grassi, in definitiva ad ATP;
anche in questo caso non si deve eccedere nella somministrazione,
poich si rischierebbe un aumento della produzione di ammoniaca e
urea (13).
Non meno importanti sono le vitamine e i sali minerali, la cui quantit
nella razione deve essere calcolata correttamente in base al
fabbisogno giornaliero del singolo individuo, tenendo presente la
durata e il tipo di lavoro svolto dallanimale stesso (12).
Da un punto di vista biologico, infatti, le vitamine catalizzano le
reazioni di ossidazione dei carboidrati (metabolismo energetico),
consentono lossigenazione dei muscoli fungendo da precursori
enzimatici, permettono una maggiore resistenza alla fatica grazie alla
loro azione trofica e difensiva (vit. A ed E) nei confronti dei vari
tessuti (11)(12).
I sali minerali intervengono anchessi nel metabolismo energetico,
oltre che in altre importanti funzioni: il Cobalto per esempio favorisce
lemopoiesi, e il Selenio impedisce lossidazione cellulare in
sinergismo con la vit. E (14).
In ogni caso bisogna evitare di iperalimentare i cavalli soprattutto se
questi sono sottoposti ad un ridotto lavoro muscolare. Bisogna
somministrare una corretta quantit dalimenti e in particolar modo di

cereali: infatti, un loro eccesso comporta laumento dei depositi di


grasso (8)(13).
Ben pi gravi sono gli squilibri alimentari che si instaurano qualora
la razione somministrata risulti sbilanciata nelle sue componenti (13).
In definitiva, una corretta alimentazione sta alla base del miglior
sfruttamento delle risorse fisiche dei cavalli atleti durante la gara.

PRINCIPALI PATOLOGIE
DELLAPPARATO
MUSCOLARE
Le patologie che interessano lapparato muscolare dei cavalli atleti,
prendono il nome di MIOPATIE DA SFORZO (9).
Con questo termine si indicano una serie di manifestazioni cliniche
che conseguenti per lo pi ad un eccessivo sforzo muscolare in cavalli
non adeguatamente preparati ad affrontare un gravoso lavoro fisico
(9).
Le cause dinattivit fisica possono essere le pi diverse, quali la
cattiva stagione od i traumi di qualunque tipo, siano essi muscolari o
scheletrici, ovvero malattie di qualunque tipo non proprie
dellapparato muscoloscheletrico, non trascurando la indisponibilit,
magari anche protratta del proprietario o dei preparatori (6)(7)(9).
Molto spesso, in queste condizioni, i cavalli ricevono unintera
razione alimentare particolarmente ricca di carboidrati che, non
essendo utilizzati in altro modo, si accumulano sotto forma di
glicogeno muscolare ed extramuscolare. Nel momento in cui

lanimale riprender il lavoro fisico, si getteranno le basi per


unimponente produzione di acido lattico (8)(30).
Si parla quindi di mioglobinuria parossistica o mal del luned,
rabdomiolisi da sforzo o tying-up e azoturia (9).
Queste malattie, sono tutte associate ad un esercizio fisico eccessivo
o malgestito, da un punto di vista sia della quantit che della qualit
dello sforzo, tanto che, secondo molti Autori, si tratta di vari gradi
della stessa condizione patologica (9).
Alla base delle miopatie da sforzo, c un fatto ischemico con scarsa
perfusione del muscolo. Ci comporta ipossia tissutale che induce i
gruppi muscolari interessati a rifornirsi denergia mediante la via
anaerobica lattacida (7)(9)(30). Cos facendo si viene a produrre
uneccessiva quantit dacido lattico, con riduzione del

pH nel

muscolo (acidificazione), che determina la degenerazione e la necrosi


delle fibre muscolari (30). Nelle forme pi gravi si ha liberazione di
mioglobina che in seguito sar eliminata con lurina che assumer una
colorazione rosso scuro (9).
La mioglobina un pigmento proteico responsabile del trasporto
dellossigeno nelle fibrocellule muscolari scheletriche (7).
Il tying-up, generalmente, si osserva nelle attivit legate al fondo e
nelle fasi finali

della competizione atletica come risultato

dellesaurimento delle riserve energetiche (glicogeno)(9).


La sintomatologia osservata in questo caso molto simile a quella in
caso di azoturia, ma dintensit minore (9).
I muscoli maggiormente interessati nellazoturia sono il quadricipite
femorale e i muscoli glutei.

La manifestazione clinica si osserva dopo poco tempo dallinizio del


lavoro fisico e non necessariamente in caso di uno sforzo massimale.
Lanimale presenta tachicardia, lieve ipertermia ed espressione
ansiosa, c intensa sudorazione con perdita consistente di elettroliti
quali: Sodio, Potassio e del cloruro (24). I muscoli interessati
presentano consistenza dura, quasi lignea, e compare mioglobinuria
(9).
La sintomatologia pu rientrare in breve tempo qualora lanimale sia
messo immediatamente a completo riposo.
Purtroppo per, la patologia progredisce fino a costringere il cavallo
al decubito e in molti casi termina con la morte (9).
Questi sono i casi in cui la quantit di acido lattico prodotto supera le
capacit detossificanti dellorganismo, portando inevitabilmente, ed
in breve tempo, ad uno stato di grave alterazione dellequilibrio acido
base nel sangue nonch alla comparsa di una insufficienza renale
dovuta allostruzione dei tubuli renali da parte della mioglobina
filtrata (7)(8)(9).

PRINCIPI
SULLALLENAMENTO
DEL
CAVALLO

ATLETA

Per poter competere, un cavallo deve possedere

caratteristiche

morfo-funzionali e genetiche particolari. Ben poco si pu operare per


migliorare le prestazioni fisiche del cavallo atleta se manca una
predisposizione genetica di base; daltro canto, diventa fondamentale

intervenire con un programma di allenamento mirato per poter


raggiungere un adeguato trofismo della massa muscolare (28).
Un grado maggiore di trofia muscolare legato ad una pi alta
percentuale di distribuzione di fibre a contrazione veloce (fibre
intermedie e bianche), poich queste garantiscono un rendimento
ottimale rispetto ad un cavallo che presenta unalta percentuale di
fibre a contrazione lenta (fibre rosse)(28).
In ogni caso tutti i cavalli risponderanno, se pure in modo differente,
alla sollecitazione di un lavoro muscolare.
Per ottenere il massimo effetto trofico, lallenamento a cui sottoporre
il cavallo, deve mirare ad un maggiore sviluppo dimensionale delle
fibre a contrazione veloce e deve essere perci di elevata intensit ma
di breve e media durata (28).
Le fibre veloci possono lavorare alla massima intensit per circa 30
secondi prima di affaticarsi.
Grazie a studi condotti in campo si visto che, riducendo lintensit
del lavoro a 80-90%, laffaticamento delle fibre insorge dopo circa 10
minuti.
Per lallenamento del cavallo, in alcuni casi, si utilizza la giostra;
tale pratica impone allanimale unandatura a bassa velocit,
determinando la contrazione delle fibre lente a discapito di quelle
veloci.
In fase di allenamento, il punto critico condizionato dalla durata del
lavoro ad elevata intensit, che deve essere strettamente controllato
per evitare i danni causati dal rapido incremento dellacido lattico,
che tende ad accumularsi in queste condizioni.

Perci opportuno cogliere i primi sintomi di affaticamento


dellanimale, per evitare di prolungare lo stress muscolare, anche per
pochi minuti, oltre il limite massimo consentito , situazione che pu
comportare seri problemi allorganismo.
Lallenamento di tipo aerobico del cavallo, probabilmente il sistema
pi semplice per sviluppare una maggiore resistenza muscolare.
In fase di allenamento, la durata dellesercizio fisico che pone i
maggiori problemi per ottenere il miglior rendimento dallanimale.
Inoltre, necessario considerare il tipo di andatura al quale conviene
allenare lanimale.
In natura, il trotto rappresenta per il cavallo landatura di passaggio
tra il passo ed il galoppo.
Nei trottatori tale andatura di gara una forzatura, che comporta un
allenamento specifico e mirato.
Il cavallo dovr sviluppare, con la pratica, quella adeguata abilit
motoria e coordinazione di specifici gruppi muscolari che in parte gi
possiede come patrimonio genetico.
In gara il cavallo deve sfruttare al meglio il lavoro aerobico, poich
questo gli consente di subire meno danni muscolari; solo in un
secondo momento (sprint finale) potr usufruire del lavoro
anaerobico.
Un allenamento di tipo aerobico richiede una bassa intensit e una
lunga durata del lavoro e, per poterlo migliorare, lanimale deve
essere sottoposto ad un graduale aumento di intensit e di durata nel
tempo; questo porta ad un innalzamento del livello di forma fisica.

Pertanto, nelle fasi iniziali di un programma di allenamento


necessario procedere lentamente e per gradi, fino al livello massimo
consentito da ciascun atleta; in tempi successivi, si forza leggermente
tale livello massimale per allenare il cavallo ad un metabolismo di
tipo anaerobico, che non abbia per ripercussioni fisiche.
In queste condizioni i cavalli si presentano rilassati, pronti a
competere, senza andare in sovrallenamento.
Va ricordato che un allenamento adeguato ed eseguito correttamente,
se da una parte determina laumento del lattato e del CK (14)(15)(20)
(22), dallaltro determina: un aumento di volume della milza con una
maggiore capacit di immagazzinare e mobilizzare gli eritrociti, un
aumento delle dimensioni cardiache e della gittata sistolica ed anche
un aumento della concentrazione ematica di emoglobina (16)(17)(18)
(19)(22)(25). Tutto ci converge nel trasformare il cavallo atleta in
una macchina da corsa con maggiori potenziali di prestazione e con
un pi ridotto potenziale di rischio, non solo muscolare ma
complessivo.

LO
STRETCHIN
G
MUSCOLAR
E

Lo stretching, o allungamento muscolare, rappresenta per il cavallo


un

utilissimo

strumento

fisiatrico

dopo

il

riscaldamento,

lallenamento o una gara (29).


Indipendentemente dal tipo di lavoro svolto dal cavallo, lo stretching
risulta utile per mantenere elastici e flessibili i tessuti muscolari e
tendinei, mettendoli nelle condizioni migliori di reagire prontamente a
stimoli forti ed improvvisi, senza subire strappi e/o stiramenti (29).
La condizione ottimale, per sottoporre il cavallo allo stretching,
quella in cui i muscoli sono maggiormente malleabili; ovvero quando
essi risultano essere caldi e ben irrorati di sangue (29).
Lallungamento, tuttavia, provoca fastidio e tensione, e in alcuni casi
anche dolore. Siccome luomo che, con la sua manualit, allunga i
vari gruppi muscolari del cavallo, per non provocargli danni, deve
intuire in tempo utile quando lanimale accusa dolore (29).
Lo stretching deve essere tale da impedire le contratture muscolari,
ma se queste sono gi presenti, bisogna farne un uso molto attento per
non peggiorare la situazione (29).
Come nellallenamento, anche nello stretching, bisogna intervenire
per gradi; ossia si deve far raggiungere al muscolo sottoposto a
stretching, il massimo grado di allungamento con una tensione
crescente e graduale. In questo modo, un cavallo, a cui viene
applicato lo stretching due volte la settimana, si presenta pi sciolto e
agile (29).

Sarebbe utile se non indispensabile rendere il Medico Veterinario


consulente del proprietario. In questo modo, qualora il proprietario abbia
la necessit di conoscere le caratteristiche atletiche del proprio animale, il
Veterinario, con le dovute conoscenze che gli sono proprie, supportate da
indagini mirate di laboratorio, pu trovarsi nella posizione ideale per
consigliare come, quel determinato animale, deve essere alimentato ed
allenato per riuscire ad ottenere le migliori performances