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SAI CHE...

ALTRIA-GROUP
ALTRIA-GROUP, Inc., il nuovo nome della
capogruppo di Kraft Foods, Philip Morris International
e Philip Morris USA.
Le industrie del tabacco hanno conservato il nome
Philip Morris, Kraft rimasto il nome della seconda
pi importante industria alimentare al mondo.
Le societ operative della capogruppo hanno
continuato a far crescere i marchi globalmente
riconosciuti quali Marlboro, Kraft, Parliament, Oreo,
Virginia Slims e Oscar Mayer.
In Italia presente con i marchi:
Jocca, Lindemberg, Sottilette Kraft, Philadelphia,
Mayonnaise Kraft, caff Hag, caff Splendid,
Toblerone, Milka, Tender, Simmehthal, Spunt,
Mato Mato Kraft e tanti altri.
Kraft Foods Italia ha concluso l'accordo per la vendita
del business italiano dei formaggi Invernizzi al
Gruppo Lactalis, produttore francese leader nel
settore caseario.
Philip Morris una delle multinazionali che ha
presentato alla commissione europea la proposta
sul cacao e sui prodotti al cioccolato in base alla
quale possibile limpiego di sostanze grasse vegetali
diverse dal burro di cacao fino al 5% del prodotto
finale, producendo effetti disastrosi per 11 milioni
di persone che sono direttamente dipendenti dal
raccolto del cacao (Ghana, Costa dAvorio, Nigeria,
Camerun).
La Philip Morris una delle pi grandi produttrici di
sigarette e, poich nel nord del mondo il consumo
di tabacco in diminuzione, sta dirigendo le sue
vendite verso il sud, aumentando a dismisura il
consumo di tabacco nei minorenni. Fino al 1999
ha cercato di nascondere i legami tra il fumo e i
danni alla salute, ingaggiando anche scienziati e

studiosi per confutare le tesi sui danni derivanti dal


fumo passivo. Philip Morris la maggiore
responsabile dei 4,9 milioni di persone che muoiono
ogni anno nel mondo per malattie legate al fumo
Per boicottare la Philip Morris potrebbe non bastare
cambiare marca, o smettere semplicemente di
fumare.
Altria Group, controllando anche marchi dellindustria
alimentare, nel 1994 per esempio, ha minacciato la
rete televisa ABC di ritirare gli spot legati alla Kraft
Food ed alla Miller Beer per un valore commerciale
di 100 milioni di dollari da un programma che
criticava il livello di nicotina delle sigarette.
Nel Wisconsin, nel 1997, ha minacciato di non
investire pi negli stabilimenti della Kraft se non
fosse stato ritirato il decreto legge che aumentava
le tasse sul tabacco. La Kraft stata inoltre segnalata
per utilizzare organismi geneticamente modificati.
Essendo oltremodo uno dei leader mondiali nella
distribuzione di cioccolata,controllando marchi quale
la Milka, si fatta portavoce insieme ad altre
multinazionali di una proposta di legge poi ratificata
dal parlamento europeo nel 2000 in base al quale
regolarizzato lutilizzo di sostanze diverse dal burro
di cacao fino al 5% nei prodotti a base di cioccolato;
ha inoltre chiesto ed ottenuto che nelle etichette non
venisse riportata la percentuale di burro di cacao
presente nella cioccolata.
Fonti: Miniguida al consumo critico e al boicottaggio
(realizzato da Movimento Gocce di Giustizia); Guida
al consumo critico, Centro nuovo modello di sviluppo,
Ed. EMI; Multinational Monitor 31/12/2001;
Altreconomia, febbraio 2003; www.cunegonda.info;
www.minerva.unito.it; www.pointovu.com

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BAYER
Multinazionale chimica e farmaceutica di origine
tedesca presente in pi di 60 paesi. La Bayer
organizzata in 4 divisioni principali che producono
farmaci, gomme e polimeri sintetici, prodotti chimici
( fra i maggiori produttori di Cromo del mondo) e
prodotti veterinari.
E attiva anche nelle bioteconologie applicate
allagricoltura.
L8 Agosto 2001 la Bayer ha annunciato il ritiro del
farmaco Baycol-Lipobay (assunto nel mondo da
oltre 6 milioni di persone allanno) che avrebbe
causato gravi problemi collaterali in oltre 1000
pazienti e provocato la morte di 52 casi accertati.
Il 16 Agosto 2001 il ministro della sanit tedesco
ha accusato la Bayer di non aver diffuso i dati di un
rapporto allarmante sugli effetti del Lipobay che il
gruppo possedeva gi da met giugno.
Nel 2004 la multinazionale di Monaco ha concordato
il patteggiamento e il pagamento di una multa di 66
milioni di dollari alle autorit americane per laccusa
di aver fatto cartello sul prezzo della gomma.
Ha dovuto risarcire le famiglie di due dozzine di
bambini peruviani avvelenati e uccisi nel 1999
dall'insetticida Folidol.
Bayer tra le multinazionali occidentali del settore
biotecnologico e farmaceutico che in Africa, in palese
violazione della Convenzione sulla biodiversit
dellOnu (1992), la quale riconosce agli Stati la piena
sovranit sulle risorse naturali presenti sui propri
territori, stanno rastrellando le risorse naturali del
continente.
Una razzia di piante e batteri che nei laboratori
biotecnologici di Bayer, dopo essere stati brevettati,

vengono trasformati in prodotti molto redditizi, senza


per che ai paesi e alle comunit di origine arrivi
alcun beneficio dallo sfruttamento delle loro ricchezze
naturali.
E il caso del batterio trovato sul lago Ruiro, in Kenya,
dal quale la Bayer ha sviluppato il Glucobay, un
farmaco contro il diabete che gli ha fatto guadagnare
218 milioni di euro.
In difesa della Bayer, la portavoce della company,
ha precisato che per la produzione del Glucobay non
stanno usando il batterio keniota originale, ma il suo
prodotto biotecnologico brevettato.
In pratica le multinazionali si ritengono libere di
saccheggiare le risorse naturali africane e di
acquisirne la propriet intellettuale brevettandole,
dando cos origine a vere e proprie forme di
biopirateria; unattitudine inaccettabile in
considerazione del fatto che gli africani non possono
permettersi lacquisto di quei farmaci prodotti
attraverso lo sfruttamento delle risorse biologiche
sottratte al loro continente.
Lamministrazione di Durban, in Sudafrica, ha trovato
particelle di Cromo altamente nocive nella falda
acquifera. La componente cancerogena si
riscontrata allinterno dello stabilimento chimico
della Bayer, che gode di una triste fama per i molteplici
episodi di avvelenamento. Un terzo dei dipendenti,
infatti, accusa gravi problemi di salute, almeno 10
lavoratori hanno riscontrato danni mortali.
Fonti: Guida al consumo critico (Centro nuovo
modello di sviluppo, Ed. EMI); Greenpeace
international, ottobre 2005; www.italy.peacelink.org;
www.cbgnetwork.org; www.edmonds-institute.org

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BENETTON
La multinazionale italiana presente in 120 Paesi
del mondo e genera un fatturato totale di oltre 1,9
miliardi di euro.
I suoi marchi sono:
Sisley, Playlife, Killer Loop.
Nel 2002 il gruppo ha adottato un codice etico
indirizzato anche ai fornitori, che impegna alla
tutela di salute e sicurezza e pari opportunit. Non
c, per, evidenza di un sistema di controllo del
comportamento dei fornitori.
Benetton accusata da alcune Organizzazioni non
governative di avere ignorato ripetute richieste di
comunicare la localizzazione dei fornitori in
Birmania, Paese noto per le violazioni dei diritti
umani.
In Argentina Benetton ha acquisito dal Governo
900.000 ettari di terra per la produzione della lana,
condannando il popolo Mapuche (uomini della
terra), che da sempre la abita, in una striscia di
terra dove le famiglie sono costrette a vivere in
condizioni di sovraffollamento, diventando, talvolta,
manodopera a basso costo.
Il violento sgombero ai danni delle famiglie indigene
che avevano osato sottrarre 7 dei 192.000 ettari
dellestancia Leleque, ha dato il via ad una serie
di manifestazioni e blocchi stradali da parte dei
Mapuche e ha aperto un contenzioso fra la
multinazionale e il popolo di cui si fatto portavoce
Perez Esquivel, premio nobel per la pace.

Dei loro 30 milioni di ettari su cui vivevano da


secoli, tra Cile meridionale e Argentina, gliene
sono rimasti solo 250.000. Lespropriazione
sistematica dei territori indigeni da parte delle
multinazionali va avanti ormai da molti anni, in
tutta lAmerica Latina, con il beneplacito dei governi
e la violazione sistematica delle costituzioni.
Si assiste ad un saccheggio dove gli stati non sono
neppure soci, solo strumenti che attraverso il varo
di leggi permettono la spoliazione delle risorse.
Attualmente Benetton la multinazionale con
pi possedimenti terrieri in Argentina, ottenuti
a fior di dollari ed espropri.
Fonti:
www.tatavasco.it/altromondo/boycott/boycott.html;
Vita, giugno 2005;
www.mapuche-nation.org

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CHIQUITA
Chiquita una delle pi grandi produttrici di frutta
e verdura del mondo, conosciuta soprattutto per
le banane di cui la maggior produttrice e
venditrice.
Nelle piantagioni in Nicaragua ed Ecuador ci sono
i salari pi bassi al mondo (da 1.25 a 2.50 $ al
giorno) per lavorare anche 14 ore con straordinari
non retribuiti e spesso obbligatori.
Maggio 2005: in Nicaragua, sotto i palazzi del
Governo, continua da quasi ottanta giorni la
permanenza dei bananeros, i lavoratori delle
piantagioni di banane che si sono ammalati a
causa del Nemagn e di altri pesticidi utilizzati
dallimpresa. Chiquita ha obbligato i propri
lavoratori a spruzzare pesticidi senza protezione,
a volte senzacqua per potersi lavare.
La multinazionale nota per gli attacchi
allambiente, per la repressione sindacale, per
i maltrattamenti dei braccianti, ma soprattutto
per la sua aggressivit in ambito politico.
Due organizzazioni di diritti umani (Colombian
institute of international law e long Earth rights
international) hanno depositato presso una corte
federale degli Stati Uniti 16 capi daccusa contro
Ciquita Brands.
Il motivo? Gli ingenti finanziamenti a favore delle
AUC colombiane (Autodefensas Unidas de
Colombia), un insieme di gruppi paramilitari
colombiani; finanziamenti che ammontano ad
almeno un milione e mezzo di dollari.
L'AUC considerata unorganizzazione di stampo
terroristico da molti paesi, tra cui gli Stati Uniti e
lUnione Europea.

stato stimato che si serva di almeno 20.000


militanti.
LAUC afferma che il suo obiettivo primario
proteggere i suoi finanziatori e sostenitori dagli
insorti e dalle loro attivit, attraverso il rapimento,
lomicidio e lestorsione. Nel 2000, lex capo
supremo dellAUC, Carlos Castao Gil, sostenne
che il 70% dei costi operativi dellorganizzazione
erano finanziati con i proventi del commercio di
droga, la parte restante proveniva da donazioni
dei suoi sponsor.
Fonti:
Miniguida al consumo critico e al boicottaggio
(realizzato da Movimento Gocce di Giustizia);
Altreconomia ottobre 2000;
Equonomia;
www.unimondo.org

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COCA COLA
In Italia presente con i marchi:
Beverly, Coca-Cola, Coca-Cola Light, Fanta,
Kinley, Sprite, Nestea, Powerade.
Uno studio Codacons ha dimostrato che CocaCola contiene aspartame che, se assunta in grandi
quantit, pu causare danni al cervello
particolarmente gravi nei bambini. Ancor pi forti
sono gli effetti sul feto se la madre a consumare
frequentemente questi prodotti.
Negli impianti di imbottigliamento in India fa uso
di lavoro minorile.
Il 9/12/99 a Manila, 600 lavoratori della societ di
imbottigliamento Otis-Coca Cola sono stati licenziati
in tronco senza preavviso.
Giugno 2005: la Campagna Internazionale di
Boicottaggio contro la Coca Cola, promossa dai
lavoratori del sindacato colombiano Sinaltrainal,
compie i suoi primi 3 anni.
La battaglia ha permesso la creazione anche in
Italia di una Rete di Boicottaggio della Coca Cola,
la REBOC, che denuncia politiche repressive nei
confronti dei lavoratori sindacalizzati in Colombia.
Il rapporto di Amnesty International mette in luce
un modello sistematico di attacchi contro i
sindacalisti impegnati nei contenziosi sul lavoro,
nelle campagne contro le privatizzazioni e a favore
dei diritti dei lavoratori in alcune aree dove operano
le industrie estrattive.
Il sindacato colombiano Sinaltrainal ha subito negli
anni di rapporto con Coca Cola 9 omicidi di suoi
componenti, attentati, minacce, sequestri ai danni
di familiari, quadri sindacali costretti allesilio
oppure costretti ad abbandonare le proprie
comunit, licenziamenti forzati.

Coca-Cola continua ad attuare gravissime pratiche


antisindacali, non solo in Colombia, ma anche in
Eritrea, Guatemala, Nicaragua, Pakistan, Azerbaijan,
Moldavia, Russia, Turchia, Per, Venezuela e Kenia,
come confermano i rapporti 2004-2005-2006
dellICFTU (Confederazione internazionale dei
Sindacati Liberi) elaborati dallUfficio Internazionale
FIM-CISL.
In India, la popolazione circostante la zona
industriale di Kaladera, ha ottenuto la chiusura
della fabbrica di Coca Cola e delle sue potenti
pompe destrazione dellacqua, considerate
responsabili dellesaurimento delle falde freatiche
nel sottosuolo.
LIndia Resource Center sta portando avanti una
campagna contro la multinazionale di Atlanta,
responsabile di causare gravi siccit nelle
comunit, inquinare falde acquifere e terreni nelle
vicinanze delle fabbriche, distribuire i rifiuti tossici
come fertilizzanti ai contadini, vendere bevande
con livelli di pesticidi estremamente alti.
Fonti:
Guida al consumo critico, Centro nuovo modello
di sviluppo, Ed. EMI
Rivista Agra & Trade, n16, 16/04/1998
Comunicato stampa IUF 28/01/2000
www.unimondo.org
rapporto di Amnesty International: Uccisioni,
detenzioni arbitrarie e minacce di morte: la realt
del sindacalismo in Colombia
www.indiaresource.org

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DANONE
Multinazionale alimentare di origine francese, il
Gruppo Danone presente oggi in 27 paesi.
In Italia presente con i marchi:
Danette, Danone, Danito, Cipster, Tuc, Saiwa,
Evian.

Nel 2003 la rivista scientifica British medical


Journal ha rilevato violazioni da parte di Danone
al rispetto del codice OMS relativo alla
commercializzazione dei sostituti del latte materno
in Togo e Burkina Faso.

Dal 2002 la Galbani non fa pi parte del gruppo


Danone; stata acquisita dal gruppo francese
Lactalis.

In Asia, dove esiste in modo massiccio il problema


dellaccesso allacqua potabile, Danone vende
acqua depurata in bottiglia, prelevata dagli
acquedotti pubblici.
Nel gennaio del 2005, LGR Holding ha acquistato
la societ Italaquae dal Gruppo Danone, diventando
cos proprietaria delle acque minerali Ferrarelle,
Santagata, Natia, Boario.

Allinizio del 2007 Kraft Foods Italia ha deciso di


rilevare la gestione completa del marchio degli
snack salati Ritz.
Danone fa parte di EuropaBio, unassociazione che
raggruppa le industrie con interessi nel settore
delle biotecnologie, il cui scopo di intervenire a
tutti i livelli per legittimarne limpiego.
Da vari anni gli stabilimenti della sua controllata
inglese HP Foods inquinano gravemente
lambiente circostante (secondo lassociazione
ambientalista Hall of Shame, la HP Foods occupa
il settimo posto nella graduatoria delle imprese
manifatturiere pi inquinanti).
Dal 1992 al 2001 i dipendenti di Danone al di fuori
dellUnione Europea sono passati dall8 al 72%.
Nel marzo 2001 Danone ha chiuso 6 biscottifici
in 5 paesi dellUnione Europea, compromettendo
il posto di lavoro di 1780 persone.

Fonti:
Miniguida al consumo critico e al boicottaggio
(realizzato da Movimento Gocce di Giustizia);
Guida al consumo critico, Centro nuovo modello
di sviluppo, Ed. EMI;
Attac Francia e Italia;
www.tatavasco.it

Foto G. Fantuzzi

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DELL - HP - IBM
Clean up you computer (ripulisci il tuo computer),
il titolo del rapporto curato dallagenzia inglese
Cafod (Catholic Agency for Overseas
Development) che testimonia pesanti violazioni
dei diritti umani nelle aziende che producono Pc
per i grandi nomi dellinformatica occidentale in
Messico, Cina e Thailandia.
La manodopera viene reclutata da agenzie private
di lavoro interinale: i contratti vanno da un minimo
di 28 giorni a un massimo di tre mesi, i criteri di
selezione sono del tutti arbitrari e prevedono test
obbligatori di gravidanza.
I salari sono bassi (anche comparati con il costo
della vita del paese) e vengono ridotti in periodi
di scarsa domanda da parte dei committenti: alcune
lavoratrici cinesi non riescono nemmeno a saldare
il debito contratto con lagenzia che ha procurato
loro il posto di lavoro. Molti lavoratori non hanno
un contratto scritto.

fornitura. Purtroppo nessuna si impegnata a


collaborare in modo trasparente con organizzazioni
non governative locali o con i sindacati.

In Messico non vengono assunti parenti di


sindacalisti o di avvocati, persone sospettate di
essere omosessuali o con titoli di studio riguardanti
il diritto.
Anche liscrizione a un qualsiasi partito politico
una discriminante che impedisce lassunzione.
Le norme igieniche e di sicurezza sono spesso
inesistenti, nonostante i lavoratori siano in contatto
con agenti chimici e radiazioni.

In altri casi si sono trovate forti concentrazioni di


rame nellacqua, un metallo responsabile di calo
della fertilit o della crescita negli organismi
acquatici. Nelle acque di scarico dellIBM a
Guadalajara, in Messico, stato trovato tra i
composti tossici il nolifenolo, potente interferente
endocrino, nonostante le dichiarazioni dellazienda
sul rispetto dellambiente. Anche i lavoratori sono
potenzialmente esposti a queste sostanze tossiche.

Hp, Dell e Ibm hanno risposto alle accuse mosse


dal rapporto Cafod: alcune aziende posseggono
gi un codice di condotta, altre lo stanno
implementando e promettono di migliorare le
condizioni di chi lavora alla propria catena di

Fonti:
http://www.cafod.org.uk/
http://www.mytech.it/computer/articolo/idA0280
01051271.art

Il rapporto di Greenpeace Cutting Edge


Contamination, denuncia che le sostanze liberate
da circuiti stampati e semiconduttori di IBM, HP
e altre aziende hi-tech finiscono nei fiumi e nelle
acque di falda in Asia e in Messico. In prossimit
delle fabbriche di prodotti elettronici vengono
rilasciate sostanze tossiche come i PBDE, un
gruppo di ritardanti di fiamma bromurati, e gli
ftalati, usati per ammorbidire le sostanze plastiche.
Nelle Filippine, in uno dei siti esaminati da
Greenpeace, lacqua potabile conteneva
concentrazioni di cloro anche 70 volte superiori
ai limiti fissati dallAgenzia statunitense per
lambiente.

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DOLE
E il pi grande produttore e distributore mondiale
di frutta e verdura fresca e conservata; presente
anche nel settore dei fiori, provenienti
essenzialmente dalla Colombia.
Le banane e gli ananas Dole sono oggetto di
boicottaggio per luso dei pesticidi nei paesi in via
di sviluppo, per le paghe basse e per le
discriminazioni nei confronti delle donne.
Uninchiesta condotta nel 2002 sulle piantagioni
di banane in Ecuador, ha rilevato lesistenza di
lavoro minorile, di abusi sessuali, di esposizione
a sostanza tossiche, di violazione dei diritti sindacali,
di salari da fame.
I pesticidi costituiscono circa il 50% del costo
totale di produzione e vengono irrorati anche con
laereo, con conseguenze gravissime sullambiente
circostante. La maggior parte dei pesticidi utilizzati
sono proibiti nei paesi industrializzati, fra questi
uno dei pi pericolosi il DBCP, un potente
vermifugo che ha reso sterili 15.000 lavoratori
costaricani. Ad oggi sono pi di 800 le persone
che in Nicaragua sono decedute per essere state
esposte agli effetti di sostanze chimiche proibite,
tra cui il Nemagon, irrorate sui campi da
multinazionali statunitensi.
Dole stata criticata per la distruzione della foresta
pluviale in Honduras e nelle Filippine.
Dole il maggior esportatore di fiori recisi
dallAmerica Latina verso gli Stati Uniti.
Il successo dellindustria floricola dovuto anche
allo sfruttamento dei lavoratori, al basso livello
salariale e alla mancanza di garanzie sociali.
La paga minima di 165$ mensili prevista dalla legge
spesso non viene di fatto riconosciuta.
Il salario corrisposto ad un bracciante delle

piantagioni spesso copre appena il 50% del


fabbisogno mensile di una famiglia.
La costituzione di sindacati interni ostacolata
dalle aziende tramite il licenziamento delle lavoratrici
e dei lavoratori, con la creazione di liste nere
contenenti i nomi dei lavoratori sindacalizzati e con
il ricorso al parallelismo sindacale, cio la formazione,
da parte delle aziende, di sindacati compiacenti.
Collin Street Bakery una compagnia texana che
produce ananas fresche per Dole in Costa Rica.
Una risoluzione del Ministero del Lavoro del
4/08/2005 ha riconosciuto che la compagnia ha
impedito lesercizio della libert sindacale; la
compagnia minaccia di licenziare tutti i sindacalisti,
li isola e li perseguita.
I lavoratori di due compagnie, Ananas Fruit e Pia
Tica, fornitori di Dole, hanno deciso di fondare un
sindacato per contrastare i problemi delle lunghe
giornate di lavoro, del mancato riconoscimento del
riposo settimanale, dei salari non pagati, delle
regole di igiene e sicurezza non osservate, non
garantendo agli addetti le necessarie protezioni per
difendersi dallutilizzo dei pesticidi e dallesposizione
alle fumigazioni, quasi sempre causa di emicranie,
nausee, disturbi alla vista, sterilit.
Il sindacato SITRAPIA stato fondato il 4 dicembre
2005. A partire dal 22 dicembre 2005, le
persecuzioni nei confronti degli operai affiliati
iniziata con il licenziamento di due lavoratori. Il 28
dicembre viene licenziato il Presidente del sindacato.
A fine gennaio 2006 altri 10 lavoratori sono licenziati.
Fonti: Guida al consumo critico, Centro nuovo
modello di sviluppo, Ed. EMI; Homepage di Boycott!;
Manitese; www.cnms.it; www.oew.org

Foto G. Fantuzzi

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GLAXOSMITHKLINE
Tra gli altri, controlla i seguenti marchi:
Aquafresh, Iodosan, Macleens, Sensodyne
(dentifrici), Lactacyd (prodotti igiene intima).
Fa parte di EuropaBio, unassociazione che
raggruppa le industrie con interessi nel settore
delle biotecnologie, il cui scopo di intervenire
a tutti i livelli per legittimarne limpiego.
Nel 2001 ha partecipato ad un cartello formato da
39 imprese farmaceutiche costituito per far
annullare la legge Mandela.
Il provvedimento era stato assunto per consentire
al Sudafrica di importare farmaci anti-Aids liberi
da brevetto e pertanto a minor costo.
E stata accusata perch nel 2001 in Ghana si
sarebbe adoperata affinch venisse impedita la
vendita del farmaco anti-AIDS a marchio Duovir,
prodotto dallimpresa indiana, per poter vendere
il suo prodotto Combivir che costa dieci volte di
pi.
E tra le imprese che sostengono lICBG, un
consorzio governativo degli Stati Uniti che conduce
ricerche in Messico per appropriarsi del sapere
delle popolazioni indigene e delle loro erbe
medicinali in modo da mettere le imprese
americane in condizione di produrre nuovi farmaci,
che naturalmente saranno brevettati.
Ha ricevuto varie multe, di lieve entit, per violazioni
in materia di sicurezza e prevenzione sui luoghi
di lavoro.

Nel giugno del 2004 la multinazionale farmaceutica


stata citata in giudizio per frode ripetuta e
persistente dal procuratore di New York, Spitzer.
Al cuore del procedimento ci sono le accuse
secondo cui la Glaxo avrebbe deliberatamente
tentato di insabbiare i risultati di alcuni studi
scientifici, in base ai quali il medicinale Paxil (un
antidepressivo somministrato ai bambini dal nome
generico Paroxetine) non solo era inefficace, ma
poteva spingere al suicidio. La Glaxo ha negato
ogni responsabilit sostenendo di aver inoltrato
le informazioni alle autorit competenti
tempestivamente e subito dopo aver appreso il
risultato dei test clinici sul prodotto.
Fonti:
Guida al consumo critico, Centro nuovo modello
di sviluppo, Ed. EMI;
http://italy.peacelink.org/consumo/articles/art_9
427.html

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MC DONALDS
Mc Donalds sostiene nella sua Guida nutrizionale
che lalimentazione fast food sana e nutriente
senza mettere in evidenza che essa sia ricca di
grassi e zuccheri e carente di fibre, vitamine e
sali minerali.
La carne che viene utilizzata prodotta in
allevamenti intensivi con grossa sofferenza degli
animali. I polli ed i maiali passano la loro vita
in condizioni completamente artificiali, in enormi
fabbriche-fattorie senza accesso allaria aperta o
alla luce del sole e nessuna liberta di movimento.
Le loro morti sono una sanguinosa barbarie.
Per dare spazio agli allevamenti di bestiame Mc
Donalds ha ammesso di aver deforestato ampie
zone tropicali e di aver utilizzato sostanze chimiche
in dosi massicce per la moderna agricoltura
intensiva.
Mc Donalds fortemente contraria ad ogni forma
di unione sindacale dei dipendenti nella loro catena
di distribuzione.
In Sud America la produzione di cereali per
lalimentazione del bestiame di McDonalds toglie
terra per la produzione destinata al consumo
umano. Le mandrie di bestiame consumano un
ammontare di cereali e soia 10 volte maggiore
rispetto al consumo degli esseri umani.
Un nuovo rapporto di Greenpeace International
denuncia attraverso immagini satellitari, ricognizioni
aeree, documenti governativi inediti e monitoraggio
sul campo il ruolo della principale catena di fast
food del mondo, nella distruzione delle foreste
pluviali in Amazzonia.
Le tre grandi multinazionali della soia, Archer
Daniels Midland, Bunge e Cargill, che controllano
gran parte del mercato europeo sostengono la

distruzione della foresta pluviale amazzonica per


produrre mangimi animali destinati allEuropa.
Bunge ha costruito illegalmente un intero porto in
Amazzonia per lesportazione della soia e si
accordata con latifondisti senza scrupoli, che si
impossessano in alcuni casi illegalmente di aree
di foresta pubblica e perfino di terre indigene.
Dal mangime allhamburger il passo breve, e per
questo Greenpeace ha ribattezzato McDonalds
con il nome di McAmazon.
Un recente articolo della rivista Nature avverte
che il 40% dellAmazzonia sar distrutto entro il
2050 se lespansione dellagricoltura continuer
agli attuali ritmi, con conseguenze catastrofiche
per la biodiversit e per il clima dell'intero pianeta.
La monocoltura della soia inoltre produce un forte
impatto chimico, oltre al pericolo di diffusione di
specie transgeniche in uno degli ecosistemi forestali
pi ricchi del pianeta.
Lazienda che produce i McGiocattoli, la City Toys
Ltd, avrebbe utilizzato, su 2000 dipendenti, circa
400 bambini, et media 14 anni, facendoli lavorare
16 ore al giorno, sette giorni su sette, dormendo
in dormitori adiacenti alla fabbrica su panche di
legno senza materassi.
McDonald's, naturalmente, si impegnata ad aprire
un'inchiesta.
Fonti: Miniguida al consumo critico e al
boicottaggio (realizzato da Movimento Gocce di
Giustizia); Guida al consumo critico, Centro nuovo
modello di sviluppo, Ed.EMI; McNudo, Lutherr
Blisset e Cyrano Autogestito, Ed Millelire stampa
alternativa; Greenpeace 26-04-2006;
www.rassegna.it

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MONSANTO
Monsanto produce sementi e fitofarmaci; produce
anche lormone BCH per la crescita forzata dei
bovini da macello, ormone ritenuto da molti
scienziati cancerogeno.
E stata al centro di vari processi per violazioni
che vanno dalla contaminazione ambientale, alla
pubblicit ingannevole, alla violazione delle norme
sulla sicurezza.
Monsanto brevetta sementi che si possono usare
per un solo raccolto, favorendo un regime di
monopolio sulle sementi che nutrono il mondo
in modo da renderne uniche beneficiarie le
multinazionali del settore e penalizzando
gravemente i piccoli coltivatori, specie nel Sud del
Mondo.
Nel febbraio 2004 in Argentina il segretario
dellAgricoltura ha proposto la redazione di una
Legge di regalie globali, chiamato Fondo di
Compensazione Tecnologica. Secondo questo
meccanismo tutti gli agricoltori dovranno pagare
una percentuale al momento della vendita delle
sementi. Questa percentuale verr riscossa dal
governo, e poi consegnata alle imprese di sementi.
In seguito alla massiccia protesta degli agricoltori,
la legge ancora sospesa. Monsanto minaccia
ora di imporre una tassa pi alta, da applicarsi nei
porti di entrata delle destinazioni di esportazione
della soia.
Nel 2001 stato scoperto nel porto di Genova che
una parte dei 3.000 quintali di soia e mais importati
da Monsanto per la vendita nel nostro paese erano

geneticamente modificati, fatto molto grave dato


il divieto in Italia di commercializzare e produrre
OGM.
Marzo 2002: VAS scopre un lotto di sementi
provenienti dal porto di Trieste (3.150 q. di semi
di soia) di propriet della Monsanto che, risultate
contaminate da OGM, vengono sequestrate e
respinte.
Luglio 2003: 381 ettari coltivati a mais in Piemonte
sono distrutti perch contaminati da sementi
commercializzate agli ignari agricoltori come
naturali da Pioneer , ma inquinate da OGM (Mon
809) di Monsanto.
Fonti:
Miniguida al consumo critico e al boicottaggio
(realizzato da Movimento Gocce di Giustizia);
Guida al consumo critico, Centro nuovo modello
di sviluppo, Ed. EMI;
The Ecologist, febbraio 1999;
OGM, aprile 2001;
www.peacelink.it;
www.vasonline.it/campagne/biotech/ogm_2003
_spacciatori_recidivi.htm;
www.lifegate.it/alimentazione/articolo.php?id_ar
ticolo=1440

SAI CHE...

NIKE
La stessa multinazionale ha pubblicato in seguito
alle pressioni esercitate dal movimento per il consumo
critico un Rapporto sociale in cui ammette che
nelle 731 aziende (624.000 lavoratori) in cui produce
abbigliamento sportivo sono stati riscontrati casi di
maltrattamento e di abuso nei confronti dei
lavoratori. I dipendenti sono stati sfruttati con orari
prolungati (fino a 60 ore alla settimana, in Asia e in
particolare in Cina), sono stati obbligati agli
straordinari, alle volte non pagati, ricevendo stipendi
troppo bassi e con la impossibilit di avere un
sindacato in grado di difenderli.
In diversi casi i lavoratori sono inoltre esposti ai
vapori delle colle, dei solventi, alle vernici per tutto
il periodo lavorativo, senza alcuna protezione.
E stato inoltre denunciato il ricorso al lavoro minorile
come pratica abituale.
Molti dei Paesi in cui Nike produce (in Asia 490
aziende di cui 124 in Cina, 73 in Thailandia, 34 in
Vietnam) sono governati da regimi oppressivi che
non tutelano i diritti umani.
La NIKE spende 180 milioni di dollari allanno in
pubblicit, quando sarebbe sufficiente l1% di questo
bilancio per migliorare le condizioni di 15.000
lavoratori indonesiani.

Prezzo al pubblico di una scarpa Nike:


Materiale .............................................
Manodopera .......................................
Profitti allingrosso ..............................
Profitti al dettaglio ...............................

125$
4,7 $ 4%
1,3 $ 1%
62 $ 49%
57 $ 46%

Fonti:
Altreconomia Novembre 2000;
Miniguida al consumo critico e al boicottaggio
(realizzato da Movimento Gocce di Giustizia);
Equonomia;
Sito di Boycott!

Foto G. Fantuzzi

SAI CHE...

UNILEVER
Unilever, multinazionale anglo olandese presente in
90 Paesi con pi di 200 filiali, si presenta come il
gruppo pi importante nel settore dei beni di largo
consumo (alimentari, detergenti per la casa, igiene
personale), il pi grande commerciante del mondo
di t, ed uno dei principali nel settore dei gelati e dei
dentifrici.
Alcuni dei marchi con cui presente in Italia: Algida,
Findus, Bertolli, Lipton, Calv, Knorr, Santa Rosa,
UBF Foodsolutions, Slim-Fast, Svelto, Coccolino,
Cif, Lysoform, Mentadent, Axe , Dove.
Lavoro minorile: Unilever una delle compagnie che
sfruttano maggiormente il lavoro minorile (circa 450
mila i bambini che lavorano nelle monoculture). Si
tratta di bambini fra i 6 e i 14 anni indirettamente
salariati oppure tenuti in schiavit dal datore di lavoro
per risarcire i debiti delle famiglie. Possono lavorare
anche 12-13 ore al giorno per 40 centesimi di euro,
e sono regolarmente esposti alle sostanze chimiche
pi tossiche in commercio. Un bambino guadagna
infatti il 30% in meno di una donna e il 55% in meno
di un uomo.

Brevetti: le corporation globali stanno brevettando


le biodiversit indigene e i saperi tradizionali. Prima
la pianta del neem, poi il riso basmati, il frumento,
latta (farina di frumento integrale), il chapatis (pane
schiacciato, non lievitato) sono stati brevettati.
La Unilever ha ottenuto un brevetto (EP 518577)
perch sostiene di avere inventato luso della farina
per fare dei tipi tradizionali di pane indiano come il
chapatis.
Condizioni di lavoro in generale: Unilever una delle
massime responsabili delle condizioni in cui versano
milioni di contadini del Sud del mondo per le sue
strategie commerciali che non garantiscono guadagni
dignitosi ai lavoratori delle piantagioni. Le condizioni
di lavoro in queste piantagioni sono state definite dal
Guardian gi nel 94 da manuale del colonialismo.

Fonti:
www.peacelink.it;
Vandana Shiva Research Foundation for Science,
Technology and Ecology - Dun, India;
India Committee of the Netherlands (ICN)

SEMENTI: SAI CHE...

Seme Terminator (OGM)


IO sono un seme pi che moderno. IO sono un
seme eccezIOnale. Robusto, efficace, efficiente,
flessibile, atletico e performante. IO. IO sono
modificato, sono nuovo, trasformato. IO.
Brevettato. Venduto. Imposto. A milioni di
contadini. IO.
Ho solo questo problema di un IO un po dilatato.
Sono Egocentrico. Al di fuori di me non esiste
nulla. Anzi dopo di me non esiste nulla. Infatti i
semi della pianta che nasce da me sono inutili.
Magari reggono bene alla cottura, ma se li semini
per terra non ne nasce niente (semi?). Il vantaggio
non certo per i contadini che mi ricomprano tutti
gli anni. Certamente per chi mi ha brevettato la
musica diversa
Lordinanza 81 del 26 aprile 2004 dellamministrazione provvisoria in Iraq di Paul Bremer
ha dato il paese in pasto alle multinazionali che
controllano il commercio mondiale dei semi, come
la Monsanto, Syngenta e Dow Chemicals. Essa
conduce alla irreversibile distruzione dellagricoltura
irachena. LAfghanistan aveva subito la stessa

sorte nel 2002. Questa ordinanza, ha di fatto


istituito lobbligo per i coltivatori iracheni di
comprare ogni anno una licenza e le sementi
transgeniche dalle multinazionali americane, che
detengono un diritto di propriet intellettuale che
concede loro, per ventanni, il monopolio su
produzione, riproduzione, vendita, esportazione,
importazione e stoccaggio di tutte le sementi
geneticamente modificate e sulle variet di piante
similari. Monsanto ha compiuto una rapina delle
sementi millenarie dellIraq per modificarle
geneticamente e brevettarle. E gli agricoltori sono
adesso obbligati a pagare per poterle coltivare.
Lordinanza 81 ha reso illegali le antiche tradizioni
degli agricoltori di selezionare i semi migliori per
riutilizzarli da un anno allaltro e gli scambi tra
vicini. (Secondo la FAO, nel 2002, il 97% dei
coltivatori iracheni riutilizzavano i loro semi o li
acquistavano sul mercato locale). Gli agricoltori
colpevoli di aver seminato semi non acquistati,
o il cui campo stato accidentalmente contaminato,
incorrono in pesanti sanzioni, fino a pene detentive,
alla distruzione del raccolto, dei loro attrezzi ed
installazioni!

SEMENTI: SAI CHE...

Seme
Io sono un chicco di grano, sono il risultato di
secoli di selezioni, incroci, semine, raccolti, ecc.
Per io sono diverso, moderno.
Una multinazionale (per esempio Unilever o
Monsanto), alcuni anni fa ha deciso di
brevettarmi. O meglio, di brevettare il mio
patrimonio genetico. Quindi sono stato inventato
da loro. Scoperto. Valorizzato. Perch io valgo.
Tant che oggi se un contadino mi vuole seminare,
anche se il figlio della figlia del figlio della figlia
di quei contadini che da secoli mi migliorano, mi
seminano e mi raccolgono, mi deve comprare. E
pagarne i diritti al legittimo proprietario.
Il 3 maggio 1994 col numero 5.308.635, il 9 giugno
1998 col numero 5.763.741 e il 12 gennaio 1999
col numero 5.859.315, negli Stati Uniti vengono
rilasciati brevetti per grani che producono impasti
a bassa elasticit.

Nel 2003 la Monsanto legalizza il furto anche in


Europa: nonostante la legge comunitaria vieti di
brevettare piante, il 21 maggio lUfficio Europeo
per i Brevetti di Monaco ha concesso alla Monsanto
il brevetto EP 445929, che copre un grano che
presenta una speciale qualit di cottura, derivato
da quello indiano.
Il terrorismo alimentare praticato da multinazionali
come Monsanto nei paesi che colonizzano ha
portato al suicidio decine di migliaia di contadini
del Terzo Mondo, rovinati dallacquisto annuale
dei semi transgenici e dei pesticidi, erbicidi e
fungicidi estremamente tossici che vi sono
necessariamente associati. Cos, nel solo anno
2003, 17.000 agricoltori indiani, ai quali le banche
avevano rifiutato prestiti per lacquisto dei semi
Monsanto, si sono suicidati.

SEMENTI: SAI CHE...

Seme (e basta)
I semi sono un dono della natura, delle generazioni
passate e delle diverse culture. dunque nostro
intrinseco dovere e responsabilit proteggerli per
tramandarli alle generazioni future.
Essi sono il primo anello della catena alimentare,
incarnano la diversit biologica e culturale e sono
il ricettacolo della futura evoluzione della vita.
Coltivatori e comunit umane operano fin dalla
rivoluzione neolitica, ossia da circa 10.000 anni,
al fine di migliorare la resa, il gusto, i valori nutritivi
e altre qualit dei semi.
Il sapere accumulato sugli effetti sulla salute e
sulle propriet curative delle piante, come anche
su certe particolari prassi di coltivazione e
interazioni con il mondo animale e vegetale, con
il suolo e con lacqua, si ampliato ed stato
tramandato nei secoli e nei millenni.
Il libero scambio di semi tra coltivatori sempre
stato alla base della conservazione della biodiversit
e della sicurezza alimentare: si trattava di uno
scambio basato sulla cooperazione e sulla
reciprocit, nel quale i contadini in genere si
scambiavano pari quantit di semi.

Delle 80.000 piante commestibili usate a scopo


alimentare se ne coltivano solo 150 e solo otto
sono commercializzate in tutto il mondo. Ci
implica lirreversibile scomparsa della diversit dei
semi e delle coltivazioni.
Siamo fortemente contrariati dal fatto che
limmagine della povert e della fame dei nostri
paesi sia usata come strumento da parte delle
multinazionali per promuovere una tecnologia che
non sicura, ambientalmente compatibile n di
alcuna utilit per noi. Non crediamo che queste
multinazionali n lingegneria genetica aiuteranno
i nostri agricoltori a produrre il cibo di cui c
bisogno nel XXI secolo. Al contrario, crediamo
che questa tecnica distrugger la diversit, la
conoscenza locale e i sistemi agricoli sostenibili
che i nostri agricoltori hanno sviluppato nel corso
dei
a millenni, minacciando cos la nostra capacit
di alimentarci. (I delegati degli Stati Africani alla
5 Sessione Straordinaria della Commissione FAO
sulle Risorse Genetiche, 8-12 giugno 1998, Roma).
Secondo ONU e FAO lagricoltura mondiale produce
oggi risorse alimentari sufficienti per sfamare 12
miliardi di persone. Siamo poco pi di 6 miliardi.

Foto G. Fantuzzi

SAI CHE...

BACI DI DAMA LIBEROMONDO


Provenienza degli ingredienti
Cioccolato fondente extra prodotto con fave di
cacao di Cabruca (Brasile), zucchero di canna di
Camari (Ecuador) e Mimbip (Paraguay).
Zucchero di canna di Camari (Ecuador) e Mimbip
(Paraguay).
Cacao in polvere di El Ceibo (Bolivia). Cacao e
zucchero provengono da organizzazioni di
produttori che da tempo hanno avviato uno stretto
controllo della qualit.
Le farine sono preparate da grani teneri e mais
italiani, mediante molitura a pietra, ideale per
preservare le caratteristiche nutrizionali e
organolettiche. Il controllo manuale di ogni
operazione garantisce in ogni momento lo
svolgimento corretto di tutte le fasi di lavorazione.
I produttori
Cabruca una cooperativa brasiliana che coordina
il lavoro di 35 prodotti di cacao biologico della
Bahia, specializzati in piccole coltivazioni in ombra
allinterno della Mata Atlantica, un fondamentale
ecosistema sudamericano.
Camari una cooperativa nata nel 1981, che conta
oggi pi di 200 soci fra piccole cooperative,
associazioni e coordinamenti, per un totale di circa
6500 famiglie, con una rappresentanza geografica
nazionale.
Mimbip un gruppo di agricoltori paraguaiani
che si occupa soprattutto di fornire ai propri
associati assistenza tecnica e finanziaria per
lacquisto di attrezzature e materie prime e per la
commercializzazione del prodotto finito.

El Ceibo unorganizzazione nata nel 1977 con


lobiettivo di migliorare le condizioni di vita dei
produttori di cacao boliviani. Oggi El Celibo conta
circa 800 soci e contribuisce in modo determinante
allo sviluppo delle comunit locali.
Libero mondo importa le materie prime, si occupa
della lavorazione e distribuzione secondo i principi
del Commercio Equo e Solidale.
Fonti:
www.liberomondo.org

Foto Altromercato

SAI CHE...

BANANE ALTROMERCATO
I diritti dei lavoratori e il rispetto dellambiente
sono il fulcro della filiera (dalla produzione alla
distribuzione) del commercio equo e solidale.
Nel 1996 nata in Olanda Agrofair che importa e
distribuisce banane equo solidali in Europa.
Agrofair, primo caso nella storia economica della
banana, costituito al 50% dai produttori e per il
resto da Organizzazioni Non Governative operanti
nel campo della solidariet internazionale e del
commercio equo e solidale.
Le banane Altromercato garantiscono rispetto dei
diritti e piena trasparenza.
Un esempio: nel 2003 in Ecuador il prezzo di un
cartone di banane (18 Kg), era in media di 2 dollari.
I costi sostenuti dal produttore per lo stesso
cartone circa 3 dollari. Produttore e bracciante
rischiano di operare in costante perdita.
Con il commercio equo il meccanismo di
determinazione del prezzo cambia. Altromercato
paga alla cooperativa di piccoli produttori El Guabo
(nata in Ecuador nel 1997 con lobiettivo di gestire
direttamente produzione, vendita ed esportazioni
di banane, evitando il monopolio delle
multinazionali) 7 dollari a cartone per le banane a
lotta integrata e 9 dollari per quelle provenienti da
agricoltura biologica.

La cooperativa, attraverso il prezzo maggiore


garantito dal commercio equo, permette ai
contadini di restare sul mercato e di investire per
migliorare le piantagioni e il loro livello di vita.
Inoltre, destina una particolare attenzione a diversi
programmi sociali e allaspetto della qualit
attraverso un monitoraggio continuo sulla
produzione.
Attualmente attiva la campagna Diritti che
parlano, finalizzata a sensibilizzare sulla situazione
fortemente iniqua nella produzione e importazione
delle banane secondo il circuito delle multinazionali.
Il materiale informativo reperibile in ogni Bottega
del Mondo aderente alla campagna.
Fonti:
http://www.altromercato.it/it/informazione/camp
agne/campagna_banane_2005/;
Casco bene. Scenari attuali e percorsi solidali per
liberare i diritti, per regolare i mercati Ed.
Altromercato, 2005 (a cura di D. Marani e S.
Lorigliola)

Foto Altromercato

SAI CHE...

UCIRI
Il caff Uciri di qualit arabica lavata daltura,
monorigine, tra le pi pregiate, con un basso
contenuto di caffeina.
prodotto e commercializzato secondo i principi
del Commercio Equo e Solidale, caff biologico
certificato ai sensi della direttiva UE 2092/91.
La cooperativa Uciri (Unin de las Comunidades
Indgenas de la Regin del Istmo), nata nel 1983
da famiglie di indigeni nel Sud del Messico (regione
di Oxaca), conta oggi circa 2500 membri,
provenienti da 51 comuni e coinvolge in totale
circa 80.000 persone. I terreni della cooperativa
rappresentano la pi ampia estensione al mondo
coltivata con metodi biologici.
La terra, secondo la visione indigena, una Madre
(Pacha Mama) da rispettare perch da essa dipende
la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni
future.
Una visione di questo genere totalmente
incompatibile con un tipo di coltivazione che faccia
uso di pesticidi, erbicidi o fertilizzanti chimici.
In passato i tecnici dellInmecaf (lIstituto
Messicano del Caff) avevano cercato di convincere
i contadini della zona ad usare prodotti chimici
per aumentare la produzione e diminuire le malattie
del caff; Uciri ha continuato a produrre in modo
tradizionale fino a quando ha conosciuto il metodo
biologico.

Parte dei proventi derivanti dalla vendita destinata


al miglioramento delle condizioni abitative, allo
studio ed il controllo dellagricoltura biologica,
alleducazione e alla formazione per i giovani nel
rispetto della cultura indigena, alla costituzione di
un fondo di solidariet per lacquisto in comune
di macchinari e materiali di cui i soci hanno
bisogno.
La cooperativa d vita a diversi Tco (Trabajo Comn
Organizado), gruppi di persone, che si uniscono
per realizzare un lavoro in comune: per esempio,
il rifornimento di prodotti di prima necessit tramite
la creazione di spacci comunitari, la produzione
di ortaggi o lallevamento di animali, la creazione
di servizi quali il mulino, i laboratori di sartoria e
i trasporti.
Fonti:
http://www.altromercato.it/it/produttori/schede_
produttori/america_centrale/messico/JW;
http://www.altromercato.it/it/prodotti/alimentari/
tutti_prodotti_al/A01/500/000005

Foto G. Fantuzzi

SAI CHE...

LIBERA
Lolio, il miele, le marmellate, la pasta, i ceci, il
vino, gli agrumi, la farina, i peperoni, le
melanzane
I prodotti delle cooperative sociali che coltivano
terreni confiscati alla mafia hanno un sapore in
pi: quello della legalit.
Sono il frutto, infatti, di una legge importante: la
109/96 sulluso sociale dei beni confiscati alle
mafie. Una legge fortemente voluta da Libera e
approdata in Parlamento dopo la raccolta di un
milione di firme.
Oggi sono in produzione quasi 450 ettari di terreni
confiscati alle mafie.
La 109/96 ha dato lopportunit a molti giovani
di riunirsi in cooperative ed associazioni, di
crearsi un reddito e di farlo nella legalit.
I frutti delle loro fatiche (caratterizzati dal marchio
Libera Terra e venduti attraverso la rete distributiva
della COOP e le Botteghe del Commercio Equo e
Solidale), rappresentano i primi esempi di quelle
produzioni della legalit nella qualit, ottenute
con i metodi dellagricoltura biologica, che Libera
vuole diffondere anche in altre regioni al di fuori
della Sicilia, a cominciare da Calabria, Campania,
Lazio e Puglia.

Nata nel 1995 per coordinare e sollecitare limpegno


della societ civile contro tutte le mafie, con
ladesione di pi di 1000 gruppi, nazionali e locali,
Libera ha organizzato la sua azione in alcuni
particolari settori:
riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi;
educazione alla legalit;
sostegno diretto a realt dove molto forte la
penetrazione mafiosa, con progetti tesi a
sviluppare risorse di legalit umane, sociali ed
economiche presenti sul territorio;
formazione e aggiornamento sul mutare del
fenomeno mafioso e sulle soluzioni di contrasto
ad esso.
Tra i vari settori di intervento: sport, scuola,
universit, internazionale, familiare delle vittime
di mafia. Il presidente di Libera don Luigi Ciotti,
gi fondatore del Gruppo Abele di Torino. Rita
Borsellino, presente in Libera fin dalla sua
fondazione, ne attualmente Presidente onoraria.
Fonti:
www.libera.it - www.liberaterra.it

SAI CHE...

AQ SYSTEM
A proposito di acqua in bottiglia e di rubinetto
QUALIT (salute)
Oltre a darci unacqua fresca e corrente, buona al
gusto, il filtro ha una efficacia depurativa nei
confronti di prodotti chimici quali fenoli,
clorofenoli, ammine, che possono essere presenti,
a bassissime concentrazioni, in acque potabili
distribuite dalle reti urbane. Lutilizzo in cucina
migliora lacqua per la preparazione di bevande,
caff, tisane, brodi, bolliti, pasta, verdure.
IMPATTO AMBIENTALE (riduzione rifiuti e
risparmio energetico)
Oltre al miglioramento qualitativo organolettico
dellacqua, luso del filtro permette di ridurre di
oltre il 95% i rifiuti di plastica prodotti dal consumo
di acque in bottiglia e di ridurre il grande spreco
energetico conseguente a trasporto e distribuzione.
VALORI SOCIALI (dal locale al globale)
Rivalorizzare le risorse locali per i consumi locali,
significa ristabilire gli equilibri territoriali capaci
di restituire lespropriata autonomia di
sussistenza a chi oggi soffre la fame e la sete. In
secondo luogo si evita di continuare a sostenere
il disastroso monopolio delle risorse alimentari in
mano alle grandi economie multinazionali. Inoltre
con questo rubinetto solidale aiutiamo il CISV
(Comunit e impegno Servizio Volontariato) a
portare avanti un progetto di cooperazione per la
conservazione delle acque e del suolo in Burkina
Faso.

ECONOMIA (costa meno)


Le statistiche parlano di un costo medio annuo,
per una famiglia di quattro persone, di circa 350
euro per il consumo di acqua in bottiglia.
Come strutturato il filtro:
Il sistema di filtrazione con cartuccia a struttura
composita toglie dalle acque potabili gli odori del
cloro e trattiene eventuale materiale in sospensione
fino a 0,5 micron.
Linterno della cartuccia composto da una
membrana microfiltrante in fibre di polietilene,
calandrate a caldo, ad ampia e doppia superficie
provvista di appositi dreni costituiti da alcuni
strati di rete in polietilene.
La membrana assicura unottima azione meccanica
durante la filtrazione ed in grado di ammortizzare
gli eventuali colpi dariete provocati dalla rete idrica.
Lazione chimica svolta dal carbone attivo in
polvere che, mediante lassorbimento, rimuove
non solo leccesso di cloro presente nellacqua,
ma anche moltissimi composti organici quali, ad
esempio, idrocarburi, tensioattivi, pesticidi,
coloranti.
Lelemento batteriostatico formato da fine
graniglia porosa di rame.Il filtro non altera il
contenuto salino dellacqua.

Credit European Community, 2007

SAI CHE...

AGRICOLTURA BIOLOGICA
LAgricoltura Biologica un metodo di coltivazione
naturale che esclude totalmente limpiego dei
prodotti chimici di sintesi, pesticidi e diserbanti
garantendo alimenti privi di qualsiasi residuo
tossico e ricchi di qualit nutrizionali e gusto.
Essa favorisce le risorse rinnovabili e il riciclo,
restituendo al suolo i nutrienti presenti nei prodotti
di rifiuto.
Nellallevamento del bestiame, la produzione di
carne e pollame regolata prestando particolare
attenzione al benessere degli animali e
allutilizzazione di mangimi naturali.
Si rispettano i meccanismi naturali dellambiente
per il controllo delle malattie e degli insetti nocivi
e si evita limpiego di fitofarmaci di sintesi, erbicidi,
fertilizzanti, ormoni della crescita, antibiotici o
manipolazioni genetiche.
In alternativa gli agricoltori biologici fanno ricorso
ad una serie di tecniche che contribuiscono al
mantenimento degli ecosistemi e riducono
linquinamento.
Ad esempio il mantenimento della fertilit del
terreno viene realizzato grazie allarricchimento in
sostanza organica, alla rotazione delle colture e
alluso di tecniche particolari quali: il sovescio, il
compostaggio e larricchimento dellambiente con
elementi naturali, quali siepi di arbusti di varie
dimensioni e alberi.
Questi elementi naturali hanno diverse funzioni:
sono ambienti di vita ideali per animali utili
allagricoltore (uccelli insettivori, insetti come
coccinelle, crisope ecc.) e contribuiscono a
ristabilire lequilibrio nella lotta biologica tra specie
animali; difendono le colture dal vento; in ambiente
collinare e montano frenano fenomeni di erosione

e ruscellamento, esercitano effetti benefici sui


corsi dacqua riducendo, con la loro ombra, la
crescite delle erbe acquatiche che danneggiano la
funzionalit dei canali.
LAgricoltura Biologica rispetta i naturali cicli
stagionali e le caratteristiche del terreno cercando
di assicurare lideale produttivit delle piante e
favorendo il ripopolamento e la diversificazione di
flora e fauna (biodiversit) con benefici effetti
sullambiente e la salute pubblica.
LAgricoltura Biologica unagricoltura ecocompatibile e rispetta, tra laltro, anche chi lavora
impedendo che i contadini si avvelenino
maneggiando ed inalando sostanze tossiche
addirittura, a volte, senza le necessarie precauzioni
.. ( guanti, maschere, tute,...).
Fonti
Per saperne di pi sullagricoltura biologica nella
provincia di Parma: www.biologico.parma.it

Credit European Community, 2007

SAI CHE...

COMMERCIO EQUO E SOLIDALE


Il Commercio Equo e Solidale (ComES) un
approccio alternativo al commercio convenzionale;
promuove giustizia sociale ed economica,
sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e
per lambiente, attraverso il commercio, la crescita
della consapevolezza dei consumatori, leducazione,
linformazione e lazione politica.
una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti
nella catena di commercializzazione: produttori,
lavoratori, Botteghe del Mondo, importatori e
consumatori.
Intende migliorare le condizioni di vita dei
produttori aumentandone laccesso al mercato,
rafforzandone le organizzazioni, pagando un prezzo
migliore, assicurando continuit nelle relazioni
commerciali, promuovendo opportunit di
sviluppo per produttori svantaggiati (specialmente
gruppi di donne e popolazioni indigene).
Le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale
(Botteghe del Mondo, Importatori, Produttori,
Esportatori) si impegnano a: garantire condizioni
di lavoro che rispettino i diritti dei lavoratori
sanciti dalle convenzioni OIL (agenzia delle Nazioni
Unite per i diritti dei lavoratori); non ricorrere al
lavoro infantile e a non sfruttare il lavoro minorile,
agendo nel rispetto della Convenzione

Internazionale sui diritti dellInfanzia; pagare un


prezzo equo che garantisca a tutte le organizzazioni
(di produzione, di esportazione, di importazione
e di distribuzione) un giusto guadagno: il prezzo
equo per il produttore il prezzo concordato con
il produttore stesso sulla base del costo delle
materie prime, del costo del lavoro locale, della
retribuzione dignitosa e regolare per ogni singolo
produttore; garantire ai lavoratori una giusta
retribuzione per il lavoro svolto assicurando pari
opportunit lavorative e salariali senza distinzioni
di sesso, et, condizione sociale, religione,
convinzioni politiche; rispettare lambiente e
promuovere uno sviluppo sostenibile in tutte le
fasi di produzione e commercializzazione,
privilegiando e promuovendo produzioni
biologiche, luso di materiali riciclabili, e processi
produttivi e distributivi a basso impatto ambientale;
adottare strutture organizzative democratiche e
trasparenti in tutti gli aspetti dellattivit, in cui
sia garantita una partecipazione collettiva al
processo decisionale; reinvestire gli utili
nellattivit produttiva e/o a beneficio sociale dei
lavoratori (p.e. fondi sociali); valorizzare e
privilegiare i prodotti artigianali espressioni
delle basi culturali, sociali e religiose locali
perch portatori di informazioni e base per uno
scambio culturale.

Credit European Community, 2007

SAI CHE...

COOPERAZIONE DECENTRATA
La cooperazione decentrata e non governativa
espressione di un nuovo modo di concepire lo
sviluppo e i rapporti internazionali tra i popoli:
rappresenta il collegamento tra comunit locali
organizzate dei paesi in via di sviluppo e dei
paesi industrializzati, nellambito di accordi
bilaterali o multilaterali (programmi quadro).
Riconosce uguale dignit e responsabilit alle due
comunit partner, mirando a promuovere
cambiamenti in entrambe: vuole ridurre i fenomeni
che producono povert ed esclusione nei paesi
del Sud, vuole promuovere una maggiore
responsabilit nei comportamenti e nelle scelte
delle comunit del Nord del mondo (consumo
consapevole, riconoscimento e rispetto delle culture
altre, conoscenza dellappartenenza ai processi
globali, visione corretta dei fenomeni migratori).
Si tratta di una forma di cooperazione che mira
al coinvolgimento della societ civile, tanto
quella del Nord quanto quella del Sud, nelle
fasi di ideazione, progettazione ed esecuzione dei
progetti di sviluppo.
Questa azione di cooperazione si realizza attraverso
un partenariato tra enti omologhi del Nord e del
Sud del mondo.
In altri termini, due enti locali (uno al Nord e uno
al Sud del mondo) concertano tra loro per la
definizione e la realizzazione di un progetto di
sviluppo locale.
Pi in particolare gli obiettivi perseguiti dalla
cooperazione decentrata sono: mobilitare le
popolazioni e tener conto maggiormente dei loro
bisogni e delle loro priorit; rafforzare il ruolo e la

posizione della societ civile nei processi di


sviluppo; favorire lo sviluppo economico e sociale
duraturo ed equo attraverso la partecipazione.
La cooperazione decentrata, prevedendo la
partecipazione diretta degli individui, sia quelli dei
paesi donatori che quelli dei paesi beneficiati,
riconosce lesistenza di una molteplicit di soggetti
dello sviluppo.
In questo modo, si discosta notevolmente dalla
logica dei macro-interventi ideati nei centri
decisionali occidentali ed esportati, spesso in modo
acritico, un po ovunque nel mondo.
La cooperazione decentrata pensata a partire
dalle esigenze locali e progettata attraverso
unintegrazione delle competenze locali e delle
competenze dellente del paese industrializzato
che promuove lintervento.
Il riconoscimento delle competenze specifiche
delle entit locali (piccole e medie imprese, imprese
sociali, sindacati, universit) e linvito a farle
cooperare rappresenta lelemento qualificante della
cooperazione decentrata.
I programmi decentrati, per il loro carattere ristretto,
sono pi controllabili e proprio il fatto di aver
puntato sullo sviluppo locale costituisce una
garanzia di sostenibilit dellintervento, ossia la
sua capacit di sostenersi nel tempo attraverso
le risorse umane, tecniche ed istituzionali locali,
attraverso una capacit di gestione locale.
La cooperazione decentrata non deve essere
considerata come una via duscita di fronte ai
fallimenti delle forme di cooperazione tradizionali
quanto piuttosto uno strumento nuovo che, con
le sue caratteristiche, dovrebbe affiancarsi alle
forme di cooperazione gi esistenti.

Credit European Community, 2007

SAI CHE...

GRUPPO DACQUISTO SOLIDALE


Un Gruppo dAcquisto solidale formato da un
insieme di persone che decidono di incontrarsi
per acquistare allingrosso prodotti alimentari o
di uso comune, da ridistribuire tra loro.
Un Gruppo dAcquisto diventa Solidale nel
momento in cui decide di utilizzare il concetto di
solidariet come criterio guida nella scelta dei
prodotti.
Solidariet che parte dai membri del gruppo e si
estende ai piccoli produttori che forniscono i
prodotti, al rispetto dellambiente, ai popoli del
Sud del mondo e a coloro che a causa della
ingiusta ripartizione delle ricchezze subiscono
le conseguenze inique di questo modello di
sviluppo.
Spesso alla base della nascita di un GAS vi una
critica profonda verso il modello di consumo e di
economia globale ora imperante, insieme alla
ricerca di una alternativa praticabile da subito.
Il gruppo aiuta a non sentirsi soli, a scambiarsi
esperienze ed appoggio, a verificare le proprie
scelte.
Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli
produttori rispettosi delluomo e dellambiente, di
raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare
i prodotti e distribuirli...
I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli
produttori locali per avere la possibilit di conoscerli
direttamente e per ridurre linquinamento e lo
spreco di energia derivanti dal trasporto.
Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici,
realizzati rispettando i diritti dei lavoratori.

Lesperienza in Italia inizia nel 1994 con la nascita


del primo gruppo a Fidenza, quindi a Reggio Emilia
e in seguito in diverse altre localit.
Nel 1996 viene pubblicata la Guida al Consumo
Critico, con informazioni sul comportamento
delle imprese pi grandi allo scopo di orientare le
scelte del consumatore; lampio elenco di
informazioni documentate sulle multinazionali
accelera il senso di disagio verso il sistema
economico e la ricerca di alternative.
Nel 1997 nasce la Rete dei Gruppi dAcquisto,
allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi e
scambiare informazioni su prodotti e produttori.
Attualmente in Italia sono censiti un centinaio di
GAS.
Fonti
Se vuoi saperne di pi sui GAS del nostro territorio
vai sul sito: www.retegas.org

SAI CHE...

LIBEROMERCATO
Un mito della storia moderna che il sistema
economico e commerciale internazionale, i suoi
accordi e le sue istituzioni come lOrganizzazione
mondiale del commercio (World Trade Organization,
WTO) fondino il loro operato sulla pratica del libero
commercio.
Il libero commercio pu essere definito come il
risultato della liberalizzazione progressiva dei flussi
commerciali, quindi un sistema privo di barriere
oltre che di ostacoli tecnici al commercio.
La realt che la retorica del libero commercio
sempre stata utilizzata dai Paesi cosiddetti sviluppati
per promuovere i loro interessi: le norme che
regolano questo processo, infatti, non valgono per
tutti i Paesi n per tutti prodotti.
In questa logica ai Paesi in via di sviluppo si chiede
motivandolo con la ragione che solo cos potranno
crescere economicamente di liberalizzare il proprio
commercio interno. Cio di lasciare entrare i prodotti
dei Paesi sviluppati.
La storia della crescita industriale occidentale
dimostra invece che le economie sono cresciute
proteggendo i loro mercati, anche con l'intervento
statale, fintantoch le proprie industrie sono diventate
capaci di competere sul mercato internazionale e
su quello nazionale rispetto alla concorrenza estera.
Questa pratica tuttora seguita dai Paesi sviluppati
ed ha segnato la recente storia economica di India
e Cina, che confermano questa teoria.
Nel campo della produzione agroalimentare (summit
di Doha, 2001 - negoziato Nama - Non Agricoltural
Market Access Agreement) gli accordi internazionali
prevedono una progressiva diminuzione e
successiva eliminazione delle tariffe sull'importazione
dei prodotti.

I Paesi sviluppati e ricchi stanno esercitando forti


pressioni per una drastica riduzione e poi una
completa eliminazione di queste tariffe da parte dei
Paesi poveri. Ma la possibilit di imporre dei dazi
permette di proteggere i produttori locali dalla
concorrenza diretta delle imprese estere, per quanto
riguarda il mercato interno del Paese.
Questo significa quasi sempre una concorrenza
impari tra piccole industrie nascenti e giganti
industriali con enormi capitali e capacit produttiva.
La mancanza di democrazia allinterno degli
organismi internazionali, le forti pressioni esercitate
dalle multinazionali sui governi del nord e del sud
del mondo, la debolezza linstabilit e la scarsa
democrazia di molti dei governi dei Paesi meno
ricchi, non consentono di considerare paritario e
quindi libero il mercato internazionale.
La concentrazione nelle mani di pochi soggetti
economici, la continua variazione degli assetti
societari e lo scambio continuo di marchi, propriet,
concessioni, la collocazione in spazi giuridici e fiscali
virtuali, la rilevanza degli aspetti finanziari, sono
tutti fattori che sottraggono alle popolazioni di tutto
il mondo la possibilit di orientare leconomia verso
un mercato effettivamente libero oltre che equo.
Gli squilibri che si generano sulla base delle diverse
storie, culture, potenzialit economiche, non sono
risolte sulla base di principi di equit e di pari
opportunit, con attenzione ai mercati locali,
allimpatto sociale, ambientale, culturale, ma sulla
base della sola regola della crescita economica e
del profitto da parte delle multinazionali che di fatto
governano i processi economici.

SAI CHE...

ACQUE
Laccesso a lacqua un diritto umano
Come segnala la Comunit di lavoro delle ONG
svizzere, lacqua non una merce come le altre,
perch non ha sostituti ed una necessit vitale.
Laccesso allacqua deve, quindi, essere considerato
un diritto umano.
Ma ad oggi, un quinto della popolazione mondiale
non ha accesso allacqua potabile.
Pi della met dei letti dospedale del pianeta sono
occupati da persone che soffrono da malattie
propagate dallacqua e 6000 bambini al giorno
muoiono per aver bevuto acqua infetta.
Le Nazioni Unite prevedono che nel 2025 i due
terzi del pianeta vivranno in regioni con penurie
d'acqua.
Il mercato dellacqua
Di fronte a questi giganteschi bisogni dacqua
potabile gli investitori privati richiamano alla
privatizzazione delle sorgenti e delle reti di
distribuzione dellacqua.
Nestl il numero 1 mondiale nel mercato
dell'acqua in bottiglia (calcolato in 36 miliardi di
euro): controlla il 16% del mercato mondiale
(seguita da Danone, Coca-Cola Co. e PepsiCo),
realizzando pi del 6% di propri benefici netti nel
2003 per la vendita di Perrier, Vittel, Contrex, San
Pellegrino, Pure Life, Aquarel e altre.
Acqua pura?
Secondo uno studio del WWF oggi la maggioranza
della popolazione considera lacqua in bottiglia pi
sana a causa della pubblicit ingannevole condotta
dalle 4 Multinazionali.
Ma la qualit dellacqua del rubinetto nei paesi
occidentali generalmente buona e non si
differenzia veramente nel gusto. Inoltre la qualit

dellacqua venduta a prezzi moltiplicati non


sempre irreprensibile: il Dipartimento della Sanit
del Kansas ha riscontrato in decine di acque
minerali tracce di cloroformio, nitrati e piombo,
nonotante luso di parole come purezza e acqua
di roccia riportate sulle etichette.
La sete dei paesi poveri: lesempio di Pure Life
Il marchio Pure Life stato lanciato nel 1998:
vorrebbe diventare il primo marchio mondiale
dacqua. E stata introdotta progressivamente sui
mercati dei paesi del sud cominciando dal Pakistan,
dove ora ha una parte del mercato superiore al
50%. Lanciando il marchio in quel paese, Nestl
avrebbe, secondo lAsian Wall Street Journal, usato
dei metodi poco ortodossi: ha sensibilizzato la
popolazione sulla questione delligiene dellacqua
con dei seminari dove dei funzionari pubblici
proclamavano che lo stato dellacqua in Pakistan
era catastrofico. Pure Life veniva poi presentata
come la presunta alternativa. Ma ogni persona
spenderebbe 243 dollari allanno per Pure Life:
spesa impossibile per gran parte dei Pakistani
(reddito medio annuale: 495 dollari).
I poteri pubblici potrebbero inoltre essere tentati
di sostituire linvestimento nel miglioramento della
rete di distribuzione pubblica dacqua con Pure
Life. Per Nestl, questa miseria una sorgente di
profitti: sul suo sito internet, il marchio constata
che lAsia, in materia di consumazione di acqua
in bottiglia ha un importante potenziale di crescita
per gli anni a venire.
E sul Medio-oriente e lAfrica: dellacqua potabile
fresca vitale per questa regione e i nostri
concorrenti constatano il valore dellacqua in
bottiglia con delle cifre in crescita.

Foto Fair Trade

DALLE SCUOLE: SAI CHE...

IL CACAO
Che cos?
Il cacao,Theobroma cacao (Cibo degli dei) si ricava
dai semi (fave) contenuti in grossi frutti detti
cabosse. Lalbero alto 15-20 metri; i frutti si
raccolgono in due periodi dellanno.

i produttori. Il Commercio Equo e Solidale,


garantendo un equo guadagno, pu invece
migliorare le loro condizioni di vita.

Cioccolato non equo-solidale


Dove si coltiva?
Il cacao,originario del Centro e Sud America, si
coltiva nellaree tra i 20 gradi a nord e a sud
dellequatore. I pi importanti paesi produttori
sono: in Centro e Sud America: Messico. Brasile,
Columbia, Ecuador; in Africa: Ghana, Camerun,
Nigeria, Costa dAvorio, Madagascar; in Asia:
Indonesia e Sri Lanka.
Come si fa?
Le fave sono poste a fermentare per alcuni giorni
e successivamente essiccate, tostate. Le fave
quindi vengono macinate fino ad ottenere la massa
o liquore di cacao composta da burro di cacao e
dalla parte secca della fava. Dalla massa, in seguito
ad ulteriori lavorazioni si ottiene il cioccolato.
Quanto costa e chi ci guadagna?
Il commercio del cacao attualmente gestito da
multinazionali che sono responsabili per l80%
del prezzo del prodotto grezzo. Cinque
multinazionali occidentali concentrano il 70% della
trasformazione del cacao: Barry Callebaut, ADM
Cocoa, Cargill, Nestl et Hamester. Sei
multinazionali si spartiscono l80% del mercato
finale dei prodotti a base di cioccolato: tre sono
americane (Hershey, Mars e Philip Morris) e le
altre sono europee (Nestl, Cadbury-Schweppes,
Ferrero). Questo sistema di commercio penalizza

Commercianti al dettaglio
Fabbricazione, materie prime diverse dal cacao
Produttori di cacao
Bibliografia:
Indira Franco. Il cacao. Editrice missionaria Italiana

Realizzato dalla classe II B Istituto IPSAA Solari, Fidenza (PR)

Foto Fair Trade

DALLE SCUOLE: SAI CHE...

IL CAFF
Il caff cresce nei Paesi della zona equatoriale che
hanno temperature medie di 20-25 C.
La pianta del caff, originaria dellAfrica Centrale,
un arbusto sempreverde, con foglie lucide, verde
scuro, ovali, allungate e appuntite allestremit.
La pianta perenne e non ha un particolare periodo
di fioritura.
Le condizioni dei lavoratori nelle piantagioni di
caff sono spesso disastrose. I bambini sono le
vittime pi frequenti: lavorano pi di dodici ore al
giorno, sono sottopagati e senza nessun diritto e
nessuna garanzia.
Il mercato internazionale del caff nelle mani
delle multinazionali: due giganti di questo settore
sono Nestl e Philip Morris. Il prezzo del caff
dipende da vari fattori che riguardano
prevalentemente lofferta del prodotto sul mercato

e le contrattazioni in Borsa, dove le multinazionali


controllano il prezzo in base ai loro calcoli di
convenienza.
Il guadagno che deriva dal commercio del caff
rimane quasi tutto al Nord del mondo: il prezzo al
dettaglio sul mercato dei Paesi ricchi 7 volte pi
alto del prezzo pagato ai produttori del Sud del
mondo.
Il Commercio Equo e Solidale si ispira ad una
logica alternativa. Infatti offre:
- un prezzo del prodotto grezzo maggiorato rispetto
a quello di mercato e idoneo ad assicurare
condizioni di vita dignitose ai contadini;
- eventuali prestiti per investimenti in cooperative;
- un circuito commerciale per la vendita dei prodotti.

Testo a cura delle classi 1C, 2C, 2B, 3B (a.s. 2005/2006)


dellITIS Galilei di S.Secondo (PR), nellambito del progetto
Capaci di futuro, in collaborazione con Forum Solidariet Centro di Servizi per il Volontariato in Parma

DALLE SCUOLE: SAI CHE...

I CELLULARI
LG, MOTOROLA, NOKIA, SAMSUNG, SONY
ERICSSON
Lg, Motorola, Nokia, Samsung, Sony Ericsson
controllano il 75% del mercato mondiale della
telefonia mobile.
Nokia detiene il 36% dellintera produzione. Solo
Samsung produce in proprio tutti i suoi telefonini;
tutti gli altri appaltano lassemblaggio dei materiali
ad imprese terze. Secondo uninchiesta di
Altroconsumo (maggio 2006), le 5 sorelle
concedono scarsa libert sindacale e impongono
straordinari non pagati ed obbligatori.
In Cina sono le condizioni peggiori.
7 milioni di morti in Congo dal 1996; questo il
bilancio dovuto alle guerre, finanziate dai paesi
industrializzati, per il controllo dell 80% delle
risorse mondiali di Coltan. Trasformato in Tantalio
in polvere, questo minerale raro utilizzato
soprattutto nella produzione di cellulari ed
apparecchi high-tech, ma anche nelle industrie
nucleari, chimiche e belliche.

Dal punto di vista ambientale lestrazione di Coltan


minaccia la popolazione dei gorilla, gi a rischio
di estinzione.
Le principali multinazionali minerarie sono tra i
maggiori inquinatori a livello mondiale: la sola
Cabot corporation negli Stati Uniti (dal 1987 al
2000) ha rilasciato nellaria 60.000 tonnellate lanno
di emissione tossiche.
10 anni o pi di esposizione ad un telefonino
possono aumentare il rischio di contrarre un
neuroma acustico.
Fonti:
Altroconsumo, Critica ai cellulari;
www.radiomundoreal.fm;
www.internazionale.it

Realizzato dalla classe II L liceo Ulivi, Parma

DALLE SCUOLE: SAI CHE...

WALT DYSNEY
The Walt Disney Company, una delle multinazionali
pi potenti del pianeta, si articola in aree che
coprono il mondo del cinema, dellhome video,
della televisione, delleditoria e del licensing,
passando attraverso le nuove tecnologie e lo
sviluppo di contenuti per internet e i cellulari cos
come i luoghi di divertimento pi emblematici:
parchi e hotel tematici. SAI CHE i cartoni animati
Disney sono spesso accoppiati alla
commercializzazione e promozione tramite gadgets
diffusi nei negozi McDonalds, prodotti in paesi
come Vietnam, Birmania e Indonesia da donne
ridotte in uno stato di semischiavit. SAI CHE
Haiti. Lo scenario degli impianti, vere e proprie
baracche, due soli bagni per qualche centinaia di
operaie, offre un contrasto stridente con il candore
delle felpe di Pocahontas. Donne che lavorano a
un ritmo di 8-10 ore al giorno, costrette a stare
sempre in piedi. proibito parlare, cos come
andare in bagno pi di due volte al giorno e non
sono permessi pi di 10 minuti per la pausa pranzo.
Chiunque provi a organizzare qualsiasi forma di

protesta, viene immediatamente licenziata e non


c tutela sanitaria. Inoltre poich ad Haiti non
legale licenziare le donne in gravidanza, i padroni
assegnano loro lavori pi pesanti in modo da
costringerle ad abbandonare il lavoro di propria
volont. Lo stipendio di una giornata basta a
malapena per consentire alle operaie di mantenersi
in vita e di prendere lautobus per andare la lavoro.
Per ora la Disney nega ogni addebito, usando
come scusante il codice di condotta che la societ
si data a che le impedisce di utilizzare lavoro
minorile o sottopagato. Le cose sono complicate
ulteriormente dal fatto che non direttamente la
Disney a gestire gli stabilimenti haitiani. La
produzione tessile subappaltata a due societ
statunitensi, la H.H.Cutlere e la L.V.Myles, che a
loro volta si appoggiano a 4 ditte che lavorano in
Haiti. Un sistema di scatole cinesi che facilita il
gioco di rimpallo delle responsabilit. La Disney
afferma di non aver riscontrato irregolarit durante
le ispezioni.
Fonti:
www.tmcrew.org, tratto da Mini guida al consumo
critico e al boicottaggio (1998) realizzata da
Movimento gocce di giustizia
www.disney.it
I CARE - Marzo 1997
Campaign For Labor Rights (Gennaio 1998) su
Tactical Media Crew
Testo a cura della classe 1B PNI (a.s. 2007/2008) del Liceo
Ulivi di Parma, nellambito del progetto Capaci di futuro,
in collaborazione con Forum Solidariet - Centro di Servizi per
il Volontariato in Parma