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MODULAZIONE AM

La modulazione non altro che una traslazione di banda; nella modulazione entrano in ballo
due segnali detti modulante (Vm), a cui viene associata una frequenza fm, e portante (Vp), a cui
viene invece associata una frequenza fp, supposto inoltre fm<<fp. Con tale tecnica, in realt, non si
fa altro che adattare il canale alla trasmissione di pi segnali contemporaneamente.
Vp
Vam
M
Vm
La modulazione dampiezza AM non fa altro che sagomare lampiezza della portante a
seconda dellandamento della modulante. Supponiamo di avere due segnali generici:
Vm(t) = B*cos m t
Vp(t) = A*cos p t
Nellipotesi che A>B, fm=1KHz e fp=10MHz (fp>>fm), risulta ovvio che in un periodo di Vm ve
ne siano ben 10.000 di Vp.
Vp
Vm
A
fm=1KHz
fp=10MHz
B

Da una formula matematica risulta che il segnale modulato che vien fuori dalla modulazioni di
questi due segnali generici :
Vam(t) = [A+Ka*cos m t]*cos p t
dove Ka rappresenta la costante di modulazione il cui valore sempre 1 e pertanto supposto per
semplicit uguale a 1. In effetti il modulatore non fa altro che moltiplicare i due segnali, e ci
possibile solo se allinterno del modulatore vi sono componenti non lineari.
Landamento della Vam(t) in uscita dal modulatore risulta quindi essere il seguente:
Vam(t)
A+B
A-B
t

Come si nota dal grafico sopra riportato, il segnale Vam(t) ha la stessa frequenza della
portante ma il suo valore dampiezza dipende sia dalla portante stessa che dalla modulante.
Linviluppo, ovvero quella linea immaginaria che unisce tutti i picchi della modulata, rappresenta
proprio landamento della modulante.
Lindice di modulazione oppure profondit di modulazione si indica con m ed pari a :
m=(B/A)*Ka
dove Ka viene anche in questo caso posta uguale ad 1, B=Vmax-Vmin ed A=Vmax+Vmin. In
relazione al valore di m si possono avere tre casi limite ovvero:
1. m=0
si ha la trasmissione solo della portante poich B risulter uguale a 0 (fig.1);
2. m=1
si ha una modulazione del 100% poich A=B. Tale condizione , nonostante ci, da
evitare una minima variazione della modulante provocherebbe distorsione. Inoltre, in tal caso, i
picchi negativi dellinviluppo si toccano in un punto definito limite della distorsione (fig.2);

3. m>1
si ha la sovramodulazione il che comporta un segnale di uscita fortemente distorto
poich B>A con conseguenti nodi di informazione.
Per tali motivi si cerca di lavorare con un valore di m di circa 0.3 0.4. I grafici sotto riportati
rappresentano i tre casi appena citati, inoltre per lultimo caso si ha una distinzione tra andamento
teorico (fig.3.1) a reale (fig.3.2):
Vam(t)
Vam(t)

1
Vam(t)

2
Vam(t)

t
3.1

t
3.2

SPETTRO DEI SEGNALI AM.


Andando ora a sviluppare la formula del segnale modulato Vam(t) otterremo:
Vam(t)=[A+Ka*B* cos m t ]*cos p t=A* cos p t+B* cos p t* cos m t
Applicando ora le formule di Werner , e tenendo conto che B=m*A, tale funzione di trasferimento
diventa:
Vam(t)= A* cos p t+(m*A/2)*cos( p+ m )t+ (m*A/2)*cos( p - m )t
Da ci chiaro che lo spettro di un segnale generico AM formato da tre linee di cui quella
centrale ( portante ) con ampiezza pari ad A e le due laterali ( bande laterali ) con ampiezza m*A/2
come lo si pu notare nel grafico sotto riportato:
A
m*A/2

m*A/2

fm

fp-fm

fp
Bf

fp+fm

La banda in frequenza di tale segnale risulta: Bf=(fp+fm)-(fp-fm)=2fm

POTENZA E RENDIMENTO DEL SEGNALE AM


Nellipotesi che il modulatore sia caricato con una resistenza R si ha: Pt=Pp+Pbli+Pbls, dove Pp=
potenza portante, Pbli= potenza banda laterale inferiore e Pbls= potenza banda laterale superiore.
Poich P= Veff2/R e Veff= Vmax/2 risulta:
Pp= A2/2R e Pbli=Pbls= (m2*A2)/8R
Di conseguenza la potenza totale sar pari a :
Pt=A2/2R*(1+(m2/2))=Pp*(1+(m2/2))
Il rendimento, invece, di un segnale AM :

=Pbli/Pt=Pbls/Pt=m2/(2*(2+m2)) e di conseguenza se si lavora con un valore di m di circa 0.3 il


valore di di 2.15%. la potenza totale, risulta inoltre per met data dalla potenza della portante e
per met dalla somma delle due potenze delle bande laterali.

MODULAZIONE DI FREQUENZA (FM)


La MODULAZIONE DI FREQUENZA una tecnica in grado di variare la frequenza della
portante in base alle variazioni della modulante.
Vm(t)

Vp(t)

fp + f

fp

fp + f

Come si pu notare dai grafici temporali sopra riportati, la Vp(t) aumenta la sua frequenza
allaumentare della Vm(t) e viceversa raggiungendo cos due valori massimi: f PM max = fp + f e
f PM min = fp - f dove f = deviazione di frequenza. Ponendo Vm(t) = B*cos(m*t) e Vp(t) =
A*cos(p*t) si ricava che la variazione di frequenza massima pari a: fmax = K*(B/2) dove K
dipende dal tipo di modulatore utilizzato; invece, fmin = - K*(B/2).
Si definisce, inoltre, mf indice di modulazione pari a fmax / fm e quindi allaumentare di
fm diminuisce il valore di mf e viceversa.
Si dimostra che:
V FM (t) = a* cos[pt+mf*senmt]
Dove V FM (t) il segnale modulato in frequenza; in base alle formule di Bessel, lo spettro in
frequenza della V FM (t) simile a quelli di seguito riportato. Le ampiezze delle varie righe pari a
Jn*A dove n aumenta man mano che ci si allontana dalla fp e si ricava, come gli stessi valori
delle J, dalle curve di Bessel (pag. 103 fig. 3.17 del libro); inoltre, le righe possono essere anche
negative, ma per semplicit di calcolo vengono spesso considerate tutte positive e la loro distanza
varia al variare della fm (se fm=cost. anche la loro distanze sono uguali).
A

Jo*A
J1*A

fp-fm

J1*A

fp

fp+fm

La RELAZIONE DI CARSON, invece, esprime il valore della B FM uguale a :

B FM = 2*(f+fm) = 2* (mf*fm+fm) = 2*fm*(mf+1)


Quindi, se mf<<1, si ha la cosiddetta BANDA STRETTA pari a B FM = 2*fm, mentre se mf>>1si
ha la BANDA LARGA pari a B FM = 2*fm*mf = 2*f.
I campi di impiego della tecnica FM tra i 30 e i 300 MHz e tra i 300 e i 3000 MHz; quindi
con una f uguale a 75 Hz, la banda 150 KHz, mentre la larghezza del canale di 200 KHz.
La potenza totale della V FM :
Pt = [(AJ 0 )2/2R]+ [(AJ 1 )2/2R]+ [(AJ 2 )2/2R]+ [(AJ 3 )2/2R]+..= (A2/2R)*(J 0 + J 0 +
J 0 +..) ma siccome la somma di tutte le J sempre 1 ( per le formule di Bessel), il tutto diventa:
Pt = A2/2R.
Se la Vm(t) non sinusoidale, ogni riga dello spettro in frequenza visto prima risulta
formato da tante altre righe decrescenti in ampiezza man mano che ci si allontana dalla principale.

MODULATORI FM.
Per ottenere la V FM esiste il metodo DIRETTO (o della reattanza capacitiva o del diodo
varikap) e il metodo INDIRETTO (circuito di Amstrong). Il modulatore con diodo varikap
quello qui sotto riportato:

Il diodo varikap si comporta come un condensatore variabile al variare della tensione inversa; in
pratica se la tensione inversa aumente, la zona di svuotamento della giunzione P-N del diodo
aumenta e di consguenza la sua capacit diminuisce. Il gruppo Co-Lo rappresenta loscillatore ad
alta frequenza, mentre il condensatore C serve isolare loscillatore dalle componenti continue. Il
valore della fp pari a : fp = 1/[2**(Co*Lo)1/2] . Per il diodo varikap, maggiore la tensione
inversa, minore la capacit e quindi maggiore la frequenza delloscillatore poich la capacit del
diodo entra in gioco nella Co della formula della fp.
Se Vm (t) nulla la fp sar uguale a fp o = 1/[2**(Lo*(Cvo+Co)) ]; ma quando la Vm(t)
varia anche la Cvo e quindi :
fp = 1/[2**(Lo*(Co+Cvo+cv)) ] = fp o * [1+(cv/Co+Cvo)] -
e, applicando quindi le formule matematiche il tutto diventa:
fp = fp o * [1-1/2*(cv/Co+Cvo)].
Esiste anche un altro circuito basato sul funzionamento del diodo varikap un po pi
complicato e il circuito di Amstrong, i cui problemi sono le reti sfasatrici utilizzate.

DEMODULAZIONE FM.
Anche nella FM vi sono varie tecniche di demodulazione; la pi importante quella in grado
di convertire le f in variazioni di ampiezza in modo del tutto lineare per evitare situazioni pi
problematiche. Si passa in pratica da una demodulazione FM ad una demodulazione AM tramite
circuiti detti discriminatori formato da un blocco L-C seguito da un rilevatore di inviluppo visto
in precedenza (il tutto a volte seguito da un limitatore di ampiezza).

LIMITATORE

RILEV. DI
INVILUPPO

L-C

Matematicamente avremo:
FM = p+k*Vm(t)
V FM (t) = A*cos FM (t)
Dove FM (t) un angolo del segnale modulato rispetto ad un riferimento ben preciso;
FM (t) = FM *dt poich FM = d(t)/dt
Andando ora a sostituire:
FM (t) = p+k*Vm(t)*dt = p*dt +k*Vm(t)*dt = p*t + k*Vm(t)*dt
quindi:
V FM (t) = A*cos[p*t + k*Vm(t)*dt].
La tensione, invece, in uscita del blocco L-C risulta essere pari a :dV FM (t)/dt.
Il circuito sotto riportato un discriminatore in cui gruppo L-C serve per accordarsi in frequenza
(per tale motivo C variabile), il diodo per eliminare tutta la parte negativa ed il gruppo R-C
rappresenta il rilevatore di inviluppo visto gi nella AM e che ha comunque gli stessi problemi
(taglio diagonale):

Tale circuito si comporta in realt come un circuito risonante parallelo la cui frequenza di
Vc

Vc

f1 fp

f2

f
f di ris.

Variazioni di
frequenza

Variazioni dellampiezza di Vc(t)


in funzione della frequenza

risonanza diversa dalla fp.


Il grafico in alto a sinistra rappresenta una curva di risposta di un circuito risonante parallelo, fp la
frequenza portante di un generico segnale modulato, mentre f 1 ed f 2 sono rispettivamente il valore
minimo e massimo assunto dalla V FM (t) in frequenza; la Vc(t) del grafico di destra rappresenta
invece la tensione ai capi del condensatore variabile che rappresenta proprio la Vm(t) di partenza
come se fosse stata modulata in ampiezza (i problemi di tale circuito sono dovuti alla sua non
linearit supposta nella fase di studio).
Per migliorare tale tecnica di demodulazione si utilizza il discriminatore bilanciato che permette
di avere due campane di risonanza e suddividendo i suoi problemi su due circuiti invece di uno; la
fp questa volta coincide con il punto di incontro delle due campane mentre le due frequenza limite
su campane diverse.
Vc

fp

f1

f2

Var. damp.
Il circuito relativo il seguente, e anche in questo caso il suo problema quello della presa centrale
del trasformatore:

Nella realt, per, i circuiti studiati fin ora che hanno solo uno scopo didattico sono sostituiti da
DISCRIMINATORI A RAPPORTO, A P.L.L., DI FOSTER-SEELY.

ESEMPIO DI SISTEMA DI MODULAZIONE IN FREQUENZA DIRETTA.


In trasmissione avremo:
VOCE

TRAS.

DRIVER

AMPL.
B. F.
AMPL.
di POT.
Classe C

MOD.
FM

OSCIL.
fp

TX

MOLT.
Di
FREQ.

SINTON.

AMPL.
RAD.FR.

AMPL.
B. F.

TRASD.

LIMIT.

DEMOD
FM

RX
Gli amplificatori di potenza in classe C a Bjt hanno campi di applicazione molto vasti e quindi
necessitano di una elevata tensione di eccitazione.
Il sintonizzatore un circuito di accordo, mentre la fp in tal caso compresa fra gli 88 e i
108 MHz. I circuiti che utilizzano i diodi varikap non possono provocare variazioni di frequenza
dellordine dei MHz e quindi vengono seguiti da blocchi moltiplicatori di frequenza o sostituiti da
altri componenti ( i moltiplicatori di frequenza, infatti, oltre a moltiplicare la fp moltiplicano anche
le f ).
Se il sistema viene migliorato in ricezione esso viene detto sistema supereterodina. Per
migliorare un sistema bisogna variare:
1. SENSIBILITA: capacit di fornire determinate potenze;
2. SETETTIVITA: capacit di selezionare due o pi canali molto vicini tra di loro;
3. RAPPORTO S/N: esso dipende dalla sensibilit e determina la qualit del sistema;
4. FEDELTA: capacit di riprodurre la Vm (t) in modo sempre pi perfetto.
La fedelt dipende da tutto il sistema e non da un singolo blocco, quindi dipende da una questione
del tutto economica.
Il sistema supereterodina permette di non demodulare direttamente il segnale ricevuto, ma effettua
prima una conversione frequenza-frequenza con cui la fp viene portata ad una frequenza intermedia
f i permettendo al selettore di lavorare in modo miglire. Quindi in definitiva, UN SISTEMA
SUPERETERODINA E PIU FEDELE.

MODULAZIONE DSB (Doppia Banda Laterale)


La MODULAZIONE DSB o A DOPPIA BANDA LATERALE fa parte della modulazione AM;
la differenza con questultima sta nel fatto che la portante Vp(t) viene soppressa nella trasmissione,
ma comunque utilizzata nella modulazione, con conseguente trasmissione di delle sole due bande
laterali come nel grafico di seguito.

Con la modulazione DSB si ha un notevole risparmio in potenza del 50% rispetto a quella AM
poich Pt = Pbls+Pbli = A2B2/4R. Nella modulazione AM il valore dellampiezza delle bande
laterali risulta pari a m*A/2, mentre in quella DSB tale valore diventa B*A/2; eguagliando le due
equazioni vien fuori che m=B. La modulazione DSB si pu associare ad un caso particolare
dellAM dove m=1 come riportato di sopra. Se la potenza si dimezza, il rendimento della
modulazione DSB risulta del 50% poich =Pbli/Pt, ma siccome Pt=2*Pbli, =1/Pbli.

MODULATORI DSB.
I modulatori DSB si dividono in passivi, che sfruttano la caratteristica principale dei diodi e
che a sua volta si dividono in modulatori a ponte e ad anello, e in attivi, che sfruttano i Bjt.
Il modulatore sotto riportato quello bilanciato passivo ( a diodi ) ad anello.

N.B.: dopo tali modulatori passivi sono quasi sempre posti filtri passa banda.
Considerando i 4 diodi presenti nel circuito di figura come ideali e lampiezza A della Vm(t) molto
maggiore dellampiezza B della Vp(t), gli stessi diodi si apriranno e chiuderanno a ritmo della
portante dando origine ai seguenti 4 casi:

Nei primi due casi si nota come, tenendo conto del verso della Vp(t) (freccia verde scuro) lavorano
solo i due diodi opposti, che la Vm(t) (freccia azzurra) viene riportata in uscita cos com.

Come si nota invece nei casi in cui la Vp(t) si inverte, la Vm(t) viene portata in uscita sempre
sfasata di 180 poich i diodi che lavorano sono quelli sui rami ad incrocio. La Vp(t), come si pu
vedere viene prodotta ma non trasmessa poich essa genera correnti opposte che si annullano
nellavvolgimento secondario del secondo trasformatore T2.
In definitiva quindi, la V DSB (t) risulta: V DSB = f(t)*Vm(t) dove la f(t) in effetti una
funzione di commutazione ovvero un onda quadra a frequenza della portante.
Nella realt per i due diodi non si comportano in modo ideale e, quindi si preferisce utilizzare
diodi integrati in uno stesso chip in modo che le loro caratteristiche siano molto simili. Inoltre, la
Vm (t), nonostante fm<fp, entra in gioco nella polarizzazione dei diodi e i trasformatori non hanno
una presa perfettamente centrale e per questo motivo si utilizzano resistenze e condensatori
addizionali per migliorare il centramento.

DEMODULATORI DSB.
La demodulazione DSB pu semplicemente essere rappresentata dal seguente schema a
blocchi:
V DSB
RIL. A
PRODOTT

P.D.

Fp+fo
fp-fo

FILT.PASS
A BASSO

Segnale demodulato

Ve
F.P.B.

Vco

Vout (fo)

Il problema principale della demodulazione DSB quello di ricostruire la portante in ampiezza ed


in fase. Tale rigenerazione si ottiene con un circuito locale detto P.L.L. ovvero circuito ad aggancio
di fase. Esso formato da un P.D. (rilevatore di fase) che non fa altro che confrontare la fp di
ingresso con la fo proveniente da un Vco (oscillatore a controllo di tensione) che in base alluscita
del P.D. modifica la sua frequenza fin quando Ve (segnale di errore) sia pari a zero. Naturalmente
laggancio di fase avviene quasi istantaneamente e loscillatore a controllo di tensione lavora per un
campo di frequenza ben preciso e, quindi, a priori bisogna conoscere il valore orientativo della fp.
Il circuito elettrico del RILEVATORE A PRODOTTO molto simile a quello del
modulatore con lunica differenza che la Vp(t) viene generata dal blocco P.L.L. ed il gruppo L-C
rappresenta il filtro passa basso:

MODULAZIONE DI FASE (PM)


La modulazione di fase una tecnica di modulazione capace di far variare langolo di
fase della portante. La variazione di tale angolo proporzionale al valore istantaneo della
modulante per mantenere una legge lineare.
Ponendo i valori dei segnali uguali a:
Vp(t) = A*cos(p*t+ p ) dove p rappresenta lo sfasamento iniziale;
V PM (t) = A*cos[p*t+k p *Vm(t)] dove [p*t+k p *Vm(t)] = PM dovuto alla portante per la
presenza di p, e da una legge di proporzionalit relativa alla modulazione e pari a k p *Vm(t)
quindi associabile ad un . Il segnale modulato pu essere esprimibile come:
V PM (t) = A*cos[p*t+k p *B*cosm*t].
Inoltre: PM (t) = p + PM , ma PM (t) = d PM /dt = p+ k p *(dVm(t)/dt).
A seconda dei segnali modulati la frequenza della portante varier in modo diverso tenendo
presente che se Vm(t) costante la portante assume una frequenza diversa da quella originaria ma
comunque costante e inoltre che la modulazione PD risulta sfasata di 180 rispetto a quella FM (se
la modulante aumenta, diminuisce la frequenza della portante e viceversa):
1. Se Vm(t) un segnale rettangolare:
Vm(t)

Vp(t)

Si ha sfasamento che per rimane costante quando la Vm(t) va a regime.


2. Se Vm(t) trapezoidale:
Vm(t)

t
Vp(t)

In tal caso lo sfasamento aumenta tra i punti 1 e 2, si mantiene costante quando Vm(t) a regime
(tra i punti 2 e 3), si annulla dopo il terzo punto.
3. Se Vm(t) sinusoidale:
Vm(t)

Vp(t)

Questa volta lo sfasamento aumenta fino al valore massimo di Vm(t) per diminuire fino ad un
valore minimo in corrispondenza del relativo valore minimo di Vm(t).
In definitiva per passare da un segnale FM ad uno PD basta integrare lo stesso, mentre per il
passaggio contrario basta derivare.

MODULATORE PM.
I modulatori PM possono essere a banda stretta o a banda larga. Lo schema a blocchi di seguito
riporta un modulatore a banda stretta cos detto perch ha un indice di modulazione basso ovvero
minore di 1:
Vm

MOD.
BILANC.

VDSB

SOMMA
TORE

VPM

Vp
OSCILL.
QUARZ.
Siccome:
f FM = fp + (k*Vm(t)/2), per passare da V FM ad una V PM si avr:
Vp

Vm

MODUL.
FM

VPM

DERIV.

Invece, poich:
f PM = fp + [(k/2)*(dVm(t)/dt)], per passare da una V PM ad una V FM avremo:

Vp

MODUL.
PM

Vm

INTEGR.

VFM

DEMODULATORI PM.
I demodulatori PM sono gli stessi utilizzati con la tecnica FM; oltre quelli gi visti in precedenza,
per, viene utilizzato anche il rilevatore di fase analogico riportato di seguito:

Quando f PM fp, il circuito si comporta da moltiplicatore dando origine ad un battimento e


quindi proprio alla Vm(t); inoltre, se V PM (t) costante, anche Vm(t) un segnale costante.

MODULAZIONE SSB (Singola Banda Laterale)


Con la MODULAZIONE SSB viene trasmessa una sola banda laterale; essa si divide in
LSB (singola banda inferiore) e in USB (singola banda superiore). Tale modulazione deriva in
modo diretto da quella DSB con lapporto di semplici filtri passa banda.
I vantaggi di questa tecnica di modulazione sono il risparmio in potenza (a parit di segnale
trasmesso la potenza totale della SSB circa il 25% di quella della AM) ed un rendimento del
100%. La banda di frequenza della SSB la met di quella della DSB ed AM (B=fm) il che
permette di utilizzare tale tecnica specialmente per le comunicazioni telefoniche e televisive.
Inoltre, se la Vm (t) modulata non sinusoidale la banda trasmessa compresa fra due valori ben
V USB
precisi. V SSB

t
fp-fm
fp+fm
Anche in questo caso il problema principale la ricostruzione della portante in ricezione e la
presa centrale dei trasformatori che provocano distorsioni; per eliminare parzialmente tali problemi
si utilizza la tecnica VSB (banda laterale parzialmente soppressa) con cui si trasmette una parte di
portante, unintera banda laterale ed una parte dellaltra (tramite filtri di ampiezza vestgiale).
I modulatori SSB sono principalmente due: MODULATORE CON FILTRO e
MODULAORE CON SFASAMENTO o DELLA FASE. Quello con filtro il seguente:
Vm (t)

Ampl.BF

Mod.bil.

USB

Filtro pb

VSSB(t)

LSB
Oscill.q.

Filtro pb

Il blocco modulatore lo stesso visto per la DSB e a seconda del filtro che si utilizza dopo la
modulazione si ottiene la LSB o la USB.

INTRODUZIONE ALLA PAM E ALLA PCM


Fin ora abbiamo utilizzato a banda traslata (portante analogica) ed il problema in ricezione
era la ricostruzione della portante in ampiezza e fase il che dava origine a rumore, distorsione ed
una serie di altri problemi. Le tecniche con portanti impulsive evitano tali inconvenienti; tali
tecniche sono la PAM e la PCM. Se il segnale analogico mi provoca una traslazione di banda, con il
segnale impulsivo ci non avviene ed, inoltre, si evita la ricostruzione della portante poich
linformazione viene identificata solo in una parte della portante ovvero nel BIT. Viene quindi
effettuato un frazionamento dellinformazione senza prendere in considerazione il valore assunto
dallo stesso tra un bit ed un altro.
Se si hanno distorsioni lungo il percorso sono dovute solo al canale e quindi basta soddisfare
lo stesso per evitarle; in tal caso il segnale non sar pi DEGRADATO e quindi accettabile.
Per utilizzare tali tecniche bisogna utilizzare la TDM, ovvero la tecnica di multiplazione a
divisione di tempo (vengono create in un arco di tempo n finestre con la stessa frequenza). In queste
finestre di tempo vengono prelevate le informazioni elementari (o segnali tributari elementari)
dellinformazione globale. Tutto ci regolato dal Teorema di Shannon, che gestisce la
campionatura ovvero la forma delle informazioni elementari (stabilisce il ritmo della riproduzione
delle varie informazioni). La TDM molto simile al funzionamento di un commutatore che si
sposta con un certo ritmo tra le varie posizioni prelevando su ognuno di esse una determinata
quantit di informazione come nellesempio sotto riportato:
S1
S2
S3
S4

Questa tecnica pu essere utilizzata per segnali sia digitali che analogici con lunica differenza che
nel primo caso si utilizza la PCM (modulazione di impulsi codificati) che deriva in realt dalla
PAM (impulsi modulati in ampiezza) utilizzata per i segnali analogici. Le sottotecniche della PAM
sono la PPM (impulsi modulati in porzione) e la PWM (impulsi modulati in durata ) che per sono
poco utilizzate. La scelta tra PAM e PCM legata principalmente a costo, qualit e prestazione.

TEOREMA DI SHANNON.
Con le conoscenze attuali per trasmettere sette segnali avremo quindi il grafico di seguito
riportato. Ogni Tc viene prelevata uninformazione elementare di un determinato segnale con un
impulso della portante e durante lo stesso tempo avvengono, nel nostro caso, altri sei prelievi dei
corrispondenti segnali. Il Tc rappresenta il tempo di campionamento e quindi la frequenza della
portante sar pari a fc=1/Tc (frequenza di campionamento). Lultimo grafico rappresenta il
segnale alla fine della modulazione. Sar ora possibile ricostruire lo stesso? Per tale motivo il
numero dei campionamenti pu variare ed il tutto regolato dal Teorema di Shannon secondo cui:
Qualsiasi forma donda, funzione continua del tempo, avente frequenza pari ad fmax risulta
determinata quando si prelevano campioni con frequenza fc in istanti tn noti e separati da un
intervallo regolare di campionamento Tc solo e soltanto se verificata la condizione:fc 2fmax
Se la fmax viene confusa con la Banda Passante, la fc dovr essere maggiore-uguale di due volte la
banda.

segnale
t

portante
1

1
t

Tc

Segnale ricostruito

SPETTRO DI UN SEGNALE CAMPIONATO.


Il segnale modulato risolta essere pari alla moltiplicazione del segnale analogico
(informazione) per una funzione campionatrice (prodotta da un generatore di impulsi) con periodo
pari a Tc.
S (t)
t

S (t)

S (tn) =S (t)*F(t)

X
F (t)

F (t)

GENER.
IMPULSI

t
S (tn)

Quindi, in definitiva, linviluppo del segnale modulato con tali tecniche alto alle basse frequenze e
si abbassa allaumentare della frequenza come di sotto riportato:

INVILUPPO SPETTRO
SEGNALE F (t)

INVILUPPO SPETTRO
SEGNALE CAMPIONATO
(TIPO=SenX/X)

fm

fc

2fc

3fc

2fm
2fm

RICOSTRUZIONE DEL SEGNALE CAMPIONATO (distorsione).


Nella ricostruzione del segnale campionato esistono tre casi diversi che si differenziono a
seconda del valore assunto dalla fc ricavata dal Teorema di Shannon. Avremo quindi:
1. fc > 2fmax (condizione ottimale)
SEGNALE
ORIGINARIO

SEGNALE RICOSTRUITO

fmax

fmax=B

fc-fmax

fc

fc-fmax

2fc-fmax 2fc

In tal caso utilizzando un filtro passa-basso, possibile ottenere di nuovo il segnale originario
tenendo conto che la frequenza di taglio superiore del filtro deve essere: fmax < fts < fc-fmax.
2. fc = 2fmax

(caso limite)
SEGNALE BANDA
BASE

Azione filtro

BLI

f
fmax=B

fmax=fc-fmax

SEGNALE RICOSTRUITO

BLS
fc

f
fc+fmax

In tal caso utilizzeremo un filtro passa-basso con fts > fmax; con tale filtro, per, il segnale finale
comprender anche una parte della BLI il che provoca distorsione nonostante il teorema di Shannon
verificato (questo un caso limite e solo teorico) in cui per si suppone un filtro ideale.
3. fc < 2fmax
A

(distorsione max)
SEGNALE
ORIGINARIO

BLI
fmax=B

SEGNALE
RICOSTRUITO

Azione filtro

fc-fmax< fmax fc

BLS
2fc

Se fc<fmax si ha quindi leffetto fantasma o Aliasing che, oltre alla sovrapposizione dei segnali,
provoca distorsione. Lo spettro del segnale in uscita del filtro sar infatti quello di seguito riportato.
La fc dei segnali telefonici 8KHz, la 62,5s mentre la Tc 125s; tali valori vengono
fuori da situazioni reali e dal fatto che la non pu essere ne troppo piccola ne troppo grande per
A

EFFETTO
ALIASING

non penalizzare il lavoro del filtro.