Sei sulla pagina 1di 12

Distribuito senza scopo di lucro

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

n. 2

6 Gennaio 2015

Editoriale
D
Siamo giunti ormai al nuovo anno
civile, il 2015, siamo ancora immersi nelle festivit natalizie e
siamo pieni dellesperienza vissuta nei giorni in cui meditiamo il
mistero dellIncarnazione del Signore, fattosi uomo in mezzo a noi
per salvarci.
Abbiamo voluto vivere appieno
questo evento anche con la realizzazione del presepe vivente, che
unoccasione propizia per riflettere ancora di pi sulla nascita del
Salvatore nel mondo.
Sicuramente Ges che viene ancora una volta in mezzo a noi non
deve passare indifferente, ma deve
esortarci a migliorare sempre di
pi nella nostra vita, nei nostri
rapporti: con Dio, con gli altri,
con noi stessi.
Qui a San Vito, da quando sono
arrivato come parroco, lo scorso
giugno, ho trovato una comunit
viva e piena di fede, con tante attivit ma anche con tanta preghiera: di questa comunit sono pastore, ma sono anche spettatore edificato e meravigliato.
(SEGUE)

La Tenda

o
n

C
a
r
m
e
l
o

S
a
l
i
s

Lanno che verr


Caro amico ti scrivo
Sono molti i propositi con i quali ci si ripromette di iniziare il
nuovo anno e ogni primo Gennaio sembra sempre che il tempo sia passato troppo in fretta, che di tante cose che avremmo
voluto fare, forse, ne abbiamo fatte la met. Ogni fine anno si
fa il resoconto di tutte le cose andate: quelle finite male e alle
quali non si vuole pi pensare; quelle che potevano andare
meglio e delle quali ci si pu ritenere soddisfatti e quelle che,
al contrario di quanto ci si aspettava, sono andate alla grande.
La fine dellanno un po come un cambio stagione: una
1

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

La presenza di molti gruppi differenti, nellambito della vita parrocchiale, una grande ricchezza
e una inesauribile risorsa per
condurre al meglio la nostra vita
di fede e raggiungere tutti, ciascuno secondo la propria personale spiritualit ed attitudine.
Dobbiamo per sempre fare attenzione che questa diversit di
realt non diventi una divisione:
questa tentazione, che spesso ci
pu colpire, non viene da Dio,
ma ci porta solo al peccato e al
male.
Dio viene in mezzo a noi a Natale, si fa presente nei sacramenti,
ma presente quotidianamente
nei fratelli...ed in questi che
dobbiamo riconoscerLo ed amarLo.
Siamo quindi chiamati ad essere
operatori di pace, innanzitutto tra
di noi, con chi ci pi vicino,
con chi viviamo ogni giorno:
consapevoli dei limiti di ciascuno, i nostri, prima di tutto, e quelli degli altri, dobbiamo cercare
sempre di vedere nellaltro Cristo
e cercare di riuscire ad essere tra
di noi fratelli, in quella Fede che
tutti insieme professiamo.
Se non ci sforziamo, per quanto
possibile, di vivere questi sentimenti e questi propositi nella nostra vita, risulterebbe quasi inutile
far rivivere ogni anno levento
della Nativit del Signore, sarebbe uninutile recita sterile e vuota
di significato: ma per noi non
cos, non deve essere cos! Poniamoci quindi tutti questo intento: cercare di vivere insieme come fratelli, mettendo in pratica
linsegnamento che lumile Bambino Ges ci viene a portare, appianando le difficolt, valorizzando le diversit, costruendo
qualcosa di bello insieme.
(SEGUE)

La Tenda

n. 2

6 Gennaio 2015

stanza piena di scatoloni. Quelli da buttare sono gli scatoloni


in prima fila, spesso anche i pi numerosi, i ricordi che non si
vogliono ricordare, le scarpe e i vestiti che non si rimetteranno pi e si gettano via di sicuro. Quelli un po pi piccoli, in
seconda fila, sono gli scatoloni nei quali si ripongono le cose
che ci hanno fatto stare bene, quelli che si portano solo in soffitta per andarli a riaprire quando si vuole, i ricordi che si vogliono ricordare; quelli che si devono accantonare per far
spazio a nuove cose, ma che, comunque, si portano nel cuore.
E da l non vanno pi via. Le mensole vuote, gli scaffali puliti
e gli armadi in ordine, invece, sono lo spazio per un nuovo
inizio. Il punto di partenza dal quale ricominciare nel migliore dei modi. Ogni anno la vita sembra sempre la stessa, ci si
sente sempre della stessa et anche se, intanto, ci si danno le
pacche sulle spalle ricordandosi che il tempo passa.
Ed vero, il tempo passa. Per questo fondamentale vivere
in modo consapevole e vero il tempo che ci stato dato. Le
persone che abbiamo accanto sono il mezzo attraverso cui ci
viene data la possibilit di farlo.

E voi? Quali sono i vostri buoni propositi?


Alcune delle vostre frasi raccolte
Voglio essere un
bravo pap e una
guida per la mia
famiglia.
Vorrei che il Signore benedicesse tutte le famiglie.
Vorrei che ogni giorno dellanno i miei occhi siano rivolti a
Dio e le mie mani ai miei fratelli.
Che la Provvidenza entri in ogni casa a sovrastare e a vincere
il male.
Che nessuna famiglia rimanga da sola.
Prometto alla mia famiglia di essere pi buona.

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

E noi, comunit di San Vito Romano, vogliamo offrire a ciascuno


di noi unoccasione propizia per
crescere tutti insieme in questi
santi propositi.
Colgo infine loccasione, unitamente ai sacerdoti ed ai seminaristi miei collaboratori, per ringraziare quanti collaborano quotidianamente alle attivit delle nostre
due belle parrocchie con laugurio
che volentieri estendiamo a tutti
voi che leggete queste poche pagine: il Signore ricompensi ciascuno del suo impegno e colmi
tutti della Sua benedizione, donando la grazia di saper accogliere
Ges, fatto Bambino, nel proprio
cuore, affinch la propria vita possa essere davvero piena della Sua
luce.
Prego ogni giorno per questa comunit di San Vito e chiedo a Dio
Padre la Benedizione per voi, per
le vostre famiglie e per quanti vi
sono cari.
San Vito Romano, 01.01.2015,
Solennit di Maria Santissima
Madre di Dio
Don Carmelo Salis,
parroco

La Tenda

n. 2

6 Gennaio 2015

Non guardate le persone esternamente, ma evidenziate


sempre la loro bont interna.
Vorrei che nellanno nuovo mi arrivasse un fratello.
Che Ges possa continuare a dare tanta forza ai miei genitori, perch io senza di loro non saprei pi cosa fare, e solo il
pensiero mi fa star male, perch loro sono i miei occhi, la
mia guida, quindi Ges mi affido a te!

Un cuore di Luce

o
Il giovane soldato - poeta Giuseppe Ungaretti sul fronte del
n
Carso, fulmineamente coglie nei primi bagliori della mattina
leterno che gli si fa presente; emozione profonda che esprime con Cla famosa espressione lirica Millumino
dimmenso. Possiamo immaginarci la scena: stretto nella
a
trincea che delimita il terreno disseminato di corpi straziati di
r
uomini e animali,
il poeta - soldato pare essere attraversato da
un fascio dimluce che lo connette allinfinito. In quella landa
fredda e insanguinata, segno ed esito del limite e della follia
e
umana, sinnesca un doppio movimento: ci che immenso,
senza limitel si manifesta sotto forma di Luce ed percepito
dalla luce interiore
del giovane Giuseppe, producendo nel suo
o
spirito una forza capace di trasformare quella tragica realt.
La luce, dunque, una verit che tocca luomo dallesterno,
S
ma che percepibile
nella misura in cui egli stesso luce. E
a
per esserlo non necessario avere lanimo fine del poeta, ma
basta esserel semplicemente umani, cio buoni, positivi, costruttivi, capaci di riconoscere la nostra natura di creature
i
aperte allinfinito.
s
Anche scientificamente
la luce, come fasci o quanti
denergia, richiede un soggetto ricevente, in grado di accogliere con locchio ed elaborare col cervello limpulso esterno
che riceve. Se il tuo occhio chiaro, allora anche tutto il tuo
corpo sar nella luce (Vangelo di Matteo 6,22), dice il Signore, volendo indicare che solo un occhio - non tanto quello
fisico, quanto quello del cuore - puro lorgano con il quale o
senza il quale la realt che ci circonda e coinvolge diventa per
noi favorevole o funesta, vivibile o insopportabile.
Ma cos questa luce? Ovvero, chi ? La luce la forma prima dellenergia, il primo dato fisico, ci dice ancora la scienza. Ma non solo la scienza, bens anche la Bibbia: Dio crea
per prima cosa la luce (Genesi 1,3). Il Vangelo va ben oltre:
3

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

n. 2

6 Gennaio 2015

Semi di parole
ORO: dal latino AURUM, che sta
per AUSUS e contiene la radice
indoeuropea AUS: 'splendere', 'rilucere'. L'oro era ed considerato
il metallo per eccellenza, il pi
prezioso, quello che non si rovina
mai, non perde mai la sua lucentezza, L'oro il metallo che vince
il tempo, che splende sempre: l'eternit. Il simbolo di qualcosa che
non pu finire, motivo che amplifica la bellezza del fatto che venga
accostato a Dio. La regalit, "la luce" che non smette mai di splendere.
INCENSO: dal latino INCENSUM, a sua volta da INCENDERE, 'ardere', 'bruciare'. L'incenso
simboleggia qualcosa che deve rimanere sempre vivo ed una sorta
di collegamento tra l'uomo e Dio:
dalla terra arde e si eleva verso il
cielo. comune il suo uso nelle
celebrazioni funebri e la sua etimologia, che richiama a mantenere
qualcosa di sempre vivo, dona un
significato ulteriore a tutto:
lincenso, infatti, lega il defunto a
Dio fino all'ultimo. Simboleggia
che la morte non toglie nulla, ma
che, nonostante l'apparenza, ci
congiunge a Dio per sempre.
MIRRA: dal latino MYRRA, 'amaro', per il fatto che la radice di
questa pianta si dice fosse proprio
cos, amara. L'etimo pi strana, il
dono del quale molti ancora si interrogano sul significato. Eppure la
parola aiuta. La mirra era un unguento usato molto spesso per imbalsamare i cadaveri, per conservarli e fermare quasi la morte, vincerla. Ecco la risposta: la mirra, la
pianta dalla radice "amara", simboleggia la sofferenza, il sacrificio,
ma allo stesso tempo una sofferenza che viene "vinta", fermata per
sempre. La sofferenza di Cristo
che vince la morte per noi.
La Tenda
AdrianaRossi
Rossi
Adriana

Ges Cristo la Luce vera che viene nel mondo e illumina


ogni uomo (Vangelo di Giovanni 1,9). In Lui Luce e Amore
sono una cosa sola, perch un amore che illumina e una luce
che innamora, tutta lumana esistenza.
Allora il messaggio per questo nuovo anno, che pare presentarsi con certe ombre, questo: accogli nel tuo spirito in ogni
istante la Luce con tutti i recettori che hai dentro di te, cos da
poter trasfigurare gli eventi in esperienze dimmenso, come il
giovane poeta Ungaretti seppe cogliere nellolocausto della
guerra una finestra aperta su Dio.
Franco Ferro

I Vangeli di Gennaio
Gioved 1 Gennaio: Maria Santissima Madre di Dio (Lc 2,
16-21)
Siamo allinizio del nuovo anno e ad aprire lanno c Maria.
Il nuovo anno, come tutta la storia di Dio in terra inizia da
Maria, una ragazza scelta per diventare Madre di Dio. E Maria lalpha dellintero alfabeto, lei il principio di ogni cosa:
dal suo s coraggioso allangelo che la vita umana di Dio ha
iniziato a dipanarsi. Da allora Maria sar donna del silenzio,
custodir dentro di s la meraviglia di esser diventata figlia
del suo figlio, come scrisse Dante. Nel vangelo di oggi la
troviamo con Giuseppe nella grotta, in silenzio, mentre
tuttintorno un fermento: E dopo averlo visto, riferirono ci
che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono,
si stupirono delle cose che i pastori dicevano. [...] I pastori poi
se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello
che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Tutti sono in movimento, sentono, parlano, raccontano, lodano, mentre i protagonisti sono immobili e silenti: Maria, da parte sua,
serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. E umile Maria, non parla, ma medita: di fronte a quanti chiedono, lei
sceglie di rimanere da parte, sfugge la notoriet, il clamore, la
gloria terrena. Tacendo, Maria ci insegna, fin da subito, che la
testimonianza non ha bisogno di parole, ma di azioni, compiute senza protagonismo, in servizio verso laltro. Maria custodisce e protegge, come ogni mamma. Sa che quello che ha tra
le braccia suo figlio, eppure non un figlio per se stessa. Sa
che un figlio con le fattezze di tutti i figli, ma che non un
figlio come gli altri. Allora, l nella grotta, a pochi giorni del
parto, immaginiamola come una mamma qualsiasi che stringe
a s e coccola il suo piccolo di fronte a tutti quei visitatori che
vengono e chiedono notizie di lui, mentre dentro di s sa che
4

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Desiderio
Nei lontani anni 70, quando abitavo con la mia famiglia in ciociaria, vivevo il Natale al suono delle
zampogne. Cera una grande gioia
per la citt: gli zampognari, dietro
invito, venivano a casa a suonare
per nove giorni davanti al presepe.
Era una gioia e una commozione
sentire quei suoni di altri tempi
rimbombare nella tromba delle
scale e dellascensore.
Tornati al paese, nell 81, mi
rimasto sempre nel cuore il desiderio del suono della zampogna!
Per me sembrava facile farli venire a San Vito, ma non fu cos. Bisognava, infatti, prendere contatti
con loro minimo un anno prima,
dietro un corrispettivo compenso.
Tramite conoscenze ciociare, questi zampognari, riuscirono a venire
qualche volta al paese per dare un
colore di altri tempi davanti ai
presepi che si facevano nei vari
rioni. Ritornava in me sempre il
desiderio! Perch non acquistarle?
Lidea venne: creare e vendere le
bambole di pezza! Dopo un anno
di lavoro riuscii a ricavare
700.000 lire: tanto quanto bastava
per lacquisto.
Lunica persona che poteva aiutarmi in questa impresa era Vito
Coni per la sua capacit di suonare e costruire gli strumenti.
Partimmo. Prima tappa a Sora per
lacquisto poi Scapoli e Isernia.
(SEGUE)

La Tenda

n. 2

6 Gennaio 2015

lunicit di quel bambino prima o poi glielo strapper dal petto. Immaginiamoci anche noi, allora, in quella grotta: accogliamo laltro? Testimoniamo con azioni? Quanto le nostre
azioni sono guidate dallamore e quanto dalla vanagloria?
Cristina Galizia
Domenica 4 Gennaio 2015: In principio era il Verbo ed il
Verbo era presso Dio (Gv 1, 1-8).
All'apparenza il Vangelo di questa seconda Domenica dopo
D
Natale pu sembrare
di difficile comprensione, ma in realt ci
parla della nostra
fede e di ci che ogni Domenica professiao
mo quando a Messa recitiamo il Credo.
n
"In principio era il Verbo": prima che tutto fosse, Dio era, la
Parola di Dio lo stesso Essere di un Dio comunicativo. E
Dio crea il mondo
parlando. Tutto ci che esiste, io, tu, la naC
tura, il Cielo... Tutto stato creato da Dio, ed stato creato
a
per me, per te, per noi, per il nostro bene, perch Dio ci vuole
bene, come run Padre Onnipotente. E per renderci pi credibile
la Sua esistenza
m ci ha mandato due segni tangibili, due persone visibili: eGiovanni "come testimone per rendere testimonianza alla luce affinch tutti credessero" e suo Figlio: "la Luce vera, chel illumina ogni uomo". La Parola di Dio, cos, per
o si fa carne: si fa Uomo per insegnarci a vivere
arrivare a noi,
realmente da uomini. Si fa Uomo per farci uomini anche noi,
persone, figli, degni di questo nome, e lo siamo realmente!
S
Uno dei propositi per questo nuovo anno, appena iniziato, poa proprio questo: riconoscere, giorno dopo giorno,
trebbe essere
la nostra figliolanza,
riconoscerci figli di Dio e comportaci
l
come persone degne di questo nome.
i
Francesca Micocci
s
Marted 6 Gennaio 2015: Epifania del Signore (Mt 2, 1-12)
Epifania dal verbo greco epifaino, rendersi manifesto, mostrarsi.
Molto spesso diamo per scontato questa solennit, sempre
troppo presi dagli ultimi regali o dalla ripresa imminente di
scuola, universit, lavoro e non ci rendiamo conto della magnificenza di questo giorno. Ancor pi che a Natale oggi il
Signore si rende manifesto, mostra la sua Gloria, la sua
immensa Luce, non pi solo ai pastori, ma a tutte le genti,
rendendosi lui per primo dono per noi. E una nuova verit ci
sconvolge: Dio venuto sulla terra per TUTTI, affinch
ognuno sia salvo. Non c distinzione: ricchi, poveri, sani,
malati, Giudei, pagani Per Dio nessuno di questi aggettivi
5

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

A Scapoli, in una casa diroccata,


viveva un disabile, gentiluomo,
che diede istruzioni a Vito su come suonare le zampogne. Vito,
poi, costru anche la ciaramella.
Ogni Natale si usciva a suonare
per i rioni del paese per conto della Caritas. Venivano raccolte molte offerte, dato che San Vito stato sempre generoso in questo.
Grazie alla volont di alcune persone quali Paolo Ronci, Aristide
Colaneri, Vito Coni e Fausto Testa, questi strumenti continuano a
suonare!
Resta sempre il mio grande DESIDERIO: di farle suonare nelle
case, davanti al presepe, per la
gioia dei bambini e di tutta la famiglia.
Anna Trinchieri

La Tenda

n. 2

6 Gennaio 2015

ha senso, il suo Amore rivolto agli Uomini, scalda tutti, incondizionatamente. La sua chiamata alla fede rivolta a tutti
i popoli, ecco perch nato nel pi umile dei luoghi. Eppure
a rispondere a questa offerta sono proprio i pi lontani: tre
Magi, venuti da oriente. Betlemme a 10 km da Gerusalemme, ma nessuno dei sapienti della Giudea si prostra davanti la
grotta. A partire, ad affidarsi sono tre re, studiosi delle stelle, tre che nulla conoscevano del Dio dIsraele, ma che hanno
avuto il coraggio di mettersi in viaggio, alla ricerca di qualcosa di pi grande, di pi prezioso, anche pi dei loro regni. E
cos la fede se non lasciare tutto e mettersi in cammino con
Ges e per D
Ges, donandogli quello che abbiamo di pi prezioso?
o
C da imparare
dal Vangelo di oggi: la nostra vita dovrebbe
essere un affidarci
alla Luce di Ges, certi che questa pu
n
portare solo alla Felicit.
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre,
C e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e
si prostrarono
gli offrironoa in dono oro, incenso e mirra.
Sofia Testa
r
m Gennaio 2015: Battesimo del Signore (Mc 1,
Domenica 11
7-11)
e
l acqua, battezzati in Spirito. Il primo sacramenBattezzati con
to che ognuno
o di noi riceve. Il brano del Vangelo, che racconta il Battesimo di Ges nel Giordano, un richiamo al giorno
del nostro battesimo, nel quale inconsapevolmente siamo entrati nel mondo
S cristiano nel quale, ancora oggi, scegliamo di
vivere ogni giorno. Lacqua del fonte battesimale significa
a ogni uomo la purificazione dal peccato originaper la vita di
le, lassolutal pulizia della nostra anima.
Niente pi umano e al contempo divino del Santo Battesimo, perchi rappresenta la prima intima unione tra uomo e
Dio. E Gess Cristo lo ha mostrato, quando giunto al cospetto
del Battista, si immerge nel Giordano e si fa battezzare.
Ges non aveva bisogno del Battesimo, eppure china il capo,
e lascia che lacqua bagni il suo capo. Perch questa la decisione che Dio prende: di farsi uomo tra gli uomini.
Ma nello stesso momento che Ges esce dallacqua che i
cieli si squarciano e lo Spirito Santo discende.
Viene dopo di me colui che pi forte di me. Io vi ho battezzato con acqua ma egli vi battezzer in Spirito Santo.
Si compie ci che il Battista aveva annunciato. Dio si mostra
e battezza in Spirito Santo. Si rende al contempo Battezzato e
Battezzatore.
Ed qui, che si comprende appieno il vero significato di queste parole. Lacqua purifica, lo Spirito dona la vita. Lo Spirito ha la forza di far rinascere e di rendere figli di Dio. E se
Ges stato il primo a dare questa testimonianza, noi ogni
6

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

n. 2

6 Gennaio 2015

Langolo della poesia


N a t a le
Ogni anno si festeggia il grande
evento
Della nascita di Ges
Che nel freddo della notte
Nella stalla venerato
Noi gente di questo millennio
Per ricordare il grande evento
Nelle case costruiamo
Un Betlemme che non sappiamo
Con pastori monti e case
Costruiamo la Betlemme
Come ognuno creda sia
Con le luci e fantasia
E gran festa nelle case
Sono aperti tutti i cuori
E si aspetta la santa notte
Per pregare come giusto sia
Poi passata la gran festa
Si ritorna come sempre
Si dimentica ogni cosa
Il Natale cari amici
Dentro noi dovrebbe sempre
Si vivrebbe tutti uniti
E con animo contento!
Mario Liparoti
La Natura insegna amore
Verde la pianta e alta
Protegge un gatto bianco neve e
soffice
Dinnocente il musetto
Di cielo ceruleo gli occhi contenti.
Sorride dolcemente
Sorride innamorato
Sorride intrecciando alle fusa la
coda.
Materna la pianta labbraccia silente
Solo un dialogo di gioia si sente.
Tania Testa

La Tenda

giorno, battezzati dalla luce dello Spirito rinasciamo in Dio,


come figli testimoni di un amore senza fine.
Il Battesimo rappresenta un annuncio, la notizia della vita
nuova in Dio. E il Battesimo di ciascuno di noi ci purifica, ci
fa rinascere e soprattutto d quellimportante e viva testimonianza che Cristo davvero vive in noi, e noi abbiamo scelto di
accoglierlo e amarlo incondizionatamente.
Lucia Testa
Domenica 18 Gennaio 2015: Che cosa cercate? (Gv 1, 35D
42)
o
Coraggio, fiducia, desiderio della Verit. Ecco cosa ha spinto
n
due umili pescatori a lasciare alle spalle tutta la loro vita.
Unesistenza Rinnovata, sconvolta nella sua semplicit
dallincontro
C con il Messia, il Cristo. Ecco lagnello di
Dio!, gridaa Giovanni Battista: allapparenza una semplice
esclamazione, in realt lannuncio di un Nuovo Inizio: la liberazione da rparte di Dio dalle tenebre e dalla schiavit. un
m
incontro semplice
e radicale: i discepoli non domandano altro
a Giovanni ee seguono Ges. Lo fanno in modo umile, spontaneo, fidandosi in maniera incondizionata; dei folli, diremmo
l
noi oggi. Ancora peggio, rinunciano ai loro nomi, alle loro
identit, alleo loro abitudini, ai loro piaceri, e si abbandonano
nelle braccia di uno sconosciuto. Chi ne avrebbe mai avuto il
coraggio? Chi lascerebbe il porto sicuro della propria vita per
S
gettarsi nel mare aperto dellincertezza? Eppure, sono proprio
a hanno conosciuto Cristo nel profondo, sono
quei folli che
proprio lorol che hanno fatto esperienza di Lui. Quella fiducia
cos genuina
i e autentica alla base della fede. I discepoli
hanno lasciato che quel semplice incontro plasmasse la loro
s
vita per sempre.
E allora, chi sono i veri folli? Allora Ges,
voltandosi e notando di essere seguito, domanda loro -come a
noi- Che cercate?. Un interrogativo che suona come
unesortazione a scavare dentro di noi e a capire quali sono i
nostri desideri, verso quale direzione vogliamo realmente indirizzare la nostra vita, se abbiamo anche noi
quellincondizionata fiducia che ha portato i discepoli a seguirlo, se siamo anche noi capaci di fidarci e affidarci a Lui.
Lincontro parte da un invito: Venite e vedrete. Ges non
indica un luogo, uno spazio, ma unesperienza. Unesperienza
che non ha confini, n limiti predefiniti. E quando si sperimenta un Mistero cos grande non lo si pu tacere, e si sente
il desiderio di condividerlo con gli altri. Cos Andrea, uno dei
7

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Dedicato alle forze dell'ordine


Lasciano le loro case
Le madri, le loro spose
Si incamminano nellincerta via
Chi sono loro?
Uomini!
Uomini che vegliano su altri uomini
Sono padri che vegliano su altri figli
Sono sposi che vegliano su altre spose
Sono figli che vegliano su altre madri
A volte il letal pericolo
Fa dissetare il grigio asfalto con il loro sangue
E riposare le stanche membra sul
freddo marmo
Quante volte le loro spose hanno
pianto
Eppure nulla chiedono
Tirano avanti per la loro via
Allora
Tu amico che leggi le mie parole
Se li incontri sulla strada della vita
Dona loro un sorriso.
Mario Liparoti

Tramonta il sole
Giallo come un campo di grano.
Nel mare non si vuol bagnare, come
una sirena non ha paura
Ma affascinante ricopre di brillanti le
onde.
Si espande quasi come sangue il cielo
vermiglio
E stringe a s un sole addormentato,
cammina in punta di piedi dietro
lorizzonte.
Come un pettirosso voglia volare via.
Tra le rocce, immobile, un faro nero.
Per sfuggire alla solitudine, chiama a
s il tramonto.
Il mare uno zaffiro che ondeggia
Accarezzando gli scogli
Nella brezza leggera come il volo di
un gabbiano.
Tania Testa

La Tenda

n. 2

6 Gennaio 2015

due discepoli, lo fa proprio con suo fratello, Simon Pietro. E


cos come lui, anche noi, nel piccolo della nostra casa e della
nostra quotidianit, possiamo diventare testimoni del nostro
incontro con Cristo.Ges sconvolge lesistenza, cambia radicalmente la vita. Egli dimora nei piccoli gesti damore, ed
proprio attraverso questi che possiamo dare testimonianza di
Lui. E noi? Siamo cos folli da seguirLo?
Eleonora Cenci
Domenica 25 Gennaio: Venite, vi far pescatori di uomini
(Mc 1, 14-20)
D
o
Ecco un altro Vangelo che sa di coraggio, di movimento e
che introduce
n una delle figure pi belle di sempre: il pescatore. Limmagine del sacrificio, della fatica, di chi si prende
tutto anche se non tutto buono. Il pescatore va in mare, si
avventura eClo fa senza avere nessuna certezza: egli non ha la
convinzione che porter a casa una pesca abbondante n la
a
sicurezza che i pesci della fatica notturna saranno tutti buoni.
Ma il pescatore
va, va comunque. la sua vita e avrebbe solo
r
da perdere. Il pescatore, a fine nottata, pu avere una rete
m
vuota come una rete piena di pesci buoni e di pesci meno
buoni. Allae fine sceglier quali tenere e quali dare via, ma
allinizio gli tocca prendere tutto. Il buono e il meno buono.
l
In questo Vangelo c' tutto: la fatica, il sacrificio e sembra
quasi di sentire
le voci dei pescatori. Poi arriva il Signore,
o
dopo una nottata di lavoro, e con una frase stravolge ogni cosa, il lavoro di una vita di umili pescatori viene cambiato.
"Venite dietro
S a me, vi far diventare pescatori di uomini. Dalla fatica del pescatore di pesci nel mare, alla fatica
a
del pescatore di uomini nel mare irruento della vita. Quale
migliore frase
l per simboleggiare che il Signore, su di noi, ha
grandi progetti? Quale pi grande testimonianza di fiducia nei
i
confronti delluomo? Andrea, Giovanni, Giacomo vengono
chiamati e, ssenza esitare, si alzano, lasciano le reti, e vanno
verso qualcosa di pi grande riservato solo per loro. Andrea,
Giovanni, Giacomo potremmo essere noi. E noi, saremmo disposti a lasciare tutto? A seguire un'altra strada? A lasciare
TUTTA la nostra vita per qualcun altro? A lasciar perdere le
nostre occupazioni quando qualcuno ha bisogno di noi? Ges,
in questo Vangelo, ha bisogno. E cosa fa? Per un compito
grande si serve dell'uomo. E del pi umile: il pescatore.
Anche se le cose non sempre vanno come devono andare, il
pescatore l a gettare le reti. Anche se le cose non sempre
vanno come dovrebbero andare, noi dovremmo essere sempre
l, pronti, come pescatori, a gettare le reti. E a prenderci tutto.
A lasciarci prendere, scegliere, proprio come ha fatto Ges.
E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Adriana Rossi

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Lo spunto culturale del


mese
Dante Alighieri Divina Commedia
Paradiso Canto XXXIII

n. 2

6 Gennaio 2015

Un quadro al mese
Maria: armonia di tutto il creato.

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,


umile e alta pi che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti s, che 'l suo fattore
non disdegn di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
cos germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disanza vuol volar sanz' ali.
La tua benignit non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura di bontate.>>

una preghiera senza titolo quella


che San Bernardo, mistico mariano,
rivolge a Maria alla fine del viaggio
di Dante: egli chiede supporto affinch Dante possa vedere Dio. Il
poeta, giunto ormai in Paradiso, sta
per contemplare Dio, la totalit
delluniverso e ci che lo tiene insieme. Non un Ave Maria, non
un Salve Regina, ma una preghiera nascosta tra i versi di uno dei
capolavori della nostra letteratura:
la Divina Commedia.
(SEGUE)
La Tenda

Madonna del Parto, XIV-XV sec., Pieve di Montefiesole

Liconografia mariana da sempre, nella storia dellarte, ha


goduto di immensa fama. Tuttavia, le rappresentazioni della
Madonna in stato interessante non sono poi cos diffuse. A
Montefiesole invece, nella bellissima Pieve, conservata
una raffigurazione su tavola di Maria in piena gravidanza.
Ad oggi lautore dellopera non ancora certo, probabilmente la realizz un certo Antonio Veneziano tra la fine del XIV
secolo e gli inizi del XV. Il dipinto ha come soggetto principale la Madre di Dio, una giovane fanciulla dai lineamenti
delicati immersa nella lettura e con una mano sul grembo.
La scenografia essenziale, come nello stile del tempo, di
matrice giottesca. In primissimo piano si stagliano due figurine apparentemente scialbe e certamente dalle proporzioni
9

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,/ umile e alta pi che creatura/
termine fisso deterno consiglio:
San Bernardo ne esalta lumilt e
la sublimit, soffermandosi sui misteri teologici che riguardano
lincarnazione di Cristo e la sua
opera di corredentrice. Infatti Maria, nella sua semplicit, il mezzo
di cui servirsi per arrivare a Dio. Il
Santo dice espressamente che chiedere una grazia senza rivolgersi alla
Vergine come provare a volare
senza ali (Donna se tanto grande
e tanto vali/ che qual vuol grazia e
a te non ricorre/ sua disianza vuol
volar senzali). Come ricorda papa
Francesco, un cristiano che non si
rivolge a Lei orfano nella fede.
Per questo, una delle preghiere pi
potenti il rosario, completamente
dedicato a Maria, porta del Paradiso.

Donna, se' tanto grande e


tanto vali

n. 2

6 Gennaio 2015

tuttaltro che perfette. Nonostante la loro estetica poco invitante, essi furono invece i committenti del capolavoro. Al
tempo, solitamente, si facevano rappresentare proprio ai piedi dellimmagine sacra che richiedevano, in segno di fervente devozione. Alle spalle della Vergine emergono due anforette dorate e dallequilibrio un po precario. Ma si sa, non
il contenitore che fa la differenza, bens il contenuto. Esse,
dunque, ospitano uno degli attributi mariani pi conosciuti:
il giglio. Eletto a simbolo di purezza, questo fiore non poteva non essere associato allImmacolata, per antonomasia
D
lessere umano
senza peccato. E per tal motivo, la Vergine
o Dio per nobilitare lumana natura. La ragazza
fu scelta da
pi semplice
n di Nazareth e la pi bella del globo terrestre,
ma tanto virtuosa da apparire grande nella sua umilt. Il fiat
di Maria inaugura un tempo nuovo e la venuta di Cristo camC storia per sempre. Allannuncio dellangelo si
cambier la
riaccese lamore
tra Dio e le sue creature. Un amore tanto
a
immenso da muovere il sole e laltre stelle e volto alla tor
tale e gratuita salvezza degli uomini. Nella tavola di Montem gi germogliata nella Madonna. La pienezza
fiesole la vita
del suo ventre
evidente dal rigonfiamento della tunica,
e
dun rosso
l regale, presupponendo prossimo il parto.
Latmosfera di silenziosa meditazione e anche
o assapora il mistero della maternit divina. Solo
losservatore
Maria poteva vivere un cos grande privilegio con tutta la naturalezza diS ogni mamma.
a

Federica Marchetti

l
i
s

Michela Colaneri,
Giada Cianfriglia, Sara Testa

La Tenda

10

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

n. 2

6 Gennaio 2015

I PassaTenda

I due cani
.

Ho due cani. Due husky per


lesattezza, uno bello e uno
brutto. Insomma ho un huskybello e husky-fezza!

Tra moglie e marito!


Dopo lennesimo furioso litigio, la moglie, particolarmente
conciliante, dice al marito:
facciamo un patto: se tu riconosci che ho ragione, io la
smetto di dire che tu hai torto.

Una pagella come poche


Siamo nella preistoria e un
bambino arriva a casa con la
pagella e la mostra al suo papil pap la guarda e commenta: uhm, 2 in italianopassi il 3 in matematica,
ma 4 in storia? Insomma devi
studiare due pagine s e no!

(Marianna Carrarini)

Completa il cruciverba secondo le definizioni.

Orizzontali: 1.Questo un ..tenda 3. Quella gialla buona


con i broccoletti 6. La nostra provincia 7. LEpifania tutte le
feste ha portato 8. Dentro 10. I padri dei padri 13. Pu far
cantare o pu far piangere 16. I biscotti che vanno a braccetto
col vino rosso 17. Il contrario di sempre 18. Santa Maria
De 20. La Befana allo specchio 24. Scende da Piazza Roma fino al castello 26. Lo il nostro San Vito 30. Molte
hanno ospitato i presepi in mostra 31. Il nostro teatro 32. Pari in ateneo 34. A volte la commozione pu farci un nodo 35.
Dopo luno 36. La Ninfa ne ha tre

Povera Befana!
La Befana cade tutti gli anni il
6 Gennaio! Accipicchia, dovrebbe fare pi attenzione!

Aurora Trinchieri

La Tenda

Verticali: 1. Consonanti in puma 2. Si festeggia il 3 Febbraio


3. Quello di San Rocco benedetto 4. Silenziosa 5. Lo dice
chi si fa male 6. Fiocca fiocca ncima alla 7. I bambini ci si
incontrano per giocare 9. La forma del castello 10. Non nabballe 11. Il cuore dei romani 12. La coda del cane 14. Ottodiviso due 15. Laria che tira in Inghilterra 19. C l acqua buona 21. Avverbio negativo 22. Un pericolosenza
piolo 23. Grosso rettile 24. Linizio della base 25. Retina
senza vocali 27. Grandissimo 28. Una casonasenza capo
n coda 29. N prima n dopo 33. Me

11

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

n. 2

6 Gennaio 2015

La calza della Tenda


Muffin di panettone
Panettone: 250 gr
Farina: 250 gr
Zucchero di canna: 100 gr
Lievito in polvere: 1 bustina
Latte: 200 ml
Uova: 1
Olio di semi: 75 ml
Scorza di arancia: 1
Sale: un pizzico
Procedimento

Tritare il panettone e aggiungere


la farina, il sale, lo zucchero e
il lievito. Mescolare velocemente.
In una ciotola capiente sbattere
il latte, lolio e luovo e unire tutti
gli ingredienti, lasciando limpasto
un po grumoso.
Aggiungere la scorza di arancia
grattugiata e amalgamarla bene.
Riempire con il composto i pirottini
per 2/3 e infornare per 15-20 circa a
180.

(Marianna Carrarini)

Il SANVITOKU

Tartufini con pandoro


200 g di pandoro
50 ml di liquore (rum)
150 g di cioccolato fondente
Granella di nocciole q.b.
Farina di cocco q.b.

(Marianna Carrarini)

Riempite le caselle bianche con le lettere SANVITOKU, in modo tale


che in ogni riga, colonna e regione siano presenti tutte le lettere
senza ripetizioni.

Procedimento

Giulia Luzzi
La Tenda

Cantare pregare
due volte", diceva
Sant'Agostino! E allora moltiplica la tua
preghiera partecipando al Coro degli
Angeli! Vieni alle
prove il Sabato alle
ore 15.30 a Santa
Maria e poi canta
con gioia alla Messa
delle 10.30 a Santa
Maria.

Per informazioni o curiosit sul


giornalino possibile contattare:
Adriana Rossi cell. 3345811927
(mail: adrianarossisvr@gmail.com)
Marzia Nini cell. 3934339613
Michela Colaneri cell. 3665465573
(mail: mikela.colaneri@gmail.com)

12
Soluzione rebus: Leggete la Tenda

Sbriciolare il pandoro in una ciotola


capiente. Bagnare con il liquore e
amalgamare il tutto.
Aggiungere il cioccolato fondente
fuso e impastare fino a ottenere una
consistenza omogenea.
Formare delle palline grandi quanto
una noce fra i palmi delle mani.
Passare quindi i tartufi di pandoro
nella farina di cocco o nella granella di nocciole e distribuirli nei pirottini di carta.