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Il PAT di Vigonza – Considerazioni, Problemi e Proposte

Il PAT di Vigonza – Considerazioni, Problemi e Proposte


La Legge regionale 23 aprile 2004, n.11 (BUR n.45/2004) ha stabilito che il Piano di Assetto
Territoriale (PAT) sia lo strumento principe del governo del territorio, finalizzato ad una gestione
oculata ed eco-compatibile delle risorse, rispettoso delle esigenze dei suoi abitanti ed aperto a nuove
prospettive di crescita economica.
Il PAT di Vigonza, però, non dà risposte adeguate a questi obiettivi di
legge.

Considerazioni di base
Nome Osservazione Competenza
C1 – Povertà di programmi PAT di Vigonza
C2 - Durata PAT di Vigonza
C3 - Reperibilità delle Informazioni PAT di Vigonza

C1 – Povertà di programmi.
Analizzando il PAT di Vigonza si rileva che non dà risposte adeguate a tutti gli obiettivi di
legge, in quanto
 non soddisfa le esigenze primarie dei suoi abitanti,
 non presenta progetti in grado di rilanciare il Comune e
 non propone significativi miglioramenti alla qualità della vita dei vigontini.
C2 - Durata.
Si riscontra, poi, che mentre la legge 11 non dà limiti temporali alla validità del PAT, Vigonza
gli ha dato 10 anni di vita. Ma due tra gli obiettivi primari di questa legge sono il recupero del
territorio e il benessere della popolazione, temi questi che hanno bisogno di tempi lunghi per essere
realizzati, soprattutto perché non si può pensare di porre rimedio in 10 anni a errori urbanistici
commessi nell’arco di 50, dal dopo guerra ad oggi. Quindi, per quanto sia doveroso rivederne i
contenuti ogni 10 anni, è necessario che il PAT abbia una visione di lunga durata che copra un
periodo di 30-40 anni.
C3 - Reperibilità delle Informazioni.
Il PAT è disponibile solo in formato elettronico, essendo impossibile riprodurre su carta tutta la
mole di dati che contiene.
Orientarsi è molto difficile, ma siccome per legge deve essere accessibile a tutti, il PAT dovrebbe
contenere un documento esplicativo e sintetico che metta l’utente medio, non esperto di
urbanistica, nella condizione di ritrovare facilmente tutte le carte geografiche e le relazioni di
suo interesse.

Problemi evidenziati
Nome Osservazione Competenza Note
P1 - Trasparenza e correttezza PAT Vigonza Ripreso in P2, P4 e Q3
P2 - Viabilità PAT Vigonza Ripreso in P1, P4 , Q2, Q3, Q4 e Q6
P3 - Diffusione e dispersione insediativa PAT Vigonza Ripreso in Q1 e Q2
P4 – Trasporto urbano PATI CoMePa Ripreso in Q5
P5 - Istituti scolastici PAT Vigonza e PATI CoMePa Ripreso in R1 e R4
P6 - Contratto di Quartiere II PAT Vigonza Ripreso in R3
P7 - Aree Produttive PATI CoMePa Ripreso in R1

P1 - Trasparenza e correttezza.
Il PAT è uno strumento che fonda la sua forza su una base dati che la legge affida alla
concertazione tra l’amministrazione comunale e gli enti pubblici territoriali, le associazioni
economiche e sociali portatrici di interessi sul territorio. Bisogna, però, capire che una volta

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approvato, il PAT è estremamente pervasivo, per cui non si può accettare che sia solo
formalmente corretto. In caso contrario potrebbe essere soggetto a molteplici interpretazioni e
quindi ad un’impropria applicazione della legge.
Esempi di gravi imprecisioni sono
 il Progetto Speciale Porta Venezia (stazione ferroviaria di Barbariga) che ha l’area di
espansione senza confini e
 il Piano Complesso N. 4 (Città dei ragazzi a Vigonza) che è privo di indicazioni precise su
chi costruirà e sarà proprietario della struttura (è scritto “contributo alla realizzazione”), su
cosa si intendere edificare, sull’entità della cubatura, sul tipo di utenza a cui è indirizzata
comunale o sovra-comunale e sull’aggravio alla viabilità locale.
Anche se non è detto espressamente, è chiaro che il Piano Complesso N. 4 è nato solo per
giustificare un intervento sulla viabilità che devii nel centro di Vigonza parte del traffico
attualmente presente lungo le strade regionali di via Venezia e via Noalese.
P2- Viabilità.
I cittadini chiedono
 di spostarsi velocemente in macchina, ma in sicurezza a piedi o in bicicletta e
 di vivere a lato di strade tranquille lontane dall’inquinamento da rumore e da smog.
Ma il PAT disattende le aspettative perché non si cura dei cittadini in stato di disagio e agisce
in modo da incrementare il numero di chi soffre per gli inconvenienti provocati dal traffico.
Infatti
 non solo non ha un progetto per le piste ciclabili e per i marciapiedi lungo le strade statali,
regionali e provinciali,
 ma addirittura prevede che un nuovo asse stradale tra via Venezia e via Roma dirotti
parte del traffico di queste due strade regionali all’interno di alcune aree residenziali dove
si trovano “zone 30” (aree dove il limite di velocità è di 30 km/h) e strutture protette quali
chiese, patronati, asili, istituti scolastici elementari e medie.
P3 – Diffusione e dispersione insediativa.
Questo PAT non ferma la diffusione insediativa (7 frazioni che continuano a crescere) e la
dispersione insediativa (frammentazione esasperata dell’abitato).
Eppure non si pensa ancora, se non in pochissimi casi, di demolire i manufatti fatiscenti privi di
interesse architettonico e storico per ripristinare l’originario ambiente agreste.
P4 - Trasporto urbano.
I controversi piani complessi aspirano ad un aumento dei servizi, ma senza portare un sensibile
miglioramento della qualità del vivere, per il fatto che i servizi continueranno ad essere lontani
da tutti e raggiungibili a costi elevati con spostamenti su gomma. Infatti, questo PAT non si è
posto l’obiettivo di risolvere il problema del trasporto urbano.
A un metro dal confine sud arriva la linea SIR2 del tram, ma nessun autobus di Padova arriverà a
Vigonza nei prossimi 10 anni. A questo punto è inevitabile che la mancanza di servizi pubblici
adeguati, renderà invivibili le aree residenziali a ridosso dei Piani Complessi N.2 (Scuola
materna e impianti sportivi a Pionca), N.3 (Polo scolastico e sportivo a Peraga) e N.4 (Città dei
ragazzi a Vigonza).
Questi servizi, infatti, hanno un tale valore sociale da attrarre anche un’utenza sovra-comunale e
quindi un’eccessiva quantità di traffico. Il sospetto è che non se ne parli perché è previsto che
questo viavai di mezzi sia assorbito dalla nuova viabilità di Perarolo e del centro, come già
espresso ai punti P1 e P2.
P5 - Istituti scolastici.
Il PAT non dà risposte adeguate neanche in ambito educativo.
Non si percepisce se il Comune avrà tre scuole medie, una per ogni Area Territoriale Omogenea
(ATO), o se ne avrà una sola a Peraga. Nel Piano Complesso N.3 (Polo scolastico e sportivo a
Peraga), infatti, è inserita una frase che lascia interdetti: “spazio per eventuale scuola media”
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Si cita poi, un fantomatico istituto verticale, struttura che non dovrebbe avere sede vicino al
Castello dei da’ Peraga e ad una zona residenziale molto estesa, per l’impatto che genererebbe
sull’ambiente.
Va detto, inoltre, che mettere in una stessa zona scuole elementari, medie e superiori non è
sicuro, perché i bambini possono essere messi a contatto con i problemi adolescenziali, quali la
droga e il fumo.
Infine l’area di Peraga non sembra essere il posto ideale per diventare sede di un istituto
superiore, perché è raggiungibile solo dai Vigontini e da chi proviene da Treviso. Rimangono
tagliati fuori coloro che provengono da Venezia, mentre l’area non sembra essere di interesse per
quanti vengono da Ponte di Brenta.
P6 – Contratto di Quartiere II.
Questo PAT non tiene in alcuna considerazione il parere degli abitanti, considerato che più
volte hanno espresso la loro contrarietà a un ulteriore innalzamento degli edifici del Piano
Complesso N.1 (Piazza di Vigonza). Tale scelta snatura quel carattere di paese che ancora la zona
mantiene e deprezza il valore degli stabili già presenti nell’area.
P7 - Aree Produttive.
Per Vigonza appare come un’occasione mancata la sezione del Piano di Assetto Territoriale
Intercomunale della Comunità Metropolitana di Padova (PATI CoMePa) contenuta nel suo
PAT.
Si continuano, infatti, ad espandere le aree Produttive senza connotarle e non si riconverte la Fascia
del Brenta ad una funzione più consona all’eco-sistema che individua.

Proposte per il Rilancio del Comune da inserire nel PAT


Nome Osservazione Competenza Note
R1 - Fascia del Brenta PATI CoMePa Soluzione a problemi in P5 e P7
R2 - Progetto speciale di Porta Venezia PAT Vigonza
R3 - Piano Complesso N.1 ... PAT Vigonza Approccio a problemi in P6
R4 - Istituti scolastici PAT Vigonza e PATI CoMePa Decisioni di problemi in P5
R5 - Aree Rurali PAT Vigonza

R1 –Fascia del Brenta.


i. Obiettivi del progetto
La posizione di comparsa non si addice a Vigonza, il più grande
comune della provincia di Padova.
Il suo PAT deve puntare in alto, consapevole di stare sulla
cintura urbana di una delle più famose città d’Italia, per cui oltre
a un forte impegno a favore della cittadinanza, deve
contenere un catalizzatore di interessi in grado di attirare
grandi finanziamenti e di assegnare ai vigontini un ruolo da
protagonisti nel PATI CoMePa.
ii. Il progetto di recupero
Vigonza, tra le altre, possiede un’area di grande valore
paesaggistico posizionata in un luogo strategico: la Fascia del
Brenta che va da Ponte di Brenta a Capriccio. E’ una delle
porte di accesso alla città di Padova e si estende ampia lungo uno
dei più bei fiumi d’Italia in vicinanza a importanti arterie
stradali.
E’ deputata ad essere una grande superficie a servizi per tutta
l’area metropolitana. Dovrebbe diventare un misto tra il Parco
della Villette di Parigi, il museo della Civilizzazione di
Ottawa e un tipico college inglese, pur rimanendo fortemente radicata alla sensibilità

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Veneta nell’architettura e nella dislocazione degli edifici. Al suo interno dovrebbero


trovar posto:
 aree tematiche indipendenti che si integrano attraverso un uso sapiente del verde;
 giochi strutturati per bambini e per adulti;
 sale prova musicali ad elevata attenuazione acustica;
 luoghi di ristorazione, alberghi e negozi per turisti;
 un porticciolo per l’attracco di barconi turistici;
 un ponte pedonale e ciclabile di collegamento con S.Vito;
 un museo importante (per esempio “della scienza e della tecnica”) con diorami,
cinema IMAX, sezioni interattive per bambini e adulti;
 un centro congressi;
 una cittadella scolastica per scuole superiori immersa nel verde, dotata di palestre e
impianti sportivi all’aperto.
iii. Valore del progetto
E’ un progetto in grado
 di qualificare tutta l’area metropolitana,
 di creare lavoro sia durante che dopo il risanamento e
 d’inserire Vigonza nel novero dei siti turistici veneti.
Può essere realizzato con contributi europei, nazionali e regionali grazie al fatto che
 è punto di partenza di una zona di alto interesse storico, la riviera del Brenta;
 Padova non ha un museo scientifico;
 l’area metropolitana non ha importanti centri turistici ad est;
 manca una cittadella scolastica superiore che serva Vigonza e le zone che da un lato
si aprono verso Treviso e Venezia, lungo via Venezia, via Noalese e strada del Cardo e
che dall’altro si proiettano dentro la città di Padova fino alla Stanga.
iv. Implicazioni del progetto: spostamento degli insediamenti produttivi
Ovviamente il progetto di recupero della Fascia del Brenta implica lo spostamento in
altra zona degli insediamenti attualmente presenti, siano essi produttivi e/o
residenziali.
Ma questo trasferimento va interpretato come un’altra occasione di rilancio del paese.
Per quanto riguarda l’area artigianale va rilevato che ha una viabilità inadeguata ed edifici
non eco-sostenibili. Concentrare questi manufatti al Cristallo, su più piani ridurrebbe
l’estensione della superficie produttiva con vantaggi per la viabilità e i servizi. Se poi si
connotassero alcune delle piccole e medie imprese come punti di eccellenza di
innovazione tecnologica, probabilmente si riuscirebbero anche a creare le condizioni
per ricevere ulteriori aiuti europei. In questo momento, infatti, c’è una spinta notevole
verso l’innovazione e la ricerca.
v. Implicazioni del progetto: spostamento degli insediamenti residenziali
Relativamente agli insediamenti residenziali va affermato che qualsiasi decisione va presa
previa negoziazione con i privati e rispettando le norme che regolano i Piani Urbanistici
Attuativi.
Ma probabilmente molti residenti aspettano da tempo di approfittare di un’offerta di
acquisto o di compensazioni urbanistiche o di crediti edilizi che permettano loro di
spostarsi in una zona a più alta qualità della vita.
R2 - Progetto speciale di Porta Venezia.
Anche il Progetto Speciale di Porta Venezia può rilanciare la frazione di
Barbariga. Qui si prevede il transito giornaliero di centinaia di persone,
per cui è il luogo ideale per innalzare un complesso ricettivo che si
innalzi sui due lati della ferrovia con piccoli negozi, un supermercato,
ristoranti, pizzerie, ....

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Se sopra i binari si potesse, poi, costruire un edificio a ponte, si renderebbero


disponibili gli stessi servizi a tutta la frazione e si garantirebbe
l’attraversamento in sicurezza della ferrovia in qualsiasi ora del giorno.
Anche qui, si potrebbe negoziare con i proprietari l’abbattimento degli
edifici siti tra via Ludovico Ariosto e il sottopasso di via Barbariga, per
 allargare e alberare la strada di via Ludovico Ariosto,
 spostare qui il parcheggio in un’area non nascosta facilmente presidiabile e
 collegare il nuovo parcheggio, il complesso e la stazione ferroviaria con un
adeguato servizio sopraelevato di scale mobili e tapis roulant.
R3 - Piano Complesso N.1 (Area del Contratto di quartiere II a Vigonza).
La cubatura che in 30 anni è stata riversata sull’area del Contratto di quartiere
II a Vigonza è così alta che questo PAT ha previsto un innalzamento degli edifici per recuperare
territorio.
Perché non si è cercato, invece, di spostare un po’ di questa cubatura in altre aree del Comune? E’
sicuramente più facile innalzare gli edifici, invece che utilizzare gli istituti dei crediti edilizi o della
perequazione o della compensazione urbanistica, ma perché non provare a farlo?
Ne va della qualità del nostro vivere e oltretutto l’intero paese acquisterebbe prestigio.
R4 – Istituti scolastici.
Il PAT non può esimersi dallo scegliere la strutturazione futura delle scuole vigontine.
Negli anni sono state presentate due proposte per la realizzazione degli istituti scolastici:
 la prima vede la realizzazione di tre istituti comprensivi, uno per ATO, con scuole materne,
elementari e medie innalzate nello stessa area e che usano in momenti diversi le aree comuni
(laboratori, la mensa, la palestra, giardino, biblioteca, ...);
 la seconda contempla il mantenimento delle scuole materne ed elementari laddove sono
collocate e la realizzazione di una scuola media centralizzata.
E’ necessario dire se si vuole realizzare una di queste idee o se invece si propende verso una terza.
L’essenziale è che non ci siano dubbi su quello che si vuole raggiungere. Frasi come “spazio per
eventuale scuola media” non sono ammissibili in un PAT.
Per quanto riguarda, poi, un Istituto Superiore è sicuramente preferibile innalzarlo lungo la Fascia
del Brenta, ma solo se si realizza un completo risanamento della Fascia del Brenta come descritto
nel paragrafo R1, perché pensare di innalzarla in mezzo a un’area produttiva è sicuramente fuori
luogo.
R5 - Aree Rurali.
E’ importante che le aree naturalistiche, in particolare quelle di Codiverno, Pionca, Prati e
Bagnoli, rimangano tali e che nel tempo aumentino di dimensione, perché la salute di un
territorio è strettamente correlata allo stato dell’ambiente.
Ci vuole un progetto per la nostra agricoltura che con la collaborazione dell’università di
Padova, di associazioni a difesa dell’ambiente e delle forze attive locali
 recuperi i tipici elementi del paesaggio rurale veneto (mulini, fattorie, pertinenze agricole,
siepi, ... );
 estenda le coltivazioni sui tetti dei capannoni, per piante a basso sviluppo radicale quali gli
ortaggi;
 svuoti la terra dall’eccessivo numero di case sparse attraverso gli istituti della perequazione,
della compensazione urbanistica e dei crediti edilizi
 avvii il commercio dei prodotti locali con la modalità di vendita a «chilometri zero».
Per sopravvivere, però, un’agricoltura sana ha bisogno anche degli introiti provenienti dal
turismo. E’ per questo che non va dimenticato che il paesaggio
 va curato e mantenuto sicuro da allagamenti e smottamenti;
 va arricchito con un certo numero di agriturismi e
 va percorso da piste ciclo-pedonali e ippiche lungo i corsi d’acqua e sui confini dei poderi.

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Proposte a favore della qualità della vita non sviluppate dal PAT
Nome Osservazione Competenza Note
Q1 - Recupero urbano PAT Vigonza Approccio a problemi in P3
Q2 - Nuovi Insediamenti PAT Vigonza e PATI CoMePa Approccio a problemi in P3
Q3 - Viabilità in Centro PAT Vigonza Soluzione a problemi in P2 e P4
Q4 - Viabilità a Pionca PAT Vigonza
Q5 - Servizio di autobus PATI CoMePa Approccio a problemi in P4
Q6 - Piste ciclabili e marciapiedi PAT Vigonza Soluzione a problemi in P2
Q7 - Rimesse per camperisti e camionisti PAT Vigonza

Q1 - Recupero urbano.
E’ innegabile che non si può rifare un intero paese, ma se si opera con intelligenza in 30-40 anni,
per gradi, si possono raggiungere risultati importanti con un’urbanistica vicina ai bisogni del
cittadino che imponga sensi unici, prescriva viabilità forzate, porti all’abbattimento di edifici e
promulghi nuove regole edificatorie.
Un primo risanamento può essere ottenuto obbligando ogni Piano Urbanistico Attuativo
(PUA) a comperare una percentuale fissa di crediti edilizi provenienti da manufatti produttivi
e/o residenziali
 costruiti a ridosso di strade regionali e provinciali, in cui il territorio è sconvolto dal traffico,
dal rumore, dalle vibrazioni e dalle polveri sottili;
 posti lungo percorsi stradali o vicino a snodi ferroviari, dove si vive in uno stato di perenne
insicurezza, per il fatto che le porte di casa si aprono su vie trafficate, prive di marciapiedi;
 localizzati in prossimità di aziende, sorgenti di rumore o di traffico pesante o di polvere o di
odore;
 siti nei quartieri costruiti prima della legge Buccalossi del 1977, sprovvisti di marciapiedi e
parcheggi;
 posizionati in zona agraria, dove la città diffusa ha frammentato il territorio.
Questo significa che i PUA dovranno essere più estesi per permettere un equo recupero degli
investimenti. Ma il territorio nel suo insieme ne risulterà valorizzato, perché ciò permetterà di
ampliare le strade ad alto traffico, spostare gli insediamenti residenziali in ambiti protetti, alzando
così la qualità della vita dei vigontini.
Ovviamente resta inteso che l’iniziativa va applicata con il consenso di tutti i soggetti interessati
e che, all’atto dello spostamento, queste case saranno demolite.
Q2 - Nuovi Insediamenti.
Per evitare il ripetersi degli errori urbanistici degli ultimi 50
anni, vanno emanate delle norme per il posizionamento delle
nuove costruzioni.
 Le aree di rispetto tra gli edifici e il ciglio delle vie dovranno
essere ampie almeno 50 metri lungo le strade statali, regionali e
provinciali e almeno 150 lungo le autostrade e le linee
ferroviarie.
 Nelle aree di rispetto dovranno essere piantate siepi e alberi, onde abbattere il rumore,
bloccare l’inquinamento da polveri sottili e unire tra di loro le
aree naturalistiche.
 I cancelli degli edifici si dovranno aprire su strade
secondarie per ridurre il rischio di incidenti e rendere più
fluido il traffico stradale.
 Le aree residenziali non devono essere attraversate, ma
chiuse ed accessibili solo muovendosi intorno ad una sorta di
anello che le circonda.

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Q3 - Viabilità in Centro.
Va applicata una modifica al collegamento viabile che unisce Capriccio al centro di Vigonza.
Il tracciato gira intorno al Piano Complesso N.5 di Perarolo, continua dietro la chiesa di Perarolo,
attraversa il Piano Complesso N.4 della Città
dei ragazzi, prosegue fino a via Ruffini e
termina su via Molino, portando il traffico delle
strade regionali di via Venezia, via Regia e via
Noalese all’interno del centro di Vigonza
 in un’area residenziale censita come “zona
30”, racchiusa tra le strade di via
Armistizio, via della Costituzione, via
Risorgimento, via Pisacane, via Mazzini e
via Oroboni;
 in ambiti protetti, quali l’asilo di Vigonza,
la scuola elementare di via Molino, la
scuola media di via Roma e la chiesa di
Vigonza;
 nell’area del Contratto di Quartiere II,
contraddistinta da un forte incremento
demografico e
 su via Molino e via Roma, già ora
caratterizzate da pesanti incolonnamenti al
semaforo che di fronte alla chiesa.
Si chiede che in questa nuova viabilità
 sia ripristinato l’originario carattere urbano del percorso storico, attraverso la divisione del
percorso in due tratte non comunicanti, una che gira intorno al Piano Complesso N.5 di Perarolo
e un’altra che va dalla chiesa di Perarolo a via Molino;
 non sia allargato il ponte sul Tergola, come deterrente naturale al traffico;
 siano mantenuti chiusi i varchi tra via Ruffini e via Risorgimento e tra via Ruffini e via
Villa Giusti, per evitare che il traffico proveniente da via Venezia, via Noalese e via Carpane
investa la zona 30 ad alta residenzialità e
 sia vietata al traffico pesante almeno la tratta che passa per il centro.
Si invita a valutare la possibilità
 di migliorare la viabilità sulla Noalese, mediante allargamento della strada stessa e
l’inserimento di una rotatoria sufficientemente ampia a livello di via Consorti e
 di disegnare una nuova tangenziale per il centro di Vigonza che, girando parzialmente
interrata intorno all’abitato, sollevi gli abitanti dal traffico, rispetti gli edifici storici e lasci
prosperare la natura.
La Noalese del resto è la normale circonvallazione di Busa, Perarolo, Peraga e Vigonza, per
cui è ragionevole pensare di allargarla con la demolizione di alcuni edifici che si ergono a ridosso
della strada tra Busa e Mellaredo.
I costi di questa operazione sarebbero contenuti perché qui
 il numero delle case è relativamente basso e
 una buona percentuale di queste case è vecchia o in stato di degrado;
I vantaggi, invece, sarebbero elevati
 per l’ecosistema, visto che molte le abitazioni sono costruite in modalità non ecosostenibile;
 per il traffico, considerato che verrebbe drasticamente ridotto il numero delle case che si aprono
direttamente sulla strada regionale;
 per gli attuali residenti, in quanto essi sarebbero sollevati da una condizione di dichiarato
disagio causata dal forte rumore, dal grande inquinamento e dalle vibrazioni indotte dai mezzi
pesanti.
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Q4 - Viabilità a Pionca.
Anche il Piano Complesso N.2 prevede una nuova strada. E’ un’ottima occasione per cominciare
a costruire una tangenziale per Pionca, ma è essenziale che non ci si dimentichi della zona di
rispetto descritta al punto Q2. In caso contrario si sposta solo il disagio, senza vantaggi
sostanziali per la comunità.
Q5 - Servizio di autobus.
Amareggia profondamente che, per l’ennesima volta, sia negato a Vigonza il servizio urbano di
Padova. Vent’anni fa si diceva che sarebbe arrivato dopo la costruzione della bretella e il
miglioramento della viabilità di Busa, poi si è sostenuto che bisognava aspettare l’accordo sui
percorsi del trasporto extra-urbano delle provincie di Padova e Treviso, oggi si afferma che il
traffico sulla Noalese è troppo lento e sottovoce qualcun altro sussurra che non si può far niente
senza la complanare.
E’ una scelta contraria a quel principio di sostenibilità che è alla base della legge 11 ed è
inammissibile che i nostri amministratori accettino che l’autobus continui ad essere una
merce di scambio mai resa per stendere strade in questo territorio e che non arrivi a Vigonza
per altri 10 anni.
Sarebbe opportuno, addirittura, che ne arrivassero 2:
 il 18 dovrebbe percorrere la Noalese da Ponte di Brenta fino al semaforo di via Roma,
proseguire fino a Barbariga, tornare a Vigonza, andare Peraga per via Buozzi e per via Arrigoni
e infine rientrare a Ponte di Brenta;
 il 4 dovrebbe andare da Cadoneghe a Codiverno e Pionca per poi risalire fino al Cristallo e
infine rientrare a Cadoneghe.
La concomitanza dei due autobus permetterebbe agli abitanti di Codiverno e Pionca di prendere il
treno senza usare l’auto propria.
L’area di Perarolo potrebbe essere servita dalla linea 53 delle linee extraurbane ACTV di
Venezia. Già da ora questi pullman transitano ogni 15 minuti su via Venezia e su via Regia.
Bisognerebbe accordarsi per far modificare leggermente il loro percorso in modo che i mezzi
passino anche per il centro di Perarolo.
Per quanto riguarda S.Vito, poi, bisognerebbe verificare se esiste la possibilità di allungare
leggermente il percorso delle corriere di Noventa con un piccolo transito all’interno della frazione.
Certo la cosa migliore sarebbe che il PATI CoMePa mettesse tutti gli
abitanti della città metropolitana alla pari, individuando
1. dei percorsi concentrici che colleghino le periferie tra di loro a
vari livelli di distanza dal centro di Padova e
2. delle direttrici radiali uniscano punti opposti all’estrema
periferia dell’area metropolitana.
Se su ogni percorso gli autobus transitassero ogni 15 minuti, avremmo un
servizio di trasporto altamente efficiente e a costi contenuti per tutti gli
abitanti della cintura metropolitana.
Q6 - Piste ciclabili e marciapiedi.
Sarebbe opportuno che il PAT pensasse
 di estendere i marciapiedi su tutte le strade a partire da quelle ad alto traffico e
 di estendere anche alle piste comunali l’intendimento del PATI CoMePa di unire fra di
loro tutte le piste ciclabili di interesse sovra-comunale.
Q7 - Rimesse per camperisti e camionisti.
Vigonza necessita di aree di rimessaggio a costi contenuti che portino via i camper e i camion
dai parcheggi. Il PAT dovrebbe interpretare questa istanza assegnando qualche area periferica allo
scopo.

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