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SPECIALITA

ITALIANO

DEL

LINGUAGGIO

GIURIDICO

INTRODUZIONE
Il linguaggio linsieme dei fenomeni di comunicazione e di espressione che si
manifestano sia nel mondo umano sia al di fuori di esso.oltre al linguaggio verbale
delluomo esistono infatti linguaggi artificiali create dalluomo stesso e linguaggi degli
animali.
Esistono anche I linguaggi settoriali.I linguaggi settoriali sono, tra gli altri, il linguaggio
politico, il linguaggio della publicit, il linguaggio sportivo, il linguaggio giuridico,
linguaggio della medicina, della fisica, della chimica, delleconomia ecc.
Dal punto di vista del lessico, il linguaggio settoriale possiede dei vocaboli e delle
espressioni che non sono possedute dalla lingua comune oppure possiede gli stessi
vocaboli della lingua comune, ma li usa con un diverso e specifico significato.Una lingua
speciale una variet funzionale di una lingua naturale, dipendente da un settore di
conoscenze o da una sfera di attivit specialistici, utilizzata da un gruppo di parlanti piu
ristretto della totalit dei parlanti per soddisfare I bisogni comunicativi.
Per I settori come la medicina, la giurisprudenza, la biologia, si parla infatti di lingue
speciali in senso stretto, con lessico particolare e testualit caratteristica, per distinguerli
dalle lingue speciali in senso lato che non hanno un lessico specialistico ma sono legate
a aree particolari di impiego*.
Il linguaggio specialistico possiede anche ampie parafrasi e spiegazioni con termini
presi dalla lingua comune, precisazioni, riferimenti a spiegazioni date 1precedentemente
in modo da rendere il messaggio piu trasparente possibile, quando si tratta di
comunicazione da esperti a inesperti.
La lingua usata da specialisti esperti di un settore quando parlano o scrivono del proprio
lavoro rivolgendosi ad altri specialisti dello stesso ramo il caso piu evidente di lingua
speciale.Si tratta di comunicazione da esperti a esperti.

Berruto 1987

CAPITOLO l: SPECIALIT DEL LINGUAGGIO GIURIDICO

Bisogna chiedersi innanzitutto in che cosa consista la specialit del linguaggio giuridico,
in che senso cioe questo tipo di linguaggio sia diverso dagli altri registri, stili, linguaggi
settoriali che costituiscono la lingua comune*.
stato evidenziato, sopratutto da parte della sociolingustica, come in seno alla lingua
comune coesistano diverse lingue speciali, manifestazione della cosiddetta variazione
diafasica e diastratica della lingua**.
Ogni lingua speciale si caratterizza, distinguendosi dalla lingua comune, per
terminologia e strutturazione***.
Per ogni lingua speciale si possono individuare almeno due livelli di specialita:quello
lessicale in cui la specialita consiste nellesistenza di termini tecnici, aggiuntivi rispetto
a quelli propri della lingua standard;quello morfosintattico, in cui la specialit consiste
nelladozione costante di certe forme e costruzioni, che finiscono per costituire una
fenomenologia tipica della lingua in questione.
La specialit di una lingua una materia complessa che avrebbe richiesto uno sforzo di
ricerca di gran lunga superiore a quello compiuto per la realisazzione di questo lavoro.
Ho dovuto scegliere pertanto di restringere il campo dindagine, limitandolo
alloservazione della sola specialit morfosintattica del linguaggio giuridico italiano, non
senza peraltro spendere alcune parole sullimportanza della specialit lessicale.****

1.Lingue speciali: definizione


La specializzazione dei saperi si traduce, sul piano linguistico, nella coesistenza di
divrse lingue speciali. Ad essa si accompagna la coesistenza di denominazioni diverse,
a volte discordi per indicare quelle che Gaetano Berruto ha definito:le variet della
lingua utilizzate in settori specifici della vita sociale e professionale. Cosi ponendo
laccento sulla specializzazione delle discipline di cui costituiscono espressione
linguistica e sugli scopi e sulle situazioni la cui particolarit richiede un certo settore di
lingua, alcuni autori parlano di linguaggi e lingue speciali altri parlano di : linguaggi
settoriali

*Uso indifferentemente I termini linguaggio e lingua,non con lintento di operare distinzioni.Per la


distinzione tra linguaggio e lingua, rimando genericamente a Graffi-Scalisse
**Faccio qui riferimento al modello proposto
in Berruto :Sociolinguistica dellitaliano
contemporaneo.Sullasse della diafasia le variazioni della lingua comune dipendono dal contesto

Berruto distingue tra lingue speciali vere e proprie, cioe sottocodici(lingua della
giurisprudenza, della medicina, della fisica ecc) con tratti lessicali e morfosintattici
peculiari ed esclusivi, lingue speciali con termini specialistici e non (lingua dei
giornali,della burocrazia, delle classi professionali ecc)e gerghi(della malavita, dei
giovani ecc).
Michele Cortelazzo propone la seguente definizione di lingua speciale:per lingua
speciale si intende una variet funzionale di una lingua naturale, dipendente da un
settore di conoscenze o da una sfera di attivit specialistici, utilizzata nella sua
interezza da un gruppo di parlanti piu ristretto della totalit dei parlanti la lingua di cui
quella speciale una variet, per soddisfare I bisogni comunicativi di quel settore
specialistico: la lingua speciale costituita a livello lessicale da una serie di
corrispondenze aggiuntive rispetto a quelle generali e comuni della lingua e a quello
morfosintattico da un insieme di selezioni, riccorenti con regolarit all interno
dellinventario di forme disponibili nella lingua*.
Lessico e morfosintassi sembrano pertanto costituire I livelli di analisi in cui
principalmente si collocano gli elementi distintivi che permetono lindividuazione di una
lingua speciale rispetto alle altre variet che formano il repertorio costituivo della lingua
comune**.
Daltro canto degno di nota il contribuito dato dallopera di Cortelazzo nel senso della
differenziazione verticale delle lingue speciali: tendenza degli ultimi anni, infatti, che
la ricerca italiana sulle lingue speciali abbia cessato di essere esclusivamente
endolinguistica, cioe solo alla descrizione delle caratteristiche lessicali e
morfosintattiche, e si sia invece orientata verso la stratificazione verticale,
sociolinguistica delle lingue speciali.
Come gia precedentemente annunciate mi soffermer sulla specialit morfosintattica
del linguaggio giuridico italiano, di presentare gli aspetti piu discutibili del sottocodice
giuridico italiano.
2.Specializzazione linguistica della materia giuridica
Quanto alla necessit di una lingua giuridica speciale rispetto a quella comune, due
considerazioni altrettanto condivisibili sogliono contarpporsi:da un lato quella che invoca
il sacrosanto diritto dei cittadini alla comprensibilita dei testi giuridici, che in verit
situazionale in cui avviene la communicazione.Sullasse della diastratia le variazioni dipendono
dallappartenenza ad un determinato gruppo sociale.
***Cosi L.Coveri-A.Benucci-P.Diadori,Le varieta dellitaliano,Bonacci ed Roma 1998
****V. paragrafo 3. di questo capitolo.
*M.Cortelazzo-lingue speciali cit,8
** Cfr. M. Dardano, Manualetto di linguistica italiana, cit., 242: Il lessico linsieme delle parole per
mezzo
delle quali i membri di una comunit linguistica comunicano tra loro. Ibidem, 310 (Glossario):
Morfosintassi: studio unitario delle varie forme e delle varie funzioni che le parole assumono nella frase.

riguardano fetta importante della vita sociale; dallaltro lato, quella che sottolinea come
sia la innegabile complessit della materia giuridica a richederne opportunamente la
specializzazione linguistica*.
Personalmente non credo che linteresse dei cittadini a testi giuridici comprensibili e di
agevole lettura debba costituire un limite alla specializzazione linguistica suggerita dalla
complessita della materia.

Bisogna distinguere fra specialit lessicale, specialit morfosintattica e stile: la prima


serve a soddisfare lesigenza tanto auspicata di una lingua specifica per la codificazione
di una materia complessa come quella giuridica, mentre ci si puo augurare che la
seconda venga sottoposta ad un processo di snellimento e che certe peculiarit
stilistiche vengano abbandonate a favore di un registro meno elevato per soddisfare la
ragionevole pretesa dei cittadini ad un linguaggio giuridico piu comprensibile.
A livello lessicale, la specialit una convenzione necessaria e I termini tipici del
linguaggio giuridico non possono essere sostituiti da corrispondenti termini del
linguaggio comune, perche solo I lessemi propri del linguaggio giuridico, e soltanto essi
ad essere portatori di significati giuridici**.
In altri termini, il lessema specifico del linguaggio giuridico ad avere la capacit di
comunicare che una data situazione (oggettiva o soggettiva) rilevante per il diritto in
quanto produttiva di efetti giuridici ed questa particolare forza comunicativa a
costituire e a giustificare la necessaria specialit del lessico giuridico.

Questa necessit, per, deve essere intesa non come necessit logica, ma come
necessit pratica:
i termini speciali del diritto rispondono ad un'esigenza meramente pratica, che quella
di realizzare un'economia utile nell'enunciazione di proposizioni giuridiche, riducendo il
numero e la complessit di queste ultime. Proposizioni giuridiche sono le proposizioni
che parlano della realt giuridica sia 2costituendola (come nel caso delle proposizioni
*Possiamo citare, in questo senso, le parole di Italo Calvino, a proposito del linguaggio politico: Quando
le cose non sono semplici [...] pretendere [...] la semplificazione a tutti i costi faciloneria, e proprio
questa pretesa obbliga i discorsi a diventare generici, cio menzogneri. Invece lo sforzo di cercare di
pensare e desprimersi con la
massima precisione possibile proprio di fronte alle cose pi complesse lunico atteggiamento onesto e
utile. (I.Calvino, Una pietra sopra, Mondadori, Milano, 1995, 370). V. anche B. Mortara Garavelli, Le
parole e la giustizia.Divagazioni grammaticali e retoriche su testi giuridici italiani, Einaudi, Torino, 2001,
153.
**Questo nesso tra specialit lessicale del linguaggio giuridico e specialit semantica, che si traduce
concretamente in un legame tra parola giuridica e sue conseguenze giuridicamente rilevanti, peraltro
puramente convenzionale, e sussiste e si impone fino a quando sar accettata la convenzione che alle
sue spalle

normative), sia semplicemente interpretandola, per finalit applicative o meramente


descrittive.