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La Direttiva Europea sullEco-Design

UE 2009/125 e il suo recepimento nellambito


nazionale

Inquadramento normativo - legislativo inerente la direttiva ErP & Ecodesign (UE


2005/32 e UE 2009/125) sulla progettazione ecocompatibile per i prodotti che
utilizzano energia (EuP) e sui prodotti connessi all'energia (ErP)

Ing. Francesca Coscia


Ing. Lorenzo Mele

14 Ottobre 2014

SOMMARIO

Definizione di Eco-Design

Stato generale della normativa: EUP ed ERP

La Direttiva UE 2009/125

Ing. Francesca Coscia


Ing. Lorenzo Mele

Il Decreto di attuazione DLgs 15/2011 della Direttiva

2009/125/CE

Il piano di lavoro della Commissione Europea per il


periodo 2012-2014

i Requisiti di Eco-design

la conformit dei prodotti e la marcatura CE

i regolamenti di attuazione per le varie classi di


prodotti.
Ing. Ludovico Di Cesare

Ing. Nicola Vito Buzzacchino

Esempi applicativi relativi alcuni prodotti classificati in lotti


Ing. Carmine Gigante

Ingg. Francesca Coscia e Lorenzo Mele

La Direttiva Europea sullEco-Design UE 2009/125


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Indice degli argomenti:

Definizione di Eco-Design

Stato generale della normativa: decreti attuativi e regolamenti

La Direttiva UE 2009/125

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Definizione di Eco-Design
Il termine "eco-design" conosciuto anche come Life-Cycle Design (LCD) entrato nell'uso corrente
del nostro linguaggio assumendo i connotati vaghi di uno slogan.
In realt associare il prefisso
"ECO

al termine

DESIGN

Significa integrare gli aspetti ambientali nel progetto del prodotto con lobiettivo di migliorare la
prestazione ambientale in tutto il ciclo di vita.
SITOGRAFIA:
http://www.professionisti.it/Ecodesign-sostenibilita
http://diversamenteaff-abile.gazzetta.it/2013/05/23/la-foresta
http://www.tecnosrl.it

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Definizione di Eco-Design
Ecologia e Design sono entrambi settori multidisciplinari il cui incontro ha un grande potenziale di
rinnovamento. Leco-design infatti, ha lobiettivo di:

innovare prodotti esistenti o progettarne di nuovi (beni e servizi) rendendoli compatibili con l'ambiente
durante tutto il loro ciclo di vita. Devono essere tenuti in conto quindi, gli aspetti non solo tecnici e
funzionali, ma anche ambientali che vengono determinati gi nella
FASE DI PROGETTAZIONE
in cui si identifica il
PESO DELLE RISORSE E DELLE EMISSIONI PRODOTTE
in relazione ad ogni singola fase del ciclo di vita.

SITOGRAFIA:
itphot.shdongliang.net
www.linkstroy.ru
http://www.samsung.com
www.salernoinweb.it

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Definizione di Eco-Design
I concetti generali che vengono perseguiti dallEco-design possono cos riassumersi :
PROTEGGERE QUANTO GI STATO SPERIMENTATO;
RISPARMIARE ENERGIA E RISORSE;
FAVORIRE LA REGIONALIZZAZIONE E LIMPIEGO DI PRODOTTI E FINITURE NATURALI.

SITOGRAFIA:
http://www.professionisti.it

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Definizione di Eco-Design
Ma le normative sullecodesign, si inseriscono nellambito di concetti pi generali che riguardano i temi della :

SOSTENIBILIT
SOCIALE

ECONOMICA

ECOLOGICA

Il cui studio e approfondimento potr garantire alle generazioni future le stesse o maggiori opportunit di
quella attuale attraverso:
LUSO RESPONSABILE DELLE RISORSE
LECODESIGN
IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI

ma anche
UN ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE
IMBALLAGGI RICICLABILI
SITOGRAFIA
http://cogest.biz/2014/04/progetto-cam-criteri-minimi-ambientali
http://www.cbdc.ca/pe/pei_east_featured_programs
http://www.icim.it/it/category/sistemi-di-gestione/sostenibilita

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Definizione di Eco-Design
Lobiettivo primario della promozione della cultura sostenibile la progettazione e la
realizzazione di nuovi organismi di vita abitativa che fondano sulla responsabilit e la sostenibilit,
il rapporto tra luomo e lambiente, utilizzando materiali di origine naturale o riciclati, considerando
in maniera sostenibile lintero ciclo di vita del singolo elemento e dellintero edificio, dalla fase di

PRODUZIONE

POSA

UTILIZZO

DISMISSIONE
SITOGRAFIA:
www.italpress.com
termoclima.xoom.it
www.mircocarloni.it
www.ilfattoquotidiano.i

nellottica di una estrema riduzione dellimpatto ambientale e sociale.


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Definizione di Eco-Design
LEco-Design possiamo dire che mira alla minimizzazione degli impatti ambientali dei prodotti
ottimizzando le fasi del loro ciclo di vita attraverso i seguenti elementi:
Scelta dei materiali
Progettazione
Produzione
Packaging
Trasporto
Distribuzione
Installazione e manutenzione;
Uso
Fine vita
Come risultato dellattivit di Eco-Design, i prodotti risultano innovativi, con una maggiore penetrazione
sul mercato e meno costosi. Evitare luso di sostanze pericolose nel ciclo produttivo porta a maggiori
possibilit di marketing, lutilizzo di prodotti pi piccoli significa meno imballaggi e luso di prodotti
riciclati pu rivelarsi economico. Prodotti semplici, facili da assemblare ridurranno i costi di montaggio e
smaltimento, faciliteranno il riuso,la riparazione ed il loro riciclaggio.
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Definizione di Eco-Design
Nonostante le applicazioni del design sostenibile siano molteplici, possiamo indicare riassumendoli:
I PRINCIPI GENERALI DI ECO-PROGETTAZIONE
MATERIALI

SOSTENIBILI:

materiali

non

LE STRATEGIE DI ECO-PROGETTAZIONE:

tossici,

riciclati o riciclabili, realizzati secondo processi produttivi


DESIGN FOR REDUCTION:

che utilizzano energie alternative.

per ridurre il consumo di materiali, di energia,


RISPARMIO

ENERGETICO:

utilizzo

di

processi

produttivi o prodotti che consumano meno energia.

acqua emissioni inquinanti e di altre risorse lungo


tutto il ciclo di vita del prodotto

QUALIT E DURABILIT: una maggiore resistenza


allusura ed un funzionamento ottimale garantisce una
riduzione dellimpatto dei rifiuti prodotti.

DESIGN FOR DURABILITY


per incrementare la manutenibilit e lallungamento
della vita utile del prodotto

DESIGN E RICICLO un progetto che prevede un


secondo utilizzo per loggetto prodotto sia come materiale

DESIGN FOR DISASSEMBLING


per facilitare il disassemblaggio dei componenti di

sia come funzione.

un prodotto per lottimizzazione del fine vita.


SITOGRAFIA:
http://ecodesignlab.it/servizi/

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Definizione di Eco-Design
Questi principi e strategie, insieme alla normativa di settore adottata dallo Stato per lo sviluppo e
la crescita del paese (D.L. Crescita 2.0 convertito nella L. 221/2012) sono alla base della
nascita di molte START- UP INNOVATIVE ovvero societ di capitali di diritto italiano, costituite
anche in forma cooperativa, o societ europea aventi sede in italia, che rispondono a determinati
requisiti e hanno come oggetto sociale esclusivo prevalente:
LO SVILUPPO, LA PRODUZIONE E LA COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTO O SERVIZI
INNOVATIVI

AD ALTO VALORE TECNOLOGICO ATTRAVERSO UNAMPIA GAMMA DI

ATTIVIT:
DAL DESIGN ALLA COMUNICAZIONE FINO AL SUPPORTO ALLINGEGNERIZZAZIONE E
PROTOTIPAZIONE.
e la nostra commissione si sta occupando anche di organizzare corsi per illustrare le modalit
operative di queste aziende .

SITOGRAFIA:
http://startup.registroimprese.it/

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Definizione di Eco-Design EUP ed ERP

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA


Come si giunti alla normativa sullEcodesign?
La convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC)
e il relativo trattato internazionale denominato PROTOCOLLO DI KYOTO
rappresentano l'unico quadro internazionale per contrastare il cambiamento
climatico e ridurre le emissioni di gas serra ovvero i gas climalteranti, che
riscaldano il clima terrestre. I gas climalteranti oggetto degli obiettivi di riduzione sono:
la CO2 (anidride carbonica), prodotta dallimpiego dei combustibili fossili in tutte
le attivit energetiche e industriali oltre che nei trasporti;
il CH4 (metano), prodotto dalle discariche dei rifiuti, dagli allevamenti zootecnici ecc.;
lN2O (protossido di azoto), prodotto nel settore agricolo e nelle industrie chimiche;ecc.
gli HFC (idrofluorocarburi), impiegati nella refrigerazione e climatizzazione oltre che nelle industrie chimiche
e manifatturiere ecc.;
i PFC (perfluorocarburi), impiegati negli ambiti biomedicali, industrie chimiche e manifatturiere ecc.
lSF6 (esafluoruro di zolfo), impiegato nelle industrie chimiche e manifatturiere, oltre che negli interruttori
elettrici e quadri compatti MT ecc..

SITOGRAFIA:
http://www.unfccc.int
http://www.orizzontenergia.it
http://www.reteclima.it/
www.meteoweb.eu

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA


A seguito delle indicazioni del Consiglio Europeo stato elaborato il pacchetto
clima-energia, entrato in vigore nel giugno 2009 che si inserisce nellazione
di politica climatica dellUE intesa a modificare il consumo energetico
da parte degli Stati membri attraverso misure vincolanti finalizzate
a raggiungere i cos detti obiettivi 20-20-20, e cio:
la riduzione almeno del 20%, entro il 2020, delle emissioni di gas serra
derivanti dal consumo di energia nellUE rispetto ai livelli del 1990
(e addirittura del 30% in presenza di analoghi impegni da parte di altri paesi);

laumento al 20% della percentuale di energia prodotta


da fonti rinnovabili entro il 2020;

il miglioramento del 20% dellefficienza energetica.


SITOGRAFIA:
http://www.camera.it/leg17/1050?appro=844&Il+pacchetto+clima+energia
http://www.fotovoltaicosulweb.it/

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA


LE NAZIONI UNITE
hanno elaborato il trattato internazionale denominato Protocollo Di Kyoto;
LUNIONE EUROPEA
E la principale sostenitrice del Protocollo Di Kyoto, e ha adottato il pacchetto clima energia. Il
parlamento Europeo e il Consiglio dellUnione Europea hanno emanato alcune direttive che sono
state recepite dagli stati membri attraverso i regolamenti.
LA COMMISSIONE EUROPEA
ha lanciato la CAMPAGNA SEE Energia Sostenibile per lEuropa, un valido supporto alle azioni che i
paesi dellunione europea stanno mettendo in atto per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal
Protocollo di Kyoto e, in prospettiva, per gli impegni assunti nell'ambito del pacchetto "climaenergia" verso il 2020

http://www.campagnaseeitalia.it/i

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA


LITALIA
ha aderito alla campagna SEE con Il Patto Dei Sindaci
IL MINISTERO DELLAMBIENTE COORDINA IN ITALIA IL SEE

LA REGIONE LAZIO
ha approvato nel 2008 il Piano Energetico Regionale (PER) insieme al Piano d'Azione per l'Energia
PEAR con la finalit di perseguire gli obiettivi generali delle politiche energetiche internazionali,
comunitarie e nazionali rivolte al massimo risparmio energetico.
La Regione Lazio non ha una propria legge sulla certificazione energetica degli edifici e si allinea
alla legislazione nazionale (d.lgs. 192/05, d.p.r. 59/09 e d.m. 26/06/09 e s.m.i.)
Ha introdotto una certificazione di sostenibilit energetico-ambientale degli edifici, di natura
volontaria e che non sostituisce quella energetica (L.R.6/08: Disposizioni regionali in materia di
architettura sostenibile e di bioedilizia e Delib. G.R.. 125/12), ha adottato il "Protocollo ITACA
Regione Lazio" Residenziale e il "Protocollo ITACA Regione Lazio" non Residenziale come criteri
per la valutazione della qualit energetica e ambientale degli edifici.

http://www.campagnaseeitalia.it/i

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA


La Provincia di Roma
dal 2009 svolge la funzione di Coordinatore Territoriale del Patto dei Sindaci, lanciato dalla
Commissione Europea dando supporto ai Comuni nella redazione del proprio Piano
d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES) : gli acquisti verdi costituiscono una delle azione
fondamentali previste nel PAES dei Comuni, unitamente alle azioni volte allefficienza
energetica e alla diffusione delle fonti rinnovabili. per sostenere gli sforzi compiuti da ogni
ente locale nellattuazione di specifiche politiche atte a rilanciare lenergia sostenibile.
Ad oggi hanno aderito al Patto dei Sindaci 43 Comuni, di cui 40 hanno redatto il BEI
(Inventario delle emissioni di CO2) e 30 approvato il PAES. E stato stimato che entro il
2020 la realizzazione dell'azione Acquisti Verdi, prevista nei 30 Paesi approvati porter a un
risparmio pari a 9276 tCO2.

SITOGRAFIA:
http://www.myseek.org/
http://www.pattodeisindaci.provincia.roma.it/
http://www.campagnaseeitalia.it/i

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www.nimbus.it/

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA


A ROMA, molti sono gi stati gli eventi dedicati a questo tema. I pi recenti sono,
LISOLA DELLA SOSTENIBILIT, realizzato lo scorso mese di settembre, che
rappresenta il primo evento Green allisola tiberina, diventata teatro di
Convegni e workshop tematici di approfondimento su quattro specifiche aree:
Energia ed efficientamento-Citt sostenibile e mobilit-Food-Sport e lifestyle
Il FORUM COMPRAVERDE-BUYGREEN : Forum Internazionale degli Acquisti
Verdi, la pi importante manifestazione dedicata a politiche, progetti e
azioni di Green Procurement.
la XVI ASSEMBLEA DEL COORDINAMENTO DELLE AGENDE 21
LOCALI ITALIANE, dove sono state illustrate le novit introdotte dallapprovazione delCOLLEGATO
AMBIENTALE alla legge di stabilit 2014 reca disposizioni in materia ambientale per promuovere misure
di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali e introduce significative
novit anche in materia di GPP (Green Public Procurement) o Ecosportelli
Ingg. Francesca Coscia e Lorenzo Mele

SITOGRAFIA:
http://www.myseek.org/
http://www.pattodeisindaci.provincia.roma.it/
http://www.lazionauta.it/agenda-21

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA


Lo sviluppo sostenibile una delle priorit della Commissione Europea (CE).
Attraverso la nuova Politica Integrata di Prodotto IPP la CE sta sviluppando una
serie di misure per influenzare lofferta e la domanda di prodotti pi ecologici e questo
ha portato allapprovazione :
della direttiva RAEE
(rottamazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche)
della direttiva ROHS (sulle restrizioni all'uso di alcune sostanze pericolose)

del settimo Programma dazione Ambientale della UE


SITOGRAFIA:
http://www.lazionauta.it/agenda-21
http://www.minambiente.it
http://ecodesignlab.it/servizi/
http://www.ecotp.com/cms/eup-erp.html
http://wp.ineuropa.info/

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA


La Direttiva 2005/32/CE - Energy-using Products (EuP):
Recepita in Italia con il D.Lgs. 6.11.2007 n. 201
prodotti che consumano, utilizzano, producono, trasferiscono o misurano l'energia (elettrica,
combustibili fossili o rinnovabili), come caldaie, computer, televisori, trasformatori, ventilatori
industriali, forni industriali, quindi che DIPENDONO da un input di energia per funzionare.

La Direttiva 2009/125/CE Energy-related Products (ErP):


Recepita in Italia con il D.Lgs. 16-2-2011 n. 15
prodotti che hanno un impatto sul consumo energetico durante l'utilizzo, immessi sul
mercato e/o messi in servizio e che comprendono le parti destinate a essere incorporate in un
prodotto connesso all'energia, o come parti a s stanti per gli utilizzatori finali, che amplia il
campo di applicazione della Direttiva 2005/32/CE ai prodotti CONNESSI allenergia (ErP)
Esempi di ErP: oggetti di uso comune come le lampadine e i trasformatori dei nostri pc portatili
e oggetti molto importanti nella progettazione come impianti di climatizzazione centralizzati o
motori elettrici, ma anche i materiali da costruzione, quali finestre e materiali isolanti e alcuni
prodotti che utilizzano lacqua: soffioni doccia e rubinetti.
Ingg. Francesca Coscia e Lorenzo Mele

SITOGRAFIA:
http://www.lazionauta.it/agenda-21
http://www.minambiente.it
http://ecodesignlab.it/servizi/
http://www.ecotp.com/cms/eup-erp.html

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STATO GENERALE DELLA NORMATIVA

Direttiva 2005/32/CE

Direttiva 2004/8/CE

(EuP = Energy using Products)

(Efficienza)

Recepita dal D.Lgs. 6.11.2007 n. 201

Direttiva 2006/32/CE
Direttiva 2009/125/CE

(Efficienza degli usi finali dellenegia e

(ErP = Energy related Products)


Recepita dal D.Lgs. 15/2011

servizi energetici )
Recepita dal D.Lgs. 115/2008

Direttiva 2012/27/UE
sull'efficienza energetica

ABROGA 2004/8/CE e 2006/32/CE e MODIFICA 2009/125/CE e 2010/30/UE (che indica il


consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi allenergia)

Entrata in vigore luglio 2014


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pag. 21

Indice degli argomenti:

Definizione di Eco-Design

Stato generale della normativa: decreti attuativi e regolamenti

La Direttiva UE 2009/125

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pag. 22

La Direttiva 2009/125/CE

DIRETTIVA 2009/125/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO


del 21 ottobre 2009
relativa allistituzione di un quadro per lelaborazione di specifiche per la
progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi allenergia

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pag. 23

La Direttiva UE 2009/125

Ambito e definizioni (Artt. 1 e 2)

Condizioni di conformit del prodotto (Artt. 3-10)

Collaborazione e informazione (Artt. 11-14)

Misure di esecuzione (Art. 15)

Attuazione della direttiva (Artt. 16-26)

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pag. 24

La Direttiva UE 2009/125

Ambito e definizioni (Artt. 1 e 2)

Condizioni di conformit del prodotto (Artt. 3-10)

Collaborazione e informazione (Artt. 11-14)

Misure di esecuzione (Art. 15)

Attuazione della direttiva (Artt. 16-26)

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14 Ottobre 2014

pag. 25

La Direttiva 2009/125/CE: ambito di applicazione (art. 1)

Obiettivi della direttiva

Esclusioni

compatibilit

con altre normative

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pag. 26

La Direttiva 2009/125/CE: definizioni fondamentali (art. 2)

Progettazione ecocompatibile: lintegrazione degli aspetti ambientali nella progettazione


del prodotto nellintento di migliorarne le prestazioni ambientali nel corso del suo intero ciclo di
vita.

Profilo ecologico del prodotto: la descrizione, in conformit alla misura di esecuzione


applicabile al prodotto, degli input e degli output (quali materiali, emissioni e rifiuti) connessi al
prodotto nel corso dellintero suo ciclo di vita che sono significativi sotto il profilo del suo
impatto ambientale e sono espressi in quantit fisiche misurabili..

Misure di esecuzione: le misure adottate in forza della presente direttiva per fissare
specifiche per la progettazione ecocompatibile, per determinati prodotti o per gli aspetti
ambientali ad essi relativi.
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pag. 27

La Direttiva UE 2009/125

Ambito e definizioni (Artt. 1 e 2)

Condizioni di conformit del prodotto (Artt. 3-10)

Collaborazione e informazione (Artt. 11-14)

Misure di esecuzione (Art. 15)

Attuazione della direttiva (Artt. 16-26)

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pag. 28

La Direttiva 2009/125/CE: immissione sul mercato e/o messa in servizio


(art. 3)
Gli Stati membri adottano tutte le opportune disposizioni per garantire che i prodotti oggetto delle misure di
esecuzione possano essere immessi sul mercato e/o messi in servizio soltanto se ottemperano a tali
misure e siano provvisti della marcatura CE.

Gli Stati membri possono designare le autorit responsabili della


sorveglianza del mercato
Compiti delle autorit:
a)

organizzare verifiche della conformit dei prodotti ed obbligare il fabbricante o il suo mandatario a ritirare dal
mercato i prodotti non conformi;

b)

esigere dalle parti interessate la fornitura di tutte le informazioni necessarie;

c)

prelevare campioni di prodotti per sottoporli a controlli di conformit.

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pag. 29

La Direttiva 2009/125/CE: responsabilit dellimportatore (art. 4)

Quando il fabbricante non stabilito allinterno della Comunit e in mancanza di un


mandatario, allimportatore incombono i seguenti obblighi:
a) garantire che il prodotto immesso sul mercato e/o messo in servizio rispetti la
direttiva e la misura di esecuzione applicabile;
b) rendere e mantenere disponibili la dichiarazione CE di conformit e la
documentazione tecnica.

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pag. 30

La Direttiva 2009/125/CE: marcatura e dichiarazione CE di conformit


(art. 5)

Anteriormente allimmissione sul mercato e/o


alla messa in servizio di un prodotto oggetto
delle misure di esecuzione, su di esso
apposta una marcatura CE ed emessa una
dichiarazione CE di conformit con la quale il
fabbricante o il suo mandatario garantiscono
e dichiarano che il prodotto rispetta tutte le
pertinenti

disposizioni

della

misura

di

Immissione sul mercato /


Messa in servizio

esecuzione applicabile.

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pag. 31

La Direttiva 2009/125/CE: marcatura e dichiarazione CE di conformit


(allegati III e VI)

ALL. III Marcatura CE

ALL. VI Dichiarazione CE
di conformit

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pag. 32

La Direttiva 2009/125/CE: libera circolazione (art. 6)

Gli

Stati

membri

non

vietano,

limitano o ostacolano limmissione


sul mercato e/o la messa in servizio
allinterno del loro territorio di un
prodotto che rispetta tutte le altre
pertinenti prescrizioni della misura di
esecuzione applicabile e reca la
marcatura CE, a motivo di specifiche
per la progettazione ecocompatibile.

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pag. 33

La Direttiva 2009/125/CE: clausola di salvaguardia (art. 7)

Se uno Stato membro accerta che un prodotto recante la marcatura


CE e utilizzato in conformit del suo uso previsto non soddisfa tutte
le pertinenti prescrizioni della misura di esecuzione applicabile, il
fabbricante o il suo mandatario sono obbligati a far s che il prodotto
ottemperi alle disposizioni della misura di esecuzione applicabile e/o a
quelle in merito alla marcatura CE e a far cessare la violazione alle
condizioni stabilite dallo Stato membro.

Se la situazione di non conformit si protrae, lo Stato membro decide di


limitare o vietare limmissione sul mercato e/o la messa in servizio del
prodotto in questione o si accerta che esso sia ritirato dal mercato.
In caso di divieto o ritiro dal mercato, la Commissione e gli altri Stati
membri ne sono immediatamente informati.

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pag. 34

La Direttiva 2009/125/CE: valutazione di conformit (art. 8)

Prima di immettere sul mercato o mettere in


servizio un prodotto, il fabbricante o il suo
mandatario accertano la conformit di tale prodotto
a tutte le pertinenti prescrizioni della misura di
esecuzione applicabile.

Le procedure di valutazione della conformit sono specificate nelle misure di


esecuzione e lasciano ai fabbricanti la possibilit di scegliere tra:
il controllo della progettazione interno (Allegato IV)
il sistema di gestione (Allegato V)

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pag. 35

La Direttiva 2009/125/CE: controllo interno della progettazione (all. IV)

Il fabbricante deve compilare un MODULO DI DOCUMENTAZIONE TECNICA che consenta una


valutazione della conformit del prodotto alle prescrizioni della misura di esecuzione applicabile.

CONTENUTI DELLA DOCUMENTAZIONE TECNICA:


DESCRIZIONE GENERALE DEL PRODOTTO E DEL SUO USO

RISULTATI DEGLI STUDI DI VALUTAZIONE AMBIENTALI SUL PRODOTTO

PROFILO ECOLOGICO DEL PRODOTTO

SPECIFICHE DI PROGETTAZIONE DEL PRODOTTO

RISULTATI DELLE MISURAZIONI DELLE SPECIFICHE DI PROGETTAZIONE DEL PRODOTTO

NORME ARMONIZZATE APPLICATE AL PRODOTTO


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pag. 36

La Direttiva 2009/125/CE: sistema di gestione di valutazione della


conformit (all. V)
Al fine di assicurare e dichiarare che il prodotto soddisfa le prescrizioni della misura di
esecuzione applicabile, il fabbricante si deve avvalere di un sistema di gestione che segua le
seguenti procedure:

POLITICA DI PRESTAZIONI AMBIENTALI DEL PRODOTTO

PIANIFICAZIONE

ATTUAZIONE E DOCUMENTAZIONE

AZIONE DI CONTROLLO E CORRETTIVA

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pag. 37

La Direttiva 2009/125/CE: presunzione di conformit (art. 9)

Gli Stati membri considerano conforme alle pertinenti disposizioni della misura di esecuzione
applicabile il prodotto che reca la marcatura CE di cui allarticolo 5.

Si presume che il prodotto cui stato assegnato un marchio comunitario di qualit ecologica
ai sensi del regolamento (CE) n. 1980/2000 ottemperi alle specifiche per la progettazione
ecocompatibile della misura di esecuzione applicabile fintanto che tali specifiche sono
soddisfatte dal marchio di qualit ecologica.

La Commissione pu decidere che altri marchi di qualit ecologica rispettano condizioni


equivalenti al marchio di qualit ecologica comunitario ai sensi del regolamento (CE) n.
1980/2000.

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pag. 38

La Direttiva 2009/125/CE: norme armonizzate (art. 10)

Le norme europee armonizzate


sono norme tecniche volontarie
adottate da un ente di normazione
europeo sulla base di un mandato
della Commissione

La corretta applicazione delle Norme


Tecniche

Armonizzate

costituisce

"Presunzione di Conformit'" al rispetto


dei requisiti essenziali delle rispettive
Direttive CE.

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pag. 39

La Direttiva UE 2009/125

Ambito e definizioni (Artt. 1 e 2)

Condizioni di conformit del prodotto (Artt. 3-10)

Collaborazione e informazione (Artt. 11-14)

Misure di esecuzione (Art. 15)

Attuazione della direttiva (Artt. 16-26)

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14 Ottobre 2014

pag. 40

La Direttiva 2009/125/CE: disposizioni per i componenti e le


sottounit (art. 11)

Le misure di esecuzione possono imporre a un fabbricante o al suo mandatario che


immettono sul mercato e/o mettono in servizio componenti e sottounit di fornire al
fabbricante di un prodotto contemplato dalle misure di esecuzione le pertinenti informazioni
sulla composizione materiale e sul consumo di energia, materiali e/o risorse dei componenti o
sottounit.

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14 Ottobre 2014

pag. 41

La Direttiva 2009/125/CE: collaborazione amministrativa e


scambio di informazioni (art. 12)

Gli Stati membri provvedono affinch siano adottate le misure necessarie per:
incoraggiare le autorit responsabili dellapplicazione della direttiva a collaborare tra loro
scambiarsi e fornire alla Commissione informazioni atte ad agevolare il funzionamento
della direttiva.

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pag. 42

La Direttiva 2009/125/CE: piccole e medie imprese (art. 13)

La Commissione tiene conto delle iniziative che aiutano le PMI e le microimprese ad integrare
aspetti ambientali, tra cui lefficienza energetica, in sede di progettazione dei propri prodotti.

Linee guida che coprano le specificit delle PMI


attive nel settore produttivo interessato possono
accompagnare una misura di esecuzione.
Gli

Stati

membri

garantiscono,

soprattutto

rafforzando le reti e le strutture di sostegno, il loro


incoraggiamento alle PMI e alle microimprese
affinch adottino un sano approccio ambientale
sin dalla fase di progettazione del prodotto e si
adeguino alla futura normativa europea.

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pag. 43

La Direttiva 2009/125/CE: informazione dei consumatori (art. 14)

In conformit della misura di esecuzione applicabile, i fabbricanti garantiscono,


nella forma da essi ritenuta idonea, che i consumatori di prodotti ottengano:
a) linformazione necessaria sul ruolo che possono svolgere in materia di uso
sostenibile del prodotto;
b) il profilo ecologico del prodotto e i vantaggi dellecoprogettazione, qualora
richiesto dalla misura di esecuzione.

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pag. 44

La Direttiva UE 2009/125

Ambito e definizioni (Artt. 1 e 2)

Condizioni di conformit del prodotto (Artt. 3-10)

Collaborazione e informazione (Artt. 11-14)

Misure di esecuzione (Art. 15)

Attuazione della direttiva (Artt. 16-26)

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pag. 45

La Direttiva 2009/125/CE: misure di esecuzione (art. 15)

Previste per quei prodotti aventi i seguenti requisiti, identificati dalla Commissione Europea:
volume di vendite e di scambi commerciali nella Comunit, indicativamente superiore
a 200.000 unit all'anno;
impatto significativo sullambiente;
significative potenzialit di miglioramento in termini di impatto ambientale senza costi
eccessivi.

Le misure di esecuzione fissano specifiche per la progettazione ecocompatibile conformemente a:


Allegato I Metodologia per lelaborazione di specifiche generali per la progettazione
ecocompatibile
Allegato II Metodologia per la definizione delle specifiche particolari per la progettazione
ecocompatibile;
Allegato VII Contenuto delle misure di esecuzione.

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pag. 46

La Direttiva 2009/125/CE: misure di esecuzione (art. 15)

ALCUNI ESEMPI DI MISURE DI ESECUZIONE:


Regolamento N. 1275/2008 sulle specifiche di progettazione ecocompatibile relative al
consumo di energia elettrica nei modi stand-by e spento delle apparecchiature elettriche
ed elettroniche domestiche e da ufficio
Regolamento N. 244/2009 sulle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle
lampade non direzionali per uso domestico (modificato dal N. 859/2009)
Regolamento N. 107/2009 sulle specifiche per la progettazione ecocompatibile dei
ricevitori digitali semplici
Regolamento (CE) N. 640/2009 sulle specifiche per la progettazione ecocompatibile di
motori elettrici
Regolamento (CE) N. 642/2009 sulle specifiche per la progettazione ecocompatibile dei
televisori
Regolamento (CE) N. 643/2009 sulle specifiche per la progettazione ecocompatibile degli
apparecchi di refrigerazione per uso domestico

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pag. 47

La Direttiva 2009/125/CE: metodologia per lelaborazione di specifiche


generali per la progettazione ecocompatibile 1/3 (all. I)
Parte 1. Parametri di progettazione ecocompatibile per i prodotti
Gli aspetti ambientali significativi devono essere

Per ciascuno stadio devono essere valutati, se

identificati tenendo presenti i seguenti stadi del ciclo

pertinenti, i seguenti aspetti ambientali:

di vita del prodotto:

a)

consumo presunto di materiali, energia e


altre risorse quali lacqua dolce;

a)

selezione e impiego di materie prime;

b)

fabbricazione;

c)

condizionamento, trasporto e

b)

emissioni previste nellaria, nellacqua o


nel suolo;

c)

distribuzione;

inquinamento previsto attraverso effetti


fisici (es. rumore, radiazioni);

d)

installazione e manutenzione;

d)

generazione prevista di rifiuti;

e)

uso

e)

possibilit di reimpiego, riciclaggio e

f)

fine vita

recupero di materiali e/o di energia tenuto


conto della direttiva 2002/96/CE.

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pag. 48

La Direttiva 2009/125/CE: metodologia per lelaborazione di specifiche


generali per la progettazione ecocompatibile 2/3 (all. I)
Parte 2. Specifiche per la fornitura di informazioni

Le misure di esecuzione possono richiedere la fornitura, da parte del fabbricante, di informazioni


suscettibili di influenzare le modalit di trattamento, uso o riciclaggio del prodotto da parte di soggetti
diversi dal fabbricante.

INFORMAZIONI SUL PROCESSO DI FABBRICAZIONE

INFORMAZIONI SULLE CARATTERISTICHE AMBIENTALI DEL PRODOTTO

INFORMAZIONI SU INSTALLAZIONE, USO E MANUTENZIONE DEL PRODOTTO

INFORMAZIONI SU SMONTAGGIO, RICICLAGGIO E SMALTIMENTO A FINE VITA

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pag. 49

La Direttiva 2009/125/CE: metodologia per lelaborazione di specifiche


generali per la progettazione ecocompatibile 3/3 (all. I)
Parte 3. Specifiche per il fabbricante

I fabbricanti di prodotti devono effettuare una valutazione del modello di un prodotto durante il suo intero ciclo di vita, in base
ad ipotesi realistiche sulle normali condizioni di uso e gli scopi per i quali utilizzato.

I fabbricanti devono elaborare il PROFILO ECOLOGICO del prodotto

OBIETTIVO
Il fabbricante si deve avvalere di tale valutazione per esaminare soluzioni progettuali alternative
e le prestazioni ambientali del prodotto conseguite tenendo conto dei parametri.

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pag. 50

La Direttiva 2009/125/CE: metodologia per la definizione delle specifiche


particolari per la progettazione ecocompatibile (all. II)
Le specifiche particolari sono intese a migliorare un determinato aspetto ambientale del prodotto.
La Commissione deve individuare i parametri pertinenti per la progettazione ecocompatibile fra quelli
indicati elencati nellallegato I, parte 1, e fissa il livello di tali specifiche come indicato di seguito.

ANALISI DEL PRODOTTO


Unanalisi tecnica, ambientale ed economica deve:
1. selezionare sul mercato numerosi modelli rappresentativi del prodotto in questione e individuare le
opzioni tecniche per migliorare le prestazioni ambientali del prodotto
2. Individuare i prodotti e la tecnologia che, tra quelli disponibili sul mercato, offrono le prestazioni migliori.

Sulla base di tale analisi e tenuto conto della fattibilit economica e tecnica, nonch delle potenzialit di
miglioramento, devono essere adottate misure concrete nellintento di minimizzare limpatto ambientale del
prodotto.
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pag. 51

La Direttiva 2009/125/CE: contenuto delle misure di esecuzione (all. VII)

La misura di esecuzione deve specificare, in particolare:


1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)

la definizione del tipo di prodotto;


le specifiche per la progettazione ecocompatibile del prodotto
i parametri di progettazione ecocompatibile di cui allallegato I, parte 1
le prescrizioni circa linstallazione del prodotto
le norme di misurazione e/o i metodi di misurazione da utilizzare;
i dati per la valutazione di conformit di cui alla decisione 93/465/CEE:
le prescrizioni in merito alle informazioni che i fabbricanti devono fornire
la durata del periodo di transizione durante il quale gli Stati membri devono consentire
limmissione sul mercato e/o la messa in servizio di prodotti conformi alle disposizioni in
vigore nel proprio territorio alla data di adozione della misura di esecuzione;
9) la data della valutazione e delleventuale revisione della misura di esecuzione, tenendo
conto della velocit del progresso tecnologico.

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pag. 52

La Direttiva UE 2009/125

Ambito e definizioni (Artt. 1 e 2)

Condizioni di conformit del prodotto (Artt. 3-10)

Collaborazione e informazione (Artt. 11-14)

Misure di esecuzione (Art. 15)

Attuazione della direttiva (Artt. 16-26)

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pag. 53

La Direttiva 2009/125/CE: piano di lavoro (art. 16)

Conformemente ai criteri di cui allarticolo 15 e previa consultazione del forum consultivo di cui allarticolo
18, la Commissione stabilisce, entro il 21 ottobre 2011, un piano di lavoro che reso disponibile per il
pubblico.

La Commissione Europea ha pubblicato un piano di lavoro per il biennio 2012-2014 che definisce una lista indicativa dei
gruppi di prodotti connessi allenergia che saranno considerati prioritari per la stesura degli studi preparatori e delle eventuali
misure di implementazione della Direttiva.

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pag. 54

La Direttiva 2009/125/CE: recepimento (art. 23)

Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative


necessarie per conformarsi agli articoli da 1 a 9, 11, 14, 15 e 20 e agli allegati da I a V, VII e
VIII entro il 20 novembre 2010. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di
tali disposizioni.

DECRETO LEGISLATIVO 16 febbraio 2011 , n. 15

Attuazione della direttiva 2009/125/CE relativa all'istituzione di un quadro per


l'elaborazione di specifiche per progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi
all'energia
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pag. 55

La Direttiva 2009/125/CE: altri articoli

Articolo 17 - Autoregolamentazione
Articolo 22 - Riservatezza
Articolo 18 - Forum consultivo
Articolo 24 - Abrogazione
Articolo 19 - Procedura di comitato
Articolo 25 - Entrata in vigore
Articolo 20 - Sanzioni
Articolo 26 - Destinatari
Articolo 21 - Verifica

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pag. 56

La Direttiva 2009/125/CE: applicazione


Processo Eco-design
I requisiti per i prodotti sono introdotti con Regolamenti
Il piano di lavoro identifica i prodotti candidati
Gli studi preparatori identificano gli aspetti ambientali
Le proposte di misure di esecuzione o iniziative di autoregolamentazione sono prima
discussi con le parti interessate nel forum di consultazione
Una valutazione di impatto precede le misure di esecuzione
I regolamenti sono adottati dalla Commissione supportata da un Comitato di
regolamentazione
Le parti interessate partecipano a tutto il processo
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14 Ottobre 2014

Grazie per lattenzione!!!

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