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Sinesio di Cirene e l'utilit dei sogni

Sinesio di Cirene nella sua opera Sui sogni ( Per enypnon) sostiene la tesi dell'utilit dei
sogni. Essa si rivela in due ambiti, quello concreto della vita quotidiana, e quello teoretico della
riflessione filosofica.
Utiliit in ambito pratico : la divinazione.
Secondo Sinesio il sogno il mezzo migliore per la divinazione, poich facilmente accessibile
per tutti gli esseri umani, indipendentemente dalle loro condizioni sociali, non implica quelle
difficolt di reperimento e quelle spese che erano richieste per altri oggetti utili alla mantica.
Questa opinione denota una differenza con Aristotele1, il quale nel suo trattato la divinazione
durante il sonno aveva invece affermato che era assurdo che la divinit mandasse sogni
indifferentemente a tutti, e non soltanto ai migliori, traendo da questo fatto un argomento contro
la possibilit della previsione del futuro. Per Sinesio2 invece proprio del saggio il fare l'uso
migliore possibile delle risorse disponibili per non tenere nascosto alla maggior parte delle
persone il suo sapere (il carattere esoterico della conoscenza era un tratto caratteristico della
tradizione platonica ed era stato accentuato dall'influenza delle dottrine pitagoriche e religiose nel
periodo tardo antico ).
Per Sinesio invece la divinazione basata sul sogno una preziosa capacit ( techne ), una forma
illustre di conoscenza, un'attivit che distingue gli esseri umani dagli animali. Egli cita episodi
della sua vita3 in cui aveva tratto giovamento da essa. Un sogno gli aveva permesso di catturare
degli animali che altrimenti gli sarebbero sfuggiti. Quando era ambasciatore della Pentapoli a
Costantinopoli una visione onirica gli aveva fatto sventare un'insidia tesa contro di lui da alcuni
maghi e lo aveva indottto a parlare con franchezza davanti all'imperatore. Proprio l'attivit
retorica per Sinesio pu essere ispirata dai sogni, oltre che dalle consuete esercitazioni. A tale

1 Arist. La divinazione durante il sonno 462b 25


2 Sinesio I sogni cap. 2
3 Sinesio I sogni cap. 14

fine egli suggerisce la redazione di epinuktides4, registri dei sogni notturni, simili alle
ephemerides, che registrano gli eventi diurni, poich le capacit espressive dell'oratore si
affinano e migliorano nel difficile tentativo di riprodurre in modo fedele e ordinato le immagini
apparse nel sogno, e lo stile vivido e animato necessario affinch le parole seguano la rapidit
della fantasia. Il carattere enigmatico dei sogni ne rende difficile la comunicazione. Essi
forniscono5 un'ampia gamma di argomenti per i retori e secondo Sinesio sono anche alla base dei
racconti mitologici. Questa intuizione anticipa per certi versi alcune idee moderne sulla nascita
dei miti e sull'importanza dell'elemento subconscio nella letteratura.
Per Sinesio i sogni sono esterni, ossia sono costituiti da immagini (eidla), flussi di simulacri
provenienti dagli oggetti e ricevuti dallo spirito ( pneuma ), il quale veicolo dell'anima e organo
della capacit di rappresentazione ( phantasa). Dunque la divinazione possibile soltanto se il
pneuma trasparente e limpido. Ed esso cos se la vita della persona morigerata e religiosa.
In caso contrario lo spirito (pneuma) torbido, e le immagini non possono essere viste. Alcuni
sogni sono trasparenti, il loro significato6 facilmente comprensibile, ma essi si presentano solo
alle persone virtuose. Essi sono simili ai sogni lineari di cui parlava Aristotele7, sostenendo che essi
possono essere interpretati da chiunque, non richiedono capacit particolari e appaiono spesso a
persone che sono amiche tra loro, che hanno un rapporto diretto e condividono le stesse
sensazioni. Tuttavia la categoria pi comune quella dei sogni enigmatici, la cui interpretazione
ignota. Le immagini si riversano nella mente8. Quelle degli eventi passati sono chiare in un
primo momento, poi sbiadiscono, quelle di cose presenti sono vivide, quelle degli avvenimenti
futuri sono ancora indistinte e incerte pich sono prodotte da cose non ancora avvenute.
Sinesio spiega la divinazione fatta attraverso i sogni con una similitudine9, paragonando l'inferenza
di fatti futuri dalle immagini oniriche alla previsione dell'apparizione di una citt da parte di
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Sinesio I sogni cap. 18


Sinesio I sogni cap. 19
Sinesio I sogni cap. 15
Aristotele Sui sogni e la divinazione 464a25 464b5
Sinesio I sogni cap. 15
Sinesio I sogni cap. 16

alcuni naviganti che si avvicinano a uno scoglio, che essi sanno essere il luogo di quella citt.
I simulacri anticipano gli eventi, come la visione dello scoglio prelude a quella della citt, in
quanto vi un rapporto di somiglianza tra queste entit, nel quale risiede la conoscenza della
persona saggia, che riconosce gli eventi fausti o infausti che stanno per verificarsi in base
all'esperienza della ripetizione della medesima visione, allo stesso modo in cui si prevede una
tempesta per la presenza di un alone attorno alla luna, nonostante il tempo sereno. Dunque per
Sinesio lo spazio psicologico analogo a quello atmosferico ed entrambi possono essere
indagati, poich esiste una corrispondenza tra cose simili, che consente la conoscenza e l'azione
su qualcosa tramite qualcos'altro a esso affine. Tale idea si ritrova spesso nel pensiero greco , nei
poemi omerici10, nella medicina ippocratica, che la usava a fini terapeutici, e in alcuni filosofi
presocratici, come Empedocle e Democrito.
Chi non coglie il significato di immagini apparse ripetutamente fa un uso stolto della vita, come
il timoniere11 che non riconosca gli scogli verso cui la nave si sta dirigendo. Per Sinesio il
microcosmo del corpo umano riproduce gli eventi del macrocosmo e consente un'analoga
interpretazione. Dunque la mantica possibile perch esiste una comunanza di sentimenti12
(sympatheia) che tiene unite tutte le parti del cosmo e grazie al quale il sapiente pu prevedere il
futuro e fare magie, poich agisce sulle parti del cosmo a cui egli stesso appartiene. Un altro
termine usato quello di continuit ( synecheia) tra le componenti del mondo, ed essa implica la
presenza di un'unica anima del mondo che compie un'unica respirazione ( sympnoia). Tali fatti
garantiscono la significanza (semasa ) di ogni singolo elemento del mondo ed esso anche
segno di qualcos'altro. Per Sinesio questo il fondamento delle varie forme di divinazione:
l'astrologia, l'osservazione dei visceri e quella del volo degli uccelli. Tra esse eccelle la mantica
onirica, poich ha una santit che le deriva dall'assenza di quelle forme cruente di sezionamenti

10 Omero, Odissea canto XVII, 218


11 Sinesio, I sogni cap. 6
12 Sinesio, I sogni cap. 2

degli animali gi condannate dagli oracoli caldaici. Ma se il rapporto tra le cose viene interrotto,
esse appaiono prive di significato, perci Sinesio (come altri neoplatonici ) si oppone ad
Archimede, che aveva affermato di potere sollevare la terra agendo su un punto fuori di essa. Per
l'oratore di Cirene non opportuno diffidare dei sogni, poich soltanto un errore dell'interprete pu
portare a un loro fraintendimento, ci non inficia la loro veridicit, e la loro oscurit una
conseguenza del loro carattere sublime. Un esempio di errata interpretazione di una profezia
nell'Iliade13, in cui Zeus promette ad Agamennone la vittoria, ma essa si verificher soltanto quando
combatteranno tutti i guerrieri greci, anche Achille e i suoi Mirmidoni, che invece avevano
disertato la battaglia dopo la lite tra Achille e Agamennone. Sinesio smentisce la distinzione
fatta da Penelope nell'Odissea14 tra sogno veridico, proveniente da una porta di corno, e quello
falsidico, proveniente da una porta di avorio.
L'utilit pratica del sogno confermata con un ulteriore argomento15, quando il retore di Cirene
afferma che il tempo dedicato al sonno necessario e non eliminabile per la natura umana, in
quanto essa non pu sostenere in modo continuo le attivit della veglia, e concorda con
Aristotele che nel trattato Sul sonno e la veglia16 definisce il sonno affezione della parte
percettiva che ha come fine la conservazione degli esseri viventi in vista della veglia, la quale
considerata prioritaria.
Altro vantaggio del sonno per Sinesio quello di risolvere alcuni problemi insolubili nella veglia,
come gli era avvenuto quando aveva ottenuto un miglioramento dello stile e della qualit
retorica della sua opera17. Egli considera utile una preparazione ai sogni, grazie alla quale essi siano
sfruttati nel modo migliore, per cogliere adeguatamente le opportunit delle visioni oniriche, e per
cominciare a fruirne gi prima che si verifichino.
In ambito psicologico le speranze18 di eventi favorevoli che appaiono nei sogni per Sinesio hanno
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Omero, Iliade II, vv 28 e seguenti


Omero Odissea XIX, vv 562 e seguenti
Sinesio I sogni , cap 12
Aristotele Sul sonno e la veglia 455b 20
Sinesio, I sogni cap 13
Sinesio I sogni cap 13

un alto grado di possibilit di realizzarsi, sono un pegno degli dei e cita Pindaro19 per suffragare la
sua opinione, secondo cui la speranza ( elps ) dei sogni consente una migliore sopportazione dei
mali presenti in attesa di possibili eventi fortunati futuri. Il sonno inoltre per lui un
prolungamento della vita nel quale si possono provare gli stessi sentimenti di adesione o di
ripulsa propri della veglia.
Utilit del sogno in ambito teoretico e filosofico.
Per Sinesio i sogni hanno una funzione rilevante nella ascesa che l'anima compie , secondo i
neoplatonici, verso le entit intelligibili, se resiste alla seduzione della materia. In tale processo
l'individuo sar indotto a comportarsi in modo virtuoso , cos migliorer la qualit e la purezza
del suo spirito ( pneuma ), e l'anima contenuta in quest'ultimo si sottrarr al sortilegio della
materia e potr raggiungere le regioni celesti, dove risiedono le idee e la divinit.
Tuttavia l'anima facendo ci porter con s un residuo del corpo in cui ha dimorato e tale
elemento porter in essa l'identit che l'individuo aveva nella vita terrena. In questo modo
Sinesio coniuga due concezioni della immortalit dell'anima: quella platonica20, di un'anima
impersonale che risiede negli astri, e quella cristiana di un'anima personale. Ci dimostra la
compresenza in lui di due condizioni, quella di filosofo neoplatonico e quella di vescovo
cristiano. Infatti in lui forte la componente religiosa che lo porta a credere che la mantica
conduca alla divinit, al punto da fargli paragonare il letto, sede del sonno al tripode pitico.
Attribuisce al sonno una certa sacralit e consiglia che esso sia preceduto da un'alimentazione
frugale.
Nel sogno per Sinesio possibile vedere chiaramente la divinit, innalzarsi con la mente sopra la
terra, sottrarsi alle leggi del tempo e dello spazio, raggiungere una conoscenza diversa e migliore di
quella della veglia, perch priva dell'elemento materiale e corporeo, costantemente svalutato dal
pensiero neoplatonico. Per Sinesio nell'esperienza onirica si pu compiere una forma di
19 Pindaro frammento 214
20 Platone Timeo 41d

apprendimento21 che ottiene un risultato migliore di quello della veglia, poich il dormiente riceve
dalla divinit una sorta di fecondazione e raggiunge una conoscenza introspettiva propria
dell'anima che lascia il corpo e raggiunge quelle entit intellegibili, che potr cogliere pienamente
solo dopo la morte, ma delle quali ha un'anticipazione nel sonno. Per ottenere questa forma di
conoscenza molte persone saranno indotte a comportarsi in modo temperante.
Il retore di Cirene condivide l'idea di Aristotele22, secondo cui il processo cognitivo si svolge
attraverso diversi passaggi che conducono dalla sensazione alla memoria, all'esperienza, e alla
scienza vera e propria.
Conclusioni
Nell'idea che Sinesio ha dei sogni confluiscono elementi eterogenei, da lui raccolti in modo
eclettico : la riflessione neoplatonica sull'anima ( in particolare Plotino e Porfirio), la tradizione
orientale di un sapere mistico e segreto, la consuetudine pagana della divinazione, mentre
risultano quasi assenti la componente cristiana e quella della teurgia, pratica magica che Sinesio
biasima apertamente, ritenendola invisa agli dei, sebbene pensi anche che sia possibile compiere
interventi di magia, che riguardano per soltanto le cose sensibili, poich quelle intellegibili non
possono essere raggiunte.
Per Sinesio il sogno uno spazio di interrelazione dove convergono aspetti diversi, alcuni
materiali e fisici, come l'alimentazione e gli atti del comportamento, alcuni spirituali come la
condizione dell'anima. Essi influiscono gli uni sugli altri, non sono separati.
Emerge inoltre la meraviglia di Sinesio per l'esperienza onirica, come dimensione caratterizzata
da una singolarit e irriducibilit alla veglia, e che contiene un'intensa libert e imprevedibilit,
poich in essa convivono due situazioni opposte, la presenza nella terra con il corpo, e nel cielo
con la mente. Per questo motivo il sonno rende migliore e pi ricca l'esistenza. Forse possibile
che vi sia in Sinesio una dialettica tra la volont di rendere nota a un pubblico vasto la
21 Sinesio I sogni cap. 4
22 Aristotele Metafisica 980a, 27b,28 ; 981,2 e seguenti

rilevanza del sogno e della divinazione basata su di esso, e la consuetudine elitaria della
tradizione platonica, a cui si allude nella premessa dell'opera. Il ragionamento di Sinesio procede
in modo disorganico e raccoglie con eclettismo aspetti diversi del pensiero greco: soprattutto il
neoplatonismo, e in secondo luogo l'aristotelismo, lo stoicismo e l'epicureismo. La filosofia greca
non aveva mai elaborato un'interpretazione unitaria del fenomeno onirico, ma aveva lasciato
spazio a varie concezioni di esso.