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Vattimo, Losurdo, i monaci buddisti e la Cina

Sta facendo discutere la posizione di Gianni Vattimo e di Luciano Canfora e di altri intellettuali
sul documento contro la protesta dei monaci tibetani. Vorrei tentare un commento. Non ho letto il
documento, ma solo le notizie diffuse dalla stampa che sono più o meno queste: L´altitudine, nel
senso del Tibet, a volte può dare alla testa. I monaci tibetani sono da alcuni mesi le vittime di una
sanguinosa repressione da parte dell´esercito cinese? I morti si contano a decine, se non a centinaia?
I deportati sono migliaia? Bene: il filosofo Gianni Vattimo e lo storico urbinate Domenico Losurdo
hanno il coraggio di lanciare un paradossale appello contro i monaci tibetani e per la difesa del
popolo cinese «dall´aggressione dell´Occidente». I due intellettuali sostengono che esiste un «piano
imperialista contro Pechino» e che «i disordini di Lasha sono stati solo un pogrom anticinese», con
una «caccia all´uomo finita con donne, vecchi e bambini date alle fiamme».

Il mio punto di vista è che i filosofi, se sono veramente tali devono indurre al pensiero critico e alla
riflessione e credo che Vattimo e Losurdo siano riusciti nel loro intento. . La lotta del popolo
tibetano è da anni al centro dell´attenzione mondiale grazie all´operato del Dalai Lama, però il
documento - che è possibile leggere per intero sul blog di Domenico Losurdo
http://domenicolosurdo.blogspot.com/andrebbe letto attentamente. Intanto la prima cosa sulla quale
riflettere è: come mai gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno tanto a cuore la lotta per il popolo
tibetano che rivendica la sua indipendenza e non hanno altrettanto a cuore la lotta del popolo
palestinese, forse perché questi ultimi si sono organizzati e sparano e i monaci invece si fanno
massacrare pacificamente? A pelle, anche io simpatizzo per i monaci. Noi occidentali ,orfani del
sacro, siamo attratti dal buddismo che dilaga ad Holluwood e in tutto l´occidente. Io stesso sono
stato buddista praticante e a volte lo sono ancora. Però leggendo il sito di Losurdo mi sono posto
delle domande tipo: ma io lavorerei tutta la mia vita e donerei i frutti del mio lavoro ai monaci del
convento di Santa Maria del Toro, per esempio, per consentire loro benessere e preghiere e riuscirei
a considerare Ratzinger come Dio in terra? Io rispondo no. Non abdicherei mai ai miei diritti per
consentire la sopravvivenza di una teocrazia sacerdotale. Nel Tibet, prima dell´arrivo dei cinesi c
´era proprio questo (cfr.G.Tucci,Lhasa e oltre, La libreria dello Stato,1950). E´ anche vero però che
quella teocrazia appariva a noi occidentali come la mitica Shan gri lha, sempre perché rincorriamo il
sacro che abbiamo perso. Quella teocrazia appariva essere ai nostri occhi corrotti e decadenti una
sorta di ecosistema naturale/culturale, in cui ogni elemento era strettamente legato l´uno all´altro in
un mitico abbraccio olistico e pacifico. Un sogno ricorrente di noi occidentali che abbiamo distrutto
la natura e continuiamo a farlo. Non so se Richard Gere o Mia Farrow o Uma Thurman sarebbero
disposti a lavorare tutta la vita per la sopravvivenza di una casta sacerdotale.Quando i cinesi
arrivarono nel 1959 con Mao Tze Dong decretarono che quel mondo feudale dovesse scomparire
per sempre per garantire a tutti i tibetani i diritti di persone libere. Come i cinesi poi abbiano deciso
di garantire ai tibetani questi diritti lo sanno tutti. Un milione e duecentomila tibetani, un quinto
della popolazione, sono morti come risultato dell'occupazione cinese. Migliaia di prigionieri
religiosi e politici vengono detenuti in campi di lavoro forzato, dove la tortura è pratica comune.
Uno degli aspetti penosi della dominazione cinese è stato il "thamzing", durante il quale i tibetani
erano costretti ad autoaccusarsi dei crimini non commessi e ad autodegradarsi. Se questa è la
modernizzazione dei cinesi io sono contro questa imposizione e contro queste stragi e sono contro
questa Cina Economicamente Capitalista/ e BurocraticamenteComunista. Io quindi sono 1) a favore
del buddismo, 2)contro la teocrazia dei monaci e3) contro la dittatura cinese. Quello che però i due
filosofi credo che stiano dicendo al mondo è un´altra cosa ancora e cioè: badate che gli Stati Uniti e
la Gran Bretagna stanno facendo una campagna razzista contro la Cina perché temono il potere
economico di quest´ultima e i monaci vengono usati come un tassello destabilizzante, non siamo
noi ad essere ideologici, ma questi paesi che stanno strumentalizzando la protesta.Al Dalai Lama,
pacifista convinto, la situazione sta sfuggendo di mano, perchè gli americani se ne sono impadroniti
e perchè proprio in questo modo riusciranno ad avere il bagno di sangue che vogliono per sferrare
un duro colpo alla Cina: altro che diritti umanitari! Vattimo e Losurdo stanno solo ricordando che:se
la libertà, l´indipendenza e l´autodeterminazione dei popoli deve valere per i monaci tibetani allora
essa deve poter valere anche per altri popolazioni che vivono drammi analoghi.

Franco Cuomo
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