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Italia. Demagogia e declino.

di Carlo Rossi
http://chiarodiluna-karl.blogspot.it/2014/12/italia-demagogia-e-declino.html

Secondo il Vocabolario della lingua italiana di Giacomo Devoto e Gian Carlo


Oli demagogia la "Degenerazione della democrazia, per la quale al normale
dibattito politico si sostituisce una propaganda esclusivamente lusingatrice
delle aspirazioni economiche e sociali delle masse, allo scopo di mantenere o
conquistare il potere".
Corrisponde perfettamente a questa definizione la proposta di "flat tax"
avanzata recentemente in Italia da pi parti. Ne danno conto su
noisefromamerika.org Michele Boldrin e Costantino De Blasi:
http://noisefromamerika.org/articolo/flat-tax-ovvero-destra-che-ne-puo-nevuole-governare#new
"Ricomincia a girare la "proposta" (si fa per dire) dell'aliquota unica. Ha
iniziato Salvini facendone, assieme al ritorno alla lira, l'altra colonna sulla
quale edificare la nuova Lega Nazional-Socialista. BS, non potendo essere da
meno, ha detto che la vuole anche lui e con un'aliquota ancor minore ... o
forse l'opposto? Non fa gran differenza e nei sommari a volte si scherza ... Il
fatto ch' tutto un fremere di rilanci e promesse improbabili a conferma che
la cultura politico-economica che permea i partiti della destra italiana attuale
li rende incapaci di governare il paese. E questo il male grave di cui val la
pena occuparsi".
" Il segretario della LN ipotizza un'imposta unica sui redditi al 15%, Berlusconi
al 20%. Per i (pochi) dettagli disponibili dell'una e dell'altra "riforma" rinviamo
a questo articolo di Daveri e Danielli con relativi allegati".
http://www.lavoce.info/archives/31973/i-calcoli-parita-reddito-complessivo/
" ...stabiliamo un punto fisso: sia con la proposta BS che con quella LN il
gettito dell'IRPEF (e dell'IRAP, nel caso LN) calerebbe drammaticamente e
questo, di per s, non un male ma un bene..."
"Veniamo alla fattibilit, che nel caso di una riforma fiscale si traduce nel
poter finanziare quel che si intende spendere. Qui il problema banalissimo:
quali spese si dovrebbero tagliare per compensare il sostanziale minor
gettito? Non lo dice nessuno, Salvini e BS men che meno: ha promesso pi
tagli alla spesa pubblica Matteo Renzi che i due messi assieme, il che tutto
dire. Peccato che non si tratti di bruscolini: come i calcoli di Daveri e Danielli

suggeriscono viaggiamo fra i 50 ed i 100 miliardi di euro all'anno".


ll tentativo di tagliare le tasse senza tagliare la spesa pubblica, per i motivi
esposti da Boldrin e De Blasi, sarebbe devastante per il paese:
"Questa oggi la vera dannazione italiana, contro la quale sembriamo essere
tutti impotenti. Da un lato un governo d'incapaci, privo di ogni seria strategia
riformatrice, guidato da un equilibrista della politica con un'enorme capacit
d'imbonire l'opinione pubblica a botte di promesse vuote, arguzie, battute,
paraculismi assortiti e nessuna sostanza. Dall'altro un'opposizione che non
vuole governare ma solo raccogliere la rabbia sociale con proposte populiste
e intenzionalmente irrealizzabili, al solo scopo di mantenere il proprio status e
le prebende personali che esso garantisce".
Questi settori dello schieramento politico italiano associano spesso a questa
proposta demagogica quella di abbandonare la moneta unica europea, l'
euro, o comunque di ridefinire radicalmente i termini della nostra
partecipazione. Si incarica di demolire questa ipotesi proprio La Voce della
Russia del 24 dicembre 2014. Cos l' articolo di Tatiana Santi:
http://italian.ruvr.ru/2014_12_24/Euro-o-non-euro-questo-non-e-il-problema0536/
" proprio uscendo dalleuro che si risolverebbe la crisi in Italia?... Ci siamo
rivolti per unanalisi a Franco Bruni, professore ordinario di teoria e politica
monetaria internazionale allUniversit Bocconi e vice presidente dellISPI...".
"- Molti economisti, tra i quali anche lei professor Bruni, mettono in guardia
dagli effetti negativi di uneventuale uscita dalleuro. Di che pericoli si tratta?
Una moneta, come potrebbe essere un domani la moneta greca, spagnola o
italiana saranno come foglie al vento, porterebbero instabilit. In momenti di
pericolo questa moneta sar subito attaccata e svalutata. Si arriverebbe a
una forte inflazione. I costi delle importazione e delle materie prime
salirebbero. Inoltre i mercati internazionali non investirebbero pi, perch
avrebbero paura del valore dei loro investimenti. Il Paese finirebbe per essere
isolato sia dal commercio che dalla finanza e il sistema bancario".
"- Uneventuale uscita dalleuro per lItalia a suo avviso potrebbe comportare
un isolamento economico ma anche politico?
- S, non solo! Credo che non abbia proprio nessun senso lipotesi di uscire
dalleuro per lItalia. Nessuno se lo immaginer mai, altro che alcuni strani
personaggi che cercano con questo di avere qualche spazio politico nel
Paese. Nessuno se lo sognerebbe e nessuno ce lo permetterebbe: ci sono dei
grandi investimenti internazionali fatti in Italia che non permettono al Paese
di fare una cosa del genere. Abbiamo un debito pubblico molto grosso

detenuto allestero e denominato in euro. Come sarebbe possibile cambiare


la moneta? Inoltre partecipiamo in modo importante agli organi europei,
siamo nella Banca Centrale, nella vigilanza europea. Oltre a tutto, per uscire
dalleuro bisognerebbe uscire dallUnione europea, perch il trattato non
permette altrimenti. Significherebbe veramente finire in Africa!".
Evidentemente la demagogia non abita a Mosca ma a Roma e a Milano.