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Indice

Lo Yoga come Controllo della Mente e del S (prima parte).. pag. 2


Cos il Sadhana Vipassana?................................................

pag. 9

Yoga e Malattie Connesse con lAIDS...................................

pag.13

Antar Mouna (prima parte)...................................................

pag.18

La Pratica del Kirtan.............................................................

pag.22

Espandere la Capacit Respiratoria......................................

pag.24

Viloma Pranayama................................................................

pag.25

Glossario...............................................................................

pag.28

Lo Yoga come Controllo della Mente e del S


(prima parte)
Satsang di Paramahansa Niranjanananda
Bad Konig (Germania) 28 ottobre 1995

Armonizzare la personalit con la natura


Non vi parler delle asana e dei pranayama, ma piuttosto vorrei parlarvi dellaspetto del controllo della mente e del controllo del s secondo i principi e le pratiche dello yoga. Lo considero un aspetto molto importante dello yoga poich abbiamo a che fare con la nostra mente e con la nostra personalit ogni giorno ed in ogni momento. Le pratiche fisiche dello yoga ci possono dare un senso di salute, di energia e
di benessere. Le pratiche mentali dello yoga, le pratiche di rilassamento dello yoga ci possono far sentire pi rilassati ed in pace con noi
stessi. Ma alla fine arriviamo ad un punto in cui sentiamo il bisogno di
armonizzare la nostra personalit con la natura. Larmonia della personalit con la natura lo scopo dello yoga che ci rende pi creativi,
pi efficienti, pi dinamici e ci rende pi produttivi nella nostra vita.
Molta gente dice, ed anche io lo credo, che il fine ultimo sia la
realizzazione del s. Ma prima di arrivare a questa autorealizzazione
dobbiamo imparare come controllare la dispersione della personalit
umana e della natura. Il nostro maestro, Paramahansa Satyananda, dice che la nostra personalit in conflitto poich siamo stati programmati ad agire, pensare e vivere in un certo modo. ovvio quando si
guarda alle differenti culture, ai popoli di diversa cultura e si nota il
modo in cui vivono. Qui in Germania vivete in un certo modo, in Asia
la gente vive in modo diverso, in America vivono ancora in modo diverso. C un diverso input culturale, c un diverso input sociale, c
un senso diverso dei valori della famiglia, dei valori sociali e dei valori moderni; nella nostra vita esprimiamo semplicemente quello che ci
hanno insegnato a manifestare fin dalla nascita.

I tre tipi di karma


Lo yoga parla di tre tipi di impronte e di tre tipi di karma. Una
limpronta genetica e il karma genetico; laltra limpronta culturale
ed il karma culturale; la terza limpronta spirituale ed il karma spirituale. Le impronte si manifestano nella vita sotto forma di azioni e la
nostra intera vita ruota intorno alle manifestazioni del karma in conformit alle tre impronte che riceviamo.
Il karma deve essere interpretato sotto forma di una manifestazione creativa di ci che gi conosciuto da noi o di ci che insito
dentro di noi. Non sto parlando del karma in senso filosofico o mistico, ma sotto laspetto dellazione che per tutti noi in ogni evento del
giorno.
Il karma genetico
Iniziamo dal karma genetico. Il karma e le impronte che riceviamo dai
nostri genitori e che sono connaturate nei nostri geni sono noti come
karma genetico e impronte genetiche. Ci sono momenti in cui i nostri
genitori passano attraverso differenti oscillazioni di stati danimo, emozioni e cambiamenti di forma della coscienza, proprio come noi.
Il karma genetico dipende dalloscillazione o dalla forma di
coscienza nel momento in cui ha luogo lunione tra i genitori, e
quellimpronta viene portata o conferita ai geni. I miei genitori possono attraversare alcune forme di difficolt sociali, alcune forme di conflitti familiari, altre forme di oscillazioni dello stato danimo o della
coscienza.
Tutte queste impronte le ricever nei miei geni, che pi in l,
nel corso della mia vita, rifletteranno la mia personale percezione del
mondo in senso ottimistico o pessimistico. Ci mi dar la facolt naturale e spontanea di vedere il mondo sotto una luce positiva o sotto una
luce negativa, il che mi render introverso o estroverso, mi far chiudere in me stesso o mi render capace di esprimere allesterno la mia
creativit.
Questa impronta diventa parte del mio comportamento esteriore. Quando siamo capaci di controllare questo comportamento esteriore in modo positivo, emerge in superficie la creativit umana. Quando
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non siamo capaci di controllare linfluenza genetica nella vita, allora


tendiamo a essere pi ripiegati su noi stessi, e le tendenze repressive e
depressive vengono fuori.
In un certo modo potremmo dire che ci rappresenta la natura
del nostro essere. Vorrei darvi un esempio con questo bicchiere
dacqua. Se mostrandolo vi chiedessi se mezzo pieno o mezzo vuoto, che cosa rispondereste? Un ottimista direbbe che mezzo pieno e
un pessimista direbbe che mezzo vuoto. Ma in verit veramente
mezzo pieno o mezzo vuoto? Questo semplicemente un modo di
percepire un evento, una situazione, una cosa, un oggetto, ed una
manifestazione dellimpronta genetica che abbiamo ricevuto.
Se la situazione con i miei genitori era difficile ed essi sentivano un senso di vuoto interiore, anche io potrei sentire un senso di vuoto nel corso della mia vita. Potrei guardare il mondo, guardare le diverse situazioni da quella prospettiva di mancanza di un qualche cosa
che mi possa soddisfare. Potrei guardare a situazioni e a condizioni
che mi faranno sentire di potere ottenere quel qualche cosa in pi in
grado di darmi un senso di completezza, interezza e realizzazione.
Ma se le situazioni o le condizioni con i miei genitori fossero
state diverse e ci fosse stata tuttintorno felicit o gioia, allora il mio
modo di vedere il mondo sarebbe da una prospettiva di felicit e gioia.
Questa limpronta genetica, la memoria e il karma genetico.
Il karma culturale
La seconda cosa che segue limpronta, la memoria e il karma culturale, che come siamo stati educati a vivere, credere, pensare ed agire
nella vita. Paramahamsaji ha dichiarato che la nostra intera vita un
processo di programmazione.
Programmata dal sistema accademico educativo, dallambiente
familiare, dalla cultura, dalla religione, dal credo che ci pi caro e
che ci d il senso del giusto e dello sbagliato, giustizia ed ingiustizia.
Il senso di ci che giusto e di ci che sbagliato controlla e dirige
tutte le nostre future espressioni nella vita.
Il karma spirituale
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La terza limpronta, la memoria e il karma spirituale, quello che si


collega alla nostra evoluzione, alla nostra crescita, allespressione della nostra natura pi profonda ed alla libert. Questa espressione interna si collega alla nostra evoluzione naturale della coscienza e
dellenergia. Secondo il buon senso e secondo tutti i pensieri spirituali
nel mondo, noi, in quanto esseri umani, abbiamo le componenti di coscienza ed energia che dominano le espressioni della vita intera. Le
espressioni di coscienza ed energia sono determinate dalle leggi naturali dellevoluzione. La mente si evolve costantemente, la coscienza si
evolve costantemente e lo spirito, ogni volta che scende al mondo della natura, al mondo di prakriti, al mondo manifesto, porta al suo interno determinate manifestazioni da lass in alto.
come traslocare da una casa allaltra. Ve ne andreste da soli
senza prendere con voi i vostri effetti personali? No, prendereste con
voi le raccolte che avete accumulato durante la vostra vita e le portereste nella nuova casa; portereste quadri, vestiti, oggetti come le teiere, le padelle, il cibo, e mettereste a posto la nuova casa a vostro piacimento. Allo stesso modo, lo spirito umano passa da una vita allaltra
portando con s i propri averi della vita precedente. Questo stato
detto con bellissime parole nella Bhagavad Gita. La Bhagavad Gita
dice che nonostante la natura dello spirito, dellanima, sia trascendentale, essa scende nel mondo manifesto accompagnata dalla mente e
dallimpronta dei sensi. Mentre vive nel mondo manifesto esprime
quelle impronte che si portata dietro dalle case precedenti. Secondo
le tradizioni siamo in un processo di continua e costante evoluzione.
Viveka e vairagya
Levoluzione un processo davvero sottile, non un processo intellettuale e non un processo di cui possiamo fare esperienza nella nostra
attivit giornaliera. piuttosto una manifestazione della coscienza che
diventa libera dai legami della dimensione manifesta. La natura umana
e la mente umana sono come un magnete attratto da un oggetto, da un
fatto che d piacere. Attraverso tutta la nostra vita cerchiamo la felicit e la gioia, il piacere e la contentezza. Attraverso tutta la nostra vita
evitiamo e rigettiamo situazioni di dolore, sofferenza e insoddisfazio5

ne. Questo rappresenta come la mente umana sia sempre attratta da


qualche cosa che dia un senso di compiutezza e felicit, anche se potrebbe essere temporanea. Solo quando le attrazioni e gli attaccamenti
al mondo dei sensi vengono lentamente tagliati fuori, allora la mente
fa esperienza della libert interiore. Si fa esperienza di questa libert
interiore tramite le forze di viveka e vairagya. Viveka significa
labilit di distinguere tra il reale e lirreale. Viveka significa acquisire
la giusta conoscenza. Viveka significa acquisire la giusta comprensione della relazione con se stessi, con il mondo e con il divino. conoscenza luminosa, uno stato o unimpressione della conoscenza che
viene ridestata.
Vairagya significa dissociarsi dal mondo esterno, la conoscenza di quello che giusto e di quello che sbagliato, la dissociazione
dal mondo dei sensi, il conoscere che cosa reale e che cosa irreale,
la dissociazione dal mondo esterno, il conoscere molto bene che cosa
ci lega e che cosa ci libera. Le due idee di viveka e di vairagya, conoscenza e applicazione di quel sapere esteriore sono lo scopo dello yoga. Viveka e vairagya alla fine conducono a fare esperienza della libert interiore, libert da legami o attrazioni che limitano
lespressione e levoluzione della vita umana. Quando siamo nel processo evolutivo, nel corso naturale della vita, passiamo attraverso differenti shock, differenti risultati, e questi differenti shock creano una
frattura oppure rompono un legame, queste differenti attrazioni ci legano a una diversa esperienza. La normale causa dellevoluzione, la
connessione e la dissociazione in un processo naturale, un procedimento molto lungo.
Divenire consapevoli
Noi non speriamo di accelerare il processo di evoluzione tramite lo
yoga. Sarebbe molto noioso. Darebbe un gran senso di vuoto. Ci porterebbe a uno stato di ansia e di depressione, ci farebbe perdere il pensiero di sicurezza esteriore senza trovare ci che c allinterno. Tramite il processo dello yoga tentiamo di divenire pi consapevoli delle
aree dove poterci legare interiormente e fare sempre esperienza della
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creativit, della completezza e dellintegrit interiore, cos le cose esteriori che sono superficiali possono automaticamente diminuire.
Quando stavamo salendo le scale per venire in questa stanza,
dovevamo salire i gradini, ma non avevamo lansia di dovere lasciare
qualche cosa alle nostre spalle. Infatti i nostri piedi non erano ansiosi
perch stavamo per lasciare i gradini. Nel processo di salire le scale,
un piede doveva raggiungere un gradino e solo quando era sicuro sul
quel gradino laltro piede avrebbe lasciato il gradino inferiore per appoggiarsi su quello pi in alto. In assenza del gradino superiore proprio possibile che si diventi insicuri, che si abbia timore di essere sul
punto di cadere. Quello che sto cercando di dirvi come nella vita esteriore troviamo una fonte di sicurezza prima e dopo lavverarsi di un
cambiamento. Allo stesso modo, anche nella vita spirituale, prima c
il risultato e dopo che si raggiunto le cose inutili diminuiscono. Questo il modo in cui bisognerebbe percepire la spiritualit. un processo di progressione, raggiungimento ed evoluzione, dove per tutto il
tempo colleghiamo noi stessi con esperienze pi elevate, poich la
mente umana ha un grande potenziale per fare esperienza delle cose
che non vengono nemmeno percepite dai sensi. In questo modo cerchiamo di identificare tramite il nome, la forma e lidea. Lintero
mondo si basa su questi tre principi di nome, forma e idea. Guardiamo
qualche cosa, essa ha una forma, si pu basare su di unidea, ha un
nome, che sia un insetto o un batterio, o che sia un fatto cosmico che
accade in un lontano angolo delluniverso non ha la minima importanza. Lintera gamma delle percezioni umane gira intorno alla comprensione del nome, della forma e dellidea. Questo capita allesterno. Ma
quando abbiamo a che fare con le esperienze interiori, il linguaggio, il
concetto, la comprensione del nome, della forma e dellidea cambiano.
Dobbiamo percepire le cose sotto una luce diversa. Non comprendiamo le cose intellettualmente, ma in un modo che pu essere definito
come una capacit intuitiva. Capiamo le cose non sotto forma di un
concetto intellettuale, fatto di parole, ma di un concetto che di natura
simbolica. Non guardiamo le cose da un punto di vista lineare, ma da
un punto divista globale. Questa limpronta e lazione spirituale.
Dobbiamo passare dal karma genetico, dalla memoria genetica,
al karma culturale e alla memoria culturale e da questa al karma spiri7

tuale e alla memoria spirituale. Qui dove lo yoga arriva come un metodo che ci pu rendere consapevoli dei cambiamenti nel campo e nella forma della coscienza. E la meditazione un metodo tramite il quale possiamo fare esperienza di questi cambiamenti che avvengono
dentro di noi.
Significato della meditazione
Dobbiamo capire cosa la meditazione. La meditazione, detto con le
parole di Paramahamsaji, non fuggire dalle situazioni della vita, dalle sue condizioni per fare esperienza del senso di raggiungimento interiore, piuttosto una condizione di fuga nella vita, di fare esperienza
della ricchezza della vita. Se la meditazione fuga nella vita per fare
esperienza della sua ricchezza, potete ora avere un concetto di quale
dovrebbe essere il processo di meditazione. In questo processo la meditazione diviene latto dello sviluppare la consapevolezza totale - la
consapevolezza di ogni azione, di ogni desiderio, di ogni emozione e
larmonizzazione dei cambiamenti che lemozione porta con s, che il
desiderio porta con s, che lazione porta con s. Questo il vero processo della meditazione, essere coinvolti nellesperienza attimo per
attimo.
Anche se possiamo esprimere prima questo processo di consapevolezza, ora dobbiamo cominciare con lessere consapevoli di una
cosa. Allinizio la meditazione un allenamento, ma successivamente
diviene lespressione spontanea della personalit e della natura umana. Allinizio dobbiamo allenarci a divenire consapevoli, pi tardi saremo consapevoli. In questa consapevolezza c una visione creativa e
positiva complessiva. Questo capita in relazione al mondo esterno. Interiormente questo livello di consapevolezza ci permette una maggiore
comprensione delle relazioni personali, io come individuo con il cosmo; tutto questo noto come realizzazione del s. Ma prima di arrivare al livello della realizzazione del s, ancora prima di arrivare a capire qual la nostra realizzazione rispetto a ci che il cosmo, dobbiamo organizzare la nostra vita.

Cos il Sadhana Vipassana?


tratto da: Swami Satyananda Saraswati, Bhakti Yoga Sagar, ed. Shivananda Math, Munger, Bihar, India.
Rikhia, 17 Novembre 1994, pomeriggio
Cos il sadhana vipassana?
Vipassana una pratica meditativa trasmessa da Buddha. Attualmente
viene usata per calmare la mente ed i nervi ed eliminare lo stress. In
questa era, la maggior parte delle persone non interessata in dharma
e moksha. Ora, dei quattro purusharta, solo due vengono soddisfatti:
artha e kama. Quando vi addentrate in artha e kama senza leffetto
equilibrante di dharma e moksha, avrete tensioni mentali, preoccupazioni, sensazione di insicurezza e paura. La mente sar tormentata,
piena di passione, rimorso e rimpianto. Le pratiche come vipassana
possono essere utilizzate per mantenere la mente calma ed equilibrata.
Le tecniche del tipo vipassana possono aiutare a stabilizzare un
rapporto matrimoniale?
In ogni rapporto ci sono sentimenti di insicurezza e paura. La mente si
disperde e si colma di rabbia, passione e colpa. Un momento state
combattendo e il successivo siete nuovamente amici. La sera bisticciate e la mattina siete amici. Voi dite mi dispiace ed finita, ma tutto
ci crea tensione. Quando siete veramente accaldati, vi fate una doccia
e vi sentite meglio. Allo stesso modo, nei momenti di tensione, potete
praticare vipassana.
Si pu progredire attraverso la meditazione vipassana?
No, dimenticate di potervi elevare. A questo punto non necessario
progredire. C un modo, ma finch non finite il vostro viaggio qui,
come potete andare su? Il mala si muove nella mano, la lingua si
muove nella bocca, la mente vaga in dieci direzioni. Questo, di fatto,
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non ricordarsi del Signore. Voi tendete a dimenticarlo. La mente


irrequieta e volete focalizzarla. Ma cosa fate? Accendete una candela
in una stanza e aprite porte e finestre. Cos la fiamma vacilla, si spegne e voi continuate ad accendere fiammiferi. Non volete chiudere le
finestre, ma volete che la fiamma della candela sia immobile. Allo
stesso modo, per calmare la mente, dovete chiudere le finestre. Ci
pu sembrare difficile, ma finch non viene fatto, non parlate di arrivare lass. Questo punto stato spiegato meravigliosamente nel Ramacharitamana:
La consapevolezza costante che Io sono Quello
la pi brillante fiamma di candela.
Quando la benedizione della realizzazione del s
Spande il suo brillante splendore
La delusione della dualit,
La radice dellesistenza terrena, viene dissipata.
La profonda oscurit delle confuse moha e tamas,
Lintera famiglia della potente avidya, scompare.
Quando la luce della realizzazione del s si ottiene cos,
Lintelletto riposa nella camera del cuore,
Sciogliendo il nodo dellignoranza.
Se questo nodo dellignoranza si scioglie,
Allora si realizza il jivatma.
Ma, o Re degli uccelli,
Quando lillusione scopre che il nodo si sta per sciogliere
Lei crea varie forme di impedimenti.
O fratello, lei manda prosperit e perfezione
Che attraggono lintelletto verso la brama.
Artificio, forza o frode si avvicinano e spengono la luce
Con il vento dei loro vestiti.
Se lintelletto abbastanza attento,
Non permetter loro di attuare le loro dannose intenzioni.
Se questi impedimenti non riescono a distrarre lintelletto,
Allora avanzeranno i sensi per creare disturbo.

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Le porte dei sensi sono come portoni verso il cuore


Dove gli dei hanno stabilito la loro sede.
Ogni volta che vedono avvicinarsi una ventata di sensualit,
Essi ostinatamente mantengono le porte aperte.
Non appena quella forte folata di vento
Entra nella camera del cuore
Essa immediatamente spegne la lampada della saggezza.
Yoga significa calmare la mente irrequieta, e con yoga si intendono
anche le tecniche che calmano la mente: raja yoga, hatha yoga, ecc.
Quando la mente agitata viene calmata, allora si pu dire che stato
raggiunto lo yoga. Quindi, yoga sia una pratica che un risultato raggiunto. molto difficile parlarne. Dico a tutti che per prima cosa necessario sistemare artha e kama. Il re Janaka fu liberato bench vivesse tra le passioni. Egli aveva immense propriet e ricchezze, posizione
e potere. Egli possedeva ogni cosa, ma era calmo.
Ci sono state molte persone simili che hanno vissuto una vita
disciplinata e seguito il sentiero del purushartha, sforzo individuale,
mentre vivevano nel mondo. Essi hanno svolto i loro compiti e lavorato sodo, ma, in mezzo a tutto, erano capaci di rimanere molto calmi.
Quando ero giovane vidi Gandhiji. Anche da vecchio, aveva un sorprendente purushartha. Era sempre calmo e tranquillo nonostante gli
sconvolgimenti politici, gli scontri, le uccisioni e le rapine.
Perci, una persona che sa mantenersi calma in mezzo al denaro e alla passione meritevole di elogio. Nella Bhagavad Gita, il Signore Krishna dice: Luomo che rinuncia ad ogni desiderio, si libera
da ogni legame e diviene senza ego e distaccato, raggiunge la tranquillit mentale, anche quando compie unazione. (2:71)
Proprio come i fiumi fluiscono nel mare e in quel momento
perdono la loro esistenza individuale, allo stesso modo lasciate che
tutti i vostri desideri e le vostre fantasie fluiscano, quindi ancorateli
nel punto in cui cessano di fluire. Deve essere localizzato quel punto
centrale, poi potete andare oltre vipassana o rimanere bloccati l.
Come pu mouna avere successo in un ambiente grihastha e come
possibile mantenervela?
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Quando ascoltate un transistor per ventiquattro ore la batteria si esaurir, o no? Se lo spegnete, la batteria durer pi a lungo. Questa
limportanza di mouna. Nel parlare, ascoltare, pensare, camminare, sto
utilizzando la batteria. La nostra batteria lenergia pranica.
Questenergia pranica viene consumata velocemente nel parlare, nel
preoccuparsi, nelle passioni. Questa energia pranica che viene impiegata per tutte le nostre attivit dovrebbe essere conservata. La conservazione del prana la soluzione per la nostra carenza di energia. Se
potete stare in silenzio per un po di tempo, allora lenergia mentale
viene conservata. Shekh Farid ha detto:
Voi usate il sapone
ma solo per parlare in modo
profumato come il muschio.
Usando il sapone esternamente,
Il s interiore non si pulisce.

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Yoga e Malattie Connesse con lAids


Intervento di Swami Pragyamurti al Golden Jubilee, Munger,
1993
LAIDS non un filo dacqua che gocciola, si sta diffondendo come
fuoco in tutto il mondo e, bench io non abbia alcuna formazione professionale medica e ancor meno conoscenze mediche, vorrei farvi partecipi delle mie esperienze di questi ultimi tre anni, durante i quali ho
lavorato con persone sieropositive e ho vissuto a contatto con le varie
manifestazioni dellAIDS.
un onore e un privilegio lavorare con questo particolare
gruppo di persone. Posso assicurarvi che sto imparando tanto quanto
sto insegnando. Quando dei giovani che potrebbero essere miei figli
possono guardarmi negli occhi e dirmi che sono contenti di avere
lAIDS perch senza di essa non avrebbero iniziato a guardare dentro
se stessi e non avrebbero cominciato a considerare gli aspetti pi profondi della vita, non posso che provare un senso di umilt e sentirmi
privilegiata per il fatto di essere con loro e stare vicina a loro.
Circa tre anni fa mi fu chiesto da un gruppo di sostegno per
malati di AIDS, a Londra, di iniziare un corso di yoga. Come ho gi
detto non ho conoscenze mediche e dipendo completamente dalla guida interiore del mio amato Guru, Sri Swami Satyanandaji. Cos il corso ebbe inizio ed io non insegnai loro niente altro che quello che insegno a chiunque altro, a cominciare dalle nostre meravigliose tecniche
di pawanmuktasana, shakti bandha e yoga nidra. Gli allievi dei corsi
variano da persone sieropositive e sane a persone allultimo stadio di
malattie connesse con lAIDS. Direi che quasi il novanta per cento dei
miei allievi costituito da omossessuali maschi. Vi sono alcune donne
e uno o due tossicodipendenti, ma questi ultimi, generalmente, non resistono fino alla fine.
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Questi tre gruppi di persone sono in qualche modo emarginati


ed allontanati dal resto della societ. Quindi la prima cosa cui dobbiamo pensare determinare un equilibrio. Ci avviene sicuramente
attraverso le varie tecniche e pratiche di Swamiji. Con pawanmuktasana, ecc. il corpo diventa pi forte e pi agile, tuttavia sono passata
abbastanza velocemente ad alcune delle asana principali, in
particolare a quelle che influiscono direttamente sul timo. Questa
ghiandola ha un ruolo importante nel sistema immunitario. Quindi noi
dedichiamo in particolare una certa quantit di tempo ad asana come
matsyasana, halasana, sarvangasana e kandharasana. Lavoriamo anche
su di un certo numero di altre posture che stimolano le ghiandole
surrenali e che quindi hanno un effetto secondario a catena sul timo;
queste includono pratiche come paschimottanasana, ushtrasana e
molte altre.
Oltre alle pratiche di asana, anche pranayama molto importante. Fra tutti gli allievi con cui ho lavorato negli ultimi 23 anni, sono
queste persone sieropositive ad avere una maggiore comprensione intuitiva dellimportanza del respiro. Quindi, fin dallinizio, abbiamo inserito la consapevolezza del respiro nelle nostre pratiche. Lapprendimento dei vari stadi della respirazione si dimostrato di grande aiuto per gli allievi, aiutandoli a dormire meglio e ad affrontare meglio,
in generale, le tensioni legate allAIDS. Ho imparato che
lossigenazione un fattore importante per il corpo nelle persone sieropositive, e quindi abbiamo dedicato molto tempo alla respirazione
dinamica, alla respirazione addominale, alla respirazione completa, a
bhastrika e a kapalbhati. Io incoraggio gli allievi ad aumentare, secondo le loro capacit, questi efficaci esercizi di pranayama, e questo si
sta dimostrando efficace per loro.
Eseguiamo anche le pratiche di respirazione dellhatha yoga,
in particolare kunjal, laghu e shankaprakshalana completo. Molti allievi hanno completato queste pratiche e ritornano ancora, sessione
dopo sessione, allo scopo di disintossicare il corpo.
Quindi ci stato molto incoraggiante.
Le pratiche di meditazione, a cominciare da yoga nidra, sono
assolutamente decisive nel contribuire a creare equilibrio, calma, tranquillit mentale e chiarezza di pensiero.
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Nella pratica di yoga nidra usiamo naturalmente il sankalpa, la


risoluzione positiva, e usiamo anche alcune visualizzazioni che sono
costruttive e incoraggianti per lallievo. Pratichiamo anche la splendida meditazione di cui ha parlato ieri Swami Janakananda, antar mouna, il cui valore non potr mai essere apprezzato a sufficienza. Usiamo
le pratiche di ajapa japa, concentrandoci particolarmente sul passaggio
psichico frontale fra manipura e vishuddhi chakra. Ho anche introdotto la pratica di trataka per contribuire a migliorare la concentrazione e
creare equilibrio tra le attivit dei due emisferi del cervello e per sviluppare la forza di volont, che qualcosa di cui si ha decisamente bisogno se si sieropositivi e si decisi a continuare a condurre una vita
normale e sana almeno per settantanni.
Abbiamo anche praticato i kirtan e abbiamo cantato moltissimo il mantra OM. Tutte queste pratiche aiutano a creare equilibrio e
armonia; occorre dire che molte delle persone sieropositive, particolarmente in occidente, non hanno condotto finora una vita molto equilibrata ed armoniosa, quindi questo stato al centro della nostra attenzione. Ho anche introdotto un po pi presto di quanto avrei fatto in
molti corsi lidea e la comprensione dei chakra, in modo che le persone possano capire come e perch si sono ridotte in cattive condizioni e
come possono imparare a migliorare la situazione. Attraverso il simbolismo dei chakra esse hanno lopportunit di comprendere meglio se
stesse. E, poich sono estraniate dal grosso della societ e sentono che
la societ non le ama, esse spesso non amano se stesse. Quindi la discussione, la meditazione sul sistema dei chakra si sono dimostrate di
grande valore.
In aggiunta a queste pratiche classiche che mi sono state insegnate da Sri Swamiji, stiamo ottenendo anche risultati molto interessanti con luso di amaroli, la terapia dellurina. Prima di far conoscere
le pratiche di amaroli agli allievi, ebbi un incontro con il dott. Arthur
Lincoln Pauls che ha scritto un libro sullargomento, perch ero leggermente preoccupata per il fatto che in tutti i libri su amaroli si dice
che non si devono prendere medicinali, che si deve seguire una dieta
vegetariana stretta, ecc. So che molti dei miei allievi, oltre a non essere necessariamente vegetariani, prendono dei medicinali molto forti
(A2T, DD1) e quantit massicce di antibiotici, nessuno dei quali, fra
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laltro, ha finora guarito un solo caso di AIDS. Quindi andai a trovare


il dott. Arthur Lincoln Pauls, gli spiegai il problema, ed egli disse:
Faccia prendere loro la prima urina della giornata, ci sufficiente
per evitare il riciclaggio dei farmaci
Vorrei dunque riferirvi, molto brevemente, i risultati straordinari e molto incoraggianti che stiamo ottenendo con amaroli. Applicato esternamente, allevia e contribuisce a eliminare completamente
numerose affezioni della pelle di cui soffrono le persone sieropositive:
candida, afta, mollusco ed anche Kaposis Sarcomi. Inoltre, molti degli
allievi prendono ora il loro amaroli cominciando con una bevuta al
mattino e aumentando gradualmente fino a riciclare la loro intera scorta giornaliera. I risultati sono molto incoraggianti. I loro livelli di energia stanno migliorando, i loro conteggi di cellule T stanno salendo
e per uno dei miei allievi che pratica yoga, meditazione e amaroli
dallottobre dellanno scorso - era sieropositivo da nove anni - i test
danno ora un risultato negativo!
Tuttavia questo genere di informazioni circola solo tra di noi
perch nessuno far soldi da chi pratica pawanmuktasana e yoga nidra, e beve la propria urina! Quindi, chi di voi lavora con questa categoria di persone si armi di coraggio, apra il proprio cuore, abbia fiducia e forse potremo cominciare a operare miracoli anche in questo
campo.
Dopo aver riferito quanto sopra devo anche dirvi che molte di
quelle care persone sono morte durante lultimo anno. Ho avuto la fortuna di essere con loro durante tutto questo processo ed essi mi hanno
assicurato che lo yoga e la meditazione li hanno aiutati nelle loro ultime ore ad affrontare la morte con calma, con chiarezza ed in modo
consapevole.
Ho passato momenti con persone che stavano morendo, cantando insieme il mantra OM e poi consentendo a se stesse di abbandonare il corpo con tranquillit, quietamente e consapevolmente.
Grazie di essere qui, grazie di avermi ascoltato. Hari Om Tat Sat
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Antar Mouna
tratto da: Swami Satyananda Saraswati, Meditations from the Tantra, ed. Bihar School of Yoga, Munger, Bihar, India.
La parola sanscrita mouna significa silenzio e antar significa interiore. Dunque il nome italiano di questa pratica silenzio interiore
ed un grande sadhana designato a rendere laspirante consapevole
del silenzio interiore cos come del rumore interiore che generalmente
gli impedisce la conoscenza del silenzio.
Nella nostra vita quotidiana la nostra mente quasi continuamente estroversa. Vediamo e ascoltiamo solo quello che ci proviene
dallesterno e abbiamo poca comprensione degli eventi che accadono
nel nostro ambiente interiore. La pratica di antar mouna designata a
invertire ci cosicch, per almeno un po di tempo, possiamo vedere il
lavorio della nostra mente e comprenderlo. In realt antar mouna
uno dei pochi sadhana permanenti che pu essere praticato spontaneamente ventiquattro ore al giorno da chiunque sia realmente determinato a conoscere se stesso. Mantenendo la consapevolezza del proprio ambiente interiore, dei pensieri, delle reazioni emozionali, ecc. l
indi-viduo pu accelerare la propria evoluzione personale fino ai livelli pi elevati. Ci gli far comprendere il lavorio della mente razionale
ed irrazionale cos come gli dar la comprensione di quello che causa
la reazione delle altre persone
La tecnica per la pratica meditativa di antar mouna il primo
gradino verso lottenimento di questo stato permanente di comprensione interiore. Anche se praticata per un massimo di unora al giorno, i suoi effetti proseguono anche dopo che la pratica finita, ed il
praticante inizier automaticamente a conoscere il proprio lato nascosto e a vedere come egli stesso reagisce alle situazioni della vita
in modo chiaro ed onesto.
La pratica di antar mouna suddivisa in un certo numero di
stadi. Il primo stadio della tecnica consiste nella consapevolezza di
tutti i suoni ed avvenimenti esterni che si avvicendano intorno a voi. Il
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secondo stadio consiste nel ritirare se stessi da tutti gli stimoli esterni
ed essere consapevoli solo del lavorio della mente: che cosa la mente
sta pensando, come reagisce e quali immagini provengono dal subconscio.
Lo stadio successivo consiste nella creazione e dissoluzione
volontaria dei pensieri. Nello stadio quattro dovete osservare i pensieri
che affiorano spontaneamente ed eliminarli volontariamente. Lo stadio cinque, lultimo stadio che si pu praticare, consiste nella soppressione o rimozione di tutti i pensieri, nella consapevolezza di shunya (il
vuoto) seguito nello stadio sei dallo stato di meditazione spontanea.
Antar mouna un completo sistema di allenamento per lo sviluppo della consapevolezza. Insegna a conoscere i processi della mente e le vie attraverso cui portarli sotto controllo. qualcosa che pu
essere praticato in ogni momento con la semplice riflessione sulla
domanda: Cosa sto pensando? Cosa avviene ora nella mia sfera mentale? Quando praticato molte volte al giorno, questo processo di testimonianza diviene un fatto automatico che continua da solo e vi mostra chi siete, che cosa state facendo qui e dove state andando. Si pu
veramente dire che in questa pratica, attraverso la consapevolezza del
rumore interiore, arriverete a conoscere la voce del silenzio, il suono
dorato che risuona di eternit.

Trascrizione di una Lezione Completa di Antar Mouna


Stadio 1
La pratica di antar mouna comincia.
Chiudete gli occhi e teneteli chiusi per tutto il tempo.
Lasana stabile, la posizione stabile, gli occhi sono chiusi, la colonna vertebrale eretta.
Io sono preparato per il silenzio interiore - questa dovrebbe essere la disposizione della mente.
Allinizio la pratica non la consapevolezza delle cose interiori,
ma la consapevolezza delle esperienze sensoriali esterne, i differenti suoni, le differenti sensazioni, le differenti esperienze sensoriali.
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Concentratevi sui suoni e sulle sensazioni esterne, senza considerarli per niente disturbi nella concentrazione.
Con assoluta concentrazione, con totale consapevolezza esterna fate questa pratica finch troverete un cambiamento di atmosfera nella vostra mente.
Non lottate con i vostri sensi, non combattete con le vostre espressioni ed esperienze sensoriali ma divenitene consapevoli, divenitene spettatori. Dovreste essere consapevoli.
Dovreste anche risvegliare la consapevolezza di Io sono consapevole, io sto ascoltando, io sono consapevole che sto ascoltando
listruttore che parla
In questo modo la mente ed i sensi dovrebbero essere addestrati a
non divenire disturbati dalle esperienze sensoriali.
N il suono, n il gusto, n il tatto o qualsiasi altra cosa dovrebbero
disturbarvi in nessun modo.
Nonostante il fatto che voi ascoltiate i rumori esterni o che abbiate
esperienza di differenti sensazioni nel vostro corpo fisico come
prurito, indolenza, necessit di grattarsi e cos via, non dovreste essere disturbati da esse.
Questo particolare aspetto del sadhana conosciuto come pratyahara, il quinto gradino del raja yoga.
Pratyahara vuol dire ritiro dei sensi, come ha suggerito Sri Krishna
nel secondo capitolo della Gita: Cos come la tartaruga ritira il
proprio corpo nellinvolucro del guscio, allo stesso modo i sensi
dovrebbero essere ritratti. Non con la forza ma con una tecnica i
sensi dovrebbero essere ritirati dai rispettivi oggetti dei sensi; i sensi dovrebbero essere calmati con latteggiamento di drashta o sakshi.
I sensi dovrebbero essere calmati con latteggiamento di Io sto testimoniando lesperienza di ascoltare e sono consapevole del suono
del canto degli uccelli.
Io il terzo in questo processo
Prime sono le orecchie, secondo loggetto dellesperienza, il suono, la musica degli uccelli, e terzo sono io, colui che spettatore,
colui che il testimone di questo processo di esperienze sensoriali.
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In questo modo, dovreste distintamente, profondamente e intensamente, con discernimento, sviluppare questa triplice consapevolezza nel primo stadio di antar mouna.
Il fare lesperienza, loggetto dellesperienza e losservatore di entrambi.
Il soggetto e loggetto, le orecchie ed il suono, gli occhi e la forma,
la pelle ed il tatto, la lingua ed il gusto, il naso e lolfatto.
Dovreste essere testimoni di tutto questo nel modo giusto, senza alcun senso di disturbo.
Questa lintroversione delle vostre esperienze sensoriali, e questo
dovreste fare in ogni momento, senza odiare per niente le esperienze esterne, ma guardandole con drashta bhava, lattitudine del testimone.
In pochi momenti troverete che dentro di voi c unatmosfera di
calma, tranquillit e pace, e allora sarete pronti per la meditazione.
Questo il vostro compito a casa per oggi.
Per favore, praticatelo a casa, di notte, di sera o durante il giorno;
in macchina o in rickshaw; in qualsiasi posto siate, con gli amici o
da soli.
Non aspettate la calma e il silenzio - no.
Ci sar rumore, ci saranno disturbi, il corpo sar agitato ma voi dovete sviluppare il dharma di un testimone calmo e silenzioso.

Gli stadi 2, 3, 4, e 5 di antar mouna saranno pubblicati sui prossimi numeri del
Periodico.

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Espandere la Capacit Respiratoria


tratto da: Swami Niranjanananda Saraswati, Prana, Pranayama, Prana
Vidya, ed. Bihar School of Yoga, Munger, Bihar, India

Con la manipolazione del respiro che entra ed esce dal naso potete
regolare i meccanismi interiori del corpo e sviluppare un controllo
totale su tutte le attivit praniche e mentali.
Paramahamsa Satyananda
Ciascuno dei tre elementi del pranayama - puraka (inspirazione), rechaka (espirazione) e kumbhaka (ritenzione) - pu essere controllato
in vari modi. Aumentando il grado di controllo su ogni elemento del
respiro si possono ottenere maggiori benefici dalle pratiche di pranayama.
Controllo del respiro significa modificare:
1. La durata di inspirazione, espirazione o ritenzione.
2. La profondit dellinspirazione.
3. La forza di inspirazione ed espirazione.
La durata si riferisce al tempo impiegato per praticare una completa
inspirazione, espirazione o ritenzione. La profondit si riferisce al grado di espansione o compressione dei polmoni. La forza si riferisce alla
quantit di sforzo muscolare necessario applicato per produrre inspirazione ed espirazione o per mantenere la ritenzione.
Quando le tecniche di pranayama diventano pi avanzate,
necessario prolungare la durata della respirazione e della ritenzione.
necessario procedere agevolmente, senza sforzarsi o aver bisogno di
respiri intermedi. Perci, insieme con la durata dovrebbe essere aumentata la profondit del respiro per soddisfare la richiesta di ossigeno, mentre la forza del respiro dovrebbe essere parallelamente ridotta
per diminuire il consumo di ossigeno e la tensione nel corpo.
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Le seguenti tecniche vengono suggerite per estendere gradualmente la capacit respiratoria.


Nota: a questo punto vorremmo nuovamente ricordarvi che le tecniche descritte non devono implicare alcuno sforzo. Se sentite il respiro
affannoso, capogiro o senso di svenimento, - FERMATEVI ! - e fate
controllare la vostra tecnica da un insegnante di Yoga. Le tecniche
sono innocue se sono seguite con sensibilit e con una guida esperta.
A nessun livello si deve eccedere con lestensione del respiro. Se sentite il bisogno di fare dei respiri supplementari tra ciascun ciclo, o finite la pratica con il bisogno di fare alcuni respiri profondi, significa
che avete ecceduto estendendo la vostra capacit e dovreste ritornare
a un livello pi agevole.
La capacit respiratoria si espander con la pratica. Aumentate gradualmente la tecnica settimanalmente o mensilmente, dando ai vostri
polmoni e ai vostri muscoli il tempo di adattarsi ad ogni stadio. Non
andate avanti se non potete praticare agevolmente lo stadio precedente. sempre meglio se le tecniche respiratorie sono apprese sotto la
guida di un insegnante competente.
Viloma Pranayama
Un metodo semplice per prolungare la durata di inspirazione ed espirazione tramite viloma pranayama. In questa pratica la respirazione
viene interrotta da diverse pause durante linspirazione, o
lespirazione, o entrambe. Questo serve a dare un controllo ancora pi
sottile sul flusso dellaria, ed una pratica eccellente per preparare per
una durata del respiro ed una ritenzione prolungate. Pu anche essere
utilizzata come metodo di respirazione alternata in nadi shodhana, ed
considerata una buona preparazione per bhastrika.
Nella respirazione normale linspirazione e lespirazione fluiscono in modo scorrevole e uniforme. Viloma significa andare contro
il flusso naturale e, come pranayama, significa interrompere il flusso
naturale dellinspirazione o dellespirazione.
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Tecnica 1: Interruzione dellinspirazione


Questa tecnica pu essere praticata sia sdraiati in shavasana che in
qualsiasi confortevole postura da seduti.
Rilassate tutto il corpo e praticate, per alcuni minuti kaya sthairyam
- poi iniziate la respirazione yogica, diventando consapevoli di ciascuna inspirazione e di ciascuna espirazione - lasciate che il respiro
yogico diventi stabile - inspirate - pausa - continuate ancora
linspirazione - poi unaltra pausa - continuate in questo modo finch sentirete i polmoni completamente pieni - assicuratevi che il
diaframma e laddome rimangano fermi dopo ogni pausa - non si
dovrebbe sentire laddome che sobbalza su e gi - potete immaginare che state respirando su una rampa di scale - la visualizzazione
pu rendervi la pratica pi semplice.
Dopo aver completato linspirazione frazionata, espirate lentamente e uniformemente finch sentite i polmoni vuoti - non forzate per
nessun motivo - praticate undici cicli - poi continuate la respirazione yogica completa ancora per alcuni minuti.
Tecnica 2: Interruzione dellespirazione
Si pratica allo stesso modo della Tecnica 1, eccetto che si fa
uninspirazione uniforme e completa e lespirazione viene interrotta da alcune pause finch i polmoni sono completamente vuoti.
Il numero delle pause dipende da ciascun individuo, ma di solito
varia da tre a cinque.
Praticate undici cicli e, dopo aver terminato, respirate normalmente
per alcuni minuti.
Tecnica 3 : Interruzione di inspirazione ed espirazione
Questa tecnica combina la 1 e la 2, cio, vengono interrotte sia
linspirazione che lespirazione.
Inspirazione - pausa - inspirazione - pausa - finch i polmoni sono
pieni - poi espirazione - pausa - espirazione - pausa - finch i polmoni sono vuoti - in questa pratica cercate di mantenere il controllo
delladdome, ma non forzate per alcun motivo.
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Se desiderate, potete fare una respirazione normale tra ciascun ciclo, praticate undici cicli.
Nota: Il numero delle pause in ciascuna inspirazione o espirazione
varier normalmente da tre a cinque, possono essere concepite delle
variazioni alle tre tecniche per aumentare o ridurre il numero delle
pause. Aumentando il numero delle pause si pu ottenere un pi sottile controllo del respiro. Si pu anche aumentare la forza del respiro.
Impulsi brevi e forzati prepareranno i polmoni e la muscolatura per
pratiche come bhastrika e kapalbhati pranayama.

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Glossario
artha: bisogno di sicurezza materiale ed esteriore; uno dei quattro purushartha.
avidya: ignoranza; assenza di consapevolezza.
dharma: ruolo naturale che una persona deve condurre nella vita; azione retta; legge etica; dovere; uno dei quattro purushartha.
drashta: osservatore; consapevolezza.
kama: necessit o soddisfacimento emozionale; uno dei quattro purushartha.
grihastha: capofamiglia.
jivatma: anima individuale.
moha: infatuazione; stato di ignoranza.
mouna: silenzio.
moksha: liberazione dai cicli di nascita, morte e rinascita; libert interiore; uno dei quattro purushartha.
purushartha: quattro aspetti dellesistenza umana che devono essere
soddisfatti: kama, artha, dharma e moksha.
sakshi: aspetto della coscienza individuale che rimane il testimone
silenzioso.
tamas: uno dei tre guna; stato di inerzia, ottusit o ignoranza.
viveka: discriminazione; discernimento.
vairagya: non attaccamento.
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